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Spinoziano
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/* Ella Gai */ re
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{{Pagine da cancellare}}
{{centrato|'''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}}
__TOC__}}
== [[Parma Associazione Calcio 1989-1990]] ==
Alla luce dei risultati di [[Discussioni aiuto:Scorporo|questa votazione]] eviterò di creare mille richieste di cancellazione, ma questo mi sembra un caso davvero eclatante. Un'unica citazione che volendo può stare benissimo nella [[Parma Calcio 1913|voce principale]], tant'è vero che parla del "Parma di quegli anni" e non nello specifico di quella singola stagione.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:46, 22 feb 2025 (CET)
:Ho aggiunto nel frattempo un'altra citazione. Ed entrambe parlano esattamente di ''"quella singola stagione"'': che la citazione di Melli (quella che ha portato all'apertura di questa PdC) possa stare ''"benissimo nella voce principale"'' è abbastanza opinabile, imho, dato che si sofferma nero-su-bianco sui fatti ''«nell'anno della promozione»''... Si può eliminare il codino finale sul ''«Parma di quegli anni»'', non lo nego; ma ciò non inficia sulla precisa contestualizzazione del resto della citazione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:49, 24 feb 2025 (CET)
::Come accennato nel precedente messaggio, ho limato la citazione di Melli eliminando quanto in eccesso. Ora, entrambe le citazioni trattano esclusivamente di eventi inerenti la singola stagione in oggetto, pertanto decade il motivo che aveva portato all'apertura della PdC '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 19:38, 25 feb 2025 (CET)
:::È passato più di un mese dall'apertura di questa procedura; nel frattempo, quei pochi rilievi su cui sussistevano dubbi sono stati sanati. Le motivazioni che avevano portato all'apertura della procedura sono quindi superate, e lo stesso autore materiale dell'avvio della procedura, in oltre un mese non si è più fatto sentire in questa discussione... Pertanto, chiedo la chiusura della procedura e il mantenimento della voce in oggetto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:13, 26 mar 2025 (CET)
::::La motivazione principale sta in una votazione menzionata all'inizio di questa proposta, se vogliamo essere s(inc)eri. Che l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club era un'osservazione accessoria. Tanto valeva spostare la citazione e rimuovere questa voce di dubbio interesse, visto che riguarda persino una stagione di serie B di una squadra meglio nota per ben altre imprese, oltre al fatto che le citazioni ora presenti sono sì pertinenti, ma abbastanza vaghe e comuni nei contenuti (l'amicizia ecc...). Capirei tutt'al più se per esempio, eccezionalmente, si volesse creare una voce sulla stagione 2009-2010 dell'Inter (quella del ''triplete'', come dicono i gazzettieri), e sempre che abbia citazioni cospicue e pertinenti. Wikipedia ha le caratteristiche dell'enciclopedia e dell'almanacco (v. [[w:Aiuto:Voce]]); ecco perché, oltre a esigenze di scorporo, là ci sono voci del genere, dove si elencano le rose, i movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori ecc... Qui invece raccogliamo citazioni e non pare che si possa ritenere di avere voci siffatte se non interviene un'ulteriore motivazione. Se proprio dobbiamo tenerla, che almeno non se ne creino di nuove. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:58, 26 mar 2025 (CET)
:::::Mi accorgo or ora che è stata creata di fresco [[Juventus Football Club 2024-2025|questa]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:01, 26 mar 2025 (CET)
:::::: Personalmente mi trovo d'accordo con [[Utente:Udiki|Udiki]] su tutta la linea. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:19, 27 mar 2025 (CET)
::::::: Io onestamente non so valutare la significatività sull'argomento sport. Dato che comunque sembra esserci un consenso ostile a questo tipo di tematiche farei come dice Udiki: risolviamo la questione tenendoci quelle già create, migliorandole se possibile, ma senza crearne di nuove, tranne casi eccezionali, almeno fino a una prossima discussione sull'argomento (ma farei trascorrere almeno un anno). Varrebbe anche per la voce che ha suscitato la votazione e che poi è stata migliorata. Se {{ping|Udiki|Danyele}} sono d'accordo archiviamo queste discussioni mantenendo le voci purché Danyele non ne crei altre simili su stagioni o singole gare. Importa in particolare un feedback di Danyele, col quale mi scuso perché so che è una soluzione rozza, ma non ne vedo altre.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:09, 28 mar 2025 (CET)
{{rientro}} {{ping|Udiki}} La ''"motivazione principale"'' è quella con cui è stata aperta <u>questa</u> PdC: se si voleva portare ''altre'' motivazioni, bastava scriverle... cosa che <u>non</u> è stata fatta. Questo, se vogliamo essere s(inc)eri (cit.) e soprattutto onesti (intellettualmente). Io posso rispondere nel merito della motivazione portata, non di altre – e questo ho fatto, confutandola e poi correggendo la voce secondo i rilievi posti. Dopodiché, che ''"l'unica citazione prima presente potesse stare nella voce sul club"'' è farrermare il <u>falso</u>, dato che invece narra fatti inerenti quella precisa stagione (ho solo limato ulteriormente la stessa, per renderla ancor più afferente l'argomento).<br />E che una voce del genere, parlandone in senso ampio, possa essere ''"di dubbio interesse"''... mi permetto, è un'opinione personale ma non per questo condivisibile: proprio perché qui dentro ''"raccogliamo citazioni"'', una voce dovrebbe essere valutata <u>di caso in caso</u> per le <u>citazioni in sé</u>, e non cassata a priori (e superficialmente) per l'argomento – e collegato a ciò, ricordo che dentro Wikiquote abbiamo voci che <u>non</u> hanno la relativa controparte su Wikipedia... perché ritenute enciclopediche qui ma non là... perché là serve un'enciclopedicità specifica, mentre qui basta la citazione originale. A voler creare una (presunta) regola sul parallelo Wikipedia/Wikiquote, questa non avrebbe basi solide.<br />In generale, mi sembra che il giudizio su queste voci sia gravato da un bias circa l'argomento sportivo/calcistico, fino a poco tempo fa non molto in voga (diciamo così) qui dentro <small>(e potrei malignare sul fatto che il più delle volte si condanni solo le voci create dal sottoscritto, e guarda caso solo quelle su una certa squadra bianconera... vabbè!)</small>. Se è enciclopedica la stagione di un campionato sportivo – anch'essa composta su Wikipedia dai ''"movimenti di calciomercato, le statistiche di squadra e dei singoli calciatori"'' ecc., ricordo –, non vedo perché fare figli e figliastri; tantopiù che dal successivo messaggio di {{ping|Spinoziano}}, adesso vedo si vorrebbe pure proibire la creazione di nuove voci sulle ''"singole gare"''... scusate la battuta, a questo punto tanto varrebbe rinominare il progetto ''Wikiquote (ma senza sport)'', sarebbe un nome quantomeno più coerente con le vostre parole. Scusate lo sfogo '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 21:02, 28 mar 2025 (CET)
:Preciso che per "singole gare" intendevo voci come "Sci alpino ai XXIV Giochi olimpici invernali - Discesa libera femminile" da cui è nata la discussione generale, probabilmente mi sono espresso male.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:57, 29 mar 2025 (CET)
::@[[Utente:Danyele|Danyele]] Io stesso ho creato voci calcistiche (a proposito: se certune sono troppo specifiche per me si possono tranquillamente cancellare, ma sono una manciata) così come AssassinCreed (che avrebbe voluto fare il giornalista sportivo, poi ha scelto qualcosa di cui c'è più impellenza). Il resto l'ho già spiegato, non intendo ripetermi. Comunque la comunità si è democraticamente pronunciata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:28, 29 mar 2025 (CET)
:::{{ping|Udiki}} Se intendi [[Discussioni_aiuto:Scorporo#Favorevoli_alla_tesi_2_(possibilità_di_creare_voci_scorporate_solo_quando_le_dimensioni_della_voce_lo_richiedono)|questo]], ''"la comunità si è democraticamente pronunciata"'' sul creare voci scorporate solo quando le dimensioni della voce lo richiedono, non su un loro divieto di creazione a prescindere '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:14, 30 mar 2025 (CEST)
::::{{ping|Danyele}} Appunto: '''quando le dimensioni lo richiedono''', in questo caso pur sommando le dimensioni della voce principale a questa siamo ben lontani dai 20kB ([[Aiuto:Dimensione_della_voce#Linee_guida|limite sotto il quale lo scorporo non va nemmeno preso in considerazione]]).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:34, 4 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|AssassinsCreed}}, non capisco: qui si parla della liceità di una voce a sè stante, mica di uno scorporo da una voce già esstente... altrimenti, per assurdo, dovremmo mettere in cancellazione '''ogni-singolo-stub''' presente in Wikiquote, solo perché (ovviamente) sotto la soglia dei 20kB... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 04:40, 4 apr 2025 (CEST)
::::::{{ping|Danyele}} questa discussione c'è già stata ed è anche abbastanza lunga, ti invito a recuperarla. Ti reputo abbastanza intelligente e navigato da capire la differenza tra uno stub di una voce che è uno scorporo e uno stub di una voce che non è uno scorporo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:43, 4 apr 2025 (CEST)
:::::::{{ping|Danyele}} <small>Visto che hai malignato su "una certa squadra bianconera" ti informo che sono juventino, così magari mi prendi più seriamente. Tra l'altro [[Discussioni_utente:ExIPvariabile#Diaz_e_presunto_abuso_di_farmaci|non è la prima volta]] che mi vedo costretto a specificarlo.</small>--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:50, 4 apr 2025 (CEST)
{{rientro}} ({{ping|AssassinsCreed}}, se mi puoi linkare ''"questa discussione"'', per favore). Dopodiché, se una voce tratta un argomento inerente (solo) una singola stagione sportiva, essa '''non''' può essere scorporo di una voce di carattere ''generale'' - e da cui un argomento ''stagionale'' sarebbe escluso a priori -; o almeno così io la vedo.<br /><small>Per il resto, per me puoi anche essere un tifoso granata :-D rimane il fatto che fra tutte le voci di stagioni sportive da me create, sia calcistiche (comprese quelle sulle milanesi, sulle romane o altre) sia extra-calcistiche, le uniche tirate in ballo in discussione sono state '''esattamente''' quelle di "una certa squadra [calcistica] bianconera". È un fatto).</small> '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:03, 4 apr 2025 (CEST)
:{{ping|Danyele}} Ecco a te: [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Sci_alpino_ai_XXIV_Giochi_olimpici_invernali_-_Discesa_libera_femminile|capitolo 1]] e [[Discussioni aiuto:Scorporo|capitolo 2]].
:Sul discorso che non lo reputi uno scorporo, sono alquanto sconcertato... Noterai comunque [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990|la voce di Wikipedia]] prima ancora di iniziare reca un [[w:Template:Torna a|template]] che non a caso si usa per gli scorpori.
:In realtà le prime due voci che ho proposto per la cancellazione riguardano uno sport invernale e una stagione del Parma... se la Juventus è venuta maggiormente fuori è per la mole di voci che hai creato tu sull'argomento.
:Spero comunque che la discussione torni su binari concreti e di non dover star qui a precisare ciò che è lapalissiano.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 05:14, 4 apr 2025 (CEST)
::{{ping|AssassinsCreed}} Il ''[[w:Template:Torna a]]'' si utilizza per «un contenuto ancillare (cioè ausiliare) di un'altra voce»: una voce ancillare che può essere creata - anche - tramite scorporo, ma '''non è''' una regola (e infatti - noterai - per indicare gli effettivi casi di scorporo c'è l'apposito ''[[w:Template:ScorporoUnione]]''). Chiarito ciò, anche io vorrei che la discussione tornasse su binari concreti... ma trovo difficile (se non inutile) farlo con chi non mostra volontà di trovare un punto d'incontro, in definitiva con chi pare avere già preso da settimane la ''sua'' decisione '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 05:58, 4 apr 2025 (CEST)
:::In realtà citando [[w:Aiuto:Scorporo|le linee guida di Wikipedia]]: «Qualora la pagina sia stata creata appositamente, ricordati (se è il caso) di aggiungere in cima alla voce il template <nowiki>{{Torna a}}</nowiki>, che rinvia alla voce madre.»
:::Il template da te citato è [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:PuntanoQui/Template:ScorporoUnione&limit=500 utilizzato solo in pagine di Discussione] non in ns0... Difficile credere che tu non te ne sia accorto da solo, ma mi piace pensarti in buona fede.
:::La decisione non è ''mia'' sia perché la votazione a cui ho fatto riferimento nelle prime parole di questa proposta ha coinvolto gran parte della nostra (seppur piccola) comunità, sia perché Udiki e Homer mi sembrano sulla mia stessa lunghezza d'onda sul caso specifico.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:12, 4 apr 2025 (CEST)
::::{{ping|AssassinsCreed}} il template da me citato, è stato citato solo per specificare l'iter da seguire nei casi di scorporo, e illustrare la differenza che corre con la creazione ex novo di voci ancillari. Non ho mai fatto menzione di ''dove'' debba essere posizionato quel template e francamente mai l'avrei fatto, essendo un'informazione del tutto futile ai fini del discutere. O meglio, vedo essere solo un pretesto per pungolarmi ulteriomente, gratuitamente e pubblicamente... e a differenza tua, ormai io faccio molta, ma davvero molta fatica a presumere qualsivoglia buona fede da parte tua: dacché ho iniziato a contribuire qua dentro, ogni volta che se ne presenta lo spiraglio sei sempre arrivato a sindacare su ogni mia singola virgola (letteralmente - la mia talk è in pratica un tuo soliloquio), sempre pronto con la penna rossa a farmi le pulci; e se la cosa fosse stata fatta anche da altri utenti, allora potevo anche pensare di farmi un bell'esame di coscienza; ma dato che questo comportamento è solo appannaggio tuo... bé due indizi fanno una prova: che tu sia prevenuto nei miei confronti, a prescindere e per ogni cosa faccia, è cosa assodata. Per questo, non ho proprio alcun interesse a ''discutere'' (eufemismo...) oltre, quantomeno per dignità mia '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:02, 14 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|Danyele}} Come sempre non rispondi del merito e viri su altre questioni, accusandomi... accuse alle quali peraltro ho già risposte varie volte. Il fatto che tu ti senta perseguitato da me dovrebbe forse trattenermi dal farti notare tutte le cose che non vanno nei tuoi contributi? In realtà questo in parte avviene, su alcune questioni (tipo la significatività delle citazioni o gli NDR spesso inutili e chilometrici) non ti ho detto quasi nulla o comunque molto meno di quanto avrei potuto/voluto.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:09, 18 apr 2025 (CEST)
{{rientro}} Ho sempre risposto nel merito, l'ho fatto anche qui sopra (mi hai chiesto di ''quel'' template, e risposta ti ho fornito su ''quel'' template) o in qualsiasi altro topic del passato; se poi ''tu'' non ritieni le mie risposte degne di considerazione a prescindere... quello è un altro paio di maniche. D'altronde solo con te ho sempre e costantemente problemi, solo te mi tratti fin dal principio come una pezza da piedi... in un contesto simile, il fatto che io sia "perseguitato" da te non è un mio sentire, ma un dato di fatto. Ma meglio mi fermi qui, che a lavar la testa all'asino... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 02:18, 25 apr 2025 (CEST)
: {{ping|Danyele}} Ecco ora che mi hai dato dell'<u>asino</u> potrei far scattare un cartellino giallo e cercare di dare una svolta a questa situazione inutilmente ''pesante'' (non per mio volere), ma ''ti'' dimostro la mia buona volontà ponendoci una pietra sopra e sperando di trovare un atteggiamento vagamente simile anche dall'altra parte...<br>Ma "perseguitato" cosa? Contribuisci tanto e abbiamo molte aree di interesse comuni, è ovvio confrontarsi. Ultimamente ho fatto notare problematiche ad atri utenti, la verità è che semplicemente nessuno reagisce come te. <br>Mi limiti a chiederti una cosa sperando in una tua risposta intellettualmente onesta, davvero per te la voce [[w:Parma Associazione Calcio 1989-1990]] su Wikipedia (e di conseguenza su Wikiquote) non è da considerarsi uno scorporo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:25, 25 apr 2025 (CEST)
::{{cancellare}} spesso ci si dimentica che Wikiquote raccoglie citazioni rilevanti, non tutte le dichiarazioni fatte. E non devono essere rilevanti solo per chi le riporta, o una ristretta minoranza. Direi che la maggioranza degli utenti intervenuti finora è concorde con questo indirizzo, nel caso delle voci simili finora discusse. Sarebbe IMHO molto utile importare (discutendo su cosa tenere) [[:en:Wikiquote:Quotability]] e [[:en:Wikiquote:Notability]], che spiegano più nel dettaglio tutto questo. Aggiungo che sarebbe il caso di evitare accuse di complotti contro il ''proprio'' argomento o contro la ''propria'' utenza, che vanno a distogliere dal tema del discorso mettendo tutto su uno sgradevole piano personale. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:22, 25 apr 2025 (CEST)
:::{{ping|AssassinsCreed}}, potrei rispondere che il trattamento vessatorio che m'impartisci da sempre qui dentro, è ben di peggio che citare un famoso proverbio; potrei rispondere che ricevere un cartellino da te, visti i presupposti è come ricevere una medaglia al valore; ma evito di alimentare ulteriormente qualsivoglia flame, come ho già detto è inutile tentare un dialogo tra due sponde distanti e ancor più ferme. Perché anche a me capita di confrontarmi con altri utenti su argomenti comuni, ma se poi i problemi mi vengono sempre-e-solo da te...<br />Quanto alla tua domanda, ecco la mia onesta risposta: '''no''', una voce ''stagionale'' non può essere considerata uno scorporo poiché le informazioni di cui è composta, di carattere per l'appunto stagionale, non devono trovare spazio a priori in una voce di più ampio carattere generale; possono trovare spazio '''solo''' in una voce più specifica qual è quella stagionale.<br />{{ping|Superchilum}}, sono dentro i vari progetti wiki da quasi vent'anni, e proprio per questo io sono il primo che vorrebbe evitare di malignare, di fare certi pensieri, lo vorrei davvero... ma proprio perché bazzico il progetto da quasi vent'anni, e mai ho subìto trattamenti del genere da altri utenti tranne questo ''unico'' caso, ne consegue che stavolta faccio davvero fatica a nutrire qualsivoglia sentimento di buona fede. Scusa tanto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:05, 25 apr 2025 (CEST)
::::{{ping|Danyele}} Direi che le tue risposte ti qualificano, soprattutto il "no" alla domanda finale (penso che facendo la stessa domanda a 1000 persone che hanno una minima cognizione di causa darebbero tutti risposta diversa). Sono francamente stufo, limiterò il dialogo con te al minimo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:42, 25 apr 2025 (CEST)
:::::{{ping|AssassinsCreed}}, ti ho dato (come sempre fatto) la mia risposta, ''onesta'' come mi avevi chesto: e (come sempre accaduto) mi sono ritrovato ad essere trattato con sufficienza, se non con aperto dileggio... pertanto direi che sono i tuoi attegiamenti e comportamenti nei miei confronti, in tutti questi anni, ad averti ''qualificato'' abbastanza ai miei occhi. Anche io sono francamente stufo; ma al contrario, spero vivamente di non aver più nulla a che fare con la tua utenza, io. Buon proseguimento '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 01:40, 26 apr 2025 (CEST)
::::::{{ping|Danyele}} se può servire, concordo in toto con AssassinsCreed nel merito delle questioni portate avanti, e da tempo penso che Wikiquote in italiano abbia preso una brutta china di inserimento di citazioni trovate online, ma che memorabili non lo sono. Spero che queste procedure aiutino la comunità (non solo te) a riflettere insieme su quale possa essere la direzione che vogliamo per il progetto. Detto questo, direi che quanto dovevamo dire sulla voce in questione è stato detto. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:36, 28 apr 2025 (CEST)
{{cancellare}} o eventualmente accorpare. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:25, 27 apr 2025 (CEST)
*Non ho un'opinione chiara sulla cancellazione perché mi devo aggiornare sull'esito della discussione in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. Mi sembra di vedere però un consenso per l'unione di queste citazioni nella voce [[Parma Calcio 1913]], a meno che ci sia una motivazione concreta a favore del tenerle separate: qual è allora una motivazione valida? Trovo difficile sostenere che una citazione sulla promozione in serie A sia rilevante solo per la stagione e non per la squadra nel complesso: sarebbe come dire che una citazione sulla promozione di una persona o sulla ricostruzione di una città non sia più rilevante per la voce complessiva su quell'argomento. Forse il problema è che è difficile leggere le citazioni relative a uno specifico periodo in una voce tematica dove sono [[Wikiquote:Modello_di_voce#Voci_tematiche|tassativamente in ordine alfabetico]]? Troviamo allora una soluzione a questo problema. Potrei sbagliarmi ma non credo che sarebbe uno scandalo avere una sottosezione <code>===Stagione 1989-1990===</code> con tre citazioni nella voce principale, e se le sottosezioni non fossero ben accette si potrebbe almeno mettere un {{tl|NDR}} che chiarisca il periodo di riferimento. Ma forse sono fuori strada io e non capisco il vulnus della questione. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 17:43, 23 set 2025 (CEST)
:{{ping|Nemo_bis|Udiki|Spinoziano}} Io vi inviterei a dare un'occhiata a [[:Categoria:Competizioni sportive]] (per sbaglio ci sono capitato e ho avuto un mancamento), davvero è questa la direzione he vogliamo dare al progetto? Magari risuperiamo l'edizione inglese ma a che prezzo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:02, 21 feb 2026 (CET)
::Leggendo questo messaggio mi ero quasi aspettato di vedere centinaia di voci tematiche per singole partite di calcio. :-) Sembrano essere competizioni annuali, principalmente gran premi. Ne ho aperte due a caso e le citazioni almeno sembravano pertinenti, poi non so giudicare se per esempio il [[Gran Premio di Monaco 1988]] sia particolarmente significativo come quella singola citazione indica. Avere almeno due citazioni aiuterebbe, altrimenti viene il dubbio che la citazione sia rilevante solo per una specifica persona/squadra. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:20, 21 feb 2026 (CET)
{{fatto}} e accorpata alla voce principale. Per piacere non scorporare di nuovo senza consenso. Non ho visto risposta al suggerimento sulla suddivisione delle citazioni, ma lo considero ancora valido e non penso richieda un consenso preventivo se aiuta. [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:28, 21 feb 2026 (CET)
:{{ping|Nemo_bis}} ti aspettavi di vedere voci su singole partite di calcio? [[:Categoria:Incontri di calcio storici|Ecco a te]].<br>O magari volevi vedere voci su singole stagioni? [[:Categoria:Edizioni del campionato italiano di calcio|Eccole qua]].<br>O magari voci su una singola squadra in una singola stagione? [[:Categoria:Juventus F.C.|Ecco]].<br>Qualsiasi tipo di voce del genere ti venga in mente, allo stato attuale non manca... Quanto alle sottosezioni che proponi, è una soluzione che non abbiamo mai adottato, quindi andrebbe un attimino discussa e formalizzata prima.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:24, 22 feb 2026 (CET)
::Grazie per le segnalazioni. Una voce per (finale di) stagione è quantomeno un criterio oggettivo, mentre non so come giudicare [[Italia-Brasile 3-2]]. In generale, pur essendo io stato un critico della quantità e modo in cui si tratta il calcio in Wikipedia in italiano, trovo che Wikiquote abbia un ruolo utile nell'illustrare perché certi argomenti siano significativi dal punto di vista degli appassionati dell'argomento, diversamente dalle voci di Wikipedia che devono seguire un punto di vista neutrale. Apprezzo anche che le voci corrispondenti in Wikipedia non abbiano (in un piccolo controllo a campione) certe aberrazioni (una volta) comuni nelle voci del progetto Calcio come le citazioni iniziali.
::[[:Categoria:Juventus F.C.]] sembra un caso rilevante ma eviterei di trattarlo in una discussione per la cancellazione. Se si volesse proporre un modo diverso di organizzare le citazioni tematiche con sottosezioni per anno, quello potrebbe essere un esempio da cui partire. Mi piacerebbe vedere una proposta concreta in [[Discussioni aiuto:Scorporo]]. (Qui però vado un po' fuori tema.) [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 11:46, 22 feb 2026 (CET)
:::La proposta, la discussione e le decisione sono avvenute [[Discussioni aiuto:Scorporo|proprio qui]] e si è deciso che queste voci vanno considerate a tutti gli effetti come '''scorpori''': vanno creati solo quando c'è una reale esigenza di dimensioni. Bisognerebbe quindi agire proprio come fatto per questa voce sul Parma, tenendo unicamente le citazioni più significative ovviamente.
:::Il problema è che molte di queste voci sono state create dopo tale discussione, in barba alla decisione presa...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:37, 22 feb 2026 (CET)
== [[Selene Calloni Williams]] ==
Voce precedentemente cancellata su Wikipedia, non mi pare soddisfare i criteri di enciclopedicità.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:59, 24 nov 2025 (CET)
:Su Wikipedia l'hanno cancellata nel 2012, non so se da allora a oggi è cambiato qualcosa. Vedo che l'autrice ha diversi titoli in catalogo per editori come Piemme, Studio Tesi, Magnanelli ed Edizioni Mediterranee. [https://www.vanityfair.it/article/dalla-brianza-a-monaco-nella-giungla-la-vita-straordinaria-di-una-vera-sciamana-italiana Qui] è descritta come "una tra le ''counselor'' più accreditate nel panorama internazionale del buddhismo e seguitissima sui social", ma i social non contano niente e non si specifica com'è che sarebbe così accreditata, né io mi fido dei pennivendoli. Non vedo né bestseller assoluti né premi; ma se mi sbaglio; correggetemi. Se le cose stanno così, da cancellare anziché no. Se su Wikipedia cambiano idea, ripristiniamo anche qui. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:12, 24 nov 2025 (CET)
::[https://www.audible.it/author/Selene-Calloni-Williams/B07GYMZXD3 Qui] viene definita come ''Autrice di oltre trenta libri, tradotti in numerose lingue, è riconosciuta a livello internazionale per la sua capacità di unire saggezza orientale e profondità psicologica occidentale.'' Sei di questi sono pubblicati con [https://it.wikipedia.org/wiki/Edizioni_Piemme Piemme], tra il 2021 e il 2025, come verificabile [https://opac.sbn.it/web/opacsbn/risultati-ricerca-avanzata#1763995096240 qui]. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 15:40, 24 nov 2025 (CET)
:::Se è tradotta in più di tre lingue e non si tratta di autopubblicazione allora è rispettato [[w:WP:LIBRI]]. Il problema è che non riesco a trovare queste traduzioni. [https://www.goodreads.com/author/show/13159343.Selene_Calloni_Williams Qui] per esempio non ce ne sono, così come nella fonte succitata (che mi sembra una cosa promozionale scritta da lei o chi per lei). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:32, 24 nov 2025 (CET)
::::Ci sono due edizioni nella [https://openlibrary.org/authors/OL8348743A/Selene_Calloni_Williams pagina in OpenLibrary], una in inglese e una in spagnolo, che da Worldcat risultano essere presenti nelle collezioni di dozzine di biblioteche europee e statunitensi di vario genere (universitarie, locali, nazionali). [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 12:40, 21 feb 2026 (CET)
== [[Ella Gai]] ==
Pagina su una scrittrice non enciclopedica (in cancellazione su wikipedia) che riporta solo l'incipit di un suo romanzo autoprodotto.--[[Utente:Paul Gascoigne|Paul Gascoigne]] ([[Discussioni utente:Paul Gascoigne|scrivimi]]) 11:12, 18 mag 2026 (CEST)
:Come da prassi, nel momento in cui verrà cancellata lì per il fatto che il soggetto non è enciclopedico (come sta per accadere) verrà cancellata anche qui. Grazie per la segnalazione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:26, 18 mag 2026 (CEST)
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Animale
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Mariomassone
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/* Citazioni */
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wikitext
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{{voce tematica}}
[[Immagine:Tigergebiss.jpg|thumb|Una tigre]]
Citazioni sugli '''animali'''.
==Citazioni==
[[Immagine:Biandintz eta zaldiak - modified2.jpg|thumb|Due cavalli in montagna]]
*Abbiamo detto, parlando dell'[[anima]] umana, che si tratta di una sostanza provvista della facoltà di pensiero. Gli animali posseggono certamente questa facoltà. Essi hanno, quindi, un'anima. L'anima degli animali è forse immortale? Sì, e ciò le deriva proprio dalla sua natura, che è spirituale. ([[Pierre Massuet]])
*Abbiamo reso alcuni animali in un certo senso membri onorari della nostra società; ed arriviamo a vederli in una relazione quasi umana con noi, in particolare quando conferiamo loro nomi propri, come se fossero persone. Di [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], quel misantropo che amava i cagnolini, si potrebbe quasi dire che lui ed il suo cane (il sovrano in carica del momento) formavano una società a sé. In senso metaforico si può dire che abbiamo dei doveri verso questi esseri umani onorari. ([[David George Ritchie]])
*Adesso ho due cagnolini [...]: io già gli devo un grande insegnamento perché nei loro occhi io ho trovato – ho riletto, se volete – la sacralità della vita. Sì, perché gli animali tutti conservano nei loro occhi questa scintilla originaria di vita, da cui forse è partito tutto, che noi dovremmo tramandare, ma che sporchiamo dalla fanciullezza in poi – difatti secondo me i bambini sono iscrivibili nella stessa categoria degli animali, puri e indifesi come loro – ma gli animali la conservano pura, intatta, fino alla loro morte. ([[Massimo Wertmüller]])
*Affermare che gli animali sono intelligenti o che hanno vite emotive molto ricche e profonde non costituisce affatto un tentativo di "umanizzarli". Invero, quando poniamo davvero attenzione alla teoria [[evoluzione|evolutiva]] e all'idea di [[Charles Darwin]] riguardo alla continuità evolutiva, vediamo che noi esseri umani ''non'' siamo gli unici esseri intelligenti, [[essere senziente|senzienti]] ed emotivi. Derubare gli animali delle loro capacità cognitive ed emotive significa fare della "cattiva biologia". Allo stesso tempo, riconoscere loro tali caratteristiche non significa affatto attribuire loro "qualcosa di umano" che essi stessi già non posseggano. ([[Marc Bekoff]])
*Agli [[India|indiani]] la [[reincarnazione|trasmigrazione dell'anima]] dall'animale all'uomo e viceversa non sembra strana, quindi dai nostri libri sacri non è stata bandita come esagerazione sentimentale la pietà per tutte le creature senzienti.<br />Quando mi trovo in diretto contatto con la Natura, in campagna, l'Indiano si risveglia in me e io non posso rimanere freddo e indifferente davanti a tutta la gioia di vivere che batte nel soffice petto, ricoperto di piume, di un solo uccellino. ([[Rabindranath Tagore]])
*Al fondo della mia rivolta contro i [[potere|potenti]] trovo, più antico, il ricordo dell'orrore delle [[tortura|torture]] inflitte alle bestie... e più l'uomo è feroce verso la bestia, più è carponi davanti agli uomini che lo dominano. ([[Louise Michel]])
*Amate gli animali [...]. Non inquietateli, non tormentateli, non togliete loro la gioia: non opponetevi all'intenzione di Dio. Uomo, non porti al di sopra degli animali: essi sono senza peccato mentre tu, nella tua grandezza, guasti la Terra al tuo solo apparire lasciando dietro di te la tua lurida traccia. ([[I fratelli Karamazov|Fëdor Dostoevskij, ''I fratelli Karamazov'']])
*Anche gli animali sono creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell'impronta universale del peccato e della universale attesa della redenzione. ([[Papa Paolo VI]])
*Anche l'animale [[produzione|produce]]: si costruisce un nido, abitazioni, come le api, i castori, le formiche ecc. Se non che esso produce solo ciò di cui abbisogna immediatamente per sé o per i suoi piccoli [...]; produce solo sotto il dominio del bisogno fisico immediato, mentre l'uomo produce anche libero dal bisogno fisico ed anzi produce veramente solo nella libertà dal medesimo; produce solo se stesso, mentre l'uomo riproduce l'intera natura; il suo prodotto appartiene immediatamente al suo corpo fisico, mentre l'uomo si pone liberamente di fronte al suo prodotto. L'animale dà forma solo secondo la misura e il bisogno della [[specie]] a cui appartiene, mentre l'uomo sa produrre secondo la misura di ogni specie. ([[Karl Marx]])
*Animale (''s.m.''). Organismo che richiede un gran numero di altri animali per il proprio sostentamento, dimostrando così in modo inoppugnabile quanto siano generosi i disegni della Provvidenza nel preservare la vita delle sue creature. ([[Ambrose Bierce]])
*Appare ormai inconfutabile, sulla base di molti dati scientifici, che gli animali non umani sono stati oggetto di una sottovalutazione soprattutto sotto il profilo delle loro capacità intellettive ed emotive: non solamente essi provano dolore e piacere, ma anche sospetto e timore, curiosità e stupore, gelosia e orgoglio, fino all'autocompiacimento e, ancora, sono capaci di risolvere problemi, di acquisire ed elaborare informazioni tratte non solo dall'immediata esperienza, fino a sedimentarle e a trasmetterle tramite processi comunicativi ed educativi. ([[Valerio Pocar]])
*Apparentemente le guerre fra gli uomini sono dovute a problemi economici e politici, ma in realtà sono il risultato di tutto il massacro di animali che gli uomini fanno. La legge di giustizia è implacabile: essa obbliga gli uomini a pagare versando tanto sangue quanto ne hanno fatto versare agli animali. Noi uccidiamo gli animali senza tenere conto che la natura è un organismo e che... si crea uno squilibrio. ([[Omraam Mikhaël Aïvanhov]])
*Avremmo bisogno di un diverso concetto degli animali, più saggio e forse più poetico... Trattiamo con condiscendenza la loro incompletezza e il tragico destino di avere assunto una forma assai inferiore alla nostra, e in questo sbagliamo: non possiamo misurare gli animali con il nostro stesso metro. In un mondo più arcaico e completo del nostro gli animali si muovevano compiuti e perfetti, dotati di percezioni sensoriali che noi non abbiamo mai raggiunto o abbiamo perduto, vivendo di gridi che non udremo mai. Gli animali non sono nostri fratelli né subalterni; sono popoli altri, coinvolti come noi nella trama della vita e del tempo, compagni di prigionia dello splendido e faticoso travaglio della terra. ([[Henry Beston]])
*Bisogna imparare a riconoscere e a rispettare negli altri animali i [[sentimento|sentimenti]] che vibrano in noi stessi. ([[John Oswald]])
*C'è appunto affinità di natura tra noi e gli animali, giacché questi, dal momento che hanno in comune con noi la vita e gli stessi elementi e la mescolanza che di questi si compone, sono legati a noi uomini come fossero nostri fratelli. ([[Giamblico]])
*C'è, tra uomini e bestie, tra certi uomini e le bestie, domestiche o no, riconoscimenti inesplicabili, simpatie spontanee e subitanee. Si direbbero, costoro, persone segnate. ([[Alberto Jacometti]])
*Cane non mangia cane; «i feroci leoni non si fanno guerra»; il serpente non aggredisce il suo simile; v'è pace tra le bestie velenose. Ma per l'uomo non c'è bestia più pericolosa dell'uomo. ([[Erasmo da Rotterdam]])
*Capita, vero Fima, che quando si guarda un animale si pensa che forse lui [[ricordo|ricorda]] qualcosa che le persone hanno dimenticato. ([[Amos Oz]])
*Cerca di imitare la saggezza degli animali: quando una bestia sa che c'è un [[pericolo]] non gli va incontro ma diffida, lo intuisce, e sa cavarsela anche. Ma gli uomini sono fatti altrimenti, e siamo meno forti. (''[[La casa rossa]]'')
*Cercare il piacere, evitare il dolore e conservare le energie riassumono il comportamento animale, che si tratti di un paramecio al microscopio o dello squalo bianco. (''[[Forchette contro coltelli]]'')
*Certamente l'agire per un fine, il trarre vantaggio dall'esperienza, il prevedere l'avvenire, cioè quanto secondo voi conviene alle bestie, non può non derivare da un principio [[spirito|spirituale]], esattamente come ne deriva ciò che si trova negli uomini. ([[Ignace-Gaston Pardies]])
*Certamente non siamo gli unici animali che vivono l'esperienza del dolore e della sofferenza. In altre parole, non c'è una linea netta tra l'animale uomo e il resto del regno animale. È una linea indistinta e lo sarà sempre... ([[Jane Goodall]])
*Che almeno alcune reazioni degli animali superiori non siano dovute al semplice caso ma attestino una facoltà di giudizio, ciò sembra ormai incontestabile. ([[Ernst Cassirer]])
*''Che cos'è l'animale''? È una questione di fronte alla quale si è tanto più imbarazzati quante più nozioni si hanno di filosofia e di storia naturale. Se si esaminano tutte le proprietà conosciute dell'''animale'', non se ne troverà alcuna che appartenga a tutti gli esseri cui siamo obbligati a dare questa qualifica, o sia assente da quanti non possiamo chiamare con tal nome. ([[Denis Diderot]])
*Che cos'è un cuore caritatevole? È un cuore che arde di amore per tutta la creazione, per gli uomini, per gli uccelli, per le bestie... per tutte le creature. [...] e non può più sopportare di vedere o sentire da altri qualsiasi sofferenza, incluso il minimo dolore inflitto a una creatura. È per questo che un uomo siffatto non smette mai di pregare per gli animali... spinto dall'infinita pietà che regna nei cuori di coloro che si stanno unendo a Dio. ([[Isacco di Ninive]])
*Che! – mi replicò scoppiando dal ridere – voi ritenete la vostra anima immortale, a differenza di quelle delle bestie? Sinceramente, mio grande amico, il vostro orgoglio è ben insolente! E da dove, vi prego, argomentate questa immortalità a danno di quella delle bestie? Sarebbe forse perché noi siamo dotati di [[ragione]] e quelle no? In primo luogo io ve lo nego, e vi proverò, quando vorrete, che esse ragionano come noi. ([[Savinien Cyrano de Bergerac]])
*Chi mette al centro della propria vita un animale o gli animali, con tutto il rispetto, perché ognuno nella vita può fare quello che vuole, però è evidente che ha problemi col mondo che lo circonda. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Chi non soffre delle sofferenze dell'animale non potrà unirsi, come un vero cristiano, alle sofferenze del prossimo; non ha l'amore del prossimo e per conseguenza non avrà l'amore di Dio! Chi nutre invece sentimento per gli animali e per la natura, non sarà mai perduto, perché non si indurirà completamente; e nelle sue cadute sarà capace di ritrovare e riprendere il tono vero, che è dunque sulla grande linea di Dio. La natura è pure su questa linea, benché ad un grado inferiore, e a colui che può unirsi colla natura è più facile unirsi con Dio... L'animale deve passare la sua vita secondo i suoi conti, ma guai a chi non si cura delle sue sofferenze e non cerca di alleviarle! ([[Andrzej Towiański]])
*Chi può dire, o anche soltanto sospettare, fino a qual punto giungano le facoltà intellettuali delle bestie?... Quando qualche aspetto – (per non dire tutti gli aspetti) – della natura sfugge alla nostra comprensione, eccoci pronti a sfoderare parole difficili e a farci belli con la nostra miserabile erudizione scolastica, che non ci aiuta a vedere una spanna al di là del naso. Così, ad esempio, l'intelligenza degli animali, di cui spesso abbiamo dimostrazioni impressionanti. ([[E. T. A. Hoffmann]])
*Ci piaccia o no, prima o poi dovremo accettare che gli animali non sono oggetti, né macchine, né un ammasso di istinti e riflessi; che ciascuno di loro è un individuo irripetibile e distinto dagli altri della propria specie, esattamente come siamo irripetibili e distinti noi esseri umani; che non si possono vendere né comprare, che non si possono uccidere per sport né con pretesti scientifici né per mangiarli, e che ucciderli è un atto crudele che finisce per sottrarre valore alla vita umana; che non sono strumenti dei nostri desideri né della nostra volontà; che possono provare piacere, dolore, felicità e tristezza come qualunque essere umano, e che hanno un'anima, una coscienza o come la volete chiamare: un'anima mortale come la nostra. ([[Fernando Vallejo]])
*Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz'acqua dirette al macello. ([[Marguerite Yourcenar]])
*Ci si può domandare: cosa sarebbe l'uomo senza gli animali? Ma non il contrario: cosa sarebbero gli animali senza l'uomo? ([[Christian Friedrich Hebbel]])
*Ci sono storie chassidiche molto frequenti sul fatto che una delle grandi occasioni perse, da parte dei giusti, per far venire il messia, è stata quella di essere indifferenti alle sofferenze degli animali. ([[Moni Ovadia]])
*Ci viene detto che non dobbiamo essere crudeli verso gli animali per non divenirlo verso gli uomini. Ma se ci venisse assicurato che non svilupperemmo tale crudeltà verso gli uomini, ciò significherebbe che la crudeltà nei confronti degli animali sarebbe permessa? [...] Preferiamo affermare, più semplicemente, che la benevolenza verso l'animale è un dovere nei confronti dell'animale stesso. ([[Paul Janet]])
*''Ciò che amo di più | Nell'animale, è il [[silenzio]] | Poiché non parla, non mente | Solo chi parla mente.'' ([[Elisabetta di Baviera]])
*Colui il quale legge gli esempi commoventi dell'[[amor materno]], riferiti tanto spesso, delle donne di ogni nazione e delle femmine di tutti gli animali, può egli mettere in dubbio che il principio dell'azione non sia lo stesso in ambo i casi? ([[William Whewell]])
*''Come d'incanto | al mio cospetto di scimmia | si sta spegnendo | il suono degli animali | e un gran silenzio | pervade tutta la terra | come il brontolio | di un tuono lontano.'' ([[Adriano Celentano]])
*Come fra tutti gli animali, che non siano troppo imperfetti per poter avere [[orgoglio]], troviamo che i migliori, cioè i più belli e i più apprezzabili della loro specie, sono in generale i più orgogliosi, cosi nell'uomo, il più perfetto degli animali, l'orgoglio è talmente inseparabile dalla sua profonda essenza (per quanto astutamente alcuni possano aver imparato a nasconderlo e a dissimularlo) che, senza di esso, il composto di cui è fatto mancherebbe di uno dei più importanti elementi. ([[Bernard de Mandeville]])
*Come non possiamo negare all'animale in modo sia pure crepuscolare l'uso della categoria della causalità, così non possiamo escludere che l'animale partecipando al nostro mondo non abbia un senso oscuro di quello che può essere la [[proprietà]], l'obbligazione. [...] È assurdo pensare che l'animale che rende un servizio al suo padrone che lo mantiene agisca soltanto istintivamente. [...] Deve pure sentire in sé per quanto oscuramente e in modo sensibile questo rapporto di servizi resi e scambiati. ([[Cesare Goretti]])
*''Come un animale che non sa capire | guardo il mondo con occhio lineare, | come un animale che sa cos'è il dolore | guardo il mondo con occhio lineare, | come un animale che non può capire | guardo il mondo con occhio lineare. | Come un animale nel tempo di morire | cerco un posto che non si può trovare, | come un animale nel tempo di morire | mi accontento di un posto in cui sostare.'' ([[Consorzio Suonatori Indipendenti]])
*Complessivamente si constaterà che l'osservanza assidua dei diritti e delle esigenze di altri uomini, la padronanza delle proprie passioni, e la venerazione per il Creatore, danno la miglior garanzia di un trattamento saggio ed umano degli animali inferiori. Ma predicare la gentilezza verso le bestie come obbligo primario, e come motivo fondamentale di riparazione nella conversione di un peccatore, vuol dire curare il sintomo e trascurare la malattia interiore. ([[Joseph Rickaby]])
*Confesso che, in considerazione della lotta per l'esistenza che ha luogo nel mondo animale, e della spaventosa quantità di dolore a cui essa deve accompagnarsi, mi piacerebbe se le probabilità fossero a favore dell'ipotesi di [[Cartesio|Descartes]] {{NDR|sull'automatismo degli animali}}; ma d'altra parte, considerando le terribili conseguenze per gli animali domestici che potrebbero conseguire a qualsiasi errore da parte nostra, è bene sbagliare dalla parte giusta, se proprio dobbiamo sbagliare, e occuparci di loro come di fratelli minori, costretti, come noi, a pagare il loro tributo per vivere e a soffrire ciò che è necessario per il bene generale. ([[Thomas Henry Huxley]])
*Conviene, di tanto intanto, alzare lo sguardo verso la maestà degli altri esseri viventi che, per loro sventura, condividono con noi l'esistenza su questo povero martoriato pianeta: gli animali. ([[Moni Ovadia]])
*Credo che chi ha compassione degli animali e li rispetta come esseri viventi e li assiste nei momenti di difficoltà non potrà mai essere indifferente davanti a un uomo che ha bisogno d'aiuto. Chi ha compassione degli animali ha compassione anche dei suoi simili. ([[Rosita Celentano]])
*''Credo che potrei voltare la schiena e andare a vivere con gli animali, così placidi e contenti, | mi fermo e li contemplo per ore e ore. || Non s'affannano mai, non gemono per la loro condizione, | non vegliano al buio a piangere i loro peccati, | non mi danno disgusto discutendo sui loro doveri verso Dio, | nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per smania di possedere, | nessuno s'inginocchia davanti a un suo simile, né ad altri della sua specie vissuti migliaia di anni fa, | nessuno è rispettabile o infelice per la terra universa.'' ([[Walt Whitman]])
*Dagli animali possiamo imparare con grande efficacia il valore della [[sobrietà]]. La condizione stessa di "animalità" è in antitesi al concetto di «spreco», perché è legata a doppio filo agli equilibri dell'ecosistema. ([[Dario Martinelli]])
*''Dalle gravide glebe, oh maraviglia! | Fuori allor si lanciò scherzante e presta | la vaga delle belve ampia famiglia. | Ecco dal suolo liberar la testa, | scuoter le giubbe, e tutto uscir d'un salto | il biondo imperator della foresta: | ecco la tigre, e il leopardo in alto | spiccarsi fuora della rotta bica, | e fuggir nelle selve a salto a salto: | vedi sotto la zolla, che l'implica, | divincolarsi il bue, che pigro e lento | isviluppa le gran membra a fatica: | vedi pien di magnanimo ardimento | sovra i piedi balzar ritto il destriero, | e nitrendo sfidar nel corso il vento; | indi il cervo ramoso, ed il leggiero | daino fugace, e mille altri animanti, | qual mansueto, e qual ritroso e fiero. | Altri per valli e per campagne erranti, | altri di tane abitator crudeli, | altri dell'uomo difensori e amanti. | E lor di macchia differente i peli | tu di tua mano dipingesti, o Diva {{NDR|la Bellezza}}, | con quella mano, che dipinse i cieli.'' ([[Vincenzo Monti]])
*Dapprima i sentimenti di [[benevolenza]] includono soltanto la famiglia, poi il cerchio si allarga includendo prima una classe, poi una nazione, poi un gruppo di nazioni, poi tutta l'umanità; e infine il suo influsso si fa sentire nei rapporti fra l'uomo e il mondo animale. In ognuno di questi casi prende forma un criterio, diverso da quello dello stadio precedente, ma in ogni caso la medesima inclinazione è riconosciuta come virtù. ([[William Edward Hartpole Lecky]])
*Darei qualche cosa per sapere che cosa gli animali pensino dell'uomo. ([[Anacleto Verrecchia]])
*Dato per certo che una qualche pratica causa più dolore agli animali di quanto piacere dia agli uomini, questa pratica è morale o immorale? E se gli esseri umani, esattamente nella misura in cui si liberano dai vincoli dell'egoismo, non risponderanno ad una sola voce «immorale», che la moralità del [[utilitarismo|principio di utilità]] sia per sempre condannata. ([[John Stuart Mill]])
*Di poi, non bisogna che altri, attendendo a quello che l'uomo ha comune cogli altri animali, conchiuda però che tutta la nostra essenza sia prossima a quella delle bestie; ma vuolsi eziandio guardare a quelle altre operazioni dell'uomo che hanno più del divino, e di qui conchiudere che in noi debba anco essere un'altra essenza, molto più divina di quella degli animali. ([[Giorgio Gemisto Pletone]])
*Di solito il lavoro onirico simboleggia mediante animali feroci gli impulsi passionali [...] che il sognatore teme [...]. Tra gli animali usati come [[simbolo|simboli]] di organi genitali nella mitologia e nel folklore, molti hanno questa parte anche nel [[sogno]]: il pesce, la lumaca, il gatto, il topo (a causa del pelo pubico), ma soprattutto il serpente, il più importante simbolo del membro maschile. Piccoli animali, insetti nocivi, rappresentano bambini piccoli, per esempio fratelli indesiderati. ([[Sigmund Freud]])
*Dicono {{NDR|gli [[stoicismo|stoici]]}} che il suo primo impulso l'animale lo indirizzi verso la cura di sé, dal momento che sin dal principio la natura lo spinge ad appropriarsi di sé. Come sostiene [[Crisippo di Soli|Crisippo]] nel primo libro del trattato ''Sui fini'', la prima cosa di cui ogni animale si appropria è la propria struttura e la consapevolezza della stessa. ([[Diogene Laerzio]])
*''Dimmi: perché giacendo | a bell'agio, ozioso, | s'appaga ogni animale; | me, s'io giaccio in riposo, il [[Noia|tedio]] assale?'' ([[Giacomo Leopardi]])
*Dobbiamo capire che il mondo non è quello dei film di Walt Disney, con Bambi il cerbiatto e l'orso Baloo. Nel mondo reale chi ama per davvero la natura deve stare il più lontano possibile dagli animali selvatici. Questo sia per il bene nostro, sia per il bene loro perché i contatti tra noi e loro possono solo portare guai, in entrambe le direzioni. ([[Roberto Burioni]])
*Dobbiamo prestare fede all'anatomia del nostro corpo e, in ordinata proporzione, alle forme, alle figure, alle costituzioni delle altre specie animali. Senza indugiare sulle profonde ipotesi moderne circa l'insensibilità degli animali, dobbiamo fermamente e risolutamente credere che anche le altre creature hanno sensi e sentimenti, inclinazioni e passioni, proprio come noi. ([[Anthony Ashley Cooper (III conte di Shaftesbury)|Shaftesbury]])
*Due cose mi sorprendono: l'intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini. ([[Tristan Bernard]])
*E a forza di sterminare animali, s'era capito che anche sopprimere l'uomo non richiedeva un grande sforzo. ([[Erasmo da Rotterdam]])
*E alla vostra affermazione, secondo cui Dio ci ha dato il potere di catturare le fiere e di usarne a nostro piacimento, risponderemo che verosimilmente prima che esistessero le città e le arti e rapporti sociali di questo genere e armi e reti, gli uomini venivano catturati e divorati dalle fiere, mentre era rarissimo che le fiere venissero prese dagli uomini. ([[Celso (filosofo)|Celso]])
*E che dire del nuovo atteggiamento verso gli animali? Dibattiti sempre più frequenti ed estesi, riguardanti la liceità della [[caccia]], i limiti della [[vivisezione]], la protezione di specie animali diventate sempre più rare, il [[vegetarianismo]], che cosa rappresentano se non avvisaglie di una possibile estensione del principio di eguaglianza al di là addirittura dei confini del genere umano, un'estensione fondata sulla consapevolezza che gli animali sono eguali a noi uomini, per lo meno nella capacità di [[sofferenza|soffrire]]? ([[Norberto Bobbio]])
*È chiaro che l'animale non è una macchina, né i moti dell'animale possono spiegarsi con le leggi meccaniche. L'animale si muove e sente la natura, ovvero la natura si riconcentra, si riflette e trova già una certa unità nell'animale. Un essere che si muove e che sente, pensa per ciò stesso. Il suo pensiero sarà confuso, indistinto e rudimentario, ma è un certo pensiero, perché sentire è già pensare. L'animale adunque pensa. ([[Augusto Vera]])
*È del tutto evidente sia dalla storia che dall'esperienza presente, che l'istintivo sconvolgimento, il naturale sentimento di repulsione causato dalla vista delle sofferenze umane non è diverso in genere da quello causato dalla vista delle sofferenze animali. ([[William Edward Hartpole Lecky]])
*E grandissimo pure è lo spazio tra i bruti e l'umana specie, se si ragguarda alle qualità che all'intelletto più propriamente si riferiscono. Egli è verissimo che molti animali percepiscono, rammentano, paragonano, e tirano conseguenze, cioè formano dei veri giudizii. Egli è vero altresì, che un certo grado di perfettibilità non manca, se non alla specie, almeno agli individui; [...] viaggiatori che i primi stamparono orme umane in isole disabitate narrano concordi la fidanza di animali, anche de' più timidi, quasi a sembrar dimestichezza; ma appena l'uomo fa loro provare la superiorità sua nell'arte del nuocere, che tosto cominciano ad addottrinarsi anch'essi, e provvedere alla loro libertà e alla loro vita, or col difendersi, or col rimpiattarsi, or col fuggire. ([[Giacinto Carena]])
*È meglio impedire a una bestia di soffrire, piuttosto che restare seduto a contemplare i mali dell'universo, pregando in compagnia dei sacerdoti. ([[Gautama Buddha]])
*È ormai chiaro che gli animali hanno sentimenti e sono capaci di essere felici o provare sofferenza. Ma gli uomini che li torturano e li uccidono non hanno sentimenti e coscienza. ([[Janez Drnovšek]])
*È paradossale ma gli animali sono avanti anni luce rispetto a noi in materia di relazione affettiva.<br />Gli uomini sono molto più [[noia|noiosi]] degli animali. La reazione di un animale non è mai così prevedibile come quella dell'uomo. Io vorrei confutare, in tutto e per tutto, la teoria di [[Ivan Petrovič Pavlov]], l'etologo russo premio Nobel [...]. Secondo lui gli animali vivono attraverso schemi comportamentali sempre identici. Non è per niente vero. Forse Pavlov avrebbe fatto meglio ad adattare le sue idee all'uomo: se c'è uno che si comporta sempre allo stesso modo, quello è l'essere umano. È l'uomo che vive per riflesso condizionato, non gli animali. ([[Maurizio Costanzo]])
*È tipico della vanità e dell'impertinenza dell'uomo definire stupidi gli animali perché così gli appaiono ai suoi sensi ottusi. ([[Mark Twain]])
*E un cane, un cavallo, qualsiasi essere vivente potrà mai essere [[coraggio|coraggioso]] se non ha anche istinto aggressivo? ([[La Repubblica (dialogo)|Platone, ''La Repubblica'']])
*È vietato uccidere "esso [l'animale] e suo [[figlio]] in un sol giorno", facendo attenzione ed evitando di uccidere il figlio davanti alla madre.<ref>Cfr. ''[[Deuteronomio]]'': «Se camminando troverai per la via, su un albero o in terra, un nido d'uccelli, con la madre a covarvi i piccoli o le uova, non la prenderai insieme coi piccoli, ma la lascerai andar libera tenendo per te i piccoli, acciò bene te ne venga, e tu abbia lunga vita».</ref> In effetti, l'animale ne soffrirebbe moltissimo, e non c'è differenza tra la sofferenza dell'uomo e quella degli altri animali in tale circostanza, giacché l'amore e l'affetto della [[madre]] per il figlio non segue la ragione, ma l'azione della facoltà immaginativa, che si trova nella maggior parte degli animali così come si trova nell'uomo. ([[Mosè Maimonide]])
*Ed ecco che scoprirsi e sentirsi fratelli di tutti gli [[oppressione|oppressi]], a cominciare dai più oppressi fra gli oppressi, ossia gli (altri) animali, è un'illuminazione. ([[Lorenzo Guadagnucci]])
*Esistono poi gli animali e tra gli animali includo anche gli uomini; l'etimologia di animale è, infatti, "anima", la comunanza di vita ricevuta e, se posso esprimermi così, riconosciuta dalla propria coscienza. ([[Paolo De Benedetti]])
*Finché gli uomini massacreranno gli animali, si uccideranno tra di loro. In verità, colui che semina il seme del dolore e della morte non può raccogliere amore e gioia. ([[Pitagora]])
*Finora si è considerato il campo animale come un campo libero dove uno potesse portare stragi; la [[nonviolenza]] inizia il piano di un accordo col campo animale, che potrà arrivare molto lontano. Di riflesso poi, la direttiva di rispettare la vita animale porta maggiore attenzione alla vita umana. ([[Aldo Capitini]])
*Fintanto che godono buona salute e hanno di che nutrirsi sufficientemente, gli animali sono [[felicità|felici]]. ([[Bertrand Russell]])
*Forse gli animali non creano concetti astratti, ma mostrano dei desideri. ([[James Rachels]])
*Frequentaste mai persone che vivono in grande dimestichezza cogli animali? Ebbene, vi sarete certamente stupiti come (esse persone) parlando di loro (animali) usassero un linguaggio pieno di tenera umanità. Ma vi avranno stupito ancora di più quando parlando di voi o di qualche vostro simile quelle stesse persone si servirono di un frasario addirittura bestiale. ([[Aldo Palazzeschi]])
*Gli animali, al pari degli umani, hanno vita, sentimenti e sensibilità, come i risultati della biologia, della neurofisiologia comparata e dell'etologia ci assicurano. Essi proverebbero sofferenza, gioia e amore, avrebbero coscienza di sé, altruismo, comunicatività, capacità di analisi e di risoluzione di problemi, sicché la creatività e l'accumulazione culturale non parrebbero caratteristiche esclusive della specie umana. ([[Valerio Pocar]])
*Gli animali che noi distruggiamo contribuiscono a mantenerci in vita, finché noi stessi non siamo distrutti per conservare altre cose e diveniamo erba o piante, acqua o aria o qualche altra cosa che serve a produrre altri animali e questi a loro volta altri animali o di nuovo altri uomini. Questi poi di nuovo si trasformano in pietre, legna, metalli, minerali o nuovamente animali e divengono parti di tutti questi esseri e di molte altre cose, visto che animali e vegetali si consumano quotidianamente e si divorano l'un l'altro. ([[John Toland]])
*Gli animali ci migliorano l'esistenza, la mia l'hanno sicuramente migliorata. Noi possiamo dare molto a loro, ma sicuramente sarà sempre meno di quello che ne possiamo ricevere in cambio. ([[Annalisa (cantante)|Annalisa]])
*Gli animali della terra sono tra le più preziose creature di Dio. Ci aiutano nel lavoro, ci trasportano, vegliano sulle nostre case, e soprattutto ci danno gioia e sorriso. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'')
*Gli animali, come tutti i paria, sono talora ispirati da un [[genialità|genio]] quasi divino... ([[Elsa Morante]])
*Gli animali costituiscono una società sempre in fuga dinanzi all'uomo, il quale, col soccorso delle armi che s'è forgiato, s'è reso temibile al più forte tra loro. ([[Claude-Adrien Helvétius]])
[[Immagine:Welpe 2011.JPG|thumb|Un cucciolo di cane. «È davvero terribile amare gli animali. Quando in un cane si vede un essere umano, non si può fare a meno di vedere un cane in qualsiasi essere umano, e di amarlo». ([[Romain Gary]])]]
*Gli animali domestici sono costretti a dipendere da noi. Perciò ci perdonano il nostro egoismo. Timidamente ci mostrano una [[purezza]] d'animo che noi umani abbiamo perduto. ([[Jirō Taniguchi]])
*Gli animali (e non dico i minerali o le piante) non possono fare altro che essere come sono, e fare ciò per cui la natura li ha programmati. Non si possono criticare né applaudire per quello che fanno: «non saprebbero comportarsi in altro modo». Questa predisposizione obbligatoria risparmia loro senz'altro molti mal di testa. ([[Fernando Savater]])
*Gli animali esistono su questa Terra per se stessi. Non sono stati creati per gli umani, così come i neri non sono stati creati per i bianchi né le donne per gli uomini. ([[Alice Walker]])
*Gli animali incitati dalla natura niente possono contenersi. Adunque neanche gli uomini? Certo sì, quelli ne' quali non sia più che nelle bestie ragione e giudicio a discernere e fuggire la disonestà e vizio, e chi mai lodasse negli uomini alcune virtù, le quali sì sono propie nostre che con altri alcuno animante terrestre mai permisse la natura esserle comuni. ([[Leon Battista Alberti]])
*Gli animali non abbandonano assurdamente i loro piccoli. E nemmeno si suicidano! (''[[Black Jack]]'')
*Gli animali non conoscono il dubbio, né l'avidità... A volte, anche gli esseri umani arrivano a quel punto di "purezza" che possiedono proprio gli animali... (''[[Budda (manga)|Budda]]'')
*Gli animali non mancano mai di naturalezza, tranne che allo stato domestico. ([[Malcolm de Chazal]])
*Gli animali non possono darci tutto quello che sono in grado di offrire gli esseri umani. Parte del nostro percorso è capire che, in quanto esseri umani, abbiamo dei difetti: dobbiamo accettarlo, sia negli altri che in noi stessi, fa parte della nostra crescita. Ciò che ci offrono gli animali è una fede cieca, fedeltà assoluta e amore incondizionato. ([[Naomie Harris]])
*Gli animali [...] non solo ci riguardano e costituiscono i nostri compagni di strada sul pianeta, ma sono in noi e noi in loro. ([[Giorgio Celli]])
*Gli animali non sono afflitti dal terrore di morire, né ci tormentano con la visione della loro morte; non ci opprimono con i loro problemi psicologici; non vivono nel passato; non si circondano di beni materiali; non si abbandonano alla disperazione perché hanno perso l'amore; non tentano di assassinarti; non si aspettano che tu muoia per loro. ([[Phyllis Dorothy James]])
*Gli animali non sono materia inerte, sono invece i loro uccisori ad avere il cuore di pietra. ([[A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada]])
*Gli animali non sono nostra proprietà da mangiare, indossare, sperimentarci sopra, usare come divertimento o abusare in qualsiasi altro modo. ([[Motti|motto]] della [[People for the Ethical Treatment of Animals]])
*Gli animali piangono. O almeno emettono suoni che esprimono dolore o sofferenza, e in molti casi sembrano chiedere aiuto. La maggior parte delle persone crede perciò che gli animali possano essere infelici, e anche che provino sentimenti primari, come la felicità, la rabbia e la paura. Le persone comuni non hanno alcuna difficoltà a credere che i loro cani, gatti, pappagalli o cavalli abbiano dei sentimenti; non soltanto lo credono, ma ne hanno di continuo la prova sotto gli occhi. Ognuno di noi ha storie straordinarie da raccontare di animali che conosce bene. Ma sull'argomento della vita affettiva degli animali, fra il punto di vista della gente comune e quello della scienza ufficiale c'è un abisso. Per mezzo di una preparazione rigorosa e di grandi sforzi mentali, la maggior parte degli scienziati moderni – e specialmente di quelli che studiano il comportamento degli animali – è riuscita a procurarsi una cecità quasi totale su questi argomenti. (''[[Quando gli elefanti piangono]]'')
*Gli animali selvatici non possono essere addestrati senza che l'integrità della loro indole più profonda non venga distrutta. Se l'addestramento funziona, una parte della natura originaria dell'animale viene persa. ([[Tom Regan]])
*Gli animali sono amici così piacevoli: non fanno domande, non criticano. ([[George Eliot]])
*Gli animali sono, come noi, specie in pericolo di estinzione su un pianeta minacciato, e noi siamo quelli che minacciano l'esistenza di quelle specie e di noi stessi. Gli animali sono esseri innocenti che soffrono in un inferno creato da noi. Noi dobbiamo, quanto meno, astenerci dal danneggiarli oltre. Se non altro, potremmo lasciarli in pace.<br />Quando gli animali non saranno più colonizzati da noi e considerati di nostra proprietà, noi potremo cercare di stabilire un rapporto con i nostri vicini nell'evoluzione. Potrà forse allora essere realizzata l'antica speranza di un più profondo legame emozionale al di là dei confini di specie, di più stretti rapporti e di una maggiore partecipazione in un regno di sentimenti che sono oggi al di là della nostra immaginazione. (''[[Quando gli elefanti piangono]]'')
*Gli animali sono così felici, mi basta guardarli perché mi trasmettano la loro serenità. (''[[Proteggi la mia terra]]'')
*Gli ''animali'' sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come [[Francesco d'Assisi|san Francesco d'Assisi]] o [[Filippo Neri|san Filippo Neri]], trattassero gli animali. (''[[Catechismo della Chiesa Cattolica]]'')
*Gli animali sono esseri che soffrono come tutti. I cani hanno un padrone, lo scelgono, si fidano di lui e a lui danno la vita e gli sono fedeli come tante volte noi essere umani non ci sogniamo neppure di fare. È vero che purtroppo noi cattolici – in contrasto con la Bibbia e il vangelo – non trattiamo gli animali con l'amore con cui Dio li ha creati. È davvero una lacuna imperdonabile. ([[Mauro Leonardi]])
*Gli animali sono forti a causa della loro umiltà, così come noi siamo deboli per il nostro orgoglio. ([[Richard Adams]])
*Gli animali sono fra le poche cose belle in un mondo che mi piace poco. ([[Marina Cicogna]])
*Gli animali sono la parte più piccola della creazione divina, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di [[Gesù|Cristo]]. ([[Papa Paolo VI]])
*Gli animali ti danno un amore incondizionato. Mi hanno dato la forza di superare i momenti difficili nella vita, se non ci fossero stati loro, se non mi avessero fatto sentire quanto sono importante per loro non so che cosa sarebbe potuto accadere. Ora sono la mia forza, quando ho un problema, mi siedo in mezzo a loro e piano piano la soluzione la trovo. ([[Andrea Roncato]])
*Gli animali vanno rispettati e non uccisi per poi mangiarli. Tutti gli animali. [...] Gli animali provano emozioni, dolore, paura. Che diritto abbiamo di strappare l'agnellino alla pecora per gustare un cosciotto di agnello, e il vitello alla mucca per avere le "fettine" che le mamme umane amano tanto per i propri figli? Non credo che le mie siano idee romantiche, senza fondamento. Ricordo ancora una sconvolgente inchiesta sul vero e proprio terrore che si impadronisce degli animali portati al macello, quando arrivano in prossimità del mattatoio. Smettiamola di dire che gli animali "non capiscono". ([[Umberto Veronesi]])
*Gli animali vengono verso di noi, se li chiamiamo per [[nome]]. Esattamente come gli uomini. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*Gli ingenui animali dialogizzano fra loro. E sempre, si tratti del gufo tenebroso, dell'orso che si sente brontolare, dell'asino che si ode ragliare, o dell'oca che apostrofa il dindo, suo fratello maggiore, o della vespa che insulta l'ape sull'Ibla, la loro balordaggine somigliò allo spirito dell'uomo. ([[Victor Hugo]])
*Gli uomini alterano e torcono ogni messaggio: non così le bestie. ([[Louis de Wohl]])
*Gli uomini sono in continua competizione per l'onore e la dignità, cose che quelle creature<ref>Gli animali – con riferimento, in particolare, agli animali sociali, come le formiche e le api.</ref> non conoscono nemmeno, e di conseguenza fra di loro sorgono per questa ragione invidia e odio e infine guerre: fra quelle creature invece niente di tutto questo.<br />In secondo luogo fra quelle creature il [[bene comune]] non differisce da quello privato, per cui essendo esse per natura spinte a cercare il loro bene privato procurano per ciò stesso il bene di tutti. [...]<br />Infine l'[[accordo]] che si produce fra quelle creature è naturale mentre quello degli uomini è solo per convenzione, cioè artificiale. ([[Thomas Hobbes]])
*Gran parte degli animali superiori hanno qualcosa come desideri, pulsioni volitive e scopi rudimentali, la cui mutua soddisfazione costituisce il loro benessere o bene. ([[Joel Feinberg]])
*– Guardi gli animali selvatici. Mica si lavano, ma però stanno bene. Non se ne vedono di ammalati. Ma proprio mai, perché se ne stanno belli sporchi.<br>– Che ne sai tu degli animali selvatici?<br>– Eccome se ne so! Io me ne intendo di bestie. E so anche le loro abitudini.<br>– Forse perché li mette in pratica?<br>– E che c'è di male? Erano al mondo prima di noi e ci saranno quando noi non ci saremo più, perché loro sanno molto bene come si deve vivere. (''[[La vendetta di Frankenstein]]'')
*I barbari hanno divinizzato le bestie per trarne vantaggio. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*I [[Filosofia|filosofi]] hanno il torto di non pensare alle bestie e davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico. ([[Luigi Pirandello]])
*{{NDR|Le fiere}} ignorano gli odii delle matrigne né, cambiando coniuge, i genitori diventano snaturati verso la loro prole né sanno mostrare preferenza per i figli dell'unione successiva e quindi trascurare quelli della precedente. Conoscono i frutti dell'amore, ignorano le differenze dell'affetto, gli stimoli dell'odio, le discriminazioni dell'avversione. La natura delle fiere è semplice, non sa alterare la verità. Il Signore ha stabilito in ogni creatura un tale equilibrio per cui ha concesso maggiore semplicità d'affetto a quelli cui ha dato minore capacità razionale. Quale fiera non esiterebbe ad offrirsi spontaneamente alla morte in difesa dei propri piccoli? ([[Sant'Ambrogio]])
*Il cervello rappresenta il principio dell'uomo, il cuore quello dell'animale. ([[Filolao]])
*Il destino degli animali nel nostro mondo è simboleggiato da un trafiletto pubblicato da un giornale pochi anni fa, in cui si osservava che l'atterraggio degli aeroplani in [[Africa]] era spesso ostacolato da branchi di elefanti e di altri animali: qui gli animali sono dunque considerati semplicemente come disturbatori del traffico. Questa mentalità che concepisce l'uomo come unico e assoluto padrone del mondo si può far risalire fino ai primi capitoli del [[Genesi]]. ([[Max Horkheimer]])
*Il dovere di non uccidere animali, e quindi di proteggerli, deve essere accettato come fatto incontestabile. Va perciò ascritto a maggior merito dell'[[Induismo]] l'aver prescritto la [[vacca sacra|protezione della vacca]] come dovere. Mentre è un difetto dell'Induismo la mancata estensione della protezione ad altri animali. ([[Mahatma Gandhi]])
*Il modo, in cui vengono trattati gli animali da una [[nazione]], è la misura principale della civiltà di questa. ([[David Friedrich Strauß]])
*Il nostro comportamento verso gli animali è l'ultima frontiera morale, il test decisivo della nostra umanità, lo specchio grazie al quale è possibile guardare più profondamente nelle nostre anime. ([[Bernard Rollin]])
*Il nostro rapporto con gli animali è uno specchio in cui vediamo ciò che siamo diventati nel corso dei secoli. In questo specchio non appaiono soltanto gli orrori di cui ci rendiamo colpevoli sfruttando altri esseri senzienti, ma anche il volto pallido di un'umanità che sta perdendo la propria anima. ([[Corine Pelluchon]])
*Il nostro sentimentalismo verso le bestie è il segno sicuro del disprezzo in cui le teniamo. È proporzionale a questo disprezzo. L'animale diventa degno di affetto e protezione proprio nella misura in cui viene relegato nell'irresponsabilità, nel non-umano, così come il bambino viene relegato in una condizione di innocenza e di infantilismo. Il sentimentalismo non è che la forma infinitamente degradata della bestialità. Commiserazione razzista, ne sobbarchiamo le bestie fino a renderle, a loro volta, sentimentali. ([[Jean Baudrillard]])
*Il pensiero e la parola, come tutte le altre facoltà umane, sono radicati nell'animalità, e la psicologia comparata ci dimostra che non c'è animale, per quanto poco organizzato, per quanto infimo sia, che sia completamente privo di intelligenza. ([[Michail Aleksandrovič Bakunin]])
[[File:Book of Genesis Chapter 1-15 (Bible Illustrations by Sweet Media).jpg|miniatura|upright=1.2|Una illustrazione della Bibbia. «A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno». (''[[Genesi]]'')]]
*Il sesto giorno Iddio con il solo comandamento produsse in un punto tutte le sorti degli animali terrestri, salvatichi, e domestichi, e gli comandò, che moltiplicassero; e così hanno fatto, fanno, e faranno fino alla fine del mondo. E sebbene niuno ha cura di mantenere certe sorti d'animali, come lupi, serpi, volpi, e simili, ed ogn'uno si sforza di ucciderli, e bandirli dalla terra; nondimeno sempre vi sono in grandissima copia, e ci saranno; perché bisogna, che obbediscano all'ordine dell'onnipotente Creatore.<br />Finalmente nel sesto giorno volendo Iddio fare un compendio di tutte le sue opere, fece l'uomo, nel quale pose le qualità di tutti gli elementi; la vita delle piante, il sentimento degli animali, e l'intelletto, e libero arbitrio degli Angeli. ([[Roberto Bellarmino]])
*Il trattamento che riserviamo agli animali, creature del tutto soggette al nostro controllo, può essere considerato un criterio accurato della nostra umanità nei confronti della nostra stessa specie. ([[Elizabeth Heyrick]])
*Il trattamento che riserviamo ai nostri compagni animali è soltanto un altro modo in cui ciascuno di noi scrive il proprio [[epitaffio]], portando nel mondo un messaggio di luce e vita oppure un messaggio di tenebre e morte, aumentandone la gioia o la disperazione. ([[Matthew Scully]])
*In India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione. Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l'indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l'inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali... ([[Max Horkheimer]])
*In qualche cosa siamo certamente superiori agli animali; ma nell'animale non c'è niente che non possa essere anche in noi. ([[Karl Ludwig Börne]])
*In un'epoca in cui l'umanità si vede sempre più minacciata nelle stesse elementari possibilità di sopravvivenza (la fame, la morte atomica, l'inquinamento) la nostra radicale fratellanza con gli animali si presenta in una luce più immediata ed evidente. ([[Gianni Vattimo]])
*Intendono molti animali il sistema [[monarchia|monarchico]], a un dipresso come lo intendevano gli antichi {{sic|[[Cina|Chinesi]]}}, che veneravano i loro Re, ma seguendo la dottrina di [[Confucio]], lo sopprimevano quando veniva meno ai suoi doveri. ([[Cesare Lombroso]])
*Io credo... che l'animale, compagno di tante solitudini, di tante tristezze, in misura varia secondo la sua coscienza – affermo e ripeto coscienza – ci accompagnerà anche nell'altra vita, e non ci si chieda di spiegare il perché. ([[Paolo De Benedetti]])
*Io osservo gli animali, e trovo in essi il modello delle virtù che debbo prediligere. M'insegnò la colomba a serbarmi fedele; sull' esempio della formica, accumulai per godere; mi dispongono i buoi alla costanza, le mie capre alla dolcezza, i miei cani alla vigilanza. E, se ne avessi bisogno, per amare i miei figli e le mie figlie, nella chioccia e nei pulcini troverei l'esempio. ([[Jean-Pierre Claris de Florian]])
*Io sento ronzare continuamente al mio orecchio: «L'uomo è un animale ragionevole». Chi vi ha dato questa definizione? I lupi, forse, le scimmie, i leoni? O siete stati voi stessi a darvela? È già divertente che voi diate agli animali, vostri confratelli, ciò che c'è di peggio, per prendere per voi ciò che c'è di meglio. Lasciate un po' che si definiscano da sé e vedrete come si sfogheranno e come si tratteranno. ([[Jean de La Bruyère]])
*L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''pogrom''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un animale ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – "non è che un animale" – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il "non è che un animale", a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale. ([[Theodor Adorno]])
*L'[[amore]] per l'uomo non esclude quello per gli animali, e viceversa, perché l'amore non è mai fonte di separazione né di giudizio. Chi ama, ama e basta. Chi ama e separa, non ha mai iniziato a farlo. ([[Susanna Tamaro]])
*L'animale ci guarda e noi siamo nudi davanti a lui. E [[pensiero|pensare]] comincia forse proprio da qui. ([[Jacques Derrida]])
*L'animale è immediatamente una sola cosa con la sua attività vitale. Non si distingue da essa. È ''essa''. ([[Karl Marx]])
*L'animale è l'uomo. Anzi più di un uomo. Non ha i suoi difetti, l'invidia, l'interesse. È un uomo divinizzato. ([[Lea Massari]])
*L'animale ha soprattutto ''sentimento''. ([[Georg Wilhelm Friedrich Hegel]])
*L'animale messo nella situazione critica, quella in cui i suoi automatismi d'azione non funzionano più, tende verso il pensiero. ([[Paul Valéry]])
*L'animale non è libero ma ha una difesa: l'ordine interiore dei propri istinti. ([[Romano Guardini]])
*L'animale! Oscuro mistero! Mondo immenso di sogni e muti dolori [...]. Ma segni troppo visibili esprimono questi dolori, nonostante la mancanza della parola. Tutta la natura protesta contro la barbarie dell'uomo che disconosce, avvilisce, tortura i suoi fratelli inferiori e lo accusa dinanzi a Colui che li creò tutti. ([[Jules Michelet]])
*L'animale presenta all'uomo uno [[specchio]] che gli permette di scoprire se stesso. ([[Albert de Pury]])
*L'animale sano è attivo e fa qualcosa. ([[William McDougall]])
*L'articolo 3 secondo comma della [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] [...] attribuisce allo Stato il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. È un principio che si può applicare agli animali: l'utopia allora è mettere ciascun animale nella condizione di potersi esprimere secondo le sue capacità, cioè la sua indole, la sua etologia. ([[Luigi Lombardi Vallauri]])
*L'atteggiamento del [[bambino]] presenta numerose analogie con quello del [[primitivo]] nei confronti degli animali. Il bambino non prova ancora l'orgoglio proprio all'adulto civilizzato che traccia una netta linea di demarcazione tra sé e tutti gli altri rappresentanti del regno animale. ([[Sigmund Freud]])
*L'educazione deve insegnare sin dall'infanzia a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali. (''[[Dichiarazione universale dei diritti dell'animale]]'')
*L'elemento comune, all'uomo e all'animale, che colpisce maggiormente è la capacità di percepire la sofferenza. ([[Matthieu Ricard]])
*L'essere umano non ha mai avuto rapporti facili con gli altri animali: nella storia del mondo è stato, di volta in volta, predatore o preda. Ma, soprattutto, all'uomo [[Occidente|occidentale]] è rimproverabile un complesso di superiorità filosofica nei confronti degli animali; di essere stato, cioè, il creatore di cosmologie culturali il cui centro gravitazionale era sempre rappresentato da lui – l'Uomo – mentre agli altri esseri animali non restava che un ruolo dimesso, di sfondo, che magnificasse la superiorità dell'essere umano tra i viventi. ([[Enrico Alleva]])
*L'idea dell'uomo, nella storia [[Europa|europea]], trova espressione nella distinzione dall'animale. Con l'irragionevolezza dell'animale si dimostra la dignità dell'uomo. Questa antitesi è stata predicata con tale costanza e unanimità da tutti gli antenati del pensiero borghese – antichi ebrei, stoici e padri della Chiesa – e poi attraverso il Medioevo e l'età moderna, che appartiene ormai, come poche altre idee, al fondo inalienabile dell'antropologia occidentale. Essa è ammessa anche oggi. (''[[Dialettica dell'illuminismo]]'')
*L'umiliazione degli animali non è più tollerabile di quella delle persone. ([[Philippe Diolé]])
*''L'uom fiero più delle più fiere belve | È di sua specie disonor, vergogna: | Pugnan color nelle natie lor selve | In lor difesa e per la lor bisogna; | L'un contro l'altro s'armano in lor danno | Gli uomini folli, e lo perché non sanno.'' ([[Giovanni Battista Casti]])
*L'uomo disprezza, aggredisce, tortura gli animali – maledetto lui che fa il deserto intorno a sé sulla polvere. ([[Mario Sironi]])
*L'uomo è diverso dall'animale solo perché non sa esserne uno preciso. ([[Fernando Pessoa]])
*L'uomo si distingue dall'animale in virtù della [[compassione]] verso l'animale stesso. ([[Richard Wagner]])
*La benevolenza che si estende oltre il limite della razza umana, la bontà, cioè, verso gli animali, è una delle più recenti qualità morali acquisite dal genere umano; e più questo sentimento è sviluppato nell'uomo, più grande è la distanza che lo separa dal suo primitivo stato di barbarie.<br>L'individuo nel quale questo sentimento manchi può essere considerato come un tipo di transizione fra l'uomo selvaggio e l'uomo civile. È l'anello che manca nella catena dell'evoluzione del cervello umano, dallo stato bruto allo stato colto. ([[Axel Munthe]])
*La [[brutalità]] verso gli animali è più ipocrita<ref>Rispetto a quella verso gli umani.</ref>: è accompagnata e aggravata da una vera bassezza morale. ([[Louis Barthou]])
*La [[civiltà]] è un concetto che si compone di molte idee armoniche tra di esse. Destate nel popolo l'umanità per le bestie, e desterete nel tempo istesso una serie di buoni sentimenti che dormivano sotto l'involucro della rozzezza. ([[Giuseppe Arnaud]])
*La [[crudeltà]] nei confronti degli animali induce alla crudeltà anche verso gli uomini. ([[Ovidio]])
*La crudeltà nei confronti degli animali non è conciliabile né con una vera cultura né con una vera erudizione. Essa è una dei vizi caratteristici di un popolo rozzo e ignobile. ([[Alexander von Humboldt]])
*La crudeltà verso gli animali equivale per l'uomo a non amare [[Dio]]. ([[John Henry Newman]])
*La differenza che è tra gli uomini e gli altri animali, per grandissima che ella sia, chi dicesse poter darsi poco dissimile tra gli stessi uomini, forse non parlerebbe fuor di ragione. ([[Galileo Galilei]])
*La diffusione degli animali da compagnia tra le classi medie urbane all'inizio dell'età moderna è [...] un fenomeno di grande importanza sul piano sociale, psicologico e, bisogna dirlo, anche su quello commerciale. Ma ciò ha avuto anche delle conseguenze di natura intellettuale: ha spinto le classi medie a trarre delle conclusioni ottimistiche sull'intelligenza degli animali e ha dato origine a innumerevoli aneddoti sulla loro astuzia; ha spinto l'uomo a pensare che gli animali potessero avere un carattere e una personalità individuali, e ha fornito le basi psicologiche per far accettare l'idea che almeno alcuni animali avessero diritto a considerazione morale. ([[Keith Thomas]])
*La domanda da porsi non è se sanno ragionare, né se sanno parlare, bensì se possono soffrire. ([[Jeremy Bentham]])
*La [[psicologia]] degli esseri umani è parte della psicologia degli animali in generale. ([[Gareth Matthews]])
*La scomparsa degli animali, in realtà, la loro liquidazione, è un'azione di una gravità senza precedenti. Il loro carnefice ha letteralmente invaso il paesaggio. Non c'è posto che per lui. Quale tristezza vedere un uomo dove prima si poteva contemplare un cavallo! ([[Emil Cioran]])
*La [[sofferenza]] o la frustrazione animale costituiscono un male dello stesso genere di quello cui appartengono la sofferenza e la frustrazione degli esseri umani; ragione per cui noi abbiamo lo stesso genere di obbligo morale di astenerci dal causare, e cercare di prevenire attivamente, questo male non solo quando esso riguarda gli esseri umani, ma anche quando interessa gli animali. ([[Timothy Sprigge]])
*La tradizione filosofica, con l'aiuto della teologia, ma anche senza il suo intervento, è pesantemente responsabile dello svilimento e dei maltrattamenti subiti dagli animali. [...] La maggior parte dei filosofi ha eretto, nel corso della storia, un muro che separa i viventi, opponendo l'uomo, che ''esiste'', all'animale, ''che vive solamente'', e attribuendo al primo il potere di usare e abusare di tutto ciò che non è umano. Tale tradizione dominante ha inventato la cosiddetta essenza umana, una sorta di enfatica ampollosità metafisica. Inoltre nella maggior parte dei casi ha fatto emergere il concetto di animalità in relazione all'assenza di coscienza, libertà e ponderazione, e quindi denigrandolo per ricavare una sorta di controprova della natura tipica dell'uomo. ([[Élisabeth de Fontenay]])
*La vera [[bontà]] dell'uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame [[morale]] dell'umanità, l'esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell'uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri. ([[Milan Kundera]])
*La vita dell'uomo è stata condotta per milioni di anni insieme alla flora, alla fauna e al grandioso movimento musicale del mondo animale. [...] Animali e [[pianta|piante]] partecipano dai primordi alle nostre comunità. Fanno parte della nostra filosofia, modellano la nostra natura e contribuiscono a renderci pienamente umani. Sono tra i nostri maggiori insegnanti. ([[Baker Brownell]])
*Le bestie non sono così bestie come si pensa. ([[Molière]])
*''Le bestie stimo più infinitamente, | Che, se no le gà tanta cognizion, | No le gà gnanca tante gran passion, | E le vive de nù più quietamente.'' ([[Giorgio Baffo]])
*Le creature senza piedi hanno il mio amore, e così lo hanno quelle a due piedi e anche quelle a molti piedi. Possano tutte le creature, tutte le cose che hanno vita, tutti gli esseri di qualunque specie, non avere mai nulla che possa danneggiarle. Possa non accadere loro mai nulla di male. ([[Gautama Buddha]])
*Le tesi evoluzioniste di [[Charles Darwin|Darwin]] [...] rafforzavano l'idea che non è lecito maltrattare gli animali, nostri antenati e in certo senso anche nostri "creatori". ([[Marina Baruffaldi]])
*Lo spirito vaga e da lì viene qui e da qui va lì e s'infila in qualsiasi corpo, e dagli animali passa nei corpi umani e da noi negli animali, e mai si consuma. ([[Ovidio]])
*Lodiamo tutta la multiforme nazione dei nostri compagni animali, questo circo angelico in cui l'uomo può riconoscere, a testimonianza del suo rango perduto, la nobile infanzia dell'[[Giardino dell'Eden|Eden]]. ([[Elsa Morante]])
*Ma il guaio è, vedi, che voi bestie riuscite a capire un uomo, ma l'uomo non riesce mai a comprendere voi. Eppure abbiamo la pretesa di essere più intelligenti. (''[[Torna a casa, Lassie!]]'')
*Ma la natura contraffatta e guasta dagli uomini, ove posta sia in libertà, non lascia di ridonare agli animali quella grandezza, e quell'abito esteriore di corpo, che avevano nel natìo stato. ([[Lazzaro Spallanzani]])
*– Ma tu preferisci davvero loro agli uomini?<br>– In certi casi, sì. Non fanno mai niente senza impegnarsi. Tutto come fosse la prima volta. Cacciare, lavorare, accoppiarsi. È solo l'uomo che lo fa malamente, è solo l'uomo che si annoia mentre lo sta facendo. (''[[La mia Africa]]'')
*Mai meglio che al termine degli ultimi quattro secoli della sua storia, l'uomo occidentale è in grado di capire che, arrogandosi il diritto di separare radicalmente l'umanità dall'animalità, accordando all'una tutto ciò che toglieva all'altra, apriva un circolo vizioso, e che la stessa frontiera, costantemente spostata indietro, sarebbe servita a escludere dagli uomini altri uomini, e a rivendicare, a beneficio di minoranze sempre più ristrette, il privilegio di un umanismo nato corrotto per avere desunto dall'amor proprio il suo principio e la sua nozione. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*Mai mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di sé. Un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo senza aver provato mai pena per sé stesso. (''[[Soldato Jane]]'')
*Mangerei la terra, masticherei i sassi, ingoierei lo sterco, tradirei mia madre, pur di aiutare un uomo, o un animale, a non soffrire. ([[Curzio Malaparte]])
*Mansueti animali, compagni nostri, aiuti e fratelli di lavoro, e persino di affezioni quaggiù. ([[Alphonse de Lamartine]])
*Mantenere un animale che potresti ''mangiare'' è una menzogna; non puoi guardare quell'animale in faccia. ([[Edward Carpenter]])
*Mi piacerebbe imparare, o ricordare, come [[vivere]]. Non credo di poter imparare dagli animali selvatici come vivere concretamente (dovrò succhiare sangue caldo, tenere la coda ritta, camminare mettendo i piedi esattamente nell'impronta delle mani?) ma potrei imparare qualcosa di irrazionale, qualcosa della purezza di vivere in senso fisico e la dignità di vivere senza pregiudizi o ragioni. ([[Annie Dillard]])
*Mi sembra duro pensare [...] che questo animale, mio fratello, non abbia anima. ([[Simone Weil]])
*Migliorare la sorte degli animali resi schiavi e vittime dall'animale-uomo è uno dei compiti storici più importanti scritti sull'agenda dell'etica, della politica e del diritto. ([[Luigi Lombardi Vallauri]])
*Molti animali hanno virtù naturali tali da renderli assai atti al presagire e al vaticinare. ([[Agrippa von Nettesheim]])
*Nel giorno dell'[[Giudizio universale|ultimo Giudizio]], le bestie che avranno ricevuto le vostre cure verranno a testimoniare a vostro favore. ([[Tommaso Maria Zigliara]])
*Nel ricordo del tempo in cui gli animali vivevano con noi in compagnia ed uguaglianza, è contenuta l'idea più confortante sull'avvenire del mondo, l'idea che di là dalla contrazione dei popoli in se stessi, lascia intravedere l'espansione di essi popoli in una comune fraternità, e infine la loro nuova fusione con gli animali nel paradiso ritrovato. ([[Alberto Savinio]])
*Nell'amore delle bestie, disinteressato sino al sacrifizio, c'è qualche cosa che va direttamente al cuore di colui che ha avuto di frequente l'occasione di mettere a prova la comune amicizia, la labile fedeltà del mero "uomo". ([[Edgar Allan Poe]])
*Nell'estremo dolore, i ruoli sono capovolti: gli uomini emettono [[grido|grida]] bestiali e le bestie grida umane. ([[Malcolm de Chazal]])
[[Immagine:Bible beasts and birds - a new edition of illustrations of scripture by an animal painter (1886) (14770151043).jpg|thumb|Una illustrazione dei [[Salmi]] (104, 18): «''le alte montagne sono per i camosci, le rocce sono rifugio per gli iraci''».]]
*Nell'uomo c'è un "alito di vita", che proviene dal "soffiare" di Dio stesso. Nell'uomo c'è un soffio o spirito che assomiglia al soffio o spirito di Dio.<br />Quando il [[Libro della Genesi]], al capitolo 2, parla della creazione degli animali (''Gen'' 2, 19), non accenna a una relazione così stretta col soffio di Dio. Dal capitolo precedente sappiamo che l'uomo è stato creato "a immagine e somiglianza di Dio" (''Gen'' 1, 26-27).<br />Altri testi, tuttavia, ammettono che anche gli animali hanno un alito o soffio vitale e che l'hanno ricevuto da Dio. Sotto questo aspetto l'uomo, uscito dalle mani di Dio, appare solidale con tutti gli esseri viventi. Così il Salmo 104 non pone distinzione tra gli uomini e gli animali quando dice, rivolgendosi a Dio creatore: "Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono" (''Sal'' 104, 27-28). Poi il Salmista aggiunge: "Se togli loro il soffio, muoiono e ritornano nella polvere. Mandi il tuo soffio, sono creati e rinnovi la faccia della terra" (''Sal'' 104, 29-30). ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*Nella mia giovinezza le strade erano popolate da cavalli e uccelli. Sono scomparsi. Gli abitanti delle grandi città vedono gli animali solo sotto forma di carne morta acquistata dal macellaio. [...] Oggi una mucca è un laboratorio vivente [...] La gallina che una volta razzolava liberamente nell'aia, ora è imprigionata e costretta a ingozzarsi. La deposizione delle uova è diventata un processo matematico [...] Gli animali sono trattati come macchine da usare, miniere viventi di materie prime... ([[Paul Claudel]])
*Nella prima pagina della [[Bibbia]], Dio stesso ordina ai suoi due ritratti di «regnare sopra i pesci nel mare e gli uccelli sotto il cielo e sopra il bestiame e tutti gli animali dei campi». Per esigere subito di nuovo: «e rendeteli vostri sudditi e regnate...». [...] Esemplarmente opposto il [[Buddhismo|buddismo]], che nel suo divieto di uccidere comprende il mondo non umano! Già [[Gautama Buddha|Buddha]] esige felicità e pace per ogni creatura [...]. Nel [[cristianesimo]], invece, l'animale è una cosa; un semplice oggetto da sfruttare, allevare, cacciare e mangiare, l'uomo è il nemico mortale dell'animale, il suo diavolo. ([[Karlheinz Deschner]])
*Nello [[sguardo]] delle bestie è racchiusa una luce profonda che ispira una tale simpatia che l'anima si apre, come un ospizio, a tutti i dolori animali. ([[Francis Jammes]])
*Nessun essere senziente e capace di provare dolore (e gli animali lo sono) dovrebbe avere una vita indegna di essere vissuta. ([[Marina Baruffaldi]])
*Nessun essere umano può portare a un altro il dono dell'idillio. L'unico a poterlo fare è l'animale perché lui non è stato cacciato dal [[Giardino dell'Eden|Paradiso]]. ([[Milan Kundera]])
*Nessuno dubita di quel che vede, e va ciascuno tra le cose, sicuro ch'esse appaiano agli altri quali sono per lui; figuriamoci poi se c'è chi pensa che ci siete anche voi bestie che guardate uomini e cose con codesti occhi silenziosi e chi sa come li vedete, e che ve ne pare. ([[Luigi Pirandello]])
*Noi ci affezioniamo molto a cani, gatti e cavalli, ci prendiamo cura di loro e quando muoiono viviamo un autentico lutto. Ma ai maiali, ai vitelli, alle galline che vivono nelle nostre fattorie riserviamo un trattamento brutale, di sfruttamento, lontano da qualsiasi forma d'affetto, essendo questi parte di un sistema produttivo, il cui unico scopo è produrre la massima quantità di cibo al minor costo. [...] Per giustificare questo comportamento, gli animali sfavoriti devono essere considerati inferiori, indegni di un attaccamento affettivo. Se dovesse sorgere il dubbio che anche gli animali sfruttati abbiano un certo valore proprio, nascerebbe un conflitto irrisolvibile. Un modo sicuro per evitare il sorgere di tale conflitto è tenere le due categorie di animali, privilegiati e sfruttati, in ambiti della nostra mente completamente separati. Una categoria consuma cibo appositamente confezionato, l'altra è utilizzata per confezionare tale cibo. Quando poi le emozioni si estendono dalla prima alla seconda categoria, sorgono problemi e si diventa [[vegetarianismo|vegetariani]], o persino attivisti dei [[diritti degli animali]]. ([[Rupert Sheldrake]])
*Noi siamo stati discepoli delle bestie nelle arti più importanti: del ragno nel tessere e nel rammendare, della rondine nel costruire le case, degli uccelli canterini, del cigno e dell'usignolo nel canto, con l'[[imitazione]]. ([[Democrito]])
*– ''Non c'è bestia che sia tanto feroce | da non conoscere almeno un briciolo | di [[pietà]].''<br />– ''Ma io non la conosco, | perciò non sono bestia.'' ([[William Shakespeare]])
*Non ci sono ragioni oggettive per considerare gli interessi degli esseri umani più importanti di quelli degli animali. Possiamo distruggere gli animali più facilmente di quanto loro possono distruggere noi; questa è l'unica base solida per la nostra affermazione di superiorità. ([[Bertrand Russell]])
*Non è ancora sufficientemente chiaro se gli esseri animati che si dicono bruti siano privi di ragione. Forse infatti, quantunque non siano forniti di quella ragione, chiamata enunciativa, che si manifesta con una voce comune con noi, senza dubbio però hanno in comune con noi quella che si riceve con l'anima, e che si chiama ragione capace di affetti, quantunque alcuni ne abbiano in misura maggiore e altri in misura minore. ([[Galeno]])
*Non è generata una bestia nello stesso modo in cui noi lo siamo? Non è il suo corpo nutrito dallo stesso cibo, ferito dagli stessi colpi; non è la sua mente agitata dalle stesse passioni? ([[John Lawrence]])
*Non esiste l'Animale al singolare generale. Separato dall'uomo da un unico limite indivisibile. Bisogna rendersi conto che ci sono dei «viventi» la cui pluralità non può essere raccolta nella sola figura dell'animalità semplicemente opposta all'umanità. [...] La confusione di tutti gli esseri viventi non umani nella categoria comune e generale dell'animale non è solo un errore contro le esigenze del pensiero, della vigilanza o della lucidità, dell'autorità dell'esperienza, ma è anche un crimine: non un crimine contro l'animalità, appunto, ma un primo crimine contro gli animali, contro ''degli'' animali. ([[Jacques Derrida]])
*Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te<ref name="reciprocit%C3%A0">Cfr. [[Etica della reciprocità]].</ref> vale anche per gli animali. ([[Thomas Tryon]])
*Non potremmo cominciare ad accordarci sull'amore che dobbiamo agli animali? [...] e ciò semplicemente in nome della sofferenza, per porre fine a tale sofferenza, l'abominevole sofferenza di cui vive la natura e che l'umanità dovrebbe sforzarsi di ridurre il più possibile; in nome di una lotta continua, l'unica che sarebbe saggio combattere. ([[Émile Zola]])
*''Non sai quanto invidio gli animali, loro capiscono sempre da chi tornare.'' ([[Lo Stato Sociale]])
*Non so se gli animali debbano essere grati a [[Noè]] di averli salvati dal [[Diluvio universale|Diluvio]]. A questo mondo – povere bestie – fanno quasi tutti una vita da cani. ([[Pino Caruso]])
*Non sono lontano dal pensare che gli uomini arriveranno veramente a non uccidersi tra di loro, quando arriveranno a non uccidere più gli animali. ([[Aldo Capitini]])
*Non v'è dunque miglior regola per giudicare bene delle bestie, quanto lo studiar avanti se stesso. Imperocché, quantunque noi abbiamo qualche cosa di superiore all'animale, siamo animali, ed abbiamo l'esperienza tanto di quello, che fa in noi la parte animale, quanto di quello, che fa il discorso, e la riflessione. ([[Jacques Bénigne Bossuet]])
*{{NDR|Gli animali da fattoria}} Nostri sfortunati servitori [...] soprattutto quando sono in età avanzata, esausti per la fatica improba. ([[James Granger]])
*Nulla è più divertente del vedere con quale sicumera gli [[Scolastica|scolastici]] vogliono imporre dei limiti alla conoscenza delle bestie. Secondo loro le bestie conoscono soltanto gli oggetti singoli e materiali e ricercano esclusivamente l'utile e il piacevole; non sanno riflettere sui loro sentimenti e sui loro desideri né trarre conclusioni da una cosa all'altra. Si direbbe che essi abbiano frugato nelle facoltà e negli atti dell'anima delle bestie con miglior successo di quanto non abbiano fatto i più esperti anatomisti nelle viscere dei cani. La loro temerità è tanto grande, che se anche per caso avessero trovato la verità, sarebbero indegni di lode e persino di giustificazione. ([[Pierre Bayle]])
*{{NDR|Preghiera per gli animali}} O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro. ([[Basilio Magno]])
*Oggi l'uomo inventa animali genetici, ricopia le pecore e poi dice che le ha inventate lui. ([[Corrado Guzzanti]])
*Ogni animale che scava, costruisce un nido, accaparra alimenti, fa qualcosa che sarà importante nell'avvenire. Se abbia consapevolezza di quel che fa è difficile dirlo, perché finora non ne sappiamo abbastanza per dare una risposta. ([[Donald Griffin]])
*Ogni persecuzione e vendetta tra gli uomini e ogni crudeltà nei confronti degli animali è una violazione del dovere morale. ([[Thomas Paine]])
*Opponiamo sempre notevole resistenza ad accettare l'idea che il comportamento animale possa essere estremamente complesso, anche se tale complessità non è della stessa natura di quella del comportamento umano. L'intelligenza animale non è un'intelligenza umana ''meno evoluta'' di quella dell'uomo, ma semplicemente un'intelligenza ''diversa''. ([[Dominique Lestel]])
*''Ora l'autunno guasta il verde ai colli, | o miei dolci animali. Ancora udremo, | prima di notte, l'ultimo lamento | degli uccelli, il richiamo della grigia | pianura che va incontro a quel rumore | alto di mare. E l'odore di legno | alla pioggia, l'odore delle tane, | com'è vivo qui fra le case, | fra gli uomini, o miei dolci animali. | Questo volto che gira gli occhi lenti, | questa mano che segna il cielo dove | romba un tuono, sono vostri, o miei lupi, | mie volpi bruciate dal sangue. | Ogni mano, ogni volto, sono vostri.'' ([[Salvatore Quasimodo]])
*Osservate gli animali. Sebbene non siano come gli umani, quando danno alla luce un cucciolo le madri hanno per lui ogni attenzione. Da un certo punto di vista il loro amore è ancora meno egoistico di quello degli esseri umani. Infatti questi ultimi possono sempre pensare che l'amore che stanno donando ritornerà loro quando saranno anziani. Ma questo non accade con gli animali. ([[Tenzin Gyatso]])
*Pare che [...] l'idea più difficile da accettare, nella costruzione dell'identità umana, sia proprio quella di essere, comunque, animali. Possiamo accettare (almeno negli strati più laici della società) l'evidenza scientifica della nostra appartenenza a quel regno, ma in quel caso dobbiamo per forza provare di essere animali «speciali», e non nel senso che ogni animale, a suo modo, è speciale. No. Dobbiamo essere speciali-speciali, speciali al quadrato. ([[Dario Martinelli]])
*Pensava che gli animali non fossero pure macchine, anzi concedeva loro un'anima, di natura inferiore a quella degli uomini ma pure capace d'intelligenza e di sentimento; la quale opinione, d'altra parte, è quella di tutti coloro che, essendo vissuti lungo tempo in solitudine, con la sola compagnia di un cane, d'un gatto o di un altro animale, hanno avuto modo di osservarlo e di aver rapporti con lui. ([[Théophile Gautier]])
*Per quanto riguarda l'anima di tutti gli animali irrazionali sono turbato non poco dall'interrogativo che mi pongo, per quale ragione molti dei santi Padri affermano che essa muore insieme con i corpi, e non può sopravvivere oltre... ([[Giovanni Scoto Eriugena]])
*Per quanto riguarda la facoltà di comprendere, ebbene molti animali capiscono proprio come gli uomini il mondo in cui vivono e che esplorano. Altrimenti non potrebbero sopravvivere. Sotto le differenze si nasconde quindi una somiglianza. Proprio come noi, gli animali non sono semplicemente ''al'' mondo, ma sono ''coscienti del'' mondo. E proprio come noi, incarnano il mistero e la meraviglia della coscienza. Come noi, sono il fulcro psicologico di un'esistenza che appartiene soltanto a loro. ([[Tom Regan]])
*Per secoli, gli etologi hanno posto un'enfasi eccessiva sul ruolo del conflitto e della violenza tra gli animali. L'attenzione oggi riservata alla gentilezza e all'attenzione è un correttivo necessario di questa antica idea di una natura «rossa di zanne e d'artigli», per usare le parole del poeta [[Alfred Tennyson]]. Eppure, proprio mentre andiamo in estasi per la dolcezza del mondo animale, corriamo il rischio di esagerare dalla parte opposta, occultando parte della storia. Molti animali mettono in atto campagne di disinformazione rivolte ad altri membri della stessa specie, o anche di specie diverse: imbrogliano, truffano e mentono con comportamenti manifestamente ingannevoli. ([[Barbara J. King]])
*Peraltro, anche nelle bestie feroci è possibile osservare la potenza della natura, poiché in esse ci sembra perfino di potere ascoltare la sua voce quando vediamo la loro fatica nel partorire i propri piccoli e poi nell'allevarli. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*''Perché amo gli animali? | Perché io sono uno di loro. | Perché io sono la cifra indecifrabile dell'erba, | il panico del cervo che scappa, | sono il tuo oceano grande | e sono il più piccolo degli insetti. | E conosco tutte le tue creature: | sono perfette | in questo amore che corre sulla terra | per arrivare a te.'' ([[Alda Merini]])
*Perché scatta la domanda: «L'animale parla?» e non piuttosto: «L'animale sogna?». L'autobiografia stessa, l'idea di autobiografia irrompe nell'animale. ([[Gianfranco Dalmasso]])
*[[Pitagora]] stabilì anche un'affinità di natura tra gli uomini e gli animali, prescrivendo che gli uomini considerassero gli animali loro propri parenti e amici, in modo da non commettere ingiustizia contro nessuno di essi né ucciderlo né mangiarlo.<br />Colui, dunque, che ha assimilato gli uomini agli animali per il fatto che questi sono composti degli stessi nostri elementi e partecipano della vita che hanno piuttosto in comune con noi, a maggior ragione ha inculcato il senso di appartenenza in coloro che erano accomunati da un'anima della stessa natura, di natura cioè razionale. ([[Giamblico]])
*Più conosco gli uomini e più amo le bestie, amico mio. (''[[Siamo uomini o caporali]]'')
*Poiché fra tutti gli esseri animati solo l'uomo è fornito di ragione propriamente detta, solo lui è capace di volontà, di virtù, di vizio, e solo lui è meritevole di premio e di castigo. Tuttavia anche gli animali bruti hanno qualcosa di analogo a queste capacità, specialmente quelli che sono più perfetti e più capaci di seguire una qualche regola. In essi infatti vi è anzitutto una qualche facoltà corrispondente alla ragione, facoltà che alcuni chiamano ragione inferiore, grazie alla quale ragionano non soltanto sulle cose piacevoli, ma anche su quelle utili, riflettendo sui mezzi per conseguirle; non solo, ma essi conoscono anche la via loro prescritta da Dio, ovvero una certa maniera di vivere conforme alla loro natura e che è qualcosa di analogo all'onestà. ([[Johannes Crell]])
*Poiché il sentimento della pietà sorge dalle afflizioni degli altri, ed accade anche agli animali bruti di soffrire dolore, l'affezione della pietà può sorgere nell'uomo anche rispetto alle afflizioni degli animali. Ovviamente, chiunque sia abituato a provare un sentimento di pietà verso gli animali, è per questo motivo più disposto ad un'affezione di pietà verso gli uomini: onde si dice nei [[Libro dei Proverbi|Proverbi]] XII 10: «Il giusto sa curare il suo bestiame, ma le viscere degli empi sono crudeli». E perciò il Signore, vedendo che il popolo ebraico era crudele, per poterlo richiamare alla pietà, volle insegnargli la misericordia anche verso le bestie brute, proibendo che venissero compiuti contro gli animali certi atti che sembrano confinare con la crudeltà. E perciò egli proibì loro di bollire i cuccioli nel latte della madre ([[Deuteronomio|Deut.]] XIV 21), o di mettere la [[museruola]] al bue che trebbia (Deut. XXV 4), o di uccidere gli uccelli vecchi con quelli giovani (Deut. XXII 6,7). ([[Tommaso d'Aquino]])
*Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole. ([[Giuseppe Garibaldi]])
*«Provo una violenta avversione, – scrive {{NDR|[[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]]}} nella quarta lettera a Malesherbes, – per gli stati che dominano gli altri. Odio i Grandi, odio il loro stato». È inevitabile riferire questa dichiarazione anzitutto all'uomo, che ha preteso di dominare gli altri esseri e di godere di una condizione a parte. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*Quando analizzi come agiscono i processi di reificazione degli "altri", non puoi non considerare la reificazione degli animali. E se analizzi la tendenza ad animalizzare gli umani "altri" che agisce nel razzismo, finisci per considerare la bestializzazione dei non umani che agisce nello [[specismo]]. ([[Annamaria Rivera]])
*Quando noi trattiamo con cura e rispettiamo tutti gli animali, contribuiamo alla pace nel mondo. ([[Paola Maugeri]])
*Quando un animale è [[malattia|ammalato]], soffre in silenzio e non dà in ismanie, né per questo si vedono le bestie patire più che gli uomini. Si obietterà che gli animali, vivendo in maniera più conforme a natura, debbono esser soggetti a minor numero di mali. Ebbene, proprio a questa maniera intendo far vivere il mio allievo; egli deve dunque trarne lo stesso profitto. ([[Jean-Jacques Rousseau]])
*Quando un essere umano tratta un individuo non umano come un oggetto anonimo, anziché come un essere con una propria soggettività, è l'umano e non l'altro animale a rinunciare a essere una [[persona]]. ([[Barbara Smuts]])
*Quanta dolcezza, amore, voglia di vivere e di rialzarci dopo le sofferenze e le sconfitte possono trasmetterci gli animali! ([[Franco Zeffirelli]])
*Quanti animali che si lasciano sottomettere perché non conoscono la loro forza! ([[François de La Rochefoucauld]])
*Quanti animali sono emuli, se non persino superiori all'uomo, nella manipolazione della materia! Certi nidi di uccelli sono capolavori inimitabili. Quale operaio migliore dell'ape o del ragno? ([[Auguste Blanqui]])
*Questo dolore degli animali è qualcosa che si espande per l'universo e avvolge tutti noi. ([[Susanna Tamaro]])
*Questo interesse per gli animali è melenso sentimentalismo, o è un risveglio della coscienza della specie tiranna, riguardo al tipo di tirannia che esercita sulle altre specie? (''[[Diritti animali, obblighi umani]]'')
*Quindi possete capire esser possibile che molti animali possono aver più ingegno e molto maggior lume d'intelletto che l'uomo (come non è burla quel che proferì [[Mosè]] del [[serpente|serpe]], che nominò sapientissimo tra tutte l'altre bestie de la terra); ma per penuria d'instrumenti gli viene ad essere inferiore, come quello per ricchezza e dono de medesimi gli è tanto superiore. ([[Giordano Bruno]])
*Restiamo violentemente turbati quando gli animali mangiano gli uomini, è orribile, è terrificante. Ma allora perché non dovremmo provare orrore quando gli uomini mangiano gli animali? ([[Morrissey]])
*Ribes cercò di venirmi in aiuto. Parlò con molta eloquenza della solidarietà fra gli animali, del loro innato senso dell'onore. "Gli animali non si comportano come gli uomini" disse. "Se devono battersi, si battono. Se devono uccidere, uccidono. Ma non usano la loro intelligenza per trovar la maniera di arrecar danni alle altre creature, di avvelenar loro la vita. Essi hanno dignità, hanno animalità." ([[Richard Adams]])
*Ricordo ancora certi dibattiti surreali tra scienziati che, negli anni settanta, liquidavano la sofferenza degli animali come una questione stucchevole. Tra i severi ammonimenti contro l'[[antropomorfismo]], il punto di vista allora dominante era che gli animali non fossero altro che robot, privi di sentimenti, pensieri ed emozioni. ([[Frans de Waal]])
*Rifiutando il concetto di [[schiavitù]] umana si arriva, per onestà intellettuale, ad ammettere anche l'ingiustizia della schiavitù nei riguardi degli animali. ([[Dacia Maraini]])
*[[Errore|Sbagliare]] è cosa umana, anche per questo: gli animali sbagliano poco o non sbagliano affatto, almeno i più intelligenti fra essi. ([[Georg Christoph Lichtenberg]])
*Scorgesi nella macchina degli animali un fine savissimo, un fine degnissimo della Divinità. ([[Gaspare Gherardini]])
*Se gli uomini sono [[immortalità|immortali]], perché non dovrebbero esserlo anche gli animali? ([[Eugen Drewermann]])
*Se noi dovessimo realizzare la felicità di tutti coloro che portano una figura umana e destinare alla morte tutti coloro che hanno un muso e che non differiscono da noi che per un angolo facciale meno aperto, noi non avremmo certo realizzato il nostro ideale. Da parte mia, nel mio affetto di solidarietà socialista, io abbraccio anche tutti gli animali. ([[Élisée Reclus]])
*Se noi portiamo una [[croce cristiana|croce]], gli animali ne portano tre. ([[Rocco di Montpellier|San Rocco]])
*Se non esistessero gli animali l'uomo sarebbe ancora più incomprensibile a se stesso. ([[Georges-Louis Leclerc de Buffon]])
*Se poi si ritiene che l'uomo sia superiore a tutti gli altri animali perché possiede sentimenti divini, sappiano i sostenitori di questa tesi che anche tale possesso può essere rivendicato da molti altri animali. E a buon diritto, certo. Quale facoltà potrebbe qualificarsi più divina di quella di prevedere o [[predizione|predire]] l'avvenire? Ora, questo potere gli uomini lo apprendono dagli altri animali. ([[Celso (filosofo)|Celso]])
[[Immagine:Tarangire 2012 05 28 1785 (7468560420).jpg|thumb|Una mandria di bufali. «Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo». ([[Severn Cullis-Suzuki]])]]
*Se potessi [...] mi riempirei la casa di tutti gli animali possibili. Farei ogni sforzo non solo per osservarli, ma anche per entrare in comunicazione con loro. Non farei questo in vista di un traguardo scientifico (non ne ho la cultura né la preparazione), ma per simpatia, e perché sono sicuro che ne trarrei uno straordinario arricchimento spirituale e una più compiuta visione del mondo. In mancanza di meglio, leggo con godimento e stupore sempre rinnovati molti libri vecchi e nuovi che parlano di animali, e mi pare di ricavarne un nutrimento vitale, indipendentemente dal loro valore letterario o scientifico. ([[Primo Levi]])
*Se si nega un'anima agli animali, perché gli esseri umani ne avrebbero una? ([[Jean Rostand]])
*Se tutti fossero della mia natura, non si ammazzariano gli animali. ([[Filippo Neri]])
*Se un animale sente il [[dolore]], quel dolore vale tanto quanto il dolore provato da un essere umano. (''[[Come mangiamo]]'')
*Se, verso gli animali, pensiamo di doverci comportare in un certo modo, ciò è soprattutto in considerazione dei loro sentimenti. ([[William David Ross]])
*Se vogliamo analizzare un tratto della visione primitiva che le religioni storiche hanno in gran parte abbandonato, consideriamo come essa tenda a classificare gerarchicamente gli esseri in base alla loro prossimità con la fonte divina. Così, gli animali sono in gran parte venerati per la loro "anteriorità". ([[Huston Smith]])
*{{NDR|Gli uccelli}} sentono giocondità e letizia più che alcuno altro animale. Si veggono gli altri animali comunemente seri e gravi; e molti di loro anche paiono malinconici: rade volte fanno segni di gioia, e questi piccoli e brevi; nella più parte dei loro godimenti e diletti, non fanno festa, né significazione alcuna di allegrezza; delle campagne verdi, delle vedute aperte e leggiadre, dei soli splendidi, delle arie cristalline e dolci, se anco sono dilettati, non ne sogliono dare indizio di fuori: eccetto che delle lepri si dice che la notte, ai tempi della luna, e massime della luna piena, saltano e giuocano insieme, compiacendosi di quel chiaro. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'')
*Senza dubbio ci troviamo un gradino più sopra rispetto agli animali per la nostra intelligenza e la nostra forza spirituale. Ma per quel che riguarda il diritto alla vita ci troviamo sul loro medesimo piano. ([[Tenzin Gyatso]])
*Senza voce, dipendenti dall'uomo, «schiavi», con una coscienza anche se impossibilitati a difendere i loro diritti. Capaci di gioire e soffrire, di accudire con amore i loro «figli» che l'uomo prende, mette in gabbie ristrette, ingozza di cibo per aumentare il loro peso rapidamente... e che libera solo per farli passare dalla gabbia al macello. Da una non vita alla morte. Uccisi senza dignità né attenzione alla sofferenza. Eppure gli animali urlano, urlano nel silenzio. ([[Mario Pappagallo]])
*Si dice che gli animali possano piangere o arrabbiarsi... ma che non possano [[Risata|ridere]], soltanto quello. Il riso è un impulso che solo gli esseri umani hanno. Perciò poter ridere significa essere un animale superiore. (''[[Black Jack]]'')
*Si è capito che gli animali vengono al mondo dotati di specifiche risorse, di certe doti [...], ma altre cose le imparano per l'influsso dell'ambiente; sono, dice [[Konrad Lorenz|Lorenz]], una alternanza tra istinto ed esperienza. ([[Enzo Biagi]])
*Si può fondatamente affermare che il comandamento "Non uccidere"<ref>Cfr. ''[[Libro dell'Esodo|Esodo]]'': «Non uccidere».</ref> non si riferisce ai soli umani, ma anche agli animali. ([[Luigi Lorenzetti]])
*Sia gli animali sia gli esseri umani esistono realmente e immediatamente per essere felici per mezzo della propria esistenza e chi deliberatamente e senza necessità e più alti scopi disturbi, distrugga e cancelli la felicità degli umani o degli animali viola il diritto di godere della letizia data da Dio a ogni essere vivente. ([[Laurids Smith]])
*Sicuramente noi dobbiamo mostrare dolcezza e gentilezza verso gli animali e per varie ragioni, e questo soprattutto perché essi hanno la nostra stessa origine. ([[Giovanni Crisostomo]])
*So bene che, ogni volta che si parla di animali si solleva un vespaio, spesso con reazioni scomposte. [...] Eppure è mia ferma convinzione che il [[rispetto]] per l'ambiente e per l'uomo non può prescindere dal rispetto per gli animali: è il rovescio della stessa medaglia. E forse, in futuro, saranno in molti a ritenere, come me, che non è necessario far agonizzare un'aragosta per il piacere della nostra tavola. ([[Gianfranco Amendola]])
*Solo chi uccide gli animali non può provare piacere nel messaggio della verità assoluta. (''[[Bhāgavata Purāṇa]]'')
*Solo l'uomo è stato fornito di quella scienza che gli permette di comprendere la [[religione]], e questa è la principale o l'unica differenza che intercorre fra l'uomo e le bestie; infatti tutte le altre cose che sembrano essere proprie degli uomini, se non sono eguali anche nelle bestie, sembrano essere per lo meno simili [...]. Che cosa è tanto proprio all'uomo quanto la ragione e la previsione del futuro? Ma sono gli animali che forniscono le loro tane di diverse e numerose uscite, per poter fuggire in caso di pericolo, cosa che non farebbero, se in loro non vi fosse intelligenza e riflessione [...]. Altri poi provvedono per il futuro. ([[Lattanzio]])
*Sono da lodare tanto le anime degli animali selvaggi quanto quelle degli animali domestici. ([[Zarathustra]])
*''Sono felice per aver baciato le donne, | calpestato i fiori, giaciuto sull'erba. | E per non avere mai picchiato sulla testa | gli animali nostri fratelli minori.'' ([[Sergej Aleksandrovič Esenin]])
*Sono propenso a credere che gli animali non abbiano emozioni "superiori". Tuttavia è certo che le [[emozione|emozioni]] giochino un ruolo più significativo negli animali che non negli esseri umani, considerato il loro immenso potenziale e assodato il fatto che gli animali non possono contare sulle nostre straordinarie capacità mnemoniche e di linguaggio. ([[Antonio Damasio]])
*Stare a chiedersi se scimpanzé, elefanti, cani e così via, sperimentino felicità, tristezza, disperazione, rabbia, è uno spreco di tempo – poiché queste cose sono evidenti a chiunque abbia... sperimentato nella sua vita una conoscenza degli animali. ([[Jane Goodall]])
*Toccherebbe ai magistrati, agli educatori, agli scrittori a pigliare dal lato della compassione delle bestie l'educazione del popolo, a destare la sensibilità per que' dolori che non possono parlare. Ma in [[Italia]] direbbesi che si abbia vergogna a pensarvi. Vi pensano gli orientali, presso i quali l'umanità verso le creature irragionevoli è virtù comunissima, e noi italiani vorremmo lasciarci vincere in umanità dai turchi? ([[Giuseppe Arnaud]])
*Togliere la [[dignità]] ad un animale è un'alterazione grave dell'armonia cosmica. ([[Elio Fiorucci]])
*Tratta l'animale che è in tuo potere come tu vorresti essere trattato se fossi quell'animale.<ref name="reciprocit%C3%A0" /> ([[George Nicholson]])
*''Tu sei come una giovane, | una bianca pollastra. | ''[...]'' pettoruta e superba. | È migliore del maschio. | È come sono tutte | le femmine di tutti | i sereni animali | che avvicinano a Dio.'' ([[Umberto Saba]])
*Tutte le creature esistenti, viventi, senzienti, che respirano non dovrebbero essere uccise, trattate con violenza, né abusate, né tormentate, né allontanate. ([[Mahavira]])
*Tutte le guerre che noi {{NDR|animali}} facciamo così fra di noi come contro di voi {{NDR|uomini}}, son fatte da noi senza inganni e senza fraude alcuna; e [...] ciascheduno di noi, confidatosi nelle forze proprie solamente, per grandezza d'animo e fortezza cerca di vendicare quelle ingiurie che gli sono fatte, non essendo sottoposti a legge alcuna che gli sforzi a farlo, né temendo di pena o disonore alcuno non lo facendo. [...] ciascheduno di noi, non si lasciando mai superare dal nimico, facendo resistenzia con ogni suo sforzo insino a l'ultimo, senza timore o spavento alcuno né di pene né di morte, cerca più tosto di morire combattendo che d'essere preso, non cedendo mai al nimico, se non con altro, almanco con l'animo: la qual cosa ne dimostra chiaramente il non supplicare o spargere giamai prego alcuno verso quello, al manco con cenni e con gesti miserabili o piatosi; e dipoi, quando noi pure perdiamo (ché a ognuno non è dato sempre il vincere), il lasciarsi il più delle volte morire. Và dipoi più oltre: tu non troverrai che il leone serva al leone, o un cervo all'altro cervo, come fa l'uno uomo a l'altro senza curarsi di essere reputato timido e vile. E questo donde nasce, se non da io lo invitto e forte animo nostro? il quale si manifesta molto maggiormente quando noi siamo presi da voi; ché, sopportando pazientemente la fame e la sete, ci lasciamo molti di noi più tosto morire che stare con voi, preponendo allegramente la morte a la servitù. Onde vi è forza, quando volete dimesticare molti di noi, che voi pigliate de' nostri figliolini piccoli; i quali, non sapendo quel che si faccino, lasciandosi cibare da voi domesticamente con le vane lusinghe vostre, perdono (per esser loro astutamente tolta da voi) a un tratto con la libertà quella fortezza dell'animo e quella gagliardezza del corpo che si conviene a la specie loro. ([[Giovan Battista Gelli]])
*Tutti abbiamo lo spirito di un animale che ci accompagna. È come la nostra anima. Non tutti incontrano il proprio animale, solo i grandi guerrieri e gli sciamani. ([[Isabel Allende]])
*Tutti gli animali, asini compresi, fanno quello che [[Venere (divinità)|Venere]] comanda, però hanno il buon gusto di non parlarne. L'animale uomo, invece, ci scrive sopra montagne di romanzi. ([[Anacleto Verrecchia]])
*Tutti gli animali diffidano dell'uomo, e non hanno torto; ma non appena sono sicuri che egli non vuol nuocer loro, la loro confidenza diventa tanto grande, che bisogna esser più che barbari per abusarne. ([[Jean-Jacques Rousseau]])
*Tutti gli animali, eccetto l'uomo, sanno che il principale dovere in questa vita è di goderla, ed essi infatti la godono, quanto l'uomo e le altre circostanze permettono loro. ([[Samuel Butler]])
*Tutti gli animali, io pure, si esprimono. ([[Karl Popper]])
*Tutti gli animali, noi soli esclusi e quelli che abbiamo addomesticato per dividere con loro le nostre miserie, gioiscono di tutti i [[piacere|piaceri]] di cui sono capaci per loro natura; non conoscono il lavoro, la guerra, la malattia. ([[Jean-Baptiste-René Robinet]])
*Tutti gli animali sono solleciti soltanto nel soddisfare se stessi e seguono le loro naturali tendenze, senza alcuna considerazione del bene o del male che dal proprio soddisfacimento può derivare agli altri. ([[Bernard de Mandeville]])
*Uccelli e animali non sono di [[compagnia]]. Se non fossi con la gente, con chi dovrei essere? ([[Confucio]])
*Un animale che entra in [[chiesa (architettura)|chiesa]] ne uscirà ancora animale, quale che sia la cerimonia a cui è stato presente. ([[Jakob Böhme]])
*Un interesse sociale generalizzato per la giustizia e per l'equità e un'enfasi sugli obblighi, piuttosto che su una condiscendente benevolenza nei confronti degli oppressi e di coloro che sono privi di potere, devono aver condotto a una nuova visione sociale del trattamento degli animali [...]. La maggior parte della gente ritiene che gli animali siano esseri coscienti, che quello che noi facciamo loro abbia importanza per loro e che essi siano capaci di avere un'ampia gamma di esperienze moralmente rilevanti. ([[Bernard Rollin]])
*Vedeste mai segno di civiltà umana addosso a nessuna bestia? Io, ad eccezione di qualche cagnolino in paletot, non ne vidi mai. Ah! I cavalli ragionieri! ([[Aldo Palazzeschi]])
*Vi è una sottigliezza di percezione nel vero affetto, che si lascia indietro, anche quando si tratti dell'affetto di qualche povero animale per l'uomo, perfino l'intelligenza più alta. ([[Charles Dickens]])
===[[Aristotele]]===
*I caratteri degli animali più difficili da avvistare e meno longevi sono per noi più oscuri alla percezione, mentre sono maggiormente evidenti quelli degli animali più longevi. Sembra infatti che possiedano una certa facoltà naturale in relazione a ciascuna delle affezioni dell'anima, così come in relazione alla saggezza e alla semplicità di carattere, al coraggio e alla viltà, alla docilità e alla ferocia e ad altre disposizioni simili. Alcuni di loro, poi, partecipano, al contempo, della capacità di apprendere e di insegnare. Alcuni imparano e apprendono tra loro, altri dagli uomini. Si tratta, in particolare, di quanti sono dotati di udito: non solo di quelli che percepiscono le differenze fra le voci, ma anche di quelli che percepiscono le differenze dei segni.
*Nei [[bambino|bambini]], benché si possano vedere peculiari disposizioni che avranno sviluppo in seguito, si nota tuttavia come il loro spirito, in questo periodo {{NDR|dell'[[infanzia]]}}, non sia praticamente differente da quello degli animali selvatici, da che non è illogico dedurre che alcuni caratteri sono i medesimi in tutti gli animali.
*Nel complesso, in relazione ai generi di vita, è possibile osservare molti esempi di imitazioni, da parte degli altri animali, dell'animale umano. In particolare negli animali di dimensioni più piccole, più che nei più grandi, è possibile vedere all'opera l'esattezza del ragionamento.
*Occorre affrontare senza disgusto l'indagine su ognuno degli animali, giacché in tutti vi è qualche cosa di naturale e di bello.
*Sono infatti presenti nella maggior parte degli esseri animati tracce delle disposizioni dell'anima che negli uomini presentano tuttavia differenze più evidenti: in effetti, la mansuetudine e la selvatichezza, la docilità e l'aggressività, l'indole coraggiosa e la codardia, le paure e gli atteggiamenti audaci, gli impulsi e le astuzie e certi tratti di intelligenza applicati alla facoltà di comprendere che si presentano simili a quelli dell'uomo si trovano in molti di essi, in maniera analoga a come è per le parti del corpo. Alcuni animali, infatti, differiscono dagli uomini per il più e il meno, e così avviene per l'uomo se paragonato con molti degli animali (giacché alcune delle dette disposizioni sono presenti in misura superiore nell'uomo, alcune negli altri animali); altri animali invece differiscono in base all'analogia. Come infatti nell'uomo ci sono l'arte, la saggezza e la capacità di comprendere, così in alcuni animali c'è una facoltà diversa ma rapportabile a queste che è insita per natura.
===[[Arnobio]]===
*Che se poi è vero, come si dice in taluni misteri particolarmente occulti, che le anime dei malvagi, una volta separate dai corpi umani, [[reincarnazione|trapassano]] in bestie o in altri animali, più chiaramente si conferma che noi siamo ad essi vicini e non separati da distanze troppo grandi.
*Volete deporre ogni parzialità e rendervi conto nel silenzio della vostra meditazione che noi siamo animali del tutto simili agli altri o non separati da eccessiva differenza? Che cosa indica, infatti, che noi siamo diversi e non somigliamo per nulla a loro? O quale superiorità è in noi così evidente da doverci sdegnare di essere annoverati nel numero degli animali? I loro corpi sono strutturati su ossa e tenuti legati da un sistema di muscoli: allo stesso modo i nostri corpi sono strutturati su ossa e tenuti stretti da un sistema di muscoli.
*Vorrei però sapere qual è questa ragione per cui noi valiamo di più di tutte le categorie di animali. Perché ci siamo fatti domicili per poter sfuggire ai freddi dell'inverno e ai calori dell'estate?<br />E che? Gli altri animali non provvedono a ciò? [...] E se madre natura li avesse voluti dotare anche di [[mano|mani]] capaci di assecondarli, non ci sarebbe da dubitare che essi pure costruirebbero alti fastigi di mura e modellerebbero artistiche e originali creazioni. Tuttavia in quello che fanno coi rostri e con le unghie vediamo molti segni di un saggio discernimento, che noi uomini non possiamo imitare con nessun tipo di accorgimenti.
===[[Annette Baier]]===
*Gli animali non possono esprimere la loro disapprovazione, ma possono lamentarsi e protestare, almeno finché le loro corde vocali non vengono tagliate per risparmiare agli [[sperimentazione animale|sperimentatori]] le proteste rivolte nei loro confronti.
*Gli animali non sono in grado di perorare la loro causa e coloro che la perorano per loro non hanno alcun interesse finanziario diretto, né altri tipi di interesse personale in gioco, per quanto molti possano essere emotivamente "coinvolti". Riguardo invece ai guadagni particolari legati al mantenimento delle pratiche esistenti e alle perdite che deriverebbero dal loro mutamento, scopriamo un gran numero di gruppi alle cui convinzioni potremmo non dare credito. Macellai, cacciatori, allevatori, pellicciai, ricercatori che sperimentano su animali, se non risarciti, dovrebbero sopportare perdite personali significative qualora dovessimo modificare le nostre pratiche.
*Trovo che credere che non si ''debba'' scegliere tra "gli interessi degli animali o i nostri interessi" sia altrettanto idealistico e utopistico del credere che non si ''debba'' scegliere fra gli interessi degli uomini e quelli delle donne. L'impresa morale si regge sulla fede che gli interessi possano essere in qualche modo conciliati, che la nostra prosperità non si realizzi sempre a spese di altri. Suppongo che tale fede in un regno pacifico, quando viene estesa al di là della specie umana, non sia più utopistica di quanto lo sia nell'ambito della nostra specie di animali morali.
===[[John Berger]]===
*Da principio gli animali entrarono nell'immaginario dell'uomo come messaggeri e come promesse. La pratica di addomesticare il bestiame, per esempio, non nacque dalla semplice prospettiva di procurarsi latte e carne. Il bestiame aveva funzioni magiche, talvolta divinatorie, talvolta sacrificali.
*Gli animali vengono messi al mondo e sono esseri senzienti e mortali. In questo somigliano all'uomo. Nella loro anatomia visibile – meno in quella profonda – nelle abitudini, nella percezione del tempo, nelle capacità fisiche, essi differiscono dall'uomo. Sono allo stesso tempo simili e diversi.
*Nelle prime fasi della [[rivoluzione industriale]], gli animali venivano usati come macchine. E altrettanto si faceva con i bambini. Più tardi, nelle cosiddette società post-industriali, gli animali vengono trattati come materia prima. I capi di bestiame destinati all'alimentazione vengono lavorati alla stregua di prodotti industriali. [...] Questa riduzione dell'animale [...] fa parte dello stesso processo che ha ridotto gli uomini a isolate unità di produzione e consumo. In effetti, durante questo periodo l'atteggiamento nei confronti degli animali spesso prefigurava quello nei confronti dell'uomo.
===''[[Bibbia]]''===
[[Immagine:Jan il Vecchio Bruegel Landscape of Paradise and the Loading of the Animals in Noah.jpg|miniatura|upright=1.2|Paesaggio paradisiaco con [[Noè]] e gli animali (Bruegel il Vecchio, 1596)]]
*Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'[[uomo (genere)|uomo]], per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo [[nome]]. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche. (''[[Genesi]]'')
*''Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, | lodatelo ed esaltatelo nei secoli.'' (''[[Libro di Daniele]]'')
*Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. (''[[Genesi]]'')
*Dio ordinò a Noè: "Esci dall'arca [...]. Tutti gli animali d'ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa". (''[[Genesi]]'')
*''Il giusto ha cura del suo bestiame, | ma i sentimenti degli empi sono spietati.'' (''[[Libro dei Proverbi|Proverbi]]'')
*Poi riguardo ai figli dell'uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie. Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è [[vanità]]. Tutti sono diretti verso la medesima dimora: ''tutto è venuto dalla [[polvere]] | e tutto ritorna nella polvere.'' Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? (''[[Qoelet]]'')
*Se vedi smarriti un bue o una pecora di tuo fratello, tu non devi fingere di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli a tuo fratello. Se tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, accoglierai l'animale in casa tua: rimarrà da te finché tuo fratello non ne faccia ricerca e allora glielo renderai. (''[[Deuteronomio]]'')
===[[Henri Bergson]]===
*Gli animali, costretti ad andare alla ricerca del loro nutrimento, si sono [[evoluzione|evoluti]] nel senso dell'attività locomotoria e, di conseguenza, di una [[coscienza]] sempre più ampia, sempre più distinta.
*Nell'animale l'[[invenzione]] non è mai altro che una variazione sullo stesso tema fisso usuale: chiuso nelle abitudini della specie, esso arriva, certo, ad allargarle con la sua iniziativa individuale, ma sfugge all'automatismo per un solo istante, esattamente il tempo di creare un nuovo automatismo, e le porte della sua prigione si richiudono appena aperte, dato che tirando la sua catena esso riesce soltanto ad allungarla.
*Sarebbe assurdo rifiutare la coscienza ad un animale, perché non ha cervello, quanto dichiararlo incapace di nutrirsi perché non ha stomaco.
===[[Michela Vittoria Brambilla]]===
*Dagli animali si può davvero imparare come comportarsi nella vita.
*Sono pochi i veri [[amicizia|amici]] che ci accompagnano nel nostro cammino e spesso hanno quattro zampe.
*Uno dei crimini più odiosi verso gli animali è anche il più sottovalutato: l'[[indifferenza]].
===[[Tito Brandsma]]===
*Come gli umani, gli animali possiedono consapevolezza di sentimenti, possono provare piacere per mezzo dei loro sensi e anche provare dolore. Egli {{NDR|Dio}} fece questo non per farli soffrire; bensì, come prova ulteriore della Sua bontà. Noi esseri umani comprendiamo col nostro intelletto che è Dio che diede agli animali la capacità di provare sensazioni e la intese come una sorgente di piacere, per rendere la loro esistenza più bella.
*L'amore della Natura ci aiuta ad amarci e ad amare Dio in una maniera più nobile e profonda. Questo si ottiene in modo molto speciale attraverso l'amore per gli animali.<br />È come se Dio, risvegliando in noi l'amore degli animali, avesse voluto renderci più facile l'amarci gli uni gli altri.<br />Al contrario, noi vediamo che sopprimere l'amore per gli animali spegne i semi dell'amore per gli esseri umani a noi prossimi.
*L'amore per gli animali, la protezione degli animali minacciati, la cura per gli animali che soffrono, suscita nell'uomo mirabili condizioni di amore e cura per i propri prossimi.
*Non vediamoci in modo ristretto; non vediamo il mondo in piccolo. Vediamoci piuttosto partecipi del grande piano della creazione, pensando e amando come fa Dio, amiamo gli animali, facciamo loro del bene, proteggiamoli, come Egli ci chiede secondo il piano della Sua creazione che parla ora e sempre al nostro intelletto.<br />Diamo dunque agli animali il loro elevato, bel posto nella nostra vita!
===[[Tommaso Campanella]]===
*Che tutti gli animali sentano, nessun dubita. Or che molti abbino memoria si vede, ch'imparano i [[cavallo|cavalli]] li salti; le [[scimmia|simie]] i giochi, e l'[[ape|api]] di tornar in casa loro.
*Molti animali bramano gli onori, conoscono il disprezzo, e quanto sappiano le scimie argomentar a tutti è noto.<br />L'onor e il disprezzo non si sentono con sensi esteriori, ma sono intelligibili; han dunque intendimento, e [[Libro di Giobbe|Job]] dice nel [[gallo]] esser intelligenza del Sole; e [[Gesù|Cristo]] nelli [[serpente|serpi]] prudenza pone, e tutti gli animali disciplinabili dota [[Aristotele|Aristotile]] di prudenza.
*Quando noi miriamo i Tartari ed Etiopi, e li sentimo parlar sermoni ignoti, ci paiono più ignoranti, che li nostri cavalli, e di costumi e atti differentissimi dalli umani nostri. Così paion gli altri animali a noi esser senza discorso e favella e giudizio; ma tutti n'hanno chi più e chi meno, come tra noi avviene che molti paion bestie.
*Tutti gli animali stanno dentro il ventre del [[mondo]], e l'uom con loro, come vermi dentro il ventre dell'animale; e pur solo gli uomini s'accorgeno che cosa è questo grande animale e li suoi principii, corsi, vita, e morte.
===[[Mario Canciani]]===
[[Immagine:San-francesco.jpg|thumb|Monumento che raffigura San Francesco e il lupo di Gubbio. «{{NDR|[[Francesco d'Assisi|Francesco]]}} considerando l'origine di tutte le cose era colmato da una grande pietà e chiamava tutte le creature, non importa quanto piccole fossero, col nome di fratello e sorella, perché sapeva che esse provenivano dalla stessa sorgente dalla quale proveniva lui». ([[Bonaventura da Bagnoregio]])]]
*È innegabile che la tradizione cristiana nel suo insieme non accorda molta attenzione agli animali. [...] In teoria, non mancano dichiarazioni di principio nei Documenti del Magistero, non ultima la "Sollecitudo rei socialis" di [[Papa Giovanni Paolo II|Giovanni Paolo II]], che al n. 29 afferma: «L'uomo ha una certa affinità con le altre creature. È chiamato ad occuparsi di esse, sottostando alla volontà di Dio, che gli prescrive limiti nel loro uso e dominio». Nella pratica, sono pochi i preti che integrano nell'insegnamento religioso il rispetto delle creature e la bontà verso gli animali. [...] La protezione di questi «nostri fratelli più piccoli», come li chiamava [[Francesco d'Assisi|San Francesco]], deriva in tutta coerenza dalle virtù cristiane. Sono convinto che i cristiani tutti stanno per scoprire questa dimensione del messaggio evangelico che merita anch'esso la nostra attenzione.
*San Francesco chiamava gli animali «i nostri fratelli più piccoli». Per loro aveva le attenzioni più delicate. Voleva scrivere a [[Federico II di Svevia|Federico II]] perché con un editto stabilisse che a [[Natale]] le strade fossero cosparse di granaglie e di grano per gli uccelli: anch'essi dovevano gioire per la nascita del Redentore. Perché non fossero calpestati, scansava dai sentieri i vermi. A Sant'Angelo in Pantanelli, presso Orvieto, viene mostrato tuttora uno scoglio sul Tevere, dal quale avrebbe gettato nel fiume dei pesci che gli erano stati regalati, dicendo: «Fatevi furbi...».
*Signore, le mille voci della Creazione cantano a Te in cielo, sulla terra e nelle acque. [...] Benedici i nostri fratelli più piccoli che ci hai donato come compagni di vita e quelli che in libertà vivono nei deserti, nei mari, nelle foreste. Aiutaci [...] a essere buoni verso tutti gli animali e a bandire ogni crudeltà nei loro confronti. Fa' che possiamo guardarli e onorarli come se al presente uscissero dalle Tue mani.
===[[Cartesio]]===
*Ho presto scoperto chiaramente che tutti {{NDR|i movimenti degli animali}} potevano avere origine dal principio corporeo e meccanico, e da allora in poi ho ritenuto certo e stabilito che noi non possiamo affatto provare la presenza di un'anima pensante negli animali. Non mi preoccupano l'astuzia e l'abilità dei cani e delle volpi, o tutte le cose che gli animali fanno spinti dal desiderio di cibo, sesso o paura; anzi, affermo di poter facilmente spiegare l'origine di tutti loro dalla costituzione dei loro [[organo (anatomia)|organi]].
*Non posso condividere l'opinione di [[Michel de Montaigne|Montaigne]] e di altri che attribuiscono agli animali la capacità di comprendere e di pensare. Non sono preoccupato dal fatto che la gente dice che l'uomo ha l'impero assoluto su tutti gli altri animali; perché sono d'accordo che alcuni di loro sono più forti di noi, e credo che ce ne possano essere anche alcuni che hanno un'astuzia istintiva capace di ingannare gli esseri umani più abili. Ma osservo che loro ci imitano o ci sorpassano solo in quelle delle nostre azioni che non sono guidate dalla ragione.
*Non si è mai saputo di un animale così perfetto da usare un [[segno]] per far capire ad altri animali qualcosa che non esprimesse passione; e non esiste alcun essere umano così imperfetto da non farlo, dato che persino i sordomuti inventano segni speciali per esprimere i loro pensieri. Questa mi sembra un'argomentazione molto forte per provare che la ragione per cui gli animali non parlano come noi non è che a loro mancano gli organi ma che loro non hanno pensieri.
*So che gli animali fanno molte cose meglio di noi, ma questo non mi sorprende. Si può citare questo esempio persino per provare che essi agiscono naturalmente e meccanicamente, come un [[orologio]] che segna il tempo meglio di quanto faccia il nostro giudizio.
===[[Guido Ceronetti]]===
*È più che legittimo che il Papa pensi alla sua Polonia. Ma anche un pappagallo è Polonia. Anche un agnello trascinato al mattatoio è disperata Polonia. Anche una piccola foca bianca del Labrador è Polonia, e addirittura più Polonia della patria polacca che anche noi amiamo. E verso le povere bestie, l'uomo è cento volte Unione Sovietica! Guai a esaltarne la sinistra potenza! La compassione non è divisibile.
*L'animale torturato, straziato e svaginato del proprio essere naturale, in ogni momento di tutti i secoli del predominio umano.<br />Il suo grande {{maiuscoletto|urlo}} dal neolitico attraversa tutto l'arco sgocciolante sangue e lacrime della nostra maledizione in terra... Per chi abbia un cuore che abbia orecchi non è un silenzio, è veramente un ''urlo'' spaventoso, che si avvinghia ai lobi, che ci preme il petto con ginocchio di ferro...
*Tutte le torture, i patimenti, i terrori (per Némesis, ''imperdonabili'') inflitti agli animali appartengono legittimamente al dolore infinito della storia e ne modificano il senso, se ne abbia uno ([[patimento|patire]] è essere modificati: tutta la storia, da quel patire oscuro, invendicato dalla parola, il più privo di giudici e tribunali, è modificata).
===[[Clemente Alessandrino]]===
*Fra gli esseri che sono capaci di muoversi, alcuni si muovono per impulso e rappresentazione, come per esempio gli animali. Altri si muovono per trasposizione, come gli oggetti privi di anima. [...] La facoltà del ragionamento, che è una peculiarità dell'anima umana, non è vincolata all'istinto (come avviene negli esseri animati privi di ragionamento), ma al discernere le rappresentazioni senza lasciarsi coinvolgere da esse.
*Gli animali terricoli e i volatili si alimentano della stessa [[aria]] che permette anche alle nostre anime di respirare. La loro anima, infatti, è fatta della stessa natura dell'aria. Dicono invece che i pesci non respirino quest'aria, bensì quella che, sin dal momento della creazione, è stata mescolata all'acqua così come agli altri elementi.
*Per dirla in breve, il cartaginese Senocrate non depone la generale speranza che anche negli animali privi di ragione vi sia una qualche nozione di Dio. E lo dovrà riconoscere lo stesso [[Democrito]], per quanto possa costargli fatica, se sarà conseguente con i propri princìpi; riteneva infatti che dall'essere divino penetrassero negli uomini come negli animali privi di ragione le stesse immagini provenienti dall'essenza divina.
===[[Licia Colò]]===
*È un dato di fatto che nella maggior parte dei casi ci fa comodo non riconoscere la capacità degli animali di provare sentimenti, di amare, odiare, soffrire e provare paura, se non terrore... Ci fa comodo perché ci nutriamo degli animali e dei loro prodotti, perché di loro ci serviamo in ogni senso.
*La vita dei nostri animali e il loro destino inevitabilmente si intrecciano con i nostri e, se ci pensiamo, raccontando di loro raccontiamo di noi, e viceversa.
*Molti sorridono quando sentono parlare di un animale come se si trattasse di un essere umano... Sono abituata anche a sentire le critiche di chi mi accusa di occuparmi più di animali che di uomini...<br />Ebbene, di costoro non mi curo, perché in genere si tratta proprio di chi impugna questa scusa per non occuparsi di nessuno, né di uomini né di animali.
*Non oso pensare alla tristezza di un [[paradiso]] senza animali, fatto solo per gli uomini... Un luogo senza i loro colori, le loro voci. Una natura vuota di vita animale mi sembra una natura inutile, indegna del paradiso.
*Se ogni uomo è un universo a sé, la stessa cosa vale per gli animali. Non è vero che sono tutti uguali, che si comportano allo stesso modo, che in quanto gatti, ad esempio, sono egoisti e più legati alla casa che a noi.
===[[Étienne Bonnot de Condillac]]===
*Avendo pochi bisogni, gli animali contraggono solo un piccolo numero di [[abitudine|abitudini]], facendo sempre le stesse cose, le fanno meglio.
*Ora, le bestie, imparano a toccare, a vedere, a camminare, a nutrirsi, a difendersi, a vegliare sulla propria conservazione. Fanno dunque scoperte, ma ne fanno solo perché confrontano: inventano dunque. Perfezionano anche: infatti, agli inizi, non sanno tutte queste cose come le sanno quando hanno maggiore esperienza.
*Quando lo crediamo completamente occupato a [[gioco|giocare]], è la natura, in verità, che gioca con l'animale, per istruirlo.
*Se le bestie sentono, sentono come noi.
*Tuttavia, quando si fanno vedere i rapporti che intercorrono tra le nostre operazioni e quelle delle bestie, ci sono uomini che si spaventano. Credono che si confondano gli uomini con le bestie; e alle bestie rifiutano il sentimento e l'intelligenza, sebbene non possano rifiutare né gli organi che ne sono il principio meccanico, né le azioni che ne sono gli effetti.
===''[[Corano]]''===
*Dall'[[acqua]] Allah ha creato tutti gli animali. Alcuni di loro strisciano sul ventre, altri camminano su due piedi e altri su quattro.
*Il bestiame lo ha creato per voi; vi dà calore e profitto, vi dà nutrimento. La sera quando tornano alla stalla, la mattina quando vanno al pascolo, sono per voi spettacolo bello da vedere. Trasportano i vostri carichi in paesi che non raggiungereste senza affanno degli animi, poiché il vostro Signore è buono e pietoso: cavalli, muli ed asini per cavalcatura e per ornamento, e altre cose che non conoscete neppure, Egli crea.
*Non c'è al mondo un solo animale che Dio non lo tenga per il ciuffo della fronte.
*Non vi sono sulla terra bestie, né uccelli volanti sulle loro ali, che non formino una nazione come voi uomini; nulla abbiamo tralasciato nel Libro e tutte le creature verranno riunite a suo tempo presso il loro Signore.
===[[Margherita D'Amico]]===
*Dagli animali siamo attratti, a volte impauriti; costruiamo con loro quotidiani rapporti basati sulle nostre incostanti fantasie.
*Difficilmente riconosciamo gli animali come individui – una sterminata a varia moltitudine di individui – a meno che non si tratti del nostro gatto, cane, cavallo, criceto, con cui abbiamo instaurato una consuetudine, o di qualche soggetto che c'incanti in virtù di un'episodica conoscenza. L'idea che ''quel'' maiale sia più intraprendente di suo fratello, oppure il passero che vediamo scandagliare il terreno accanto alla panchina soffra in modo particolare il freddo, e la mucca con la macchia intorno all'occhio, sì, proprio lei, sia percorsa da brividi angosciati ogni volta che sente rumore di ferraglie, mentre il giovane tonno dal ventre argenteo che nuota in mezzo al branco fili spedito malgrado un piccolo difetto di orientamento. Non siamo abituati a questo genere di percezione, né ci conviene. Tendiamo invece a percepire gli animali come insieme; l'individuo risolto nella specie, o nella razza.
*Singoli soggetti, dotati ciascuno di sensibilità, personalità, sentimenti, intelligenza. Ma noi, nostro malgrado, agli ''altri animali'' seguitiamo a fare perpetuo riferimento psicologico e morale, senza ammettere che non potremmo immaginare il mondo e noi stessi, se un giorno scomparissero. Gli animali ci sono indispensabili, finanche per compiacerci e credere che la nostra diversità ci condurrà in luoghi privilegiati. Essi abitano il nostro linguaggio di ogni giorno, le metafore più ricorrenti, in un perenne confronto di comodo.
===[[Charles Darwin]]===
[[Immagine:Expression of the Emotions Figure 10.png|thumb|Una figura da ''[[L'espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali]]''. «La parte del corpo che cerca le [[carezza|carezze]] e che le fa è sempre quella più sensibile. Se tutto il corpo e i fianchi sono sensibili, in tutta la loro lunghezza, l'animale serpeggia e striscia sotto le carezze; e queste ondulazioni si propagano lungo i muscoli analoghi dei segmenti fino alle ultime parti della colonna vertebrale; la coda si piega e si agita». ([[Louis Pierre Gratiolet|Gratiolet]])]]
*Gli animali inferiori sentono evidentemente come l'uomo il piacere e il dolore, la [[felicità]] e l'infelicità. La felicità è molto chiaramente espressa dai giovani animali, come i cagnolini, i gattini, gli agnelli, quando si trastullano fra loro come i nostri bambini.
*La simpatia, oltre i confini umani, che vuol dire l'umanità verso le bestie, sembra essere fra gli acquisti morali più tardivi. Non sembra che i selvaggi la provino tranne che per quegli animali che prediligono. [...] Questa virtù, una delle più nobili di cui l'uomo sia fornito, sembra derivare per incidente da ciò che le nostre simpatie facendosi più tenere e più espansive e diffuse, vengono a riversarsi su tutti gli esseri senzienti.
*Siccome i cani, i gatti, i cavalli e probabilmente tutti gli animali superiori ed anche gli uccelli, come è confermato da buone testimonianze, hanno [[sogno|sogni]] vivaci, che dimostrano coi movimenti e con la voce, dobbiamo ammettere che posseggano un certo potere d'[[immaginazione]].<br />[...] Sono pochi quelli che vorranno negare che gli animali non siano forniti di un certo potere di [[ragione|ragionare]]. Si possono vedere costantemente animali che si fermano, deliberano e risolvono. È un fatto significativo che, quanto più un naturalista studia le abitudini di un dato animale, tanto più dà spazio alla ragione e meno al semplice istinto.
*Tutti gli animali sentono la ''[[meraviglia]]'', e molti mostrano ''[[curiosità]]''. Talvolta quest'ultima facoltà reca loro danno, come quando il cacciatore si atteggia buffamente e li attira in tal modo.
*Una gran parte delle [[emozione|emozioni]] più complesse sono comuni agli animali più elevati ed a noi. Ognuno può aver veduto quanta [[gelosia]] dimostri il cane se il padrone prodiga il suo affetto ad un'altra creatura; ed io ho osservato lo stesso fatto nelle scimmie. Ciò dimostra che non solo gli animali amano, ma sentono il desiderio di essere amati.
===[[Friedrich Engels]]===
*L'animale si limita a ''usufruire'' della [[natura]] esterna, e apporta ad essa modificazioni solo con la sua presenza; l'uomo la rende utilizzabile per i suoi scopi modificandola: la ''domina''.
*Presso tutte le bestie ha luogo, in misura elevata, lo spreco del [[cibo|nutrimento]], e con esso l'uccisione in germe del nuovo nutrimento. Il lupo non risparmia, come fa il cacciatore, la femmina del capriolo, che gli deve fornire nel prossimo anno i piccoli. [...] Questa «depredazione» propria delle bestie riveste un importante ruolo nella graduale trasformazione delle specie animali, in quanto le costringe ad assuefarsi a un nutrimento diverso dal loro abituale: con ciò nuovi composti chimici entrano nel loro sangue, e tutta la costituzione dell'organismo si altera a poco a poco, finché si estinguono le vecchie specie nelle forme in cui si erano una volta fissate.
*Quel poco che le bestie, anche le più sviluppate, hanno da comunicarsi se lo possono comunicare anche senza linguaggio articolato. Nessuna bestia allo stato di natura sente come una mancanza il fatto di non parlare o di non poter comprendere il linguaggio umano. Le cose stanno in modo del tutto diverso per le bestie che sono state addomesticate dall'uomo [...]. Chi ha avuto consuetudine con queste bestie non si sottrae facilmente all'idea che ci siano parecchi casi nei quali esse, ''adesso'', sentono come una mancanza la loro incapacità di parlare.
===[[Ludwig Feuerbach]]===
*È vero che la natura ha fatto dell'uomo il signore degli animali, ma non gli ha dato soltanto le mani per domarli, ma anche occhi ed orecchi per ammirarli. Quella libertà che all'animale viene strappata dalla mano crudele gli viene restituita dalle orecchie e dagli occhi pietosi. L'amore dell'[[arte]] scioglie le catene nelle quali l'egoismo dell'industria umana ha serrato gli animali.
*Forse che l'uomo abbandonato e respinto non trova nella fedeltà dell'animale, e in questa soltanto, un compenso per l'ingratitudine, la doppiezza e la perfidia del suo prossimo? L'animale non esercita forse sul cuore infranto dell'uomo una salutare influenza conciliatrice? Non c'è forse alla base del culto degli animali anche un senso buono e ragionevole? E non è possibile che ci sembri ridicolo solo perché noi siamo caduti in una [[idolatria]] di altro genere?<br />Non è l'animale che, nella favola, parla al cuore del fanciullo?
*Non dai vertici, ma dalle profondità della natura viene tutto ciò che sostiene l'uomo nel suo agire conscio e volontario [...].<br />Queste entità ausiliatrici, questi spiriti tutelari erano, in particolare, gli animali. Solo per mezzo degli animali l'uomo si sollevò sopra lo stato animale. Solo sotto la loro protezione e con la loro assistenza poté prosperare la messe della [[civiltà]] umana. [...]<br />Da questa importanza che gli animali avevano per l'uomo, soprattutto agli inizi della civiltà, trae la sua piena giustificazione il culto di cui essi erano oggetto. Per l'uomo gli animali erano indispensabili, necessari; da essi dipendeva la sua esistenza umana.
===[[Jonathan Safran Foer]]===
*Chiedersi «che cos'è un animale?» – o, aggiungerei, leggere a un bambino la storia di un cane o difendere i [[diritti degli animali]] – vuol dire andare inevitabilmente a toccare la nostra interpretazione di ciò che significa essere noi e non loro. Vuol dire chiedersi: «che cos'è un essere umano?»
*Chiunque lasci intendere che esista una simbiosi perfetta tra l'interesse dell'[[allevamento|allevatore]] e quello degli animali probabilmente sta cercando di venderti qualcosa (e non è fatta di [[tōfu|tofu]]).
*Gli altri animali possiedono i nostri stessi cinque sensi. E sempre più capiamo che hanno bisogni emotivi, psicologici e comportamentali che l'evoluzione ha creato in loro proprio come in noi. [...] Trascurare le ovvie implicazioni morali di queste somiglianze è facile al mondo d'oggi: è comodo, vantaggioso e frequente. È anche sbagliato.
*Non serve né un filosofo, né un religioso per capire quanto soffrano gli animali.
*Recenti ricerche interdisciplinari nel campo delle scienze umane hanno riscontrato una strabiliante quantità di modi in cui la nostra interazione con gli animali riflette o plasma la nostra [[conoscere se stessi|comprensione di noi stessi]].
===[[Fulvio Grimaldi]]===
*Gli animali hanno un'intelligenza analoga e diversa. Per l'armonia del sistema e adattamento ai mutamenti, nettamente "superiore". Che è quella di saper vivere, collaborare, selezionarsi, difendersi, preservare l'ambiente, l'ecologia (scienza della casa), riprodursi sessualmente in coppia e, in certi casi, anche da soli (batteri, unicellulari, amebe). E i cani, come i lupi, sono esseri sociali, vivono e si regolano in branco. Hanno avuto l'intelligenza e la generosità di permetterci di sostituirci, noi famiglia, al loro branco. Sanno che è la comunità a garantirne il benessere, la felicità, la continuità, come compito primordiale e ultimo di ogni vivente. Vengono amati dai giusti e maltrattati dagli ingiusti proprio per questo.
*Gli animali, oltre a essere miliardi di miliardi volte più numerosi di noi, sono anche, tutti quanti, più indispensabili a quello che conta sul pianeta: la vita. Che, in quanto tale, vale di più della mia, della tua, della sua e degli altri.<br>Più indispensabili, le persone senza parola, perché, di noi umani, più intelligenti biologicamente (preservarsi), socialmente (organizzare le comunità) ed ecologicamente (curare la casa). E probabilmente anche economicamente, dato che non fanno danno e tengono tutto insieme ed in equilibrio.
*Tocca ammettere che gli animali, dal bruco all'ippopotamo, dal mio bassotto Ernesto al tuo canarino Titti, ci sono superiori anche eticamente. [...] Quanto a moralità, la loro psiche, pur spesso complessa quanto noialtri solipsisti neanche immaginiamo, non si è evoluta al punto da riservare spazi per la malvagità, la crudeltà, l'invidia, la soddisfazione per il malessere dell'altro, del concorrente, del nemico. Quasi quasi non riusciamo neanche a concepire come possa esistere un essere che sente, riflette, prova dolore, gioia, paura, risentimento, gelosia, amore, erotismo, solidarietà, risentimento, dubbio, memoria, attesa, delusione, eccetera eccetera, ma che non provi odio, non sappia di cattiveria e non voglia fare del male. C'è da sospettare che proprio per questo, il "Creatore" abbia ordinato all'uomo di dominarlo e sottometterlo, l'animale.
===[[Margherita Hack]]===
*Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente sia un po' come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano.
*Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devon considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per questo, dobbiamo abusare di loro.
*Quando vedo un animale, quando vedo il suo comportamento, soprattutto dal punto di vista affettivo e istintivo, mi riconosco. Son tanto simili a noi.
===[[Paul Henri Thiry d'Holbach]]===
*Gli uomini [...] invece d'inorgoglirsi, male a proposito, per le loro facoltà mentali, non saranno costretti ad ammettere che spesso quelle facoltà li rendono più infelici delle bestie, nelle quali non troviamo né le credenze, né i pregiudizi, né le vanità, né le follie che mettono continuamente a dura prova il benessere dell'uomo?
*L'animale non è impressionato dagli stessi oggetti che fanno colpo sull'uomo. Non ha né gli stessi bisogni, né gli stessi desideri, né le stesse fantasie. Giunge molto rapidamente alla maturità, mentre nulla accade più raramente che vedere lo spirito umano godere completamente delle sue facoltà, esercitarle liberamente, farne un uso conveniente per la propria felicità.
*Le sragionevolezze umane, a chi le esamini con gli occhi della ragione, fanno dileguare ben presto la superiorità che, tanto arbitrariamente, l'uomo si arroga sugli altri animali.<br />Quanti animali mostrano più bontà, riflessione e ragionevolezza dell'animale che si considera ragionevole per antonomasia! [...] Si sono mai viste delle bestie feroci della stessa specie darsi appuntamento nelle pianure per sbranarsi e annientarsi senza alcun vantaggio? Si sono forse viste scoppiare guerre di religione tra gli animali?
===[[David Hume]]===
*Dalla somiglianza delle azioni esteriori degli animali con quelle che noi stessi compiamo, possiamo inferire che quelle interiori assomigliano anch'esse alle nostre.
*È evidente che la ''[[simpatia]]'', ovvero il comunicarsi delle passioni, si riscontra tra gli animali non meno che tra gli uomini. Frequentemente gli animali si comunicano l'un l'altro la paura, la collera, il coraggio [...]. Ed è degno di attenzione il fatto che sebbene quasi tutti gli animali adoperino, giocando, la stessa parte del corpo che usano per combattere [...], pur tuttavia essi evitano con la massima attenzione di fare del male ai propri compagni, anche quando non abbiano nulla da temere dal loro rancore; tutto ciò rappresenta una chiara prova della sensibilità che le bestie possiedono per il dolore e il piacere reciproco.
*L'[[orgoglio]] e l'[[umiltà]] non sono soltanto passioni umane, ma si estendono a tutta la creazione animale.
*Subito dopo il ridicolo di negare una [[verità]] evidente, c'è quello di darsi molta pena per difenderla, e nessuna verità appare più evidente di questa: gli animali sono dotati di pensiero e di ragione come gli uomini. Gli argomenti in questo caso sono così ovvi che non sfuggono nemmeno alla persona più stupida e ignorante.
*Tra gli animali l'[[amore]] non ha per suo oggetto soltanto gli animali della stessa [[specie]], ma si estende fino a comprendere quasi tutti gli esseri sensibili e pensanti. È del tutto naturale che un cane ami l'uomo, che è al di sopra della sua stessa specie, e molto frequentemente ne riceve in cambio dell'affetto.
===[[Immanuel Kant]]===
*Essendo, dunque, gli atti degli animali analoghi a quelli umani e derivando dagli stessi princìpi, in tanto noi abbiamo dei doveri verso di essi in quanto, osservando questi, noi promuoviamo quelli verso l'umanità. Chi perciò facesse uccidere il proprio cane, non essendo questo più in grado di guadagnarsi il pane, non agirebbe affatto contro i doveri riguardanti i cani, i quali sono sprovvisti di giudizio, ma lederebbe nella loro intrinseca natura quella socievolezza e umanità, che occorre rispettare nella pratica dei doveri verso il genere umano. Per non distruggerla, l'uomo deve mostrare bontà di cuore già verso gli animali, perché chi usa essere crudele verso di essi è altrettanto insensibile verso gli uomini. Si può conoscere il cuore d'un uomo già dal modo in cui egli tratta le bestie.
*In conclusione, i nostri doveri verso gli animali sono indirettamente doveri verso l'umanità.
*Quanto più ci si dedica all'osservazione degli animali e del loro comportamento, tanto più si prova amore per essi, al vedere quante cure essi riservino ai loro piccoli.
*Si può ammettere che gli animali siano considerati come strumenti dell'uomo; ma è assolutamente inaccettabile che essi ne costituiscano il gioco.
===[[Julien Offray de La Mettrie]]===
*Dagli animali all'uomo la transizione non è violenta: i veri filosofi ne converranno. Che cos'era l'uomo prima dell'invenzione delle parole e della conoscenza delle lingue? Un animale appartenente alla specie umana, che con molto meno istinto naturale degli altri, di cui allora non si credeva re, si distingueva dalla [[scimmia]] e dagli altri animali solo come la scimmia si distingue da questi ultimi, cioè grazie a una fisionomia esprimente maggior discernimento.
*Malgrado tutti questi vantaggi che l'uomo ha sugli animali, è ancora un onore per lui metterlo nella loro stessa classe. È d'altronde innegabile che fino ad una certa età egli è più animale di loro perché nascendo porta con sé un minore istinto. Qual è l'animale che morirebbe di fame in mezzo ad un fiume di [[latte]]? Solo l'uomo. [...]<br />Egli si nasconde come se si vergognasse di provare il piacere e di esser fatto per la felicità, mentre gli animali si gloriano di essere ''[[cinismo|cinici]]''. Privi di educazione, essi sono privi anche di pregiudizi.
*Non mi si obietti che gli animali sono nella maggior parte esseri feroci, incapaci di sentire il male che fanno. Forse che tutti gli uomini sanno distinguere meglio i vizi e le virtù? [...] Gli uni e gli altri possono essere più o meno feroci per temperamento, e lo divengono ancor più a contatto con coloro che lo sono. Ma un animale dolce, pacifico, che vive con altri animali simili e si ciba di alimenti dolci sarà nemico del sangue e della carneficina, e arrossirà nel suo interno per averne versato: forse con questa differenza da noi, che siccome in lui tutto è sacrificato ai bisogni, ai piaceri e ai comodi della vita di cui gode più di noi, i suoi rimorsi non sembra debbano essere altrettanto vivi dei nostri.
===[[Gottfried Wilhelm von Leibniz]]===
*Come oggi parecchi autorevoli ricercatori hanno stabilito che, già prima della concezione, gli animali si trovano nascosti nei semi sotto la forma di animaletti invisibili, sicché la generazione dell'animale non è altro che un'evoluzione ed un accrescimento, e perciò l'animale naturalmente non comincia, ma si trasforma; così è ragionevole che ciò che naturalmente non comincia, naturalmente non finisca, onde la [[morte]] non è che un'involuzione e diminuzione dell'animale che, dallo stato di animale grande, ritorna a quello di animale piccolo.
*Il ragionamento vero e proprio dipende dalle verità necessarie od eterne, come son quelle della logica, dell'aritmetica, della geometria, che costituiscono la connessione indubitabile delle idee, e le conseguenze che non possono mancare. Gli animali che non colgono tali connessioni sono chiamati bestie; quelli, invece, che conoscono le verità necessarie, son propriamente coloro che vengono chiamati animali ragionevoli, e le loro anime son dette spiriti.
*Secondo l'opinione comune le anime delle bestie periscono; e, secondo i [[Cartesianesimo|Cartesiani]], non v'è che l'uomo il quale abbia veramente un'anima, ed abbia anche percezione ed appetito; opinione che non sarà mai approvata, ed in cui s'è caduti perché s'è visto che bisognava, o riconoscere alle bestie anime immortali, o confessare che l'anima dell'uomo potesse essere mortale.
===[[Leonardo da Vinci]]===
[[Immagine:The Lady with an Ermine rodent.jpg|thumb|Un ermellino dipinto da Leonardo (dettaglio della ''Dama con l'ermellino'')]]
*Gli animali sono esemplo de la vita mondiale.
*L'omo e li animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura di animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte, guaina di corruzione.
*L'uomo ha grande [[discorso]] del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma è utile e vero.
*La piú importante cosa che ne' discorsi della [[pittura]] trovar si possa, sono i movimenti appropriati agli accidenti mentali di ciascun animale, come desiderio, sprezzamento, ira, pietà e simili.
*Uscirà dalla terra animali vestiti di tenebre, i quali, con maravigliosi assalti, assaliranno l'umana generazione, e quella da feroci morsi fia, con fusion di sangue, da essi divorata.
===[[Martin M. Lintner]]===
*Anche se c'è una differenza tra la specie umana e quelle animali, i racconti {{NDR|della ''[[Genesi]]''}} sottolineano che tra tutti gli esseri viventi esiste una comunione profonda. Ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci distingue. Anche l'interpretazione del versetto che impone di soggiogare la terra e dominare sugli animali (Gen 1,28), modulata sulla base di una rinnovata sensibilità per la terminologia ebraica, fa emergere un'immagine dell'uomo che prima di tutto deve coltivare la terra come casa comune di vita per tutte le creature e, in particolare, prendersi cura anche degli animali. Un altro aspetto importante è che gli animali non fanno parte solo dell'ordine della creazione, ma sono inclusi anche nella storia di salvezza: dopo il diluvio Dio stabilisce la sua alleanza con tutti gli animali della terra (Gen 9,10). Anche l'evento salvifico di Cristo include tutta la creazione e quindi gli animali.
*Per molte persone la relazione con un animale si traduce nell'esperienza di potersi prendere cura di un essere vivente e di sentirsi accettati in modo incondizionato. Il cane non mi giudica secondo l'apparenza o il successo, ma gode semplicemente della mia presenza. Il contatto regolare con un animale aiuta a diminuire solitudine e depressione. Inoltre molte specie hanno una particolare sensibilità per lo stato d'animo di un uomo e di conseguenza capacità empatiche che sono stupende.
*Se Dio, con il suo amore creativo, ha voluto gli animali, allora sicuramente li vorrà includere anche nel suo amore eterno e provvedere per loro una forma di compimento al di là della vita terrestre.
===[[Konrad Lorenz]]===
*Come l'origine dell'uomo è passata attraverso la condizione animale, così la chiave della comprensione dell'uomo passa attraverso la conoscenza degli animali.
*Gli animali ci aiutano a ristabilire quell'immediato contatto con la sapiente realtà della natura che è andato perduto per l'uomo civilizzato.
*Il nostro amore per loro si misura proprio dai sacrifici cui siamo disposti a sobbarcarci.
*Purtroppo gli animali superiori hanno una capacità e una tendenza a combinar disastri direttamente proporzionale alla loro [[intelligenza]].
*Quando ci sentiamo toccati emotivamente dal [[comportamento]] di un animale, ciò è sicuro indicatore del fatto che abbiamo scoperto intuitivamente una somiglianza tra comportamento animale e umano. [...] L'accendersi della nostra risposta emotiva, della nostra «commozione» è dunque un segno certo di una forte somiglianza tra comportamento animale e comportamento umano.
*Sono pienamente convinto, dico pienamente, che gli animali hanno una [[coscienza]]. L'uomo non è il solo ad avere una vita interiore soggettiva.
===[[Danilo Mainardi]]===
*Esistono animali che si [[somiglianza|assomigliano]] senza essere parenti: vivendo nello stesso ambiente tendono evolutivamente pian piano ad assomigliarsi.
*La [[mente]] degli animali non è migliore né peggiore della nostra. Semplicemente è adatta per altri stili di vita.
*Nessun [[rito]] vale la sofferenza d'un singolo animale.
*Noi esseri umani veniamo al mondo con una forte curiosità per tutti gli animali, curiosità che è scritta dentro nei nostri geni [...]. La nostra specie, per decine di migliaia di anni, è vissuta immersa nella natura e in quel lungo spazio temporale era indispensabile, per la sua sopravvivenza, saper interagire, e conoscendoli davvero, con gli altri esseri che con noi condividevano il medesimo ambiente.
*Non c'è animale, se conosciuto, che non sia bello.
*Quando capiremo, a fatti e non a parole, che le scelte esercitate contro gli animali sono anche scelte contro di noi?
===[[Piero Martinetti]]===
[[Immagine:Jan Bruegel d. Ä. 003.jpg|thumb|Un ''Paradiso'' con animali, dipinto da Bruegel il Vecchio. «Se il [[Paradiso]] esiste è giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e l'apparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni». ([[Giorgio Celli]])]]
*Anche gli animali sono capaci di moralità, di affetto, di riconoscenza: anch'essi godono e soffrono ed esprimono coi mezzi più suggestivi i sentimenti che essi provano: il dolore delle bestie perseguitate a morte, delle madri ferite che supplicano per i loro figli, ha qualche cosa di umano.
*Gli animali partecipano dunque dell'intelligenza e della ragione, ossia della natura umana: sono esseri affini a noi e il presentimento pietoso non ci inganna quando nei loro occhi leggiamo l'unità profonda che ad essi ci lega.
*Il problema dell'avvenire spirituale si riferisce a tutti i principi senzienti che sono nel mondo sensibile; il riferire all'uomo questo privilegio è un grossolano antropocentrismo. [...] sotto l'aspetto morale la [[rassegnazione]] e la [[mitezza]] con cui l'animale sopporta il suo destino può stare a pari di qualunque valore morale umano. [...] Se le sofferenze inique e crudeli a cui una gran parte degli animali è soggetta non avessero alcun senso, ciò sarebbe nel più alto grado inconciliabile con la giustizia e la bontà divina. [...] Questo solo sappiamo; che ciò che era degno di vivere, vivrà.
*L'animale non è puramente [[istinto|istintivo]], la sua vita non è un semplice meccanismo d'istinti. [...] Resta sempre un elemento di spontaneità. [...] Ogni animale ha in maggiore o minor misura una certa spontaneità, un'intelligenza individuale, che del resto è stata l'origine prima degli istinti stessi.
*Negli animali non soltanto l'attività, ma gli stessi atteggiamenti, i gesti, la fisionomia tradiscono l'espressione di una vita interiore: una vita forse estremamente diversa e lontana dalla nostra, ma in ogni modo ha anch'essa il carattere della coscienza e non può essere ridotta ad un semplice meccanismo fisiologico.
===[[Jeffrey Moussaieff Masson]]===
*Benché gli animali non scrivano autobiografie, come le intendiamo noi, è possibile scriverne la [[biografia]]. Essi sono individui e membri di gruppi, con storie complesse che hanno luogo in un mondo concreto, e che implicano un gran numero di stati emozionali complessi. Sono esseri senzienti che hanno una percezione emozionale di tutta la loro vita, esattamente come noi.
*Ci sono persone che hanno [[sofferenza|sofferto]] molto e che sembrano possedere una conoscenza dei recessi del sentimento umano irraggiungibili a tutti gli altri. Forse vorrebbero condividerla, ma spesso noi non siamo in grado di ascoltare. Stranamente gli animali mi danno la stessa impressione.
*Forse per noi umani è possibile cambiare direzione, guardare agli animali non come a rivali o a un'altra specie da colonizzare, ma come a modelli per realizzare qualcosa che ci è sfuggito durante tutta la nostra storia evolutiva. Se gli animali possono imparare a vivere in armonia, e a volte persino in amicizia, con le altre specie, osservare questa straordinaria capacità non può fungere da catalizzatore per noi?
*La cosa più importante che possiamo chiedere a proposito di qualsiasi animale è: che cosa lo rende felice? Spesso gli etologi si sono desolatamente arresi, come se ci fosse impossibile rispondere a un quesito tanto complesso. Non è vero. In realtà la risposta è semplicissima. La conosciamo ''tutti'': un animale è felice quando fa quello che l'[[evoluzione]] l'ha portato a fare in natura. Qualsiasi limitazione di spazio, di rapporti e di durata della vita crea condizioni per l'infelicità.
===[[Jean Meslier]]===
*Benedette siano le nazioni che trattano benignamente e favorevolmente gli animali, che compatiscono le loro miserie e i loro dolori. Maledette siano le nazioni che li trattano crudelmente, che li tirannizzano, che amano spargere il loro sangue, che sono avide di mangiare la loro carne.
*Come sarebbe ridicolo affermare che gli animali non vivono, col pretesto che la loro vita non è né rotonda né quadrata, ugualmente è ridicolo sostenere che essi non hanno conoscenze e sensazioni col pretesto che le loro conoscenze e sensazioni non possono essere cose rotonde o quadrate; e così i cartesiani si rendono ridicoli, quando, servendosi di un pretesto così sciocco e basandosi su motivazioni tanto inconsistenti, affermano che gli animali mangiano senza provare alcun piacere, gridano senza sentir dolore, non sanno niente, non desiderano niente, non temono niente. L'esperienza dimostra chiaramente il contrario.
*È una crudeltà, una barbarie uccidere, accoppare, sgozzare animali che non fanno niente di male; essi sono sensibili al male e al dolore come noi, malgrado ciò che dicono vanamente, falsamente e ridicolmente i nostri nuovi cartesiani che guardano a loro come pure macchine senz'anima e senza alcun sentimento [...]. Ridicola opinione, massimamente perniciosa, detestabile dottrina che tende manifestamente a soffocare nel cuore degli uomini tutti i sentimenti di bontà, di dolcezza e di umanità che potrebbero avere per questi poveri animali.
===[[Mary Midgley]]===
*Gli animali non esistono solo perché noi ce ne possiamo servire [...]. Essi sono la classe a cui anche noi apparteniamo; e noi non siamo che una piccola minoranza in mezzo a loro. È ragionevole pensare che dovremmo considerarli seriamente.
*Il fatto che alcune persone siano superficiali riguardo agli animali non vuol dire che l'argomento non sia serio. Gli animali non sono soltanto una delle cose con cui ci svaghiamo, come la gomma da masticare e lo sci d'acqua, ''essi sono il gruppo stesso cui noi apparteniamo''. Noi non siamo semplicemente alquanto simili agli animali, noi ''siamo'' animali. La nostra diversità dai nostri parenti può essere considerevole, ma il confronto è sempre stato, e deve essere, cruciale per la visione che abbiamo di noi stessi.
*Il punto centrale è che gli animali chiaramente conducono una vita molto più strutturata e meno caotica di quanto generalmente non si fosse abituati a pensare e sono quindi, sotto certi aspetti ben definiti, molto meno diversi dagli uomini. C'è ancora una notevole differenza ma è una differenza diversa. Tradizionalmente l'umanità si è felicitata con se stessa di trovarsi su un'isola di ordine in un mare di caos; [[Konrad Lorenz|Lorenz]] e gli altri hanno dimostrato che sono tutte fanfaluche. Ne conseguono molti cambiamenti nella nostra visione dell'uomo, poiché tale visione fu costruita su un supposto contrasto fra l'uomo e gli animali, generato dal fatto di vedere gli animali non così come sono, bensì come proiezioni delle nostre paure e dei nostri desideri.
===[[Michel de Montaigne]]===
*Bisogna che osserviamo la parità che c'è fra noi {{NDR|e le bestie}}. Noi comprendiamo approssimativamente il loro sentimento, così le bestie il nostro, pressappoco nella stessa misura. Esse ci lusingano, ci minacciano e ci cercano; e noi loro.<br />Del resto, vediamo in modo evidente che c'è fra loro una piena e totale comunicazione, e che esse si capiscono fra loro, non solo quelle della stessa specie, ma anche quelle di specie diverse.
*Esse hanno parecchie qualità che si avvicinano alle nostre; da queste, per confronto, noi possiamo trarre qualche congettura; ma quello che è loro particolare, come possiamo sapere che cosa sia?
*La [[presunzione]] è la nostra malattia naturale e originaria. [...] È per la vanità di questa stessa immaginazione che egli {{NDR|l'uomo}} si uguaglia a Dio, che si attribuisce le prerogative divine, che trasceglie e separa se stesso dalla folla delle altre creature, fa le parti agli animali suoi fratelli e compagni, e distribuisce loro quella porzione di facoltà e di forze che gli piace. Come può egli conoscere, con la forza della sua intelligenza, i moti interni e segreti degli animali? Da quale confronto fra essi e noi deduce quella bestialità che attribuisce loro?
*Le bestie hanno ragione a considerare noi bestie, come noi le consideriamo.
*Noi constatiamo ampiamente, nella maggior parte delle loro opere, quanta superiorità abbiano gli animali su di noi, e quanto la nostra arte sia insufficiente a imitarli.
*Per cui è chiaro che non è per un vero ragionamento, ma per una folle superbia e ostinazione che noi ci mettiamo al di sopra degli altri animali e ci isoliamo dalla loro condizione e compagnia.
===[[Desmond Morris]]===
*Gli animali combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare.
*La prima legge sull'attrazione degli animali {{NDR|da parte dei [[bambini]]}} dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito."
*Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'[[aggressività]] è il predominio, non la distruzione.
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*Anche quel senso della verità, che in fondo è il senso della sicurezza, l'uomo l'ha in comune con l'animale: non ci si vuol lasciar ingannare, non si vuol esser tratti in errore da noi stessi, si presta un diffidente ascolto all'esortazione delle proprie passioni, ci si domina e si rimane in agguato contro se stessi; tutto questo l'animale lo comprende parimenti all'uomo, anche in lui il [[dominio di sé]] si sviluppa dal senso del reale (dalla saggezza). Parimenti l'animale osserva gli effetti che esercita sulla rappresentazione di altri animali, e da lì impara a rivolgere il suo sguardo indietro su se stesso, a considerarsi «oggettivamente»; così ha il suo grado di [[autocoscienza]]. L'animale giudica i movimenti dei suoi nemici e amici, impara a memoria le loro peculiarità, su queste si regola.
*Gli uomini più profondi hanno sempre provato compassione per gli animali.
*Temo che gli animali vedano nell'uomo un essere loro eguale che ha perduto in maniera estremamente pericolosa il sano intelletto animale: vedano cioè in lui l'animale delirante, l'animale che ride, l'animale che piange, l'animale infelice.
===[[Anna Maria Ortese]]===
*Chi [[tortura]] gli animali paga già nella sua miseria. Sono contro la debolezza umana e a favore della forza che le povere bestie ci dimostrano tutti i giorni perdonandoci.
*Ci sono momenti in cui un [[albero]] ci si mostra improvvisamente ''umano'', ''stanco''. Altri momenti che un'umile bestia (o ciò che crediamo tale) ci guarda in modo tanto quieto, benevolo, profondo, tanto puro, consapevole, amoroso, «divino», da farci balenare l'idea di una comune Casa, un comune Padre, un comune Paese, un Reale tanto felice e beato, dal quale partimmo ''insieme'', per naufragare in questo.
*Insegnerei poi nelle scuole cos'è veramente (nei suoi lati immondi) il celeste impero umano, e com'è notturna ma sacra, dolorosa ma spesso così dolce, l'oscura e umile nazione degli animali.
*La parola bestia, poi, non ha senso nella [[Creazione (teologia)|Creazione]], dove il soffio è tutto, in tutte le forme che variano – e ugualmente apre alla visione e all'esperienza oscura ''tutti gli occhi'': quelli di [[William Shakespeare|Shakespeare]] e quelli del cane [[Sperimentazione animale|da laboratorio]], che fissano una finestra chiamando Dio, a loro modo.
===[[George Orwell]]===
*L'Uomo è l'unica creatura che consumi senza produrre. Non dà latte, non depone uova, è troppo debole per tirare l'aratro, non corre abbastanza veloce da catturare un coniglio. Però è padrone di tutti gli animali. Li fa lavorare e in cambio concede loro il minimo necessario alla sussistenza, tenendo il resto per sé. Il nostro lavoro dissoda la terra, il nostro escremento la fertilizza, tuttavia non c'è fra noi chi possegga altro che la nuda pelle.
*''Tutti gli animali sono [[uguaglianza|uguali]].'' (ma alcuni sono più uguali degli altri)
*Una volta compiuto il primo anno di vita, nessun animale d'Inghilterra conosce il significato delle parole felicità e riposo. Nessun animale d'Inghilterra è libero. La vita degli animali è sofferenza e schiavitù: ecco la nuda verità.
===[[Plutarco]]===
*Anche nell'animale più portato all'affetto si trova una componente di coraggio, anche in chi è nobile d'animo si trova la docilità e, allo stesso modo, la furbizia e l'intelligenza non sono disgiunte dall'ardore e dal coraggio.
*L'anima migliore infatti è quella che produce la [[virtù]] senza fatica, come se fosse un frutto spontaneo. [...] Pertanto [...] l'anima delle bestie è naturalmente più nobile e compiuta quanto a produzione di virtù. Essa infatti, senza ricevere alcuna disposizione e senza che nessuno glielo insegni, produce e fa sviluppare in maniera conforme a natura, come se fosse un terreno non arato e non seminato, le virtù appropriate per ciascun essere vivente.
*Tu vedi i combattimenti delle fiere fra di loro e con gli uomini, come sieno senz'inganno e senz'arte, e come si difendano e facciano vendetta con palese e nudo ardire e con verace forza, e come non per comandamento di legge, né per temenza di pena da darsi a chi abbandona il campo, ma per natura fuggano l'esser vinti, e soffriscano gli ultimi mali per mantenersi invitti. [...] E quant'a quelle fiere che con lacci ed inganni furon prese dagli uomini, allorché sono in matura età e perfetta, tutte sdegnano il cibo e soffrono la sete, conducendosi a tale stremità, che ben mostrano d'amar meglio la morte che la servitù. [...] Onde è manifesto che gli animali sono ben disposti per natura all'ardire e al valore.
===[[Porfirio]]===
*Dopo il [[parto]] ogni animale netta il suo piccolo come se stesso. L'osservazione dimostra che gli animali sono sempre in ordine e si presentano a colui che li nutre con manifestazioni di gioia, sapendo riconoscere il proprio padrone e denunciare l'uomo malevolo. E chi non sa quale rispetto della giustizia verso gli altri si ritrovi fra gli animali che vivono in società, tra le formiche, le api e i loro simili?
*Gli animali sembrano possedere una [[sensibilità]] ben superiore alla nostra.
*La natura [...] li ha resi bisognosi degli uomini, e gli uomini bisognosi degli animali, inscrivendo nella loro natura il dovere di giustizia verso gli uomini, e negli uomini il dovere di giustizia verso di loro. E se ve ne sono che attaccano l'uomo, di questo non c'è da stupirsi; perché è vero, come dice [[Aristotele]], che se il cibo fosse offerto agli animali a profusione, essi non sarebbero feroci né tra loro né verso di noi, i loro odi e le loro amicizie derivano solo dalla necessità di assicurarsi il nutrimento, ancorché limitato allo stretto necessario, e lo spazio vitale.
*Ma un solo vizio è loro sconosciuto, la malevolenza per colui che si manifesta loro amico: essi rispondono sempre con una amicizia assoluta. E tanto grande è la loro fiducia nell'uomo benevolente, che lo seguono dovunque li conduca, fosse anche al sacrificio o a un pericolo manifesto.
*{{NDR|Gli [[Antico Egitto|egizi]]}} seppero bene che dio era passato non solo attraverso l'uomo e che l'anima non aveva posto il suo tabernacolo solamente nell'uomo, ma che essa era penetrata quasi in tutti gli animali. Perciò, nel costruire immagini degli [[dèi]], presero assieme all'uomo ogni tipo di animale e mescolarono in qualche modo il corpo dell'uomo con quello di animali o di uccelli. [...] Indicano chiaramente con queste raffigurazioni che gli animali sono uniti fra di loro per volere divino, e che, sia domestici che selvatici, ci sono affini non senza un volere divino.
===[[Jean Prieur]]===
*Invece di sacrificare gli animali, lasciateli liberi. Lasciateli cercare l'erba, l'acqua e la carezza del vento. Gli animali che uccidete vi hanno dato il tributo del loro latte e della loro lana. Hanno posto la fiducia fra le vostre mani che ora li sgozzano.
*L'animale manifesta il dolore allo stesso modo dell'uomo. È in questa occasione che possiamo notare la somiglianza di questi due esseri, in questi momenti tragici in cui l'orgoglio del secondo è annientato.
*Se per ''anima'' intendiamo la parte incorporea dell'essere, sede della sensibilità, del giudizio e della volontà, fonte dei pensieri, dei desideri e delle passioni, ebbene sì, gli animali hanno un'anima.<br />Se per ''anima'' intendiamo il coraggio, i sentimenti nobili, gli istinti generosi di un essere, considerato dal punto di vista morale, ebbene sì, gli animali hanno un'anima.<br />Se per ''anima'' intendiamo un'entità immateriale, ma pur tuttavia sottile e sostanziale, che si separa dal corpo nel momento della morte; se per ''anima'' s'intende una copia conforme dell'essere, che riproduce fedelmente ciò che egli fu nella sua vita e che gli consente di continuare a vivere in un altro mondo, ebbene sì, gli animali hanno un'anima.
===[[Hermann Samuel Reimarus]]===
*La percezione sensitiva basta agli animali, in quasi tutti i casi, per conoscere e distinguere gli individui e la loro specie; questa maniera di rappresentarsi gli oggetti ha molte analogie con l'intelligenza umana. La sola percezione sensitiva rende agli animali un servizio per i loro bisogni pari a quello che gli uomini si possono procurare attraverso le conoscenze che sono il frutto della loro intelligenza.
*Le bestie hanno organi sensibili interamente analoghi ai nostri che rispondono al cervello tramite la vibrazione dei nervi e delle fibre. Dopo aver stabilito che esse ricevono, come noi e attraverso la stessa via, le impressioni che gli oggetti esterni hanno causato sui loro organi, se ne può concludere ch'esse hanno, come noi, la facoltà di rappresentarsi gli oggetti e di condursi secondo gli stessi princìpi che determinano il nostro istinto rappresentativo.
*Non può esistere alcun animale, come corpo animato e organizzato, che non sia dotato di qualche percezione, e conseguentemente non sia provvisto di organi sensitivi. La sensazione non può assolutamente giungere nei corpi che attraverso le fibre e i princìpi nervosi che rispondono agli occhi, alle orecchie, al naso, alla bocca e alle altre parti del corpo. Bisogna distinguere gli animali perfetti che, come l'uomo, essendo dotato dei cinque sensi, possono toccare, gustare, sentire, intendere e vedere, da quelli che sono privi di uno o più sensi.
===[[Gerolamo Rorario]]===
*Ciò che accade agli uomini accade parimenti agli animali. Inoltre, poiché non invidiano la gloria altrui, non suscitano discordia, non si struggono per l'altrui fortuna. Perciò, dato che non sono gravati da molte malattie dell'anima, vedono più acutamente, valutano in modo più equo, provvedono a se stessi e agli altri più volentieri.
*E tuttavia noi chiameremo uomini da umanità coloro che si sono comportati sempre in modo truculento nei confronti degli animali? E chiameremo fiere da ferinità coloro che non nuocciono, se non provocati o per fame?
*Mi ha a lungo tormentato questa opinione – risposi – che spesso gli animali siano più razionali dell'uomo e che nulla ci sia stato elargito che non sia stato dato anche ad essi. [...] che cosa fa sì che gli animali selvatici siano più forti degli uomini poiché combattono senza inganno e senza frode e muoiano combattendo piuttosto che ritirarsi per paura? o più temperanti, poiché la cornacchia osserva la vedovanza per nove anni?
===[[Hans Ruesch]]===
*È difficile conoscere a fondo gli animali senza prenderli in simpatia. Io non conosco un sol caso in cui l'amore per gli animali si sia tramutato in odio; invece molti in cui l'odio o l'indifferenza per gli animali fondati appunto sull'ignoranza della loro vera natura ha preso la direzione opposta.
*Il desiderio di proteggere gli animali scaturisce inevitabilmente dalla più approfondita conoscenza di essi, dalla scoperta che sono creature sensibili e intelligenti, enormemente desiderose di affetto, nonché affettuose, ma indifese in un mondo crudele e incomprensibile, esposte a tutti i soprusi dei dominatori. Gli zoofobi vorrebbero dar a intendere che l'amore per gli animali va a scapito dell'amore per l'uomo. È vero esattamente il contrario. L'amore per gli animali è qualcosa in più, non in meno. [...] E chi ama gli animali li ama anzitutto per le qualità "umane" che essi dimostrano: intendendo però quelle che l'uomo manifesta quando è al suo meglio, non quando è al suo peggio.
*L'amore dell'uomo per l'animale è comunque sempre inferiore, come intensità e completezza, all'amore che l'animale porta all'essere umano che ha saputo conquistarne l'affetto. L'uomo è il fratello maggiore, che ha mille preoccupazioni, attività e interessi diversi: invece per l'animale che si è affezionato a un essere umano, costui diventa tutto per lui.
*L'uomo ha o dovrebbe avere pietà soprattutto degli orfani, dei bambini maltrattati, dei vecchi, dei malati, di tutti gli indifesi e i sopraffatti. Tra questi ultimi figura la più parte degli animali. E noi non dobbiamo domandarci se essi hanno un'anima, o se sono capaci di ragionare, o di parlare, o di contare, ma dobbiamo domandarci una cosa sola: «Sono capaci di soffrire?»<ref>Cfr. [[Jeremy Bentham]]: «La domanda da porsi non è se sanno ragionare, né se sanno parlare, bensì se possono soffrire».</ref> E per loro sfortuna essi ne sono fin troppo capaci.
===[[Arthur Schopenhauer]]===
[[Immagine:Pair of Merops apiaster feeding.jpg|thumb|Una coppia di gruccioni. «Due begli uccelli, l'un l'altro compagno, abitano assieme sul medesimo albero. L'uno si ciba del dolce frutto del pippala, l'altro, senza mangiare, con lo sguardo tutto abbraccia». (''[[Muṇḍaka Upaniṣad]]'')]]
*Gli animali sono, assai più di noi, soddisfatti per il semplice fatto di esistere [...]. Questa dedizione totale al [[presente]], propria degli animali, è la precipua causa del piacere che ci danno gli animali domestici.
*Il [[Bramanesimo|bramanesimo]] e il [[Buddhismo|buddismo]], fedeli alla verità, riconoscono decisamente la palese parentela dell'uomo, come in generale con l'intera natura, così anzitutto con la natura animale e, mediante la [[metempsicosi]] e in altri modi, rappresentano l'essere umano come collegato strettamente con il mondo degli animali.
*Nessun essere, eccetto l'uomo, si stupisce della propria [[esistenza]]; per tutti gli animali essa è una cosa che si intuisce per se stessa, nessuno vi fa caso. Nella pacatezza dello sguardo degli animali parla ancora la saggezza della natura; perché in essi la volontà e l'intelletto non si sono ancora distaccati abbastanza l'uno dall'altro per potersi, al loro reincontrarsi, stupirsi l'uno dell'altra. (''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*Oggi si stanno formando dovunque in Europa e in America, delle società di protezione degli animali, le quali sarebbero per tutta l'[[Asia]] ''incirconcisa'' la cosa più superflua del mondo, essendoché ivi la religione protegge sufficientemente gli animali e li fa anzi oggetto di beneficenza positiva [...]. Si veda invece con quale inaudita malvagità la nostra plebe cristiana si comporta verso gli animali, uccidendoli senza scopo ed anche solo per sollazzo [...]. Ben si potrebbe dire che gli uomini sono i demoni della terra e gli animali le anime tormentate.
*Si ha pietà di un peccatore, di un malfattore, ma non di un innocente e fedele animale che spesso procura il pane al suo padrone e non riceve che misero foraggio. «Aver pietà»! Non già pietà, ma giustizia si deve all'animale!
===[[Albert Schweitzer]]===
*Dobbiamo lottare contro lo spirito di incosciente crudeltà con cui trattiamo gli animali. Gli animali soffrono tanto quanto noi... È nostro dovere far sì che il mondo intero lo riconosca.
*Fin dalla mia più tenera infanzia ho sentito il bisogno di avere compassione per gli animali. Ancor prima di andare a scuola non riuscivo a capire perché, nella [[preghiera]] della sera, dovevo pregare soltanto per delle persone.
*Il Movimento per la protezione degli animali, sorto durante la mia giovinezza, ebbe una grande influenza su di me. Finalmente c'era qualcuno che osava sostenere in pubblico che la compassione per gli animali è qualcosa di naturale, che fa parte della vera umanità, e che non è necessario tener nascosti i propri sentimenti di fronte a questa consapevolezza.
*L'etica del rispetto per la vita [...] ci induce ad unirci nella ricerca di occasioni che diano un qualche aiuto agli altri animali, per compensare la grande quantità di sofferenza che essi ricevono da noi.
*Verrà un momento in cui l'[[opinione pubblica]] non tollererà più divertimenti basati sul maltrattamento e l'uccisione degli animali.
*Voi, però, tenete gli occhi aperti: non perdete occasione di essere [[misericordia|misericordiosi]]. Perciò, non ignorate con noncuranza il povero insetto caduto in acqua, ma pensate che cosa significhi lottare per non affogare. Aiutatelo dunque [...]; e se poi si pulirà le ali, vi mostrerà qualcosa di meraviglioso: la fortuna di aver tratto in salvo la vita [...]. «Ciò che avrete fatto a uno di questi piccoli, l'avrete fatto a me».<ref>Cfr. [[Gesù]]: «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».</ref> Queste parole di [[Gesù]] si applicano a ogni nostra azione nei confronti delle creature inferiori.
===[[Lucio Anneo Seneca]]===
*Agli animali è concesso soltanto il presente, che è brevissimo [e] fugace: del passato hanno un vago ricordo, che può essere richiamato alla loro memoria solo dall'impatto con le cose presenti.
*Anche gli animali ancora in tenera età e appena usciti dall'utero materno o dall'uovo sanno subito che cosa può essere pericoloso ed evitano ciò che può essere causa di morte: quelli che sono preda degli uccelli rapaci ne temono anche l'ombra, quando questi passano in volo. Nessun animale viene alla luce senza la paura della morte.
*Ci chiedevamo se tutti gli animali abbiano coscienza della loro natura. Che l'abbiano appare chiaro soprattutto dal fatto che muovono le membra in modo appropriato e prontamente, come se esse fossero addestrate a tale scopo; non c'è nessuno che sia privo della capacità di muoversi agilmente. L'artigiano maneggia con facilità i suoi attrezzi, il pilota muove con abilità il timone, il pittore distingue rapidamente i colori che si è messo davanti in gran numero e varietà per fare un ritratto, e passa facilmente con lo sguardo e con le mani dalla cera all'opera: così l'animale è agile in ogni sua attività.
*Noterai che nessun animale tiene in poco conto il suo [[corpo]] o si disinteressa di esso. Anche quelli più stupidi e sciocchi, per quanto siano tardi in tutto il resto, sono ben svegli quando si tratta della loro vita.
*Perché, ti domando, alimenti ed eserciti le forze fisiche? La natura le ha concesse in misura maggiore agli animali domestici e alle fiere. Perché curi tanto il tuo aspetto esteriore? Per quanto tu ti dia da fare, sarai vinto in [[bellezza]] dai muti animali.
===[[Isaac Bashevis Singer]]===
*Si sono convinti che l'uomo, il peggiore trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti, per gli animali Treblinka dura in eterno, eppure l'uomo pretende compassione dal Cielo.
*Sono convinto che gli animali siano creature di Dio esattamente come lo sono gli esseri umani. E noi dobbiamo rispettarli e amarli, invece di macellarli.
*Tutte le volte in cui Herman aveva assistito al massacro di un animale o di un pesce, era sempre stato assalito dalla stessa riflessione: nel loro comportamento con le creature viventi, tutti gli uomini dimostravano di essere nazisti. La presuntuosità con la quale l'uomo faceva con le altre specie quel che gli piaceva era una esemplificazione delle teorie razziste più estremistiche, il principio secondo il quale la forza è diritto.
===[[Peter Singer]]===
*I segni del comportamento e il fatto di sapere che la struttura biologica degli animali è simile alla nostra costituiscono insieme la dimostrazione adeguata che gli animali soffrono.
*Noi non «amavamo» gli animali: semplicemente volevamo che venissero trattati come gli esseri sensibili e indipendenti che sono, e non come mezzi per i fini umani – come era stato trattato il maiale la cui carne era adesso nei panini della nostra ospite.
*Raramente ci soffermiamo a riflettere che l'animale che [[uccisione|uccide]] con meno ragioni per farlo è l'animale umano. Consideriamo feroci i leoni e i lupi perché uccidono; ma essi devono uccidere, o morire di fame. Noi uccidiamo gli altri animali per divertimento, per soddisfare la nostra curiosità, per adornare il nostro corpo, per compiacere il nostro palato.
*Un animale può soffrire di più proprio a causa della sua limitata capacità di [[comprensione]].
===[[Teofrasto]]===
*{{NDR|Gli egizi}} sono così lontani dall'uccidere uno solo degli animali, ch'essi fanno delle loro figure immagini degli dèi perché li considerano prossimi e apparentati agli dèi e agli uomini.
*Sotto tutti i rapporti, dunque, la [[razza]] degli altri animali ci è apparentata ed è la stessa della nostra; poiché i mezzi di sussistenza sono gli stessi per tutti come l'aria che respirano, secondo [[Euripide]], e un sangue rosso scorre in tutti gli animali e tutti mostrano d'avere in comune per padre il cielo e per madre la terra.
*Tutti gli uomini, ma anche tutti gli animali sono della stessa razza, perché i princìpi dei loro corpi sono per natura gli stessi (parlando così non mi riferisco ai primi elementi dai quali provengono le piante, ma penso alla pelle, alle carni, a quel genere di umori inerenti agli animali), e ancor più perché l'anima che è in loro non è diversa per natura in rapporto agli appetiti, ai movimenti di collera, ai ragionamenti e soprattutto alle sensazioni.
===[[Lev Tolstoj]]===
*L'uomo è superiore agli animali non perché abbia la possibilità di torturarli, ma perché è capace di provare compassione per loro; e l'uomo ha compassione degli animali perché sente che in essi dimora il medesimo principio che alberga nell'uomo.
*La compassione per gli animali è la più preziosa qualità dell'uomo e io (come uomo) sono tanto più felice quanto più la sviluppo in me.
*Non solo gli uomini, ma anche gli animali nella [[senilità|vecchiaia]] diventano più buoni.
*Quando un uomo vede un animale che [[morte|muore]], lo prende un senso d'orrore: ciò che anche lui è – la sua essenza – sta evidentemente distruggendosi davanti ai suoi occhi, sta cessando di esistere. (''[[Guerra e pace]]'')
===[[Voltaire]]===
*Che vergogna, che miseria, aver detto che le bestie sono macchine prive di conoscenza e sentimento, che fanno sempre tutto ciò che fanno nella stessa maniera, che non imparano niente, non si perfezionano, ecc. ecc.!
*L'animale ha ricevuto le facoltà del sentimento, della memoria, e di un certo numero di idee. Chi gliele ha date? Colui che ha fatto crescere l'erba dei campi e gravitare la terra intorno al sole.
*Le sofferenze degli animali ci sembrano dei mali perché, essendo anche noi animali, pensiamo che saremmo molto da compiangere se a noi si facesse altrettanto. Sentiremmo la stessa pietà per una pianta o per una pietra se sapessimo che, quando viene tagliata, essa soffre, ma la compiangeremmo molto meno di un animale, perché la pianta e la pietra ci somigliano meno.
*Ma chi fa funzionare il soffietto degli animali: chi li fa respirare? Ve l'ho già detto: colui che fa muovere anche gli astri. Il filosofo che dichiarò: ''Deus est anima brutorum'',<ref>«Dio è l'anima degli animali». La paternità di questa espressione è dubbia.</ref> aveva ragione; ma doveva andare più in là.
===[[Thomas Willis]]===
*Alcuni animali bruti sono ammaestrati dall'[[esempio]], dall'imitazione, dal modo di agire di animali della stessa o di diversa specie a compiere azioni eccellenti.
*Di fatto molte azioni dei bruti che suscitano la nostra meraviglia, la prima volta sono state da essi compiute per caso; poi, ripetute più volte diventano loro abitudine, e ciò sembra dimostrare una maggiore sagacità e interesse.
*Le bestie sono dotate nel loro cuore di molti altri tipi di capacità e di qualità che noi dobbiamo acquistare con lo studio. E di fatto se guardiamo le capacità naturali proprie degli animali ci sarà lecito scoprire delle capacità dello stesso tipo in certa misura in tutti. La maggior parte di essi infatti, pur nata da poco, ricerca, senza alcuna guida i rimedi contro la fame e il freddo e li adotta avidamente. Da adulti poi, sia pur osservati attentamente da alcuni del branco, senza alcun consigliere, ma seguendo semplicemente l'esempio, compiono spontaneamente le azioni peculiari della propria specie. [...] tanto che [[Plinio il Vecchio|Plinio]] dice che dobbiamo vergognarci del fatto che tutti gli animali abbiano appreso da loro stessi quali sono le erbe medicinali tranne l'uomo.
===[[Claude Yvon]]===
*Basta appena osservare il loro comportamento per cogliere l'esistenza di un istinto sociale evidente tra quelli appartenenti ad una stessa specie, e a volte perfino a specie diverse; sembrano intendersi, agire d'accordo, concorrere ai medesimi disegni; corrispondono con gli uomini, [...] rispondono alle adulazioni e carezze. Anzi, giacché dobbiamo qui lasciar da parte tutte le meraviglie dell'istinto, vediamo che gli animali eseguono azioni spontanee, nelle quali compare un simulacro di ragione e di libertà, tanto più esplicito quanto meno tali azioni sono uniformi, più differenziate, più singolari, più impreviste e disposte immediatamente all'occasione presente.
*Che cosa notiamo in loro? Azioni coerenti, ragionate, che esprimono un senso e rappresentano le idee, i desideri, gli interessi, i disegni di qualche essere particolare. È ben vero che i bruti non parlano; e questa differenza tra essi e l'uomo gioverà tutt'al più a provare che non hanno, come l'uomo, idee universali, né costruiscono ragionamenti astratti. Ma agiscono coerentemente: ciò prova che posseggono un sentimento di sé e un interesse individuale, principio e scopo delle loro azioni.
*Noi siamo certi che v'è nelle bestie un principio pensante e senziente; tutte le azioni che noi le vediamo eseguire fanno supporre tale principio: dunque abbiamo buone ragioni per attribuirlo loro, nonostante l'opposta possibilità che ci viene obiettata.
*Se le bestie sono mere macchine, Dio c'inganna: quest'argomento è il colpo di grazia contro l'ipotesi delle macchine.
==Modi di dire==
[[Immagine:Animalia diversity.jpg|thumb|Animali di varie specie. «Dall'elefante alla pulce, e dalla pulce alla molecola sensibile e vivente, che costituisce l'origine di ogni cosa, non c'è un punto in tutta la natura che non soffra o non goda». ([[Denis Diderot]])]]
*''Ein vielbeiniges Tier''. ([[Modi di dire tedeschi|Tedesco]])
:''Un animale con molte gambe'', ovvero: il [[governo]] popolare.
*''To make a beast of oneself''. ([[Modi di dire inglesi|Inglese]])
:Ridursi come una bestia, abbrutirsi.
===[[Modi di dire italiani|Italiani]]===
*[[Uccisione|Ammazzare]] bestie e [[Cristianesimo|cristiani]].
*Ammazzare come una bestia.<ref>Riflette il concetto non ancora superato che permette di uccidere un animale in quanto tale e nel modo preferito, senza doverne rendere conto.</ref>
*Andare, entrare, essere in bestia.<ref>Cioè in collera.</ref>
*Bestia [[nero|nera]].<ref>Di cosa o persona che suscita forte avversione, antipatia.</ref>
*Conoscere l'[[umore]] della bestia.<ref>Cioè le tendenze e il carattere (con riferimento scherzoso) di una persona con cui si deve trattare.</ref>
*È più bestia che cristiano.
*[[Fatica]] da bestia.
*[[Lavoro|Lavorare]] come una bestia.
*[[Morte|Morire]] come una bestia.<ref>Cioè senza i conforti religiosi.</ref>
*[[Sofferenza|Soffrire]] come una bestia.
*[[Vivere]], [[sonno|dormire]] come una bestia.
====[[Modi di dire milanesi|Milanesi]]====
*Animal de l'Africa o del preseppi.<ref>Ovvero un «buaccio».</ref>
*Bestia bólgironna.<ref>Cioè «buscherona».</ref>
*L'è ón omm bestial.<ref>Sta per «intrattabile».</ref>
==Proverbi==
*Chi vuol fare l'[[angelo]], fa la bestia. ([[Proverbi francesi|Francese]])
*Con tutte le [[pianta|piante]] e con tutti gli animali saremo fratelli. ([[Proverbi dei nativi americani|Nativo americano]])
*Se tu parli agli animali loro anche ti parleranno, così vi conoscerete. Se non parli agli animali, non li conoscerai mai. E ciò che non conosci lo temerai sempre. Ciò che si teme, si distrugge. ([[Proverbi indiani|Indiano]])
*Tutti gli animali sono mesti dopo il [[rapporto sessuale|coito]]. ([[Proverbi latini|Latino]])
===[[Proverbi africani|Africani]]===
*Gli attacchi delle bestie feroci non si respingono a mani nude.
*L'[[orfano]] è al di sotto degli animali. ([[Proverbi ivoriani|Baulé]])
*Un animale che non sa arrampicarsi sugli [[albero|alberi]] non dovrebbe affidare i propri soldi a una scimmia.
===[[Proverbi cinesi|Cinesi]]===
*Chi non conosce il passato e il presente della propria [[nazione]] è solo un animale in vesti di uomo.
*Le cime più alte degli alberi vengono raggiunte dagli animali più intelligenti, le aquile, e dagli animali che strisciano, i serpenti.
*Quando vivono a lungo insieme gli animali finiscono per amarsi, gli uomini per odiarsi.
*Tale l'uomo, tali sono le sue bestie.
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Anche le bestie le ha fatte il Signore.
*Andar bestia, e tornar bestia, dice il moro.
:Andar bestia e tornar bestia è tutt'uno. ([[Giulio Cesare Croce]])
*Buona greppia, buona bestia.
*Chi cavalca o trotta alla china, o non è sua la bestia, o non la stima.
*Chi non ama le bestie, non ama i cristiani.
*Le bestie vanno trattate da bestie.
*Mediocre bestiame ben pasciuto è di maggior vantaggio che molto bestiame mal mantenuto.
*Ogni animale per non morir s'aiuta.
*Per Santa Caterina,<ref>Il 25 novembre.</ref> le bestie fuori dalla cascina.
*Sol gente di mal'affare, bestie e botte, van fuori di [[notte]].
====[[Proverbi marchigiani|Marchigiani]]====
*Chi non vole vene a le vestie non vole vene mancu ali cristiani.
====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]====
*С'o [[vino]] pure 'o saputo addiventa animale.
*Chi fa 'nu bene pe' ricavarne male, è peggio 'e n'animale.
*Tre songo le sciorte<ref>«Tre sono le sorti», ovvero i tipi.</ref> de l'animale: vegetativo, sensetivo e 'ntellettivo.
====[[Proverbi pugliesi|Pugliesi]]====
*Ci tène vèstie e [[figlio|fèile]] me cuntènte rèire.<ref>«Chi ha bestie e figli mai contento ride».</ref>
*Ricordate ca l'animale tene a rabbia e nu caz de [[autocontrollo|controllu]] ma tie omu teni la rascione<ref>«Ma tu, uomo, possiedi la ragione».</ref> e lu controllu.
====[[Proverbi sardi|Sardi]]====
*Ogni animale si unit cum s'ispecie sua.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*Asciutto il [[piede]] e calda la [[testa]], e nel resto vivi da bestia.
*Bella testa è talvolta una malvagia bestia.
*Chi dice tutto e niente serba, può andar con l'altre bestie a pascer l'[[erba]].
*Chi non sa comprare compri [[giovinezza|giovane]].<ref name=Compra>Riferito, in particolare, alla compra del bestiame.</ref>
:Sulla gioventù non si fece mai male.
:Chi bestie sul mercato ha da comprare, giovani scelga, che non può fallare. ([[Cristoforo Poggiali]])
*D'aprile [[pioggia|piove]] per gli uomini e di [[maggio]] per le bestie.
*È meglio dare e pentire, che tenere e patire.<ref>Generalmente riferito al bestiame, in quanto tenere per molto tempo una bestia da soma può richiedere gravi costi.</ref>
*È meglio un garofano che un gambo di pera.<ref>Esorta a comprare bestie grosse.</ref>
*Quando il tempo si muta, la bestia [[starnuto|starnuta]].
====[[Proverbi trentini|Trentini]]====
*San Giorgio dinze, San Marco fora.<ref>Fino a San Giorgio ([[23 aprile]]) gli animali stanno nei prati, da San Marco ([[25 aprile]]) nei pascoli.</ref>
====[[Proverbi veneti|Veneti]]====
*Chi maltrata le bestie, maltrata anca i cristiani.
*Chi no ga cuor per le bestie, no lo ga gnanca per i cristiani.
=====[[Proverbi veneziani|Veneziani]]=====
*Chi no vol ben a le bestie, no vol ben a le persone.
*La note de l'[[Epifania]] tute le bestie parla.
*Ogni [[somiglianza|simile]] ama 'l so simile.<ref>Scherzosamente rivolto, in particolare, a chi accarezza un animale.</ref>
==Note==
<references />
==Voci correlate==
{{vedi anche|:Categoria:Animali}}
{{MultiCol}}
*[[Abbandono degli animali]]
*[[Animalismo]]
*[[Bestialità]]
*[[Caccia]], [[Pesca (attività)|pesca]]
*[[Carne]], [[pelliccia]]
{{ColBreak}}
*[[Diritti degli animali]]
*[[Maltrattamento di animali]]
*[[Mattatoio]], [[allevamento]]
*[[Sperimentazione animale]]
*[[Vegetarianismo]], [[veganismo]]
{{EndMultiCol}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt_etichetta=animale|wikt|preposizione=sugli|etichetta=animali}}
{{vetrina|5|12|2013|argomenti}}
[[Categoria:Animali| ]]
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[[Lo sceriffo senza pistola]]{{,}}
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[[Francesco Maria De Regi]]{{,}}
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[[Dionisio Andrea Sancassani]]{{,}}
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[[Tom Young (scrittore)]]{{,}}
[[Caduta libera (romanzo)]]{{,}}
[[Piero Leonardi]]{{,}}
[[Rodolfo Dalla Mora]]{{,}}
[[Sfida tra i ghiacci]]{{,}}
[[Report]]{{,}}
[[Shepard B. Clough]]{{,}}
[[Bassa marea (film 1950)]]
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Igino Ugo Tarchetti
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[[Immagine:Tarchetti.jpg|framed|right|Iginio Ugo Tarchetti]]
'''Iginio Ugo Tarchetti''' (1839 – 1869), scrittore italiano.
==Citazioni di Igino Ugo Tarchetti==
*A pensare come si piglia la vita in quei paesi {{NDR|del sud Italia}}, come si è felici sotto quei cenci, con quanta filosofia si sopporta la propria miseria, v'è da arrossire troppo per noi che apparteniamo alla razza settentrionale, razza malata, gente seria, gente malinconica che ha disgusti e rancori perpetui colla vita, benché il più grande miserabile di qui, sia, a conti fatti, un piccolo signore rimpetto ad un miserabile comune di quelle provincie.<ref>Da ''L'innamorato della montagna'', in ''[https://books.google.it/books?id=Fvi7_Kc3fg4C&pg=PA0 Storia di un ideale. {{small|L'innamorato della montagna – Storia di una gamba}}]'', Tipografia editrice lombarda, Milano, 1877, pp. 38-39.</ref>
*''Fuggimi, o cara, un [[aspide]] | sotto il mio vel si cela: | strappa la larva d'angelo | e un demone si svela''.<ref>Da ''Amore nascente''.</ref>
*Il carattere degli [[inglesi]] è freddo e pacato, ma nel fondo del loro cuore vi è sempre qualche cosa di palpitante e di vivo; essi lo sentono e subiscono spesso, loro malgrado, il predominio della loro natura lenta e inflessibile: le maggiori eccentricità inglesi non segnano sovente che il limite estremo dei maggiori sforzi che essi hanno fatto per dominarla e per vincerla.<ref>Da ''In cerca di morte'', in ''Racconti umoristici'', E. Treves e C. editori, Milano, 1869, p. [[s:Pagina:Tarchetti - Racconti umoristici, 1869.djvu/8|8]].</ref>
*Io non vi farò una descrizione di questa orribile operazione chirurgica, né potrò parlarvi come vorrei delle sensazioni che vi ho provato. Certo è però che quando l'ultima fibra fu recisa e la gamba completamente [[amputazione|distaccata]], io sentii che non apparteneva più alla vita che per metà, che tutto in me si era mutilato, sconvolto, immiserito; che io sarei rimasto nel mondo, come una parte minima, come il frammento infinitesimale di un essere; che vi sarebbe sempre stata una metà di me che già perdutasi nel gran nulla mi vi avrebbe chiamato ad ogni istante, come avesse voluto precedermi.<br>Non era il dolore fisico che mi opprimeva in quel momento, non il dolore morale: era una sensazione nuova, orrenda, profonda, inesplicabile. Credo che tutti coloro che subirono una tale mutilazione abbiano sentito per metà che cosa è il morire, ne abbiano indovinato per una parte il segreto.<ref>Da ''Storia di una gamba'', in ''Storia di un ideale'', Tipografia editrice lombarda, Milano, 1877, p. [https://books.google.it/books?id=Fvi7_Kc3fg4C&pg=PA166 166].</ref>
*Le prime pagine del libro della [[vita]] contengono racconti deliziosi, profezie e presagi di felicità senza fine, ma le pagine di mezzo ne preparano al disinganno, le ultime alla rassegnazione; e spesso si butta il libro, e non si vive che delle memorie di ciò che si lesse.<ref>Da ''[[s:Amore nell'arte/Bouvard|Bouvard]]''.</ref>
*''Quando bacio il tuo labbro pro. fumato, | cara fanciulla, non posso obbliare | che un bianco teschio v'è sotto celato. || Quando a me stringo il tuo corpo vezzoso, | obbliar non poss'io, cara fanciulla, | che vi è sotto uno [[scheletro]] nascoso''.<ref>Da ''Memento'', 1867.</ref>
*{{NDR|Sulla [[U]]}} Quella linea che si curva e s'inforca – quelle delle due punte che vi guardano immobili, che si guardano immobili – quelle delle due lineette che ne troncano inesorabilmente, terribilmente le cime – quell'arco inferiore, sul quale la lettera oscilla e si dondola sogghignando – e nell'interno quel nero, quel vuoto, quell'orribile vuoto che si affaccia dall'apertura delle due aste, e si ricongiunge e si perde nell'infinità dello spazio...<ref>Da ''La lettera U'', in ''Racconti fantastici, Pensieri'', E. Treves e C. editori, Milano, 1869, p. [[s:Pagina:Tarchetti - Racconti fantastici, 1869.djvu/91|91]].</ref>
*''Quella vecchia che ha il giovine abbracciato | si volge'' [...] ''ed era la fanciulla mia''.<ref>Da ''Retrospettive''.</ref>
*''Vorrei essere un'[[iena]], addentrarmi nei sepolcri e pascermi delle ossa dei morti. A questo mondo io non vedo che teschi e stinchi. Se una donna mi bacia, io non sento che freddo; se mi sorride, vedo i suoi denti a muoversi senza gengive, minacciando di uscire di bocca; se mi abbraccia, non ho che la sensazione di un corpo stringente e pesante come la creta''.<ref>Da ''Pensiero'', 1867.</ref>
==''Fosca''==
===[[Incipit]]===
Mi sono accinto piú volte a scrivere queste mie memorie, e uno strano sentimento misto di terrore e di angoscia mi ha distolto sempre dal farlo. Una profonda sfiducia si è impadronita di me. Temo immiserire il valore e l'aspetto delle mie passioni, tentando di manifestarle; temo obbliarle tacendole. Perché ella è cosa quasi agevole il dire ciò che hanno sentito gli altri – l'eco delle altrui sensazioni si ripercuote nel nostro cuore senza turbarlo – ma dire ciò che abbiamo sentito noi, i nostri affetti, le nostre febbri, i nostri dolori, è compito troppo superiore alla potenza della parola. Noi sentiamo di non poter essere nel vero.<br>Ho pensato spesso con gioia alla rovina che il tempo va facendo nelle mie memorie; piú spesso vi ho pensato con dolore. Dimenticare! È uccidersi, è rinunciare a quell'unico bene che possediamo realmente e impreteribilmente, al passato. Ché se si potessero dimenticare soltanto le gioie, forse l'oblio potrebbe essere giustamente desiderato; ma dei nostri dolori. noi siamo superbi e gelosi, noi li amiamo, noi li vogliamo ricordare. Sono essi che compongono la corona della vita.
===Citazioni===
*Il [[passato]] è la misura del tempo che abbiamo percorso, la misura di quello che ci rimane a percorrere. Perciò noi lo teniamo caro, perché ci fa fede dell'accorciarsi progressivo dell'esistenza. Un'avidità febbrile di morire affatica inconsciamente gli uomini. Chi vorrebbe tornare indietro un'ora, un minuto, un istante nella sua vita? Nessuno; e pure si ama, e si rimpiange questo passato che si ha orrore di rinnovare. (cap. I, p. [[s:Pagina:Tarchetti - Fosca, 1874.djvu/10|8]])
*Il leggere molti libri, il meditare su molti non ha altro effetto che quello di renderci dubbiosi sulle nostre idee, incerti nei nostri pensamenti; non si sa piú a che cosa credere, e spesso si finisce col non credere più a nulla. Sono convinta che ogni libro che non diverte, fallisce al suo scopo; che ogni libro che fa pensare, nuoce. L'obbiettivo di ogni lavoro letterario dovrebbe essere la fantasia – non la testa che si guasta, non il cuore che sanguina – ma l'immaginazione che si esalta e gioisce. [...] Sorvolo sui libri [...] come sarei sorvolata sulla vita, se la vita fosse stata per me. [...] Non leggo né per imparare, né per pensare – abborro i libri di morale e di metafisica – leggo per dimenticare, per conoscere quali sono le gioie che il mondo dispensa ai felici e per goderne quasi di un eco. È tutto ciò che io possono fruire dell'esistenza: fuggire dalla realtà, dimenticare molto, sognare molto. (pp. 61 sg.)
*L'esistenza non può essere tutta un sacrificio. La pietà non è che amore passivo, amore morto. (p. 62)
*Oh, abbiate compassione! amatemi, amatemi; si ama un cane, una bestia... e perché non amerete me che sono una creatura come voi? (p. 77)
*Non so se la felicità abbia il potere di renderci egoisti, o se l'egoismo sia una condizione assoluta della felicità. ma come mi sentiva mutato dacché ero felice! (cap. XXI, p. 81)
*Le dolcezze del mondo son bandite da una vita veramente utile, e veramente benefica. Gli alberi che dànno frutti hanno fiori modesti e spesso inodori; i grandi fiori, quelli ricchi di petali e di profumi, non sbocciano quasi mai che sulle piante sterili e velenose. <br>La virtù non ha fiori, ma ha frutti. (cap. XXII, p. 81)
*[...] perché la compassione è il riflesso di un dolore altrui, e diventa un dolore proprio. Io so apprezzare la tua pietà, io te ne sono grata perché sento che in te è ancora più meritoria dell'amore. (cap. XXVII, p. 93)
*Un mezzo letterato, un mezzo artista, un mezzo poeta mi fanno orrore. hanno tutte le passioni sfrenate e biasimevoli deik grandi caratteri, senza averne una sola virtù. Ne hanno la vanità, l'orgoglio, l'ambizione, l'egoismo, senza un raggio di quella bontà improvvisa e passeggiera che ha il genio. Molti confondono l'ingegno col cuore; nulla di più erroneo. È provato che gli uomini più eminenti nella vita pubblica furono quasi sempre i più tristi nella vita privata. (cap. XXIX, p. 112)
*Fino allora era stata una fanciulla, aveva conosciuto nulla del mondo; i miei dolori, benché grandi, erano stati in certo modo compensati da quelle illusioni, che l'[[inesperienza]] e la gioventù avevano ancora il potere di crearmi; possedeva ancora il segreto della fatua felicità dei giorvani – sapeva sperare; ora tutto erfa mutato, tutto l'edificio era caduto; io era rimasta sola colle mie passioni, colle mie infermità, colle mie debolezza; con tutte quelle miserie che la natura ha dato alla donna, senza il compenso d'una sola delle sue gioie. (cap. XXIX, p. 119)
*L'amore il più elevato non ha altro fine che quello che ha l'amore il più ignobile, se non che questo vuol andarvi direttamente, quello per vie illusorie ed obblique. dare per pietà ciò che si dà per egoismo è poi sacrificio sì grande e sì raro, che pochi o nessuno lo può comprendere. (cap. XXXIV, p. 128)
*Il tempo cancella le date impresse nel tempo, ma quelle che il dolore ha scolpite nel cuore degli uomini non si cancellano mai. (cap. XXXV)
*Non ho voluto mai che illudermi. Sono io che vi ho amato, che vi amo, che voglio amarvi. È un impegno che ho contratto colla mia coscienza. Voglio che ci crediate, vi costringerò a crederci. Mi sono votata a voi, ho risolto di morire per voi. Aveva bisogno di uno scopo nella vita, l'ho trovato, lo raggiungerò. Non importa che non mi amiate, potete anche odiarmi, è tutt'uno; anzi preferirò il vostro odio alla vostra indifferenza; ciò di cui voglio assicurarmi è della vostra memoria; voglio costringervi a ricordarvi di me; quando vi avrò oppresso con tutto il peso della mia tenerezza, quando vi avrò seguito sempre e dappertutto come la vostra ombra, quando sarò morta per voi, allora non potrete piú dimenticarmi. Ecco perché vi ho seguito. (cap. XL, p. 50)
*Tutta una vita non basterebbe a scontare questa felicità (poiché la felicità è cosa che si sconta). (cap. XLV)
*Io pensai a Clara, alle menzogne che le avevano guadagnato il mio cuore, all'inganno bassamente concepito e stoltamente svelato... Oh! sì, Fosca soltanto aveva meritato il mio amore, ella sola mi aveva amato, ella che aveva sfidato il ridicolo, il disprezzo, la collera; ella che aveva rinunziato al suo orgoglio di donna, domandando per pietà ciò che altre dànno per debolezza, per vanità o per vizio. (cap. XLVIII, p. 177)
===[[Explicit]]===
Non so se ci vedremo ancora, né quando (ci hanno sbalzati all'altro capo dell'Italia), ma se ciò avverrà spero che vi vedrò mutato. La vita, la gioventú, il cuore hanno i loro diritti; voi li avevate anche troppo sacrificati. Distaccatevi dal passato, gettatevi in questo grande avvenire che vi attende. La coscienza è codarda, essa si atterrisce spesso di mali che non commise, o che non potea non commettere. Una cieca fatalità dirige le azioni di tutti gli uomini; non date loro maggiore responsabilità di quella che vi assegnano i limiti ristrettissimi del vostro arbitrio.<br>Addio, mio buon amico, possiate essere felice, e non farvi rimprovero d'una sciagura di cui non siete stato che uno strumento.
==''Pensieri''==
===''L'amore''===
*I giovani che non si sono trovati per gran tempo al contatto della società, a cui lo studio e il ritiro hanno conservato qualche cosa di vergine nella loro natura, concepiscono raramente degli affetti colpevoli.
*Il dolore che accompagna il morire, il rimpianto che lo segue, il desiderio che lasciamo di noi morendo sembrano dirci che una sola cosa portiamo con noi dalla terra, l'amore.
*L'amore è [[Dio]], Dio è l'[[universo]], e l'universo è amore.
===''La donna''===
*A che scopo dolerci delle [[donna|donne]]? Noi possiamo mostrare loro di conoscerle, di saperle apprezzare nel loro valore, di tenerle anche in ispregio; esse sono tuttavia ben certe che noi le ameremo sempre.
*Ciò che gli uomini amano ed ammirano soprattutto nella donna, senza saperlo, è la loro fatuità.
*Gli [[maschio e femmina|uomini]] portano una [[maschera]] – le [[maschio e femmina|donne]] due.
*Il legame più potente che ci unisce alla donna è quello della maternità.
*In molta parte delle donne la resistenza è [[vanità]], o mancanza d'opportunità, o artificio; prova evidente di ciò, che cedono quasi sempre alla sorpresa.
*L'essenza di tutti i libri, di tutte le tradizioni, di tutte le storie, si riduce a questo: una moglie che inganna il marito, un marito che inganna la moglie, o una moglie e un marito che si ingannano a vicenda.
*L'[[ingenuità]] nella donna è più pericolosa della [[malizia]].
*L'uomo può portare nei suoi affetti, nei suoi doveri, nelle sue azioni, molte forze che la natura non ha dato alla donna. Il difetto essenziale della donna è l'incompletazione, dell'uomo l'esuberanza.
*La [[bontà]] nella donna è debolezza, nell'uomo carattere; però più frequente in quella che in questo.
*La donna è un capolavoro abortito, il grande errore della creazione.
*Le donne hanno interesse a mostrarsi incapaci di sentire l'[[amicizia]]; mettono gli uomini nella necessità di non chieder loro che dell'amore.
*Le donne non annettono teoricamente alla loro virtù un atomo di quella importanza che vi annettono gli uomini semplici e coscienziosi. Esse conoscono meglio di noi il valore di ciò che danno. È difficile che un uomo onesto possa essere tanto ammirato e desiderato da esse come un libertino.
*La nostra società ha fatto della donna un puro strumento di piacere. Ogni donna non è considerata oggi mai che sotto questo punto di vista. Esse stesse mostrano di non considerarsi sotto un aspetto diverso. Non si pretende da esse né ingegno, né virtù, né amicizia, non si chiede che dell'amore e del piacere. Apprezzamento triste e degradante che esse tuttavia non temono, o non comprendono.
*Le donne non hanno un carattere proprio finché non amano; non hanno che un istinto provvidenziale di piegarsi, d'informarsi a quello dell'uomo. Per ciò esse sono quasi sempre quali gli uomini le fanno.
*Nelle religioni di tutti i paesi, nelle tradizioni di tutti i popoli la prima notizia che si ha della donna accenna ad una seduzione. Le tradizioni bibliche sono in ciò piene di molta sapienza. La prima donna si fa sedurre, la prima volta, dal più vile degli animali, da un rettile.
*Non vi è uomo sì abbietto, che non vi possa esser donna più abbietta di lui; non vi è uomo sì nobile, che non vi possa esser donna più nobile.
*Quasi tutti i grandi uomini non hanno sentito potentemente né gli affetti, né i vincoli della famiglia, perché la loro mente e il loro cuore avevano di mira tutta quanta l'umanità. Cristo rispondeva a sua madre: «donna, che v'ha di comune tra me e te?»
*Tutti i mali della [[società]] dipendono da ciò, che si amano le donne o troppo o troppo poco.
===''Felicità e dolore''===
*Allora si ha incominciato realmente a [[sofferenza|soffrire]], quando si ha imparato a tacere il proprio [[dolore]].
*Gli uomini giocano colla loro [[felicità]] come i fanciulli, perduta la rimpiangono come uomini.
*L'idea della felicità negli uomini non può esser derivata che dalla memoria d'un bene trascorso o dal presentimento di un bene avvenire – in una vita antecedente o in una vita futura – giacché non vi è nulla quaggiù d'onde essi abbiano potuto attingere questo concetto.
*Pochi e grandi dolori fanno l'uomo grande, piccoli e frequenti l'impiccioliscono; un fiotto lava la pietra, una serie di {{sic|goccie}} la trapassa.
===''La fede''===
*Non si arriva alla fede che per una sola via, per quella del dolore.
*Che cosa è questa forza che dubita, che interroga, che ragiona dentro di noi: Dove si va? d'onde si viene? che cosa vi è oltre la morte? Rivolgetevi queste domande in un [[cimitero]]. Le tombe hanno risposte piene di ribrezzo e di angoscia.
*Volete raffermarvi per sempre nella fede della divinità e dell'immortalità dell'[[anima]]? Sforzatevi di trovare argomenti per non credervi. O giusta o fallace è questa la via per cui tutte le intelligenze ragionatrici sono giunte alla fede.
===''Pensieri diversi''===
*Comprendere la [[vanità]] e il ridicolo delle cose del mondo è somma sapienza; riderne è somma forza.
*Confessare altrui i proprii difetti è assai meno doloroso che confessarli a sé stessi.
*Diffidate degli uomini che non hanno passioni.
*I pensatori e i filosofi di tutte le epoche e di tutti i paesi parlano dei loro tempi, come di tempi eccezionalmente scellerati. È logico arguire che gli uomini siano stati scellerati in ogni tempo.
*La [[giustizia]] di sé è nell'istante, quella degli uomini nel tempo, quella di Dio nell'eternità.
*La [[grandezza]] è solitaria. Si direbbe anzi che la solitudine è condizione della grandezza. Tutte le intelligenze superiori, tutte le nature superiori sono isolate – l'aquila vive sola, il leone solo.
*La [[malignità]] è cattiveria impotente.
*La [[prudenza]] è la maschera dell'astuzia. – O nessuna delle due è virtù, o entrambe.
*Strana cosa! Gli uomini piangono spesso del ridicolo.
==''Una nobile follia''==
*E tacemmo di nuovo; affidammo l'espressione dei nostri pensieri al linguaggio più eloquente dell'amore, al silenzio.
*Gli uomini veramente grandi non possono dubitare di un'esistenza futura, perché sentono in sé medesimi la propria immortalità.
*(Il) linguaggio più eloquente dell'amore (è il) silenzio.<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''L'amore nell'arte''===
;Lorenzo Alviati
Lo conobbi nel collegio di Valenza. Io aveva allora quattordici anni, egli ne aveva diciassette compiuti, ma il suo corpo erasi già sviluppato come a venti; in quella scolaresca di fanciulli egli rappresentava colla sua statura elevata, colla sua testa di Apollo, un personaggio assai più imponente del maestro. Quell'immagine mi richiama le memorie più dolci e più pure della mia fanciullezza, mi evoca scene obliate da lunghi anni, rimembranze confuse, sulle quali il mio pensiero non sa tanto arrestarsi e scrutare da ritesserne intatta la tela.
===''Racconti fantastici''===
====''I fatali''====
Esistono realmente esseri destinati ad esercitare un'influenza sinistra sugli uomini e sulle cose che li circondano? È una verità di cui siamo testimonii ogni giorno, ma che alla nostra ragione freddamente positiva, avvezza a non accettare che i fatti i quali cadono sotto il dominio dei nostri sensi, ripugna sempre di ammettere.
====''Leggende del castello nero''====
«Non so se le memorie che io sto per scrivere possano avere interesse per altri che per me – le scrivo ad ogni modo per me. Esse si riferiscono pressoché tutte ad un avvenimento pieno di mistero e di terrore, nel quale non sarà possibile a molti rintracciare il filo di un fatto, o desumere una conseguenza, o trovare una ragione qualunque. Io solo il potrò, io attore e vittima a un tempo.
====''La lettera U (Manoscritto d'un pazzo)''====
U! U!<br>
Ho io scritto questa lettera terribile, questa vocale spaventosa? L'ho io delineata esattamente? L'ho io tracciata in tutta la sua esattezza tremenda, co' suoi profili fatali, colle sue due punte detestate, colla sua curva abborrita? Ho io ben vergata questa lettera, il cui suono mi fa rabbrividire, la cui vista mi riempie di terrore?<br>
Sì, io l'ho scritta.<br>
Ed eccovela ancora:
{{centrato|U}}
====''Un osso di morto''====
Lascio a chi mi legge l'apprezzamento del fatto inesplicabile che sto per raccontare.<br>
Nel 1855. domiciliatomi a Pavia, m'era dato allo studio del disegno in una scuola privata di quella città; e dopo alcuni mesi di soggiorno aveva stretto relazione con certo Federico M. che era professore di patologia e di clinica per l'insegnamento universitario, e che morì di [[ictus|apoplessia]] fulminante pochi mesi dopo che lo aveva conosciuto.
====''Lo spirito in un lampone''====
Nel 1854 un avvenimento prodigioso riempì di terrore e di meraviglia tutta la semplice popolazione d'un piccolo villaggio della Calabria.<br>
Mi attenterò a raccontare con quanta maggior esattezza mi sarà possibile, questa avventura meravigliosa, benché comprenda esser cosa estremamente difficile l'esporla in tutta la sua verità e con tutti i suoi dettagli più interessanti.
===''Racconti umoristici''===
====''In cerca di morte''====
Pochi anni or sono, in un vecchio palazzo della via Recourse a Londra, conosciuto sotto il nome di ''Game of chance house'' (casa dei giuochi di rischio), convenivano ogni sera tutti i giovani eleganti del quartiere così detto di ''Reckless-men'', per azzardarvi qualche migliaio di sterline al [[whist]] o al tarocco, ma più specialmente al ''diamonds-game'' (giuoco dei quadri).
====''Re per ventiquattrore. Storia d'un giorno della mia vita''====
Perché la sola storia di un giorno?<br>
E se voi credete che gli avvenimenti della vostra vita possano formare soggetto d'una storia curiosa e dilettevole, perché non tessere il racconto intero della vostra esistenza?<br>
Io ho supposto nello scrivere la prima linea di queste pagine che qualche lettore mi avrebbe indirizzata una simile domanda.<br>
Devo giustificarmi.
===''Storia di una gamba''===
Non mi dimenticherò mai di quel giorno in cui lo conobbi né del modo in cui lo conobbi. Fu una di quelle rivelazioni piene, ardenti, istantanee; una di quelle espansioni d'animo pronte e complete che non si fanno, non si ricevono e non si conoscono che a [[Quattordicenne|quattordici anni]]. A quell'età gli affetti sono subiti come i rancori, le amicizie rapide come gli affetti, gli affetti inconsiderati come le ire. A quattordici anni si amano tutti coloro che hanno quattordici anni. Più tardi si amano tutti indistintamente, che è lo stesso che dire che non si ama nessuno, perché non si predilige nessuno.
==Citazioni su Igino Ugo Tarchetti==
*Ebbe una gioventù procellosa, una sensibilità femminea, malata, un'ansia sempre insoddisfatta di esperienze amorose. ([[Luigi Russo]])
*Il T. non ebbe temperamento di artista schietto; alternò nell'opera sua, dimostrazioni di tesi ed enunciazioni di filosofemi, e figurazioni assurde, malate, superstiziose, spiritistiche. I suoi protagonisti, per un gusto mistico-sensuale dell'orrido e del macabro, sono rappresentati non solo malati nello spirito ma anche nella carne; e quasi tutti finiscono tisici, pazzi, frequentano i cimiteri, convivono demonicamente con i trapassati e non tanto con le anime quanto con gli stessi corpi corrotti. ([[Luigi Russo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Iginio Ugo Tarchetti, ''Fosca'', Mursia, 1989.
*Iginio Ugo Tarchetti, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/iginio-ugo-tarchetti/racconti-fantastici/ Racconti fantastici]'', E. Treves & C. Editore, Milano, 1869.
*Iginio Ugo Tarchetti, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-t/iginio-ugo-tarchetti/racconti-umoristici/ Racconti umoristici]'', E. Treves & C. Editore, Milano, 1869.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Aforisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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|tema= <!--tema / temi del videogioco, indica il tipo di ambientazione: fantascienza, storico, ecc.-->
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|piattaforma= <!--Piattaforma / Piattaforme su cui gira il videogioco-->
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|note= !--eventuali note, come ad esempio musiche, premi vinti, ecc.-->
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=== Note per la compilazione ===
*''nomegioco'': se nome italiano e nome originale coincidono, è possibile specificare semplicemente <code><nowiki>|nomegioco=…</nowiki></code>
*''nometraslitterato'': per voci con nome originale scritto in un alfabeto diverso dal nostro (ad esempio videogiochi giapponesi), è possibile specificare <code><nowiki>nometraslitterato=…</nowiki></code> per la traslitterazione del nome originale, che rimane comunque obbligatorio
*:Esempio: <code><nowiki>|nomeitaliano= Metal Gear Solid |nomeoriginale= メタルギアソリッド |nometraslitterato= Metaru Gia Soriddo</nowiki></code>
*''nomealfabetico'': per l'ordinamento alfabetico usato nelle categorie, è possibile specificare <code><nowiki>|nomealfabetico=…</nowiki></code>
*:Esempio: <code><nowiki>|nomegioco= Final Fantasy VI |nomealfabetico= Final Fantasy 06</nowiki></code>
*'''[[Template:Videogioco/cat/piattaforma|categorizzazioni automatiche]]''': le voci vengono categorizzate per [[:Categoria:Videogiochi per piattaforma|piattaforma]] in base al parametro <code><nowiki>|piattaforma</nowiki></code>; il parametro "piattaformaaltro" serve per indicare piattaforme poco diffuse e quindi senza categoria; l'elenco completo delle piattaforme gestite si trova in [[Template:Videogioco/cat/piattaforma|questa pagina]].
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Cecco Angiolieri
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Gaux
18878
Alessandro D'Ancona: citazioni su
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{{PDA}}
'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi. ([[Alessandro D'Ancona]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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/* Citazioni su Cecco Angiolieri */ altra del D'Ancona
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text/x-wiki
{{PDA}}
'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi. ([[Alessandro D'Ancona]])
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere. ([[Alessandro D'Ancona]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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/* Citazioni su Cecco Angiolieri */ per astio contro la sorte, "incanagliò"
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{{PDA}}
'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi. ([[Alessandro D'Ancona]])
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere. ([[Alessandro D'Ancona]])
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà. ([[Alessandro D'Ancona]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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/* Citazioni su Cecco Angiolieri */ titolo di sezione
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{{PDA}}
'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
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==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
===[[Alessandro D'Ancona]]===
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi.
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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2026-05-18T13:58:41Z
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/* Citazioni su Cecco Angiolieri */ ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù
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{{PDA}}
'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
===[[Alessandro D'Ancona]]===
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi.
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà.
*Nella storia dell'amore dantesco di tanto cresce via via l'indole contemplativa, di quanto scemano i tremori e i fremiti del senso. Cecco {{NDR|Angiolieri}} invece ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù: va dietro al concreto, non all'idea. I suoi desiderj mai non s'allontanano dalla vista e dalla persona dell'amata; ma non gli basta di sentirsi beato di tanto amore, vuol esser {{sic|contracambiato}} e sicuro del fatto suo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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/* Alessandro D'Ancona */ NDR superflui
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text/x-wiki
{{PDA}}
'''Cecco Angiolieri''' (1260 – 1312 circa), scrittore e poeta italiano.
{{indicedx}}
==''Rime''==
*''– Accorri, accorri, accorri, uom, a la strada! | – Che ha', fi' de la putta? – I' son rubato. | Chi t'ha rubato? – Una che par che rada | come rasoio, sì m'ha netto lasciato.'' (1975; I, vv. 1-4)
*''Oimè d'Amor, che m'è duce sì reo, | oimè, che non potrebbe peggiorare; | oimè, perché m'avvene, segnor Deo? | oimè, ch'i' amo quanto se pò amare, | oimè, colei che strugge lo cor meo!'' (1975; IV, vv. 1-5)
*''L'Amor, che m'è guerrero ed enemico, | m'ha fatto com'al drago san Michele, | e mi fa canne somigliar candele: | guarda s'i' son ben di veder mendico!'' (1975; XVI, vv. 1-4)
*''Qualunque ben si fa, naturalmente | nasce d'Amor, come del fiore el frutto, | ché Amor fa l'omo essere valente.''<ref>Il sonetto è tutto pervaso da un canzonatorio, se pur benevolo, scetticismo. (Nota del curatore)</ref> (1975; XXXVII, vv. 1-3)
*''E tutto 'l sangue mi sento turbato, | ed ho men posa che l'acqua corrente, | ed avrò fin ch'i' serò 'nnamorato.'' (LVII, vv. 12-14)
*''Se l'omo avesse 'n sé conoscimento, | in tutto lasserebbe [[Amore]] stare, | se non avesse di quel fornimento, | che sì bisogna a quei che vol amare.'' (1975; LXVIII, vv. 1-4)
* ''Ond'i' vo' questo motto aver per detto: | che s'uom dovesse stare con un [[cuoco]], | sì 'l dovrìa far per non vivarci bretto.'' (1975; LXXII, vv. 12-14)
*''S'i' fosse [[fuoco|foco]], arderei 'l mondo; | s'i' fosse vento, lo tempestarei; | s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; | s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo.'' (1975; LXXXVI, vv. 1-4)
*''S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, | torrei le donne giovani e leggiadre: | e vecchie e laide lasserei altrui.'' (1975; LXXXVI, vv. 11-13)
*''Tre cose solamente mi so 'n grado, | le quali posso non ben men fornire: | ciò è la donna, la [[taverna]] e 'l [[Dado (gioco)|dado]]; | queste mi fanno 'l cuor lieto sentire.'' ({{Source|Rime (Angiolieri)/LXXXVII - Tre cose solamente mi so 'n grado|Tre cose|LXXXVII, 1-3}})
*''Ché la Morte paur'ha di morire; | e s'ella intrasse in lui''<ref>Il poeta si sta riferendo a un certo frate Pagliaio, di Siena.</ref>'', i' son sicuro | ch'ella morrebb'e lu' faria guarire: | ch'egli ha su' cuoio sì 'nferigno e duro | che chi per torre al ciel volesse gire | in lui fondar si converrebbe il muro.'' (1975; XCIII, vv. 9-14)
*''[[Dante Alighieri | Dante Alighier]], s'i' so' bon begolardo, | tu mi tien' bene la lancia a le reni; | s'eo desno con altrui, e tu vi ceni; | s'eo mordo 'l grasso, tu ne sugi 'l lardo; | s'eo cimo 'l panno, e tu vi freghi 'l cardo.'' (1975; CII, vv. 1-5)
==Citazioni su Cecco Angiolieri==
===[[Alessandro D'Ancona]]===
*Cecco non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi.
*Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà.
*Nella storia dell'amore dantesco di tanto cresce via via l'indole contemplativa, di quanto scemano i tremori e i fremiti del senso. Cecco invece ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù: va dietro al concreto, non all'idea. I suoi desiderj mai non s'allontanano dalla vista e dalla persona dell'amata; ma non gli basta di sentirsi beato di tanto amore, vuol esser {{sic|contracambiato}} e sicuro del fatto suo.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cecco Angiolieri, ''Rime'', a cura di Gigi Cavalli, Rizzoli editore, 1975.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|s=Autore:Cecco Angiolieri|s_preposizione=di|commons}}
[[Categoria:Poeti italiani|Angiolieri, Cecco]]
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Paolo Sorrentino
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Sistemo l'ultimo inserimento, anche se io non ci trovo nulla di notevole
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[[File:Paolo Sorrentino Cannes 2017 (cropped).jpg|thumb|Paolo Sorrentino (2017)]]
'''Paolo Sorrentino''' (1970 – vivente), regista, sceneggiatore e scrittore italiano.
{{Premio|Oscar|
Miglior film straniero (2014)
'''''[[La grande bellezza]]'''''}}
==Citazioni di Paolo Sorrentino==
{{cronologico}}
*{{NDR|A proposito de ''[[Il Divo]]''}} Andreotti ha reagito in modo stizzito e questo è un buon risultato perché di solito lui è impassibile di fronte ad ogni avvenimento. La reazione mi conforta e mi conferma la forza del cinema rispetto ad altri strumenti critici della realtà.<ref>Citato in ''Liberazione'', 24 maggio 2008.</ref>
*L'uomo di [[potere]] è per definizione misterioso, la gestione del potere lo è. Sono deputati a prendere le alte cariche uomini inafferrabili, i prevedibili al potere non ci arrivano.<ref>Citato in Silvia Fumarola, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/04/08/news/paolo_sorrentino_berlusconi_the_young_pope-162457314/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P4-S1.4-T1 Paolo Sorrentino, dopo il Papa un film su Berlusconi: "Il potere, una delle tentazioni più forti del genere umano"]'', ''Repubblica.it'', 8 aprile 2017.</ref>
*La solitudine è spesso presente. Spero di bilanciare con l'ironia, insomma, ci provo sempre, poi nove casi su dieci rido solo io.<ref> Dalla presentazione de ''[[La grande bellezza]]'' all'Ateneo Palazzo del Cinema, 2013; disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=4Mla9uF5kP4&t=1663s Lezione di Cinema - Paolo Sorrentino da Anteo spazioCinema]'', ''youtube.com'', 30 maggio 2013, a 27 m 43 s.</ref>
*Me ne sono andato da [[Napoli]] per stanchezza, ma anche perché sono una persona paurosa ed è una città che riesci a vivere bene solo se la affronti di petto, se la esplori senza il timore che ti possa succedere qualcosa... {{Sic|dipende}} probabilmente anche da dove sei nato.<ref>Dall'intervista a Cristiano de Majo, ''[https://www.rivistastudio.com/paolo-sorrentino-intervista/ Paolo Sorrentino racconta]'', ''rivistastudio.com'', 16 gennaio 2017.</ref>
*{{NDR|A proposito de ''[[This Must Be the Place]]''}} Nel mio mondo ideale i [[film]] non dovrebbero più prevedere le trame e dovrebbero semplicemente raccontare a tutto tondo i personaggi; tuttavia la trama nel film c'è, perché c'è ancora chi è appassionato di questa brutta cosa.<ref>Dall'intervista di Fazio Fazio nel programma televisivo ''Che tempo che fa'', Rai 3, 8 ottobre 2011.</ref>
*{{NDR|Riferito a quali sono gli ingredienti per fare un buon film}} Tutti. Bisogna fare attenzione a tutto, tutti gli aspetti del cinema vanno curati, nessuno è secondario. Più di tutti va curato il proprio intuito, dato che il fare cinema si muove sulla velocità, allora il tempo di ragionare e di capire perché si fa la giraffa {{NDR|Riferito alla giraffa de ''[[La grande bellezza]]''}} non c'è, bisogna intuire che la giraffa possa funzionare, emozionare.<ref>Dal Festival Trastevere Rione del Cinema, in occasione della proiezione de ''[[La grande bellezza]]'' in versione integrale, 2016; disponibile in ''[https://www.youtube.com/watch?v=sTHiT2rDbuY&t=291s Paolo Sorrentino presenta "La grande bellezza" #TrastevereFestival2016]'', ''toutube.com'', 24 febbraio 2017, a 4 m 51 s.</ref>
*Io sono uno sceneggiatore che tende a scrivere più di quanto serva. Quando scrivo per i film mi trattengo, mentre quando scrivo una serie devo sforzarmi di aggiungere. Nel primo caso, invece, devo sforzarmi di tagliare. La mia misura ideale sarebbe un film di 3 ore e una serie di 5 ore. Ma i film durano invece tendenzialmente due ore e le serie 10 ore.<ref>Citato in ''[https://www.tvblog.it/post/1692455/the-new-pope-paolo-sorrentino-intervista The New Pope, parla Paolo Sorrentino: "I miei Papi sanno rinunciare al personalismo, non come i politici di oggi"]'', ''tvblog.it'', 5 gennaio 2020.</ref>
*Gli [[attori]] si dividono in due categorie, secondo me. Ci sono gli attori "agonistici", quelli che arrivano e dicono: «Come la vuoi? Posso fare così, posso fare colì», non vedono l'ora di dimostrarti che sanno fare quella cosa. Poi ci sono gli attori "bambini" che invece vanno accuditi.<ref>Dal podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone, ''Tintoria'', [https://www.youtube.com/watch?v=gNHTF2p4RJo #227], ''youtube.com'', 22 ottobre 2024.</ref>
*Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri.<ref>Dall'intervento alla cerimonia per i 145 anni della Siae; citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/14/se-il-mondo-fosse-popolato-solo-da-lei-e-dagli-artisti-vivremmo-gioiosi-e-pacifici-purtroppo-ci-sono-anche-gli-altri-cosi-sorrentino-a-mattarella-che-si-fa-un-selfie-con-anna-pepe/8385895/ "Se il mondo fosse popolato solo da lei e dagli artisti vivremmo gioiosi e pacifici. Purtroppo ci sono anche gli altri": così Sorrentino a Mattarella (che si fa un selfie con Anna Pepe)]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 14 maggio 2026.</ref>
{{Int2|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mKIJrYKeTcU Come funziono: Paolo Sorrentino at TEDxReggioEmilia]''|2=Dall'intervento a ''TEDx Talks'', 8 ottobre 2011; disponibile su ''youtube.com'', 20 ottobre 2011.}}
*Annoiandosi del mondo, si ha la possibilità di creare un proprio mondo, e questa è la massima priorità per scrivere un racconto, un film o fare una canzone, o un quadro.
*Avere una sensazione di tristezza per un motivo che non conosci è un buon movente per mettersi a creare qualcosa, perché quel qualcosa che non conosci e che ti fa essere triste, diventa l'oggetto della ricerca.
*C'è sempre chi vuole intraprendere questo lavoro e quindi mi piace dare dei consigli, ed è questo: di vedere molti film brutti e, prima di mettersi a scrivere una storia, leggere sempre il Guinness dei primati, che è quel libro nel quale c'è la più grande concentrazione di cose eccezionali che sono anche reali. Ed è questo che dovrebbe essere il cinema: eccezionale nel reale.
*Di fatto il mio modo di procedere è provare ad essere costantemente ironico, sperando che ogni tanto, dentro l'ironia, affiori qualcosa di serio.
*L'unico elemento che veramente trovo attraente nell'osservazione degli individui è la distanza che esiste tra l'immagine che gli uomini vogliono dare di sé e quel momento in cui, sempre ed esclusivamente attraverso un dettaglio, mai qualcosa di enorme, tradiscono loro stessi e fanno uscire fuori qualcosa che rivela una verità altra.
*La noia delle conversazioni della vita vera mi spinge a cercare dei dialoghi che non raccontino del più e del meno.
*Mi venne in mente che alla domanda "che cosa può raccontare il cinema?" si poteva rispondere "tutto", e questo mi dava effettivamente un brivido.
*Questo è stato per me il primo insegnamento su come si può stare al mondo, ed è francamente l'unico modo che ho imparato, cioè frequentando l'ironia.
{{Int2|''[http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-a5b87f98-acc8-4bc9-ba9c-34c37dea168b.html This Must Be the Place – Intervista a Paolo Sorrentino]''|''rai.it''.}}
*Per quanto mi riguarda, ogni [[film]] deve essere una caccia smodata all'ignoto e al mistero. Non tanto per trovare una risposta, quanto per continuare a tenere viva la domanda.
*[[Sean Penn]] è l'attore ideale per un regista. Perché è estremamente rispettoso delle idee del regista e non solo ha il dono di migliorarle, ma possiede anche il talento sconfinato che gli permette di raggiungere un'autenticità e una profondità sul personaggio che francamente a me sarebbero state sconosciute anche se ci avessi riflettuto una vita intera.
*[...] [[Dublino]] possiede bellezza e malinconia. Due sentimenti che possono convivere magnificamente in un racconto cinematografico.
*[...] volevo misurarmi in maniera spudorata e spericolata con tutti i luoghi iconografici del cinema che mi hanno fatto amare questo lavoro sin da quando ero ragazzino: New York, il deserto americano, le stazioni di servizio, i bar bui coi banconi lunghissimi, gli orizzonti lontanissimi. I luoghi americani sono un sogno e, quando ci sei dentro, non diventano reali, ma continuano ad essere sogno. Questa stranissima condizione di continua sospensione dalla realtà mi è accaduta solo negli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]].
*[[Harry Dean Stanton]] è uno dei miei idoli cinematografici. Per questo film avevo la possibilità di incontrare gli attori americani e uno dei primi che ho chiesto di vedere è stato proprio Harry Dean Stanton. Il primo incontro è stato emozionante e sorprendente. Siamo stati in silenzio per un tempo lunghissimo. Io tramortito dall'imbarazzo e lui completamente a suo agio in questa specie di acquario. Poi, di colpo, senza preavviso, ha detto: "Io vivo bene perché non ho le risposte". Io ho azzardato, tanto per dire una cosa: "L'importante è non farsi le domande". È seguito un altro silenzio e poi ci siamo salutati. Qualche ora dopo mi ha chiamato un suo assistente e mi ha detto che Harry Dean era rimasto favorevolmente colpito da me. Mi è sembrato, per un attimo, di vivere dentro una buona sceneggiatura.
==''Gli aspetti irrilevanti''==
*In quel momento è stata incantevole come non lo è mai più stata in tutta la vita, perché la sete di denaro rende bellissimi. (cap. ''Elsina Marone'', p. 9)
*Ma Roberto è sempre stato il tipo di uomo che, avendo a disposizione due possibilità, finisce per non sceglierne nessuna. (cap. ''Roberto Cappa'', p. 35)
*"Roberto, potrei essere equa e giusta, è vero. Ma preferisco vivere." (cap. ''Roberto Cappa'', p. 36)
*Piangono male, i padri. Dimenticano lo stile. È quel che accade a chi fa le cose di rado. (cap. ''Ada Bacco'', p. 39)
*I morenti dimenticano sempre che ogni morte è, per chi resta, un dolore e una liberazione. Dal momento che soffrono, però, i morenti credono solo al dolore. (cap. ''Ada Bacco'', p. 41)
*Rimase delusa, a diciannove anni, quando scoprì, facendo un test tra amici, di possedere un quoziente intellettivo altissimo. Essendo intelligente, capì subito che questa dote sarebbe stata solo una fonte di guai e di frustrazioni. E così è stato. (cap. ''Ada Bacco'', p. 42)
*Ma Peppino stava tenendo in vita la morte. (cap. ''Ylenia'', p. 71)
*Sull'educazione dei figli ha risolto la questione molto tempo fa, asserendo: "Fate da voi".<br/>Uno dei figli, attraverso una classica crisi adolescenziale, la provoca chiedendo: "Che cazzo di metodo è ''fate da voi''?"<br/>Lei risponde: "Non è un metodo. È un destino. E un destino è un dato di fatto. Sono nata per salvare il mondo attraverso la ricerca, pensi che mi avanzi tempo per rassicurarti?"<br/>Il figlio, alla luce di questa affermazione, per attirare l’attenzione, prova a drogarsi, ma scopre ben presto due cose: le droghe non gli piacciono e la madre non si accorge che lui si sta drogando. Smette dopo due settimane con l’eroina. (cap. ''Enza Condé'', p. 92)
*"Questa è la vecchiaia, cara. Nelle tasche, non sono più previste sorprese" [...]. La nipote, dopo il funerale, ha comprato una gonna senza tasche. (cap. ''Enza Condé'', pp. 95-96)
*Non sa cosa farsene, Linda, dell’amore. A differenza delle carte, l’amore è prevedibile. (cap. ''Linda Giugiù'', p. 145)
*Affabile ritiene che gli sia sufficiente guardare una volta al giorno quel ragazzino per avere anche lui la sua porzione di libertà. Assapora, attraverso quel bambini secchione, cosa significa stare lì fuori. Significa studiare, impegnarsi, preoccuparsi per il futuro. Valerio Affabile non deve preoccuparsi del suo futuro. Ci pensa lo Stato. (cap. ''Valerio Affabile'', p. 158)
*"Perché questa è l’esperienza più dura ed estenuante che ci tocca fare, ragazzi cari. Accettare l’idea che il male non esiste, anche quando è davanti ai nostri occhi". Così disse il notaio Ceccarono su all’attico. E tutti, nel vivo dell’assemblea condominiale, tacquero. (cap. ''Donna Emma'', p. 196)
*Lui voleva essere quello che se ne sta in fondo al bar, da solo, a leggere il giornale e a lamentarsi dei tempi che cambiano a un ritmo lontano dal suo. (cap. ''Livio Casa'', p. 199)
*Questo è l’esito di tutta la mia bellezza. Non si vive di lusinghe. Dopo due giorni, le lusinghe diventano noiose come la TV del pomeriggio. (cap. ''Paride Bussotti'', p. 253)
*Come molte persone banali, confonde la Pampanini con la Lollobrigida ed è eternamente convinto di dire cose uniche e intelligenti. (cap. ''Settimio Valori'', p. 265)
*La censuses non è un’invenzione dei moralisti, ma dei sofferenti. (cap. ''Settimio Valori'', p. 272)
==''Hanno tutti ragione''==
===[[Incipit]]===
Che poi non ce ne eravamo neanche accorti, ma è cominciato tutto perché qualcuno aveva talento, purtroppo. Io!<br>
Che altro dire? Uno passa un sacco di tempo a dirsi: va bene. Ma quello mica va bene. Quasi mai. E chiuderei qui prima ancora di cominciare se non fosse che questa vanità malsana galoppa dentro di me, più veloce di me.<br>
Mi piacerebbe essere limpido, ma non servirebbe a nulla.
===Citazioni===
*Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. La [[sfumatura]]. (prefazione, p. 13)
*Se a [[Frank Sinatra|Sinatra]] la voce l'ha mandata il signore, allora a me, più modestamente, l'ha mandata San Gennaro. (p. 16)
* C'è una tensione così indescrivibile al punto che veramente confina con l'umidità. (p.)
*Quando la [[notte]] ti acchiappa veramente, venirne fuori è come combattere coi leoni, coi ragni giganti. (p. 32)
*L'Italia è un paesello monotono. E il Medioevo mi ha rotto le palle. Le piazze tutte uguali, le vie tutte uguali e i portici di queste [[Cittadina|cittadine]] maledette, non li distingui l'uno dall'altro, ci passi sotto e non vedi cosa accade fuori. Ma cosa accade fuori? Probabilmente niente. […] Solo la mia città ha ancora un minimo di senso con quell'apertura alata a mare, sterminata. Ti dà la sensazione che se vuoi, puoi fuggire. (p. 60)
*Però sapete com'è, bellissimi, voi vi mettete là e quelle arrivano, non dovete fare un cazzo di niente, vi crogiolate e vi alimentate solo del vostro essere belli. Allora sì, avete i lineamenti a posto, ma non avendo mai avuto l'esigenza di sviluppare altre doti cosa succede? Succede che per il resto siete insignificanti ed indifferenti, non avete il senso dell'umorismo perché nella vita non vi è servito, non vi spremete il cervello per il senso della conquista e questo fa di voi delle personcine aride e silenziose. L'unica arrampicata di pensiero che riuscite a organizzare è quella demente dello sguardo finto tenebroso. Siete patetici e mi fare piangere o ridere non so. Non ci interessate. Tenebroso di che? Cazzoni. (p. 66)
*Madri apprensive le hanno allenate come atlete olimpioniche ad organizzare sfaccettate forme di rifiuto. Hanno colonizzato i cervelli delle ragazze perché ci odiano a noi uomini esterni, strepitosi predatori del sesso spinto. […] Perché noi dobbiamo vincere le madri. (p. 69)
*Il [[bluff]] è il motore della nostra seduzione. Ma un bluff col sapore della verosimiglianza. Niente [[UFO Robot Goldrake|Goldrake]] del cazzo e [[Fantastici Quattro]]. (p. 69)
*[[Seduzione|Sedurre]] è come scrivere una bella canzone, tutto tecnica e ritmo, tecnica e ritmo. Il talento dell'ironia è una freccia supplementare che non sempre potete avere al vostro arco. (p. 70)
*Se cominci a dare un [[senso]] alle cose, significa che stai invecchiando. (p. 76)
*A casa tengo un pianoforte a coda bianco, lampade, divani in pelle nera, tavoli e tavolini di cristallo, lampadari, porcellane di Capodimonte che sono la mia passione e tengo pure mia moglie. Un soprammobile di troppo (p. 78)
*Tutte le [[casalinga|casalinghe]] del mondo possono trovare le parole giuste per impiccarvi. Perché hanno un sacco di tempo libero per raccattare le parole giuste. Che penetrano e sprofondano. (p. 86)
*Chi l'ha inventata la [[vita]]? Un sadico. Fatto di coca tagliata malissimo. (p. 90)
*La [[prostata]] è il grosso problema dell'anziano moderno. (p. 96)
*La [[distrazione]]. La massima invenzione dell'essere umano per continuare a tirare avanti. Per fingere di essere quello che non siamo. Adatti al mondo. (p. 101)
*Lei e le sue amiche si prodigano ai fornelli per i loro uomini, non perché li amano ma perché temono l'inenarrabile confronto sempre in agguato che gli uomini possono fare tra mogli e madri. È questa competitività all'ultimo sangue fra mogli e suocere che salda la Repubblica italiana e tiene uniti i matrimoni, che vi credete! (p. 103)
*[[Gli uomini si dividono in due categorie]]: quelli che si mettono comodi. E appassiscono. E gli altri. Io faccio parte degli altri. (p. 132)
*Ci vuole la morte negli [[Osso zigomatico|zigomi]] per capire veramente le cose. (p. 186)
*In effetti, la [[decadenza]] del mondo non è forse cominciata a partire da quel cazzo di crème caramel? Poi siamo precipitati nel risotto allo champagne, inghiottiti da pennette alla vodka, addirittura il maltagliato al profumo di rosa, consegnandoci al fallimento lucido, lineare. Il mondo cambia a seconda dei [[menù|menu]], e noi che non ce ne rendiamo conto. (p. 195)
*Nessuno, come gli italiani, sa organizzare così bene le tempeste dentro ai bicchieri d'acqua. (p. 209)
*Se non rivolgete la parola a nessuno e avete un po' di pazienza vedrete che si avvicineranno loro, come grappoli d'uva cadenti, morenti dalla voglia di fare una sola cosa, mettervi sul piedistallo. La sudditanza è miliardi di volte più comoda del piglio decisionale, però è più noiosa, pochi dubbi su questo. (p. 211)
*È la [[sciatalgia|sciatica]], questa mignotta di seconda fascia. (p. 212)
*Sentirsi come i [[Gatto|gatti]], che vivono beati perché non se ne fregano un cazzo di nessuno, badano solo alla ricerca della loro posizione perfetta e soddisfacente sul territorio. Per questo sono così odiosi i gatti. Hanno risolto il problema senza neanche conoscerlo. Un privilegio inaccessibile agli esseri umani (p. 214)
*Preparati, atletici e testardi come i giovanotti del battaglione San Marco. Sanno fare tutto gli scarafaggi. Tutti gli sport e tutte le guerre. Ma che cazzo sono questi qui? Io non lo so. Campioni di decathlon. Il giorno che li inviteranno e partecipare alle olimpiadi, i neri di Chicago avranno gli attacchi di panico. Lo scarafaggio sa fare tutto. Lo scarafaggio di Manaus è dio. Senza iperboli. (p. 217)
*Non fate gli schizzinosi, amici cittadini, non cercate di forzare la natura, non fate gli evoluti del cazzo, non fate parlare i quattro libri noiosi e rilegati male che avete letto, la [[rissa]] è oggettivamente un cosa meravigliosa, è meglio di una scopata con la Carrà all'apice della sua comunicativa sessuale, quando si proponeva di darla da Trieste in giù. Chi dice il contrario sul concetto di rissa, è un imbottito di psicoanalisi e progresso che non andrà molto lontano. Neanche se tiene Freud come medico della mutua. La rissa è bella. La rissa è stupefacente. La rissa è la rissa. (p. 222)
*Io ci ho un debole per gli uomini che non hanno nulla da perdere. Sono i nuovi bambini, pur di giocare un'altra mezzoretta sarebbero pronti a vendersi la madre. Eccedono, gli uomini che non hanno nulla da perdere, fino alla nausea. Ma la differenza tra me e il resto del mondo è che io, dentro alla nausea, ci sto una meraviglia. Non la vivo come un problema, la nausea. Per questo sono inadatto al mondo. Per questo sono solo. (p. 223)
*Alberto non ha concesso al prossimo l'unica cosa che ti consente di fronteggiare il mondo: il tempo. (p. 227)
*I [[genialità|geni]] sono quelle persone che ci stai a fianco senza nessuno sforzo. Ecco chi sono i geni. (p. 283)
*Hanno tutti ragione. È in base a questo principio elementare che prospera il [[benessere]] e il [[conto corrente]]. (p. 291)
*L'[[amore]] è l'insostituibilità. (p. 302)
*Solo i figli piccoli sanno difendere le madri. Con una goffaggine che li rende potentissimi. E invincibili. (p. 317)
==Citazioni su Paolo Sorrentino==
*È uno dei più grandi registi viventi. ''[[The Young Pope]]'' è una delle mie serie preferite. Credo che la tv stia facendo davvero un ottimo lavoro e mi piace quasi più che il cinema. ([[Woody Harrelson]])
*''[[L'uomo in più]]'' ci aveva colpito sin dalla scrittura, si capiva chiaramente che dietro c'era veramente uno di grande talento. Basta vedere cosa ha realizzato in seguito, penso a ''[[Il Divo]]''. È epocale, nessuno aveva mai fatto una cosa simile in Italia, o ''[[Le conseguenze dell'amore]]'', che è quello che amo maggiormente, mentre quello su Roma con cui ha vinto l'Oscar, ''[[La grande bellezza]]'' non mi ha preso più di tanto e nemmeno ciò che ho visto di ''The Young Pope'', ma io con i papi ho poco a che fare, sono un ateo che è cresciuto facendo le scuole con i gesuiti. ([[Giorgio Arlorio]])
*La forza dell'ultimo Sorrentino, è anche di avere un attore come Toni Servillo che dà una grandezza al suo personaggio. ([[Enrico Vanzina]])
*Paolo è una persona molto misteriosa, calma e delicata, anche sul set la sua direzione è leggera, impalpabile. Però questa grande calma, questa incredibile sicurezza nasconde, secondo me, una grande fragilità. [...] Per quel che riguarda la scelta degli attori io credo che Sorrentino prediliga gli attori di teatro per un motivo molto semplice: lui non fa film naturalistici, non vuole tutta quella quotidianità che un attore di cinema deve avere. Lui preferisce ricostruire alcuni aspetti, alcuni dettagli e interpretarli insieme con l'attore. ([[Galatea Ranzi]])
*Quando Paolo Sorrentino mi ha chiamato non sapevo nemmeno quale ruolo volesse farmi interpretare e ho detto di sì a prescindere. ([[Massimiliano Gallo]])
*Sorrentino sa creare l'atmosfera, una cornice dentro la quale viene facile esprimersi. ([[Roberto Herlitzka]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Paolo Sorrentino, ''Hanno tutti ragione'', Feltrinelli, 2010. ISBN 978-88-07-01809-1
*Paolo Sorrentino, ''Gli aspetti irrilevanti'', Mondadori, 2018. ISBN 978-88-04-68248-6
==Filmografia==
*''[[Polvere di Napoli]]'' (1998) - Sceneggiatura
*''[[L'uomo in più]]'' (2001) - Regia, sceneggiatura
*''[[Le conseguenze dell'amore]]'' (2004) - Regia, sceneggiatura
*''[[Il caimano]]'' (2006) – Attore
*''[[L'amico di famiglia]]'' (2006) - Regia, sceneggiatura
*''[[Il divo]]'' (2008) - Regia, sceneggiatura
*''[[Boris]]'' (2010) – Attore
*''[[This Must Be the Place]]'' (2011) - Regia, soggetto, sceneggiatura
*''[[La grande bellezza]]'' (2013) - Regia, soggetto, sceneggiatura
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015) - Regia, soggetto, sceneggiatura
*''[[The Young Pope]]'' (2016 - in corso) - Regia, ideatore, sceneggiatura
*''[[Loro (film)|Loro]]'' (2018) - Regia, soggetto, sceneggiatura
*''[[È stata la mano di Dio]]'' (2021) - Regia, sceneggiatura, produttore
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Sorrentino, Paolo}}
[[Categoria:Premi Oscar]]
[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Dr. House - Medical Division (sesta stagione)
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wikitext
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{{torna a|Dr. House - Medical Division}}
[[File:Dr House.png|thumb|Il logo della serie]]
'''''[[Dr. House - Medical Division]]''''', sesta stagione.
{{TOCright}}
==Episodi 1 e 2, ''Piegato''==
===Frasi===
*{{NDR|Al dottor Nolan}} Wow! Ed è nero: vi pensavo molto più sensibili sul tema della schiavitù. ('''House''')
*{{NDR|A Nolan}} Mi mancherai. E voglio mi manchi il prima possibile. ('''House''')
*{{NDR|Ad Alvie}} Non mi hanno piegato. Mi sono piegato. ('''House''')
*Siamo tutti patetici. È questo che rende la vita interessante. ('''House''')
===Dialoghi===
*'''Nolan''': Sarebbe meglio se ti ricoverassi in lungodegenza e che iniziassi una terapia di psicofarmaci...<br />'''House''': Ho capito. C'è una sola dipendenza della quale soffro: sapere di potermene andare quando voglio. Io comincerei da questa.<br />{{NDR|House sta per andarsene}}<br />'''Nolan''': Non puoi tornare a fare il medico.<br />'''House''' {{NDR|ironico}}: Non voglio più fare il medico. Ho deciso che voglio fare l'astronauta.<br />'''Nolan''': Beh, per accedere in un centro aerospaziale ti servirà un certificato medico.<br />'''House''': Mmh. È un nuovo modo di curare il paziente? Ricattarlo?<br />'''Nolan''': Hai bisogno di aiuto.
*'''Jay-Bird'''<ref name=paziente>Paziente dell'ospedale psichiatrico Mayfield Psychiatric Hospital, dove House viene ricoverato nell'episodio finale della quinta stagione, e dove si trova nella prima della sesta stagione.</ref>: Possiamo andare fuori?<br />'''Dott.ssa Beasley''': No, non ora Jay.<br />'''House''': Quindi lui è claustrofobico, vero? {{NDR|a Jay}} Sei claustrofobico? C'è una penna per annotare queste cose?<br />{{NDR|Duane 'Stomp' Milbrett<ref name=paziente/> se ne va all'improvviso dalla seduta di gruppo.}}<br />'''Richter'''<ref name=paziente/> {{NDR|a Stomp}}: Dove stai andando?! {{NDR|a Beasley}} Dove va quello?<br />'''Beasley''': Stai tranquillo.<br />'''House''': Paranoide. È chiaro.<br />[...]<br />'''Beasley''': Mi risulta che avete fatto arte-terapia ieri.<br />'''Susan'''<ref name=paziente/>: Potremmo appendere al muro alcuni dei nuovi lavori.<br />'''House''' {{NDR|a Susan, osservandola}}: Ti sei tagliata i polsi, eh?<br />'''Beasley''': Greg, certi argomenti non...<br />'''House''' {{NDR|fintamente sorpreso}}: Oh, sono desolato. Il suicidio è tabù? Giuro, se ho violato una regola nel mio primo giorno qui, mi uccido.
*'''Beasley''': Sei pronto a fare il bravo?<br />'''House''': Mi credi se ti rispondo sì?<br />'''Beasley''': No.<br />'''House''': Allora sì.<br />'''Beasley''': Lo sai che cerco solo di aiutarti.<br />'''House''': Che cerchi di essere dolce, premurosa ed efficiente? Cose che non sei.<br />'''Beasley''': Vuoi uscire da qui? Parla allora, sii sincero, prova a lavorare con gli altri, cerca di interagire con le persone!<br />'''House''': Mmh... d'accordo. {{NDR|entra nel campo da basket}}<br>'''Alvie''': House! House! Lui sta con me.<br />'''House''': Sta zitto! Tu non piaci a nessuno.<br /> {{NDR|Alvie si allontana, avvilito. House si rivolge a Jay, claustrofobico}}<br />'''House''': Ti sto troppo addosso?<br />'''Jay''': Cosa?<br />'''House''': Non ti arriva il sole? Ma no, mi sto solo avvicinando!<br />'''Jay''': Ecco, tieni. {{NDR|Jay gli dà la palla, spaventato}}<br />'''House''' {{NDR|a Beasley, che sta guardando}}: È quello claustrofobico vero? Lo faccio solo per memoria.<br />'''Richter''' {{NDR|ad House}}: Dribblami!<br />'''House''': Perché? I satelliti della CIA non sorvegliano me, sorvegliano te, perché sei vestito di verde.<br />{{NDR|Richter si allontana spaventato, togliendosi la maglia}}<br />'''House''' {{NDR|a Beasley}}: Questa è stata troppo facile.<br />'''House''' {{NDR|all'anoressico}}: E finiscila con l'[[anoressia]]. Cos'è, volevi essere una ragazza? E in risposta alla tua domanda implicita: sì, quei pantaloni ti fanno più grasso.<br />{{NDR|Anche lui se ne va. House di rivolge a Susan, che ha tentato il suicidio}}<br />'''House''': Come ti sei sentita quando ti sei svegliata ed eri ancora viva e una fallita?<br />{{NDR|Anche Susan se ne va afflitta e House è libero di tirare a canestro, facendo punto.}}<br />'''House''' {{NDR|a Beasley}}: È vero, l'interazione è gratificante!
*'''House''': Non voglio cambiare quello che sono.<br />'''Nolan''': Un uomo infelice? Pensi che prendendo delle medicine perderai la tua intelligenza e non avrai più quelle intuizioni che fanno di te un medico geniale?<br />'''House''': Se [[Vincent van Gogh|van Gogh]] fosse tuo paziente, si metterebbe a dipingere case invece della ''[[:w:Notte stellata|Notte stellata]]''.<br />'''Nolan''': Van Gogh farebbe comunque ispirati dipinti di cieli stellati. Solo non della sua camera del manicomio.<br />'''House''': Non puoi saperlo.<br />'''Nolan''': So che entrambe le sue orecchie sarebbero intatte. E so che la sua vita sarebbe migliore.
==Episodio 3, ''Fallimento epico''==
===Frasi===
*Sei un buon medico, voglio che rimani in Neurologia. Ma House... Lui è un genio! ('''Cuddy''')
*House è un egoista, un impasticcato e una calamita per denunce! È anche un genio. ('''Foreman''')
*{{NDR|A Nolan}} Mi hai già fatto andare da Wilson, ha una sola camera da letto, non possiamo stringerci di più senza spogliarci. ('''House''')
*{{NDR|Alla Cuddy}} Adoro che la gente strisci, ma è una mia decisione. ('''House''')
*{{NDR|A Wilson}} Mi faceva male la gamba o facevo il ragù o andavo in strada a prendere una dose. ('''House''')
*Sono diventato pazzo, non stupido. ('''House''')
*{{NDR|A Tredici}} Sto dicendo che saresti più felice se sapessi quando si deve cedere. ('''House''')
*{{NDR|A Nolan}} Io sto bene... però non sono felice. ('''House''')
*{{NDR|A Wilson}} Se volevi una sveltina dovevi chiamarmi, sono impresentabile. ('''House''')
*{{NDR|A Wilson riferendosi alle urine}} Se anche questo è di un cane, fammelo sapere spiegherà il mio desiderio di strofinare il sedere sul tuo tappeto. ('''House''')
===Dialoghi===
*'''Foreman''': Io voglio dirigere questo reparto.<br>'''Cuddy''': Non credi che dovresti aspettare che House liberi l'ufficio, prima di arraffare il suo posto?<br>'''Foreman''': Non è morto, non è un sentimentale e qualcuno deve pur farlo.<br>'''Cuddy''': Non necessariamente... I reparti di diagnostica non esistono. La ragione per cui noi ne abbiamo uno è perché c'è House.<br>'''Foreman''': Ci hai riconfermato, ci hai pagato lo stipendio per tre mesi. Dammi una possibilità!<br>'''Cuddy''': Sei un buon medico, voglio che rimani in Neurologia. Ma House... Lui è un genio!<br>'''Foreman''': House è un egoista, un impasticcato e una calamita per denunce! È anche un genio. Ma io ho lavorato con lui più di chiunque altro, e posso farlo.
*'''Vince Pearson''' {{NDR|scettico sulle capacità di Foreman}}: Lei dev'essere il rimpiazzo del genio.<br>'''Foreman''': Preferisco considerarmi il genio 2.0 .
*'''Capo cuoca''': In un certo senso [[cucina]]re è un po' come la musica: diversi elementi si combinano per comporre una sinfonia.<br />'''House''': La differenza è che [[Sinfonia n. 5 (Beethoven)|la ''Quinta'' di Beethoven]] domani non diventerà pupù.
*{{NDR|In cucina}}<br />'''Wilson''': Qual era la mia unica condizione per lasciarti venire con me?<br />'''House''': Non fare lo stronzo. Ci sto provando, ma fallisco.<br />'''Wilson''': Prepara le tue polpette<ref>In lingua inglese ''meatballs'', letteralmente "palle di carne".</ref> e tieni la mente aperta. {{NDR|dopo qualche istante}} Quanto ti stai trattenendo dal fare una battuta sulle palle?<br />'''House''': Stanno fumando. {{NDR|Wilson lo guarda interrogativo}} Le tue palle. {{NDR|le polpette di Wilson stanno bruciando}}
*'''House''': Sei in anticipo.<br>'''Tredici''': Per cosa?<br>'''House''': Sapevo che saresti venuta a lamentarti di Foreman ma pensavo che avresti retto un'altra settimana.
*'''Foreman''': Mi stai dicendo che è colpa mia?<br>'''Chase''': Ho provato a girarci intorno, ma sì.
*{{NDR|House è seduto sul divano che si ingozza di gelato mentre guarda un programma in tv in cui alcune persone sovrappeso cercando di perdere chili in diretta}}<br>'''Wilson''': Sono le otto di mattina!<br>'''House''': Gelato al caffè.<br />'''Wilson''': Niente frittate? Niente bombolini?<br>'''House''': Ho pensato a quello che hai detto, cioè che era un' [[ossessione]]. Essere ossessivo genera ossessione, e mi sono preso una pausa.<br />'''Wilson''': Ma ti piaceva cucinare!<br>'''House''' {{NDR|sarcastico}}: Ah! È tipico di un uomo pensare che mi piaccia fare lo schiavo ai fornelli tutto il giorno mentre tu esci e ti sbatti le segretarie!<br />'''Wilson''': Dicevi che cucinare ti distoglieva dal dolore.<br>'''House''': {{NDR|Indicando la tv}} Sì, prima di scoprire la maratona della sfigata in TV, mi piace fingere che mi vedano mangiare!
*{{NDR|House piega degli indumenti}}<br>'''Wilson''': È la mia biancheria?<br>'''House''': Avevi finito i calzini da prestarmi, invece le mutande abbondano.
*'''Wilson''': Sappiamo che ti fai di nuovo di Vicodin.<br>'''House''': No, voi sapete solo che sono un genio che è riuscito a far pisciare un cane nel tuo bagno. Non sapete come ho fatto o cosa più interessante dove ho pisciato io.
*{{NDR|Pensando che House si faccia di Vicodin e volendo analizzare le urine}} '''House''': Allora vi do la prova, chiudete gli occhi signorine. {{NDR|svuota la tazza del caffè e la usa come contenitore di urine}}<br>'''Cuddy''': House.<br>'''House''': Anche tu.
==Episodio 4, ''Il tiranno''==
[[File:James Earl Jones (8516667383).jpg|thumb|[[James Earl Jones]] interpreta Dibala, paziente dell'episodio.]]
===Frasi===
*{{NDR|Il cellulare di House squilla. Dopo aver visto sullo schermo che la chiamata è da parte di Cameron, risponde}}<br />Vuoi me, tesoro? Dammi venti minuti per non farmi la doccia. ('''House''')
*{{NDR|Foreman, Cameron e Chase entrano nell'ufficio}}<br/>Oh, santo cielo! Siamo a tre anni fa. Significa che sono ancora pazzo? ('''House''')
*{{NDR|A House}} È facile essere gentili con chi ti piace, meno con le persone che detesti. Quella è bravura. Fallo! ('''Wilson''')
===Dialoghi===
*'''House''': Mmh, non hai messo l'aglio. Non l'hai messo neanche ieri sera. Mettiamo sempre l'aglio nel pollo alla fiorentina.<br />'''Wilson''': A me piace in questo modo.<br />'''House''': Stai perdendo il senso dell'olfatto?<br />'''Wilson''': E tu stai perdendo il senso della ragione?<br />'''House''' {{NDR|ironico}}: Facciamo una prova: tirami il dito.<br />{{NDR|House sta per cambiare canale alla televisione}}<br />'''Wilson''': No, non cambiare! Ti stai inventando qualche grosso mistero della medicina? Perché se rincominci a inventarti le cose...<br />'''House''': E neanche ieri sera avevi le scarpe. <br />'''Wilson''' {{NDR|sarcastico}}: Sì. Le scarpe, l'aglio: è vero sono un vampiro, Sookie.<ref>{{cfr}} [[w:Sookie Stackhouse|Sookie Stackhouse]].</ref>
*'''Tredici''': Mi ha chiamato il reparto di Douglas del Princeton General. Vogliono che vada per un colloquio. Il che è strano, perché la scorsa settimana non avevano posti disponibili, e quindi non ho mandato il mio curriculum.<br />'''Foreman''': Douglas mi deve un favore.<br />'''Tredici''': Di solito uno manda cioccolatini.<br />'''Foreman''': Starei ore sul tuo pianerottolo con lo stereo altissimo, ma tu odi la musica anni '80.
*'''Wilson''' {{NDR|riferendosi al proprio coinquilino, un veterano senza un braccio}}: Perché dovrebbe fingersi un veterano?<br />'''House''': Guarda come ti comporti tu! La gente tratta coi guanti bianchi quest'idiota da anni.<br />'''Wilson''' {{NDR|sarcastico}}: Di solito ad un amputato diciamo di andare a farsi fottere.<br />'''House''': Le vittime ricevono pietà, gli eroi adulazione: molto meglio.
*{{NDR|Il vicino di House è passato da odio verso di lui a grande gratitudine}}<br>'''Wilson''': Come hai fatto? <br />'''House''': Sono stato gentile... Vuoi davvero saperlo? <br />'''Wilson''': No, ti concederò il beneficio del dubbio!
==Episodio 5, ''Karma istantaneo''==
===Frasi===
*{{NDR|riferendosi al suo paziente}} È irrazionale, come molte persone. Non per questo sono pazze, purtroppo. ('''House''')
*La gente non ha quello che merita, ha quello che gli capita. E nessuno di noi può farci niente. ('''House''')
*È meglio un omicidio che una [[diagnosi]] sbagliata. ('''House''')
*{{NDR|A House}} Che tu voglia o no essere il capo lo sei, e lo sarai sempre. ('''Chase''')
===Dialoghi===
*'''Roy Randall''': Questo è mio figlio, sta morendo, e nessuno di voi sembra avere la più pallida idea del perché!<br>'''House''': Lo so, per questo è interessante.
*'''Roy Randall''': Ci dev'essere un equilibrio. Non si può avere tutta la fortuna solo in un'area della vita. Non è... non è così che dovrebbe funzionare il mondo.<br>'''House''': Chi dice che il mondo deve funzionare?
*{{NDR|Riferendosi al fatto che House ha annullato il volo di Tredici}}<br />'''House''': Lei sta facendo un errore.<br />'''Wilson''': Quindi l'hai fatto per lei?<br />'''House''': È un bravo medico.<br />'''Wilson''': Allora l'hai fatto per te?<br />'''House''': Non sono più io che comando.<br />'''Wilson''': Allora l'hai fatto per Foreman.<br />'''House''': È una strafica bisessuale appena tornata single.<br />'''Wilson''': Perché non ammetti che ti piace averla intorno? Lei ti fa bene, ne hai bisogno.<br />'''House''' {{NDR|modulando la voce}}: Perché sono nato con un cuore di tre taglie più piccolo.
==Episodio 6, ''Cuore impavido''==
===Frasi===
*Ma che posso fare? Ad un certo punto devi vivere la tua vita. {{NDR|riferendosi al fatto di credersi malato e che nessuno medico trova la sua malattia}} ('''Donny Compson''')
*Vuoi questo caso perché è un altro cucciolo triste e solo? Dovevi fare la veterinaria. ('''House''')
*Ho superato un certa linea e adesso faccio fatica a tornare indietro. ('''Chase''')
*{{NDR|A una ragazza che dice che il paziente ha un figlio}} Chiami il 742 e dica al dottor Foreman che ha un'informazione fichissima. ('''House''')
*{{NDR|Stacca il catetere}} Uh ora l'ho fatta grossa, uh c'è urina dappertutto. ('''House''')
*{{NDR|Riferendosi al paziente morto}} L'ho spedito a casa con le mentine. ('''House''')
*{{NDR|Il paziente si sveglia misteriosamente dopo l'inizio dell'autopsia}} Diagnosi differenziale per resurrezione? Forza! ('''House''')
*{{NDR|Ad House}} Ma bravo, solo un genio come te poteva fare centoventi ore in un giorno. ('''Cuddy''')
*{{NDR|A Foreman e Cameron}} Teorie? {{NDR|silenzio}} Sono entrato troppo presto, okay mi faccio un altro giro e voglio tre nuove idee quando torno e almeno una non deve essere stupida. ('''House''')
*{{NDR|A Chase}} La cosa patetica è che non ti fai aiutare perché vuoi stare male, vuoi soffrire perché se ti senti in colpa non sei uno psicopatico. ('''House''')
*A volte è proprio un lavoro di cacca quello delle infermiere, oggi nel vero senso della parola. ('''House''')
*{{NDR|Al paziente}} Tu non morirai. ('''House''')
===Dialoghi===
*{{NDR|House si masturba sotto le coperte}}<br>'''Wilson''': Oddio, torno tra dieci minuti.<br>'''House''': Stavo togliendo lanugine dal ombelico.<br>'''Wilson''': Questo è ridicolo, trasformerò lo studio in una camera da letto.<br>'''House''': Ah, sei settimane, ci hai messo un bel po' a notare che dormivo nel tuo soggiorno e a offrirmi un'alternativa.
*'''House''': È una [[coincidenza]].<br>'''Cameron''': Tu odi le coincidenze.<br>'''House''': Abbiamo fatto pace.
*'''Cuddy''': Devo sapere che programmi hai.<br>'''House''': Prima prendiamo [[Berlino]], poi attacchiamo la Polonia alle spalle e gridiamo "sorpresa!".<br>'''Cuddy''': Mi riferivo al tuo impiego.<br>'''House''': Ah, sto tanto bene così, posso risolvere i miei rompicapo e risparmiarmi le tue visite sprezzanti.
*'''Dottoressa''': Le stavo per tagliare la gola.<br>'''House''': Bah, siamo qui per imparare.
*'''Chase''': Scusa non stavo ascoltando, dicevi?<br>'''House''': Se ti piace il colore di queste scarpe.
*'''House''': I dottori mi hanno guarito in sette settimane, a te ci vorranno dieci minuti.<br>'''Chase''': Grazie.<br>'''House''': Bello questo nostro breve momento.
*{{NDR|Osservando House e Cuddy battibeccare}}<br>'''Studentessa #1''': Lo credo che lei lo odi...<br>'''Studentessa #2''': Quello non è odio. Sono preliminari.
*{{NDR|Nel [[confessioni dalle serie televisive|confessionale]] di una chiesa}}<br>'''Chase''': Mi benedica padre perché ho peccato.<br>{{NDR|Lunga pausa}}<br>'''Prete''': Prendi il tempo che ti serve. Quando ti sei confessato l'ultima volta?<br>'''Chase''': Ho ucciso un uomo.<br>'''Prete''': Ah.<br>'''Chase''': Ma era una cosa giusta.<br>'''Prete''': Non sta a te decidere chi deve vivere e chi deve morire.<br>'''Chase''': A volte in sala operatoria sembra di sì. Sono un medico.<br>'''Prete''': Allora dovresti sapere più di chiunque altro che ogni vita umana è sacra.<br>'''Chase''': Perché? Mi dica cosa c'è di sacro in un dittatore che uccide centinaia di migliaia di esseri umani, padre.<br>'''Prete''': Cosa c'è di sacro in un medico che uccide un paziente?<br>'''Chase''': Mi dica la verità, è il terreno scivoloso che la preoccupa? Teme che perdonarmi per aver ucciso la persona più crudele della terra crei un precedente? Prometto che non lo dirò a nessuno. Mi perdoni padre.<br>'''Prete''': Dire dieci Ave Maria non ti aiuterà, figliolo.<br>'''Chase''': Che cosa devo fare allora? Il Signore cosa vuole che faccia?<br>'''Prete''': Non puoi avere l'assoluzione se non ti assumi le tue responsabilità. Ti devi costituire alla polizia.<br>'''Chase''': Cosa? E passare in progione tutta la vita? Questa non è imparzialità. Io ho fatto solo la cosa giusta. Deve esserci un'altra strada.<br>'''Prete''': Tu vuoi l'assoluzione. Ti ho detto come ottenerla.
*{{NDR|House prova a seguire l'esempio di Wilson, che parla con la defunta Amber}}<br>'''House''': Ciao, papà. Mi sono sempre concentrato sulla cosa sbagliata... ci sono stati anche dei bei momenti... {{NDR|urlando}} Wilson, è una cosa stupida!<br>'''Wilson''' {{NDR|ad Amber}}: Hai visto? Comincia davvero a stare meglio!
==Episodio 7, ''Conosciuti sconosciuti''==
===Frasi===
*{{NDR|House esegue un test facendo battere alla paziente il bastone e una bacchetta a ritmo di musica e Wilson lo guarda perplesso}}<br>Beh, è un test medico classico: lo faceva anche [[Ippocrate]]! ('''House''')
*{{NDR|Una chiamata sveglia House}} Le [[sette di mattina|sette del mattino]]!? Spero che sia morto qualcuno! ('''House''')
*Il dottor Wilson innanzitutto si scusa con voi per non essere presente, per cui vi esporrò la mia relazione adesso. Purtroppo non c'è stato tempo di correggere il programma ufficiale. [[Eutanasia]], diciamo la verità, la pratichiamo tutti, solo che non ne parliamo, stiamo al gioco, usiamo altre parole; anzi non ne usiamo nessuna. Mmm, bella frase!<br>Paziente S, un uomo di cinquantacinque anni, cancro terminale ai polmoni, soffriva ben oltre il livello in cui facciamo solo finta di dare un sollievo. Gli ho insegnato a usare la pompa di [[morfina]]. Gli ho detto che troppa morfina lo avrebbe ucciso, ma di non preoccuparsi, la macchina poteva erogarne una dose limitata... per aumentarla bisognava inserire un certo codice. Sono andato alla porta e ho detto all'infermiera: "il codice è 328". L'ho detto ad alta voce. La prima volta che era venuto nel mio ufficio gli avevo detto che avrei fatto con lui tutto il percorso, invece l'ho lasciato solo alla fine, non ho mantenuto la promessa, per vigliaccheria sono scappato... Mi sbagliavo quando l'ho scritto, non ho mai dato meno del mio meglio, sono incapace di sottrarmi alle mie responsabilità. I miei amici approfittano di questo fatto fin troppo spesso. So che ho dato a quell'uomo tutto ciò che potevo, e so che lo sapeva anche lui. Questo è un fardello che nessuno dovrebbe portare da solo e questa è una decisione che nessuno dovrebbe prendere da solo perché, francamente, non mi fido di nessuno di voi. ('''House''')
===Dialoghi===
*'''Wilson''': Grazie, sei un vero amico. La Cuddy dovrebbe saperlo.<br>'''House''': Sì, e anche quello che ti ha drogato per impedirti di confessare un omicidio!
==Episodio 8, ''Lavoro di squadra''==
[[File:JoleneBlalockEgyptCropped.jpg|thumb|[[Jolene Blalock]] interpreta Lexa Hardwick, moglie del paziente dell'episodio.]]
===Frasi===
*{{NDR|Entra la Cuddy nella stanza}} Oh, bene arriva l'esperta in cose flosce! ('''House''')
*{{NDR|Entrano Chase e Cameron, dopo che House è stato riabilitato}} House è tornato al timone, curiamo un attore porno. ('''Foreman''')
*{{NDR|Chase e Cameron si licenziano, e House fa una lunghissima serie di esami da fare al paziente}} Ci sei solo tu, speriamo che sappia cavartela da solo. ('''House''')
*È solo un lavoro e se lasci che domini la tua vita privata, specie se si è nello stesso campo, il matrimonio durerà poco. ('''Henry Lefkowitz''')
*{{NDR|House risponde a Foreman che gli dice che nessuno vuole lavorare per lui}} Il problema di Taub è la moglie, quello di Tredici sei tu, quello di Chase è Cameron e la morte del dittatore. Nessuno ha problemi con il lavoro. ('''House''')
*{{NDR|House e Wilson nella mensa}} Prendo quello che paga lui. ('''House''')
===Dialoghi===
*{{NDR|House e Foreman litigano su quale paziente prendere}} '''House''': Sì, aspettiamo Chase e Cameron, credo che avranno il buonsenso di stare dalla mia parte.<br>'''Foreman''': Non importa da che parte stanno, sono io il capo.
*'''Henry Lefkowitz''': Pensi quello che vuole, ma siamo fieri di quello che facciamo.<br>'''Cameron''': Separare il sesso da ogni contenuto emotivo?<br>'''Lexa Hardwick''': Le emozioni sono emozioni, e il [[sesso]] è meccanico, non devono necessariamente sovrapporsi.
*{{NDR|House guarda un film porno sulla moglie del paziente}} '''Chase''': Potresti spegnerlo?<br>'''House''': Certo, per Cameron la pornografia è immorale.<br>'''Cameron''': Non mi importa quello che fa, né quello che guardi tu.
==Episodio 9, ''Beata ignoranza''==
===Frasi===
*{{NDR|A Foreman, Tredici, Chase e Taub}} Pronti a salvare delle vite umane? ('''House''')
*Così ho preferito essere felice che intelligente. ('''James Sidas''')
*{{NDR|A Wilson, dal quale House si fa sempre pagare i pasti}} Mi sei mancato stamattina a colazione... e anche a pranzo! ('''House''')
*{{NDR|Ad House}} Il modo in cui riesci ad elevare il tuo narcisismo a beneficenza è una vera opera d'arte. ('''Wilson''')
*{{NDR|Il paziente ha sedici milze accessorie, che vanno asportate}} Sedici splenectomie... mmh, con un record simile si vince quasi un set di coltelli! ('''House''')
===Dialoghi===
*'''House''': Tu non sei giusto per lei. {{NDR|la Cuddy}}<br>'''Lucas''': E tu lo sei?<br>'''House''': Sono meno sbagliato.
*'''Cuddy''': Mi aspettavo maggior resistenza da te.<br>'''House''': Quello era il mio vecchio io, il mio nuovo io è statico e privo di frizione.
*'''Paziente dell'ambulatorio''': È sempre così villano con i pazienti?<br>'''House''': Oh, sì, non crederti speciale!
*{{NDR|A House, che lo punzecchia}}<br />'''Taub''': Non ora!<br>'''House''': Bella battuta: cos'è, [[Oscar Wilde]]?
*'''House''': Dì un po' tu... non hai qualche altra sciocchezza scontata da aggiungere?!<br>'''Chase''': Te ne hanno già dette abbastanza.<br>'''House''': Almeno ci provano, non stanno lì come cani abbandonati. Dammi qualcosa! Dammi qualcosa, se non vuoi che chiami la tua ex metà più intelligente e lo chieda a lei!<br>'''Foreman''': House!<br>{{NDR|Chase si alza e gli dà un cazzotto in faccia}}
*'''Cuddy''': Hai intenzione di sporgere denuncia. {{NDR|a Chase, che gli ha dato un pugno}}<br>'''House''': Contro lo sgabello contro cui ho inciampato?<br>'''Cuddy''': Contro Chase.<br>'''House''': Sono convinto che lo sgabello abbia agito da solo.
*'''James Sidas''': La sua coscienza sta meglio se le muore un idiota?<br>'''House''': Cos'è una coscienza?
*'''Lucas''': Forse House non è così pessimo, dopotutto.<br>'''Cuddy''': Che bello se fosse vero!
*'''James Sidas''': Ha visto anche lei? {{NDR|Foreman lo guarda}} Lo sa, il divario, tra il suo quoziente e il mio qual è? Novantuno punti. A essere crudi è più vicina ad un gibbone che non a me. Fare sesso con lei è come farlo con una bestiolina. <br>'''Foreman''': Ma... non l'avrà sposata per il suo talento nella fisica applicata...<br>'''Sidas''': Se solo sapesse come si scrive...<br>'''Foreman''': Sarebbe più felice con una donna che lo sappia scrivere?<br>'''Sidas''': No... è questo il problema: sono un povero idiota! Io a lei devo tutto! Vorrei... riuscire a voler stare con lei, ma quando sono pulito non... non ce la faccio.
==Episodio 10, ''Wilson''==
[[File:Joshua Malina 2013.JPG|thumb|[[Joshua Malina]] interpreta Tucker, paziente dell'episodio.]]
===Frasi===
*{{NDR|Ad House che suona la chitarra all'alba e lo sveglia}} La maggior parte delle persone preferisce il parquet o la moquette, ma la chitarra e l'immondizia vanno bene lo stesso. ('''Wilson''')
*Ho avuto un momento alla House. Ho diagnosticati una mielite trasversa da un herpes. Troppo fico eh. ('''Wilson''')
*Io cerco le zebre perché tutti gli altri medici escludono i cavalli. ('''House''')
*Molto bene, la religione ha appena ucciso un'altra persona. ('''House''')
*{{NDR|A Wilson}} Se tu muori, io resto solo. ('''House''')
*Chi vuoi mentre stai morendo non è la stessa che vuoi mentre sei vivo. ('''Tucker''')
*La [[delusione]] è la rabbia dei rammolliti. ('''House''')
*{{NDR|A Wilson}} Ti sei arrabbiato? Sono fiero di te. ('''House''')
*Un problema rimandato è un problema negato. ('''Wilson''')
===Dialoghi===
*'''House''': È quel periodo dell'anno? È presuntuoso e stronzo. {{NDR|riferendosi ad un amico di Wilson}} <br>'''Wilson''': È un mio amico.<br>'''House''': È presuntuoso e stronzo.<br>'''Wilson''': Si vede che sono attratto da quelli come lui.
*'''House''': Perché tu sei qui mentre io cerco un nuovo caso?<br>'''Chase''': Tu non lo vuoi un nuovo caso.
==Episodio 11, ''La strana coppia''==
[[File:Ethan Embry 2013.jpg|thumb|[[Etahn Embry]] interpreta Mickey, paziente dell'episodio.]]
===Frasi===
*{{NDR|A Chase con i capelli corti}} Cameron ha ottenuto i tuoi capelli nel divorzio? ('''House''')
*Ma facciamo i dottori continuamente, io mi annoio. ('''House''')
*Se un adulto vuole annientarsi, cosa importa agli altri che sostanze usa? ('''Mickey''')
*{{NDR|A Chase dopo una diagnosi}} Tu sei d'accordo vero? Non gli metti un cuscino sul viso. ('''House''')
*{{NDR|A Tredici che fa funzionare un ricevitore}} Quel ricevitore non risponde agli stimoli manuali, forse se ti togli la maglietta. ('''House''')
*{{NDR|Fingendo di essere gay}} Io amo quest'uomo e non intendo sprecare un altro attimo della mia vita a negarlo ancora. Gregory House mi vuoi sposare? ('''Wilson''')
*{{NDR|A Chase, Tredici e Taub che hanno fatto uno scherzo a Foreman, che ora rischia il licenziamento}} Mh se qualcuno fa una cosa stupida e insensibile penso sempre che sia stato House. Vedo che è contagiosa. ('''Cuddy''')
===Dialoghi===
*'''House''': Me ne frego di quello che combinate, ma se non fai degli accertamenti ricapiterà ancora.<br>'''Eddie''': Che cosa?<br>'''House''': Questo. {{NDR|House dà con il bastone una botta al lettino e il paziente cade}} Fico.
*'''House''': Voi controllate le orecchie e io testo la cocaina.<br>'''Taub''': E credi che ti darà una valigia piena di droghe illegali perché glielo chiedi gentilmente?<br>'''House''': Spero di no.
*'''House''': Mi serve la droga.<br>'''Eddie''': Siamo nel campo tessile.<br>'''House''' {{NDR|urlando}} : Mi serve la droga.
*'''Wilson''': Nel palazzo tutti ci credono gay.<br>'''House''': Siamo adulti che hanno passato la trentina e viviamo insieme. Siamo due tigri di una commedia a Las Vegas, prima o poi capiranno che siamo etero.<br>'''Wilson''': E intanto non posso uscire con la bella ragazza che abita al 3B.<br>'''House''': Se solo ci fosse un modo di farlo sapere a quella ragazza, magari emettendo dei suoni.
*'''Foreman''': Possiamo smettere di studiare i metodi delle gang e tornare a fare i dottori?<br>'''House''': Ma facciamo i dottori continuamente, io mi annoio!
*{{NDR|House vuole far credere di essere gay alla ragazza che piace a Wilson per portarsela a letto}}<br />'''Wilson''': Non riuscirai ad imbrogliarla.<br>'''House''': E allora perché ti preoccupi amore?
*'''House''': Sei un rammollito.<br>'''Mickey''': Lo dica quando starò meglio.<br>'''House''': Mi riempirai di botte? Mhm no troppo stressante.
==Episodio 12, ''Rimorso''==
[[File:Beaugarrett.jpg|thumb|[[Beau Garrett]] interpreta Valerie, paziente dell'episodio.]]
===Frasi===
*{{NDR|House dorme nell'ufficio di Wilson}} Non puoi dormire nel tuo ufficio che poi fa anche da stanza da letto? ('''Wilson''')
*Per te è complicato dire a un tizio, che non ti piacciono le rotture di scatole? In pratica è il tuo hobby. ('''Wilson''')
*{{NDR|Dopo che House ha ritagliato una foto della Cuddy che le ricorda il padre}} Potrei stare qui tutto il giorno a scusarmi, ma preferisco espiare i miei peccati con del buon lavoro. ('''House''')
*Se sa che la sua coscienza è solo un istinto animale non ha bisogno di ascoltarla. ('''Valerie''')
*{{NDR|A Tredici}} Una psicopatica ti accusa di molestie sessuali e tu mi diventi una rompi palle? ('''House''')
*{{NDR|A House che si rifiuta di chiedere scusa alla Cuddy}} Quello che voglio farti capire è che è molto più facile alleggerirti la coscienza dando soldi ad un estraneo, che chiedere scusa a una persona a cui tieni veramente. ('''Wilson''')
*Faccio finta di lavorare adesso. {{NDR|batte tasti a caso sulla tastiera mentre guarda Wilson}} ('''House''')
===Dialoghi===
*{{NDR|House fruga nella scrivania di Wilson}} '''Taub''': Se chiedo perché siamo nell'ufficio di Wilson, c'è speranza di avere una risposta sincera?<br>'''House''': Prova, prova.
*'''Taub''': Dove sei?<br>'''House''': Località segreta.<br>'''Taub''': Da chi ti nascondi?<br>'''House''': Da Wilson e dall'appuntamento a pranzo che sicuramente sta tentando di impormi.
*'''Tredici''': Perché ci tieni tanto a vederla?<br>'''House''': Gli [[psicopatia|psicopatici]] mi affascinano sempre, forse per il loro livello culturale e i forti valori famigliari. O quelli sono gli [[ebrei]]?<br>'''Foreman''': Non riusciremo a valutarla in modo imparziale, Non troviamo il modo di far uscire il marito.<br>'''House''': Io un'idea ce l'ho. {{NDR|entra nella stanza della paziente, rivolgendosi al marito}} Puoi uscire di qui?! {{NDR|tentennando, il marito esce}} Grazie! {{NDR|rivolto a Foreman}} Il "grazie" lo ha spiazzato!
*{{NDR|House e Foreman sono in ascensore}}<br>'''Foreman''': Devi rimettere in riga Tredici. Ha ignorato la mia autorità e anche la tua.<br>'''House''': Sì, e lei aveva visto giusto e tu no.<br>'''Foreman''': E proprio questo aggrava il problema. Lo farà di nuovo, e la prossima volta non andrà così bene. La devi punire.<br>'''House''': Sei tu il suo capo, in una qualche vaga e mai ben definita maniera. Puniscila tu.<br>'''Foreman''': Sono anche il suo ex, il che rende la cosa un po'... complicata.<br>'''House''': Il fatto che tu l'abbia anche licenziata rende da "''un po' complicata''" a "''un po' da coglione''"!<br>'''Foreman''': Era il solo modo per...<br>'''House''': Non l'hai fatto perché ne eri troppo innamorato ma perché amavi troppo la tua carriera. Siamo quasi al mio piano, perciò riassumo: il problema è tuo, non mio.
*{{NDR|Wilson entra nell'ufficio di House mentre questi sta compilando un assegno}}<br>'''Wilson''': Che cosa fai?<br>'''House''': Pago il mutuo di Wibberly per qualche mese. Complimenti, hai raggiunto l'obbiettivo con la tua persecuzione.<br>'''Wilson''': Aspetta, è veramente un assegno per lui?<br>'''House''' {{NDR|sarcastico}}: Noo! Ci compro un mucchio di biglietti per vincere alla lotteria, ma tu non vedrai neanche un centesimo!<br>'''Wilson''': Fra tutte le persone a cui avresti potuto dare una mano perché hai scelto lui?<br>'''House''' {{NDR|con fare effeminato}}: Non lo so, forse perché ha un buon odore, e mi fa ridere!
==Episodio 13, ''Verso la meta''==
===Frasi===
*Senti, non mi importa da dove arrivi un idea basta purché abbia un senso e metta in imbarazzo qualcuno. ('''House''' a Foreman)
===Dialoghi===
*{{NDR|Wilson trova House che fa il bagno nella sua vasca}}<br /> '''Wilson''': Che cosa fai?<br>'''House''': Vado in canoa, a quanto pare imbarco acqua.
*{{NDR|House entra nello studio}}<br /> '''House''': Spegnete lo schermo, c'è il capo.<br>'''Taub''': Non è un porno, è il nuovo paziente.<br>'''House''': Peccato.
*'''Wilson''': Sei fuori di testa?!<br /> '''House''': Come ex paziente psichiatrico questa terminologia mi offende!
==Episodio 15, ''Vite private''==
*Dargli un computer è come dare plutonio al Dr. No. ('''Wilson''') {{NDR|parlando di House}}
*'''Chase''': Pensi davvero che ci si conosca meglio su Internet che faccia a faccia?<br />'''Tredici''': Le facce possono distrarti, ma non c'è niente di meglio che guardarsi negli occhi e tutto quello che ne consegue.<br />'''Chase''': Non lo so... la gente si incontra, qualcosa di superficiale la colpisce e riempie il vuoto con quello che vuole credere...
==Episodio 17, ''Isolamento''==
===Frasi===
*Ho passato mesi a chiedermi dove ho sbagliato, sei non mi hai mai amato allora vuol dire che non ho fatto errori. ('''Chase''') {{NDR|a Cameron}}
*Mi piace stare solo. Almeno mi ero convinto di stare meglio così. Poi ho conosciuto una persona, in un ospedale psichiatrico – da non crederci – era riuscita a cambiarmi e poi mi ha lasciato. Si sta meglio da soli: soffriamo da soli, moriamo da soli, non importa se sei il marito modello o il padre dell'anno, domani per te sarà lo stesso. ('''House''') {{NDR|al paziente}}
===Dialoghi===
*'''Chase''': Abbiamo tentato di uscirne. <br />'''Cameron''': E abbiamo fallito. <br />'''Chase''': No, tu hai parlato con House e poi sei venuta a dirmi che lui mi aveva corrotto per sempre e dopo hai fatto le valigie. <br />'''Cameron''': Interessante che sorvoli sul fatto di avere ucciso un altro essere umano. <br />'''Chase''': Un dittatore che aveva commesso genocidi. Anche tu hai pensato di ammazzarlo. <br />'''Cameron''': Ma non l'ho fatto. <br />'''Chase''': Giusto, perché non sei intossicata come me. <br />'''Cameron''': Senti che cosa speri di fare? Di convincermi a tornare insieme a te?
*'''Cameron''': Va bene Robert, risponderò a tutte le tue domande dopo però firmerai i documenti. <br />'''Chase''': Mi hai mai amato? <br />'''Cameron''': Come puoi farmi una domanda simile? <br />'''Chase''': La prima volta che sei venuta a letto con me eri strafatta. <br />'''Cameron''': Avevo preso le metanfetamine perché ero emozionata e questo mi ha portato a fare sesso non la droga. <br />'''Chase''': Non è vero, dopo ti sei rifiutata di andare al di là del sesso. <br />'''Cameron''': Perché mi stavo innamorando di te e non volevo. <br />'''Chase''': E le cose non sono cambiate. Hai interrotto la vacanza perché ti avevo regalato un anello. <br />'''Cameron''': Ho avuto paura e non ne sono fiera. <br />'''Chase''': E poi hai annullato le noste nozze perché non volevi rinunciare all'idea di avere il figlio del tuo defunto marito. <br />'''Cameron''': Non devi parlare di lui! <br />'''Chase''': Perché neanche allora tu eri sicura di amarmi. Forse se fossi stato in punto di morte mi avresti sposato. <br />'''Cameron''': Questo non è vero! <br />'''Chase''': Non solo è veroe proprio questo il punto stava per morire quando l'hai conosciuto e se n'è andato un anno dopo il matrimonio. Con lui è stata tutta una luna di miele e con questo non potrò mai competere. La prima volta che hai.. <br />'''Cameron''': Adesso smettila! <br />'''Chase''': Dimmi la verità! <br />'''Cameron''': Ma che cosa?! <br />'''Chase''': Mi hai mai amato veramente?! <br />'''Cameron''': Non lo so! <br />'''Chase''': Beh, grazie di avermelo detto.
*'''Cameron''': Come fai ad essere così calmo? <br />'''Chase''': Ho passato mesi a chiedermi dove ho sbagliato, sei non mi hai mai amato allora vuol dire che non ho fatto errori. {{NDR|Cameron piange}} Ehi andiamo, Allison. Va tutto bene. <br />'''Cameron''': Non so neanch'io perché l'ho detto. Non è vero, io ti ho amato ma in un modo che non poteva funzionare. <br />'''Chase''': Perché no? <br />'''Cameron''': Perché tutto quello che hai detto è vero, sono una stupida. Ho sposato un uomo sapendo che sarebbe morto e solo Dio sa quanto ero già incasinata e poi la sua morte mi ha incasinata ancora di più. Ti ho escluso dalla mia vita e io sono senza speranze. Non tu. <br />'''Chase''': Mi dispiace. <br />'''Cameron''': Dispiace anche a me.
==Episodio 19, ''Aperto e chiuso''==
[[File:Sarah Wayne Callies Comic-Con 2012.jpg|thumb|[[Sarah Wayne Callies]] interpreta Julia, la paziente dell'episodio.]]
*Credo che sua moglie {{NDR|Julia}} abbia la [[porpora di Schönlein-Henoch]], una vasculite sistemica che può causare lesioni e infiammazioni in tutto il corpo. È terribile! Non per niente è il nome di un tedesco. Anzi di due tedeschi. Le lesioni possono spuntare nel cuore, a volte nei reni ma sempre sulla pelle. ('''House''')
==Episodio 22, ''Aiutami''==
===Frasi===
*{{NDR|Alla paziente}} Mi hai chiesto cosa è successo alla mia gamba: ho avuto un embolo e il muscolo stava morendo, tutti i medici mi dicevano che andava amputata e io dicevo di no; mi hanno fatto un'operazione molto rischiosa per poco non sono morto. Mi hanno tagliato un pezzo di muscolo grande come il mio pugno e mi è rimasta una gamba lesa e del tutto inutile e mi fa male, tutti i giorni. Questo mi ha cambiato: sono diventato una persona dura, una persona peggiore e adesso sono solo. Tu non vuoi essere come me. ('''House''')
===Dialoghi===
*'''Cuddy''': So che sei arrabbiato, ma per favore non mettere a rischio la sua vita per farla pagare a me. <br />'''House''': Ma senti... wow, tutto ruota attorno a te, adesso.<br />'''Cuddy''': Tu hai preso le parti di Hanna contro di me subito dopo aver saputo del fidanzamento!<br />'''House''': Sì, dev' essere così. Non perché sei una patetica narcisista.<br />'''Cuddy''': House, io non ti amo. Perciò accettalo, e vai avanti con la tua vita invece di cercare di rendere tutti infelici!<br />'''House''': Bene, una lezione di vita da una madre single di mezza età che sta con un uomo bambino!<br />'''Cuddy''': Vaffanculo. Sono stufa di inventare scuse per te, e di vedere che tutti camminano in punta di piedi attorno a te e non fanno altro che rovinarsi la vita per impedirti di crollare! Con te ho chiuso.<br />'''House''': Fantastico! Sta lontano dalla mia paziente.<br />'''Cuddy''': A che cosa ti stai aggrappando? Vuoi rischiare la sua vita per salvarle la gamba? Con te ha funzionato a meraviglia! Cos'hai nella vita, dimmelo onestamente: Io sto andando avanti, Wilson sta andando avanti e tu? Tu non hai niente, House. Niente!
*'''Foreman''': Non puoi incolpare te stesso per la sua morte, non è stata colpa tua.<br />'''House''': È questo il punto!!!! Ho fatto tutto bene ed è morta ugualmente!! Perché credi che questo mi dovrebbe consolare?! <br />'''Foreman''': Non dovresti stare solo ora. Stai sanguinando.<br />'''House''': Adesso ti do un incarico come dipendente: togliti dai piedi.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Dr. House - Medical Division}}
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[[Categoria:Stagioni di Dr. House - Medical Division]]
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Alessandro D'Ancona
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Gaux
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/* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ Cecco Angiolieri
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9])
*[[Cecco Angiolieri|Cecco]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi.<ref>Da ''Studj di critica e storia letteraria'', p. 131.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19)
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4)
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9])
*[[Cecco Angiolieri|Cecco]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con tai grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'asciuttore della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati!<ref>Da ''Studj di critica e storia letteraria'', pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19)
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4)
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9])
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati!<ref>Da ''Studj di critica e storia letteraria'', pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19)
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4)
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9])
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''Studj di critica e storia letteraria'', pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19)
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4)
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
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/* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ riferimenti bibliografici
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9])
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19)
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4)
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9.</ref>
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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/* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ altra su Angiolieri
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'orgie, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il Boccaccio, avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 132.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 132.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
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Gaux
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altra su Cecco
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 132.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
*[...] nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco {{NDR|Angiolieri}} stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di Guido e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – se stesso e la sua poetica facoltà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 140.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 132.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
*Né certo fra Dante e Cecco poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco {{NDR|Angiolieri}} stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di Guido e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – se stesso e la sua poetica facoltà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 140.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 132.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
*Né certo fra Dante e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di Guido e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – se stesso e la sua poetica facoltà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 140.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==''Studj di critica e storia letteraria''==
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...].<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, pp. 131-132.</ref>
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 132.</ref>
*Né certo fra Dante e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di Guido e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – se stesso e la sua poetica facoltà.<ref>Da ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880, p. 140.</ref>
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==''Studj di critica e storia letteraria''==
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...]. (pp. 131-132)
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere. (p. 132)
*Né certo fra Dante e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di Guido e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – se stesso e la sua poetica facoltà. (p. 140)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}}
[[Categoria:Filologi italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici della letteratura]]
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'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==''Studj di critica e storia letteraria''==
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...]. (pp. 131-132)
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere. (p. 132)
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – se stesso e la sua poetica facoltà. (p. 140)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880.
==Altri progetti==
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==''Studj di critica e storia letteraria''==
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...]. (pp. 131-132)
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere. (p. 132)
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà. (p. 140)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880.
==Altri progetti==
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Gaux
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/* Studj di critica e storia letteraria */ Cecco e Becchina
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[[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|upright=0.8|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]]
'''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano.
==Citazioni di Alessandro D'Ancona==
*[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti.<ref>Da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9].</ref>
*È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare.<ref>Da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19.</ref>
*{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie.<ref>Da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4.</ref>
==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''==
*[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII)
*Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X)
*Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII)
==''Ricordi ed affetti''==
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27)
*Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89)
*{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94)
*Conobbi il [[Placido Cerri|Cerri]] nell'inverno dal '72 al '73, che egli, già preso dal male, onde doveva esser condotto al sepolcro, passò in Pisa in cerca di aure più miti. Aveva una fisonomia dolcissima e mesta e modi garbati; non potevo non sentire profonda pietà di quel povero giovane, sacrato alla morte, e della madre, una buona donna del contado, che lo adorava, e sul volto mio, quando uscivo dalla visita al figlio, pareva scrutare un giudizio sul destino di lui. (pp. 107-108)
*{{NDR|Placido Cerri}} Presa la laurea, insegnò nei Ginnasi di Bivona e di Cagliari, ed ebbe il grado di titolare di seconda classe. Ma lo pungeva il desiderio della scienza, e si recò per un anno a Lipsia, per erudirsi specialmente nel [[Lingua sanscrita|Sanscrito]], allo studio del quale volse tutte le forze della volontà e dell'intelletto. Abbiamo di lui, tradotto in versi, un episodio del [[Mahābhārata|Mahabharata]]: ''Il matrimonio di Sakuntala'' (Torino, Favale, '73): e più e meglio avrebbe potuto fare, se la sorte glie l'avesse concesso. Invece, ritornato infermo al paese nativo, vi si spense ai 14 aprile del 1874.<br>Riproducendo il suo scritto, io ho voluto anche, al possibile, rinfrescare la memoria di un giovane eletto, verace martire della scienza e del dovere. (p. 108)
*Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172)
*{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197)
*{{NDR|[[Mariano d'Ayala]]}} [...] a non voler dire de' suoi pregj come scrittore di cose militari e storico di glorie o sventure italiane, gran merito suo è quello dell'avere, in tempi di servitù e di silenzio, mostrato, insieme a pochi altri, come si dovesse patire pel bene del proprio paese. Pareva infatti uomo nato a far comprendere alle turbe, specialmente della nativa regione, quanto bella e buona cosa fosse la libertà, e a far testimonio coli' innocenza della vita propria della onestà di una causa, per la quale volontariamente e deliberatamente si rinunziavano gli agj, gli onori, i gradi, le ricchezze, incontrando con forte petto le ingiurie della fortuna e le ire della tirannide. Qui sta il merito sommo del D'Ayala: nel sacrifizio cioè di tutto sé stesso al trionfo della libertà, senza cercarvi personali vantaggi: nella devozione serbata sempre e con giovanile entusiasmo alla patria. (pp. 206-207)
*Se non comuni furono le doti intellettuali del [[Salvatore De Benedetti|De Benedetti]], singolari veramente debbon dirsi quelle dell'animo; sì che da tutti che lo conobbero sarà lungamente ricordato non soltanto per la molta e varia cultura e pel modo alto, equanime, sereno onde giudicava uomini e cose, quant'anche per la bontà sua. Asseriva egli che la natura lo aveva fatto impaziente ed impetuoso, ma i casi delle vita e l'impero sulle proprie inclinazioni l'avevano per costante e vigile educazione di sé, reso affatto diverso. (p. 229)
*{{NDR|Salvatore De Benedetti}} Seguace convinto delle dottrine spiritualiste, non però credente in dogmi né osservante di riti, aveva ferma fede in un Padre comune e nella fratellanza degli uomini. Gli studj sulla propria religione {{NDR|l'[[ebraismo]]}} e sulle altrui gli avevano {{sic|sopratutto}} appreso carità e tolleranza. Visse e mori colla gravità ingenua, serena e benevola di un filosofo antico. (p. 230)
*Fu [[Rinaldo Ruschi]] di esile corporatura, di statura alta ed eretta, di gradevoli sembianze: e l'occhio ceruleo dava al suo volto impronta di malinconica bontà. E buono, sommamente buono e benefico ei fu in effetto: di modi squisitamente affabili e cortesi: di antica rettitudine. (p. 253)
*{{NDR|Rinaldo Ruschi}} Parlava rado e quasi sommesso, ma quanto usciva dal suo labbro era pensato con solido criterio ed espresso con giustezza. La sola sua vista e più il conversar con lui, riconduceva il pensiero a' più bei tempi, a' tempi eroici del nostro [[risorgimento]]; e al suo contatto ci si sentiva come purificati dalle misere volgarità della vita odierna. (p. 253)
==''Studj di critica e storia letteraria''==
*[[Cecco Angiolieri|Cecco {{NDR|Angiolieri}}]] non era uno stinco di santo; tutt'altro: ma padre avaro, madre disamorata, moglie garritrice e dipinta, a niuno parranno possibili argomenti di felicità per tale, cui natura aveva impartito giovialità di costume, spensieratezza, fantasia, e, per peggio, inclinazione a far versi. Con quell'inferno in casa e con {{sic|tai}} grilli pel capo, si capisce che ben presto Cecco cercasse di rimediare al conforto che gli faceva difetto in famiglia, frequentando le allegre brigate: all'{{sic|asciuttore}} della tasca sopperisse tentando la sorte al giuoco: e de' malanni coniugali si rifacesse cogli amorazzi, e poi colla vera passione per la Becchina, e la malinconia esalasse nei versi: misero rimedio degli amanti e dei disperati! Disertò allora il tetto paterno e il letto coniugale, ambedue divenutigli odiosi [...]. (pp. 131-132)
*{{NDR|Cecco Angiolieri}} Fra tante avversità, sfuggendo i genitori e la moglie, avido di piaceri e sempre scarso a danari, sordo agli ammonimenti e alla voce del dovere, con un amore colpevole per donna altrui e di basso stato, immerso nel vino e nella crapula, fra amici di ventura e compagnoni d'{{sic|orgie}}, egli, ''bello e costumato uomo'', come lo dice il [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], avviliva la buona indole natia, la dignità gentilizia, l'onestà del vivere. (p. 132)
*Né certo fra [[Dante Alighieri|Dante]] e Cecco {{NDR|Angiolieri}} poteva a lungo continuarsi una corrispondenza cominciata e proseguita soltanto per conformità di poetica professione, non per somiglianza d'ingegno o d'animo a d'istinti. Invece nella compagnia dei Ciampolini e dei Capocchi, Cecco stava come un pesce nell'acqua, e scordava gli affanni suoi. La natura lo aveva forse chiamato ad emulare nel verso i voli e i rapimenti di [[Guido Cavalcanti|Guido]] e di Dante; ma i casi della vita e l'indulger troppo ai facili amori tarparono alla sua musa le ali, costringendola a strisciar terra terra, senza entusiasmo né lena; e come ei non provò i grandi dolori e le sublimi passioni che acuirono e nobilitarono la mente dell'Alighieri, così, nel verso, prese a cantare soprattutto tre cose:<br><div style="text-align:center;">Cioè la donna, la taverna e 'l dado:</div>e per astio contro la sorte, ''incanagliò'' – mi si scusi la parola frequente tanto, e tanto vera ai dì nostri – sé stesso e la sua poetica facoltà. (p. 140)
*[...] nella storia dell'amore dantesco di tanto cresce via via l'indole contemplativa, di quanto scemano i tremori e i fremiti del senso. Cecco {{NDR|Angiolieri}} invece ama sempre in Becchina la donna, non l'immagine della somma bellezza e virtù: va dietro al concreto, non all'idea. I suoi desiderj mai non s'allontanano dalla vista e dalla persona dell'amata; ma non gli basta di sentirsi beato di tanto amore, vuol esser {{sic|contracambiato}} e sicuro del fatto suo. (p. 154)
==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''==
Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema.
==Citazioni su Alessandro D'Ancona==
*Aveva uno studio, o, più esattamente, varie stanze destinate a studio, tutte piene di libri: e libri vecchi e nuovi invadevano tutta la casa, provocando le giuste proteste della signora Adele, assai gelosa dell' ordine.<br>Tre o quattro banchi, pieni anch'essi di libri, dividevano la vasta sala dove egli lavorava di preferenza.<br>II professore, avvolte le gambe in un ampio scialle, se ne stava sprofondato nella sua poltrona a leggere, o seduto al tavolino accosto alla finestra a scrivere. I visitatori erano veramente assai imbarazzati a trovare da sedere; e poiché egli non amava perder tempo, poteva questo essere anche un mezzo molto pratico per liberarsi più presto dagli importuni. ([[Igino Benvenuto Supino]])
*Non credo fosse nessuno a Pisa che non conoscesse Alessandro D'Ancona.<br>Anche coloro che stavano fuori del giro degli studi, sapevano chi era quell'ometto, dal tipo caratteristico, che procedeva per i lungarni con passo breve e frettoloso, sempre col sigaro in bocca, spesso con le mani infilate nel pastrano, da una delle cui {{sic|saccoccie}} usciva il bastone, quando non lo batteva a terra per segnare il passo.<br>Tutti circondavano di rispetto e di affetto il concittadino, che la modestia della vita, l'altezza dell' ingegno, la dirittura del carattere e la bontà dell'animo rendevano ben meritevole di pubblico ossequio. ([[Igino Benvenuto Supino]])
===[[Francesco Novati]]===
*Così, in una sera di novembre del 1876, io intravvidi per la prima volta Alessandro D'Ancona nella penombra della libreria Nistri, Sotto Borgo, dov'egli era solito di quel tempo dare di tratto in tratto una capatina, per sbirciare i libri nuovi e far quattro ciarle con i clienti ben noti. L'ode carducciana m'aveva un po' scaldata la fantasia, ed io m'ero raffigurato il dotto che andava per la selva d'Europa in traccia de' miti dispersi e de' cognati altresì, sotto l'apparenza d'un ardito pioniere... Anche una volta tra la realtà e l'immaginazione correva una certa differenza! II D'Ancona non aveva al fisico nulla di eroico... Basso di statura, massiccio, con quel suo naso adunco, quegli occhi nascosti sotto le folte sopracciglia non si potea davvero dir bello. Ma gli occhi sprizzavano fuoco dietro i vetri degli occhiali, e quand'egli parlava, frugandovi l'animo con quel suo sguardo fra severo e benevolo, non si vedeva più altro in lui che l'uomo di spirito, d'ingegno, di cuore.
*L'attrattiva che esercitava [...] la conversazione del D'Ancona era per tutti eccezionale. All'ingegno acutissimo, alla vasta dottrina, alla memoria per più rispetti prodigiosa, egli congiungeva una costante giocondità di carattere, una perfetta eguaglianza d'umore, e, per di più, quell'arguzia, quella prontezza, quella causticità, che son sempre state le doti caratteristiche dello spirito toscano. Cosi il suo discorso aveva rassomiglianza ad un fuoco d'artifizio: i razzi scappavano, scoppiettando, da tutte le parti; era una pioggia di motti, di frizzi, di epigrammi, inesauribile. E nel discorrere egli si rivelava intero; amante della verità, sempre e dappertutto; sdegnoso di vane cautele, solito dir pane al pane con una franchezza che a taluno recava stupore ed anche incuteva un tantin di paura.
*Salito alla cattedra col fermo proponimento di sostituire alle sterili esercitazioni filologiche e retoriche lo studio rigoroso dei fatti, egli seppe tuttavia con assennato ardimento contemperare i precetti che gli venivano d'oltralpe cogli insegnamenti attinti alla tradizione erudita italiana. II metodo storico applicato da lui produsse quindi effetti salutari e fecondi: e se oggi noi ci rallegriamo di vedere rinnovata da cima a fondo la cognizione della letteratura nazionale, il merito precipuo senza dubbio va attribuito al Maestro pisano ed al generoso drappello che gli si fe' compagno nel cammino "alto e silvestro".
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''.
*Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902.
*Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/studjdicriticae00ancogoog/page/n8/mode/1up Studj di critica e storia letteraria]'', Nicola Zanichelli, Bologna, 1880.
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127)
*È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
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*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Norman Zoia
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/* Citazioni tratte da canzoni */ reinserita citazione Nureev, spostata citazione Brel da citazioni generali e messe in ordine alfabetico
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[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''Vodka e Luna'', 1995)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}}
[[Categoria:Artisti italiani]]
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/* Citazioni di Norman Zoia */ tolta citazione Brel in quanto spostata in citazioni da canzoni
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[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''Vodka e Luna'', 1995)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}}
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[[Categoria:Parolieri italiani]]
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/* Passi perVersi */ messo in ordine alfabetico e non per numero di pagina come consigliato da udiki
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text/x-wiki
[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''Vodka e Luna'', 1995)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
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[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (da ''Vodka e Luna'', 1995)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
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Udiki
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/* Citazioni tratte da canzoni */ a quanto pare questa è una canzone dei Vanadium, quindi va nella loro voce, non in quella del paroliere. Anche questo è stato già detto più di una volta con tanto di indicazione delle linee guida
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text/x-wiki
[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
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Porta
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[Immagine:Edelfelt At the door 1901.jpg|thumb|''Alla porta'' (A. Edelfelt, 1901)]]
Citazioni sulla '''porta'''.
==Citazioni==
*Ci sono persone dalle quali non ci si può aspettare che bussino alla porta. Se vuoi che entrino, devi lasciare la porta aperta. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Giacché, quando noi apriamo una porta, trasformiamo gli ambienti in modo davvero meschino. Offendiamo la loro piena estensione e a forza di proporzioni sbagliate vi introduciamo un'incauta breccia. A pensarci bene, non c'è niente di più brutto di una porta aperta. Nella stanza dove si trova, introduce una sorta di rottura, un parassitismo provinciale che spezza l'unità dello spazio. Nella stanza contigua provoca una depressione, una ferita aperta e tuttavia stupida, sperduta su un pezzo di muro che avrebbe preferito essere integro. In entrambi i casi turba i volumi, offrendo in cambio soltanto la libertà di circolare, la quale peraltro si può garantire in molti altri modi. ([[Muriel Barbery]])
*Gli italiani fabbricano porte magnifiche ma se desideri tener fuori il prossimo usa un [[lucchetto]] americano. ([[John H. Secondari]])
*Hacken, guarda qua: una porta! Che invenzione incredibile. Pensa, si apre e si chiude quando vuoi. E devi solo muovere questa maniglia, sai? (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'')
*Le porte ce l'hanno a morte col [[vento]]. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*Non aprire mai la porta a coloro che l'aprono anche senza il tuo permesso. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ogni "accadimento" che mi riguardasse aveva la sua frase di corollario. Se dimenticavo di chiudere una porta alle mie spalle, la zia più vicina, continuando nelle sue faccende, gridava al vento: "Cani, ruffiani e figli di mignotte, lasciano sempre aperte le porte."<br/>Subito le faceva eco, dalla cucina, un'altra zia: "Che ci vuoi fare? Lui abita al [[Colosseo]]." ([[Marcello Marchesi]])
*Si ottiene tutto dalle donne e dalle porte prendendole con le buone! ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*''Vado all'ingresso e faccio per entrare. | Il meccanismo automatico, le porte che si aprono per farmi passare mi fa pensare: | qualsiasi addio anche tra due porte è traumatico.'' ([[Dargen D'Amico]])
==Proverbi==
*Non si tiene la porta aperta quando la [[iena]] è vicina. ([[proverbi africani|africano]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*A chi batte forte, si apron le porte.
*Quando si chiude una porta, si apre un portone.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*La porta di dietro è quella che ruba la casa.
*Non si serra mai una porta che non se n'apra un'altra.
*Una bella porta rifà una brutta facciata.
==Voci correlate==
*[[Chiave]]
*[[Lucchetto]]
*[[Origliare]]
*[[Porta automatica]]
*[[Porta cittadina]]
*[[Porta di casa]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Abitazione]]
[[Categoria:Porte| ]]
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Gianfranco Bellini
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2026-05-19T07:31:28Z
Spinoziano
2297
/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Gianfranco Bellini''' (1924 – 2006), doppiatore italiano.
==Citazioni su Gianfranco Bellini==
*Quando doppiò HAL 9000 era una voce completamente diversa da quella originale, e mio nonno ricevette i complimenti proprio di [[Stanley Kubrick]] perché l'aveva reso ancora più reale di come l'aveva creato lui. ([[Elena Perino]])
*Sia io che [[Davide Perino|mio fratello]] abbiamo lavorato con lui, ed era severo con noi più che con altri: è stato bellissimo lavorarci insieme e riceverne gli insegnamenti attraverso la sua calda e rassicurante voce. A lui dobbiamo l'aver imparato "la vecchia scuola" di questo mestiere; è stato un grande e mi dispiace che non venga ricordato abbastanza come tanti suoi vecchi colleghi. (Elena Perino)
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931)
*''[[Il segno della croce]]'' (1932)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[La città dei ragazzi]]'' (1938)
*''[[Susanna!]]'' (1938)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[La regola del gioco (film 1939)|La regola del gioco]]'' (1939)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[I racconti dello zio Tom]]'' (1946)
*''[[Il fantasma e la signora Muir]]'' (1947)
*''[[La casa rossa]]'' (1947)
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Fuga nel tempo]]'' (1948)
*''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949)
*''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950)
*''[[Rio Bravo]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Amo un assassino]]'' (1951)
*''[[Il cacciatore del Missouri]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[La polizia bussa alla porta]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[La legge del capestro]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Exodus]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Uno, due, tre!]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il trionfo di King Kong]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo]]'' (1963)
*''[[Totò e Cleopatra]]'' (1963)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Batman (film 1966)|Batman]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[2001: Odissea nello spazio]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971)
*''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Panico a Needle Park]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972)
*''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente]]'' (1972)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Mezzogiorno e mezzo di fuoco]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Porgi l'altra guancia]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[Picnic ad Hanging Rock]]'' (1975)
*''[[Taxi Driver]]'' (1976)
*''[[Ridere per ridere]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[Sabato, domenica e venerdì]]'' (1979)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[The Blues Brothers]]'' (1980)
*''[[Re per una notte]]'' (1983)
*''[[Non c'è due senza quattro]]'' (1984)
*''[[La mia Africa]]'' (1985)
*''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986)
*''[[Velluto blu]]'' (1986)
*''[[Appuntamento al buio]]'' (1987)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]'' (1987)
*''[[Il signore del male]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988)
*''[[Prima di mezzanotte]]'' (1988)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Atto di forza]]'' (1990)
*''[[Darkman]]'' (1990)
*''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990)
*''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'' (1990)
*''[[RoboCop 2]]'' (1990)
*''[[Trappola in alto mare]]'' (1992)
*''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[La signora ammazzatutti]]'' (1994)
*''[[Stargate (film)|Stargate]]'' (1994)
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===Film d'animazione===
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*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
*''[[La bella e la bestia (film 1991)|La bella e la bestia]]'' (1991)
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===Serie televisive===
*''[[Dynasty]]'' (1981-1991)
*''[[La signora in giallo]]'' (1984-1996)
*''[[Settimo cielo]]'' (1996-2007)
==Voci correlate==
*[[Davide Perino]], nipote
*[[Elena Perino]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Bellini, Gianfranco}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Cena in casa di Simone (Veronese Torino)
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{{Voce tematica}}
[[File:Paolo Veronese - The Feast in the House of Simon (1555-56 Turin).jpg|thumb|''Cena in casa di Simone'']]
Citazioni sul dipinto '''''Cena in casa di Simone''''' di [[Paolo Veronese]] conservato nella Galleria Sabauda di Torino.
*Il più notevole è [[Palazzo Reale (Genova)|Palazzo Durazzo]]. Esso contiene quadri di valore, tra cui il ''Cristo'' di Paolo Veronese con la Maddalena che gli asciuga i piedi, così bella da far temere che si lascerà sedurre ancora una volta. Io mi fermai a lungo davanti al quadro, ma ahimè, ella non alzò gli occhi! Il Cristo se ne sta lì come un Amleto della religione che dica: «''Go to a nunnery!''». ([[Heinrich Heine]])
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[[Categoria:Dipinti]]
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Roberto Burioni
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[[File:Roberto Burioni 2017.jpg|thumb|Roberto Burioni nel 2017]]
'''Roberto Burioni''' (1962 – vivente), medico, divulgatore scientifico e docente italiano.
==Citazioni di Roberto Burioni==
===2016===
*Che i [[vaccino|vaccini]] causino [[autismo]] è una menzogna. Pura e semplice. Dimostrata come menzogna da centinaia di studi scientifici, dal fatto che le lesioni cerebrali dimostrate negli autistici indicano una insorgenza prenatale della malattia, dal fatto che i segni dell'autismo sono già apparenti ad un occhio esperto che osserva i filmini dei bambini precedenti alla diagnosi (e alla vaccinazione) e da mille altre inoppugnabili evidenze scientifiche. Dire che i vaccini causano l'autismo è insomma una bugia, particolarmente schifosa perché genera in genitori già sfortunati e sofferenti il senso di colpa derivante dal pensare di avere causato, con la vaccinazione, questa malattia che secondo i bugiardi si sarebbe potuta evitare.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2061226387435867/?type=3&theater post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 7 luglio 2016.</ref>
*Una delle bugie che più mi infastidiscono è quella secondo la quale gli attuali casi di [[meningite]] sarebbero dovuti all'afflusso di migranti dal continente africano. Bene, tanto per cambiare è una menzogna senza senso. In Europa i tipi predominanti di meningococco sono B e C, ed in particolare i recenti casi di cui si è occupata la cronaca sono stati dovuti al meningococco di tipo C; al contrario, in Africa i tipi di meningococco più diffusi sono A, W-135 ed X. Per cui è impossibile che gli immigrati abbiano qualcosa a che fare con l'aumento di meningiti in Toscana. Per cui chi racconta queste bugie è certamente un somaro ignorante. Invece di prendercela con chi non ha colpe, ricordiamo che contro questo meningococco abbiamo a disposizione un vaccino efficace e che se tutti i genitori vaccinassero i loro figli la malattia scomparirebbe nei bambini e negli adulti, come è già accaduto in numerosi paesi.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2205456229679548/?type=3&theater post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 31 dicembre 2016.</ref>
===2017===
*Preciso che questa pagina {{NDR|la sua pagina ufficiale ''Facebook.com''}} non è un luogo dove della gente che non sa nulla può avere un «civile dibattito» per discutere alla pari con me. È una pagina dove io, che studio questi argomenti da trentacinque anni, tento di spiegare in maniera accessibile come stanno le cose impiegando a questo scopo in maniera gratuita il mio tempo che in generale viene retribuito in quantità estremamente generosa. Il rendere accessibili i concetti richiede semplificazione: ma tutto quello che scrivo è corretto e, inserendo io immancabilmente le fonti, chi vuole può controllare di persona la veridicità di quanto riportato. Però non può mettersi a discutere con me. Spero di avere chiarito la questione: qui ha diritto di parola solo chi ha studiato, e non il cittadino comune. La scienza non è democratica.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2205456229679548/?type=3&comment_id=2205537399671431&reply_comment_id=2205543099670861 commento] sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook.com'', 2 gennaio 2017; citato in Cristina Marrone, ''[http://www.corriere.it/salute/pediatria/17_gennaio_04/scienza-non-democratica-medico-anti-bufale-vaccini-puo-parlare-chi-ha-studiato-d31427f8-d26a-11e6-af42-cccac9ae7941.shtml «La scienza non è democratica» Il medico antibufale sui vaccini: «Può parlare chi ha studiato»]'', ''Corriere.it'', 4 gennaio 2017.</ref>
* Oggi il nostro riconoscimento deve andare alll'Ordine dei Medici di Treviso che, radiando Roberto Gava ha coraggiosamente scritto una pagina fondamentale nella difesa della dignità della professione medica e della salute dei pazienti nel nostro Paese. Questo importantissimo precedente, che speriamo serva di monito severo ai medici che perseverano sulla linea di chi ha subito l'infamia della radiazione, è di una importanza fondamentale. Oggi è un giorno magnifico per chi crede nella scienza, nella verità, nella medicina vera ed è una drammatica, rovinosa e definitiva sconfitta per gli antivaccinisti. Grazie Treviso, bellissima città a me cara. Questa sera sono orgoglioso di essere Medico come non mai.<ref group= "fonte">Citato in Michele Bocci, [https://www.repubblica.it/salute/2017/04/21/news/treviso_l_ordine_radia_il_medico_novax-163581837/?ref=search ''Treviso: l'Ordine radia Gava, il medico antivaccini''], ''Repubblica.it'', 21 aprile 2017.</ref>
*[...] comprendere bene il significato di un lavoro scientifico richiede una notevole esperienza, e non è alla portata di tutti. Per questo i dibattiti scientifici devono avvenire secondo me tra esperti, e non tra esperti e persone che non lo sono. Io stesso mai potrei dibattere con il mio amico Adriano Aguzzi di neuropatologia: gli chiederei di spiegarmi tante cose, ma non sarei in grado di discutere con lui. Non lo vivo come una limitazione: semplicemente per parlare di qualcosa, in campo scientifico e non solo, bisogna avere studiato. La cosa peraltro è accettata in campo sportivo: non sentirete mai una partita di basket commentata da chi non ne conosce le regole o un telecronista di calcio che non sa cosa sia il fuorigioco; qui invece dovrebbe tenersi una discussione sui batteri con chi non sa cosa sia un clone batterico. Non lo ritengo giusto. La mia frase "la [[scienza]] non è democratica" significa infatti che i dati scientifici non sono sottoposti a validazione elettorale: se anche il 99% del mondo votasse dicendo che due più due fa cinque, ancora continuerebbe a fare quattro. Poi ognuno è libero di dimostrare che non è vero; ma fino a quando non l'ha dimostrato, due più due fa quattro anche se molti non sono d'accordo.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2207794322779072/?type=3&theater post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 3 gennaio 2017.</ref>
===2018===
*Duecentoquarantadue. [[Marco Travaglio]] qualche giorno fa ha detto in una intervista che il [[morbillo]] "era considerato un tagliando". Marco Travaglio è nato nel 1964. Nel 1964 242 bambini sotto i cinque anni sono stati uccisi dal morbillo. Sono 242 se io divento Senatore, rimangono 242 se io mi candido con il PD, non cambia il numero se lascio l'università e mi metto a fare il pittore, sono 242 anche se io alle elezioni non vado a votare. È un numero, un numero agghiacciante e non un'opinione. Ora io chiedo a voi (e pure a Travaglio) di immaginarvi duecentoquarantadue piccole bare bianche, duecentoquarantadue banchi d'asilo vuoti per sempre, duecentoquarantadue funerali e oltre quattrocento genitori nel dolore per la perdita di un bambino. Poi, dopo avere fatto questo esercizio mentale, provate a definire la causa di tutto questo "un tagliando".<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/posts/2511356235756211:0 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 21 gennaio 2018.</ref>
*Se qualcuno fa pipì nell'Oceano Atlantico, quella è all'incirca una diluizione omeopatica 10CH – immensamente più concentrata delle diluizioni che trovate in farmacia – per cui è meglio sperare che l'[[omeopatia]] non funzioni.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2018/11/25/omeopatia-non-funziona/ ''Ecco cos'è veramente l'omeopatia''], ''Medicalfacts.it'', 25 novembre 2018.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/it/article/2018/10/10/burioni-bufale-e-novax-e-colpa-dei-medici-che-si-sono-allontanati-dai-/39702/ Burioni: "Bufale e NoVax? È colpa dei medici che si sono allontanati dai pazienti"]''|Intervista su ''Linkiesta'', 10 ottobre 2018|h=4}}
*{{NDR|«Perché crediamo ancora nei ciarlatani?»}} Mentre la medicina è cambiata e ha fatto enormi passi da gigante, il paziente che soffre, e i suoi familiari, sono gli stessi. Siamo deboli, cerchiamo sempre la certezza della guarigione, che non sempre c'è, e l'assenza del dolore. Ma le strade alternative che si aprono davanti a noi nascondono solo guai grossi. Clara, la ragazza morta di diabete di cui parlo nel libro {{NDR|''Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani''}}, voleva guarire, ma dal diabete non si guarisce, ci si convive e basta assumendo l'insulina. Una santona le aveva promesso invece la guarigione con le vitamine.
*{{NDR|«Come ha cominciato il suo lavoro di divulgazione su Facebook?»}} Nel 2015 ero in California con la mia famiglia e usavo Facebook per ritrovare vecchi amici. Finché una mia amica bolognese mi chiese di spiegare i vaccini ai genitori all'interno di un gruppo, e in quel caso mi accorsi che invece c'erano persone che spiegavano i vaccini a me. Così ho cominciato a realizzare post sui vaccini, rendendomi conto che c'era bisogno di qualcuno che desse delle spiegazioni, non solo corrette ma anche convincenti e coinvolgenti. Tornando accanto ai pazienti, appunto.
*{{NDR|«Questa sua opera però ha canalizzato su di lei anche l'odio in Rete e addirittura le minacce»}} È incredibile che un medico venga minacciato perché dice che i vaccini fanno bene. Ma in questo contesto diventa ancora più importante avere la schiena dritta. Dobbiamo continuare difendere la ragione e la scienza, cioè quel metodo ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e che oggi è sotto attacco da parte della disinformazione. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.
*{{NDR|«Lei ha detto che la scienza non è democratica. Cosa significa?»}} Non possiamo mettere ai voti le dosi di antibiotico da somministrare a un malato. Internet ha illuso che tutto possa esser messo in discussione. La scienza è fatta di discussioni sì, ma che devono seguire le regole della scienza. Non si può lasciar spazio alle bufale.
{{Int|Da [https://www.medicalfacts.it/2018/12/04/leggenda-sovraccarico-immunologico/ ''Il sovraccarico immunologico non esiste'']|''Medicalfacts.it'', 4 dicembre 2018.|h=4}}
*L'Airbus A-380 atterra su 22 ruote. Sono poche? Sono troppe? Per saperlo è necessario il parere di un ingegnere aeronautico e non sono documentati casi di passeggeri che chiedano di smontare una ruota al pilota. Ci si fida del fatto che gente estremamente qualificata, che conosce bene l'argomento, abbia fatto i calcoli corretti e abbia deciso il giusto numero di ruote.<br>Al contrario, sentite ogni giorno dire che: «Dieci vaccinazioni sono troppe». Lo dicono in tanti: parlamentari, mamme informate, padri combattenti, giornalisti d'assalto. Tutte persone che sanno di vaccini quanto aeronautica: zero assoluto. Per motivi sconosciuti sulle ruote dell'Airbus tacciono, sui vaccini parlano. E dicono sciocchezze.
*Il sovraccarico immunologico non esiste, e tanto meno potrebbe conseguire alla somministrazione di dieci vaccini. Un bambino esce dall'utero materno (sostanzialmente sterile) e al momento della nascita viene invaso da moltissimi miliardi di batteri, che stimolano il suo sistema immune, senza sovraccaricarlo: cosa volete che facciano dieci vaccini in quindici mesi?
*Se pensate che una volta si vaccinasse di meno, vi sbagliate. Chi, come me, è nato negli anni '60, è stato vaccinato con un numero minore di vaccini, ma gli antigeni erano più di tremila. Oggi, grazie al miglioramento della tecnologia, i vaccini sono immensamente più sicuri ed efficaci e con poco più di 200 antigeni complessivi proteggono contro dieci malattie.
===2019===
*Le ragioni che adducono per le mancate vaccinazioni sono tanto ragionevoli quanto la mia ipotetica affermazione che casco e bande portano sfortuna. La decisione di non vaccinare è pura superstizione, i dati scientifici sono univoci e accettati da tutto il mondo e dicono che i vaccini sono efficaci e sicurissimi. Questi genitori sono convinti del contrario, ma non hanno alcuna competenza specifica per potere giudicare l'affidabilità dei dati scientifici. Sono persone completamente ignoranti in merito (spesso molto ignoranti anche in senso assoluto), ma pensano di capire quello che gli scienziati di tutto il mondo non hanno capito. Insomma, oltre a essere molto ignoranti sono anche molto arroganti.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2019/08/07/rimini-bambini-asilo-non-vaccinati/ ''A Rimini 27 bambini esclusi dall'asilo perché non vaccinati''], ''Medicalfacts.it'', 7 agosto 2019.</ref>
*Non esistono [[Medicina alternativa|medicine alternative]]: esistono solo pericolose alternative alla medicina tradizionale.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2019/09/27/francesco-bonifazi-otite-omeopatia/ ''Non esistono medicine alternative. Esistono solo pericolosissime alternative alla medicina tradizionale''], ''Medicalfacts.it'', 27 settembre 2019.</ref>
*Vi abbiamo raccontato della tragica [[epidemia di morbillo del 2019 in Samoa|epidemia di morbillo a Samoa]], dove a causa degli antivaccinisti e delle loro bugie pericolose la copertura vaccinale è scesa drammaticamente, causando infine la morte di 48 bambini sotto i 4 anni. L'attivista più scatenato contro la vaccinazione è stato Edwin Tamasese, che, in coordinamento con i peggiori peracottari statunitensi, ha diffuso a Samoa informazioni false sulla pericolosità del vaccino, proponendo di usare la vitamina Ae D per prevenire il morbillo (peccato che non funzionino!).<ref group= "fonte">Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/12/06/samoa-epidemia-morbillo-arrestato-antivaccinista/ Samoa: dopo l'epidemia di morbillo arrestato un estremista antivaccinista]'', ''Medicalfacts.it'', 6 dicembre 2019.</ref>
*Ricordatevelo quando affermate che con gli antivaccinisti bisogna essere tolleranti, che bisogna lasciargli la libertà di non vaccinare. Questi sono i risultati di quella scellerata libertà.<ref group= "fonte">Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/12/07/samoa-morti-morbillo/ Samoa: il conto dei morti per il morbillo sale a 63]'', ''Medicalfacts.it'', 7 dicembre 2019.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/02/21/un-mondo-senza-zanzare-sarebbe-senza-malattie-ma-come-reagirebbe-la-natura/ Un mondo senza zanzare sarebbe senza malattie, ma come reagirebbe la Natura?]''|''Medicalfacts.it'', 21 febbraio 2019|h=4}}
*Secondo alcuni studiosi, un mondo senza [[Zanzara|zanzare]] sarebbe migliore, in quanto molte malattie infettive scomparirebbero immediatamente, quelle centinaia di migliaia di vittime sarebbero salve e i sistemi ecologici, dopo un singhiozzo, si rimetterebbero a posto da soli.
*La mancanza delle zanzare potrebbe essere la premessa a possibili disastri, visto che la nicchia ecologica occupata ora dalle zanzare potrebbe essere occupata da qualcosa di peggio.
*Mi spiace per i ragni che dovranno patire la fame, ma un bambino che muore di malaria o un anziano che muore di West Nile Virus (sono due malattie trasmesse esclusivamente dalle zanzare, che senza questi insetti scomparirebbero dalla faccia della terra), vale, secondo me, tutti i ragni del mondo.
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/03/01/antivaccinisti-ecco-tutte-le-loro-pericolose-bugie/ Antivaccinisti: ecco tutte le loro pericolose bugie]''|''Medicalfacts.it'', 1 marzo 2019|h=4}}
*Dire che l'[[immunità di gregge]] non esiste è come dire che la forza di gravità non esiste, che la terra è piatta, che i fulmini li manda Giove dal Monte Olimpo. Chi fa quest'affermazione è semplicemente un cretino o un provocatore, o entrambe le cose insieme. Non parliamone più.
*Un bambino immunodepresso, che frequenta una scuola dove ci sono altri bambini non vaccinati, corre un pericolo non solo serio e reale, ma anche evitabile in tutta sicurezza se gli altri bambini sono vaccinati. Allo stesso tempo chi non vaccina i propri figli non ha nessun motivo per omettere le vaccinazioni, se non l'ignoranza e l'egoismo.
*Si potrebbe pensare di fare stare a casa i bambini non vaccinati, se non fosse che poi a casa starebbero con i loro genitori, che sono la radice di tutto il problema. E allora lo Stato, secondo me, dovrebbe pensare a difendere anche i bambini non vaccinati dai genitori dall'ignoranza e dalla superstizione dei cavernicoli, che prendono decisioni oggettivamente contrarie al loro interesse.
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/10/31/pediatra-preparati-omeopatici/ Se il pediatra prescrive preparati omeopatici è ignorante o vi inganna]''|''Medicalfacts.it'', 31 ottobre 2019|h=4}}
*Il medico o, peggio, il pediatra che prescrive prodotti omeopatici scherza con la vostra salute e con quella dei vostri figli, perché non contengono nulla e quindi non possono curare alcuna malattia.
*A mio parere, un medico che non conosce neanche i principi di base della chimica e che ritiene valida una bislacca teoria di duecento anni fa non promette niente di buono per la salute vostra, o dei vostri figli.
*Con la salute non si scherza, e un medico omeopata – per i miei gusti – ci scherza troppo. Per il resto vedete voi.
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/12/04/antivaccinsti-samoa/ Cosa accadrebbe se gli antivaccinisti trionfassero? Possiamo saperlo osservando quello che è successo a Samoa]''|''Medicalfacts.it'', 4 dicembre 2019|h=4}}
*L'isola remota nell'Oceano Pacifico non ha mai avuto elevate coperture vaccinali: gli antivaccinisti l'hanno fatta da padroni e alcuni alfieri di questa scellerata tendenza, come un rampollo dei Kennedy, l'hanno visitata per diffondere la disinformazione.
*L'epidemia prima o poi si fermerà, ma intanto 53 persone sono morte e nessuno le riporterà in vita e chi ha riportato danni permanenti se li terrà per tutta la vita.<br>Tutto questo si sarebbe potuto evitare se la copertura vaccinale contro il morbillo fosse stata adeguata.
*Se non si vaccina la gente muore, e a morire sono i più deboli e i più piccini. Chi chiede la libertà di non vaccinare chiede la libertà di causare una catastrofe di queste dimensioni.
===2020===
*Uno dei fattori che aveva favorito la diffusione della [[Epidemia di SARS del 2002-2004|SARS]] – ripetiamo, patologia molto più grave –, era stato il ritardo con cui le autorità cinesi avevano segnalato i primi casi. Questo aveva favorito la diffusione dell'infezione nel mondo. La rapidità con cui si è intervenuto in questo caso e, forse, anche identificato il virus responsabile, sembra suggerire che le lezioni a volte servono. «La storia è maestra di vita», dicevano i latini. Non sappiamo come si dica in cinese, ma forse vale anche per loro.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2020/01/08/polmonite-cina-virus/ ''Casi sospetti di polmonite in Cina: un nuovo virus all'orizzonte. Attenzione''], ''Medicalfacts.it'', 8 gennaio 2020.</ref>
*Infine la notizia che ritengo essere la più brutta di tutte, che arriva da un articolo pubblicato ieri su The Lancet. Ma proprio brutta. Sembra possibile l'esistenza di pazienti asintomatici, che stanno bene, non hanno febbre, ma possono diffondere il [[pandemia di COVID-19 del 2019-2020|coronavirus]]. Il che significa che la misurazione della temperatura agli aeroporti potrebbe non essere sufficiente per bloccare la diffusione della malattia. La lotta contro quest'infezione sarà più difficile del previsto.<ref group= "fonte">Da ''[https://www.medicalfacts.it/2020/01/25/coronavirus-persone-senza-sintomo-febbre/?fbclid=IwAR1qtnSan2YAJq1vBlWN7hKelA4ywv3a15jx_XGMCENt3qZEOcn4lN9qsXA Coronavirus: l'infezione può essere diffusa da persone senza alcun sintomo e senza febbre. È una pessima notizia]'', ''MedicalFacts.it'', 25 gennaio 2020.</ref>
*Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3%. Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese.<ref group= "fonte">Da un intervento alla trasmissione radiofonica ''Genetica Oggi'', Radio Cusano Campus; citato in ''[http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/01/29/burioni-una-catastrofe-se-il-coronavirus-ha-3-di-mortalita-ed-e-cosi-diffusa-_7a768ee9-1a25-4bad-ae99-7dc992f86aca.html Burioni: "Se il coronavirus ha 3% di mortalità ed è così diffusa è una catastrofe"]'', ''Ansa.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
*Desidererei che si trovasse immediatamente un vaccino contro il coronavirus per due motivi. Il primo perché salverebbe tante vite umane, il secondo per il piacere di vedere gli antivaccinisti implorare la vaccinazione in ginocchio sui ceci.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/posts/3222789374612890 post] sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook.com'', 29 gennaio 2020.</ref>
*Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un'influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero.<ref group="fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2020/02/23/coronavirus-grave-linfluenza/ ''Coronavirus: grave come l'influenza? I numeri dicono altro''], ''MedicalFacts.it'', 23 febbraio 2020.</ref>
*[...] il coronavirus ora è in Italia e ci è arrivato con un individuo proveniente dalla Cina che, praticamente asintomatico, ha infettato un italiano che poi ha contagiato altre persone. A questo punto, però, bisogna evitare altre due cose. [...] La sopravvalutazione e la sottovalutazione del virus. Sopravvalutarlo può creare forti disagi nella vita dei cittadini. Guai però a sottovalutarlo: perché si può morire.<ref group= "fonte">Dall'intervista di Fabrizio Caccia, ''[https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_21/coronavirus-burioni-chi-torna-cina-deve-stare-quarantena-senza-eccezioni-2752292e-548a-11ea-9196-da7d305401b7.shtml Coronavirus, Burioni: «Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni»]'', ''Corriere.it'', 21 febbraio 2020.</ref>
*La [[Cina]], in teoria un regime autoritario e feroce, fa di tutto per salvare i suoi cittadini; una democrazia di antichissima tradizione {{NDR|il [[Regno Unito]]}} accetta cinicamente la morte di centinaia di migliaia di cittadini. Incredibile.<ref>Risposta alla [[Boris Johnson#Cari|dichiarazione]] di [[Boris Johnson]] del 12 marzo 2020 in merito alla [[pandemia di COVID-19 del 2019-2020]]: «Voglio essere onesto con voi, onesto col popolo britannico: molte famiglie, molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari.»</ref><ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1238510586503274502 tweet] del 13 marzo 2020.</ref>
*Molti scienziati hanno sbagliato nei primi mesi dell'epidemia da coronavirus, e anche io sbagliavo quando sostenevo che l'arrivo di un virus pericoloso in assenza di un vaccino efficace avrebbe spento definitivamente la follia antiscientifica degli antivaccinisti, riportando in evidenza l'importanza delle vaccinazioni nel proteggerci dalle malattie. Ebbene, al contrario di quello che speravo, questa pandemia invece di rendere le persone più sagge, ha purtroppo aumentato l'impazzimento generale.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2020/07/02/coronavirus-la-follia-dei-covid-party-negli-usa/ ''Coronavirus: la follia dei COVID-party negli Usa''], ''Medicalfacts.it'', 2 luglio 2020.</ref>
===2021===
*È incredibile la scioltezza con cui persone che non sanno letteralmente cosa sia un virus (fanno altri lavori) prevedono la comparsa di varianti e l'evoluzione di SARS-CoV-2. Ormai in molti credono che capire un grafico sia equivalente a un dottorato in virologia molecolare.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1395498843861622789 tweet] del 20 maggio 2021.</ref>
*Vedo in continuazione previsioni funebri sul futuro. Per valutarne l'affidabilità quando le leggete andate a controllare se chi le sta scrivendo ha mai avuto a che fare con i virus nella sua vita professionale. Se non ha ci mai avuto a che fare (99% dei casi) state tranquilli.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1396766006056558592 tweet] del 24 maggio 2021.</ref>
*L'origine del coronavirus da un errore di laboratorio è da dimostrare, ma deve essere esclusa da una rigorosa investigazione da parte di scienziati indipendenti e con la piena collaborazione della Cina. Omettere questa indagine potrebbe indirettamente causare un'altra pandemia.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1397830482490966016 tweet] del 27 maggio 2021.</ref>
*Sono stufo di sprecare il mio tempo a smentire notizie terrorizzanti sulle varianti virali diffuse da ingegneri, meteorologi, studenti di economia e operatori di borsa. Sapete che vi dico? Se credete a chi letteralmente non sa cosa sia un virus, il problema è vostro.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1398029837852450819 tweet] del 27 maggio 2021.</ref>
*Gli alfieri della libertà che affermano “sono a favore del vaccino ma contro l'obbligo” fanno lo stesso ragionamento di chi dice “sono a favore delle tasse ma contro l'obbligo di pagarle”.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1415261344723521545 tweet] del 14 luglio 2021.</ref>
*Che sfortuna che hanno avuto la poliomielite e il vaiolo di scomparire prima dell'avvento dei social media.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1416479858948026387 tweet] del 17 luglio 2021.</ref>
*Il rifiuto del vaccino ha quasi sempre basi irrazionali. Pensare di convincere con argomentazioni razionali (le uniche che abbiamo) è illusorio. È come provare a convincere un tifoso appassionato a cambiare squadra.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1418502603172945920 tweet] del 23 luglio 2021.</ref>
*Quelli che non si vaccinano non sono eroici idealisti, ma semplici egoisti. Assomigliano molto agli evasori fiscali.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1418523472851001350 tweet] del 23 luglio 2021.</ref>
*[[Giorgia Meloni]] se la prende con me perché faccio sarcasmo sui novax. Accetto il fatto di non piacerle, ma non mi so spiegare questa sua avversione alle vaccinazioni obbligatorie, che sono iniziate molti anni fa (1939) senza nessuna protesta.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1418610646673920001 tweet] del 23 luglio 2021.</ref>
*Oggi, 5 agosto 2021, abbiamo sul vaccino contro COVID. Prima di tutto è un vaccino sicurissimo (sono state somministrate miliardi di dosi con rarissime reazioni avverse gravi), in secondo luogo al momento è efficacissimo nel prevenire la forma più grave della malattia. Sappiamo anche che la sua efficacia è diminuita da quando è apparsa la variante Delta, ma non è dato sapere al momento se questo dipende dal fatto che la variante sa sfuggire al vaccino o (più probabile) dal fatto che questa variante è immensamente più contagiosa della precedente, facendo raggiungere al virus concentrazioni migliaia di volte superiori nella bocca e nel naso del malato. Insomma, un giubbetto antiproiettile è efficace, ma un conto è sparare con una piccola pistola, un conto è sparare con una di grosso calibro. Ci si salva comunque la vita, ma nel secondo caso ci si può rompere una costola!<ref name=5.8.21>Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/posts/3770533753171780 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 5 agosto 2021.</ref>
*Non fatevi trarre in inganno dal numero di infezioni in persone vaccinate: ricordate che nel 1960 nessuna persona morta negli incidenti stradali indossava la cintura di sicurezza, mentre quelle che muoiono nel 2021 indossano sempre la cintura di sicurezza. Questo non significa che la cintura di sicurezza è inutile, significa solo che tutti la indossano e che non protegge, ovviamente, al 100%.<ref name=5.8.21/>
*In questa guerra chi non si vaccina non è neutrale: sta dalla parte del virus.<br>È un fatto, non un'opinione.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1425405756204060678 tweet] del 11 agosto 2021.</ref>
*Ci sono persone che fanno domande sui vaccini non in buona fede per avere informazioni, ma per insufflare in malafede il dubbio della pericolosità e dell'inefficacia dei vaccini in chi legge. In un momento come questo il loro comportamento non può essere tollerato.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1428846486813659142 tweet] del 21 agosto 2021.</ref>
*“Siero sperimentale” è l'insegna del cretino.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1429028322613334022 tweet] del 21 agosto 2021.</ref>
*Un vaccinato può trasmettere l'infezione. Ma prima deve contagiarsi, e il vaccino lo protegge dal contagio. Quindi chi si vaccina ostacola il diffondersi del virus e rende più sicura la comunità. Chi dice il contrario o è ignorante o in malafede o entrambe le cose.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1429383625045385220 tweet] del 22 agosto 2021.</ref>
*L'Islanda ha oltre il 73% di vaccinati. La variante Delta ha provocato un'ondata epidemica con un notevole aumento dei casi. Però non è morto nessuno, a riprova che i vaccini funzionano, e pure molto bene.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1430827538859892736 tweet] del 26 agosto 2021.</ref>
*Se i vaccinati trasmettessero il virus come i non vaccinati (ma non è per niente vero), considerato che il vaccino protegge al 95% dalle conseguenze gravi con la vaccinazione universale avremmo già quasi risolto il problema. Invece muoiono 50 persone al giorno. Un autobus.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1430830888041041921 tweet] del 26 agosto 2021.</ref>
*Un insegnante che rifiuta il vaccino dovrebbe essere cacciato perché è un pericolo per la salute dei suoi alunni ma ancora più perché evidentemente non è in grado di formare i cittadini di domani ed è totalmente inadeguato ad occupare l'importantissimo ruolo che ricopre.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1431344285392248838 tweet] del 27 agosto 2021.</ref>
*In quanto a idiozia intrinseca “non si vaccina mai durante una pandemia” è al livello di “non si apre mai il paracadute dopo essere saltati da un aereo in quota”.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1431928828960595969 tweet] del 29 agosto 2021.</ref>
{{Int|Da ''[https://video.corriere.it/cronaca/burioni-ho-paura-dell-ago-ma-quando-ho-fatto-vaccino-stato-giorno-piu-bello/e4db0132-b9a1-11eb-9c80-c1fe6e22b062 Roberto Burioni: «Vi dico quali sono le due dichiarazioni sul Covid che non farei più»]''|Intervista su ''Corriere.it'', 21 maggio 2021.|h=4}}
*Essere [[Antivaccinismo|anti-vaccinisti]] è come essere contro gli estintori, contro le cinture di sicurezza, contro gli airbag, essere contro i vaccini che sono dopo l'acqua potabile la cosa che ha salvato più vite nel mondo. È un atteggiamento sciocco, in particolare lo è ora perché se c'è un modo, un qualcosa che ci tirerà fuori da questa tragedia, è rappresentato proprio dai vaccini
*Mi hanno anche accusato di essere uno di Alpha Draconis, io ho temuto che mi chiedessero le tasse da quel paese perché in Italia le pago e in quell'altro no.
*Io penso che il Covid-19 non ce lo scorderemo. Anzi, spero di potermelo scordare molto presto perché con una vaccinazione estesa io e lei si potrà fare un'intervista senza più le mascherine addosso.
===2022===
*{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Motivi per esenzione vaccino in Australia:<br>1) reazioni allergiche o gravi effetti collaterali dopo prima dose<br>2) sofferenza medica acuta,<br>3) malattia cardiaca infiammatoria recente.<br>1) è novax<br>2) e 3) difficile giocare gli open.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1478422513730441221 tweet] del 4 gennaio 2022.</ref>
*Nel 2019 [[Novak Đoković|Djokovic]] ha guadagnato oltre 50 milioni di euro. Mi chiedo perché non si sia preso - magari strapagandolo - un consulente migliore di quello che gli sta rovinando definitivamente la carriera.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1479758461936324609 tweet] del 8 gennaio 2022.</ref>
*[[Novak Đoković|Djokovic]]<br>1) ha ammesso di non essersi vaccinato, quindi di essere un irresponsabile;<br>2) ha ammesso di avere avuto il COVID il 16 dicembre senza isolarsi nei giorni successivi quindi di essere un pericoloso untore.<br>Serve altro? No. Caso chiuso, per quanto mi riguarda.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1480474011167596546 tweet] del 10 gennaio 2022.</ref>
*Se lo 0,01% degli automobilisti percorresse le autostrade guidando a sinistra in nome della libertà di scelta, immediatamente tutta la circolazione del nostro Paese verrebbe bloccata. Per questo per chi guida contromano c'è una multa ciclopica e ritiro della patente.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1483555242176307201?cxt=HHwWgoCz6b3o0pYpAAAA tweet] del 18 gennaio 2022.</ref>
*[[Giorgia Meloni|Meloni]]: "le possibilità che un ragazzo muoia di COVID sono le stesse che muoia colpito da un fulmine"<br>Anni 2020-2021<br>- Morti per fulmine negli USA: 28 (di tutte le età)<br>- Morti per COVID negli USA: 900 (sotto i 18 anni)<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1491074594735808516 tweet] del 8 febbraio 2022.</ref>
*Un mondo dove gli ingegneri parlano di virus (o dove i virologi progettano ponti in cemento armato) non promette nulla di buono.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1492577807075053571?cxt=HHwWhsC45fDm2bYpAAAA tweet] del 12 febbraio 2022.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/cronaca/omicron-fauci-burioni-1.7256030 Omicron, Fauci e Burioni da Fazio: "Contagia tutti, inutile vaccino specifico"]''|''Ilrestodelcarlino.it'', 16 gennaio 2022.|h=4}}
*Un paziente con [[SARS-CoV-2 lignaggio B.1.1.529|Omicron]] infetta dieci persone mentre con la variante Delta ne infettava sei.
*Più rapida la diffusione e più difficile il tracciamento.
*Purtroppo ci sono evidenze che il vaccino era una barriera solidissima contro il virus originale e poi con Delta, ora non è più così. Chi è vaccinato tuttavia, si infetta di meno ed è meno contagioso.
===2025===
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/25_aprile_08/roberto-burioni-intervista-no-vax-e670a6fb-227a-4d9f-b107-6b5937478xlk.shtml Roberto Burioni: «Molti no-vax oggi mi ringraziano, un hater mi ha scritto una lettera molto affettuosa»]''|''corriere.it'', 8 aprile 2025.|h=4}}
*Uno dei miei contestatori era un fervente no-vax. Nel periodo più buio della pandemia aveva scelto di non vaccinarsi, si prese il Covid e per fortuna è sopravvissuto. Mi ha scritto una lettera molto affettuosa e riconoscente.
*{{NDR|«Negli Stati Uniti Trump ha nominato [[Robert F. Kennedy Jr.]] ministro della Sanità. Se lo aspettava?»}} No, anche perché l'unico repubblicano che non lo ha votato è stato Mitch McConnell, che in passato è stato affetto da poliomielite. Questo vorrà pur dire qualcosa. Mi sono sempre detto innamorato degli Stati Uniti, ma di recente sembra che stiano calpestando la loro stessa storia, una storia di democrazia e di libertà.
*Il diritto alla salute deve essere di tutti e per questo ben vengano tutti gli interventi mirati a razionalizzare le risorse, a eliminare gli sprechi e ad allargare le cure.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cronaca/2025/08/07/news/vaccini_burioni_taglio_usa_kennedy-424776219/ Taglio dei fondi ai vaccini, se ignoranza e bugie valgono più della vita]''|''repubblica.it'', 7 agosto 2025.|h=4}}
*Il Segretario alla Salute Robert Kennedy ha annullato altre centinaia di milioni di finanziamenti per lo sviluppo di vaccini a mRna, motivando la sua decisione con il fatto che la pandemia Covid ha dimostrato che questi vaccini non sono efficaci contro le infezioni delle vie aeree superiori. [...] Prima di tutto il vaccino a mRna contro il Covid si è dimostrato sicuro oltre ogni aspettativa. A dispetto di quello che alcuni irresponsabili raccontano mettendo in pericolo la salute pubblica, i numeri dimostrano in maniera inoppugnabile che la vaccinazione non ha causato alcun aumento di morti improvvise, tumori, ictus, eventi vascolari o qualunque altra patologia, se non una rarissima miocardite quasi sempre lieve nei giovani adulti.
*Quando Kennedy afferma che il vaccino è stato inefficace dice una bugia ancora più grossa. Il vaccino a mRna è stato efficacissimo non solo nell’evitare le forme gravi della malattia, ma — fino all’arrivo della variante omicron — anche nell’ostacolare la trasmissione del virus. Di nuovo sono i numeri a dirlo, e non si tratta di opinioni ma di una realtà oggettiva: l’unica discussione in corso tra gli esperti è su quanti milioni di vite siano state salvate dal vaccino.
*Riassumendo, ricerche che in un prossimo futuro potrebbero evitare gravi malattie e salvare vite vengono penalizzate da una decisione politica basata sulla bugia e sull’ignoranza: qualcosa che pochi di noi avrebbero potuto immaginare si potesse verificare in una nazione come gli Stati Uniti. Goya disse che «il sonno della ragione genera mostri». Purtroppo quando parliamo di scienza il sonno della ragione genera morti. Siamo davanti a un oscurantismo diffuso, inaspettato e preoccupante.
===2026===
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/commenti/2026/05/11/news/virus_minaccia_hantavirus_animali_selvatici_burioni-425336291/ Le ragioni del pericolo]''|''repubblica.it'', 11 maggio 2026.|h=4}}
{{NDR|Sull'[[epidemia di hantavirus della MV Hondius]]}}
*A fine marzo un ornitologo olandese si reca in una discarica di Ushuaia, all’estremo Sud dell’Argentina. Pare che voglia osservare un uccello rarissimo, il caracara dalla gola bianca. Ma in discarica non c’è solo il caracara. Ci sono pure — come in tutte le discariche — dei topi che lo contagiano con un hantavirus: sono virus che si trasmettono dal topo all’uomo causando una malattia molto grave. Di solito le persone infettate non trasmettono ad altri la malattia, con una sola eccezione: l’hantavirus delle Ande. Ed è proprio questo virus quello che contagia l’ornitologo, che il primo aprile si imbarca nella nave Hondius che parte dall’Argentina per fare rotta verso Capo Verde.
*Cosa dobbiamo temere? Prima di tutto dobbiamo preoccuparci del fatto che il virus non si diffonda. In questi giorni avrete letto ovunque che il contagio è molto difficile, ma dovete tenere presente due cose. La prima è che la nostra conoscenza del virus deriva soprattutto dall’osservazione di un episodio epidemico che ha interessato 34 persone (con 11 morti) avvenuto in un paese di circa 3000 abitanti nell’Argentina rurale. Dunque del virus delle Ande sappiamo molto poco, e non sappiamo quanto quel poco sia trasferibile a contesti differenti. In secondo luogo i virus mutano, e possono diventare più contagiosi. Per cui bisogna sempre usare la massima precauzione.
*Il virus può essere stato trasmesso ai contatti. Sono i passeggeri della nave che sono sbarcati oggi, i passeggeri dell’aereo che ha trasportato la signora malata da Sant’Elena a Johannesburg e quelli presenti nell’aereo diretto ad Amsterdam dove la malata era salita e dal quale è stata fatta scendere. Tutti questi individui devono essere isolati e controllati, perché il virus delle Ande può avere un’incubazione che arriva fino a quasi 50 giorni. Questo è cruciale, perché i virus sono facili da fermare all’inizio, ma impossibili da arrestare quando si sono diffusi.
*[...] dobbiamo accettare il fatto che i virus ci minacciano, gli attacchi arrivano sempre da dove meno ce lo aspettiamo e continueranno ad esserci nel futuro. Un poco come i terremoti: sappiamo che ci saranno, ma non possiamo prevedere dove e quando avverranno e quanto saranno distruttivi: per questo costruiamo edifici antisismici. Con i virus dobbiamo comportarci in maniera identica: mettere a punto piani di reazione precisi e condivisi da tutti i paesi, perché è inutile mettere in quarantena a Madrid se ad Amsterdam il paziente a rischio gira tranquillamente per la città.
*[...] dobbiamo capire che il mondo non è quello dei film di Walt Disney, con Bambi il cerbiatto e l’orso Baloo. Nel mondo reale chi ama per davvero la natura deve stare il più lontano possibile dagli [[Animale|animali]] selvatici. Questo sia per il bene nostro, sia per il bene loro perché i contatti tra noi e loro possono solo portare guai, in entrambe le direzioni.
==[[Incipit]] de ''La congiura dei Somari''==
La scienza non è democratica, ma, come vedremo meglio più avanti, tutti possono dire la loro, a patto che quello che affermano sia sostenuto da dati.
==Citazioni su Roberto Burioni==
*L'arroganza e l'odio di classe di quest'uomo sono pari solo alla diligenza con cui, nel [[Dittatura del proletariato|socialismo]], sarebbe impegnato in attività di recupero sociale e correzione per sé stesso. ([[Marco Rizzo]])
*Una volta sono stato ospite da Lucia Annunziato, insieme a Roberto Burioni, medico in prima linea nella lotta agli antivaccinisti. Lui ha ragione, ma alle volte è troppo aggressivo e può non funzionare. ([[Piero Angela]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Roberto Burioni, ''La congiura dei Somari. Perché la scienza non può essere democratica'', Rizzoli, 2017. ISBN 9788817099035
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Burioni, Roberto}}
[[Categoria:Accademici italiani]]
[[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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1413796
2026-05-19T11:20:44Z
Mariomassone
17056
/* 2026 */
1413797
wikitext
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[[File:Roberto Burioni 2017.jpg|thumb|Roberto Burioni nel 2017]]
'''Roberto Burioni''' (1962 – vivente), medico, divulgatore scientifico e docente italiano.
==Citazioni di Roberto Burioni==
===2016===
*Che i [[vaccino|vaccini]] causino [[autismo]] è una menzogna. Pura e semplice. Dimostrata come menzogna da centinaia di studi scientifici, dal fatto che le lesioni cerebrali dimostrate negli autistici indicano una insorgenza prenatale della malattia, dal fatto che i segni dell'autismo sono già apparenti ad un occhio esperto che osserva i filmini dei bambini precedenti alla diagnosi (e alla vaccinazione) e da mille altre inoppugnabili evidenze scientifiche. Dire che i vaccini causano l'autismo è insomma una bugia, particolarmente schifosa perché genera in genitori già sfortunati e sofferenti il senso di colpa derivante dal pensare di avere causato, con la vaccinazione, questa malattia che secondo i bugiardi si sarebbe potuta evitare.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2061226387435867/?type=3&theater post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 7 luglio 2016.</ref>
*Una delle bugie che più mi infastidiscono è quella secondo la quale gli attuali casi di [[meningite]] sarebbero dovuti all'afflusso di migranti dal continente africano. Bene, tanto per cambiare è una menzogna senza senso. In Europa i tipi predominanti di meningococco sono B e C, ed in particolare i recenti casi di cui si è occupata la cronaca sono stati dovuti al meningococco di tipo C; al contrario, in Africa i tipi di meningococco più diffusi sono A, W-135 ed X. Per cui è impossibile che gli immigrati abbiano qualcosa a che fare con l'aumento di meningiti in Toscana. Per cui chi racconta queste bugie è certamente un somaro ignorante. Invece di prendercela con chi non ha colpe, ricordiamo che contro questo meningococco abbiamo a disposizione un vaccino efficace e che se tutti i genitori vaccinassero i loro figli la malattia scomparirebbe nei bambini e negli adulti, come è già accaduto in numerosi paesi.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2205456229679548/?type=3&theater post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 31 dicembre 2016.</ref>
===2017===
*Preciso che questa pagina {{NDR|la sua pagina ufficiale ''Facebook.com''}} non è un luogo dove della gente che non sa nulla può avere un «civile dibattito» per discutere alla pari con me. È una pagina dove io, che studio questi argomenti da trentacinque anni, tento di spiegare in maniera accessibile come stanno le cose impiegando a questo scopo in maniera gratuita il mio tempo che in generale viene retribuito in quantità estremamente generosa. Il rendere accessibili i concetti richiede semplificazione: ma tutto quello che scrivo è corretto e, inserendo io immancabilmente le fonti, chi vuole può controllare di persona la veridicità di quanto riportato. Però non può mettersi a discutere con me. Spero di avere chiarito la questione: qui ha diritto di parola solo chi ha studiato, e non il cittadino comune. La scienza non è democratica.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2205456229679548/?type=3&comment_id=2205537399671431&reply_comment_id=2205543099670861 commento] sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook.com'', 2 gennaio 2017; citato in Cristina Marrone, ''[http://www.corriere.it/salute/pediatria/17_gennaio_04/scienza-non-democratica-medico-anti-bufale-vaccini-puo-parlare-chi-ha-studiato-d31427f8-d26a-11e6-af42-cccac9ae7941.shtml «La scienza non è democratica» Il medico antibufale sui vaccini: «Può parlare chi ha studiato»]'', ''Corriere.it'', 4 gennaio 2017.</ref>
* Oggi il nostro riconoscimento deve andare alll'Ordine dei Medici di Treviso che, radiando Roberto Gava ha coraggiosamente scritto una pagina fondamentale nella difesa della dignità della professione medica e della salute dei pazienti nel nostro Paese. Questo importantissimo precedente, che speriamo serva di monito severo ai medici che perseverano sulla linea di chi ha subito l'infamia della radiazione, è di una importanza fondamentale. Oggi è un giorno magnifico per chi crede nella scienza, nella verità, nella medicina vera ed è una drammatica, rovinosa e definitiva sconfitta per gli antivaccinisti. Grazie Treviso, bellissima città a me cara. Questa sera sono orgoglioso di essere Medico come non mai.<ref group= "fonte">Citato in Michele Bocci, [https://www.repubblica.it/salute/2017/04/21/news/treviso_l_ordine_radia_il_medico_novax-163581837/?ref=search ''Treviso: l'Ordine radia Gava, il medico antivaccini''], ''Repubblica.it'', 21 aprile 2017.</ref>
*[...] comprendere bene il significato di un lavoro scientifico richiede una notevole esperienza, e non è alla portata di tutti. Per questo i dibattiti scientifici devono avvenire secondo me tra esperti, e non tra esperti e persone che non lo sono. Io stesso mai potrei dibattere con il mio amico Adriano Aguzzi di neuropatologia: gli chiederei di spiegarmi tante cose, ma non sarei in grado di discutere con lui. Non lo vivo come una limitazione: semplicemente per parlare di qualcosa, in campo scientifico e non solo, bisogna avere studiato. La cosa peraltro è accettata in campo sportivo: non sentirete mai una partita di basket commentata da chi non ne conosce le regole o un telecronista di calcio che non sa cosa sia il fuorigioco; qui invece dovrebbe tenersi una discussione sui batteri con chi non sa cosa sia un clone batterico. Non lo ritengo giusto. La mia frase "la [[scienza]] non è democratica" significa infatti che i dati scientifici non sono sottoposti a validazione elettorale: se anche il 99% del mondo votasse dicendo che due più due fa cinque, ancora continuerebbe a fare quattro. Poi ognuno è libero di dimostrare che non è vero; ma fino a quando non l'ha dimostrato, due più due fa quattro anche se molti non sono d'accordo.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/photos/a.2045888082303031.1073741828.2045450802346759/2207794322779072/?type=3&theater post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 3 gennaio 2017.</ref>
===2018===
*Duecentoquarantadue. [[Marco Travaglio]] qualche giorno fa ha detto in una intervista che il [[morbillo]] "era considerato un tagliando". Marco Travaglio è nato nel 1964. Nel 1964 242 bambini sotto i cinque anni sono stati uccisi dal morbillo. Sono 242 se io divento Senatore, rimangono 242 se io mi candido con il PD, non cambia il numero se lascio l'università e mi metto a fare il pittore, sono 242 anche se io alle elezioni non vado a votare. È un numero, un numero agghiacciante e non un'opinione. Ora io chiedo a voi (e pure a Travaglio) di immaginarvi duecentoquarantadue piccole bare bianche, duecentoquarantadue banchi d'asilo vuoti per sempre, duecentoquarantadue funerali e oltre quattrocento genitori nel dolore per la perdita di un bambino. Poi, dopo avere fatto questo esercizio mentale, provate a definire la causa di tutto questo "un tagliando".<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/posts/2511356235756211:0 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 21 gennaio 2018.</ref>
*Se qualcuno fa pipì nell'Oceano Atlantico, quella è all'incirca una diluizione omeopatica 10CH – immensamente più concentrata delle diluizioni che trovate in farmacia – per cui è meglio sperare che l'[[omeopatia]] non funzioni.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2018/11/25/omeopatia-non-funziona/ ''Ecco cos'è veramente l'omeopatia''], ''Medicalfacts.it'', 25 novembre 2018.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.linkiesta.it/it/article/2018/10/10/burioni-bufale-e-novax-e-colpa-dei-medici-che-si-sono-allontanati-dai-/39702/ Burioni: "Bufale e NoVax? È colpa dei medici che si sono allontanati dai pazienti"]''|Intervista su ''Linkiesta'', 10 ottobre 2018|h=4}}
*{{NDR|«Perché crediamo ancora nei ciarlatani?»}} Mentre la medicina è cambiata e ha fatto enormi passi da gigante, il paziente che soffre, e i suoi familiari, sono gli stessi. Siamo deboli, cerchiamo sempre la certezza della guarigione, che non sempre c'è, e l'assenza del dolore. Ma le strade alternative che si aprono davanti a noi nascondono solo guai grossi. Clara, la ragazza morta di diabete di cui parlo nel libro {{NDR|''Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani''}}, voleva guarire, ma dal diabete non si guarisce, ci si convive e basta assumendo l'insulina. Una santona le aveva promesso invece la guarigione con le vitamine.
*{{NDR|«Come ha cominciato il suo lavoro di divulgazione su Facebook?»}} Nel 2015 ero in California con la mia famiglia e usavo Facebook per ritrovare vecchi amici. Finché una mia amica bolognese mi chiese di spiegare i vaccini ai genitori all'interno di un gruppo, e in quel caso mi accorsi che invece c'erano persone che spiegavano i vaccini a me. Così ho cominciato a realizzare post sui vaccini, rendendomi conto che c'era bisogno di qualcuno che desse delle spiegazioni, non solo corrette ma anche convincenti e coinvolgenti. Tornando accanto ai pazienti, appunto.
*{{NDR|«Questa sua opera però ha canalizzato su di lei anche l'odio in Rete e addirittura le minacce»}} È incredibile che un medico venga minacciato perché dice che i vaccini fanno bene. Ma in questo contesto diventa ancora più importante avere la schiena dritta. Dobbiamo continuare difendere la ragione e la scienza, cioè quel metodo ha permesso alla medicina di vincere malattie un tempo incurabili e che oggi è sotto attacco da parte della disinformazione. In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle.
*{{NDR|«Lei ha detto che la scienza non è democratica. Cosa significa?»}} Non possiamo mettere ai voti le dosi di antibiotico da somministrare a un malato. Internet ha illuso che tutto possa esser messo in discussione. La scienza è fatta di discussioni sì, ma che devono seguire le regole della scienza. Non si può lasciar spazio alle bufale.
{{Int|Da [https://www.medicalfacts.it/2018/12/04/leggenda-sovraccarico-immunologico/ ''Il sovraccarico immunologico non esiste'']|''Medicalfacts.it'', 4 dicembre 2018.|h=4}}
*L'Airbus A-380 atterra su 22 ruote. Sono poche? Sono troppe? Per saperlo è necessario il parere di un ingegnere aeronautico e non sono documentati casi di passeggeri che chiedano di smontare una ruota al pilota. Ci si fida del fatto che gente estremamente qualificata, che conosce bene l'argomento, abbia fatto i calcoli corretti e abbia deciso il giusto numero di ruote.<br>Al contrario, sentite ogni giorno dire che: «Dieci vaccinazioni sono troppe». Lo dicono in tanti: parlamentari, mamme informate, padri combattenti, giornalisti d'assalto. Tutte persone che sanno di vaccini quanto aeronautica: zero assoluto. Per motivi sconosciuti sulle ruote dell'Airbus tacciono, sui vaccini parlano. E dicono sciocchezze.
*Il sovraccarico immunologico non esiste, e tanto meno potrebbe conseguire alla somministrazione di dieci vaccini. Un bambino esce dall'utero materno (sostanzialmente sterile) e al momento della nascita viene invaso da moltissimi miliardi di batteri, che stimolano il suo sistema immune, senza sovraccaricarlo: cosa volete che facciano dieci vaccini in quindici mesi?
*Se pensate che una volta si vaccinasse di meno, vi sbagliate. Chi, come me, è nato negli anni '60, è stato vaccinato con un numero minore di vaccini, ma gli antigeni erano più di tremila. Oggi, grazie al miglioramento della tecnologia, i vaccini sono immensamente più sicuri ed efficaci e con poco più di 200 antigeni complessivi proteggono contro dieci malattie.
===2019===
*Le ragioni che adducono per le mancate vaccinazioni sono tanto ragionevoli quanto la mia ipotetica affermazione che casco e bande portano sfortuna. La decisione di non vaccinare è pura superstizione, i dati scientifici sono univoci e accettati da tutto il mondo e dicono che i vaccini sono efficaci e sicurissimi. Questi genitori sono convinti del contrario, ma non hanno alcuna competenza specifica per potere giudicare l'affidabilità dei dati scientifici. Sono persone completamente ignoranti in merito (spesso molto ignoranti anche in senso assoluto), ma pensano di capire quello che gli scienziati di tutto il mondo non hanno capito. Insomma, oltre a essere molto ignoranti sono anche molto arroganti.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2019/08/07/rimini-bambini-asilo-non-vaccinati/ ''A Rimini 27 bambini esclusi dall'asilo perché non vaccinati''], ''Medicalfacts.it'', 7 agosto 2019.</ref>
*Non esistono [[Medicina alternativa|medicine alternative]]: esistono solo pericolose alternative alla medicina tradizionale.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2019/09/27/francesco-bonifazi-otite-omeopatia/ ''Non esistono medicine alternative. Esistono solo pericolosissime alternative alla medicina tradizionale''], ''Medicalfacts.it'', 27 settembre 2019.</ref>
*Vi abbiamo raccontato della tragica [[epidemia di morbillo del 2019 in Samoa|epidemia di morbillo a Samoa]], dove a causa degli antivaccinisti e delle loro bugie pericolose la copertura vaccinale è scesa drammaticamente, causando infine la morte di 48 bambini sotto i 4 anni. L'attivista più scatenato contro la vaccinazione è stato Edwin Tamasese, che, in coordinamento con i peggiori peracottari statunitensi, ha diffuso a Samoa informazioni false sulla pericolosità del vaccino, proponendo di usare la vitamina Ae D per prevenire il morbillo (peccato che non funzionino!).<ref group= "fonte">Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/12/06/samoa-epidemia-morbillo-arrestato-antivaccinista/ Samoa: dopo l'epidemia di morbillo arrestato un estremista antivaccinista]'', ''Medicalfacts.it'', 6 dicembre 2019.</ref>
*Ricordatevelo quando affermate che con gli antivaccinisti bisogna essere tolleranti, che bisogna lasciargli la libertà di non vaccinare. Questi sono i risultati di quella scellerata libertà.<ref group= "fonte">Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/12/07/samoa-morti-morbillo/ Samoa: il conto dei morti per il morbillo sale a 63]'', ''Medicalfacts.it'', 7 dicembre 2019.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/02/21/un-mondo-senza-zanzare-sarebbe-senza-malattie-ma-come-reagirebbe-la-natura/ Un mondo senza zanzare sarebbe senza malattie, ma come reagirebbe la Natura?]''|''Medicalfacts.it'', 21 febbraio 2019|h=4}}
*Secondo alcuni studiosi, un mondo senza [[Zanzara|zanzare]] sarebbe migliore, in quanto molte malattie infettive scomparirebbero immediatamente, quelle centinaia di migliaia di vittime sarebbero salve e i sistemi ecologici, dopo un singhiozzo, si rimetterebbero a posto da soli.
*La mancanza delle zanzare potrebbe essere la premessa a possibili disastri, visto che la nicchia ecologica occupata ora dalle zanzare potrebbe essere occupata da qualcosa di peggio.
*Mi spiace per i ragni che dovranno patire la fame, ma un bambino che muore di malaria o un anziano che muore di West Nile Virus (sono due malattie trasmesse esclusivamente dalle zanzare, che senza questi insetti scomparirebbero dalla faccia della terra), vale, secondo me, tutti i ragni del mondo.
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/03/01/antivaccinisti-ecco-tutte-le-loro-pericolose-bugie/ Antivaccinisti: ecco tutte le loro pericolose bugie]''|''Medicalfacts.it'', 1 marzo 2019|h=4}}
*Dire che l'[[immunità di gregge]] non esiste è come dire che la forza di gravità non esiste, che la terra è piatta, che i fulmini li manda Giove dal Monte Olimpo. Chi fa quest'affermazione è semplicemente un cretino o un provocatore, o entrambe le cose insieme. Non parliamone più.
*Un bambino immunodepresso, che frequenta una scuola dove ci sono altri bambini non vaccinati, corre un pericolo non solo serio e reale, ma anche evitabile in tutta sicurezza se gli altri bambini sono vaccinati. Allo stesso tempo chi non vaccina i propri figli non ha nessun motivo per omettere le vaccinazioni, se non l'ignoranza e l'egoismo.
*Si potrebbe pensare di fare stare a casa i bambini non vaccinati, se non fosse che poi a casa starebbero con i loro genitori, che sono la radice di tutto il problema. E allora lo Stato, secondo me, dovrebbe pensare a difendere anche i bambini non vaccinati dai genitori dall'ignoranza e dalla superstizione dei cavernicoli, che prendono decisioni oggettivamente contrarie al loro interesse.
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/10/31/pediatra-preparati-omeopatici/ Se il pediatra prescrive preparati omeopatici è ignorante o vi inganna]''|''Medicalfacts.it'', 31 ottobre 2019|h=4}}
*Il medico o, peggio, il pediatra che prescrive prodotti omeopatici scherza con la vostra salute e con quella dei vostri figli, perché non contengono nulla e quindi non possono curare alcuna malattia.
*A mio parere, un medico che non conosce neanche i principi di base della chimica e che ritiene valida una bislacca teoria di duecento anni fa non promette niente di buono per la salute vostra, o dei vostri figli.
*Con la salute non si scherza, e un medico omeopata – per i miei gusti – ci scherza troppo. Per il resto vedete voi.
{{Int|Da ''[https://www.medicalfacts.it/2019/12/04/antivaccinsti-samoa/ Cosa accadrebbe se gli antivaccinisti trionfassero? Possiamo saperlo osservando quello che è successo a Samoa]''|''Medicalfacts.it'', 4 dicembre 2019|h=4}}
*L'isola remota nell'Oceano Pacifico non ha mai avuto elevate coperture vaccinali: gli antivaccinisti l'hanno fatta da padroni e alcuni alfieri di questa scellerata tendenza, come un rampollo dei Kennedy, l'hanno visitata per diffondere la disinformazione.
*L'epidemia prima o poi si fermerà, ma intanto 53 persone sono morte e nessuno le riporterà in vita e chi ha riportato danni permanenti se li terrà per tutta la vita.<br>Tutto questo si sarebbe potuto evitare se la copertura vaccinale contro il morbillo fosse stata adeguata.
*Se non si vaccina la gente muore, e a morire sono i più deboli e i più piccini. Chi chiede la libertà di non vaccinare chiede la libertà di causare una catastrofe di queste dimensioni.
===2020===
*Uno dei fattori che aveva favorito la diffusione della [[Epidemia di SARS del 2002-2004|SARS]] – ripetiamo, patologia molto più grave –, era stato il ritardo con cui le autorità cinesi avevano segnalato i primi casi. Questo aveva favorito la diffusione dell'infezione nel mondo. La rapidità con cui si è intervenuto in questo caso e, forse, anche identificato il virus responsabile, sembra suggerire che le lezioni a volte servono. «La storia è maestra di vita», dicevano i latini. Non sappiamo come si dica in cinese, ma forse vale anche per loro.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2020/01/08/polmonite-cina-virus/ ''Casi sospetti di polmonite in Cina: un nuovo virus all'orizzonte. Attenzione''], ''Medicalfacts.it'', 8 gennaio 2020.</ref>
*Infine la notizia che ritengo essere la più brutta di tutte, che arriva da un articolo pubblicato ieri su The Lancet. Ma proprio brutta. Sembra possibile l'esistenza di pazienti asintomatici, che stanno bene, non hanno febbre, ma possono diffondere il [[pandemia di COVID-19 del 2019-2020|coronavirus]]. Il che significa che la misurazione della temperatura agli aeroporti potrebbe non essere sufficiente per bloccare la diffusione della malattia. La lotta contro quest'infezione sarà più difficile del previsto.<ref group= "fonte">Da ''[https://www.medicalfacts.it/2020/01/25/coronavirus-persone-senza-sintomo-febbre/?fbclid=IwAR1qtnSan2YAJq1vBlWN7hKelA4ywv3a15jx_XGMCENt3qZEOcn4lN9qsXA Coronavirus: l'infezione può essere diffusa da persone senza alcun sintomo e senza febbre. È una pessima notizia]'', ''MedicalFacts.it'', 25 gennaio 2020.</ref>
*Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. La mortalità del 3%, come detto da alcuni, sarebbe una mortalità altissima. Se una malattia ha il 3% di mortalità ed è molto diffusa è una catastrofe, non è poco, noi speriamo sia molto di meno. La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3%. Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese.<ref group= "fonte">Da un intervento alla trasmissione radiofonica ''Genetica Oggi'', Radio Cusano Campus; citato in ''[http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/01/29/burioni-una-catastrofe-se-il-coronavirus-ha-3-di-mortalita-ed-e-cosi-diffusa-_7a768ee9-1a25-4bad-ae99-7dc992f86aca.html Burioni: "Se il coronavirus ha 3% di mortalità ed è così diffusa è una catastrofe"]'', ''Ansa.it'', 29 gennaio 2020.</ref>
*Desidererei che si trovasse immediatamente un vaccino contro il coronavirus per due motivi. Il primo perché salverebbe tante vite umane, il secondo per il piacere di vedere gli antivaccinisti implorare la vaccinazione in ginocchio sui ceci.<ref group= "fonte">Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/posts/3222789374612890 post] sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook.com'', 29 gennaio 2020.</ref>
*Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un'influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero.<ref group="fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2020/02/23/coronavirus-grave-linfluenza/ ''Coronavirus: grave come l'influenza? I numeri dicono altro''], ''MedicalFacts.it'', 23 febbraio 2020.</ref>
*[...] il coronavirus ora è in Italia e ci è arrivato con un individuo proveniente dalla Cina che, praticamente asintomatico, ha infettato un italiano che poi ha contagiato altre persone. A questo punto, però, bisogna evitare altre due cose. [...] La sopravvalutazione e la sottovalutazione del virus. Sopravvalutarlo può creare forti disagi nella vita dei cittadini. Guai però a sottovalutarlo: perché si può morire.<ref group= "fonte">Dall'intervista di Fabrizio Caccia, ''[https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_21/coronavirus-burioni-chi-torna-cina-deve-stare-quarantena-senza-eccezioni-2752292e-548a-11ea-9196-da7d305401b7.shtml Coronavirus, Burioni: «Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni»]'', ''Corriere.it'', 21 febbraio 2020.</ref>
*La [[Cina]], in teoria un regime autoritario e feroce, fa di tutto per salvare i suoi cittadini; una democrazia di antichissima tradizione {{NDR|il [[Regno Unito]]}} accetta cinicamente la morte di centinaia di migliaia di cittadini. Incredibile.<ref>Risposta alla [[Boris Johnson#Cari|dichiarazione]] di [[Boris Johnson]] del 12 marzo 2020 in merito alla [[pandemia di COVID-19 del 2019-2020]]: «Voglio essere onesto con voi, onesto col popolo britannico: molte famiglie, molte altre famiglie perderanno prematuramente dei loro cari.»</ref><ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1238510586503274502 tweet] del 13 marzo 2020.</ref>
*Molti scienziati hanno sbagliato nei primi mesi dell'epidemia da coronavirus, e anche io sbagliavo quando sostenevo che l'arrivo di un virus pericoloso in assenza di un vaccino efficace avrebbe spento definitivamente la follia antiscientifica degli antivaccinisti, riportando in evidenza l'importanza delle vaccinazioni nel proteggerci dalle malattie. Ebbene, al contrario di quello che speravo, questa pandemia invece di rendere le persone più sagge, ha purtroppo aumentato l'impazzimento generale.<ref group= "fonte">Da [https://www.medicalfacts.it/2020/07/02/coronavirus-la-follia-dei-covid-party-negli-usa/ ''Coronavirus: la follia dei COVID-party negli Usa''], ''Medicalfacts.it'', 2 luglio 2020.</ref>
===2021===
*È incredibile la scioltezza con cui persone che non sanno letteralmente cosa sia un virus (fanno altri lavori) prevedono la comparsa di varianti e l'evoluzione di SARS-CoV-2. Ormai in molti credono che capire un grafico sia equivalente a un dottorato in virologia molecolare.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1395498843861622789 tweet] del 20 maggio 2021.</ref>
*Vedo in continuazione previsioni funebri sul futuro. Per valutarne l'affidabilità quando le leggete andate a controllare se chi le sta scrivendo ha mai avuto a che fare con i virus nella sua vita professionale. Se non ha ci mai avuto a che fare (99% dei casi) state tranquilli.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1396766006056558592 tweet] del 24 maggio 2021.</ref>
*L'origine del coronavirus da un errore di laboratorio è da dimostrare, ma deve essere esclusa da una rigorosa investigazione da parte di scienziati indipendenti e con la piena collaborazione della Cina. Omettere questa indagine potrebbe indirettamente causare un'altra pandemia.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1397830482490966016 tweet] del 27 maggio 2021.</ref>
*Sono stufo di sprecare il mio tempo a smentire notizie terrorizzanti sulle varianti virali diffuse da ingegneri, meteorologi, studenti di economia e operatori di borsa. Sapete che vi dico? Se credete a chi letteralmente non sa cosa sia un virus, il problema è vostro.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1398029837852450819 tweet] del 27 maggio 2021.</ref>
*Gli alfieri della libertà che affermano “sono a favore del vaccino ma contro l'obbligo” fanno lo stesso ragionamento di chi dice “sono a favore delle tasse ma contro l'obbligo di pagarle”.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1415261344723521545 tweet] del 14 luglio 2021.</ref>
*Che sfortuna che hanno avuto la poliomielite e il vaiolo di scomparire prima dell'avvento dei social media.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1416479858948026387 tweet] del 17 luglio 2021.</ref>
*Il rifiuto del vaccino ha quasi sempre basi irrazionali. Pensare di convincere con argomentazioni razionali (le uniche che abbiamo) è illusorio. È come provare a convincere un tifoso appassionato a cambiare squadra.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1418502603172945920 tweet] del 23 luglio 2021.</ref>
*Quelli che non si vaccinano non sono eroici idealisti, ma semplici egoisti. Assomigliano molto agli evasori fiscali.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1418523472851001350 tweet] del 23 luglio 2021.</ref>
*[[Giorgia Meloni]] se la prende con me perché faccio sarcasmo sui novax. Accetto il fatto di non piacerle, ma non mi so spiegare questa sua avversione alle vaccinazioni obbligatorie, che sono iniziate molti anni fa (1939) senza nessuna protesta.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1418610646673920001 tweet] del 23 luglio 2021.</ref>
*Oggi, 5 agosto 2021, abbiamo sul vaccino contro COVID. Prima di tutto è un vaccino sicurissimo (sono state somministrate miliardi di dosi con rarissime reazioni avverse gravi), in secondo luogo al momento è efficacissimo nel prevenire la forma più grave della malattia. Sappiamo anche che la sua efficacia è diminuita da quando è apparsa la variante Delta, ma non è dato sapere al momento se questo dipende dal fatto che la variante sa sfuggire al vaccino o (più probabile) dal fatto che questa variante è immensamente più contagiosa della precedente, facendo raggiungere al virus concentrazioni migliaia di volte superiori nella bocca e nel naso del malato. Insomma, un giubbetto antiproiettile è efficace, ma un conto è sparare con una piccola pistola, un conto è sparare con una di grosso calibro. Ci si salva comunque la vita, ma nel secondo caso ci si può rompere una costola!<ref name=5.8.21>Da un [https://www.facebook.com/robertoburioniMD/posts/3770533753171780 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 5 agosto 2021.</ref>
*Non fatevi trarre in inganno dal numero di infezioni in persone vaccinate: ricordate che nel 1960 nessuna persona morta negli incidenti stradali indossava la cintura di sicurezza, mentre quelle che muoiono nel 2021 indossano sempre la cintura di sicurezza. Questo non significa che la cintura di sicurezza è inutile, significa solo che tutti la indossano e che non protegge, ovviamente, al 100%.<ref name=5.8.21/>
*In questa guerra chi non si vaccina non è neutrale: sta dalla parte del virus.<br>È un fatto, non un'opinione.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1425405756204060678 tweet] del 11 agosto 2021.</ref>
*Ci sono persone che fanno domande sui vaccini non in buona fede per avere informazioni, ma per insufflare in malafede il dubbio della pericolosità e dell'inefficacia dei vaccini in chi legge. In un momento come questo il loro comportamento non può essere tollerato.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1428846486813659142 tweet] del 21 agosto 2021.</ref>
*“Siero sperimentale” è l'insegna del cretino.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1429028322613334022 tweet] del 21 agosto 2021.</ref>
*Un vaccinato può trasmettere l'infezione. Ma prima deve contagiarsi, e il vaccino lo protegge dal contagio. Quindi chi si vaccina ostacola il diffondersi del virus e rende più sicura la comunità. Chi dice il contrario o è ignorante o in malafede o entrambe le cose.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1429383625045385220 tweet] del 22 agosto 2021.</ref>
*L'Islanda ha oltre il 73% di vaccinati. La variante Delta ha provocato un'ondata epidemica con un notevole aumento dei casi. Però non è morto nessuno, a riprova che i vaccini funzionano, e pure molto bene.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1430827538859892736 tweet] del 26 agosto 2021.</ref>
*Se i vaccinati trasmettessero il virus come i non vaccinati (ma non è per niente vero), considerato che il vaccino protegge al 95% dalle conseguenze gravi con la vaccinazione universale avremmo già quasi risolto il problema. Invece muoiono 50 persone al giorno. Un autobus.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1430830888041041921 tweet] del 26 agosto 2021.</ref>
*Un insegnante che rifiuta il vaccino dovrebbe essere cacciato perché è un pericolo per la salute dei suoi alunni ma ancora più perché evidentemente non è in grado di formare i cittadini di domani ed è totalmente inadeguato ad occupare l'importantissimo ruolo che ricopre.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1431344285392248838 tweet] del 27 agosto 2021.</ref>
*In quanto a idiozia intrinseca “non si vaccina mai durante una pandemia” è al livello di “non si apre mai il paracadute dopo essere saltati da un aereo in quota”.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1431928828960595969 tweet] del 29 agosto 2021.</ref>
{{Int|Da ''[https://video.corriere.it/cronaca/burioni-ho-paura-dell-ago-ma-quando-ho-fatto-vaccino-stato-giorno-piu-bello/e4db0132-b9a1-11eb-9c80-c1fe6e22b062 Roberto Burioni: «Vi dico quali sono le due dichiarazioni sul Covid che non farei più»]''|Intervista su ''Corriere.it'', 21 maggio 2021.|h=4}}
*Essere [[Antivaccinismo|anti-vaccinisti]] è come essere contro gli estintori, contro le cinture di sicurezza, contro gli airbag, essere contro i vaccini che sono dopo l'acqua potabile la cosa che ha salvato più vite nel mondo. È un atteggiamento sciocco, in particolare lo è ora perché se c'è un modo, un qualcosa che ci tirerà fuori da questa tragedia, è rappresentato proprio dai vaccini
*Mi hanno anche accusato di essere uno di Alpha Draconis, io ho temuto che mi chiedessero le tasse da quel paese perché in Italia le pago e in quell'altro no.
*Io penso che il Covid-19 non ce lo scorderemo. Anzi, spero di potermelo scordare molto presto perché con una vaccinazione estesa io e lei si potrà fare un'intervista senza più le mascherine addosso.
===2022===
*{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Motivi per esenzione vaccino in Australia:<br>1) reazioni allergiche o gravi effetti collaterali dopo prima dose<br>2) sofferenza medica acuta,<br>3) malattia cardiaca infiammatoria recente.<br>1) è novax<br>2) e 3) difficile giocare gli open.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1478422513730441221 tweet] del 4 gennaio 2022.</ref>
*Nel 2019 [[Novak Đoković|Djokovic]] ha guadagnato oltre 50 milioni di euro. Mi chiedo perché non si sia preso - magari strapagandolo - un consulente migliore di quello che gli sta rovinando definitivamente la carriera.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1479758461936324609 tweet] del 8 gennaio 2022.</ref>
*[[Novak Đoković|Djokovic]]<br>1) ha ammesso di non essersi vaccinato, quindi di essere un irresponsabile;<br>2) ha ammesso di avere avuto il COVID il 16 dicembre senza isolarsi nei giorni successivi quindi di essere un pericoloso untore.<br>Serve altro? No. Caso chiuso, per quanto mi riguarda.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1480474011167596546 tweet] del 10 gennaio 2022.</ref>
*Se lo 0,01% degli automobilisti percorresse le autostrade guidando a sinistra in nome della libertà di scelta, immediatamente tutta la circolazione del nostro Paese verrebbe bloccata. Per questo per chi guida contromano c'è una multa ciclopica e ritiro della patente.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1483555242176307201?cxt=HHwWgoCz6b3o0pYpAAAA tweet] del 18 gennaio 2022.</ref>
*[[Giorgia Meloni|Meloni]]: "le possibilità che un ragazzo muoia di COVID sono le stesse che muoia colpito da un fulmine"<br>Anni 2020-2021<br>- Morti per fulmine negli USA: 28 (di tutte le età)<br>- Morti per COVID negli USA: 900 (sotto i 18 anni)<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1491074594735808516 tweet] del 8 febbraio 2022.</ref>
*Un mondo dove gli ingegneri parlano di virus (o dove i virologi progettano ponti in cemento armato) non promette nulla di buono.<ref group= "fonte">Da un [https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1492577807075053571?cxt=HHwWhsC45fDm2bYpAAAA tweet] del 12 febbraio 2022.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.ilrestodelcarlino.it/cronaca/omicron-fauci-burioni-1.7256030 Omicron, Fauci e Burioni da Fazio: "Contagia tutti, inutile vaccino specifico"]''|''Ilrestodelcarlino.it'', 16 gennaio 2022.|h=4}}
*Un paziente con [[SARS-CoV-2 lignaggio B.1.1.529|Omicron]] infetta dieci persone mentre con la variante Delta ne infettava sei.
*Più rapida la diffusione e più difficile il tracciamento.
*Purtroppo ci sono evidenze che il vaccino era una barriera solidissima contro il virus originale e poi con Delta, ora non è più così. Chi è vaccinato tuttavia, si infetta di meno ed è meno contagioso.
===2025===
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/25_aprile_08/roberto-burioni-intervista-no-vax-e670a6fb-227a-4d9f-b107-6b5937478xlk.shtml Roberto Burioni: «Molti no-vax oggi mi ringraziano, un hater mi ha scritto una lettera molto affettuosa»]''|''corriere.it'', 8 aprile 2025.|h=4}}
*Uno dei miei contestatori era un fervente no-vax. Nel periodo più buio della pandemia aveva scelto di non vaccinarsi, si prese il Covid e per fortuna è sopravvissuto. Mi ha scritto una lettera molto affettuosa e riconoscente.
*{{NDR|«Negli Stati Uniti Trump ha nominato [[Robert F. Kennedy Jr.]] ministro della Sanità. Se lo aspettava?»}} No, anche perché l'unico repubblicano che non lo ha votato è stato Mitch McConnell, che in passato è stato affetto da poliomielite. Questo vorrà pur dire qualcosa. Mi sono sempre detto innamorato degli Stati Uniti, ma di recente sembra che stiano calpestando la loro stessa storia, una storia di democrazia e di libertà.
*Il diritto alla salute deve essere di tutti e per questo ben vengano tutti gli interventi mirati a razionalizzare le risorse, a eliminare gli sprechi e ad allargare le cure.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cronaca/2025/08/07/news/vaccini_burioni_taglio_usa_kennedy-424776219/ Taglio dei fondi ai vaccini, se ignoranza e bugie valgono più della vita]''|''repubblica.it'', 7 agosto 2025.|h=4}}
*Il Segretario alla Salute Robert Kennedy ha annullato altre centinaia di milioni di finanziamenti per lo sviluppo di vaccini a mRna, motivando la sua decisione con il fatto che la pandemia Covid ha dimostrato che questi vaccini non sono efficaci contro le infezioni delle vie aeree superiori. [...] Prima di tutto il vaccino a mRna contro il Covid si è dimostrato sicuro oltre ogni aspettativa. A dispetto di quello che alcuni irresponsabili raccontano mettendo in pericolo la salute pubblica, i numeri dimostrano in maniera inoppugnabile che la vaccinazione non ha causato alcun aumento di morti improvvise, tumori, ictus, eventi vascolari o qualunque altra patologia, se non una rarissima miocardite quasi sempre lieve nei giovani adulti.
*Quando Kennedy afferma che il vaccino è stato inefficace dice una bugia ancora più grossa. Il vaccino a mRna è stato efficacissimo non solo nell’evitare le forme gravi della malattia, ma — fino all’arrivo della variante omicron — anche nell’ostacolare la trasmissione del virus. Di nuovo sono i numeri a dirlo, e non si tratta di opinioni ma di una realtà oggettiva: l’unica discussione in corso tra gli esperti è su quanti milioni di vite siano state salvate dal vaccino.
*Riassumendo, ricerche che in un prossimo futuro potrebbero evitare gravi malattie e salvare vite vengono penalizzate da una decisione politica basata sulla bugia e sull’ignoranza: qualcosa che pochi di noi avrebbero potuto immaginare si potesse verificare in una nazione come gli Stati Uniti. Goya disse che «il sonno della ragione genera mostri». Purtroppo quando parliamo di scienza il sonno della ragione genera morti. Siamo davanti a un oscurantismo diffuso, inaspettato e preoccupante.
===2026===
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/commenti/2026/05/11/news/virus_minaccia_hantavirus_animali_selvatici_burioni-425336291/ Le ragioni del pericolo]''|''repubblica.it'', 11 maggio 2026.|h=4}}
{{NDR|Sull'[[epidemia di hantavirus della MV Hondius]]}}
*A fine marzo un ornitologo olandese si reca in una discarica di Ushuaia, all'estremo Sud dell'Argentina. Pare che voglia osservare un uccello rarissimo, il caracara dalla gola bianca. Ma in discarica non c'è solo il caracara. Ci sono pure — come in tutte le discariche — dei topi che lo contagiano con un hantavirus: sono virus che si trasmettono dal topo all'uomo causando una malattia molto grave. Di solito le persone infettate non trasmettono ad altri la malattia, con una sola eccezione: l'hantavirus delle Ande. Ed è proprio questo virus quello che contagia l'ornitologo, che il primo aprile si imbarca nella nave Hondius che parte dall'Argentina per fare rotta verso Capo Verde.
*Cosa dobbiamo temere? Prima di tutto dobbiamo preoccuparci del fatto che il virus non si diffonda. In questi giorni avrete letto ovunque che il contagio è molto difficile, ma dovete tenere presente due cose. La prima è che la nostra conoscenza del virus deriva soprattutto dall'osservazione di un episodio epidemico che ha interessato 34 persone (con 11 morti) avvenuto in un paese di circa 3000 abitanti nell'Argentina rurale. Dunque del virus delle Ande sappiamo molto poco, e non sappiamo quanto quel poco sia trasferibile a contesti differenti. In secondo luogo i virus mutano, e possono diventare più contagiosi. Per cui bisogna sempre usare la massima precauzione.
*Il virus può essere stato trasmesso ai contatti. Sono i passeggeri della nave che sono sbarcati oggi, i passeggeri dell'aereo che ha trasportato la signora malata da Sant'Elena a Johannesburg e quelli presenti nell'aereo diretto ad Amsterdam dove la malata era salita e dal quale è stata fatta scendere. Tutti questi individui devono essere isolati e controllati, perché il virus delle Ande può avere un'incubazione che arriva fino a quasi 50 giorni. Questo è cruciale, perché i virus sono facili da fermare all'inizio, ma impossibili da arrestare quando si sono diffusi.
*[...] dobbiamo accettare il fatto che i virus ci minacciano, gli attacchi arrivano sempre da dove meno ce lo aspettiamo e continueranno ad esserci nel futuro. Un poco come i terremoti: sappiamo che ci saranno, ma non possiamo prevedere dove e quando avverranno e quanto saranno distruttivi: per questo costruiamo edifici antisismici. Con i virus dobbiamo comportarci in maniera identica: mettere a punto piani di reazione precisi e condivisi da tutti i paesi, perché è inutile mettere in quarantena a Madrid se ad Amsterdam il paziente a rischio gira tranquillamente per la città.
*[...] dobbiamo capire che il mondo non è quello dei film di Walt Disney, con Bambi il cerbiatto e l'orso Baloo. Nel mondo reale chi ama per davvero la natura deve stare il più lontano possibile dagli [[Animale|animali]] selvatici. Questo sia per il bene nostro, sia per il bene loro perché i contatti tra noi e loro possono solo portare guai, in entrambe le direzioni.
==[[Incipit]] de ''La congiura dei Somari''==
La scienza non è democratica, ma, come vedremo meglio più avanti, tutti possono dire la loro, a patto che quello che affermano sia sostenuto da dati.
==Citazioni su Roberto Burioni==
*L'arroganza e l'odio di classe di quest'uomo sono pari solo alla diligenza con cui, nel [[Dittatura del proletariato|socialismo]], sarebbe impegnato in attività di recupero sociale e correzione per sé stesso. ([[Marco Rizzo]])
*Una volta sono stato ospite da Lucia Annunziato, insieme a Roberto Burioni, medico in prima linea nella lotta agli antivaccinisti. Lui ha ragione, ma alle volte è troppo aggressivo e può non funzionare. ([[Piero Angela]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Roberto Burioni, ''La congiura dei Somari. Perché la scienza non può essere democratica'', Rizzoli, 2017. ISBN 9788817099035
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Burioni, Roberto}}
[[Categoria:Accademici italiani]]
[[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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Bernie Sanders
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Mariomassone
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[[File:Bernie Sanders by Lorie Shaull 10.jpg|thumb|upright=1.5|Sanders nel 2016]]
'''Bernie Sanders''' (1941 – vivente), politico statunitense.
==Citazioni di Bernie Sanders==
*Cuba è, ovviamente, un paese autoritario e non democratico e spero moltissimo, al più presto, diventi un paese democratico.
:''Cuba is, of course, an authoritarian undemocratic country, and I hope very much as soon as possible it becomes a democratic country.''<ref>{{en}} Citato in [https://www.nytimes.com/2016/03/10/us/politics/transcript-democratic-presidential-debate.html Transcript of the Democratic Presidential Debate in Miami], ''Nytimes.com'', 10 marzo 2016.</ref>
*Da un punto di vista morale, economico e politico, la nostra nazione non prospererà fino a che ci saranno persone che hanno troppo e altre che hanno troppo poco.<ref>Citato in [https://www.wired.it/attualita/politica/2019/02/19/bernie-sanders-candidato-casa-bianca-2020/?refresh_ce= ''Bernie Sanders è di nuovo in corsa per la Casa Bianca''], ''Wired.it'', 19 febbraio 2019.</ref>
*È l'inizio della fine per Donald Trump. [...] Quello che abbiamo fatto insieme qui non è nulla di meno dell'inizio di una rivoluzione politica. Grazie per la vittoria di stasera, adesso vinceremo anche le prossime.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2020/02/12/news/usa_2020_primarie_dem_in_new_hampshire_in_testa_c_e_sanders-248368770/ Usa 2020, Bernie Sanders vince le primarie dem in New Hampshire, ma sorprende ancora Buttigieg: "È l'inizio della fine di Trump"]'', ''Repubblica.it'', 12 febbraio 2020</ref> {{NDR|dopo la vittoria alle primarie democratiche del New Hampshire}}
*È la tua supposizione che io abbia creduto nel comunismo autoritario nell'Unione Sovietica? Non l'ho fatto, e mi sono opposto ad esso.
:''Is it your assumption that I believed in authoritarian communism that was in the Soviet Union? I haven't, and I opposed it.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://www.vox.com/2019/4/22/18511864/bernie-sanders-democratic-socialism-cnn-town-hall Here's how Bernie Sanders handled a pointed question about Soviet communism]'', ''Vox.com'', 22 aprile 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} È un bugiardo patologico, un razzista, un sessista, un omofobo, xenofobo.<ref>Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/19/usa-2020-bernie-sanders-si-candida-trump-pericoloso-ora-completiamo-la-rivoluzione-politica-iniziata-nel-2016/4983038/ ''Usa 2020, Bernie Sanders si candida: "Trump pericoloso, ora completiamo la rivoluzione politica iniziata nel 2016"''], ''Ilfattoquotidiano.it'', 19 febbraio 2019.</ref>
*Frontiere aperte? [...] Quella è una proposta di destra, che dice in sostanza che gli [[Stati Uniti]] non esistono. [...] Renderebbe tutti più poveri in America. Stai eliminando il concetto di stato-nazione, e io non credo che ci sia un Paese al mondo che creda in questo. Se credi in un Paese chiamato Stati Uniti o in un altro Paese, hai l'obbligo di fare quello che puoi per aiutare le persone povere. Quello che la gente di destra vorrebbe in questo Paese è una politica delle frontiere aperte. Far entrare qualunque tipo di persona, lavoro per 2 o 3 dollari all'ora, questo sarebbe grandioso per loro. Io non credo in questo. Io credo che dobbiamo aumentare i salari in questo Paese, penso che dobbiamo fare tutto quello che possiamo per creare milioni di posti di lavoro.
:''Open borders? [...] That's a right-wing proposal, which says essentially there is no United States. [...] It would make everybody in America poorer. You're doing away with the concept of a nation state, and I don't think there's any country in the world that believes in that. If you believe in a country called the United States or any other country, you have an obligation to do everything we can to help poor people. What right-wing people in this country would love is an open-border policy. Bring in all kinds of people, work for $2 or $3 an hour, that would be great for them. I don't believe in that. I think we have to raise wages in this country, I think we have to do everything we can to create millions of jobs.''<ref>{{en}} Dall'intervista con Ezra Klein, 29 luglio 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=S5vOKKMipSA Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*In queste elezioni la vera sfida non è tra Trump e Biden. Ma tra Trump e la democrazia. Trump contro la scienza. Trump contro il salario minimo. Trump contro la possibilità di rendere accessibile a tutti il college. Trump contro l'assistenza sanitaria. C'è troppo in ballo. (post Facebook del 1 ottobre 2020)<ref>Citato in [https://www.tpi.it/esteri/usa-2020-bernie-sanders-trump-democrazia-20201001674081/ ''Usa 2020, Bernie Sanders: "Questa non è un'elezione tra Trump e Biden. Ma tra Trump e la democrazia"''], ''Tpi.it'', 1 ottobre 2020.</ref>
*Invece di avere una Camera che ascolta solo i ricchi contribuenti per le campagne elettorali, è giunto il momento di una Camera che lotti per creare un'economia e un governo che funzionino per tutti noi, non solo per quelli che stanno in cima.<ref name=10punti/>
*Io ho condotto una campagna a basso costo, senza spot elettorali televisivi, andando casa per casa. Discutendo di valori, di questioni complesse e non parlando con slogan di 10 secondi.<ref>Citato in [https://archivio.unita.news/assets/main/2012/11/09/page_008.pdf ''I mugugni dei finanziatori «Romney, campagna sbagliata»''], ''l'Unità'', 9 novembre 2012.</ref>
*[[John McCain]] è stato un eroe americano, un uomo di decenza e onore e un mio amico. Mancherà non solo al Senato degli Stati Uniti ma a tutti gli americani che rispettano l'integrità e l'indipendenza.
:''John McCain was an American hero, a man of decency and honor and a friend of mine. He will be missed not just in the U.S. Senate but by all Americans who respect integrity and independence.''<ref>{{en}} Da un [https://twitter.com/sensanders/status/1033516711201386502 tweet] del 26 agosto 2018.</ref>
*{{NDR|Sull'[[attacco aereo dell'aereoporto di Baghdad del 2020]]}} La pericolosa escalation di Trump ci porta più vicini ad una nuova guerra disastrosa in Medio Oriente che potrebbe costare un numero infinito di vite umane ed altri trilioni di dollari.<ref name=tuonatrump>Citato in [https://globalist.it/intelligence/2020/01/03/bernie-sanders-tuona-contro-trump-la-sua-esclalation-ci-porta-verso-una-guerra-disastrosa-2051173.html ''Bernie Sanders tuona contro Trump: "La sua esclalation ci porta verso una guerra disastrosa"''], ''Globalist.it'', 3 gennaio 2020.</ref>
*L'uomo direttamente responsabile del caos di oggi è Donald Trump, che ha chiarito che farà di tutto per rimanere al potere, compresa l'insurrezione e l'istigazione alla violenza. Trump passerà alla storia come il peggior e più pericoloso presidente della storia. (tweet sull'[[assalto al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021]], 7 gennaio 2021)<ref>Citato in [https://www.greenreport.it/news/geopolitica/assalto-dei-sostenitori-di-trump-al-parlamento-usa-sierra-club-rimuovere-dallincarico-il-presidente/ ''Assalto dei sostenitori di Trump al Parlamento Usa, Sierra club: rimuovere dall’incarico il Presidente''], ''Greenreport.it'', 7 gennaio 2021.</ref>
*Le manifestazioni a Hong Kong sono fonte d'ispirazione per tutti noi. È diritto di tutte le persone protestare per un futuro migliore. Sosteniamo questi coraggiosi manifestanti e chiediamo al governo cinese di astenersi dalla violenza.
:''The demonstrations in Hong Kong are an inspiration to us all. It is the right of all people to protest for a better future. We stand with these brave protesters and call on the Chinese government to refrain from violence.''<ref>{{en}} Da un [https://twitter.com/berniesanders/status/1163437741389930501 tweet] del 19 agosto 2019.</ref>
*Nessuna guerra con l'Iran: il popolo americano non vuole una guerra senza fine! Non possiamo permettere che Trump ci porti in guerra con l'Iran. Dobbiamo evitare quello che sarebbe un disastro assoluto.<ref>Citato in [https://www.pressenza.com/it/2020/01/bernie-sanders-condanna-duramente-lattentato-a-suleimani/ ''Bernie Sanders condanna duramente l'attentato a Suleimani''], ''Pressenza.com'', 3 gennaio 2019.</ref>
*Non accetterò consigli da [[Henry Kissinger]]. Credo che Henry Kissinger sia stato uno dei segretari di Stato più distruttivi nella storia moderna di questo paese.<ref>Citato in Marina Catucci, ''[https://ilmanifesto.it/laddio-a-henry-kissinger-centanni-di-improntitudine L’addio a Henry Kissinger, cent’anni di improntitudine]'', 1° dicembre 2023</ref>
*{{NDR|Sulle [[elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2024]]}} Non dovrebbe essere una grande sorpresa che un partito democratico che ha abbandonato la classe media scopra di essere abbandonato dalla classe operaia. [...] Mentre la leadership democratica difende lo status quo, il popolo americano è arrabbiato e vuole il cambiamento. E ha ragione [...]. Gli interessi finanziari e i consulenti ben pagati che controllano il partito impareranno qualche lezione da questa disastrosa campagna?<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/11/06/sanders-contro-partito-democratico-sconfitta-non-e-sorpresa_dd3184d7-1dea-4d86-9405-d4b038c9cb81.html Sanders contro partito democratico, sconfitta non è sorpresa]'', ''ansa.it'', 6 novembre 2024.</ref>
*Non è abbastanza per i Democratici essere soltanto un partito anti-Trump. Se vogliono continuare a espandere la loro maggioranza alla Camera, riconquistare il Senato e la Casa Bianca, i Democratici devono dimostrare agli americani che si opporranno con forza e lotteranno per i lavoratori di questo paese – neri, bianchi, latini, asiatici americani o nativi americani, donne e uomini, gay o etero. Questo significa affrontare la crisi di un sistema giudiziario a pezzi e riformare le disumane politiche sull'immigrazione. Ma significa anche lottare per far crescere una classe media che, da quarant'anni a questa parte, sta scomparendo, ridurre le disuguaglianze sia di reddito che di ricchezza – che hanno, in maniera sproporzionata, colpito gli afro-americani e gli ispanici – e lottare contro i cambiamenti climatici, la minaccia più incombente per il nostro pianeta.<ref name=10punti>Da [https://www.washingtonpost.com/gdpr-consent/?destination=%2fopinions%2fdemocrats-need-a-bold-agenda-heres-what-they-should-do-in-the-first-100-days-of-congress%2f2018%2f11%2f21%2fdc80ddd6-ed07-11e8-96d4-0d23f2aaad09_story.html%3f ''"Democrats need a bold agenda. Here's what they should do in the first 100 days of Congress"''], ''WashingtonPost.com'', 21 novembre 2018; tradotto parzialmente da Sara Ligutti in ''[http://www.largine.it/index.php/i-10-punti-di-bernie-sanders-per-i-democratici-dopo-le-elezioni-di-meta-mandato/ I 10 punti di Bernie Sanders per i Democratici dopo le elezioni di metà mandato]'', ''Largine.it'', 27 novembre 2018.</ref>
*Questa orrenda pandemia di Coronavirus ha mostrato a tutti quanto sia assurdo un sistema basato sulle assicurazione sanitarie private legate al posto di lavoro.<ref>Citato in [https://ilmanifesto.it/bernie-sanders-un-discorso-da-vincitore/ Bernie Sanders, un discorso da vincitore], ''Ilmanifesto.it'', 8 aprile 2020.</ref>
*Se restiamo uniti e solidali - neri, bianchi, latini, indiani nativi e asiatici-americani - possiamo costruire una nazione fondata sulla giustizia economica, sociale, razziale e ambientale. Se saremo uniti e solidali potremo smettere di spendere miliardi di dollari per armi di distruzione di massa e creare un mondo in cui tutti possono vivere in pace e dignità.<ref>Citato in ''[https://ilmanifesto.it/bernie-sanders-scrive-ai-suoi-sostenitori-per-il-primo-maggio/ Bernie Sanders scrive ai suoi sostenitori per il Primo Maggio]'', ''Ilmanifesto.it'', 2 maggio 2020.</ref>
*Si può discutere degli aspetti negativi della cannabis, ma non la si può paragonare all'eroina. Quello che farò come Presidente degli Stati Uniti è legalizzarla attraverso un ordine esecutivo.<ref>Citato in [https://www.weedworld.it/2019/08/12/bernie-sanders-legalizzazione-cannabis/ ''Il piano di Bernie Sanders per legalizzare la cannabis negli USA''], ''Weedworld.it'', 12 agosto 2019.</ref>
*Siamo contenti che il 99% di tutte le nuove entrate stia andando all'1% di coloro che stanno in alto? Siamo felici che una famiglia in questo paese possegga più dei 130 milioni di persone più povere?
:''Are we happy that 99% of all new income is going to the top 1%? Are we happy that one family in this country owns more than the bottom 130 million people?''<ref>{{en}} Dall'intervista di Seth Meyers al programma televisivo ''Late Night'', 2 giugno 2015.</ref>
*{{NDR|Sull'attacco aereo dell'aereoporto di Baghdad del 2020}} Trump ha promesso di mettere fine alle guerre senza fine, ma questa azione ci iscrive su un sentiero che porta ad una nuova guerra.<ref name=tuonatrump/>
*{{NDR|Su [[Joe Biden]]}} Un candidato che ha votato per la [[guerra in Iraq]] e il disastroso accordo commerciale Nafta, che riceve soldi da almeno 60 miliardari e che non ha tutelato i consumatori.<ref>Citato in [http://www.ansa.it/usa_2020/notizie/2020/03/04/la-paura-del-popolo-di-bernie-ma-lui-rassicura_a0371a45-f30a-4ea3-b27e-4595cadd60b0.html ], ''Ansa.it'', 4 marzo 2020.</ref>
*Una guerra in Iran sarebbe, a mio avviso, molte volte peggiore della guerra in Iraq.<ref>Da una dichiarazione del 14 maggio 2019; citato in [https://www.controinformazione.info/sanders-avverte-che-una-guerra-con-liran-sarebbe-molto-peggio-della-guerra-in-iraq/ ''Sanders avverte che una guerra con l'Iran sarebbe "molto peggio della guerra in Iraq"''], ''Controinformazione.info'', 15 maggio 2019.</ref>
*Vorrei essere molto chiaro: chiunque faccia quello che fa Maduro è un tiranno malvagio.
:''Let me be very clear: Anybody who does what Maduro does is a vicious tyrant.''<ref>{{en}} Citato in [https://www.cbsnews.com/news/bernie-sanders-distances-himself-from-venezuela-president-nicolas-maduro-when-pressed-on-socialism-at-debate/ Pressed on socialism, Sanders distances himself from Venezuela's Maduro in Democratic debate], ''Cbsnews.com'', 13 settembre 2019.</ref>
{{Int|Da ''[https://www.rollingstone.it/rolling-affairs/interviste-affairs/la-rivoluzione-di-bernie-sanders/298015/ La rivoluzione di Bernie Sanders]''|Intervista di Tim Dickinson, ''Rollingstone.it'', 29 gennaio 2016}}
*Mi candido per una semplice ragione: questo Paese sta affrontando delle crisi straordinarie: il cambiamento climatico, l'iniquità dei salari e della distribuzione della ricchezza, un sistema politico corrotto che va verso l'oligarchia, il collasso della classe media, una politica sull'immigrazione che ha evidentemente fallito. Non credo che la politica tradizionale sia in grado di affrontare questi problemi.
*È una donna di forte impatto, molto intelligente e con una grande esperienza. Ma nessuno può negare che [[Hillary Clinton]] sia l'espressione della politica tradizionale.
*Il nostro obiettivo dovrebbe essere creare una società in cui tutti i cittadini hanno la possibilità di vivere decentemente. Un sistema sanitario nazionale che garantisca assistenza medica a tutti, educazione pubblica di alto livello dall'età prescolare alla laurea. Eliminare le tasse scolastiche nei college e nelle università statali. Ogni cittadino, a prescindere dal suo reddito, deve essere in grado di accedere a un'istruzione di qualità. Il salario minimo deve essere alzato in modo da garantire la sopravvivenza a tutti. Senti, nessuno conosce la formula magica per la felicità. Ma se hai una certa sicurezza economica la tua vita sarà sicuramente migliore.
*Per l'America il cambiamento climatico è una minaccia più grave del terrorismo. Non voglio dire che il terrorismo non sia un problema serio, ma investiamo 600 miliardi di dollari all'anno nelle spese militari. Dobbiamo far convergere le risorse economiche e la volontà politica. È un problema internazionale, non può essere affrontato solo dagli Stati Uniti. Dobbiamo essere i leader, ma dobbiamo guidare con le azioni e non solo con le parole.
*Il Congresso non controlla Wall Street, è Wall Street che controlla il Congresso. È troppo potente.
*Il popolo americano è stato schiacciato dall'avidità e dal comportamento illegale della gente di Wall Street, giusto? I cittadini vogliono giustizia. Lo abbiamo detto a Obama, non sono stato l'unico a farlo: "Signor Presidente, deve fare qualcosa. Deve essere duro su questa questione". Risultato: sono passati sette anni e nessun amministratore delegato è in galera. Ci sono ragazzini che hanno la fedina penale sporca per aver fumato marijuana, ma nessun amministratore delegato di una corporation è stato arrestato. Questa è una delle ragioni per cui la gente si è allontanata dalla politica. Non vedono giustizia.
*{{NDR|Sul [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)|Partito Repubblicano]]}} Un partito in cui le persone mentono in continuazione per coprire gli interessi che rappresentano. Tolte le sottigliezze politiche, ecco quello che rimane: più tagli alle tasse per i miliardari, quasi tutti pensano che dovremmo tagliare la previdenza sociale, alcuni dicono addirittura che dovremmo privatizzarla. Tagliare Medicare, tagliare i fondi federali per l'educazione e per le mense scolastiche. Inoltre a quanto pare molti di loro sono interessati a trascinarsi in un'altra guerra in Medio Oriente.
*Uno dei fattori che mi ha influenzato di più è la consapevolezza che la famiglia di mio padre, anche quella di mia madre probabilmente ma ho più informazioni su quella di mio padre, è stata sterminata da Hitler. Lo so da quando avevo sette anni. È una cosa che mi ha fatto pensare che la politica sia in grado di fare la differenza e di cambiare il corso della storia. Hitler e i nazisti sono stati eletti in Germania. E per causa loro 50 milioni di persone sono morte durante la Seconda Guerra Mondiale, compresi 6 milioni di ebrei. È lo stesso motivo per cui gli [[afroamericani]] sono molto attenti alla politica. È stata la politica a permettere la segregazione razziale. Ecco perché mi sono avvicinato a questo mestiere, è stata una questione di istinto. O se preferisci di sentimenti.
*Non voglio essere il presidente di una nazione che ha più carcerati di qualsiasi altro Paese al mondo.
{{Int|Da ''[https://pentagras.wordpress.com/2016/04/16/il-discorso-di-bernie-sanders-in-vaticano-traduzione-in-italiano/ Il discorso di Bernie Sanders in Vaticano]''|Discorso pronunciato il 15 aprile 2016 in Vaticano alla conferenza organizzata dalla Pontificia accademia di scienze sociali; tradotto in ''Pentagras.wordpress.com''.}}
*Con la caduta del comunismo, [[papa Giovanni Paolo II]] ha lanciato un appello per la libertà umana nel suo senso più vero: la libertà che difende la dignità di ogni persona ed è sempre orientata al bene comune.
*Dobbiamo riconoscere che gli avvertimenti di papa Giovanni Paolo sugli eccessi di una finanza incontrollata erano profondamente preveggenti. Venticinque anni dopo la ''Centesimus annus'', la speculazione, i flussi finanziari illeciti, la distruzione dell'ambiente e l'indebolimento dei diritti dei lavoratori sono molto più gravi di un quarto di secolo fa. Gli eccessi della finanza, anzi la diffusa criminalità finanziaria nelle borse, hanno giocato un ruolo diretto nel causare la più grave crisi finanziaria mondiale dopo la Grande Depressione.
*Nel mio Paese, patria dei più grandi mercati finanziari del mondo, la globalizzazione è stata usata come pretesto per deregolamentare le banche, ponendo fine a decenni di protezioni legali dei lavoratori e dei piccoli imprenditori.
*Il crescente divario tra ricchi e poveri, la disperazione degli emarginati, il potere delle imprese sulla politica non sono fenomeni unicamente statunitensi. Gli eccessi dell'economia globale deregolamentata hanno causato ancora più danno nei paesi in via di sviluppo. Essi soffrono non solo per i cicli espansivo-recessivi delle borse, ma per un'economia mondiale che mette il profitto al di sopra dell'inquinamento, le compagnie petrolifere al di sopra della sicurezza climatica e il commercio di armi al di sopra della pace. E mentre una parte credente della nuova ricchezza e del nuovo reddito va a una piccola frazione dei più ricchi, rimediare a questa grossolana disuguaglianza è divenuta una sfida centrale. Il problema della disuguaglianza della ricchezza e del reddito è il grande problema economico del nostro tempo, il grande problema politico del nostro tempo e il grande problema morale del nostro tempo. È un problema con cui ci confrontiamo nella mia nazione e in tutto il mondo.
*I nostri giovani non si accontentano più di una politica corrotta e guasta e di un'economia di aspra disuguaglianza e ingiustizia. Non sono soddisfatti della distruzione del nostro ambiente da parte di un'industria dei combustibili fossili la cui avidità ha messo i profitti di breve termine al di sopra del cambiamento climatico e del futuro del nostro pianeta. Essi vogliono vivere in armonia con la natura, non distruggerla. Esortano a un ritorno all'equità: a un'economia che difende il bene comune assicurando che ogni persona, ricca o povera, abbia accesso a sanità, cibo e educazione di qualità.
{{Int|Da ''[http://www.assopacepalestina.org/2017/03/intervento-di-bernie-sanders-su-israele-alla-conferenza-di-j-street/ Intervento di Bernie Sanders su Israele alla Conferenza di J Street.]''|Discorso alla Conferenza Nazionale del gruppo ''J Street'' a Washington il 27 febbraio 2017; tradotto in ''Assopacepalestina.org'', 8 marzo 2017.}}
*Penso sia molto importante per tutti, ed in modo particolare per i progressisti, riconoscere che è un enorme successo l'aver creato una patria democratica per il popolo ebraico dopo secoli di migrazioni e persecuzioni, e in particolare dopo l'orrore della Shoah.<br>Ma, come è noto, c'è un altro aspetto nella storia della creazione di Israele, un aspetto ben più doloroso. Come per il nostro paese, la fondazione di Israele ha comportato l'allontanamento di centinaia di migliaia di persone che già vivevano lì, il popolo palestinese. Oltre 700.000 persone sono diventate profughi. Riconoscere questo fatto storico così doloroso non vuol dire però "delegittimare" Israele, così come riconoscere il "sentiero delle lacrime" non delegittima gli Stati Uniti d'America.
*Questo conflitto pluridecennale ha tolto già così tanto a così tanti. Nessuno vince quando Israele spende una parte enorme del suo bilancio in spese militari. Nessuno vince quando Gaza è cancellata e migliaia di persone sono uccise, ferite, o restano senza casa. Nessuno vince quando i bambini sono addestrati a diventare kamikaze. Nessuno vince quando anno dopo anno, decennio dopo decennio, si continua a parlare di guerra e odio piuttosto che di pace e sviluppo. Pensate all'incredibile potenziale che viene perso quando Israeliani e Palestinesi non uniscono le loro forze in modo efficace per affrontare le sfide ambientali ed economiche della regione.
*Amici, gli Stati Uniti e lo Stato di Israele hanno un legame forte, che risale al momento della fondazione di Israele. Non c'è dubbio che dovremmo essere, e saremo, l'amico e alleato più forte di Israele negli anni a venire. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che la continua occupazione israeliana dei territori palestinesi e le restrizioni quotidiane imposte alle libertà politiche e civili del popolo palestinese sono in contrasto con i valori fondamentali americani.
*La dura verità è che la continua occupazione e la crescita degli insediamenti israeliani che l'occupazione sostiene, minano la possibilità di una pace. Contribuiscono solo a perpetuare la sofferenza e la violenza.
*Contrastare le politiche di un governo di destra in Israele, non significa essere anti-israeliano o antisemita. Siamo in grado di opporci alle politiche del presidente Trump senza essere anti-americani. Siamo in grado di opporci alle politiche di Netanyahu senza essere anti-israeliani. Siamo in grado di contrastare l'estremismo islamico, senza diventare anti-musulmani.
{{Int|Da ''[http://znetitaly.altervista.org/art/20537 Il discorso di Bernie Sanders alla Convention Nazionale Democratica]''|''Znetitaly.altervista.org'', 27 luglio 2017.}}
*Non è morale, non è accettabile e non è sostenibile che la decima parte più ricca del'1% ora possieda quasi tanta ricchezza quanta quella del 90% più in basso, oppure che l'1% più ricco in anni recenti abbia guadagnato l'85% di tutto il nuovo reddito. Questo è inaccettabile. Questo deve cambiare.
*I Repubblicani vogliono che ci dimentichiamo che, come conseguenza dell'avidità, della sconsideratezza e del comportamento illegale di Wall Street, la nostra economia ha avuto la peggiore regressione fin dalla Grande Depressione del 1929.
*Ci serve una leadership che unisca le persone e che ci renda più forti, non dei capi che insultino i Latinos, i musulmani, le donne, i gli afro-americani, i reduci, e che ci divida.
*[[Hillary Clinton]] capisce che se qualcuno, in America, lavora 40 ore alla settimana, quella persona non dovrebbe vivere in povertà. Capisce che dobbiamo aumentare il salario minimo e farlo arrivare a un salario con il quale si possa vivere.
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Non appoggia l'aumento del salario minimo federale di 7,25 dollari all'ora – un salario da fame. Mentre Donald Trump crede in enormi agevolazioni fiscali per i miliardari, pensa che gli stati dovrebbero realmente avere il diritto di abbassare il salario minimo a meno di 7,25 dollari all'ora. Che vergogna!
*{{NDR|Su Donald Trump}} Come la maggior parte dei Repubblicani, sceglie di rifiutare le scienza. Crede che il cambiamento del clima sia una "truffa": non è quindi necessario occuparsene.
*Trump vuole abolire l'Affordable Care Act e cancellare 20 milioni di persone dall'assicurazione sanitaria che hanno attualmente e vuole fare dei tagli a Medicaid, destinata agli Americani con redditi più bassi.
{{Int|Da ''[https://www.risorgimentosocialista.it/index.php/2018/05/23/intervista-concessa-da-bernie-sanders-a-dan-denvir/ Intervista concessa da Bernie Sanders a Dan Denvir]''|''Risorgimentosocialista.it'', 23 maggio 2018.}}
*Stiamo attaccando l'intero establishment. Stiamo attaccando interessi monetari, stiamo attaccando Wall Street. Stiamo attaccando anche l'establishment democratico.
*Non si cambia il mondo dalla sera alla mattina. Penso però che è molto chiaro che ideologicamente, e da una prospettiva dei movimenti di base, il vento soffia dalla nostra parte.
*Viviamo in un paese che ha livelli enormi di diseguaglianze di reddito e di ricchezze, dove ci sono una manciata di miliardari che hanno un enorme potere. Abbiamo a che fare con Wall Street, abbiamo a che fare con le compagnie farmaceutiche, abbiamo a che fare con il complesso militare-industriale, abbiamo a che fare con le compagnie di assicurazione. Pensi che queste persone siano disposte a cedere i loro incredibili privilegi e i loro affarismi così facilmente?
{{Int|Da ''[http://www.largine.it/index.php/bernie-sanders-basta-aiutare-larabia-saudita-in-yemen/ Bernie Sanders: "Basta aiutare l'Arabia Saudita in Yemen"]''|Da [https://www.nytimes.com/2018/10/24/opinion/bernie-sanders-saudi-arabia-war-yemen.html ''"Bernie Sanders: We Must Stop Helping Saudi Arabia in Yemen"''], ''NyTimes.com'', 25 ottobre 2018; tradotto da Sara Ligutti in ''Largine.it''.}}
*Il probabile omicidio di Jamal Khashoggi, giornalista del Washington Post e critico dei sauditi, sottolinea quanto sia urgente che gli Stati Uniti ridefiniscano la relazione con l'Arabia Saudita e le facciano capire che non ha carta bianca per continuare a violare i diritti umani.
*{{NDR|Sulla [[Guerra civile dello Yemen (2015)|guerra civile dello Yemen]]}} Gli Stati Uniti sono profondamente coinvolti in questa guerra. Stiamo fornendo le bombe utilizzate dalla coalizione a guida Saudita, stiamo facendo rifornimento ai loro aerei prima che partano per lanciare quelle bombe e stiamo dando loro assistenza con l'intelligence.
*L'amministrazione difende il nostro coinvolgimento in Yemen esagerando il supporto iraniano ai ribelli Houthi. Ma il fatto è che la relazione fra l'Iran e gli Houthi si è fortificata con l'intensificazione della guerra. La guerra sta creando l'esatto problema che l'amministrazione afferma di voler risolvere.
*Oltre alla catastrofe creata da questa guerra, c'è anche il fatto che l'intervento americano non è stato autorizzato dal Congresso e, quindi, è incostituzionale. L'Articolo 1 della Costituzione afferma chiaramente che è il Congresso, non il Presidente, che ha il potere di dichiarare guerra.
*L'omicidio brutale di Khashoggi c'impone di chiarire che il sostegno degli Stati Uniti per l'Arabia Saudita non è incondizionato.
{{Int|Da ''[http://www.largine.it/index.php/bernie-sanders-e-giunto-il-momento-di-completare-la-nostra-rivoluzione/ Bernie Sanders: È giunto il momento di completare la nostra rivoluzione]''|Da [https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/feb/25/its-time-to-complete-the-revolution-we-started ''"It's time to complete the revolution we started"''], ''theGuardian.com'' 25 febbraio 2019; tradotto da Sara Ligutti in ''Largine.it'', 26 febbraio 2019}}
*Oggi, abbiamo il più alto livello di disuguaglianze di reddito e ricchezza dagli anni '20 del Novecento, e i tre americani più ricchi hanno più ricchezza della metà più povera del paese.
*Vergognosamente, trattiamo le persone più vulnerabili con disprezzo. Abbiamo il livello più alto di povertà infantile fra quasi tutti i grandi paesi e un sistema di assistenza all'infanzia disfunzionale e troppo caro. Mentre la maggior parte dei Repubblicani vuole tagliare la previdenza sociale, circa la metà degli americani più anziani non hanno risparmi per la pensione. E, in tutto ciò, abbiamo un presidente che è un bugiardo patologico, un impostore, razzista, sessista, xenofobo, fanatico religioso che sta portando il paese in una direzione autoritaria.
*L'unico modo per sconfiggere Donald Trump e gli interessi privati che lo sostengono è con un movimento di base – come non se ne sono mai visti nella storia degli Stati Uniti. Dobbiamo essere uniti – donne e uomini, neri, bianchi, sudamericani, nativi americani, asiatici americani, gay ed etero, giovani e anziani, nati qui e immigrati – e affrontare le sfide che abbiamo di fronte come paese.
*Mentre spendiamo quasi il doppio pro-capite per la Sanità rispetto a qualsiasi altra nazione, i risultati sono peggiori e le aspettative di vita stanno crollando. È giunto il momento di garantire le cure sanitarie come un diritto, non un privilegio, attraverso il programma ''Medicare-for-all''.
*Gli Stati Uniti hanno il tasso più alto d'incarcerazioni nel mondo e gli afroamericani sono incarcerati cinque volte tanto rispetto ai bianchi.
*Dobbiamo porre fine al supporto da parte di Trump a leader autoritari. Abbiamo bisogno di una politica estera che si concentri sulla democrazia, i diritti umani, la pace mondiale, le disuguaglianze economiche globali, i cambiamenti climatici e l'enorme evasione fiscale da parte delle grandi aziende.
{{Int|Da ''[https://www.lagone.it/2020/11/06/per-un-paese-solidale-di-bernie-sanders/ Per un paese solidale]''|Traduzione di Pietro Bianchi, riportato in ''Lagone.it'', 6 novembre 2020}}
*Quando gli oligarchi tipo Donald Trump ci dicono che l’economia è in una fase di “boom”, hanno ragione – l’economia è in un “boom”, ma per le imprese americane ultra-ricche e che fanno enormi profitti – e che, a proposito, non pagano nulla o quasi in tasse federali. Nel frattempo, ci sono milioni di lavoratori e lavoratrici americane che riescono a malapena ad andare avanti. Anche prima che arrivasse la pandemia, più della metà della persone vivevano di stipendio, decine di milioni non avevano un’assicurazione sanitaria e 500 mila dormivano per strada.
*Mentre lavoriamo insieme per rendere l’assistenza sanitaria un diritto universale, per combattere il complesso industriale militare e mettere fine alle continue guerre in giro per il mondo, per affrontare con coraggio la questione del cambiamento climatico e per mettere fine al razzismo e a tutte le forme di fanatismo, dobbiamo sfruttare lo slancio del movimento sindacale americano di oggi.
*Ricostruire il movimento sindacale in America sarà di grande aiuto mentre cerchiamo di costruire un paese solidale basato sulla giustizia per tutti e tutte. Ecco come la vedo io: quando i tuoi figli e le tue figlie soffrono, soffrono anche i miei. Quando la tua famiglia sta lottando, questo ha un impatto anche su di me.
*Dobbiamo creare un paese per la classe lavoratrice e fatto dalla classe lavoratrice che sappiamo possiamo diventare.
{{Int|Da ''[https://www.socialismoitaliano1892.it/2026/01/04/laffondo-in-assoluto-piu-duro-a-trump/ L’affondo in assoluto più duro a Trump]''|''socialismoitaliano1892.it'', 4 gennaio 2026}}
{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}}
*Donald Trump ha, ancora una volta, mostrato il suo disprezzo per la Costituzione e lo stato di diritto. Il Presidente degli Stati Uniti NON ha il diritto di portare unilateralmente questo paese in guerra, nemmeno contro un dittatore corrotto e brutale come Maduro.
*Questa sfacciata violazione del diritto internazionale dà il via libera a qualsiasi nazione al mondo che possa voler attaccare un altro paese per sequestrarne le risorse o cambiare governo. Questa è la logica orribile della forza che Putin ha usato per giustificare il suo brutale attacco all’Ucraina.
*Trump e la sua amministrazione hanno spesso dichiarato di voler rilanciare la Dottrina Monroe, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano il diritto di dominare gli affari dell’emisfero. Hanno parlato apertamente del controllo delle riserve petrolifere del Venezuela, le più grandi al mondo. Questo è imperialismo puro. Ricorda i capitoli più oscuri degli interventi statunitensi in America Latina, che hanno lasciato un’eredità terribile. Sarà e deve essere condannato dal mondo democratico.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/02/09/news/bernie_sanders_intervista_trump_oligarca_autoritario_stati_uniti-425148944/ Bernie Sanders: "Trump è un oligarca e un autoritario, è l'epoca più pericolosa della nostra storia"]''|Intervista di Iker Seisdedos, ''repubblica.it'', 9 febbraio 2026}}
*Trump è il presidente più pericoloso, forse, della storia degli Stati Uniti. Questa è la democrazia più longeva; risale al 1776, quando rovesciammo l'Impero britannico e ci dotammo di una Costituzione e di una Dichiarazione d'indipendenza solide. Purtroppo Trump è un autoritario; un oligarca la cui visione del futuro prevede che un piccolo gruppo di persone incredibilmente ricche si arricchisca ancora di più mentre spinge gli Stati Uniti verso l'autoritarismo.
*Trump sta cercando di minare la democrazia e la Costituzione usurpando i poteri del Congresso. Ha cancellato illegalmente leggi e fondi che avevamo approvato, cosa senza precedenti. Ha anche tolto fondi federali agli Stati che non hanno votato per lui. Ed è oltraggioso, oltre che illegale. Sta inoltre attaccando i tribunali, scegliendo quali decisioni rispettare. Ha preso di mira le università che insegnano corsi che non gli piacciono e i media, che intimidisce attraverso cause legali e facendo sì che i suoi amici miliardari li comprino. [...] Quello a cui stiamo assistendo è che un pugno di oligarchi controllano i media e l'economia e, a causa del nostro sistema corrotto di finanziamento delle campagne, anche il nostro processo politico.
*Da 250 anni lottiamo contro la tirannia. E credo che esista un sentimento profondo, tra persone con opinioni politiche diverse: non vogliamo un dittatore alla guida del Paese.
*{{NDR|I documenti di Epstein}} sono un'ulteriore prova dell'incredibile potere della classe dei miliardari. Non importa se sei liberale o conservatore, democratico o repubblicano. In qualche modo, tutta questa gente si ritrova e fa quello che le pare.
*{{NDR|Sulle [[elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2024]]}} Trump non ha vinto perché la gente volesse invadere la Danimarca o attaccare il Venezuela. Né voleva che gli Stati Uniti si avvicinassero all'Arabia Saudita o agli Emirati. Lo hanno votato perché la classe lavoratrice di questo Paese è in difficoltà. Milioni di americani non possono permettersi di andare dal medico quando si ammalano. Quasi un terzo non ha un'assicurazione sanitaria o ne ha una insufficiente. Moriamo prima che in Europa, le nostre università sono proibitive e il costo delle case è alle stelle. Una delle ragioni del successo di Trump è che la classe lavoratrice non ha trovato nei democratici ciò di cui aveva bisogno. Per questo molti di noi — Ocasio-Cortez, Mamdani e altri — stanno cercando di trasformare il Partito democratico in un partito della classe lavoratrice disposto a sfidare gli oligarchi.
*[[Elon Musk|Musk]] finanzia la destra in tutto il mondo, mentre Trump sostiene i suoi amici in America Latina. È l'unione dell'oligarchia con l'estrema destra. Quello che i partiti di sinistra devono fare è presentare un'opposizione credibile a questa oligarchia. Non può esistere una democrazia con poche persone che concentrano così tanta ricchezza e potere. Basta guardare al denaro che Musk sta investendo in Arabia Saudita...
*Trump attacca l'Europa ogni giorno. Perché? Perché i Paesi europei sono democratici. A Trump e a Musk la democrazia non piace.
*Quello che vogliono fare i repubblicani è imporre, per la registrazione, la presentazione di un passaporto o di un certificato di nascita. Io non ho un certificato di nascita, e non ho idea di dove sia. Potrei richiederlo, ma queste regole non sono pensate per persone come me, bensì per chi ha meno risorse. Sono quelli che, quando incontrano ostacoli, rinunciano a votare. Non so quale percentuale degli americani abbia un passaporto, ma potrebbe essere meno della metà. Quindi si tratta semplicemente di un modo per escludere tutta questa gente dal processo democratico.
*{{NDR|«Quali lezioni trae da quanto accaduto in [[Operazione Metro Surge|Minnesota]]?»}} I suoi abitanti sono stati straordinariamente coraggiosi, e credo che il fatto che circa 50mila persone siano scese in strada a –30 gradi per opporsi all'Ice e a Trump sia qualcosa che passerà alla storia. Hanno resistito e stanno lottando. Sono un'ispirazione per il resto del Paese. Gli omicidi di Pretti e Good sono un campanello d'allarme, così come le irruzioni nelle case o l'arresto di bambini di cinque anni... Nulla di tutto questo è proprio di questo Paese.
*L'[[United States Immigration and Customs Enforcement|Ice]] è l'espressione dell'avanzata di Trump verso la repressione del dissenso. E quindi non riguarda solo i latinos. [...] Il messaggio è: chiunque voglia opporsi al presidente rischia di mettersi nei guai. Questo è autoritarismo.
*{{NDR|Sulla [[Dottrina Donroe]]}} È terribile. Per moltissimi anni gli Stati Uniti hanno dominato l'America Latina a loro piacimento, rovesciando un governo dopo l'altro. Non è questo che vuole il popolo americano. I Paesi dell'America Latina hanno il diritto di determinare il proprio destino in collaborazione con gli Stati Uniti, ma non sotto il loro dominio.
*{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}} È una violazione del diritto internazionale. Solo la comunità internazionale dovrebbe occuparsene in casi estremi. Una nazione potente non può decidere unilateralmente chi governerà un altro Paese. Il caso del Venezuela è un precedente pericoloso. Ho condannato con fermezza l'invasione dell'Ucraina da parte di Putin. Come possono ora gli Stati Uniti condannare Putin dopo aver attaccato il Venezuela? Trump pensa di poter rovesciare governi e prendere decisioni militari unilaterali. Ma se vogliamo che questo pianeta sopravviva dobbiamo tornare alla diplomazia: sederci e risolvere le cose.
*Tutti sanno che Trump è un narcisista. Se vuoi ottenere un'intervista con lui, promettigli qualche milione di dollari. Te la concederà di sicuro.
*Trump è un leader instabile e irrazionale. Quindi non so cosa farà domani. Temo inoltre che non abbia consiglieri sensati attorno a sé, e che li tenga intimiditi, così che nessuno osi contraddirlo...
*{{NDR|Sulla [[seconda presidenza di Donald Trump]]}} Questi sono i tempi più pericolosi che gli Stati Uniti abbiano affrontato nella loro storia moderna. Questo è indiscutibile. Ma dopo aver percorso ogni angolo del Paese e aver parlato negli anni con milioni di persone credo che l'americano medio sia una persona perbene, che crede nella democrazia e nella giustizia. E credo anche che non solo sconfiggeremo il trumpismo, ma costruiremo un Paese molto più giusto ed equo per i lavoratori.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/14/news/intervista_bernie_sanders_trump_pericoloso_guerra_iran_illegale_russia_putin-425343632/ Intervista a Bernie Sanders: "Trump è pericoloso, la sua guerra è illegale come quella di Putin"]''|Intervista di Anna Lombardi, ''repubblica.it'', 14 maggio 2026}}
*Gli [[Elon Musk]], i [[Jeff Bezos]], i [[Mark Zuckerberg]] e pochi altri che influenzano economia e politica, rendendo le disuguaglianze sempre più profonde e spingendo verso l'autoritarismo. Trump è uno di loro e conta sul loro appoggio.
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} È un presidente molto pericoloso: con Benjamin Netanyahu ha iniziato una guerra incostituzionale, illegale e distruttiva, proprio come ha fatto Vladimir Putin in Ucraina. Costringendoci a vivere in una sorta di anarchia dove il diritto internazionale non conta più. Possiamo far meglio di così. Spendendo quei miliardi di dollari per fornire cibo e medicine a chi ne ha bisogno, invece che per ucciderci a vicenda.
*{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Israele è stata a lungo una società liberale nel senso tradizionale. Netanyahu e il suo governo razzista di destra, l'hanno trasformato in altro. Hamas ha commesso un atto orribile, ucciso 1200 innocenti e preso centinaia di ostaggi. Israele, aveva il diritto di difendersi. Ma quel che ha fatto, è stato scatenare una guerra totale contro uomini, donne e bambini di Gaza, violando il diritto internazionale. Oggi sempre più americani chiedono al governo di non spendere altri soldi per uccidere palestinesi. E io mi sto impegnando in tal senso.
*Ammiro [[Papa Leone XIV|Papa Leone]]. Apprezzo il suo ribadire che i migranti vanno trattati con dignità e rispetto. E mi piace il modo in cui si scaglia contro chi pretende di fare guerre in nome di Dio.
*Trump è un demagogo, invece di affrontare le crisi che affliggono l'America, cerca di mantenere il potere usando l'odio. E quelli da odiare sono così tanti che ormai abbiamo perso il conto: gli immigrati clandestini, le persone transgender, gli stranieri. E poi la Cina, l'Iran, il Messico, perfino il Canada. E chissà, un giorno anche l'Italia.
*{{NDR|Su [[Kamala Harris]]}} La stimo, ci conosciamo da moltissimo tempo. Ma è evidente che non ha saputo affrontare i problemi dei lavoratori e le questioni che stavano a cuore a quella categoria: che infatti non l'ha seguita. Trump lo ha capito, ha puntato proprio sul loro malessere: e li ha ingannati sulle sue intenzioni. Ha vinto e poi ha tradito proprio la classe lavoratrice cui doveva tutto.
*In America abbiamo un sistema di finanziamento delle campagne elettorali corrotto. I miliardari spendono milioni per "comprarsi" le elezioni. Dobbiamo dunque lottare contro il bigottismo e allo stesso tempo unire le persone sul sogno di creazione di una società che risponda alle esigenze dei lavoratori: qualunque sia la loro identità.
*Trump accusa spesso i giornalisti di "fake news". Bugie. Ma la mia esperienza è che i giornalisti raramente mentono. A volte sbagliano, ma senza l'intenzione di mentire. Ora, però, media, social media e piattaforme online appartengono sempre più spesso a persone molto ricche. Elon Musk possiede X. Mark Zuckerberg ha Meta, che comprende Facebook e Instagram. Jeff Bezos possiede Twitch e il ''Washington Post''. Larry Ellison ha comprato la Cbs, una delle principali reti televisive americane. Il pericolo sta in ciò che scelgono di enfatizzare e in ciò che scelgono di ignorare. Sono loro ora a decidere quale sarà la notizia principale del giorno. E non sarà mai la disuguaglianza di reddito e ricchezza. Purtroppo, ciò che fanno è distogliere l'attenzione dai veri problemi che affliggono la stragrande maggioranza delle persone. Proteggendo i propri interessi.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici statunitensi]]
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Giuseppe Rinaldi
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[File:La bocca sulla strada (1941) Giuseppe Rinaldi (cropped).png|thumb|Giuseppe Rinaldi nel 1941]]
'''Giuseppe Rinaldi''', detto '''Peppino''' (1919 – 2007), attore, doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni su Giuseppe Rinaldi==
*{{NDR|Riguardo a ''[[La bocca sulla strada]]''}} Vi ha preso parte anche Giuseppe Rinaldi, un attore così terribile che mio padre ha dovuto farlo doppiare. Per ironia della sorte questo Rinaldi è diventato in seguito un re del doppiaggio. Ha dato la voce a Marlon Brando. Ora non recita più, lavora solo per gli studi di registrazione. Una vera nemesi. ([[Sergio Leone]])
*Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi doppiatori del passato, Ferruccio Amendola, Peppino Rinaldi [...] l'ho solo sentito parlare vicino a me, ma è stata comunque un'emozione grandissima perché per me è stato il più grande di tutti. ([[Angelo Maggi]])
*Sapevo cos'era il doppiaggio, perché io ero una di quelle abbastanza appassionate, che notava le voci. Io c'ho ancora un quaderno di quand'ero ragazzina con scritto: "Giuseppe Rinaldi è la voce di [[Burt Lancaster]]". ([[Cristina Boraschi]])
*Tra i grandi doppiatori non posso non parlarti di Peppino Rinaldi. Lui ha doppiato Paul Newman, Peter Sellers, Jack Lemmon, Marlon Brando. Aveva quella capacità mimetica di giocare a non essere mai sé stesso. Il gioco sopraffino, elegante, preciso, di un bimbo cresciuto che con una iper specializzazione diventa tante cose fuori da sé, e una volontà ferrea ad essere qualcosa di lontano da sé stesso. Un grande atto d’intelligenza. ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[I grandi magazzini]]'' (1939)
*''[[Dopo divorzieremo]]'' (1940)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[La valle dell'Eden]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'arpa birmana]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[La meteora infernale]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La notte]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Hud il selvaggio]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[Deserto rosso]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[Il dottor Živago]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film) |Il conformista]]'' (1970)
*''[[La figlia di Ryan]]'' (1970)
*''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'' (1970)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Novecento]]'' (1973)
*''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977)
*''[[Superman (film)|Prima pagina]]'' (1978)
*''[[Il piccolo Lord (film 1980) |Il piccolo Lord]]'' (1980)
*''[[Diritto di cronaca]]'' (1981)
*''[[Cane e gatto (film) |Cane e gatto]]'' (1983)
*''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984)
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Il colore dei soldi]]'' (1986)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Americani (film) |Americani]]'' (1992)
*''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col}}
*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Taron e la pentola magica]]'' (1985)
{{div col end}}
====Serie televisive====
{{div col}}
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
*''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990–1991)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Mauro Gravina]], genero
*[[Antonella Rinaldi]], figlia
*[[Massimo Rinaldi (doppiatore)| Massimo Rinaldi]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rinaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Pino Locchi
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Pino Locchi.jpg|thumb|Pino Locchi]]
'''Pino Locchi''', all'anagrafe '''Giuseppe Locchi''' (1925 – 1994), attore e doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni di Pino Locchi==
*Il doppiatore è un attore che si è dedicato al doppiaggio.<ref name= Fazio/>
*Ci sono i miei fratelli: [[Tony Curtis]], [[Jean-Paul Belmondo|Belmondo]], [[Sean Connery]] e l'altro non mi ricordo mai, che è un mio amico carissimo, [[Sidney Poitier]]. [...] Abbiamo fatto la carriera insieme.<ref name= Fazio>Ripresa l'intervista di Fabio Fazio durante il programma radiofonico per RaiStereoUno “Musica ieri e oggi” , ''Enciclopedia del doppiaggio'', 23 giugno 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=-_oHpt4KFMc Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Citazioni su Pino Locchi==
*Lui {{NDR|Pino Locchi}} è stato per me un mito e devo confessare che all'inizio della mia carriera cercavo di imitarlo. Poi sono cresciuto e ho capito che dovevo crearmi una mia identità. Ne avevo tanti di miti, come ad esempio {{NDR|[[Giuseppe Rinaldi|Peppino Rinaldi]]}} che forse è stato il più grande di tutti, ma sentivo che ero più simile a Locchi e che poteva essere, per me, un punto di riferimento. ([[Mario Cordova]])
*Pino Locchi è un gigante di questo mestiere. {{NDR|[[Doppiaggio|doppiatore]]}} ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Piccolo Cesare]]'' (1930)
*''[[La scala musicale]]'' (1932)
*''[[Scarface - Lo sfregiato]]'' (1932)
*''[[Partita a quattro]]'' (1933)
*''[[Giovane e innocente]]'' (1937)
*''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938)
*''[[Paradiso proibito]]'' (1940)
*''[[La signora Miniver]]'' (1942)
*''[[La fiamma del peccato]]'' (1944)
*''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' (1945)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949)
*''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Francesco, giullare di Dio]]'' (1950)
*''[[Il viaggio indimenticabile]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]'' (1953)
*''[[Titanic (film 1953)|Titanic]]'' (1953)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[La risaia]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il settimo sigillo]]'' (1957)
*''[[L'uomo che sapeva troppo (film 1956)|L'uomo che sapeva troppo]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Totò, Vittorio e la dottoressa]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Assalto alla Terra]]'' (1959)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il cervello che non voleva morire]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[La notte senza legge]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Strategia di una rapina]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[La valle dei mohicani]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Viridiana]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Cronaca familiare (film)|Cronaca familiare]]'' (1962)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962)
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[Uno sguardo dal ponte]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[I gigli del campo]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Sei donne per l'assassino]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964)
*''[[Insieme a Parigi]]'' (1964)
*''[[Marnie]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono]]'' (1965)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965)
*''[[Il bandito delle 11]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Che fai, rubi?]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Suzanne Simonin, la religiosa]]'' (1966)
*''[[Viaggio allucinante]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967)
*''[[La gnomo mobile]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Corri uomo corri]]'' (1968)
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Preparati la bara!]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Borsalino (film)|Borsalino]]'' (1970)
*''[[Gli avvoltoi hanno fame]]'' (1970)
*''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[Lo chiamavano Trinità]]'' (1970)
*''[[Omicidio al neon per l'ispettore Tibbs]]'' (1970)
*''[[Socrate (film)|Socrate]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Agente 007 - Una cascata di diamanti]]'' (1971)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[L'organizzazione sfida l'ispettore Tibbs]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[...Più forte ragazzi!]]'' (1972)
*''[[2002: la seconda odissea]]'' (1972)
*''[[Agente 007 - Vivi e lascia morire]]'' (1973)
*''[[Anche gli angeli mangiano fagioli]]'' (1973)
*''[[Il lungo addio]]'' (1973)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[Moonraker - Operazione spazio]]'' (1973)
*''[[Robin Hood (film 1973) |Robin Hood]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[...altrimenti ci arrabbiamo!]]'' (1974)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974) |Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974)
*''[[Histoire d'O (film) |Histoire d'O]]'' (1975)
*''[[Il bianco, il giallo, il nero]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[King Kong (film 1976) |King Kong]]'' (1976)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Roma a mano armata]]'' (1976)
*''[[Il cinico, l'infame, il violento]]'' (1977)
*''[[La spia che mi amava (film) |La spia che mi amava]]'' (1977)
*''[[Mosca non crede alle lacrime]]'' (1977)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Pari e dispari (film)|Pari e dispari]]'' (1978)
*''[[Piedone l'africano]]'' (1978)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[Io sto con gli ippopotami]]'' (1979)
*''[[...e giustizia per tutti]]'' (1979)
*''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979)
*''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979)
*''[[Brubaker]]'' (1980)
*''[[L'uomo puma]]'' (1980)
*''[[Poliziotto superpiù]]'' (1980)
*''[[Atmosfera zero]]'' (1981)
*''[[Ciao nemico]]'' (1981)
*''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981)
*''[[Amici miei - Atto IIº]]'' (1982)
*''[[Gandhi (film)|Gandhi]]'' (1982)
*''[[Rambo]]'' (1982)
*''[[Tootsie]]'' (1982)
*''[[Victor Victoria]]'' (1982)
*''[[Mai dire mai (film) |L'uomo che sapeva troppo]]'' (1983)
*''[[Nati con la camicia]]'' (1983)
*''[[Octopussy - Operazione piovra]]'' (1983)
*''[[Blood Simple - Sangue facile]]'' (1984)
*''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985)
*''[[Rambo II - La vendetta]]'' (1985)
*''[[Ritorno al futuro]]'' (1985)
*''[[Rocky IV]]'' (1985)
*''[[Il nome della rosa (film)|Il nome della rosa]]'' (1986)
*''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986)
*''[[Getta la mamma dal treno]]'' (1987)
*''[[Hero (film 1987) |Hero]]'' (1987)
*''[[La protesta del silenzio]]'' (1987)
*''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'' (1987)
*''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]'' (1988)
*''[[I gemelli]]'' (1988)
*''[[Il presidio - Scena di un crimine]]'' (1988)
*''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989)
*''[[L'uomo dei sogni]]'' (1989)
*''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989)
*''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989)
*''[[Tango & Cash]]'' (1989)
*''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990)
*''[[RoboCop 2]]'' (1990)
*''[[Italia '90 - Notti magiche]]'' (1991)
*''[[Mato Grosso (film) |Mato Grosso]]'' (1992)
*''[[Tombstone (film) |Tombstone]]'' (1993)
*''[[Rocky V]]'' (1990)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[L'ultimo boy scout]]'' (1991)
*''[[Scuola di eroi]]'' (1991)
*''[[Robin Hood - Un uomo in calzamaglia]]'' (1993)
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===Film d'animazione===
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*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La spada nella roccia]]'' (1963)
*''[[Il libro della giungla (film 1967) |Il libro della giungla]]'' (1967)
*''[[La sirenetta (film) |La sirenetta]]'' (1990)
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===Serie televisive===
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*''[[Attenti a quei due]]'' (1971-1972)
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (miniserie televisiva)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985)
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==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Locchi, Pino}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Sceriffo
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{{voce tematica}}
[[File:NY - Suffolk County Office Of The Sheriff Badge.png|thumb|La ''stella'' dello sceriffo della Contea di Suffolk, New York]]
Citazioni sullo '''sceriffo'''.
*C'è lo sceriffo: egli è un uomo onesto, e come tale non può aiutare disoccupati e madri povere. Sulle sue spalle posa la croce umana, l'imperativo di far sì che il disordine protratto e tenuto immobile appaia come ordine. ([[Giorgio Manganelli]])
*– Dicono che sei un vigliacco, come tutti gli sceriffi.<br>– Queste sono le apparenze, perché cerchiamo di evitare grane: ne abbiamo abbastanza senza essere noi a cominciare. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]'')
*– Dite un po': perché un uomo si mette a fare lo sceriffo?<br>– Per pigrizia. Vedete, uno si stufa di lavorare per padroni diversi e decide di farlo per la legge. (''[[Un dollaro d'onore]]'')
*Nella costituzione dello stato del Texas non sono indicati i requisiti per fare lo sceriffo. Neanche uno. E non esiste una legislazione della contea. Immaginatevi un mestiere dove uno ha pressappoco la stessa autorità di Dio e non deve possedere requisiti particolari e ha il compito di far rispettare leggi inesistenti, e ditemi se non vi sembra strano. Perché secondo me lo è. Funziona? Sì. Il novanta percento delle volte. Ci vuole molto poco per governare la gente perbene. Molto poco. E la gente cattiva non si può governare affatto. O perlomeno a me risulta che ci sia mai riuscito nessuno. ([[Cormac McCarthy]])
*Uno sceriffo non deve fare risse: il suo compito è quello di evitare che inizino. (''[[La signora del West]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Polizia]]
[[Categoria:Professioni]]
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David Quammen
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Mariomassone
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/* Citazioni di David Quammen */
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[[File:David Quammen.jpg|thumb|Quammen nel 2003]]
'''David Quammen''' (1948 — vivente), scrittore e divulgatore scientifico statunitense.
==Citazioni di David Quammen==
{{Int|Da ''[https://www.rivistastudio.com/david-quammen-lo-scrittore-scienziato/ David Quammen, lo scrittore scienziato]''|Intervista di Chiara Bardelli Nonino, ''Rivistastudio.com'', 21 ottobre 2014.}}
*{{NDR|Su [[William Faulkner]]}} Non importa che i suoi romanzi parlino essenzialmente di dinamiche familiari piuttosto contorte ambientate immancabilmente nel Sud degli Stati Uniti: importa come sono strutturati. Il modo in cui costruisco i miei libri, in cui intreccio voci e storie, l’ho imparato da lui.
*Nelle malattie infettive emergenti c’è un innegabile fascino macabro. L’insorgenza di un nuovo virus è un po’ come la scena di un delitto, e spesso gli scienziati si comportano come detective che devono ricostruire passo dopo passo cosa è successo.
*Mi piacciono le storie che a prima vista sembrano oscure, strane, marginali ma che, una volta approfondite, ti portano a toccare argomenti molto più ampi e importanti, che una volta esplorati e spiegati diventano interessanti anche per il grande pubblico.
*Lo dico sempre: le persone vogliono leggere storie che parlano di altre persone. Sembra ovvio, ma scrivendo di scienza non lo è poi tanto: per rendere vive idee e scoperte scientifiche è importantissimo raccontare le persone che ci stanno dietro. È essenziale per coinvolgere il lettore. Se scrivi un libro sui virus mortali, i virus purtroppo non lo leggeranno. Scrivo per lettori umani, che vogliono protagonisti umani, sfide che li riguardano, insomma: storie.
*Con il mio lavoro vorrei cambiare il modo in cui le persone pensano e si rapportano al mondo – in particolare al cosiddetto “mondo naturale”. Per farlo, è necessario trasformare informazioni scientifiche importantissime in storie, senza creare allarmismi né comprometterne l’accuratezza scientifica. Se esageri o se sei approssimativo, i lettori sono incoraggiati a sospettare che giornalisti e scrittori scientifici non siano affidabili, e a comportarsi di conseguenza: le storie influenzano la gente.
*Il messaggio di [[Charles Darwin|Darwin]] va riaffermato costantemente: gli esseri umani sono connessi con tutti gli altri esseri viventi e non sono né superiori né separati dal mondo naturale. Sembra ovvio, ma è necessario far sì che le persone si preoccupino davvero – e con cognizione di causa – del mondo di cui fanno parte. È l’unico modo di impedire che lo distruggano.
*Ci abbiamo messo centinaia di migliaia di anni per arrivare a 7 miliardi di individui, ma l’aumento è stato non solo esponenziale: continua ad accelerare. Non c’è mai stato, per creature di una certa dimensione, un precedente simile su questo pianeta: non ci sono mai stati 7 miliardi di dinosauri, o di gorilla, o di caribù, non c’è mai stata una densità di popolazione paragonabile a quella dell’Homo sapiens.
{{Int|Da ''[https://ilmanifesto.it/david-quammen-questo-virus-e-piu-pericoloso-di-ebola-e-sars/ David Quammen: «Questo virus è più pericoloso di Ebola e Sars»]''|Intervista di Stella Levantesi, ''Ilmanifesto.it'', 24 marzo 2020.}}
*Quando noi umani interferiamo con i diversi ecosistemi, quando abbattiamo gli alberi e deforestiamo, scaviamo pozzi e miniere, catturiamo animali, li uccidiamo o li catturiamo vivi per venderli in un mercato, disturbiamo questi ecosistemi e scateniamo nuovi virus.
*Il 60% delle malattie infettive umane sono zoonosi, cioè il virus è stato trasmesso da un animale in tempi relativamente recenti. L'altro 40% delle malattie infettive proviene da altro, da virus o altri agenti patogeni che si sono lentamente evoluti nel tempo insieme all'uomo.<br>Quindi possiamo sradicare le non zoonosi, il cui virus si è adattato solo a noi e non vive in altri animali. Il caso più famoso è il vaiolo, che abbiamo sradicato e ora esiste solo nei laboratori e non circola nella popolazione umana. Siamo riusciti a farlo perché non vive anche negli animali.<br>Se il vaiolo vivesse in un [[pipistrello]] o in una specie di scimmia, allora non potremmo liberarcene nella popolazione umana se non ce ne liberassimo anche in quell'animale, dovremmo uccidere tutti quei pipistrelli o curare anche loro dal vaiolo. [...] La soluzione è lasciare i pipistrelli in pace, perché i nostri ecosistemi hanno bisogno dei pipistrelli.
*I pipistrelli rappresentano un quarto di tutte le specie di mammiferi sul pianeta, il 25%. È naturale, quindi, che sembrino sovra rappresentati come fonti di virus per l'uomo.
*{{NDR|Sull'[[epidemia di SARS del 2002-2004]]}} Siamo stati fortunati con la Sars perché era un virus molto pericoloso: si diffondeva facilmente da un essere umano all'altro e aveva un alto tasso di mortalità, quasi il 10%, eppure, sarebbe stato peggio se le persone fossero state contagiose ancor prima di manifestare i sintomi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/tuttogreen/2020/04/03/news/david-quammen-lo-spillover-era-prevedibile-da-tempo-ma-non-e-stato-fatto-nulla-per-evitarlo-1.38669731 David Quammen: "Lo 'spillover' del virus dagli animali a noi? Sapevamo, ma non abbiamo fatto nulla per evitarlo"]''|Intervista di Davide Traglia, ''La Stampa'', 3 aprile 2020.}}
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19]]}} Gli scienziati lo avevano previsto da tempo. Io stesso, ormai 8 anni fa, ho spiegato nel mio libro come questo scenario fosse alle porte. Non perché sono un veggente, ma perché ho ascoltato gli esperti giusti, quelli che dicevano che presto si sarebbe diffuso un virus capace di adattarsi ed evolversi velocemente, venuto fuori da animali selvatici, in una situazione in cui vi è uno stretto contatto tra le persone e gli animali, esattamente come accade nei mercati di animali vivi. Fa rabbia vedere come, nonostante la sanità pubblica e la politica sapessero, non abbiano fatto niente per sventare il pericolo o per prepararci ad affrontarlo
*Dobbiamo smettere di interferire con gli animali selvatici, messi in vendita come quelli domestici, e poi bisogna regolare fortemente – se non chiudere proprio – mercati come quelli di Wuhan.
*Attualmente – senza un vaccino né medicinali – restare a casa è l’unica cosa che possiamo fare. Non solo per salvaguardare noi stessi e la nostra famiglia ma anche per aiutare i medici, che stanno facendo un lavoro straordinario, e sindaci come Gori, che si trova una situazione molto difficile da controllare.
*Fino a oggi il nostro Presidente — che considero un grande individualista — ha preferito proteggere il proprio potere più che gli americani, ingannando tutti con la bugia del "è solo un’influenza". Ora che ne ha compreso la gravità afferma di averlo saputo da sempre, ma continua a non ascoltare fino in fondo gli esperti come il dottor [[Anthony Fauci]]. E, nonostante ciò molti lo sostengono, pensano che stia affrontando bene la crisi. La verità è che abbiamo tante probabilità di sentire la verità da Trump quante di ricevere saggezza da un pollo che balla su una tavola Ouija.
*La mia ipotesi, sulla base di ciò che sento dagli esperti, è che questo virus probabilmente non verrà mai completamente cancellato dalla popolazione umana globale. Sarà soprattutto il vaccino, quando lo avremo, a limitare i danni in futuro.
{{Int|Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/04/04/la-pandemia-era-prevedibile-ora-pensiamo-alla-prossima/5759741/ Intervista a Quammen: “La pandemia era prevedibile. Ora pensiamo alla prossima”]''|Intervista di Maddalena Oliva, ''Ilfattoquotidiano.it'', 4 aprile 2020.}}
*Ho solo riportato le parole di scienziati che da anni studiano questi fenomeni. Mi dicevano che la prossima pandemia sarebbe stata causata da un virus trasmesso da un animale, probabile un pipistrello; che sarebbe stato un coronavirus perché questi si evolvono e adattano rapidamente; e che il salto di specie – lo spillover – sarebbe avvenuto in una ambiente in cui esseri umani e animali selvatici sono prossimi. Dove? Verosimilmente, in un wet market cinese. Tutto prevedibile.
*Come cittadini siamo poco informati e tendenzialmente apatici, mentre i nostri leader sono cinici e avari, concentrati solo su loro stessi. Questa pandemia è il risultato delle cose che facciamo, delle scelte che prendiamo. Ne siamo responsabili tutti.
*Il Nord Italia è ricco di risorse mediche, strutture e personale. Non è l'Africa. Mi ha sorpreso... Temo sia stata sfortuna.
*Ogni volta che distruggiamo una foresta estirpandone gli abitanti, i germi del posto svolazzano in giro come polvere che si alza dalle macerie. Più distruggiamo gli ecosistemi, più smuoviamo i virus dai loro ospiti naturali, offrendoci a nostra volta come ospiti alternativi. Il virus così vince la lotteria! Ha una popolazione di quasi 8 miliardi di individui attraverso cui diffondersi.
*Dimentica le teorie cospirazioniste! Io le chiamo lo "zucchero del web". Alcuni più ne leggono più ne vorrebbero leggere. È come una droga. Noi dobbiamo resistere all'ossessione di sapere l'ultimo dato, l'ultima notizia. È giusto prestare attenzione al virus, ma abbiamo bisogno anche di altre storie.
*Ci attendono molti spillover di virus pericolosi che si trasformeranno, se non migliorerà la nostra preparazione nell'affrontarli, in pandemie. Anche peggiori di questa.
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronache/david-quammen-parla-scrittore-spillover-gi-nel-2012-aveva-1857700.html "Questo non sarà l'ultimo virus"]''|Intervista di Roberta Damiata, ''Ilgiornale.it'', 24 aprile 2020.}}
*È assolutamente necessario che la Cina chiuda o vincoli in modo efficace e permanente, e non solo temporaneamente ed anche sul mercato nero, la cattura e la vendita di animali selvatici. E' troppo pericoloso per tutti. Dobbiamo però tenere a mente che tutti noi facciamo alcune cose, come consumatori, che aumentano il rischio di fuoriuscita di virus da animali selvatici in varie parti del mondo. Le nostre richieste come consumatori, ad esempio di telefoni cellulari, sono più sottilmente ma inevitabilmente pericolose per la fuoriuscita di virus tanto quanto i mercati umidi che vendono pipistrelli. Anche noi quindi siamo responsabili con la richiesta sempre più pressante di risorse naturali
*[[Luc Montagnier]] dovrebbe vergognarsi per la sua dichiarazione frettolosa e imprecisa. Per quanto riguarda [[Donald Trump]] non è capace di vergogna o di capire qualcosa di così complicato come un virus
*Ci sono milioni di altri tipi di virus che risiedono negli animali, e specifico selvatici, che sono in grado di infettare gli esseri umani. Siamo solo all'inizio della comprensione di questo fenomeno e suoi modi in cui lo stiamo causando, non alla fine.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cultura/20_maggio_14/quamman-giordano-colloquio-spillover-woese-adelphi-39b02722-960e-11ea-b0dc-2b898cb19b15.shtml Quammen: «Scriverò sul covid. Prossima minaccia? L'abuso di antibiotici»]''|Intervista di Paolo Giordano, ''Corriere.it'', 20 maggio 2020.}}
*I più importanti biologi evoluzionisti che conosco, tra cui Edward Holmes in Australia, Kristian Andersen in California e Andrew Rambaut in Scozia, hanno pubblicato a gennaio, insieme ad altri, un articolo su "Nature Medicine" dicendo che, da quello che vedevano, il virus ''non'' è ingegnerizzato. Perciò, da una parte abbiamo un articolo pubblicato su "Nature", dall'altra nessuno studio accreditato. Io non sono un biologo, non so analizzare un genoma, ma so guardare le fonti e distinguere tra ciò che è supportato da dati e autorevolezza e ciò che è solo un pettegolezzo eccitante. I pettegolezzi eccitanti piacciono alle persone, così come piace lo zucchero, ma sono malsani allo stesso modo. La seconda accusa è che il virus sia sfuggito al laboratorio mentre venivano condotti degli studi scellerati sui pipistrelli. Innanzitutto quegli studi scellerati sono stati cruciali per capire da dove provengono i coronavirus e hanno contribuito allo sviluppo del Remdesivir. È teoricamente possibile che un virus sfugga a un laboratorio? Sì. Esiste qualsiasi evidenza che sia successo? No.
*{{NDR|Su [[Luc Montagnier]]}} A volte uno scienziato che ha avuto molto successo può finire per dire delle sciocchezze. Non chiamerei Montagnier un grande scienziato, ci sono altri che avrebbero meritato il Nobel più di lui, ma di certo è eminente e questo rende la sua voce sonora.
*Le specie assomigliano più alle nuvole che ai rami di un albero. Se da lontano guardi due nuvole, puoi vederle ben separate. Ma se ci passi attraverso in aereo, non saprai dire dove finisce una e inizia l'altra.
*È tempo di capire che dobbiamo smettere di utilizzare gli antibiotici in modo indiscriminato, come negli allevamenti, per far prendere peso ai polli e ai bovini. La multiresistenza batterica uccide migliaia di persone ogni anno, ma potrebbero morirne ''centinaia di migliaia'' per infezioni che venivano curate efficacemente nel 1940. Sarebbe un passo indietro drammatico. Purtroppo, in molti non hanno chiara neppure la differenza tra un virus e un batterio.
{{Int|Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/lunica-minaccia-peggiore-dei-virus-politica-cieca-1869727.html "L'unica minaccia peggiore dei virus è la politica cieca"]''|Intervista di Eleonora Barbieri, ''Ilgiornale.it'', 12 giugno 2020.}}
*[[Carl Woese]] era uno scienziato mosso dalla più intensa curiosità sulle domande più profonde riguardanti la vita sulla Terra. Utilizzò la biologia molecolare per rispondere a quelle domande; vide però altri settori della biologia molecolare diventare strumento dell'ingegneria genetica, e per lui questo era avventurismo tecnologico. Lo detestava. Era un brontolone brillante, un estremista.
*Da dove vengono i mitocondri? Discendono tutti da un singolo batterio, che venne inghiottito da un'altra cellula, probabilmente un archeo, forse due miliardi di anni fa. Quel batterio inghiottito, anziché essere digerito dalla cellula ospite, è sopravvissuto e si è replicato e, alla fine, si è evoluto in un partner essenziale della cellula ospite.
*Gli scienziati sapevano che una pandemia stava arrivando. I funzionari della sanità lo sapevano. Hanno avvertito i leader politici, ma in alcuni Paesi, come il mio, quegli avvertimenti sono stati ignorati e minimizzati. Perché? Perché i politici, in troppi casi, come negli Usa, non si preoccupano di ciò che potrebbe accadere fra tre anni ma, magari, capiterà fra dieci. Si preoccupano solo di quello che succederà fra oggi e la loro prossima elezione
*Qualsiasi politico che continuerà ad opporsi alla prevenzione contro le pandemie, dopo quanto è successo, non dovrebbe più essere un leader. Dovrebbe essere bocciato dagli elettori. Dovrebbe tornare a fare l'immobiliarista, o l'attore, o i gelati artigianali.
*Il fatto che il genoma del Sars-CoV-2, e che altri genomi molto simili di altri Coronavirus, esistano fra i pipistrelli cinesi in natura, mostra che non si tratta di un virus costruito in laboratorio. È stato costruito in natura. È sfuggito durante un incidente in laboratorio? Questa è una accusa senza prove, poiché non ci sono prove che questo particolare virus sia mai stato presente in un laboratorio cinese.
*Dobbiamo liberarci dei leader politici idioti e bugiardi, che si preoccupano solo della loro popolarità.
{{Int|Da ''[https://www.huffingtonpost.it/entry/il-big-one-e-arrivato-ma-possiamo-sconfiggerlo_it_5e661c2dc5b605572807ef4a "Il Big One è arrivato, ma possiamo sconfiggerlo"]''|Intervista di Stefano Baldolini, ''Huffingtonpost.it'', 3 ottobre 2020.}}
*Preoccuparsi non serve a niente. Mi atterrò alle precauzioni necessarie e cercherò di convincere gli altri a fare altrettanto. Mi preoccupa molto di più il cambiamento climatico, dato che non sembriamo intenzionati a controllarlo e ridurlo.
*Il nuovo virus, come tutti sappiamo, è del tipo coronavirus. Appartiene a una famiglia di virus capaci di adattarsi ed evolvere molto in fretta. (Da cosa è data questa rapidità? Dal fatto che hanno genomi RNA a filamento singolo che mutano spesso, cambiano, quando il virus si moltiplica. Questa frequente mutazione comporta una variazione all’interno della popolazione virale, che fa da base per l’evoluzione darwiniana). È più simile alla SARS (anch’essa un coronavirus) che alle varie influenze stagionali, appartenenti alla famiglia degli Ortomixovirus. Ma anche in questo caso, si tratta di un gruppo in cui sono presenti genomi di RNA a filamento singolo. È il tratto che accomuna virus influenzali, SARS e nuovo virus: genomi che cambiano di continuo e si adattano rapidamente. Ecco perché rappresentano un problema.
*Stando alle ricerche molecolari condotte dagli scienziati fino ad ora, il nuovo virus è collegato alla SARS (sono entrambi coronavirus), ma non deriva dalla Sars. Tutti i coronavirus, per le ragioni già citate, hanno la capacità di adattarsi velocemente alle nuove circostanze – ad esempio, adattarsi a una nuova tipologia di portatori, come gli esseri umani. La SARS ha ucciso circa il 10% della popolazione colpita da infezione. Il nuovo coronavirus si sta rivelando letale nel 3,4 percento dei casi confermati, ma si tratta di un numero inaffidabile per diversi motivi. Il tasso di mortalità potrebbe essere anche inferiore al 3,4%, perché il numero dei casi effettivi potrebbe essere molto più alto di quanto sappiamo. Il pericolo maggiore di questo virus è che sembra trasmettersi da un soggetto infetto ad un altro prima che la persona infetta inizi a mostrarne i sintomi, come abbiamo detto.
*Di certo non è una semplice coincidenza il fatto che la Cina, che a quanto pare è riuscita a controllare la diffusione del virus, sia un paese che esercita un controllo governativo molto forte e deciso su svariati aspetti della vita dei cittadini. Sulle prime, la reticenza delle autorità ha contribuito alla diffusione del virus nella città di Wuhan; dopodiché il potere del controllo governativo è stato impiegato per rimediare al pessimo inizio. La situazione della Cina non deve portarci a credere che i governi meno invasivi, più aperti e democratici, saranno incapaci di controllare il virus. Gli altri governi dovrebbero poter contare su altri vantaggi, tra cui una cittadinanza bene informata e autorità pubbliche che operano in modo trasparente basandosi su informazioni scientifiche certe. Sarebbe la condizione ideale, una buona notizia. La cattiva notizia è rappresentata da quello che abbiamo visto nel mio paese, da un presidente narcisista e dai suoi più stretti collaboratori: bugie, confusione, seguiti da rettifiche, azioni tardive e dichiarazioni contraddittorie. Spero che il vostro paese si stia comportando meglio.
*Trump ha sempre mostrato una grande sicurezza, gli è stata inculcata sin dall’infanzia fino ai limiti del delirio. Ma non è pronto. È impreparato.
*Quella che gli altri vedono come una vendetta della natura, io la descriverei in questo modo: gli ecosistemi complessi ospitano animali, piante, funghi, batteri e altri organismi cellulari; e tutti questi organismi cellulari ospitano dei virus. Se decidiamo di comprometterli lo facciamo a nostro rischio e pericolo.
{{Int|Da ''[https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_ottobre_06/virus-previsto-ma-troppi-non-ascoltano-07f69c90-07a9-11eb-a1db-10b0d3200beb.shtml «Virus previsto ma troppi non ascoltano»]''|Intervista di Fabio Paravisi, ''Bergamo.corriere.it'', 6 ottobre 2020.}}
*Avevo parlato con scienziati di cui mi fido e che avevano studiato le malattie che vengono dagli animali. Mi avevano detto: ci sarà un’epidemia, potrebbe essere un coronavirus o un’influenza, potrebbe venire da un pipistrello in un wet market cinese. Sono cose di cui la comunità scientifica era già a conoscenza.
*Qualcuno dice che il virus potrebbe diventare innocuo, ma la storia evolutiva ci dice che potrebbe essere il contrario. Sarà a lungo parte della nostra vita. Le cose potranno migliorare con la scoperta del vaccino ma sarà come il morbillo: abbiamo il vaccino ma uccide ancora migliaia di persone l’anno.
*{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Di lui ho un’opinione veramente molto scarsa, ha fatto molte stupidaggini fin dall’inizio negando il virus o non prendendo precauzioni. È giusto che venga punito, ma solo con la sconfitta alle elezioni. Gli auguro di guarire.
*{{NDR|Sull'epidemia di COVID-19 in Bergamo}} So soltanto che si dice abbia contribuito una partita della vostra squadra di calcio, che c’è stata una sottovalutazione iniziale e una certa riluttanza a chiudere le aziende. Purtroppo non posso spostarmi ma mi piacerebbe investigare meglio su ciò che è successo, in Cina come a Bergamo.
{{Int|Da ''[https://www.ecodibergamo.it/stories/eppen/cultura/scienza/david-quammen-perche-bergamo-resta-un-mistero-del-covid-comprendiamo-ancora_1372909_11/ "Perché Bergamo? Resta un mistero. Del Covid comprendiamo ancora poco"]''|Intervista di Carlo Dignola, ''Ecodibergamo.it'', 6 ottobre 2020.}}
*L'Italia ha un buon Sistema sanitario, il vostro governo si è comportato certamente meglio del nostro di fronte all’emergenza.
*Probabilmente il virus è arrivato dalla Cina attraverso qualche aeroporto lombardo e ha circolato diverse settimane prima che fosse lanciato l'allarme. Potrebbe esserci stato qualche 'super-untore' – è un'ipotesi che sto studiando a livello mondiale – in grado di contagiare molto più del normale. Davvero, però, ancora non sappiamo esattamente cosa sia successo, neppure gli scienziati lo hanno capito.
*Quando cent'anni fa si scatenò la [[Influenza spagnola|Spagnola]], che uccise 20 milioni di persone, sulla Terra eravamo 2 miliardi, oggi siamo 8. Abbiamo dunque probabilmente quadruplicato anche i rischi, distruggendo oltretutto interi ecosistemi alla ricerca di nuove risorse, carburanti, minerali, cibo.
*Ero preoccupato per la Repubblica democratica del Congo, conosco gente straordinaria in quel Paese, ottimi scienziati, ma il loro sistema sanitario è limitato: e invece mi sono sbagliato, è andata molto peggio in Italia e negli Stati Uniti. Questo è il "secondo mistero" del Sars Cov-2: perché l'Africa centrale, che ha anch'essa molti contatti con la Cina, non è stata colpita duramente? Perché lì la pandemia non è esplosa? Può darsi che ci siano anche dei fattori genetici che non conosciamo. Che la storia evolutiva dei popoli africani li abbia resi meno vulnerabili.
*Negli Stati Uniti credo che ci sia così tanto "business" e movimenti avanti e indietro per il mondo che il virus ha trovato terreno facile. Assieme a una pessima leadership: non si tratta solo di Donald Trump, non abbiamo un piano, una risposta organizzata. In America domina un individualismo brutale, l'ethos del cowboy: "Nessuno mi può dire ciò che devo fare". Le preoccupazioni della comunità non possono restringere i diritti individuali. Questo certamente ha contribuito al disastro. In Giappone esiste un’etica che spinge l'individuo a sottomettersi agli interessi generali: e quel Paese ha controllato molto bene il virus.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/sette/attualita/20_dicembre_28/david-quammen-spillover-paolo-giordano-29110930-450a-11eb-978b-46140dbd780d.shtml «Ecco le tre minacce più gravi a cui è sottoposto il pianeta»]''|Intervista di Paolo Giordano, ''Corriere.it'', 28 dicembre 2020.}}
*Il genoma del [[SARS-CoV-2|SarsCov-2]] è compatibile al 96% con altri riscontrati nei pipistrelli. Ma una differenza del 4% può significare quaranta o cinquant'anni di separazione evolutiva.
*La storia della pandemia prima della pandemia è destinata a rimanere in larga parte un mistero, avvolta in un alone mitico. Forse non interessa nemmeno a così tanti conoscerla. Ormai il virus è nostro, ed è ciò che conta. Anzi, ciò che conta è estirparlo il prima possibile.
*Se ci sono stati dei profeti, sono stati gli scienziati con cui ho parlato. Sono stati loro a spiegarmi che i pipistrelli ospitano molti coronavirus potenzialmente pericolosi per l’uomo, che quei pipistrelli sono importanti per gli ecosistemi e andrebbero lasciati in pace. Io ho solo ascoltato.
*Adesso in Europa vengono uccisi {{NDR|i visoni}} perché le caratteristiche del loro apparato respiratorio li rendono suscettibili al coronavirus, e infatti alcuni l’hanno contratto. Ma stiamo semplicemente uccidendo con qualche mese di anticipo degli animali che avremmo ucciso comunque, per prenderne la pelliccia. [...] Il problema è che quei visoni non dovrebbero trovarsi in cattività, punto.
{{Int|Da ''[https://www.kodami.it/video/david-quammen-noi-umani-animali-tra-tanti-altri-con-la-pandemia-e-tempo-di-esserne-coscienti/ David Quammen: «Noi umani, animali tra tanti altri: con la pandemia è tempo di esserne coscienti»]''|Intervista di Diana Letizia, ''Kodami.it'', 20 gennaio 2021.}}
*Queste malattie diffuse dagli animali ci colpiscono duramente, come nel caso della covid-19 che fa parte proprio della stretta interconnessione tra animali umani e non. Abbiamo dunque bisogno che gli animali vivano in salute: tutti, selvatici compresi soprattutto.
*San Francesco, secoli fa, ci ha insegnato il rispetto per gli animali, chiamandoli e considerandoli “fratelli e sorelle”. Ora abbiamo un altro [[Papa Francesco|Francesco]], il Papa, che continua a ricordarcelo e così tanti altri sostengono il messaggio che vivere in armonia con la natura è fondamentale. La nostra specie è una “epidemia” in senso ecologico: siamo 8 miliardi di esseri umani sul Pianeta e da un certo punto di vista possiamo guardare alla nostra specie come se fossimo un insetto nocivo che mangia tutte le foglie degli alberi in una foresta. Questo è ciò che gli scienziati chiamano epidemia, appunto, quando scoprono un focolaio di casi contagiosi.
*Siamo solo una specie tra tante e non siamo superiori a nessuno. Siamo dei primati, dei mammiferi come tanti altri esseri viventi. Condividiamo con gli animali tantissimi aspetti della nostra esistenza. Siamo simili alle scimmie, certo, ma anche ai pipistrelli.
*{{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 negli Stati Uniti d'America]]}} C’è molta frustrazione soprattutto adesso perché mentre voi siete stati colpiti duramente già a marzo e a aprile, qui il peggio è arrivato a novembre e sebbene stiamo tenendo la situazione sotto controllo, le persone non ne possono più. C’è il problema dei bambini che non possono andare a scuola e gli adulti che non riescono a lavorare tanto poi da non avere di cosa sfamare i figli. Io sono relativamente fortunato, faccio lo scrittore, sono abituato al lavoro da casa, a parte quando viaggio. Ovviamente tutti dobbiamo sopportare e adattarci, anche solo nel vedere i nostri amici e parenti e meno male che c'è il Web con le videochiamate siamo tutti un po' più vicini. Supereremo anche questa, ne sono certo: adesso c'è il vaccino.
*Ognuno di noi deve pensare al benessere non solo di se stesso o del proprio nucleo familiare ma comprendere che vaccinarsi è per il bene comune.
*È importante ricordare che il virus [[SARS-CoV-2]] non è semplicemente “qualcosa che è capitato”: è parte di un percorso. È frutto di un sentiero che riflette il cammino che noi umani abbiamo fatto andando a distruggere la natura, entrando in contatto con animali selvatici che trasportano il virus e dando a quest’ultimo l'opportunità di entrare dentro di noi. Ciò non finirà con il vaccino perché non si concluderà semplicemente con la fine di questa epidemia, almeno fin quando non la smetteremo: stiamo ancora andando a rompere equilibri nelle foreste, a rovinare ricchi ecosistemi e ad abbattere gli alberi. E allora certo che ci saranno ancora altri spillover. Salti di specie che porteranno a nuove epidemie, magari dozzine di focolai in un remoto villaggio dell’Africa o in una piccola città italiana, degli Stati Uniti o di nuovo in Cina. Non è la fine, ci sarà la “next big one”. Ma se siamo preparati, meglio di questa volta ovviamente, nei prossimi 5 o 6 anni potremmo prevenirla.
{{Int|Da ''[https://www.micromega.net/pandemie-quammen-pievani-spillover/ Le pandemie non vengono dal nulla. Conversazione con David Quammen]''|Intervista di Telmo Pievani, ''Micromega.net'', 24 marzo 2021.}}
*I coronavirus sono capaci di ricombinarsi. Che cosa significa? Se ci sono due diversi ceppi di coronavirus che infettano un individuo, che sia animale o umano, mentre questi coronavirus si replicano, fanno cioè copie di sé stessi, i due ceppi possono intrecciarsi e una porzione di un coronavirus può congiungersi a un altro coronavirus. [...] Il risultato sarà un terzo coronavirus geneticamente diverso dagli altri due.
*{{NDR|Sui [[Pangolino|pangolini]]}} In realtà non sono formichieri e non sono imparentati con i veri formichieri, ma ci sono state delle convergenze evolutive e oggi hanno abitudini simili a loro. Hanno una lingua lunga e appiccicosa con cui mangiano formiche e termiti. I loro corpi sono coperti da scaglie, simili a quelle di un armadillo, ma non sono armadilli. Sono pangolini. Ne esistono quattro specie in Africa e quattro in Asia, tutte gravemente minacciate dagli esseri umani, che li catturano, li trasportano e li uccidono per mangiarli e perché, secondo la medicina tradizionale cinese, le loro squame avrebbero proprietà medicinali.
*I pangolini potrebbero essere parte della storia, oppure no. In ogni caso, ora la gente li guarda con occhi diversi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/torino/appuntamenti/2021/10/16/news/quammen-il-profeta-del-covid-avrei-preferito-non-esserlo-il-rischio-ora-e-l-arrivo-di-nuove-pandemie-da-altri-virus-1.40816526/ Quammen, il profeta del covid: “Vi spiego perché dobbiamo aspettarci nuove pandemie”]''|Intervista di Francesca Rosso, ''La Stampa'', 16 ottobre 2021.}}
*Sars-CoV-2 non scomparirà mai. La pandemia sarà controllata con una vaccinazione più completa della popolazione ma continueranno ad apparire focolai sporadici e singoli casi. Il morbillo non è scomparso e nemmeno questo virus. Tra quarant’anni i bambini saranno vaccinati contro questo e altri coronavirus. Ma nel frattempo dovremmo aspettarci nuovi virus, nuove pandemie o almeno il rischio di una pandemia se non vengono rilevati e controllati in anticipo. La prossima volta l’impatto potrebbe essere molto peggiore rispetto al Covid-19.
*È la mancanza di vaccinazione in così tante persone che dà al virus l’opportunità di circolare e mutare di più e generare nuove varianti. Gli scienziati sospettano che le varianti che ci preoccupano ora siano sorte in singole persone che hanno avuto un'infezione prolungata con Sars-CoV-2, probabilmente perché sono state immunodepresse dalla terapia del cancro o da qualche altra causa. Se un virus indugia a lungo in una persona, replicandosi e mutando, ha più probabilità di generare una variante ben adattata. Quando esce da quella persona e si trasmette potrebbe essere molto più pericoloso del virus originale.
*Dovremmo pensare a che impatto abbiamo sul pianeta e come aiutiamo, o meno, le nostre nazioni e comunità a prepararsi per prevenire o controllare nuovi pericolosi focolai di virus. Le scelte che incidono sul pianeta sono principalmente le seguenti: quanti figli abbiamo; quanto viaggiamo in aereo; quanta carne consumiamo; quante risorse di qualsiasi tipo - dal cibo all’energia e ai vestiti - sprechiamo.
{{Int|Da ''[https://espresso.repubblica.it/attualita/2021/12/15/news/david_quammen_covid_vaccini-330256103/ David Quammen: «Forse servirà un vaccino l’anno contro il Covid-19. Ma il vero problema è produrne per tutti»]''|Intervista di Samuele Damilano, ''Espresso.repubblica.it'', 15 dicembre 2021.}}
*Ci sono due ipotesi {{NDR|sull'origine di [[SARS-CoV-2 lignaggio B.1.1.529]]}}. La prima si basa sull’alta capacità di mutazione del virus in una persona immunodepressa, la stessa situazione che gli ha permesso di svilupparsi nella variante Alpha in Inghilterra, nella Delta in India e nella Beta sempre in Sudafrica. Se, come accade normalmente, il tempo di permanenza in un individuo è ridotto, al momento del contagio non si presentano ulteriori complicazioni; al contrario, di fronte a difese immunitarie basse il virus ha più tempo per replicarsi, ha più probabilità di evolversi. E dunque diventare più trasmissibile e pericoloso. [...] Un’altra possibilità è che il virus abbia subito una mutazione in un animale selvaggio, per esempio il visone, come già accaduto in passato.
*Il 24 novembre, giorno in cui è stata scoperta la variante Omicron, in Africa era vaccinato completamente il 7 per cento della popolazione. Si tratta ovviamente anche di un problema di logistica, di gestione delle risorse sul quale è necessario intervenire. Ma su più di 8 miliardi di dosi distribuite nel mondo, meno del 3 per cento sono state destinate al continente. È una disparità inaccettabile, che deve essere abbattuta per la salute nostra e di queste persone: maggiore è la percentuale di persone che non si vaccina, maggiori sono le mutazioni del virus.
*{{NDR|Sulle aziende farmaceutiche}} Se per queste società non c’è profitto allora non ci sono nemmeno ricerca e produzione. Perché non abbiamo avuto nessun vaccino per l’Ebola nel 2014? Perché non c’erano soldi. È triste, ma è così. Penso che i governi ricchi, Paesi Ue, Uk, Usa, debbano essere pronti a investire nel finanziamento delle compagnie private. Altrimenti non ci saranno vaccini per la prossima pandemia.
{{Int|Da ''[https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/pandemia-ritorno-al-virus-eterno-32734 Pandemia: ritorno al virus eterno?]''|''Ispionline.it'', 22 dicembre 2021.}}
*Ci saranno altre varianti, dopo Omicron? Quasi sicuramente, sì. Dal mio punto di vista, le più grandi minacce per la salute umana, per la solidità economica e per la stabilità delle nostre società nel 2022 non saranno quelle riconducibili all’evoluzione del virus SARS-CoV-2 e all’insorgenza di nuove varianti. Saranno invece i rischi generati dai ricorrenti problemi della resistenza ai vaccini, dell’iniquità dei vaccini tra le nazioni e delle frange di negazionisti della scienza che si annidano tra i nostri cittadini, i quali si approvvigionano di “notizie” e di “ricerche” dalla televisione e dal web, da individui che - mossi da interessi politici e finanziari - gettano loro fumo negli occhi e li portano a scambiare menzogne e pregiudizi per inchieste empiriche.
*Alcune persone sono scivolate nella compiacenza, riguardo al virus del Covid-19, mosse da quella che considerano essere saggezza popolare su nuovi e pericolosi virus, ritenendo cioè che essi si evolveranno - gradualmente ma inesorabilmente - verso forme meno virulente, meno dannose, adattandosi alla popolazione umana. Ciò è falso. Questa inesorabilità non esiste. Alcuni virus possono evolversi e - con il tempo - diventare meno virulenti negli umani, altri no. Quando è stato debellato in natura, nel 1980, il virus del vaiolo ancora rappresentava una terribile minaccia, dopo aver infettato le persone per almeno duemila anni. La poliomielite è ancora una malattia feroce, anche in questo caso dopo migliaia di anni. Un virus non si evolve per diventare meno infettivo, meno letale, a meno che non trovi un vantaggio - in termini di trasmissione e sopravvivenza - che lo spinge a farlo. Un virus come il SARS-CoV-2, che causa solo sintomi moderati nella maggior parte delle sue vittime e che uccide circa una persona su cento, sembrerebbe non avere motivo di evolversi per diventare meno virulento. Replicarsi copiosamente, diffondersi a macchia d’olio tra le popolazioni ed evitare l'estinzione totale: questi sono gli unici imperativi che muovono l’evoluzione di un virus. È questo che accomuna i virus ai topi, alla pianta di tarassaco, e agli umani: siamo tutti spinti dai nostri geni a moltiplicarci, diffonderci, sopravvivere.
*Sappiamo che questi virus latenti esistono. Gli scienziati li hanno già identificati - nei pipistrelli, nei roditori e negli altri animali che come noi abitano questo mondo. Quello che non sappiamo è che cosa faranno. Tuttavia, se daremo seguito alle nostre distruttive interazioni con gli ecosistemi selvatici e con gli animali che li popolano - catturando la fauna selvatica per alimentarne il commercio internazionale illecito, sottraendo legno e minerali da habitat ricchi di biodiversità, accrescendo la nostra popolazione umana, alimentando i nostri necessari appetiti e le nostre voglie frivole, offrendo ai virus animali la possibilità di diventare virus umani – non è difficile immaginarlo.
{{Int|Da ''[https://www.rsi.ch/news/mondo/Il-Covid-19-Non-sar%C3%A0-la-nostra-ultima-pandemia-15668701.html Il Covid-19? "Non sarà la nostra ultima pandemia"]''|''Rsi.ch'', 4 ottobre 2022.}}
*Siamo così connessi, così globalizzati, che una malattia infettiva, in particolare una malattia trasmessa per via respiratoria, attraverso la via respiratoria arriverà ovunque e raggiungerà tutti.
*Si continua a ritenere probabile che l’origine del virus sia in un pipistrello, poi arrivato all’uomo tramite un mercato del pesce di Wuhan. Ma non possiamo escludere il contrario, che sia stato causato da una fuga di laboratorio, ma sappiamo solo che questo è altamente improbabile sulla base delle esperienze empiriche fatte.
*Io non mi occupo di filosofia sociale e so che paradossalmente ho avuto molte occasioni per poter spiegare quanto accadeva e fugare dubbi e sospetti. Ma non sono conversazioni “da cena di gala” , implicano un impegno. È stata una battaglia educativa. Non so come si possa affrontare differentemente questo problema, ma è assolutamente una parte importante della preparazione alle pandemie. Altrimenti la disinformazione la prossima volta costerà potenzialmente milioni di vite.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/11/07/news/quammen_intervista_vittoria_trump_elezioni_americane-423602231/ David Quammen: "Trump è peggio di un virus ma scenderemo in piazza"]''|Intervista di Antonello Guerrera, ''Repubblica.it'', 7 novembre 2024.}}
*{{NDR|Sul [[Partito Repubblicano (Stati Uniti d'America)|Partito Repubblicano]]}} Non l’ho mai votato, eppure un tempo era rispettabile. A turno con i democratici, si prendeva cura del Paese, del rispetto della legge. Adesso, invece, Trump neanche cita la parola ''Republican''. Il partito è diventato un culto personale, che ha abdicato a tutti i suoi princìpi, incluso quello di contrastare la Russia. Oggi, purtroppo, sono rimasti in pochi di quel vecchio e sano “Gop”, come Mitt Romney e Liz Cheney. È morto pure il grande John McCain, che difatti Trump odiava. Tutto ciò è terrificante per la democrazia americana.
*Il sostegno degli operai e delle classi lavoratrici, ex elettori democratici e vittime di crisi economiche negli ultimi due decenni, ha avuto il suo peso. È vero che queste persone stavano meglio durante la prima presidenza Trump, ma per un mix di fattori esterni. The Donald non sarà la cura giusta, anzi. Mi piange il cuore per loro. Mentre non ho alcuna compassione per gli uomini bianchi che lo hanno votato solo perché, dopo trecento anni, temono di perdere i loro privilegi secolari.
*{{NDR|«Con una seconda presidenza Trump, cosa c'è a rischio in America?»}} Il processo e le funzioni democratiche. Il rispetto della legge, in patria ma anche all'estero, vedi il caso Russia. Il rispetto per il dibattito civile. La battaglia contro il ''climate change''. Una buona politica energetica. Una politica migratoria razionale, ma umana. Può percepire dalla mia voce quanto sia preoccupato per questi pilastri della nostra democrazia.
{{Int|Da ''[https://www.univadis.it/viewarticle/medicina-deve-riscoprire-darwin-conversazione-scrittore-2025a1000fzf La medicina deve riscoprire Darwin: conversazione con lo scrittore David Quammen]''|Intervista di Sergio Pistoi, ''Univadis.it'', 16 giugno 2025.}}
*Questi virus {{NDR|dell'[[influenza]] e del COVID}} sono a RNA a singolo filamento, il che significa che il loro genoma non è stabile come il DNA, che è una doppia elica. Quando si replicano, commettono errori nella copia del genoma, e questi errori — le mutazioni — sono la materia prima dell’evoluzione. Quindi possono evolversi molto rapidamente e adattarsi a un nuovo ospite. Questo è ciò che li rende pericolosi. Inoltre, tendono a essere virus respiratori e quindi hanno una diffusione molto più rapida rispetto ad altri dei virus a RNA più letali che però si trasmettono per contatto diretto, come Ebola.
*[...] i generali combattono sempre la guerra precedente. E così anche le autorità sanitarie.
*{{NDR|Sulla [[seconda presidenza di Donald Trump]]}} Di sicuro questa amministrazione aveva annunciato chiaramente cosa avrebbe fatto già prima delle elezioni. Nel loro programma ''[[Project 2025]]'' si parla chiaramente di tagliare agenzie federali. Quindi sì, avevano un piano nel senso che stanno facendo esattamente ciò che avevano detto. Ma non credo che comprendano davvero le conseguenze. Non penso abbiano l’intenzione di rendere gli Stati Uniti vulnerabili a una nuova pandemia, ma le loro azioni ci stanno portando esattamente lì. Se ci sarà una nuova pandemia, sarà terribile per gli Stati Uniti, terribile per il mondo e una pessima notizia anche per Trump. La pandemia di COVID-19 lo aveva indebolito politicamente.
*{{NDR|«Come mai così tanti americani accettano e perfino sostengono l’idea di smantellare la sanità pubblica, l’OMS, la ricerca?»}} Parte di questo atteggiamento ha senso per certe fasce della popolazione americana, specialmente nelle aree rurali o tra gli uomini bianchi della classe operaia, anche nelle città. Trump ha vinto perché le sue idee — o almeno la loro semplicità — attraggono. Il suo messaggio è ''America First'': “Non ci importa del resto del mondo finché non ci siamo occupati dell’America”. Ma… di quale America? Dei ricchi? Dei bianchi? Di tutti? L’idea è: “Tagliamo le tasse, eliminiamo l’ambientalismo e i fondi contro le pandemie, così avremo più soldi in tasca.” Non ha senso. Ma è un pensiero emotivo, non razionale. Il legame tra “tagliamo le tasse” e “eliminiamo la ricerca” è irrazionale ma funziona politicamente perché tocca le frustrazioni quotidiane: “Non posso permettermi di spendere per la mia famiglia”. E così si vota per chi promette di cambiare le cose, anche se il collegamento logico è debole.
*[...] la maggior parte degli oncologi non ha mai studiato davvero Darwin. Un tumore è una popolazione di cellule. Quelle cellule hanno genomi diversi, mutano rapidamente, competono per risorse: sangue, ossigeno, glucosio, spazio. E quando hai una popolazione di individui variabili che competono per riprodursi, hai selezione naturale. Hai evoluzione. Hai adattamento. Eppure, ancora oggi, molti oncologi sembrano non capirlo. Dicono al paziente: “Le faremo la chemioterapia A.” E quando non funziona più, passano alla B. Ma il tumore si adatta, evolve resistenza. È esattamente come succede in agricoltura con gli insetti e i pesticidi: se lasci anche solo un individuo resistente, ricomincia tutto da capo.
*Sa qual è il problema dell’[[immunità di gregge]]? Non è abbastanza Darwin. L’idea di immunità di gregge ha senso in una mandria chiusa, come mille mucche in una fattoria. Se il virus si diffonde, uccide o immunizza la maggior parte di esse, e alla fine non trova più ospiti. Ma negli esseri umani? Le persone viaggiano, si spostano, entrano ed escono continuamente. Quindi il virus non smette mai di trovare nuovi soggetti suscettibili. E poi – di nuovo Darwin - il virus muta continuamente e può reinfettare anche persone immunizzate.
*Bisognerebbe monitorare le persone che lavorano con gli animali: polli, mucche. Dovrebbero fare esami del sangue ogni settimana, indossare protezioni, segnalare ogni sintomo. Ma, per quanto ne so, negli USA questo non accade. E nemmeno altrove.
*Se denunci un’infezione, potresti dover abbattere tutto il tuo allevamento. Milioni di polli. Quindi c’è un disincentivo enorme a dire la verità. Tutti questi problemi si possono risolvere, ma il primo passo è riconoscere che l’approccio scientifico è essenziale per prevenire le pandemie. E che i vaccini sono fondamentali. E invece stiamo andando nella direzione opposta.
*In Cina c’è l’idea che gli animali selvatici siano salutari da mangiare. C’è una parola: “yěwèi", sapore selvatico. Un mio collega cinese, giornalista, ha scritto per il New York Times che non è davvero tradizione. È una moda moderna tra i giovani ricchi. Si va al ristorante e si ordina un pangolino per impressionare i soci d’affari. È come sfoggiare un Rolex.
*{{NDR|Sulla [[disinformazione sul SARS-CoV-2]]}} Io credo che non ci sia nessuna prova per sostenere il lab leak. E c’è invece molta evidenza per una zoonosi naturale. Secondo me, non è stata una fuga da laboratorio, ma un “market leak” dal wet market di Wuhan, dove si è fallito nel far rispettare le regole. Sappiamo che animali infetti, come i procioni, sono stati portati lì e in quel mercato ci sono stati almeno due spillover. Ma la fuga da laboratorio è una storia avvincente: ha eroi, cattivi, cospirazioni, coperture. È una narrazione. La verità scientifica è più complessa, meno cinematografica. E se credi alla fuga da laboratorio, allora concludi che bisogna fare meno scienza. Se credi allo spillover naturale, allora dobbiamo fare più scienza, più ricerca, più prevenzione.
*I vaccini sono una delle poche cose positive uscite dalla pandemia di COVID-19. Per il resto, oggi abbiamo più rifiuto della scienza e più disinformazione di quanta ce ne fosse a gennaio 2020.
{{Int|Da ''[https://www.corriere.it/animali/animali-selvatici/25_settembre_25/david-quammen-non-rispettiamo-gli-animali-selvatici-c-e-il-rischio-di-nuove-pandemie-la-scienza-sotto-attacco-ma-solida-24913994-af41-443c-ba9f-f10c098b8xlk.shtml David Quammen: «Non rispettiamo gli animali selvatici, c'è il rischio di nuove pandemie. La scienza? Sotto attacco ma solida»]''|Intervista di Alessio Cozzolino, ''Corriere.it'', 25 settembre 2025.}}
*La scienza, una parola vasta che racchiude così tante aree diverse, è oggi, dal punto di vista intellettuale, più solida che mai. Ma è anche ferita, minacciata sul piano politico e finanziario. La fiducia del pubblico nei suoi confronti è erosa: leader politici ignoranti e malevoli, insieme a influencer dei social, l’hanno attaccata con insistenza e ne hanno distorto la natura. Nel mio Paese, le grandi istituzioni che per decenni hanno sostenuto la scienza con i fondi e tradotto i suoi risultati in applicazioni concrete – la medicina, e altri beni sociali – sono state svuotate, indebolite, piegate a scopi politici, in alcuni casi addirittura annientate.
*Gran parte dell’opinione pubblica, non solo in America e in Italia, ma altrove, risulta [...] smarrita, disorientata: ignara non solo di ciò che la scienza “dice”, ma della sua natura. Perché la scienza è un processo umano di avvicinamento graduale a una comprensione sempre più accurata dell’universo fisico. E come processo umano è portata avanti da persone brillanti e ambiziose, pazienti e impazienti, a volte meschine, a volte nobili, competitive, idealiste, coraggiose, innamorate della verità… e sì, anche fallibili
*Chi scrive di scienza ha un doppio dovere: intrattenere i lettori e al tempo stesso illuminare il carattere umano, ma veritiero, del metodo scientifico. [[Charles Darwin]] incarna al meglio queste qualità: talvolta incerto, perfino insicuro, talaltra in errore, ma sempre coraggioso e animato da un amore profondo per la verità.
*Darwin è un uomo adatto ai nostri tempi travagliati. Un uomo fondamentalmente conservatore, che si ritrovò a formulare un’idea radicale, epocale. E la portò a compimento: con esitazioni, con pause, con prudenza, ma anche con eroica meticolosità. La pubblicò, e ne sopportò le conseguenze. Umile, qualche volta incerto, scrupoloso nella ricerca di prove a sostegno o confutazione della sua teoria, ma anche coraggioso. E gentile.
*La teoria di Darwin – la selezione naturale – è più viva, più illuminante e più necessaria oggi che mai. Non solo per gli scienziati, ma per tutti. Pensiamo a un caso specifico: come comprendere l’origine e la comparsa improvvisa di un virus nuovo e pericoloso come SARS-CoV-2? Senza ecologia ed evoluzione, non ci arriveremmo. Un altro esempio: il cancro. È un fenomeno evolutivo. I tumori evolvono, per selezione naturale. Ed è questo a renderli così difficili da sconfiggere.
*Non guardare un canguro arboricolo, una testuggine gigante, un coleottero incapace di volare, un drago di Komodo, un uccello del paradiso con la coda lunga un metro e mezzo, e dire: “Dio.” Occorre guardarli, e chiedersi: “Perché?” Qual è il processo naturale, grandioso e intricato, che li ha portati ad esistere? E annoverare se stessi tra i fortunati, ad abitare un pianeta chiamato Terra, popolato da forme di vita straordinarie e animato da un processo che chiamiamo evoluzione per selezione naturale.
*Darwin allevava colonie di lombrichi nel suo studio, li osservava, li rispettava. Si chiedeva, per esempio: come reagisce un lombrico al suono del pianoforte? Chiese a sua figlia di suonare, e si mise a osservarli. Questa era la sua curiosità: radicale, aperta, priva di pregiudizi. Un uomo tra i più attenti e profondamente curiosi che la storia ci abbia consegnato.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2025/09/28/news/david_quammen_teoria_darwin_intervista-424876635/ David Quammen: "Darwin è il nemico pubblico di questa America"]''|Intervista di Raffaella De Santis, ''Repubblica.it'', 28 settembre 2025.}}
*{{NDR|Sulla [[seconda presidenza di Donald Trump]]}} Stiamo tornando al Medioevo. O, almeno, a qualcosa di peggio dell’era McCarthy. Se l’attuale amministrazione di dilettanti e bigotti non verrà fermata, l’America sprofonderà ulteriormente in un cupo partigianesimo, in un’ignoranza mascherata da sicurezza, nell’odio e nel caos. Faremo affidamento sull’Italia, sul Regno Unito, sulla Francia, sulla Germania, sul Giappone, sull’Islanda, forse sull’India se è ancora una democrazia, sull’Australia e su qualche altra democrazia sensata per recuperare dove abbiamo fallito.
*{{NDR|«Perché questo rifiuto di Darwin?»}} Perché molte persone disinformate, soprattutto religiose, vogliono credere che gli esseri umani siano simili a divinità, non semplici mammiferi strettamente imparentati con gli scimpanzé.
*La visione prevalente prima di Darwin era che Dio avesse creato ogni specie individualmente. Fu abbracciata sia dagli storici naturalisti che dai teologi. Era avvolta nell’etichetta pseudoscientifica di teologia naturale. La teoria di Darwin fece sembrare quell’idea superflua, persino folle
*{{NDR|«Una vulgata del darwinismo racconta che [[Sopravvivenza dei più forti|sopravvivono i più forti]]».}} Sopravvivono quelli che si adattano meglio alle particolari circostanze ecologiche e all’ambiente in cui si trovano. La forza è solo uno dei possibili modi per essere “più adatti” rispetto agli altri individui con cui si compete. A volte essere più deboli ma più intelligenti può essere vantaggioso. Un colibrì o una farfalla riescono ad atterrare delicatamente su un fiore ed estrarne il polline o il nettare.
*Non è possibile comprendere l’emergere di nuovi virus, il loro adattamento agli ospiti umani e il loro feroce viaggio attraverso la popolazione, sotto forma di pandemie, senza comprendere la teoria evoluzionistica darwiniana.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/salute/dossier/festival-salute-2025/2025/10/07/news/david_quammen_vita_e_malattia_si_capiscono_solo_grazie_a_darwin-424865315/ David Quammen: vita e malattia si capiscono solo grazie a Darwin]''|Intervista di Gabriele Beccaria, ''Repubblica.it'', 1 ottobre 2025.}}
*Temo che oggi non siamo affatto pronti {{NDR|per un'altra pandemia}}. Oggi meno di quanto non lo fossimo a gennaio del 2020, quando il Covid-19 fu identificato. Il motivo? Nasce dall’ostilità verso la scienza [...]. Negli Stati Uniti si stanno smantellando strutture come i Cdc, i Centers for Disease Control, e gli Nih, i National Institutes of Health. Si chiudono i programmi di sorveglianza delle malattie e quelli di intervento contro le epidemie. È un errore terribile. Ci stiamo accecando da soli. E si tratta di decisioni che non riguardano solo gli Stati Uniti: ciò che avviene là è destinato ad avere conseguenze in tutto il mondo. Gli Nih, infatti, finanziano la ricerca medica a livello internazionale. Credo che dovremo raggiungere il fondo dell’abisso prima di cominciare a riemergere. La buona notizia, semmai, è che, oggi, disponiamo di una potente tecnologia, i vaccini a mRNA: questa tecnologia sarà decisiva per combattere i nuovi virus e spero che saranno tanti gli scienziati, dall’Europa all’Africa, a raccogliere la palla che gli americani hanno appena deposto.
*Sono felice che Raffaello Cortina abbia pubblicato il mio libro in Italia, perché penso che non contenga solo la storia di un uomo che visse 150 anni fa. Darwin era un uomo integro e voleva essere sicuro che la sua “idea pericolosa” fosse fondata e attendibile, in modo che le persone si convincessero della sua validità: oltre ogni ragionevole dubbio!
*Con il mio lavoro vorrei cambiare il modo in cui le persone pensano e si rapportano al mondo naturale, trasformando le informazioni scientifiche in storie, senza allarmismi e con accuratezza.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cronaca/2026/05/11/news/david_quammen_covid_hantavirus-425336736/ David Quammen: "La scampiamo, ma la lezione del Covid non ci ha insegnato nulla"]''|Intervista di Antonello Guerrera, ''Repubblica.it'', 11 maggio 2026.}}
*L’[[Orthohantavirus|hantavirus]] è molto insidioso, ma non è altamente trasmissibile. Tuttavia, ci sono due pericoli. [...] Primo: la mortalità del virus è molto elevata, dal 30% al 50%. Secondo: una reazione esagerata del pubblico, ossia temere che siamo alle premesse di una nuova pandemia.
*Siamo meno preparati a una nuova pandemia rispetto a prima del Coronavirus. Da una parte abbiamo sviluppato una capacità migliore di sviluppare e produrre vaccini molto velocemente, soprattutto grazie alla tecnologia mRNA. Allo stesso tempo, però, le autorità, soprattutto americane, hanno soppresso o diminuito la ricerca scientifica sui virus. L'amministrazione Trump ha smantellato le agenzie della sanità e anche istituzioni della ricerca scientifica, punendole senza motivo e ritirandosi addirittura dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Simili mosse del governo Trump hanno significativamente sminuito il pericolo di nuove pandemie. Ciò è incosciente.
*Conosco ricercatori e scienziati che hanno abbandonato il loro lavoro sul Coronavirus perché la politica li aveva criticati in modo osceno e ignorante. Insomma, dal gennaio 2020, la nostra preparazione di fronte a nuove pandemie o virus è decisamente peggiorata.
*Forse l'insorgenza di nuovi casi di virus può essere meno frequente, ma ora c'è la possibilità più alta che possano diventare epidemia o pandemia, proprio per le cattive decisioni che stanno prendendo molti governi, in primis quello americano. Perché continuiamo a catturare animali per mangiarli, a distruggere habitat di foreste tropicali e dunque ad esporci a virus e malattie, che nel mondo di oggi si diffondono velocemente per la nostra elevata interconnessione.
*{{NDR|Sull'[[epidemia di hantavirus della MV Hondius]]}} Molto probabilmente questo ultimo caso di Hantavirus verrà limitato, come spero. Ma i populismi, l'isolazionismo scientifico, la narrativa no-vax virale sui social, i bassi livelli di vaccinazione e l'apatia di molti nel riconoscere un nuovo pericolo dopo lo shock del Covid che tutti vogliono dimenticare, non mi lasciano affatto tranquillo.
==''Spillover''==
===Incipit===
<div class="center">''Hendra, Australia, 1994''</div>
Il virus oggi noto come «Hendra» non fu certo il primo di una serie di nuovi e spaventosi patogeni, né il peggiore. Sembrava anzi essere molto meno grave di altri: in termini numerici la mortalità era inizialmente bassa e da allora è rimasta tale; inoltre si manifestò in un ambito molto circoscritto e gli episodi successivi non si verificarono troppo lontano dal focolaio. Tutto partì da una località vicina a Brisbane, in Australia, nel 1994. I primi casi segnalati furono due, di cui uno mortale. No, aspettate, ho sbagliato: gli ''umani'' colpiti furono due e ci fu un morto ''umano''. Altri individui ne soffrirono e ne morirono, circa una quindicina, ma erano cavalli.
===Citazioni===
*C'è una correlazione tra queste malattie che saltano fuori una dopo l'altra, e non si tratta di meri ''accidenti'' ma di ''conseguenze'' non volute di nostre azioni. Sono lo specchio di due crisi planetarie convergenti: una ecologica e una sanitaria. Sommandosi, le loro conseguenze si mostrano sotto forma di una sequenza di malattie nuove, strane e terribili, che emergono da ospiti inaspettati e che creano serissime preoccupazioni e timori per il futuro negli scienziati che le studiano. Come fanno questi patogeni a compiere il salto dagli animali agli uomini e perché sembra che ciò avvenga con maggiore frequenza negli ultimi tempi? Per metterla nel modo più piano possibile: perché da un lato la devastazione ambientale causata dalla pressione della nostra specie sta creando nuove occasioni di contatto con i patogeni, e dall'altro la nostra tecnologia e i nostri modelli sociali contribuiscono a diffonderli in modo ancor più rapido e generalizzato. (pp. 42-43)
*Le malattie del futuro, ovviamente, sono motivo di grande preoccupazione per scienziati ed esperti di sanità pubblica. Non c'è alcun motivo di credere che l'AIDS rimarrà l'unico disastro globale della nostra epoca causato da uno strano microbo saltato fuori da un animale. Qualche Cassandra bene informata parla addirittura del ''Next Big One'', il prossimo grande evento, come di un fatto inevitabile (per i sismologi californiani il ''Big One'' è il terremoto che farà sprofondare in mare San Francisco, ma in questo contesto è un'epidemia letale di dimensioni catastrofiche). Sarà causato da un virus? Si manifesterà nella foresta pluviale o in un mercato cittadino della Cina meridionale? Farà trenta, quaranta milioni di vittime? L'ipotesi è ormai così radicata che potremmo dedicarle una sigla, NBO. La differenza tra HIV-1 e NBO potrebbe essere, per esempio, la velocità di azione: NBO potrebbe essere tanto veloce a uccidere quanto l'altro è relativamente lento. Gran parte dei virus nuovi lavorano alla svelta. (p. 45)
*I microbi che infettano gli organismi viventi di un certo tipo sono i candidati più plausibili a diventare agenti infettanti di organismi viventi di un altro tipo. Questo fatto è stato dimostrato per via statistica da vari studi recenti. Uno di questi, a cura di due ricercatori dell'Università di Edimburgo, pubblicato nel 2005, ha esaminato 1407 specie note di patogeni umani e ha scoperto che il 58 per cento sono di origine animale. Solo 177 sul totale si possono considerare emergenti o riemergenti, e tre quarti dei patogeni emergenti provengono dagli animali. In parole povere: ogni nuova e strana malattia, con grande probabilità, arriva dagli animali. (p. 47)
*Consiglio: se vostro marito si prende l'Ebola, dategli da mangiare e da bere, mostrategli il vostro affetto e magari pregate per lui, ma non avvicinatevi, abbiate pazienza e sperate che guarisca. Se muore, non fate pasticci con i suoi organi interni: è più saggio fare un altro passo indietro, scoccargli l'ultimo bacio a distanza e bruciarlo con tutta la capanna. (p. 87)
*Le zoonosi, per definizione, comportano eventi non ordinari, le cui conseguenze possono risultare di straordinaria gravità. Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere in premio una vita nuova in spazi più larghi. Ha una minima probabilità di non finire in un vicolo cieco, di andare là dove non è mai andato e di essere ciò che non è mai stato. Talvolta ha un colpo di fortuna. Pensate solo all'HIV. (p. 87)
*Pur essendo forte, Ebola ha un raggio d'azione limitato. Non ve lo beccate respirando la stessa aria, ma se vi arriva una piccola quantità di materiale infetto su una abrasione della pelle (e queste microferite ci sono sempre)... be', che Dio ve la mandi buona. Detto in termini scientifici, è relativamente poco contagioso, ma altamente infettivo. (p. 103)
*Le due caratteristiche che rendevano la [[Epidemia di SARS del 2002-2004|SARS]] così minacciosa erano l'alta infettività, soprattutto nei contesti ospedalieri, e la letalità, assai superiore a quella delle polmoniti classiche. Inoltre, sembrava che il patogeno avesse la sinistra abilità di farsi dare passaggi in aereo. (p. 177)
*La SARS fu un'epidemia con focolai localizzati, non una pandemia. Ottomila casi sono relativamente pochi, considerata l'alta infettività; e sono morte 774 persone, non sette milioni. A limitare la diffusione e la gravità della malattia hanno contribuito vari fattori, e la buona sorte non è che uno di tanti. Molto importanti furono la velocità della diagnosi e la competenza dei tecnici, che trovarono presto il virus e lo identificarono, grazie agli sforzi di Malik Peiris, Guan Yi e compagni a Hong Kong, assieme a quelli di colleghi e rivali di altri gruppi in America, Cina ed Europa. Anche la rapidità e la decisione con cui si presero le contromisure contarono molto: l'isolamento dei contagiati e il monitoraggio delle persone con cui erano entrati in contatto fu pratica comune in Cina (nonostante le reticenze e la confusione iniziali), a Hong Kong, a Singapore, a Hanoi e a Toronto. Ci fu la totale collaborazione degli ospedali, che attuarono misure draconiane, come accadde al Tan Tock Seng di Singapore sotto la guida di Brenda Ang. Se il virus fosse arrivato in un'altra metropoli, con un governo più debole, abitata da gente più povera e priva di centri di cura di alto livello, forse sarebbe sfuggito alla [[quarantena]] e avrebbe martoriato settori ben più vasti della popolazione. (p. 218)
*È ipotizzabile che la prossima Grande Epidemia (il famigerato ''Big One'') quando arriverà si conformerà al modello perverso dell'influenza, con alta infettività prima dell'insorgere dei sintomi. In questo caso si sposterà da una città all'altra sulle ali degli aerei, come un angelo della morte. (p. 219)
==''Alla ricerca del predatore alfa''==
===Incipit===
Grandi e terribili belve carnivore hanno da sempre condiviso lo spazio con gli esseri umani. Erano parte del contesto ecologico nel quale si è evoluto ''Homo sapiens''. Erano parte dell'ambiente psicologico nel quale è sorto il nostro senso di identità come specie. Erano parte dei sistemi spirituali da noi inventati per far fronte alle alterne vicende dell'esistenza. I denti e gli artigli, la ferocia e la fame dei grandi predatori erano truci realtà che si potevano eludere ma non dimenticare. Di tanto in tanto un mostruoso carnivoro emergeva come una fatalità da una selva o da un fiume, a uccidere e a cibarsi del cadavere. Era – come oggi gli incidenti d'auto – una sventura consueta, che ogni volta, nonostante la consuetudine, rinnovava il trauma e l'orrore. E comunicava un certo messaggio. Una delle prime forme dell'autoconsapevolezza umana fu la percezione di essere pura e semplice carne.
===Citazioni===
*Non sarei favorevole a veder cancellata dal nostro lessico la denominazione «mangiatore di uomini». Perché essa, pur così corriva nell'esercitare emozioni, assolve a una ben precisa funzione. Semplicemente, non c'è un'espressione alternativa che dica la stessa cosa con lo stesso conciso e atavico vigore. Merita di essere conservata perché identifica e richiama alla mente un'esperienza fondamentale: il fatto che, occasionalmente, membri della nostra specie sono relegati al rango di carne commestibile. Ci rammenta a che punto ci siamo trovati, per decine di migliaia d'anni, nella catena alimentare: non sempre e indiscutibilmente al vertice. (p. 15)
*I [[predatore alfa|predatori alfa]], e le reazioni che suscitano, trascendono la pura dimensione fisica di una lotta mortale, sono entrati nella mitologia, nell'arte, nella letteratura epica e nella religione. In Egitto c'era [[Sekhmet]], la dea in forma di [[leone]], assetata di sangue e associata alla guerra, alle pestilenze e alla morte. Le sfingi erano creature con corpo leonino e testa umana, talvolta alate, di indole più ambigua di Sekhmet. Non solo in Egitto ma in tutto il Medio Oriente antico il leone era il predatore principe e il primo stereotipo per le icone predatorie, come appare anche nelle scritture giudaico-cristiane. (p. 17)
*In una regione montuosa di Sumatra centro-occidentale, il popolo dei Kerinci ha sacralizzato la propria visione di ''[[Tigre|Panthera tigris]]'' con una distinzione tra due forme del grande felino, la tigre fisica (''hariman biasa'') e la tigre-spirito (''harimanu roh''). La prima è temuta, la seconda riverita come tutrice e giudice ancestrale. Trovandosi in grave pericolo, un kerinci invocherà ''harimanu roh'' e sarà pervaso e imbaldanzito dalla sua energia tigresca. Nel Congo orientale c'era un'idea analoga di trasmutazione tra umani e leopardi, fonte di violenza in quanto uomini-leopardo, detti Anioto, usavano armi a foggia di artiglio perché le loro uccisioni venissero addebitate a veri leopardi. E tra gli Udege della Russia sudorientale, la cui cultura tradizionale ruota intorno alla caccia con armi e con trappole, la belva sovrana della foresta è Amba, nome col quale essi chiamano la [[tigre siberiana]]. Amba è a volte considerata una benigna custode e tutrice, a volte malvista come rivale nella gara per le prede, ma di rado temuta come minaccia diretta. Non darle fastidio, sembrano credere gli Udege, e Amba non darà fastidio a te. (p. 19)
*Un film come ''[[Alien - La clonazione|Alien Resurrection]]'' è letteratura? No, ma certamente partecipa al processo con cui percezioni e ansie mitiche vengono rafforzate. Anche ''[[Beowulf]]'', ai suoi tempi, era una forma di divertimento popolare. (p. 21)
*{{NDR|Sul [[Leviatano]]}} Secondo una teoria, questa figura deriverebbe da un precedente mostro fenicio chiamato Lotan, un drago con sette teste rappresentante il caos primordiale, sconfitto dalla divinità Baal. Nelle scritture ebraiche, Leviatan sembra più fermamente sottoposto al potere divino. [[Yahweh|Yahveh]] è Onnipotente. Leviatan è potente, e poi vengono tutti gli altri. Il passo citato di ''Giobbe'' è un ritratto del predatore servo di Dio, una creatura che esiste per ricordare agli umani – al povero Giobbe medesimo e a noi tutti – che siamo al terzo posto, non più in alto, nella catena alimentare della potenza e della gloria. (pp. 21-22)
*Questo Leviatan originario non va confuso con una balena. In tempi posteriori il nome a assunto genericamente questo significato, ma il Leviatan biblico è qualcosa di più strano e pauroso. È una creatura chimerica, mezzo coccodrillo e mezzo drago, evocata a fini spirituali da elementi di realtà psicologica e zoologica. (p. 22)
*Leviatan è l'esempio sacralizzato di predatore alfa in una determinata cultura. Amba è un altro, Bäru un altro ancora. Credenze e tradizioni analoghe si potrebbero citare per i giaguari, i coccodrilli del Nilo, i puma, i pitoni reticolati e tutte le altre specie di grandi predatori che sono vissuti in malagevole contiguità accanto agli esseri umani, dei quali talvolta facevano preda. La dimensione mitica dei predatori alfa, riflessa e amplificata in quelle credenze e tradizioni, ha contribuito non poco a foggiare la visione elaborata dalla nostra specie del proprio posto nel creato. (pp. 24-25)
*In tutta la nostra storia come specie – per decine e centinaia di millenni, per quasi due milioni di anni – noi abbiamo tollerato la presenza pericolosa, problematica, dei grandi predatori, trovando per loro ruoli nel nostro universo emotivo. Ma oggi la nostra numerosità, la nostra potenza, il nostro solipsismo ci hanno portato a un punto in cui la tolleranza non è necessaria e pericoli del genere sono inaccettabili. È prevedibile che nel 2150, quando la popolazione umana si aggirerà sugli undici miliardi, i predatori alfa avranno cessato di esistere – salvo dietro recinzioni a maglie, vetri infrangibili e sbarre d'acciaio. Man mano che la memoria andrà sbiadendo e le popolazioni degli zoo saranno sempre più geneticamente affievolite, sempre più comodamente mansuete, sempre più lontane dalla loro realtà originaria, le generazioni future faticheranno a immaginare che quegli animali erano un tempo fieri, pericolosi, imprevedibili, regali, ampiamente diffusi, e vagavano liberi nelle stesse foreste, negli stessi fiumi, estuari e oceani frequentati dall'umanità. Agli adulti, tranne qualche anima recalcitrante, la loro assenza parrà scontata. Per i bambini sarà fonte di eccitata meraviglia apprendere, se ci sarà chi glielo dica, che una volta c'erano davvero al mondo leoni in libertà. (pp. 26-27)
*{{NDR|Sul [[leone asiatico]]}} È una creatura improbabile: un leone, in un paese famoso per le sue tigri. (p. 29)
*Un leone che incede per la foresta senza che nessuno lo veda è pur sempre regale? Le orme dicono di sì. (p. 30)
*Il leone indiano esce dagli schemi mentali, e non solo perché abita un resto minuscolo di paesaggio verdeggiante in un subcontinente generalmente arso e polverulento. Parlate di «leone indiano» a un occidentale medio, e penserà che si tratti di «''tigre'' indiana». No, no, bisogna sottolineare, il ''leone'': laggiù sopravvivono anche dei leoni. Nell'India stessa. ''Panthera leo persica'' è un'oscura creatura mal nota, eclissata da ''Panthera tigris tigris''. La teologia indù onora ancor oggi il leone quale cavalcatura della dea [[Durgā]] in uno dei suoi ''avatāra'', ed effigi dipinte di leoni stanno di guardia in cima a molti sacrari. Narasiṃha, l'uomo-dio con testa leonina, era un'incarnazione di Viṣṇu, che intendeva punire sanguinosamente Hiraṇyakaśipu, il re dei demoni. Per qualche tempo il leone fu considerato l'animale nazionale dell'India. Non più: le tigri, più ampiamente diffuse, più «asiatiche» nella loro essenza, e anch'esse gravemente a rischio (benché meno del leone indiano), godono di maggior prestigio. Le tigri sono le vere star. (p. 50)
*{{NDR|Sul [[leopardo]]}} Le dimensioni più piccole, il minor bisogno di cibo, la capacità di arrampicarsi sugli alberi e di nascondere le carcasse su in alto, l'adattabilità al clima arido, la tolleranza a condizioni ambientali estreme e alla presenza umana: tutte queste caratteristiche rendono il leopardo compatibile, e non direttamente in competizione, con i due felini maggiori. Furtivo e intraprendente, il leopardo tollera la prossimità dell'uomo molto meglio dei leoni e delle tigri, e tenta la fortuna anche in luoghi densamente abitati, come domostrano i leopardi che si avventurano fuori del Sanjay Gandhi National Park per predare cani randagi negli slum di Bombay. (pp. 71-72)
*È un tema ricorrente: leoni e tigri sono grandi e terribili, ma i leopardi sono furtivi. (p. 73)
*I predatori più grandi sono poco diffusi sulla Terra perché l'energia, nelle forme in cui essi possono fruirne, è limitata e ampiamente dispersa. Questi predatori devono percorrere lunghi tragitti. Non possono permettersi di vivere in comunità. Hanno bisogno di cacciare gareggiando strenumanete tra loro. Devono essere audaci, prudenti, furtivi, opportunisti, e avere fortuna. I loro pasti sono pochi, separati da lunghi intervalli. (p. 94)
*La rarità è una caratteristica intrinseca dei grandi animali feroci. (p. 95)
*Il maschio della sottospecie ''persica'' ha di solito una criniera più corta del suo omologo africano, specialmente in cima, per cui le orecchie sporgono di più. Maschi e femmine della ''persica'' hanno una tipica piega di pelle al centro del ventre; una piega simile è presente a volte, ma di rado, nei leoni africani. (p. 105)
*È davvero inevitabile che i costi imposti dai predatori alfa siano sostenuti in misura sproporzionata dalla povera gente – in particolare da gruppi rurali che vivono in modo tradizionale quali i Maldhari del Gir, gli Udege della Russia sudorientale, i pastori dei monti della Romania, tutti pressoché privi di potere e di voce nel più ampio contesto nazionale –, mentre i benefici spirituali ed estetici di quelle belve magnifiche sono goduti a distanza? Se non è così, allora in che modo la società dovrebbe ridistribuire i costi? E come potremmo ridistribuire anche i benefici (materiali, oltre che spirituali ed estetici)? (pp. 150-151)
*[[Nicolae Ceaușescu]], come ognun sa, è il mediocre dittatore che per venticinque anni dominò con durezza e megalomania crescenti la Romania, fino a considerarla un suo regno personale. A somiglianza di altri suoi colleghi era un piccolo uomo noioso con un precipuo talento per le macchinazioni, uno la cui vita si eleva al dramma soltanto grazie a una trista e maligna prosopopea. (p. 261)
*L'uso della [[Securitate]] fatto da Ceaușescu, combinato con un certo stoicismo di matrice storica della popolazione, impediì che in Romania sorgesse un movimento di dissidenza analogo a quelli dell'Unione Sovietica, della Cecoslovacchia e di altri paesi del [[blocco orientale]]. (p. 264)
*{{NDR|Sulla [[rivoluzione romena del 1989]]}} In Romania i rapporti di potere erano improvvisamente cambiati, come per un'inversione di fase in un alambicco, e il cambiamento non fu propriamente un trionfo del bene sul male. L'esercito si era stancato di Ceaușescu e si era schierato con la popolazione; gli ''apparatčik'' comunisti più accorti si reinventavano alla svelta come opportunisti populisti. Ai fini di costoro e a garanzia della loro sicurezza contro la possibilità di una restaurazione, Ceaușescu doveva andarsene: non solo dal potere, ma da questo mondo. Cosa, d'altronde, che pochi meritavano più di lui. (p. 265)
*Perché ''[[Beowulf]]'' colpisce maggiormente? Penso per tre ragioni. Primo, perché abbiamo l'opera completa, non solo frammenti, tramandata in un unico manoscritto degli anni intorno al 1000 d.C., ora custodito nel British Museum. Secondo, perché (almeno agli occhi di lettori occidentali) il mondo delle tribù germaniche altomedievali, con le loro sale di convisto, le loro spade, matrimoni politici e banchetti e bevute, sembra molto più vicino della Babilonia e dell'India antiche e finanche la Grecia preomerica. Terzo, perché l'eroe è così intensamente umano che diventa vecchio e anche saggio, ma non tanto saggio da ammettere il dileguarsi delle sue forze e da resistere alla tentazione di un estremo cimento. (pp. 307-308)
*[[Grendel]] è il più fascinoso dei mostri epici. (p. 308)
*Grendel non è solo micidiale ma affamato, un carnivoro con un appetito gagliardo per la carne umana. È un orco cannibale di sembianze umane come [[Polifemo]], o è uno zannuto bestione d'altro genere? La discendenza di Grendel dalla stirpe di Caino fa pensare a una creatura antropomorfa, e la sua anatomia è lasciata nel vago. (p. 309)
*[[Beowulf (personaggio)|Beowulf]] è una figura a metà tra Sigurdhr e san Giorgio. Forse è per questo che lo sentiamo più vicino.<br>L'elemento che dà a ''Beowulf'' la sua suprema e arcana tensione è, nonostante il tono esplicitamente cristiano della voce del poeta, con le sue notazioni sulla «stirpe di Caino» e i pii accenni al «Signore della Vita», l'assenza di un finale cristiano. Non c'è salvezza eterna per il protagonista, solo eroismo, gloria e morte. La stupenda asprezza del vecchio materiale leggendario non è stata interamente assorbita dal nuovo credo. (p. 317)
*L'evoluzione è lenta a cancellare importanti memorie genetiche, e la memoria della nostra esistenza come antropoidi scalzi nella savana dell'Africa orientale è relativamente recente. Non potrebbero le urla scimmiesche e gli occhi della pantera aver lasciato tracce anche nella nostra letteratura epica? (pp. 319-320)
*{{NDR|Sul [[processo a Nicolae ed Elena Ceaușescu]]}} Chiamatelo assassinio, o brutale calcolo politico, uguale a quello praticato a lungo dallo stesso Ceaușescu. Ma se la sua esecuzione fu dettata da cinico opportunismo, non fu peggio da questo punto di vista della guerra come strumento degli scopi nazionali, o dell'iniezione letale come strumento di dissuasione dal crimine, o della caccia ai trofei come strumento di conservazione. (p. 349)
*Il grande [[squalo bianco]] (''Carcharodon carcharias'') morde con ventisei denti superiori e ventiquattro inferiori, ognuno una lama triangolare e seghettata, di forma giusta per infilzare e tranciare la pelle coriacea di un leone marino o di una foca. I denti sono fatti di cristalli di apatite (fosfato di calcio) incastonati in una matrice proteica gelatinosa. I cristalli di apatite si collegano in una struttura fibrosa che dà robustezza, mentre la matrice proteica consente una certa flessibilità. Dietro la chiostra dentaria frontale, superiore e inferiore, vi sono file di luccicanti rimpiazzi, pronti a spostarsi avanti quando un dente attivo si smussa (col masticare pelle e ossa di mammiferi marini) o viene a mancare. In ogni momento circa un terzo della dentatura dell'animale è in muta, un fatto che rispecchia l'alto tasso di ricambio. Quindi un grande squalo bianco può permettersi di essere sfrenatamente aggressivo senza curarsi dei denti perduti. Ne ha una provvista inesauribile finché vive. (p. 357)
*Arti anteriori robusti, zampe agili, artigli retrattili, canini simili a scimitarre, collo muscoloso. Perché, con questo arsenale di caratteristiche vantaggiose, i denti-a-sciabola si estinsero? [...] I felini denti-a-sciabola (a differenza dei dinosauri?) non furono vittime di un asteroide killer. Per quindici milioni di anni si aggirarono per cinque continenti: prosperarono finché trovarono condizioni favorevoli - un clima confacente, un habitat ospitale, prede abbondanti e accessibili. Si fecero invece rari, sempre più rari quando le condizioni ambientali volsero al peggio. Furono infine eliminati - come tante specie nella storia della vita - non da un subitaneo colpo di maglio del destino, bensì dalla lenta e ineluttabile usura del tempo e del cambiamento. (p. 377)
*Di tutte le famiglie di carnivori, nessuna è più specializzata dei felidi. I felini sono predatori, punto. Non brucano il paesaggio come se fosse un buffet di insalate e stuzzichini. Cacciano, uccidono, mangiano carne. Sono carnivori a tempo pieno, e si vede: dalla forma e assetto dei loro denti. (p. 367)
*Se perdiamo i grandi predatori, rischiamo di avere (avremo?) una sovrabbondanza di predatori di media stazza, di erbivori, di granivori: un flagello di piccoli mordicchiatori che ridurranno la vegetazione ai fusti, interferendo con la riproduzione arborea, mettendo a repentaglio il rinnovamento a lungo termine della volta forestale, sterminando popolazioni di uccelli nidificanti al suolo e probabilmente di altre creature minute. I dati indicano che quelle grandi belve pericolose al vertice delle rispettive catene alimentari hanno «un ruolo regolatorio cruciale e insostituibile». (pp. 487-488)
==Citazioni su David Quammen==
*Se avessimo letto per tempo quanto scritto sui virus da David Quammen, avremmo preso coscienza con anticipo di quanto si è poi puntualmente verificato. ([[Nicola Lagioia]])
==Bibliografia==
*David Quammen, ''Spillover {{small|L'evoluzione delle pandemie}}'', traduzione di Luigi Civalleri, Adelphi Edizioni, 2014, ISBN 978-88-459-3204-5
*David Quammen, ''Alla ricerca del predatore alfa {{small|Il mangiatore di uomini nelle giungle della storia e della mente}}'', Adelphi Edizioni, 2020, ISBN 978-88-459-3503-9
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Quammen, David}}
[[Categoria:Divulgatori scientifici statunitensi]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Carlo Romano
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Carlo_Romano.jpg|thumb|Carlo Romano nel 1961]]
'''Carlo Romano''' (1908 – 1975), attore, doppiatore e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Carlo Romano==
*Io ho doppiato tanti personaggi, ho fatto tante caratterizzazioni, ma non è facile.<ref name= Supergulp/>
*No, no, no, no, no! Non incominciamo ad ungere, eh. Niente olio!<ref name= Supergulp>Dal documentario di Guido De Maria, "Ebbene sì, maledetto Carter", 1973, [https://www.youtube.com/watch?v=O3-_0sqn1pU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Citazioni su Carlo Romano==
*Ricordo il direttore Carlo Romano – la voce italiana di [[Jerry Lewis]] – un uomo affettuoso e autoritario al contempo. Mi dava colpetti sulla schiena per darmi il tempo della battuta. Un po' lo temevo. Ma una volta gli chiesi perché fosse ciccione. Mia nonna mi fulminò. Un attore di carattere. ([[Claudia Catani]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
{{div col|strette}}
*''[[La signora di tutti]]'' (1934)
*''[[Un marito per il mese d'aprile]]'' (1941)
*''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942)
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942)
*''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]'' (1942)
*''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]'' (1943)
*''[[La vita ricomincia]]'' (1945)
*''[[Campane a martello]]'' (1949)
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950)
*''[[Totò terzo uomo]]'' (1951)
*''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[I vitelloni]]'' (1953)
*''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954)
*''[[Lacrime d'amore (film 1954)|Lacrime d'amore]]'' (1954)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
{{div col end}}
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'' (1930)
*''[[La scala musicale]]'' (1932)
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936)
*''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[Castelli in aria]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Mr. Smith va a Washington]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]'' (1940)
*''[[Angeli del peccato]]'' (1940)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[Arsenico e vecchi merletti]]'' (1944)
*''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944)
*''[[Le chiavi del paradiso]]'' (1944)
*''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944)
*''[[La vita ricomincia]]'' (1945)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[Il mistero del carillon]]'' (1946)
*''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[La signora di Shanghai]]'' (1947)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948)
*''[[Scandalo internazionale]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949)
*''[[Il grande peccatore]]'' (1949)
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950)
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)
*''[[La carovana dei mormoni]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[L'altro uomo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[Il giardino incantato (film 1952)|Il giardino incantato]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952)
*''[[Operazione Cicero]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[Da qui all'eternità]]'' (1953)
*''[[I vitelloni]]'' (1953)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[I sette samurai]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La bestia umana]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Caccia al ladro]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955)
*''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[Non mangiate le margherite]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[La rabbia]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[I magnifici sette]]'' (1970)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'' (1940)
*''[[Dumbo - L'elefante volante]]'' (1941)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[Il libro della giungla (film 1967)|Il libro della giungla]]'' (1967)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
{{div col end}}
====Serie televisive====
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957-1959)
===Soggettista===
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
==Voci correlate==
*[[Dina Romano]], madre
*[[Andrea Ward]], nipote
*[[Luca Ward]], nipote
*[[Monica Ward]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Romano, Carlo}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
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Lisa Batiashvili
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[[File:Lisa Batiashvili00.jpg|thumb|280px|Lisa Batiashvili nel 2008]]
'''Lisa Batiashvili''' (1979 – vivente), violinista georgiana.
{{Int|''«Il violino? Parte dell'anima. Sì, prendo posizione, anche per la mia Georgia»''|Intervista di Giuseppina Manin, ''Corriere della Sera'', 11 settembre 2021.}}
*[[Johann Sebastian Bach|Bach]] ci insegna la misericordia, l'accettazione e la fede in qualcosa di più grande e più importante di quello che stiamo vivendo. Ci insegna l'amore per la musica e l'amore in generale.
*Che tu sia un artista o un autista di autobus o qualsiasi altra cosa, la tua presa di posizione è sempre importante. Non possiamo preoccuparci dei problemi della vita "in generale" e smettere di farlo quando iniziamo a "lavorare". Alcuni dei principi di una società avanzata, soprattutto nell'arte e nella cultura, dovrebbero valere per tutti: il rispetto, la pace, i diritti umani. E ancora: non accettare denaro da aziende corrotte, non sostenere movimenti politici aggressivi. Basterebbe questo per cominciare.
*Il mio ''Guarnieri del Gesù'' è un prolungamento della mia anima e della mia voce, amo tantissimo questo strumento per il quale ho molta attenzione e rispetto sapendo che è più vecchio di me e ha vissuto tante epoche musicali.
*{{NDR|Alla domanda se andrà mai a suonare in Russia}} Spero di sì. Ma solo quando la [[Russia]] ritirerà le sue truppe dalle regioni occupate della [[Georgia]]. Sfortunatamente, non credo accadrà sotto il regime attuale. D'altra parte ammiro moltissimo l'arte russa, le loro sale da concerto, la loro profonda conoscenza della musica.
{{Int|''«Suono il violino contro i dittatori»''|Intervista di Valeria Cappelli, ''Corriere della Sera'', 15 novembre 2022.}}
*Non siamo solo intrattenitori, gli artisti devono avere opinioni ed essere in grado di difenderle.
*Quello che resta di [[Beethoven]] nel tempo è il potere della musica che attraversa il corpo e l'anima. Un interprete deve galleggiare, lasciarsi fluttuare dalle onde emotive. C'è anche un Beethoven delicato, fragile, ha una sua vulnerabilità: a me ricorda lo sguardo della Madonna nella ''Pietà'' di Michelangelo.
*{{NDR|È cambiata nel tempo la figura dell'interprete?}} Oggi è più difficile, la gente si aspetta un repertorio più ampio, bisogna essere flessibili. La diversità è qualcosa di nuovo. Poi anche il business musicale, con Internet, è cambiato, chiunque può mostrare se stesso. Non basta saper suonare bene uno strumento, bisogna avere personalità
*{{NDR|Lei ha vissuto il comunismo nella sua Georgia?}} Da adolescente ci trasferimmo in Germania. Mio padre suonava il violino, era rispettato, a casa c'era abbastanza povertà, si viveva di piccole cose. Il regime sovietico era una prigione. Ma la Georgia era più libera e meno oppressa di altri stati satelliti, conservo ricordi anche belli e positivi. Mi spiace che per l'Occidente l'Est sia un tutt'uno, le radici sono importanti, torniamo alla bellezza della diversità.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Violinisti georgiani]]
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[[File:Jennifer Beals.jpg|thumb|Jennifer Beals nel 1983]]
'''Jennifer Beals''' (1963 – vivente), attrice e modella statunitense.
==Citazioni di Jennifer Beals==
*Credo che la maggior parte degli americani accetterebbe un presidente non eterosessuale.
*{{NDR|Alla domanda su cosa rimpianga di più quando pensa a ''[[Flashdance]]''}} Ogni volta che rivedo i miei capelli mi chiedo perché nessuno mi avesse consigliato di usare un balsamo!<ref name=Beals>Dall'intervista di Marco Consoli,
''[https://www.elle.com/it/showbiz/tv/a32430902/jennifer-beals-the-l-word-generation-q/ Jennifer Beals, paladina di The L Word, racconta la vita e gli amori di gay, bisessuali e transgender]'', ''elle.com'', 2 giugno 2020.</ref>
*Penso che possiamo usare quanto stiamo imparando adesso come motore per il cambiamento: ad esempio, in vista della ripartenza, se anziché finanziare chi estrae petrolio e gas si dessero soldi a chi produce [[energia rinnovabile|energie rinnovabili]], potremmo arrestare il [[cambiamento climatico]].<ref name=Beals/>
*Penso sia fantastico vedere gente famosa senza make up e in abiti quotidiani, perché permette alla loro anima di emergere e alla loro bellezza di brillare. Ed è un sollievo per chi guarda: finalmente non deve aspirare a modelli palesemente falsi, ma che comunque ti entrano nella testa.<ref name=Beals/>
*Sul tavolo tengo sempre un puzzle: ogni tanto mi siedo e inserisco qualche tessera. La mattina mi sveglio, mi occupo del cane, medito un po' e poi scrivo. Nel pomeriggio seguo qualche riunione in videoconferenza, ma cerco di limitarle per stare con la mia famiglia e per fare delle passeggiate, perché ora sono in Canada, in una casa circondata dalla natura e da bellissimi sentieri.<ref name=Beals/>
==Citazioni su Jennifer Beals==
*Avevo visto quasi ogni attrice. Poi arrivò lei ai provini, mi colpì la sua vulnerabilità. La feci piangere, perché volevo vedere la sua gamma di emozioni. Lo ha fatto molto facilmente, perché aveva perso tutti i suoi bagagli prima di arrivare ed era disperata. Penso che il [[Flashdance|film]] funzioni principalmente grazie a lei, perché aveva la qualità di una bambina, aveva solo 17 anni. E anche perché era una ballerina meravigliosa, davvero. ([[Adrian Lyne]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Flashdance]]'' (1983)
*''[[Boxe]]'' (1988)
*''[[Caro diario]]'' (1993)
*''[[Four Rooms]]'' (1995)
*''[[La giuria]]'' (2003)
*''[[The Grudge 2]]'' (2006)
*''[[Codice Genesi]]'' (2010)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Beals, Jennifer}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Modelli statunitensi]]
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Don't Look Up
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2026-05-18T20:19:08Z
Àncilu
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refuso
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = Don't Look Up
|titolooriginale =
|immagine= Wormwood Meteor of Revelation the Third Trumpet.jpg
|didascalia=
|paese = Stati Uniti d'America
|anno = 2021
|genere = commedia, fantascienza, satirico
|regista = [[Adam McKay]]
|soggetto = storia di Adam McKay e [[David Sirota]]
|sceneggiatore = Adam McKay
|produttore = Adam McKay, [[Kevin J. Messick]]
|attori =
*[[Leonardo DiCaprio]]: dott. Randall Mindy
*[[Jennifer Lawrence]]: dott.ssa Kate Dibiasky
*[[Rob Morgan]]: dott. Clayton "Teddy" Oglethorpe
*[[Jonah Hill]]: Jason Orlean
*[[Mark Rylance]]: Peter Isherwell
*[[Tyler Perry]]: Jack Bremmer
*[[Timothée Chalamet]]: Yule
*[[Ron Perlman]]: colonnello Ben Drask
*[[Ariana Grande]]: Riley Bina
*[[Kid Cudi|Scott Mescudi]]: DJ Chello
*[[Cate Blanchett]]: Brie Evantee
*[[Meryl Streep]]: presidente Janie Orlean
*[[Melanie Lynskey]]: June
*[[Michael Chiklis]]: Dan Pawketty
*[[Himesh Patel]]: Phil
*[[Paul Guilfoyle (attore 1949)|Paul Guilfoyle]]: generale Themes
*[[Tomer Sisley]]: Adul Grelio
|doppiatori italiani =
*[[Francesco Pezzulli]]: Dott. Randall Mindy
*[[Valentina Favazza]]: Dott.ssa Kate Dibiasky
*[[Alberto Angrisano]]: Dott. Clayton “Teddy” Oglethorpe
*[[Simone Crisari]]: Jason Orlean
*[[Mino Caprio]]: Peter Isherwell
*[[Massimo Bitossi]]: Jack Bremmer
*[[Alex Polidori]]: Yule
*[[Paolo Buglioni]]: colonnello Ben Drask
*[[Veronica Puccio]]: Riley Bina
*[[Emanuela Rossi]]: Brie Evantee
*[[Maria Pia Di Meo]]: presidente Janie Orlean
*[[Benedetta Ponticelli]]: June
*[[Enzo Avolio]]: Dan Pawketty
*[[Jacopo Venturiero]]: Phil
*[[Angelo Nicotra]]: generale Themes
|note=
}}
'''''Don't Look Up''''', film del 2021, regia di [[Adam McKay]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*''I want to die peacefully in my sleep like my grandfather, not screaming in terror like his passengers.''<ref>Voglio morire serenamente nel sonno come mio nonno, non urlando di paura come i suoi passeggeri.</ref>
:[[Jack Handey]] ('''testo in sovrimpressione''')
*Presidente, questa cometa è ciò che chiamiamo "Killer di pianeti". ('''Teddy''')
*Non si può andare in giro a dire alla gente che ha il 100% di possibilità di morire. Capite? È da pazzi. ('''Presidente Janie Orlean''')
*{{NDR|Ai poliziotti}} Ok, ora calmatevi. Ho solo una pigmentazione più scura della vostra perché i vostri antenati sono emigrati in Nord Europa e hanno sviluppato una pelle più chiara. ('''Teddy''')
*A meno che voi stronzi non mi stiate portando alla ''Batcaverna'', vaffanculo per il cappuccio sulla testa! ('''Kate''')
*Io sarei solo un uomo d'affari? Crede di conoscermi, dottore? Affari? Questa è l'evoluzione. È l'evoluzione della specie umana. Perché tira fuori questo? Lo sa che la ''Bash'' ha più di quaranta milioni di dati personali che riguardano lei e ogni sua decisione dal 1994, dottore? Io so quando nel suo [[colon]] ha dei polipi mesi prima che lo sappia il suo medico. Ne ha quattro o cinque al momento, in realtà niente di eclatante, ma farei un check up se fossi in lei. Ma soprattutto la cosa più importante è che so cos'è lei, so chi è. Il mio algoritmo ha determinato il profilo di otto sostanziali categorie di utente. Lei, lei ha uno stile di vita da idealista. Crede di essere motivato da certe convinzioni, convinzioni altamente etiche, ma non fa altro che correre verso il piacere e fuggire dal dolore. Come... come un topo selvatico. ('''Peter''')
*I nostri algoritmi possono prevedere come morirà. Con il 96... forse 96,5% di accuratezza. Ho raccolto un po' d'informazioni su di lei e la sua morte sarà così insignificante e noiosa che non ricordo i dettagli... Ah, a parte una cosa, sì. Lei... lei morirà solo. Solo. ('''Peter''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Il fatto è che noi, noi abbiamo... Noi abbiamo veramente tutto, non è così? Insomma, se ci pensate. ('''Randall''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Kate''': Stiamo davvero per dire al Presidente degli Stati Uniti che tra poco più di sei mesi l'intera umanità e ogni altra specie vivente saranno completamente estinte?<br/>'''Randall''': È esattamente quello che... che stiamo per fare. {{NDR|Kate si ritrova costretta a vomitare in un portaombrelli}} Oh, cielo! Oh cielo... !
*'''Presidente Janie Orlean''': Sì, dunque ho saputo che c'è un asteroide, una cometa, o altro che non le piace. Me ne parli. E poi mi dica perché me ne parla. Ha venti minuti.<br/>'''Randall''': Venti minuti?<br/>'''Teddy''': Tocca a lei, doc. Coraggio. Avanti, coraggio.
*'''Randall''': Una cometa con un diametro tra i cinque e i dieci chilometri, che riteniamo provenga dalla-dalla-dalla nube di Oort...<br/>'''Presidente Jeanie Orlean''': Wow!<br/>'''Randall''': ...che è la parte più esterna del sistema solare, in pratica. E-E usando il metodo di determinazione orbitale di Gausse l'incertezza astrometrica media di punto zero quattro arco-secondi, ci siamo chiesti...<br/>'''Presidente Janie Orlean''': Piano, piano, piano, piano, che diavolo è?<br/>'''Jason''': Ci stiamo annoiando. Ci dica solo di che si tratta.<br/>'''Randall''': Cosa?<br/>'''Presidente Jeanie Orlean''': Questo è...<br/>'''Jason''': Sul serio la smetta.<br/>'''Randall''': Smetto cosa?<br/>'''Kate''': Il dottor Mindy sta cercando di dire che una cometa punta dritta verso la Terra.
*'''Jason''': E poi che succede? Un maremoto? <br/>'''Randall''': No, veramente sarà molto più catastrofico. Si-si formeranno tsunami alti un miglio che investiranno tutto il globo. E... Se quella cometa impatterà, avrà la potenza di-di miliardi di bombe di Hiroshima. Ci saranno terremoti di magnitudo dieci o undici...<br/>'''Jason''': Aspetti. Lei respira in modo strano e questo mi mette a disagio.
*'''Presidente Janie Orlean''': E quante certezze avete?<br/>'''Randall''': Ci risulta il 100% di certezza di un impatto.<br/>'''Presidente Janie Orlean''': La prego, non dica il 100%.<br/>'''Segretario degli Interni''': Possiamo definirlo un evento potenzialmente rilevante?<br/>'''Teddy''': Sì.<br/>'''Presidente Jeanie Orlean''': Sì.<br/>'''Kate''': È un evento che però non accadrà solo potenzialmente. Questa cosa accadrà sicuramente.<br/>'''Randall''': Infatti al 99,78% per l'esattezza.<br/>'''Jason''': Oh, bene. Allora non è il cento per cento.
*'''Presidente Janie Orlean''': Sa quante riunioni sulla fine del mondo abbiamo fatto in questi anni? Crisi economica, armi nucleari, intelligenza artificiale ostile, inquinamento atmosferico...<br/>'''Jason''': Siccità, carestia, epidemia.<br/>'''Presidente Jeanie Orlean''': Di tutto.<br/>'''Jason''': Invasione aliena, crescita demografica, buco nello ozono...
*{{NDR|dalla tv}} '''Colonnello Ben Drask''': Io vi chiedo solo se verrò ammazzato meriterete la vita che avrete grazie al mio sacrificio.<br/>'''Presidente Janie Orlean''': Meriterete la vita che avrete grazie al mio sacrificio. Giusto?<br/>'''Jason''': L'ho scritta io.<br/>'''Kate''': Non è presa da ''[[Salvate il soldato Ryan]]''?<br/>'''Randall''': Sì, sì.<br/>'''Jason''': No, è totalmente diversa.
*'''Randall''': Teddy, andiamo! Che... Quale altra scelta ho?<br/>'''Teddy''': Un uomo ha sempre delle scelte, Randall! A volte devi fare solo quella giusta.
*'''Yule''': Sei quella che ha detto in tv: "Moriremo tutti"?<br/>'''Kate''': No.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia fantascientifica]]
[[Categoria:Film satirici]]
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Christine Lagarde
0
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2026-05-18T16:30:44Z
Bettylella
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/* Citazioni di Christine Lagarde */
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text/x-wiki
[[File:(Christine Lagarde) New ECB Chief Lagarde to address plenary for first time (49521491927) (cropped).jpg|thumb|Christine Lagarde (2020)]]
'''Christine Madeleine Odette Lagarde''', nata '''Lallouette''' (1956 – vivente), politica, avvocata e banchiera francese.
==Citazioni di Christine Lagarde==
*La [[Croazia]] si è impegnata a fondo e con successo per diventare il ventesimo paese membro dell'area dell'[[euro]]. Mi congratulo con i cittadini croati. Questo dimostra l'attrattiva dell'euro, che apporta stabilità ai paesi che lo adottano.<ref>Citato in Fabrizio Goria, ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/01/01/news/croazia_unione_europea_adozione_euro_area_schengen-12442118/ La Croazia nell’euro e nell’area Schengen. Von der Leyen: “Un giorno d’orgoglio”]'', ''lastampa.it'', 4 gennaio 2023.</ref>
*Negli ultimi giorni abbiamo sentito molte critiche nei confronti dell'Europa, ma è da considerarsi una cosa positiva, e penso che dovremmo ringraziare coloro che ci hanno criticato. Ci ha fatto comprendere appieno che dobbiamo essere più concentrati, dobbiamo lavorare sui piani B di cui parlavo e dobbiamo focalizzarci sull'innovazione, sul miglioramento della produttività e su tutto il resto.
:''We have heard a lot of European bashing in the last few days, but if anything it has been good, and we should say thank you to the bashers. It has given us a complete realisation of the fact that we have to be more focused, we have to work on those Plans B that I was talking about, and we have to focus on innovation, improvement of productivity, and the rest of it.''<ref>Dal discorso di chiusura del Forum di Davos del 23 gennaio 2026; [https://www.youtube.com/shorts/H_xm9OC1754] disponibile su ''youtube.com'', EUdebates live.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Lagarde, Christine}}
[[Categoria:Politici francesi]]
[[Categoria:Avvocati francesi]]
[[Categoria:Banchieri francesi]]
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Udiki
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[[File:(Christine Lagarde) New ECB Chief Lagarde to address plenary for first time (49521491927) (cropped).jpg|thumb|Christine Lagarde (2020)]]
'''Christine Madeleine Odette Lagarde''', nata '''Lallouette''' (1956 – vivente), politica, avvocata e banchiera francese.
==Citazioni di Christine Lagarde==
{{cronologico}}
*La [[Croazia]] si è impegnata a fondo e con successo per diventare il ventesimo paese membro dell'area dell'[[euro]]. Mi congratulo con i cittadini croati. Questo dimostra l'attrattiva dell'euro, che apporta stabilità ai paesi che lo adottano.<ref>Citato in Fabrizio Goria, ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/01/01/news/croazia_unione_europea_adozione_euro_area_schengen-12442118/ La Croazia nell'euro e nell'area Schengen. Von der Leyen: "Un giorno d'orgoglio"]'', ''lastampa.it'', 4 gennaio 2023.</ref>
*Negli ultimi giorni abbiamo sentito molte critiche nei confronti dell'Europa, ma è da considerarsi una cosa positiva, e penso che dovremmo ringraziare coloro che ci hanno criticato. Ci ha fatto comprendere appieno che dobbiamo essere più concentrati, dobbiamo lavorare sui piani B di cui parlavo e dobbiamo focalizzarci sull'innovazione, sul miglioramento della produttività e su tutto il resto.
:''We have heard a lot of European bashing in the last few days, but if anything it has been good, and we should say thank you to the bashers. It has given us a complete realisation of the fact that we have to be more focused, we have to work on those Plans B that I was talking about, and we have to focus on innovation, improvement of productivity, and the rest of it.''<ref>Dal discorso di chiusura del Forum di Davos, 23 gennaio 2026; [https://www.youtube.com/shorts/H_xm9OC1754 video] disponibile su ''youtube.com/@EUdebatesLIVE''.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Lagarde, Christine}}
[[Categoria:Avvocati francesi]]
[[Categoria:Banchieri francesi]]
[[Categoria:Politici francesi]]
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Mario Pisu
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200601
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2026-05-19T07:30:40Z
Spinoziano
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/* Doppiatore */
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text/x-wiki
[[File:Biraghin (film 1946) Mario Pisu (cropped).png|thumb|Mario Pisu in ''[[Biraghin]]'' (1946)]]
'''Mario Pisu''' (1910 – 1976), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni su Mario Pisu==
*Alto, di bella presenza ed elegante figura, è uno degli attori più stimati e quotati dapprima nel teatro poi nel cinema, settori in cui debutta pressoché contemporaneamente pur non giungendo mai al ruolo di protagonista. Da "primo attor giovane" in teatro ad antagonista sullo schermo, Mario Pisu si costruisce una carriera di tutto rispetto recitando in teatro [...]. Ma anche in campo cinematografico Pisu è richiesto da registi importanti e affermati [...]. Di notevole intensità è anche la sua attività nel doppiaggio, dove presta la sua voce calda e modulata. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
===Attore===
{{div col}}
*''[[Il suo destino]]'' (1938)
*''[[Manovre d'amore]]'' (1941)
*''[[Noi vivi]]'' (1942)
*''[[Addio Kira!]]'' (1942)
*''[[Il ratto delle Sabine (film 1945)|Il ratto delle Sabine]]'' (1945)
*''[[Il canto della vita]]'' (1945)
*''[[Biraghin]]'' (1946)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952)
*''[[Gli uomini non guardano il cielo]]'' (1952)
*''[[Totò all'inferno]]'' (1955)
*''[[Anni ruggenti]]'' (1962)
*''[[8½]]'' (1963)
*''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965)
*''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971)
*''[[Paolo il caldo]]'' (1973)
{{div col end}}
===Doppiatore===
{{div col|strette}}
*''[[Shanghai Express]]'' (1932)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[La grande pioggia]]'' (1939)
*''[[Partita d'azzardo]]'' (1939)
*''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942)
*''[[La signora Miniver]]'' (1942)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'' (1944)
*''[[Settimo velo]]'' (1945)
*''[[Il cucciolo]]'' (1946)
*''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946)
*''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947)
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948)
*''[[Schiavo della furia]]'' (1948)
*''[[Bastogne (film 1949)|Bastogne]]'' (1949)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]'' (1949)
*''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949)
*''[[Viale Flamingo]]'' (1949)
*''[[Donne e briganti]]'' (1950)
*''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950)
*''[[L'amante indiana]]'' (1950)
*''[[Sui marciapiedi]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Gelosia (film 1953)|Gelosia]]'' (1953)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Il delitto perfetto]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Gli ultimi cinque minuti]]'' (1955)
*''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955)
*''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Baby Doll - La bambola viva]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[La storia di una monaca]]'' (1959)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Splendore nell'erba]]'' (1961)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Ad ovest del Montana]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{s}}
{{DEFAULTSORT:Pisu, Mario}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Guerra Israele-Hamas
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Mariomassone
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/* Citazioni */
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Damage in Gaza Strip during the October 2023 - 29.jpg|thumb|Rovine in Città di Gaza]]
Citazioni sulla '''guerra Israele-Hamas'''.
==Citazioni==
*Chi c'è dietro [[Hamas]]? Credo che la risposta sia molto semplice: chi li sostiene pubblicamente, li sostiene con le armi. E non si tratta di un solo giorno. È una cosa che va avanti da molto tempo. Credo che qui ci sia una risposta dettagliata che potete trovare da soli. E anche sui social media, si può vedere attraverso le griglie chi sta dando i segnali rilevanti. Crediamo che la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] sia uno di quelli che ha aiutato e che sta dietro. ([[Volodymyr Zelens'kyj]])
*Coloro che versano lacrime di coccodrillo per i civili uccisi nella [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra tra Ucraina e Russia]] stanno guardando in silenzio la morte di migliaia di bambini innocenti a Gaza. ([[Recep Tayyip Erdoğan]])
*Di fronte a tragedie come quella a cui stiamo assistendo oggi nel conflitto tra Israele e Hamas è solo questione di tempo prima che inizino a dilagare le teorie del complotto. Teorie con cui si cercherà di ingrandire le colpe dell’uno a scapito di quelle dell’altro o, anche più probabilmente, a ipotizzare interventi di terze o quarte potenze che agiscono nell’ombra, quando non addirittura di misteriosi burattinai che manipolerebbero dall’alto qualunque evento storico. ([[Massimo Polidoro]])
*Dire che nessun problema deve essere risolto principalmente con mezzi militari significa iniziare con la condanna di ciò che Hamas ha fatto il 7 ottobre in Israele. Quelle atrocità non possono essere giustificate da nulla, e comprendiamo che Israele debba difendersi da una simile violenza. Lo Stato ebraico sostiene di dover sconfiggere completamente Hamas, almeno la parte militare. La verità è che l’ideologia non può essere sconfitta: in Siria e in Iraq abbiamo sconfitto militarmente l’Isis, ma quella ideologia sopravvive e si è spostata in Africa. E come lo Stato Islamico in Siria e i talebani in Afghanistan, Hamas usa i civili come scudo, li tiene in ostaggio, non protegge la sua popolazione. Noi dobbiamo sostenere Israele, e allo stesso tempo appoggiare le misure per proteggere la popolazione civile palestinese, fornire assistenza umanitaria e, una volta risolta la parte militare del conflitto, fare del nostro meglio per ripristinare una vita dignitosa a Gaza. ([[Petr Pavel]])
*È suicidio l’isolamento e la fascistizzazione del Paese, la perdita di etica e di qualunque morale. È suicidio un’idea di suprematismo ebraico che giustifica qualunque scelta in nome della sicurezza di Israele. È suicidio seguire gli insegnamenti religiosi messianici che vorrebbero la Grande Israele. Vedere nell’altro sempre il pericolo è un’idea paranoica alimentata dalla paura. ([[Anna Foa]])
*È veramente straziante per me vedere Israele sprofondato in un simile abominio, con alcuni ministri fanatici che, con gli occhi fuori dalle orbite, gridano propositi di virulenta disumanità, oppure con gruppi di coloni che compiono vergognose azioni squadristiche ai danni di palestinesi inermi in Cisgiordania. ([[Liliana Segre]])
*Gli attacchi di [[Hamas]] non sono avvenuti nel vuoto. Il [[Stato di Palestina|popolo palestinese]] è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione. ([[António Guterres]])
*Hamas ha commesso un atto orribile, ucciso 1200 innocenti e preso centinaia di ostaggi. Israele, aveva il diritto di difendersi. Ma quel che ha fatto, è stato scatenare una guerra totale contro uomini, donne e bambini di Gaza, violando il diritto internazionale. Oggi sempre più americani chiedono al governo di non spendere altri soldi per uccidere palestinesi. E io mi sto impegnando in tal senso. ([[Bernie Sanders]])
*Israele ha diritto a difendersi come ovvio così come l'attacco terroristico di Hamas non ha nessuna giustificazione, è stato un attacco terroristico bestiale. Dopo quell'attacco bisognava capire come uscire da quella situazione. E invece America, Europa, Nato arrivano sempre in ritardo, sono arrivati in ritardo in Ucraina, dove da otto anni era in corso una guerra civile, sono arrivati tardi in Medio Oriente. ([[Vincenzo De Luca]])
*Israele non è né l’erede né il rappresentante degli ebrei europei vittime della Shoah: non deve usare quello scudo per giustificare qualunque suo eccesso, ma non deve neanche essere usato come pretesto per tornare ad odiare il popolo ebraico e perfino le vittime di 80 anni fa. Israele è stato una risposta alla Shoah: lo stato-rifugio che avrebbe garantito l’adempimento di quel giuramento: “mai più”. Il trauma patito dagli israeliani il 7 ottobre non si capisce se non si ha chiaro questo: è stato lo shock di vedere di nuovo assassinare e rapire casa per casa donne, vecchi e bambini proprio dentro quel rifugio che era stato costruito perché non potesse mai più accadere. ([[Liliana Segre]])
*La scelta fatta da Israele non mi pare la più utile per arrivare alla pace. Proprio perché Israele è una democrazia, possiamo dire che Netanyahu non è Rabin e non è Peres, ha favorito l'insediamento dei coloni israeliani nell'illusione coltivata dai fondamentalisti israeliani di poter risolvere il problema palestinese in maniera demografica, cioè di avere un numero tale di coloni da pareggiare il numero dei palestinesi. ([[Vincenzo De Luca]])
*Oggi è doloroso vedere che la questione della responsabilità collettiva viene aperta nei confronti della popolazione di Gaza: l'argomento che i palestinesi hanno votato Hamas, non si ribellano, quindi il bombardamento di massa ha una qualche giustificazione, è intollerabile per qualsiasi popolo in qualsiasi circostanza. Per Gaza è intollerabile ancora di più, perché metà della popolazione è composta da minorenni. ([[Adriano Sofri]])
*Per le strade sfilano ebrei con i volti dei bambini assassinati a Gaza. Ho visto un video in cui una ragazza di Gerusalemme girava in macchina gridando al megafono “i bambini sono bambini”. Qualcosa sta cambiando. Che non sia sufficiente per determinare un rovesciamento completo dell’opinione pubblica è possibile. ([[Anna Foa]])
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. ([[Ilan Pappé]])
*Purtroppo, Hamas ha ripetutamente respinto offerte ragionevoli per fare la pace. Non possiamo dimenticare il 7 ottobre. Ora, come per incoraggiare il conflitto continuo, alcuni di questo corpo stanno cercando di riconoscere unilateralmente uno stato palestinese. Le ricompense sarebbero troppo grandi per i terroristi di Hamas per le loro atrocità. Invece di cedere alle richieste di riscatto di Hamas, coloro che vogliono la pace dovrebbero essere uniti con un unico messaggio: “Rilasciate gli ostaggi ora”. ([[Donald Trump]])
*Si fa un gran parlare della crisi ucraina. Ma tutto il mondo vede la differenza. Guardate l’Operazione militare speciale e quel che succede a Gaza, dove è in atto una catastrofe, e ve ne accorgete. In Ucraina non accade nulla di simile. ([[Vladimir Putin]])
*Utilizziamo le foto fornite dai parenti, le immagini dei profili social, i video messi in rete da Hamas e quelli del deep web, i programmi di intelligenza artificiale, mappature e geolocalizzazione. Lo scopo è uno: trovare chi è scomparso, dire alle famiglie quando sono stati visti l'ultima volta, se sono stati portati a [[Gaza]] o no. E in caso, in quali condizioni: vivi, morti, feriti. [...] Parliamo di vita e morte. Non sono ammessi errori. ([[Karine Nahon]])
===[[Joe Biden]]===
{{cronologico}}
*Ci sono momenti in questa vita – e lo dico letteralmente – in cui il male puro e semplice si scatena su questo mondo. Il popolo di Israele ha vissuto uno di questi momenti questo fine settimana.
*È stato un atto di pura malvagità. Più di 1.000 civili massacrati – non solo uccisi, massacrati – in Israele. Tra questi, almeno 14 cittadini americani uccisi. Genitori massacrati mentre usavano i loro corpi per cercare di proteggere i propri figli. Rapporti che fanno rivoltare lo stomaco su bambini uccisi. Intere famiglie uccise. Giovani massacrati mentre partecipavano a un festival musicale per celebrare la pace. Donne stuprate, aggredite e fatte sfilare come trofei.
*La brutalità di Hamas, questa sete di sangue, ci ricorda il peggio: la peggiore furia dell'[[ISIS|Isis]].
*Siamo al fianco di Israele. E faremo in modo che Israele abbia tutto ciò di cui ha bisogno per prendersi cura dei suoi cittadini, difendersi e rispondere a questo attacco.
*Se gli Stati Uniti avessero vissuto ciò che sta attraversando Israele, la nostra risposta sarebbe stata rapida, decisa e schiacciante.
*Permettetemi di dire ancora una volta: a qualsiasi paese, a qualsiasi organizzazione, a chiunque stia pensando di approfittare di questa situazione, ho una sola parola: Don't. Non fatelo. I nostri cuori possono essere spezzati, ma la nostra determinazione è chiara.
*Ieri, quando ero in Israele, ho detto che quando l'America ha vissuto l'inferno dell'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11 settembre]], anche noi ci siamo sentiti infuriati. Pur avendo cercato e ottenuto giustizia, abbiamo commesso degli errori. Ho quindi ammonito il governo di Israele a non farsi accecare dalla rabbia.
*Più di 30.000 palestinesi sono stati uccisi. La maggior parte di loro non è di Hamas. Migliaia e migliaia sono donne e bambini innocenti. Bambine e bambini rimasti orfani. Altri 2 milioni di palestinesi sono sotto bombardamento o sfollati. Case distrutte, quartieri in macerie, città in rovina. Famiglie senza cibo, acqua, medicine. È straziante.
*Alla leadership di Israele dico questo. L'assistenza umanitaria non può essere una considerazione secondaria o una merce di scambio. Proteggere e salvare vite innocenti deve essere una priorità. Guardando al futuro, l'unica vera soluzione è quella dei due Stati.
===[[Ofer Cassif]]===
*Israele è responsabile in molti modi, ma la sua colpa principale è l’occupazione dei Territori palestinesi che continua. [...] Hamas ha commesso un crimine di guerra contro civili innocenti che non possiamo accettare; bisogna ora considerare il contesto, non per giustificare l’ingiustificabile, ma per capire e per far sì che quello che è accaduto non si ripeta.
*L’unica via percorribile è smantellare del tutto gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, porre fine al regime di apartheid e alle violenze nei confronti dei palestinesi e poi stoppare subito l’assedio imposto alla Striscia di Gaza.
*Sappiamo che adesso l’apparato delle forze di occupazione israeliane pianifica di distruggere parte di Gaza. [...] Nella regione vivono più di due milioni di persone e i morti saranno migliaia: l’Ue e gli Stati Uniti avrebbero potuto fermare tutto questo, ma non lo hanno fatto.
===[[Ami Dror]]===
*Abbiamo un premier e un governo che lavorano per prolungare la guerra e tutto soltanto per un puro e politico scopo di Netanyahu. E se abbiamo potuto giustificare questa guerra per i primi dodici mesi, da allora è diventata inaccettabile. E lo dice anche l’Idf.
*Chi si aspetta ancora che Netanyahu mostri pietà non ha ancora capito che con lui si può solo trattare con la forza.
*In questo momento stanno succedendo due cose in Israele: una è la guerra, l’altra è la guerra del governo al sistema giudiziario che ha avuto come ultimo atto il tentativo di licenziare la procuratrice generale. Noi non abbiamo una Costituzione e l’unica forza che può proteggere la minoranza contro la maggioranza è la giustizia.
===[[Maša Gessen]]===
{{cronologico}}
*Netanyahu ha paragonato gli omicidi di Hamas al festival musicale all'"Olocausto dei proiettili". Questo paragone, ripreso e fatto circolare dai leader mondiali, compreso il presidente Biden, serve a rafforzare le ragioni di Israele per infliggere una punizione collettiva ai residenti di Gaza. Allo stesso modo, quando Putin dice "nazista" o "fascista", intende dire che il governo ucraino è così pericoloso che la Russia è giustificata a bombardare a tappeto, assediare le città ucraine e uccidere i civili ucraini. Ci sono differenze significative, naturalmente: la Russia sostiene che l'Ucraina l'ha attaccata per prima e dipinge il governo ucraino come fascista, ma Hamas è una potenza tirannica che ha attaccato Israele e commesso atrocità che non possiamo ancora comprendere appieno. Ma queste differenze hanno importanza quando si tratta di uccidere dei bambini?
*Così come gran parte della pretesa di impunità di Israele risiede nello status di vittima perpetua degli ebrei, molti critici del Paese hanno cercato di giustificare l'atto terroristico di Hamas come una risposta prevedibile all'oppressione di Israele sui palestinesi. Al contrario, agli occhi dei sostenitori di Israele, i palestinesi di Gaza non possono essere vittime perché Hamas ha attaccato Israele per primo. La lotta su una legittima rivendicazione di vittimismo si protrae all'infinito.
*Nei due mesi successivi all'attacco di Hamas contro Israele, tutti i gazawi hanno sofferto per l'assalto appena interrotto delle forze israeliane. Migliaia di persone sono morte. In media, a Gaza viene ucciso un bambino ogni dieci minuti. Le bombe israeliane hanno colpito ospedali, reparti di maternità e ambulanze. Otto gazawi su dieci sono ormai senza casa, si spostano da un luogo all'altro, senza mai riuscire a mettersi in salvo.
===[[Pierre Haski]]===
{{cronologico}}
*In Israele lo shock è enorme. Alcuni commentatori ritengono che si tratti del più grave trauma dall'indipendenza dello stato nel 1948. In nessun momento della storia soldati di paesi arabi hanno messo piede nel territorio israeliano su scala paragonabile a quanto successo il 7 ottobre.
*Il prezzo politico degli errori dell'apparato di sicurezza sarà enorme e lo pagheranno i vertici militari. Tuttavia, [[Benjamin Netanyahu]] e i suoi alleati di estrema destra non potranno sfuggire al disastro provocato dalle loro scelte ideologiche: sono stati loro a dividere Israele e a far salire alle stelle la tensione nei territori palestinesi. La loro leadership ha fallito. La stagione delle responsabilità si aprirà quando cesseranno i combattimenti.
*Sul fronte palestinese bisogna sottolineare che gli islamisti di Hamas, attraverso un attacco tanto pianificato quanto sanguinoso, hanno mandato un doppio messaggio: prima di tutto a milioni di palestinesi, rivendicando così la loro leadership a spese dell'Autorità nazionale palestinese e di Al Fatah; e poi anche ai paesi della regione, a cominciare dall'Arabia Saudita, che ha voltato le spalle ai palestinesi.
*La superiorità militare di Israele gli permetterà certamente di distruggere buona parte delle infrastrutture di Hamas, dalle fabbriche dei razzi che piovono sulle città del paese ai tunnel verso l'Egitto o Israele, usati da Hamas per comunicare con l’esterno, fino agli arsenali del movimento.
*Cosa fare della Striscia una volta eliminato Hamas, per quanto temporaneamente? Israele ha già vissuto l'esperienza dell'occupazione di Gaza e non conserva buoni ricordi. Una nuova occupazione non è sicuramente nei desideri dei militari. Ma davvero si possono lasciare due milioni di persone in stato di abbandono? Significherebbe rischiare di far emergere qualcosa di ancor più pericoloso di Hamas dal punto di vista di Israele.
*Gli occidentali si ritrovano relativamente isolati in quella che considerano una posizione logica dal punto di vista morale, considerata la barbarie dei terroristi che hanno preso di mira i civili. Ma in realtà questa posizione non è affatto scontata agli occhi di buona parte del mondo, anzi risulta ipocrita.
*Privare i palestinesi degli aiuti per le cure sanitarie o per l’istruzione significherebbe fare il gioco degli estremisti, anche se alcuni in Europa non lo capiscono. Per non parlare del rischio di allargare il fossato con il resto del mondo, uno dei segnali più inquietanti di quest’epoca.
*La Russia, dal canto suo, ha di che rallegrarsi. C’è ancora qualcuno che parla dell’Ucraina? A questo punto per gli Stati Uniti diventa problematico sostenere contemporaneamente Israele e Kiev, come dimostra il fatto che alcuni missili da inviare all’Ucraina siano stati destinati allo stato ebraico. Una questione di priorità.
===[[Giorgia Meloni]]===
{{cronologico}}
*La reazione a una aggressione deve sempre rispettare il principio di proporzionalità. Vale per gli individui, e vale a maggior ragione per gli Stati. E Israele ha superato quel limite, con una guerra su larga scala che sta coinvolgendo oltre misura la popolazione civile palestinese. È su questo limite che lo Stato ebraico ha finito per infrangere le norme umanitarie, causando una strage tra i civili.
*Non ci accodiamo a chi scarica su Israele tutta la responsabilità di quello che accade a Gaza. Perché è Hamas ad aver scatenato la guerra. È Hamas che potrebbe far cessare le sofferenze dei palestinesi, liberando subito tutti gli ostaggi. È Hamas che sembra voler prosperare sulla sofferenza del popolo che dice di rappresentare.
*Israele deve uscire dalla trappola di questa guerra. Lo deve fare per la storia del popolo ebraico, per la sua democrazia, per gli innocenti, per i valori universali del mondo libero di cui fa parte.
===[[Moni Ovadia]]===
{{cronologico}}
*È possibile che l'Iran abbia fornito dei missili, non escludo che quel Paese fondato su un fondamentalismo fanatico abbia svolto una funzione, ma questo avviene in un contesto che favorisce il peggio del peggio. Che cos’hanno da perdere i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania? Cosa!? Sono sottoposti ad arresti continui, a invasioni delle loro case, alla distruzione dei loro ulivi, all’espropriazione delle loro terre, delle loro risorse idriche. Io non ho mai visto niente di così brutale sotto il cielo del pianeta, da decenni e decenni.
*È successo perché gli israeliani - io parlo sempre dei governanti e dell'autorità militare - hanno interiorizzato un'arroganza così spaventosa e ripugnante da non rendersi più neanche conto di quello che accade intorno a loro, capisce? I palestinesi vivono in una scatola di sardine da 75 anni, per un sorso di libertà hanno deciso di rischiare qualsiasi cosa.
*La responsabilità è totalmente dell'arroganza perpetrata da decenni dai governi israeliani che si sono succeduti. Sottopongono i palestinesi a ogni forma di prepotenza, vessazione, colonizzazione, occupazione, arresti illegali, arresti amministrativi: ammazzano a sangue freddo i loro figli. Che cosa ci si può aspettare?
===[[Fania Oz-Salzberger]]===
{{cronologico}}
*I carnefici di Hamas erano ben organizzati. Alcuni si sono finti soldati israeliani e hanno intimato alle vittime in fuga di radunarsi in un punto preciso. Poi li hanno falciati di colpi. Questi assassini addestrati sono stati subito seguiti da uomini di Gaza, «gente comune», a bordo di jeep e motociclette, che hanno proceduto a spingere i ragazzi rimasti in vita dentro i loro veicoli, pestandoli e umiliandoli, prima di portarli via con loro nella Striscia di Gaza.
*Mai l'esercito israeliano è stato chiamato a raccolta per scannare i civili palestinesi, i disabili e gli anziani, i ragazzini, i neonati al seno delle madri, sterminandoli a colpi d'arma da fuoco. Mai sono stati massacrati deliberatamente i civili, senza che ci fosse traccia di un obiettivo militare nella zona. Mai la morte accidentale degli innocenti è stata accolta con grida di giubilo e manifestazioni di esultanza.
*Mi impongo di non guardare i video delle esecuzioni, così perversamente girati e messi in onda da Hamas, ma ho visto un bambino israeliano di cinque anni malmenato dai ragazzi di Gaza mentre piangeva e chiamava sua madre. Coloro che giustificano «la guerra di liberazione» di Hamas e tracciano paralleli tra i bombardamenti israeliani su Gaza e il massacro dei civili nel sud di Israele non fanno altro che sostenere sfacciatamente questi nuovi nazisti. E molti di questi presunti pacifisti sono americani. Non è più il tempo di misurare le parole: i sicari di Hamas sono la feccia della terra.
===[[Chuck Schumer]]===
*Credo che una nuova elezione sia l’unico modo per consentire un processo decisionale sano e aperto sul futuro di [[Israele]].
*La coalizione di [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]] non è più adatta alle esigenze di [[Israele]] dopo il 7 ottobre.
*Sono angosciato dal fatto che la campagna di guerra israeliana abbia ucciso così tanti palestinesi innocenti.
===[[Slavoj Žižek]]===
{{cronologico}}
*L’attacco di Hamas contro Israele deve essere condannato in modo incondizionato, senza se e senza ma. Se si pensa all’uccisione di 260 tra i ragazzi e le ragazze che partecipavano a un rave, si capisce che non si è trattato di un atto di “guerra” ma di un massacro; e che l’obiettivo di Hamas, la distruzione dello stato di Israele, comprende l’assassinio di massa di civili israeliani.
*Quando sui giornali leggiamo titoli come “Questo è un incubo per Israele e il suo popolo” o “È l’11 settembre di Israele: il terrore inimmaginabile colpisce il cuore della nazione”, viene da pensare: è vero, ma i palestinesi della Cisgiordania vivono in un incubo da decenni.
*Se tendessi di più a credere alle teorie complottiste, esprimerei sicuramente il mio dubbio sul fatto, molto pubblicizzato, che i servizi segreti israeliani non sapessero davvero niente dell’attacco del 7 ottobre. Trovo falsa la sorpresa del “come è potuto passare inosservato”. Non è vero che Gaza era totalmente sotto il controllo di Israele, con tanti informatori e sofisticati sensori terrestri e aerei al confine? Forse bisognerebbe sollevare una questione: chi ha tratto maggior profitto dall’attacco di Hamas?
*Per dirla in modo un po' stalinista, l’attacco di Hamas fa oggettivamente l'interesse degli integralisti israeliani che ora governano lo stato (per non parlare dell’interesse della Russia: la guerra ha già distolto l’attenzione globale dalla guerra in Ucraina). Tuttavia, anche se Netanyahu sapeva che Hamas stava preparando qualcosa, non avrebbe potuto prevedere il numero di israeliani uccisi, quindi l'attacco di Hamas potrebbe anche significare la fine di Netanyahu, che non può più presentarsi come "mister Sicurezza".
*Invece di perdersi in teorie complottiste, dovrebbe essere sufficiente sottolineare che entrambe le parti (Hamas e il governo Netanyahu) sono contrarie a qualsiasi opzione di pace e invocano la lotta fino alla morte.
*Hamas e gli integralisti israeliani sono le due facce della stessa medaglia: la vera scelta non è tra loro, ma tra i fondamentalisti della linea dura e quelli aperti alla coesistenza da entrambe le parti. Anche in questo caso bisogna opporsi al doppio ricatto: se si è sostenitori della causa palestinese si è implicitamente antisemiti, e se si è contro l’antisemitismo si deve implicitamente essere sostenitori di Israele. La soluzione non è un compromesso, una "giusta misura" tra i due estremi: si dovrebbe invece andare fino in fondo in entrambe le direzioni, nella difesa dei diritti dei palestinesi e nella lotta all’antisemitismo.
*Sostengo incondizionatamente il diritto di Israele a difendersi da questi attacchi terroristici, ma allo stesso tempo simpatizzo incondizionatamente con il destino disperato e sempre più senza speranza dei palestinesi nei territori occupati. Le persone convinte che ci sia una “contraddizione” in questa mia posizione sono quelle che effettivamente rappresentano una minaccia alla nostra dignità e libertà.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Genocidio nella Striscia di Gaza]]
*[[Hamas]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Eventi degli anni 2020]]
[[Categoria:Guerre]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Storia di Israele]]
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Papa Leone XIV
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2026-05-19T11:07:42Z
Mariomassone
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/* Citazioni su Papa Leone XIV */
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[[File:Papa Leon XIV-20251011-54852216541-20251112111339.jpg|thumb|Papa Leone XIV nel 2025]]
'''Leone XIV''', nato '''Robert Francis Prevost''' (1955 – vivente), papa della Chiesa cattolica.
==Citazioni di Papa Leone XIV==
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Dal mio punto di vista si tratta di una vera e propria invasione imperialista in cui la Russia vuole conquistare un territorio per questioni di potere a causa dell'ubicazione strategica dell'Ucraina [...]. È provato che si stanno commettendo crimini contro l'umanità [...] dobbiamo essere chiari su questo punto: ci sono politici del nostro Paese {{NDR|Perù}} che non vogliono riconoscere gli orrori di questa guerra che stanno commettendo i russi.<ref>Da un'intervista di ''Semanario Expresion'', 2022; citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/25_maggio_11/papa-leone-xiv-in-un-intervista-del-2022-la-guerra-in-ucraina-e-un-invasione-imperialista-della-russia-per-questioni-di-potere-a11b3aea-d525-4670-a5c1-1087e2062xlk.shtml Papa Leone XIV in un'intervista del 2022: «La guerra in Ucraina è un'invasione imperialista della Russia per questioni di potere»]'', ''corriere.it'', 11 maggio 2025.</ref>
*Evidente è il diritto e il dovere di prenderci cura della Casa che Dio Padre ci ha affidato come amministratori premurosi, affinché nessuno distrugga irresponsabilmente i beni naturali, né, tanto meno, si sottometta a essi come schiavo o adoratore della natura.<ref> https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/08/18/0572/00992.htm </ref> (Dal messaggio alla conferenza episcopale dell'Amazzonia, 18 agosto 2025)
*C'è una certa tendenza, in questi tempi, a non apprezzare abbastanza, a vari livelli, modelli e valori maturati nei secoli che segnano la nostra identità culturale, addirittura a volte pretendendo di cancellarne la rilevanza storica e umana. Non disprezziamo ciò che i nostri padri hanno vissuto e ciò che ci hanno trasmesso, anche a costo di grandi sacrifici. Non lasciamoci affascinare da modelli massificanti e fluidi, che promuovono solo una parvenza di libertà, per rendere poi invece le persone dipendenti da forme di controllo come le mode del momento, le strategie di commercio o altro.<ref>https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/10/14/0752/01327.html</ref> (Dal discorso in occasione della visita ufficiale al Palazzo del Quirinale, 14 ottobre 2025)
*Disegni, oggi come ieri, avvolgono il mondo. Sono strategie, che mirano a conquistare mercati, territori, zone di influenza. Strategie armate, ammantate di discorsi ipocriti, di proclami ideologici, di falsi motivi religiosi.<ref> https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2025/documents/20251231-te-deum.html</ref> (Dall'omelia del 31 dicembre 2025, solennità di Maria SS.ma madre di Dio).
*Duole constatare come, specialmente in Occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l'autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano.<ref> https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/january/documents/20260109-corpo-diplomatico.html</ref> (Dal discorso al corpo diplomatico, 9 gennaio 2026)
*La pace è anzitutto dono, a tal fine vi invito a riflettere sul fatto che non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l'umanità fa a se stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all'oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi. Madre Teresa di Calcutta, santa degli ultimi e premio Nobel per la pace, affermava a riguardo che «il più grande distruttore della pace è l'aborto». La sua voce rimane profetica: nessuna politica può porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell'indigenza materiale e spirituale. In tempi feriti da molte ingiustizie, dalle violenze e dalla guerra, [...] la pace è soprattutto un dono, perché la riceviamo da chi ci precede nella storia: è un bene del quale ringraziare. La pace è alleanza, che ci incarica di un impegno comune: quello di onorarla, quando c'è, e di realizzarla, quando manca. La pace, infine, è promessa, perché sostiene la nostra speranza in un mondo migliore, e come tale viene cercata da tutte le persone di buona volontà. La politica svolge qui una funzione sociale insostituibile: vi esorto perciò [...] a cooperare sempre più nello studio di forme partecipative che coinvolgano tutti i cittadini, uomini e donne, nella vita istituzionale degli Stati. Su queste basi sarà possibile edificare quella fraternità universale che già tra voi giovani si annuncia come segno di un tempo nuovo: il vostro lavoro, infatti, trova la sua espressione più alta quando opera per un'umanità pacificata nella giustizia.<ref>Dall'udienza per i partecipanti al convegno One Humanity, One Planet, 2026; citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/il-papa-piu-grande-distruttore-pace-e-l-aborto-AIIhdyAB Il Papa: il più grande distruttore della pace è l'aborto]'', ''ilsole24ore.com'', 31 gennaio 2026.</ref>
==Discorsi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} Cari fratelli e sorelle, si susseguono notizie allarmanti dal Medio Oriente, soprattutto dall'Iran. In questo scenario drammatico che include Israele e Palestina rischia di cadere in oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza e negli altri territori dove l'urgenza di un adeguato sostengo umanitario si fa sempre più pressante. Oggi più che mai l'umanità grida e invoca la pace: è un grido che chiede responsabilità e ragione e non deve essere soffocato dal fragore delle armi e da parole retoriche che incitano al conflitto. Ogni membro della comunità internazionale ha una responsabilità morale a fermare la tragedia della guerra prima che essa diventi una voragine irreparabile. Non esistono conflitti lontani quando la dignità umana è in gioco. La guerra non risolve i problemi, anzi li amplifica e produce ferite profonde nella storia dei popoli che impiegano generazioni per rimarginarsi. Nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri, la paura dei bambini, il futuro rubato. Che la diplomazia faccia tacere le armi, che le nazioni traccino il loro futuro con opere di pace non con la violenza e conflitti sanguinosi.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/cronaca/2025/06/22/news/papa_leone_xiv_angelus_appello_pace_attacchi_usa_iran-424684921/ Leone XIV: "Fermare la guerra prima che diventi una voragine irreparabile"]'', ''repubblica.it'', 22 giugno 2025.</ref>
*Carissimi, dobbiamo sognare e costruire una Chiesa umile. Una Chiesa che non sta dritta in piedi come il fariseo, trionfante e gonfia di sé stessa, ma si abbassa per lavare i piedi dell'umanità; una Chiesa che non giudica come fa il fariseo col pubblicano, ma si fa luogo ospitale per tutti e per ciascuno; una Chiesa che non si chiude in sé stessa, ma resta in ascolto di Dio per poter allo stesso modo ascoltare tutti. Impegniamoci a costruire una Chiesa tutta sinodale, tutta ministeriale, tutta attratta da Cristo e perciò protesa al servizio del mondo.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2025/documents/20251026-giubileo-equipe-sinodali.html Omelia del Santo Padre Leone XIV]'', ''vatican.va'', 26 ottobre 2025.</ref>
*Nel farsi uomo, Gesù assume su di sé la nostra fragilità, si immedesima con ognuno di noi: con chi non ha più nulla e ha perso tutto, come gli abitanti di Gaza; con chi è in preda alla fame e alla povertà, come il popolo yemenita; con chi è in fuga dalla propria terra per cercare un futuro altrove, come i tanti rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo o percorrono il Continente americano; con chi ha perso il lavoro e con chi lo cerca, come tanti giovani che faticano a trovare un impiego; con chi è sfruttato, come i troppi lavoratori sottopagati; con chi è in carcere e spesso vive in condizioni disumane.<ref>Da ''[https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/12/25/1015/01840.html Messaggio del Santo Padre e Benedizione "Urbi et Orbi" nella Solennità del Natale, 25.12.2025]'', ''vatican.va'', 25 dicembre 2025.</ref>
*Fratelli, siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che in questo tempo, mosse dall’avidità e dall’odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza, nei luoghi sacri dell’Oriente cristiano, profanati dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo come effetto collaterale dei propri interessi. Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli, dei bambini, delle famiglie; nessuna causa può giustificare il sangue innocente versato. Voi, chiamati a essere instancabili operatori di pace nel nome di Gesù, aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto; a gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe; a ricordare che non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli.<ref>Da ''[https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2026/april/documents/20260410-chiesa-baghdad-caldei.html Discorso del Santo Padre Leone XIV al sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei]'', ''vatican.va'', 10 aprile 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2023-05/robert-francis-prevost-prefetto-dicastero-vescovi-intervista.html Prevost: "Il vescovo è un pastore vicino al popolo, non un manager"]''|Intervista di Andrea Tornielli, ''vaticannews.va'', 4 maggio 2023.}}
*Mi considero ancora missionario. La mia vocazione come quella di ogni cristiano è l'essere missionario, annunciare il Vangelo là dove uno si trova.
*Bisogna innanzitutto essere "''cattolico''": a volte il vescovo rischia di concentrarsi solo sulla dimensione locale. Ma un vescovo è bene che abbia una visione molto più ampia della Chiesa e della realtà, e che faccia esperienza di questa universalità della Chiesa.
*Non bisogna cedere alla tentazione di vivere isolati, separati in un palazzo, appagati da un certo livello sociale o da un certo livello dentro la Chiesa. E non bisogna nascondersi dietro un'idea di autorità che oggi non ha più senso. L'autorità che abbiamo è per servire, accompagnare i sacerdoti, per essere pastori e maestri.
*Quella della mancanza di unità è una ferita che la Chiesa soffre, molto dolorosa. Divisioni e polemiche nella Chiesa non aiutano a nulla. Specialmente noi vescovi dobbiamo accelerare questo movimento verso l'unità, verso la comunione nella Chiesa.
*Ci sono luoghi in cui si è fatto un buon lavoro già da anni e le norme vengono messe in pratica. Allo stesso tempo, credo che ci sia ancora molto da imparare. Parlo dell'urgenza e della responsabilità di accompagnare le vittime {{NDR|di abuso sessuale}}. Una delle difficoltà che molte volte si presenta è che il vescovo deve essere vicino ai suoi preti, come ho già detto, e deve essere vicino alle vittime. Alcuni raccomandano che non sia direttamente il vescovo a ricevere le vittime, però non possiamo chiudere il cuore, la porta della Chiesa alle persone che hanno sofferto per abusi.
*In alcuni Paesi già si è rotto un po' il tabù di parlare dell'argomento, mentre ci sono altri luoghi dove le vittime, o le famiglie delle vittime, non vorrebbero mai parlare degli abusi subiti. In ogni caso il silenzio non è una risposta. Il silenzio non è la soluzione.
*Dobbiamo essere capaci di ascoltarci gli uni gli altri, di riconoscere che non si tratta di discutere un'agenda politica o semplicemente cercare di promuovere i temi che interessano a me o ad altri. A volte sembra che si voglia ridurre tutto a voler votare per poi fare ciò che è stato votato. Invece si tratta di qualcosa di molto più profondo e molto diverso: bisogna imparare ad ascoltare davvero lo Spirito Santo e lo spirito di ricerca della verità che vive nella Chiesa.
*Il Papa ci ha detto di volere una Chiesa povera e per i poveri. Ci sono casi in cui le strutture e infrastrutture di un tempo non servono più e si fa fatica a mantenerle. Allo stesso tempo, anche nei luoghi dove ho lavorato, la Chiesa è responsabile di istituzioni educative e sanitarie che offrono servizi fondamentali al popolo, perché molte volte lo Stato non riesce a garantirli. Personalmente non sono dell'opinione che la Chiesa debba vendere tutto e "solo" predicare il Vangelo nelle strade. Si tratta comunque di una responsabilità molto grande, non ci sono risposte univoche. C'è da promuovere maggiormente l'aiuto fraterno fra le Chiese locali.
*I social media possono essere uno strumento importante per comunicare il messaggio del Vangelo arrivando a migliaia di persone. Dobbiamo prepararci per usarli bene. Temo che qualche volta sia mancata questa preparazione.
*C'è una grande responsabilità nell'usare correttamente le reti sociali, la comunicazione, perché è un'opportunità, ma è anche un rischio. E può fare danno alla comunione della Chiesa. Per questo bisogna avere molta prudenza nell'uso di questi mezzi.
{{Int|''[https://www.augustinianorder.org/post/intervista-al-cardinale-robert-prevost-osa-un-vescovo-deve-soprattutto-annunciare-ges%C3%B9-cristo?lang=it Intervista al cardinale Robert Prevost OSA: "Un vescovo deve soprattutto annunciare Gesù Cristo"]''|Ricardo Morales Jiménez, ''augustinianorder.org'', 2024.}}
*Essere un buon pastore significa essere in grado di accompagnare il popolo di Dio e di vivere vicino a lui, non essere isolato. Papa Francesco lo ha detto chiaramente molte volte. Non vuole vescovi che vivono nei palazzi. Vuole vescovi che vivano in relazione con Dio, con il resto dell'episcopato, con i sacerdoti e soprattutto con il popolo di Dio in un modo che rifletta la compassione e l'amore di Cristo, creando comunità, imparando a vivere ciò che significa essere parte della Chiesa in un modo integrale che include molto ascolto e dialogo.
*[...] il vescovo deve avere molte competenze. Deve sapere come governare, come amministrare, come organizzare e come essere in contatto con le persone. Ma se dovessi individuare una caratteristica al di sopra di tutte le altre, è quella che deve annunciare Gesù Cristo e vivere la fede in modo che i fedeli vedano nella sua testimonianza un incentivo a voler essere parte sempre più attiva della Chiesa che Gesù Cristo stesso ha fondato. In breve, aiutare le persone a conoscere Cristo attraverso il dono della fede.
*Le priorità del lavoro pastorale saranno sempre diverse in un luogo o in un altro, ma riconoscere la grande ricchezza della diversità del Popolo di Dio è tremendamente utile perché ci rende più sensibili a raggiungere e rispondere meglio a ciò che ci si aspetta da noi.
*Le ideologie sono diventate più potenti dell'esperienza reale dell'umanità, della fede, dei diversi valori che viviamo. Alcuni fraintenderanno l'unità come uniformità: "Dovete essere uguali a noi". No, non può essere così. Come neanche la diversità può essere intesa come un modo di vivere senza criteri né ordine. Questi ultimi perdono di vista il fatto che dalla creazione stessa del mondo, il dono della natura, il dono della vita umana, il dono di tante cose diverse che viviamo e celebriamo, non può essere sostenuto inventando le mie regole e facendo le cose a modo mio. Queste sono posizioni ideologiche. Quando un'ideologia diventa, per così dire, il padrone della mia vita, allora non posso più dialogare con un'altra persona perché ho già deciso come andranno le cose. Pertanto, sono chiuso all'incontro e la trasformazione non può avvenire. E ciò può accadere in qualsiasi parte del mondo, su qualsiasi argomento. Questo ovviamente rende molto difficile essere Chiesa, essere comunità, essere fratelli e sorelle.
*Una delle cose che mi vengono in mente quando penso a [[Sant'Agostino]], alla sua visione e alla sua comprensione di ciò che significa appartenere alla Chiesa, è quello che dice che non si può dire di essere un seguace di Cristo senza essere parte della Chiesa. Cristo fa parte della Chiesa. Egli è il capo. Quindi, chi pensa di poter seguire Cristo "a modo suo" senza far parte del corpo è, purtroppo, una distorsione di quella che è un'esperienza autentica. Sant'Agostino ha una saggezza onnipresente che ci aiuta a vivere in comunione. L'unità e la comunione sono carismi essenziali della vita dell'Ordine e una parte fondamentale della comprensione di ciò che è la Chiesa e di ciò che significa essere nella Chiesa.
*La perseveranza è un grande dono che il Signore è pronto ad offrirci. Ma dobbiamo imparare ad accoglierlo e a farlo diventare vita, ad essere forti. È uno di quei doni che si costruiscono nel tempo, nelle piccole prove dell'inizio che ci aiutano a essere più forti, a poter portare la Croce quando diventa più pesante. È ciò che ci abilita e ci rende capaci di andare avanti.
*Mi considero un tennista dilettante. [...] Mi piace molto leggere, fare lunghe passeggiate, viaggiare, vedere posti nuovi e godermi la campagna in un ambiente diverso. Mi piace rilassarmi con gli amici e conoscere delle persone così diverse dai cui doni imparo e apprezzo molto.
{{Int|''[https://www.limesonline.com/articoli/papa-leone-xiv-discorso-integrale-19155261/ Il discorso integrale di Papa Leone XIV]''|''limesonline.com'', 8 maggio 2025.}}
*La pace sia con tutti voi. Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anche io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone ovunque siano, tutti i popoli, tutta la Terra. La pace sia con voi. Questa è la pace di Cristo risorto, una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio ci ama tutti incondizionatamente.
*Ringrazio anche tutti i confratelli cardinali che mi hanno scelto per essere successore Pietro, per camminare insieme a voi, cercando sempre la pace e la giustizia, cercando sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura, per proclamare il Vangelo e per essere missionari.
*Dobbiamo cercare insieme di essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce ponti del dialogo, sempre aperta a ricevere con le braccia aperte, come questa piazza. A tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, della nostra presenza, di dialogo, amore.
*A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, d'Italia, di tutto il mondo, vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, cerca sempre la carità, cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono.
==Angelus==
{{Int|''[https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/angelus/2025/documents/20250720-angelus.html Angelus]''|Piazza della Libertà (Castel Gandolfo), domenica, 20 luglio 2025; ''vatican.va'', 20 luglio 2025.}}
*Bisogna che viviamo un po' di riposo, col desiderio di imparare di più l'arte dell'ospitalità. L'industria delle vacanze vuole venderci ogni genere di esperienza, ma forse non quello che cerchiamo. È gratuito, infatti, e non si può comprare ogni vero incontro: sia quello con Dio, sia quello con gli altri, sia quello con la natura. Occorre solo farsi ospiti: fare posto e anche chiederlo; accogliere e farsi accogliere. Abbiamo tanto da ricevere e non solo da dare.
*Esprimo il mio profondo dolore per l'attacco dell'esercito israeliano contro la Parrocchia cattolica della Sacra Famiglia in Gaza City [...]. Tale atto, purtroppo, si aggiunge ai continui attacchi militari contro la popolazione civile e i luoghi di culto a Gaza.
*Chiedo nuovamente che si fermi subito la barbarie della guerra e che si raggiunga una risoluzione pacifica del conflitto.<br>Alla comunità internazionale rivolgo l'appello a osservare il diritto umanitario e a rispettare l'obbligo di tutela dei civili, nonché il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della popolazione.
==Citazioni su Papa Leone XIV==
*Ammiro Papa Leone. Apprezzo il suo ribadire che i migranti vanno trattati con dignità e rispetto. E mi piace il modo in cui si scaglia contro chi pretende di fare guerre in nome di Dio. ([[Bernie Sanders]])
*Mi piace quando il Papa commenta questioni di immigrazione, mi piace quando il Papa parla di aborto, mi piace quando il Papa affronta temi di guerra e pace, perché penso che, quantomeno, inviti a una conversazione. Ci sono certamente cose che il Papa ha detto negli ultimi mesi con cui non sono d’accordo [...]. Da un lato, ancora una volta, mi piace che il Papa sia un sostenitore della pace. Penso che questo sia certamente uno dei suoi ruoli [...]. Dall’altro, come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada? Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio era dalla parte degli americani che liberarono i campi dell’Olocausto e salvarono quelle persone innocenti da coloro che avevano perpetrato l’Olocausto? Io penso decisamente di sì [...]. Così come è importante che il vicepresidente degli Stati Uniti sia cauto quando parla di questioni di politica pubblica, allo stesso modo sia molto, molto importante che il Papa sia cauto quando parla di questioni teologiche. ([[J. D. Vance]])
===[[Donald Trump]]===
{{cronologico}}
*È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica – e tutte le altre organizzazioni cristiane – hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose.
*Non voglio un Papa che pensi che vada bene per l’Iran avere un’arma nucleare. Non voglio un Papa che pensi che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, cosa ancora peggiore, svuotando le proprie prigioni — inclusi assassini, spacciatori e killer — mandandoli nel nostro Paese. E non voglio un Papa che critichi il presidente degli Stati Uniti quando sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, ottenendo numeri record di criminalità ai minimi storici e creando il più grande mercato azionario della storia.
*Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump.
==Note==
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Lo sceriffo senza pistola
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*[[Will Rogers Jr.]]: Tom Brewster
*[[Nancy Olson]]: Katie Brannigan
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*[[Anthony Caruso]]: Barney Turlock
*[[Wallace Ford]]: Wally Higgins
*[[Clem Bevans]]: Pop Pruty
*[[Merv Griffin]]: Steve
*[[Louis Jean Heydt]]: Paul Evans
*[[Sheb Wooley]]: Pete Martin
*[[Slim Pickens]]: Shorty
*[[Tyler MacDuff]]: [[Billy the Kid|Billy il Kid]]
*[[James Griffith]]: Joe Downey
*[[Denver Pyle]]: Bagley
*[[Joan Weldon]]: Maybelle
*[[Monte Blue]]: cittadino
|doppiatori italiani =
*[[Stefano Sibaldi]]: Tom Brewster
*[[Micaela Giustiniani]]: Katie Brannigan
*[[Cesare Polacco]]: Charlie il pazzo
*[[Luigi Pavese]]: Barney Turlock
*[[Carlo Romano]]: Wally Higgins
*[[Olinto Cristina]]: Pop Pruty
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Steve
*[[Mario Pisu]]: Paul Evans
*[[Nino Bonanni]]: Shorty
*[[Pino Locchi]]: Billy il Kid
*[[Gianfranco Bellini]]: Bagley
}}
'''''Lo sceriffo senza pistola''''', film statunitense del 1954 con [[Will Rogers Jr.]], regia di [[Michael Curtiz]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Tom''': Papà diceva che con un'arma c'è sempre pericolo che qualcuno si faccia male, e trovo che aveva ragione.<br>'''Katie''': Invece mio padre m'ha insegnato a tirare: diceva che la migliore assicurazione sulla vita è la mano pronta e l'occhio sicuro.<br>'''Tom''': Anche questo è giusto. Ma mio padre diceva che per quanto sei svelto a tirare, un giorno ti può capitare di incontrare uno che è più svelto di te.
*'''Billy''': Dicono che sei un vigliacco, come tutti gli [[Sceriffo|sceriffi]].<br>'''Tom''': Queste sono le apparenze, perché cerchiamo di evitare grane: ne abbiamo abbastanza senza essere noi a cominciare.
*'''Wally''': Non ti impicciare, è pericoloso.<br>'''Pop''': Qualche volta nella vita è necessario, per non perdere il rispetto di sé stessi.
==Citazioni su ''Lo sceriffo senza pistola''==
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, W. Rogers Jr. è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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The Boy from Oklahoma
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Spinoziano
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#RINVIA [[Lo sceriffo senza pistola]]
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Portone
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Horcrux
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Spinoziano
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Modificata destinazione reindirizzamento da [[Porta#Italiani]] a [[Porta]]
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#RINVIA [[Porta]]
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Discussioni utente:Omert33
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Discussioni utente:Sam Pumpkin
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