Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.2 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Wikiquote:Pagine da cancellare 4 1478 1413725 1404780 2026-05-18T09:12:53Z Paul Gascoigne 4392 /* Ella Gai */ nuova sezione 1413725 wikitext text/x-wiki {{Pagine da cancellare}} {{centrato|'''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}} __TOC__}} == [[Parma Associazione Calcio 1989-1990]] == Alla luce dei risultati di [[Discussioni aiuto:Scorporo|questa votazione]] eviterò di creare mille richieste di cancellazione, ma questo mi sembra un caso davvero eclatante. Un'unica citazione che volendo può stare benissimo nella [[Parma Calcio 1913|voce principale]], tant'è vero che parla del "Parma di quegli anni" e non nello specifico di quella singola stagione.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:46, 22 feb 2025 (CET) :Ho aggiunto nel frattempo un'altra citazione. Ed entrambe parlano esattamente di ''"quella singola stagione"'': che la citazione di Melli (quella che ha portato all'apertura di questa PdC) possa stare ''"benissimo nella voce principale"'' è abbastanza opinabile, imho, dato che si sofferma nero-su-bianco sui fatti ''«nell'anno della promozione»''... Si può eliminare il codino finale sul ''«Parma di quegli anni»'', non lo nego; ma ciò non inficia sulla precisa contestualizzazione del resto della citazione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:49, 24 feb 2025 (CET) ::Come accennato nel precedente messaggio, ho limato la citazione di Melli eliminando quanto in eccesso. Ora, entrambe le citazioni trattano esclusivamente di eventi inerenti la singola stagione in oggetto, pertanto decade il motivo che aveva portato all'apertura della PdC '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 19:38, 25 feb 2025 (CET) :::È passato più di un mese dall'apertura di questa procedura; nel frattempo, quei pochi rilievi su cui sussistevano dubbi sono stati sanati. Le motivazioni che avevano portato all'apertura della procedura sono quindi superate, e lo stesso autore materiale dell'avvio della procedura, in oltre un mese non si è più fatto sentire in questa discussione... Pertanto, chiedo la chiusura della procedura e il mantenimento della voce in oggetto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:13, 26 mar 2025 (CET) ::::La motivazione principale sta in una votazione menzionata all'inizio di questa proposta, se vogliamo essere s(inc)eri. Che l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club era un'osservazione accessoria. Tanto valeva spostare la citazione e rimuovere questa voce di dubbio interesse, visto che riguarda persino una stagione di serie B di una squadra meglio nota per ben altre imprese, oltre al fatto che le citazioni ora presenti sono sì pertinenti, ma abbastanza vaghe e comuni nei contenuti (l'amicizia ecc...). Capirei tutt'al più se per esempio, eccezionalmente, si volesse creare una voce sulla stagione 2009-2010 dell'Inter (quella del ''triplete'', come dicono i gazzettieri), e sempre che abbia citazioni cospicue e pertinenti. Wikipedia ha le caratteristiche dell'enciclopedia e dell'almanacco (v. [[w:Aiuto:Voce]]); ecco perché, oltre a esigenze di scorporo, là ci sono voci del genere, dove si elencano le rose, i movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori ecc... Qui invece raccogliamo citazioni e non pare che si possa ritenere di avere voci siffatte se non interviene un'ulteriore motivazione. Se proprio dobbiamo tenerla, che almeno non se ne creino di nuove. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:58, 26 mar 2025 (CET) :::::Mi accorgo or ora che è stata creata di fresco [[Juventus Football Club 2024-2025|questa]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:01, 26 mar 2025 (CET) :::::: Personalmente mi trovo d'accordo con [[Utente:Udiki|Udiki]] su tutta la linea. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:19, 27 mar 2025 (CET) ::::::: Io onestamente non so valutare la significatività sull'argomento sport. Dato che comunque sembra esserci un consenso ostile a questo tipo di tematiche farei come dice Udiki: risolviamo la questione tenendoci quelle già create, migliorandole se possibile, ma senza crearne di nuove, tranne casi eccezionali, almeno fino a una prossima discussione sull'argomento (ma farei trascorrere almeno un anno). Varrebbe anche per la voce che ha suscitato la votazione e che poi è stata migliorata. Se {{ping|Udiki|Danyele}} sono d'accordo archiviamo queste discussioni mantenendo le voci purché Danyele non ne crei altre simili su stagioni o singole gare. Importa in particolare un feedback di Danyele, col quale mi scuso perché so che è una soluzione rozza, ma non ne vedo altre.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:09, 28 mar 2025 (CET) {{rientro}} {{ping|Udiki}} La ''"motivazione principale"'' è quella con cui è stata aperta <u>questa</u> PdC: se si voleva portare ''altre'' motivazioni, bastava scriverle... cosa che <u>non</u> è stata fatta. Questo, se vogliamo essere s(inc)eri (cit.) e soprattutto onesti (intellettualmente). Io posso rispondere nel merito della motivazione portata, non di altre – e questo ho fatto, confutandola e poi correggendo la voce secondo i rilievi posti. Dopodiché, che ''"l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club"'' è farrermare il <u>falso</u>, dato che invece narra fatti inerenti quella precisa stagione (ho solo limato ulteriormente la stessa, per renderla ancor più afferente l'argomento).<br />E che una voce del genere, parlandone in senso ampio, possa essere ''"di dubbio interesse"''... mi permetto, è un'opinione personale ma non per questo condivisibile: proprio perché qui dentro ''"raccogliamo citazioni"'', una voce dovrebbe essere valutata <u>di caso in caso</u> per le <u>citazioni in sé</u>, e non cassata a priori (e superficialmente) per l'argomento – e collegato a ciò, ricordo che dentro Wikiquote abbiamo voci che <u>non</u> hanno la relativa controparte su Wikipedia... perché ritenute enciclopediche qui ma non là... perché là serve un'enciclopedicità specifica, mentre qui basta la citazione originale. A voler creare una (presunta) regola sul parallelo Wikipedia/Wikiquote, questa non avrebbe basi solide.<br />In generale, mi sembra che il giudizio su queste voci sia gravato da un bias circa l'argomento sportivo/calcistico, fino a poco tempo fa non molto in voga (diciamo così) qui dentro <small>(e potrei malignare sul fatto che il più delle volte si condanni solo le voci create dal sottoscritto, e guarda caso solo quelle su una certa squadra bianconera... vabbè!)</small>. Se è enciclopedica la stagione di un campionato sportivo – anch'essa composta su Wikipedia dai ''"movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori"'' ecc., ricordo –, non vedo perché fare figli e figliastri; tantopiù che dal successivo messaggio di {{ping|Spinoziano}}, adesso vedo si vorrebbe pure proibire la creazione di nuove voci sulle ''"singole gare"''... scusate la battuta, a questo punto tanto varrebbe rinominare il progetto ''Wikiquote (ma senza sport)'', sarebbe un nome quantomeno più coerente con le vostre parole. Scusate lo sfogo '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:02, 28 mar 2025 (CET) :Preciso che per "singole gare" intendevo voci come "Sci alpino ai XXIV Giochi olimpici invernali - Discesa libera femminile" da cui è nata la discussione generale, probabilmente mi sono espresso male.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:57, 29 mar 2025 (CET) ::@[[Utente:Danyele|Danyele]] Io stesso ho creato voci calcistiche (a proposito: se certune sono troppo specifiche per me si possono tranquillamente cancellare, ma sono una manciata) così come AssassinCreed (che avrebbe voluto fare il giornalista sportivo, poi ha scelto qualcosa di cui c'è più impellenza). Il resto l'ho già spiegato, non intendo ripetermi. Comunque la comunità si è democraticamente pronunciata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:28, 29 mar 2025 (CET) :::{{ping|Udiki}} Se intendi [[Discussioni_aiuto:Scorporo#Favorevoli_alla_tesi_2_(possibilità_di_creare_voci_scorporate_solo_quando_le_dimensioni_della_voce_lo_richiedono)|questo]], ''"la comunità si è democraticamente pronunciata"'' sul creare voci scorporate solo quando le dimensioni della voce lo richiedono, non su un loro divieto di creazione a prescindere '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:14, 30 mar 2025 (CEST) ::::{{ping|Danyele}} Appunto: '''quando le dimensioni lo richiedono''', in questo caso pur sommando le dimensioni della voce principale a questa siamo ben lontani dai 20kB ([[Aiuto:Dimensione_della_voce#Linee_guida|limite sotto il quale lo scorporo non va nemmeno preso in considerazione]]).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:34, 4 apr 2025 (CEST) :::::{{ping|AssassinsCreed}}, non capisco: qui si parla della liceità di una voce a sè stante, mica di uno scorporo da una voce già esstente... altrimenti, per assurdo, dovremmo mettere in cancellazione '''ogni-singolo-stub''' presente in Wikiquote, solo perché (ovviamente) sotto la soglia dei 20kB... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 04:40, 4 apr 2025 (CEST) ::::::{{ping|Danyele}} questa discussione c'è già stata ed è anche abbastanza lunga, ti invito a recuperarla. Ti reputo abbastanza intelligente e navigato da capire la differenza tra uno stub di una voce che è uno scorporo e uno stub di una voce che non è uno scorporo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:43, 4 apr 2025 (CEST) :::::::{{ping|Danyele}} <small>Visto che hai malignato su "una certa squadra bianconera" ti informo che sono juventino, così magari mi prendi più seriamente. Tra l'altro [[Discussioni_utente:ExIPvariabile#Diaz_e_presunto_abuso_di_farmaci|non è la prima volta]] che mi vedo costretto a specificarlo.</small>--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:50, 4 apr 2025 (CEST) {{rientro}} ({{ping|AssassinsCreed}}, se mi puoi linkare ''"questa discussione"'', per favore). Dopodiché, se una voce tratta un argomento inerente (solo) una singola stagione sportiva, essa '''non''' può essere scorporo di una voce di carattere ''generale'' - e da cui un argomento ''stagionale'' sarebbe escluso a priori -; o almeno così io la vedo.<br /><small>Per il resto, per me puoi anche essere un tifoso granata :-D rimane il fatto che fra tutte le voci di stagioni sportive da me create, sia calcistiche (comprese quelle sulle milanesi, sulle romane o altre) sia extra-calcistiche, le uniche tirate in ballo in discussione sono state '''esattamente''' quelle di "una certa squadra [calcistica] bianconera". È un fatto).</small> '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:03, 4 apr 2025 (CEST) :{{ping|Danyele}} Ecco a te: [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Sci_alpino_ai_XXIV_Giochi_olimpici_invernali_-_Discesa_libera_femminile|capitolo 1]] e [[Discussioni aiuto:Scorporo|capitolo 2]]. :Sul discorso che non lo reputi uno scorporo, sono alquanto sconcertato... Noterai comunque [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990|la voce di Wikipedia]] prima ancora di iniziare reca un [[w:Template:Torna a|template]] che non a caso si usa per gli scorpori. :In realtà le prime due voci che ho proposto per la cancellazione riguardano uno sport invernale e una stagione del Parma... se la Juventus è venuta maggiormente fuori è per la mole di voci che hai creato tu sull'argomento. :Spero comunque che la discussione torni su binari concreti e di non dover star qui a precisare ciò che è lapalissiano.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:14, 4 apr 2025 (CEST) ::{{ping|AssassinsCreed}} Il ''[[w:Template:Torna a]]'' si utilizza per «un contenuto ancillare (cioè ausiliare) di un'altra voce»: una voce ancillare che può essere creata - anche - tramite scorporo, ma '''non è''' una regola (e infatti - noterai - per indicare gli effettivi casi di scorporo c'è l'apposito ''[[w:Template:ScorporoUnione]]''). Chiarito ciò, anche io vorrei che la discussione tornasse su binari concreti... ma trovo difficile (se non inutile) farlo con chi non mostra volontà di trovare un punto d'incontro, in definitiva con chi pare avere già preso da settimane la ''sua'' decisione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:58, 4 apr 2025 (CEST) :::In realtà citando [[w:Aiuto:Scorporo|le linee guida di Wikipedia]]: «Qualora la pagina sia stata creata appositamente, ricordati (se è il caso) di aggiungere in cima alla voce il template <nowiki>{{Torna a}}</nowiki>, che rinvia alla voce madre.» :::Il template da te citato è [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:PuntanoQui/Template:ScorporoUnione&limit=500 utilizzato solo in pagine di Discussione] non in ns0... Difficile credere che tu non te ne sia accorto da solo, ma mi piace pensarti in buona fede. :::La decisione non è ''mia'' sia perché la votazione a cui ho fatto riferimento nelle prime parole di questa proposta ha coinvolto gran parte della nostra (seppur piccola) comunità, sia perché Udiki e Homer mi sembrano sulla mia stessa lunghezza d'onda sul caso specifico.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:12, 4 apr 2025 (CEST) ::::{{ping|AssassinsCreed}} il template da me citato, è stato citato solo per specificare l'iter da seguire nei casi di scorporo, e illustrare la differenza che corre con la creazione ex novo di voci ancillari. Non ho mai fatto menzione di ''dove'' debba essere posizionato quel template e francamente mai l'avrei fatto, essendo un'informazione del tutto futile ai fini del discutere. O meglio, vedo essere solo un pretesto per pungolarmi ulteriomente, gratuitamente e pubblicamente... e a differenza tua, ormai io faccio molta, ma davvero molta fatica a presumere qualsivoglia buona fede da parte tua: dacché ho iniziato a contribuire qua dentro, ogni volta che se ne presenta lo spiraglio sei sempre arrivato a sindacare su ogni mia singola virgola (letteralmente - la mia talk è in pratica un tuo soliloquio), sempre pronto con la penna rossa a farmi le pulci; e se la cosa fosse stata fatta anche da altri utenti, allora potevo anche pensare di farmi un bell'esame di coscienza; ma dato che questo comportamento è solo appannaggio tuo... bé due indizi fanno una prova: che tu sia prevenuto nei miei confronti, a prescindere e per ogni cosa faccia, è cosa assodata. Per questo, non ho proprio alcun interesse a ''discutere'' (eufemismo...) oltre, quantomeno per dignità mia '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:02, 14 apr 2025 (CEST) :::::{{ping|Danyele}} Come sempre non rispondi del merito e viri su altre questioni, accusandomi... accuse alle quali peraltro ho già risposte varie volte. Il fatto che tu ti senta perseguitato da me dovrebbe forse trattenermi dal farti notare tutte le cose che non vanno nei tuoi contributi? In realtà questo in parte avviene, su alcune questioni (tipo la significatività delle citazioni o gli NDR spesso inutili e chilometrici) non ti ho detto quasi nulla o comunque molto meno di quanto avrei potuto/voluto.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:09, 18 apr 2025 (CEST) {{rientro}} Ho sempre risposto nel merito, l'ho fatto anche qui sopra (mi hai chiesto di ''quel'' template, e risposta ti ho fornito su ''quel'' template) o in qualsiasi altro topic del passato; se poi ''tu'' non ritieni le mie risposte degne di considerazione a prescindere... quello è un altro paio di maniche. D'altronde solo con te ho sempre e costantemente problemi, solo te mi tratti fin dal principio come una pezza da piedi... in un contesto simile, il fatto che io sia "perseguitato" da te non è un mio sentire, ma un dato di fatto. Ma meglio mi fermi qui, che a lavar la testa all'asino... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 02:18, 25 apr 2025 (CEST) : {{ping|Danyele}} Ecco ora che mi hai dato dell'<u>asino</u> potrei far scattare un cartellino giallo e cercare di dare una svolta a questa situazione inutilmente ''pesante'' (non per mio volere), ma ''ti'' dimostro la mia buona volontà ponendoci una pietra sopra e sperando di trovare un atteggiamento vagamente simile anche dall'altra parte...<br>Ma "perseguitato" cosa? Contribuisci tanto e abbiamo molte aree di interesse comuni, è ovvio confrontarsi. Ultimamente ho fatto notare problematiche ad atri utenti, la verità è che semplicemente nessuno reagisce come te. <br>Mi limiti a chiederti una cosa sperando in una tua risposta intellettualmente onesta, davvero per te la voce [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990]] su Wikipedia (e di conseguenza su Wikiquote) non è da considerarsi uno scorporo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:25, 25 apr 2025 (CEST) ::{{cancellare}} spesso ci si dimentica che Wikiquote raccoglie citazioni rilevanti, non tutte le dichiarazioni fatte. E non devono essere rilevanti solo per chi le riporta, o una ristretta minoranza. Direi che la maggioranza degli utenti intervenuti finora è concorde con questo indirizzo, nel caso delle voci simili finora discusse. Sarebbe IMHO molto utile importare (discutendo su cosa tenere) [[:en:Wikiquote:Quotability]] e [[:en:Wikiquote:Notability]], che spiegano più nel dettaglio tutto questo. Aggiungo che sarebbe il caso di evitare accuse di complotti contro il ''proprio'' argomento o contro la ''propria'' utenza, che vanno a distogliere dal tema del discorso mettendo tutto su uno sgradevole piano personale. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:22, 25 apr 2025 (CEST) :::{{ping|AssassinsCreed}}, potrei rispondere che il trattamento vessatorio che m'impartisci da sempre qui dentro, è ben di peggio che citare un famoso proverbio; potrei rispondere che ricevere un cartellino da te, visti i presupposti è come ricevere una medaglia al valore; ma evito di alimentare ulteriormente qualsivoglia flame, come ho già detto è inutile tentare un dialogo tra due sponde distanti e ancor più ferme. Perché anche a me capita di confrontarmi con altri utenti su argomenti comuni, ma se poi i problemi mi vengono sempre-e-solo da te...<br />Quanto alla tua domanda, ecco la mia onesta risposta: '''no''', una voce ''stagionale'' non può essere considerata uno scorporo poiché le informazioni di cui è composta, di carattere per l'appunto stagionale, non devono trovare spazio a priori in una voce di più ampio carattere generale; possono trovare spazio '''solo''' in una voce più specifica qual è quella stagionale.<br />{{ping|Superchilum}}, sono dentro i vari progetti wiki da quasi vent'anni, e proprio per questo io sono il primo che vorrebbe evitare di malignare, di fare certi pensieri, lo vorrei davvero... ma proprio perché bazzico il progetto da quasi vent'anni, e mai ho subìto trattamenti del genere da altri utenti tranne questo ''unico'' caso, ne consegue che stavolta faccio davvero fatica a nutrire qualsivoglia sentimento di buona fede. Scusa tanto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:05, 25 apr 2025 (CEST) ::::{{ping|Danyele}} Direi che le tue risposte ti qualificano, soprattutto il "no" alla domanda finale (penso che facendo la stessa domanda a 1000 persone che hanno una minima cognizione di causa darebbero tutti risposta diversa). Sono francamente stufo, limiterò il dialogo con te al minimo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:42, 25 apr 2025 (CEST) :::::{{ping|AssassinsCreed}}, ti ho dato (come sempre fatto) la mia risposta, ''onesta'' come mi avevi chesto: e (come sempre accaduto) mi sono ritrovato ad essere trattato con sufficienza, se non con aperto dileggio... pertanto direi che sono i tuoi attegiamenti e comportamenti nei miei confronti, in tutti questi anni, ad averti ''qualificato'' abbastanza ai miei occhi. Anche io sono francamente stufo; ma al contrario, spero vivamente di non aver più nulla a che fare con la tua utenza, io. Buon proseguimento '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 01:40, 26 apr 2025 (CEST) ::::::{{ping|Danyele}} se può servire, concordo in toto con AssassinsCreed nel merito delle questioni portate avanti, e da tempo penso che Wikiquote in italiano abbia preso una brutta china di inserimento di citazioni trovate online, ma che memorabili non lo sono. Spero che queste procedure aiutino la comunità (non solo te) a riflettere insieme su quale possa essere la direzione che vogliamo per il progetto. Detto questo, direi che quanto dovevamo dire sulla voce in questione è stato detto. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:36, 28 apr 2025 (CEST) {{cancellare}} o eventualmente accorpare. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:25, 27 apr 2025 (CEST) *Non ho un'opinione chiara sulla cancellazione perché mi devo aggiornare sull'esito della discussione in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. Mi sembra di vedere però un consenso per l'unione di queste citazioni nella voce [[Parma Calcio 1913]], a meno che ci sia una motivazione concreta a favore del tenerle separate: qual è allora una motivazione valida? Trovo difficile sostenere che una citazione sulla promozione in serie A sia rilevante solo per la stagione e non per la squadra nel complesso: sarebbe come dire che una citazione sulla promozione di una persona o sulla ricostruzione di una città non sia più rilevante per la voce complessiva su quell'argomento. Forse il problema è che è difficile leggere le citazioni relative a uno specifico periodo in una voce tematica dove sono [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci_tematiche|tassativamente in ordine alfabetico]]? Troviamo allora una soluzione a questo problema. Potrei sbagliarmi ma non credo che sarebbe uno scandalo avere una sottosezione <code>===Stagione 1989-1990===</code> con tre citazioni nella voce principale, e se le sottosezioni non fossero ben accette si potrebbe almeno mettere un {{tl|NDR}} che chiarisca il periodo di riferimento. Ma forse sono fuori strada io e non capisco il vulnus della questione. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:43, 23 set 2025 (CEST) :{{ping|Nemo_bis|Udiki|Spinoziano}} Io vi inviterei a dare un'occhiata a [[:Categoria:Competizioni sportive]] (per sbaglio ci sono capitato e ho avuto un mancamento), davvero è questa la direzione he vogliamo dare al progetto? Magari risuperiamo l'edizione inglese ma a che prezzo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:02, 21 feb 2026 (CET) ::Leggendo questo messaggio mi ero quasi aspettato di vedere centinaia di voci tematiche per singole partite di calcio. :-) Sembrano essere competizioni annuali, principalmente gran premi. Ne ho aperte due a caso e le citazioni almeno sembravano pertinenti, poi non so giudicare se per esempio il [[Gran Premio di Monaco 1988]] sia particolarmente significativo come quella singola citazione indica. Avere almeno due citazioni aiuterebbe, altrimenti viene il dubbio che la citazione sia rilevante solo per una specifica persona/squadra. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:20, 21 feb 2026 (CET) {{fatto}} e accorpata alla voce principale. Per piacere non scorporare di nuovo senza consenso. Non ho visto risposta al suggerimento sulla suddivisione delle citazioni, ma lo considero ancora valido e non penso richieda un consenso preventivo se aiuta. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:28, 21 feb 2026 (CET) :{{ping|Nemo_bis}} ti aspettavi di vedere voci su singole partite di calcio? [[:Categoria:Incontri di calcio storici|Ecco a te]].<br>O magari volevi vedere voci su singole stagioni? [[:Categoria:Edizioni del campionato italiano di calcio|Eccole qua]].<br>O magari voci su una singola squadra in una singola stagione? [[:Categoria:Juventus F.C.|Ecco]].<br>Qualsiasi tipo di voce del genere ti venga in mente, allo stato attuale non manca... Quanto alle sottosezioni che proponi, è una soluzione che non abbiamo mai adottato, quindi andrebbe un attimino discussa e formalizzata prima.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:24, 22 feb 2026 (CET) ::Grazie per le segnalazioni. Una voce per (finale di) stagione è quantomeno un criterio oggettivo, mentre non so come giudicare [[Italia-Brasile 3-2]]. In generale, pur essendo io stato un critico della quantità e modo in cui si tratta il calcio in Wikipedia in italiano, trovo che Wikiquote abbia un ruolo utile nell'illustrare perché certi argomenti siano significativi dal punto di vista degli appassionati dell'argomento, diversamente dalle voci di Wikipedia che devono seguire un punto di vista neutrale. Apprezzo anche che le voci corrispondenti in Wikipedia non abbiano (in un piccolo controllo a campione) certe aberrazioni (una volta) comuni nelle voci del progetto Calcio come le citazioni iniziali. ::[[:Categoria:Juventus F.C.]] sembra un caso rilevante ma eviterei di trattarlo in una discussione per la cancellazione. Se si volesse proporre un modo diverso di organizzare le citazioni tematiche con sottosezioni per anno, quello potrebbe essere un esempio da cui partire. Mi piacerebbe vedere una proposta concreta in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. (Qui però vado un po' fuori tema.) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 11:46, 22 feb 2026 (CET) :::La proposta, la discussione e le decisione sono avvenute [[Discussioni aiuto:Scorporo|proprio qui]] e si è deciso che queste voci vanno considerate a tutti gli effetti come '''scorpori''': vanno creati solo quando c'è una reale esigenza di dimensioni. Bisognerebbe quindi agire proprio come fatto per questa voce sul Parma, tenendo unicamente le citazioni più significative ovviamente. :::Il problema è che molte di queste voci sono state create dopo tale discussione, in barba alla decisione presa...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:37, 22 feb 2026 (CET) == [[Selene Calloni Williams]] == Voce precedentemente cancellata su Wikipedia, non mi pare soddisfare i criteri di enciclopedicità.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:59, 24 nov 2025 (CET) :Su Wikipedia l'hanno cancellata nel 2012, non so se da allora a oggi è cambiato qualcosa. Vedo che l'autrice ha diversi titoli in catalogo per editori come Piemme, Studio Tesi, Magnanelli ed Edizioni Mediterranee. [https://www.vanityfair.it/article/dalla-brianza-a-monaco-nella-giungla-la-vita-straordinaria-di-una-vera-sciamana-italiana Qui] è descritta come "una tra le ''counselor'' più accreditate nel panorama internazionale del buddhismo e seguitissima sui social", ma i social non contano niente e non si specifica com'è che sarebbe così accreditata, né io mi fido dei pennivendoli. Non vedo né bestseller assoluti né premi; ma se mi sbaglio; correggetemi. Se le cose stanno così, da cancellare anziché no. Se su Wikipedia cambiano idea, ripristiniamo anche qui. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:12, 24 nov 2025 (CET) ::[https://www.audible.it/author/Selene-Calloni-Williams/B07GYMZXD3 Qui] viene definita come ''Autrice di oltre trenta libri, tradotti in numerose lingue, è riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di unire saggezza orientale e profondità psicologica occidentale.'' Sei di questi sono pubblicati con [https://it.wikipedia.org/wiki/Edizioni_Piemme Piemme], tra il 2021 e il 2025, come verificabile [https://opac.sbn.it/web/opacsbn/risultati-ricerca-avanzata#1763995096240 qui]. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 15:40, 24 nov 2025 (CET) :::Se è tradotta in più di tre lingue e non si tratta di autopubblicazione allora è rispettato [[w:WP:LIBRI]]. Il problema è che non riesco a trovare queste traduzioni. [https://www.goodreads.com/author/show/13159343.Selene_Calloni_Williams Qui] per esempio non ce ne sono, così come nella fonte succitata (che mi sembra una cosa promozionale scritta da lei o chi per lei). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:32, 24 nov 2025 (CET) ::::Ci sono due edizioni nella [https://openlibrary.org/authors/OL8348743A/Selene_Calloni_Williams pagina in OpenLibrary], una in inglese e una in spagnolo, che da Worldcat risultano essere presenti nelle collezioni di dozzine di biblioteche europee e statunitensi di vario genere (universitarie, locali, nazionali). [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:40, 21 feb 2026 (CET) == [[Ella Gai]] == Pagina su una scrittrice non enciclopedica (in cancellazione su wikipedia) che riporta solo l'incipit di un suo romanzo autoprodotto.--[[Utente:Paul Gascoigne|Paul Gascoigne]] ([[Discussioni utente:Paul Gascoigne|scrivimi]]) 11:12, 18 mag 2026 (CEST) 8yglbbcigoppp2o9lawn60qwsccrml8 Catherine Deneuve 0 3930 1413719 1346229 2026-05-18T01:30:33Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ fix paragrafo 1413719 wikitext text/x-wiki [[File:Catherine Deneuve 1969-2.jpg|thumb|Catherine Deneuve nel 1968]] '''Catherine Deneuve''', pseudonimo di '''Catherine Fabienne Dorléac''' (1943 – vivente), attrice francese e ambasciatrice dell'UNESCO. ==Citazioni di Catherine Deneuve== *Era mia sorella [[Françoise Dorléac|Françoise]] ad avere la vocazione. Io ho incominciato per caso perché lei già recitava in teatro. L’avevano scelta per un film e qualcuno mi chiamò a interpretare proprio il ruolo di sua sorella.<ref>Citato in Barbara Majorino,''[http://www.rmfonline.it/?p=43584 «Mia sorella Françoise»]'', ''rmfonline.it'', 15 novembre 2019.</ref> *Non parliamo più nemmeno di bellezza quando si parla di attori, il termine è cambiato. Cerchiamo "facce" , "facce emozionanti" , "corpi singolari". La bellezza è una cosa del passato. :''On ne parle même plus de beauté à propos des acteurs, le vocable a changé. On cherche des « gueules », des « visages émouvants », des « corps singuliers ». La beauté appartient au passé.''<ref name=Grelet>{{fr}} Dall'intervista di François Grelet ''[https://www.premiere.fr/People/News-People/Catherine-Deneuve-Le-mot-dame-me-fait-horreur Catherine Deneuve : "Le mot 'dame' me fait horreur"]'', ''premiere.fr'', 18 marzo 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Bernardette Chirac]]}} Non si può dire che fosse femminista. Era abbastanza classica nella sua posizione e generazione. Ma lei non stava dietro [[Jacques Chirac|Chirac]]. Stava da parte. Non è la stessa cosa. Perché aveva le sue idee su tanti temi che ha anche esposto al marito. Che quando non le ha seguite ha sbagliato.<ref>Dall'intervista di Manuela Santacatterina, ''[https://www.hollywoodreporter.it/film/film-stranieri/catherine-deneuve-intervista-la-moglie-del-presidente-bernadette-chirac-storia-vera-marcello-mio-chiara-mastroianni-christophe-honore/100579/ Catherine Deneuve, la première dame del cinema francese: "Parlo solo di film. Con Internet tutto ha preso un peso terribile"]'', ''hollywoodreporter.it'', 9 aprile 2024.</ref> *Oggi, rincorriamo il tempo, cerchiamo meno di mettere in risalto il fisico delle attrici. Prima, era una priorità filmare bene le tue star. Doveva essere bello da vedere. Al giorno d'oggi, è un'espressione che non ha più alcun significato su un set. :''Aujourd’hui, on court après le temps, on cherche moins à mettre en valeur le physique des actrices. Avant, c’était une priorité de bien filmer ses stars. Il fallait que ce soit beau à voir. De nos jours, c’est une expression qui n’a plus aucun sens sur un plateau.''<ref name=Grelet/> *Per me ''[[Bella di giorno]]'' rappresenta un po' il simbolo della figura femminile; forse per questo ha avuto successo. È il fantasma di tante donne, e anche di molti uomini, sulla sessualità. Si dice molto e si vede molto poco; dunque è più facile identificarsi. <ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, Roma, 2005. ISBN 8839712895</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col|strette}} *''[[Bella di giorno]]'' (1967) *''[[Manon 70]]'' (1968) *''[[Tristana (film)|Tristana]]'' (1970) *''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974) *''[[Fatti di gente perbene]]'' (1974) *''[[Casotto (film)|Casotto]]'' (1977) *''[[Dancer in the Dark]]'' (2000) *''[[8 donne e un mistero]]'' (2002) {{div col end}} ===Doppiatrice=== *''[[Persepolis (film)|Persepolis]]'' (2007) ==Voci correlate== *[[Françoise Dorléac]] – sorella *[[Chiara Mastroianni]] – figlia *[[Marcello Mastroianni]] – compagno ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Deneuve, Catherine}} [[Categoria:Attori francesi]] eekt3v9nt5klllb7s28x9lzr4qf55ff V for Vendetta 0 5885 1413711 1400451 2026-05-17T21:00:47Z TheMask993 97690 /* Capitolo 10, Veleno */ 1413711 wikitext text/x-wiki {{Fumetto |tipo = fumetto |titolo = V for Vendetta |immagine = NCprotestsCo$129.JPG |dimensioneimmagine = 220 |titolooriginale = V for Vendetta |paese = Gran Bretagna |lingua originale = inglese |pubblicazione = 1982-1985 |pubblicazioneitaliana = 1991 |genere = |autore = [[Alan Moore]] |testi = [[Alan Moore]] |testiitaliani = |disegni = [[David Lloyd]] |editore = |premi = }} '''V for Vendetta''', graphic novel di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], pubblicata parzialmente tra il 1982 e il 1985 sulla rivista ''Warrior'' e completata nel 1988 dalla ''DC Comics''. {{TOCright}} {{cronologico}} ==Libro 1, ''L'Europa dopo il regno''== ===Capitolo 1, ''La nemesi''=== *'''Evey''': No, senta, per favore, era la prima volta. Farò tutto quello che volete. Non uccidetemi, per favore. <br> '''Agente''': Non hai capito, ragazza, prima farai tutto quello che vogliamo, poi ti uccideremo. È la nostra prerogativa. *'''[[V (personaggio)|V]]''':{{NDR|citando [[William_Shakespeare#Macbeth|William Shakespeare, Macbeth]]}}"Le offese della natura sciamano sempre più fitte su di lui... [...] e la fortuna, sorridendo del suo dannato impiccio, si palesò come la sgualdrina di un ribelle." <br> '''Agente''': Chi è? <br> '''Frank''': Non so, deve essere un mongolo scappato dall'ospedale. Ehi, tu! <br> '''V''': "Ma a nulla serve: poiché il coraggioso MacBeth... ben si merita quel nome... [...] Sfidando la fortuna con l'acciaio brandito, fumigante di giustizia sanguinosa. Creatura del valore, si aprì la strada... fino a raggiungere lo schiavo; che mai gli strinse la mano, né gli disse addio." *Io? Sono il re del ventesimo secolo. Il cattivo. La nemesi... La pecora nera della famiglia. ('''V''') *Ricordate, ricordate il [[5 novembre|cinque di novembre]], è il complotto delle polveri. Per qual motivo mai dovremmo dimenticare... il complotto delle polveri?<ref>Citando la tradizionale [[filastrocche inglesi|filastrocca inglese]] recitata il 5 novembre, nella ''[[w:en:Guy Fawkes Night|Guy Fawkes Night]]'': «''Remember, Remember! | The fifth of November, | the Gunpowder treason and plot; | there is no reason | why the Gunpowder treason | should ever be forgot''».</ref> ('''V''') *Ecco. L'ouverture è finita. Vieni, dobbiamo prepararci al primo atto... ('''V''') ===Capitolo 2, ''La voce''=== *Ora e sempre Inghilterra, signori. ('''Leader''') *Capisce cosa è successo la notte scorsa? Qualcuno ha osato l'inimmaginabile, qualcuno ci ha colpiti. ('''Leader''') *'''V''': Siamo nel teatrino delle ombre. Questa è casa mia. Ti piace? L'ho costruita io stesso.<br> '''Evey''': È... È incredibile! Tutti questi quadri, questi libri... non sapevo neanche che esistessero cose così. * Se lo chiedi al cittadino medio, ti dirà che le [[bambola|bambole]] son roba da finocchi, ma è solo ignoranza, ecco. ('''Prothero''') ===Capitolo 3, ''Le vittime''=== *'''Dominic''': Cosa ne pensa, signor Finch? È lo stesso tipo dell'attentato al parlamento? <br> '''Finch''': Spero di sì, Dominic, perché se non lo è devono essere in due... e questa è una possibilità che non vorrei prendere in considerazione senza prima aver bevuto qualcosa di forte. *Tutti siamo speciali. Tutti siamo eroi, innamorati, giullari, antagonisti. Tutti. ('''V''') *Era orribile. Nessuno sapeva se la Gran Bretagna sarebbe stata bombardata o no. Ricordo che mamma disse: l'Africa non c'è più! Disse solo questo. ('''Evey''') *Buona, bambina, buona. È tutto finito, sei al sicuro. Il passato non può più farti male, se non lo vuoi. Hanno fatto di te una vittima, una statistica. Ma non è la vera Evey, quella che sei dentro. ('''V''') ===Capitolo 4, ''Vaudeville''=== *'''Leader''': Non possiamo presumere che finirà con l'avanzare delle richieste o chiedere le solite concessioni. <br> '''Finch''': Non credo che voglia delle concessioni, leader. Credo che voglia del sangue. *'''Evey''': [[V]]... <br> '''V''': Mm? <br> '''Evey''': Oh... ehm... niente. Cercavo solo di abituarmi a dirlo ad alta voce. V... è un modo buffo di chiamarsi. <br> '''V''': Quando mi conoscerai meglio, capirai che sono una persona buffa, Evey. Una persona davvero buffa. *'''V''': Tu e io, Evey. Tu e io contro il mondo: ah ah ah ah! È il melodramma, Evey. Non è strano, come la vita si trasforma in melodramma? <br> '''Evey''': Per te è molto importante, vero? Tutta questa roba teatrale. <br> '''V''': È tutto, Evey. L'entrata perfetta, la grande illusione. È tutto. E farò crollare il teatro dagli applausi. Si sono dimenticati il fascino del teatro, hanno abbandonato i copioni quando il mondo è avvizzito sotto il bagliore dei riflettori nucleare. Io restituirò loro il melodramma, il grande Guignol. Vedi, Evey, tutto il mondo è un palcoscenico, e tutto il resto... è Vaudeville. ===Capitolo 5, ''Versioni''=== *Mi chiamo Adam Susan. Sono il Leader. Il capo dei dispersi, il signore delle rovine. Sono un uomo come tanti. Conduco il paese che amo fuori dalla palude del ventesimo secolo. Credo nella sopravvivenza, nel destino della razza nordica, nel fascismo. Oh, sì, sono fascista. E allora? Fascismo... nient'altro che una parola il cui significato si è perso nelle chiacchiere degli imbelli e dei traditori. Furono i romani a inventare il fascismo. Il suo simbolo era un fascio di ramoscelli. Si può anche rompere un ramoscello, ma il fascio rimane fascio... la forza dell'unità. Credo nella forza, credo nell'unità. E se la forza e l'unità di intenti richiedono un'uniformità di parola, pensiere e azione, così sia. Non voglio sentir parlare di libertà, di diritti individuali. Sono un lusso, e non mi piace il lusso. La guerra ha posto fine al lusso. La guerra ha posto fine alla libertà. La sola libertà che resta al mio popolo è quella di essere affamato, di morire, di vivere in un mondo di caos. Devo concedergli questa libertà? Credo di no. Credo di no. Mi riservo forse la libertà che nego agli altri? No. Non sono che un servo, chiuso in gabbia. Io, che sono padrone di tutto ciò che vedo. Vedo desolazione. Vedo polvere. Possiedo tutto. Possiedo pochissimo. Non sono amato, lo so. Non ho mai conosciuto il dolce sussurro dei un'amante, né la pace che si trova tra le cosce di una donna. Però sono rispettato. Sono temuto. E questo basta. Perché amo senza essere amato. il mio amore è ben più profondo delle fugaci convulsioni dell'accoppiamento animalesco. Parlerò di lei? Parlerò della mia sposa? Non ha occhi per civettare e per promettere, ma vede tutto. Vede e capisce con una saggezza di proporzioni divine. La luce del suo intelletto mi acceca. Come le devo sembrare scioco. Come le devo sembrare stolido e infantile. La sua anima non conosce le trappole e le ambiguità delle emozioni. Non odia, non desidera. Non la gioia né il dolore. La venero anche se non son degno di lei. Adoro la purezza del suo disprezzo. Non mi rispetta. Non mi teme. Non mi ama. Chi non conosce la crede fredda e dura, priva di calore e di passione. Ma non la conoscono. Non sono stati toccati da lei. Mi tocca, e sono Dio e il destino a toccarmi. L'intera esistenza fluisce in lei. La venero. Sono il suo schiavo. Mai libertà alcuna fu tanto dolce. Amor mio, voglio star con te per sempre, passare la mia vita con te. Voglio soddisfare ogni tua richiesta senza mai chiederti la minima manifestazione d'affetto. Fato... fato... ti amo. ('''Leader''') *{{NDR|Parlando con una statua}} Salve, cara signora. Bella serata, vero? Mi perdoni l'impertinenza. Forse intendeva fare due passi, oppure si stava godendo il panorama. In ogni caso mi sembrava ora che lei e io scambiassimo due parole. Ah, dimenticavo... non ci siamo presentati. Non ho un nome. Può chiamarmi V. Signora giustizia... V. V... la signora giustizia. Salve, signora giustizia. "Buona sera, V." Ecco, ora ci conosciamo. Per la verità, l'ho ammirata a lungo. Oh, lo so cosa starà pensando... "Questo povero ragazzo si è preso una cotta da adolescente per me." Mi scusi, signora, ma le cose stanno diversamente. Sì, l'ho ammirata a lungo, anche se solo da lontano... quand'ero bambino, la guardavo dalla strada di sotto. "Chi è quella signora?" dicevo a mio padre, e lui:"È la signora giustizia." E io:" Come è bella!" La prego, non creda che fosse solo un fatto fisico, lo so che lei non è quel tipo di ragazza. No, l'amavo come persona, come ideale. Ne è passato di tempo, e purtroppo ora c'è un'altra. "Cosa? Vergogna, V! Mi hai tradito per una sgualdrinella, una gattina vanitosa con labbra dipinte e un sorriso sfacciato!" Io, signora? Mi consenta di contraddirla! È stata la sua infedeltà a gettarmi tra le sue braccia! Sorpresa, eh? Credeva che non sapessi della sua tresca, vero? E invece lo so. So tutto. Francamente, quando l'ho scoperto non mi ha sorpreso. Lei ha sempre avuto un debole per le uniformi. "Uniformi? Non so di cosa stai parlando! Per me sei sempre stato il solo V..." Bugiarda! Puttana! Osi negare di esserti data a lui, con i suoi gagliardetti e i suoi stivali? Che c'è, non parli? Lo sapevo... Bene, ora sei finalmente smascherata. Non sei più la mia giustizia, sei la sua giustizia. Hai cambiato amante. Ma sappi che anch'io ho fatto lo stesso! "Sob! Sniff! Chi... Chi è, V? Come si chiama?" Si chiama [[anarchia]], e come amante mi ha insegnato ben più di te! Lei mi ha insegnato che la giustizia non ha senso senza la libertà! Lei è onesta. Lei non promette e non delude... a differenza di te, fedifraga! Un tempo mi domandavo perché non mi guardassi mai negli occhi. Adesso lo so. E dunque addio, cara signora. Ancor oggi il nostro commiato mi peserebbe, se tu fossi ancora la donna che un tempo amavo. Ecco un ultimo dono. Lo lascio ai suoi piedi. {{NDR|l'Old Bailey esplode}}. Le fiamme della libertà, belle e giuste. Ah, mia preziosa anarchia... "O bellezza che mai conobbi fino ad ora." ('''V''') ===Capitolo 6, ''La visione''=== *'''Evey''': "V.V.V.V.V." <br> '''V''': Evey. Evey. Evey. Evey. Evey. <br> '''Evey''': Certe volte ti darei un pugno su quello stupido sorriso! "V.V.V.V.V." è l'iscrizione su quell'arco nel salone, e tu lo sai! Mi domandavo solo cosa significasse, ecco tutto. <br> '''V''': È una citazione, un motto: "Vi Veri Veniversum Vivus Vici". Latino. "In vita, col potere della verità, ho conquistato l'universo." *Niente patti, Evey, meno che non sia tu a volerli. ('''V''') *'''Evey''': V, hai detto che quel "V.V.V.V.V." era una citazione. Di chi? <br> '''V''': Di un tale che non puoi conoscere, un signore tedesco di nome [[Adelbert_von_Chamisso#Faust|dottor Faust]]. Anche lui aveva fatto un patto. *I cui piedi sono calzati di ferro, il cui cuore è di acciaio temperato, colui che ci ha concesso questo giorno e al cui trono ci inginocchiamo. Colui che ha mandato il fuoco e la pioggia purificatrice di quella tremenda notte, che ha sgominato i malvagi con la sua spada ma ci ha risparmiati. Una razza, una fede, una speranza. In te che ci hai amati nel momento del dolore e che ci hai risollevati dalla caduta! Preghiamo. O Dio che ci hai risparmiato il tuo giudizio, che ci hai dato il più terribile degli avvertimenti... aiutaci ad esser degni della tua pietà, aiutaci come quando la tua collera volle che il fuoco piovesse dal cielo. Aiutaci a resistere alle tentazioni del maligno che è certo tra noi in quest'ora di dolore. Poiché ho avuto una visione... la visione di qualcosa di oscuro e di satanico venuto dalla notte a conquistare i deboli e i peccatori... Un'incarnazione dell'inferno che cercherà di offuscare la tua verità con le sue velenose menzogne e le sue vuote argomentazioni. O Dio, che tutto sai di noi, che sei il nostro ultimo destino, aiutaci a comprendere chiaramente la tua sacra volontà. Aiutaci a resistere alle lusinghe del maligno e a trovar forza in te. Una razza, una nazione unite nel tuo amore. Questo ti chiediamo, nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo. Per Cristo nostro signore. Amen.<ref>Parte del discorso viene recitato nuovamente dal solo vescovo Lilliman nel capitolo 7, libro 1.</ref>('''Fedeli dell'Abbazia di Westminster''') *'''Vescovo Lilliman''':...e a proposito di peccato, mi domando con quale dei suoi sette peccati capitali il Signore vorrà tentarmi oggi. <br> '''Dennis''': Forse con l'orgoglio, vostra grazia?<br>'''Vescovo Lilliman''': Ah ah ah! Per la verità pensavo a qualcosa di meno etereo. È arrivata la ragazza, Dennis? <br> '''Dennis''': Sì, vostra grazia, attende di fuori. C'è stato un disguido all'agenzia. Non è una delle solite ragazze, è un po' più anziana... <br> '''Vescovo Lilliman''': Oh, cielo, Dennis, oh, cielo. Non troppo anziana, spero? <br> '''Dennis''': Dice d'avere quindici anni, vostra grazia. Una signorina molto ammodo, se posso permettermi... <br> '''Vescovo Lilliman''': Quindici anni. Mmm. Oh, bé, se [[Giobbe]] sopportò le proprie disgrazie, immagino sia giusto che io sopporti le mie. Falla entrare, Dennis. <br> '''Dennis''': Subito, vostra grazia. La signorina, vistra grazia. <br> '''Vescovo Lilliman''': Oh, numi! Come ho potuto dubitare della tua incantevole bellezza? Mea culpa, bambina mia, mea culpa. *{{NDR|citando [[William_Blake|William Blake]]}} "Portatemi il mio arco d'oro ardente, portatemi le frecce del desiderio, portatemi la lancia. Apritevi, nuvole, portatemi il mio carro di fuoco... non desisterò dalla lotta della mente... né la mia spada mi dormirà nella mano... finché non avrò costruito Gerusalemme... nella verde e felice terra d'Inghilterra." ('''V''') ===Capitolo 7, ''La virtù trionfante''=== *Oh, così dispone il Signore. I malvagi non hanno pace... ma i giusti scopano ogni volta che gli pare. ('''Dennis''') *Ma certo, lo dico sempre: "Odia il peccato e ama il peccatore." Ahahahah! ('''Vescovo Lilliman''') *{{NDR|citando i [[The Rolling Stones|Rolling Stones]]}} Permetta prego che mi presenti... sono un uomo di gusto... e di sostanza. ('''V''') ===Capitolo 8, ''La valle''=== *'''Impiegato dell'orecchio #1''': Nottata morta. <br> '''Impiegato dell'orecchio #2''': Morta? È già putrefatta! È l'arte della conversazione che sta morendo o che cosa? *'''Vescovo Lilliman''': ...come all'inferno. Uomini che bruciavano... soffocavano nella nebbia gialla... [...] e vidi una sagoma nera davanti alle fiamme. Un uomo. Oh, Dio, chi sei? Chi sei veramente? <br> '''V''': Sono il diavolo, e vengo a compiere l'opera del diavolo. [...] Non ho un nome. [...] Puoi chiamarmi V. <br> '''Vescovo Lilliman''': Il Signore è il mio pastore. Nulla mi può mancare. Egli mi conduce ai verdi pascoli e alle acque limpide. [...] Salverà la mia anima, e nel suo nome mi porterà sulla via del bene. Poiché anche se cammino nella valle della morte, non temerò alcuna insidia.<ref>Questa parte viene riascoltata anche in seguito da Finch, con alcune parti mancanti e alcune parti in più.</ref> *Abbiamo appena ricevuto il referto del patologo. Il vescovo è stato avvelenato. L'ostia era piena di cianuro. E sai una cosa? Quando gli è arrivata nello stomaco, era ancora cianuro. ('''Finch''') ===Capitolo 9, ''Violenza''=== *"Dentro e dietro V c'è più di quanto avessimo sospettato. Non chi, ma cosa, cosa è." Imparerai, Evey. Imparerai. ('''V''') *'''Delia''': Sei tu, vero? Sei venuto... sei venuto ad uccidermi? <br> '''V''': Sì. <br> '''Delia''': Oh, grazie a Dio. Grazie a Dio. ===Capitolo 10, ''Veleno''=== *'''Finch''': ...caso chiuso. Dominic, negli ultimi quattro anni ha ucciso tutti quelli che lavoravano a Larkhill, uno ad uno... li ha uccisi tutti. <br> '''Dominic''': Come si fa a dire, signore? Possono anche esserci delle morti accidentali. Delle morti naturali... <br> '''Finch''': O qualcosa che somiglia molto alla morte naturale. *'''V''': Hai paura? <br> '''Delia''': No. No. Credevo di sì, invece no. Mi sento sollevata. Oh, Dio, tutti questi anni, tutta questa attesa... L'ho sempre saputo che saresti tornato. Quando ti ho visto quella sera... la sera che fuggisti. Stavi davanti alle fiamme. Ti voltasti, e mi guardasti. Allora capii che un giorno mi saresti venuto a cercare, che mi avresti trovata. Quel... quel che facevamo, quello che ho fatto io a Larkhill... questa terribile consapevolezza. Mi ha accompagnato per tanto tempo. Come ho potuto? Una volta ho sentito di un esperimento americano. Dei volontari azionavano un generatore elettrico, avevano detto loro che era collegato a un paziente in una stanza adiacente... In realtà, era solo un attore di cui si sentiva la voce da un autoparlante. Un medico ordinava ai volontari di cominciare a somministrare delle scosse elettriche. Dicevano loro di aumentare gradualmente il voltaggio, e la "vittima" cominciava a implorarli di smettere. Dicevano loro di aumentare ancora, e questa volta la vittima cominciava a urlare. Dopo un po', alle urla subentrava il silenzio. Ai volontari dicevano di aumentare ancora il voltaggio... Quasi l'80% dei volontari continuò a somministrare le scosse anche dopo le suppliche della "vittima". Quasi il 60% continuò anche dopo essersi convinto di averla uccisa. Era gente normale, ed era disposta a torturare a morte uno sconosciuto solo perché qualcuno di autorevole gli aveva detto di farlo. Qualcuno disse persino che gli era piaciuto. Forse anche a me piacque quel che feci allora. La gente è stupida e cattiva, c'è qualcosa di sbagliato in noi... Qualche orribile tara... Ci meritiamo d'essere estirpati. Ce lo meritiamo... *'''Delia''': Finché non ho visto la rosa non ero sicura che il terrorista fossi tu. Che strana coincidenza che me l'abbiano data oggi... <br> '''V''': Nessuna coincidenza, Delia. Solo l'illusione di una coincidenza. Ho un'altra rosa... è per te. <br> '''Delia''': Allora... mi ucciderai? <br> '''V''': {{NDR|Le mostra una siringa vuota}} Ti ho uccisa dieci minuti fa, mentre dormivi. <br> '''Delia''': Fa male ? <br> '''V''': No. Nessun dolore. <br> '''Delia''': Bene. Per fortuna. Per favore...? Posso... posso vedere la tua faccia? {{NDR|V si toglie la maschera}} È stupenda.... *Sono stufo di storie, Dominic. Sono stufo di fatti, di date e di cadaveri. Sono troppo vecchio. Sono troppo stanco. ('''Finch''') ===Capitolo 11, ''Il vortice''=== *Abbiamo poi trovato il diario del medico. Copre cinque anni, e in particolare quelli passati a Larkhill. Da questa mattina, l'ho già letto sette volte... e ancora non ho capito chi è il cosiddetto V... Però credo di sapere cosa è. ('''Finch''') *{{NDR|Leggendo il diario di Delia}} "23 maggio. Prothero ha scelto i soggetti, una quarantina. Questo pomeriggio devo ispezionarli. Sono così deboli e malconci che è difficile non odiarli. Non si ribellano né si oppongono alla morte, ti guardano soltanto con gli occhi sfocati. Mi fanno quasi vomitare, non sono più umani." ('''Finch''') *{{NDR|Leggendo il diario di Delia}} "L'uomo della cella 5 è un caso davvero affascinante. Fisicamente non ha nulla. Nessuna anomalia cellulare, niente. Però è completamente pazzo. Il composto 5 sembra averlo gettato nella psicosi. Stranamente, mostra uno di quegli effetti collaterali tipici di certi schizofrenici. La sua personalità si è fatta magnetica. Parla pochissimo, ma ha un modo particolare di guardarti. Oggi mi ha guardata come se fossi un insetto, come se mi compatisse. La sua faccia è molto brutta. È tutta la sera che ci penso. Di lui mi interessa il comportamento: è del tutto irrazionale, ma sembra ispirato da una certa folle logica." ('''Finch''') *{{NDR|Leggendo il diario di Delia}} "Lo odio. Odio il rumore degli uomini che urlano." ('''Finch''') *Avere a che fare con un piano brillante e al tempo stesso irrazionale è come camminare sulle sabbie mobili, si viene lentamente risucchiati... ('''Finch''') ==Libro 2, ''Il cabaret feroce''== ===Preludio=== *{{NDR|Suonando il pianoforte}} Dicono a Broadway c'è una [[lampadina]] spenta per ogni cuore... Dicono che la vita è un gioco, e poi cambiano le carte in tavola. Ti danno le maschere, i costumi e il canovaccio... Poi ti lasciano a improvvisare nel loro cabaret feroce. Nelle città sconciate ci sono mani in pasta, ci sono mandati di arresto, moduli e tessere, e scarponi sulle scale... Ci sono morte, sesso e miseria umana in bianco e nero per un soldo, e se non altro i treni marciano in orario, però non vanno in nessun posto. Impietrite, le signore non osano sottrarsi e affrontano le proprie responsabilità sulla schiena oppure in ginocchio... E le vedove che rifiutano di piangere avranno giarrettiere e farfallino e impareranno a sgambettare in questo cabaret feroce. Finalmente lo show del 1998! Il balletto sul palcoscenico in fiamme! Il documentario sullo schermo sfaccettato... La tremenda poesia scarabocchiata sulla pagina accartocciata! Il poliziotto dall'animo onesto ha capito cosa bolle in pentola, e grugnisce e riempie la pipa con un senso di inquietudine. Poi fruga efficiente i poveri resti alla ricerca di un'impronta o di una macchia scarlatta, e cerca di ignorare le catene che lo avvincono. Mentre al buio il suo padrone sorveglia le mani con occhi brutali che non hanno mai carezzato la coscia di un'amante ma che hanno strangolato una nazione... E nei suoi segreti sogni brama l'aspro abbraccio di macchine crudeli. Ma la sua amante non è come sembra, e non gli lascerà neanche un biglietto. Finalmente lo show del 1998! La tragicommedia! La telenovela disperata! L'avventura senza lieto fine! L'acquerello nel museo allagato. C'è la ragazzina insicura che brama l'amore di suo padre e che crede che la mano guantata possa essere quella che vuole stringere. Anche se dubita della rettitudine del suo ospite, decide che si sta meglio nella terra del fai come ti pare che fuori, al freddo. Ma i fondali si scrostano, il set crolla, gli attori vengono divorati dalla commedia. C'è un assassino in sala, ci sono dei morti in platea. E gli attori stessi non sanno bene se lo spettacolo sia finito, e con la coda dell'occhio attendono l'imbeccata... Ma la maschera raggelata si limita a sorridere. Finalmente lo show del 1998! La canzone d'amore che nessuno canta mai! Il balletto del coprifuoco! La divina commedia! Gli occhi strabuzzati delle marionette strangolate dai propri fili! Brividi, emozioni e ragazze, canzoni e sorprese! Abbiamo qualcosa per tutti, prenotate oggi stesso! Gag e scherzi a iosa... Ma niente finocchi... niente giudei... né negri... in questo luna park dei bastardi. Questo cabaret feroce! ('''V''') ===Capitolo 1, ''La sparizione''=== *'''Evey''': Cioè, possono esserci tanti motivi se non dormi con me né niente. Magari c'era un'altra. Questo lo potrei capire. O magari, ecco, non ti piacciono le donne. Bé, mica c'è niente di male. O forse... <br> '''V''': ...o forse sono tuo padre? <br> '''Evey''': Come fai a sapere che stavo pensando... V? V, sei mio padre? <br> [...]<br>'''V''': Non sono tuo padre, Evey. Tuo padre è morto. ===Capitolo 2, ''L'altra parte''=== *Te ne sei andato, Derek. Non mi sei mai piaciuto. Mi facevi paura. Ti amavo. Sei andato dall'altra parte... e io pure. ('''Rosemary''') *Frugo negli angoli del passato, anche in quelli oscuri e sordidi... solo perché c'eri dentro tu. Cerco di aggrapparmi a qualcosa anche se so che non c'è più. Anche se so che tu non ci sei più. Tu. Il caro estinto. Non ci sei più. E nessuno ti porterà indietro. Non posso che riporre in un cassetto tutte le cose che ricordo, insieme a tutti gli inutili ricordini... e tirare avanti. Bisogna tirare avanti. Dobbiamo tutti tirare avanti. È così che si sopravvive. È questo il nostro scopo. Il nostro scopo è di sopravvivere. Ad ogni costo. ('''Rosemary''') ===Capitolo 3, ''Video''=== *{{NDR|In un telefilm}} Oggi, Heidi! Il primo ottobre 2501... da oggi si cambia! Da troppo tempo questi macellai negri stuprano le nostre donne, incendiano le nostre case, i nostri averi... ma adesso basta, Heidi... perché da oggi... Storm Saxon è al contrattacco! [...] Crepate, bestie negre cannibali! Crepate! Crepate! Crepate! ('''Storm Saxon''') *...e si spera che entro l'anno 2000 il Regno Unito torni di nuovo unito. ('''Giornalista''') *Buonasera, Londra. Mi sembrava ora che facessimo due chiacchiere. Vi siete messi comodi? Allora posso cominciare... ('''V''') ===Capitolo 4, ''Professionalità''=== *{{NDR|In un discorso alla TV}} Immagino che vi stiate domandando perché vi ho convocati questa sera. Bé, il fatto è che ultimamente non sono molto soddisfatto delle vostre prestazioni... Vi siete un po' lasciati andare sul lavoro e... e, bé, temo che ci sia il rischio che vi dobbiamo licenziare. Oh, lo so, lo so, è da un pezzo che siete con la società. Da quasi... vediamo, da quasi diecimila anni. Come passa il tempo! Sembra solo ieri... Ricordo il giorno in cui foste assunti. Ingenui e nervosi, scendeste dagli alberi stringendo un osso nei pugni pelosi. "Cosa devo fare, signore?" domandavate, lamentosi. Ricordo le mie precise parole: "Laggiù c'è una pila di uova di dinosauro" dissi sorridendo paternamente. "Comincia a succhiare, giovanotto". Ne è passato del tempo da allora, vero? Sì, sì, lo so che non avete mai perso un giorno di lavoro. Siete stati dei dipendenti bravi e fidati. E poi, non crediate che mi scordi delle vostre ottime note personali, né di tutte le ottime cose che avete fatto per la società... Il fuoco, la ruota, l'agricoltura... un elenco davvero impressionante, vecchio mio, non c'è dubbio. Però... anche noi abbiamo avuto i nostri problemi, da questo non si scappa. E ora vi dirò da cosa nascono, secondo me, questi problemi... Si tratta della vostra indisponibilità a farvi strada nella società, a farvi carico di responsabilità vere, a essere autonomi. Dio sa che le occasioni non vi sono mancate... Vi abbiamo offerto più di una volta una promozione, e voi avete sempre rifiutato. "Non ce la farei, capo" piagnucolavate. "Conosco i miei limiti". Siamo franchi: questa è cattiva volontà! No? Riposate da troppo tempo sugli allori, e questo comincia a vedersi sul lavoro... E anche lasciatemelo dire, in tutto il vostro comportamento. Sono al corrente dei costanti litigi in fabbrica... e anche dei recenti episodi di teppismo in mensa. E poi, naturalmente... mmm. Bè. Non intendevo parlarne, però... Ecco, mi giungono delle voci inquietanti sulla vostra vita privata. No. Non importa chi me le ha riferite. Si dice il peccato, non il peccatore... Mi dicono che non riuscite ad andare d'accordo col vostro coniuge. Che gridate, che litigate. Si parla anche di violenza. So da buona fonte che ferite sempre la persona che amate... proprio quella che non dovreste mai ferire. E i bambini? Lo sapete bene che sono sempre i bambini a soffrirne. Poveri piccini. Come cresceranno? Cosa penseranno della vostra prepotenza, della vostra disperazione, della vostra vigliaccheria, di tutti i pregiudizi che vi sono tanto cari? Insomma, cosi' non va! E se la qualità del lavoro è calata, non serve imputarlo alla direzione... anche se bisogna ammettere che la direzione è pessima. Anzi, senza peli sulla lingua... la direzione è inetta! Una serie di pazzi, truffatori e cialtroni ha preso una serie di decisioni catastrofiche. Questo è indiscutibile. Ma chi li ha eletti? Voi! VOi li avete eletti! Voi avete permesso loro di decidere per voi! Sarà anche vero che chiunque può sbagliare, ma continuare per secoli a commettere gli stessi errori micidiali mi sembra un po' perverso. Voi avete incoraggiato questi incompetenti in malafede che hanno portato la società. Voi avete accettato supinamente i loro ordini insensati. Voi avete permesso loro di riempire la fabbrica di macchinari pericolosi e mai collaudati. Avreste dovuto fermarli. Sarebbe bastato dire "no". Siete degli smidollati, non avete orgoglio. Non siete più utili alla società. Tuttavia, sarò generoso. Vi concedo due anni per mostrarmi qualche miglioramento sul lavoro. Se dopo due anni non sarete ancora disposti ad affrontare delle responsabilità... sarete licenziati. Questo è tutto. Potete tornare al lavoro. I programmi normali riprenderanno al più presto. ('''V''') ===Capitolo 5, ''La vacanza''=== *'''Creedy''': Cristo, tutti possiamo sbagliare. <br> '''Finch''': No, non con lui {{NDR|V}}! Commetta un errore con lui, ed è morto! ... lei, o qualcun altro. Quando la smetterete di trattare quel bastardo come se fosse umano? Quando imparerete? Quando mai imparerete? *Una vacanza. {{NDR|Il leader}} Dev'essere preoccupato per me. Anch'io sono preoccupato per me. ('''Finch''') ===Capitolo 6, ''Varietà''=== *Mi piacciono gli scarponi! Dada dada dada da! Mi piace la forza. Mi piace il momento in cui la decenza diventa in-de-cen-za. Mi piace il brivido (dada dada dada da) della volontà trionfante... Mi piacciono le marce e il passo dell'oca! ('''Zoe''') *'''Creedy''': Robert, il signor Almond è morto. Non ha più alcun privilegio, e tua madre dovrebbe stare in una clinica. <br> '''Robert''': Clinica? Sono camere a gas! ===Capitolo 7, ''Visite''=== *'''Gordon''': Sei un avido, Harper. Tu vuoi tutto. E poi, chi rimetterà in sesto la faccia di Kipper? <br> '''Harper''': Bé, è stato un incidente. Non ti sento bene, avvicinati un po' alla porta. Magari possiamo vedere di risarcire il povero Kipper, no? <br> '''Gordon''': Non te la caverai con quattro soldi, bastardo. È diventato cieco! ===Capitolo 8, ''Vendetta''=== *'''Harper''': Paghi tu, Bob, eh? <br> '''Bob''': Che razza di avaraccio bastardo sei... <br> '''Harper''': Ma piantala! Per noi due pinte di scura, e tu prenditi una gazzosa. ===Capitolo 9, ''Vicissitudini''=== *Attorno a me, l'aria è completamente nera. Forse sono dietro le quinte di un teatro, durante l'intervallo. Sento dei tonfi soffocati. Forse i macchinisti stanno cambiando le scene. Sento il profumo di rose, e penso ai biglietti d'auguri profumati che mia madre trovò in una scatola da scarpe nella nostra casa di Shooter's Hill. I petali cadono, trucioli color carne. Tutto cambia. ('''Evey''') ===Capitolo 10, ''Topo''=== *C'è un topo. La panca è dura sotto il mio sedere, sto rannicchiata e ho i crampi alle ginocchia. C'è un topo. Cerco di non pensare a niente, tranne che al topo. Credo che mi uccideranno... Ci sono quattro pareti, due finestre con sei sbarre, un water senza asse, un divisorio di legno e una panca. Sulla panca è inciso il nome "Emma"...e poi ci sono io... Più tardi il topo non c'è più. Sento due uomini che parlano nel corridoio. Poco dopo, entra un vassoio dalla fessura della porta. Non riesco a mangiare. Se non mangio, il topo tornerà. Non riesco lo stesso a mangiare. Vicino al soffitto c'è un portalampada senza lampadina. Quando non entra più luce dalla finestra è buio. Cerco di dormire. C'è un topo. ('''Evey''') *Mi mettono in piedi, e... mi visitano... credo che sia la donna... e poi mi portano in un altro posto... e mi tolgono la benda... e c'è una cella... e c'è un topo. Solo che adesso non m'importa del topo... perché sto male... È buio, e piango a lungo... Più tardi mi sveglio. Oh, Dio, ricordo che mi hanno tagliato i capelli... Cosa mi ha svegliato? Un rumore... un fruscio... C'è un topo... Mi alzo. È quasi l'alba, e vedo il buco nel muro. Nel buco c'è qualcosa... Non un topo... Carta igienica? Ma perché...? Cinque pagine scritte a matita. Vado a guardare in fondo all'ultima pagina. Si chiama Valerie... ('''Evey''') ===Capitolo 11, ''Valerie''=== *Conosco ogni centimetro di questa cella, ogni crepa del suo intonaco, come conosco il mio corpo. Non so dove sono. So che fa giorno e che fa notte, che mi sveglio e mi addormento, che misuro il tempo con la crescita dei peli sotto le mie ascelle, che non mi lasciano radere. Non so che giorno è. So che c'è una donna che mi ha scritto una lettera sulla carta igienica. So che è sola. So che mi ama. Non so che faccia abbia. Leggo la sua letter, la nascondo, dormo, mi sveglio, mi interrogano, piango, fa notte, fa giorno, rileggo la sua lettera... Continuo a rileggerla... Si chiama Valerie... ('''Evey''') *Non so chi sei, ma per favore credimi. Non posso convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non m'importa. Io sono Io, e non so chi sei ma ti amo. Ho una piccola matita che non hanno trovato. Sono una donna. La nascondo dentro di me. Forse non potrò scriverti più, così questa è una lunga lettera sulla mia vita. È la sola autobiografia che scriverò mai, e devo scriverla sulla carta igienica. Sono nata a Nottingham nel 1957, e pioveva sempre. Dopo le elementari e le medie, andai in un collegio femminile. Volevo fare l'attrice. Incontrai la mia prima amica a scuola. Si chiamava Sara. Aveva quattordici anni, e io quindici. Eravamo tutte e due allieve della signorina Watson. I suoi polsi. I suoi polsi erano bellissimi. Durante l'ora di biologia, guardavo il vasetto con dentro il feto di coniglio sotto spirito. Il signor Hird diceva che era una fase adolescenziale da cui si esce... Sara ne uscì. Io no. Nel 1976 smisi di fingere e presentai ai miei genitori una ragazza di nome Christine. Una settimana dopo mi trasferii a Londra e mi iscrissi ad arte drammatica. Mia madre diceva che le avevo spezzato il cuore... Era la mia integrità che mi importava. È così egoistico? È a buon mercato, però è tutto ciò che ci resta. È l'ultimo centimetro di noi che ci resta... ma in quel centimetro siamo liberi. [...] Londra. A Londra ero felice. La mia prima parte fu quella di Dandini, in Cenerentola. Il mondo era bizzarro, ignoto e frenetico, con quelle platee invisibili dietro i riflettori incandescenti e quell'emozione spasmodica. Ero elettrizzata, e sola. Di sera andavo nei club, ma me ne stavo più che altro per i fatti miei. L'ambiente non mi piaceva: c'erano tanti che volevano solo essere gay, era la loro vita, la loro ambizione, non parlavano d'altro. Io volevo qualcosa di più. Il lavoro andava bene. Nei film mi davano parti sempre più importanti. Nel 1986 interpretai 'The salt flats'. Alla critica piacque, al pubblico no. Conobbi Ruth durante la lavorazione. Ci amavamo. Vivevamo insieme, e il giorno di S. Valentino lei mi mandava delle rose. Dio, quanto avevamo! Furono i tre anni più belli della mia vita. Nel 1988 ci fu la guerra... e poi non ci furono più rose. Per nessuno. Nel 1992, dopo il colpo di stato, cominciarono ad arrestare i gay. Presero Ruth mentre era fuori a cercar da mangiare. Perché hanno tanta paura di noi? La bruciarono con delle sigarette accese e la costrinsero a fare il mio nome. Firmò una denuncia secondo cui io l'avevo sedotta. Non gliene feci una colpa. Dio l'amavo. Non gliene feci una colpa. Ma lei sì. Si uccise nella sua cella. Non poteva sopportare d'avermi tradita, d'aver rinunciato a quell'ultimo centimetro. Oh, Ruth. Vennero a prendermi. Dissero che avrebbero bruciato tutti i miei film. Mi rasarono i capelli, mi misero la testa in un water, si scambiavano barzellette sulle lesbiche. Mi portarono qui e mi diedero dei farmaci. Non sento più la lingua. Non riesco a parlare. L'altra donna gay che era qui, Rita, è morta due settimane fa. Credo che anch'io morirò presto. Strano che la mia vita debba finire in un posto terribile come questo, però per tre anni ho avuto delle rose e non ho dovuto giustificarmi con nessuno. Morirò qui. Ogni centimetro di me perirà... tranne uno. Un centimetro. È piccolo, è fragile ed è l'unica cosa al mondo che vale la pena d'avere. Non dobbiamo perderlo, o venderlo, o cederlo. Non dobbiamo permettere loro di portarcelo via. Non so chi sei, né se sei un uomo, o una donna. Forse non vedrò mai la tua faccia. Non ti abbraccierò mai, non piangerò mai con te, non mi ubriacherò mai con te. Però ti amo. Spero che tu riesca a fuggire da qui. Spero che il mondo cambi, che le cose vadano meglio e che un giorno ci siano ancora rose per tutti. Vorrei poterti baciare. Valerie.<ref>Parte di questa lettera viene ripresa anche nel capitolo precedente.</ref> ('''Valerie''') *Conosco ogni centimetro di questa cella. Questa cella conosce ogni centimetro di me. Tranne uno. ('''Evey''') ===Capitolo 12, ''Il verdetto''=== *'''Secondino''': Firmi. Fra tre anni sarà già fuori, e magari il Dito le darà un lavoro... Ce ne sono tanti come lei che lavorano per il Dito. <br> '''Evey''': Grazie... Preferisco morire dietro i capannoni. <br> '''Secondino''': Allora non resta più niente con cui minacciarla, vero? Lei è libera. ===Capitolo 13, ''Valori''=== *'''Evey''': Mi hai... torturata. Dio, mi hai torturata... <br> '''V''': Perché ti amo. Perché voglio che tu sia libera. *La felicità è una prigione, Evey. La felicità è la prigione più insidiosa di tutte. ('''V''') *'''V''': Tutti i detenuti, schiantati dal peso delle catene, dall'angustia delle celle, dalla durezza delle condanne... Io non ti ho messa in prigione, Evey. Io ti ho solo mostrato le sbarre. <br> '''Evey''': Ti sbagli! È la vita che è così! È quello che tutti dobbiamo sopportare. È tutto quel che abbiamo. Chi ti dà il diritto di decidere che non è abbastanza? <br> '''V''': Sei in prigione, Evey. Sei nata in prigione. Sei in prigione da tanto tempo che non sai più che c'è un mondo esterno. <br> '''Evey''': Stai zitto! Sei pazzo! Non voglio ascoltarti! <br> '''V''': Perché hai paura, Evey. Ti senti minacciata dalla libertà. E la libertà è terrificante... ===Capitolo 14, ''Vignette''=== *'''Evey''': Strano. Ora so che hai scritto tu la lettera con la storia di Valerie, ma è così convincente... Credevo in lei senza vederla, quasi l'amavo... e invece non esisteva. <br> '''V''': Non ho scritto io quella lettera. Seguimi, ti prego... Valerie stessa la scrisse mentre era ancora in vita. Te l'ho fatta avere come fu fatta avere a me. Le parole per cui hai pianto sono quelle che cinque anni fa mi trasformarono. <br> '''Evey''': V... è bellissima. Chi era? <br> '''V''': Era la donna della cella 4. *Cogliere un [[fiore]] non è gran cosa. È facile, ed irrevocabile. Cerca di comprendere la mia offerta. Poi fai ciò che vuoi.<ref name=book/> ('''V''') ==Interludio== ===Parte 1, ''Vertigo''=== *Inghilterra, 1998. I mulini della giustizia macinano lentamente ma macinano finemente... dopo tutto non lo chiamano uno stato di polizia per niente. ('''Narratore''') *Ascolta tu amico. Sono stanco di ascoltari. C'è un pazzo sovversivo in libertà fuori di qui. Ha causato al paese più problemi della prima, della seconda e della terza guerra insieme. Non può fare tutto questo da solo, giusto? ('''John''') *'''Ryan''': Oh Dio, non puoi dire sul serio. <br> '''John''': Non sento nessuno ridere, tu senti qualcuno ridere? *Immagina di avere una scelta fra la morte certa da una nera mano inguantata e la possibilità, anche minima, di fuga. Che cosa faresti? ('''Narratore''') *Cose come queste non succedono mai a te... fin quando non è veramente troppo tardi... ('''Narratore''') ===Parte 2, ''Vincent''=== {{NDR|Non ci sono dialoghi}} ==Libro 3, ''La terra di Fai-come-ti-pare''== ===Prologo=== *Dev'essere, ehm, Arthur Koestler. Era il presidente di "Exit"... un gruppo che si batteva per il diritto a morire con dignità. A quanto ricordo, ehm, si è ucciso. ('''Etheridge''') *Non preoccuparti, Eve. Sai come si dice... "sarà tutto finito entro Natale". Il finale è più vicino di quanto credi. Ed è già scritto. A noi resta solo da scegliere il momento buono per cominciare. ('''V''') *Fato. Enorme fato. Remoto fato. Fato indifferente? Si dice che non vi sia domanda a cui tu non possa rispondere. E allora dimmi... Sono amato? Non temuto. Non rispettato. Amato. ('''Leader''') *{{NDR|Parlando alla radio}} Buonasera, Londra. Questa è la voce del fato. Quasi quattrocento anni fa, un nostro grande concittadino {{NDR|[[Guy Fawkes]]}} recò un significativo contributo alla nostra cultura. Fu un contributo preparato nel silenzio e nel segreto, anche se poi venne soprattutto ricordato per il suo fragore e la sua vampata. Per commemorare quella gloriosa serata, il governo di sua maestà è lieto di restituire ai suoi leali soggetti il diritto alla segretezza e alla privacy. Per tre giorni, i vostri movimenti non saranno osservati... le vostre conversazioni non saranno ascoltate... e "Fate ciò che volete" sarà l'unica legge.<ref name=book/> Dio vi benedica... e buona notte. ('''V''') ===Capitolo 1, ''Vox populi''=== * ...è un terrorista. È un delinquente, ma è intelligente. Un vero genio del male. Invece di un'iniziale del cacchio dovrebbe avere un vero nome, tipo 'la pantera', 'la volpe' o 'lo squartatore'. Ad ogni modo, bisogna ammetter che... se l'è presa. Si è portato via la voce del Fato. Come colmerò questo vuoto? Come riempirà il mio paese questo silenzio? ('''Cittadino''') *Non si può contare troppo sulle [[maggioranza silenziosa|maggioranze silenziose]], Evey. Il silenzio è fragile... un rumore forte, e non c'è più. Ma la gente è così scoraggiata e demoralizzata. Qualcuno forse protesterà ma saranno solo voci nel deserto. Il rumore dipende dal silenzio che lo precede. Più totale è il silenzio, più sconvolgente è il [[tuono]]. I nostri padroni non sentono la voce del popoli da generazioni, Evey... ed essa è molto, molto più forte di quanto essi ricordino. ('''V''') ===Capitolo 2, ''Verwirrung''=== *'''Evey''': Tutti questi disordini... V, è questa l'[[anarchia]]? È questa la terra del Faicometipare? <br> '''V''': No. Questa è solo la terra di prendiarraffa. Anarchia significa "senza capi", non "senza ordine". Con l'anarchia giunge l'età dell'Ordnung, l'ordine vero, spontaneo. L'età dell'Ordnung inizierà alla fine del folle ciclo di Verwirrung, che stando a questi bollettini sembra concluso. Questa non è l'anarchia, Eve. Questo è il caos. <br> '''Evey''': Come diceva Yeats? "Perso in una spirale sempre più ampia, il falco non sente il falconiere. Tutto crolla... il centro non tiene." *Nient'altro che la anarchia si aggira per il mondo. Dall'ordine involontario nasce lo scontento, padre del disordine e progenitore della ghigliottina. Le società autoritarie sono come chi pattina sul ghiaccio: meccanicamente abili e precise, ma precarie. Sotto la fragile crosta della civiltà si agita il freddo [[caos]]... e in certi posti il ghiaccio è pericolosamente sottile. ('''V''') *Benvenuto dalla parte della legge e dell'ordine. ('''Creedy''') *Quando l'[[autorità]] si sentirà incalzata dal caos, ricorrerà agli espedienti più turpi per salvaguardare il suo ordine apparente... Ma sempre un ordine senza giustizia, senza amore né libertà, che non potrà impedire a lungo che il mondo precipiti nel pandemonio. L'autorità concede solo due ruoli: torturatore o torturato, trasforma la gente in abulici manichini pieni d'odio e di paura mentre la cultura piomba nell'abisso. L'autorità distorce anche l'educazione dei loro figli, fa del loro amore una lotta... ('''V''') *Sai, Conrad, sei un giovanotto di successo. Se il tuo successo non fosse esclusivamente merito mio, potresti anche piacermi. ('''Helen''') *Il crollo dell'autorità fa tremare la chiesa, la scuola, la camera da letto e il consiglio d'amministrazione. Tutto è disordine. Libertà ed uguaglianza non sono lussi superflui. Senza di esse, non ci vuole molto prima che l'ordine sprofondi in abissi inimmaginabili. ('''V''') *'''V''': Questo è il mio nido d'amore segreto, Eve. Voglio farti conoscere la mia amante. <br> '''Evey''': La tua cosa? <br> '''V''': È una storia intricata e infelice di cuori spezzati e di lealtà tradite. Non fui io a tradire il mio amore. Era la giustizia. L'adoravo per la sua verità e la sua bellezza... finché, a mia insaputa, si mise con un uomo che la violò e la offese, un uomo feroce e brutale il cui alito inceneriva i bambini. Lui la cambiò, le diede il gusto del cuoio, delle catene e delle fruste. La giustizia che amavo per i suoi occhi gentili e per i suoi piccoli passi aggraziati non c'era più... trasformata. Guardava dalle feritoie e schiacciava i giusti sotto il tacco. Immagina quando seppi della sua relazione... la mia rabbia e la mia vergogna nel saper beffato tutto ciò che amavo. La mia giustizia e il suo bestiale amante avvinghiati tra le lenzuola insanguinate. Eppure, in guerra e in amore tutto è lecito, e trattandosi di entrambe le cose è giusto che renda pan per focaccia. Anche se devo portare la corona del cornuto, non la porterò da solo. Vedi, per quanto farfallone, il mio rivale aveva una moglie che adorava. Il gaglioffo che rubò il mio solo amore si pentirà della sua licenziosità quando saprà da quanti anni... io gli ho rubato il suo. ===Capitolo 3, ''Varie Valentine''=== *'''Dominic''': "[[Le rose sono rosse, le viole sono blu|Le rose sono rosse]], le viole sono blu, tutto è possibile ma nulla è vero." Sembrano delle lettere d'amore. Chi le ha spedite? <br> '''Creedy''': Scoprirlo è affar suo. I miei ausiliari civili le hanno trovate addosso a degli sfaccendati arrestati stamattina. <br> '''Dominic''': "Amo la pioggia, amo la luna, amo il vento e le stelle..." <br> '''Creedy''': Opera di un matto. Il paese sta perdendo la bussola. lo sa che a Manchester ci sono dei disordini per il cibo? E tutto per un errore del dannato computer! <br> '''Dominic''': "...Vorrei venirti a trovare presto e baciarti attraverso le sbarre." Cosa vorrà dire? <br> '''Creedy''': Vuol dire guai, figliolo. *"Ti amo, ma perché mai amare la [[legge]]? Lo sanno tutti che è una puttana... Le persone virtuose la schivano, i malvagi se la fottono e poi la ignorano." Ah, buona questa, conosce la strada, vero? ('''Dominic''') *{{NDR|In un foglietto}} ''Ama la tua rabbia e non la tua gabbia.'' ('''V''') *Non dormo più perché voglio giustizia. Voglio che tutto il mondo sappia che non è giusto.... Non riesco a dormire perché ho la pistola sotto il cuscino. ('''Rosemary''') *I pezzi sono perfettamente allineati di fronte a me. Ora si può finalmente cogliere lo schema, il significato recondito... ma "quasi finito"? Sì. Sì, immagino di sì. Anche se la complessità della realizzazione l'ha resa a lungo indecifrabile, ora la segreta immagine balza all'occhio. Non è benna? Non è semplice, elegante, austera? Strano che dopo la lunga fatica della preparazione non occorrano né lo sforzo, né la concentrazione per mettere furiosamente e rovinosamente in moto questo effimero, complicato giocattolo. Niente altro che un tocco lievissimo... e tutto va al suo posto. I pezzi non comprendono quali dispetti la loro disposizione invita: queste stolide file timorate così gravide di catastrofe, ignare al cospetto dell'ondata così presto scatenata da un fato crudele. Essere tanto compiti, e capire così poco... e la comprensione, quando arriva, arriva invariabilmente troppo tardi. E certo non capiranno che qualcosa non va finché non saranno in balia del terribile sommovimento, e forse sulle prime lo prenderanno per un'audace azione risolutrice, per un'estrema resistenza per scongiurare il disastro, per una carica alla riscossa... e invece non andranno alla carica. Cadranno. Ecco... Li vedi? In piedi con i numeri sulle facce vacue e indifferenti, una Norimberga in miniatura, le schiere dei manichini... poveri piccoli. Povero [[domino]]. Tanto tempo per costruire il tuo grazioso impero e adesso con uno schiocco delle dita della storia... crolla tutto.<ref>Una traduzione diversa è: "Ecco i pezzi qui schierati, in una perfetta linea. Completo. Si può afferrare infine il disegno. L'importanza loro. Pur se il riconoscimento è stato ritardato nella sua tortuosa e labirintica costruzione ora alla vista lo schema emerge. Non è sublime? Non è semplice, ed elegante, e rigoroso? Che strano che, dopo la fatica dei preparativi, occorra solo poco sforzo e meno ancor pensiero a innescare questo breve svago nella sua precipitosa corsa. Un solo tocco e null'altro... ...E cadrà tutto al suo posto. Ma i pezzi percepiscono quanto noi il danno a cui tenta la loro disposizione: quelle code flemmatiche, rispettose della legge, cariche di catastrofe, ignare di fronte all'onda scatenata dal crudele fato. Son colpiti più degli altri, ma comprendono di meno... ...E la comprensione, quando giunge, immancabilmente arriva tardi. Non sapranno che non va qualcosa fino a quando non saran coinvolti in quell'orribil slancio, forse anche lo scambieranno per un'azione ardita e decisiva, un'ultima ripresa a distogliere il disastro, ed alla carica così andranno... {{NDR|V sistema ancora una tessera del domino}}...Ma non sarà una carica. Solo una caduta. Ecco... Vedi? Dritti in piedi coi numeri su quei volti spenti, scialbi, indifferenti, Norimberga in miniatura, fila d'uomini di legno tinto... Poveri miei piccoli. Povere tessere del domino. Quanto c'è voluto a costruire il vostro elegante impero e ora, allo schioccar di dita della storia... Ora cade. {{NDR|V tocca la prima tessera.}}"</ref> ('''V''') *{{NDR|In un foglietto}} ''Dici di avere un amore meccanico che ti nutre e si prende cura di te, ma io ho letto i suoi diari e so che non ti è fedele.''<ref>Una traduzione differente è:''Hai un amor meccanico, mi dici, che ti sazia di amore e miele, ma ho letto tutte le sue matrici e ho scoperto che ti è infedele.''</ref> ('''V''') ===Capitolo 4, ''Vestigia''=== *Siamo alla prese con una persona che fisicamente e mentalmente non è 'normale'. Ed è la parte 'mentale' che mi turba... perché se voglio risolvere il caso... e io lo risolverò... devo entrare nella sua testa. Pensare come lui... E questo mi spaventa. ('''Finch''') *È la droga. Devo ricordarmi che è la droga che mi fa questo, però... però dicono che l'[[LSD]] non fa che amplificare quanto c'è già. Cristo, perché l'ho presa proprio adesso, sono già così confuso... ('''Finch''') *Mm. Forse ha ragione. In effetti, il [[veleno]] risolve gran parte dei [[crisi esistenziale|problemi esistenziali]]... ('''Vescovo Lilliman''') *Chi mi ha imprigionato qui? Chi mi tiene qui? Chi può liberarmi? Chi controlla e domina la mia vita, se non... io? ('''Finch''') *Salto, ballo, vomito i valori che mi opprimevano. Mi sento grande, mi sento virginale... È questo che sentiva lui? Questa effervescenza, questa vitalità... questa visione. La voie... La verité... La vie. ('''Finch''') ===Capitolo 5, ''Viatico''=== *'''Evey''': Hai intenzione di fare qualcosa, o resterai qui giù ad aspettare che passi il caos? <br> '''V''': Il caos procede a meraviglia anche senza di noi, Eve. Quanto a me, mi sembra giunta l'ora di mettere in ordine certe cose. <br> '''Evey''': Come sarebbe a dire? Facciamo qualcosa o no? <br> '''V''': Fai come ti pare, Eve. È questa l'unica legge.<ref name=book>{{cfr}} [[Aleister Crowley]], ''[[:w:it:The Book of the Law#Contenuto|Il libro della legge]]'': «Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge.»</ref> <br> '''Evey''': Uh-uh. Citare Aleister Crowley non basta. Non è una risposta. Voglio sapere cosa tu vuoi fare V. Voglio conoscere le tue intenzioni. <br> '''V''': Vuoi conoscere le mie intenzioni? Benissimo... Benissimo, allora. Da questa parte. <br> '''Evey''': Perché sempre tante scene? Ti faccio la più semplice delle domande, e mi sembra di essere Alice nel paese delle meraviglie. Sono mesi che leggo, adesso sono più intelligente. Non potresti provare a spiegarmi? <br> '''V''': Mi hai chiesto la conoscenza, Eve, ed essa è tutto ciò che ti lascerò. Come l'aria, la conoscenza è indispensabile alla vita. Come l'aria, a nessuno deve essere negata. <br> '''Evey''': Oh, V, dai... Sei sempre così misterioso su di te, su questo posto, sui tuoi piani... se la conoscenza è come l'aria, tu mi asfissi. <br> '''V''': Niente affatto. Ti ho solo insegnato a respirare. Da questa parte. Osserva come l'aria della conoscenza è qui condensata in elettricità liquida. I dati di tutta la società sono centralizzati qui... e questo fatto ha contribuito alla rovina della società... poiché io ho attinto dal loro pozzo della conoscenza. Presto, tutti potranno bere. <br> '''Evey''': Ehi, credo che anch'io potrei far funzionare questo computer. È davvero collegato al Fato? <br> '''V''': ...e il Fato è collegato a tutto. In una burocrazia, le schede perforate sono la realtà. Ne perforiamo di nuovo e ricreiamo il mondo. Da questa parte. <br> '''Evey''': Oh, queste stanze sono comunicanti? <br> '''V''': Tutto è comunicante. Devi capire che la conoscenza non è tutto il nostro retaggio. Ci sono anche il coraggio e la fede, come in colei che è qui commemorata... e l'amore. Sempre, sempre l'amore. Nel clamore dell'insurrezione è facile dimenticare quale è il nostro obiettivo... il ballo? Spalle incipriate? Pupille dilatate dal desiderio o dal vino? L'anarchia deve accettare il rombo delle bombe e delle cannonate... ma deve sempre amare soprattutto la dolcezza della musica. *'''V''': Le telecamere dei monitor funzionano ancora, ma l'apparato ricetrasmittente dei nostri avversari invece no. Il mio apparato, al contrario, funziona perfettamente. Certo, essendo interrotte le trasmissioni statali, si vedono solo telenovelas di sommosse e brutti film catastrofici. A volte sento la mancanza di "Storm Saxon". I dialoghi erano migliori. <br> '''Evey''': Ma da qui si vede tutto Londra... <br> '''V''': Naturalmente. Questa sala è la cima di una collina rovesciata. Per arrivare in cima si discende. Ma una volta in cima si vede per miglia e miglia. Vieni... Troppa televisione fa male, e devi ancora fare i compiti. Qui troverai strumenti e libri che t'insegneranno a fare esplosivi con il caffè o droghe psichedeliche che costano come l'acqua. Usali saggiamente. Se proprio devi. A differenza della tv, la scienza non è mai troppa, malgrado i suoi capricci nucleari. Grazie alla scienza, le idee posso crescere nell'humus della teoria, della prassi e della forma... ma, come giardinieri, dobbiamo stare attenti... poiché certi semi sono semi di rovina... e i fiori più vistosi sono spesso i più pericolosi. <br> '''Evey''': Oh. La stanza delle rose. Questo posto mi fa una sensazione strana. Come quel racconto di Ray Bradbury che mi hai letto, quello del campo di granoturco in cui ogni pannocchia è la vita di qualcuno... *L'anarchia ha due facce. Quella della creazione e quella della distruzione. I distruttori abbattono gli imperi, lasciando un bel letto di macerie su cui i costruttori possono edificare un mondo migliore. Una volta presenti, le macerie rendono irrilevante ogni strumento di distruzione. E dunque, basta con gli esplosivi! Basta con i distruttori! Nel nostro mondo migliore non c'è posto per loro. Ma brindiamo però a tutti i terroristi, a tutti i bastardi, sgradevoli e imperdonabili. Beviamo alla loro salute... e poi dimentichiamoli per sempre. ('''V''') *Non ne posso più, V. Tutte le nostre conversazioni diventano dei cruciverba! ('''Evey''') ===Capitolo 6, ''Vettori''=== *'''Helen''': Solo che adesso nessuna delle sue telecamere-spia funziona. [...] <br> '''Ally''': Un guardone cieco. Ah! ===Capitolo 7, ''Verifica''=== *Sì. Sì, malgrado la mia paura, perché essa è insignificante, come me... Sì, anche se mi uccideranno, perché se non lo facessi la vita sarebbe senza significato... Sì, perché le nostre vite sono state sacrificate alle tue visioni, e non avevamo altro. Sì, perché non posso sopportare ciò che ci hai fatto... Sì, perché è la storia a muovere le mie gambe, e nulla, nulla mi può fermare... Sì, perché quelli come te ci hanno portati all'inferno, e adesso dite che la sola speranza sono dei capi più severi... Sì, perché quasi ci sono e tutti pensano "Dev'essere una importante". Non lo sono, ma lo sarò... Sì, perché avevo una vita, un mondo e un matrimonio che per me erano preziosi, ma per te no... Sì, perché ci eravamo visti tante volte e il mio Derek è morto per te e tu, Dio, tu non ricordi nemmeno la mia faccia! Sì. Sì... Sì. {{NDR|Spara al Leader}} ('''Rosemary''') *Ecco. Credeva di uccidermi? Sotto questa cappa non ci sono né carne né sangue da uccidere. C'è solo un'idea. E le idee sono a prova di proiettile. Addio. ('''V''') ===Capitolo 8, ''Voracità''=== *'''Creedy''': Oh no. Oh, no... sparami, okay? Ti prego. Sparami e basta. <br> '''Ally''': Preferisco il mio rasoio, se non ti spiace. E poi, per essere sincero, non sprecherei una pallottola per te. ===Capitolo 9, ''La veglia''=== *'''V''': Eve... Eve, ascolta bene. Colei che aspettavo è arrivata, e non mi resta molto tempo. <br> '''Evey''': V... Oh, Dio, non parlare. Prendo le bende. <br> '''V''': No... sarò morto prima che ritorni, e ci sono delle cose che devi sapere... Questo paese non è salvo... non crederlo.. però del suo vecchio ordine non restano che macerie, e sulle macerie costruiremo... Ecco il loro compito: essere padroni di sé stessi, della loro terra, del loro amore... Fatto ciò, parlino pure di salvezza. Senza, non saranno che carogne. <br> '''Evey''': Oh, no. Oh, ti prego... <br> '''V''': Entro la fine del secolo conosceranno il proprio destino: la rosa fiorirà tra le macerie, oppure fiorirà troppo tardi. Ma tu bambina, ora che io muoio? <br> '''Evey''': No! Non morirai! <br> '''V''': Shh. Per prima cosa, devi scoprire la faccia dietro la maschera, però non dovrai mai conoscere la mia faccia. È chiaro? <br> '''Evey''': Cosa? Cosa stai dicendo? <br> '''V''': ... e poi... la Victoria line è bloccata... tra Whitehall e St. James... fammi un funerale vichingo. Buona fortuna, dolce Eve. Ti voglio bene. Ave... atque... vale... *... perché tu eri così grande, V, e se poi fossi un nessuno qualsiasi? ...E anche se fossi qualcuno, saresti più piccolo per via di tutti quelli che avresti potuto essere ma non eri... Oh, Non so. Non so neanch'io che senso ha. ('''Evey''') ===Capitolo 10, ''Il vulcano''=== *'''Finch''': La gente ha bisogno di simboli, Dominic. Lui lo sapeva, noi ce ne siamo dimenticati. <br> '''Dominic''': Per anni abbiamo represso la sua amarezza, ma non l'abbiamo aiutata da affrontarla. E lui nemmeno, forse, però certamente non l'ha repressa... Proprio com'è successo a me a Larkhill. Ora tutto è diverso, Dominic. Il mio posto non è più qui. <br> '''Dominic''': S-se ne va? Signor finch, mi dia retta, è solo la droga... <br> '''Finch''': Susan è morto, e Creedy e Heyer si dividono la sua carogna. E loro non sono allucinazioni. E neanche la guerra. Ho perso la mia famiglia, e credevo che prendere ordini potesse farmelo scordare. Non è stato così. Adesso seguo solo i miei ordini e me ne vado prima che tutto vada in malora. Forse dovresti farlo anche tu. Arrivederci, Dominic. Abbiti cura, ragazzo. *'''Comandante''': Ah, ecco, signore. Il Big Ben sta suonando la mezzanotte. Un bel suono rassicurante. Non trova, signore? <br> '''Dominic''': Be', sì, credo di sì... Un momento... il Big Ben è saltato in aria dodici mesi fa! *Buona sera, Londra. Vorrei potermi presentare, ma a dire il vero non ho un nome. Potete chiamarmi "V". Fin dagli albori dell'umanità, un pugno di oppressori si è arrogato il diritto di dirigere le nostre vite, un diritto che avremo dovuto riservarci. Così facendo, ci tolsero il nostro potere. Permettendoglielo, ci arrendemmo. Dopo i campi e le guerre, sappiamo dove ci condurranno... al macello. L'anarchia però è diversa. Con l'anarchia, la vita e la speranza rinasceranno dalle rovine. Dicono che l'anarchia è morta, eppure... la notizia della mia morte... era esagerata. Domani Downing Street sarà distrutta, la testa devastata, e non sarà più come prima. Stanotte dovete decidere del futuro. Vivere liberi, o ritornare alle catene. Scegliete saggiamente. E ora, adieu. ('''V''') ===Capitolo 11, ''Valhalla''=== *"Fammi un funerale vichingo", dicevi. Non è molto. Non mi hai chiesto molto. Non dopo tutto quello che hai fatto. Eri uscito illeso ma non immutato da un macello, e avevi visto la necessità della libertà; non per te, ma per noi tutti. Avevi visto, e avendo visto osasti agire. Quanto è stata precisa la tua vendetta: benigna, quasi come un'operazione chirurgica... I tuoi nemici credevano che tu volessi vendicarti solo sulla loro carne, ma non era così... Hai massacrato anche la loro ideologia. Ora la gente abita le rovine della società, di una prigione che credeva eterna. La porta è aperta: se ne può andare, oppure accapigliarsi e cadere in nuove schiavitù. Tocca a lei scegliere, com'è giusto. Io non la guiderò, ma l'aiuterò a creare e a costruire, se non l'aiuterò ad uccidere. L'era degli assassini è finita. Non c'è più posto per loro nel nostro mondo migliore. "Fammi un funerale vichingo", mi hai detto. È tuo, amore mio... È tuo. ('''Evey''') *Ave atque vale, V. Sono andata a vedere cosa vuol dire. "Salve e addio". ('''Evey''') ==Note== <references/> ==Bibliografia== *[[Alan Moore]], [[David Lloyd]], ''V for Vendetta'', 1988, Libro 1 e 2, "Vertigo" e "Vincent" pubblicati la prima volta nel 1983-83 nel Regno Unito da ''Quality Communication Limited'', originariamente pubblicati in singola rivista per gli Stati Uniti in ''V for Vendetta #1-10''; edizione italiana nei supplementi n. 4/9 di ''Corto Maltese'', aprile/settembre 1991, traduzione di Stefano Negrini, R.C.S. Rizzoli Periodici S.p.A., Milano. ==Voci correlate== *[[V per Vendetta]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} 2tdva8teqbhbmj3rwx7dnar2pt1c97g Incipit/V 0 17347 1413722 1406185 2026-05-18T07:05:06Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* V */ 1413722 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{incipit|lettera=V}}</noinclude> ==V== <span id="Va"></span> *'''[[Roberto Vacca]]''' **Il medioevo prossimo venturo *'''[[Pietro Vaccari]]''' **La formazione del territorio municipale Pavese ed il suo governo nei sec. XII e XIII *'''[[Andrew Vachss]]''' **Contro il male **Il buio nel cuore **La seduzione del male **La vendetta di Burke *'''[[Nasos Vaghenàs]]''' **Il culto universale di [[Costantino Kavafis|Konstantinos Kavafis]] *'''[[Giovanni Vailati]]''' **Alcune osservazioni sulle questioni di parole nella storia della scienza e della cultura **Scritti filosofici *'''[[Giada Valdannini]]''' ** Carovane tra le pagine *'''[[Jorge Valdano]]''' **Il sogno di Futbolandia *'''[[Zoé Valdés]]''' **Café Nostalgia **Il nulla quotidiano *'''[[Paolo Valera]]''' **Alla conquista del pane **Dal Cellulare al Finalborgo **Emma Ivon al veglione **Giacinto Menotti Serrati **Giovanni Giolitti **Gli scamiciati. Seguito alla Milano sconosciuta **I cannoni di Bava Beccaris **I miei dieci anni all'estero **Il cinquantenario: note per la ricostruzione della vita pubblica italiana **L'assassinio Notarbartolo o le gesta della mafia **L'insurrezione chartista in Inghilterra **L'uomo più rosso d'Italia **La catastrofe degli czars **La donna più tragica della vita mondana **La folla **Milano sconosciuta **Mussolini **Vita intima e aneddotica di Prospero Moisè Loria *'''[[Nino Valeri]]''' **Giovanni Giolitti *'''[[Chiara Valerio]]''' **Almanacco del giorno prima **Così per sempre **Il cuore non si vede **La matematica è politica **Nessuna scuola mi consola **Storia umana della matematica *'''[[Paul Valéry]]''' **Il cimitero marino **L'idea fissa **La crise de l'esprit **Monsieur Teste *'''[[Tommaso Vallauri]]''' **Storia delle università degli studi del Piemonte *'''[[Fernando Vallejo]]''' **La puttana di Babilonia *'''[[Luigi Valli]]''' **Il linguaggio segreto di Dante e dei «Fedeli d'amore» *'''[[Roberto Valturio]]''' **De re militari *'''[[Eric Van Lustbader]]''' **Le megere *'''[[Sydney J. Van Scyoc]]''' **Odioinvasione *'''[[Jack Vance]]''' **Alastor 2262 **Astronavi in pericolo **Fuga dal pianeta Tschai **I tesori di Tschai **L'odissea di Glystra **L'ultimo castello **L'uomo dei miracoli **La perla verde **La saga di Cugel **Le insidie del pianeta Tschai **Lyonesse **Madouc **Naufragio sul pianeta Tschai *'''[[Didier Van Cauwelaert]]''' **Thomas Drimm. La fine del mondo viene di giovedì *'''[[Davide Van De Sfroos]]''' **Il mio nome è Herbert Fanucci **Le parole sognate dai pesci ***Il Meccanico che ripara i Ricordi ***La valigia ***La Magatiroide ***Il Soldato degli Autunni ***Il Violinista di Nebbia ***La Luna e il ferro da stiro ***Gek ***La Ragazza del Negozio di Liquori ***Zorro e la lavagna ***La storia di Ginevra ***Il Legionario nel Sottotetto ***Verso le 10 e 30 circa ***La cassetta degli attrezzi, o il ritorno *'''[[Maxence Van der Meersch]]''' **Perché non sanno quello che fanno *'''[[S. S. 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*'''[[Mario Vargas Llosa]]''' **La città e i cani **La zia Julia e lo scribacchino **Pantaléon e le visitatrici **Storia di Mayta *'''[[Bernardino Varisco]]''' **La necessità logica **Scienza e opinioni *'''[[John Varley]]''' **Beatnik Bayou **Demon **Lo spacciatore **Picnic su Lunachiara **Proprio un'altra bella giornata *'''[[Giorgio Vasari]]''' **Le Vite *'''[[Giambattista Vasco]]''' **Della moneta *'''[[Sebastiano Vassalli]]''' **Il cigno **L'oro del mondo **La chimera *'''[[Antonio Vassalli Eandi]]''' **Memoria sopra il bolide degli 11 settembre 1784 e sopra i bolidi in generale *'''[[Luigi Arnaldo Vassallo]]''' **Dodici monologhi di Gandolin ***La paura del coraggio ***La mano dell'uomo ***La macchina per volare ***Il piede della donna ***Il nonno ***Un signore che pranza in trattoria ***Il veterano al congresso ***Fra un atto e l'altro ***L'arte di farsi fotografare ***Sul marciapiede di Aragno ***La voce ***... ? ... **Gli invisibili **Guerra in tempo di bagni **La Famiglia 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*'''[[Isabella Vincentini]]''' **Atene. Tra i muscoli dei Ciclopi *'''[[Vernor Vinge]]''' **I naufraghi del tempo **Il vero nome **La guerra della pace **Universo incostante *'''[[Hermann Vinke]]''' **La breve vita di Sophie Scholl *'''[[Henry-Gérard Viot]]''' **Il Cronastro *'''[[Piero Viotto]]''' **Grandi amicizie: i Maritain e i loro contemporanei *'''[[Publio Virgilio Marone|Virgilio]]''' **Bucoliche **Eneide **Georgiche *'''[[Ermes Visconti]]''' **Saggi sul bello, sulla poesia e sullo stile *'''[[Giovanni Visconti Venosta]]''' **Ricordi di gioventù *'''[[Olga Visentini]]''' **L'ulivo sotto la neve **Madalè **Primo Vere *'''[[Carolijn Visser]]''' **Il poeta e la principessa *'''[[Padma Viswanathan]]''' **La sposa bambina *'''[[Andrea Vitali]]''' **La figlia del Podestà **La mamma del sole **Olive comprese *'''[[Frédéric Vitoux]]''' **Passi felpati *'''[[Paolo Vittorelli]]''' **Un uomo, un capo *'''[[Elio Vittorini]]''' **Conversazione in Sicilia **Il garofano rosso **Piccola borghesia **Uomini e no *'''[[Vincenzo Viviani]]''' **Formazione, e misura di tutti i cieli **Racconto istorico della vita di Galileo <span id="Vj"></span> <span id="Vk"></span> <span id="Vl"></span> <span id="Vm"></span> <span id="Vn"></span> <span id="Vo"></span> *'''[[David Vogel]]''' **La cascata *'''[[William T. Vollmann]]''' **Come un'onda che sale e che scende *'''[[Fabio Volo]]''' **È una vita che ti aspetto **Esco a fare due passi **Il giorno in più **Il tempo che vorrei **La mia vita **Le prime luci del mattino **Un posto nel mondo *'''[[Gioacchino Volpe]]''' **L'Italia che nasce **Studi sulle istituzioni comunali a Pisa *'''[[Gaetano Volpi]]''' **Del furore d'aver libri *'''[[Paolo Volpicelli]]''' **Sul piano di prova piccolissimo e non condensante *'''[[Paolo Volponi]]''' **Corporale **La macchina mondiale **Memoriale *'''[[Alessandro Volta]]''' **Collezione dell'opere del cavaliere conte Alessandro Volta, patrizio comasco *'''[[Voltaire]]''' **Candido **Dizionario Filosofico **L'ingenuo **La Pulcella d'Orléans **Micromegas **Sulla tolleranza *Zadig *'''[[Eduard von Keyserling]]''' **Principesse **Versante sud *'''[[Alfred von Reumont]]''' **Del Monte di Venere ossia Labirinto d'amore **La gioventù di Caterina de’ Medici **Sismondo de Sismondi *'''[[Kurt Vonnegut]]''' **Distruggete le macchine **Ghiaccio-nove **Hocus Pocus **La colazione dei campioni **Le sirene di Titano **Madre notte **Mattatoio n. 5 **Un pezzo da galera *'''[[Ornela Vorpsi]]''' **Il paese dove non si muore mai <span id="Vp"></span> <span id="Vq"></span> <span id="Vr"></span> <span id="Vs"></span> <span id="Vt"></span> <span id="Vu"></span> <span id="Vv"></span> <span id="Vw"></span> <span id="Vx"></span> <span id="Vy"></span> <span id="Vz"></span> cq9fow4z6ytof6bilou9y4xochm8uhz Paolo Sorrentino 0 23648 1413727 1403278 2026-05-18T11:02:34Z ~2026-29884-22 107182 /* Citazioni di Paolo Sorrentino */ +1 1413727 wikitext text/x-wiki [[File:Paolo Sorrentino Cannes 2017 (cropped).jpg|thumb|Paolo Sorrentino (2017)]] '''Paolo Sorrentino''' (1970 – vivente), regista, sceneggiatore e scrittore italiano. {{Premio|Oscar| Miglior film straniero (2014) '''''[[La grande bellezza]]'''''}} ==Citazioni di Paolo Sorrentino== {{cronologico}} *{{NDR|A proposito de ''[[Il Divo]]''}} Andreotti ha reagito in modo stizzito e questo è un buon risultato perché di solito lui è impassibile di fronte ad ogni avvenimento. La reazione mi conforta e mi conferma la forza del cinema rispetto ad altri strumenti critici della realtà.<ref>Citato in ''Liberazione'', 24 maggio 2008.</ref> *L'uomo di [[potere]] è per definizione misterioso, la gestione del potere lo è. Sono deputati a prendere le alte cariche uomini inafferrabili, i prevedibili al potere non ci arrivano.<ref>Citato in Silvia Fumarola, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/04/08/news/paolo_sorrentino_berlusconi_the_young_pope-162457314/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P4-S1.4-T1 Paolo Sorrentino, dopo il Papa un film su Berlusconi: "Il potere, una delle tentazioni più forti del genere umano"]'', ''Repubblica.it'', 8 aprile 2017.</ref> *La solitudine è spesso presente. Spero di bilanciare con l'ironia, insomma, ci provo sempre, poi nove casi su dieci rido solo io.<ref> Dalla presentazione de ''[[La grande bellezza]]'' all'Ateneo Palazzo del Cinema, 2013; disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=4Mla9uF5kP4&t=1663s Lezione di Cinema - Paolo Sorrentino da Anteo spazioCinema]'', ''youtube.com'', 30 maggio 2013, a 27 m 43 s.</ref> *Me ne sono andato da [[Napoli]] per stanchezza, ma anche perché sono una persona paurosa ed è una città che riesci a vivere bene solo se la affronti di petto, se la esplori senza il timore che ti possa succedere qualcosa... {{Sic|dipende}} probabilmente anche da dove sei nato.<ref>Dall'intervista a Cristiano de Majo, ''[https://www.rivistastudio.com/paolo-sorrentino-intervista/ Paolo Sorrentino racconta]'', ''rivistastudio.com'', 16 gennaio 2017.</ref> *{{NDR|A proposito de ''[[This Must Be the Place]]''}} Nel mio mondo ideale i [[film]] non dovrebbero più prevedere le trame e dovrebbero semplicemente raccontare a tutto tondo i personaggi; tuttavia la trama nel film c'è, perché c'è ancora chi è appassionato di questa brutta cosa.<ref>Dall'intervista di Fazio Fazio nel programma televisivo ''Che tempo che fa'', Rai 3, 8 ottobre 2011.</ref> *{{NDR|Riferito a quali sono gli ingredienti per fare un buon film}} Tutti. Bisogna fare attenzione a tutto, tutti gli aspetti del cinema vanno curati, nessuno è secondario. Più di tutti va curato il proprio intuito, dato che il fare cinema si muove sulla velocità, allora il tempo di ragionare e di capire perché si fa la giraffa {{NDR|Riferito alla giraffa de ''[[La grande bellezza]]''}} non c'è, bisogna intuire che la giraffa possa funzionare, emozionare.<ref>Dal Festival Trastevere Rione del Cinema, in occasione della proiezione de ''[[La grande bellezza]]'' in versione integrale, 2016; disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=sTHiT2rDbuY&t=291s Paolo Sorrentino presenta "La grande bellezza" #TrastevereFestival2016]'', ''toutube.com'', 24 febbraio 2017, a 4 m 51 s.</ref> *Io sono uno sceneggiatore che tende a scrivere più di quanto serva. Quando scrivo per i film mi trattengo, mentre quando scrivo una serie devo sforzarmi di aggiungere. Nel primo caso, invece, devo sforzarmi di tagliare. La mia misura ideale sarebbe un film di 3 ore e una serie di 5 ore. Ma i film durano invece tendenzialmente due ore e le serie 10 ore.<ref>Citato in ''[https://www.tvblog.it/post/1692455/the-new-pope-paolo-sorrentino-intervista The New Pope, parla Paolo Sorrentino: "I miei Papi sanno rinunciare al personalismo, non come i politici di oggi"]'', ''tvblog.it'', 5 gennaio 2020.</ref> *Gli [[attori]] si dividono in due categorie, secondo me. Ci sono gli attori "agonistici", quelli che arrivano e dicono: «Come la vuoi? Posso fare così, posso fare colì», non vedono l'ora di dimostrarti che sanno fare quella cosa. Poi ci sono gli attori "bambini" che invece vanno accuditi.<ref>Dal podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone, ''Tintoria'', [https://www.youtube.com/watch?v=gNHTF2p4RJo #227], ''youtube.com'', 22 ottobre 2024.</ref> *Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri.<ref>Alla cerimonia per i 145 anni della Siae, maggio 2026</ref> {{Int2|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mKIJrYKeTcU Come funziono: Paolo Sorrentino at TEDxReggioEmilia]''|2=Dall'intervento a ''TEDx Talks'', 8 ottobre 2011; disponibile su ''youtube.com'', 20 ottobre 2011.}} *Annoiandosi del mondo, si ha la possibilità di creare un proprio mondo, e questa è la massima priorità per scrivere un racconto, un film o fare una canzone, o un quadro. *Avere una sensazione di tristezza per un motivo che non conosci è un buon movente per mettersi a creare qualcosa, perché quel qualcosa che non conosci e che ti fa essere triste, diventa l'oggetto della ricerca. *C'è sempre chi vuole intraprendere questo lavoro e quindi mi piace dare dei consigli, ed è questo: di vedere molti film brutti e, prima di mettersi a scrivere una storia, leggere sempre il Guinness dei primati, che è quel libro nel quale c'è la più grande concentrazione di cose eccezionali che sono anche reali. Ed è questo che dovrebbe essere il cinema: eccezionale nel reale. *Di fatto il mio modo di procedere è provare ad essere costantemente ironico, sperando che ogni tanto, dentro l'ironia, affiori qualcosa di serio. *L'unico elemento che veramente trovo attraente nell'osservazione degli individui è la distanza che esiste tra l'immagine che gli uomini vogliono dare di sé e quel momento in cui, sempre ed esclusivamente attraverso un dettaglio, mai qualcosa di enorme, tradiscono loro stessi e fanno uscire fuori qualcosa che rivela una verità altra. *La noia delle conversazioni della vita vera mi spinge a cercare dei dialoghi che non raccontino del più e del meno. *Mi venne in mente che alla domanda "che cosa può raccontare il cinema?" si poteva rispondere "tutto", e questo mi dava effettivamente un brivido. *Questo è stato per me il primo insegnamento su come si può stare al mondo, ed è francamente l'unico modo che ho imparato, cioè frequentando l'ironia. {{Int2|''[http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-a5b87f98-acc8-4bc9-ba9c-34c37dea168b.html This Must Be the Place – Intervista a Paolo Sorrentino]''|''rai.it''.}} *Per quanto mi riguarda, ogni [[film]] deve essere una caccia smodata all'ignoto e al mistero. Non tanto per trovare una risposta, quanto per continuare a tenere viva la domanda. *[[Sean Penn]] è l'attore ideale per un regista. Perché è estremamente rispettoso delle idee del regista e non solo ha il dono di migliorarle, ma possiede anche il talento sconfinato che gli permette di raggiungere un'autenticità e una profondità sul personaggio che francamente a me sarebbero state sconosciute anche se ci avessi riflettuto una vita intera. *[...] [[Dublino]] possiede bellezza e malinconia. Due sentimenti che possono convivere magnificamente in un racconto cinematografico. *[...] volevo misurarmi in maniera spudorata e spericolata con tutti i luoghi iconografici del cinema che mi hanno fatto amare questo lavoro sin da quando ero ragazzino: New York, il deserto americano, le stazioni di servizio, i bar bui coi banconi lunghissimi, gli orizzonti lontanissimi. I luoghi americani sono un sogno e, quando ci sei dentro, non diventano reali, ma continuano ad essere sogno. Questa stranissima condizione di continua sospensione dalla realtà mi è accaduta solo negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]]. *[[Harry Dean Stanton]] è uno dei miei idoli cinematografici. Per questo film avevo la possibilità di incontrare gli attori americani e uno dei primi che ho chiesto di vedere è stato proprio Harry Dean Stanton. Il primo incontro è stato emozionante e sorprendente. Siamo stati in silenzio per un tempo lunghissimo. Io tramortito dall'imbarazzo e lui completamente a suo agio in questa specie di acquario. Poi, di colpo, senza preavviso, ha detto: "Io vivo bene perché non ho le risposte". Io ho azzardato, tanto per dire una cosa: "L'importante è non farsi le domande". È seguito un altro silenzio e poi ci siamo salutati. Qualche ora dopo mi ha chiamato un suo assistente e mi ha detto che Harry Dean era rimasto favorevolmente colpito da me. Mi è sembrato, per un attimo, di vivere dentro una buona sceneggiatura. ==''Gli aspetti irrilevanti''== *In quel momento è stata incantevole come non lo è mai più stata in tutta la vita, perché la sete di denaro rende bellissimi. (cap. ''Elsina Marone'', p. 9) *Ma Roberto è sempre stato il tipo di uomo che, avendo a disposizione due possibilità, finisce per non sceglierne nessuna. (cap. ''Roberto Cappa'', p. 35) *"Roberto, potrei essere equa e giusta, è vero. Ma preferisco vivere." (cap. ''Roberto Cappa'', p. 36) *Piangono male, i padri. Dimenticano lo stile. È quel che accade a chi fa le cose di rado. (cap. ''Ada Bacco'', p. 39) *I morenti dimenticano sempre che ogni morte è, per chi resta, un dolore e una liberazione. Dal momento che soffrono, però, i morenti credono solo al dolore. (cap. ''Ada Bacco'', p. 41) *Rimase delusa, a diciannove anni, quando scoprì, facendo un test tra amici, di possedere un quoziente intellettivo altissimo. Essendo intelligente, capì subito che questa dote sarebbe stata solo una fonte di guai e di frustrazioni. E così è stato. (cap. ''Ada Bacco'', p. 42) *Ma Peppino stava tenendo in vita la morte. (cap. ''Ylenia'', p. 71) *Sull'educazione dei figli ha risolto la questione molto tempo fa, asserendo: "Fate da voi".<br/>Uno dei figli, attraverso una classica crisi adolescenziale, la provoca chiedendo: "Che cazzo di metodo è ''fate da voi''?"<br/>Lei risponde: "Non è un metodo. È un destino. E un destino è un dato di fatto. Sono nata per salvare il mondo attraverso la ricerca, pensi che mi avanzi tempo per rassicurarti?"<br/>Il figlio, alla luce di questa affermazione, per attirare l’attenzione, prova a drogarsi, ma scopre ben presto due cose: le droghe non gli piacciono e la madre non si accorge che lui si sta drogando. Smette dopo due settimane con l’eroina. (cap. ''Enza Condé'', p. 92) *"Questa è la vecchiaia, cara. Nelle tasche, non sono più previste sorprese" [...]. La nipote, dopo il funerale, ha comprato una gonna senza tasche. (cap. ''Enza Condé'', pp. 95-96) *Non sa cosa farsene, Linda, dell’amore. A differenza delle carte, l’amore è prevedibile. (cap. ''Linda Giugiù'', p. 145) *Affabile ritiene che gli sia sufficiente guardare una volta al giorno quel ragazzino per avere anche lui la sua porzione di libertà. Assapora, attraverso quel bambini secchione, cosa significa stare lì fuori. Significa studiare, impegnarsi, preoccuparsi per il futuro. Valerio Affabile non deve preoccuparsi del suo futuro. Ci pensa lo Stato. (cap. ''Valerio Affabile'', p. 158) *"Perché questa è l’esperienza più dura ed estenuante che ci tocca fare, ragazzi cari. Accettare l’idea che il male non esiste, anche quando è davanti ai nostri occhi". Così disse il notaio Ceccarono su all’attico. E tutti, nel vivo dell’assemblea condominiale, tacquero. (cap. ''Donna Emma'', p. 196) *Lui voleva essere quello che se ne sta in fondo al bar, da solo, a leggere il giornale e a lamentarsi dei tempi che cambiano a un ritmo lontano dal suo. (cap. ''Livio Casa'', p. 199) *Questo è l’esito di tutta la mia bellezza. Non si vive di lusinghe. Dopo due giorni, le lusinghe diventano noiose come la TV del pomeriggio. (cap. ''Paride Bussotti'', p. 253) *Come molte persone banali, confonde la Pampanini con la Lollobrigida ed è eternamente convinto di dire cose uniche e intelligenti. (cap. ''Settimio Valori'', p. 265) *La censuses non è un’invenzione dei moralisti, ma dei sofferenti. (cap. ''Settimio Valori'', p. 272) ==''Hanno tutti ragione''== ===[[Incipit]]=== Che poi non ce ne eravamo neanche accorti, ma è cominciato tutto perché qualcuno aveva talento, purtroppo. Io!<br> Che altro dire? Uno passa un sacco di tempo a dirsi: va bene. Ma quello mica va bene. Quasi mai. E chiuderei qui prima ancora di cominciare se non fosse che questa vanità malsana galoppa dentro di me, più veloce di me.<br> Mi piacerebbe essere limpido, ma non servirebbe a nulla. ===Citazioni=== *Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. La [[sfumatura]]. (prefazione, p. 13) *Se a [[Frank Sinatra|Sinatra]] la voce l'ha mandata il signore, allora a me, più modestamente, l'ha mandata San Gennaro. (p. 16) * C'è una tensione così indescrivibile al punto che veramente confina con l'umidità. (p.) *Quando la [[notte]] ti acchiappa veramente, venirne fuori è come combattere coi leoni, coi ragni giganti. (p. 32) *L'Italia è un paesello monotono. E il Medioevo mi ha rotto le palle. Le piazze tutte uguali, le vie tutte uguali e i portici di queste [[Cittadina|cittadine]] maledette, non li distingui l'uno dall'altro, ci passi sotto e non vedi cosa accade fuori. Ma cosa accade fuori? Probabilmente niente. […] Solo la mia città ha ancora un minimo di senso con quell'apertura alata a mare, sterminata. Ti dà la sensazione che se vuoi, puoi fuggire. (p. 60) *Però sapete com'è, bellissimi, voi vi mettete là e quelle arrivano, non dovete fare un cazzo di niente, vi crogiolate e vi alimentate solo del vostro essere belli. Allora sì, avete i lineamenti a posto, ma non avendo mai avuto l'esigenza di sviluppare altre doti cosa succede? Succede che per il resto siete insignificanti ed indifferenti, non avete il senso dell'umorismo perché nella vita non vi è servito, non vi spremete il cervello per il senso della conquista e questo fa di voi delle personcine aride e silenziose. L'unica arrampicata di pensiero che riuscite a organizzare è quella demente dello sguardo finto tenebroso. Siete patetici e mi fare piangere o ridere non so. Non ci interessate. Tenebroso di che? Cazzoni. (p. 66) *Madri apprensive le hanno allenate come atlete olimpioniche ad organizzare sfaccettate forme di rifiuto. Hanno colonizzato i cervelli delle ragazze perché ci odiano a noi uomini esterni, strepitosi predatori del sesso spinto. […] Perché noi dobbiamo vincere le madri. (p. 69) *Il [[bluff]] è il motore della nostra seduzione. Ma un bluff col sapore della verosimiglianza. Niente [[UFO Robot Goldrake|Goldrake]] del cazzo e [[Fantastici Quattro]]. (p. 69) *[[Seduzione|Sedurre]] è come scrivere una bella canzone, tutto tecnica e ritmo, tecnica e ritmo. Il talento dell'ironia è una freccia supplementare che non sempre potete avere al vostro arco. (p. 70) *Se cominci a dare un [[senso]] alle cose, significa che stai invecchiando. (p. 76) *A casa tengo un pianoforte a coda bianco, lampade, divani in pelle nera, tavoli e tavolini di cristallo, lampadari, porcellane di Capodimonte che sono la mia passione e tengo pure mia moglie. Un soprammobile di troppo (p. 78) *Tutte le [[casalinga|casalinghe]] del mondo possono trovare le parole giuste per impiccarvi. Perché hanno un sacco di tempo libero per raccattare le parole giuste. Che penetrano e sprofondano. (p. 86) *Chi l'ha inventata la [[vita]]? Un sadico. Fatto di coca tagliata malissimo. (p. 90) *La [[prostata]] è il grosso problema dell'anziano moderno. (p. 96) *La [[distrazione]]. La massima invenzione dell'essere umano per continuare a tirare avanti. Per fingere di essere quello che non siamo. Adatti al mondo. (p. 101) *Lei e le sue amiche si prodigano ai fornelli per i loro uomini, non perché li amano ma perché temono l'inenarrabile confronto sempre in agguato che gli uomini possono fare tra mogli e madri. È questa competitività all'ultimo sangue fra mogli e suocere che salda la Repubblica italiana e tiene uniti i matrimoni, che vi credete! (p. 103) *[[Gli uomini si dividono in due categorie]]: quelli che si mettono comodi. E appassiscono. E gli altri. Io faccio parte degli altri. (p. 132) *Ci vuole la morte negli [[Osso zigomatico|zigomi]] per capire veramente le cose. (p. 186) *In effetti, la [[decadenza]] del mondo non è forse cominciata a partire da quel cazzo di crème caramel? Poi siamo precipitati nel risotto allo champagne, inghiottiti da pennette alla vodka, addirittura il maltagliato al profumo di rosa, consegnandoci al fallimento lucido, lineare. Il mondo cambia a seconda dei [[menù|menu]], e noi che non ce ne rendiamo conto. (p. 195) *Nessuno, come gli italiani, sa organizzare così bene le tempeste dentro ai bicchieri d'acqua. (p. 209) *Se non rivolgete la parola a nessuno e avete un po' di pazienza vedrete che si avvicineranno loro, come grappoli d'uva cadenti, morenti dalla voglia di fare una sola cosa, mettervi sul piedistallo. La sudditanza è miliardi di volte più comoda del piglio decisionale, però è più noiosa, pochi dubbi su questo. (p. 211) *È la [[sciatalgia|sciatica]], questa mignotta di seconda fascia. (p. 212) *Sentirsi come i [[Gatto|gatti]], che vivono beati perché non se ne fregano un cazzo di nessuno, badano solo alla ricerca della loro posizione perfetta e soddisfacente sul territorio. Per questo sono così odiosi i gatti. Hanno risolto il problema senza neanche conoscerlo. Un privilegio inaccessibile agli esseri umani (p. 214) *Preparati, atletici e testardi come i giovanotti del battaglione San Marco. Sanno fare tutto gli scarafaggi. Tutti gli sport e tutte le guerre. Ma che cazzo sono questi qui? Io non lo so. Campioni di decathlon. Il giorno che li inviteranno e partecipare alle olimpiadi, i neri di Chicago avranno gli attacchi di panico. Lo scarafaggio sa fare tutto. Lo scarafaggio di Manaus è dio. Senza iperboli. (p. 217) *Non fate gli schizzinosi, amici cittadini, non cercate di forzare la natura, non fate gli evoluti del cazzo, non fate parlare i quattro libri noiosi e rilegati male che avete letto, la [[rissa]] è oggettivamente un cosa meravigliosa, è meglio di una scopata con la Carrà all'apice della sua comunicativa sessuale, quando si proponeva di darla da Trieste in giù. Chi dice il contrario sul concetto di rissa, è un imbottito di psicoanalisi e progresso che non andrà molto lontano. Neanche se tiene Freud come medico della mutua. La rissa è bella. La rissa è stupefacente. La rissa è la rissa. (p. 222) *Io ci ho un debole per gli uomini che non hanno nulla da perdere. Sono i nuovi bambini, pur di giocare un'altra mezzoretta sarebbero pronti a vendersi la madre. Eccedono, gli uomini che non hanno nulla da perdere, fino alla nausea. Ma la differenza tra me e il resto del mondo è che io, dentro alla nausea, ci sto una meraviglia. Non la vivo come un problema, la nausea. Per questo sono inadatto al mondo. Per questo sono solo. (p. 223) *Alberto non ha concesso al prossimo l'unica cosa che ti consente di fronteggiare il mondo: il tempo. (p. 227) *I [[genialità|geni]] sono quelle persone che ci stai a fianco senza nessuno sforzo. Ecco chi sono i geni. (p. 283) *Hanno tutti ragione. È in base a questo principio elementare che prospera il [[benessere]] e il [[conto corrente]]. (p. 291) *L'[[amore]] è l'insostituibilità. (p. 302) *Solo i figli piccoli sanno difendere le madri. Con una goffaggine che li rende potentissimi. E invincibili. (p. 317) ==Citazioni su Paolo Sorrentino== *È uno dei più grandi registi viventi. ''[[The Young Pope]]'' è una delle mie serie preferite. Credo che la tv stia facendo davvero un ottimo lavoro e mi piace quasi più che il cinema. ([[Woody Harrelson]]) *''[[L'uomo in più]]'' ci aveva colpito sin dalla scrittura, si capiva chiaramente che dietro c'era veramente uno di grande talento. Basta vedere cosa ha realizzato in seguito, penso a ''[[Il Divo]]''. È epocale, nessuno aveva mai fatto una cosa simile in Italia, o ''[[Le conseguenze dell'amore]]'', che è quello che amo maggiormente, mentre quello su Roma con cui ha vinto l'Oscar, ''[[La grande bellezza]]'' non mi ha preso più di tanto e nemmeno ciò che ho visto di ''The Young Pope'', ma io con i papi ho poco a che fare, sono un ateo che è cresciuto facendo le scuole con i gesuiti. ([[Giorgio Arlorio]]) *La forza dell'ultimo Sorrentino, è anche di avere un attore come Toni Servillo che dà una grandezza al suo personaggio. ([[Enrico Vanzina]]) *Paolo è una persona molto misteriosa, calma e delicata, anche sul set la sua direzione è leggera, impalpabile. Però questa grande calma, questa incredibile sicurezza nasconde, secondo me, una grande fragilità. [...] Per quel che riguarda la scelta degli attori io credo che Sorrentino prediliga gli attori di teatro per un motivo molto semplice: lui non fa film naturalistici, non vuole tutta quella quotidianità che un attore di cinema deve avere. Lui preferisce ricostruire alcuni aspetti, alcuni dettagli e interpretarli insieme con l'attore. ([[Galatea Ranzi]]) *Quando Paolo Sorrentino mi ha chiamato non sapevo nemmeno quale ruolo volesse farmi interpretare e ho detto di sì a prescindere. ([[Massimiliano Gallo]]) *Sorrentino sa creare l'atmosfera, una cornice dentro la quale viene facile esprimersi. ([[Roberto Herlitzka]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Paolo Sorrentino, ''Hanno tutti ragione'', Feltrinelli, 2010. ISBN 978-88-07-01809-1 *Paolo Sorrentino, ''Gli aspetti irrilevanti'', Mondadori, 2018. ISBN 978-88-04-68248-6 ==Filmografia== *''[[Polvere di Napoli]]'' (1998) - Sceneggiatura *''[[L'uomo in più]]'' (2001) - Regia, sceneggiatura *''[[Le conseguenze dell'amore]]'' (2004) - Regia, sceneggiatura *''[[Il caimano]]'' (2006) – Attore *''[[L'amico di famiglia]]'' (2006) - Regia, sceneggiatura *''[[Il divo]]'' (2008) - Regia, sceneggiatura *''[[Boris]]'' (2010) – Attore *''[[This Must Be the Place]]'' (2011) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[La grande bellezza]]'' (2013) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[The Young Pope]]'' (2016 - in corso) - Regia, ideatore, sceneggiatura *''[[Loro (film)|Loro]]'' (2018) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[È stata la mano di Dio]]'' (2021) - Regia, sceneggiatura, produttore ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sorrentino, Paolo}} [[Categoria:Premi Oscar]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 7cs703cx8sys3jacxexx62kugdbgvan 1413728 1413727 2026-05-18T11:04:20Z ~2026-29884-22 107182 /* Citazioni di Paolo Sorrentino */ 1413728 wikitext text/x-wiki [[File:Paolo Sorrentino Cannes 2017 (cropped).jpg|thumb|Paolo Sorrentino (2017)]] '''Paolo Sorrentino''' (1970 – vivente), regista, sceneggiatore e scrittore italiano. {{Premio|Oscar| Miglior film straniero (2014) '''''[[La grande bellezza]]'''''}} ==Citazioni di Paolo Sorrentino== {{cronologico}} *{{NDR|A proposito de ''[[Il Divo]]''}} Andreotti ha reagito in modo stizzito e questo è un buon risultato perché di solito lui è impassibile di fronte ad ogni avvenimento. La reazione mi conforta e mi conferma la forza del cinema rispetto ad altri strumenti critici della realtà.<ref>Citato in ''Liberazione'', 24 maggio 2008.</ref> *L'uomo di [[potere]] è per definizione misterioso, la gestione del potere lo è. Sono deputati a prendere le alte cariche uomini inafferrabili, i prevedibili al potere non ci arrivano.<ref>Citato in Silvia Fumarola, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/04/08/news/paolo_sorrentino_berlusconi_the_young_pope-162457314/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P4-S1.4-T1 Paolo Sorrentino, dopo il Papa un film su Berlusconi: "Il potere, una delle tentazioni più forti del genere umano"]'', ''Repubblica.it'', 8 aprile 2017.</ref> *La solitudine è spesso presente. Spero di bilanciare con l'ironia, insomma, ci provo sempre, poi nove casi su dieci rido solo io.<ref> Dalla presentazione de ''[[La grande bellezza]]'' all'Ateneo Palazzo del Cinema, 2013; disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=4Mla9uF5kP4&t=1663s Lezione di Cinema - Paolo Sorrentino da Anteo spazioCinema]'', ''youtube.com'', 30 maggio 2013, a 27 m 43 s.</ref> *Me ne sono andato da [[Napoli]] per stanchezza, ma anche perché sono una persona paurosa ed è una città che riesci a vivere bene solo se la affronti di petto, se la esplori senza il timore che ti possa succedere qualcosa... {{Sic|dipende}} probabilmente anche da dove sei nato.<ref>Dall'intervista a Cristiano de Majo, ''[https://www.rivistastudio.com/paolo-sorrentino-intervista/ Paolo Sorrentino racconta]'', ''rivistastudio.com'', 16 gennaio 2017.</ref> *{{NDR|A proposito de ''[[This Must Be the Place]]''}} Nel mio mondo ideale i [[film]] non dovrebbero più prevedere le trame e dovrebbero semplicemente raccontare a tutto tondo i personaggi; tuttavia la trama nel film c'è, perché c'è ancora chi è appassionato di questa brutta cosa.<ref>Dall'intervista di Fazio Fazio nel programma televisivo ''Che tempo che fa'', Rai 3, 8 ottobre 2011.</ref> *{{NDR|Riferito a quali sono gli ingredienti per fare un buon film}} Tutti. Bisogna fare attenzione a tutto, tutti gli aspetti del cinema vanno curati, nessuno è secondario. Più di tutti va curato il proprio intuito, dato che il fare cinema si muove sulla velocità, allora il tempo di ragionare e di capire perché si fa la giraffa {{NDR|Riferito alla giraffa de ''[[La grande bellezza]]''}} non c'è, bisogna intuire che la giraffa possa funzionare, emozionare.<ref>Dal Festival Trastevere Rione del Cinema, in occasione della proiezione de ''[[La grande bellezza]]'' in versione integrale, 2016; disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=sTHiT2rDbuY&t=291s Paolo Sorrentino presenta "La grande bellezza" #TrastevereFestival2016]'', ''toutube.com'', 24 febbraio 2017, a 4 m 51 s.</ref> *Io sono uno sceneggiatore che tende a scrivere più di quanto serva. Quando scrivo per i film mi trattengo, mentre quando scrivo una serie devo sforzarmi di aggiungere. Nel primo caso, invece, devo sforzarmi di tagliare. La mia misura ideale sarebbe un film di 3 ore e una serie di 5 ore. Ma i film durano invece tendenzialmente due ore e le serie 10 ore.<ref>Citato in ''[https://www.tvblog.it/post/1692455/the-new-pope-paolo-sorrentino-intervista The New Pope, parla Paolo Sorrentino: "I miei Papi sanno rinunciare al personalismo, non come i politici di oggi"]'', ''tvblog.it'', 5 gennaio 2020.</ref> *Gli [[attori]] si dividono in due categorie, secondo me. Ci sono gli attori "agonistici", quelli che arrivano e dicono: «Come la vuoi? Posso fare così, posso fare colì», non vedono l'ora di dimostrarti che sanno fare quella cosa. Poi ci sono gli attori "bambini" che invece vanno accuditi.<ref>Dal podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone, ''Tintoria'', [https://www.youtube.com/watch?v=gNHTF2p4RJo #227], ''youtube.com'', 22 ottobre 2024.</ref> *Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri.<ref>Alla cerimonia per i 145 anni della Siae, maggio 2026, citato sul [https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/14/se-il-mondo-fosse-popolato-solo-da-lei-e-dagli-artisti-vivremmo-gioiosi-e-pacifici-purtroppo-ci-sono-anche-gli-altri-cosi-sorrentino-a-mattarella-che-si-fa-un-selfie-con-anna-pepe/8385895/ Fatto Quotidiano]</ref> {{Int2|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mKIJrYKeTcU Come funziono: Paolo Sorrentino at TEDxReggioEmilia]''|2=Dall'intervento a ''TEDx Talks'', 8 ottobre 2011; disponibile su ''youtube.com'', 20 ottobre 2011.}} *Annoiandosi del mondo, si ha la possibilità di creare un proprio mondo, e questa è la massima priorità per scrivere un racconto, un film o fare una canzone, o un quadro. *Avere una sensazione di tristezza per un motivo che non conosci è un buon movente per mettersi a creare qualcosa, perché quel qualcosa che non conosci e che ti fa essere triste, diventa l'oggetto della ricerca. *C'è sempre chi vuole intraprendere questo lavoro e quindi mi piace dare dei consigli, ed è questo: di vedere molti film brutti e, prima di mettersi a scrivere una storia, leggere sempre il Guinness dei primati, che è quel libro nel quale c'è la più grande concentrazione di cose eccezionali che sono anche reali. Ed è questo che dovrebbe essere il cinema: eccezionale nel reale. *Di fatto il mio modo di procedere è provare ad essere costantemente ironico, sperando che ogni tanto, dentro l'ironia, affiori qualcosa di serio. *L'unico elemento che veramente trovo attraente nell'osservazione degli individui è la distanza che esiste tra l'immagine che gli uomini vogliono dare di sé e quel momento in cui, sempre ed esclusivamente attraverso un dettaglio, mai qualcosa di enorme, tradiscono loro stessi e fanno uscire fuori qualcosa che rivela una verità altra. *La noia delle conversazioni della vita vera mi spinge a cercare dei dialoghi che non raccontino del più e del meno. *Mi venne in mente che alla domanda "che cosa può raccontare il cinema?" si poteva rispondere "tutto", e questo mi dava effettivamente un brivido. *Questo è stato per me il primo insegnamento su come si può stare al mondo, ed è francamente l'unico modo che ho imparato, cioè frequentando l'ironia. {{Int2|''[http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-a5b87f98-acc8-4bc9-ba9c-34c37dea168b.html This Must Be the Place – Intervista a Paolo Sorrentino]''|''rai.it''.}} *Per quanto mi riguarda, ogni [[film]] deve essere una caccia smodata all'ignoto e al mistero. Non tanto per trovare una risposta, quanto per continuare a tenere viva la domanda. *[[Sean Penn]] è l'attore ideale per un regista. Perché è estremamente rispettoso delle idee del regista e non solo ha il dono di migliorarle, ma possiede anche il talento sconfinato che gli permette di raggiungere un'autenticità e una profondità sul personaggio che francamente a me sarebbero state sconosciute anche se ci avessi riflettuto una vita intera. *[...] [[Dublino]] possiede bellezza e malinconia. Due sentimenti che possono convivere magnificamente in un racconto cinematografico. *[...] volevo misurarmi in maniera spudorata e spericolata con tutti i luoghi iconografici del cinema che mi hanno fatto amare questo lavoro sin da quando ero ragazzino: New York, il deserto americano, le stazioni di servizio, i bar bui coi banconi lunghissimi, gli orizzonti lontanissimi. I luoghi americani sono un sogno e, quando ci sei dentro, non diventano reali, ma continuano ad essere sogno. Questa stranissima condizione di continua sospensione dalla realtà mi è accaduta solo negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]]. *[[Harry Dean Stanton]] è uno dei miei idoli cinematografici. Per questo film avevo la possibilità di incontrare gli attori americani e uno dei primi che ho chiesto di vedere è stato proprio Harry Dean Stanton. Il primo incontro è stato emozionante e sorprendente. Siamo stati in silenzio per un tempo lunghissimo. Io tramortito dall'imbarazzo e lui completamente a suo agio in questa specie di acquario. Poi, di colpo, senza preavviso, ha detto: "Io vivo bene perché non ho le risposte". Io ho azzardato, tanto per dire una cosa: "L'importante è non farsi le domande". È seguito un altro silenzio e poi ci siamo salutati. Qualche ora dopo mi ha chiamato un suo assistente e mi ha detto che Harry Dean era rimasto favorevolmente colpito da me. Mi è sembrato, per un attimo, di vivere dentro una buona sceneggiatura. ==''Gli aspetti irrilevanti''== *In quel momento è stata incantevole come non lo è mai più stata in tutta la vita, perché la sete di denaro rende bellissimi. (cap. ''Elsina Marone'', p. 9) *Ma Roberto è sempre stato il tipo di uomo che, avendo a disposizione due possibilità, finisce per non sceglierne nessuna. (cap. ''Roberto Cappa'', p. 35) *"Roberto, potrei essere equa e giusta, è vero. Ma preferisco vivere." (cap. ''Roberto Cappa'', p. 36) *Piangono male, i padri. Dimenticano lo stile. È quel che accade a chi fa le cose di rado. (cap. ''Ada Bacco'', p. 39) *I morenti dimenticano sempre che ogni morte è, per chi resta, un dolore e una liberazione. Dal momento che soffrono, però, i morenti credono solo al dolore. (cap. ''Ada Bacco'', p. 41) *Rimase delusa, a diciannove anni, quando scoprì, facendo un test tra amici, di possedere un quoziente intellettivo altissimo. Essendo intelligente, capì subito che questa dote sarebbe stata solo una fonte di guai e di frustrazioni. E così è stato. (cap. ''Ada Bacco'', p. 42) *Ma Peppino stava tenendo in vita la morte. (cap. ''Ylenia'', p. 71) *Sull'educazione dei figli ha risolto la questione molto tempo fa, asserendo: "Fate da voi".<br/>Uno dei figli, attraverso una classica crisi adolescenziale, la provoca chiedendo: "Che cazzo di metodo è ''fate da voi''?"<br/>Lei risponde: "Non è un metodo. È un destino. E un destino è un dato di fatto. Sono nata per salvare il mondo attraverso la ricerca, pensi che mi avanzi tempo per rassicurarti?"<br/>Il figlio, alla luce di questa affermazione, per attirare l’attenzione, prova a drogarsi, ma scopre ben presto due cose: le droghe non gli piacciono e la madre non si accorge che lui si sta drogando. Smette dopo due settimane con l’eroina. (cap. ''Enza Condé'', p. 92) *"Questa è la vecchiaia, cara. Nelle tasche, non sono più previste sorprese" [...]. La nipote, dopo il funerale, ha comprato una gonna senza tasche. (cap. ''Enza Condé'', pp. 95-96) *Non sa cosa farsene, Linda, dell’amore. A differenza delle carte, l’amore è prevedibile. (cap. ''Linda Giugiù'', p. 145) *Affabile ritiene che gli sia sufficiente guardare una volta al giorno quel ragazzino per avere anche lui la sua porzione di libertà. Assapora, attraverso quel bambini secchione, cosa significa stare lì fuori. Significa studiare, impegnarsi, preoccuparsi per il futuro. Valerio Affabile non deve preoccuparsi del suo futuro. Ci pensa lo Stato. (cap. ''Valerio Affabile'', p. 158) *"Perché questa è l’esperienza più dura ed estenuante che ci tocca fare, ragazzi cari. Accettare l’idea che il male non esiste, anche quando è davanti ai nostri occhi". Così disse il notaio Ceccarono su all’attico. E tutti, nel vivo dell’assemblea condominiale, tacquero. (cap. ''Donna Emma'', p. 196) *Lui voleva essere quello che se ne sta in fondo al bar, da solo, a leggere il giornale e a lamentarsi dei tempi che cambiano a un ritmo lontano dal suo. (cap. ''Livio Casa'', p. 199) *Questo è l’esito di tutta la mia bellezza. Non si vive di lusinghe. Dopo due giorni, le lusinghe diventano noiose come la TV del pomeriggio. (cap. ''Paride Bussotti'', p. 253) *Come molte persone banali, confonde la Pampanini con la Lollobrigida ed è eternamente convinto di dire cose uniche e intelligenti. (cap. ''Settimio Valori'', p. 265) *La censuses non è un’invenzione dei moralisti, ma dei sofferenti. (cap. ''Settimio Valori'', p. 272) ==''Hanno tutti ragione''== ===[[Incipit]]=== Che poi non ce ne eravamo neanche accorti, ma è cominciato tutto perché qualcuno aveva talento, purtroppo. Io!<br> Che altro dire? Uno passa un sacco di tempo a dirsi: va bene. Ma quello mica va bene. Quasi mai. E chiuderei qui prima ancora di cominciare se non fosse che questa vanità malsana galoppa dentro di me, più veloce di me.<br> Mi piacerebbe essere limpido, ma non servirebbe a nulla. ===Citazioni=== *Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. La [[sfumatura]]. (prefazione, p. 13) *Se a [[Frank Sinatra|Sinatra]] la voce l'ha mandata il signore, allora a me, più modestamente, l'ha mandata San Gennaro. (p. 16) * C'è una tensione così indescrivibile al punto che veramente confina con l'umidità. (p.) *Quando la [[notte]] ti acchiappa veramente, venirne fuori è come combattere coi leoni, coi ragni giganti. (p. 32) *L'Italia è un paesello monotono. E il Medioevo mi ha rotto le palle. Le piazze tutte uguali, le vie tutte uguali e i portici di queste [[Cittadina|cittadine]] maledette, non li distingui l'uno dall'altro, ci passi sotto e non vedi cosa accade fuori. Ma cosa accade fuori? Probabilmente niente. […] Solo la mia città ha ancora un minimo di senso con quell'apertura alata a mare, sterminata. Ti dà la sensazione che se vuoi, puoi fuggire. (p. 60) *Però sapete com'è, bellissimi, voi vi mettete là e quelle arrivano, non dovete fare un cazzo di niente, vi crogiolate e vi alimentate solo del vostro essere belli. Allora sì, avete i lineamenti a posto, ma non avendo mai avuto l'esigenza di sviluppare altre doti cosa succede? Succede che per il resto siete insignificanti ed indifferenti, non avete il senso dell'umorismo perché nella vita non vi è servito, non vi spremete il cervello per il senso della conquista e questo fa di voi delle personcine aride e silenziose. L'unica arrampicata di pensiero che riuscite a organizzare è quella demente dello sguardo finto tenebroso. Siete patetici e mi fare piangere o ridere non so. Non ci interessate. Tenebroso di che? Cazzoni. (p. 66) *Madri apprensive le hanno allenate come atlete olimpioniche ad organizzare sfaccettate forme di rifiuto. Hanno colonizzato i cervelli delle ragazze perché ci odiano a noi uomini esterni, strepitosi predatori del sesso spinto. […] Perché noi dobbiamo vincere le madri. (p. 69) *Il [[bluff]] è il motore della nostra seduzione. Ma un bluff col sapore della verosimiglianza. Niente [[UFO Robot Goldrake|Goldrake]] del cazzo e [[Fantastici Quattro]]. (p. 69) *[[Seduzione|Sedurre]] è come scrivere una bella canzone, tutto tecnica e ritmo, tecnica e ritmo. Il talento dell'ironia è una freccia supplementare che non sempre potete avere al vostro arco. (p. 70) *Se cominci a dare un [[senso]] alle cose, significa che stai invecchiando. (p. 76) *A casa tengo un pianoforte a coda bianco, lampade, divani in pelle nera, tavoli e tavolini di cristallo, lampadari, porcellane di Capodimonte che sono la mia passione e tengo pure mia moglie. Un soprammobile di troppo (p. 78) *Tutte le [[casalinga|casalinghe]] del mondo possono trovare le parole giuste per impiccarvi. Perché hanno un sacco di tempo libero per raccattare le parole giuste. Che penetrano e sprofondano. (p. 86) *Chi l'ha inventata la [[vita]]? Un sadico. Fatto di coca tagliata malissimo. (p. 90) *La [[prostata]] è il grosso problema dell'anziano moderno. (p. 96) *La [[distrazione]]. La massima invenzione dell'essere umano per continuare a tirare avanti. Per fingere di essere quello che non siamo. Adatti al mondo. (p. 101) *Lei e le sue amiche si prodigano ai fornelli per i loro uomini, non perché li amano ma perché temono l'inenarrabile confronto sempre in agguato che gli uomini possono fare tra mogli e madri. È questa competitività all'ultimo sangue fra mogli e suocere che salda la Repubblica italiana e tiene uniti i matrimoni, che vi credete! (p. 103) *[[Gli uomini si dividono in due categorie]]: quelli che si mettono comodi. E appassiscono. E gli altri. Io faccio parte degli altri. (p. 132) *Ci vuole la morte negli [[Osso zigomatico|zigomi]] per capire veramente le cose. (p. 186) *In effetti, la [[decadenza]] del mondo non è forse cominciata a partire da quel cazzo di crème caramel? Poi siamo precipitati nel risotto allo champagne, inghiottiti da pennette alla vodka, addirittura il maltagliato al profumo di rosa, consegnandoci al fallimento lucido, lineare. Il mondo cambia a seconda dei [[menù|menu]], e noi che non ce ne rendiamo conto. (p. 195) *Nessuno, come gli italiani, sa organizzare così bene le tempeste dentro ai bicchieri d'acqua. (p. 209) *Se non rivolgete la parola a nessuno e avete un po' di pazienza vedrete che si avvicineranno loro, come grappoli d'uva cadenti, morenti dalla voglia di fare una sola cosa, mettervi sul piedistallo. La sudditanza è miliardi di volte più comoda del piglio decisionale, però è più noiosa, pochi dubbi su questo. (p. 211) *È la [[sciatalgia|sciatica]], questa mignotta di seconda fascia. (p. 212) *Sentirsi come i [[Gatto|gatti]], che vivono beati perché non se ne fregano un cazzo di nessuno, badano solo alla ricerca della loro posizione perfetta e soddisfacente sul territorio. Per questo sono così odiosi i gatti. Hanno risolto il problema senza neanche conoscerlo. Un privilegio inaccessibile agli esseri umani (p. 214) *Preparati, atletici e testardi come i giovanotti del battaglione San Marco. Sanno fare tutto gli scarafaggi. Tutti gli sport e tutte le guerre. Ma che cazzo sono questi qui? Io non lo so. Campioni di decathlon. Il giorno che li inviteranno e partecipare alle olimpiadi, i neri di Chicago avranno gli attacchi di panico. Lo scarafaggio sa fare tutto. Lo scarafaggio di Manaus è dio. Senza iperboli. (p. 217) *Non fate gli schizzinosi, amici cittadini, non cercate di forzare la natura, non fate gli evoluti del cazzo, non fate parlare i quattro libri noiosi e rilegati male che avete letto, la [[rissa]] è oggettivamente un cosa meravigliosa, è meglio di una scopata con la Carrà all'apice della sua comunicativa sessuale, quando si proponeva di darla da Trieste in giù. Chi dice il contrario sul concetto di rissa, è un imbottito di psicoanalisi e progresso che non andrà molto lontano. Neanche se tiene Freud come medico della mutua. La rissa è bella. La rissa è stupefacente. La rissa è la rissa. (p. 222) *Io ci ho un debole per gli uomini che non hanno nulla da perdere. Sono i nuovi bambini, pur di giocare un'altra mezzoretta sarebbero pronti a vendersi la madre. Eccedono, gli uomini che non hanno nulla da perdere, fino alla nausea. Ma la differenza tra me e il resto del mondo è che io, dentro alla nausea, ci sto una meraviglia. Non la vivo come un problema, la nausea. Per questo sono inadatto al mondo. Per questo sono solo. (p. 223) *Alberto non ha concesso al prossimo l'unica cosa che ti consente di fronteggiare il mondo: il tempo. (p. 227) *I [[genialità|geni]] sono quelle persone che ci stai a fianco senza nessuno sforzo. Ecco chi sono i geni. (p. 283) *Hanno tutti ragione. È in base a questo principio elementare che prospera il [[benessere]] e il [[conto corrente]]. (p. 291) *L'[[amore]] è l'insostituibilità. (p. 302) *Solo i figli piccoli sanno difendere le madri. Con una goffaggine che li rende potentissimi. E invincibili. (p. 317) ==Citazioni su Paolo Sorrentino== *È uno dei più grandi registi viventi. ''[[The Young Pope]]'' è una delle mie serie preferite. Credo che la tv stia facendo davvero un ottimo lavoro e mi piace quasi più che il cinema. ([[Woody Harrelson]]) *''[[L'uomo in più]]'' ci aveva colpito sin dalla scrittura, si capiva chiaramente che dietro c'era veramente uno di grande talento. Basta vedere cosa ha realizzato in seguito, penso a ''[[Il Divo]]''. È epocale, nessuno aveva mai fatto una cosa simile in Italia, o ''[[Le conseguenze dell'amore]]'', che è quello che amo maggiormente, mentre quello su Roma con cui ha vinto l'Oscar, ''[[La grande bellezza]]'' non mi ha preso più di tanto e nemmeno ciò che ho visto di ''The Young Pope'', ma io con i papi ho poco a che fare, sono un ateo che è cresciuto facendo le scuole con i gesuiti. ([[Giorgio Arlorio]]) *La forza dell'ultimo Sorrentino, è anche di avere un attore come Toni Servillo che dà una grandezza al suo personaggio. ([[Enrico Vanzina]]) *Paolo è una persona molto misteriosa, calma e delicata, anche sul set la sua direzione è leggera, impalpabile. Però questa grande calma, questa incredibile sicurezza nasconde, secondo me, una grande fragilità. [...] Per quel che riguarda la scelta degli attori io credo che Sorrentino prediliga gli attori di teatro per un motivo molto semplice: lui non fa film naturalistici, non vuole tutta quella quotidianità che un attore di cinema deve avere. Lui preferisce ricostruire alcuni aspetti, alcuni dettagli e interpretarli insieme con l'attore. ([[Galatea Ranzi]]) *Quando Paolo Sorrentino mi ha chiamato non sapevo nemmeno quale ruolo volesse farmi interpretare e ho detto di sì a prescindere. ([[Massimiliano Gallo]]) *Sorrentino sa creare l'atmosfera, una cornice dentro la quale viene facile esprimersi. ([[Roberto Herlitzka]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Paolo Sorrentino, ''Hanno tutti ragione'', Feltrinelli, 2010. ISBN 978-88-07-01809-1 *Paolo Sorrentino, ''Gli aspetti irrilevanti'', Mondadori, 2018. ISBN 978-88-04-68248-6 ==Filmografia== *''[[Polvere di Napoli]]'' (1998) - Sceneggiatura *''[[L'uomo in più]]'' (2001) - Regia, sceneggiatura *''[[Le conseguenze dell'amore]]'' (2004) - Regia, sceneggiatura *''[[Il caimano]]'' (2006) – Attore *''[[L'amico di famiglia]]'' (2006) - Regia, sceneggiatura *''[[Il divo]]'' (2008) - Regia, sceneggiatura *''[[Boris]]'' (2010) – Attore *''[[This Must Be the Place]]'' (2011) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[La grande bellezza]]'' (2013) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[The Young Pope]]'' (2016 - in corso) - Regia, ideatore, sceneggiatura *''[[Loro (film)|Loro]]'' (2018) - Regia, soggetto, sceneggiatura *''[[È stata la mano di Dio]]'' (2021) - Regia, sceneggiatura, produttore ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sorrentino, Paolo}} [[Categoria:Premi Oscar]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] emr0tre6699ozrepqj16f6ymbd6xgx5 Assassin's Creed 0 23823 1413679 1413678 2026-05-17T12:30:18Z Spinoziano 2297 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-29615-38|~2026-29615-38]] ([[User talk:~2026-29615-38|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:GryffindorD|GryffindorD]] 1287093 wikitext text/x-wiki {{Videogioco |nomegioco = Assassin's Creed |immagine = Assassin's Creed logo.svg |ideatore = [[Jade Raymond]] <small>(produttore)</small> <br /> [[Patrice Desilets]] <small>(project manager)</small> <br /> [[Corey May]] <small>(sceneggiatore)</small> |sviluppo = Ubisoft Montreal |pubblicazione = Ubisoft |anno = 2007 |genere = avventura dinamica/stealth |tema = storico |piattaforma = Microsoft Windows/Xbox 360/PlayStation 3/telefono cellulare |serie = [[Assassin's Creed (serie)|Assassin's Creed]] |seguito = [[Assassin's Creed II]] }} '''''Assassin's Creed''''', videogioco del 2007, capostipite della serie ''[[Assassin's Creed (serie)|Assassin's Creed]]''. {{tagline|Prova il potere di un Assassino.}} ==[[Incipit]]== {{Incipit videogiochi}} Ho dedicato il mio cuore a conoscere la saggezza, la demenza e la follia. Ho capito che anche questo era come rincorrere il vento. Perché tanta è la saggezza tanta è la pena. E colui che accresce la conoscenza, accresce il dolore.<ref>{{Cfr}} ''[[Qoelet]]'': «Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, perché ''molta sapienza, molto affanno; | chi accresce il sapere, aumenta il dolore''».</ref> ('''Al Mualim''') ==Frasi== {{cronologico}} *Sappi che seguire il [[Credi dai videogiochi|credo]] dell'Assassino, il codice comportamentale del tuo antenato, ti aiuterà a restare in sincronia. Il credo consiste in tre [[Regole dai videogiochi|principi]]. Primo: mai fare del male a un innocente. Secondo: essere sempre discreti. Terzo: non compromettere la confraternita. ('''Programma di istruzione''') *Niente è [[realtà|reale]], tutto è lecito. Un giorno sarai come me, Malik, comprenderai meglio queste parole. Non conta come svolgiamo l'incarico, solo che sia fatto. ('''Altaïr''') *Rendi il tuo cuore umile, ragazzo, o [[Giuramenti dai videogiochi|giuro]] che te lo strappo dal petto con le mie stesse mani! ('''Al Mualim''') *Nel mio cuore non c'è il male, ma... la verità! Io non mi pento! ('''Masun''') {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}} *Alcuni fanno del [[male]] per ignoranza o paura: costoro si possono salvare. Altri sono soggetti a desideri corrotti, la loro mente è avvelenata e distorta: costoro devono essere annientati. ('''Al Mualim''') *Ho qui un elenco, formato da nove nomi. Nove uomini che devono morire. Sono degli appestatori, dei guerrafondai. Il loro potere e la loro influenza contaminano la terra e assicurano la continuazione delle Crociate. Tu li troverai, li ucciderai. Così facendo spargerai i semi della pace, sia per la regione sia per te stesso. ('''Al Mualim''') *Il significato non deriva da un solo atto, ma dal contesto nel quale viene compiuto, dalle conseguenze che genera. ('''Al Mualim''') *Datemi i nomi e vi darò il sangue. ('''Altaïr''') *La guerra minaccia di consumarci tutti. [[Saladino|Salah al'Din]] combatte valorosamente per ciò in cui crede e voi l'avete sempre sostenuto senza domande. È la vostra generosità che ha permesso alla sua campagna di proseguire. Propongo perciò un [[Brindisi dai videogiochi|brindisi]]. A voi, miei cari amici, che ci avete portato dove siamo oggi, che possiate ottenere tutto ciò che meritate! ('''Abu'l''') *Non mi troveranno. Sono una lama nella folla. ('''Altaïr''') *Siamo un tutt'uno e condividiamo la gloria delle vittorie come pure il dolore delle nostre sconfitte: in questo modo diventiamo più vicini, diventiamo più forti. ('''Malik''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Vidic''': Che cos'è un [[ricordo]], signor Miles?<br />'''Desmond''': È la memoria di un evento passato...<br />'''Vidic''': ...specifica dell'individuo che ricorda l'evento.<br />'''Desmond''': Sì, certo.<br />'''Vidic''': E se le dicessi che il corpo umano ospita non solo la memoria di un individuo, ma anche quella dei suoi antenati? La mnestica, se vuole. Migrazione, ibernazione, riproduzione. Come fanno gli animali a sapere quando e dove andare, che cosa fare?<br />'''Desmond''': È soltanto istinto animale.<br />'''Vidic''': Ora sta discutendo di semantica, signor Miles. Comunque lo chiami, resta il fatto che queste creature conservano delle conoscenze che trascendono il requisito di esperienza personale. Ho passato gli ultimi trent'anni a cercare di capire il perché! Ho scoperto una cosa molto affascinante: il nostro [[DNA]] funziona come un archivio, contiene non solo le istruzioni genetiche derivate dalle generazioni passate, ma anche i ricordi, i ricordi dei nostri antenati. *'''Altaïr''': C'è stato un contrattempo: [[Robert de Sablé|Roberto di Sable]] non era solo.<br />'''Al Mualim''': Quando mai il nostro lavoro va come previsto? È la nostra capacità d'adattamento che ci rende ciò che siamo. *'''Al Mualim''': Ricordi, Altaïr, per cosa combattono gli Assassini?<br />'''Altaïr''': La [[pace]], in ogni cosa.<br />'''Al Mualim''': Sì, in ogni cosa. Non basta arrestare la violenza di un uomo su un altro. Si riferisce anche alla pace dentro di noi. Non puoi avere l'una senza l'altra. *'''Altaïr''': Non siete stato voi a dire che niente è reale e che tutto è lecito?<br />'''Al Mualim''': Non comprendi il reale significato di questa frase, figliuolo. Essa non garantisce la libertà di fare come ti aggrada. È una nozione che deve guidare i tuoi sensi, presuppone una saggezza di cui chiaramente difetti. *'''Tamir''': La pagherai per questo, tu... e i tuoi simili.<br>'''Altaïr''': Sembra che siate solo voi a pagare, amico mio. Non trarrerete più profitto dalla sofferenza.<br />'''Tamir''': Mi hai preso per un mercante di morte qualunque, un parassita della guerra? Strano bersaglio, non trovi? Perché io, quando tanti altri fanno lo stesso?<br />'''Altaïr''': Vi considerate differente, dunque.<br />'''Tamir''': Oh, ma lo sono. Giacché servo una causa ben più nobile del mero profitto. Come pure i miei fratelli.<br />'''Altaïr''': Fratelli?<br />'''Tamir''': Ah, credi che agisca da solo? Sono solo una pedina, un ruolo da interpretare. Presto conoscerai gli altri, e non gradiranno quello che hai fatto qui.<br>'''Altaïr''': Bene, sono ansioso di sbarazzarmi anche di loro.<br />'''Tamir''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: L'orgoglio... ti distruggerà, ragazzo! *'''Altaïr''': Liberatevi del fardello.<br />'''Garniero''': Ah, ora avrò riposo, eh? Il sonno senza fine mi chiama, ma prima di chiudere gli occhi devo sapere... che ne sarà dei miei figlioli?<br />'''Altaïr''': Coloro che avete fatto soffrire con crudeli esperimenti? Ora saranno liberi di tornare alle loro case.<br />'''Garniero''': Case? Quali case? Le fogne? I bordelli? Le prigioni dalle quali li ho tirati fuori?<br />'''Altaïr''': Avete preso quegli uomini contro la loro volontà.<br />'''Garniero''': Sì, per quanto poca potessero averne. Sei invero così ingenuo? Accontenti un bambino piangente solo perché frigna? "Ma voglio giocare col fuoco, padre!" Che cosa gli diresti? "Fa' come credi!" Ah, ma la tua risposta lo farebbe ustionare.<br />'''Altaïr''': Quelli non sono bambini, ma uomini e donne cresciuti.<br />'''Garniero''': Nel corpo, forse, ma non nella mente. Era quello il danno che cercavo di riparare. Lo ammetto, senza il manufatto che voi ci avete rubato i miei progressi sono rallentati. Ma ci sono le erbe, misture ed estratti. Le mie guardie ne sono la prova: erano dei pazzi, prima che li trovassi e li liberassi dalle prigioni della loro stessa mente. E alla mia morte, pazzi ritorneranno.<br>'''Altaïr''': Credete davvero di averli aiutati?<br />'''Garniero''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: Non è ciò che credo, è ciò che so. *'''Altaïr''': E adesso, schiavista?<br /> '''Talal''': Non chiamarmi così. Voglio solo aiutarli, come io sono stato aiutato un tempo.<br />'''Altaïr''': Non date loro grande aiuto imprigionandoli così.<br />'''Talal''': Imprigionarli? Li mantengo al sicuro, in preparazione del viaggio che li attende.<br />'''Altaïr''': Quale viaggio? È una vita di schiavitù.<br />'''Talal''' {{NDR|ride}}: Tu non sai niente, è stata una follia persino condurti qui, pensare che tu potessi vedere e comprendere. *'''Talal''': Dunque vuoi vedere l'uomo che ti ha convocato qui?<br />'''Altaïr''': Non mi avete convocato voi, sono venuto per conto mio.<br />'''Talal''' {{NDR|ride}}: Sicuro? Chi ha disserato la porta? Chi ti ha aperto la strada? Hai forse usato la spada contro uno solo dei miei uomini? Mh? No, tutto questo l'ho fatto io per te. Avanza nella luce, dunque, e ti concederò un ultimo favore. {{NDR|Altaïr avanza verso la luce, e Talal si mostra a viso aperto in una posizione più alta rispetto ad Altaïr}} Ora sono davanti a te, che cosa desideri?<br />'''Altaïr''': Scendete quaggiù, chiudiamo questa storia con onore.<br />'''Talal''': Perché far sempre ricorso alla violenza? Non posso aiutarti, Assassino, perché tu non vuoi aiutare te stesso. E non posso rischiare che il mio lavoro venga minacciato. Non mi lasci scelta, devi morire. *'''Altaïr''': Non avete più dove fuggire, svelatemi i vostri segreti.<br /> '''Talal''': Il mio dovere l'ho fatto, Assassino. La fratellanza non è così debole da fermare la sua opera solo per la mia morte.<br />'''Altaïr''': Quale fratellanza?<br />'''Talal''': Al Mualim non è l'unico ad avere dei piani sulla Terra Santa, questo è tutto ciò che saprai da me.<br />'''Altaïr''': Allora abbiamo finito, chiedete perdono al vostro Dio.<br />'''Talal''': Ormai ci ha abbandonato da tempo, come ha abbandonato gli uomini e le donne che ho accolto tra le mie braccia.<br />'''Altaïr''': Che volete dire?<br />'''Talal''': Mendicanti, puttane, lebbrosi... Ti paiono adeguati...? Sono inadatti persino ai compiti più umili. No, non li ho presi per venderli, ma per salvarli! Tu invece ci uccideresti soltanto perché ti è stato chiesto.<br />'''Altaïr''': No, voi traete profitto dalla guerra, da vite perdute e spezzate.<br />'''Talal''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: Sì, questo è ciò che credi, ignorante come sei. Hai isolato la mente... Dicono che è il meglio che la tua gente sa fare. Non cogli l'ironia di tutto questo? No, non ancora, pare. Ma lo farai. *'''Altaïr''': Riposate, ora. Le loro parole non possono più nuocervi.<br />'''Abu'l''': Dimmi, perché hai fatto questo?<br />'''Altaïr''': Avete rubato denaro ai vostri sudditi, l'avete destinato a qualche ignoto proposito. Voglio sapere dov'è finito e perché.<br />'''Abu'l''': Guardami! La mia stessa natura è un affronto alla gente che governavo, e queste nobili vesti riuscivano a malapena a soffocare le loro grida d'odio.<br />'''Altaïr''': Dunque è una questione di vendetta.<br / >'''Abu'l''': No, non di vendetta, ma di coscienza. Come potevo finanziare una guerra al servizio dello stesso Dio che mi ritiene un abominio? <br />'''Altaïr''': Se non servite la causa di Salah al'Din, allora quella di chi?<br />'''Abu'l''': Col tempo li conoscerai. Credo anzi che tu l'abbia già fatto.<br />'''Altaïr''': Ma perché nascondersi, e perché questi misfatti?<br />'''Abu'l''': Cos'ha di diverso dal tuo lavoro? Tu prendi la vita di uomini e donne, forte nella convinzione che la loro morte migliorerà la sorte di coloro che rimangono: un male minore per un bene superiore. Noi siamo simili.<br>'''Altaïr''': No, non lo siamo affatto.<br />'''Abu'l''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: Ah, ma te lo leggo negli occhi... il dubbio. Voi non potete fermarci. Avremo il nostro nuovo mondo. *'''Al Mualim''': I sistemi con i quali gli uomini governano si riflettono sulla loro gente. Mentre tu mondi le città dalla corruzione, guarisci i cuori e le menti di coloro che vi abitano.<br />'''Altaïr''': I nostri nemici dissentirebbero.<br />'''Al Mualim''': Che vuoi dire?<br />'''Altaïr''': Ogni uomo che ho ucciso mi ha confessato strane cose. Essi non provano rimorso. Persino nella morte, sembrano sicuri del loro successo. Benché non lo ammettano direttamente, c'è un legame tra di essi, ne sono sicuro.<br />'''Al Mualim''': C'è una differenza, Altaïr, tra ciò che ci viene detto essere vero e ciò che vediamo essere vero. Molti uomini non si curano di tale distinzione. È più facile così. Ma in quanto Assassino, è nella tua natura osservare, interrogarsi.<br />'''Altaïr''': Allora cos'è che lega quegli uomini?<br />'''Al Mualim''': Ah, ma in quanto Assassino, è anche tuo dovere frenare quei pensieri e confidare nel tuo maestro, perché non può esistere vera pace senza [[ordine]], e l'ordine richiede autorità.<br />'''Altaïr''': Parlate per enigmi, maestro! Mi elogiate per essere perspicace e poi mi chiedete di non esserlo! Che devo fare?<br />'''Al Mualim''': La domanda avrà risposta quando non avrai più bisogno di chiedere. *'''Riccardo''': Tremila anime, Guglielmo. Mi era stato detto che li avremmo tenuti in prigionia, e consegnati in cambio dei nostri uomini.<br /> '''Guglielmo''': I Saraceni non avrebbero mai onorato l'accordo, lo sapete anche voi, vi ho reso un favore.<br />'''Riccardo''' {{NDR|ride}}: Oh sì, davvero un bel favore. Ora i nostri nemici saranno ancora più determinati, combatteranno con maggior vigore.<br />'''Guglielmo''': Conosco bene i nostri nemici, non ne saranno incoraggiati: ne saranno atterriti.<br />'''Riccardo''': Ditemi, com'è che conoscete così bene gli intenti del nemico? Voi che preferite le trame politiche al campo di battaglia.<br />'''Guglielmo''': Ho fatto il mio dovere, ciò che era giusto.<br />'''Riccardo''': Avete giurato di sostenere l'opera di Dio, Guglielmo, ma non è ciò che vedo qui, no, vedo un uomo che la mortifica.<br /> '''Guglielmo''': Le vostre parole sono aspre, mio sire, speravo ormai di essermi guadagnato la vostra fiducia.<br />'''Riccardo''': Siete il reggente di Acri, Guglielmo, governate in mia vece, quanta altra fiducia volete? Vorreste forse la mia corona?<br />'''Guglielmo''': Proprio non capite, ma non è una novità.<br />'''Riccardo''': Non intendo sprecare la giornata a blaterare con voi, ho una guerra da combattere. Ne riparleremo un'altra volta.<br />'''Guglielmo''': Non vi trattengo oltre, allora, vostra grazia. {{NDR|Riccardo cavalca via con le sue truppe, Guglielmo parla tra sé}} Non ci sarà posto per quelli come lui nel nuovo mondo. *'''Altaïr''': Riposate, ora. Le vostre macchinazioni sono finite.<br />'''Guglielmo''': Che ne sai del mio lavoro?<br />'''Altaïr''': So che intendevate far uccidere Riccardo, e consegnare Acri a vostro figlio Corrado.<br />'''Guglielmo''' {{NDR|ride}}: Corrado? Mio figlio è un asino, è incapace di guidare un esercito, figuriamoci un regno. E Riccardo, [...] accecato com'è dalla fede nel Trascendente. Acri non appartiene a nessuno di loro.<br />'''Altaïr''': A chi dunque?<br />'''Guglielmo''': La città appartiene alla sua gente.<br />'''Altaïr''': Come potete parlare per gli abitanti? Avete rubato loro il cibo, li avete puniti senza pietà, li avete obbligati a servirvi.<br />'''Guglielmo''': Tutto ciò che ho fatto, l'ho fatto per prepararli al nuovo mondo. Ho rubato loro il cibo? No, l'ho messo da parte in modo da poterlo razionare in tempi di ristrettezza. Guardati attorno, il mio distretto è privo di crimini, tranne quelli commessi da te e dai tuoi simili! Quanto alle reclute, non venivano addestrate a combattere, veniva loro insegnato il valore dell'ordine e della disciplina. Non mi paiono degli atti malvagi.<br />'''Altaïr''': Per quanto reputiate nobili le vostre intenzioni, quegli atti sono crudeli e non possono continuare.<br />'''Guglielmo''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: Vedremo quanto saranno dolci i frutti del tuo lavoro. Tu non liberi le città come credi, le mandi in rovina, e alla fine potrai biasimare solo te stesso. Tu, che parli di buone intenzioni. *'''Altaïr''': Avete paura?<br />'''Sibrando''': Certo che ho paura!<br />'''Altaïr''': Ma ora siete al sicuro, stretto tra le braccia del vostro Dio.<br />'''Sibrando''': I miei fratelli non t'hanno insegnato nulla? So che cosa attende me, e tutti noi.<br />'''Altaïr''': Se non il vostro Dio, che cosa?<br />'''Sibrando''': Niente, il nulla ci attende, ed è questo che temo.<br />'''Altaïr''': Voi non credete?<br />'''Sibrando''': Come potrei considerato ciò che so, ciò che ho visto? Il nostro tesoro era la prova.<br />'''Altaïr''': La prova di cosa?<br />'''Sibrando''': Che questa vita è l'unica che abbiamo.<br />'''Altaïr''': Indugiate ancora un poco, dunque, e ditemi qual era il vostro ruolo.<br />'''Sibrando''': Un embargo via mare, per impedire ai ridicoli regnanti di inviare rinforzi, una volta che avessimo...<br />'''Altaïr''': ...conquistato la Terra Santa?<br />'''Sibrando''': Liberato, stolto, dalla tirannia della fede.<br />'''Altaïr''': Libertà? Avete operato per rovesciare città, per controllare la mente degli uomini, avete ucciso chiunque parlasse contro di voi.<br />'''Sibrando''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: Ho eseguito gli ordini, credendo nella mia causa, come te. *'''Al Mualim''': Prima che tu vada, ho io una domanda per te.<br />'''Altaïr''': Certo.<br />'''Al Mualim''': Qual è la verità?<br />'''Altaïr''': Abbiamo fede in noi stessi, vediamo il mondo per ciò che davvero è, sperando che un giorno l'umanità possa vederlo come noi.<br />'''Al Mualim''': Che cos'è il [[mondo]], allora?<br />'''Altaïr''': Un'illusione, alla quale sottomettersi, come fanno molti, o da trascendere.<br />'''Al Mualim''': Che significa trascendere?<br />'''Altaïr''': Riconoscere che niente è reale e tutto è lecito, che le leggi non vengono dalla divinità ma dalla ragione. Ora capisco che il nostro credo non ci comanda di essere liberi: ci comanda di essere saggi. *'''Altaïr''': Roberto di Sable è a Gerusalemme.<br />'''Malik''': Ho veduto i cavalieri coi miei occhi.<br />'''Altaïr''': Solo la sventura segue quell'uomo. Non gli darò l'occasione di proseguire la sua campagna.<br />'''Malik''': Che la vendetta non offuschi il tuo giudizio, fratello. Sappiamo entrambi che ciò non è un bene.<br />'''Altaïr''': Non ho dimenticato. Non hai niente da temere. Non cerco vendetta, ma conoscenza.<br />'''Malik''': Davvero non sei più l'uomo che conoscevo.<br />'''Altaïr''': Il mio lavoro mi ha insegnato molto, mi ha rivelato segreti, ma ancora mi mancano delle tessere di questo rompicapo.<br />'''Malik''': Che vuoi dire?<br />'''Altaïr''': Gli uomini che ho eliminato operavano insieme, guidati da costui. Roberto ha dei piani su questa terra, questo lo so per certo. Ma come e perché, quando e dove, tutto questo mi sfugge.<br>'''Malik''': Crociati e Saraceni che collaborano?<br />'''Altaïr''': Non sono niente di tutto ciò, ma qualcos'altro: [[Cavalieri templari|Templari]].<br />'''Malik''': I Templari fanno parte dell'esercito crociato.<br />'''Altaïr''': O così vogliono far credere a Riccardo. No! La loro fedeltà va a Roberto de Sable e a una loro astrusa idea di poter fermare la guerra. *'''Altaïr''': Roberto e i suoi Templari sono in città: sono qui per rendere omaggio a Majid Addin. Assisteranno al funerale e lo farò anch'io.<br />'''Malik''': Perché mai dei Templari dovrebbero assistere al suo funerale?!<br />'''Altaïr''': Questo ancora non mi è chiaro, anche se otterrò una confessione a tempo debito. I cittadini stessi sono divisi, molti li vogliono morti, altri però dicono che sono qui per parlamentare, per fare pace.<br />'''Malik''': Pace?<br />'''Altaïr''': Te l'ho detto: gli altri che ho ucciso mi hanno detto lo stesso.<br />'''Malik''': Ciò li renderebbe nostri alleati, e tuttavia li uccidiamo.<br />'''Altaïr''': Non ingannarti! Non siamo affatto come quegli uomini: il loro scopo appare nobile, ma i mezzi per ottenerlo non lo sono. Almeno, così Al Mualim m'ha detto.<br />'''Malik''': Dunque qual è il tuo [[Piani dai videogiochi|piano]]?<br />'''Altaïr''': Presenzierò al funerale e affronterò Roberto.<br />'''Malik''': Prima è, meglio è. Che la fortuna guidi la tua lama, fratello!<br />'''Altaïr''': Malik, prima di andare c'è qualcosa che devo dirti.<br />'''Malik''': Parla, dunque.<br />'''Altaïr''': Sono stato stupido!<br />'''Malik''': Normalmente non oserei contraddirti, ma che ti prende? Di che cosa parli?<br />'''Altaïr''': Fino ad ora... non ti ho mai chiesto [[Scuse dai videogiochi|scusa]]. Troppo orgoglioso. Hai perso un braccio a causa mia. Hai perso Kadar. Avevi tutto il diritto di essere in collera.<br />'''Malik''': Non accetto le tue scuse.<br>'''Altaïr''': Comprendo.<br />'''Malik''': No, non comprendi. Non accetto le tue scuse perché non sei più l'uomo che venne con me nel tempio di Salomone, perciò tu non hai nulla di cui scusarti. *'''Altaïr''': I tuoi intrighi, come te, sono alla fine.<br /> '''Roberto''' {{NDR|ride}}: Che ne capisci tu di intrighi? Non sei che un burattino. Ti ha tradito, ragazzo, proprio come ha fatto con me.<br />'''Altaïr''': Parla chiaro, Templare! Oppure taci.<br />'''Roberto''': Ti ha mandato a uccidere nove uomini, eh? I nove che custodivano il segreto del tesoro.<br />'''Altaïr''': E allora?<br />'''Roberto''': Non furono in nove a trovare il tesoro, Assassino. Non nove, ma dieci!<br />'''Altaïr''': Un decimo?! Nessuno con quel segreto può vivere, dimmi il suo nome.<br />'''Roberto''': Oh, ma tu lo conosci bene, e dubito che gli toglieresti la vita di buon grado, come hai tolto la mia.<br />'''Altaïr''': Chi è?<br />'''Roberto''': Il tuo signore: Al Mualim.<br />'''Altaïr''': Ma lui non è un Templare.<br />'''Roberto''': Ti sei mai chiesto come facesse a sapere sempre tutto, dove trovarci, quanti eravamo, quali erano i nostri fini?<br />'''Altaïr''': Egli è il maestro degli Assassini.<br />'''Roberto''': Sì, maestro di menzogne! Tu e io non siamo che pedine nel suo grande gioco. E ora, alla mia morte resterai solo tu. Credi che ti lascerà vivere, sapendo ciò che fai?<br />'''Altaïr''': Non ho interesse nel tesoro.<br />'''Roberto''': Ah, ma lui sì. La sola differenza tra me e il tuo signore è che lui non vuole spartirlo.<br />'''Altaïr''': No...<br /> '''Roberto''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: Ironico, vero? Che io, il tuo più acerrimo nemico, ti tenessi al riparo dai guai. Ma ora mi hai tolto la vita. E di conseguenza, condannato la tua. *'''Riccardo''': Ti sei battuto bene! Dio, oggi, ha favorito la tua causa, Assassino!<br />'''Altaïr''': Dio non c'entra niente. Io ho combattuto meglio.<br />'''Riccardo''': Ah, forse tu non credi in lui, ma pare che lui creda in te...! Prima che tu vada, ho una domanda.<br />'''Altaïr''': Chiedete, dunque.<br />'''Riccardo''': Perché... perché fare tutta questa strada, rischiare la tua vita mille volte, solo per uccidere un uomo?<br />'''Altaïr''': Ha minacciato i miei fratelli e ciò in cui crediamo.<br />'''Riccardo''': Ah! Vendetta, dunque.<br />'''Altaïr''': No, non vendetta. Giustizia. Perché ci sia la pace!<br />'''Riccardo''': È per ciò che combatti? Per la pace? Non vedi la contraddizione?<br />'''Altaïr''': Con taluni non si può ragionare.<br />'''Riccardo''': Come con quel pazzo di Saladino.<br />'''Altaïr''': Credo che egli vorrebbe vedere la fine di questa guerra quanto voi.<br />'''Riccardo''': Così ho sentito, ma non visto!<br />'''Altaïr''': Pur se non lo dice, è ciò che la gente vuole. Saraceni e Crociati allo stesso modo.<br />'''Riccardo''': La gente non sa ciò che vuole, per questo si rivolge a uomini come noi.<br />'''Altaïr''': Allora spetta a uomini come voi fare ciò che è giusto!<br />'''Riccardo''': Assurdo! Siamo venuti al mondo scalciando e urlando, violenti e instabili. È questo che siamo, non possiamo farci nulla.<br />'''Altaïr''': No, siamo ciò che scegliamo di essere.<br />'''Riccardo''': Ah, voialtri, sempre a giocare con le parole.<br />'''Altaïr''': Affermo il vero. Non c'è inganno in quel che dico.<br />'''Riccardo''': Lo sapremo presto! Temo però che oggi non potrai ottenere ciò che vuoi: in questo stesso istante quel maledetto Saladino fa strage dei miei uomini e devo assisterli. Ma forse, avendo visto quanto è vulnerabile, riconsidererà le sue azioni. Sì, col tempo ciò che cerchi potrebbe realizzarsi. *'''Al Mualim''': Dunque, l'allievo è tornato.<br />'''Altaïr''': Non sono uno che fugge.<br />'''Al Mualim''': Nemmeno uno che ascolta.<br />'''Altaïr''': Se vivo è grazie a questo!<br />'''Al Mualim''': Che cosa ne farò di te?<br />'''Altaïr''': Lasciatemi andare!<br />'''Al Mualim''': Oh, Altaïr, percepisco l'odio nella tua voce, il suo calore. Lasciarti andare? Non sarebbe prudente.<br />'''Altaïr''': Perché fate questo?!<br />'''Al Mualim''': Ho trovato la prova.<br />'''Altaïr''': La prova di cosa?<br />'''Al Mualim''': Che niente è reale, e che tutto è lecito. {{NDR|Al Mualim richiama attraverso la Mela dell'Eden dei soldati che assumono le sembianze dei bersagli assassinati da Altaïr}} Venite. Annientate il traditore, strappatelo da questo mondo! *'''Al Mualim''': Le tue ultime parole?<br />'''Altaïr''': M'avete mentito! Il fine di Roberto era infame, ma era lo stesso che avete sempre avuto voi!<br />'''Al Mualim''': Non sono mai stato bravo a condividere.<br />'''Altaïr''': Non ce la farete: altri troveranno la forza di ribellarsi a voi.<br />'''Al Mualim''': Ah, è per questo: finché gli uomini mantengono il [[libero arbitrio]], non può esserci pace!<br />'''Altaïr''': L'ultimo uomo che ha parlato così l'ho ucciso.<br />'''Al Mualim''': Parole ardite, ragazzo! Ma solo parole!</br>'''Altaïr''': Allora liberatemi: le trasformerò in azioni! {{NDR|Al Mualim ride}} Ditemi, "maestro", perché non mi avete trattato come gli altri Assassini? Perché lasciarmi la coscienza?!<br />'''Al Mualim''': Ciò che sei e ciò che fai sono due cose strettamente correlate: privarti di una mi avrebbe fatto perdere l'altra, e quei Templari dovevano morire. Ah, la verità è che ci ho provato, nel mio studio, quando t'ho mostrato il tesoro: ma tu non sei come gli altri, hai visto attraverso l'illusione.<br />'''Altaïr''': L'illusione?<br />'''Al Mualim''': Non ha mai fatto altro. Questo tesoro dei Templari, questo Frutto dell'Eden, questa Parola di Dio! Ora comprendi? Il [[Passaggio del mar Rosso|Mar Rosso]] non si è mai aperto, l'acqua non è mai diventata vino, non furono le macchinazioni di Eris a dar luogo alla Guerra di Troia, ma questo! Tutte illusioni, nient'altro!<br />'''Altaïr''': Il vostro piano non è da meno come illusione. Obbligare gli uomini a seguirvi contro la loro volontà!<br />'''Al Mualim''': C'è qualcosa di meno reale dei fantasmi che Saraceni e Crociati inseguono ora? Di quegli dèi vigliacchi che hanno abbandonato questo mondo cosicché gli uomini potessero massacrarsi nel loro nome?! Essi vivono già un'illusione, io gliene sto solo dando un'altra. Una assai meno sanguinosa.<br />'''Altaïr''': A meno che non scelgano quei fantasmi!<br />'''Al Mualim''': Davvero? A parte occasionali convertiti o eretici?<br />'''Altaïr''': Non è giusto!<br />'''Al Mualim''': Ah, ora la logica ti abbandona, al suo posto dai spazio all'emozione. Mi deludi.<br />'''Altaïr''': Che cosa si fa allora?<br />'''Al Mualim''': Tu non mi seguirai e io non posso obbligarti.<br />'''Altaïr''': E voi non rinuncerete a questo malvagio disegno.<br />'''Al Mualim''': Sembra allora che siamo a un punto morto.<br />'''Altaïr''': No. Siamo alla fine.<br />'''Al Mualim''': Ah, mi mancherai, Altaïr. Eri il mio allievo prediletto. {{NDR|Inizia il combattimento e Al Mualim sfrutta la Mela dell'Eden per rendersi invisibile e confondere Altaïr}} Cieco, Altaïr. Cieco sei sempre stato. E cieco sarai. *'''Al Mualim''': Impossibile, l'allievo non sconfigge il maestro.<br />'''Altaïr''': Niente è reale, tutto è lecito.<br />'''Al Mualim''': Così pare. Hai vinto, dunque, va' a reclamare il tuo premio.<br />'''Altaïr''': Avevate il fuoco in pugno, vecchio. Avrebbe dovuto essere distrutto.<br />'''Al Mualim''': Distruggere l'unica cosa in grado di fermare le Crociate e creare la vera pace? Giammai.<br />'''Altaïr''': Allora lo farò io.<br />'''Al Mualim''': Questo lo vedremo. [...] Distruggilo! Distruggilo come hai detto!<br />'''Altaïr''': Non... non posso!<br />'''Al Mualim''' {{NDR|[[Ultime parole dai videogiochi|ultime parole]]}}: Sì che puoi, Altaïr. Ma non lo farai. ==[[Explicit]]== {{Explicit videogiochi}} Oh mio Dio! Sembrerebbe... ma è sangue! Chi diavolo tenevano qui prima di me? E che cosa gli è successo? Chissà che cosa vorrà dire... ('''Desmond''') ==Citazioni su ''Assassin's Creed''== *Prova il potere di un Assassino. (tagline<ref>Dal retro della confezione del gioco per PlayStation 3.</ref>) ==Note== <references/> ==Voci correlate== *''[[Assassin's Creed: Bloodlines]]'' (spin-off) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Assassin's Creed}} [[Categoria:Videogiochi di Assassin's Creed]] rcopzq7i430k5sltmp8fxxzq2s5rdxm Alessandro D'Ancona 0 45116 1413680 1413594 2026-05-17T14:34:48Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ Rinaldo Ruschi 1413680 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] nywwb8lbvn16d2uvk4ven2g1285wnm1 1413684 1413680 2026-05-17T15:53:45Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ altra su Rinaldo Ruschi 1413684 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) *{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro risorgimento; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 53ibrj1gbaz32s64iyog9tsx0ifqj5j 1413685 1413684 2026-05-17T15:54:31Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ wlink 1413685 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) *{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] iqxzj90lttxcgyysivjl1ulhazzz0n7 1413689 1413685 2026-05-17T16:42:53Z Gaux 18878 /* Citazioni su Alessandro D'Ancona */ Francesco Novati 1413689 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) *{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore. ([[Francesco Novati]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] ohvvbwriahd0gd63iug077fhn08neh3 1413692 1413689 2026-05-17T16:59:19Z Gaux 18878 /* Citazioni su Alessandro D'Ancona */ altra di Novati 1413692 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) *{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore. ([[Francesco Novati]]) *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura. ([[Francesco Novati]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] n0n89kzl7jvtpvr4lwkrxaydn5co3u0 1413696 1413692 2026-05-17T17:13:25Z Gaux 18878 /* Citazioni su Alessandro D'Ancona */ altra di Novati 1413696 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) *{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore. ([[Francesco Novati]]) *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura. ([[Francesco Novati]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attnbuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro". ([[Francesco Novati]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 3wbewo08xfyj9laekg0uzv6x5gx2bsp 1413697 1413696 2026-05-17T17:13:49Z Gaux 18878 /* Citazioni su Alessandro D'Ancona */ typo 1413697 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) *{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore. ([[Francesco Novati]]) *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura. ([[Francesco Novati]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro". ([[Francesco Novati]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 5ndh5wfxyo5zw1ko1jdbtlrxqgjikmi 1413698 1413697 2026-05-17T17:16:40Z Gaux 18878 /* Citazioni su Alessandro D'Ancona */ nuova sezione 1413698 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108) *{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) *{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207) *Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229) *{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230) *Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253) *{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Citazioni su Alessandro D'Ancona== *Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]]) *Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]]) ===[[Francesco Novati]]=== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore. *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura. *Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro". ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 0qzv9s5j83ansg89f8joz0bykym480q Francesco Novati 0 124581 1413687 799910 2026-05-17T16:37:31Z Gaux 18878 citazioni di, Alessandro D'Ancona 1413687 wikitext text/x-wiki '''Francesco Novati''' (1859 – 1915), filologo italiano. ==Citazioni di Francesco Novati== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta [[Alessandro D'Ancona]] nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Francesco Novati, ''Ricordi di un discepolo'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/232/mode/1up p. 232].</ref> ===Citato in ''Maria Acrosso, La critica letteraria''=== *Tutte le testimonianze già note intorno al poeta di Goito sono state diligentemente raccolte e vagliate; parecchie ignote sono tornate alla luce: le liriche stesse del trovatore, fin qui inedite o sparsamente divulgate, hanno rinvenuto un editor acuto ed amoroso e numerosi illustratori. Il risultato di questo lavorìo non può tuttavia dirsi sotto certi rispetti molto confortante; giacché la realtà storica del Sordello dantesco ne ha ricevuto un colpo fiero così che sembra attenuarsi sempre più e dileguare. «Si direbbe che [[Dante Alighieri|Dante]], conscio di non poter lasciare il suo eroe congiunto colla terra senza diminuirne la figura, abbia voluto staccarnelo affatto e circondarlo della pura atmosfera d'una vita ideale». Così scrive il [[Ernesto Giacomo Parodi|Parodi]], che si mostra incline, come i più competenti ormai tra i cultori degli studi danteschi, a conchiudere che sotto le spoglie del concittadino di Virgilio, ardente tutto di patria carità, l'Alighieri finì, volente o nolente, per ritrarre non altri che se stesso.<ref name=catasterism>Da ''Freschi e {{sic|Minii}} del Dugento'', Cogliati, 1908, pp. 159-172.</ref> (p. 77) *Scrisse già [[Claude Fauriel|Claudio Fauriel]] che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel ''Purgatorio'' l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il {{sic|natìo}} loco, la tenerezza {{sic|figliale}}, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: ''Mantua me genuit.'' S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri.<br />Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi.<ref name=catasterism /> (pp. 78-79) *Additar dunque in Sordello un ghibellino è fraintendere completamente il pensiero dantesco. No, no, Sordello non può essere né guelfo né ghibellino, giacché questi esecrandi nomi, che gli spiriti delle tenebre scrissero a caratteri di fuoco tra i lampi ed i tuoni, nel cielo sconvolto dalla bufera in una notte maledetta, servono soltanto a mascherare le basse e feroci passioni per cui quotidianamente le vie d'ogni città italiana son fatte lorde di sangue. Ed il male par tanto più grave, più inesplicabile al poeta in quanto che coloro i quali soli potrebbero correre al riparo, non ne hanno cura veruna.<ref name=catasterism /> (p. 79) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Maria Acrosso, ''La critica letteraria, con avviamento alla composizione'', Palumbo, stampa 1970<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Novati, Francesco}} [[Categoria:Filologi italiani]] 9vmi9ydw067ia1dbl0cj88sr7ptsjrp 1413688 1413687 2026-05-17T16:38:16Z Gaux 18878 typo? 1413688 wikitext text/x-wiki '''Francesco Novati''' (1859 – 1915), filologo italiano. ==Citazioni di Francesco Novati== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta [[Alessandro D'Ancona]] nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Francesco Novati, ''Ricordi di un discepolo'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/232/mode/1up p. 232].</ref> ==Citato in ''Maria Acrosso, La critica letteraria''== *Tutte le testimonianze già note intorno al poeta di Goito sono state diligentemente raccolte e vagliate; parecchie ignote sono tornate alla luce: le liriche stesse del trovatore, fin qui inedite o sparsamente divulgate, hanno rinvenuto un editor acuto ed amoroso e numerosi illustratori. Il risultato di questo lavorìo non può tuttavia dirsi sotto certi rispetti molto confortante; giacché la realtà storica del Sordello dantesco ne ha ricevuto un colpo fiero così che sembra attenuarsi sempre più e dileguare. «Si direbbe che [[Dante Alighieri|Dante]], conscio di non poter lasciare il suo eroe congiunto colla terra senza diminuirne la figura, abbia voluto staccarnelo affatto e circondarlo della pura atmosfera d'una vita ideale». Così scrive il [[Ernesto Giacomo Parodi|Parodi]], che si mostra incline, come i più competenti ormai tra i cultori degli studi danteschi, a conchiudere che sotto le spoglie del concittadino di Virgilio, ardente tutto di patria carità, l'Alighieri finì, volente o nolente, per ritrarre non altri che se stesso.<ref name=catasterism>Da ''Freschi e {{sic|Minii}} del Dugento'', Cogliati, 1908, pp. 159-172.</ref> (p. 77) *Scrisse già [[Claude Fauriel|Claudio Fauriel]] che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel ''Purgatorio'' l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il {{sic|natìo}} loco, la tenerezza {{sic|figliale}}, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: ''Mantua me genuit.'' S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri.<br />Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi.<ref name=catasterism /> (pp. 78-79) *Additar dunque in Sordello un ghibellino è fraintendere completamente il pensiero dantesco. No, no, Sordello non può essere né guelfo né ghibellino, giacché questi esecrandi nomi, che gli spiriti delle tenebre scrissero a caratteri di fuoco tra i lampi ed i tuoni, nel cielo sconvolto dalla bufera in una notte maledetta, servono soltanto a mascherare le basse e feroci passioni per cui quotidianamente le vie d'ogni città italiana son fatte lorde di sangue. Ed il male par tanto più grave, più inesplicabile al poeta in quanto che coloro i quali soli potrebbero correre al riparo, non ne hanno cura veruna.<ref name=catasterism /> (p. 79) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Maria Acrosso, ''La critica letteraria, con avviamento alla composizione'', Palumbo, stampa 1970<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Novati, Francesco}} [[Categoria:Filologi italiani]] s6njbe1jrtfyyk9pxhn17jiwa6vzu37 1413690 1413688 2026-05-17T16:52:29Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Novati */ altra sul D'Ancona 1413690 wikitext text/x-wiki '''Francesco Novati''' (1859 – 1915), filologo italiano. ==Citazioni di Francesco Novati== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta [[Alessandro D'Ancona]] nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Francesco Novati, ''Ricordi di un discepolo'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/232/mode/1up p. 232].</ref> *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.<ref>Da ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Francesco Novati, ''Ricordi di un discepolo'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/235/mode/1up pp. 235-236].</ref> ==Citato in ''Maria Acrosso, La critica letteraria''== *Tutte le testimonianze già note intorno al poeta di Goito sono state diligentemente raccolte e vagliate; parecchie ignote sono tornate alla luce: le liriche stesse del trovatore, fin qui inedite o sparsamente divulgate, hanno rinvenuto un editor acuto ed amoroso e numerosi illustratori. Il risultato di questo lavorìo non può tuttavia dirsi sotto certi rispetti molto confortante; giacché la realtà storica del Sordello dantesco ne ha ricevuto un colpo fiero così che sembra attenuarsi sempre più e dileguare. «Si direbbe che [[Dante Alighieri|Dante]], conscio di non poter lasciare il suo eroe congiunto colla terra senza diminuirne la figura, abbia voluto staccarnelo affatto e circondarlo della pura atmosfera d'una vita ideale». Così scrive il [[Ernesto Giacomo Parodi|Parodi]], che si mostra incline, come i più competenti ormai tra i cultori degli studi danteschi, a conchiudere che sotto le spoglie del concittadino di Virgilio, ardente tutto di patria carità, l'Alighieri finì, volente o nolente, per ritrarre non altri che se stesso.<ref name=catasterism>Da ''Freschi e {{sic|Minii}} del Dugento'', Cogliati, 1908, pp. 159-172.</ref> (p. 77) *Scrisse già [[Claude Fauriel|Claudio Fauriel]] che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel ''Purgatorio'' l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il {{sic|natìo}} loco, la tenerezza {{sic|figliale}}, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: ''Mantua me genuit.'' S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri.<br />Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi.<ref name=catasterism /> (pp. 78-79) *Additar dunque in Sordello un ghibellino è fraintendere completamente il pensiero dantesco. No, no, Sordello non può essere né guelfo né ghibellino, giacché questi esecrandi nomi, che gli spiriti delle tenebre scrissero a caratteri di fuoco tra i lampi ed i tuoni, nel cielo sconvolto dalla bufera in una notte maledetta, servono soltanto a mascherare le basse e feroci passioni per cui quotidianamente le vie d'ogni città italiana son fatte lorde di sangue. Ed il male par tanto più grave, più inesplicabile al poeta in quanto che coloro i quali soli potrebbero correre al riparo, non ne hanno cura veruna.<ref name=catasterism /> (p. 79) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Maria Acrosso, ''La critica letteraria, con avviamento alla composizione'', Palumbo, stampa 1970<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Novati, Francesco}} [[Categoria:Filologi italiani]] bvmtksubg0bbdv8f6fupoubdo4he26f 1413691 1413690 2026-05-17T16:57:12Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Novati */ formattazione dei riferimenti 1413691 wikitext text/x-wiki '''Francesco Novati''' (1859 – 1915), filologo italiano. ==Citazioni di Francesco Novati== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta [[Alessandro D'Ancona]] nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.<ref>Da ''Ricordi di un discepolo'', ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/232/mode/1up p. 232].</ref> *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.<ref>Da ''Ricordi di un discepolo'', cit., [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/235/mode/1up pp. 235-236].</ref> ==Citato in ''Maria Acrosso, La critica letteraria''== *Tutte le testimonianze già note intorno al poeta di Goito sono state diligentemente raccolte e vagliate; parecchie ignote sono tornate alla luce: le liriche stesse del trovatore, fin qui inedite o sparsamente divulgate, hanno rinvenuto un editor acuto ed amoroso e numerosi illustratori. Il risultato di questo lavorìo non può tuttavia dirsi sotto certi rispetti molto confortante; giacché la realtà storica del Sordello dantesco ne ha ricevuto un colpo fiero così che sembra attenuarsi sempre più e dileguare. «Si direbbe che [[Dante Alighieri|Dante]], conscio di non poter lasciare il suo eroe congiunto colla terra senza diminuirne la figura, abbia voluto staccarnelo affatto e circondarlo della pura atmosfera d'una vita ideale». Così scrive il [[Ernesto Giacomo Parodi|Parodi]], che si mostra incline, come i più competenti ormai tra i cultori degli studi danteschi, a conchiudere che sotto le spoglie del concittadino di Virgilio, ardente tutto di patria carità, l'Alighieri finì, volente o nolente, per ritrarre non altri che se stesso.<ref name=catasterism>Da ''Freschi e {{sic|Minii}} del Dugento'', Cogliati, 1908, pp. 159-172.</ref> (p. 77) *Scrisse già [[Claude Fauriel|Claudio Fauriel]] che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel ''Purgatorio'' l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il {{sic|natìo}} loco, la tenerezza {{sic|figliale}}, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: ''Mantua me genuit.'' S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri.<br />Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi.<ref name=catasterism /> (pp. 78-79) *Additar dunque in Sordello un ghibellino è fraintendere completamente il pensiero dantesco. No, no, Sordello non può essere né guelfo né ghibellino, giacché questi esecrandi nomi, che gli spiriti delle tenebre scrissero a caratteri di fuoco tra i lampi ed i tuoni, nel cielo sconvolto dalla bufera in una notte maledetta, servono soltanto a mascherare le basse e feroci passioni per cui quotidianamente le vie d'ogni città italiana son fatte lorde di sangue. Ed il male par tanto più grave, più inesplicabile al poeta in quanto che coloro i quali soli potrebbero correre al riparo, non ne hanno cura veruna.<ref name=catasterism /> (p. 79) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Maria Acrosso, ''La critica letteraria, con avviamento alla composizione'', Palumbo, stampa 1970<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Novati, Francesco}} [[Categoria:Filologi italiani]] 6i4ud0hkl1b528uzg0o94xd8erq6dl8 1413693 1413691 2026-05-17T17:05:48Z Gaux 18878 /* Citazioni di Francesco Novati */ altra sul D'Ancona 1413693 wikitext text/x-wiki '''Francesco Novati''' (1859 – 1915), filologo italiano. ==Citazioni di Francesco Novati== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta [[Alessandro D'Ancona]] nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.<ref>Da ''Ricordi di un discepolo'', ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/232/mode/1up p. 232].</ref> *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. 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E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.<ref>Da ''Ricordi di un discepolo'', cit., [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/235/mode/1up pp. 235-236].</ref> *{{NDR|Alessandro D'Ancona}} Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attnbuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".<ref>Da ''Ricordi di un discepolo'', cit., [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/236/mode/1up p. 236].</ref> ==Citato in ''Maria Acrosso, La critica letteraria''== *Tutte le testimonianze già note intorno al poeta di Goito sono state diligentemente raccolte e vagliate; parecchie ignote sono tornate alla luce: le liriche stesse del trovatore, fin qui inedite o sparsamente divulgate, hanno rinvenuto un editor acuto ed amoroso e numerosi illustratori. Il risultato di questo lavorìo non può tuttavia dirsi sotto certi rispetti molto confortante; giacché la realtà storica del Sordello dantesco ne ha ricevuto un colpo fiero così che sembra attenuarsi sempre più e dileguare. «Si direbbe che [[Dante Alighieri|Dante]], conscio di non poter lasciare il suo eroe congiunto colla terra senza diminuirne la figura, abbia voluto staccarnelo affatto e circondarlo della pura atmosfera d'una vita ideale». 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Sordello non rappresenta già nel ''Purgatorio'' l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il {{sic|natìo}} loco, la tenerezza {{sic|figliale}}, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: ''Mantua me genuit.'' S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri.<br />Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi.<ref name=catasterism /> (pp. 78-79) *Additar dunque in Sordello un ghibellino è fraintendere completamente il pensiero dantesco. No, no, Sordello non può essere né guelfo né ghibellino, giacché questi esecrandi nomi, che gli spiriti delle tenebre scrissero a caratteri di fuoco tra i lampi ed i tuoni, nel cielo sconvolto dalla bufera in una notte maledetta, servono soltanto a mascherare le basse e feroci passioni per cui quotidianamente le vie d'ogni città italiana son fatte lorde di sangue. Ed il male par tanto più grave, più inesplicabile al poeta in quanto che coloro i quali soli potrebbero correre al riparo, non ne hanno cura veruna.<ref name=catasterism /> (p. 79) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Maria Acrosso, ''La critica letteraria, con avviamento alla composizione'', Palumbo, stampa 1970<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Novati, Francesco}} [[Categoria:Filologi italiani]] 7bm356pc1aeweet7gb4xagqginr5i5y 1413695 1413693 2026-05-17T17:11:44Z Gaux 18878 sistemo nuova sezione 1413695 wikitext text/x-wiki '''Francesco Novati''' (1859 – 1915), filologo italiano. ==''Ricordi di un discepolo''== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta [[Alessandro D'Ancona]] nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore. (p. 232) *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura. (pp. 235-236) *{{NDR|Alessandro D'Ancona}} Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attnbuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro". (236) ==Citato in ''Maria Acrosso, La critica letteraria''== *Tutte le testimonianze già note intorno al poeta di Goito sono state diligentemente raccolte e vagliate; parecchie ignote sono tornate alla luce: le liriche stesse del trovatore, fin qui inedite o sparsamente divulgate, hanno rinvenuto un editor acuto ed amoroso e numerosi illustratori. Il risultato di questo lavorìo non può tuttavia dirsi sotto certi rispetti molto confortante; giacché la realtà storica del Sordello dantesco ne ha ricevuto un colpo fiero così che sembra attenuarsi sempre più e dileguare. «Si direbbe che [[Dante Alighieri|Dante]], conscio di non poter lasciare il suo eroe congiunto colla terra senza diminuirne la figura, abbia voluto staccarnelo affatto e circondarlo della pura atmosfera d'una vita ideale». Così scrive il [[Ernesto Giacomo Parodi|Parodi]], che si mostra incline, come i più competenti ormai tra i cultori degli studi danteschi, a conchiudere che sotto le spoglie del concittadino di Virgilio, ardente tutto di patria carità, l'Alighieri finì, volente o nolente, per ritrarre non altri che se stesso.<ref name=catasterism>Da ''Freschi e {{sic|Minii}} del Dugento'', Cogliati, 1908, pp. 159-172.</ref> (p. 77) *Scrisse già [[Claude Fauriel|Claudio Fauriel]] che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel ''Purgatorio'' l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il {{sic|natìo}} loco, la tenerezza {{sic|figliale}}, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: ''Mantua me genuit.'' S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri.<br />Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi.<ref name=catasterism /> (pp. 78-79) *Additar dunque in Sordello un ghibellino è fraintendere completamente il pensiero dantesco. No, no, Sordello non può essere né guelfo né ghibellino, giacché questi esecrandi nomi, che gli spiriti delle tenebre scrissero a caratteri di fuoco tra i lampi ed i tuoni, nel cielo sconvolto dalla bufera in una notte maledetta, servono soltanto a mascherare le basse e feroci passioni per cui quotidianamente le vie d'ogni città italiana son fatte lorde di sangue. Ed il male par tanto più grave, più inesplicabile al poeta in quanto che coloro i quali soli potrebbero correre al riparo, non ne hanno cura veruna.<ref name=catasterism /> (p. 79) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Novati, ''Ricordi di un discepolo'', ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/231/mode/1up pp. 231-247]. *Maria Acrosso, ''La critica letteraria, con avviamento alla composizione'', Palumbo, stampa 1970<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Novati, Francesco}} [[Categoria:Filologi italiani]] mc4j5nmh4v7f9nq8r7dq9yrawrkt2iq 1413699 1413695 2026-05-17T17:17:21Z Gaux 18878 /* Ricordi di un discepolo */ typo 1413699 wikitext text/x-wiki '''Francesco Novati''' (1859 – 1915), filologo italiano. ==''Ricordi di un discepolo''== *Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta [[Alessandro D'Ancona]] nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore. (p. 232) *L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura. (pp. 235-236) *{{NDR|Alessandro D'Ancona}} Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro". (236) ==Citato in ''Maria Acrosso, La critica letteraria''== *Tutte le testimonianze già note intorno al poeta di Goito sono state diligentemente raccolte e vagliate; parecchie ignote sono tornate alla luce: le liriche stesse del trovatore, fin qui inedite o sparsamente divulgate, hanno rinvenuto un editor acuto ed amoroso e numerosi illustratori. Il risultato di questo lavorìo non può tuttavia dirsi sotto certi rispetti molto confortante; giacché la realtà storica del Sordello dantesco ne ha ricevuto un colpo fiero così che sembra attenuarsi sempre più e dileguare. «Si direbbe che [[Dante Alighieri|Dante]], conscio di non poter lasciare il suo eroe congiunto colla terra senza diminuirne la figura, abbia voluto staccarnelo affatto e circondarlo della pura atmosfera d'una vita ideale». Così scrive il [[Ernesto Giacomo Parodi|Parodi]], che si mostra incline, come i più competenti ormai tra i cultori degli studi danteschi, a conchiudere che sotto le spoglie del concittadino di Virgilio, ardente tutto di patria carità, l'Alighieri finì, volente o nolente, per ritrarre non altri che se stesso.<ref name=catasterism>Da ''Freschi e {{sic|Minii}} del Dugento'', Cogliati, 1908, pp. 159-172.</ref> (p. 77) *Scrisse già [[Claude Fauriel|Claudio Fauriel]] che l'Alighieri «ha voluto fare ed ha fatto di Sordello il tipo, l'ideale del patriotta in generale e più particolarmente forse del patriotta italiano; egli ne ha fatto un ghibellino, il quale non sa perdonare a Rodolfo d'Asburgo d'aver neglette le cose d'Italia, aggravandone con siffatta negligenza le condizioni; ma che tuttavia spera ed invoca ancora da un altro imperatore la salvezza della penisola». Vi sono in cotesto giudizio del dotto francese inesattezze gravi. Sordello non rappresenta già nel ''Purgatorio'' l'amor di patria in generale e neppur l'amore dell'Italia, bensì personifica, a mio avviso, nella sua forma più caratteristica, più primitiva, se così posso esprimermi, la carità verso il {{sic|natìo}} loco, la tenerezza {{sic|figliale}}, che lega indissolubilmente l'uomo al terreno dove posò pria, dove fu nudrito dolcemente, dove riposano l'ossa dell'uno e dell'altro suo parente. Dante ha voluto mostrare in lui non l'Italiano, bensì il Mantovano; e se egli sorge così impetuoso, obliando l'alterezza innata e l'abituale disdegno, ad abbracciare [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], ciò è dovuto unicamente al magico suono di quel nome che spunta sul labbro del poeta: ''Mantua me genuit.'' S'egli non fosse nato tra i canneti del Mincio, se non trasse l'origine dal luogo ond'ei pure è venuto, avrebbe il cattano di Goito mutato sì prontamente contegno? No davvero. È dunque indubitabile: Sordello raffigura quel sentimento, quel vincolo che nasce dall'avere comuni, secondo dice [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], i monumenti dei maggiori, i templi, i sepolcri.<br />Ma codesto sentimento non esiste più nel petto degli italiani a' dì dell'Alighieri: esso ne è stato violentemente sradicato. In luogo suo i cuori non nutriscono che odio; e dall'odio son generate le fazioni, per colpa delle quali appaiono partiti non gli abitanti soltanto delle città tutte della penisola, ma quelli pure de' borghi, e fin de' villaggi.<ref name=catasterism /> (pp. 78-79) *Additar dunque in Sordello un ghibellino è fraintendere completamente il pensiero dantesco. No, no, Sordello non può essere né guelfo né ghibellino, giacché questi esecrandi nomi, che gli spiriti delle tenebre scrissero a caratteri di fuoco tra i lampi ed i tuoni, nel cielo sconvolto dalla bufera in una notte maledetta, servono soltanto a mascherare le basse e feroci passioni per cui quotidianamente le vie d'ogni città italiana son fatte lorde di sangue. Ed il male par tanto più grave, più inesplicabile al poeta in quanto che coloro i quali soli potrebbero correre al riparo, non ne hanno cura veruna.<ref name=catasterism /> (p. 79) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Novati, ''Ricordi di un discepolo'', ''In memoriam Alessandro D'Ancona'', Tipografia Giuntina, Firenze, 1915, [https://archive.org/details/inmemoriamalessa00fireuoft/page/231/mode/1up pp. 231-247]. *Maria Acrosso, ''La critica letteraria, con avviamento alla composizione'', Palumbo, stampa 1970<sup>3</sup>. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Novati, Francesco}} [[Categoria:Filologi italiani]] gus7iwuaoqvlrix7qa6zi04pnqvowag Template:Lingue/Dati 10 148341 1413713 1413659 2026-05-17T21:58:20Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1413713 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65704 |lingua2 = it |voci2 = 55097 |lingua3 = pl |voci3 = 31744 |lingua4 = ru |voci4 = 17909 |lingua5 = cs |voci5 = 15529 |lingua6 = et |voci6 = 13693 |lingua7 = uk |voci7 = 12240 |lingua8 = pt |voci8 = 12060 }} tq64apssy0cg93eer3n3jfom52zjozc Organo a rullo 0 160254 1413702 1276552 2026-05-17T17:58:18Z ~2026-29478-75 107171 /* Altri progetti */ 1413702 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Austrian BarrelOrgan.jpg|thumb|Un organetto di Barberia prodotto da Alt-Wiener Werklmann, [[Vienna]].]] [[Image:Orgue_de_barbarie.jpg|thumb|Organetto di Barberia suonato per strada, [[Parigi]].]] Citazioni sull''''organo a rullo''', detto anche '''organetto di Barberia'''. ==Citazioni== *Cantare un ''Te Deum'' con gli organetti.<ref>«Spetezzare, scoreggiare rumorosamente.»</ref> ([[Modi di dire italiani|modo di dire italiano]]) *Durante la giornata sole pungente in quelle viuzze, riflessi metallici del mare, dovunque una luce abbagliante. Con tutto questo, le note di un organetto, un mestiere pittoresco. Attorno bambini che ballano. Il teatro nella realtà. Ho portato molta malinconia oltre il San Gottardo. Dioniso non ha effetti semplici su di me. ([[Paul Klee]]) *È domenica, di marzo. Luigi Barrin e il figlio Teodoro sulla via Poggioreale. In fondo, il cimitero coi suoi alberi folti e neri, poche nuvole gelate nel cielo chiaro. Nella piazza Nazionale vi sono due baracconi da fiera e un organetto che suona lentamente la Marsigliese. Vecchi cartelloni di propaganda elettorale pendono fradici dai muri. ([[Carlo Bernari]]) *Era mezzogiorno e tre quarti. Sulla cattedra dell'aula di storia naturale dopo lunghi e inutili tentativi, come premio per l'attesa febbrile, una striscia verde smeraldo a testimonianza di quanto aveva detto il professore si mostrava finalmente nella fiamma sbiadita del becco di Bunsen. Proprio in quell'attimo trionfale, dal cortile della casa vicina salì il suono d'un organetto che fece dileguare istantaneamente tutta la seria tensione dell'aula. Le finestre erano aperte e sulle ali del fresco vento primaverile le note entravano gaie. ([[Ferenc Molnár]]) *I sonatori di organetto si possono definire «un accattonaggio con accompagnamento di musica». ([[Carlo Dossi]]) *Intanto un organetto di Barberia, il cui suono mi giungeva dal cortile di una casa di via Campanoni, faceva cambiar corso alle mie fantasticherie. Guardando dentro la libreria mi ero accorto che la ragazza non c'era più. ([[Antonio Delfini]]) *L'organino è in grado di macinare qualsiasi melodia. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Molti anni fa giunse da Vienna un tranquillo musicante che suonava l'organetto. Andava su e giù per i Portici ed allietava i giovani con le sue allegre melodie. Erano soprattutto le ragazze che restavano affascinate da quelle romantiche note che uscivano dall'organetto. Ora, probabilmente, è seduto su una nuvola rosa e continua ad allietare gli angeli con le sue melodie... ([[Franz Lenhart]]) *Nella strada di sotto, fra l'albergo e il mare, un organetto si fermò, e suonava nell'avida speranza di commuovere i forestieri che in quella stagione non c'erano. Macinava ''Tu che a Dio spiegasti l'ale''. Quel che rimaneva di don Fabrizio pensò a quanto fiele venisse in quel momento mescolato a tante agonie, in Italia, da queste musiche meccaniche. Tancredi col suo intuito corse al balcone, buttò giù una moneta, fece segno di tacere. Il silenzio fuori si richiuse, il fragore dentro si ingigantì. ([[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]) *O forse non c'é bisogno di risalire cosí lontano: semplicemente ero uno dei molti figurinai e stuccatori italiani che nel secolo scorso affluirono a Praga, aprendovi negozi di statuette di gesso. Benché sia più probabile che io appartenessi alla folta schiera di quelli che, a ogni ora del giorno, giravano per le viuzze e i cortili della capitale boema con un organetto, nella cui parte anteriore splendeva un teatrino invetriato. Posavo l'organetto su un tréspolo, alzavo la tela di cànapa che lo ricopriva e, al volgersi della manovella, nella bacheca raffigurante una fuga di piccole sale con sfondo di specchi danzavano a coppie minuscoli vagheggini in marsina e calzoni bianchi, bianche damine con la crinolina e la pettinatura a paniere ed esigui ventagli. ([[Angelo Maria Ripellino]]) *Quando venni a Napoli per la prima volta non si stava mai, letteralmente mai, senza sentire un organetto; e questi organetti che in generale avevano un timbro particolarmente armonioso suonavano le arie più brillanti; banali, anche volgari, se volete, ma sempre melodiose e care a Napoli. Ora la musica per le strade è rara, e sento che un regolamento di polizia ostacola già da tempo quei teneri strumenti. Ne sento la mancanza [...]. ([[George Gissing]]) *[[Venezia|San Marco]]. Non è architettura, è un organetto; si cerca la fessura in cui inserire la monetina perché tutto l'apparato cominci a suonare ''Oh Venezia''. La fessura non l'ho trovata, di conseguenza l'organetto non ha suonato. ([[Karel Čapek]]) *Stamane ho cacciato a sassate un organetto che mi sonava sotto la finestra. ([[Giosuè Carducci]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Strumenti musicali]] 1x97mqmkn39u2w6nwc6tqoo6zo3wyhq Piero di Cosimo 0 163476 1413712 1020639 2026-05-17T21:30:58Z Surajr7 102710 1413712 wikitext text/x-wiki '''Piero di Cosimo''', o più correttamente '''Pietro di Lorenzo''' (1461 circa – 1522), pittore italiano. ==Citazioni su Piero di Cosimo== [[File:Piero di Cosimo - Portrait de femme dit de Simonetta Vespucci - Google Art Project.jpg|thumb|Piero di Cosimo, ''Ritratto di Simonetta Vespucci come Cleopatra'', 1483 circa. <br/>Chantilly, ''Musée Condé''.]] [[File:Piero_di_Cosimo_047.jpg|thumb|left|Piero di Cosimo, ''Ritratto di Giuliano da Sangallo'', 1482-'85 circa. Amsterdam, ''Rijskmuseum''.]] *Che cosa di più affine, nella mistura di nordiche lontananze rese intime, e di giustezze italiane nelle zone spaziali cromatiche, che i paesaggi veri e sognati di Piero nei sublimi cassoni del Ricketts di New York e del Principe di Serbia [si tratta della ''Battaglia fra Centauri e Lapiti'' e delle 'storie' dell'umanità primitiva] e questo misterioso paese [nella ''Venere dormiente'' della Galleria Borghese] dove soltanto è più chiaro il punto di partenza dalla sintesi prospettica del [[Giovanni Bellini|Bellini]], invece che da quella dei toscani? ([[Roberto Longhi]]) *Ma il vero patriarca dei pittori appartenenti alla cosiddetta età dell'oro fiorentina non fu Cosimo Rosselli, bensì Piero, allievo di Cosimo e poi a lungo il primo aiutante della sua bottega. Egli rappresentata una versione più debole del lato fantastico di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]], così come il Baldovinetti, per il suo sperimentare nuove tecniche pittoriche, può considerarsi una versione più debole del lato scientifico di quel poliedrico genio. Da lui ci aspetteremmo, perciò, un vasto numero di appunti per le sue strane e bizzarre visioni; ma nulla si è conservato fino a noi. Scomparso è perfino il taccuino di schizzi di animali che il [[Giorgio Vasari|Vasari]] dice aver visto nella raccolta del Duca Cosimo. ([[Bernard Berenson]]) *Piero di Cosimo [...] giocondo e facile pittore, forte ed armonioso colorista, che risuscitava liberamente col suo pennello le favole pagane. ([[Gabriele D'Annunzio]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Piero di Cosimo}} [[Categoria:Pittori italiani]] d929my8cvwm6eqa1nbd1tm3rrfv1xa2 Françoise Dorléac 0 177677 1413718 1220336 2026-05-18T01:28:27Z Danyele 19198 nuova immagine / fix minori 1413718 wikitext text/x-wiki [[File:Kinema-Junpo-1967-July-early-1.jpg|thumb|Françoise Dorléac nel 1964]] '''Françoise Dorléac''' (1942 – 1967), attrice francese. ==Citazioni su Françoise Dorléac== *Era mia sorella Françoise ad avere la vocazione. Io ho incominciato per caso perché lei già recitava in teatro. L’avevano scelta per un film e qualcuno mi chiamò a interpretare proprio il ruolo di sua sorella. ([[Catherine Deneuve]]) ==Voci correlate== *[[Catherine Deneuve]] – sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Dorleac, Françoise}} [[Categoria:Attori francesi]] 002mj3o1iwbby33psz82ciddenqu2tj 1413720 1413718 2026-05-18T01:31:23Z Danyele 19198 fix 1413720 wikitext text/x-wiki [[File:Kinema-Junpo-1967-July-early-1.jpg|thumb|Françoise Dorléac nel 1964]] '''Françoise Dorléac''' (1942 – 1967), attrice francese. ==Citazioni su Françoise Dorléac== *Era mia sorella Françoise ad avere la vocazione. Io ho incominciato per caso perché lei già recitava in teatro. L’avevano scelta per un film e qualcuno mi chiamò a interpretare proprio il ruolo di sua sorella. ([[Catherine Deneuve]]) ==Voci correlate== *[[Catherine Deneuve]] – sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Dorleac, Francoise}} [[Categoria:Attori francesi]] 5av0wy9ym19vw31iv099o7e376v1azt Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1413723 1413458 2026-05-18T07:06:07Z Spinoziano (BEIC) 86405 1413723 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''876 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2021-11-10</small> #[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small> #[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small> #[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small> #[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small> #[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small> #[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small> #[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small> #[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small> #[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small> #[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small> #[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small> #[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small> #[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small> #[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small> #[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small> #[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small> #[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small> #[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small> #[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small> #[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small> #[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small> #[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small> #[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small> #[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small> #[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small> #[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small> #[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small> #[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small> #[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small> #[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small> #[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small> #[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small> #[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small> #[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small> #[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small> #[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small> #[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small> #[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small> #[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small> #[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small> #[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small> #[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small> #[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small> #[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small> #[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small> #[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small> #[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small> #[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small> #[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small> #[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small> #[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small> #[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small> #[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small> #[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small> #[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small> #[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small> #[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small> #[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small> #[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small> #[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small> #[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small> #[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small> #[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small> #[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small> #[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small> #[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small> #[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - 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<small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} ksjibn2amx2y612cz1nlul17yk6k9nr Diane Leyre 0 199300 1413704 1242837 2026-05-17T18:47:08Z PaulLim11 105699 Image 1413704 wikitext text/x-wiki [[File:Diane Leyre at the 2026 Cannes Film Festival-64816.jpg|thumb|Diane Leyre nel 2026]] '''Diane Leyre''' (1997 – vivente), modella francese. ==Citazioni di Diane Leyre== *{{NDR|In riferimento al concorso che il giorno prima l'ha incoronata Miss Francia 2022}} Non mi sono mai sentita così femminista come quando sono salita sul palco insieme alle altre candidate. Ognuno è libero di avere le proprie opinioni, ma la mia è unica per me, e ieri sera mi sono sentita più femminista che mai.<ref>Citato in ''[https://www.twikie.it/spettacolo/miss-francia-2022-il-discorso-di-diane-leyre/106465/ Miss Francia 2022: il discorso di Diane Leyre]'', ''twikie.it'', 12 dicembre 2021.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=fr}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Leyre, Diane}} [[Categoria:Modelli francesi]] c7d5zb5vx5h1e2qpt4gz5i1bbl1thzc Threads (social network) 0 205536 1413716 1299272 2026-05-17T22:46:33Z Too Classy for This World 107179 1413716 wikitext text/x-wiki [[File:Threads 2026 logo.svg|right|150px]] Citazioni su '''Threads''', social network. *Nel mirino di Threads ci sono [...] anche le altre piattaforme social basate sul testo, come Mastodon, Bluesky, T2 e altre ancora, che hanno raccolto molti utenti fuggiti da Twitter. Una delle risorse che Threads metterà in campo per battere queste alternative è la semplice massa dei suoi utenti: se centinaia di milioni di persone adotteranno Threads, queste alternative smetteranno di crescere e resteranno delle nicchie meno allettanti. L'altra risorsa, invece, è più sottile e complessa, ma è importante conoscerla [...] perché potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui noi tutti usiamo Internet. Questa risorsa si chiama ''ActivityPub'', e in gergo tecnico è un ''protocollo aperto di interoperabilità social''. [...] vuol dire che Threads userà uno standard aperto per lo scambio di dati fra i vari social network. Per noi utenti, questo ha un'importanza enorme: vuol dire che potremo comunicare con gli utenti di Threads e seguirli anche senza iscriverci a Threads e quindi senza dover cedere montagne di dati personali. [...] Non sarà neanche necessario installare l'app ufficiale: si potrà usare qualunque app compatibile con questo protocollo. Non solo: se per qualunque motivo ci dovessimo stancare di Threads, potremo trasferire facilmente tutti i nostri dati e contatti altrove [...]. È importante sottolineare, però, che tutto questo è previsto per il futuro [...]. Ma già il fatto di aver annunciato questa intenzione è una novità importante per il futuro di Internet, perché è un primo passo verso la riduzione del potere accentrante delle grandi aziende. ([[Paolo Attivissimo]]) *Threads è un nuovo social network basato sulla pubblicazione e condivisione di brevi testi, eventualmente accompagnati da un'immagine o da un video. È insomma molto simile a Twitter ed è il contrario di Instagram o TikTok, dove l'immagine è al centro e il testo è secondario. [...] Già nelle prime ore dopo il suo debutto in oltre 100 paesi ha raccolto oltre 10 milioni di utenti [...]. Questa crescita esplosiva è facilitata dal fatto che chi ha un account Instagram ha automaticamente già un account Threads riservato con il suo nome, che può scegliere di attivare, e l’accesso a questo account avviene tramite il suo account Instagram. Questo vuol dire che oltre un miliardo di persone nel mondo ha già tutto quello che serve per entrare in Threads [...]. Lo scopo dichiarato di Threads è rimpiazzare Twitter, che per anni è stato un punto di riferimento fondamentale per avere notizie di qualunque genere in tempo reale, ma è ora in serie difficoltà [...] da quando è stato acquistato da Elon Musk: i ricavi pubblicitari sono crollati, gli inserzionisti sono più che dimezzati, la campagna di abbonamenti a pagamento annaspa, molti account di alto profilo sono stati chiusi [...]. Questo limite rende Twitter quasi inutilizzabile per gli utenti non paganti e scoraggia ulteriormente gli inserzionisti, che difficilmente pagheranno per pubblicità che gli utenti non possono vedere. Threads, invece, è gratuito, perlomeno in termini monetari. [...] i numeri sono a favore di Threads, perché avendo una base di oltre un miliardo di utenti già pronta grazie a Instagram, basta che un utente Instagram su dieci attivi Threads per creare un mercato di cento milioni di utenti, capace di competere significativamente con Twitter [...]. Mark Zuckerberg, insomma, sembra aver trovato la maniera di risolvere il problema tipico di ogni nuovo social network: la cosiddetta ''massa critica''. Normalmente nessuno si iscrive perché non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare, e non c'è nessuno da seguire o con cui comunicare perché nessuno si iscrive, e tutti così se ne stanno invece nei social network preesistenti, perché lì ci sono già tutti i loro amici. [...] Con Threads, invece, un miliardo di utenti e passa è già potenzialmente iscritto e pronto a migrare in massa con tutti i propri amici. ([[Paolo Attivissimo]]) ==Voci correlate== *[[Social network]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=su}} {{stub}} [[Categoria:Siti web]] hyqwbwktk4mgztp3q7fstuti2777mja Luca Marini 0 210179 1413700 1405719 2026-05-17T17:41:09Z SuperbikeHistory 94958 /* Citazioni di Luca Marini */ Refuso 1413700 wikitext text/x-wiki [[File:Luca Marini at the 2025 Malaysian Grand Prix.jpg|thumb|Luca Marini nel 2025]] '''Luca Marini''' (1997 – vivente), pilota motociclistico italiano. ==Citazioni di Luca Marini== {{cronologico}} *Il primo ricordo delle moto è il ponte sopra la pista minimoto di Cattolica. A 4 anni e mezzo. Ero con papà e mamma: ho visto che giravano e gli ho chiesto di provare. Amore immediato.<ref name="Falsaperla">Dall'intervista di Filippo Falsaperla, ''[https://www.gazzetta.it/Sport-Motori/Motomondiale/12-09-2013/vale-mio-fratello-vorrei-batterlo-10-titoli-marini-valentino-rossi-201145421463.shtml Vale, mio fratello: "Vorrei batterlo. Con 10 titoli"]'', ''gazzetta.it'', 12 settembre 2013.</ref> *{{NDR|«Preferisce essere considerato il fratello di Valentino o il suo erede?»}} Essere solo il fratello significherebbe che non avrei vinto niente. Meglio l'erede...<ref name="Falsaperla"/> *I social sono una cosa molto strana. Alla fine gli [[Hater (Internet)|hater]] che ci sono sui social se ti incontrano per strada ti chiedono la foto, l'autografo. Oppure ci puoi parlare tranquillamente.<ref>Dall'intervista di Cosimo Curatola, ''[https://mowmag.com/sport/luca-marini-a-mow-a-volte-mi-dico-grazie-per-averci-creduto-il-confronto-con-valentino-rossi-devono-farlo-tutti-anche-marc-marquez Luca Marini a MOW: "A volte mi dico grazie per averci creduto. Il confronto con Valentino Rossi? devono farlo tutti, anche Marc Marquez"]'', ''mowmag.com'', 16 giugno 2023.</ref> *{{NDR|«Essere fratello di Valentino Rossi è facile o difficile?»}} Dipende, ci sono lati negativi e positivi. Bisogna solamente sfruttare al massimo quelli positivi e cercare di sistemare le cose più difficili nel miglior modo possibile. Una cosa difficile sono le interviste, perché devo fare veramente tanto lavoro in più rispetto ad altri piloti. Se io concludo ottavo ho più lavoro, gli altri in quel caso invece vengono lasciati più in pace.<ref>Da Serena Zunino, ''[https://www.insella.it/motogp/news/interviste-motogp-luca-marini-essere-in-un-team-ufficiale-e-sempre-stato-il-mio-sogno-174867 Interviste MotoGP - Luca Marini: "Essere in un team ufficiale è sempre stato il mio sogno"]'', ''insella.it'', 24 novembre 2023.</ref> *Mi piacciono gli ingegneri giapponesi, ovvio che il metodo è abbastanza diverso rispetto a quello adottato dagli italiani. Loro sono molto precisi e ricercano la perfezione in ogni uscita che fai con la moto e nella valutazione di ogni componente. Con quelli italiani, invece, siamo più "dai, dai" come metodo [sorride, ''ndr''].<ref>Dall'intervista di Riccardo Guglielmetti, ''[https://www.gpone.com/it/2024/02/07/motogp/marini-con-honda-la-strada-e-lunga-ma-non-mi-allarmo-come-sulla-ducati.html MotoGP, Marini: "Con Honda la strada è lunga, ma non mi allarmo come sulla Ducati"]'', ''gpone.com'', 7 febbraio 2024.</ref> *{{NDR|«Se non fossi stato un pilota?»}} Mi sarebbe piaciuto essere un atleta in qualsiasi [[sport]]. Amo i valori dello sport, di squadra e individuali. Ti permette di vivere una vita incredibile, anche se fatta di sacrifici. Io faccio fatica a provare emozioni forti nella vita quotidiana. La moto era una delle poche cose che da piccolo mi faceva sorridere davvero. Per questo ho continuato senza rinunciarvi.<ref>Dall'intervista di Riccardo Guglielmetti, ''[https://www.gpone.com/it/2026/03/03/motogp/marini-non-aver-vinto-con-ducati-non-e-un-peso-sono-freddo-solo-la-moto-mi MotoGP, Marini: "Non aver vinto con Ducati non è un peso: sono freddo, solo la moto mi emoziona"]'', ''gpone.com'', 3 marzo 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Valentino Rossi]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marini, Luca}} [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] ejmav8fid18k2e08079fsjqyt7iym5q Armonium 0 221263 1413701 1413662 2026-05-17T17:56:54Z ~2026-29478-75 107171 /* Voci correlate */ 1413701 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:John Church and Co. reed organ.jpg|thumb|Un armonium]] Citazioni sull''''armonium'''. *''Di notte ancora ti può capitare | di udire suoni di armonium sfiatati, | e vecchi Curdi che da mille anni | offrono il petto a Novene.'' ([[Franco Battiato]]) *Ma una chiesa senza un armonio è come un albero senza uccelli. (''[[La legge del Signore]]'') ==Voci correlate== *[[Organo (strumento musicale)|Organo]] *[[Organo a canne]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=harmonium|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{s}} [[Categoria:Strumenti musicali]] lsrrjr5g3gzpoyys2co6se4kp31b99s Caleb Landry Jones 0 221550 1413717 1393253 2026-05-18T01:01:07Z PaulLim11 105699 Image 1413717 wikitext text/x-wiki [[File:Caleb Landry Jones - Dracula.jpg|thumb|Caleb Landry Jones nel 2026]] '''Caleb Landry Jones''' (1989 – vivente), attore e cantante statunitense. ==Citazioni di Caleb Landry Jones== *{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.<ref name="cinecittanews">Citato in ''[https://cinecittanews.it/dracula-parla-francese-alla-festa-di-roma-il-film-di-luc-besson/ Dracula parla francese: alla Festa di Roma il film di Luc Besson]'', ''cinecittanews.it'', 24 ottobre 2025.</ref> *{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} [[Zoë Bleu|Zoë]] arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...<ref name="cinecittanews"/> *{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} [[Luc Besson|Luc]] mi ha detto: [[Conte Dracula|Dracula]] è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.<ref name="thespot">Citato in ''[https://thespot.news/2025/10/25/luc-besson-reinventa-il-mito-dracula-e-la-piu-grande-storia-damore-mai-scritta/ Luc Besson reinventa il mito: “Dracula è la più grande storia d’amore mai scritta”]'', ''thespot.news'', 25 ottobre 2025.</ref> *{{NDR|Su ''Dracula - L'amore perduto''}} Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.<ref name="thespot"/> {{Int|''[https://www.grazia.it/magazine/caleb-landry-jones-intervista-mio-dracula-fa-innamorare-930271 Caleb Landry Jones: "Il mio Dracula fa innamorare"]''|Intervista di Claudia Catalli, ''grazia.it'', 15 ottobre 2025.}} *{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Molti dei film che giro mi richiedono in un certo senso di distruggermi: per questo cerco di accettare poche storie in cui credo davvero. Non è mai la quantità del lavoro a interessarmi. Quando recito provo la profonda insicurezza di chi fa tentativi per esplorare cose nuove, eppure allo stesso tempo so esattamente che cosa sto facendo: sul set vivo questa perenne sensazione ambivalente di controllo e abbandono difficile da spiegare a parole. *Purtroppo i registi che mi piacciono sono quasi tutti morti [...]. Ne parlavo l'altro giorno con Besson: i cineasti da tempo hanno smesso di insegnare e tramandare alle nuove generazioni. L'Italia è stata piena di maestri, avete trasmesso al mondo l'amore per il cinema, ma chi ha pensato alle generazioni successive? {{Int|''[https://www.iodonna.it/spettacoli/cinema/2025/10/19/caleb-landry-jones-dracula-luc-besson-intervista-film/ Caleb Landry Jones: «Sono il Dracula più romantico della storia»]''|Intervista di Maria Laura Giovagnini, ''iodonna.it'', 19 ottobre 2025.}} *{{NDR|Su ''[[Dracula - L'amore perduto]]''}} Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Adoravo già il cinema, ma come forma di fuga, un sistema per evadere dalla realtà. E vedevo film “sicuri”, niente di particolarmente impegnativo. La prima svolta è stata a 16 anni con ''[[Arancia Meccanica]]'' (mia madre, nel dubbio che fosse troppo “forte” lo ha guardato con me): mi ha smosso, mi ha svegliato. Ho iniziato a pensare al mondo diversamente. *Non so se {{NDR|i personaggi che ho interpretato}} fossero tutti ossessivi: forse li ho resi ossessivi io, sulla pagina all’inizio non lo erano. Però il mio disturbo ossessivo-compulsivo era abbastanza pesante, a un certo punto. ==Note== <references/> ==Filmografia== *''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011) *''[[Byzantium]]'' (2012) *''[[Scappa - Get Out]]'' (2017) *''[[Tre manifesti a Ebbing, Missouri]]'' (2017) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Landry Jones, Caleb}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] azi28z4xvwe82h5ji3x6fjcko1szshu Rodolfo Dalla Mora 0 224614 1413705 1413550 2026-05-17T19:42:45Z Stefano20292 104467 1413705 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) ===Citazioni=== *Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità. (pag. 39) *Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra. (pag. 61) *Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti. (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0. * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] oa7ke8oc2pqud483iez7yhday2yghj7 1413706 1413705 2026-05-17T19:43:27Z Stefano20292 104467 1413706 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità. (pag. 39) Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra. (pag. 61) Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti. (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0. * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] 4f9mb6biq1sk2dcmisx7f6nhnkm8epa 1413707 1413706 2026-05-17T19:44:01Z Stefano20292 104467 1413707 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. 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Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità. (pag. 39) Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra. (pag. 61) Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti. (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0. * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] gicre74s4h8403sziv4qho08bs4jh7l 1413708 1413707 2026-05-17T19:44:50Z Stefano20292 104467 1413708 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). 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Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità. (pag. 39) Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra. (pag. 61) Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti. (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0. * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. 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E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. 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Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità». (pag. 39) * «Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra». (pag. 61) * «Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti». (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0. * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. 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Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) ===Citazioni=== * «Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità». (pag. 39) * «Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra». (pag. 61) * «Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti». (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0. * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] 79p3a1p3qvjka413dohto3v1lphcuom Rinaldo Ruschi 0 224783 1413681 2026-05-17T15:48:34Z Gaux 18878 Rinaldo Ruschi 1413681 wikitext text/x-wiki '''Rinaldo Ruschi''' (1817 – 1891), politico italiano. ==Citazioni su Rinaldo Ruschi== *Fu Rinaldo Ruschi di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ruschi, Rinaldo}} [[Categoria:Politici italiani]] hny9i1ppd45txn20ppd2cnkepkneghy 1413682 1413681 2026-05-17T15:50:53Z Gaux 18878 immagine 1413682 wikitext text/x-wiki [[File:Rinaldo Ruschi.gif|thumb|Rinaldo Ruschi]] '''Rinaldo Ruschi''' (1817 – 1891), politico italiano. ==Citazioni su Rinaldo Ruschi== *Fu Rinaldo Ruschi di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ruschi, Rinaldo}} [[Categoria:Politici italiani]] oi2aa55yle29i8ec7nw0tjqc55lbo4e 1413686 1413682 2026-05-17T15:55:44Z Gaux 18878 /* Citazioni su Rinaldo Ruschi */ parlava rado e quasi sommesso 1413686 wikitext text/x-wiki [[File:Rinaldo Ruschi.gif|thumb|Rinaldo Ruschi]] '''Rinaldo Ruschi''' (1817 – 1891), politico italiano. ==Citazioni su Rinaldo Ruschi== *Fu Rinaldo Ruschi di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ruschi, Rinaldo}} [[Categoria:Politici italiani]] t9j6oztkal0msxqoy7tskicfe6tyrc2 Discussioni utente:TeoPavia 3 224784 1413683 2026-05-17T15:50:58Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413683 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:50, 17 mag 2026 (CEST)}} j843vemge0p078lpoj6k4tx9l5oc0sy Discussioni utente:Afriquedem 3 224785 1413694 2026-05-17T17:10:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413694 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:10, 17 mag 2026 (CEST)}} qrlchop2ipl1q23bbcg83ygtvvm9ivu Discussioni utente:Il Caneeee 3 224786 1413703 2026-05-17T18:35:52Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413703 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:35, 17 mag 2026 (CEST)}} 4d5qq3ov0cbv4x5awv8dnmm2rub0qdy Discussioni utente:Ollin Masa 3 224787 1413714 2026-05-17T22:35:07Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413714 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 00:34, 18 mag 2026 (CEST)}} 8r7olho58ej9mqtc2oz210d0fepxred Discussioni utente:LaVolpeYT 3 224788 1413715 2026-05-17T22:40:05Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413715 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 00:40, 18 mag 2026 (CEST)}} og4nzzqz1gpe6p1u3s5v8cys2p3mb2m Francesco Ventretti 0 224789 1413721 2026-05-18T06:57:54Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "[[File:Ventretti - Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj, 1768 - 4744871.tif|miniatura|''Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj'', 1768]] '''Francesco Ventretti''' (1713 – 1784), matematico italiano. ==''Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di cir..." 1413721 wikitext text/x-wiki [[File:Ventretti - Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj, 1768 - 4744871.tif|miniatura|''Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj'', 1768]] '''Francesco Ventretti''' (1713 – 1784), matematico italiano. ==''Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj''== ===[[Incipit]]=== Abbenché l'umano intelletto, Eccellentiss. Signore, per propria natura si compiaccia sempre, allorché scuopre una verità in qualche scienza: non è però sempre d'importanza il divulgarla; che anzi il più delle volte sarebbe una vanità manifesta; avvegnacché non tutte le verità siano d'ugual merito per esser pubblicate. Ciò non solo succede in quelle, che sono puramente intellettuali, le quali, perché sono in gran numero, con molta frequenza s'affacciano ad una mente, che medita, e che poi considerate si trascurano, non tanto perché siano di poco pregio, quanto perché sono ordinarie a scoprirsi: ma in quelle ancora, che dall'intelletto si trasportano alla pratica, che pure non sono mai disgiunte da una qualche utilità, e che come più scarse, sono solite lasciarsi vedere assai di rado; e ciò perché se la loro utilità si ravvisa esser comune con altre già note, appunto per questo diventano inutili, perché superflue. <!--(pp. 3-4)--> ===Citazioni=== *Per {{maiuscoletto|fisica proporzione}} intendo quella, che si trova con operazione pratica la più semplice; e sotto questo senso intendo ancora la parola {{maiuscoletto|fisicamente}}. (p. 11) *Essendomi io prefisso di dare un metodo, con cui trovare manualmente la proporzione, che ponno avere due proposte linee rette fra loro, o due porzioni di circonferenze di cerchj, o anche una di queste a una di quelle: parmi superfluo il dover avvertire, che quando una tal proporzione potesse in qualche modo conseguirsi per determinazion matematica, come sarebbe quella della circonferenza d'un cerchio al suo diametro, o della perpendicolare del triangolo equilatero al suo lato, sarebbe una leggierezza impiegar la mano, e gl'istromenti per indagarla, e un perdervi il tempo inutilmente. Il Problema dunque è profittevole in que' casi soltanto, ne' quali, esclusa ogni necessaria relazion di supposti, le linee sono date accidentalmente. Ed ecco per qual ragione io lo chiami ''Problema Meccanico''. (p. 43) ==Bibliografia== *Francesco Ventretti, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE5817742 Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj]'', Agostino Carattoni, Verona, 1768. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ventretti, Francesco}} [[Categoria:Matematici italiani]] r0d2mhit5nkrese65v3d71ykmivx703 1413724 1413721 2026-05-18T07:08:21Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Bibliografia */ 1413724 wikitext text/x-wiki [[File:Ventretti - Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj, 1768 - 4744871.tif|miniatura|''Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj'', 1768]] '''Francesco Ventretti''' (1713 – 1784), matematico italiano. ==''Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj''== ===[[Incipit]]=== Abbenché l'umano intelletto, Eccellentiss. Signore, per propria natura si compiaccia sempre, allorché scuopre una verità in qualche scienza: non è però sempre d'importanza il divulgarla; che anzi il più delle volte sarebbe una vanità manifesta; avvegnacché non tutte le verità siano d'ugual merito per esser pubblicate. Ciò non solo succede in quelle, che sono puramente intellettuali, le quali, perché sono in gran numero, con molta frequenza s'affacciano ad una mente, che medita, e che poi considerate si trascurano, non tanto perché siano di poco pregio, quanto perché sono ordinarie a scoprirsi: ma in quelle ancora, che dall'intelletto si trasportano alla pratica, che pure non sono mai disgiunte da una qualche utilità, e che come più scarse, sono solite lasciarsi vedere assai di rado; e ciò perché se la loro utilità si ravvisa esser comune con altre già note, appunto per questo diventano inutili, perché superflue. <!--(pp. 3-4)--> ===Citazioni=== *Per {{maiuscoletto|fisica proporzione}} intendo quella, che si trova con operazione pratica la più semplice; e sotto questo senso intendo ancora la parola {{maiuscoletto|fisicamente}}. (p. 11) *Essendomi io prefisso di dare un metodo, con cui trovare manualmente la proporzione, che ponno avere due proposte linee rette fra loro, o due porzioni di circonferenze di cerchj, o anche una di queste a una di quelle: parmi superfluo il dover avvertire, che quando una tal proporzione potesse in qualche modo conseguirsi per determinazion matematica, come sarebbe quella della circonferenza d'un cerchio al suo diametro, o della perpendicolare del triangolo equilatero al suo lato, sarebbe una leggierezza impiegar la mano, e gl'istromenti per indagarla, e un perdervi il tempo inutilmente. Il Problema dunque è profittevole in que' casi soltanto, ne' quali, esclusa ogni necessaria relazion di supposti, le linee sono date accidentalmente. Ed ecco per qual ragione io lo chiami ''Problema Meccanico''. (p. 43) ==Bibliografia== *Francesco Ventretti, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE5817742 Del modo di trovare la fisica proporzione che hanno fra di loro due linee rette e due porzioni di circonferenze di cerchj]'', erede di Agostino Carattoni, Verona, 1768. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ventretti, Francesco}} [[Categoria:Matematici italiani]] j0tae9bovuj5sf4oyokultw2ao30o6k Discussioni utente:Volontario esterno 3 224790 1413726 2026-05-18T10:00:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413726 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:00, 18 mag 2026 (CEST)}} 1shqfj6smxb5dkmkzmsixktg214ao1o