Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.2 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento I promessi sposi 0 214 1413522 1350525 2026-05-15T14:20:07Z Udiki 86035 /* Citazioni */ aggiunta la famosa massima del Conte zio 1413522 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua}} {{Torna a|Alessandro Manzoni}} [[File:I promessi sposi-008.jpg|thumb|Antiporta figurata dell'edizione del 1840 del romanzo]] '''''I promessi sposi''''', romanzo di [[Alessandro Manzoni]] del 1827. ==[[Incipit]]== ===[[s:Fermo e Lucia/Tomo Primo/Cap I#Incipit|Edizione 1823: ''Fermo e Lucia'']]=== Quel ramo del [[lago di Como]] d'onde esce l'Adda e che giace fra due catene non interrotte di monti da settentrione a mezzogiorno, dopo aver formati varj seni e per così dire piccioli golfi d'ineguale grandezza, si viene tutto ad un tratto a ristringere; ivi il fluttuamento delle onde si cangia in un corso diretto e continuato di modo che dalla riva si può per dir così segnare il punto dove il lago divien fiume. Il ponte che in quel luogo congiunge le due rive, rende ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione: perché gli argini perpendicolari che lo fiancheggiano non lasciano venir le onde a battere sulla riva ma le avviano rapide sotto gli archi; e presso quegli argini uno può quasi sentire il doppio e diverso romore dell'acqua, la quale qui viene a rompersi in piccioli cavalloni sull'arena, e a pochi passi tagliata dalle pile di macigno scorre sotto gli archi con uno strepito per così dire fluviale. ===[[s:I promessi sposi (Ferrario)/Capitolo I|Edizione 1827: ''la Ventisettana'']]=== Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, viene quasi a un tratto a ristringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia riviera di rincontro; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lasciano l'acqua distendersi e allentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. ===[[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|Edizione 1840: ''la Quarantana'']]=== Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. ==Citazioni== *L'[[Storia|Historia]] si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mano gl'anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *E veramente, considerando che questi nostri climi sijno sotto l'amparo del Re Cattolico nostro Signore, che è quel Sole che mai tramonta, e che sopra di essi, con riflesso Lume, qual Luna giamai calante, risplenda l'Heroe di nobil Prosapia che pro tempore ne tiene le sue parti, e gl'Amplissimi Senatori quali Stelle fisse, e gl'altri Spettabili Magistrati qual'erranti Pianeti spandino la luce per ogni doue, venendo così a formare un nobilissimo Cielo, altra causale trouar non si può del vederlo tramutato in inferno d'atti tenebrosi, malvaggità e sevitie che dagl'huomini temerarij si vanno moltiplicando, se non se arte e fattura diabolica, attesoché l'humana malitia per sé sola bastar non dourebbe a resistere a tanti Heroi, che con occhij d'Argo e braccj di Briareo, si vanno trafficando per li pubblici emolumenti. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Chiunque, senza esser pregato, s'intromette a rifar l'opera altrui, s'espone a rendere uno stretto conto della sua, e ne contrae in certo modo l'obbligazione. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Di [[Libro|libri]] basta uno per volta, quando non è d'avanzo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Introduzione|Introduzione]]) *Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A don Abbondio}} Or bene, questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai. (un bravo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A don Abbondio}} Orsù, se la cosa avesse a decidersi a ciarle, lei ci metterebbe in sacco. Noi non ne sappiamo, né vogliam saperne di più. Uomo avvertito... lei c'intende. (un bravo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *Il nostro Abbondio non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *La [[Ragione e torto|ragione]] e il [[Ragione e torto|torto]] non si dividon mai con un taglio così netto, che ogni parte abbia soltanto dell'una o dell'altro. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull'animo del poveretto, quello che s'è raccontato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo I|cap. I]]) *{{NDR|A [[don Abbondio]], che vorrebbe tener segreta l'intimazione dei bravi}} Eh! le schioppettate non si danno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano! E io ho sempre veduto che a chi sa mostrare i denti, e farsi stimare, gli si porta rispetto; e, appunto perché lei non vuol mai dir la sua ragione, siam ridotti a segno che tutti vengono, con licenza, a... ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: 2010, p. 19, cap. I) *{{NDR|A [[don Abbondio]], incalzandolo sulla sua codardia}} – Io taccio subito; ma è però certo che, quando il mondo s'accorge che uno, sempre, in ogni incontro, è pronto a calar le... ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: 2010, p. 19, cap. I) *Si racconta che il principe di Condé dormì profondamente la notte avanti la giornata di Rocroi: ma, in primo luogo, era molto affaticato; secondariamente aveva già date tutte le disposizioni necessarie, e stabilito ciò che dovesse fare, la mattina. Don Abbondio in vece non sapeva altro ancora se non che l'indomani sarebbe giorno di battaglia; quindi una gran parte della notte fu spesa in consulte angosciose. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *"Sapete voi quanti siano gl'impedimenti dirimenti?" <br /> "Che vuol ch'io sappia d'impedimenti?" <br /> "''Error, conditio, votum, cognatio, crimen, <br /> Cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, <br /> Si sis affinis,''..." <br /> cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita. <br /> "Si piglia gioco di me?" interruppe il giovine. "Che vuol ch'io faccia del suo ''[[Lingua latina|latinorum]]''?" ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *Mala cosa nascer povero, il mio caro [[Renzo Tramaglino|Renzo]]. ([[Perpetua (personaggio)|Perpetua]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *{{NDR|A [[don Abbondio]]}} Posso aver fallato; e mi scusi, – rispose [[Renzo Tramaglino|Renzo]], aprendo e disponendosi a uscire. (Renzo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *La venne finalmente, con un gran cavolo sotto il braccio, e con la faccia tosta, come se nulla fosse stato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo II|cap. II]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Benedetta gente! siete tutti così: in vece di raccontar il fatto, volete interrogare, perché avete i vostri disegni in testa. ([[Azzecca-garbugli]]: 2010, p. 33, cap. III) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} All'[[avvocato]] bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle. ([[Azzecca-garbugli]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} A saper ben maneggiare le gride, nessuno è [[Innocente e colpevole|reo]], e nessuno è innocente. ([[Azzecca-garbugli]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]] e [[Lucia Mondella|Lucia]]}} A noi poverelli le matasse paion più imbrogliate, perché non sappiam trovarne il bandolo; ma alle volte un parere, una parolina d'un uomo che abbia studiato... so ben io quel voglio dire. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|Ad [[Azzecca-garbugli]]}} Oh! signor dottore, come l'ha intesa? l'è proprio tutta al rovescio. ([[Renzo Tramaglino|Renzo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *{{NDR|Ad [[Agnese (personaggio)|Agnese]]}} E si faceva tant'olio, che ogni povero veniva a prenderne, secondo il suo bisogno; perché noi {{NDR|[[frate|frati]]}} siam come il [[mare]], che riceve acqua da tutte le parti, e la torna a distribuire a tutti i fiumi. ([[fra Galdino]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *E lo sposo {{NDR|Renzo Tramaglino}} se n'andò, col cuore in tempesta, ripetendo sempre quelle strane parole: «a questo mondo c'è [[giustizia]], finalmente!» Tant'è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quel che si dica. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo III|cap. III]]) *Un venticello d'autunno, staccando da' rami le foglie appassite del [[gelso]] le portava a cadere, qualche passo distante dall'albero. (2010, cap. IV)<ref>Da ''I promessi sposi'', a cura di Enrico Ghidetti, Feltrinelli, Milano, 2010, p. 42. ISBN 978-88-07-82162-2</ref> *C'è talvolta, nel volto e nel contegno d'un uomo, un'espressione così immediata, si direbbe quasi un'effusione dell'animo interno, che, in una folla di spettatori, il giudizio sopra quell'animo sarà un solo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|A Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], intimandogli di dargli la precedenza}} Nel mezzo, vile meccanico; o ch'io t'insegno una volta come si tratta co' gentiluomini. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *{{NDR|Replicando a Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], che gli ha dato del mentitore}} – Tu menti ch'io abbia mentito. [...] – E, se tu fossi cavaliere, come son io, – aggiunse quel signore, – ti vorrei far vedere, con la spada e con la cappa, che il mentitore sei tu. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *{{NDR|Sfidando a duello Lodovico, futuro [[fra Cristoforo]], che ha sfoderato la spada}} – Temerario! – grido l'altro, sfoderando la sua: – io spezzerò questa, quando sarà macchiata del tuo vil sangue. ([[Il soverchiatore]]: 2010, p. 46, cap. IV) *È uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter [[odio|odiare]] ed esser odiati, senza conoscersi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|Al fratello del "soverchiatore" ucciso prima di farsi frate e da cui aveva ottenuto il perdono}} Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un [[pane]], perché io possa dire d'aver goduto la sua [[carità]], d'aver mangiato il suo pane, e avuto un segno del suo [[perdono]]. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IV|cap. IV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Non rivangare quello che non può servire ad altro che a inquietarti inutilmente. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], disputando su una questione di cavalleria}} – Ma questo – replicava, non meno urlando il podestà, – questo è un di più, un mero di più, un ornamento poetico, giacché il messaggiero è di sua natura inviolabile, per diritto delle genti, ''jure gentium'': e, senza andar tanto a cercare, lo dice anche il proverbio: ambasciator non porta pena. E, i proverbi, signor conte, son la sapienza del genere umano. E non avendo il messaggiero detto nulla in suo proprio nome, ma solamente presentata la sfida in iscritto... ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 58, cap. V) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]] e a [[fra Cristoforo]]}} – Battere un ambasciatore! persona sacra! Anche lei, padre, mi dirà, se questa è azione da cavaliere. ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 58, cap. V) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], disputando su una questione di cavalleria}} Ma ascolti, ma ascolti, ma ascolti. Percotere un disarmato è atto proditorio; ''atqui'' il messo ''de quo'' era senz'arme, ''ergo''... ([[Podestà di Lecco]]: 2010, p. 59, cap. V) *{{NDR|Al [[Podestà di Lecco]]}} Sa lei, signor mio, come la pensi l'imperatore, in questo momento? Crede lei che non ci sia altro che Mantova a questo mondo? le cose a cui si deve pensare son molte, signor mio. ([[Conte Attilio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *«Senza esempi non si fa nulla.» ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo V|cap. V]]) *{{NDR|A [[fra Cristoforo]]}} Escimi di tra' piedi, villano temerario, poltrone incappucciato. ([[don Rodrigo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VI|cap. VI]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]] e [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Ascoltate e sentirete. Bisogna aver due testimoni ben lesti e ben d'accordo. Si va dal curato: il punto sta di chiapparlo all'improvviso, che non abbia tempo di scappare. L'uomo dice: signor curato, questa è mia moglie; la donna dice: signor curato, questo è mio marito. Bisogna che il [[curato]] senta, che i testimoni sentano; e il matrimonio è bell'e fatto, sacrosanto come se l'avesse fatto il papa. Quando le parole son dette, il curato può strillare, strepitare, fare il diavolo; è inutile; siete marito e moglie. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VI|cap. VI]]) *Le parole dell'iniquo che è forte, penetrano e sfuggono. Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso, schernire e chieder ragione, atterrire e lagnarsi, essere sfacciato e irreprensibile. (Padre Cristoforo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|[[William Shakespeare]]}} Un barbaro non privo d'ingegno. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|A [[don Rodrigo]], che gli ha ordinato di rapire Lucia}} – Non si dirà mai che il Griso si sia ritirato da un comando dell'illustrissimo signor padrone. ([[Griso]]: 2010, p. 82, cap. VII) *{{NDR|A [[don Rodrigo]]}} – Signore, non si può levare un fiore dalla pianta e portarlo a vossignoria, senza toccarlo. Ma non si farà che il puro necessario. ([[Griso]]: 2010, p. 82, cap. VII) *«Carneade! Chi era costui?» ruminava tra se [[don Abbondio]] seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l'imbasciata. «Carneade! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?» Tanto il pover'uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Don Abbondio, sorpreso, messo in fuga, spaventato, mentre attendeva tranquillamente a' fatti suoi, parrebbe la vittima; eppure, in realtà, era lui che faceva un sopruso. Così va spesso il mondo... voglio dire, così andava nel secolo decimo settimo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Tutt'a un tratto, in vece di lui {{NDR|Menico}}, e con ben altro tono, si fa sentir quel primo tocco di [[campana]] così fatto, e dietro una tempesta di rintocchi in fila. Chi è in difetto è in sospetto, dice il proverbio milanese: all'uno e all'altro furfante parve di sentire in que' tocchi il suo nome, cognome e soprannome: lasciano andar le braccia di Menico, ritirano le loro in furia, spalancan la mano e la bocca, si guardano in viso, e corrono alla casa, dov'era il grosso della compagnia. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell'ampiezza uniforme; l'aria gli par gravosa e morta; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a' suoi monti. Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, [[chiesa (architettura)|chiesa]], dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov'era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Certo, il [[cuore]], chi gli dà retta, ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà. Ma che sa il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Chi dava a voi {{NDR|[[Dio]]}} tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *{{NDR|L'[[adolescenza]]}} [...] quell'età così critica, nella quale par che entri nell'animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna, rinvigorisce tutte l'inclinazioni, tutte l'idee, e qualche volta le trasforma, o le rivolge a un corso impreveduto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo IX|cap. IX]]) *Vi son de' momenti in cui l'animo, particolarmente de' giovani, è disposto in maniera che ogni poco d'istanza basta a ottenerne ogni cosa che abbia un'apparenza di bene e di sacrifizio: come un fiore appena sbocciato, s'abbandona mollemente sul suo fragile stelo, pronto a concedere le sue fragranze alla prim'aria che gli aliti punto d'intorno. Questi momenti, che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto, son quelli appunto che l'astuzia interessata spia attentamente, e coglie di volo, per legare una volontà che non si guarda. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *...ripetere un sì tante volte detto; lo ripeté, e fu monaca per sempre! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *La sventurata rispose. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *Ben di rado avviene che le parole affermative e sicure d'una persona autorevole, in qualsivoglia genere, non tingano del loro colore la mente di chi le ascolta. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo X|cap. X]]) *Una delle più gran consolazioni di questa vita è l'[[amicizia]]; e una delle consolazioni dell'amicizia è quell'avere a cui confidare un segreto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XI|cap. XI]]) *Costui {{NDR|il gran cancelliere Antonio Ferrer}} vide, e chi non l'avrebbe veduto? che l'essere il [[pane]] a un prezzo giusto, è per sé una cosa molto desiderabile; e pensò, e qui fu lo sbaglio, che un suo ordine potesse bastare a produrla. Fissò la ''meta'' (così chiamano qui la tariffa in materia di commestibili), fissò la meta del pane al prezzo che sarebbe stato il giusto, se il [[grano]] si fosse comunemente venduto a trentatré lire il moggio: e si vendeva fino ad ottanta. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XII|cap. XII]]) *Nella strada chiamata la Corsia de' Servi, c'era, e c'è tuttavia un [[panificio|forno]], che conserva lo stesso nome; nome che in toscano viene a dire il forno delle grucce, e in milanese è composto di parole così eteroclite, così bisbetiche, così salvatiche che l'alfabeto della lingua non ha i segni per indicarne il suono. A quella parte s'avventò la gente. (2010, p. 153, cap. XII) *Parole da non ripetersi diceva, con la schiuma alla bocca, un altro, che teneva con una mano un cencio di [[fazzoletto]] su' capelli arruffati e insanguinati. (2010, p. 156, cap. XII) *Tra questi discorsi, dai quali non saprei dire se fosse più informato o sbalordito, e tra gli urtoni, arrivò Renzo finalmente davanti a quel [[panificio|forno]]. La gente era già molto diradata, dimodoché poté contemplare il brutto e recente soqquadro. Le mura scalcinate e ammaccate da sassi, da mattoni, le finestre sgangherate, diroccata la porta.<br>“Questa non è una bella cosa,” disse Renzo tra sé: “se concian così tutti i forni, dove voglion fare il pane? Ne' pozzi?” (2010, p. 157, cap. XII) *Veramente, la distruzione de' frulloni e delle madie, la devastazione de' [[panificio|forni]], e lo scompiglio de' fornai, non sono i mezzi più spicci per fare vivere il pane; ma questa è una di quelle sottigliezze metafisiche, che una moltitudine non ci arriva. (2010, p. 158, cap. XII) *Adelante, presto, con juicio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Per grazia del cielo, accade talvolta anche nel male quella cosa troppo frequente nel bene, che i fautori più ardenti divengano un impedimento. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Comanda chi può e ubbidisce chi vuole.<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 583.</ref> ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIV|cap. XIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Son qui per servirvi, quel bravo giovine, – disse uno, che aveva ascoltata attentamente la predica, e non aveva detto ancora nulla. – Conosco appunto un'osteria che farà al caso vostro; e vi raccomanderò al padrone, che è mio amico, e galantuomo. ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 174, cap. XIV) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Povero giovine! per quanto ho potuto intendere da' vostri discorsi, ve n'hanno fatte delle grosse. ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 174, cap. XIV) *«Al pane», disse Renzo, ad alta voce e ridendo, «ci ha pensato la [[provvidenza]].» E tirato fuori il terzo e ultimo di que' pani raccolti sotto la croce di san Dionigi, l'alzò gridando: «ecco il pane della provvidenza!» ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIV|cap. XIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], per estorcergli il nome e fare la spiata ai birri}} – Ecco come farei. Una meta onesta, che tutti ci potessero campare. E poi, distribuire il pane in ragione delle bocche: perché c'è degli ingordi indiscreti, che vorrebbero tutto per loro, e fanno a ruffa raffa, pigliano a buon conto; e poi manca il pane alla povera gente. Dunque dividere il pane. E come si fa? Ecco: dare un bel biglietto a ogni famiglia, in proporzion delle bocche, per andare a prendere il pane dal fornaio. A me, per esempio, dovrebbero rilasciare un biglietto in questa forma: Ambrogio Fusella, di professione spadaio, con moglie e quattro figliuoli, tutti in età da mangiar pane (notate bene): gli si si dia pane tanto, e paghi soldi tanti. Ma far le cose giuste, sempre in ragion delle bocche. A voi, per esempio, dovrebbero fare un biglietto per... il vostro nome? ([[La guida (personaggio)|La guida]]: 2010, p. 179, cap. XIV) *All'uomo impicciato, quasi ogni cosa è un nuovo impiccio! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVI|cap. XVI]]) *Basta spesso una voglia, per non lasciar ben avere un uomo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *– Oh povero [[Renzo Tramaglino|Renzo]]! Ma tu hai fatto capitale di me; e io non t'abbandonerò. Veramente, ora non c'è ricerca d'operai; anzi appena appena ognuno tiene i suoi, per non perderli e disviare il negozio; ma il padrone mi vuol bene, e ha della roba. E, a dirtela, in gran parte la deve a me, senza vantarmi: lui il capitale, e io quella poca abilità. Sono il primo lavorante, sai? e poi, a dirtela, sono il ''factotum''. ([[Bortolo]]: 2010, p. 216, cap. XVII) *La strada dell'[[iniquità]], dice qui il manoscritto, è larga; ma questo non vuol dire che sia comoda: ha i suoi buoni intoppi, i suoi passi scabrosi; è noiosa la sua parte, e faticosa, benché vada all'ingiù. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVIII|cap. XVIII]], p. [[s:Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/352|346]]) *Nella sua {{NDR|Storia}} c'era mescolato per tutto un sentimento, una parola, che non le pareva possibile di proferire, parlando di sé; e alla quale non avrebbe mai trovato da sostituire una perifrasi che non le paresse sfacciata: l'amore! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *{{NDR|A [[Agnese (personaggio)|Agnese]] che chiede notizie di [[fra Cristoforo]]}} Se i superiori dovessero render conto degli ordini che danno, dove sarebbe l'ubbidienza, donna mia? ([[fra Galdino]]: 2010, p. 225, cap. XVIII) *{{NDR|A [[Agnese (personaggio)|Agnese]] che insiste su [[fra Cristoforo]]}} Sentite, buona donna; il padre Cristoforo era veramente un uomo; ma ce ne abbiamo degli altri, sapete? pieni di carità e di talento, e che sanno trattare ugualmente co' signori e co' poveri. Volete il padre Atanasio? volete il padre Girolamo? volete il padre Zaccaria? ([[fra Galdino]]: 2010, pp. 225-226, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}}, zio anche del cugino [[don Rodrigo]] – Signore zio, che [[Don Rodrigo|Rodrigo]] possa aver fatto qualche scherzo a quella [[Lucia Mondella|creatura]], incontrandola per la strada, non sarei lontano dal crederlo: è giovine, è finalmente non è cappuccino; ma queste son bazzecole da non trattenerne il signore zio: il serio è che il [[fra Cristoforo|frate]] s'è messo a parlar di Rodrigo come si farebbe d'un mascalzone, cerca d'aizzargli contro tutto il paese... ([[Conte Attilio]]: 2010, p. 227, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], in riferimento a [[fra Cristoforo]]}} – Oh frate temerario! Come si chiama costui? ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte zio]], in riferimento a [[fra Cristoforo]]}} – Era un plebeo che, trovandosi aver quattro soldi, voleva competere coi cavalieri del suo paese; e, per rabbia di non poterla vincer con tutti, ne ammazzò uno; onde, per iscansar la forca, si fece frate. ([[Conte Attilio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], venuto a chiedere protezione per il cugino e sodale [[don Rodrigo]]}} Ma bene! ma bravo, padre! Sicuro... infatti..., aveva una lettera per un... Peccato che... Ma non importa; va bene. E perché il signor [[don Rodrigo]] non mi dice nulla di tutto questo? perché lascia andar le cose tant'avanti e non si rivolge a chi lo può e vuole dirigere e sostenere? ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *{{NDR|Al [[Conte Attilio]], accomunato a [[don Rodrigo]], entrambi suoi nipoti}} Scapestrati, scapestrati, che sempre ne fate una; e a me tocca rattopparle: che... mi fareste dire uno sproposito, mi date da pensare più voi altri due, che, – e qui immaginatevi che soffio mise, – tutti questi benedetti affari di stato. ([[Conte zio]]: 2010, p. 228, cap. XVIII) *Chi, vedendo in un campo mal coltivato, un'[[piante infestanti|erbaccia]], per esempio un bel lapazio, volesse proprio sapere se sia venuto da un seme maturato nel campo stesso, o portatovi dal vento, o lasciatovi cader da un uccello, per quanto ci pensasse, non ne verrebbe mai ad una conclusione. Così anche noi non sapremmo dire se dal fondo naturale del suo cervello, o dall'insinuazione d'Attilio, venisse al conte zio la risoluzione di servirsi del padre provinciale per troncare nella miglior maniera quel nodo imbrogliato. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – Oh! – disse poi: – mi dispiace davvero di sentire che vostra magnificenza abbia in un tal concetto il [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]]; mentre, per quanto ne so io, è un religioso... esemplare in convento, e tenuto in molta stima anche di fuori. ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – È la gloria dell'abito questa, signor [[Conte zio|conte]], che un uomo, il quale al secolo ha potuto far dir di sé, con questo indosso, diventi un altro. E da che [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]] porta quest'abito... ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]], riferendosi a [[fra Cristoforo]]}} – Se lei sa positivamente, – disse il provinciale, – che questo religioso abbia commesso qualche errore (tutti si può mancare), avrò per un vero favore l'esserne informato. Son superiore: indegnamente, ma lo sono appunto per correggere, per rimediare. ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 233, cap. XIX) *{{NDR|Al [[Conte zio]]}} – Sarà mio dovere di prendere buone informazioni d'un fatto simile. Come ho già detto a vostra magnificenza, e parlo con un signore che non ha meno giustizia che pratica di mondo, tutti siamo di carne, soggetti a sbagliare... tanto da una parte, quanto dall'altra: e se il [[Fra Cristoforo|padre Cristoforo]] avrà mancato... ([[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]]: 2010, p. 232, cap. XIX) *Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire. ([[Conte zio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *[...] alcuni clienti legati alla casa per una dipendenza ereditaria, e al personaggio per una servitù di tutta la vita; i quali, cominciando dalla minestra a dir di [[sì e no|sì]], con la bocca, con gli occhi, con gli orecchi, con tutta la testa, con tutto il corpo, con tutta l'anima, alle frutte v'avevan ridotto un uomo a non ricordarsi più come si facesse a dir di no. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *{{NDR|L'innominato}} Era grande, bruno, calvo; bianchi i pochi capelli che gli rimanevano; rugosa la faccia: a prima vista, gli si sarebbe dato più de' sessant'anni che aveva; ma il contegno, le mosse, la durezza risentita de' lineamenti, il lampeggiar sinistro, ma vivo degli occhi, indicavano una forza di corpo e d'animo, che sarebbe stata straordinaria in un giovine. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XX|cap. XX]]) *{{NDR|Ai bravi, complici del rapimento di [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Tirate fuori dalla cassetta i tromboni, e teneteli pronti; ché in questo bosco dove s'entra ora, c'è sempre de' birboni annidati. Non così in mano, diavolo! riponeteli dietro le spalle, li stesi: non vedete che costei è un pulcin bagnato che basisce per nulla? Se vede armi è capace di morir davvero. E quando sarà rinvenuta, badate bene di non farle paura; non la toccate, se non vi fo segno; a tenerla basto io. E zitti: lasciate fare a me. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2020, p. 247, cap. XX) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Vi dico che non abbiate paura: non siete una bambina, e dovete capire che noi non vogliamo farvi male. Non vedete che avremmo potuto ammazzarvi cento volte, se avessimo cattive intenzioni? Dunque state quieta. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2010, p. 248, cap. XX) *Il [[delitto]] è un padrone rigido e inflessibile, contro cui non divien forte se non chi se ne ribella interamente. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XX|cap. XX]]) *{{NDR|All'[[innominato]]}} – Ma... dico il vero, che avrei avuto più piacere che l'ordine fosse stato di darle una schioppettata nella schiena, senza sentirla parlare, senza vederla in viso. ([[Nibbio (personaggio)|Nibbio]]: 2010, p. 252, cap. XXI) *«[...] Quell'animale di [[don Rodrigo]] non mi venga a romper la testa con un ringraziamento; che... non voglio più sentir parlare di costei. L'ho servito perché... perché ho promesso: e ho promesso perché... è il mio destino. Ma voglio che me lo paghi bene questo servizio, colui. Vediamo un poco...» ([[Innominato]]: 2010, p. 253, cap. XX) *{{NDR|All'[[innominato]]}} [[Dio]] perdona tante cose, per un'opera di misericordia. ([[Lucia Mondella|Lucia]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXI|cap. XXI]]) *È una storia la compassione un poco come la paura: se uno la lascia prender possesso, non è più uomo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXI|cap. XXI]]) *[[Federico Borromeo|Federigo Borromeo]], nato nel 1564, fu degli uomini rari in qualunque tempo, che abbiano impiegato un ingegno egregio, tutti i mezzi d'una grand'opulenza, tutti i vantaggi d'una condizione privilegiata, un intento continuo, nella ricerca e nell'esercizio del meglio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *Persuaso che la [[vita]] non è già destinata ad essere un peso per molti, e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego, del quale ognuno renderà conto, cominciò da fanciullo a pensare come potesse render la sua utile e santa. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *Que' prudenti che s'adombrano delle [[vizio e virtù|virtù]] come de' [[vizio e virtù|vizi]], predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov'essi sono arrivati, e ci stanno comodi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *{{NDR|Il [[XVII secolo]]}} Quell'età sudicia e sfarzosa. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXII|cap. XXII]]) *[...] questa [[Biblioteca Ambrosiana|biblioteca ambrosiana]] che [[Federico Borromeo|Federigo]] ideò con sì animosa lautezza, ed eresse, con tanto dispendio, da' fondamenti; per fornir la quale di libri e di manoscritti, oltre il dono de' già raccolti con grande studio e spese da lui, spedì otto uomini, de' più colti ed esperti che poté avere, a farne incetta, per l'Italia, per la Francia, per la Spagna, per la Germania, per le Fiandre, nella Grecia, al Libano, a Gerusalemme. Così riusci a radunarvi circa trentamila volumi stampati, e quattordicimila manoscritti. (2010, p. 266, cap. XXII) *Alla [[Biblioteca Ambrosiana|biblioteca]] unì un collegio di dottori (furon nove, e pensionati da lui fin che visse; dopo, non bastando a quella spesa l'entrate ordinarie, furon ristretti a due); e il loro uffizio era di coltivare vari studi, teologia, storia, lettere, antichità ecclesiastiche, lingue orientali, con l'obbligo ad ognuno di pubblicar qualche lavoro sulla materia assegnatagli [...]. (2010, p. 266, cap. XXII) *{{NDR|Sulle disposizioni del cardinale [[Federico Borromeo|Federigo Borromeo]] riguardo la [[Biblioteca Ambrosiana]]}} Prescrisse al bibliotecario che mantenesse commercio con gli uomini più dotti d'Europa, per aver da loro notizie dello stato delle scienze, e avviso de' libri migliori che venissero fuori in ogni genere, e farne acquisto [...]. (2010, p. 267, cap. XXII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, in riferimento all'[[Innominato]]}} – Una strana visita, strana davvero, monsignore illustrissimo! ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, annunciando l'[[Innominato]]}} – Niente meno che il signor... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Ma... – replicò il cappellano, senza moversi: – vossignoria deve sapere chi è [[Innominato|costui]]: quel bandito, quel famoso... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo, in riferimento all'[[Innominato]].}} – Lo zelo fa de' nemici, monsignore; e noi sappiamo positivamente che più d'un ribaldo ha osato vantarsi che un giorno o l'altro... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Dico che [[Innominato|costui]] è un appaltatore di delitti, un disperato che tiene corrispondenza co' disperati più furiosi, e che può esser mandato... ([[Cappellano crocifero (personaggio)|Cappellano crocifero]]: 2010, p. 271, cap. XXIII) *{{NDR|Al cardinale Federigo Borromeo}} – Dio veramente grande! Dio veramente buono! io mi conosco ora, comprendo chi sono; le mie iniquità mi stanno davanti; ho ribrezzo di me stesso; eppure...! eppure provo un refrigerio, una gioia, sì una gioia, quale non ho provata mai in tutta questa mia orribile vita! ([[Innominato]]: 2010, p. 275, cap. XXIII) *Il mestiere di molestar le femmine, il più pazzo, il più ladro, il più arrabbiato mestiere di questo mondo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIII|cap. XXIII]]) *I colpi cascano sempre all'ingiù; i cenci vanno all'aria. ([[don Abbondio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *Quelli che fanno il [[bene e male|bene]], lo fanno all'ingrosso: quand'hanno provata quella soddisfazione, n'hanno abbastanza, e non si voglion seccare a star dietro a tutte le conseguenze; ma coloro che hanno quel gusto di fare il [[bene e male|male]], ci mettono più diligenza, ci stanno dietro fino alla fine, non prendon mai requie, perché hanno quel canchero che li rode. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *I [[Povertà|poveri]], ci vuol poco a farli comparir birboni. ([[Agnese (personaggio)|Agnese]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]] in riferimento all'[[Innominato]]}} – Viene a liberarvi; non è più quello; è diventato buono: sentite che vi chiede perdono? ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 285, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – M'ha mandata il nostro curato, – disse la buona donna: – perché questo [[Innominato|signore]], Dio gli ha toccato il cuore (sia benedetto!), ed è venuto al nostro paese, per parlare al signor cardinale arcivescovo (che l'abbiamo là in visita, quel sant'uomo), e s'è pentito de' suoi peccatacci, e vuol mutare vita; e ha detto al cardinale che aveva fatto rubare una povera innocente, che siete voi, d'intesa con un [[Don Rodrigo|altro]] senza timor di Dio, che il curato non m'ha detto chi possa essere. ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 286, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Brava giovine! riprese la donna: – e trovandosi al nostro paese anche il vostro [[Don Abbondio|curato]] (che ce n'è tanti tanti, di tutto il contorno, da mettere insieme quattro ufizi generali), ha pensato il signor cardinale di mandarlo anche lui in compagnia; ma è stato di poco aiuto. Già l'avevo sentito dire ch'era un uomo da poco; ma in quest'occasione, ho dovuto proprio vedere che è più impicciato che un pulcin nella stoppa. ([[Moglie del sarto]]: 2010, p. 287, cap. XXIV) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} – Ben venuta, ben venuta! Siete la benedizione del cielo in questa casa. Come son contento di vedervi qui! Già ero sicuro che sareste arrivata a buon porto; perché non ho mai trovato che il Signore abbia cominciato un miracolo senza finirlo bene; son contento di vedervi qui. Povera giovine! Ma è però una gran cosa d'aver ricevuto un miracolo! ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 291, cap. XXIV) *{{NDR|Sul cardinale Federigo Borromeo}} – A vederlo lì davanti all'altare, – diceva, – un signore di quella sorte, come un curato... ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 292, cap. XXIV) *{{NDR|Sul cardinale Federigo Borromeo}} – A pensare, dico, che, che un signore di quella sorte, e un uomo tanto sapiente, che, a quel che dicono, ha letto tutti i libri che ci sono, cosa a cui non è mai arrivato nessun altro, né anche in Milano; a pensare che sappia adattarsi a dir quelle cose in maniera che tutti intendano... ([[Sarto (personaggio)|Sarto]]: 2010, p. 292, cap. XXIV) *Gli uomini, generalmente parlando, quando l'[[Indignazione|indegnazione]] non si possa sfogare senza grave pericolo, non solo dimostran meno, o tengono affatto in sè quella che sentono, ma ne senton meno in effetto. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Volete aver molti in [[aiuto]]? Cercate di non averne bisogno. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Con l'idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n'aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n'era per disgrazia molte delle storte; e non eran quelle che le fossero men care. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *Il [[coraggio]] uno non se lo può dare. ([[don Abbondio]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] l'iniquità può aver bensì delle minacce da fare, de' colpi da dare, ma non de' comandi [...]. (Cardinale Federigo Borromeo: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVI|cap. XXVI]]) *Non c'è rimedio, chi ne sa più degli altri non vuol essere strumento materiale nelle loro mani, e quando entra negli affari altrui, vuol anche fargli andare un po' a modo suo. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVII|cap. XXVII]]) *Ma cos'è la storia senza la politica? Una guida che cammina, cammina, con nessuno dietro che impari la strada, e per conseguenza butta via i suoi passi; come la politica senza la storia è uno che cammina senza guida. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVII|cap. XXVII]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]], alludendo a [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Ebbene? – le diceva: non ci pensiam più a colui? ([[donna Prassede]]: 2010, p. 329, cap. XXVII) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]], sul costume dei giovani, con allusione a [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – quando hanno nel cuore uno scapestrato (ed è lì che inclinano sempre), non se lo staccan più. Un partito onesto, ragionevole, d'un galantuomo, d'un uomo assestato, che, per qualche accidente, vada a monte, son subito rassegnate; ma un rompicollo, è una piaga incurabile. ([[donna Prassede]]: 2010, p. 329, cap. XXVII) *[[Colico]] fu la prima terra del ducato, che invasero que' demòni; si gettarono poi sopra Bellano; di là entrarono e si sparsero nella Valsassina, da dove sboccarono nel territorio di [[Lecco]]. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXVIII|cap. XXVIII]]) *Così quell'uomo sul quale, se fosse caduto, sarebbero corsi a gara grandi e piccoli a calpestarlo; messosi volontariamente a terra, veniva risparmiato da tutti, e inchinato da molti. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIX|cap. XXIX]]) *Pochi e valenti, come i versi di [[Giovanni Torti|Torti]].<ref group="fonte">Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', p. 732.</ref> ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXIX|cap. XXIX]]) *Negli [[errori]] e massime negli errori di molti, ciò che è più interessante e più utile a osservarsi, mi pare che sia appunto la strada che hanno fatta, l'apparenze, i modi con cui hanno potuto entrar nelle menti, e dominarle. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXI|cap. XXXI]]) *Il [[buon senso]] c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXII|cap. XXXII]]) *La [[collera]] aspira a punire: e, come osservò acutamente, a questo stesso proposito, un uomo d'ingegno<ref>L'«uomo d'ingegno» è [[Pietro Verri]] e l'aforisma citato è presente in Pietro Verri, ''Osservazioni sulla tortura'', in ''Scrittori classici italiani di economia politica: {{small|parte moderna}}'', tomo XVII, p. 203.</ref>, le piace più d'attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXII|cap. XXXII]]) *Da tante cose dipende la celebrità de' libri! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIII|cap. XXXIII]]) *{{NDR|Al [[Griso]], al quale, sapendosi appestato, ha ordinato di chiamare Chiodo, un chirurgo fidato}} – È un galantuomo, che, chi lo paga bene, tien segreti gli ammalati. Va a chiamarlo: digli che gli darò quattro, sei scudi per visita, di più, se di più ne chiede; ma che venga qui subito; e fa la cosa bene, che nessun se n'avveda. ([[don Rodrigo]]: 2010, p. 398, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[don Rodrigo]], un attimo prima di denunciarlo ai monatti come appestato}} – No, signore, – rispose il [[Griso]]: – niente senza il parere del medico. Son mali bisbetici: non c'è tempo da perdere. Stia quieto: in tre salti son qui col Chiodo. ([[Griso]]: 2010, p. 398, cap. XXXIII) *{{NDR|Al [[Griso]], che l'ha tradito, chiamando i monatti anziché il medico}} – Ah traditore infame! Via, canaglia! Biondino! Carlotto! aiuto! son assassinato! ([[don Rodrigo]]: 2010, p. 399, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], in riferimento alla peste}} – Ah, ah! – disse Bortolo: – l'hai scampata, tu. Buon per te! ([[Bortolo]]: 2010, p. 402, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], in riferimento alla peste}} – Eh! vorrei esser io ne' tuoi piedi. A dire: sto bene, le altre volte, pareva di dir tutto; ma ora conta poco. Chi può arrivare a dire: sto meglio; quella sì è una bella parola! ([[Bortolo]]: 2010, p. 402, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Sei proprio tu! – disse l'amico, quando furon vicini: – oh che gusto ho di vederti! Chi l'avrebbe pensato? T'avevo preso per Paolin de' morti, che vien sempre a tormentarmi, perché vada a sotterrare. Sai che son rimasto solo? solo! solo, come un romito! ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 408, cap. XXXIII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], che gli ha raccontato le sue peripezie}} Son cose brutte, – disse l'amico, accompagnando Renzo in una camera che il contagio aveva resa disabitata; – cose che non si sarebbe mai creduto di vedere; cose da levarvi l'allegria per tutta la vita; ma però, a parlarne tra amici, è un sollievo. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 409, cap. XXXIII) *[...] ma dietro le spalle sentiva il calpestìo e, più forti del calpestìo, quelle grida amare: – dàgli! dàgli! all'untore! ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIV|cap. XXXIV]]) *Va', va', povero untorello, non sarai tu quello che spianti Milano. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXIV|cap. XXXIV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Cercala lì; cercala con fiducia e... con rassegnazione. Perché, ricordati che non è poco ciò che tu sei venuto a cercar qui: tu chiedi una persona viva al lazzeretto! Sai tu quante volte io ho veduto rinnovarsi questo mio povero popolo! quanti ne ho veduti portar via! quanti pochi uscire!... Va preparato a fare un sacrifizio... ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXV|cap. XXXV]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} Puoi [[odio|odiare]], e perderti; puoi, con un tuo sentimento, allontanar da te ogni benedizione. ([[fra Cristoforo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXV|cap. XXXV]]) *{{NDR|A [[Lucia Mondella|Lucia]]}} Parlo da buon cristiano ; e della [[Maria|Madonna]] penso meglio io che non voi; perché credo che non vuol promesse in danno del prossimo. Se la Madonna avesse parlato, oh, allora! Ma che cos'è stato? una vostra idea. Sapete cosa dovete promettere alla Madonna? Promettetele che la prima figlia che avremo, le metteremo nome Maria: ché questo son qui anch'io a prometterlo: queste son cose che fanno ben più onore alla Madonna: queste son divozioni che hanno più costrutto, e non portan danno a nessuno. ([[Renzo Tramaglino|Renzo]]: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVI|cap. XXXVI]]) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]], fradicio di pioggia}} – A dir la verità, potresti adoprare il da tanto in su, per lavare il da tanto in giù. Ma, aspetta, aspetta; che ti faccia un buon fuoco. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 452, cap. XXXVII) *{{NDR|A [[Renzo Tramaglino|Renzo]]}} – Vado a mungere: quando tornerò col latte, l'acqua sarà all'ordine, e si fa una buona polenta. Tu intanto fa il tuo comodo. ([[L'amico (personaggio)|L'amico]]: 2010, p. 453, cap. XXXVII) *L'attività dell'uomo è limitata; e tutto il di più che c'era nel comandare, doveva tornare in tanto meno nell'eseguire. Quel che va nelle maniche, non può andar ne' gheroni. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *–''In rerum natura,''– diceva, – non ci son che due generi di cose: sostanze e accidenti; e se io provo che il contagio non può essere né l'uno né l'altro, avrò provato che non esiste, che è una chimera. ([[Don Ferrante (personaggio)|don Ferrante]]: 2010, p. 458, cap. XXXVII) *Vibici, esantemi, antraci, parotidi, bubboni violacei, furoncoli nigricanti, son tutte parole rispettabili, che hanno il loro significato bell'e buono; ma dico che non han a che fare con la questione. Chi nega che ci possa essere di queste cose, anzi che ce ne sia? Tutto sta a veder di dove vengano. ([[Don Ferrante (personaggio)|don Ferrante]]: 2010, pp. 458-459, cap. XXXVII) *Non si può spiegare quanto sia grande l'autorità d'un dotto di professione, allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *È stata un gran flagello questa peste; ma è anche stata ''una scopa''; ha spazzato via certi soggetti {{NDR|don Rodrigo}}, che, figliuoli miei, non ce ne liberavamo più: verdi, freschi, prosperosi [...]. (don Abbondio: [[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVII|cap. XXXVII]]) *Sapete quante belle cose si posson fare senza offender le regole della buona creanza: fino sbudellarsi. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *Le [[parole]] fanno un effetto in bocca, e un altro negli [[orecchi]]. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *Si dovrebbe pensare più a far [[bene]], che a star bene: e così si finirebbe anche a star meglio. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) *L'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s'è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima. ([[s:I promessi sposi (1840)/Capitolo XXXVIII|cap. XXXVIII]]) ==[[Explicit]]== Il bello era a sentirlo raccontare le sue avventure: e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate, per governarsi meglio in avvenire. – Ho imparato, – diceva, – a non mettermi ne' tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a guardare con chi parlo: ho imparato a non alzar troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte, quando c'è lì d'intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede, prima d'aver pensato quel che possa nascere –. E cent'altre cose. Lucia però, non che trovasse la dottrina falsa in sé, ma non n'era soddisfatta; le pareva, così in confuso, che ci mancasse qualcosa. A forza di sentir ripetere la stessa canzone, e di pensarci sopra ogni volta, – e io, – disse un giorno al suo moralista, – cosa volete che abbia imparato? Io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercar me. Quando non voleste dire, – aggiunse, soavemente sorridendo, – che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene, e di promettermi a voi. Renzo, alla prima, rimase impicciato. Dopo un lungo dibattere e cercare insieme, conclusero che i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore. Questa conclusione, benché trovata da povera gente, c'è parsa così giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia. La quale, se non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta, e anche un pochino a chi l'ha raccomodata. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta. ==Citazioni su ''I promessi sposi''== *Alzarsi ogni mattina colle immagini vive del giorno innanzi davanti alla mente, scendere nello studio, tirar fuori dal cassetto dello scrittorio qualcuno di quei soliti personaggi, disporli davanti a me come tanti burattini, osservarne le mosse, ascoltarne i discorsi, poi mettere in carta e rileggere, era per me un godimento così vivo come quello di una ''curiosità soddisfatta''. ([[Alessandro Manzoni]]) *È proprio un bel libro! Non mi sono ancora addentrato molto nella storia, ma ne sono del tutto incantato. I dialoghi fra lo Sposo e il Prete, la Mattina del mancato matrimonio, fra lo Sposo e la Sposa e la Madre di lei, e la descrizione del tragitto del povero Renzo alla casa del dotto avvocato, con i capponi, la scena fra loro due e l'idea complessiva del personaggio e della vicenda di Padre Cristoforo sono delineati a tocchi estremamente delicati e suggestivi. Ho appena lasciato il buon padre nella chiassosa Sala da Pranzo di Don Rodrigo e ti assicuro che sono ansiosissimo di andare avanti. ([[Charles Dickens]]) *È stata pubblicata una nuova versione dei ''Promessi sposi'' secondo i princìpi delle leghe: i «lumbard» Renzo e Lucia e fra Cristoforo sono bravi e buoni, don Rodrigo è mafioso e «terun». Alla fine della storia, un invito che è la conclusione morale: «Foeura di ball!». ([[Enzo Biagi]]) *È un buon romanzo, voglio ammetterlo, per quanto ci si senta il lombardo che si diverte coi riboboli toscani, raccattati razzolando nei pagliai della Val d'Elsa. È un romanzo storico, ben colorito e scritto in modo divertevole; ma tolta qualche buona macchietta, come quel Don Abbondio, o quel Don Ferrante, mi pare che non ci appariscano dei grandi personaggi, e che d'altra parte sia ridicolo di fare, di due poveri diavoli, piuttosto pallidi e menci, come Renzo e Lucia, addirittura l'architrave di tutta la fabbrica. ([[Leo Ferrero]]) *È un libro che potrebbe essere letto in un coro di vergini presieduto dalla [[Maria|Madonna]]. ([[Ludovico da Casoria]]) *Esaminando liberamente il romanzo storico del Manzoni non istudierò miserie. Ditemi ora, o lettori, qual sarà il soggetto di un romanzo, che si raggira intorno a tal epoca? Quali saranno le imprese dei Milanesi, perché il romanzo è intitolato ''Storia milanese?''... Quali saranno gli eroi? Forse l'ambizioso [[Gonzalo Fernandez de Cordoba|Governator di Milano]] promotore della guerra che si accende in Italia? Forse il coraggioso [[Carlo I di Gonzaga-Nevers|Duca di Nevers]], che difende animosamente i diritti della sua casa?... Né un solo di cotesti personaggi è l'eroe del romanzo, né una sola di siffatte vicende forma il soggetto dell'istoria scoperta e rifatta dal Manzoni. Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due poveri lavoratori del contado di Como, sono gli eroi per cui dobbiamo interessarci; se si sposeranno, o no, è l'importante vicenda che tener deve gli animi nostri sospesi... Eccovi, o lettori, tutto il tessuto di questa istoria milanese rifatta: e s'ella è cosa che meriti il nome di storia giudicatelo voi. ([[Felice Romani]]) *Ho veduto il romanzo del Manzoni, il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno. ([[Giacomo Leopardi]]) *In tanti angoli dei ''Promessi sposi'' si scorgono vicende e pensieri di intensa profondità e di carattere sapienziale, che hanno fatto del libro una specie di Bibbia laica (ma fondata sul cristianesimo) del vivere italiano dell'Ottocento. ([[Andrea Riccardi]]) *''I promessi sposi'', che han la fama esteriore di "romanzo storico", ma il cui centro artistico è una storia dell'uomo vista con una profonda calma e saggezza, eguagliata soltanto da quella di [[Goethe]]. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *''I promessi sposi'' si collocano all'inizio della storia linguistico-culturale italiana che precede di pochi anni la nascita dello Stato unitario e l'affermarsi dell' Italia come nazione. Restano un' opera che accompagna la crescita dello spessore nazionale e l'identificazione di crescenti gruppi sociali nel destino nazionale. ([[Andrea Riccardi]]) *La lettura dei Promessi Sposi è stata, credo, un grande strumento di normazione linguistica e ideologica ed è stato un coefficiente fra i tanti di una unificazione culturale della nazione dall'alto e un grande veicolo di uniformazione a partire da una base ideologica cattolico-moderata. Francamente non vedo che bisogno abbia la nazione di essere unificata linguisticamente e ideologicamente in questa maniera. La sostituzione del Manzoni con altri autori può essere un passo in avanti: naturalmente dipende dai testi prescelti, dalla disponibilità e preparazione degli insegnanti ad affrontare un lavoro diverso. Io vedrei positivamente un allargamento massiccio delle letture dei giovani di quindici anni e oltre: propenderei insomma per un pluralismo linguistico, per una moltiplicazione delle occasioni culturali. ([[Alberto Asor Rosa]]) *Manzoni descrive quindi direttamente soltanto un episodio concreto della vita del popolo italiano: l'amore, la separazione e il ritrovarsi di un giovane e di una fanciulla, entrambi di condizione contadina. Ma nella sua rappresentazione il fatto si sviluppa in modo da diventare la generale tragedia del popolo italiano in una situazione di avvilimento e spezzettamento nazionale. Senza mai uscire da una concreta cornice locale e temporale; da una psicologia condizionata dall'epoca e dalla classe sociale, il destino dei due protagonisti diventa ''la'' tragedia del popolo italiano in genere. ([[György Lukács]]) *Mi pare simile ad una donna di formosità rara, di nobile {{sic|legnaggio}}, di maniere amabilissime, colta, giudiziosa, arguta, buona, modesta, caritatevole, padrona di tutti i cuori, prima in tutte le buone azioni, ma gesuitessa. ([[Luigi Settembrini]]) *Minaccia<br>''Ti strappo le unghie | e ti faccio | battere a macchina | un capitolo | dei "Promessi Sposi".'' ([[Marcello Marchesi]]) *Per questo il romanzo è da tenere sul comodino: rileggi la notte dell'Innominato, rileggi la fuga di Renzo verso l'Adda, rileggi la carestia e poi la peste. La musica della prosa manzoniana non ti lascia mai. ([[Carlo Fruttero]]) *Può essere – e perché no? – che i {{maiuscoletto|promessi sposi}} vivano più a lungo di tutti gli altri romanzi ottocenteschi. Ma di quale vita? Artisticamente disinfettati al massimo, e preservati, fino agli ultimi limiti dell'ingegno umano, dai vermi della corruzione; questo sì, sono. Ma la cosa che è conservata! Nell'ipotesi più benigna un attacco di agorafobia. ([[Umberto Saba]]) *{{NDR|Riferendosi alla frase «Il coraggio, uno non se lo può dare»}} Questa confessione è un così fedele e compiuto ritratto di Don Abbondio, circoscrive così bene l'angustia invincibile del suo spirito, svela una tale penosa coscienza della sua natura e una tale rassegnazione a non saperla mai varcare, che in questo momento il nostro giudizio tace. ([[Attilio Momigliano]]) *Se la dottrina de' ''Promessi Sposi'', quanto alla religione, è antica, quanto alla sapienza e liberalità, ond'è adoperata, ritrae palesemente dalla moderna filosofia. Da quella, che mentre pareva affaccendata ad isvellere dagli animi umani la fede, operava senza avvedersene a spargere nel mondo quegl'insegnamenti, per amore de' quali la fede appunto era stata negli animi umani raccolta; e di speculativi e gridati nelle scuole e nei tempî, li riduceva a pratica, cercando nelle umili case i popolani, troppo più che non vuole giustizia, caduti, e nelle regge i grandi, troppo più insorti, affinché si raffrontassero insieme e tornassero a scambievole conoscenza. ([[Giovita Scalvini]]) *Se si leggono [...] con attenzione i ''Promessi Sposi'', si vede chiaramente che il Manzoni, quando scriveva il suo grande romanzo, rispecchiava ancora, per ciò che concerne le idee filosofiche, lo spirito del sec. XVIII, che dal [[Sensismo]] era condotto all'Ideologia, all'analisi cioè delle idee, per ritrovarne gli originari elementi sensitivi. ([[Adolfo Faggi]]) *Tra il Manzoni e gli «umili» c'è distacco sentimentale; gli umili sono per il Manzoni un «problema di storiografia», un problema teorico che egli crede di poter risolvere col romanzo storico, col «verosimile» del romanzo storico. Perciò gli umili sono spesso presentati come «macchiette» popolari, con bonarietà ironica, ma ironica. E il Manzoni è troppo cattolico per pensare che la voce del popolo sia voce di Dio: tra il popolo e Dio c'è la chiesa, e Dio non s'incarna nel popolo, ma nella chiesa. Che Dio s'incarni nel popolo può crederlo il Tolstoi, non il Manzoni. ([[Antonio Gramsci]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Egli compone i ''Promessi Sposi'' perché gli Italiani avessero una conoscenza più compiuta di quel tempo; e il fatto che ci mette dev'essere mezzo a meglio farlo comprendere. Vengono fuori i''Promessi Sposi''. Che avviene? Quello che dovea essere mezzo, l'azione inventata, diviene il tutto; quello che dovea essere il principale diviene un materiale greggio e bruto in cui egli cela il suo ideale. Come [[Cristoforo Colombo|Colombo]] che cercava le Indie occidentali e trovò l'America, egli cercava l'illustrazione storica e trova l'arte. *Il romanzo storico, come lo concepiva Manzoni, non ci è qui, ed è bene che non ci sia. Ci è invece il vero romanzo storico, quale glielo fa incontrare il suo squisito senso d'artista. La storia è qui non la sostanza o lo scopo, ma la larga base, di dentro dalla quale esce alla luce la statua del pensiero e dell'immaginazione, una base non segregata e indipendente come un piedistallo, ma vera causa generatrice, il fondamento e il motivo occulto che mette in moto gl'inconsapevoli attori. Onde nasce quella fusione armonica della composizione, che desideri nelle sue tragedie storiche, dove la storia è dessa la sostanza e lo scopo, e rigetta dal suo seno ideali estranei invocati dall'immaginazione. *Ne' ''Promessi Sposi'' linguaggio e stile non è costruito a priori, secondo modelli o concetti. L'è conseguenza di un dato modo di concepire, di sentire e d'immaginare. Lo stile è la combinazione delle due forze che aveva lo scrittore in così alto grado, la virtù analitica e la virtù immaginativa. Uso a decomporre, a distinguere, ad allogare secondo una certa misura o limite interno, che non è altro se non il senso del vero, l'espressione è sempre precisa e giusta, cioè vera, ed è insieme semplice, perché l'interna misura esclude ogni esagerazione ed ogni complicazione. Tutto è a posto, e tutto è nel suo limite; niente v'è di sì complesso, che non sia distinto e semplicizzato; perciò tutto è vero e tutto è semplice. ===[[Renato Giovannoli]]=== {{cronologico}} *I due romanzi {{NDR|''I promessi sposi'' e ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} presentano identità e analogie nelle strutture narrative e sotto l'aspetto tematico-figurativo, che intrattengono insomma un misterioso dialogo. [...] ''Dracula'' sembra essere il risultato di un processo che per certi aspetti è l'inverso del processo di depurazione del romanzesco che [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] ha fatto subire alla materia del suo romanzo. La morale cattolica ([[Bram Stoker|Stoker]] è irlandese) e la critica del potere, contenuti in fondo affini a quelli dei ''Promessi sposi'', vengono messi in forma attraverso temi e tipi della letteratura gotica; con un processo, si direbbe, di letteralizzazione della metafora (o del simbolo): il vampiro, figura del dominio politico ed economico, letteralmente "succhia sangue al popolo" di cui è signore; simbolo del male nel suo aspetto contagioso, letteralmente si allea le sue vittime con un morso infetto sul collo. *Il dominio e il contagio: i due più importanti caratteri del vampirismo, ma anche due temi cruciali nel romanzo di Manzoni. Il tema del dominio e quello del contagio sono, in definitiva, la materia del contenuto che i due romanzi hanno in comune e alla quale danno forma diversa [...]: Manzoni storicizza questi temi e (quasi) li priva di ogni alone romanzesco; Stoker, al contrario, li mitologizza, li interpreta in chiave decisamente fantastica. *Se in ''Dracula'' troviamo qualche germe di romanzo storico e di critica del potere (attraverso la descrizione di una forma storicamente determinata di potere, non soltanto per metafore), nei feudatari ribaldi dei ''Promessi sposi'' resta qualcosa del vampiro. *Nei ''Promessi sposi'' (che ancora una volta si rivelano complementari, da un certo punto di vista, al ''Dracula'') manca il vampiro ma c'è la peste, la quale non cessa peraltro di avere riflessi gotici. Perdipiù il vampiro non manca del tutto: ci sono gli untori, strettamente imparentati con le streghe, e come queste e i vampiri emissari diretti del Demonio. Va notato poi che essi "contagiano" non soltanto in quanto diffondono la peste, ma anche nel senso che [...] reclutano nuovi untori con procedimenti che non è esagerato definire vampireschi. [...] Siamo dunque venuti a sapere, nonostante le reticenze di Manzoni, che c'era nella Milano del 1630 un arciuntore, un Demonio della Peste, una sorta di Dracula; e in definitiva possiamo affermare che nei ''Promessi sposi'' il vampiro c'è, seppure innominato. *{{NDR|''I promessi sposi'' e ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''}} possono essere ''applicati'' (in senso proprio) l'uno sull'altro, se vengono confrontati dal punto di vista delle strutture narrative: i due libri raccontano la stessa storia, beninteso a un livello di senso abbastanza "profondo", ma non più del livello al quale sono identici l<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]'' e l<nowiki>'</nowiki>''Ulisse'' di [[James Joyce|Joyce]], o due varianti dello stesso mito in molti testi di mitologia comparata. [...] La principale macroposizione narrativa condivisa dai due romanzi è la seguente: un nobile, agente del Male (l'Avversario), vuole perturbare l'ordine appropriandosi della vergine promessa all'Eroe (le due Eroine si chiamano, fortunata omonimia, Lucy e Lucia). ===[[Salvatore Silvano Nigro]]=== *Il paradigma lavora dentro i ''I promessi sposi''. Borsieri aveva presentato il Duomo di Milano come un'"artificiale montagna di sasso". La similmontagna si biblicizza subito in Manzoni, che le "pietre" di Dio contrappone ai "mattoni" dell'uomo; e la grandiosità della natura oppone alla "superbia" dell'ingegneria umana. L'occhio del montanaro Renzo si è educato alla contemplazione delle "alture di Dio"; ma a Milano è costretto a confrontarsi con l'"ottava meraviglia". Isola quindi la "macchina" dell'uomo. E la città diventa una scena vuota, ampia di solitudine. Dentro il metafisico deserto del perimetro urbano si alza l'umana superfetazione, fronteggiata, sulla linea dell'orizzonte, dalle dentaie del Resegone... *Il Seicento del ''Fermo e Lucia'' ha una forte rilevatura barbarica. Di tipo tragico. E ancora nella lettera del ''Discorso sur alcuni punti della storia longobardica in Italia'' (1822): "[...] salvare una moltitudine dalle ugne atroci delle fiere barbariche". Di "unghie" e "sozzi artigli", che graffiano l'aria, il romanzo è stipato; come pure di varie "fiere": tanto che la stessa Lucia è "bella fera". La società è divisa in "facinorosi" e in "circospetti": bracchi e pernici; in cacciatori (talvolta leggiadri) e lepri; in uccellacci e uccellini; in diavoli incarnati e prede. Tutto il romanzo è una caccia all'uomo, crudele e barbarica. Che in parte sopravvive nei ''Promessi sposi'', ma nella superiore dimensione del "patire" dell'[[Alessandro Manzoni|adelchiano]] "[...] far torto o patirlo [...]" (V,7,52); e di una feroce forza che “il mondo possiede” (V,7,52-53). La morale della Chiesa “comanda di patire piuttosto che di farsi colpevole", dice Manzoni. E il principio viene indegnamente tradotto da don Abbondio, nel suo idioletto della paura: "Non si tratta di torto o di ragione; si tratta di forza". *La [[scrittura]] è un metter nero su bianco, che impegna "così... dalla vita alla morte". Con la "gestuosa arte de' cenni" (ampiamente frequentata dalla trattatistica del Seicento, ed evocata da [[Manzoni]] nell'apertura del capitolo VI del primo tomo del ''Fermo e Lucia'') condivide la qualità visibile della "muta favella": altro non è infatti, la scrittura, che un conversar "sulla carta [...] con parole mute, fatte d'inchiostro". Carta, penna e calamaio sono gli emblemi dell'"applicazione studiosa". Sono gli strumenti "del miglioramento umano" e della "coltura pubblica"; se per loro tramite si riversa nella società la scienza attiva di una [[biblioteca]], come quella ambrosiana fondata da [[Federico Borromeo]] per confondere l'"ignorantaggine" e l'"inerzia" di un secolo capzioso agitato da malestri e turpitudini... *La storia è un "immenso pelago di errori". La denuncia veniva dall'illuminismo giuridico. E da ''Dei delitti e delle pene'' di [[Cesare Beccaria]], in particolare. Tutti gli errori, [[Manzoni]] compendia nella storia morale e politica del Seicento: l'incertezza del diritto, la legislazione eccessivamente proliferante che a colpi di gride sopporta l'arbitrio dei potenti e la manipolazione dei causidici, l'impunità organizzata delle classi e delle consorterie (e persino della Chiesa), la cultura economica irresponsabile e monopolistica (che blocca la libera concorrenza e impone la demagogia del prezzo politico), la persecuzione dell'onestà disarmata. Il romanzo di Manzoni aggredisce l'errore nei suoi punti di perversione. Con sdegno, senz'altro. Ma anche con compassione: "[...] la morale cattolica rimuove le cagioni che rendono difficile l'adempimento di questi due doveri, odio all'errore, amore agli uomini". ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Alessandro Manzoni, ''[[s:I promessi sposi (1840)|I promessi sposi]]'' (1840), tip. Guglielmini e Redaelli, Milano, 1840. *Alessandro Manzoni, ''I promessi sposi'', a cura di Enrico Ghidetti, Feltrinelli, 2010. ISBN 978-88-0782162-2 ==Voci correlate== *[[Don Abbondio]] *[[Francesco Gonin]] *[[I promessi sposi (miniserie televisiva 1990)]] *[[Lucia Mondella]] *[[Renzo Tramaglino]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Promessi sposi, I}} [[Categoria:Romanzi]] jbbsqmahkr0xxh5xw9wgbt50wfuj7u3 Rambo 0 1621 1413511 1413463 2026-05-15T12:55:29Z ~2026-29054-58 107156 /* */ 1413511 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua|il personaggio protagonista|[[John Rambo (personaggio)]]}} {{Film |titoloitaliano=Rambo |titolooriginale=First Blood |immagine=Rambo1-logo.svg |paese= USA |anno=1982 |genere= drammatico, azione |regista=[[Ted Kotcheff]] |sceneggiatore=[[Michael Kozoll]], [[William Sackheim]] |attori= *[[Sylvester Stallone]]: John J. Rambo *[[Richard Crenna]]: Colonnello Samuel Trautman *[[Brian Dennehy]]: Sceriffo Will Teasle *[[David Caruso]]: Mitch *[[Bill McKinney]]: Capitano Dave Kern *[[Michael talbott]]: Balford |doppiatori italiani = *[[Ferruccio Amendola]]: John J. Rambo *[[Pino Locchi]]: Colonnello Samuel Trautman *[[Renato Mori]]: Sceriffo Will Teasle *[[Roberto Chevalier]]: Mitch *[[Giorgio Lopez]]: Balford |note= }} '''''Rambo''''', film statunitense del 1982 con [[Sylvester Stallone]], regia di [[Ted Kotcheff]]. {{tagline|Questa volta combatte per la sua vita.}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} '''Rambo''': Mi scusi. Può dirmi dove... dove abita Delmar Barry? <br />'''Signora''': Qui non c'è. {{NDR|a suo figlio}} Tesoro, tu va dentro... <br />'''Rambo''': Ah, è un amico mio... anzi guardi... quest'indirizzo me l'ha scritto lui... ecco... ecco qua. Lo vede anche lei? È la calligrafia di Delmar. C'ho messo un sacco di tempo a trovare questo posto. <br />'''Signora''': Sì, è la sua calligrafia. <br />'''Rambo''': Gliel'ho detto, è un mio amico. Ah, io mi chiamo John Rambo. Eravamo nella stessa squadra in Vietnam. Non so se le ha mai parlato di me. Ho una fotografia... di noi due insieme... se la trovo... con tutta questa roba in tasca... ecco... eccola qua. {{NDR|mostrando la foto}} Ecco. Questo sono io, questo è Danford, Westmore, Bronson, Ortega... e questo è Delmar, dietro a tutti. L'abbiamo dovuto mettere dietro perché... è così grosso, sennò ci copriva tutti. Guarda quant'è grosso... <br />'''Signora''': Delmar se n'è andato. <br />'''Rambo''': Ah... e quando? A che ora ritorna?<br />'''Signora''': È morto. <br /> '''Rambo''': Cosa? <br />'''Signora''': È morto da sei mesi. <br />'''Rambo''': E come? <br />'''Signora''': Di cancro. Se l'è portato dietro dal Vietnam, con quei gas che spargevano dappertutto. Era ridotto che sembrava uno scheletro. Lo prendevo in braccio per rifargli il letto. <br />'''Rambo''': Mi dispiace... mi spiace. ==Frasi== *Prima di tutto qui le domande non le fai tu, le faccio io, hai capito? E secondo: non vogliamo vagabondi qui da noi, ci stanno sullo stomaco. Se non stiamo attenti ci riempiamo la città di gente come te, questo è il motivo. E poi non ti troveresti bene qui: è una cittadina tranquilla, anzi, in fondo è quasi pallosa. Ma a noi piace così, e io sono pagato per tenerla com'è. ('''Sceriffo Teasle''') *Io lo sapevo che non era un tipo comune! ('''Mitch''') *Io prendo quel figlio di puttana! E dopo che l'ho preso la medaglia al valore gliela appunto sulle palle! ('''Sceriffo Teasle''') *Potevo ucciderli tutti, potevo uccidere anche te. In città sei tu la legge, qui sono io. Lascia perdere. Lasciami stare o scateno una [[guerra]] che non te la sogni neppure. Lasciami stare, lasciami stare. ('''Rambo''') *Nei reparti speciali noi insegniamo a restare vivi nel fare il proprio dovere. ('''Trautman''') *Vuole combattere una guerra che non può vincere? ('''Trautman''') *Farlo cadere in trappola? È come portare dei passerotti a un gatto. ('''Trautman''') *Non ho amici tra i civili. ('''Rambo''') *Guida! ...Non guardare me, guarda la strada; è così che succedono gli incidenti. ('''Rambo''') {{NDR|salendo e prendendo possesso di un camion in corsa}} *[[Dio]] solo sa cos'altro è capace di fare. ('''Trautman''') *{{NDR|[[Epitaffi dai film|Epitaffio]]}} Qui giace John Rambo: decorato con la medaglia al valore del Congresso, sopravvissuto a innumerevoli missioni dietro le linee nemiche, ucciso per vagabondaggio in un paese di stronzi. ('''Trautman''') :''Here lies John Rambo, winner of the Congressional Medal of Honor, survivor of countless incursions behind enemy lines. Killed for vagrancy in Jerkwater, USA.'' ==Dialoghi== *'''Orval''': E va bene, diamogli la caccia. <br/>'''Preston''': Diamogli la caccia? Mica siamo noi che gli diamo la caccia, è lui che ce la dà! *'''Sceriffo Teasle''': Come ha fatto [[Dio]] in cielo a fare un [[uomo]] come Rambo? <br/>'''Trautman''': Non è stato [[Dio]] a fare Rambo, l'ho fatto io. <br/>'''Sceriffo Teasle''': Lei chi cavolo è? <br/>'''Trautman''': Sono Trautman... [[Colonnello]] Samuel Trautman. <br/>'''Sceriffo Teasle''': Abbiamo un po' da fare stamattina colonnello. Che posso fare per lei? <br/>'''Trautman''': Sono venuto a prendere il mio ragazzo. <br/>'''Capitano Kern''': Il suo ragazzo? <br/>'''Trautman''': L'ho reclutato io. L'ho addestrato io. L'ho comandato in Vietnam per tre anni sceriffo. Quindi posso dire che è mio. <br/>'''Sceriffo Teasle''': E come mai il Pentagono ha mandato addirittura un colonnello a occuparsi di questa storia? <br/>'''Trautman''': L'esercito ritiene che io possa aiutarvi. <br/>'''Sceriffo Teasle''': Ah beh... non vedo in che modo! Rambo è un civile adesso. È un problema mio! <br/>'''Trautman''': Allora vedo che non ha capito. Io non sono qui per salvare Rambo da voi. Io sono qui per salvare voi da lui. <br/>'''Sceriffo Teasle''': Ah beh... noi tutti apprezziamo la sua offerta colonnello. Cercheremo di tenere gli occhi aperti. <br/>'''Trautman''': Sono sorpreso che abbia lasciato in vita qualcuno di voi. <br/>'''Sceriffo Teasle''': Davvero? <br/>'''Trautman''': Teoricamente lui ha fallito. Lei è fortunato ad essere vivo. <br/>'''Sceriffo Teasle''' {{NDR|irritato}}: Questa è bella! Lei è venuto qui per sapere come mai una delle sue macchine ha fatto cilecca! <br/>'''Trautman''': Sembra che lei non voglia accettare il fatto di avere di fronte un esperto di tecniche di guerriglia; un [[uomo]] che è il migliore con i fucili, con i coltelli, a mani nude anche. Un uomo addestrato ad ignorare il dolore, ad ignorare il freddo, a vivere di quello che trova, a mangiare cose che farebbero vomitare una capra. In Vietnam il suo compito era di sbarazzarsi del nemico, di uccidere punto e basta, di vincere aggredendo. Be', Rambo era il migliore! *'''Sceriffo Teasle''': E vorrebbe dirmi che duecento uomini contro il suo Marine sono nella posizione di non poter vincere? <br/>'''Trautman''': Se ci manda tanti uomini non dimentichi una cosa. <br/>'''Sceriffo Teasle''': Che cosa? <br/>'''Trautman''': Una buona scorta di barelle. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} '''Trautman''': Pensa bene a quello che fai. Tutta la zona è circondata, non hai via di scampo. Ci saranno almeno duecento uomini là. Sei riuscito a scatenare questa tua guerra personale. Hai già fatto abbastanza danni. Questa missione è finita, Rambo. Capito che ho detto? Questa missione è finita! Guardali là fuori. Guardali! Se non la smetti subito ti uccideranno. È questo che vuoi? È finita Johnny. È finita! <br /> '''Rambo''': Non è finito niente. Niente! Non è un interruttore che si spegne! Non era la mia guerra! Lei me l'ha chiesto, non gliel'ho chiesto io! E ho fatto quel che dovevo fare per vincerla, ma qualcuno ce l'ha impedito! E il giorno che torno a casa mia, trovo un branco di vermi all'aeroporto che m'insultano, mi sputano addosso, mi chiamano assassino e dicono che ho ammazzato vecchi e bambini. E chi sono per urlare contro di me, eh?! Chi sono, per chiamarmi assassino, se non sanno neanche che cavolo stanno strillando?! <br /> '''Trautman''': Sono brutti momenti per tutti, Rambo, ma è finita ormai. <br /> '''Rambo''': Per lei! Per me la vita da civile non esiste! In guerra c'è un codice d'onore: io copro te e intanto tu copri me. Qui non c'è niente! <br /> '''Trautman''': Tu sei l'ultimo di un gruppo scelto, non finire in questo modo. <br /> '''Rambo''': Io là pilotavo gli elicotteri, guidavo un carro armato, rispondevo di attrezzature per milioni, qua non riesco neanche a trovare lavoro come parcheggiatore!<br /> Ma perché? Perché? Dove sono finiti... i miei amici, dove sono finiti? Dove sono finiti tutti quei ragazzi? Dove sono finiti loro? Avevo tutti quei compagni intorno, erano amici miei, qui non c'è più nessuno. Si ricorda di John Voli? Mi disse "quando torniamo compriamo cento biglietti della lotteria, vinciamo un mucchio di soldi e ce ne andiamo a Las Vegas". Non faceva che parlare di Las Vegas... e di comprarsi una macchina, una Chevrolet rossa decappottabile. Lui parlava sempre di quella macchina, diceva che ci voleva correre fino a che si consumavano le gomme... Noi stavamo in un granaio, arriva un ragazzino, con la sua scatola da lustrascarpe e, entra e dice "io lucidare prego, lucidare". Io ho detto di no ma quello continuava a chiedere e John ha detto di sì. E io, io sono andato a prendere un paio di birre. In quella scatola c'era l'esplosivo e quando lui l'ha aperta, il suo corpo è volato in aria in tanti pezzi. Era steso lì e urlava come una bestia e io avevo i pezzi della sua carne maciullata addosso, e ho dovuto, ho dovuto togliermeli da solo. Avevo i pezzi di carne del mio amico addosso, il sangue e tutto il resto. Cerco di rimetterlo insieme, ma le sue budella mi scappano sempre fuori. E nessuno mi aiuta, non c'era nessuno, e lui fa "voglio andare a casa, voglio tornare a casa", e continua a ripeterlo "voglio andare a casa, Johnny, voglio guidare, andare sulla Chevrolet", e io non riesco neanche a trovare, a trovare le sue gambe. Non posso dimenticarlo, e sono passati sette anni, e succede tutti i giorni. Certe volte mi sveglio e non so neanche, non so neanche dove mi trovo. Non parlo con nessuno, a volte per giorni, per settimane, ma, come è possibile? Come è possibile? Non posso dimenticarlo, non posso, che devo, che, che devo fare? Che cosa devo fare? Che cosa devo fare? ==Citazioni su ''Rambo''== *– Siamo in guerra col Vietnam.<br>– Cosa?<br>– Non l'hai visto ''Rambo''?! (''[[Scuola di mostri]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Rambo}} [[Categoria:Film d'azione drammatici]] [[Categoria:Film sulla guerra del Vietnam]] 1ov2n5cdgogemfm2ck91ksrnaxbbjej Giorgio Gaber 0 1727 1413567 1404442 2026-05-15T19:32:19Z ~2026-28804-53 107125 /* Citazioni su Giorgio Gaber */ aggiunto un verso in Omaggio a Gaber 1413567 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giorgio Gaber live.jpg|thumb|upright=1.4|Giorgio Gaber]] '''Giorgio Gaber''', nome d'arte di '''Giorgio Gaberščik''' (1939 – 2003), cantautore, attore, commediografo e regista teatrale italiano. ==Citazioni di Giorgio Gaber== *Bolognesi! Ricordatevi: [[Sting]] è molto bravo, però tenetevi il vostro [[Francesco Guccini|Guccini]]. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto.<ref>Citato in ''Portavo allora un eskimo innocente'', a cura di Massimo Cotto, Giunti, 2007, p. 11. ISBN 978-88-09-05578-0</ref> ===Attribuite=== *Io non temo [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] in sé, temo Berlusconi in me.<ref>Citato da Giorgio Gaber in [[Gad Lerner]], ''Gaber: "Canto i talenti del '68, perdenti come me"'', ''Corriere della Sera'', 6 aprile 2001; articolo riportato in ''[http://www.giorgiogaber.org/index.php?page=rstampa-vediart&codArt=47 Giorgiogaber.org]''.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Erroneamente attribuita]]}} La citazione è in realtà di [[Gian Piero Alloisio]]. Infatti, nonostante Gaber abbia sempre espressamente attribuito la citazione ad Alloisio, la frase è stata spesso erroneamente attribuita allo stesso Gaber. È lo stesso Alloisio ad ammetterlo nel libro ''Il mio amico Giorgio Gaber'': «Malgrado Gaber abbia rispettato il mio "diritto di proprietà intellettuale", [la frase] quasi sempre è stata attribuita a lui. Perché? Perché funziona di più.»<ref>{{cfr}} Gian Piero Alloisio ''Il mio amico Giorgio Gaber'', Utet, [https://books.google.it/books?id=G6UzDwAAQBAJ&pg=PT192 p. 192]. ISBN 88-511-5114-8</ref> ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Il Riccardo / Donna donna donna''=== '''Etichetta''': Vedette VVN 33165, 1969. *''Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar, | Che noia qui al bar.'' | [...] | ''Ma per fortuna che c'è il Riccardo | che da solo gioca a [[biliardo]] | non è di grande compagnia | ma è il più simpatico che ci sia''. (da ''Il Riccardo'', lato A) ===''Il signor G''=== '''Etichetta''': Carosello, 1970. *''Se potessi cantare davvero | [[canto|canterei]] veramente per tutti, | canterei le gioie ed i lutti | e il mio canto sarebbe sincero. | Ma se canto così io non piaccio, | devo fare per forza il pagliaccio.'' (da ''Suona chitarra'', n. 1) *''E incomincia fra i commenti | la sfilata dei parenti | ma io proprio non capisco | perché son così contenti.'' (da ''Il signor G nasce'', n. 2) *''A proposito del nome | proprio [[G]] come mio nonno, | avrei voglia di reagire, | ma per ora ho troppo sonno.'' (da ''Il signor G nasce'', n. 2) *''È nato in un prato un [[fiore]] colorato, | è nato in un prato un fiore già appassito, | il fiore colorato è stato concimato, | il fiore già appassito è stato trascurato.'' (da ''Io mi chiamo G'', n. 3) *''Eppure sembra un [[uomo]], | vive come un uomo, | soffre come un uomo, | è un uomo.'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4) *''Sul muro c'era scritto | «Alzateci il salario». | L'ha cancellato un grande cartellone | con scritto «Costa meno il mio sapone».'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4) *''Mio padre è mio padre, | mio padre è un brav'uomo, | mio padre tratta tutti da cretini, | i vecchi bisogna ammazzarli da bambini.'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4) *Da una recente statistica sui [[matrimonio|matrimoni]] risulta che: il 2 % riguarda quei coniugi che hanno trovato nell'unione la più completa felicità, e si ritengono eternamente innamorati. Nel 9% dei casi si raggiunge una convivenza serena, pur nel superamento di qualche difficoltà. Solo nel 10% dei casi avviene la separazione vera e propria, per il rimanente 79% la maggioranza, il matrimonio continua. (da ''Il signor G e l'amore'', n. 5) *''Com'eri bella, | com'eri bella, | avevo bisogno di te. | Eri la donna della mia vita, | ti ho chiesto di stare con me | perché ti amavo, perché ti amavo, | ma com'è bella la vita in due!'' (da ''Il signor G e l'amore'', n. 5) *''La voglia di andare, la voglia di reagire | con quanto coraggio, con quanta paura. | La voglia di fare e di ricominciare | con tutta la rabbia, con tutto l'amore.'' (da ''Il signor G dalla parte di chi'', n. 7) *''A cosa pensi, mio signor G? | Pensi alla vita a ciò che finì, | a ciò che hai detto, a ciò che hai fatto, | al tuo coraggio, al tuo passato che è già passato.'' (da ''Il signor G sul ponte'', n. 8) *''L'[[acqua]] che passa, l'acqua che scorre | come una nenia che non finisce, | io che la guardo come assopito | ci farei un tuffo tutto vestito.'' (da ''Il signor G sul ponte'', n. 8) *''Ed io che ho lavorato, lavorato, lavorato | ora mi fermo un momento a guardare | quel seguirsi di errori e il mio passato | e quella vita che mi avete rubato.'' (da ''Il signor G incontra un albero'', n. 12) *''Ed ogni volta mi chiedo se ho ancora | la forza di ricominciare, | il nostro amore è un po' stanco ma anche questa volta | si salverà. | Provo a tornare nei luoghi dove tu, solo tu | mi hai insegnato ad amare | ma quasi sempre c'è un prato che aveva un colore | che adesso non ha.'' (da ''Il signor G e le stagioni'', n. 13) *''Signore delle chiese e dei santi, | Signore delle suore e dei preti | prova ad esserlo, se credi, | anche dei cortili, delle fabbriche, | delle puttane, dei ladri.'' (da ''[[Preghiere dalle canzoni|Preghiera]]'', n. 14) *''Quanta gente affezionata | che premura, che assistenza | c'è una busta sigillata | state calmi, che impazienza. | Ma c'è scritto solamente | «G saluta la sua gente». | S'è mangiato tutti i soldi | non vi lascia proprio niente.'' (da ''Il signor G muore'', n. 17) ===''I borghesi''=== '''Etichetta''': Carosello, 1971. *''I [[borghesia|borghesi]] son tutti dei porci, | più sono grassi e più sono lerci, | più son lerci e più c'hanno i milioni, | i borghesi son tutti...'' (da ''I borghesi'', n. 1) *''Quanta resistenza | e quanta esagerata insofferenza | qualche volta anche per niente. | E questa strana unione | che ogni giorno si trasforma | lentamente.'' (da ''Ora che non son più innamorato'', n. 2) *''Ce l'hanno su con me | mi danno del pezzente, | mi danno del barbone | e già, per quella gente | è meglio un delinquente | ma con la posizione, | e anche se la figlia | sembra differente | è nata ed è cresciuta | in quell'ambiente.'' (da ''Che bella gente'', n. 3) *''E la [[Chiesa cattolica|Chiesa]] si rinnova per la nuova società | e la Chiesa si rinnova per salvar l'umanità.'' (da ''La Chiesa si rinnova'', n. 4) *''E se in qualche parte del mondo c'è un dramma | il [[Papa]] è sempre pronto e manda un telegramma. | Nel testo si commuove, depreca, è solidale | insomma gli dispiace come a uno normale.'' (da ''La Chiesa si rinnova'', n. 4) *''Scusa cara | ci sono dei momenti, | vien voglia di andar via, | non sai che cosa vuoi.'' (da ''Evasione'', n. 5) *''Com'è grande e vuoto, è docile, è fragile, | ubbidiente, riflessivo, indifeso, inoffensivo, | debole, meschino, vigliacco, | inchinato, prostrato, sudato, | consenziente, affaticato, inutile, inutile, inutile, | un uomo inutile, inutile, inutile, | una palla inutile.'' (da ''L'uomo sfera'', n. 6) *''Da quando sei sposata | non è più come prima, | ti trovo un po' cambiata | l'amore ti rovina.'' (da ''Due donne'', n. 10) ===''Far finta di essere sani''=== '''Etichetta''': Carosello, 1973. *''[[Vivere]], non riesco a vivere | ma la mente mi autorizza a credere | che una storia mia, positiva o no | è qualcosa che sta dentro la realtà.'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2) *''[[Libertà|Liberi]], sentirsi liberi | forse per un attimo è possibile | ma che senso ha, se è cosciente in me | la misura della mia [[Inutile|inutilità]].'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2) *''Per ora rimando il suicidio | e faccio un gruppo di studio: | le masse, la lotta di classe, i testi [[Antonio Gramsci|gramsciani]]. | Far finta di essere sani...'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2) *''La [[natura]] è la vita, l'ha detto [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]]. | La natura è la misura dell'uomo. L'ha detto [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]]. | La natura fa schifo... L'ho detto io.'' (da ''La natura'', CD 1, n. 3) *''Cerco un [[gesto]], un gesto naturale | per essere sicuro che questo corpo è mio, | cerco un gesto, un gesto naturale | intero come il nostro Io.'' (da ''Cerco un gesto, un gesto naturale'', CD 1, n. 4) *''E invece non so niente, sono a pezzi, non so più chi sono, | capisco solo che continuamente io mi condiziono, | devi essere come un uomo, come un santo, come un dio, | per me ci sono sempre i come e non ci sono io.'' (da ''Cerco un gesto, un gesto naturale'', CD 1, n. 4) *''Forse la comune | non ha senso la famiglia coniugale | ho bisogno di trovare un'apertura | a una vita troppo chiusa, troppo uguale.'' (da ''La comune'', CD 1, n. 5) *''Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve | sembra panna, sembra neve.'' (da ''Lo shampoo'', CD 1, n. 8) *''Son convinto che sia meglio quello giallo senza canfora | i migliori son più cari perché sono antiforfora.'' (da ''Lo [[shampoo]]'', CD 1, n. 8) *''Una pallina bianca è uguale a una pallina bianca. | Una pallina bianca è diversa da una pallina nera. | E nessuna delle due palline si è offesa | ''[...]'' Ma, io dico, non si potrebbe essere diversi così, | su un piano, tutta una base?'' (da ''Le palline'', CD 1, n. 9) *''Nella sua torre tutta d'avorio | il genio studia le sue carte | concentrazione, ispirazione | la sua cultura, la sua arte.'' (da ''Il dente della conoscenza'', CD 1, n. 10) *''In un dente anormale non c'è niente di male | ma per colpa di uno strano destino | ci risulta dai dati che altri figli son nati | tutti quanti con lo stesso dentino.'' (da ''Il dente della conoscenza'', CD 1, n. 10) *''Io ti sfioro e non so quanto sia emozionante, | tu mi guardi e mi chiedi se sono presente, | io penso alla nostra impotenza, ad un gesto d'amore.'' (''L'impotenza'', CD 1, n. 11) *''Le mani si muovono, accarezzano i fianchi, | le bocche si avvicinano poi si staccano ancora, | i corpi si sfiorano poi si allontanano, | di scatto si riallacciano poi si comprimono, | il respiro è più forte incalzante, | più affannoso, morboso, ansimante, | parole sconnesse, frenetiche, senza pudore, | è l'amore, è l'amore, è l'amore.'' (da ''È sabato'', CD 1, n. 12) *''Io, con una donna, mi sento, | mi riconosco, mi ritrovo, m'invento, | mi realizzo, mi rinnovo, mi miglioro, | perché io, con una donna, m'innamoro.'' (da ''Il narciso'', CD 1, n. 13) *''Io, con una donna, ho più coraggio, | mi accarezzo, mi tocco, praticamente mi corteggio, | mi incammino verso il letto e penso a dopo, | perché io, con una donna, mi scopo.'' (da ''Il narciso'', CD 1, n. 13) *''Ho visto un uomo matto | è impressionante come possa fare effetto, | un uomo solo, abbandonato, dimenticato | dietro le sbarre sempre chiuse di un cancello.'' (da ''Dall'altra parte del cancello'', CD 1, n. 15) *''E noi colitici | che siamo tutti un po' psicosomatici, | sensibili ai problemi più drammatici | degli stomaci, | non con la mente | ma visceralmente abbiamo i nostri slanci.'' (da ''La marcia dei colitici'', CD 2, n. 1) *''E noi colitici, | un po' individualisti ma simpatici, | insieme diventiamo più politici | ma democratici. | Ci organizziamo ed uniti marciamo | sicuri del successo.'' (da ''La marcia dei colitici'', CD 2, n. 1) *''Un'emozione non so che cosa sia | ma ho imparato che che va buttata via. | Dolce [[prudenza]], ti prego, resta ancora con me | da troppo tempo non vivo grazie a te.'' (da ''Un'emozione'', CD 2, n. 3) *''Un'[[idea]], un concetto, un'idea, | finché resta un'idea è soltanto un'astrazione. | Se potessi mangiare un'idea, | avrei fatto la mia rivoluzione.'' (da ''Un'idea'', CD 2, n. 3) *''Se sapessi parlare di Maria, | se sapessi davvero capire la sua esistenza | avrei capito esattamente la realtà, | la paura, la tensione, la violenza, | avrei capito il capitale, la borghesia, | ma la mia rabbia è che non so parlare di Maria | la libertà, Maria la rivoluzione, Maria il Vietnam, la Cambogia, | Maria la realtà.'' (da ''Chiedo scusa se parlo di Maria'', CD 2, n. 11) *''La [[libertà]] non è star sopra un albero, | non è neanche il volo di un moscone, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione.'' (da ''La libertà'', CD 2, n. 13) *''La libertà non è star sopra un albero, | non è neanche avere un'opinione, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione.'' (da ''La libertà'', CD 2, n. 13) *''Il [[mare]], com'è strano il mare, | non è che non ne senta la sua poesia ma mi fa vomitare.'' (da ''La nave'', CD 2, n. 14) ===''Anche per oggi non si vola''=== '''Etichetta''': Carosello, 1974. *''Eppure il [[mais|granoturco]] | che ha scelto di esser giallo | non si domanda niente | non ricorda. || Chissà se poi continua | a presentarsi giallo | per essere fedele | a chi lo guarda.'' (da ''Il granoturco'', disco 1, lato A, n. 2) *Sì, mangi tutto, anche se non è che del [[minestrone]] ti interessa tutto, certo, non puoi mica metterti lì a selezionare a dividere con le mani, sarebbe, difficile scomodo, e anche maleducato, quindi mangi tutto [...]. (da ''Il minestrone'', disco 1, lato A, n. 3) *A me personalmente, del minestrone interessa la [[carota]], è evidente che mi interessa la carota per le sue proprietà eccezionali d'altronde ben note. La carota, questo prezioso ortaggio, fa bene al... irrobustisce il... il nervo ottico, sì fa bene, ai bulbi, ti vengono due bulboni, che vedi no, importante vedere, anche, anche politicamente, questa, questa vista che cresce, che si sviluppa, individua il nemico da combattere, sì. (da ''Il minestrone'', disco 1, lato A, n. 3) *''Mi son fatto tutto da me, | mi son fatto tutto da me, | mi son fatto tutto da me! | Mi son fatto tutto di merda.'' (da ''L'odore'', disco 1, lato B, n. 1) *''Anche per oggi non si vola.'' (da ''La leggerezza'', disco 2, lato A, n. 3) *''La [[realtà]] è un uccello che non ha memoria, | devi immaginare da che parte va.'' (da ''La realtà è un uccello'', disco 2, lato A, n. 4) *''È scoppiata un'epidemia di quelle più maligne | con bubboni che appestano uomini, donne e bambini , | l'infezione è trasmessa da topi usciti dalle fogne | ma hanno visto abilissime mani lanciarli dai tombini , | son le solite mani nascoste e potenti, | che lavorano sotto, che sono sempre presenti.'' (da ''La [[peste]]'', disco 2, lato B, n. 2) *''C'è solo la [[via|strada]] su cui puoi contare | la strada è l'unica salvezza | c'è solo la voglia, il bisogno di uscire | di esporsi nella strada, nella piazza. | Perché il [[giudizio universale]] | non passa per le case | in casa non si sentono le trombe | in casa ti allontani dalla vita | dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.'' (da ''C'è solo la strada'', disco 2, lato B, n. 5) ===''Libertà obbligatoria''=== '''Etichetta''': Carosello, 1976. *''Ho bisogno di un delirio | che sia ancora più forte, | ma abbia un senso di vita | e non di morte.'' (da ''Il delirio'', disco 1, n. 5) *''Io non assomiglio ad Ambrogio, | l'interezza non è il mio forte, | per essere a mio agio | ho bisogno di una parte.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''E se mi viene bene | se la parte mi funziona | allora mi sembra di essere | una persona.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''Quando invece sto leggendo [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] | mi concentro sono tutto preso | non da Hegel naturalmente | ma dal mio fascino di studioso.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''Mio nonno si è scelto una parte | che non cambia in ogni momento, | voglio dire che c'ha un solo | comportamento. || Io invece ho sempre bisogno | di una nuova definizione | e gli altri fanno lo stesso | è una tacita convenzione.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''Se un giorno noi cercassimo | chi siamo veramente | ho il sospetto | che non troveremmo niente.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''La [[solitudine]] | non è mica una follia | è indispensabile | per star bene in compagnia.'' (da ''La solitudine'', disco 2, n. 1) *Non c'è popolo che sia più giusto degli [[Stati Uniti d'America|americani]]. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s'intende, non la fanno mica perché conviene a loro. Nooo! È perché ci sono ancora dei posti dove non c'è né giustizia, né libertà. E loro... Eccola lì... pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l'attaccano. (da ''L'America'', disco 2, n. 8) *''Si può, siamo liberi come l'aria | si può, siamo noi che facciam la storia, | si può, [[libertà]], libertà, libertà, | libertà obbligatoria.'' (da ''Si può'', disco 2, n. 9) *Ma come? Con tutte le libertà che avete, volete anche la libertà di pensare? (da ''Si può'', disco 2, n. 9) *Ma quello che succede in fondo ai tuoi polmoni, o al tuo intestino, è quello che conta, è qualcosa che ti hanno messo dentro, e ti mangia piano piano, come un cancro. Hanno inventato un nemico molto più geniale, che non si vede, un nemico segreto e consapevole che ti viene incontro, hanno inventato il cancro. (da ''Il [[tumore|cancro]]'', disco 2, n. 11) *''E ti lasciano libero | con questa cosa dentro, | con quel milione di molecole | che non ti ubbidiscono più, | che lavorano per conto loro, | che proliferano silenziose | e non le vedremo mai | quelle molecole pazze | cancerose. | Non sapremo nemmeno se sono esistite | quelle cellule ingorde insaziabili enormi, | voraci affamate di noi ci mangeranno | come vermi.'' (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11) *''Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la [[morte]]''. (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11) *È difficile vivere con gli assassini dentro, forse è più facile vivere con gli assassini fuori, visibili riconoscibili, che ti sparano addosso dalle strade, dalle cattedrali, dalle finestre delle caserme, dai palazzi reali dai balconi col tricolore. [...] Prevedibili e schematici anche nella cattiveria, come le bestie bionde, come le bestie nere, che ti possono togliere la libertà, mai le tue idee. Come quegli ingenui e patetici esemplari che esistono ancora oggi, ma non contano, sono un diversivo, un fatto di folklore, una mazurca. Ma l'assassino dentro, è come un'iniezione, non la puoi fermare non risparmia nessuno, nessuno sfugge alla scadenza. È difficile vivere con gli assassini dentro, appena ce li hai iniettati, ti si rivoltano contro. (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11) ===''Polli d'allevamento''=== '''Etichetta''': Carosello, 1978. *Io sono uno che in tutte le cose ha bisogno di trovare quello scatto quello slancio iniziale, quell'energia che specialmente nell'amore può essere esaltante solamente a condizione che avvenga e si realizzi in quell'istante che precede la conoscenza e stimola, stimola, stimola, arricchisce, nutre, incuriosisce. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4) *Prima di [[fare l'amore]] siamo dei grandi ascoltatori... dopo meno. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4) *Chi non ha mai commesso l'errore di togliersi i pantaloni prima delle scarpe... costui non sa niente dell'amore. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4) *[...] non si è mai abbastanza [[coraggio e viltà|coraggiosi]] da diventare [[coraggio e viltà|vigliacchi]] definitivamente. (da ''La paura'', disco 1, n. 6) *Riassumiamo: io avevo avuto l'[[orgasmo]]... ghinnn! Niente a che vedere con quelli che mi organizzo da solo eh, ma un discreto orgasmo per essere in due. (da ''Dopo l'amore'', disco 2, n. 3) *L'ho sempre detto, se vuoi sciupare un amicizia con una persona facci all'amore. E dopo? Ci vuole troppa comprensione, per trasformare in dolcezza una cosa venuta male. Ti rimetti la camicia lentamente, ti allacci una scarpa, e questa operazione ti sembra che duri tutto il pomeriggio, pomeriggio? (da ''Dopo l'amore'', disco 2, n. 3) *Bisogna essere prudenti quando ci si ammazza, se no si fan delle figure dai. (da ''Il [[suicidio]]'', disco 2, n. 10) *C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la [[morte]]. (da ''Il suicidio'', disco 2, n. 10) ===''Io se fossi Dio''=== '''Etichetta''': F1 Team, DM 913, 1980. [[File:Giorgio Gaber 1969.jpg|thumb|upright=1.2|Giorgio Gaber nel 1969]] *''Io se fossi Dio, | non sarei così coglione | a credere solo ai palpiti del [[cuore e cervello|cuore]] | o solo agli alambicchi della [[cuore e cervello|ragione]].'' (da ''Io se fossi Dio'') *''Ma io se fossi Dio, | non mi farei fregare da questo sgomento | e nei confronti dei politicanti | sarei severo come all'inizio, | perché a Dio i [[martirio|martiri]] | non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.'' (da ''Io se fossi Dio'') *''E se al mio Dio che ancora si accalora, | gli fa rabbia chi spara, | gli fa anche rabbia il fatto | che un politicante qualunque | se gli ha sparato un brigatista, | diventa l'unico statista!'' (da ''Io se fossi Dio'') *''Io se fossi Dio, | quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, | c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire | che [[Aldo Moro]] insieme a tutta la [[Democrazia Cristiana]] | è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. | Io se fossi Dio, | un Dio incosciente enormemente saggio, | avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, | ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora | quella faccia che era!'' (da ''Io se fossi Dio'') ===''Anni affollati''=== '''Etichetta''': Carosello, 1981. *''Odio il tuo viso che è la mia caricatura , | odio la tua voce che è la mia scimmiottatura , | odio l'arroganza della tua idiozia , | odio la tua stupida parola che è la mia.'' (da ''Il sosia'', lato A, n. 1) *''Era come un sogno che svapora | che quando lo racconti | non riesci neanche a ricordarti | fuori mi aspettavano altri sogni, altri infarti.'' (da ''Il sosia'', lato A, n. 1) *''L'[[attesa]] è una suspense elementare, | è un antico idioma che non sai decifrare, | è un'irrequietezza misteriosa e anonima, | è una curiosità dell'anima.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1) *''Perché da sempre l'[[attesa]] è il destino | di chi osserva il mondo | con la curiosa sensazione | di aver toccato il fondo.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1) *''L'[[attesa]] è il risultato, il retroscena | di questa nostra vita troppo piena. | È un andar via di cose dove al loro posto | c'è rimasto il vuoto. || Un senso quieto e religioso | in cui ti viene da pensare | e lo confesso ci ho pensato anch'io | al gusto della morte e dell'oblio.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1) *''Allora salti il piano, se lo sai saltare, | ed entri in un altro reparto dell'amore''. (da ''Gildo'', lato B, n. 2) ===''Gaber''=== '''Etichetta''': GO Igest, 1984. *''Non esiste né luogo, né tempo, | distanza non esiste, | io sono gli uomini del passato canuti e saggi, | io sono gli uomini del futuro smarriti e scaltri, | io sono come tutti io sono gli altri.'' (da ''Gli altri'', n. 1) *''Il percorso normale della [[conoscenza]] | è come non lo usassimo più. | Il percorso del pensiero | che ogni giorno diventa più avaro.'' (da ''Occhio, cuore, cervello'', n. 5) *''Non so se è fratellanza o scienza, | istinto naturale o amore, | il sociale è una nozione delle più confuse | che per ragioni misteriose abbiamo il dovere di salvare.'' (da ''Il sociale'', n. 7) *''Il sociale è il passatempo della demagogia | politica mondiale, | è l'alibi dell'uomo di sinistra, | che se lo porta a casa e lo riveste | di ideologia | così adatta a far passare meglio | qualche vecchia idea.'' (da ''Il sociale'', n. 7) ===''Il Grigio''=== '''Etichetta''': Carosello, 1988. *Un uomo sapiente può godere l'intero spettacolo del mondo soltanto con l'aiuto dei sensi e del pensiero. (atto I, quadro IV) *"Il [[pensiero|pensare]]"... sì, il pensiero in sé, senza farci niente di utile, che godimento. Peccato che non ti paga nessuno per pensare. «Ho pensato otto ore» e chi ti crede? In India... in India ti credono. (atto I, quadro IV) *Il mio [[orgoglio]] non è amore per me stesso. Se mi amassi non mi prenderei a calci come faccio. Il mio orgoglio è... è per come si dovrebbe essere. Il mio orgoglio è lo schifo di tutto e di tutti. Di te, ma anche di me... di me un po' meno. (atto II, quadro I) ===''Il teatro canzone''=== '''Etichetta''': Carosello, 1992. *Ci dev'essere uno strano godimento a sentirsi inutili, perché sono tutti più allegri, più ottimisti e tutti via a sciare, e vela, windsurf, equitazione, golf... bello! Secondo me per essere bravi in quegli sport lì non è che bisogna essere proprio imbecilli, però aiuta! (da ''Gli inutili'', disco 1, n. 3) *Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il [[comunismo]] come il paradiso terrestre. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] era una brava persona; qualcuno era comunista perché [[Giulio Andreotti|Andreotti]] non era una brava persona. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'[[operaio]]. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché la [[rivoluzione]], oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il [[materialismo dialettico]] per il vangelo secondo Lenin. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché c'era il grande [[Partito Comunista Italiano|partito comunista]]. Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore Partito Socialista d'Europa. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) ===''E pensare che c'era il pensiero''=== '''Etichetta''': GIOM - Carosello, 1995. *''Senza cattive o buone azioni, | senza altre strane deviazioni, | che se anche il fiume le potesse avere, | andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare.'' (da ''Quando sarò capace di amare'', disco 2, n. 6) *Le [[parola|parole]], definiscono il mondo, se non ci fossero le parole, non avemmo la possibilità di parlare, di niente. Ma il mondo gira, e le parole stanno ferme, le parole si logorano invecchiano, perdono di senso, e tutti noi continuiamo ad usarle, senza accorgerci di parlare, di niente. (da ''Destra/sinistra'', disco 2, n. 7) *''La patata per natura è di sinistra, | spappolata nel purè è di destra, | la pisciata in compagnia è di sinistra, | il cesso è sempre in fondo a destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7) *''Il saluto vigoroso a pugno chiuso | è un antico gesto di sinistra, | quello un po' degli anni '20 un po' [[saluto romano|romano]] | è da stronzi oltre che di destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7) *''La risposta delle masse è di sinistra | con un lieve cedimento a destra. | Son sicuro che il bastardo è di sinistra, | il figlio di puttana è a destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7) *Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo [[no]], è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. (da ''Mi fa male il mondo (seconda stagione)'', disco 2, n. 8) ===''Gaber 96/97''=== '''Etichetta''': GIOM GIOM-CD 01, 1996. *''L'[[appartenenza]] | non è lo sforzo di un civile stare insieme, | non è il conforto di un normale voler bene, | l'appartenenza | è avere gli altri dentro di sé.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6) *''L'appartenenza | è un'esigenza che si avverte a poco a poco | si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6) *''Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6) ===''Un'idiozia conquistata a fatica''=== '''Etichetta''': GIOM GIOM-CD 02, 1998. *Secondo me gli italiani e l'[[Italia]] hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone. Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero, li riconoscono subito. Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del papa. Non si sa mai. Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi, perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero. Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante, specialmente la mamma. Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie. (da ''Secondo me gli italiani'', disco 2, n. 4) ===''La mia generazione ha perso''=== '''Etichetta''': CGD East West, 2001. *''Ma io ti voglio dire | che non è mai finita, | che tutto quel che accade | fa parte della vita.'' (da ''Verso il terzo millennio'', n. 2) *''La mia generazione ha visto | le strade, le piazze gremite | di gente appassionata, | sicura di ridare un senso alla propria vita. | Ma ormai son tutte cose del secolo scorso: | la mia generazione ha perso''. (da ''La razza in estinzione'', n. 5) *''L'obeso ha un aspetto | imperturbabile e imponente, | è un grosso uomo che si muove lentamente, | mangia sempre dalla sera alla mattina | con l'isterica passione, | per qualsiasi proteina, | l'obeso è imprigionato | nel suo corpo assai opulento, | sembra un uomo generato | da un enorme allevamento.'' (da ''L'obeso'', n. 11) *''L'obeso mangia idee, mangia opinioni, | computer, cellulari, | dibattiti e canzoni, | mangia il sogno dell'Europa, | le riforme, i parlamenti, | film d'azione e libri d'arte, | mangia soldi e sentimenti | e s'ingravida guardando e mangiando | gli orrori del mondo. || L'obeso è ormai un destino senza scampo, | è la follia del nostro tempo, | l'obeso è un pachiderma nauseabondo, | è il simbolo del mondo.'' (da ''L'obeso'', n. 11) *''L'obeso è l'infinito | di un [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] americano''. (da ''L'obeso'', n. 11) ===''Io non mi sento italiano''=== '''Etichetta''': CGD East West, 2003. *''L'importante è insegnare quei [[valore|valori]] | che sembrano perduti, | con il rischio di creare nuovi disperati''. (da ''Il tutto è falso'', n. 1) *''Il [[falsità|falso]] è misterioso | e assai più oscuro | se è mescolato | insieme a un po' di vero''. (da ''Il tutto è falso'', n. 1) *''Non insegnate ai bambini, | non insegnate la vostra morale: | è troppo stanca e malata | potrebbe far male''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''Non insegnate ai bambini, | non divulgate illusioni sociali, | non gli riempite il futuro | di vecchi ideali''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''L'unica cosa sicura è tenerli lontano | dalla nostra cultura''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''Stategli sempre vicini, | date fiducia all'amore, il resto è niente''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''Io non mi sento italiano, | ma per fortuna o purtroppo lo sono.'' (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3) *''Mi scusi Presidente | ma questo [[Italia|nostro Stato]] | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente.'' (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3) *''Abbiamo fatto l'[[Europa]], | facciamo anche l'Italia''. (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3) *''C'è un'[[aria]], un'aria, ma un'aria | che manca l'aria''. (da ''C'è un'aria'', n. 9) *''E c'è un gusto morboso del mestiere d'informare, | uno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un dolore | e le miserie umane raccontate come film gialli | sono tragedie oscene che soddisfano la fame | di questi avidi sciacalli.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9) *''Ma la [[televisione]] che ti culla dolcemente | presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante | la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie | con lo stesso rispetto che è giusto avere | per una lavastoviglie.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9) *''E guardando i [[giornale|giornali]] con un minimo di ironia | li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia | che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso | vanno molto bene per accendere il fuoco | o per andare al cesso.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9) ==Citazioni su Giorgio Gaber== *Abbiamo discusso parecchie volte soprattutto sull'impegno nell'[[arte]]. Perché io ero convinto che lui lo penalizzasse con un po' di amarezza, con la malinconia che a volte scorgevo nei suoi lavori. Anche se poi non posso scordare che Giorgio è stato pure l'autore di "La libertà". Una canzone sull'importanza di essere presenti nella vita per sceglierne chiaramente il destino, un brano che ritengo fra i più belli dell'intera storia della musica italiane e che è proprio un brano di impegno politico. Ma in senso alto, educativo, etico. [...] Con [[Sandro Luporini|Luporini]] scriveva lavori costruiti bene e soprattutto mangiati, masticati, digeriti, sputati e ripresi. Ovvero meditati, sofferti, discussi, faticosi, mai buttati lì con facilità. Come tutte le cose che contano, le sue erano opere vissute. ([[Dario Fo]]) *Allora gli altri cantautori si sentivano un po' troppo portabandiera di qualche cosa, mentre Giorgio, ogni volta che qualcuno gli ammollava questo ruolo, ne fuggiva. Perché capiva che era un'altra trappola, come quelle del pop. E lui ha fatto di tutto nella sua vita pur di comunicare che l'unico modo di essere veramente liberi è porsi sempre dei dubbi. Mettersi davanti allo specchio a chiedersi se stai facendo quello che sei o sei figlio di qualche pensiero altrui. ([[Rossana Casale]]) *[A]ndare a vedere Gaber significava confrontarsi con un linguaggio che certo non potevi pensare di riproporre al suo livello, ma che comunque era raggiungibile. Era un obiettivo realistico. Gaber è stato forse l'unico a essere contemporaneamente rivoluzionario, politico, innovatore e anche comunicatore. Nonché poeta. Un poeta che però ci si era presentato con un biglietto da visita sconvolgente. ([[Gino e Michele]]) *Avrei anche potuto rubargli il posto, quando il manager di [[Mina (cantante)|Mina]] mi propose di fare una stagione teatrale insieme a lei. Ma quel tour lo fece lui, e nacque lì la sua scelta di dedicarsi al teatro. Pure io nei primi anni Settanta tentai il teatro, con ''Jacopone'', un'opera rock che però si rivelò un mezzo disastro. Ma Giorgio, anche in quell'occasione, mi diede una mano dicendomi come snellire lo spettacolo. Però, i suoi spettacoli erano un'altra cosa. Restavo a bocca aperta, notando che cresceva sempre più, che diventava un vero uomo di teatro. E guardare la gente impazzire per lui, anche quando restava solo sul palco per due ore, era un insegnamento per me. Perché evidentemente aveva trovato la chiave giusta per colpire: con i contenuti, ma non solo. ([[Gianni Morandi]]) *{{NDR|Parlando di ''Qualcuno era comunista''}} Certo è singolare che l'unico testo letterario, politico e culturale sui comunisti sia stato scritto da uno che, pur avendo camminato a sinistra, non è mai stato comunista. Ed è incredibile che egli l'abbia sempre interpretato con un coinvolgimento tale per cui veniva da dire, con [[Benedetto Croce|Croce]], "perché non possiamo non dirci comunisti" nel modo in cui ce lo propone Gaber? ([[Fausto Bertinotti]]) *Certo non deve essere stato facile per lui conquistare un vasto pubblico con una proposta che via via si è evoluta tecnicamente così tanto. ([[Giovanni Allevi]]) *Ci sono persone, strade, indirizzi, canzoni e tramonti che non vanno assolutamente dimenticati! Ritornare da Gaber, ogni tanto, ci vuole. Fa bene riascoltare la sua voce. Riconoscere la sua fisionomia. L'inconfondibile modo di stimolare una chitarra. E di maltrattare un argomento con il cuore... Sapere che sia riuscito a esprimersi oltre ogni ridicola censura, gli conferisce di diritto l'appellativo di "padre di tutti i cantautori intelligenti". [...] Grazie Giorgio, per essere rimasto al Giambellino intorno a quel biliardo, sfacciatamente presente! ([[Renato Zero]]) *Com'è stato, scoprirlo? Pazzesco. Sono rimasto travolto dal suo stile perfetto, dalla sua capacità evocativa, dalla sua comunicativa umana. Ed essendo anch'io un cantante, una persona che lavora per un palcoscenico e per un pubblico, Gaber mi è diventato subito maestro. Non è che dopo aver conosciuto Gaber la mia personalità musicale o lo stile delle mie canzoni siano cambiati o debbano farlo, però adesso sono più convinto che si possa veramente riuscire a parlare dell'uomo e dei suoi interrogativi esistenziali anche nelle canzoni. Gaber me l'ha dimostrato: tramite il suo modo di vedere le cose, anche cinicamente a volte, raccontava la vita. E ce la insegnava. ([[Cesare Cremonini]]) *Dai diciassette anni in poi, gli spettacoli di Gaber quando non li ho visti a teatro li ho recuperati su disco. Tutti. Però andarlo a vedere era un'esperienza fulminante: che performer era... Metteva tutto se stesso sul palco. Aveva una voce anomala, con un registro fra baritono e basso e poca estensione: ma la sapeva usare in modo perfetto, espressivo. Quindi, cantante perfetto, attore consumato... Impossibile non restare colpiti da Gaber. [...] Io sono definito un "rockettaro". Ma per "Qualcuno era comunista" ho pianto. Sono andato nel camerino a ringraziarlo. ([[Luciano Ligabue]]) *Dal Movimento {{NDR|del [[Sessantotto]]}} ha preso molti temi e riferimenti: [[David Cooper|Cooper]], [[Ronald Laing|Laing]]. ma poi nei suoi spettacoli c'erano intere citazioni di [[Louis-Ferdinand Céline|Céline]]. Una volta parlammo a lungo persino di [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]. Del Movimento aveva colto il senso. E cercò di coniugarlo con una coscienza critica: che prima lo portò alla ferocia di ''Polli di allevamento'', dove peraltro in molti lo vissero ancora come compagno di strada, questa volta nel disorientamento; e poi lo condusse a ''La mia generazione ha perso'', dove ha detto cose per noi chiare da anni e però mai uscite. Psicologie rotte, e l'inabilità di salvare, del Movimento, almeno la spinta. ([[Romano Madera]]) *«Datemi qualche pensiero» è l'ultimo urlo di Gaber. C'è un filo resistente (o un elastico?) che percorre l'opera di Gaber: è la fiducia in un individuo capace, nonostante il disincanto (anzi, forse in virtù di quel disincanto), di costruire una nuova coscienza anche partendo dal nulla, abbandonata per sempre ogni ambizione di appartenenza vecchio stile. E se fin dentro gli anni Novanta tornano le canzoni più «private» di un tempo – da «Chiedo scusa se parlo di Maria» al «Dilemma»: un capolavoro! – è perché per ripartire, appunto, non resta che guardare dentro se stessi. ([[Paolo Di Stefano]]) *Del resto il poeta era lui. Io faccio il comico. ([[Giobbe Covatta]]) *Dov'è l'[[individuo]] che cantava lui? Non vedo proposte, né dentro né fuori di me. Lui invece mi dava sempre una speranza, oltre che una risposta, quando gli esprimevo i miei dubbi. [...] Eredi non ce ne sono: al Festival di Viareggio vedo spesso tecnica, ma non sempre qualità. E che i comici guardino a Gaber è ovvio. L'abbiamo fatto tutti. Si parte dalla risata, poi si aggiunge la canzoncina, poi si va più a fondo con un monologo... È ancora un faro. ([[Enzo Iacchetti]]) *È agendo in tale dimensione {{NDR|collettiva}} che ha creato una modalità unica di entrare in rapporto con il pubblico, uscendo da ogni cliché autoreferenziale che, in qualità di figura popolarissima, avrebbe potuto pure permettersi. Perché è vero che Gaber da un lato fa la scelta radicale di starsene in disparte; ma subito dopo propone, a chiunque, che se si vuole comunque ascoltarlo bisogna andare da lui. Pronti a mettersi a ragionare con lui. ([[Gad Lerner]]) *È sempre stato "altro" dai cantautori suoi coetanei. Ha fatto delle scelte coraggiose che ha portato avanti con coerenza, per cantare quanto gli stava attorno attraverso linguaggi, fisici e musicali, assolutamente inediti e divenendo, potrei dire, un modello culturale. Perché, pur stando lontano dai riflettori, diceva lo stesso cose importanti a moltissimi. ([[Biagio Antonacci]]) *Ecco, credo che Gaber in fondo la canzone se la tenesse stretta perché era una sicurezza, era come tornare nel ventre materno, alla sua natura originaria. E che nel teatro lo mettesse in gioco, questo suo passato, cercando anche tramite esso il futuro. Da uomo puro che aveva bisogno di scoprire tutti i padiglioni della vita, di esplorarne i carri, di affrontarne i mostri. Di giocare nel senso più alto del termine mettendo in gioco se stesso. ([[Massimo Ranieri]]) *Ecco, di Gaber mi ha lasciato un segno tutto questo coraggio. Quel suo essere artista senza ripetersi mai, rimettendosi anzi in gioco. [...] Gaber invece cambiava, e cambiando cresceva, si raffinava. Il canto, la pulizia in scena, il suo estremo rigore... Era quasi iconoclasta, pochissime cose, però curatissime. E poi quel saper cambiare marcia più volte durante lo spettacolo: tutte caratteristiche che contribuivano alla sua incredibile capacità di tenere il palco. Ma tenerlo veramente, senza preoccuparsi di quanto piaceva al pubblico, obbligandolo invece a seguire il nuovo percorso che gli proponeva. Educandolo a crescere con lui, insomma. ([[Luca Barbareschi]]) *E dal teatro Gaber ha mandato, a mio avviso, non tanto insegnamenti di percorso, quindi, ma di contenuti. [...] Lui denunciava la stanchezza morale degli [[Anni 1980|anni Ottanta]], l'affievolimento dei valori, il coinvolgimento della gente nel cosiddetto [[edonismo]] [[Ronald Reagan|reaganiano]], già prima che tutto questo accadesse. Ma ha avuto pure il coraggio, l'umiltà, di dire che forse, se le generazioni più giovani avevano subito senza accorgersene la dittatura del mercato, quella era in qualche modo pure una sconfitta della sua, di generazione. Soprattutto però Gaber ci ha ricordato sempre, anche in spettacoli complessi, che la risata è un valore. ([[Giobbe Covatta]]) *Egli era uno scomodo realista, sapeva prendere attuo di quello che c'era nella realtà con la marcia in più della voglia di cambiarla, segnalando cosa a suo avviso non funzionava. E a questo credo lo portasse essere soprattutto un uomo di teatro. Perché il teatro da sempre è denuncia, mentre la canzone non ha avuto storicamente la stessa funzione. ([[Nando dalla Chiesa]]) *Era come se non c'entrasse nulla con il nostro mondo di cantautori, quando cantava, lo faceva come nessuno. Non dava molte inflessioni al canto, paradossalmente non sembrava neppure che stesse a interpretare toppo, ma era la sua stessa voce, il suo timbro di voce che sapeva toccare veramente il cuore. Come nessuno. Allo stesso modo di quando parlava d'amore. ([[Ron]]) *Era uno di quegli spiriti alti che compaiono di rado nella storia, per fare quell'operazione tanto cara ai greci, il disvelamento. Mettere a nudo le debolezze umane. Gaber non parlava solo dell'amore o dello "Shampoo", parlava anche di ben altro. Con riflessioni a volte però messe in secondo piano, in quanto danno fastidio a troppi. [...] Non per nulla ha testimoniato sino all'ultimo quanto vedeva, i rischi e gli slanci, avendo il coraggio di mettersi in gioco e di portare la sua testimonianza contestatrice e costruttiva insieme libera e gratuita, dappertutto. ([[Mario Capanna]]) *Essi {{NDR|Gaber e Luporini]}} erano liberi da etichettamenti e classificazioni, erano lontani dalle pigrizie del discorrere comune. Costringevano, "rinominando", a fare un passo avanti. Verso un mondo che dev'essere ritrovato, come diceva la "Canzone dell'appartenenza". Verso ragioni che si sono perse o sono state dissipate, verso una chiarezza resa opaca dall'omologazione del pensiero. ([[Salvatore Veca]]) *{{NDR|Descrivendo l'incontro con Gaber}} È stata una cosa molto casuale, nel senso che abitavamo vicini a Milano. Frequentavamo lo stesso bar. Me l'hanno presentato dicendo che lui faceva il cantante, io facevo il pittore. Così sono andato a vedere le sue esibizioni e lui è venuto a vedere i miei quadri. Siamo diventati amici. Mi ricordo di aver trovato un ragazzino che aveva diciannove anni, magro come un chiodo, e sono andato ad ascoltarlo. Cantava il rock in inglese, non capivo niente però rimasi folgorato dall'energia che aveva addosso. Siamo diventati molto amici, poi ci siamo frequentati spesso. A un certo punto, frequentando il nostro studio (avevo uno studio con altri amici pittori), passavamo le giornate a parlare. Un bel giorno mi ha detto: "Ma perché non proviamo a scrivere qualcosa insieme?" e così abbiamo cominciato i primi tentativi che restarono nel cassetto, perché erano un po' stravaganti e non tanto commerciali. Lui allora si esibiva ancora attraverso i canali normali, la televisione per intendersi. Quindi all'inizio è stato solamente un gioco, proprio un gioco. Questo il primo impatto. ([[Sandro Luporini]]) *Forse è proprio questa la lezione più grande di Giorgio, quella che un giovane compositore dovrebbe seguire. Non porsi limiti. Anche perché, lo dico per esperienza, oggi c'è molto pubblico che dalla musica vuole segni diversi, che non si accontenta più di musica da sottofondo o da tappezzeria per non sentirsi soli davanti al silenzio. Gaber questi segni più forti li dava. Sapeva parlare alle nostre emozioni. Centrava i cuori oltre ogni barriera, nella musica e nelle parole. Lo faceva anche nella vita. ([[Roberto Cacciapaglia]]) *Forse l'unico modo che abbiamo di dare finalmente seguito agli stimoli che Gaber ci lanciava già allora {{NDR|negli [[Anni 1970|anni settanta]]}}, è quello di recuperare fino in fondo la sua spinta di cercare una [[Libertà]] con la maiuscola. Seguendo la strada con la quale egli, nell'arte, ha indicato i modi per giungere alla "Liberazione". Ovvero, superare in modo definitivo l'idea di considerare la persona come uno strumento. Rimettere al centro di ogni cosa l'essere umano. ([[Gherardo Colombo]]) *Forse solo con lui è accaduto per la prima volta che le persone abituate ad andare normalmente a teatro, il pubblico che potremmo definire colto, si sia trovato ad andarvi per un cantante. E non per divertirsi con un cantante, ma addirittura per riflettere con un cantante. Gaber è stato dunque un cantautore che, foss'anche solo per questo, si può dire abbia sicuramente tracciato un percorso decisivo all'interno della nostra storia. Un percorso che poi in molti abbiamo seguito, proponendoci a teatro per fare comunque musica, ma cercando anche di esprimere concetti. Senza più paure. ([[Enrico Ruggeri]]) *Fra i vari ricordi che ho di lui in scena, spicca la sensazione profonda che mi lasciò dentro la prima volta che lo sentii gridare dell'essere stati comunisti, fra le altre cose, "perché [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] era una brava persona". Un'altra provocazione, in fondo, perché sottintendeva che le ideologie sono vuote e conta altro. Segnalava che spesso ci aggrappiamo a esse quando non sappiamo come definire la nostra identità, mentre già le cose normali, come l'essere perbene, possono essere fonte di identità per l'uomo. ([[Nando dalla Chiesa]]) *Fu un amico a farmi conoscere il Gaber teatrale, e dal pertugio apertosi in quell'occasione nacque l'esigenza di approfondirlo, una sete continua di conoscerlo sempre più. Sono andato a vederlo a teatro ogni volta che ho potuto, e poi è stato proprio un lasciarmi invadere da Gaber, un cercare di assorbirne più che potevo. Mi spiace di non averlo conosciuto di persona, anche se probabilmente sarei stato una mummia anchilosata dalla timidezza, davanti a lui. ([[Neri Marcorè]]) *Gaber apparteneva a una generazione per la quale i concetti di [[rivoluzione]] e contestazione non erano semplici slogan. Erano qualcosa di vissuto. E si vedeva che quando Gaber gridava di cambiare la realtà, o affrontava temi politici forti, lo faceva perché era un'esigenza interiore che sentiva di dover portare alla gente. ([[Biagio Antonacci]]) *Gaber ci ha insegnato anche questo: a non mirare un po' il cerchio un po' la botte: perdi credibilità, accontenti tre persone su dieci, ti spersonalizzi e diventi pure creativamente sterile. Gaber riusciva ad appagare il silenzio della gente che a teatro voleva ascoltare qualcosa di sensato. Diceva quello che gli premeva in modi diversi, senza mai essere sopra le righe, sena essere bacchettone, senza sventolare bandiere, regalandoci l'autoironia - aspetto che rende l'arte più forte. ([[Davide Van De Sfroos]]) *Gaber e Luporini [...] tentano di raggiungere una comprensione chiara delle trasformazioni di cui sono al tempo stesso osservatori e partecipanti. E la voglia che anima questo loro tentativo è naturalmente quello di comunicare tale comprensione a un pubblico. Che, nella dimensione dell'evento teatrale, vuol dire prima però costruirlo, un pubblico. ([[Salvatore Veca]]) *Gaber era come un trapano, partiva dal quotidiani di tutti e da lì andava a fondo, esplicitamente, violentemente. Sino a costringere il pubblico a riflettere sulle zone d'ombra del quotidiano stesso. ([[Vincenzo Salemme]]) *Gaber era libero, e questo è raro oggigiorno, non solo nel mondo dello spettacolo. Inoltre oggi ci si tira indietro, mentre lui gridava di mettersi in gioco, di partecipare: era un maestro di pensiero e di approccio alla vita. Oltre che di scrittura teatrale, dato che con Luporini ha confermato l'assunto per cui la profondità si nasconde nelle cose lievi, che poi è quello che si cerca di fare quando si sceglie la [[comicità]]. ([[Luciana Littizzetto]]) *Gaber era "politico", allora? Sì, in senso alto. Nella misura in cui parlava di elementi irriducibili. Vita e morte, uomo e donna, bene e male. E io gli sarò sempre grato per questo, non tanto per ciò che mi ha consegnato in termini di stretta critica della politica e della società. Gli sarò sempre grato per quando dismetto l'abito della politica e lui parla della mia umanità nuda. Mi fa trascendere il mio linguaggio di politico e fa sì che sul suo linguaggio d'artista io modelli emozioni nuove e prenda a interrogarmi sul senso della realtà. Anche per strade diverse, altrimenti sconosciute. ([[Fausto Bertinotti]]) *Gaber era uno che cercava nel confronto, anche con se stesso. E ritengo che il suo teatro sia stato uno sforzo intenso e genuino di non dare una linea, tipica espressione degli anni Settanta, ma di cercare una linea. Una ricerca personale, per sua natura inevitabilmente tortuosa, fatta di continue verifiche, di occhi aperti sulla vita. Infatti i suoi spettacoli erano lampi, erano ogni volta lampi di spiazzamento. E tutto questo, mi piace esplicitarlo, sottolinea che non solo Giorgio Gaber era persona di rara onestà intellettuale e artistica, ma anche di grande umiltà. ([[Paolo Bosisio]]) *Gaber è stato il più vicino alla poetica di [[Georges Brassens|Brassens]], pungente, profondo, ironico, anticlericale, tanto feroce contro il potere e la borghesia quanto ipercritico con le storture e le ipocrisie di "quelli della sua parte". ([[Alberto Patrucco]]) *Gaber [...] fu il primo in Italia a mettere sul palco l'anima nuda. L'anima dell'uomo del suo tempo, e la sua per prima. Una rottura incredibile, soprattutto per gli anni Ottanta, quando anche i giovani si stavano sempre più allontanando da un teatro divenuto troppo ideologico, e per questo freddo. Gaber nei suoi lavori invece era tutt'altro che freddo. Ci metteva invece cuore, anima, corpo. ([[Vincenzo Salemme]]) *Gaber gridava gli occhi aperti, perché la coerenza non è immobilismo. Mentre oggi si avverte lo stallo, il vuoto. E la complessità di Gaber è rimasta premiante, paradossalmente, proprio per questo. Perché la gente, le persone più sensibili, quelle che frequentano poi i teatri, sentono che la sua complessità è una richiesta di muoversi. Di gridare per sconfiggere il vuoto. Una richiesta quasi spaventosa di questi tempi. Un grido di cui c'è bisogno. [...] Gridare contro il vuoto. Questa è la sfida, o forse meglio la missione della bellissima rabbia che Giorgio e Sandro hanno lasciato nei loro testi. ([[Giulio Casale]]) *Gaber non diceva "sono un cantautore", non si schierava di qua o di là. Prendeva quello che rimbalzava dalla strada e lo restituiva onestamente alla gente, con il suo tocco personale. Che poi era un tocco da figo, da uno che sapeva far girare le balle a chi comanda. ([[J-Ax]]) *Gaber parlava molto di morale, e oggi sento un gran bisogno di questo. Però lo faceva senza essere moralista: in nessuno dei suoi testi c'è il dito indice che accusa, prima lo punta contro se stesso, casomai. ([[Neri Marcorè]]) *Gaber stava sempre con i piedi per terra, ma ironizzava anche su argomenti ostici. Era una voce profonda, schietta, coraggiosa e fuori dal coro. Non era legato ad ambienti ideologici, non assumeva mai prese di posizioni a propri. Ragionava sempre sulle cose: e questo è stato l'aspetto più importante che ho cercato di assimilare dai suoi spettacoli. ([[Flavio Oreglio]]) *Gaber voleva dare un valore diverso alle parole, valutarne più che la capacità di intorbidire, con metafore o quant'altro, quella di chiarire. Le usava per condividere i pensieri. Anche se, e in questo l'ho sempre ammirato, ha saputo immettere nel suo linguaggio assolutamente quotidiano anche una percentuale inattesa di poesia. Del resto, a mio avviso, lui era più attore che musicista. ([[Eugenio Finardi]]) *Giorgio a mio avviso capiva perfettamente la spinta propulsiva che avevamo in quegli anni {{NDR|negli anni settanta}}, quella voglia di solidarietà, giustizia, cambiamento che credo si avvicinasse molto a quella del Movimento del Sessantotto. E capiva anche l'altro fenomeno diffuso nella mia generazione, la forza che alcuni traevano dalla spiritualità, da una fede. Pur essendo lui non credente e anche in questo caso, quindi, fuori dai giochi. ([[Eugenio Finardi]]) *Giorgio era un cantante eccezionale, con una voce stupenda. Non cantava solo le note, cantava le parole. Da lì è diventato un vero e proprio attore, dotato di un umorismo particolare, diverso da quello tipicamente lombardo che è spesso legato a un certo surrealismo. La comicità di Gaber invece parte sempre dalla realtà della vita vissuta. ([[Sandro Luporini]]) *{{NDR|Ultima strofa di una poesia dedicata a Gaber}} ''Grazie ancora, all'attore, al regista | al talento dell'illusionista | a quell'uomo col naso dovunque | e la testa poggiata sul mondo | per averci fornito l'esempio | per averci incantati, vivendo! | All'amore con cui ti sei dato | al pudore col quale sei andato | verità adesso non sei un miraggio | il teatro avrà gli occhi di Giorgio...'' ([[Renato Zero]]) *Ho amato Giorgio Gaber anche per quel suo ragionare a teatro, successivamente, in musica, al fine di raccontare la vita in modo diverso; per cercare di migliorare la società anche attraverso canzoni che erano vere e proprie lezioni. Rimanevo proprio ammirato dai "messaggi" che riusciva a inserire in quelle canzoni, casomai scritte con Luporini: da "La libertà" fino a "Destra-Sinistra". C'è sempre stato da parte sua l'intento che la canzone dovesse soprattutto servire per migliorarsi e per migliorarci. ([[Renzo Arbore]]) *Ho amato moltissimo Giorgione, anche se non sempre siamo stati d'accordo. Naturalmente, mi verrebbe da dire. Giacché nel momento in cui lui mi scriveva che la nostra generazione aveva perso, uno come me non poteva che dissentire. [...] E la "sconfitta" da lui cantata allora è una presa di coscienza: della mancanza di continuità fra quello che si mise in gioco nel [[Sessantotto]] e quanto non si è messo in gioco dopo. [...] Giorgione, in realtà, era un contestatore permanente. E proprio per questo a volte persino noi lo trovavamo fuori dal coro. Era un anticipatore, contestatore nel senso etimologico profondo (da ''contestor'': "chiamo in testimonianza"). ([[Mario Capanna]]) *Ho sempre considerato Giorgio Gaber un cercatore. Un uomo che cercava di capire la realtà, che cercava dentro e fuori da se stesso. E, cercando, Gaber molte cose le ha trovate. Ma di lui mi ha soprattutto colpito l'incredibile talento di trovarle prima. Di anticipare il futuro dell'arte, fare esperienze che anche altri hanno fatto, ma farle molto prima di loro. ([[Claudio Baglioni]]) *I suoi anni post-Sessantotto sono stati anni di dubbio, di pathos, di sofferenza, nei quali il suo giudizio sulla società si è fatto certamente sempre più severo, mantenendosi però sempre e fin dall'inizio libero da preconcetti e pregiudizi, da ogni tipo di ideologia. [...] La differenza vera fra Gaber e, per esempio, Dario Fo è proprio questa. ([[Paolo Bosisio]]) *Il caso di Gaber era particolare: perché la sua arte, pur mantenendo i connotati tipici dell'espressione musicale pura da cui poi era partito, aveva al tempo stesso anche un'anima teatrale. Correva su un doppio binario, potrei dire, e dunque la genialità del Signor G è stata nel saper sviluppare quell'anima teatrale restando fedele alla propria natura di artista formatosi su un linguaggio prettamente musicale. ([[Giovanni Allevi]]) *Il modo in cui faceva uscire il fiato, l'uso che faceva della voce, il senso che dava a ogni singola parola, ancora oggi bastano per capire cosa volesse dire esattamente. Tanto che non penso sia necessario rivederlo in immagine per capire il senso delle sue opere. Basta ascoltarne i dischi. ([[Andrea Mirò]]) *In Gaber il [[coraggio]] prendeva [...] molte forme: il coraggio di essere liberi, di non appartenere a nessuna delle nostre numerose conventicole. Il coraggio dell'[[ironia]], della sincerità assoluta. [...] Inoltre Gaber ha avuto anche il coraggio di inventarsi un genere, il Teatro Canzone, allora considerato molto trasgressivo, anche troppo. Dal pubblico della canzone come da quello del teatro. ([[Curzio Malaparte]]) *In Gaber la solidarietà tra [[parola]] e suono diventa gesto e luogo in cui spingere il canto: ed ecco nascere il Teatro Canzone, il cabaret intelligente fatto di suono e di satira, di pianto quotidiano e sorriso ancestrale, di quadro d'autore e canzone popolare. Con Giorgio Gaber la parola percorre lo spazio del vivere e ne appassiona il dialettico incontro con la voce del cuore: proprio come chi sa che la parola è un pigiama di seta, e la notte l'altare che ne assume i contorni. ([[Mango (cantante)|Mango]]) *Io e Giorgio e eravamo accomunati da un forte rispetto reciproco, ma fra noi c'erano profonde differenze. Lui era un "borghese" di Milano, io, pur essendo nato a Modena, sono un montanaro. E poi, il ragionier Gaberscik e il maestro elementare Guccini. Due modi diversi di vedere le cose. E anche se poi ci siamo sempre trovati molto bene insieme, credo che queste differenze si notino. ([[Francesco Guccini]]) *Io l'ho visto una volta sola in vita mia, quando l'ho intervistato per ''[[la Repubblica (giornale)|la Repubblica]]'' nel 1998, e di lui mi colpì soprattutto la totale equidistanza dalla politica. Che non credo fosse geometrica, nel senso che non penso proprio che Gaber facesse calcoli su quanto lo separava dalla destra e quanto invece dalla sinistra. Mi sembrò un atteggiamento interiore, una categoria dello spirito che segnava la sua alterità assoluta da un far politica nei partiti. [...] Non c'era in lui snobismo, né atteggiamento di superiorità nei confronti dei politici. Però, un certo disprezzo per come si era degradata la politica, questo lo si avvertiva. [..] Certo, l'equidistanza costa, anche perché presuppone un livello culturale e morale veramente molto superiore alla media, in una società infestata come la nostra, ovunque si vada, dalla politica. [...] Per me somigliava molto a [[Indro Montanelli]], e pure questo è curioso, perché Montanelli veniva da destra, mentre Gaber veniva da sinistra. Eppure, grazie al loro essere equidistanti nello spirito da ogni partigianeria, erano arrivati esattamente alle stesse conclusioni, riguardo questo nostro assurdo Paese. ([[Marco Travaglio]]) *L'abbiamo frantumato quel "noi" verso cui Gaber ci conduceva. Lui ci voleva portare nei nostri singoli io, dentro a ciascuno dei quali ci sono religione, spiritualità, sensibilità artistica, politica stessa, per ricercare, insieme un "noi" diverso, che veramente liberasse e coinvolgesse tutti gli io. E invece siamo arrivati a nuovi "noi" spaventosi, che si isolano a vicenda, capaci persino di razzismo e violenza. Siamo arrivati a chiederci se la libertà dell'uomo sia una faccenda "politica" o "antipolitica". ([[Gad Lerner]]) *L'idea di rileggere la tradizione sarebbe anche lodevole, ma è difficile: come fai a rileggere Gaber? Era unico. ([[Ivano Fossati]]) *L'[[incomunicabilità]] che Gaber cantava è ancora viva rimane verissimo il fatto che l'amore coniugale sia un'altra cosa rispetto alla passione iniziale, è confermato che quando tu cerchi di mettere a posto tutti gli elementi di una storia arrivi a un'equazione gigantesca che non sai più come risolvere. Forse è così da sempre e sempre sarà; perché sono pensieri grandi, non è solo il comico, quella di Gaber è una scrittura che ha una profondità che deve essere garantita, tutelata, ricordata. E tutto quello che finisce in "ata": amata per esempio. ([[Luciana Littizzetto]]) *La forza dei veri artisti si vede anche dalla fortuna di dare piacere e fare compagnia anche dopo che se ne sono andati. In Italia è accaduto solo per [[Fabrizio De André|De André]] e Gaber, attorno ai quali ci si ritrova in tanti, senza mai meravigliarsi che nel novero degli amici ci siano persone estremamente difformi per idee politiche e calibro culturale, senza nessuna necessità di dover giustificare differenti punti di partenza. ([[Michele Serra]]) *La grandezza di Gaber si misurava proprio nella sua capacità di scrivere solo quando aveva qualcosa da dire, e di farlo scegliendo i temi da trattare senza calcoli sulle reazioni che avrebbero suscitato o il successo che avrebbero potuto avere. Quando poi a tutto questo aggiungi una sincerità di fondo, quella passione che in Gaber si avvertiva, allora nascono opere che sanno essere specchio di un'epoca. ([[Luca Barbarossa]]) *La grandezza di Gaber stava proprio nel saper arrivare al nocciolo di questioni importanti, universali, restando però comprensibile. Un impegno durissimo, una sfida a lunga scadenza, nell'affrontare la quale occorre essere pronti sia a sperimentare più strade finché non ci trova quella giusta, sia a limare. Limare continuamente per giungere al punto della questione da affrontare e capire "come affrontarla". ([[Andrea Mirò]]) *La mia fantasia viene continuamente abbracciata dalla dialettica senza confine di questo meraviglioso uomo di musica: a una voce dello stato borghese ormai irrispettoso, Gaber ha offerto una morale che risolvesse il potere e l'antipotere. Alle nostre risposte egoiste Gaber ha offerto il sarcasmo, quello in cui si nascondeva la soluzione definitiva: il sentimento. [...] Oh, Gaber, tu eri quello che un artista riesce a scoprire nell'anima del mondo sapendo che l'anima del mondo è sempre dalla parte sua. ([[Fernanda Pivano]]) *La sfida è capire se esiste ancora, nella gente, la capacità di rispondere alle sollecitazioni di Gaber. Soprattutto in ''Polli di allevamento'', tanto incisive e feroci. Capire se l'urlo di Giorgio ha un'eco o si perde nel vuoto. Su questo, credo valga la pena di riflettere rimettendo in scena Gaber oggi. ([[Giulio Casale]]) *Le sue critiche spesso erano anche apprezzate proprio perché da una parte pizzicava e dall'altra era compagno di strada. Dava sfogo sul palco a quanto potevamo abitualmente solo sussurrare tra amici, o nei momenti di disperazione. ([[Romano Madera]]) *Leggeva e interpretava con attenzione e coscienza quanto accadeva, e lo comunicava nei teatri. Veniva con me dalla canzonetta, come me aveva fatto un salto per abbandonare gli stereotipi del pop dell'epoca, però il suo salto era stato lunghissimo. Non era più un cantante ma un attore. ([[Ricky Gianco]]) *Lui comunque ci ha insegnato a essere dei [[Gian Burrasca|Gianburrasca]], sul palco. Occhi aperti, provocare sempre, curiosità estrema. [...] Il punto è che spesso Gaber riusciva a vedere, tra bianco e nero, il grigio. Cioè la realtà vera. Oltre le etichette e le apparenze. ([[Claudio Bisio]]) *Ma assistere a uno spettacolo di Gaber significava anche confrontarmi con un linguaggio diverso da quello dei suoi colleghi. Con un colosso, un artista che, forte di grandissima libertà espressiva, poneva un'attenzione pazzesca al sociale senza guardare mai in faccia nessuno. E a volte pungendo pure se stesso; proprio per questo lo trovavo tanto credibile e indispensabile, perché a dare senso all'arte è pure il modo con cui la si propone. ([[Luca Barbarossa]]) *Lui faceva cose molto forti, che spesso però mi colpivano per quanto vi mettesse in gioco l'istinto, senza volere mai essere protagonista, cercando soltanto di dire quello che riteneva importante. [...] E questa semplicità che usava nel raccontare, magari di politica, lo faceva diventare ancora più grande quando la usava per parlare d'amore. Lì in qualche modo si mostrava di più. Veniva fuori il suo intimo, un uomo forte ma tenero nello stesso tempo, con un rispetto per la donna veramente incredibile. ([[Ron]]) *Ma che c'entra Gaber con me? Io sono un rullo compressore, lui è un triciclo. ([[Lucio Battisti]]) *Ma Gaber è un po' come [[Dante Alighieri|Dante]], ci parla di gente della sua epoca senza che nessuno senta l'esigenza di cambiarne un verso. Anzi: si ha uno stimolo in più per conoscere il passato, senza che il senso del testo perda d'attualità. [...] Gaber va conosciuto soprattutto perché era libero. E le scelte di libertà artisticamente sono sempre premianti. Se sei libero migliori proprio il tuo "prodotto", la tua arte. E oggi, in un mondo in cui si vende sempre a un prezzo inferiore a quanto si vale, l'idea che un artista abbia fatto un percorso tanto coraggioso mantenendo sempre un livello altissimo di qualità e raggiungendo anche vette da catena dell'Himalaia, be', questo è un insegnamento assoluto. Fa capire dove si può arrivare, con le parole, se usate con rigore. ([[Jovanotti]]) *{{NDR|Su ''La mia generazione ha perso''}} Mio padre si è fatto due anni di servizio militare, due anni di guerra d'Africa e cinque anni di guerra mondiale: di cui due in campo di concentramento. Ecco, la sua era una generazione che aveva perso, essendo cresciuta durante il fascismo. Noi, bene o male, siamo invece riusciti a fare le nostre cose. Anche più dei giovani di oggi, che non hanno mai lavoro sicuro. La nostra generazione è stata abbastanza fortunata, ha trovato spazio, possibilità, modo di esprimersi. Non ha perso. Anche se, forse, quel concetto veniva solo da un momento di pessimismo di Giorgio. Solo, ho il rimpianto di non averglielo mai chiesto. ([[Francesco Guccini]]) *Nel corso della mia carriera mi sono confrontato sin dall'inizio con i repertori altrui. Perché trovo ci sia molto da imparare, specie da maestri del calibro di Fabrizio De André e Giorgio Gaber. Rileggere le loro opere non significa solo condividere qualcosa che si trova esteticamente valido, ma anche dell'arte che si considera fondamentale da un punto di vista etico. [...] Perché parliamo di autori che hanno messo spessore in quanto hanno fatto, hanno speso idee, hanno formulato proposte interessanti anche politicamente, ideologicamente, filosoficamente. ([[Morgan (cantante)|Morgan]]) *Non è stato facile cantare dischi insieme, malgrado la nostra sensibilità artistica fosse simile: io ho una voce meno baritonale della sua. E lui, ovviamente, con me faticava perché voleva fare tutto con precisione assoluta. Inoltre fingeva di non essere spiritoso. E io a dirgli Giorgio, tu sei spiritoso più di me, solo che vuoi farne a meno, lascia libero il tuo spirito di essere comico. Anche se con gli arrangiamenti di [[Franco Battiato|Battiato]] era difficile, in effetti! ([[Enzo Jannacci]]) *Per fare Teatro Canzone Giorgio usava una sorta di "scaletta delle emozioni". Era molto utile per scrivere spettacoli sull'oggi, anche perché, fra una replica e l'altra, per lui era normale cambiare delle cose, e quindi i tempi di scrittura erano strettissimi. Così aveva stabilito regole fisse: se inizi con un tema abbastanza impegnato, il secondo pezzo deve tranquillizzare la gente; se parti leggero, al terzo pezzo devi far capire che la vita non è solo sorrisi. L'apparente semplicità di una struttura solidissima, rimastami come lezione. ([[Gian Piero Alloisio]]) *Per molti versi Giorgio ha fatto parte della vita della mia famiglia. E di lui, in questo senso, ho un ricordo estremamente affettuoso, perché era un legame intrigante quello che riguardava Enzo e Giorgio insieme, il loro passato e i possibili futuri, le avventure che si schiudevano ogni volta che si incontravano. ([[Paolo Jannacci]]) *Perché la cosa più difficile e preziosa che ha fatto Gaber è stato annullare lo scarto (così pesante e doloroso, oggi) tra "alto" e "basso", tra popolarità di massa e di nicchia. E avere qualità e riuscire a farne anche quantità, giacché il suo successo teatrale fu di massa, è più o meno il contrario di quanto accade, in genere, in un sistema di comunicazione che sembra avere individuato nella qualità un odioso nemico. ([[Michele Serra]]) *Perché lì {{NDR|nel brano ''Le strade di notte''}} Gaber canta il nostro mestiere, un mestiere notturno, la ricerca di un'intuizione, la speranza di trovare qualcosa cercando. Nel cielo che di notte sembra grondi di più di note, suggestioni, ispirazioni. ([[Claudio Baglioni]]) *Perché un ingenuo? Perché anche lui tutto sommato aveva nutrito la sua bella utopia: l'idea di cambiare il mondo con le parole. Lui che dai Settanta aveva cantato con ironia la psicopatologia dell'individuo lasciato solo con i propri tic ma ancora ansioso di ritrovare se stesso in una matura collettività civile, doveva riconoscere che, tramontate le ideologie e stramorti i partiti, l'unico luogo di condivisione era ormai il mercato dio e demonio. ([[Paolo Di Stefano]]) *Però lo faceva apposta, a toccare nervi scoperti. L'ha sempre fatto; e in fondo questa è stata la cosa che me lo faceva amare di più. Parlava di [[Bettino Craxi|Craxi]] o [[Ciriaco De Mita|De Mita]], criticava certa sinistra, faceva satira pura... Ma alla fin fine, di base, si rivolgeva sempre all'uomo. Puntando spesso il dito persino contro di sé, in spettacoli che proponevano testi di taglio quasi psicanalitico, in brani che indagavano i rapporti tra l'uomo e il suo inconscio. E ovviamente, puntando spesso il dito pure verso i suoi simili, cioè noi. Come devono fare i grandi artisti, si assumeva il rischio di denunciare. E di prendersi i relativi fischi. ([[Claudio Bisio]]) *Quando abbiamo ascoltato per la prima volta le canzoni di Giorgio Gaber è stato folgorante. Quello che stiamo tentando di fare nella nostra carriera, lui riusciva perfettamente a farlo già nei primi anni Settanta. Fare rock, potremmo dire. Non il rock malinteso come autodistruzione, il rock come linguaggio. Un linguaggio che permette di rispondere in profondità a chiunque impedisca al singolo di essere libero: praticamente, culturalmente, intellettualmente. ([[J-Ax]]) *[Q]uando cantava la solitudine faceva scorgere in essa anche una possibile, straordinaria consapevolezza: quella di volerla. Di volere quella solitudine in cui ci si sa bastare, e non si cerca a tutti i costi qualcuno che ci somigli. Finendo col buttarci via. ([[Mietta]]) *Quando Giorgio lavorava con [[Enzo Jannacci|Enzo]], penso partissero sempre dall'amicizia. E poi la loro concezione artistica era qualcosa del tipo "sfruttiamo la chimica azione/reazione", quello che gli americani chiamano ''interplay''. Credo che ogni incontro cambiasse le loro carriere, perché erano scintille che si accendevano in un discorso mai veramente interrotto, che coinvolgeva il personale in profondità. Anche se poi ognuno avrebbe proseguito con le proprie idee, i propri tempi, le proprie scelte artistiche. ([[Paolo Jannacci]]) *Resta il suo grido di quanto la persona, oggi, sia umiliata. In politica, in televisione, dal mercato. La sua denuncia di come esista a volte persino un gioco ad autoumiliarsi. Resta anche, però, il concetto che la persona non deve venire umiliata. [...] Tutto è un problema se si perde di vista la persona, se non si ritorna a un modello culturale che la metta al centro del vivere. ([[Gherardo Colombo]]) *Ricordo con emozione le sue proteste, le sue disperazioni, le sue speranze: non mi ha mai delusa. Aspettavo tremante la prossima rivelazione dei suoi sogni, delle sue delusioni, dei suoi scontri. ([[Fernanda Pivano]]) *Ripenso a Giorgio Gaber e mi viene in mente [[Ugo Tognazzi]], perché entrambi hanno saputo cambiare pelle più volte. Dall'avanspettacolo al varietà a Cannes. Dal rock snodato con [[Enzo Jannacci|Jannacci]] e [[Adriano Celentano|Celentano]] alla prima serata televisiva al teatro canzone. Restando sempre se stessi, anche negli errori. Ripenso a Giorgio Gaber e mi viene in mente [[Beppe Grillo|Grillo]]. Gaber, soprattutto dopo le prime speranze frustrate di cambiamento, era diventato un antipolitico ante litteram, che lanciava attacchi veementi contro ogni schieramento. Tanto che oggi tutti, dalla sinistra alla destra a [[Comunione e Liberazione]], tendono a spartirsene le vesti, dicendo «Era uno dei nostri», come hanno fatto anche con [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]. Quest'anno è uscito persino un articolo dell'Osservatore Romano pieno di lodi e che ho trovato sconcertante. Gaber aveva di sicuro un pubblico più colto, meno schiumante, rumoroso e ingenuo di quello di Grillo. Ma sono i frutti di tempi diversi. ([[Tommaso Labranca]]) *Ripudiava ogni atteggiamento finto, ogni estremismo comportamentale. In compenso sapeva voler bene alle persone, spesso senza dirlo, con pudore estremo. Aveva pure carisma, certo, e sicuramente bisognava avere una propria personalità per non finire col muoversi e parlare come lui. Però non si imponeva mai. E come autore aveva inventato il diritto di veto: se una cosa da lui proposta non piaceva, chi scriveva con lui poteva dire "no" senza spiegazioni. ([[Gian Piero Alloisio]]) *Sento forte il rimpianto di non aver potuto conoscere Giorgio Gaber. È quasi un senso di colpa, perché da quando ho iniziato ad ascoltare la sua musica ho scoperto un mondo artistico nuovo, di grande interesse, legato più al peso dei testi che non a quello della musica. Un mondo che però mi appassiona proprio per questo, perché io ho sempre lavorato al contrario, sono sempre stata attratta più dalle note che non dalle parole. [...] Perché io, che molti definiscono cantante dell'amore per eccellenza, da Gaber ho imparato pure su questo fronte. Ho capito che l'amore si può cantare anche senza cantarlo, a volte. E ora penso quanto sarebbe bello se riuscissi a riportare tutti questi suoi insegnamenti nel mio mestiere. Per essere più profonda nei testi e nei sottintesi, per trasmettere emozioni e valori della vita anche tramite la semplicità della musica leggera, come riusciva a fare Gaber. ([[Laura Pausini]]) *{{NDR|Confrontando Gaber con Fabrizio De André}} Si sente insomma che Gaber era attore: viveva quanto cantava mettendo in gioco una carica emotiva che in De André non c'è. De André rimane neutrale, racconta, quasi non interpreta. Dipende molto anche dalle diverse dinamiche del loro canto: quella di Fabrizio era monocorde, e questo implica che ascoltarlo sia quasi come leggere un testo scritto. Quanto lui canta ti arriva in sé: come se - paradossalmente - non ci fosse chi te lo sta passando. Gaber invece è il contrario. Si avverte quanto egli metta in gioco il suo essere umano. Prende il tema e lo racconta dal suo punto di vista, ti dà una vera interpretazione. Però avevano in comune una caratteristica bellissima: non hanno mai sposato una parte politica. Hanno costruito un pensiero libero, da anarchici libertari, direi. Che poi declinavano musicalmente in modo, anche qui, diversissimo: De André con i due riferimenti della canzone medievale, all'inizio della carriera, e poi della canzone etnica; Gaber in modo molto più ampio. [...] Confrontarsi con loro è insomma interessante da ogni punto di vista, oltre che necessario. Il problema è che se mi chiedete quale eredità hanno lasciato ai cantautori di oggi, io temo di dover rispondere che gli artisti della mia generazione non hanno imparato niente da loro. ([[Morgan (cantante)|Morgan]]) *Sia in teatro sia in televisione, spesso mi sono servito della lucida e arguta sintesi di Giorgio Gaber: da "Il potere dei più buoni" a "Il conformista", Gaber mi è sempre venuto in soccorso. La visione di Gaber e Luporini sulle debolezze umane è precisissima. La loro capacità di aver visto lontano, di avere scritto e preceduto il pensiero di molti, li rende attualissimi. ([[Maurizio Crozza]]) *Sicuramente so che quando Gaber scelse il teatro voleva che il suo folle gesto di portare la canzone dove non era mai stata potesse non solo farlo arrivare di più alla gente, ma pure segnare una strada per altri artisti. ([[Rossana Casale]]) *Solo che quando Gaber iniziò certe tecniche non c'erano: quindi il fatto che lui sul palco sia riuscito fin da subito a esprimersi in modo incisivo anche con il movimento, rafforzando con il corpo il suo rapporto di comunicazione con il pubblico, be', per me testimonia quanto il modo di fare musica di Giorgio Gaber abbia inciso profondamente nell'evoluzione della cultura musicale di questo Paese. [...] Gaber diceva cose profonde lasciando che l'ingrediente-musica mantenesse un peso decisivo per comunicarle a quante più persone possibile, in una proposta artistica che era semplice solo all'apparenza. ([[Pino Daniele]]) *Stavo preparando ''[[Provaci ancora, Sam|Provaci ancora Sam]]'' di [[Woody Allen]], e lui aveva letto sui giornali una mia intervista nella quale dicevo che non volevo più fare televisione. Mi chiamò e disse: "Non fare una sciocchezza simile". Mi spronò a continuare a fare una tv che non fosse simpatica e pulita, senza arrendermi. Intendiamoci: non è che io volessi fare come aveva fatto lui nel 1970, abbandonare il piccolo schermo per il teatro con quello stesso suo rigore morale. Però ero proprio un po' stanco. ([[Enzo Iacchetti]]) *Un artista poliedrico al punto tale da confondere e mescolare dentro di sé quel suo essere attore grande e grande cantante, e poi mimo, e poi dicitore sottile, e poi ancora uomo dalla timbrica vocale inconfondibile, marcata come la pennellatura di un grande pittore. ([[Mango (cantante)|Mango]]) *Un operaio dello spettacolo, avrebbe detto [[Totò]], che affascinava e affabulava senza lasciare alcuno scollamento fra sé e le quinte. Se per [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] il teatro doveva essere gelo, io la prima volta che vidi quello di Gaber capii invece che poteva anche essere sangue e sudore. Forse, doveva esserlo. Perché lui per far arrivare il suo pensiero si spendeva fino in fondo, ben al di là di quanto avrebbe potuto certamente fare limitandosi a utilizzare le proprie doti di uomo di spettacolo, grande autore, ottimo compositore, eccellente cantante, interprete di grandissima ironia. Gaber aveva la capacità di prendere tutti questi doni, mescolarvi se stesso fino in fondo, e non aver paura mai di misurarsi con niente. ([[Massimo Ranieri]]) *Una capacità da artista che definirei [[Bertolt Brecht|brechtiano]], in grado cioè di mettersi al servizio dell'emozione anche quando vuole mostrarci la realtà. ([[Tosca (cantante)|Tosca]]) *Verso la metà degli anni Settanta abbiamo passato splendide serate parlando e giocando a poker fino al mattino. Giorgio era un ascoltatore impressionante. Intelligentissimo, curioso e aperto. Perfezionista com'era, non sopportava (e in questo era feroce) l'inciviltà, l'incompetenza, il pressapochismo, il delinquere come filosofia di vita... E poi la politica corrotta. [...] Il passaggio di un uomo simile dalle nostre parti è stata, per me, l'ennesima prova che la vita non è per caso. ([[Franco Battiato]]) *''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' ([[Norman Zoia]]) ===[[Lorenzo Arruga]]=== *Gaber aveva due modi di cantare. La melodia libera, piena, che aveva naturale: pochi sapevano far cantare con così tanta allegria, con tanto abbandono; e l'altro un modo più tortuoso, più elaborato di cercare che le parole man mano si intricassero e si districassero. *Gaber è un fatto musicale difficile da studiare perché i depositari non sono gli studiosi, ma tutta la gente che lo cita e se lo ricanta dentro. Ma la musica non è per Gaber mai un ornamento, un abbellimento, una scenografia alla parola, e la parola - mi spiace per chi arriva a conclusioni solamente dal testo - va letta nella musica, come l'ha cantata: con il significato ambiguo, ambivalente, o perentorio che la musica le conferiva. *La musica fa con il testo quello che fa lui con le convinzioni: rimette tutto in gioco, continuamente, ma ne ha la coscienza. Perciò si sente sempre il timbro di una ricerca onesta e motivata, che finisce anche per confrontarci, per un verso, perché vera musica e vera poesia, e per un altro verso per esserci caro, poiché traccia il suo ritratto. *Nella costruzione del suo Teatro Canzone c'è il parlato alternato al cantato, un po' alla maniera dell'opera italiana, del Settecento soprattutto, dove un recitativo si blocca al momento in cui un pensiero, una parola, un sentimento, un momento di suggestione morale obbligano a meditare cantando in modo diverso, e c'è bisogno d'un volo della melodia. Dove non è rispettata questa struttura, e la canzone parte direttamente, è necessario che la situazione precedente teatrale ne offra il ritmo, l'attesa. ===[[Paola Cortellesi]]=== *Gaber l'ho incontrato tardi. Però lui è riuscito lo stesso a farmi innamorare: della sua forza incontenibile, del suo acume, di quel talento difficilmente eguagliabile. E della sua capacità di parlarci dell'oggi. Motivo per cui credo che bisognerebbe comunque provarci, a riportare in scena quanto ha scritto. Anche se non è facile. *Io continuo a pensare che l'impatto che Gaber era capace di dare a queste sue riflessioni, semplici solo in apparenza, resti ineguagliabile. Ci vorrebbero il talento e la forza comunicativa che aveva lui. [...] E chissà che nel tempo noi artisti che lo prendiamo a modello non riusciamo, crescendo, a fare cose simili alle sue. *{{NDR|Parlando della canzone ''Il dilemma''}} Sicuramente la stessa storia io la racconterei in modo diverso, forse più romantico, perché sono una donna. [...] Una canzone meravigliosa, una canzone d'amore, anch'essa però capace di chiudersi spiazzando: con una decisione dura, figlia di un'analisi profonda, per quanto estrema, del rapporto uomo-donna. ===[[Maurizio Costanzo]]=== *Di Giorgio Gaber mi manca tutto. In particolare, da quando ha cominciato a star male, mi manca la sua grandissima ironia. [...] Ho sempre apprezzato il suo essere un camminatore solitario, uno fuori dal coro. Uno che non aveva bisogno dell'appartenenza per sentirsi vivo. *Non v'è dubbio che Giorgio Gaber ha vissuto gran parte della sua attività creativa in solitudine. Forse, nel suo intimo, non era quello che desiderava. È probabile infatti che avrebbe preferito "crescere" non con troppe persone, ma con alcune sì. La mancanza di queste, per mille motivi, lo deve aver fatto sentire solo: lo ha "costretto" a un sovrappiù di malinconia. *Una sera andammo in un ristorante all'apparenza discreto, in realtà molto frequentato. C'erano Gaber, [[Paolo Villaggio]], [[Enzo Jannacci]], [[Umberto Simonetta]], il sottoscritto e qualcun altro. Un paio di tavoli accanto altri avventori cominciarono a parlottare, a indicarci, a cercare il modo di attaccare discorso. Gaber si girò di colpo e disse loro con durezza: "Non vogliamo fare comunella!" Una difesa d'ufficio, peraltro necessaria. ===[[Vittorio Feltri]]=== *Che Gaber fosse di destra o di sinistra non mi importa niente. Chi se ne frega. Cosa significa? Nulla, quello che conta è la persona che siamo. La nostra vita. E a me di Gaber piaceva proprio il fatto che sapeva raccontare la vita. Non so se sapesse vivere, ma raccontava la vita dei miei amici, di tanta gente, la mia. E lo faceva distribuendo emozioni. Che non sono né di destra né di sinistra. *E chi se le scorda certe emozioni? Queste emozioni sono la forza e la poesia di Gaber, secondo me. Le riascolto spesso, le sue canzoni. E sarà perché invecchiando si pensa sempre al passato come un tempo migliore, a me regalano una nostalgia struggente, bellissima. *Gaber con quattro parole e due note arrivava nel profondo del nostro animo. Dava voce a quello che siamo a prescindere dalle tessere di partito. Lo faceva proprio perché in lui erano evidenti ansia di libertà e insofferenza per gli schermi, i luoghi comuni, la destra e la sinistra, tutto ciò che ci vene imposto dall'alto come valore. *In fondo, io amo Gaber perché ascoltare Gaber è un piacere. Quando sono con Gaber sono con me stesso, ritrovo le mie ribellioni di un tempo, sto bene. ===[[Gianluca Grignani]]=== *È stato un artista trasversale, non soltanto un figlio del suo tempo: molti suoi dischi sono ancora attualissimi. *Fra i cantautori poi Gaber, a mio giudizio, era uno dei più maturi: era avanti. Non si capisce tutto di lui al primo ascolto, come accade con altri che pure sono dei grandissimi. A ogni nuovo ascolto si scoprono cose diverse, particolari mai notati prima. Le sue canzoni non sono "semplici" come diceva lui: infatti aveva anche il pregio di saper comunicare con strutture articolate. *Io appartengo a una generazione cresciuta in una società filoamericana, di cui fra l'altro stiamo pagando anche molte conseguenze negative: se non ci fossero stati cantautori come lui a farci conoscere una musica diversa, una cultura diversa, io come altri colleghi non avrei mai affrontato gli argomenti che affronto. E nel toccarli non avrei mai alternato, alla leggerezza, anche un piglio più ruvido. ===[[Gioele Dix]]=== *A teatro Gaber arricchì il proprio portfolio di potenzialità con il magnetismo. Dimostrò di avere la qualità di parlare a te, singolo spettatore, come fosse occhi negli occhi. Tutti avevano questa impressione. E tutti così coglievano i dettagli, i toni, le espressioni, con cui egli colorava la sua proposta testuale. *Forse il fulcro {{NDR|della sua eredità}} sta proprio nella forza che trasmetteva in scena. Nell'esempio. Nel far capire che il teatro è energia, è spendersi sino in fondo, generosamente, sino alla consunzione fisica. Il Gaber madido di sudore dei suoi interminabili bis era uno sprone a fare del teatro una ragione di vita in cui inserire istinto, coraggio, profondità, ironia, tecnica di costruzione dei testi e delle pause, mestiere. Nonché l'etica. *Il teatro di Gaber era una questione personale di chi lo andava a vedere o aveva più un significato generazionale? Potremmo dire, entrambe le cose. Giacché soprattutto era un fatto teatrale, un percorso artistico di racconto della vita indicatoci con chiarezza. Fin dall'inizio. Perché se il Gaber del teatro era inimitabile ed esemplare, anche il cantante "irregolare" della televisione aveva rappresentato un "unicum". *Un istinto e un talento naturale che si declinavano, raffinandosi col tempo, nei vari aspetti del fare teatro. Nella fisicità, innanzitutto. In un gesto per cui tutto ciò che esprimeva sul palco gli veniva da dentro, e si vedeva. Nella costruzione dei testi, sviluppata sempre con tutti gli ingredienti che ci vogliono in un testo, comico e no: il rimando, le cose che circolano, escono e poi rientrano, la capacità di mischiare temi, toni, colori. ===[[Luca Doninelli]]=== *È molto difficile essere intellettuali in modo gaberiano. Perché bisogna pagar di persona e bisogna avere la consapevolezza che il prezzo lo si pagherà sempre. Non verrà mai un momento in cui si smetterà di pagare un prezzo per la propria libertà. *Gaber ha sempre pagato dazio, certo, alle proprie scelte, ma da un certo punto in poi non ha più voluto far sottostare la propria libertà ad alcunché di esterno. Né ideologia politica né ricatti del pubblico. E per questo le sue parole talvolta cattive, talvolta tenere, talvolta struggenti e il più delle volte tutte queste cose insieme, sanno colpire davvero. Anche quando canta canzoni o dice parole potentemente politiche, anche quando capita di non essere d'accordo con lui, le lacrime agli occhi arrivano comunque spesso. *Questa questione del corpo e della fisicità è stata toccata più volte e in modo molto esplicito da Giorgio Gaber. Intendeva dire che a un certo punto della sua vita aveva preso il suo corpo, si era piazzato su un palcoscenico e aveva cominciato a parlare, come direbbe il Vangelo, "da se stesso". Non più preoccupato di ottenere successi discografici, di avere chissà quali passaggi televisivi, aveva cominciato a parlare per dire semplicemente quello che pensava, quello che gli stava a cuore. ===[[Luca e Paolo]]=== *C'è da dire poi che Gaber ci ha dato molto anche di persona. Accadde quando [[Luca Bizzarri|Luca]] lo conobbe, nel 1991, dentro il camerino di un teatro. Ebbero un lungo dialogo: pieno di sigarette, perché ne fumarono una dietro l'altra. Ma da quell'incontro... affumicato emerse un insegnamento che si rivelò preziosissimo per il nostro percorso. Gaber fu il primo a dirci di non aspettare che il lavoro piovesse dal cielo; disse che dovevamo scrivere cose nostre e portarle in giro per le strade. [...] Gli dobbiamo molto, insomma, se facciamo questo lavoro, se lo facciamo in un certo modo e se ci impegniamo ancora con la stessa energia degli inizi. *{{NDR|Parlando della collaborazione con Sandro Luporini}} Con quali contributi alla storia della prosa italiana? Altissimi. La loro era un'alchimica straordinaria, la loro opera è figlia di una magia dell'incontro che nell'arte non si realizza spesso. E che anche per questo ha portato alla scrittura di testi di grande forza, capaci di resistere al tempo. *Gaber per noi è stato un esempio grandioso, sotto diversi punti di vista. Non abbiamo nemmeno avuto particolari difficoltà a riproporlo adattandolo a come lavoriamo noi, insieme o separati: perché la sua grandezza d'autore implicava anche la capacità di scrivere testi elaborabili, che anche in termini di regia potessero essere trattati pure da altri: con originalità ma senza modificarne impatto o senso. ===[[Vincenzo Mollica]]=== *{{NDR|L'ultima intervista a Gaber}} Fu un incontro tenero, era gentile e lucidissimo come sempre. Ma dovevamo registrare pochi minuti e ne incidemmo venti. E alla fine, purtroppo a telecamere spente, mi fece ascoltare alla chitarra due brani che poi sarebbero stati incisi nel suo ultimo, ''Io non mi sento italiano''. *Gaber è stato uno dei più grandi artisti che abbia mai intervistato. E uno dei pochi che ho amato. *Ne aveva fatta tanta, di televisione, e riteneva di averla fatta bene: nonché di essersene allontanato per buonissimi motivi, quando aveva iniziato a non ritrovarcisi più. Anche se di alcune cose conservava bellissimi ricordi: riteneva inarrivabile il suo lungo duetto con Mina a ''Teatro 10'', per esempio, in cui aveva fatto interpretare a Mina il bambino ricco del monologo "Io mi chiamo G". ===[[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]=== *Del resto, riguardo alla realtà, Gaber diceva sempre che vivere per la strada non è come girare per la strada. Non basta insomma raccogliere aneddoti e informazioni, è importante anche costruire immagini più ampie, visioni più complesse. *Giorgio mi diceva che ero un attore più che un comico e così ho iniziato a camminare sul filo come un funambolo mescolando riso e pianto. Ho conosciuto Giorgio quando venne a vedere il mio "Nemico di classe", molto prima che diventasse un cult. Ricordo con piacere le nostre chiacchierate, all'inizio ero frastornato all'idea di parlare con un personaggio famoso, poi mi abituai e diventammo amici. In comune avevamo l'eclettismo: lui era un cantante a cui piaceva recitare, io un attore con una certa predisposizione per il canto. Alla fine ci siamo trovati a lavorare insieme. *Jannacci improvvisava, era visionario; Giorgio approfondiva, sentiva la responsabilità del testo. Però, pur essendo regista, rispettava l'individualità degli altri. Cosa che non capita a quelli di formazione accademica, che di solito cercano puri esecutori al servizio delle loro idee. Lui invece era generoso, accettava le singole personalità, guidava me in modo diverso da come guidava Enzo o se stesso. ===[[Roberto Vecchioni]]=== *Gaber era semplice e chiaro, non gridava verità ma proponeva strade. Segnalando anche l'importanza del dolore, la necessità nella vita di superare prove difficili. Tutte cose che danno i romanzi, e però in maniera più diretta oggi ci arrivano proprio dalle canzoni d'autore. La forma più rapida per entrare nel contemporaneo. Che poi è sempre stato lo scopo di Giorgio Gaber: cantare l'illogica allegria del vivere la realtà. *Il Gaber della fine degli anni Settanta sa due cose essenziali. Uno: la vita artistica non va buttata via. Due: la canzone non è solo qualcosa che si canta in tre minuti. Deve entrare in un discorso, in un dialogo che dal vivo prende ancora di più. Gaber ha capito che la canzone non è soltanto un oggetto da vendere, e siccome fa entrare nelle case delle persone andrebbe vissuta insieme a queste persone. In un posto adeguato. E da questi presupposti nasce il portare la canzone a teatro, la sua scoperta più grande. [...] Giorgio dà un'importanza fulminante alle parole e ai concetti che con esse esprime. La musica, pur se azzeccata, arriva quasi solo a vestirle. Quanto conta è la parola, che diviene magica nel momento in cui millecinquecento persone sono unite in un teatro ad ascoltarla. *Per Gaber "la realtà è più avanti". Parte dalle contraddizioni, dalle contraddizioni interne che nessuno, o quasi, di solito sottolinea. La sua testimonianza si fa dunque prima autocritica, e poi critica della società. Si fa denuncia molto più vasta, e infatti Gaber potrà protrarla anche negli anni Ottanta e Novanta. Del resto l'idea - fondamentale anche oggi - che noi "crediamo" di essere liberi mentre invece siamo "polli di allevamento", non poteva venire dalla canzone politica alla Guccini né dalla rabbia di un [[Vasco Rossi|Vasco]]. Poteva venire solo a un intellettuale della canzone come Giorgio. La seconda colonna portante dell'intellettualismo della canzone italiana. L'altra è Fabrizio De André, che però faceva un discorso più astratto. Gaber invece era specializzato sulla realtà, nei confronti della quale è stato feroce, ma mai [[Nichilismo|nichilista]]. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il signor G||(1970)}} {{Pedia|I borghesi||(1971)}} {{Pedia|Far finta di essere sani||(1973)}} {{Pedia|Anche per oggi non si vola||(1974)}} {{Pedia|Libertà obbligatoria||(1976)}} {{Pedia|Polli d'allevamento||(1978)}} {{Pedia|Io se fossi Dio||(1980)}} {{Pedia|Anni affollati||(1981)}} {{Pedia|Gaber (album)|''Gaber''|(1984)}} {{Pedia|Il teatro canzone||(1992)}} {{Pedia|E pensare che c'era il pensiero (1995)|''E pensare che c'era il pensiero''|(1995)}} {{Pedia|La mia generazione ha perso||(2001)}} {{DEFAULTSORT:Gaber, Giorgio}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Registi teatrali italiani]] [[Categoria:Commediografi italiani]] dsqtj5tmm0ox21tlyrqzh7maz0pb7k4 1413568 1413567 2026-05-15T19:37:58Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1413567|1413567]] di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]) per l'ennesima volta: ordine alfabetico 1413568 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giorgio Gaber live.jpg|thumb|upright=1.4|Giorgio Gaber]] '''Giorgio Gaber''', nome d'arte di '''Giorgio Gaberščik''' (1939 – 2003), cantautore, attore, commediografo e regista teatrale italiano. ==Citazioni di Giorgio Gaber== *Bolognesi! Ricordatevi: [[Sting]] è molto bravo, però tenetevi il vostro [[Francesco Guccini|Guccini]]. Uno che è riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, può scrivere davvero di tutto.<ref>Citato in ''Portavo allora un eskimo innocente'', a cura di Massimo Cotto, Giunti, 2007, p. 11. ISBN 978-88-09-05578-0</ref> ===Attribuite=== *Io non temo [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] in sé, temo Berlusconi in me.<ref>Citato da Giorgio Gaber in [[Gad Lerner]], ''Gaber: "Canto i talenti del '68, perdenti come me"'', ''Corriere della Sera'', 6 aprile 2001; articolo riportato in ''[http://www.giorgiogaber.org/index.php?page=rstampa-vediart&codArt=47 Giorgiogaber.org]''.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Erroneamente attribuita]]}} La citazione è in realtà di [[Gian Piero Alloisio]]. Infatti, nonostante Gaber abbia sempre espressamente attribuito la citazione ad Alloisio, la frase è stata spesso erroneamente attribuita allo stesso Gaber. È lo stesso Alloisio ad ammetterlo nel libro ''Il mio amico Giorgio Gaber'': «Malgrado Gaber abbia rispettato il mio "diritto di proprietà intellettuale", [la frase] quasi sempre è stata attribuita a lui. Perché? Perché funziona di più.»<ref>{{cfr}} Gian Piero Alloisio ''Il mio amico Giorgio Gaber'', Utet, [https://books.google.it/books?id=G6UzDwAAQBAJ&pg=PT192 p. 192]. ISBN 88-511-5114-8</ref> ==Citazioni tratte da canzoni== ===''Il Riccardo / Donna donna donna''=== '''Etichetta''': Vedette VVN 33165, 1969. *''Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar, | Che noia qui al bar.'' | [...] | ''Ma per fortuna che c'è il Riccardo | che da solo gioca a [[biliardo]] | non è di grande compagnia | ma è il più simpatico che ci sia''. (da ''Il Riccardo'', lato A) ===''Il signor G''=== '''Etichetta''': Carosello, 1970. *''Se potessi cantare davvero | [[canto|canterei]] veramente per tutti, | canterei le gioie ed i lutti | e il mio canto sarebbe sincero. | Ma se canto così io non piaccio, | devo fare per forza il pagliaccio.'' (da ''Suona chitarra'', n. 1) *''E incomincia fra i commenti | la sfilata dei parenti | ma io proprio non capisco | perché son così contenti.'' (da ''Il signor G nasce'', n. 2) *''A proposito del nome | proprio [[G]] come mio nonno, | avrei voglia di reagire, | ma per ora ho troppo sonno.'' (da ''Il signor G nasce'', n. 2) *''È nato in un prato un [[fiore]] colorato, | è nato in un prato un fiore già appassito, | il fiore colorato è stato concimato, | il fiore già appassito è stato trascurato.'' (da ''Io mi chiamo G'', n. 3) *''Eppure sembra un [[uomo]], | vive come un uomo, | soffre come un uomo, | è un uomo.'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4) *''Sul muro c'era scritto | «Alzateci il salario». | L'ha cancellato un grande cartellone | con scritto «Costa meno il mio sapone».'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4) *''Mio padre è mio padre, | mio padre è un brav'uomo, | mio padre tratta tutti da cretini, | i vecchi bisogna ammazzarli da bambini.'' (da ''Eppure sembra un uomo'', n. 4) *Da una recente statistica sui [[matrimonio|matrimoni]] risulta che: il 2 % riguarda quei coniugi che hanno trovato nell'unione la più completa felicità, e si ritengono eternamente innamorati. Nel 9% dei casi si raggiunge una convivenza serena, pur nel superamento di qualche difficoltà. Solo nel 10% dei casi avviene la separazione vera e propria, per il rimanente 79% la maggioranza, il matrimonio continua. (da ''Il signor G e l'amore'', n. 5) *''Com'eri bella, | com'eri bella, | avevo bisogno di te. | Eri la donna della mia vita, | ti ho chiesto di stare con me | perché ti amavo, perché ti amavo, | ma com'è bella la vita in due!'' (da ''Il signor G e l'amore'', n. 5) *''La voglia di andare, la voglia di reagire | con quanto coraggio, con quanta paura. | La voglia di fare e di ricominciare | con tutta la rabbia, con tutto l'amore.'' (da ''Il signor G dalla parte di chi'', n. 7) *''A cosa pensi, mio signor G? | Pensi alla vita a ciò che finì, | a ciò che hai detto, a ciò che hai fatto, | al tuo coraggio, al tuo passato che è già passato.'' (da ''Il signor G sul ponte'', n. 8) *''L'[[acqua]] che passa, l'acqua che scorre | come una nenia che non finisce, | io che la guardo come assopito | ci farei un tuffo tutto vestito.'' (da ''Il signor G sul ponte'', n. 8) *''Ed io che ho lavorato, lavorato, lavorato | ora mi fermo un momento a guardare | quel seguirsi di errori e il mio passato | e quella vita che mi avete rubato.'' (da ''Il signor G incontra un albero'', n. 12) *''Ed ogni volta mi chiedo se ho ancora | la forza di ricominciare, | il nostro amore è un po' stanco ma anche questa volta | si salverà. | Provo a tornare nei luoghi dove tu, solo tu | mi hai insegnato ad amare | ma quasi sempre c'è un prato che aveva un colore | che adesso non ha.'' (da ''Il signor G e le stagioni'', n. 13) *''Signore delle chiese e dei santi, | Signore delle suore e dei preti | prova ad esserlo, se credi, | anche dei cortili, delle fabbriche, | delle puttane, dei ladri.'' (da ''[[Preghiere dalle canzoni|Preghiera]]'', n. 14) *''Quanta gente affezionata | che premura, che assistenza | c'è una busta sigillata | state calmi, che impazienza. | Ma c'è scritto solamente | «G saluta la sua gente». | S'è mangiato tutti i soldi | non vi lascia proprio niente.'' (da ''Il signor G muore'', n. 17) ===''I borghesi''=== '''Etichetta''': Carosello, 1971. *''I [[borghesia|borghesi]] son tutti dei porci, | più sono grassi e più sono lerci, | più son lerci e più c'hanno i milioni, | i borghesi son tutti...'' (da ''I borghesi'', n. 1) *''Quanta resistenza | e quanta esagerata insofferenza | qualche volta anche per niente. | E questa strana unione | che ogni giorno si trasforma | lentamente.'' (da ''Ora che non son più innamorato'', n. 2) *''Ce l'hanno su con me | mi danno del pezzente, | mi danno del barbone | e già, per quella gente | è meglio un delinquente | ma con la posizione, | e anche se la figlia | sembra differente | è nata ed è cresciuta | in quell'ambiente.'' (da ''Che bella gente'', n. 3) *''E la [[Chiesa cattolica|Chiesa]] si rinnova per la nuova società | e la Chiesa si rinnova per salvar l'umanità.'' (da ''La Chiesa si rinnova'', n. 4) *''E se in qualche parte del mondo c'è un dramma | il [[Papa]] è sempre pronto e manda un telegramma. | Nel testo si commuove, depreca, è solidale | insomma gli dispiace come a uno normale.'' (da ''La Chiesa si rinnova'', n. 4) *''Scusa cara | ci sono dei momenti, | vien voglia di andar via, | non sai che cosa vuoi.'' (da ''Evasione'', n. 5) *''Com'è grande e vuoto, è docile, è fragile, | ubbidiente, riflessivo, indifeso, inoffensivo, | debole, meschino, vigliacco, | inchinato, prostrato, sudato, | consenziente, affaticato, inutile, inutile, inutile, | un uomo inutile, inutile, inutile, | una palla inutile.'' (da ''L'uomo sfera'', n. 6) *''Da quando sei sposata | non è più come prima, | ti trovo un po' cambiata | l'amore ti rovina.'' (da ''Due donne'', n. 10) ===''Far finta di essere sani''=== '''Etichetta''': Carosello, 1973. *''[[Vivere]], non riesco a vivere | ma la mente mi autorizza a credere | che una storia mia, positiva o no | è qualcosa che sta dentro la realtà.'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2) *''[[Libertà|Liberi]], sentirsi liberi | forse per un attimo è possibile | ma che senso ha, se è cosciente in me | la misura della mia [[Inutile|inutilità]].'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2) *''Per ora rimando il suicidio | e faccio un gruppo di studio: | le masse, la lotta di classe, i testi [[Antonio Gramsci|gramsciani]]. | Far finta di essere sani...'' (da ''Far finta di essere sani'', CD 1, n. 2) *''La [[natura]] è la vita, l'ha detto [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]]. | La natura è la misura dell'uomo. L'ha detto [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]]. | La natura fa schifo... L'ho detto io.'' (da ''La natura'', CD 1, n. 3) *''Cerco un [[gesto]], un gesto naturale | per essere sicuro che questo corpo è mio, | cerco un gesto, un gesto naturale | intero come il nostro Io.'' (da ''Cerco un gesto, un gesto naturale'', CD 1, n. 4) *''E invece non so niente, sono a pezzi, non so più chi sono, | capisco solo che continuamente io mi condiziono, | devi essere come un uomo, come un santo, come un dio, | per me ci sono sempre i come e non ci sono io.'' (da ''Cerco un gesto, un gesto naturale'', CD 1, n. 4) *''Forse la comune | non ha senso la famiglia coniugale | ho bisogno di trovare un'apertura | a una vita troppo chiusa, troppo uguale.'' (da ''La comune'', CD 1, n. 5) *''Schiuma, soffice, morbida, bianca, lieve, lieve | sembra panna, sembra neve.'' (da ''Lo shampoo'', CD 1, n. 8) *''Son convinto che sia meglio quello giallo senza canfora | i migliori son più cari perché sono antiforfora.'' (da ''Lo [[shampoo]]'', CD 1, n. 8) *''Una pallina bianca è uguale a una pallina bianca. | Una pallina bianca è diversa da una pallina nera. | E nessuna delle due palline si è offesa | ''[...]'' Ma, io dico, non si potrebbe essere diversi così, | su un piano, tutta una base?'' (da ''Le palline'', CD 1, n. 9) *''Nella sua torre tutta d'avorio | il genio studia le sue carte | concentrazione, ispirazione | la sua cultura, la sua arte.'' (da ''Il dente della conoscenza'', CD 1, n. 10) *''In un dente anormale non c'è niente di male | ma per colpa di uno strano destino | ci risulta dai dati che altri figli son nati | tutti quanti con lo stesso dentino.'' (da ''Il dente della conoscenza'', CD 1, n. 10) *''Io ti sfioro e non so quanto sia emozionante, | tu mi guardi e mi chiedi se sono presente, | io penso alla nostra impotenza, ad un gesto d'amore.'' (''L'impotenza'', CD 1, n. 11) *''Le mani si muovono, accarezzano i fianchi, | le bocche si avvicinano poi si staccano ancora, | i corpi si sfiorano poi si allontanano, | di scatto si riallacciano poi si comprimono, | il respiro è più forte incalzante, | più affannoso, morboso, ansimante, | parole sconnesse, frenetiche, senza pudore, | è l'amore, è l'amore, è l'amore.'' (da ''È sabato'', CD 1, n. 12) *''Io, con una donna, mi sento, | mi riconosco, mi ritrovo, m'invento, | mi realizzo, mi rinnovo, mi miglioro, | perché io, con una donna, m'innamoro.'' (da ''Il narciso'', CD 1, n. 13) *''Io, con una donna, ho più coraggio, | mi accarezzo, mi tocco, praticamente mi corteggio, | mi incammino verso il letto e penso a dopo, | perché io, con una donna, mi scopo.'' (da ''Il narciso'', CD 1, n. 13) *''Ho visto un uomo matto | è impressionante come possa fare effetto, | un uomo solo, abbandonato, dimenticato | dietro le sbarre sempre chiuse di un cancello.'' (da ''Dall'altra parte del cancello'', CD 1, n. 15) *''E noi colitici | che siamo tutti un po' psicosomatici, | sensibili ai problemi più drammatici | degli stomaci, | non con la mente | ma visceralmente abbiamo i nostri slanci.'' (da ''La marcia dei colitici'', CD 2, n. 1) *''E noi colitici, | un po' individualisti ma simpatici, | insieme diventiamo più politici | ma democratici. | Ci organizziamo ed uniti marciamo | sicuri del successo.'' (da ''La marcia dei colitici'', CD 2, n. 1) *''Un'emozione non so che cosa sia | ma ho imparato che che va buttata via. | Dolce [[prudenza]], ti prego, resta ancora con me | da troppo tempo non vivo grazie a te.'' (da ''Un'emozione'', CD 2, n. 3) *''Un'[[idea]], un concetto, un'idea, | finché resta un'idea è soltanto un'astrazione. | Se potessi mangiare un'idea, | avrei fatto la mia rivoluzione.'' (da ''Un'idea'', CD 2, n. 3) *''Se sapessi parlare di Maria, | se sapessi davvero capire la sua esistenza | avrei capito esattamente la realtà, | la paura, la tensione, la violenza, | avrei capito il capitale, la borghesia, | ma la mia rabbia è che non so parlare di Maria | la libertà, Maria la rivoluzione, Maria il Vietnam, la Cambogia, | Maria la realtà.'' (da ''Chiedo scusa se parlo di Maria'', CD 2, n. 11) *''La [[libertà]] non è star sopra un albero, | non è neanche il volo di un moscone, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione.'' (da ''La libertà'', CD 2, n. 13) *''La libertà non è star sopra un albero, | non è neanche avere un'opinione, | la libertà non è uno spazio libero, | libertà è partecipazione.'' (da ''La libertà'', CD 2, n. 13) *''Il [[mare]], com'è strano il mare, | non è che non ne senta la sua poesia ma mi fa vomitare.'' (da ''La nave'', CD 2, n. 14) ===''Anche per oggi non si vola''=== '''Etichetta''': Carosello, 1974. *''Eppure il [[mais|granoturco]] | che ha scelto di esser giallo | non si domanda niente | non ricorda. || Chissà se poi continua | a presentarsi giallo | per essere fedele | a chi lo guarda.'' (da ''Il granoturco'', disco 1, lato A, n. 2) *Sì, mangi tutto, anche se non è che del [[minestrone]] ti interessa tutto, certo, non puoi mica metterti lì a selezionare a dividere con le mani, sarebbe, difficile scomodo, e anche maleducato, quindi mangi tutto [...]. (da ''Il minestrone'', disco 1, lato A, n. 3) *A me personalmente, del minestrone interessa la [[carota]], è evidente che mi interessa la carota per le sue proprietà eccezionali d'altronde ben note. La carota, questo prezioso ortaggio, fa bene al... irrobustisce il... il nervo ottico, sì fa bene, ai bulbi, ti vengono due bulboni, che vedi no, importante vedere, anche, anche politicamente, questa, questa vista che cresce, che si sviluppa, individua il nemico da combattere, sì. (da ''Il minestrone'', disco 1, lato A, n. 3) *''Mi son fatto tutto da me, | mi son fatto tutto da me, | mi son fatto tutto da me! | Mi son fatto tutto di merda.'' (da ''L'odore'', disco 1, lato B, n. 1) *''Anche per oggi non si vola.'' (da ''La leggerezza'', disco 2, lato A, n. 3) *''La [[realtà]] è un uccello che non ha memoria, | devi immaginare da che parte va.'' (da ''La realtà è un uccello'', disco 2, lato A, n. 4) *''È scoppiata un'epidemia di quelle più maligne | con bubboni che appestano uomini, donne e bambini , | l'infezione è trasmessa da topi usciti dalle fogne | ma hanno visto abilissime mani lanciarli dai tombini , | son le solite mani nascoste e potenti, | che lavorano sotto, che sono sempre presenti.'' (da ''La [[peste]]'', disco 2, lato B, n. 2) *''C'è solo la [[via|strada]] su cui puoi contare | la strada è l'unica salvezza | c'è solo la voglia, il bisogno di uscire | di esporsi nella strada, nella piazza. | Perché il [[giudizio universale]] | non passa per le case | in casa non si sentono le trombe | in casa ti allontani dalla vita | dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.'' (da ''C'è solo la strada'', disco 2, lato B, n. 5) ===''Libertà obbligatoria''=== '''Etichetta''': Carosello, 1976. *''Ho bisogno di un delirio | che sia ancora più forte, | ma abbia un senso di vita | e non di morte.'' (da ''Il delirio'', disco 1, n. 5) *''Io non assomiglio ad Ambrogio, | l'interezza non è il mio forte, | per essere a mio agio | ho bisogno di una parte.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''E se mi viene bene | se la parte mi funziona | allora mi sembra di essere | una persona.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''Quando invece sto leggendo [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] | mi concentro sono tutto preso | non da Hegel naturalmente | ma dal mio fascino di studioso.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''Mio nonno si è scelto una parte | che non cambia in ogni momento, | voglio dire che c'ha un solo | comportamento. || Io invece ho sempre bisogno | di una nuova definizione | e gli altri fanno lo stesso | è una tacita convenzione.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''Se un giorno noi cercassimo | chi siamo veramente | ho il sospetto | che non troveremmo niente.'' (da ''Il comportamento'', disco 1, n. 7) *''La [[solitudine]] | non è mica una follia | è indispensabile | per star bene in compagnia.'' (da ''La solitudine'', disco 2, n. 1) *Non c'è popolo che sia più giusto degli [[Stati Uniti d'America|americani]]. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s'intende, non la fanno mica perché conviene a loro. Nooo! È perché ci sono ancora dei posti dove non c'è né giustizia, né libertà. E loro... Eccola lì... pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l'attaccano. (da ''L'America'', disco 2, n. 8) *''Si può, siamo liberi come l'aria | si può, siamo noi che facciam la storia, | si può, [[libertà]], libertà, libertà, | libertà obbligatoria.'' (da ''Si può'', disco 2, n. 9) *Ma come? Con tutte le libertà che avete, volete anche la libertà di pensare? (da ''Si può'', disco 2, n. 9) *Ma quello che succede in fondo ai tuoi polmoni, o al tuo intestino, è quello che conta, è qualcosa che ti hanno messo dentro, e ti mangia piano piano, come un cancro. Hanno inventato un nemico molto più geniale, che non si vede, un nemico segreto e consapevole che ti viene incontro, hanno inventato il cancro. (da ''Il [[tumore|cancro]]'', disco 2, n. 11) *''E ti lasciano libero | con questa cosa dentro, | con quel milione di molecole | che non ti ubbidiscono più, | che lavorano per conto loro, | che proliferano silenziose | e non le vedremo mai | quelle molecole pazze | cancerose. | Non sapremo nemmeno se sono esistite | quelle cellule ingorde insaziabili enormi, | voraci affamate di noi ci mangeranno | come vermi.'' (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11) *''Non si può ancora morire | mentre ti agiti inerte. | Aggrappati all'ultima azione | che ancora puoi fare: | non devi fallire la [[morte]]''. (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11) *È difficile vivere con gli assassini dentro, forse è più facile vivere con gli assassini fuori, visibili riconoscibili, che ti sparano addosso dalle strade, dalle cattedrali, dalle finestre delle caserme, dai palazzi reali dai balconi col tricolore. [...] Prevedibili e schematici anche nella cattiveria, come le bestie bionde, come le bestie nere, che ti possono togliere la libertà, mai le tue idee. Come quegli ingenui e patetici esemplari che esistono ancora oggi, ma non contano, sono un diversivo, un fatto di folklore, una mazurca. Ma l'assassino dentro, è come un'iniezione, non la puoi fermare non risparmia nessuno, nessuno sfugge alla scadenza. È difficile vivere con gli assassini dentro, appena ce li hai iniettati, ti si rivoltano contro. (da ''Il cancro'', disco 2, n. 11) ===''Polli d'allevamento''=== '''Etichetta''': Carosello, 1978. *Io sono uno che in tutte le cose ha bisogno di trovare quello scatto quello slancio iniziale, quell'energia che specialmente nell'amore può essere esaltante solamente a condizione che avvenga e si realizzi in quell'istante che precede la conoscenza e stimola, stimola, stimola, arricchisce, nutre, incuriosisce. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4) *Prima di [[fare l'amore]] siamo dei grandi ascoltatori... dopo meno. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4) *Chi non ha mai commesso l'errore di togliersi i pantaloni prima delle scarpe... costui non sa niente dell'amore. (da ''Prima dell'amore'', disco 1, n. 4) *[...] non si è mai abbastanza [[coraggio e viltà|coraggiosi]] da diventare [[coraggio e viltà|vigliacchi]] definitivamente. (da ''La paura'', disco 1, n. 6) *Riassumiamo: io avevo avuto l'[[orgasmo]]... ghinnn! Niente a che vedere con quelli che mi organizzo da solo eh, ma un discreto orgasmo per essere in due. (da ''Dopo l'amore'', disco 2, n. 3) *L'ho sempre detto, se vuoi sciupare un amicizia con una persona facci all'amore. E dopo? Ci vuole troppa comprensione, per trasformare in dolcezza una cosa venuta male. Ti rimetti la camicia lentamente, ti allacci una scarpa, e questa operazione ti sembra che duri tutto il pomeriggio, pomeriggio? (da ''Dopo l'amore'', disco 2, n. 3) *Bisogna essere prudenti quando ci si ammazza, se no si fan delle figure dai. (da ''Il [[suicidio]]'', disco 2, n. 10) *C'è una fine per tutto... E non è detto che sia sempre la [[morte]]. (da ''Il suicidio'', disco 2, n. 10) ===''Io se fossi Dio''=== '''Etichetta''': F1 Team, DM 913, 1980. [[File:Giorgio Gaber 1969.jpg|thumb|upright=1.2|Giorgio Gaber nel 1969]] *''Io se fossi Dio, | non sarei così coglione | a credere solo ai palpiti del [[cuore e cervello|cuore]] | o solo agli alambicchi della [[cuore e cervello|ragione]].'' (da ''Io se fossi Dio'') *''Ma io se fossi Dio, | non mi farei fregare da questo sgomento | e nei confronti dei politicanti | sarei severo come all'inizio, | perché a Dio i [[martirio|martiri]] | non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.'' (da ''Io se fossi Dio'') *''E se al mio Dio che ancora si accalora, | gli fa rabbia chi spara, | gli fa anche rabbia il fatto | che un politicante qualunque | se gli ha sparato un brigatista, | diventa l'unico statista!'' (da ''Io se fossi Dio'') *''Io se fossi Dio, | quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, | c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire | che [[Aldo Moro]] insieme a tutta la [[Democrazia Cristiana]] | è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. | Io se fossi Dio, | un Dio incosciente enormemente saggio, | avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, | ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora | quella faccia che era!'' (da ''Io se fossi Dio'') ===''Anni affollati''=== '''Etichetta''': Carosello, 1981. *''Odio il tuo viso che è la mia caricatura , | odio la tua voce che è la mia scimmiottatura , | odio l'arroganza della tua idiozia , | odio la tua stupida parola che è la mia.'' (da ''Il sosia'', lato A, n. 1) *''Era come un sogno che svapora | che quando lo racconti | non riesci neanche a ricordarti | fuori mi aspettavano altri sogni, altri infarti.'' (da ''Il sosia'', lato A, n. 1) *''L'[[attesa]] è una suspense elementare, | è un antico idioma che non sai decifrare, | è un'irrequietezza misteriosa e anonima, | è una curiosità dell'anima.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1) *''Perché da sempre l'[[attesa]] è il destino | di chi osserva il mondo | con la curiosa sensazione | di aver toccato il fondo.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1) *''L'[[attesa]] è il risultato, il retroscena | di questa nostra vita troppo piena. | È un andar via di cose dove al loro posto | c'è rimasto il vuoto. || Un senso quieto e religioso | in cui ti viene da pensare | e lo confesso ci ho pensato anch'io | al gusto della morte e dell'oblio.'' (da ''L'attesa'', lato B, n. 1) *''Allora salti il piano, se lo sai saltare, | ed entri in un altro reparto dell'amore''. (da ''Gildo'', lato B, n. 2) ===''Gaber''=== '''Etichetta''': GO Igest, 1984. *''Non esiste né luogo, né tempo, | distanza non esiste, | io sono gli uomini del passato canuti e saggi, | io sono gli uomini del futuro smarriti e scaltri, | io sono come tutti io sono gli altri.'' (da ''Gli altri'', n. 1) *''Il percorso normale della [[conoscenza]] | è come non lo usassimo più. | Il percorso del pensiero | che ogni giorno diventa più avaro.'' (da ''Occhio, cuore, cervello'', n. 5) *''Non so se è fratellanza o scienza, | istinto naturale o amore, | il sociale è una nozione delle più confuse | che per ragioni misteriose abbiamo il dovere di salvare.'' (da ''Il sociale'', n. 7) *''Il sociale è il passatempo della demagogia | politica mondiale, | è l'alibi dell'uomo di sinistra, | che se lo porta a casa e lo riveste | di ideologia | così adatta a far passare meglio | qualche vecchia idea.'' (da ''Il sociale'', n. 7) ===''Il Grigio''=== '''Etichetta''': Carosello, 1988. *Un uomo sapiente può godere l'intero spettacolo del mondo soltanto con l'aiuto dei sensi e del pensiero. (atto I, quadro IV) *"Il [[pensiero|pensare]]"... sì, il pensiero in sé, senza farci niente di utile, che godimento. Peccato che non ti paga nessuno per pensare. «Ho pensato otto ore» e chi ti crede? In India... in India ti credono. (atto I, quadro IV) *Il mio [[orgoglio]] non è amore per me stesso. Se mi amassi non mi prenderei a calci come faccio. Il mio orgoglio è... è per come si dovrebbe essere. Il mio orgoglio è lo schifo di tutto e di tutti. Di te, ma anche di me... di me un po' meno. (atto II, quadro I) ===''Il teatro canzone''=== '''Etichetta''': Carosello, 1992. *Ci dev'essere uno strano godimento a sentirsi inutili, perché sono tutti più allegri, più ottimisti e tutti via a sciare, e vela, windsurf, equitazione, golf... bello! Secondo me per essere bravi in quegli sport lì non è che bisogna essere proprio imbecilli, però aiuta! (da ''Gli inutili'', disco 1, n. 3) *Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il [[comunismo]] come il paradiso terrestre. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] era una brava persona; qualcuno era comunista perché [[Giulio Andreotti|Andreotti]] non era una brava persona. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l'[[operaio]]. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché la [[rivoluzione]], oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il [[materialismo dialettico]] per il vangelo secondo Lenin. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché c'era il grande [[Partito Comunista Italiano|partito comunista]]. Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggiore Partito Socialista d'Europa. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) *Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. (da ''Qualcuno era comunista'', disco 2, n. 8) ===''E pensare che c'era il pensiero''=== '''Etichetta''': GIOM - Carosello, 1995. *''Senza cattive o buone azioni, | senza altre strane deviazioni, | che se anche il fiume le potesse avere, | andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare.'' (da ''Quando sarò capace di amare'', disco 2, n. 6) *Le [[parola|parole]], definiscono il mondo, se non ci fossero le parole, non avemmo la possibilità di parlare, di niente. Ma il mondo gira, e le parole stanno ferme, le parole si logorano invecchiano, perdono di senso, e tutti noi continuiamo ad usarle, senza accorgerci di parlare, di niente. (da ''Destra/sinistra'', disco 2, n. 7) *''La patata per natura è di sinistra, | spappolata nel purè è di destra, | la pisciata in compagnia è di sinistra, | il cesso è sempre in fondo a destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7) *''Il saluto vigoroso a pugno chiuso | è un antico gesto di sinistra, | quello un po' degli anni '20 un po' [[saluto romano|romano]] | è da stronzi oltre che di destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7) *''La risposta delle masse è di sinistra | con un lieve cedimento a destra. | Son sicuro che il bastardo è di sinistra, | il figlio di puttana è a destra.'' (da ''[[Destra e sinistra|Destra/sinistra]]'', disco 2, n. 7) *Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo [[no]], è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. (da ''Mi fa male il mondo (seconda stagione)'', disco 2, n. 8) ===''Gaber 96/97''=== '''Etichetta''': GIOM GIOM-CD 01, 1996. *''L'[[appartenenza]] | non è lo sforzo di un civile stare insieme, | non è il conforto di un normale voler bene, | l'appartenenza | è avere gli altri dentro di sé.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6) *''L'appartenenza | è un'esigenza che si avverte a poco a poco | si fa più forte alla presenza di un nemico, di un obiettivo o di uno scopo.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6) *''Sarei certo di cambiare la mia vita se potessi cominciare a dire noi.'' (da ''Canzone dell'appartenenza'', n. 6) ===''Un'idiozia conquistata a fatica''=== '''Etichetta''': GIOM GIOM-CD 02, 1998. *Secondo me gli italiani e l'[[Italia]] hanno sempre avuto un rapporto conflittuale, ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani, che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico e ribelle, e troppo spesso cialtrone. Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero, li riconoscono subito. Secondo me gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del papa. Non si sa mai. Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi, perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero. Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante, specialmente la mamma. Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie. (da ''Secondo me gli italiani'', disco 2, n. 4) ===''La mia generazione ha perso''=== '''Etichetta''': CGD East West, 2001. *''Ma io ti voglio dire | che non è mai finita, | che tutto quel che accade | fa parte della vita.'' (da ''Verso il terzo millennio'', n. 2) *''La mia generazione ha visto | le strade, le piazze gremite | di gente appassionata, | sicura di ridare un senso alla propria vita. | Ma ormai son tutte cose del secolo scorso: | la mia generazione ha perso''. (da ''La razza in estinzione'', n. 5) *''L'obeso ha un aspetto | imperturbabile e imponente, | è un grosso uomo che si muove lentamente, | mangia sempre dalla sera alla mattina | con l'isterica passione, | per qualsiasi proteina, | l'obeso è imprigionato | nel suo corpo assai opulento, | sembra un uomo generato | da un enorme allevamento.'' (da ''L'obeso'', n. 11) *''L'obeso mangia idee, mangia opinioni, | computer, cellulari, | dibattiti e canzoni, | mangia il sogno dell'Europa, | le riforme, i parlamenti, | film d'azione e libri d'arte, | mangia soldi e sentimenti | e s'ingravida guardando e mangiando | gli orrori del mondo. || L'obeso è ormai un destino senza scampo, | è la follia del nostro tempo, | l'obeso è un pachiderma nauseabondo, | è il simbolo del mondo.'' (da ''L'obeso'', n. 11) *''L'obeso è l'infinito | di un [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] americano''. (da ''L'obeso'', n. 11) ===''Io non mi sento italiano''=== '''Etichetta''': CGD East West, 2003. *''L'importante è insegnare quei [[valore|valori]] | che sembrano perduti, | con il rischio di creare nuovi disperati''. (da ''Il tutto è falso'', n. 1) *''Il [[falsità|falso]] è misterioso | e assai più oscuro | se è mescolato | insieme a un po' di vero''. (da ''Il tutto è falso'', n. 1) *''Non insegnate ai bambini, | non insegnate la vostra morale: | è troppo stanca e malata | potrebbe far male''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''Non insegnate ai bambini, | non divulgate illusioni sociali, | non gli riempite il futuro | di vecchi ideali''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''L'unica cosa sicura è tenerli lontano | dalla nostra cultura''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''Stategli sempre vicini, | date fiducia all'amore, il resto è niente''. (da ''Non insegnate ai bambini'', n. 2) *''Io non mi sento italiano, | ma per fortuna o purtroppo lo sono.'' (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3) *''Mi scusi Presidente | ma questo [[Italia|nostro Stato]] | che voi rappresentate | mi sembra un po' sfasciato. | È anche troppo chiaro | agli occhi della gente | che tutto è calcolato | e non funziona niente.'' (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3) *''Abbiamo fatto l'[[Europa]], | facciamo anche l'Italia''. (da ''Io non mi sento italiano'', n. 3) *''C'è un'[[aria]], un'aria, ma un'aria | che manca l'aria''. (da ''C'è un'aria'', n. 9) *''E c'è un gusto morboso del mestiere d'informare, | uno sfoggio di pensieri senza mai l'ombra di un dolore | e le miserie umane raccontate come film gialli | sono tragedie oscene che soddisfano la fame | di questi avidi sciacalli.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9) *''Ma la [[televisione]] che ti culla dolcemente | presa a piccole dosi direi che è come un tranquillante | la si dovrebbe trattare in tutte le famiglie | con lo stesso rispetto che è giusto avere | per una lavastoviglie.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9) *''E guardando i [[giornale|giornali]] con un minimo di ironia | li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia | che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso | vanno molto bene per accendere il fuoco | o per andare al cesso.'' (da ''C'è un'aria'', n. 9) ==Citazioni su Giorgio Gaber== *Abbiamo discusso parecchie volte soprattutto sull'impegno nell'[[arte]]. Perché io ero convinto che lui lo penalizzasse con un po' di amarezza, con la malinconia che a volte scorgevo nei suoi lavori. Anche se poi non posso scordare che Giorgio è stato pure l'autore di "La libertà". Una canzone sull'importanza di essere presenti nella vita per sceglierne chiaramente il destino, un brano che ritengo fra i più belli dell'intera storia della musica italiane e che è proprio un brano di impegno politico. Ma in senso alto, educativo, etico. [...] Con [[Sandro Luporini|Luporini]] scriveva lavori costruiti bene e soprattutto mangiati, masticati, digeriti, sputati e ripresi. Ovvero meditati, sofferti, discussi, faticosi, mai buttati lì con facilità. Come tutte le cose che contano, le sue erano opere vissute. ([[Dario Fo]]) *Allora gli altri cantautori si sentivano un po' troppo portabandiera di qualche cosa, mentre Giorgio, ogni volta che qualcuno gli ammollava questo ruolo, ne fuggiva. Perché capiva che era un'altra trappola, come quelle del pop. E lui ha fatto di tutto nella sua vita pur di comunicare che l'unico modo di essere veramente liberi è porsi sempre dei dubbi. Mettersi davanti allo specchio a chiedersi se stai facendo quello che sei o sei figlio di qualche pensiero altrui. ([[Rossana Casale]]) *[A]ndare a vedere Gaber significava confrontarsi con un linguaggio che certo non potevi pensare di riproporre al suo livello, ma che comunque era raggiungibile. Era un obiettivo realistico. Gaber è stato forse l'unico a essere contemporaneamente rivoluzionario, politico, innovatore e anche comunicatore. Nonché poeta. Un poeta che però ci si era presentato con un biglietto da visita sconvolgente. ([[Gino e Michele]]) *Avrei anche potuto rubargli il posto, quando il manager di [[Mina (cantante)|Mina]] mi propose di fare una stagione teatrale insieme a lei. Ma quel tour lo fece lui, e nacque lì la sua scelta di dedicarsi al teatro. Pure io nei primi anni Settanta tentai il teatro, con ''Jacopone'', un'opera rock che però si rivelò un mezzo disastro. Ma Giorgio, anche in quell'occasione, mi diede una mano dicendomi come snellire lo spettacolo. Però, i suoi spettacoli erano un'altra cosa. Restavo a bocca aperta, notando che cresceva sempre più, che diventava un vero uomo di teatro. E guardare la gente impazzire per lui, anche quando restava solo sul palco per due ore, era un insegnamento per me. Perché evidentemente aveva trovato la chiave giusta per colpire: con i contenuti, ma non solo. ([[Gianni Morandi]]) *{{NDR|Parlando di ''Qualcuno era comunista''}} Certo è singolare che l'unico testo letterario, politico e culturale sui comunisti sia stato scritto da uno che, pur avendo camminato a sinistra, non è mai stato comunista. Ed è incredibile che egli l'abbia sempre interpretato con un coinvolgimento tale per cui veniva da dire, con [[Benedetto Croce|Croce]], "perché non possiamo non dirci comunisti" nel modo in cui ce lo propone Gaber? ([[Fausto Bertinotti]]) *Certo non deve essere stato facile per lui conquistare un vasto pubblico con una proposta che via via si è evoluta tecnicamente così tanto. ([[Giovanni Allevi]]) *Ci sono persone, strade, indirizzi, canzoni e tramonti che non vanno assolutamente dimenticati! Ritornare da Gaber, ogni tanto, ci vuole. Fa bene riascoltare la sua voce. Riconoscere la sua fisionomia. L'inconfondibile modo di stimolare una chitarra. E di maltrattare un argomento con il cuore... Sapere che sia riuscito a esprimersi oltre ogni ridicola censura, gli conferisce di diritto l'appellativo di "padre di tutti i cantautori intelligenti". [...] Grazie Giorgio, per essere rimasto al Giambellino intorno a quel biliardo, sfacciatamente presente! ([[Renato Zero]]) *Com'è stato, scoprirlo? Pazzesco. Sono rimasto travolto dal suo stile perfetto, dalla sua capacità evocativa, dalla sua comunicativa umana. Ed essendo anch'io un cantante, una persona che lavora per un palcoscenico e per un pubblico, Gaber mi è diventato subito maestro. Non è che dopo aver conosciuto Gaber la mia personalità musicale o lo stile delle mie canzoni siano cambiati o debbano farlo, però adesso sono più convinto che si possa veramente riuscire a parlare dell'uomo e dei suoi interrogativi esistenziali anche nelle canzoni. Gaber me l'ha dimostrato: tramite il suo modo di vedere le cose, anche cinicamente a volte, raccontava la vita. E ce la insegnava. ([[Cesare Cremonini]]) *Dai diciassette anni in poi, gli spettacoli di Gaber quando non li ho visti a teatro li ho recuperati su disco. Tutti. Però andarlo a vedere era un'esperienza fulminante: che performer era... Metteva tutto se stesso sul palco. Aveva una voce anomala, con un registro fra baritono e basso e poca estensione: ma la sapeva usare in modo perfetto, espressivo. Quindi, cantante perfetto, attore consumato... Impossibile non restare colpiti da Gaber. [...] Io sono definito un "rockettaro". Ma per "Qualcuno era comunista" ho pianto. Sono andato nel camerino a ringraziarlo. ([[Luciano Ligabue]]) *Dal Movimento {{NDR|del [[Sessantotto]]}} ha preso molti temi e riferimenti: [[David Cooper|Cooper]], [[Ronald Laing|Laing]]. ma poi nei suoi spettacoli c'erano intere citazioni di [[Louis-Ferdinand Céline|Céline]]. Una volta parlammo a lungo persino di [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]]. Del Movimento aveva colto il senso. E cercò di coniugarlo con una coscienza critica: che prima lo portò alla ferocia di ''Polli di allevamento'', dove peraltro in molti lo vissero ancora come compagno di strada, questa volta nel disorientamento; e poi lo condusse a ''La mia generazione ha perso'', dove ha detto cose per noi chiare da anni e però mai uscite. Psicologie rotte, e l'inabilità di salvare, del Movimento, almeno la spinta. ([[Romano Madera]]) *«Datemi qualche pensiero» è l'ultimo urlo di Gaber. C'è un filo resistente (o un elastico?) che percorre l'opera di Gaber: è la fiducia in un individuo capace, nonostante il disincanto (anzi, forse in virtù di quel disincanto), di costruire una nuova coscienza anche partendo dal nulla, abbandonata per sempre ogni ambizione di appartenenza vecchio stile. E se fin dentro gli anni Novanta tornano le canzoni più «private» di un tempo – da «Chiedo scusa se parlo di Maria» al «Dilemma»: un capolavoro! – è perché per ripartire, appunto, non resta che guardare dentro se stessi. ([[Paolo Di Stefano]]) *Del resto il poeta era lui. Io faccio il comico. ([[Giobbe Covatta]]) *Dov'è l'[[individuo]] che cantava lui? Non vedo proposte, né dentro né fuori di me. Lui invece mi dava sempre una speranza, oltre che una risposta, quando gli esprimevo i miei dubbi. [...] Eredi non ce ne sono: al Festival di Viareggio vedo spesso tecnica, ma non sempre qualità. E che i comici guardino a Gaber è ovvio. L'abbiamo fatto tutti. Si parte dalla risata, poi si aggiunge la canzoncina, poi si va più a fondo con un monologo... È ancora un faro. ([[Enzo Iacchetti]]) *È agendo in tale dimensione {{NDR|collettiva}} che ha creato una modalità unica di entrare in rapporto con il pubblico, uscendo da ogni cliché autoreferenziale che, in qualità di figura popolarissima, avrebbe potuto pure permettersi. Perché è vero che Gaber da un lato fa la scelta radicale di starsene in disparte; ma subito dopo propone, a chiunque, che se si vuole comunque ascoltarlo bisogna andare da lui. Pronti a mettersi a ragionare con lui. ([[Gad Lerner]]) *È sempre stato "altro" dai cantautori suoi coetanei. Ha fatto delle scelte coraggiose che ha portato avanti con coerenza, per cantare quanto gli stava attorno attraverso linguaggi, fisici e musicali, assolutamente inediti e divenendo, potrei dire, un modello culturale. Perché, pur stando lontano dai riflettori, diceva lo stesso cose importanti a moltissimi. ([[Biagio Antonacci]]) *Ecco, credo che Gaber in fondo la canzone se la tenesse stretta perché era una sicurezza, era come tornare nel ventre materno, alla sua natura originaria. E che nel teatro lo mettesse in gioco, questo suo passato, cercando anche tramite esso il futuro. Da uomo puro che aveva bisogno di scoprire tutti i padiglioni della vita, di esplorarne i carri, di affrontarne i mostri. Di giocare nel senso più alto del termine mettendo in gioco se stesso. ([[Massimo Ranieri]]) *Ecco, di Gaber mi ha lasciato un segno tutto questo coraggio. Quel suo essere artista senza ripetersi mai, rimettendosi anzi in gioco. [...] Gaber invece cambiava, e cambiando cresceva, si raffinava. Il canto, la pulizia in scena, il suo estremo rigore... Era quasi iconoclasta, pochissime cose, però curatissime. E poi quel saper cambiare marcia più volte durante lo spettacolo: tutte caratteristiche che contribuivano alla sua incredibile capacità di tenere il palco. Ma tenerlo veramente, senza preoccuparsi di quanto piaceva al pubblico, obbligandolo invece a seguire il nuovo percorso che gli proponeva. Educandolo a crescere con lui, insomma. ([[Luca Barbareschi]]) *E dal teatro Gaber ha mandato, a mio avviso, non tanto insegnamenti di percorso, quindi, ma di contenuti. [...] Lui denunciava la stanchezza morale degli [[Anni 1980|anni Ottanta]], l'affievolimento dei valori, il coinvolgimento della gente nel cosiddetto [[edonismo]] [[Ronald Reagan|reaganiano]], già prima che tutto questo accadesse. Ma ha avuto pure il coraggio, l'umiltà, di dire che forse, se le generazioni più giovani avevano subito senza accorgersene la dittatura del mercato, quella era in qualche modo pure una sconfitta della sua, di generazione. Soprattutto però Gaber ci ha ricordato sempre, anche in spettacoli complessi, che la risata è un valore. ([[Giobbe Covatta]]) *Egli era uno scomodo realista, sapeva prendere attuo di quello che c'era nella realtà con la marcia in più della voglia di cambiarla, segnalando cosa a suo avviso non funzionava. E a questo credo lo portasse essere soprattutto un uomo di teatro. Perché il teatro da sempre è denuncia, mentre la canzone non ha avuto storicamente la stessa funzione. ([[Nando dalla Chiesa]]) *Era come se non c'entrasse nulla con il nostro mondo di cantautori, quando cantava, lo faceva come nessuno. Non dava molte inflessioni al canto, paradossalmente non sembrava neppure che stesse a interpretare toppo, ma era la sua stessa voce, il suo timbro di voce che sapeva toccare veramente il cuore. Come nessuno. Allo stesso modo di quando parlava d'amore. ([[Ron]]) *Era uno di quegli spiriti alti che compaiono di rado nella storia, per fare quell'operazione tanto cara ai greci, il disvelamento. Mettere a nudo le debolezze umane. Gaber non parlava solo dell'amore o dello "Shampoo", parlava anche di ben altro. Con riflessioni a volte però messe in secondo piano, in quanto danno fastidio a troppi. [...] Non per nulla ha testimoniato sino all'ultimo quanto vedeva, i rischi e gli slanci, avendo il coraggio di mettersi in gioco e di portare la sua testimonianza contestatrice e costruttiva insieme libera e gratuita, dappertutto. ([[Mario Capanna]]) *Essi {{NDR|Gaber e Luporini]}} erano liberi da etichettamenti e classificazioni, erano lontani dalle pigrizie del discorrere comune. Costringevano, "rinominando", a fare un passo avanti. Verso un mondo che dev'essere ritrovato, come diceva la "Canzone dell'appartenenza". Verso ragioni che si sono perse o sono state dissipate, verso una chiarezza resa opaca dall'omologazione del pensiero. ([[Salvatore Veca]]) *{{NDR|Descrivendo l'incontro con Gaber}} È stata una cosa molto casuale, nel senso che abitavamo vicini a Milano. Frequentavamo lo stesso bar. Me l'hanno presentato dicendo che lui faceva il cantante, io facevo il pittore. Così sono andato a vedere le sue esibizioni e lui è venuto a vedere i miei quadri. Siamo diventati amici. Mi ricordo di aver trovato un ragazzino che aveva diciannove anni, magro come un chiodo, e sono andato ad ascoltarlo. Cantava il rock in inglese, non capivo niente però rimasi folgorato dall'energia che aveva addosso. Siamo diventati molto amici, poi ci siamo frequentati spesso. A un certo punto, frequentando il nostro studio (avevo uno studio con altri amici pittori), passavamo le giornate a parlare. Un bel giorno mi ha detto: "Ma perché non proviamo a scrivere qualcosa insieme?" e così abbiamo cominciato i primi tentativi che restarono nel cassetto, perché erano un po' stravaganti e non tanto commerciali. Lui allora si esibiva ancora attraverso i canali normali, la televisione per intendersi. Quindi all'inizio è stato solamente un gioco, proprio un gioco. Questo il primo impatto. ([[Sandro Luporini]]) *Forse è proprio questa la lezione più grande di Giorgio, quella che un giovane compositore dovrebbe seguire. Non porsi limiti. Anche perché, lo dico per esperienza, oggi c'è molto pubblico che dalla musica vuole segni diversi, che non si accontenta più di musica da sottofondo o da tappezzeria per non sentirsi soli davanti al silenzio. Gaber questi segni più forti li dava. Sapeva parlare alle nostre emozioni. Centrava i cuori oltre ogni barriera, nella musica e nelle parole. Lo faceva anche nella vita. ([[Roberto Cacciapaglia]]) *Forse l'unico modo che abbiamo di dare finalmente seguito agli stimoli che Gaber ci lanciava già allora {{NDR|negli [[Anni 1970|anni settanta]]}}, è quello di recuperare fino in fondo la sua spinta di cercare una [[Libertà]] con la maiuscola. Seguendo la strada con la quale egli, nell'arte, ha indicato i modi per giungere alla "Liberazione". Ovvero, superare in modo definitivo l'idea di considerare la persona come uno strumento. Rimettere al centro di ogni cosa l'essere umano. ([[Gherardo Colombo]]) *Forse solo con lui è accaduto per la prima volta che le persone abituate ad andare normalmente a teatro, il pubblico che potremmo definire colto, si sia trovato ad andarvi per un cantante. E non per divertirsi con un cantante, ma addirittura per riflettere con un cantante. Gaber è stato dunque un cantautore che, foss'anche solo per questo, si può dire abbia sicuramente tracciato un percorso decisivo all'interno della nostra storia. Un percorso che poi in molti abbiamo seguito, proponendoci a teatro per fare comunque musica, ma cercando anche di esprimere concetti. Senza più paure. ([[Enrico Ruggeri]]) *Fra i vari ricordi che ho di lui in scena, spicca la sensazione profonda che mi lasciò dentro la prima volta che lo sentii gridare dell'essere stati comunisti, fra le altre cose, "perché [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] era una brava persona". Un'altra provocazione, in fondo, perché sottintendeva che le ideologie sono vuote e conta altro. Segnalava che spesso ci aggrappiamo a esse quando non sappiamo come definire la nostra identità, mentre già le cose normali, come l'essere perbene, possono essere fonte di identità per l'uomo. ([[Nando dalla Chiesa]]) *Fu un amico a farmi conoscere il Gaber teatrale, e dal pertugio apertosi in quell'occasione nacque l'esigenza di approfondirlo, una sete continua di conoscerlo sempre più. Sono andato a vederlo a teatro ogni volta che ho potuto, e poi è stato proprio un lasciarmi invadere da Gaber, un cercare di assorbirne più che potevo. Mi spiace di non averlo conosciuto di persona, anche se probabilmente sarei stato una mummia anchilosata dalla timidezza, davanti a lui. ([[Neri Marcorè]]) *Gaber apparteneva a una generazione per la quale i concetti di [[rivoluzione]] e contestazione non erano semplici slogan. Erano qualcosa di vissuto. E si vedeva che quando Gaber gridava di cambiare la realtà, o affrontava temi politici forti, lo faceva perché era un'esigenza interiore che sentiva di dover portare alla gente. ([[Biagio Antonacci]]) *Gaber ci ha insegnato anche questo: a non mirare un po' il cerchio un po' la botte: perdi credibilità, accontenti tre persone su dieci, ti spersonalizzi e diventi pure creativamente sterile. Gaber riusciva ad appagare il silenzio della gente che a teatro voleva ascoltare qualcosa di sensato. Diceva quello che gli premeva in modi diversi, senza mai essere sopra le righe, sena essere bacchettone, senza sventolare bandiere, regalandoci l'autoironia - aspetto che rende l'arte più forte. ([[Davide Van De Sfroos]]) *Gaber e Luporini [...] tentano di raggiungere una comprensione chiara delle trasformazioni di cui sono al tempo stesso osservatori e partecipanti. E la voglia che anima questo loro tentativo è naturalmente quello di comunicare tale comprensione a un pubblico. Che, nella dimensione dell'evento teatrale, vuol dire prima però costruirlo, un pubblico. ([[Salvatore Veca]]) *Gaber era come un trapano, partiva dal quotidiani di tutti e da lì andava a fondo, esplicitamente, violentemente. Sino a costringere il pubblico a riflettere sulle zone d'ombra del quotidiano stesso. ([[Vincenzo Salemme]]) *Gaber era libero, e questo è raro oggigiorno, non solo nel mondo dello spettacolo. Inoltre oggi ci si tira indietro, mentre lui gridava di mettersi in gioco, di partecipare: era un maestro di pensiero e di approccio alla vita. Oltre che di scrittura teatrale, dato che con Luporini ha confermato l'assunto per cui la profondità si nasconde nelle cose lievi, che poi è quello che si cerca di fare quando si sceglie la [[comicità]]. ([[Luciana Littizzetto]]) *Gaber era "politico", allora? Sì, in senso alto. Nella misura in cui parlava di elementi irriducibili. Vita e morte, uomo e donna, bene e male. E io gli sarò sempre grato per questo, non tanto per ciò che mi ha consegnato in termini di stretta critica della politica e della società. Gli sarò sempre grato per quando dismetto l'abito della politica e lui parla della mia umanità nuda. Mi fa trascendere il mio linguaggio di politico e fa sì che sul suo linguaggio d'artista io modelli emozioni nuove e prenda a interrogarmi sul senso della realtà. Anche per strade diverse, altrimenti sconosciute. ([[Fausto Bertinotti]]) *Gaber era uno che cercava nel confronto, anche con se stesso. E ritengo che il suo teatro sia stato uno sforzo intenso e genuino di non dare una linea, tipica espressione degli anni Settanta, ma di cercare una linea. Una ricerca personale, per sua natura inevitabilmente tortuosa, fatta di continue verifiche, di occhi aperti sulla vita. Infatti i suoi spettacoli erano lampi, erano ogni volta lampi di spiazzamento. E tutto questo, mi piace esplicitarlo, sottolinea che non solo Giorgio Gaber era persona di rara onestà intellettuale e artistica, ma anche di grande umiltà. ([[Paolo Bosisio]]) *Gaber è stato il più vicino alla poetica di [[Georges Brassens|Brassens]], pungente, profondo, ironico, anticlericale, tanto feroce contro il potere e la borghesia quanto ipercritico con le storture e le ipocrisie di "quelli della sua parte". ([[Alberto Patrucco]]) *Gaber [...] fu il primo in Italia a mettere sul palco l'anima nuda. L'anima dell'uomo del suo tempo, e la sua per prima. Una rottura incredibile, soprattutto per gli anni Ottanta, quando anche i giovani si stavano sempre più allontanando da un teatro divenuto troppo ideologico, e per questo freddo. Gaber nei suoi lavori invece era tutt'altro che freddo. Ci metteva invece cuore, anima, corpo. ([[Vincenzo Salemme]]) *Gaber gridava gli occhi aperti, perché la coerenza non è immobilismo. Mentre oggi si avverte lo stallo, il vuoto. E la complessità di Gaber è rimasta premiante, paradossalmente, proprio per questo. Perché la gente, le persone più sensibili, quelle che frequentano poi i teatri, sentono che la sua complessità è una richiesta di muoversi. Di gridare per sconfiggere il vuoto. Una richiesta quasi spaventosa di questi tempi. Un grido di cui c'è bisogno. [...] Gridare contro il vuoto. Questa è la sfida, o forse meglio la missione della bellissima rabbia che Giorgio e Sandro hanno lasciato nei loro testi. ([[Giulio Casale]]) *Gaber non diceva "sono un cantautore", non si schierava di qua o di là. Prendeva quello che rimbalzava dalla strada e lo restituiva onestamente alla gente, con il suo tocco personale. Che poi era un tocco da figo, da uno che sapeva far girare le balle a chi comanda. ([[J-Ax]]) *Gaber parlava molto di morale, e oggi sento un gran bisogno di questo. Però lo faceva senza essere moralista: in nessuno dei suoi testi c'è il dito indice che accusa, prima lo punta contro se stesso, casomai. ([[Neri Marcorè]]) *Gaber stava sempre con i piedi per terra, ma ironizzava anche su argomenti ostici. Era una voce profonda, schietta, coraggiosa e fuori dal coro. Non era legato ad ambienti ideologici, non assumeva mai prese di posizioni a propri. Ragionava sempre sulle cose: e questo è stato l'aspetto più importante che ho cercato di assimilare dai suoi spettacoli. ([[Flavio Oreglio]]) *Gaber voleva dare un valore diverso alle parole, valutarne più che la capacità di intorbidire, con metafore o quant'altro, quella di chiarire. Le usava per condividere i pensieri. Anche se, e in questo l'ho sempre ammirato, ha saputo immettere nel suo linguaggio assolutamente quotidiano anche una percentuale inattesa di poesia. Del resto, a mio avviso, lui era più attore che musicista. ([[Eugenio Finardi]]) *Giorgio a mio avviso capiva perfettamente la spinta propulsiva che avevamo in quegli anni {{NDR|negli anni settanta}}, quella voglia di solidarietà, giustizia, cambiamento che credo si avvicinasse molto a quella del Movimento del Sessantotto. E capiva anche l'altro fenomeno diffuso nella mia generazione, la forza che alcuni traevano dalla spiritualità, da una fede. Pur essendo lui non credente e anche in questo caso, quindi, fuori dai giochi. ([[Eugenio Finardi]]) *Giorgio era un cantante eccezionale, con una voce stupenda. Non cantava solo le note, cantava le parole. Da lì è diventato un vero e proprio attore, dotato di un umorismo particolare, diverso da quello tipicamente lombardo che è spesso legato a un certo surrealismo. La comicità di Gaber invece parte sempre dalla realtà della vita vissuta. ([[Sandro Luporini]]) *{{NDR|Ultima strofa di una poesia dedicata a Gaber}} ''Grazie ancora, all'attore, al regista | al talento dell'illusionista | a quell'uomo col naso dovunque | e la testa poggiata sul mondo | per averci fornito l'esempio | per averci incantati, vivendo! | All'amore con cui ti sei dato | al pudore col quale sei andato | verità adesso non sei un miraggio | il teatro avrà gli occhi di Giorgio...'' ([[Renato Zero]]) *Ho amato Giorgio Gaber anche per quel suo ragionare a teatro, successivamente, in musica, al fine di raccontare la vita in modo diverso; per cercare di migliorare la società anche attraverso canzoni che erano vere e proprie lezioni. Rimanevo proprio ammirato dai "messaggi" che riusciva a inserire in quelle canzoni, casomai scritte con Luporini: da "La libertà" fino a "Destra-Sinistra". C'è sempre stato da parte sua l'intento che la canzone dovesse soprattutto servire per migliorarsi e per migliorarci. ([[Renzo Arbore]]) *Ho amato moltissimo Giorgione, anche se non sempre siamo stati d'accordo. Naturalmente, mi verrebbe da dire. Giacché nel momento in cui lui mi scriveva che la nostra generazione aveva perso, uno come me non poteva che dissentire. [...] E la "sconfitta" da lui cantata allora è una presa di coscienza: della mancanza di continuità fra quello che si mise in gioco nel [[Sessantotto]] e quanto non si è messo in gioco dopo. [...] Giorgione, in realtà, era un contestatore permanente. E proprio per questo a volte persino noi lo trovavamo fuori dal coro. Era un anticipatore, contestatore nel senso etimologico profondo (da ''contestor'': "chiamo in testimonianza"). ([[Mario Capanna]]) *Ho sempre considerato Giorgio Gaber un cercatore. Un uomo che cercava di capire la realtà, che cercava dentro e fuori da se stesso. E, cercando, Gaber molte cose le ha trovate. Ma di lui mi ha soprattutto colpito l'incredibile talento di trovarle prima. Di anticipare il futuro dell'arte, fare esperienze che anche altri hanno fatto, ma farle molto prima di loro. ([[Claudio Baglioni]]) *I suoi anni post-Sessantotto sono stati anni di dubbio, di pathos, di sofferenza, nei quali il suo giudizio sulla società si è fatto certamente sempre più severo, mantenendosi però sempre e fin dall'inizio libero da preconcetti e pregiudizi, da ogni tipo di ideologia. [...] La differenza vera fra Gaber e, per esempio, Dario Fo è proprio questa. ([[Paolo Bosisio]]) *Il caso di Gaber era particolare: perché la sua arte, pur mantenendo i connotati tipici dell'espressione musicale pura da cui poi era partito, aveva al tempo stesso anche un'anima teatrale. Correva su un doppio binario, potrei dire, e dunque la genialità del Signor G è stata nel saper sviluppare quell'anima teatrale restando fedele alla propria natura di artista formatosi su un linguaggio prettamente musicale. ([[Giovanni Allevi]]) *Il modo in cui faceva uscire il fiato, l'uso che faceva della voce, il senso che dava a ogni singola parola, ancora oggi bastano per capire cosa volesse dire esattamente. Tanto che non penso sia necessario rivederlo in immagine per capire il senso delle sue opere. Basta ascoltarne i dischi. ([[Andrea Mirò]]) *In Gaber il [[coraggio]] prendeva [...] molte forme: il coraggio di essere liberi, di non appartenere a nessuna delle nostre numerose conventicole. Il coraggio dell'[[ironia]], della sincerità assoluta. [...] Inoltre Gaber ha avuto anche il coraggio di inventarsi un genere, il Teatro Canzone, allora considerato molto trasgressivo, anche troppo. Dal pubblico della canzone come da quello del teatro. ([[Curzio Malaparte]]) *In Gaber la solidarietà tra [[parola]] e suono diventa gesto e luogo in cui spingere il canto: ed ecco nascere il Teatro Canzone, il cabaret intelligente fatto di suono e di satira, di pianto quotidiano e sorriso ancestrale, di quadro d'autore e canzone popolare. Con Giorgio Gaber la parola percorre lo spazio del vivere e ne appassiona il dialettico incontro con la voce del cuore: proprio come chi sa che la parola è un pigiama di seta, e la notte l'altare che ne assume i contorni. ([[Mango (cantante)|Mango]]) *Io e Giorgio e eravamo accomunati da un forte rispetto reciproco, ma fra noi c'erano profonde differenze. Lui era un "borghese" di Milano, io, pur essendo nato a Modena, sono un montanaro. E poi, il ragionier Gaberscik e il maestro elementare Guccini. Due modi diversi di vedere le cose. E anche se poi ci siamo sempre trovati molto bene insieme, credo che queste differenze si notino. ([[Francesco Guccini]]) *Io l'ho visto una volta sola in vita mia, quando l'ho intervistato per ''[[la Repubblica (giornale)|la Repubblica]]'' nel 1998, e di lui mi colpì soprattutto la totale equidistanza dalla politica. Che non credo fosse geometrica, nel senso che non penso proprio che Gaber facesse calcoli su quanto lo separava dalla destra e quanto invece dalla sinistra. Mi sembrò un atteggiamento interiore, una categoria dello spirito che segnava la sua alterità assoluta da un far politica nei partiti. [...] Non c'era in lui snobismo, né atteggiamento di superiorità nei confronti dei politici. Però, un certo disprezzo per come si era degradata la politica, questo lo si avvertiva. [..] Certo, l'equidistanza costa, anche perché presuppone un livello culturale e morale veramente molto superiore alla media, in una società infestata come la nostra, ovunque si vada, dalla politica. [...] Per me somigliava molto a [[Indro Montanelli]], e pure questo è curioso, perché Montanelli veniva da destra, mentre Gaber veniva da sinistra. Eppure, grazie al loro essere equidistanti nello spirito da ogni partigianeria, erano arrivati esattamente alle stesse conclusioni, riguardo questo nostro assurdo Paese. ([[Marco Travaglio]]) *L'abbiamo frantumato quel "noi" verso cui Gaber ci conduceva. Lui ci voleva portare nei nostri singoli io, dentro a ciascuno dei quali ci sono religione, spiritualità, sensibilità artistica, politica stessa, per ricercare, insieme un "noi" diverso, che veramente liberasse e coinvolgesse tutti gli io. E invece siamo arrivati a nuovi "noi" spaventosi, che si isolano a vicenda, capaci persino di razzismo e violenza. Siamo arrivati a chiederci se la libertà dell'uomo sia una faccenda "politica" o "antipolitica". ([[Gad Lerner]]) *L'idea di rileggere la tradizione sarebbe anche lodevole, ma è difficile: come fai a rileggere Gaber? Era unico. ([[Ivano Fossati]]) *L'[[incomunicabilità]] che Gaber cantava è ancora viva rimane verissimo il fatto che l'amore coniugale sia un'altra cosa rispetto alla passione iniziale, è confermato che quando tu cerchi di mettere a posto tutti gli elementi di una storia arrivi a un'equazione gigantesca che non sai più come risolvere. Forse è così da sempre e sempre sarà; perché sono pensieri grandi, non è solo il comico, quella di Gaber è una scrittura che ha una profondità che deve essere garantita, tutelata, ricordata. E tutto quello che finisce in "ata": amata per esempio. ([[Luciana Littizzetto]]) *La forza dei veri artisti si vede anche dalla fortuna di dare piacere e fare compagnia anche dopo che se ne sono andati. In Italia è accaduto solo per [[Fabrizio De André|De André]] e Gaber, attorno ai quali ci si ritrova in tanti, senza mai meravigliarsi che nel novero degli amici ci siano persone estremamente difformi per idee politiche e calibro culturale, senza nessuna necessità di dover giustificare differenti punti di partenza. ([[Michele Serra]]) *La grandezza di Gaber si misurava proprio nella sua capacità di scrivere solo quando aveva qualcosa da dire, e di farlo scegliendo i temi da trattare senza calcoli sulle reazioni che avrebbero suscitato o il successo che avrebbero potuto avere. Quando poi a tutto questo aggiungi una sincerità di fondo, quella passione che in Gaber si avvertiva, allora nascono opere che sanno essere specchio di un'epoca. ([[Luca Barbarossa]]) *La grandezza di Gaber stava proprio nel saper arrivare al nocciolo di questioni importanti, universali, restando però comprensibile. Un impegno durissimo, una sfida a lunga scadenza, nell'affrontare la quale occorre essere pronti sia a sperimentare più strade finché non ci trova quella giusta, sia a limare. Limare continuamente per giungere al punto della questione da affrontare e capire "come affrontarla". ([[Andrea Mirò]]) *La mia fantasia viene continuamente abbracciata dalla dialettica senza confine di questo meraviglioso uomo di musica: a una voce dello stato borghese ormai irrispettoso, Gaber ha offerto una morale che risolvesse il potere e l'antipotere. Alle nostre risposte egoiste Gaber ha offerto il sarcasmo, quello in cui si nascondeva la soluzione definitiva: il sentimento. [...] Oh, Gaber, tu eri quello che un artista riesce a scoprire nell'anima del mondo sapendo che l'anima del mondo è sempre dalla parte sua. ([[Fernanda Pivano]]) *La sfida è capire se esiste ancora, nella gente, la capacità di rispondere alle sollecitazioni di Gaber. Soprattutto in ''Polli di allevamento'', tanto incisive e feroci. Capire se l'urlo di Giorgio ha un'eco o si perde nel vuoto. Su questo, credo valga la pena di riflettere rimettendo in scena Gaber oggi. ([[Giulio Casale]]) *Le sue critiche spesso erano anche apprezzate proprio perché da una parte pizzicava e dall'altra era compagno di strada. Dava sfogo sul palco a quanto potevamo abitualmente solo sussurrare tra amici, o nei momenti di disperazione. ([[Romano Madera]]) *Leggeva e interpretava con attenzione e coscienza quanto accadeva, e lo comunicava nei teatri. Veniva con me dalla canzonetta, come me aveva fatto un salto per abbandonare gli stereotipi del pop dell'epoca, però il suo salto era stato lunghissimo. Non era più un cantante ma un attore. ([[Ricky Gianco]]) *Lui comunque ci ha insegnato a essere dei [[Gian Burrasca|Gianburrasca]], sul palco. Occhi aperti, provocare sempre, curiosità estrema. [...] Il punto è che spesso Gaber riusciva a vedere, tra bianco e nero, il grigio. Cioè la realtà vera. Oltre le etichette e le apparenze. ([[Claudio Bisio]]) *Ma assistere a uno spettacolo di Gaber significava anche confrontarmi con un linguaggio diverso da quello dei suoi colleghi. Con un colosso, un artista che, forte di grandissima libertà espressiva, poneva un'attenzione pazzesca al sociale senza guardare mai in faccia nessuno. E a volte pungendo pure se stesso; proprio per questo lo trovavo tanto credibile e indispensabile, perché a dare senso all'arte è pure il modo con cui la si propone. ([[Luca Barbarossa]]) *Lui faceva cose molto forti, che spesso però mi colpivano per quanto vi mettesse in gioco l'istinto, senza volere mai essere protagonista, cercando soltanto di dire quello che riteneva importante. [...] E questa semplicità che usava nel raccontare, magari di politica, lo faceva diventare ancora più grande quando la usava per parlare d'amore. Lì in qualche modo si mostrava di più. Veniva fuori il suo intimo, un uomo forte ma tenero nello stesso tempo, con un rispetto per la donna veramente incredibile. ([[Ron]]) *Ma che c'entra Gaber con me? Io sono un rullo compressore, lui è un triciclo. ([[Lucio Battisti]]) *Ma Gaber è un po' come [[Dante Alighieri|Dante]], ci parla di gente della sua epoca senza che nessuno senta l'esigenza di cambiarne un verso. Anzi: si ha uno stimolo in più per conoscere il passato, senza che il senso del testo perda d'attualità. [...] Gaber va conosciuto soprattutto perché era libero. E le scelte di libertà artisticamente sono sempre premianti. Se sei libero migliori proprio il tuo "prodotto", la tua arte. E oggi, in un mondo in cui si vende sempre a un prezzo inferiore a quanto si vale, l'idea che un artista abbia fatto un percorso tanto coraggioso mantenendo sempre un livello altissimo di qualità e raggiungendo anche vette da catena dell'Himalaia, be', questo è un insegnamento assoluto. Fa capire dove si può arrivare, con le parole, se usate con rigore. ([[Jovanotti]]) *{{NDR|Su ''La mia generazione ha perso''}} Mio padre si è fatto due anni di servizio militare, due anni di guerra d'Africa e cinque anni di guerra mondiale: di cui due in campo di concentramento. Ecco, la sua era una generazione che aveva perso, essendo cresciuta durante il fascismo. Noi, bene o male, siamo invece riusciti a fare le nostre cose. Anche più dei giovani di oggi, che non hanno mai lavoro sicuro. La nostra generazione è stata abbastanza fortunata, ha trovato spazio, possibilità, modo di esprimersi. Non ha perso. Anche se, forse, quel concetto veniva solo da un momento di pessimismo di Giorgio. Solo, ho il rimpianto di non averglielo mai chiesto. ([[Francesco Guccini]]) *Nel corso della mia carriera mi sono confrontato sin dall'inizio con i repertori altrui. Perché trovo ci sia molto da imparare, specie da maestri del calibro di Fabrizio De André e Giorgio Gaber. Rileggere le loro opere non significa solo condividere qualcosa che si trova esteticamente valido, ma anche dell'arte che si considera fondamentale da un punto di vista etico. [...] Perché parliamo di autori che hanno messo spessore in quanto hanno fatto, hanno speso idee, hanno formulato proposte interessanti anche politicamente, ideologicamente, filosoficamente. ([[Morgan (cantante)|Morgan]]) *Non è stato facile cantare dischi insieme, malgrado la nostra sensibilità artistica fosse simile: io ho una voce meno baritonale della sua. E lui, ovviamente, con me faticava perché voleva fare tutto con precisione assoluta. Inoltre fingeva di non essere spiritoso. E io a dirgli Giorgio, tu sei spiritoso più di me, solo che vuoi farne a meno, lascia libero il tuo spirito di essere comico. Anche se con gli arrangiamenti di [[Franco Battiato|Battiato]] era difficile, in effetti! ([[Enzo Jannacci]]) *Per fare Teatro Canzone Giorgio usava una sorta di "scaletta delle emozioni". Era molto utile per scrivere spettacoli sull'oggi, anche perché, fra una replica e l'altra, per lui era normale cambiare delle cose, e quindi i tempi di scrittura erano strettissimi. Così aveva stabilito regole fisse: se inizi con un tema abbastanza impegnato, il secondo pezzo deve tranquillizzare la gente; se parti leggero, al terzo pezzo devi far capire che la vita non è solo sorrisi. L'apparente semplicità di una struttura solidissima, rimastami come lezione. ([[Gian Piero Alloisio]]) *Per molti versi Giorgio ha fatto parte della vita della mia famiglia. E di lui, in questo senso, ho un ricordo estremamente affettuoso, perché era un legame intrigante quello che riguardava Enzo e Giorgio insieme, il loro passato e i possibili futuri, le avventure che si schiudevano ogni volta che si incontravano. ([[Paolo Jannacci]]) *Perché la cosa più difficile e preziosa che ha fatto Gaber è stato annullare lo scarto (così pesante e doloroso, oggi) tra "alto" e "basso", tra popolarità di massa e di nicchia. E avere qualità e riuscire a farne anche quantità, giacché il suo successo teatrale fu di massa, è più o meno il contrario di quanto accade, in genere, in un sistema di comunicazione che sembra avere individuato nella qualità un odioso nemico. ([[Michele Serra]]) *Perché lì {{NDR|nel brano ''Le strade di notte''}} Gaber canta il nostro mestiere, un mestiere notturno, la ricerca di un'intuizione, la speranza di trovare qualcosa cercando. Nel cielo che di notte sembra grondi di più di note, suggestioni, ispirazioni. ([[Claudio Baglioni]]) *Perché un ingenuo? Perché anche lui tutto sommato aveva nutrito la sua bella utopia: l'idea di cambiare il mondo con le parole. Lui che dai Settanta aveva cantato con ironia la psicopatologia dell'individuo lasciato solo con i propri tic ma ancora ansioso di ritrovare se stesso in una matura collettività civile, doveva riconoscere che, tramontate le ideologie e stramorti i partiti, l'unico luogo di condivisione era ormai il mercato dio e demonio. ([[Paolo Di Stefano]]) *Però lo faceva apposta, a toccare nervi scoperti. L'ha sempre fatto; e in fondo questa è stata la cosa che me lo faceva amare di più. Parlava di [[Bettino Craxi|Craxi]] o [[Ciriaco De Mita|De Mita]], criticava certa sinistra, faceva satira pura... Ma alla fin fine, di base, si rivolgeva sempre all'uomo. Puntando spesso il dito persino contro di sé, in spettacoli che proponevano testi di taglio quasi psicanalitico, in brani che indagavano i rapporti tra l'uomo e il suo inconscio. E ovviamente, puntando spesso il dito pure verso i suoi simili, cioè noi. Come devono fare i grandi artisti, si assumeva il rischio di denunciare. E di prendersi i relativi fischi. ([[Claudio Bisio]]) *Quando abbiamo ascoltato per la prima volta le canzoni di Giorgio Gaber è stato folgorante. Quello che stiamo tentando di fare nella nostra carriera, lui riusciva perfettamente a farlo già nei primi anni Settanta. Fare rock, potremmo dire. Non il rock malinteso come autodistruzione, il rock come linguaggio. Un linguaggio che permette di rispondere in profondità a chiunque impedisca al singolo di essere libero: praticamente, culturalmente, intellettualmente. ([[J-Ax]]) *[Q]uando cantava la solitudine faceva scorgere in essa anche una possibile, straordinaria consapevolezza: quella di volerla. Di volere quella solitudine in cui ci si sa bastare, e non si cerca a tutti i costi qualcuno che ci somigli. Finendo col buttarci via. ([[Mietta]]) *Quando Giorgio lavorava con [[Enzo Jannacci|Enzo]], penso partissero sempre dall'amicizia. E poi la loro concezione artistica era qualcosa del tipo "sfruttiamo la chimica azione/reazione", quello che gli americani chiamano ''interplay''. Credo che ogni incontro cambiasse le loro carriere, perché erano scintille che si accendevano in un discorso mai veramente interrotto, che coinvolgeva il personale in profondità. Anche se poi ognuno avrebbe proseguito con le proprie idee, i propri tempi, le proprie scelte artistiche. ([[Paolo Jannacci]]) *Resta il suo grido di quanto la persona, oggi, sia umiliata. In politica, in televisione, dal mercato. La sua denuncia di come esista a volte persino un gioco ad autoumiliarsi. Resta anche, però, il concetto che la persona non deve venire umiliata. [...] Tutto è un problema se si perde di vista la persona, se non si ritorna a un modello culturale che la metta al centro del vivere. ([[Gherardo Colombo]]) *Ricordo con emozione le sue proteste, le sue disperazioni, le sue speranze: non mi ha mai delusa. Aspettavo tremante la prossima rivelazione dei suoi sogni, delle sue delusioni, dei suoi scontri. ([[Fernanda Pivano]]) *Ripenso a Giorgio Gaber e mi viene in mente [[Ugo Tognazzi]], perché entrambi hanno saputo cambiare pelle più volte. Dall'avanspettacolo al varietà a Cannes. Dal rock snodato con [[Enzo Jannacci|Jannacci]] e [[Adriano Celentano|Celentano]] alla prima serata televisiva al teatro canzone. Restando sempre se stessi, anche negli errori. Ripenso a Giorgio Gaber e mi viene in mente [[Beppe Grillo|Grillo]]. Gaber, soprattutto dopo le prime speranze frustrate di cambiamento, era diventato un antipolitico ante litteram, che lanciava attacchi veementi contro ogni schieramento. Tanto che oggi tutti, dalla sinistra alla destra a [[Comunione e Liberazione]], tendono a spartirsene le vesti, dicendo «Era uno dei nostri», come hanno fatto anche con [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]. Quest'anno è uscito persino un articolo dell'Osservatore Romano pieno di lodi e che ho trovato sconcertante. Gaber aveva di sicuro un pubblico più colto, meno schiumante, rumoroso e ingenuo di quello di Grillo. Ma sono i frutti di tempi diversi. ([[Tommaso Labranca]]) *Ripudiava ogni atteggiamento finto, ogni estremismo comportamentale. In compenso sapeva voler bene alle persone, spesso senza dirlo, con pudore estremo. Aveva pure carisma, certo, e sicuramente bisognava avere una propria personalità per non finire col muoversi e parlare come lui. Però non si imponeva mai. E come autore aveva inventato il diritto di veto: se una cosa da lui proposta non piaceva, chi scriveva con lui poteva dire "no" senza spiegazioni. ([[Gian Piero Alloisio]]) *Sento forte il rimpianto di non aver potuto conoscere Giorgio Gaber. È quasi un senso di colpa, perché da quando ho iniziato ad ascoltare la sua musica ho scoperto un mondo artistico nuovo, di grande interesse, legato più al peso dei testi che non a quello della musica. Un mondo che però mi appassiona proprio per questo, perché io ho sempre lavorato al contrario, sono sempre stata attratta più dalle note che non dalle parole. [...] Perché io, che molti definiscono cantante dell'amore per eccellenza, da Gaber ho imparato pure su questo fronte. Ho capito che l'amore si può cantare anche senza cantarlo, a volte. E ora penso quanto sarebbe bello se riuscissi a riportare tutti questi suoi insegnamenti nel mio mestiere. Per essere più profonda nei testi e nei sottintesi, per trasmettere emozioni e valori della vita anche tramite la semplicità della musica leggera, come riusciva a fare Gaber. ([[Laura Pausini]]) *{{NDR|Confrontando Gaber con Fabrizio De André}} Si sente insomma che Gaber era attore: viveva quanto cantava mettendo in gioco una carica emotiva che in De André non c'è. De André rimane neutrale, racconta, quasi non interpreta. Dipende molto anche dalle diverse dinamiche del loro canto: quella di Fabrizio era monocorde, e questo implica che ascoltarlo sia quasi come leggere un testo scritto. Quanto lui canta ti arriva in sé: come se - paradossalmente - non ci fosse chi te lo sta passando. Gaber invece è il contrario. Si avverte quanto egli metta in gioco il suo essere umano. Prende il tema e lo racconta dal suo punto di vista, ti dà una vera interpretazione. Però avevano in comune una caratteristica bellissima: non hanno mai sposato una parte politica. Hanno costruito un pensiero libero, da anarchici libertari, direi. Che poi declinavano musicalmente in modo, anche qui, diversissimo: De André con i due riferimenti della canzone medievale, all'inizio della carriera, e poi della canzone etnica; Gaber in modo molto più ampio. [...] Confrontarsi con loro è insomma interessante da ogni punto di vista, oltre che necessario. Il problema è che se mi chiedete quale eredità hanno lasciato ai cantautori di oggi, io temo di dover rispondere che gli artisti della mia generazione non hanno imparato niente da loro. ([[Morgan (cantante)|Morgan]]) *Sia in teatro sia in televisione, spesso mi sono servito della lucida e arguta sintesi di Giorgio Gaber: da "Il potere dei più buoni" a "Il conformista", Gaber mi è sempre venuto in soccorso. La visione di Gaber e Luporini sulle debolezze umane è precisissima. La loro capacità di aver visto lontano, di avere scritto e preceduto il pensiero di molti, li rende attualissimi. ([[Maurizio Crozza]]) *Sicuramente so che quando Gaber scelse il teatro voleva che il suo folle gesto di portare la canzone dove non era mai stata potesse non solo farlo arrivare di più alla gente, ma pure segnare una strada per altri artisti. ([[Rossana Casale]]) *Solo che quando Gaber iniziò certe tecniche non c'erano: quindi il fatto che lui sul palco sia riuscito fin da subito a esprimersi in modo incisivo anche con il movimento, rafforzando con il corpo il suo rapporto di comunicazione con il pubblico, be', per me testimonia quanto il modo di fare musica di Giorgio Gaber abbia inciso profondamente nell'evoluzione della cultura musicale di questo Paese. [...] Gaber diceva cose profonde lasciando che l'ingrediente-musica mantenesse un peso decisivo per comunicarle a quante più persone possibile, in una proposta artistica che era semplice solo all'apparenza. ([[Pino Daniele]]) *Stavo preparando ''[[Provaci ancora, Sam|Provaci ancora Sam]]'' di [[Woody Allen]], e lui aveva letto sui giornali una mia intervista nella quale dicevo che non volevo più fare televisione. Mi chiamò e disse: "Non fare una sciocchezza simile". Mi spronò a continuare a fare una tv che non fosse simpatica e pulita, senza arrendermi. Intendiamoci: non è che io volessi fare come aveva fatto lui nel 1970, abbandonare il piccolo schermo per il teatro con quello stesso suo rigore morale. Però ero proprio un po' stanco. ([[Enzo Iacchetti]]) *Un artista poliedrico al punto tale da confondere e mescolare dentro di sé quel suo essere attore grande e grande cantante, e poi mimo, e poi dicitore sottile, e poi ancora uomo dalla timbrica vocale inconfondibile, marcata come la pennellatura di un grande pittore. ([[Mango (cantante)|Mango]]) *Un operaio dello spettacolo, avrebbe detto [[Totò]], che affascinava e affabulava senza lasciare alcuno scollamento fra sé e le quinte. Se per [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] il teatro doveva essere gelo, io la prima volta che vidi quello di Gaber capii invece che poteva anche essere sangue e sudore. Forse, doveva esserlo. Perché lui per far arrivare il suo pensiero si spendeva fino in fondo, ben al di là di quanto avrebbe potuto certamente fare limitandosi a utilizzare le proprie doti di uomo di spettacolo, grande autore, ottimo compositore, eccellente cantante, interprete di grandissima ironia. Gaber aveva la capacità di prendere tutti questi doni, mescolarvi se stesso fino in fondo, e non aver paura mai di misurarsi con niente. ([[Massimo Ranieri]]) *Una capacità da artista che definirei [[Bertolt Brecht|brechtiano]], in grado cioè di mettersi al servizio dell'emozione anche quando vuole mostrarci la realtà. ([[Tosca (cantante)|Tosca]]) *Verso la metà degli anni Settanta abbiamo passato splendide serate parlando e giocando a poker fino al mattino. Giorgio era un ascoltatore impressionante. Intelligentissimo, curioso e aperto. Perfezionista com'era, non sopportava (e in questo era feroce) l'inciviltà, l'incompetenza, il pressapochismo, il delinquere come filosofia di vita... E poi la politica corrotta. [...] Il passaggio di un uomo simile dalle nostre parti è stata, per me, l'ennesima prova che la vita non è per caso. ([[Franco Battiato]]) ===[[Lorenzo Arruga]]=== *Gaber aveva due modi di cantare. La melodia libera, piena, che aveva naturale: pochi sapevano far cantare con così tanta allegria, con tanto abbandono; e l'altro un modo più tortuoso, più elaborato di cercare che le parole man mano si intricassero e si districassero. *Gaber è un fatto musicale difficile da studiare perché i depositari non sono gli studiosi, ma tutta la gente che lo cita e se lo ricanta dentro. Ma la musica non è per Gaber mai un ornamento, un abbellimento, una scenografia alla parola, e la parola - mi spiace per chi arriva a conclusioni solamente dal testo - va letta nella musica, come l'ha cantata: con il significato ambiguo, ambivalente, o perentorio che la musica le conferiva. *La musica fa con il testo quello che fa lui con le convinzioni: rimette tutto in gioco, continuamente, ma ne ha la coscienza. Perciò si sente sempre il timbro di una ricerca onesta e motivata, che finisce anche per confrontarci, per un verso, perché vera musica e vera poesia, e per un altro verso per esserci caro, poiché traccia il suo ritratto. *Nella costruzione del suo Teatro Canzone c'è il parlato alternato al cantato, un po' alla maniera dell'opera italiana, del Settecento soprattutto, dove un recitativo si blocca al momento in cui un pensiero, una parola, un sentimento, un momento di suggestione morale obbligano a meditare cantando in modo diverso, e c'è bisogno d'un volo della melodia. Dove non è rispettata questa struttura, e la canzone parte direttamente, è necessario che la situazione precedente teatrale ne offra il ritmo, l'attesa. ===[[Paola Cortellesi]]=== *Gaber l'ho incontrato tardi. Però lui è riuscito lo stesso a farmi innamorare: della sua forza incontenibile, del suo acume, di quel talento difficilmente eguagliabile. E della sua capacità di parlarci dell'oggi. Motivo per cui credo che bisognerebbe comunque provarci, a riportare in scena quanto ha scritto. Anche se non è facile. *Io continuo a pensare che l'impatto che Gaber era capace di dare a queste sue riflessioni, semplici solo in apparenza, resti ineguagliabile. Ci vorrebbero il talento e la forza comunicativa che aveva lui. [...] E chissà che nel tempo noi artisti che lo prendiamo a modello non riusciamo, crescendo, a fare cose simili alle sue. *{{NDR|Parlando della canzone ''Il dilemma''}} Sicuramente la stessa storia io la racconterei in modo diverso, forse più romantico, perché sono una donna. [...] Una canzone meravigliosa, una canzone d'amore, anch'essa però capace di chiudersi spiazzando: con una decisione dura, figlia di un'analisi profonda, per quanto estrema, del rapporto uomo-donna. ===[[Maurizio Costanzo]]=== *Di Giorgio Gaber mi manca tutto. In particolare, da quando ha cominciato a star male, mi manca la sua grandissima ironia. [...] Ho sempre apprezzato il suo essere un camminatore solitario, uno fuori dal coro. Uno che non aveva bisogno dell'appartenenza per sentirsi vivo. *Non v'è dubbio che Giorgio Gaber ha vissuto gran parte della sua attività creativa in solitudine. Forse, nel suo intimo, non era quello che desiderava. È probabile infatti che avrebbe preferito "crescere" non con troppe persone, ma con alcune sì. La mancanza di queste, per mille motivi, lo deve aver fatto sentire solo: lo ha "costretto" a un sovrappiù di malinconia. *Una sera andammo in un ristorante all'apparenza discreto, in realtà molto frequentato. C'erano Gaber, [[Paolo Villaggio]], [[Enzo Jannacci]], [[Umberto Simonetta]], il sottoscritto e qualcun altro. Un paio di tavoli accanto altri avventori cominciarono a parlottare, a indicarci, a cercare il modo di attaccare discorso. Gaber si girò di colpo e disse loro con durezza: "Non vogliamo fare comunella!" Una difesa d'ufficio, peraltro necessaria. ===[[Vittorio Feltri]]=== *Che Gaber fosse di destra o di sinistra non mi importa niente. Chi se ne frega. Cosa significa? Nulla, quello che conta è la persona che siamo. La nostra vita. E a me di Gaber piaceva proprio il fatto che sapeva raccontare la vita. Non so se sapesse vivere, ma raccontava la vita dei miei amici, di tanta gente, la mia. E lo faceva distribuendo emozioni. Che non sono né di destra né di sinistra. *E chi se le scorda certe emozioni? Queste emozioni sono la forza e la poesia di Gaber, secondo me. Le riascolto spesso, le sue canzoni. E sarà perché invecchiando si pensa sempre al passato come un tempo migliore, a me regalano una nostalgia struggente, bellissima. *Gaber con quattro parole e due note arrivava nel profondo del nostro animo. Dava voce a quello che siamo a prescindere dalle tessere di partito. Lo faceva proprio perché in lui erano evidenti ansia di libertà e insofferenza per gli schermi, i luoghi comuni, la destra e la sinistra, tutto ciò che ci vene imposto dall'alto come valore. *In fondo, io amo Gaber perché ascoltare Gaber è un piacere. Quando sono con Gaber sono con me stesso, ritrovo le mie ribellioni di un tempo, sto bene. ===[[Gianluca Grignani]]=== *È stato un artista trasversale, non soltanto un figlio del suo tempo: molti suoi dischi sono ancora attualissimi. *Fra i cantautori poi Gaber, a mio giudizio, era uno dei più maturi: era avanti. Non si capisce tutto di lui al primo ascolto, come accade con altri che pure sono dei grandissimi. A ogni nuovo ascolto si scoprono cose diverse, particolari mai notati prima. Le sue canzoni non sono "semplici" come diceva lui: infatti aveva anche il pregio di saper comunicare con strutture articolate. *Io appartengo a una generazione cresciuta in una società filoamericana, di cui fra l'altro stiamo pagando anche molte conseguenze negative: se non ci fossero stati cantautori come lui a farci conoscere una musica diversa, una cultura diversa, io come altri colleghi non avrei mai affrontato gli argomenti che affronto. E nel toccarli non avrei mai alternato, alla leggerezza, anche un piglio più ruvido. ===[[Gioele Dix]]=== *A teatro Gaber arricchì il proprio portfolio di potenzialità con il magnetismo. Dimostrò di avere la qualità di parlare a te, singolo spettatore, come fosse occhi negli occhi. Tutti avevano questa impressione. E tutti così coglievano i dettagli, i toni, le espressioni, con cui egli colorava la sua proposta testuale. *Forse il fulcro {{NDR|della sua eredità}} sta proprio nella forza che trasmetteva in scena. Nell'esempio. Nel far capire che il teatro è energia, è spendersi sino in fondo, generosamente, sino alla consunzione fisica. Il Gaber madido di sudore dei suoi interminabili bis era uno sprone a fare del teatro una ragione di vita in cui inserire istinto, coraggio, profondità, ironia, tecnica di costruzione dei testi e delle pause, mestiere. Nonché l'etica. *Il teatro di Gaber era una questione personale di chi lo andava a vedere o aveva più un significato generazionale? Potremmo dire, entrambe le cose. Giacché soprattutto era un fatto teatrale, un percorso artistico di racconto della vita indicatoci con chiarezza. Fin dall'inizio. Perché se il Gaber del teatro era inimitabile ed esemplare, anche il cantante "irregolare" della televisione aveva rappresentato un "unicum". *Un istinto e un talento naturale che si declinavano, raffinandosi col tempo, nei vari aspetti del fare teatro. Nella fisicità, innanzitutto. In un gesto per cui tutto ciò che esprimeva sul palco gli veniva da dentro, e si vedeva. Nella costruzione dei testi, sviluppata sempre con tutti gli ingredienti che ci vogliono in un testo, comico e no: il rimando, le cose che circolano, escono e poi rientrano, la capacità di mischiare temi, toni, colori. ===[[Luca Doninelli]]=== *È molto difficile essere intellettuali in modo gaberiano. Perché bisogna pagar di persona e bisogna avere la consapevolezza che il prezzo lo si pagherà sempre. Non verrà mai un momento in cui si smetterà di pagare un prezzo per la propria libertà. *Gaber ha sempre pagato dazio, certo, alle proprie scelte, ma da un certo punto in poi non ha più voluto far sottostare la propria libertà ad alcunché di esterno. Né ideologia politica né ricatti del pubblico. E per questo le sue parole talvolta cattive, talvolta tenere, talvolta struggenti e il più delle volte tutte queste cose insieme, sanno colpire davvero. Anche quando canta canzoni o dice parole potentemente politiche, anche quando capita di non essere d'accordo con lui, le lacrime agli occhi arrivano comunque spesso. *Questa questione del corpo e della fisicità è stata toccata più volte e in modo molto esplicito da Giorgio Gaber. Intendeva dire che a un certo punto della sua vita aveva preso il suo corpo, si era piazzato su un palcoscenico e aveva cominciato a parlare, come direbbe il Vangelo, "da se stesso". Non più preoccupato di ottenere successi discografici, di avere chissà quali passaggi televisivi, aveva cominciato a parlare per dire semplicemente quello che pensava, quello che gli stava a cuore. ===[[Luca e Paolo]]=== *C'è da dire poi che Gaber ci ha dato molto anche di persona. Accadde quando [[Luca Bizzarri|Luca]] lo conobbe, nel 1991, dentro il camerino di un teatro. Ebbero un lungo dialogo: pieno di sigarette, perché ne fumarono una dietro l'altra. Ma da quell'incontro... affumicato emerse un insegnamento che si rivelò preziosissimo per il nostro percorso. Gaber fu il primo a dirci di non aspettare che il lavoro piovesse dal cielo; disse che dovevamo scrivere cose nostre e portarle in giro per le strade. [...] Gli dobbiamo molto, insomma, se facciamo questo lavoro, se lo facciamo in un certo modo e se ci impegniamo ancora con la stessa energia degli inizi. *{{NDR|Parlando della collaborazione con Sandro Luporini}} Con quali contributi alla storia della prosa italiana? Altissimi. La loro era un'alchimica straordinaria, la loro opera è figlia di una magia dell'incontro che nell'arte non si realizza spesso. E che anche per questo ha portato alla scrittura di testi di grande forza, capaci di resistere al tempo. *Gaber per noi è stato un esempio grandioso, sotto diversi punti di vista. Non abbiamo nemmeno avuto particolari difficoltà a riproporlo adattandolo a come lavoriamo noi, insieme o separati: perché la sua grandezza d'autore implicava anche la capacità di scrivere testi elaborabili, che anche in termini di regia potessero essere trattati pure da altri: con originalità ma senza modificarne impatto o senso. ===[[Vincenzo Mollica]]=== *{{NDR|L'ultima intervista a Gaber}} Fu un incontro tenero, era gentile e lucidissimo come sempre. Ma dovevamo registrare pochi minuti e ne incidemmo venti. E alla fine, purtroppo a telecamere spente, mi fece ascoltare alla chitarra due brani che poi sarebbero stati incisi nel suo ultimo, ''Io non mi sento italiano''. *Gaber è stato uno dei più grandi artisti che abbia mai intervistato. E uno dei pochi che ho amato. *Ne aveva fatta tanta, di televisione, e riteneva di averla fatta bene: nonché di essersene allontanato per buonissimi motivi, quando aveva iniziato a non ritrovarcisi più. Anche se di alcune cose conservava bellissimi ricordi: riteneva inarrivabile il suo lungo duetto con Mina a ''Teatro 10'', per esempio, in cui aveva fatto interpretare a Mina il bambino ricco del monologo "Io mi chiamo G". ===[[Paolo Rossi (attore)|Paolo Rossi]]=== *Del resto, riguardo alla realtà, Gaber diceva sempre che vivere per la strada non è come girare per la strada. Non basta insomma raccogliere aneddoti e informazioni, è importante anche costruire immagini più ampie, visioni più complesse. *Giorgio mi diceva che ero un attore più che un comico e così ho iniziato a camminare sul filo come un funambolo mescolando riso e pianto. Ho conosciuto Giorgio quando venne a vedere il mio "Nemico di classe", molto prima che diventasse un cult. Ricordo con piacere le nostre chiacchierate, all'inizio ero frastornato all'idea di parlare con un personaggio famoso, poi mi abituai e diventammo amici. In comune avevamo l'eclettismo: lui era un cantante a cui piaceva recitare, io un attore con una certa predisposizione per il canto. Alla fine ci siamo trovati a lavorare insieme. *Jannacci improvvisava, era visionario; Giorgio approfondiva, sentiva la responsabilità del testo. Però, pur essendo regista, rispettava l'individualità degli altri. Cosa che non capita a quelli di formazione accademica, che di solito cercano puri esecutori al servizio delle loro idee. Lui invece era generoso, accettava le singole personalità, guidava me in modo diverso da come guidava Enzo o se stesso. ===[[Roberto Vecchioni]]=== *Gaber era semplice e chiaro, non gridava verità ma proponeva strade. Segnalando anche l'importanza del dolore, la necessità nella vita di superare prove difficili. Tutte cose che danno i romanzi, e però in maniera più diretta oggi ci arrivano proprio dalle canzoni d'autore. La forma più rapida per entrare nel contemporaneo. Che poi è sempre stato lo scopo di Giorgio Gaber: cantare l'illogica allegria del vivere la realtà. *Il Gaber della fine degli anni Settanta sa due cose essenziali. Uno: la vita artistica non va buttata via. Due: la canzone non è solo qualcosa che si canta in tre minuti. Deve entrare in un discorso, in un dialogo che dal vivo prende ancora di più. Gaber ha capito che la canzone non è soltanto un oggetto da vendere, e siccome fa entrare nelle case delle persone andrebbe vissuta insieme a queste persone. In un posto adeguato. E da questi presupposti nasce il portare la canzone a teatro, la sua scoperta più grande. [...] Giorgio dà un'importanza fulminante alle parole e ai concetti che con esse esprime. La musica, pur se azzeccata, arriva quasi solo a vestirle. Quanto conta è la parola, che diviene magica nel momento in cui millecinquecento persone sono unite in un teatro ad ascoltarla. *Per Gaber "la realtà è più avanti". Parte dalle contraddizioni, dalle contraddizioni interne che nessuno, o quasi, di solito sottolinea. La sua testimonianza si fa dunque prima autocritica, e poi critica della società. Si fa denuncia molto più vasta, e infatti Gaber potrà protrarla anche negli anni Ottanta e Novanta. Del resto l'idea - fondamentale anche oggi - che noi "crediamo" di essere liberi mentre invece siamo "polli di allevamento", non poteva venire dalla canzone politica alla Guccini né dalla rabbia di un [[Vasco Rossi|Vasco]]. Poteva venire solo a un intellettuale della canzone come Giorgio. La seconda colonna portante dell'intellettualismo della canzone italiana. L'altra è Fabrizio De André, che però faceva un discorso più astratto. Gaber invece era specializzato sulla realtà, nei confronti della quale è stato feroce, ma mai [[Nichilismo|nichilista]]. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il signor G||(1970)}} {{Pedia|I borghesi||(1971)}} {{Pedia|Far finta di essere sani||(1973)}} {{Pedia|Anche per oggi non si vola||(1974)}} {{Pedia|Libertà obbligatoria||(1976)}} {{Pedia|Polli d'allevamento||(1978)}} {{Pedia|Io se fossi Dio||(1980)}} {{Pedia|Anni affollati||(1981)}} {{Pedia|Gaber (album)|''Gaber''|(1984)}} {{Pedia|Il teatro canzone||(1992)}} {{Pedia|E pensare che c'era il pensiero (1995)|''E pensare che c'era il pensiero''|(1995)}} {{Pedia|La mia generazione ha perso||(2001)}} {{DEFAULTSORT:Gaber, Giorgio}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Registi teatrali italiani]] [[Categoria:Commediografi italiani]] pibpusjebh3dp5mwpal4ycma2wj49d3 Vincent van Gogh 0 1818 1413536 1357844 2026-05-15T14:52:40Z ~2026-28671-06 107115 /* Citazioni su Vincent Van Gogh */ aggiunto verso dedicato a Van Gogh 1413536 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Vincent Willem van Gogh 107.jpg|thumb|right|Autoritratto, inverno 1887–1888]] '''Vincent Willem Van Gogh''' (1853 – 1890), pittore olandese. ==Citazioni di Vincent Van Gogh== *Ho dunque schizzato i dieci "Travaux des champs" di [[Jean-François Millet|Millet]] e ne ho eseguito uno a fondo. Inoltre ho disegnato dall'incisione l'"Angelus" che mi hai mandato.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 7 settembre 1880; citato in Fischer 1975.</ref> *Invece di cercare di rendere ciò che ho davanti agli occhi, mi servo del colore in modo totalmente arbitrario per esprimermi con maggiore intensità.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'arte'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 273. ISBN 9788858018330</ref> *Niente [[blu]] senza [[giallo]] e senza arancione.<ref>Da una lettera a [[Émile Bernard]], 6-11 giugno 1888, in ''Lettere a un amico pittore'', a cura di Maria Mimita Lamberti, traduzione di Sergio Caredda, Rizzoli, Milano, 2013, n. 625. ISBN 9788858656983</ref> *Non bisogna giudicare il buon Dio da questo [[mondo]], perché è uno schizzo che gli è venuto male.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref> *Più divento dissipato, malato, vaso rotto, più io divento [[artista]], creatore, entro quel grande rinascimento dell'arte di cui parlavamo. Le cose sono certamente così, ma quest'arte eternamente viva, e questo rinascimento, questo germoglio verde che spunta dalle radici del vecchio tronco tagliato, sono cose talmente spirituali che ci assale una certa malinconia pensando con quanta minor fatica si sarebbe potuta vivere la vita, invece di fare dell'arte.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 29 luglio 1888; citato in ''Lettere a Theo''.</ref> *Se torni nello studio ti accorgerai subito, credo, che ho sempre avuto in mente il piano riguardante le figure di lavoratori in litografia, anche se non ne parlo tanto. Ho un seminatore, un mietitore, una lavandaia, una operaia di miniera, una sarta, uno che scava, una donna con la pala, l'orfana, un ragazzo con una carriola di letame e altro ancora.<ref name="Fischer">Da una lettera al fratello Theo; citato in Fischer 1975.</ref> *Una cosa resta – la fede – si sente istintivamente, ché moltissimo si cambia e che tutto si cambierà: siamo nell'ultimo quarto di un secolo che nuovamente finirà con una grandiosa rivoluzione. Ma anche supponendo che alla fine della nostra vita noi ne vedremo l'inizio, sicuramente non vedremo i tempi migliori dell'aria pura e del rinnovamento di tutta la società dopo questa grande tempesta.<ref name="Fischer" /> ==''Lettere a Theo''== {{cronologico}} *L'uomo non si accontenta facilmente: trova la vita troppo facile, ed ecco che non è più abbastanza soddisfatto, di nuovo. (Ramsgate, aprile 1876; 2022) *Siamo tanto attaccati a questa vecchia vita perché, accanto ai momenti di tristezza, abbiamo anche momenti di gioia in cui anima e cuore esultano – come l'[[allodola]] che non può fare a meno di cantare al mattino, anche se l'anima talvolta trema in noi, piena di timori. (Amsterdam, 30 maggio 1877; 2013) *Bisogna aver sempre presente la [[meta]] da raggiungere e che la vittoria ottenuta dopo un'intera vita di laboriosa fatica vale più di un facile successo. Chiunque viva sinceramente e affronti senza piegarsi dolori e delusioni è assai più degno di chi ha sempre avuto il vento favorevole, non conoscendo altro che una relativa prosperità. (Amsterdam, 3 aprile 1878; 2013) *Io sono un uomo istintivo, capace di fare cose più o meno insensate, delle quali mi accade più tardi di pentirmi. (Cuesmes, luglio 1880; 2013) *C'è fannullone e fannullone.<br />C'è chi è fannullone per pigrizia e per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi anche prendermi per uno di quelli. Poi c'è l'altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio d'azione, che non fa nulla perché è nell'impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle circostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d'istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d'essere! so che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C'è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale.<br />Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c'è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c'è qualcosa da fare, ma che non può fare; che cosa è? non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: «Gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata», e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa, e lui è pazzo di dolore.<br />«Ecco un fannullone» dice un altro uccello che passa di là, «quello è come uno che vive di rendita.» Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – però lui sta a guardare fuori il cielo turgido, carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. «Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente, imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!»<br />Quel tipo di fannullone è come quell'uccello fannullone.<br />E gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile. [...] Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede: «Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?».<br />Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita. (Cuesmes, luglio 1880; 2013) *Non aspiro a diventare qualcuno di «straordinario»; mi basta essere «ordinario» nel senso che il mio lavoro sia ragionevolmente buono, che abbia il diritto di esistere e che possa servire a uno scopo. (Etten, 9 luglio 1881; 2013) *Sai, disegnare a parole è anch'essa un'arte, che a volte tradisce una forza nascosta e dormiente, come piccoli fili di fumo grigio o blu svelano l'esistenza di un fuoco nel focolare. (L'Aia, 6 luglio 1882; 2013) *Non è il linguaggio dei pittori, ma quello della [[natura]] che bisogna ascoltare. (L'Aia, 21 luglio 1882; 2013) *Vedi, l'uomo non ha amico più fedele del suo ''dovere'' e benché a volte possa essere un rude e severo docente, finché si lavora a servizio ''del dovere'' non si diventa facilmente dei falliti. (L'Aia, giugno 1883; 2013) *Un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a Messa la domenica con una sorta di abito da società.<br />Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti – va bene, non è malsano; se una stalla sa di concime – va bene, è giusto che tale sia l'odore di stalla; se un campo sa di grano maturo, patate, guano o concime – va bene, soprattutto per gente di città. (Neunen, 30 aprile 1885; 2013) *È veramente un fenomeno strano che tutti gli artisti, poeti, musicisti, pittori, siano materialmente degli infelici – anche quelli felici – e ciò che dicevi ultimamente di [[Guy de Maupassant]] ne è una prova ulteriore. Ciò riporta a galla l'eterno problema: la vita è tutta visibile da noi, oppure ne conosciamo prima della morte solo un emisfero?<br />I pittori – per non parlare che di loro – quando sono morti e sepolti parlano con le loro opere a una generazione successiva o a diverse generazioni successive.<br />È questo il punto o c'è ancora dell'altro? Nella vita di un pittore la morte non è forse quello che c'è di più difficile.<br />Dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, ''come pure'' mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella. (Arles, seconda metà di luglio 1888; 2013) *Sento che quanto ho imparato a [[Parigi]] mi sta abbandonando… E non sarei affatto sorpreso se gli [[Impressionismo|impressionisti]] trovassero da ridire sul mio nuovo stile, che è stato alimentato dalle idee di [[Eugène Delacroix|Delacroix]] piuttosto che dalle loro. Infatti, invece di ritrarre fedelmente quello che mi sta davanti agli occhi mi servo molto più liberamente del colore per esprimermi con maggior vigore. (Arles, prima metà di agosto 1888)<ref>Citato in John Rewald, ''Dopo l'impressionismo'', Sansoni editore, 1995, p. 206, ISBN 88-383-1626-0. Traduzione Maria Ferrara. </ref> *[...] quando si sta bene si deve poter vivere di un pezzo di pane, pur lavorando tutto il giorno, e avendo ancora la forza di fumare e di bere il proprio goccio. E allo stesso tempo sentire in modo chiaro che esistono le stelle e l'infinito. Allora la vita diventa quasi incantata. (Arles, 11 agosto 1888; 2013) *Sai che Jeannin ha la peonia, che Quost ha la rosa, ma io ho il girasole. (Arles, 23 gennaio 1889; 2013) ==Citazioni su Vincent Van Gogh== *A me piace [...] pensare che Van Gogh sarebbe stato un pittore ancora più prolifico e geniale se le visioni che lo torturavano non l'avessero limitato tanto. Non credo che sia stato il dolore a renderlo così grande: penso invece che la pittura gli abbia regalato la sola felicità che avesse mai conosciuto. ([[David Lynch]]) *Una grandiosa rivoluzione verrà, ma il pittore di un mondo vulcanico non vivrà i «tempi migliori» di cui van Gogh è convinto. ([[Ernst Fischer]]) *Van Gogh disse una cosa molto bella: il modo migliore di amare la [[vita]] è amare molte cose. ([[Leo Buscaglia]]) *''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Ernst Fischer, ''L'arte è necessaria?'' (''Von der Notwendigkeit der Kunst''), traduzione di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma, 1975. *Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', a cura di Massimo Cescon, traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia, Guanda, Parma, 2013. ISBN 978-88-235-0600-8 *Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', traduzione di Daniela Ciccone e Michela Roasio, Edizioni Theoria, Sant'Arcangelo di Romagna, 2022. ISBN 978-88-549-8235-2 ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Pittori olandesi|Van Gogh, Vincent]] j9u6x85osthdpf4rfw6jjkqfaczac5z 1413537 1413536 2026-05-15T14:55:29Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1413536|1413536]] di [[Special:Contributions/~2026-28671-06|~2026-28671-06]] ([[User talk:~2026-28671-06|discussione]]) in [[Aiuto:Ordine alfabetico|ordine alfabetico]], è già stato spiegato. Non si possono sistematicamente fare aggiunte irrispettose dello standard né pretendere che siano altri a correggere 1413537 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Vincent Willem van Gogh 107.jpg|thumb|right|Autoritratto, inverno 1887–1888]] '''Vincent Willem Van Gogh''' (1853 – 1890), pittore olandese. ==Citazioni di Vincent Van Gogh== *Ho dunque schizzato i dieci "Travaux des champs" di [[Jean-François Millet|Millet]] e ne ho eseguito uno a fondo. Inoltre ho disegnato dall'incisione l'"Angelus" che mi hai mandato.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 7 settembre 1880; citato in Fischer 1975.</ref> *Invece di cercare di rendere ciò che ho davanti agli occhi, mi servo del colore in modo totalmente arbitrario per esprimermi con maggiore intensità.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'arte'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 273. ISBN 9788858018330</ref> *Niente [[blu]] senza [[giallo]] e senza arancione.<ref>Da una lettera a [[Émile Bernard]], 6-11 giugno 1888, in ''Lettere a un amico pittore'', a cura di Maria Mimita Lamberti, traduzione di Sergio Caredda, Rizzoli, Milano, 2013, n. 625. ISBN 9788858656983</ref> *Non bisogna giudicare il buon Dio da questo [[mondo]], perché è uno schizzo che gli è venuto male.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref> *Più divento dissipato, malato, vaso rotto, più io divento [[artista]], creatore, entro quel grande rinascimento dell'arte di cui parlavamo. Le cose sono certamente così, ma quest'arte eternamente viva, e questo rinascimento, questo germoglio verde che spunta dalle radici del vecchio tronco tagliato, sono cose talmente spirituali che ci assale una certa malinconia pensando con quanta minor fatica si sarebbe potuta vivere la vita, invece di fare dell'arte.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 29 luglio 1888; citato in ''Lettere a Theo''.</ref> *Se torni nello studio ti accorgerai subito, credo, che ho sempre avuto in mente il piano riguardante le figure di lavoratori in litografia, anche se non ne parlo tanto. Ho un seminatore, un mietitore, una lavandaia, una operaia di miniera, una sarta, uno che scava, una donna con la pala, l'orfana, un ragazzo con una carriola di letame e altro ancora.<ref name="Fischer">Da una lettera al fratello Theo; citato in Fischer 1975.</ref> *Una cosa resta – la fede – si sente istintivamente, ché moltissimo si cambia e che tutto si cambierà: siamo nell'ultimo quarto di un secolo che nuovamente finirà con una grandiosa rivoluzione. Ma anche supponendo che alla fine della nostra vita noi ne vedremo l'inizio, sicuramente non vedremo i tempi migliori dell'aria pura e del rinnovamento di tutta la società dopo questa grande tempesta.<ref name="Fischer" /> ==''Lettere a Theo''== {{cronologico}} *L'uomo non si accontenta facilmente: trova la vita troppo facile, ed ecco che non è più abbastanza soddisfatto, di nuovo. (Ramsgate, aprile 1876; 2022) *Siamo tanto attaccati a questa vecchia vita perché, accanto ai momenti di tristezza, abbiamo anche momenti di gioia in cui anima e cuore esultano – come l'[[allodola]] che non può fare a meno di cantare al mattino, anche se l'anima talvolta trema in noi, piena di timori. (Amsterdam, 30 maggio 1877; 2013) *Bisogna aver sempre presente la [[meta]] da raggiungere e che la vittoria ottenuta dopo un'intera vita di laboriosa fatica vale più di un facile successo. Chiunque viva sinceramente e affronti senza piegarsi dolori e delusioni è assai più degno di chi ha sempre avuto il vento favorevole, non conoscendo altro che una relativa prosperità. (Amsterdam, 3 aprile 1878; 2013) *Io sono un uomo istintivo, capace di fare cose più o meno insensate, delle quali mi accade più tardi di pentirmi. (Cuesmes, luglio 1880; 2013) *C'è fannullone e fannullone.<br />C'è chi è fannullone per pigrizia e per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi anche prendermi per uno di quelli. Poi c'è l'altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio d'azione, che non fa nulla perché è nell'impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle circostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d'istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d'essere! so che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C'è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale.<br />Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c'è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c'è qualcosa da fare, ma che non può fare; che cosa è? non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: «Gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata», e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa, e lui è pazzo di dolore.<br />«Ecco un fannullone» dice un altro uccello che passa di là, «quello è come uno che vive di rendita.» Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – però lui sta a guardare fuori il cielo turgido, carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. «Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente, imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!»<br />Quel tipo di fannullone è come quell'uccello fannullone.<br />E gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile. [...] Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede: «Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?».<br />Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita. (Cuesmes, luglio 1880; 2013) *Non aspiro a diventare qualcuno di «straordinario»; mi basta essere «ordinario» nel senso che il mio lavoro sia ragionevolmente buono, che abbia il diritto di esistere e che possa servire a uno scopo. (Etten, 9 luglio 1881; 2013) *Sai, disegnare a parole è anch'essa un'arte, che a volte tradisce una forza nascosta e dormiente, come piccoli fili di fumo grigio o blu svelano l'esistenza di un fuoco nel focolare. (L'Aia, 6 luglio 1882; 2013) *Non è il linguaggio dei pittori, ma quello della [[natura]] che bisogna ascoltare. (L'Aia, 21 luglio 1882; 2013) *Vedi, l'uomo non ha amico più fedele del suo ''dovere'' e benché a volte possa essere un rude e severo docente, finché si lavora a servizio ''del dovere'' non si diventa facilmente dei falliti. (L'Aia, giugno 1883; 2013) *Un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a Messa la domenica con una sorta di abito da società.<br />Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti – va bene, non è malsano; se una stalla sa di concime – va bene, è giusto che tale sia l'odore di stalla; se un campo sa di grano maturo, patate, guano o concime – va bene, soprattutto per gente di città. (Neunen, 30 aprile 1885; 2013) *È veramente un fenomeno strano che tutti gli artisti, poeti, musicisti, pittori, siano materialmente degli infelici – anche quelli felici – e ciò che dicevi ultimamente di [[Guy de Maupassant]] ne è una prova ulteriore. Ciò riporta a galla l'eterno problema: la vita è tutta visibile da noi, oppure ne conosciamo prima della morte solo un emisfero?<br />I pittori – per non parlare che di loro – quando sono morti e sepolti parlano con le loro opere a una generazione successiva o a diverse generazioni successive.<br />È questo il punto o c'è ancora dell'altro? Nella vita di un pittore la morte non è forse quello che c'è di più difficile.<br />Dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, ''come pure'' mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella. (Arles, seconda metà di luglio 1888; 2013) *Sento che quanto ho imparato a [[Parigi]] mi sta abbandonando… E non sarei affatto sorpreso se gli [[Impressionismo|impressionisti]] trovassero da ridire sul mio nuovo stile, che è stato alimentato dalle idee di [[Eugène Delacroix|Delacroix]] piuttosto che dalle loro. Infatti, invece di ritrarre fedelmente quello che mi sta davanti agli occhi mi servo molto più liberamente del colore per esprimermi con maggior vigore. (Arles, prima metà di agosto 1888)<ref>Citato in John Rewald, ''Dopo l'impressionismo'', Sansoni editore, 1995, p. 206, ISBN 88-383-1626-0. Traduzione Maria Ferrara. </ref> *[...] quando si sta bene si deve poter vivere di un pezzo di pane, pur lavorando tutto il giorno, e avendo ancora la forza di fumare e di bere il proprio goccio. E allo stesso tempo sentire in modo chiaro che esistono le stelle e l'infinito. Allora la vita diventa quasi incantata. (Arles, 11 agosto 1888; 2013) *Sai che Jeannin ha la peonia, che Quost ha la rosa, ma io ho il girasole. (Arles, 23 gennaio 1889; 2013) ==Citazioni su Vincent Van Gogh== *A me piace [...] pensare che Van Gogh sarebbe stato un pittore ancora più prolifico e geniale se le visioni che lo torturavano non l'avessero limitato tanto. Non credo che sia stato il dolore a renderlo così grande: penso invece che la pittura gli abbia regalato la sola felicità che avesse mai conosciuto. ([[David Lynch]]) *Una grandiosa rivoluzione verrà, ma il pittore di un mondo vulcanico non vivrà i «tempi migliori» di cui van Gogh è convinto. ([[Ernst Fischer]]) *Van Gogh disse una cosa molto bella: il modo migliore di amare la [[vita]] è amare molte cose. ([[Leo Buscaglia]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Ernst Fischer, ''L'arte è necessaria?'' (''Von der Notwendigkeit der Kunst''), traduzione di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma, 1975. *Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', a cura di Massimo Cescon, traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia, Guanda, Parma, 2013. ISBN 978-88-235-0600-8 *Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', traduzione di Daniela Ciccone e Michela Roasio, Edizioni Theoria, Sant'Arcangelo di Romagna, 2022. ISBN 978-88-549-8235-2 ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Pittori olandesi|Van Gogh, Vincent]] t486d3e730jsp504v8z7ridavqw57wm Critica 0 2005 1413558 1341610 2026-05-15T18:01:53Z Udiki 86035 /* Voci correlate */ +Stroncatura 1413558 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Kritik der Urteilskraft ( Crítica del Juicio).jpg|thumb|[[Immanuel Kant]], ''Critica del giudizio'']] Citazioni sulla '''critica'''. ==Citazioni== *Accetto con gratitudine la più aspra critica, se soltanto rimane [[imparzialità|imparziale]]. ([[Otto von Bismarck]]) *Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro [[Giudizio|giudizio]], e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità, una chiara intuizione e un'assoluta [[Tolleranza|tolleranza]]. ([[Mahatma Gandhi]]) *Ci sono due specie di critiche, l'una che s'ingegna più di scorgere i difetti, l'altra di rivelar le bellezze. A me piace più la seconda che nasce da amore, e vuol destare amore che è padre dell'arte; mentre l'altra mi pare che somigli a superbia, e sotto colore di cercare la verità distrugge tutto, e lascia l'anima sterile. ([[Luigi Settembrini]]) *Credo che la critica si giochi in una dimensione solitaria, oggi più che in passato. Il critico ha bisogno di amici, non di complici come è accaduto con i giochi di squadra della stagione ermetica. ([[Massimo Onofri]]) *CRITICA (la). – L'arte di passare per un uomo di gusto a forza di fare il disgustato. ([[Adrien Decourcelle]]) *Criticare è valutare, impadronirsi, prendere possesso intellettuale, insomma stabilire un rapporto con la cosa criticata e farla propria. ([[William James]]) *Di fronte a una letteratura che ha scoperto l'intransitività dell'istante, la critica dovrebbe maggiormente addentrarsi nelle ragioni interne a questa scoperta, perché la metafisica è già un'epitome della storia, il ''raccourci'' di essa. La grande lezione di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] consiste anche nel dimostrare che, se «i fatti» ingigantiscono al di fuori del mondo interiore del personaggio, questo esiste soltanto in modo apparente, perché in realtà è sempre un neonato. Alla «tranche de vie» della letteratura naturalistica, i moderni hanno sostituito la durata pura, attuandola prima mediante la psicologia (Pirandello) e poi attraverso il linguaggio ([[Carlo Emilio Gadda|Gadda]]), e perciò non è da sottovalutarsi una critica come quella di [[Leo Spitzer|Spitzer]] il quale, formatosi anche sui testi di [[Sigmund Freud|Freud]], dà grande importanza allo stile perché rivelatorio del mondo interiore. ([[Ornella Sobrero]]) *Dopo tutto nessun artista ha bisogno delle critiche, ma soltanto del riconoscimento. Se ha bisogno delle critiche non è un artista. ([[Gertrude Stein]]) *È essenziale imparare a essere aperti, in modo sano e costruttivo, alle critiche, perché sono queste, infatti, che ci insegnano a perfezionarci. Se non ricevi critiche, probabilmente non stai dando il tuo meglio. ([[Hunter Schafer]]) *È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente. ([[Denis Diderot]]) *Il piacere della critica ci toglie quello di essere vivamente colpiti da cose bellissime. ([[Jean de La Bruyère]]) *Il problema della critica in questi anni non va sottovalutato, perché rimane importante per gli artisti ma, con l’arrivo di internet, tende a non essere sempre all'altezza del proprio compito. La critica non deve essere amata o odiata, ma rispettata. E soprattutto tu, artista, non devi modulare su di lei o su altro le tue aspettative, perché puoi agire solo su te stesso e sul tuo lavoro. Non aspettarti che il critico ti metta 5 stelle, fattene bastare una. Non aspettarti che il pubblico venga a vederti, non lo farà, preferirà farsi i selfie con te: prendi tutto ciò che viene, senza aspettarti troppo. Non aver paura di loro, cerca di cogliere le lezioni che ti possono dare. ([[John Malkovich]]) *Irritarsi per una critica vuol dire riconoscere di averla meritata. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *La critica deve essere un pungolo, non una sferza. ([[Filippo Pananti]]) *La critica è il verbo natale dei popoli liberi. La critica è il primo passo verso il rispetto di qualunque cosa. Se sottoponiamo a critica una cosa, significa che l'abbiamo presa in seria considerazione. Tutto ciò che lasciamo indiscusso ci è, in fondo, indifferente. L'[[entusiasmo]] è una forza propulsiva immortale, il cui valore può essere misurato, però, soltanto dalla forza opposta, che cerca di contenerlo. In noi non c'è un inno, ma un dramma, perché lo spirito umano vuole sentire due voci. ([[Rudolf Borchardt]]) *La critica è indulgente coi corvi e si accanisce con le colombe. ([[Giovenale]]) *La critica è un'imposta che l'invidia percepisce sul merito. ([[Pierre-Marc-Gaston de Lévis]]) *La critica è un fucile molto bello: deve sparare raramente! ([[Benedetto Croce]]) *La critica è una spazzola che non si può usare sulle stoffe leggere, dove porterebbe via tutto. ([[Honoré de Balzac]]) *La critica innalza perché non vede l'ora di abbattere. ([[Antonio Conte]]) *La critica non è solo corrosiva - se essa scioglie vecchi vincoli è perché crea nuove solidarietà. ([[Giulio Giorello]]) *La critica non ha mai rivelato un grande [[scrittore]] o autore drammatico ai suoi primi passi e ha sempre soltanto cercato di demolirlo quando lo vedeva circondato dal favore del pubblico. Salvo poi a prostituirsi in salamelecchi ufficiali quando lo scrittore era ormai una gloria certa. ([[Mario Mariani]]) *La critica salutare, ben informata ed equilibrata è l'ozono della vita pubblica. ([[Mahatma Gandhi]]) *La critica va fatta a tempo; bisogna disfarsi del brutto vizio di criticare dopo. ([[Mao Tse-tung]]) *La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode. ([[William Somerset Maugham]]) *Noi non neghiamo alla critica i suoi diritti, né rimproveriamo al genio dei giovani il suo istinto di emancipazione e di novità. Ma riteniamo non degno di giovani il [[decadentismo]] iconoclasta e privo di amore dei contestatori di mestiere. ([[Papa Paolo VI]]) *Non ho mai pensato che l'operazione letteraria sia divisibile in tanti "riquadri" e scomparti quanti sono la critica, la saggistica, la narrativa, la poesia, ecc. Se un critico non è anche un "narratore", mi chiedo che senso abbia la sua funzione di interprete. ([[Giacinto Spagnoletti]]) *''Psicanalisi letteraria — critica tematica — metafore ossessive'', ecc. Che dire a questa gente che, credendo di possedere una chiave, non ha requie finché non ha dato alla vostra opera la forma di una serratura? ([[Julien Gracq]]) *Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore. ([[Randy Pausch]]) *Quei critici un po' inquietanti, che sanno parlare dei libri degli altri come se li avessero fatti loro – ''da dentro'': è ciò che io chiamo critica di annessione – con quella stupefacente chiaroveggenza della donna innamorata che capisce tutto dell'uomo, tranne l'erezione. ([[Julien Gracq]]) *Ritengo che la critica, per come ho sempre tentato di interpretarla, sia in primo luogo letteraria, e con questo intendo personale e passionale. Non si tratta di filosofia, politica o religione: nei casi più alti è una forma di letteratura sapienziale, e quindi una meditazione sulla vita. ([[Harold Bloom]]) *Se alcuni parlano male di me, cercherò di capire le loro ragioni, ma dopo la mia morte me ne farò di sicuro una ragione. ([[Fausto Cercignani]]) *Se leggo delle critiche in giro vuol dire che ho fatto qualcosa per meritarmele. ([[Franco Morbidelli]]) *Spesso la critica non è scienza; è un mestiere, in cui occorre più salute che intelligenza, più fatica che capacità, più abitudine che genio. ([[Jean de La Bruyère]]) *Talora la più efficace critica di un testo è proprio la sua parodia. ([[Piergiorgio Bellocchio]]) *Tutta la nostra critica è l'arte di rimproverare agli altri di non avere le qualità che noi crediamo di avere. ([[Jules Renard]]) *{{NDR|La critica}} Una strega col muso arcigno e con gli occhi pungenti come un forcone. ([[Kálmán Mikszáth]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Critica perfetta è quella in cui questi diversi momenti si conciliano in una sintesi armoniosa. II critico ti dee presentare il mondo poetico rifatto ed illuminato da lui con piena coscienza, di modo che la scienza vi perda la sua forma dottrinale, e sia come l'occhio che vede gli oggetti e non vede se stesso. La scienza come scienza e filosofia, non e critica. *La critica, priva di un mondo serio, in cui si possa incorporare, si svapora in sentenze, esortazioni, sermoni, prediche, declamazioni e generalità rettoriche, tanto più biliosa, quanto meno artistica. *La scienza critica è fondata sulla verità e freschezza delle prime impressioni, che tu devi riandare ed esaminare diligentemente. Siccome la poetica non può tener luogo del genio, cosi la critica non può tener luogo del gusto; ed il gusto è il genio del critico. Si dice che il poeta nasce; anche il critico nasce; anche nel critico ci è una parte geniale, che ti dee dar la natura. *Questa maniera di critica è da pochi. I pedanti si contentano di una semplice esposizione e si ostinano nelle frasi, ne' concetti, nelle allegorie, in questo o quel particolare, come uccelli di rapina in un cadavere. [...] I più si accostano ad una poesia con idee preconcette; chi pensa alla morale, chi alla politica, chi alla religione, chi ad [[Aristotele|Aristotile]], chi ad [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]]; prima di contemplare il mondo poetico lo hanno giudicato; gl'impongono le loro leggi in luogo di studiare quelle che il poeta gli ha date. ===[[Karl Marx]]=== *L'arme della critica non può certamente sostituire la critica delle armi. *La critica della [[religione]] è il presupposto di ogni critica. *La critica ha strappato dalla catena i fiori immaginari, non perché l'uomo porti la catena spoglia e sconfortante, ma affinché egli getti via la catena e colga i fiori vivi. ===[[Ezra Pound]]=== *La critica, come la intendo io, viene scritta nella speranza che le cose migliorino. *Non prestate alcuna attenzione alla critica degli uomini che non hanno, loro stessi, scritto un'opera notevole. *Non si può criticare ed essere diplomatici allo stesso tempo. ==[[Proverbi italiani]]== *Anche un bastone storto può far camminare dritto. *Chi fa la casa in piazza, o è troppo alta o troppo bassa. *Chi non opera, critica. *Chi ognun riprende, poco intende. *Chi scrive libri e fabbrica lungo la strada, deve lasciar parlar la gente. *Chi si espone in pubblico, è criticato. *Critica è facile, ma l'arte è difficile. *Da un cattivo passo si esce alla meno peggio. *Di' i tuoi affari in piazza, ed uno li dirà neri e l'altro bianchi. *Dio vede e sopporta; il mio vicino non sa nulla, e trova sempre da ridire. *È facile dir male dell'arte, ma difficile è impararla. *Fredda o mediocre lode, ben sovente, più d'ogni atroce satira è pungente. *Non tagliar la coda del tuo [[asino]] davanti alla gente: uno la troverà troppo lunga e l'altro troppo corta. *Quando si tratta di censurare gli altri, anche i più sciocchi diventano sapienti. *Sbagliano anche i preti nel dir messa. *Scherzando discretamente, si possono dare buoni consigli. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Autocritica]] *[[Critica televisiva]] *[[Critico]] *[[Critico d'arte]] *[[Esegesi]] *[[Rivista letteraria]] *[[Satira]] *[[Senso critico]] *[[Stroncatura]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|wikt}} [[Categoria:Attività]] [[Categoria:Critica| ]] [[Categoria:Estetica]] [[Categoria:Interazioni sociali]] cz2j8rmij6u60m6bekhetvl903w3sei Gesualdo Bufalino 0 2513 1413556 1384827 2026-05-15T18:00:44Z Udiki 86035 1413556 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Gesualdo Bufalino1.jpg|thumb|Gesualdo Bufalino]] '''Gesualdo Bufalino''' (1920 – 1996), scrittore e aforista italiano. ==Citazioni di Gesualdo Bufalino== *{{NDR|Su [[Lillo Gullo]]}} Caro Gullo, è una lieta sorpresa saperLa poeta. E di umorosa bravura, con una propria e ben intonata voce (al di là dei fugaci e veniali imprestiti) fra passione e disincanto. Mi sono piaciute "La scalea della Matrice", "Lo svegliatore monastico", "Sette profumi", ecc. ma tutta la raccoltina è percorsa da un brio che merita un incoraggiamento e un augurio. Con un cordiale saluto, Gesualdo Bufalino. Comiso, dicembre 1995<ref>Citato in Lillo Gullo, ''Cerimonie della calura'', Prefazione di Salvatore Silvano Nigro, Nicolodi, Rovereto (TN), 2007, p. 7. ISBN 978-88-8447-300-4</ref> *Caro [[Piero Guccione|Piero {{NDR|Guccione}}]],<br />odio gli anni e, più ancora, gli anniversari, gabbie illusorie che pretendono d'imprigionare il tempo e d'ingannare la morte, mentre sanno solamente allestire una liturgia. Con te, questa volta, è diverso. I tuoi cinquant'anni, questo culmine d'oro della tua vita e della tua arte, significano veramente un mezzogiorno irripetibile e perfetto, una maturità da celebrare con le bandiere alle finestre. Passerà. Ma oggi lasciami credere che per tutto il resto della tua vita tu avrai sempre cinquant'anni; e che continuerai con la stessa forza e festa creativa, con gli stessi occhi innocenti e sapienti, a rubare i colori del cielo, della terra e del mare; e a regalarceli sulla tela intatti, restituiti alla loro remota verginità. «Mistero in piena luce» definì un poeta la poesia. Mistero in piena luce anche la tua pittura, anche il tuo cuore. Possano l'una e l'altro per mezzo secolo ancora aprirsi alle tentazioni dell'ombra senza farsene spaventare e opporre al pianto dell'uomo offeso, allo schianto dell'albero profanato l'umile e superbo, vinto e invincibile coraggio d'essere vivi.<ref>Da «Il Giornale di Scicli», 5 maggio 1985; poi in ''Pagine disperse'', S. Sciascia, Caltanissetta-Roma, 1991.</ref> *Chissà quale raziocinio o istinto, dottrina o presagio spinge un pittore a ritagliarsi questa o quella porzione nella totalità del visibile, per farne il proprio idolo iconico e quasi l'interprete privilegiato nel suo rapporto con l'infelicità della storia. Gli è sufficiente, talvolta, un elemento anche minimo – un manichino, una bottiglia, un muro – ed ecco, in virtù d'un miracolo che non finisce di meravigliarci, vivere in quella presenza, e splendere, il corpo intero dell'universo. Così per Piero Guccione l'albero: la vita, la morte e la passione dell'albero, sotto la specie doppia e contemporanea di creatura vegetale, inscritta all'anagrafe della nomenclatura botanica, e di [[carrubo]]-Cristo, emblema e testimonio incarnato del mondo offeso. [...] In Guccione, la pena è moltiplicata: a dargli patimento non è il semplice spettacolo di un'aiola ''en souffrance'', ma quello, più crudo, della terra in pericolo, spogliata, saharizzata, ridotta da verde selva a deserto di dune gialle.<ref>Da ''Piero Guccione. Alberi'', citato in ''Saldi d'autunno'', Bompiani, Milano, 1990, p. 191. ISBN 88-452-1538-5</ref> *[[Comiso]] è un paese nell'estremo lembo della Sicilia orientale, cresciuto secolo dopo secolo ai piedi degli Iblei, nel punto in cui il monte perde vigore e s'arrende ai vigneti e ai seminati della pianura. Le case – nane, tozze, ma le rallegra agli stipiti un'improvvisa pergola di gelsomino – in parte salgono verso i primi carrubi della costa; in parte si sporgono sul greto dell'Ippari, ridotto ormai da ''pozzari'' e ladri d'acqua a una ruga sottile e secca; in parte fanno ressa e cicaleccio intorno a un'antica fontana. Qui la gente è (ma bisogna forse già dire ''era'') d'indole operosa, di sangue tiepido e savio, non senza qualche goccia di calcolo, di avarizia: disposta perciò a far festa piena, indigestioni comprese, non più di due volte l'anno, in occasione delle solennità rivali dell'Annunziata e dell'Addolorata, e anche allora solo per non sfigurare, nella propria ironia e misura ionica, al paragone con le baldanze della vicina [[Vittoria (Italia)|Vittoria]].<ref>Dall'introduzione a Gioacchino Iacono, Francesco Meli, ''Comiso ieri. Immagini di vita signorile e rurale'', Sellerio, Palermo, 1978, p 3.</ref> *Conviene, a chi [[Nascita|nasce]], molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.<ref name=pens>Da ''Pensieri a perdere''.</ref><ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013, n. 4081. ISBN 9788858654644</ref> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} È come se avessi subito un'amputazione e mi svegliassi senza una gamba, senza un braccio, oggi perdo non solo un amico, ma anche un padre, un fratello, un figlio. In tanti anni di amicizia questa è la prima scortesia che mi fa, morire.<ref>Citato in Attilio Bolzoni, ''L'addio a Sciascia'', ''la Repubblica'', 23 novembre 1989.</ref> *{{NDR|Su [[Fabrizio Clerici]]}} Ecco: davanti a quel brulicante, proteiforme poema che è l'opera di Clerici, gremito di teste-uovo, scatole di sardine simili a bare, cavoli imparruccati come Nobili di Spagna, violoncelli dalle viscere umane, spille da balia e mollette da bucato promosse a fossili, a dolmen... davanti alle tante razze d'uccelli, dei quali nessuno sa dire se siano corpi o larve, uomini o dèi... in presenza, soprattutto, del Minotauro che al centro d'un fatiscente areopago recrimina muggendo la sua sorte d'uomo a metà... ecco, il primo nome che viene alle labbra è Ovidio: un nome , se non erroneo, evasivo. Poiché il poeta latino, nell'esibire le ''mirabilia'' del camgiamento, indulgeva volentieri a un'artefatta sorpresa, subito soccorsa, del resto, e rassicurata dal morbido "ron ron" dell'esametro; mentre in Clerici ogni squilibrio, ghiribizzo, spaesamento si tinge a tal punto dei più intriganti allarmi morali da risultarne alla fine un risultato iniziatico, non solo attraverso le biblioteche e i musei, ma giù negl'inferi, dove abitano le Madri; di conseguenza, un'avventura della cultura che fa tutt'uno con un tirocinio della coscienza.<ref>Da ''Latitudine Clerici'', in ''Saldi d'autunno'', Bompiani, Milano, 1990, pp. 166-167. ISBN 88-452-1538-5</ref> *''[[Ippari]] vecchio, bianchissimo greto | a te ho consegnato la mia infanzia, | l'empia novella t'ho raccontato. | Come serpi nelle tue crepe | stanno tutti i miei giorni ad aspettarmi, | sotterrata nell'acque tue | c'è la pietra del mio cuore. || Ippari vecchio, fiume di vento, | voglio un'estate venirti a trovare. || Quanta rena di tempo è volata | fra le tue sponde di luce veloce, | quante tacquero trecce scellerate | ai davanzali che non scordo più | Ah moscacieca d'occhi e di scialli, | ah vaso mio di basilico scuro, | bocca murata dell'amor mio! || Ippari vecchio, fiume ferito, | fammi sentire la tua voce ancora. || Per strade rosse me ne sono andato, | per strade nere ritornerò; | col guizzo estremo d'aria fra le labbra | da lontano il tuo nome griderò. | Arrivare potessi alla tua foce | di crete pigre, di canne dolenti, | dove ti cerca sterminato il mare. || Ippari vecchio, zingaro fiume, | dove tu muori voglio anch'io morire.''<ref>''Al fiume'', in ''L'amaro miele'', Einaudi, Torino. Citato in Maria Rita A. Schembari, ''[https://parchiletterari.com/parktime/articolo.php?ID=05028 Gesualdo Bufalino e Comiso]'', ''parchiletterari.com'', 8 luglio 2021.</ref> *La [[mafia]] sarà vinta da un esercito di maestre elementari.<ref>Citato in ''[http://affaritaliani.libero.it/cronache/strage_di_capaci_napolitano_ricorda_falcone_borsellino230509.html Strage di Capaci, Napolitano ricorda Falcone e Borsellino]'', ''Affaritaliani.it'', 23 maggio 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Trapani]]}} La terra del sole e del sale.<ref>Citato in ''[http://archivio.agi.it/articolo/4145b5187e6f03d6080b9a6c1fc6c9b9_19880312_volume-di-bufalino-sulle-saline-di-sicilia/?query=gesualdo_bufalino Volume di Bufalino sulle saline di Sicilia]'', ''Agi.it'', 12 marzo 1988.</ref> *La vita: uno squarcio di luce che la morte, come una chiusura lampo, fulmineamente richiude.<ref name=pens/><ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *{{NDR|Su [[Ramón Gómez de la Serna]]}} Le volte (le parecchie volte) che mi succede di star male e di chiedere a un libro non un ennesimo contagio di complice desolazione ma l'inganno di un'euforia, la mano cerca negli scaffali pagine liete: il grande Feydeau, il grande [[Wodehouse]]... Se danno poco profitto e il sollievo ritarda, la risorsa suprema è tradurre qualcuna fra le innumerevoli (dodici mila? quindici mila?) ''greguerías'' di Ramón Gómez de la Serna. Magro il mio spagnolo, scolastico il vocabolario di cui mi servo, ma bastevoli a fare emergere, parola dopo parola, con lo stesso sfizio che se ne fossi io l'autore, da quei brevi o minimi testi un'acutezza bizzarra, un'analogia strabiliante, uno scatto di elettrico umore, come di fronte a un funambolo che guizzi da un trapezio all'altro, prima di scomparire a rompersi il collo dentro un buco del telone. Poiché questo sono le ''greguerías'': piroette e volteggi mentali, matrimoni morganatici fra creature di sangue diverso, combinati da un mezzano illusionista, dietro i cui passi penetriamo nel più mercuriale degli universi, un luogo ubiquo che è tutti i luoghi e nessuno, e dove fiori, pietre, animali, tavole pitagoriche e abbecedari, meteore e ''wagons-lits'' s'intrecciano con allegria, come in una quadriglia di lancieri o in una tela di [[Mirò]]. Giochi di prestigio adorabilmente datati, che domandano orecchie e occhi bambini.<ref>Da ''Nota''; in Ramón Gómez de la Serna, ''Sghiribizzi'', Bompiani, 1997, p. 5. ISBN 88-452-2967-3</ref> *Io ho sempre nutrito diffidenza nei riguardi delle cerimonie, di qualunque genere fossero: laiche o religiose, accademiche o popolari. Specialmente mi insospettivano quelle in cui il potere onora la cultura più per averne un avallo che per reale convinzione. Avviene in tali casi quasi la stipula d'un ''pactum sceleris'' in cui il potere presta le sue trombe per ottenerne in cambio un riconoscimento e quasi una complicità. E come un atto di implicita sotterranea compravendita da cui entrambe le parti ricavano vantaggi e che non va certo a favore della pubblica elevazione e promozione civile.<ref>Citato in ''Una perizia di parte. {{small|Bufalino per Guccione}}'', Salarchi Immagini, Ragusa, p. 41. ISBN 978-88-62600-58-3</ref> *Non un'Arcadia era certo allora la vita a [[Comiso]], per i tanti che il bisogno sparpagliava nel pulviscolo dei minuti mestieri: il ''lampiunaru'' che all'imbrunire, appoggiata la scala al fanale, saliva a suscitarvi con uno zolfanello le solenni meraviglie della luce; per la ''fimmina r'e sanquetti'', pronta ad accorrere al capezzale del pletorico col suo boccale pieno di domestici mostri; per lo ''scucciarinu'' che, dopo aver consumato fuorivia su rozze e cani randagi i suoi riti sinistri, tornava in paese portando sulle spalle un sacco di pelli sanguinolente – e lo seguiva, roteando lenta, una [[nuvola]] di corvi; per la ''pilucchera'' che andava di casa in casa a pettinare e a sciogliere capigliature inestricabili e ferine come criniere; per l' ''ammola fuoffici e cutedda'', aspettato alla finestra con impazienza dalla solerte sartina e dal pensoso assassino... Quanti modi di campare, allora, uno più fantasioso dell'altro: '' 'u luppinaru, 'u vastasi, 'u gnuri, 'u tincituri''... Più in basso, naturalmente, nel girone più nero, c'era il contadino.<ref>Dall'introduzione a Gioacchino Iacono, Francesco Meli, ''Comiso ieri. Immagini di vita signorile e rurale'', Sellerio, Palermo, 1978, p 8.</ref> *Ripenso, guardando certe tue cose {{NDR|riferendosi al pittore [[Piero Guccione]]}}, a un verso di Dante dove si traduce musicalmente il sentimento d'ineffabile dei tuoi cieli, delle tue marine: «Dolce color d'oriental zaffiro...».<br>È un verso del Purgatorio e purgatoriale mi sembra in effetti la tua pittura, sospesa fra peccato e riscatto, rimorso e malinconia. È un silenzio che si fa luce. Come qui a [[Scicli]], alla fine d'ogni agosto, quando nell'ultima notte di plenilunio salgo a San Matteo con una piccola brigata di amici a guardare all'alto il pulviscolo di lumi nella valle e a salutare l'estate che se ne va. È un paesaggio, e un sentimento che somiglia a te, alla tua casa, alla tua pittura.<ref>Citato in ''Una perizia di parte, p. 39.</ref> *Se tanto ti turba dover abbandonare una vita minuziosamente infelice, vorrà dire che il bilancio ne è stato, contro ogni apparenza, in attivo; e che il semplice respirare e guardare la luce ti compensò d'ogni strazio. Convinciti dunque, finché respiri e guardi, che sei beato e perfetto: un irripetibile dio.<ref name=sordi/> *Si moriva facilmente a [[Comiso]], allora. Si moriva quando la piena invernale tramutava i declivi delle strade in alvei di fiumi senza freno, che scalzavano talvolta i muri di tufo e se li portavano via. Si moriva d'inedia e di stenti, come durante la carestia del '95, quando la popolazione si ridusse a nutrirsi quasi esclusivamente di carrube.<ref>Dall'introduzione a Gioacchino Iacono, Francesco Meli, ''Comiso ieri. Immagini di vita signorile e rurale'', Sellerio, Palermo, 1978, p 4.</ref> *Si scrive per guarire sé stessi, per sfogarsi, per lavarsi il cuore. Si scrive per dialogare anche con un [[lettore]] sconosciuto. Ritengo che nessuno senza [[memoria]] possa scrivere un libro, che l'uomo sia nessuno senza memoria. Io credo di essere un collezionista di ricordi, un seduttore di spettri. La [[Sogno e realtà|realtà]] e la [[finzione]] sono due facce intercambiabili della vita e della letteratura. Ogni sguardo dello [[scrittore]] diventa visione, e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo. In sostanza è la vita che si trasforma in [[Sogno e realtà|sogno]] e il sogno che si trasforma in vita, così come avviene per la memoria. La realtà è così sfuggente ed effimera... Non esiste l'attimo in sé, ma esiste l'attimo nel momento in cui è già passato. Piuttosto che vagheggiare un futuro vaporoso ed elusivo, preferisco curvarmi sui fantasmi di ieri senza che però mi impediscano di vivere l'oggi nella sua pienezza.<ref>Da ''Bufalino: io, collezionista di ricordi, seduttore di spettri'', ''Il Messaggero'', 21 febbraio 2002.</ref> *Sono un sobrio, uno spartano. Tuttavia alla mensa di [[Leonardo Sciascia]] posso dire di avere gustato certe delizie paradisiache che mi inducono a tradire i miei principi di vegetariano e di francescano della cucina. Trovo prudente qui constatare un rapporto inverso tra la prurigine, la ricchezza, la succulenza di cibi e la qualità della prosa. Tanto è asciutta e rigorosa la prosa di Sciascia, tanto è invece barocca e ricca la sua cucina. Viceversa io che amo in letteratura le parole preziose, forse per una rivincita dei miei gusti di spartano, mi trovo a gustare alla tavola di Sciascia pietanze che somigliano alla mia scrittura.<ref name=Bufal/> *Tanto più vale un libro quanto più è capace di farsi libro profetico, da interrogare ad apertura di pagina come un mazzo di tarocchi. È un gioco che mi lusingo d'avere inventato e che ho battezzato [[bibliomanzia]]. M'ha tradito una sola volta.<ref>Da ''Il malpensante'', in ''Opere: {{small|1981-1988}}'', introduzione di Maria Corti, Bompiani, Milano, [https://books.google.it/books?newbks=1&newbks_redir=0&redir_esc=y&hl=it&id=J8YqAQAAIAAJ&dq=tarocchi p. 1045]. ISBN 8845257827</ref> *Una doppia tentazione ci coglie davanti alle sue opere: da un canto si avrebbe voglia di abbandonarsi a un giudizio ingenuo, scompagnato dai clamori che ci vengono dalla sua leggenda di musicista, cantante poeta, dall'altra sentiamo di non poterla eludere, codesta leggenda, tanto necessariamente essa cospira a darci il ritratto intero dell'uomo. In altri termini la pittura di [[Franco Battiato|Battiato]], qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l'hobby d'un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell'autore e in quest'alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un'anima.<ref>Citato in ''Una perizia di parte'', p. 44.</ref> ==''Argo il cieco''== ===[[Incipit]]=== Fui giovane e felice un'estate, nel cinquantuno. Né prima né dopo: quell'estate. E forse fu grazia del luogo dove abitavo, un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà, a far da pacieri, e nuvole in [[cielo]] da un campanile all'altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re... che sventolare, a quel tempo, di percalli da corredo e lenzuola di tela di lino per tutti i vicoli delle due Modiche, la Bassa e la Alta; e che angele ragazze si spenzolavano dai davanzali, tutte brune. Quella che amavo io era la più bruna. ===Citazioni=== *Un teatro era il [[Modica|paese]], un proscenio di pietre rosa, una festa di mirabilia. E come odorava di gelsomino sul far della sera. Non finirei mai di parlarne, di ritornare a specchiarmi in un così tenero miraggio di lontananze... (p. 12) *[...] volle venire con noi a [[Ispica]], a visitare la Cava, una valle lunga e magra, bucherellata di grotte antiche e sacelli. [...] Noi ci spingemmo avanti, catecumeni di un felice e verde Al di là. [...] Mentre qui, lungo le diserbate muraglie, un intreccio si svolgeva di tunnel e oblò offerti alle allegrie della luce; né c'era veduta o figura che non persuadesse quietamente di vivere. [...] dentro la necropoli più capace il lezzo era opaco come in un'antica cantina, rabbrividimmo nelle nostre membra sudate. Ci muovevamo a piccoli balzi, scansando i loculi vuoti. Uno la sedusse, minore, accanto a un altro maggiore. "Una bambina e suo padre" supposi io. "La sposa bambina di un re" mi corresse. (p. 104) ==''Bluff di parole''== *C'è chi [[viaggio|viaggia]] per perdersi, c'è chi viaggia per trovarsi. (p. 9) *Sono (presumo d'essere) [[onestà|onesto]]. Si rischia qualcosa, di questi tempi. Oggi l'onestà è una dote losca, più assai dell'intelligenza. Abituarsi a nascondere entrambe. (p. 9) *Fascino binario del [[gioco d'azzardo|gioco]], fra il piacere del vincere e l'estasi del perdere, sfogo d'aggressione amorosa e pulsione infrenabile di morte. (p. 10) *Oggetti di tenerezza: le comparse nei film americani degli anni Trenta, i dischi a 78 giri, i calendari degli anni passati... (p. 10) *Se una lezione ho imparato riguardo a questa cosa strana che è la vita, è che conviene viverla come se... Come se fossero reali tutte le larve che ci siamo inventate (amore, amicizia, famiglia, gloria, Dio...), di cui si maschera il niente. (p. 10) *La [[sole e luna|luna]] è cattolica, il [[sole e luna|sole]] è mussulmano. (p. 11) *[[Scrittura|Scrivere]]: contravveleno o veleno? (p. 11) *Peccato che i delitti meglio eseguiti, i [[Delitto perfetto|delitti perfetti]], insomma, siano rimasti privi di firma; e che gli autori in cambio d'una banale impunità abbiano perso la gloria. (p. 11) *Mi è impossibile amare una donna che non mi ami. Potrei esserle amico, ma niente di più. Ogni donna che non mi ama è un uomo. (p. 12) *La [[poesia]] fu nell'infanzia una pratica furtiva, mi nascondevo nel cesso, mi sentivo colpevole. Scrivere da allora significò vergogna, infrazione, empietà: un vizio solitario che, come l’altro, aveva per confuso traguardo la morte. (p. 16) *[[Sirena|Sirene]]: Vissero feroci e stupende. Una laringite le vinse. (p. 16) *[[Indovinelli dai film|Indovinello]]: Un servo sciocco, infedele, bugiardo, che alla fine ci abbandona, nudi vermi di niente, senza un saluto... Il [[corpo]]. (p. 16) *Irresponsabile della mia [[nascita]], ho un alibi di ferro: non c'ero. (p. 16) *Simile a un colombo viaggiatore, il [[poeta]] porta sotto l'ala un messaggio che ignora. (p. 20) *La [[speranza]]: ricorrente febbre di Malta di cui non sapremo mai guarire del tutto. (p. 20) *Insufficienza dei trattati d'amore. Ciascun sapiente, senza accorgersene, discetta del solo amore che conosce: il [[amor proprio|proprio]]. (p. 22) *Chi si leva dal letto perché soffre d'[[insonnia]], non merita quel privilegio. I [[nottambulo|nottambuli]] sono dei disertori. (p. 23) *Inquilini della terra, non è carino che ci diamo tante arie di proprietari. (p. 23) *Chissà dove vanno i sogni che sogniamo e dimentichiamo: Atlantidi sommerse e perse che non visiteremo mai più. (p. 23) *Una trappola in cui i siciliani cadono volentieri: pretendere di capire la [[Sicilia]] prima di capire sé stessi. (p. 23) *Il creato è un'antologia di figure retoriche. Esso per primo è, insieme, un ''usteron proteron'' e un ossimoro. (p. 23) *[[Morte|Morire]] è facile, prima o poi ci riescono tutti. (p. 23) *Le Pasque, i Ferragosti, i Natali... I Natali, le Pasque, i Ferragosti... Così se ne va la nostra vita. (p. 24) *Gli [[orgasmo|orgasmi]] senili, per rari e difficoltosi che siano, sono di specie migliore che non le rapide effusioni di gioventù. Sismi ondulatorii più che sussultorii, prodighi d'una protratta, quasi femminea, voluttà. (p. 24) *Chiunque pronunzi la parola "[[imbecillità|imbecille]]" è certissimo di non esserlo. (p. 25) *Quando sono in compagnia parlo e straparlo a dirotto. Non è che mi piaccia, ma non conosco altro modo per impedire agli altri di parlare. (p. 25) *[[Autoritratto|Autoritratti]]: Quel pittore non è poi così brutto come si dipinge. (p. 25) *Colma di troppi ricordi, rimorsi, libri, viste, visioni, ormai la mia [[vita]] è una valigia che non si chiude. Qualcuno mi dà una mano? (p. 26) *[[Elezione|Elezioni]]: Il sonno è di [[destra e sinistra|destra]], il sogno è di [[destra e sinistra|sinistra]]... Votare per una lucida insonnia. (p. 26) *Non maledire il [[gradino]] dove inciampi col piede. Non ha altro torto se non d'essere lì. (p. 27) *Essere non comporta necessariamente l'esistere: [[Problema dell'esistenza di Dio|Dio non esiste]] ma è. (p. 27) *La [[vita]] non mi ha licenziato; m'ha solo messo in cassa integrazione. (p. 27) *Le [[Sala d'aspetto|sale d'attesa]] degli ospedali non indicano prudentemente che cosa dobbiamo attenderci. (p. 28) *Se gli uomini impiegassero per il possibile la metà delle forze che sprecano per l'impossibile... (p. 29) *Battaglie: La [[ragione]] vince tutte le scaramucce. Vincesse una battaglia ch'è una! (p. 29) *La poesia, venerando ma sfacciato commercio di sé... (p. 32) *Un ucciso, sepolto sulla sponda di un fiume, aspetta da secoli di veder passare la spoglia del suo assassino. (p. 32) *Conversando, sforzatevi di dire di tanto in tanto una [[banalità]]. L'amor proprio di chi vi ascolta ve ne sarà riconoscente. (p. 33) *Una donna dev'essere molto bella per permettersi la [[verginità]]. (p. 34) *E dire che io e lui abbiamo un nemico in comune: lui me, io pure. (p. 34) *Più m'incaponisco a capirle, più vita e [[letteratura]] mi paiono le due facce d'un medesimo abrakadabra. (p. 34) *Uno dei miei pochi piaceri: dispiacere a chi non mi piace. (p. 35) *Metamorfosi del [[critico]]: fu un tempo giudice areopagita; quindi patrono; quindi complice e sodale dello scrittore. Oggi, novanta volte su cento, mezzano e giullare del re. (p. 35) *Non è l'affievolirsi della vista, dell'udito, della memoria, della libido che segna l'avvento della [[senilità|vecchiaia]] e annunzia la prossima fine; ma è, dall'oggi al domani, la caduta della curiosità. (p. 37) *Controfavola: "Il re è nudo!", gridò il bambino. Non era vero, ma nessuno della folla ebbe cuore di contraddire un bambino cieco.<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:I vestiti nuovi dell'imperatore|I vestiti nuovi dell'imperatore]]'' su Wikipedia.</ref> (p. 37) *È colpa nostra se Dio non esiste. (p. 38) *Sono gli uomini che hanno dissuaso Dio dall'esistere. (p. 38) *L'abito non fa il monaco. Il [[clergyman]] meno che mai. (p. 40) *[...] l'[[amore e odio|odio]] differisce dall'[[amore e odio|amore]] in questo: che, pur pascendosi in ugual misura di finzioni e visioni, non suscita veglie affannose ma un salutare sopore, dove trionfano lietamente i fantasmi della vendetta. (p. 40) *L'[[amore]]: a guardarlo da fuori un teatro di larve comicoliriche, di batticuori inventati, tutta un'orchestra di trombe e violini, col basso tuba dell'eros che accompagna da lontano. (p. 42) *I [[sogno|sogni]]: spazzatura della ragione. (p. 42) *In alternativa al [[suicidio]], che esige qualche virtù manuale e morale di difficile uso, ammutinarsi contro la vita. (p. 42) *Tiro ogni giorno contro me stesso cento [[calcio di rigore|calci di rigore]]. Grazia o disgrazia, prendo sempre il palo. (p. 42) *L'essere più spregevole, se lo penso mentre rincasa solo alle tre di notte e si guarda il viso disfatto nello specchio dell'ascensore, come lo sento fratello e socio in miseria, innocenza, desolazione, pietà! (p. 42) *[[Biografia]]: Nacque, omissis, morì. (p. 43) *Un [[aforisma]] benfatto sta tutto in otto parole. ==''Calende greche''== *I [[Vittoria|vincitori]] non sanno quello che perdono. (p. 178) *La vita: un menabò della morte? (p. 181) *Vivere: uno spiraglio di luce intrusa, che la morte, come una chiusura lampo, fulmineamente richiude. (p. 181) ==''Cere perse''== *[[Lettura|Leggere]] non servì soltanto da risorsa conoscitiva, utile a esplorare, dal fondo del mio pozzo buio, il più che potessi del lontanissimo cielo: significò soprattutto mangiare, saziare una mia fame degli altri e delle loro vite veridiche o immaginarie: dunque fu, in qualche modo, una pratica cannibalesca. (''Leggere, vizio punito'', p. 25) *Forse in questo momento in un'aula d'asilo si stanno rifiutando di imparare le aste i futuri incendiari di biblioteche. (''Leggere, vizio punito'', p. 26) *[[Refuso|«Refuso»]] recita il Tommaseo «dicesi della stampa andata a male, onde tutte le lettere sono in confuso». In parole spicce il refuso sarebbe un puro incidente tipografico al quale chi scrive è meglio che si rassegni in anticipo, senza conferirgli nessuno stemma di persecuzione o di sgarro metafisico. Qui sta il mio debole, invece. Nel sospettare in ogni insurrezione dell'alfabeto un complotto contro di me, diretto da un innominato in camice da lavoro, un tizio dalle mezze maniche, comunque si chiami, proto o linotipista: in realtà un nebbioso tiranno che ha preso a malvolermi sin dal principio. (''L'inchiostro del diavolo'', pp. 33-34) *Non erano popolari, i tedeschi, a [[Comiso]], nel '42. Non che facessero o dicessero nulla di troppo sbagliato, da meritare un Vespro (salvo che chiamare Komìso, il paese). Ma il modo come guardavano diritto davanti a sé, la calcolata arroganza del passo quando fendevano i crocchi di scuri, piccoli contadini raccolti attorno alle dodici cannelle della fontana, tutto certificava che non ci amavano e che sentivano di non essere amati. (''Notizie da Cruisetown'', p. 71) *Un [[libro]] non è soltanto, o non è sempre, un tempio delle idee o un'officina di musica e luce, è anche un luogo oscuro di sfoghi e di rimozioni, dove si combatte un duello senza pietà, con la sola scelta di guarire o morire. (''Ostaggio dello spavento'', p. 95) *Il fatto è che nell'ingegneria narrativa conta specialmente la virtù che taluno vantò nel [[Francesco Borromini|Borromini]]: dell'ornato che sappia farsi funzione, al punto che, se mancasse l'edificio crollerebbe. È il caso dell'''Orca'' {{NDR|a proposito di Horcynus Orca di [[Stefano D'Arrigo]]}}, mi sembra, e il libro ritorna oggi per la necessaria verifica. Vogliamo riaprirlo senza pregiudizi, vincere una buona volta le resistenze della cattiva coscienza? Vogliamo provare a dedicargli, infine, lo stesso allarme e rispetto che se fosse tradotto dall'inglese? (''Codicillo a D'Arrigo'', p. 890, 2001) ==''Diceria dell'untore''== ===[[Incipit]]=== O quando tutte le notti – per pigrizia, per avarizia – ritornavo a sognare lo stesso sogno: una strada color cenere, piatta, che scorre con andamento di fiume fra due muri più alti della statura di un uomo; poi si rompe, strapiomba sul vuoto. Qui sporgendomi da una balconata di tufo, non trapela rumore o barlume, ma mi sorprende un ribrezzo di pozzo, e con esso l'estasi che solo un irrisorio pedaggio rimanga a separarmi... Da che? Non mi stancavo di domandarmelo, senza però che bastasse l'impazienza a svegliarmi; bensì in uno stato di sdoppiata vitalità, sempre più retratto entro le materne mucose delle lenzuola, e non per questo meno slegato ed elastico, cominciavo a calarmi di grotta in grotta, avendo per appiglio nient'altro che viluppi di malerba e schegge, fino al fondo dell'imbuto, dove, fra macerie di latomia, confusamente crescevano alberi (degli alberi non riuscivo a sognare che i nomi, ho imparato solo più tardi a incorporare nei nomi le forme). ===Citazioni=== *Non mancava molto ormai: già erano scomparse l'incredulità e la vergogna dei primi tempi, quando ogni fibra è persuasa ancora d'essere immortale e si rifiuta di disimpararlo (p. 15) *Bene, il falso o vero nobiluomo Gran Magro era il solo fra i medici della Rocca, all'infuori di quell'altro a cui toccava il turno di guardia, che restasse a dormire ogni notte con noi (della moglie s'era diviso anni prima; una [[siracusa]]na di spaventosa bellezza, sulla cui foto sputava, dicevano, tutte le mattine, prima di lavarsi), (p. 19) *Oh sì, furono giorni infelici, i più felici della mia vita. (p. 26) *Andare fra la gente, giù in città, portarsi addosso il cencio del corpo, questa somma insufficiente di lena e di sangue, in mezzo ai sani della strada, atletici, puliti, immortali... (p. 39) *Qualunque cosa faccia, dovunque vada, un pensiero mi conforta: sono un uomo involontario, dunque sono un uomo innocente. (p. 47) *Il [[peccato]]: inventato dagli uomini per meritare la pena di vivere, per non essere castigati senza perché. (p. 47) *Come s'affonda in un legno un chiodo, a piccoli colpi, la morte... (p. 47) *Il vino della messa è nero, un vino forte di Salaparuta che mi danno in cucina. Vino denso, dalle vene di un Dio saraceno, e che opera all'istante. Me n'accorgo in sacrestia, quando lo rivomito, dopo un colpo di tosse, fra le cocche del fazzoletto. (p. 49) *Solo l'infelicità è degli uomini, la [[disperazione]] è di Dio. (p. 49) *[[Dio]], gigantesco eufemismo. (p. 49) *E se fossimo solo il Suo peccato originale, l'infrazione, la mela che non doveva mangiare? (p. 50) *La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente. (p. 50) *Giunse così mezzogiorno, e cercammo una trattoria, dove, sospesa su una portata, e squadrando il cucchiaio che teneva in mano, Marta ricominciò a parlare, adagio, fra due puntate di tosse:<br/>«Sì, l'analisi mi rassicura, dicono che fanno uscire solo i puliti. Eppure io sento, io so, che ogni mio fiuto è un veleno, che tutto quanto tocco o mi tocca s'infetta. Anche quello stipite del Politeama, poc'anzi. Anche questa posata. E sento, so, di spargere e ungere dappertutto la morte, su intonaci, tovaglioli, orli di piatto. A volte mi viene un'idea: di usare di proposito un tale onnipotente potere d'incubazione e di semina: mi vedo entrare in una casa; e sia una casa felice; mi vedo sputare con diligenza ai quattro canti di ciascuna stanza, su una federa, su un biberon... Chissà, un'idea così, col suo intreccio di bambinaggine e nefandezza, che semi l'hanno nutrita in me fino a farla salire alla luce; da quali catacombe e sconosciuti Piombi è fuggita... M'incuriosisco di me sempre di più». (pp. 119-120) *O disgraziato [[Giufà]], rinsavisci ormai,<br>e se una cosa è perduta, non stare a sperare che torni.<br>Giorni belli ne avesti, e, si suppone, anche notti.<br>Ora lei più non vuole. Tu fa' lo stesso, Giufà;<br>{{sic|sta}} sulle tue, non vivere infelice.<br>[[Clodia|Lesbia]] peggiora, ma tu non stai meglio,<br>né fra i vivi sei altro che solamente un ostaggio.<br>Bada: il ludo d'amore alle flussioni di petto non giova, né ti scherma dall'omicida lombrico,<br>m'intendi?, l'omicida lillipuziano girovago<br>''(Cfr.'' {{maiuscoletto|re orso}}, ''passim, Universale Caddeo)''.<br>Basta, lasciala in pace. Ché, se mi spazientisco,<br>pedicabo atque inrumabo. (p. 149) ===[[Explicit]]=== Mi sarebbe rimasta poi sempre negli occhi così, la vecchia arca in disarmo, senza una luce a bordo né un rumore, se non quello di una tosatrice invisibile che radeva l'erba dietro il garage; così l'avrei sempre rivisto nei miei sogni futuri: un livido colombario di pietra, una carena di bastimento, incagliata per l'eternità fra le radici dei rampicanti, col suo carico d'annegati. Io ne ero evaso, per chissà quale disguido o colpo felice di dadi, ma, anche se salvo, più derelitto e più triste. Simile a un vetro ragnato, a un parabrezza scheggiato da un sasso; ricco, ma d'una ricchezza furtiva e inusabile, moneta di mala zecca; giovane solo a metà, e vecchissimo l'altra metà, sarei ora disceso fra gli uomini. M'aspettava una vita nuda, uno zero di giorni previsti, senza una brace né un grido. Uscire mi toccava dalla cruna dell'individuo per essere uno dei tanti della strada, che amministrano umanamente la loro piccina saviezza d'alito e d'anni. Ma, allo stesso modo dell'istrione in ritiro che ripone nel guardaroba i corredi sanguinosi di un Riccardo o di un Cesare, io avrei serbato i miei coturni, e le tirate al proscenio dell'eroe che avevo presunto di essere, in un angolo della memoria. Per questo forse m'era stato concesso l'esonero; per questo io solo m'ero salvato, e nessun altro, dalla falcidia: per rendere testimonianza, se non delazione, d'una retorica e d'una pietà. Benché sapessi già allora che avrei preferito starmene zitto e portarmi lungo gli anni la mia diceria al sicuro sotto la lingua, come un obolo di riserva, con cui pagare [[Caronte|il barcaiolo]] il giorno in cui mi fossi sentito, in séguito ad altra e meno remissibile scelta o chiamata, sulle soglie della notte. ==''Dizionario dei personaggi di romanzo''== ===Citazioni=== *[[Alonso Chisciano|Don Chisciotte]]. Uno dei massimi emblemi letterari d'ogni epoca. Templare e romeo dell'ideale, indeciso fra realtà e visione, dissennatezza e senno, lacrime e umore; lirica marionetta che rimette ogni volta a posto i suoi pezzi bastonati e malconci dopo l'ennesima testarda collisione coi giganti a vento e le nuvole... Questo e mille altre cose ancora: metafora di libertà, battista e cristo di ''hispanidad'', ossuto spettatore-attore di un universale teatrino di Maese Pedro; l'unico, insomma, per cui si possa dire, contro [[Francisco Goya|Goya]], che il sonno della ragione genera angeli. (p. 35) *[[Sancio Panza]]. Santificazione del servo di commedia di spalla buffa ad accolito e apostolo del suo [[Alonso Chisciano|signore]], Sancio fa più che accompagnarne col suo controcanto in prosa le vertiginose sublimità; bensì lui stesso, com'è stato detto, si «chisciottizza» tanto quanto l'altro si «sancifica», generando in sua complice compagnia quell'esemplare ircocervo errante che solo scioglierà la morte. (p. 38) *[[Bertoldo (personaggio)|Bertoldo]]. Un [[Sancio Panza|Sancio]] nostrano, sprovvisto, però, di quella fonda tristezza campesina, Bertoldo impersona tutta l'antica sapienza e grammatica del vissuto popolare, come se l'eran costruita lungo i secoli, a costo di lividure e guidaleschi, i pazienti analfabeti del Quarto Stato. Esule alla corte dei potenti, sottratto alla sua dieta di rape e di ventosi fagioli, Bertoldo non può che morire. (p. 41) *[[Lemuel Gulliver|Gulliver]]. L'uomo sulla terra, e la sua fisima pazza di credersi la misura di tutte le cose... il suo risibile smaniare dietro nuvole e ombre di nuvole... Sballottato dalla splendida atrabile del [[Jonathan Swift|Decano irlandese]] a visitare, 150 anni prima di [[Alice (Alice nel Paese delle Meraviglie)|Alice]], un mondo di meraviglie, Lemuel Gulliver esperisce non senza qualche britannico ''understatement'' la sconcertante relatività delle sue membra. Presto però il suo viaggio si fa viaggio all'Inferno, diventa parabola e travestimento di una disperazione senza sorriso. (p. 62) *[[Don Abbondio]]. Personaggio di tragico umore, povera animula prigioniera nella cruna di un secolo di ferro. O còmpiti, passeggiando, il breviario; o conti berlinghe; o legga di misteriosi Carneadi; o bruci, «stoppino umido», alla vampa d'una grande torcia; sempre Don Abbondio offre l'immagine di una quiete in bilico, d'un idillio timido dei nervi su cui sta per schioccare l'imprevisto colpo di frusta della paura: paziente e martire d'un vangelo del mondo che l'[[Alessandro Manzoni|autore]], mentre lo rifiuta, accompagna con un sorriso serio. Come chi (c'è bisogno di aggiungerlo?), in un angolo buio di sé, almeno una volta, se n'è sentito tentare. (p. 138) *Gertrude. Gran viso ovale e pallido fra le bende allentate ad arte, la sventurata Gertrude sconta le viltà degli altri, del suo tempo, e sue, secondo una traiettoria prevedibile e ferma. Gl'impulsi del troppo debole sangue, i contegni imposti, le cerimonie della storia, tutto congiura a chiuderla nella trappola del suo delitto. Esempio – che il [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] reinventa, e su cui si china con angoscia, stupore e misericordia – della cesura minima che separa, l'una dall'altra, le responsabilità di ciascuno. (p. 142) *L'[[Innominato]]. Montuoso e solitario, come il suo castello, il brigante innominato. Senza un amico né una donna. Con mani e sogni sporchi di sangue ma, nel cuore, un'«uggia» misteriosa, e insieme un barlume di bene e una nostalgia, come «la rimembranza della luce in un vecchione accecato da bambino» (detto per altri, ma vale per lui). Da qui la sua interminabile notte di passione, la sua doglia impervia e dolorosa, finché, in un'alba di cenere, l'uomo nuovo venga alla luce. Splendida rivitalizzazione d'un usato stereotipo gotico, nel segno di una coscienza religiosa che fra fede e ragione non esita a scegliere entrambe. (p. 145) *Prestate a Julien Sorel un aiutante di campo come Vautrin e uno scacchiere di battaglia più ricco che non sia la Franca Contea; non gli manchi la prestanza, il gusto del conversare, un guizzo d'ironia come maschera d'una avidità animale («bramò... il potere dell'aquila, che strappa dalle pianure sino al suo nido la capretta bianca ancora dalla sua poppa»), gli si conceda (non guasta) qualche scrupolo di tanto in tanto, a salvaguardia d'un protagonismo dove il lettore si riconosca; abbia (paga una donna ricca, non è magnifico?) un alloggio, una carrozza, qualche vestito di gran sartoria... Cosa manca perché, lanciata la sfida, [[Eugène de Rastignac|Eugenio de Rastignac]] inizi la sua Campagna d'Italia? (p. 159) *Mesmeriche Ligeie, cavalli a galoppo nella tempesta, specchi abitati da ombre, Morti Rosse e Pesti truccate da re... Ma l'iconografia gotica, più che un'eredità di spaventi scolastici è in [[Edgar Allan Poe|Poe]] il suo stesso cardiogramma, mentre soccombe al mal di mare dell'invisibile. Lui che pretendeva di mettere le briglie al caos, di costruire ua poesia come si costruisce, con regolo e filo a piombo, un casa... E allora si veste da [[Auguste Dupin]], e con l'aiuto dell'ultimo pezzetto di cervello che l'alcool gli ha risparmiato, traccia su una lavagna la grande superstite sezione aurea di una verità di ragione. (p. 175) *La tracotanza allegra di [[D'Artagnan (personaggio)|D'Artagnan]], la sua povertà, i suoi pennacchi... Quante adolescenze ci si sono impennacchiate allo specchio! Convinte che, il torto e il diritto, basti un colpo di spada a spartirli; e che la via sia una festa e giostra di creste, sproni e chicchirichì. E tuttavia il guascone non è un innocente: il suo liscio coraggio, la sua bravura professionale di ammazzasette, la lealtà melodrammatica ai riti dell'onore e dell'amicizia, non sono senza qualche spirito e controcanto ironico, tragico addirittura: come quando dalla sponda del fiume vede levarsi sotto la luna la mannaia del carnefice sulla gola pallida di Milady. (p. 186) *«A Novel without a Hero»: il sottotitolo di ''[[La fiera della vanità|Vanity Fair]]'' parrebbe volerci tagliare le gambe. Ma vuol solo dire che qui, nella fiera, non sono in vendita i soliti eroi tutti d'un pezzo, le adamantine o nefande anime romantiche, ma si esibisce la guerra tutta, il cinema inesauribile dei sentimenti, così come pulsa e brulica in uno, due, cento esseri vivi. In Amelia e Becky, per esempio: l'una docile, fedele, abbandonata ai propri moti dell'animo; l'altra spregiudicata, combattiva, sinuosa, una forza della natura nel suo vitalismo da piccola belva. (p. 193) *«Tutti gli oggetti visibili, amico, sono solo maschere di cartone» ci avvisa [[capitano Achab|Achab]]. E noi chiediamo: chi è Achab, chi è Moby Dick? Un demone e un dio, certo, ma come si scambiano le parti? O non sono forse demoni entrambi, entrambi {{sic|dii}}? A meno che non recitino solo l'avventurosa fiaba d'una balena e d'un pescatore di Nantucket, un vendicativo scorridore d'oceani, sul cui capo turbinano le bibliche ossessioni di chi ha vegliato troppo sul [[Libro di Giona]]. Non importa: a noi lettori di quindici o sessant'anni basta solo il picchio sul cassero di quella gamba d'avorio in osso di capodoglio; e il subitaneo sparire e ricomparire, fra due spume bianche, d'una groppa bianca, irta di ramponi spezzati, dannata a non poterne morire. (p. 205) *Coi «Miserabili» la società, e sia pure secondo scenogrammi di esorbitante teatro, si processa allo specchio, e si vede brutta. [[Jean Valjean|Jean]] disegna così, con le sue spalle di scaricatore e la sua sostanziale malinconia, una parabola-tipo di ingiustizia, sofferenza e redenzione, da Valjean a Madeleine a Fauchelevent a Leblanc. Vittima della macchina civile, ma forse è più giusto dire bullone spanato nell'ingranaggio, egli porta in una Parigi di palazzi e di fogne la sua solitudine di malfattore braccato e martire, a cui alla fine non mancherà una morte edificante per essere santo. (p. 224) *{{NDR|Su [[Gavroche]], personaggio de [[I Miserabili]]}} Statuetta del monello parigino, cencioso miscuglio di bambino e di adulto, insegna di arroganza festosa e di causticità meloeroica. Di lui è giocoforza ricordare il pittoresco abitacolo in Piazza della Bastiglia, nel ventre dell'elefante; e il suo morire, come se provasse un giocattolo nuovo, e sfiorando con grazia l'enfasi del sublime, davanti alla barricata di Via Chauvrière. (p. 228) *L'adolescenza amorosa di [[Nataša Rostova|Natascia]], e i baci rubati, le corse in slitta, i giochi con la neve, gli abiti di raso, il caro ''babillage'' con le amiche... Natascia al ballo 1810, come la ricorda, nella sua tenda di ferito, Andrea a Borodino: «col suo collo sottile, il volto felice e spaventato, pronto all'entusiasmo»... (p. 237) *[[Alice (Alice nel Paese delle Meraviglie)|Alice]] è volta a volta gigantessa e nana, nell'al di là, pozzo o specchio, dove un sonno-sesamo l'ha precipitata. Le presenze adorabili e inverosimili che le tocca riconoscere, come si sfogliano le immagini di un bestiario a colori o le reliquie d'un incantesimo, non servono che a far da platea al suo duello pacifico con l'insensatezza speculare del vocabolario e del mondo. Sicché è senza paura che la vediamo, sotto l'occhio fotografico del reverendo, incamminarsi a prendere in una radura il tè del cappellaio matto. (p. 242) *[[Rodion Romanovič Raskol'nikov|Raskolnikov]] rivede in sogno la stanza dell'usuraia e vi sente una mosca ronzare. È lui la mosca fra quattro mura, che la tarantola Porfirio, gran poliziotto d'anime, aspetta nella sua tela. Ma il giovane egolatra, erede di Sorel e Rastignac nel teorizzare il napoleonico diritto al delitto, finirà pubblico penitente sulla piazza Sennaja ed ergastolano redento fra i reietti più reietti della terra. (p. 246) *Svegliarsi una mattina cambiati in un sozzo insetto, e a chi non è successo una volta? [[Gregor Samsa|Gregorio Samsa]], dunque, se ne stupisce meno che non ne soffra. Gli toccherà assuefarsi a convivere con questa infezione nascosta, esiliarsi nella vergogna delle sue inette e striscianti zampine, finché la morte non lo consoli: metafora di uno stato di alienità e solitudine senza speranza, da cui si leva, fra macchie di escrementi e bave, pietosamente un'implorazione. (p. 371) *La famiglia, la chiesa, la patria: triplice odiosamato Minotauro a guardia del labirinto dove il [[Stephen Dedalus|giovane artista]], guardando il cielo, prova in segreto le sue ali di cera. Né saprà mai cancellarsi appieno dallo spirito, anche quando avrà rifiutato di pregare al capezzale della madre morente, quelle stimmate aquinati e cattoliche, o il ricordo della folla in preghiera ai funerali di Parnell. Per intanto egli cresce fra sozzure ed estasi, nere pozze di vita e ineffabili epifanie, ignaro ancora se il suo destino avrà nome dal martirio di Stephen o dall'evasione di Dedalo. O se l'aspetta in fondo alla via una lapide con su scritto: Stefano Icaro. (p. 393) *Il 16 giugno 1904 [[Leopold Bloom|Ulisse-Bloom]] esce di casa per affrontare, come ogni giorno, i lestrìgoni e le nausiche della sua vita. È un ebreo, un segnato: che s'è convertito, ed è dunque segnato due volte. Aveva un figlio, e l'ha perduto; ha una moglie, ma ne è tradito. Eppure non è un uomo infelice. Ma, spontaneo o ipocrita, cavalleresco o sordido, porta a spasso per una [[Dublino]] ch'è la stessa città dell'universo, con purgatori, inferni e paradisi senza numero, il suo tondo famelico occhio, i suoi sensi in allarme, la sua coscienza brulicante e inesausta, la forza cordiale di cangiare la sua meschina giornata in una leggenda tragicomicoeroica. Come vorrebbe, e non sa, ciascuno di noi. (p. 406) *I personaggi dell'[[Ulisse|Ulysses]], parola di Svevo, camminano «col teschio scoperchiato». Diversamente lui, [[Zeno Cosini]], uomo cosa, uomo di troppo, quanto più sembra frugarsi e svelarsi, tanto più si nasconde dietro malefedi e schermi d'umore, coltivando – in guerra col medico che potrebbe, magari, guarirla – la sua nevrosi come un privato vizio da camera. Eroe rovesciato di un'esistenza d'atti mancati e disguidi, al quale rimane un sogno soltanto, di giudizio e salvezza universale: la terra che galleggi, esplosa e vacante d'uomini, nel silenzio degli spazi purificati. (p. 419) *{{NDR|Sul [[Commissario Maigret]]}} Un poliziotto che ha famiglia, dopo tanti implacabili celibi. Con la sua pipa, i grandi fazzoletti, le scarpe campagnuole, da veterinario o curato, con cui batte il {{sic|pavè}} color ferro di una Parigi di piogge e soli, da un bistrò a una portineria, per scale che stillano confessioni da tribunale, fra mura che nascondono grida e grovigli di vipere quiete. Senza abboccare mai alle esche inique dell'immaginazione, alle lusinghe a volte fallibili della ragione: ma lasciandosi impregnare naso e cappotto dagli odori decisivi del delitto. E allora, con tristezza, con dura pietà, lo colpisce. (p. 448) ==''Il malpensante''== ===''Gennaio''=== *''Exercitum in hiberna deduxit'', condusse le truppe nei quartieri d'inverno... Così Cesare termina ciascuno dei commentari gallici. È probabile che aspettasse quei giorni d'ozio e quella luce di neve per dettare le sue gesta a uno scriba. Altrettanto dovrebbe ciascuno di noi, serbando all'azione le rimanenti stagioni. (p. 9) *Solo negli [[empietà|empi]] sopravvive oggigiorno la passione per il divino. Nessun altro si salverà. (p. 9) *L'[[immaginazione]] è "la pazza di casa"<ref>Definizione della fantasia data da [[Teresa d'Ávila]].</ref>, m'insegnarono al liceo. La [[realtà]] è peggio, risposi: è la scema del villaggio. (p. 9) *La [[morte]] è uno sverginamento. Portasse anche a una gravidanza! (p. 10) *[[Morte|Morire]]. Non fosse che per fregare l'[[insonnia]]. (p. 10) *[[Nascita|Nascere]] è umano, perseverare è diabolico. (p. 10) *"Mi spaventa [[possesso|possedere]] chi amo, mi spaventa amare chi possiedo." Così disse Adamo e spartì eros e amore. Ma Eva non era contenta. (p. 10) *Bisogna che abbiamo un'idea molto primitiva dell'[[eternità]] se facciamo tanto caso del morire a trenta o a cent'anni. (p. 11) *Il sonno è amore di morte, l'insonnia paura di morte. (p. 11) *Metà di me non sopporta l'altra e cerca alleati. (p. 12) *E se Dio avesse inventato la [[morte]] per farsi perdonare la vita? (p. 13) *L'[[amore]], come ogni buon rigorista, prima di tirare non piglia troppa rincorsa. (p. 13) *Metri, metronomi, meridiane... L'uomo presume, misurando lo spazio e il tempo, di vincerli, mentre sono essi che misurano lui. (p. 13) *[[Morte|Morire]] sarà, su per giù, come quando su una vetrina una saracinesca s'abbassa. (p. 14) *Un'[[idea]] innaffiata dal sangue dei [[martirio|martiri]] non è detto che sia meno stupida di un'altra. (p. 15) *Dev'esserci un motivo se fu scelto il [[cavolo]] a fingere il sito della generazione. (p. 15) *Vi sono due razze di [[stupidità|stupidi]]: quelli che credono a tutto e quelli che non credono a niente. Purtroppo io appartengo a entrambe. (p. 16) *La [[parola]] è una chiave, ma il [[silenzio]] è un grimaldello. (p. 17) *Fra imbecilli che vogliono [[cambiamento|cambiare]] tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere! (p. 17) ===''Febbraio''=== *I [[pregiudizio|pregiudizi]] han più sugo, talvolta, dei giudizi. (p. 19) *''[[Hic et nunc|Hic]]'': lo spazio; ''Nunc'': il tempo. Due tappeti volanti, due scale mobili su cui immobile avanzo. E [[Zenone di Elea|Zenone]] non mi aiuta. (p. 19) *[[Problema dell'esistenza di Dio|Se Dio esiste]], chi è? Se non esiste, chi siamo? (p. 19) *Le dissi che l'amavo. Incassò la notizia come uno ''chèque''. (p. 19) *Siamo i ricordi di Dio? Siamo le sue traveggole? (p. 20) *Lodato sia [[Miguel de Cervantes#Don Chisciotte della Mancia|don Chisciotte]]! Che seppe con tanto anticipo di secoli riconoscere un furibondo gigante sotto la maschera di un innocente mulino. (p. 20) *Non sono complicato, ma contengo una dozzina di anime semplici insieme. (p. 20) *So di anime che ai [[ricordo|ricordi]] si consegnano come una fortezza di vigliacchi apre le porte al nemico. (p. 21) *Non c'è [[scrittore]] che non somigli al serpente dell'Eden. Solo che spesso la mela è marcia. (p. 21) *I [[ricordo|ricordi]] ci uccidono. Senza memoria, saremmo immortali. (p. 21) *È un bluff? Non è un bluff? Fra poco muoio e lo vedo. (p. 22) *[[Scrivere]] è continuare, inseguire al di là della tenebra quel fanalino fuggente che è l'uomo. (p. 22) *Com'è che, esente da segreti vergognosi, tutta la mia vita mi pare un segreto vergognoso? (p. 23) *Molte [[donna|donne]] si vestono bene, ma tutte si spogliano male. (p. 24) *È più facile amare gli altri che [[amor proprio|sé]]. Degli altri si conosce il meglio, l'antologia... (p. 24) *I [[giovinezza e senilità|giovani]] hanno mangiato i [[giovinezza e senilità|vecchi]]. Quanto a digerirli... (p. 24) *Per distrarsi dalla morte l'uomo inventò la [[storia]], questo ''happening'' da un soldo. (p. 25) *In ogni [[buongustaio]] sonnecchia uno sciocco. Svegliatelo se volete che il pranzo passi in fretta. (p. 26) *Scrivo [[poesia|poesie]] che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo. (p. 26) *Resta dubbio, dopo tanto discorrere, se le donne preferiscano essere prese, comprese o sorprese. (p. 26) *[[Innamoramento|Innamorarsi]] è un lusso, chi non può permetterselo finge. (p. 27) *La [[guerra]], una doppia violenza: non solo ci sforza a morire, ma addirittura a uccidere. (p. 27) *In un mondo d'[[Arrivismo|arrivisti]] buona [[Regole dai libri|regola]] è non partire. (p. 28) ===''Marzo''=== *L'[[ossimoro]] non è una ridondanza ma una contrazione, non uno scialo ma un'economia. (p. 30) *"Una [[biblioteca]]", dice [[Ralph Waldo Emerson]], "è un harem".<ref>In ''Società e solitudine'', 1870.</ref> E se fosse una polveriera? (p. 30) *Il [[pacifismo]] è guercio ma il [[bellicismo]] è cieco. (p. 30) *Molte morti sono suicidii truccati. (p. 30) *Chissà perché quando mi rado nel bagno, se provo a canticchiare un motivetto moderno, mi taglio. (p. 30) *Questo luttuoso lusso d'essere [[Sicilia|siciliani]]. (p. 31) *Essendo stato molto vecchio da giovane, mi sia concesso da vecchio qualche lume di gioventù. (p. 31) *Irresistibile attrazione che esercita su certi spiriti pii l'[[empietà]]. (p. 31) *Sarò forse presuntuoso ma il mio [[specchio]] mi calunnia. (p. 32) *Un [[pene]] innamorato è spesso [[balbuzie|balbuziente]]. (p. 32) *Il [[Colosseo]], questo teschio di Roma, sotterratelo! (p. 33) *"La morte è un boscaiolo" declamai una volta, "ma la foresta è immortale." Sì, vallo a raccontare a un albero sradicato. (p. 33) *Quanto poco mi piace piacere agli altri. Come si permettono, che è questa confidenza? (p. 34) *Gira, rigira, da [[Talete]] in poi la [[filosofia]] pesta l'acqua nel mortaio. (p. 35) *Rimuginare il [[male]] senza osare mai compierlo... È così che si formano le vocazioni [[poesia|poetiche]]. (p. 36) *Insomma, sarà che siamo ottusi e il Suo riserbo ci frastorna, ma, insomma, qualche chiarezza in più, da parte di Dio, sarebbe stata augurabile. (p. 36) *Costa una fatica del diavolo conservare una [[autostima|buona opinione di sé]]. Chissà come fanno, certuni. (p. 36) *Senza note a piè di pagina, certe donne non si capiscono. (p. 36) *Se volete saperne di più su di voi, [[Origliare|origliate]] dietro le porte. (p. 36) ===''Aprile''=== *Eppure un guizzo solo di [[primavera]] basta a rendere allegra l'anima vedova, a mutare in piani di esaltata Arlecchina queste ostinate gramaglie. (p. 39) *"[[Conoscere se stessi|Conosci te stesso]]," dice il filosofo. Fossi matto! (p. 40) *Ognuno sogna i [[sogno|sogni]] che si merita. (p. 40) *[[Dio]] è migliore di quel che sembra, la Creazione non gli rende giustizia. (p. 41) *Dopo la [[pioggia]] la terra, come una ragazza un cappello di paglia azzurro, s'è messo il cielo sul capo. (p. 41) *Vi sono [[Suicidio|suicidi]] invisibili. Si rimane in vita per pura diplomazia, si beve, si mangia, si cammina. Gli altri ci cascano sempre, ma noi sappiamo, con un riso interno, che si sbagliano, che siamo morti. (p. 42) *Quel colpo di pistola ci ha risparmiato, quanto meno, i dolori del vecchio Werther.<ref>Il riferimento è al romanzo ''I dolori del giovane Werther'' di [[Johann Wolfgang von Goethe]]. Werther, alla fine dell'opera, si uccide con un colpo di pistola alla tempia.</ref> (p. 42) *Non conosco voluttà più pungente del [[lettura|leggere]], non già un libro da cima a fondo, ma, pescando a caso, qui una pagina lì un rigo, ritti in piedi, dinanzi alle cascate prodigiose d'una biblioteca. (p. 43) *Perché non si deve credere che uno [[specchio]] trattenga le immagini che ha riflesso, se d'una stella estinta ci giunge tuttora la luce? (p. 43) *Siamo ostaggi di uno che ogni giorno alza il prezzo del riscatto. (p. 44) *[[Vigilanza|Veglia]] a due, in silenzio, nel buio. Finché uno si decide e mormora all'altro: "Dormi?" (p. 44) *Finisco sempre con lo sbadigliare quando mi [[Soliloquio|parlo da solo]]. (p. 44) *Comunque vada la nostra partita con la [[vita]] finirà zero a zero. (p. 45) *La [[storia]]: impressione di assistere a una partita di calcio truccata, con spettatori ignari che si sbracciano e urlano e si menano... (p. 45) *[[Morte|Morire]] è un'inciviltà di cui, se potesse, il defunto arrossirebbe. (p. 46) *Mai saprò decidermi, riguardo all'[[uomo|umanità]], se considerarla, come diceva [[Herman Melville|Melville]], «un'accozzaglia di duplicati» oppure un sempre nuovo caleidoscopio di prodigi inconfrontabili. (p. 46) *L'[[amore]], nella maggior parte dei casi, è soltanto un prestito con cauzione. (p. 46) *La [[senilità|vecchiaia]] comincia il giorno in cui, invece di scrivere a una donna, le telefoniamo. (p. 47) *Ci vogliono [[Vizio e virtù|virtù]] a iosa per fare un [[Vizio e virtù|vizio]]. (p. 47) *Ogni uomo si cangia nel viso con gli anni, ma solo l'ultimo dei suoi ritratti, su un cuscino, gli rassomiglia. (p. 47) *Il [[dubbio]] è una passerella che trema tra l'errore e la verità. (p. 47) *Un tepore mediocre è la temperatura ideale per sopravvivere. (p. 48) *La parola ha preceduto la luce e non viceversa: ''[[Fiat lux]]'' e la luce fu. (p. 49) *Non il sonno ma l'insonnia della [[ragione]] genera [[Mostro|mostri]].<ref>{{Cfr}} [[Francisco Goya]]: «Il sonno della ragione genera mostri.»</ref> (p. 49) ===''Maggio''=== *[[Marcel Proust|Proust]], più che umido, è viscoso. (p. 51) *Se la [[vita e morte|vita]] è un refuso, la [[vita e morte|morte]] è l<nowiki>'</nowiki>''errata corrige''. (p. 51) *I miei [[sbaglio|sbagli]] erano calcoli, dunque! (p. 51) *Le [[stella|stelle]] sono varianti rifiutate della terra. (p. 52) *La [[verità e bugia|verità]] è plurale, è la [[verità e bugia|menzogna]] che è singola. (p. 52) *L'unica cosa asciutta: la [[sterilità]]. (p. 52) *I [[suicidio|suicidi]] sono solo degli impazienti. (p. 52) *Biblioteche, musei, cineteche... Non amo che camposanti. (p. 53) *I [[sogno|sogni]]: "lavoro nero", ma non pagato, della ragione. (p. 53) *Che sostanziale indifferenza, ormai, quando muore qualcuno che conosciamo. Come se riservassimo ogni nostra superstite forza di strazio ai due o tre che ci vivono accanto. (p. 54) *Il [[traduzione|traduttore]] è l'unico autentico [[lettore]] d'un testo. Non dico i critici, che non hanno voglia né tempo di cimentarsi in un corpo a corpo altrettanto carnale, ma nemmeno l'autore ne sa, su ciò che ha scritto, più di quanto un traduttore innamorato indovini. (p. 55) *Quando si è zuppi di [[ricordo|ricordi]] e stufi di ricordare, allora si comincia a morire. (p. 57) *L'unica forma di felicità che conosco è la [[noia]]. (p. 58) *Dovetti scegliere fra morte e [[stupidità]]. Sopravvissi. (p. 58) *Straordinari dolcissimi inferni della [[timidezza]]. (p. 60) *Che odore di disperazione si leva da ogni minimo oggetto d'uso appartenuto ad un morto! (p. 60) ===''Giugno''=== *Un tempo posavo ad apparire migliore di quel che ero. Poi, senza fortuna, ho posato a calunniarmi. Oggi, con fortuna ancora minore, mi sforzo di somigliarmi. (p. 61) *Foglio bianco: un [[Blocco dello scrittore|attimo di terrore]] mentre sospendo sul tasto dell'Olivetti il mio perplesso polpastrello di Damocle. (p. 62) *In me più mi rintano più scappo. (p. 63) *Le [[bandiera|bandiere]]: pannolini per popoli infantili che bagnano il letto. Visto che qualcuno muore ancora credendoci, si dovrebbe farle ruotare ogni giorno, prestare, che so io, il tricolore al Madagascar, la mezzaluna all'Italia. (p. 65) *Riconosco per mio solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico. (p. 67) *Certi amori sono soltanto sudori che si somigliano. (p. 68) *L'[[universo]]: un acrostico dove cerco di leggere Dio. (p. 68) *I [[giovinezza|giovani]] credono naturalmente d'essere immortali. Con le dovute cautele, avvertirli che si sbagliano. (p. 70) *Il miglior [[maestro]] non ha [[maestro e discepolo|discepoli]], insegna soltanto [[ipotesi]]. (p. 70) *Come ogni [[Bruttezza|brutto]] sono sempre stato oggetto di passioni disinteressate. (p. 71) *Come invecchiano oggi gli oggetti. Una [[Fiat 508 Balilla|Balilla]] è già come una colonna dorica. (p. 71) *Si può anche dannare la propria vita, se si ha [[genialità|genio]]. Se si ha solo [[talento]], è da stupidi. (p. 71) ===''Luglio''=== *Tale è la forza dell'[[abitudine]] che ci si abitua perfino a vivere. (p. 75) *Raramente fu dato un [[bacio]] che non fosse bacio di Giuda. (p. 75) *I fatti sono cocciuti, la [[morte]] è il più cocciuto dei fatti. (p. 76) *C'è chi [[alcolismo|beve]] per dimenticare: lui beve per ricordare. (p. 77) *Quando non è una lanterna magica, la [[memoria]] è un film dell'orrore. (p. 78) *Pericoloso entrare senza frustino nella gabbia dei [[ricordo|ricordi]]. Mordono. (p. 78) *Con le [[donna|donne]] accade due volte di non saper cosa dire: all'inizio e alla fine d'un amore. (p. 78) *[[Mangiare]], abitudine obbligatoria ma stupida. (p. 78) *Il [[silenzio]] è stato in fondo una inevitabile profilassi. (p. 79) *Fra [[traduzione|traduttore]] ed autore il rapporto che s'intreccia (insidie, invidie, ripicche, lusinghe) adombra una sfida carnale. (p. 80) *[[Robert Musil|Musil]]: una piramide che si regge sulla punta. (p. 80) *Il traduttore è con evidenza l'unico autentico lettore di un testo. Certo più d'ogni [[critico]], forse più dello stesso autore. Poiché d'un testo il critico è solamente il corteggiatore volante, l'autore il padre e marito, mentre il traduttore è l'amante. (p. 81) *Quante croci, il traduttore, in cambio di qualche estasi vicaria! (p. 81) *Meno credo in [[Dio]] più ne parlo. (p. 83) ===''Agosto''=== *In un mondo di inerzie [[contraddizione|contraddirsi]] rimane l'unico movimento. (p. 86) *[[Filippo Tommaso Marinetti|Marinetti]]: più un orologio a cucù che una bomba a orologeria. (p. 86) *Non ho certezze, la certezza è nemica invidiosa della verità. (p. 86) *[[Intervista|Interviste]]: saprò mai dare [[domanda e risposta|risposte]] valorose a domande stupide? (p. 87) *Uno [[Stupidità|sciocco]] che tace è la creatura più adorabile del mondo. (p. 87) *La mia [[logorrea]]: simile all'annaspare di braccia d'un naufrago che inghiotte acqua. (p. 87) *Gli [[uomo|uomini]]: forse i vermi solitari della terra. (p. 88) *I piaceri della [[vanità]] non durano in genere più di un orgasmo maschile. (p. 90) *[[Invecchiamento|Invecchiare]], sentire il corpo da complice farsi nemico: un servo che ruba alla spesa, che si finge o è sordomuto. (p. 90) *Signore, abbi pietà dei [[suicidio|suicidi]], risparmia loro l'immortalità. (p. 91) *"[[Buco nero]]", che metafora giusta per chi volle essere stella e non è più che un rimasuglio di luce, incapace di sortire e di propagarsi, sigillata per sempre a consumarsi di sé! (p. 91) *Due [[felicità e infelicità|infelicità]], sommate, possono fare una [[felicità e infelicità|felicità]]. (p. 92) *Vivo dentro di me come un ospite. (p. 92) *Il [[passato]] come fata morgana. Trasformare i ricordi in miraggi, favole, sogni di favole. (p. 92) *"Se esistesse si saprebbe in giro," disse il filosofo,<ref>Citazione ripresa nel libro ''Argo il cieco'', pronunciata dal filosofo Pietro Iaccarino.</ref> parlando di non so chi... {{NDR|Dio}} (p. 92) *[[Sociologia|Sociologo]] è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori. (p. 93) *Gli [[Assenza|assenti]] hanno una volta torto ma novantanove volte ragione. (p. 93) *[[Morte di Dio|Dio è morto]] creandoci, noi siamo un'opera postuma. (p. 93) *Chi abusa del proprio [[ingegno]] non merita misericordia. (p. 94) *Credo che in due occasioni di compleanno ci si senta improvvisamente decrepiti: a [[diciannovenne|diciannove anni]] e a [[cinquantenne|cinquanta]]. (p. 94) ===''Settembre''=== *L'[[assoluto]]: ecco un concetto che assolutamente mi sfugge. (p. 95) *[[Morte di Dio|Dio non è morto]], come dicono. Dio ci è stato amputato. (p. 95) *Curioso che ogni nostro coetaneo ci sembri, quando lo incontriamo, molto più vecchio di noi. (p. 95) *Ci vuole una certa dose di bestialità per essere un grande [[attore]]. (p. 95) *Uno dei trucchi dell'[[assurdo]] è di vestirsi da [[verosimile]]... Non c'è ora della nostra giornata in cui non ci sfilino davanti siffatte maschere di carnevale. (p. 96) *Ricambio più facilmente il male col [[bene]], anziché il bene col bene. Tanto mi ripugna rendere colpo per colpo. (p. 96) *Chi scrive per il suo tempo, disperi di sopravvivergli. (p. 96) *Un grande [[scrittore]] è di solito meno intelligente di molti scrittori minori. (p. 96) *Quanti [[assassino|assassini]] sarebbero rimasti cittadini dabbene se non avessero avuto una domenica libera. (p. 96) *Una [[passione]] è il totale di due malintesi. (p. 97) *Il primo segno d'amore consiste nel trasformare un essere che ci era domestico in un demone sconosciuto. (p. 97) *Non vedo perché sia legittimo amare insieme [[Domenico Cimarosa|Cimarosa]], [[Johann Sebastian Bach|Bach]] e [[Igor' Fëdorovič Stravinskij|Stravinskij]] e sia da fedifraghi amare a un tempo Carolina, Claudia e Maria. (p. 97) *Vivere al di sopra dei propri mezzi, lo fanno in tanti. Morire, nessuno. (p. 97) *Spesso in [[amicizia|amico]] cerchiamo niente più che un orecchio. (p. 98) *La [[calunnia]] disinteressata è, in chi la propala, indizio certo di virtù letteraria. (p. 98) *Una [[carezza]] non lascia su un viso più impronte che una musica nell'aria. (p. 99) *Fiduciose [[formica|formiche]]! Che vanno e vengono, e trascinano pesi enormi, e scavano tane profonde. Senza vedere la mia scarpa che incombe. (p. 99) *Pochi si rendono conto che la loro [[morte]] coinciderà con la fine dell'universo. (p. 99) *Qualunque cosa si dica, la [[vita e morte|vita]] è più antica e più forte della [[vita e morte|morte]]: nulla è morto che non fosse prima nato. (p. 99) *Dio violentò l'Eternità: nacque un frutto della colpa e fu il [[Tempo]]. (p. 103) *È per noia che l'Infinito ha inventato limiti e spazi. Per noia li distruggerà. (p. 103) *Nessuna ingratitudine è pari a quella di ciascuna [[generazione]] nei riguardi della precedente. (p. 103) *Quanto male è nato dal pregiudizio che il [[biasimo]] sia intelligente e l'[[elogio]] stupido. (p. 104) *Strano che un [[presunzione|presuntuoso]] possa essere anche un invidioso. (p. 104) *Una [[verità]] è pericolosa quando non somiglia a un errore. (p. 104) *La [[speranza]] è una specie di scarlattina infantile che ci portiamo dietro tutta la vita. (p. 104) *Questo atroce privilegio di vedere in ogni vivente un morto in incubazione... (p. 105) *Capita a volte di sentirsi per un minuto [[felicità|felici]]. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa. (p. 105) *Ci sono due cose che, per farle, esigono buona salute: l'amore e la rivoluzione. (p. 105) *Il libro per l'isola? Un [[dizionario|vocabolario]]. (p. 106) ===''Ottobre''=== *[[Autunno]], stagione sleale. (p. 109) *Si firmerebbero poche dichiarazioni di [[guerra]] se chi le dichiara dovesse per legge firmarle col proprio sangue. (p. 109) *Per fortuna gli [[eroismo|eroi]] muoiono di morte violenta. (p. 109) *Che ci vuole a scrivere un [[libro]]? [[Lettura|Leggerlo]] è la fatica. (p. 110) *La [[felicità]] esiste, ne ho sentito parlare. (p. 111) *[[Verginità|Vergini]] da espugnare come un bunker, rocciose roccaforti del sesso. (p. 112) *Certi [[poeta|poeti]] odierni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD. (p. 113) *Diffidate degli [[ottimismo|ottimisti]], sono la ''claque'' di Dio. (p. 114) *L'[[amore]]: un sentimento inventato. Ciò che conta è il gioco della seduzione, il rituale di piacere a qualcuno. (p. 115) *Ricordo male le donne belle: un viso che abbaglia impedisce l'osservazione tranquilla. (p. 115) *Un bel trucco per sedurre il [[lettore]] consiste nel dargli quel senso di superiorità che deriva dal saperne più dei personaggi che si vede agire davanti. Come quando sullo schermo un uomo avanza e noi vediamo il sicario che lo aspetta dietro l'angolo. Superbi di dominarne la sorte dalla nostra oscura poltrona, ma ignari che il regista ci sta scaltramente manovrando a sua volta. (p. 118) *Vivere in incognito, come Dio. (p. 119) *Dicono che l'[[Homo neanderthalensis|uomo di Neanderthal]] morì perché non sapeva parlare. Noi periremo per non aver saputo tacere. (p. 119) *La [[prosodia]] come architettura salvifica e simbolica dell'universo. (p. 119) ===''Novembre''=== *Il [[poeta]]: dulcamara, sciamano, fanciullino? (p. 121) *Io: un paesaggio che m'è venuto a noia. (p. 122) *Si asciugano presto le lacrime per una pena che non ci riguarda (p. 122) *[[Sconfitta|Perdere]] è un dovere civico, la residua dignità di chi vive. (p. 125) *Di [[sonnambulismo|sonnambuli]] e sonnambule sono piene le carte. Non ne ho mai conosciuti. Sarebbe bello se si trattasse di un male inventato, delle strologherie di un poeta. (p. 126) *Come si fa ad [[amor proprio|amarsi]] vivendo con se stessi 24 ore su 24? (p. 127) *''Dubbio''. Se l'uomo sia una macchina fatta per [[vita e morte|vivere]] ovvero per [[vita e morte|morire]]. (p. 128) ===''Dicembre''=== *Una [[stroncatura]] è la base più solida di un'amicizia. (p. 132) *L'amore e l'amicizia, quanto se n'è parlato. Sull'[[ammirazione]] si è reticenti, deve esserci un motivo. (p. 133) *In [[provincia]] conosco ammirazioni intransigenti e irriflessive quanto un amore. (p. 133) *L'[[ammirazione]] si cristallizza con l'amore. (p. 133) *Com'è facile oggi essere intelligenti, che scialo d'[[intelligenza]] si fa! E com'è poco rispettabile, ormai, l'intelligenza, com'è noiosa! (p. 134) *L'[[ironia]] di Dio. Solo un Dio ironico saprei pregare. (p. 135) *Tutti al mondo sono [[poeta|poeti]], perfino i poeti. (p. 135) *Detesto le [[utopia|utopie]]: non chi le consuma ma chi le spaccia. (p. 136) *La [[fama]] è la gloria venduta a saldo, con gli [[sconto|sconti]] di fine stagione. (p. 138) *A frenarmi dall'ammazzare qualcuno sarebbe, prima d'ogni remora morale, l'inettitudine. Quanto a me, volessi anche ammazzarmi, mi servirebbe un liberto. (p. 138) *[[Grido]], è vero, ma a fior di labbro. (p. 139) *Insomma: vivere per dimenticare o vivere per ricordare? (p. 140) ==''L'uomo invaso''== *[...] "Dimmi, quali libri pensi che [[Daniel_Defoe#Robinson_Crusoe|Crusoe]] porterà sulla spiaggia dell'isola la prossima volta? O piuttosto, poiché i suoi bagagli saranno presumibilmente tascabili, quale unico libro?" Stavo per aprir bocca, mi fermò con la mano: "La ''[[Bibbia]]'', il ''[[Mahābhārata]]'', il ''[[Karl_Marx#Il_Capitale|Capitale]]'' spiegato al popolo? Mai più, bensì la più aggiornata edizione d'un ''Dizionario di citazioni: Dispar et unum'', ''La Mela d'Eva'', ''L'abbecedario supremo'', o come diavolo si chiamerà..." (da ''L'ingegnere di Babele'', p. 67) *Non c'è nessuno fra i tropi della retorica che valga la [[sineddoche]], la particola in cambio del tutto. Nessuno che possegga altrettanto potere di allusione e di illusione. Non per nulla se ne usa promiscuamente così nelle sublimità dell'Eucaristia come nelle prosaiche ricette della medicina omeopatica... Senza dimenticare il costume pio degli antichi di chiudere accanto al sepolto, per viatico funerario e riassunto della sua vita, granelli di frumento, pettini d'osso e monili... (da ''L'ingegnere di Babele'', p. 67.) *Ammira il [[modellismo navale statico|veliero dentro la boccia]]. Un trealberi in miniatura, dipinto di rosso carminio, con l'anagrafe ''Maris Stella'' pennellata in nero sulla fiancata; completo di velame in entrambi i quartieri di poppa e di prua; buono ancora a orzare e a poggiare, se solo non fosse costretto in secca entro questo tranello di vetro, dopo tanta guerra di turbini... Il bambino misura col dito l'angustia dell'orifizio, la confronta attonito con la mole del bastimento e si sente il pensiero fuggire fra le dita come una sabbia. (da ''Felicità del bambino punito'', pp. 131-132) *O [[cielo]]! [...] Sei bello. Arcibello. Tu e le tue [[nuvola|nuvole]], le quali non si capisce che simulacri siano, e di che. Se cifre geroglifiche e pedagogiche; o crolli d'alti castelli; o rassegne di flotte regali; o processioni di sogni... Fino a quando un mattino, oggi per esempio, un vento le disfa, una calura le squaglia, e tu ridivieni di colpo questo schietto cristallo di rocca, questo duro orbe di blu, la pupilla d'un guercio, onniveggente dio... [...] Come vorrei, insondabile cielo, starmene a guardia di te, per il tempo che m'avanza! Da una garitta di torre, con la sola compagnia d'un bicchiere d'acqua e d'un pane. Per capire se sei smeraldo senza peccato o perla scaramazza, viscere del tutto o fauce del niente... Di cui si dice che non hai confini, ma altri dice che t'incurvi e avvolgi a morderti la fiammeggiante coda... E inanelli lune con soli, e intrecci albe e tramonti, saetti zig zag di fulmini entro il fogliame delle galassie... Serpente cielo. Albero cielo. Giusto, arcano, bellissimo, arcibellissimo cielo! (da ''La bellezza dell'universo'', p. 136) *Tu, [[mare]], innumerevole lingua. Che ti conformi a lambire le più piccole rientranze di scoglio non meno che i golfi amplissimi dei continenti. E ora fiotti, lusinghevole e blando, ora ruggisci con tutte le buccine e le cornette del finimondo. Cupolone di umida tenebra sulla fronte dell'affogato; compiacente grembo all'ingresso del cimentoso bagnante... Mare, che devo dirti, se non che selvaggio m'affascini e tenero m'innamori? E che ogni volta mi sembra, mirandoti, che niente, meglio del tuo essere e non essere e riessere, somigli alla natura di Dio? (da ''La bellezza dell'universo'', p. 138) ==''La luce e il lutto''== *Vi è una [[Sicilia]] «babba», cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia «sperta», cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è una Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell'angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una, infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio... (da ''L'isola plurale'', p. 18<ref>1997, p. 14.</ref>) *Tante Sicilie, perché? Perché la Sicilia ha avuto la sorte di ritrovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione. Soffre, la Sicilia, di un eccesso d'identità, né so se sia un bene o sia un male. Certo per chi ci è nato dura poco l'allegria di sentirsi seduto sull'ombelico del mondo, subentra presto la sofferenza di non sapere districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del proprio destino. (da ''L'isola plurale'', p. 18<ref>1997, pp. 14-15.</ref>) *Capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l'oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l'espatrio o ci lusinghi l'intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L'insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi. (da ''L'isola plurale'', pp. 18-19<ref name=quindici>1997, p. 15.</ref>) *Ogni siciliano è, difatti, una irripetibile ambiguità psicologica e morale. Così come l'isola tutta è una mischia di [[lutto]] e di luce. Dove è più nero il lutto, ivi è più flagrante la luce, e fa sembrare incredibile, inaccettabile la morte. Altrove la morte può forse giustificarsi come l'esito naturale d'ogni processo biologico; qui appare come uno scandalo, un'invidia degli dei.<br>Da questa soperchieria del morire prende corpo il pessimismo isolano, e con esso il fasto funebre dei riti e delle parole; da qui nascono perfino i sapori cupi di tossico che lascia in bocca l'amore. Si tratta di un pessimismo della ragione, al quale quasi sempre s'accompagna un pessimismo della volontà. [...]<br>Il risultato di tutto questo, quando dall'isola non si riesca o non si voglia fuggire, è un'enfatica solitudine. Si ha un bel dire – io per primo lo dico – che la Sicilia si avvia a diventare Italia (se non è più vero, come qualche savio sostiene, il contrario). Per ora l'isola continua ad arricciarsi sul mare come un'istrice, coi suoi vini truci, le confetture soavi, i gelsomini d'Arabia, i coltelli, le lupare. Inventandosi i giorni come momenti di perpetuo teatro, farsa, tragedia o Grand-Guignol. Ogni occasione è buona, dal comizio alla partita di calcio, dalla guerra di santi alla briscola in un caffè. (da ''L'isola plurale'', p. 19<ref>1997, pp. 15-16.</ref>) *Fino a quella variante perversa della liturgia scenica che è la mafia, la quale, fra le sue mille maschere, possiede anche questa: di alleanza simbolica e fraternità rituale, nutrita di tenebra e nello stesso tempo inetta a sopravvivere senza le luci del palcoscenico. [...] Non è tutto, vi sono altre Sicilie, non finirò di contarle. (da ''L'isola plurale'', pp. 19-20<ref>1997, p. 16.</ref>) *Viaggiare, voglio dire, s'apparenta alle due più esclusive ed esaltanti esperienze dell'uomo: amare e creare. Saper viaggiare è cosa creativa quanto una seduzione d'amore, una bella pittura, una frase musicale assoluta. Ove poi il luogo da visitare sia l'isola che dico io, ombrosa e lucente, gremita di vita e di morte, crogiolo di razze e crocevia di secoli, l'impresa risulterà più che mai portatrice di turbamento e di rischio: se ogni viaggio significa una scommessa di conoscenza e felicità, il viaggio in [[Sicilia]] è un esame senza confronto, è l'Esame. (da ''[[Roger Peyrefitte|Peyrefitte]] e Sicilia o del viaggiare all'antica'', 1997, p. 56) *Bisogna essere intelligenti per venire a [[Ragusa Ibla|Ibla]]. E convengo ch'è una discriminazione maleducata, non so quanto abbia da guadagnarne il turismo locale. Fatto sta che ci vuole una certa qualità d'anima, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia; ma anche si pretende la passione per le macchinazioni architettoniche, dove la foga delle forme in volo nasconde fino all'ultimo il colpo di scena della prospettiva bugiarda. Ibla è città che recita con due voci, insomma. Talvolta da un podio eloquente, più spesso a fior di labbra, in sordina, come conviene a una terra che indossa il suo barocco col ritegno d'una dama antica. (da ''Ibla'', 1997, p. 60) *«Horloge, dieu sinistre, effrayant, impassible<ref>''Orologio, dio sinistro, spaventoso, impassibile.''</ref>»... Ma quando mai, l[[Orologio astronomico di Messina|'orologio del Duomo di Messina]] è un marchingegno per caroselli e parate da palcoscenico, a [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] non avrebbe messo paura. Tanto argutamente sembra volere addomesticare le scansioni truci del tempo attraverso una sfilata di amabili golem, i quali son sempre lì lì per eludere l'ingranaggio delle coincidenze meccaniche e sbrigliarsi in tarantella. [...]<br>Il visitatore che già sul traghetto abbia prestato udienza alle spiritosaggini delle Sirene e si sia doverosamente scosso dai panni l'attaccaticcio delle brume cisalpine, non abbocca alla lusinga neogotica dell'apparato, ma rimane, col naso in aria e gli occhi buoni buoni, a godersi la passerella, un'ora dopo l'altra, come davanti a un giocattolo imbandito, di quelli che il centauro faceva trovare a Ercole bambino nella calza della Befana. (da ''Messina'', 1997, pp. 62-63) *Andate a [[Noto (Italia)|Noto]], datemi retta. Vi arriverete in mezz'ora da [[Siracusa]], con gli occhi ormai sazi di viste e visioni, ma vi baserà oltrepassare l'arco della borbonica Porta Ferdinandea, e già dovrete stropicciarveli ancora dinanzi al più glorioso trofeo di pietre che sia possibile immaginare. [...] tutto, in verità, qui commuove e sorprende: entrate in una chiesa e vi scoprite un Laurana; imboccate a caso una via ed ecco sul capo vi sporgono balconi in ferro battuto, gonfi come seni, nelle cui mensole si arriccia e brulica un popolo di grifi, meduse, ghigni ridenti, chimere. Ne viene all'animo una letizia, la stessa che si prova a godersi da un palco reale un visibilio di artifizi e di luminarie. Solo che qui lo spettacolo non cessa mai [...]. (da ''Noto'', 1997, pp. 70-71) *[...] per quel che ne so io dalla mia infanzia, la [[U]] è vocale dannata, sacra a Belzebù e alla sua tribù. Guai a pronunziarla troppe volte di seguito, le parole che la contengono sono indiziate di morbo e micidiali quanto mai. Basta che la lingua s'impigli fra i denti, basta che scocchi un corto circuito di sillabe, l'accavallarsi di due fiati contigui, ed ecco che, senza intenzione, potremmo lasciarci scappare dalle labbra uno dei centomila nomi del Maledetto e, come niente, vedercelo comparire ai piedi del letto. (da ''L'orma del diavolo'', p. 81) *[...] non si vuol dire che un semplice [[Dagherrotipia|dagherrotipo]] valga a surrogare o a correggere o ad usurpare il giudizio storico: sappiamo tutti che una faccia, per quanto s'inzuppi del quotidiano che la circonda, non saprà mai esprimere che se stessa, vale a dire un granello di vita pietrificata. E tuttavia resta vero ch'essa, quel granello di vita, lo esprime nella sua integrità originaria, coi connotati irripetibili del vissuto: un ''hic et nunc'' di cui nessun archeologo del moderno dovrebbe dimenticarsi.<br>Siamo qui, se non sbaglio, nel cuore di quello che volentieri chiamerei l'eroico paradosso della [[fotografia]]. Poiché essa è di tal plurima e misteriosa natura da costringere gli estremi più risoluti a toccarsi. Rappresenta un certificato di morte ma, nello stesso tempo, una promessa di resurrezione; è un documento impassibile, ma, nello stesso tempo, una fontana di lacrime esistenziali. Più ancora: obbedisce al tempo e lo fulmina; sanziona una perdita e vi sostituisce un simulacro immortale{{sic|...}} (da ''Il clic impuro'', 1997, pp. 111-112) ==''Le menzogne della notte''== *Se è vero quel che un filosofo dice, che viaggiare significa aggiungere vita alla vita, mia madre e i miei zii di vita se ne crebbero tanta. (p. 632) *Non esitai a ubbidire, peraltro. Come tuttora non esito, persuaso che qualunque insuccesso è utile ad innaffiare il successo; e che nutre la nostra Causa forse più il morire che il vivere. Del resto, [[previdenza]] e follia in me han fatto sempre tutt'uno, né ho mai rinunziato all'impossibile con la debole scusa che era, appunto, impossibile. (p. 662) *Poiché in due modi opposti vi ho usato: ora dirigendo vigile i vostri fili, ora sedendomi quietamente a godermi le vostre sceniche esibizioni; ora avversario, ora connivente; senza mai mostrare quello che ero veramente: il puparo di tutti voi [...]. Ma sempre furioso nell'intimo,di udirvi mescere, sul davanzale del buio, le domande grandi: Dio, il male, la morte, con le piccine, di spicciola umanità; il re, la Costituzione, la felicità, la salvezza, il decoro. (p. 674) ==''Museo d'ombre''== ===Citazioni=== *Con mani odorose di lino e colla di pesce dipingeva tutto il giorno sugli intonaci delle case patrizie feste galanti e tempietti, laghi di naiadi e cirri di nuvole in cielo. Che meraviglia se a notte, stringendosi nel sonno alla moglie (Tresa, Turidda, Milina…), avvertisse in confuso al suo fianco, sotto la coltre, un tranquillo respiro di dea? (p. 33) *Reali di Francia, chi vi può scordare? All'aperto, sulle spallette dei carri, Mastro Peppino Samperi governava la vostra sorte, lavorando di spolvero e pennello sotto i nostri occhi abbagliati. Con due assi messe in croce ci foggiammo una durlindana; in sonno colpimmo al cuore mille orche e mille dragoni, liberammo Angeliche dai lunghi capelli, patimmo la frode di Gano, morimmo circondati a Roncisvalle. Al risveglio, dietro l'uscio, l'Ippogrifo non c'era più. (p. 41) *Giochi di m'ama non m'ama, occhi contrabbandieri in agguato dietro uno spiraglio d'imposta, biglietti da crepacuore, avvolti in un ciottolo e scagliati per errore funesto in grembo a una madre dal fiato di drago... Infine, poiché l'unica scelta rimasta è fra la morte e la fuga, una scala s'appoggia al balcone, la carrozza di Turi Tabbaccu ingoia la coppia e con ruote felpate s'invola verso l'irreparabile. Ne seguiranno, domani all'alba, parapiglia e minacce e anatemi da mettere i brividi; e fra meno di otto giorni, fra lacrime e risa, un'urlata assoluzione, e un abbraccio di tutti con tutti, e un banchetto che pare la fine del mondo... (p. 88) ===Citazioni su ''Museo d'ombre''=== *Quel libro che ho intitolato ''Museo d'ombre'' che cerca di recuperare dall'abisso della memoria perduta atteggiamenti, gesti, visi, mestieri scomparsi della nostra recente storia, potrebbe essere considerato una sorta di galleria di mimi, di bozzetti lanziani. Vero è che Francesco Lanza è riusciuto a ritagliarsi all'interno della letteratura siciliana un suo piccolo spazio, da petit-maître come dicono i francesi, ed è riuscito altresì a costruirsi come una specie di cellula gnomico-narrativa con venature di comico. All'interno di questa cellula si muove con una maestria e con un'agevolezza straordinarie. È veramente un peccato che in Italia, dove spesso si resuscitano libri che forse meriterebbero di restare cadaveri, non si sia pensato di rileggerlo, come merita di essere letto, come un piccolo classico.<ref name=Bufal>Da ''Un vertice letterario'' di Aldo Scimè, per Rai Teche; video disponibile in ''[http://www.regionesicilia.rai.it/dl/sicilia/video/ContentItem-d8fc6354-0b15-403a-afc8-7e6890a309ad.html Un vertice letterario]'', ''Regionesicilia.rai.it'', 1983.</ref> (Gesualdo Bufalino) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''La panchina''=== ''Catania, una giornata d'inverno.''<br> ''Sulla scena appare il viale cosiddetto «dei grandi», sparso di busti illustri, scheggiati dalle sassate, e di panchine deserte, salvo una a sinistra, su cui siede un vecchio di settant'anni.''<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ===''Qui pro quo''=== L'idea che il corso della storia, come credeva [[Blaise Pascal|Pascal]], possa dipendere dalle proporzioni d'un naso fa di solito storcere il naso agli storici.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ==Citazioni su Gesualdo Bufalino== *Anarchico e irregolare. Affabulatore incontenibile e laconico melanconico. Erudito e sbrigativo. Razionale ed esoterico. Un unicum tanto contraddittorio quanto irripetibile che si è potuto conservare grazie all'isolamento. Come alcune tribù amazzoniche o africane, o i maori australiani, Gesualdo Bufalino, autorecluso nell'assolata [[Comiso]], ha scansato le contaminazione della modernità e l'effimero delle mode. Le sue orecchie, come quelle di [[Ulisse]], sono rimaste sorde alle lusinghe delle avanguardie e delle retroguardie, dell' impegno e del disimpegno. Non a caso ha coniato il termine "isolitudine", cioè la solitudine doppia nell'Isola. Un siciliano schivo, felicemente errante nella giungla della letteratura, dove si è potuto ingozzare a sazietà delle bacche di quegli alberi rigogliosi inseminati dai Verga e dai Pirandello. Poi, da [[Baudelaire]], [[Proust]], [[Thomas Mann|Mann]], [[James Joyce|Joyce]], [[Joseph Conrad|Conrad]]. E prima di loro dai classici greci e latini. Lo scrittore comisano si può considerare il frutto migliore di quella cultura di provincia sostanziata da una schiera di professori – «intellettuali della [[Magna Grecia]]» di tenace concetto e sottile ragionamento – destinata a non mettere mai fuori la testa dalla riserva paesana. Lui stesso ha raggiunto la notorietà a 61 anni. ([[Tano Gullo]]) *Quanto poi a infastidirsi, l'unico che ne avrebbe un buon motivo è lo stesso Bufalino, se la contemplazione simultanea di tutti i suoi romanzi, racconti, saggi, elzeviri e poesie rende ancora più lampante la discrepanza fra le pretese di portentosità della sua scrittura e la timorata, inoffensiva ovvietà della sua immaginazione e del suo pensiero. Alla luce di quanto l'ha seguita, anche la ''Diceria dell'untore'' si rivela sempre più nitidamente per quello che è, un trucco, una sorta di montaggio fotografico: Serenus Zeitblom travestito da Adrian Leverkuhn, un professore di liceo alla Francesco Chiesa (o, volendo largheggiare, alla Panzini) che si atteggia a grande decadente e fa, per impressionarci, ferocissime smorfie d'agonia. ([[Giovanni Raboni]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Gesualdo Bufalino, ''Argo il cieco'', Bompiani, 1994. ISBN 8845222829 *Gesualdo Bufalino, ''[https://books.google.it/books?id=pdCgDQAAQBAJ Bluff di parole]'', Giunti, 2013 (1994). ISBN 8858761669 *Gesualdo Bufalino, ''Calende greche: {{small|ricordi d'una vita immaginaria}}'', Bompiani, 1992. *Gesualdo Bufalino, ''Cere perse'', Sellerio, Palermo, 1985. *Gesualdo Bufalino, ''Diceria dell'untore'', Sellerio, Palermo, 1982. *Gesualdo Bufalino, ''Dizionario dei personaggi di romanzo'', Oscar Mondadori, Milano, 1989. ISBN 88-04-31997-6 *Gesualdo Bufalino, ''Il malpensante. Lunario dell'anno che fu'', Bompiani, Milano, 1987. ISBN 884520118X *Gesualdo Bufalino, ''L'uomo invaso e altre invenzioni'', Bompiani, Milano, 1990. ISBN 88-452-1341-2</ref> *Gesualdo Bufalino, ''La luce e il lutto'', Sellerio, Palermo, 1988. *Gesualdo Bufalino, ''La luce e il lutto'', Sellerio, Palermo, 1997. ISBN 88-359-4202-0 *Gesualdo Bufalino, ''Le menzogne della notte'' in ''Opere: 1981-1988'', a cura di Maria Corti e Francesca Caputo, Bompiani, 2006, pp. 577-679. ISBN 8845257827 *Gesualdo Bufalino, ''Museo d'ombre'', Sellerio, Palermo, 1982. *Gesualdo Bufalino, ''Opere 1981-1988'', Bompiani, 2001. ISBN 88-452-4767-8 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Diceria dell'untore||(1981)}} {{Pedia|Le menzogne della notte||(1988)}} {{DEFAULTSORT:Bufalino, Gesualdo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 45zl8y9vexiy1e5qtzm3h2x7e7t8cmt Karl Popper 0 2589 1413615 1252137 2026-05-16T11:29:10Z ~2026-29220-48 107165 1413615 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Karl Popper2.jpg|thumb|Karl Popper nel 1990]] {{indicedx}} '''Karl Raimund Popper''' (1902 – 1994), filosofo ed epistemologo austriaco naturalizzato britannico. == Citazioni di Karl Popper == *Alla London School of Economics, circa 20 anni fa, mi fu proposto dal direttore di introdurre un corso di [[lettura rapida]]. Io gli risposi che avrei preferito l'introduzione di un corso di lettura lenta. Infatti è terribile come la lettura frettolosa di un'opera distrugga l'onestà intellettuale. È preferibile non leggere un libro, che leggerlo in poche ore e ricavare l'impressione di averlo letto; lo dico sempre ai miei studenti. (dall'intervista di Franco Foresta Martin, ''La scienza e i suoi nemici'', ''Corriere della sera'', 12 maggio 1984, p. 7. In ''Come io vedo il duemila. {{small|Sedici interviste: 1983-1994}}'', p. 42) *Chiamiamo "[[verità|vera]]" un'asserzione se essa coincide con i fatti o corrisponde ai fatti o se le cose sono tali quali l'asserzione le presenta; e il concetto cosiddetto assoluto o oggettivo della verità, che ognuno di noi continuamente usa. Uno dei più importanti risultati della logica moderna consiste nell'aver riabilitato con pieno successo questo concetto assoluto di verità. [...] Vorrei indicare nella riabilitazione del concetto di verità da parte del logico e matematico Alfred Tarski il risultato filosoficamente più importante della logica matematica moderna.» (da ''Sulla logica delle scienze sociali'', in AA. VV., ''Dialettica e positivismo in sociologia'', Einaudi, Torino, 1972) *Chiunque ha tentato di creare uno [[Stato]] perfetto, un [[Paradiso e inferno|paradiso]] in terra, ha in realtà realizzato un [[Paradiso e inferno|inferno]]. (da ''Rivoluzione o riforme?'') *Desidero mostrare quanto sia difficile e allo stesso tempo urgente continuare la battaglia di [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] contro quel vaniloquio [di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]]] insulso e piatto... Bisognerebbe aiutare almeno la nuova generazione ad affrancarsi da quella truffa intellettuale, la più grande, forse, nella storia della civiltà e della lotta contro i nemici. Sarà forse tale generazione a esaudire la speranza di Schopenhauer, che, nel 1840, affermava: "Questa colossale mistificazione è destinata a fornire ai posteri un argomento inesauribile di scherno nei riguardi della nostra epoca". La farsa hegeliana ha fatto abbastanza danni. Dobbiamo mettervi fine. Dobbiamo parlare – a rischio, magari, di insudiciarci a contatto con quella vergognosa mistificazione, che, purtroppo senza successo, fu così chiaramente smascherata cento anni or sono. Troppi filosofi hanno ignorato gli ammonimenti instancabilmente ripetuti da Schopenhauer; e li ignoravano non tanto a proprio danno (perché a loro non andava poi troppo male) quanto a danno dei loro discepoli e a danno dell'umanità. (da ''Falsche Propheten. Hegel, Marx und die Folgen'', Bern, 1958, p. 43) *[[David Hume|Hume]] ha perfettamente ragione quando afferma che l'[[induzione]] non può essere giustificata in alcun modo. (citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 153. ISBN 9788858014165) *Il [[metodo scientifico|metodo della scienza]] è razionale: è il migliore che abbiamo. Perciò è razionale accettare i suoi risultati; ma non nel senso di confidare ciecamente in essi: non sappiamo mai in anticipo dove potremmo essere piantati in asso. (da ''Poscritto alla logica della scoperta scientifica'', a cura di Alberto Arosi, W.W. Bartley e Roberto Festa, traduzione di Margherita Mancini e Sabrina Benzi, Il Saggiatore) *Io sostengo che una delle caratteristiche di una società aperta sia di tenere in gran conto, oltre alla forma democratica di [[governo]], la [[libertà]] di associazione, e di proteggere ed anche incoraggiare la formazione di sotto-società libere, ciascuna delle quali possa sostenere differenti opinioni e credenze.<ref>Da ''Conoscenza oggettiva. Un punto di vista evoluzionistico'', traduzione di Arcangelo Rossi, Armando Editore, Roma, 2002, p. 280-281.</ref> *La differenza principale fra [[Albert Einstein|Einstein]] e un'[[ameba]] è che Einstein ''cerca coscientemente l'eliminazione degli errori''. Egli cerca di uccidere le sue teorie: è ''coscientemente critico'' delle sue teorie che, per questa ragione, egli cerca di ''formulare'' esattamente piuttosto che vagamente. Ma l'ameba non può essere critica riguardo alle sue ipotesi; non può essere critica perché non può ''fronteggiare'' le sue ipotesi: esse sono parte di sé. (Solo la conoscenza oggettiva è criticabile: la conoscenza soggettiva diviene criticabile solo quando diviene oggettiva. E diviene oggettiva quando noi diciamo ciò che pensiamo e ancor più quando lo ''scriviamo'' o lo ''stampiamo'') (CO, 46).<ref name="Popper_1997" /> *{{NDR|Sul [[sistema proporzionale]]}} L'idea di avere un [[Parlamento]] [...] che sia in ogni sfumatura lo specchio dell'intera popolazione è una soluzione politica romantica e sciocca che non può funzionare. [...] un simile sistema di voto favorisce sproporzionatamente i piccoli partiti. I grandi partiti infatti, se si trovano nell'impossibilità di formare un governo, sono costretti a fare appello ai partitini, i quali vengono così a godere{{sic|,}} di un'importanza molto maggiore di quella reale delle minoranze che rappresentano. Così si arriva all'assurdo che finiscono per essere i piccoli partiti l'ago della bilancia nel dirigere il paese. Ma questo è il contrario dell'idea stessa della rappresentanza democratica: è come una democrazia che sta con i piedi all'aria e la testa in giù. Una situazione del genere è tanto più negativa in quanto priva del senso di responsabilità i grandi partiti. I quali dicono: "Ma noi non siamo responsabili, la colpa è dei votanti" [...]. (dall'intervista di Luciano Ferreri, ''Attenti ai pericoli della democrazia'', ''L'Europeo'', 2 novembre 1990. In ''Come io vedo il duemila. {{small|Sedici interviste: 1983-1994}}'', introduzione di Massimo Baldini, Armando Editore, Roma, 1998, p. 99. ISBN 88-7144-786-7) *L'unità dell'Occidente su un<nowiki>'</nowiki>''unica idea'', su una ''sola'' fede, su un'''unica'' religione, sarebbe la fine dell'Occidente, la nostra capitolazione, il nostro assoggettamento incondizionato all'idea totalitaria (da ''Come io vedo la filosofia e altri saggi'', Armando Editore, Roma, 2005, [https://books.google.it/books?id=E71VDwAAQBAJ&lpg=PT142 p. 142] ISBN 8883589998) *La ricerca della verità è possibile soltanto se parliamo chiaramente e semplicemente ed evitiamo tecnicismi e complicazioni non necessari. Dal mio punto di vista, mirare alla semplicità e alla chiarezza è un dovere morale degli intellettuali: la mancanza di chiarezza è un peccato e la pretenziosità è un delitto. (da ''La scienza la filosofia e il senso comune'', Armando Editore, 2005, p. 27) *La scienza è descrivibile come l'arte della sistematica semplificazione eccessiva. :''Science may be described as the art of systematic over-simplification''. (da ''The Open Universe: An Argument for Indeterminism'', 1992, p. 44. ISBN 0-415-07865-2) *La storia dell'[[evoluzione]] suggerisce che l'[[universo]] non abbia mai smesso di essere creativo o «inventivo». (da Karl Popper, [[John C. Eccles]], ''L'io e il suo cervello'', a cura di Barbara Continenza, traduzione di Giuseppe Mininni, Armando Editore, 2001) *{{NDR|Quando emigrò in Nuova Zelanda}} Mi apparve chiaro che la [[democrazia]] come istituzione – anche la democrazia britannica – non è fatta per combattere il totalitarismo; era particolarmente triste rendersi conto che con tutta evidenza c'era un solo uomo – Winston Churchill – che comprendesse ciò che stava accadendo e nessuno aveva per lui neanche una buona parola. (citato in Ralf Dahrendorf, ''Erasmiani'', traduzione di M. Sampaolo, p. 155) *Non esiste alcun [[metodo scientifico]] in nessuno di questi tre sensi: [...] non c'è alcun metodo per scoprire una realtà scientifica; non c'è alcun metodo per accertare la verità di un'ipotesi scientifica, cioè nessun metodo di verificazione; non c'è alcun metodo per accertare se un'ipotesi è probabilmente vera. (da ''Poscritto alla Logica della scoperta scientifica. Il realismo e lo scopo della scienza'', trad. di M. Benzi e S. Mancini, Il Saggiatore, 2009, p. 44) *Non può esistere società umana senza diritto. (citato in Ralf Dahrendorf, ''Erasmiani'', traduzione di M. Sampaolo, p. 59) *Non vi è alcuna [[società]] che possa predire, scientificamente, i livelli futuri delle proprie conoscenze.<ref>Da ''Miseria dello storicismo'', traduzione di Carlo Montaleone, Feltrinelli, Milano, 1999, p. 14.</ref> *Ogni qualvolta una [[teoria]] ti sembra essere l'unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere. (da ''Conoscenza oggettiva: un punto di vista evoluzionistico'') *Ogni [[problema e soluzione|soluzione]] di un [[problema e soluzione|problema]] crea nuovi problemi irrisolti. (citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 264. ISBN 9788858014165) *Penso che [[Bertrand Russell|Russell]] abbia ragione quando attribuisce all'epistemologia conseguenze pratiche per la [[scienza]], per l'[[etica]] e perfino per la [[politica]]. Egli infatti afferma che il relativismo epistemologico, ossia l'idea che non esiste nulla di simile alla verità obbiettiva, e il [[pragmatismo]] epistemologico, ossia l'idea che la verità è lo stesso che l'utilità, sono strettamente connessi con idee autoritarie e totalitarie (CC, 14).<ref name="Popper_1997">Citato da K. Popper, ''[https://www.google.it/books/edition/La_mia_filosofia_Dizionario_filosofico/Iy0PF9Fw_CwC?hl=it&&pg=PA47&printsec=frontcover La mia filosofia. Dizionario filosofico]'', Armando Editore, 1997, p. 47. ISBN 9788871446776, OCLC 635763561.</ref> *Quel che rende interessante o significativa un'[[opera d'arte]] è qualcosa di affatto diverso dall'autoespressione. (da ''La ricerca non ha fine'', p. 76) *Se un [[lettore]] coscienzioso trova che un passaggio è oscuro, questo deve essere riscritto. (da ''La ricerca non ha fine'', p. 98) *Tutta la conoscenza umana rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione [o ''verificazione''] compresa, beninteso, nessuna giustificazione [o ''verificazione''] definitiva di una confutazione. (da ''Poscritto alla logica della scoperta scientifica'') ==''Congetture e confutazioni''== *Una [[teoria]] che non può essere confutata da alcun evento concepibile non è scientifica. L'inconfutabilità di una teoria non è (come spesso si crede) un pregio, bensì un difetto. (p. 66) *Tutte le leggi, tutte le [[teoria|teorie]] restano essenzialmente provvisorie, congetturali, o ipotetiche, anche quando non ci sentiamo più in grado di dubitare di esse. (p. 93) *Lo ''status'' della verità intesa in senso oggettivo, come corrispondenza ai fatti, con il suo ruolo di principio regolativo, può paragonarsi a quello di una cima montuosa, normalmente avvolta fra le nuvole. Uno scalatore può, non solo avere difficoltà a raggiungerla, ma anche non accorgersene quando vi giunge, poiché può non riuscire a distinguere, nelle nuvole, fra la vetta principale e un picco secondario. Questo tuttavia non mette in discussione l'esistenza oggettiva della vetta; e se lo scalatore dice «dubito di aver raggiunto la vera vetta», egli riconosce, implicitamente, l'esistenza oggettiva di questa. (p. 388) *Vi sono soltanto due tipi fondamentali di istituzioni di governo: quelle che consentono un mutamento del governo senza spargimento di sangue, e quelle che non lo consentono. [...] Personalmente, preferisco chiamare «democrazia» il tipo di reggimento politico che può essere sostituito senza l'uso della violenza, e «tirannide» l'altro. (p. 585) *In breve, sostengo che il problema più urgente di una politica razionale è rappresentato dalla miseria umana, mentre la questione della [[felicità]] non va posta sullo stesso piano. L'attingimento della felicità dovrebbe essere lasciato agli sforzi dei singoli. (p. 611) *Coloro che credono nell'uomo quale è, e non hanno dunque abbandonato la [[speranza]] di vincere la [[violenza]] e l'irrazionalità, devono esigere che a ogni uomo sia dato il diritto di organizzare autonomamente la propria [[vita]], nella misura in cui ciò è compatibile con gli eguali diritti degli altri. (pp. 613-614) *L'assurdità della fede comunista è manifesta. Appellandosi alla credenza nella libertà umana, essa ha prodotto un sistema di oppressione senza pari nella storia. (p. 623) ==''La natura dei problemi filosofici''== * Le soluzioni dei problemi possono passare attraverso i confini di numerose scienze. Analogamente, un problema può dirsi giustamente "filosofico" se troviamo che, per quanto sorto originariamente in connessione, mettiamo, con la teoria atomica, esso è più strettamente legato a problemi e teorie che sono state discusse dai filosofi, piuttosto che dai fisici. E, di nuovo, non importa per nulla il tipo di metodo che usiamo per risolvere tale problema. La [[cosmologia]], per esempio, sarà sempre di grande interesse filosofico, anche se per alcuni dei suoi metodi essa è diventata strettamente congenere con quanto potrebbe forse meglio chiamarsi "fisica". Sostenere che, dal momento che a che fare con questioni fattuali, appartiene di necessità alla scienza piuttosto che alla filosofia, non solo è pedantesco, ma chiaramente è il risultato di un dogma epistemologico, e dunque filosofico. Analogamente, non vi è alcuna ragione per cui a un problema risolvibile con mezzi logici si dovrebbe negare la qualifica di "filosofico". Può ben essere filosofico, o fisico o biologico. L'analisi logica svolse una parte notevole nella teoria della relatività speciale di [[Albert Einstein|Einstein]],; e fu in parte questo fatto a rendere la teoria interessante dal punto di vista filosofico, e a suscitare un vasto campo di problemi filosofici ad essa connessi.<ref>Karl Popper, ''La natura dei problemi filosofici'', in ''Congetture e confutazioni'', traduzione di G. Pancaldi, Il Mulino, Bologna 1972, p. 126. Citato in [[Dario Antiseri]], ''[https://books.google.it/books?id=EQMpWQ9vIX0C&pg=PA26 Didattica della filosofia: il mestiere del filosofo]'', Armando Editore, 1999, pp. 26-27. ISBN 9788871449241, OCLC 466725720.</ref> {{NDR|Karl Popper, ''La natura dei problemi filosofici'', in ''Congetture e confutazioni'', traduzione di G. Pancaldi, Il Mulino, Bologna 1972.}} ==''La lezione di questo secolo''== *Abbiamo bisogno della libertà per impedire che lo [[Stato]] abusi del suo [[potere]] e abbiamo bisogno dello Stato per impedire l'abuso della libertà. *Io ho una grande speranza, e cioè che, con la scomparsa del marxismo, noi riusciremo con successo ad eliminare la pressione delle ideologie come centro della [[politica]]. *La [[dittatura]] è moralmente cattiva perché condanna i cittadini dello Stato, contro la loro migliore coscienza, contro il loro convincimento morale, a collaborare con il [[male]] se non altro con il silenzio. Essa solleva l'uomo dalla responsabilità morale senza la quale è solo la metà, un centesimo di uomo. Essa trasforma qualsiasi tentativo di esprimere la propria [[responsabilità]] umana, in un tentativo di suicidio. *Il [[futuro]] è molto aperto, e dipende da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri [[timore|timori]]. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte. {{NDR|Karl Popper, ''La lezione di questo secolo'', a cura di Giancarlo Bosetti, Marsilio, Venezia 1992}} ==''La società aperta e i suoi nemici''== *Il marxismo è solo un episodio – uno dei tanti errori che abbiamo commesso nella perenne e pericolosa lotta per costruire un mondo migliore e più libero. (da ''La società aperta e i suoi nemici'', Armando Editore, 1996, p. 16) *Gli argomenti sui quali si fonda la profezia storica di Marx non sono validi. Il suo ingegnoso tentativo di trarre conclusioni profetiche dall'osservazione delle tendenze economiche contemporanee è fallito. [...] La ragione del suo fallimento come profeta va esclusivamente ricercata nella povertà dello [[storicismo]] in quanto tale, nel semplice fatto che, anche se constatiamo oggi il manifestarsi di una certa tendenza o direzione storica, non possiamo sapere quale aspetto essa potrà assumere domani. *Quasi tutte le più importanti idee del totalitarismo moderno sono direttamente ereditate da Hegel, che raccolse e conservò quello che A. Zimmern chiama "l'arsenale d'armi dei movimenti autoritari". Benché la maggior parte di queste armi non sia stata creata da Hegel stesso, ma sia stata da lui scoperta negli antichi tesori di guerra della perenne rivolta contro la ragione, fu senza dubbio il suo sforzo a riscoprirli e a porli nelle mani dei suoi seguaci moderni. *Dovremmo rivendicare, nel nome della [[tolleranza]], il diritto a non tollerare gli intolleranti. *Se la democrazia è distrutta, tutti i diritti sono distrutti; anche se fossero mantenuti certi vantaggi economici goduti dai governati, essi lo sarebbero solo sulla base della rassegnazione. *Non esiste alcun criterio generale di verità. Ma ciò non legittima la conclusione che la scelta fra teorie concorrenti sia arbitraria: significa soltanto e molto semplicemente che noi possiamo sempre errare nella nostra scelta, che possiamo sempre vederci sfuggire la verità o che possiamo non raggiungerla, che non possiamo mai pretendere la certezza; che noi insomma siamo fallibili. *Occorrono di continuo delle soluzioni da provare e da scartare se non hanno riflessi positivi; come nella ricerca il dogmatico è l'illuso possessore di una verità definita, così in politica l'utopista è l'illuso possessore di una verità politica perfetta. *L'atteggiamento razionalistico... {{NDR|è}} minacciato sia da destra che da sinistra. [...] Questa è la ragione per cui il conflitto tra razionalismo e irrazionalismo è diventato il più importante problema intellettuale e forse anche [[morale]] del nostro [[tempo]]. [...] Lo Stato inteso come la realtà della [[volontà]] sostanziale, realtà ch'esso ha nell'autocoscienza particolare innalzata alla sua universalità, è il razionale in sé e per sé. *Invece di posare a profeti dobbiamo diventare i creatori del nostro destino. Noi dobbiamo imparare a fare le cose nel miglior modo che ci è possibile e ad andare alla ricerca dei nostri errori. E quando avremo abbandonato l'idea che la storia del potere sarà il nostro giudice, quando avremo smesso di preoccuparci se la storia ci giustificherà o meno, allora forse riusciremo un giorno a mettere sotto controllo il potere. In questo modo possiamo anche giustificare la storia, a nostra volta. Essa ha estremo bisogno di una giustificazione. *Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile. *La [[tolleranza]] illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l'illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi. *Chi insegna che non la [[ragione]], ma l'[[amore]] deve governare, apre la strada a coloro che governano con l'[[odio]]. (2003) *Io non intendo affermare, con questo, che di cospirazioni non ne avvengano mai. Al contrario, esse sono tipici fenomeni sociali. Esse diventano importanti, per esempio, tutte le volte che pervengono al potere persone che credono nella teoria della cospirazione. E persone che credono sinceramente di sapere come si realizza il cielo in terra sono facili quant'altre mai ad adottare la teoria della cospirazione e a impegnarsi in una contro-cospirazione contro inesistenti cospiratori. Infatti la sola spiegazione del fallimento del loro tentativo di realizzare il cielo in terra è l'intenzione malvagia del Demonio che ha tutto l'interesse di mantenere vivo l'inferno.<ref group="fonte" name="post">Citato in {{Cita web|titolo=''Chi indica complotti è chi fa complotti''|url=https://www.ilpost.it/2019/07/11/popper-complotto/|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20210120205857/https://www.ilpost.it/2019/07/11/popper-complotto/|dataarchivio=20 gennaio 2021|data=11 luglio 2019|deadurl=no|opera=Il Post}}</ref> *Cospirazioni avvengono, bisogna ammetterlo. Ma il fatto notevole che, nonostante la loro presenza, smentisce la teoria della cospirazione, è che poche di queste cospirazioni alla fin fine hanno successo. I cospiratori raramente riescono ad attuare la loro cospirazione.<br>Perché si verifica questo? Perché le realizzazioni differiscono così profondamente dalle aspirazioni? Perché ciò è quanto normalmente avviene nella vita sociale, ci siano o non ci siano cospirazioni. La vita sociale non è solo una prova di forza fra gruppi in competizione, ma è anche azione entro una più o meno elastica o fragile struttura di istituzioni e tradizioni, azione che provoca – a parte qualsiasi contro-azione consapevole – molte reazioni impreviste, e alcune di esse forse anche imprevedibili, in seno a questa struttura.<ref group="fonte" name="post" /> {{NDR|Karl Popper, ''La società aperta e i suoi nemici'', a cura di Dario Antiseri, traduzione di Renato Pavetto, Armando Editore, Roma, 1974.}} ==''Logica della scoperta scientifica''== *Credo che ci sia un solo argomento a difesa dell'esistenza della [[filosofia]]. È questo: lo sappiano o no, tutti gli uomini hanno una filosofia. Certo, può ben darsi che nessuna delle nostre filosofie valga un gran che, ma la loro influenza sui nostri [[pensiero|pensieri]] e sulle nostre [[azione|azioni]] è grande, e spesso incalcolabile. *La [[scienza]] non è un insieme di asserzioni certe, o stabilite una volta per tutte, e non è neppure un sistema che avanzi costantemente verso uno stato definitivo. La nostra scienza non è conoscenza (''epistème''): non può mai pretendere di aver raggiunto la verità, e neppure un sostituto della verità, come la probabilità. *Non il possesso della conoscenza, della verità irrefutabile, fa l'uomo di scienza, ma la ''ricerca'' critica, persistente e inquieta, della [[verità]]. *Quelli tra noi che non espongono volentieri le loro idee al rischio della confutazione non prendono parte al gioco della scienza. *Le [[Asserzione|asserzioni]] universali non possono essere derivate da asserzioni singolari ma solo da esse smentite. *Noi non sappiamo, possiamo solo tirare a indovinare. E i nostri tentativi di indovinare sono guidati dalla fede non-scientifica (e quindi metafisica) nelle leggi, nelle regolarità che possiamo svelare, scoprire. *Non si può negare che, accanto alle idee metafisiche che hanno ostacolato il cammino della scienza, ce ne sono state altre — come l'atomismo speculativo — che ne hanno aiutato il progresso. E guardando alla questione dal punto di vista psicologico. sono propenso a ritenere che la scoperta scientifica è impossibile senza la fede in idee che hanno una natura puramente speculativa, e che talvolta sono addirittura piuttosto nebulose; fede, questa, che è completamente priva di garanzie dal punto di vista della scienza e che pertanto, entro questi limiti, è "metafisica". *Chiamo problema della demarcazione il problema di trovare un criterio che ci metta in grado di distinguere tra le scienze empiriche da un lato e la matematica e la logica, e così pure i sistemi "metafisici", dall'altro. *La base empirica delle scienze oggettive non ha in sé nulla di “assoluto”. La scienza non posa su un solido strato di roccia. L’ardita struttura delle sue teorie si eleva, per così dire, sopra una palude. È come un edificio costruito su palafitte. Le palafitte vengono conficcate dall’alto, giù nella palude: ma non in una base materiale o data; e il fatto che desistiamo dai nostri tentativi di conficcare più a fondo le palafitte non significa che abbiamo trovato un terreno solido. Semplicemente ci fermiamo quando siamo soddisfatti e riteniamo che almeno per il momento i sostegni siano abbastanza stabili da sorreggere la struttura. {{NDR|Karl Popper, ''Logica della scoperta scientifica'' (''Logik Der Forschung''), traduzione di Mario Trinchero, Einaudi, 1995}} ==''Simposio''== ===[[Incipit]]=== Scienza e ipotesi<br> ''[[Henri Poincaré‎#La scienza e l'ipotesi|Scienza e ipotesi]]'' è il titolo di un libro di [[Henri Poincaré]], uno dei più ragguardevoli libri di filosofia delle scienze; l'ho quindi scelto come titolo per il tema di questa giornata.<br>Vorrei cominciare con una professione di fiducia nella scienza. Oggigiorno la scienza sta sotto l'influsso di correnti alla moda molto discutibili. Essa viene assalita non solo dall'esterno, ma anche dall'interno. Ma io considero la [[scienza]] della natura, insieme con la musica, la poesia e la pittura, come la maggiore realizzazione dello spirito umano. ===Citazioni=== *La scienza della natura è, cionondimeno, la nostra più grande speranza. Se possiamo tirarci fuori dalla palude in cui siamo sprofondati, ci riusciremo di certo solo con l'aiuto della scienza. E ciò suona sicuramente «scientifico», come si dice oggi. (p. 71) *Non si può designare nessuno dei grandi scienziati come [[scientismo|scientista]]. Tutti i grandi scienziati furono critici (''skeptish' e cauti'') nei confronti della scienza. Furono ben consapevoli di quanto poco noi conosciamo. (p. 72) *Io credo che tutti gli scienziati autentici abbiano considerato se stessi come [[Isaac Newton|Newton]]: sapevano che non sappiamo nulla, a anche che nel campo già coltivato della scienza tutto è incerto. (p. 72) *Se lo [[scientismo]] è qualcosa, esso è la fede cieca e dogmatica nella scienza. Ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico. (p. 73) *Il «sapere» scientifico non è conoscenza certa (''Wissen''): è solo un ''sapere congettuale''. (p. 73) *I miei problemi sono soprattutto la differenza tra il linguaggio umano e il linguaggio animale. Questo mi sembra essere davvero il problema centrale. Tutti i linguisti, o almeno la maggior parte di loro, non hanno capito veramente il mio maestro [[Karl Bühler]] e non l'hanno letto a fondo: non hanno visto quanto sia importante la sua dottrina. (p. 127) *Bühler ha detto qualcosa che è di decisiva importanza per la linguistica, per la musicologia, per l'estetica. Ha richiamato l'attenzione sul fatto che tutti gli animali, io pure, ''si esprimono''. (p. 127) *Gli animali si esprimono, e l'espressione può essere considerata, fino ad un certo grado, linguaggio. Questo è, ad avviso di Bühler, il livello più basso del linguaggio, un livello che svolge pur sempre un certo ruolo quando si parla, ma che non raggiunge il livello umano. (p. 127) *L'arte è l'espressione della personalità: ''io'', l'artista, io sono importante nell'arte,: io mi devo esprimere, eventualmente, io devo comunicare. Questo è tutto quello che è importante nell'arte. Ciò ha rovinato l'arte. (p. 130) *L'espressione «società aperta», in contrapposizione a «società chiusa», proviene dall'importante filosofo francese [[Henri Bergson]] e, in un uso diverso, dal mio libro ''La società aperta e i suoi nemici''. Mi decisi a scrivere quel libro nel giorno in cui mi arrivò la notizia che [[Adolf Hitler|Hitler]] era entrato in [[Austria]]. *I [[filosofo|filosofi]] superficiali sono la rovina dell'[[arte]]. (p. 130) *Nel momento in cui credi di essere venuto a capo di qualcosa, tutto è perduto. Non veniamo mai a capo di qualcosa, i nostri [[Problema|problemi]] si spostano di continuo, vanno sempre più lontano. (p. 169) ===Postfazione=== *Pochi uomini hanno abbastanza fantasia per potersi rappresentare la vita in una società moderna non democratica. [[George Orwell]] possedeva la fantasia necessaria. Il suo libro ''[[1984]]'' è forse un po' esagerato, ma non nella sostanza. Ed è certo che lo Stato nazionalsocialista era ancora più disumano di quanto lo descrivesse Orwell; solo che era tecnologicamente meno sviluppato. (p. 176) *Tutti i nostri [[valore|valori]] hanno dei limiti. Ed è difficile tracciare questi limiti. (p. 177) *Abbiamo bisogno dello [[Stato]] e delle sue leggi per far sì che gli inevitabili limiti della libertà dei cittadini siano uguali per tutti. (p. 178) *Si è sempre tentato di tenere insieme gli uomini con la forza o le minacce. La minaccia dell'[[inferno]] era un tentativo di questo tipo. (p. 180) *Uno Stato democratico non può essere migliore dei suoi cittadini. (p. 182) {{NDR|Karl Popper, ''Simposio'', in Karl Popper, [[Konrad Lorenz]], ''Il futuro è aperto: il colloquio di Altenberg insieme con i testi del simposio viennese su Popper'', introduzione e traduzione di [[Dario Antiseri]], prefazione di [[Franz Kreuzer]], Rusconi Editore, Milano 1989}} ==''Tre saggi sulla mente umana''== *Suppongo che la [[vita]], e più tardi la mente, si siano sviluppate o siano apparse in un universo che fino a quel punto ne era privo. La vita, o la materia vivente, in qualche modo emerse dalla materia inanimata; e non sembra del tutto impossibile che un giorno sapremo come ciò sia avvenuto. (da ''La selezione naturale e la comparsa della mente'', p. 17). *[...] sono pienamente consapevole dei miei limiti e della mia incompetenza. So di [[sapienza|sapere]] poco, e neppure ciò è una mia scoperta: l'ho imparato da [[Socrate]]. (da ''Il posto della mente nella natura'', p. 27). *[...] noi [[imparare|impariamo]] ''solo'' attraverso tentativi ed errori. I nostri tentativi sono però ''sempre'' le nostre ipotesi. Essi hanno origine dentro di noi, e non nel mondo esterno. Dal mondo esterno impariamo ''solamente'' che alcuni nostri tentativi sono sbagliati. (da ''La posizione gnoseologica della teoria della conoscenza evolutiva'', p. 59). *Non è importante la spiegazione della [[conoscenza]] che noi tutti abbiamo, l'importante è il nuovo, la conoscenza rivoluzionaria, quella conoscenza che non coincide con quanto già sappiamo e che quasi ci obbliga a rivederne o a rifiutarne alcuni aspetti. (da ''Replica a [[William Bartley III|William Bartley]]'', p. 79). ==''Tutta la vita è risolvere problemi''== ===[[Incipit]]=== La tesi fondamentale, che io desidero sottoporvi in questa conferenza, può essere formulata come segue:<br>Le scienze naturali, come pure le scienze sociali, partono sempre da ''problemi''; da ciò che in qualche modo suscita la nostra ''meraviglia'', come dicevano i filosofi greci. Per la soluzione dei problemi le scienze utilizzano fondamentalmente lo stesso [[metodo scientifico|metodo]], quello usato dal comune buon senso: il metodo del ''[[tentativo]]'' e dell'''errore''. Detto più precisamente: è il metodo consistente del proporre ''tentativi'' di soluzione del nostro problema, e nell'eliminare le soluzioni false come erronee. Questo metodo presuppone che noi lavoriamo con un gran numero di tentativi di soluzioni. Una soluzione dopo l'altra viene messa a prova ed eliminata. ===Citazioni=== *Tutta la [[conoscenza]] prescientifica, sia essa animale o umana, è dogmatica; e con la scoperta del metodo non dogmatico, cioè del metodo critico, comincia la [[scienza]]. *La [[scienza]] è ricerca della [[verità]]. Ma la verità non è verità ''certa''. *Uno [[stato]] è politicamente [[Libertà|libero]], se le sue istituzioni politiche rendono di fatto possibile ai suoi cittadini di cambiare governo senza spargimento di [[sangue]], nel caso in cui la maggioranza [[Desiderio|desideri]] un tale cambiamento di [[governo]]. *Io affermo che il nostro [[mondo]], il mondo delle [[Democrazia|democrazie]] occidentali, non è certamente il migliore di tutti i mondi pensabili o logicamente possibili, ma è tuttavia il migliore di tutti i mondi [[Politica|politici]] della cui esistenza [[Storia|storica]] siamo a [[conoscenza]]. *Noi non scegliamo la [[libertà]] [[politica]] perché ci promette questo o quello. La scegliamo perché rende possibile l'unica forma di [[convivenza]] umana degna dell'[[uomo]]; l'unica forma in cui noi possiamo essere pienamente responsabili di noi stessi. *La libertà politica è una condizione preliminare del libero uso della [[ragione]] di ogni individuo. *Non ci può essere nessuna [[storia]] del ''[[passato]]'' così come questo veramente accadde. Ci possono essere solo interpretazioni storiche, e nessuna di questa è definitiva; e ogni generazione ha il [[diritto]] di crearsi le sue proprie interpretazioni. *Non esiste una ''storia'' nel senso in cui ne parla la maggior parte delle persone; e questa è almeno una ragione per cui io dico che la storia non ha alcun senso. *In realtà non c'è nessuna storia dell'umanità, c'è soltanto un numero illimitato di storie, che riguardano tutti i possibili aspetti della vita umana. E uno di questi è il [[potere]] [[Politica|politico]]. *La storia della politica del potere non è nient'altro che la storia del crimine nazionale e internazionale e dell'assassinio di massa. *Le democrazie non sono governo del popolo, bensì prima di ogni altra cosa istituzioni attrezzate contro una dittatura. Non permettono nessun governo di tipo dittatoriale, nessuna accumulazione di potere, tentano piuttosto di limitare il potere dello Stato. È decisivo che una democrazia in questo senso tenga aperta la possibilità di licenziare il governo senza spargimento di sangue, ma anche se giudichiamo la sua politica cattiva e sbagliata. (p. 204) *Per i propri [[ideale|ideali]] uno dovrebbe sacrificare solo sé stesso, ma mai gli altri. (p. 248) *Tutto quello che il mio ottimismo in relazione al [[presente]] può dare per il [[futuro]] è [[speranza]]. *Un razionalista è semplicemente una persona a cui importa più di imparare che di avere ragione.<ref>Da ''La libertà è più importante dell'uguaglianza. Pensieri liberali'', Armando Editore, Roma, 2012, p. 95.</ref> *Dobbiamo imparare dalle nostre esperienze. Già due volte il [[pacifismo]] ha contribuito a incoraggiare l'aggressore. (p. 216) {{NDR|Karl Popper, ''Tutta la vita è risolvere problemi'' (''Alles Leben ist Problemlǒsen Űber Erkenntnis, Geschichte und Politik''), traduzione di Dario Antiseri, Rusconi Libri, 1996}} == ''Una patente per fare tv'' == *E in che cosa consiste fondamentalmente un modo [[civiltà|civilizzato]] di comportarsi? Consiste nel ridurre la [[violenza]]. È questa la funzione principale della civilizzazione ed è questo lo scopo dei nostri tentativi di migliorare il livello di civiltà delle nostre società. *Nella [[democrazia]], come ho sostenuto altre volte, non c'è nient'altro che un principio di difesa dalla dittatura, ma non c'è neppure nulla che dica, per esempio, che la gente che dispone di più conoscenza non debba offrirne a chi ne ha di meno. Al contrario la democrazia ha sempre inteso far crescere il livello dell'educazione; è, questa, una sua vecchia, tradizionale aspirazione. *Una [[democrazia]] non può esistere se non si mette sotto controllo la [[televisione]], o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi. {{NDR|Karl R. Popper, ''Una patente per fare tv'', in Karl R. Popper, John Condry, ''Cattiva maestra televisione'', a cura di Francesco Erbani, I libri di ''Reset'', 1994}} ==Citazioni su Karl Popper== *Dice Popper: la lotta alla miseria deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all'iniziativa privata. In altre parole, bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base. ([[Luciano De Crescenzo]]) *È stato sottolineato come le opere del Popper "critico della società" in Italia abbiano avuto più fortuna di quelle del Popper "critico della scienza" – anche se i due livelli non sono facilmente separabili. Basti pensare a ''Miseria dello storicismo'': pubblicato per la prima volta in Italia presso l'editrice l'Industria e ristampato nel '73 da Mazzotta e recentemente da Feltrinelli. Probabilmente questo interessamento è dovuto al fatto che la critica alla società in Popper è critica allo storicismo e, segnatamente, alla sua variante politicamente più significativa: la teoria marxista della storia, che nel dibattito politico italiano occupa una posizione centrale. ([[Lillo Gullo]]) *In stretta connessione con l'idea di ''razionalità'', intesa quale atteggiamento critico, Popper ha elaborato la teoria della ''società aperta''. Critico dello ''storicismo'', cioè della pretesa che si possano cogliere le ''leggi'' che guiderebbero l'intera storia umana, Popper ha avversato l<nowiki>'</nowiki>''olismo'' (vale a dire l'idea che si possa conoscere la società nella sua totalità) e l<nowiki>'</nowiki>''utopismo'' (l'idea che si possa ''mutare'' la società nella sua totalità, secondo un piano intenzionale) ([[Dario Antiseri]]) *Popper ha sviluppato quella che, ai nostri giorni, è la critica più serrata, articolata e devastante nei confronti del [[marxismo]] ([[Dario Antiseri]]) *Popper non se lo fila più nessuno. Ha fatto il tempo suo, ha detto sciocchezze che hanno abbagliato un po’ di persone, ma poi è finito. Esistono i testi, se uno legge [[Platone]], c’è l’esatto contrario. Quando uno è ignorante è ignorante.<ref>Rispondendo alla domanda: «Karl Popper, nel suo saggio principale “La società aperta e i suoi nemici” pone Platone, [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] e [[Marx]] nel filone culturale del [[totalitarismo]] e delle società chiuse. Cosa pensa di questa interpretazione?».</ref> ([[Luciano Canfora]]) *La metodologia di Karl Popper ha reso possibile migliorare l'immagine dell'uomo. ([[Gerard Radnitzky]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Karl R. Popper, ''Congetture e confutazioni'', traduzione di Giuliano Pancaldi, Il Mulino, Bologna, 1972. *Karl R. Popper, ''La ricerca non ha fine'', traduzione e cura di Dario Antiseri, Armando Editore, Roma, 1997. *Karl R. Popper, ''Tre saggi sulla mente umana'', traduzione di Sandro Benini, Armando, Roma, 1994. ISBN 88-7144-4833 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La società aperta e i suoi nemici||}} {{DEFAULTSORT:Popper, Karl}} [[Categoria:Epistemologi]] [[Categoria:Filosofi austriaci]] [[Categoria:Filosofi britannici]] o6q159vdcwk68n8nc1tigdu4l0utioe Bibbia 0 2618 1413543 1404823 2026-05-15T15:17:07Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Salvatore De Benedetti 1413543 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Gutenberg Bible.jpg|thumb|Una Bibbia di Gutenberg]] Citazioni sulla '''Bibbia'''. ==Citazioni== *A paragone con la famosa epica greca, e altre minori dopo di quella, i supporti spinali della Bibbia sono semplici e magri. Tutta la sua storia, le biografie, le narrazioni, ecc., sono come perle su un filo, a indicare l'eterno bandolo della volontà e del potere Deifico. Tuttavia, con solo quella profondissima fede come impulso, e quella volontà Deifica come visibile, o invisibile, tema, essa spesso trascende i capolavori dell'Ellade, e invero ogni capolavoro. Le metafore audaci oltre il credibile, l'anima libera da ogni legge, stravagante agli occhi nostri, il fuoco dell'amore e dell'amicizia, il bacio fervido – povera di argomentazione e logica, ma insuperata in proverbi, nell'estasi religiosa, nei suggerimenti della mortalità comune e della morte, i grandi livellatori dell'uomo – lo spirito ogni cosa, le cerimonie e le forme delle chiese nulla – la fede illimitata, e la sua immensa sensuosità immensamente spirituale – una incredibile, onni-abbracciante non-mondanità e illetterata rozzezza che sa di rugiada (agli antipodi dall'assorbimento commerciale del secolo diciannovesimo e le sue morbose raffinatezze) – niente dubbi che spaccano il capello, non bronci malsani e sospiri, non «Amleto», non «Adonais», non «Thanatopsis», non «In Memoriam». ([[Walt Whitman]]) *Ascolto e non ci credo, però mi piace la forma che la Bibbia sa dare al mondo: lì dentro il mondo è una cosa seria. ([[Giorgio Vasta]]) *Attraverso la Parola entriamo in contatto con il polo positivo che è in noi. ([[Anselm Grün]]) *C'è una sola cosa che la Bibbia chiarisce: il suo Dio è un artefice maldestro. Non ci sa fare nella fase progettuale e non ci sa fare nella fase esecutiva. Dovrebbe ritirarsi dagli affari, se ci fosse della concorrenza. ([[Carl Sagan]]) *C'è voluto uno sforzo di millenni per fare di quel gran libro il fondamento della nostra morale. Ma quanto sarebbe stato meglio leggerlo laicamente, come leggiamo le altrettanto sanguinose storie degli Atridi o dei tebani in Grecia, o di Romolo e Remo e di tutti gli altri in Roma! Il punto è di capire perché, nell'uscire dalla moralità ellenistico-romana, ci sia stato bisogno di santificare all'eccesso quest'altra immoralissima moralità. Capire cioè perché l'uomo abbia avuto sempre bisogno di miti, e come riesca a costruirseli, anche partendo da cose atroci e insensate. ([[Mario Alighiero Manacorda]]) *Certamente anche gli autori ebrei erano irretiti nei pregiudizi del loro tempo, ma a differenza, poniamo dei grandi poeti dei greci, si rendevano conto che la loro epoca era un anello di una catena senza fine, un ponte tra il passato e l'avvenire. Essi si sforzarono di conferire agli avvenimenti del passato un ordine, un nesso, una direzione, un significato che si proiettasse nel futuro. Anche osservatori ostili riconoscono che gli autori biblici prima di tutti gli altri possedettero la filosofia della storia, il sentimento della storicità, la coscienza del divenire e del fluire, della dinamica, della dialettica. I loro uomini non hanno soltanto una vita propria, ma sono impregnati di storia. ([[Lion Feuchtwanger]]) *Certamente, per intendere adeguatamente il senso del messaggio centrale di un testo, è necessario porlo in connessione con l'insegnamento di tutta la Bibbia, trasmessa dalla Chiesa. Questo è un principio importante dell'interpretazione biblica, che tiene conto del fatto che lo Spirito Santo non ha ispirato solo una parte, ma l'intera Bibbia, e che in alcune questioni il popolo è cresciuto nella sua comprensione della volontà di Dio a partire dall'esperienza vissuta. In tal modo si evitano interpretazioni sbagliate o parziali, che contraddicono altri insegnamenti della stessa Scrittura. ([[Papa Francesco]]) *Chi legge la Bibbia per trovarci degli errori, si renderà presto conto che la Bibbia trova degli errori in lui. ([[Charles Spurgeon]]) *Come può essere che il tono della Bibbia ti colpisca al cuore, se il suo Dio ti respinge a tal punto ed essa tratta soltanto di lui? Senza Dio, infatti, la Bibbia non ti colpirebbe al cuore. ([[Elias Canetti]]) *Cominciai a leggerla {{NDR|la Bibbia}}, ma non riuscii a finire il Vecchio Testamento. [...] Ma il Nuovo Testamento mi fece tutt'altra impressione, specialmente il [[Discorso della Montagna|Sermone della Montagna]], che mi andò dritto al cuore. ([[Mahatma Gandhi]]) *Credono che la Bibbia sia l'esatta parola di Dio, poi cambiano la Bibbia! Un po' presuntuosi, eh? "Penso che Dio volesse dire...". ([[Bill Hicks]]) *È grave la schizofrenia che il dogma ecclesiale provoca consapevolmente: che l'interpretazione della Bibbia e dei contenuti della fede cristiana non deve essere fatta a livello simbolico ma soltanto ideologico, nel senso di dogmi oggettivi o di fatti storici. ([[Eugen Drewermann]]) *E li teologi, benché alcuni di quelli siano nodriti ne l'aristotelica dottrina, non mi denno però esser molesti in questo, se accettano esser piú debitori alla lor Scrittura che alla filosofia e natural raggione. ([[Giordano Bruno]]) *– Ero sicura che niente avrebbe potuto costringerti a dare via quel libro. Credevo fosse troppo importante.<br>– Dopo averlo portato per tanti anni e averlo letto tutti i giorni, mi sono talmente preoccupato di tenerlo al sicuro che ho dimenticato di vivere secondo quello che mi aveva insegnato.<br>– Sì? E cosa sarebbe?<br>– Fare per gli altri più di quanto non faresti per te stesso. Almeno, è quello che ho imparato io. (''[[Codice Genesi]]'') *I pregiudizii contro lo studio scientifico della ''Bibbia'' non sono ancora del tutto vinti né in Francia né in Italia, la qual cosa fa sì che tale studio non sia ancora in questi paesi considerato come un ramo della {{sic|coltura}} generale per tutti conveniente, e ancora siano pochissimi quei dotti che vi rivolgono specialmente le loro cure. E siffatti {{sic|pregiudizii}} non sono solamente quelli religiosi: anzi questi sono in qualche modo meno da temere, mentre peggiori assai sono i pregiudizii degl'indifferenti; di coloro, cioè, che sprezzano gli {{sic|studii}} della Bibbia, senza volere di essa acquistare prima la debita cognizione. I religiosi, se non altro, amano studiare la ''Bibbia'', non la disprezzano; solo vogliono studiarla secondo un certo loro preconcetto; e se ne avversano lo studio scientifico è solo, perché ne temono fatali conseguenze per la religione. ([[David Castelli]]) *Il contenuto molteplice delle Scritture sparse lungo i secoli dell'attesa viene tutt'intero ad ammassarsi per compiersi, cioè unificarsi, completarsi, illuminarsi e trascendersi in Lui {{NDR|Gesù}}. ([[Henri-Marie de Lubac]]) *Il mio fraterno consiglio dunque è: attingi alla fonte e leggi con zelo la Bibbia! Chi conosce bene il testo [biblico] infatti è anche un buon teologo. Un passo della Scrittura, un testo biblico infatti valgono di più dei commenti di quattro autori, che non sono attendibili e completi. [...] Il testo ha la precedenza su tutti i commenti. I cari [[Padri della Chiesa|Padri]] hanno goduto di grande fama, ma alla Bibbia è stato fatto torto. ([[Martin Lutero]]) *Il mio rapporto con [[Dio]] passa attraverso i testi sacri. ([[Roberto Saviano]]) *Il problema, però, è che gli insegnamenti della Bibbia sono così confusi e contraddittori che è stato possibile per i cristiani bruciare vivi degli eretici tranquillamente per cinque lunghi secoli. ([[Sam Harris]]) *Io credo che il più grande dono che Dio ha fatto all'umanità sia la Bibbia. ([[Abraham Lincoln]]) *Io non sapevo che la Bibbia fosse poesia! Pensavo che non fosse altro che religione! ([[Sinclair Lewis]]) *Kevin: Nella Bibbia tu perdi. Siamo destinati a perdere papà.<br />Milton: La Bibbia è una fonte sospetta figliolo. (''[[L'avvocato del diavolo]]'') *L'abisso esistente tra Antico e Nuovo Testamento è l'abisso che esiste tra l'annunzio di una qualche cosa e la realtà della cosa stessa. ([[Jean Daniélou]]) *L'ignoranza delle Scritture è un grande precipizio ed un profondo baratro. ([[Epifanio di Salamina]]) *La Bibbia, anche a considerarla solo dal lato umano, è certamente il libro delle più antiche e sicure tradizioni storiche; e là si dee cercare la genealogia de' popoli, in que' figli e nipoti di Noè, cui fu data dopo il diluvio ad abitar la terra vacua e senza nome, e che {{sic|scompartiti}} prima in famiglie, poi in tribù, poi in genti, ai luoghi in cui ebbero stanza {{sic|temporaria}} o perenne, ne lasciarono la traccia spesso inavvertita nelle appellazioni che ricordano appunto la varietà di quelle primitive razze. ([[Luigi Cibrario]]) *La Bibbia appartiene a tutti, agli atei e ai credenti in uguale misura. ''È il libro dell'umanità''. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *La Bibbia ci dice di amare i nostri vicini di casa, ed anche di amare i nostri nemici. Probabilmente perché spesso sono la stessa cosa. ([[Gilbert Chesterton]]) *La Bibbia, col pretesto di contenere tutto, impedisce tutto ciò che non contiene. Per secoli il danno che ne deriva è notevole. ([[Michel Onfray]]) *La Bibbia compie quotidianamente la sua opera funesta di diffusione di vizi e di idee corrotte in ogni famiglia protestante della cristianità, ed è più dannosa di tutti i libri osceni presi insieme. È facile proteggere i giovani da quegli altri libri, ma non vi è difesa contro la Bibbia letale. ([[Mark Twain]]) *La Bibbia contiene i più antichi monumenti della [[lingua ebraica]]. Per quel che riguarda i racconti e le narrazioni storiche è stato già da tempo con ragione osservato, che essi mostrano un'alta perfezione stilistica e perciò non possono, almeno nella forma in cui ci sono stati tramandati, rappresentare delle redazioni originarie, ma piuttosto delle rielaborazioni su elementi già esistenti. Qualunque sia l'antichità di queste narrazioni nella loro attuale redazione (e per molte parti della Bibbia si può risalire a tempi assai remoti), bisogna ammettere che esse hanno radici in un tempo molto più antico. Non si può ripetere della antica poesia biblica quello che si è detto per la prosa: la poesia sembra risalire a tempi assai più remoti. Se pure in qualche parte modificate, in genere queste creazioni poetiche sono pervenute a noi nella loro forma originaria. ([[Simon Bernfeld]]) *La Bibbia contiene per ciascuno di noi un messaggio cifrato, La chiave è la fede a darcela. ([[Julien Green]]) *La Bibbia è l'humus umano composto dalle gioie e dalle speranze dell'uomo, dalle sue angosce e dalle sue tristezze, dalle sue peggiori cadute e dalle sue resurrezioni. ([[Jacques Loew]]) *La Bibbia e le religioni orientali hanno da sempre attratto personaggi di varia estrazione che hanno voluto riconoscere nei testi sacri straordinarie anticipazioni della cosmologia e della fisica atomica. Rimango profondamente scettico su questo punto. ([[Tullio Regge]]) *La Bibbia è letteratura, non dogma. ([[George Santayana]]) *''La Bibbia è un Volume antico – | scritto da Uomini dissolti | su suggerimento di Sacri Spettri – | Soggetti – Betlemme – | l'Eden – l'antica Dimora – | Satana – il Generale – | Giuda – il Grande Malfattore – | Davide – il Trovatore – | il Peccato – un distinto Precipizio | a cui altri devono resistere – | i Ragazzi che "credono" sono molto soli – | gli altri Ragazzi sono "perduti" – | avesse il Racconto un armonioso Narratore – | tutti i Ragazzi verrebbero – | il Sermone di Orfeo affascinava – | non condannava.'' ([[Emily Dickinson]]) *La Bibbia, in ragion di lettere, è per lo stile de' predicatori ciò che fu sempre la mitologia per la elocuzione de' poeti, un tesoro dell'arte, piuttosto che una servitù del ministero. ([[Guglielmo Audisio]]) *La Bibbia non è un libro di scienza. Nell'ebraismo è prevalente l'interpretazione per cui la Torah si esprime con un linguaggio umano, consono a quello degli antichi. ([[Riccardo Di Segni]]) *La Bibbia non ci è arrivata per fax dal cielo. ([[Martyn Percy]]) *"La Bibbia non ci è arrivata per fax dal Cielo". [...] La Bibbia è un prodotto dell'uomo, mia cara, non di Dio. La Bibbia non è caduta magicamente dalle nuvole. L'uomo l'ha creata come memoria storica di tempi tumultuosi ed è passata attraverso innumerevoli traduzioni, aggiunte e revisioni. Nella storia non c'è mai stata una versione finale del libro. ([[Dan Brown]]) *La Bibbia non è la voce di Dio, ma quella dell'uomo che lo incontra. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *La Bibbia parla della infinita grandezza di Dio, anche della sua incommensurabilità, del fatto che Dio è immensamente più grande del nostro cuore, del nostro essere, del nostro spirito. E quindi non ci sarebbe alcuna sorpresa se venissero fuori dei dati di abitazione di altri pianeti da parte di altre persone, cioè non toccherebbe per nulla il messaggio biblico. ([[Carlo Maria Martini]]) *La Bibbia può essere la verità, ma non è tutta la verità e nient'altro che la verità. ([[Samuel Butler]]) *La Bibbia racconta storie ambientate nell'antichità che stranamente si occupano di tematiche attualissime, come per esempio la violenza, la diversità e l'accoglienza degli altri. ([[Paolo Cevoli]]) *La Bibbia stessa è tutta quanta una conferma di questa verità che Gesù Cristo non è mai esistito! ([[Emilio Bossi]]) *La Bibbia stessa si serve di immagini fantasiose, di figurazioni poetiche, di suggestive allegorie: l'Eden, l'albero della conoscenza del bene e del male, il serpente, il frutto proibito. Racconta cioè, in una veste didattica e popolare, rispondente alla mentalità di un popolo semplice e primitivo, avvenimenti reali come l'origine divina del mondo, la ribellione dei primi uomini a Dio, la loro condanna, la promessa del salvatore. Sembra una fantasiosa leggenda, un mito popolare, ma è storia, una storia tramandata di generazione in generazione, consegnata in un libro detto "sacro" perché da Dio venne la sua ispirazione e perché santo è il messaggio che comunica agli uomini, perché in definitiva narra il mistero di un'amicizia divina interrotta dall'orgoglio dell'uomo e gelosamente ricercata dall'amore di Dio. (''[[I patriarchi]]'') *La Parola del Signore è luce per l'intelletto e fuoco per la volontà, perché l'uomo possa conoscere e amare Dio. Per l'uomo interiore, che per mezzo della grazia vive dello Spirito di Dio, è pane e acqua, ma pane più dolce del miele e acqua migliore del vino e del latte... È un maglio contro un cuore duramente ostinato nei vizi. È una spada contro la carne, il mondo e il demonio, per distruggere ogni peccato. ([[Lorenzo da Brindisi]]) *La Sacra Scrittura la si deve sempre leggere e rileggere; essa infatti è utile e necessaria. Altrimenti non c'è nessun altro scritto che sia utile e che aiuti. ([[Martin Lutero]]) *La Scrittura è un nutrimento che va consumato subito, come il pane fresco e non come il pane raffermo degli esegeti o il cibo indigesto degli esperti della Legge, i quali pretendono che si mangi il cesto invece del pane. ([[Frédéric Manns]]) *Le Scritture permettono di comprendere il significato di tutti gli eventi straordinari che sono accaduti in questa terra, di quelli che devono accadere e che accadranno nel mondo. ([[Carlo Maria Martini]]) *Le Scritture reclamano di venir lette, e anche comprese, mediante lo stesso spirito col quale sono state composte. ([[Guglielmo di Saint-Thierry]]) *Leggo spesso la Bibbia, ma il suo testo originale mi è rimasto inaccessibile.<ref>Riferito al fatto che non conosceva l'ebraico.</ref> ([[Albert Einstein]]) *Ma la Bibbia non è che una collezione di tradizioni babiloniche e giudaiche. ([[Pëtr Alekseevič Kropotkin]]) *Nessuno ha saputo esprimere con maggior precisione e plasticità l'origine e la funzione dell'amore umano, quanto la Bibbia. ([[Carlo Gnocchi]]) *Non bisogna essere dei geni per comprendere, sin dalle prime pagine, che la Bibbia non è altro che un castello di stupidaggini, di contraddizioni e di assurdità la cui costruzione è stata possibile perché messa sulle spalle di un popolo di pastori che, fra tutti gli altri, era il solo a non avere una storia documentata che avrebbe potuto impedirlo. ([[Luigi Cascioli]]) *Non è mostruoso, dal punto di vista semplicemente culturale, che la Bibbia non occupi un posto nella nostra educazione universitaria, quando consumiamo i nostri ragazzi sulle insulsaggini di [[Orazio Flacco]]? ([[Paul Claudel]]) *Non è stato un Dio ventriloquo a ispirare la Bibbia. La voce divina attraversa il testo sacro come un vento tempestoso il folto di un bosco. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *Non si tratta di un'esperienza mistica {{NDR|la lettura della Bibbia}} ma razionale, che ha profondamente trasformato la mia vita. Come sono cambiata! Oggi il mio tempo non è il tempo di prima. ([[Ingrid Betancourt]]) *Non voglio privarti di questo, la salvezza è qui dentro. (''[[Le ali della libertà]]'') *Ogni giorno leggo la Bibbia, per me è come un manuale, mi aiuta in tutti i momenti: quando le cose vanno bene per non andare fuori strada, quando vanno meno bene per non perdere la fiducia. ([[Alisson]]) *Parlare della Bibbia non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? ([[Salvatore De Benedetti]]) *Per capir bene le parole sacre bisogna trovarsi in stato d'innocenza; anche allora però esse possono rimanere misteriose. ([[Ignazio Silone]]) *Per corpo di Cristo si intende anche la Scrittura di Dio. ([[Ruperto di Deutz]]) *Per poter interpretare un testo biblico occorre pazienza, abbandonare ogni ansietà e dare tempo, interesse e dedizione ''gratuita''. Bisogna mettere da parte qualsiasi preoccupazione che ci assilla per entrare in un altro ambito di serena attenzione. Non vale la pena dedicarsi a leggere un testo biblico se si vogliono ottenere risultati rapidi, facili o immediati. ([[Papa Francesco]]) *Per togliere alla Riforma il pregio di aver richiamato allo studio della Bibbia e di averla pubblicata nella lingua del popolo, dai nemici dei riformatori si negava che non fosse conosciuta: si diceva esistere stampata in Alemagna e in Francia prima della Riforma: si cercava così rendere vani tutti i lamenti dei protestanti che divulgavano nascosta a bella posta dalla Chiesa romana: {{sic|che che}} se ne dica, ogni ragionamento cede al fatto; e quando vediamo che a Lutero, a Calvino, a Zuinglio, e al popolo minuto al sol legger della Bibbia, cadono le scaglie dagli occhi, si sentono peccatori, e abbandonano la Chiesa di Roma, è prova manifesta che quel libro era stato loro fino a quel tempo nascosto, è una rivelazione nuova per loro che per la prima volta hanno avuta sulla terra. E se prima di quella scoperta nei casi detti di coscienza, la risoluzione veniva dalle Decretali e dal responso dei papisti, ora è la Bibbia che risponde a tutto: richiamarono in vigore le antiche consuetudini dei santi Padri, dei primi tempi della Chiesa, in ordine alle quali ogni disputa veniva definita con i Vangeli e con le lettere degli Apostoli. ([[Félix Bungener]]) *Probabilmente solo i non credenti possono apprezzare la genialità poetica della Bibbia. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Quando i missionari vennero in [[Africa]] loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: "Preghiamo". Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.<ref>La citazione viene [[citazioni errate|erroneamente attribuita]] a Desmond Tutu che in realtà ha solamente citato l'aneddoto durante un discorso al [[Waldorf-Astoria Hotel]] di New York, poco prima di ricevere il premio Nobel nel 1984. In realtà, la prima traccia della citazione è in ''The Deputy'', libro di Hochhuth, nel quale la frase viene attribuita a [[Jomo Kenyatta]] senza alcun riferimento temporale o di altro genere.</ref> ''(erroneamente attribuita a [[Desmond Tutu]])'' *[[Satana]] porta con sé la Parola, facendosene interprete ed ingenerando il sospetto "Dio avrebbe detto così?" Se al posto dell'[[ubbidienza]] immediata, l'uomo sceglie il dubbio egli prepara la sua caduta. È la scelta che ha fatto Adamo. ([[Sandro Panizzolo]]) *Se bene la Scrittura non può errare, potrebbe nondimeno talvolta errare alcuno de' suoi interpreti ed espositori, in varii modi: tra i quali uno sarebbe gravissimo e frequentissimo, quando volessero fermarsi sempre nel puro significato delle parole, perché così vi apparirebbono non solo diverse contradizioni, ma gravi eresie e bestemmie ancora; poi che sarebbe necessario dare a Iddio e piedi e mani e occhi, e non meno affetti corporali e umani, come d'ira, di pentimento, d'odio, e anco talvolta l'obblivione delle cose passate e l'ignoranza delle future. ([[Galileo Galilei]]) *Se capisci che la Bibbia è questa lettera di Dio, che parla proprio al tuo cuore, allora ti avvicinerai ad essa con la trepidazione e il desiderio con cui un innamorato legge le parole della persona amata. ([[Bruno Forte]]) *Senza dubbio non si può dir niente di [[Dio]] che non sia infinitamente al di sotto del vero, e però la Bibbia (e la Bibbia molto meno che qualunque altro) non dice mai cosa che appetto al vero non sia strapiccolissima. ([[Giacomo Leopardi]]) *Si cerchi la verità nelle sante Scritture, non l'eloquenza: ogni sacra Scrittura si deve leggere con lo spirito con cui fu scritta e dobbiamo cercarvi più il nostro vantaggio che non la ricercatezza dello stile. Perciò si devono leggere altrettanto volentieri i libri piani e devoti quanto quelli di profonda speculazione. (''[[Imitazione di Cristo]]'') *Si tratta del Libro dei Libri, il Best Seller dei Best Sellers, da tutti conosciuto anche se forse non da tutti letto. Ma sicuramente, anche quelli che non l'hanno mai sfogliato, hanno qualche nozione di Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè e l'arca. ([[Paolo Cevoli]]) *Spesso ci è d'impaccio nella lettura della sacra Scrittura la nostra curiosità, quando vogliamo indagare e discutere là dove sarebbe bene passar oltre in semplicità. Se vuoi cavarne vantaggio, leggi con umiltà, con semplicità, con fede; e non sorga in te il desiderio di apparire dotto. (''[[Imitazione di Cristo]]'') *Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l'hai appreso e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'') *Tutte le Scritture sono state scritte per questo: perché l'uomo capisse quanto Dio lo ama e, capendolo, s'infiammasse d'[[Amor di Dio|amore verso di lui]]. ([[Agostino d'Ippona]]) ===[[Steve Allen]]=== *La Bibbia è infelicemente oscura su un lungo elenco di questioni morali e sociali e il sesso è una di queste. *La Bibbia è stata interpretata per giustificare pratiche malvagie come, ad esempio, la schiavitù, il massacro dei prigionieri di guerra, i sadici omicidi di donne accusate di stregoneria, la pena capitale per centinaia di reati, la poligamia e la crudeltà verso gli animali. *Nessun vero tiranno conosciuto della storia è mai stato responsabile di un solo centesimo dei delitti, dei massacri, e di tante atrocità attribuite al Dio della Bibbia. ===[[Hans Urs von Balthasar]]=== *La Scrittura non è un sistema di verità, ma è un resoconto dell'incontro di Dio con gli uomini. *L'amore è l'unico principio ermeneutico per la comprensione della Bibbia. *Per ogni missione speciale c'è, nella Bibbia una parola speciale che trova in tale missione la sua autentica spiegazione. ===[[Papa Benedetto XVI]]=== *Chi vuole comprendere la Scrittura nello spirito in cui è stata scritta deve badare al contenuto e all'unità dell'intera Scrittura. *I singoli libri della Sacra Scrittura, come essa stessa nel suo insieme, non sono semplicemente letteratura. *Il Dio che parla nella Bibbia ci insegna come noi possiamo parlare con Lui. ===[[Marc Chagall]]=== *I pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell'alfabeto colorato che era la Bibbia. *La più grande fonte di poesia di tutti i tempi. *Una risonanza della natura e dei suoi segreti. ===[[Charles Taze Russell]]=== *Dal principio nella Bibbia si estende un insegnamento che non si trova in nessun altro luogo e che è in opposizione con tutte le teorie di tutte le religioni pagane, – cioè, che una vita futura sta per manifestarsi per i morti, mediante una risurrezione. *Eliminare dalla Bibbia i miracoli suddetti sarebbe un invalidare la testimonianza dei suoi principali autori, oltre a quella del nostro Signore stesso. *La Bibbia è il libro più antico che esista; essa ha sopravvissuto alle tempeste di trenta secoli. Sì è provato con tutti i mezzi possibili di fare sparire questo libro dalla superficie della terra: lo si è nascosto, sepolto, si è fatto del suo possesso un delitto degno di morte, e coloro che hanno creduto in esso hanno subito le più feroci e spietate persecuzioni; ma il Libro è più vivo di prima. Ai giorni nostri, mentre molti dei suoi nemici dormono nella polvere, e centinaia di volumi scritti per denigrarlo e distruggere la sua influenza giacciono dimenticati da molto tempo, la Bibbia ha fatto la sua strada fra tutti i popoli e in tutte le lingue della terra; se ne fecero già più di 200 traduzioni diverse. Il fatto che quel Libro è sopravvissuto a tanti secoli malgrado gli sforzi senza pari tentati di bandirlo e distruggerlo, è per lo meno una prova evidente che il grande Autore che si proclama della Bibbia è stato altresì il suo preservatore. *La Bibbia è la fiaccola della civiltà e della libertà. La sua influenza per il bene della società è stata riconosciuta dai più grandi uomini di stato, anche se essi non l'abbiano guardata principalmente che attraverso le lenti dei diversi insegnamenti contraddittori delle religioni, i quali, pur sostenendo la Bibbia, deformano crudelmente le sue dottrine. *Sebbene scritta da molte penne, in varie epoche e in circostanze diversissime, la Bibbia non è semplicemente una collezione di prescrizioni morali, di massime varie e di parole consolatrici. Essa è qualche cosa di più: Essa è una relazione ragionevole, filosofica e armonica della causa del male attuale nel mondo, del suo solo rimedio, e del risultato finale previsto dalla divina sapienza, alla quale il risultato del suo Piano era noto prima del suo principio; e quella sapienza tracciava il sentiero del popolo di Dio e che essa lo sosteneva e lo fortificava con le più preziose promesse che si compiranno "al proprio tempo". *Vi è nella Bibbia una franchezza e una tale rettitudine che bastano a darle la sua impronta di Verità. ==Note== <references /> ==Voci correlate== {{Vedi anche|:Categoria:Bibbia}} {{div col}} *[[Antico Testamento]] *[[Bibbia di Gutenberg]] *[[Dio]] *[[Gesù]] *[[Nuovo Testamento]] *[[Parola di Dio]] *[[Rivelazione]] *[[Torah]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|testo=Sacra Bibbia|testo_preposizione=della|wikt=Bibbia|commons_preposizione=sulla}} [[Categoria:Bibbia| ]] [[Categoria:Fede e culto]] dyx645x9dpf8s3vzbwr0dohp17770k4 Enzo Jannacci 0 2704 1413572 1413412 2026-05-15T19:43:19Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Ibisco|Ibisco]] 1231463 wikitext text/x-wiki [[Immagine:EnzoJannacci.jpg|thumb|upright=1.2|Enzo Jannacci nel 1986]] '''Vincenzo Jannacci''' (1935 – 2013), cantautore, cabarettista, pianista, compositore, attore, sceneggiatore e medico italiano. ==Citazioni di Enzo Jannacci== *Di me, una delle ultime volte che ci siamo visti, {{NDR|[[Giorgio Gaber]]}} disse a mio figlio [[Paolo Jannacci|Paolo]]: "Guarda che tuo padre quando era giovane era pazzo". Io guardai mio figlio e dissi a Giorgio: "Giorgio, io non ero pazzo, ero povero". Del resto si sa che i poveri e i pazzi sono sempre stati accomunati.<ref>Citato in Pedrinelli, p. 153.</ref> *Mi ricordo ancora piazzale Loreto e una donna che sparava alla testa di [[Benito Mussolini|Mussolini]] appeso per i piedi. Spero di vederlo, anzi sono sicuro che lo vedrò ancora. Mio padre è morto per colpa dei fascisti, i fascisti non rompano.<ref>Da un intervento alla cerimonia di consegna del Premi Isibardi all'associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo, in risposta alle critiche dei consiglieri di Alleanza Nazionale; citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/dicembre/17/Leoncavallo_premiato_Ora_basta_polemiche_co_7_041217019.shtml Leoncavallo premiato. «Ora basta polemiche»]'', ''Corriere della Sera'', 17 dicembre 2004, p. 52.</ref> *{{NDR|Parlando di Giorgio Gaber}} Non è stato facile cantare dischi insieme, malgrado la nostra sensibilità artistica fosse simile: io ho una voce meno baritonale della sua. E lui, ovviamente, con me faticava perché voleva fare tutto con precisione assoluta. Inoltre fingeva di non essere spiritoso. E io a dirgli Giorgio, tu sei spiritoso più di me, solo che vuoi farne a meno, lascia libero il tuo spirito di essere comico. Anche se con gli arrangiamenti di [[Franco Battiato|Battiato]] era difficile, in effetti!<ref>Citato in Pedrinelli, p. 154.</ref> {{intestazione|Dall'intervista di Luigina Venturelli, ''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/145000/142375.xml?key&#61;Luigina+Venturelli&first&#61;1401&orderby&#61;0&f&#61;fir&dbt&#61;arc «Su piazzale Loreto ho sbagliato. Ma questa destra...»]'', ''l'Unità'', 18 dicembre 2004, p. 13}} *Dovessi finire in galera, almeno portatemi le arance. Sarebbe davvero perfetto: [[Cesare Previti|Previti]] e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]] fuori, Jannacci dentro. *A provocazione rispondo, esagero con le parole e sbaglio, ma loro si vadano a ristudiare i libri di testo. Quella giornata è stata la conclusione della lotta di Liberazione nazionale ed ha segnato la nascita della nostra repubblica antifascista, io non la definirei una pagina vergognosa. [...] Certo non fu una bella immagine, ma i fascisti e i [[nazismo|nazisti]] avevano tanto ecceduto in crudeltà verso la popolazione civile durante gli anni della dittatura, che nessuno se ne stupì. E loro dovrebbero saperlo che quando il popolo s'incazza sono dolori. *Sicuramente sono scemo, nel senso latino del termine: la mia intelligenza sta scemando con il passare degli anni, ma è un processo di invecchiamento che prima o poi colpisce tutti. Se però dicessi falsità o vendessi concetti gracili non si incazzerebbero così tanto. Si vede che ho beccato nel giusto. Se basta uno come me a scatenare tutta questa polemica, allora siamo ancora alla metastasi, nel senso che l'ideologia fascista non è stata per nulla archiviata. *{{NDR|Sul premio alle madri antifasciste del Centro Sociale Leoncavallo}} Il riconoscimento è giustamente andato all'associazione delle mamme [[antifascismo|antifasciste]] del centro sociale. La destra non si ricorda che quelle donne hanno visto uccidere dalla violenza politica due dei loro figli, Fausto e Iaio? Io sono un balordo e se me le chiedono non le mando certo a dire. Ma è la nostra stessa [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] a dirci che viviamo in un paese antifascista, non dovrebbe essere un reato invitare i fascisti a non rompere. {{intestazione|Dall'intervista di Giancarlo Dotto, ''[http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200812articoli/39426girata.asp "Sono pazzo? Certo, ma non scemo"]'', ''Lastampa.it'', 22 dicembre 2008}} *{{NDR|Su [[Vittorio Gassman]]}} Bravo a fare Shakespeare, ma troppo sarcastico. Si accaniva perché era più grosso, più alto, più bello... Era sempre un poco aguzzino... Mi diceva [[Jack Lemmon]]: il mio maestro è [[Alberto Sordi]]... Una volta a Vittorio gli ho tirato un bacile. *Mi ritrovo quasi sempre di buonumore. Mi sa che produco molta serotonina. Ho rischiato la depressione tanti anni fa... Quando sono malinconico sembro [[Claudio Baglioni]], che per me è il più bravo di tutti... È un poeta nato, che consuma note, armonie, comunica cose di una bellezza straordinaria... Non lo sa neanche lui questo... In dieci parole sue trovi sei atmosfere poetiche. Questo modo di armonizzare che si mischia con la voce. *[[Vasco Rossi|Vasco]] è stratosferico. Ultimamente non canta più. Prende le note fondamentali e parla dove c'è questo suono. Sembra che lo mangi e invece... {{intestazione|Dall'intervista di Fabio Cutri, ''[http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_06/jannacci_eluana_fabio_cutri_1fd6ba3e-f41a-11dd-952a-00144f02aabc.shtml Caso Eluana, parla l'ateo Jannacci: allucinante fermare le cure]'', ''Corriere.it'', 6 febbraio 2009}} *{{NDR|Alla domanda «Ma una volta che il cervello non reagisce più, l'attesa non rischia di essere inutile?»}} Piano, piano... inutile? Cervello morto? Si usano queste espressioni troppo alla leggera. Se si trattasse di mio figlio basterebbe un solo battito delle ciglia a farmelo sentire vivo. Non sopporterei l'idea di non potergli più stare accanto. *Io da medico ragiono esattamente così: la [[vita]] è sempre importante, non soltanto quando è attraente ed emozionante, ma anche se si presenta inerme e indifesa. *{{NDR|Sulla legittimità dell'eutanasia}} Sì, quando il paziente soffre terribilmente e la medicina non riesce più ad alleviare il dolore. Ma anche in quel caso non vorrei mai essere io a dover "staccare una spina": sono un vigliacco e confido nel fatto che ci siano medici più coraggiosi di me. *L'[[vita|esistenza]] è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque. *Non staccherei mai una spina e mai sospenderei l'alimentazione a un paziente: interrompere una vita è allucinante e bestiale. *Se il [[Gesù|Nazareno]] tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza. *Stare dove la vita è ridotta a un filo sottile è traumatico ma può insegnare parecchie cose a un [[medico|dottore]]. ==Citazioni tratte da canzoni== {{Autori testi}} [[File:Enzo Jannacci 1964.png|thumb|Enzo Jannacci nel 1964]] ===''La Milano di Enzo Jannacci''=== '''Etichetta''': Jolly, 1964. *''El purtava i [[scarpa da ginnastica|scarp de tennis]], el parlava de per lu, | rincorreva già da tempo un bel sogno d'amore. | El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du oeucc de bon, | l'era il prim a mena via, perché l'era un barbon.'' (da ''El purtava i scarp a tennis'', n. 1) ===''Enzo Jannacci in teatro''=== '''Etichetta''': NR – Joker, 1965. *''Veronica, se non mi sbaglio stavi in via Canonica. | Dicevi sempre: "voglio farmi monaca!" | ma intanto bestemmiavi contra i pré. | Ti ricordo ancora come un primo amore: | lacrime, rossore fingesti per me.'' (da ''Veronica''<ref>Testo di [[Dario Fo]] e [[Sandro Ciotti]].</ref>, n. 7) *''Come ti permetti prete sono un ex combattente... | Ho fatto la prima [[crociata]] e anche la terza... | La seconda no perché ero malato!'' (da ''Prete Liprando e il giudizio di Dio''<ref name=fo>Testo di [[Dario Fo]].</ref>, n. 8) *''No, io non ho visto niente | Non ho visto un accidente | Son venuto da Como per niente...'' (da ''Prete Liprando e il giudizio di Dio''<ref name=fo>Testo di [[Dario Fo]].</ref>, n. 8) *''Il primo furto non si scorda mai, | un vecchio ergastolano me l'ha detto, | si comincia quasi sempre dai [[pollaio|pollai]], | per fuggire con un pollo stretto al petto.'' (da ''Il primo furto non si scorda mai''<ref name=fo/>, n. 9) *''C'è un [[Fiori di campo|fiore di campo]] che è nato in miniera | per soli pochi giorni lo stettero a guardar. | Di un pianto suo dolce sfiorì in una sera, | a nulla le nere mani valsero a salvar.'' (da ''Sfiorisci bel fiore'', n. 10) ===''Sei minuti all'alba''=== '''Etichetta''': Jolly – Joker, 1966, prodotto da Nanni Ricordi. *''Vott setember sunt scapà, hu finì de fa el suldà, | al paes mi sunt turnà, disertore m'han ciamà. | De sul treno caregà, n'altra volta sunt scapà, | in montagna sono andato, ma l'altr'er cui ribelli m'han ciapà.'' (da ''Sei minuti all'alba''<ref>Testo di Enzo Jannacci e [[Dario Fo]].</ref>, n. 1) ===''Vengo anch'io. No, tu no''=== '''Etichetta''': ARC – RCA, 1968, prodotto da Nanni Ricordi. *''E sempre allegri bisogna stare, | ché il nostro piangere fa male al re, | fa male al ricco e al cardinale, | diventan tristi se noi piangiam!'' (da ''Ho visto un re''<ref name=fo/>, n. 1) *''Si potrebbe andare tutti quanti allo [[Giardino zoologico|zoo]] comunale. | Vengo anch'io? No, tu no. | Per vedere come stanno le bestie feroci | e gridare "Aiuto, aiuto, è scappato il leone" | e vedere di nascosto l'effetto che fa.'' (da ''Vengo anch'io. No, tu no'', n. 3) *''Conobbe Alba, un Alba poco alba, | neppure mattiniera, anzi mulatta | che un giorno fuggi unico giorno in cui fu mattutina | per andare abitare città grande piena luci gioielli.'' (da ''Giovanni telegrafista''<ref>Testo di [[Ruggero Jacobbi]] e [[Cassiano Ricardo]].</ref>, n. 4) ===''La mia gente''=== '''Etichetta''': ARC – RCA, 1970, prodotto da Nanni Ricordi. *''Questo è un amore di contrabbando, | meglio star qui seduto a guardare il vino che butto giù.'' (da ''Mexico e nuvole''<ref name=pallavicini>Testo di [[Vito Pallavicini]].</ref>, n. 12) *''Mexico e nuvole, il tempo passa sull'America | il vento suona la sua armonica, | che voglia di piangere ho. | [[Messico|Mexico]] e nuvole, la faccia triste dell'America, | il vento insiste con l'armonica, | che voglia di piangere ho.'' (da ''Mexico e nuvole''<ref name=pallavicini/>, n. 12) ===''Jannacci Enzo''=== '''Etichetta''': ARC – RCA, 1972, prodotto da Italo Greco e Paolo Dossena. *''Sono un ragazzo padre, chiedo la carità, | io sono un peccatore per questa società, | sono un ragazzo padre, non so più dove andare, | ho chiesto anche in comune, non mi lasciano entrare. | Ho chiesto anche a mio figlio, e mi ha detto: vai! | Sei un ragazzo padre, chiedi la carità '' (da ''Ragazzo padre'', n. 9) ===''Quelli che...''=== '''Etichetta''': Ultima spiaggia, 1975, prodotto da Nanni Ricordi. *''Quelli che votano scheda bianca per non sporcare''. (da ''Quelli che...''<ref name=beppeviola>Testo di [[Beppe Viola]].</ref>, n. 2) *''Quelli che quando perde l'[[Inter]] o il [[Milan]] dicono che in fondo è una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yeh!'' (da ''Quelli che...''<ref name=beppeviola/>, n. 2) *''Quelli che con una dormita passa tutto, anche il cancro.'' (da ''Quelli che...''<ref name=beppeviola/>, n. 2) *''Quelli che fanno l'amore in piedi convinti di essere in un piedaterre.'' (da ''Quelli che...''<ref name=beppeviola/>, n. 2) *''Quelli che credono che Gesù bambino sia [[Babbo Natale]] da giovane, oh yeh! | Quelli che la notte di Natale scappano con l'amante dopo aver rubato il [[panettone]] ai bambini, oh yeh... Intesi come figli, oh yeh!'' (da ''Quelli che...''<ref name=beppeviola/>, n. 2) *''Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale.'' (da ''Quelli che...''<ref name=beppeviola/>, n. 2) *''Quelli che "l'ha detto il [[telegiornale]]".'' (da ''Quelli che...''<ref name=beppeviola/>, n. 2) ===''Foto ricordo''=== '''Etichetta''': Ultima spiaggia, 1979, prodotto da Nanni Ricordi. *''Oh, quanta strada nei miei sandali, | quanta ne avrà fatta Bartali, | quel naso triste come una salita, | quegli occhi allegri da italiano in gita, | e i francesi ci rispettano, | che le balle ancora gli girano, | e tu mi fai – dobbiamo andare al cine – | e vai al cine, vacci tu!'' (da ''Bartali''<ref>Testo di [[Paolo Conte]].</ref>, n. 7) ===''Ci vuole orecchio''=== '''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1980. *''E mi vieni incontro | con un ombrello | che non è quello | che ti ho regalato io. | Anche da lontano si vede, | anche da lontano si vede, | anche da lontano si vede | che non mi vuoi più bene.'' (da ''Si vede'', n. 7) *''Diceva di volere l'amore | ma finì contro il muro | e la vita finì.'' (da ''Il dritto'', n. 8) ===''Parlare con i limoni''=== '''Etichetta''': DDD, 1987. *''Una storia troppo bella, | una vita da balilla per volerti bene, | un telefono che suona, come dire | ti perdono ma, ma non è più | amore; Quattro passi in riva al mare, | quattro frasi senza dire che | il treno è là: come è triste quel lamento, | come anche il vento mentre questa vita va.'' (da ''Due gelati'', n. 2) ===''Come gli aeroplani''=== '''Etichetta''': Ala Bianca, 2001, prodotto da Paolo Jannacci. *''Come te che fai schifo e non lo sai, | mentre inneschi il mercato globale | al posto dell'altruismo, per l'umiliazione della mia gente.'' (da ''Come gli aeroplani''<ref>Testo di [[Paolo Jannacci]] e Enzo Jannacci.</ref>, n. 2) ==Citazioni su Enzo Jannacci== *Era il mio medico. Ma come medico era molto discutibile. Non c'era mai quando avevo bisogno di lui per una ricetta o una visita. Ma era troppo simpatico. Suonava jazz, come me, come [[Giorgio Gaber]]. E poi ha cominciato a cantare canzoni. ([[Lino Patruno]]) *Jannacci è stato un maestro, per me è un vero poeta, mi sento molto vicino al suo feeling. Come autore e personaggio di spettacolo è davvero grande. È uno che sa divertirsi, prendere le cose per il verso giusto e dire delle cose interessantissime. Prendi ''Giovanni il telegrafista'', dove risulta patetico con estrema eleganza. ([[Rino Gaetano]]) *Il mio amico Enzo Jannacci mi ha invitato a fare un giro sulla sua barca a Bordighera… Mi sono presentato elegantissimo: pantaloni bianchi, giacca blu con bottoni d'oro, foulard con stemmi... pensavo che Jannacci, diventato ricchissimo grazie alle sue canzoni, ne avesse una di almeno 30 metri... quell'avaro armeggiava su una sgangherata barchetta di 6 metri... ([[Ugo Tognazzi]]) ===[[Paolo Jannacci]]=== *Molti chiedevano a mio padre cosa c'entrasse la carriera di medico con quella di cantante, e lui sorridente rispondeva "l'uomo bisogna conoscerlo da dentro". Di giorno era in ospedale, di notte andava a cantare. Il fatto di vedere da vicino la sofferenza poteva essere il motivo del suo abbraccio verso i poveri diavoli e della sua inquietudine verso la condizione umana. *Nella vita privata era estremista in tutto, o era bianco o era nero. Non scendeva mai a compromessi. Io invece vedo più grigi, sono più moderatore. Aveva avuto molti problemi per questo suo essere impulsivo e io cercavo di arrangiare, di mettere tutto a posto. Anche nella musica: lui cantava e io arrangiavo. Ma c'era sempre un punto d'incontro e ci perdonavamo gli errori l'uno dell'altro. *Quando [[Giorgio Gaber|Giorgio]] lavorava con Enzo, penso partissero sempre dall'amicizia. E poi la loro concezione artistica era qualcosa del tipo "sfruttiamo la chimica azione/reazione", quello che gli americani chiamano ''interplay''. Credo che ogni incontro cambiasse le loro carriere, perché erano scintille che si accendevano in un discorso mai veramente interrotto, che coinvolgeva il personale in profondità. Anche se poi ognuno avrebbe proseguito con le proprie idee, i propri tempi, le proprie scelte artistiche. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Enzo Jannacci, ''Oggi che non mi chiama più cialtrone''; in Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', Kowalski, Milano, 2008 (pp. 153-154). ISBN 978-88-7496-754-4 ==Voci correlate== *[[Paolo Jannacci]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La Milano di Enzo Jannacci||(1964)}} {{Pedia|Enzo Jannacci in teatro||(1965)}} {{Pedia|Sei minuti all'alba||(1966)}} {{Pedia|Vengo anch'io. No, tu no||(1968)}} {{Pedia|La mia gente||(1970)}} {{Pedia|Jannacci Enzo||(1972)}} {{Pedia|Quelli che... (album)|''Quelli che...''|(1974)}} {{Pedia|Foto ricordo||(1976)}} {{Pedia|Ci vuole orecchio||(1980)}} {{Pedia|Parlare con i limoni||(1987)}} {{Pedia|Come gli aeroplani||(2001)}} {{DEFAULTSORT:Jannacci, Enzo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cabarettisti italiani]] [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Compositori italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Pianisti italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] mt7dfe3b1n1xq9qvi7i1fxkw34njlpi Charlize Theron 0 3468 1413603 1354205 2026-05-16T07:09:56Z Spinoziano 2297 typo, + film 1413603 wikitext text/x-wiki [[File:Charlize Theron in 2017.jpg|miniatura|Charlize Theron nel 2017]] {{Premio|Oscar| '''''[[Monster]]''''' *Miglior attrice (2004)}} '''Charlize Theron''' (1975 – vivente), attrice e modella sudafricana naturalizzata statunitense. ==Citazioni di Charlize Theron== *{{NDR|Su ''[[Hancock]]''}} Mi ha appassionato molto il soggetto e mi è piaciuta molto la gente con cui ho lavorato. Se scelgo qualcosa di diverso, come Hancock, vuol dire la storia è coinvolgente, che si tratta di una vera sfida. E poi ero sicura di divertirmi da morire con [[Will Smith]].<ref name="Lester">Citato in Bruno Lester, ''[http://www.corriere.it/Cinema/2008/Venezia/charlize_theron_si_racconta_382138e8-743c-11dd-97d8-00144f02aabc.shtml Charlize Theron si racconta «I colleghi? Li vorrei toccare»]'', ''corriere.it'', 27 agosto 2008.</ref> *Nel mio paese, il Sud Africa, [...] abbiamo una mentalità molto più semplice di quella [[Stati Uniti d'America|americana]], ma anche più elastica. In America ci sono più regole: se una madre sculaccia il suo bambino, rischia la galera.<ref>Citato in Gabriele Rifilato (a cura di), ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', Roma, Rai-Eri, 2005. ISBN 8839712895.</ref> *Penso di essere sexy e non sono cresciuta con una madre che mi ha fatto sentire in colpa per il mio corpo.<ref name="Lester" /> *Se uno fosse sempre [[Felicità|felice]], non sarebbe capace di apprezzare nulla.<ref name="VF">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20111204151729/http://www.vanityfair.it/people/mondo/2011/12-mese/03/charlize-theron-foto#charlize Charlize Theron: «Io bella, fortunata e quasi sempre infelice»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre 2011.</ref> *Sono una donna che va dritta, non torno mai sui miei passi.<ref name="VF" /> {{Int|''[https://www.iodonna.it/personaggi/star-internazionali/2020/02/08/charlize-theron-sono-single-e-felice-non-voglio-attorno-guastafeste/ Charlize Theron: «Sono single e felice. Non voglio attorno guastafeste»]''|Intervista di Alessandra Venezia, ''iodonna.it'', 8 febbraio 2020.}} *Non credo che esisterà mai una società ideale, totalmente paritaria. Gli esseri umani saranno sempre complicati, confusi, pasticcioni e proni a commettere errori. Ma penso anche che nel mondo dei nostri figli i comportamenti inaccettabili saranno puniti. Il cattivo comunque ci sarà sempre, è inevitabile. *Quando avevo vent'anni sentivo il bisogno di modulare, di plasmare il mio temperamento a seconda della relazione. Cercavo di farmi più piccola, come se così fosse possibile rendere il rapporto più significativo. Col passare degli anni ho però capito che questo non funzionava per me e ora non voglio più inibirmi o bloccarmi, non porta a niente di buono. *Se c'è una qualità che noi donne del [[Sudafrica]] abbiamo, è la resilienza, la tendenza a non arrenderci. Se cresci in un Paese come il mio impari subito a superare ostacoli e a essere tenace. ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Celebrity]]'' (1998) *''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999) *''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]]'' (1999) *''[[La leggenda di Bagger Vance]]'' (2000) *''[[Men of Honor - L'onore degli uomini]]'' (2000) *''[[La maledizione dello scorpione di giada]]'' (2001) *''[[Sweet November - Dolce novembre]]'' (2001) *''[[24 ore (film)|24 ore]]'' (2002) *''[[Monster]]'' (2003) *''[[The Italian Job]]'' (2003) *''[[Nella valle di Elah]]'' (2007) *''[[Hancock]]'' (2008) *''[[The Road (film)|The Road]]'' (2009) *''[[Young Adult]]'' (2011) *''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012) *''[[Prometheus (film)|Prometheus]]'' (2012) *''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015) *''[[Il cacciatore e la regina di ghiaccio]]'' (2016) *''[[Fast & Furious 8]]'' (2017) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Theron, Charlize}} [[Categoria:Attori sudafricani]] [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Modelli statunitensi]] [[Categoria:Modelli sudafricani]] cjgpbrtm642psjmu6e5e51e0ihw8rdm Salvatore Quasimodo 0 3827 1413573 1413430 2026-05-15T19:45:02Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1343859 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Salvatore Quasimodo.gif|right|thumb|Salvatore Quasimodo]] {{Premio|Nobel|la letteratura ('''1959''')}} {{indicedx}} '''Salvatore Quasimodo''' (1901 − 1968), poeta italiano. ==Citazioni di Salvatore Quasimodo== *I [[filosofia|filosofi]], i nemici naturali dei poeti, e gli schedatori fissi del pensiero critico, affermano che la [[poesia]] (e tutte le arti), come le opere della natura, non subiscono mutamenti né attraverso né dopo una [[guerra]]. Illusione; perché la guerra muta la vita morale d'un popolo, e l'uomo, al suo ritorno, non trova più misure di certezza in un ''modus'' di vita interno, dimenticato o ironizzato durante le sue prove con la morte.<ref>Da ''Discorso sulla poesia'', appendice a ''Il falso e il verde verde''.</ref> *La rassegnazione alla [[solitudine]], opposta al [[dolore]] [[Tito Lucrezio Caro|lucreziano]], avvicina a noi [[Virgilio]] più degli altri poeti latini dell'antichità classica.<ref>Da ''Il fiore delle Georgiche'', prefazione.</ref> *Ma c'è in [[Esenin]], evocatore di ritmi, luci, colori, odori, un'altra realtà; l'infanzia del suo linguaggio con immagini strappate ad ogni spirale logica e segni, quasi discografia distorta, che sfuggono alle architetture sintattiche abituali... "Io non sono un mercante di parole", scrive in una sua lirica, quasi a voler stringere i propri giudici su un terreno di humus sacrale, in un prodigio di itinerari ignoti alla cifra grafica.<ref name>Citato in Sergej Aleksandroic Esenin, ''Russia e altre poesie'', traduzione di Curzia Ferrari, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007, p. 32.</ref> *Ogni incontro, discorso, paesaggio si trasforma attraverso la voce di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] in categoria della sua anima che agisce in armonia con la natura e la società.<ref>Da ''Il Tempo''; citato in ''La Fiera Letteraria'', 19 ottobre 1967.</ref> == ''Ed è subito sera'' == ===[[Incipit]]=== ''Ognuno sta solo sul cuor della [[terra]]<br /> trafitto da un raggio di [[sole]]:<br />ed è subito [[sera]].'' ===''Acque e terre''=== *''Avidamente allargo la mia mano: | dammi [[dolore]] cibo cotidiano.'' *''Desiderio delle tue mani chiare | nella penombra della fiamma: | sapevano di rovere e di rose; | di [[morte]]. Antico [[inverno]].'' *''Di te amore m'attrista | mia terra, se oscuri profumi | perde la sera d'aranci | o d'oleandri, sereno | cammina con rose il torrente | che quasi ne tocca la foce.'' (''Isola'') *''[[Dolore]] di cose che ignoro | mi nasce: non basta una [[morte]] | se ecco più volte mi pesa | con l'[[erba]], sul [[cuore]], una zolla.'' *''E quel gettarmi alla [[terra]], | quel [[gridare]] alto il nome del [[silenzio]], | era dolcezza di sentirmi vivo.'' *''Fatica d'[[amore]], [[tristezza]], | tu chiami una [[vita]] | che dentro, profonda, ha nomi | di cieli e giardini. | E fosse mia carne | che dono di male trasforma.'' *''Ma se torno a tue rive | e dolce voce al canto | chiama da strada timorosa | non so se infanzia o amore, | ansia d'altri cieli mi volge, | e mi nascondo nelle perdute cose.'' (''Isola'') *''Mi trovi deserto, Signore, | nel tuo giorno, | serrato ad ogni [[luce]]. | Di te privo spauro, | perduta strada d'amore, | e non m'è grazia | nemmeno trepido cantarmi | che fa secche mie voglie.'' *''Se mi desti t'ascolto, | e ogni pausa è [[cielo]] in cui mi perdo, | [[serenità]] d'alberi a chiaro della [[notte]].'' *''Si china il giorno | e colgo ombre dai cieli: | che [[tristezza]] il mio [[cuore]] | di carne!'' *''S'udivano stagioni aeree passare, | nudità di mattini, | labili raggi urtarsi.'' *''[[Tindari]], mite ti so | fra larghi colli pensile sull'acque | dell'isole dolci del dio, | oggi m'assali | e ti chini in cuore.'' (''Vento a Tindari'') *''Ti rivedo. Parole | avevi chiuse e rapide, | che mettevano cuore | nel peso di una [[vita]] | che sapeva di circo.'' *''Un po' di [[sole]], una raggera d'[[angelo]], | e poi la [[nebbia]]; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al [[mattino]].'' ===''Òboe sommerso''=== *''Ali oscillano in fioco [[cielo]], | labili: il [[cuore]] trasmigra | ed io son gerbido, | e i giorni una maceria.'' (''Òboe sommerso'') *''[[Autunno]] mansueto, io mi posseggo | e piego alle tue acque a bermi il [[cielo]], | fuga soave d'alberi e d'abissi.'' (''Autunno'') *''Avara pena, tarda il tuo dono | in questa mia ora | di sospirati abbandoni.'' (''Òboe sommerso'') *''Camminano [[angelo|angeli]], muti | con me; non hanno respiro le cose; | in pietra mutata ogni voce, | [[silenzio]] di cieli sepolti.'' (''Alla notte'') *''Città d'isola | sommersa nel mio cuore, | ecco discendo nell'antica luce | delle maree, presso sepolcri | in riva d'acque | che una letizia scioglie | d'alberi sognati''. (''Nell'antica luce delle maree'') *''Di te amore m'attrista, | mia [[terra]], se oscuri profumi | perde la sera d'aranci, | cammina con rose il torrente | che quasi n'è tocca la foce.'' (''Isola'') *''Ed è [[morte]] | uno spazio nel cuore.'' (''Fresce di fiumi in sonno'') *''Farsi amore un'altra morte sento | ignota a me, ma più di questa tarda, | che mi spinge sovente alle sue forme''. (''Convalescenza'') *''I morti maturano, | il mio cuore con essi. | Pietà di sé | nell'ultimo umore hsa la terra.'' (''Metamorfosi nell'urna del Santo'') *''In te mi getto: un fresco | di navate posa nel cuore; | passi nudi d'angeli | vi s'ascoltano, al buio.'' (''Alla mia terra'') *''Io tento una [[vita]]: | ognuno si scalza e vacilla | in ricerca.'' (''Curva minore'') *''Lievita la mia vita di caduto, | esilio morituro.'' (''Foce del fiume Roja'') *''Non so odiarti: così lieve | il mio cuore d'uragano.'' (''Dormono selve'') *''Non una [[dolcezza]] mi matura, | e fu di pena deriva | ad ogni [[giorno]] | il [[tempo]] che rinnova | a fiato d'aspre resine.'' (''L'eucalyptus'') *''Odore buono del [[cielo]] | sull'erbe, | [[pioggia]] di prima sera.'' (''Preghiera alla pioggia'') *''Un [[sole]] rompe gonfio nel sonno | e urlano alberi; | avventurosa [[aurora]] | in cui disancorata navighi, | e le stagioni marine | dolci fermentano rive nasciture.'' (''Alla mia terra'') *''Seguiremo case silenziose, | dove morti stanno ad occhi aperti | e [[bambino|bambini]] già [[adulto|adulti]] | nel [[risata|riso]] che li attrista, | e fronde battono a vetri taciti | a mezzo delle notti''. (''Dove morti stanno ad occhi aperti'') *''Dammi il mio giorno; | ch'io mi cerchi ancora | un volto d'anni sopito | che un cavo d'acque | riporti in trasparenza, | e ch'io pianga amore di me stesso.'' (''Dammi il mio giorno'') *''Ti cammino sul cuore, | ed è un trovarsi d'astri | in arcipelaghi insonni, | notte, fraterni a me | fossile emerso da uno stanco flutto;'' [...]. (''Dammi il mio giorno'') ====Citazioni su ''Òboe sommerso''==== *Con ''Òboe sommerso'' Quasimodo rinunciò coraggiosamente ad ogni giovanile indugio in cadenze prestabilite, in stasi descrittive e narrative, per organizzare tutte le sue espressioni attorno al suo nucleo lirico più profondo... ([[Sergio Solmi]]) ===''Erato e Apòllion''=== *''A te piega il cuore in solitudine, | esilio d'oscuri sensi | in cui trasmuta ed ama | ciò che parve nostro ieri, | e ora è sepolto nella notte''. (''Sillabe a Erato'') *''Ad una fronda, docile | la luce oscilla | alle nozze con l'aria; | nel senso di morte, | eccomi, spaventato d'amore.'' (''Nel senso di morte'') *''Alle sponde odo l'[[acqua]] colomba, | Ànapo mio, nella [[memoria]] geme | al suo cordoglio | uno stormire altissimo''. (''L'ànapo'') *''Dal giorno, superstite | con gli alberi mi umilio''. (''Sul colle delle "Terre bianche"'') *''I monti a cupo sonno | supini giacciono affranti''. (''Apòllion'') *''Mansueti animali, | le pupille d'aria, | bevono in sogno.'' (''L'ànapo'') *''Nella palude calda confitto al limo, | caro agli insetti, in me dolora | un [[airone]] morto''. (''Airone morto'') *''Per averti ti perdo, | e non mi dolgo: sei bella ancora, | ferma in posa dolce di sonno: | serenità di morte estrema gioia.'' (''Sillabe a Erato'') *''Sillabe d'ombre e foglie, | sull'erbe abbandonati | si amano i morti.'' (''Latomìe'') *''Terrena notte, al tuo esiguo [[fuoco]] | mi piacqui talvolta, e scesi fra i mortali''. (''Canto di Apòllion'') ===''Poesie''=== *''Ancora un [[anno]] è bruciato, | senza un lamento, senza un grido | levato a vincere d'improvviso un giorno''. *''Illeso sparì da noi quel giorno | nell'acqua coi velieri capovolti''. *''Nello spazio dei colli, | tutto [[inverno]], il [[silenzio]] | del lume dei velieri: | fredda immagine eterna | navigante! E qui risorge''. *''Isole che ho abitato | verdi su mari immobili | D'alghe arse, di fossili marini | e spiagge ove corrono in amore | cavalli di luna e di vulcani''. *''Ancora un verde fiume mi rapina | e concordia d'erbe e pioppi, | ove s'oblia lume di [[neve]] morta''. ==''Giorno dopo giorno''== *''E come potevamo noi cantare | con il piede straniero sopra il cuore, | fra i morti abbandonati nelle piazze | sull'erba dura di ghiaccio, al lamento | d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero | della madre che andava incontro al figlio | crocifisso sul palo del telegrafo?'' (da ''Alle fronde dei salici'') *''Scende la sera: ancora ci lasciate, | o immagini care della terra, alberi, | animali, povera gente chiusa | dentro i mantelli dei soldati, madri | dal ventre inaridito dalle lacrime''. (da ''Neve'') *''Giorno dopo giorno: parole maledette e il sangue | e l'oro. Vi riconosco, miei simili, o mostri | della terra. Al vostro morso è caduta la pietà, | e la croce gentile ci ha lasciati''. (da ''Giorno dopo giorno'') *''Invano cerchi tra la polvere, | povera mano, la città è morta''. (da ''Milano, agosto 1943'') *''Ora l'autunno guasta il verde ai colli, | o miei dolci [[animale|animali]]. Ancora udremo, | prima di notte, l'ultimo lamento | degli uccelli, il richiamo della grigia | pianura che va incontro a quel rumore | alto di mare. E l'odore di legno | alla pioggia, l'odore delle tane, | com'è vivo qui fra le case, | fra gli uomini, o miei dolci animali. | Questo volto che gira gli occhi lenti, | questa mano che segna il cielo dove | romba un tuono, sono vostri, o miei lupi, | mie volpi bruciate dal sangue. | Ogni mano, ogni volto, sono vostri.'' (da ''O miei dolci animali'') ===Citazioni su ''Giorno dopo giorno''=== *In un tempo in cui la poesia trova difficile adeguarsi al cocente richiamo delle circostanze, Quasimodo ha creato uno strumento che risponde alla maggior parte dei bisogni. Egli è insieme sottile e profondo, altamente personale e voce di milioni, italiano ed europeo. La sua esperienza è familiare a quasi tutti gli uomini e le donne, ma egli l'ha resa più vera per loro con la sua visione personale. ([[Maurice Bowra]]) ==''La vita non è sogno''== *''La [[luna]] rossa, il [[vento]], il tuo colore | di donna del Nord, la distesa di neve... | Il mio cuore è ormai su queste praterie, | in queste acque annuvolate dalle nebbie''. *''Dicevi: morte, [[silenzio]], solitudine; | come amore, vita. Parole | delle nostre provvisorie immagini''. *''Con gli occhi alla pioggia e agli elfi della notte, | è là, nel campo quindici a Musocco, | la donna emiliana da me amata | nel tempo triste della giovinezza.'' (''Epitaffio per Bice Donetti'') *L'uomo grida dovunque la sorte d'una patria. (''Lamento per il Sud'')<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ==''Il falso e vero verde''== *''La mia terra è sui fiumi stretta al [[mare]], | non altro luogo ha voce così lenta | dove i miei piedi vagano | tra giunchi pesanti di lumache''. *''Tu non m'aspetti più col cuore vile | dell'orologio. Non importa se apri | o fissi lo squallore: restano ore | irte, brulle, con battito di foglie | improvvise sui vetri della tua | finestra, alta su due strade di [[nuvola|nuvole]]''. ==''La terra impareggiabile''== ===''Un'anfora di rame''=== *''Le spine dei fichidindia | sulla siepe, il tuo corpetto strappato | appena azzurro e nuovo, un dolore | al centro del cuore scavato, | forse a Lentini vicino la palude | di Iacopo notaio d'anguille | e d'amori''. ===''Dalla natura deforme''=== *''Dalla [[natura]] deforme la [[foglia]] | simmetrica fugge, l'àncora più | non la tiene. Già inverno, non inverno, | fuma un falò presso il Naviglio''. === ''Visibile, invisibile'' === *''Visibile, invisibile | il carettiere all'orizzonte | nelle braccia della strada chiama | risponde alla voce delle isole''. (''Visibile, invisibile'') *''Dove sull'acque viola | era Messina, tra fili spezzati | e macerie tu vai lungo binari | e scambi col tuo berretto di gallo | isolano. Il terremoto ribolle | da due giorni, è dicembre d'uragani | e mare avvelenato.'' (''Al Padre'') === ''Alle fronde dei salici'' === *''Alle fronde dei salici, per voto, | anche le nostre cetre erano appese: | oscillavano lievi al triste vento''. === ''Dalla Grecia'' === *''Io non cerco | che dissonanze, [[Alfeo]] | qualcosa di più della perfezione | Potessi dirottare ora da [[Olimpia]] | dall'intreccio di pini, ancora forme | respinte dalla morte, oltrepassare | l'arco chiuso che conosco... Non un luogo dell'infanzia | cerco, e seguendo sottomare il fiume | già prima della foce in [[Aretusa]] | annodare la corda | spezzata dell'arrivo. | La continuazione quieta e indistinta | da Olimpia, come Zeus e come Era. | Guardo il tuo capo staccato sul verde, | con una luna di paglia accesa.'' (''Seguendo l'Alfeo'') === ''Vicolo'' === *''Mi richiama talvolta la tua voce, | e non so che cieli ed acque | mi si svegliano dentro: | una rete di sole che si smaglia | sui tuoi muri ch’erano a sera | un dondolio di lampade | dalle botteghe tarde | piene di vento e di tristezza''. === ''Domande e risposte'' === *''In principio Dio creò il cielo | E la terra, poi nel suo giorno | Esatto mise i luminari in cielo | E al settimo giorno si riposò | Dopo miliardi di anni l'uomo, | fatto a sua immagine e somiglianza, | senza mai riposare, con la sua | intelligenza laica, | senza timore, nel cielo sereno | d'una notte d'ottobre | mise altri luminari uguali | a quelli che giravano | dalla creazione del mondo. Amen.'' (''Alla nuova luna'') ==''Due epigrafi''== *''La loro morte copre uno spazio immenso, | in esso uomini d'ogni terra | non dimenticano [[strage di Marzabotto|Marzabotto]] | il suo feroce evo | di barbarie contemporanea.'' (''[[Epigrafi dalle poesie|Epigrafe]] per i Caduti di Marzabotto'') *''Non maledire, eterno straniero nella tua patria, | e tu saluta, amico della libertà. | Il loro sangue è ancora fresco, silenzioso | il suo frutto. | Gli eroi sono diventati uomini: fortuna | per la civiltà. Di questi uomini | non resti mai poveral'Italia.'' (''[[Epigrafi dalle poesie|Epigrafe]] per i partigiani di [[Valenza]]'') ==Citazioni su Salvatore Quasimodo== *È quella infanzia e in quella Sicilia, i cui bagliori illuminavano l'oscurità lirica delle prime raccolte che si trovano le fonti alle quali Quasimodo ha attinto il senso umano reclamato dall'istante storico in cui fu precipitato. Ricco di questo tesoro intimo il poeta, invece di ripiegarsi nell'ermetismo individuale sempre più distaccato e prezioso, è andato verso i suoi fratelli. Al dramma che lo assillava egli ha risposto da uomo. Ed è restato uomo, mai più solo. Il poeta innamorato della vita, di questa vita che non è sogno, ma l'occasione unica e impagabile, ha scoperto che nelle cose dell'esistenza non è questione di «io» ma di «noi». ([[Robert Vivier]]) *Il mito di Quasimodo sorge dalla maturità di ''Oboe sommerso'' e ''Erato e Apôllion'': ed è il mito della solitudine psicologica e metafisica dell'uomo nel dolore della vita, il nulla delle macerie del cuore, la frustrazione totale dell'esistenza, che si fanno canto e poesia nel punto stesso della massima astratta disperazione. ([[Gilberto Finzi]]) *L'antimito (o il nuovo mito) di Quasimodo è ora un valore morale e civile entro il quale il singolo possa riconoscersi, integro e psicologicamente, socialmente, politicamente libero. ([[Gilberto Finzi]]) *Non è stato un tradimento e non è stato neppure una stagione di debolezza; questi accenti nuovi, queste forme più distese e, insomma, questa voce finalmente spiegata denunciano la vitalità della sua presenza, il suo modo di resistere nella propria verità contro le suggestioni del tempo... ([[Carlo Bo]]) *Sa concentrare un mondo di significato in una immagine esatta, affascinante, il cui alone allusivo non ne trascura la forza dominante: ma anche sa attingere quella poesia più ardua che sta oltre le immagini, e che affida la sua forza alle parole più semplici, più disadorne. ([[Maurice Bowra]]) *Senza alcun dubbio la severa educazione classica ha suscitato un impulso, non verso un'imitazione tradizionale, ma verso un controllo rigoroso di tutto ciò che concerne al vigore della parola, e il desiderio di un'intima penetrazione stilistica del verso. Quantunque ritenuto uno dei moderni rinnovatori della poesia, Quasimodo resta, in un certo senso, legato alla tradizione per le sue qualità di vero ''erede'' del mondo classico. ([[Anders Österling]]) ==Bibliografia== *Salvatore Quasimodo, ''Ed è subito sera'', Mondadori, Milano, 1942. :Salvatore Quasimodo, ''Acque e terre (1920-1929)'', Edizioni Solaria, Firenze, 1930. :Salvatore Quasimodo, ''Òboe sommerso (1930-1932)'', Edizioni Circoli, Genova, 1932. :Salvatore Quasimodo, ''Erato e Apòllion (1932-1936)'', pref. di S. Solmi, Scheiwiller, Milano, 1938. :Salvatore Quasimodo, ''Poesie (1936-1942)'', Edizioni Primi Piani, Milano, 1938. *Salvatore Quasimodo, ''Discorso sulla poesia'' appendice a ''Il falso e il vero verde'', Mondadori, 1966. *Salvatore Quasimodo, ''Giorno dopo giorno'', Mondadori, Milano, 1947. *Salvatore Quasimodo, ''La vita non è sogno'', Mondadori, Milano, 1949. *Salvatore Quasimodo, ''Il falso e vero verde'', Schwarz, Milano, 1954. *Salvatore Quasimodo, ''La terra impareggiabile'', Mondadori, Milano, 1958. *Salvatore Quasimodo, ''Tutte le poesie'', introduzione e bibliografia di [[Gilberto Finzi]], Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1968. ==Voci correlate== *''[[Barabba (film)|Barabba]]'' – film 1961 ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Acque e terre||(1930)}} {{Pedia|Ed è subito sera||(1930)}} {{DEFAULTSORT:Quasimodo, Salvatore}} [[Categoria:Poeti italiani]] ghffgpu7u0j8j4p7zk0cldig848ac6x Template:SelezioneNuove 10 4465 1413549 1413400 2026-05-15T15:41:38Z Gaux 18878 Salvatore De Benedetti 1413549 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Salvatore De Benedetti]]{{,}} [[Placido Cerri]]{{,}} [[Walker Texas Ranger]]{{,}} [[Luisa Amalia Paladini]]{{,}} [[Giovanni Giocondo]]{{,}} [[Firefox - Volpe di fuoco]]{{,}} [[Alfred Thayer Mahan]]{{,}} [[Marco Zanuso]]{{,}} [[Gino Dallari]]{{,}} [[Francesco Sossai]]{{,}} [[Joseph Spencer Kennard]]{{,}} [[Pietro Zuliani]]{{,}} [[Ermenegildo Pini]]{{,}} [[Giovanni Bujovich]]{{,}} [[Francesco Maria De Regi]]{{,}} [[Gabriele Manfredi]]{{,}} [[Dionisio Andrea Sancassani]]{{,}} [[La città dei ragazzi]]{{,}} [[Tom Young (scrittore)]]{{,}} [[Caduta libera (romanzo)]]{{,}} [[Piero Leonardi]]{{,}} [[Rodolfo Dalla Mora]]{{,}} [[Sfida tra i ghiacci]]{{,}} [[Report]]{{,}} [[Shepard B. 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ISBN 8839712895</ref> *Accendendo la [[Televisione|tv]] si vedono continuamente scene di orrore; forse questo è proprio il momento di dare qualche speranza al mondo con la fantasia; è tempo di chiudere gli occhi e di cambiare qualcosa.<ref name=diz/> *Ho sempre avuto grande ammirazione per [[Angelina Jolie|Angelina Jolie]] come attrice. Tutto quello che sapevo è che lei e Brad e i bambini hanno circumnavigato il globo con paparazzi al seguito e vivono sotto questo assurdo microscopio. Mi domandavo come potesse essere una persona costretta a vivere in quel modo, che per fortuna non conosco. Invece quando l'ho conosciuta ho scoperto una donna coi piedi per terra, buffa, attenta, intelligente, che adora i figli e il suo uomo.<ref>Citato in [http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/12/08/news/depp_jolie-9951196/ ''Angelina Jolie e Johnny Depp parlano del loro incontro in "The Tourist"''], ''Repubblica.it'', 8 dicembre 2010.</ref> {{Intestazione|''I.H. Magazine'', 19 dicembre 2001}} *Per quanto riguarda i ruoli che ho interpretato appartenevano a storie che suscitavano in me tanto interesse. C'era un fascino in queste storie, qualcosa che mi attraeva. *Ritengo di essere stata una persona [[fortuna]]ta per essere stata nel posto giusto al momento giusto. *Durante la preparazione del [[film]] c'è una fase iniziale in cui si conosce il personaggio, poi il personaggio diventa una parte di te: non sono io che divento il personaggio, ma è lui che diventa una parte di me. *Credo che l'[[umorismo]] sia legato a momenti intensi, sia aperti che oscuri, "dark". Come attore mi sento un poco in colpa perché cerco sempre di trovare questa parte umoristica in ogni momento. A volte succede che i registi debbano venire da me a dirmi di smettere questa mia ricerca costante dell'umorismo. ==Citazioni su Johnny Depp== *Johnny Depp ha certamente un grande senso dello stile. Voglio dire: io non indosso praticamente mai quello che indossa lui… ma lui sa indossarlo benissimo, in un modo così autentico. Il suo stile è l’essenza stessa di quello che lui è. ([[Adrien Brody]]) *Johnny fa "paura" nel senso che il suo carisma e il suo status di "re" sono impressionanti. [...] Johnny Depp è un grande attore. Uno dei più grandi. Mi ha ricordato molto Brando – il suo genio e le sue sofferenze, la sua generosità e i suoi paradossi. Anche se abbiamo litigato diverse volte sul set, è una persona che rispetto e ammiro totalmente [...]. Johnny Depp è una celebrità e un genio e sì, questo a volte può spaventare alcune persone. ([[Maïwenn]]) *Mi ha folgorato in ''[[Edward mani di forbice]]'': è un grande attore e anche un trasformista, proprio come me, portiamo persino gli stessi occhiali. Il mio sogno è fare un film con lui sul mondo della cucina, credo apprezzerebbe. Ma mi accontenterei di fargli da mangiare. ([[Bruno Barbieri]]) *Per la cronaca, il ruolo di Edward [mani di forbice] era stato offerto dapprima a quel bischero di [[Tom Cruise]], che per nostra grande fortuna di spettatori intelligenti e amorevoli, lo rifiutò. ([[Goffredo Fofi]]) *Perché una delle grandi qualità di Johnny è proprio la capacità di comunicare senza dire nulla. È magico in quel senso: non sai a cosa sta pensando ma, sotto la superficie, vedi tumulto, tristezza, oscurità, rabbia. Fantastico. ([[Tim Burton]]) *Sono sposata con l'uomo più bello del mondo. Meglio di lui non c'è nessuno. Più invecchia, più diventa bello. ([[Vanessa Paradis]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Nightmare: dal profondo della notte]]'' (1984) <!--*''[[Posizioni promettenti]] '' (1985)--> *''[[Platoon]]'' (1986) <!--*''[[Cry-Baby]]'' (1990)--> *''[[Edward mani di forbice]] '' (1990) <!--*''[[Nightmare VI: La fine]]'' (1991) --> *''[[Il valzer del pesce freccia]]'' (1993) *''[[Benny & Joon]]'' (1993) *''[[Buon compleanno Mr. Grape]]'' (1993) *''[[Ed Wood (film)|Ed Wood]]'' (1994) *''[[Don Juan De Marco maestro d'amore]]'' (1995) <!--*''[[Dead Man]]'' (1995)--> <!--*''[[Minuti contati]]'' (1995)--> *''[[Donnie Brasco]]'' (1997) <!--*''[[Il coraggioso]]'' (1997)--> *''[[Paura e delirio a Las Vegas]]'' (1998) <!--*''[[Los Angeles senza meta]]'' (1998)--> *''[[Il mistero di Sleepy Hollow]]'' (1999) *''[[La nona porta]]'' (1999) *''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]]'' (1999) *''[[The Man Who Cried - L'uomo che pianse]]'' (2000) *''[[Prima che sia notte (film)|Prima che sia notte]]'' (2000) *''[[Chocolat]]'' (2000) *''[[Blow]]'' (2001) *''[[La vera storia di Jack lo squartatore]]'' (2001) *''[[La maledizione della prima luna|Pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna]]'' (2003) *''[[C'era una volta in Messico]]'' (2003) *''[[Secret Window]]'' (2004) <!--*''[[Ils se marièrent et eurent beaucoup d'enfants]]'' (2004)--> *''[[Neverland - Un sogno per la vita]]'' (2004) *''[[The Libertine]]'' (2004) *''[[La fabbrica di cioccolato]]'' (2005) *''[[La sposa cadavere]]'' (2005) *''[[Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma]]'' (2006) *''[[Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo]]'' (2007) *''[[Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street]]'' (2007) *''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009) *''[[Alice in Wonderland]]'' (2010) *''[[The Tourist]]'' (2010) *''[[Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare]]'' (2011) *''[[The Rum Diary - Cronache di una passione]]'' (2011) *''[[Dark Shadows]]'' (2012) *''[[Mortdecai]]'' (2015) *''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016) *''[[Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar]]'' (2017) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Amber Heard]] – ex moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Depp, Johnny}} [[Categoria:Attori statunitensi]] 2doh118q0ew35m067c0nmt5c6qzpo6x Enrico Emanuelli 0 14435 1413610 1307893 2026-05-16T08:15:43Z Spinoziano 2297 +1 1413610 wikitext text/x-wiki [[File:Enrico Emanuelli scrittore.jpg|miniatura]] '''Enrico Emanuelli''' (1909 – 1967), scrittore e giornalista italiano. ==Citazioni di Enrico Emanuelli== *{{NDR|A Novara}} Sbucando dai portici, oltre il palazzo del Mercato, Alessandro rimirò il doppio filare di castagni che facevano piena d'ombra l'allea: «Vieni, andiamo a vedere il monumento ai caduti» disse con entusiasmo. In realtà non gli importava nulla del monumento. Sorge in fondo all'allea, su un rondò circondato da ippocastani, che bisogna vedere in fiore, con quel fiore a piramide, alto due spanne. Ci sono anche, in cerchio, molte panchine. Il monumento se lo ricordava molto bene: sul davanti la grande figura d'una donna sorregge un corpo maschile nudo, un soldato – per concessione della retorica – moribondo o morto; dietro un bassorilievo raffigura scene dionisiache, con danzatrici anche loro nude e putti che giocano fra quelle gambe e uno pizzica le natiche e un altro le bacia.<br>Ai tempi del ginnasio un suo professore aveva dedicato una poesia al monumento e due versi dicevano: «Della vita dell'uom sintesi vera / dietro impazza e davanti si dispera».<ref>Da ''Uno di New York'', Interlinea edizioni, Novara, 2018, cap. I, 3, [https://books.google.it/books?id=9QBbDwAAQBAJ&pg=PT10 p. 10]. ISBN 9788868571924</ref> *{{NDR|Su ''[[È caduta una donna]]''}} Scarna, ma poetica, la materia: e non certo colata nello stampo di cui pare gioisca il nostro cinema. [[Isa Miranda]], con quel suo trasparente volto, sul quale i sentimenti spesso affiorano per dono istintivo e con ineffabile suggestione, ha tutto quello che occorre per essere l'anti-retorica attrice che noi aspettiamo. E il regista [[Alfredo Guarini]] con quel suo cauto dosare il ritmo, le scene, il dialogo, e con quella sua così dichiarata voglia d'arrivare al nocciolo poetico d'ogni situazione, potrebbe darci – di colpo – un film insieme tragico e dolce, come è spesso nell'opera d'arte riuscita. Ma si sono, attrice e regista, liberati da una certa aura cinematograficamente mal intesa? Diremmo di no.<ref>Da ''Tempo'', 11 settembre 1941; citato in Orio Caldiron e Matilde Hochkofler, ''Isa Miranda'', Gremese, Roma, 1978, [https://books.google.it/books?id=9D1MfVVMo4oC&pg=PA95 p. 95]. ISBN 88-7605-001-9</ref> {{Int|1=[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0055_01_1955_0011_0003_14197838/ ''Che cosa vuole il Pandit Nehru'']|2=''La Stampa'', 13 gennaio 1955}} *Al nome di Gandhi, che tutto il mondo conosceva, seguì un altro nome, quello di Jawaharlal Nehru, onorato con l'appellativo di ''pandit'', che vuol dire saggio, colto, intelligente; ed oggi egli è l'uomo che tutti conoscono. Si fa presto a scrivere come appaia agli occhi dell'osservatore straniero: un involontario (è bene ripetere involontario) dittatore morale del suo Paese. Basta scorrere i giornali, od ascoltare il parere privato degli indiani, per capire come la sua presenza, i suoi giudizi, persino i suoi aneddoti invadano tutti gli aspetti della vita nazionale. Anche i quotidiani di tinta comunista, adesso che almeno nei suoi riguardi sono in fase di quasi collaborazione, lo trattano con deferenza e con rispetto. *Si è soliti anche per retorica immaginare l'animo di Nehru diviso e combattuto tra due mondi opposti, quello che gli ha dato la cultura ed ha fatto di lui un uomo moderno e quello dal quale proviene, pervaso da una grande civiltà antica, ma oggi inoperante. Mi è capitato di vedere Nehru a qualche cerimonia pubblica, ed osservandolo era possibile scorgere sul suo volto, asciutto, lungo, un poco cavallino, la presenza d'un velo di tristezza; ma alla fine questa impressione si dimostrò sbagliata. In realtà nell'animo suo non c'è nessuna lotta, romantica o retorica, tra i due mondi che egli per un destino eccezionale può rappresentare; ma c'è invece, e si riflette sul suo volto con una pattina di costante preoccupazione, la conoscenza esatta di quello che si dovrebbe fare e di quello che invece si può fare. *Il Primo Ministro Nehru è uomo di spirito veramente democratico, e gli ripugna qualsiasi prova di forza o di costrizione con la violenza. La sua ambiguità non è certo in quel che pensa, ma spesso nasce dal contrasto tra quel che pensa e dice e quello che può fare nel rispetto della Costituzione, del sistema democratico e della realtà economica. ==''Il pianeta Russia''== *{{NDR|Veduta aerea del delta del Volga}} Cento chilometri il [[Volga]] ha ancora di vita e già si dilata, si ramifica, gira su se stesso, dilaga a destra ed a sinistra. Si direbbe che non voglia abbandonare la terra dove vive per annullarsi nel mare. Forse per la varietà della vegetazione, o per la diversa natura del terreno, o per il variare della profondità, quei corsi d'acqua, quei rigagnoli, quei rami che spesso s'allargano formando piccoli laghi e paludi hanno i più matti colori. Li ho visti gialli, rosa, violacei, verdi, ora lucidi come l'argento, ora torbidi come rifiuti di fogna. Intorno c'è un paesaggio caotico, di rapidi contrasti, qua è landa deserta, là boscaglia fitta; qua terra bruciata, là sabbia brillante, più lontano prati d'un tenero verde. [...] È una mostruosa e variopinta macchia che s'espande con moto indecifrabile, col capriccio d'una goccia quando scivola sopra il vetro d'una finestra; è il disegno d'un gigantesco ganglio nervoso, ogni piccolo filamento contrassegnato da un colore diverso. Una barca, vista là sopra, pare la mosca nella ragnatela, se si vede un uomo è persin troppo facile pensare che ormai è perduto nel labirinto. Per cento chilometri dura la visione di questo spettacolo che, nello stesso tempo, sa di agonia e di trionfo.<ref>Da ''Il viaggio possibile e poi la vacanza'', p. 156.</ref> *I pozzi petroliferi di [[Baku]] apparvero all'orizzonte come il disegno d'un maniaco che per mille e mille volte, su uno sfondo di carta azzurra, avesse ripetuto sempre la stessa figura geometrica: una piccola piramide. Era una strana foresta di alberi tutti uguali, neri, spogli, disseminati su una terra gialla. Erano le armature dei pozzi. Pareva, anche, che si stesse per giungere in un mondo in cui persino la natura risulti irriconoscibile. Si superò una sbavatura di terra, non più gialla ma d'un viscido nero; si sorvolò uno stagno in fiamme; per un buon tratto si volò sopra la foresta dei pozzi. Lontano sorgevano contrafforti disuguali, scavati dal vento, forse levigati da antichi incendi e nell'aria calda, pregna di esalazioni, in un tramonto tempestoso, pareva dondolassero come malferme quinte d'uno strano palcoscenico.<ref>Da ''Il viaggio possibile e poi la vacanza'', pp. 156-157.</ref> *Giunti in cima al parco, da una terrazza guardai a lungo il panorama. Il porto, l'insenatura di Baku erano sotto i miei occhi e quando il mio compagno s'accorse che mi ero indugiato su molti particolari, mi mormorò: «Assomiglia a [[Napoli]]. Non è vero forse?». Sotto un cielo giallognolo, come riflettesse il colore della terra, vedevo la macchia della città. [...] I minareti delle moschee, le cupole delle chiese ortodosse con sopra la croce sorretta dalla mezzaluna, le sinagoghe rivelavano quale groviglio di genti, di razze e di divinità vivessero circondate dal petrolio. Domandai al mio compagno se aveva visto Napoli durante un viaggio. «No» mi rispose «la conosco attraverso le fotografie. Ma noi diciamo che proprio Baku le assomiglia.»<br>Si ridiscese ed imparai a conoscere meglio gli abitanti. Allora anch'io ebbi una piccola sorpresa. Il meridione mi veniva davvero incontro ad ogni attimo con una cordialità che sarei stato pronto a riconoscere quasi per napoletana.<ref>Da ''Il viaggio possibile e poi la vacanza'', pp. 156-157.</ref> *[...] [[Tbilisi|Tibilisi]] invoglia a prendere una vacanza; viene spontaneo il desiderio di godere cose molto semplici: una passeggiata, un tramonto, la compagnia anonima della gente. Si sale all'Orto botanico, per viali silenziosi e d'un bel verde; s'indugia al sommo del monte Davide, dalle terrazze l'occhio riposa su dolci colori e su disegni di monti gentili. Si va nella città vecchia, le case sono addossate l'una all'altra, hanno balconi e verande per dar modo di non perdere lo spettacolo della strada; e nelle strade gli uomini vivono per tre quarti della loro giornata. La natura epicurea della città, per chi arrivi da [[San Pietroburgo|Leningrado]], da [[Mosca (Russia)|Mosca]], da {{sic|Gorki}} che è ritenuta la Detroit dell'[[Unione Sovietica]] o da {{sic|Novo Sibirsk}} che dicono sia la Chicago russa, deve sembrare cosa incredibile.<ref>Da ''Il viaggio possibile e poi la vacanza'', pp. 176-177.</ref> *Nei racconti di non so più quale viaggiatore, ho letto che non lontano da {{sic|Tibilisi}}, sopra una grande strada, c'era un cartello segnavia che da una parte diceva "Asia" e, dall'altra, "Europa". Trascorsi parecchi giorni con questa sbrigativa indicazione sempre presente e non soltanto nella immaginazione, ma anche ai miei stessi occhi. È una specie di ambiguità che risultava dovunque, nelle stradette dei quartieri vecchi come nelle vie della città moderna, nello sguardo di una donna come nei gesti di un uomo.<ref>Da ''Il viaggio possibile e poi la vacanza'', p. 180.</ref> *{{NDR|Tbilisi vista dal monte David}} Dall'alto {{sic|Tibilisi}} appare come posata sul palmo di una mano che stia per chiudersi. Le montagne la circondano, e sono verdi, non minacciose; un fiume l'attraversa, dividendola in due parti uguali, come una scriminatura. Là sopra trascorsi l'ultima mia sera con la piacevole sensazione d'essere in vacanza.<ref>Da ''Il viaggio possibile e poi la vacanza'', p. 181.</ref> *A [[San Pietroburgo|Leningrado]] alla fine di giugno splendevano ancora le chiare notti estive. Ricordo che dal Golfo di Finlandia veniva un vento teso e tanto rabbioso da poter immaginare che fosse lui ad impedire il sopraggiungere del buio notturno. Quasi una stessa luce accompagnava tutto il giro delle ventiquattro ore: soltanto verso le dieci di sera leggermente si attenuava, rimanendo immobile sino alle sei del mattino. Era una luce fredda, lontana, quasi innaturale; pareva quella d'un crepuscolo che si era dimenticato di cedere il passo alla notte o di un'alba che non permetteva al giorno di fiorire pienamente.<br> Per quasi due mesi ogni anno, di giorno e di notte, una luce monotona batte sulle pietre e sulle acque di Leningrado; ed a me, in un momento di bizzarria, parve che fosse come quell'altra monotona e simbolica luce che sempre batte sui luoghi famosi di questa città. È un'unica luce, che deve per forza chiamarsi politica. Essa illumina allo stesso modo memorie antiche e recenti, le glorie dello zarismo e quelle della rivoluzione. In nessuna altra città sovietica si vedono tanti ricordi dell'epoca tramontata e tanti ricordi di come ebbe inizio l'epoca attuale così strettamente legati gli uni agli altri; così, direi, offerti su uno stesso piatto, sotto la medesima luce.<ref>Da ''Leningrado e poi un brindisi'', p. 196.</ref> ==''Settimana nera''== ===[[Incipit]]=== A me pareva d'aver trovato un buon [[lavoro]]. Partivo la mattina, lasciando l'albergo ''Croce del Sud'' quando ancora gli inservienti somali con le lunghe vestaglie bianche e i piedi scalzi non erano venuti per la pulizia. Mi mettevo sulla ''Land Rover'': era una jeep robusta come un ippopotamo e andavo a vedere gli uomini che avevo organizzato per catturare le scimmie.<br>A me piaceva anche il paesaggio nel quale avevo trovato il mio lavoro. Uscendo da Mogadiscio percorrevo una strada asfaltata, che nei sogni imperiali doveva finire ad Adis Abeba e nei primi tempi mi appariva piena di ricordi. L'avevo vista carica di carri armati, gli M 11 e gli M 13, che andavano verso l'Etiopia con la violenza della guerra e su quella strada, duecento chilometri nell'interno, ero stato ferito da un cacciatore aereo inglese. ===Citazioni=== *Il suo corpo procedeva nel buio del corridoio suscitando intorno a sé un fluido inconsciamente sensuale. La schiena era immobile, diritta e all'inizio appariva molto incavata, poi si riempiva all'apice, nel giro delle scapole, verso le spalle. I capelli raccolti sulla nuca lasciavano libero il collo, lungo e appena più ampio all'attaccatura del busto.<br>Entrati nella camera io mi ero diretto alla finestra per tirare il tendaggio nero all'esterno e verde all'interno. Voltandomi vidi che Regina si era messa come la sera precedente: stava appoggiata alla parete bianca, una gamba diritta, sulla quale si reggeva e l'altra piegata, il ginocchio in fuori, la pianta del piede schiacciata contro la parete, un poco più su del pavimento. Teneva la testa alta, lo sguardo era vuoto d'ogni curiosità come se posasse su un deserto nel quale non c'era niente da vedere. *Mi pose una mano sul capo, perché ancora stavo piegato sulle ginocchia e senza abbandonare quel contatto, che forse aveva significato magico, volteggiava intorno a me ora in un cerchio stretto, ora fermandosi e ancheggiando con frenesia, l'inguine all'altezza della mia faccia. Avevo tanto desiderato quel risveglio di volontà e l'avevo creduto tanto impossibile, che adesso mi turbava. Guardandola di sotto in su la vedevo esprimere gioia in maniera naturale, pura esplosione giovanile, che contaminavo col mio desiderio. *Ero entrato nel letto senza guardarla, quasi fossi solo nella camera; e dal letto, con un gesto della mano, l'avevo invitata a ranggiungermi. Lasciò cadere lo sciamma e diritta, in punta di piedi, come quei mimi che nello spazio di mezzo metro sanno creare l'illusione che stiano attraversando una grande distanza, venne verso di me. Quando la sentii adagiata al mio fianco, le cercai una mano. Le dissi, stringendola con amicizia: «Regina, dormire bene stanotte vicino a me. Dormire subito. Non fare amore.» ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Enrico Emanuelli, ''Il pianeta Russia. {{small|Con 10 tavole a colori fuori testo}}'', Arnoldo Mondadori Editore, 1953<sup>2</sup>. *Enrico Emanuelli, ''Settimana nera'', Arnoldo Mondadori Editore, 1961. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Emanuelli, Enrico]}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] hj8jov40p6ysaj3vogn06l5w4ixuft1 Fabrizio De André 0 19956 1413571 1413419 2026-05-15T19:42:46Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]] 1403132 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua||[[De André (disambigua)]]|De André}} [[File:Fabrizio De Andrè.jpg|miniatura|Fabrizio De André]] '''Fabrizio Cristiano De André''' (1940 – 1999), cantautore italiano. ==Citazioni di Fabrizio De André== *A cantare solo con la chitarra proverei la stessa sensazione che a mettermi alla pecorina nella fontana di De Ferrari a mezzogiorno.<ref group="fonte">Citato in ''Genova è mia moglie'', p. 23</ref> *[[Benedetto Croce]] diceva che fino all'età dei diciotto anni tutti scrivono poesie. Dai diciotto anni in poi, rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini. E quindi io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore.<ref group="fonte">Dal programma televisivo ''La storia siamo noi'', puntata ''Fabrizio De André – In direzione ostinata e contraria''. [http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/fabrizio-de-andre/560/default.aspx Video] disponibile su ''Rai.it'' (00:50).</ref> *C'è chi è toccato dalla fede e chi si limita a coltivare la virtù della speranza [...], il Dio in cui, nonostante tutto, continuo a sperare, è un'entità al di sopra delle parti, delle fazioni.<ref group="fonte">Citato in Ettore Cannas, ''La dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De André'', ed. Segno.</ref> *Cantavo imitando [[Domenico Modugno|Modugno]] e d'altronde come si poteva non subire la sua influenza?<ref group="fonte">Da un'intervista a ''Il Giornale'', 8 agosto 1994.</ref> *Caro [[Andrea Gallo|Andrea]], ti sono amico perché sei l'unico prete che non mi vuole mandare in paradiso per forza.<ref group="fonte">Citato in Don Andrea Gallo, ''Sopra ogni cosa'', Piemme, Milano, 2014, p. 8. ISBN 88-566-2458-8</ref> *Dal punto di vista della qualità, a parte il devastante spettacolo delle aree suburbane, la vita in [[Sardegna]] è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso. I sardi a mio parere deciderebbero meglio se fossero indipendenti all'interno di una comunità europea e mediterranea.<ref group="fonte">Citato in un articolo di giornale de ''Il Secolo XIX'', 2009 e in Luigi Berlinguer e Antonello Mattone, ''La Sardegna'', Einaudi, 1998, p. 909. ISBN 88-06-14334-4</ref> *Dopo che ci si prende a [[schiaffo|schiaffi]] per dieci anni o si diventa [[amicizia|amici]] o ci si ammazza.<ref group="fonte" name="tempiduri">Dall'intervista di [[Gianni Minà]] in merito alla band [[Tempi Duri]], nel programma televisivo ''Blitz'', RaiDue, 1982.</ref> *Durante il rapimento mi aiutò la fede negli uomini, proprio dove latitava la fede in [[Dio]]. Ho sempre detto che Dio è un'invenzione dell'uomo, qualcosa di utilitaristico, una toppa sulla nostra fragilità... Ma, tuttavia, col sequestro qualcosa si è smosso. Non che abbia cambiato idea ma è certo che [[bestemmia]]re oggi come minimo mi imbarazza.<ref group="fonte">Citato in ''L'amore sacro, l'amor profano – omaggio a Fabrizio De André'', a cura di Piero Ameli, BURsenzafiltro, Bergamo, 2006. Allegato al DVD ''Omaggio a Fabrizio De André'', concerto tributo registrato il 10 luglio 2005 all'Anfiteatro Romano di Cagliari. ISBN 88-17-01296-3</ref> *Durante la guerra ero sfollato in Piemonte e per me Genova era un mito, qualcosa di straordinario. Quando a cinque anni la vidi per la prima volta me ne innamorai subito, tremendamente e alla prima partita della mia vita, [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]]-Sampierdarenese, sposai subito la squadra che portava il nome della mia città. Un amore che non ho mai tradito, il più solido della mia vita fatta di contraddizioni continue.<ref group="fonte">Da un'intervista a Gigi Speroni, ''De André s'arrabbia con Gaber'', ''Domenica del Corriere'', 6 gennaio 1974, p. 33</ref> *E poi a un tratto l'[[amore]] scoppiò dappertutto.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2012/12/01/primarie-pd-dori-ghezzi-bersani-verso-inedito-de-andre_n_2223859.html Primarie Pd, Dori Ghezzi regala a Bersani un verso inedito di De André: "E poi a un tratto l'amore scoppiò dappertutto"]'', ''HuffingtonPost.it'', 1º dicembre 2012.</ref> *{{NDR|[[Genova]]}} [...] è sempre stata così {{NDR|multirazziale}} fin dal Medioevo. Vorrei dire come Sarajevo. Già cinque secoli fa nessuno faceva caso se qualcuno portava il turbante. Genova è nata e cresciuta nel rispetto delle varie religioni. Non c'è mai stato un ghetto. La Chiesa ha avuto poco potere e anche l'Inquisizione. Non è mai esistita una sala della tortura a Palazzo Ducale. Non credo che fosse tanto una vocazione illuministica, quanto la necessità di aprirsi a tutti per interessi commerciali. I carugi son pieni di marocchini? Per Genova non è una novità.<ref group="fonte" name="multirazziale">Da un'intervista a Mario Luzzatto Fegiz, ''«Questa città multirazziale, come Sarajevo»'', ''Corriere della Sera'', 18 novembre 1997, p. 17</ref> *[[Genova]] è anche gli amici vivi che da lontano ti vedono crescere e invecchiare, per esempio i ''pescuèi'' che, proprio come ne ''Il pescatore'', hanno la faccia solcata da rughe che sembrano sorrisi e qualsiasi cosa tu gli confidi, l'hanno già saputa dal mare.<ref group="fonte">Citato in ''Genova è mia moglie'', p. 143</ref> *[[Genova]] è bella, ti accorgi che è bella quando sei lontano.<ref group="fonte">Citato in Roberto Paravagna, ''Note genovesi'', Il Piviere, 2013, p. 128</ref> *[[Genova]] è una città a vocazione democratica e liberale. È tollerante perché da sempre fa affari con tutti senza badare alla lingua, ai costumi, all'abbigliamento o al colore della pelle.<ref group="fonte" name="multirazziale" /> *Genova per me è come una madre. È dove ho imparato a vivere. Mi ha partorito e allevato fino al compimento del trentacinquesimo anno di età: e non è poco, anzi, forse è quasi tutto. Oggi a me pare che Genova abbia la faccia di tutti i poveri diavoli che ho conosciuto nei suo carruggi, gli esclusi che avrei poi ritrovato in Sardegna, le "graziose" di via del Campo.<!--I fiori che sbocciano dal letame. I senzadio per i quali chissà che Dio non abbia un piccolo ghetto ben protetto, nel suo paradiso, sempre pronto a accoglierli. / CONCLUSIONE CHE NELLA FONTE NON E' RIPORTATA MA PARE ESISTERE, V. http://leceramichedimarta.blogspot.it/2012/05/genova-per-me.html --><ref group="fonte">Citato in Raffaele Niri, ''[http://genova.repubblica.it/dettaglio/dori:-video-e-fotografie-mandateci-il-vostro-faber/1571395 Dori: "Video e fotografie mandateci il vostro Faber"]'', ''Repubblica.it'', 7 gennaio 2009.</ref> *[[Gesù|Gesù di Nazareth]] [...] secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi.<ref group="fonte">Dal discorso sulla canzone ''Buona novella'' in un concerto del 1998. [http://www.youtube.com/watch?v=fpmO1JuNwW4 Video] disponibile su ''Youtube.com'' (01:25).</ref> *I [[genovesi]], si può dire da secoli, hanno avuto un rapporto speciale con la cultura francese, sia nella musica, ed è il caso degli chansonnier, sia nell'ebanisteria, con il barocchetto genovese.<ref group="fonte">Da un'intervista telefonica a Milano, 14 giugno 1992; citato in ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', p. 111</ref> *Io ho tentato in tutti i modi di poter essere un uomo. Avrei potuto esprimermi per esempio attraverso la coltivazione dei fiori se fossi vissuto ad Albenga, oppure attraverso l'allevamento delle vacche se non mi avessero venduto di soppiatto una fattoria che avevano i miei nel '54. Mi è accaduto di fare il cantautore. Il fatto di diventare un [[artista]], in qualche maniera, ti impedisce di diventare uomo in maniera normale. Quindi credo che ad un certo punto della tua vita tu devi recuperare il tempo che hai perduto per fare l'artista per cercare di diventare un uomo.<ref group="fonte" name="tempiduri" /> *{{NDR|''Preghiera in gennaio''}} L’ho dedicata a [[Luigi Tenco|Tenco]]. Scritta, o meglio pensata nel ritorno da [[Sanremo]] dove c’eravamo precipitati io, la mia ex moglie Enrica Rignon e la Anna Paoli. Dopo aver visto Luigi disteso in quell’obitorio (fuori Sanremo peraltro, perché non ce l’avevano voluto) tornando poi a Genova in attesa del funerale che si sarebbe svolto due giorni dopo a Cassine, mi pare, m’era venuta questa composizione.<ref group="fonte">Citato in Andrea Coclite & Dario Falcini, ''[https://www.rollingstone.it/classifiche/classifiche-musica/fabrizio-de-andre-un-artista-eterno-in-10-canzoni/440982/#uno Fabrizio De André, un artista eterno in 10 canzoni], rollingstone.it'', 11 gennaio 2022.</ref> *{{NDR|[[Paolo Villaggio]]}} L'ho incontrato per la prima volta a Pocol, sopra Cortina; io ero un ragazzino incazzato che parlava sporco; gli piacevo perché ero tormentato, inquieto ed egli lo era altrettanto, solo che era più controllato, forse perché era più grande di me e allora subito si investì della parte del fratello maggiore e mi diceva: "Guarda, tu le [[parolaccia|parolacce]] non le devi dire, tu dici le parolacce per essere al centro dell'attenzione, sei uno stronzo".<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.ilpost.it/2017/07/03/paolo-villaggio-morto/ È morto Paolo Villaggio]'', ''il Post.it'', 3 luglio 2017.</ref> *La [[fedeltà]] in fondo che cos'è? Non è altro che un grosso prurito con il divieto assoluto di grattarsi.<ref group="fonte">Da un discorso in concerto; visibile in ''Dentro Faber'', vol. 1, ''L'Amore'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref> *Mai visto un musicista comunicare col pubblico come sa fare [[Luciano Ligabue|Luciano]].<ref group="fonte">Dopo aver assistito ad un concerto di Ligabue nel giugno 1997 a San Siro; citato in Aldo Vitali, ''[https://web.archive.org/web/20090714230439/http://archivio.sorrisi.com/sorrisi/personaggi/art023001006431.jsp L'intervista "incriminata"]'', ''Sorrisi.com'', 26 novembre 2003.</ref> *[[Riccardo Mannerini|Mannerini]] mi ha insegnato che essere [[intelligenza|intelligenti]] non significa tanto accumulare nozioni, quanto selezionarle una volta accumulate, cercando di separare quelle utili da quelle disutili. [...] Questa capacità di analisi, di osservazione, praticamente l'ho imparata da lui. Mi ha anche influenzato a livello politico, rafforzando delle idee che già avevo. Sicuramente è stata una delle figure più importanti della mia vita.<ref group="fonte">Citato in Antonio Oleari, ''Un viaggio lungo 40 anni'', Aereostella, Milano, 2008, p. 20. Citato anche in Francesco De Nicola, ''Il sogno e l'avventura: la vita e la poesia di Riccardo Mannerini'' in [[Riccardo Mannerini]], ''Il sogno e l'avventura. Poesie 1955 – 1980'', a cura di Francesco De Nicola e Maria Teresa Caprile, Liberodiscrivere edizioni, Genova, 2009, p. 13. ISBN 978-88-7388-236-7</ref> *Non ho dubbi sul carattere totale che la lotta per l'indipendenza della [[Sardegna]] può assumere se si lavora in modo correttamente rivoluzionario. Perché la lotta di liberazione anticoloniale di un popolo ha carattere esemplare per tutti i colonizzati, anzi per tutti gli sfruttati del mondo... A Nuoro è cominciato un lavoro importante, mi pare, perché può incidere nel sociale... I segnali non sono da sottovalutare, perché una nuova realtà si muove oggi in Sardegna con l'esigenza di sprigionare le masse e dare a esse un respiro nazionale e internazionale. Poiché non posso fare a meno di dire che sono contro i piccoli e i grandi giochi di potere, contro le strozzature e i ritardi manovrati ad arte, sono fermamente convinto che la matassa Sardegna non si dipanerà certamente con i metodi semplici e imperturbabili del ricambio della presidenza del Palazzo. Occorre ben altro! Occorre che sia il popolo a modificare le cose. La Sardegna con una sua lingua una sua storia un suo territorio ha diritto a essere riconosciuta [[nazione]].<ref group="fonte">Da ''Deve essere il popolo a modificare le cose'', ''Sa Repubblica Sarda'', Alfa Editrice, Quartu Sant'Elena, anno IV, N° 5, 12 novembre 1982.</ref> *Non posso scrivere del [[Genoa Cricket and Football Club|Genoa]] perché sono troppo coinvolto. L'inno non lo faccio perché non amo le marce e perché niente può superare i cori della Gradinata Nord. Semmai al Genoa avrei scritto una canzone d'amore, ma non lo faccio perché per fare canzoni bisogna conservare un certo distacco verso quello che scrivi, invece il Genoa mi coinvolge troppo.<ref group="fonte">Citato in Tonino Cagnucci, ''Il grifone fragile'', Lìmina, Storie e miti, 2013, p. 19. ISBN 88-6041-149-1. Citato in ''[http://ilgrifonefragile.blogspot.it/2013/03/non-posso-scrivere-del-genoa-perche.html Non posso scrivere del Genoa]'', 27 marzo 2013.</ref> *Non sei cattivo {{NDR|[[Cristiano De André]]}}, sei proprio scemo!<ref group="fonte">Da ''Un talento perseguitato dalla fama del padre'', ''Corriere della Sera'', 10 luglio 2006.</ref> *Per me [[Genova]] è come la madre, è dove ho imparato a vivere.<ref group="fonte">Da un'intervista di Marinella Venegoni, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,1013_01_1984_0053_0021_14380099/ De André: «Canto il Mediterraneo contro la moda anglo-americana»]'', ''La Stampa'', 3 marzo 1984, p. 21</ref> *Quando vado in pubblico ho molta paura di essere criticato. Controllare per esempio la muscolatura facciale, che dovrebbe essere il mestiere di un attore, è un fatto specifico, è un fatto di mestiere, preciso. Mettere la faccia davanti alle mie canzoni prima di tutto mi seccava perché mi sembrava che le mie canzoni rimanessero dietro la mia faccia, di cui non riuscivo a controllare la muscolatura, e in secondo luogo il fatto di non riuscire a controllarla mi dava anche questa preoccupazione. Nel senso che io non mi consideravo assolutamente un attore, cioè una persona adatta a fare vedere la faccia in una determinata maniera. Magari io dico "dormi sepolto in un campo di grano" e sto ridendo, ma non me ne accorgo, perché non sono abituato ad atteggiarmi a quello che sto dicendo. Perché io l'ho scritta quella canzone lì, non la dovevo recitare. Io non sono capace a recitare. Mi considero in qualche maniera uno che riesce a fare anche della musica per accompagnarsi i testi. Mi considero un suonatore di chitarra. Al di là di questo non vado. Non credo di essere l'interprete ideale delle mie canzoni. Perché per essere interprete bisogna essere qualche cosa di diverso. Io non credo di essere un interprete, perché bisognerebbe sempre avere la faccia del momento in cui si è scritto il verso. Del momento in cui lo sentivi. E non è che io scriva i versi davanti allo specchio. Anzi, io non mi piaccio mica tanto.<ref group="fonte">Dall'intervista pubblicata nel programma televisivo ''Fabrizio De André'', Sarzana, 29 agosto 1981, sede RAI dell'Emilia Romagna, regia di Vittorio Lusvardi. [https://www.youtube.com/watch?v=bdG5OK1_9QU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Quello che mi ha colpito del mondo dei [[Caruggi di Genova|carruggi]] è stata l'abitudine alla sofferenza e quindi la solidarietà. Erano solidali in qualsiasi occasione, perché si trattava di sottoproletariato, quindi neanche di una classe precisa, agguantabile da quelli che erano i partiti politici tradizionali, era un mondo che in qualche misura si difendeva dallo stato e quindi io ci ho sguazzato dentro. Avevo già delle idee politiche precise, ricavate da Brassens che ascoltavo dalla mattina alla sera, grazie ai dischi che mio padre mi portava dalla Francia, e lui descriveva questo mondo, questi personaggi emarginati che poi io ho ritrovato a [[Genova]].<ref group="fonte">Da un'intervista a L'Agnata, Tempio Pausania, 17-18 agosto 1992; citato in ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', p. 64</ref> *Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.<ref group="fonte" name="Senzapatria">Da un'intervista a ''Senzapatria'', 14 agosto 1991.</ref> *Questa è una canzone che risale al 1962, dove dimostro di avere sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone esprimo quello che ho sempre pensato: che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore. Anche perché non sono ancora riuscito a capire bene, malgrado i miei cinquantotto anni, cosa esattamente sia la virtù e cosa esattamente sia l'errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c'erano morali, nel Medioevo, nel Rinascimento, che oggi non sono più assolutamente riconosciute. Oggi noi ci lamentiamo: vedo che c'è un gran tormento sulla perdita dei valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani d'oggi non abbiano valori; hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri.<ref group="fonte">Dal commento introduttivo a ''La città vecchia'', Teatro Brancaccio di Roma, 14 febbraio 1998.</ref> *Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti, dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. Come si può essere ottimisti?<ref group="fonte" name="Senzapatria"/> *[[Riccardo Mannerini]] era un altro mio grande amico. Era quasi cieco perché quando navigava su una nave dei Costa una caldaia gli era esplosa in faccia. È morto suicida, molti anni dopo, senza mai ricevere alcun indennizzo. Ha avuto brutte storie con la giustizia perché era un autentico libertario, e così quando qualche ricercato bussava alla sua porta lui lo nascondeva in casa sua. E magari gli curava le ferite e gli estraeva i proiettili che aveva in corpo. Abbiamo scritto insieme il Cantico dei Drogati, che per me, che ero totalmente dipendente dall'[[alcolismo|alcool]], ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ne ero compiaciuto. È una reazione frequente tra i drogati quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'[[Bevanda alcolica|alcool]] la fantasia viaggiava sbrigliatissima.<ref group="fonte">Da ''Come un'anomalia: tutte le canzoni'', a cura di Roberto Cotroneo e Vincenzo Mollica, Einaudi, 1999, pp. 59-60. ISBN 88-06-15306-4. Citato in ''[http://web.archive.org/web/20060222211214/http://riccardomannerini.it/indexw.php?pg=_deandre_1&l=i&b=home RiccardoMannerini.it]''.</ref> *[...] se io sono il liceo classico lui {{NDR|[[Francesco De Gregori]]}} è l'università.<ref group="fonte">De André presentò con queste parole il giovane cantautore a [[Nanni Ricordi]], produttore discografico. Citato in Enrico Deregibus, ''Francesco De Gregori. {{small|Quello che non so, lo so cantare}}'', Giunti, 2002, [https://books.google.it/books?id=e_CbaroItG8C&pg=PA45 p. 45]. ISBN 978-88-09-75626-7</ref> *{{NDR|Sul [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Festival di Sanremo]]}} Se si trattasse ancora di una gara di ugole, [...] si trattasse cioè di un fatto di corde vocali, la si potrebbe ancora considerare una competizione quasi sportiva, perché le corde vocali sono pure sempre dei muscoli. Nel caso mio, dovrei andare ad esprimere i miei sentimenti, o la tecnica attraverso i quali io riesco ad esprimerli, e credo che questo non possa essere argomento di competizione.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Linea Diretta'', Rai, 1985; in ''Dentro Faber'', Vol. 8, ''Poesia In Forma Di Canzone'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref> *Se una voce miracolosa non avesse interpretato nel 1967 La canzone di Marinella, con tutta probabilità avrei terminato gli studi in legge per dedicarmi all'avvocatura. Ringrazio [[Mina (cantante)|Mina]] per aver truccato le carte a mio favore e soprattutto a vantaggio dei miei virtuali assistiti.<ref group="fonte">Dalle note di ringraziamento dell'album ''Mi innamoravo di tutto'', 1997.</ref> *Si lamentano degli [[zingari]]? Guardateli come vanno in giro a supplicare l'elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L'Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all'Italia?<ref group="fonte">{{cfr}} ''[http://www.fondazionedeandre.it/zingari.htm Fondazione Fabrizio De André]'' e ''[https://twitter.com/DeAndreFabrizio/statuses/290492911664128000 Twitter.com]''.</ref> *Tutte le sere quando finisco un concerto desidererei rivolgermi alla gente e dire loro: "tutto quello che avete ascoltato fino adesso è assolutamente falso, così come sono assolutamente veri gli ideali e i sentimenti che mi hanno portato a scrivere queste cose e a cantarle". Ma con gli ideali e con i sentimenti si costruiscono delle realtà sognate. La realtà, quella vera, è quella che ci aspetta fuori dalle porte del teatro. E per modificarla, se vogliamo modificarla, c'è bisogno di gesti concreti, reali.<ref group="fonte">Da un'intervista; visibile in ''Dentro Faber'', vol. 4, ''L'uomo, il potere, la guerra'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref> *Vengo da Amburgo, vengo da Francoforte, vengo dalla Sardegna ma vengo soprattutto da [[Genova]]. Genova, che tutte le volte che ti ci trovi fuori ti rendi conto che è una città soprattutto da rimpiangere. Nel senso che ci nasci e ci vivi fino a vent'anni – dove un nostro amico poeta diceva che si arde di inconsapevolezza – poi a vent'anni cerchi di trovare lavoro e [...] ti rendi conto che è difficile lavorarci. Allora te ne vai. E dopo che te ne sei andato cominci a rimpiangerla.<ref group="fonte">In ''Dentro Faber'', Vol. 5, ''Genova E Il Mediterraneo'', RAI Trade per RCS, 2011.</ref> {{Int|Da un'intervista su ''Mixer'', Rai due, 1 marzo 1984|[http://www.youtube.com/watch?v&#61;PUIdM8svXB0 Video] disponibile su ''YouTube.com''.}} *{{NDR|Parlando del suo album ''Creuza de mä''}} Certe volte mi sentivo inorgoglito, altre volte deluso. Ma sempre in ogni caso un po' vergognoso a vedermi quasi costretto a sfogliare le riviste specializzate, per scrutare con un occhio quasi da lumaca, fuori dalle orbite, quale posizione avesse ottenuto in classifica il mio ultimo, cosiddetto, prodotto discografico. Perché questo voleva dire che il disco in quanto funzione oggettiva di consumo, aveva assunto un'importanza superiore a quella delle canzoni per le quali viveva, e nelle quali sinceramente mi sentivo di avere vissuto. *Il [[canto]] ha infatti ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive, il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza, di alleviare il dolore, di esorcizzare il male. *Era necessario adattare ai suoni che tali strumenti riproducevano, una lingua che ci scivolasse sopra, che evocasse attraverso fonemi cantati, indipendentemente quindi dalla loro immediata comprensibilità, le stesse atmosfere che gli strumenti evocavano. A noi la lingua più adatta è sembrata fosse il genovese, con i suoi dittonghi, i suoi iati, la sua ricchezza di sostantivi ed aggettivi tronchi che li puoi accorciare o allungare quasi come il grido di un gabbiano. {{Int|Da ''Cantico per i diversi''|Intervista di Roberto Cappelli, ''Mucchio selvaggio'' n. 176, settembre 1992.}} *La [[scuola genovese]], di cui tanto si parla, come movimento unitario non esisteva. Certo, ci si conosceva tutti, perché Genova è una città poi non tanto grande. Ci si incontrava, per esempio, al bar di Corso d'Italia. Non c'era coordinamento, ma c'era la voglia di emulare. Una delle prime canzoni che scrissi fu ''Il testamento''e ricordo che la feci sentire per primo a Gino Paoli, a casa sua. La ascoltò in silenzio e alla fine mi disse: 'è bellissima, ma dopo una canzone come questa, uno cosa può scrivere ancora?'. (p. 32) *Anche secondo me ''Il testamento di Tito'', assieme all'''Amico fragile'', è la mia miglior canzone. Dà un'idea di come potrebbero cambiare le leggi se fossero scritte da chi il potere non ce l'ha. È un'altra della canzoni scritte con il cuore, senza paura di apparire retorico, e riesco a continuare a cantarla, ancora oggi, senza stanchezza. (p. 35) *Mi sono nascosto dietro il [[Lingua ligure|dialetto genovese]] perché certe parole, che in italiano hanno un significato fortemente volgare, in genovese perdono questa connotazione. A Genova "[[Belìn|belin]]", che individua l'organo genitale maschile, è un lubrificante del linguaggio, del tutto privo di valenza negativa. La stessa cosa per "[[Mussa (linguistica)|mussa]]", che invece indica l'organo genitale femminile e, per traslato, vuol dire balla. Forse perché Genova è piccola, ha imparato ad usare tutti i propri vecchi vocaboli. (p. 40) *Quello [[Lingua ligure|genovese]] per me non è un dialetto, ma una lingua; del resto i dialetti assurgono a dignità di lingua per motivi politici e militari. [...] Il genovese ha come minimo 2.500 vocaboli di importazione araba: ciò dimostra come i contatti con gli arabi siano stati molto intensi. Del resto Genova, dal punto di vista commerciale, a parte i rapporti con l'Europa (Inghilterra e Olanda) che erano piuttosto saltuari, ha dovuto focalizzare i propri commerci sull'Africa, perché dall'altra parte c'era Venezia, e ogni volta che le navi genovesi si provavano ad affacciarsi oltre Creta erano botte da orbi. Ma a quei tempi il genovese ed il veneziano erano i linguaggi internazionali, come oggi il francese e l'inglese. (p. 40) {{Int|Da un'intervista di [[Vincenzo Mollica]], ''Speciale TG1''|[http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7640fa16-6517-49e0-ab00-4a3ab2d40a08.html Video] disponibile su ''Rai.it''.}} *{{NDR|«Di cosa ha paura oggi Fabrizio De André?»}} Sicuramente della morte. Non tanto la mia che in ogni caso, quando arriverà, se mi darà il tempo di accorgermene, mi farà provare la mia buona dose di paura, quanto la morte che ci sta intorno, lo scarso attaccamento alla vita che noto in molti nostri simili che [[suicidio|si ammazzano]] per dei motivi sicuramente molto più futili di quanto non sia il valore della vita. Io ho paura di quello che non capisco, e questo proprio non mi riesce di capirlo. *{{NDR|«Qual è il desiderio che vorresti realizzare?»}} [...] sicuramente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, rincontrare mio padre. *{{NDR|«Che valore hanno per te l'utopia, il sogno?»}} Io penso che un [[uomo]] senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura. *{{NDR|«Che cos'è per te oggi, nel fondo del fondo, la canzone?»}} La [[canzone]] è una vecchia fidanzata con cui passerei ancora molto volentieri buona parte della mia vita, sempre e soltanto nel caso di essere ben accetto. ==Citazioni tratte da canzoni== {{autori testi}} === ''Tutto Fabrizio De André'' === '''Etichetta''': Karim, 1966. *''E mentre il sangue lento usciva | e ormai cambiava il suo colore, | la [[vanità]], fredda, gioiva: | un uomo s'era ucciso per il suo amore.'' (da ''La ballata dell'amore cieco'', n. 1) *''Quei giorni perduti a rincorrere il vento, | a chiederci un bacio e volerne altri cento''. (da ''Amore che vieni, amore che vai'', n. 2) *''Io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai; | amore che vieni, amore che vai''. (da ''Amore che vieni, amore che vai'', n. 2) *''Tu lo seguisti senza una ragione | come un ragazzo segue l'[[aquilone]].'' (da ''La canzone di Marinella'', n. 4) *''E c'era il sole e avevi gli occhi belli | lui ti baciò le labbra ed i capelli, | c'era la luna e avevi gli occhi stanchi | lui pose le sue mani sui tuoi fianchi''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4) *''Furono baci e furono sorrisi | poi furono soltanto i fiordalisi | che videro con gli occhi delle stelle | fremere al vento e ai baci la tua pelle''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4) :''Prima con una carezza ed un bacino, | poi si passò decisi sul [[fellatio|pompino]] | e sotto la minaccia del rasoio | fosti costretta al biascico e all'ingoio.'' (strofa censurata<ref group="fonte">{{cfr}} ''[http://www.viadelcampo.com/A379-Pandin.indd.pdf I concerti di Fabrizio]'', a cura di Marco Pandin, ''Viadelcampo.com''.</ref> di ''La canzone di Marinella'', n. 4) *''Questa è la tua canzone, [[Marinella]] | che sei volata in cielo su una stella | e come tutte le più belle cose | vivesti solo un giorno come le rose''. (da ''La canzone di Marinella'', n. 4) *''Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi''<ref>Riferito ai [[caruggi di Genova]]. {{cfr}} Luigi Viva, ''Non per un dio ma nemmeno per gioco'', Feltrinelli, Milano, 2004, p. 65. ISBN 88-07-81580-X</ref>'' – | ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi – | una bimba canta la [[Canzoni dalle canzoni|canzone]] antica della donnaccia: | «quel che ancor non sai tu lo imparerai solo qui fra le mie braccia».'' (da ''La città vecchia'', n. 6) *''Ci sarà allegria anche in agonia col [[vino]] forte: | porterà sul viso l'ombra d'un sorriso tra le braccia della morte.'' (da ''La città vecchia'', n. 6) *''Vecchio professore, cosa vai cercando in quel portone | forse quella che sola ti può dare una lezione. | Quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie, | quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.'' (da ''La città vecchia'', n. 6) : ''Vecchio professore, cosa vai cercando in quel portone | forse quella che sola ti può dare una lezione. | Quella che di giorno chiami con disprezzo specie di troia, | quella che di notte stabilisce il prezzo alla tua gioia.'' (versione censurata de ''La città vecchia'') *''Tu la cercherai, tu la invocherai più d'una notte, | ti alzerai disfatto, rimandando tutto al [[27 (giorno del mese)|ventisette]] | quando incasserai, delapiderai mezza pensione, | diecimila lire per sentirti dire "micio bello" e "bamboccione".'' (da ''La città vecchia'', n. 6) *''Se ti inoltrerai lungo le calate dei [[Porto di Genova|vecchi moli]] | in quell'aria spessa, carica di sale, gonfia di odori | lì ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano | quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano. || Se tu penserai e giudicherai da buon borghese | li condannerai a cinquemila anni più le spese. | Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo | se non sono gigli son pur sempre figli, | vittime di questo mondo.'' (da ''La città vecchia'', n. 6) *''Dormi sepolto in un campo di grano | non è la rosa non è il [[tulipano]] | che ti fan veglia dall'ombra dei fossi | ma sono mille [[papavero|papaveri]] rossi.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9) *''Lungo le sponde del mio torrente | voglio che scendano i [[luccio|lucci]] argentati, | non più i cadaveri dei soldati | portati in braccio dalla corrente.'' (Piero: da ''La guerra di Piero'', n. 9) *''Fermati [[Piero]], fermati adesso | lascia che il vento ti passi un po' addosso, | dei morti in battaglia ti porti la voce, | chi diede la vita ebbe in cambio una croce.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9) *''E mentre marciavi con l'anima in spalle | vedesti un uomo in fondo alla valle | che aveva il tuo stesso identico umore | ma la divisa di un altro colore.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9) *''Sparagli [[Piero]], sparagli ora | e dopo un colpo sparagli ancora | fino a che tu non lo vedrai esangue | cadere in terra a coprire il suo sangue.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9) *''Ninetta mia, crepare di maggio | ci vuole tanto, troppo coraggio. | Ninetta bella, dritto all'inferno | avrei preferito andarci in inverno.'' (Piero: da ''La guerra di Piero'', n. 9) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Piero}} *''E mentre il grano ti stava a sentire | dentro alle mani stringevi il fucile, | dentro alla bocca stringevi parole | troppo gelate per sciogliersi al sole.'' (da ''La guerra di Piero'', n. 9) *''Cari fratelli dell'altra sponda | cantammo in coro giù sulla terra, | amammo in cento l'identica donna, | partimmo in mille per la stessa guerra, | questo ricordo non vi consoli, | quando si muore, si [[morte|muore]] soli.'' (da ''Il testamento'', n. 10) === ''Volume I'' === '''Etichetta''': Bluebell Records, 1967, prodotto da Gian Piero Reverberi, Andrea Malcotti. *''Lascia che sia fiorito, | Signore, il suo sentiero | quando a Te la sua anima | e al mondo la sua pelle | dovrà riconsegnare | quando verrà al Tuo cielo | là dove in pieno giorno | risplendono le stelle.'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco>Il brano è dedicato a [[Luigi Tenco]]. {{Cfr}} [[Preghiere dalle canzoni]].</ref>, n. 1) *''Quando attraverserà | l'ultimo vecchio ponte | ai [[suicidio|suicidi]] dirà | baciandoli alla fronte: | «Venite in Paradiso | là dove vado anch'io | perché non c'è l'[[inferno]] | nel mondo del buon Dio».'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco/>, n. 1) *''Dio di misericordia, il Tuo bel [[Paradiso]] | lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso | per quelli che han vissuto con la coscienza pura; | l'inferno esiste solo per chi ne ha paura.'' (da ''Preghiera in gennaio''<ref name=tenco/>, n. 1) *''Ma inumano è pur sempre l'amore | di chi rantola senza rancore | perdonando con l'ultima voce | chi lo uccide fra le braccia di una croce.'' (da ''Si chiamava Gesù'', n. 4) *''Lei sa che ogni letto di sposa | è fatto di ortica e mimosa''. (da ''La canzone di Barbara'', n. 5) *''[[Via del Campo]] c'è una [[Prostituzione|puttana]] | gli occhi grandi color di foglia | se di amarla ti vien la voglia | basta prenderla per la mano.'' (da ''Via del Campo'', n. 6) *''Via del Campo ci va un illuso | a pregarla di maritare | a vederla salir le scale | fino a quando il balcone ha chiuso.'' (da ''Via del Campo'', n. 6) *''Ama e ridi se amor risponde | piangi forte se non ti sente | dai [[diamanti]] non nasce niente | dal [[letame]] nascono i fior.'' (da ''Via del Campo'', n. 6) *''Passa il tempo sopra il tempo | ma non devi aver paura | sembra correre come il vento | però il tempo non ha premura.'' (da ''La stagione del tuo amore'', n. 7) *''C'è chi [[fare l'amore|l'amore lo fa]] per noia | chi se lo sceglie per professione | Bocca di Rosa né l'uno né l'altro | lei lo faceva per passione.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8) *''Il cuore tenero non è una dote di cui siano colmi i [[Arma dei Carabinieri|carabinieri]] | ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8) : ''Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno | ma non quando sono in alta uniforme e l'accompagnarono al primo treno.'' (versione originale di ''Bocca di Rosa'') *''Si sa che la gente dà buoni consigli | sentendosi come Gesù nel tempio | si sa che la gente dà buoni consigli | se non può più dare il cattivo esempio.''<ref>{{Cfr}} [[François de La Rochefoucauld]]: «I vecchi amano dare buoni consigli per consolarsi di non poter più dare cattivi esempi».</ref> (da ''Bocca di Rosa'', n. 8) *''C'era un cartello giallo | con una scritta nera | diceva: «Addio Bocca di Rosa | con te se ne parte la primavera».'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8) *''Ma una [[notizia]] un po' originale | non ha bisogno di alcun giornale | come una freccia dall'arco scocca | vola veloce di bocca in bocca.'' (da ''Bocca di Rosa'', n. 8) *''La [[morte]] verrà all'improvviso | avrà le tue labbra e i tuoi occhi | ti coprirà di un velo bianco | addormentandosi al tuo fianco.'' (da ''La morte'', n. 9) *''Chi ben condusse sua [[vita]] | male sopporterà sua morte.'' (da ''La morte'', n. 9) *''Il sangue del Principe e del Moro | arrossano il cimiero di identico color''. (da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio>Testo di Fabrizio De André e [[Paolo Villaggio]].</ref>, n. 10) *''Se ansia di gloria, sete d'onore | spegne la guerra al vincitore, | non ti concede un momento per fare all'amore.'' (Carlo Martello: da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio/>, n. 10) *''È mai possibile, oh porco di un cane, | che le avventure in codesto reame | debban risolversi tutte con grandi puttane.'' (Carlo Martello: da ''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers''<ref name=villaggio/>, n. 10) ==== Citazioni su ''Volume I'' ==== *''Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poiters'' nacque in modo curioso. In una stanza Mauro De André fratello maggiore di Fabrizio preparava l'esame di procedura civile, in quella accanto [[Paolo Villaggio]] e Fabrizio si aiutavano a vicenda per l'esame di Diritto privato. Dopo un mese Mauro superò a pieni voti l'esame, tappa di un percorso che lo portò a diventare insigne avvocato. Fabrizio e Villaggio invece composero il brano, ameno e goliardico su Carlo Martello, e un altro intitolato ''Il fannullone''. Non dettero l'esame e non si laurearono mai. ([[Mario Luzzatto Fegiz]]) *''Volume I'' si apre con una canzone di struggente bellezza ''Preghiera in gennaio'' scritta la notte prima dei funerali di [[Luigi Tenco|Tenco]], morto al [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|fesival di Sanremo]]: nel brano campeggia la figura di un Dio finalmente vicino al dolore degli uomini che accoglie anche i suicidi «perché non c'è l'inferno nel regno del buon Dio». ([[Mario Luzzatto Fegiz]]) === ''Tutti morimmo a stento'' === '''Etichetta''': Bluebell Records, 1968, prodotto da Gian Piero Reverberi, Andrea Malcotti. *''Come potrò dire a mia madre che ho paura?'' (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne>Testo ricavato dalla poesia ''Eroina'' di [[Riccardo Mannerini]].</ref>, n. 1) *''Perché non hanno fatto | delle grandi pattumiere | per i giorni già usati | per queste ed altre sere.'' (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1) *''Quando scadrà l'affitto | di questo corpo idiota | allora avrò il mio premio | come una buona nota. | Mi citeran di monito | a chi crede sia bello | giocherellare a palla | con il proprio cervello | cercando di lanciarlo | oltre il confine stabilito | che qualcuno ha tracciato | ai bordi dell'infinito.''<ref>Nella poesia di Mannerini, ''Eroina'', questo passo è leggermente diverso: «''Solo quando | scadrà l'affitto | di questo corpo idiota | avrò un premio. | Sarò citato | di monito a coloro | che credono sia divertente | giocare a palla | col proprio cervello | riuscendo a lanciarlo | oltre la riga | che qualcuno ha tracciato | ai bordi dell'infinito.''».</ref> (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1) *''Tu che m'ascolti insegnami | un alfabeto che sia | differente da quello | della mia vigliaccheria.''<ref>Nella poesia di Mannerini, ''Eroina'', questo passo è leggermente diverso: «''Insegnami, | tu che mi ascolti, | un alfabeto diverso | da quello della mia vigliaccheria.''».</ref> (da ''Cantico dei drogati''<ref name=manne/>, n. 1) *''Gli arcobaleni d'altri mondi | hanno colori che non so. | Lungo i ruscelli d'altri mondi | nascono fiori che non ho.'' (da ''Primo intermezzo'', n. 2) *''Sopra le tombe d'altri mondi | nascono fiori che non so. | Ma tra i capelli d'altri amori | muoiono fiori che non ho.'' (da ''Secondo intermezzo'', n. 4) *''Tutti morimmo a stento | ingoiando l'ultima voce | tirando calci al vento | vedemmo sfumar la luce.'' (da ''Ballata degli impiccati''<ref name=bentivoglio>Testo di Fabrizio De André e [[Giuseppe Bentivoglio]].</ref>, n. 5) *''Coltiviamo per tutti un rancore | che ha l'odore del sangue rappreso | ciò che allora chiamammo dolore | è soltanto un discorso sospeso.'' (da ''Ballata degli impiccati''<ref name=bentivoglio/>, n. 5) *''Sale la nebbia sui prati bianchi | come un [[cipresso]] nei camposanti, | un campanile che non sembra vero | segna il confine fra la terra e il cielo.'' (da ''Inverno'', n. 6) *''Ma tu che vai, ma tu rimani | vedrai la neve se ne andrà domani | rifioriranno le gioie passate | col vento caldo di un'altra estate.'' (da ''Inverno'', n. 6) *''Anche la luce sembra morire | nell'ombra incerta di un [[divenire]]''. (da ''Inverno'', n. 6) *''Ma tu che stai, perché rimani? | Un altro inverno tornerà domani | cadrà altra neve a consolare i campi | cadrà altra neve sui camposanti.'' (da ''Inverno'', n. 6) *''Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'ndera | ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà. | Buon Dio è già scappato, dove non si sa | buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà.'' (da ''Girotondo'', n. 7) *''L'autunno negli occhi, l'estate nel cuore, | la voglia di dare, l'istinto di avere, | e tu... tu lo chiami amore e non sai che cos'è, | e tu... tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché''. (da ''Terzo intermezzo'', n. 8) *''Che la [[pietà]] non vi sia di vergogna.'' (da ''Recitativo'', n. 9) *''Quanto giusta pensate che sia | una sentenza che decreta morte?'' (da ''Recitativo'', n. 9) *''Sappiate che la [[morte]] vi sorveglia, | gioir nei prati o fra i muri di calce, | come crescere il gran guarda il villano | finché non sia maturo per la falce.'' (da ''Recitativo'', n. 9) === ''Volume III'' === '''Etichetta''': Bluebell Records, 1968. *''Se qualcuno di voi dovesse, | costretto con le spalle al muro, | violare un giudice od una vecchia | della sua scelta sarei sicuro | ma si dà il caso che il [[gorilla]], | considerato un grandioso fusto | da chi l'ha provato, però non brilla | né per lo spirito né per il gusto.'' (da ''Il gorilla''<ref name=brassens>Testo in lingua originale di [[Georges Brassens]].</ref>, n. 2) *''Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno | non si guardò neppure intorno | ma versò il vino, spezzò il pane | per chi diceva ho sete e ho fame.'' (da ''Il pescatore'', presente nella ristampa del 1970) === ''La buona novella'' === '''Etichetta''': Produttori Associati, 1970, prodotto da Roberto Dané. *''E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio | avevi dodici anni e nessuna colpa addosso; | ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio, | la tua verginità che si tingeva di rosso.'' (da ''L'infanzia di [[Maria]]'', n. 2) *''E si vuol dar marito a chi non lo voleva, | si batte la campagna, si fruga la via. | – Popolo senza moglie, uomini d'ogni leva, | del corpo di una vergine si fa lotteria. –'' (da ''L'infanzia di Maria'', n. 2) *''E lei volò fra le tue braccia | come una rondine, | e le sue dita come lacrime, | dal tuo ciglio alla gola, | suggerivano al viso | una volta ignorato | la tenerezza d'un sorriso, | un affetto quasi implorato.'' (da ''Il ritorno di Giuseppe'', n. 3) *''Poi, d'improvviso, mi sciolse le mani | e le mie braccia divennero ali, | quando mi chiese: «Conosci l'estate?» | io, per un giorno, per un momento, | corsi a vedere il colore del vento.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4) *''Con le ali di prima pensai di scappare | ma il braccio era nudo e non seppe volare''. (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4) *''Poi vidi l'angelo mutarsi in cometa e i volti severi divennero pietra. Le loro braccia profili di rami, nei gesti immobili d'un altra vita, foglie le mani, spine le dita.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4) *''«Lo chiameranno figlio di Dio» | parole confuse nella mia mente, | svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.'' (Maria: da ''Il sogno di Maria'', n. 4) *''E tu, piano, posasti le dita | all'orlo della sua fronte: | i [[senilità|vecchi]] quando [[carezza|accarezzano]] | hanno il timore di far troppo forte.'' (da ''Il sogno di Maria'', n. 4) *''Sai che fra un'ora forse piangerai | poi la tua mano nasconderà un sorriso: | gioia e dolore hanno il confine incerto | nella stagione che illumina il viso.'' (da ''Ave Maria'', n. 5) *''Ave Maria, adesso che sei donna, | ave alle [[donna|donne]] come te, Maria, | femmine un giorno per un nuovo amore | povero o ricco, umile o Messia. | Femmine un giorno e poi madri per sempre | nella stagione che stagioni non sente.'' (da ''Ave Maria'', n. 5) *''Mio martello non colpisce, | pialla mia non taglia | per foggiare gambe nuove | a chi le offrì in battaglia, | ma tre croci, due per chi | disertò per rubare, | [[croce cristiana|la più grande]] per chi guerra | insegnò a disertare.'' (il falegname: da ''Maria nella bottega d'un falegname'', n. 6) *''Questi ceppi che han portato | perché il mio sudore | li trasformi nell'immagine | di tre dolori, | vedran lacrime di Dimaco | e di Tito al ciglio | il più grande che tu guardi | abbraccerà tuo figlio.'' (il falegname: da ''Maria nella bottega d'un falegname'', n. 6) *''Poterti smembrare coi denti e le mani, | sapere i tuoi occhi bevuti dai cani, | di morire in croce puoi essere grato | a un brav'uomo di nome Pilato.'' (da ''Via della croce'', n. 7) *''Il potere vestito d'umana sembianza | ormai ti considera morto abbastanza | e già volge lo sguardo a spiar le intenzioni | degli umili, degli straccioni.'' (da ''Via della croce'', n. 7) *''Con troppe lacrime piangi, Maria, | solo l'immagine di un'agonia; | sai che alla vita, nel terzo giorno, | il figlio tuo farà ritorno. | Lascia noi piangere, un po' più forte, | chi non risorgerà più dalla morte.'' (una madre: da ''Tre madri'', n. 8) *''Nella fatica del tuo [[sorriso]] | cerca un ritaglio di Paradiso.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8) *''Come nel grembo, e adesso in croce, | ti chiama amore questa mia voce.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8) *''Non fossi stato figlio di Dio | t'avrei ancora per figlio mio.'' (Maria: da ''Tre madri'', n. 8) *''Onora il padre, onora la madre | e onora anche il loro bastone, | bacia la mano che ruppe il tuo naso | perché le chiedevi un boccone.''<ref>{{Cfr}} [[Regole dalle canzoni]].</ref> (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9) *''Feconda una donna ogni volta che l'ami | così sarai uomo di fede: | poi la voglia svanisce e il figlio rimane | e tanti ne uccide la fame.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9) *''L'[[invidia]] di ieri non è già finita: | stasera vi invidio la vita.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9) *''Ma adesso che viene la sera ed il buio | mi toglie il dolore dagli occhi | e scivola il sole al di là delle dune | a violentare altre notti''. (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9) *''Io, nel vedere [[Gesù|quest'uomo]] che muore, | madre, io provo dolore. | Nella pietà che non cede al rancore, | madre, ho imparato l'amore.'' (Tito: da ''Il testamento di Tito'', n. 9) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Tito}} *''Non voglio pensarti figlio di Dio | ma figlio dell'uomo, | fratello anche mio.'' (da ''Laudate hominem'', n. 10) === ''Non al denaro, non all'amore né al cielo'' === '''Etichetta''': Produttori Associati, 1971, prodotto da Roberto Dané, Sergio Bardotti. Testi di Fabrizio De André e [[Giuseppe Bentivoglio]]. *''Dove sono i [[generale|generali]] | che si fregiarono nelle battaglie | con cimiteri di croci sul petto? | Dove i figli della [[guerra]] | partiti per un ideale, | per una truffa, per un amore finito male? | Hanno rimandato a casa | le loro spoglie nelle bandiere | legate strette perché sembrassero intere.'' (da ''La collina'', n. 1) *''Dov'è Jones il suonatore | che fu sorpreso dai suoi [[novantenne|novant'anni]] | e con la vita avrebbe ancora giocato. | Lui che offrì la faccia al vento, | la gola al vino e mai un pensiero | non al denaro, non all'amore né al cielo.'' (da ''La collina'', n. 1) *''Sembra di sentirlo ancora | dire al mercante di [[liquore]]: | «Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?»'' (da ''La collina'', n. 1) *''Tu prova ad avere un mondo nel cuore | e non riesci ad esprimerlo con le parole.'' (da ''Un matto'', n. 2) *''E se anche tu andresti a cercare | le parole sicure per farti ascoltare | per stupire mezz'ora basta un libro di storia, | io cercai di imparare la Treccani a memoria | e dopo maiale, [[Vladimir Vladimirovič Majakovskij|Majakowskij]], malfatto | continuarono gli altri fino a leggermi matto.'' (da ''Un matto'', n. 2) *''Cosa vuol dire avere | un metro e mezzo di statura, | ve lo rivelan gli occhi | e le battute della gente, | o la curiosità | di una ragazza irriverente | che vi avvicina solo | per un suo dubbio impertinente: | vuole scoprir se è vero | quanto si dice intorno ai [[nano|nani]], | che siano i più forniti | della virtù meno apparente, | fra tutte le virtù | la più indecente.'' (da ''Un giudice'', n. 3) *''Passano gli anni, i mesi, | e se li conti anche i minuti, | è triste trovarsi adulti | senza essere cresciuti; | la maldicenza insiste, | batte la lingua sul tamburo | fino a dire che un nano | è una carogna di sicuro | perché ha il cuore troppo, | troppo vicino al [[buco del culo]].'' (da ''Un giudice'', n. 3) *''[[Giudice]] finalmente, | arbitro in terra del bene e del male.'' (da ''Un giudice'', n. 3) *''Mai più mi chinai e nemmeno su un [[rima fiore-amore|fiore]], | più non arrossii nel rubare l'[[rima fiore-amore|amore]] | dal momento che Inverno mi convinse che Dio | non sarebbe arrossito rubandomi il mio.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4) *''Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, | non avevano leggi per punire un [[bestemmia|blasfemo]], | non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, | mi cercarono l'anima a forza di botte.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4) *''Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo, | lo costrinse a viaggiare una vita da scemo, | nel [[Giardino dell'Eden|giardino incantato]] lo costrinse a sognare, | a ignorare che al mondo c'è il bene e c'è il male.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4) *''E se furon due guardie a fermarmi la vita, | è proprio qui sulla terra la mela proibita, | e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato, | ci costringe a sognare in un giardino incantato.'' (da ''Un blasfemo'', n. 4) *''Cominciai a sognare anch'io insieme a loro | poi l'anima d'improvviso prese il volo.'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5) *''E mai poter bere alla coppa d'un fiato | ma a piccoli sorsi interrotti...'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5) *''Non credo che chiesi promesse al suo sguardo, | non mi sembra che scelsi il silenzio o la voce, | quando il cuore stordì e ora no, non ricordo | se fu troppo sgomento o troppo felice, | e il cuore impazzì e ora no, non ricordo, | da quale orizzonte sfumasse la luce.'' (da ''Un malato di cuore'', n. 5) *''Da bambino volevo guarire i [[ciliegio|ciliegi]] | quando rossi di frutti li credevo feriti | la salute per me li aveva lasciati | coi fiori di neve che avevan perduti.'' (da ''Un medico'', n. 6) *''Un sogno, fu un sogno ma non durò poco | per questo giurai che avrei fatto il dottore | e non per un dio ma nemmeno per gioco: | perché i ciliegi tornassero in fiore.'' (da ''Un medico'', n. 6) *''Ma gli uomini mai mi riuscì di capire | perché si combinassero attraverso l'amore. | Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.'' (da ''Un chimico'', n. 7) *''Guardate il sorriso, guardate il colore | come giocan sul viso di chi cerca l'[[amore]]! | Ma lo stesso sorriso, lo stesso colore | dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore?'' (da ''Un chimico'', n. 7) *''[[Primavera]] non bussa, lei entra sicura, | come il fumo lei penetra in ogni fessura, | ha le labbra di carne, i capelli di grano, | che paura, che voglia che ti prenda per mano. | Che paura, che voglia che ti porti lontano.'' (da ''Un chimico'', n. 7) *''Guardate l'idrogeno tacere nel mare | guardate l'ossigeno al suo fianco dormire''. (da ''Un chimico'', n. 7) *''Son morto in un esperimento sbagliato | proprio come gli idioti che muoion d'amore. | E qualcuno dirà che c'è un modo migliore.'' (da ''Un chimico'', n. 7) *''Non più ottico ma spacciatore di lenti | per improvvisare occhi contenti, | perché le pupille abituate a copiare | inventino i mondi sui quali guardare.'' (da ''Un ottico'', n. 8) *''Vedo che salgo a rubare il [[sole]] | per non aver più notti, | perché non cada in reti di tramonti, | l'ho chiuso nei miei occhi, | e chi avrà freddo | lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.'' (da ''Un ottico'', n. 8) *''In un vortice di polvere | gli altri vedevan siccità, | a me ricordava | la gonna di Jenny | in un ballo di tanti anni fa.''<ref>{{Cfr}} [[Edgar Lee Masters]]: «''Per Cooney Potter una colonna di polvere | o un turbinio di foglie significavano rovinosa siccità; | a me sembrava di vedere Red-Head Sammy | quando ballava ''Toor-a-Loor'' da par suo''».</ref> (da ''Il suonatore Jones'', n. 9) *''[[Libertà]] l'ho vista dormire | nei campi coltivati | a cielo e denaro, | a cielo ed amore, | protetta da un filo spinato. | Libertà l'ho vista svegliarsi | ogni volta che ho suonato | per un fruscio di ragazze | a un ballo, | per un compagno ubriaco.'' (da ''Il suonatore Jones'', n. 9) *''E poi se la gente sa, | e la gente lo sa che [[musicista|sai suonare]], | suonare ti tocca | per tutta la vita | e ti piace lasciarti ascoltare.''<ref>{{Cfr}} Edgar Lee Masters: «''E se la gente vede che sai suonare, | be', ti tocca suonare, per tutta la vita''».</ref> (da ''Il suonatore Jones'', n. 9) === ''Storia di un impiegato'' === '''Etichetta''': Produttori Associati, 1973, prodotto da Roberto Dané. *''Se avete preso per buone | le «verità» della televisione, | anche se allora vi siete assolti | siete lo stesso coinvolti.'' (da ''Canzone del maggio''<ref name=bentivoglio/>, n. 2) *''Chissà cosa si prova a liberare | la fiducia nelle proprie tentazioni, | allontanare gli intrusi | dalle nostre emozioni, | allontanarli in tempo | e prima di trovarti solo | con la paura di non tornare al lavoro.'' (da ''La bomba in testa''<ref name=bentivoglio/>, n. 3) *''[[Dante Alighieri|Dante]] alla porta di [[Paolo e Francesca]] | spia chi fa meglio di lui: | lì dietro si racconta un amore normale | ma lui saprà poi renderlo tanto geniale. | E il viaggio all'inferno ora fallo da solo | con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo''. (da ''Al ballo mascherato''<ref name=bentivoglio/>, n. 4) *''Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno | accesa soltanto a metà, | quel poco che mi basta per contare i caduti, | stupirmi della loro fragilità''. (da ''Al ballo mascherato''<ref name=bentivoglio/>, n. 4) *''Imputato, | il dito più lungo della tua mano | è il [[medio]], | quello della mia | è l'[[Indice (dito)|indice]]''. (il giudice: da ''Sogno numero due''<ref>Testo di Fabrizio De André e [[Roberto Dané]].</ref>, n. 5) *''Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi | solo i sogni che non fanno svegliare''? (il giudice: da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6) *''Si fermò un attimo per suggerire a Dio | di continuare a farsi i fatti suoi. | E scappò via con la paura di arrugginire, | il giornale di ieri lo dà morto arrugginito: | i becchini ne raccolgono spesso | fra la gente che si lascia piovere addosso''. (da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6) *''Vostro Onore, sei un figlio di troia, | mi sveglio ancora e mi sveglio sudato, | ora aspettami fuori dal sogno, | ci vedremo davvero, | io ricomincio da capo.'' (da ''Canzone del padre''<ref name=bentivoglio/>, n. 6) *''Chi va dicendo in giro | che odio il mio lavoro | non sa con quanto amore | mi dedico al tritolo''. (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7) *''Per strada tante facce | non hanno un bel colore: | qui chi non terrorizza | si ammala di [[terrore]]. | C'è chi aspetta la [[pioggia]] | per non piangere da solo, | io son d'un altro avviso, | son bombarolo.'' (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7) *''[[Intellettuale|Intellettuali]] d'oggi, | idioti di domani, | ridatemi il cervello | che basta alle mie mani. | Profeti molto acrobati | della rivoluzione, | oggi farò da me | senza lezione.'' (da ''Il bombarolo''<ref name=bentivoglio/>, n. 7) *''Farai l'amore per amore | o per avercelo garantito''. (da ''Verranno a chiederti del nostro amore''<ref name=bentivoglio/>, n. 8) *''Continuerai a farti scegliere | o finalmente sceglierai''. (da ''Verranno a chiederti del nostro amore''<ref name=bentivoglio/>, n. 8) *''Di respirare la stessa aria | d'un [[secondino]] non mi va | perciò ho deciso di rinunciare | alla mia ora di libertà''. (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9) *''Certo bisogna farne di strada | da una ginnastica d'obbedienza | fino ad un gesto molto più umano | che ti dia il senso della violenza, | però bisogna farne altrettanta | per diventare così coglioni | da non riuscire più a capire | che non ci sono [[Potere|poteri]] buoni.'' (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9) *''Ci hanno insegnato la meraviglia | verso la gente che ruba il pane, | ora sappiamo che è un delitto | il non rubare quando si ha fame.'' (da ''Nella mia ora di libertà''<ref name=bentivoglio/>, n. 9) === ''Canzoni'' === '''Etichetta''': Produttori Associati, 1974, prodotto da Roberto Dané. *''[[Albert Einstein|Einstein]] travestito da ubriacone | ha nascosto i suoi appunti in un baule | è passato di qui un'ora fa | diretto verso l'ultima Thule, | sembrava così timido e impaurito | quando ha chiesto di fermarsi un po' qui | ma poi ha cominciato a fumare | e a recitare l'A B C | ed a vederlo tu non lo diresti mai | ma era famoso qualche tempo fa | per suonare il violino elettrico | in via della Povertà.'' (da ''Via della Povertà''<ref name=pover>Testo in lingua originale di [[Bob Dylan]]. Testo italiano di Fabrizio De André e [[Francesco De Gregori]].</ref>, n. 1) *''A mezzanotte in punto i [[polizia|poliziotti]] | fanno il loro solito lavoro | metton le [[manette]] intorno ai polsi | a quelli che ne sanno più di loro.'' (da ''Via della Povertà''<ref name=pover/>, n. 1) *''Io dedico questa canzone | ad ogni donna pensata come amore | in un attimo di libertà | a quella conosciuta appena | non c'era tempo e valeva la pena | di perderci un secolo in più.'' (da ''Le passanti''<ref name=pol>Testo in lingua originale di [[Antoine Pol]].</ref>, n. 2) *''A quella quasi da immaginare | tanto di fretta l'hai vista passare |'' [...] ''| e ti piace ricordarne il sorriso | che non ti ha fatto e che tu le hai deciso.'' (da ''Le passanti''<ref name=pol/>, n. 2) *''Alla compagna di viaggio | i suoi [[occhio|occhi]] il più bel paesaggio | fan sembrare più corto il cammino.'' (da ''Le passanti'', n. 2) *''E Gesù fu [[marinaio]] | finché camminò sull'acqua''. (da ''Suzanne''<ref name=cohen>Testo in lingua originale di [[Leonard Cohen]].</ref>, n. 5) *''E lui stesso fu spezzato | ma più umano, abbandonato | nella nostra mente lui non naufragò. | E tu vuoi viaggiargli insieme | vuoi viaggiargli insieme ciecamente | forse avrai fiducia in lui | perché ti ha toccato il corpo con la mente.'' (da ''Suzanne''<ref name=cohen/>, n. 5) *''Morire per delle idee, l'idea è affascinante | per poco io morivo senza averla mai avuta, | perché chi ce l'aveva, una folla di gente, | gridando: «Viva la morte» proprio addosso mi è caduta.'' (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6) *''Moriamo per delle [[idea|idee]], va be', ma di morte lenta''. (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6) *''Tanto più che la carogna è già abbastanza attenta | non c'è nessun bisogno di reggerle la falce | basta con le garrote in nome della pace''. (da ''Morire per delle idee''<ref name=brassens/>, n. 6) *''«E se tu sei il fuoco raffreddati un poco | le tue mani ora avranno da tenere qualcosa» | e tacendo gli si arrampicò dentro | ad offrirgli il suo modo migliore di essere sposa.'' (da ''Giovanna d'Arco''<ref name=cohen/>, n. 9) *''Ma non ti servirà il ricordo | non ti servirà | che per piangere il tuo rifiuto, | del mio amore che non tornerà.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11) *''Vola il tempo, lo sai che vola e va | forse non ce ne accorgiamo | ma più ancora del tempo che non ha età | siamo noi che ce ne andiamo.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11) *''E per questo ti dico amore, amor | io t'attenderò ogni sera, | ma tu vieni non aspettare ancor, | vieni adesso finché è primavera.'' (da ''Valzer per un amore'', n. 11) === ''Volume 8'' === '''Etichetta''': Produttori Associati, 1975, prodotto da Roberto Dané. *''E quando poi sparì del tutto | a chi diceva «È stato un male» | a chi diceva «È stato un bene» | raccomandò «Non vi conviene | venir con me dovunque vada. | Ma c'è amore un po' per tutti | e tutti quanti hanno un amore | sulla cattiva strada».'' (da ''La cattiva strada''<ref name=degregori>Testo di Fabrizio De André e [[Francesco De Gregori]].</ref>, n. 1) *''Un po' di tempo fa | eravamo distratti | lei portava calze verdi | e dormiva con tutti. | «Ma cosa fai domani» | non lo chiese mai a nessuno | s'innamorò di tutti noi | non proprio di qualcuno''. (da ''Nancy'', n. 3) *''E un po' di tempo fa | col telefono rotto | cercò dal terzo piano | la sua serenità''. (da ''Nancy'', n. 3) *''E nel vuoto della notte | quando hai freddo e sei perduto | è ancora [[Nancy (nome)|Nancy]] che ti dice | «Amore, sono contenta che sei venuto».'' (da ''Nancy'', n. 3) *''E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa | nell'imbuto di un polsino slacciato.'' (da ''Giugno '73'', n. 5) *''Io mi dico: è stato meglio [[Separazione|lasciarci]] | che non esserci mai incontrati.'' (da ''Giugno '73'', n. 5) *''Perché già dalla prima [[trincea]] | ero più curioso di voi, | ero molto più curioso di voi.'' (da ''Amico fragile'', n. 8) *''«Lo sa che io ho perduto due figli». | «Signora lei è una donna piuttosto distratta».''<ref>{{Cfr}} [[Barzellette dalle canzoni]].</ref> (da ''Amico fragile'', n. 8) *''Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita | debba in qualche modo incominciare una [[chitarra]].'' (da ''Amico fragile'', n. 8) *''Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta | fino a vederle spalancarsi la bocca.'' (da ''Amico fragile'', n. 8) *''Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane | il mio è un po' di tempo che si chiama [[Libero (nome)|Libero]].'' (da ''Amico fragile'', n. 8) *''Potevo attraversare litri e litri di corallo | per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.'' (da ''Amico fragile'', n. 8) *''E mai che mi sia venuto in mente | di essere più ubriaco di voi, | di essere molto più ubriaco di voi.'' (da ''Amico fragile'', n. 8) === ''Rimini'' === '''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1978. Testi di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]] (tranne traccia n. 5). *''[[Teresa]] ha gli occhi secchi | guarda verso il mare | per lei figlia di pirati | penso che sia normale.'' (da ''Rimini'', n. 1) *''E due errori ho commesso | due errori di saggezza | abortire l'America | e poi guardarla con dolcezza.'' (Colombo: da ''Rimini'', n. 1) *''Ma voi che siete uomini | sotto il vento e le vele | non regalate terre promesse | a chi non le mantiene.'' (Colombo: da ''Rimini'', n. 1) *''E un errore ho commesso – dice – | un errore di saggezza | [[aborto|abortire]] il figlio del bagnino | e poi guardarlo con dolcezza.'' (Teresa: da ''Rimini'', n. 1) *''Ma voi che siete a [[Rimini]] | tra i gelati e le bandiere | non fate più scommesse | sulla figlia del droghiere.'' (Teresa: da ''Rimini'', n. 1) *''Chiama i [[ricordo|ricordi]] col loro nome | volta la carta e finisce in gloria.'' (da ''Volta la carta'', n. 2) *''Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto | correvo dietro ai cani''. (da ''Coda di lupo'', n. 3) *''Capelli corti generale ci parlò all'Università | dei fratelli tute blu che seppellirono le asce | ma non fumammo con lui non era venuto in pace | e a un dio fatti il culo non credere mai.'' (da ''Coda di lupo'', n. 3) *''E a un dio senza fiato non credere mai.'' (da ''Coda di lupo'', n. 3) *''E [[Andrea]] l'ha perso, ha perso l'amore, la perla più rara | e Andrea ha in bocca un dolore, la perla più scura.'' (da ''Andrea'', n. 4) *''Il secchio gli disse: «Signore il [[pozzo]] è profondo | più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto» | lui disse: «Mi basta, mi basta che sia più profondo di me».'' (da ''Andrea'', n. 4) {{NDR|[[ultime parole dalle canzoni|ultime parole]] di Andrea}} *''Mia madre mi disse: «Non devi giocare | con gli zingari nel [[bosco]]» | ma il bosco era scuro, l'erba già verde, | lì venne [[Sally (nome)|Sally]] con un tamburello. | Ma il bosco era scuro, l'erba già alta, | dite a mia madre che non tornerò.'' (da ''Sally'', n. 7) *''Con due gocce d'[[eroina]] s'addormentava il cuore.'' (da ''Sally'', n. 7) *''Mi svegliai sulla quercia, l'[[assassino]] era fuggito, | dite al pesciolino che non tornerò. | Mi guardai nello stagno, l'assassino si era già lavato, | dite a mia madre che non tornerò.'' (da ''Sally'', n. 7) === ''Fabrizio De André (L'indiano)'' === '''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1981. Testi di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]] (tranne traccia n. 4). *''Quello che non ho sono le tue pistole | per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.'' (da ''Quello che non ho'', n. 1) *''Quello che non ho è quel che non mi manca''. (da ''Quello che non ho'', n. 1) *''Quello che non ho sei tu dalla mia parte.'' (da ''Quello che non ho'', n. 1) *''[[Notte]] sola sola come il mio fuoco | piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.'' (da ''Canto del servo pastore'', n. 2) *''Fu un generale di vent'anni | occhi turchini e giacca uguale | fu un generale di vent'anni | figlio d'un temporale.'' (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3) *''Chiusi gli occhi per tre volte | mi ritrovai ancora lì | chiesi a mio nonno è solo un sogno | mio nonno disse sì.'' (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3) *''Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso | il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso''. (da ''Fiume Sand Creek'', n. 3) *''E se vai all'Hotel [[Supramonte]] e guardi il cielo | tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo.'' (da ''Hotel Supramonte'', n. 5) *''Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile, | grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere | e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve | sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete. | Passerà anche questa stazione senza far male | passerà questa pioggia sottile come passa il dolore''. (da ''Hotel Supramonte'', n. 5) *''Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano | cosa importa se sono caduto se sono lontano | perché domani sarà un giorno lungo e senza parole | perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole''. (da ''Hotel Supramonte'', n. 5) *''Hanno detto che [[Franziska (nome)|Franziska]] | è stanca di posare | per un uomo che dipinge | e non la può guardare.'' (da ''Franziska'' n. 6) *''Filo filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare | c'è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare.'' (da ''Franziska'' n. 6) *''Se ti tagliassero a pezzetti | il vento li raccoglierebbe | il regno dei ragni cucirebbe la pelle | e la luna tesserebbe i capelli e il viso | e il polline di Dio | di Dio il sorriso.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7) *''Ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso | ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7) *''E adesso aspetterò domani | per avere nostalgia | signora [[libertà]] signorina fantasia | così preziosa come il vino così gratis come la tristezza | con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.'' (da ''Se ti tagliassero a pezzetti'', n. 7) : ''Signora libertà signorina [[anarchia]].'' (variante presente nell'album ''Ed avevamo gli occhi troppo belli'', 2001) *''E ora non piangere perché | presto la notte finirà | con le sue perle stelle e strisce | in fondo al cielo | e ora sorridimi perché | presto la notte se ne andrà | con le sue stelle arrugginite | in fondo al mare.'' (da ''Verdi pascoli'', n. 8) === ''Crêuza de mä'' === '''Etichetta''': Dischi Ricordi, 1984, prodotto da Mauro Pagani, Fabrizio De André. Testi di Fabrizio De André e [[Mauro Pagani]]. *''«Ombre di facce, facce di [[Marinaio|marinai]], | da dove venite, dov'è che andate?». | «Da un posto dove la luna si mostra nuda | e la notte ci ha puntato il coltello alla gola».'' :''«Umbre de muri, muri de mainé, | dunde ne vegni, duve l'è ch'ané?». | «Da 'n scitu duve a l'ûn-a a se mustra nûa | e a neutte a n'à puntou u cutellu ä gua».'' (da ''Crêuza de mä'', n. 1) *''Gente di [[Lugano]]: facce da tagliaborse, | quelli che della spigola preferiscon l'ala. | Ragazze di famiglia: odore di buono, | che le puoi guardare senza il condom.'' :''Gente de Lûgan: facce da mandillä, | qui che du luassu preferiscian l'ä. | Figge de famiggia: udú de bun, | che ti peu ammiàle senza u gundum.'' (da ''Crêuza de mä'', n. 1) *''Dove c'è [[pelo]] c'è amore.'' :''Duve gh'è pei gh'è amù.'' (da ''Jamin-a'', n. 2) *''Amore, mio bell'amore, | la [[sfortuna]] è un avvoltoio | che gira intorno alla testa dell'imbecille. | Amore, mio bell'amore, | la sfortuna è un pisello | che vola intorno al sedere più vicino.'' :''Amü, me bell'amü, | a sfortûn-a a l'è 'n grifun | ch'u gia 'ngiu ä testa du belinun. | Amü, me bell'amü, | a sfortûn-a a l'è 'n belin | ch'ù xeua 'ngiu au cû ciû vixin.'' (da ''Sinàn Capudàn Pascià'', n. 4) *''A [[Pianderlino]] succhia cazzi, | alla [[Foce (Genova)|Foce]] cosce da schiaccianoci, | in [[Carignano (Genova)|Carignano]] fiche di terza mano | e a [[Ponticello (Genova)|Ponticello]] gli mostrano l'uccello.'' :''A Ciamberlin sûssa belin, | ä Fuxe cheusce de sciaccanuxe, | in Caignàn musse de tersa man | e in Puntexellu ghe mustran l'öxellu.'' (da ''A dumenega'', n. 6) *''E in un berretto nero | la tua foto da ragazza | per poter baciare ancora [[Genova]] | sulla tua bocca in naftalina.'' :''E 'nte 'na beretta neigra | a teu fotu da fantinn-a | pe puèi baxâ ancún Zena | 'nscià teu bucca in naftalin-a.'' (da ''D'ä mæ riva'', n. 7) === ''Le nuvole'' === '''Etichetta''': Dischi Ricordi/Fonit Cetra, 1990, prodotto da Mauro Pagani, Fabrizio De André. *''Vanno | vengono | per una vera | mille sono finte | e si mettono lì tra noi e il cielo | per lasciarci soltanto | una voglia di pioggia.'' (da ''Le [[nuvole]]'', n. 1) *''Ah che bell' 'o [[caffè|cafè]] | pure in carcere 'o sanno fâ | co' â ricetta ch'a Ciccirinella | compagno di cella | ci ha dato mammà.'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola>Testo di Fabrizio De André e [[Massimo Bubola]].</ref>, n. 3) *''Prima pagina venti notizie | ventun'ingiustizie e lo [[Stato]] che fa? | Si costerna, s'indigna, s'impegna | poi getta la spugna con gran dignità''. (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3) *''Con rispetto s'è fatto le [[tre di pomeriggio|tre]], | volite 'a spremuta o volite 'o cafè.'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3) *''Qui non c'è più decoro, le [[prigione|carceri]] d'oro | ma chi l'ha mai viste, chissà? | Chiste so' fatiscienti, pe' chisto i fetienti | se tengono l'[[Immunità (diritto)|immunità]].'' (da ''Don Raffae'''<ref name=bubola/>, n. 3) *''Il ministro dei temporali | in un tripudio di tromboni | auspicava democrazia | con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni''. (da ''La domenica delle salme'', n. 4) *''«Voglio vivere in una città | dove all'ora dell'[[aperitivo]] | non ci siano spargimenti di sangue | o di detersivo».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4) *''A tarda sera io e il mio illustre cugino [[Oswald de Andrade|De Andrade]] | eravamo gli ultimi cittadini liberi | di questa famosa città civile | perché avevamo un cannone nel cortile.''<ref>{{cfr}} [[Oswald de Andrade]], ''Serafino Ponte Grande'', traduzione di Daniela Ferioli, Einaudi, 1976, p. 46: «Ma io sono l'unico libero cittadino di questa famosa città, perché ho un cannone nel cortile».</ref> (da ''La domenica delle salme'', n. 4) *''La domenica delle salme | nessuno si fece male, | tutti a seguire il [[bara|feretro]] | del defunto ideale, | la domenica delle salme | si sentiva [[Canzoni dalle canzoni|cantare]] | «quant'è bella giovinezza | non vogliamo più invecchiare».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4) *''«Voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio | coi pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio | voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti | per l'Amazzonia e per la pecunia | nei palastilisti | e dai padri Maristi | voi avevate voci potenti | lingue allenate a battere il tamburo | voi avevate voci potenti | adatte per il vaffanculo».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4) *''La domenica delle salme | gli addetti alla nostalgia | accompagnarono tra i flauti | il cadavere di [[Utopia]]''. (da ''La domenica delle salme'', n. 4) *''Mentre il cuore d'Italia | da Palermo ad Aosta | si gonfiava in un coro | «di vibrante protesta».'' (da ''La domenica delle salme'', n. 4) *''Metterai la scopa dritta in un angolo | che se dalla cappa scivola in cucina la strega | a forza di contare le paglie che ci sono | la [[Cima alla genovese|cima]] è già piena, è già cucita.'' :''Ti mettiàe ou brùgu rèdennu'nte 'n cantùn | che se d'à cappa a sgùggia 'n cuxin-a stria | a xeùa de cuntà 'e pàgge che ghe sùn | 'a cimma a l'è za pinn-a, a l'è za cùxia.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati>Testo di Fabrizio De André e [[Ivano Fossati]].</ref>, n. 7) *{{NDR|Sulla [[Cima alla genovese|cima]]}} ''Bel guanciale, materasso di ogni ben di Dio | prima di battezzarla nel preboggion | con due aghi dritti in punta di piedi | da sopra a sotto svelto la pungerai.'' :''Bell'oueggè, strapunta de tùttu bun | prima de battezàlu 'ntou prebuggiun | cun dui aguggiuìn dritu 'n pùnta de pè | da sùrvia 'n zù fitu ti 'a punziggè.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7) *''[[Mangiare|Mangiate]], mangiate, | non sapete chi vi mangerà''. :''Mangè, mangè, | nu séi chi ve mangià.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7) *''E nel nome di Maria | tutti i diavoli da questa pentola | vadano via''. :''E 'nt'ou núme de Maria | tûtti diài da sta pûgnatta | anène via.'' (da '''Â çímma''<ref name=fossati/>, n. 7) *''Oh bello mio, | gli occhi mi bruci. | Il bello mio | carnevale di baci. | Oh bello mio, | il cuore mi cuci.'' :''Oh beddu meu, | l'occhi mi bruxi. | Lu beddu meu | carrasciale di baxi. | Oh beddu meu, | lu core mi cuxi.'' (l'asina: da ''Monti di Mola'', n. 8) *''Ma nulla si può fare, nulla | in [[Gallura]] | che non lo vengano a sapere | in un'ora.'' :''Ma nudda si po' fâ, nudda | in Gaddura | che no lu énini a sapi | int'un'ora.'' (da ''Monti di Mola'', n. 8) === ''Anime salve'' === '''Etichetta''': BMG Ricordi, 1996, prodotto da Fabrizio De André, Piero Milesi. Testi di Fabrizio De André e [[Ivano Fossati]]. *''Nel dormiveglia della corriera | lascio l'infanzia contadina | corro all'incanto dei desideri | vado a correggere la fortuna.'' (da ''Prinçesa'', n. 1) *''E allora il bisturi per seni e fianchi | una vertigine di anestesia | finché il mio corpo mi rassomigli | sui lungomare di Bahia.'' (da ''Prinçesa'', n. 1) *''Dove tra ingorghi di desideri | alle mie natiche un maschio s'appende | nella mia carne tra le mie labbra | un uomo scivola l'altro si arrende.'' (da ''Prinçesa'', n. 1) *''Il cuore rallenta la testa cammina | in quel pozzo di piscio e cemento | a quel campo strappato dal vento | a forza di essere vento.'' (da ''Khorakhané'', n. 2) *''Per la stessa ragione del viaggio viaggiare.'' (da ''Khorakhané'', n. 2) *''Saper leggere il libro del mondo | con parole cangianti e nessuna scrittura | nei sentieri costretti in un palmo di mano | i segreti che fanno paura | finché un uomo ti incontra e non si riconosce | e ogni terra si accende e si arrende la pace.'' (da ''Khorakhané'', n. 2) *''I figli cadevano dal calendario | Iugoslavia Polonia Ungheria | i soldati prendevano tutti | e tutti buttavano via.'' (da ''Khorakhané'', n. 2) *''E un sollievo di [[lacrime]] a invadere gli occhi | e dagli occhi cadere.'' (da ''Khorakhané'', n. 2) *''Ora alzatevi spose bambine | che è venuto il tempo di andare | con le vene celesti dei polsi | anche oggi si va a caritare | E se questo vuol dire rubare | questo filo di pane tra miseria e fortuna | allo specchio di questa kampina | ai miei occhi limpidi come un addio | lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca | il punto di vista di Dio.'' (da ''Khorakhané'', n. 2) *''Mille anni al mondo mille ancora | che bell'inganno sei anima mia | e che bello il mio tempo, che bella compagnia.'' (da ''Anime salve'', n. 3) *''Sono state giornate furibonde | senza atti d'amore | senza calma di vento | solo passaggi e passaggi | passaggi di tempo.'' (da ''Anime salve'', n. 3) *''Ore infinite come costellazioni e onde | spietate come gli occhi della memoria''. (da ''Anime salve'', n. 3) *''Mi sono spiato illudermi e fallire | abortire i figli come i sogni | mi sono guardato piangere in uno specchio di neve | mi sono visto che ridevo | mi sono visto di spalle che partivo.'' (da ''Anime salve'', n. 3) *''Nera di malasorte | che ammazza e passa oltre | nera come la sfortuna | che si fa la tana dove non c'è luna | nera di falde amare | che passano le bare.'' (da ''Dolcenera'', n.4) *''E l'amore ha l'amore come solo argomento | e il tumulto del cielo ha sbagliato momento.'' (da ''Dolcenera'', n. 4) *''Acqua che non s'aspetta | altro che benedetta | acqua che porta male | sale dalle scale | sale senza sale | acqua che spacca il monte | che affonda terra e ponte.'' (da ''Dolcenera'', n.4) *''Come fa questo amore che dall'ansia di perdersi | ha avuto in un giorno la certezza di aversi.'' (da ''Dolcenera'', n. 4) *''Così fu quell'amore dal mancato finale | così splendido e vero da potervi ingannare.'' (da '' Dolcenera'', n. 4) *''E la moglie di Anselmo sta sognando del mare | quando ingorga gli anfratti | si ritira e risale | e il lenzuolo si gonfia sul capo dell'onda | e la lotta si fa scivolosa e profonda.'' (da ''Dolcenera'', n. 4) *''Le [[acciuga|acciughe]] fanno il pallone | che sotto c'è l'[[alalunga]] | se non butti la rete | non te ne lascia una || alla riva sbarcherò | alla riva verrà la gente | questi pesci sorpresi | li venderò per niente''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5) *''Se sbarcherò alla [[Foce (Genova)|foce]] | e alla foce non c'è nessuno | la faccia mi laverò | nell'acqua del torrente''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5) *''Ogni tre ami | c'è una [[stella marina]] | amo per amo | c'è una stella che trema | ogni tre lacrime | batte la campana''. (da ''Le acciughe fanno il pallone'', n. 5) *''E per tutti il [[dolore]] degli altri | è dolore a metà.'' (da ''Disamistade'', n. 6) *''Si accontenta di cause leggere | la guerra del [[cuore]]''. (da ''Disamistade'', n. 6) *''Che ci fanno queste figlie | a ricamare e cucire | queste macchie di lutto | rinunciate all'amore. | Fra di loro si nasconde | una speranza smarrita | che il nemico la vuole | che la vuol restituita''. (da ''Disamistade'', n. 6) *''Luce luce lontana | più bassa delle stelle | sarà la stessa mano | che ti accende e ti spegne.'' (da ''Ho visto Nina volare'', n. 8) *''Ho visto [[Nina (nome)|Nina]] volare | tra le corde dell'altalena | un giorno la prenderò | come fa il vento alla schiena.'' (da ''Ho visto Nina volare'', n. 8) *''Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria | col suo marchio speciale di speciale disperazione | e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi | per consegnare alla morte una goccia di splendore | di umanità di verità.'' (da ''Smisurata preghiera'', n. 9) *''Ricorda Signore questi servi disobbedienti | alle leggi del branco | non dimenticare il loro volto | che dopo tanto sbandare | è appena giusto che la fortuna li aiuti | come una svista | come un'anomalia | come una distrazione | come un dovere...'' (da ''Smisurata preghiera'', n. 9) === Non incluse negli album === *''Senza pretesa di voler strafare | io dormo al giorno quattordici ore | anche per questo nel mio rione | godo la fama di fannullone.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963) *''Ma tu dicevi: "Il cielo | è la mia unica fortuna | e l'acqua dei piatti | non rispecchia la luna.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963) *''Non sono poi quel cagnaccio malvagio | senza morale straccione e malvagio | che si accontenta di un osso bucato | con affettuoso disprezzo gettato.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963) *''Pensasti al matrimonio | come al giro di una danza | amasti la tua donna | come un giorno di vacanza.'' (da ''Il Fannullone''<ref name=villaggio/>, 1963) *''Impiccheranno Geordie con una corda d'oro, | è un privilegio raro. | Rubò sei cervi nel parco del re | vendendoli per denaro.'' (da ''Geordie''<ref name=geordie>Testo tradizionale inglese riadattato in italiano da Fabrizio De André.</ref>, 1966) *''Né il cuore degli inglesi né lo scettro del re | Geordie potran salvare, | anche se piangeranno con te | la legge non può cambiare.'' (da ''Geordie''<ref name=geordie/>, 1966) *''[[Titti (nome)|Titti]] aveva due amori | uno in terra uno in cielo | insomma di segno contrario | uno buono uno vero.'' (da ''Titti''<ref name=bubola/>, 1980) *''Per il segno che c'è rimasto | non ripeterci quanto ti spiace | non ci chiedere più come è andata | tanto lo sai che è una storia sbagliata.'' (da ''Una storia sbagliata''<ref name=bubola/><ref>Il testo del brano è dedicato a [[Pier Paolo Pasolini]].</ref>, 1980) *''La bella che è addormentata, | lalalà, lalalà, lalalà, | ha un nome che fa paura: | libertà, libertà, libertà.''<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=2a_7vjhYHc8 Audio] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> (da ''Ed avevamo gli occhi troppo belli'', 2001) ==''Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}}''== *[[Genova]]. Che cosa significa, per me? Ho avuto la fortuna di nascere in questa etnia, in questo piccolo mondo dove si parla una lingua diversa, che faceva parte di uno stato molto più grande ma con un idioma, una cucina, una cultura autonomi. Questo ti fa sentire così vicino a queste persone che condividono la tua diversità, ti senti a tua volta differente dal resto del mondo, sei membro di una grande famiglia di settecentomila persone che ha usi e costumi tutti suoi. E se arrivi a Milano, ci arrivi come un immigrato dal Sud. (pp. 8-9) *Da dove viene la nostalgia che tutti noi abbiamo di Genova? Tu dici, e hai ragione, che la nostra tradizione musicale è piena di emigranti che rimpiangono la loro città e sognano di tornarvi, il che si ritrova anche nella canzone napoletana e in quelle di altre città di mare, mentre non succede a Milano o a Torino. Ma forse questo dipende dal fatto che i milanesi sono nati ricchi, e i loro affari li hanno sulla terraferma, mentre i genovesi sono nati poveri, e i loro commerci hanno dovuto farli via mare, lontano da casa. (p. 9) *[...] Genova è anche il profumo e il sapore della [[Cucina genovese|sua cucina]]. Come quelli del [[pesto]], che facciamo a Milano o in Gallura, io e Dori, mettendoci dentro tante noci perché non sappia di menta: come capita quando il pesto lo fai lontano da Genova. Perché solo il [[basilico]] di Genova "non ne sa". (p. 10) *Mi ricordo che un giorno presi mia madre e le diedi uno spintone mandandola contro una finestra, tanto che si tagliò dappertutto, e [[Giuseppe De André|mio padre]] decise di darmi una lezione. Mi diede tante cinghiate da farmi lievitare il culo come un pandolce, poi mi chiese: «Hai niente da dire alla mamma?» Io risposi di no. Lui, per rappresaglia, prese i miei album di figurine – ne avevo cinque o sei – e me li bruciò tutti in mezzo alla stanza. Io rimasi impassibile. Lui afferrò una scarpa e mi picchiò in testa col tacco. Poi ripeté: «Hai niente da dire alla mamma?» «No», risposi. Se ne andò, avevo vinto io. (p. 20) *Usavo plettri di gomma per scimmiottare lo stile di [[Jim Hall|Jimmy Hall]], un chitarrista che produceva un suono soffice come la neve. (p. 42) *In [[Georges Brassens|Brassens]] si intrecciavano tre culture: quella mitteleuropea, col valzer, quella francese, con la giava, e quella napoletana, con la tarantella [...]. Ecco perché le mie prime canzoni vivevano su quei ritmi e su quella atmosfera. Poi mi intrigava il fatto che trattasse temi scabrosi, di grande rilevanza sociale, buttandoli via, cantandoli con una nonchalance da teatrante inglese, più che francese: perché il teatrante francese è enfatico, declamatorio, quello inglese dice cose terrificanti con una specie di indifferenza glaciale. Brassens, insomma, fu il mio grande modello anche se, avendone avuta l'occasione, ho sempre evitato di conoscerlo di persona: mi serviva troppo tenermelo come mito; se questo mito, conoscendolo, fosse crollato mi sarebbe crollato il mondo. Sicché, ho preferito immaginarmelo soltanto attraverso le sue canzoni. (p. 43) *{{NDR|Su [[Luigi Tenco]]}} Lasciamolo in pace, smettiamo di disseppellirlo. (p. 57) *{{NDR|Sui suoi carcerieri}} [...] non posso dire che mi facessero paura. Sono più portato a scrutare la vita altrui di quanto non faccia con la mia, mi attirano i perdenti, mi sentivo un soggetto osservatore, più che una vittima. Pensavo che i veri sequestrati fossero loro, che vivevano le stesse nostre scomodità per un compenso davvero misero [...]. Alle mie canzoni, a parte le più vecchie come ''Il pescatore'' o ''Bocca di rosa'', preferivano quelle di [[Francesco Guccini|Guccini]]. Una volta pregarono Dori, invano, di cantare qualche cosa per loro. Brani che scrissi dopo nacquero dalle loro riflessioni, come ''Quello che non ho'', o da storie vere che mi raccontarono, come ''Franziska''. (p. 115) *Scrivere canzoni in italiano è difficile tecnicamente, perché le esigenze della metrica ti rendono necessaria una gran quantità di parole tronche, che in italiano non ci sono, o comunque non abbondano. A questo punto ti vedi costretto, per garantire la qualità estetica del verso, a cambiare addirittura il senso di quello che vuoi dire. Invece il genovese è una lingua agile, è possibile trovare un sinonimo tronco che abbia lo stesso senso della traccia in prosa che tu hai buttato giù per poi tradurla in versi, visto che difficilmente le idee ti nascono già organizzate metricamente. È un problema che abbiamo noi italiani, mentre inglesi e francesi non l'hanno, dato che la loro lingua è molto più ricca di vocaboli tronchi, e che, scrivendo in genovese, è stato assai più facile risolvere. (p. 136) *Aspetterò domani, dopodomani e magari cent'anni ancora finché la signora Libertà e la signorina [[Anarchia]] verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni [[repubblicanesimo|repubblicane]] erano considerate utopie. E ricordandomi con orgoglio e rammarico la felice e così breve esperienza libertaria di [[Rivolta di Kronštadt|Kronstadt]], un episodio di fratellanza e di egalitarismo repentinamente preso a cannonate dal signor [[Lev Trockij|Trotzkij]]. (p. 157) *{{NDR|Sull'[[emarginazione]]}} Ti sottrae al potere e quindi al fango. Ti avvicina al punto di vista di Dio. (p. 159) ==''Sotto le ciglia chissà - I diari''== *Per quel poco che so, una lingua decade a livello di dialetto (o un dialetto assurge a dignità di lingua), soltanto per motivi storico-politici e non per motivi intrinsechi all'idioma stesso. Questo italiano, questo dialetto fiorentino che è partito come volgare, è diventato lingua aulica, bacchettona, borghesona e bigotta, attraverso la quale non si possono esprimere neanche tutti i termini del vocabolario: se dici fica, già ti espellono dall'albergo. A Genova, chiunque dica ''mussa'' e dica ''belín'' non provoca alcun scandalo. Se lo dici in italiano casca il mondo. (p. 39) *[[Genova]] ha avuto un ruolo fondamentale. Perché Genova è una città ipercritica. Se non fai ridere o non fai piangere, è meglio che smetti di fare quei mestieri lì. È una città severissima e in questo senso trovo che somigli parecchio alla Sardegna. (p. 43) *Alle 13 imbocchiamo il canale di Idra: è un'altra di quelle giornate in cui gli alberi corrono dietro ai cani. Tornare indietro è un atteggiamento che per carattere mi dà una repulsione fisica: rivedere questi cazzi di paesini è come ritornare con una donna già scopata e di cui non ti è mai fregato un cazzo (la famosa ribollita). Tornare a [[Genova]] è diverso, a Genova ritornerò volentieri perché Genova è mia moglie. (pp. 43-44) *''Che ne sai tu del mare | [[Genova|genovese]] di sto cazzo | sempre appeso alle tue tasche. | Invece il [[mare]] è femmina | e non la puoi tradire | con le sue curve azzurre | a sfruculiare le terre... | e non lo puoi capire.'' (p. 58) *I [[Dialetto|dialetti]] sono idiomi non imposti dall'autorità, ma inventati dalle etnie che hanno avuto l'urgenza di comunicare: dico l'urgenza ma in effetti hanno avuto miracoli di tempo a disposizione per inventare, per impegnarsi nell'affinare linguaggi che sempre più rassomigliassero a loro e al loro circostante. Forse non è azzardato dire che le lingue locali assomigliano un po' ai posti dove vengono parlate: così certe asperità che riscontro nell'aostano e che sembrano rispondere, fare da eco, alla durezza delle rocce delle montagne che le circondano, si addolciscono nel piemontese della grande pianura, che suona dolce come dolce suona la lingua della vicina Francia.<br>Allo stesso modo la vischiosità del [[Lingua ligure|ligure]], del genovese in particolare, non è poi tanto lontano dal ''lepego'', dalla scivolosità dei ponti delle barche e dei moli. (p. 65) *Quando un [[marinaio|navigante]] abbandona la banchina del porto della città in cui vive, arriva il momento del distacco dalla sicurezza, dalla certezza, sotto specie magari di una moglie, custode appunto del talamo nuziale, agitante un fazzoletto chiaro e lacrimato dalla riva, il distacco dal pezzetto di giardino, dall'albero del limone e, se il navigante parte da [[Genova]], sicuramente dal vaso di basilico piantato lì sul balcone, a far venire appetito agli altri, a quelli che restano, ai disertori del mare. (p. 78) *Parafrasando [[Gustave Flaubert|Flaubert]], si può dire che mentre il Padreterno a [[Genova]] ha dato il sole ed il mare, ai [[Milano|milanesi]] ha lasciato la pioggia perché avessero un argomento di conversazione, poi ci ha ripensato e gli ha dato anche la nebbia, in modo che di argomenti di conversazione ancora oggi ne abbiano due.<br>Eppure, in mezzo a questo sole e a questo azzurrissimo (si fa per dire) mare, sono capitate terribili tragedie, fra cui il relativamente recente naufragio della London Valour. (p. 80) *Era la solita madre generosa nella spettacolarità dei paesaggi obliqui e cangianti, mamma affettuosa nell'elargizione di un clima da Shangri-La, genitrice estremamente severa nei confronti di chi si fosse lasciato cogliere addormentato al ritmo del suo respiro mediterraneo, sempre tiepido.<br>Quella era la [[Genova]] da cui mi dividevo per incidente d'amore e finimmo per disparentarci. Due soggetti diversi: lei a cullare i figli rimasti a casa, i prediletti parrocchiani del lungomare domenicale o i ruvidi altercanti vestiti da principi camalli e da imprenditori porporati: io a coltivare fumose Lombardie di sconfinata femminilità. Un ex figlio stronzo e dimenticato io per lei, e lei per me un grembiulone azzurro e profumato di cui ricordare ogni tanto l'odore di maggiorana: insomma una città da rimpiangere. (pp. 83-84) *{{NDR|Su [[Cristoforo Colombo]]}} Mi pare che a [[Genova]] sia piuttosto diffuso un generale atteggiamento di stupita rassegnazione, un atteggiamento di disprezzo tipico di noi genovesi che, malgrado i luoghi comuni, siamo molto più sensibili alle critiche di ordine morale di quanto non lo siamo al luccichio delle monete. [...] Tutto ciò ha fatto ricadere sull'incolpevole e meravigliata Genova quasi l'onta di avere dato i natali ad un genio della navigazione, un uomo tendenzialmente mite che compì, negli anni della sua maturità, il grave errore di anteporre il desiderio di gloria e ricchezza a quei principî etici cui nessun uomo veramente grande dovrebbe mai venir meno, indipendentemente dal periodo storico in cui è vissuto. (pp. 97-98) *A [[Milano]] camminano tutti come topi, utilizzando in tempi brevissimi spazi ridottissimi; a [[Tempio Pausania|Tempio]] succede l'esatto contrario: abbiamo tutti un passo da grandi distanze e da scarse preoccupazioni; gli spazi sono ancora enormi ed i tempi di realizzazione di molti progetti possono considerarsi addirittura «tempi geologici». [[Genova]], da questo punto di vista, rappresenta un'invidiabile via di mezzo. (p. 131) *[[Genova]] sta a [[Milano]] come grossomodo l'Italia sta alla Germania. Le popolazioni infreddolite hanno sempre fatto di tutto per venire a pisciare nei nostri mari le loro nebbie invernali. (p. 132) {{NDR|[[proporzioni|proporzione]]}} *[[Genova]] è stata una palestra in cui mi sono esercitato a vivere e quindi, grazie anche alle culture limitrofe, a pensare, a scrivere e a suonare. (p. 135) *''E sulla tua [[Genova]] sepolta | non una manciata di terra ma | una cascata di foglie secche | con la faccia di Marx. | Nella tua solitudine piena di facce | di bambini e soldati | ti sei mai chiesto | perché sfidare il mare?'' (p. 136) *Indipendentemente dal gioco e dal risultato difficilmente direi che la partita ha tutte le caratteristiche della vecchia lotta di classe: un Genoa proletario contro un Milan plutocrate e pluridecorato. (p. 212) *Il [[Lingua ligure|genovese]] sembra la lingua creata per le canzoni come l'[[Lingua ebraica|ebraico]] quella delle profezie. (p. 234) ==''Una goccia di splendore''== *Sono le persone che creano i problemi che non cambiano. *Se i cosiddetti "migliori" di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po' vivremmo in un mondo infinitamente migliore. *Le vere domande e le vere risposte non sono fatte di parole: sono fatte di azioni, di gesti, di atti, di opere in cui possono anche essere compresse le parole. Eppure ogni cosa fatta in qualche modo la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia. *È molto più difficile essere capiti facendo del [[bene e male|bene]] che del [[bene e male|male]]. *La [[sinistra]] non deve dare ai vecchi un "passato", ma un futuro. *Il capitalismo non può essere democratico. *[[Anarchia|Anarchismo]] possibile in un nuovo sistema dei bisogni, finalmente liberato dalla necessità. Purtroppo le necessità esistono ancora. *Agli estorsori di consensi convengono i [[disagio|disagi]] sociali degli uomini: gli uomini disagiati, senza lavoro, senza soldi, sono facilmente orientabili, sono facilissime fonti di consensi (anche elettorali). *{{NDR|Alla domanda "''Il denaro la attrae, signor De André?''" di un giornalista}} Sì, sono io che non sono mai riuscito ad attrarre lui. *Cosa farò dei soldi di questo disco? Non so se spenderli nel farmi tirare la faccia per sembrare più giovane, o se usarli per concedermi il tempo di scrivere qualcosa di serio, per sembrare più vecchio. *La storia la scrive chi vince. *Non è mai stata scritta una storia della pace. *Perché non c'è mai stato uno [[scrittore]] come ministro della cultura? *La [[televisione]] è come la storia: c'è chi la fa e chi la subisce. *Certe volte mi chiedo se noi che cantiamo insieme al pubblico non siamo rimasti per caso un "club" di signorine romantiche che giocano a "palla a mano" fra le mura di un giardino di melograni mentre fuori la gente si sbrana. *Non chiedete a uno [[scrittore]] di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volervelo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera. *Perché [[scrittura|scrivo]]? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O Anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile. *La musica non è simbolica. La musica rappresenta se stessa. È un fenomeno protomentale, anticipa la ragione. Evoca, ma non simbolicamente. *Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un'antinomia radicale. Esiste, semmai, l'esigenza formale di volgarizzare quella poesia, nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto. Tutto ciò con l'aiuto della magia della musica, che rimane l'unico linguaggio universale che io conosca. *Gli [[artista|artisti]], maledizione! Un intellettuale integrato, poverino, io lo capisco: è uno che legge dentro le righe e capisce quello che succede molto più degli altri. Capisco che se non è artista, se non riesce a trasformare quello che capisce in qualcosa d'altro che arriva ancora meglio, deve integrarsi: l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo! *Il cuore del [[marinaio]] è sempre all'asciutto, a scaldarsi intorno al fuoco. Il marinaio non ama il mare: ci lavora e lo teme. Sogna di avere sempre la terra sotto i piedi, ricorda gli aromi, i volti e i sapori di casa. *Mi comperai la vita con i canti e i sorrisi. *Non essendo padrone che di una piccola arte spesso dovetti cambiarla con il cibo. *Noi {{NDR|artisti}} siamo dei venditori. Bisogna vedere se siamo abbastanza onesti da vendere carne fresca oppure carne marcia. *Raramente un artista è stato un eroe. Più spesso vive isolato e come timidissimo coniglio. *Non aver casa vuol dire avere la cultura della strada, per capire il cielo e le nuvole, per conoscere le erbe e i frutti, per guidare il carretto o la macchina, per farsi obbedire dal cavallo ed evitare i poliziotti. Scrivere comporta tempo, anche per le chiacchiere di un concerto. Ma è meglio non scrivere una frase intera piuttosto che togliere una sola parola che dia il senso a una frase. *[[Gli uomini si dividono in due categorie]]: quelli che [[pensare|pensano]] e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. *I finali eclatanti a strappare l'applauso di solito me li riservo per le canzoni. *Quando non hai nessuna possibilità di decidere del tuo destino, ti metti nelle mani di qualcuno che, in quel momento, speri che esista. E così ti arrendi alla tentazione della preghiera: non una preghiera tua, che forse non ne sei capace, ma una di quelle che ti hanno insegnato da bambino e che, magari, ti ricordi ancora a memoria. *La cosa peggiore quando stai per morire è sapere che hai una possibilità di salvarti. *Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo. *La [[solitudine]] (il [[silenzio]], suo stretto parente, bisogna imparare ad ascoltarlo. Il silenzio non esiste) non esiste; nel senso che la solitudine non consiste nello stare soli, ma piuttosto nel non sapersi tenere compagnia. Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere ad altri. Ecco perché si può essere soli in mezzo a mille persone, ecco anche perché ci si può trovare in compagnia di se stessi ed essere felici (per esempio ascoltando il silenzio, stretto parente della solitudine). Ma il silenzio vero non esiste, come non esiste la vera solitudine. Basta abbandonarsi alle voci dell'[[Universo]]. *Attraverso l'esercizio della solitudine si coltiva la [[dignità]]: trovo estremamente più dignitoso chiedere l'[[elemosina]] che fare le scarpe al proprio collega in ufficio. *Il cancro e l'[[AIDS]] sono bestie educate: mangiano una ben misera razione di carne rispetto a quella che hai mangiato tu e non ti lasciano solo come tu tenti di fare con loro. *Se credessi in Dio, crederei che la vita ci prometta un celestiale [[dessert]] dopo un orribile [[pasto]]. ==Citazioni su Fabrizio De André== *Aveva appena scritto ''Preghiera in gennaio'', in una notte. Volevo sapere come gli veniva l'ispirazione, mi raccontò che di giorno dormiva e di notte usciva e ascoltava i rumori della campagna. ([[Luigi Riva]]) *Ci siamo conosciuti perché era reciproca la curiosità. Capitò a Bologna, sarà stato il '66 [...] Addirittura avevamo pensato di fare, se non una tournée, un concerto assieme. Sarebbe stato "epocale" (si fa per dire, insomma). E poi per vari motivi non se n'è mai fatto niente. Lui disse anche: «...Sì, mi piacerebbe moltissimo eccetera, ma poi tu parli tanto, io invece non dico mai niente, non vorrei fare brutta figura...» Lui non diceva mai niente durante gli spettacoli. ([[Francesco Guccini]]) *Come diceva Fabrizio, una canzone può anche non servire, ma conviene sempre scriverla. ([[Cristiano De André]]) *Cosa ricordo più di mio padre? La sua ostinazione cui si contrapponeva la mia voglia di fargli dispetto. Avevamo solo ventitré anni di differenza. ([[Cristiano De André]]) *Doveva essere un bel "cazzaro". Te lo immagini a cena con il suo amico [[Paolo Villaggio|Villaggio]]? Non so cosa avrei dato per esserci. ([[Fiorello]]) *È stato un incontro devastante. Ho sentito per la prima volta a 16 anni ''Tutti morimmo a stento'' e rimasi folgorata, mi fece entrare nell'età adulta. De Andrè mi ha cambiato la vita, mi ha mostrato l'altra faccia della medaglia che io non conoscevo. Con lui ho scoperto che esistevano i diseredati, gli esclusi, la droga e le prostitute. Tutto quello che c'è dall'altra parte della luna. Mi ha insegnato che tutti possiamo sbagliare nella vita. Possiamo essere Bocca di rosa e Marinella. Non dobbiamo metterci sul pulpito e giudicare nessuno. È stato un maestro. ([[Fiorella Mannoia]]) *Fabrizio è tra i grandi poeti del rock, anzi per me è un santo. ([[Wim Wenders]]) *Fabrizio De André è uno chansonnier, e lo è nel senso più vero: il senso in cui la poesia, il testo letterario e la musica convivono necessariamente. ([[Mario Luzi]]) *Fabrizio è di tutti. ([[Dori Ghezzi]]) *Fabrizio era un uomo generoso e bellicoso, facile da amare e difficilissimo da andarci d'accordo. Uno dei ricordi più belli che conservo di lui è quando andammo all'Idroscalo di Milano sulle montagne russe del Luna Park, insieme a Dori: scendemmo felici e ubriachi con lo stomaco in bocca e andammo a finire la serata chissà dove. ([[Francesco De Gregori]]) *Fabrizio lo conoscevo bene, ci siamo sempre stimati, anche se frequentavamo ambienti molto diversi. Lui era figlio di uno degli uomini più ricchi di Genova, io di uno dei più poveri. Non c'è mai stato modo di fare qualcosa insieme. [...] Anche se musicalmente c'è troppo Brassens per chi Brassens lo conosce, credo che ''La buona novella'' sia il disco più bello mai fatto in Italia. ([[Angelo Branduardi]]) *Giornate intere di bonaccia, calma quasi piatta, e poi improvvise scosse elettriche con rincorse verso l'alto o verso il basso. In alto lo spirito filosofico e in basso il fondo dei garbugli umani. Secondo l'umore, secondo la giornata. Troppo terribilmente intelligente per definirlo un buono. Ma quest'ultimo era il Fabrizio che preferivo. ([[Ivano Fossati]]) *I miei vangeli sono cinque: Matteo, Marco, Luca, Giovanni e... Fabrizio.<br />Oltre ai quattro testi "canonici", ho da sempre un quinto evangelo, quello secondo De André. È la mia Buona Novella laica. Scandalizza i benpensanti, ma è l'eco delle parole dell'uomo di Nazareth che, ne sono certo, affascinò il mio amico Fabrizio. ([[Andrea Gallo]]) *[I]o associo la voce di Fabrizio a un vuoto che gli si fa intorno: lui chiede spazio e chiede tempo, prima di tutto col timbro della voce, con il modo con il quale scandisce le parole. Non si poteva ascoltarlo se non mettendo quella voce su una specie di ara, attorno alla quale non potevi far altro che dare un ascolto totale alle sue parole. ([[Michele Serra]]) *La forza dei veri artisti si vede anche dalla fortuna di dare piacere e fare compagnia anche dopo che se ne sono andati. In Italia è accaduto solo per De André e [[Giorgio Gaber|Gaber]], attorno ai quali ci si ritrova in tanti, senza mai meravigliarsi che nel novero degli amici ci siano persone estremamente difformi per idee politiche e calibro culturale, senza nessuna necessità di dover giustificare differenti punti di partenza. ([[Michele Serra]]) *La memoria di Fabrizio ha diritto oggi a qualcosa di diverso, ne sono più che convinto. Merita più delle agiografie, delle biografie, delle scontate raccolte di canzoni rimasterizzate e reimpacchettate. Merita soprattutto di sfuggire all'aneddotica prêt à porter cui vengono fatalmente adattate le figure dei grandi artisti quando non sono più in grado di confutare o di precisare. Quando gli amici, i compagni di strada, quelli che sanno, che hanno visto, quelli che c'erano, si moltiplicano a dismisura. ([[Ivano Fossati]]) *Nel corso della mia carriera mi sono confrontato sin dall'inizio con i repertori altrui. Perché trovo ci sia molto da imparare, specie da maestri del calibro di Fabrizio De André e Giorgio Gaber. Rileggere le loro opere non significa solo condividere qualcosa che si trova esteticamente valido, ma anche dell'arte che si considera fondamentale da un punto di vista etico. [...] Perché parliamo di autori che hanno messo spessore in quanto hanno fatto, hanno speso idee, hanno formulato proposte interessanti anche politicamente, ideologicamente, filosoficamente. ([[Morgan (cantante)|Morgan]]) *Oggigiorno la superficialità globalizzata tocca anche l'arte e la musica. Uno come Fabrizio De André, secondo questa logica, diventa un simbolo più da esporre che da capire. ([[Marco Rizzo]]) *Questo è il punto: lui era l'unico poeta della canzone d'autore. Gli altri, me compreso, con l'eccezione forse di [[Francesco Guccini|Guccini]], sono bravi, non poeti. E i suoi testi sono gli unici che reggono anche senza musica. [...] Non è assolutamente per tutti. Il suo era un elitarismo culturale. Aveva il fisico e la testa del [[poeta]]. Non aveva bisogno di mettersi in una torre d'avorio: in quella torre ci era nato. ([[Roberto Vecchioni]]) *Se non avessi conosciuto le canzoni di Fabrizio, non avrei mai cominciato a scrivere le mie. ([[Francesco De Gregori]]) *Si dice che Fabrizio sia il [[Bob Dylan|Dylan]] italiano, perché non dire che Dylan è il Fabrizio americano? ([[Fernanda Pivano]]) *{{NDR|Confrontando De André con Giorgio Gaber}} Si sente insomma che Gaber era attore: viveva quanto cantava mettendo in gioco una carica emotiva che in De André non c'è. De André rimane neutrale, racconta, quasi non interpreta. Dipende molto anche dalle diverse dinamiche del loro canto: quella di Fabrizio era monocorde, e questo implica che ascoltarlo sia quasi come leggere un testo scritto. Quanto lui canta ti arriva in sé: come se - paradossalmente - non ci fosse chi te lo sta passando. Gaber invece è il contrario. Si avverte quanto egli metta in gioco il suo essere umano. Prende il tema e lo racconta dal suo punto di vista, ti dà una vera interpretazione. Però avevano in comune una caratteristica bellissima: non hanno mai sposato una parte politica. Hanno costruito un pensiero libero, da anarchici libertari, direi. Che poi declinavano musicalmente in modo, anche qui, diversissimo: De André con i due riferimenti della canzone medievale, all'inizio della carriera, e poi della canzone etnica; Gaber in modo molto più ampio. [...] Confrontarsi con loro è insomma interessante da ogni punto di vista, oltre che necessario. Il problema è che se mi chiedete quale eredità hanno lasciato ai cantautori di oggi, io temo di dover rispondere che gli artisti della mia generazione non hanno imparato niente da loro. ([[Morgan]]) *Una delle grandi qualità di Fabrizio è che non è mai stato moralista, non ha mai apprezzato il perbenismo e ha sempre cercato di capire le debolezze umane. E poi la pietas umana, che era per lui un elemento essenziale per conoscere il prossimo, e che è sempre stata al centro della sua poetica. Fabrizio è anche stato sempre molto coerente. ([[Dori Ghezzi]]) ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Fabrizio De André, ''Sotto le ciglia chissà. I diari'', Mondadori, Milano, 2016. ISBN 978-88-04-65821-4 *Fabrizio De André, ''Una goccia di splendore. {{small|Un'autobiografia per parole e immagini}}'', a cura di [[Guido Harari]], Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-17-01166-2 *[[Roberto Cotroneo]] (a cura di), ''Come un'anomalia'', in ''Parole e canzoni'', Einaudi, Torino, 1999. ISBN 88-06-15306-4 *Cesare G. Romana (a cura di), ''Amico fragile. {{small|Fabrizio De André}}'', Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 88-200-1214-6 *Patrizia Traverso e Stefano Tettamanti, ''Genova è mia moglie. La città di Fabrizio De André'', Rizzoli, Milano, 2017. ISBN 978-88-17-09802-1 *Luigi Viva, ''Non per un dio ma nemmeno per gioco. Vita di Fabrizio De André'', Feltrinelli, Milano, 2004. ISBN 88-07-81580-X ==Voci correlate== *[[Cristiano De André]] *[[Dori Ghezzi]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Tutto Fabrizio De André||(1966)}} {{Pedia|Volume I (Fabrizio De André)|''Volume I''|(1967)}} {{Pedia|Tutti morimmo a stento||(1968)}} {{Pedia|Volume III||(1968)}} {{Pedia|La buona novella||(1970)}} {{Pedia|Non al denaro non all'amore né al cielo||(1971)}} {{Pedia|Storia di un impiegato||(1973)}} {{Pedia|Canzoni (Fabrizio De André)|''Canzoni''|(1974)}} {{Pedia|Volume 8||(1975)}} {{Pedia|Rimini (Fabrizio De André)|''Rimini''|(1978)}} {{Pedia|Fabrizio De André (1981)|''Fabrizio De André''|(1981)}} {{Pedia|Crêuza de mä||(1984)}} {{Pedia|Le nuvole (album)|''Le nuvole''|(1990)}} {{Pedia|Anime salve||(1996)}} {{vetrina|13|febbraio|2011|cantautori}} {{DEFAULTSORT:De André, Fabrizio}} [[Categoria:Anarchici italiani]] [[Categoria:Cantautori italiani]] szgl428v740k7qs4uhuxq0oy9qa3ly6 Giovanni Raboni 0 23248 1413554 1388355 2026-05-15T16:43:30Z ~2026-29304-84 107160 /* Citazioni di Giovanni Raboni */ 1413554 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Paolo Steffan - Ritratto di Giovanni Raboni.jpg|thumb|Giovanni Raboni in un ritratto di Paolo Steffan]] '''Giovanni Raboni''' (1932 – 2004), poeta, scrittore e giornalista italiano. ==Citazioni di Giovanni Raboni== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''Il pianeta irritabile'' di [[Paolo Volponi]]}} Capovolgendo totalmente il messaggio "storico" della fantascienza, Volponi non vuole ammonire o mettere in guardia i suoi lettori contro le conseguenze della dissipazione ecologica e il fatale approssimarsi della catastrofe; al contrario, sembra assaporarne in anticipo le delizie, abbandonandosi con i sensi e la fantasia a una sorta di dilagante, contagiosa ilarità.<ref>Da ''La Stampa – Tuttolibri'', 27 maggio 1978.</ref> *Che cosa, in effetti, può trattenere un essere umano da un gesto di solidarietà che, oltretutto, non "costa" nulla, visto che ciò che viene donato non ha più, per il [[trapianto|donatore]], alcuna utilità? Ho formulato apposta la domanda in un modo così semplicistico e brutale per suggerire che la risposta – non dico la giustificazione – è da cercare su un piano che non è né quello della conoscenza razionale né, tantomeno, quello del buon senso. A nessuno di noi, credenti o non credenti, è estraneo il sogno della resurrezione dei corpi: un sogno che non riguarda tanto il nostro, di corpo (del quale, del resto, è difficile se non impossibile immaginare la non – più – esistenza), quanto quello delle persone che abbiamo amato e che non ci sono più. Fra credenti e non credenti c'è, in questo, una sola anche se, certamente, essenziale differenza: che ciò che per i secondi è un sogno, per i primi è una speranza o, almeno, la volontà di una speranza. E io credo che da questo sogno o da questa speranza discenda il desiderio struggente di "salvare" non, ripeto, il proprio corpo, ma quello dei propri cari appena scomparsi, di difenderne l'integrità, di sentire come un ulteriore strazio, come un'ulteriore separazione, come un'ulteriore perdita il fatto che esso venga immediatamente – e, come la scienza e la tecnica esigono, a morte cerebrale accertata, ma a cuore ancora battente – lacerato, diminuito, privato di sé.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/aprile/01/TRAPIANTI_COSCIENZA_co_0_0004012997.shtml Trapianti e coscienza]'', ''Corriere della Sera'', 1 aprile 2000, p. 11.</ref> *Il messaggio del [[Romanticismo]] si è, nella coscienza collettiva, talmente affievolito o degradato da sopravvivere soltanto, ormai, come un equivoco lessicale? Oppure, al contrario, la dilagante fortuna di quest'uso confusamente metaforico dell'aggettivo è la prova d'una sotterranea ma tenace vitalità del sostantivo?<ref>Citato in ''Corriere della sera'', 11 febbraio 2001.</ref> *''Il teatro di Sabbath'' {{NDR|di [[Philip Roth]]}}, grandioso romanzo sulla vecchiaia e sull'impotenza, rivela una potenza immaginativa trascinante. Impossibile dimenticare l'ossessione sessuale del marionettista Sabbath, la sua estremistica volontà di sfidare la morte sempre più immergendosi nella vita, in essa sprofondando.<ref>Citato in ''Corriere della sera'', 27 luglio 1997.</ref> *{{NDR|A proposito della bufera sul ''Premio Viareggio'' che lo vide coinvolto in qualità di giudice}} Il fatto è che a me piacciono le riunioni dove ognuno esprime la propria opinione e la porta fino in fondo, non quelle che si risolvono in una selezione fatta per gruppi o fazioni.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 30 agosto 1997.</ref> *Il cinema di [[Nanni Moretti|Moretti]] è per me una sorta di paradigma di ciò che il cinema non deve essere. Non amo il suo minimalismo, il suo frammentismo, il suo autobiografismo; detesto la sua studiata (ma non per questo meno deprimente) sciatteria formale, il suo rimanere (non m'importa quanto voluto) al di qua, al di sotto di qualsiasi sintassi e di qualsiasi metafora.<ref>Da ''Sette - Corriere della Sera'', 23 aprile 1998, p. 43.</ref> *Una stroncatura, pur che abbia un minimo di fondamento, serve alla buona salute della letteratura cento volte di più, non solo del silenzio, ma anche di un elogio infondato.<ref>Dall'intervista di Walter Veltroni, ''Corriere della sera'', 4 settembre 1998; poi in ''[https://books.google.it/books?id=isCmDwAAQBAJ Meglio star zitti?]'', Mondadori, 2019. ISBN 9788852096969</ref> *Critico rigoroso e al tempo stesso inventivo, capace di grandi immagini suggestive che fanno pensare a colui che per molti aspetti può essere considerato il suo predecessore, [[Giacomo Debenedetti]], [[Luigi Baldacci|Baldacci]] lascia un' eredità di cui ancora dobbiamo valutare fino in fondo l'importanza e che risulterà indispensabile per la comprensione della letteratura negli ultimi decenni.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 27 luglio 2002.</ref> *La [[vita]] è questa cosa, la cosa in cui si sta, in cui non si può non continuare a stare anche quando teoricamente la vita finisce.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 18 ottobre 2005.</ref> *Come dai romanzi-poemi di [[Samuel Beckett|Beckett]] (altro scrittore che mi sembra non del tutto estraneo, sebbene in una particolarissima accezione, al mondo espressivo di Cattafi) anche dalle poesie di [[Bartolo Cattafi|Cattafi]] è completamente assente una normale nozione del tempo. Tutto vi si svolge nello stesso momento e tutto, d'altra parte, si direbbe che continui a svolgersi da secoli. Questo forma un contrasto molto curioso e molto suggestivo con la «precisione» di Cattafi, evidente nel suo linguaggio così terso, appropriato e scandito.<ref name=marcor>Citato in ''Corriere della sera'', 12 marzo 2009.</ref> *Se ci affidiamo all' orecchio e solo all' orecchio certe poesie di [[Bartolo Cattafi|Cattafi]] ci sembrano dei veri e propri epigrammi: preparazione cauta e insieme rapida e poi lo scatto bruciante, il veleno.<ref name=marcor/> *{{NDR|Come si incomincia scrivere una poesia}} È un'esigenza che nasce, io credo, da un desiderio di emulazione. Si leggono poeti che si ammirano da ragazzi, da adolescenti, e si vuole essere come loro [...]. Naturalmente, a monte, c'è una qualche ferita, perché io credo che se uno fosse perfettamente felice e in pace con se stesso non gli verrebbe in mente di scrivere poesie.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 8 settembre 2009.</ref> ===Senza data=== *Mi è capitato spesso di pensare che dai futuri studiosi di letteratura il nostro tempo verrà ricordato, con grave e (speriamo) compassionevole stupore, come quello in cui si è potuto credere che [[Jorge Luis Borges]] fosse un grande scrittore.<ref>Da ''I bei tempi dei brutti libri'', Transeuropa, 1988.</ref> *Bilanci di fine anno. Sono stato a lungo incerto se includere o non includere ''[[Umberto Eco#Il pendolo di Foucalt|Il pendolo di Foucault]]'' fra i libri più brutti letti nel corso dell'88. A farmi decidere per il no è stata la convinzione che non può essere brutto un libro che in nessun caso avrebbe potuto essere bello. Il bello, in letteratura, è una sorta di utilità marginale: nasce, se nasce, dal sovrappiù di senso che lo stile riesce a strappare al di là della realizzazione del progetto. E basta aprire il secondo romanzo di Eco per accorgersi che non vi spira alito di stile, che il motorino della scrittura ce la fa appena a smuovere la carretta dell'intreccio con il suo greve carico erudito. ''Il pendolo di Foucault'' può assomigliare a tutto – a un'inchiesta dell'"Espresso", a un'enciclopedia tascabile, a un'annata della "Settimana enigmistica", al "papiro" di una matricola – tranne che al libro di uno scrittore. Sotto il profilo letterario Eco va assolto per non aver commesso il fatto.<ref>Da ''Devozioni perverse'', Rizzoli, 1994.</ref> *Credo proprio che i lettori italiani, intenti come sono a contemplare le eleganti volute di fumo che Kundera riesce a sprigionare dalle ceneri del romanzo mitteleuropeo o, peggio ancora, a farsi deliziare dai suoi aforismi da Scettico Blu, non troveranno né tempo né cuore per rendere giustizia a un exploit come quello di [[Don DeLillo]], che nelle cinquecento pagine di ''Libra'' rivive e ci fa rivivere una delle grandi tragedie storiche del secolo, l'assassinio del presidente Kennedy. Peggio per loro. A parte la grandiosa accuratezza della ricostruzione e l'interesse della tesi politica (DeLillo è convinto che nel progetto originario della CIA, modificatosi poi strada facendo su "ispirazione" della United Fruit e di altri potentati economici, Kennedy dovesse uscire illeso dall'attentato, la cui paternità sarebbe stata attribuita a Fidel Castro per rilanciare in grande stile l'offensiva contro Cuba), il libro riflette come pochissimi altri in questi anni l'idea, per me fondamentale, che compito supremo di un romanzo non sia tanto formare con la scrittura una metafora della realtà, quanto riuscire a fare della realtà una nuova metafora romanzesca.<ref>Da ''L'Europeo'', 1990; poi in ''Devozioni perverse'', Rizzoli, 1994.</ref> *Quanto poi a infastidirsi, l'unico che ne avrebbe un buon motivo è lo stesso [[Gesualdo Bufalino|Bufalino]], se la contemplazione simultanea di tutti i suoi romanzi, racconti, saggi, elzeviri e poesie rende ancora più lampante la discrepanza fra le pretese di portentosità della sua scrittura e la timorata, inoffensiva ovvietà della sua immaginazione e del suo pensiero. Alla luce di quanto l'ha seguita, anche la ''Diceria dell'untore'' si rivela sempre più nitidamente per quello che è, un trucco, una sorta di montaggio fotografico: Serenus Zeitblom travestito da Adrian Leverkuhn, un professore di liceo alla Francesco Chiesa (o, volendo largheggiare, alla Panzini) che si atteggia a grande decadente e fa, per impressionarci, ferocissime smorfie d'agonia.<ref>Da ''Contraddetti'', Scheiwiller, 1998, p. 13. ISBN 88-7644-249-9</ref> *{{NDR|su [[Maria Cumani Quasimodo]]}} La lunga storia di amore e di sacrificio che ha legato l'autrice a uno dei più famosi poeti del nostro tempo – di cui qui sono fittissime le impronte o più propriamente le ombre, le proiezioni interiori – è stata vissuta dalla Cumani alla pari, almeno alla pari con il suo partner non solo quanto a intensità emotiva, ma anche (ciò che più c'importa e ci coinvolge come testimoni muti, come ascoltatori) per la capacità di interrogare a nome di tutti, d'inondare eroicamente e dolorosamente di luce il grande mistero dei sentimenti.<ref>Citato in Maria Cumani Quasimodo, ''«O forse tutto non è stato»'', Nicolodi, Rovereto (TN), 2003, p. 9. ISBN 88-8447-064-1</ref> *Quel grande, enigmatico contenitore di singolarità e separatezze che è la [[Sicilia]]. <ref>Citato in Salvatore Settis, ''[https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/AEZ4SbB Leonardo Sciascia e la «doppiezza» delle parole nella sua Sicilia]'', ''ilsole24ore.com'', 11 maggio 2021.</ref> {{Int|''Stanze per la musica di Adriano Guarnieri''|in ''Quare tristis'', a cura di [[Andrea Cortellessa]], Mondadori, 1998, in ''Poesia'', anno XII, n. 126, marzo 1999, Crocetti Editore.|h=2}} *''E pensare che la guerra | è finita che avevo tredici anni, | poi c'è stata, lo sappiamo, la pace''. *''Eroi dispersi, non più o non ancora | mio reggimento oltre il reticolato | della luce, con che povero fiato | mi chiamate, con quanta pena affiorano | dal vocio del vento che le divora | o le ammucchia come foglie sul lato | dell'ombra le voci che ho tanto amato! '' *''L'oro – be', quello si sapeva: oro | alla patria. Ma il ferro! Cancellate | intere portate via a camionate | per farne, dicevano, qualche loro | cannone! '' *''Stare coi morti, preferire i morti | ai vivi, che indecenza! Acqua passata''. ==Citazioni su Giovanni Raboni== *[[Critico|Critici]] militanti per eccellenza sono stati [[Luigi Baldacci]] e Giovanni Raboni che nel suo ''I bei tempi dei brutti libri'', giocava sui parallelismi, su coppie di autori da mettere in contrapposizione e tra cui fare una scelta. ([[Massimo Onofri]]) *L'ultimo Raboni presenta [...] se stesso e le proprie parvenze come "spoglie del futuro". ([[Andrea Cortellessa]]) *La sua poesia si fa, con gli anni, sempre più corposa e densa di visività (in parallelo, magari, a un crescente interesse per le arti: che sarebbe materia per altre ricerche) ([[Andrea Cortellessa]]) *Uomo antiretorico, Giovanni Raboni è un poeta di poche epigrafi. Quelle dei suoi libri, allora, vanno lette attentamente. ([[Andrea Cortellessa]]) *Lei è un caro figliolo, tale la poesia, tale la lettera. Ciò che Lei mi dice è all'altezza della sua ispirazione, vera e profonda: e dei doni che Lei ha ricevuto [...]. Li custodisca, figliolo caro, con la virtù, con lo studio, e con l' amore intenso che Lei ha per la verità. ([[Carlo Betocchi]]) *Tutto quel che mi ha detto è stato oro. Perdìo, e bisognava arrivare alla mia età per trovare un aiuto, un consiglio vero, come quelli che lei mi ha dato. E poi la mia vanità era soddisfatta; colavo sugo da tutte le parti. ([[Franco Fortini]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Raboni, Giovanni}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 8imio1ru3j2xaign3apueo9uzhszz4p 1413557 1413554 2026-05-15T18:01:20Z Udiki 86035 1413557 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Paolo Steffan - Ritratto di Giovanni Raboni.jpg|thumb|Giovanni Raboni in un ritratto di Paolo Steffan]] '''Giovanni Raboni''' (1932 – 2004), poeta, scrittore e giornalista italiano. ==Citazioni di Giovanni Raboni== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''Il pianeta irritabile'' di [[Paolo Volponi]]}} Capovolgendo totalmente il messaggio "storico" della fantascienza, Volponi non vuole ammonire o mettere in guardia i suoi lettori contro le conseguenze della dissipazione ecologica e il fatale approssimarsi della catastrofe; al contrario, sembra assaporarne in anticipo le delizie, abbandonandosi con i sensi e la fantasia a una sorta di dilagante, contagiosa ilarità.<ref>Da ''La Stampa – Tuttolibri'', 27 maggio 1978.</ref> *Che cosa, in effetti, può trattenere un essere umano da un gesto di solidarietà che, oltretutto, non "costa" nulla, visto che ciò che viene donato non ha più, per il [[trapianto|donatore]], alcuna utilità? Ho formulato apposta la domanda in un modo così semplicistico e brutale per suggerire che la risposta – non dico la giustificazione – è da cercare su un piano che non è né quello della conoscenza razionale né, tantomeno, quello del buon senso. A nessuno di noi, credenti o non credenti, è estraneo il sogno della resurrezione dei corpi: un sogno che non riguarda tanto il nostro, di corpo (del quale, del resto, è difficile se non impossibile immaginare la non – più – esistenza), quanto quello delle persone che abbiamo amato e che non ci sono più. Fra credenti e non credenti c'è, in questo, una sola anche se, certamente, essenziale differenza: che ciò che per i secondi è un sogno, per i primi è una speranza o, almeno, la volontà di una speranza. E io credo che da questo sogno o da questa speranza discenda il desiderio struggente di "salvare" non, ripeto, il proprio corpo, ma quello dei propri cari appena scomparsi, di difenderne l'integrità, di sentire come un ulteriore strazio, come un'ulteriore separazione, come un'ulteriore perdita il fatto che esso venga immediatamente – e, come la scienza e la tecnica esigono, a morte cerebrale accertata, ma a cuore ancora battente – lacerato, diminuito, privato di sé.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2000/aprile/01/TRAPIANTI_COSCIENZA_co_0_0004012997.shtml Trapianti e coscienza]'', ''Corriere della Sera'', 1 aprile 2000, p. 11.</ref> *Il messaggio del [[Romanticismo]] si è, nella coscienza collettiva, talmente affievolito o degradato da sopravvivere soltanto, ormai, come un equivoco lessicale? Oppure, al contrario, la dilagante fortuna di quest'uso confusamente metaforico dell'aggettivo è la prova d'una sotterranea ma tenace vitalità del sostantivo?<ref>Citato in ''Corriere della sera'', 11 febbraio 2001.</ref> *''Il teatro di Sabbath'' {{NDR|di [[Philip Roth]]}}, grandioso romanzo sulla vecchiaia e sull'impotenza, rivela una potenza immaginativa trascinante. Impossibile dimenticare l'ossessione sessuale del marionettista Sabbath, la sua estremistica volontà di sfidare la morte sempre più immergendosi nella vita, in essa sprofondando.<ref>Citato in ''Corriere della sera'', 27 luglio 1997.</ref> *{{NDR|A proposito della bufera sul ''Premio Viareggio'' che lo vide coinvolto in qualità di giudice}} Il fatto è che a me piacciono le riunioni dove ognuno esprime la propria opinione e la porta fino in fondo, non quelle che si risolvono in una selezione fatta per gruppi o fazioni.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 30 agosto 1997.</ref> *Il cinema di [[Nanni Moretti|Moretti]] è per me una sorta di paradigma di ciò che il cinema non deve essere. Non amo il suo minimalismo, il suo frammentismo, il suo autobiografismo; detesto la sua studiata (ma non per questo meno deprimente) sciatteria formale, il suo rimanere (non m'importa quanto voluto) al di qua, al di sotto di qualsiasi sintassi e di qualsiasi metafora.<ref>Da ''Sette - Corriere della Sera'', 23 aprile 1998, p. 43.</ref> *Una [[stroncatura]], pur che abbia un minimo di fondamento, serve alla buona salute della letteratura cento volte di più, non solo del silenzio, ma anche di un elogio infondato.<ref>Dall'intervista di Walter Veltroni, ''Corriere della sera'', 4 settembre 1998; poi in ''[https://books.google.it/books?id=isCmDwAAQBAJ Meglio star zitti?]'', Mondadori, 2019. ISBN 9788852096969</ref> *Critico rigoroso e al tempo stesso inventivo, capace di grandi immagini suggestive che fanno pensare a colui che per molti aspetti può essere considerato il suo predecessore, [[Giacomo Debenedetti]], [[Luigi Baldacci|Baldacci]] lascia un' eredità di cui ancora dobbiamo valutare fino in fondo l'importanza e che risulterà indispensabile per la comprensione della letteratura negli ultimi decenni.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 27 luglio 2002.</ref> *La [[vita]] è questa cosa, la cosa in cui si sta, in cui non si può non continuare a stare anche quando teoricamente la vita finisce.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 18 ottobre 2005.</ref> *Come dai romanzi-poemi di [[Samuel Beckett|Beckett]] (altro scrittore che mi sembra non del tutto estraneo, sebbene in una particolarissima accezione, al mondo espressivo di Cattafi) anche dalle poesie di [[Bartolo Cattafi|Cattafi]] è completamente assente una normale nozione del tempo. Tutto vi si svolge nello stesso momento e tutto, d'altra parte, si direbbe che continui a svolgersi da secoli. Questo forma un contrasto molto curioso e molto suggestivo con la «precisione» di Cattafi, evidente nel suo linguaggio così terso, appropriato e scandito.<ref name=marcor>Citato in ''Corriere della sera'', 12 marzo 2009.</ref> *Se ci affidiamo all' orecchio e solo all' orecchio certe poesie di [[Bartolo Cattafi|Cattafi]] ci sembrano dei veri e propri epigrammi: preparazione cauta e insieme rapida e poi lo scatto bruciante, il veleno.<ref name=marcor/> *{{NDR|Come si incomincia scrivere una poesia}} È un'esigenza che nasce, io credo, da un desiderio di emulazione. Si leggono poeti che si ammirano da ragazzi, da adolescenti, e si vuole essere come loro [...]. Naturalmente, a monte, c'è una qualche ferita, perché io credo che se uno fosse perfettamente felice e in pace con se stesso non gli verrebbe in mente di scrivere poesie.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 8 settembre 2009.</ref> ===Senza data=== *Mi è capitato spesso di pensare che dai futuri studiosi di letteratura il nostro tempo verrà ricordato, con grave e (speriamo) compassionevole stupore, come quello in cui si è potuto credere che [[Jorge Luis Borges]] fosse un grande scrittore.<ref>Da ''I bei tempi dei brutti libri'', Transeuropa, 1988.</ref> *Bilanci di fine anno. Sono stato a lungo incerto se includere o non includere ''[[Umberto Eco#Il pendolo di Foucalt|Il pendolo di Foucault]]'' fra i libri più brutti letti nel corso dell'88. A farmi decidere per il no è stata la convinzione che non può essere brutto un libro che in nessun caso avrebbe potuto essere bello. Il bello, in letteratura, è una sorta di utilità marginale: nasce, se nasce, dal sovrappiù di senso che lo stile riesce a strappare al di là della realizzazione del progetto. E basta aprire il secondo romanzo di Eco per accorgersi che non vi spira alito di stile, che il motorino della scrittura ce la fa appena a smuovere la carretta dell'intreccio con il suo greve carico erudito. ''Il pendolo di Foucault'' può assomigliare a tutto – a un'inchiesta dell'"Espresso", a un'enciclopedia tascabile, a un'annata della "Settimana enigmistica", al "papiro" di una matricola – tranne che al libro di uno scrittore. Sotto il profilo letterario Eco va assolto per non aver commesso il fatto.<ref>Da ''Devozioni perverse'', Rizzoli, 1994.</ref> *Credo proprio che i lettori italiani, intenti come sono a contemplare le eleganti volute di fumo che Kundera riesce a sprigionare dalle ceneri del romanzo mitteleuropeo o, peggio ancora, a farsi deliziare dai suoi aforismi da Scettico Blu, non troveranno né tempo né cuore per rendere giustizia a un exploit come quello di [[Don DeLillo]], che nelle cinquecento pagine di ''Libra'' rivive e ci fa rivivere una delle grandi tragedie storiche del secolo, l'assassinio del presidente Kennedy. Peggio per loro. A parte la grandiosa accuratezza della ricostruzione e l'interesse della tesi politica (DeLillo è convinto che nel progetto originario della CIA, modificatosi poi strada facendo su "ispirazione" della United Fruit e di altri potentati economici, Kennedy dovesse uscire illeso dall'attentato, la cui paternità sarebbe stata attribuita a Fidel Castro per rilanciare in grande stile l'offensiva contro Cuba), il libro riflette come pochissimi altri in questi anni l'idea, per me fondamentale, che compito supremo di un romanzo non sia tanto formare con la scrittura una metafora della realtà, quanto riuscire a fare della realtà una nuova metafora romanzesca.<ref>Da ''L'Europeo'', 1990; poi in ''Devozioni perverse'', Rizzoli, 1994.</ref> *Quanto poi a infastidirsi, l'unico che ne avrebbe un buon motivo è lo stesso [[Gesualdo Bufalino|Bufalino]], se la contemplazione simultanea di tutti i suoi romanzi, racconti, saggi, elzeviri e poesie rende ancora più lampante la discrepanza fra le pretese di portentosità della sua scrittura e la timorata, inoffensiva ovvietà della sua immaginazione e del suo pensiero. Alla luce di quanto l'ha seguita, anche la ''Diceria dell'untore'' si rivela sempre più nitidamente per quello che è, un trucco, una sorta di montaggio fotografico: Serenus Zeitblom travestito da Adrian Leverkuhn, un professore di liceo alla Francesco Chiesa (o, volendo largheggiare, alla Panzini) che si atteggia a grande decadente e fa, per impressionarci, ferocissime smorfie d'agonia.<ref>Da ''Contraddetti'', Scheiwiller, 1998, p. 13. ISBN 88-7644-249-9</ref> *{{NDR|su [[Maria Cumani Quasimodo]]}} La lunga storia di amore e di sacrificio che ha legato l'autrice a uno dei più famosi poeti del nostro tempo – di cui qui sono fittissime le impronte o più propriamente le ombre, le proiezioni interiori – è stata vissuta dalla Cumani alla pari, almeno alla pari con il suo partner non solo quanto a intensità emotiva, ma anche (ciò che più c'importa e ci coinvolge come testimoni muti, come ascoltatori) per la capacità di interrogare a nome di tutti, d'inondare eroicamente e dolorosamente di luce il grande mistero dei sentimenti.<ref>Citato in Maria Cumani Quasimodo, ''«O forse tutto non è stato»'', Nicolodi, Rovereto (TN), 2003, p. 9. ISBN 88-8447-064-1</ref> *Quel grande, enigmatico contenitore di singolarità e separatezze che è la [[Sicilia]]. <ref>Citato in Salvatore Settis, ''[https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/AEZ4SbB Leonardo Sciascia e la «doppiezza» delle parole nella sua Sicilia]'', ''ilsole24ore.com'', 11 maggio 2021.</ref> {{Int|''Stanze per la musica di Adriano Guarnieri''|in ''Quare tristis'', a cura di [[Andrea Cortellessa]], Mondadori, 1998, in ''Poesia'', anno XII, n. 126, marzo 1999, Crocetti Editore.|h=2}} *''E pensare che la guerra | è finita che avevo tredici anni, | poi c'è stata, lo sappiamo, la pace''. *''Eroi dispersi, non più o non ancora | mio reggimento oltre il reticolato | della luce, con che povero fiato | mi chiamate, con quanta pena affiorano | dal vocio del vento che le divora | o le ammucchia come foglie sul lato | dell'ombra le voci che ho tanto amato! '' *''L'oro – be', quello si sapeva: oro | alla patria. Ma il ferro! Cancellate | intere portate via a camionate | per farne, dicevano, qualche loro | cannone! '' *''Stare coi morti, preferire i morti | ai vivi, che indecenza! Acqua passata''. ==Citazioni su Giovanni Raboni== *[[Critico|Critici]] militanti per eccellenza sono stati [[Luigi Baldacci]] e Giovanni Raboni che nel suo ''I bei tempi dei brutti libri'', giocava sui parallelismi, su coppie di autori da mettere in contrapposizione e tra cui fare una scelta. ([[Massimo Onofri]]) *L'ultimo Raboni presenta [...] se stesso e le proprie parvenze come "spoglie del futuro". ([[Andrea Cortellessa]]) *La sua poesia si fa, con gli anni, sempre più corposa e densa di visività (in parallelo, magari, a un crescente interesse per le arti: che sarebbe materia per altre ricerche) ([[Andrea Cortellessa]]) *Uomo antiretorico, Giovanni Raboni è un poeta di poche epigrafi. Quelle dei suoi libri, allora, vanno lette attentamente. ([[Andrea Cortellessa]]) *Lei è un caro figliolo, tale la poesia, tale la lettera. Ciò che Lei mi dice è all'altezza della sua ispirazione, vera e profonda: e dei doni che Lei ha ricevuto [...]. Li custodisca, figliolo caro, con la virtù, con lo studio, e con l' amore intenso che Lei ha per la verità. ([[Carlo Betocchi]]) *Tutto quel che mi ha detto è stato oro. Perdìo, e bisognava arrivare alla mia età per trovare un aiuto, un consiglio vero, come quelli che lei mi ha dato. E poi la mia vanità era soddisfatta; colavo sugo da tutte le parti. ([[Franco Fortini]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Raboni, Giovanni}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] nm641a4nj25yuukx32a6ligh95cahvz Ignazio La Russa 0 23662 1413613 1411191 2026-05-16T10:47:59Z ~2026-28437-80 107112 1413613 wikitext text/x-wiki [[File:Ignazio La Russa Quirinale 2022 (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Ignazio La Russa nel 2022]] '''Ignazio Benito Maria La Russa''' (1947 – vivente), politico italiano. ==Citazioni di Ignazio La Russa== {{cronologico}} ===2003=== *Dovreste ringraziare [[Gianfranco Fini|Fini]] per aver definito il [[fascismo]] il male assoluto, perché adesso siamo liberi di dire a alta voce tutte le altre cose buone che è stato il fascismo.<ref>Da una dichiarazione del novembre 2003; citato in Alberto Piccinini, ''Lezioni di storia'', ''il manifesto'', 9 settembre 2008, p. 12.</ref> ===2009=== *Il [[diritto di asilo]] va esaminato solo nel momento in cui si entra nelle acque italiane. Questa linea del governo produrrà un tam tam che porterà grande vantaggio a noi e a tanti disperati che non saranno sottoposti a questi inutili viaggi. Respingerli immediatamente evita loro una sofferenza.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 12 maggio 2009.</ref> *Ecco, nel giorno della vittoria dell'Inter io sono il [[José Mourinho|Mourinho]] della Difesa.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 18 maggio 2009.</ref> *{{NDR|Rivolto a [[Piergiorgio Odifreddi]]}} Ridia tutti i premi, ridia tutti i premi che le hanno dato nella sua vita, li restituisca tutti, ma cerchi di dire delle cose serie [...] ma si vergogni, lei fa schifo!<ref>Da un intervento al programma televisivo ''Porta a Porta'', Rai Uno, 1º ottobre 2009. [http://www.youtube.com/watch?v=s4j_xdNHQkQ Video] disponibile su ''youtube.com''.</ref> *E comunque non lo leveremo il crocifisso, possono morire. Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla.<ref name=lavita>Dal programma televisivo ''La vita in diretta'', Rai Uno, 4 novembre 2009. [http://www.youtube.com/watch?v=goWDmbvNGr0#t=5m0s Video] su ''yotube.com''.</ref> {{NDR|riferendosi alla sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani}} *Io sono tutt'altro che un integralista cattolico.<ref name=lavita/> *{{NDR|[[Piergiorgio Odifreddi]]}} Non ha alcun titolo scientifico per essere esperto di religione.<ref name=lavita/> ===2010=== *Il [[pacifismo]] unilaterale ha solo portato alla sopraffazione di chi credeva al pacifismo nei confronti di chi invece continuava ad usare le armi... questo è quello che è successo.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/politica/2010/04/16/battibecco_la_russa_strada Emergency, scontro tra Gino Strada e Ignazio La Russa]'', ''tg24.sky.it'', 16 aprile 2010.</ref> *{{NDR|Sulla mancanza di esponenti del governo alle commemorazioni per la [[strage di Bologna]]}} Cos'è successo gli altri anni? I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta.<ref name="Ilpost2Aug2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/08/02/perche-il-governo-non-va-a-bologna/ Perché il governo non va a Bologna]'', ''ilpost.it'', 2 agosto 2010.</ref> *Un governo di unità nazionale si fa quando c'è un nemico alle porte e un dissesto grave. Così non è: abbiamo affrontato bene la crisi e combattuto come nessun altro il [[Criminalità organizzata|crimine organizzato]].<ref name="ilpost20Aug2010">Citato in ''[https://www.corriere.it/politica/10_agosto_20/rapporti-sono-al-lumicino-trocino_f84ac326-ac27-11df-9663-00144f02aabe.shtml «I rapporti sono al lumicino ma non finiremo come Prodi»]'', ''corriere.it'', 20 agosto 2010.</ref> *Prima della vicenda di Montecarlo {{NDR|La casa del cognato di Gianfranco Fini}}, feci una proposta coraggiosa: che [[Gianfranco Fini|Fini]], di sua spontanea volontà, lasciasse la presidenza della [[Camera dei deputati|Camera]] per creare un suo [[Partito politico|partito]], alleato con noi. Allora venne letta come una provocazione. E invece sarebbe stata una soluzione consensuale, senza sconfitti: mille volte meglio rispetto al casino di oggi.<ref name="ilpost20Aug2010"/> *[...] se c'è una persona che non si prende mai troppo sul serio, quello sono io. Per me l'[[ironia]] e ancor più l'autoironia, sono l'antidoto alla presunzione o peggio, all'arroganza che sono sempre in agguato in chi esercita posizioni di potere. La morte dell'ironia è per me quindi la morte dell'intelligenza.<ref name="Repubblica26Nov2010">Da una lettera a Repubblica; citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/11/26/il-ministro-la-russa-il-volo-dannunziano.html Il ministro La Russa e il volo dannunziano]'', ''la Repubblica'', 26 novembre 2010.</ref> *{{NDR|Rivolto ad uno studente}} Lei è un vigliacco, vigliacco. [...] Dovete ringraziare la sensibilità delle forze dell'ordine che vi avrebbero spazzato via in due minuti.<ref>Dal programma televisivo ''AnnoZero'', Rai 2; citato in ''[https://tg24.sky.it/politica/2010/12/17/la_russa_annozero_attacco_studenti_bagarre_con_di_pietro La Russa attacca uno studente ad Annozero: "Vigliacco!"]'', ''tg24.sky.it'', 17 dicembre 2010.</ref> *[[Gianfranco Fini|Fini]] aveva ed ha le potenzialità di leader, soprattutto in una società che ha bisogno di un comunicatore che sappia unire concetti e soggetti. Ma non sempre avere queste qualità significa scegliere la strategia migliore.<ref name=>Citato in ''La Russa: «Fini? Da cofondatore a cespuglio»'', ''Il Mattino'', 19 dicembre 2010.</ref> ===2011=== *Ormai il [[Futuro e Libertà per l'Italia|Fli]] è un partito di opposizione [[Antonio Di Pietro|dipietrista]]. Non ha un progetto politico. Anzi, ne ha uno solo: liquidare [[Berlusconi]] costi quel che costi. È un partito senza futuro.<ref name="Stampa14feb2011">Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/02/14/news/la-russa-da-fini-piccoli-ricatti-br-ma-ha-la-pistola-scarica-1.36979229/ La Russa: "Da Fini piccoli ricatti ma ha la pistola scarica"]'', ''La Stampa'', 14 febbraio 2011.</ref> *Speravo che [[Gianfranco Fini|Fini]] avesse un sussulto di coscienza, che di fronte alla campagna di lapidazione in atto contro [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dicesse: con lui ho rotto, ma ora dico basta. Invece è diventato il leader di un partitino del quale si fa eleggere leader per acclamazione, lasciando in piedi l'equivoco di essere presidente della Camera, e nel quale non riescono a mettersi d'accordo nemmeno per eleggere un coordinatore.<ref name="Stampa14feb2011"/> *Il [[Futuro e Libertà per l'Italia|Fli]] è allo stesso tempo un partito verticistico e più rissoso del [[Il Popolo della Libertà|Pdl]]. Meno male che se ne sono andati sostenendo che mancava la democrazia interna.<ref name="Stampa14feb2011"/> *È normale che uno sottoposto a lapidazione risponda tirando indietro le pietre. [[Berlusconi]] di pietre non ne ha, tira solo indietro quelle che riceve addosso.<ref name="Stampa14feb2011"/> *Di fatto il trattato [[Italia]]-[[Libia]] non c'è già più, è inoperante, è sospeso. Per esempio gli uomini della [[Guardia di Finanza]], che erano sulle motovedette per fare da controllo a quello che facevano i libici, sono nella nostra ambasciata.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/11_febbraio_26/libia-berlusconi-larussa-trattato-gheddafi_7acd0620-419b-11e0-b406-2da238c0fa39.shtml «Sospeso il trattato Italia-Libia»]'', ''corriere.it'', 26 febbraio 2011.</ref> *{{NDR|Sulla [[Libia]]}} La situazione è precipitata, a Misurata c’è una carneficina, io sento un giorno sì e uno no [[Gino Strada]] e mi ha detto che perfino i suoi medici stanno lasciando la zona perché il quadro è drammatico…<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/04/26/la-russa-gino-strada/ La Russa: «Io sento un giorno sì e uno no Gino Strada»]'', ''ilpost.it'', 26 aprile 2011</ref> *[[Lukashenko]]? Chi è questo?<ref>Da un programma televisivo ''Ballarò'', 3 maggio 2011. [http://www.youtube.com/watch?v=JA7Z8zik2PI Video] disponibile su ''youtube.com''.</ref> *Dicono che Berlusconi fa eleggere solo le donne belle. Non è vero, ci sono alcune elette non belle anche da noi, ma certo non raggiungono l'apice della sinistra, di donne di cui non faccio il nome.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/11_maggio_07/larussa-bindi_8892da98-7899-11e0-ae13-7762c03ab33d.shtml La Russa: «Le nostre elette mai brutte come a sinistra». Bindi: «Detto da lui...»]'', ''corriere.it'', 7 maggio 2011.</ref> *Non faccio weekend da mesi proprio per non essere costretto a usare voli di Stato.<ref>Citato in ''[https://www.quotidiano.net/politica/2011/05/13/505033-alla_partita_dell_inter.shtml Alla partita dell'Inter con voli di Stato La Russa: "Costretto come Maroni e Alfano"]'', ''quotidiano.net'', 13 maggio 2011.</ref> *Nel [[Il Popolo della Libertà|Pdl]] chi decide alla fine è [[Berlusconi]].<ref>Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/05/30/news/la-russa-mancano-i-voti-della-lega-br-non-i-nostri-1.36963474/ La Russa: "Mancano i voti della Lega non i nostri"]'', ''lastampa.it'', 30 maggio 2011.</ref> *{{NDR|Sul raduno della Lega a [[Raduno di Pontida|Pontida]]}} In passato i partiti facevano i congressi. La [[Lega Nord|Lega]] usa un’altra metodologia, ma la sostanza è uguale.<ref>Da una intervista su ''Libero''. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/06/21/la-russa-pontida/ La Russa e il “congresso” di Pontida]'', ''ilpost.it'', 21 giugno 2011.</ref> *Il comunicato della [[Juventus Football Club|Juventus]] che vorrebbe l'esclusione dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] dall'Europa? Il presidente [[Andrea Agnelli|Agnelli]] mi sembra veramente un bugiardo: mi pare che abbia l'ossessione dell'Inter, glielo si legge negli occhi. [...] Io metterei una pietra sopra a questa storia e penserei a giocare a calcio. Invece il giovane ossessionato presidente della Juventus, probabilmente non avendo una grande personalità, pensa che attaccando l'Inter possa essere più amato dai tifosi.<ref name=bugiardo>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/09/12/news/la_russa_agnelli-21554207/ La Russa contro Agnelli "È solo un bugiardo"]'', ''repubblica.it'', 12 settembre 2011.</ref> *Il presidente della Juve [Andrea Agnelli] è molto giovane e non ha avuto la possibilità di conoscere [[Giacinto Facchetti]]. Io ho avuto l'onore di conoscerlo e mi ribolle il sangue quando sento che viene infangato.<ref name=bugiardo/> *Tra quei cinque che fischiavano ne ho visto uno più stronzo degli altri, [[Claudio Amendola|Amendola]], che appunto è uno stronzo. [...] Chissà se quelli che aizzava all'insulto sono a conoscenza di quanto guadagna Amendola per ogni apparizione su Mediaset. Soldi di Berlusconi, naturalmente.<ref>Citato in Roberta Catania, ''[http://www.libero-news.it/news/859454/La-Russa-bastona-Amendola-Lui-il-pi%C3%B9-stronzo-di-tutti.html La Russa bastona Amendola: "Lui il più stronzo di tutti"]'', ''libero-news.it'', 3 novembre 2011.</ref> ===2012=== *{{NDR|Sullo scandalo italiano del calcioscommesse del 2011, malgrado la Juventus non fosse coinvolta}} Quando la Juve, giocando con iattanza, ha battuto la giovanile dell'Inter 9 a 1, inizia l'inseguimento della terza stella che non ha ancora conquistato. Ma ora arriva. Ogni 10 inquisiti una stella.<ref>Citato in ''[http://sport.virgilio.it/calcio/foto/la-russa-terza-stella-juve-ogni-10-inquisiti.html La Russa ancora polemico: "Terza stella Juve? Una ogni 10 inquisiti"]'', ''sport.virgilio.it'', 12 settembre 2012.</ref> ===2013=== *Noi di [[Fratelli d'Italia (partito politico)|Fratelli d'Italia]] siamo bambini piccoli, all'inizio non sappiamo parlare e ci facciamo la pipì addosso, poi piano piano cresciamo e non succede più.<ref>7 febbraio 2013; citato in ''[http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/12/30/news/politica-e-casta-che-anno-da-dimenticare-le-100-dichiarazioni-peggiori-del-2013-1.147398 Politica e casta, un anno da dimenticare Le 100 dichiarazioni peggiori del 2013]'', ''espresso.repubblica.it'', 30 dicembre 2013.</ref> ===2019=== *{{NDR|Sulla [[fiamma tricolore]]}} [...] rappresenta, non solo per i figli e i nipoti della destra italiana, il segno indiscusso di una coerenza e di un attaccamento ai valori nazionali e la normale prosecuzione di un impegno politico in cui onestà e coraggio sono stati riconosciuti da tutti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2019/01/12/news/europee_scontro_fiamma_fdi_simbolo-216422072/ Fdi, scontro sulla fiamma nel simbolo. Crosetto: "In futuro si può anche togliere". Ma gli altri insorgono]'', ''repubblica.it'', 12 gennaio 2019.</ref> ===2023=== *La parità tra uomo e donna in parlamento non si ottiene con le quote rosa, ma quando una donna grassa, brutta e scema rivestirà una carica importante. Perché ci sono uomini brutti, grassi e scemi che ricoprono ruolo importanti.<ref>Dal programma televisivo ''Belve'', Rai 2; citato in ''[https://ilmanifesto.it/la-russa-omofobo-e-sessista-riunisce-per-qualche-ora-tutte-le-opposizioni La Russa omofobo e sessista riunisce (per qualche ora) tutte le opposizioni]'', ''ilmanifesto.it'', 22 febbraio 2023.</ref> *La [[Sicilia]] è un'isola, non solo dal punto di vista geografico. È un'isola anche dal punto di vista culturale e i siciliani sono un'isola. Quindi, quando giudicate la Sicilia, ricordate che sia la Sicilia che i siciliani sono un'isola. <ref> Citato in ''[https://www.quotidiano.net/video/la-russa-svia-i-giornalisti-sicilia-e-unisola-anche-culturalmente-yjy3kxdi La Russa svia i giornalisti: "Sicilia è un'isola anche culturalmente"]'', ''quotidiano.net'', 6 ottobre 2023.</ref> ==Citazioni su Ignazio La Russa== *{{NDR|Gene Gnocchi rivolto a Licia Colò}} C'è l'Sms di un telespettatore di Foligno che chiede: "Tu che sai tutto sugli animali, è vero che dall'accoppiamento tra uno scimpanzé e un armadillo potrebbe anche nascere Ignazio La Russa?" ([[Gene Gnocchi]]) *Con tutti i servitori dello Stato ed esponenti politici, proprio Ignazio Benito Maria La Russa doveva diventare il vicepresidente della Repubblica? È la seconda carica del Paese, di famiglia solidamente fascista e di essere un nostalgico del ventennio non ne fa mistero. Magari sarà anche una buona carica dello Stato, ma vedere passare il testimone da Liliana Segre ad un uomo che si rifiuta di festeggiare il 25 aprile e che custodisce in casa tante statue e memorabilie del Duce fa impressione e non solo a me. ([[Corrado Formigli]]) *Faccia finta di essere ministro. ([[Stefano Menichini]]) *Ignazio La Russa, un uomo che non ha fatto la lampada, è passato direttamente al napalm. Ignazio La Russa è uno dei gioielli d'Italialand, no? Una figura mitologica, non è neanche un essere umano: è metà uomo e metà citofono, è l'«Ignaziotauro». Da quando è entrato in guerra con la [[Libia]] non capisce più niente, è felice come un tordo. Gli è apparso in sogno anche [[Pietro Badoglio|Badoglio]], gli ha detto: «Vai Ignazio, riprendici la Libia». ([[Maurizio Crozza]]) *{{NDR|Riferendosi alla puntata di ''Annozero'' del 16 dicembre 2010}} Ieri sera, pubblicamente, davanti a qualche milione di telespettatori il ministro della Difesa in carica del governo [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], Ignazio La Russa, alla mia precisa contestazione di comportarsi come un [[fascismo|fascista]], ha risposto "Sì. Sono fascista. Sono orgoglioso di essere fascista". Può un ministro della [[Italia|Repubblica]], il ministro della Difesa, fare apologia di fascismo, avendo a disposizione le Forze armate? Voglio appellarmi al presidente [[Giorgio Napolitano]]. Il ministro della Difesa della Repubblica italiana ha fatto apologia del fascismo. Cosa dobbiamo aspettare per reagire? Che torni un nuovo fascismo? ([[Antonio Di Pietro]]) *Intelligente, capace, volitivo. Mi piace perché gli piacciono le ragazze. Come piacevano al padre. ([[Assunta Almirante]]) *La risposta del presidente del Senato {{NDR|Ignazio La Russa}} sul 25 aprile [...] era una risposta sbagliata: meriterebbe aggettivi più severi, più indignati, più desolati, più imbarazzati, ma li hanno già usati in tanti, e sono tutti fondati [...] Il presidente del Senato ha risposto "Dipende" alla domanda se celebrerà il 25 aprile: basterebbe a chiederne le dimissioni, per inadeguatezza. Quasi tutti noi sessanta milioni di italiani possiamo rispondere così, e possiamo fare quello che vogliamo il 25 aprile: ma non lo può fare, né dire, il presidente del Senato, per mandato e per definizione di seconda carica dello Stato. ([[Luca Sofri]]) *La verità è che [[Berlusconi]] non può fare nulla, è bloccato dagli ex fascisti alla La Russa: da quando ce li siamo messi in casa abbiamo perso. ([[Mario Pepe (politico 1951)|Mario Pepe]]) *Missili intelligenti non esistono. E poi li vedete dei missili intelligenti guidati da La Russa? ([[Umberto Bossi]]) *Quando dicevano: "Finito il [[fascismo]], ma che vuol dire essere fascista?" Ecco, essere La Russa: questa sera è fascista. ([[Antonio Di Pietro]]) *Simpaticone ma invadente. Uomo da gossip. Grande visibilità, mondanità, ma carente in politica. ([[Alessandro Cè]]) *Un personaggio non contenibile, nel senso appunto del principio della prudenza e della continenza. Spesso straparla persino quando sta zitto. ([[Antonello Caporale]]) *Una volta ho visto in televisione, c'era [[Cesare Previti|Previti]], [[Giuliano Ferrara|Ferrara]] e Ignazio La Russa; oh, credevo fosse una puntata di [[Star Trek]]. [...] C'è quest'Ignazio La Russa, Madonna, c'ha un naso... Per baciarlo su entrambe le guance si fa prima a passare di dietro. ([[Roberto Benigni]]) ===[[Gianfranco Miccichè]]=== *Il [[Il Popolo della Libertà|Pdl]] attuale è incompatibile con i [[Sicilia|siciliani]] e io sono incompatibile con Ignazio La Russa. *Il [[Il Popolo della Libertà|Pdl]] è nelle sue mani. [[Denis Verdini|Verdini]] e [[Sandro Bondi|Bondi]] sono brave persone, lui conosce la [[politica]]. Mio padre non mi avrebbe mai permesso di invitarlo a casa. *È volgare e violento. Un [[Fascismo|fascista]] autentico. ==Filmografia== *''[[Sbatti il mostro in prima pagina]]'' (1972) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:La Russa, Ignazio}} [[Categoria:Politici italiani]] netdgmqh1ro1iynj4fzx4azg4blgen3 Libro dei Proverbi 0 29749 1413580 1385879 2026-05-16T02:51:00Z Gaux 18878 /* Explicit */ Salvatore De Benedetti: citazioni su 1413580 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro dei Proverbi''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, tradizionalmente attribuito a [[Salomone]]. ==[[Incipit]]== [[Immagine:Proverb scroll.PNG|miniatura|upright=1.1|left|Pergamena del Libro dei Proverbi]] <poem> Proverbi di [[Salomone]], figlio di [[Davide]], re d'Israele, per conoscere la sapienza e la disciplina, per capire i detti profondi, per acquistare un'istruzione illuminata, equità, giustizia e rettitudine, per dare agli inesperti l'accortezza, ai giovani conoscenza e riflessione. Ascolti il saggio e aumenterà il sapere, e l'uomo accorto acquisterà il dono del [[Consiglio (teologia)|consiglio]], per comprendere proverbi e allegorie, le massime dei saggi e i loro enigmi. Il [[Timore di Dio|timore del Signore]] è il principio della scienza; gli [[stoltezza|stolti]] disprezzano la sapienza e l'istruzione. </poem> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *''Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre | e non disprezzare l'insegnamento di tua madre, | perché saranno una corona graziosa sul tuo capo | e monili per il tuo collo.'' (1, 8 – 9; 1974) *''Invano si tende la [[rete]] | sotto gli occhi degli uccelli.'' (1, 17; 1974) *''Tale è la fine di chi è avido di guadagno; | la [[cupidigia]] toglie di mezzo colui che ne è dominato.'' (1, 19; 2008) *''Fino a quando, o [[inesperienza|inesperti]], amerete l'inesperienza | e i [[beffardo|beffardi]] si compiaceranno delle loro beffe | e gli sciocchi avranno in odio la scienza?'' (1, 22; 1974) *''Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà | e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire'' [...]. (1, 32; 1974) *''Gli uomini [[rettitudine|retti]] infatti abiteranno la terra, | quelli che sono integri vi rimarranno'' [...]. (2, 21; 1994) *''[[Bontà]] e [[fedeltà]] non ti abbandonino; | lègale intorno al tuo collo, | scrivile sulla tavola del tuo cuore, | e otterrai favore e buon successo | agli occhi di Dio e degli uomini.'' (3, 3 – 4; 1974) *''La [[sapienza]] è più preziosa di ogni perla | e quanto puoi desiderare non l'eguaglia. | Lunghi giorni sono nella sua destra | e nella sua sinistra ricchezza e onore; | le sue vie sono vie deliziose | e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.'' (3, 15 – 17; 2008) *''Il Signore ha fondato la [[Cielo e terra|terra]] con la sapienza, | ha consolidato i [[Cielo e terra|cieli]] con intelligenza'' [...]. (3, 19; 1974) *''Figlio mio, conserva il [[Consiglio (teologia)|consiglio]] e la riflessione, | né si allontanino mai dai tuoi occhi: | saranno vita per te | e grazia per il tuo collo. | Allora camminerai sicuro per la tua strada | e il tuo piede non inciamperà.'' (3, 21 – 23; 1974) *''Non negare un [[beneficio]] a chi ne ha bisogno, | se è in tuo potere il farlo.'' (3, 27; 1974) *''La [[Benedizione e maledizione|maledizione]] del Signore è sulla casa del malvagio, | mentre egli [[Benedizione e maledizione|benedice]] la dimora dei giusti. | Dei [[beffardo|beffardi]] egli si fa beffe | e agli umili concede la grazia.'' (3, 33 – 34; 1974) *''Attieniti alla [[disciplina]], non lasciarla, | pràticala, perché essa è la tua vita. | Non battere la strada degli [[empietà|empi]] | e non procedere per la via dei malvagi. | Evita quella strada, non passarvi, | sta' lontano e passa oltre. | Essi non dormono, se non fanno del male; | non si lasciano prendere dal sonno, | se non fanno cadere qualcuno; | mangiano il pane dell'empietà | e bevono il vino della violenza.'' (4, 13 – 17; 1974) *[...] ''il sentiero dei giusti è come la [[Luce e oscurità|luce]] che spunta | e va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno. | La via degli empi è come il [[Luce e oscurità|buio]]; | essi non scorgono ciò che li farà cadere.'' (4, 18 – 19; 1994) *''Poiché le labbra dell'[[adulterio|adultera]] stillano miele, | la sua bocca è più morbida dell'olio; | ma la fine a cui conduce è amara come l'assenzio, | è affilata come una spada a doppio taglio.'' (5, 3 – 4; 1994) *[...] ''trova gioia nella [[sposa]] della tua gioventù. | Cerva d'amore, capriola di grazia, | le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, | e sii sempre rapito nell'affetto suo.'' (5, 18 – 19; 1994) *''L'[[empietà|empio]] sarà preso nelle proprie iniquità, | tenuto stretto dalle funi del suo peccato. | Egli morirà per mancanza di correzione, | andrà vacillando per la grandezza della sua follia.'' (5, 22 – 23; 1994) *''Figlio mio, se hai [[garanzia|garantito]] per il tuo prossimo, | se hai dato la tua mano per un estraneo, | se ti sei legato con le parole delle tue labbra | e ti sei lasciato prendere dalle parole della tua bocca, | figlio mio, fa' così per liberartene: | poiché sei caduto nelle mani del tuo prossimo, | va', gèttati ai suoi piedi, importuna il tuo prossimo; | non concedere sonno ai tuoi occhi | né riposo alle tue palpebre, | lìberatene come la gazzella dal laccio, | come un uccello dalle mani del cacciatore.'' (6, 1 – 5; 1974) *''Va' dalla [[formica]], o [[pigrizia|pigro]], | guarda le sue abitudini e diventa saggio. | Essa non ha né capo, | né sorvegliante, né padrone, | eppure d'estate si provvede il vitto, | al tempo della mietitura accumula il cibo.'' (6, 6 – 8; 1974) *''Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire? | Quando ti scuoterai dal sonno? | Un po' dormire, un po' sonnecchiare, | un po' incrociare le braccia per riposare | e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo, | e l'indigenza, come un mendicante.'' (6, 9 – 11; 1974) *''Il [[perverso]], uomo iniquo, | va con la bocca distorta, | ammicca con gli occhi, stropiccia i piedi | e fa cenni con le dita. | Cova propositi malvagi nel cuore, | in ogni tempo suscita liti | Per questo improvvisa verrà la sua rovina, | in un attimo crollerà senza rimedio.'' (6, 12 – 15; 1974) *''Il [[precetto]] è infatti una lampada, | l'insegnamento una luce, | le correzioni e la disciplina sono la via della vita'' [...]. (6, 23; 1994) *''Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza, | non ti lasciar prendere dalle sue palpebre; | poiché per una donna corrotta uno si riduce a un pezzo di pane, | e la donna [[adulterio|adultera]] sta in agguato contro una vita preziosa. | Uno si metterà forse del fuoco in petto | senza che i suoi abiti si brucino? | Camminerà forse sui carboni accesi | senza scottarsi i piedi? | Così è di chi va dalla moglie del prossimo; | chi la tocca non rimarrà impunito.'' (6, 25 – 29; 1994) *''Chi commette adulterio è un insensato, | agendo in tal modo rovina se stesso. | Incontrerà percosse e disonore, | la sua vergogna non sarà cancellata, | poiché la gelosia accende l'ira del marito, | che non avrà pietà nel giorno della vendetta.'' (6, 32 – 34; 2008) *''Di' alla sapienza: "Tu sei mia sorella", | e chiama amica l'intelligenza, | perché ti protegga dalla donna straniera, | dalla sconosciuta che ha parole seducenti.'' (7, 4 – 5; 2008) *''Chi corregge il [[beffardo]] se ne attira il disprezzo, | chi rimprovera l'empio se ne attira l'insulto. | Non [[rimprovero|rimproverare]] il beffardo per non farti odiare; | rimprovera il saggio ed egli ti amerà.'' (9, 7 – 8; 1974) *''Se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio, | se sei beffardo, tu solo ne porterai la pena.'' (9, 12; 1974) *''Il [[Genitore e figlio|figlio]] saggio rende lieto il padre; | il figlio stolto contrista la madre.'' (10, 1; 1974) *''Chi è saggio di cuore accetta i [[precetto|precetti]], | chi è stolto di labbra va in rovina.'' (10, 8; 2008) *''Chi cammina nell'[[integrità]] va sicuro, | chi rende tortuose le sue vie sarà scoperto.'' (10, 9; 1974) *''Chi chiude un occhio causa dolore, | chi riprende a viso aperto procura pace.'' (10, 10; 1974) *''L'[[amore e odio|odio]] suscita litigi, | l'[[amore]] ricopre ogni colpa.'' (10, 12; 1974) *''Il [[salario]] del giusto serve per la vita, | il guadagno dell'empio è per i vizi.'' (10, 16; 1974) *''È sulla via della vita chi osserva la [[disciplina]], | chi trascura la [[correzione]] si smarrisce.'' (10, 17; 1974) *''All'empio succede quello che teme, | ma ai giusti è concesso quello che desiderano.'' (10, 24; 1994) *''Come l'aceto ai denti e il fumo agli occhi | così è il [[pigrizia|pigro]] per chi gli affida una missione.'' (10, 26; 1974) *''La [[bilancia]] falsa è in abominio al Signore, | ma del peso esatto egli si compiace.'' (11, 1; 1974) *''Viene la superbia, verrà anche l'obbrobrio, | mentre la saggezza è presso gli umili.'' (11, 2; 1974) :''Dove c'è [[insolenza]] c'è anche disonore, | ma la sapienza sta con gli umili.'' (2008) *''L'[[integrità]] guida gli uomini retti, | la malvagità è la rovina dei perfidi.'' (11, 3; 2008) *''La [[giustizia]] dell'uomo onesto gli spiana la via; | per la sua empietà cade l'empio. | La giustizia degli uomini retti li salva, | nella [[cupidigia]] restano presi i perfidi.'' (11, 5 – 6; 1974) *''Il giusto è salvato dalla tribolazione, | e l'empio ne prende il posto.'' (11, 8; 1994) *''Chi [[disprezzo|disprezza]] il suo prossimo è privo di senno, | l'uomo prudente invece tace.'' (11, 12; 1974) *''Senza una direzione un popolo decade, | il successo sta nel buon numero di [[consigliere|consiglieri]].'' (11, 14; 1974) *''Chi [[garanzia|garantisce]] per un estraneo si troverà male, | chi avversa le strette di mano a garanzia, vive tranquillo.'' (11, 15; 1974) *''Benefica se stesso l'uomo [[misericordia|misericordioso]], | il crudele invece tormenta la sua stessa carne.'' (11, 17; 1974) *''L'empio realizza profitti fallaci, | ma per chi semina la [[giustizia]] il salario è sicuro. | Chi pratica la giustizia si procura la [[vita e morte|vita]], | chi segue il male va verso la [[vita e morte|morte]].'' (11, 18 – 19; 1974) :''La [[clemenza]] predispone alla vita | e la frequenza del male alla morte.'' (11, 19; 1959) *''Un cuore perverso il Signore lo detesta: | egli si compiace di chi ha una condotta integra.'' (11, 20; 2008) *''Un anello d'oro al naso d'un [[maiale|porco]], | tale è la [[donna]] bella ma priva di senno.'' (11, 22; 1974) *''Chi accaparra il [[grano]] è maledetto dal popolo, | la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende.'' (11, 26; 1974) *''Chi si adopera per il [[Bene e male|bene]] si attira benevolenza, | ma chi cerca il [[Bene e male|male]], male lo colpirà.'' (11, 27; 1994) *''Il frutto del giusto è un [[Albero della vita|albero di vita]], | il saggio conquista gli animi.'' (11, 30; 1974) *''La donna virtuosa è la corona del [[Marito e moglie|marito]], | ma quella che fa vergogna gli è un tarlo nelle ossa.'' (12, 4; 1994) *''Il giusto ha cura del suo [[animale|bestiame]], | ma i sentimenti degli empi sono spietati.'' (12, 10; 1974) :''Il giusto ha cura della vita delle sue bestiole, | ma le viscere degli empi sono crudeli.'' (1959) *''Lo stolto giudica diritta la sua condotta, | il saggio, invece, ascolta il [[consiglio]].'' (12, 15; 1974) *''Lo stolto manifesta subito la sua collera, | l'accorto dissimula l'[[offesa]].'' (12, 16; 1974) *''V'è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; | ma la [[lingua]] dei saggi risana. | La bocca verace resta ferma per sempre, | la lingua bugiarda per un istante solo.'' (12, 18 – 19; 1974) *''La mano [[operosità|operosa]] ottiene il comando, | quella pigra sarà per il [[lavoro forzato]].'' (12, 24; 1974) *''Il pigro non arrostisce la sua selvaggina, | ma l'operosità è per l'uomo un tesoro prezioso.'' (12, 27; 1994) *''Nel sentiero della [[giustizia]] sta la vita, | e nella via che essa traccia non c'è morte.'' (12, 28; 1994) *''Il [[figlio]] saggio ascolta l'istruzione di suo padre, | ma il beffardo non ascolta rimproveri.'' (13, 1; 1994) *''Il pigro desidera, e non ha nulla, | ma l'operoso sarà pienamente soddisfatto.'' (13, 4; 1994) :''Il pigro brama, ma non c'è nulla per il suo [[appetito]], | mentre l'appetito dei laboriosi sarà soddisfatto.'' (2008) *''C'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|ricco]] e non ha nulla; | c'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|povero]] e ha molti beni.'' (13, 7; 1974) *''La ricchezza di un uomo serve come riscatto della sua vita, | ma il povero non ode mai minacce.'' (13, 8; 1994) *''La luce dei giusti allieta, | la lucerna degli empi si spegne.'' (13, 9; 1974) *''L'[[insolenza]] provoca soltanto contese, | la sapienza si trova presso coloro che prendono consiglio.'' (13, 10; 1974) *''Un'[[attesa]] troppo prolungata fa male al cuore, | un desiderio soddisfatto è albero di vita.'' (13, 12; 1974) *''Il messaggero malvagio cade in sciagure, | ma l'[[ambasciatore]] fedele porta guarigione.'' (13, 17; 1994) *''Chi risparmia il bastone odia suo figlio, | chi lo ama è pronto a correggerlo.'' (13, 24; 1974) *''La sapienza di una [[Casalinga|massaia]] costruisce la casa, | la stoltezza la demolisce con le mani.'' (14, 1; 1974) *''Chi procede con [[rettitudine]] teme il Signore, | chi si scosta dalle sue vie lo disprezza.'' (14, 2; 1974) *''Senza [[bue|buoi]], niente grano, | l'abbondanza del raccolto sta nel vigore del [[toro]].'' (14, 4; 1974) :''Dove mancano i buoi è vuoto il [[granaio]], | ma l'abbondanza della raccolta sta nella forza del bue.'' (1994) *''Il [[beffardo]] ricerca la sapienza ma invano, | la scienza è cosa facile per il prudente.'' (14, 6; 1974) *''Il [[cuore]] conosce la propria amarezza | e alla sua gioia non partecipa l'estraneo.'' (14, 10; 1974) *''Anche fra il [[risata|riso]] il cuore prova dolore | e la gioia può finire in pena.'' (14, 13; 1974) *''L'[[ingenuità|ingenuo]] crede a tutto quel che si dice, | ma l'uomo prudente fa attenzione ai suoi passi.'' (14, 15; 1994) *''L'[[ira|iracondo]] commette sciocchezze, | il riflessivo sopporta.'' (14, 17; 1974) *''Gli [[inesperienza|inesperti]] ereditano la stoltezza, | gli accorti si coronano di scienza.'' (14, 18; 2008) *''In ogni fatica c'è un vantaggio, | ma la [[loquacità]] produce solo miseria.'' (14, 23; 1974) *''Corona dei saggi è la loro [[accortezza]], | corona degli stolti la loro stoltezza.'' (14, 24; 1974) *''Salvatore di vite è un [[Testimonianza|testimone]] vero; | chi spaccia menzogne è un [[impostore]].'' (14, 25; 1974) *''Nel [[Timore di Dio|timore del Signore]] sta la fiducia del forte; | anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. | Il timore del Signore è fonte di vita | per sfuggire ai lacci della morte.'' (14, 26 – 27; 2008) *''Chi è lento all'[[ira]] ha molto buon senso, | ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia.'' (14, 29; 1994) *''Un cuore tranquillo è la vita di tutto il corpo, | l'[[invidia]] è la carie delle ossa.'' (14, 30; 1974) *''Chi opprime il [[povero]] offende il suo creatore, | chi ha pietà del misero lo onora.'' (14, 31; 1974) *''La giustizia fa onore a una nazione, | ma il [[peccato]] segna il declino dei [[popolo|popoli]].'' (14, 34; 1974) *''Una [[risposta]] gentile calma la collera, | una parola pungente eccita l'ira.'' (15, 1; 1974) *''La condotta perversa è in abominio al Signore; | egli ama chi pratica la giustizia.'' (15, 9; 1974) *''Lo [[spavalderia|spavaldo]] non vuol essere corretto, | egli non si accompagna con i saggi.'' (15, 12; 1974) *''Un piatto di [[verdura]] con l'amore | è meglio di un bue grasso con l'odio.'' (15, 17; 1974) *''I disegni falliscono, dove mancano i consigli, | ma riescono, dove sono molti i consiglieri.'' (15, 22; 1994) *''Per l'uomo [[sagacia|sagace]] la via della vita conduce in alto, | gli fa evitare il soggiorno dei morti, situato in basso.'' (15, 24; 1994) *''Uno [[sguardo]] luminoso allieta il cuore; | una [[notizia]] lieta rianima le ossa.'' (15, 30; 1974) *''All'uomo appartengono i [[progetto|progetti]] della mente, | ma dal Signore viene la risposta.'' (16, 1; 1974) *''La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, | ma il Signore dirige i suoi passi.'' (16, 9; 1974) *''La [[stadera]] e le bilance giuste appartengono al Signore, | sono opera sua tutti i pesi del sacchetto.'' (16, 11; 1974) *''Delle [[Labbro|labbra]] giuste si compiace il [[re]] | e ama chi parla con rettitudine.'' (16, 13; 1974) *''Prima della rovina viene l'[[orgoglio]] | e prima della caduta lo spirito altero.'' (16, 18; 1974) *''È meglio abbassarsi con gli umili | che spartire la preda con i [[Superbia|superbi]].'' (16, 19; 1974) *''Corona magnifica è la [[Capelli bianchi|canizie]], | ed essa si trova sulla via della giustizia.'' (16, 31; 1974) *''Il [[pazienza|paziente]] val più di un eroe, | chi [[autocontrollo|domina se stesso]] val più di chi conquista una città.'' (16, 32; 1974) *''È molto meglio possedere la [[sapienza]] che l'oro, | il possesso dell'[[intelligenza]] è preferibile all'[[argento]].'' (16, 16; 1974) *''Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio | di una casa piena di [[banchetto|banchetti]] festosi e di discordia.'' (17, 1; 1974) *''Iniziare un [[lite|litigio]] è come aprire una diga, | prima che la lite si esasperi, troncala.'' (17, 14; 1974) *''Un [[amicizia|amico]] vuol bene sempre, | è nato per essere un fratello nella sventura.'' (17, 17; 1974) *''Chi è parco di parole possiede la scienza; | uno spirito calmo è un uomo intelligente.'' (17, 27; 1974) *''Anche lo stolto, se [[tacere|tace]], passa per saggio | e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.'' (17, 28; 1974) *''Le parole del [[calunnia|calunniatore]] sono come ghiotti bocconi | che scendono in fondo alle viscere.'' (18, 8; 1974) *''Chi [[risposta|risponde]] prima di avere ascoltato | mostra stoltezza a propria confusione.'' (18, 13; 1974) *''Chi ha trovato una [[moglie]] ha trovato una fortuna, | ha ottenuto il favore del Signore.'' (18, 22; 1974) *''Lo [[zelo]] senza riflessione non è cosa buona, | e chi va a passi frettolosi inciampa.'' (19, 2; 1974) *''Le [[Ricchezza e povertà|ricchezze]] moltiplicano gli amici, | ma il [[Ricchezza e povertà|povero]] è abbandonato anche dall'amico che ha.'' (19, 4; 1974) *''Chi acquista [[senno]] ama se stesso | e chi agisce con prudenza trova fortuna.'' (19, 8; 1974) *''Il senno rende l'uomo lento all'ira, | ed egli considera un suo onore passare sopra le offese.'' (19, 11; 1994) *''Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore | che gli ripagherà la buona azione.'' (19, 17; 1974) *''Molte sono le idee nella mente dell'uomo, | ma solo il disegno del Signore resta saldo.'' (19, 21; 1974) *''Il [[vino]] è rissoso, il [[liquore]] è tumultuoso; | chiunque se ne inebria non è saggio.'' (20, 1; 1974) *''È una gloria per l'uomo astenersi dalle contese, | attaccar briga è proprio degli stolti.'' (20, 3; 1974) *''Come acque profonde sono i [[consiglio|consigli]] nel cuore umano, | l'uomo accorto le sa attingere.'' (20, 5; 1974) *''È piacevole all'uomo il [[pane]] procurato con frode, | ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia.'' (20, 17; 1974) *''I guadagni accumulati in fretta da principio | non saranno benedetti alla fine.'' (20, 21; 1974) *''Vanto dei [[Giovinezza e senilità|giovani]] è la loro forza, | ornamento dei [[Giovinezza e senilità|vecchi]] è la [[canizie]].'' (20, 29; 1974) *''Le [[ferita|ferite]] sanguinanti spurgano il male, | le [[percosse]] purificano i recessi del cuore.'' (20, 30; 1974) *''Occhi alteri e cuore superbo, | lucerna degli empi, è il [[peccato]].'' (21, 4; 1974) *''La violenza degli [[empietà|empi]] li travolge, | perché rifiutano di praticare la giustizia.'' (21, 7; 1974) *''La via del [[Innocente e colpevole|colpevole]] è tortuosa, | ma l'innocente opera con rettitudine.'' (21, 8; 1994) *''È meglio abitare su un angolo del [[tetto]] | che avere una [[moglie]] litigiosa e casa in comune.'' (21, 9; 1974) *''Un [[dono|regalo]] fatto in segreto calma la collera, | un dono di sotto mano placa il furore violento.'' (21, 14; 1974) *''È una gioia per il giusto che sia fatta [[giustizia]], | mentre è un terrore per i malfattori.'' (21, 15; 1974) *''Diventerà [[indigenza|indigente]] chi ama i piaceri | e chi ama vino e profumi non arricchirà.'' (21, 17; 1974) *''Meglio abitare in un deserto | che con una moglie litigiosa e irritabile.'' (21, 19; 1974) *''Chi segue la giustizia e la [[misericordia]] | troverà vita e gloria.'' (21, 21; 1974) *''Tutta la vita l'[[Empietà|empio]] indulge alla [[cupidigia]], | mentre il giusto dona senza risparmiare.'' (21, 26; 1974) *''Il [[sacrificio]] degli empi è un abominio, | tanto più se offerto con cattiva intenzione.'' (21, 27; 1974) *''L'empio fa la [[faccia tosta]], | ma l'uomo retto rende ferma la sua condotta.'' (21, 29; 1994) *''Un [[buon nome]] val più di grandi ricchezze | e la benevolenza altrui più dell'argento e dell'oro.'' (22, 1; 1974) *''L'[[Accortezza|accorto]] vede il pericolo e si nasconde, | gli inesperti vanno avanti e la pagano.'' (22, 3; 1974) *''Frutti dell'[[umiltà]] sono il timore di Dio, | la ricchezza, l'onore e la vita.'' (22, 4; 1974) *''La [[stoltezza]] è legata al cuore del fanciullo, | ma il bastone della [[correzione]] l'allontanerà da lui.'' (22, 15; 1974) *''Opprimere il povero non fa che arricchirlo, | dare a un ricco non fa che impoverirlo.'' (22, 16; 1974) *''Non ti associare a un [[collera|collerico]] | e non praticare un uomo iracondo, | per non imparare i suoi costumi | e procurarti una trappola per la tua vita.'' (22, 24 – 25; 1974) *''Non affannarti per [[Ricchezza|arricchire]], | rinunzia a un simile pensiero; | appena vi fai volare gli occhi sopra, | essa già non è più: | perché mette ali come aquila | e vola verso il cielo.'' (23, 4 – 5; 1974) *''Piega il cuore alla correzione | e l'orecchio ai discorsi sapienti. | Non risparmiare al giovane la correzione, | anche se tu lo batti con la [[verga]], non morirà; | anzi, se lo batti con la verga, | lo salverai dagli inferi.'' (23, 12 – 14; 1974) *''Non essere fra quelli che s'inebriano di vino, | né fra coloro che son ghiotti di [[carne]], | perché l'ubriacone e il ghiottone impoveriranno | e il [[dormiglione]] si vestirà di stracci.'' (23, 20 – 21; 1974) *''Per chi i guai? Per chi i lamenti? | Per chi i litigi? Per chi i gemiti? | A chi le percosse per futili motivi? | A chi gli occhi rossi? | Per quelli che si perdono dietro al [[vino]] | e vanno a gustare vino puro. | Non guardare il vino quando rosseggia, | quando scintilla nella coppa | e scende giù piano piano; | finirà con il morderti come un serpente | e pungerti come una vipera. | Allora i tuoi occhi vedranno cose strane | e la tua mente dirà cose sconnesse. | Ti parrà di giacere in alto mare | o di dormire in cima all'albero maestro.'' (23, 29 – 34; 1974) *''Con la sapienza si costruisce la [[casa]] | e con la prudenza la si rende salda; | con la scienza si riempiono le sue stanze | di tutti i beni preziosi e deliziosi.'' (24, 3 – 4; 1974) *[...] ''con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, | e la vittoria sta nel gran numero dei [[consigliere|consiglieri]].'' (24, 6; 1994) *''Chi trama per fare il male | si chiama [[mestatore]].'' (24, 8; 1974) *''Se hai trovato il [[miele]], mangiane quanto ti basta, | per non esserne nauseato e poi vomitarlo.'' (25, 16; 1974) *''Metti di rado il piede in casa del tuo [[Vicinanza|vicino]], | perché non si stanchi di te e ti prenda in odio.'' (25, 17; 1974) *''Se il tuo [[nemico]] ha fame, dagli pane da mangiare, | se ha sete, dagli acqua da bere; | perché così ammasserai carboni ardenti sul suo capo | e il Signore ti ricompenserà.'' (25, 21 – 22; 1974) *''Fontana torbida e sorgente inquinata, | tale è il giusto che vacilla di fronte al malvagio.'' (25, 26; 2008) *''Mangiare troppo miele non è bene, | né lasciarsi prendere da parole [[adulazione|adulatrici]].'' (25, 27; 1974) *''L'uomo che non ha [[autocontrollo]], | è una città smantellata, priva di mura.'' (25, 28; 1994) *''Come la neve non si addice all'estate, né la pioggia al tempo della mietitura, | così non si addice la [[gloria]] allo [[stoltezza|stolto]].'' (26, 1; 1994) *''Come svolazza il passero e come vola la rondine, | così la [[maledizione]] non meritata non ha effetto.'' (26, 2; 2010) *''Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza | per non divenire anche tu simile a lui. | Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza | perché egli non si creda saggio.'' (26, 4 – 5; 1974) *''Malferme sono le gambe dello zoppo, | così una [[massima]] sulla bocca degli stolti.'' (26, 7; 1974) *''Una massima in bocca agli stolti | è come un ramo spinoso in mano a un ubriaco.'' (26, 9; 1994) *''Come il cane torna al suo vomito, | così lo stolto ripete le sue stoltezze.'' (26, 11; 1974) *''Hai visto un uomo che si crede [[Saggezza|saggio]]? | È meglio sperare in uno stolto che in lui.'' (26, 12; 1974) *''Mantice per il carbone e legna per il fuoco, | tale è l'[[attaccabrighe]] per rattizzar le liti.'' (26, 21; 1974) *''Chi scava una fossa vi cadrà dentro | e chi rotola una pietra, gli ricadrà addosso.'' (26, 27; 2008) *''Non ti vantare del [[domani]], | perché non sai neppure che cosa genera l'oggi.'' (27, 1; 1974) *''La collera è crudele, l'ira è impetuosa; | ma chi può resistere alla [[gelosia]]?'' (27, 4; 1974) *''Leali sono le ferite di un [[Amico e nemico|amico]], | fallaci i baci di un [[Amico e nemico|nemico]].'' (27, 6; 1974) *''Chi ha cura del suo [[fico]] ne mangia i frutti; | chi veglia sul suo padrone sarà onorato.'' (27, 18; 2010) *''Come gli inferi e l'abisso non si saziano mai, | così non si saziano mai gli [[Occhio|occhi]] dell'uomo.'' (27, 20; 1974) *''Quelli che violano la [[legge]] lodano l'[[Empietà|empio]], | ma quanti osservano la legge gli muovono guerra.'' (28, 4; 1974) *''Meglio il [[Ricchezza e povertà|povero]] che cammina nella sua integrità, | che il perverso che cammina nella doppiezza, ed è [[Ricchezza e povertà|ricco]].'' (28, 6; 1994) *''Il ricco si crede saggio, | ma il povero intelligente lo scruta bene.'' (28, 11; 1974) *''Chi copre le sue [[Colpa|colpe]] non prospererà, | ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.'' (28, 13; 1994) *''Chi procede con [[rettitudine]] sarà salvato, | chi va per vie tortuose cadrà ad un tratto.'' (28, 18; 1974) *''Chi ama la sapienza allieta il padre, | ma chi frequenta [[prostitute]] dissipa il patrimonio.'' (29, 3; 1974) *''Il re con la giustizia rende prospero il paese, | l'uomo che fa esazioni eccessive lo rovina.'' (29, 4; 1974) *''L'uomo che [[Adulazione|adula]] il suo prossimo | gli tende una rete per i suoi passi.'' (29, 5; 1974) *''Lo stolto dà sfogo a tutto il suo [[malanimo]], | il saggio alla fine lo sa calmare.'' (29, 11; 1974) *''La verga e la correzione danno sapienza, | ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre.'' (29, 15; 1974) *''Correggi il figlio e ti farà contento | e ti procurerà consolazioni.'' (29, 17; 1974) *''L'[[orgoglio]] dell'uomo ne provoca l'umiliazione, | l'umile di cuore ottiene onori.'' (29, 23; 1974) *''Chi è salito al cielo e ne è sceso? | Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? | Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? | Chi ha fissato tutti i confini della terra? | Come si chiama? Qual è il nome di suo figlio, se lo sai?'' ([[Agur]]: 30, 4; 1974) *La [[sanguisuga]] ha due figlie: "Dammi! Dammi!". (30, 15; 1974) *''Tre cose mi sono difficili, | anzi quattro, che io non comprendo: | il [[sentiero]] dell'aquila nell'aria, | il sentiero del serpente sulla roccia, | il sentiero della nave in alto mare, | il sentiero dell'uomo in una giovane.'' (30, 18 – 19; 1974) *''Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, | eppure sono i più saggi dei saggi: | le [[formica|formiche]], popolo senza forza, | che si provvedono il cibo durante l'estate; | gli [[irace|iràci]], popolo imbelle, | ma che hanno la tana sulle rupi; | le [[cavalletta|cavallette]], che non hanno un re, | eppure marciano tutte insieme schierate; | la [[lucertola]], che si può prender con le mani, | ma penetra anche nei palazzi dei re.'' (30, 24 – 28; 1974) :''Il [[geco]] si regge sulle mani | e dimora nelle aule del re.'' (30, 28; 1959) *''Tre esseri hanno un portamento maestoso, | anzi quattro sono eleganti nel camminare: | il [[leone]], il più forte degli animali, | che non indietreggia davanti a nessuno; | il gallo pettoruto e il caprone | e un re alla testa del suo popolo.'' (30, 29 – 31; 1974) *''Spremendo la [[collera]] ne esce la [[lite]].'' (30, 33; 1974) ==[[Explicit]]== <poem> Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città. </poem> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul ''Libro dei Proverbi== *La miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'A. T. e principalmente il libro de' Proverbi? ([[Salvatore De Benedetti]]) ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=proverbi&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Proverbi]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Pr/1/ Proverbi]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Proverbi]] 646hvyo1622u79ljvdwrfvv5d35wwq1 1413581 1413580 2026-05-16T02:51:38Z Gaux 18878 /* Citazioni sul Libro dei Proverbi */ wlink 1413581 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro dei Proverbi''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, tradizionalmente attribuito a [[Salomone]]. ==[[Incipit]]== [[Immagine:Proverb scroll.PNG|miniatura|upright=1.1|left|Pergamena del Libro dei Proverbi]] <poem> Proverbi di [[Salomone]], figlio di [[Davide]], re d'Israele, per conoscere la sapienza e la disciplina, per capire i detti profondi, per acquistare un'istruzione illuminata, equità, giustizia e rettitudine, per dare agli inesperti l'accortezza, ai giovani conoscenza e riflessione. Ascolti il saggio e aumenterà il sapere, e l'uomo accorto acquisterà il dono del [[Consiglio (teologia)|consiglio]], per comprendere proverbi e allegorie, le massime dei saggi e i loro enigmi. Il [[Timore di Dio|timore del Signore]] è il principio della scienza; gli [[stoltezza|stolti]] disprezzano la sapienza e l'istruzione. </poem> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *''Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre | e non disprezzare l'insegnamento di tua madre, | perché saranno una corona graziosa sul tuo capo | e monili per il tuo collo.'' (1, 8 – 9; 1974) *''Invano si tende la [[rete]] | sotto gli occhi degli uccelli.'' (1, 17; 1974) *''Tale è la fine di chi è avido di guadagno; | la [[cupidigia]] toglie di mezzo colui che ne è dominato.'' (1, 19; 2008) *''Fino a quando, o [[inesperienza|inesperti]], amerete l'inesperienza | e i [[beffardo|beffardi]] si compiaceranno delle loro beffe | e gli sciocchi avranno in odio la scienza?'' (1, 22; 1974) *''Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà | e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire'' [...]. (1, 32; 1974) *''Gli uomini [[rettitudine|retti]] infatti abiteranno la terra, | quelli che sono integri vi rimarranno'' [...]. (2, 21; 1994) *''[[Bontà]] e [[fedeltà]] non ti abbandonino; | lègale intorno al tuo collo, | scrivile sulla tavola del tuo cuore, | e otterrai favore e buon successo | agli occhi di Dio e degli uomini.'' (3, 3 – 4; 1974) *''La [[sapienza]] è più preziosa di ogni perla | e quanto puoi desiderare non l'eguaglia. | Lunghi giorni sono nella sua destra | e nella sua sinistra ricchezza e onore; | le sue vie sono vie deliziose | e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.'' (3, 15 – 17; 2008) *''Il Signore ha fondato la [[Cielo e terra|terra]] con la sapienza, | ha consolidato i [[Cielo e terra|cieli]] con intelligenza'' [...]. (3, 19; 1974) *''Figlio mio, conserva il [[Consiglio (teologia)|consiglio]] e la riflessione, | né si allontanino mai dai tuoi occhi: | saranno vita per te | e grazia per il tuo collo. | Allora camminerai sicuro per la tua strada | e il tuo piede non inciamperà.'' (3, 21 – 23; 1974) *''Non negare un [[beneficio]] a chi ne ha bisogno, | se è in tuo potere il farlo.'' (3, 27; 1974) *''La [[Benedizione e maledizione|maledizione]] del Signore è sulla casa del malvagio, | mentre egli [[Benedizione e maledizione|benedice]] la dimora dei giusti. | Dei [[beffardo|beffardi]] egli si fa beffe | e agli umili concede la grazia.'' (3, 33 – 34; 1974) *''Attieniti alla [[disciplina]], non lasciarla, | pràticala, perché essa è la tua vita. | Non battere la strada degli [[empietà|empi]] | e non procedere per la via dei malvagi. | Evita quella strada, non passarvi, | sta' lontano e passa oltre. | Essi non dormono, se non fanno del male; | non si lasciano prendere dal sonno, | se non fanno cadere qualcuno; | mangiano il pane dell'empietà | e bevono il vino della violenza.'' (4, 13 – 17; 1974) *[...] ''il sentiero dei giusti è come la [[Luce e oscurità|luce]] che spunta | e va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno. | La via degli empi è come il [[Luce e oscurità|buio]]; | essi non scorgono ciò che li farà cadere.'' (4, 18 – 19; 1994) *''Poiché le labbra dell'[[adulterio|adultera]] stillano miele, | la sua bocca è più morbida dell'olio; | ma la fine a cui conduce è amara come l'assenzio, | è affilata come una spada a doppio taglio.'' (5, 3 – 4; 1994) *[...] ''trova gioia nella [[sposa]] della tua gioventù. | Cerva d'amore, capriola di grazia, | le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, | e sii sempre rapito nell'affetto suo.'' (5, 18 – 19; 1994) *''L'[[empietà|empio]] sarà preso nelle proprie iniquità, | tenuto stretto dalle funi del suo peccato. | Egli morirà per mancanza di correzione, | andrà vacillando per la grandezza della sua follia.'' (5, 22 – 23; 1994) *''Figlio mio, se hai [[garanzia|garantito]] per il tuo prossimo, | se hai dato la tua mano per un estraneo, | se ti sei legato con le parole delle tue labbra | e ti sei lasciato prendere dalle parole della tua bocca, | figlio mio, fa' così per liberartene: | poiché sei caduto nelle mani del tuo prossimo, | va', gèttati ai suoi piedi, importuna il tuo prossimo; | non concedere sonno ai tuoi occhi | né riposo alle tue palpebre, | lìberatene come la gazzella dal laccio, | come un uccello dalle mani del cacciatore.'' (6, 1 – 5; 1974) *''Va' dalla [[formica]], o [[pigrizia|pigro]], | guarda le sue abitudini e diventa saggio. | Essa non ha né capo, | né sorvegliante, né padrone, | eppure d'estate si provvede il vitto, | al tempo della mietitura accumula il cibo.'' (6, 6 – 8; 1974) *''Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire? | Quando ti scuoterai dal sonno? | Un po' dormire, un po' sonnecchiare, | un po' incrociare le braccia per riposare | e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo, | e l'indigenza, come un mendicante.'' (6, 9 – 11; 1974) *''Il [[perverso]], uomo iniquo, | va con la bocca distorta, | ammicca con gli occhi, stropiccia i piedi | e fa cenni con le dita. | Cova propositi malvagi nel cuore, | in ogni tempo suscita liti | Per questo improvvisa verrà la sua rovina, | in un attimo crollerà senza rimedio.'' (6, 12 – 15; 1974) *''Il [[precetto]] è infatti una lampada, | l'insegnamento una luce, | le correzioni e la disciplina sono la via della vita'' [...]. (6, 23; 1994) *''Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza, | non ti lasciar prendere dalle sue palpebre; | poiché per una donna corrotta uno si riduce a un pezzo di pane, | e la donna [[adulterio|adultera]] sta in agguato contro una vita preziosa. | Uno si metterà forse del fuoco in petto | senza che i suoi abiti si brucino? | Camminerà forse sui carboni accesi | senza scottarsi i piedi? | Così è di chi va dalla moglie del prossimo; | chi la tocca non rimarrà impunito.'' (6, 25 – 29; 1994) *''Chi commette adulterio è un insensato, | agendo in tal modo rovina se stesso. | Incontrerà percosse e disonore, | la sua vergogna non sarà cancellata, | poiché la gelosia accende l'ira del marito, | che non avrà pietà nel giorno della vendetta.'' (6, 32 – 34; 2008) *''Di' alla sapienza: "Tu sei mia sorella", | e chiama amica l'intelligenza, | perché ti protegga dalla donna straniera, | dalla sconosciuta che ha parole seducenti.'' (7, 4 – 5; 2008) *''Chi corregge il [[beffardo]] se ne attira il disprezzo, | chi rimprovera l'empio se ne attira l'insulto. | Non [[rimprovero|rimproverare]] il beffardo per non farti odiare; | rimprovera il saggio ed egli ti amerà.'' (9, 7 – 8; 1974) *''Se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio, | se sei beffardo, tu solo ne porterai la pena.'' (9, 12; 1974) *''Il [[Genitore e figlio|figlio]] saggio rende lieto il padre; | il figlio stolto contrista la madre.'' (10, 1; 1974) *''Chi è saggio di cuore accetta i [[precetto|precetti]], | chi è stolto di labbra va in rovina.'' (10, 8; 2008) *''Chi cammina nell'[[integrità]] va sicuro, | chi rende tortuose le sue vie sarà scoperto.'' (10, 9; 1974) *''Chi chiude un occhio causa dolore, | chi riprende a viso aperto procura pace.'' (10, 10; 1974) *''L'[[amore e odio|odio]] suscita litigi, | l'[[amore]] ricopre ogni colpa.'' (10, 12; 1974) *''Il [[salario]] del giusto serve per la vita, | il guadagno dell'empio è per i vizi.'' (10, 16; 1974) *''È sulla via della vita chi osserva la [[disciplina]], | chi trascura la [[correzione]] si smarrisce.'' (10, 17; 1974) *''All'empio succede quello che teme, | ma ai giusti è concesso quello che desiderano.'' (10, 24; 1994) *''Come l'aceto ai denti e il fumo agli occhi | così è il [[pigrizia|pigro]] per chi gli affida una missione.'' (10, 26; 1974) *''La [[bilancia]] falsa è in abominio al Signore, | ma del peso esatto egli si compiace.'' (11, 1; 1974) *''Viene la superbia, verrà anche l'obbrobrio, | mentre la saggezza è presso gli umili.'' (11, 2; 1974) :''Dove c'è [[insolenza]] c'è anche disonore, | ma la sapienza sta con gli umili.'' (2008) *''L'[[integrità]] guida gli uomini retti, | la malvagità è la rovina dei perfidi.'' (11, 3; 2008) *''La [[giustizia]] dell'uomo onesto gli spiana la via; | per la sua empietà cade l'empio. | La giustizia degli uomini retti li salva, | nella [[cupidigia]] restano presi i perfidi.'' (11, 5 – 6; 1974) *''Il giusto è salvato dalla tribolazione, | e l'empio ne prende il posto.'' (11, 8; 1994) *''Chi [[disprezzo|disprezza]] il suo prossimo è privo di senno, | l'uomo prudente invece tace.'' (11, 12; 1974) *''Senza una direzione un popolo decade, | il successo sta nel buon numero di [[consigliere|consiglieri]].'' (11, 14; 1974) *''Chi [[garanzia|garantisce]] per un estraneo si troverà male, | chi avversa le strette di mano a garanzia, vive tranquillo.'' (11, 15; 1974) *''Benefica se stesso l'uomo [[misericordia|misericordioso]], | il crudele invece tormenta la sua stessa carne.'' (11, 17; 1974) *''L'empio realizza profitti fallaci, | ma per chi semina la [[giustizia]] il salario è sicuro. | Chi pratica la giustizia si procura la [[vita e morte|vita]], | chi segue il male va verso la [[vita e morte|morte]].'' (11, 18 – 19; 1974) :''La [[clemenza]] predispone alla vita | e la frequenza del male alla morte.'' (11, 19; 1959) *''Un cuore perverso il Signore lo detesta: | egli si compiace di chi ha una condotta integra.'' (11, 20; 2008) *''Un anello d'oro al naso d'un [[maiale|porco]], | tale è la [[donna]] bella ma priva di senno.'' (11, 22; 1974) *''Chi accaparra il [[grano]] è maledetto dal popolo, | la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende.'' (11, 26; 1974) *''Chi si adopera per il [[Bene e male|bene]] si attira benevolenza, | ma chi cerca il [[Bene e male|male]], male lo colpirà.'' (11, 27; 1994) *''Il frutto del giusto è un [[Albero della vita|albero di vita]], | il saggio conquista gli animi.'' (11, 30; 1974) *''La donna virtuosa è la corona del [[Marito e moglie|marito]], | ma quella che fa vergogna gli è un tarlo nelle ossa.'' (12, 4; 1994) *''Il giusto ha cura del suo [[animale|bestiame]], | ma i sentimenti degli empi sono spietati.'' (12, 10; 1974) :''Il giusto ha cura della vita delle sue bestiole, | ma le viscere degli empi sono crudeli.'' (1959) *''Lo stolto giudica diritta la sua condotta, | il saggio, invece, ascolta il [[consiglio]].'' (12, 15; 1974) *''Lo stolto manifesta subito la sua collera, | l'accorto dissimula l'[[offesa]].'' (12, 16; 1974) *''V'è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; | ma la [[lingua]] dei saggi risana. | La bocca verace resta ferma per sempre, | la lingua bugiarda per un istante solo.'' (12, 18 – 19; 1974) *''La mano [[operosità|operosa]] ottiene il comando, | quella pigra sarà per il [[lavoro forzato]].'' (12, 24; 1974) *''Il pigro non arrostisce la sua selvaggina, | ma l'operosità è per l'uomo un tesoro prezioso.'' (12, 27; 1994) *''Nel sentiero della [[giustizia]] sta la vita, | e nella via che essa traccia non c'è morte.'' (12, 28; 1994) *''Il [[figlio]] saggio ascolta l'istruzione di suo padre, | ma il beffardo non ascolta rimproveri.'' (13, 1; 1994) *''Il pigro desidera, e non ha nulla, | ma l'operoso sarà pienamente soddisfatto.'' (13, 4; 1994) :''Il pigro brama, ma non c'è nulla per il suo [[appetito]], | mentre l'appetito dei laboriosi sarà soddisfatto.'' (2008) *''C'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|ricco]] e non ha nulla; | c'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|povero]] e ha molti beni.'' (13, 7; 1974) *''La ricchezza di un uomo serve come riscatto della sua vita, | ma il povero non ode mai minacce.'' (13, 8; 1994) *''La luce dei giusti allieta, | la lucerna degli empi si spegne.'' (13, 9; 1974) *''L'[[insolenza]] provoca soltanto contese, | la sapienza si trova presso coloro che prendono consiglio.'' (13, 10; 1974) *''Un'[[attesa]] troppo prolungata fa male al cuore, | un desiderio soddisfatto è albero di vita.'' (13, 12; 1974) *''Il messaggero malvagio cade in sciagure, | ma l'[[ambasciatore]] fedele porta guarigione.'' (13, 17; 1994) *''Chi risparmia il bastone odia suo figlio, | chi lo ama è pronto a correggerlo.'' (13, 24; 1974) *''La sapienza di una [[Casalinga|massaia]] costruisce la casa, | la stoltezza la demolisce con le mani.'' (14, 1; 1974) *''Chi procede con [[rettitudine]] teme il Signore, | chi si scosta dalle sue vie lo disprezza.'' (14, 2; 1974) *''Senza [[bue|buoi]], niente grano, | l'abbondanza del raccolto sta nel vigore del [[toro]].'' (14, 4; 1974) :''Dove mancano i buoi è vuoto il [[granaio]], | ma l'abbondanza della raccolta sta nella forza del bue.'' (1994) *''Il [[beffardo]] ricerca la sapienza ma invano, | la scienza è cosa facile per il prudente.'' (14, 6; 1974) *''Il [[cuore]] conosce la propria amarezza | e alla sua gioia non partecipa l'estraneo.'' (14, 10; 1974) *''Anche fra il [[risata|riso]] il cuore prova dolore | e la gioia può finire in pena.'' (14, 13; 1974) *''L'[[ingenuità|ingenuo]] crede a tutto quel che si dice, | ma l'uomo prudente fa attenzione ai suoi passi.'' (14, 15; 1994) *''L'[[ira|iracondo]] commette sciocchezze, | il riflessivo sopporta.'' (14, 17; 1974) *''Gli [[inesperienza|inesperti]] ereditano la stoltezza, | gli accorti si coronano di scienza.'' (14, 18; 2008) *''In ogni fatica c'è un vantaggio, | ma la [[loquacità]] produce solo miseria.'' (14, 23; 1974) *''Corona dei saggi è la loro [[accortezza]], | corona degli stolti la loro stoltezza.'' (14, 24; 1974) *''Salvatore di vite è un [[Testimonianza|testimone]] vero; | chi spaccia menzogne è un [[impostore]].'' (14, 25; 1974) *''Nel [[Timore di Dio|timore del Signore]] sta la fiducia del forte; | anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. | Il timore del Signore è fonte di vita | per sfuggire ai lacci della morte.'' (14, 26 – 27; 2008) *''Chi è lento all'[[ira]] ha molto buon senso, | ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia.'' (14, 29; 1994) *''Un cuore tranquillo è la vita di tutto il corpo, | l'[[invidia]] è la carie delle ossa.'' (14, 30; 1974) *''Chi opprime il [[povero]] offende il suo creatore, | chi ha pietà del misero lo onora.'' (14, 31; 1974) *''La giustizia fa onore a una nazione, | ma il [[peccato]] segna il declino dei [[popolo|popoli]].'' (14, 34; 1974) *''Una [[risposta]] gentile calma la collera, | una parola pungente eccita l'ira.'' (15, 1; 1974) *''La condotta perversa è in abominio al Signore; | egli ama chi pratica la giustizia.'' (15, 9; 1974) *''Lo [[spavalderia|spavaldo]] non vuol essere corretto, | egli non si accompagna con i saggi.'' (15, 12; 1974) *''Un piatto di [[verdura]] con l'amore | è meglio di un bue grasso con l'odio.'' (15, 17; 1974) *''I disegni falliscono, dove mancano i consigli, | ma riescono, dove sono molti i consiglieri.'' (15, 22; 1994) *''Per l'uomo [[sagacia|sagace]] la via della vita conduce in alto, | gli fa evitare il soggiorno dei morti, situato in basso.'' (15, 24; 1994) *''Uno [[sguardo]] luminoso allieta il cuore; | una [[notizia]] lieta rianima le ossa.'' (15, 30; 1974) *''All'uomo appartengono i [[progetto|progetti]] della mente, | ma dal Signore viene la risposta.'' (16, 1; 1974) *''La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, | ma il Signore dirige i suoi passi.'' (16, 9; 1974) *''La [[stadera]] e le bilance giuste appartengono al Signore, | sono opera sua tutti i pesi del sacchetto.'' (16, 11; 1974) *''Delle [[Labbro|labbra]] giuste si compiace il [[re]] | e ama chi parla con rettitudine.'' (16, 13; 1974) *''Prima della rovina viene l'[[orgoglio]] | e prima della caduta lo spirito altero.'' (16, 18; 1974) *''È meglio abbassarsi con gli umili | che spartire la preda con i [[Superbia|superbi]].'' (16, 19; 1974) *''Corona magnifica è la [[Capelli bianchi|canizie]], | ed essa si trova sulla via della giustizia.'' (16, 31; 1974) *''Il [[pazienza|paziente]] val più di un eroe, | chi [[autocontrollo|domina se stesso]] val più di chi conquista una città.'' (16, 32; 1974) *''È molto meglio possedere la [[sapienza]] che l'oro, | il possesso dell'[[intelligenza]] è preferibile all'[[argento]].'' (16, 16; 1974) *''Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio | di una casa piena di [[banchetto|banchetti]] festosi e di discordia.'' (17, 1; 1974) *''Iniziare un [[lite|litigio]] è come aprire una diga, | prima che la lite si esasperi, troncala.'' (17, 14; 1974) *''Un [[amicizia|amico]] vuol bene sempre, | è nato per essere un fratello nella sventura.'' (17, 17; 1974) *''Chi è parco di parole possiede la scienza; | uno spirito calmo è un uomo intelligente.'' (17, 27; 1974) *''Anche lo stolto, se [[tacere|tace]], passa per saggio | e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.'' (17, 28; 1974) *''Le parole del [[calunnia|calunniatore]] sono come ghiotti bocconi | che scendono in fondo alle viscere.'' (18, 8; 1974) *''Chi [[risposta|risponde]] prima di avere ascoltato | mostra stoltezza a propria confusione.'' (18, 13; 1974) *''Chi ha trovato una [[moglie]] ha trovato una fortuna, | ha ottenuto il favore del Signore.'' (18, 22; 1974) *''Lo [[zelo]] senza riflessione non è cosa buona, | e chi va a passi frettolosi inciampa.'' (19, 2; 1974) *''Le [[Ricchezza e povertà|ricchezze]] moltiplicano gli amici, | ma il [[Ricchezza e povertà|povero]] è abbandonato anche dall'amico che ha.'' (19, 4; 1974) *''Chi acquista [[senno]] ama se stesso | e chi agisce con prudenza trova fortuna.'' (19, 8; 1974) *''Il senno rende l'uomo lento all'ira, | ed egli considera un suo onore passare sopra le offese.'' (19, 11; 1994) *''Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore | che gli ripagherà la buona azione.'' (19, 17; 1974) *''Molte sono le idee nella mente dell'uomo, | ma solo il disegno del Signore resta saldo.'' (19, 21; 1974) *''Il [[vino]] è rissoso, il [[liquore]] è tumultuoso; | chiunque se ne inebria non è saggio.'' (20, 1; 1974) *''È una gloria per l'uomo astenersi dalle contese, | attaccar briga è proprio degli stolti.'' (20, 3; 1974) *''Come acque profonde sono i [[consiglio|consigli]] nel cuore umano, | l'uomo accorto le sa attingere.'' (20, 5; 1974) *''È piacevole all'uomo il [[pane]] procurato con frode, | ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia.'' (20, 17; 1974) *''I guadagni accumulati in fretta da principio | non saranno benedetti alla fine.'' (20, 21; 1974) *''Vanto dei [[Giovinezza e senilità|giovani]] è la loro forza, | ornamento dei [[Giovinezza e senilità|vecchi]] è la [[canizie]].'' (20, 29; 1974) *''Le [[ferita|ferite]] sanguinanti spurgano il male, | le [[percosse]] purificano i recessi del cuore.'' (20, 30; 1974) *''Occhi alteri e cuore superbo, | lucerna degli empi, è il [[peccato]].'' (21, 4; 1974) *''La violenza degli [[empietà|empi]] li travolge, | perché rifiutano di praticare la giustizia.'' (21, 7; 1974) *''La via del [[Innocente e colpevole|colpevole]] è tortuosa, | ma l'innocente opera con rettitudine.'' (21, 8; 1994) *''È meglio abitare su un angolo del [[tetto]] | che avere una [[moglie]] litigiosa e casa in comune.'' (21, 9; 1974) *''Un [[dono|regalo]] fatto in segreto calma la collera, | un dono di sotto mano placa il furore violento.'' (21, 14; 1974) *''È una gioia per il giusto che sia fatta [[giustizia]], | mentre è un terrore per i malfattori.'' (21, 15; 1974) *''Diventerà [[indigenza|indigente]] chi ama i piaceri | e chi ama vino e profumi non arricchirà.'' (21, 17; 1974) *''Meglio abitare in un deserto | che con una moglie litigiosa e irritabile.'' (21, 19; 1974) *''Chi segue la giustizia e la [[misericordia]] | troverà vita e gloria.'' (21, 21; 1974) *''Tutta la vita l'[[Empietà|empio]] indulge alla [[cupidigia]], | mentre il giusto dona senza risparmiare.'' (21, 26; 1974) *''Il [[sacrificio]] degli empi è un abominio, | tanto più se offerto con cattiva intenzione.'' (21, 27; 1974) *''L'empio fa la [[faccia tosta]], | ma l'uomo retto rende ferma la sua condotta.'' (21, 29; 1994) *''Un [[buon nome]] val più di grandi ricchezze | e la benevolenza altrui più dell'argento e dell'oro.'' (22, 1; 1974) *''L'[[Accortezza|accorto]] vede il pericolo e si nasconde, | gli inesperti vanno avanti e la pagano.'' (22, 3; 1974) *''Frutti dell'[[umiltà]] sono il timore di Dio, | la ricchezza, l'onore e la vita.'' (22, 4; 1974) *''La [[stoltezza]] è legata al cuore del fanciullo, | ma il bastone della [[correzione]] l'allontanerà da lui.'' (22, 15; 1974) *''Opprimere il povero non fa che arricchirlo, | dare a un ricco non fa che impoverirlo.'' (22, 16; 1974) *''Non ti associare a un [[collera|collerico]] | e non praticare un uomo iracondo, | per non imparare i suoi costumi | e procurarti una trappola per la tua vita.'' (22, 24 – 25; 1974) *''Non affannarti per [[Ricchezza|arricchire]], | rinunzia a un simile pensiero; | appena vi fai volare gli occhi sopra, | essa già non è più: | perché mette ali come aquila | e vola verso il cielo.'' (23, 4 – 5; 1974) *''Piega il cuore alla correzione | e l'orecchio ai discorsi sapienti. | Non risparmiare al giovane la correzione, | anche se tu lo batti con la [[verga]], non morirà; | anzi, se lo batti con la verga, | lo salverai dagli inferi.'' (23, 12 – 14; 1974) *''Non essere fra quelli che s'inebriano di vino, | né fra coloro che son ghiotti di [[carne]], | perché l'ubriacone e il ghiottone impoveriranno | e il [[dormiglione]] si vestirà di stracci.'' (23, 20 – 21; 1974) *''Per chi i guai? Per chi i lamenti? | Per chi i litigi? Per chi i gemiti? | A chi le percosse per futili motivi? | A chi gli occhi rossi? | Per quelli che si perdono dietro al [[vino]] | e vanno a gustare vino puro. | Non guardare il vino quando rosseggia, | quando scintilla nella coppa | e scende giù piano piano; | finirà con il morderti come un serpente | e pungerti come una vipera. | Allora i tuoi occhi vedranno cose strane | e la tua mente dirà cose sconnesse. | Ti parrà di giacere in alto mare | o di dormire in cima all'albero maestro.'' (23, 29 – 34; 1974) *''Con la sapienza si costruisce la [[casa]] | e con la prudenza la si rende salda; | con la scienza si riempiono le sue stanze | di tutti i beni preziosi e deliziosi.'' (24, 3 – 4; 1974) *[...] ''con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, | e la vittoria sta nel gran numero dei [[consigliere|consiglieri]].'' (24, 6; 1994) *''Chi trama per fare il male | si chiama [[mestatore]].'' (24, 8; 1974) *''Se hai trovato il [[miele]], mangiane quanto ti basta, | per non esserne nauseato e poi vomitarlo.'' (25, 16; 1974) *''Metti di rado il piede in casa del tuo [[Vicinanza|vicino]], | perché non si stanchi di te e ti prenda in odio.'' (25, 17; 1974) *''Se il tuo [[nemico]] ha fame, dagli pane da mangiare, | se ha sete, dagli acqua da bere; | perché così ammasserai carboni ardenti sul suo capo | e il Signore ti ricompenserà.'' (25, 21 – 22; 1974) *''Fontana torbida e sorgente inquinata, | tale è il giusto che vacilla di fronte al malvagio.'' (25, 26; 2008) *''Mangiare troppo miele non è bene, | né lasciarsi prendere da parole [[adulazione|adulatrici]].'' (25, 27; 1974) *''L'uomo che non ha [[autocontrollo]], | è una città smantellata, priva di mura.'' (25, 28; 1994) *''Come la neve non si addice all'estate, né la pioggia al tempo della mietitura, | così non si addice la [[gloria]] allo [[stoltezza|stolto]].'' (26, 1; 1994) *''Come svolazza il passero e come vola la rondine, | così la [[maledizione]] non meritata non ha effetto.'' (26, 2; 2010) *''Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza | per non divenire anche tu simile a lui. | Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza | perché egli non si creda saggio.'' (26, 4 – 5; 1974) *''Malferme sono le gambe dello zoppo, | così una [[massima]] sulla bocca degli stolti.'' (26, 7; 1974) *''Una massima in bocca agli stolti | è come un ramo spinoso in mano a un ubriaco.'' (26, 9; 1994) *''Come il cane torna al suo vomito, | così lo stolto ripete le sue stoltezze.'' (26, 11; 1974) *''Hai visto un uomo che si crede [[Saggezza|saggio]]? | È meglio sperare in uno stolto che in lui.'' (26, 12; 1974) *''Mantice per il carbone e legna per il fuoco, | tale è l'[[attaccabrighe]] per rattizzar le liti.'' (26, 21; 1974) *''Chi scava una fossa vi cadrà dentro | e chi rotola una pietra, gli ricadrà addosso.'' (26, 27; 2008) *''Non ti vantare del [[domani]], | perché non sai neppure che cosa genera l'oggi.'' (27, 1; 1974) *''La collera è crudele, l'ira è impetuosa; | ma chi può resistere alla [[gelosia]]?'' (27, 4; 1974) *''Leali sono le ferite di un [[Amico e nemico|amico]], | fallaci i baci di un [[Amico e nemico|nemico]].'' (27, 6; 1974) *''Chi ha cura del suo [[fico]] ne mangia i frutti; | chi veglia sul suo padrone sarà onorato.'' (27, 18; 2010) *''Come gli inferi e l'abisso non si saziano mai, | così non si saziano mai gli [[Occhio|occhi]] dell'uomo.'' (27, 20; 1974) *''Quelli che violano la [[legge]] lodano l'[[Empietà|empio]], | ma quanti osservano la legge gli muovono guerra.'' (28, 4; 1974) *''Meglio il [[Ricchezza e povertà|povero]] che cammina nella sua integrità, | che il perverso che cammina nella doppiezza, ed è [[Ricchezza e povertà|ricco]].'' (28, 6; 1994) *''Il ricco si crede saggio, | ma il povero intelligente lo scruta bene.'' (28, 11; 1974) *''Chi copre le sue [[Colpa|colpe]] non prospererà, | ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.'' (28, 13; 1994) *''Chi procede con [[rettitudine]] sarà salvato, | chi va per vie tortuose cadrà ad un tratto.'' (28, 18; 1974) *''Chi ama la sapienza allieta il padre, | ma chi frequenta [[prostitute]] dissipa il patrimonio.'' (29, 3; 1974) *''Il re con la giustizia rende prospero il paese, | l'uomo che fa esazioni eccessive lo rovina.'' (29, 4; 1974) *''L'uomo che [[Adulazione|adula]] il suo prossimo | gli tende una rete per i suoi passi.'' (29, 5; 1974) *''Lo stolto dà sfogo a tutto il suo [[malanimo]], | il saggio alla fine lo sa calmare.'' (29, 11; 1974) *''La verga e la correzione danno sapienza, | ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre.'' (29, 15; 1974) *''Correggi il figlio e ti farà contento | e ti procurerà consolazioni.'' (29, 17; 1974) *''L'[[orgoglio]] dell'uomo ne provoca l'umiliazione, | l'umile di cuore ottiene onori.'' (29, 23; 1974) *''Chi è salito al cielo e ne è sceso? | Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? | Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? | Chi ha fissato tutti i confini della terra? | Come si chiama? Qual è il nome di suo figlio, se lo sai?'' ([[Agur]]: 30, 4; 1974) *La [[sanguisuga]] ha due figlie: "Dammi! Dammi!". (30, 15; 1974) *''Tre cose mi sono difficili, | anzi quattro, che io non comprendo: | il [[sentiero]] dell'aquila nell'aria, | il sentiero del serpente sulla roccia, | il sentiero della nave in alto mare, | il sentiero dell'uomo in una giovane.'' (30, 18 – 19; 1974) *''Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, | eppure sono i più saggi dei saggi: | le [[formica|formiche]], popolo senza forza, | che si provvedono il cibo durante l'estate; | gli [[irace|iràci]], popolo imbelle, | ma che hanno la tana sulle rupi; | le [[cavalletta|cavallette]], che non hanno un re, | eppure marciano tutte insieme schierate; | la [[lucertola]], che si può prender con le mani, | ma penetra anche nei palazzi dei re.'' (30, 24 – 28; 1974) :''Il [[geco]] si regge sulle mani | e dimora nelle aule del re.'' (30, 28; 1959) *''Tre esseri hanno un portamento maestoso, | anzi quattro sono eleganti nel camminare: | il [[leone]], il più forte degli animali, | che non indietreggia davanti a nessuno; | il gallo pettoruto e il caprone | e un re alla testa del suo popolo.'' (30, 29 – 31; 1974) *''Spremendo la [[collera]] ne esce la [[lite]].'' (30, 33; 1974) ==[[Explicit]]== <poem> Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città. </poem> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul ''Libro dei Proverbi== *La miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? ([[Salvatore De Benedetti]]) ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=proverbi&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Proverbi]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Pr/1/ Proverbi]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Proverbi]] 2b66nfumwb3744709jsind9bpz1xbcb 1413585 1413581 2026-05-16T03:02:48Z Gaux 18878 /* Citazioni sul Libro dei Proverbi */ altra di De Benedetti 1413585 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro dei Proverbi''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, tradizionalmente attribuito a [[Salomone]]. ==[[Incipit]]== [[Immagine:Proverb scroll.PNG|miniatura|upright=1.1|left|Pergamena del Libro dei Proverbi]] <poem> Proverbi di [[Salomone]], figlio di [[Davide]], re d'Israele, per conoscere la sapienza e la disciplina, per capire i detti profondi, per acquistare un'istruzione illuminata, equità, giustizia e rettitudine, per dare agli inesperti l'accortezza, ai giovani conoscenza e riflessione. Ascolti il saggio e aumenterà il sapere, e l'uomo accorto acquisterà il dono del [[Consiglio (teologia)|consiglio]], per comprendere proverbi e allegorie, le massime dei saggi e i loro enigmi. Il [[Timore di Dio|timore del Signore]] è il principio della scienza; gli [[stoltezza|stolti]] disprezzano la sapienza e l'istruzione. </poem> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *''Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre | e non disprezzare l'insegnamento di tua madre, | perché saranno una corona graziosa sul tuo capo | e monili per il tuo collo.'' (1, 8 – 9; 1974) *''Invano si tende la [[rete]] | sotto gli occhi degli uccelli.'' (1, 17; 1974) *''Tale è la fine di chi è avido di guadagno; | la [[cupidigia]] toglie di mezzo colui che ne è dominato.'' (1, 19; 2008) *''Fino a quando, o [[inesperienza|inesperti]], amerete l'inesperienza | e i [[beffardo|beffardi]] si compiaceranno delle loro beffe | e gli sciocchi avranno in odio la scienza?'' (1, 22; 1974) *''Sì, lo sbandamento degli inesperti li ucciderà | e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire'' [...]. (1, 32; 1974) *''Gli uomini [[rettitudine|retti]] infatti abiteranno la terra, | quelli che sono integri vi rimarranno'' [...]. (2, 21; 1994) *''[[Bontà]] e [[fedeltà]] non ti abbandonino; | lègale intorno al tuo collo, | scrivile sulla tavola del tuo cuore, | e otterrai favore e buon successo | agli occhi di Dio e degli uomini.'' (3, 3 – 4; 1974) *''La [[sapienza]] è più preziosa di ogni perla | e quanto puoi desiderare non l'eguaglia. | Lunghi giorni sono nella sua destra | e nella sua sinistra ricchezza e onore; | le sue vie sono vie deliziose | e tutti i suoi sentieri conducono al benessere.'' (3, 15 – 17; 2008) *''Il Signore ha fondato la [[Cielo e terra|terra]] con la sapienza, | ha consolidato i [[Cielo e terra|cieli]] con intelligenza'' [...]. (3, 19; 1974) *''Figlio mio, conserva il [[Consiglio (teologia)|consiglio]] e la riflessione, | né si allontanino mai dai tuoi occhi: | saranno vita per te | e grazia per il tuo collo. | Allora camminerai sicuro per la tua strada | e il tuo piede non inciamperà.'' (3, 21 – 23; 1974) *''Non negare un [[beneficio]] a chi ne ha bisogno, | se è in tuo potere il farlo.'' (3, 27; 1974) *''La [[Benedizione e maledizione|maledizione]] del Signore è sulla casa del malvagio, | mentre egli [[Benedizione e maledizione|benedice]] la dimora dei giusti. | Dei [[beffardo|beffardi]] egli si fa beffe | e agli umili concede la grazia.'' (3, 33 – 34; 1974) *''Attieniti alla [[disciplina]], non lasciarla, | pràticala, perché essa è la tua vita. | Non battere la strada degli [[empietà|empi]] | e non procedere per la via dei malvagi. | Evita quella strada, non passarvi, | sta' lontano e passa oltre. | Essi non dormono, se non fanno del male; | non si lasciano prendere dal sonno, | se non fanno cadere qualcuno; | mangiano il pane dell'empietà | e bevono il vino della violenza.'' (4, 13 – 17; 1974) *[...] ''il sentiero dei giusti è come la [[Luce e oscurità|luce]] che spunta | e va sempre più risplendendo, finché sia giorno pieno. | La via degli empi è come il [[Luce e oscurità|buio]]; | essi non scorgono ciò che li farà cadere.'' (4, 18 – 19; 1994) *''Poiché le labbra dell'[[adulterio|adultera]] stillano miele, | la sua bocca è più morbida dell'olio; | ma la fine a cui conduce è amara come l'assenzio, | è affilata come una spada a doppio taglio.'' (5, 3 – 4; 1994) *[...] ''trova gioia nella [[sposa]] della tua gioventù. | Cerva d'amore, capriola di grazia, | le sue carezze t'inebrino in ogni tempo, | e sii sempre rapito nell'affetto suo.'' (5, 18 – 19; 1994) *''L'[[empietà|empio]] sarà preso nelle proprie iniquità, | tenuto stretto dalle funi del suo peccato. | Egli morirà per mancanza di correzione, | andrà vacillando per la grandezza della sua follia.'' (5, 22 – 23; 1994) *''Figlio mio, se hai [[garanzia|garantito]] per il tuo prossimo, | se hai dato la tua mano per un estraneo, | se ti sei legato con le parole delle tue labbra | e ti sei lasciato prendere dalle parole della tua bocca, | figlio mio, fa' così per liberartene: | poiché sei caduto nelle mani del tuo prossimo, | va', gèttati ai suoi piedi, importuna il tuo prossimo; | non concedere sonno ai tuoi occhi | né riposo alle tue palpebre, | lìberatene come la gazzella dal laccio, | come un uccello dalle mani del cacciatore.'' (6, 1 – 5; 1974) *''Va' dalla [[formica]], o [[pigrizia|pigro]], | guarda le sue abitudini e diventa saggio. | Essa non ha né capo, | né sorvegliante, né padrone, | eppure d'estate si provvede il vitto, | al tempo della mietitura accumula il cibo.'' (6, 6 – 8; 1974) *''Fino a quando, pigro, te ne starai a dormire? | Quando ti scuoterai dal sonno? | Un po' dormire, un po' sonnecchiare, | un po' incrociare le braccia per riposare | e intanto giunge a te la miseria, come un vagabondo, | e l'indigenza, come un mendicante.'' (6, 9 – 11; 1974) *''Il [[perverso]], uomo iniquo, | va con la bocca distorta, | ammicca con gli occhi, stropiccia i piedi | e fa cenni con le dita. | Cova propositi malvagi nel cuore, | in ogni tempo suscita liti | Per questo improvvisa verrà la sua rovina, | in un attimo crollerà senza rimedio.'' (6, 12 – 15; 1974) *''Il [[precetto]] è infatti una lampada, | l'insegnamento una luce, | le correzioni e la disciplina sono la via della vita'' [...]. (6, 23; 1994) *''Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza, | non ti lasciar prendere dalle sue palpebre; | poiché per una donna corrotta uno si riduce a un pezzo di pane, | e la donna [[adulterio|adultera]] sta in agguato contro una vita preziosa. | Uno si metterà forse del fuoco in petto | senza che i suoi abiti si brucino? | Camminerà forse sui carboni accesi | senza scottarsi i piedi? | Così è di chi va dalla moglie del prossimo; | chi la tocca non rimarrà impunito.'' (6, 25 – 29; 1994) *''Chi commette adulterio è un insensato, | agendo in tal modo rovina se stesso. | Incontrerà percosse e disonore, | la sua vergogna non sarà cancellata, | poiché la gelosia accende l'ira del marito, | che non avrà pietà nel giorno della vendetta.'' (6, 32 – 34; 2008) *''Di' alla sapienza: "Tu sei mia sorella", | e chiama amica l'intelligenza, | perché ti protegga dalla donna straniera, | dalla sconosciuta che ha parole seducenti.'' (7, 4 – 5; 2008) *''Chi corregge il [[beffardo]] se ne attira il disprezzo, | chi rimprovera l'empio se ne attira l'insulto. | Non [[rimprovero|rimproverare]] il beffardo per non farti odiare; | rimprovera il saggio ed egli ti amerà.'' (9, 7 – 8; 1974) *''Se sei sapiente, lo sei a tuo vantaggio, | se sei beffardo, tu solo ne porterai la pena.'' (9, 12; 1974) *''Il [[Genitore e figlio|figlio]] saggio rende lieto il padre; | il figlio stolto contrista la madre.'' (10, 1; 1974) *''Chi è saggio di cuore accetta i [[precetto|precetti]], | chi è stolto di labbra va in rovina.'' (10, 8; 2008) *''Chi cammina nell'[[integrità]] va sicuro, | chi rende tortuose le sue vie sarà scoperto.'' (10, 9; 1974) *''Chi chiude un occhio causa dolore, | chi riprende a viso aperto procura pace.'' (10, 10; 1974) *''L'[[amore e odio|odio]] suscita litigi, | l'[[amore]] ricopre ogni colpa.'' (10, 12; 1974) *''Il [[salario]] del giusto serve per la vita, | il guadagno dell'empio è per i vizi.'' (10, 16; 1974) *''È sulla via della vita chi osserva la [[disciplina]], | chi trascura la [[correzione]] si smarrisce.'' (10, 17; 1974) *''All'empio succede quello che teme, | ma ai giusti è concesso quello che desiderano.'' (10, 24; 1994) *''Come l'aceto ai denti e il fumo agli occhi | così è il [[pigrizia|pigro]] per chi gli affida una missione.'' (10, 26; 1974) *''La [[bilancia]] falsa è in abominio al Signore, | ma del peso esatto egli si compiace.'' (11, 1; 1974) *''Viene la superbia, verrà anche l'obbrobrio, | mentre la saggezza è presso gli umili.'' (11, 2; 1974) :''Dove c'è [[insolenza]] c'è anche disonore, | ma la sapienza sta con gli umili.'' (2008) *''L'[[integrità]] guida gli uomini retti, | la malvagità è la rovina dei perfidi.'' (11, 3; 2008) *''La [[giustizia]] dell'uomo onesto gli spiana la via; | per la sua empietà cade l'empio. | La giustizia degli uomini retti li salva, | nella [[cupidigia]] restano presi i perfidi.'' (11, 5 – 6; 1974) *''Il giusto è salvato dalla tribolazione, | e l'empio ne prende il posto.'' (11, 8; 1994) *''Chi [[disprezzo|disprezza]] il suo prossimo è privo di senno, | l'uomo prudente invece tace.'' (11, 12; 1974) *''Senza una direzione un popolo decade, | il successo sta nel buon numero di [[consigliere|consiglieri]].'' (11, 14; 1974) *''Chi [[garanzia|garantisce]] per un estraneo si troverà male, | chi avversa le strette di mano a garanzia, vive tranquillo.'' (11, 15; 1974) *''Benefica se stesso l'uomo [[misericordia|misericordioso]], | il crudele invece tormenta la sua stessa carne.'' (11, 17; 1974) *''L'empio realizza profitti fallaci, | ma per chi semina la [[giustizia]] il salario è sicuro. | Chi pratica la giustizia si procura la [[vita e morte|vita]], | chi segue il male va verso la [[vita e morte|morte]].'' (11, 18 – 19; 1974) :''La [[clemenza]] predispone alla vita | e la frequenza del male alla morte.'' (11, 19; 1959) *''Un cuore perverso il Signore lo detesta: | egli si compiace di chi ha una condotta integra.'' (11, 20; 2008) *''Un anello d'oro al naso d'un [[maiale|porco]], | tale è la [[donna]] bella ma priva di senno.'' (11, 22; 1974) *''Chi accaparra il [[grano]] è maledetto dal popolo, | la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende.'' (11, 26; 1974) *''Chi si adopera per il [[Bene e male|bene]] si attira benevolenza, | ma chi cerca il [[Bene e male|male]], male lo colpirà.'' (11, 27; 1994) *''Il frutto del giusto è un [[Albero della vita|albero di vita]], | il saggio conquista gli animi.'' (11, 30; 1974) *''La donna virtuosa è la corona del [[Marito e moglie|marito]], | ma quella che fa vergogna gli è un tarlo nelle ossa.'' (12, 4; 1994) *''Il giusto ha cura del suo [[animale|bestiame]], | ma i sentimenti degli empi sono spietati.'' (12, 10; 1974) :''Il giusto ha cura della vita delle sue bestiole, | ma le viscere degli empi sono crudeli.'' (1959) *''Lo stolto giudica diritta la sua condotta, | il saggio, invece, ascolta il [[consiglio]].'' (12, 15; 1974) *''Lo stolto manifesta subito la sua collera, | l'accorto dissimula l'[[offesa]].'' (12, 16; 1974) *''V'è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; | ma la [[lingua]] dei saggi risana. | La bocca verace resta ferma per sempre, | la lingua bugiarda per un istante solo.'' (12, 18 – 19; 1974) *''La mano [[operosità|operosa]] ottiene il comando, | quella pigra sarà per il [[lavoro forzato]].'' (12, 24; 1974) *''Il pigro non arrostisce la sua selvaggina, | ma l'operosità è per l'uomo un tesoro prezioso.'' (12, 27; 1994) *''Nel sentiero della [[giustizia]] sta la vita, | e nella via che essa traccia non c'è morte.'' (12, 28; 1994) *''Il [[figlio]] saggio ascolta l'istruzione di suo padre, | ma il beffardo non ascolta rimproveri.'' (13, 1; 1994) *''Il pigro desidera, e non ha nulla, | ma l'operoso sarà pienamente soddisfatto.'' (13, 4; 1994) :''Il pigro brama, ma non c'è nulla per il suo [[appetito]], | mentre l'appetito dei laboriosi sarà soddisfatto.'' (2008) *''C'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|ricco]] e non ha nulla; | c'è chi fa il [[Ricchezza e povertà|povero]] e ha molti beni.'' (13, 7; 1974) *''La ricchezza di un uomo serve come riscatto della sua vita, | ma il povero non ode mai minacce.'' (13, 8; 1994) *''La luce dei giusti allieta, | la lucerna degli empi si spegne.'' (13, 9; 1974) *''L'[[insolenza]] provoca soltanto contese, | la sapienza si trova presso coloro che prendono consiglio.'' (13, 10; 1974) *''Un'[[attesa]] troppo prolungata fa male al cuore, | un desiderio soddisfatto è albero di vita.'' (13, 12; 1974) *''Il messaggero malvagio cade in sciagure, | ma l'[[ambasciatore]] fedele porta guarigione.'' (13, 17; 1994) *''Chi risparmia il bastone odia suo figlio, | chi lo ama è pronto a correggerlo.'' (13, 24; 1974) *''La sapienza di una [[Casalinga|massaia]] costruisce la casa, | la stoltezza la demolisce con le mani.'' (14, 1; 1974) *''Chi procede con [[rettitudine]] teme il Signore, | chi si scosta dalle sue vie lo disprezza.'' (14, 2; 1974) *''Senza [[bue|buoi]], niente grano, | l'abbondanza del raccolto sta nel vigore del [[toro]].'' (14, 4; 1974) :''Dove mancano i buoi è vuoto il [[granaio]], | ma l'abbondanza della raccolta sta nella forza del bue.'' (1994) *''Il [[beffardo]] ricerca la sapienza ma invano, | la scienza è cosa facile per il prudente.'' (14, 6; 1974) *''Il [[cuore]] conosce la propria amarezza | e alla sua gioia non partecipa l'estraneo.'' (14, 10; 1974) *''Anche fra il [[risata|riso]] il cuore prova dolore | e la gioia può finire in pena.'' (14, 13; 1974) *''L'[[ingenuità|ingenuo]] crede a tutto quel che si dice, | ma l'uomo prudente fa attenzione ai suoi passi.'' (14, 15; 1994) *''L'[[ira|iracondo]] commette sciocchezze, | il riflessivo sopporta.'' (14, 17; 1974) *''Gli [[inesperienza|inesperti]] ereditano la stoltezza, | gli accorti si coronano di scienza.'' (14, 18; 2008) *''In ogni fatica c'è un vantaggio, | ma la [[loquacità]] produce solo miseria.'' (14, 23; 1974) *''Corona dei saggi è la loro [[accortezza]], | corona degli stolti la loro stoltezza.'' (14, 24; 1974) *''Salvatore di vite è un [[Testimonianza|testimone]] vero; | chi spaccia menzogne è un [[impostore]].'' (14, 25; 1974) *''Nel [[Timore di Dio|timore del Signore]] sta la fiducia del forte; | anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. | Il timore del Signore è fonte di vita | per sfuggire ai lacci della morte.'' (14, 26 – 27; 2008) *''Chi è lento all'[[ira]] ha molto buon senso, | ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia.'' (14, 29; 1994) *''Un cuore tranquillo è la vita di tutto il corpo, | l'[[invidia]] è la carie delle ossa.'' (14, 30; 1974) *''Chi opprime il [[povero]] offende il suo creatore, | chi ha pietà del misero lo onora.'' (14, 31; 1974) *''La giustizia fa onore a una nazione, | ma il [[peccato]] segna il declino dei [[popolo|popoli]].'' (14, 34; 1974) *''Una [[risposta]] gentile calma la collera, | una parola pungente eccita l'ira.'' (15, 1; 1974) *''La condotta perversa è in abominio al Signore; | egli ama chi pratica la giustizia.'' (15, 9; 1974) *''Lo [[spavalderia|spavaldo]] non vuol essere corretto, | egli non si accompagna con i saggi.'' (15, 12; 1974) *''Un piatto di [[verdura]] con l'amore | è meglio di un bue grasso con l'odio.'' (15, 17; 1974) *''I disegni falliscono, dove mancano i consigli, | ma riescono, dove sono molti i consiglieri.'' (15, 22; 1994) *''Per l'uomo [[sagacia|sagace]] la via della vita conduce in alto, | gli fa evitare il soggiorno dei morti, situato in basso.'' (15, 24; 1994) *''Uno [[sguardo]] luminoso allieta il cuore; | una [[notizia]] lieta rianima le ossa.'' (15, 30; 1974) *''All'uomo appartengono i [[progetto|progetti]] della mente, | ma dal Signore viene la risposta.'' (16, 1; 1974) *''La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, | ma il Signore dirige i suoi passi.'' (16, 9; 1974) *''La [[stadera]] e le bilance giuste appartengono al Signore, | sono opera sua tutti i pesi del sacchetto.'' (16, 11; 1974) *''Delle [[Labbro|labbra]] giuste si compiace il [[re]] | e ama chi parla con rettitudine.'' (16, 13; 1974) *''Prima della rovina viene l'[[orgoglio]] | e prima della caduta lo spirito altero.'' (16, 18; 1974) *''È meglio abbassarsi con gli umili | che spartire la preda con i [[Superbia|superbi]].'' (16, 19; 1974) *''Corona magnifica è la [[Capelli bianchi|canizie]], | ed essa si trova sulla via della giustizia.'' (16, 31; 1974) *''Il [[pazienza|paziente]] val più di un eroe, | chi [[autocontrollo|domina se stesso]] val più di chi conquista una città.'' (16, 32; 1974) *''È molto meglio possedere la [[sapienza]] che l'oro, | il possesso dell'[[intelligenza]] è preferibile all'[[argento]].'' (16, 16; 1974) *''Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio | di una casa piena di [[banchetto|banchetti]] festosi e di discordia.'' (17, 1; 1974) *''Iniziare un [[lite|litigio]] è come aprire una diga, | prima che la lite si esasperi, troncala.'' (17, 14; 1974) *''Un [[amicizia|amico]] vuol bene sempre, | è nato per essere un fratello nella sventura.'' (17, 17; 1974) *''Chi è parco di parole possiede la scienza; | uno spirito calmo è un uomo intelligente.'' (17, 27; 1974) *''Anche lo stolto, se [[tacere|tace]], passa per saggio | e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.'' (17, 28; 1974) *''Le parole del [[calunnia|calunniatore]] sono come ghiotti bocconi | che scendono in fondo alle viscere.'' (18, 8; 1974) *''Chi [[risposta|risponde]] prima di avere ascoltato | mostra stoltezza a propria confusione.'' (18, 13; 1974) *''Chi ha trovato una [[moglie]] ha trovato una fortuna, | ha ottenuto il favore del Signore.'' (18, 22; 1974) *''Lo [[zelo]] senza riflessione non è cosa buona, | e chi va a passi frettolosi inciampa.'' (19, 2; 1974) *''Le [[Ricchezza e povertà|ricchezze]] moltiplicano gli amici, | ma il [[Ricchezza e povertà|povero]] è abbandonato anche dall'amico che ha.'' (19, 4; 1974) *''Chi acquista [[senno]] ama se stesso | e chi agisce con prudenza trova fortuna.'' (19, 8; 1974) *''Il senno rende l'uomo lento all'ira, | ed egli considera un suo onore passare sopra le offese.'' (19, 11; 1994) *''Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore | che gli ripagherà la buona azione.'' (19, 17; 1974) *''Molte sono le idee nella mente dell'uomo, | ma solo il disegno del Signore resta saldo.'' (19, 21; 1974) *''Il [[vino]] è rissoso, il [[liquore]] è tumultuoso; | chiunque se ne inebria non è saggio.'' (20, 1; 1974) *''È una gloria per l'uomo astenersi dalle contese, | attaccar briga è proprio degli stolti.'' (20, 3; 1974) *''Come acque profonde sono i [[consiglio|consigli]] nel cuore umano, | l'uomo accorto le sa attingere.'' (20, 5; 1974) *''È piacevole all'uomo il [[pane]] procurato con frode, | ma poi la sua bocca sarà piena di granelli di sabbia.'' (20, 17; 1974) *''I guadagni accumulati in fretta da principio | non saranno benedetti alla fine.'' (20, 21; 1974) *''Vanto dei [[Giovinezza e senilità|giovani]] è la loro forza, | ornamento dei [[Giovinezza e senilità|vecchi]] è la [[canizie]].'' (20, 29; 1974) *''Le [[ferita|ferite]] sanguinanti spurgano il male, | le [[percosse]] purificano i recessi del cuore.'' (20, 30; 1974) *''Occhi alteri e cuore superbo, | lucerna degli empi, è il [[peccato]].'' (21, 4; 1974) *''La violenza degli [[empietà|empi]] li travolge, | perché rifiutano di praticare la giustizia.'' (21, 7; 1974) *''La via del [[Innocente e colpevole|colpevole]] è tortuosa, | ma l'innocente opera con rettitudine.'' (21, 8; 1994) *''È meglio abitare su un angolo del [[tetto]] | che avere una [[moglie]] litigiosa e casa in comune.'' (21, 9; 1974) *''Un [[dono|regalo]] fatto in segreto calma la collera, | un dono di sotto mano placa il furore violento.'' (21, 14; 1974) *''È una gioia per il giusto che sia fatta [[giustizia]], | mentre è un terrore per i malfattori.'' (21, 15; 1974) *''Diventerà [[indigenza|indigente]] chi ama i piaceri | e chi ama vino e profumi non arricchirà.'' (21, 17; 1974) *''Meglio abitare in un deserto | che con una moglie litigiosa e irritabile.'' (21, 19; 1974) *''Chi segue la giustizia e la [[misericordia]] | troverà vita e gloria.'' (21, 21; 1974) *''Tutta la vita l'[[Empietà|empio]] indulge alla [[cupidigia]], | mentre il giusto dona senza risparmiare.'' (21, 26; 1974) *''Il [[sacrificio]] degli empi è un abominio, | tanto più se offerto con cattiva intenzione.'' (21, 27; 1974) *''L'empio fa la [[faccia tosta]], | ma l'uomo retto rende ferma la sua condotta.'' (21, 29; 1994) *''Un [[buon nome]] val più di grandi ricchezze | e la benevolenza altrui più dell'argento e dell'oro.'' (22, 1; 1974) *''L'[[Accortezza|accorto]] vede il pericolo e si nasconde, | gli inesperti vanno avanti e la pagano.'' (22, 3; 1974) *''Frutti dell'[[umiltà]] sono il timore di Dio, | la ricchezza, l'onore e la vita.'' (22, 4; 1974) *''La [[stoltezza]] è legata al cuore del fanciullo, | ma il bastone della [[correzione]] l'allontanerà da lui.'' (22, 15; 1974) *''Opprimere il povero non fa che arricchirlo, | dare a un ricco non fa che impoverirlo.'' (22, 16; 1974) *''Non ti associare a un [[collera|collerico]] | e non praticare un uomo iracondo, | per non imparare i suoi costumi | e procurarti una trappola per la tua vita.'' (22, 24 – 25; 1974) *''Non affannarti per [[Ricchezza|arricchire]], | rinunzia a un simile pensiero; | appena vi fai volare gli occhi sopra, | essa già non è più: | perché mette ali come aquila | e vola verso il cielo.'' (23, 4 – 5; 1974) *''Piega il cuore alla correzione | e l'orecchio ai discorsi sapienti. | Non risparmiare al giovane la correzione, | anche se tu lo batti con la [[verga]], non morirà; | anzi, se lo batti con la verga, | lo salverai dagli inferi.'' (23, 12 – 14; 1974) *''Non essere fra quelli che s'inebriano di vino, | né fra coloro che son ghiotti di [[carne]], | perché l'ubriacone e il ghiottone impoveriranno | e il [[dormiglione]] si vestirà di stracci.'' (23, 20 – 21; 1974) *''Per chi i guai? Per chi i lamenti? | Per chi i litigi? Per chi i gemiti? | A chi le percosse per futili motivi? | A chi gli occhi rossi? | Per quelli che si perdono dietro al [[vino]] | e vanno a gustare vino puro. | Non guardare il vino quando rosseggia, | quando scintilla nella coppa | e scende giù piano piano; | finirà con il morderti come un serpente | e pungerti come una vipera. | Allora i tuoi occhi vedranno cose strane | e la tua mente dirà cose sconnesse. | Ti parrà di giacere in alto mare | o di dormire in cima all'albero maestro.'' (23, 29 – 34; 1974) *''Con la sapienza si costruisce la [[casa]] | e con la prudenza la si rende salda; | con la scienza si riempiono le sue stanze | di tutti i beni preziosi e deliziosi.'' (24, 3 – 4; 1974) *[...] ''con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, | e la vittoria sta nel gran numero dei [[consigliere|consiglieri]].'' (24, 6; 1994) *''Chi trama per fare il male | si chiama [[mestatore]].'' (24, 8; 1974) *''Se hai trovato il [[miele]], mangiane quanto ti basta, | per non esserne nauseato e poi vomitarlo.'' (25, 16; 1974) *''Metti di rado il piede in casa del tuo [[Vicinanza|vicino]], | perché non si stanchi di te e ti prenda in odio.'' (25, 17; 1974) *''Se il tuo [[nemico]] ha fame, dagli pane da mangiare, | se ha sete, dagli acqua da bere; | perché così ammasserai carboni ardenti sul suo capo | e il Signore ti ricompenserà.'' (25, 21 – 22; 1974) *''Fontana torbida e sorgente inquinata, | tale è il giusto che vacilla di fronte al malvagio.'' (25, 26; 2008) *''Mangiare troppo miele non è bene, | né lasciarsi prendere da parole [[adulazione|adulatrici]].'' (25, 27; 1974) *''L'uomo che non ha [[autocontrollo]], | è una città smantellata, priva di mura.'' (25, 28; 1994) *''Come la neve non si addice all'estate, né la pioggia al tempo della mietitura, | così non si addice la [[gloria]] allo [[stoltezza|stolto]].'' (26, 1; 1994) *''Come svolazza il passero e come vola la rondine, | così la [[maledizione]] non meritata non ha effetto.'' (26, 2; 2010) *''Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza | per non divenire anche tu simile a lui. | Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza | perché egli non si creda saggio.'' (26, 4 – 5; 1974) *''Malferme sono le gambe dello zoppo, | così una [[massima]] sulla bocca degli stolti.'' (26, 7; 1974) *''Una massima in bocca agli stolti | è come un ramo spinoso in mano a un ubriaco.'' (26, 9; 1994) *''Come il cane torna al suo vomito, | così lo stolto ripete le sue stoltezze.'' (26, 11; 1974) *''Hai visto un uomo che si crede [[Saggezza|saggio]]? | È meglio sperare in uno stolto che in lui.'' (26, 12; 1974) *''Mantice per il carbone e legna per il fuoco, | tale è l'[[attaccabrighe]] per rattizzar le liti.'' (26, 21; 1974) *''Chi scava una fossa vi cadrà dentro | e chi rotola una pietra, gli ricadrà addosso.'' (26, 27; 2008) *''Non ti vantare del [[domani]], | perché non sai neppure che cosa genera l'oggi.'' (27, 1; 1974) *''La collera è crudele, l'ira è impetuosa; | ma chi può resistere alla [[gelosia]]?'' (27, 4; 1974) *''Leali sono le ferite di un [[Amico e nemico|amico]], | fallaci i baci di un [[Amico e nemico|nemico]].'' (27, 6; 1974) *''Chi ha cura del suo [[fico]] ne mangia i frutti; | chi veglia sul suo padrone sarà onorato.'' (27, 18; 2010) *''Come gli inferi e l'abisso non si saziano mai, | così non si saziano mai gli [[Occhio|occhi]] dell'uomo.'' (27, 20; 1974) *''Quelli che violano la [[legge]] lodano l'[[Empietà|empio]], | ma quanti osservano la legge gli muovono guerra.'' (28, 4; 1974) *''Meglio il [[Ricchezza e povertà|povero]] che cammina nella sua integrità, | che il perverso che cammina nella doppiezza, ed è [[Ricchezza e povertà|ricco]].'' (28, 6; 1994) *''Il ricco si crede saggio, | ma il povero intelligente lo scruta bene.'' (28, 11; 1974) *''Chi copre le sue [[Colpa|colpe]] non prospererà, | ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.'' (28, 13; 1994) *''Chi procede con [[rettitudine]] sarà salvato, | chi va per vie tortuose cadrà ad un tratto.'' (28, 18; 1974) *''Chi ama la sapienza allieta il padre, | ma chi frequenta [[prostitute]] dissipa il patrimonio.'' (29, 3; 1974) *''Il re con la giustizia rende prospero il paese, | l'uomo che fa esazioni eccessive lo rovina.'' (29, 4; 1974) *''L'uomo che [[Adulazione|adula]] il suo prossimo | gli tende una rete per i suoi passi.'' (29, 5; 1974) *''Lo stolto dà sfogo a tutto il suo [[malanimo]], | il saggio alla fine lo sa calmare.'' (29, 11; 1974) *''La verga e la correzione danno sapienza, | ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre.'' (29, 15; 1974) *''Correggi il figlio e ti farà contento | e ti procurerà consolazioni.'' (29, 17; 1974) *''L'[[orgoglio]] dell'uomo ne provoca l'umiliazione, | l'umile di cuore ottiene onori.'' (29, 23; 1974) *''Chi è salito al cielo e ne è sceso? | Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? | Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? | Chi ha fissato tutti i confini della terra? | Come si chiama? Qual è il nome di suo figlio, se lo sai?'' ([[Agur]]: 30, 4; 1974) *La [[sanguisuga]] ha due figlie: "Dammi! Dammi!". (30, 15; 1974) *''Tre cose mi sono difficili, | anzi quattro, che io non comprendo: | il [[sentiero]] dell'aquila nell'aria, | il sentiero del serpente sulla roccia, | il sentiero della nave in alto mare, | il sentiero dell'uomo in una giovane.'' (30, 18 – 19; 1974) *''Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, | eppure sono i più saggi dei saggi: | le [[formica|formiche]], popolo senza forza, | che si provvedono il cibo durante l'estate; | gli [[irace|iràci]], popolo imbelle, | ma che hanno la tana sulle rupi; | le [[cavalletta|cavallette]], che non hanno un re, | eppure marciano tutte insieme schierate; | la [[lucertola]], che si può prender con le mani, | ma penetra anche nei palazzi dei re.'' (30, 24 – 28; 1974) :''Il [[geco]] si regge sulle mani | e dimora nelle aule del re.'' (30, 28; 1959) *''Tre esseri hanno un portamento maestoso, | anzi quattro sono eleganti nel camminare: | il [[leone]], il più forte degli animali, | che non indietreggia davanti a nessuno; | il gallo pettoruto e il caprone | e un re alla testa del suo popolo.'' (30, 29 – 31; 1974) *''Spremendo la [[collera]] ne esce la [[lite]].'' (30, 33; 1974) ==[[Explicit]]== <poem> Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città. </poem> {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul ''Libro dei Proverbi== *Bel saggio della forma più semplice e popolare con cui il senno pratico si manifesti, ci porge il {{sic|parimente}} notissimo libro de' Proverbi, nel quale ci pare udire la voce de' vecchi patriarchi consigliatrice ai giovani delle più modeste e utili virtù. ([[Salvatore De Benedetti]]) *La miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? ([[Salvatore De Benedetti]]) ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=proverbi&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Proverbi]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Pr/1/ Proverbi]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Proverbi]] ti953mysxxa0aapc1z9imnkyrnggzqu Alessandro D'Ancona 0 45116 1413515 1413451 2026-05-15T13:35:30Z Gaux 18878 riduco 1413515 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 93320q71m30m2f910792g1b4q07vx18 1413518 1413515 2026-05-15T13:59:59Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ Salvatore De Benedetti 1413518 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 4fkwbtr2gwtfd7zpsqyy14wcopig83j 1413525 1413518 2026-05-15T14:25:28Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ altra sul De Benedetti 1413525 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione e sulle altrui gli avevano sopratutto appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] lonhxzdunboaxqr83hljo8o01jkp4m3 1413527 1413525 2026-05-15T14:26:40Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ sic forma desueta 1413527 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 5nb5umdawum9kgn84r1cf8ykuix8kfb 1413535 1413527 2026-05-15T14:46:05Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ NDR 1413535 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. 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(da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] du5jn2u8938i3sfpaawuhm353bmi71z 1413594 1413592 2026-05-16T06:06:56Z Gaux 18878 /* Citazioni su Alessandro D'Ancona */ altra di Supino 1413594 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] tv3cs1fhw5enpjr9da1j8bivistu695 Giovanni Faldella 0 45236 1413611 1325297 2026-05-16T09:03:53Z Spinoziano 2297 aggiungo immagine, ripristino ''Le figurine'' in sezione e inizio ''Verbanine'' 1413611 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Giovanni Faldella.gif|miniatura|Giovanni Faldella]] '''Giovanni Faldella''' (1846 – 1928), scrittore, giornalista e politico italiano. ==''Dai fratelli Bandiera alla dissidenza''== *[[Giovanni Nicotera|Nicotera]] è il tipo più vivido e più pregno di moto dell'antico congiurato patriottico e ribelle eroico.<br>Quanto diverso questo tipo poetico di congiurato e ribelle patriottico, scaturito nei tempi eroici, quanto diverso dal tipo prosaico del congiurato parlamentare e dell'avventuriero politico, che cresce nella gioventù meschina e faccendiera dei bassi tempi! Forse lo vedremo altrove. (parte quarta, p. 9) *{{NDR|Carlo Pisacane}} Il motto della sua bandiera era vittoria immediata o martirio. Egli non si {{sic|acquetava}} alle salmodie parlamentari, agli inni sacri, recitati con religioso atticismo da [[Terenzio Mamiani]] nella Camera Sarda; si impazientiva delle arringhe diplomatiche del Cavour e della politica del carciofo di Casa Savoia; non si {{sic|commoveva}} se Francia ed Inghilterra ritiravano gli ambasciatori dal regno di Napoli, per dimostrargli il loro malcontento; notava con sarcasmo, che la maggiore concessione strappata al Borbone dalle rimostranze inglesi era stata la promessa di migliorare le condizioni dei detenuti politici trasportandoli in America ed esclamava: «Quale più solenne smentita alle previsioni ed alle speranze del signor Mamiani!» (parte quarta, pp. 19-20) *In quel paese {{NDR|la Sicilia, nel corso della spedizione dei Mille}}, dove la donna è più cara della vita, ed è più cara della libertà, le monache, aggiunse il Mario<ref>[[Alberto Mario]], autore de ''I Mille''.</ref>, non solo mandavano al Generale {{NDR|[[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]}} canditi in copia e cotognate, e buccellati, e bocche di dama, e castelli, e tempietti, e gli erigevano statue in zucchero, adorne di filigrana, di nastri ricamati e d'ogni altro lavorio della paziente e dolce industria claustrale; ma, quando ne vedevano la fisionomia soave e gloriosa, {{sic|susurravano}}: Come somiglia a nostro Signore! e le più ardimentose volevano baciargli le mani; e siccome egli le ritirava, allora esse si avvinghiavano alla sua camicia rossa ed arrivavano a baciarlo in bocca. Il contagio di quell'arditezza giovanile toccava persino la matura badessa, che dapprima voleva sgridare le sue pecorelle dello scandalo; e poi finì anch'essa per baciare il Generale in bocca. (parte quarta, p. 59) *Pei loro studi naturali e positivi i [[Medico|medici]] sono i più lontani dai pregiudizi metafisici: accostando il maggior numero di sofferenze umane sono i più caritatevoli e democratici. Quindi anche nei paesucoli più remoti, se troviamo un liberale nelle elezioni, nella lettura e nella diffusione di libri e giornali, è desso d'ordinario il medico condotto. (parte quarta, p. 244) ==''Le figurine''== ===[[Incipit]]=== Carluccio, búttero di un paesello in riva alla Sesia, conduceva tutti i giorni mezza serqua di giovenche e un paio di capre al pascolo; e, quando passava davanti la casa del pievano, soleva aggrapparsi alle inferriate di una finestra al piano terreno a fine di vedere le scansie alte e polverose della libreria parrocchiale.<br> Allorché poi sedeva coccoloni nel prato colle gambe incrociate intento a stracciare la tiglia da alcuni fusti di canapa e poi a intrecciarla per farne un frustino villereccio che sapeva schioccare benissimo ritornando nel villaggio, — egli spesso almanaccava intorno a quei libri che egli non sarebbe stato buono mai a leggere, e il poverino si beccava il cervello e tutto si ammattiva per la bramosia di conoscere che diavolo potessero contenere. ===Citazioni=== *Il vero [[galateo]] è puramente e semplicemente la moneta spicciola di quel biglietto da mille lire che è la Bontà.<ref name=frasicelebri>Citato in ''Frasi celebri della letteratura italiana'', Vallardi, Milano, 1994, p. 119. ISBN 88-11-93614-4</ref> (p. 10) *[...] la [[famiglia]] [...] è il nido dell'uomo.<ref name=frasicelebri/> (p. 30) ==''Verbanine''== *Ieri adunque ho dovuto dire in istrada ferrata: ''viaggio in cereali''; e quest'oggi ho scritto ''viaggiatore'' accanto al mio nome e cognome sul registro dell{{'}}''[[Grand Hotel des Iles Borromées|Hôtel des Iles Borromées]]''. Eh? Come è curioso il vocabolario commerciale! ''Viaggiatore'' io? Viaggiatore io, viaggiatore propriamente detto, viaggiatore di professione come Cristoforo Colombo, come Amerigo Vespucci, come il capitano Martini, come Edmondo De Amicis e come gl'inglesi messisi a far economia! Io ''viaggiatore della casa Cugini Zenzero e Comp., cereali, coloniali, legumi ed agrumi, Genova, Marsiglia ed Odessa'', — io che viaggio principalmente da Carmagnola a Chivasso e da Vercelli a Pinerolo, con qualche rara capatina alla capitale per gli incanti della Amministrazione militare, sempre tardivi; io che ieri ho spedito il seguente dispaccio al mio principale: — ''riso bertone sostenutissimo, — riso fioretto calmo, — lupini animatissimi, segala stazionaria da 19,50 a 20,50''; e ricevetti dal signor Bacciccia Zenzero quest'altro: — ''Fichi secchi preso slancio: pepe freddo — caricate X Lugano'': io, che sotto questo mistero telegrafico nascondo una tonnellata di lupini animatissimi; — io adunque ''viaggiatore'' come i predetti Colombo, Martini, De Amicis, ecc.? (p. 4) *Devi sapere che tutti gli inglesi e le inglesine e gli inglesoni che si trovano in questo albergo, come quando sono in altri alberghi, dopo aver notato di giorno sul taccuino ogni cosa che hanno veduto: iscrizioni, monumenti, nomi botanici, numeri metereologici e titoli di uccelli imbalsamati, alla sera poi rifondono e riversano queste note nella prosa abbondantissima delle loro lettere, che scrivono alle sorelle, ai fratelli, agli amici, alle amiche, ai cognati, agli zii e in loro mancanza ai reverendi loro Pastori. In queste lettere descrittive si trovano magnifici saggi di letteratura inedita. (p. 5) *D'ordinario questi ''letterati'' e ''letterate'' pescano la loro erudizione nelle ''Guide''; e siccome gli scrittori delle ''Guide'', per far insuperbire i forestieri di ciò che hanno visto, non mettono né sale né pepe nel dare una presa di celebrità a un minchione qualsiasi, così i suddetti viaggiatori scrivono e mandano lontano mille leghe le loro meraviglie sopra le ''célèbre peintre Polinaccio'' o altro ignoto Michelangelo Buonascopa. (pp. 5-6) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Donna Folgore''=== Come sappiamo dal romanzo di ''Tota Nerina'', la paesanotta Gilda rimestava con il tridente il letamaio, quando il giovane prof. Adriano Meraldi ritornò vittorioso del concorso di Pompei a San Gerolamo Canavese.<br> Essa era figliuola unica di Simone il falegname, curvo come un quarto di luna, senza essere molto gobbo, imperocché la curva riguardava piuttosto la testa che la schiena. Simone era un vecchio semplice con i capelli bianchi pallidi che in gioventù erano stati biondi lucenti. Pareva un San Giuseppe ricamato. Era buono, sottomesso a tutti. Avrebbe voluto che il Sindaco e il Parroco, Vittorio Emanuele II e Pio IX fossero sempre stati in concordia, come pane e cacio. ===''Un viaggio a Roma senza vedere il Papa''=== Il titolo è un po' lungo e coniato all'antica. Infatti i nostri vecchi, se avevano da intitolare qualche frittella, piantavano sul frontespizio un rombo o per lo meno un triangolo di parole, che spiegavano tutto il contenuto del libro.<br> Ad esempio: ''Della necessità del Padre Eterno con disquisizioni sugli Angeli, sui santi e su tutta la Coorte del paradiso, libri nove di Abelardo Nespola, con postille ed un indice copioso.''<br> Altro esempio: ''Le prose di Leprone Mignatta, dove si passano in rassegna tutte le sorta di reti, paste, trappole ed istrumenti da pigliar pesci, e si insegnano nuovi modi di star sotto l'acqua, divise in sette capitoli, purgate e di nuovo con somma diligenza, ecc.'' ===''Una serenata ai morti''=== Un verde da vetriolo ammutolisce nei prati, le camere da pranzo sentono l'autunnale tanfo delle castagne lessate, e le cortine delle finestre prospicienti all'orto putono come una malora alla caduta delle pulverolente cimici selvatiche. Ridiventa buono l'interno dell'osteria.<br> Le partite a tarocchi e a bazzica, cui l'estate avea disperse o confinate in un angolo del pergolato per poche ore del vespro, si riuniscono di nuovo gagliardamente dietro la ghisa della cucina, e si protraggono fino a notte tarda.<br> L'osteria di Borgo Grezzo non ha titolo speciale, perché è unica; e le basta l'insegna della frasca; e la rinomanza dell'ostessa Ghitona. Un cacciatore, dopo averla assaggiata l'aveva dichiarata "non bella ma pulita". ==Citazioni su Giovanni Faldella== ===[[Pompeo Gherardo Molmenti]]=== *Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. *Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. *Io vedo il Faldella nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giovanni Faldella, ''[https://archive.org/details/daifratellibandi00fald/page/n6/mode/1up Dai fratelli Bandiera alla dissidenza]'', Roux e Favale, Torino, 1883. *Giovanni Faldella, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/faldella/index.htm Donna Folgore]'', a cura di Gabriele Catalano, Adelphi edizioni, Milano, 1974. *Giovanni Faldella, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/faldella/index.htm Le figurine]'', a cura di Giansiro Ferrata, Bompiani, Milano, 1942. *Giovanni Faldella, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/faldella/index.htm Un viaggio a Roma senza vedere il Papa]'', a cura di Caterina De Caprio, Libreria Dante & Descartes, Napoli, 2002. ISBN 888814224X *Giovanni Faldella, ''[http://www.liberliber.it/libri/f/faldella/index.htm Una serenata ai morti]'', a cura di Bice Mortara Garavelli, Serra e Riva Editori, Milano, 1982. *Giovanni Faldella, ''[https://books.google.it/books?id=Gb5QAAAAIAAJ&pg=PA0 Verbanine: lettere di Apostolo Zero pellegrino di commercio e amore]'', Fratelli Treves, Milano, 1892. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Faldella, Giovanni}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 6lcmrde3r5wehudhxdl690vhyl1ex0i Psych (seconda stagione) 0 48298 1413512 1413502 2026-05-15T13:09:17Z Udiki 86035 1413512 wikitext text/x-wiki {{Torna a|Psych}} '''''[[Psych]]''''', seconda stagione. ==Episodio 1, ''Duetti Americani''== *'''Niegel St. Niegel''': Sei impacciata, hai le lenti a contatto i capelli unti, sei asimmetrica e ti puzza l'alito. Tu a destra invece hai qualcosa fra i denti, facendo un rapido consultivo in voi non c'è una cosa che si salvi.<br />'''Ragazza del duetto''': Ma veramente non abbiamo ancora cantato.<br />'''Niegel St. Niegel''': E poi vi chiamate "Le Arance"! C'è qualcun altro?<br />'''Emilina Saffron''': A me piacciono!<br />'''Niegel St. Niegel''': Naturale che ti piacciano, probabilmente ti ricordano te da giovane. Zapato?<br />'''Zapato''': Beh, io...<br />'''Niegel St. Niegel''': -Andiamo avanti. *Oh, santa [[Sharon Stone]]! ('''Shawn''') *{{NDR|Il telefono squilla e Shawn lo prende in mano mentre Gus guarda "Duetti Americani" in TV}}<br />'''Gus''': Non ti azzardare a rispondere!<br />'''Shawn''': Gus è Jules, potrebbe aver avuto un incidente.<br />'''Gus''': No, lei è prudente.<br />'''Shawn''': Potrebbe essere in un fosso.<br />'''Gus''': Ha il telefono in un fosso?<br />'''Shawn''': Potrebbe essere sotto la doccia...<br />'''Gus''': Ha il telefono in bagno?<br />'''Shawn''': Non lo so ma al solo pensiero mi eccito... e anche se fosse nel fosso. *'''Gus''': È stato ingiusto con Katie Clement la stagione scorsa!<br />'''Niegel St. Niegel''': Non ricordo proprio la persona a cui si riferisce ma... sicuramente avevo ragione. *{{NDR|Dopo l'esibizione di Shawn e Gus a "Duetti Americani"}}<br />'''Jules''': Non voglio farmi vedere a parlare con voi... non solo perché siete in incognito.<br />'''Shawn''' e '''Gus''': ... *St. Niegel è un mostro! Un bastardo che gode a vederti piangere, sulla lista dei sospetti non c'è più posto, anche io vorrei ucciderlo! ('''Gus''') *'''Niegel St. Niegel''': Siete davvero ridicoli come bodyguard!<br />'''Gus''': Non siamo bodyguard.<br />'''Niegel St. Niegel''': Siete ridicoli qualunque cosa facciate! *{{NDR|Dopo che Shawn e Gus hanno fanno la prima lezione di ballo con Jules}}<br />'''Shawn''': Ok Jules, puoi dirci la verità, non ce la prendiamo!<br />'''Jules''': Sicuro? Beh, siete un disastro!<br />'''Gus''': Disastro?!<br />'''Jules''': Riuscirò a insegnarvi a ballare? Può darsi! Dipende da voi! Ma non posso costringervi a volerlo dal profondo! Insomma è assolutamente necessario che lo vogliate come lo volevano Ole & Hawks! Beh, forse Hawks lo voleva un po' di più! Deve venire tutto da qui dentro {{NDR|indicandosi il petto}} dall'anima! Dall'anima! Dall'anima! Dall'anima! E dall'intestino!<br />'''Shawn''': Jules, ti rendi conto che c'è un sospettato rinchiuso in prigione e che il caso è praticamente risolto?<br />'''Jules''': Allora è questa la vera ragione di questo tentativo approssimativo? Il caso!? Credevo foste qui per vincere!<br />'''Shawn''': Jules, ti senti bene?<br />'''Jules''': Mai stata meglio! Shawn, io non darei per scontata la colpevolezza di Emilina [...] Finché non avremo una confessione dobbiamo pensare soltanto alla gara! Forza ragazzi, riprendiamo dal passo del robot! E, Gus, guardami! *'''Henry''': Quello è il mio accappatoio?<br />'''Niegel St. Niegel''': Certo che è il suo! È così morbido che appena l'ho indossato stavo per addormentarmi. È bene che la metta al corrente che sono terribilmente affamato e, quel filetto di vitellone ha un profumo promettente!<br />'''Henry''': Ascolti bene; questo è manzo. C'è qualche problema?<br />'''Niegel St. Niegel''': Non è manzo, ha almeno tre anni e frigna come un neonato. [...] Ha il naso pieno di peli, si faccia una ceretta.<br />'''Henry''': Riesce ancora a muovere i muscoli facciali dopo tutti i tiraggi che si è fatto?<br />'''Niegel St. Niegel''': Chi le ha arredato questo posto? [[Biancaneve]]?<br />'''Henry''': Quel tavolo l'ho fatto io!<br />'''Niegel St. Niegel''': Ah sì? Se posso darle un consiglio signor [[Pinocchio (film 1940)|Geppetto]] la smetta di usare tronchi di legno portati a riva dalla corrente.<br />'''Henry''': Ok, ne ho abbastanza!<br />'''Niegel St. Niegel''': Di già? Io ho appena cominciato. Ho una cattiveria pronta per ogni capo d'arredamento di questa casa! È assolutamente sicuro che questa spalla di bue che ho nel piatto sia morta? Sa, non sopporto il sangue.<br />'''Henry''': Si tolga l'accappatoio! Indossarlo è un privilegio e lei amico, l'ha appena perso!<br />'''Niegel St. Niegel''': No, mi rifiuto categoricamente! Questo è l'accappatoio più morbido e avvolgente che abbia mai avuto il piacere di indossare.<br />'''Henry''': Beh, su questo siamo d'accordo, se lo tolga!<br />'''Niegel St. Niegel''': No! Sa mi sento come un angioletto paffutello, un angioletto avvolto in un morbido bozzolo di candide nuvole! *'''Gus''': Almeno ce l'hai un [[Piani dalle serie televisive|piano]]?<br />'''Shawn''': Vuoi scherzare Gus? Io ce l'ho sempre un piano, userò la mia dialettica e tu se necessario ti occuperai delle scazzottate! *'''Niegel St. Niegel''': Zapato è l'unico qui che mi vuole bene, e poi non è in grado di pensare, dev'essere qualcun altro il colpevole; che ne dite di Laster? Muoio dalla voglia di vederlo in prigione!<br />'''Shawn''': [...] Ma perché non prende lei la parola... Zapato?!<br />'''Niegel St. Niegel''': E che cosa dovrebbe dire? Lui non sa mica parlare!<br />'''Zapato''': Sì che so parlare! Ma tu non me lo permetti mai! Sono stato io il primo a firmare il contratto; questo doveva essere il mio show, la mia occasione, la mia consacrazione, tu invece mi hai fatto sembrare un cretino e ti odio per questo! La gente non sa nemmeno chi sono! Ricevo lettere di fan indirizzate a Heraldo, [[w:Ricky Martin|Ricky Martin]] e addirittura il tizio che fa la pubblicità del Pojo Loco! Tu mi hai rovinato la vita! Ecco perché ti voglio vedere morto! {{NDR|si getta su St. Niegel ma viene bloccato da due agenti}}<br />'''Niegel St. Niegel''': Davvero? Era questo il tuo [[Piani dalle serie televisive|piano]]? È senza dubbio il peggior tentativo di omicidio mai realizzato nella storia! Voglio dire, passo la mia vita a non più di un metro e mezzo da te! Scusa se te lo dico ma questo conferma che sei nel modo più assoluto il peggior potenziale omicida che il mondo abbia mai visto. Eh, eh... mi sa che se l'è presa! ==Episodio 2, ''Il dinosauro assassino''== *'''Jules''': Per farla breve: non ci serviva un aiuto esterno.<br />'''Shawn''': Ma così è troppo breve, mettici almeno un "ma...", o aggiungi qualcosa sul sogno in cui ci cacciano dal negozio di materassi.<br />'''Jules''': {{NDR|lo guarda male e poi sorride}} Il detective Lassiter sta letteralmente facendo scintille!<br />'''Shawn''': Di quali scintille stai parlando, quelle di [[Michael Jackson]] nello spot TV? O quelle che fa quando è solo nel suo ufficio? *'''Lassiter''': Spencer, è un po' che non ti vedo. Forse perché non servi più! [...] Oh, Spencer sembri così triste... dai vieni, ti faccio vedere come lavorano i veri poliziotti.<br />{{NDR|Lassiter esce per andare sulla scena del crimine, Jules lo segue poi si volta}}<br />'''Jules''': Shawn? Ehi, che fai non gli rispondi? Così mi fai preoccupare.<br />'''Shawn''': {{NDR|rimasto da solo nella stanza replica in tono non troppo convinto}}...Dove-hai-preso-quel-vestito-in-un-negozio-di-accessori-per-bagno...? {{NDR|abbassa la testa}} *{{NDR|Parlando a Gus della foto fatta tra le mandibole di uno scheletro di T-rex}} Fui cacciato dal museo per quella, e mi rimasero i lividi sulla schiena per nove mesi, ma ne valeva la pena: il miglior screensaver che abbia mai avuto! ('''Shawn''') *'''Shawn''': Posso giocare a "sei quesiti sul dinosauro" con te se ti va!<br />'''Gus''': Perché non giochiamo a sei quesiti per baciarmi il sedere, Shawn?<br />'''Shawn''': Questo sembra un giochino veramente perverso... *'''Shawn''': Capo, a volte nella vita ti devi [[tuffi|tuffare]] da un dirupo, devi chiudere gli occhi, staccarti dalla corda di sicurezza e... aggancio?... aggancio a cui sei legato e gettarti nel vuoto. Ora le chiedo, capo, vuole buttarsi con me?<br />'''Vick''': Stai davvero pensando di tuffarti da un dirupo?<br />'''Shawn''': È possibile. *Ecco quello che sappiamo: un professore esperto di paleontologia viene trovato sulla riva con ferite attribuibili a un dinosauro. Non possiamo escludere la teoria di un isola nel pacifico in cui i dinosauri esistano ancora! ('''Gus''') *Noi due passeremo le prossime ore a controllare i reperti di paleontologia del museo, e per noi due intendo soprattutto tu! ('''Shawn''' a Gus) *Gli scarabocchi sono la finestra dell'anima! O forse quella è l'epiglottide? Oppure l'ugola! ('''Shawn''') *{{NDR|Shawn finge di aprire "sensitivamente" una cassaforte precedentemente aperta da Gus per fare bella figura con la polizia}}<br />'''Shawn''': Sto percependo i primi due numeri... {{NDR|bisbigliando}} Cos'era? dai amico aiutami? Ti regalo il mio Dart Fener in miniatura!<br />'''Gus''' {{NDR|bisbigliando}}: 25!<br />'''Shawn''': 25! {{NDR|bisbigliando}} 8?<br />'''Gus''': {{NDR|bisbigliando}} 3!<br />'''Shawn''': 3! {{NDR|bisbigliando}} 4?<br />'''Gus''' {{NDR|bisbigliando}}: 2!<br />'''Shawn''': Eee... 2!<br />'''Gus''' {{NDR|bisbigliando}}: C'è un altro numero!<br />{{NDR|Lassiter e Jules si avvicinano}}<br />'''Shawn''': Fermi, c'è un altro numero!<br />{{NDR|Lassiter e Jules si fermano}}<br />'''Gus''' {{NDR|bisbigliando}}: 9!<br />'''Shawn''': 9! {{NDR|lo inserisce e la cassaforte si apre}}<br />'''Jules''': È incredibile!<br />'''Lassiter''': Questo te lo concedo. *'''Gus''': Abbiamo quasi la certezza che sia un assassino a sangue freddo e tu vuoi andare a casa sua a parlargli!?<br />'''Shawn''': Parlargli gentilmente. *'''Lassiter''': Ucciso da un dinosauro. E aveva ragione! Era un vero dinosauro.<br />'''Jules''': Dai, tecnicamente è la caduta che l'ha ucciso.<br />'''Lassiter''': Non cercare di giustificarmi. Andiamo, chi prendo in giro? Sono fregato, non sospetterò mai di una creatura estinta! Come posso competere?<br />'''Jules''': Non devi competere.<br />'''Lassiter''': Io sono fisicamente incapace di puntare il dito contro un dragone, un folletto o il mostro di Lochness! ==Episodio 3, ''Scontro di sensitivi''== *'''Vick''': Agente Ewing, lui è Carlton Lassiter, capo detective del dipartimento e il suo secondo, Juliet O'Hara.<br />'''Agente Ewing''': Ah, si chiama come Giulietta: "Che dolce tinnire d'argento ha nella notte la voce dei diamanti". [[Shakespeare]], [[Romeo e Giulietta]].<br />'''Shawn''': "Mi è semblato di vedele un gatto". Le avventure di Gatto Silvestro, Tweety. *'''Agente Ewing''': Fatevi trovare pronti domani alle ore 7:00.<br />'''Shawn''': 700 ore sono quasi sei giorni, non si può farte un po' prima?<br />'''Jules''': 7:00 sono le 7! *'''Gus''': Sei solo arrabbiato perché Lindsay ti ha battuto sulla scena del delitto.<br />'''Shawn''': Quale sarà il suo trucco?<br />'''Gus''': Forse è più "sensitivosa" di te!<br />'''Shawn''': Non dire sciocchezze, Gus. Non esistono i sensitivi! *'''Lassiter''': Ewing non ha chiamato me, ma O'Hara.<br />{{NDR|gli altri la guardano male}}<br />'''Jules''': Guardate che non gliel'ho chiesto io! E non mi ha chiamato solo oggi, il mio telefono squilla in continuazione, non ho idea chi gli abbia dato il mio numero. {{NDR|continuano a guardarla male}} Dai ragazzi, credete che a me faccia piacere alzare il ricevitore alle tre di notte e sentire la sua voce... così profonda e... virile! Probabilmente chiamava dall'albergo, appena uscito dalla doccia o... dopo un tuffo in piscina, tutto bagnato e... gocciolante... no, non credo sia un nuotatore, non ha quel tipo di fisico... probabilmente gioca a rugby! *'''Lassiter''': Che colore è il suo completo?<br />'''Agente Ewing''': Nero.<br />'''Lassiter''': Davvero? Sembra più nero del nero.<br />'''Agente Ewing''': È il nero Washington. *Lei è ridicolo. Se avessi imparato a ridere da bambino ora lo farei. ('''Ewing''' a Shawn) *'''Receptionista''': Prego scusate, chi siete e che cosa volete?<br />'''Agente Ewing''': Agente speciale Lars Ewing, dipartimento federale del Tesoro.<br />'''Lassiter''': Capo detective Carlton Lassiter. Santa Barbara.<br />'''Agente Ewing''': Encomio presidenziale per meriti di servizio.<br />'''Lassiter''': Primo premio educazione fisica: prima, seconda e terza media e ho un tovagliolino dell'Air Force One.<br />'''Agente Ewing''': Ho personalmente arrestato Ivan Howsky.<br />'''Lassiter''': Ho fatto lotta al liceo.<br />'''Agente Ewing''': Con la sua coscienza? *'''Lindsay''': Tra di noi c'è un grande feeling.<br />'''Shawn''': Infatti! È come se le nostre menti fossero fuse insieme, mi sento come Holly Hunter in ''Dentro la Notizia'', quando è nella testa di William Hurt.<br />'''Lindsay''': D'accordo, proviamo! Sto pensando a qualcosa...<br />'''Shawn''': No, non seppelliscono i sopravvissuti.<br />'''Lindsay''': ... sì! Esatto!<br />'''Shawn''': Hai un colore preferito è sto vedendo... il verde acqua...<br />'''Lindsay''': ... In realtà è il blu, ma è vicino alla famiglia del verde!<br />'''Shawn''': Un numero da uno a dieci...<br />'''Linsday''': ... otto!<br />'''Shawn''': ... {{NDR|pausa}}... ci siamo vicini.<br />{{NDR|si baciano}} *'''Shawn''': C'era qualcosa che non andava in quel dolce.<br />'''Gus''': Sarà perché l'hai cucinato con un forno giocattolo?<br />'''Shawn''': Stiamo parlando di un Dolceforno Deluxe! L'ho preso su eBay, non è un giocattolo! *'''Shawn''': Mildred, lei ha trascritto ogni cosa detta durante l'indagine, giusto?<br />'''Mildred''': Se qualcuno fa un rutto, io riporto anche quello.<br />'''Gus''': C'è un simbolo del rutto? *'''Lindsay''': Che ridicolaggine.<br />'''Shawn''': Davvero? Non ho addosso un vestito da topo gigante, no? ==Episodio 4, ''Un caso troppo facile''== *'''Shawn''': Come ho fatto a perdere, la mia bici è meglio della sua!<br />'''Henry''': Il punto è proprio questo, Shawn, la tua bici è senza dubbio bellissima con tutti questi specchietti e gli altri accessori, frutto di un anno di raccolta punti, ma Gus si è concentrato su ciò che è davvero importante: l'allenamento. Mi dispiace, Shawn, ma ti ha battuto pedalando. *'''Lassiter''': Ascoltate voi due, a differenza degli altri qui dentro, io non mi lascio incantare dal fatto che vi vestiate da adulti, abbiate assimilato un livello di comunicazione e in qualche modo riusciate a sfamarvi, vi vedo per quello che siete: ragazzini. Quindi fatemi un favore, consentite a un adulto di lavorare.<br />'''Shawn''': Mi sono fatto la bua. *'''Lassiter''': Per tua informazione ieri sera sono stato in un ristorante molto esclusivo.<br />'''Shawn''': Il genere di ristorante che richiede la compagnia di una donna? Oh, il vecchio Lassie si è rimesso su piazza! Avanti... com'è?<br />'''Lassiter''': Non è affar vostro con chi passo il mio tempo...<br />'''Shawn''': Bionda?<br />'''Gus''': Castana?<br />'''Shawn''': Una squillo?<br />'''Gus''': Conosciuta in chat?<br />'''Lassiter''': Non ho intenzione di parlare con una coppia di adolescenti in calore.<br />'''Shawn''': C'è andato da solo.<br />'''Gus''': Già.<br />'''Lassiter''': Si chiama Polly Smith, 50 Seacabourn Lane: l'ho baciata. Chiedeteglielo. *'''Shawn''' {{NDR|simulando una visione}}: Le vedo! Vedo le vittime dappertutto! Pezzi che vengono staccati via di netto! Fluidi che schizzano da tutte le parti!<br />'''Vick''': Oh, santo cielo!<br />'''Jules''': Ma si tratta di un serial killer?<br />'''Shawn''': Delle vittime so anche i nomi: Mercedes, sta' attenta! Citroën, non farlo avvicinare alla portiera! Oh. Toyota, te ne sei andata così giovane! *Sono stressato! Per sciogliere i muscoli della schiena dovrò farmi fare un massaggio profondo. Quello che mi fa più male lo chiamo Shawn. ('''Gus''' a Shawn) *'''Shawn''': Cu-cu... cu-cu... cu-cu... cu-cu... Sonny era un cu-cu, che come ricorderete andava pazzo per qualcosa.<br />'''Vick''': Cereali al cioccolato.<br />'''Shawn''': Esatto.<br />'''Gus''': Io pensavo per i cu-cu paff!<br />'''Shawn''': No, Sonny faceva cu-cu ma mangiava i choco crunch al cacao, per questo il latte diventava cioccolatoso!<br />'''Gus''': Ah! Da piccolo non mi facevano mangiare quelle porcherie, è per questo che non ho [[carie dentaria|carie]]. *'''Vick''': Spero che si riveli una buona pista, Spencer, perché altrimenti proveremo il nuovo giubbotto antiproiettile su di te!<br />'''Lassiter''': Questa sì che è una buona idea, e sarebbe anche un successo personale!<br />{{NDR|Diverso tempo dopo, mentre Gus e Shawn sono in macchina Jules chiama al cellulare}}<br />'''Shawn''': Jules, che mi dici di quei numeri di serie?<br />'''Jules''': La [[una buona e una cattiva notizia|buona notizia]] è che appartengono effettivamente a dei pezzi di ricambio; la [[una buona e una cattiva notizia|cattiva]] è che questi pezzi di ricambio sono stati regolarmente acquistati. Ma la notizia davvero cattiva... è che Lassiter si sta informando su che taglia porti. *'''Henry''': Lo sai come si sbudella il pesce vero?<br />'''Shawn''': Certo che lo so, da bambino me l'avrai fatto fare centinaia di volte, ignorando il fatto che fossi un amante degli animali!<br />'''Henry''': Gli animali se ne avessero la possibilità ci farebbero a pezzetti. *Un buon poliziotto impara di più quando non prende il criminale che quando lo prende. ('''Henry''') ==Episodio 5, ''Assassinio all'ippodromo''== *Quello l'ho comprato su eBay: 600 dollari più un penny! È con quello che ho vinto; ho fatto una gara di offerte con una scuola materna. ('''Shawn''') *'''Shawn''': Dimmi che indossi quella camicia per essere visto dallo spazio.<br />'''Henry''': Divertente Shawn, ma si da' il caso che questa sia la mia camicia più fortunata alle corse.<br />'''Gus''': A me piace.<br />'''Shawn''': Sì, anche a me piacerebbe, per camminare in strada di notte. *'''Lassiter''': O'Hara, devi interrogare gli altri fantini.<br />'''Jules''': Ooh.<br />'''Shawn''': Che c'è?<br />'''Jules''': Scusate è che gli uomini bassi mi fanno... beh, ho avuto una brutta esperienza con un elfo di Natale.<br />'''Gus''': Quale? Non ti ha dato il regalo giusto?<br />'''Jules''': No, uscivamo insieme. E poi... mi ha mollata per una ballerina di "Holiday on Ice". {{NDR|Si allontana}}<br />'''Shawn''': Lei è un enigma avvolto in un piccolo rebus biondo. *'''Jules''': Shawn. come fai a saperlo?<br />'''Shawn''': Come so che da bambino Lassie voleva a tutti i costi un pony.<br />{{NDR|si voltano tutti verso Lassiter}}<br />'''Lassiter''': Oh, andiamo, chi non lo voleva?<br />'''Gus''': Chiunque non fosse una bambina di otto anni? *{{NDR|In una sua fantasia Shawn incontra sé stesso da bambino}}<br />'''Shawn 1''': Tu che ci fai qui?<br />'''Shawn 2''': Questa è la mia testa, caro, posso farci quello che voglio.<br />'''Shawn 1''': I miei capelli saranno così nel futuro?<br />'''Shawn 2''': Questo è sicuro.<br />'''Shawn 1''': Pensavo che sarei stato pelato a vent'anni! Questo cambia ogni cosa.<br />'''Shawn 2''': Sì, è vero! Pensa in grande! *Scusa papà, ma quella camicia è un genocidio del colore, un arcobaleno sta' piangendo. ('''Shawn''') *'''Gus''': Scusa vorrei capirci qualcosa: hai accettato questo caso perché dispiaciuto che Jimmy fu cacciato da scuola per qualcosa che non aveva fatto, e ora hai convinto la polizia a riaprire un caso che ha portato all'arresto di Jimmy per omicidio.<br />'''Shawn''': Ti avevo chiesto un riassunto? *Gus è per un sedicesimo robot, ma non di quelli che distruggono il mondo come in "I Robot". ('''Shawn''') *{{NDR|In cambio di un favore Henry costringe Shawn a mettersi una camicia colorata per andare con lui al derby domenicano}} Una bambina qui fuori ha cominciato a piangere quando ha visto questa camicia. ('''Shawn''') *'''Gus''': Io sono e sarò sempre un grande. È per questo che a scuola mi chiamavano Gus G!<br />'''Shawn''': Ah sì? Io credevo ti chiamassero bamboccione Burton.<br />'''Gus''': Non dire mai più quel nome, so che sei stato tu a inventarlo! ==Episodio 6, ''Critiche avvelenate''== *'''Gus''': Due giorni fa ero al telefono con la mia prozia, che è dura d'orecchie e anche un po' fuori in generale, le ho detto che lavoravo part-time in un'agenzia con un detective sensitivo. Deve avere capito male perché ora tutti i parenti di mia madre sono convinti che io sia un detective sensitivo e tu sia...<br />'''Shawn''': Gay?<br />'''Gus''': No!<br />'''Shawn''': Tedesco?<br />'''Gus''': No!<br />'''Shawn''': Invisibile?<br />'''Gus''': Il mio assistente, Shawn! *Il sensitivo è un lavoro facile, Gus: fai qualche osservazione, ti guardi attorno, ti formi un'ipotesi e la riveli a tutti in modo ridicolo e/o contorto. ('''Shawn''') *'''Mrs. Wagner''': Non è stato facile il matrimonio con un critico gastronomico, lui mi dava un voto per tutto.<br />'''Shawn''': {{NDR|ammiccando a Gus}} Beh, scommetto non proprio tutto.<br />{{NDR|La signora Wagner abbassa la testa e annuisce}}<br />'''Shawn''': Oh!<br />'''Gus''': Oh!<br />'''Mrs. Wagner''': ... Non ho mai superato le due stelle. *Sono stato al supermercato, tu lo sapevi che esistono più di 100 tipi di lecca lecca in commercio? ('''Shawn''', a Gus) *'''Shawn''': Oh, zio Burton, sono contento che sia qui, Gus ha avuto altre visioni sul caso di ieri.<br />'''Gus''': No, non è affatto vero Shawn, e poi non dovrei occuparmi della indagini quando c'è un membro della mia famiglia in città!<br />'''Burton''': Non essere ridicolo Burton, non penso che il [[Un detective in corsia|detective in corsia]] si sarebbe mai tirato indietro.<br />'''Shawn''': Ha ragione Gus, non penso che il detective in corsia l'avrebbe mai fatto. *{{NDR|Dopo che Gus ha simulato una visione di fronte a suo zio Burton con Shawn a fargli da suggeritore}}<br />'''Shawn''': Wow, Gus sei davvero incredibile! Sa, se non fosse per il suo talento da sensitivo dovrei trovarmi uno squallido lavoro di rappresentante in un'industria farmaceutica.<br />'''Gus''': È un interessante ramo d'industria, Shawn. *{{NDR|Dopo che Shawn si è fatto assumere in un giornale alla rubrica di astrologia per indagare}}<br />'''Shawn''': Ciao, hai letto i miei [[Oroscopi dalle serie televisive|oroscopi]]?<br />'''Gus''': Sì, sono terribili, gli oroscopi dovrebbero essere vaghi, in modo che ognuno possa interpretarli come vuole, i tuoi sono troppo specifici.<br />'''Shawn''': Li ho scritti avendo in mente persone specifiche.<br />{{NDR|l'oroscopo rivolto a Lassiter}} "Ariete: il calcio è molto importante per il tuo organismo, signor capelli sale e pepe con auto bordeaux, potrebbe esserci una promozione nel tuo futuro. Come buon auspicio cammina all'indietro entrando in una stanza".<br />{{NDR|l'oroscopo rivolto a Jules}} " Bilancia: Il tuo unico vero amore porta scarpe da ginnastica e una t-shirt degli AppleJacks".<br />{{NDR|l'oroscopo rivolto a Henry}} "Sagittario: restituisci la fionda che hai confiscato a tuo figlio in seconda elementare. P.S: sei un vero e proprio accattone". ==Episodio 7, ''Quasi geni''== *'''Shawn''': Muoviamoci, l'appuntamento è alle due.<br />'''Gus''': Sono le due e dieci!<br />'''Shawn''': Beh, qualcuno non ha voluto rinunciare alla sua fonduta di cioccolato belga!<br />'''Gus''': Ma l'hai presa tu!<br />'''Shawn''': {{NDR|pausa}} Sì, può darsi. *'''Jules''': Sai che giorno è?<br />'''Lassiter''': È forse una di quelle stupide feste commerciali inventate dai produttori di biglietti d'auguri per smaltire i fondi di magazzino? *'''Jules''': È un anno esatto che sono a Santa Barbara e lavoriamo insieme.<br />'''Lassiter''': E ti aspettavi un regalo.<br />'''Jules''': Non voglio un regalo.<br />'''Lassiter''': Dite tutte così ma secondo me tu ti aspettavi un regalo, la mia ex-moglie detestava i miei regali.<br />'''Jules''': Cosa le regalavi?<br />'''Lassiter''': Contanti, in genere.<br />'''Jules''': Bleah! *'''Jules''': Vorrei che tu mi assegnassi un caso.<br />'''Lassiter''': A che ora chiudono i negozi? *'''Lassiter''' {{NDR|cercando un caso da affidare a Jules}}: Vediamo, omicidio: troppo complesso come prima volta; furto di materiale hi-tech: no, è più roba da scientifica; scazzottata in un mercatino: sembra facile ma una volta me n'è capitata una e ho dovuto chiamare la SWAT. Oh, ecco: studenti che si lamentano del comportamento di un professore.<br />'''Jules''': Non hai niente di ancora più insignificante da affidarmi?<br />'''Lassiter''': Lezione numero uno, O'Hara, non esistono piccoli casi: solo piccoli detective. *'''Lassiter''' {{NDR|alla segreteria della scuola sposta un ragazzino per far passare Jules}}: Lezione numero due O'Hara, un poliziotto non fa mai la fila. Su, ora presentati.<br />'''Jules''': Salve, polizia di Santa Barbara, potrebbe darmi l'orario delle lezioni, per favore? Grazie.<br />'''Lassiter''': Lezione numero tre: non dire "per favore", non dire "grazie" e soprattutto non dire mai "salve" quella roba è acqua passata, rappresenti l'autorità: fatti rispettare!<br />'''Jules''': Con il miele si acchiappano più mosche.<br />'''Lassiter''': Lezione numero quattro: non citare vecchi detti da bifolco di campagna al tuo superiore.<br />'''Jules''': Ma quante sono le lezioni?<br />'''Lassiter''': 638.<br />'''Shawn''': Benvenuti all'istituto Mightner per bambini superdotat... Oh, miracolo! Grazie a Dio stai bene!<br />'''Gus''': Avevamo letto che uno sbirro di nome Lassie era morto.<br />'''Shawn''': Jules, hai portato dei fiori?<br />'''Lassiter''': Lassie 3 era un cane poliziotto in pensione.<br />'''Gus''': È incredibile, dal [[Necrologi dalle serie televisive|necrologio]] sembravi tu: forte, coraggioso, leale...<br />'''Shawn''': ... Occhi espressivi, gran saltatore, {{NDR|ancheggiando}} che fa così dopo la pupù.<br />'''Jules''': Ragazzi non starete lavorando al mio caso!?<br />'''Shawn''': Caso? No, quale caso? Siamo qui per tenere un corso sul sensitivismo.<br />'''Lassiter''': {{NDR|rivolto a Jules}} Che devi dire?<br />'''Jules''': Oh! Unm, certo... {{NDR|imitando Lassiter}} levati dai piedi e non immischiarti, Spencer! *'''Shawn''': Che sta facendo?<br />'''Bidello''': Pulisco il vomito di qualche genio ubriacone! Non si può camminare qui con le scarpe, grazie per avermi dato del lavoro extra! *{{NDR|Nella sala professori}} E poi dicono che sono i giovani la rovina del mondo! Guardate questa sezione di ciambelle insomma, chi ne ha lasciato un decimo!? Tutto ciò è davvero patetico! ('''Shawn''') *Abbiamo dovuto prendere l'autobus per venire qui! Io ho dovuto cedere il posto a una vecchietta e Gus ha dovuto viaggiare in braccio a un bambino. ('''Shawn''') *'''Gus''': Allora, le piace fare l'[[insegnante di ginnastica]]? A me sembra un bel mestiere.<br />'''Insegnante di ginnastica''': Insegno ginnastica in una scuola di secchioni prodigio: inizio la giornata raccogliendo cento giustificazioni di ragazzini esonerati per rachitismo e colite spastica. Una volta lanciai la palla a uno di loro. Si mise a piangere e i genitori mi fecero causa per aggressione. *Prima la carota, poi il bastone. ('''Shawn''') *'''Jules''': Questi sono tutti gli omicidi irrisolti commessi a Santa Barbara negli ultimi cinque anni.<br />'''Lassiter''': Caspita, un bel po' di scartoffie. Divertiti.<br />'''Jules''': No, voglio che sia tu a dargli un'occhiata e che poi mi dica se ci sono dei collegamenti col liceo Mightner.<br />'''Lassiter''': Sì, magari passa più tardi.<br />'''Jules''': Deleghi sempre il lavoro di documentazione a qualcun altro, a me di solito. Soprattutto quando hai impegni per la serata. Coraggio, passa i fascicoli a setaccio e vedi di trovare qualcosa, se non ti dispiace!<br />'''Lassiter''': O'Hara, tu sei ubriaca di potere!<br />'''Jules''': Esatto! Ed è fantastico! *'''Gus''': Forse dimentichi che fui io a portare al ballo la ragazza più carina di tutta la scuola!<br />'''Shawn''': Certo, le avevo detto che stavi per morire. Altrimenti avrei dovuto pagare la lemou da solo. *'''Jules''' {{NDR|controllando i file sul computer}}: Trovato! Kirk Godel.<br />'''Shawn''': Gödel! Si pronuncia così perché sulla o c'è una omelette.<br />'''Jules''': Credo che si chiami homeleau.<br />'''Shawn''': Ok, come preferisci. *Sella i cavalli Jules, il caso sta per essere risolto come neve al sole. Poi, ci faremo un paio di homeleau con lo scalunnio e un pizzico di giustizia! ('''Shawn''') *'''Jules''': C'è altro che devo imparare?<br />'''Lassiter''': Solo un'ultima lezione: dimentica le altre e sappi che sei un buon poliziotto. ==Episodio 8, ''Operazione tata''== *'''Henry''': ...Poi c'è questo tizio che entra, probabilmente con maschera e occhiali di protezione e inizia a lavorare qua e là, c'è un gran movimento e fluidi che schizzano dappertutto, e a quel punto entra in funzione una specie di montacarichi idraulico che spinge tutto fuori ed è fatta. Capito? Dai, sparecchiamo.<br />'''Shawn''': Aspetta, è così che nascono i bambini?<br />'''Henry''': Sì.<br />'''Shawn''': Con un montacarichi idraulico?<br />'''Henry''': Più o meno.<br />'''Shawn''': Ma... ma come si fanno?<br />'''Henry''': Cambiamo argomento, quanti cappelli ci sono qui?<br />'''Shawn''': Nessuno. Come si fanno?<br />'''Henry''': I cappelli? Oggi molti vengono fatti in [[Cina]]. *Se sapesse quanti segreti le ho nascosto si fiderebbe di me. ('''Shawn''') *'''Shawn''': Gus, non puoi trovare una tata su Internet, se si segnano lì sono delle mezze disperate, tipo gli incontri online. Ricordi quando eri su incontri.com?<br />'''Gus''': Vuoi dire quando hai messo il mio profilo senza che io lo sapessi.<br />'''Shawn''': Esatto e tutte le donne che risposero erano dei veri mostri.<br />'''Gus''': Perché avevi scritto che cercavo una donna forte in grado di dominarmi.<br />'''Shawn''': Non pensavo che l'avrebbero preso alla lettera. *'''Gus''': Ciao piccolino, è quella la tua tata?<br />'''Bambino''': No, è lei. {{NDR|indica una donna dall'altra parte del parco che parla al cellulare}}<br />'''Gus''': Oh, quindi non presta sempre attenzione a dove sei, per te sarebbe molto facile allontanarti e non se ne accorgerebbe nemmeno.<br />{{NDR|Il bambino lo guarda male e scappa via}}<br />'''Gus''': Ah, i bambini. Mi viene voglia di mangiarli! *'''Henry''': Non vale la pena svaligiare quella casa.<br />'''Shawn''': Qualcuno è all'altezza dei tuoi standard? Forse riusciamo ad avere il numero del ladro, così lo chiami e gli dici quanto sei deluso. *'''Jules''' {{NDR|parlando al telefono}}: Penso che la vigilanza StarTek sia un vicolo cieco. Va bene, d'accordo, che ne dici se indago in una divers... sì. Lo so che tu sei il capo detective, Lassiter. Oh, stooo-entraaando-in-una-gaalleeriaa-tiii-deevoo-lasciaare-ciaoo!{{Ndr|riattacca e ingoia una focaccia appena comprata con tanto di carta}}<br />'''Shawn''': Ouh...<br />'''Jules''': Lasciami mangiare la mia frustrazione in pace.<br />'''Shawn''': C'è una nuvola nera che ti circonda, e sta divorando lentamente la tua aura, sì... e giù alla centrale vedo un procione con gli occhi cerchiati di scuro... no! È una lei, oh cavolo è il capo! Il capo Vick sta diventando capo procione e sta... sta aggredendo tutti quanti!<br />'''Jules''': Sì! È vero.<br />'''Shawn''': Specialmente Lassie, che a sua volta scarica le sue frustrazioni su di te. Senti Jules devi ritrovare la tua aura! Riprendertela! Ma devi fare qualcosa di grande, di rischioso, qualcosa che ti aiuterà a trovare la soluzione di questo caso... {{NDR|si inginocchia per fare la [[proposte di matrimonio dalle serie televisive|proposta di matrimonio]]}} vuoi sposarmi Juliet?<br />{{NDR|la gente intorno li applaude e lei imbarazzata lo trascina via}}<br />'''Jules''': Sei impazzito?<br />'''Shawn''': Jules, tu non devi sposarmi sul serio, solo fingere di essere mia moglie quando andremo al "Palloncino Rosso", un'agenzia di tate. Mi serve una vibrazione sensitiva su qualche tata.<br />'''Jules''': E perché ti serve una tata?<br />'''Shawn''': Due tate, non una, io penso siano coinvolte nei furti degli Hyse.<br />'''Jules''': Secondo te questa serie di furti hi-tech di cui uno fnito in omicidio sono opera di due tate diciannovenni?<br />'''Shawn''': Non essere ridicola, solo una ha diciannove anni, l'altra è una formosa tata polacca sui trenta. [...] E poi, non volevo dirtelo ma ho avuto la visione di noi due sposati, so che probabilmente è questo lavoro che dobbiamo fare, ma potrebbe essere una visione sul nostro futuro... Che ne dici della signora Juliet Spencer?<br />'''Jules''': Bene, lo farò!<br />'''Shawn''': {{NDR|si volta verso gli "spettatori"}} Ha detto di sì, amici! {{NDR|li applaudono nuovamente}} *Non ci sto a questa storia del marito e dei figli, il matrimonio è solo un obbligo contrattuale che lo stato impose quando le mogli erano una proprietà... ma se ora dobbiamo fingere, il nostro matrimonio è stato così:... {{NDR|diverse ore dopo}} È il tramonto ad Antigua, io cammino lungo la navata con in sottofondo la canzone di [[James Taylor]] "Only One"; e a questo punto le ragazze hanno modellato con i petali di begonia una morbidissima farfalla con... ('''Jules''' a Shawn) *{{NDR|Shawn e Jules si presentano alla direttrice dell'agenzia come Livon Tosting e signora}}<br />'''Direttrice''': Perché non mi parlate un po' della vostra bambina?<br />'''Jules/Mrs. Tosting''': Beh, ho partorito la nostra Millicent in casa con un'ostetrica e dopo, il mio dolce Livon ha sepolto la mia placenta in giardino.<br />'''Shawn''': ... *'''Jules/Mrs. Tosting''': Allora, hai già qualche vibrazione sensitiva sulle tue due sospette, Livon?<br />'''Shawn''': Sono stato distratto dall'immagine della tua placenta. *{{NDR|Descrivendo la stanza della figlia immaginaria per dare a Shawn il tempo d'ispezionare l'agenzia}} Beh, l'abbiamo decorata con un motivo di lamponi e salvia e poi c'è una carta da parati millerighe che evidenzia il rosso mela stregata dei listelli che la incorniciano... {{NDR|dopo che Shawn ha finito di ispezionare e ha avuto il tempo di riferire tutto a Gus}}... Mi piace quello che Nate Bergus ha fatto da Hopra sul tema nursery, così ho preso la sua idea e ho messo delle lunghe tende, solo su due finestre anche se ce ne sono quattro, perché... ('''Jules/Mrs. Tosting''') *Quando guardi le [[lucertola|lucertole]] tutto il giorno, le persone ti sembrano tutte uguali. ('''Venditore di rettili''') *Mi sono accorta che esageravo quando ho quasi investito mio marito perché non aveva chiuso la porta del garage. ('''Karen Vick''') ==Episodio 9, ''Cacciatori di taglie''== *È sempre così quando incontri gli eroi della tua infanzia: nient'altro che delusioni e dispiaceri. ('''Shawn''') *'''Lassiter''': Tanto per essere precisi: {{NDR|indicando un'altezza con la mano}} la polizia è qui, {{NDR|indicando più in basso}} i cacciatori di taglie sono qui... {{NDR|indicando poco più in alto di prima}} i sensitivi sono qui.<br />'''Shawn''': Ehi, noi li battiamo!<br />'''Lassiter''': Di un pollice.<br />'''Shawn''': Dove si piazzano gli odontotecnici? *Qualcuno non ha preso la spremuta di [[coraggio]] stamattina. ('''Shawn''' a Gus) *Qualcuno non ha preso la spremuta della [[gratitudine]] stamattina. ('''Shawn''' a Lassiter) *Shawn, se ne usciamo vivi, io ti uccido! ('''Gus''') *'''Jules''': Sapete che vuol dire sentire una vocina che ti dice cosa fare in ogni momento e tu la fai e funzione e sei brava in quello che fai e poi un giorno tutto tace e in quel momento non c'è la vocina e devi cavartela da sola e in un istante, un microsecondo, fai un minuscolo ma fatale sbaglio e succede un pasticcio che ti rovina tutta la vita?<br />'''Shawn''': No, non ne ho idea. Ma certo, Gus lo sa! *'''Jules''': Shawn, senti io... ho davvero perso la testa oggi e... voglio ringraziarti di avermi aiutata. Hai fatto molto per me.<br />'''Shawn''': È stato uno sbaglio. Ecco a cosa servono gli amici.<br />'''Jules''': Già, beh... che lunga giornata...!<br />'''Shawn''': Ritengo che tu debba andare a casa a nutrire il pappagallino.<br />'''Jules''': Shawn, non ho un pappagallino.<br />'''Shawn''': Ah. In questo caso...<br />{{NDR|si avvicina per baciarla ma si ferma poco prima che le loro labbra si sfiorino}}<br />'''Jules''': Che stai facendo?<br />'''Shawn''': Niente.<br />'''Jules''': Perché se stai facendo quello che sembra che stai facendo sarà una di quelle cose di cui parlavamo.<br />'''Shawn''': E sarebbe?<br />'''Jules''': {{NDR|bisbigliando}} Uno sbaglio.<br />'''Shawn''': Sono d'accordo ma chiaramente non è quello che facciamo.<br />'''Jules''': Ok, davvero, e che cosa dici che facciamo?<br />'''Shawn''': Io la chiamo... una chiacchierata a quattr'occhi.<br />'''Jules''': Aaah... vedo. Hai qualcos'altro da dire?<br />'''Shawn''': Mmmh... no, no tutto qui per adesso. {{NDR|si allontana}}<br />'''Jules''': Beh... buonanotte.<br />'''Shawn''': 'Notte, detective. ==Episodio 10, ''Profumo d'omicidio''== *'''Shawn''' {{NDR|vestito da Babbo Natale}}: Oh, oh, oh... agente McNab, i folletti del Natale mi hanno detto di darti questo.<br />{{NDR|gli regala un fucile}}<br />'''McNab''': Oh, santo cielo, un Dasy Red Driver! Ce l'avevo da bambino... già da allora volevo fare il poliziotto.<br />'''Shawn''': Beh, buon Natale da me e Gus.<br />'''McNab''': Grazie ragazzi.<br />'''Gus''': Gli è piaciuto tanto, che cosa incredibile. Come facevi a saperlo?<br />'''Shawn''': Ah, la stanza dove faccio i pisolini ha la ventola in comune con la stanza delle valutazioni psicologiche. Ah, Lassie. {{NDR|gli regala una palla di vetro con la neve}}<br />'''Lassiter''': Odio le palle con la neve!<br />'''Shawn''': Oh, che cosa strana, il mio intuito sensitivo mi ha detto invece che le palle con la neve non ti danno incubi tipo sentirti intrappolato in una palla con la neve. {{NDR|Lassiter se ne va terrorizzato}} Beh, buon Natale da me e Gus. {{NDR|tira fuori una mucca di pezza e la da a Jules}} Il signor Mitters dice che è stato come addormentarsi e che non ti porta alcun rancore, il paradiso dei gatti somiglia molto a East Beach!<br />'''Jules''': Questa è una bellissima notizia.<br />'''Gus''': Buon Natale da me e Shawn...<br />'''Shawn''': No, no, no, no, no! Questo è un dono molto speciale: solo da parte mia. Almeno a Natale non immischiarti. *'''Jules''': È quello che mi serve per entrare nello spirito delle feste prima che arrivi la mia famiglia.<br />'''Shawn''': Wow, devo conoscerli o è ancora troppo presto?<br />'''Jules''' e '''Gus''': {{NDR|contemporaneamente}} Troppo presto per cosa?<br />'''Shawn''': ... Niente. *'''Shawn''': Sai, sono al settimo cielo; in tutti questi anni d'[[amicizia]] posso contare sulla punta delle dita le volte in cui i tuoi genitori mi hanno invitato per la cena di Natale. Suppongo che sia perché non sopportano mio padre, è comprensibile.<br />'''Gus''': Direi che non si tratta di questo.<br />'''Shawn''': Beh, dimmi di cosa si tratta.<br />'''Gus''': Diciamo che non è per colpa di tuo padre.<br />'''Shawn''': Allora la vostra casa è troppo piccola? Non avete sedie a sufficienza?<br />'''Gus''': No.<br />'''Shawn''': Nascondete un evaso in soffitta?<br />'''Gus''': No.<br />'''Shawn''': Aspetta un momento, non sarà per colpa mia?!<br />{{NDR| Gus annuisce}}<br />'''Shawn''': Non posso crederci, mi sento come [[Pepé Le Pew]] quando ha guardato "pew" sul dizionario: {{NDR|in francese maccheronico}} "Una Pusola? Cosa... Nooo!" *'''Gus''': [...] Per colpa tua ho preso la mia prima B, violato il mio primo coprifuoco e ucciso un uccellino accidentalmente!<br />'''Shawn''': Che ne sapevo che non reggeva il liquore! *{{NDR|Shawn cerca di convincere i genitori di Gus che ha avuto una buona influenza su di lui}}<br />'''Shawn''': Sapete perché Gus non fuma? Perché da bambini gli feci fumare un intero pacchetto di sigarette e lui scoprì che odiava quel gusto. Un'ottima influenza se devo dire la mia opinione.<br />'''Winnie Guster''': Forse gli hai fatto venire l'asma.<br />'''Bill Buster''': E forse gli hai anche bloccato la crescita.<br />'''Gus''': Sono un metro e ottantacinque!<br />'''Bill Buster''': Ma sì, certo figliolo, certo!<br />'''Henry''': Gus, tu sei alto. Shawn, tu sei un idiota! E molte cose possono avere provocato l'asma. Ora mangiamo?<br />'''Shawn''': È stata proprio la cura che Gus fece per l'asma che lo fece interessare ai prodotti farmaceutici, quindi anche questo è merito mio! *'''Winnie Guster''': In che cosa la vostra agenzia è diversa dal battesimo degli animali che avevate da bambini?<br />'''Shawn''': Quella era un'attività senza fini di lucro; e IO sono quello che ha fatto credere a Gus che Gesù era nero e che quindi toccava a lui, insomma lui li battezzava e io mi limitavo ad intascare le caramelle. *'''Jules''': Spero che tu sia dell'umore Homgeney!<br />'''Lassiter''': Ne dubito, anche se non so cosa sia.<br />'''Famiglia O'Hara''': Il primo passante!<br />{{NDR|tutti applaudono}}<br />'''Jules''': Ah, il primo passante è una tradizione scozzese che festeggia il primo visitatore delle feste: tu!<br />'''Lassiter''': {{NDR|bisbigliando}} Perché mi fissano tutti?<br />'''Jules''': {{NDR|bisbigliando}} Il primo passante per tradizione porta in dono del cibo.<br />'''Lassiter''': Ho solo una merendina in macchina. Ma... preferirei tenerla per domattina. *'''Jules''': Questi sono i miei nipoti, Drake, Finn e Isaac. Ragazzi, lui è il detective Lassiter, lavora con la zia July.<br />'''Lassiter''': Carino qui, già mi piace di più!<br />'''Jules''': Li sto aiutando con i lavori di Natale, è la parte che preferisco. [...] Forse al detective Lassiter piacerebbe aiutarvi.<br />'''Lassiter''': Certo, {{NDR|sedendosi}} allora ragazzi, cos'abbiamo qui? Beh, sai Drake, tecnicamente Gesù nacque in aprile quindi, togliamo tutte queste foglie invernali {{NDR|toglie le foglie dalla capanna costruita dal bambino}}, Oh, Finn, la parola mangiatoia in realtà si riferisce ad una mangiatoia di legno usata dagli animali, quindi Gesù lo mettiamo {{NDR|prende un bicchiere}} in questo bicchierino...<br />'''Jules''': Ehm... Carlton...<br />'''Lassiter''': E, sapete, basandosi su quanto hanno viaggiato tutti gli esperti concordano che i re magi arrivarono quando Gesù aveva già due anni, quindi togliamoli.<br />'''Jules''': Ehm, Carlton... ricorda che questo è per i bambini.<br />'''Lassiter''': Giusto. Facciamone uno con Babbo Natale. [...] Vi racconto una cosa interessante: la versione olandese di Babbo Natale usava degli schiavi per consegnare i regali. *'''Henry''': Col tuo sciocco modo di pensare capisco perché non sei diventato un detective.<br />'''Shawn''': E io capisco perché sei un detective divorziato! {{NDR|pausa}} Ma tu guarda. Avevamo quasi passato tre ore senza litigare. *'''Winnie Guster''': Non ce la farò a stare in prigione. {{NDR|Inizia a piangere}}<br />'''Bill Guster''': Oh, {{NDR|abbracciandola}} no tesoro, starai benissimo! {{NDR|Rivolto a Gus, bisbigliando}} non ce la farà! *'''Shawn''': Gus, un super annusatore riconosce un profumo a memoria?<br />'''Gus''': Beh, le aree olfattive di memoria della corteccia cerebrale usano le stesse vie neurali.<br />'''Shawn''': Cos'è... un sì?<br />'''Gus''': Sì! ==Episodio 11, ''Per amore di Mira''== *'''Henry''': Visto che andiamo raramente a cena fuori voglio che ordiniate qualcosa di speciale; Harbon Green è uno dei ristoranti migliori di Santa Barbara.<br />'''Gus''': Beh, allora io prendo i Nachos! *'''Henry''': Non avete mai visto fare una proposta di matrimonio? È un momento davvero speciale, soprattutto per l'uomo: ti innamori di una donna e decidi di passare tutta la tua vita con lei.<br />'''Shawn''': Tutta la vita con una ragazza? Ma è assurdo! *'''Shawn''': {{NDR|dopo aver saputo che Gus è stato sposato}} Adesso per colpa tua niente addio al celibato e niente discorso al tuo matrimonio che ho scritto in seconda media.<br />'''Gus''': Tanto non ci credo! {{NDR|Shawn gli passa un quadernetto e lui lo sfoglia}} Hai un quaderno dei discorsi!?<br />'''Shawn''': Li ho scritti molto tempo fa...<br />'''Gus''': Hai scritto anche il mio [[Necrologi dalle serie televisive|necrologio]]!<br />'''Shawn''': Neanche me lo ricordavo.<br />'''Gus''': {{NDR|leggendo}} Burton Guster lascia il suo miglior amico Shawn Spencer e dodici dolci gattini!? *'''Jules''': {{NDR|dopo aver bevuto il caffè ed essersi scottata}} OUCH! È bollente! Matt, l'hai appena fatto?<br />{{NDR|beve il caffè tutto d'un sorso e si ustione la lingua}}<br />'''Lassiter''': {{NDR|a denti stretti}} Io non lo trovo bollente!<br />'''Jules''': Scommetto che ti sei bruciato la lingua apposta perché ce l'hai con me per quella stupida storia del punteggio dell'esame.<br />'''Lassiter''': {{NDR|a denti stretti}} No.<br />'''McNab''': Detective O'Hara, quel camion rubato dal deposito di prodotti ittici è un 18-50 giusto?<br />'''Jules''': Sì.<br />{{NDR|McNab appunta sulla mano}}<br />'''Lassiter''': No, no, no, aspetta è un veicolo commerciale, quindi, tecnicamente è un 15-38.<br />'''Jules''': Scusa Lassiter, ma l'ha chiesto a me! {{NDR|rivolta a McNab}} Se finisce in uno sfasciacarrozze diventa un 18-03.<br />{{NDR|McNab appunta sulla mano}}<br />'''Lassiter''': Ma se c'è anche la guida pericolosa allora è un 23-0, invece se trasporta del materiale infiammabile è un 20-01.<br />{{NDR|McNab appunta sulla mano}}<br />'''Jules''': Ok, adesso basta!<br />'''McNab''': Tanto non c'era più posto sulla mano. *'''Lassiter''': Il camion: chi risolve il caso è il più bravo!<br />'''Jules''': Andiamo, è un camion frigorifero! Un caso senza vittime!<br />'''Lassiter''': Perché tu non consideri vittime quelli che non avranno la loro aragosta nel piatto; strano che l'esaminatore non ti abbia bocciata per mancanza di compassione! *'''Gus''': Secondo me sta dicendo la verità.<br />'''Shawn''': Già, però sta anche mentendo. *'''Shawn''': Che sta succedendo?<br />'''Lassiter''': O'Hara e io siamo in competizione.<br />'''Vick''': Competizione?<br />'''Jules''': Veramente è Lassiter che ha un atteggiamento infantile riguardo al punteggio che ho ottenuto all'esame da detective!<br />'''Shawn''': Ah, quella specie di test? Io l'ho fatto a quindici anni. Ho preso 100!<br />'''Lassiter''': Vuoi dire che hai preso il punteggio massimo?<br />'''Shawn''': Sì.<br />'''Jules''': A quindici anni?<br />'''Shawn''': Sì. Voi quanto avete preso?<br />'''Lassiter''': Ahem, da allora il test sarà cambiato, non si può fare un confronto!<br />'''Jules''': Sì, sicuramente...! ==Episodio 12, ''Una scomparsa sospetta''== *Fammi un favore Shawn, qualche volta lascia che quello che dice tuo padre ti sfiori soltanto. E non prendere la vita troppo sul serio: gira il mondo, incontra persone interessanti, vivi delle avventure; perché un giorno ti sveglierai e ti renderai conto che ormai sei troppo vecchio per divertirti. ('''Nonno Spencer''') *'''Henry''': Normalmente me ne andrei e ti lascerei nella cacca Shawn, ma stavolta voglio darti una lezione: sarò il tuo Tolmage McGulliver!<br />'''Shawn''': McGragor!<br />'''Gus''': McGulliver.<br />'''Shawn''': Esatto! *'''Vick''': Ecco il vostro caso.<br />{{NDR|indica un ragazzino nel corridoio}}<br />'''Jules''': È un testimone o roba simile?<br />'''Vick''': No, è solo un delinquentello: ha occultato cartelli antivandalismo, rubato segnali stradali, riempito di colla i parchimetri, rimosso delle insegne... niente di serio ancora ma...<br />'''Lassiter''': Ah, ma è così che si comincia, prima distruggono la proprietà privata e un attimo dopo sparano agli sbirri!<br />'''Vick''': Allora, quello che dovete fare è...<br />'''Lassiter''': Certo, so esattamente dove vuoi arrivare capo, è come se i nostri cervelli fossero collegati: devo solo capire come fare per processare questo ragazzo come un adulto!<br />'''Vick''': Ti consiglio di rivedere i tuoi metodi o dovrò chiederti di mettere la tua pistola sulla mia scrivania! *{{NDR|Shawn eGus mostrano i pass appena acquisiti a una guardia di sicurezza che vuole buttarli fuori}}<br />'''Shawn''': Ripeti con me: vo-i-a-ve-te-un-pa-aaas!<br />'''Gus''': Ah-a, ah-a...<br />'''Shawn''': Prova a fare qualcosa dai, provaci!?<br />'''Guardia''': Io vi tengo d'occhio!<br />'''Shawn''': Ci teniamo d'occhio da soli! *Lezione di vita numero 20: Le persone mentono, e vanno via senza avvertire: la vita fa schifo. ('''Henry''') *'''Lassiter''': Devi capire che enorme possibilità ti stiamo dando!<br />'''Teppistello''': C'è puzza di piedi qui dietro, scommetto che c'è morto qualcuno qui!<br />'''Lassiter''': È l'odore del tuo futuro se non ti rimetti in riga.<br />'''Teppistello''': {{NDR|rivolto a Jules}} Come te la passi bambola?<br />'''Jules''': Come prego?<br />'''Lassiter''': Lei è il detective O'Hara bulletto! E questo è strike 1!<br />'''Teppistello''': Lui è sempre così?<br />'''Jules''': Chiamami di nuovo bambola e vedrai il mio lato oscuro.<br />'''Teppistello''': Scusa quale lato oscuro? È tutto bello quello che vedo io!<br />'''Lassiter''': Ehi, se non vuoi sette compagni di cella per il resto della vita rispetta il distintivo!<br />'''Jules''': Mi dici perché fai lo sbruffone?<br />'''Lassiter''': Non faccio lo sbruffone ha cominciato lu-<br />'''Jules''': Stavo parlando con il ragazzino!<br />'''Teppistello''': Non te l'hanno mai detto che i tuoi capelli profumano di fragola?<br />'''Lassiter''': Pesca.<br />{{NDR|si voltano tutti verso di Lassiter}}<br />'''Lassiter''': Ahem... devo comprare delle pesche tornando a casa; mi sono ricordato!<br />'''Teppistello''': Allora, Juliet...<br />'''Lassiter''': È il detective O'Hara! Strike 2!<br />'''Teppistello''': Dovresti essere più di buon umore visto che vai in giro con questa sventola sexy tutto il giorno!<br />{{NDR|Jules sogghigna}}<br />'''Lassiter''': Il detective O'Hara è un tutore della legge; è un investigatrice competente, efficiente, che tiene la sua scrivania in modo pulito e ordinato e non è certo come dici tu "una sventola sexy"!<br />{{NDR|Jules lo guarda offesa}} *'''Tirocinante''': Abbiamo riscontrato una grave ipertensione arteriosa, ha anche un'emorragia endocranica provocata probabilmente da una caduta.<br />'''Shaw/Dr. Houser''': Che ti prende giovanotto?! Come ti viene in mente di usare complicati paroloni davanti al paziente? Sai, quando io andavo a scuola dove... si va per diventare dottori...<br />'''Gus''': Facoltà di medicina.<br />'''Shaw/Dr. Houser''': Si! C'era una cosa che si chiamava modo di trattare i pazienti, questo non lo insegnano più?<br />'''Tirocinante''': Signore questo paziente è privo di conoscenza, non mi sente!<br />'''Shaw/Dr. Houser''': Ti sbagli! E ti sbagli di grosso, lui ti sente! Certo, il suo corpo dorme ma dentro; sta ballando, lui ti sta sentendo!<br />'''Gus''': Sta facendo le sue cose!<br />'''Shaw/Dr. Houser''': E se ti sente usare quelle parole spaventose si ritira chiudendosi nella sua mente. Vuoi aiutare questo paziente o no?<br />'''Tirocinante''': Ma... certo, signore.<br />'''Shaw/Dr. Houser''': Allora parlami come se io avessi dieci anni.<br />'''Tirocinante''': Ehm... ha avuto un improvviso calo di pressione che ha privato il suo cervello del sangue, e ha anche subito una contusione e una piccola emorragia cerebrale.<br />'''Shaw/Dr. Houser''': Ora come se ne avessi cinque.<br />'''Tirocinante''': Ehm... la sua pressione ha fatto boom e il suo cervello si è fatto la bua. *Le [[rana|rane]] non ingoiano con gli occhi aperti. È vero. ('''Shawn''') *'''Lassiter''': Se non vuoi finire come quel buffone {{NDR|indicando Shawn}} fai meglio a rigare dritto.<br />'''Teppistello''': Non mi piace quel tizio.<br />'''Lassiter''': C'è ancora speranza per te. *{{NDR|Gus e una donna anziana sono fermi su una pista da ballo}}<br />'''Anziana''': Tu balli divinamente Burton.<br />'''Gus''': ... Grazie.<br />[...]<br />'''Anziana''': Ora fammi roteare {{NDR|continuano a restare fermi}}... meravigliosooo! *'''Shawn''': Questo ci fa capire come, ma ci manca il chi e il perché. Gus, mi ricordi qual era l'altro interrogativo oltre al quando?<br />'''Gus''': Dove. *'''Lassiter''': Al ragazzo interessa solo cosa indossa O'Hara e dove fa ginnastica.<br />'''Shawn''': Pagherei per saperlo. ==Episodio 13, ''Omicidio sul set''== *'''Shawn''': Quindi recitare non è altro che mentire?<br />'''Henry''': Ma certo Shawn, credi che quei buffoni dei Chips siano veri sbirri?<br />'''Shawn''': Grazie, hai appena distrutto la mia serie preferita! *Guardati intorno, questa è la mia gente, miei simili: gli artisti, i creativi, i sognatori, idioti vestiti da toast... ('''Shawn''') *'''Lassiter''': Spencer, finalmente sei arrivato: ora però vattene. O'Hara ha appena risolto il caso.<br />'''Shawn''': Oh, Jules; se vuoi passare più tempo con me non devi correre tanto, basta che mi chiami e mi dici "Shawn, ho le caramelle che ti piacciono tanto"! *En un vez que hay un montón de oscuridad<br />No me interesa llegar a la madurez<br />Y si está bien todo está mal<br />Todo que seguir con la misma canción<br />No marches si puedes correr...<br />Uno, dos, tres, cuatro.<br />Todos saben que no digo la verdad.<br />Todos saben que no tengo una prueba.<br />Si es un engaño, confórmate.<br />Tus inhibiciones al final no podrás resolver.<br />¡Todos saben!<br />¡Todos saben!<br />¡Todos saben!<br />¡Todos saben!<br />¡Arriba!<br />''In between the lines there's a lot of obscurity.<br />I'm not inclined to resign to maturity.<br />If it's alright, then you're all wrong.<br />But why bounce around to the same damn song?<br />You'd rather run when you can't crawl...<br />I know, you know, that I'm not telling the truth.<br />I know, you know, they just don't have any proof.<br />Embrace the deception- learn how to bend,<br />Your worst inhibition's gonna psych you out in the end.<br />I know, you know....<br />I know, you know...<br />I know, you know...<br />I know, you know...''<br />(La sigla ''I Know, You Know'' in spagnolo, come cantata nell'episodio e normale) *'''Jules''': Chi è quella?<br />'''Lassiter''': Pascoletti, Penny. È stata trasferita da poco al distretto.<br />'''Jules''': Ah, bene serviva un po d'aria fresca.<br />'''Lassiter''': Odio l'aria fresca.<br />'''Jules''': Lo immaginavo, beh io comunque vado a darle il benvenuto, anche perché è una boccata d'aria fresca al femminile.<br />'''Lassiter''': Ma sì, certo, sii gentile, fatti una nuova amica, magari a pranzo potrete farvi delle acconciature a vicenda.<br />{{NDR|Jules va da Pascoletti e le tende la mano}}<br />'''Jules''': Ciao, sono il detective O'Hara, ma puoi chiamarmi Juliet.<br />{{NDR|Pascoletti non la guarda ne le risponde}}<br />'''Jules''': Beh, volevo solo presentarmi, darti il benvenuto e dirti che se hai bisogno di qualcosa, io sono a tua disposizione.<br />'''Pascoletti''': Pensi che non sappia scrivere il mio nome e il numero di matricola?<br />{{NDR|imbarazzata Jules si volta e va via}}<br />'''Lassiter''': P.S.P: Perché mi Sono Presentata?<br />'''Jules''': Chiudi il becco Lassiter. *'''Shawn''': {{NDR|guardando una foto}} Chi sono questi?<br />'''Gamalobo''': Sono la mia famiglia, vivono in Messico io mi sono trasferito per girare la telenovela.<br />'''Shawn''': Hai un fratello.<br />'''Gamalobo''': È mia sorella.<br />'''Gus''': No, no aspetta, Shawn intendeva questo. {{NDR|indicando la foto}}<br />'''Gamalobo''': Sì, sì è mia sorella.<br />'''Gus''': Nooo, diceva questo qui. {{NDR|indicando la foto con entrambi gli indici}} Questo che... che sto indicando.<br />'''Gamalobo''': Sì, è mia sorella. {{NDR|Shawn e Gus rimangono senza parole}}<br />'''Shawn''': Lo sai è proprio carina! *Vado dagli [[sceneggiatore|sceneggiatori]], che sono pazzi ma per lo meno non lanciano i vasi. ('''Lance Rostin''') *Devi assaggiare questo panino, me li prepara Kelly del catering; non è un panino: dentro c'è di tutto, dal tacchino alla salsa di mirtilli; è il giorno del ringraziamento tra due fette di pane. Questo gusto è una specie di paradiso terrestre! ('''Shawn''') *'''Jules''': Voleva vedermi capo?<br />'''Vick''': Si tratta del nuovo agente, Penny Pascoletti. voglio la tua versione.<br />'''Jules''': La mia versione? Riguardo a cosa?<br />'''Vick''': Beh, diciamo che è una questione molto delicata: l'agente Pascoletti ti accusa di averla molestata pubblicamente.<br />'''Jules''': Cosa!? Ma è assurdo!<br />'''Vick''': Che cosa c'è di vero in questa storia?<br />'''Jules''': Sono solo stata gentile, mi sono presentata e ieri le ho comprato un dolcetto, che mi denunci!<br />'''Vick''': Lo ha fatto. Che cosa intendi per "le ho comprato un dolcetto"? alla luce di questo mi sembra strano che tra le accuse non ci sia anche il tentativo di corruzione.<br />'''Jules''': Stavo solo cercando di fare amicizia.<br />'''Vick''': Ti do un consiglio che faresti meglio a seguire: in quanto donna dovresti fare più attenzione a come te ne vai in giro a cercare di fare amicizia, le donne che lavorano in polizia sono più sospettose per natura e soprattutto più restie a fidarsi.<br />'''Jules''': Beh, se è così credo che qui nel dipartimento nessuna donna abbia un amica.<br />'''Vick''': Hai ragione.<br />'''Jules''': Oh. Io... credevo che fossimo amiche...<br />'''Vick''': Ti sbagliavi.<br />'''Jules''': Oh...<br />'''Vick''': Parlerò con l'agente Pascoletti, cercherò di farle ritirare la denuncia ma nel frattempo... smettila di comprare dolcetti. Ora puoi andare.<br />{{NDR|Jules si alza visibilmente rattristita e fa per uscire}}<br />'''Vick''': Bel completo.<br />'''Jules''': Oh, grazie. L'ho comprato da Northstorm, era in saldo, probabilmen-<br />'''Vick''': Non mi interessa.<br />'''Jules''': Ma io volevo-<br />'''Vick''': Basta così O'Hara. Puoi andare.<br />{{NDR|Jules abbassa la testa ed esce}} *{{NDR|Lassiter e Jules arrestano il colpevole davanti alle telecamere mentre lo Show è in diretta}}<br />'''Lassiter''': Ehm... salve... miii chiiaaamo... sono il detective Lassiter. Sono in gamba...<br />'''Jules''': {{NDR|sorrisetto imbarazzato}}<br />{{NDR|le telecamere si spengono}}<br />'''Jules''': {{NDR|a Lassiter}} Oh, dio... sei il solito sbruffone.<br />'''Lassiter''': È la prima cosa che mi è venuta in mente. ==Episodio 14, ''Veleno in polvere''== *Mio padre, "mister integrità" non è altro che un bugiardo che vive a menzognalandia! ('''Shawn''') *'''Shawn''': Voglio sapere la verità: che ne è stato del mio gatto Filippo Miao?<br />'''Henry''': Vuoi che ti risponda?<br />'''Shawn''': Voglio la verità!<br />'''Henry''': Tu non l'hai mai voluta la verità! [...] Il tuo gatto si era preso troppa libertà con il bracciolo della mia poltrona. *'''Shawn''': Io sono un sensitivo le mie non sono sceneggiate ma visioni... ammazzagatti.<br />'''Henry''': Non sono un ammazzagatti, Filippo Miao vive in una casa di riposo per felini nell'Ohio. E a proposito, non vorrei darti una delusione, ma Filipo Miao in realtà è Filippa Miao! *'''Jules''': Queste persone probabilmente ti odiano!<br />'''Lassiter''': Per questo voglio risolvere il caso. *Ora guarda qui Lassiter, {{NDR|indicando un altezza con la mano}} è il radar della loggia... e questo sono io {{NDR|Indicando più in basso con l'altra mano}} che volo sotto il radar {{NDR|imita il verso di un corvo}} ora guarda più in fondo, è Gus {{NDR|indicando terra}} ... lui non sa volare. ('''Shawn''') *{{NDR|Appena accolto tra i membri della loggia}} Tutto qui? Niente cerimonie? Camminare sui carboni ardenti, sopportare il [[solletico]]... Su qualcuno mi faccia il solletico. ('''Shawn''') *'''Lassiter''': Non sospettano di te?<br />'''Shawn''': No, i membri sono insospettabili.<br />'''Lassiter''': Membri? Oh dio, non ci posso credere, quegli idioti ti hanno accolto a braccia aperte!?<br />'''Shawn''': La mia nomina era meritata, ero in lista d'attesa da quindici minuti. *'''Jules''': {{NDR|al telefono}} Lassiter, dove sei?<br />'''lassiter''': {{NDR|al telefono}} Sono... a pranzo.<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} Huh, prendimi un panino col pollo.<br />'''Shawn''': Chi è?<br />'''Lassiter''': Il detective O'Hara.<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} C'è qualcuno con te?<br />'''Shawn''': Ciao Jules!<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} Shawn? Sei andato a pranzo con Shawn?<br />'''lassiter''': {{NDR|al telefono}} ... Sì...<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} Mi sono persa qualcosa?<br />'''Lassiter''': {{NDR|al telefono}} O'Hara ci sono novità o no?<br />{{NDR|Shawn mette in vivavoce}}<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} In effetti una c'è ma... non mi va nemmeno di dirla.<br />'''Lassiter''': Coraggio O'Hara sputa il rospo.<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} In corpo aveva una sostanza simile al veleno di... di un colubride brasiliano...<br />'''Shawn''': Aspetta, vuoi dire che è stato morso da un serpente?<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} Sono in vivavoce?<br />'''Shawn''': No.<br />'''Jules''': {{NDR|al telefono}} E allora come hai fatto a sentirmi?<br />'''Shawn''': Ahem... Jules che ne dici di andare avanti? *'''Shawn''': Io suggerisco di venire qui stanotte e fare irruzione.<br />'''Gus''': Grande. Lasciami solo controllare che impegni ho tra cinque anni, magari mi riducono la pena. *'''Gus''': Codici aeroportuali? E tu che ne sapevi?<br />'''Shawn''': Ho vissuto in un aeroporto per un mese.<br />'''Gus''': Quello era [[Tom Hanks]] in ''[[The Terminal]]''!<br />'''Shawn''': È uguale. *Ora sono un membro della loggia Lassiter, tuo suocero è come se fose mio fratello... di conseguenza io sono tuo zio. Acquisito. Sarà strano quando ci riuniremo per natale. ('''Shawn''') *Senti, conosco Irvin Parker come le mie tasche, lui è capace di umiliarti, di demolirti l'anima, di danzare sulle ceneri del fallito matrimonio di cui è stato il primo denigratore... ma non credo sarebbe mai capace di uccidere. ('''Lassiter''' a '''Shawn''') *'''Shawn''': {{NDR|facendosi fare il ritratto}} Tobias, ho sentito che usa delle tele da 400 grammi, potrebbe mettermi per cornice delle tigri o magari un puma prostrato ai miei piedi?<br />'''Tobias''': Signore questo è un ritratto del suo volto.<br />'''Gus''': Shawn, stiamo perdendo tempo.<br />'''Shawn''': Tranquillo, dopo tocca a te.<br />'''Tobias''': No, non tocca a lui, non è ancora un membro.<br />'''Shawn''': Ecco, mettiamoci la testa del mio amico nello sfondo, magari nella bocca del puma! *Le persone mentono, gli oggetti no. ('''Shawn''') ==Episodio 15, ''Modelli assassini''== *Tratta una donna come una persona, poi come una regina, poi come una dea e poi di nuovo come una persona. ('''Shawn''') *'''Lassiter''': Non ricorda proprio dove si trovava questo pomeriggio?<br />'''Modello gay''': Era tutto giallo, e noioso.<br />'''Jules''': Ehm, stiamo parlando di un locale?<br />'''Modello gay''': Non lo so, può darsi. Scriva solo che non era di mio gradimento.<br />'''Jules''': Uh?!<br />'''Modello gay''': {{NDR|rivolto a Lassiter}} Mi piace la sua giacca.<br />'''Lassiter''': Davvero?<br />'''Modello gay''': Ha considerato l'idea di cambiare squadra? *'''Shawn''': Come va coi ragazzi?<br />'''Jules''': Beh, non ci sono di molto aiuto anzi... per niente.<br />'''Lassiter''': Uno di loro non ha saputo fare lo spelling del suo nome. *'''Ciaobella''': I funerali di Gregor sono domani alle dodici e trenta, vi voglio tutti pronti per mezzogiorno.<br />'''Emily''': Vuole che ordini le magnolie per il funerale?<br />'''Ciaobella''': Ma certo che devi ordinarle Emily! Le magnolie non crescono mica sui marciapiedi. *{{NDR|passando davanti alla sua bara al funerale di Gregor}}<br />'''Modella 1''': Oddio, non ci credo, indossa un abito di Hugo Bosch! È un vero traditore. Stammi bene!<br />'''Modello gay 1''': Addio per sempre. Pelato bastardo!<br />'''Modello gay 2''': {{NDR|parlando al telefono}} A-ah, a-ah... aspetta {{NDR|abbassa il telefono e guarda verso la bara}} sono stato io a sputare nella vasca da bagno! {{NDR|rialzando il telefono}} eccomi...<br />'''Gus/Tan''': Hai raccolto quel che hai seminato caro Gregor.<br />'''Shawn/Black''': Ma se neanche lo conoscevi!<br />'''Gus/Tan''': Mi sono calato nella parte. *Invito tutti voi a non piangere, voglio che ridiate, cantiate e vi rallegriate pensando all'uomo che un giorno di primavera pensò che una cintura di pelle di pantera fosse una buona idea. (Il commiato funebre di '''Ciaobella''' al marito '''Gregor''') *'''Sigrid''': Lui diceva che paragonare lei (Ciaobella) a me era come paragonare Cleopatra alla strega di Biancaneve.<br />'''Shawn''': È un analogia senza senso.<br />'''Gus''': Perché non conosci le donne in questione. *Dio quanto mi mancherà, lui era l'unico stilista della città che sapeva come accentuare le mie spalle e far sembrare più sottile il mio punto vita! ('''Sigrid''') *'''Sigrid''': Quello non è lo stesso abito che indossava-<br />'''Lassiter''': Sì, lo ammetto è lui, un vestito in genere mi dura una settimana.<br />'''Sigrid''': Anche la cravatta è la stessa...<br />'''Lassiter''': FUORI DI QUI! *'''Jules''': Noi pensiamo che le due vittime siano state assassinate-<br />'''Emily''': E nessuno aveva un movente migliore del mio, giusto?<br />'''Jules''': È proprio quello che stavo per dire.<br />'''Stilista gay''': Questa volta mi sono superato, non ho mai voluto essere donna come in questo momento {{NDR|mostra ad Emily un paio di scarpe}}<br />'''Emily''': Ok, {{NDR|rivolta a Jules}} coraggio, le provi.<br />'''Jules''': Oh, non credo che sia il cas- {{NDR|la mettono a sedere}} Oh, un momento aspetti che cosa {{NDR|le infilano le scarpe}}... oh... mamma mia... heh, he he he... wow... ha ha ha ha... sono... sono davvero belle!<br />[...]{{NDR|finito di interrogare Emily Jules se ne va senza restituire le scarpe}}<br />'''Emily''': Ehm... detective, non sta dimenticando qualcosa?<br />'''Jules''': {{NDR|la fissa per un po poi abbassa la testa}} Oh, scusi... {{NDR|si toglie le scarpe}}<br />'''Emily''': Lei ha un corpo molto proporzionato, ci si piò vestire bene anche per eseguire un arresto, giusto?<br />{{NDR|Jules la guarda e fa un sorrisetto malizioso, la scena dopo è in centrale vestita da top-model}} *Com'è possibile che l'unica persona sana di mente al mondo in questo momento sia il sottoscritto? ('''Shawn''') *'''Shawn''': Io vengo a disturbarti nel tuo ufficio mentre lavori?<br />'''Lassiter''': Sì, molto spesso.<br />'''Shawn''': Sì. Hai ragione. *{{NDR|Shawn spiega che le due vittime si sono vicendevolmente uccise}}<br />'''Lassiter''': {{NDR|mostrando le manette}} Cosa devo farci con queste?<br />'''Shawn''': Niente. Mettile via. *'''Shawn''': È stata una delle mie migliori performance, a parte il fatto che nessuno è finito dentro... dico bene?<br />{{NDR|gli altri lo guardano male e se ne vanno}} ==Episodio 16, ''La mummia assassina''== *'''Henry''': Tu lo sai che tutto questo è una finzione vero? I morti non possono trasformarsi in mostri assetati di sangue. Ho esperienza per quanto riguarda le ferite e non è possibile che una freccia che si conficca nel petto provochi una ferita visibile da parte a parte.<br />'''Shawn''': Davvero?<br />'''Henry''': Scordatelo. La ferita piena di sangue potrebbe dilatarsi, potrebbe esplodere, io ho assistito a questo. {{NDR|Shawn lko guarda terrorizzato}} Senti, le persone morte, non camminano figliolo, a volte battono le palpebre o sobbalzano per un attimo ma, i loro corpi per lo più si decompongono e puzzano, perdono liquidi e trasudano.<br />'''Shawn''': Uh...<br />'''Henry''': Va bene, ora va a letto, dormi bene. *{{NDR|indicando reperti archeologici esposti in bacheca}} Ce l'ho, ce l'ho, ce l'ho, mi manca, ce l'ho... il mio è più grande! ('''Shawn''') *'''Shawn''': ...La regina Nufurtuti.<br />'''Jules''': Nefertiti.<br />'''Shawn''': Si può dire in entrambi i modi. *'''Lassiter''': Le mummie non tornano in vita Spencer, cos'è vuoi fare colpo su quella curatrice carina?<br />'''Shawn''': È carina? Non me n'ero accorto!<br />'''Lassiter''': Davvero? Bionda, occhi marroni, sorriso languido... sembra una ballerina di Balacheen!<br />'''Jules''': Ho cambiato pettinatura tre volte e tu non l'hai mai notato! *'''Vick''': Quello che devo dirvi è molto... difficile per me.<br />'''Shawn''': Se quello che sta per dirci riguarda il terzo testicolo di Lassiter non si preoccupi, lo sapevamo già. *'''Gus''': Quelli che hanno scoperto la tomba di Tutankamon sono stati maledetti e adesso sono morti!<br />'''Shawn''': Certo che sono morti, è stato più di ottant'anni fa! *Guardami, guardami, adoro i miei capelli. Sono capace di fare dei riferimenti che non capisce nessuno: ridi, ridi... ha-ha... Ehi, vuoi sapere una cosa di me? Ho una motocicletta, ma non la prendo proprio mai! ('''Gus''' imita '''Shawn''') *Ho bisogno di te, della tua camicia azzurra, dei tuoi pantaloni, del tuo sorriso che nasconde il triste clown giamaicano dentro di te! ('''Shawn''' a '''Gus''') *{{NDR|Shawn disegna un diagramma su una lavagna}}<br />'''Gus''': Che cos'è quello?<br />'''Shawn''': Una scodella di chilly.<br />'''Gus''': E quello sopra?<br />'''Shawn''': È [[w:Austin Powers|Austin Powers]], vuoi stare più attento?! *'''Vick''': Sono il nuovo capo!<br />'''Gus''': Non ad Interim?<br />'''Vick'''; Non pronunciare più quella parola! *'''Henry''': Shawn, dobbiamo parlare. Non possiamo evitarlo.<br />'''Shawn''': Invece sì, funziona così: il nostro rapporto è semplice, discreto e superficiale, perciò rimandiamo la conversazione a quando avrai novant'anni e sarai attaccato al tubo dell'ossigeno. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Psych}} [[Categoria:Psych|2]] ir6cnnjwqmm40don76b6o65jnlfcjtg Luca Carboni 0 58223 1413566 1383260 2026-05-15T19:27:05Z ~2026-28804-53 107125 /* Citazioni su Luca Carboni */ aggiunta breve citazione da un Omaggio a Carboni 1413566 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Luca Carboni.jpg|thumb|Luca Carboni]] '''Luca Carboni''' (1962 – vivente), cantautore italiano. ==Citazioni di Luca Carboni== *Mi aspetto grandi cose da me, grandi momenti d'amore, idee che fanno battere il cuore e dopo i momenti di confusione, sorridere. (da ''Parole Parole'', trasmissione di Radio Due, 2 maggio 2007) *La maglia del Bologna è diventata piano piano sempre più nostra: è diventata un simbolo. Con il suo rosso che è il colore dell'amore, della passione, del sangue inteso come vita, dell'energia. Con il blu che è il colore del cielo, del mare, dell'infinito, della purezza, oserei dire il colore dell'immortalità. (da ''La maglia del Bologna. Storia delle divise rossoblù'', libro di Marco Bertuzzi e Federico Monti, 2017) ==Citazioni tratte da canzoni== ===''...intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film''=== '''Etichetta''': RCA Italiana, prodotto da Roberto Costa, Gaetano Curreri, Renzo Cremonini, 1984. *''E vedi non c'è niente da fare siamo nati per aspettare, per aspettare che qualcosa si muova e ci venga a cercare.'' (da ''Giovani disponibili'') *''Basta non farsi mai prendere in giro o, almeno, non farsi portare lontano vedi che bella la vita basta andare più piano.'' (da ''Ci stiamo sbagliando'') ==Citazioni su Luca Carboni== *''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' ([[Norman Zoia]]) ===''Carboni''=== '''Etichetta''': BMG, prodotto da Mauro Malavasi, 1992. *''Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai, anche per bere e per fumare.'' (da ''Ci vuole un fisico bestiale'') *''Dai cuori no, non si va più via, sono scatole perfette in cui ritrovi sempre tutto.'' (da ''Le storie d'amore'') *''E non c'è niente da capire, e non c'è niente da spiegare, perché l'amore non ha parole e poi ti toglie anche la voce.'' (da ''Le storie d'amore'') *''L'amore forse è solo una bugia, la bugia più grande, la più vera che ci sia sia... non smetterò di amarti mai, non smetterò di perderti, di cercarti all'improvviso, di incontrarti nel mio passato, di difenderti da me.'' (da ''Le storie d'amore'') *''Mare, mare, mare ma sai che ognuno c'ha il suo mare dentro al cuore, sì, e che ogni tanto gli fa sentire l'onda.'' (da ''Mare mare'') ===''Carovana''=== '''Etichetta''': BMG, prodotto da Luca Carboni, Mauro Malavasi, 1998. *''E quante cose sento con le mie mani, la sabbia, il tuo seno, poi sento che tremo mentre ti stringo le mani.'' (da ''Colori'') ===''Il tempo dell'amore''=== '''Etichetta''': BMG, prodotto da Bruno Mariani, Antonello Giorgi, 1999. *''La mia ragazza è anima, spirito e preghiera | dal suo seno nasce il grano | è un raggio di sole che illumina la stanza | la mia ragazza è mia per sempre.'' (da ''La mia ragazza'') ===''LU*CA''=== '''Etichetta''': BMG Ricordi, prodotto da Bruno Mariani, Antonello Giorgi, 2001. *''Ho bisogno di amore e di un po' di verità e di un giorno migliore e non del grigio che c'è qua.'' (da ''Mi ami davvero'') ===''...le band si sciolgono''=== '''Etichetta''': RCA Italiana – Sony Music, prodotto da Luca Carboni, 2006. *''Sembra quasi la felicità, sembra quasi l'anima che va, il sogno che si mischia alla realtà. Puoi scambiarla con tristezza, ma è solo l'anima che sa che anche il dolore servirà.'' (da ''Malinconia'') *''A volte penso che sei come l'acqua che sai si può bere però non si può strigere mai.'' (da ''È caduta una stella'') ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Luca Carboni}} ===Opere=== {{Pedia|...intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film||(1984)}} {{Pedia|Carboni (album)|''Carboni''|(1992)}} {{Pedia|Il tempo dell'amore (album)||(1999)}} {{Pedia|LU*CA||(2001)}} {{Pedia|...le band si sciolgono||(2006)}} [[Categoria:Cantautori italiani|Carboni, Luca]] 7y71ntavy7a66olibht1n8hv4lharp0 Discussioni utente:GyapjúGereblye 3 71665 1413552 473855 2026-05-15T16:24:27Z Ternarius 58911 Ternarius ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Milei.vencel]] a [[Discussioni utente:GyapjúGereblye]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Milei.vencel|Milei.vencel]]" a "[[Special:CentralAuth/GyapjúGereblye|GyapjúGereblye]]" 473855 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:50, 5 apr 2012 (CEST)}} 0a3kkisb71p6tsnlq99iud7d1a4fo76 Il Morandini 0 86658 1413595 1412963 2026-05-16T06:11:27Z Spinoziano 2297 /* A */ 1413595 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] 1gy2s6u00dr5wlxnomu770hqdvv6pzs Serial Experiments Lain 0 86873 1413516 1063222 2026-05-15T13:53:11Z ~2026-29273-64 107158 /* Citazioni tratte dalla serie */ 1413516 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Serial Experiments Lain |tipofiction= serie TV anime |titolooriginale= Serial Experiments Lain |paese= Giappone |anno= 1998 |genere= drammatico, fantascienza, grottesco |episodi= 13 |regista = Ryutaro Nakamura |sceneggiatore = Chiaki J. Konaka |doppiatorioriginali= |doppiatoriitaliani= *[[Perla Liberatori]]: Lain Iwakura *[[Federica De Bortoli]]: Alice Mizuki ''Arisu'' *[[Sergio Di Stefano]]: Yasuo Iwakura *[[Valentina Mari]]: Chisa Yomoda<ref>Come indicato nei titoli nella sigla finale.</ref> *[[Domitilla D'Amico]]: July Kato |note= }} '''''Serial Experiments Lain''''', serie televisiva anime del 1998. ==Citazioni tratte dalla serie bqkq uwu senpai bakaaaaa ===Episodio 1, ''Weird''=== *Tutti sono connessi Lain, nel mondo reale come nel Wired<ref>Una rete di computer equivalente a [[internet]].</ref>. Gli esseri umani sono tutti collegati, è grazie a questi legami che funziona la società. Anche una bambina molto timida come te può stringere subito nuove amicizie, non c'è nulla di cui avere paura. ('''Yasuo''') ===Episodio 3, ''Psyche''=== *Nel mondo reale la mia esistenza era priva di qualsiasi significato. Il fatto stesso che io, nel mondo reale, esistessi o meno non aveva alcuna importanza. Quando finalmente ne ho preso coscienza ho deciso di rinunciare al mio corpo: con esso ho abbandonato tutte le mie paure. ('''Chisa''') ===Episodio 4, ''Religion''=== *Non ho bisogno dei genitori. Gli esseri umani sono tutti soli, nessuno è collegato ad altre persone. ('''Ragazza''', voce fuori campo). [[Immagine:Cx4.jpg|thumb|right|Un processore installato su un computer]] *'''Yasuo''': Lain? Vedo che hai davvero preso confidenza con il tuo NAVI,<ref>I computer utilizzati per connettersi al Wired.</ref> mi sembri a tuo agio nel Wired. Io vorrei solo darti un avvertimento.<br />'''Lain''': Cosa?<br />'''Yasuo''': Il Wired serve esclusivamente alla trasmissione dell'informazione, non è altro che uno spazio creato per comunicare, non deve essere confuso con il mondo reale. Comprendi il significato del mio avvertimento?<br />'''Lain''' {{NDR|sorride}}: No, ti sbagli. Il confine non sembra così netto. Fra non molto potrò finalmente entrare nel Wired e potrò accederci in ''full range e full motion''<ref>Una modalità che consente l'accesso completo al Wired.</ref>. Io riuscirò a farlo metaforizzando il mio corpo.<br />'''Yasuo''': Non è possibile, neppure con l'ultimo modello commerciale di NAVI.<br/>'''Lain''': E invece sì, perché io l'ho modificato.<br />'''Yasuo''': Il processore ''Psyche''?<ref>Un processore, non disponibile normalmente al pubblico, che potenzia i NAVI aggiungendo la modalità ''full range e full motion'' e che consente di controllarli con comandi vocali.</ref> Però...<br />'''Lain''': Non ti devi preoccupare, perché io rimarrò sempre me stessa.<br />'''Yasuo''': Ne dubito. ===Episodio 5, ''Distortion''=== *'''Uomo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Gli [[uomo|esseri umani]] sono animali non più soggetti ai processi evolutivi. L'incidenza di malattie cancerogene è già ora fra le più basse del regno animale, si è anche ipotizzato che ormai l'umanità sia una neotenia<ref>Situazione evolutiva di una specie nella quale gli individui adulti mantengono le caratteristiche delle forme giovanili; vedi la [[w:neotenia|voce corrispondente]] su Wikipedia per approfondimenti.</ref> e non potrà evolversi ulteriormente. Se tale teoria fosse vera, gli uomini si sarebbero evoluti in ben misere creature. Esseri che hanno perso [[memoria]] della forza che li anima, animali che conservano un corpo col solo scopo di appagare effimeri desideri. Non pensi che sia stolido<ref>Sinonimo di ''sciocco'', ''stupido''. Vedi la [[wikt:stolido|scheda corrispondente]] su Wikizionario.</ref> tutto questo? L'uomo infine è ben poca cosa... ma ora non è più necessario rimanere creature tanto miserevoli: finalmente l'uomo stesso ha creato la sua unica via di scampo.<br />'''Lain''': A cosa ti riferisci?<br />'''Uomo''': Al network. Parlo del Wired, Lain...<br />'''Lain''': Tu chi sei, rispondimi!<br />'''Uomo''': Io sono... [[Dio]]. *'''Lain''' {{NDR|si rivolge a una bambola}} : Avanti, parla con me! Dai, dai! Raccontami una storia, avanti!<br />'''Bambola''': Che storia vuoi che ti racconti, mia piccola Lain?<br />'''Lain''': Dunque... ecco... Voglio ascoltare una storia che non conosco!<br />'''Bambola''': Ciò che non conosci è ciò che non esiste, e naturalmente io non posso raccontarti storie che non esistono: lo capisci, non è vero? Ascolta attentamente piccola Lain: per fatti si intendono cose che sono sempre precedute da una [[profeta|profezia]]. Un fatto diventa per la prima volta realtà attraverso la sua profezia. *'''Maschera'''<ref>Una maschera tribale nella camera di Lain</ref>: Attua la profezia, Lain.<br />'''Lain''': Ma allora, questa non è una vera profezia.<br />'''Maschera''': No, è una profezia. La storia non è una moltitudine di istanti attraversati dal fluire del tempo, un insieme di punti disposti sull'asse temporale. Questi punti, Lain, sono tutti uniti da linee; anzi, sarebbe più corretto affermare che essi vengono tenuti collegati. *'''Miho''': È assolutamente corretto, il Wired va considerato quale layer<ref>Letteralmente ''strato'', ''livello''.</ref> superiore del mondo reale. La carne nel mondo reale non è che un ologramma, nulla più di una proiezione delle informazioni che si trovano nel Wired.<br />'''Lain''': Mamma?!<br />'''Miho''': L'attività cerebrale di un essere umano non è altro che un fenomeno legato dallo scambio di segnali elettrici fra le sinapsi, il corpo è solo un semplice oggetto.<br />'''Lain''': Ecco, io... {{NDR|stende le mani per guardarsele}}<br />'''Miho''': L'unica ragione d'essere della carne è permettere agli uomini di accertare la loro esistenza, come fai tu adesso.<br />'''Lain''': Sei la mia mamma? Dimmi, sei davvero la mia mamma? {{NDR|Mio scompare}} Eh? *'''Yasuo''': Probabilmente, nel Wired circola qualcosa di più che semplici informazioni di natura elettrica. Se ipotizziamo che il progresso dell'elettronica e della telefona sia stato all'origine del Wired, allora si potrebbe pensare che in questo modo si sia creato un mondo nuovo, tuttavia non riesco a condividere questa ipotesi. [...] Nel mondo reale Dio esiste esclusivamente come concetto astratto, invece nel Wired si incarna un'entità assimilabile a Zeus.<br />'''Lain''': Stai parlando di Dio?<br />'''Yasuo''': Per la verità ignoro se l'appellativo "dio" sia quello più appropriato, ma ritengo che questa entità detenga il potere dominante esattamente come l'antica divinità descritta nella [[mitologia]] greca.<br />'''Lain''': Io, forse, ho già parlato con Dio.<br />'''Yasuo''': È possibile che lo Zeus del Wired stia estendendo il proprio potere. Potrebbe oltrepassare i confini del suo dominio e influenzare il mondo reale... sì, servendosi di una profezia! ===Episodio 6, ''Kids''=== *Se le persone si collegassero, anche una fievole voce si leverebbe alta; se le persone si collegassero, anche la vita diverrebbe più lunga. ('''Ragazza''', voce fuori campo) ===Episodio 9, ''Protocol''=== *Esiste una strada per liberarsi dalla sofferenza, e quella strada è Dio. E se anche non crederai in lui, Dio sarà con te comunque, Dio è sempre al tuo fianco. ('''Ragazza''', voce fuori campo) ===Episodio 10, ''Love''=== *'''Lain''' {{NDR|è in classe, il suo banco non c'è più e nessuno la vede}}: Perché non mi vedete? Io esisto, sono viva, reale, e sono qui davanti a voi. Ma che succede, e perché sta succedendo? Io non volevo, davvero, non volevo che accadesse tutto questo. Ho forse fatto qualcosa che non dovevo? Eppure ho sempre cercato di non oltrepassare certe [[confine|linee]], di non dire o pensare nulla di troppo strano; e invece adesso è tutto così assurdo... ma forse quei discorsi non erano bugie: forse è veramente così, io non ho più bisogno di avere un corpo fisico...<br />'''Arisu''': È esatto, Lain. E il motivo è semplice, tu non sei più necessaria al mondo reale. *Nel Wired c'è Dio, e Dio può essere tale solo finché ci sarà almeno una persona che crede in lui. ('''Lain''') *'''Karl'''<ref name=MIB>Karl Hausofer e Lin Sui-Xi, gli uomini in nero.</ref>: Scovare i ''Knights''<ref>Il gruppo di hacker che sta tentando di sovvertire il Wired.</ref> era il lavoro che il nostro cliente ci aveva affidato, la tua ricerca ce l'ha solo reso un po' più facile. [...] Il nostro cliente non pensa che il Wired debba essere un luogo speciale, ma solo una struttura d'appoggio che serva esclusivamente da sottosistema a sostegno e assistenza del mondo reale. [...]<br />'''Lin'''<ref name=MIB /> {{NDR|rivolto a Lain}}: Anche la tua presenza nel Wired contrasta con questi principi e non dovrebbe essere ammessa; eppure, malgrado tutto, sei ancora viva... Eh, sei fortunata: si può dire che tu goda della protezione di Dio.<br />'''Karl''': Molto presto anche i file contenenti il pensiero residuo di Masami Eiri<ref>L'inventore del ''settimo protocollo'' alla base del Wired, che si è autoproclamato ''Dio''.</ref> verranno eliminati definitivamente. Il nostro cliente sta già operando per cambiare integralmente il codice del settimo protocollo; a quel punto tutto tornerà alla normalità. Dio non è necessario.<br />'''Lin''': Esatto, né al Wired né tanto meno al mondo reale. ===Episodio 11, ''Infornography''=== *Ormai non ho più bisogno di usare un device per connettermi, sembra proprio che in qualche modo sia riuscita ad abbattere il confine fra Wired e il mondo reale. È per questo che ora io posso essere in qualunque luogo desideri: ecco come ho fatto a venire qui da te, e dovrei riuscire a fare in modo che un evento accaduto si trasformi in evento non accaduto. ('''Lain''', rivolta ad Arisu) ===Episodio 12, ''Landscape''=== *Ma allora è così che funzionano le cose, non immaginavo che il mondo fosse tanto semplice... per me era soltanto straordinariamente grande e terribilmente spaventoso. Però una volta che ne hai capito il meccanismo, tutto diventa così scontato. ('''Lain''', voce fuori campo) *Le persone vivono finché sono presenti nella memoria degli altri, ed è per questo motivo che c'era più di una Lain. Ma in realtà loro non erano davvero delle altre me, ero io {{sic|ad}} essere nella mente di tante persone. ('''Lain''') *'''Lain''': Io non so quale sia la vera me stessa, se quella del mondo reale o quella del Wired, però [...] so di essere un programma realizzato con lo scopo di abbattere le barriere fra Wired e mondo reale.<br />'''Arisu''': Tu saresti... un programma, Lain?<br />'''Lain''': Non solo io, ma anche tu Arisu e tutti gli altri: siamo solo applicazioni specializzate, e in verità il corpo in cui abitiamo non è necessario.<br />'''Arisu''' {{NDR|mette la mano sulla guancia di Lain}}: Ti sbagli, sai. Io non capisco esattamente cosa intendi dire, però credo che tu stia sbagliando, il corpo non è solo un accessorio. Anche se è così freddo il tuo corpo vive. [...] Dammi la mano: ti faccio sentire una cosa. {{NDR|mette la mano di Lain sul suo petto}} Lo senti, Lain? È il mio cuore. Senti come batte: tu-tum! Tu-tum!<br />'''Lain''' Tu-tum! Tu-tum! {{NDR|Lain e Arisu all'unisono}} Tu-tum! Tu-tum! Tu-Tum! {{NDR|Le ragazze scoppiano a ridere}}<br />'''Lain''': Ma perché batte così forte?<br />'''Arisu''': Perché ho paura, è per quello che batte forte il cuore.<br />'''Lain''': Ma ora non sembravi aver paura, stavi ridendo...<br />'''Arisu''': È vero, stavo ridendo, però ho paura lo stesso. ===Episodio 13, ''Ego''=== *Una volta qualcuno mi ha detto che ciò che non ricordiamo non è mai accaduto. [...] Disse anche che le persone che abbiamo dimenticato è come se non fossero mai esistite. ('''Arisu''') *Ciò che non è nella memoria, è come se non ci fosse mai stato. Perché la memoria è semplicemente una registrazione. E una registrazione... può anche essere cambiata. ('''Cartello''' che appare alla fine degli eventi accaduti dopo il reset effettuato da Lain). *{{NDR|dal dialogo tra la Lain reale e quella del Wired}} Il Wired non è il layer più alto del mondo reale, fu proprio questo l'errore di quella persona.<ref>Si riferisce a Eiri Masami.</ref> Il Wired network è un sistema per trasmettere informazioni, ma queste informazioni non si fermano lì poiché il sistema funziona anche come un mezzo per la circolazione dei dati. [...] La memoria degli uomini non è solo un bene personale, né tanto meno qualche cosa che riguardi esclusivamente la storia del singolo individuo. Sì Lain, sto parlando proprio dell'inconscio collettivo. Tu pensi che l'umanità sia stata in grado di creare da sola qualcosa che potesse accumulare una memoria di quelle proporzioni? ('''Lain del Wired''') *La memoria non è associata soltanto al passato. Di certo è legata anche al presente, ma lo è persino rispetto al futuro. ('''Lain''') ==Citazioni su ''Serial Experiments Lain''== *Almeno per Lain, era il mio primo lavoro, non avevo alcuna idea di come fare, ma ci siamo riuniti in gruppo dicendo chi pensiamo sia Lain, come dovrebbe essere, cosa avrebbe provato, ecc. Dopo sono tornato a casa, ho disegnato un mucchio di modelli di personaggi e schizzi e li ho portati con me: loro dicevano "ci siamo quasi", così abbiamo ripetuto il ciclo di incontri fino a quando abbiamo realizzato Lain. ([[Yoshitoshi ABe]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Serial Experiments Lain''}} i2jthcw1vn30v8cr6o7tu10jbkj2nsh 1413517 1413516 2026-05-15T13:53:29Z Tenshi Hinanawi 104565 Undid edits by [[Special:Contribs/~2026-29273-64|~2026-29273-64]] ([[User talk:~2026-29273-64|talk]]) to last version by 62.211.178.161: reverting vandalism 1413517 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Serial Experiments Lain |tipofiction= serie TV anime |titolooriginale= Serial Experiments Lain |paese= Giappone |anno= 1998 |genere= drammatico, fantascienza, grottesco |episodi= 13 |regista = Ryutaro Nakamura |sceneggiatore = Chiaki J. Konaka |doppiatorioriginali= |doppiatoriitaliani= *[[Perla Liberatori]]: Lain Iwakura *[[Federica De Bortoli]]: Alice Mizuki ''Arisu'' *[[Sergio Di Stefano]]: Yasuo Iwakura *[[Valentina Mari]]: Chisa Yomoda<ref>Come indicato nei titoli nella sigla finale.</ref> *[[Domitilla D'Amico]]: July Kato |note= }} '''''Serial Experiments Lain''''', serie televisiva anime del 1998. ==Citazioni tratte dalla serie== ===Episodio 1, ''Weird''=== *Tutti sono connessi Lain, nel mondo reale come nel Wired<ref>Una rete di computer equivalente a [[internet]].</ref>. Gli esseri umani sono tutti collegati, è grazie a questi legami che funziona la società. Anche una bambina molto timida come te può stringere subito nuove amicizie, non c'è nulla di cui avere paura. ('''Yasuo''') ===Episodio 3, ''Psyche''=== *Nel mondo reale la mia esistenza era priva di qualsiasi significato. Il fatto stesso che io, nel mondo reale, esistessi o meno non aveva alcuna importanza. Quando finalmente ne ho preso coscienza ho deciso di rinunciare al mio corpo: con esso ho abbandonato tutte le mie paure. ('''Chisa''') ===Episodio 4, ''Religion''=== *Non ho bisogno dei genitori. Gli esseri umani sono tutti soli, nessuno è collegato ad altre persone. ('''Ragazza''', voce fuori campo). [[Immagine:Cx4.jpg|thumb|right|Un processore installato su un computer]] *'''Yasuo''': Lain? Vedo che hai davvero preso confidenza con il tuo NAVI,<ref>I computer utilizzati per connettersi al Wired.</ref> mi sembri a tuo agio nel Wired. Io vorrei solo darti un avvertimento.<br />'''Lain''': Cosa?<br />'''Yasuo''': Il Wired serve esclusivamente alla trasmissione dell'informazione, non è altro che uno spazio creato per comunicare, non deve essere confuso con il mondo reale. Comprendi il significato del mio avvertimento?<br />'''Lain''' {{NDR|sorride}}: No, ti sbagli. Il confine non sembra così netto. Fra non molto potrò finalmente entrare nel Wired e potrò accederci in ''full range e full motion''<ref>Una modalità che consente l'accesso completo al Wired.</ref>. Io riuscirò a farlo metaforizzando il mio corpo.<br />'''Yasuo''': Non è possibile, neppure con l'ultimo modello commerciale di NAVI.<br/>'''Lain''': E invece sì, perché io l'ho modificato.<br />'''Yasuo''': Il processore ''Psyche''?<ref>Un processore, non disponibile normalmente al pubblico, che potenzia i NAVI aggiungendo la modalità ''full range e full motion'' e che consente di controllarli con comandi vocali.</ref> Però...<br />'''Lain''': Non ti devi preoccupare, perché io rimarrò sempre me stessa.<br />'''Yasuo''': Ne dubito. ===Episodio 5, ''Distortion''=== *'''Uomo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Gli [[uomo|esseri umani]] sono animali non più soggetti ai processi evolutivi. L'incidenza di malattie cancerogene è già ora fra le più basse del regno animale, si è anche ipotizzato che ormai l'umanità sia una neotenia<ref>Situazione evolutiva di una specie nella quale gli individui adulti mantengono le caratteristiche delle forme giovanili; vedi la [[w:neotenia|voce corrispondente]] su Wikipedia per approfondimenti.</ref> e non potrà evolversi ulteriormente. Se tale teoria fosse vera, gli uomini si sarebbero evoluti in ben misere creature. Esseri che hanno perso [[memoria]] della forza che li anima, animali che conservano un corpo col solo scopo di appagare effimeri desideri. Non pensi che sia stolido<ref>Sinonimo di ''sciocco'', ''stupido''. Vedi la [[wikt:stolido|scheda corrispondente]] su Wikizionario.</ref> tutto questo? L'uomo infine è ben poca cosa... ma ora non è più necessario rimanere creature tanto miserevoli: finalmente l'uomo stesso ha creato la sua unica via di scampo.<br />'''Lain''': A cosa ti riferisci?<br />'''Uomo''': Al network. Parlo del Wired, Lain...<br />'''Lain''': Tu chi sei, rispondimi!<br />'''Uomo''': Io sono... [[Dio]]. *'''Lain''' {{NDR|si rivolge a una bambola}} : Avanti, parla con me! Dai, dai! Raccontami una storia, avanti!<br />'''Bambola''': Che storia vuoi che ti racconti, mia piccola Lain?<br />'''Lain''': Dunque... ecco... Voglio ascoltare una storia che non conosco!<br />'''Bambola''': Ciò che non conosci è ciò che non esiste, e naturalmente io non posso raccontarti storie che non esistono: lo capisci, non è vero? Ascolta attentamente piccola Lain: per fatti si intendono cose che sono sempre precedute da una [[profeta|profezia]]. Un fatto diventa per la prima volta realtà attraverso la sua profezia. *'''Maschera'''<ref>Una maschera tribale nella camera di Lain</ref>: Attua la profezia, Lain.<br />'''Lain''': Ma allora, questa non è una vera profezia.<br />'''Maschera''': No, è una profezia. La storia non è una moltitudine di istanti attraversati dal fluire del tempo, un insieme di punti disposti sull'asse temporale. Questi punti, Lain, sono tutti uniti da linee; anzi, sarebbe più corretto affermare che essi vengono tenuti collegati. *'''Miho''': È assolutamente corretto, il Wired va considerato quale layer<ref>Letteralmente ''strato'', ''livello''.</ref> superiore del mondo reale. La carne nel mondo reale non è che un ologramma, nulla più di una proiezione delle informazioni che si trovano nel Wired.<br />'''Lain''': Mamma?!<br />'''Miho''': L'attività cerebrale di un essere umano non è altro che un fenomeno legato dallo scambio di segnali elettrici fra le sinapsi, il corpo è solo un semplice oggetto.<br />'''Lain''': Ecco, io... {{NDR|stende le mani per guardarsele}}<br />'''Miho''': L'unica ragione d'essere della carne è permettere agli uomini di accertare la loro esistenza, come fai tu adesso.<br />'''Lain''': Sei la mia mamma? Dimmi, sei davvero la mia mamma? {{NDR|Mio scompare}} Eh? *'''Yasuo''': Probabilmente, nel Wired circola qualcosa di più che semplici informazioni di natura elettrica. Se ipotizziamo che il progresso dell'elettronica e della telefona sia stato all'origine del Wired, allora si potrebbe pensare che in questo modo si sia creato un mondo nuovo, tuttavia non riesco a condividere questa ipotesi. [...] Nel mondo reale Dio esiste esclusivamente come concetto astratto, invece nel Wired si incarna un'entità assimilabile a Zeus.<br />'''Lain''': Stai parlando di Dio?<br />'''Yasuo''': Per la verità ignoro se l'appellativo "dio" sia quello più appropriato, ma ritengo che questa entità detenga il potere dominante esattamente come l'antica divinità descritta nella [[mitologia]] greca.<br />'''Lain''': Io, forse, ho già parlato con Dio.<br />'''Yasuo''': È possibile che lo Zeus del Wired stia estendendo il proprio potere. Potrebbe oltrepassare i confini del suo dominio e influenzare il mondo reale... sì, servendosi di una profezia! ===Episodio 6, ''Kids''=== *Se le persone si collegassero, anche una fievole voce si leverebbe alta; se le persone si collegassero, anche la vita diverrebbe più lunga. ('''Ragazza''', voce fuori campo) ===Episodio 9, ''Protocol''=== *Esiste una strada per liberarsi dalla sofferenza, e quella strada è Dio. E se anche non crederai in lui, Dio sarà con te comunque, Dio è sempre al tuo fianco. ('''Ragazza''', voce fuori campo) ===Episodio 10, ''Love''=== *'''Lain''' {{NDR|è in classe, il suo banco non c'è più e nessuno la vede}}: Perché non mi vedete? Io esisto, sono viva, reale, e sono qui davanti a voi. Ma che succede, e perché sta succedendo? Io non volevo, davvero, non volevo che accadesse tutto questo. Ho forse fatto qualcosa che non dovevo? Eppure ho sempre cercato di non oltrepassare certe [[confine|linee]], di non dire o pensare nulla di troppo strano; e invece adesso è tutto così assurdo... ma forse quei discorsi non erano bugie: forse è veramente così, io non ho più bisogno di avere un corpo fisico...<br />'''Arisu''': È esatto, Lain. E il motivo è semplice, tu non sei più necessaria al mondo reale. *Nel Wired c'è Dio, e Dio può essere tale solo finché ci sarà almeno una persona che crede in lui. ('''Lain''') *'''Karl'''<ref name=MIB>Karl Hausofer e Lin Sui-Xi, gli uomini in nero.</ref>: Scovare i ''Knights''<ref>Il gruppo di hacker che sta tentando di sovvertire il Wired.</ref> era il lavoro che il nostro cliente ci aveva affidato, la tua ricerca ce l'ha solo reso un po' più facile. [...] Il nostro cliente non pensa che il Wired debba essere un luogo speciale, ma solo una struttura d'appoggio che serva esclusivamente da sottosistema a sostegno e assistenza del mondo reale. [...]<br />'''Lin'''<ref name=MIB /> {{NDR|rivolto a Lain}}: Anche la tua presenza nel Wired contrasta con questi principi e non dovrebbe essere ammessa; eppure, malgrado tutto, sei ancora viva... Eh, sei fortunata: si può dire che tu goda della protezione di Dio.<br />'''Karl''': Molto presto anche i file contenenti il pensiero residuo di Masami Eiri<ref>L'inventore del ''settimo protocollo'' alla base del Wired, che si è autoproclamato ''Dio''.</ref> verranno eliminati definitivamente. Il nostro cliente sta già operando per cambiare integralmente il codice del settimo protocollo; a quel punto tutto tornerà alla normalità. Dio non è necessario.<br />'''Lin''': Esatto, né al Wired né tanto meno al mondo reale. ===Episodio 11, ''Infornography''=== *Ormai non ho più bisogno di usare un device per connettermi, sembra proprio che in qualche modo sia riuscita ad abbattere il confine fra Wired e il mondo reale. È per questo che ora io posso essere in qualunque luogo desideri: ecco come ho fatto a venire qui da te, e dovrei riuscire a fare in modo che un evento accaduto si trasformi in evento non accaduto. ('''Lain''', rivolta ad Arisu) ===Episodio 12, ''Landscape''=== *Ma allora è così che funzionano le cose, non immaginavo che il mondo fosse tanto semplice... per me era soltanto straordinariamente grande e terribilmente spaventoso. Però una volta che ne hai capito il meccanismo, tutto diventa così scontato. ('''Lain''', voce fuori campo) *Le persone vivono finché sono presenti nella memoria degli altri, ed è per questo motivo che c'era più di una Lain. Ma in realtà loro non erano davvero delle altre me, ero io {{sic|ad}} essere nella mente di tante persone. ('''Lain''') *'''Lain''': Io non so quale sia la vera me stessa, se quella del mondo reale o quella del Wired, però [...] so di essere un programma realizzato con lo scopo di abbattere le barriere fra Wired e mondo reale.<br />'''Arisu''': Tu saresti... un programma, Lain?<br />'''Lain''': Non solo io, ma anche tu Arisu e tutti gli altri: siamo solo applicazioni specializzate, e in verità il corpo in cui abitiamo non è necessario.<br />'''Arisu''' {{NDR|mette la mano sulla guancia di Lain}}: Ti sbagli, sai. Io non capisco esattamente cosa intendi dire, però credo che tu stia sbagliando, il corpo non è solo un accessorio. Anche se è così freddo il tuo corpo vive. [...] Dammi la mano: ti faccio sentire una cosa. {{NDR|mette la mano di Lain sul suo petto}} Lo senti, Lain? È il mio cuore. Senti come batte: tu-tum! Tu-tum!<br />'''Lain''' Tu-tum! Tu-tum! {{NDR|Lain e Arisu all'unisono}} Tu-tum! Tu-tum! Tu-Tum! {{NDR|Le ragazze scoppiano a ridere}}<br />'''Lain''': Ma perché batte così forte?<br />'''Arisu''': Perché ho paura, è per quello che batte forte il cuore.<br />'''Lain''': Ma ora non sembravi aver paura, stavi ridendo...<br />'''Arisu''': È vero, stavo ridendo, però ho paura lo stesso. ===Episodio 13, ''Ego''=== *Una volta qualcuno mi ha detto che ciò che non ricordiamo non è mai accaduto. [...] Disse anche che le persone che abbiamo dimenticato è come se non fossero mai esistite. ('''Arisu''') *Ciò che non è nella memoria, è come se non ci fosse mai stato. Perché la memoria è semplicemente una registrazione. E una registrazione... può anche essere cambiata. ('''Cartello''' che appare alla fine degli eventi accaduti dopo il reset effettuato da Lain). *{{NDR|dal dialogo tra la Lain reale e quella del Wired}} Il Wired non è il layer più alto del mondo reale, fu proprio questo l'errore di quella persona.<ref>Si riferisce a Eiri Masami.</ref> Il Wired network è un sistema per trasmettere informazioni, ma queste informazioni non si fermano lì poiché il sistema funziona anche come un mezzo per la circolazione dei dati. [...] La memoria degli uomini non è solo un bene personale, né tanto meno qualche cosa che riguardi esclusivamente la storia del singolo individuo. Sì Lain, sto parlando proprio dell'inconscio collettivo. Tu pensi che l'umanità sia stata in grado di creare da sola qualcosa che potesse accumulare una memoria di quelle proporzioni? ('''Lain del Wired''') *La memoria non è associata soltanto al passato. Di certo è legata anche al presente, ma lo è persino rispetto al futuro. ('''Lain''') ==Citazioni su ''Serial Experiments Lain''== *Almeno per Lain, era il mio primo lavoro, non avevo alcuna idea di come fare, ma ci siamo riuniti in gruppo dicendo chi pensiamo sia Lain, come dovrebbe essere, cosa avrebbe provato, ecc. Dopo sono tornato a casa, ho disegnato un mucchio di modelli di personaggi e schizzi e li ho portati con me: loro dicevano "ci siamo quasi", così abbiamo ripetuto il ciclo di incontri fino a quando abbiamo realizzato Lain. ([[Yoshitoshi ABe]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Serial Experiments Lain''}} kca3idbl4fybou15rqshczcdseyu191 Norman Zoia 0 95396 1413520 1413436 2026-05-15T14:15:55Z ~2026-28671-06 107115 /* Citazioni di Norman Zoia */ aggiunto collegamento con la canzone su YouTube 1413520 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''[...] Troverai le giravolte con Margot | là nell’alto dei cieli | Spunterai da dietro l’ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=Ji_jdQducR0 Vodka e luna]'', Vanadium, ''Nel cuore del caos – canale maridarbi di YouTube, 1995) ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=XAkkefuOBQM&list=RDXAkkefuOBQM&start_radio=1 Vincenzino e la musica]'', canale mclunaris di YouTube, 2014) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=eR2IKLyzuNs&list=RDeR2IKLyzuNs&start_radio=1 Mrs. Watts]'', canale mclunaris di YouTube, 2016) *{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=pRm7PUA3pxw&list=RDpRm7PUA3pxw&start_radio=1 Fiorite spine]'', canale mclunaris di YouTube, 2020) *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=qEJOHtfc-wc&list=RDqEJOHtfc-wc&start_radio=1 Pantera Rossa]'', canale mclunaris di YouTube, 2021) ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11) *{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21) *{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22) *{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ‘’Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.” (p. 25) *{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41) *{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49) ==''Grido di Natale''== *{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013. *Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] 2vfbwp8103vwp9w32v09rdhq49bstdg 1413524 1413520 2026-05-15T14:23:26Z ~2026-28671-06 107115 /* Citazioni di Norman Zoia */ aggiunto collegamento alla canzone Chansonnier su YouTube 1413524 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=hepp9mJ_8TU&list=RDhepp9mJ_8TU&start_radio=1 Chansonnier]'', canale mclunaris di YouTube, 1990) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''[...] Troverai le giravolte con Margot | là nell’alto dei cieli | Spunterai da dietro l’ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=Ji_jdQducR0 Vodka e luna]'', Vanadium, ''Nel cuore del caos – canale maridarbi di YouTube, 1995) ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=XAkkefuOBQM&list=RDXAkkefuOBQM&start_radio=1 Vincenzino e la musica]'', canale mclunaris di YouTube, 2014) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=eR2IKLyzuNs&list=RDeR2IKLyzuNs&start_radio=1 Mrs. Watts]'', canale mclunaris di YouTube, 2016) *{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=pRm7PUA3pxw&list=RDpRm7PUA3pxw&start_radio=1 Fiorite spine]'', canale mclunaris di YouTube, 2020) *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=qEJOHtfc-wc&list=RDqEJOHtfc-wc&start_radio=1 Pantera Rossa]'', canale mclunaris di YouTube, 2021) ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11) *{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21) *{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22) *{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ‘’Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.” (p. 25) *{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41) *{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49) ==''Grido di Natale''== *{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013. *Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] evkpxxnzdl5fnid118ense30brqfkuh 1413526 1413524 2026-05-15T14:26:39Z ~2026-28671-06 107115 /* Passi perVersi */ messo in corsivo il verso su Carboni 1413526 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=hepp9mJ_8TU&list=RDhepp9mJ_8TU&start_radio=1 Chansonnier]'', canale mclunaris di YouTube, 1990) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''[...] Troverai le giravolte con Margot | là nell’alto dei cieli | Spunterai da dietro l’ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=Ji_jdQducR0 Vodka e luna]'', Vanadium, ''Nel cuore del caos – canale maridarbi di YouTube, 1995) ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=XAkkefuOBQM&list=RDXAkkefuOBQM&start_radio=1 Vincenzino e la musica]'', canale mclunaris di YouTube, 2014) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=eR2IKLyzuNs&list=RDeR2IKLyzuNs&start_radio=1 Mrs. Watts]'', canale mclunaris di YouTube, 2016) *{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=pRm7PUA3pxw&list=RDpRm7PUA3pxw&start_radio=1 Fiorite spine]'', canale mclunaris di YouTube, 2020) *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=qEJOHtfc-wc&list=RDqEJOHtfc-wc&start_radio=1 Pantera Rossa]'', canale mclunaris di YouTube, 2021) ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11) *{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21) *{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22) *{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25) *{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41) *{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49) ==''Grido di Natale''== *{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013. *Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] hds29aqc9zmfdv3w5jhy0n127nfou2q 1413530 1413526 2026-05-15T14:31:00Z Udiki 86035 Non si usa linkare YouTube. Bisogna invece mettere l'indicazione di etichetta, casa discografica, album... 1413530 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''[...] Troverai le giravolte con Margot | là nell’alto dei cieli | Spunterai da dietro l’ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''Vodka e luna'', Vanadium, ''Nel cuore del caos, 1995) ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016) *{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020) *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021) ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11) *{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21) *{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22) *{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25) *{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41) *{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49) ==''Grido di Natale''== *{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013. *Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] 95u4yogw2fojzxkw8nava5zmzb9e08h 1413531 1413530 2026-05-15T14:31:26Z Udiki 86035 1413531 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''[...] Troverai le giravolte con Margot | là nell’alto dei cieli | Spunterai da dietro l’ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''Vodka e luna'', Vanadium, ''Nel cuore del caos, 1995) ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016) *{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020) *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021) ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11) *{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21) *{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22) *{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25) *{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41) *{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49) ==''Grido di Natale''== *{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013. *Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] 2zmdy3ls6aab0x6muytw522j58uuwgb 1413533 1413531 2026-05-15T14:38:11Z Udiki 86035 /* Citazioni di Norman Zoia */ si veda [[speciale:diff/663162]] 1413533 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016) *{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020) *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021) ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11) *{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21) *{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22) *{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25) *{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41) *{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49) ==''Grido di Natale''== *{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13) *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013. *Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] 4nygx5ncwm5jxbbylows9vd7tuvif0q Francesco Pannofino 0 96177 1413619 1412406 2026-05-16T11:41:39Z Spinoziano 2297 /* Doppiatore */ 1413619 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Francesco Pannofino - Lucca Comics & Games 2018 01.jpg|thumb|Francesco Pannofino nel 2018]] '''Francesco Pannofino''' (1958 – vivente), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni di Francesco Pannofino== {{cronologico}} *Al leggio bisogna essere molto concentrati, i riflessi pronti sono fondamentali per ottenere il risultato presto e bene. Il doppiaggio permette all'[[attore]] di avere dimestichezza con i copioni, con la lettura e la comprensione delle scene. Ho notato che gli attori che fanno il doppiaggio, riescono a dare subito un senso alle battute di un testo teatrale, durante le prove di lettura.<ref name=supereva>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2007/05/295526.shtml Intervista esclusiva a Francesco Pannofino]'', ''supereva.it'', maggio 2007.</ref> *Il [[doppiaggio]] è un lavoro di servizio, un trucco cinematografico. [...] Vero che un po' appiattisce, ma anche i sottotitoli sporcano l'immagine, l'importante è avere la possibilità di scegliere.<ref>Citato in Alessio Balbi, ''[https://rep.repubblica.it/pwa/anteprima/2018/02/23/news/in_sala_o_in_rete_ora_il_cinema_piace_in_lingua_originale-189582015/ In sala o in rete, ora il cinema piace in lingua originale]'', ''rep.repubblica.it'', 23 febbraio 2018.</ref> *{{NDR|Il doppiaggio}} Per me è come una famiglia perché ci sto da tanti anni, conosco tutti sono conosciuto da tutti. Ci sono dei giorni in cui è bello lavorare, altri meno! <ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20040401094730/http://alerossi.com/pannofino.html Intervista a Francesco Pannofino]'', ''alerossi.com''.</ref> *{{NDR|Su [[Mattia Torre]]}} Quest'uomo aveva un'intelligenza umoristica superiore alla media e lo ha dimostrato con quello che ha fatto in soli 47 anni. Il meglio di sé, però, lo doveva ancora dare e avrebbe dato ancora tanto, questo è veramente un peccato per la sua storia artistica. Ci ha lasciato con un palmo di naso.<ref>Dall'intervista di Eleonora D'Amore, ''[https://tv.fanpage.it/francesco-pannofino-su-mattia-torre-autore-di-boris-avrebbe-preso-con-ironia-anche-la-sua-morte/ Francesco Pannofino su Mattia Torre, autore di Boris: "Avrebbe preso con ironia anche la sua morte"]'', ''fanpage.it'', 19 luglio 2019.</ref> {{Int|''[http://www.famigliacristiana.it/articolo/pannofino_070411142019.aspx Pannofino e l'Italia alla Boris]''|Intervista a ''famigliacristiana.it'', 7 aprile 2011}} *''[[Boris]]'' fa ridere e riflettere nello stesso tempo. È lo specchio dell'Italia del giorno d'oggi vista attraverso le vicende di uno scalcinato gruppo di lavoratori dello spettacolo. Perché in Italia, purtroppo, c'è una sorta di rassegnazione al brutto ed alle bugie. Non capisco perché questo accada. Il popolo italiano è sempre stato forte, ironico ed intelligente. *Vorrei però avere il fascino di [[George Clooney]] e carpire i segreti della recitazione di [[Denzel Washington]]. È l'unico in grado di recitare solo con gli occhi. *Il [[doppiatore]] è un nobilissimo mestiere ma quello di attore è molto più stimolante perché il personaggio che interpreti nasce con te, lo vedi crescere scena dopo scena, lo fai tuo e ti immedesimi nella parte fino in fondo. *Il grande [[Marlon Brando]]. Aveva una voce flebile che strideva con il personaggio, secondo me. *Avendo avuto la fortuna di girare il mondo per lavoro, mi sono reso conto che è proprio vero. I nostri doppiatori hanno una marcia in più rispetto a quelli tedeschi, spagnoli, francesi e ho scoperto anche perché. Gli italiani, pur di entrare nel personaggio, sono disposti a rinunciare alla propria personalità. Cosa che non fanno i nostri colleghi stranieri. Infine, noi abbiamo una tradizione che comincia dal dopoguerra e che è andata affinandosi sempre più negli anni. {{Int|''[https://www.corriere.it/italiani//notizie/francesco-pannofino-intervista-8f069560-8078-11ed-8d72-69c6a5e86cfe.shtml «Ho conquistato mia moglie con la voce di Banderas»]''|Intervista di Elvira Serra, ''corriere.it'', 5 gennaio 2023.}} *Sono talmente contento di quello che ho fatto e che faccio: non posso lamentarmi. Ho avuto tutto quello che ho desiderato. Ho deciso di fare questo mestiere negli anni di piombo con incoscienza e tanta faccia tosta. *[...] alla fine che cos'è, la [[fede]], se non conforto e consolazione? *{{NDR|«Frequentava l'[[Oratorio (centro giovanile)|oratorio]]?»}} Sì, a Imperia: sono cresciuto lì fino ai 14 anni, poi ci siamo trasferiti a Roma. A quei tempi se volevi giocare a pallone, o andavi all'oratorio o eri fregato. Era stata mia madre, pia donna, a portarmi dai frati. La messa è un bellissimo spettacolo: solo alcuni preti lo fanno male, io adoro quelli vivaci e coraggiosi. Io facevo il chierichetto e leggevo Gli atti degli apostoli: le esibizioni mi riuscivano bene. *{{NDR|«Il 16 marzo 1978 lei passò in via Fani poco prima dell'[[Agguato di via Fani|agguato ad Aldo Moro e alla sua scorta]]»}} Dovevo prendere l'autobus per l'università, il motorino era rotto. Mi sono fermato in edicola a prendere il ''Messaggero''. Stavo leggendo in prima pagina la notizia della Juve che era riuscita a passare contro l'Ajax grazie a Zoff, quando sono partite le raffiche. Sono scappato sul lato opposto della strada e con una vicina ci siamo nascosti in una viuzza laterale. Non è durato tanto. Quando sono ritornato indietro c'erano le vittime a terra, i bossoli, il sangue. Sembrava un film. Ma ho realizzato la gravità della cosa a casa: in tivù non si parlava d'altro. *Nella mia carriera di doppiatore non mi sono fatto mancare niente, come i film porno. Ricordo certe convocazioni il sabato, otto ore, 90 mila lire. Uscivo in debito di ossigeno. *{{NDR|«Ha senso il [[doppiaggio]] oggi, con le serie tv in lingua originale sottotitolate?»}} Il doppiaggio morirà quando tutti impareranno l'inglese. Per come la vedo io, è come la traduzione di un libro: ci dobbiamo fidare del doppiatore. Diciamo che è un trucco cinematografico: te ne accorgi solo se è venuto male. *{{NDR|«È più bello fare cinema, teatro, una serie tv o il doppiaggio?»}} Io preferisco diversificare. La cosa più intrigante è il cinema, però è insidioso. Perché è vero che se una scena va male la puoi rifare tante volte, ma poi quello che hai fatto resta. Il teatro è effimero. ==Citazioni su Francesco Pannofino== *{{NDR|"Come ti ha conquistata Francesco Pannofino?"}} Con la voce. Non l'ho guardato e mi sono detta: ”Ma chi c'è, [[George Clooney]]?" Poi ho visto che era Francesco. I nostri appuntamenti erano sempre al buio, della sala doppiaggio. Perché noi ci siamo conosciuti proprio in sala doppiaggio. ([[Emanuela Rossi]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[Così è la vita]]'' (1998) *''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001) *''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001) *''[[Notturno bus]]'' (2007) *''[[Boris]]'' (2007 – 2010) *''[[Boris - Il film]]'' (2011) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[L'ultimo treno da Mosca]]'' (1937) *''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961) *''[[Appuntamento al buio]]'' (1987) *''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987) *''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987) *''[[Belva di guerra]]'' (1988) *''[[Il tempo dei gitani]]'' (1988) *''[[Rambo III]]'' (1988) *''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989) *''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989) *''[[Seinfeld]]'' (1989 – 1998) *''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989) *''[[Tango & Cash]]'' (1989) *''[[Balla coi lupi]]'' (1990) *''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990) *''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990) *''[[RoboCop 2]]'' (1990) *''[[Fuoco assassino]]'' (1991) *''[[Codice d'onore]]'' (1992) *''[[Malcolm X (film)|Malcolm X]]'' (1992) *''[[Trappola in alto mare]]'' (1992) *''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993) *''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993) *''[[Schindler's List]]'' (1993) *''[[Un mondo perfetto]]'' (1993) *''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993) *''[[Impatto imminente]]'' (1993) *''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993) *''[[C'eravamo tanto odiati]]'' (1994) *''[[Forrest Gump]]'' (1994) *''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994) *''[[I Flintstones (film)|I Flintstones]]'' (1994) *''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994) *''[[Intervista col vampiro (film)|Intervista col vampiro]]'' (1994) *''[[Sfida tra i ghiacci]]'' (1994) *''[[Stargate (film)|Stargate]]'' (1994) *''[[Assassins (film 1995)|Assassins]]'' (1995) *''[[La giusta causa]]'' (1995) *''[[Seven]]'' (1995) *''[[Dredd - La legge sono io]]'' (1995) *''[[Heat - La sfida]]'' (1995) *''[[Mortal Kombat (film)|Mortal Kombat]]'' (1995) *''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996) *''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996) *''[[Sleepers]]'' (1996) *''[[The Fan - Il mito]]'' (1996) *''[[Sospesi nel tempo]]'' (1996) *''[[Donnie Brasco]]'' (1997) *''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997) *''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997) *''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' (1997) *''[[La casa bruciata]]'' (1997) *''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'' (1997) *''[[Blade (film)|Blade]]'' (1998) *''[[Geremia il profeta]]'' (1998) *''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'' (1998) *''[[Il negoziatore]]'' (1998) *''[[Out of Sight]]'' (1998) *''[[Taxxi]]'' (1998) *''[[Vampires]]'' (1998) *''[[Il collezionista di ossa]]'' (1999) *''[[La nona porta]]'' (1999) *''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999) *''[[Three Kings]]'' (1999) *''[[Animal Factory]]'' (2000) *''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000) *''[[Il sapore della vittoria]]'' (2000) *''[[Traffic]]'' (2000) *''[[The One (film 2001)|The One]]'' (2001) *''[[Gosford Park]]'' (2001) *''[[Hannibal]]'' (2001) *''[[Original Sin (film)|Original Sin]]'' (2001) *''[[Rat Race]]'' (2001) *''[[Training Day]]'' (2001) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[La maledizione dello scorpione di giada]]'' (2001) *''[[Jurassic Park III]]'' (2001) *''[[Ocean's Eleven - 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Stavo diventando indifferente alla vita, ai miei amici e a quelli che amavo. Non sopportavo l'idea di mentire continuamente a me stesso e di mentire a mia madre e perdere il contatto con i miei amici [...]. Allora ho passato un po' di tempo per rimettere insieme la mia vita. Ora sto molto meglio e so imparare a godermi la vita con la mente lucida. La mia potenza e la capacità canora stanno migliorando. Le mie amicizie sono un'altra delle cose per cui vivo.<ref>Citato in Jeff Apter, ''Fornication, la storia dei Red Hot Chili Peppers'', ed. Arcana, 2005. ISBN 88-7966-386-0, p. 172</ref> *Il [[delfino]] o la [[balena]] hanno un'estrema capacità di intelligenza, comunicazione, amore della vita, in senso razionale di ragionamento. Vivono in pace, sotto l'oceano. Dovremmo prendere esempio da queste creature che abitano nel pianeta insieme a noi e riescono a convivere molto meglio di noi. Mi piacerebbe molto, prima o poi, scrivere musica per loro.<ref>Citato in Jeff Apter, ''Fornication, la storia dei Red Hot Chili Peppers'', ed. Arcana, 2005. ISBN 88-7966-386-0, p. 152</ref> *Il rapporto tra amici è l'essenza della vita quotidiana. Io voglio bene ai miei amici. Mi piace l'idea di poter dare il mio amore con la massima libertà. Se avessi un amore spirituale, sarebbe necessariamente un amore incondizionato.<ref>Citato in Jeff Apter, ''Fornication, la storia dei Red Hot Chili Peppers'', ed. Arcana, 2005. ISBN 88-7966-386-0, p. 154</ref> *{{NDR|Nel 1989}} Essere uno dei Chili Peppers vuol dire avere due valori: il funk e l'amicizia. Far parte di questa band è come essere sposato con quattro persone e devi amarle tutte la maggior parte del tempo.<ref>Dal programma televisivo ''A Night With'', in onda su ''MTV '' nel 2001; ''[https://www.youtube.com/watch?v=qjBIuR3c7lc video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 07:01.</ref> *{{NDR|Riferendosi al titolo dell'album ''Mother's Milk''}} Il [[latte]] materno è una sostanza vitale, nutriente, inebriante, buona, salutare, piacevole, ristoratrice, calma, calmante. Quando lo bevi ti fa stare bene e ti fa crescere forte e sano. Protegge dalle infezioni e dalle malattie. Ed è genuino. È puro e salubre e ci piace pensare che la nostra musica rappresenti questo.<ref>Citato in Jeff Apter, ''Fornication, la storia dei Red Hot Chili Peppers'', ed. Arcana, 2005. ISBN 88-7966-386-0, p. 211</ref> *{{NDR|Nel 1989}} Il modo in cui la vedo io, dopo aver perso un'amico per un'overdose è che la droga porta solo miseria, tristezza e una mancanza di comunicazione con i tuoi amici e la tua famiglia. Alla lunga finisce per annullarti lo spirito.<ref>Dal programma televisivo ''A Night With'', in onda su ''MTV '' nel 2001;''[https://www.youtube.com/watch?v=qjBIuR3c7lc video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 08:02.</ref> *Chad Smith è un ragazzone, è alto 1.92 metri. Mi piace riferirmi a lui come il nostro mandriano selvaggio e psichedelico che rulla di brutto sulla batteria.<ref name=mtv2>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=UFw9-WDT4DE YouTube.com]''.</ref> *Siamo una band basata sul piacere, quando vado sul palco con i miei migliori amici e suoniamo ottima musica, il nostro traguardo è una grande euforia. Non c'è sofferenza sul palco, la sofferenza c'è nella vita e questo è il posto dove poterla scacciare.<ref name="pinkpop"/> *George Clinton una volta mi disse una frase molto importante: "ogni qualvolta sei su un palco senza distinzioni tra grande e piccolo live, devi cantare le tue canzoni all'ultima persona dell'ultima fila, perché la musica rimbalza su tutte le teste, fino ad arrivare all'ultimo dietro, perché tutti vogliono essere catturati dalla musica. La cosa più importante è unire tutti quanti. E se non sanno chi tu sia, non ti hanno mai ascoltato. E non ballano, ma ti fissano così. Allora devi cambiare le loro vite, entrando dentro di loro con la musica".<ref name="pinkpop"/> *Il [[funk]] è molto variegato, il funk suona in misure diverse, colori, forme. Il funk può essere molto subdolo. Puoi trovarlo ovunque, nelle campagne, puoi trovarlo nei parcheggi, dove qualcuno sta scopando. Questo è il funk. Il funk è una cosa strana e i Red Hot Chili Peppers si basano sul funk.<ref name="pinkpop">Dall'intervista rilasciata dopo il concerto dei Red Hot Chili Peppers al Pinkpop Festival, 4 giugno 1990; ''[https://www.youtube.com/watch?v=Lku_pt1KrQM video]'' disponibile su ''youTube.com''</ref> *Siamo diventati i Red Hot Chili Peppers perché amavamo la vita amavamo la musica e amavamo abbattere le barriere della mediocrità tradizionalista.<ref name=mtv1/> *{{NDR|Riferendosi alle registrazioni di ''Blood Sugar Sex Magik''}} Abbiamo pensato che potevamo provare in quella casa enorme così non avremmo dovuto andare in qualche studio e perderci quella possente vibrazione, gli stimoli di quel particolare studio di registrazione. Avremmo creato il nostro ambiente per registrare, ci saremmo andati a vivere. Sarebbe stato come andare in campeggio e fare contemporaneamente un disco, non dobbiamo uscire, avere distrazioni, possiamo concentrarci su quello che deve essere il disco più bello del mondo. Ed effettivamente è quello che stiamo cercando di fare.<ref name=mtv2/> *La correlazione tra sound e sesso è stretta se vuoi che sia tale e penso che se noi abbiamo questa forte sessualità nella nostra musica e nelle nostre performance, nei nostri testi, nel basso che ti vibra in faccia è in correlazione al fatto che noi siamo liberi in ogni cosa che facciamo. Lasciamo uscire il nostro lato sessuale. Che appartiene un po' a tutti i ragazzi della nostra età che suonano musica. È che noi non abbiamo limitazioni riguardanti la nostra musica. Non abbiamo timori di essere completamente onesti sulla nostra sessualità. Noi non proviamo a nasconderla. È solo mostrarsi per come si è, nella maniera più naturale possibile. So che per me è alla stregua di una esercitazione sessuale quando sono on stage e ho Flea, John e Chad che suonano alle mie spalle, voglio dire che è eccitante. Eccitante a livello sessuale per me. Sento all'interno del mio corpo delle vibrazioni che mi fanno sentire posseduto e lascio che tutto ciò si esprima attraverso di me in ogni modo possibile.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, ''[https://www.youtube.com/watch?v=U42ioFQPczQ video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 7:15</ref> *Se il Barone di Münchhausen avesse eiaculato noi quattro Red Hot Chili Peppers sulla scacchiera, direi che Rick Rubin sarebbe il giocatore di scacchi perfetto per questa particolare scacchiera.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991; ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 5:11</ref> *{{NDR|Nel 1991}} Sin da quando ero bambino la mia specialità era scrivere, e mi è sempre risultato naturale l'utilizzo delle parole. Per quanto potessero essere prive di significato, mi sono sempre divertito a combinarle, a scrivere su argomenti che altri non affrontano. C'è una canzone nel nostro nuovo album "Under the Bridge", che è una sorta di ballata triste, se volete. E questa canzone è stata scritta perché nel corso della mia vita sono stato quello che può essere definito un tossico per molti anni. È stato un periodo molto triste della mia vita, e ho messo da parte tutto ciò che per me era bello, prezioso e sacro, per fare spazio a questa dipendenza chimica, che è diventata sempre più disgustosa e fuori controllo. Per fortuna, sono pulito da tre anni ora e la mia vita è cambiata radicalmente. Tutto ciò che era sacro e bello e che avevo perso, l'ho recuperato più di quanto avessi potuto sperare. Ma durante quel periodo ho toccato davvero il fondo e sono precipitato in un abisso di demoralizzazione incomprensibile, di cui mi ricordo molto bene. E parte di quella demoralizzazione incomprensibile era la solitudine, e questo penso sia qualcosa che accomuna tutti i tossicodipendenti, questo profondo senso di solitudine, di vuoto che cerchi di colmare con tutto ciò che trovi, nel mio caso le droghe. E a volte ho ancora quel senso di solitudine, che mi ricorda quella parte della mia vita. Un giorno tornando dalle prove per il nostro nuovo album ho avuto uno di questi attacchi di solitudine, mi sentivo come se non esistesse una singola anima in tutto l'universo con cui potessi entrare in contatto, né a livello di cuore, spirituale, né a livello d'amore. Mi sono sentito veramente solo, quindi ho iniziato a cantare tra me e me sulla superstrada di Hollywood di ritorno dalle prove, senza pensare a nulla. E un'intera canzone mi ha attraversato la mente, e quando sono arrivato a casa l'ho scritta. Il punto cruciale della canzone è la solitudine [...].Si riferisce ad un periodo, circa 5 anni fa, in cui non avevo niente, non avevo amici, non avevo un posto dove vivere, non avevo una macchina e avevo tagliato i ponti con la mia famiglia.<ref>Dal documentario ''Funky Monks'', 1991, ''[https://www.youtube.com/watch?v=U42ioFQPczQ video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 18:53</ref> *Avevo le forze positive dentro di me che mi hanno aiutato ad eliminare la droga e quando ho tolto la coperta della droga si sono messe in evidenza, per cui non è stato un cambiamento, piuttosto l'emergere di ciò che ho sempre avuto dentro. Comunque si è trattata di una scelta personale, ho ancora molti amici che fanno uso di alcool o altre droghe. Non sono quindi un crociato contro la droga, ma solo che per me non funzionava, metteva in pericolo la mia salute e la mia esistenza creativa. Sono stato fortunato abbastanza da poter cambiare e sono diventato più produttivo, mi sento meglio con me stesso e posso trascorrere più tempo con gli amici, ho un buon rapporto con la mia famiglia e riesco a scopare molto meglio.<ref name=milano/> *Dato che scrivo i testi mi sento legato a tutte le nostre canzoni, e sono quindi tutte legate a me. ''Under the Bridge'' è bella perché è molto diretta, ma per quanto riguarda buona collezione di parole colorite mi piace ''Apache Rose Peacock'' perché è colorita.<ref name=milano/> *[...] i primi che hanno unito il funk al rock sono state persone come Miles Davis, Parliament Funkadelic. Noi siamo stati i giovani energetici di Hollywood ai quali piacevano molti stili di musica e non avevamo paura di unirli. Non abbiamo amalgamato due stili musicali volutamente, abbiamo suonato quello che sentivamo di suonare e molto era funk perché era la musica che ci ispirava, quello che ci colpiva proprio qui quando l'ascoltavamo, volevamo fare questo tipo di musica perché ci piaceva, l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato un nuovo genere e siamo stati seguiti da altre bands, bands che poi non mi interessano più di tanto.<ref name=milano>Da un'intervista rilasciata in occasione del concerto dei Red Hot Chili Peppers a Milano nel 1992; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=RGd6_ryZvv8 YouTube]''.</ref> *I Red Hot Chili Peppers non hanno mai seguito la moda perché ciò significherebbe andare contro il nostro ideale: l'onestà nella nostra musica. Se qualcuno ha qualcosa di politico da dire che lo dica se questo è ciò che si sente di fare. Chuck D ha le sue priorità e secondo lui aiuta la causa dei neri. È cresciuto così, sono cose che sente profondamente e quindi le scrive. Io cerco di scrivere quello che sento nel cuore e nel mio spirito.<ref name=milano/> *Il sesso è un aspetto molto vitale e potente della vita e non abbiamo paura di esprimerlo nella nostra musica. Se parli di sesso la gente ti bolla come maschilista. Alcune nostre canzoni parlano di incontri sessuali con donne poliziotto o simili, ma è uno scherzo. Se la gente è talmente rigida da non accettare uno scherzo, allora forse ha problemi con la propria sessualità. Non siamo dei cattivi, non cerchiamo di sminuire la donna, non la sottomettiamo. Parliamo di sesso, ma anche di altre cose, solo che i giornalisti sono sempre alla ricerca di un'etichetta da attaccare alle persone: "Super Freaks Sessuali" o cose del genere.<ref name=milano/> *La [[natura]] è già mistica senza che io la debba interpretare. Trovo più attraenti i piaceri semplici della vita, che quelli complicati. I piaceri semplici per me includono la natura, sia che si tratti di animali, montagne, alberi, fiumi, mi piace questo tipo di atmosfera, la rispetto e la apprezzo molto più di quella creata dall'uomo. Mi sento molto unito alla natura, mi fa sentir bene e ne scrivo perché di solito scrivo quando mi vengono questi momenti.<ref name=milano/> *Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore.<ref name=milano/> *Più si prova e più occasioni si ha di trovare un momento magico d'ispirazione. Talvolta ci troviamo insieme e non succede niente, ci masturbiamo per un paio d'ore, ma altre volte ci troviamo insieme e qualcosa di magico accade. Timbriamo il cartellino, indossiamo le camicie blu e andiamo al lavoro: alcune volte componiamo insieme, altre volte Flea si siede magari sul WC col suo basso e compone una bellissima base, viene alla prove il giorno successivo e ce la fa ascoltare e io dico: "Bellissima, ho un testo che ci calza alla perfezione", sai, dipende.<ref name=milano/> *"Blood Sugar Sex Magik" {{NDR|disco del 1991}} sono quattro parole che abbiamo scelto perché suonavano bene insieme. Quattro termini il cui significato lega e si inserisce ottimamente nella natura e nell'essere dei Red Hot. Inoltre, in questo mondo che si avvicina al 2000, governato da computer, media sempre più sofisticati, ci si allontana purtroppo da ciò che riguarda lo spirito, avvicinandosi invece ad aspetti meno legati al nostro essere. Perciò abbiamo tirato in ballo il sangue, il sesso, la magia: quasi in contraddizione con i dettami dell'odierna ''way of life''. La magia fa parte del lato spirituale dell'uomo e i Red Hot sono un mezzo per far passare tale fluido nell'universo.<ref>Da un'intervista del 1992; citato in ''Frammenti rock – Red Hot Chili Peppers'', di Gian Paolo Gabini, Arcana Editrice, 1996, ISBN 9788879660846.</ref> *Mi viene da vomitare, ogni volta che sto per salire sul palco [...]. Non sarei in grado di esibirmi se non fossi così nervoso.<ref name=mtv4/> *Per me fare vero e proprio rock è la cosa più importante che un concerto possa offrire. Pura e semplice energia rock. Ma se riesci a dare tutto ed anche ad esibirti in maniera incredibile... ottieni la mia combinazione preferita.<ref name=mtv4/> *Quando faccio uso di droghe tutto mi sembra brutto e triste. Inizio a farmi del male e a farlo a chi è intorno a me, e tutto va meglio soltanto quando smetto. Allora posso guardare in faccia i miei genitori, vedere l'azzurro del cielo e pensare che è una splendida giornata.<ref>Citato in ''[http://mobile.rockol.it/news-9666/red-hot-chili-peppers-presto-in-sala-intanto-navarro-e-chad-smith-danno-vita Red Hot Chili Peppers presto in sala: intanto Navarro e Chad Smith danno vita agli Spread, e Anthony Kiedis confessa: "La droga mi ha rovinato la vita"]'', ''Rockol.it'', 13 settembre 1997.</ref> *{{NDR|Annunciando il ritorno di John Frusciante nel gruppo, nel 1998}} Sono frastornato dalla bellezza della [[primavera]], amo persino il suono di quella parola: ''Spring''. Suona così sexy, così fertile. La primavera è un momento di odori buoni e naturali, la primavera è un momento di rinascita in cui le persone possono ricominciare a sudare. La primavera è tipo il ciclo mestruale delle stagioni. La primavera porta in dote cose belle, le gonne si accorciano, il cielo diventa più blu, i fiori ed altre cose che ricordano una pistola cominciano a sbocciare e cantare e anche se in questo momento non ho una moglie, il mio cuore fiorisce. La primavera mi dà la sensazione che ogni giorno sia una caccia alle uova di Pasqua, una caccia al tesoro, una caccia ad un fugace piacere passionale, cosa che naturalmente mi porta all'argomento del dolore, perché [[piacere e dolore]] derivano dalla stessa fonte. Il piacere arriva insieme al dolore ancora, ancora, ancora e ancora, e in qualsiasi cosa consista il dolore, solitudine, depressione o semplicemente la vita che ti prende a calci in culo, va bene, perché qualcosa di brutto più qualcosa di bello è uguale e va tutto bene [...]. La primavera è grandiosa, ma quello che preferisco di questa che è la più grandiosa delle primavere, è che le acque scorrono pulite e John Frusciante è tornato nella band. Siamo tornati nel garage a casa di Flea, al nostro posto, a scrivere una canzone sulla primavera.<ref>Video disponibile sulla ''[https://www.facebook.com/venicequeensince2004/videos/1416678598783185 pagina facebook]'' ''VeniceQueen.IT - Red Hot Chili Peppers Community since 2004''.</ref> *{{NDR|Riferendosi all'allontanamento di Dave Navarro dalla band}} A volte è importante capire quando qualcosa abbia esaurito la propria carica, anche se non lo si vuole ammettere, perché potrebbe farci soffrire e non importa chi lo dica per primo perché tanto tutti eravamo convinti che fosse finita.<ref name=mtv3/> *{{NDR|Dopo il licenziamento di Navarro dalla band}} Circa una settimana dopo, Flea mi ha chiesto se avessi voluto suonare di nuovo con John e dissi che per me sarebbe stato fantastico, ma che non c'erano possibilità che succedesse. Ci eravamo già trovati tanti anni prima e pensavamo che quel capitolo fosse chiuso e che non avremmo avuto quella fortuna una seconda volta nella nostra vita. Sarebbe stato qualcosa di veramente strano ed eccitante.<ref name=mtv3/> *{{NDR|Sull'album ''Californication''}} Non è tutto sulla California. Lo è e non lo è. Quindi la risposta è si ed allo stesso tempo no. Ci sono molte idee, colori, emozioni e cose caratteristiche della California. Storie e immagini che ti fanno pensare alla California, ma anche a come il resto del mondo immagina la California.<ref name=sashimi>Dal programma televisivo ''Sashimi'', MTV Italia, puntata del 14 giugno 1999; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=WvLIwN-gAsM YouTube]''.</ref> *{{NDR|Su [[Roberto Benigni]]}} L'ho incontrato. È stato un grande giorno per me. Lui è uno molto carismatico. Io sono entrato in una stanza e l'ho visto, l'ho fissato e mi dicevo "Mio Dio, quello è Roberto Benigni". E lui si è accorto che lo osservavo, mi ha guardato e mi ha accennato un sorriso. Finalmente ho raccolto tutto il mio coraggio e sono andato da lui. Gli ho detto: "Non sapevo perché avessi lasciato la mia casa oggi. Ora lo so: sono venuto fino a qui per incontrare te". E lui: "Mi sembra di conoscerti da tanto tempo!" E mi ha abbracciato.<ref>Durante l'intervista rilasciata al programma televisivo ''Sashimi'', MTV Italia, 14 giugno 1999; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=MQAAU8-2XLM YouTube]''.</ref> *Non capisco perché i [[giornalista|giornalisti]] cercano sempre di trovare una diversa prospettiva. Abbiamo avuto a che fare con molti giornalisti e tutti pensano di dover trovare assolutamente uno scoop! [...] Si dimenticano qual è il punto, si concentrano su qualcosa che non lo è. Costruiscono tutta la storia su qualcosa di marginale.<ref name=sashimi/> *Pensavo: forse farò l'attore, forse lo scrittore. Magari sarò un ladro di professione. Finii nella musica perché tutti i miei amici andavano in quella direzione. Così, già poeta frustrato in tenera età, cominciai a scrivere canzoni. All'inizio sembrava uno scherzo, ma quando cominciammo a confrontare le nostre "arti", la loro musica e le mie parole, ci accorgemmo che qualcosa di speciale stava succedendo, che avremmo dovuto andare avanti e dalla scintilla far sprigionare il fuoco.<ref name=repubblica>Citato in ''[http://www.repubblica.it/supplementi/musica/19990701/artic_1.html Red Hot Chili Peppers. Il figlio prodigo è tornato]'', ''Repubblica.it'', 1 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Sul fatto che in America ci siano band come i Red Hot Chili Peppers che incitino alla violenza}} È una bugia. La musica non ha mai spinto gli uomini a farsi del male. È una balla inventata per fare soldi e per aumentare l'audience televisiva. Il rock è pericoloso in un altro senso: perché fa riflettere la gente, perché scuote le istituzioni; qualche volta, non sempre, perché si fa beffa dell'establishment. Ma non ha niente a che fare con le stragi nelle scuole. Chi lo sostiene è solo in cerca di un capro espiatorio.<ref name=repubblica/> *Si tratta soprattutto di essere capaci di suonare per un'ora e un quarto ogni sera. Tutto ciò che faccio, che mangio, che respiro, che tocco tra uno show e l'altro è per il bene dello show successivo.<ref name=mtv4/> *{{NDR|[[Chuck Berry]]}} Uno scienziato musicale che ha scoperto una cura per il blues. :''A musical scientist who discovered a cure for the blues.''<ref> {{en}} Citato in ''[http://www.deseretnews.com/article/869850/Chuck-Berry-celebrates-turning-75.html Chuck Berry celebrates turning 75]'', ''Deseretnews.com'', 19 ottobre 2001.</ref> *Ultimamente è diventato di moda rivalutare il primo periodo del punk, ma posso dire che i Red Hot Chili Peppers non sarebbero mai esistiti se non fosse stato per i Germs e per l'intero movimento punk di Los Angeles! A quel tempo, punk significava essere se stessi, esprimersi liberamente e uscire dalle costrizioni conformiste della nostra società. Musicalmente non c'erano stereotipi a cui aderire e questo ci permise di sperimentare generi che ci attraevano, come il funk. Senza limiti, in maniera selvaggia e creativa.<ref name=tutto>Dall'intervista di Marco Mathieu, citato in ''Anche i belli piangono'', ''Tutto Musica'', luglio 2002, p. 27, 28, 29, 30 e 32.</ref> *{{NDR|Riferito all'album ''By the Way''}} Devo ammettere che ho provato un senso di apertura molto forte nello scrivere la maggior parte di queste canzoni, mi sono sentito fortemente vicino all'universo in alcuni giorni, tutto aveva un senso e tutto era perfetto e ho sentito tutto questo amore che mi scuoteva.<ref name=mtv4/> *{{NDR|Riferito all'album ''By the Way''}} Ci sono state un paio di volte in cui abbiamo ascoltato le registrazioni in studio e ho pianto come un bambino. Una volta stavamo provando ''Universally Speaking''. Provavo troppe emozioni, più di quante il mio cuore riuscisse a contenerne e quindi ho dovuto farle uscire.<ref name=mtv4/> *{{NDR|Riferito al singolo ''By the Way''}} Quella canzone ci rappresenta e quando è arrivato il momento di dare un titolo all'album ci è sembrato il titolo migliore per il fatto che potesse avere significati diversi.<ref name=mtv4/> *Il testo di ''By The Way'' è una specie di visione panoramica e notturna della vita in questa città {{NDR|Los Angeles}}. Descrivo una serie di cose che avvengono nello stesso momento: la coda per entrare in un club a vedere un concerto, l'omicidio in un parcheggio, lo spacciatore che vende una dose all'angolo di qualche strada...<ref name=tutto/> *C'è qualcosa di incredibile nella fortuna che abbiamo avuto nel momento in cui abbiamo iniziato a far musica, cioè abbiamo dimenticato il passato. Non abbiamo aspettative, pressioni, consapevolezza. Tutto ciò scompare quando ci mettiamo a suonare. Non so come mai, sarà per come Chad suoni la batteria o per come John si perda nel cosmo, o per come Flea ci dia il ritmo, ma credo che quello che facciamo è abbandonarci a qualcosa di spirituale e suonare giusto per il gusto di suonare.<ref name=mtv3/> *''Scar Tissue'' è ciò che ti porti dietro dopo essere stato in battaglia e capisci quanto sia bello essere sopravvissuto.<ref name=mtv4>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=CS8fM4xHJcc YouTube.com]''.</ref> *È bello esser vivi e fare musica, festeggiamo con il fatto che lo facciamo ancora, che lo sentiamo ancora, l'amiamo ancora e l'accarezziamo ancora come se avessimo appena iniziato. Ci sono voluti vent'anni solo per arrivare ad un punto di partenza ed ora possiamo iniziare.<ref name=mtv5/> *Non vogliamo piacere a tutti! Anche se amo che succeda! Amo che i bambini ci seguono, è una sensazione fantastica. Credo sia una delle tante emozioni più soddisfacenti del mondo. Ho incontrato un bambino di tre anni che cantava "By the Way" o "Californication" e sapeva tutte le parole meglio di me, visto che me le scordo sempre! È stata una bella sensazione.<ref name=mtv5/> *Suonare live è ciò che ci dà energia, ordine e quella telepatia che usiamo per scrivere i pezzi. Mi piace esibirmi e avere uno scopo nel mondo, comunque sia.<ref name=mtv5>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=FINX_yyi-Kw YouTube.com]'', .</ref> *È difficile ricordare esattamente la data in cui siamo diventati un gruppo. Ma Flea ed io, che non abbiamo più memoria, abbiamo ipotizzato che fosse un venerdì 17 in mezzo ai decenni, da qualche parte, tra gli anni 70 e 90.<ref name=mtv1>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=S8zumpbZtGg YouTube.com]''.</ref> *L'inizio con i Red Hot Chili Peppers è stato un'esperienza davvero unica, perché il nostro primo spettacolo aveva una sola canzone, quindi quello a cui pensammo dopo era "Oh mio Dio, abbiamo uno spettacolo la prossima settimana, è meglio che montiamo un altro pezzo". Quindi durante tutta quella settimana abbiamo pensato a qualcosa per cominciare. Tipo "immagino che dobbiamo essere un gruppo la prossima settimana, perché abbiamo uno spettacolo" [...]. Dopo aver suonato al nostro primo spettacolo, ho sentito un'enorme esplosione di successo nella mia vita. E sono passato dal nulla al sentirmi incredibilmente di successo con i Red Hot Chili Peppers. Guardavo Hillel, Jack Irons e Flea e pensavo "Wow, siamo la cosa più grande sulla terra!". Avevo successo, e chi se ne frega se ero senzatetto, squattrinato e avevo suonato al massimo per 40 persone in totale al mondo. Ma mi sentivo di successo [...]. La mia vita è cambiata da quel momento perché avevo uno scopo e avevo un posto e tutto iniziava a girare in questa amicizia, in questa sete di vita e di musica, di energia e di sesso, di ritmo e di melodia, di suono e di composizione. C'era un posto per tutto, c'era uno sfogo<ref name=mtv1/> *È una gioia incredibile essere apprezzati, riconosciuti, amati, credo sia una sensazione che piace a tutti. È come guadagnarsi un posto nel mondo, e poter smettere di competere con gli altri e fare semplicemente arte.<ref name=mtv3>Dal programma televisivo ''MTV Essential'', MTV; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=BD27AmcD2KI YouTube.com]''.</ref> *Sai, non ho mai pensato che avremmo fatto sempre questo, infatti ci sono state diverse volte in cui abbiamo provato a separarci, provato a divertirci, alcuni sono stati licenziati, altri hanno provato ad andarsene, altri sono morti, altri ancora crollavano. Abbiamo fatto davvero del nostro meglio per far sciogliere questa band, e c'era questo strano magnete cosmico che continuava a farci tornare insieme. Siamo stati un fallimento nello sciogliere questa band.<ref name=mtv2/> *{{NDR|Riferendosi al periodo del disco ''Blood Sugar Sex Magik''}} Non è stato come essere degli sconosciuti e diventare ricchi e famosi nel giro di una notte. Ci sono voluti otto anni, in cui abbiamo cercato di mantenerci facendo musica. Anche se non abbiamo mai fatto altri lavori, vivevamo scroccando, dormivamo in dieci nella stessa casa, e cose simili, quindi quando ci siamo scoperti ricchi e famosi, ci ha cambiato poco, perché è stato graduale.<ref name=mtv2/> *Non suoniamo necessariamente da bianchi o da neri. Suoniamo come persone connesse a un'energia universale, ispirate a suonare una musica che non conosce colore.<ref>Da Dick Porter, ''Nu-metal. Le origini'', Arcana, 2005, ISBN 9788879663830.</ref> *La prima volta che ho sentito la base della canzone che sarebbe poi diventata "Dani California", qualcosa di quella base mi ha fatto pensare "Oh, questa è la storia che deve accadere" e una volta scritta metà della storia sembrava che la persona di cui stavo scrivendo fosse Dani della canzone "By the Way" e quindi ho attinto da lì.<ref name=mtv5/> *Una delle cose di maggior ispirazione che stava succedendo quando abbiamo iniziato a scrivere questo disco {{NDR|Stadium Arcadium}} era che ogni singolo elemento della band ed il nostro produttore Rick Rubin si erano innamorati di recente ed io pensavo che non ne avrei avuto neanche il tempo, ma in retrospettiva, quando sento le emozioni e tutti i tasti che vengono premuti quando riascolto quelle canzoni, diventa ovvio che ogni giorno in cui entravamo nella stanza, c'erano quattro ragazzi che in qualche modo erano molto felici ed innamorati, esplodendo per l'emozione di questa nuova relazione.<ref name=mtv5/> *[[Rick Rubin|Rick]] è la classica persona a cui puoi dire qualsiasi cosa, tipo: "Rick abbiamo deciso di fare dieci canzoni!" Ti risponde: "Benissimo!" oppure "Abbiamo deciso di fare 40 pezzi!" e lui: "Benissimo!" "Abbiamo deciso di cambiare completamente stile!" "Benissimo!" [...] Vede il quadro completo. È il suo maggior pregio. Ha una visione d'insieme.<ref name=mtv2/> *La visione romantica della dipendenza ha poco di glorioso e alla fine non è altro che un buco. La droga è un'esperienza che può ucciderti o dalla quale puoi imparare qualcosa e diventare alla fine una persona libera. Non credo sia un'esperienza del tutto negativa, ma certamente difficile e debilitante.<ref>Dall'intervista di Giuseppe Videtti, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/29/da-hollywood-babilonia-ecco-red-hot-chili-peppers.html Da Hollywood-Babilonia ecco i Red Hot Chili Peppers]'', ''Repubblica.it'', 29 aprile 2006.</ref> *{{NDR|Quando era un ragazzino, lei studiò recitazione e ottenne una particina in ''F.I.S.T.'' con [[Sylvester Stallone]]. Da quando è una famosa rockstar, ha ricevuto altre proposte?}} Sì, tutte indesiderabili, delle vere burinate. Comunque, io so benissimo di non avere talento naturale e di non aver studiato abbastanza. Non vorrei certo ingrossare le fila, già numerose, degli attori scadenti. Non basta essere una faccia nota per saper recitare.<ref name=vanity>Dall'intervista di Paola Jacobbi, ''Papifornication'', ''Vanity Fair'', maggio 2006, p. 102</ref> *Tutte le epoche sono state cruciali, anche quelle in cui sembrava che andassimo a pezzi. Ognuna è stata un momento di crescita. Però, dal punto di vista emotivo, sono legato al periodo in cui Hillel Slovak era con noi, perché Hillel oggi non c'è più, io gli volevo un bene pazzesco ed è lui l'inventore del nostro sound.<ref name=vanity/> *Siamo come due strani fratelli. Siamo competitivi, però ci adoriamo. Siamo uno lo specchio dell'altro. Se sto bene con me stesso, sto bene con Flea e viceversa. A volte lo guardo e penso: "Che bastardo!", ma è come se lo dicessi a me.<ref name=vanity/> *Sono sempre stato ostile alla tecnologia, ma qualche anno fa decisi di comprare un pc. Quindi scoprii la [[pornografia]] web. Diventò un'ossessione che non mi faceva più uscire di casa. A un certo punto mi sono trovato a dipenderne come quando avevo problemi di droga. Anche il sesso infatti può avere il suo lato oscuro. Finalmente ho reagito e ho promesso a me stesso di non girare più per la rete alla ricerca di quei filmati.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/confessioni-rhcp/1.html Kiedis: "Porno dipendente su internet"]'', ''la Repubblica.it'', 28 agosto 2006.</ref> *Crescere a [[Hollywood]] è un'esperienza molto intensa perché lì succedono tante cose, c'è tanta bellezza e tanta tragedia allo stesso tempo, e gli stimoli che ti arrivano sono fenomenali.<ref>Da un articolo pubblicato sul quotidiano ''Il Piccolo''; citato in Elisa Russo, ''[http://www.elisarusso.com/rhcp-a-udine-2007/ RHCP a Udine 2007]'', ''Elisarusso.com'', 29 giugno 2007.</ref> [[File:Anthony Kiedis 1985.jpg|thumb|Anthony Kiedis nel 1985]] *{{NDR|Parlando della produzione dell'album ''Californication''}} Fu una grande confluenza di eventi essenziali, che ci permise di nuovo di esistere come band e di fare musica per nessun'altra ragione all'infuori dell'esprimere il nostro spirito creativo. Creò per noi uno spazio in cui lavorare senza alcun tipo di aspettativa. Ce la stavamo godendo. Stavamo ancora combattendo con i nostri personali demoni, io stavo ancora alternando momenti in cui ero pulito e momenti in cui facevo uso di droghe. Fare quel disco fu davvero l'esperienza di una vita. Chi l'avrebbe detto che sarebbe stato l'album più popolare della nostra carriera? Non era a questo che puntavamo. Stiamo attraversando un periodo caldo nel quale i dischi si vendono ancora come negli anni '80 e '90, anche se credo che uscì nel '99. :''It was a great confluence of essential events. It allowed us to exists as a band again, and to make music for no other reason than expressing our creative spirit. It created a space for us to work in without any sort of expectation. We had a ball. We were still struggling with personal demons. I was still going back and forth between clean and using. It was really the experience of a lifetime making that record. We knew it would be the most popular record of our career? That's not what we were aiming for. We hit a hot period where records were still selling as they were in the '80s and '90s, even though I think it came out in '99''.'<ref>{{en}} Da Brendan Mullen, ''An Oral/Visual History by the Red Hot Chili Peppers'', ItBooks, 2010, ISBN 9780061351914, p. 205.</ref> *Come potrà dire qualsiasi ex drogato di eroina, la tentazione c'è sempre. Ma diventare padre mi ha dato un buon motivo per vivere senza farmi più [...]. Ogni giorno è una lotta per non ricaderci dentro, ma mio figlio è una buona ragione per restare pulito. Mi sento molto fortunato. :''As every heroin addict will know, temptation is always there. But becoming a father has given me a reason to live and stay clean for good [...]. Every day since has been a battle to stay clean, but my son makes me thankful that I am. I feel very lucky''.<ref>{{en}} Citato in ''[http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/showbiz/music/3745620/Anthony-Kiedis-is-a-Red-Hot-Chili-Papa.html My son Everly changed my life. Our relationship makes me forgive my father...]'', ''thesun.co.uk'', 10 agosto 2011.</ref> *Io sono l'ottimista patetico nella band. Soltanto io penso che le cose possano naturalmente andare lisce. Questa è una mia facoltà. Anche quando eravamo stesi e percorrevamo la fogna più velocemente di un batter d'occhio, sentivo che tutto sarebbe andato bene, che tutto si sarebbe risolto.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''Guitar World'', settembre 2011; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/guitar-worl-magazine-tradotto-in-italiano-larticolo-sui-rhcp-parte-prima.html Guitar Worl Magazine: tradotto in italiano l'articolo sui RHCP (Parte Prima)]'', ''Venicequeen.it'', 12 settembre 2011.</ref> *''I'm with you'' è l'album dei nuovi Red Hot Chili Peppers e la presenza di un ragazzo di talento, pieno di idee, con un'ottima tecnica chitarristica e soprattutto con la voglia di essere un RHCP al cento per cento ha chiuso il cerchio. Siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto e pur rimanendo attaccati ai nostri suoni, che non abbandoneremo mai, grazie a Josh si è fatto un passo avanti, siamo andati incontro al rinnovamento che molti fan ci chiedevano a gran voce.<ref>Dall'intervista di Luca Dondoni a Colonia, 7 ottobre 2011; citato in ''[https://www.lastampa.it/spettacoli/musica/2011/12/09/news/red-hot-chili-peppers-br-adrenalina-pura-br-in-diretta-dagli-anni-novanta-1.36913196/ Red Hot Chili Peppers. Adrenalina pura in diretta dagli Anni Novanta]'', ''lastampa.it'', 9 dicembre 2011.</ref> *Adoro il vostro stile, il buon cibo, l'architettura, [[Leonardo da Vinci]]. La politica italiana? Cerco di stare lontano dalla politica, il mio lavoro è la musica. L'unica cosa che vi manca sono le onde. Se ci fossero anche quelle verrei a vivere in [[Italia]].<ref>Dall'intervista di Elisabetta Malvagna, citato in ''[http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2011/10/08/visualizza_new.html_674298704.html I Red Hot Chili Peppers ripartono da Colonia]'', ''ansa.it'', 9 ottobre 2011.</ref> *Ho conosciuto [[Iggy Pop]] quando ero molto giovane perché l'ho visto esibirsi al ''Whiskey'' quando avevo circa tredici anni. Mentre assistevo al suo concerto, pensavo, "Questo tizio è completamente originale; è uno dei migliori artisti che abbia mai visto". Era bello e aveva stile e traboccava un'energia grezza. Tornai a casa ed ero come "Ho visto il più bel concerto la scorsa notte, devo scoprire chi è questo ragazzo". Non pensavo che fosse il mio idolo o che mi sarei identificato in lui, ma mi piacque ciò che fece. :''I was aware of Iggy Pop from a very young age because I saw him perform at the Whiskey when I was maybe thirteen. When I watched his show, I thought "This guy is completely original; he's one of the greatest performers I've ever seen". He was beautiful and he was stylish and brimming with raw energy. I went home and was like, "I saw the coolest show the other night. You've got to check this guy out." It wasn't like now he was my guy, or I was going to identify with him, but I liked what he did.''<ref>{{en}} Da ''Fandemonium'', Running Press, 2014, [https://www.google.it/books/edition/Red_Hot_Chili_Peppers_Fandemonium/L3c4DgAAQBAJ?hl=it&gbpv=1 p. 13]. ISBN 0762451483</ref> *{{NDR|Parlando di [[Istanbul]]}} È senza dubbio una delle più belle città sulla Terra. Questo posto è come [[New York|New York City]] negli anni '80 da un punto di vista creativo, ma sembra cinquanta volte [[San Francisco]] in termini di grandezza e popolazione. Ed è esattamente situata nel Bosforo, che è la parte che divide i continenti di Europa ed Asia. Quindi la somma di energia e di vita che c'è nell'aria è fuori dalla norma, il cibo, lo stile e il comportamento delle persone, è viva [...]. È collinare, è antica, è figa, ci sono caffetterie, le persone sono intelligenti, comunicative e danzano bene. Io mi dicevo "questa città sarà intramontabile." :''It is without question one of the greatest cities on Planet Earth. That place is like New York City in the '80s on a creative level, but it looks like San Francisco times fifty in terms of size and population. And it's right on the Bosphorus strait, which separates the continents of Europe and Asia. So the amount of energy and life in the air is just off the charts, the food and the style and the behaviour of the people, it's alive [...]. It's hilly, it's old, it's groovy, there are cafés, and the people are smart and communicative and they dance well. I was like "This is going to be one of the ages here."''<ref>{{en}} Da ''Fandemonium'', Running Press, 2014, [https://books.google.it/books?id=L3c4DgAAQBAJ&pg=PT37 p. 37]. ISBN 0762451483</ref> *Per ogni disco che abbiamo fatto ci chiedevamo chi dovesse produrre il disco. E pensavamo sempre a [[David Bowie]]. All'inizio abbiamo provato a chiamarlo e lui diceva gentilmente di no. Poi ci abbiamo provato scrivendo delle lunghe mail ma il risultato era sempre lo stesso. Gli abbiamo chiesto di produrre ''By The Way'' e ''Stadium Arcadium'' ma ci ha sempre detto di no. Ma del resto ci è andata peggio con il suo amico [[Brian Eno]] che ci ha rifiutato otto volte.<ref>Citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/195971/Red-Hot-Chili-Peppers--Anthony.html Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis: "David Bowie si rifiutò di produrre i nostri album"]'', ''Virginradio.it'', 29 gennaio 2016.</ref> *L'Italia è un indicatore perfetto per capire se stiamo andando bene o no. Quando uscì l'album ''Californication'', nel '99, noi siamo atterrati in Italia; abbiamo fatto il check-in in albergo, ci stavamo preparando a fare sempre la stessa procedura che stiamo facendo adesso e in quel giorno è uscito l'album in Italia. Stavo camminando fuori dall'hotel e mi è passata davanti un'auto piena di italiani... stavano cantando ''Otherside''! E ho pensato: "Ma come? È uscito proprio oggi il nostro album. Come è possibile che conoscano già il pezzo?". Era un indicatore, un'unità di misura, che ci diceva che abbiamo fatto bene. Quindi l'Italia è come [...] un barometro. Perciò sì, sappiamo che se piace all'Italia quello che stiamo facendo, vuol dire che stiamo facendo un gran bel lavoro.<ref>Dall'intervista rilasciata a Luca Dondoni per l'emittente radiofonica RTL 102.5 a Parigi, 13 giugno 2016; video disponibile su ''[http://www.rtl.it/ospiti/41089/L'intervista_ai_Red_Hot_Chili_Peppers/#!prettyPhoto Rtl.it]'' (min. 47:37).</ref> *Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisione del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni. Io e Flea siamo come fratelli. Non penso che la nostra amicizia possa mai finire, perché non puoi abbandonare tuo fratello. Non puoi e basta.<ref>Dall'intervista rilasciata all'''Entertaiment Weekly''; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-ljohn-frusciante-e-ancora-interessato-al-nostro-lavoror.html Kiedis: «John Frusciante è interessato al nostro lavoro. Nessuna acidità tra noi»]'', ''Venicequeen.it'', 23 giugno 2016.</ref> *{{NDR|Riferito a John Frusciante nel 2016}} Per me si tratta di una delle persone più belle e più semplici con la quale fare musica. Bastava sedersi per terra, io gli facevo vedere qualche parola che avevo scritto e lui cominciava a suonare qualcosa. Nel giro di pochi minuti era pronta una canzone. Non ho mai incontrato qualcuno con cui fosse così facile scrivere canzoni e soprattutto belle canzoni. È una persona speciale e mi manca. Accetto il fatto che si facciano percorsi diversi, ma mi manca.<ref>Da un'intervista rilasciata ad una trasmissione argentina; citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/213864/red-hot-chili-peppers--anthony.html Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis: "mi manca tantissimo John Frusciante" ]'', ''Virginradio.it'', luglio 2016.</ref> *{{NDR|[[Donald Trump]]}} Non è una persona piacevole, anzi lo definirei un cartoon. Dice cose molto irreali sui musulmani e sulle razze in generale che non hanno nessun senso. Come in tutte le razze o religione ci sono persone buone o cattive.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''Classic Rock''; citato in ''[http://www.virginradio.it/news/rock-news/214199/red-hot-chili-peppers--i-rifiuti-di-david-bowie-a-lavorare-con-noi-ed-il-nostro-no-a-donald-trump--.html- Red Hot Chili Peppers: i rifiuti di David Bowie a lavorare con noi ed il nostro no a Donald Trump]'', ''VirginRadio.it'', 13 luglio 2016.</ref> *Io scrivo al mattino. Mi alzo presto, faccio surf, mi schiarisco le idee, metto a posto la casa e mi siedo in giardino con block notes, matite, i miei cd e il boombox fighissimo che ho da 20 anni, e inizio a scrivere. Fondamentale per me avere una routine. Ogni scrittore serio scrive tutti i giorni. Come ogni musicista serio suona sempre, perché non sai mai quando arriverà l'ispirazione e, se non pratichi, magari non arriverà mai. Flea, infatti, suona tutti i giorni. Non importa quanto sei bravo, come si dice da noi: practice makes perfect.<ref name=croci>Dall'intervista di Roberto Croci, ''[http://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/quegli-amorevoli-stronzi-dei-red-hot-chili-peppers/2016-08-10/#Part6 Quegli amorevoli stronzi dei Red Hot Chili Peppers]'', ''RollingStone.it'', 10 agosto 2016.</ref> *Non so se sia un segreto, ma sin dall'inizio abbiamo deciso di condividere tutti i nostri guadagni in parti uguali. Nessuno prende di più o di meno. Non importa se Chad non scrive i testi, o se la canzone che abbiamo scelto ha il 40% di Josh e il 60% di Flea. "We don't give a fuck". Siamo tutti uguali, ognuno a suo modo fa la sua parte, mai litigato per i soldi. L'aspetto monetario uccide tante band. Siamo tutti molto creativi e ognuno di noi ha la propria personalità. Litighiamo e spesso ci mandiamo a fare in culo, ma troviamo sempre una soluzione per risolvere i problemi. Siamo tutti egocentrici, ma siamo anche persone oneste, siamo loving people. Non siamo cattivi, non abbiamo secondi fini. Stronzi sì, ma anche capaci di dimenticare i momenti negativi e andare oltre. Siamo fratelli. Arriviamo sempre a un compromesso. Siamo sempre sinceri uno con l'altro. E poi, quando suoniamo insieme, ci divertiamo ancora tantissimo. E questa è la cosa più importante.<ref name=croci/> *Mi dico sempre: un passo alla volta. Quando mi piace una base musicale è molto difficile che non riesca a trovare il modo di tirare fuori le parole che voglio. A volte ci vuole un giorno, altre volte un mese.<ref name=croci/> *Mi pento di essere stato aggressivo con qualcuno, delle volte che ho dimostrato violenza, ignoranza e mancanza di sensibilità nei confronti di altre persone. Ecco, vorrei essere stato più gentile verso il mondo.<ref name=croci/> *Il problema, oggi, sono le fotocamere durante i concerti. Ció ti impedisce di vivere il momento. Non è importante avere delle immagini sotto forma di megabyte. È meglio averle nel tuo cuore e nella tua mente. Noi cerchiamo di creare un ambiente che incoraggi le persone a tenere i loro telefoni con fotocamera in tasca e a guardarci direttamente. In generale funziona.<ref name=venice>Da un'intervista rilasciata a ''Journal De Montreal'', ripreso dal sito ''alternativenation.net''; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lusare-il-telefono-ad-un-concerto-non-ti-fa-vivere-il-momentor.html Kiedis: «usare il telefono ad un concerto non ti fa vivere il momento»]'', ''Venicequeen.it'', 19 agosto 2016.</ref> *Col tempo ho imparato a rilassarmi in modo da non essere troppo eccitato durante le prime ore del giorno e non avere poi un calo di adrenalina. Mi piace quando i crampi allo stomaco arrivano in tempo. È importante per la chimica di una buona prestazione.<ref name=venice/> *{{NDR|Parlando degli [[attentati dell'11 settembre 2001]]}} Ero senza dubbio rattristato quel giorno, non solo da un punto di vista patriottico, ma anche umanitario. Mi chiesi: perché certe persone fanno questo ad altre persone? Questo è davvero troppo. Sono sicuro che l'America è parzialmente responsabile di ciò che è accaduto, così come sono sicuro che altre persone molto potenti in altri luoghi del mondo siano responsabili. È stato un giorno molto triste per il pianeta Terra, per tutti quanti, e lo è ancora [...].<ref>Da un'intervista rilasciata a TV4Play; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lusa-parzialmente-responsabili-di-cio-che-accadde-l11-settembre.html Kiedis: «l'America parzialmente responsabile di ciò che accadde l'11 settembre»]'', ''venicequeen.it'', 11 settembre 2016.</ref> *Le groupies no, non entrano assolutamente in hotel, penso che potrei fare licenziare il receptionist se facesse entrare questo genere di persone. Solitamente non mi creo problemi nell'allontanare la gente perché mi piace mantenere la mia privacy. Penso che la gente debba imparare ad aver rispetto per la privacy altrui, a prescindere dalla professione che uno svolge e dal tipo di relazione che uno può avere. È molto bello avere dei fans, gente di ogni sesso che gode della musica e dell'esperienza di venirci a vedere, ma anche quando misi su la band la "questione groupie" non mi piaceva molto: c'è qualcosa che non mi affascina nel fatto che qualcuno voglia stare con te semplicemente per quello che appari. Prima di diventare famosi, penso di essere stato molto più attratto dalle donne di quel tipo, del "tipo groupies ", ma dal momento nel quale abbiamo raggiunto la notorietà pensai che non è più una cosa giusta, è come il dono dei Re Magi se ci pensi.<ref name=music>Dall'intervista rilasciata a ''Music Interview'', citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lodio-il-sesso-con-le-groupies-poco-rispetto-per-la-mia-privacyr.html Kiedis: «odio il sesso con le groupies. Mi piace mantenere la mia privacy»]'', ''Venicequeen.it'', 21 novembre 2016.</ref> *Penso di avere vincoli con tutto il mondo, in generale. Ho sempre guardato alla [[Germania]] con grande attenzione in questi anni. La prima volta che venimmo fu nel 1986 se non ricordo male. Non si può non prendere in considerazione questo paese, è un posto veramente interessante: a livello storico, c'è molta capacità intellettuale che trasuda dalla storia di questo posto. Io mi sento aperto ad ogni esperienza, a tutte le razze a tutte le parti del mondo.<ref name=music/> *È sempre molto difficile scrivere buone canzoni, ma non penso che il numero delle canzoni che hai scritto in passato ti limiti in questo, al massimo i cambiamenti della tua vita che derivano dal successo possono farlo, ostacolando i tuoi progressi nel creare buone canzoni, almeno secondo la mia esperienza. Penso che più ti allontani dalla strada, dai tuoi problemi e dalle tue origini più ti viene difficile creare buona musica. La tua vita diventa troppo facile, troppo tranquilla. Se vuoi scrivere delle canzoni valide, una volta che hai superato le tue difficoltà: buona fortuna! Potrei farti almeno 100 esempi di ottimi compositori che una volta avuto il successo e la fama sono come scomparsi perché erano passati i tempi per i quali dovevano combattere per raggiungere qualcosa. C'entra anche il modo in cui la gente ti tratta, le brutture e le bellezza della vita. Penso che uno dei grandi motivi per il quale la gente voglia avere successo è allontanarsi dalla sofferenza, dal dover lottare, dall'avere difficoltà a pagare l'affitto e tutto quello che ne consegue ma tutto ciò inficia il processo artistico a lungo andare, credetemi. Alcuni artisti sono riusciti ad evitare ciò, ma veramente pochi, quindi dobbiamo sempre ringraziare le rotture strazianti o altri tipi di perdite che in qualche modo alimentano ancora il fuoco dell'arte.<ref name=detroit>Dall'intervista rilasciata alla radio statunitense ''Detroit 101WRIF''; citato in ''[http://www.venicequeen.it/cms/News/kiedis-lpiu-ti-allontani-dalla-strada-e-dai-problemi-piu-e-difficile-fare-buona-musicar.html Kiedis: «più ti allontani dalla strada e dai problemi, più è difficile fare buona musica»]'', ''venicequeen.it'', 8 febbraio 2017.</ref> *Flea viene da una famiglia jazz, Hillel veniva da una famiglia rock 'n roll, io vengo da una famiglia dove mio padre suonava di tutto, dai Sex Pistols ai Led Zeppelin, fino a Blondie e Devo, tutte queste cose qui. Le nostre influenze e ispirazioni ci hanno portato ovunque e non ci siamo mai preoccupati di essere il più calmi possibile o il più scatenati possibile, o un po' più jazz o quant'altro. Così come va la vita, tutto può succedere. Abbiamo scritto canzoni senza nessun particolare tipo di varietà ed è stata una bella cosa, non abbiamo mai pensato "Oh, questa non è abbastanza forte". Le possibilità sono infinite.<ref name=detroit/> *Mi ricordo di essere rimasto rapito dalla personalità di John, si esibiva con queste persone più grandi di lui e con più esperienza ed era la forza dominante, pieno di energia. Era giovane e nessuno aveva intaccato il suo entusiasmo ed il suo amore per la musica o gli aveva messo in testa idee sul come doversi esibire, ed era anche una persona piacevole da frequentare e divertente. Sapeva suonare ed imparava i brani molto velocemente e mi piaceva come persona [...].<ref>Dall'intervista rilasciata a Rick Rubin per il podcast ''Borken Record''; citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-2a-parte/ Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) – 2a PARTE]'', ''venicequeen.it'', 11 settembre 2022.</ref> *Siamo andati alla ricerca di noi stessi, come abbiamo sempre fatto. Solo per il gusto di farlo, abbiamo suonato e imparato alcune vecchie canzoni. In breve tempo abbiamo iniziato il misterioso processo di costruzione delle novità. Un bel po' di chimica che ha fatto amicizia con noi centinaia di volte lungo la strada e ha aiutato. Una volta trovato quel flusso di suoni e visioni, abbiamo continuato a estrarre dalla miniera delle nostre menti e con il tempo abbiamo trovato gemme come "Tippa", "Peace and love" ma anche "Reach Out" o "My cigarette", "Shoot me a smile" e "Carry me home" che amo. Non avevamo motivo di smettere di scrivere e di fare rock. Ci sembrava un sogno. Il nostro pazzo amore l'uno per l'altro e la magia della musica ci avevano dato più canzoni di quante ne sapessimo fare. Due album doppi pubblicati uno di seguito all'altro e il secondo è significativo quanto il primo. "Return of the Dream Canteen" è tutto ciò che siamo e abbiamo sempre sognato di essere. È pieno di roba. Realizzato con il sangue dei nostri cuori [...] :''We went in search of ourselves as the band that we have somehow always been. Just for the fun of it we jammed and learned some old songs. Before long we started the mysterious process of building new songs. A beautiful bit of chemistry meddling that had befriended us hundreds of times along the way. Once we found that slip stream of sound and vision, we just kept mining. With time turned into an elastic waist band of oversized underwear, we had no reason to stop writing and rocking. It felt like a dream. When all was said and done, our moody love for each other and the magic of music had gifted us with more songs than we knew what to do with. Well we figured it out. 2 double albums released back to back. The second of which is easily as meaningful as the first or should that be reversed. "Return of the Dream Canteen" is everything we are and ever dreamed of being. It's packed. Made with the blood of our hearts [...]''<ref>{{en}} Da un ''[https://www.instagram.com/p/CgYVVqTsRLh/ post]'' pubblicato sulla pagina ufficiale dei Red Hot Chili Peppers, ''instagram.com'', 24 luglio 2022</ref> *Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l'entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo.<ref>Dall'intervista rilasciata alla radio ''107.7 The End''; citato in ''[https://www.venicequeen.it/in-evidenza/anthony-kiedis-sul-tour-appena-concluso-return-of-the-dream-canteen-e-lincredibile-flusso-creativo-dal-ritorno-di-john-frusciante/ Anthony Kiedis su Return of the Dream Canteen e l'incredibile flusso creativo dal ritorno di John Frusciante.]'', ''venicequeen.it'', 18 ottobre 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Rick Rubin]]}} La sua capacità di ascoltare le cose è ciò che lo ha reso uno dei più grandi produttori di tutti i tempi in qualsiasi genere musicale. A volte sembra che faccia molto poco in studio. Mi è capitato di vedere gente fissarlo e pensare: 'Ma non dovrebbe mettersi al lavoro?'. Ma lui è lì, è al lavoro.<ref>Citato in Mattia Marzi, ''[https://www.rockol.it/news-743492/rick-rubin-produttore-mr-wolf-del-rock Bolliti sarete voi: Rick Rubin è ancora il Mr. Wolf del rock]'', ''rockol.it'', 27 marzo 2024.</ref> *Cosa mi piace di più di Los Angeles? Amo l'oceano. Amo le montagne. Amo le palme. Adoro il fatto che le persone vengano qui per cercare di costruire la propria vita. Los Angeles, ha ancora uno spirito. C'è ancora un motivo per cui il mondo rimane affascinato da tutto ciò che la riguarda.<ref> {{en}} Citato in Alex Hudson, ''[https://exclaim.ca/music/article/anthony-kiedis-explains-his-whole-deal-with-los-angeles Anthony Kiedis Explains His Whole Deal with Los Angeles]'', ''exclaim.ca'', 12 agosto 2024.</ref> :''My favourite thing about L.A.? I love the ocean. I love the mountains. I love the palm trees. I love that people come here to try their hand at life. L.A., it still has a spirit. There's still a reason why the world is fascinated by everything L.A''. {{Int|''[https://www.rollingstone.com/music/music-news/anthony-kiedis-confessions-of-sir-psycho-sexy-66510/ Anthony Kiedis: confessions of Sir Psycho Sexy]''|{{en}} Dall'intervista di Kim Neely, ''rollingstone.com'', 7 aprile 1994}} *I Red Hot Chili Peppers non sono sposati con nessuno stile. Le uniche cose con cui siamo sposati nella musica sono la sincerità e l'onestà. :''The Red Hot Chili Peppers are not married to any style. The only thing we're married to in music is sincerity and honesty''. *Nulla sarà mai ciò che erano Flea, Hillel e Anthony come trio. È impossibile. C'è stato un punto nelle nostre vite sia musicalmente che spiritualmente che non si ripeterà più, ed è da pazzi pensare che possa ripetersi. Ma penso che lo abbiamo già capito molto tempo fa. :''Nothing will ever be like Hillel, Flea and Anthony as a trio. That's impossible. That was a point in our lives both musically and personally that will never be repeated, and it's insane to think that it ever would be. But I think we dealt with that realization a long time ago''. *Non abbiamo mai ceduto alle pressioni dei manager o delle case discografiche che volevano farci lavorare di più, facendo tour più lunghi e pubblicando più dischi. Sappiamo che non ci renderebbe felici. Per fare in modo di essere sempre spinti a fare musica, dobbiamo vivere le nostre vite diversamente. Ci sentiremmo svuotati se facessimo soltanto tour o pubblicassimo solo dischi. :''We've never succumbed to the pressures of management or agents or record companies wanting us to work harder and tour longer and make more records. We know we wouldn't be happy doing that. In order for us to have the juice to make music, we have to live our lives in other ways. We'd be empty if all we ever did was tour and record''. *[...] la nostra ascesa è stata graduale, abbiamo avuto molto tempo per immaginare come avremmo potuto rendere al meglio facendo ciò che facciamo. Se fossimo diventati subito famosi dopo il nostro primo album, penso che ci saremmo disintegrati anni fa. Ma è proprio grazie a ciò che abbiamo passato durante le pubblicazioni dei nostri cinque album che abbiamo avuto molto tempo per capire la nostra strada. :''[...] our ascent was so gradual, we had a lot of time to figure out how we were most comfortable doing what we do. If we'd become tremendously popular after our first record, I think we would've disintegrated years ago. But because it happened over the course of five records, we had a lot of time to figure it out along the way''. *Non penso che la nostra sessualità sia aggressiva; è più una fluida esibizione musicale. E si tratta solo di una piccola parte di ciò che siamo. Se fai una lista di ogni canzone che abbiamo scritto, forse solo il 10 per cento tratta di sesso. Ma penso che il pubblico sia questo. Se qualcosa è spinto, lo desiderano e vogliono associare le celebrità a queste caratteristiche. Le persone vogliono gli incidenti provocatori. Adorano parlarne a colazione e rimuginarci quando tornano a casa da lavoro. :''I don't think our sexuality is belligerent; it's more a free-flowing musical display. And that's only one small part of who we are. If you made a list of every song that we've ever written, maybe 10 percent would be sexually dominated. But I think that's the way the public is. If something's racy, they crave that, and they long to associate celebrities with those characteristics. People lust after provocative incidents. They love to talk about them over breakfast and mull over them while they're driving home from work''. *La correlazione tra musica hardcore funk e sessualità è così innegabile che scriverne e cantarne a riguardo sembra la cosa più naturale del mondo. Per questo lo abbiamo fatto, e continuiamo a farlo. Il fatto che oggi le cose siano così diverse a causa della pericolosa natura dell'attività sessuale non significa che devi precluderti la tua sessualità. Devi solo stare più attento e rifletterci di più. :''The correlation between hard-core funk music and sexuality is so undeniable that to write about it and to sing about it seemed like the most natural thing in the world. So we did it, and we still do it. The fact that things are so different today because of the dangerous nature of sexual activity doesn't mean you have to cut out your sexuality. You just have to be more careful and more thoughtful''. *{{NDR|Parlando del controverso spot radiofonico che lo ha visto testimonial della campagna anti AIDS promossa dal governo statunitense}} Questa agenzia pubblicitaria commissionata dal governo mi contattò chiedendomi se volessi fare il testimonial di una campagna radiofonica sull'uso del preservativo. E io pensai che fosse una cosa molto produttiva e positiva da fare. Così sono venuti nel nostro studio, e Flea, Chad e Dave stavano suonando questa specie di swinging jazz groove mentre io parlavo dicendo "Sto indossando un preservativo mentre faccio sesso, ogni volta, non solo quando mi conviene, non solo quando ci pensa la mia partner, ma ogni volta". Che è una cosa che la nostra band pensa davvero. E l'agenzia era molto soddisfatta del risultato, così come il governo. Ma poi è arrivata questa donna, responsabile di tutto il progetto che mi ha accusato di aver molestato una ragazza in passato – cosa che non avevo fatto – ed è stata molto severa nel cancellarmi dal programma. La cosa assurda è che non ho mai commesso ciò di cui sono accusato.<ref> cfr, ''[https://web.archive.org/web/20211130004732/http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1994/01/08/Esteri/AIDS-USA-CANCELLANO-SPOT-PER-UNO-SCANDALO-ROCK_121300.php AIDS: Usa cancellano spot per uno scandalo rock]'', ''Adnkronos.com'', 8 gennaio 1994.</ref> :''This ad agency consigned by the government came to me and said, "Will you do a radio PSA for the use of condoms?" And I said to myself, "Well, that sounds like a very productive and positive thing to do." So they come to our studio, and Flea and Chad and Dave play this sort of swinging jazz groove while I do this spiel about "Here I am wearing my condom when I have sex, every time, not just when it's convenient, not just when my partner thinks of it, but every single time". Which is something that everybody in the band believes in. And the ad agency was very pleased, and the government was very pleased. But then this woman who was in charge of the whole thing finds out that itss me and says, "This guy did something to a girl" – which in reality I did not – and she was very rigid about getting me kicked off of the program. The ironic fact was that I never did what it was that I was accused of''. *Cinque anni fa dopo un concerto in Virginia, questa ragazza mi accusò di atti osceni e abuso sessuale. Ero colpevole di atti osceni. Ed è ciò che ho detto al giudice. Non l'ho fatto con l'intento di fare del male a qualcuno – era solo uno scherzo stupido. E forse ho imparato qualcosa da questo, non puoi girare con il cazzo di fuori, perché a qualcuno non piace. Ma lei mi ha accusato di averla toccata, cosa che non ho fatto. Nemmeno mi sono avvicinato. Quando siamo andati a processo, c'era una corte molto conservativa, e mi hanno accusato di entrambe le cose. Rimasi scioccato che dei magistrati fossero convinti che avessi commesso qualcosa che non avevo nemmeno fatto. Ma una volta che sei in un'aula di tribunale, tutto può succedere. È la sua parola contro la mia, con una fetta di giudici conservatori che credono di più a una ragazza di un college piuttosto che ad un ragazzo rock & roll che ha una reputazione per atti blasfemi. :''Five years ago after a show in Virginia, this girl accused me of indecent exposure and sexual battery. I was guilty of the indecent exposure. And I told the judge that. I didn't do it with the intention of hurting anybody – it was just a stupid prank. And maybe I learned something from that, which is, you can't go around taking your dick out, because some people don't like it. But this thing where she claimed that I touched her, I just didn't do. I didn't get near her. We went to court, it was a very conservative county, and they convicted me of both things. It was shocking for me that a court of law could convict you of something you didn't do. But once you get into the court, anything can happen. It's her word against my word, with a bunch of very conservative jurors who are more likely to believe a girl who's going to college than a rock & roll boy who has a reputation for lewd activities''. *Come molti altri milioni di uomini in questo pianeta, amo le donne. Amo la loro essenza e il modo in cui pensano e in cui parlano, come si muovono e i sentimenti che hanno. Non penso che sia terribilmente inusuale. Sì, ho un forte apprezzamento per le donne. Ma non significa che sia un donnaiolo. :''Like so many millions of other men on this planet, I love women. I love their essence and the way they think and the way they talk and the way they move and the way they feel. I don't think that's terribly unusual. Yes, I have a strong appreciation for women. But that doesn't mean I'm a womanizer''. *Quando crescevo, mia madre era il perfetto esempio di amore incondizionato e si è fatta un culo grande così per aiutarmi per quasi dieci anni. Mi ha trasmesso delle qualità per le quali le sono molto grato. :''When I was growing up, my mother was the perfect picture of unconditional love and worked her ass off to support me for about 10 years. She instilled qualities in me that I'm very grateful for''. *Vivevamo a Grand Rapids, nel Michigan, in un ambiente della classe media. Andava a lavorare ogni giorno. Faceva la segretaria in uno studio legale. E io facevo le mie cose rozze, da pazzo. Andavo in una scuola frequentata da ragazzini con ritardo mentale, per i quali mi ergevo a difensore. Venivo sempre espulso per picchiare gli studenti che facevano i bulli con questi ragazzi. E mia madre mi ha sempre difeso. Per me è stato molto importante avere qualcuno che mi appoggiasse in ciò che facevo. :''We lived in Grand Rapids, Mich., in a very lower-middle-class environment. She went to work every day. She was a secretary at a law firm. And I did my hooligan, roughneck thing. I went to a school that intergraded def and mentally retarded kids, and I was sort of the self-appointed defender of these kids. I always got expelled for getting in fights with kids who'd torment the handicapped kids. And my mother was always OK with it. It was important to know somebody would stand behind me for doing what I believed in''. *{{NDR|Parlando dei suoi primi anni in California}} Tutto ciò che accadeva per me era semplicemente naturale – i costumi che la gente indossava, la musica che le persone suonavano, l'arte che producevano – lo adoravo. La prima volta che mi sono fumato una canna ero con mio papà, e per me era come essere atterrato in questo magico regno dove tutto era possibile. Mi sono pietrificato, e mio padre aveva una ragazza a casa sua che era senza maglietta. Mi sono detto, "quanto può essere fortunato un ragazzo?". All'epoca pensavo di essere il ragazzo più fortunato del quartiere. :''The whole picture out here was just a natural high – the costumes that people were wearing, the music that people were playing, the art that people were making – I loved it. The first time I smoked pot, I was with my dad, and to me, it just seemed like I'd landed in this magical kingdom where anything was possible. I got stoned, and my father had a girl over at the house, and she didn't have her shirt on. I said to myself, you know, "How lucky could a boy be?". At the time, I thought I was the luckiest kid on the block''. *Per come sono andate le cose, non mi pento di nulla di quanto fatto in quella zona, perché mi ha portato dove sono oggi e la cosa mi piace. Ma ha sicuramento portato delle difficoltà nella mia vita. Senza avere limiti, avevo la personalità per capire ciò che ero in grado di fare e ciò che mi avrebbe portato a una morte prematura. Mi ci è voluto molto molto tempo, ho anche perso degli amici per strada, ma ho imparato molto da quella esperienza diretta. :''As far as the drug thing goes, I don't regret anything in that area, because it got me where I am today, and I'm cool with that. But it definitely introduced a struggle into my life. Having no limits, I had to personally determine what I was capable of doing and what would bring me to an early grave. It took me a long time, and I lost friends along the way, but now I know from firsthand experience''. *Adoro sul serio i fenomeni naturali che le persone chiamano disastri. Per me, sono spettacolari. La bellezza della vista di un [[tornado]] mi fa impazzire. Hanno questi meravigliosi e sensuali movimenti che li fanno muovere da un lato all'altro, e hanno questi grossi cerchi bianchi che marciano verso il suolo. Adoro anche gli uragani e le alluvioni e tutto quel genere di roba. Per me sono cose belle. :''I truly relish natural acts of what people call disaster. To me, they're divine. The visual beauty of a tornado just bowls me over. They've got those skinny, slinky, sexy, snaky black tornados that move their hips from side to side, and they've got big, barreling, white, fat cylinders that march across the land. I also love hurricanes and floods and that kind of stuff. It's beautiful to me''. *Penso che stiamo vivendo in un periodo divertente e avvincente. Non per esserne felice, ma è molto divertente vedere il mondo crollare. Pensiamo di essere così importanti e che ogni nostra singola azione delle nostre vite significhi qualcosa, ma non siamo altro che un fuoco di paglia. Penso che stiamo assistendo al crollo di tutto ciò che la gente reputa sacro, come religione e governo. :''I think we're living in a very entertaining and compelling era. Not to be lighthearted about it, but it's very amusing to watch the world crumble. We think we're so important and that every act of our daily lives means something, but we're a flash in the pan. I think we're going to see the collapse of all of the things people hold so sacred – like religion and government''. *Mi sento spiritualmente ignorante. La mia capacità di comprensione è così microscopica nell'intero schema delle cose che la miglior cosa che possa fare in questa vita è accettare tutto ciò che accade e affrontarlo quando capita. Per me, conta più ciò che faccio durante il mio cammino piuttosto che ciò che cerco. :''I feel very spiritually ignorant. My understanding is so microscopic in the overall scheme of things that the best thing I can do in this lifetime is accept everything that happens and deal with it as it comes. To me, it's more about what I do along the way than what I'm searching for''. {{Int|''Waterworld''|Intervista di Martin Carlsson, ''Rockstar'', ottobre 1995, pp. 39, 40 e 41}} *{{NDR|''One Hot Minute''}} È un disco davvero triste e depresso, ma d'altronde il vero significato di tutto il lavoro è quello di passare attraverso periodi oscuri, tragici e funesti per uscire all'altro capo, dove c'è la luce. Quindi, anche se le persone diranno che è un disco scuro, anche se noi stessi diciamo che lo è, il vero feeling che emerge da questo è che bisogna vivere e imparare da queste esperienze. Essere vivi per poterle raccontare, avere la fortuna di farne un disco * {{NDR|Riferito alla sua ricaduta nella droga nel 1994}}[...] il fatto di essere stato infettato dalla malattia dello spirito si è rivelato un'esperienza potente e dannosa, perché ero tragicamente stagnante, senza amore, senza una vita. Ero così a terra spiritualmente, così solo e triste che sono stato costretto a prendere una decisione drastica. Altrimenti non sarei mai riuscito a reagire. Mi sono dato un'occhiata e ho deciso di rivalutare la mia esistenza, il mio rapporto con il resto del mondo. Trarre insegnamento dalla tragedia... quando accade qualcosa di molto profondo e tragico, o impazzisci e ti rinchiudono, oppure ce la fai e scavalchi l'ostacolo. La luce alla fine di quel tunnel è travolgente, monumentale nella tua crescita come essere umano. Questo è quello che è successo a me. Sono sopravvissuto ad una enorme catastrofe personale. Se non fosse successo, non credo che avrei acquisito l'esperienza per tirare avanti. *La peggiore cosa che si possa fare quando si diventa celebri è pensarci troppo su e diventare una caricatura di sé stessi. Così dimentichi l'essenza di ciò che fai, di chi sei, di cosa voglia dire essere innamorati della vita, della musica e degli amici dividendo con loro una meravigliosa esperienza. Di solito, quando questo succede, è la fine della capacità artistica di quella persona. Per fortuna in molte circostanze ci siamo resi conto della situazione. Il fatto di renderci conto di essere dei perfetti idioti come molti altri, ha evitato di farci cadere in tutto questo cazzo di labirinto di pensieri. *[...] credo che il contesto, la società ti influenzino sempre. Credo che nella storia dell'uomo ci siano stati centinaia di periodi di rabbia, depressione e distruzione. Ora siamo in una fase di accelerazione. *Non mi interessa l'interpretazione dei media o della massa, che assaggia solo una piccola parte di quel che siamo, pensando di aver capito esattamente di cosa si tratti. Se mi preoccupassi di questo aspetto non farei ciò che faccio ora. *Se ho paura della droga? No. Ho più paura di me stesso che della droga. La droga è solo un sintomo dei dilemmi personali. Non è della droga che ho paura, è di me stesso. *Do fiducia alla mia salute. Credo che sarò in ottima forma fino al giorno della mia morte. So cosa fare oggi. Cinque anni fa era solo una questione di trovare me stesso. {{Int|''RHCP - L'amore è un cane che viene dall'inferno. Ma il dolore ci fa più forti''|Intervista di Simona Siri, ''La Repubblica XL'', maggio 2006, pp. 40, 43 e 45}} *Ci sono tante Los Angeles diverse. Dovresti stare qui un po' per scoprirle tutte. Ci vuole tempo. È vero, la gente non cammina per strada, sembrano tutti in una bolla di sapone, isolati gli uni dagli altri. Ma l'immagine di L.A. come capitale del male è esagerata. C'è ancora molto fermento, ci sono ancora spinte creative molto forti che vanno al di là della cattiva reputazione della città. Forse a Milano o Londra è meglio? Non credo. È che qui ci sono i media ed è tutto più amplificato e visibile. *La L.A. nella quale sono cresciuto è stata quella degli anni 70. C'era qualcosa di estremamente naive ed energetico, tutto era spontaneo, irriverente, contagioso. La gente prendeva droghe ma non sapeva che le droghe hanno un prezzo da pagare più tardi. L'importante era divertirsi. C'era molta ingenuità, ma l'atmosfera era magica. C'erano donne bellissime con vestiti colorati e zeppe altissime. C'era un senso comune di qualcosa che sarebbe durato per sempre. Poi sono arrivati gli anni 80, magici anch'essi. L'arrivo del punk rock è stata un esplosione musicale incredibile. La L.A. che uso oggi come fonte d'ispirazione va oltre i confini della cultura pop. Ha a che vedere con l'aria che si respira qui. Siccome siamo circondati dal deserto c'è questa energia che intossica e influenza il cervello, l'umore, la chimica del corpo. È come se ci fosse qualcosa nell'aria che ti tiene su di giri costantemente, ma in modo positivo. Per non parlare della costa, cosi selvaggia e naturale. *Ripensandoci non posso dire di aver avuto un'infanzia infelice. Il problema è che sono stato esposto a troppe cose troppo presto. Ho scoperto le droghe grazie a mio padre che all'epoca era un piccolo spacciatore. Farsi di coca allora era normale, anche per un ragazzino come me. All'inizio non ho avuto alcun contraccolpo di tipo fisico, ma il problema era che non ero emotivamente pronto a maneggiarle. La vera autodistruttività è arrivata dopo: sono stato per un lungo periodo senza una vera casa, dormendo per strada, in condizioni fisiche al limite. Adesso con tutto questo ho chiuso. È stata dura, ma utile, e adesso posso dire di essere contento di averlo fatto. Il problema è che quando ci sei dentro non sai dov'è il limite tra l'autodistruzione e la morte, il danno permanente. I rischi che corri in quel momento sono enormi, ma tu non ne hai idea. Sono stato fortunato. *[...] sarei potuto andare in overdose centinaia di volte, ma non ho mai voluto morire. Anche quando ho pensato di voler morire, in realtà non lo volevo davvero. Forse l'ho pensato per frazioni di tempo, minuti. Quando accadeva mi dicevo: "Lo faccio dopo". Mi ripetevo: "Aspetta fino a domani, se ti uccidi oggi puoi uccidere la persona sbagliata". Bisogna sempre dire "lo faccio dopo", perché quello che sei in quel momento è una persona temporanea e domani sarai una persona diversa. *Adesso ho un dolore dentro che mi fa stare male, ma so che quando lo supererò mi renderà ancora più felice e mi porterà in un posto dove non sono mai stato. Il fatto è che ho avuto una specie di risveglio, una vera e propria illuminazione. Ero sdraiato sul letto e ho pensato a tutte le cose che nella mia vita non hanno funzionato e alle quali ho sempre attribuito una causalità esterna: colpa degli altri, delle circostanze. Ho provato a cambiare percezione e ho capito che era solo colpa mia e ho visto chiaramente quali aspetti della mia personalità mi hanno bioccato finora dall'essere la persona fetica e completa che voglio essere specialmente per quel che riguarda le storie sentimentali. {{Int|''Rock!''|Intervista di Luca Bergamin, dicembre 2011. ''Flair'', marzo 2012, pp. 240-242}} *Sono vegetariano dagli anni '80 e, ultimamente, pure vegano. Una volta mi è capitato di assistere alla macellazione di una mucca. Che atrocità deve subire un animale per soddisfare l'appetito di quei grassoni che mangiano hamburger! *{{NDR|"Per lei cos'è il [[rock and roll|rock'n'roll]]?}} È come fare surf a Malibù. Una volta che ci hai provato non puoi smettere, ci sono onde alte e grandi, a volte devi aspettarle a cavallo della tavola, a volte le senti arrivare, o ti travolgono all'improvviso. È energia allo stato puro... *Everly è una magia e mi domando perché un essere così candido e buono sia toccato a me nonostante i casini che ho combinato nella vita. Cerco di educarlo nel modo migliore e dedicargli più tempo possibile. Per lui non posso più permettermi di sbagliare. Comunque, i bambini vanno cresciuti in piena libertà e rispetto delle loro attitudini naturali. Io fui mandato a 11 anni in una scuola per diventare biologo marino su un'isola delle Bahamas, ma quando dissi a mio padre che volevo fare il musicista, mi incoraggiò. *Lui per me è "Fratello Flea"... Ci siamo anche menati in passato, ma per colpa della droga. Quanto Lsd insieme! Il nostro segreto è il basket: siamo fan dei "Lakers", anche se non abbiamo più i posti vicino a [[Jack Nicholson]] e guardiamo le partite in tv. Lo sa che siamo stati i primi a fare il ''balconing'' che va tanto di moda. Ci buttavamo in piscina direttamente dalle finestre di un palazzo. *Se lei parlasse con mio padre, dopo cinque minuti si renderebbe conto di che persona sia quell'uomo, il cui migliore amico è stato un cantante come Sonny Bono, che frequentava [[Marlon Brando]] e i grandi della musica anni '70, quando droga e sballo erano considerati una cosa bella. Mi portava in giro in California con la sua "Austin Healey cabrio". È stato un uomo psichedelico. *Non prendo stupefacenti ne bevo dal 2000 e debbo dire che non me ne frega più niente anche se, come ogni persona che è stata ''addicted'' e ha denaro, so che posso cadere in tentazione... Ho iniziato a undici anni. Una volta rubai l'auto a mia madre e mi schiantai a 140 chilometri orari, ma neanche quel trauma cranico mi fece capire che mi stavo già fracassando il cervello con l'eroina. *È difficile riconoscere l'amore vero, quello che puoi provare tu e quello nei tuoi confronti, quando per anni le ragazze, anche più di una ogni sera, dopo i concerti, s'intrufolavano nei nostri letti ed erano disposte a qualsiasi cosa – sesso di gruppo compreso – pur di stare con Anthony Kiedis e i Red Hot... *Gli stereotipi su di me – specialmente quello del cantante drogato che pensa solo a portarsi a letto donne – sono duri a morire. È raro che una donna voglia guardare oltre e pensare alla persona che sta dietro a questa fama, anche se nel passato io ho dato un forte impulso per crearla. *{{NDR|Su [[Cher]]}} Mio padre le chiese di farmi da baby-sitter, una sera. Lei andò in bagno per cambiarsi. Io, già un po' curioso, le chiesi se potevo stare con lei e guardarla. Poi, tornammo in camera mia e facemmo l'amore. Avevo tredici anni. {{Int|''[http://web.archive.org/web/20120623033219/http://www.redhotchilipeppers.it/news/new-york-times-intervista-anthony-kiedis.html Intervista del NY Times a Anthony Kiedis]''|''Redhotchilipeppers.it'', 4 marzo 2012}} *{{NDR|Riguardo al fatto di suonare nudi coi calzini sul pene}} Non mi è più nemmeno venuta in mente l'idea, probabilmente dagli anni '90, ma se fossimo nel momento giusto, al posto giusto e Flea si girasse da me dicendo "Facciamo questo bis con i calzini!", non mi negherei. *Mio padre si ribellava ferocemente alla sua educazione conservativa, durante la quale suo padre ha abusato psicologicamente di lui. Con l'avvento degli anni '60 mio padre ha voluto allontanarsene, ma forse non ha pensato che un bambino deve fare il bambino. Però eravamo forse più legati della maggior parte dei miei amici con i padri, che tornavano a casa, si ubriacavano di [[Martini (cocktail)|Martini]], leggevano il giornale e non si occupavano dei figli. Come padre ora non farei di certo quello che ha fatto mio padre, perché mi ha fatto sentire emotivamente instabile da bambino. Ma non ha fatto quelle cose per egoismo o cattiveria. *Nonostante tutte le cose che sembrano difficili da accettare, mio padre si sedeva con me a 12 anni e mi diceva cose come "Ecco 10 parole che penso tu debba sapere" oppure "Ecco Ernest Hemingway" oppure "Ecco la pop art". La sua idea di base era, se va bene per me, va bene anche per mio figlio. *Forse la mia educazione ha accelerato la mia dipendenza, ma non penso sia responsabile per questo. La gente vuole sempre incolpare qualcun altro quando si tratta di dipendenza. Come quando è morta [[Whitney Houston]], tutti dicevano "se non avesse mai incontrato Bobby Brown, non avrebbe avuto questi problemi". Non sono d'accordo. Penso che le persone siano naturalmente inclini o meno. *Dieci anni fa avrei detto che avrei avuto una lunga relazione, ma al momento mi chiedo se non seguirò le orme di mio padre. Durante i 4 anni di vita di mio figlio ho realizzato che sono talmente innamorato di lui, e lui è talmente innamorato di me, che anche se non dovessi trovare il partner della vita, va bene lo stesso. Penso di dover ancora trovare la maniera di essere meno egoista. Forse non sono pronto ad una relazione lunga al momento. *Quando vieni pagato per la prima volta, pensi "Posso fare quello che voglio! Posso costruirmi un camino a forma di donna nuda!". Quel camino doveva essere una scultura, non un simbolo della mia relazione con le donne. Ma 20 anni dopo, se la mettete in questi termini, penso abbiate ragione. Mi deriderei. {{Int|''[http://web.archive.org/web/20250114015827/https://mag.citizensofhumanity.com/blog/2016/01/20/anthony-kiedis/ Anthony Kiedis]''|{{en}} ''Citizensofhumanity.com'', 20 gennaio 2016}} *[[Los Angeles]] mi ha incantato con la sua energia quando ero bambino, e penso che lo stesso faccia anche alle altre persone. C'è qualcosa nel deserto, nell'elettricità, nelle palme, che promette che tutto è possibile. Ne rimasi folgorato, così nel 1973 mi trasferii a L.A., che era un posto completamente diverso rispetto al 2015. Ma c'è quella connessione che non ha perso, ovvero, qui è dove vieni ad esplorare il tuo sogno: che tu lo voglia o no, il sogno diventa realtà, fallisci miseramente o qualcosa del genere, oppure trovi un altro sogno che non pensavi nemmeno ti stesse aspettando; ecco, questo è rimasto. Do merito all'incantevole atmosfera di questo posto, la natura intrinseca di Los Angeles e della sua valle, le sue montagne, il suo deserto e i suoi coyoti. È una specie di incantesimo. :''Los Angeles put a spell on me as a kid with its energy, and I think it does that to people. There's something about the desert, the electricity, the palm trees, just the promise that anything is possible. That hit me like a ton of bricks, and by 1973 I made my way to L.A., which was a completely different animal at that time relative to 2015. But there is that thread that it hasn't lost, which is, this is where you come to explore your dream; whether or not the dream comes true, you fail miserably or somewhere in between, or you find another dream you didn't even know was waiting for you, that thread maintains. I give credit to the enchanting vibe of this place, the inherent nature of Los Angeles and its valley, its mountains, its desert and its coyotes. It's kind of a magical trickery.'' *Cerco di fare attenzioni ai miei songwriter preferiti e mi rendo conto che hanno fatto cose migliori di quelle che potrò mai fare io. Persone come [[Paul McCartney]], [[Neil Young]] e Randy Newman, artisti fenomenali; tuttavia, nessuno di loro è mai riuscito ad avere la stessa grandezza da "adulti" di quanto abbiano fatto quando avevano 20 o 30 anni [...]. Penso che sia un ciclo, è quasi impossibile scrivere musica in grado di toccare il cuore delle persone una volta che lo hai già fatto. Quando ti puoi permettere di comprare una, due o tre case, quella linea di comfort finisce per cambiarti [...]. Ma sono speranzoso quando ascolto una canzone che Paul McCartney ha pubblicato negli ultimi anni e mi ricorda che c'è ancora tanto dentro di lui. Non ha niente da dimostrare, ha già dato al mondo le migliori canzoni possibili, eppure mi rende felice il fatto che abbia deciso di continuare a farlo. :''I pay attention to my favorite songwriters, and they're way smarter and way better at writing songs than I could ever be. You know, like Paul McCartney, Neil Young, Randy Newman are all just phenomenally gifted singers and songwriters; however, none of them have really been able to create real greatness in their older years compared to what they were doing in their 20s and 30s [...]. I guess it's a cycle, it's almost impossible to write music that crushes and touches people's hearts in that way once you've made it. Once you can afford a house, another house over there and another over there, it's like that weird fine line of comfort changing you [...]. But it gives me hope when I hear a Paul McCartney song that he did in the last couple of years that reminds me of who he is deep down inside. Not that he's got anything to prove, he's already given the world more great songs than anybody else I can think of, but it makes me happy that he's still able to do it.'' *Trovo la [[felicità]] nelle cose più semplici, più piccole che ci siano. Non ha niente a che vedere con la grandiosità ma ha a che fare con la semplicità. Ad esempio, tenere mio figlio stamattina, non c'è niente di migliore di questo. Questa è la mia felicità. Guardare il sole sorgere, questa è la mia felicità. Essere nella mia tavola da surf, toccare la superficie dell'oceano, questa è la mia felicità. Mettere un CD con la nuova canzone a cui la mia band sta lavorando, questa è la mia felicità. Chiamare mio padre, sentire la sua voce al telefono, essere contento di chiamarlo, questa è la mia felicità. Leggere un libro per mio figlio a cena, questa è la mia felicità. Se sto bene con me stesso, la trovo tutta intorno a me. Se sto male con me stesso, non la trovo da nessuna parte. :''I find happiness in the simplest, littlest things ever. It's nothing to do with grandiosity but everything to do with simplicity. For instance, holding my boy this morning, doesn't get any better than that. That's my happiness. Watching the sun come up, that's my happiness. Being on my surfboard, touching the surface of the ocean, that's my happiness. Popping in a CD with the new song my band's been working on, that's my happiness. Calling my father, hearing his voice on the phone, getting excited about calling him, that's my happiness. Reading a book for my son at dinner, that's my happiness. It's kind of everywhere, all around me, if I'm right with myself. If I'm wrong with myself, I'm not finding it anywhere.'' {{Int|''[http://www.vanityfair.it/show/musica/16/06/17/red-hot-chili-peppers-nuovo-album-the-gateaway-intervista-anthony-kiedis Red Hot Chili Peppers: «Il matrimonio perfetto»]''|Intervista di Simona Siri, ''Vanityfair.it'', 17 giugno 2016}} *{{NDR|Parlando della produzione dell'album ''The Getaway''}} È stato faticoso. Quando abbiamo chiesto a Brian {{NDR|il produttore}} di produrci avevamo già pronti 20 brani che per noi erano buoni, ma a lui non sono piaciuti. È stato uno shock: quando lavori a un brano a lungo, ti affezioni, perdi lucidità e non capisci più se funziona. Brian però voleva qualcosa di diverso, così ci siamo detti: se lavoriamo con lui, dobbiamo seguirlo. Ci siamo affidati al suo metodo che consiste nel comporre ogni giorno, in studio, musica nuova. *[[Robin Williams|Robin]] era speciale, la sua energia era contagiosa, quando se n'è andato ho provato un dolore vero. Aveva problemi psicologici, ma nascondeva la sua sofferenza. Ha tenuto duro finché il dolore si è fatto insopportabile, e allora se ne è andato. Non lo biasimo. Lo perdono e basta. *Mentre scrivevo il disco ho avuto momenti bui, ho dovuto superare la fine della relazione di due anni con Helena {{NDR|Vestergaard, modella}}, che ho amato molto e con la quale sarei stato tutta la vita. La storia non ha più funzionato, e io non capivo come fosse possibile che, pur amando tanto qualcuno, non si potesse essere felici insieme. Ancora adesso non lo capisco. *[...] io e Flea siamo sposati da 35 anni. Però non viviamo insieme, ognuno ha il suo spazio, non passiamo 24 ore su 24 sotto lo stesso tetto. Forse il segreto è lì: sposati, ma ognuno a casa propria. In realtà, non so neanche io come facciamo a durare, mettendo d'accordo le nostre personalità e i nostri egoismi. Ogni tanto litighiamo e urliamo, ogni tanto ci abbracciamo. Quello che non manca mai è il rispetto reciproco. *Stare con Everly è la cosa che più voglio al mondo. Non ho mai amato nessuno come lui. Anche solo guardarlo mentre dorme mi rende felice. Lo nutro, lo faccio sentire al sicuro, ma l'amore che mi ritorna indietro è mille volte più grande. *Mio figlio mi dice: "Papà, sei famoso. I ragazzi a scuola parlano di te". Allora gli spiego che papà fa un lavoro e che la fama non è niente: io sono prima di tutto un musicista, non una rockstar. Gli spiego che anche lui deve capire ciò che gli piace e lavorare duro. Cerco di non viziarlo troppo. *Mio padre è la persona che più mi ha influenzato, nel bene e nel male. Ho imparato molto dai suoi errori. Per esempio, io non voglio che mio figlio cresca in fretta. Io ho fatto tutto troppo presto: ho fumato a 11 anni, ho fatto sesso a 14, mi sono drogato a 16. Invece vorrei che mio figlio rimanesse bambino il più a lungo possibile. *{{NDR|«Sesso»?}} Meno di prima, adesso lo faccio solo da innamorato. Da ragazzo ho sperimentato, ma ora è diverso. Per quanto riguarda le droghe, il mio unico vizio è il surf. Non uso più sostanze, le onde grosse sono quelle che mi danno l'adrenalina. *{{NDR|«Lei ha 53 anni ma non li dimostra. Quanti se ne sente?»}} Dipende dai momenti. Ci sono giorni in cui me ne sento 100. Ma quando faccio surf per me è come se ne avessi 20. [[File:Red Hot Chili Peppers - Rock am Ring 2016 -2016156231055 2016-06-04 Rock am Ring - Sven - 1D X MK II - 0484 - AK8I1432 mod.jpg|thumb|Anthony Kiedis, giugno 2016]] {{Int|''[http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2016/10/10/news/red_hot_chili_peppers-149475630/ Red Hot Chili Peppers, parla Anthony Kiedis: "Noi più pop? Non ce ne siamo accorti"]''|Intervista di Ernesto Assante, ''Repubblica.it'', 10 ottobre 2016}} *Quando avevo venti anni affrontavo le cose in maniera diversa da oggi, è normale, quindi anche il nostro modo di fare concerti è cambiato e cresciuto con noi. Ed è vero, penso che oggi sia più difficile di ieri, ma non meno bello o entusiasmante. Venti anni fa avevamo certamente più energia, non ci importava essere stanchi, affrontavamo i concerti con più spavalderia, oggi anche se è bello viaggiare e suonare dal vivo devo certamente stare più attento [...]. Ma per noi è sempre il momento di maggior divertimento e quello in cui la nostra musica è condivisa davvero con il pubblico. *C'è chi pensa che siamo diventati più pop? Io non me ne sono accorto. C'è chi dice che siamo più pacifici? Non so, per noi la passione e l'entusiasmo sono gli stessi. Non decidiamo mai prima una direzione da prendere, tutto accade, per così dire, inconsciamente, non è mai stato possibile per noi fare delle scelte a tavolino, ed è altrettanto impossibile sapere prima se le cose che fai possono avere successo. Di certo non amiamo ripeterci, sarebbe la fine per noi, ci piace suonare e finché è divertente bene, se non lo fosse più faremmo un altro lavoro. *[...] non saprei spiegare come è stato possibile costruire un simile rapporto con i fan italiani. Un po' è certo dovuto al rapporto che aveva con l'Italia John Frusciante, il nostro ex chitarrista, italiano di origini. Ma il pubblico italiano ci ha sempre seguito con passione. Quando è uscito Blood Sugar Sex Magik ero a Milano e per strada dovunque andavo sentivo le nostre canzoni e dicevo "com'è possibile che le conoscano, sono appena uscite!". Siamo stati in tanti altri paesi, ma da nessun'altra parte è così. *È sempre un piacere avere un boom, ne abbiamo avuti di grandi e di piccoli, e anche senza il boom abbiamo sempre avuto molta gente interessata a noi e noi siamo stati interessati alla gente. *Mi piaceva [[Elton John]] prima ancora di essere nei Red Hot Chili Peppers. Ero piccolo, avrò avuto dieci anni, e mi portarono a casa di Bernie Taupin, io non sapevo chi fosse. Nel soggiorno c'era un grande piano e mi dissero che era quello con il quale erano state scritte le canzoni di Elton, e io non ci credevo, Elton John era a Londra, ma mi dissero che aveva un partner con cui scriveva le canzoni e che era il padrone di casa. Ho sempre amato la sua musica e quando abbiamo scritto Sick love era chiaro il riferimento alla sua ''Bernie and the Jets''. Lo abbiamo chiamato, avevamo bisogno della sua benedizione, oltre a quella ci ha fatto l'onore di suonare il piano nel pezzo, è stato fantastico. {{Int|''[https://www.virginradio.it/news/rock-news/256837/red-hot-chili-peppers-anthony-kiedis-il-dolore-e-la-migliore-fonte-di-ispirazione-ecco-come-ho-iniziato-a-fare-musica.html Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis: "Il dolore è la migliore fonte di ispirazione. Ecco come ho iniziato a fare musica"]''|Dall'intervista rilasciata al ''Lipps Service'', ''virginradio.it'', 16 gennaio 2019}} *I Grandmaster Flash and the Furious Five hanno acceso in me la passione quando avevo all'incirca 19-20 anni, ma in realtà la musica mi ha ispirato sin dall'infanzia, anche se non avevo idea che poi sarebbe diventata la mia professione, questo è accaduto per caso. Gli anni '80 sono stati molto prolifici per la musica funk. Andavano di moda diversi generi ibridi, dal D-funk fino alle prime forme di hip hop, come Sugar Hill Gang, The Commodores e tutte queste band funk molto particolari. *A quell'epoca io non studiavo musica come tutti i miei amici, ma ero continuamente esposto ai loro esperimenti musicali, poi quando ho scoperto i Grandmaster Flash & The Furious Five ho pensato 'forse posso farlo anche io'. Alla fine mi hanno chiesto di provare a cantare ed ecco che abbiamo formato la band. *Io compongo in qualsiasi posto a disposizione, sono un compositore molto furbo, compongo sull'aereo, sul treno, in bicicletta… in quest'ultimo caso, se ho una melodia in testa accosto, prendo il mio stupido telefono e la registro lì dentro. *Non pongo limiti all'ispirazione, ma spesso le fonti di ispirazione più ovvie non mi prendono. Ad esempio, io amo mio figlio più di qualsiasi altra cosa al mondo, ma non scriverei mai una canzone su di lui. Poi magari a colazione gli canto una canzone su di lui però penso che il dolore sia la migliore fonte di ispirazione. Il dolore così come le difficoltà, è questo il tipo di emozioni che poi tendono a venire fuori. *{{NDR|Sui concerti ad Hyde Park nel 2004}} Per noi è stato uno show incredibile perché abbiamo suonato per tre giorni di seguito, è stato indimenticabile anche perché abbiamo suonato con [[James Brown]] e non avrei mai detto che ci avrebbe aperto il concerto. Era di un altro livello, sia come musicista sia come persona, era qualcosa di ultraterreno, aveva una sorta di aura. Così mi sono seduto lì e l'ho ascoltato. Ha suonato prima di noi, era estate e lui è morto poco tempo dopo, la vigilia di Natale. Ho pianto fino a non avere più lacrime, mi sono svegliato e ho scoperto che era morto e la cosa mi ha distrutto. E così quel concerto è stato significativo per vari motivi, perché era a Hyde Park, perché abbiamo suonato per tre giorni e di giorno, perché è stato divertente e poi perché c'era James Brown, perché ho potuto conoscerlo e passare del tempo con lui. {{Int|''[http://web.archive.org/web/20230926220946/http://anthonykiedis.net/2019/07/anthony-kiedis-laying-it-down-new-interview/ Anthony Kiedis Laying it down... New Interview]''|{{en}} Dall'intervista rilasciata al format ''As It Lays'', ''anthonykiedis.net'', 27 luglio 2019}} *{{NDR|«Cosa renderebbe secondo te il mondo un posto migliore?»}} [...] La mia risposta onesta sarebbe la [[gentilezza]]. La mia risposta in un certo senso egoistica sarebbe la musica, e la risposta super-centrica sarebbe l'aria che si può respirare [...]. Scegliamo la gentilezza. Sento che quando arrivi alle porte metaforiche di San Pietro, in realtà tutto ciò che ti chiederanno è: "Sei stato gentile?" E non so, forse l'intero scopo di questo piccolo, minuscolo battito di ciglia in cui siamo è solo quello di diminuire la sofferenza attraverso la gentilezza e altri atti premurosi. Potrebbe essere dipingere, potrebbe essere prendersi cura di qualcuno, potrebbe essere semplicemente sorridere. :''[«What's one thing that you believe would make the world a better place?»] My honest answer would be kindness. My sort of self-centred answer would be music, and super-centric answer would be the air that you can breathe [...]. Let's go with kindness. I feel like when you get to the metamorphical gates of Saint Peter, really all they are going to ask you is, "Were you kind?" And I don't know, maybe the whole point of this little, tiny, blink of an eye that we are here, is just to decrease the suffering through kindness and other thoughtful acts. It could be painting, it could be caregiving, it could be just smiling''. *{{NDR|«Quale età sceglieresti se potessi fermare il tempo?»}} [...] quando avevo 11 anni, ero così innamorato della vita che avevo un piccolo volante, il manubrio di una bicicletta che avevo infilato in un tubo, ed ero a tre metri d'altezza, seduto su qualcos'altro, proprio accanto a un ciliegio. Non avevo ancora questa strana cosa con Dio, non avevo nessun tipo di rapporto, e ho solo guardato il cielo e ho detto: "Dio, sto amando gli 11 anni. Posso per favore avere per sempre 11 anni? Va tutto bene, non voglio crescere, mi piace". [...] Quindi ora, se potessi fermare il tempo e l'età [...] mi piacerebbe farlo tra cinquecento anni. Quindi, diciamo 556. :''[«What age would you pick if you had to stay that age forever?»] [...] when I was 11, I was so enamoured with life that I had, umm, a little steering wheel, handlebars of a bicycle that I had stuck down a pipe, and I was 10 feet up in the air, sitting on something else and I was just next to a cherry tree, and I didn't have this weird thing with God yet, I didn't have any sort of relationship, and I just looked at the sky and I was like, "God I am loving 11. Can I please just stay 11? This is all good, I don't wanna move on from here, I like this". [...] So now, I would just, if I could twist time and age, [...] I like in five hundred years from now. So, let's say 556''. *La mia più recente rivelazione è che, anche se sono sobrio, sono comunque un pazzo tossicodipendente di qualsiasi cosa si presenti e che scenda in quelle vene del cervello. Però, allo stesso tempo, ho questa potente personalità dipendente nella mia testa, ma anche la capacità di dire semplicemente: "Beh, è quello che sono in questo momento, e mi sta bene". :''My most recent revelation is, even though I'm sober I'm still a flaming addict of anything that presents itself, that goes down those subways of your brain, but at the same time, so I've got this powerful addiction personality inside my head, but also the ability to just say well, that's what I am at this moment in time and I'm okay with that''. *{{NDR|«Cosa occupa la maggior parte del tuo tempo?»}} Il maledetto [[Internet]]. E tutta la sua malvagia stregoneria [...]. Sì, non mi piace tutta questa cosa tra governo e Silicon Valley. Voglio dire, siamo già creature sensibili, e con questa tecnologia ci hanno preso per il collo. È un po' snervante. Ma, sai. Mi ruba troppo tempo, e quella è colpa mia. :''[«What takes up too much of your time?»] The motherfucking Internet. And all of its evil wizardry. [..] Yeah, I don't like the whole government Silicon Valley let's, I mean we're already sensitive creatures, and they just got this by the shorthairs with this technology. It's a little maddening. But, you know. It takes up too much of my time, that's my fault''. *[...] l'esperienza di stare da soli in casa con i propri snack è enormemente sottovalutata. E noi, io, ci lamentiamo, ci lagniamo e diventiamo tutti ansiosi, contorti, nevrotici e sociopatici, quando ehi, sono solo a casa in pace con qualche snack. Quindi, mi piacciono gli snack, ma in realtà, ovviamente, la cosa che preferisco della mia casa è il mio coinquilino. Ha 11 anni e condividiamo lo stesso cognome. :''[...] being alone in your house with your snacks is a greatly undervalued experience and we, me, bitch and moan and complain and get all anxious and twisted and neurotic and sociopathic, and hey, I'm just home alone peacefully with some snacks. So, I like the snacks but really, of course, my roommate is my favourite thing about my house. He is 11 and we share the same last name''. *Dovevo andare alla University High School a ovest di Los Angeles, e avevo mentito sul mio indirizzo per tutto il tempo in cui ero alla Scuola Media Ralph Waldo Emerson. Arrivo al liceo con tutta la mia squadra, i miei amici, la mia gente, la mia piccola squadra di fumatori d'erba, e mi dicono: "Eh! Non puoi venire qui! Non vivi dove hai detto di vivere." E io ho detto, "Cosaaa?" E loro: "Sì, ci hai mentito per tutto il tempo." E io ho detto, "Sì, ma ok, e adesso?" E loro: "No, non puoi entrare." Così, contro la mia volontà, sono stato costretto ad andare alla Fairfax High School, il che mi sembrava una disgrazia, ma è lì che ho incontrato gli amici con cui avrei effettivamente vissuto la mia vita per sempre: i Flea, gli Hillel, i Jack Irons. Quindi, è stato un crudele scherzo del destino che in realtà ha spalancato la mia intera vita per farla diventare quella che è oggi. :''I was supposed to go to University High in West LA, and I had been lying about my address the whole time I was at Ralph Waldo Emerson Junior School and I show up to high school with all of my team, my friends, my people, my little pothead squad, and they're like, "Eh! You can't go here! You don't live when you said you lived". And I was like, "whaaat?" and they were like, "Yeah, you've been lying to us the whole the whole time". I was like, yeah but okay, what about now and they were like, "No, you can't come". So, against my will, I was forced into Fairfax High School, seems like a calamity but that's where I met the friends, I would actually live my life with forever; the Fleas, the Hillels, the Jack Irons. So, it was a cruel twist of fate that actually opened up my entire life to be what it is today''. *Odio le chat di gruppo. Sono uno Scorpione, mi piace una discussione individuale, un po' di riservatezza. Inizi a vedere tutti quei nomi... non fa per me. Quindi no, non ho una chat di gruppo attiva. Ogni tanto cedo a una chat di gruppo per portare a termine qualcosa, ma non fa per me. :''I hate group texts. I'm a Scorpio, I like an individual discussion, a little bit of privacy. You start seeing all of these names, not for me, so no I don't have a running group text. Every now and again then I succumb to a group text to get something done, but not for me''. *Direi che ci creiamo gran parte della nostra fortuna, ma direi che anche il cosmo ci consegna una raffica di fortuna, e forse l'abbiamo creata in una vita precedente, chi lo sa? Gira quella ruota della fortuna e scoprilo. :''I would say we make a bunch of our own luck, but I would say the cosmos does deliver a blast of luck as well, and maybe we made that luck in a previous lifetime, who knows? Spin that wheel of fortune and find out''. *[...] è una specie di momento magico quando capisci che vuoi condividere un percorso con qualcuno. È una sensazione piuttosto piacevole. Ed è un evento molto più frequente quando si è più giovani. Guardo mio figlio che sviluppa amicizie, che si fa nuovi amici; lui è un maestro in questo. Individua il ragazzino con cui vuole uscire e diventano amici, cosa che facevo anch'io da bambino. E ora è tipo: "Voglio davvero essere amico di quel tizio? Non so se posso farmi degli amici adesso." Più si invecchia, più diventa difficile fare nuove amicizie. Improvvisamente, è come se tu avessi amici da sempre. :''[...] it's a little bit of a magical moment when you realise that you want to share a road with somebody. It's a pretty good feeling. And a way more regular occurrence younger in life. I watch my son develop friendships, make new friends, he's a master at it. He homes in on the kid he wants to hang out with, and they become friends, which I did as a kid myself and now it's like, do I really wanna be friends with that guy? I don't know if I can be friends now. The older you get, the harder it gets to make new friends. Suddenly, it's like you've got friends from forever''. *{{NDR|«Cosa vuoi che il mondo sappia di Anthony Kiedis?»}} Nulla. Meno è meglio in questo caso. Ho scritto un libro una volta ed è stato un grande errore. Non pensavo che le persone l'avrebbero letto, o avrebbero potuto leggerlo, e poi l'hanno letto e io ero tipo: "Beh, a cosa stavo pensando? Perché l'ho fatto?". Non dovete sapere niente di me. :''[«What do you want the world to know about Anthony Kiedis?»] Nothing. Less is more in this case. I wrote a book once and it was a big mistake. I forgot that people were going to read it, or might read it, and then they read it and I was like well what was I thinking? Why did I do that? You don't have to know anything about me''. ==''Scar Tissue''== ===[[Incipit]]=== Sono seduto sul divano del soggiorno, a casa, sulle Hollywood Hills. È un giorno di gennaio limpido e terso, e da questa prospettiva osservo la magnifica distesa della [[San Fernando Valley]]. Quando ero più giovane pensavo anch'io, come tutti quelli che vivono sulle colline di Hollywood, che la Valley fosse il luogo dove scomparivano i perdenti, chi non riusciva a sfondare a Hollywood. Vivendo qui, però, ho finito per considerarla un modo più intimo e disteso di vivere Los Angeles. Adesso non vedo l'ora di svegliarmi e guardare quelle maestose catene di montagne dalle cime innevate. ===Citazioni=== *"Lingua nello sporco" era un'evoluzione delle sfide mie e di Flea ai tempi del liceo. Ricordo che una volta ero su un autobus cittadino, avevamo circa quindici anni, ero un po' malato e tossii un orribile grumo di muco nella mano. Stavamo guardando tutti e due quello schifoso scaracchio con ammirazione, quando sfidai Flea: "Se hai le palle, te lo mangi dritto dalla mia mano, perché sei il solo bastardo che conosco che possa farlo". E lo fece! "Lingua nello sporco" era nato, e senza che nemmeno lo sapessimo. [...] Con lo svilupparsi del gioco, più sporco si mangiava, maggiore era l'onore che ne derivava. I perdenti cominciarono a mangiare insetti dalle mascherine delle auto o a leccare l'intera circonferenza di un bidone dell'immondizia, qualunque cosa potesse intrattenere i compagni con un'audace esibizione di assurda spavalderia. *Ho sempre avuto un profondo legame con Hillel. Aveva la capacità di far superare alle persone le barriere che erigevano per non rivelare più di tanto agli altri [...]. Ero legato più a lui di quanto non mi fosse mai accaduto con altre persone di sesso maschile. Forse era dovuto in parte alla dipendenza dalla droga che condividevamo [...]. Lui aveva anche una capacità di perdonare superiore a quella della maggior parte dei mortali. Quali che fossero i tuoi errori o le tue pecche, i fallimenti o le tue debolezze, non li usava mai contro di te. A differenza di Flea, con il quale il rapporto era da fratelli litigiosi, Hillel non era competitivo. A suo modo, era paterno. Non era uno sbruffone, non un macho. Si vantava del suo essere uomo, ma non di essere macho. *{{NDR|Spiegando come nacque ''[[Under the Bridge]]''}} Un mese più tardi, a casa mia, Rick sfogliava il mio taccuino: il che dimostra quanto mi sentissi a mio agio con lui. "Cos'è?" mi chiese. Aveva letto Under the Bridge. "Oh solo una poesia" risposi. "È una bomba. Dovresti farci qualcosa" disse. *Per la maggior parte della gente [[Billy Corgan]] è l'essere umano più scontroso e infelice al mondo, ma la mia esperienza con lui fu totalmente diversa. Lo trovai molto intelligente e sensibile, con un fine senso dell'ironia. Era anche un talentuoso giocatore di basket. Stavamo giocando nel backstage dello Shriner's Club a Milwaukee, in occasione di un concerto, durante il sound check, e la prima impressione che ebbi di Billy fu: intellettuale, alto, dinoccolato, musicale e goffo, non giocatore. Ma, non appena azzardammo qualche giocata, Billy si fece avanti e cominciò a inanellare tiri da fuori. Durante quel tour uscimmo spesso in gruppo, magari per andare al cinema, e ho sempre trovato Billy una persona di compagnia, mai competitiva o assurdamente gelosa. *[[Giacarta]] non mi piacque, una megalopoli del Terzo mondo satura di immondizia e inquinamento, carica di energia fondamentalista che non ci rendeva esattamente graditi. Eravamo molto lontani dal Kansas, ma ogni volta che entravamo in un bazar o in un mercato, in ogni baraccopoli, ero circondato da ragazze indonesiane che ridacchiavano [...]. Era surreale. *Sapevamo che il disco aveva avuto un largo successo quando andammo in Europa per un giro di conferenze stampa. Eravamo in Italia, io e John stavamo sul sedile posteriore di una Mercedes con il finestrino aperto. Un motorino con due ragazzi italiani si fermò accanto a noi. Guardarono dentro e cominciarono a urlare: "Ehi, Californication, Californication!". Poi si misero a cantare Scar Tissue. Il disco era uscito da cinque giorni. Ovunque andassimo, tutti i negozi suonavano il nostro disco. L'Italia aveva preso fuoco. Passammo dal vendere una manciata di dischi al venderne più di chiunque altro quell'anno in Italia. Com'è che un Paese intero decide di cominciare ad amarti in un giorno? *Uno si aspetta che [[Mosca (Russia)|Mosca]], la più grande città della Russia, sia gestita in maniera efficiente, forse persino militare, ma non era così. Non c'era affatto ordine, e le estorsioni erano la norma. I poliziotti, i militari, il personale dell'aeroporto, tutti volevano i nostri rubli. Nessuno di noi era mai stato in Russia, e ci sentivamo davvero un po' in pericolo. Alloggiammo al Kempinsky Hotel, un'oasi a cinque stelle, vistoso, dorato e pieno di marmi nel bel mezzo di un'economia evidentemente povera. Tutto a Mosca era [[grigio]], grigio, grigio. Il cielo era grigio, gli edifici erano grigi, le strade erano grigie, gli alberi erano grigi. C'era una pesante, soffocante nuvola di gravità staliniana ovunque. ==''Red Hot Chili Peppers Live''== [[File:AnthonyKiedis.jpg|thumb|Anthony Kiedis nel 2003]] *[[Flea]], [[John Frusciante|John]] e [[Chad Smith|Chad]] sono il mio ponte verso [[Dio]] e non cambierei con nulla al mondo le esperienze che ho vissuto con loro. Ognuno di loro mi ha dato amore, musica e i momenti migliori che avrei mai potuto sperare di vivere. *Da ragazzo ero sempre fumato, andavo alle feste, giravo sul mio skate e rubavo nei negozi... Volevo sempre fare tutto quello che non bisognava fare. *Mio padre fumava erba tutti i giorni. Io avevo 12 anni quando mi domandò: "Vuoi farti uno [[spinello]]?"... Provai cosa volesse dire sballare, e mi piacque. Sembrava una medicina capace di dare sollievo all'anima e di accendere i sensi. Non c'era niente di strano o di terribile, non sentivo di avere perso il controllo, anzi era come se ne avessi avuto piú di prima... *La cruda energia dei [[Nirvana (gruppo musicale)|Nirvana]], la loro vibrante musicalità e il susseguirsi delle loro canzoni, tagliavano la notte come una motosega. *Quando ho incontrato [[Kurt Cobain]] per la prima volta, sembrava a pezzi, come se fosse stato reduce da una pesante baldoria: aveva i vestiti strappati, una brutta faccia e l'espressione di uno che non dorme da parecchi giorni. Eppure era veramente bello. *[[Courtney Love]] voleva essere sempre sotto i riflettori, non ho mai conosciuto nessuna come lei sempre pronta a mettersi al centro dell'attenzione. Tutte le volte che un fotografo puntava la macchina su qualcuno, lei irrompeva nell'inquadratura... *Oggi i [[Rolling Stones]] sono una band conservatrice e ricca... E il pubblico degli Stones è formato da avvocati, commercialisti, medici, consulenti. *L'[[acqua]] rappresenta il desiderio per il piacere, e io infatti sono un segno d'acqua. Ecco perché voglio provare il piacere fino in fondo, fino alla follia. *È ridicolo dirlo, ma il fatto è che io e Flea siamo uniti da uno strano legame dovuto ad un arcano potere. Una volta lui ha anche consultato una veggente, che gli ha raccontato un mare di stronzate sulle sue "vite passate"; la tipa gli ha poi descritto un personaggio che sembra una mia copia sputata, e ha concluso che nelle nostre "vite precedenti" ci siamo persi e ritrovati per secoli; addirittura gli avrei salvato la vita, uno-due secoli fa, durante una guerra in Italia. Cazzate, certo. Però tra noi un misterioso legame c'è, eccome: più di una volta ci è capitato che ci ritrovassimo vestiti con abiti uguali, eccentrici e identici, e questo è veramente strano. *È bello e importante avere una grande quantità di esperienze [[sessualità|sessuali]], e io mi sento molto fortunato a continuare ad avere interesse per il sesso. *Ricordo quando da ragazzo cominciai a farmi di [[cocaina]]. La vivevo come una bellissima sensazione, e non vedevo la strada verso la pazzia e la morte. La cocaina ti provoca una grande euforia, ma quando l'effetto finisce tutto diventa orribile: ti precipita all'inferno, un inferno peggiore di quello dantesco. Fu proprio per attenuare la "caduta" da cocaina che cominciai con l'eroina. *"Red Hot Chili Peppers" è un nome che deriva dalla storia del blues e del jazz. C'era [[Louis Armstrong]] con i suoi ''Hot Five'', poi c'erano il gruppo inglese dei ''Chilly Willy'' e i ''Red Hot Peppers'' (che poi ci avrebbero accusato di avergli rubato il nome). Però nessuno era mai stato Red Hot Chili Peppers, un nome che per noi sarebbe stato una benedizione e una maledizione. *Al rientro dall'[[Europa]], nel 1988, appena siamo sbarcati all'aeroporto di L.A., io e [[Hillel Slovak|Hillel]] abbiamo fatto come due bambinetti a [[Disneyland]]: di corsa sulle giostre! Le nostre solite giostre di sesso e coca... La sfiga ha voluto che abbiamo preso due direzioni diverse, e che non siamo rimasti insieme; due giorni dopo mi hanno detto che Hillel era morto. *Ho cominciato fin troppo presto a fare certe cose: era tutto un po' decadente e dissoluto. (dall'intervista a ''Spin'', dicembre 1991) *{{NDR|Sull'[[agopuntura]]}} È la scoperta del nostro sistema nervoso, ed è anche la scoperta dell'origine della vita. (dall'intervista a ''Spin'', dicembre 1991) *{{NDR|Sui [[Tatuaggio|tatuaggi]]}} Sono l'atto estremo di abbellimento del corpo, quasi una sua beatificazione. (dall'intervista a ''Spin'', dicembre 1991) *Abbiamo portato nella vita delle persone la triade fatta di Amore-Verità- Bellezza, e questo è il senso dell'arte. Siamo una realtà sfaccettata. (dall'intervista a ''Kerrang!'', maggio 1999) *{{NDR|Sull'abbandono di [[John Frusciante]] dai Red Hot nel 2009}} Io non ne sono stato per niente sorpreso. Quando è finito il tour {{NDR|2007}} ho capito che stava per cambiare qualcosa: vedi, mese dopo mese avevo sentito delle voci, a proposito di John, e alla fine sapevo perfettamente che era solo questione di tempo. Però non ho mai avuto la sensazione che la band fosse finita, ma solo che John stava per uscirne e anche in punta di piedi, come ha fatto. Si è comportato molto bene, ed è stata anche la soluzione migliore per tutti. (dall'intervista a ''Q'', settembre 2011) ==Citazioni su Anthony Kiedis== [[File:Anthony Kiedis 2022.jpg|thumb|Anthony Kiedis nel 2022]] *C'è sto cantante che... a fargli un complimento, lo devi prendere a calci in culo. Cioè, non ho mai sentito un cantante così merdoso. Non becca una nota, ma neanche un ragazzino di sette anni è così handicappato. Questa è band da milioni di dollari, guadagnano. E c'hanno un cantante che è un handicappato di merda proprio [...]. C'hanno sto cantante che dal vivo è una cosa vergognosa. Poi quando fa i dischi gli mettono a posto la voce, lo sapete ragazzi, no? [...] Inizia sto concerto, io dopo tre pezzi ho detto "o vado sul palco e lo prendo a schiaffi, o me ne vado". Me ne sono andato. E c'erano ventimila persone che applaudivano, ma che cazzo vi applaudite? Ma sputategli in faccia a 'sto stronzo! ([[Pino Scotto]]) *Con Anthony non riusciamo a parlare senza incazzarci. Tra noi ci sono troppe vibrazioni negative, e a volte lui è veramente uno stronzo arrogante. ([[John Frusciante]]) *È molto facile per noi nutrirci dell'energia dell'altro, ridacchiamo insieme e ci sentiamo al di sopra di tutto, in senso cosmico non in quello aristocratico. ([[Hillel Slovak]]) *Feroce come un cane da guardia, sensibile come pelle al sole, Kiedis ha trasferito nella musica ogni possibile veicolo di salvezza. [...] Kiedis è rockstar a tempo pieno, nel senso che vive la sua condizione senza recitare. Scrive di sesso, droga e morte, ma anche di bellezza e candore, attinge da Charles Bukowski come dai compagni di viaggio, entra e esce dalla riabilitazione, colleziona donne, crede nel domani anche se il presente non cancella le paure. Tutto questo lo rende credibile e gigantesco anche agli occhi di chi non ama il peperoncino. ([[Massimo Cotto]]) *Il modo in cui Anthony canta mi piace molto. Anzi, mi ha insegnato tanto su come essere sempre sicuri di sé durante uno show, nonostante tutti gli imprevisti che possono accadere. Da quello che ho vissuto, ho visto come riesca a trasmettere al 100% energia al pubblico. Essere un tale frontman è più difficile di quello che sembri e secondo me Anthony è costantemente migliorato come cantante da quando l'ho incontrato per la prima volta. Ovviamente ci ha lavorato sodo e penso che la sua voce trasmetta emozioni ed empatia alla gente. ([[Kristen Vigard]]) ===[[Flea]]=== [[File:Red Hot Chili Peppers at Ohana2019-312 (49678528943).jpg|thumb|Anthony Kiedis e Flea nel 2019]] *A un certo punto abbiamo deciso di cacciare via Anthony e lo abbiamo fatto. Non lo sopportavamo più: era così fuori che nemmeno si presentava ai concerti, e non una volta tanto ma una su due, erano mesi che andavamo avanti così! La cosa ridicola, però, è che già stavamo di merda perché l'avevamo buttato fuori, quando la situazione è peggiorata, perché ci siamo resi conto che non potevamo fare a meno di lui. Abbiamo provato con un altro paio di cantanti, ma non c'era storia, così l'abbiamo ripreso. *Anthony non si definisce nemmeno un musicista – all'inizio voleva persino che chiamassimo la band "Tre Geni e un Idiota" . "Siete voi a creare la musica, io urlo e basta", diceva. Col tempo non ha fatto altro che migliorarsi. Per me il suo percorso di crescita è stato incredibile, specialmente se consideri che la maggior parte dei cantanti ci nascono con il talento; con lui invece è stato diverso. La band nacque quasi per gioco, e all'improvviso ci ritrovammo a riempire i locali losangelini ed Anthony divenne all'improvviso il frontman di una band di successo. Con il tempo non ha fatto altro che migliorarsi, a livello di tecnica, ritmo e musicalità. All'inizio rappava e basta, era quello il suo stile. Da quando John entrò nel gruppo e portò con se il suo modo di comporre, i suoi ritornelli e le sue melodie, fu allora che Anthony cominciò a seguirlo passo dopo passo, e da allora la nostra musica iniziò ad avere una sorta di struttura ben precisa. Oggi i pezzi che Anthony scrive sono un veicolo per dar sfogo alle sue tonalità, alla sua sensibilità canora e musicale. Sono cosi fiero di lui, della sua dedizione nel corso degli anni. Ha avuto un percorso non convenzionale, diverso da tutti gli altri. Adesso quello che scrive mi ispira tantissimo ed influenza anche il modo in cui suono. *Dalle profondità della fratellanza nella mia vita arrivò Anthony Kiedis, l'anello mancante che non avevo mai considerato. Era il mio migliore amico, una persona che per tutto il tempo avevo avuto proprio davanti agli occhi, la chiave magica per il regno cosmico. Non avevo mai pensato di fare musica con lui, che pure aveva attraversato gli intricati sentieri della mia adolescenza. Avevamo scoperto tante cose, fallito e vinto così tante volte nella ricerca furtiva e goffa di una connessione per le strade di Hollywood. Era lui la scintilla che serviva per accendere il fuoco, e tutto era lì, pronto a bruciare... *Eravamo teneri io e Anthony: a 15 anni cercavamo con ogni mezzo di infilarci nei club dove suonavano le nostre punk band preferite. Non ci facevano entrare perché non eravamo abbastanza cool. Sgorbietti brufolosi, non si entra qui senza un look speciale, sembrate due studenti vestiti da homeless, ci dicevano. Allora ci siamo presentati completamente nudi con strisce di rossetto rosa verticali e orizzontali disegnate su tutto il corpo. Niente da fare, ci hanno lasciato fuori. Bacchettoni! *Sarebbe facile dire che lui è un maschio alfa e io no, ma la realtà è molto più complessa: Anthony conviveva con la stessa paura e lo stesso senso di isolamento che mi impedivano di socializzare ma era capace di ribaltarli, e grazie a questo faceva cose che io non avrei mai osato fare. Nulla gli avrebbe impedito di provare a prendersi ciò che pensava di meritarsi e il disprezzo per i ragazzi popolari lo motivava ancora di più. Era deciso e sfidava il mondo esterno. Eravamo due facce della stessa medaglia [...]. Non appena lo incontrai, la mia vita cambiò totalmente, in virtù di una reazione chimica, del nostro legame profondo e delle nostre indoli spesso in contrasto. Avevo trovato il compagno perfetto, un tipo come me, a cui non importava nulla delle convenzioni. Anthony era un diavolo bellissimo e io un arcangelo eccentrico e spettrale, un folletto, un Puck, un Pan. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Anthony Kiedis e Larry Sloman, ''Scar Tissue'', traduzione di Giuliana Picco, collana strade blu, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-53164-9 *Jeff Apter, ''Fornication, la storia dei Red Hot Chili Peppers'', ed. Arcana, 2005. ISBN 88-7966-386-0 *Dick Porter, ''Nu-metal. Le origini'', Arcana, 2005. ISBN 9788879663830 *Brendan Mullen, ''An Oral/Visual History by the Red Hot Chili Peppers'', ItBooks, 2010. ISBN 9780061351914 *''Red Hot Chili Peppers Live'', a cura di Alex Romeo, BluesBrothers, 2012. ISBN 9788880740940 ==Film== *''[[Point Break - Punto di rottura]]'' (1991) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Red Hot Chili Peppers}} {{DEFAULTSORT:Kiedis, Anthony}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] q1zzhn0iib0ocwz2z3w9d3y534oykvt Angelo Nicotra 0 136765 1413622 1388049 2026-05-16T11:43:47Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413622 wikitext text/x-wiki '''Angelo Nicotra''' (1948 – 2024), doppiatore italiano. ==Citazioni di Angelo Nicotra== *Il [[Doppiaggio|doppiatore]] è un attore, è un attore impegnato in un'attività di doppiaggio, ma è un attore. Non puoi fare il doppiaggio se non sei un attore.<ref name=AN>Da un'intervista di Nicola F. Marcaccini, ''Calliopea.it'', 2008. [https://www.youtube.com/watch?v=rrISiKNaWA4 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Io ricordo benissimo che quando si doppiava un film c'era una proiezione, si vedeva benissimo tutto il film, per capire che film facevi. Oggi no, oggi il direttore ti racconta la storia, ti dice poi qual è il tuo personaggio, ti spiega il personaggio ma tu non hai visto tutto il film. Invece prima c'era questa buona abitudine, di fare una proiezione prima di iniziare il doppiaggio, dove tu vedevi l'intero film e potevi veramente capire il momento in cui facevi quella scena quale momento era nel film.<ref name=AN /> *Io ultimamente ho visto molti colleghi invece che sono ospiti di trasmissioni anche importanti. Non molto tempo fa ho visto [[Francesco Pannofino]] che festeggiava i suoi cinquant'anni da [[Fabrizio Frizzi|Frizzi]] e ha parlato del doppiaggio, è stato intervistato da Frizzi. Una graziosissima e godibilissima intervista su Rai 1, mi sembra, o su Rai 2, non ricordo. Però io, mentre prima non c'era questa attenzione, questo interesse per il doppiaggio, noto che adesso invece c'è interesse, c'è attenzione per il doppiaggio. E la gente, vedo, quando vado al cinema che aspetta i titoli di coda, io mi auguro anche per leggere i nomi di chi sono i doppiatori, di chi ha realizzato, di chi ha fatto i dialoghi, di chi ha diretto il doppiaggio. Vedo che c'è interesse per il doppiaggio adesso, mentre prima era un lavoro più... che rimaneva un pochino più nel buio, diciamo.<ref name=AN /> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[La casa stregata]]'' (1982)‎ ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' (1942) *''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961) *''[[La corsa più pazza del mondo]]'' (1976) *''[[Liberi armati pericolosi]]'' (1976)‎ *''[[Taxi Driver]]'' ‎(1976) *''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976) ‎ *''[[La collina dei conigli]]'' ‎(1978) *''[[Cannibal Holocaust]]'' (1979) *''[[Il piccolo Lord (film 1980)|Il piccolo Lord]]'' ‎(1980) *''[[The Blues Brothers]]'' (1980) *''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)‎ *''[[Tootsie]]'' (1982) *''[[Il grande freddo]]'' (1983) *''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983) *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) ‎ *''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984) *''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984)‎ *''[[Rambo II - La vendetta]]'' (1985) *''[[Ritorno al futuro]]'' (1985) *''[[Platoon]]'' (1986) *''[[Hellraiser (film)|Hellraiser]]'' (1987) *''[[Essi vivono]]'' (1988) *''[[Trappola di cristallo]]'' (1988) *''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989) *''[[The Killer (film 1989)|The Killer]]'' (1989) *''[[Allucinazione perversa]]'' (1990) *''[[King of New York]]'' (1990) *''[[Nikita (film)|Nikita]]'' (1990) *''[[Alien³]]'' (1992) *''[[Americani (film)|Americani]]'' ‎(1992) *''[[Carlito's Way]]'' (1993) *''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' ‎(1993) *''[[Santa Clause]]'' (1994) *''[[Braveheart - Cuore impavido]]'' (1995) *''[[Casinò (film)|Casinò]]'' (1995) *''[[Forget Paris]]'' (1995) *''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995) *''[[Il presidente - Una storia d'amore]]'' (1995) *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' (1995) *''[[Seven]]'' (1995) *''[[Una cena quasi perfetta]]'' (1995) *''[[Vampiro a Brooklyn]]'' (1995) *''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996) *''[[Schegge di paura]]'' (1996) *''[[The Rock]]'' (1996) *''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' ‎(1997) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997) *''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' ‎(1997) *''[[Il collezionista]]'' (1997) *''[[L'ombra del diavolo]]'' ‎(1997) *''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'' (1997) *''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997) *''[[Godzilla (film 1998)|Godzilla]]'' (1998) *''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998) *''[[Il negoziatore]]'' (1998)‎ *''[[Out of Sight]]'' (1998) *''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998)‎ *''[[Taxxi]]'' (1998) *''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998) *''[[10 cose che odio di te]]'' (1999) *''[[Entrapment]]'' ‎(1999) *''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'' (1999)‎ *''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999) *''[[Jakob il bugiardo (film 1999)|Jakob il bugiardo]]'' ‎(1999) *''[[Se scappi, ti sposo]]'' (1999) *''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)‎ *''[[28 giorni]]'' ‎(2000) *''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001) *''[[Cowboy Bebop - Il film]]'' (2001)‎ *''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001) *''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001) *''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001) *''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001) *''[[Vanilla Sky]]'' (2001) *''[[Gangs of New York]]'' (2002) *''[[Le spie (film 2002)|Le spie]]'' (2002)‎ *''[[Moonlight Mile - Voglia di ricominciare]]'' (2002) *''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'' (2002) *''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002) *''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003) *''[[Collateral]]'' (2004) *''[[Hellboy (film)|Hellboy]]'' (2004) *''[[L'alba dei morti viventi]]'' (2004) *''[[L'esorcista - La genesi]]'' (2004) *''[[Ocean's Twelve]]'' (2004) *''[[Spider-Man 2]]'' (2004) *''[[Saw - L'enigmista]]'' ‎(2004) *''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004) *''[[A History of Violence]]'' (2005)‎ *''[[Domino (film 2005)|Domino]]'' (2005)‎ *''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005) *''[[The Man - La talpa]]'' (2005) *''[[Ben-Hur (film 2016)|Ben-Hur]]'' (2006) *''[[Boygirl - Questione di... sesso]]'' (2006) *''[[L'imbroglio - The Hoax]]'' ‎(2006) *''[[Lettere da Iwo Jima]]'' (2006) *''[[The Prestige]]'' (2006) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[Saw IV - Il gioco continua]]'' (2007) *''[[Spider-Man 3]]'' (2007)‎ *''[[Blindness - Cecità]]'' ‎(2008) *''[[Io & Marley]]'' (2008) *''[[Io vi troverò]]'' (2008) *''[[Martyrs (film 2008)|Martyrs]]'' (2008) *''[[Sette anime]]'' ‎(2008) *''[[La dura verità]]'' ‎(2009) *''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009) ‎ ‎ ‎ *''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009) *''[[Hereafter]]'' (2010) *''[[L'immortale (film 2010)|L'immortale]]'' (2010) *''[[Machete (film 2010)|Machete]]'' (2010) *''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]'' (2010) *''[[Jane Eyre (film 2011)|Jane Eyre]]'' (2011) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare]]'' (2011)‎ *''[[The Iron Lady]]'' (2011)‎ *''[[The Rum Diary - Cronache di una passione]]'' ‎(2011) *''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011)‎ *''[[Transformers 3]]'' (2011) *''[[Argo (film)|Argo]]'' ‎(2012) *''[[Safe House - Nessuno è al sicuro]]'' (2012) *''[[Gli stagisti]]'' ‎(2013) *''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'' ‎(2013) *''[[Stoker]]'' (2013) *''[[Annabelle (film)|Annabelle]]'' (2014) *''[[Big Eyes]]'' (2014) *''[[Guardiani della Galassia (film)|Guardiani della Galassia]]'' (2014) ‎‎ *''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'' (2014)‎ *''[[Storie pazzesche]]'' (2014)‎ *''[[Transformers 4 - L'era dell'estinzione]]'' (2014) ‎ *''[[Il caso Spotlight]]'' (2015) ‎ *''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015)‎ ‎ *''[[Pixels (film 2015)|Pixels]]'' (2015)‎ *''[[Ted 2]]'' (2015) *''[[Risorto]]'' (2016) *''[[Guardiani della Galassia Vol. 2]]'' (2017) *''[[Il sacrificio del cervo sacro]]'' (2017) *''[[Kong: Skull Island]]'' (2017) *''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'' (2017) *''[[La torre nera (film)|La torre nera]]'' (2017) *''[[Okja]]'' (2017) *''[[Maria Maddalena (film 2018)|Maria Maddalena]]'' (2018) *''[[Atto di fede (film)|Atto di fede]]'' (2019) *''[[The Midnight Sky]]'' (2020) *''[[Don't Look Up]]'' (2021) {{div col end}} ====Film d'animazione==== {{div col|strette}} *''[[Nausicaä della Valle del vento]]'' (1984) *''[[I Cavalieri dello zodiaco: L'ardente scontro degli dei]]'' (1988) *''[[Toy Story - Il mondo dei giocattoli]]'' (1995)‎ *''[[Princess Mononoke]]'' (1997) *''[[Toy Story 2 - Woody e Buzz alla riscossa]]'' ‎(1999) *''[[Alla ricerca di Nemo]]'' ‎(2003) *''[[Bionicle - La maschera della luce]]'' (2003) *''[[Tokyo Godfathers]]'' (2003) *''[[Coraline e la porta magica]]'' (2009) *''[[Piovono polpette]]'' (2009) *''[[Toy Story 3 - La grande fuga]]'' (2010) *''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013) *''[[Il viaggio di Arlo]]'' (2015) {{div col end}} ====Serie animate==== *''[[Animaniacs]]'' (1993-1998) *''[[Mignolo e Prof.]]'' (1995-1998) *''[[Boogiepop Phantom]]'' (2000) ====Serie televisive==== {{div col|strette}} *''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976) *''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' ‎(1977) *''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996) *''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997) *''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997) *''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999) *''[[San Paolo (miniserie televisiva)|San Paolo]]'' (2000) *''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000 - 2015) *''[[Peaky Blinders‎]]'' (2013 - 2022) *''[[I Medici]]'' (2016 - 2019) ‎{{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nicotra, Angelo}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] o5rd81f2aaxh59eluqzepgu44wkfvpz Luca Biagini 0 136767 1413606 1395177 2026-05-16T07:13:20Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413606 wikitext text/x-wiki '''Luca Biagini''' (1949 – vivente), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni di Luca Biagini== *{{NDR|Sul personaggio di Edoardo Della Rocca in ''[[Centovetrine]]''}} Nonostante siano passati quasi dieci anni, molte persone si ricordano ancora del mio personaggio... Si vede che ho lasciato il segno! I cattivi spesso lasciano più di un segno...<ref>Da ''[https://www.tvsoap.it/2017/05/beautiful-intervista-luca-biagini-doppiatore-eric-forrester/ Beautiful: Tv Soap intervista Luca Biagini]'', ''tvsoap.it'', 4 maggio 2017.</ref> {{Int|Da ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/08/264703.shtml Intervista esclusiva a Luca Biagini]''|Daniela Sgambelluri, ''supereva.it'', 26 agosto 2006.}} *Il doppiaggio che mi ha dato più soddisfazione in assoluto è quello di [[John Malkovich]] ne ''[[Le relazioni pericolose]]''. Del resto mi fanno sempre fare le parti del cattivo. Credo che dipenda dai tratti del volto. *Questa professione {{NDR|il [[doppiaggio]]}} richiede una molteplice professionalità: bisogna essere attori, saper cogliere emozioni e sentimenti, avere conoscenze tecniche. Purtroppo ci si accorge del valore del doppiaggio solo quando è mal riuscito. *È stato il grande [[Emilio Cigoli]] ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni '80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte, tra l'altro molto difficile. Io ero un po' intimorito. Lui mi disse: "Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io". E così fu. È stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore. ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[Maria Goretti (film)|Maria Goretti]]'' (2003) *''[[Chiara e Francesco]]'' (2007) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]'' (1939) *''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952) *''[[Amadeus]]'' (1984) *''[[Scuola di polizia (film)|Scuola di polizia]]'' (1984) *''[[In compagnia dei lupi]]'' (1984) *''[[Scuola di polizia 2 - Prima missione]]'' (1985)‎ *''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986)‎ *''[[La storia fantastica]]'' (1987) *''[[Big]]'' (1988)‎ *''[[Le relazioni pericolose]]'' (1988)‎ *''[[Trappola di cristallo]]'' (1988) *''[[Una donna in carriera]]'' (1988) *''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989) *''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]'' (1990) *''[[Gli occhi del delitto]]'' (1992) *''[[La mano sulla culla]]'' (1992) *''[[Le iene (film)|Le iene]]'' (1992) *''[[Dave - Presidente per un giorno]]'' (1993) *''[[Ed Wood (film)|Ed Wood]]'' (1994) *''[[Priscilla - La regina del deserto]]'' (1994) *''[[Copycat - Omicidi in serie]]'' (1995) *''[[Forget Paris]]'' (1995) *''[[Sostiene Pereira (film)|Sostiene Pereira]]'' (1995) *''[[Il paziente inglese]]'' (1996) *''[[Amistad]]'' (1997) *''[[Con Air]]'' (1997) *''[[Harry a pezzi]]'' (1997)‎ *''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997) *''[[Linea di sangue (film 1997)|Linea di sangue]]'' (1997) *''[[Ombre aliene]]'' (1997) *''[[Soldato Jane]]'' (1997) *''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'' ‎(1998) *''[[Essere John Malkovich]]'' (1999) *''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]]'' (1999) *''[[Jimmy Grimble]]'' (2000) *''[[Le vie della violenza]]'' (2000) *''[[Pitch Black]]'' ‎(2000) *''[[Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello]]'' (2001) *''[[L'ultimo sogno]]'' ‎(2001) *''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'' (2001)‎ *''[[The Shipping News - Ombre dal profondo]]'' (2001) *''[[24 ore (film)|24 ore]]'' (2002) *''[[Dr. Jekyll and Mr. Hyde (film 2002 Phillips)|Dr. Jekyll and Mr. Hyde]]'' (2002) *''[[Il club degli imperatori]]'' (2002) *''[[Il Signore degli Anelli - Le due torri]]'' (2002)‎ *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002)‎ *''[[Spider (film)|Spider]]'' (2002) *''[[The Bourne Identity]]'' (2002) *''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003) *''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re]]'' (2003) *''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003) *''[[Paycheck]]'' (2003) *''[[Identità violate]]'' (2004) *''[[Ocean's Twelve]]'' (2004) *''[[The Assassination]]'' (2004) *''[[The Terminal]]'' (2004)‎ *''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005)‎ *''[[Jarhead]]'' (2005) *''[[Manderlay]]'' (2005) *''[[Eragon]]'' (2006) *''[[Lady in the Water]]'' (2006) *''[[Marie Antoinette]]'' (2006) *''[[La Pantera Rosa (film 2006)|La Pantera Rosa]]'' (2006) *''[[Slevin - Patto criminale]]'' (2006) *''[[Smokin' Aces]]'' ‎(2006) *''[[L'ultimo inquisitore]]'' (2006) *''[[12 (film)|12]]'' (2007) *''[[Gone Baby Gone]]'' (2007) *''[[Il petroliere]]'' (2007) *''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007) ‎ *''[[3ciento - Chi l'ha duro... la vince]]'' (2008) *''[[Burn After Reading - A prova di spia]]'' (2008) *''[[Changeling]]'' (2008) *''[[John Rambo (film)|John Rambo]]'' (2008) *''[[Le cronache di Narnia: il principe Caspian]]'' (2008) *''[[Avatar (film 2009)|Avatar]]'' (2009) *''[[Basta che funzioni]]'' (2009) *''[[La ragazza che giocava con il fuoco (film)|La ragazza che giocava con il fuoco]]'' (2019) *''[[La regina dei castelli di carta (film)|La regina dei castelli di carta]]'' (2009) *''[[Laureata... e adesso?]]'' (2009) *''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009) *''[[Il discorso del re]]'' (2010) *''[[Il gusto dell'amore]]'' (2010) *''[[Red (film 2010)|Red]]'' ‎(2010) *''[[Tron: Legacy]]'' (2010) *''[[Amici, amanti e...]]'' (2011) *''[[Anonymous]]'' (2011) *''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011) *''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011) *''[[Melancholia]]'' (2011) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) *''[[Lanterna Verde (film)|Lanterna Verde]]'' (2011) *''[[Margin Call]]'' (2011) *''[[Melancholia]]'' (2011) *''[[Mission: Impossible - 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La leggenda di Aang]]'' ‎(2005 - 2008) ====Serie televisive==== {{div col|strette}} *''[[House of Cards (miniserie televisiva)|House of Cards]]'' (1990 - 1995) *''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997) *''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001 - 2006) ‎ *''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2004 - 2012)‎ *''[[Downton Abbey]]'' (2010 - 2015) *''[[La Bibbia (miniserie televisiva)|La Bibbia]]'' (2013) *''[[Miss Marple (sesta stagione)|Miss Marple]]'' (2013 - 2014) *''[[Gotham (serie televisiva)|Gotham]]'' (2014 - 2019) *''[[American Crime Story]]'' (2016 - in corso) *''[[Sex Education]]'' (2019 - in corso) *''[[Fran Lebowitz. Una vita a New York]]'' (2021) *''[[Inside Man (serie televisiva)|Inside Man]]'' (2022) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Dr. House - Medical Division}} {{DEFAULTSORT:Biagini, Luca}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] bkzd3gbw3zjv8bu4je312w8kwcgz9t8 Template:Lingue/Dati 10 148341 1413579 1413445 2026-05-15T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1413579 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65676 |lingua2 = it |voci2 = 55089 |lingua3 = pl |voci3 = 31741 |lingua4 = ru |voci4 = 17909 |lingua5 = cs |voci5 = 15508 |lingua6 = et |voci6 = 13693 |lingua7 = uk |voci7 = 12237 |lingua8 = pt |voci8 = 12060 }} r2j7w4x5wztzg7m6ha5w5lcorwmf995 Igino Benvenuto Supino 0 149707 1413587 1378245 2026-05-16T05:09:59Z Gaux 18878 /* Citazioni di Igino Benvenuto Supino */ Alessandro D'Ancona 1413587 wikitext text/x-wiki [[File:Igino Benvenuto Supino.jpg|thumb|Igino Benvenuto Supino]] '''Igino Benvenuto Supino''' (1858 – 1940), storico dell'arte e docente italiano. ==Citazioni di Igino Benvenuto Supino== *Il [[Benvenuto Cellini|Cellini]] risente nelle sue opere della incompiuta e non perfetta educazione: egli non riunì nelle sue mani le tre arti, come molti artefici del primo periodo del Rinascimento o qualcuno dei suoi contemporanei: a lui fanno difetto il sentimento architettonico e il gusto pittorico. Se egli fosse stato anche architetto, non ci avrebbe dato certo la elegante base del Perseo: ma avrebbe più organicamente concepito tutto l'insieme dell'opera, così da renderla più equilibrata e più solidamente costruita. Se avesse posseduto il senso pittorico, avrebbe studiato con meno monotona insistenza tutti i particolari delle sue sculture per cercare invece, con la varietà della tecnica, una maggiore efficacia; ma quel trattare egualmente, con lo stesso sentimento, con la stessa finitezza le parti accessorie e le principali, non può a meno di togliere all'opera energia e vita.<ref>Da ''L'arte di Benvenuto Cellini'', p. 15.</ref> *{{NDR|[[Alessandro D'Ancona]]}} Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui saccoccie usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio.<ref>Da ''Ricordi intimi'', in ''In memoriam: Alessandro D'Ancona'', p. 248.</ref> ==''Gli albori dell'arte fiorentina''== *È ormai dimostrato che il [[Rinascimento]], dovuto in principal modo ai Fiorentini, più che agli esempi dell'architettura romana si ispirasse a quelli della scuola romanica della stessa Firenze. Gli archi girati sulle colonne, gli architravi piegati ad angolo retto come le cornici di un quadro, le finestre i cui stipiti girano senza interruzione sull'arco {{sic|respettivo}}, e tante altre particolarità dell'architettura fiorentina del Rinascimento, non hanno riscontro negli antichi monumenti, ma soltanto negli edifizi medievali di questa città. (pp. 111-112) *È più difficile rintracciare le opere di [[Arnolfo di Cambio|Arnolfo]] architetto, che di Arnolfo scultore. Se di questo rimangono documenti e monumenti sicuri, e si hanno testimonianze non dubbie della sua maestria, dell'architetto non sappiamo che quanto ne scrisse il Vasari; e nella sua Santa Reparata non resta che il ricordo nella lapide oggi murata sul fianco della Cattedrale di fronte al Campanile. (p. 122) *[...] che Arnolfo usasse le rose, le cuspidi, i pinnacoli, le foglie rampanti ed altre forme decorative dell'arte gotica, nessuno può mettere in dubbio; che usasse i contrafforti e i finestroni divisi a più scompartimenti non abbiamo argomenti per ammettere o per negare. Tuttavia egli non può davvero essere considerato l'importatore dell'arco acuto e tanto meno delle cuspidi, delle guglie, dei pinnacoli, tutte forme decorative che si trovano già usate da {{sic|Niccola}}<ref>Nicola Pisano (1215/1220 – 1278/1284), scultore e architetto italiano.</ref> nelle architetture che arricchiscono gli sfondi negli specchi del pulpito senese<ref>Il pulpito del battistero di Pisa.</ref>. (p. 159) ==''Il Camposanto di Pisa''== *[...] gli affreschi del [[Antonio Veneziano|Veneziano]] {{NDR|nel Camposanto di Pisa}} conservano ancora nelle parti intatte vivacità straordinaria di tinte, le quali si mostrano più limpide, più delicate e meno tormentate che nelle altre pitture, per il merito appunto ch'ebbe l'artista di averle sapute adoprare con maggiore sapienza e abilità degli altri: [...]. (p. 134) *Che l'educazione artistica di Antonio {{NDR|Veneziano}} sia tutta fiorentina è ormai chiaramente dimostrato, e basterebbe a confermarlo il carattere delle sue pitture nel Camposanto pisano; che egli poi fosse nato a Venezia, non v'ha più chi ponga in dubbio nonostante la contraria affermazione del Baldinucci<ref>Filippo Baldinucci (1624 – 1697), storico dell'arte, politico e pittore italiano.</ref>. [...]. Ma sebbene nato a Venezia, nulla di veneziano è rimasto nella sua pittura, che anzi egli si palesa sempre continuatore delle tradizioni giottesche, pur arrecando nuovo e potente contributo al progresso dell'arte con lo studio accurato e intelligente delle forme, e con la più esatta riproduzione e interpretazione del vero. (p. 134) *Non è solo il numero delle storie dipinte che rende notevole e veramente straordinaria l'opera di [[Benozzo Gozzoli|Benozzo]] nel Camposanto, ma è l'abilità, la fantasia, l'ingegno facile e pronto, la potenza meravigliosa che in questi freschi<ref>Affreschi</ref> sfoggia il grande scolaro dell'Angelico, che fanno tuttavia meravigliare i visitatori e gli studiosi di questo monumento, i quali pur sanno che non in due anni come avrebbe voluto il Vasari, e come non sarebbe umanamente possibile, ma in sedici Benozzo {{sic|diè}} finito così ''terribile'' lavoro. (p. 195) *Certo, studiando il nostro artista {{NDR|Benozzo Gozzoli}} nelle opere lavorate a Pisa, non si può non osservare come egli apparisca anche più che negli altri lavori suoi, pittore di genere, dimentico troppo di sovente della maniera e delle massime del suo grande maestro<ref>Il [[Beato Angelico]].</ref>.<br>In questi suoi ultimi affreschi<ref>Gli affreschi eseguiti nel Camposanto di Pisa.</ref> infatti le composizioni si affollano talvolta senza ragione, le figure hanno contorni duri, taglienti e costruzioni errate, specie nelle estremità inferiori, che dimostrano quanto poco curasse d'intendere e di rendere la costruzione anatomica della figura umana. (pp. 197-198) ==''L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV''== *Si vuole per tradizione ormai accolta e indiscussa che la chiesa {{NDR|la basilica di San Petronio di Bologna}} immaginata da maestro Antonio<ref name="maestro_antonio"/> fosse a croce latina, con braccia sviluppatissime, con una grandissima e altissima cupola sulla crociera, con un coro a deambulatorio e cappelle raggianti... Ma questa tradizione ha qualche fondamento di verità?<br>Nessuna particolare indicazione intorno al disegno del San Petronio possediamo prima del secolo XVI; e la tradizione ora accennata popolare ed erudita insieme nasce soltanto nel seicento, né certo risale benché tanto fortunata oltre ai progetti e alle piante del secolo precedente. (pp. 99-100) *Mentre lentamente si continuava la fabbrica del San Petronio i tempi mutuavano e coi tempi i gusti degli uomini. Firenze aveva già coronato per opera del Brunellesco<ref>[[Filippo Brunelleschi]].</ref> la sua Cattedrale, Milano si gloriava per la bellezza e magnificenza del suo Duomo. Bologna non doveva esser da meno: e poiché non si poteva vincere le altre due chiese in ricchezza di ornati e di decorazioni, si volle almeno sorpassarle in grandiosità, e si continuò a fabbricare nuove campate, oltre quelle volute dal disegno primitivo di maestro Antonio<ref name="maestro_antonio">Antonio di Vincenzo (1350 – 1401/1402), architetto italiano.</ref>. (pp. 136-137) *Nell'interno del San Petronio non solo la pianta quadrata delle volte mediane, ma le proporzioni generali della costruzione, nonché quel singolare carattere di parsimonia, anzi di povertà, richiamano {{sic|a}} [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore|Santa Maria del Fiore]].<br>Mentre però in questa chiesa alla linea verticale dell'arco acuto si contrappose, per un innato sentimento classico, il ballatoio, quasi per contrastare l'effetto slanciato dell'arco stesso, e per distruggere la logica significazione della struttura gotica, nel San Petronio nessun elemento estraneo turba la interna grandiosità dello spazio e l'arduo slancio delle vôlte: onde più pieno e vivo è l'effetto che produce la chiesa bolognese in confronto alla fiorentina. (p. 139) ==''Sandro Botticelli''== *[...] non si può dire davvero maestro di nuove forme né d'una tecnica nuova dell'arte; eppure altri meglio di lui riuscirono a darci opere sanamente costituite e sapientemente condotte; ma più di lui nessuno ebbe il culto dell'ideale sentimentalità, l'immaginazione potente e originale. Lo spirito con cui Sandro anima le sue figure – esseri deboli e nervosi – la leggiadra mollezza dei movimenti, la grazia ricercata, la mobile fantasia, riescono a suscitare negli animi degli osservatori moderni pensieri indefiniti, sentimenti misteriosi, fascini irrivelabili. (pp. 3-4) *Per giungere alla viva e penetrante interpretazione del sentimento, sia nella grazia sia nella forza, agita, piega, contorce quasi, le sue eleganti figure; ma con raffinata abilità ne accarezza le forme, ne segue le linee nei più minuti particolari. Egli apre gli occhi alle sue donne con espressione ora d'intensa melanconia o di profonda mestizia, ora di languida sentimentalità o di sensuale aspirazione; e riesce a infondere nel loro sguardo una vaga parvenza di sogno o un senso di desiderio indeterminato; modella le bocche con voluttà, ondeggia i capelli flessuosi e dorati dando un carattere decorativo alle {{sic|treccie}}, alle vesti, a tutto: è insomma un vero e appassionato adoratore della forma. (p. 4) *Nessuno più di lui ha mai posseduto il ritmo della linea, lo spirito del movimento, l'espressione della vita mossa e agitata. (p. 4) *Chi seppe al pari del Botticelli esprimere questo particolare indirizzo dell'arte nuova nella riproduzione della vita, del movimento e del sentimento intimo e profondo? Non il [[Domenico Ghirlandaio|Ghirlandaio]], grandissimo pittore, ma «quasi impassibile spettatore, come scrive il Pater, dell'azione che gli si svolge innanzi;<ref>''Studies in the history of the Renaissance'', pag. 43. {{NDR|N.d.A.}}</ref>» non [[Benozzo Gozzoli]], abbondante e piacevole narratore, ma troppo spesso superficiale. Il [[Andrea del Verrocchio|Verrocchio]] e il [[Antonio del Pollaiolo|{{sic|Pollaiuolo}}]] esercitarono poco la pittura; cosicché Sandro si può dire a ragione l'artista più originale, più moderno, più suggestivo del suo tempo, eccezion fatta per [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (p. 6) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/glialboridellar00supigoog Gli albori dell'arte fiorentina]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1906. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/ilcamposantodipi00supi_0 Il Camposanto di Pisa]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1896. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/larchitetturasac00supi/page/n6/mode/1up/ L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV]'', Zanichelli, Bologna, 1909. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/lartedibenvenut00supigoog L'arte di Benvenuto Cellini]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1901. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/sandrobotticelli00supi/page/n8/mode/1up Sandro Botticelli]'', Fr. Alinari - B. Seeber Editori, Firenze, 1900. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Supino, Igino Benvenuto}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] 2006jk05pnexevebf10i56zgj1jquxy 1413588 1413587 2026-05-16T05:13:30Z Gaux 18878 /* Citazioni di Igino Benvenuto Supino */ riferimenti bibliografici 1413588 wikitext text/x-wiki [[File:Igino Benvenuto Supino.jpg|thumb|Igino Benvenuto Supino]] '''Igino Benvenuto Supino''' (1858 – 1940), storico dell'arte e docente italiano. ==Citazioni di Igino Benvenuto Supino== *Il [[Benvenuto Cellini|Cellini]] risente nelle sue opere della incompiuta e non perfetta educazione: egli non riunì nelle sue mani le tre arti, come molti artefici del primo periodo del Rinascimento o qualcuno dei suoi contemporanei: a lui fanno difetto il sentimento architettonico e il gusto pittorico. Se egli fosse stato anche architetto, non ci avrebbe dato certo la elegante base del Perseo: ma avrebbe più organicamente concepito tutto l'insieme dell'opera, così da renderla più equilibrata e più solidamente costruita. Se avesse posseduto il senso pittorico, avrebbe studiato con meno monotona insistenza tutti i particolari delle sue sculture per cercare invece, con la varietà della tecnica, una maggiore efficacia; ma quel trattare egualmente, con lo stesso sentimento, con la stessa finitezza le parti accessorie e le principali, non può a meno di togliere all'opera energia e vita.<ref>Da ''L'arte di Benvenuto Cellini'', p. 15.</ref> *{{NDR|[[Alessandro D'Ancona]]}} Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui saccoccie usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio.<ref>Da ''Ricordi intimi'', in ''In memoriam: Alessandro D'Ancona'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [[https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/248/mode/1up p. 248].</ref> ==''Gli albori dell'arte fiorentina''== *È ormai dimostrato che il [[Rinascimento]], dovuto in principal modo ai Fiorentini, più che agli esempi dell'architettura romana si ispirasse a quelli della scuola romanica della stessa Firenze. Gli archi girati sulle colonne, gli architravi piegati ad angolo retto come le cornici di un quadro, le finestre i cui stipiti girano senza interruzione sull'arco {{sic|respettivo}}, e tante altre particolarità dell'architettura fiorentina del Rinascimento, non hanno riscontro negli antichi monumenti, ma soltanto negli edifizi medievali di questa città. (pp. 111-112) *È più difficile rintracciare le opere di [[Arnolfo di Cambio|Arnolfo]] architetto, che di Arnolfo scultore. Se di questo rimangono documenti e monumenti sicuri, e si hanno testimonianze non dubbie della sua maestria, dell'architetto non sappiamo che quanto ne scrisse il Vasari; e nella sua Santa Reparata non resta che il ricordo nella lapide oggi murata sul fianco della Cattedrale di fronte al Campanile. (p. 122) *[...] che Arnolfo usasse le rose, le cuspidi, i pinnacoli, le foglie rampanti ed altre forme decorative dell'arte gotica, nessuno può mettere in dubbio; che usasse i contrafforti e i finestroni divisi a più scompartimenti non abbiamo argomenti per ammettere o per negare. Tuttavia egli non può davvero essere considerato l'importatore dell'arco acuto e tanto meno delle cuspidi, delle guglie, dei pinnacoli, tutte forme decorative che si trovano già usate da {{sic|Niccola}}<ref>Nicola Pisano (1215/1220 – 1278/1284), scultore e architetto italiano.</ref> nelle architetture che arricchiscono gli sfondi negli specchi del pulpito senese<ref>Il pulpito del battistero di Pisa.</ref>. (p. 159) ==''Il Camposanto di Pisa''== *[...] gli affreschi del [[Antonio Veneziano|Veneziano]] {{NDR|nel Camposanto di Pisa}} conservano ancora nelle parti intatte vivacità straordinaria di tinte, le quali si mostrano più limpide, più delicate e meno tormentate che nelle altre pitture, per il merito appunto ch'ebbe l'artista di averle sapute adoprare con maggiore sapienza e abilità degli altri: [...]. (p. 134) *Che l'educazione artistica di Antonio {{NDR|Veneziano}} sia tutta fiorentina è ormai chiaramente dimostrato, e basterebbe a confermarlo il carattere delle sue pitture nel Camposanto pisano; che egli poi fosse nato a Venezia, non v'ha più chi ponga in dubbio nonostante la contraria affermazione del Baldinucci<ref>Filippo Baldinucci (1624 – 1697), storico dell'arte, politico e pittore italiano.</ref>. [...]. Ma sebbene nato a Venezia, nulla di veneziano è rimasto nella sua pittura, che anzi egli si palesa sempre continuatore delle tradizioni giottesche, pur arrecando nuovo e potente contributo al progresso dell'arte con lo studio accurato e intelligente delle forme, e con la più esatta riproduzione e interpretazione del vero. (p. 134) *Non è solo il numero delle storie dipinte che rende notevole e veramente straordinaria l'opera di [[Benozzo Gozzoli|Benozzo]] nel Camposanto, ma è l'abilità, la fantasia, l'ingegno facile e pronto, la potenza meravigliosa che in questi freschi<ref>Affreschi</ref> sfoggia il grande scolaro dell'Angelico, che fanno tuttavia meravigliare i visitatori e gli studiosi di questo monumento, i quali pur sanno che non in due anni come avrebbe voluto il Vasari, e come non sarebbe umanamente possibile, ma in sedici Benozzo {{sic|diè}} finito così ''terribile'' lavoro. (p. 195) *Certo, studiando il nostro artista {{NDR|Benozzo Gozzoli}} nelle opere lavorate a Pisa, non si può non osservare come egli apparisca anche più che negli altri lavori suoi, pittore di genere, dimentico troppo di sovente della maniera e delle massime del suo grande maestro<ref>Il [[Beato Angelico]].</ref>.<br>In questi suoi ultimi affreschi<ref>Gli affreschi eseguiti nel Camposanto di Pisa.</ref> infatti le composizioni si affollano talvolta senza ragione, le figure hanno contorni duri, taglienti e costruzioni errate, specie nelle estremità inferiori, che dimostrano quanto poco curasse d'intendere e di rendere la costruzione anatomica della figura umana. (pp. 197-198) ==''L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV''== *Si vuole per tradizione ormai accolta e indiscussa che la chiesa {{NDR|la basilica di San Petronio di Bologna}} immaginata da maestro Antonio<ref name="maestro_antonio"/> fosse a croce latina, con braccia sviluppatissime, con una grandissima e altissima cupola sulla crociera, con un coro a deambulatorio e cappelle raggianti... Ma questa tradizione ha qualche fondamento di verità?<br>Nessuna particolare indicazione intorno al disegno del San Petronio possediamo prima del secolo XVI; e la tradizione ora accennata popolare ed erudita insieme nasce soltanto nel seicento, né certo risale benché tanto fortunata oltre ai progetti e alle piante del secolo precedente. (pp. 99-100) *Mentre lentamente si continuava la fabbrica del San Petronio i tempi mutuavano e coi tempi i gusti degli uomini. Firenze aveva già coronato per opera del Brunellesco<ref>[[Filippo Brunelleschi]].</ref> la sua Cattedrale, Milano si gloriava per la bellezza e magnificenza del suo Duomo. Bologna non doveva esser da meno: e poiché non si poteva vincere le altre due chiese in ricchezza di ornati e di decorazioni, si volle almeno sorpassarle in grandiosità, e si continuò a fabbricare nuove campate, oltre quelle volute dal disegno primitivo di maestro Antonio<ref name="maestro_antonio">Antonio di Vincenzo (1350 – 1401/1402), architetto italiano.</ref>. (pp. 136-137) *Nell'interno del San Petronio non solo la pianta quadrata delle volte mediane, ma le proporzioni generali della costruzione, nonché quel singolare carattere di parsimonia, anzi di povertà, richiamano {{sic|a}} [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore|Santa Maria del Fiore]].<br>Mentre però in questa chiesa alla linea verticale dell'arco acuto si contrappose, per un innato sentimento classico, il ballatoio, quasi per contrastare l'effetto slanciato dell'arco stesso, e per distruggere la logica significazione della struttura gotica, nel San Petronio nessun elemento estraneo turba la interna grandiosità dello spazio e l'arduo slancio delle vôlte: onde più pieno e vivo è l'effetto che produce la chiesa bolognese in confronto alla fiorentina. (p. 139) ==''Sandro Botticelli''== *[...] non si può dire davvero maestro di nuove forme né d'una tecnica nuova dell'arte; eppure altri meglio di lui riuscirono a darci opere sanamente costituite e sapientemente condotte; ma più di lui nessuno ebbe il culto dell'ideale sentimentalità, l'immaginazione potente e originale. Lo spirito con cui Sandro anima le sue figure – esseri deboli e nervosi – la leggiadra mollezza dei movimenti, la grazia ricercata, la mobile fantasia, riescono a suscitare negli animi degli osservatori moderni pensieri indefiniti, sentimenti misteriosi, fascini irrivelabili. (pp. 3-4) *Per giungere alla viva e penetrante interpretazione del sentimento, sia nella grazia sia nella forza, agita, piega, contorce quasi, le sue eleganti figure; ma con raffinata abilità ne accarezza le forme, ne segue le linee nei più minuti particolari. Egli apre gli occhi alle sue donne con espressione ora d'intensa melanconia o di profonda mestizia, ora di languida sentimentalità o di sensuale aspirazione; e riesce a infondere nel loro sguardo una vaga parvenza di sogno o un senso di desiderio indeterminato; modella le bocche con voluttà, ondeggia i capelli flessuosi e dorati dando un carattere decorativo alle {{sic|treccie}}, alle vesti, a tutto: è insomma un vero e appassionato adoratore della forma. (p. 4) *Nessuno più di lui ha mai posseduto il ritmo della linea, lo spirito del movimento, l'espressione della vita mossa e agitata. (p. 4) *Chi seppe al pari del Botticelli esprimere questo particolare indirizzo dell'arte nuova nella riproduzione della vita, del movimento e del sentimento intimo e profondo? Non il [[Domenico Ghirlandaio|Ghirlandaio]], grandissimo pittore, ma «quasi impassibile spettatore, come scrive il Pater, dell'azione che gli si svolge innanzi;<ref>''Studies in the history of the Renaissance'', pag. 43. {{NDR|N.d.A.}}</ref>» non [[Benozzo Gozzoli]], abbondante e piacevole narratore, ma troppo spesso superficiale. Il [[Andrea del Verrocchio|Verrocchio]] e il [[Antonio del Pollaiolo|{{sic|Pollaiuolo}}]] esercitarono poco la pittura; cosicché Sandro si può dire a ragione l'artista più originale, più moderno, più suggestivo del suo tempo, eccezion fatta per [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (p. 6) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/glialboridellar00supigoog Gli albori dell'arte fiorentina]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1906. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/ilcamposantodipi00supi_0 Il Camposanto di Pisa]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1896. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/larchitetturasac00supi/page/n6/mode/1up/ L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV]'', Zanichelli, Bologna, 1909. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/lartedibenvenut00supigoog L'arte di Benvenuto Cellini]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1901. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/sandrobotticelli00supi/page/n8/mode/1up Sandro Botticelli]'', Fr. Alinari - B. Seeber Editori, Firenze, 1900. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Supino, Igino Benvenuto}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] 5505ql3d57a1z3nhtpa8llqazfevz72 1413589 1413588 2026-05-16T05:16:03Z Gaux 18878 /* Citazioni di Igino Benvenuto Supino */ riferimenti bibliografici 1413589 wikitext text/x-wiki [[File:Igino Benvenuto Supino.jpg|thumb|Igino Benvenuto Supino]] '''Igino Benvenuto Supino''' (1858 – 1940), storico dell'arte e docente italiano. ==Citazioni di Igino Benvenuto Supino== *Il [[Benvenuto Cellini|Cellini]] risente nelle sue opere della incompiuta e non perfetta educazione: egli non riunì nelle sue mani le tre arti, come molti artefici del primo periodo del Rinascimento o qualcuno dei suoi contemporanei: a lui fanno difetto il sentimento architettonico e il gusto pittorico. Se egli fosse stato anche architetto, non ci avrebbe dato certo la elegante base del Perseo: ma avrebbe più organicamente concepito tutto l'insieme dell'opera, così da renderla più equilibrata e più solidamente costruita. Se avesse posseduto il senso pittorico, avrebbe studiato con meno monotona insistenza tutti i particolari delle sue sculture per cercare invece, con la varietà della tecnica, una maggiore efficacia; ma quel trattare egualmente, con lo stesso sentimento, con la stessa finitezza le parti accessorie e le principali, non può a meno di togliere all'opera energia e vita.<ref>Da ''L'arte di Benvenuto Cellini'', p. 15.</ref> *{{NDR|[[Alessandro D'Ancona]]}} Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui saccoccie usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona, Igino Benvenuto Supino, ''Ricordi intimi'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/248/mode/1up p. 248].</ref> ==''Gli albori dell'arte fiorentina''== *È ormai dimostrato che il [[Rinascimento]], dovuto in principal modo ai Fiorentini, più che agli esempi dell'architettura romana si ispirasse a quelli della scuola romanica della stessa Firenze. Gli archi girati sulle colonne, gli architravi piegati ad angolo retto come le cornici di un quadro, le finestre i cui stipiti girano senza interruzione sull'arco {{sic|respettivo}}, e tante altre particolarità dell'architettura fiorentina del Rinascimento, non hanno riscontro negli antichi monumenti, ma soltanto negli edifizi medievali di questa città. (pp. 111-112) *È più difficile rintracciare le opere di [[Arnolfo di Cambio|Arnolfo]] architetto, che di Arnolfo scultore. Se di questo rimangono documenti e monumenti sicuri, e si hanno testimonianze non dubbie della sua maestria, dell'architetto non sappiamo che quanto ne scrisse il Vasari; e nella sua Santa Reparata non resta che il ricordo nella lapide oggi murata sul fianco della Cattedrale di fronte al Campanile. (p. 122) *[...] che Arnolfo usasse le rose, le cuspidi, i pinnacoli, le foglie rampanti ed altre forme decorative dell'arte gotica, nessuno può mettere in dubbio; che usasse i contrafforti e i finestroni divisi a più scompartimenti non abbiamo argomenti per ammettere o per negare. Tuttavia egli non può davvero essere considerato l'importatore dell'arco acuto e tanto meno delle cuspidi, delle guglie, dei pinnacoli, tutte forme decorative che si trovano già usate da {{sic|Niccola}}<ref>Nicola Pisano (1215/1220 – 1278/1284), scultore e architetto italiano.</ref> nelle architetture che arricchiscono gli sfondi negli specchi del pulpito senese<ref>Il pulpito del battistero di Pisa.</ref>. (p. 159) ==''Il Camposanto di Pisa''== *[...] gli affreschi del [[Antonio Veneziano|Veneziano]] {{NDR|nel Camposanto di Pisa}} conservano ancora nelle parti intatte vivacità straordinaria di tinte, le quali si mostrano più limpide, più delicate e meno tormentate che nelle altre pitture, per il merito appunto ch'ebbe l'artista di averle sapute adoprare con maggiore sapienza e abilità degli altri: [...]. (p. 134) *Che l'educazione artistica di Antonio {{NDR|Veneziano}} sia tutta fiorentina è ormai chiaramente dimostrato, e basterebbe a confermarlo il carattere delle sue pitture nel Camposanto pisano; che egli poi fosse nato a Venezia, non v'ha più chi ponga in dubbio nonostante la contraria affermazione del Baldinucci<ref>Filippo Baldinucci (1624 – 1697), storico dell'arte, politico e pittore italiano.</ref>. [...]. Ma sebbene nato a Venezia, nulla di veneziano è rimasto nella sua pittura, che anzi egli si palesa sempre continuatore delle tradizioni giottesche, pur arrecando nuovo e potente contributo al progresso dell'arte con lo studio accurato e intelligente delle forme, e con la più esatta riproduzione e interpretazione del vero. (p. 134) *Non è solo il numero delle storie dipinte che rende notevole e veramente straordinaria l'opera di [[Benozzo Gozzoli|Benozzo]] nel Camposanto, ma è l'abilità, la fantasia, l'ingegno facile e pronto, la potenza meravigliosa che in questi freschi<ref>Affreschi</ref> sfoggia il grande scolaro dell'Angelico, che fanno tuttavia meravigliare i visitatori e gli studiosi di questo monumento, i quali pur sanno che non in due anni come avrebbe voluto il Vasari, e come non sarebbe umanamente possibile, ma in sedici Benozzo {{sic|diè}} finito così ''terribile'' lavoro. (p. 195) *Certo, studiando il nostro artista {{NDR|Benozzo Gozzoli}} nelle opere lavorate a Pisa, non si può non osservare come egli apparisca anche più che negli altri lavori suoi, pittore di genere, dimentico troppo di sovente della maniera e delle massime del suo grande maestro<ref>Il [[Beato Angelico]].</ref>.<br>In questi suoi ultimi affreschi<ref>Gli affreschi eseguiti nel Camposanto di Pisa.</ref> infatti le composizioni si affollano talvolta senza ragione, le figure hanno contorni duri, taglienti e costruzioni errate, specie nelle estremità inferiori, che dimostrano quanto poco curasse d'intendere e di rendere la costruzione anatomica della figura umana. (pp. 197-198) ==''L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV''== *Si vuole per tradizione ormai accolta e indiscussa che la chiesa {{NDR|la basilica di San Petronio di Bologna}} immaginata da maestro Antonio<ref name="maestro_antonio"/> fosse a croce latina, con braccia sviluppatissime, con una grandissima e altissima cupola sulla crociera, con un coro a deambulatorio e cappelle raggianti... Ma questa tradizione ha qualche fondamento di verità?<br>Nessuna particolare indicazione intorno al disegno del San Petronio possediamo prima del secolo XVI; e la tradizione ora accennata popolare ed erudita insieme nasce soltanto nel seicento, né certo risale benché tanto fortunata oltre ai progetti e alle piante del secolo precedente. (pp. 99-100) *Mentre lentamente si continuava la fabbrica del San Petronio i tempi mutuavano e coi tempi i gusti degli uomini. Firenze aveva già coronato per opera del Brunellesco<ref>[[Filippo Brunelleschi]].</ref> la sua Cattedrale, Milano si gloriava per la bellezza e magnificenza del suo Duomo. Bologna non doveva esser da meno: e poiché non si poteva vincere le altre due chiese in ricchezza di ornati e di decorazioni, si volle almeno sorpassarle in grandiosità, e si continuò a fabbricare nuove campate, oltre quelle volute dal disegno primitivo di maestro Antonio<ref name="maestro_antonio">Antonio di Vincenzo (1350 – 1401/1402), architetto italiano.</ref>. (pp. 136-137) *Nell'interno del San Petronio non solo la pianta quadrata delle volte mediane, ma le proporzioni generali della costruzione, nonché quel singolare carattere di parsimonia, anzi di povertà, richiamano {{sic|a}} [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore|Santa Maria del Fiore]].<br>Mentre però in questa chiesa alla linea verticale dell'arco acuto si contrappose, per un innato sentimento classico, il ballatoio, quasi per contrastare l'effetto slanciato dell'arco stesso, e per distruggere la logica significazione della struttura gotica, nel San Petronio nessun elemento estraneo turba la interna grandiosità dello spazio e l'arduo slancio delle vôlte: onde più pieno e vivo è l'effetto che produce la chiesa bolognese in confronto alla fiorentina. (p. 139) ==''Sandro Botticelli''== *[...] non si può dire davvero maestro di nuove forme né d'una tecnica nuova dell'arte; eppure altri meglio di lui riuscirono a darci opere sanamente costituite e sapientemente condotte; ma più di lui nessuno ebbe il culto dell'ideale sentimentalità, l'immaginazione potente e originale. Lo spirito con cui Sandro anima le sue figure – esseri deboli e nervosi – la leggiadra mollezza dei movimenti, la grazia ricercata, la mobile fantasia, riescono a suscitare negli animi degli osservatori moderni pensieri indefiniti, sentimenti misteriosi, fascini irrivelabili. (pp. 3-4) *Per giungere alla viva e penetrante interpretazione del sentimento, sia nella grazia sia nella forza, agita, piega, contorce quasi, le sue eleganti figure; ma con raffinata abilità ne accarezza le forme, ne segue le linee nei più minuti particolari. Egli apre gli occhi alle sue donne con espressione ora d'intensa melanconia o di profonda mestizia, ora di languida sentimentalità o di sensuale aspirazione; e riesce a infondere nel loro sguardo una vaga parvenza di sogno o un senso di desiderio indeterminato; modella le bocche con voluttà, ondeggia i capelli flessuosi e dorati dando un carattere decorativo alle {{sic|treccie}}, alle vesti, a tutto: è insomma un vero e appassionato adoratore della forma. (p. 4) *Nessuno più di lui ha mai posseduto il ritmo della linea, lo spirito del movimento, l'espressione della vita mossa e agitata. (p. 4) *Chi seppe al pari del Botticelli esprimere questo particolare indirizzo dell'arte nuova nella riproduzione della vita, del movimento e del sentimento intimo e profondo? Non il [[Domenico Ghirlandaio|Ghirlandaio]], grandissimo pittore, ma «quasi impassibile spettatore, come scrive il Pater, dell'azione che gli si svolge innanzi;<ref>''Studies in the history of the Renaissance'', pag. 43. {{NDR|N.d.A.}}</ref>» non [[Benozzo Gozzoli]], abbondante e piacevole narratore, ma troppo spesso superficiale. Il [[Andrea del Verrocchio|Verrocchio]] e il [[Antonio del Pollaiolo|{{sic|Pollaiuolo}}]] esercitarono poco la pittura; cosicché Sandro si può dire a ragione l'artista più originale, più moderno, più suggestivo del suo tempo, eccezion fatta per [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (p. 6) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/glialboridellar00supigoog Gli albori dell'arte fiorentina]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1906. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/ilcamposantodipi00supi_0 Il Camposanto di Pisa]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1896. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/larchitetturasac00supi/page/n6/mode/1up/ L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV]'', Zanichelli, Bologna, 1909. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/lartedibenvenut00supigoog L'arte di Benvenuto Cellini]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1901. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/sandrobotticelli00supi/page/n8/mode/1up Sandro Botticelli]'', Fr. Alinari - B. Seeber Editori, Firenze, 1900. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Supino, Igino Benvenuto}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] aj3gb7yawt2gjnvhq2g3vn449xuw4xw 1413590 1413589 2026-05-16T05:17:49Z Gaux 18878 /* Citazioni di Igino Benvenuto Supino */ sic e altro 1413590 wikitext text/x-wiki [[File:Igino Benvenuto Supino.jpg|thumb|Igino Benvenuto Supino]] '''Igino Benvenuto Supino''' (1858 – 1940), storico dell'arte e docente italiano. ==Citazioni di Igino Benvenuto Supino== *Il [[Benvenuto Cellini|Cellini]] risente nelle sue opere della incompiuta e non perfetta educazione: egli non riunì nelle sue mani le tre arti, come molti artefici del primo periodo del Rinascimento o qualcuno dei suoi contemporanei: a lui fanno difetto il sentimento architettonico e il gusto pittorico. Se egli fosse stato anche architetto, non ci avrebbe dato certo la elegante base del Perseo: ma avrebbe più organicamente concepito tutto l'insieme dell'opera, così da renderla più equilibrata e più solidamente costruita. Se avesse posseduto il senso pittorico, avrebbe studiato con meno monotona insistenza tutti i particolari delle sue sculture per cercare invece, con la varietà della tecnica, una maggiore efficacia; ma quel trattare egualmente, con lo stesso sentimento, con la stessa finitezza le parti accessorie e le principali, non può a meno di togliere all'opera energia e vita.<ref>Da ''L'arte di Benvenuto Cellini'', p. 15.</ref> *{{NDR|[[Alessandro D'Ancona]]}} Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Igino Benvenuto Supino, ''Ricordi intimi'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/248/mode/1up p. 248].</ref> ==''Gli albori dell'arte fiorentina''== *È ormai dimostrato che il [[Rinascimento]], dovuto in principal modo ai Fiorentini, più che agli esempi dell'architettura romana si ispirasse a quelli della scuola romanica della stessa Firenze. Gli archi girati sulle colonne, gli architravi piegati ad angolo retto come le cornici di un quadro, le finestre i cui stipiti girano senza interruzione sull'arco {{sic|respettivo}}, e tante altre particolarità dell'architettura fiorentina del Rinascimento, non hanno riscontro negli antichi monumenti, ma soltanto negli edifizi medievali di questa città. (pp. 111-112) *È più difficile rintracciare le opere di [[Arnolfo di Cambio|Arnolfo]] architetto, che di Arnolfo scultore. Se di questo rimangono documenti e monumenti sicuri, e si hanno testimonianze non dubbie della sua maestria, dell'architetto non sappiamo che quanto ne scrisse il Vasari; e nella sua Santa Reparata non resta che il ricordo nella lapide oggi murata sul fianco della Cattedrale di fronte al Campanile. (p. 122) *[...] che Arnolfo usasse le rose, le cuspidi, i pinnacoli, le foglie rampanti ed altre forme decorative dell'arte gotica, nessuno può mettere in dubbio; che usasse i contrafforti e i finestroni divisi a più scompartimenti non abbiamo argomenti per ammettere o per negare. Tuttavia egli non può davvero essere considerato l'importatore dell'arco acuto e tanto meno delle cuspidi, delle guglie, dei pinnacoli, tutte forme decorative che si trovano già usate da {{sic|Niccola}}<ref>Nicola Pisano (1215/1220 – 1278/1284), scultore e architetto italiano.</ref> nelle architetture che arricchiscono gli sfondi negli specchi del pulpito senese<ref>Il pulpito del battistero di Pisa.</ref>. (p. 159) ==''Il Camposanto di Pisa''== *[...] gli affreschi del [[Antonio Veneziano|Veneziano]] {{NDR|nel Camposanto di Pisa}} conservano ancora nelle parti intatte vivacità straordinaria di tinte, le quali si mostrano più limpide, più delicate e meno tormentate che nelle altre pitture, per il merito appunto ch'ebbe l'artista di averle sapute adoprare con maggiore sapienza e abilità degli altri: [...]. (p. 134) *Che l'educazione artistica di Antonio {{NDR|Veneziano}} sia tutta fiorentina è ormai chiaramente dimostrato, e basterebbe a confermarlo il carattere delle sue pitture nel Camposanto pisano; che egli poi fosse nato a Venezia, non v'ha più chi ponga in dubbio nonostante la contraria affermazione del Baldinucci<ref>Filippo Baldinucci (1624 – 1697), storico dell'arte, politico e pittore italiano.</ref>. [...]. Ma sebbene nato a Venezia, nulla di veneziano è rimasto nella sua pittura, che anzi egli si palesa sempre continuatore delle tradizioni giottesche, pur arrecando nuovo e potente contributo al progresso dell'arte con lo studio accurato e intelligente delle forme, e con la più esatta riproduzione e interpretazione del vero. (p. 134) *Non è solo il numero delle storie dipinte che rende notevole e veramente straordinaria l'opera di [[Benozzo Gozzoli|Benozzo]] nel Camposanto, ma è l'abilità, la fantasia, l'ingegno facile e pronto, la potenza meravigliosa che in questi freschi<ref>Affreschi</ref> sfoggia il grande scolaro dell'Angelico, che fanno tuttavia meravigliare i visitatori e gli studiosi di questo monumento, i quali pur sanno che non in due anni come avrebbe voluto il Vasari, e come non sarebbe umanamente possibile, ma in sedici Benozzo {{sic|diè}} finito così ''terribile'' lavoro. (p. 195) *Certo, studiando il nostro artista {{NDR|Benozzo Gozzoli}} nelle opere lavorate a Pisa, non si può non osservare come egli apparisca anche più che negli altri lavori suoi, pittore di genere, dimentico troppo di sovente della maniera e delle massime del suo grande maestro<ref>Il [[Beato Angelico]].</ref>.<br>In questi suoi ultimi affreschi<ref>Gli affreschi eseguiti nel Camposanto di Pisa.</ref> infatti le composizioni si affollano talvolta senza ragione, le figure hanno contorni duri, taglienti e costruzioni errate, specie nelle estremità inferiori, che dimostrano quanto poco curasse d'intendere e di rendere la costruzione anatomica della figura umana. (pp. 197-198) ==''L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV''== *Si vuole per tradizione ormai accolta e indiscussa che la chiesa {{NDR|la basilica di San Petronio di Bologna}} immaginata da maestro Antonio<ref name="maestro_antonio"/> fosse a croce latina, con braccia sviluppatissime, con una grandissima e altissima cupola sulla crociera, con un coro a deambulatorio e cappelle raggianti... Ma questa tradizione ha qualche fondamento di verità?<br>Nessuna particolare indicazione intorno al disegno del San Petronio possediamo prima del secolo XVI; e la tradizione ora accennata popolare ed erudita insieme nasce soltanto nel seicento, né certo risale benché tanto fortunata oltre ai progetti e alle piante del secolo precedente. (pp. 99-100) *Mentre lentamente si continuava la fabbrica del San Petronio i tempi mutuavano e coi tempi i gusti degli uomini. Firenze aveva già coronato per opera del Brunellesco<ref>[[Filippo Brunelleschi]].</ref> la sua Cattedrale, Milano si gloriava per la bellezza e magnificenza del suo Duomo. Bologna non doveva esser da meno: e poiché non si poteva vincere le altre due chiese in ricchezza di ornati e di decorazioni, si volle almeno sorpassarle in grandiosità, e si continuò a fabbricare nuove campate, oltre quelle volute dal disegno primitivo di maestro Antonio<ref name="maestro_antonio">Antonio di Vincenzo (1350 – 1401/1402), architetto italiano.</ref>. (pp. 136-137) *Nell'interno del San Petronio non solo la pianta quadrata delle volte mediane, ma le proporzioni generali della costruzione, nonché quel singolare carattere di parsimonia, anzi di povertà, richiamano {{sic|a}} [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore|Santa Maria del Fiore]].<br>Mentre però in questa chiesa alla linea verticale dell'arco acuto si contrappose, per un innato sentimento classico, il ballatoio, quasi per contrastare l'effetto slanciato dell'arco stesso, e per distruggere la logica significazione della struttura gotica, nel San Petronio nessun elemento estraneo turba la interna grandiosità dello spazio e l'arduo slancio delle vôlte: onde più pieno e vivo è l'effetto che produce la chiesa bolognese in confronto alla fiorentina. (p. 139) ==''Sandro Botticelli''== *[...] non si può dire davvero maestro di nuove forme né d'una tecnica nuova dell'arte; eppure altri meglio di lui riuscirono a darci opere sanamente costituite e sapientemente condotte; ma più di lui nessuno ebbe il culto dell'ideale sentimentalità, l'immaginazione potente e originale. Lo spirito con cui Sandro anima le sue figure – esseri deboli e nervosi – la leggiadra mollezza dei movimenti, la grazia ricercata, la mobile fantasia, riescono a suscitare negli animi degli osservatori moderni pensieri indefiniti, sentimenti misteriosi, fascini irrivelabili. (pp. 3-4) *Per giungere alla viva e penetrante interpretazione del sentimento, sia nella grazia sia nella forza, agita, piega, contorce quasi, le sue eleganti figure; ma con raffinata abilità ne accarezza le forme, ne segue le linee nei più minuti particolari. Egli apre gli occhi alle sue donne con espressione ora d'intensa melanconia o di profonda mestizia, ora di languida sentimentalità o di sensuale aspirazione; e riesce a infondere nel loro sguardo una vaga parvenza di sogno o un senso di desiderio indeterminato; modella le bocche con voluttà, ondeggia i capelli flessuosi e dorati dando un carattere decorativo alle {{sic|treccie}}, alle vesti, a tutto: è insomma un vero e appassionato adoratore della forma. (p. 4) *Nessuno più di lui ha mai posseduto il ritmo della linea, lo spirito del movimento, l'espressione della vita mossa e agitata. (p. 4) *Chi seppe al pari del Botticelli esprimere questo particolare indirizzo dell'arte nuova nella riproduzione della vita, del movimento e del sentimento intimo e profondo? Non il [[Domenico Ghirlandaio|Ghirlandaio]], grandissimo pittore, ma «quasi impassibile spettatore, come scrive il Pater, dell'azione che gli si svolge innanzi;<ref>''Studies in the history of the Renaissance'', pag. 43. {{NDR|N.d.A.}}</ref>» non [[Benozzo Gozzoli]], abbondante e piacevole narratore, ma troppo spesso superficiale. Il [[Andrea del Verrocchio|Verrocchio]] e il [[Antonio del Pollaiolo|{{sic|Pollaiuolo}}]] esercitarono poco la pittura; cosicché Sandro si può dire a ragione l'artista più originale, più moderno, più suggestivo del suo tempo, eccezion fatta per [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (p. 6) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/glialboridellar00supigoog Gli albori dell'arte fiorentina]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1906. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/ilcamposantodipi00supi_0 Il Camposanto di Pisa]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1896. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/larchitetturasac00supi/page/n6/mode/1up/ L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV]'', Zanichelli, Bologna, 1909. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/lartedibenvenut00supigoog L'arte di Benvenuto Cellini]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1901. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/sandrobotticelli00supi/page/n8/mode/1up Sandro Botticelli]'', Fr. Alinari - B. Seeber Editori, Firenze, 1900. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Supino, Igino Benvenuto}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] 3a9hph19zdv3kc5vuixguw8mth41dyc 1413591 1413590 2026-05-16T05:18:21Z Gaux 18878 /* Citazioni di Igino Benvenuto Supino */ wlink 1413591 wikitext text/x-wiki [[File:Igino Benvenuto Supino.jpg|thumb|Igino Benvenuto Supino]] '''Igino Benvenuto Supino''' (1858 – 1940), storico dell'arte e docente italiano. ==Citazioni di Igino Benvenuto Supino== *Il [[Benvenuto Cellini|Cellini]] risente nelle sue opere della incompiuta e non perfetta educazione: egli non riunì nelle sue mani le tre arti, come molti artefici del primo periodo del Rinascimento o qualcuno dei suoi contemporanei: a lui fanno difetto il sentimento architettonico e il gusto pittorico. Se egli fosse stato anche architetto, non ci avrebbe dato certo la elegante base del Perseo: ma avrebbe più organicamente concepito tutto l'insieme dell'opera, così da renderla più equilibrata e più solidamente costruita. Se avesse posseduto il senso pittorico, avrebbe studiato con meno monotona insistenza tutti i particolari delle sue sculture per cercare invece, con la varietà della tecnica, una maggiore efficacia; ma quel trattare egualmente, con lo stesso sentimento, con la stessa finitezza le parti accessorie e le principali, non può a meno di togliere all'opera energia e vita.<ref>Da ''L'arte di Benvenuto Cellini'', p. 15.</ref> *{{NDR|[[Alessandro D'Ancona]]}} Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse [[Alessandro D'Ancona]].<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Igino Benvenuto Supino, ''Ricordi intimi'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/248/mode/1up p. 248].</ref> ==''Gli albori dell'arte fiorentina''== *È ormai dimostrato che il [[Rinascimento]], dovuto in principal modo ai Fiorentini, più che agli esempi dell'architettura romana si ispirasse a quelli della scuola romanica della stessa Firenze. Gli archi girati sulle colonne, gli architravi piegati ad angolo retto come le cornici di un quadro, le finestre i cui stipiti girano senza interruzione sull'arco {{sic|respettivo}}, e tante altre particolarità dell'architettura fiorentina del Rinascimento, non hanno riscontro negli antichi monumenti, ma soltanto negli edifizi medievali di questa città. (pp. 111-112) *È più difficile rintracciare le opere di [[Arnolfo di Cambio|Arnolfo]] architetto, che di Arnolfo scultore. Se di questo rimangono documenti e monumenti sicuri, e si hanno testimonianze non dubbie della sua maestria, dell'architetto non sappiamo che quanto ne scrisse il Vasari; e nella sua Santa Reparata non resta che il ricordo nella lapide oggi murata sul fianco della Cattedrale di fronte al Campanile. (p. 122) *[...] che Arnolfo usasse le rose, le cuspidi, i pinnacoli, le foglie rampanti ed altre forme decorative dell'arte gotica, nessuno può mettere in dubbio; che usasse i contrafforti e i finestroni divisi a più scompartimenti non abbiamo argomenti per ammettere o per negare. Tuttavia egli non può davvero essere considerato l'importatore dell'arco acuto e tanto meno delle cuspidi, delle guglie, dei pinnacoli, tutte forme decorative che si trovano già usate da {{sic|Niccola}}<ref>Nicola Pisano (1215/1220 – 1278/1284), scultore e architetto italiano.</ref> nelle architetture che arricchiscono gli sfondi negli specchi del pulpito senese<ref>Il pulpito del battistero di Pisa.</ref>. (p. 159) ==''Il Camposanto di Pisa''== *[...] gli affreschi del [[Antonio Veneziano|Veneziano]] {{NDR|nel Camposanto di Pisa}} conservano ancora nelle parti intatte vivacità straordinaria di tinte, le quali si mostrano più limpide, più delicate e meno tormentate che nelle altre pitture, per il merito appunto ch'ebbe l'artista di averle sapute adoprare con maggiore sapienza e abilità degli altri: [...]. (p. 134) *Che l'educazione artistica di Antonio {{NDR|Veneziano}} sia tutta fiorentina è ormai chiaramente dimostrato, e basterebbe a confermarlo il carattere delle sue pitture nel Camposanto pisano; che egli poi fosse nato a Venezia, non v'ha più chi ponga in dubbio nonostante la contraria affermazione del Baldinucci<ref>Filippo Baldinucci (1624 – 1697), storico dell'arte, politico e pittore italiano.</ref>. [...]. Ma sebbene nato a Venezia, nulla di veneziano è rimasto nella sua pittura, che anzi egli si palesa sempre continuatore delle tradizioni giottesche, pur arrecando nuovo e potente contributo al progresso dell'arte con lo studio accurato e intelligente delle forme, e con la più esatta riproduzione e interpretazione del vero. (p. 134) *Non è solo il numero delle storie dipinte che rende notevole e veramente straordinaria l'opera di [[Benozzo Gozzoli|Benozzo]] nel Camposanto, ma è l'abilità, la fantasia, l'ingegno facile e pronto, la potenza meravigliosa che in questi freschi<ref>Affreschi</ref> sfoggia il grande scolaro dell'Angelico, che fanno tuttavia meravigliare i visitatori e gli studiosi di questo monumento, i quali pur sanno che non in due anni come avrebbe voluto il Vasari, e come non sarebbe umanamente possibile, ma in sedici Benozzo {{sic|diè}} finito così ''terribile'' lavoro. (p. 195) *Certo, studiando il nostro artista {{NDR|Benozzo Gozzoli}} nelle opere lavorate a Pisa, non si può non osservare come egli apparisca anche più che negli altri lavori suoi, pittore di genere, dimentico troppo di sovente della maniera e delle massime del suo grande maestro<ref>Il [[Beato Angelico]].</ref>.<br>In questi suoi ultimi affreschi<ref>Gli affreschi eseguiti nel Camposanto di Pisa.</ref> infatti le composizioni si affollano talvolta senza ragione, le figure hanno contorni duri, taglienti e costruzioni errate, specie nelle estremità inferiori, che dimostrano quanto poco curasse d'intendere e di rendere la costruzione anatomica della figura umana. (pp. 197-198) ==''L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV''== *Si vuole per tradizione ormai accolta e indiscussa che la chiesa {{NDR|la basilica di San Petronio di Bologna}} immaginata da maestro Antonio<ref name="maestro_antonio"/> fosse a croce latina, con braccia sviluppatissime, con una grandissima e altissima cupola sulla crociera, con un coro a deambulatorio e cappelle raggianti... Ma questa tradizione ha qualche fondamento di verità?<br>Nessuna particolare indicazione intorno al disegno del San Petronio possediamo prima del secolo XVI; e la tradizione ora accennata popolare ed erudita insieme nasce soltanto nel seicento, né certo risale benché tanto fortunata oltre ai progetti e alle piante del secolo precedente. (pp. 99-100) *Mentre lentamente si continuava la fabbrica del San Petronio i tempi mutuavano e coi tempi i gusti degli uomini. Firenze aveva già coronato per opera del Brunellesco<ref>[[Filippo Brunelleschi]].</ref> la sua Cattedrale, Milano si gloriava per la bellezza e magnificenza del suo Duomo. Bologna non doveva esser da meno: e poiché non si poteva vincere le altre due chiese in ricchezza di ornati e di decorazioni, si volle almeno sorpassarle in grandiosità, e si continuò a fabbricare nuove campate, oltre quelle volute dal disegno primitivo di maestro Antonio<ref name="maestro_antonio">Antonio di Vincenzo (1350 – 1401/1402), architetto italiano.</ref>. (pp. 136-137) *Nell'interno del San Petronio non solo la pianta quadrata delle volte mediane, ma le proporzioni generali della costruzione, nonché quel singolare carattere di parsimonia, anzi di povertà, richiamano {{sic|a}} [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore|Santa Maria del Fiore]].<br>Mentre però in questa chiesa alla linea verticale dell'arco acuto si contrappose, per un innato sentimento classico, il ballatoio, quasi per contrastare l'effetto slanciato dell'arco stesso, e per distruggere la logica significazione della struttura gotica, nel San Petronio nessun elemento estraneo turba la interna grandiosità dello spazio e l'arduo slancio delle vôlte: onde più pieno e vivo è l'effetto che produce la chiesa bolognese in confronto alla fiorentina. (p. 139) ==''Sandro Botticelli''== *[...] non si può dire davvero maestro di nuove forme né d'una tecnica nuova dell'arte; eppure altri meglio di lui riuscirono a darci opere sanamente costituite e sapientemente condotte; ma più di lui nessuno ebbe il culto dell'ideale sentimentalità, l'immaginazione potente e originale. Lo spirito con cui Sandro anima le sue figure – esseri deboli e nervosi – la leggiadra mollezza dei movimenti, la grazia ricercata, la mobile fantasia, riescono a suscitare negli animi degli osservatori moderni pensieri indefiniti, sentimenti misteriosi, fascini irrivelabili. (pp. 3-4) *Per giungere alla viva e penetrante interpretazione del sentimento, sia nella grazia sia nella forza, agita, piega, contorce quasi, le sue eleganti figure; ma con raffinata abilità ne accarezza le forme, ne segue le linee nei più minuti particolari. Egli apre gli occhi alle sue donne con espressione ora d'intensa melanconia o di profonda mestizia, ora di languida sentimentalità o di sensuale aspirazione; e riesce a infondere nel loro sguardo una vaga parvenza di sogno o un senso di desiderio indeterminato; modella le bocche con voluttà, ondeggia i capelli flessuosi e dorati dando un carattere decorativo alle {{sic|treccie}}, alle vesti, a tutto: è insomma un vero e appassionato adoratore della forma. (p. 4) *Nessuno più di lui ha mai posseduto il ritmo della linea, lo spirito del movimento, l'espressione della vita mossa e agitata. (p. 4) *Chi seppe al pari del Botticelli esprimere questo particolare indirizzo dell'arte nuova nella riproduzione della vita, del movimento e del sentimento intimo e profondo? Non il [[Domenico Ghirlandaio|Ghirlandaio]], grandissimo pittore, ma «quasi impassibile spettatore, come scrive il Pater, dell'azione che gli si svolge innanzi;<ref>''Studies in the history of the Renaissance'', pag. 43. {{NDR|N.d.A.}}</ref>» non [[Benozzo Gozzoli]], abbondante e piacevole narratore, ma troppo spesso superficiale. Il [[Andrea del Verrocchio|Verrocchio]] e il [[Antonio del Pollaiolo|{{sic|Pollaiuolo}}]] esercitarono poco la pittura; cosicché Sandro si può dire a ragione l'artista più originale, più moderno, più suggestivo del suo tempo, eccezion fatta per [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (p. 6) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/glialboridellar00supigoog Gli albori dell'arte fiorentina]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1906. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/ilcamposantodipi00supi_0 Il Camposanto di Pisa]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1896. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/larchitetturasac00supi/page/n6/mode/1up/ L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV]'', Zanichelli, Bologna, 1909. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/lartedibenvenut00supigoog L'arte di Benvenuto Cellini]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1901. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/sandrobotticelli00supi/page/n8/mode/1up Sandro Botticelli]'', Fr. Alinari - B. Seeber Editori, Firenze, 1900. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Supino, Igino Benvenuto}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] of604hngh30d81ylw4iffqs5big9e9j 1413593 1413591 2026-05-16T05:37:36Z Gaux 18878 /* Citazioni di Igino Benvenuto Supino */ altra sul D'Ancona 1413593 wikitext text/x-wiki [[File:Igino Benvenuto Supino.jpg|thumb|Igino Benvenuto Supino]] '''Igino Benvenuto Supino''' (1858 – 1940), storico dell'arte e docente italiano. ==Citazioni di Igino Benvenuto Supino== *{{NDR|[[Alessandro D'Ancona]]}} Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Igino Benvenuto Supino, ''Ricordi intimi'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/248/mode/1up p. 250].</ref> *Il [[Benvenuto Cellini|Cellini]] risente nelle sue opere della incompiuta e non perfetta educazione: egli non riunì nelle sue mani le tre arti, come molti artefici del primo periodo del Rinascimento o qualcuno dei suoi contemporanei: a lui fanno difetto il sentimento architettonico e il gusto pittorico. Se egli fosse stato anche architetto, non ci avrebbe dato certo la elegante base del Perseo: ma avrebbe più organicamente concepito tutto l'insieme dell'opera, così da renderla più equilibrata e più solidamente costruita. Se avesse posseduto il senso pittorico, avrebbe studiato con meno monotona insistenza tutti i particolari delle sue sculture per cercare invece, con la varietà della tecnica, una maggiore efficacia; ma quel trattare egualmente, con lo stesso sentimento, con la stessa finitezza le parti accessorie e le principali, non può a meno di togliere all'opera energia e vita.<ref>Da ''L'arte di Benvenuto Cellini'', p. 15.</ref> *{{NDR|Alessandro D'Ancona}} Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse [[Alessandro D'Ancona]].<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Igino Benvenuto Supino, ''Ricordi intimi'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/248/mode/1up p. 248].</ref> ==''Gli albori dell'arte fiorentina''== *È ormai dimostrato che il [[Rinascimento]], dovuto in principal modo ai Fiorentini, più che agli esempi dell'architettura romana si ispirasse a quelli della scuola romanica della stessa Firenze. Gli archi girati sulle colonne, gli architravi piegati ad angolo retto come le cornici di un quadro, le finestre i cui stipiti girano senza interruzione sull'arco {{sic|respettivo}}, e tante altre particolarità dell'architettura fiorentina del Rinascimento, non hanno riscontro negli antichi monumenti, ma soltanto negli edifizi medievali di questa città. (pp. 111-112) *È più difficile rintracciare le opere di [[Arnolfo di Cambio|Arnolfo]] architetto, che di Arnolfo scultore. Se di questo rimangono documenti e monumenti sicuri, e si hanno testimonianze non dubbie della sua maestria, dell'architetto non sappiamo che quanto ne scrisse il Vasari; e nella sua Santa Reparata non resta che il ricordo nella lapide oggi murata sul fianco della Cattedrale di fronte al Campanile. (p. 122) *[...] che Arnolfo usasse le rose, le cuspidi, i pinnacoli, le foglie rampanti ed altre forme decorative dell'arte gotica, nessuno può mettere in dubbio; che usasse i contrafforti e i finestroni divisi a più scompartimenti non abbiamo argomenti per ammettere o per negare. Tuttavia egli non può davvero essere considerato l'importatore dell'arco acuto e tanto meno delle cuspidi, delle guglie, dei pinnacoli, tutte forme decorative che si trovano già usate da {{sic|Niccola}}<ref>Nicola Pisano (1215/1220 – 1278/1284), scultore e architetto italiano.</ref> nelle architetture che arricchiscono gli sfondi negli specchi del pulpito senese<ref>Il pulpito del battistero di Pisa.</ref>. (p. 159) ==''Il Camposanto di Pisa''== *[...] gli affreschi del [[Antonio Veneziano|Veneziano]] {{NDR|nel Camposanto di Pisa}} conservano ancora nelle parti intatte vivacità straordinaria di tinte, le quali si mostrano più limpide, più delicate e meno tormentate che nelle altre pitture, per il merito appunto ch'ebbe l'artista di averle sapute adoprare con maggiore sapienza e abilità degli altri: [...]. (p. 134) *Che l'educazione artistica di Antonio {{NDR|Veneziano}} sia tutta fiorentina è ormai chiaramente dimostrato, e basterebbe a confermarlo il carattere delle sue pitture nel Camposanto pisano; che egli poi fosse nato a Venezia, non v'ha più chi ponga in dubbio nonostante la contraria affermazione del Baldinucci<ref>Filippo Baldinucci (1624 – 1697), storico dell'arte, politico e pittore italiano.</ref>. [...]. Ma sebbene nato a Venezia, nulla di veneziano è rimasto nella sua pittura, che anzi egli si palesa sempre continuatore delle tradizioni giottesche, pur arrecando nuovo e potente contributo al progresso dell'arte con lo studio accurato e intelligente delle forme, e con la più esatta riproduzione e interpretazione del vero. (p. 134) *Non è solo il numero delle storie dipinte che rende notevole e veramente straordinaria l'opera di [[Benozzo Gozzoli|Benozzo]] nel Camposanto, ma è l'abilità, la fantasia, l'ingegno facile e pronto, la potenza meravigliosa che in questi freschi<ref>Affreschi</ref> sfoggia il grande scolaro dell'Angelico, che fanno tuttavia meravigliare i visitatori e gli studiosi di questo monumento, i quali pur sanno che non in due anni come avrebbe voluto il Vasari, e come non sarebbe umanamente possibile, ma in sedici Benozzo {{sic|diè}} finito così ''terribile'' lavoro. (p. 195) *Certo, studiando il nostro artista {{NDR|Benozzo Gozzoli}} nelle opere lavorate a Pisa, non si può non osservare come egli apparisca anche più che negli altri lavori suoi, pittore di genere, dimentico troppo di sovente della maniera e delle massime del suo grande maestro<ref>Il [[Beato Angelico]].</ref>.<br>In questi suoi ultimi affreschi<ref>Gli affreschi eseguiti nel Camposanto di Pisa.</ref> infatti le composizioni si affollano talvolta senza ragione, le figure hanno contorni duri, taglienti e costruzioni errate, specie nelle estremità inferiori, che dimostrano quanto poco curasse d'intendere e di rendere la costruzione anatomica della figura umana. (pp. 197-198) ==''L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV''== *Si vuole per tradizione ormai accolta e indiscussa che la chiesa {{NDR|la basilica di San Petronio di Bologna}} immaginata da maestro Antonio<ref name="maestro_antonio"/> fosse a croce latina, con braccia sviluppatissime, con una grandissima e altissima cupola sulla crociera, con un coro a deambulatorio e cappelle raggianti... Ma questa tradizione ha qualche fondamento di verità?<br>Nessuna particolare indicazione intorno al disegno del San Petronio possediamo prima del secolo XVI; e la tradizione ora accennata popolare ed erudita insieme nasce soltanto nel seicento, né certo risale benché tanto fortunata oltre ai progetti e alle piante del secolo precedente. (pp. 99-100) *Mentre lentamente si continuava la fabbrica del San Petronio i tempi mutuavano e coi tempi i gusti degli uomini. Firenze aveva già coronato per opera del Brunellesco<ref>[[Filippo Brunelleschi]].</ref> la sua Cattedrale, Milano si gloriava per la bellezza e magnificenza del suo Duomo. Bologna non doveva esser da meno: e poiché non si poteva vincere le altre due chiese in ricchezza di ornati e di decorazioni, si volle almeno sorpassarle in grandiosità, e si continuò a fabbricare nuove campate, oltre quelle volute dal disegno primitivo di maestro Antonio<ref name="maestro_antonio">Antonio di Vincenzo (1350 – 1401/1402), architetto italiano.</ref>. (pp. 136-137) *Nell'interno del San Petronio non solo la pianta quadrata delle volte mediane, ma le proporzioni generali della costruzione, nonché quel singolare carattere di parsimonia, anzi di povertà, richiamano {{sic|a}} [[Cattedrale di Santa Maria del Fiore|Santa Maria del Fiore]].<br>Mentre però in questa chiesa alla linea verticale dell'arco acuto si contrappose, per un innato sentimento classico, il ballatoio, quasi per contrastare l'effetto slanciato dell'arco stesso, e per distruggere la logica significazione della struttura gotica, nel San Petronio nessun elemento estraneo turba la interna grandiosità dello spazio e l'arduo slancio delle vôlte: onde più pieno e vivo è l'effetto che produce la chiesa bolognese in confronto alla fiorentina. (p. 139) ==''Sandro Botticelli''== *[...] non si può dire davvero maestro di nuove forme né d'una tecnica nuova dell'arte; eppure altri meglio di lui riuscirono a darci opere sanamente costituite e sapientemente condotte; ma più di lui nessuno ebbe il culto dell'ideale sentimentalità, l'immaginazione potente e originale. Lo spirito con cui Sandro anima le sue figure – esseri deboli e nervosi – la leggiadra mollezza dei movimenti, la grazia ricercata, la mobile fantasia, riescono a suscitare negli animi degli osservatori moderni pensieri indefiniti, sentimenti misteriosi, fascini irrivelabili. (pp. 3-4) *Per giungere alla viva e penetrante interpretazione del sentimento, sia nella grazia sia nella forza, agita, piega, contorce quasi, le sue eleganti figure; ma con raffinata abilità ne accarezza le forme, ne segue le linee nei più minuti particolari. Egli apre gli occhi alle sue donne con espressione ora d'intensa melanconia o di profonda mestizia, ora di languida sentimentalità o di sensuale aspirazione; e riesce a infondere nel loro sguardo una vaga parvenza di sogno o un senso di desiderio indeterminato; modella le bocche con voluttà, ondeggia i capelli flessuosi e dorati dando un carattere decorativo alle {{sic|treccie}}, alle vesti, a tutto: è insomma un vero e appassionato adoratore della forma. (p. 4) *Nessuno più di lui ha mai posseduto il ritmo della linea, lo spirito del movimento, l'espressione della vita mossa e agitata. (p. 4) *Chi seppe al pari del Botticelli esprimere questo particolare indirizzo dell'arte nuova nella riproduzione della vita, del movimento e del sentimento intimo e profondo? Non il [[Domenico Ghirlandaio|Ghirlandaio]], grandissimo pittore, ma «quasi impassibile spettatore, come scrive il Pater, dell'azione che gli si svolge innanzi;<ref>''Studies in the history of the Renaissance'', pag. 43. {{NDR|N.d.A.}}</ref>» non [[Benozzo Gozzoli]], abbondante e piacevole narratore, ma troppo spesso superficiale. Il [[Andrea del Verrocchio|Verrocchio]] e il [[Antonio del Pollaiolo|{{sic|Pollaiuolo}}]] esercitarono poco la pittura; cosicché Sandro si può dire a ragione l'artista più originale, più moderno, più suggestivo del suo tempo, eccezion fatta per [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. (p. 6) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/glialboridellar00supigoog Gli albori dell'arte fiorentina]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1906. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/ilcamposantodipi00supi_0 Il Camposanto di Pisa]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1896. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/larchitetturasac00supi/page/n6/mode/1up/ L'architettura sacra in Bologna nei secoli XIII e XIV]'', Zanichelli, Bologna, 1909. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/lartedibenvenut00supigoog L'arte di Benvenuto Cellini]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1901. *Igino Benvenuto Supino, ''[https://archive.org/details/sandrobotticelli00supi/page/n8/mode/1up Sandro Botticelli]'', Fr. Alinari - B. Seeber Editori, Firenze, 1900. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Supino, Igino Benvenuto}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] n6nozu5j0bgwcfl6q2s8j4tl7assbnr Claudia Catani 0 166592 1413605 1398882 2026-05-16T07:12:45Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413605 wikitext text/x-wiki '''Claudia Catani''' (1969 – vivente), doppiatrice italiana. ==Citazioni di Claudia Catani== *[[Ferruccio Amendola]] ha segnato l'avvio del doppiaggio moderno. Uno spartiacque tra le sonorità melodiche e vagamente auto compiacenti del cinema fine anni cinquanta e l'avvento delle interpretazioni più naturalistiche nella pellicola a colori. Amendola è il capostipite di un suono più "buttato via", più "sporco", non impostato o sofisticato. Con lui è cambiato anche il rapporto voce-microfono.<ref name=Ceccarelli>Dall'intervista di Alessandro Ceccarelli, ''[http://www.quotidianolavoce.it/2019/09/11/spettacoli-claudia-catani-la-voce-del-cinema-italiano/ Spettacoli: Claudia Catani, "la voce" del cinema italiano]'', ''La Voce.it'', 11 settembre 2019.</ref> *Il doppio-attore deve essere sempre più preparato. Continuare a studiare, allenare la voce nel canto e nella dizione, usufruire della bioenergetica, calcare le scene, partecipare a corsi di formazione e laboratori esperienziali, vivere consapevolmente il proprio corpo in modo da abitarlo sufficientemente perché possa essere al servizio di traduzione del sentire d'altri, in condizioni meno propizie, ma piuttosto al riparo dal rischio di fallire interamente. Un attore deve essere sempre tale, al buio in una sala di registrazione, alla radio, a teatro... Deve conoscersi, conoscere l'umanità, maturare la propria capacità espressiva. Il doppio-attore non ci mette la faccia. Ha meno da perdere. Ci metta almeno tanta consapevolezza.<ref name=Ceccarelli /> *Mi piace il silenzio da cui sgorga una parola vera. Un gesto essenziale. Mi piacciono le pause. Imprendere il nulla. Lasciare al vuoto della presenza l'emersione dell'atto puro.<ref name=Ceccarelli /> *Preferisco ricordare che non "sono", se non al servizio della creatività.<ref name=Ceccarelli /> *Ricordo il direttore [[Carlo Romano]] – la voce italiana di [[Jerry Lewis]] – un uomo affettuoso e autoritario al contempo. Mi dava colpetti sulla schiena per darmi il tempo della battuta. Un po' lo temevo. Ma una volta gli chiesi perché fosse ciccione. Mia nonna mi fulminò. Un attore di carattere. Il doppiaggio si è realizzato inizialmente grazie ad attori di cinema e teatro. [[Alberto Sordi]] era un rumorista e poi diventò la voce di Ollio. La signora [[Lydia Simoneschi]] voce di [[Ingrid Bergman]] e [[Bettie Davis]]; [[Rosetta Calavetta|Rosa Calavetta]] voce di [[Marilyn Monroe]], Panicali di [[John Wayne]]. E poi più recentemente [[Paolo Stoppa|Stoppa]], [[Gigi Proietti|Proietti]], [[Giancarlo Giannini]], [[Gianni Musy]] tra i numerosi altri... Ho iniziato così, in un'epoca in cui nessuno in Italia era minimamente in grado di guardare film in lingua originale.<ref name=Ceccarelli /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Mystic Pizza]]'' (1988) *''[[Boxing Helena]]‎'' (1993) *''[[Hong Kong Express]]'' (1994) *''[[Poeti dall'inferno]]'' (1995) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Potere assoluto]]‎'' (1997) *''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998) *''[[Il talento di Mr. Ripley]]‎'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]]'' (1999) *''[[Bounce (film)|Bounce]]'' (2000) *''[[Rapimento e riscatto]]'' (2000) *''[[Scream 3]]'' (2000) *''[[Alì (film)|Alì]]'' (2001) *''[[Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!]]'' (2001) *''[[Quando l'amore è magia - Serendipity]]'' (2001) *''[[Sweet November - Dolce novembre]]'' (2001) *''[[Wasabi]]'' (2001) *''[[Duetto a tre]]'' (2002) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' (2002) *''[[Johnny English]]'' (2003) *''[[Matrix Reloaded]]'' (2003) *''[[Crash - Contatto fisico]]'' (2004) *''[[The Libertine]]'' (2004) *''[[King Kong (film 2005)|King Kong]]‎'' (2005) *''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005) *''[[Bandidas]]'' (2006) *''[[Fast Food Nation]]‎'' (2006) *''[[L'età barbarica]]‎'' (2007) *''[[Next]]‎'' (2007) *''[[Certamente, forse]]'' (2008) *''[[Changeling]]'' (2008) *''[[Vicky Cristina Barcelona]]‎'' (2008) *''[[Wanted - Scegli il tuo destino]]'' (2008) *''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[Innocenti bugie]]'' (2010) *''[[L'acchiappadenti]]'' (2010) *''[[Red (film 2010) |Red]]'' (2010) *''[[State of Play]]'' (2010) *''[[Contagion]]'' (2011) *''[[Johnny English - La rinascita]]'' (2011) *''[[Il mio angolo di paradiso]]'' (2011) *''[[Unknown - Senza identità]]'' (2011) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Dredd - Il giudice dell'apocalisse]]'' (2012) *''[[Skyfall]]'' (2012) *''[[Shadowhunters - Città di ossa]]'' (2013) *''[[Red 2]]'' (2013) *''[[300 - L'alba di un impero]]'' (2014) *''[[Automata (film)|Automata]]'' (2014) *''[[Magic in the Moonlight]]'' (2014) *''[[Maleficent]]'' (2014) *''[[Joker - Wild Card]]'' (2015) *''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015) *''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015) *''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]‎'' (2016) *''[[Money Monster - L'altra faccia del denaro]]'' (2016) *''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016) *''[[Il filo nascosto]]'' (2017) *''[[Il sacrificio del cervo sacro]]'' (2017) *''[[Justice League (film)|Justice League]]'' (2017) *''[[Life - Non oltrepassare il limite]]'' (2017) *''[[Mistero a Crooked House]]'' (2017) *''[[Wonder Woman (film 2017)|Wonder Woman]]'' (2017) *''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019) *''[[John Wick 3 - Parabellum]]'' (2019) *''[[Piccole donne (film 2019)|Piccole donne]]'' (2019) *''[[Offering to the Storm|Offerta alla tormenta]]'' (2020) *''[[Project Power]]'' (2020) *''[[Storia di Maria]]'' (2024) *''[[The Substance]]'' (2024) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Quando c'era Marnie]]'' (2014) *''[[Inside Out (film 2015)|Inside Out]]'' (2015) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997 - 2003) *''[[NCIS - Unità anticrimine]]'' (2003 - in corso) *''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]'' (2005 - 2010) *''[[Numb3rs]]'' (2005 - 2010) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Heroes]]'' (2006 - 2010) *''[[Pretty Little Liars]]'' (2010 - 2017) *''[[The Vampire Diaries]]'' (2011 - 2017) *''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 - 2019) *''[[The Fall - Caccia al serial killer]]'' (2013 - 2016) *''[[Lucifer (serie televisiva)|Lucifer]]'' (2016 - 2021) *''[[La casa di carta]]'' (2017 - 2021) *''[[Sex Education]]'' (2019 - 2023) *''[[Scissione (serie televisiva)|Scissione]]'' (2022 - 2025) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Daniele Giuliani]], cugino *[[Massimo Giuliani]], zio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Catani, Claudia}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] najn5xfqeb39jx7j7nn73lhqo8unabh Riccardo Rossi (doppiatore) 0 166705 1413604 1404417 2026-05-16T07:11:41Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413604 wikitext text/x-wiki [[File:Riccardo-Rossi.jpg|thumb|Riccardo Rossi nel 2014]] '''Riccardo Rossi''' (1963 – vivente), doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Riccardo Rossi== *Ho avuto la fortuna di fare tanti doppiaggi in tanti anni di carriera, di doppiare tanti attori. Sinceramente ci sono tanti attori a cui sono rimasto legato. Mi sono divertito a doppiare [[Adam Sandler]] in ''Zohan – Tutte le donne vengono al pettine'', ricordo che ridevo sempre mentre lo doppiavo, Christian Bale in ''American Psycho'' e ''American Hustle''.<ref name=Brandi>Dall'intervista di Valerio Brandi, ''[http://www.cinefarm.it/intervista-al-doppiatore-riccardo-rossi/ Intervista al doppiatore Riccardo Rossi]'', ''CineFarm'', 23 marzo 2016.</ref> *I film Disney sono tutti stupendi. Mi ritengo fortunato perché ho doppiato due film bellissimi come ''Il Re Leone'' e ''Gli Aristogatti''. Forse l’ultimo, ''Inside Out'', che è stupendo. Ma, tutti i film Disney, ripeto, sono bellissimi.<ref name=Brandi /> *{{NDR|Alla domanda a quale doppiaggio è più legato}} L’ultima è sempre quella a cui rimango più affezionato.<ref name=Brandi /> *{{NDR|Il [[doppiaggio]]}} Un ambiente come tutti gli ambienti lavorativi, forse più familiare. Bene o male si conoscono tutti da molto tempo, avendo lavorato quasi sempre insieme o perché ci si conosce da ragazzini.<ref>''[https://web.archive.org/web/20040401084333/http://alerossi.com/riccardorossi.html Intervista a Riccardo Rossi]'', su ''alerossi.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943) *''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1947) *''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'' (1961) *''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971) *''[[All That Jazz - Lo spettacolo continua]]'' (1979) *''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1983) *''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987) *''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989) *''[[Il padre della sposa (film 1991)|Il padre della sposa]]'' (1991) *''[[Robin Hood - Principe dei ladri]]'' (1991) *''[[Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York]]'' (1992) *''[[Alive - Sopravvissuti]]'' (1993) *''[[Buon compleanno Mr. Grape]]'' (1993) *''[[Geronimo (film)|Geronimo]]'' (1993) *''[[Il valzer del pesce freccia]]'' (1993) *''[[Una vita al massimo]]'' (1993) *''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994) *''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]'' (1994) *''[[Don Juan DeMarco maestro d'amore]]'' (1995) *''[[Empire Records]]'' (1995) *''[[Ritorno dal nulla]]'' (1995) *''[[Jerry Maguire]]'' (1996) *''[[L'incredibile volo]]'' (1996) *''[[Le onde del destino]]'' (1996) *''[[Sleepers]]'' (1996) *''[[Donnie Brasco]]'' (1997) *''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997) *''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997) *''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997) *''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997) *''[[Geremia il profeta]]'' (1998) *''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998) *''[[Vampires]]'' (1998) *''[[10 cose che odio di te]]'' (1999) *''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999) *''[[Dogma (film)|Dogma]]'' (1999) *''[[Il collezionista di ossa]]'' (1999) *''[[Il miglio verde]]'' (1999) *''[[Il mistero di Sleepy Hollow]]'' (1999) *''[[La nona porta]]'' (1999) *''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999) *''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]]'' (1999) *''[[The Boondock Saints - Giustizia finale]]'' (1999) *''[[28 giorni]]'' (2000) *''[[American Psycho]]'' (2000) *''[[Il sapore della vittoria]]'' (2000) *''[[Scoprendo Forrester]]'' (2000) *''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000) *''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001) *''[[Blow]]'' (2001) *''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'' (2001) *''[[Fast and Furious]]'' (2001) *''[[Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!]]'' (2001) *''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001) *''[[The One (film 2001)|The One]]'' (2001) *''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001) *''[[Quando l'amore è magia - Serendipity]]'' (2001) *''[[Rat Race]]'' (2001) *''[[The Rum Diary - Cronache di una passione]]'' (2001) *''[[Vanilla Sky]]'' (2001) *''[[24 ore (film)|24 ore]]'' (2002) *''[[Duetto a tre]]'' (2002) *''[[Equilibrium]]'' (2002) *''[[Il regno del fuoco]]'' (2002) *''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002) *''[[Il Signore degli Anelli - Le due torri]]'' (2002) *''[[Panic Room (film)|Panic Room]]'' (2002) *''[[Resident Evil (film)|Resident Evil]]'' (2002) *''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' (2002) *''[[2 Fast 2 Furious]]'' (2003) *''[[Amore estremo - Tough Love]]'' (2003) *''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003) *''[[C'era una volta in Messico]]'' (2003) *''[[Come farsi lasciare in 10 giorni]]'' (2003) *''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003) *''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003) *''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re]]'' (2003) *''[[L'acchiappasogni (film)|L'acchiappasogni]]'' (2003) *''[[S.W.A.T. - Squadra speciale anticrimine]]'' (2003) *''[[Terapia d'urto]]'' (2003) *''[[50 volte il primo bacio]]'' (2004) *''[[Blade: Trinity]]'' (2004) *''[[Collateral]]'' (2004) *''[[L'esorcista - La genesi]]'' (2004) *''[[Neverland - Un sogno per la vita]]'' (2004) *''[[Ocean's Twelve]]'' (2004) *''[[Secret Window]]'' (2004) *''[[Se mi lasci ti cancello]]'' (2004) *''[[Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare]]'' (2004) *''[[Constantine (film)|Constantine]]'' (2005) *''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]'' (2005) *''[[Il vento del perdono]]'' (2005) *''[[La guerra dei mondi (film 2005)|La guerra dei mondi]]'' (2005) *''[[Serenity]]'' (2005) *''[[Stealth - Arma suprema]]'' (2005) *''[[The Ring 2]]'' (2005) *''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006) *''[[Mission: Impossible III]]'' (2006) *''[[The Prestige]]'' (2006) *''[[Scoop (film 2006)|Scoop]]'' (2006) *''[[Io vi dichiaro marito e... marito]]'' (2007) *''[[La promessa dell'assassino]]'' (2007) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[Quel treno per Yuma (film 2007)|Quel treno per Yuma]]'' (2007) *''[[Redacted]]'' (2007) *''[[Strafumati]]'' (2008) *''[[Tropic Thunder]]'' (2008) *''[[Zohan - Tutte le donne vengono al pettine]]'' (2008) *''[[2012 (film)|2012]]'' (2009) *''[[Fast & Furious - Solo parti originali]]'' (2009) *''[[Funny People]]'' (2009) *''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009) *''[[Moon (film)|Moon]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[Terminator Salvation]]'' (2009) *''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'' (2009) *''[[5 giorni fuori]]'' (2010) *''[[Hereafter]]'' (2010) *''[[Insidious (film)|Insidious]]'' (2010) *''[[Salt]]'' (2010) *''[[The Town]]'' (2010) *''[[Bed Time]]'' (2011) *''[[Cowboys & Aliens (film)|Cowboys & Aliens]]'' (2011) *''[[A Dangerous Method]]'' (2011) *''[[Fast & Furious 5]]'' (2011) *''[[Midnight in Paris]]'' (2011) *''[[Mia moglie per finta]]'' (2011) *''[[The Rum Diary - Cronache di una passione]]'' (2011) *''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012) *''[[The Avengers (film 2012)|The Avengers]]'' (2012) *''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012) *''[[Safe House - Nessuno è al sicuro]]'' (2012) *''[[Underworld - Il risveglio]]'' (2012) *''[[American Hustle - L'apparenza inganna]]'' (2013) *''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]'' (2013) *''[[Machete Kills]]'' (2013) *''[[Oltre i confini del male - Insidious 2]]'' (2013) *''[[Iron Man 3]]'' (2013) *''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'' (2013) *''[[Sola nel buio (film 2013)|Sola nel buio]]'' (2013) *''[[Tutto può cambiare]]'' (2013) *''[[Boyhood]]'' (2014) *''[[Interstellar]]'' (2014) *''[[Avengers: Age of Ultron]]'' (2015) *''[[Il caso Spotlight]]'' (2015) *''[[Fast & Furious 7]]'' (2015) *''[[The Hateful Eight]]'' (2015) *''[[Pixels (film 2015)|Pixels]]'' (2015) *''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]'' (2016) *''[[Codice 999]]'' (2016) *''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016) *''[[Risorto]]'' (2016) *''[[The Do-Over]]'' (2016) *''[[The Great Wall]]'' (2016) *''[[Justice League (film)|Justice League]]'' (2017) *''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017) *''[[La La Land]]'' (2017) *''[[Thor: Ragnarok]]'' (2017) *''[[Tre manifesti a Ebbing, Missouri]]'' (2017) *''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018) *''[[Extinction (film 2018)|Extinction]]'' (2018) *''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018) *''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018) *''[[Avengers: Endgame]]'' (2019) *''[[C'era una volta a... 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Io gli dissi: "Ma come tu sei un regista, fammi fare tu una parte nel tuo film". E lui mi disse: "Nel prossimo film scriverò un personaggio per te". Io l'ho presa un po' così, invece fu la verità. Tanto è vero che nel film {{NDR|''[[Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica]]''}} io mi chiamo Michele Gammino proprio perché è stato scritto per me. E quando siamo stati sul set mi ha detto: "Che facciamo? Lo lasciamo così?" E perché no! In fin dei conti il mio è un cognome siciliano, infatti sono figlio di palermitani. Quindi, andava benissimo.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=0bs3UMDcjPc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Io sono cresciuto nel mito di [[Giuseppe Rinaldi |Peppino Rinaldi]], di [[Pino Locchi]] sono i miei grandi maestri involontari, nel senso che stando vicino a loro ho cercato di migliorare per cercare di arrivare alla loro grande bravura e quindi quando sono arrivato a questo premio {{NDR|Nastro d'argento miglior doppiaggio maschile in ''[[Le verità nascoste]]''}} e che mi metteva in quella scia, è stata una grandissima emozione.<ref name= Razza /> *Una cosa della quale sono molto felice diciamolo e che me lo riconoscono i giovani di adesso è che io ho doppiato sì tanti attori importanti, ma soprattutto tanti film che sono veramente rimasti e sono tuttora ogni volta che passano in televisione, hanno ancora un grande ascolto e che sono dei grandi titoli tipo ''[[Balla coi Lupi]]'', tipo ''[[JFK - Un caso ancora aperto|JFK]]'', tipo tutti i film di [[Jack Nicholson]], ''Indiana Jones'', tutti questi… insomma ''[[Pretty Woman]]'' sono tutti film che sono nella storia del cinema, insomma, diciamo degli anni che mi riguardano. ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' un film importantissimo in cui doppiavo [[Bob Hoskins]] e anche quello insomma rimane, ecco, rimane e allora mi fa molto piacere, insomma ecco essere lì, c'è una testimonianza che rimane, che ci sei stato.<ref name= Razza /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[L'ultimo treno da Mosca]]'' (1937) *''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950) *''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958) *''[[Carovana di fuoco]]'' (1967) *''[[Preparati la bara!]]'' (1968) *''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968) *''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971) *''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971) *''[[Panico a Needle Park]]'' (1971) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[Agente 007 - Vivi e lascia morire]]'' (1973) *''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973) *''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974) *''[[Profumo di donna]]'' (1974) *''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975) *''[[Il messia]]'' (1975) *''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' (1975) *''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976) *''[[Guerre stellari (film 1977)|Guerre stellari]]'' (1977) *''[[I nuovi mostri]]'' (1977) *''[[La banda del trucido]]'' (1977) *''[[L'orca assassina]]'' (1977) *''[[I guerrieri della notte]]'' (1979) *''[[Io sto con gli ippopotami]]'' (1979) *''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979) *''[[American Gigolò]]'' (1980) *''[[L'Impero colpisce ancora]]'' (1980) *''[[The Blues Brothers]]'' (1980) *''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981) *''[[I predatori dell'Arca perduta]]'' (1981) *''[[Blade Runner]]'' (1982) *''[[La cosa (film 1982)|La cosa]]'' (1982) *''[[Monty Python - Il senso della vita]]'' (1983; ridoppiaggio 2004) *''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984) *''[[Il giorno degli zombi]]'' (1985) *''[[I Goonies]]'' (1985) *''[[Rocky IV]]'' (1985) *''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]'' (1986) *''[[Velluto blu]]'' (1986) *''[[007 - Zona pericolo]]'' (1987) *''[[Balle spaziali]]'' (1987) *''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987) *''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit?]]'' (1988) *''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988) *''[[Frantic]]'' (1988) *''[[Il tempo dei gitani]]'' (1988) *''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988) *''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989) *''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989) *''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989) *''[[Jacknife - Jack il coltello]]'' (1989) *''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989) *''[[Tango & Cash]]'' (1989) *''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989) *''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990) *''[[Atto di forza]]'' (1990) *''[[Balla coi lupi]]'' (1990) *''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990) *''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990) *''[[Pretty Woman]]'' (1990) *''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990) *''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990) *''[[Hook - Capitan Uncino]]'' (1991) *''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991) *''[[Scuola di eroi]]'' (1991) *''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'' (1991) *''[[Tutte le manie di Bob]]'' (1991) *''[[Codice d'onore]]'' (1992) *''[[L'armata delle tenebre]]'' (1992) *''[[Trappola in alto mare]]'' (1992) *''[[Geronimo (film)|Geronimo]]'' (1993) *''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993) *''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993) *''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993) *''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993) *''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993) *''[[Un mondo perfetto]]'' (1993) *''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994) *''[[Sfida tra i ghiacci]]'' (1994) *''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995) *''[[Heat - La sfida]]'' (1995) *''[[Il primo cavaliere]]'' (1995) *''[[Jumanji]]'' (1995) *''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995) *''[[Sabrina (film 1995)|Sabrina]]'' (1995) *''[[Seven]]'' (1995) *''[[The Net - Intrappolata nella rete]]'' (1995) *''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996) *''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997) *''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997) *''[[L'ombra del diavolo]]'' (1997) *''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997) *''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997) *''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997) *''[[Blade (film)|Blade]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[Sex Crimes - Giochi pericolosi]]'' (1998) *''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998) *''[[The Patriot (film 1998)|The Patriot]]'' (1998) *''[[Cielo d'ottobre]]'' (1999) *''[[Ester (film)|Ester]]'' (1999) *''[[Mansfield Park]]'' (1999) *''[[Se scappi, ti sposo]]'' (1999) *''[[Ferite mortali]]'' (2001) *''[[A proposito di Schmidt]]'' (2002) *''[[Infiltrato speciale]]'' (2002) *''[[K-19]]'' (2002) *''[[Hollywood Homicide]]'' (2003) *''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003) *''[[Terapia d'urto]]'' (2003) *''[[Terminator 3 - Le macchine ribelli]]'' (2003) *''[[Underworld]]'' (2003) *''[[Collateral]]'' (2004) *''[[Se mi lasci ti cancello]]'' (2004) *''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005) *''[[The Exorcism of Emily Rose]]'' (2005) *''[[The Interpreter]]'' (2005) *''[[The Jacket]]'' (2005) *''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'' (2006) *''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006) *''[[Intrigo a Berlino]]'' (2006) *''[[Michael Clayton]]'' (2007) *''[[Non è mai troppo tardi]]'' (2007) *''[[Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street]]'' (2007) *''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008) *''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008) *''[[A Dangerous Man - Solo contro tutti]]'' (2009) *''[[Brüno]]'' (2009) *''[[Born to Raise Hell]]'' (2010) *''[[Come lo sai]]'' (2010) *''[[Letters to Juliet]]'' (2010) *''[[Machete (film 2010)|Machete]]'' (2010) *''[[The Tourist]]'' (2010) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[Mia moglie per finta]]'' (2011) *''[[The Iron Lady]]'' (2011) *''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'' (2011) *''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012) *''[[Men in Black 3]]'' (2012) *''[[Ruby Sparks]]'' (2012) *''[[Ender's Game]]'' (2013) *''[[L'uomo d'acciaio]]'' (2013) *''[[Red 2]]'' (2013) *''[[3 Days to Kill]]'' (2014) *''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014) *''[[Interstellar]]'' (2014) *''[[Adaline - L'eterna giovinezza]]'' (2015) *''[[Garm Wars - L'ultimo druido]]'' (2015) *''[[Star Wars: Il risveglio della Forza]]'' (2015) *''[[Batman v Superman: Dawn of Justice]]'' (2016) *''[[Blade Runner 2049]]'' (2017) *''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'' (2019) *''[[Highwaymen - L'ultima imboscata]]'' (2019) *''[[Judy (film)|Judy]]'' (2019) *''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023) *''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[La collina dei conigli]]'' (1978) *''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994) *''[[Bionicle - La leggenda di Metru Nui]]'' (2004) *''[[Paprika - Sognando un sogno]]'' (2006) ===Serie animate=== *''[[Le avventure del bosco piccolo]]'' (1993-1995) ===Serie televisive=== {{div col}} *''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976) *''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977) *''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978) *''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985) *''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995) *''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995) *''[[Paso adelante]]'' (2002 - 2005) *''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003 - 2008) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2009) *''[[Hart of Dixie]]'' (2011 - 2015) *''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 – 2019) *''[[La Bibbia (miniserie televisiva)|La Bibbia]]'' (2013) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Roberto Gammino]], figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gammino, Michele}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] ekx5sez2i9gudf7hhviot05rv3qkon2 Dario Penne 0 167136 1413621 1412404 2026-05-16T11:43:23Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413621 wikitext text/x-wiki [[File:Dario Penne.jpg|thumb|upright=1.5|Dario Penne]] '''Dario Penne''' (1938 – 2023), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Dario Penne== *Il primo protagonista che ho fatto al doppiaggio me l'ha fatto fare Renato Cominetti che stava alla S.A.S, era un dei direttori più importanti della S.A.S.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo Di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 24 settembre 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=mYW3pkJMTe4 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *La cosa più importante è la professionalità, che vuol dire tutto. Significa che il regista è preparato, sa quello che vuole, sa spiegartelo e nello stesso tempo non ti è addosso, non ti opprime insomma. Ti lascia anche libero quando hai capito quello che devi fare, di farlo tu insomma. E queste sono le doti più importanti secondo me sia per un regista sia per un direttore di doppiaggio.<ref name= Razza /> *Mi sono trasferito a Milano ed ho fatto uno spettacolo con [[Giorgio Strehler]], anche. Ah, sì sì. Infatti ero molto, molto felice di ciò e devo dire che Strehler era una persona incredibile di una bravura e di... per carità era un gigione, era un esagerato. Quando aveva voglia, in certi pomeriggi di prove, lavorava solo lui. Tutti gli attori giù in platea e recitava lui tutte le parti. Però era bravo, bravo, bravo, bravo ed è uno che mi ha insegnato moltissimo.<ref name= Razza /> *Non è che c'è tanto tempo per studiare quando si fa il doppiaggio. Voglio dire, molto spesso non si vede neanche il film prima, una volta sì. Questo sì, ''[[Il silenzio degli innocenti]]'' sì l'ho visto prima, me l'hanno fatto vedere prima ma non capita spesso. Spesso si arriva in sala senza neanche sapere quello che si deve fare e ci si trova di fronte il film per cui non c'è tempo veramente appunto di studiare però la cosa importante è che il direttore appunto sia bravo, sia professionale, sia preparato, sappia spiegarti esattamente bene quello che succede. Quello che succede in quel momento. Quello che è successo prima. Quello che succederà dopo per cui entri in qualche modo nel personaggio.<ref name= Razza /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Il club dei 39]]'' (1935) *''[[Gli eredi di King Kong]]'' (1968) *''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]'' (1969) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[Emanuelle nera - Orient Reportage]]'' (1976) *''[[Todo modo (film)|Todo modo]]'' (1976) *''[[L'uomo nel mirino]]'' (1977) *''[[Laguna blu]]'' (1980) *''[[E.T. l'extra-terrestre]]'' (1982) *''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]'' (1982) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (1982) *''[[Il ritorno dello Jedi]]'' (1983) *''[[La signora in rosso]]'' (1984) *''[[Platoon]]'' (1986) *''[[Cobra Verde]]'' (1987) *''[[Good Morning, Vietnam]]'' (1987) *''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987) *''[[Predator]]'' (1987) *''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit?]]'' (1988) *''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988) *''[[Nico (film)|Nico]]'' (1988) *''[[Nosferatu a Venezia]]'' (1988) *''[[Scommessa con la morte]]'' (1988) *''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989) *''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989) *''[[Sesso, bugie e videotape]]'' (1989) *''[[Uccidete la colomba bianca]]'' (1989) *''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990) *''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991) *''[[Il silenzio degli innocenti]]'' (1991) *''[[Beethoven (film)|Beethoven]]'' (1992) *''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992) *''[[Trappola in alto mare]]'' (1992) *''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993) *''[[Demolition Man]]'' (1993) *''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993) *''[[Il rapporto Pelican (film)|Il rapporto Pelican]]'' (1993) *''[[Impatto imminente]]'' (1993) *''[[Nel centro del mirino]]'' (1993) *''[[Proposta indecente]]'' (1993) *''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993) *''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'' (1993) *''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993) *''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993) *''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'' (1994) *''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994) *''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994) *''[[Sfida tra i ghiacci]]'' (1994) *''[[Facile preda]]'' (1995) *''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995) *''[[Jumanji]]'' (1995) *''[[La giusta causa]]'' (1995) *''[[Ragione e sentimento (film)|Ragione e sentimento]]'' (1995) *''[[Daylight - Trappola nel tunnel]]'' (1996) *''[[Fratelli (film 1996)|Fratelli]]'' (1996) *''[[Jerry Maguire]]'' (1996) *''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996) *''[[Michael Collins (film)|Michael Collins]]'' (1996) *''[[Primo contatto]]'' (1996) *''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996) *''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997) *''[[Amistad]]'' (1997) *''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997) *''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997) *''[[Il cavaliere di Lagardère (film 1997)|Il cavaliere di Lagardère]]'' (1997) *''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997) *''[[Il quinto elemento]]'' (1997) *''[[L'uomo del giorno dopo]]'' (1997) *''[[L'urlo dell'odio]]'' (1997) *''[[La casa bruciata]]'' (1997) *''[[Men in Black]]'' (1997) *''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997) *''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'' (1997) *''[[Blade (film)|Blade]]'' (1998) *''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998) *''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998) *''[[La leggenda del pianista sull'oceano]]'' (1998) *''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998) *''[[La maschera di Zorro]]'' (1998) *''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998) *''[[Colpevole d'innocenza]]'' (1999) *''[[Dogma (film)|Dogma]]'' (1999) *''[[Il miglio verde]]'' (1999) *''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999) *''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999) *''[[Se scappi, ti sposo]]'' (1999) *''[[Wild Wild West]]'' (1999) *''[[Mission: Impossible II]]'' (2000) *''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000) *''[[Scoprendo Forrester]]'' (2000) *''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000) *''[[What Women Want - Quello che le donne vogliono]]'' (2000) *''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001) *''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001) *''[[Gosford Park]]'' (2001) *''[[Hannibal]]'' (2001) *''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001) *''[[Al vertice della tensione]]'' (2002) *''[[Blade II]]'' (2002) *''[[Clockstoppers]]'' (2002) *''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002) *''[[High Crimes - Crimini di stato]]'' (2002) *''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002) *''[[Infiltrato speciale]]'' (2002) *''[[Interstate 60]]'' (2002) *''[[Men in Black II]]'' (2002) *''[[Minority Report]]'' (2002) *''[[Red Dragon]]'' (2002) *''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'' (2002) *''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002) *''[[Amore estremo - Tough Love]]'' (2003) *''[[La macchia umana]]'' (2003) *''[[Scary Movie 3]]'' (2003) *''[[Underworld]]'' (2003) *''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004) *''[[La mia vita a Garden State]]'' (2004) *''[[Ocean's Twelve]]'' (2004) *''[[Batman Begins]]'' (2005) *''[[Constantine (film)|Constantine]]'' (2005) *''[[Le tre sepolture]]'' (2005) *''[[Munich]]'' (2005) *''[[Quel mostro di suocera]]'' (2005) *''[[The Weather Man - L'uomo delle previsioni]]'' (2005) *''[[Bobby]]'' (2006) *''[[I figli degli uomini]]'' (2006) *''[[Tutti gli uomini del re (film 2006)|Tutti gli uomini del re]]'' (2006) *''[[Il caso Thomas Crawford]]'' (2007) *''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007) *''[[La promessa dell'assassino]]'' (2007) *''[[Un colpo perfetto]]'' (2007) *''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008) *''[[Carnera - The Walking Mountain]]'' (2008) *''[[Death Race]]'' (2008) *''[[Fa' la cosa sbagliata]]'' (2008) *''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008) *''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008) *''[[Natale a Rio]]'' (2008) *''[[Transsiberian]]'' (2008) *''[[Wanted - Scegli il tuo destino]]'' (2008) *''[[Agora (film)|Agora]]'' (2009) *''[[Fratelli in erba]]'' (2009) *''[[Harry Brown (film)|Harry Brown]]'' (2009) *''[[I Love Shopping]]'' (2009) *''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009) *''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010) *''[[Hereafter]]'' (2010) *''[[Il discorso del re]]'' (2010) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[La versione di Barney (film)|La versione di Barney]]'' (2010) *''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010) *''[[Shutter Island]]'' (2010) *''[[The Whistleblower]]'' (2010) *''[[Un tuffo nel passato (film 2010)|Un tuffo nel passato]]'' (2010) *''[[Uomini di Dio]]'' (2010) *''[[Anonymous]]'' (2011) *''[[Hugo Cabret]]'' (2011) *''[[I guardiani del destino]]'' (2011) *''[[Il rito (film 2011)|Il rito]]'' (2011) *''[[Immortals]]'' (2011) *''[[Passioni e desideri]]'' (2011) *''[[Sunset Limited]]'' (2011) *''[[The Iron Lady]]'' (2011) *''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011) *''[[Tower Heist - 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Il regno distrutto]]'' (2018) *''[[The Titan]]'' (2018) *''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019) *''[[I due papi]]'' (2019) *''[[Pet Sematary (film 2019)|Pet Sematary]]'' (2019) *''[[Tenet]]'' (2020) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Pagemaster - L'avventura meravigliosa]]'' (1994) *''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003) *''[[Sinbad - La leggenda dei sette mari]]'' (2003) *''[[Ratatouille]]'' (2007) *''[[9 (film 2009)|9]]'' (2009) *''[[A Christmas Carol]]'' (2009) *''[[Cars 2]]'' (2011) *''[[Pinocchio (film 2012)|Pinocchio]]'' (2012) *''[[Gli eroi del Natale]]'' (2017) {{div col end}} ===Serie animate=== *''[[Lei, l'arma finale]]'' (2002) *''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013 - in corso) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Dynasty]]'' (1981 - 1991) *''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985) *''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985) *''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995) *''[[Sansone e Dalila (miniserie televisiva)|Sansone e Dalila]]'' (1996) *''[[Battlestar Galactica]]'' (2003 - 2009) *''[[Sant'Agostino (miniserie televisiva)|Sant'Agostino]]'' (2010) *''[[The Young Pope]]'' (2016 - in corso) *''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016 - in corso) *''[[La casa di carta]]'' (2017 - in corso) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Penne, Dario}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] chxgrwdxvkoboryqz5o02ls275svx0g Laura Latini 0 171218 1413607 1412172 2026-05-16T07:13:47Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413607 wikitext text/x-wiki '''Laura Latini''' (1969 – 2012), doppiatrice italiana. ==Citazioni su Laura Latini== *Con Laura c'era un'amicizia che andava al di là del lavoro: lei mi ha insegnato che cos'è la vita; e oggi mi insegna come mettere il cuore nel lavoro. Laura resterà per sempre [[Karen Walker]], quello che faceva lei è inarrivabile, io farò tesoro del suo grande esempio e ci metterò tutto l'amore che posso. ([[Roberta De Roberto]]) ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Sister Act 2 - Più svitata che mai]]'' (1993) *''[[I ponti di Madison County]]'' (1995) *''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]]'' (1999) *''[[Le ragazze del Coyote Ugly]]'' (2000) *''[[Scary Movie]]'' (2000) *''[[Scary Movie 2]]'' (2001) *''[[Matrimonio impossibile]]'' (2003) *''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003) *''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004) *''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005) *''[[DOA: Dead or Alive]]'' (2006) *''[[Scary Movie 4]]'' (2006) *''[[Resident Evil: Extinction]]'' (2007) *''[[Una notte da leoni]]'' (2009) *''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010) *''[[The Next Three Days]]'' (2010) *''[[Una separazione]]'' (2011) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Giù per il tubo]]'' (2006) *''[[Shrek terzo]]'' (2007) ===Serie animate=== {{div col|strette}} *''[[Urotsukidoji - La leggenda del Chojin]]'' (1987-1989) *''[[Ranma ½]]'' (1989-1992) *''[[I Simpson]]'' (1989-in corso) *''[[Animaniacs]]'' (1993-1998) *''[[Le avventure di Superman]]'' (1996-2000) *''[[Wolf's Rain]]'' (2003) *''[[Black Lagoon]]'' (2006) *''[[Le avventure di Superman]]'' (1996-2000) *''[[A tutto reality - L'isola]]'' (2007-2008) *''[[Inazuma Eleven]]'' (2010-2012) *''[[A tutto reality - La vendetta dell'isola]]'' (2012) {{div col end}} ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997-2003) *''[[Dawson's Creek]]'' (1998-2003) *''[[Will & Grace]]'' (1998-2006) *''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001-2006) *''[[Veronica Mars]]'' (2004-2007) *''[[Grey's Anatomy]]'' (2005-in corso) *''[[Heroes]]'' (2006-2010) *''[[True Blood]]'' (2008-2012) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Franco Latini]], padre *[[Ilaria Latini]], sorella *[[Fabrizio Vidale]], fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] phx2scprn40gpko9zeaa4m1g24ewlnv Anna Rita Pasanisi 0 171995 1413618 1407109 2026-05-16T11:39:56Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413618 wikitext text/x-wiki '''Anna Rita Pasanisi''' (1949 – vivente), doppiatrice, direttrice del doppiaggio e dialoghista italiana. ==Citazioni di Anna Rita Pasanisi== *L’attrice che preferisco più di ogni altra è [[Susan Sarandon]]. Bravissima e camaleontica. Sempre diversa.<ref name=Palazzo/> *Ad un giovane suggerirei di seguire un buon corso di recitazione e dizione e di armarsi di tanta pazienza. Non è una professione semplice e non ci si improvvisa. Bisogna innanzitutto saper recitare poi si impara con il tempo la tecnica.<ref name=Palazzo> Dall'intervista di Antonio Palazzo ''[https://www.extratrek.com/news?post=31265 Intervista ad Anna Rita Pasanisi; Voce Italiana di Deanna Troi In ST: The Next Generation]‎'', ''ExtraTrek.com'', 10 dicembre 2019.</ref> *Io penso che un doppiatore deve cercare di "incollarsi" il più possibile a quello che fa l’attore sul filmato. Cercare di capire le sue intenzioni. Non siamo noi che creiamo, l’hanno già fatto loro.<ref name=Palazzo/> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Fuga nel tempo]]'' (1948) *''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974) *''[[Tornando a casa]]'' (1978) *''[[Kramer contro Kramer]]'' (1979) *''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979) *''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979) *''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983) *''[[Superman III]]'' (1983) *''[[I bostoniani]]'' (1984) *''[[Ritorno al futuro]]'' (1985) *''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986) *''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986) *''[[007 - Zona pericolo]]'' (1987) *''[[Appuntamento al buio]]'' (1987) *''[[Balle spaziali]]'' (1987) *''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987) *''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987) *''[[La protesta del silenzio]]'' (1987) *''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987) *''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988) *''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989) *''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989) *''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989) *''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990) *''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990) *''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990) *''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993) *''[[Un mondo perfetto]]'' (1993) *''[[Forrest Gump]]'' (1994) *''[[Mission: Impossible]]'' (1996) *''[[Air Force One (film)|Air Force One]]'' (1997) *''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997) *''[[Il collezionista di ossa]]'' (1999) *''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999) *''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999) *''[[28 giorni]]'' (2000) *''[[Gosford Park]]'' (2001) *''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002) *''[[Moonlight Mile - Voglia di ricominciare]]'' (2002) *''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002) *''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002) *''[[Quel pazzo venerdì]]'' (2003) *''[[Una settimana da Dio]]'' (2003) *''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004) *''[[Elizabethtown]]'' (2005) *''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007) *''[[Il curioso caso di Benjamin Button]]'' (2008) *''[[Giustizia privata]]'' (2009) *''[[Harry Potter e il principe mezzosangue]]'' (2009) *''[[Ricatto d'amore]]'' (2009) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011) *''[[La frode]]'' (2012) *''[[Skyfall]]'' (2012) *''[[La verità di Grace]]'' (2020) *''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020) *''[[The Secret - La forza di sognare]]'' (2020) {{div col end}} ===Serie televisive=== *''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985) *''[[Star Trek: The Next Generation]]'' (1987 - 1994) *''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009) *''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995) *''[[CSI: Miami]]'' (2002 - 2012) *''[[Rita da Cascia (miniserie televisiva)|Rita da Cascia]]'' (2004) *''[[Chicago Med]]'' (2015 - in corso) ==Voci correlate== *[[Isabella Pasanisi]], sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pasanisi, Anna Rita}} [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] m455quojt3pv14c24ohwqwdtlnlt89r Massimo De Ambrosis 0 172008 1413624 1406414 2026-05-16T11:44:09Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413624 wikitext text/x-wiki '''Massimo De Ambrosis''' (1964 – vivente), attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano. == Citazioni di Massimo De Ambrosis == *È la cosa fondamentale {{NDR|per imparare a doppiare}}: si ascolta e si riprova di rifare. Nessuno inventa nulla, hanno già inventato tutto. Bisogna solo rifare quelle cose.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 27 novembre 2011. [https://www.youtube.com/watch?v=sZyRLfxnHGQ Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Ho fatto teatro fino intorno ai trent'anni e poi per fare teatro bisogna essere un po' "zingari" e li si fanno anche scelte personali.<ref name= Razza/> *No. Odio andare in [[automobile]], per i viaggi oltre i 100 km vorrei prendere l'aereo. Il tele-trasporto è l'auto dei miei sogni.<ref>https://web.archive.org/web/20040201231433/http://www.alerossi.com/deambrosis.html.</ref> *[[Doppiatore|Questo]] è un mestiere fatto di ladri, un mestiere di furti. Si ruba tutto. Si rubano le intonazioni. Si rubano i suoni dagli altri, da quelli che li sanno fare. E poi vanno fatti propri e rielaborati. Questa è una cosa importantissima, secondo me.<ref name= Razza/> *Questo lavoro se sei bravo, lo continui a farlo, se non sei bravo non vai da nessuna parte.<ref name= Razza/> *{{NDR|il [[doppiaggio]]}} Un lavoro da sorci chiusi in sale buie sottoterra a fare qualcosa che non deve essere visto, che non deve essere sentito. Il massimo per un doppiatore è non farsi notare. Se uno spettatore vede un film e non nota il doppiaggio, ha raggiunto il massimo del suo scopo. Quindi un lavoro da sorci.<ref>https://web.archive.org/web/20040201231433/http://www.alerossi.com/deambrosis.html.</ref> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Brian di Nazareth]]'' (1979) *''[[Monty Python - Il senso della vita]]'' (1983) *''[[Mystic Pizza]]'' (1988) *''[[Fuoco assassino]]'' (1991) *''[[Philadelphia (film)|Philadelphia]]'' (1993) *''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993) *''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'' (1993) *''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993) *''[[Forrest Gump]]'' (1994) *''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995) *''[[Il primo cavaliere]]'' (1995) *''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996) *''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997) *''[[L'urlo dell'odio]]'' (1997) *''[[Geremia il profeta]]'' (1998) *''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998) *''[[Out of Sight]]'' (1998) *''[[Taxxi]]'' (1998) *''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999) *''[[Fight Club]]'' (1999) *''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999) *''[[Il miglio verde]]'' (1999) *''[[American Psycho]]'' (2000) *''[[FBI: Protezione testimoni]]'' (2000) *''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000) *''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000) *''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001) *''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001) *''[[Moulin Rouge!]]'' (2001) *''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001) *''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001) *''[[Duetto a tre]]'' (2002) *''[[Equilibrium]]'' (2002) *''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002) *''[[Red Dragon]]'' (2002) *''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' (2002) *''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003) *''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003) *''[[Una settimana da Dio]]'' (2003) *''[[Ocean's Twelve]]'' (2004) *''[[Spider-Man 2]]'' (2004) *''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004) *''[[2 single a nozze - Wedding Crashers]]'' (2005) *''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005) *''[[Il vento del perdono]]'' (2005) *''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005) *''[[Stealth - Arma suprema]]'' (2005) *''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006) *''[[Little Miss Sunshine]]'' (2006) *''[[Disturbia]]'' (2007) *''[[Il treno per il Darjeeling]]'' (2007) *''[[Juno]]'' (2007) *''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007) *''[[Redacted]]'' (2007) *''[[Saw IV]]'' (2007) *''[[Su×bad - Tre menti sopra il pelo]]'' (2007) *''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007) *''[[Un'impresa da Dio]]'' (2007) *''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008) *''[[Hancock]]'' (2008) *''[[Killshot]]'' (2008) *''[[RocknRolla]]'' (2008) *''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008) *''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009) *''[[La dura verità]]'' (2009) *''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009) *''[[Hereafter]]'' (2010) *''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011) *''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011) *''[[Hostel: Part III]]'' (2011) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[Killer Elite (film 2011)|Killer Elite]]'' (2011) *''[[Lanterna Verde (film)|Lanterna Verde]]'' (2011) *''[[Candidato a sorpresa]]'' (2012) *''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012) *''[[Magic Mike]]'' (2012) *''[[Men in Black 3]]'' (2012) *''[[Come ti spaccio la famiglia]]'' (2013) *''[[Gli stagisti]]'' (2013) *''[[Big Eyes]]'' (2014) *''[[Calvario (film)|Calvario]]'' (2014) *''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014) *''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014) *''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015) *''[[Arrival (film)|Arrival]]'' (2016) *''[[Risorto]]'' (2016) *''[[Baywatch (film)|Baywatch]]'' (2017) *''[[John Wick - Capitolo 2]]'' (2017) *''[[La truffa dei Logan]]'' (2017) *''[[Saw Legacy]]'' (2017) *''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017) *''[[Shark - Il primo squalo]]'' (2018) *''[[Soldado]]'' (2018) *''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'' (2019) *''[[The Irishman]]'' (2019) *''[[Emma.]]'' (2020) *''[[Rifkin's Festival]]'' (2020) *''[[Army of the Dead]]'' (2021) *''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Dragon Ball Z - Il Super Saiyan della leggenda]]'' (1993) *''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999) *''[[Cowboy Bebop - Il film]]'' (2001) *''[[Porco Rosso]]'' (2002) *''[[Le follie di Kronk]]'' (2005) *''[[Ratatouille]]'' (2007) *''[[Fantastic Mr. Fox]]'' (2009) *''[[Piovono polpette]]'' (2009) *''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013) *''[[Si alza il vento]]'' (2013) {{div col end}} ===Serie animate=== *''[[Dragon Ball Z - La storia di Trunks]]'' (1993) *''[[Cowboy Bebop]]'' (1998-1999) *''[[Great Teacher Onizuka]]'' (1999-2000) *''[[Kill la Kill]]'' (2013-2014) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Friends]]'' (1994-2004) *''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997) *''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997) *''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000-2015) *''[[Paso adelante]]'' (2002-2005) *''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003-2008) *''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019) *''[[Quando chiama il cuore]]'' (2014-in corso) *''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015-2019) *''[[La casa di carta]]'' (2017-2021) *''[[Ted Lasso]]'' (2020-2023) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Luciano De Ambrosis]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Ambrosis, Massimo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 65neeslim2stx6e6onggnb4947r2mt9 Conte zio 0 173539 1413523 1274512 2026-05-15T14:22:59Z Udiki 86035 Aggiunta la celebre massima del personaggio e rimosse le tre citazioni preesistenti in quanto non significative 1413523 wikitext text/x-wiki [[File:I promessi sposi-362.jpg|thumb|Il Conte zio in un'illustrazione di [[Francesco Gonin]] tratta dall'edizione del 1840 de [[I promessi sposi]]]] '''Conte zio''', personaggio del romanzo [[I promessi sposi|''I promessi sposi'']] di Alessandro Manzoni ==Citazioni del Conte zio== *Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire. (''[[I promessi sposi]]'') ==Voci correlate== *[[Alessandro Manzoni]] *[[Conte Attilio]] *[[Don Rodrigo]] *[[Fra Cristoforo]] *[[I promessi sposi]] *[[Padre provinciale (personaggio)|Padre provinciale]] *[[Renzo Tramaglino]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Personaggi de I promessi sposi]] n8teq9488jl7cge47kat040ke4q2roy 1413551 1413523 2026-05-15T16:24:07Z Udiki 86035 Sistemo. Tutte quelle correlate non credo che avessero molta utilità visto che c'è l'apposita categoria 1413551 wikitext text/x-wiki [[File:I promessi sposi-362.jpg|miniatura|Il Conte zio, illustrazione di [[Francesco Gonin]] tratta dall'edizione del 1840 de ''[[I promessi sposi]]'']] '''Conte zio''', personaggio del romanzo [[I promessi sposi|''I promessi sposi'']] di [[Alessandro Manzoni]]. ==Citazioni del Conte zio== *Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Personaggi de I promessi sposi]] 6bg6cy9tbcvizqqa7ifuz81jboorn96 Vittorio De Angelis 0 174205 1413620 1391632 2026-05-16T11:42:38Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1413620 wikitext text/x-wiki '''Vittorio De Angelis''' (1962 – 2015), doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Vittorio De Angelis== *{{NDR|Su [[Gualtiero De Angelis]]}} Io l'ho vissuto come una specie di secondo padre. Ho un ricordo di un uomo meraviglioso, buonissimo, gioiosissimo e molto, molto scrupoloso, molto attento verso veramente tutti. Adesso non è che sto facendo la storia di un Santo, ma veramente un uomo veramente buono e come poeta lui aveva questo hobby di scrivere stornelli romaneschi. Gli piaceva tantissimo e ha pubblicato anche diversi, diversi libri. Mi ricordo un libro di poesie tutte scritte e dedicate ai parenti e non solo ai parenti, ma anche al mondo del doppiaggio che si chiama ''Cose mie''. <ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza, consulenza artistica di Gerardo Di Cola e Marco Bonardelli, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 7 dicembre 2011. [https://www.youtube.com/watch?v=G3BTbGtjeQY Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Citazioni su Vittorio De Angelis== *Era una persona sempre ironica, sempre contenta di venire a lavorare e comunque una persona piacevole ad avere accanto anche perché sembrava sempre quando ti prendeva in giro e non si sapeva quando scherzava e quando era serio. ([[Simone Mori]]) ==Note== <references/> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Top Gun]]'' (1986) *''[[Balle spaziali]]'' (1987) *''[[Il signore del male]]'' (1987) *''[[Nightmare 3 - I guerrieri del sogno]]'' (1987) *''[[Blob - Il fluido che uccide]]'' (1988) *''[[I gemelli]]'' (1988) *''[[Il presidio - Scena di un crimine]]'' (1988) *''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988) *''[[007 - Vendetta privata]]'' (1989) *''[[Karate Kid III - La sfida finale]]'' (1989) *''[[Ritorno al futuro - Parte II]]'' (1989) *''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989) *''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990) *''[[Balla coi lupi]]'' (1990) *''[[Giorni di tuono]]'' (1990) *''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990) *''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990) *''[[RoboCop 2]]'' (1990) *''[[Rocky V]]'' (1990) *''[[Insieme per forza (film 1991)|Insieme per forza]]'' (1991) *''[[Ritorno alla laguna blu]]'' (1991) *''[[Codice d'onore]]'' (1992) *''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992) *''[[Alive - Sopravvissuti]]'' (1993) *''[[Benny & Joon]]'' (1993) *''[[Cool Runnings - Quattro sottozero]]'' (1993) *''[[Demolition Man]]'' (1993) *''[[Il fuggitivo (film 1993)|Il fuggitivo]]'' (1993) *''[[Nel centro del mirino]]'' (1993) *''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993) *''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993) *''[[Forrest Gump]]'' (1994) *''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994) *''[[Giovani, carini e disoccupati]]'' (1994) *''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994) *''[[Intervista col vampiro (film)|Intervista col vampiro]]'' (1994) *''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994) *''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995) *''[[Facile preda]]'' (1995) *''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'' (1995) *''[[Mortal Kombat (film)|Mortal Kombat]]'' (1995) *''[[Sabrina (film 1995)|Sabrina]]'' (1995) *''[[Seven]]'' (1995) *''[[Terremoto nel Bronx]]'' (1995) *''[[Jerry Maguire]]'' (1996) *''[[Primo contatto]]'' (1996) *''[[Spy (film 1996)|Spy]]'' (1996) *''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997) *''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997) *''[[Il collezionista]]'' (1997) *''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997) *''[[Qualcosa è cambiato]]'' (1997) *''[[Panarea (film)|Panarea]]'' (1997) *''[[Punto di non ritorno (film)|Punto di non ritorno]]'' (1997) *''[[Blade (film)|Blade]]'' (1998) *''[[C'è posta per te (film)|C'è posta per te]]'' (1998) *''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998) *''[[Star Trek - L'insurrezione]]'' (1998) *''[[Vampires]]'' (1998) *''[[Dogma (film)|Dogma]]'' (1999) *''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999) *''[[Il collezionista di ossa]]'' (1999) *''[[Il miglio verde]]'' (1999) *''[[Le regole della casa del sidro]]'' (1999) *''[[Mansfield Park]]'' (1999) *''[[Se scappi, ti sposo]]'' (1999) *''[[Three Kings]]'' (1999) *''[[American Psycho]]'' (2000) *''[[Fratello, dove sei?]]'' (2000) *''[[Mission: Impossible III]]'' (2000) *''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000) *''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001) *''[[Chiamatemi Babbo Natale]]'' (2001) *''[[Giuda (film 2001)|Giuda]]'' (2001) *''[[Gosford Park]]'' (2001) *''[[Hannibal]]'' (2001) *''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001) *''[[Il destino di un cavaliere]]'' (2001) *''[[Il sapore della vittoria]]'' (2001) *''[[Metropolis (film 2001)|Metropolis]]'' (2001) *''[[Nella morsa del ragno - Along Came a Spider]]'' (2001) *''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001) *''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001) *''[[Il cubo 2 - Hypercube]]'' (2002) *''[[Resident Evil (film)|Resident Evil]]'' (2002) *''[[2 Fast 2 Furious]]'' (2003) *''[[Big Fish - Le storie di una vita incredibile]]'' (2003) *''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003) *''[[Underworld]]'' (2003) *''[[Io, robot (film)|Io, robot]]'' (2004) *''[[La tela dell'assassino]]'' (2004) *''[[Saw - L'enigmista]]'' (2004) *''[[The Grudge (film 2004)|The Grudge]]'' (2004) *''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'' (2004) *''[[A History of Violence]]'' (2005) *''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005) *''[[King Kong (film 2005)|King Kong]]'' (2005) *''[[Nickname: Enigmista]]'' (2005) *''[[Quel mostro di suocera]]'' (2005) *''[[Affrontando i giganti]]'' (2006) *''[[Marie Antoinette]]'' (2006) *''[[Tutti gli uomini del re (film 2006)|Tutti gli uomini del re]]'' (2006) *''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'' (2007) *''[[Redacted]]'' (2007) *''[[Sunshine]]'' (2007) *''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008) *''[[Easy Girl]]'' (2010) *''[[I poliziotti di riserva]]'' (2010) *''[[Salt]]'' (2010) *''[[Saw 3D - Il capitolo finale]]'' (2010) *''[[The Town]]'' (2010) *''[[Colombiana]]'' (2011) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[Killer Elite (film 2011)|Killer Elite]]'' (2011) *''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011) *''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]'' (2011) *''[[The Rum Diary - Cronache di una passione]]'' (2011) *''[[Unknown - Senza identità]]'' (2011) *''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012) *''[[Gambit - Una truffa a regola d'arte]]'' (2012) *''[[Skyfall]]'' (2012) *''[[The Amazing Spider-Man (film)|The Amazing Spider-Man]]'' (2012) *''[[Le regole del caos]]'' (2014) *''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'' (2014) *''[[Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza]]'' (2014) *''[[Pixels (film 2015)|Pixels]]'' (2015) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[I Cavalieri dello zodiaco: La leggenda dei guerrieri scarlatti]]'' (1988) *''[[La sirenetta (film)|La sirenetta]]'' (1989) *''[[La sirenetta II: ritorno agli abissi]]'' (2000) *''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013) *''[[Quando c'era Marnie]]'' (2014) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Star Trek: The Next Generation]]'' (1987 - 1994) *''[[Friends]]'' (1994 - 2004) *''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997) *''[[Siska]]'' (1998 - 2008) *''[[Dead Like Me]]'' (2003 - 2004) *''[[CSI: NY]]'' (2004 - 2013) *''[[Fringe]]'' (2008 - 2013) *''[[Knight Rider]]'' (2008 - 2009) *''[[The Mentalist]]'' (2008 - 2015) *''[[Arrow (serie televisiva)|Arrow]]'' (2012 - in corso) *''[[House of Cards - Gli intrighi del potere]]'' (2013 - 2015) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Eleonora De Angelis]], sorella *[[Enrico De Angelis]], zio *[[Gualtiero De Angelis]], nonno *[[Manlio De Angelis]], padre *[[Massimiliano Virgilii]], cugino ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:De Angelis, Vittorio}} [[Categoria:Dialoghisti italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] e9hzvr3gbf8a41gze00mgz0wr5ykhs2 Recensione 0 174599 1413559 1273275 2026-05-15T18:38:37Z Udiki 86035 Sposto una in "[[Stroncatura]]" e aggiungo la voce correlata 1413559 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:¿Cómo somos y hablamos?.jpg|thumb|''El Tiempo'', 2 settembre 1984]] Citazioni sulla '''recensione'''. *Il mio rapporto con la [[critica]] si fonda su di una grande [[curiosità]]. Amo molto leggere le recensioni dei film, soprattutto se sono opere che amo o ho amato molto e su cui voglio avere uno spettro di conoscenza maggiore possibile. Anche per vedere, poi, se il mio pensiero coincide o meno con il recensore. Cerco perciò di seguirla, nonostante a volte mi trovi in disaccordo. Perché, come anche a me può capitare di non aver notato alcune componenti, a volte mi domando come mai a chi scrive sfuggano degli elementi per me davvero importanti. ([[Sabrina Impacciatore]]) *Non v'è nulla di più futile della recensione; gesto miserabile, irresponsabile, ritaglio di chiacchiera, gomitolo di inutili aggettivi, di frivoli avverbi, di risibili sentenze. Ma appunto questa fatuità insolente può fare della recensione un "genere" letterario più infimo che minore, una ciancia da angiporti, un berlingare senile; e dunque anche alla recensione può spettare una qualche accoglienza nella disordinata, chiassosa piazza dei mestieri letterari, tra il poema epico e l'epigramma, il sonetto caudato e il capitolo in rima. ([[Giorgio Manganelli]]) ==Voci correlate== *[[Stroncatura]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Generi letterari]] nf4vykqcqimg3iefe8gyvfcheteh809 1413564 1413559 2026-05-15T18:46:07Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1413559|1413559]] di [[Special:Contributions/Udiki|Udiki]] ([[User talk:Udiki|discussione]]) come [[speciale:diff/1413563|qui]] 1413564 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:¿Cómo somos y hablamos?.jpg|thumb|''El Tiempo'', 2 settembre 1984]] Citazioni sulla '''recensione'''. *Il mio rapporto con la [[critica]] si fonda su di una grande [[curiosità]]. Amo molto leggere le recensioni dei film, soprattutto se sono opere che amo o ho amato molto e su cui voglio avere uno spettro di conoscenza maggiore possibile. Anche per vedere, poi, se il mio pensiero coincide o meno con il recensore. Cerco perciò di seguirla, nonostante a volte mi trovi in disaccordo. Perché, come anche a me può capitare di non aver notato alcune componenti, a volte mi domando come mai a chi scrive sfuggano degli elementi per me davvero importanti. ([[Sabrina Impacciatore]]) *Non v'è nulla di più futile della recensione; gesto miserabile, irresponsabile, ritaglio di chiacchiera, gomitolo di inutili aggettivi, di frivoli avverbi, di risibili sentenze. Ma appunto questa fatuità insolente può fare della recensione un "genere" letterario più infimo che minore, una ciancia da angiporti, un berlingare senile; e dunque anche alla recensione può spettare una qualche accoglienza nella disordinata, chiassosa piazza dei mestieri letterari, tra il poema epico e l'epigramma, il sonetto caudato e il capitolo in rima. ([[Giorgio Manganelli]]) *Una pessima recensione è meglio che sprofondare nell'anonimato. (''[[Velvet Buzzsaw]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Generi letterari]] efd59c44xu5zxpo4wlbxl60uqtl7j7i Jacques Brel 0 177729 1413574 1413429 2026-05-15T19:45:27Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Laportoghese|Laportoghese]] 1119266 wikitext text/x-wiki [[File:Jacques_Brel_(1962).jpg|miniatura|Jacques Brel nel 1962]] '''Jacques Romain Georges Brel ''' (1929 – 1978), cantautore, compositore, attore e regista belga di lingua francese. ==Citazioni di Jacques Brel== *Io do molta importanza ai sogni, perché è la sola cosa in cui non ci si sbaglia mai. Il sogno è una… una necessità o un’esigenza a seconda se è imperativo o no, che non sbaglia mai. Non si sogna con la testa, si sogna con il corpo. E il corpo non sbaglia mai. La testa sbaglia spesso, ma il corpo sbaglia molto poco. <ref name= Montini>Dall'intervista tratta dal programma “I grandi dello spettacolo”, ''Rai Teche'', 21 gennaio 1973. [http://www.teche.rai.it/2019/04/intervista-a-jacques-brel-1973/ Video] disponibile su ''teche.rai.it''.</ref> ==Citazioni su Jacques Brel== *''E poi quel pezzo di Brel / quello che ci ha fatto stralunare / mille notti in riva e il mare / sembrava un Pernod'' ([[Norman Zoia]]) *Ho avuto la fortuna di vedere a teatro Jacques Brel nella sua versione francese di ''[[Man of La Mancha]]'' quando avevo 13 anni ed è stato lui a farmi venir voglia di indirizzarmi verso questo mestiere. C'era in Brel talmente tanto ardore, generosità, emozione, sensibilità, che, all'età che avevo allora, ho trovato quell'uomo in sintonia con me e mi sono detto che avrei voluto dare tutto me stesso in scena pur di ricevere il calore e l'amore del pubblico. ([[François Cluzet]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Brel, Jacques}} [[Categoria:Attori belgi]] [[Categoria:Cantautori belgi]] [[Categoria:Compositori]] [[Categoria:Registi belgi]] qrooyv97mbc2q1kxpwcs5nb1953u526 Velvet Buzzsaw 0 178754 1413560 1125014 2026-05-15T18:39:52Z Udiki 86035 /* Frasi */ cambio wl 1413560 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = |titolooriginale = Velvet Buzzsaw |immagine = The_Broad_Museum.jpg |didascalia = |paese = Stati Uniti d'America |anno = 2019 |genere = thriller, orrore |regista = [[Dan Gilroy]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Dan Gilroy]] |produttore = [[Jennifer Fox]] |attori = * [[Jake Gyllenhaal]]: Morf Vandewalt * [[Rene Russo]]: Rhodora Haze * [[Toni Collette]]: Gretchen * [[Zawe Ashton]]: Josephina * [[Tom Sturridge]]: Jon Dondon * [[Natalia Dyer]]: Coco * [[Daveed Diggs]]: Damrish * [[Billy Magnussen]]: Bryson * [[John Malkovich]]: Piers |doppiatori italiani = * [[Stefano Crescentini]]: Morf Vandewalt * [[Claudia Razzi]]: Rhodora Haze * [[Francesca Fiorentini]]: Gretchen * [[Guendalina Ward]]: Josephina * [[Roisin Nicosia]]: Coco * [[Alessandro Campaiola]]: Jon Dondon * [[Luca Biagini]]: Piers }} '''''Velvet Buzzsaw''''', film del 2019 con [[Jake Gyllenhaal]], [[Rene Russo]], [[Toni Collette]] e [[John Malkovich]], regia di [[Dan Gilroy]]. ==Frasi== *L'abitudine di esporre in cubi sterili e monocromatici è sinonimo di pigrizia. ('''Rhodora''') *Una [[[[Stroncatura|pessima recensione]] è meglio che sprofondare nell'anonimato. ('''Morf''') *Se De Beers esibisse tutti i diamanti, varrebbero come pezzi di vetro. ('''Rhodora''') *Il loro valore è dato dal fatto che sono poche. È la realtà. ('''Rhodora''') *Le idee mi vengono, ma si suicidano dopo essersi formate. ('''Piers''') *Non vendiamo beni che durano, smerciamo percezione. Sottile come una bolla. ('''Rhodora''') *Hai visto questo dipinto? Non noti niente di strano? Se lo fissi a lungo, si muove. È vivo. ('''Damrish''') ==Dialoghi== *'''Morf''': È rivoluzionario.<br/>'''Rhodora''': A renderlo rivoluzionario, dipende da te.<br/>'''Morf''': Ci scriverò un articolo. Quanto costa?<br/>'''Rhodora''': È molto più facile parlare di numeri che di arte. *'''Josephina''': Ti faccio arrapare, eh?<br/>'''Morf''': In realtà, tu mi confondi.<br/>'''Josephina''': È dura per un critico *'''Piers''' {{NDR|Legge}}: La dipendenza spesso uccide la [[creatività]]. E la creatività gioca sempre con l'ignoto. Non esiste strategia al mondo che possa racchiudere lo sconfinato reame del nuovo. Solo la fiducia in se stessi può farci superare le nostre paure e tutto ciò che è già noto.<br/>'''Rhodora''': Di Polly Anna dell'83. Trovato sgombrando il suo appartamento, dopo la sua morte. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror‎]] [[Categoria:Film thriller]] huihxggj9ny87aokbabwiurw0wa0d2c 1413561 1413560 2026-05-15T18:42:10Z Udiki 86035 1413561 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Velvet Buzzsaw |immagine = The_Broad_Museum.jpg |didascalia = |paese = Stati Uniti d'America |anno = 2019 |genere = thriller / orrore |regista = [[Dan Gilroy]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Dan Gilroy]] |produttore = [[Jennifer Fox]] |attori = *[[Jake Gyllenhaal]]: Morf Vandewalt *[[Rene Russo]]: Rhodora Haze *[[Toni Collette]]: Gretchen *[[Zawe Ashton]]: Josephina *[[Tom Sturridge]]: Jon Dondon *[[Natalia Dyer]]: Coco *[[Daveed Diggs]]: Damrish *[[Billy Magnussen]]: Bryson *[[John Malkovich]]: Piers |doppiatori italiani = *[[Stefano Crescentini]]: Morf Vandewalt *[[Claudia Razzi]]: Rhodora Haze *[[Francesca Fiorentini]]: Gretchen *[[Guendalina Ward]]: Josephina *[[Roisin Nicosia]]: Coco *[[Alessandro Campaiola]]: Jon Dondon *[[Luca Biagini]]: Piers }} '''''Velvet Buzzsaw''''', film del 2019 con [[Jake Gyllenhaal]], [[Rene Russo]], [[Toni Collette]] e [[John Malkovich]], regia di [[Dan Gilroy]]. ==Frasi== *L'abitudine di esporre in cubi sterili e monocromatici è sinonimo di pigrizia. ('''Rhodora''') *Una [[[[Stroncatura|pessima recensione]] è meglio che sprofondare nell'anonimato. ('''Morf''') *Se De Beers esibisse tutti i diamanti, varrebbero come pezzi di vetro. ('''Rhodora''') *Il loro valore è dato dal fatto che sono poche. È la realtà. ('''Rhodora''') *Le idee mi vengono, ma si suicidano dopo essersi formate. ('''Piers''') *Non vendiamo beni che durano, smerciamo percezione. Sottile come una bolla. ('''Rhodora''') *Hai visto questo dipinto? Non noti niente di strano? Se lo fissi a lungo, si muove. È vivo. ('''Damrish''') ==Dialoghi== *'''Morf''': È rivoluzionario.<br />'''Rhodora''': A renderlo rivoluzionario, dipende da te.<br />'''Morf''': Ci scriverò un articolo. Quanto costa?<br />'''Rhodora''': È molto più facile parlare di numeri che di arte. *'''Josephina''': Ti faccio arrapare, eh?<br />'''Morf''': In realtà, tu mi confondi.<br />'''Josephina''': È dura per un critico *'''Piers''' {{NDR|Legge}}: La dipendenza spesso uccide la [[creatività]]. E la creatività gioca sempre con l'ignoto. Non esiste strategia al mondo che possa racchiudere lo sconfinato reame del nuovo. Solo la fiducia in se stessi può farci superare le nostre paure e tutto ciò che è già noto.<br />'''Rhodora''': Di Polly Anna dell'83. Trovato sgombrando il suo appartamento, dopo la sua morte. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror‎]] [[Categoria:Film thriller]] k4nt563w4g5huhjks5c4667om26nmbp 1413565 1413561 2026-05-15T18:47:30Z Udiki 86035 1413565 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Velvet Buzzsaw |immagine = The_Broad_Museum.jpg |didascalia = |paese = Stati Uniti d'America |anno = 2019 |genere = thriller / orrore |regista = [[Dan Gilroy]] |soggetto = |sceneggiatore = [[Dan Gilroy]] |produttore = [[Jennifer Fox]] |attori = *[[Jake Gyllenhaal]]: Morf Vandewalt *[[Rene Russo]]: Rhodora Haze *[[Toni Collette]]: Gretchen *[[Zawe Ashton]]: Josephina *[[Tom Sturridge]]: Jon Dondon *[[Natalia Dyer]]: Coco *[[Daveed Diggs]]: Damrish *[[Billy Magnussen]]: Bryson *[[John Malkovich]]: Piers |doppiatori italiani = *[[Stefano Crescentini]]: Morf Vandewalt *[[Claudia Razzi]]: Rhodora Haze *[[Francesca Fiorentini]]: Gretchen *[[Guendalina Ward]]: Josephina *[[Roisin Nicosia]]: Coco *[[Alessandro Campaiola]]: Jon Dondon *[[Luca Biagini]]: Piers }} '''''Velvet Buzzsaw''''', film del 2019 con [[Jake Gyllenhaal]], [[Rene Russo]], [[Toni Collette]] e [[John Malkovich]], regia di [[Dan Gilroy]]. ==Frasi== *L'abitudine di esporre in cubi sterili e monocromatici è sinonimo di pigrizia. ('''Rhodora''') *Una pessima [[recensione]] è meglio che sprofondare nell'anonimato. ('''Morf''') *Se De Beers esibisse tutti i diamanti, varrebbero come pezzi di vetro. ('''Rhodora''') *Il loro valore è dato dal fatto che sono poche. È la realtà. ('''Rhodora''') *Le idee mi vengono, ma si suicidano dopo essersi formate. ('''Piers''') *Non vendiamo beni che durano, smerciamo percezione. Sottile come una bolla. ('''Rhodora''') *Hai visto questo dipinto? Non noti niente di strano? Se lo fissi a lungo, si muove. È vivo. ('''Damrish''') ==Dialoghi== *'''Morf''': È rivoluzionario.<br />'''Rhodora''': A renderlo rivoluzionario, dipende da te.<br />'''Morf''': Ci scriverò un articolo. Quanto costa?<br />'''Rhodora''': È molto più facile parlare di numeri che di arte. *'''Josephina''': Ti faccio arrapare, eh?<br />'''Morf''': In realtà, tu mi confondi.<br />'''Josephina''': È dura per un critico *'''Piers''' {{NDR|Legge}}: La dipendenza spesso uccide la [[creatività]]. E la creatività gioca sempre con l'ignoto. Non esiste strategia al mondo che possa racchiudere lo sconfinato reame del nuovo. Solo la fiducia in se stessi può farci superare le nostre paure e tutto ciò che è già noto.<br />'''Rhodora''': Di Polly Anna dell'83. Trovato sgombrando il suo appartamento, dopo la sua morte. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror‎]] [[Categoria:Film thriller]] hccfbpcdofehxrbnf7ph1nbrwxvkf6h Milva 0 180047 1413570 1413353 2026-05-15T19:42:33Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Ysogo|Ysogo]] 1318592 wikitext text/x-wiki [[File:Milva, Gente 1972.JPG|thumb|Milva nel 1972]] '''Milva''', all'anagrafe '''Maria Ilva Biolcati''' (1939 – 2021), cantante e attrice teatrale italiana. ==Citazioni di Milva== *{{NDR|Sul [[palcoscenico]]}} Fra i sogni, qualche volta è un incubo ma anche un bisogno e una missione che, a mio modo, credo di aver compiuto.<ref name=Milva>Dall'intervista di Mario Luzzatto Fegiz, ''Milva 80 anni <small>«Il palcoscenico? Nei sogni è un incubo. E mi sento sempre in bilico su tutto»</small>'', ''Corriere della Sera'', 17 luglio 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[vecchiaia]]}} I pregi, a dire il vero, sono davvero pochi. Ma forse c'è più tempo per ricreare equilibri, fare valutazioni, assaporare il vissuto, arrivare a una saggezza.<ref name=Milva/> *Sono lusingata d' aver collaborato con grandi personaggi e uomini di cultura come [[Giorgio Strehler|Strehler]] o [[Werner Herzog]]... però io ho sempre fatto quello che mi piaceva, che mi sembrava importante e, comunque, del mio gusto. La buona musica mi ha sempre raggiunta nel più profondo dell'anima e ho cercato di renderle giustizia con la mia voce. Interpretare è amare.<ref name=Milva/> *Trovo delle emozioni nella musica, in un'opera d'arte, nell'affetto profondo dei miei familiari e nelle persone che mi sono vicine, nei tortellini come li faceva mia madre... e nel dormire bene.<ref name=Milva/> ==Citazioni su Milva== *Assieme a [[Mina (cantante)|Mina]] e [[Ornella Vanoni]] è una delle più grandi cantanti italiane. Per estensione vocale, per varietà di repertorio e per un intrinseco talento. Stupiva la sua capacità di incantare il pubblico tedesco con i ''Lied'' cantati in lingua originale. Lucida, disturbata da due fratture al femore, esce poco. ([[Mario Luzzatto Fegiz]]) *Milva, nata a Goro, un paesino del delta padano (da cui l'attributo «La pantera di Goro») è stata tra i protagonisti di [[Festival di Sanremo|Sanremo]] e di importanti palcoscenici del mondo. A Milano era la beniamina di Paolo Grassi e [[Giorgio Strehler]], ma anche la preferita della sinistra italiana e internazionale: amica di Teodorakis, di [[Luciano Berio]], interprete [[Bertolt Brecht|brechtiana]] per eccellenza. Ha avuto onorificenze in Francia, in Germania e in Italia. ([[Mario Luzzatto Fegiz]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Giorgio Strehler]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Milva}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantanti italiani]] 11yytuj0wxuagctku85g0bzi281x4hp L'orca assassina 0 183976 1413513 1413433 2026-05-15T13:14:50Z Udiki 86035 1413513 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = L'orca assassina |titolooriginale = Orca |titoloalfabetico = Orca assassina, L' |immagine = Orca (1977) trailer - Bumpo.png |didascalia = |paese = Stati Uniti d'America / Italia |anno = 1977 |genere = drammatico / thriller / avventura |regista = [[Michael Anderson (regista)|Michael Anderson]] |soggetto = [[Luciano Vincenzoni]], [[Sergio Donati]], [[Robert Towne]] e [[Arthur Herzog]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = Luciano Vincenzoni, Sergio Donati e Robert Towne |produttore = [[Dino De Laurentiis]] |attori = *[[Charlotte Rampling]]: Rachel Bedford *[[Richard Harris]]: capitano Nolan *[[Will Sampson]]: Umilak *[[Bo Derek]]: Annie *[[Keenan Wynn]]: Novak *[[Robert Carradine]]: Ken *[[Peter Hooten]]: Paul *[[Scott Walker (attore)|Scott Walker]]: Al Swain *[[Nepo (orca)|Nepo]]: orca assassina |doppiatori italiani= *[[Vittoria Febbi]]: Rachel Bedford *[[Sergio Graziani]]: capitano Nolan *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Umilak *[[Micaela Esdra]]: Annie *[[Mario Milita]]: Novak *[[Sergio Fiorentini]]: Al Swain *[[Michele Gammino]]: Paul |note= *Musiche: [[Ennio Morricone]] }} '''''L'orca assassina''''', film del 1977 con [[Richard Harris]], regia di [[Michael Anderson (regista)|Michael Anderson]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Lo sai quanto lo pagherebbe un acquario uno [[squalo bianco]]? Cinquantamila dollari al metro. ('''Nolan''') *C'è solo un animale capace di aggredire uno squalo: un'[[orca]] marina. ('''Rachel Bedford''') *È uno dei dieci più feroci animali che esistano al mondo. È una specie di balena, un mammifero a sangue caldo che vive in tutti i mari. Gli antichi romani lo chiamavano ''Orcinus orca'', dal nome del dio della morte. La sua forma slanciata e le sue pinne muscolose lo rendono il cetaceo più veloce di tutti i mari. Un maschio adulto di solito è lungo circa dieci metri e pesa sei tonnellate, ma ci sono stati esemplari lunghi persino quindici metri. ('''Rachel Bedford''') *Se viene catturato da piccolo e si abitua a stare con gli esseri umani, purché sia trattato con gentilezza, diventa un grande amico dell'uomo. Ma in caso contrario... La sua bocca ha quarantotto denti disposti su due file impressionanti. ('''Rachel Bedford''') *Come genitori, le orche sono esemplari, migliori di molti esseri umani. E, come gli esseri umani, hanno l'istinto della vendetta. Comunque, la cosa più sorprendente di questo animale non è la loro docilità né la loro aggressività, ma la loro intelligenza. [...] Non sappiamo molto sulla natura della sua intelligenza. È certo che esiste, è sviluppatissima e, sotto certi aspetti, potrebbe essere superiore a quella dell'uomo. ('''Rachel Bedford''') *Le orche parlano, cioè, comunicano mediante la combinazione di suoni e di rilevamenti tipo sonar. I segnali che state ascoltando hanno lunghezze d'onda capaci non solo di attraversare tutto un oceano, ma di fare il giro del mondo. Questo segnale è stato analizzato da dei calcolatori elettronici. È stato accertato che contiene quindici milioni di particelle d'informazione. Che cosa si dicono le orche? C'è piuttosto da chiedersi – hanno bisogno di dire per comunicare tra loro? Il loro sistema sonar è come se noi avessimo nel cervello un apparecchio di raggi X. Se noi fossimo in grado solo guardando il nostro interlocutore di sapere istantaneamente se è sano o sofferente, è ovvio che la domanda "come stai?" perderebbe ogni significato. Ciò che noi chiamiamo linguaggio per le orche potrebbe essere inutile, superfluo o troppo primitivo. ('''Rachel Bedford''') *I [[Pesca (attività)|pescatori]] sono raramente curiosi di quanto si trova nei mari, a meno che non sia qualcosa che vogliano catturare o uccidere. ('''Rachel Bedford''') *Io capisco che cosa prova quella bestia, perché mi è successo la stessa cosa. Mia moglie era incinta, stava andando all'ospedale da sola e un ubriaco l'è arrivata contromano e l'ha investita. Ha ucciso lei e ha ucciso mio figlio. ('''Nolan''') *Io non so cosa vuole quell'animale, e non lo sai neppure tu, né quelli del villaggio. Nessuno può saperlo. Ma anche se agisce come un essere umano, qualsiasi cosa voglia, non è detto che lo debba ottenere. ('''Rachel Bedford''') *Brutto figlio di puttana! Ti vuoi vendicare? Hai vinto tu! Vuoi la vendetta? L'avrai. Vengo dove vuoi tu. Io ti ammazzo! Ti accontenterò, brutto figlio di puttana! Hai vinto tu! Mi senti? Hai vinto tu! ('''Nolan''') *E così il tentativo di Nolan di risparmiare il suo equipaggio era fallito. Io avevo insistito per partire con loro. Mi ero detta che, in un certo senso, ero responsabile dello stato d'animo di Nolan, che gli avevo riempito la testa di idee romantiche su un'orca capace non solo di provare sentimenti di dolore, cosa di cui ero convinta, ma anche capace di un piano di vendetta calcolato, cosa che trovavo difficile da credere, malgrado tutto quello che era successo, e forse speravo che il viaggio mi avrebbe suggerito un altro modo di capire quell'animale. ('''Rachel Bedford''') *Ti ricordi, qualche tempo fa, quando domandavi quanti soldi avrei fatto con l'orca? Ti ricordi? Io volevo soltanto un po' di soldi per pagare l'ipoteca della barca e tornare in Irlanda. In America non ci sto bene. Guarda cosa ho fatto, invece. Che cosa ho combinato. Tre persone sono morte, una ragazza rovinata per tutta la vita. Che Dio mi perdoni. Domani sarà il mio giorno. ('''Nolan''') ==Dialoghi== *'''Annie''': Dicono che le orche sono monogame.<br />'''Nolan''': Monogame? E che significa?<br />'''Annie''': Che restano con un compagno per tutta la vita. Ti rendi conto che potremmo distruggere una famiglia felice? *'''Nolan''': Si può peccare anche contro un animale?<br />'''Reverendo''': Si può commettere un peccato persino contro un filo d'erba. Ma in realtà i peccati si commettono sempre contro noi stessi. *'''Umilak''': Tutti gli uomini si sono riuniti. Stanno parlando di te e sono molto arrabbiati.<br />'''Nolan''': Capisco.<br />'''Umilak''': Dicono che sei un vigliacco se non vai fuori a uccidere l'orca.<br />'''Nolan''': Ho le mie ragioni.<br />'''Umilak''': Io ti credo, Nolan.<br />'''Nolan''': Ah sì? Perché?<br />'''Umilak''': Io vedo la paura dentro di te. Ma non di una cosa reale. È la paura di uno spirito, io credo. Ma vengo per avvertirti: va a caccia di questo demonio, qualunque siano le tue ragioni. Se a questo villaggio viene fatto ancora del danno dalla tua orca...<br />'''Nolan''': La mia orca...! Bene, grazie per il consiglio.<br />'''Umilak''': Io so cosa i miei antenati avrebbero fatto.<br />'''Nolan''': Cosa?<br />'''Umilak''': Così dice la magia: cucire una piccola pelle di un'orca e riempirla di fegato di uccelli, bagnarla con acqua e gettarla in mare con parole magiche. Se tutto è fatto bene, lo spirito del mostro esce dalla sua bocca e lui muore.<br />'''Nolan''': Be', perché non fai questa magia per me?<br />'''Umilak''': Il mondo è cambiato. Anche i nostri dei ballano su altra musica ormai. *'''Nolan''': Sono venuto qua per ammazzarlo. ''Bang bang!'' Uno in ogni occhio. Ma poi mi sono messo nella sua situazione e ho pensato...<br />'''Rachel Bedford''': Non si farà vivo.<br />'''Nolan''': Come sarebbe?<br />'''Rachel Bedford''': Perché ha affondato le altre barche nella rada e non la tua?<br />'''Nolan''': Vabbè, devo ammettere che è una cosa che non mi spiego.<br />'''Rachel Bedford''': Ti ha lasciato apposta la tua barca perché vuole combattere con te in mare.<br />'''Nolan''': No, non lo farò. Mi rifiuto. Io non voglio più combattere.<br />'''Rachel Bedford''': Vuoi solo assassinarlo! Te ne starai qui al sicuro sul molo e gli sparerai negli occhi! Tu non sei un uomo, sei una bestia. I mostri come ''te'' dovrebbero essere tenuti sotto osservazione. Perché non trovi un altro modo per divertirti?<br />'''Nolan''': Cosa? Io divertirmi? Ah, perché tu ci vedi del divertimento? Allora io rispetto più di te quell'animale.<br />'''Rachel Bedford''': Con quel fucile?<br />'''Nolan''': Ho preso questo fucile per ucciderlo, sì. È vero. Ma quando è arrivato il momento, ho capito che non potevo. Mi sono messo a riflettere e ho pensato che se quello che dici è vero, se le orche possono comunicare, io avrei guardato quell'animale dritto negli occhi e gli avrei detto che l'uccisione della sua compagna e suo figlio è stata una disgrazia. Non l'ho fatto apposta, non volevo ammazzarli. E gli avrei detto che mi dispiace e gli avrei chiesto perdono. *'''Nolan''': Dritto come un fuso.<br />'''Paul''': Verso dove?<br />'''Nolan''': Gli stretti di Belle Isle. Il mare aperto. Ci sta portando fuori dal golfo verso le coste del Labrador. Ho la strana impressione che questa sarà l'ultima tappa, e a nord non c'è modo di scappare.<br />'''Umilak''': Hai mai visto il ghiaccio polare, Nolan? Schianterebbe questa barca in un secondo.<br />'''Nolan''': Sì, ma c'è il ghiaccio anche dalla parte sua. E quindi anche lui sarà costretto a sfondarlo se vuole respirare. Quell'orca non è furbo quanto pensavo. ==Citazioni su ''L'orca assassina''== *Buona cura nella regìa; dovizia di mezzi, ma troppi debiti di ispirazione con modelli quali «Lo Squalo» (per non risalire addirittura a «Moby Dick»). ([[Dario Argento]]) *Durante la produzione ci sono film che hanno subito modifiche nella sceneggiatura e ne hanno compromesso la qualità. Facciamo l'esempio del film ''L'orca assassina''. La trama si è ispirata all'omonimo romanzo di [[Arthur Herzog]]. Ed era fantastica. Tu vedevi una storia che evolveva in un modo, poi i personaggi rimescolavano le carte in tavola, i personaggi erano caratterizzati bene, l'ambientazione terrificante, ricca. Ma se confrontassimo ''L'orca assassina'' con ''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'', be' direi che quest'ultimo è di gran lunga migliore. Ma... ''l'Orca'' è un ottimo film e posso dire che la sceneggiatura originale, ovvero il testo di Arthur Herzog, era di gran lunga migliore della sceneggiatura a cui si ispira ''Lo Squalo'', cioè l'omonimo romanzo di [[Peter Benchley]]. ([[Quentin Tarantino]]) *Quando mi è arrivata a Roma, la versione definitiva di ''Orca'' era completamente differente da quella che mi avevano fatto vedere tre mesi fa a Los Angeles e per la quale avevo preparato la musica. La mia tensione, credetemi, è in questo momento drammatica quanto quella dei protagonisti del film. C'è da sperare che il mio stato d'animo possa rivelarsi utile alla migliore riuscita del commento musicale. ([[Ennio Morricone]]) *[[Richard Harris]], protagonista del film, aveva cominciato a bere più del pellerossa quando aveva scoperto, su un giornale scandalistico, una foto della sua giovane moglie appena sposata, languidamente sdraiata sulla spiaggia di Malibù, in California, in compagnia di un giovane bel fusto. Harris voleva abbandonare il film per volare in California ad ucciderli tutti e due.<br />Convincerlo a finire le riprese mi procurò i primi capelli bianchi, l'esaurimento nervoso, e anche un occhio nero, perché tra noi ci fu una rissa. Comunque il film fu ultimato, e avevo perfino risparmiato mezzo milione di dollari sugli otto che Dino aveva preventivato. ([[Luciano Vincenzoni]]) *Una notte del maggio 1974 mi svegliò lo squillo del telefono: era Dino De Laurentiis che mi chiamava dalla California.<br />Era rimasto impressionato dal film ''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' di Spielberg e mi chiese se lo avessi visto. Alla mia risposta affermativa sbraitò: «Trovami un pesce più fetente e terribile dello squalo bianco, scrivi una sceneggiatura e se mi convince ti faccio fare anche il produttore». La proposta era alettante, ma di pesci conoscevo solo quelli commestibili, sardine, spigole, orate, cappesante, scampi e via dicendo.<br />Chiesi aiuto a mio fratello Adriano, che non aveva niente a che fare col Cinema, faceva un lavoro molto più serio a Torino, però, da autodidatta, si era fatto una cultura in zoologia. Mio fratello mi mandò una relazione sull'[[orca]] assassina, di cui fino a quel momento avevo ignorato l'esistenza. Un concentrato di informazioni da cui appresi che l'orca era più spettacolare e temibile dello squalo bianco. ([[Luciano Vincenzoni]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] d3wsezzgsen8reglybyvp2azxeg9yua 1413514 1413513 2026-05-15T13:17:46Z Udiki 86035 1413514 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = L'orca assassina |titolooriginale = Orca |titoloalfabetico = Orca assassina, L' |immagine = Orca (1977) trailer - Bumpo.png |didascalia = |paese = Stati Uniti d'America / Italia |anno = 1977 |genere = drammatico / thriller / avventura |regista = [[Michael Anderson (regista)|Michael Anderson]] |soggetto = [[Luciano Vincenzoni]], [[Sergio Donati]], [[Robert Towne]] e [[Arthur Herzog]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = Luciano Vincenzoni, Sergio Donati e Robert Towne |produttore = [[Dino De Laurentiis]] |attori = *[[Charlotte Rampling]]: Rachel Bedford *[[Richard Harris]]: capitano Nolan *[[Will Sampson]]: Umilak *[[Bo Derek]]: Annie *[[Keenan Wynn]]: Novak *[[Robert Carradine]]: Ken *[[Peter Hooten]]: Paul *[[Scott Walker (attore)|Scott Walker]]: Al Swain *[[Nepo (orca)|Nepo]]: orca assassina |doppiatori italiani= *[[Vittoria Febbi]]: Rachel Bedford *[[Sergio Graziani]]: capitano Nolan *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Umilak *[[Micaela Esdra]]: Annie *[[Mario Milita]]: Novak *[[Sergio Fiorentini]]: Al Swain *[[Michele Gammino]]: Paul |note= *Musiche: [[Ennio Morricone]] }} '''''L'orca assassina''''', film del 1977 con [[Richard Harris]], regia di [[Michael Anderson (regista)|Michael Anderson]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Lo sai quanto lo pagherebbe un acquario uno [[squalo bianco]]? Cinquantamila dollari al metro. ('''Nolan''') *C'è solo un animale capace di aggredire uno squalo: un'[[orca]] marina. ('''Rachel Bedford''') *È uno dei dieci più feroci animali che esistano al mondo. È una specie di balena, un mammifero a sangue caldo che vive in tutti i mari. Gli antichi romani lo chiamavano ''Orcinus orca'', dal nome del dio della morte. La sua forma slanciata e le sue pinne muscolose lo rendono il cetaceo più veloce di tutti i mari. Un maschio adulto di solito è lungo circa dieci metri e pesa sei tonnellate, ma ci sono stati esemplari lunghi persino quindici metri. ('''Rachel Bedford''') *Se viene catturato da piccolo e si abitua a stare con gli esseri umani, purché sia trattato con gentilezza, diventa un grande amico dell'uomo. Ma in caso contrario... La sua bocca ha quarantotto denti disposti su due file impressionanti. ('''Rachel Bedford''') *Come genitori, le orche sono esemplari, migliori di molti esseri umani. E, come gli esseri umani, hanno l'istinto della vendetta. Comunque, la cosa più sorprendente di questo animale non è la loro docilità né la loro aggressività, ma la loro intelligenza. [...] Non sappiamo molto sulla natura della sua intelligenza. È certo che esiste, è sviluppatissima e, sotto certi aspetti, potrebbe essere superiore a quella dell'uomo. ('''Rachel Bedford''') *Le orche parlano, cioè, comunicano mediante la combinazione di suoni e di rilevamenti tipo sonar. I segnali che state ascoltando hanno lunghezze d'onda capaci non solo di attraversare tutto un oceano, ma di fare il giro del mondo. Questo segnale è stato analizzato da dei calcolatori elettronici. È stato accertato che contiene quindici milioni di particelle d'informazione. Che cosa si dicono le orche? C'è piuttosto da chiedersi – hanno bisogno di dire per comunicare tra loro? Il loro sistema sonar è come se noi avessimo nel cervello un apparecchio di raggi X. Se noi fossimo in grado solo guardando il nostro interlocutore di sapere istantaneamente se è sano o sofferente, è ovvio che la domanda "come stai?" perderebbe ogni significato. Ciò che noi chiamiamo linguaggio per le orche potrebbe essere inutile, superfluo o troppo primitivo. ('''Rachel Bedford''') *I [[Pesca (attività)|pescatori]] sono raramente curiosi di quanto si trova nei mari, a meno che non sia qualcosa che vogliano catturare o uccidere. ('''Rachel Bedford''') *Io capisco che cosa prova quella bestia, perché mi è successo la stessa cosa. Mia moglie era incinta, stava andando all'ospedale da sola e un ubriaco l'è arrivata contromano e l'ha investita. Ha ucciso lei e ha ucciso mio figlio. ('''Nolan''') *Io non so cosa vuole quell'animale, e non lo sai neppure tu, né quelli del villaggio. Nessuno può saperlo. Ma anche se agisce come un essere umano, qualsiasi cosa voglia, non è detto che lo debba ottenere. ('''Rachel Bedford''') *Brutto figlio di puttana! Ti vuoi vendicare? Hai vinto tu! Vuoi la vendetta? L'avrai. Vengo dove vuoi tu. Io ti ammazzo! Ti accontenterò, brutto figlio di puttana! Hai vinto tu! Mi senti? Hai vinto tu! ('''Nolan''') *E così il tentativo di Nolan di risparmiare il suo equipaggio era fallito. Io avevo insistito per partire con loro. Mi ero detta che, in un certo senso, ero responsabile dello stato d'animo di Nolan, che gli avevo riempito la testa di idee romantiche su un'orca capace non solo di provare sentimenti di dolore, cosa di cui ero convinta, ma anche capace di un piano di vendetta calcolato, cosa che trovavo difficile da credere, malgrado tutto quello che era successo, e forse speravo che il viaggio mi avrebbe suggerito un altro modo di capire quell'animale. ('''Rachel Bedford''') *Ti ricordi, qualche tempo fa, quando domandavi quanti soldi avrei fatto con l'orca? Ti ricordi? Io volevo soltanto un po' di soldi per pagare l'ipoteca della barca e tornare in Irlanda. In America non ci sto bene. Guarda cosa ho fatto, invece. Che cosa ho combinato. Tre persone sono morte, una ragazza rovinata per tutta la vita. Che Dio mi perdoni. Domani sarà il mio giorno. ('''Nolan''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Annie''': Dicono che le orche sono monogame.<br />'''Nolan''': Monogame? E che significa?<br />'''Annie''': Che restano con un compagno per tutta la vita. Ti rendi conto che potremmo distruggere una famiglia felice? *'''Nolan''': Si può peccare anche contro un animale?<br />'''Reverendo''': Si può commettere un peccato persino contro un filo d'erba. Ma in realtà i peccati si commettono sempre contro noi stessi. *'''Umilak''': Tutti gli uomini si sono riuniti. Stanno parlando di te e sono molto arrabbiati.<br />'''Nolan''': Capisco.<br />'''Umilak''': Dicono che sei un vigliacco se non vai fuori a uccidere l'orca.<br />'''Nolan''': Ho le mie ragioni.<br />'''Umilak''': Io ti credo, Nolan.<br />'''Nolan''': Ah sì? Perché?<br />'''Umilak''': Io vedo la paura dentro di te. Ma non di una cosa reale. È la paura di uno spirito, io credo. Ma vengo per avvertirti: va a caccia di questo demonio, qualunque siano le tue ragioni. Se a questo villaggio viene fatto ancora del danno dalla tua orca...<br />'''Nolan''': La mia orca...! Bene, grazie per il consiglio.<br />'''Umilak''': Io so cosa i miei antenati avrebbero fatto.<br />'''Nolan''': Cosa?<br />'''Umilak''': Così dice la magia: cucire una piccola pelle di un'orca e riempirla di fegato di uccelli, bagnarla con acqua e gettarla in mare con parole magiche. Se tutto è fatto bene, lo spirito del mostro esce dalla sua bocca e lui muore.<br />'''Nolan''': Be', perché non fai questa magia per me?<br />'''Umilak''': Il mondo è cambiato. Anche i nostri dei ballano su altra musica ormai. *'''Nolan''': Sono venuto qua per ammazzarlo. ''Bang bang!'' Uno in ogni occhio. Ma poi mi sono messo nella sua situazione e ho pensato...<br />'''Rachel Bedford''': Non si farà vivo.<br />'''Nolan''': Come sarebbe?<br />'''Rachel Bedford''': Perché ha affondato le altre barche nella rada e non la tua?<br />'''Nolan''': Vabbè, devo ammettere che è una cosa che non mi spiego.<br />'''Rachel Bedford''': Ti ha lasciato apposta la tua barca perché vuole combattere con te in mare.<br />'''Nolan''': No, non lo farò. Mi rifiuto. Io non voglio più combattere.<br />'''Rachel Bedford''': Vuoi solo assassinarlo! Te ne starai qui al sicuro sul molo e gli sparerai negli occhi! Tu non sei un uomo, sei una bestia. I mostri come ''te'' dovrebbero essere tenuti sotto osservazione. Perché non trovi un altro modo per divertirti?<br />'''Nolan''': Cosa? Io divertirmi? Ah, perché tu ci vedi del divertimento? Allora io rispetto più di te quell'animale.<br />'''Rachel Bedford''': Con quel fucile?<br />'''Nolan''': Ho preso questo fucile per ucciderlo, sì. È vero. Ma quando è arrivato il momento, ho capito che non potevo. Mi sono messo a riflettere e ho pensato che se quello che dici è vero, se le orche possono comunicare, io avrei guardato quell'animale dritto negli occhi e gli avrei detto che l'uccisione della sua compagna e suo figlio è stata una disgrazia. Non l'ho fatto apposta, non volevo ammazzarli. E gli avrei detto che mi dispiace e gli avrei chiesto perdono. *'''Nolan''': Dritto come un fuso.<br />'''Paul''': Verso dove?<br />'''Nolan''': Gli stretti di Belle Isle. Il mare aperto. Ci sta portando fuori dal golfo verso le coste del Labrador. Ho la strana impressione che questa sarà l'ultima tappa, e a nord non c'è modo di scappare.<br />'''Umilak''': Hai mai visto il ghiaccio polare, Nolan? Schianterebbe questa barca in un secondo.<br />'''Nolan''': Sì, ma c'è il ghiaccio anche dalla parte sua. E quindi anche lui sarà costretto a sfondarlo se vuole respirare. Quell'orca non è furbo quanto pensavo. ==Citazioni su ''L'orca assassina''== *Buona cura nella regìa; dovizia di mezzi, ma troppi debiti di ispirazione con modelli quali «Lo Squalo» (per non risalire addirittura a «Moby Dick»). ([[Dario Argento]]) *Durante la produzione ci sono film che hanno subito modifiche nella sceneggiatura e ne hanno compromesso la qualità. Facciamo l'esempio del film ''L'orca assassina''. La trama si è ispirata all'omonimo romanzo di [[Arthur Herzog]]. Ed era fantastica. Tu vedevi una storia che evolveva in un modo, poi i personaggi rimescolavano le carte in tavola, i personaggi erano caratterizzati bene, l'ambientazione terrificante, ricca. Ma se confrontassimo ''L'orca assassina'' con ''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'', be' direi che quest'ultimo è di gran lunga migliore. Ma... ''l'Orca'' è un ottimo film e posso dire che la sceneggiatura originale, ovvero il testo di Arthur Herzog, era di gran lunga migliore della sceneggiatura a cui si ispira ''Lo Squalo'', cioè l'omonimo romanzo di [[Peter Benchley]]. ([[Quentin Tarantino]]) *Quando mi è arrivata a Roma, la versione definitiva di ''Orca'' era completamente differente da quella che mi avevano fatto vedere tre mesi fa a Los Angeles e per la quale avevo preparato la musica. La mia tensione, credetemi, è in questo momento drammatica quanto quella dei protagonisti del film. C'è da sperare che il mio stato d'animo possa rivelarsi utile alla migliore riuscita del commento musicale. ([[Ennio Morricone]]) *[[Richard Harris]], protagonista del film, aveva cominciato a bere più del pellerossa quando aveva scoperto, su un giornale scandalistico, una foto della sua giovane moglie appena sposata, languidamente sdraiata sulla spiaggia di Malibù, in California, in compagnia di un giovane bel fusto. 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La proposta era alettante, ma di pesci conoscevo solo quelli commestibili, sardine, spigole, orate, cappesante, scampi e via dicendo.<br />Chiesi aiuto a mio fratello Adriano, che non aveva niente a che fare col Cinema, faceva un lavoro molto più serio a Torino, però, da autodidatta, si era fatto una cultura in zoologia. Mio fratello mi mandò una relazione sull'[[orca]] assassina, di cui fino a quel momento avevo ignorato l'esistenza. Un concentrato di informazioni da cui appresi che l'orca era più spettacolare e temibile dello squalo bianco. ([[Luciano Vincenzoni]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] fsi15impsikvizn77rv8at5zpa4x9hh La Bella Otero 0 187888 1413575 1177401 2026-05-15T20:15:14Z Xocolatl 106292 ([[c:GR|GR]]) [[c:COM:FR|File renamed]]: [[File:La Belle Otero by Léopold-Émile Reutlinger.jpg]] → [[File:.Cavalieri by Léopold-Émile Reutlinger.jpg]] [[c:COM:FR#FR3|Criterion 3]] (obvious error) · She is Lina Cavalieri, not La Belle Otero. Cf. http://www.helmut-schmidt-online.de/Boudoir-Cards/be-artists-cavalieri.html (or any picture of either of them) 1413575 wikitext text/x-wiki [[File:.Cavalieri by Léopold-Émile Reutlinger.jpg|thumb|Carolina Otero fotografata da Léopold-Émile Reutlinger (1890 circa)]] '''La Bella Otero''', anche nota come '''Carolina Otero''', pseudonimo di '''Agustina Carolina del Carmen Otero Iglesias''' (1868 – 1965), ballerina, attrice e cortigiana spagnola. ==Citazioni sulla Bella Otero== *Rivolgendosi indignata a uno dei suoi fischiatori, e dicendogli: «cannibale» – costui rispondeva: «state tranquilla, non mangio che carne fresca». ([[Giulio Piccini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bella Otero, La}} [[Categoria:Attori spagnoli]] [[Categoria:Danzatori spagnoli]] czr4nm9uqaj71i7ejtshrq7abv97psv 1413576 1413575 2026-05-15T20:15:42Z Xocolatl 106292 ([[c:GR|GR]]) [[c:COM:FR|File renamed]]: [[File:.Cavalieri by Léopold-Émile Reutlinger.jpg]] → [[File:Lina Cavalieri by Léopold-Émile Reutlinger.jpg]] typo, sorry 1413576 wikitext text/x-wiki [[File:Lina Cavalieri by Léopold-Émile Reutlinger.jpg|thumb|Carolina Otero fotografata da Léopold-Émile Reutlinger (1890 circa)]] '''La Bella Otero''', anche nota come '''Carolina Otero''', pseudonimo di '''Agustina Carolina del Carmen Otero Iglesias''' (1868 – 1965), ballerina, attrice e cortigiana spagnola. ==Citazioni sulla Bella Otero== *Rivolgendosi indignata a uno dei suoi fischiatori, e dicendogli: «cannibale» – costui rispondeva: «state tranquilla, non mangio che carne fresca». ([[Giulio Piccini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bella Otero, La}} [[Categoria:Attori spagnoli]] [[Categoria:Danzatori spagnoli]] 1mopzmw1qyt029wgmb3rqd57k00suk9 1413577 1413576 2026-05-15T20:16:28Z ~2026-29466-63 107162 wrong picture 1413577 wikitext text/x-wiki '''La Bella Otero''', anche nota come '''Carolina Otero''', pseudonimo di '''Agustina Carolina del Carmen Otero Iglesias''' (1868 – 1965), ballerina, attrice e cortigiana spagnola. ==Citazioni sulla Bella Otero== *Rivolgendosi indignata a uno dei suoi fischiatori, e dicendogli: «cannibale» – costui rispondeva: «state tranquilla, non mangio che carne fresca». ([[Giulio Piccini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bella Otero, La}} [[Categoria:Attori spagnoli]] [[Categoria:Danzatori spagnoli]] aplg74i76hbming6pi4lonmrrfqtvih 1413578 1413577 2026-05-15T21:28:51Z Udiki 86035 1413578 wikitext text/x-wiki [[File:La Belle Otero 1894 a.jpg|miniatura|La Bella Otero (1894)]] '''La Bella Otero''', anche nota come '''Carolina Otero''', pseudonimo di '''Agustina Carolina del Carmen Otero Iglesias''' (1868 – 1965), ballerina, attrice e cortigiana spagnola. ==Citazioni sulla Bella Otero== *Rivolgendosi indignata a uno dei suoi fischiatori, e dicendogli: «cannibale» – costui rispondeva: «state tranquilla, non mangio che carne fresca». ([[Giulio Piccini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bella Otero, La}} [[Categoria:Attori spagnoli]] [[Categoria:Danzatori spagnoli]] 2dkle49vbxvqsitjfr8idlyeme6p68a Wikiquote:GUS2Wiki 4 194895 1413623 1412950 2026-05-16T11:43:53Z Alexis Jazz 80744 Updating gadget usage statistics from [[Special:GadgetUsage]] ([[phab:T121049]]) 1413623 wikitext text/x-wiki {{#ifexist:Project:GUS2Wiki/top|{{/top}}|This page provides a historical record of [[Special:GadgetUsage]] through its page history. To get the data in CSV format, see wikitext. To customize this message or add categories, create [[/top]].}} I dati che seguono sono estratti da una copia ''cache'' del database, il cui ultimo aggiornamento risale al 2026-05-13T15:21:30Z. Un massimo di {{PLURAL:5000|un risultato è disponibile|5000 risultati è disponibile}} in cache. {| class="sortable wikitable" ! 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Mussolini, ascesa e caduta di un mito'', Mondadori, Milano, 2004, p. 4.</ref> *{{NDR|Sul dogma dell'Assunzione di Maria in cielo in anima e corpo}} Se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica.<ref>Costituzione apostolica ''Munificentissimus Deus'', in ''Acta Apostolicae Sedis'', vol. XXXXII (1950), n. 15, pp. 753–773. Citata in Corrado Augias, Vito Mancuso, ''Disputa su Dio e dintorni'', Mondadori, 2009, p. 184.</ref> == Citazioni su Pio XII == *Man mano che Pacelli invecchiava, le sue vedute si facevano sempre più ristrette. Nel 1952 si era lamentato dei concorsi di bellezza di Miss Europa e Miss Italia: li riteneva lascivi e voleva che fossero proibiti. Con il passare degli anni inveì regolarmente contro la musica jazz e i film di evidente contenuto erotico. Secondo le testimonianze di beatificazione, richiese ai corrispondenti della stampa di non scrivere che aveva «accarezzato» le teste dei bambini. Voleva che scrivessero che aveva «posto la mano» sopra di loro: «È un mondo cattivo», spiegò. Rifiutò di promuovere una causa di beatificazione perché il «Servo di Dio» era stato un fumatore; in un altro caso rifiutò un candidato di cui si sapeva che una volta aveva pronunciato una «parola oscena». Richiese a monsignor Kaas, incaricato della Fabbrica di San Pietro, di far coprire le statue e i dipinti ignudi nella basilica. Inoltre rese noto che non approvava che i sacerdoti conducessero in pellegrinaggio a Roma gruppi di giovani donne sole: tale attività pastorale, dal suo punto di vista, costituiva un’occasione di peccato. Poi ci fu la sua campagna contro i gesuiti fumatori. Fin dal tempo della guerra egli aveva pagato le spese per il tabacco dei padri gesuiti dell’Università Gregoriana come riconoscimento per il lavoro di ricerca che svolgevano. Ma intorno alla metà degli anni Cinquanta, nel controllare le spese, rimase stupefatto dalla quantità di tabacco che consumavano, e comandò a tutti i membri dell’ordine di astenersi dal fumo, da allora in poi, in tutto il mondo: di certo, disse loro, fumare mal si conciliava con la santa povertà. I gesuiti, che erano fumatori entusiasti, non persero tempo ad applicare la casuistica gesuitica, e continuarono a fumare come loro piacque.<br>Pacelli aveva concesso poco o niente alla liberazione delle donne nella Chiesa. Valeva ancora la clausola che «le persone di sesso femminile non possono accostarsi all’altare in nessuna circostanza, e possono soltanto rispondere da lontano», nonostante concedesse controvoglia alle coriste di cantare legittimamente nelle chiese, pur se non entro i recinti degli altari.<ref>John Cornwell, ''Il papa di Hitler. La storia segreta di Pio XII'', Garzanti, Milano, [1999] 2002-2013, p. 285.</ref> == Note == <references/> d2ncuv3ngec3tsaqy2k38jp35jy3xo7 Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1413612 1413492 2026-05-16T09:07:40Z Spinoziano 2297 1413612 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''202''' voci create e '''56''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. 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<small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - 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<small>2025-08-30</small> #[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small> #[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small> #[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> #[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small> #[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small> #[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small> #[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small> #[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small> #[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small> #[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small> #[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small> #[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small> #[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small> #[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small> #[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small> #[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small> #[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small> #[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small> #[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verdasio]] - 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<small>2026-04-28</small> #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small> #[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small> #[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - <small>2026-05-13</small> #[[Passo del Sempione]] - <small>2026-05-14</small> #[[Gola di Gondo]] - <small>2026-05-14</small> #[[Ganterbrücke]] - <small>2026-05-14</small> #[[Macugnaga]] - <small>2026-05-15</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-05-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1413094&oldid=1331744 +14] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-05-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1413098&oldid=1190536 +5] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1412120&oldid=1309879 +4] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1412117&oldid=1300342 +2] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=prev&oldid=1412122 +1] #[[Monte Rosa]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Monte_Rosa&diff=1413466&oldid=1377667 +1] #[[Cascata del Toce]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cascata_del_Toce&diff=prev&oldid=1413468 +1] {{EndMultiCol}} bkg93uxzrn7tmrwv4azqojbsae7ijt8 I ponti di Madison County 0 224570 1413596 1412203 2026-05-16T06:54:47Z Spinoziano 2297 1413596 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = I ponti di Madison County |titolo alfabetico = Ponti di Madison County |immagine = RosemanBridge.jpg |genere = drammatico/sentimentale |regista = [[Clint Eastwood]] |soggetto = [[Robert James Waller]] (''[[Robert James Waller#I ponti di Madison County|I ponti di Madison County]]'') |sceneggiatore = [[Richard LaGravenese]] |produttore = Clint Eastwood, [[Kathleen Kennedy]] |attori = *[[Clint Eastwood]]: Robert Kincaid *[[Meryl Streep]]: Francesca Johnson *[[Annie Corley]]: Carolyn Johnson *[[Victor Slezak]]: Michael Johnson *Sarah Kathryn Schmitt: Carolyn da ragazza *Christopher Kroon: Michael da ragazzo *[[Jim Haynie]]: Richard Johnson *[[Phyllis Lyons]]: Betty *[[Debra Monk]]: Madge *[[Michelle Benes]]: Lucy Redfield *[[Richard Lage]]: avvocato Peterson |doppiatori italiani = *[[Michele Kalamera]]: Robert Kincaid *[[Maria Pia Di Meo]]: Francesca Johnson *[[Roberta Greganti]]: Carolyn Johnson *[[Rodolfo Bianchi]]: Michael Johnson *[[Laura Latini]]: Carolyn da ragazza *[[Massimiliano Alto]]: Michael da ragazzo *[[Ennio Coltorti]]: Richard Johnson *[[Gabriella Borri]]: Betty *[[Aurora Cancian]]: Madge *[[Gil Baroni]]: avvocato Peterson }} '''''I ponti di Madison County''''', film statunitense del 1995 con [[Clint Eastwood]] e [[Meryl Streep]], regia di Clint Eastwood. ==Frasi== {{cronologico}} *Molte persone hanno paura dei [[Cambiamento|cambiamenti]], ma se li vedessero come qualcosa su cui poter contare sarebbero più tranquille. ('''Robert''') *I vecchi sogni erano bei sogni. Non si sono avverati comunque li ho avuti. ('''Robert''') *Se pensa che un uomo sia troppo stanco per parlare di sé vuol dire che lei si è mossa poco di casa. ('''Robert''') *Se devo proprio dirle il posto più interessante che abbia visto, è l'[[Africa]]. Perché è un altro mondo. Non solo per la cultura e per la popolazione; sì, anche quello, ma c'è l'aria, i colori, dall'alba al tramonto: c'è qualcosa che si può toccare in quell'atmosfera, la coabitazione tra uomini e bestie, e tra bestie e bestie: qualcuno sopravvive, qualcuno no. E non tento di dare un giudizio, no, non c'è una moralità imposta: è così, così e basta. Bellissimo, ecco. Non esiste niente del genere: è il paradiso in terra. ('''Robert''') *Alle antiche sere e alla musica lontana. ('''Robert''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}} *Il [[brandy]] lo tenga bene in vista: può risolvere i problemi, a volte. ('''Robert''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Robert''': Buonissimo l'odore dell'[[Iowa]], è davvero particolare da queste parti. Sa di che parlo?<br>'''Francesca''': No.<br>'''Robert''': Be', ecco, è difficile da spiegare: è... credo sia una terra grassa. E ha un odore, non so... ricco, terroso, attivo. *'''Francesca''': Le piace molto quello che fa, vero?<br>'''Robert''': Sì, ne sono quasi ossessionato.<br>'''Francesca''': E perché, secondo lei?<br>'''Robert''': Non lo so. Le [[Ossessione|ossessioni]] non hanno una ragione: per questo sono ossessioni. ==Citazioni su ''I ponti di Madison County''== *Ispirato al romanzo di [[Robert James Waller]], adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sentimentali]] 6mu2pgyt7sgr2in0tjm4pqjvi6fp7n3 Rodolfo Dalla Mora 0 224614 1413550 1413340 2026-05-15T16:03:46Z MaxAmbra70 107029 Inserimento incipit e citazione del libro "L'equazione delle 4 A- Ausili" con inserimento anche il bibliografia 1413550 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] d8vdyudc66qla8sknfxqgg0ypmpy2rb Fire Down Below - L'inferno sepolto 0 224693 1413616 1412983 2026-05-16T11:37:57Z Spinoziano 2297 1413616 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Fire Down Below - L'inferno sepolto |genere = azione |regista = [[Félix Enríquez Alcalá]] |soggetto = [[Jeb Stuart (sceneggiatore)|Jeb Stuart]] |sceneggiatore = Jeb Stuart, Philip Morton |attori = *[[Steven Seagal]]: Jack Taggert *[[Marg Helgenberger]]: Sarah Kellogg *[[Stephen Lang]]: Earl Kellogg *[[Brad Hunt]]: Orin Hanner Jr. *[[Kris Kristofferson]]: Orin Hanner Sr. *[[Harry Dean Stanton]]: Cotton Harry *[[Levon Helm]]: Bob Goodall *[[Mark Collie]]: Hatch |doppiatori italiani= *[[Michele Gammino]]: Jack Taggert *[[Anna Rita Pasanisi]]: Sarah Kellogg *[[Francesco Pannofino]]: Earl Kellogg *[[Vittorio De Angelis]]: Orin Hanner Jr. *[[Dario Penne]]: Orin Hanner Sr. *[[Sandro Sardone]]: Cotton Harry *[[Angelo Nicotra]]: Bob Goodall *[[Massimo De Ambrosis]]: Hatch }} '''''Fire Down Below - L'inferno sepolto''''', film statunitense del 1997 con [[Steven Seagal]], regia di [[Félix Enríquez Alcalá]]. ==Frasi== *Vedete, il problema con la gente ricca è che a volte a loro non importa degli altri esseri umani. Questa gente si arricchisce sempre più perché smaltisce rifiuti tossici derivati del petrolio, e sono gli unici a trarne profitto, perché allora non li seppelliscono nel cortile delle loro case? Invece, si limitano a pagare qualche imbecille – mi scusi, padre – cinque dollari l'ora per trasportarli sulle montagne di Appalachia. Perché? Perché loro pensano che voi siate ignoranti, straccioni, ottusi montanari, che non hanno né i soldi né il potere per impedirglielo. Per queste persone voi tutti siete insignificanti, non siete nulla. E se c'è qualcuno di voi che pensa che i trecento dollari che vi hanno dato per comprare la nuova antenna satellitare bastino a svendere l'eredità dei vostri antenati e il futuro dei vostri figli, prego alzi la mano. ('''Jack''') ==Citazioni su ''Fire Down Below - L'inferno sepolto''== *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Film d'azione]] 63eypt5oagvf2j89zyr8x7lp5p860p6 Discussioni utente:~2026-28804-53 3 224736 1413569 1413443 2026-05-15T19:42:05Z Udiki 86035 /* Norman Zoia */ Risposta 1413569 wikitext text/x-wiki == [[Norman Zoia]] == Salve, all'interno della voce ho creato una [[Norman Zoia#Versi perVersi|sezione per ''Versi perVersi'']]. Forse vanno lì anche altre citazioni, ma siccome la provenienza non è specificata, le ho lasciate nella sezione generica "[[Norman Zoia#Citazioni di Norman Zoia|Citazioni di Norman Zoia]]". Si prega di provvedere indicando da quale opera provenga ciascuna citazione, se diversa da ''Versi perVersi'', oppure di spostarle assieme alle altre. Ho dato per scontato che l'edizione di riferimento sia quella del 2013, ma se così non fosse, allora si indichi quale sia. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:35, 13 mag 2026 (CEST) :Quali sono le [[WQ:MM|informazioni discografiche]] per ''Mrs Watts''? E per ''Pantera rossa''? ''Nuovi nuovi mostri'' è una canzone o cosa? Qual è l'editore e l'anno di edizione di ''Grido di Natale''? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:04, 13 mag 2026 (CEST) ::Per le canzoni, in base alle linee guida sopra indicate, serve il nome dell'etichetta, del produttore, dell'album (se c'è) e dell'anno; io non ne so nulla e perciò al momento non posso correggere.<br />Le citazioni che hai inserito nella sezione tematica delle pagine di Quasimodo, Brel, Jannacci e De André vanno in ordine alfabetico, non richiedono gli omissis all'inizio (né alla fine) e bisogna anche correggere come io ho già fatto [[speciale:diff/1413347|qui]].<br />Per piacere, sennò per obbligo, evita altre forzature nella pagina di [[Alan Turing]]; io almeno mi sono degnato di dare una spiegazione. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:38, 14 mag 2026 (CEST) :::Non ignorare quanto scritto sopra. Prima di fare altre modifiche, come quella nella pagina di Carducci, correggi quanto ti è stato fatto notare. È l'ultimo avvertimento, poi scatta il blocco. Qui ci sono delle regole da rispettare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:18, 14 mag 2026 (CEST) ::::Visto che hai continuato nella pagina di Baudelaire, ti ho bloccato fino a domani mattina, perché certo non si può passare così la nottata. Se continui allo stesso modo, blocco più lungo. Puoi ancora modificare questa pagina di discussione, ma io nelle prossime ore non ci sarò, quindi non risponderò. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:45, 14 mag 2026 (CEST) :::::Visto che abusi di utenze multiple, che non fai le cose come si deve nonostante le spiegazioni e che nemmeno il blocco ti è servito, sei stato bloccato per un giorno. Intanto annullo gli inserimenti fuori standard che hai fatto, perché tu non li vuoi correggere e non possono fare tutto gli altri al posto tuo, né tenere le cose in quelle condizioni. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:42, 15 mag 2026 (CEST) 4iuig1woxi2dp1qe0he21e1np5r0m1m La Frua 0 224763 1413510 2026-05-15T12:46:56Z Udiki 86035 Redirect alla pagina [[Cascata del Toce]] 1413510 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Cascata del Toce]] ra9mnzpm5lnzqr7nbzob247yaoncmzy Salvatore De Benedetti 0 224764 1413519 2026-05-15T14:09:59Z Gaux 18878 Salvatore De Benedetti 1413519 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 2wr1m6qkq3n6hxh0zqx6kc3ex3wcnbu 1413521 1413519 2026-05-15T14:19:54Z Gaux 18878 link alla Pedia inglese 1413521 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] jd7hz3czi6s97f2kztb0kyydqa60ld4 1413528 1413521 2026-05-15T14:30:03Z Gaux 18878 /* Citazioni su Salvatore De Benedetti */ mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico 1413528 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] t0rcvtnl3t4aki56ndujor7q6rtm9un 1413529 1413528 2026-05-15T14:30:48Z Gaux 18878 /* Citazioni su Salvatore De Benedetti */ wlink 1413529 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 6tn1n3kdsvzjf8wx12uku49re2ky9g4 1413534 1413529 2026-05-15T14:45:10Z Gaux 18878 NDR 1413534 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] go8udvrqyf3u365tdqhrbmeq17rw5fa 1413538 1413534 2026-05-15T15:03:22Z Gaux 18878 Citazioni di Salvatore De Benedetti 1413538 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni di Salvatore De Benedetti== *In Dante e nel Manzoni l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro.<ref>Da ''L'Antico Testamento e la letteratura italiana, p. 37.</ref> ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 43hy7n0k5zlby5atjfhld8dxeatr2p5 1413539 1413538 2026-05-15T15:03:41Z Gaux 18878 no stub 1413539 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni di Salvatore De Benedetti== *In Dante e nel Manzoni l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro.<ref>Da ''L'Antico Testamento e la letteratura italiana, p. 37.</ref> ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 02gyh6vbjy5g9axzpijpya855xzuqi8 1413540 1413539 2026-05-15T15:04:27Z Gaux 18878 wlink 1413540 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni di Salvatore De Benedetti== *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro.<ref>Da ''L'Antico Testamento e la letteratura italiana, p. 37.</ref> ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 2s87j4y23qbwmdat83m45kx56tqzwvp 1413541 1413540 2026-05-15T15:09:04Z Gaux 18878 /* Citazioni di Salvatore De Benedetti */ riferimenti bibliografici 1413541 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni di Salvatore De Benedetti== *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro.<ref>Da ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885 p. 37.</ref> ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] tn4pgla9qtwpj3aqyxnbjtnxr7z1nhm 1413542 1413541 2026-05-15T15:14:04Z Gaux 18878 /* Citazioni di Salvatore De Benedetti */ la Bibbia 1413542 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni di Salvatore De Benedetti== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte abbino in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco?<ref>Da ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885, p. 4.</ref> *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro.<ref>Da ''L'Antico Testamento e la letteratura italiana'', cit., p. 37.</ref> ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] p6rrn8ypz828bxbwt7j6w31u7rk3lm7 1413544 1413542 2026-05-15T15:17:56Z Gaux 18878 /* Citazioni di Salvatore De Benedetti */ sic 1413544 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni di Salvatore De Benedetti== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco?<ref>Da ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885, p. 4.</ref> *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro.<ref>Da ''L'Antico Testamento e la letteratura italiana'', cit., p. 37.</ref> ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] lh74l89spvljvioax9hbt29nski0l3l 1413545 1413544 2026-05-15T15:26:41Z Gaux 18878 /* Citazioni di Salvatore De Benedetti */ precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria 1413545 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==Citazioni di Salvatore De Benedetti== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco?<ref>Da ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885, p. 4.</ref> *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi?<ref>Da ''L'Antico Testamento e la letteratura italiana'', cit., pp. 9-10.</ref> *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro.<ref>Da ''L'Antico Testamento e la letteratura italiana'', cit., p. 37.</ref> ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] ptr6urrs92iiqbvlf4xe5b58lncpod8 1413546 1413545 2026-05-15T15:30:44Z Gaux 18878 sistemo nuova sezione 1413546 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==''L'Antico Testamento e la letteratura italiana''== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? (p. 4) *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? (pp. 9-10) *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro. (p. 37) ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Bibliografia== *Salvatore De Benedetti, ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] dpnlg1m5t7hryzsfnilxmsu57vrs06l 1413547 1413546 2026-05-15T15:36:53Z Gaux 18878 nota 1413547 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==''L'Antico Testamento e la letteratura italiana''== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? (p. 4) *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani<ref>Il testo oggetto di citazione fu letto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pisa.</ref>. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? (pp. 9-10) *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro. (p. 37) ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Salvatore De Benedetti, ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] lr2y8in5m6axiui46fh97t4zaf27ntl 1413548 1413547 2026-05-15T15:38:46Z Gaux 18878 /* L'Antico Testamento e la letteratura italiana */ wlink 1413548 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==''L'Antico Testamento e la letteratura italiana''== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? (p. 4) *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani<ref>Il testo oggetto di citazione fu letto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pisa.</ref>. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il [[Libro dei Proverbi|libro de' Proverbi]]? (pp. 9-10) *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro. (p. 37) ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Salvatore De Benedetti, ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 6rbyjb4ai6idd16udgsaagknn0t9p00 1413582 1413548 2026-05-16T02:56:24Z Gaux 18878 /* L'Antico Testamento e la letteratura italiana */ libro dei Proverbi 1413582 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==''L'Antico Testamento e la letteratura italiana''== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? (p. 4) *Bel saggio della forma più semplice e popolare con cui il senno pratico si manifesti, ci porge il parimente notissimo libro de’ Proverbi, nel quale ci pare udire la voce de’ vecchi patriarchi consigliatrice ai giovani delle più modeste e utili virtù. (p. 6) *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani<ref>Il testo oggetto di citazione fu letto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pisa.</ref>. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il [[Libro dei Proverbi|libro de' Proverbi]]? (pp. 9-10) *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro. (p. 37) ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Salvatore De Benedetti, ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] s1ykxrpfej5hhdobcrdogtdvchfm34e 1413583 1413582 2026-05-16T02:57:39Z Gaux 18878 /* L'Antico Testamento e la letteratura italiana */ wlink alla prima occorrenza 1413583 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==''L'Antico Testamento e la letteratura italiana''== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? (p. 4) *Bel saggio della forma più semplice e popolare con cui il senno pratico si manifesti, ci porge il parimente notissimo [[Libro dei Proverbi|libro de’ Proverbi]], nel quale ci pare udire la voce de’ vecchi patriarchi consigliatrice ai giovani delle più modeste e utili virtù. (p. 6) *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani<ref>Il testo oggetto di citazione fu letto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pisa.</ref>. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? (pp. 9-10) *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro. (p. 37) ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Salvatore De Benedetti, ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] itg9ufhj6kd2ub7pnehad7j420z4y5s 1413584 1413583 2026-05-16T02:59:58Z Gaux 18878 /* L'Antico Testamento e la letteratura italiana */ sic forma non comune 1413584 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==''L'Antico Testamento e la letteratura italiana''== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? (p. 4) *Bel saggio della forma più semplice e popolare con cui il senno pratico si manifesti, ci porge il {{sic|parimente}} notissimo [[Libro dei Proverbi|libro de’ Proverbi]], nel quale ci pare udire la voce de’ vecchi patriarchi consigliatrice ai giovani delle più modeste e utili virtù. (p. 6) *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani<ref>Il testo oggetto di citazione fu letto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pisa.</ref>. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? (pp. 9-10) *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro. (p. 37) ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Salvatore De Benedetti, ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] qrgyga7ejorgst9dbik6orda05fq2g5 1413586 1413584 2026-05-16T03:03:42Z Gaux 18878 /* L'Antico Testamento e la letteratura italiana */ typo 1413586 wikitext text/x-wiki '''Salvatore De Benedetti''' (1818 – 1891), giornalista, traduttore e docente universitario italiano. ==''L'Antico Testamento e la letteratura italiana''== *[...] parlare della [[Bibbia]] non si può senza che la mente corra a considerare quale autorità quelle carte {{sic|abbino}} in ogni tempo esercitato, quali germi fecondissimi d'idee abbino gittato nella parte più {{sic|culta}} del genere umano. Chi può dimenticare, o non riconoscere come di là uscirono le tre forme di civiltà, religione e famiglia reputate le più alte nella vita della famiglia umana, prima la giudaica, poscia la cristiana e la mussulmana, rami dell'uno e medesimo tronco? (p. 4) *Bel saggio della forma più semplice e popolare con cui il senno pratico si manifesti, ci porge il {{sic|parimente}} notissimo [[Libro dei Proverbi|libro de' Proverbi]], nel quale ci pare udire la voce de' vecchi patriarchi consigliatrice ai giovani delle più modeste e utili virtù. (p. 6) *Come si educa l'infanzia dell'uomo, così quella delle nazioni, con precetti brevi e stringati, facili alla intelligenza e alla memoria. Però noi ritroviamo nei primordj della nostra letteratura, raccolte di sentenze morali scritte sì in latino, la lingua dei dotti, ma immediatamente trasportate, come allora dicevasi, al volgare. Tali furono quelle di Arrighetto da Settimello, di Albertano Giudice da Brescia e di Bartolomeo da S. Concordio, vanto vostro, o Pisani<ref>Il testo oggetto di citazione fu letto all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pisa.</ref>. E la miniera comune dalla quale tutti cavano quel prezioso metallo di massime vere e sane che dai secoli non fu irruginito, qual altra è se non l'[[Antico Testamento|A. T.]] e principalmente il libro de' Proverbi? (pp. 9-10) *In [[Dante Alighieri|Dante]] e nel [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] l'influsso della poesia biblica è più che mai manifesto. È la dote di quella poesia e che la fece prediletta a quei grandi, ripetiamo, la forte semplicità, che valse e sempre varrà a temperare e correggere l'artifizio soverchio e la finzione che dà nel falso; pecche in cui cade non di rado chi segue lo stile classico puro. (p. 37) ==Citazioni su Salvatore De Benedetti== *Se non comuni furono le doti intellettuali del De Benedetti, singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Seguace convinto delle [[Spiritualismo|dottrine spiritualiste]], non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Salvatore De Benedetti, ''[https://archive.org/details/DeBenedettiAnticoTestamentoLetteratura/mode/1up L'Antico Testamento e la letteratura italiana]'', Tipografia T. Nistri e C., Pisa, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:De Benedetti, Salvatore}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] ktdq2byj32fnyvoyvk1ywe2lgmmafzh Discussioni utente:~2026-28671-06 3 224765 1413532 2026-05-15T14:33:55Z Udiki 86035 /* Norman Zoia */ nuova sezione 1413532 wikitext text/x-wiki == [[Norman Zoia]] == Non usiamo inserire i collegamenti a YouTube in quei casi, quindi non aggiungerne. Rinnovo l'invito rivoltoti [[Discussioni utente:~2026-28804-53|qui]]. O correggi gli errori oppure cancello tutto e blocco la pagina di Zoia. Non cambiare utenza, perché non serve a niente. Questo teatrino deve finire immediatamente. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:33, 15 mag 2026 (CEST) mdl61rjolzx7nkastkiu77wp615s93b Discussioni utente:Milei.vencel 3 224766 1413553 2026-05-15T16:24:27Z Ternarius 58911 Ternarius ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Milei.vencel]] a [[Discussioni utente:GyapjúGereblye]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Milei.vencel|Milei.vencel]]" a "[[Special:CentralAuth/GyapjúGereblye|GyapjúGereblye]]" 1413553 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:GyapjúGereblye]] 3klfc1sw02llxk72vjdssevftw0upwp Stroncatura 0 224767 1413555 2026-05-15T18:00:07Z Udiki 86035 Creata pagina con "{{Voce tematica}} Citazioni sulla '''stroncatura'''. ==Citazioni== *Una stroncatura è la base più solida di un'amicizia. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Una stroncatura, pur che abbia un minimo di fondamento, serve alla buona salute della letteratura cento volte di più, non solo del silenzio, ma anche di un elogio infondato. ([[Giovanni Raboni]]) ==Voci correlate== *[[Critica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} Categoria:Cri..." 1413555 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni sulla '''stroncatura'''. ==Citazioni== *Una stroncatura è la base più solida di un'amicizia. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Una stroncatura, pur che abbia un minimo di fondamento, serve alla buona salute della letteratura cento volte di più, non solo del silenzio, ma anche di un elogio infondato. ([[Giovanni Raboni]]) ==Voci correlate== *[[Critica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Critica]] 3nqldmxf9onmnjscoby1x1pul2u2z1r 1413562 1413555 2026-05-15T18:43:08Z Udiki 86035 +1 1413562 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni sulla '''stroncatura'''. ==Citazioni== *Una pessima recensione è meglio che sprofondare nell'anonimato. (''[[Velvet Buzzsaw]]'') *Una stroncatura è la base più solida di un'amicizia. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Una stroncatura, pur che abbia un minimo di fondamento, serve alla buona salute della letteratura cento volte di più, non solo del silenzio, ma anche di un elogio infondato. ([[Giovanni Raboni]]) ==Voci correlate== *[[Critica]] *[[Recensione]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Critica]] a2yxxdowhksv28l3a4aj2qy4anpwwhj 1413563 1413562 2026-05-15T18:45:08Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1413562|1413562]] di [[Special:Contributions/Udiki|Udiki]] ([[User talk:Udiki|discussione]]) siccome la stroncatura non consiste necessariamente in una recensione, per prudenza annullo 1413563 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni sulla '''stroncatura'''. ==Citazioni== *Una stroncatura è la base più solida di un'amicizia. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Una stroncatura, pur che abbia un minimo di fondamento, serve alla buona salute della letteratura cento volte di più, non solo del silenzio, ma anche di un elogio infondato. ([[Giovanni Raboni]]) ==Voci correlate== *[[Critica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Critica]] 3nqldmxf9onmnjscoby1x1pul2u2z1r The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta 0 224768 1413597 2026-05-16T06:57:32Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta |genere = thriller/fantascienza |regista = [[Rand Ravich]] |sceneggiatore = Rand Ravich |attori = *[[Johnny Depp]]: Spencer Armacost *[[Charlize Theron]]: Jillian Armacost *[[Joe Morton]]: Sherman Reese *[[Clea DuVall]]: Nan *[[Donna Murphy]]: Natalie Streck *[[Nick Cassavetes]]: Alex Streck *[[Samantha Eggar]]: dott.ssa Patraba *[[Blair Brown]]: Shelly McLaren |doppiatori italiani = *Ricca..." 1413597 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta |genere = thriller/fantascienza |regista = [[Rand Ravich]] |sceneggiatore = Rand Ravich |attori = *[[Johnny Depp]]: Spencer Armacost *[[Charlize Theron]]: Jillian Armacost *[[Joe Morton]]: Sherman Reese *[[Clea DuVall]]: Nan *[[Donna Murphy]]: Natalie Streck *[[Nick Cassavetes]]: Alex Streck *[[Samantha Eggar]]: dott.ssa Patraba *[[Blair Brown]]: Shelly McLaren |doppiatori italiani = *[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Spencer Armacost *[[Claudia Catani]]: Jillian Armacost *[[Luca Biagini]]: Sherman Reese *[[Laura Latini]]: Nan }} '''''The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta''''', film statunitense del 1999 con [[Johnny Depp]] e [[Charlize Theron]], regia di [[Rand Ravich]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Gli [[Uomo (maschio)|uomini]] sono come i [[Parcheggio|parcheggi]] per la macchina: quelli buoni sono già stati presi e quelli liberi sono per gli handicappati. ('''Nan''') *Ti ricordi di quando stavo per partire per una missione e tu mi hai supplicato di non andare? Ricordi quanta paura avevi? E io ti ho detto che ti avrei riportato un pezzetto di cielo. E tu hai pianto. Te lo ricordi? Be', per la miseria, l'ho fatto! Che pensi che ci sia lì dentro? ('''Spencer''' a Jillian, indicando il suo grembo) ==Citazioni su ''The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta''== *R. Ravich esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film di fantascienza]] [[Categoria:Film thriller psicologici]] biw12zlhwx79yzzli6app4rypsnhlem 1413600 1413597 2026-05-16T07:04:55Z Spinoziano 2297 1413600 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta |titolo alfabetico = Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta |genere = thriller/fantascienza |regista = [[Rand Ravich]] |sceneggiatore = Rand Ravich |attori = *[[Johnny Depp]]: Spencer Armacost *[[Charlize Theron]]: Jillian Armacost *[[Joe Morton]]: Sherman Reese *[[Clea DuVall]]: Nan *[[Donna Murphy]]: Natalie Streck *[[Nick Cassavetes]]: Alex Streck *[[Samantha Eggar]]: dott.ssa Patraba *[[Blair Brown]]: Shelly McLaren |doppiatori italiani = *[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Spencer Armacost *[[Claudia Catani]]: Jillian Armacost *[[Luca Biagini]]: Sherman Reese *[[Laura Latini]]: Nan }} '''''The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta''''', film statunitense del 1999 con [[Johnny Depp]] e [[Charlize Theron]], regia di [[Rand Ravich]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Gli [[Uomo (maschio)|uomini]] sono come i [[Parcheggio|parcheggi]] per la macchina: quelli buoni sono già stati presi e quelli liberi sono per gli handicappati. ('''Nan''') *Ti ricordi di quando stavo per partire per una missione e tu mi hai supplicato di non andare? Ricordi quanta paura avevi? E io ti ho detto che ti avrei riportato un pezzetto di cielo. E tu hai pianto. Te lo ricordi? Be', per la miseria, l'ho fatto! Che pensi che ci sia lì dentro? ('''Spencer''' a Jillian, indicando il suo grembo) ==Citazioni su ''The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta''== *R. Ravich esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film di fantascienza]] [[Categoria:Film thriller psicologici]] qoifwd8kuvnzubtvqqmclrnh426u4mk The Astronaut's Wife 0 224769 1413598 2026-05-16T06:58:23Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]] 1413598 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]] krsf78pbzn0ghvxrdkpdg0jb2gk4wo9 La moglie dell'astronauta 0 224770 1413599 2026-05-16T06:58:39Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]] 1413599 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]] krsf78pbzn0ghvxrdkpdg0jb2gk4wo9 Discussioni utente:Poeta613 3 224771 1413608 2026-05-16T07:45:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413608 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:45, 16 mag 2026 (CEST)}} lzwj9f5g7v08vmgs3t2qf4rqn7lsopc