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Giacomo Leopardi
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[[Immagine:Leopardi, Giacomo (1798-1837) - ritr. A Ferrazzi, Recanati, casa Leopardi.jpg|thumb|upright=1.4|Giacomo Leopardi]]
'''Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi''' (1798 – 1837), poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano.
==Citazioni di Giacomo Leopardi==
*{{NDR|[[Ultime parole]], rivolte alla sorella di [[Antonio Ranieri]]}} Aprimi quella finestra... fammi veder la luce.<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto'', Hoepli, 1921, p. [https://archive.org/details/chilhadettotesor00fumauoft/page/286 286].</ref>
*[[Credere]] una cosa perché si è udito dirla, e perché non si è avuta cura di esaminarla, fa torto all'intelletto dell'uomo.<ref group="fonte">Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000088 Saggio sugli errori popolari degli antichi]'', in ''Tutte le opere'', a cura di Lucio Felici, Lexis Progetti Editoriali, Roma, 1998. ISBN 88-87083-04-5.</ref>
*{{NDR|A [[Vittorio Alfieri]]}} ''E tu nemica | la sorte avesti pur: ma ti rimbomba | fama che cresce e un dì fia detta antica.''<ref group="fonte">Da ''[[s:Puerili (Leopardi)/Letta la vita di V. Alfieri|Letta la vita dell'Alfieri scritta da esso]]''.</ref>
*La condizione progressiva della società non mi riguarda affatto. La mia, se non è retrograda, è eminentemente stazionaria.<ref group="fonte">Da una lettera del maggio 1833 a Charlotte Bonaparte; citato in [http://www.ilgiornale.it/news/leopardi-progressista-e-razionalista-mito-sfatato.html ''Leopardi progressista e razionalista? Un mito sfatato''], ''il Giornale.it'', 20 luglio 2010.</ref>
*Non mi dir più che m'abbia cura, perché son [[guarigione|guarito]] e sano come un pesce in grazia dell'aver fatto a modo mio, cioè non aver usato un cazzo di medicamenti [...].<ref group="fonte">Da ''Lettere al fratello Carlo'', p. 43.</ref>
*{{NDR|La [[catacresi]]}} [...] la qual figura differisce sostanzialmente dalla [[metafora]], in quanto la metafora trasportando la parola a soggetti nuovi e non propri, non le toglie per questo il significato proprio (eccetto se il metaforico a lungo andare non se lo mangia, connaturandosi col vocabolo) ma, come dire, glielo accoppia con un altro o con più d'uno, raddoppiando o moltiplicando l'idea rappresentata da essa parola. Doveché la catacresi scaccia fuori il significato proprio e ne mette un altro in luogo suo; talmente che la parola in questa nuova condizione esprime un concetto solo come nell'antica, e se lo appropria immediatamente per modo che tutta quanta ell'è, s'incorpora seco lui. [...] Laddove se tu chiami lampade il sole, come fece [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], quantunque la voce «lampade» venga a dimostrare il «sole», non perciò si stacca dal soggetto suo proprio, anzi non altrimenti ha forza di dare ad intendere il sole, che rappresentando quello come una figura di questo. E veramente le metafore non sono altro che similitudini o comparazioni raccorciate.<ref group="fonte">Da ''Annotazioni alle Canzoni (1824-25)'', in ''Canti'', a cura di [[Leone Ginzburg]], Gius. Laterza & Figli, Bari, 1938, [[s:Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/206|p. 200]].</ref>
*Molti provano un sentimento d'indignazione vedendo il cenere del [[Torquato Tasso|Tasso]], coperto e indicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa un palmo e mezzo, e posta in un cantoncino d'una chiesuccia. Io non vorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo. Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l'umiltà della sua sepoltura. Ma tu non puoi avere idea d'un altro contrasto, cioè di quello che prova un occhio avvezzo all'infinita magnificenza e vastità de' monumenti romani, paragonandoli alla piccolezza e nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebonda consolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente ad interessare e animar la posterità, laddove i superbissimi mausolei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenza per la persona a cui furono innalzati, della quale o non si domanda neppur il nome, o si domanda non come della persona ma del monumento. Vicino al [[Tomba di Torquato Tasso|sepolcro del Tasso]] è quello del poeta [[Alessandro Guidi|Guidi]], che volle giacere ''prope magnos Torquati cineres'', come dice l'iscrizione. Fece molto male. Non mi restò per lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suo monumento, temendo di soffocare le sensazioni che avevo provate alla tomba del Tasso.<ref group="fonte">Dalla lettera al fratello Carlo, Roma, 20 febbraio 1823; citato in W. Binni, ''Note leopardiane I. La lettera del 20 febbraio 1823'', «La Rassegna della letteratura italiana», a. LXVII, serie VII, n. 2, Firenze, maggio-settembre 1963, pp. 193-199. Disponibile su ''[https://www.ilponterivista.com/ocwb/data/01-Leopardi%201934-1997/13-La%20lettera%20del%2020%20febbraio%201823/13-01.html ilponterivista.com]''.</ref>
*{{NDR|Sul [[Epitteto#Manuale|''Manuale di Epitteto'']]}} Non poche sentenze verissime, diverse considerazioni sottili, molti precetti e ricordi sommamente utili, oltre una grata semplicità e dimestichezza del dire, fanno assai prezioso e caro questo libricciuolo.<ref group="fonte">Dal ''Preambolo del volgarizzatore'' al ''Manuale di Epitteto'', in ''Opere di Giacomo Leopardi'', vol. II, Le Monnier, 1865, [https://books.google.it/books?id=X7tDAQAAMAAJ&pg=213#v=onepage&q&f=false p. 213].</ref>
*{{NDR|Al fratello [[Carlo Leopardi|Carlo]]}} Ti felicito sommamente del tuo nuovo amore, e altrettanto mi dispiacerebbe che a Pasqua fosse cominciata per te la Quaresima. Veramente non so qual migliore occupazione, si possa trovare al mondo che quella di fare all'amore, sia di primavera o d'autunno; e certo che il parlare ad una bella ragazza vale dieci volte più che girare, come io fo, attorno all'Apollo di Belvedere ed alla Venere Capitolina.<ref group="fonte">Rispondendo, il 5 aprile 1823, ad una lettera del fratello Carlo, che gli aveva narrato di un suo amore non platonico; citato in [[Giovanni Mestica]], ''Studi leopardiani'', [https://archive.org/details/studileopardian01mestgoog/page/105/mode/1up pp. 105-106].</ref>
==''Canti''==
===I – ''All'Italia''===
*''Piangi, che ben hai donde, [[Italia]] mia.'' (v. 18)
*''L'armi, qua l'armi: io solo | combatterò, procomberò sol io. | Dammi, o ciel, che sia foco | agl'italici petti il sangue mio''. (vv. 37-40)
===III – ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di [[Cicerone]] della Repubblica''===
*''Italo ardito, a che giammai non posi | di svegliar dalle tombe | i nostri padri? ed a parlar gli meni | a questo secol morto, al quale incombe | tanta nebbia di tedio?'' (vv. 1-5)
*''Ahi ahi, ma conosciuto il mondo | non cresce, anzi scema, e assai più vasto | l'etra sonante e l'alma terra e il mare | al fanciullin, che non al saggio appare.'' (vv. 87-90)
*''Amore, | amor, di nostra vita ultimo inganno, | t'abbandonava. Ombra reale e salda | ti parve il nulla, e il mondo | inabitata piaggia.'' (vv. 128-132)
*''Da te fino a quest'ora uom non è sorto, | o sventurato ingegno, | pari all'italo nome, altro ch'un solo, | solo di sua codarda etate indegno, | allobrogo feroce, a cui dal polo | maschia virtù, non già da questa mia | stanca ed arida terra, | venne nel petto; onde privato, inerme | (memorando ardimento!) in su la scena | mosse guerra a' tiranni: almen si dia | questa misera guerra | e questo vano campo all'ire inferme | del mondo. Ei primo e sol dentro all'arena | scese, e nullo il seguì, che l'ozio e il brutto | silenzio or preme ai nostri innanzi a tutto. || Disdegnando e fremendo, immacolata | trasse la vita intera, | e morte lo scampò dal veder peggio. | [[Vittorio Alfieri|Vittorio]] mio, questa per te non era | età né suolo. Altri anni ed altro seggio | conviene agli alti ingegni.'' (vv. 151-171)
====Citazioni su ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica''====
*È invalsa, a proposito dei sentimenti politici del Leopardi, l'opinione che esso, divenuto scettico, non ebbe più a cuore il [[risorgimento]] d'Italia. Tutt'altro provano gli scritti suoi. Dopo le due prime canzoni, ne fa documento solenne quella ''Ad Angelo Mai'' che compose quando era già pessimista; la quale spira tutta quanta un amore ardente alla patria, e pungendo la viltà degli Italiani, li infiamma ad insorgere; onde l'Austria ne proibì la diffusione nelle province italiane da essa occupate. ([[Giovanni Mestica]])
===IV – ''Nelle nozze della sorella Paolina''===
*''[[Virtù]] viva sprezziam, lodiamo estinta.'' (v. 30)
*''[[Donna|Donne]], da voi non poco | la patria aspetta'' [...] (vv. 31-32)
*''Ad atti egregi è sprone | amor, chi ben l'estima, e d'alto affetto | maestra è la beltà.'' (pp. 46-48)
===IX – ''Ultimo canto di Saffo''===
*''Arcano è tutto, | fuor che il nostro [[dolore|dolor]].'' (vv. 45-46)
*''Negletta prole | nascemmo al pianto, e la ragione in grembo | de' celesti si posa.'' (vv. 46-48)
*''Virtù non luce in disadorno ammanto''. (v. 53)
*''Vivi felice, se felice in terra | visse nato mortal.'' (vv. 60-61)
===X – ''Il primo amore''===
*''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'[[amore]] sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!'' (vv. 1-3)
===XI – ''Il passero solitario''===
*''D'in su la vetta della torre antica, | [[passero]] solitario, alla campagna | cantando vai finché non more il giorno; | ed erra l'[[armonia]] per questa valle.'' (vv. 1-4)
*''Tu, [[passero|solingo augellin]], venuto a sera | del viver che daranno a te le stelle, | certo del tuo costume | non ti dorrai; ché di natura è frutto | ogni vostra vaghezza.'' (vv. 45-49)
*''A me, se di vecchiezza | la detestata soglia | evitar non impetro, | quando muti questi occhi all'altrui core, | e lor fia vòto il mondo, e il dì futuro | del dì presente più noioso e tetro, | che parrà di tal voglia? | che di quest'anni miei? che di me stesso? | Ahi! pentirommi, e spesso, | ma sconsolato, volgerommi indietro.'' (vv. 50-59)
===XII – ''L'infinito''===
[[File:Infinito.jpg|thumb|Manoscritto de ''L'infinito'']]
*''Sempre caro mi fu quest'ermo [[collina|colle]], | e questa siepe, che da tanta parte | dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.'' (vv. 1-3)
*''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.'' (vv. 4-8)
*''Così tra questa | immensità s'annega il pensier mio; | e il [[naufragio|naufragar]] m'è dolce in questo mare.'' (vv. 13-15)
====Citazioni su ''L'infinito''====
*Leopardi era dedito alle pratiche solitarie. Con tutto ciò, un grande poeta. La prima versione della famosa poesia ''L'infinito'', all'ultimo verso non suonava "''... e naufragar m'è dolce in questo mare''", bensì "''... e naufragar m'è dolce in questa mano''". Probabilmente l'aveva scritta in stato di tensione autoerotica. ([[Marcello Marchesi]])
===XIII – ''La sera del dì di festa''===
*''Dolce e chiara è la notte e senza vento''. (v. 1)
*''Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno | appare in vista, a salutar m'affaccio, | e l'antica natura onnipossente, | che mi fece all'[[affanno]]. A te la speme | nego, mi disse, anche la speme; e d'altro | non brillin gli occhi tuoi se non di pianto. '' (v. 10-16)
*''Ecco è fuggito | il dì festivo, ed al festivo il giorno | volgar succede, e se ne porta il [[tempo]] | ogni umano accidente.'' (vv. 30-33)
===XIV – ''Alla luna''===
*''Oh come grato occorre | nel tempo [[giovinezza|giovanil]], quando ancor lungo | la speme e breve ha la memoria il corso, | il rimembrar delle passate cose, | ancor che triste, e che l'affanno duri!'' (vv. 12-16)
===XVII – ''Consalvo''===
*''Due cose belle ha il mondo: | [[amore e morte]]''. (vv. 99-100)
===XVIII – ''Alla sua donna''===
*''Ma non è cosa in terra | che ti somigli; e s'anco pari alcuna | ti fosse al volto, agli atti, alla favella, | saria, così conforme, assai men bella.'' (vv. 19-22)
===XXI – ''A Silvia''===
*''[[Silvia]], rimembri ancora | quel tempo della tua vita mortale, | quando beltà splendea | negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, | e tu, lieta e pensosa, il limitare | di gioventù salivi?''. (vv. 1-6)
*''Io, gli studi leggiadri | talor lasciando e le sudate carte, | ove il tempo mio primo | e di me si spendea la miglior parte, |'' [...] (vv. 15-18)
*''O [[natura]], o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?'' (vv. 35-38)
*''All'apparir del vero | tu, misera, cadesti: e con la mano | la fredda morte ed una tomba ignuda | mostravi di lontano''. (vv. 60-63)
====Citazioni su ''A Silvia''====
*Silvia è sorella di certe dolci femminili figure virgiliane ed omeriche, ma è tutt'altro che una reminiscenza classica, è un ritratto di una realtà, d'un'evidenza meravigliosa. La giovanetta da gli occhi ridenti e fuggitivi, lieta e pensosa, percorre con la mano veloce la tela e, immaginando un vago avvenire, riempie del suo canto le quiete stanze e le vie d'intorno, mentre, come la Laura petrarchesca sotto la pioggia di fiori cadente da l'albero, umile continua intenta l'opera femminile, sotto la diffusa luce del maggio, il riso del cielo sereno. Col rimpianto de la fanciulla perduta, il poeta risente più amaro lo sconforto dei soavi perduti pensieri, de le morte speranze; nel cantare Silvia egli risente in sé ''quel suo cuore d'una volta''. Non dimenticò mai la bruna popolana, e, se il canto di una tessitrice solitaria sempre lo commosse, gli è certo che in ogni solinga laboriosa fanciulla, egli rivedeva col pensiero l'immagine adombrata de la candida Teresa {{NDR|Fattorini}}. ([[Emma Boghen Conigliani]])
===XXII – ''Le ricordanze''===
*''Vaghe stelle dell'[[Orsa Maggiore|Orsa]], io non credea | tornare ancor per uso a contemplarvi | sul paterno giardino scintillanti, | e ragionar con voi dalle finestre | di questo albergo ove abitai fanciullo, | e delle gioie mie vidi la fine. | Quante immagini un tempo, e quante fole | creommi nel pensier l'aspetto vostro | e delle luci a voi compagne! allora | che, tacito, seduto in verde zolla, | delle sere io solea passar gran parte | mirando il cielo, ed ascoltando il canto | della rana rimota alla campagna!'' (vv. 1-13)
*''Né mi diceva il cor che l'età verde | sarei dannato a consumare in questo | natio borgo selvaggio, intra una gente | zotica, vil; cui nomi strani, e spesso | argomento di riso e di trastullo, | son dottrina e saper'' [...]. (vv. 28-33)
*[...] ''dolce per sé; ma con dolor sottentra | il pensier del presente, un van desio | del passato'' [...]. (vv. 58-60)
*''O [[speranza|speranze]], speranze; ameni inganni | della mia prima età!'' (vv. 77-78)
===XXIII – ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''===
*''Che fai tu, [[luna]], in ciel? Dimmi, che fai, | silenziosa luna?'' (vv. 1-2)
*''[[Nascita|Nasce]] l'uomo a fatica, | ed è rischio di morte il nascimento. | Prova pena e tormento | per prima cosa; e in sul principio stesso | la madre e il genitore | il prende a consolar dell'esser nato.'' (vv. 39-44)
*''Perché reggere in [[vita]] | chi poi di quella consolar convenga? | Se la vita è sventura, | perché da noi si dura?'' (vv. 53-56)
*''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia''. (vv. 65-68)
*''E tu certo comprendi | il perché delle cose, e vedi il frutto | del mattin, della sera, | del tacito, infinito andar del [[tempo]]''. (vv. 69-72)
*''A me la vita è male.'' (v. 104)
*''Dimmi: perché giacendo | a bell'agio, ozioso, | s'appaga ogni [[animale]]; | me, s'io giaccio in riposo, il [[Noia|tedio]] assale?'' (vv. 129-132)
*''Forse s'avess'io l'[[Ala|ale]] | da volar su le nubi, | e noverar le stelle ad una ad una, | o come il tuono errar di giogo in giogo, | più felice sarei, dolce mia greggia, | più felice sarei, candida luna.'' (vv. 133-138)
*[...] ''forse, in qual forma, in quale | stato che sia, dentro covile o cuna, | è funesto a chi nasce il [[Nascita|dì natale]]''. (vv. 141-143)
====Citazioni sul ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''====
*Si ricordi come Leopardi per un certo tempo abbia amato le falsificazioni filologiche e l'abbia scherzosamente praticate come dilettantismo artistico. Ma ora lo stadio dell'Inno a Nettuno è superato. La mistificazione è divenuta manifestazione del proprio io. Non pel desiderio di travestirsi, ma per conoscere e rappresentare se stesso {{sic|e}} s'immedesima in quel pastore dell'Asia. Il sentimento e la coscienza che il più proprio del suo pensiero, la sua filosofia e la sua religione, sia divenuto del tutto estraneo all'Europa occidentale, che egli sia un anacronista o un ''dépaysé''<ref>Spaesato. {{cfr}} ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 613.</ref>, un arcade emigrato, non viene invero espresso immediatamente, ma costituisce il fondamento della poesia. Perciò fa un effetto di così straniato ed intimo, così artistico e originario, così esotico e leopardiano, così privo di costume e primigenio, moderno e senza tempo. ([[Karl Vossler]])
===XXIV – ''La quiete dopo la tempesta''===
*''Ecco il sereno | rompe là da ponente, alla montagna: | sgombrasi la campagna, | e chiaro nella valle il fiume appare.''<ref>A proposito del verso «''E chiaro nella valle il fiume appare''», [[Umberto Saba]] scrisse nelle sue ''Scorciatoie'': «{{maiuscoletto|Letteratura italiana}}. Potrebbe rimanere, di secoli di noia, un verso: il più bello, il più inutile, il più melanconico, il più perfetto che sia mai stato scritto.»</ref> (vv. 4-7)
*''[[Piacere e dolore||Piacer]] figlio d'[[Piacere e dolore|affanno]]; |'' [...]. (v. 32)
*''O natura cortese, | son questi i doni tuoi, | questi i diletti sono | che tu porgi ai mortali. Uscir di pena | è diletto fra noi. | Pene tu spargi a larga mano; il duolo | spontaneo sorge e di piacer, quel tanto | che per mostro e miracolo talvolta | nasce d'affanno, è gran guadagno.'' (vv. 42-50)
*''Umana | prole cara agli eterni! assai felice | se respirar ti lice | d'alcun dolor: [[Beatitudini dalle poesie|beata]] | se te d'ogni dolor morte risana''. (vv. 50-54)
===XXV – ''Il sabato del villaggio''===
[[File:Autografo leopardiano Sabato Villaggio.jpg|thumb|Manoscritto de ''Il sabato del villaggio'']]
*''La donzelletta vien dalla campagna, | in sul calar del sole, | col suo fascio dell'erba; e reca in mano | un mazzolin di rose e viole, | onde siccome suole, | ornare ella si appresta | dimani, al dì di festa, il petto e il crine.'' (vv. 1-7)
*''[[Sabato|Questo di sette]] è il più gradito giorno, | pien di speme e di gioia: | [[domenica|diman]] tristezza e noia | recheran l'ore, ed al travaglio usato | ciascuno in suo pensier farà ritorno.'' (vv. 38-42)
*''Garzoncello scherzoso, | cotesta età fiorita | è come un giorno d'allegrezza pieno, | giorno chiaro, sereno, | che precorre alla festa di tua vita. | Godi, fanciullo mio; stato soave, | stagion lieta è cotesta. | Altro dirti non vo'; ma la tua [[festa]] | ch'anco tardi a venir non ti sia grave.'' (vv. 43-51)
====Citazioni su ''Il sabato del villaggio''====
*Mi spiego Fefé, è come un'intima insoddisfazione che tengo dentro. Per esempio tu sai quanto mi piace l'uva, ah? Be', a me l'uva mi piace più quando non ci sta che quando ci sta. Quando ci sta l'uva, Fefé, io tengo voglia di pere. Mi spiego? [...] Per me non è tanto importante l'uva in se stessa, quanto la voglia che ho d'uva, un po' come quella poesia che mi piace tanto, Fefé, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica. (''[[Divorzio all'italiana]]'')
*Nel ''Sabato del villaggio'' la scena poetica che avrebbe dovuto suggerire coi suoi stessi tocchi il pensiero della gioia aspettata, che è unica e vera gioia, della gioia di fantasia, è commentata da una critica riflessione e appesantita da un allegorizzamento, che prende forma di rettorica esortazione al «garzoncello scherzoso». ([[Benedetto Croce]])
*Secondo Leopardi, il più bel giorno della settimana non è la domenica, ma il sabato, perché precede la domenica; mentre la domenica si è tristi, pensando al lunedì. Ma ormai tutti han letto l'immortale canto, epperò il venerdì sera dicono: «Che gioia, domani è sabato, il più bel giorno della settimana!», mentre l'indomani pensano con tristezza alla domenica. Ragion per cui siamo più felici il venerdì che il sabato; e invece che Il sabato Leopardi avrebbe fatto meglio a scrivere Il venerdì, o addirittura Il giovedì del villaggio, se si pensa che il giovedì, precedendo il più bel giorno della settimana, viene ad essere esso stesso il più bello, sempre per quella teoria che la vigilia d'un lieto giorno è più bella che il lieto giorno medesimo. ([[Achille Campanile]])
===XXVI – ''Il pensiero dominante''===
*''Sempre i codardi, e l'alme | ingenerose, abbiette | ebbi in dispregio.'' (vv. 53-55)
*''Di questa età superba, | che di vote speranze si nutrica, | vaga di ciance, e di virtù nemica; | stolta, che l'util chiede, | e inutile la vita | quindi più sempre divenir non vede; | maggior mi sento.'' (vv. 59-65)
*''Pregio non ha, non ha ragion la vita | se non per lui, per lui ch'all'uomo è tutto.'' (vv. 80-81)
*''Angelica beltade! | Parmi ogni più bel volto, ovunque io miro, | quasi una finta imago | il tuo volto imitar. Tu sola fonte | d'ogni altra leggiadria, | sola vera beltà parmi che sia.'' (vv. 130-135)
====Citazioni su ''Il pensiero dominante''====
*Perché è evitata la parola {{NDR|"amore"}} e dissimulata la chiave? Evidentemente di fronte alla novità dell'esperienza essa sarebbe apparsa troppo logora, perché ogni appicco a cose già passate e già esistite avrebbe potuto dare l'impressione di uno sminuimento. "Io non ho nome per ciò". ([[Karl Vossler]])
===XXVII – ''Amore e Morte''===
*''Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte | ingenerò la sorte. | Cose quaggiù sì belle | Altre il mondo non ha, non han le stelle.'' (vv. {{Source|Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXVII._Amore_e_Morte||1-4}})
*''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'[[amore|amor]] vero e possente è il primo effetto.'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|Quando novellamente|27-33}})
*''Poi, quando tutto avvolge | la formidabil possa, | e fulmina nel cor l'invitta cura, | quante volte implorata | con desiderio intenso, | morte, sei tu dall'affannoso amante!'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|poi, quando tutto avvolge|45-50}})
===XXVIII – ''A se stesso''===
*''Amaro e noia | la [[vita]], altro mai nulla; e fango è il [[mondo]].'' (vv. 8-9)
*[...] ''l'infinita [[vanità]] del tutto''. (v. 16)
===XXIX – ''Aspasia''===
*''Torna dinanzi al mio pensier talora | il tuo sembiante, Aspasia.'' (vv. 1-2)
*''Raggio divino al mio pensiero apparve, | [[donna]], la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' (vv. 33-35)
*''Pur quell'ardor che da te nacque è spento: | perch'io te non amai, ma quella Diva | che già vita, or sepolcro, ha nel mio core.'' (vv. 77-79)
*''Già del fato mortale a me bastante | e conforto e vendetta è che su l'erba | qui neghittoso immobile giacendo, | il mar la terra e il ciel miro e sorrido.'' (vv. 109-112)
===XXXI – ''Sopra il ritratto di una bella donna''===
*''Tal fosti: or qui sotterra | polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango | immobilmente collocato invano, | muto, mirando dell'etadi il volo, | sta, di memoria solo | e di dolor custode, il simulacro | della scorsa beltà.'' (vv. 1-7)
*''Natura umana, or come, | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? | Se in parte anco gentile, | come i più degni tuoi moti e pensieri | son cosí di leggieri | da sí basse cagioni e desti e spenti?'' (vv. 50-56)
====Citazioni su ''Sopra il ritratto di una bella donna''====
*In uno dei suoi canti estremi, nel canto ''Sopra il ritratto di una bella donna'', vediamo come egli scorga un motivo di dubbio insolubile non già nel contrasto tra la bellezza femminile e l'opera dissolvitrice della morte, bensì nel contrasto fra la distruzione che la morte ha compiuto di quella bella forma corporea e gli ineffabili altissimi sentimenti che quella ispirò un tempo:<br><div style="text-align:center;">Natura umana, or come | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? </div>La nobiltà dell'uomo, così come la sua beatitudine, il Leopardi ripone nella sua capacità di sentire: né è senza significato il fatto che nelle sue pagine, in quelle della giovinezza come in quelle della maturità l'epiteto ''divino'' si accompagni così di frequente alle espressioni che si riferiscono al sentimento. ([[Mario Fubini]])
===XXXII – ''Palinodia al marchese Gino Capponi''===
*''Errai, candido [[Gino Capponi|Gino]]; assai gran tempo, | e di gran lunga errai. Misera e vana | stimai la vita, e sovra l'altre insulsa | la stagion ch'or si volge.'' (vv. 1-4)
===XXXIII – ''Il tramonto della luna''===
*[...] ''scende la [[luna]]; e si scolora il mondo'' [...]. (v. 12)
===XXXIV – ''La ginestra o il fiore del deserto''===
*''Qui su l'arida schiena | del formidabil monte | sterminator [[Vesuvio|Vesevo]], | la qual null'altro allegra arbor né fiore, | tuoi cespi solitari intorno spargi, | odorata [[ginestra]], | contenta dei deserti.'' (vv. 1-7)
*''Questi campi cosparsi | di ceneri infeconde, e ricoperti | dell'impietrata lava, | che sotto i passi al peregrin risona; | dove s'annida e si contorce al sole | la serpe, e dove al noto | cavernoso covil torna il coniglio; | fûr liete ville e cólti, | e biondeggiâr di spiche, e risonâro | di muggito d'armenti; | fûr giardini e palagi, | agli ozi de' potenti | gradito ospizio; e fûr città famose, | che coi torrenti suoi l'altèro monte | dall'ignea bocca fulminando oppresse | con gli abitanti insieme. Or tutto intorno | una ruina involve, | ove tu siedi, o fior gentile, e quasi | i danni altrui commiserando, al cielo | di dolcissimo odor mandi un profumo, | che il deserto consola. A queste piagge | venga colui che d'esaltar con lode | il nostro stato ha in uso, e vegga quanto | è il gener nostro in cura | all'amante natura. E la possanza | qui con giusta misura | anco estimar potrà dell'uman seme, | cui la dura nutrice, ov'ei men teme, | con lieve moto in un momento annulla | in parte, e può con moti | poco men lievi ancor subitamente | annichilare in tutto. | Dipinte in queste rive | son dell'umana gente | «Le magnifiche sorti e progressive». | Qui mira e qui ti specchia, | secol superbo e sciocco, | che il calle insino allora | dal risorto pensier segnato innanti | abbandonasti, e vòlti addietro i passi, | del ritornar ti vanti, | e procedere il chiami.'' (vv. 17-58)
*[...] ''obblio | preme chi troppo all'età propria increbbe.''<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (vv. 68-69)
*''Non so se il riso o la pietà prevale.'' (v. 201)
*''E tu, lenta [[ginestra]], | che di selve odorate | queste campagne dispogliate adorni, | anche tu presto alla crudel possanza | soccomberai del sotterraneo foco, | che ritornando al loco | già noto, stenderà l'avaro lembo | su tue molli foreste.'' (vv. 297-304)
===Citazioni sui ''Canti''===
*Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]])
==''Epistolario''==
===[[Incipit]]===
''All'Ab. Francesco Cancellieri, a Roma''.<br />Recanati, 6 aprile 1816.<br />Pregiatissimo signore, Il mio signor zio mi ha comunicata la di lei lettera che in parte riguarda me. Da essa ho appreso ch'ella soffre ancora molti incommodi di salute. L'accerto che io sento di ciò un vivissimo dispiacere, e con ribrezzo m'induco a molestarla, sperando però ch'ella non vorrà prendersi per l'incommodo che le do maggior briga di quella che richiede l'affare per se stesso molto poco interessante.
===Citazioni===
*Così ella vede che il [[Vincenzo Monti|Monti]] è assai più famoso per l'[[Iliade]] che per il ''Persio''. (dalla lettera ad Antonio Fortunato Stella, 6 dicembre 1816; vol. I, p. 8)
*[...] quando ho letto qualche [[Classico]], la mia mente tumultua e si confonde. Allora prendo a tradurre il meglio, e quelle bellezze per necessità esaminate e rimenate a una a una piglian posto nella mia mente, e l'arricchiscono e mi lasciano in pace. (dalla lettera a Pietro Giordani, 21 marzo 1817; vol. I, p. 15)
*Amico e cugino carissimo, Tengo ben volontieri l'invito che mi fate di lasciar da parte le cerimonie parlando con voi, e però non vi domando scusa dell'errore che ho preso con un giudizio troppo precipitato, non però calunnioso, come voi dite, scambiando un poco i vocaboli, perché oltreché il dir male di me non sarebbe stato pur peccato veniale, lo scherzare così urbanamente come si facea in quell'articolo, e con così poche parole, e sopra cosa da nulla, non potea fare che persona del mondo se ne offendesse. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 5 maggio 1817; vol. I, p. 33)
*Signore mio carissimo, L'erudizione che ella ha trovato nelle note all' inno a Nettuno, in verità è molto volgare, e a me è paruto di scrivere quelle note in [[Italia]]; ma in [[Germania]] o in [[Inghilterra]] me ne sarei vergognato. Io sono andato un pezzo in traccia della erudizione più pellegrina e recondita, e dai 13 anni ai 17 ho dato dentro a questo studio profondamente, tanto che ho scritto da sei a sette tomi non piccoli sopra cose erudite (la qual fatica appunto è quella che mi ha rovinato); e qualche letterato straniero che è in Roma e che io non conosco, veduto alcuno degli scritti miei, non li disapprova, e mi facea esortare a divenire, diceva egli, gran filologo. [...] Innamorato della poesia greca, volli fare come [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]] che sotterrò il suo Cupido, e a chi dissotterrato lo credea d'antico portò il braccio mancante. (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 maggio 1817; vol. I, pp. 34-35)
*Certo che non voglio vivere tra la [[massa|turba]]: la mediocrità mi fa una paura mortale [...]. (dalla lettera a Pietro Giordani, 26 settembre 1817; vol. I, p. 57)
*Carissimo cugino, Avendo avuta occasione di pubblicare un inno a Nettuno, e ricordandomi di quello che voi scriveste sulla medesima divinità per le nozze [[Giulio Perticari|Perticari]] e [[Vincenzo Monti|Monti]], ho voluto mandarvi una copia del mio opuscolo, non già perché lo paragonaste col vostro, ma perché aveste il diletto di vedervi vincitore senza combattere. La copia che vi mando è della seconda edizione molto più corretta della prima, che è stata fatta l'aprile passato. Come vedete, la cosa non è di questi giorni, ed io già ci vedo mille difetti, sì che a voi, che per l' amicizia me li perdonerete, volentieri la mando in segno di confidenza, ma non vorrei che la mostraste alle persone di buon giudizio. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 17 ottobre 1817; vol. I, p. 63)
*[...] mi pare d'essermi accorto che il [[tradurre]] così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. (dalla lettera a Pietro Giordani, 29 dicembre 1817; vol. I, p. 78)
*{{NDR|Riguardo [[Fulvio Testi]]}} Se fosse venuto in età meno barbara, e avesse avuto agio di coltivare l'ingegno suo più che non fece, sarebbe stato senza controversia il nostro [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], e forse più caldo e veemente e sublime del Latino. (dalla lettera a Pietro Giordani, 19 febbraio 1819; vol. I p. 126)
*Io non credo che i tristi vivano meglio di noi. Se la felicità vera si potesse conseguire in qualunque modo, la realtà delle cose non sarebbe così formidabile. Ma [[Bontà e cattiveria|buoni e tristi]] nuotano affannosamente in questo mare di travagli, dove non trovi altro porto che quello de' fantasmi e delle immaginazioni. E per questo capo mi pare che la condizione de' buoni sia migliore di quella de' cattivi, perché le grandi e splendide illusioni non appartengono a questa gente; sicché ristretti alla verità e nudità delle cose, che altro si deggiono aspettare se non tedio infinito ed eterno? (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 giugno 1820; vol. I, p. 187)
*La facoltà della [[parola]] aiuta incredibilmente la facoltà del pensiero, e le spiana ed accorcia la strada. Anzi mi sono avveduto per prova, che anche la notizia di più [[Linguaggio|lingue]] conferisce mirabilmente alla facilità, chiarezza e precisione del concepire. (dalla lettera a Pietro Giordani, 20 novembre 1820; vol. I, p. 210)
*[...] questo arcano infelice e terribile della vita dell'universo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 6 maggio 1825; vol. I, p. 333)
*Ho veduto il [[I promessi sposi|romanzo del Manzoni]], il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno [...]. (dalla lettera ad Antonio Papadopoli, 25 febbraio 1828; vol. II, p. 69)
*Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore. (dalla lettera a Madama Antonietta Tommasi, 5 luglio 1828; vol. II, p. 94)
*[...] il [[fare]] è il miglior modo d'imparare [...]. (dalla lettera al fratello Pier Francesco, 16 ottobre 1828; vol. II, p. 115)
*[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''[[massa]]'' felice composta d'individui non felici. (dalla lettera a Fanny Targioni Tozzetti, 5 dicembre 1831<ref group="fonte">''Epistolario di Giacomo Leopardi'', vol. II, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1892, p. [https://books.google.it/books?id=Ay4aAAAAYAAJ&pg=PA443#v=onepage&q&f=false 443].</ref>)
*{{NDR|Sui napoletani}} [...] lazzaroni pulcinelli nobili e plebei, tutti ladri e b. f. degnissimi di Spagnuoli e di forche. (dalla lettera al padre, 3 febbraio 1833; vol. II, p. 215)
*L'aria di [[Napoli]] mi è di qualche utilità; ma nelle altre cose questo soggiorno non mi conviene molto... Spero che partiremo di qua in breve, il mio amico e io. (dalla lettera alla signora Adelaide Maestri, 5 aprile 1834; vol. II, p. 209<ref group="fonte">Citato in Michele Scherillo, ''Vita di Giacomo Leopardi'', Greco & Greco Editori, Milano, 1991, [//books.google.it/books?id=dRiuzZHM4BMC&pg=PA191 p. 191]. ISBN 88-85387-64-0</ref>)
*{{NDR|Su [[Napoli]]}} [...] paese semibarbaro e {{sic|semiaffricano}}, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti. (dalla lettera al padre, 27 novembre 1834; vol. II, p. 214)
*Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l'avarizia de' segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt'un periodo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 12 maggio 1820)
*{{NDR|Su [[Roma]]}} Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato in Roma. [...] Anche la strada che conduce a quel luogo prepara lo spirito alle impressioni del sentimento. È tutta costeggiata di case destinate alle manifatture, e risuona dello strepito de' telai e d'altri tali istrumenti, e del canto delle donne e degli operai occupati al lavoro. In una città oziosa, dissipata, senza metodo, come sono le capitali, è pur bello il considerare l'immagine della vita raccolta, ordinata e occupata in professioni utili. Anche le fisionomie e le maniere della gente che s'incontra per quella via, hanno un non so che di più semplice e di più umano che quelle degli altri; e dimostrano i costumi e il carattere di persone, la cui vita si fonda sul vero e non sul falso, cioè che vivono di travaglio e non d'intrigo, d'impostura e d'inganno, come la massima parte di questa popolazione. (dalla lettera sulla visita alla tomba di Tasso, Roma 20 Febbraio 1823, in: Giacomo Leopardi, Epistolario, vol. I, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1849., pp. 276-278)
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Epistolario''===
*{{NDR|Ai nobili signori conti Leopardi}} Giacomo vostro fratello, assai chiaro e famoso per la dottrina e per gli scritti suoi, non sarà giudicato men ragguardevole e degno d'altrettanto onore e maraviglia per le sue lettere: le quali, non tanto per libera elezione (nata da stima ed affetto parziale verso di voi, signori ed amici venerati e cari, che per tanto d'ingegno e coltura in voi raccolto stimo una delle più rare e principali famiglie d'Italia), quanto per giusta ragione e gratitudine vi dedico e rimando accresciute. Ed io, che dal punto che primieramente vidi e ammirai gli scritti suoi m'invaghii fortemente di avere piena contezza degli atti, de' costumi, e della vita di lui, reco a mia spezial ventura che per mezzo vostro mi sia conceduta sì maravigliosa opportunità d'adempire questo mio ferventissimo desiderio con le sue lettere famigliari, dove tanto e sì spesso ragiona di se. ([[Prospero Viani]])
*In tanta materia di dolore vi è qualche cosa pur di sereno in queste lettere, nelle quali quanto calcato è più, tanto si rileva più alteramente l'uomo, maggiore della fortuna. Qualità nobilissima ed antica: in questo fiacco secolo, non paziente de' mali e non ardito a' rimedii, ammirata più che imitata. La dignità adorna l'infortunio, come della ricchezza e della potenza è ornamento la temperanza. E questa dignità non è posta solo in quella specie di virtù negativa, ch'è detta «decoro», ed è quel non chinarsi mai per nessuna cagione ad atto men che nobile e gentile; di che ci è esempio la delicata risposta del Leopardi alle profferte del Colletta, e quella lettera, nella quale domanda quasi la carità al padre suo, alteramente supplichevole. Ma vi è una dignità di altra sorte, o meglio direbbesi magnanimità, la quale è quel tener l'animo sempre alto sui casi umani, e non lasciar che altri abbia la gioia di aver potuto anche un istante turbare la tua serenità. Ed il Leopardi alla ferrea necessità che lo preme soprastà in guisa, che spesso, non che risolversi in vane querele, de' suoi mali non parla altrimenti che filosofando con tranquilla ragione, divenuto egli stesso obbietto di meditazione al suo pensiero. ([[Francesco De Sanctis]])
*Io nei primi anni della conoscenza di Leopardi ebbi molte lettere di lui, tutte stupendissime; le quali (secondo il mio immutabil costume per tutte) distrussi. Erano le più belle lettere possibili. Non saprei dove cercarne. Ho per fermo che in [[Parma]] nessuno ne abbia avuto fuorché la [[Antonietta Tommasini|Tommasini]], e sua figlia la [[Adelaide Maestri|Maestri]]. Ma ora quella povera famiglia è nella massima desolazione, perché va morendo tra mille patimenti l'unica figlia. Oh caro [[Prospero Viani|Viani]], è pur pieno di guai questo mondo ! Ella si conservi la sanità, e l'animo forte; e mi abbia sempre per suo vero amico. ([[Pietro Giordani]])
==''Operette morali''==
{{vedi anche|Operette morali}}
==''Pensieri''==
===[[Incipit]]===
Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto, perché, oltre che la natura mia era troppo rimota da esse, e che l'animo tende sempre a giudicare gli altri da se medesimo, la mia inclinazione non è stata mai d'odiare gli uomini, ma di amarli. In ultimo l'esperienza quasi violentemente me le ha persuase: e sono certo che quei lettori che si troveranno aver praticato cogli uomini molto e in diversi modi, confesseranno che quello ch'io sono per dire è vero; tutti gli altri lo terranno per esagerato, finché l'esperienza, se mai avranno occasione di veramente fare esperienza della società umana, non lo ponga loro dinanzi agli occhi.
===Citazioni===
*Dico che il [[mondo]] è una lega di birbanti contro gli uomini dabbene, di vili contro i generosi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]])
*Rari sono i birbanti poveri [...]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]])
*Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]])
*La [[morte]] non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La [[senilità|vecchiezza]] è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. ([[s:Pensieri (Leopardi)/VI|VI]])
*Bella ed amabile [[illusione]] è quella per la quale i dì [[anniversario|anniversari]] di un avvenimento, che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell'anno, paiono avere con quello un'attinenza particolare, e che quasi un'ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti: onde è medicato in parte il tristo pensiero dell'annullamento di ciò che fu, e sollevato il dolore di molte perdite, parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato, e che più non torna, non sia spento né perduto del tutto.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 60 (prima del 1820), 2255 (15 dicembre 1821), 2322-2323 (2 gennaio 1822).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIII|XIII]])
*Non sarebbe piccola infelicità degli educatori, e soprattutto dei parenti, se pensassero, quello che è verissimo, che i loro figliuoli, qualunque indole abbiano sortita, e qualunque fatica, diligenza e spesa si ponga in educarli, coll'uso poi del mondo, quasi indubitabilmente, se la morte non li previene, diventeranno malvagi. Forse questa risposta sarebbe più valida e più ragionevole di quella di Talete che, dimandato da Solone perché non si ammogliasse, rispose mostrando le inquietudini dei genitori per gl'infortunii e i pericoli de' figliuoli. Sarebbe, dico, più valido e più ragionevole lo scusarsi dicendo di [[Antinatalismo|non volere aumentare]] il numero dei malvagi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIV|XIV]])
*Come le prigioni e le galee sono piene di genti, a dir loro, innocentissime, così gli uffizi pubblici e le dignità d'ogni sorte non sono tenute se non da persone chiamate e costrette a ciò loro mal grado. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XVII|XVII]])
*Se la miglior [[compagnia]] è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 507-508 (15 gennaio 1821) e 4523 (29 luglio 1829).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXI|XXI]])
*Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1252, 30 giugno 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVII|XXVII]])
*Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, [[Gli uomini si_dividono in due categorie|si divide in due parti]]: gli uni usano [[prepotenza]], e gli altri la soffrono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVIII|XXVIII]])
*Nessuna professione è sì sterile come quella delle lettere.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1787-1788, 25 settembre 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]])
*L'impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]])
*Molti vogliono e condursi teco vilmente, e che tu ad un tempo, sotto pena del loro odio, da un lato sii tanto accorto, che tu non dia impedimento alla loro viltà, dall'altro non li conoschi per vili. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVI|XXXVI]])
*Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l'[[intolleranza]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVII|XXXVII]])
*Il mondo [...] non crede mai che chi non cede abbia il torto. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]])
*L'uomo è condannato o a consumare la [[gioventù]] senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato; o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]])
*Il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] è forse il solo storico tra i moderni, che abbia e conosciuti molto gli uomini, e filosofato circa gli avvenimenti attenendosi alla cognizione della natura umana, e non piuttosto a una certa scienza politica, separata dalla scienza dell'uomo, e per lo più chimerica, della quale si sono serviti comunemente quegli storici, massime oltramontani ed oltramarini, che hanno voluto pur discorrere intorno ai fatti, non contentandosi, come la maggior parte, di narrarli per ordine, senza pensare più avanti. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LI|LI]])
*La [[schiettezza]] allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando, per la sua rarità, non l'è data fede. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVI|LVI]])
*Gli uomini si vergognano non delle [[ingiuria|ingiurie]] che fanno, ma di quelle che ricevono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVII|LVII]])
*I [[timidezza|timidi]] non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono: e si guardano di non pungere gli altri, non per istima che né facciano maggiore che gl'insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVIII|LVIII]])
*Quasi tutti gli uomini grandi sono [[modestia|modesti]]: perché si paragonano continuamente, non cogli altri, ma con quell'idea del perfetto che hanno dinanzi allo spirito, infinitamente più chiara e maggiore di quella che ha il volgo; e considerano quanto sieno lontani dal conseguirla.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 612-613, 5 febbraio 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXIV|LXIV]])
*La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4306-4307, 15 maggio 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVII|LXVII]])
*La [[noia]] è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il [[Pluralità dei mondi|numero e la mole maravigliosa dei mondi]], e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVIII|LXVIII]])
*La [[stima]] non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 116-117, 9 giugno 1820.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXII|LXXII]])
*Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4391, 23 settembre 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXVIII|LXXVIII]])
*Rivedendo in capo di qualche anno una persona ch'io avessi conosciuta giovane, sempre alla prima giunta mi è paruto vedere uno che avesse sofferto qualche grande [[sventura]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXX|LXXX]])
*Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande [[Conoscere sé stessi|esperienza di sé]], la quale rivelando lui a lui medesimo, e determinando l'opinione sua intorno a sé stesso, determina in qualche modo la fortuna e lo stato suo nella vita. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXII|LXXXII]])
*Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4482, 4 aprile 1829: «Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non passarli mai.»</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXVI|LXXXVI]])
*Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella [[solitudine]], ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la [[misantropia]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXIX|LXXXIX]])
[[File:Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. Giacomo Leopardi, 1789-1837 - it.svg|thumb|250px|Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.]]
*L'uomo onesto, coll'andar degli anni, facilmente diviene insensibile alla lode e all'onore, ma non mai, credo, al biasimo né al disprezzo. Anzi la lode e la stima di molte persone egregie non compenseranno il dolore che gli verrà da un motto o da un segno di noncuranza di qualche uomo da nulla. Forse ai ribaldi avviene al contrario; che, per essere usati al biasimo, e non usati alla lode vera, a quello saranno insensibili, a questa no, se mai per caso ne tocca loro qualche saggio. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCVI|XCVI]])
*Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCIX|XCIX]])
*L'[[astuzia]], la quale appartiene all'[[ingegno]], è usata moltissime volte per supplire la scarsità di esso ingegno, e per vincere maggior copia del medesimo in altri. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CV|CV]])
*[...] nella vita comune è necessario [[dissimulare]] con più diligenza la nobiltà dell'operare, che la viltà: perché la viltà è di tutti, e però almeno è perdonata; la nobiltà è contro l'usanza, e pare che indichi presunzione, o che da sé richiegga lode; la quale il pubblico, e massime i conoscenti, non amano di dare con sincerità. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CVI|CVI]])
*L'uomo è quasi sempre tanto [[malvagità|malvagio]] quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CIX|CIX]])
==''Storia dell'astronomia''==
<!--essendo la fonte priva di pagine si prende come riferimento il numero della nota immediatamente precedente-->
*La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l'[[Astronomia]]. L'uomo s'innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. (introduzione)
*La conoscenza degli effetti e la ignoranza delle cause produsse l'[[astrologia]]. (cap. I) <!--77-->
*Già sospira la mia anima di separarsi da questa creta, che la circonda: libera dalla salma corporea, s'alza di sfera in sfera, e vola in seno agli immensi spazi sovrapposti alla mia abitazione. Questa già non è più che un punto agli occhi miei, essa già dileguossi ed io mi sento con la maggior celerità trasportato in altre regioni. L'astro della notte è sotto i miei piedi, il velo azzurrino dei cieli si squarcia, ed i recessi più lontani dello spazio mi si aprono d'innanzi. Di tratto in tratto mi veggo vicini quei corpi, per i quali sudano gli uomini muniti di quelle armi, che ai loro occhi appresta la scienza. Lascio sotto di me il vostro anello di Saturno, e seguo coraggioso il volo ardito di una cometa. Con essa mi reco in mezzo a que' fulgidissimi soli, che non han d'uopo di altrui luce per splendere e per illuminare spazi infiniti. Ma la mia carriera non è appena cominciata: questo che io veggo non è che il portico del palagio dell'Onnipotente. Posso dir tuttora di serpeggiare sul suolo. Quanto più m'inoltro verso l'Eterno, tanto più egli sembra allontanarsi da me. (cap. II) <!--808-->
*L'uomo superiore ai pregiudizi, che rende giustizia al merito ovunque questo si trovi, non fu giammai biasimevole, anzi fu sempre degno di lode. (cap. IV) <!--1478-->
==''Zibaldone''==
[[File:Giacomo Leopardi Morelli.jpg|thumb|''Ritratto di Giacomo Leopardi'']]
===[[Incipit]]===
Palazzo bello. Cane di notte dal casolare, al passar del viandante.<br><br>
<poem>Era la luna nel cortile, un lato
Tutto ne illuminava, e discendea
Sopra il contiguo lato obliquo un raggio...
Nella (dalla) maestra via s'udiva il carro
Del passegger, che stritolando i sassi,
Mandava un suon, cui precedea da lungi
Il tintinnìo de' mobili sonagli.</poem>
===Citazioni===
*Ne' [[guaio|guai]] non ci vuol pianto ma consiglio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/5|5]]; 1898, vol. I, p. 81)
*In molte opere di mano dove c'è qualche pericolo o di fallare o di rompere ec., una delle cose più necessarie perché riescano bene è non pensare al pericolo e portarsi con franchezza. [...] Ma noi timidissimi, non solamente sapendo che si può errare, ma avendo sempre avanti gli occhi l'esempio di chi ha errato e di chi erra, e però pensando sempre al pericolo (e con ragione perché vediamo il gusto corrotto del secolo che facilissimamente ci trasporterebbe in sommi errori, osserviamo le cadute di molti che per certa libertà di pensare e di comporre partoriscono mostri, come sono al presente, per esempio, i romantici) non ci arrischiamo di scostarci, non dirò dall'esempio degli antichi e dei classici, che molti pur sapranno abbandonare, ma da quelle regole (ottime e classiche ma sempre regole) che ci siamo formate in mente, e diamo in voli bassi, né mai osiamo di alzarci con quella negligente e sicura e non curante e dirò pure ignorante franchezza, che è necessaria nelle somme opere dell'arte, onde pel timore di non fare cose pessime, non ci attentiamo di farne delle ottime, e ne facciamo delle mediocri, non dico già mediocri di quella mediocrità che riprende Orazio, e che in poesia è insopportabile, ma mediocri nel genere delle buone cioè lavorate, studiate, pulitissime, armonia espressiva, bel verso, bella lingua, Classici ottimamente imitati, belle imagini, belle similitudini, somma proprietà di parole, (la quale soprattutto tradisce l'arte) insomma tutto, ma che non son quelle, non sono quelle cose secolari e mondiali, insomma non c'è più Omero, Dante, l'Ariosto, insomma il Parini, il Monti sono bellissimi ma non hanno nessun difetto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/9|9]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/10|10]]; 1898, vol. I, pp. 86-87)
*L'arte di [[Ovidio]] di metter le cose sotto gli occhi, non si chiama efficacia, ma pertinacia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/12|12]]; 1898, vol. I, p. 89)
*Senza dubbio non si può dir niente di [[Dio]] che non sia infinitamente al di sotto del vero, e però la [[Bibbia]] (e la Bibbia molto meno che qualunque altro) non dice mai cosa che appetto al vero non sia strapiccolissima [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/13|13]]; 1898, vol. I, p. 90)
*La [[ragione]] è nemica d'ogni grandezza; la ragione è nemica della natura; la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione; ché pochi possono esser grandi; e nelle arti e nella poesia forse nessuno, se non sono dominati dalle illusioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/14|14]]; 1898, vol. I, p. 93)
*[...] e non si avvedono {{NDR|i [[Romanticismo|romantici]]}} che appunto questo grand'ideale dei tempi nostri, questo conoscere cosí intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i più minuti affetti, quest'arte insomma psicologica, distrugge l'illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell'animo e delle azioni [...]: e non si avvedono che s'è perduto il linguaggio della natura, e che questo sentimentale non è altro che l'invecchiamento dell'animo nostro, e non ci permette più di parlare se non con arte [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/17|17]]; 1898, vol. I, pp. 97-98)
*[...] una [[poesia]] ragionevole, è lo stesso che dire una bestia ragionevole. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/18|18]]; 1898, vol. I, p. 100)
*{{NDR|[[Gabriello Chiabrera]]}} Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [...] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [...] come delle parole, [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/24|24]]; 1898, vol. I, p. 111)
*La [[tartaruga]] lunghissima nelle sue operazioni ha lunghissima vita. Così tutto è proporzionato nella natura; e la pigrizia della tartaruga, di cui si potrebbe accusar la natura, non è veramente pigrizia assoluta, cioè considerata nella tartaruga, ma rispettiva. Da ciò possiamo cavare molte considerazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, p. 124)
*È osservabile che in [[Aulo Cornelio Celso|Celso]] nel quale è singolarmente notata e lodata la semplicità e facilità dello stile, per le quali si sarà discostato meno degli altri dal latino volgare, sono frequentissime e moltissime frasi, costruzioni, usi di parole, locuzioni ec. ed anche parole assolutamente, o prette italiane o che si accostano alle italiane io dico di quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino né per comuni alle due lingue ma proprie della nostra, e che trovandole non presso Celso ma presso qualche scrittore latino moderno, le stimeressimo poco meno che barbarismi, anche presentemente, cioè non ostante che in effetto si trovino appresso Celso eccetto se non ci ricordassimo espressamente o ci fosse citata l'autorità di lui. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, pp. 125-126)
*Quanto più del [[tempo]] si tiene a conto, tanto più si dispera d'averne che basti, quanto più se ne gitta, tanto par che n'avanzi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/43|43]]; 1898, vol. I, p. 143)
*Il più solido [[piacere]] di questa vita è il piacer vano delle [[illusione|illusioni]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157)
*La varietà è tanto nemica della noia che anche la stessa varietà della noia è un rimedio o un alleviamento di essa, come vediamo tutto giorno nelle persone di mondo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157)
*Intendo per [[innocenza|innocente]] non uno incapace di [[peccato|peccare]], ma di peccare senza rimorso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 158)
*Tutto si è [[perfezionamento|perfezionato]] da [[Omero]] in poi, ma non la poesia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/58|58]]; 1898, vol. I, p. 167)
*Anche il dolore che nasce dalla [[noia]] e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 184)
*Il sentimento della [[vendetta]] è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d'umor nero, da un amico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72#72/3|72]]; 1898, vol. I, p. 184)
*Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vòto universale, e in un'indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 185)
*Io era oltremodo annoiato della vita, sull'orlo della vasca del mio giardino, e guardando l'acqua e curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s'io mi gittassi qui dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra quest'orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno al salto di Leucade poteva avere per fondamento un'osservazione simile a questa. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/82|82]]; 1898, vol. I, p. 219)
*Una prova in mille di quanto influiscano i sistemi puramente fisici sugl'intellettuali e metafisici è quello di [[Copernico]], che al pensatore rinnuova interamente l'idea della natura e dell'uomo concepita e naturale per l'antico sistema detto tolemaico; rivela una [[Pluralità dei mondi|pluralità di mondi]], mostra l'uomo un essere non unico, come non è unica la collocazione il moto e il destino della terra, ed apre un immenso campo di riflessioni, sopra l'infinità delle creature, che secondo tutte le leggi d'analogia debbono abitare gli altri globi in tutto analoghi al nostro, e quelli anche che saranno, benché non ci appariscano, intorno agli altri soli, cioè le stelle, abbassa l'idea dell'uomo e la sublima; scuopre nuovi misteri della creazione, del destino della natura, della essenza delle cose, dell'esser nostro, dell'onnipotenza del creatore, dei fini del creato ec. ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/84|84]]; 1898, vol. I, p. 194)
*Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno de' miei fratellini, tu mi farai da cavallo. E legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciavano fare con diletto, e non per questo erano altro che miei fratelli. Io mi ricordo spesso di questo fatto, quando io vedo un uomo (sovente di nessun pregio) servito riverentemente da questo e da quello in cento minuzie, ch'egli potrebbe farsi da se, o fare ugualmente a quelli che lo servono, e forse n'hanno più bisogno di lui, che alle volte sarà più sano e gagliardo di quanti ha dintorno. E dico fra me, né i miei fratelli erano cavalli, ma uomini quanto me, e questi servitori sono uomini quanto il padrone e simili a lui in ogni cosa; e tuttavia quelli si lasciavano guidare benché fossero tanto cavalli quant'era io, e questi si lasciano comandare; e tra questi e quelli non vedo nessun divario. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/106|106]], 26 marzo 1820; 1898, vol. I, p. 217)
*Mi diedi tutto alla gioia barbara e fremebonda della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/107|107]], 15 aprile 1820; 1898, vol. I, p. 218)
*La [[pazienza]] è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/112|112]], 31 maggio 1820; 1898, vol. I, p. 223)
*Il [[dolore]] o la disperazione che nasce dalle grandi passioni o illusioni o da qualunque sventura della vita non è paragonabile all'affogamento che nasce dalla certezza e dal sentimento vivo della nullità di tutte le cose, e dell'impossibilità di essere felice in questo mondo, e dalla immensità del vuoto che si sente nell'anima. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/140|140]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247)
*Il [[silenzio]] è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247)
*I migliori momenti dell'[[amore]] sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247)
*L'[[immaginazione]] [...] è il primo fonte della [[felicità]] umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/168|168]]; 1898, vol. I, p. 275)
*[...] il [[raziocinio]] è un'operazione matematica dell'intelletto e materializza e geometrizza anche le nozioni più astratte. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/181|181]]; 1898, vol. I, p. 286)
*L'[[arte]] non può mai uguagliare la [[ricchezza]] della [[natura]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/189|189]]; 1898, vol. I, p. 294)
*Ripetono tutto giorno i francesi che [[Jacques Bénigne Bossuet|Bossuet]] ha soggiogato la sua lingua al suo genio. Io dico che il suo genio è stato soggiogato dalla lingua costumi gusti del suo paese. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/217|217]], 20 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 318)
*L'abuso e la disubbidienza alla [[legge]], non può essere impedita da nessuna legge. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/229|229]], 31 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 327)
*L'[[indecisione|irresoluzione]] è peggio della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]], 14 settembre 1820; 1898, vol. I, p. 339)
*Il [[Jean-Baptiste Say|Say]] nei Cenni sugli uomini e la società, chiama l'ode, la sonata della letteratura. È un pazzo se stima che l'ode non possa esser altro, ma ha gran ragione e intende parlare delle odi che esistono, massime delle francesi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]]; 1898, vol. I, p. 339)
*Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggiamento della vita o nelle più acerbe e ''mortifere'' disgrazie (sia che appartengano alle alte e forti passioni, sia a qualunque altra cosa); servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/259|259-260]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 349)
*Chi non ha uno [[scopo]] non prova quasi mai diletto in nessuna operazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/268|268]], 10 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 356)
*[...] i beni si disprezzano quando si possiedono sicuramente, e si apprezzano quando sono perduti, o si corre pericolo o si è in procinto di perderli. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 373)
*[...] la [[felicità e infelicità|felicità o infelicità]] non si misura dall'esterno ma dall'interno. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 374)
*La corruttela de' costumi è mortale alle repubbliche e utile alle tirannie e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/302|302]], 3 novembre 1820; 1898, vol. I, p. 377)
*L'amore dell'[[ordine]] o l'idea della necessità dell'ordine, che è quanto dire dell'armonia e convenienza, è innata, assoluta, universale, giacché è il fondamento del raziocinio e il principio della cognizione o del giudizio falso o vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/376|376]]; 1898, vol. I, pp. 428-429)
*Dicono che la [[felicità]] dell'uomo non può consistere fuorché nella verità. Così parrebbe, perché qual felicità in una cosa che sia falsa? E come, se il mondo è diretto alla felicità, il vero non deve render felice? Eppure io dico che la felicità consiste nell'ignoranza del vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/326|326]]; 1898, vol. I, p. 393)
*[...] ogni felicità si trova falsa e vana, quando l'oggetto suo giunge ad essere conosciuto nella sua realtà e verità. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/352|352]]; 1898, vol. I, p. 410)
*Ho detto più volte che la [[letteratura francese]] è precisamente letteratura moderna, ed è quanto dire che non è letteratura. Perché considerando bene vedremo che i tempi moderni hanno filosofia, dottrina, scienze d'ogni sorta, ma non hanno propriamente letteratura, e se l'hanno, non è moderna, ma di carattere antico, ed è quasi un innesto dell'antico sul moderno. L'immaginazione, ch'è la base della letteratura strettamente considerata, sì poetica come prosaica, non è propria, anzi impropria de' tempi moderni; e se anche oggi si trova in qualche individuo, non è moderna, perché non solamente non deriva dalla natura de' tempi, ma questa l'è sommamente contraria, anzi nemica e micidiale. E vedete infatti che la letteratura francese, nata e formata in tempi moderni, è la meno immaginosa, non solo delle antiche, ma anche di tutte le moderne letterature. E per questo appunto è letteratura pienamente moderna, cioè falsissima, perché il predominio odierno della ragione, quanto giova alle scienze e a tutte le cognizioni del vero e dell'utile (così detto), tanto nuoce alla letteratura e a tutte le arti del bello e del grande, il cui fondamento, la cui sorgente e nutrice è la sola natura, bisognosa bensì di un mezzano aiuto della ragione, ma sommamente schiva del suo predominio, che l'uccide, come pur troppo vediamo nei nostri costumi e in tutta la nostra vita d'oggidì. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1175|1175]]; 1898, vol. I, p. 461)
*Tutti i moderni ideologi hanno stabilito che le idee o credenze le più primitive, le più necessarie all'azione la più vitale, e quindi tutte le idee o credenze moventi del bambino appena nato, (e così d'ogni altro animale), tutte le idee o credenze determinanti o non determinanti, cioè relative o no all'azione, non vengono altro che dall'esperienza e quindi non sono se non tante conseguenze tirate col mezzo di un raziocinio e di un'operazione sillogistica, da una maggiore ec. (e qui osservate la necessità del [[raziocinio]] ne' bruti). ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/443|443]]; 1898, vol. I, pp. 472-473)
*Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, [[Roma]] non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l'amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 24 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 2)
*{{NDR|A proposito di [[Tacito]]}} Ma neppur egli troverete che, sebbene condanna la tirannia, lodi mai la libertà in persona propria. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 28 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 5)
*Non punir mai l'[[ingiuria]] che non hai meritata, né lasciare impunita quella che hai meritata. Perdona al tuo [[calunnia]]tore, punisci il tuo detrattore. Non far caso di chi ti ''schernisce'' a torto, ma piglia [[vendetta]] di chi ti ''motteggia'' a ragione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/476#476/2|476]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/477|477]], 7 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 14)
*Tutto è [[amor proprio]] nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è, se non quegli che [[lusinga]], giova ec. l'amor proprio degli altri. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/508|508]], 15 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 32)
*I [[bambino|fanciulli]] trovano il tutto nel [[nulla]], gli uomini il nulla nel tutto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/527|527]], 19 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 43)
*[...] la [[felicità]] è impossibile a chi la desidera, perché il desiderio, sí come è desiderio assoluto di felicità e non di una tal felicità, è senza limiti necessariamente, perché la felicità assoluta è indefinita e non ha limiti. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/648|648]]; 1898, vol. II, p. 112)
*L'[[egoismo]] è sempre stata la peste della [[società]], e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/670|670]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/671|671]]; 1898, vol. II, p. 123)
*Siccome l'amor patrio o nazionale non è altro che una illusione, ma facilmente derivante dalla natura, posta la società, com'é naturale l'amor proprio nell'individuo, e posta la famiglia, l'amor di famiglia, che si vede anche ne' bruti; cosí esso non si mantiene e non produce buon frutto senza le illusioni e i pregiudizi che naturalmente ne derivano o che anche ne sono il fondamento. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/923|923]]; 1898, vol. II, p. 269)
*[...] il [[pensatore]] non è cosí. Egli cerca naturalmente e necessariamente un filo nella considerazione delle cose. È impossibile ch'egli si contenti delle nozioni e delle verità del tutto isolate. E se se ne contentasse, la sua filosofia sarebbe trivialissima e meschinissima e non otterrebbe nessun risultato. Lo scopo della filosofia (in tutta l'estensione di questa parola) è il trovar le ragioni delle verità. Queste ragioni non si trovano se non se nelle relazioni di esse verità e col mezzo del generalizzare. Non è ella cosa notissima che la facoltà di generalizzare costituisce il pensatore? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/946|946]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/947|947]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 288)
*Per qual ragione è bello il [[Aulo_Cornelio_Celso#De_medicina_libri_octo|Trattato di Celso]], ch'è un trattato di medicina? Forse perché ha ornamenti poetici o rettorici? Anzi, prima di tutto, perché ne manca onninamente e perché ha quel nudo candore e semplicità che conviene a siffatte opere; poi perché è chiaro, preciso, perché ha una lingua ed uno stile puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/949|949]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 290)
*Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con [[Punteggiatura|segni]], come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l'arte dello scrivere all'infanzia? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/976|976]]; 1898, vol. II, p. 310)
*La [[convenienza]] al suo fine, e quindi l'utilità ec., è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1165|1165]], 13 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 454)
*E notate che l'uso della [[denaro|moneta]] quanto è necessario a quella che oggi si chiama perfezione dello stato sociale, tanto nuoce a quella perfezione ch'io vo predicando; giacché il detto uso è l'uno de' principalissimi ostacoli alla conservazione dell'uguaglianza fra gli uomini, e quindi degli stati liberi, alla preponderanza del merito vero e della virtù ec. ec. e l'una delle principalissime cagioni che introducono, e appoco appoco costringono la società all'oppressione, al dispotismo, alla servitù, alla gravitazione delle une classi sulle altre, insomma estinguono la vita morale ed intima delle nazioni, e le nazioni medesime in quanto erano nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]], 16 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 460)
*La trattabilità e facilità della [[lingua francese]], ond'ella è così agevole a scriver bene e spiegarsi bene, sì per lo straniero che l'adopra o l'ascolta, sì pel nazionale, non deriva dall'esser ella uno strumento pieghevole e ''souple'' (qualità negatale espressamente dal Thomas) ec., ma dall'essere un piccolo strumento, e quindi manuale, εὐμεταχείριστος, maneggiabile, facile a rivoltarsi per tutti i versi e ad adoprare in ogni cosa ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1232|1232]], 27 giugno 1821; 1898, vol. III, pp. 21-22)
*Chi vuol persuadersi dell'immensa moltiplicità di stili e quasi lingue diverse rinchiuse nella lingua italiana, consideri le opere di [[Daniello Bartoli]] [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1313|1313]], 13 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 82)
*Dividersi perpetuamente i letterati e i poeti, da' filosofi. L'odierna [[filosofia]] che riduce la metafisica, la morale ec. a forma e condizione quasi matematica, non è più compatibile con la [[letteratura]] e la poesia, com'era compatibile quella de' tempi ne' quali fu formata la lingua nostra, la latina, la greca. [...] Ma la filosofia di [[John Locke|Locke]], di [[Gottfried Leibniz|Leibnizio]] ec. non potrà mai stare colla letteratura né colla vera poesia. La filosofia di Socrate partecipava assai della [[natura]], ma questa nulla ne partecipa, ed è tutta ragione. Perciò né essa né la sua lingua è compatibile colla letteratura, a differenza della filosofia di Socrate, e della di lei lingua. La qual filosofia è tale che tutti gli uomini un poco savi ne hanno sempre partecipato più o meno in tutti i tempi e nazioni, anche avanti [[Socrate]]. È una filosofia poco lontana da quello che la natura stessa insegna all'uomo sociale. Si dividano dunque le lingue, e la nostra che tante ne contiene, e così diverse anche dentro uno stesso genere, potrà ben contenere allo stesso tempo una lingua bella, e una lingua filosofica. Ed allora avrà una filosofia, e seguirà ad avere quella poesia, e quella letteratura nella quale ha sempre superato tutte le moderne. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1359|1359]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1360|1360]], 20 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 112)
*Il [[languore]] del corpo alle volte è tale, che senza dargli affanno e fastidio, affievolando le facoltà dell'animo, affievola ogni cura e ogni desiderio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1581|1581]], 28 agosto 1821; 1898, vol. III, p. 246)
*Le pluralità de' mondi, quasi fisicamente dimostrata, come si può accordare col cristianesimo fuori del mio sistema, il quale dimostra che le creature possono esser d'infinite specie, e che Dio esistendo verso noi, come la religione insegna, esiste ancora in tutti i possibili modi, e può avere avuto ed avere con diversissime creature diversissimi e contrari rapporti, e non averne alcuno? Quante verità fisiche, metafisiche ec. ripugnano alla religione, fuori del mio sistema che nega ogni verità e falsità assoluta, ammettendo le relative, e in queste la religione? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1642|1642]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1643|43]]; 1898, vol. III, pp. 283-84)
*[...] la [[memoria]] non è altro che [[assuefazione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1676|1676]], 11 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 303)
*Nessuna [[opinione]] vera o falsa, ma contraria all'opinione dominante e generale, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente, e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile, ma a forza di [[ripetizione|ripetizioni]] e quindi di assuefazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1720|1720]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330)
*Non si vive al mondo che di [[prepotenza]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1721|1721]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330)
*Chi più si ama meno può [[amore|amare]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1723|1723]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 333)
*L'insegnare non è quasi altro che assuefare. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1727|1727]], 18 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 334)
*Gli antichi da proposizioni e premesse che conoscevano né più né meno quanto noi deducevano conseguenze contrarissime a quelle che noi ne tiriamo. Ciò mostra ch'essi non conoscevano i rapporti delle proposizioni, altrimenti non potressimo negare le loro conseguenze. Ma chi ci ha detto che noi li conosciamo meglio? come lo sappiamo noi se non a forza di [[Sillogismo|sillogismi]]? Giacché qualunque affermazione o negazione ha bisogno di sillogismo, e ciascun sillogismo contiene tanti sillogismi quanti sono i rapporti delle sue proposizioni fra loro. Cioè bisogna che l'uomo si persuada sempre con un sillogismo, benché tacito, che, se la tal cosa è, anche la tal altra dev'essere. Senza questi sillogismi intermedi nessun sillogismo vale, e siccome questi ordinariamente si omettono o non son giusti, però infiniti sillogismi son falsi, perché non è vero il rapporto che noi, o non sillogizzando punto o falsamente sillogizzando, supponiamo fra la maggiore e la minore, fra queste e la conseguenza. (([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1771|1771]][[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1772|1772]], 22 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 359)
*La [[noia]] è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per se, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1815|1815]], 30 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 383)
*La rapidità e la [[concisione]] dello stile piace, perché presenta all'anima una folla d'idee simultanee o così rapidamente succedentisi, che paiono simultanee e fanno ondeggiar l'anima in una tale abbondanza di pensieri o d'immagini e sensazioni spirituali, ch'ella o non è capace di abbracciarle tutte e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2041|2041]], 3 novembre 1821; 1898, vol. IV, p. 22)
*La [[lingua latina]] così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come ''Georg''., I, 44: ''et Zephyro putris se glaeba resolvit''. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel ''Zephyro'' significhi ''al zefiro'', ''col zefiro'' ec. Così quell'altra: ''Sunt lacrimae rerum'' ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2288|2288]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2289|2289]], 26 dicembre 1821; 1898, vol. IV, p. 150)
*Il p. [[Daniello Bartoli|Dan. Bartoli]] è il [[Dante]] della prosa italiana. Il suo stile in ciò che spetta alla lingua è tutto a risalti e rilievi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2396|2396]], 22 marzo 1822; 1898, vol. IV, p. 215)
*Perché del resto nessuna lingua viva ha, né può avere un vocabolario che la contenga tutta, massime quanto ai modi, che son sempre (finch'ella vive) all'arbitrio dello scrittore. E ciò tanto più nell'[[lingua italiana|italiana]] (per indole sua). La quale molto meno può esser compresa in un vocabolario, quanto ch'ella è più vasta di tutte le viventi [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2398|2398]], 29 marzo 1822; 1898, vol. IV, pp. 216-217)
*E però [[Plutarco]] [...] non si può recar per modello né di lingua né di stile, essendo però stato forse più filosofo di tutti i filosofi greci, molti de' quali sono esempi di perfettissimo scrivere. Ma non erano così sottili come Plutarco [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2410|2410]], 1 maggio 1822; 1898, vol. IV, p. 224)
*[...] quasi tutte le principali [[scoperta|scoperte]] che servono alla vita civile sono state opere del caso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2602|2602]], 10 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 329)
*Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio [[Stile (scrittura)|stile]]. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2611|2611]], 27 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 334)
*Gl'[[Italia|italiani]] non hanno costumi: essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2923|2923]], 9 luglio 1823; 1898, vol. V, p. 80)
*La ''[[Luís de Camões#I Lusiadi|Lusiade]]'' avrà certo interessato ed interesserà forse anche oggidì i lettori portoghesi, né si può bastantemente lodare lo sfortunato Camoens per l'avere scelto un soggetto così strettamente nazionale, e di più per l'aver saputo adattare e far materia di poema epico un argomento allora modernissimo, qualità che per l'una parte produce estreme difficoltà le quali a molti sono sembrate in un poema epico insuperabili, e per l'altra sommamente contribuirebbe a produrre o singolarmente accrescere l'interesse d'un'epopea, come ancora di un dramma e di qualsivoglia poesia. Ma per li lettori dell'altre nazioni non so quanto nella ''Lusiade'' possa essere l'interesse, né se ne' medesimi portoghesi, mancata la recente memoria di quelle imprese, e raffreddato, come per tutta l'Europa, l'amor nazionale e gli altri sentimenti magnanimi, la ''Lusiade'' produca per ancora un interesse abbastanza vivo, continuo e durabile. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3146|3146]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3147|3147]], 5-11 agosto 1823; 1898, vol. V, pp. 209-210)
*Una [[Lingua (idioma)|lingua]] strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3253|3253]], 23 agosto 1823; 1898, vol. V, p. 275)
*Quello che non può in niun modo la riflessione, può e fa l'[[irriflesione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3520|3520]], 25 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 2)
*Chiunque nel [[pericolo]] in cui non v'è nulla a fare, comparisce diverso da quel ch'ei suole, qualunque ei soglia essere, e qual ch'ei divenga, e quanta che sia questa diversità, non è coraggioso, o in quel caso non ha vero [[coraggio]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3531|3531]], 26-7 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 9)
*[...] il [[piacere]] è sempre o passato o futuro, non mai presente [...].<ref>Anche in ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare'', in ''[[Operette morali]]'': «Il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente».</ref> ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3550|3550]], 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, vol. VI, p. 21)
*{{NDR|Su [[Daniello Bartoli]]}} [...] uomo che fra tutti del suo tempo, e fors'anche di tutti i tempi, fu quello che e per teoria e scienza e per pratica, meglio e più profondamente e pienamente conobbe la nostra lingua [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3630|3630]]; 1898, vol. VI, p. 73)
*Il [[fuoco]] è una di quelle materie, di quegli agenti terribili, come l'[[elettricità]], che la natura sembra avere studiosamente seppellito e appartato, e rimosso dalla vista e da' sensi e dalla vita degli animali, e dalla superficie del globo, dove essa vita e la vegetazione e la vita totale della natura ha principalmente luogo, per non manifestarlo o lasciarlo manifestare che nelle convulsioni degli elementi e ne' fenomeni accidentali e particolari, com'è quello de' vulcani, che sono fuor dell'ordine generale e della regola ordinaria della natura. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3645|3645]], 11 ottobre 1823; 1898, vol. VI)
*La [[noia]] è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3715|3715]], 17 ottobre 1823; 1898, vol. VI, p. 127)
*La [[Latinismo|novità tolta prudentemente dal latino]], benché novità assolutissima in fatto, è per le nostre lingue piuttosto restituzione dell'antichità che novità, piuttosto peregrino che nuovo; e veramente (anche quando non sia troppo prudente né lodevole) ha più dell'arcaismo che del neologismo. Al contrario dell'altre novità e degli altri stranierismi ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3867|3867]], 11 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 247)
*L'[[esistenza]] può essere maggiore senza che lo sia la vita. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3927|3927]], 27 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 301)
*Tutto è follia in questo mondo fuorché il folleggiare. Tutto è degno di riso fuorché il ridersi di tutto. Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3990|3990]], 17 dicembre 1823; 1898, vol. VI, p. 361)
*Il tale diceva che noi, venendo in questa vita, siamo come chi si corica in un [[letto]] duro e incomodo, che sentendovisi stare male, non vi può star quieto, e però si rivolge cento volte da ogni parte, e procura in vari modi di appianare, ammollire, ecc. il letto, cercando pur sempre e sperando di avervi a riposare e prendere sonno, finché senz'aver dormito né riposato vien l'ora di alzarsi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4104|4104]], 25 giugno 1824; 1898, vol. VII, p. 23)
*Io vivo, dunque io [[speranza|spero]], è un sillogismo giustissimo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4145|4145]], 18 ottobre 1824; 1898, vol. VII, p. 70)
*Il mezzo più efficace di ottener [[fama]] è quello di far creder al mondo di esser già famoso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4153|4153]], [[Bologna]], 21 novembre 1825; 1898, vol. VII, p. 80)
*Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4174|4174]], Bologna, 17 aprile 1826; 1898, vol. VII, pp. 104-105)
*[[Tabagismo|Tabacco]]. Sua utilità. Suoi piaceri: più innocenti di tutti gli altri al corpo e all'animo; meno vergognosi a confessarsi, immuni dal lato dell'opinione; più facili a conseguirsi, di poco prezzo e adattati a tutte le fortune; più durevoli, più replicabili. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4188|4188]], Bologna 13 luglio 1826; 1898, vol. VII, p. 117)
*[[Felicità]] non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il più spregevole. Ora da questa sola definizione si può comprendere che la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d'altronde di felicità. Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha limiti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesserà, e perché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice, né in questo mondo, né in un altro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4191|4191]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4192|4192]], 30 agosto 1826; 1898, vol. VII, p. 122)
*[[Risata|Ridete]] franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice ''rider alto'' vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed ''awful'' è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4391|4391]], 23 settembre 1828; 1898, vol. VII, p. 330)
*Ho veduto io stesso un [[canarino]] domestico e mansuetissimo, appena presentato a uno specchio, stizzirsi colla propria immagine, ed andarle contro colle ali inarcate e col becco alto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4419|4419]]; 1898, vol. VII, p. 353)
*È curioso a vedere, che gli uomini di molto [[merito]] hanno sempre le maniere [[semplicità|semplici]], e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4524|4524]], Firenze, 31 maggio 1831; 1898, vol. VII, p. 461)
*Cosa rarissima nella società, un uomo veramente [[sopportazione|sopportabile]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4525|4525]], 16 settembre 1832; 1898, vol. VII, p. 462)
===Citazioni sullo ''Zibaldone''===
*È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustre con sé stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente. ([[Giosuè Carducci]])
*A proposito di Leopardi — sia detto senza offesa — trovo che i suoi ''Pensieri di bella letteratura e di varia filosofia'' sono quanto di meglio ci sia per prender sonno ([[Achille Campanile]]).
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Appressamento della morte''===
<poem>Era morta la lampa in Occidente,
E queto 'l fumo sopra i tetti e queta
De' cani era la voce e de la gente:
Quand'i' volto a cercare eccelsa meta,
Mi ritrova' in mezzo a una gran landa,
Bella, che vinto è 'ngegno di poeta.</poem>
===''Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone''===
Tace la fama al presente di [[Giorgio Gemisto Pletone]] costantinopolitano; non per altra causa se non che la celebrità degli uomini, siccome, si può dire, ogni cosa nostra, dipende più da fortuna che da ragione. E niuno può assicurarsi, non solo di acquistarla per merito, quantunque grande, ma acquistata eziandio che debba durargli. Certo è che Gemisto fu de' maggiori ingegni e de' più pellegrini del tempo suo, che fu il decimoquinto secolo. Visse onorato dalla patria; e poi trovatosi sopravvivere alla patria, ed al nome greco (o, come esso diceva, romano), fu accolto ed avuto caro in Italia, dove stette gran tempo e morì; ed ebbe una splendidissima riputazione in questa sua nuova patria, e medesimamente nelle altre province d'Europa, per quanto si stendeva in quei tempi lo studio delle lettere.
===''Discorso sopra la Batracomiomachia''===
Quando, dopo aver letta qualche opera di autore sconosciuto, la troviamo interessante e degna di osservazione, siamo tosto spinti dalla curiosità a ricercarne lo scrittore. Avendone rilevato il carattere dall'opera stessa, bramiamo avere un nome a cui applicarlo. Ci duole d'ignorar quello di una persona che c'interessa, e di dover lodare e stimare un Essere anonimo e sconosciuto.
===''Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani''===
In questo secolo presente, sia per l'incremento dello scambievole commercio e dell'uso de' viaggi, sia per quello della letteratura, e per l'enciclopedico che ora è d'uso, sicché ciascuna nazione vuol conoscere più a fondo che può le lingue, letterature e costumi degli altri popoli, sia per la scambievole comunione di sventure che è stata fra' popoli civili, sia perché la Francia abbassata dalle sue perdite, e l'altre nazioni parte per le vittorie, parte per l'aumento della coltura e letteratura di ciascheduna sollevandosi, si è introdotta fra le nazioni d'Europa, una specie d'uguaglianza di riputazione sì letteraria e civile che militare, laddove per lo passato da' tempi di Luigi XIV, cioè dall'epoca della diffusa e stabilita civiltà europea, tutte le nazioni avevano spontaneamente ceduto di onore alla Francia che tutte le dispregiava<ref>In vece che adesso la Francia stessa per le dette cagioni è fatta tollerante e disposta a render giustizia agli stranieri fino a un certo segno, e che questa sua disposizione, perocch'ella segue ancora in parte a dare il tuono all'Europa civile, ne cagiona una simile nelle altre nazioni. {{NDR|N.d.A.}}</ref>;
===''La guerra dei topi e delle rane''===
====(1815)====
<poem>Grande impresa disegno, arduo lavoro:
O Muse, voi dall'Eliconie cime
A me scendete, il vostro aiuto imploro:
Datemi vago stil, carme sublime:
Antica lite io canto, opre lontane,
La Battaglia dei topi e delle rane.</poem>
====(1821-1822)====
<poem>Mentre a novo m'accingo arduo lavoro,
O Muse, voi da l'Eliconie cime
Scendete a me ch'il vostro aiuto imploro:
Datemi vago stil, carme sublime:
Antica lite io canto, opre lontane,
La Battaglia de' topi e de le rane.</poem>
====(1826)====
<poem>Sul cominciar del mio novello canto,
Voi che tenete l'eliconie cime
Prego, vergini Dee, concilio santo,
Che 'l mio stil conduciate e le mie rime:
Di topi e rane i casi acerbi e l'ire,
Segno insolito a i carmi, io prendo a dire.</poem>
===''Paralipomeni della Batracomiomachia''===
''1<br />Poi che da' granchi a rintegrar venuti<br />Delle [[rana|ranocchie]] le fugate squadre,<br />Che non gli aveano ancor mai conosciuti,<br />Come volle colui ch'a tutti è padre,<br />Del topo vincitor furo abbattuti<br />Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,<br />Sparse l'aste pel campo e le berrette<br />E le code topesche e le basette;<br /><br />2<br />Sanguinosi fuggian per ogni villa<br />I topi galoppando in su la sera,<br />Tal che veduto avresti anzi la squilla<br />Tutta farsi di lor la piaggia nera:<br />Quale spesso in parete, ove più brilla<br />Del Sol l'autunno la dorata sfera,<br />Vedi un nugol di mosche atro, importuno,<br />Il bel raggio del ciel velare a bruno.''
===''Storia di un'anima''===
Incomincio a scrivere la mia Vita innanzi di sapere se io farò mai cosa alcuna per la quale debbano gli uomini desiderare di aver notizia dell'essere, dei costumi e dei casi miei. Anzi, al contrario di quello che io aveva creduto sempre per lo passato, tengo oramai per fermo di non avere a lasciar di me in sulla terra alcun vestigio durevole.
==Citazioni su Giacomo Leopardi==
*A qual grado fu l'affetto di lui verso l'Italia, nel quale non si stimava secondo ad alcuno?<ref>Lettera del Viesseux, 5 gennaio 1824. {{NDR|N.d.A.}}</ref> Il pessimismo avea inghiottito questo come tutti gli altri affetti. All'infuori dell'orazione agli Italiani nel 1815, tonante contro i tiranni, del progetto sfumato d'un inno alla Grecia, e delle accademiche canzoni civili della prima giovinezza, si potrà spigolare nell'opera leopardiana qualche accenno patriottico; ma i moti del '21 non lo scuotono affatto, nel 1831 quando la provincia fa conto, come notammo, sull'azione politica di lui, egli chiede che se ne scordino<ref>Lettera al padre, 29 marzo 1831. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, e conviene col padre nel dar del fanatico all'eroico Broglio D'Ajano, caduto ad Anatolico per l'indipendenza ellenica<ref>Lettera del 22 luglio 1828. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Mariano Luigi Patrizi]])
*Ad un attento esame [...], l'estetica del Leopardi sembra per un lato confondersi con la ricerca che l'artista fa di sé medesimo, per l'altro, con quella che l'uomo fa di una teoria che lo salvi dalla disperazione e dall'inerzia. Così nelle pagine dello ''Zibaldone'' crediamo di scorgere piuttosto un ideale d'arte che un concetto dell'arte, piuttosto una commossa celebrazione del potere vivificatore della poesia che una soddisfacente definizione dell'attività estetica. ([[Mario Fubini]])
*C'è poi quel lamentoso Leopardi, scrittore garbato, pulito e elegante, te lo concedo; ma come frigido, come diaccio e brullo! ([[Leo Ferrero]])
*C'era, nei muscoli, nei nervi e nel cervello di Giacomo, una dovizia di energia che si esprimeva all'esterno colla predilezione di esercizi fisici e con una personalità vigorosa. Nei giuochi e nelle finte battaglie romane, che si svolgevano entro il recinto del «paterno giardino», egli si dava la parte del leone; nelle rappresentazioni storiche si metteva sempre primo, era sempre il «trionfatore», che menava pugni sonori e ingiurie sul fratello e sugli altri ragazzi, i quali, come finti sudditi o schiavi, seguivano il suo carro. Nelle favole meravigliose, che, fanciullo di otto nove anni, aveva l'abilità di ordire e di raccontare extemporaneamente, e negli attori delle quali soleva personificare i caratteri di quelli che lo attorniavano, la parte eroica del dominatore e prepotente ''Filzèro''<ref>Teresa Teja Leopardi, ''Note biografiche sopra Leopardi e la sua famiglia'', pag. 31-33. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che ne dava a tutti e non le buscava da alcuno, la riserbava a se stesso. ([[Mariano Luigi Patrizi]])
*Che Giacomo, da fanciullo, non fosse gobbo, né tampoco goffo di spalla, concordano in dire quanti si ricordano di averlo conosciuto. Se, poi, col crescere, incurvò, la ragione dee interamente cercarsi nell'aver egli, nascendo, portato con sé i germi della rachitide.<br>Del resto, chi più e chi meno, tutti i Leopardi, per difetto di nascita, furono rachitici. ([[Camillo Antona Traversi]])
*Con un po' di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi. ([[Gianni Rodari]])
*È stato considerato talvolta il Leopardi come un poeta filosofo, cosa che, per le spiegazioni ora date, si dimostra non esatta per lui come è sempre inesatta per ogni poeta. La sua fondamentale condizione di spirito non solo era sentimentale e non già filosofica, ma si potrebbe addirittura definirla un ingorgo sentimentale, un vano desiderio e una disperazione cosi condensata e violenta, cosi estrema, da riversarsi nella sfera del pensiero e determinarne i concetti e i giudizi. ([[Benedetto Croce]])
*Fra i poeti italiani, [[Dante Alighieri|Dante]] compreso, è il solo che manifesta nell'opera sua, fuse in un equilibrio quasi perfetto, le tre virtù tecniche essenziali: la virtù pittorica, la musicale e la scultorea. Se si volesse sottilizzare e compiere uno studio dettagliato sul genio leopardiano, noi vedremmo che egli è singolarmente un poeta pittore, ma questa sua virtù innata soverchia di poco la virtù musicale e la scultorea per cui si può asserire senza esitazione che Giacomo Leopardi, riguardo alla tecnica della poesia, non è il genio più vasto, ma il più equilibrato che vanti la nostra letteratura, più equilibrato dello stesso Dante che pur lo soverchia di tanto nella forza e nell'immediatezza della rappresentazione. ([[Adolfo Padovan]])
*{{NDR|Sul rapporto fra Giacomo e il padre Monaldo}} Giacomo era il suo doppio: il suo doppio compiuto. Era un sogno terribile. Pretendere che un figlio – un figlio che il destino gli aveva affidato come una persona diversa da lui, composta di qualità a cui mille casi contribuivano, un figlio che avrebbe dovuto abitare nella sua casa come un estraneo avventuroso e felice – diventasse la persona che lui non era riuscito ad essere. ([[Pietro Citati]])
*Il credo estetico del Leopardi si ricongiunge al suo credo morale, anzi, in certo senso, non è che una diversa formulazione: ciò ha ben veduto il [[Giulio Augusto Levi|Levi]], il quale crede che l'abbandono della teoria della poesia come imitazione derivi da quella che è per lui la filosofia propria del Leopardi, un ragionato e conscio individualismo, per cui il poeta supererebbe la negazione del suo pessimismo con l'affermazione del valore intrinseco della personalità umana. ([[Mario Fubini]])
*Il {{maiuscoletto|Leopardi}} e il [[Alessandro Manzoni|{{maiuscoletto|Manzoni}}]] {{sic|dànno}} nome ciascuno a un capitolo della nostra storia letteraria contemporanea. Accadde in entrambi la medesima cosa: ebbero, cioè, l'uno e l'altro una ''conversione letteraria'' e una ''conversione filosofica''. Nella prima tennero via parallela; nella seconda diametralmente opposta. Esordirono ambedue scrittori stranieri e mezzo infrancesati, e finirono schiettamente italiani e originali. L'uno, il {{maiuscoletto|Leopardi}}, cominciò con l'essere cristiano e non tardò quasi a divenire scettico: l'altro, il {{maiuscoletto|Manzoni}}, cominciò con l'essere scettico, o indifferente, e non tardò a divenire cristiano. ([[Clemente Benedettucci]])
*Il Leopardi è sempre solo ne' suoi scritti. Da quando la sua arte poetica, le sue lettere, le prose sue incominciano ad essere quello che sono nell'alta stima del pubblico letterato e non letterato, tutta la produzione leopardiana è la produzione dell'''uomo solo''. ([[Paolo Orano]])
*Il Leopardi rimane il primo vero paesista nella lirica italiana. Mentre nell'arte la pittura del paesaggio cominciava, e tentava di renderne la poesia col colore, con le sfumature del colore, il Leopardi rendeva squisitamente, nel verso, la poesia del paesaggio, con la limpida frase precisa e con la sfumatura della frase, raggiungendo la perfezione. ([[Raffaello Barbiera]])
*Il Leopardi stimava, che la vita per sé sola non fosse un bene; unico bene la felicità. E perché la felicità, secondo che egli scrive in più luoghi, non solo non è {{sic|raggiugnibile}}, anzi non è dato all'uomo di scampare in veruna guisa, né per verun tempo {{sic|ancoraché}} brevissimo, dalle strette del dolore, ne conseguita, che la vita, la quale era per ciò, come a dire, il campo e la materia su cui esercitavisi e regnava esso il dolore, dovesse egli infine venire a giudicarla un male, e che la morte, la quale spegnendo la vita, cessava il dolore, altresì dovesse per necessaria conseguenza stimarla un bene. ([[Paolo Emilio Castagnola]])
*Il massimo poeta scienziato di ogni tempo fu ovviamente quel genio di Giacomo Leopardi, che da adolescente già produceva dissertazioni filosofiche sorprendenti: Sopra l'attrazione, Sopra l'estensione, Sopra l'idrodinamica, Sopra i fluidi elastici, Sopra la luce, Sopra l'elettricismo, per arrivare alla dura condanna della Natura («''O natura, o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?''») e alla conclusione che meno si conosce più si è felici, e i più felici erano gli antichi. ([[Massimiliano Parente]])
*Infallibile, Leopardi chiama canto la voce notturna della rana; e Leopardi era un angelo disceso, un messaggero. ([[Guido Ceronetti]])
*Io non dirò certo una cosa peregrina, dichiarando che senza [[Monaldo Leopardi|Monaldo {{NDR|Leopardi}}]] non sarebbe stato Giacomo; ma io voglio dire che non poca parte dell'anima di Giacomo si spiega e si comprende guardando a Monaldo, e che in questo troviamo quasi i germi, che maturarono poi gloriosamente nel grande figliuolo. ([[Carlo Pascal]]
*Io per me rido di tutti...; ma quel povero Giacomo, che vivo non toccò mai nessuno, e morto non si può difendere! ([[Pietro Giordani]])
*Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>[[Dante Alighieri|Dante]] è capito con le prime [...]. Leopardi con la seconda; è inutile che vogliate servirvi di storia contemporanea e di vita pubblica. L'arte, la grandezza, dite pure il genio di Leopardi, sono spiegabili soltanto con l'individuo Giacomo Leopardi. ([[Paolo Orano]])
*L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del [[Benedetto Croce|Croce]]. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. ([[Aldo Capitini]])
*Nel Leopardi si trova, in forma estremamente drammatica, la crisi di transizione verso l'uomo moderno; l'abbandono critico delle vecchie concezioni trascendentali senza che ancora si sia trovato un ubi consistam morale e intellettuale nuovo, che dia la stessa certezza di ciò che si è abbandonato. ([[Antonio Gramsci]])
*Nessun prete voleva riceverlo in chiesa. Il [[Antonio Ranieri|Ranieri]] parlò a parecchi parrochi, e tutti no: gli fu indicato quello di San Vitale come uomo di manica larga e ghiotto di pesci. Ei tosto corse a la Pietra del pesce, comperò triglie e calamai, e ne mandò un bel regalo al parroco, il quale si lasciò persuadere, e fece allogare il cadavere nel muro esteriore accanto la porta della chiesa. Così per pochi pesci Giacomo Leopardi ebbe sepoltura. Queste cose me le diceva il Ranieri, ed è bene che il mondo le sappia queste cose. ([[Luigi Settembrini]])
*Noi, fatta qualche eccezione per la seconda metà del settecento, se pur c'è da farla, non abbiamo avuto fino al Leopardi un solo lirico intimo, nel vero senso della parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Non bisogna lasciarsi fermare dalla somma correttezza e proprietà ed eleganza con la quale la poesia del Leopardi si presenta, ma guardare in là e osservare che sotto quella irreprensibilità letteraria, se non si avverte mai vuoto nel pensare e nel sentire, nondimeno, poeticamente, si ritrova ora il forte ora il fiacco, ora il pieno e ora il lacunoso, e affermare che la poesia del Leopardi è assai più travagliata di quanto non si sospetti o di quanto non si creda. C'è in essa dell'arido, c'è della prosa, c'è del formalmente letterario, e c'è insieme poesia dolcissima e purissima e armoniosissima ; e forse quell'impaccio, che precede o segue i liberi movimenti della fantasia e del ritmo, fa meglio sentire il miracolo della creazione poetica. ([[Benedetto Croce]])
*Nonostante la sua filosofia negativa, il Leopardi quanto a cose d'ordine estetico fu, come ho notato dianzi, tutt'altro che pessimista, quanto a cose d'ordine morale e civile non fu pessimista in tutto. E se, esagerando, disse «che il mondo è una lega di birbanti contro i buoni», non però disamava gli uomini, e anzi augurava che si collegassero fraternamente insieme, per opporsi ai mali inerenti alla vita e per mitigarli. Nella negazione troppo assoluta del progresso, rispetto alla felicità delle masse tanto vantata ne' suoi tempi, esprime un concetto profondamente umanitario e moderno, e possiamo dire insito nei principii del socialismo, dicendo di non saper comprendere come quella felicità si possa conseguire senza la felicità degl'individui. ([[Giovanni Mestica]])
*Per Leopardi scrivere una pagina sola, o comporre una strofa, non era un'avventura, così neppure era un'avventura vivere. Alla vita sapeva sopra tutto quello che non poteva chiedere, e di quali pericoli era gravato quel poco bene. Gli mancava la bella confidenza: ma, in compenso, gli era stato dato in sorte un dono: quello di sorridere e fantasticare. ([[Giuseppe De Robertis]])
*Questa {{NDR|per [[Fanny Targioni Tozzetti]]}} fu la più vera e terribile passione del Leopardi, e si ricollega a gl'impeti del primo amore, ai deliri per la [[Teresa Carniani|Malvezzi]]; è una passione pura, ma tutta umana, che probabilmente il poeta, sempre riserbatissimo e timido, perché conscio de la propria inferiorità materiale e dei doveri de l'ospitalità, non palesò mai a la donna cara, ma ch'ella dovette comprender benissimo, poiché il Leopardi stesso aveva certa coscienza di esser stato capito.<br>Le debolezze, cui per tale passione egli si lasciò andare, furon tali che non la donna soltanto, ma anche gli amici di lui compresero il suo secreto e si dolsero e del suo soffrire e del suo non saper resistere a quel disgraziato affetto. ([[Emma Boghen Conigliani]])
*Se c'è un poeta moderno la cui opera dia l'impressione di muoversi a un tempo, per un miracoloso dono d'ubiquità, nelle sfere ideali che abbiamo simboleggiato con le formule di canzoniere e poesia pura, quel poeta è Giacomo Leopardi. ([[Renato Poggioli]])
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il Leopardi ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. ([[Alessandro D'Ancona]])
*Sono convinto che Giacomo Leopardi sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. ([[Giancarlo Giannini]])
*Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]])
*Tutto Leopardi è un momento della polemica tra Socrate e i Dicasti, tra Gesù e i Farisei, tra Bruno e Bellarmino: la gran battaglia tra Lao-tse e Confucio, cioè tra l'uomo spontaneo e il funzionario. ([[Massimo Bontempelli]])
*Un libro su Leopardi non può cominciare che come un'opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un'antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo. ([[Pietro Citati]])
*Venuto a contatto con gli intellettuali progressisti del gabinetto Vieusseux, Leopardi invece di rifiorire a nuova vita, si chiuse, dopo il primo entusiasmo, ancora di più nella propria solitudine. ([[Giacinto Spagnoletti]])
*''Un salto nella sconfinata solitudine | con occhiali da luna e cornamuse | in questo sabato del villaggio globale.'' ([[Norman Zoia]])
===[[Francesco De Sanctis]]===
*Leopardi e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] sono una cosa. Quasi nello stesso tempo l'uno creava la metafisica e l'altro la poesia del dolore. Leopardi vedeva il mondo così, e non sapeva il perché. Arcano è tutto fuorché il nostro dolor. Il perché l'ha trovato Schopenhauer con la scoperta del Wille.
*Leopardi ragiona col senso comune, dimostra così alla buona come gli viene, non pensa a fare effetto, è troppo modesto, troppo sobrio. Lo squallore della vita che volea rappresentare si riflette come in uno specchio in quella scarna prosa; il suo stile è come il suo mondo, un deserto inamabile dove invano cerchi un fiore.
*Leopardi s'incontra ne' punti sostanziali della sua dottrina con Schopenhauer; ma gli sta di sotto per molti rispetti. Primamente Leopardi è poeta; e gli uomini comunemente non prestano fede ad una dottrina esposta in versi; ché i poeti hanno voce di mentitori.
*Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. È scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita. E se il destino gli avesse prolungata la vita infino al quarantotto, senti che te l'avresti trovato accanto, confortatore e combattitore. Pessimista od anticosmico, come Schopenhauer, non predica l'assurda negazione del Wille, l'innaturale astensione e mortificazione del cenobita: filosofia dell'ozio che avrebbe ridotta l'Europa all'evirata immobilità orientale, se la libertà e l'attività del pensiero non avesse vinto la ferocia domenicana e la scaltrezza gesuitica. Ben contrasta Leopardi alle passioni, ma solo alle cattive; e mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere più saldamente a tutto ciò che nella vita è nobile e grande. L'ozio per Leopardi è un'abdicazione dell'umana dignità, una vigliaccheria; Schopenhauer richiede l'occupazione come un mezzo di conservarsi in buona salute.
===[[Arturo Farinelli]]===
*La sensibilità per ogni suono era nel Leopardi inaudita, e l'anima come da un vivido raggio tutta ne rimaneva penetrata. Forse quelle voci, quei suoni che lontanando morivano, la mesta melodia che salutava la luce estrema, fuggente, agivano con forza arcana perché risonanti nell'alta quiete e nel silenzio, e popolavano d'un tratto le solitudini che rendevano più misteriose e profonde; poi si estinguevano e il silenzio raddoppiava.
*Non conveniva un gran mondo a questo poeta assorto nell'eremo dell'anima, tutto intimità e fervoroso e doloroso raccoglimento. Lo sbigottisce lo strepito; lo spaurano i grandi spettacoli; dove è solitudine, alto silenzio, profonda quiete si ritrae pensoso, e pende, attiva lo spirito. Ad ogni più lieve stimolo il sentimento è desto; ogni più minuta cosa colpisce il suo sguardo che l'afferra limpidissima. Fuori della sua concentratissima sfera di vita la visione gli si turba, il dilettoso fantasma gli {{sic|vanisce}}. Non distoglietelo; preservatelo dalla folla; lasciategli la sua piccola isola di contemplazione, dove si rifugia e dove giungon morte le onde dei rumori mondani. Idillica l'anima, all'idillio si atteggia la natura che lo attrae, lo commuove e gli divien famigliare. Il suo ermo colle, la sua siepe, il suo rialto sovra l'erbe, dove ama sedere e assorbirsi, solingo e muto, la sua distesa di prato che verdeggia, il suo ciel sereno, il suo sole che indora le vie e gli orti, la sua tacita, chiara e bianca luna, quei suoi lembi di campagna che dischiudono un ampio orizzonte, il mar da lungi, il monte; che altro occorreva al «promeneur solitaire» di Recanati, per suscitare fantasmi allo spirito, affetti al cuore?
*Se badate, sono le piccole, tenuissime cose, le scene più intime e romite quelle a cui più si affeziona. Il paesaggio più semplice e disadorno può suscitargli la commozione più viva e più dolce; la vibrazione dell'anima più intensa muove talora da una immagine lieve, tenerissima, da un fuggevole tocco, da un suono leggerissimo, da un minimo ricordo, soave o doloroso. Ai superlativi del sentimento nella lirica che gli sgorga nella pienezza del cuore fanno riscontro i diminutivi che trasceglie e vezzeggia: la gallinella, il villanello, la donzelletta, il vecchierello, i mugoletti, la finestrella sopra la scaletta. Questa risonanza profonda nell'anima dei più minuti, o comuni spettacoli forma l'incanto maggiore della poesia del Leopardi.
===[[Giulio Augusto Levi]]===
*Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane.
*Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La madre governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il padre era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito.
*Il Leopardi, come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>.
*Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>.
===[[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]===
*Leopardi è ancora solo. La sua poesia sarà sempre in alto e sola, nell'eternità.<br>Che grande errore imporla nelle scuole, trascinare la dolente pensosa figura del poeta per le chiuse aule scolastiche dove è appena lecito declamare per esercitazioni mnemoniche e oratorie: ''Ancor dal monte...''<ref>Carducci, ''Alle fonti del Clitumno''.</ref> o ''Agile e solo vien di colle in colle...''<ref>Carducci, ''La chiesa di Polenta''.</ref> Habent sua fata pöetae. Non c'è al mondo altra poesia più della leopardiana lontana dalla scuola e dalla mentalità scolastica, se togli la canzone all'Italia e l'altra per il monumento di Dante; eppure il destino del Leopardi è stato questo: che il riconoscimento della grandezza della sua poesia dovesse essere ufficiale, incominciando dalla scuola, sulla cui soglia la si abbandona quando si entra nella vita.
*Nessun amore del Leopardi risulta poeticamente giustificato. Fantasie, sogni torbidi, vaneggiamenti: amore no. Nessuna figura di donna ha lasciato nell'anima e nel corpo del poeta un solco profondo. Non possiamo immaginare che vergine il Leopardi: vergine nella carne e nell'anima, con le labbra sottilissime immuni di contatto carnale. In poesia figure di donne passano fugacemente e vaniscono: Silvia, Nerina, Geltrude Cassi e qualche altra. Apparizioni. Dico che questi amori, vissuti forse realmente ma non poeticamente appieno, e passati così, inani, non giustificano empiricamente questo inabissamento e {{sic|annihilamento}} del mondo, dello spazio, del tempo, della propria personalità e del mondo esteriore, ridotti al nulla eterno, alla indifferenza assoluta, alla non esistenza. Che diventa materia di poesia. Nella distruzione tragica del mondo circostante, tempo e spazio, qualche cosa si salva, vien su da tanta feroce e voluttuosa rovina, la coscienza di sé, la coscienza dell'intimo individuale dolore.
*Tolte le canzoni di carattere patriottico ed encomiastico, il mondo poetico del Leopardi si riduce a quello morale e a quello sentimentale - critico che è assorbito dal primo perché le donne amate dal poeta sono come foglie cadute, figure di cose passate, travolte dalla morte, tornate nel nulla. E queste figure di donne senza contorni, senza qualità speciali, inindividuate, non sono mai il centro di una rappresentazione di arte, ma pure entrando direttamente nella emozione e nella ispirazione del poeta, restano poi fuori della poesia alla quale non importa che cantare il pensiero dominante: il nulla, il vuoto, nulla l'amore, nulla l'illusione, nulla la gloria.
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Bibliografia==
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/appressamento-della-morte/ Appressamento della morte]'', Book editore, Castel Maggiore (Bo), 1998.
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Canti (Leopardi - Donati)|Canti]]'', edizione critica, a cura di Alessandro Donati, Bari, Laterza, 1917.
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone|Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone]]'', in ''Pensieri, Moralisti greci'', a cura di Alessandro Donati, Laterza, Bari, 1932.
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-la-batracomiomachia/ Discorso sopra la Batracomiomachia]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-lo-stato-presente-dei-costumi-deglitaliani/ Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1969.
*Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=5xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. I], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849.
*Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=_xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. II], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849.
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-de-topi-e-delle-rane-1821-1822/ Guerra de' topi e delle rane (1821-1822)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/la-guerra-dei-topi-e-delle-rane-poema-1815/ La guerra dei topi e delle rane. Poema (1815)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-dei-topi-e-delle-rane-1826/ Guerra dei topi e delle rane (1826)]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6
*Giacomo Leopardi, ''Lettere al fratello Carlo'', Edizioni Osanna Venosa, Venosa, 1997. ISBN 88-8167-189-1
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Pensieri (Leopardi)|Pensieri]]'', a cura di Marilena Salvarezza, Biblioteca Italiana Tascabile, Milano, 1995.
*Giacomo Leopardi, ''[http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit001598/bibit001598.xml&chunk.id=d52e212&toc.id=d52e212&brand=newlook Storia dell'astronomia]'', BibliotecaItaliana.it.
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/storia-di-unanima-memorie/ Storia di un'anima]'', a cura di Plinio Perilli, Carlo Mancosu Editore, Roma, 1993.
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu|Zibaldone]]'' (col titolo di ''Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura''), a cura di [[Giosuè Carducci]], Volumi I-VII, Le Monnier, Firenze, 1898.
==Voci correlate==
*[[Adelaide Antici Leopardi]] – madre
*[[Carlo Leopardi]] – fratello
*[[Monaldo Leopardi]] – padre
*[[Paolina Leopardi]] – sorella
*[[Pierfrancesco Leopardi]] – fratello
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Canti (Giacomo Leopardi)|''Canti''}}
{{Pedia|Operette morali}}
{{Pedia|Paralipomeni della Batracomiomachia}}
{{Pedia|Pensieri (Leopardi)|''Pensieri''}}
{{Pedia|Zibaldone}}
{{vetrina|15|ottobre|2005|poeti|scrittori}}
{{DEFAULTSORT:Leopardi, Giacomo}}
[[Categoria:Aforisti italiani]]
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
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2026-05-30T21:46:11Z
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86035
Annullata la modifica [[Special:Diff/1414989|1414989]] di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]) come già detto [[speciale:diff/1413432|qui]] e poi ripetuto, in queste sezioni le citazioni vanno inserite in ordine alfabetico, v. [[WQ:MVT#Provenienza e fonti]; non è una cosa che richiede perizia tecnica. Inoltre non credo che sia propriamente una citazione su Leopardi
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[[Immagine:Leopardi, Giacomo (1798-1837) - ritr. A Ferrazzi, Recanati, casa Leopardi.jpg|thumb|upright=1.4|Giacomo Leopardi]]
'''Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi''' (1798 – 1837), poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano.
==Citazioni di Giacomo Leopardi==
*{{NDR|[[Ultime parole]], rivolte alla sorella di [[Antonio Ranieri]]}} Aprimi quella finestra... fammi veder la luce.<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto'', Hoepli, 1921, p. [https://archive.org/details/chilhadettotesor00fumauoft/page/286 286].</ref>
*[[Credere]] una cosa perché si è udito dirla, e perché non si è avuta cura di esaminarla, fa torto all'intelletto dell'uomo.<ref group="fonte">Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000088 Saggio sugli errori popolari degli antichi]'', in ''Tutte le opere'', a cura di Lucio Felici, Lexis Progetti Editoriali, Roma, 1998. ISBN 88-87083-04-5.</ref>
*{{NDR|A [[Vittorio Alfieri]]}} ''E tu nemica | la sorte avesti pur: ma ti rimbomba | fama che cresce e un dì fia detta antica.''<ref group="fonte">Da ''[[s:Puerili (Leopardi)/Letta la vita di V. Alfieri|Letta la vita dell'Alfieri scritta da esso]]''.</ref>
*La condizione progressiva della società non mi riguarda affatto. La mia, se non è retrograda, è eminentemente stazionaria.<ref group="fonte">Da una lettera del maggio 1833 a Charlotte Bonaparte; citato in [http://www.ilgiornale.it/news/leopardi-progressista-e-razionalista-mito-sfatato.html ''Leopardi progressista e razionalista? Un mito sfatato''], ''il Giornale.it'', 20 luglio 2010.</ref>
*Non mi dir più che m'abbia cura, perché son [[guarigione|guarito]] e sano come un pesce in grazia dell'aver fatto a modo mio, cioè non aver usato un cazzo di medicamenti [...].<ref group="fonte">Da ''Lettere al fratello Carlo'', p. 43.</ref>
*{{NDR|La [[catacresi]]}} [...] la qual figura differisce sostanzialmente dalla [[metafora]], in quanto la metafora trasportando la parola a soggetti nuovi e non propri, non le toglie per questo il significato proprio (eccetto se il metaforico a lungo andare non se lo mangia, connaturandosi col vocabolo) ma, come dire, glielo accoppia con un altro o con più d'uno, raddoppiando o moltiplicando l'idea rappresentata da essa parola. Doveché la catacresi scaccia fuori il significato proprio e ne mette un altro in luogo suo; talmente che la parola in questa nuova condizione esprime un concetto solo come nell'antica, e se lo appropria immediatamente per modo che tutta quanta ell'è, s'incorpora seco lui. [...] Laddove se tu chiami lampade il sole, come fece [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], quantunque la voce «lampade» venga a dimostrare il «sole», non perciò si stacca dal soggetto suo proprio, anzi non altrimenti ha forza di dare ad intendere il sole, che rappresentando quello come una figura di questo. E veramente le metafore non sono altro che similitudini o comparazioni raccorciate.<ref group="fonte">Da ''Annotazioni alle Canzoni (1824-25)'', in ''Canti'', a cura di [[Leone Ginzburg]], Gius. Laterza & Figli, Bari, 1938, [[s:Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/206|p. 200]].</ref>
*Molti provano un sentimento d'indignazione vedendo il cenere del [[Torquato Tasso|Tasso]], coperto e indicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa un palmo e mezzo, e posta in un cantoncino d'una chiesuccia. Io non vorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo. Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l'umiltà della sua sepoltura. Ma tu non puoi avere idea d'un altro contrasto, cioè di quello che prova un occhio avvezzo all'infinita magnificenza e vastità de' monumenti romani, paragonandoli alla piccolezza e nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebonda consolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente ad interessare e animar la posterità, laddove i superbissimi mausolei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenza per la persona a cui furono innalzati, della quale o non si domanda neppur il nome, o si domanda non come della persona ma del monumento. Vicino al [[Tomba di Torquato Tasso|sepolcro del Tasso]] è quello del poeta [[Alessandro Guidi|Guidi]], che volle giacere ''prope magnos Torquati cineres'', come dice l'iscrizione. Fece molto male. Non mi restò per lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suo monumento, temendo di soffocare le sensazioni che avevo provate alla tomba del Tasso.<ref group="fonte">Dalla lettera al fratello Carlo, Roma, 20 febbraio 1823; citato in W. Binni, ''Note leopardiane I. La lettera del 20 febbraio 1823'', «La Rassegna della letteratura italiana», a. LXVII, serie VII, n. 2, Firenze, maggio-settembre 1963, pp. 193-199. Disponibile su ''[https://www.ilponterivista.com/ocwb/data/01-Leopardi%201934-1997/13-La%20lettera%20del%2020%20febbraio%201823/13-01.html ilponterivista.com]''.</ref>
*{{NDR|Sul [[Epitteto#Manuale|''Manuale di Epitteto'']]}} Non poche sentenze verissime, diverse considerazioni sottili, molti precetti e ricordi sommamente utili, oltre una grata semplicità e dimestichezza del dire, fanno assai prezioso e caro questo libricciuolo.<ref group="fonte">Dal ''Preambolo del volgarizzatore'' al ''Manuale di Epitteto'', in ''Opere di Giacomo Leopardi'', vol. II, Le Monnier, 1865, [https://books.google.it/books?id=X7tDAQAAMAAJ&pg=213#v=onepage&q&f=false p. 213].</ref>
*{{NDR|Al fratello [[Carlo Leopardi|Carlo]]}} Ti felicito sommamente del tuo nuovo amore, e altrettanto mi dispiacerebbe che a Pasqua fosse cominciata per te la Quaresima. Veramente non so qual migliore occupazione, si possa trovare al mondo che quella di fare all'amore, sia di primavera o d'autunno; e certo che il parlare ad una bella ragazza vale dieci volte più che girare, come io fo, attorno all'Apollo di Belvedere ed alla Venere Capitolina.<ref group="fonte">Rispondendo, il 5 aprile 1823, ad una lettera del fratello Carlo, che gli aveva narrato di un suo amore non platonico; citato in [[Giovanni Mestica]], ''Studi leopardiani'', [https://archive.org/details/studileopardian01mestgoog/page/105/mode/1up pp. 105-106].</ref>
==''Canti''==
===I – ''All'Italia''===
*''Piangi, che ben hai donde, [[Italia]] mia.'' (v. 18)
*''L'armi, qua l'armi: io solo | combatterò, procomberò sol io. | Dammi, o ciel, che sia foco | agl'italici petti il sangue mio''. (vv. 37-40)
===III – ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di [[Cicerone]] della Repubblica''===
*''Italo ardito, a che giammai non posi | di svegliar dalle tombe | i nostri padri? ed a parlar gli meni | a questo secol morto, al quale incombe | tanta nebbia di tedio?'' (vv. 1-5)
*''Ahi ahi, ma conosciuto il mondo | non cresce, anzi scema, e assai più vasto | l'etra sonante e l'alma terra e il mare | al fanciullin, che non al saggio appare.'' (vv. 87-90)
*''Amore, | amor, di nostra vita ultimo inganno, | t'abbandonava. Ombra reale e salda | ti parve il nulla, e il mondo | inabitata piaggia.'' (vv. 128-132)
*''Da te fino a quest'ora uom non è sorto, | o sventurato ingegno, | pari all'italo nome, altro ch'un solo, | solo di sua codarda etate indegno, | allobrogo feroce, a cui dal polo | maschia virtù, non già da questa mia | stanca ed arida terra, | venne nel petto; onde privato, inerme | (memorando ardimento!) in su la scena | mosse guerra a' tiranni: almen si dia | questa misera guerra | e questo vano campo all'ire inferme | del mondo. Ei primo e sol dentro all'arena | scese, e nullo il seguì, che l'ozio e il brutto | silenzio or preme ai nostri innanzi a tutto. || Disdegnando e fremendo, immacolata | trasse la vita intera, | e morte lo scampò dal veder peggio. | [[Vittorio Alfieri|Vittorio]] mio, questa per te non era | età né suolo. Altri anni ed altro seggio | conviene agli alti ingegni.'' (vv. 151-171)
====Citazioni su ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica''====
*È invalsa, a proposito dei sentimenti politici del Leopardi, l'opinione che esso, divenuto scettico, non ebbe più a cuore il [[risorgimento]] d'Italia. Tutt'altro provano gli scritti suoi. Dopo le due prime canzoni, ne fa documento solenne quella ''Ad Angelo Mai'' che compose quando era già pessimista; la quale spira tutta quanta un amore ardente alla patria, e pungendo la viltà degli Italiani, li infiamma ad insorgere; onde l'Austria ne proibì la diffusione nelle province italiane da essa occupate. ([[Giovanni Mestica]])
===IV – ''Nelle nozze della sorella Paolina''===
*''[[Virtù]] viva sprezziam, lodiamo estinta.'' (v. 30)
*''[[Donna|Donne]], da voi non poco | la patria aspetta'' [...] (vv. 31-32)
*''Ad atti egregi è sprone | amor, chi ben l'estima, e d'alto affetto | maestra è la beltà.'' (pp. 46-48)
===IX – ''Ultimo canto di Saffo''===
*''Arcano è tutto, | fuor che il nostro [[dolore|dolor]].'' (vv. 45-46)
*''Negletta prole | nascemmo al pianto, e la ragione in grembo | de' celesti si posa.'' (vv. 46-48)
*''Virtù non luce in disadorno ammanto''. (v. 53)
*''Vivi felice, se felice in terra | visse nato mortal.'' (vv. 60-61)
===X – ''Il primo amore''===
*''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'[[amore]] sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!'' (vv. 1-3)
===XI – ''Il passero solitario''===
*''D'in su la vetta della torre antica, | [[passero]] solitario, alla campagna | cantando vai finché non more il giorno; | ed erra l'[[armonia]] per questa valle.'' (vv. 1-4)
*''Tu, [[passero|solingo augellin]], venuto a sera | del viver che daranno a te le stelle, | certo del tuo costume | non ti dorrai; ché di natura è frutto | ogni vostra vaghezza.'' (vv. 45-49)
*''A me, se di vecchiezza | la detestata soglia | evitar non impetro, | quando muti questi occhi all'altrui core, | e lor fia vòto il mondo, e il dì futuro | del dì presente più noioso e tetro, | che parrà di tal voglia? | che di quest'anni miei? che di me stesso? | Ahi! pentirommi, e spesso, | ma sconsolato, volgerommi indietro.'' (vv. 50-59)
===XII – ''L'infinito''===
[[File:Infinito.jpg|thumb|Manoscritto de ''L'infinito'']]
*''Sempre caro mi fu quest'ermo [[collina|colle]], | e questa siepe, che da tanta parte | dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.'' (vv. 1-3)
*''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.'' (vv. 4-8)
*''Così tra questa | immensità s'annega il pensier mio; | e il [[naufragio|naufragar]] m'è dolce in questo mare.'' (vv. 13-15)
====Citazioni su ''L'infinito''====
*Leopardi era dedito alle pratiche solitarie. Con tutto ciò, un grande poeta. La prima versione della famosa poesia ''L'infinito'', all'ultimo verso non suonava "''... e naufragar m'è dolce in questo mare''", bensì "''... e naufragar m'è dolce in questa mano''". Probabilmente l'aveva scritta in stato di tensione autoerotica. ([[Marcello Marchesi]])
===XIII – ''La sera del dì di festa''===
*''Dolce e chiara è la notte e senza vento''. (v. 1)
*''Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno | appare in vista, a salutar m'affaccio, | e l'antica natura onnipossente, | che mi fece all'[[affanno]]. A te la speme | nego, mi disse, anche la speme; e d'altro | non brillin gli occhi tuoi se non di pianto. '' (v. 10-16)
*''Ecco è fuggito | il dì festivo, ed al festivo il giorno | volgar succede, e se ne porta il [[tempo]] | ogni umano accidente.'' (vv. 30-33)
===XIV – ''Alla luna''===
*''Oh come grato occorre | nel tempo [[giovinezza|giovanil]], quando ancor lungo | la speme e breve ha la memoria il corso, | il rimembrar delle passate cose, | ancor che triste, e che l'affanno duri!'' (vv. 12-16)
===XVII – ''Consalvo''===
*''Due cose belle ha il mondo: | [[amore e morte]]''. (vv. 99-100)
===XVIII – ''Alla sua donna''===
*''Ma non è cosa in terra | che ti somigli; e s'anco pari alcuna | ti fosse al volto, agli atti, alla favella, | saria, così conforme, assai men bella.'' (vv. 19-22)
===XXI – ''A Silvia''===
*''[[Silvia]], rimembri ancora | quel tempo della tua vita mortale, | quando beltà splendea | negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, | e tu, lieta e pensosa, il limitare | di gioventù salivi?''. (vv. 1-6)
*''Io, gli studi leggiadri | talor lasciando e le sudate carte, | ove il tempo mio primo | e di me si spendea la miglior parte, |'' [...] (vv. 15-18)
*''O [[natura]], o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?'' (vv. 35-38)
*''All'apparir del vero | tu, misera, cadesti: e con la mano | la fredda morte ed una tomba ignuda | mostravi di lontano''. (vv. 60-63)
====Citazioni su ''A Silvia''====
*Silvia è sorella di certe dolci femminili figure virgiliane ed omeriche, ma è tutt'altro che una reminiscenza classica, è un ritratto di una realtà, d'un'evidenza meravigliosa. La giovanetta da gli occhi ridenti e fuggitivi, lieta e pensosa, percorre con la mano veloce la tela e, immaginando un vago avvenire, riempie del suo canto le quiete stanze e le vie d'intorno, mentre, come la Laura petrarchesca sotto la pioggia di fiori cadente da l'albero, umile continua intenta l'opera femminile, sotto la diffusa luce del maggio, il riso del cielo sereno. Col rimpianto de la fanciulla perduta, il poeta risente più amaro lo sconforto dei soavi perduti pensieri, de le morte speranze; nel cantare Silvia egli risente in sé ''quel suo cuore d'una volta''. Non dimenticò mai la bruna popolana, e, se il canto di una tessitrice solitaria sempre lo commosse, gli è certo che in ogni solinga laboriosa fanciulla, egli rivedeva col pensiero l'immagine adombrata de la candida Teresa {{NDR|Fattorini}}. ([[Emma Boghen Conigliani]])
===XXII – ''Le ricordanze''===
*''Vaghe stelle dell'[[Orsa Maggiore|Orsa]], io non credea | tornare ancor per uso a contemplarvi | sul paterno giardino scintillanti, | e ragionar con voi dalle finestre | di questo albergo ove abitai fanciullo, | e delle gioie mie vidi la fine. | Quante immagini un tempo, e quante fole | creommi nel pensier l'aspetto vostro | e delle luci a voi compagne! allora | che, tacito, seduto in verde zolla, | delle sere io solea passar gran parte | mirando il cielo, ed ascoltando il canto | della rana rimota alla campagna!'' (vv. 1-13)
*''Né mi diceva il cor che l'età verde | sarei dannato a consumare in questo | natio borgo selvaggio, intra una gente | zotica, vil; cui nomi strani, e spesso | argomento di riso e di trastullo, | son dottrina e saper'' [...]. (vv. 28-33)
*[...] ''dolce per sé; ma con dolor sottentra | il pensier del presente, un van desio | del passato'' [...]. (vv. 58-60)
*''O [[speranza|speranze]], speranze; ameni inganni | della mia prima età!'' (vv. 77-78)
===XXIII – ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''===
*''Che fai tu, [[luna]], in ciel? Dimmi, che fai, | silenziosa luna?'' (vv. 1-2)
*''[[Nascita|Nasce]] l'uomo a fatica, | ed è rischio di morte il nascimento. | Prova pena e tormento | per prima cosa; e in sul principio stesso | la madre e il genitore | il prende a consolar dell'esser nato.'' (vv. 39-44)
*''Perché reggere in [[vita]] | chi poi di quella consolar convenga? | Se la vita è sventura, | perché da noi si dura?'' (vv. 53-56)
*''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia''. (vv. 65-68)
*''E tu certo comprendi | il perché delle cose, e vedi il frutto | del mattin, della sera, | del tacito, infinito andar del [[tempo]]''. (vv. 69-72)
*''A me la vita è male.'' (v. 104)
*''Dimmi: perché giacendo | a bell'agio, ozioso, | s'appaga ogni [[animale]]; | me, s'io giaccio in riposo, il [[Noia|tedio]] assale?'' (vv. 129-132)
*''Forse s'avess'io l'[[Ala|ale]] | da volar su le nubi, | e noverar le stelle ad una ad una, | o come il tuono errar di giogo in giogo, | più felice sarei, dolce mia greggia, | più felice sarei, candida luna.'' (vv. 133-138)
*[...] ''forse, in qual forma, in quale | stato che sia, dentro covile o cuna, | è funesto a chi nasce il [[Nascita|dì natale]]''. (vv. 141-143)
====Citazioni sul ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''====
*Si ricordi come Leopardi per un certo tempo abbia amato le falsificazioni filologiche e l'abbia scherzosamente praticate come dilettantismo artistico. Ma ora lo stadio dell'Inno a Nettuno è superato. La mistificazione è divenuta manifestazione del proprio io. Non pel desiderio di travestirsi, ma per conoscere e rappresentare se stesso {{sic|e}} s'immedesima in quel pastore dell'Asia. Il sentimento e la coscienza che il più proprio del suo pensiero, la sua filosofia e la sua religione, sia divenuto del tutto estraneo all'Europa occidentale, che egli sia un anacronista o un ''dépaysé''<ref>Spaesato. {{cfr}} ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 613.</ref>, un arcade emigrato, non viene invero espresso immediatamente, ma costituisce il fondamento della poesia. Perciò fa un effetto di così straniato ed intimo, così artistico e originario, così esotico e leopardiano, così privo di costume e primigenio, moderno e senza tempo. ([[Karl Vossler]])
===XXIV – ''La quiete dopo la tempesta''===
*''Ecco il sereno | rompe là da ponente, alla montagna: | sgombrasi la campagna, | e chiaro nella valle il fiume appare.''<ref>A proposito del verso «''E chiaro nella valle il fiume appare''», [[Umberto Saba]] scrisse nelle sue ''Scorciatoie'': «{{maiuscoletto|Letteratura italiana}}. Potrebbe rimanere, di secoli di noia, un verso: il più bello, il più inutile, il più melanconico, il più perfetto che sia mai stato scritto.»</ref> (vv. 4-7)
*''[[Piacere e dolore||Piacer]] figlio d'[[Piacere e dolore|affanno]]; |'' [...]. (v. 32)
*''O natura cortese, | son questi i doni tuoi, | questi i diletti sono | che tu porgi ai mortali. Uscir di pena | è diletto fra noi. | Pene tu spargi a larga mano; il duolo | spontaneo sorge e di piacer, quel tanto | che per mostro e miracolo talvolta | nasce d'affanno, è gran guadagno.'' (vv. 42-50)
*''Umana | prole cara agli eterni! assai felice | se respirar ti lice | d'alcun dolor: [[Beatitudini dalle poesie|beata]] | se te d'ogni dolor morte risana''. (vv. 50-54)
===XXV – ''Il sabato del villaggio''===
[[File:Autografo leopardiano Sabato Villaggio.jpg|thumb|Manoscritto de ''Il sabato del villaggio'']]
*''La donzelletta vien dalla campagna, | in sul calar del sole, | col suo fascio dell'erba; e reca in mano | un mazzolin di rose e viole, | onde siccome suole, | ornare ella si appresta | dimani, al dì di festa, il petto e il crine.'' (vv. 1-7)
*''[[Sabato|Questo di sette]] è il più gradito giorno, | pien di speme e di gioia: | [[domenica|diman]] tristezza e noia | recheran l'ore, ed al travaglio usato | ciascuno in suo pensier farà ritorno.'' (vv. 38-42)
*''Garzoncello scherzoso, | cotesta età fiorita | è come un giorno d'allegrezza pieno, | giorno chiaro, sereno, | che precorre alla festa di tua vita. | Godi, fanciullo mio; stato soave, | stagion lieta è cotesta. | Altro dirti non vo'; ma la tua [[festa]] | ch'anco tardi a venir non ti sia grave.'' (vv. 43-51)
====Citazioni su ''Il sabato del villaggio''====
*Mi spiego Fefé, è come un'intima insoddisfazione che tengo dentro. Per esempio tu sai quanto mi piace l'uva, ah? Be', a me l'uva mi piace più quando non ci sta che quando ci sta. Quando ci sta l'uva, Fefé, io tengo voglia di pere. Mi spiego? [...] Per me non è tanto importante l'uva in se stessa, quanto la voglia che ho d'uva, un po' come quella poesia che mi piace tanto, Fefé, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica. (''[[Divorzio all'italiana]]'')
*Nel ''Sabato del villaggio'' la scena poetica che avrebbe dovuto suggerire coi suoi stessi tocchi il pensiero della gioia aspettata, che è unica e vera gioia, della gioia di fantasia, è commentata da una critica riflessione e appesantita da un allegorizzamento, che prende forma di rettorica esortazione al «garzoncello scherzoso». ([[Benedetto Croce]])
*Secondo Leopardi, il più bel giorno della settimana non è la domenica, ma il sabato, perché precede la domenica; mentre la domenica si è tristi, pensando al lunedì. Ma ormai tutti han letto l'immortale canto, epperò il venerdì sera dicono: «Che gioia, domani è sabato, il più bel giorno della settimana!», mentre l'indomani pensano con tristezza alla domenica. Ragion per cui siamo più felici il venerdì che il sabato; e invece che Il sabato Leopardi avrebbe fatto meglio a scrivere Il venerdì, o addirittura Il giovedì del villaggio, se si pensa che il giovedì, precedendo il più bel giorno della settimana, viene ad essere esso stesso il più bello, sempre per quella teoria che la vigilia d'un lieto giorno è più bella che il lieto giorno medesimo. ([[Achille Campanile]])
===XXVI – ''Il pensiero dominante''===
*''Sempre i codardi, e l'alme | ingenerose, abbiette | ebbi in dispregio.'' (vv. 53-55)
*''Di questa età superba, | che di vote speranze si nutrica, | vaga di ciance, e di virtù nemica; | stolta, che l'util chiede, | e inutile la vita | quindi più sempre divenir non vede; | maggior mi sento.'' (vv. 59-65)
*''Pregio non ha, non ha ragion la vita | se non per lui, per lui ch'all'uomo è tutto.'' (vv. 80-81)
*''Angelica beltade! | Parmi ogni più bel volto, ovunque io miro, | quasi una finta imago | il tuo volto imitar. Tu sola fonte | d'ogni altra leggiadria, | sola vera beltà parmi che sia.'' (vv. 130-135)
====Citazioni su ''Il pensiero dominante''====
*Perché è evitata la parola {{NDR|"amore"}} e dissimulata la chiave? Evidentemente di fronte alla novità dell'esperienza essa sarebbe apparsa troppo logora, perché ogni appicco a cose già passate e già esistite avrebbe potuto dare l'impressione di uno sminuimento. "Io non ho nome per ciò". ([[Karl Vossler]])
===XXVII – ''Amore e Morte''===
*''Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte | ingenerò la sorte. | Cose quaggiù sì belle | Altre il mondo non ha, non han le stelle.'' (vv. {{Source|Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXVII._Amore_e_Morte||1-4}})
*''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'[[amore|amor]] vero e possente è il primo effetto.'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|Quando novellamente|27-33}})
*''Poi, quando tutto avvolge | la formidabil possa, | e fulmina nel cor l'invitta cura, | quante volte implorata | con desiderio intenso, | morte, sei tu dall'affannoso amante!'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|poi, quando tutto avvolge|45-50}})
===XXVIII – ''A se stesso''===
*''Amaro e noia | la [[vita]], altro mai nulla; e fango è il [[mondo]].'' (vv. 8-9)
*[...] ''l'infinita [[vanità]] del tutto''. (v. 16)
===XXIX – ''Aspasia''===
*''Torna dinanzi al mio pensier talora | il tuo sembiante, Aspasia.'' (vv. 1-2)
*''Raggio divino al mio pensiero apparve, | [[donna]], la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' (vv. 33-35)
*''Pur quell'ardor che da te nacque è spento: | perch'io te non amai, ma quella Diva | che già vita, or sepolcro, ha nel mio core.'' (vv. 77-79)
*''Già del fato mortale a me bastante | e conforto e vendetta è che su l'erba | qui neghittoso immobile giacendo, | il mar la terra e il ciel miro e sorrido.'' (vv. 109-112)
===XXXI – ''Sopra il ritratto di una bella donna''===
*''Tal fosti: or qui sotterra | polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango | immobilmente collocato invano, | muto, mirando dell'etadi il volo, | sta, di memoria solo | e di dolor custode, il simulacro | della scorsa beltà.'' (vv. 1-7)
*''Natura umana, or come, | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? | Se in parte anco gentile, | come i più degni tuoi moti e pensieri | son cosí di leggieri | da sí basse cagioni e desti e spenti?'' (vv. 50-56)
====Citazioni su ''Sopra il ritratto di una bella donna''====
*In uno dei suoi canti estremi, nel canto ''Sopra il ritratto di una bella donna'', vediamo come egli scorga un motivo di dubbio insolubile non già nel contrasto tra la bellezza femminile e l'opera dissolvitrice della morte, bensì nel contrasto fra la distruzione che la morte ha compiuto di quella bella forma corporea e gli ineffabili altissimi sentimenti che quella ispirò un tempo:<br><div style="text-align:center;">Natura umana, or come | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? </div>La nobiltà dell'uomo, così come la sua beatitudine, il Leopardi ripone nella sua capacità di sentire: né è senza significato il fatto che nelle sue pagine, in quelle della giovinezza come in quelle della maturità l'epiteto ''divino'' si accompagni così di frequente alle espressioni che si riferiscono al sentimento. ([[Mario Fubini]])
===XXXII – ''Palinodia al marchese Gino Capponi''===
*''Errai, candido [[Gino Capponi|Gino]]; assai gran tempo, | e di gran lunga errai. Misera e vana | stimai la vita, e sovra l'altre insulsa | la stagion ch'or si volge.'' (vv. 1-4)
===XXXIII – ''Il tramonto della luna''===
*[...] ''scende la [[luna]]; e si scolora il mondo'' [...]. (v. 12)
===XXXIV – ''La ginestra o il fiore del deserto''===
*''Qui su l'arida schiena | del formidabil monte | sterminator [[Vesuvio|Vesevo]], | la qual null'altro allegra arbor né fiore, | tuoi cespi solitari intorno spargi, | odorata [[ginestra]], | contenta dei deserti.'' (vv. 1-7)
*''Questi campi cosparsi | di ceneri infeconde, e ricoperti | dell'impietrata lava, | che sotto i passi al peregrin risona; | dove s'annida e si contorce al sole | la serpe, e dove al noto | cavernoso covil torna il coniglio; | fûr liete ville e cólti, | e biondeggiâr di spiche, e risonâro | di muggito d'armenti; | fûr giardini e palagi, | agli ozi de' potenti | gradito ospizio; e fûr città famose, | che coi torrenti suoi l'altèro monte | dall'ignea bocca fulminando oppresse | con gli abitanti insieme. Or tutto intorno | una ruina involve, | ove tu siedi, o fior gentile, e quasi | i danni altrui commiserando, al cielo | di dolcissimo odor mandi un profumo, | che il deserto consola. A queste piagge | venga colui che d'esaltar con lode | il nostro stato ha in uso, e vegga quanto | è il gener nostro in cura | all'amante natura. E la possanza | qui con giusta misura | anco estimar potrà dell'uman seme, | cui la dura nutrice, ov'ei men teme, | con lieve moto in un momento annulla | in parte, e può con moti | poco men lievi ancor subitamente | annichilare in tutto. | Dipinte in queste rive | son dell'umana gente | «Le magnifiche sorti e progressive». | Qui mira e qui ti specchia, | secol superbo e sciocco, | che il calle insino allora | dal risorto pensier segnato innanti | abbandonasti, e vòlti addietro i passi, | del ritornar ti vanti, | e procedere il chiami.'' (vv. 17-58)
*[...] ''obblio | preme chi troppo all'età propria increbbe.''<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (vv. 68-69)
*''Non so se il riso o la pietà prevale.'' (v. 201)
*''E tu, lenta [[ginestra]], | che di selve odorate | queste campagne dispogliate adorni, | anche tu presto alla crudel possanza | soccomberai del sotterraneo foco, | che ritornando al loco | già noto, stenderà l'avaro lembo | su tue molli foreste.'' (vv. 297-304)
===Citazioni sui ''Canti''===
*Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]])
==''Epistolario''==
===[[Incipit]]===
''All'Ab. Francesco Cancellieri, a Roma''.<br />Recanati, 6 aprile 1816.<br />Pregiatissimo signore, Il mio signor zio mi ha comunicata la di lei lettera che in parte riguarda me. Da essa ho appreso ch'ella soffre ancora molti incommodi di salute. L'accerto che io sento di ciò un vivissimo dispiacere, e con ribrezzo m'induco a molestarla, sperando però ch'ella non vorrà prendersi per l'incommodo che le do maggior briga di quella che richiede l'affare per se stesso molto poco interessante.
===Citazioni===
*Così ella vede che il [[Vincenzo Monti|Monti]] è assai più famoso per l'[[Iliade]] che per il ''Persio''. (dalla lettera ad Antonio Fortunato Stella, 6 dicembre 1816; vol. I, p. 8)
*[...] quando ho letto qualche [[Classico]], la mia mente tumultua e si confonde. Allora prendo a tradurre il meglio, e quelle bellezze per necessità esaminate e rimenate a una a una piglian posto nella mia mente, e l'arricchiscono e mi lasciano in pace. (dalla lettera a Pietro Giordani, 21 marzo 1817; vol. I, p. 15)
*Amico e cugino carissimo, Tengo ben volontieri l'invito che mi fate di lasciar da parte le cerimonie parlando con voi, e però non vi domando scusa dell'errore che ho preso con un giudizio troppo precipitato, non però calunnioso, come voi dite, scambiando un poco i vocaboli, perché oltreché il dir male di me non sarebbe stato pur peccato veniale, lo scherzare così urbanamente come si facea in quell'articolo, e con così poche parole, e sopra cosa da nulla, non potea fare che persona del mondo se ne offendesse. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 5 maggio 1817; vol. I, p. 33)
*Signore mio carissimo, L'erudizione che ella ha trovato nelle note all' inno a Nettuno, in verità è molto volgare, e a me è paruto di scrivere quelle note in [[Italia]]; ma in [[Germania]] o in [[Inghilterra]] me ne sarei vergognato. Io sono andato un pezzo in traccia della erudizione più pellegrina e recondita, e dai 13 anni ai 17 ho dato dentro a questo studio profondamente, tanto che ho scritto da sei a sette tomi non piccoli sopra cose erudite (la qual fatica appunto è quella che mi ha rovinato); e qualche letterato straniero che è in Roma e che io non conosco, veduto alcuno degli scritti miei, non li disapprova, e mi facea esortare a divenire, diceva egli, gran filologo. [...] Innamorato della poesia greca, volli fare come [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]] che sotterrò il suo Cupido, e a chi dissotterrato lo credea d'antico portò il braccio mancante. (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 maggio 1817; vol. I, pp. 34-35)
*Certo che non voglio vivere tra la [[massa|turba]]: la mediocrità mi fa una paura mortale [...]. (dalla lettera a Pietro Giordani, 26 settembre 1817; vol. I, p. 57)
*Carissimo cugino, Avendo avuta occasione di pubblicare un inno a Nettuno, e ricordandomi di quello che voi scriveste sulla medesima divinità per le nozze [[Giulio Perticari|Perticari]] e [[Vincenzo Monti|Monti]], ho voluto mandarvi una copia del mio opuscolo, non già perché lo paragonaste col vostro, ma perché aveste il diletto di vedervi vincitore senza combattere. La copia che vi mando è della seconda edizione molto più corretta della prima, che è stata fatta l'aprile passato. Come vedete, la cosa non è di questi giorni, ed io già ci vedo mille difetti, sì che a voi, che per l' amicizia me li perdonerete, volentieri la mando in segno di confidenza, ma non vorrei che la mostraste alle persone di buon giudizio. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 17 ottobre 1817; vol. I, p. 63)
*[...] mi pare d'essermi accorto che il [[tradurre]] così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. (dalla lettera a Pietro Giordani, 29 dicembre 1817; vol. I, p. 78)
*{{NDR|Riguardo [[Fulvio Testi]]}} Se fosse venuto in età meno barbara, e avesse avuto agio di coltivare l'ingegno suo più che non fece, sarebbe stato senza controversia il nostro [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], e forse più caldo e veemente e sublime del Latino. (dalla lettera a Pietro Giordani, 19 febbraio 1819; vol. I p. 126)
*Io non credo che i tristi vivano meglio di noi. Se la felicità vera si potesse conseguire in qualunque modo, la realtà delle cose non sarebbe così formidabile. Ma [[Bontà e cattiveria|buoni e tristi]] nuotano affannosamente in questo mare di travagli, dove non trovi altro porto che quello de' fantasmi e delle immaginazioni. E per questo capo mi pare che la condizione de' buoni sia migliore di quella de' cattivi, perché le grandi e splendide illusioni non appartengono a questa gente; sicché ristretti alla verità e nudità delle cose, che altro si deggiono aspettare se non tedio infinito ed eterno? (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 giugno 1820; vol. I, p. 187)
*La facoltà della [[parola]] aiuta incredibilmente la facoltà del pensiero, e le spiana ed accorcia la strada. Anzi mi sono avveduto per prova, che anche la notizia di più [[Linguaggio|lingue]] conferisce mirabilmente alla facilità, chiarezza e precisione del concepire. (dalla lettera a Pietro Giordani, 20 novembre 1820; vol. I, p. 210)
*[...] questo arcano infelice e terribile della vita dell'universo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 6 maggio 1825; vol. I, p. 333)
*Ho veduto il [[I promessi sposi|romanzo del Manzoni]], il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno [...]. (dalla lettera ad Antonio Papadopoli, 25 febbraio 1828; vol. II, p. 69)
*Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore. (dalla lettera a Madama Antonietta Tommasi, 5 luglio 1828; vol. II, p. 94)
*[...] il [[fare]] è il miglior modo d'imparare [...]. (dalla lettera al fratello Pier Francesco, 16 ottobre 1828; vol. II, p. 115)
*[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''[[massa]]'' felice composta d'individui non felici. (dalla lettera a Fanny Targioni Tozzetti, 5 dicembre 1831<ref group="fonte">''Epistolario di Giacomo Leopardi'', vol. II, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1892, p. [https://books.google.it/books?id=Ay4aAAAAYAAJ&pg=PA443#v=onepage&q&f=false 443].</ref>)
*{{NDR|Sui napoletani}} [...] lazzaroni pulcinelli nobili e plebei, tutti ladri e b. f. degnissimi di Spagnuoli e di forche. (dalla lettera al padre, 3 febbraio 1833; vol. II, p. 215)
*L'aria di [[Napoli]] mi è di qualche utilità; ma nelle altre cose questo soggiorno non mi conviene molto... Spero che partiremo di qua in breve, il mio amico e io. (dalla lettera alla signora Adelaide Maestri, 5 aprile 1834; vol. II, p. 209<ref group="fonte">Citato in Michele Scherillo, ''Vita di Giacomo Leopardi'', Greco & Greco Editori, Milano, 1991, [//books.google.it/books?id=dRiuzZHM4BMC&pg=PA191 p. 191]. ISBN 88-85387-64-0</ref>)
*{{NDR|Su [[Napoli]]}} [...] paese semibarbaro e {{sic|semiaffricano}}, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti. (dalla lettera al padre, 27 novembre 1834; vol. II, p. 214)
*Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l'avarizia de' segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt'un periodo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 12 maggio 1820)
*{{NDR|Su [[Roma]]}} Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato in Roma. [...] Anche la strada che conduce a quel luogo prepara lo spirito alle impressioni del sentimento. È tutta costeggiata di case destinate alle manifatture, e risuona dello strepito de' telai e d'altri tali istrumenti, e del canto delle donne e degli operai occupati al lavoro. In una città oziosa, dissipata, senza metodo, come sono le capitali, è pur bello il considerare l'immagine della vita raccolta, ordinata e occupata in professioni utili. Anche le fisionomie e le maniere della gente che s'incontra per quella via, hanno un non so che di più semplice e di più umano che quelle degli altri; e dimostrano i costumi e il carattere di persone, la cui vita si fonda sul vero e non sul falso, cioè che vivono di travaglio e non d'intrigo, d'impostura e d'inganno, come la massima parte di questa popolazione. (dalla lettera sulla visita alla tomba di Tasso, Roma 20 Febbraio 1823, in: Giacomo Leopardi, Epistolario, vol. I, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1849., pp. 276-278)
===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Epistolario''===
*{{NDR|Ai nobili signori conti Leopardi}} Giacomo vostro fratello, assai chiaro e famoso per la dottrina e per gli scritti suoi, non sarà giudicato men ragguardevole e degno d'altrettanto onore e maraviglia per le sue lettere: le quali, non tanto per libera elezione (nata da stima ed affetto parziale verso di voi, signori ed amici venerati e cari, che per tanto d'ingegno e coltura in voi raccolto stimo una delle più rare e principali famiglie d'Italia), quanto per giusta ragione e gratitudine vi dedico e rimando accresciute. Ed io, che dal punto che primieramente vidi e ammirai gli scritti suoi m'invaghii fortemente di avere piena contezza degli atti, de' costumi, e della vita di lui, reco a mia spezial ventura che per mezzo vostro mi sia conceduta sì maravigliosa opportunità d'adempire questo mio ferventissimo desiderio con le sue lettere famigliari, dove tanto e sì spesso ragiona di se. ([[Prospero Viani]])
*In tanta materia di dolore vi è qualche cosa pur di sereno in queste lettere, nelle quali quanto calcato è più, tanto si rileva più alteramente l'uomo, maggiore della fortuna. Qualità nobilissima ed antica: in questo fiacco secolo, non paziente de' mali e non ardito a' rimedii, ammirata più che imitata. La dignità adorna l'infortunio, come della ricchezza e della potenza è ornamento la temperanza. E questa dignità non è posta solo in quella specie di virtù negativa, ch'è detta «decoro», ed è quel non chinarsi mai per nessuna cagione ad atto men che nobile e gentile; di che ci è esempio la delicata risposta del Leopardi alle profferte del Colletta, e quella lettera, nella quale domanda quasi la carità al padre suo, alteramente supplichevole. Ma vi è una dignità di altra sorte, o meglio direbbesi magnanimità, la quale è quel tener l'animo sempre alto sui casi umani, e non lasciar che altri abbia la gioia di aver potuto anche un istante turbare la tua serenità. Ed il Leopardi alla ferrea necessità che lo preme soprastà in guisa, che spesso, non che risolversi in vane querele, de' suoi mali non parla altrimenti che filosofando con tranquilla ragione, divenuto egli stesso obbietto di meditazione al suo pensiero. ([[Francesco De Sanctis]])
*Io nei primi anni della conoscenza di Leopardi ebbi molte lettere di lui, tutte stupendissime; le quali (secondo il mio immutabil costume per tutte) distrussi. Erano le più belle lettere possibili. Non saprei dove cercarne. Ho per fermo che in [[Parma]] nessuno ne abbia avuto fuorché la [[Antonietta Tommasini|Tommasini]], e sua figlia la [[Adelaide Maestri|Maestri]]. Ma ora quella povera famiglia è nella massima desolazione, perché va morendo tra mille patimenti l'unica figlia. Oh caro [[Prospero Viani|Viani]], è pur pieno di guai questo mondo ! Ella si conservi la sanità, e l'animo forte; e mi abbia sempre per suo vero amico. ([[Pietro Giordani]])
==''Operette morali''==
{{vedi anche|Operette morali}}
==''Pensieri''==
===[[Incipit]]===
Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto, perché, oltre che la natura mia era troppo rimota da esse, e che l'animo tende sempre a giudicare gli altri da se medesimo, la mia inclinazione non è stata mai d'odiare gli uomini, ma di amarli. In ultimo l'esperienza quasi violentemente me le ha persuase: e sono certo che quei lettori che si troveranno aver praticato cogli uomini molto e in diversi modi, confesseranno che quello ch'io sono per dire è vero; tutti gli altri lo terranno per esagerato, finché l'esperienza, se mai avranno occasione di veramente fare esperienza della società umana, non lo ponga loro dinanzi agli occhi.
===Citazioni===
*Dico che il [[mondo]] è una lega di birbanti contro gli uomini dabbene, di vili contro i generosi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]])
*Rari sono i birbanti poveri [...]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]])
*Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]])
*La [[morte]] non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La [[senilità|vecchiezza]] è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. ([[s:Pensieri (Leopardi)/VI|VI]])
*Bella ed amabile [[illusione]] è quella per la quale i dì [[anniversario|anniversari]] di un avvenimento, che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell'anno, paiono avere con quello un'attinenza particolare, e che quasi un'ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti: onde è medicato in parte il tristo pensiero dell'annullamento di ciò che fu, e sollevato il dolore di molte perdite, parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato, e che più non torna, non sia spento né perduto del tutto.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 60 (prima del 1820), 2255 (15 dicembre 1821), 2322-2323 (2 gennaio 1822).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIII|XIII]])
*Non sarebbe piccola infelicità degli educatori, e soprattutto dei parenti, se pensassero, quello che è verissimo, che i loro figliuoli, qualunque indole abbiano sortita, e qualunque fatica, diligenza e spesa si ponga in educarli, coll'uso poi del mondo, quasi indubitabilmente, se la morte non li previene, diventeranno malvagi. Forse questa risposta sarebbe più valida e più ragionevole di quella di Talete che, dimandato da Solone perché non si ammogliasse, rispose mostrando le inquietudini dei genitori per gl'infortunii e i pericoli de' figliuoli. Sarebbe, dico, più valido e più ragionevole lo scusarsi dicendo di [[Antinatalismo|non volere aumentare]] il numero dei malvagi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIV|XIV]])
*Come le prigioni e le galee sono piene di genti, a dir loro, innocentissime, così gli uffizi pubblici e le dignità d'ogni sorte non sono tenute se non da persone chiamate e costrette a ciò loro mal grado. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XVII|XVII]])
*Se la miglior [[compagnia]] è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 507-508 (15 gennaio 1821) e 4523 (29 luglio 1829).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXI|XXI]])
*Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1252, 30 giugno 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVII|XXVII]])
*Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, [[Gli uomini si_dividono in due categorie|si divide in due parti]]: gli uni usano [[prepotenza]], e gli altri la soffrono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVIII|XXVIII]])
*Nessuna professione è sì sterile come quella delle lettere.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1787-1788, 25 settembre 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]])
*L'impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]])
*Molti vogliono e condursi teco vilmente, e che tu ad un tempo, sotto pena del loro odio, da un lato sii tanto accorto, che tu non dia impedimento alla loro viltà, dall'altro non li conoschi per vili. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVI|XXXVI]])
*Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l'[[intolleranza]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVII|XXXVII]])
*Il mondo [...] non crede mai che chi non cede abbia il torto. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]])
*L'uomo è condannato o a consumare la [[gioventù]] senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato; o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]])
*Il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] è forse il solo storico tra i moderni, che abbia e conosciuti molto gli uomini, e filosofato circa gli avvenimenti attenendosi alla cognizione della natura umana, e non piuttosto a una certa scienza politica, separata dalla scienza dell'uomo, e per lo più chimerica, della quale si sono serviti comunemente quegli storici, massime oltramontani ed oltramarini, che hanno voluto pur discorrere intorno ai fatti, non contentandosi, come la maggior parte, di narrarli per ordine, senza pensare più avanti. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LI|LI]])
*La [[schiettezza]] allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando, per la sua rarità, non l'è data fede. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVI|LVI]])
*Gli uomini si vergognano non delle [[ingiuria|ingiurie]] che fanno, ma di quelle che ricevono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVII|LVII]])
*I [[timidezza|timidi]] non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono: e si guardano di non pungere gli altri, non per istima che né facciano maggiore che gl'insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVIII|LVIII]])
*Quasi tutti gli uomini grandi sono [[modestia|modesti]]: perché si paragonano continuamente, non cogli altri, ma con quell'idea del perfetto che hanno dinanzi allo spirito, infinitamente più chiara e maggiore di quella che ha il volgo; e considerano quanto sieno lontani dal conseguirla.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 612-613, 5 febbraio 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXIV|LXIV]])
*La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4306-4307, 15 maggio 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVII|LXVII]])
*La [[noia]] è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il [[Pluralità dei mondi|numero e la mole maravigliosa dei mondi]], e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVIII|LXVIII]])
*La [[stima]] non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 116-117, 9 giugno 1820.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXII|LXXII]])
*Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4391, 23 settembre 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXVIII|LXXVIII]])
*Rivedendo in capo di qualche anno una persona ch'io avessi conosciuta giovane, sempre alla prima giunta mi è paruto vedere uno che avesse sofferto qualche grande [[sventura]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXX|LXXX]])
*Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande [[Conoscere sé stessi|esperienza di sé]], la quale rivelando lui a lui medesimo, e determinando l'opinione sua intorno a sé stesso, determina in qualche modo la fortuna e lo stato suo nella vita. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXII|LXXXII]])
*Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4482, 4 aprile 1829: «Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non passarli mai.»</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXVI|LXXXVI]])
*Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella [[solitudine]], ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la [[misantropia]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXIX|LXXXIX]])
[[File:Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. Giacomo Leopardi, 1789-1837 - it.svg|thumb|250px|Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.]]
*L'uomo onesto, coll'andar degli anni, facilmente diviene insensibile alla lode e all'onore, ma non mai, credo, al biasimo né al disprezzo. Anzi la lode e la stima di molte persone egregie non compenseranno il dolore che gli verrà da un motto o da un segno di noncuranza di qualche uomo da nulla. Forse ai ribaldi avviene al contrario; che, per essere usati al biasimo, e non usati alla lode vera, a quello saranno insensibili, a questa no, se mai per caso ne tocca loro qualche saggio. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCVI|XCVI]])
*Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCIX|XCIX]])
*L'[[astuzia]], la quale appartiene all'[[ingegno]], è usata moltissime volte per supplire la scarsità di esso ingegno, e per vincere maggior copia del medesimo in altri. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CV|CV]])
*[...] nella vita comune è necessario [[dissimulare]] con più diligenza la nobiltà dell'operare, che la viltà: perché la viltà è di tutti, e però almeno è perdonata; la nobiltà è contro l'usanza, e pare che indichi presunzione, o che da sé richiegga lode; la quale il pubblico, e massime i conoscenti, non amano di dare con sincerità. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CVI|CVI]])
*L'uomo è quasi sempre tanto [[malvagità|malvagio]] quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CIX|CIX]])
==''Storia dell'astronomia''==
<!--essendo la fonte priva di pagine si prende come riferimento il numero della nota immediatamente precedente-->
*La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l'[[Astronomia]]. L'uomo s'innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. (introduzione)
*La conoscenza degli effetti e la ignoranza delle cause produsse l'[[astrologia]]. (cap. I) <!--77-->
*Già sospira la mia anima di separarsi da questa creta, che la circonda: libera dalla salma corporea, s'alza di sfera in sfera, e vola in seno agli immensi spazi sovrapposti alla mia abitazione. Questa già non è più che un punto agli occhi miei, essa già dileguossi ed io mi sento con la maggior celerità trasportato in altre regioni. L'astro della notte è sotto i miei piedi, il velo azzurrino dei cieli si squarcia, ed i recessi più lontani dello spazio mi si aprono d'innanzi. Di tratto in tratto mi veggo vicini quei corpi, per i quali sudano gli uomini muniti di quelle armi, che ai loro occhi appresta la scienza. Lascio sotto di me il vostro anello di Saturno, e seguo coraggioso il volo ardito di una cometa. Con essa mi reco in mezzo a que' fulgidissimi soli, che non han d'uopo di altrui luce per splendere e per illuminare spazi infiniti. Ma la mia carriera non è appena cominciata: questo che io veggo non è che il portico del palagio dell'Onnipotente. Posso dir tuttora di serpeggiare sul suolo. Quanto più m'inoltro verso l'Eterno, tanto più egli sembra allontanarsi da me. (cap. II) <!--808-->
*L'uomo superiore ai pregiudizi, che rende giustizia al merito ovunque questo si trovi, non fu giammai biasimevole, anzi fu sempre degno di lode. (cap. IV) <!--1478-->
==''Zibaldone''==
[[File:Giacomo Leopardi Morelli.jpg|thumb|''Ritratto di Giacomo Leopardi'']]
===[[Incipit]]===
Palazzo bello. Cane di notte dal casolare, al passar del viandante.<br><br>
<poem>Era la luna nel cortile, un lato
Tutto ne illuminava, e discendea
Sopra il contiguo lato obliquo un raggio...
Nella (dalla) maestra via s'udiva il carro
Del passegger, che stritolando i sassi,
Mandava un suon, cui precedea da lungi
Il tintinnìo de' mobili sonagli.</poem>
===Citazioni===
*Ne' [[guaio|guai]] non ci vuol pianto ma consiglio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/5|5]]; 1898, vol. I, p. 81)
*In molte opere di mano dove c'è qualche pericolo o di fallare o di rompere ec., una delle cose più necessarie perché riescano bene è non pensare al pericolo e portarsi con franchezza. [...] Ma noi timidissimi, non solamente sapendo che si può errare, ma avendo sempre avanti gli occhi l'esempio di chi ha errato e di chi erra, e però pensando sempre al pericolo (e con ragione perché vediamo il gusto corrotto del secolo che facilissimamente ci trasporterebbe in sommi errori, osserviamo le cadute di molti che per certa libertà di pensare e di comporre partoriscono mostri, come sono al presente, per esempio, i romantici) non ci arrischiamo di scostarci, non dirò dall'esempio degli antichi e dei classici, che molti pur sapranno abbandonare, ma da quelle regole (ottime e classiche ma sempre regole) che ci siamo formate in mente, e diamo in voli bassi, né mai osiamo di alzarci con quella negligente e sicura e non curante e dirò pure ignorante franchezza, che è necessaria nelle somme opere dell'arte, onde pel timore di non fare cose pessime, non ci attentiamo di farne delle ottime, e ne facciamo delle mediocri, non dico già mediocri di quella mediocrità che riprende Orazio, e che in poesia è insopportabile, ma mediocri nel genere delle buone cioè lavorate, studiate, pulitissime, armonia espressiva, bel verso, bella lingua, Classici ottimamente imitati, belle imagini, belle similitudini, somma proprietà di parole, (la quale soprattutto tradisce l'arte) insomma tutto, ma che non son quelle, non sono quelle cose secolari e mondiali, insomma non c'è più Omero, Dante, l'Ariosto, insomma il Parini, il Monti sono bellissimi ma non hanno nessun difetto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/9|9]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/10|10]]; 1898, vol. I, pp. 86-87)
*L'arte di [[Ovidio]] di metter le cose sotto gli occhi, non si chiama efficacia, ma pertinacia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/12|12]]; 1898, vol. I, p. 89)
*Senza dubbio non si può dir niente di [[Dio]] che non sia infinitamente al di sotto del vero, e però la [[Bibbia]] (e la Bibbia molto meno che qualunque altro) non dice mai cosa che appetto al vero non sia strapiccolissima [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/13|13]]; 1898, vol. I, p. 90)
*La [[ragione]] è nemica d'ogni grandezza; la ragione è nemica della natura; la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione; ché pochi possono esser grandi; e nelle arti e nella poesia forse nessuno, se non sono dominati dalle illusioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/14|14]]; 1898, vol. I, p. 93)
*[...] e non si avvedono {{NDR|i [[Romanticismo|romantici]]}} che appunto questo grand'ideale dei tempi nostri, questo conoscere cosí intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i più minuti affetti, quest'arte insomma psicologica, distrugge l'illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell'animo e delle azioni [...]: e non si avvedono che s'è perduto il linguaggio della natura, e che questo sentimentale non è altro che l'invecchiamento dell'animo nostro, e non ci permette più di parlare se non con arte [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/17|17]]; 1898, vol. I, pp. 97-98)
*[...] una [[poesia]] ragionevole, è lo stesso che dire una bestia ragionevole. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/18|18]]; 1898, vol. I, p. 100)
*{{NDR|[[Gabriello Chiabrera]]}} Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [...] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [...] come delle parole, [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/24|24]]; 1898, vol. I, p. 111)
*La [[tartaruga]] lunghissima nelle sue operazioni ha lunghissima vita. Così tutto è proporzionato nella natura; e la pigrizia della tartaruga, di cui si potrebbe accusar la natura, non è veramente pigrizia assoluta, cioè considerata nella tartaruga, ma rispettiva. Da ciò possiamo cavare molte considerazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, p. 124)
*È osservabile che in [[Aulo Cornelio Celso|Celso]] nel quale è singolarmente notata e lodata la semplicità e facilità dello stile, per le quali si sarà discostato meno degli altri dal latino volgare, sono frequentissime e moltissime frasi, costruzioni, usi di parole, locuzioni ec. ed anche parole assolutamente, o prette italiane o che si accostano alle italiane io dico di quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino né per comuni alle due lingue ma proprie della nostra, e che trovandole non presso Celso ma presso qualche scrittore latino moderno, le stimeressimo poco meno che barbarismi, anche presentemente, cioè non ostante che in effetto si trovino appresso Celso eccetto se non ci ricordassimo espressamente o ci fosse citata l'autorità di lui. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, pp. 125-126)
*Quanto più del [[tempo]] si tiene a conto, tanto più si dispera d'averne che basti, quanto più se ne gitta, tanto par che n'avanzi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/43|43]]; 1898, vol. I, p. 143)
*Il più solido [[piacere]] di questa vita è il piacer vano delle [[illusione|illusioni]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157)
*La varietà è tanto nemica della noia che anche la stessa varietà della noia è un rimedio o un alleviamento di essa, come vediamo tutto giorno nelle persone di mondo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157)
*Intendo per [[innocenza|innocente]] non uno incapace di [[peccato|peccare]], ma di peccare senza rimorso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 158)
*Tutto si è [[perfezionamento|perfezionato]] da [[Omero]] in poi, ma non la poesia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/58|58]]; 1898, vol. I, p. 167)
*Anche il dolore che nasce dalla [[noia]] e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 184)
*Il sentimento della [[vendetta]] è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d'umor nero, da un amico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72#72/3|72]]; 1898, vol. I, p. 184)
*Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vòto universale, e in un'indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 185)
*Io era oltremodo annoiato della vita, sull'orlo della vasca del mio giardino, e guardando l'acqua e curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s'io mi gittassi qui dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra quest'orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno al salto di Leucade poteva avere per fondamento un'osservazione simile a questa. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/82|82]]; 1898, vol. I, p. 219)
*Una prova in mille di quanto influiscano i sistemi puramente fisici sugl'intellettuali e metafisici è quello di [[Copernico]], che al pensatore rinnuova interamente l'idea della natura e dell'uomo concepita e naturale per l'antico sistema detto tolemaico; rivela una [[Pluralità dei mondi|pluralità di mondi]], mostra l'uomo un essere non unico, come non è unica la collocazione il moto e il destino della terra, ed apre un immenso campo di riflessioni, sopra l'infinità delle creature, che secondo tutte le leggi d'analogia debbono abitare gli altri globi in tutto analoghi al nostro, e quelli anche che saranno, benché non ci appariscano, intorno agli altri soli, cioè le stelle, abbassa l'idea dell'uomo e la sublima; scuopre nuovi misteri della creazione, del destino della natura, della essenza delle cose, dell'esser nostro, dell'onnipotenza del creatore, dei fini del creato ec. ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/84|84]]; 1898, vol. I, p. 194)
*Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno de' miei fratellini, tu mi farai da cavallo. E legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciavano fare con diletto, e non per questo erano altro che miei fratelli. Io mi ricordo spesso di questo fatto, quando io vedo un uomo (sovente di nessun pregio) servito riverentemente da questo e da quello in cento minuzie, ch'egli potrebbe farsi da se, o fare ugualmente a quelli che lo servono, e forse n'hanno più bisogno di lui, che alle volte sarà più sano e gagliardo di quanti ha dintorno. E dico fra me, né i miei fratelli erano cavalli, ma uomini quanto me, e questi servitori sono uomini quanto il padrone e simili a lui in ogni cosa; e tuttavia quelli si lasciavano guidare benché fossero tanto cavalli quant'era io, e questi si lasciano comandare; e tra questi e quelli non vedo nessun divario. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/106|106]], 26 marzo 1820; 1898, vol. I, p. 217)
*Mi diedi tutto alla gioia barbara e fremebonda della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/107|107]], 15 aprile 1820; 1898, vol. I, p. 218)
*La [[pazienza]] è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/112|112]], 31 maggio 1820; 1898, vol. I, p. 223)
*Il [[dolore]] o la disperazione che nasce dalle grandi passioni o illusioni o da qualunque sventura della vita non è paragonabile all'affogamento che nasce dalla certezza e dal sentimento vivo della nullità di tutte le cose, e dell'impossibilità di essere felice in questo mondo, e dalla immensità del vuoto che si sente nell'anima. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/140|140]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247)
*Il [[silenzio]] è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247)
*I migliori momenti dell'[[amore]] sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247)
*L'[[immaginazione]] [...] è il primo fonte della [[felicità]] umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/168|168]]; 1898, vol. I, p. 275)
*[...] il [[raziocinio]] è un'operazione matematica dell'intelletto e materializza e geometrizza anche le nozioni più astratte. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/181|181]]; 1898, vol. I, p. 286)
*L'[[arte]] non può mai uguagliare la [[ricchezza]] della [[natura]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/189|189]]; 1898, vol. I, p. 294)
*Ripetono tutto giorno i francesi che [[Jacques Bénigne Bossuet|Bossuet]] ha soggiogato la sua lingua al suo genio. Io dico che il suo genio è stato soggiogato dalla lingua costumi gusti del suo paese. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/217|217]], 20 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 318)
*L'abuso e la disubbidienza alla [[legge]], non può essere impedita da nessuna legge. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/229|229]], 31 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 327)
*L'[[indecisione|irresoluzione]] è peggio della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]], 14 settembre 1820; 1898, vol. I, p. 339)
*Il [[Jean-Baptiste Say|Say]] nei Cenni sugli uomini e la società, chiama l'ode, la sonata della letteratura. È un pazzo se stima che l'ode non possa esser altro, ma ha gran ragione e intende parlare delle odi che esistono, massime delle francesi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]]; 1898, vol. I, p. 339)
*Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggiamento della vita o nelle più acerbe e ''mortifere'' disgrazie (sia che appartengano alle alte e forti passioni, sia a qualunque altra cosa); servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/259|259-260]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 349)
*Chi non ha uno [[scopo]] non prova quasi mai diletto in nessuna operazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/268|268]], 10 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 356)
*[...] i beni si disprezzano quando si possiedono sicuramente, e si apprezzano quando sono perduti, o si corre pericolo o si è in procinto di perderli. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 373)
*[...] la [[felicità e infelicità|felicità o infelicità]] non si misura dall'esterno ma dall'interno. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 374)
*La corruttela de' costumi è mortale alle repubbliche e utile alle tirannie e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/302|302]], 3 novembre 1820; 1898, vol. I, p. 377)
*L'amore dell'[[ordine]] o l'idea della necessità dell'ordine, che è quanto dire dell'armonia e convenienza, è innata, assoluta, universale, giacché è il fondamento del raziocinio e il principio della cognizione o del giudizio falso o vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/376|376]]; 1898, vol. I, pp. 428-429)
*Dicono che la [[felicità]] dell'uomo non può consistere fuorché nella verità. Così parrebbe, perché qual felicità in una cosa che sia falsa? E come, se il mondo è diretto alla felicità, il vero non deve render felice? Eppure io dico che la felicità consiste nell'ignoranza del vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/326|326]]; 1898, vol. I, p. 393)
*[...] ogni felicità si trova falsa e vana, quando l'oggetto suo giunge ad essere conosciuto nella sua realtà e verità. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/352|352]]; 1898, vol. I, p. 410)
*Ho detto più volte che la [[letteratura francese]] è precisamente letteratura moderna, ed è quanto dire che non è letteratura. Perché considerando bene vedremo che i tempi moderni hanno filosofia, dottrina, scienze d'ogni sorta, ma non hanno propriamente letteratura, e se l'hanno, non è moderna, ma di carattere antico, ed è quasi un innesto dell'antico sul moderno. L'immaginazione, ch'è la base della letteratura strettamente considerata, sì poetica come prosaica, non è propria, anzi impropria de' tempi moderni; e se anche oggi si trova in qualche individuo, non è moderna, perché non solamente non deriva dalla natura de' tempi, ma questa l'è sommamente contraria, anzi nemica e micidiale. E vedete infatti che la letteratura francese, nata e formata in tempi moderni, è la meno immaginosa, non solo delle antiche, ma anche di tutte le moderne letterature. E per questo appunto è letteratura pienamente moderna, cioè falsissima, perché il predominio odierno della ragione, quanto giova alle scienze e a tutte le cognizioni del vero e dell'utile (così detto), tanto nuoce alla letteratura e a tutte le arti del bello e del grande, il cui fondamento, la cui sorgente e nutrice è la sola natura, bisognosa bensì di un mezzano aiuto della ragione, ma sommamente schiva del suo predominio, che l'uccide, come pur troppo vediamo nei nostri costumi e in tutta la nostra vita d'oggidì. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1175|1175]]; 1898, vol. I, p. 461)
*Tutti i moderni ideologi hanno stabilito che le idee o credenze le più primitive, le più necessarie all'azione la più vitale, e quindi tutte le idee o credenze moventi del bambino appena nato, (e così d'ogni altro animale), tutte le idee o credenze determinanti o non determinanti, cioè relative o no all'azione, non vengono altro che dall'esperienza e quindi non sono se non tante conseguenze tirate col mezzo di un raziocinio e di un'operazione sillogistica, da una maggiore ec. (e qui osservate la necessità del [[raziocinio]] ne' bruti). ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/443|443]]; 1898, vol. I, pp. 472-473)
*Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, [[Roma]] non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l'amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 24 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 2)
*{{NDR|A proposito di [[Tacito]]}} Ma neppur egli troverete che, sebbene condanna la tirannia, lodi mai la libertà in persona propria. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 28 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 5)
*Non punir mai l'[[ingiuria]] che non hai meritata, né lasciare impunita quella che hai meritata. Perdona al tuo [[calunnia]]tore, punisci il tuo detrattore. Non far caso di chi ti ''schernisce'' a torto, ma piglia [[vendetta]] di chi ti ''motteggia'' a ragione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/476#476/2|476]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/477|477]], 7 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 14)
*Tutto è [[amor proprio]] nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è, se non quegli che [[lusinga]], giova ec. l'amor proprio degli altri. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/508|508]], 15 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 32)
*I [[bambino|fanciulli]] trovano il tutto nel [[nulla]], gli uomini il nulla nel tutto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/527|527]], 19 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 43)
*[...] la [[felicità]] è impossibile a chi la desidera, perché il desiderio, sí come è desiderio assoluto di felicità e non di una tal felicità, è senza limiti necessariamente, perché la felicità assoluta è indefinita e non ha limiti. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/648|648]]; 1898, vol. II, p. 112)
*L'[[egoismo]] è sempre stata la peste della [[società]], e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/670|670]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/671|671]]; 1898, vol. II, p. 123)
*Siccome l'amor patrio o nazionale non è altro che una illusione, ma facilmente derivante dalla natura, posta la società, com'é naturale l'amor proprio nell'individuo, e posta la famiglia, l'amor di famiglia, che si vede anche ne' bruti; cosí esso non si mantiene e non produce buon frutto senza le illusioni e i pregiudizi che naturalmente ne derivano o che anche ne sono il fondamento. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/923|923]]; 1898, vol. II, p. 269)
*[...] il [[pensatore]] non è cosí. Egli cerca naturalmente e necessariamente un filo nella considerazione delle cose. È impossibile ch'egli si contenti delle nozioni e delle verità del tutto isolate. E se se ne contentasse, la sua filosofia sarebbe trivialissima e meschinissima e non otterrebbe nessun risultato. Lo scopo della filosofia (in tutta l'estensione di questa parola) è il trovar le ragioni delle verità. Queste ragioni non si trovano se non se nelle relazioni di esse verità e col mezzo del generalizzare. Non è ella cosa notissima che la facoltà di generalizzare costituisce il pensatore? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/946|946]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/947|947]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 288)
*Per qual ragione è bello il [[Aulo_Cornelio_Celso#De_medicina_libri_octo|Trattato di Celso]], ch'è un trattato di medicina? Forse perché ha ornamenti poetici o rettorici? Anzi, prima di tutto, perché ne manca onninamente e perché ha quel nudo candore e semplicità che conviene a siffatte opere; poi perché è chiaro, preciso, perché ha una lingua ed uno stile puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/949|949]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 290)
*Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con [[Punteggiatura|segni]], come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l'arte dello scrivere all'infanzia? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/976|976]]; 1898, vol. II, p. 310)
*La [[convenienza]] al suo fine, e quindi l'utilità ec., è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1165|1165]], 13 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 454)
*E notate che l'uso della [[denaro|moneta]] quanto è necessario a quella che oggi si chiama perfezione dello stato sociale, tanto nuoce a quella perfezione ch'io vo predicando; giacché il detto uso è l'uno de' principalissimi ostacoli alla conservazione dell'uguaglianza fra gli uomini, e quindi degli stati liberi, alla preponderanza del merito vero e della virtù ec. ec. e l'una delle principalissime cagioni che introducono, e appoco appoco costringono la società all'oppressione, al dispotismo, alla servitù, alla gravitazione delle une classi sulle altre, insomma estinguono la vita morale ed intima delle nazioni, e le nazioni medesime in quanto erano nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]], 16 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 460)
*La trattabilità e facilità della [[lingua francese]], ond'ella è così agevole a scriver bene e spiegarsi bene, sì per lo straniero che l'adopra o l'ascolta, sì pel nazionale, non deriva dall'esser ella uno strumento pieghevole e ''souple'' (qualità negatale espressamente dal Thomas) ec., ma dall'essere un piccolo strumento, e quindi manuale, εὐμεταχείριστος, maneggiabile, facile a rivoltarsi per tutti i versi e ad adoprare in ogni cosa ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1232|1232]], 27 giugno 1821; 1898, vol. III, pp. 21-22)
*Chi vuol persuadersi dell'immensa moltiplicità di stili e quasi lingue diverse rinchiuse nella lingua italiana, consideri le opere di [[Daniello Bartoli]] [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1313|1313]], 13 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 82)
*Dividersi perpetuamente i letterati e i poeti, da' filosofi. L'odierna [[filosofia]] che riduce la metafisica, la morale ec. a forma e condizione quasi matematica, non è più compatibile con la [[letteratura]] e la poesia, com'era compatibile quella de' tempi ne' quali fu formata la lingua nostra, la latina, la greca. [...] Ma la filosofia di [[John Locke|Locke]], di [[Gottfried Leibniz|Leibnizio]] ec. non potrà mai stare colla letteratura né colla vera poesia. La filosofia di Socrate partecipava assai della [[natura]], ma questa nulla ne partecipa, ed è tutta ragione. Perciò né essa né la sua lingua è compatibile colla letteratura, a differenza della filosofia di Socrate, e della di lei lingua. La qual filosofia è tale che tutti gli uomini un poco savi ne hanno sempre partecipato più o meno in tutti i tempi e nazioni, anche avanti [[Socrate]]. È una filosofia poco lontana da quello che la natura stessa insegna all'uomo sociale. Si dividano dunque le lingue, e la nostra che tante ne contiene, e così diverse anche dentro uno stesso genere, potrà ben contenere allo stesso tempo una lingua bella, e una lingua filosofica. Ed allora avrà una filosofia, e seguirà ad avere quella poesia, e quella letteratura nella quale ha sempre superato tutte le moderne. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1359|1359]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1360|1360]], 20 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 112)
*Il [[languore]] del corpo alle volte è tale, che senza dargli affanno e fastidio, affievolando le facoltà dell'animo, affievola ogni cura e ogni desiderio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1581|1581]], 28 agosto 1821; 1898, vol. III, p. 246)
*Le pluralità de' mondi, quasi fisicamente dimostrata, come si può accordare col cristianesimo fuori del mio sistema, il quale dimostra che le creature possono esser d'infinite specie, e che Dio esistendo verso noi, come la religione insegna, esiste ancora in tutti i possibili modi, e può avere avuto ed avere con diversissime creature diversissimi e contrari rapporti, e non averne alcuno? Quante verità fisiche, metafisiche ec. ripugnano alla religione, fuori del mio sistema che nega ogni verità e falsità assoluta, ammettendo le relative, e in queste la religione? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1642|1642]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1643|43]]; 1898, vol. III, pp. 283-84)
*[...] la [[memoria]] non è altro che [[assuefazione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1676|1676]], 11 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 303)
*Nessuna [[opinione]] vera o falsa, ma contraria all'opinione dominante e generale, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente, e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile, ma a forza di [[ripetizione|ripetizioni]] e quindi di assuefazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1720|1720]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330)
*Non si vive al mondo che di [[prepotenza]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1721|1721]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330)
*Chi più si ama meno può [[amore|amare]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1723|1723]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 333)
*L'insegnare non è quasi altro che assuefare. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1727|1727]], 18 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 334)
*Gli antichi da proposizioni e premesse che conoscevano né più né meno quanto noi deducevano conseguenze contrarissime a quelle che noi ne tiriamo. Ciò mostra ch'essi non conoscevano i rapporti delle proposizioni, altrimenti non potressimo negare le loro conseguenze. Ma chi ci ha detto che noi li conosciamo meglio? come lo sappiamo noi se non a forza di [[Sillogismo|sillogismi]]? Giacché qualunque affermazione o negazione ha bisogno di sillogismo, e ciascun sillogismo contiene tanti sillogismi quanti sono i rapporti delle sue proposizioni fra loro. Cioè bisogna che l'uomo si persuada sempre con un sillogismo, benché tacito, che, se la tal cosa è, anche la tal altra dev'essere. Senza questi sillogismi intermedi nessun sillogismo vale, e siccome questi ordinariamente si omettono o non son giusti, però infiniti sillogismi son falsi, perché non è vero il rapporto che noi, o non sillogizzando punto o falsamente sillogizzando, supponiamo fra la maggiore e la minore, fra queste e la conseguenza. (([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1771|1771]][[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1772|1772]], 22 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 359)
*La [[noia]] è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per se, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1815|1815]], 30 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 383)
*La rapidità e la [[concisione]] dello stile piace, perché presenta all'anima una folla d'idee simultanee o così rapidamente succedentisi, che paiono simultanee e fanno ondeggiar l'anima in una tale abbondanza di pensieri o d'immagini e sensazioni spirituali, ch'ella o non è capace di abbracciarle tutte e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2041|2041]], 3 novembre 1821; 1898, vol. IV, p. 22)
*La [[lingua latina]] così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come ''Georg''., I, 44: ''et Zephyro putris se glaeba resolvit''. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel ''Zephyro'' significhi ''al zefiro'', ''col zefiro'' ec. Così quell'altra: ''Sunt lacrimae rerum'' ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2288|2288]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2289|2289]], 26 dicembre 1821; 1898, vol. IV, p. 150)
*Il p. [[Daniello Bartoli|Dan. Bartoli]] è il [[Dante]] della prosa italiana. Il suo stile in ciò che spetta alla lingua è tutto a risalti e rilievi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2396|2396]], 22 marzo 1822; 1898, vol. IV, p. 215)
*Perché del resto nessuna lingua viva ha, né può avere un vocabolario che la contenga tutta, massime quanto ai modi, che son sempre (finch'ella vive) all'arbitrio dello scrittore. E ciò tanto più nell'[[lingua italiana|italiana]] (per indole sua). La quale molto meno può esser compresa in un vocabolario, quanto ch'ella è più vasta di tutte le viventi [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2398|2398]], 29 marzo 1822; 1898, vol. IV, pp. 216-217)
*E però [[Plutarco]] [...] non si può recar per modello né di lingua né di stile, essendo però stato forse più filosofo di tutti i filosofi greci, molti de' quali sono esempi di perfettissimo scrivere. Ma non erano così sottili come Plutarco [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2410|2410]], 1 maggio 1822; 1898, vol. IV, p. 224)
*[...] quasi tutte le principali [[scoperta|scoperte]] che servono alla vita civile sono state opere del caso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2602|2602]], 10 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 329)
*Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio [[Stile (scrittura)|stile]]. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2611|2611]], 27 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 334)
*Gl'[[Italia|italiani]] non hanno costumi: essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2923|2923]], 9 luglio 1823; 1898, vol. V, p. 80)
*La ''[[Luís de Camões#I Lusiadi|Lusiade]]'' avrà certo interessato ed interesserà forse anche oggidì i lettori portoghesi, né si può bastantemente lodare lo sfortunato Camoens per l'avere scelto un soggetto così strettamente nazionale, e di più per l'aver saputo adattare e far materia di poema epico un argomento allora modernissimo, qualità che per l'una parte produce estreme difficoltà le quali a molti sono sembrate in un poema epico insuperabili, e per l'altra sommamente contribuirebbe a produrre o singolarmente accrescere l'interesse d'un'epopea, come ancora di un dramma e di qualsivoglia poesia. Ma per li lettori dell'altre nazioni non so quanto nella ''Lusiade'' possa essere l'interesse, né se ne' medesimi portoghesi, mancata la recente memoria di quelle imprese, e raffreddato, come per tutta l'Europa, l'amor nazionale e gli altri sentimenti magnanimi, la ''Lusiade'' produca per ancora un interesse abbastanza vivo, continuo e durabile. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3146|3146]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3147|3147]], 5-11 agosto 1823; 1898, vol. V, pp. 209-210)
*Una [[Lingua (idioma)|lingua]] strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3253|3253]], 23 agosto 1823; 1898, vol. V, p. 275)
*Quello che non può in niun modo la riflessione, può e fa l'[[irriflesione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3520|3520]], 25 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 2)
*Chiunque nel [[pericolo]] in cui non v'è nulla a fare, comparisce diverso da quel ch'ei suole, qualunque ei soglia essere, e qual ch'ei divenga, e quanta che sia questa diversità, non è coraggioso, o in quel caso non ha vero [[coraggio]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3531|3531]], 26-7 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 9)
*[...] il [[piacere]] è sempre o passato o futuro, non mai presente [...].<ref>Anche in ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare'', in ''[[Operette morali]]'': «Il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente».</ref> ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3550|3550]], 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, vol. VI, p. 21)
*{{NDR|Su [[Daniello Bartoli]]}} [...] uomo che fra tutti del suo tempo, e fors'anche di tutti i tempi, fu quello che e per teoria e scienza e per pratica, meglio e più profondamente e pienamente conobbe la nostra lingua [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3630|3630]]; 1898, vol. VI, p. 73)
*Il [[fuoco]] è una di quelle materie, di quegli agenti terribili, come l'[[elettricità]], che la natura sembra avere studiosamente seppellito e appartato, e rimosso dalla vista e da' sensi e dalla vita degli animali, e dalla superficie del globo, dove essa vita e la vegetazione e la vita totale della natura ha principalmente luogo, per non manifestarlo o lasciarlo manifestare che nelle convulsioni degli elementi e ne' fenomeni accidentali e particolari, com'è quello de' vulcani, che sono fuor dell'ordine generale e della regola ordinaria della natura. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3645|3645]], 11 ottobre 1823; 1898, vol. VI)
*La [[noia]] è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3715|3715]], 17 ottobre 1823; 1898, vol. VI, p. 127)
*La [[Latinismo|novità tolta prudentemente dal latino]], benché novità assolutissima in fatto, è per le nostre lingue piuttosto restituzione dell'antichità che novità, piuttosto peregrino che nuovo; e veramente (anche quando non sia troppo prudente né lodevole) ha più dell'arcaismo che del neologismo. Al contrario dell'altre novità e degli altri stranierismi ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3867|3867]], 11 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 247)
*L'[[esistenza]] può essere maggiore senza che lo sia la vita. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3927|3927]], 27 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 301)
*Tutto è follia in questo mondo fuorché il folleggiare. Tutto è degno di riso fuorché il ridersi di tutto. Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3990|3990]], 17 dicembre 1823; 1898, vol. VI, p. 361)
*Il tale diceva che noi, venendo in questa vita, siamo come chi si corica in un [[letto]] duro e incomodo, che sentendovisi stare male, non vi può star quieto, e però si rivolge cento volte da ogni parte, e procura in vari modi di appianare, ammollire, ecc. il letto, cercando pur sempre e sperando di avervi a riposare e prendere sonno, finché senz'aver dormito né riposato vien l'ora di alzarsi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4104|4104]], 25 giugno 1824; 1898, vol. VII, p. 23)
*Io vivo, dunque io [[speranza|spero]], è un sillogismo giustissimo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4145|4145]], 18 ottobre 1824; 1898, vol. VII, p. 70)
*Il mezzo più efficace di ottener [[fama]] è quello di far creder al mondo di esser già famoso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4153|4153]], [[Bologna]], 21 novembre 1825; 1898, vol. VII, p. 80)
*Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4174|4174]], Bologna, 17 aprile 1826; 1898, vol. VII, pp. 104-105)
*[[Tabagismo|Tabacco]]. Sua utilità. Suoi piaceri: più innocenti di tutti gli altri al corpo e all'animo; meno vergognosi a confessarsi, immuni dal lato dell'opinione; più facili a conseguirsi, di poco prezzo e adattati a tutte le fortune; più durevoli, più replicabili. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4188|4188]], Bologna 13 luglio 1826; 1898, vol. VII, p. 117)
*[[Felicità]] non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il più spregevole. Ora da questa sola definizione si può comprendere che la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d'altronde di felicità. Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha limiti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesserà, e perché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice, né in questo mondo, né in un altro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4191|4191]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4192|4192]], 30 agosto 1826; 1898, vol. VII, p. 122)
*[[Risata|Ridete]] franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice ''rider alto'' vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed ''awful'' è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4391|4391]], 23 settembre 1828; 1898, vol. VII, p. 330)
*Ho veduto io stesso un [[canarino]] domestico e mansuetissimo, appena presentato a uno specchio, stizzirsi colla propria immagine, ed andarle contro colle ali inarcate e col becco alto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4419|4419]]; 1898, vol. VII, p. 353)
*È curioso a vedere, che gli uomini di molto [[merito]] hanno sempre le maniere [[semplicità|semplici]], e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4524|4524]], Firenze, 31 maggio 1831; 1898, vol. VII, p. 461)
*Cosa rarissima nella società, un uomo veramente [[sopportazione|sopportabile]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4525|4525]], 16 settembre 1832; 1898, vol. VII, p. 462)
===Citazioni sullo ''Zibaldone''===
*È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustre con sé stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente. ([[Giosuè Carducci]])
*A proposito di Leopardi — sia detto senza offesa — trovo che i suoi ''Pensieri di bella letteratura e di varia filosofia'' sono quanto di meglio ci sia per prender sonno ([[Achille Campanile]]).
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Appressamento della morte''===
<poem>Era morta la lampa in Occidente,
E queto 'l fumo sopra i tetti e queta
De' cani era la voce e de la gente:
Quand'i' volto a cercare eccelsa meta,
Mi ritrova' in mezzo a una gran landa,
Bella, che vinto è 'ngegno di poeta.</poem>
===''Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone''===
Tace la fama al presente di [[Giorgio Gemisto Pletone]] costantinopolitano; non per altra causa se non che la celebrità degli uomini, siccome, si può dire, ogni cosa nostra, dipende più da fortuna che da ragione. E niuno può assicurarsi, non solo di acquistarla per merito, quantunque grande, ma acquistata eziandio che debba durargli. Certo è che Gemisto fu de' maggiori ingegni e de' più pellegrini del tempo suo, che fu il decimoquinto secolo. Visse onorato dalla patria; e poi trovatosi sopravvivere alla patria, ed al nome greco (o, come esso diceva, romano), fu accolto ed avuto caro in Italia, dove stette gran tempo e morì; ed ebbe una splendidissima riputazione in questa sua nuova patria, e medesimamente nelle altre province d'Europa, per quanto si stendeva in quei tempi lo studio delle lettere.
===''Discorso sopra la Batracomiomachia''===
Quando, dopo aver letta qualche opera di autore sconosciuto, la troviamo interessante e degna di osservazione, siamo tosto spinti dalla curiosità a ricercarne lo scrittore. Avendone rilevato il carattere dall'opera stessa, bramiamo avere un nome a cui applicarlo. Ci duole d'ignorar quello di una persona che c'interessa, e di dover lodare e stimare un Essere anonimo e sconosciuto.
===''Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani''===
In questo secolo presente, sia per l'incremento dello scambievole commercio e dell'uso de' viaggi, sia per quello della letteratura, e per l'enciclopedico che ora è d'uso, sicché ciascuna nazione vuol conoscere più a fondo che può le lingue, letterature e costumi degli altri popoli, sia per la scambievole comunione di sventure che è stata fra' popoli civili, sia perché la Francia abbassata dalle sue perdite, e l'altre nazioni parte per le vittorie, parte per l'aumento della coltura e letteratura di ciascheduna sollevandosi, si è introdotta fra le nazioni d'Europa, una specie d'uguaglianza di riputazione sì letteraria e civile che militare, laddove per lo passato da' tempi di Luigi XIV, cioè dall'epoca della diffusa e stabilita civiltà europea, tutte le nazioni avevano spontaneamente ceduto di onore alla Francia che tutte le dispregiava<ref>In vece che adesso la Francia stessa per le dette cagioni è fatta tollerante e disposta a render giustizia agli stranieri fino a un certo segno, e che questa sua disposizione, perocch'ella segue ancora in parte a dare il tuono all'Europa civile, ne cagiona una simile nelle altre nazioni. {{NDR|N.d.A.}}</ref>;
===''La guerra dei topi e delle rane''===
====(1815)====
<poem>Grande impresa disegno, arduo lavoro:
O Muse, voi dall'Eliconie cime
A me scendete, il vostro aiuto imploro:
Datemi vago stil, carme sublime:
Antica lite io canto, opre lontane,
La Battaglia dei topi e delle rane.</poem>
====(1821-1822)====
<poem>Mentre a novo m'accingo arduo lavoro,
O Muse, voi da l'Eliconie cime
Scendete a me ch'il vostro aiuto imploro:
Datemi vago stil, carme sublime:
Antica lite io canto, opre lontane,
La Battaglia de' topi e de le rane.</poem>
====(1826)====
<poem>Sul cominciar del mio novello canto,
Voi che tenete l'eliconie cime
Prego, vergini Dee, concilio santo,
Che 'l mio stil conduciate e le mie rime:
Di topi e rane i casi acerbi e l'ire,
Segno insolito a i carmi, io prendo a dire.</poem>
===''Paralipomeni della Batracomiomachia''===
''1<br />Poi che da' granchi a rintegrar venuti<br />Delle [[rana|ranocchie]] le fugate squadre,<br />Che non gli aveano ancor mai conosciuti,<br />Come volle colui ch'a tutti è padre,<br />Del topo vincitor furo abbattuti<br />Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,<br />Sparse l'aste pel campo e le berrette<br />E le code topesche e le basette;<br /><br />2<br />Sanguinosi fuggian per ogni villa<br />I topi galoppando in su la sera,<br />Tal che veduto avresti anzi la squilla<br />Tutta farsi di lor la piaggia nera:<br />Quale spesso in parete, ove più brilla<br />Del Sol l'autunno la dorata sfera,<br />Vedi un nugol di mosche atro, importuno,<br />Il bel raggio del ciel velare a bruno.''
===''Storia di un'anima''===
Incomincio a scrivere la mia Vita innanzi di sapere se io farò mai cosa alcuna per la quale debbano gli uomini desiderare di aver notizia dell'essere, dei costumi e dei casi miei. Anzi, al contrario di quello che io aveva creduto sempre per lo passato, tengo oramai per fermo di non avere a lasciar di me in sulla terra alcun vestigio durevole.
==Citazioni su Giacomo Leopardi==
*A qual grado fu l'affetto di lui verso l'Italia, nel quale non si stimava secondo ad alcuno?<ref>Lettera del Viesseux, 5 gennaio 1824. {{NDR|N.d.A.}}</ref> Il pessimismo avea inghiottito questo come tutti gli altri affetti. All'infuori dell'orazione agli Italiani nel 1815, tonante contro i tiranni, del progetto sfumato d'un inno alla Grecia, e delle accademiche canzoni civili della prima giovinezza, si potrà spigolare nell'opera leopardiana qualche accenno patriottico; ma i moti del '21 non lo scuotono affatto, nel 1831 quando la provincia fa conto, come notammo, sull'azione politica di lui, egli chiede che se ne scordino<ref>Lettera al padre, 29 marzo 1831. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, e conviene col padre nel dar del fanatico all'eroico Broglio D'Ajano, caduto ad Anatolico per l'indipendenza ellenica<ref>Lettera del 22 luglio 1828. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Mariano Luigi Patrizi]])
*Ad un attento esame [...], l'estetica del Leopardi sembra per un lato confondersi con la ricerca che l'artista fa di sé medesimo, per l'altro, con quella che l'uomo fa di una teoria che lo salvi dalla disperazione e dall'inerzia. Così nelle pagine dello ''Zibaldone'' crediamo di scorgere piuttosto un ideale d'arte che un concetto dell'arte, piuttosto una commossa celebrazione del potere vivificatore della poesia che una soddisfacente definizione dell'attività estetica. ([[Mario Fubini]])
*C'è poi quel lamentoso Leopardi, scrittore garbato, pulito e elegante, te lo concedo; ma come frigido, come diaccio e brullo! ([[Leo Ferrero]])
*C'era, nei muscoli, nei nervi e nel cervello di Giacomo, una dovizia di energia che si esprimeva all'esterno colla predilezione di esercizi fisici e con una personalità vigorosa. Nei giuochi e nelle finte battaglie romane, che si svolgevano entro il recinto del «paterno giardino», egli si dava la parte del leone; nelle rappresentazioni storiche si metteva sempre primo, era sempre il «trionfatore», che menava pugni sonori e ingiurie sul fratello e sugli altri ragazzi, i quali, come finti sudditi o schiavi, seguivano il suo carro. Nelle favole meravigliose, che, fanciullo di otto nove anni, aveva l'abilità di ordire e di raccontare extemporaneamente, e negli attori delle quali soleva personificare i caratteri di quelli che lo attorniavano, la parte eroica del dominatore e prepotente ''Filzèro''<ref>Teresa Teja Leopardi, ''Note biografiche sopra Leopardi e la sua famiglia'', pag. 31-33. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che ne dava a tutti e non le buscava da alcuno, la riserbava a se stesso. ([[Mariano Luigi Patrizi]])
*Che Giacomo, da fanciullo, non fosse gobbo, né tampoco goffo di spalla, concordano in dire quanti si ricordano di averlo conosciuto. Se, poi, col crescere, incurvò, la ragione dee interamente cercarsi nell'aver egli, nascendo, portato con sé i germi della rachitide.<br>Del resto, chi più e chi meno, tutti i Leopardi, per difetto di nascita, furono rachitici. ([[Camillo Antona Traversi]])
*Con un po' di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi. ([[Gianni Rodari]])
*È stato considerato talvolta il Leopardi come un poeta filosofo, cosa che, per le spiegazioni ora date, si dimostra non esatta per lui come è sempre inesatta per ogni poeta. La sua fondamentale condizione di spirito non solo era sentimentale e non già filosofica, ma si potrebbe addirittura definirla un ingorgo sentimentale, un vano desiderio e una disperazione cosi condensata e violenta, cosi estrema, da riversarsi nella sfera del pensiero e determinarne i concetti e i giudizi. ([[Benedetto Croce]])
*Fra i poeti italiani, [[Dante Alighieri|Dante]] compreso, è il solo che manifesta nell'opera sua, fuse in un equilibrio quasi perfetto, le tre virtù tecniche essenziali: la virtù pittorica, la musicale e la scultorea. Se si volesse sottilizzare e compiere uno studio dettagliato sul genio leopardiano, noi vedremmo che egli è singolarmente un poeta pittore, ma questa sua virtù innata soverchia di poco la virtù musicale e la scultorea per cui si può asserire senza esitazione che Giacomo Leopardi, riguardo alla tecnica della poesia, non è il genio più vasto, ma il più equilibrato che vanti la nostra letteratura, più equilibrato dello stesso Dante che pur lo soverchia di tanto nella forza e nell'immediatezza della rappresentazione. ([[Adolfo Padovan]])
*{{NDR|Sul rapporto fra Giacomo e il padre Monaldo}} Giacomo era il suo doppio: il suo doppio compiuto. Era un sogno terribile. Pretendere che un figlio – un figlio che il destino gli aveva affidato come una persona diversa da lui, composta di qualità a cui mille casi contribuivano, un figlio che avrebbe dovuto abitare nella sua casa come un estraneo avventuroso e felice – diventasse la persona che lui non era riuscito ad essere. ([[Pietro Citati]])
*Il credo estetico del Leopardi si ricongiunge al suo credo morale, anzi, in certo senso, non è che una diversa formulazione: ciò ha ben veduto il [[Giulio Augusto Levi|Levi]], il quale crede che l'abbandono della teoria della poesia come imitazione derivi da quella che è per lui la filosofia propria del Leopardi, un ragionato e conscio individualismo, per cui il poeta supererebbe la negazione del suo pessimismo con l'affermazione del valore intrinseco della personalità umana. ([[Mario Fubini]])
*Il {{maiuscoletto|Leopardi}} e il [[Alessandro Manzoni|{{maiuscoletto|Manzoni}}]] {{sic|dànno}} nome ciascuno a un capitolo della nostra storia letteraria contemporanea. Accadde in entrambi la medesima cosa: ebbero, cioè, l'uno e l'altro una ''conversione letteraria'' e una ''conversione filosofica''. Nella prima tennero via parallela; nella seconda diametralmente opposta. Esordirono ambedue scrittori stranieri e mezzo infrancesati, e finirono schiettamente italiani e originali. L'uno, il {{maiuscoletto|Leopardi}}, cominciò con l'essere cristiano e non tardò quasi a divenire scettico: l'altro, il {{maiuscoletto|Manzoni}}, cominciò con l'essere scettico, o indifferente, e non tardò a divenire cristiano. ([[Clemente Benedettucci]])
*Il Leopardi è sempre solo ne' suoi scritti. Da quando la sua arte poetica, le sue lettere, le prose sue incominciano ad essere quello che sono nell'alta stima del pubblico letterato e non letterato, tutta la produzione leopardiana è la produzione dell'''uomo solo''. ([[Paolo Orano]])
*Il Leopardi rimane il primo vero paesista nella lirica italiana. Mentre nell'arte la pittura del paesaggio cominciava, e tentava di renderne la poesia col colore, con le sfumature del colore, il Leopardi rendeva squisitamente, nel verso, la poesia del paesaggio, con la limpida frase precisa e con la sfumatura della frase, raggiungendo la perfezione. ([[Raffaello Barbiera]])
*Il Leopardi stimava, che la vita per sé sola non fosse un bene; unico bene la felicità. E perché la felicità, secondo che egli scrive in più luoghi, non solo non è {{sic|raggiugnibile}}, anzi non è dato all'uomo di scampare in veruna guisa, né per verun tempo {{sic|ancoraché}} brevissimo, dalle strette del dolore, ne conseguita, che la vita, la quale era per ciò, come a dire, il campo e la materia su cui esercitavisi e regnava esso il dolore, dovesse egli infine venire a giudicarla un male, e che la morte, la quale spegnendo la vita, cessava il dolore, altresì dovesse per necessaria conseguenza stimarla un bene. ([[Paolo Emilio Castagnola]])
*Il massimo poeta scienziato di ogni tempo fu ovviamente quel genio di Giacomo Leopardi, che da adolescente già produceva dissertazioni filosofiche sorprendenti: Sopra l'attrazione, Sopra l'estensione, Sopra l'idrodinamica, Sopra i fluidi elastici, Sopra la luce, Sopra l'elettricismo, per arrivare alla dura condanna della Natura («''O natura, o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?''») e alla conclusione che meno si conosce più si è felici, e i più felici erano gli antichi. ([[Massimiliano Parente]])
*Infallibile, Leopardi chiama canto la voce notturna della rana; e Leopardi era un angelo disceso, un messaggero. ([[Guido Ceronetti]])
*Io non dirò certo una cosa peregrina, dichiarando che senza [[Monaldo Leopardi|Monaldo {{NDR|Leopardi}}]] non sarebbe stato Giacomo; ma io voglio dire che non poca parte dell'anima di Giacomo si spiega e si comprende guardando a Monaldo, e che in questo troviamo quasi i germi, che maturarono poi gloriosamente nel grande figliuolo. ([[Carlo Pascal]]
*Io per me rido di tutti...; ma quel povero Giacomo, che vivo non toccò mai nessuno, e morto non si può difendere! ([[Pietro Giordani]])
*Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>[[Dante Alighieri|Dante]] è capito con le prime [...]. Leopardi con la seconda; è inutile che vogliate servirvi di storia contemporanea e di vita pubblica. L'arte, la grandezza, dite pure il genio di Leopardi, sono spiegabili soltanto con l'individuo Giacomo Leopardi. ([[Paolo Orano]])
*L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del [[Benedetto Croce|Croce]]. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. ([[Aldo Capitini]])
*Nel Leopardi si trova, in forma estremamente drammatica, la crisi di transizione verso l'uomo moderno; l'abbandono critico delle vecchie concezioni trascendentali senza che ancora si sia trovato un ubi consistam morale e intellettuale nuovo, che dia la stessa certezza di ciò che si è abbandonato. ([[Antonio Gramsci]])
*Nessun prete voleva riceverlo in chiesa. Il [[Antonio Ranieri|Ranieri]] parlò a parecchi parrochi, e tutti no: gli fu indicato quello di San Vitale come uomo di manica larga e ghiotto di pesci. Ei tosto corse a la Pietra del pesce, comperò triglie e calamai, e ne mandò un bel regalo al parroco, il quale si lasciò persuadere, e fece allogare il cadavere nel muro esteriore accanto la porta della chiesa. Così per pochi pesci Giacomo Leopardi ebbe sepoltura. Queste cose me le diceva il Ranieri, ed è bene che il mondo le sappia queste cose. ([[Luigi Settembrini]])
*Noi, fatta qualche eccezione per la seconda metà del settecento, se pur c'è da farla, non abbiamo avuto fino al Leopardi un solo lirico intimo, nel vero senso della parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Non bisogna lasciarsi fermare dalla somma correttezza e proprietà ed eleganza con la quale la poesia del Leopardi si presenta, ma guardare in là e osservare che sotto quella irreprensibilità letteraria, se non si avverte mai vuoto nel pensare e nel sentire, nondimeno, poeticamente, si ritrova ora il forte ora il fiacco, ora il pieno e ora il lacunoso, e affermare che la poesia del Leopardi è assai più travagliata di quanto non si sospetti o di quanto non si creda. C'è in essa dell'arido, c'è della prosa, c'è del formalmente letterario, e c'è insieme poesia dolcissima e purissima e armoniosissima ; e forse quell'impaccio, che precede o segue i liberi movimenti della fantasia e del ritmo, fa meglio sentire il miracolo della creazione poetica. ([[Benedetto Croce]])
*Nonostante la sua filosofia negativa, il Leopardi quanto a cose d'ordine estetico fu, come ho notato dianzi, tutt'altro che pessimista, quanto a cose d'ordine morale e civile non fu pessimista in tutto. E se, esagerando, disse «che il mondo è una lega di birbanti contro i buoni», non però disamava gli uomini, e anzi augurava che si collegassero fraternamente insieme, per opporsi ai mali inerenti alla vita e per mitigarli. Nella negazione troppo assoluta del progresso, rispetto alla felicità delle masse tanto vantata ne' suoi tempi, esprime un concetto profondamente umanitario e moderno, e possiamo dire insito nei principii del socialismo, dicendo di non saper comprendere come quella felicità si possa conseguire senza la felicità degl'individui. ([[Giovanni Mestica]])
*Per Leopardi scrivere una pagina sola, o comporre una strofa, non era un'avventura, così neppure era un'avventura vivere. Alla vita sapeva sopra tutto quello che non poteva chiedere, e di quali pericoli era gravato quel poco bene. Gli mancava la bella confidenza: ma, in compenso, gli era stato dato in sorte un dono: quello di sorridere e fantasticare. ([[Giuseppe De Robertis]])
*Questa {{NDR|per [[Fanny Targioni Tozzetti]]}} fu la più vera e terribile passione del Leopardi, e si ricollega a gl'impeti del primo amore, ai deliri per la [[Teresa Carniani|Malvezzi]]; è una passione pura, ma tutta umana, che probabilmente il poeta, sempre riserbatissimo e timido, perché conscio de la propria inferiorità materiale e dei doveri de l'ospitalità, non palesò mai a la donna cara, ma ch'ella dovette comprender benissimo, poiché il Leopardi stesso aveva certa coscienza di esser stato capito.<br>Le debolezze, cui per tale passione egli si lasciò andare, furon tali che non la donna soltanto, ma anche gli amici di lui compresero il suo secreto e si dolsero e del suo soffrire e del suo non saper resistere a quel disgraziato affetto. ([[Emma Boghen Conigliani]])
*Se c'è un poeta moderno la cui opera dia l'impressione di muoversi a un tempo, per un miracoloso dono d'ubiquità, nelle sfere ideali che abbiamo simboleggiato con le formule di canzoniere e poesia pura, quel poeta è Giacomo Leopardi. ([[Renato Poggioli]])
*Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il Leopardi ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. ([[Alessandro D'Ancona]])
*Sono convinto che Giacomo Leopardi sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. ([[Giancarlo Giannini]])
*Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]])
*Tutto Leopardi è un momento della polemica tra Socrate e i Dicasti, tra Gesù e i Farisei, tra Bruno e Bellarmino: la gran battaglia tra Lao-tse e Confucio, cioè tra l'uomo spontaneo e il funzionario. ([[Massimo Bontempelli]])
*Un libro su Leopardi non può cominciare che come un'opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un'antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo. ([[Pietro Citati]])
*Venuto a contatto con gli intellettuali progressisti del gabinetto Vieusseux, Leopardi invece di rifiorire a nuova vita, si chiuse, dopo il primo entusiasmo, ancora di più nella propria solitudine. ([[Giacinto Spagnoletti]])
===[[Francesco De Sanctis]]===
*Leopardi e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] sono una cosa. Quasi nello stesso tempo l'uno creava la metafisica e l'altro la poesia del dolore. Leopardi vedeva il mondo così, e non sapeva il perché. Arcano è tutto fuorché il nostro dolor. Il perché l'ha trovato Schopenhauer con la scoperta del Wille.
*Leopardi ragiona col senso comune, dimostra così alla buona come gli viene, non pensa a fare effetto, è troppo modesto, troppo sobrio. Lo squallore della vita che volea rappresentare si riflette come in uno specchio in quella scarna prosa; il suo stile è come il suo mondo, un deserto inamabile dove invano cerchi un fiore.
*Leopardi s'incontra ne' punti sostanziali della sua dottrina con Schopenhauer; ma gli sta di sotto per molti rispetti. Primamente Leopardi è poeta; e gli uomini comunemente non prestano fede ad una dottrina esposta in versi; ché i poeti hanno voce di mentitori.
*Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. È scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita. E se il destino gli avesse prolungata la vita infino al quarantotto, senti che te l'avresti trovato accanto, confortatore e combattitore. Pessimista od anticosmico, come Schopenhauer, non predica l'assurda negazione del Wille, l'innaturale astensione e mortificazione del cenobita: filosofia dell'ozio che avrebbe ridotta l'Europa all'evirata immobilità orientale, se la libertà e l'attività del pensiero non avesse vinto la ferocia domenicana e la scaltrezza gesuitica. Ben contrasta Leopardi alle passioni, ma solo alle cattive; e mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere più saldamente a tutto ciò che nella vita è nobile e grande. L'ozio per Leopardi è un'abdicazione dell'umana dignità, una vigliaccheria; Schopenhauer richiede l'occupazione come un mezzo di conservarsi in buona salute.
===[[Arturo Farinelli]]===
*La sensibilità per ogni suono era nel Leopardi inaudita, e l'anima come da un vivido raggio tutta ne rimaneva penetrata. Forse quelle voci, quei suoni che lontanando morivano, la mesta melodia che salutava la luce estrema, fuggente, agivano con forza arcana perché risonanti nell'alta quiete e nel silenzio, e popolavano d'un tratto le solitudini che rendevano più misteriose e profonde; poi si estinguevano e il silenzio raddoppiava.
*Non conveniva un gran mondo a questo poeta assorto nell'eremo dell'anima, tutto intimità e fervoroso e doloroso raccoglimento. Lo sbigottisce lo strepito; lo spaurano i grandi spettacoli; dove è solitudine, alto silenzio, profonda quiete si ritrae pensoso, e pende, attiva lo spirito. Ad ogni più lieve stimolo il sentimento è desto; ogni più minuta cosa colpisce il suo sguardo che l'afferra limpidissima. Fuori della sua concentratissima sfera di vita la visione gli si turba, il dilettoso fantasma gli {{sic|vanisce}}. Non distoglietelo; preservatelo dalla folla; lasciategli la sua piccola isola di contemplazione, dove si rifugia e dove giungon morte le onde dei rumori mondani. Idillica l'anima, all'idillio si atteggia la natura che lo attrae, lo commuove e gli divien famigliare. Il suo ermo colle, la sua siepe, il suo rialto sovra l'erbe, dove ama sedere e assorbirsi, solingo e muto, la sua distesa di prato che verdeggia, il suo ciel sereno, il suo sole che indora le vie e gli orti, la sua tacita, chiara e bianca luna, quei suoi lembi di campagna che dischiudono un ampio orizzonte, il mar da lungi, il monte; che altro occorreva al «promeneur solitaire» di Recanati, per suscitare fantasmi allo spirito, affetti al cuore?
*Se badate, sono le piccole, tenuissime cose, le scene più intime e romite quelle a cui più si affeziona. Il paesaggio più semplice e disadorno può suscitargli la commozione più viva e più dolce; la vibrazione dell'anima più intensa muove talora da una immagine lieve, tenerissima, da un fuggevole tocco, da un suono leggerissimo, da un minimo ricordo, soave o doloroso. Ai superlativi del sentimento nella lirica che gli sgorga nella pienezza del cuore fanno riscontro i diminutivi che trasceglie e vezzeggia: la gallinella, il villanello, la donzelletta, il vecchierello, i mugoletti, la finestrella sopra la scaletta. Questa risonanza profonda nell'anima dei più minuti, o comuni spettacoli forma l'incanto maggiore della poesia del Leopardi.
===[[Giulio Augusto Levi]]===
*Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane.
*Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La madre governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il padre era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito.
*Il Leopardi, come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>.
*Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>.
===[[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]===
*Leopardi è ancora solo. La sua poesia sarà sempre in alto e sola, nell'eternità.<br>Che grande errore imporla nelle scuole, trascinare la dolente pensosa figura del poeta per le chiuse aule scolastiche dove è appena lecito declamare per esercitazioni mnemoniche e oratorie: ''Ancor dal monte...''<ref>Carducci, ''Alle fonti del Clitumno''.</ref> o ''Agile e solo vien di colle in colle...''<ref>Carducci, ''La chiesa di Polenta''.</ref> Habent sua fata pöetae. Non c'è al mondo altra poesia più della leopardiana lontana dalla scuola e dalla mentalità scolastica, se togli la canzone all'Italia e l'altra per il monumento di Dante; eppure il destino del Leopardi è stato questo: che il riconoscimento della grandezza della sua poesia dovesse essere ufficiale, incominciando dalla scuola, sulla cui soglia la si abbandona quando si entra nella vita.
*Nessun amore del Leopardi risulta poeticamente giustificato. Fantasie, sogni torbidi, vaneggiamenti: amore no. Nessuna figura di donna ha lasciato nell'anima e nel corpo del poeta un solco profondo. Non possiamo immaginare che vergine il Leopardi: vergine nella carne e nell'anima, con le labbra sottilissime immuni di contatto carnale. In poesia figure di donne passano fugacemente e vaniscono: Silvia, Nerina, Geltrude Cassi e qualche altra. Apparizioni. Dico che questi amori, vissuti forse realmente ma non poeticamente appieno, e passati così, inani, non giustificano empiricamente questo inabissamento e {{sic|annihilamento}} del mondo, dello spazio, del tempo, della propria personalità e del mondo esteriore, ridotti al nulla eterno, alla indifferenza assoluta, alla non esistenza. Che diventa materia di poesia. Nella distruzione tragica del mondo circostante, tempo e spazio, qualche cosa si salva, vien su da tanta feroce e voluttuosa rovina, la coscienza di sé, la coscienza dell'intimo individuale dolore.
*Tolte le canzoni di carattere patriottico ed encomiastico, il mondo poetico del Leopardi si riduce a quello morale e a quello sentimentale - critico che è assorbito dal primo perché le donne amate dal poeta sono come foglie cadute, figure di cose passate, travolte dalla morte, tornate nel nulla. E queste figure di donne senza contorni, senza qualità speciali, inindividuate, non sono mai il centro di una rappresentazione di arte, ma pure entrando direttamente nella emozione e nella ispirazione del poeta, restano poi fuori della poesia alla quale non importa che cantare il pensiero dominante: il nulla, il vuoto, nulla l'amore, nulla l'illusione, nulla la gloria.
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Bibliografia==
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/appressamento-della-morte/ Appressamento della morte]'', Book editore, Castel Maggiore (Bo), 1998.
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Canti (Leopardi - Donati)|Canti]]'', edizione critica, a cura di Alessandro Donati, Bari, Laterza, 1917.
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone|Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone]]'', in ''Pensieri, Moralisti greci'', a cura di Alessandro Donati, Laterza, Bari, 1932.
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-la-batracomiomachia/ Discorso sopra la Batracomiomachia]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-lo-stato-presente-dei-costumi-deglitaliani/ Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1969.
*Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=5xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. I], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849.
*Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=_xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. II], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849.
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-de-topi-e-delle-rane-1821-1822/ Guerra de' topi e delle rane (1821-1822)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/la-guerra-dei-topi-e-delle-rane-poema-1815/ La guerra dei topi e delle rane. Poema (1815)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-dei-topi-e-delle-rane-1826/ Guerra dei topi e delle rane (1826)]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6
*Giacomo Leopardi, ''Lettere al fratello Carlo'', Edizioni Osanna Venosa, Venosa, 1997. ISBN 88-8167-189-1
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Pensieri (Leopardi)|Pensieri]]'', a cura di Marilena Salvarezza, Biblioteca Italiana Tascabile, Milano, 1995.
*Giacomo Leopardi, ''[http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit001598/bibit001598.xml&chunk.id=d52e212&toc.id=d52e212&brand=newlook Storia dell'astronomia]'', BibliotecaItaliana.it.
*Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/storia-di-unanima-memorie/ Storia di un'anima]'', a cura di Plinio Perilli, Carlo Mancosu Editore, Roma, 1993.
*Giacomo Leopardi, ''[[s:Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu|Zibaldone]]'' (col titolo di ''Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura''), a cura di [[Giosuè Carducci]], Volumi I-VII, Le Monnier, Firenze, 1898.
==Voci correlate==
*[[Adelaide Antici Leopardi]] – madre
*[[Carlo Leopardi]] – fratello
*[[Monaldo Leopardi]] – padre
*[[Paolina Leopardi]] – sorella
*[[Pierfrancesco Leopardi]] – fratello
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Canti (Giacomo Leopardi)|''Canti''}}
{{Pedia|Operette morali}}
{{Pedia|Paralipomeni della Batracomiomachia}}
{{Pedia|Pensieri (Leopardi)|''Pensieri''}}
{{Pedia|Zibaldone}}
{{vetrina|15|ottobre|2005|poeti|scrittori}}
{{DEFAULTSORT:Leopardi, Giacomo}}
[[Categoria:Aforisti italiani]]
[[Categoria:Critici letterari italiani]]
[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
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[[Categoria:Personalità dell'ateismo]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
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[[Categoria:Traduttori italiani]]
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Alberto Sordi
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'''Alberto Sordi''' (1920 – 2003), attore, regista, sceneggiatore, cantante e doppiatore italiano.
==Citazioni di Alberto Sordi==
*{{NDR|Riferendosi a [[Carlo Verdone]]}} A Carlè, magari avessi avuto un figlio come te, anche se proprio bello nun sei... Oh, non giudicatelo dalla faccia perché Carlo è un ragazzo intelligente... A Carlè, io vorrei ave' l'età tua, cieco de n'occhio.<ref>Citato in [[Roberto D'Agostino]], ''Chi è, chi non è, chi si crede di essere'', Arnoldo Mondadori, 1988. ISBN 8804313757</ref>
*{{NDR|Rivolto a un beduino nel mezzo del deserto}} Aò, 'ndo stà er mare?... Ammazza che spiagge che c'avete!<ref>Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Anno 2000'', Baldini e Castoldi, § 437.</ref>
*{{NDR|Su [[Rodolfo Sonego]]}} Era un uomo minuto che trascinava i piedi, si muoveva con lentezza, spandeva intorno distensione.<ref>Citato in Simonetta Robiony, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0453_01_2000_0280_0023_4409501/ Sonego, il cinema italiano che se ne va]'', ''La Stampa'', 16 ottobre 2000.</ref>
*Eravamo due poveracci. Andavamo a mangiare in una latteria in via Frattina e c'eravamo accattivati la simpatia della cuoca. ordinavamo uno spaghetto e lei sotto ci metteva due bistecche e due uova. Io e [[Federico Fellini]] facevamo lunghe passeggiate la sera: sognavamo, parlavamo di aspirazioni, progettavamo di diventare io un grande attore e lui sosteneva sempre, diceva: «Ti assicuro, Albè, che io un giorno diventerò un grande regista, forse il regista più grande del mondo». Solo che lo dovevo sostenere, lui c'aveva fame. Gli era rimasta solo una testa così, piena di capelli, su un corpo che ormai non si sosteneva più perché...perché era debole, deperiva di giorno in giorno. E io non potevo fare niente per lui...potevo divertirlo, potevamo ridere, scherzare insieme, ma non potevo sfamarlo perché anch'io ero un poveraccio. Non c'avevo 'na lira. E poi arrivò il suo ''[[angelo]]'' salvatore: conobbe una ragazzina che faceva la radio, si chiamava [[Giulietta Masina|Giulietta]]. Lui scrisse per lei una rubrichetta alla radio e si fidanzarono. Lei da buona emiliana cominciò a cucinare agnolotti, lasagne, tortellini e cominciò a ingrassare Federico. Cominciò a camminare da solo, cominciò a scrivere e cominciò a lavorare. Tutto quello che vi racconteranno che non sia quello che vi ho raccontato io, probabilmente non è la verità. E sapete perché? Perché probabilmente gliel'ha raccontata lui. Perché, dovete sapere, oltre ad essere un grande regista, Federico è anche un grande bugiardo, forse l'uomo più bugiardo del mondo. Però, aò, Federico c'ha una capoccia così!<ref>Dall'intervista della RAI. Video disponibile su [https://www.youtube.com/watch?v=qg90Tluft4c Youtube].</ref>
*{{NDR|Parlando del primo incontro con [[Totò]]}} Mi chiese subito di dargli del tu, anche se io gli confessai la mia emozione di trovarmi di fronte all'esempio vivente del comico tradizionale, colui che, al solo apparire, in teatro e sullo schermo, conquistava il pubblico prima di dire «Buonasera». [...] Un attore talmente eccezionale e irripetibile che forse ci vorranno cento anni perché ne nasca un altro.<ref>Citato in Orio Caldiron, ''Totò'', Gremese Editore, 2001, [https://books.google.it/books?id=up8mBeSO_HQC&pg=PA132 p. 132]. ISBN 8877424133</ref>
*Non mi [[Matrimonio|sposo]] perché non mi piace avere gente estranea in casa.<ref>Citato in [[Aldo Grasso]], ''[https://www.corriere.it/spettacoli/13_febbraio_24/grasso-ossessione-albertone_1e0b3e8e-7e52-11e2-b686-47065ea4180a.shtml Quell'ossessione di Albertone per gli estranei in casa]'', ''Corriere.it'', 24 febbraio 2013.</ref>
*{{NDR|«C'è un segreto per far ridere?»}} Sì, fare le cose sul serio. {{NDR|«Il momento più bello della sua vita e quello più triste.»}} Io la tristezza la nascondo. Ecco, l'unica volta che recito, non davanti alla macchina da presa, è il fatto di non manifestare tristezza perché, partecipare gli altri alla mia tristezza, ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico: "Tutto bene, tutto bene". Me la tengo per me.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Cara italia''. [https://www.yooying.com/p/1947061207275692181_984795312 Video] disponibile su ''Yooying.com''.</ref>
{{Int|Da ''Cinema e tagliatelle''|''Il Monello'', Casa Editrice Universo, n. 17 1975.}}
*La mia [[comicità]] non è mai stata astratta, gratuita. L'ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.
*Nei miei [[film]] io mi limito a riflettere le [[Inquietudine|inquietudini]] di tutti noi, il pessimismo dilagante.
*Se [[Federico Fellini|Fellini]] mi dicesse: «Albe', ho una parte per te nel mio prossimo film...» Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto ''Lo sceicco bianco'', ''I vitelloni'', e se so' quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no?
*Sa perché dicono che sono [[avarizia|avaro]]? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
*Sono un credente, un cattolico osservante. La domenica vado a messa. Mi faccio la comunione. Be', diciamo la verità, è deprimente constatare che la mia religiosità stupisce, non le pare?
*Se il mondo fosse come lo presenta un certo [[cinema]] d'oggi, sarebbe un incredibile bordello.
*Dubito fortemente di poter essere [[Matrimonio|matrimoniabile]].
*Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
*Voglio realizzare un film su [[Henry Kissinger]]. Prima di tutto, perché gli somiglio moltissimo, al punto che quando vado negli [[Stati Uniti]] la gente si ferma a guardarmi per strada, mi blocca e mi chiede l'autografo.
*Il personaggio di [[Henry Kissinger|Kissinger]] mi affascina. È un po' [[Klemens von Metternich|Metternich]], un po' [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], non sta mai fermo, tira le fila dei destini del mondo...
*La sa quella storiella su [[Henry Kissinger|Kissinger]]? Aeroporto di [[Washington]]: atterrano contemporaneamente tre jet, uno proveniente da [[Pechino]], l'altro da [[Mosca (Russia)|Mosca]], il terzo da [[Tel Aviv]]. E da tutti e tre scende, sorridente, Henry Kissinger. Divertente, no? La metterò nel film, che ne dice?
{{Int|Da ''[http://www.corriere.it/cultura/09_maggio_29/intervista_sordi_4f805fa2-4c5c-11de-b7be-00144f02aabc.shtml Quando il balilla Sordi andò dal Duce]''|Intervista di [[Nantas Salvalaggio]], ''Corriere.it'', 8 gennaio 1986.}}
*{{NDR|L'incontro con [[Benito Mussolini]]}} Io avevo intorno ai tredici anni, era il 1933. [...] Ci sembrò un sogno. Una mattina alle 9, a Palazzo Venezia, l'usciere Navarro<ref>Il nome corretto è Navarra</ref> ci fa entrare nella mitica Sala del Mappamondo. Era immensa e lustra come uno specchio. Mi tremavano le gambe. Il Duce ci aspettava dietro un grande tavolo. Salutiamo romanamente nelle nostre divise fiammanti. Poi il Duce parla con voce rotonda: "Camerati, vi ascolto". Al che il veterano si slancia in avanti: "Eccellenza, Duce, ecco il mio piano laborioso. Darà lavoro a centinaia di persone". E gli porge alcuni fogli con mappe e grafici. Passano cinque, dieci secondi, sufficienti perché Mussolini intuisca tutta l'inconsistenza del progetto. "Mi vorreste alla posa della prima pietra? No – dice –, vi do tempo. Verrò all'ultima". Così ci licenzia, e noi usciamo dal palazzo come cani bastonati. [...] Mi è servito in seguito. Non ho più raccomandato nessuno. Quando c'è qualcuno che insiste, gli dico: guarda, mi è andata male perfino con il Duce.
*[Mussolini] Mi faceva ridere. Per me era un grande attore comico, forse involontario. Naturalmente lo ammiravo, come tutti. Però, ripeto, mi faceva ridere. Aveva delle battute impressionanti.
*{{NDR|[[Ettore Petrolini]]}} Come era? Bah, non vorrei dare scandalo, ma non mi ha fatto grande impressione. Lo stesso [[Mario Bonnard|Bonnard]], che lo ha sostenuto moltissimo, anni dopo mi confessava che, insomma, la leggenda era più grossa dei suoi meriti. Sono le mistificazioni della intellighentzia. Neppure la [[Eleonora Duse|Duse]] fu quel mostro di bravura che dicono. Anzi. Gente degna di fede assicura che in molte cose era abbastanza mediocre.
*{{NDR|Il grande attore comico è}} Fabrizi. [[Aldo Fabrizi]] è stato grandissimo. Ma i soliti snob lo trascurano, lo confondono con le sue macchiette e le sue ricette di pastasciutte. Purtroppo, succederà a Fabrizi quello che è capitato a [[Totò]]: verrà beatificato solo dopo la morte. Lontana sia. Questo è un Paese dove i critici si commuovono solo sui marmi dei sarcofagi.
*{{NDR|[[Roma]]}} È diventata un brutto parcheggio. È indecente il modo in cui viene degradata una delle più belle città del mondo.
*Ero in piazza Navona, il cuore della città. A un certo punto vedo spuntare, prima a destra e poi a sinistra, quattro ceffi che non promettevano niente di buono. Questi ti fanno blu, mi sono detto. Per fortuna, arrivato a pochi passi da me, uno dei ceffi mi riconosce: "Albe' – grida – Albertone bello, ma dove cavolo vai a quest'ora di notte?". E rimettendo in tasca qualcosa, che poteva essere una pistola o un coltello, mi dà una gran botta sulla spalla. Così fanno anche gli altri manigoldi. "Andiamo a bere qualcosa!" dice uno coi baffi. "No, grazie – mi difendo – ho un gran mal di testa, fate finta che ho accettato". Qualche volta anche i teppisti hanno un'anima. Ma fino a quando?
{{Int|Da ''Un cristiano a Roma''|Intervista di Roberto Rotondo, ''30Giorni'', gennaio 2000.}}
*Avevo quattro anni quando vidi per la prima volta San Pietro e fu proprio per il Giubileo del 1925. Ero in compagnia di mio padre, venivamo da Trastevere, dove ero nato in via San Cosimato e dove vivevo con la mia famiglia. Arrivammo percorrendo i vicoli, che poi furono distrutti, di Borgo Pio: un ammasso di casupole, piazzette, stradine. Poi, dietro l'ultimo muro di una casa che si aprì come un sipario, vidi questa immensa piazza. Il colonnato del Bernini, la cupola. Un colpo di scena da rimanere a bocca aperta. Ecco, quello che ricordo di più di quel Giubileo fu questa sorpresa.
*Noi abbiamo avuto il privilegio di nascere a [[Roma]], e io l'ho praticata come si dovrebbe, perché Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.
*La festa del Carmine o quella dell'Immacolata Concezione, per esempio, con l'affluire disordinato e rumoroso dei devoti, per noi bambini erano sempre sinonimo di allegria.
*Il mio rapporto con il Padreterno si basa proprio sull'educazione che fin da piccolo i miei genitori mi hanno dato così come mi hanno insegnato a camminare e a parlare.
*Io la {{NDR|mia madre}} vedevo come la Madonna, senza peccato: per questo cercavo di preservarla da ogni dolore raccontandole, a volte, pietose bugie.
*Vado a messa, mi confesso, [[preghiera|prego]] ogni giorno, credo nei [[dogmi]] e non li discuto.
*È bello credere, e non si crede facendo tanti ragionamenti: io sono cristiano, la vita mi ha sempre più convinto che il cristianesimo è vero. Che bisogno c'è di ragionarci su?
*La nostra pratica religiosa è sempre accompagnata dalla [[confessione]]: vieni perdonato dal prete, poi ricadi nello stesso peccato e torni a confessarti facendo il proposito di non ricaderci più. E stai di nuovo come un santo. L'importante è essere sinceri e non barare con il Padreterno.
*I [[preti]] ci hanno insegnato tutto, la socializzazione, l'equilibrio tra il bene e il male, il piacere del perdono dopo uno strappo alle regole.
*Anche la Chiesa può peccare di esibizionismo, di leggerezza, come quando è ossessionata dal problema di catturare il consenso dei giovani.
*Noi romani ci siamo sempre sentiti più sudditi del papa che dei re o di Mussolini, che non a caso ha subito fatto un concordato.
*A Roma un tempo, se uno passava di corsa, lo prendevano, lo sbattevano contro una porta e gli dicevano: «'Ndo' scappi?». Perché a Roma, se correvi come un matto, poteva voler dire solo che scappavi.
*Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava a essere più umani.
*I preti tendono a mimetizzarsi, vivono e vestono come laici e si vergognano di mettersi anche una crocetta sul maglione (così non c'è da stupirsi se finisce che il semplice fedele poi si vergogna pure a farsi il segno della croce in pubblico).
==Citazioni su Alberto Sordi==
*Alberto Sordi era un accentratore terribile e si considerava nei pressi di Dio. Per lui al mondo c’era soltanto Sordi. Sordi e basta. ([[Sandra Milo]])
*Allora molti dell'ambiente avevano il loro soprannome. [[Vittorio De Sica|De Sica]], per esempio, era «il Buono»; Sordi era «il Mostro». L'aggettivo sottolineava un lato appariscente della maschera dell'individuo in questione. De Sica pubblicamente era indulgente e benevolo; nella personalità di Sordi il lato conservatore e qualunquista coesisteva con quello opposto, ferocemente dissacratore, in un modo che poteva sembrare inquietante. ([[Masolino D'Amico]])
*Ci vuole comunque il dopoguerra perché Sordi compia un salto di qualità e il primo regista a valorizzarlo sarà [[Mario Soldati]]. ([[Massimo Scaglione]])
*– Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa è la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.<br>– Ma chi è che sta parlando? Chi è? Rossi e neri sono tutti uguali? Ma che, siamo in un film di Alberto Sordi? Sì, bravo, bravo... Te lo meriti Alberto Sordi! (''[[Ecce bombo]]'')
*È stato l'attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l'artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico. ([[Mario Monicelli]])
*Il doppiaggio di [[Stanlio e Ollio]] è una delle cose più deliziose del cinema di quel periodo. Sordi e Zambuto si sono inventati questo modo di parlare molto lontano da quello che era l'originale. Hanno spostato gli accenti, hanno diversificato le voci. Hanno aggiunto roba. Bellissimo lavoro. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Il mio modello è Sordi e come lui ho incarnato in tutti questi anni il ruolo dell'italiano imbroglione, del palazzinaro e ho reso simpatici dei personaggi tremendi mettendo in scena le loro debolezze. ([[Christian De Sica]])
*Nel 1990 con lui ho girato L'avaro di Molière diretto da Tonino Cervi. Mentre pronunciavo una battuta, sento come un'eco. Credo che sia l'acustica di Palazzo Farnese, invece no: era Sordi che l'aveva ripetuta fuori campo. Non riusciva a star fermo, né a tacere! Ma lui, non Mastroianni, è stato il più grande attore italiano. ([[Christopher Lee]])
*Non è un uomo colto. Non ha letto niente. Ma ha un colpo d'occhio infallibile. È un animale selvaggio, un animale del bosco che ci vede anche di notte. ([[Rodolfo Sonego]])
*Siamo andati anche a Mosca insieme a Sordi. Era simpatico Sordi. Sul set però terribile, molto cattivo. "Non capisci niente", mi sgridava, si irritava subito. Certo io non ero una ''professional''. ([[Ira von Fürstenberg]])
*Sordi, secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore. ([[Massimo Troisi]])
===[[Pier Paolo Pasolini]]===
*Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po' ci si vergogna.
*Alla comicità di Alberto Sordi ridiamo solo noi: perché solo noi conosciamo il nostro pollo. Ridiamo, e usciamo dal cinema vergognandoci di aver riso, perché abbiamo riso sulla nostra viltà, sul nostro qualunquismo, sul nostro infantilismo.
*Se in Sordi entrasse definitivamente questa contraddizione, se egli capisse che non si può ridere se al fondo del riso non c'è della bontà – pur esercitata o repressa in un mondo nemico – la sua comicità finirebbe di essere uno dei tristi fenomeni della brutta Italia di questi anni, e potrebbe, nei suoi modesti limiti, contribuire almeno a una lotta riformistica e morale.
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Sotto zero]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Un nuovo imbroglio]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Muraglie]]'' (1931) – doppiatore
*''[[La scala musicale]]'' (1932) – doppiatore
*''[[Il regalo di nozze]]'' (1933) – doppiatore
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) – doppiatore
*''[[Il feroce Saladino]]'' (1937) – attore
*''[[I diavoli volanti]]'' (1939) – doppiatore
*''[[Ombre malesi]]'' (1940) – doppiatore
*''[[Situazione pericolosa]]'' (1941) – doppiatore
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) – attore
*''[[I 3 aquilotti]]'' (1942) – attore
*''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) – doppiatore
*''[[Duello al sole]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947) – doppiatore
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Ladri di biciclette]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Winchester '73]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) – attore, sceneggiatore
*''[[Totò e i re di Roma]]'' (1951) – attore
*''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) – attore
*''[[I vitelloni]]'' (1953) – attore
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) – attore, sceneggiatore
*''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) – attore
*''[[Un americano a Roma]]'' (1954) – attore, sceneggiatore
*''[[Bravissimo]]'' (1955) – attore
*''[[Il segno di Venere]]'' (1955) – attore
*''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) – attore
*''[[Il vedovo]]'' (1959) – attore
*''[[La grande guerra]]'' (1959) – attore
*''[[Nella città l'inferno]]'' (1959) – attore
*''[[Crimen (film)|Crimen]]'' (1960) – attore
*''[[Il vigile]]'' (1960) – attore
*''[[Tutti a casa]]'' (1960) – attore
*''[[Il giudizio universale]]'' (1961) – attore
*''[[Mafioso (film)|Mafioso]]'' (1962) – attore
*''[[Il disco volante]]'' (1964) – attore
*''[[I complessi]]'' (1965) – attore, sceneggiatore
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968) – attore, sceneggiatore
*''[[Amore mio aiutami]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Nell'anno del Signore]]'' (1969) – attore
*''[[Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata]]'' (1971) – attore
*''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971) – attore
*''[[Lo scopone scientifico]]'' (1972) – attore
*’’[[Finchè c’è vita c’è speranza.]]’’ (1974) -attore,sceneggiatore, regista
*''[[Di che segno sei?]]'' (1975) – attore, sceneggiatore
*''[[Un borghese piccolo piccolo]]'' (1977) – attore
*''[[I nuovi mostri]]'' (1977) – attore
*''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1978) – attore
*''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979) – attore, sceneggiatore
*''[[Io e Caterina]]'' (1980) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il marchese del Grillo]]'' (1981) – attore, sceneggiatore
*''[[In viaggio con papà]]'' (1982) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il tassinaro]]'' (1983) – attore, sceneggiatore
*''[[Troppo forte]]'' (1986) – attore, sceneggiatore
*''[[Una botta di vita]]'' (1988) – attore, sceneggiatore
*''[[In nome del popolo sovrano]]'' (1990) – attore
*''[[Vacanze di Natale '91]]'' (1991) – attore, sceneggiatore
*''[[Nestore, l'ultima corsa]]'' (1994) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Incontri proibiti]]'' (1998) – attore, regista, sceneggiatore
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Sordi, Alberto}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Cantanti italiani]]
[[Categoria:Comici italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
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[[Immagine:Alberto-Sordi.jpg|thumb|Alberto Sordi]]
'''Alberto Sordi''' (1920 – 2003), attore, regista, sceneggiatore, cantante e doppiatore italiano.
==Citazioni di Alberto Sordi==
*{{NDR|Riferendosi a [[Carlo Verdone]]}} A Carlè, magari avessi avuto un figlio come te, anche se proprio bello nun sei... Oh, non giudicatelo dalla faccia perché Carlo è un ragazzo intelligente... A Carlè, io vorrei ave' l'età tua, cieco de n'occhio.<ref>Citato in [[Roberto D'Agostino]], ''Chi è, chi non è, chi si crede di essere'', Arnoldo Mondadori, 1988. ISBN 8804313757</ref>
*{{NDR|Rivolto a un beduino nel mezzo del deserto}} Aò, 'ndo stà er mare?... Ammazza che spiagge che c'avete!<ref>Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Anno 2000'', Baldini e Castoldi, § 437.</ref>
*{{NDR|Su [[Rodolfo Sonego]]}} Era un uomo minuto che trascinava i piedi, si muoveva con lentezza, spandeva intorno distensione.<ref>Citato in Simonetta Robiony, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0453_01_2000_0280_0023_4409501/ Sonego, il cinema italiano che se ne va]'', ''La Stampa'', 16 ottobre 2000.</ref>
*Eravamo due poveracci. Andavamo a mangiare in una latteria in via Frattina e c'eravamo accattivati la simpatia della cuoca. ordinavamo uno spaghetto e lei sotto ci metteva due bistecche e due uova. Io e [[Federico Fellini]] facevamo lunghe passeggiate la sera: sognavamo, parlavamo di aspirazioni, progettavamo di diventare io un grande attore e lui sosteneva sempre, diceva: «Ti assicuro, Albè, che io un giorno diventerò un grande regista, forse il regista più grande del mondo». Solo che lo dovevo sostenere, lui c'aveva fame. Gli era rimasta solo una testa così, piena di capelli, su un corpo che ormai non si sosteneva più perché...perché era debole, deperiva di giorno in giorno. E io non potevo fare niente per lui...potevo divertirlo, potevamo ridere, scherzare insieme, ma non potevo sfamarlo perché anch'io ero un poveraccio. Non c'avevo 'na lira. E poi arrivò il suo ''[[angelo]]'' salvatore: conobbe una ragazzina che faceva la radio, si chiamava [[Giulietta Masina|Giulietta]]. Lui scrisse per lei una rubrichetta alla radio e si fidanzarono. Lei da buona emiliana cominciò a cucinare agnolotti, lasagne, tortellini e cominciò a ingrassare Federico. Cominciò a camminare da solo, cominciò a scrivere e cominciò a lavorare. Tutto quello che vi racconteranno che non sia quello che vi ho raccontato io, probabilmente non è la verità. E sapete perché? Perché probabilmente gliel'ha raccontata lui. Perché, dovete sapere, oltre ad essere un grande regista, Federico è anche un grande bugiardo, forse l'uomo più bugiardo del mondo. Però, aò, Federico c'ha una capoccia così!<ref>Dall'intervista della RAI. Video disponibile su [https://www.youtube.com/watch?v=qg90Tluft4c Youtube].</ref>
*{{NDR|Parlando del primo incontro con [[Totò]]}} Mi chiese subito di dargli del tu, anche se io gli confessai la mia emozione di trovarmi di fronte all'esempio vivente del comico tradizionale, colui che, al solo apparire, in teatro e sullo schermo, conquistava il pubblico prima di dire «Buonasera». [...] Un attore talmente eccezionale e irripetibile che forse ci vorranno cento anni perché ne nasca un altro.<ref>Citato in Orio Caldiron, ''Totò'', Gremese Editore, 2001, [https://books.google.it/books?id=up8mBeSO_HQC&pg=PA132 p. 132]. ISBN 8877424133</ref>
*Non mi [[Matrimonio|sposo]] perché non mi piace avere gente estranea in casa.<ref>Citato in [[Aldo Grasso]], ''[https://www.corriere.it/spettacoli/13_febbraio_24/grasso-ossessione-albertone_1e0b3e8e-7e52-11e2-b686-47065ea4180a.shtml Quell'ossessione di Albertone per gli estranei in casa]'', ''Corriere.it'', 24 febbraio 2013.</ref>
*{{NDR|«C'è un segreto per far ridere?»}} Sì, fare le cose sul serio. {{NDR|«Il momento più bello della sua vita e quello più triste.»}} Io la tristezza la nascondo. Ecco, l'unica volta che recito, non davanti alla macchina da presa, è il fatto di non manifestare tristezza perché, partecipare gli altri alla mia tristezza, ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico: "Tutto bene, tutto bene". Me la tengo per me.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Cara italia''. [https://www.yooying.com/p/1947061207275692181_984795312 Video] disponibile su ''Yooying.com''.</ref>
{{Int|Da ''Cinema e tagliatelle''|''Il Monello'', Casa Editrice Universo, n. 17 1975.}}
*La mia [[comicità]] non è mai stata astratta, gratuita. L'ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.
*Nei miei [[film]] io mi limito a riflettere le [[Inquietudine|inquietudini]] di tutti noi, il pessimismo dilagante.
*Se [[Federico Fellini|Fellini]] mi dicesse: «Albe', ho una parte per te nel mio prossimo film...» Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto ''Lo sceicco bianco'', ''I vitelloni'', e se so' quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no?
*Sa perché dicono che sono [[avarizia|avaro]]? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
*Sono un credente, un cattolico osservante. La domenica vado a messa. Mi faccio la comunione. Be', diciamo la verità, è deprimente constatare che la mia religiosità stupisce, non le pare?
*Se il mondo fosse come lo presenta un certo [[cinema]] d'oggi, sarebbe un incredibile bordello.
*Dubito fortemente di poter essere [[Matrimonio|matrimoniabile]].
*Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
*Voglio realizzare un film su [[Henry Kissinger]]. Prima di tutto, perché gli somiglio moltissimo, al punto che quando vado negli [[Stati Uniti]] la gente si ferma a guardarmi per strada, mi blocca e mi chiede l'autografo.
*Il personaggio di [[Henry Kissinger|Kissinger]] mi affascina. È un po' [[Klemens von Metternich|Metternich]], un po' [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], non sta mai fermo, tira le fila dei destini del mondo...
*La sa quella storiella su [[Henry Kissinger|Kissinger]]? Aeroporto di [[Washington]]: atterrano contemporaneamente tre jet, uno proveniente da [[Pechino]], l'altro da [[Mosca (Russia)|Mosca]], il terzo da [[Tel Aviv]]. E da tutti e tre scende, sorridente, Henry Kissinger. Divertente, no? La metterò nel film, che ne dice?
{{Int|Da ''[http://www.corriere.it/cultura/09_maggio_29/intervista_sordi_4f805fa2-4c5c-11de-b7be-00144f02aabc.shtml Quando il balilla Sordi andò dal Duce]''|Intervista di [[Nantas Salvalaggio]], ''Corriere.it'', 8 gennaio 1986.}}
*{{NDR|L'incontro con [[Benito Mussolini]]}} Io avevo intorno ai tredici anni, era il 1933. [...] Ci sembrò un sogno. Una mattina alle 9, a Palazzo Venezia, l'usciere Navarro<ref>Il nome corretto è Navarra</ref> ci fa entrare nella mitica Sala del Mappamondo. Era immensa e lustra come uno specchio. Mi tremavano le gambe. Il Duce ci aspettava dietro un grande tavolo. Salutiamo romanamente nelle nostre divise fiammanti. Poi il Duce parla con voce rotonda: "Camerati, vi ascolto". Al che il veterano si slancia in avanti: "Eccellenza, Duce, ecco il mio piano laborioso. Darà lavoro a centinaia di persone". E gli porge alcuni fogli con mappe e grafici. Passano cinque, dieci secondi, sufficienti perché Mussolini intuisca tutta l'inconsistenza del progetto. "Mi vorreste alla posa della prima pietra? No – dice –, vi do tempo. Verrò all'ultima". Così ci licenzia, e noi usciamo dal palazzo come cani bastonati. [...] Mi è servito in seguito. Non ho più raccomandato nessuno. Quando c'è qualcuno che insiste, gli dico: guarda, mi è andata male perfino con il Duce.
*[Mussolini] Mi faceva ridere. Per me era un grande attore comico, forse involontario. Naturalmente lo ammiravo, come tutti. Però, ripeto, mi faceva ridere. Aveva delle battute impressionanti.
*{{NDR|[[Ettore Petrolini]]}} Come era? Bah, non vorrei dare scandalo, ma non mi ha fatto grande impressione. Lo stesso [[Mario Bonnard|Bonnard]], che lo ha sostenuto moltissimo, anni dopo mi confessava che, insomma, la leggenda era più grossa dei suoi meriti. Sono le mistificazioni della intellighentzia. Neppure la [[Eleonora Duse|Duse]] fu quel mostro di bravura che dicono. Anzi. Gente degna di fede assicura che in molte cose era abbastanza mediocre.
*{{NDR|Il grande attore comico è}} Fabrizi. [[Aldo Fabrizi]] è stato grandissimo. Ma i soliti snob lo trascurano, lo confondono con le sue macchiette e le sue ricette di pastasciutte. Purtroppo, succederà a Fabrizi quello che è capitato a [[Totò]]: verrà beatificato solo dopo la morte. Lontana sia. Questo è un Paese dove i critici si commuovono solo sui marmi dei sarcofagi.
*{{NDR|[[Roma]]}} È diventata un brutto parcheggio. È indecente il modo in cui viene degradata una delle più belle città del mondo.
*Ero in piazza Navona, il cuore della città. A un certo punto vedo spuntare, prima a destra e poi a sinistra, quattro ceffi che non promettevano niente di buono. Questi ti fanno blu, mi sono detto. Per fortuna, arrivato a pochi passi da me, uno dei ceffi mi riconosce: "Albe' – grida – Albertone bello, ma dove cavolo vai a quest'ora di notte?". E rimettendo in tasca qualcosa, che poteva essere una pistola o un coltello, mi dà una gran botta sulla spalla. Così fanno anche gli altri manigoldi. "Andiamo a bere qualcosa!" dice uno coi baffi. "No, grazie – mi difendo – ho un gran mal di testa, fate finta che ho accettato". Qualche volta anche i teppisti hanno un'anima. Ma fino a quando?
{{Int|Da ''Un cristiano a Roma''|Intervista di Roberto Rotondo, ''30Giorni'', gennaio 2000.}}
*Avevo quattro anni quando vidi per la prima volta San Pietro e fu proprio per il Giubileo del 1925. Ero in compagnia di mio padre, venivamo da Trastevere, dove ero nato in via San Cosimato e dove vivevo con la mia famiglia. Arrivammo percorrendo i vicoli, che poi furono distrutti, di Borgo Pio: un ammasso di casupole, piazzette, stradine. Poi, dietro l'ultimo muro di una casa che si aprì come un sipario, vidi questa immensa piazza. Il colonnato del Bernini, la cupola. Un colpo di scena da rimanere a bocca aperta. Ecco, quello che ricordo di più di quel Giubileo fu questa sorpresa.
*Noi abbiamo avuto il privilegio di nascere a [[Roma]], e io l'ho praticata come si dovrebbe, perché Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.
*La festa del Carmine o quella dell'Immacolata Concezione, per esempio, con l'affluire disordinato e rumoroso dei devoti, per noi bambini erano sempre sinonimo di allegria.
*Il mio rapporto con il Padreterno si basa proprio sull'educazione che fin da piccolo i miei genitori mi hanno dato così come mi hanno insegnato a camminare e a parlare.
*Io la {{NDR|mia madre}} vedevo come la Madonna, senza peccato: per questo cercavo di preservarla da ogni dolore raccontandole, a volte, pietose bugie.
*Vado a messa, mi confesso, [[preghiera|prego]] ogni giorno, credo nei [[dogmi]] e non li discuto.
*È bello credere, e non si crede facendo tanti ragionamenti: io sono cristiano, la vita mi ha sempre più convinto che il cristianesimo è vero. Che bisogno c'è di ragionarci su?
*La nostra pratica religiosa è sempre accompagnata dalla [[confessione]]: vieni perdonato dal prete, poi ricadi nello stesso peccato e torni a confessarti facendo il proposito di non ricaderci più. E stai di nuovo come un santo. L'importante è essere sinceri e non barare con il Padreterno.
*I [[preti]] ci hanno insegnato tutto, la socializzazione, l'equilibrio tra il bene e il male, il piacere del perdono dopo uno strappo alle regole.
*Anche la Chiesa può peccare di esibizionismo, di leggerezza, come quando è ossessionata dal problema di catturare il consenso dei giovani.
*Noi romani ci siamo sempre sentiti più sudditi del papa che dei re o di Mussolini, che non a caso ha subito fatto un concordato.
*A Roma un tempo, se uno passava di corsa, lo prendevano, lo sbattevano contro una porta e gli dicevano: «'Ndo' scappi?». Perché a Roma, se correvi come un matto, poteva voler dire solo che scappavi.
*Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava a essere più umani.
*I preti tendono a mimetizzarsi, vivono e vestono come laici e si vergognano di mettersi anche una crocetta sul maglione (così non c'è da stupirsi se finisce che il semplice fedele poi si vergogna pure a farsi il segno della croce in pubblico).
==Citazioni su Alberto Sordi==
*Alberto Sordi era un accentratore terribile e si considerava nei pressi di Dio. Per lui al mondo c’era soltanto Sordi. Sordi e basta. ([[Sandra Milo]])
*Allora molti dell'ambiente avevano il loro soprannome. [[Vittorio De Sica|De Sica]], per esempio, era «il Buono»; Sordi era «il Mostro». L'aggettivo sottolineava un lato appariscente della maschera dell'individuo in questione. De Sica pubblicamente era indulgente e benevolo; nella personalità di Sordi il lato conservatore e qualunquista coesisteva con quello opposto, ferocemente dissacratore, in un modo che poteva sembrare inquietante. ([[Masolino D'Amico]])
*Ci vuole comunque il dopoguerra perché Sordi compia un salto di qualità e il primo regista a valorizzarlo sarà [[Mario Soldati]]. ([[Massimo Scaglione]])
*– Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa è la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.<br>– Ma chi è che sta parlando? Chi è? Rossi e neri sono tutti uguali? Ma che, siamo in un film di Alberto Sordi? Sì, bravo, bravo... Te lo meriti Alberto Sordi! (''[[Ecce bombo]]'')
*È stato l'attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l'artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico. ([[Mario Monicelli]])
*Il doppiaggio di [[Stanlio e Ollio]] è una delle cose più deliziose del cinema di quel periodo. Sordi e Zambuto si sono inventati questo modo di parlare molto lontano da quello che era l'originale. Hanno spostato gli accenti, hanno diversificato le voci. Hanno aggiunto roba. Bellissimo lavoro. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Il mio modello è Sordi e come lui ho incarnato in tutti questi anni il ruolo dell'italiano imbroglione, del palazzinaro e ho reso simpatici dei personaggi tremendi mettendo in scena le loro debolezze. ([[Christian De Sica]])
*Nel 1990 con lui ho girato L'avaro di Molière diretto da Tonino Cervi. Mentre pronunciavo una battuta, sento come un'eco. Credo che sia l'acustica di Palazzo Farnese, invece no: era Sordi che l'aveva ripetuta fuori campo. Non riusciva a star fermo, né a tacere! Ma lui, non Mastroianni, è stato il più grande attore italiano. ([[Christopher Lee]])
*Non è un uomo colto. Non ha letto niente. Ma ha un colpo d'occhio infallibile. È un animale selvaggio, un animale del bosco che ci vede anche di notte. ([[Rodolfo Sonego]])
*Siamo andati anche a Mosca insieme a Sordi. Era simpatico Sordi. Sul set però terribile, molto cattivo. "Non capisci niente", mi sgridava, si irritava subito. Certo io non ero una ''professional''. ([[Ira von Fürstenberg]])
*Sordi, secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore. ([[Massimo Troisi]])
===[[Pier Paolo Pasolini]]===
*Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po' ci si vergogna.
*Alla comicità di Alberto Sordi ridiamo solo noi: perché solo noi conosciamo il nostro pollo. Ridiamo, e usciamo dal cinema vergognandoci di aver riso, perché abbiamo riso sulla nostra viltà, sul nostro qualunquismo, sul nostro infantilismo.
*Se in Sordi entrasse definitivamente questa contraddizione, se egli capisse che non si può ridere se al fondo del riso non c'è della bontà – pur esercitata o repressa in un mondo nemico – la sua comicità finirebbe di essere uno dei tristi fenomeni della brutta Italia di questi anni, e potrebbe, nei suoi modesti limiti, contribuire almeno a una lotta riformistica e morale.
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Sotto zero]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Un nuovo imbroglio]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Muraglie]]'' (1931) – doppiatore
*''[[La scala musicale]]'' (1932) – doppiatore
*''[[Il regalo di nozze]]'' (1933) – doppiatore
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) – doppiatore
*''[[Il feroce Saladino]]'' (1937) – attore
*''[[I diavoli volanti]]'' (1939) – doppiatore
*''[[Ombre malesi]]'' (1940) – doppiatore
*''[[Situazione pericolosa]]'' (1941) – doppiatore
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) – attore
*''[[I 3 aquilotti]]'' (1942) – attore
*''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) – doppiatore
*''[[Duello al sole]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947) – doppiatore
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Ladri di biciclette]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Winchester '73]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) – attore, sceneggiatore
*''[[Totò e i re di Roma]]'' (1951) – attore
*''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) – attore
*''[[I vitelloni]]'' (1953) – attore
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) – attore, sceneggiatore
*''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) – attore
*''[[Un americano a Roma]]'' (1954) – attore, sceneggiatore
*''[[Bravissimo]]'' (1955) – attore
*''[[Il segno di Venere]]'' (1955) – attore
*''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) – attore
*''[[Il vedovo]]'' (1959) – attore
*''[[La grande guerra]]'' (1959) – attore
*''[[Nella città l'inferno]]'' (1959) – attore
*''[[Crimen (film)|Crimen]]'' (1960) – attore
*''[[Il vigile]]'' (1960) – attore
*''[[Tutti a casa]]'' (1960) – attore
*''[[Il giudizio universale]]'' (1961) – attore
*''[[Mafioso (film)|Mafioso]]'' (1962) – attore
*''[[Il disco volante]]'' (1964) – attore
*''[[I complessi]]'' (1965) – attore, sceneggiatore
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968) – attore, sceneggiatore
*''[[Amore mio aiutami]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Nell'anno del Signore]]'' (1969) – attore
*''[[Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata]]'' (1971) – attore
*''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971) – attore
*''[[Lo scopone scientifico]]'' (1972) – attore
*’’[[Finchè c’è guerra c’è speranza.]]’’ (1974) -attore,sceneggiatore, regista
*''[[Di che segno sei?]]'' (1975) – attore, sceneggiatore
*''[[Un borghese piccolo piccolo]]'' (1977) – attore
*''[[I nuovi mostri]]'' (1977) – attore
*''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1978) – attore
*''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979) – attore, sceneggiatore
*''[[Io e Caterina]]'' (1980) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il marchese del Grillo]]'' (1981) – attore, sceneggiatore
*''[[In viaggio con papà]]'' (1982) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il tassinaro]]'' (1983) – attore, sceneggiatore
*''[[Troppo forte]]'' (1986) – attore, sceneggiatore
*''[[Una botta di vita]]'' (1988) – attore, sceneggiatore
*''[[In nome del popolo sovrano]]'' (1990) – attore
*''[[Vacanze di Natale '91]]'' (1991) – attore, sceneggiatore
*''[[Nestore, l'ultima corsa]]'' (1994) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Incontri proibiti]]'' (1998) – attore, regista, sceneggiatore
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Sordi, Alberto}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Cantanti italiani]]
[[Categoria:Comici italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
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[[Immagine:Alberto-Sordi.jpg|thumb|Alberto Sordi]]
'''Alberto Sordi''' (1920 – 2003), attore, regista, sceneggiatore, cantante e doppiatore italiano.
==Citazioni di Alberto Sordi==
*{{NDR|Riferendosi a [[Carlo Verdone]]}} A Carlè, magari avessi avuto un figlio come te, anche se proprio bello nun sei... Oh, non giudicatelo dalla faccia perché Carlo è un ragazzo intelligente... A Carlè, io vorrei ave' l'età tua, cieco de n'occhio.<ref>Citato in [[Roberto D'Agostino]], ''Chi è, chi non è, chi si crede di essere'', Arnoldo Mondadori, 1988. ISBN 8804313757</ref>
*{{NDR|Rivolto a un beduino nel mezzo del deserto}} Aò, 'ndo stà er mare?... Ammazza che spiagge che c'avete!<ref>Citato in Gino & Michele, Matteo Molinari, ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Anno 2000'', Baldini e Castoldi, § 437.</ref>
*{{NDR|Su [[Rodolfo Sonego]]}} Era un uomo minuto che trascinava i piedi, si muoveva con lentezza, spandeva intorno distensione.<ref>Citato in Simonetta Robiony, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0453_01_2000_0280_0023_4409501/ Sonego, il cinema italiano che se ne va]'', ''La Stampa'', 16 ottobre 2000.</ref>
*Eravamo due poveracci. Andavamo a mangiare in una latteria in via Frattina e c'eravamo accattivati la simpatia della cuoca. ordinavamo uno spaghetto e lei sotto ci metteva due bistecche e due uova. Io e [[Federico Fellini]] facevamo lunghe passeggiate la sera: sognavamo, parlavamo di aspirazioni, progettavamo di diventare io un grande attore e lui sosteneva sempre, diceva: «Ti assicuro, Albè, che io un giorno diventerò un grande regista, forse il regista più grande del mondo». Solo che lo dovevo sostenere, lui c'aveva fame. Gli era rimasta solo una testa così, piena di capelli, su un corpo che ormai non si sosteneva più perché...perché era debole, deperiva di giorno in giorno. E io non potevo fare niente per lui...potevo divertirlo, potevamo ridere, scherzare insieme, ma non potevo sfamarlo perché anch'io ero un poveraccio. Non c'avevo 'na lira. E poi arrivò il suo ''[[angelo]]'' salvatore: conobbe una ragazzina che faceva la radio, si chiamava [[Giulietta Masina|Giulietta]]. Lui scrisse per lei una rubrichetta alla radio e si fidanzarono. Lei da buona emiliana cominciò a cucinare agnolotti, lasagne, tortellini e cominciò a ingrassare Federico. Cominciò a camminare da solo, cominciò a scrivere e cominciò a lavorare. Tutto quello che vi racconteranno che non sia quello che vi ho raccontato io, probabilmente non è la verità. E sapete perché? Perché probabilmente gliel'ha raccontata lui. Perché, dovete sapere, oltre ad essere un grande regista, Federico è anche un grande bugiardo, forse l'uomo più bugiardo del mondo. Però, aò, Federico c'ha una capoccia così!<ref>Dall'intervista della RAI. Video disponibile su [https://www.youtube.com/watch?v=qg90Tluft4c Youtube].</ref>
*{{NDR|Parlando del primo incontro con [[Totò]]}} Mi chiese subito di dargli del tu, anche se io gli confessai la mia emozione di trovarmi di fronte all'esempio vivente del comico tradizionale, colui che, al solo apparire, in teatro e sullo schermo, conquistava il pubblico prima di dire «Buonasera». [...] Un attore talmente eccezionale e irripetibile che forse ci vorranno cento anni perché ne nasca un altro.<ref>Citato in Orio Caldiron, ''Totò'', Gremese Editore, 2001, [https://books.google.it/books?id=up8mBeSO_HQC&pg=PA132 p. 132]. ISBN 8877424133</ref>
*Non mi [[Matrimonio|sposo]] perché non mi piace avere gente estranea in casa.<ref>Citato in [[Aldo Grasso]], ''[https://www.corriere.it/spettacoli/13_febbraio_24/grasso-ossessione-albertone_1e0b3e8e-7e52-11e2-b686-47065ea4180a.shtml Quell'ossessione di Albertone per gli estranei in casa]'', ''Corriere.it'', 24 febbraio 2013.</ref>
*{{NDR|«C'è un segreto per far ridere?»}} Sì, fare le cose sul serio. {{NDR|«Il momento più bello della sua vita e quello più triste.»}} Io la tristezza la nascondo. Ecco, l'unica volta che recito, non davanti alla macchina da presa, è il fatto di non manifestare tristezza perché, partecipare gli altri alla mia tristezza, ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico: "Tutto bene, tutto bene". Me la tengo per me.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]] nel programma televisivo ''Cara italia''. [https://www.yooying.com/p/1947061207275692181_984795312 Video] disponibile su ''Yooying.com''.</ref>
{{Int|Da ''Cinema e tagliatelle''|''Il Monello'', Casa Editrice Universo, n. 17 1975.}}
*La mia [[comicità]] non è mai stata astratta, gratuita. L'ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.
*Nei miei [[film]] io mi limito a riflettere le [[Inquietudine|inquietudini]] di tutti noi, il pessimismo dilagante.
*Se [[Federico Fellini|Fellini]] mi dicesse: «Albe', ho una parte per te nel mio prossimo film...» Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto ''Lo sceicco bianco'', ''I vitelloni'', e se so' quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no?
*Sa perché dicono che sono [[avarizia|avaro]]? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
*Sono un credente, un cattolico osservante. La domenica vado a messa. Mi faccio la comunione. Be', diciamo la verità, è deprimente constatare che la mia religiosità stupisce, non le pare?
*Se il mondo fosse come lo presenta un certo [[cinema]] d'oggi, sarebbe un incredibile bordello.
*Dubito fortemente di poter essere [[Matrimonio|matrimoniabile]].
*Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
*Voglio realizzare un film su [[Henry Kissinger]]. Prima di tutto, perché gli somiglio moltissimo, al punto che quando vado negli [[Stati Uniti]] la gente si ferma a guardarmi per strada, mi blocca e mi chiede l'autografo.
*Il personaggio di [[Henry Kissinger|Kissinger]] mi affascina. È un po' [[Klemens von Metternich|Metternich]], un po' [[Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|Talleyrand]], non sta mai fermo, tira le fila dei destini del mondo...
*La sa quella storiella su [[Henry Kissinger|Kissinger]]? Aeroporto di [[Washington]]: atterrano contemporaneamente tre jet, uno proveniente da [[Pechino]], l'altro da [[Mosca (Russia)|Mosca]], il terzo da [[Tel Aviv]]. E da tutti e tre scende, sorridente, Henry Kissinger. Divertente, no? La metterò nel film, che ne dice?
{{Int|Da ''[http://www.corriere.it/cultura/09_maggio_29/intervista_sordi_4f805fa2-4c5c-11de-b7be-00144f02aabc.shtml Quando il balilla Sordi andò dal Duce]''|Intervista di [[Nantas Salvalaggio]], ''Corriere.it'', 8 gennaio 1986.}}
*{{NDR|L'incontro con [[Benito Mussolini]]}} Io avevo intorno ai tredici anni, era il 1933. [...] Ci sembrò un sogno. Una mattina alle 9, a Palazzo Venezia, l'usciere Navarro<ref>Il nome corretto è Navarra</ref> ci fa entrare nella mitica Sala del Mappamondo. Era immensa e lustra come uno specchio. Mi tremavano le gambe. Il Duce ci aspettava dietro un grande tavolo. Salutiamo romanamente nelle nostre divise fiammanti. Poi il Duce parla con voce rotonda: "Camerati, vi ascolto". Al che il veterano si slancia in avanti: "Eccellenza, Duce, ecco il mio piano laborioso. Darà lavoro a centinaia di persone". E gli porge alcuni fogli con mappe e grafici. Passano cinque, dieci secondi, sufficienti perché Mussolini intuisca tutta l'inconsistenza del progetto. "Mi vorreste alla posa della prima pietra? No – dice –, vi do tempo. Verrò all'ultima". Così ci licenzia, e noi usciamo dal palazzo come cani bastonati. [...] Mi è servito in seguito. Non ho più raccomandato nessuno. Quando c'è qualcuno che insiste, gli dico: guarda, mi è andata male perfino con il Duce.
*[Mussolini] Mi faceva ridere. Per me era un grande attore comico, forse involontario. Naturalmente lo ammiravo, come tutti. Però, ripeto, mi faceva ridere. Aveva delle battute impressionanti.
*{{NDR|[[Ettore Petrolini]]}} Come era? Bah, non vorrei dare scandalo, ma non mi ha fatto grande impressione. Lo stesso [[Mario Bonnard|Bonnard]], che lo ha sostenuto moltissimo, anni dopo mi confessava che, insomma, la leggenda era più grossa dei suoi meriti. Sono le mistificazioni della intellighentzia. Neppure la [[Eleonora Duse|Duse]] fu quel mostro di bravura che dicono. Anzi. Gente degna di fede assicura che in molte cose era abbastanza mediocre.
*{{NDR|Il grande attore comico è}} Fabrizi. [[Aldo Fabrizi]] è stato grandissimo. Ma i soliti snob lo trascurano, lo confondono con le sue macchiette e le sue ricette di pastasciutte. Purtroppo, succederà a Fabrizi quello che è capitato a [[Totò]]: verrà beatificato solo dopo la morte. Lontana sia. Questo è un Paese dove i critici si commuovono solo sui marmi dei sarcofagi.
*{{NDR|[[Roma]]}} È diventata un brutto parcheggio. È indecente il modo in cui viene degradata una delle più belle città del mondo.
*Ero in piazza Navona, il cuore della città. A un certo punto vedo spuntare, prima a destra e poi a sinistra, quattro ceffi che non promettevano niente di buono. Questi ti fanno blu, mi sono detto. Per fortuna, arrivato a pochi passi da me, uno dei ceffi mi riconosce: "Albe' – grida – Albertone bello, ma dove cavolo vai a quest'ora di notte?". E rimettendo in tasca qualcosa, che poteva essere una pistola o un coltello, mi dà una gran botta sulla spalla. Così fanno anche gli altri manigoldi. "Andiamo a bere qualcosa!" dice uno coi baffi. "No, grazie – mi difendo – ho un gran mal di testa, fate finta che ho accettato". Qualche volta anche i teppisti hanno un'anima. Ma fino a quando?
{{Int|Da ''Un cristiano a Roma''|Intervista di Roberto Rotondo, ''30Giorni'', gennaio 2000.}}
*Avevo quattro anni quando vidi per la prima volta San Pietro e fu proprio per il Giubileo del 1925. Ero in compagnia di mio padre, venivamo da Trastevere, dove ero nato in via San Cosimato e dove vivevo con la mia famiglia. Arrivammo percorrendo i vicoli, che poi furono distrutti, di Borgo Pio: un ammasso di casupole, piazzette, stradine. Poi, dietro l'ultimo muro di una casa che si aprì come un sipario, vidi questa immensa piazza. Il colonnato del Bernini, la cupola. Un colpo di scena da rimanere a bocca aperta. Ecco, quello che ricordo di più di quel Giubileo fu questa sorpresa.
*Noi abbiamo avuto il privilegio di nascere a [[Roma]], e io l'ho praticata come si dovrebbe, perché Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.
*La festa del Carmine o quella dell'Immacolata Concezione, per esempio, con l'affluire disordinato e rumoroso dei devoti, per noi bambini erano sempre sinonimo di allegria.
*Il mio rapporto con il Padreterno si basa proprio sull'educazione che fin da piccolo i miei genitori mi hanno dato così come mi hanno insegnato a camminare e a parlare.
*Io la {{NDR|mia madre}} vedevo come la Madonna, senza peccato: per questo cercavo di preservarla da ogni dolore raccontandole, a volte, pietose bugie.
*Vado a messa, mi confesso, [[preghiera|prego]] ogni giorno, credo nei [[dogmi]] e non li discuto.
*È bello credere, e non si crede facendo tanti ragionamenti: io sono cristiano, la vita mi ha sempre più convinto che il cristianesimo è vero. Che bisogno c'è di ragionarci su?
*La nostra pratica religiosa è sempre accompagnata dalla [[confessione]]: vieni perdonato dal prete, poi ricadi nello stesso peccato e torni a confessarti facendo il proposito di non ricaderci più. E stai di nuovo come un santo. L'importante è essere sinceri e non barare con il Padreterno.
*I [[preti]] ci hanno insegnato tutto, la socializzazione, l'equilibrio tra il bene e il male, il piacere del perdono dopo uno strappo alle regole.
*Anche la Chiesa può peccare di esibizionismo, di leggerezza, come quando è ossessionata dal problema di catturare il consenso dei giovani.
*Noi romani ci siamo sempre sentiti più sudditi del papa che dei re o di Mussolini, che non a caso ha subito fatto un concordato.
*A Roma un tempo, se uno passava di corsa, lo prendevano, lo sbattevano contro una porta e gli dicevano: «'Ndo' scappi?». Perché a Roma, se correvi come un matto, poteva voler dire solo che scappavi.
*Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava a essere più umani.
*I preti tendono a mimetizzarsi, vivono e vestono come laici e si vergognano di mettersi anche una crocetta sul maglione (così non c'è da stupirsi se finisce che il semplice fedele poi si vergogna pure a farsi il segno della croce in pubblico).
==Citazioni su Alberto Sordi==
*Alberto Sordi era un accentratore terribile e si considerava nei pressi di Dio. Per lui al mondo c’era soltanto Sordi. Sordi e basta. ([[Sandra Milo]])
*Allora molti dell'ambiente avevano il loro soprannome. [[Vittorio De Sica|De Sica]], per esempio, era «il Buono»; Sordi era «il Mostro». L'aggettivo sottolineava un lato appariscente della maschera dell'individuo in questione. De Sica pubblicamente era indulgente e benevolo; nella personalità di Sordi il lato conservatore e qualunquista coesisteva con quello opposto, ferocemente dissacratore, in un modo che poteva sembrare inquietante. ([[Masolino D'Amico]])
*Ci vuole comunque il dopoguerra perché Sordi compia un salto di qualità e il primo regista a valorizzarlo sarà [[Mario Soldati]]. ([[Massimo Scaglione]])
*– Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa è la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.<br>– Ma chi è che sta parlando? Chi è? Rossi e neri sono tutti uguali? Ma che, siamo in un film di Alberto Sordi? Sì, bravo, bravo... Te lo meriti Alberto Sordi! (''[[Ecce bombo]]'')
*È stato l'attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l'artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico. ([[Mario Monicelli]])
*Il doppiaggio di [[Stanlio e Ollio]] è una delle cose più deliziose del cinema di quel periodo. Sordi e Zambuto si sono inventati questo modo di parlare molto lontano da quello che era l'originale. Hanno spostato gli accenti, hanno diversificato le voci. Hanno aggiunto roba. Bellissimo lavoro. ([[Mina (cantante)|Mina]])
*Il mio modello è Sordi e come lui ho incarnato in tutti questi anni il ruolo dell'italiano imbroglione, del palazzinaro e ho reso simpatici dei personaggi tremendi mettendo in scena le loro debolezze. ([[Christian De Sica]])
*Nel 1990 con lui ho girato L'avaro di Molière diretto da Tonino Cervi. Mentre pronunciavo una battuta, sento come un'eco. Credo che sia l'acustica di Palazzo Farnese, invece no: era Sordi che l'aveva ripetuta fuori campo. Non riusciva a star fermo, né a tacere! Ma lui, non Mastroianni, è stato il più grande attore italiano. ([[Christopher Lee]])
*Non è un uomo colto. Non ha letto niente. Ma ha un colpo d'occhio infallibile. È un animale selvaggio, un animale del bosco che ci vede anche di notte. ([[Rodolfo Sonego]])
*Siamo andati anche a Mosca insieme a Sordi. Era simpatico Sordi. Sul set però terribile, molto cattivo. "Non capisci niente", mi sgridava, si irritava subito. Certo io non ero una ''professional''. ([[Ira von Fürstenberg]])
*Sordi, secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore. ([[Massimo Troisi]])
===[[Pier Paolo Pasolini]]===
*Ma di che specie è il riso che suscita Alberto Sordi? Pensateci un momento: è un riso di cui un po' ci si vergogna.
*Alla comicità di Alberto Sordi ridiamo solo noi: perché solo noi conosciamo il nostro pollo. Ridiamo, e usciamo dal cinema vergognandoci di aver riso, perché abbiamo riso sulla nostra viltà, sul nostro qualunquismo, sul nostro infantilismo.
*Se in Sordi entrasse definitivamente questa contraddizione, se egli capisse che non si può ridere se al fondo del riso non c'è della bontà – pur esercitata o repressa in un mondo nemico – la sua comicità finirebbe di essere uno dei tristi fenomeni della brutta Italia di questi anni, e potrebbe, nei suoi modesti limiti, contribuire almeno a una lotta riformistica e morale.
==Note==
<references />
==Filmografia==
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*''[[Sotto zero]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Un nuovo imbroglio]]'' (1930) – doppiatore
*''[[Muraglie]]'' (1931) – doppiatore
*''[[La scala musicale]]'' (1932) – doppiatore
*''[[Il regalo di nozze]]'' (1933) – doppiatore
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) – doppiatore
*''[[Il feroce Saladino]]'' (1937) – attore
*''[[I diavoli volanti]]'' (1939) – doppiatore
*''[[Ombre malesi]]'' (1940) – doppiatore
*''[[Situazione pericolosa]]'' (1941) – doppiatore
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) – attore
*''[[I 3 aquilotti]]'' (1942) – attore
*''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) – doppiatore
*''[[Duello al sole]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946) – doppiatore
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947) – doppiatore
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Ladri di biciclette]]'' (1948) – doppiatore
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Winchester '73]]'' (1950) – doppiatore
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951) – attore, sceneggiatore
*''[[Totò e i re di Roma]]'' (1951) – attore
*''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) – attore
*''[[I vitelloni]]'' (1953) – attore
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953) – attore, sceneggiatore
*''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) – attore
*''[[Un americano a Roma]]'' (1954) – attore, sceneggiatore
*''[[Bravissimo]]'' (1955) – attore
*''[[Il segno di Venere]]'' (1955) – attore
*''[[Un eroe dei nostri tempi]]'' (1955) – attore
*''[[Il vedovo]]'' (1959) – attore
*''[[La grande guerra]]'' (1959) – attore
*''[[Nella città l'inferno]]'' (1959) – attore
*''[[Crimen (film)|Crimen]]'' (1960) – attore
*''[[Il vigile]]'' (1960) – attore
*''[[Tutti a casa]]'' (1960) – attore
*''[[Il giudizio universale]]'' (1961) – attore
*''[[Mafioso (film)|Mafioso]]'' (1962) – attore
*''[[Il disco volante]]'' (1964) – attore
*''[[I complessi]]'' (1965) – attore, sceneggiatore
*''[[Il medico della mutua]]'' (1968) – attore, sceneggiatore
*''[[Amore mio aiutami]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) – attore, sceneggiatore
*''[[Nell'anno del Signore]]'' (1969) – attore
*''[[Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata]]'' (1971) – attore
*''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971) – attore
*''[[Lo scopone scientifico]]'' (1972) – attore
*''[[Di che segno sei?]]'' (1975) – attore, sceneggiatore
*''[[Un borghese piccolo piccolo]]'' (1977) – attore
*''[[I nuovi mostri]]'' (1977) – attore
*''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1978) – attore
*''[[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]]'' (1979) – attore, sceneggiatore
*''[[Io e Caterina]]'' (1980) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il marchese del Grillo]]'' (1981) – attore, sceneggiatore
*''[[In viaggio con papà]]'' (1982) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Il tassinaro]]'' (1983) – attore, sceneggiatore
*''[[Troppo forte]]'' (1986) – attore, sceneggiatore
*''[[Una botta di vita]]'' (1988) – attore, sceneggiatore
*''[[In nome del popolo sovrano]]'' (1990) – attore
*''[[Vacanze di Natale '91]]'' (1991) – attore, sceneggiatore
*''[[Nestore, l'ultima corsa]]'' (1994) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[Incontri proibiti]]'' (1998) – attore, regista, sceneggiatore
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Cantanti italiani]]
[[Categoria:Comici italiani]]
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Il cognome '''King''' può riferirsi a:
* '''[[Andrew King]]''' (–), manager musicale britannico.
* '''[[B.B. King]]''' (1925 – vivente), chitarrista statunitense.
* '''[[Carole King]]''' (1942 – vivente), cantautrice e compositrice statunitense.
* '''[[Jerry P. King]]''', matematico statunitense.
* '''[[John King]]''' (1960 – vivente), scrittore britannico.
* '''[[Joseph Hillstrom King]]''' (1972 – vivente), scrittore e fumettista statunitense.
* '''[[Kerry King]]''' (1964 – vivente), chitarrista statunitense del gruppo thrash metal californiano [[Slayer]].
* '''[[Laurie R. King]]''' (1952 – vivente), scrittore statunitense.
* '''[[Martin Luther King]]''' (1929 – 1968), pastore battista e attivista dei diritti civili del popolo afro-americano di colore, premio Nobel per la pace.
* '''[[Stephen King]]''' (1947 – vivente), scrittore statunitense.
* '''[[Regina King]]''' (1971 – vivente), attrice e regista statunitense.
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Juventus Football Club
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*{{NDR|Nel 2018}} Un grande club con un grande passato ma anche con un grande desiderio di avere un grande futuro. ([[José Mourinho]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*{{NDR|Nel 2018}} Un grande club con un grande passato ma anche con un grande desiderio di avere un grande futuro. ([[José Mourinho]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*{{NDR|Nel 2018}} Un grande club con un grande passato ma anche con un grande desiderio di avere un grande futuro. ([[José Mourinho]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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{{Juventus FC}}
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria famiglia. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*{{NDR|Nel 2018}} Un grande club con un grande passato ma anche con un grande desiderio di avere un grande futuro. ([[José Mourinho]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
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==Altri progetti==
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Citazioni sulla '''Juventus Football Club''' e sugli '''juventini'''.
==Citazioni==
*A parte quello che ho vinto, essere stato alla Juventus è un'esperienza che ti rimane dentro, diventa stile di vita. ([[Stefano Tacconi]])
*A volte questa mentalità sorprende chi viene alla Juve. La Juventus è qualcosa di diverso dalle altre squadre, è uno stile di vita che parte dal modo con cui ci si allena, sempre al massimo, sempre con la concentrazione altissima, e arriva anche al comportamento fuori dal campo. Alcuni giocatori vengono a dirci: adesso capisco perché la Juventus vince sempre, da fuori è difficile capire certi meccanismi, quando sei dentro tutto appare chiaro. ([[Pavel Nedvěd]])
*Ai miei tempi a Torino si diceva così: "Fuoco di [[Vesta]] la Juve sempre in testa". ([[Maria Sole Agnelli]])
*All'Università ho studiato, invece, diritto penale motivo per cui posso parlare a pieno titolo della Juventus.<ref>Nel settembre 2015, rispondendo a [[Giampiero Mughini]]: «Agli interisti con tanta simpatia dico che all'Università ho sostenuto tre esami di letteratura dedicando meno tempo alla Divina Commedia di quanto se ne stia dedicando alle quattro partitine dell'Inter in questo avvio di campionato.»</ref> ([[Paolo Bonolis]])
*Alla Juve è come andare in fabbrica, ognuno rispetta il suo ruolo e il clima è rigido. Alla fine però nel calcio conta vincere e lì lo fanno. In altre piazze ho riscontrato più passione. ([[Marco Borriello]])
*Alla Juve ho imparato una cosa: il rispetto dei ruoli. La Juve ti fa sentire importantissimo e centrale fino all'ultimo giorno. Non ti fa mai mancare la fiducia, per un tecnico è fondamentale. La società è lo scudo protettivo irrinunciabile, se non tiene meglio lasciarsi subito. ([[Carlo Ancelotti]])
*Alla Juve ho trovato una mentalità che si vede in pochi altri club, dietro ai successi c'è una cura maniacale del particolare. Niente è lasciato al caso. Una società incredibile. ([[Angelo Ogbonna]])
*Alla Juve ho visto passare grandi giocatori e nemmeno uno andato fuori delle righe. In tal caso, infatti, si veniva subito richiamati all'ordine. E se non volevi capire, venivi messo sulla lista dei calciatori in vendita per il mercato successivo. Questa è la cultura dei grandi club. ([[Jonathan Zebina]])
*Alla Juve non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio. ([[Giuseppe Furino]])
*Alla Juve si acquisisce una abitudine mentale di sacrificio che non c'è da altre parti. Alla Juve ti insegnano che la partita più importante è sempre quella che deve venire. Alla Juve ti insegnano ad avere sempre «fame» di vittorie, a non accontentarti mai. Non è un caso che le fortune della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] siano sempre coincise con la larga presenza di bianconeri in azzurro. ([[Claudio Gentile]])
*Alla Juve vogliono uomini veri che sanno che rappresentano una grande società con milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sparsi per il mondo. Io quando giocavo nella Juve se arrivavo vestito in jeans venivo rimproverato. Era importante anche l'immagine, non solo il talento. Se vai alla Juve vai lì per vincere perché c'è una mentalità diversa, unica. E lo dice uno che in cuor suo è rimasto [[Torino Football Club|granata]]. ([[Pasquale Bruno]])
*Alla Juventus [...] mi sembra di essere in [[Germania]]. Tutto viene gestito con precisione e puntualità. ([[Sami Khedira]])
*Alla Juventus mi sentivo un numero. Non mi sono mai abituato al taglio dei capelli imposto dalla società, alle telefonate di controllo alle 10 di sera. Mi sembrava di stare in un campo di concentramento. ([[Gianfranco Zigoni]])
*Area con venticinque metri ce n'è solo una in [[Italia]].<ref>Dopo un [[calcio di rigore|rigore]] concesso ad [[Alessandro Del Piero]] la domenica precedente, durante la partita Juventus-Genoa 3-2 (14 febbraio 2010).</ref> ([[José Mourinho]])
*Aristocratica per lunga tradizione, fredda per educazione e tendenza, depositaria di uno [[Stile Juventus|stile]] che tutti le invidiano e a nessuno riesce di imitare, la Juventus è anche una formazione calcistica alla quale tutto è lecito chiedere e nulla, o pochissimo, perdonare. Deve battersi sempre per il primato, inseguire senza tregua vittorie e [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] e [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|casacche azzurre]], distribuire lezioni agli avversari sconfitti, essere se stessa o non essere nulla. Una terribile situazione di privilegio, cui società e squadra fanno fronte con larghi mezzi e consapevole coscienza.<ref group="fonte">Da ''Juventus e Torino''; citato in ''Torino 1961. Ritratto della città e della regione'', a cura di Ernesto Caballo, ed. Piemonte Artistico Culturale, Torino, 1961, p. 705.</ref> (Alfredo Toniolo<ref name=gds>Giornalista sportivo italiano.</ref>)
*Arturo Vidal è senza dubbio un buon giocatore. Voglio congratularmi con lui, ha scelto il miglior club che gli conviene. Visto il successo nello sport e le questioni legali della Juve negli ultimi anni, come tutti dicono.<ref>Riferendosi al mancato acquisto di [[Arturo Vidal]] da parte del Bayern Monaco nel 2011, nonostante un presunto accordo raggiunto tra club e il calciatore. Vidal, infatti, in quella stessa sessione di mercato si trasferì dal Bayer Leverkusen alla Juventus.<br />Quattro anni dopo l'accaduto e le dichiarazioni di Rummenigge, nell'estate del 2015, Vidal viene ceduto dalla Juventus al Bayern Monaco. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calciomercato/15-07-2015/vidal-quando-juve-bayern-litigavano-lui-marotta-disse-rummenigge-120573686344.shtml Vidal, quando Juve e Bayern litigavano per lui. E Marotta disse a Rummenigge...]'', ''Gazzetta.it'', 15 luglio 2015.</ref> ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*{{NDR|Nel 2006}} Avevo avuto il coraggio di gridare quello che pensavo.<ref>Riferito in particolare a un episodio durante l'incontro Parma-Juventus disputatosi il 9 gennaio 2000, in quell'occasione Baggio venne espulso e in segno di protesta mimò all'arbitro [[Stefano Farina]] il gesto dei soldi.</ref> Quando si giocava contro la Juve si sapeva che si partiva con l'handicap. E adesso, a sei anni di distanza, tutto sta venendo a galla. ([[Dino Baggio]])
*Bisogna arrivare a Venaria, perché la Juve è la squadra di Venaria e dobbiamo trovare il mezzo idoneo per arrivare in periferia, perché la Juve è una squadra di periferia rispetto a noi che giochiamo in mezzo alla città di Torino. ([[Piero Chiambretti]])
*C'è una battutaccia che si fa in negativo: giocatori e allenatori passano, ma la società resta. Vale anche per la Juventus, ma in positivo. ([[Massimo Mauro]])
*Chi firma [per la Juve] gioca per vincere. Chi entra nella Juve pensa solo al successo. Lo respiri dal primo momento in cui entri nella sede. ([[Eugenio Corini]])
*Ci sono due cose che mi hanno colpito: l'amore, che troviamo in qualsiasi parte d'Italia, e l'odio che riesci a trovare in qualsiasi posto d'Italia. Lo capisci solo se alleni la Juve [...]. Quando sei così attaccato all'esterno ti leghi all'interno. ([[Maurizio Sarri]])
*Ciò che distingue la Juve dalle altre squadre è soprattutto la mentalità: non abbassare mai l'attenzione, non mollare e lottare tutti i giorni per vincere. Un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere come tutte le persone che lavorano intorno a noi hanno una disciplina veramente importante e una mentalità che ha portato la Juve a vincere così tanto. ([[Tomás Rincón]])
*Ciò che mi ha subito colpito positivamente è stata la mentalità vincente. Qui è come se ti impiantassero un chip appena arrivato [...]. Capisci subito che si gioca sempre per vincere [...]. Alla Juve c'è grande comunicazione e un ambiente molto unito. Dai compagni al tecnico e allo staff, mi hanno tutti aiutato a inserirmi rapidamente. Ci si parla tanto e c'è un costante confronto, fondamentale per crescere. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*{{NDR|Sugli ambienti di lavoro nella Juventus e nel [[Associazione Calcio Milan|Milan]]}} Come ambienti più o meno sono simili, due città [Torino e Milano] che ti lasciano vivere tranquillo, senza troppe pressioni. I metodi di allenamento sono diversi perché in base ad ogni allenatore le cose cambiano. Il resto più o meno è lo stesso, sono due grandi società con le stesse ambizioni, la stessa voglia di vincere, quindi siano le, penso, le due più grandi società italiane più conosciute anche in giro per il mondo. Quindi non ci sono tante cose diverse. ([[Andrea Pirlo]])
*Come dicono a Torino? "Vincere non è importante: è l'unica cosa che conta"<ref>In riferimento alla frase di [[Giampiero Boniperti]]: «Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.»</ref>. Dovrebbero aggiungere: "E non ci interessa tanto come". ([[Morgan De Sanctis]])
*– Come il giocatore della Juve?<br />– Scusa, Alice – si intromise Massimo. – Va bene che siamo al bar, ma anche alle volgarità c'è un limite. Certe parole qui preferirei che tu non le dicessi. ([[Marco Malvaldi]])
*– Comunque sarà forte la tua Juventus, va...<br />– Cos'hai da dire sulla mia Juve?<br />– Ah, io niente. Non ho niente da dire io! Il tempo mi darà ragione: è una squadra senza futuro. (''[[Il Grande Torino]]'')
*Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell'aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c'è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto. ([[Edgar Davids]])
*Con la Juventus sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me, e a volte sono andato oltre... La Juventus è uno [[stile]], un grande insegnamento di vita. ([[Antonio Cabrini]])
*Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi. ([[Francesco Totti]])
*Contro la Juve avevi sempre rispetto per la squadra e per i giocatori che avevano e quando si diceva che loro vincevano con un aiuto, ti dico la verità, forse potevano vincere lo stesso anche senza queste cose. I giocatori sul momento non pensano che se fischiano qualcosa o succede qualcosa di particolare sia per un motivo, quando giochi non ti rendi conto di questo. Lo capisci dopo, quando è venuto fuori quello che succedeva, che chiudevano gli arbitri e altre cose. Poi, ognuno sa bene cosa ha fatto bene e cosa ha sbagliato. ([[Álvaro Recoba]])
*{{NDR|Una volta a [[Pietro Secchia]]}} Cos'ha fatto ieri la Juve? [...] E tu pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juve? ([[Palmiro Togliatti]])
*Credo che il tifoso della Juventus, quando metti cuore e anima in mezzo al campo, te lo riconosce e ti vuole bene: la dimostrazione siamo io, Giaccherini, Padoin e non solo. Giocatori che ovviamente, se consideri che alla Juventus sono arrivati campioni [come] Zidane, Del Piero, Trezeguet e tanti altri, non sono paragonabili a livello tecnico, però la Juventus ha avuto sempre nella sua storia un'identità ben precisa, nel senso che a fianco a Zidane giocavano Porrini, Torricelli, Pessotto, Birindelli... mentre in quegli anni lì, al fianco di Pirlo a Tevez, io e altri eravamo quelli chiamati a mettere quello spirito e quella voglia a supporto. ([[Simone Pepe]])
*Da avversario la Juve è sempre stata una squadra difficile da affrontare. Si tratta di un club che ha vinto tantissimi titoli ed è molto rispettata da tutte le avversarie, in Italia e in Europa. ([[Ángel Di María]])
*Da esterno, ho sempre detto che della Juventus mi colpiva la mentalità con la quale i bianconeri affrontavano ogni partita. Ora che sono qui, mi sono accorto di cosa c'è dietro, delle ore di lavoro costante, dello spirito di sacrificio e della voglia di vincere e arrivare lontano. Credo che sia questo a fare la differenza tra la Juve e le altre squadre. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|«Avete delle squadre rivali in Italia?»}} Della Juventus? Tutte! [ride, ''ndr''] ([[Pauline Peyraud-Magnin]])
*Dire che la Juve ruba è come dire che rubano i politici, può essere vero ma non basta. E infatti la teoria sull'appropriazione indebita di scudetto prende regolarmente vigore a marzo, e al termine di un processo temporale costante. Ad agosto sono tutti campioni d'Italia. A settembre sono fiduciosi e in rodaggio. A ottobre basta recuperare un paio d'infortunati e ci siamo. A novembre il distacco dalla vetta è serio, ma ce la giochiamo fino in fondo. A dicembre c'è ancora lo scontro diretto e la Champions porta via energie, e avanti così fino a marzo, quando la Juve è avanti di quindici punti, e allora ruba. ([[Mattia Feltri]])
*È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [...] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|forniti alla Nazionale]]; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*{{NDR|«Tifoso della Juventus sin da piccolo, cosa vuol dire poter indossare la maglia bianconera?»}} È il coronamento di un sogno. Sin dai primi calci che tiri al pallone sogni di diventare professionista e di indossare quella maglia. Un sogno difficile da realizzare, ma proprio per questa ragione, ancora più emozionante quando si avvera. ([[Massimo Carrera]])
*[«La Juve ruba»] è il solito ritornello di chi non vince. Ma non ci faccio più caso. Se, come la Juve, abitui tutti a vincere, è normale che al minimo errore ogni cosa venga ingigantita dagli altri, soprattutto da chi non vince. ([[Sebastian Giovinco]])
*{{NDR|«Cosa significa la Juve per te?»}} È il grande amore che si trova solo una volta nella vita. ([[Martina Rosucci]])
*È professionale, seria e nessuno è più grande del club. Hanno avuto alcuni grandi giocatori nel corso della loro storia, come [[Michel Platini]], [[Liam Brady]], [[Roberto Baggio]], [[Zinedine Zidane]] e [[Alessandro Del Piero]], ma la Juventus è venuta sempre prima dei singoli, e questo è ottimo, è proprio come dovrebbe essere. ([[Slaven Bilić]])
*È pur sempre la Juventus e contro i bianconeri non esistono partite facili. ([[Alex Ferguson]])
*È sempre stata una società strutturata, organizzata, moderna. La prima ad avere un organo di stampa. Quando l'intreccio con la famiglia Agnelli si è fatto stretto si è desuta la modernità che derivava dalla cultura industriale della famiglia. La Juventus è sempre stata nel calcio italiano, con gli alti e bassi sportivi, un po' più avanti della contemporaneità. ([[Walter Veltroni]])
*{{NDR|Dopo le polemiche scaturite in seguito all'arbitraggio di uno Juventus-Bologna 1-1 del 27 agosto 2023}} È una storia che si trascina da 25 anni. Quando mi dicono 'Pagliuca ce l'ha con la Juve, è un anti-juventino', confermo di esserlo. Lo sono diventato per forza di cose. Se metto in fila i fatti come faccio a non essere anti-juventino? ([[Gianluca Pagliuca]])
*{{NDR|Sulla frase «la Juve ruba» nel 2016}} È una fesseria da bar e la lascio volentieri ai bar da dove proviene. Seriamente, non posso accettare una frase di questo genere e non sono tifoso, non mi piace fare il tifoso e non voglio mai fare il tifoso. Come si fa, di fronte a una squadra che vince con il record di punti o da imbattuta, tirare fuori un concetto del genere se non per gelosia? La Juventus che giocava in Serie B o faticava negli anni successivi provocava molte meno polemiche, questo significa che il problema non è che "la Juve ruba", ma che "la Juve vince" e vince tanto, quindi diventa antipatica e innesca ragionamenti distorti come questo. ([[Graziano Cesari]])
*Entrambi, Juventus e [l'azienda automobilistica] Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano. ([[Sergio Marchionne]])
*Essere alla Juventus, anche per un anno, è una fortuna troppo grande, per mentalità, educazione e dedizione. Ti crei un bagaglio che porterai con te per tutta la vita. ([[Fabio Paratici]])
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai. ([[Claudio Marchisio]])
*Essere juventino voleva dire un favore, un onore; voleva dire garbo, senso dell'ognuno, [[lealtà]] e, naturalmente, [[cultura]]. ([[Giuseppe Hess]])
*[La juventinità] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi. ([[Giuseppe Furino]])
*Fin dalla prima volta in cui sono entrato nello spogliatoio della Juventus, vedendo i volti dei miei compagni, ho capito una cosa: "Qui bisogna vincere e basta". ([[Rodrigo Bentancur]])
*Fondamentalismo juventino, l'unico a cui sono fiero di appartenere. ([[Pietro Sermonti]])
*{{NDR|Negli anni trenta del XX secolo}} Gente di poche parole, dura a morire, negata agli scoppi dello entusiasmo, alle vittorie maramalde, con punteggi troppo pesanti. Ha la passione di vincere, e conosce l'arte di perdere bene. ([[Carlo Bergoglio]])
*{{NDR|Nel 2012}} Gentile John Elkann, Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[Stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. ([[Marco Travaglio]])
*Gli arbitri sbagliano con tutti, ma quando lo fanno con la Juve la gente pensa male per quello che è successo in passato. Chi deve arbitrare la Juventus ha addosso molta più pressione degli altri. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*Grazie Juventus per avermi insegnato a vincere! ([[Enzo Maresca]])
*Ho allenato qua [a Torino] due anni, mi sono trovato molto bene con la [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria]], con una parte della tifoseria, con la società. Ho imparato moltissimo in questa società, poi ho avuto dei problemi con alcuni tifosi, ma cosa posso dire? I due anni che ho passato qui mi hanno aiutato moltissimo a crescere. ([[Carlo Ancelotti]])
*Ho rifiutato tre volte il passaggio alla Juventus. Lì vogliono solo i soldatini, sul binario, sempre dritti. ([[Antonio Cassano]])
*Ho avuto la fortuna di far parte di questa grande famiglia e grande club, che ha un dna unico come altre squadre. Difficilmente cambierà. Può essere modellato, ma non cambiato. Il dna di ogni società va rispettato. ([[Massimiliano Allegri]])
*{{NDR|In riferimento ad episodi arbitrali}} Ho sempre detto che la Juve è la più brava in assoluto, se gli altri sono bravi a 360, la Juve lo è a 361 gradi. ([[Davide Ballardini]])
*Ho sempre pensato che la Juventus avesse una marcia in più, anche prima, quando ci giocavo contro e adesso lo sento sulla mia pelle, il motto "Fino alla fine" è ciò che ci rappresenta, quindi anche quando le cose non girano perfettamente sappiamo che abbiamo molta forza e determinazione per rialzarci. ([[Agnese Bonfantini]])
*Ho subito odiato la Juve ancor prima di capire di calcio. I motivi c'erano: [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] era per la Juve, i missini erano per la Juve e così i romagnoli. Tutti schierati dalla parte del più forte perché come diceva [[Ennio Flaiano|Flaiano]] l'italiano è sempre il primo a soccorrere i vincitori. ([[Carlo Laurenzi (scrittore)|Carlo Laurezi]])
*I grandi tornei si vincono con grandi difensori, bisogna prendere esempio dalla Juventus, dove la difesa è un'arte. ([[Hugo Broos]])
*''I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | di tornare a rubare, | il cuore dei Fansi.'' ([[Checco Zalone]])
*''I Juventini siamo piccoli eroi, | gli unici martiri i capi spiatoi, | perché siete gelosi, | siete gente invidiosi | di una squadra gloriosi | come noi. || I Juventini non ammollano mai, | pure che stiamo pieni pieni di guai, | noi sappiamo aspettare, | di tornare a sognare, | forza Vecchia Signora, | dacci tanti trofei.'' ([[Checco Zalone]])
*{{NDR|Sul presunto trasferimento al Valencia in una lettera ai dirigenti del club spagnolo}} I soldi non valgono l'amore per una maglia e io ne ho due, una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconera]] e una azzurra. ([[Umberto Caligaris]])
*Il gioco del calcio in Italia senza la Juventus sarebbe impensabile. ([[Giorgio Bocca]])
*Il palmarès dei bianconeri sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l'impressione di andare al lavoro in fabbrica. ([[Zbigniew Boniek]])
*Il problema non è tanto l'imperativo categorico della [[vittoria]], sempre e in ogni partita, quanto il fatto che ogni successo duri lo spazio di una doccia. Usciti dallo spogliatoio, quelli della Juventus devono già pensare alla partita successiva. Da vincere. E se alla fine di tutte arriva un trofeo, viene sistemato nella bacheca del [[J-Museum|Museum]] un paio di giorni dopo il giro con il pullman scoperto (quando si fa) e poi via a pensare come riuscire ad alzare il successivo. Certe cose si respirano subito e all'inizio può mancare il fiato, ma la Juventus è questa, anzi anche questa, perché sono tante le zavorre che fanno pesare quella maglia.<ref group="fonte">Citato in ''Ecco perché pesa la maglia della Juve'', ''Tuttosport'', 23 gennaio 2016, p. 6.</ref> (Guido Vaciago<ref name=gds/>)
*Il punto forte di questa squadra è proprio essere come una [[famiglia]]: si soffre e si gioisce insieme. Se giochi, sai che gli altri fanno il tifo per te, se non giochi fai il tifo per gli altri e sei contento se fanno gol. Alla Juve funziona così. ([[Álvaro Morata]])
*{{NDR|Nel 2005}} In 108 anni di vita la Juventus ha centrato vittorie importanti, momenti emozionanti, ha regalato moltissime gioie e qualche dolore, ma ha sempre fatto sentire i suoi tifosi al centro del mondo così come i suoi campioni: Boniperti, Sivori, Charles, Bettega, Rossi, Platini, Baggio, Vialli, Del Piero, Zidane, Trezeguet, Nedvěd e Ibrahimović... sono solo alcuni dei campioni che hanno fatto sognare l'immaginario collettivo del popolo bianconero.<br/> È grazie al lavoro di tecnici straordinari come Carniglia, Trapattoni, Lippi, Capello... la bacheca juventina può essere considerata giustamente tra le più ricche e prestigiose d'Europa. E dietro 100 anni di successi bianconeri c'è un marchio di fabbrica che non tradisce mai, quello della famiglia Agnelli, da sempre garanzia di qualità e continuità!<ref group="fonte">Dal documentario ''Grande Storia della Juventus'', Rai Trade, ''Corriere della sera'' e ''La Gazzetta dello Sport'', 2007, EAN 8032807021621</ref>
*{{NDR|Nel 2023}} Indossare la {{sic|[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Maglia Bianconera]]}} è stato un privilegio senza eguali. Ho vissuto trionfi incredibili, sollevando trofei di Serie A e coppe con una squadra straordinaria, piena di campioni indimenticabili. Oltre ai successi sul campo, giocare per la Juventus significava far parte di una famiglia. Il tutto è stato possibile grazie al grandissimo lavoro della famiglia Agnelli che in questi 100 anni hanno creato successo e trasmesso lo [[Stile Juventus|{{sic|Stile}} Juve]], trasformandolo in un simbolo di {{sic|Storia}} e tradizione. Quegli anni sono stati il capitolo più bello della mia carriera, un'esperienza indimenticabile. Sono grato per aver fatto parte di questa società storica, una parte della mia vita che porterò sempre nel cuore. ([[David Trezeguet]])
*Io, innanzitutto, sono stato [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoso della Juve]] e per chi è come me, figlio di italiani emigrati in [[Australia]], il [[Colori e simboli della Juventus Football Club|bianconero]] è stato un simbolo che unisce una comunità. ([[Joe Montemurro]])
*Io amo l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e apprezzo la Juve, a modo mio. Credo che «le due squadre siano necessarie alla reciproca fama», come ha scritto [[Gianni Riotta]] (interista). Per questo non ho mai tifato contro i bianconeri. Io voglio che la Juve esista e continui a sorprendermi. Mi piace vedere come ogni stagione riesca a pasticciare una maglia che non è mai stata entusiasmante. ([[Beppe Severgnini]])
*{{NDR|Nel 2011}} Io oggi passo per nemico dei bianconeri, ma 30 anni fa ero tifoso della Juventus. Per me quella bianconera è una formazione storica del campionato italiano. Il problema è che qualche volta con la Juve hanno lavorato dirigenti che hanno fatto fare brutte figure alla società. ([[Zdeněk Zeman]])
*{{ndr|Nel 2017}} Io sono contro la Juve, prima di arrivare a [[Cagliari]] odiavo la Juve a prescindere [...]. Ti dico solo che io odio la Juve, se potessimo aver vinto col [[Cagliari Calcio|Cagliari]] contro la Juve avrei dato alcuni di miei coglioni per vincere la partita perché odio la Juve. Quando stavo a Cagliari non ho mai perso allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] col Cagliari, mai perso solo pareggiato. Mai perso. Hanno vinto solo lo scudetto quando hanno giocato a Trieste, allo Juventus Stadium mai perso. Odio la Juve perché hanno sempre vinto per un [[calcio di rigore|rigore]], per una punizione... Io sono venuto alla [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] perché volevo vincere [...] volevo vincere contro la Juve che aveva sempre avuto quest'aiuto. ([[Radja Nainggolan]])
*Io sono anti-juventino per antonomasia: l'anti-juventinismo è una malattia da cui non si guarisce, si ha fin da bambino. Se fanno una cura per guarirla, sarò il primo paziente! ([[Andrea Pucci]])
*Io tifo Juventus e nessun giocatore potrà mai dirle di no. Ripeto, nessun giocatore al mondo può rifiutare una loro offerta. La Juve è una delle squadre più grandi al mondo e quando ti fanno squillare il telefono, non puoi pensarci più di tanto. Devi accettare il più velocemente possibile! Indossare quei colori significa lasciare il sangue ad ogni allenamento e ad ogni partita. Perché la Juventus è una famiglia, una squadra di guerrieri, una squadra nata per essere campione sempre ogni anno. ([[Douglas Costa]])
*Juventus e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno. ([[Sergio Marchionne]])
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza. ([[Sergio Brio]])
*Juventus uguale FIAT uguale potere. ([[Helenio Herrera]])
*{{NDR|Nel 2014}} L'abito, si sa, fa l'intonaco. Ma, nel caso della Juventus, l'abito fa spesso anche lo stronzo. Se ne contano a centinaia di casi. Non si capisce perché. Sta di fatto che la Vecchia Signora, soprattutto da quando accomoda le chiappe nel bollore erotico del [[Juventus Stadium|nuovo stadio]], somiglia sempre più alla mamma di ''[[Psycho]]''. È come se un logos malefico riprogrammasse le menti, tipo plagio. Arrivi a Corso Galileo Ferraris 32 che sei una persona normale e, dopo un po', diventi [[Roberto Bettega|Bettega]] o Giraudo. Se sei già [[Luciano Moggi|Moggi]] in natura, sei facilitato, non c'è problema. E, cioè, un mostro d'arroganza, un pitbull pronto a sbranare le creature a Parco Valentino, che va in giro ostentando t-shirt, tweet e cazzate da machoman del tipo: "Per noi conta solo vincere". ([[Giancarlo Dotto]])
*L'amore del Sud per la Juventus scaturisce dal gioco dei contrasti: La [[Quinquennio d'oro|Juventus del Quinquennio]] ha caratterizzato l'evoluzione del calcio italiano e ha dominato per lungo tempo il campionato, ha dato esempio di rigorosa organizzazione, di equilibrio tecnico, di elevato spirito sportivo, proprio nel periodo più oscuro del calcio meridionale, allorché nel Sud il football era ancora in una fase pionieristica e confusa, e ancora non si intravedono i segni del suo sviluppo... Mancano nel Sud, nei confronti della Juventus, quelle venature di asperezza, di invidia, di risentimento che scaturiscono dalla rivalità. [[Genova]] si sentiva ferita... [[Milano]] e [[Bologna]] vedevano nella Juve un'antagonista... Nel Sud, no. Non c'erano motivi di contrasto, non esistevano ambizioni rivaleggianti. ([[Luigi Palumbo|Gino Palumbo]])
*L'anima juventina è un complesso modo di sentire, un impasto di sentimenti, di educazione, di bohemien, di allegria e di affetto, di fede alla nostra volontà di esistere e continuamente migliorare. ([[Enrico Canfari]])
*L'avversaria più forte e, insieme, una patente di grandezza. Se la affronti con possibilità di vittoria concrete – e io sono stato fortunato, mi è successo di prevalere più di una volta – vuol dire che il tuo valore è elevato. È automatico. ([[Roberto Mancini]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} l'emanazione dello spirito che fa quadrato per vincere, anche contro ogni previsione. ([[Edi Rama]])
*L'odio viscerale e irrazionale per la Juventus ha due cause. La prima è l'incurabile campanilismo degli [[italiani]]. L'[[italiano medio]] è un provinciale e quindi la Juventus, che ha la "colpa" di vincere molto essendo al contempo la squadra italiana meno vincolata a un territorio, diviene il bersaglio privilegiato delle frustrazioni di chi, essendo "periferico" si arrocca nella sua marginalità e sfoga il proprio livore su chi da tale marginalità non è afflitto. [...] La seconda causa consiste nel fatto che, nell'essere una delle poche vere eccellenze italiane, la Juve risulta per paradosso un'entità pochissimo italiana. La capacità di programmare e raggiungere gli obiettivi, la serietà dell'ambiente, uno stile di comunicazione rivendicato e riconosciuto (malgrado qualche inevitabile caduta) in tutto il mondo sono caratteristiche talmente rare, in Italia, da generare invidia e rancore: costringono infatti l'italiano medio a un confronto, e dato che l'esito del confronto è impietoso, la reazione sono le calunnie, le sistematiche accuse di furto, il doppiopesismo nella valutazione degli episodi di gioco, la completa indisponibilità a riconoscere il merito. ([[Giuseppe Pollicelli]])
*La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. ([[Miralem Pjanić]])
*{{NDR|«Cos'è secondo te che differenzia la Juventus da tutte le altre squadre nel mondo?»}} La fame per la vittoria. Un'eredità senza precedenti. Il più importante contributo in termini di giocatori donati alle vittoriose nazionali italiane. Una sorta di maledizione con le finali di Champions League, qualcosa che mi permetto di connettere alla natura esoterica di Torino e all'eterna dinastia della famiglia Agnelli. ([[Carlo Pastore]])
*La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C'è una cultura del lavoro diversa rispetto all'estero. Io sono stato al [[Manchester United Football Club|Manchester]]: sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, perché tutti gli scudetti non è che li abbiamo rubati: è il lavoro, fino alla fine. ([[Paul Pogba]])
*{{NDR|«Cos'ha imparato alla Juve?»}} La gestione delle sconfitte: tre finali di Champions, uno scudetto sfumato sotto la pioggia a Perugia due mesi prima dell'Europeo svanito al golden gol. Ma noi non abbiamo mai pianto. Ecco, alla Juve ho vinto tanto e ho imparato a perdere. ([[Mark Iuliano]])
*La Juve di [[Marcello Lippi|Lippi]] e quella di [[Fabio Capello|Capello]]? Erano squadre fortissime, abituate a vincere con giocatori straordinari ed era la squadra da battere in Italia. ([[Andrea Pirlo]])
*La Juve è davvero diversa. C'è un'ossessione per la vittoria, sempre, l'ossessione di rimettersi sempre in gioco, non c'è mai tempo per la soddisfazione, per festeggiare perché davanti c'è sempre la prossima sfida da vincere. Al mio arrivo ho visto dei guerrieri, dei giocatori con questa mentalità e ho capito perché è questo il club che vince. ([[Miralem Pjanić]])
*La Juve è l'immagine di [[Torino]] nel mondo. ([[Piero Fassino]])
*La Juve è l'unica squadra i cui [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*La Juve è la Juve. Insieme all'Inter è l'avversario di sempre. Abbiamo avuto anche il Napoli alla fine degli anni Ottanta, poi un po' le romane, però alla fine la lotta si è sempre fatta soprattutto con la Juventus per quanto riguarda i campionati, e con l'Inter per la rivalità storica della città. Quindi, la Juve rimane sempre la Juve. Più si va avanti con la carriera e più speri di giocare questo tipo di partite. Sono queste le partite che danno qualcosina in più, non devi andare a cercare nel fondo del barile le emozioni, perché escono naturalmente.<br/> [...] È una società ambiziosa per tutto quello che ha vinto, per la storia, per il passato e credo anche per quello che potrà essere il futuro... ([[Paolo Maldini]])
*La Juve è la Juve da più di cento anni e potrà sempre sperare di avere un futuro dalla sua parte. ([[Paulo Sousa]])
*La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so dire cosa, ma sono orgoglioso di farne parte. ([[Gaetano Scirea]])
*La Juve è sempre la Juve, ci sono squadre che hanno la vittoria nel DNA e la Juventus è tra queste. ([[Emilio Butragueño]])
*La Juve è storia, tradizione, è un pezzo del Paese, è un'immagine dell'Italia nel mondo. Ciò comporta una grande responsabilità, perché ogni giorno devi rispettare il nome che porti. Ma la Juve è di più: è un valore ideale e morale, è quello [[Stile Juventus|stile]] che deve tantissimo alla classe degli Agnelli. Molto del consenso intorno a noi è il risultato dei successi nazionali e mondiali, nei quali inserisco anche i giocatori dati alla [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale]]. Dalla nascita sulla panchina di Corso Re Umberto, la Juve è stata al centro della vita sociale, civile e culturale del Novecento. È interclassista: aristocrazia sabauda e immigrati che negli anni '60 arrivavano a [[Torino]]. È bipartisan: i comunisti e i monarchici. ([[Vittorio Caissotti di Chiusano]])
*La Juve è un club con una storia ben precisa, con un'idea e un'identità ben precisa, e quindi indipendentemente dal periodo a noi giocatori spetta dare il massimo e far di tutto per vincere. È una questione di responsabilità, di attaccamento alla [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia]]. ([[Fabio Miretti]])
*La Juve è un fenomeno da studiare, ma non solo per il ruolo da collezionista di trionfi che si è guadagnata sul campo. Ha saputo trasferire al calcio italiano, attraverso la sua strabiliante evoluzione, anche un concetto di autentica modernità. ([[Alessandro Vocalelli]])
*La Juve è una donna, un'amante che torna all'innamorato dopo l'adulterio di una sconfitta. ([[Jean Cau]])
*La Juve è una scuola, ti aiuta a crescere e maturare. ([[Mauro Germán Camoranesi]])
*{{NDR|Nel 2017}} La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Tutto qui. A Cardiff come a Berlino. Ad Atene come a Monaco di Baviera: in Grecia una squadra composta da campioni del mondo si afflosciò contro l'Amburgo di Magath mentre in Germania la Juve campione in carica venne umiliata da un Borussia di reduci e di scarti. E poi tutte le altre finali, vergognosamente perse per mancanza di hybris, cioè di quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che Coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi: la Juve, ne ho preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale. Un potere che ci fa vincere 33 scudetti; gli ultimi sei di fila e per questo si scomoda l'espressione LE6END, leggenda. Un potere che ci fa pensare superbamente di averne vinti 35 sul campo, roba che se anche fosse vero non lo direi perché tre stelle e solo due Coppe dalle Grandi orecchie in bacheca allora sei davvero un eroe perdente. Peggio di Ettore. ([[Gianluigi Paragone]])
*{{NDR|Nel 2018}} La Juve ha costruito il suo grattacielo [...] seguendo una logica imprenditoriale che rappresenta la sua prima marcia in più, il valore assoluto che la separa dalla concorrenza. Un dominio che nasce da una società strutturata con i meccanismi di un'azienda. Ogni mossa ha un significato, una ragione scientifica. ([[Alessandro Vocalelli]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. [...] I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juve ha tutto per rendere molto gelosa una gran parte dell'Italia. Gioca a [[Torino]], una città del nord con una reputazione d'austerità e che ha dato numerosi intellettuali e uomini di stato alla Penisola. È di proprietà della famiglia Agnelli, i Kennedy ''made in Italy''. La FIAT è il simbolo del capitalismo transalpino... Per tutti questi motivi, allo stesso tempo si può rilevare che questa squadra è odiata da molti italiani che non si riconoscono in tale modello. [...] È quasi una sorta di anti-Italia. Non per niente si chiama La Vecchia Signora. [...] Non c'è amore per la Juve, ma solamente il rispetto per una persona anziana e degna. ([[Franco Ferrarotti]])
*La Juve infatti è la città di [[Torino]], è la famiglia Agnelli, è il genio italiano che impediva al capitalismo più ricco e potente di diventare arrogante e meschino, è il campione fuori dagli schemi, è la valorizzazione di tutto ciò che non è scontato, è la distrazione colta e di talento, è l'unità d'Italia, sono gli emigranti meridionali che solo il pallone rendeva aggraziati e ben fatti, goffi nella vita ma bellissimi in campo, uomini generosi che per conquistarsi il diritto di esserci carezzavano la palla e usavano i piedi come due mani di pianista. ([[Francesco Merlo]])
*La Juve non perde perché non si disperde. ([[Bruno Roghi]])
*La Juve o la ami o la odi, gli altri la odiano e chi la ama siamo solo noi juventini. ([[Manuel Locatelli]])
*La Juve può cambiare tutto, schieramento e uomini, ma la sostanza non cambia mai. Ha successo perché è umile davanti alla vittoria. ([[Paolo De Paola]])
*{{NDR|Nel 2008 rispondendo a chi chiedeva: «Ricordi d'Italia?»}} La Juve, soprattutto. Addosso ho ancora i segni di Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un'italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Bokšić, Del Piero: dopo sapevi di aver giocato al massimo. ([[Ryan Giggs]])
*La Juve si identificherà sempre in un Agnelli. ([[Gian Paolo Montali]])
*La Juve ti resta dentro. Lo [[Stile Juventus|stile Juve]] lo vedi invece nel parlare, nel vestire, nel comportarti. È una scuola di vita. Scherzando, posso dire che è come un servizio militare. Non si può sgarrare. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juve vince perché è più forte, la Juve vince perché ha più carattere, la Juve vince perché è più organizzata, la Juve vince perché ha uno stadio sempre pieno, la Juve vince perché non si lamenta, la Juve vince perché insegue la realtà e non i sogni, la Juve vince perché dimentica di aver vinto. ([[Paolo De Paola]])
*La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffè insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos'hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d'Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito? ([[Luigi Radice]])
*La Juventus arrivando prima degli altri, diventa in fretta modello per gli altri, anche se non è l'unica. Alla Juventus c'è una riflessione su sé stessa, che ci porta anche ad altre considerazioni. La società bianconera rifiuta completamente l'identificazione con una città. Uno di loro scriveva in una tesi che la società che rappresenta Torino, sia chiaro, è il [[Torino Football Club|Torino]], la Juventus è rappresentata su scala planetaria. ([[Felice Accame]])
*La Juventus ci ha portato via anche il medico: eppure nella provincia di Torino di dottori ce ne sono almeno novemila. ([[Ernesto Pellegrini]])
*La Juventus con poco fa molto. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. Insomma la Juve è una donna, un'amante e una madre tutto assieme. È Venere che qualche volta ti mette le corna ed allo stesso tempo è la Madonna sempre vergine. Pagana e cattolica. ([[Jean Cau]])
*{{NDR|Nel 2014}} La Juventus è ancora la razza padrona, contano poco gli organici. I campionati si vincono anche nei corridoi, per telefono, mica solo in campo. ([[Aldo Agroppi]])
*La Juventus è come l'[[Fenice|Araba Fenice]]: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza. ([[Joseph Blatter]])
*La Juventus è continuità nel tempo. Il segreto più semplice e anche il più difficile da mantenere per ambire a realizzare grandi progetti. ([[Sara Gama]])
*{{NDR|Nel 2011}} La Juventus è il più grande pilastro dell'organizzazione calcistica italiana, la società che ha vinto il maggior numero di [[campionato italiano di calcio|scudetti]]. I suoi giocatori hanno vinto tutto anche con la maglia della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale italiana]]. La famiglia Agnelli si identifica da sempre con la Juventus. [[Andrea Agnelli|Andrea]] ha un grande ruolo ed una grande responsabilità, [[Umberto Agnelli|suo padre]] è stato presidente della FIGC. ([[Franco Carraro]])
*La Juventus è la società più strutturata tra quelle dove ho giocato. Dalla dirigenza ai tifosi, tutti hanno chiaro il ruolo. E i giocatori sanno di venire dopo l'istituzione. È una forza che permette al club di restare ai vertici. ([[Patrick Vieira]])
*La Juventus è qualcosa di diverso da tutto il resto. Quando sei fuori da quel mondo, senti sempre parlare della loro mentalità. Ti sembra un discorso finto, poi ci entri e capisci cosa vuol dire: è la storia che si tramanda. Devi vincere perché quelli prima di te lo hanno fatto e quelli dopo lo faranno. ([[Simone Pepe]])
*La Juventus è stata un esempio per il mio Manchester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocassette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tattica o la tecnica, quella ce l'abbiamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella voglia di vincere. ([[Alex Ferguson]])
*La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori. ([[Roberto Bettega]])
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre. ([[Giorgio Chiellini]])
*La Juventus è un'istituzione come nessun'altra nel mondo del calcio; la ''Vecchia Signora'' è un'[[icona]] nazionale dell'Italia in un modo che non ha eguali in tutta Europa. In Spagna, questa iconografia è complicata dalla rivalità tra il [[Real Madrid Club de Fútbol|Madrid]] in [[Castiglia]] e il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]] [[Catalogna|catalano]]; in termini inglesi, si potrebbe solo paragonare la Juventus a un'entità che combina il [[Liverpool Football Club|Liverpool]] e il [[Manchester United Football Club|Manchester United]] con l'Aston Villa di un tempo. Il [[Fußball-Club Bayern München|Bayern Monaco]], pur essendo stato fondato nel 1900, non ha tale storia, avendo vinto il titolo tedesco solo una volta prima del 1969. ([[Ed Vulliamy]])
*La Juventus è un altro mondo. [...] Ricordo che l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] mi diceva: "Mister, noi come Juve abbiamo il dovere di essere protagonisti, ma non l'obbligo di conquistare ogni volta lo scudetto". La Juventus è la Juventus. Ha uno [[Stile Juventus|stile]] e un equilibrio. A volte non ha comprato il giocatore perché non voleva offendere i cassaintegrati della Fiat. ([[Giovanni Trapattoni]])
*La Juventus è un avversario scomodo. È un mito del calcio europeo, è come il Real Madrid, ha storia e tradizione. ([[Jupp Heynckes]])
*La Juventus è un club abituato a vincere e la vittoria di un trofeo, anche se importante, viene subito archiviata. ([[Angelo Peruzzi]])
*La Juventus è un colpo di forbice, un taglio netto e profondo sulla pelle del tifo. O con lei o contro di lei. Solleva passioni, alleva rancori, semina invidie: che, non di rado, sono un tributo al merito. ([[Roberto Beccantini]])
*La Juventus è un grande club che onora l'Italia calcistica da sempre, in tutto il mondo, quindi è un fiore all'occhiello del calcio italiano.<ref group="fonte">Da un'intervista per ''Sky Sport 24''; trascritta in ''[http://www.tuttojuve.com/?action=read&idnotizia=138973 Valentini (direttore generale della FIGC): "29 o 31? Complimenti alla Juve, fiore all'occhiello del calcio italiano, ma le regole e le sentenze vanno rispettate. Pirlo lascia la Nazionale nel 2014? Effetto malinconico, pronti ad accoglierlo nell'ambiente azzurro"]'', ''Tuttojuve.com'', 6 maggio 2013.</ref> (Antonello Valentini<ref>Direttore generale della F.I.G.C.</ref>)
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus è un po' come la [[Democrazia Cristiana]]: anche quando gioca male, sempre al vertice, un po' più in basso, un po' più in alto, ma è sempre al vertice. ([[Carlo Donat-Cattin]])
*La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di [[Milano]] e [[Roma]], e i giocatori possono prepararsi al meglio ([[Giovanni Trapattoni]]).
*La Juventus è uno stile di vita che ha attraversato, attraversa e continuerà ad attraversare i confini non solo di Torino, ma dell'Italia e dell'Europa, per emozionare i cuori di milioni di persone, anche nei momenti più difficili perché è proprio in questi casi che si vede chi è davvero bianconero. Chi gioca [[Colori e simboli della Juventus Football Club|per questa maglia]] deve amare questi colori, lottare per loro, essere pronto, se serve, a soffrire, puntando a una sola cosa. Sempre. La vittoria. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*La Juventus è una società solida, incredibilmente forte con un DNA preciso: lì impari a capire, sin dal primo giorno, il significato della parola vittoria; rinnovando ad ogni allenamento la fame e la voglia di non mollare mai. ([[Emerson Ferreira da Rosa]])
*La Juventus è una società storica, non solo per quello che è stato nel suo palmarès e dei risultati fatti, perché così, a memoria d'uomo adesso [...] probabilmente un altro caso in giro per il mondo ci sarà, ma non sicuramente di questa importanza: questa incredibile appartenenza ad una stessa famiglia, col passare degli anni, delle generazioni e con, sempre, esponenti anche della famiglia [Agnelli] esposti in prima persona anche nei momenti magari più complicati sia della città di [[Torino]], sia di famiglia; la FIAT, tutto ciò che ho enumerato, e ce n'è atto: questa è una storia più unica che rara. Insomma, è una eccellenza del [[Italia|Paese]] e non solo del [[Calcio (sport)|calcio]], questo potrebbe essere sicuro. ([[Giovanni Malagò]])
*La Juventus è universale, un patrimonio non soltanto calcistico, ma culturale e sociale. La Juventus è una storia infinita, sempre sospesa tra mito e modernità. La Juventus è il [[caleidoscopio]] dei suoi assi e delle sue conquiste, i presidenti e gli allenatori, le donne e gli uomini che, giorno dopo giorno, lavorano per costruirne i trionfi. La Juventus è il cuore dei suoi milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]], sparsi in Italia e nel mondo. ([[Darwin Pastorin]])
*La Juventus era una squadra che non avevo mai amato e che probabilmente non amerò mai, [...]. La Juventus era un ambiente totalmente nuovo per me. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l'ingranaggio di una grande azienda. Per il sentimento, prego rivolgersi altrove. Sul lavoro tutto bene, fuori zero contatti. ([[Carlo Ancelotti]])
*La Juventus ha 10 milioni di amici su Facebook. La particolarità è che sono tutti arbitri. ([[Gene Gnocchi]])
*La Juventus ha significato per me cose grandiose, che mi pare persino di non poter mettere sulla carta. Vorrei che fosse chiara una cosa: noi calciatori siamo legati al nostro mestiere, che è poi la nostra vita. Chi segna il nostro mestiere con esperienze e insegnamenti, è legato a noi per la vita. ([[Umberto Colombo (calciatore)|Umberto Colombo]])
*{{NDR|Nel 1986}} La Juventus ha vinto sempre, è il partito della maggioranza relativa, la squadra che ha più consenso, partito di governo. ([[Virginio Rognoni]])
*La Juventus mi ha dato tutto. Qui ho acquistato la mia mentalità vincente, quella che ti fa dire che ogni partita è una battaglia. Ho imparato ad essere esigente con me stesso e come affrontare e superare le difficoltà. ([[Pavel Nedvěd]])
*La Juventus non deve temere nessuno, devono essere gli avversari a temerla. Lo impone il nome, il peso della [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] non ha eguali nel mondo. ([[Stefano Tacconi]])
*La Juventus non è solo una squadra che vince tantissimo, è anche un movimento di pensiero, trasversale a tutte le classi sociali.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/champions/2017/05/31/news/champions_il_mondo_juve-166872809/ Champions, ecco i segreti del mondo Juventus]'', ''la Repubblica'', 2 giugno 2017.</ref> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. ([[Italo Pietra]])
*La Juventus per me credo che rappresenti un punto fermo. Come la musica, come le amicizie, come i film belli. ([[Fabri Fibra]])
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus per me è l'insieme di identità, dedizione e vicinanza continue nel tempo per scrivere pagine di sport uniche. Ho l'onore e il privilegio di esserne il {{sic|Capitano}} dall'inizio dell'avventura femminile, alzare trofei è il nostro unico obiettivo, seguendo e mettendo in campo sempre i tre valori cardine elencati. (Sara Gama)
*La Juventus rispecchia il mio modo di pensare e vivere, Nonostante giocassi in una delle squadre più forti del mondo, la caratteristica dominante era il ''low profile'': non eccedere nell'entusiasmo, non esagerare, nel bene e nel male. ([[Gianluca Pessotto]])
*La Juventus? Vincere gli scudetti in questo modo qui non è appagante a livello sportivo. Tanti campioni se ne sono andati e ora capisco perché. Mi fanno un po' pena, devono vincere aiutati. Non si tratta di un furto, vogliono vincere comunque senza fare gli sportivi. Non vogliono confrontarsi ad armi pari. Questa è una mentalità mafiosa per arrivare a qualcosa non attraverso la strada normale ma attraverso scorciatoie. ([[Oliviero Toscani]])
*La Juventus vuole dire vittoria. Ecco il modo più semplice per spiegare la Juve, l'ho detto tante volte in Inghilterra quando mi chiedevano di raccontare il mio periodo italiano e io non avevo tanta voglia di parlare. È semplice, dicevo, alla Juventus si vince. ([[John Charles]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|«Cosa ti ha colpito di più alla Juve?»}} La mentalità vincente che si respira. Quando sei dentro lo percepisci a pieno. Te ne rendi conto subito. A livello di professionalità e di organizzazione, poi, è tutto di una perfezione inaudita e di alto livello. ([[Daniele Rugani]])
*La mentalità vincente dei bianconeri è una delle altre cose immutabili e, in fondo, quello che noi [[Associazione Sportiva Roma|romanisti]] gli abbiamo sempre invidiato. ([[Paulo Roberto Falcão]])
*La mia Juventus. I migliori anni della nostra vita. Accogliente, severa, esigente e orgogliosamente unica. Un tempo indimenticabile, come i suoi protagonisti. Che nostalgia dell'ironia raffinata dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] che con una battuta riusciva a ridarti coraggio e del rigore affettuoso ma inflessibile di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] padre giusto e duro. Una famiglia che non ti abbandona anche quando decidi di volare altrove. ([[Marco Tardelli]])
*La odio ma solo perché è stata la squadra che mi ha fatto impazzire di più in Italia. Non riuscivo quasi mai a batterla e questa cosa mi ha fatto impazzire. ([[Júlio César Soares Espíndola]])
*La prima volta che da ragazzino sono andato in sede alla Juventus, che era situata in piazza San Carlo al di sopra del caffè Torino, ho avuto il piacere di incontrare i fondatori del club. Uno di loro, il commendatore Zambelli, si è avvicinato dicendomi che dovevo alzarmi in piedi e salutarlo in maniera più formale. Questo fa capire come era la Juve in quegli anni, prima di tutto veniva l'educazione. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*La società più società, la squadra più squadra. ([[Carlo Mazzone]])
*La sudditanza psicologica esiste. Sulla Juve occorre fare una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere... ([[Morgan De Sanctis]])
*La Vecchia Signora è uno dei più grandi club d'Europa, è più di un club, se preferite. Io uso molto la Juventus quando parlo ai giocatori, allo staff, a miei amici per chiarire un concetto. «Sì», dico, «il calcio è uno sport, ma alla Juventus è uno sport per uomini». ([[Slaven Bilić]])
*Lasciando perdere le passioni, se la Juventus sta bene il calcio italiano sta bene. ([[Marino Bartoletti]])
*Lascio la sede [...] dopo aver respirato per l'ennesima volta l'atmosfera bianconera, piena del fragrante profumo del successo, che è il succo della filosofia del club e che, insieme con lo [[Stile Juventus|stile]], è il distintivo che la Signora non si toglie mai. ([[Angelo Caroli]])
*Lo dice la storia: non può essere Juventus senza Agnelli, non c'è Agnelli senza Juventus. ([[Mario Pennacchia]])
*Lo spessore e il livello Juventus mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono. ([[Luciano Spalletti]])
*Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat. ([[Vujadin Boškov]])
*Mentre le rivali ricostruiscono stagione dopo stagione, la forza dei bianconeri è quella, invece, di aggiungere qualità. La continuità è difficile da trovare e quando la trovi fa aumentare inevitabilmente il divario. ([[Paolo De Ceglie]])
*Mi hanno insegnato che un giocatore deve sempre pensare alla vittoria. Quando sei in un'altra squadra magari sei portato alcune volte ad accontentarti, alla Juve non puoi. ([[Marco Marchionni]])
*Mi mancano le sfide con la Juventus. Mi sono sempre piaciute, non importa con che maglia la affronti quando giochi contro la Juventus ci sono sempre motivazioni speciali, giochi contro la storia, la tradizione, milioni di tifosi... ([[Ronaldo]])
*Molti [[Campionato italiano di calcio|scudetti]] juventini sono dipesi dalle prodezze dei fratelli Hansen e di Praest, di [[John Charles|Charles]] e [[Omar Sívori|Sívori]], di [[Michel Platini|Platini]] e [[Zbigniew Boniek|Boniek]]. Ma dietro di loro c'erano solide [[Difensore|difese]] tutte [[italia]]ne, le dure fatiche di umili, ma indispensabili gregari come Emoli, Colombo o [[Giuseppe Furino|Furino]], le geniali ispirazioni a [[Centrocampista|centrocampo]] di [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], o addirittura un blocco di sette giocatori capaci di vincere in [[Nazionale di calcio dell'Italia|maglia azzurra]] la [[Campionato mondiale di calcio|Coppa del Mondo]] in [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna]]. E, dunque, chi [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifava]] Juventus, trepidava e gioiva per una squadra di buon tessuto italiano, con il fiore all'occhiello di un paio di campioni stranieri, e godeva per uno scudetto che, per nove undicesimi, era il prodotto di un lavoro autoctono. Anche per questo la squadra bianconera è diventata "la fidanzata d'Italia", oltre che un simbolo di [[Torino]], quanto e talvolta perfino più della Fiat, e un valore aggiunto dell'immagine della famiglia Agnelli. ([[Paolo Garimberti]])
*{{NDR|Sulla Juventus della seconda metà degli anni 1990}} Nella mia carriera non ho mai trovato un avversario così superiore a noi. Non ho mai visto una squadra così forte. ([[Louis van Gaal]])
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva nel 1999: «La Juve degli anni Novanta ha provato a imitarvi?»}} No, no. Loro vincevano, e tanto, anche prima di noi. Diciamo che con l'avvento di Berlusconi siamo riusciti a portarci sugli alti livelli e ci siamo rimasti a lungo. La Juve è sempre stata un esempio per tutti. Le qualità che mantiene nel tempo sono la serietà e la continuità nei successi, altrimenti non avrebbe collezionato 25 scudetti nella sua lunga storia. ([[Franco Baresi]])
*Non ci son stati aiuti o cose che si vuol far passare, la Juve era talmente più forte delle altre che vinceva gli scudetti indipendentemente da tutto. ([[Antonio Cassano]])
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento. ([[Antonello Cuccureddu]])
*Non sono solo un tifoso mi sento un suo amante. Con la Juve sono cresciuto, lì ho passato gli anni più belli della mia vita. Ho dato il meglio di me e a volte, con grande incoscienza, sono anche andato oltre. (Antonio Cabrini)
*{{NDR|Cosa le viene in mente sentendo la parola "Juventus"?}} Notti incredibili, campioni unici. Per anni questa era "la" partita in Europa: Zidane vs Beckham, Del Piero vs Giggs. Ho un rimpianto: ho segnato a moltissime squadre, ma mai alla grande Juve! Ferguson la trattava con rispetto incredibile. A casa mia ho tante di quelle maglie bianconere: da Torricelli a Conte e Montero. A proposito, la prima volta al Delle Alpi, nel 1996, Sir Alex mi disse di concentrarmi su di lui, Montero: dovevo farmi prendere a calci, così Cantona avrebbe avuto spazio. Non funzionò: 1-0 per loro, gol di Bokšić. Oggi mia figlia tifa Juve per un semplice motivo: Andrea Pirlo... ([[Ole Gunnar Solskjær]])
*Ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine". ([[Luciano Spalletti]])
*Orgoglio infinito, la Juventus è la mia patria. ([[Enrico Canfari]])
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da Marcello Lippi durante la seconda metà degli anni 1990}} Per me è, insieme al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] di [[Arrigo Sacchi]] dei primi anni '90 e allo United che vinse il ''double'' nel 1993-94, la squadra che ha avuto il maggior influsso su come credo che il gioco debba essere praticato. ([[Gary Neville]])
*Per noi juventini vincere in Europa ha sempre un sapore speciale, cresciuti come siamo con l'incubo di essere i padroni in casa e dei nessuno fuori. ([[Linus (deejay)|Linus]])
*[Se la Juve fosse uno scrittore, forse sarebbe [[Ludovico Ariosto|Ariosto]]] perché è una squadra classica, e se occorre non poco furiosa.<ref group="fonte">Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/13/paolo-bertinetti-docente-io-juventino-e-tifoso-spurs-e-rushdieTorino20.html Paolo Bertinetti, docente: "Io, juventino e tifoso Spurs e il derby Ariosto-Rushdie"]'', ''la Repubblica'', 13 febbraio 2018.</ref> (Paolo Bertinetti<ref>Scrittore italiano, nel 2018.</ref>)
*Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus. Quando andai dal medico l'ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l'attendeva. Ricordò le prodezze di Galderisi, la sicurezza di Scirea, l'eleganza di Bettega, la sapienza di Furino, l'aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi. ([[Beppe Viola]])
*{{NDR|«Se la Juve fosse un film, che genere sarebbe secondo te?»}} Probabilmente un film d'avventura. Quel tipo di avventura che ti dà la carica e la motivazione, ti mantiene vivo e predisposto a fare sempre un passo in più. Se sei un club come la Juve, crei attese nei tifosi, per questo devi spingerti sempre oltre. Così si tagliano i grandi traguardi. ([[Daniel Alves]])
*Qual è la prima cosa che ho percepito nello spogliatoio della Juventus? La mentalità del lavoro. Penso che è questa l'impressione che ho avuto. Qua si lavora tanto a 360 gradi, puntando sulla prestazione al massimo. Quindi è quella la mentalità che c'è in questo ambiente. ([[Hernanes]])
*Qualsiasi ''cliché'' che ogni nuovo giocatore della Juve racconta sulla cultura della vittoria è vero! Dall'allenatore, al fisioterapia, al personale della cucina... tutti vogliono solo vincere. Questo è tutto. È un'ossessione. Ed è così anche per me adesso. ([[Federico Bernardeschi]])
*Qualsiasi cosa accada mi sentirò sempre juventino. Ho i colori bianconeri nel sangue. ([[Pietro Rava]])
*Quando abbiamo giocato per la prima volta la Champions League loro erano la squadra migliore, loro erano quelli che aspiravamo a essere. ([[Ryan Giggs]])
*Quando arrivai a Torino ero convinto di essere pronto, invece trovai una realtà non uno, ma tre livelli superiori a quanto mi aspettassi. Per concentrazione, professionalità e dedizione al lavoro erano troppo avanti. Adesso è normale trovare queste componenti nei grandi club, ma la Juve ce le aveva già vent'anni fa. [[Ciro Ferrara|Ferrara]] e [[Antonio Conte|Conte]], {{sic|ad}} esempio, avevano fatto la storia, eppure erano sempre in discussione. Vedevi la loro mentalità nel volersi riconfermare ogni giorno, con il sorriso sulle labbra. Grazie a loro, alla Juventus, ai suoi principi, nei futuri momenti di difficoltà continuai ad allenarmi in un certo modo e a reagire. Non a caso, quando per il calcio italiano ero ormai finito, da Bologna in poi feci altri 7 anni ad altissimo livello. ([[Marco Di Vaio]]).
*{{NDR|Nel 2026 ad [[Alessandro Del Piero]]}} Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato sempre difficile segnare contro di voi. [...] Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve [...] Ci sono rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata: "Ragazzi, non molliamo mai". [...] Quando indossi quella maglia, la senti subito. ([[Thierry Henry]])
*{{NDR|Nel 2009}} Quando la Juve era gestita da [[Luciano Moggi|Moggi]] non mi è mai piaciuta, l'ho detto pubblicamente e ho avuto ragione, purtroppo. Un club di rango non meritava la B. Ora con i nuovi dirigenti, soprattutto con [[Jean-Claude Blanc|Blanc]], c'è molta cordialità e amicizia. ([[Karl-Heinz Rummenigge]])
*Quando penso alla Juventus, questo mi riporta subito alla mente ricordi appassionati, che inducono a riflettere, del mio tempo al [[Manchester United Football Club|Manchester United]] durante la metà degli anni 1990, quando stavamo crescendo come squadra ed imparando tutto su come ottenere successo in Champions League. La Juventus era il punto di riferimento in virtù delle tre finali consecutive raggiunte dalla squadra di [[Marcello Lippi]] in quel periodo, e li abbiamo affrontati ben otto volte nel giro di sette anni. Ci siamo misurati contro di loro e considero ancora la squadra di Alessandro Del Piero, Zinedine Zidane, Alen Boksic e Didier Deschamps come la migliore che abbia mai affrontato. Avevano tutto quello che mi piacerebbe avere nella mia squadra. ([[Gary Neville]])
*Quando sei abituato a vincere, appena cadi ti fai male. [...] Noi siamo la Juventus e il nostro obiettivo deve sempre essere quello di giocare per vincere e quando non ci riesci devi rimboccarti le maniche e continuare a lavorare. ([[Cristiana Girelli]])
*Quando sei la Juve del secondo o terzo posto non te ne fai nulla. ([[David Trezeguet]])
*Quando si arriva alla Juventus, è la Juventus a sceglierti, e non viceversa. ([[Wojciech Szczęsny]])
*Quando si dice «il giocatore viene preso dalla Juventus» significa anche caricarlo di responsabilità. Quando si dice «la maglia della Juventus è pesante» significa capire che dietro quella maglia c'è una storia fatta di un palmarès ricco di successi e, quindi, questo giocatore deve essere uno degli interpreti per arrivare ancora a riportare ad ulteriori successi. ([[Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)|Giuseppe Marotta]])
*Quando sono arrivato alla Juve, ero arrivato in un posto dove volevo essere, che non è una squadra di calcio, è un'azienda. [...] È difficile avere nel mondo del calcio un approccio così. C'è la società, ci sono i ruoli. E chi non li rispetta o non si adegua deve subire le sanzioni dai superiori. A me questo tipo atteggiamento piace molto, perché tutti devono rispettare le regole. ([[Hernanes]])
*Quando vinceva la Juve vinceva la storia. ([[Mario Soldati]])
*{{NDR|Nel 2017, rispondendo a chi le chiedeva un'opinione sulla affidabilità delle retroguardie della Juventus come una costante nel tempo}} Questa è la storia della Juventus. La loro struttura si è sempre basata su un solido blocco difensivo e, naturalmente, sulla loro potenza offensiva nelle ripartenze, oltreché sulla velocità e sull'esplosività in attacco. ([[Diego Simeone]])
*Questa è una cosa che mi ha sorpreso tanto quando sono arrivato qui: alla Juventus non c'è nessuno nello spogliatoio che si sente più importante, neppure chi è stato campione del mondo ed è una leggenda del calcio. Qui vai a mangiare con tutti, parli con tutti, fanno una vita normale. ([[Álvaro Morata]])
*Questa è una squadra che non molla, questa è una squadra che ci crede sempre anche quando sembra essere tutto contro, anche quando i giocatori non sono in forma [...]. Se questa squadra non è una grande squadra io mi domando quali siano le grandi squadre! È una squadra che quando sente l'odore del sangue azzanna la preda, non le concede scampo. ([[Francesco Repice]])
*{{NDR|Nel 2014, «cosa rappresenta oggi la Juve?»}} Quella che è sempre stata, un misto di arroganza, potere, di forza da tirare fuori sempre al momento giusto. ([[Aldo Agroppi]])
*Quello dei soldatini è un marchio che ha sempre avuto la Juve e forse è anche vero. Però bisogna vedere che connotazione si dà alla cosa. Sicuramente la Juve crede sia giusto fare così per ottenere il massimo, per altri può essere un fatto negativo. Io, per esempio, non ho voluto fare il soldatino e sono andato via.<ref>In riferimento alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus.</ref> ([[Fabrizio Miccoli]])
*Quello della Juventus è stato il primo grande mito fuori del campo politico, sociale, ecc. che il Nord abbia offerto, oltre che a sé stesso, anche al Mezzogiorno: un tipo di mito attinente ai giusti e al costume di una moderna società di massa, per cui il Mezzogiorno era solito guardare fino allora alle cronache e al cinema americano. ([[Giuseppe Galasso]])
*Qui alla Juve c'è un'unità di intenti difficile da spiegare. C'è e basta. La percepisci subito, al tuo arrivo. ([[Stefano Sturaro]])
*Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tutto sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arrende mai. ([[Omar Sívori]])
*Qui ho trovato una società speciale: ti viene spiegato che devi lavorare sempre, per l'obiettivo della vittoria, e anche per i tuoi compagni. Questa mentalità vincente, e il sacrificio per la squadra sono cose molto belle, perché vedo che tutti noi siamo pronti a dare una mano, a lavorare per il gruppo e il collettivo. ([[Juan Cuadrado]])
*Ricordo me bambina al [[Stadio delle Alpi|Delle Alpi]] a farmi sventolare gli occhi di bianco e nero. Ricordo una telefonata in cui mi si chiede: "vuoi giocare nella Juventus" ed io sconvolta e incredula che domando: "ma la Juve quella vera?" Mi hanno detto di aver segnato il primo gol della storia della Juventus Women, ma io non me ne sono accorta perché quando ho visto [[Colori e simboli della Juventus Football Club|la maglia]] appesa in spogliatoio col mio nome non ci ho capito più nulla. La Juventus è il presente che continua a farsi strada, facendomi innamorare ogni istante come fosse la prima volta. Far parte della Juventus vuol dire avere l'ambizione di essere ogni giorno la migliore versione di se stessi. {{sic|Ed}} io posso esserlo solo se ho la Juventus con me. ([[Martina Rosucci]])
*Sapevo che la Juventus era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici. ([[Mario Mandžukić]])
*Se è vero che il calcio è una trasposizione della [[religione]] o della [[politica]] e fa dunque riferimento comunque a una [[fede]] trascendente o laica che sia, la Juve è la religione più diffusa o il partito di maggioranza.<ref group="fonte" name="Champions, ecco i segreti del mondo Juventus" /> (Fabrizio Bocca)<ref name="gds"/>
*{{NDR|A [[Giampiero Boniperti]]}} Se fossi venuto alla Juve quando dovevo, magari avrei avuto una vita privata più serena. ([[Diego Armando Maradona]])
*{{NDR|Nel 1986}} Se scriviamo ''Juventus'', intendiamo la squadra di calcio sorta nel 1897 a Torino, città incubatrice delle più grandi novità del costume italiano, dall'automobile al cinema al pallone. Promotori, alcuni studenti del ginnasio D'Azeglio, classe terza e quarta. La società nacque su una panchina di corso Re Umberto (le panchine sono sempre cariche di destino, nelle vicende del calcio), luogo di riunione di questi ragazzi della buona borghesia torinese che, affascinati dell'esotico gioco appena importato dall'Inghilterra, racimolarono le sessanta lire, cifra vertiginosa, necessarie per acquistare un pallone. Poi discussero sul nome da dare al club. I classicheggianti proposero un nome che fosse anche un blasone culturale, Juventus [...]. Per dare maggiore specificità alla ragione sociale, Sport Club fu mutato in Football Club Juventus, e da quasi novant'anni questo latino ogni domenica riempie i cuori e le bocche di milioni di tifosi, e ne manda in bestia altrettanti, segno, direbbe l'autore del ''Cinque Maggio'' «[[amore e odio|d'inestinguibil odio / e d'indomato amor]]». ([[Cesare Marchi]])
*Se una squadra di calcio vince tutto per settant'anni e ha alle spalle un gigante industriale, non ha bisogno di chiedere dei favori perché tutti sono pronti a farglieli, si crea un tale incantamento che i tifosi, la gente comune se ne fa un'immagine diversa e migliore di quella reale, un'immagine superiore persino alla lotta di classe, con il [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] juventino, e il siciliano [[Pietro Anastasi|Anastasi]] diventato l'idolo degli operai piemontesi del Lingotto. Ma la fame dell'oro era già forte nella Juventus del [[Quinquennio d'oro|quinquennio dei cinque campionati consecutivi vinti]]. Ricordo un allenatore austriaco, Sturmer, mi pare, che quando andai a Torino per fare un provino alla Juventus si informava del mio rapporto con il denaro, mi metteva in guardia dal diventare avido come il terzino Rava o come i sudamericani Monti e Cesarini, ma io non capivo di che parlasse: la Juventus per un ragazzo di provincia era un sogno, una riunione di tutte le virtù sportive e civili. ([[Giorgio Bocca]])
*Senza [la famiglia] Agnelli non può essere mai la Juve. ([[Enrico Craveri]])
*Seppur fossi davvero giovane, capii subito in che ambiente mi trovassi, quali fossero le regole, gli obiettivi e il DNA della Juventus. Bisognava vincere con professionalità e stare attento ai comportamenti che si avevano. [...] Ti rendi conto di esserti abituato talmente bene e di aver avuto la fortuna e bravura di giocare in un club del genere solo quando lo lasci. Non è certamente facile lasciare una compagine del genere. Questa esperienza ti segna davvero tanto, perché la Juventus ha tifosi in tutto il mondo e io ad ogni modo rimango e rimarrò sempre un calciatore che ha vestito la maglia bianconera. ([[Nicola Amoruso]])
*Si avverte immediatamente la voglia di vincere che c'è nell'ambiente Juventus. È una mentalità che ti pervade, sin dai primi giorni in cui entri a far parte del gruppo. ([[Mattia De Sciglio]])
*Si consolava pensando che quando andava all'università, a Pisa, un suo amico siciliano, del quale tutto si poteva dire tranne che facesse distinzioni razziste, in un momento di ebrietas aveva tracciato «l'identikit del perfetto idiota»: e tra le altre caratteristiche fondamentali, che Massimo non ricordava, doveva essere ingegnere, juventino e calabrese. ([[Marco Malvaldi]])
*{{NDR|Sul ruolo della Juventus nel calcio italiano}} Siamo tipo il meridiano di Greenwich. Pure i punti in classifica si contano a partire dallo JCS (Juventus Current Score). [...] Se finisci il campionato a +1JCS hai comunque vinto. ([[Andrea Sarubbi]])
*Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo. ([[Pierluigi Battista]])
*Sono stato a contatto con campioni dallo spessore tecnico e umano con pochi eguali, da cui ho imparato soprattutto cosa significhi "dover vincere". La Juventus è uno stato mentale. ([[Mattia Perin]])
*Stare alla Juve era come lavorare alla FIAT. Risultati, ordine, disciplina. ([[Dino Zoff]])
*Stare alla Juventus è come fare parte di una famiglia, e lo si vede soprattutto in campo da come si lotta per la squadra. Non ho mai visto nessuno tirarsi indietro, c'è coesione anche al di fuori del campo. ([[Juan Cuadrado]])
*Tanti, tantissimi scudetti: repetita Juve. ([[Gino e Michele]])
*Torino è stata casa mia, la Juve è stata una scuola di vita che mi ha insegnato tanto. ([[Carlo Dell'Omodarme]])
*Tutti nasciamo spontaneamente virtuosi, intelligenti, liberali e juventini. Taluni, poi, crescendo si corrompono e diventano imbecilli, interisti o milanisti. ([[Luigi Einaudi]])
*Tutti si lamentano con la Juve? Perché sembra che è quella che comanda più di tutti. Per me resta un riferimento, ha una sua storia personale e la si deve rispettare. Ha sempre fatto cose importanti, gradite e non gradite. Quelli che ne parlano male lo fanno perché so' invidiosi... ([[Carlo Mazzone]])
*{{NDR|La Juventus rappresenta}} un esempio di conduzione aziendale, una squadra e società con un DNA vincente. ([[Giuseppe Bruscolotti]])
*{{NDR|Nel 2018}} Un grande club con un grande passato ma anche con un grande desiderio di avere un grande futuro. ([[José Mourinho]])
*Un paio di anni fa sono quasi andato alla Juve. La gente mi aveva parlato di [[Torino]] e aveva detto questo e quest'altro e che [[Milano]] sarebbe più piacevole. Ho detto: io non vado per i dannati negozi; me ne vado perché si tratta della Juventus. ([[Roy Keane]])
*Una grande tradizione. Una società straordinaria. È sicuramente uno dei top club al mondo. Queste sono le prime cose che mi vengono in mente pensando alla Juventus. Un club che ha avuto tantissimi grandi giocatori nel corso degli anni, molti vincitori di Coppe dei Campioni e Champions League. È in generale una delle migliori squadre al mondo. ([[Gary Lineker]])
*Una società che ha fatto la storia di tutti badando soprattutto alla sua. ([[Roberto Beccantini]])
*Una squadra che fa gola a molti, una Juventus sempre sulla breccia come una vecchia signora che si ostina a non voler ricorrere al bisturi di un compiacente chirurgo di estetica. Si accontenta di make-up scoloriti, appena appena trasparenti. Tanto che la tradizione diventa, a favoleggiarci sopra, una classe nuova di zecca, seppur con niente di tipico, niente di improvvisato. ([[Rosanna Marani]])
*Una stagione alla Juve non è mai inutile. ([[Christian Vieri]])
*Uno dei club più ammirati e cari perché, senza alcun dubbio, la Juventus è sinonimo di grandezza, di tradizione, di successi e d'orgoglio. ([[Florentino Pérez]])
*Va bene diventare sportivi, si capisce, ma sempre nella speranza che la Juve perda. ([[Mario Giordano]])
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla. ([[Claudio Marchisio]])
*{{NDR|Nel 2003}} Ventisette motivi per cui un interista deve accettare la Juventus. 1 Perché c'è. 2 Perché, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Altrimenti chi potremmo invidiare/detestare/sospettare (a seconda delle circostanze)? [...] 5 Perché quelle due Coppe Campioni sono state così malinconiche (1985 e 1996, entrambe dal dischetto del rigore) che adesso potrebbe anche vincere una come si deve. [...] 8 Perché, senza la Juventus, ogni saga calcistico-letteraria risulterebbe incompleta. Ricapitolando. La Juve è Voldemort (l'Inter [[Harry Potter (personaggio)|Harry Potter]], il Milan Draco Malfoy). La Juve è Sauron (l'Inter Frodo Baggins, il Milan l'elfo Legolas). La Juve è il Lato Oscuro della Forza (l'Inter Obi-Wan Kenobi, il Milan [[Yoda|Joda]], che deve avere l'età di [[Rivaldo]]). 9 Perché indossa una divisa carceraria, ma lo fa con noncuranza. [...] 16 Perché, insieme al cioccolato e a Macario, la Juve è una delle poche cose che riesce a far sorridere certi piemontesi. 17 Perché ha riempito l'Italia di tifosi (dieci milioni!). Dicono che ce ne sia qualcuno anche a Torino, ma la notizia è in attesa di conferma. [...] 24 Perché [[Gaetano Scirea|Scirea]] era Scirea. ([[Beppe Severgnini]])
*Vivere la Juventus è un'emozione che si rinnova ogni giorno, da anni. Per me è sempre stato un onore e {{sic|un}} responsabilità guidare questi colori, vedere crescere giovani talenti, raggiungere gli obiettivi in campo, vincere trofei e regalare gioie ai [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. Un'esperienza che ti segna per la vita, in cui la {{sic|Famiglia}} Agnelli ha sempre saputo far sentire la sua presenza, discreta ma costante. ([[Massimiliano Allegri]])
*[Per me la Juve è] [[Zinédine Zidane|Zidane]], [[David Trezeguet|Trezeguet]], [[Pavel Nedvěd|Nedved]]. Talento, classe, disciplina, senso di squadra. ([[Paul Pogba]])
===[[Andrea Agnelli]]===
[[File:Juventus 2008-09 - Bianconeri.jpg|thumb|upright=1.2|Il soprannome ''Bianconeri'' racchiuso tra le (allora) due stelle e stampato all'interno delle maglie juventine della stagione 2008-2009.]]
*{{NDR|Sul legame tra la Juventus e la famiglia Agnelli nel 2012}} A me quello che fa piacere ricordare è pensare a come la storia di questa società si intreccia con la storia della mia {{sic|Famiglia}}: dal 1923 è con la nostra {{sic|Famiglia}} questa società e ne fa il più vecchio ''franchise'' posseduto dalla {{sic|Famiglia}} di qualsiasi sport, in tutto il mondo.
*Chi lavora per la Juventus deve avere ben presente che noi gioiamo solo al raggiungimento dell'obiettivo finale, e quindi il risultato finale e quindi il trofeo, non la singola partita; la singola partita è una mentalità che non ci deve appartenere.
*È celebre una frase dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] in passato: «Forse uno dei fattori che ha aiutato la Juventus a diventare la squadra più tifata in [[Italia]], è il fatto che al suo nome non avesse legato il nome di una città, permettendole automaticamente di non essere legata, e di raggiungere un gruppo che non deve sentirsi necessariamente legato ad un territorio». A me però piace ricordare l'opposto: che quando andiamo in [[Europa]], quando si parla di Juventus, si parla di Juventus Turin, quindi si lega automaticamente quello che è il nome della squadra al nome della città. Quindi quello che per noi è importante è portare più in alto possibile il nome della nostra società che è comunque profondamente legato al nome della città. Poi da ultimo, quale che sia l'effetto, quale che sia la riconoscibilità, quando alla fine conquistiamo un trofeo, questo trofeo a [[Torino]] deve venire, quindi questo ci lega alla città.
*Juventus è conosciuta come "la fidanzata d'Italia". È probabilmente la donna con cui ognuno vorrebbe stare.
*Juventus e FIAT sono le due maggiori proprietà che abbiamo. [...] Juventus e FIAT sono i comuni denominatori della storia della [nostra] famiglia.
*L'emozione Juventus è sempre rivolta al domani, la gioia più bella è quella che deve venire.
*{{NDR|Nel 2021}} [...] un significato della vita del quale mi sono imbattuto di recente, che è stata una definizione di [[Oriana Fallaci]], [è] che secondo lei i sensi della vita sono quattro, e secondo me si rispecchiano perfettamente nelle persone che operano per la Juventus e fanno questo mestiere, e sono amare, lottare, soffrire e vincere. Dobbiamo amare la Juventus, dobbiamo lottare per la Juventus, sappiamo che dobbiamo soffrire per la Juventus ma, soprattutto, sappiamo che dobbiamo vincere per la Juventus.
*La Juventus è più grande di ogni uomo che la potrà mai guidare.
*{{NDR|Rispondendo a Carlo Genta nel 2020}} Vorrei solo eliminare un principio: non è chi vuol vincere è [[Massimiliano Allegri|allegriano]], chi vuol vincere è juventino [...] Il dogma juventino, vincere.
===[[Gianni Agnelli]]===
*È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società.
*{{NDR|Nel 1986}} I risultati ottenuti dalla Juventus sono dovuti {{sic|sopratutto}} all'organizzazione, a un severissimo lavoro di ricerca e di selezione di talenti giovani più che a colpi di mercato audaci.
*Io considero di essere stato per il passato... non mi piace la parola «mecenate», infine un ''[[Tifoseria della Juventus Football Club|supporter]]'' della Juventus che ha avuto la possibilità d'aiutarla.
*Juventus vuol dire [[gioventù]]. Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*La Juventus è la compagna della mia vita, soprattutto un'emozione. Accade quando vedo entrare quelle maglie in campo. Mi emoziono persino quando leggo sul giornale la lettera [[J]] in qualche titolo. Subito penso alla Juve.
*La Juve è per me l'amore di una vita intera, motivo di gioia e orgoglio, ma anche di delusione e frustrazione, comunque emozioni forti, come può dare una vera e infinita storia d'amore.
*La Juventus rappresenta, per chi ama la Juventus, una passione, uno svago... e qualche cosa la domenica. Noi abbiamo cercato di dare a loro il migliore spettacolo possibile e anche molte soddisfazioni.
*Nei momenti difficili, c'è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, e questo è il motivo per cui la Juventus ha vinto anche oggi.
*Perché la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che è sorta in un liceo di [[Torino]] e che ha finito per conquistare nove, dieci milioni di [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] in [[Italia]] e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia e dei colori conosciuti in tutto il mondo.
*{{NDR|Rispondendo a chi chiedeva: «Vinca la Juve o vinca il migliore?»}} Sono fortunato, spesso le due cose coincidono.
===[[Umberto Agnelli]]===
*È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.<br/> Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.<br/> La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, [[Torino]], i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.<br/> Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto «il meglio» del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite «storiche» per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.
*La Juventus appartiene all'[[Italia]] proprio perché appartiene a [[Torino]]. Crescendo, da torinese la Juventus è diventata italiana, ha trovato e conquistato ovunque [[tifo sportivo|tifo]], affetto, credibilità.
*La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime... Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.
*La squadra ha seguito l'evoluzione del [[Italia|paese]].
===[[Giovanni Arpino]]===
*''Cara Signora, mi tolgo il cappello | il suo nome è una stella nella curva del cielo | il suo nome rimbomba della terra alla luna. | Mi vesto a festa, lancio i coriandoli | il suo nome è un nome | che si legge anche Torino. | Il suo nome è una montagna | di tanti scudetti, | agli altri la manfrina, una lacrima, un peto. | Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte. | Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto. | Il suo nome si allunga, | si contorce in un lamento | ma resta l'idea in tutte le genti. | Si restringe, si allunga, fa eco rotondo | che perda che vinca tra i primi del mondo. | Juventus, gridano, | o Goba o Madama, | sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole. | Ma un'altra non c'è | e nessuno è stanco | di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.''
*Come la Mole Antonelliana o la Tour Eiffel, come l'Arco di Tito o la milanese piazza del Duomo, la Juve è, a suo modo, un monumento che deve saper mantenere intatta la propria identità.
*JUVE, JUVE La Vecchia Signora, la Madama, la Signora Omicidi, Juve primo amore, la Fidanzata d'Italia, l'ambasciatrice d'Italia, il miglior «sponsor» per Torino e l'entità piemontese: sono soltanto i più noti nomignoli e definizioni che hanno etichettato il Football Club Juventus, una realtà sportiva, sociale e umana di ormai quasi centenaria storia, una «identità» di [[Stile Juventus|stile]] e di opere che non trova riscontri nella Penisola.
*Mille società sportive, piccole e grandi, si cancellano a vicenda perché il loro modo di essere era dilettantesco fin dalle origini, viveva d'emotività, di risultati, di traguardi miracolosamente raggiunti, di sfide occasionali. La Juventus: mai. Gioca nel tempo. Il suo «valore» non è in un titolo in più o in meno, ma nella durata.
*Quando dici Juventus sei conosciuto da Helsinki a Melbourne, dal Canada al Pakistan. Ed è questa 'identità' che diventa biglietto da visita internazionale...
*Si scrive Juventus si pronuncia scudetto. «Vincere sempre, e con classe» è l'imperativo categorico della Signora. Nata come ''seleção'' della borghesia torinese, via via è assurta a modello: una riserva dov'è vietato illudersi, dove giocare fa rima con lavorare, dove la vocazione ha il sigillo della professione. È un carattere di ferro la ''fidanzata d'Italia''. Dentro lo stile, c'è lo stiletto.
*[La Juventus è] un complesso di forze vestito d'eleganza. È come una struttura. Certe volte sembra una scultura di quelle infinitamente moderne con qualunque tocco ''[[Art Nouveau|liberty]]''.
=== [[Andrea Barzagli]] ===
*Chi arriva, non ha bisogno di sentirsi fare tanti discorsi [...] guarda i giocatori che sono qui da più tempo. È accaduto anche a me e anche se non si è abituati a certi ritmi, ci si adegua, perché questo è il mondo Juve.
*L'estate in cui vinsi il [[Serie A 2011-2012|primo titolo]] , in vacanza pensavo ogni giorno che volevo vincere il [[Serie A 2012-2013|il secondo]]. Avevo una fame come non mi era mai successo. Non so cosa mi sia successo alla Juventus, ma la mia mentalità s'è trasformata. Non so come, ma nessuno me la cambierà mai più.
*Nei miei anni di Juve ci sono dentro tantissime emozioni ma se devo indicare un momento, non posso che ricordare l'{{sic|Inaugurazione}} dello [[Juventus Stadium|stadio]]. Ho visto e sentito tutta la storia della Juventus passata e presente. Ho provato un'emozione unica, che mi è rimasta dentro, un senso di responsabilità nel vestire [[Colori e simboli della Juventus Football Club|questa maglia]]. Ho sentito la storia di una famiglia.
===[[Luca Beatrice]]===
{{cronologico}}
*Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un'estetica assai particolare, [[Colori e simboli della Juventus Football Club|in campo]] e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario.
*A ben vedere, in diversi casi l'undici bianconero dimostra palesi coincidenze con gli accadimenti del tempo: non è stata forse ''beat'', imprevedibile e senza leader la Juve di Heriberto Herrera, vittoriosa nel [[Serie A 1966-1967|1967]], quasi un anticipo estetico del [[Sessantotto|'68]]? E l'italianissima e muscolare compagine del [[Giovanni Trapattoni|Trap]], vittoriosa a Bilbao nel [[Juventus Football Club 1976-1977|1977]], una Juventus resistente e tenace, come era necessario in [[Anni di piombo|quegli anni tragici]]? Oppure, lo straordinario gruppo di fenomeni messo insieme dopo i [[Campionato mondiale di calcio 1982|mondiali del 1982]], sulla strada della [[globalizzazione]] e del superamento delle frontiere, che prese il via proprio negli anni Ottanta?
*Un vecchio luogo comune vorrebbe la nostra squadra meno amata nella sua città, così come un'altrettanta abusata diceria coniuga il tremendismo atletico e agonistico [[Torino Football Club|all'altra squadra]], carattere forse presente un tempo, non certo negli ultimi vent'anni, quando invece grinta e determinazione in campo, di non mollare, di giocarsela fino all'ultimo istante, sono tipici tratti della juventinità.<br/>A Torino, invece, si respira Juventus un po' dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del Novecento.
===[[Giampiero Boniperti]]===
*C'è un'eleganza che non è deliberata, ma che si acquisisce o s'interpreta una volta che viene indossata quella meravigliosa divisa [bianconera].
*{{NDR|Nel dicembre 1976}} Ci sono un [[odio]] e una [[gelosia]] nei nostri riguardi che mi spaventano, e che mi fanno riflettere sul divario fra la passione folkloristlca di ieri e la [[Ira|rabbia]] devastatrice di oggi.
*{{NDR|Nel giugno 1977}} I tempi sono cambiati. La Juventus non è più la squadra dell'aristocrazia, tifano per la Juventus anche gli operai della Fiat.
*Juventini si nasce: il mio è stato il primo distintivo bianconero circolato a Barengo quand'ero ancora un ragazzino e giocavo nel Momo. Ma juventini si può anche diventare: quando si decide che non si vuole più soffrire troppo!
*{{NDR|Sul «pragmatismo» della Juventus}} La Juve degli Agnelli e della FIAT: di qui il concetto di fabrica, di produzione, assemblare e vincere l'utile preposto al dilettevole. Un marchio che, credo, ho contribuito a imporre.
*La Juve è una fede che continua a essermi appiccicata addosso. Sono da compatire quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una battuta, invece lo pensavo e lo penso tuttora.
*La Juve, il sogno della mia vita. La sognavo davvero. Perché io, che portavo all'occhiello il distintivo bianconero, avevo in quegli anni un solo desiderio: giocare una partita di serie A con la maglia bianconera.<br/> Me ne sarebbe bastata una, ero sicuro, per essere felice per sempre. È andata meglio: in campionato ne ho giocate 444.<br/> Ho fatto la mia parte senza sacrifici.<br/> Perché ho dato quello che avevo dentro. Sono un uomo felice.
*La Juve non è soltanto la squadra del mio cuore. È il mio cuore.
*{{NDR|«Perché la Juve è così antipatica»}} Lo è adesso, lo era quando la dirigevo io, lo sarà in futuro. L'invidia rappresenta una medaglia al valore. E comunque se mezza Italia tifa Juve, ci andrei piano con le etichette. Di sicuro, è una società che divide. O con lei o contro di lei. La sua forza, il suo fascino.
*Questa è la Juve, arrivare secondi è una tragedia.
=== [[Leonardo Bonucci]] ===
*Alla Juventus il concetto di squadra è il primo valore che viene inculcato. Il concetto del {{sic|Noi}} che prevale sull'{{sic|Io}}. La squadra non è fatta solo da chi scende in campo, ma da tutti coloro che ogni mattina si svegliano e si mettono al servizio di quei colori: il bianco e il nero.
*{{NDR|Nel 2023}} Entrare dentro quello spogliatoio era come portare un bambino alle giostre. È una sensazione emozionante e troppo bella da descrivere [...] Da bambino quando rincorri il pallone hai il sogno di vestire una [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia come quella della Juve]] e riuscirci per 500 volte significa aver fatto la storia della Juve ed è una grande emozione ed è motivo d'orgoglio.
*Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. La Juventus sono quelli che scendono in campo, quelli che vanno in panchina, quelli che vengono allo stadio e quelli che sono a casa davanti alla TV, il motto della Juve è fino alla fine e fino alla fine bisogna essere uniti. Credere nella Juventus, nella squadra e nel progetto.
===[[Adalberto Bortolotti]]===
*Il calcio italiano non può fare a meno di una Juventus di vertice. Il resto è favola.
*Io credo che uno dei segreti dei successi juventini, sia proprio questa «demonizzazione» che dei bianconeri fanno le tifoserie avversarie. La Juve può essere battuta [...] se la si affronta senza complessi. Ma quando è lei a vincere, non si può liquidare la questione, dicendo che era tutto prestabilito nelle alte sfere.
*L'unica reale colpa della Juventus sta nei suoi [...] scudetti vinti, nell'abituale leadership esercitata sui campionati, sicché quella che per ogni altra squadra di vertice è una normalissima pausa di riflessione, un'annata di transizione fra vecchi e futuri successi, nel caso della Juventus diventa un'accusa infamante. Condannata a vincere sempre e comunque – salvo poi ad essere crocefissa dalla critica per questa sua tendenza razziatrice – la Juventus non può concedersi un solo attimo di respiro È il destino dei forti, e la Juve serenamente lo accetta.
*La Juve è odiata (ma anche, amatissima) perché vince molto, a volte persino troppo. Questo le procura schiere di fans accaniti e sacche di nemici irriducibili. Chi resta per gran tempo sulla cresta dell'onda, fatalmente va incontro a questo tipo di reazioni. Non credo alle motivazioni ideali di chi ammanta il proprio «odio bianconero» con nobili proclami; secondo questi [...] la Juve rappresenterebbe il potere, l'ingiustizia, la discriminazione, più o meno tutti i mali profondi dell'umanità. E battersi contro questo ricettacolo di nequizie significherebbe vestire i panni rivoluzionari e romantici del cavaliere senza macchia. Io credo che la Juventus abbia vinto più degli altri perché meglio organzzata e sempre sostenuta – questo sì – da una solidità economica frutto non solo di patrimoni di famiglia ma anche e soprattutto di oculate amministrazioni. E si sia avvalsa di dirigenti tecnicamente più avveduti della media. Come tutte le squadre di vertice, ha spesso goduto di particolari riguardi: non perché si chiamava Juventus, ma perché stava in testa.
===[[Gianni Brera]]===
*[La Juventus] non è una squadra, è un fenomeno sociale. La nobiltà le viene dagli anni, più giovane di poco ad altri club di [[Torino]] troppo esclusivi per non morire di solitudine. Il Duca degli Abruzzi esprimeva plus-calore con altri nobili che presto si vergognarono dei propri slanci plebei. Il calcio squalificava socialmente in [[Gran Bretagna]] e Scandinavia, dove era localizzabile l'élite della nuova religione sportiva. Borghesi ancora ignari unirono i propri estri snobistici chiamando pedissequamente Juventus la loro prima collusione pedatoria.
*La gentile Torino spasimava per le rozze grandigie d'un popolo artigiano e contadino che inglesi ed europei centro-nordici stavano riportando all'industria. La Juventus fu sempre vagamente odorosa di privilegio sociale. Gli aristòcrati si beavano del Torino plebeo (esattamente come al [[Associazione Calcio Milan|Milan]]): a mezzo fra loro e la plebe usavano profondere slanci plus-calorici i borghesi colpevoli della retorica Juve.
*Uno scudetto vinto da altre è sempre perso dalla Juventus: e proprio questo è il fascino del [[campionato italiano di calcio|campionato]].
===[[Gianluigi Buffon]]===
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la Juve è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.
*La Juve stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i colori bianconeri, trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte questa società sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.
*Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
===[[Vladimiro Caminiti]]===
*La Juventus per un poveraccio è qualcosa di più di un hobby domenicale, di una ragione di tifo, ma può ipostatizzare un'intera vita, l'illusione di una vita.
*Qualunque sia la situazione sociale, storica, il ruolo della Juventus non può cambiare. Ruolo perennemente vincente, ruolo glorioso.
*Questa è la Juve che raccontai per anni, squadra superiore a tutte nel momento in cui finivano le chiacchiere e cominciavano i fatti.
===[[Fabio Capello]]===
*{{NDR|Nel 2023}} Che emozione la prima maglia juventina! Giocare davanti all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], che aveva un fascino pazzesco, e poi l'emozione del primo {{sic|[[Campionato italiano di calcio|Scudetto]]}}... A proposito: per me gli {{sic|Scudetti}} sono 38, li abbiamo vinti, dominando, tutti insieme. Forza Juve!
*Ci sono squadre dove tu vai e respiri la mentalità vincente. La Juventus ha questa mentalità.
*{{NDR|Nel 2003}} È una squadra che non m'interessa. Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale. Dico certe cose forse anche per l'età che ho, perché per quello che ti permette di fare chiunque vorrebbe andarci, ma io no. Poi è già ben allenata.
*{{NDR|Nel 2004}} Il fatto che io non vada ad allenare la Juve non significa che non mi abbiano cercato. Rispetto la società, ma a me non interessa andare lì: sono scelte di vita
*La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto.
*Quando sei alla Juventus diventi un operaio.
===[[Antonio Conte]]===
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.
*{{NDR|Nel 2023}} Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.
===[[Corrado Corradini]]===
*''Juventus, Juventus, | la squadra dei grandi sei tu | che non tramonta più.''
*''La gioventù, di cui portiamo il nome, | ci pulsa appien nei muscoli e nel cuor | sappiam goder ma pur sappiamo come | si debba oprar sui campi dell'onor.''
*''Miei cari amici difendiam con gioia | i colori nostri e il gioco del foot-ball. | I rammolliti fiacchi per la noia | ne dican pur tossendo tutto il mal.''
===[[Maurizio Crosetti]]===
*La Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.
*Una squadra di controbalzo. La Juve addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.
===[[Giuseppe Cruciani]]===
*L'anti-juventinismo è un lavoro, un mestiere che paga. Nei media la Juventus fa audience a prescindere: puoi parlarne bene e puoi parlarne male. Così c'è chi si è creato un personaggio.
*L'anti-juventinismo militante si basa su mille contraddizioni. Ha attraversato il culmine nel momento di Calciopoli, quando non c'erano nemmeno prove reali a sostegno di quelle accuse. Si è poi attenuato negli anni in cui la Juve arrivava settima. Nel momento in cui la Juventus è tornata forte è risorto l'anti-juventinismo d'accatto, quello di professione, il più becero. Questa altalena dimostra che per placare questa sindrome la Juve dovrebbe tornare sesta o settima. Vi sembra normale tutto ciò?
*Si parla del "potere della Juventus" che viene identificata con la Fiat e la famiglia Agnelli che, peraltro, non era l'unica famiglia depositaria del potere, ma poi mancano le prove. Certo, avere dietro la Fiat dà potere economico e questo rende forte la squadra, però dov'è il reato? Allora anche il Real Madrid o il Bayern Monaco hanno "potere"… Sento in continuazione dei teoremi sui furti della Juventus, che poi vengono smentiti dai fatti.
===[[Italo Cucci]]===
*Ho sentito dire [...] che "la Juve è uguale a ogni altra squadra e società", che "la Juve è odiatissima". Da giornalista che non tifa Juventus ma sa quanto valga la Signora sul piano editoriale, quale sia il suo peso presso la pubblica opinione, vorrei precisare che la Juve non è affatto come ogni altra squadra o società perché [...] ha vinto più di tutti, è non è "odiatissima", bensì la squadra più amata dagli italiani. Gli odiatori sono tanti – soprattutto i tifosi delle squadre dirette concorrenti – ma tantissimi anche gli italiani che, tifando per la squadra di città, amano la Juve in seconda battuta. [...] Ciò spiega – fra l'altro: e lo dico, a titolo personale, con tutta sincerità – il fervore critico che accompagna la Juve-che-perde; tutti [...] preferiscono la Juve vincente a quella che si dibatte in polemiche di basso livello che ne limitano spesso il potenziale tecnico.
*La Juventus non è solo un club come tanti, è una famiglia il cui umore solidale si estende – a volte con dibattito, spesso con amore – alla squadra.
*Mi convinco, con il tempo, che rappresentare la Juve non è facile; per mia memoria, ci riuscirono bene tre personaggi [...]: Boniperti, con uno straordinario repertorio di mosse fascinose e furbe, diciamo giochi di... prestigio; Trapattoni, con l'esaltazione del lavoro e delle regole, diciamo giochi... in famiglia; e Scirea, per il quale non ho bisogno di parole: spendo solo un pensiero – quando ne scrivo – e una preghiera.
===[[Alessandro Del Piero]]===
[[File:Alessandro Del Piero 2008 cropped.jpg|thumb|Alessandro Del Piero, giocatore della Juventus dal 1993 al 2012, è il detentore dei record di maggior numero di vittorie, presenze e reti nella storia del club.]]
*Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora.
*{{NDR|Cosa c'è di speciale nello spogliatoio bianconero che consente di trovare le motivazioni per alzare l'asticella ogni anno di più?}} Faccio un elenco? Mentalità, qualità, ambizione, struttura. Alla Juve si volta pagina giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, e si costruisce il successo seguente.
*Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle. Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato. Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre.
*La Juve è casa mia. Così come lo è [[Torino]], tutt'e due parti di un processo graduale e inesorabile che mi ha portato a sentirmi figlio di entrambe. Il legame con la Juve però è antecedente a quello con la mia città, e sconfina in quel territorio mitico dell'infanzia, di poster e sogni di gloria che cullavo, da bambino perennemente attaccato al pallone qual ero. Con questa squadra ho vinto tutto, assaporando la sensazione di tornare a Torino con la coppa più ambita in mano, e ho perso tutto, magari all'ultimo minuto, all'ultimo rigore, con in bocca l'amaro di aver lavorato, lottato, sudato per un anno intero per niente... Momenti di gioia incredibile, in cui ti senti sul tetto del mondo, ma anche momenti di scoraggiamento, di delusioni bruciate, di incredulità.
*La Juve è dentro la sua storia, che è fatta di vittorie e di mentalità vincente: questa è la sua forza. È una squadra che vince perché ha imparato a soffrire quando non vinceva.
*Quando diciamo che la Juve è la squadra [[Amore e odio|più amata e più odiata]] d'Italia, sveliamo una profonda verità. Su questa verità si sono costruiti oltre cent'anni di successi, perché sapersi amati e odiati dà una carica incredibile. È il famoso "peso della maglia": rendi più di quello che sei, giochi meglio perché sei della Juve. Vale pure per gli avversari, che contro i bianconeri sentono di dover giocare la partita della vita. Dunque, essere juventini è molto difficile, ti trovi sotto una continua pressione, è logorante ma esaltante.
*Se giochi nella Juve nell'arco dell'anno devi migliorare, non puoi essere lo stesso giocatore di quando sei arrivato, questa è la Juve.
*{{NDR|Nel 2026 a [[Thierry Henry]]}} Sei stato qui solo per un anno [1999], ma sai perfettamente cosa intendo. Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque, sei, sette giocatori che sappiano ve si trovano. Perché la responsabilità che questa squadra ha – non sto parlando dell'Europa, ma dell'Italia – è grande. Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci. [...] E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito, potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo. Ecco cosa intendo. [...] A proposito di "non mollare mai", sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero "fino alla fine". Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni.
*Sono come la Juve: non pongo limiti nemmeno a me stesso.
*Sono orgoglioso di essere juventino, di essere una «bandiera», come mi definite spesso, ma in realtà io sono solo una piccola parte di una grande bandiera bianconera, che cresce col passare degli anni e se ognuno di voi guarda con attenzione ci trova scritto anche il proprio nome...
*Un cavaliere non lascia mai una Signora.
===[[Didier Deschamps]]===
*{{NDR|Sul legame con la Juventus}} Ho cambiato completamente pianeta, anche se avevo avuto una buona anticipazione al [Olympique] Marsiglia. Ma la Juve è la Juve, uno dei più grandi club a livello europeo e mondiale. [...] Un grande club dal punto di vista dell'organizzazione, dal magazziniere al presidente, tutti orgogliosi di essere a servizio del club. Questo non dà ai giocatori alcuna scusa quando arriva la partita. Quando la Juve pareggia è una catastrofe, se perde è uno tsunami. C'è un grande professionismo.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Marcello Lippi]] durante la seconda metà degli anni 1990}} La voglia di lottare che aveva la nostra squadra era qualcosa di diverso e inimitabile. E arrivava immediatamente dopo aver vestito quella maglia: era come se infondesse coraggio, grinta e un unico desiderio: superare l'avversario.
*Se allenassi un club, imposterei il mio lavoro seguendo la scuola Juve. Lì ci si allena tanto a livelli altissimi per ottenere risultati.
===[[John Elkann]]===
*{{NDR|Nel 2023}} C'è un doppio filo di continuità che unisce la nostra famiglia alla Juventus dal {{sic|24 luglio del 1923}} a oggi: un amore viscerale, perché legato a momenti di vita in famiglia e a ricordi indelebili. E poi la responsabilità di costruire il futuro innovando e adattandosi ai tempi. Come diceva [[Gianni Agnelli|mio nonno]]: "Juventus vuol dire [[gioventù]]". Gioventù vuol dire essere proiettati verso il futuro. Il suo passato è ricco di gloria, ma con il nome che porta è al futuro che si deve guardare.
*{{NDR|Nel 2023}} Fin da quando nel 1923 [[Edoardo Agnelli (1892-1935)|mio bisnonno]] divenne presidente, nella Juventus la tradizione sta nell'innovazione.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juve è stata storicamente l'ossatura del calcio italiano, ne è parte integrante. Ha dato la [[Juventus Football Club e Nazionale di calcio dell'Italia|struttura alle nazionali]] che hanno vinto i [[Campionato mondiale di calcio|titoli mondiali]]. E sul piano economico con le [[Calciomercato|operazioni di mercato]] ha speso mezzo miliardo di euro negli ultimi anni per acquistare giocatori in Italia, contribuendo in modo significativo a sostenere i bilanci delle squadre di [[Campionato italiano di calcio|serie A e serie minori]]. Siamo sempre stati una forza positiva per il calcio italiano e vogliamo continuare ad esserlo, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione con le istituzioni.
*La Juventus è la squadra italiana più amata e seguita: rappresenta il nostro calcio nazionale [...] La Juventus non è il problema, ma è, e sarà sempre, parte della soluzione.
*La Juventus ha sempre avuto una storia molto forte con l'Italia ed è sempre stata la spina dorsale della nostra [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]. Se guardiamo i grandi successi dell'Italia, questi sono anche dei grandi successi juventini.
*{{NDR|Nel 2023}} La Juventus ha sempre sentito un forte senso di responsabilità: noi come famiglia [Agnelli] l'abbiamo da {{sic|100}} anni e siamo partecipi all'evoluzione del nostro Paese. È anche un modo per contribuire, come la Juventus ha sempre fatto, al miglioramento dell'Italia e anche all'esempio che la Juventus dà e ha dato.
*[...] Siamo prima di tutto dei tifosi. Ci sono squadre di calcio che sono legate {{sic|ad}} un'azienda, ne sono storicamente l'emanazione, come è stata il PSV Eindhoven con la società olandese Philips. La Juventus no. Non è mai stata l'emanazione di una società come la [[Fiat]]. È sempre stata la squadra di una famiglia, non di un'azienda.
===[[Patrice Evra]]===
*Chi gioca nella Juve lo fa per vincere il campionato. Chi indosserà questa maglia il prossimo anno lo farà per vincere la Champions. Questo è l'obiettivo. Significa guardarsi allo specchio e chiedersi: sei scarso o sei all'altezza? Ora abbiamo fatto solo il nostro lavoro. Non è presunzione, ma vincere lo scudetto qui è una cosa normale.
*L'obiettivo della Juventus, a inizio stagione, è sempre quello di vincere [...]. La vera Juve è quella che vince i [[campionato italiano di calcio|campionati]] [...]. L'avversario più pericoloso per noi è la Juventus: non è arroganza, lo penso veramente.
*La mentalità della Juve è molto diversa. Ti controllano tutto, ti costringono a mangiare in un certo modo e devo dire che ho imparato moltissimo, anche tatticamente. [...] È stata una delle sfide più difficili della mia vita ed è per questo che sono così orgoglioso di aver trascorso due anni e mezzo con loro.
*Per me la Juventus rappresenta veramente la cultura di vincere tutte le partite.
*Per questo club ho un rispetto incredibile, mi sto attaccando molto a questa maglia. Chissà, dev'esserci un angelo, perché mi sembra di aver trovato un'altra casa.
*{{NDR|Somiglia allo [[Manchester United Football Club|United]]?}} Tanto. Quando arrivi a Manchester ogni sconfitta è un dramma, perché devi rispettare la storia [...] Sono magliette pesanti, c'è grossa pressione. E se prima ancora del talento, hai personalità, è già un passo avanti.
===[[Gonzalo Higuaín]]===
*Da avversario, sai che è la Juve il rivale da battere [...]. Ora che sono qua, mi accorgo di come sia società che compagni lottino e lavorino ogni giorno per continuare a vincere: nonostante le numerose vittorie, qua c'è ancora tanta fame, tanta voglia di fare ancora di più!
*Da fuori dici sono forti, hanno fatto 25 vittorie di fila, eccetera. Poi arrivi qui e dici: cazzo [...]. Ci sono giocatori che hanno vinto tanto eppure ancora hanno questa fame di vincere ancora. È una cosa che ti contagia e ti dà la voglia di migliorare ancora.
*Nel Real Madrid e nella Juve si lotta per arrivare in fondo a ogni competizione. Entrambi i pubblici sono esigenti e carini. Sono due mondi che si assomigliano abbastanza da questo punto di vista [...]. La Juve è nata per vincere, lo dice la sua storia. Qui è l'unica cosa che conta e ti preparano per quello, ti trasformano in una macchina da guerra. La Juventus lo dimostra da anni, vincendo scudetti con 3-4 giornate d'anticipo. Quello vuol dire qualcosa. Tra Torino e Madrid cambia magari il modo di giocare, ma la mentalità è la stessa: devi vincere tutto.
*Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta: non è una frasetta, ma l'esempio più chiaro dell'essenza di questa squadra. Arrivi in un modo, e non è che ti cambiano, ma cercano di migliorare il tuo punto debole. E poi ci sono tanti collaboratori, che non sbagliano mai, e tu devi solo preoccuparti di giocare: è una cosa fondamentale.
===[[Simon Kuper]]===
*{{NDR|Nel 2013}} Come la [[Ferrari]] (anch'essa proprietà degli Agnelli), o Gucci o un delizioso ristorante [italiano] all'angolo, la Juventus punta a qualcosa di molto difficile: essere l'eccellenza in un paese in decadenza.
*La Juventus non è una società che va subito nel panico. Prima di tutto vuole vincere, questa è la cosa più importante, ma se questo non avviene nell'immediato non si stravolgono i piani per ricominciare da capo. Questa è una cosa rara nel calcio a causa dell'attenzione mediatica e della pressione quotidiana. Pochi club sono in grado di resistere e mantenere la propria posizione.
*Molti club italiani portano il nome della loro città e sono legati a sentimenti di appartenenza locale, ma la Juventus spazia l'intera [[Italia|nazione]]. [[Gianni Agnelli]] disse: «Non avere il nome di una città ci ha portato grande popolarità. Ci ha resi nazionali». Poche istituzioni in una Italia sempre divisa in fazioni possono farsi lo stesso vanto.
===[[Stephan Lichtsteiner]]===
*Il segreto della Juve è la sua grande voglia di vittoria. Che è più grande di quella dei suoi rivali.
*La storia dice che la Juventus vince quasi sempre, appena arrivi capisci che si respira un'aria diversa.
*Qui devi vincere, non c'è altro messaggio che puoi apprendere.
===[[Marcello Lippi]]===
*Giocare nella Juventus significa non accontentarsi mai. Vinto lo scudetto? Bene, c'è la Champions. Vinta la Champions? Bene, c'è l'Intercontinentale. Vinta l'Intercontinentale? Bene, c'è da rivincere lo scudetto. C'è sempre poco tempo per festeggiare.
*[Alla Juventus] gli anni più belli della mia vita professionale, persone fantastiche, risultati fantastici...
*Intanto, voglio dire che la Juventus non è mai morta, dunque chi la dà per spacciata non la conosce. La Juve in un certo senso è immortale, soprattutto quando la feriscono.
*Io so di essere un tecnico segnato. Non si può stare tanto tempo come me alla Juventus e non finire per farne profondamente parte. La verità è che io sono ormai juventino nei cromosomi, dovunque mi capitasse di andare.
*La forza della Juventus è che quando vinci una partita, per quanto importante, per quanto bella, per quanto spettacolare, il giorno dopo viene cancellata e si pensa sempre a quella successiva. All'inizio è frustrante, ma poi capisci che è il segreto del successo.
*La [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] e la Juventus sono state due grandi storie d'amore nella mia vita di allenatore.
*{{NDR|«La Juve. Cos'avrà mai di così speciale?»}} La storia, e la competenza delle persone che se ne occupano. La diversità la noti davvero soltanto quando ci sei dentro. Poi, certo, la Juventus non è solo la squadra più amata, è anche la più detestata, è antipatica perché ha vinto tanto. E allora io dico che è proprio bello essere antipatici.
===[[Paolo Montero]]===
*Alla Juventus il risultato arriva prima di ogni altra cosa; l'obiettivo è quello di vincere, sempre!
*{{NDR|Nel 2023}} Cento anni di proprietà [degli Agnelli alla Juventus] rappresentano qualcosa di unico. Personalmente non riesco a immaginare la Juventus senza gli Agnelli.
*Cosa abbiamo in più noi della Juve? La voglia di giocare, di vincere. I grandi campioni ci sono dappertutto [...]. Quello che fa la differenza è, appunto, la voglia. [...] Siamo la Juve, non una squadra qualsiasi.
*{{NDR|«Ma cosa vuol dire giocare nella Juventus?»}} È il massimo. Ti senti uno di famiglia da subito. E poi quella maglia è una corazza.
*È una scuola, ti insegna a vivere, a comportarti e a dare importanza ai giusti valori. Insomma, per me è stata una vera famiglia.
*La Juventus è tutto ciò che la parola famiglia racchiude: unione, sacrificio, aiuto a crescere. Amore. E non c'è ombra di retorica.
*Per me la Juve è famiglia. L'ho sempre sentita e vissuta così. Ieri, oggi e sempre.
*Sai che ti dico? Non so se la Juve sarebbe così forte se non fosse tanto odiata. Altro che simpatia.
*Sono diventato juventino il primo giorno che sono arrivato a [[Torino]], quando mi sono reso conto quanto la Juventus fosse odiata dal resto delle tifoserie d'Italia. Il loro odio io l'ho trasformato in amore per la Juventus. Contro tutto e tutti.
===[[Domenico Morace]]===
*Al di là delle colorazioni di parte, la Juve è la più amata dagli italiani. Non esiste, da Bolzano a Pantelleria, una squadra che abbia un tale seguito, numerico e passionale, come la Juve. Ha tifosi al Nord, dove è di casa, ed ancor più al Sud, dove imparano ad amarla a distanza, attraverso le cronache o le immagini televisive. Come e perché questa squadra colpisca la fantasia ed il cuore dei tifosi, si sa da tempo: [...] l'identificazione col potere del Nord, la voglia di integrazione dei meridionali del Nord, la smania di partecipare ai successi che è la molla di ogni attività umana.
*La Juve, nei secoli, è stata la più amata dagli italiani. Dalle Alpi a Pantelleria, non c'è zona dove il tifo bianconero non abbia profonde radici. La Juve è stata, ed è, simbolo di integrazione e di riscatto per i meridionali del nord e un trepido amore per quelli nati e cresciuti tra le nebbie. Intrecci sportivi e sociologici hanno spiegato quella che è più di una passione. Gli italiani, si sa, scelgono sempre chi vince e i tifosi proletari della Juve hanno persino dimenticato i rancori di classe: Agnelli, per loro, non è mai stato il padrone, ma soltanto il benefattore che regalava felicità domenicali.
*Si sa, la Juve è la fidanzata d'Italia: dalle Alpi a Pantelleria, da sempre battono cuori bianconeri. [...] come mai uno del profondo Sud trova affinità elettive con la Vecchia Signora torinese anziché, mettiamo, col Napoli, la squadra della capitale del vecchio regno dei Borboni? La Juve è stata, in passato, la squadra che più ha eccitato l'immaginario collettivo: vinceva, e l'identificazione col vincitore è sempre stato lo sport preferito da noi italiani. Era la squadra dei padroni ma, in nome del calcio, venivano superate anche le barriere sindacali. Per i meridionali, arrivati a Torino con la valigia di cartone, inseguendo il sogno, o il miraggio, del miracolo economico, la Juve è stato il modo per integrarsi con un ambiente quasi sempre ostile.
===[[Giampiero Mughini]]===
*La Juventus è l'unica donna della nostra vita che non c'ha mai tradito.
*La squadra che un italiano su tre considera la sua "fidanzata" ideale e mentre gli altri due italiani su tre la reputano invece il Male Assoluto.
*{{NDR|Nel 2015}} Una squadra che è tornata ad essere l'orgoglio del calcio italiano alla faccia di tutti i club "Juve merda" disseminati per lo stivale. Una squadra che è una scuola del carattere, uno stemma, un brand. L'unico brand italiano del 1930 tuttora in voga.
===[[Gianpaolo Ormezzano]]===
*Ho avuto due fortune nella vita: non essere nato donna afghana a Kabul e tifoso della Juventus a Torino.
*In una storia lunga più di un secolo tante cose belle ha insegnato la Juventus al calcio italiano, concentrando e limitando apprendimento e frequentazione di quelle brutte ad un periodo corto, gli anni appunto Calciopoli. Il club che ha "fondato" uno [[Stile Juventus|stile]], che ha riempito di giocatori la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], che ha vinto più scudetti di ogni altro.
*La Juventus è da sola una parte enorme del nostro calcio. C'è perché sennò non c'era proprio niente alla «j» o «i lunga», e se è vero che non c'è niente neppure alla «y» o «i greca», è anche vero che da quelle parti del dizionario non si trova la più importante squadra d'Italia e – dicono – del mondo.
===[[Michel Platini]]===
*[Gli] Agnelli e Juventus non sono soltanto il calcio, sono una istituzione.
*Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una [[Strage dell'Heysel|serata tristissima]]), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.<br/> Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire [[cultura]] e [[Stile Juventus|stile]] che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici.
*{{NDR|Nel 2023}} Credo che per gli Agnelli la Juventus sia stata e sia ancora storia, passione, immagine, una specie di bolla nella quale osservare la propria tradizione secolare, un caso unico, mondiale [...] nel senso che altrove ho conosciuto presidenti e imprenditori proprietari di un club di calcio ma gli Agnelli non erano solo questo, erano e sono una famiglia legata al calcio non per interessi esclusivamente finanziari.
*Ho cominciato a giocare nella squadra più forte della Lorena, continuato nella squadra più forte di Francia, e finito nella più forte del mondo.
*Non conoscevo la storia della famiglia Agnelli, in Francia seguivo le partite delle squadre italiane ma nulla sapevo dei presidenti. Quando arrivai a Torino {{sic|scoprii}} una realtà che non riguardava soltanto la Juventus e le sue vittorie ma chi l'aveva condotta per anni con uno stesso cognome: Agnelli. La conoscenza dell'[[Gianni Agnelli|Avvocato]] e di suo fratello [[Umberto Agnelli|Umberto]], mi fece comprendere l'importanza e il significato di una dinastia unica legata al club, una storia affascinante vissuta con personaggi di grande carisma e competenza, nel rispetto della tradizione di famiglia. Per me, anni bellissimi e indimenticabili.
*{{NDR|Nel 2011}} Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni.
===[[Giuseppe Prisco]]===
*Certe volte la gente per strada mi chiede di non parlare solo contro il [[Associazione Calcio Milan|Milan]], ma anche contro la Juventus. E rispondo: «Ben volentieri, ma quando c'è l'occasione. Non posso dire 'porca Juventus': sarebbe una cretinata inutile».
*Se stringo la mano a un [[Associazione Calcio Milan|milanista]] mi lavo le mani, se stringo la mano a uno juventino mi conto le dita.
*La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
*{{NDR|Sul "caso [[Mark Iuliano|Iuliano]]-[[Ronaldo]]" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Il rigore dello juventino su Ronie? Non è furto. Quando c'è la Juve è sempre ricettazione. Gli juventini a volte confessano i furti ma mai la refurtiva.
===[[Claudio Ranieri]]===
*Dobbiamo essere sempre i migliori. I campioni sono tali perché vogliono essere sempre i migliori e noi tutti dobbiamo assorbire questo DNA dai nostri. Quando vedrò tutta la squadra dare tutto fino all'ultimo allora potrò dire che avranno capito cosa significa essere la Juventus. Vale a dire non rilassarsi dopo aver vinto una partita. Noi non possiamo permettercelo, perché siamo la Juve. Io stesso non sono arrivato qui per grazia ricevuta. Mi sono guadagnato tutto giorno per giorno. E noi giorno per giorno dobbiamo lavorare per migliorare.
*La società bianconera è strutturata in maniera importante, è bella, quadrata: ognuno è al suo posto, sanno quello che devono fare, programmano il futuro, per cui credo sia importante vedere anche come loro lavorano, non solo la squadra in campo.
*Stare alla Juventus significa voler essere i numeri uno e non accontentarsi mai.
===[[Arrigo Sacchi]]===
*La Juve, a tutti i livelli, è un esempio di squadra che moltiplica le qualità dei singoli.
*La Juventus è l'esaltazione della qualità, dell'organizzazione e della potenza.
*La Juventus è la squadra di adulti. Non sei mai sicuro di vincere contro di loro finché non muoiono.
*La volontà, il dare tutto, la generosità e la serietà della Juve dovrebbero essere un esempio per tutti i club. La cultura della vittoria fa parte da sempre del DNA dei bianconeri: si trasmette ai giocatori facendone dei protagonisti. La storia di questo club, a parte qualche piccola pausa, è sempre stata caratterizzata da una sete di vittorie senza pari. Forse non sempre la Juventus ha convinto, forse non sempre è stata bellissima, ma sicuramente è sempre stato un avversario con una determinazione feroce, uno straordinario orgoglio e un grande senso pratico.
*{{NDR|Sulla Juventus allenata da [[Massimiliano Allegri]], nel 2016}} Noi al Milan coniugavamo tre verbi: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno: vincere. È una debolezza. Si dirà: ma in Italia continua a vincere. E io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia. Ma cosa conta è la Champions League e in Europa la Juventus fatica.
===[[Mario Sconcerti]]===
*{{NDR|Nel 2016}} Alla fine vince sempre la Juve [...] perché da novant'anni ha la stessa proprietà, la stessa famiglia alla guida, quindi una grande esperienza e un portafoglio in grado di sopportare i tempi. La continuità migliora tutti e non lascia alibi ai giocatori. Sei in mezzo al meglio e te lo devi meritare. Questo spiega perché quasi qualunque giocatore, anche il più eccentrico, diventi alla Juve qualcosa di diverso, improvvisamente placato e saggio. Perché oltre la Juve non c'è niente, se non te ne accorgi non sei da Juve. [...] Non ha una città alle spalle, una piazza che chieda continuamente spiegazioni. Ha il sentimento algido di una grande azienda, si può far solo quello che serve, senza dare spiegazioni al popolo. [...] La Juve è sempre presente, ma lontana, nessuno arriva a toccarla. [...] La Juve, in sostanza, è l'unica società più forte della propria gente.
*La Juve è l'unica squadra nazionale, esattamente come la FIAT è stata l'unica industria nazionale.
*La Juventus è una macchina straordinaria che ogni giorno fa salire a bordo quindici milioni di suoi tifosi.
*{{NDR|Nel 2020}} La società è fondamentale, e la Juventus è un modello praticamente unico nel mondo. Non solo per anzianità di servizio dei proprietari, ma anche come modello: non è guidata dalla proprietà, ma da un membro della famiglia della proprietà [...]. Dal punto di vista del valore societario siamo venti-trent'anni avanti nel caso della Juve: non è una casualità che gli altri grandi club rivali della Juve abbiano la proprietà straniera [...]. A Torino c'è una dinastia di regnanti, che ha dimostrato di essere al di sopra di qualsiasi critica.
===[[Alessio Tacchinardi]]===
*La Juve è la squadra più amata ma anche più odiata: in tutti i campi quando arrivavamo giocano con i coltelli tra i denti. Quando ne sono entrato a far parte ho percepito di appartenere a qualcosa di diverso: sei tu contro tutto il resto, ti dà tanto ma chiede anche tanto.
*Per me la Juve è stata una pagina importantissima: ero e sono ancora un tifoso della Juve e per me allenarmi al Comunale, dove andavo a vedere la Juve da tifoso, era il massimo. La Juve è una grande famiglia, una grande società con valori fortissimi e ti inculcano nella testa la mentalità vincente.
*{{NDR|«Come ci si sente a vestire la maglia della Juventus?»}} Pesa un quintale. Ti trasmette l'anima vincente e ti fa sentire una grande pressione. La Juventus è la tradizione del calcio.
*{{NDR|Sullo juventinismo}} Una cosa che prende i tifosi, la squadra e la società e li rende un blocco unito contro tutto e tutti. E che si esprime nella voglia di vincere sempre, di essere i più forti sapendo di ricevere in cambio odio da ogni altro elemento esterno al mondo Juve. Un odio che nutre la fame di vittorie, e che rende i nostri successi ancora più belli. Prima di diventare un calciatore bianconero ero un semplice tifoso, all'interno dello spogliatoio ho capito meglio il senso della Juve. All'inizio non capivo le facce dei compagni quando si pareggiava, mi dicevo che in fondo avevamo fatto un punto. Poi ho capito che se giochi nella Juve, il pareggio equivale a una sconfitta. Conta unicamente il successo, esattamente come dice Boniperti.
===[[Sandro Veronesi]]===
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Non preoccupatevi di dare una nuova immagine della Juventus, recuperate piuttosto quella che ha sempre avuto: la storia dice che è quella giusta. Si può essere gentiluomini anche immersi nell'odio sportivo di mezza Italia, come hanno ben dimostrato Boniperti o l'avvocato Agnelli, e le Fiat le hanno sempre comprate anche i tifosi dell'Inter o della Fiorentina. Nulla viene a mancare, nell'integrità di un galantuomo, se i tifosi avversari ti fischiano e ti insultano. Anzi, questo è diventato nel tempo l'alimento principe della dieta bianconera: l'odio degli avversari, il livore, il rancore, gli insulti.
*{{NDR|Nel 2008, in occasione al ritorno della Juventus in Champions League}} Per un vecchio tifoso bianconero come me, in effetti, veder partire una stagione senza la Juve in serie A, o senza la Juve tra le favorite, o senza la Juve nelle coppe europee, com'è successo negli ultimi due anni, è stato come ritrovarsi in un posto veramente lontano, straniero, assurdo: in Alaska, in Patagonia. Sì, si può dire che a questo punto noi tifosi juventini siamo tornati a casa. Insieme a noi sono tornati a casa i nostri fuoriclasse, Del Piero, Nedved, Buffon, Camoranesi, Trezeguet, Chiellini, [Cristiano] Zanetti, che non hanno abbandonato la barca in difficoltà ma sono rimasti a soffrire e hanno puntato la carriera su questo ritorno. E un simile binomio tifosi-campioni, questo grumo di passione e di forza, di amore e di classe, di quantità e di qualità, rappresenta effettivamente la Juventus – la sua storia, la sua tradizione. Dunque, quando si parla di ritorno a casa si parla di una cosa vera, reale: perché la casa della Juventus è la battaglia per la vittoria.
*Per venire amati da me non è mai stato necessario essere dei campioni, se si giocava in difesa nella Juve [...] È il fatto stesso che loro difendessero ad appassionarmi, perfino a commuovermi: là davanti un nuvolone di gloria, coi più forti attaccanti del mondo che si danno il cambio a gonfiare la rete [...]; a centrocampo uno scroscio continuo di genio, estro e furia agonistica [...]; in porta, vabbe', è stata quasi solo leggenda [...]; ma è in difesa che si è sempre costruita la supremazia della Juventus, in questa scuola di vita fatta di attenzione, tempismo, corsa, fatica e sacrificio che non può tramontare mai, perché chiunque abbia osato contraddirla, concependo un calcio solo offensivo, è sempre stato spazzato via.
*Quasi cinquant'anni dopo mi ritrovo a festeggiare questo ennesimo scudetto [2012/13] con la stessa gioia del primo (1967), e come sempre il passato riaffiora tutto insieme nello stesso momento, e si mescola al presente, ricreando il formidabile tutt'uno che è la patria che mi sono scelto: la zebra che corre nella savana mentre Haller mi prende in collo in Versilia e Vidal fa il cuore con le mani; le punizioni di Pirlo che coincidono con quelle di Platini, di Baggio e di Del Piero; Pogba che danza, Cabrini che si sgancia, Furino che copre; Bettega che incorna, Vialli che ritorna; Marchisio e Zidane che si passano la palla, Ibra che si fa rimbalzare addosso i difensori; Nedved che cambia passo, l'Avvocato che sorride, Barzagli che anticipa, Tardelli che contrasta, Montero che picchia, Scirea che si sgancia, Buffon che esce, Zoff che vola, Vucinic che fa l'assist, Inzaghi che la mette dentro, Rossi che la mette dentro, Vieri che la mette dentro, Trezeguet che la mette dentro; Lippi che alza le braccia; Conte che sventola la bandierina del corner...
*{{NDR|A [[Claudio Ranieri]] e [[Jean-Claude Blanc]] nel 2008}} Rendetevi conto, voi che avete preso in mano la società nel momento peggiore della sua storia, che la Juve non è stata odiata per più di un secolo a causa dell'antipatia dei suoi dirigenti o giocatori; che non è mai stata una questione personale; che la Juve è stata semplicemente un incubo infinito per qualunque avversario, perché vinceva, o lottava fino all'ultimo per vincere, ogni anno, e questo deve tornare a essere.
===[[Gianluca Vialli]]===
*Alla Juventus la vittoria non dà felicità, ma sollievo. È il completamento di un dovere, non il raggiungimento di una vetta.
*Cosa si mangia di speciale a Torino? Esiste un ambiente di lavoro molto particolare, sei contagiato: un'atmosfera che serve nella vita e in panchina. La principale caratteristica alla Juve è la testa bassa. L'umiltà rispetto a quello che si vince, che è sempre tanto. Il club ti insegna l'importanza degli oneri: ti mette nelle condizioni giuste per dimostrare quanto vali, ma poi tu devi dare il massimo. A quel punto vinci e ti godi gli onori. Ma per poco perché devi rivincere subito dopo. Ecco, il successo è spesso un sollievo più che una gioia [...]. Certo, al Barcellona prediligono l'estetica, la bellezza o anche solo il divertimento, mentre la Juventus è meravigliosamente pratica. Confesso che nei miei anni in bianconero non è mai entrato un dirigente a dirci: "Mi raccomando, oggi giochiamo bene". Più e più volte, la frase era: "Mi raccomando, oggi vinciamo".
*La Juve è una filosofia. Può piacere o non piacere ma è qualcosa di unico. Per me è stato un privilegio far parte della storia di quella società. Non è una società perfetta ma ha un DNA vincente. Quando indossi quella maglia, ne senti il peso.
*{{NDR|«Com'è giocare nella Juve?»}} Un onore, e un onere. Senti il peso della maglia, il dovere di riconsegnarla piegandola per bene e riponendola un po' più in alto di dove l'avevi presa.
===[[Arturo Vidal]]===
*La passione dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]] [del club] è incredibile. Vestire la maglia [della] Juventus è la cosa più bella che mi sia mai capitata e quando entri al campo di gioco capisci quale sia la posta in gioco e quante siano le aspettative nei tuoi confronti.
*La [[paura]] non è un sentimento che puoi avere quando giochi con la maglia della Juventus.
*Quando si è in un club come la Juve si deve sempre competere per vincere.
===[[Franco Zeffirelli]]===
*Mi dispiace che una squadra come la Juve che considero una delle migliori in Europa sia costretta a sporcarsi le mani con traffici mafiosi. [...] La Juve ha vinto la metà dei suoi scudetti con la benevolenza e i pasticci arbitrali.
*Mi piacerebbe vincere uno scudetto: come sempre però molto dipenderà anche dagli altri. La Juventus da sempre fa la padrona e solo lei sa quanto ha vinto grazie ai signori in giacchetta nera. Da quelle parti è dai tempi dei Savoia che vogliono comandare.
*{{NDR|Nel 2015}} Se non si sogna, si muore ragazzi. Si deve sognare. Io ho ancora quello di vedere la Juve in B. La Juventus è stata la regina di un certo modo di fare calcio, lo sapevamo tutti. E anche se sono anti Juve a vita, devo riconoscere che in qualche modo questa squadra ha contribuito allo spettacolo calcistico.
===[[Zinédine Zidane]]===
*{{NDR|Nel 2006 durante la conferenza stampa in cui annunziò il suo ritiro dalla attività calcistica}} Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del Real Madrid.
*La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.
*Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.
===[[Cori da stadio|Cori]]===
*''È proprio come guardare la Juve...''<ref>Coro intonato dalla tifoseria del [[Notts County Football Club]], società britannica gemellata con la Juventus, quando la squadra offre una prova di rilievo.</ref>
*''Su ragazzi, arriva la Signora''.<ref>Coro intonato dalla tifoseria bianconera durante un [[Derby di Torino|derby contro il Torino]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986.</ref>
===[[Slogan calcistici|Slogan]]===
[[File:Juventus109.jpg|miniatura|upright=1.5|Striscione che celebra i 109 anni della Juventus]]
*Fino alla fine.<ref>Slogan juventino, semplificazione del grido da guerra intuonato dalla [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata]]: «Fino alla Fine Forza Juventus!».</ref>
*La Juve ruba.<ref>Slogan antijuventino.</ref>
*Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole.<ref>{{NDR|orig. in lingua latina}} ''Non coronabitur nisi legitime certaverit.'' Motto juventino riportato sul primo stemma del Foot-Ball Club Juventus. La frase è tratta dalla ''[[Seconda lettera a Timoteo]]'' 2, 5.</ref>
===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]===
*109 anni di trionfi e gioia, 1 anno di umiltà che vi renderà immortali. Grazie a tutti!<ref>Messaggio della ''Curva Nord'' pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino il 12 maggio 2007 prima della gara Juventus FC 3-1 Bologna FC 1909.</ref>
*28 scudetti, 2 Coppe Campioni... in Italia ladri, in Europa coglioni.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Fiesole'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della [[ACF Fiorentina]]) e rivolto agli juventini il 4 dicembre 2005 in occasione di Fiorentina-Juventus.</ref>
*C'è una stella in cielo che indica il cammino, forza Juve, vincere è il tuo destino.<ref>Striscione esposto dalla ''Curva Scirea'' (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata della Juventus) durante la partita Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003, due giorni dopo la scomparsa dello storico presidente [[Gianni Agnelli]].</ref>
*Club degli imbrogli, degli intrighi e della repressione. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Juve merda.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria organizzata del Nantes nel secondo tempo della gara FC Nantes 0-3 Juventus FC del 23 febbraio 2023, valevole per il ritorno dei play-off di UEFA Europa League; le due squadre si ritrovavano contrapposte in una competizione confederale per la prima volta dalle semifinali di UEFA Champions League 1995-1996, quando il club bianconero aveva prevalso su quello francese.</ref>
*La vostra tenacia e la nostra fedeltà sono 109 anni di storia che mai nessuno retrocederà.<ref>Messaggio della ''Curva Scirea'', pubblicato allo Stadio Olimpico di Torino durante i festeggiamenti del 109° anniversario di fondazione istituzionale della società torinese il 1° novembre 2006 prima della gara Juventus 2-0 Brescia Calcio.</ref>
*Per un caldo Natale... brucia un gobbo.<ref>Striscione esposto dalla tifoseria [[Bologna Football Club 1909|bolognese]] e rivolto a quella juventina, durante la partita Bologna-Juventus del 6 dicembre 2013.</ref>
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Altri progetti==
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{{Juventus FC}}
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[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
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Gianluigi Buffon
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[[File:Super Gigi Buffon (Juventus) (2).jpg|thumb|upright=1.3|Gianluigi Buffon nel 2012]]
'''Gianluigi Buffon''' (1978 − vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Gianluigi Buffon==
{{cronologico}}
*Quando sento il nome di {{NDR|Nevio}} Scala mi viene sempre in mente la mattina del 19 novembre 1995. Saranno state le nove, viene in camera mia in ritiro e mi dice: "Oggi giochi tu". Affrontavamo il Milan. Dissi soltanto: "O.K.". Poi mi attaccai al telefono e chiamai tre o quattro miei amici: raccontai tutto e loro vennero a vedere il mio debutto in serie A. Non si possono dimenticare certi momenti.<ref name="Gazzetta-1997">Dall'intervista ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1997/novembre/05/Buffon_passaporto_per_successo_ga_0_9711052001.shtml Buffon: passaporto per il successo]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 5 novembre 1997.</ref>
*È la mia forza: non ho paura di nessuno.<ref name="Gazzetta-1997"/>
*Possono cambiare gli uomini, possono cambiare i dirigenti, però quello che ha di forte [[Juventus Football Club|questa società]] sono i giocatori cui è stata tramandata una voglia di vincere, di primeggiare, che non è pari in nessuna altra squadra.<ref>Dall'intervista a Sky Sport dopo la partita Cagliari – Juventus 2-3 del 2 settembre 2007.</ref>
*Non voglio più sentire nulla su [[Calciopoli]], il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2011/02/08/news/buffon_inter_basta_calciopoli-12213650/ Juve-Inter? Basta parlare di Calciopoli...]'', ''repubblica.it'', 8 febbraio 2011.</ref>
*Siamo sempre l'Italia di piazzale Loreto, non cambia niente. Basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro. Bisogna stare molto attenti a dare giudizi troppo veloci: anni fa ci sono passato anch'io, infangato in prima pagina per una cosa nella quale non c'entravo per niente: per ora stiamo facendo solo questo, cioè una grande pubblicità a uno scandalo dove per ora non c'è nulla di concreto.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/sport/11_giugno_08/totti-roma-smentita-avvocato_9d5ebd58-91ca-11e0-9b49-77b721022eeb.shtml Totti: «Stupore e rabbia, io estraneo» Buffon: è un'Italia da piazzale Loreto]'', ''corriere.it'', 8 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Su [[Andrea Pirlo]]}} Quando l'ho visto giocare ho pensato: Dio c'è, perché è veramente imbarazzante la sua bravura calcistica.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/calciomercato/2011/09/12-144099/Pirlo+si+prende+la+Juve%3A+%26%23232%3B+lui+il+colpo+del+mercato Pirlo si prende la Juve: è lui il colpo del mercato]'', ''tuttosport.com'', 12 settembre 2011.</ref>
*Il giorno dell'inaugurazione dello [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]]. Ho provato tante emozioni, tutte molto forti. Mi sono detto "ma in che società sto giocando". Sono riemersi pensieri che non mi toccavano da parecchio tempo. Ho risentito tutto l'orgoglio di far parte di un club con una storia unica, che fa tremare le gambe. Quella sera mi ha caricato a mille, è stata fondamentale a livello di motivazioni, è come se fossi tornato indietro nel tempo.<ref>Citato in ''[http://www.juventus.com/wps/portal/it/news/buffon%20gazzetta%20news%2024dicembre2011 Buffon: «Voglio meritare la Juve a vita»]'', ''juventus.com'', 24 dicembre 2011.</ref>
*{{NDR|Riferendosi all'arbitro Sebastiano Peruzzo dopo Juventus-Siena 0-0 del 5 febbraio 2012}} Se mi vieni a chiedere se c'è un corner o no, ti dico che non c'era e lo assegni lo stesso, allora dimostri di non mantenere un comportamento serio, e mi invogli a cercare di imbrogliarti la volta successiva, per ottenere il massimo risultato possibile. Di certo non rischierei di perdere la mia onorabilità e la mia serietà per un calcio d'angolo; contro l'Udinese l'arbitro era in dubbio in una situazione simile, e io gli avevo detto che il corner per gli avversari c'era.<ref>Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=329170 Juventus, Buffon sull'arbitro Peruzzo: "Comportamento poco serio"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 5 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Sul [[gol fantasma]] del milanista Muntari nella partita Milan – Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012}} L'azione è stata talmente convulsa e veloce che non mi sono accorto se fosse gol o no. E se anche se me ne fossi accorto, non faccio il figo e il bello, e ammetto che non l'avrei detto all'arbitro. Per il processo di beatificazione, più avanti.<ref>Citato in Massimiliano Nerozzi, ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/444128/ Buffon: nessuno mi può giudicare]'', ''lastampa.it'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Dopo l'ultima partita di [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] in campionato con la Juventus nel 2012}} Commovente è l'unica parola che mi viene in mente. Era giusto così, il tributo ad Alex che ha passato metà della sua vita a combattere e lottare per questa maglia. È davvero tanto. E quando il legame, il cordone ombelicale si spezza, resta tanta amarezza.<ref>Citato in Elvira Erbí, ''Buffon: «Commosso per un legame che si è spezzato»'', ''Tuttosport'', 14 maggio 2012, p. 2.</ref>
*Nei prossimi 150 anni non ci sarà uno come [[Alessandro Del Piero|Del Piero]]. Chi vestirà la sua maglia numero 10 dovrà sapere chi l'ha portata, come l'ha portata e comportarsi di conseguenza.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/05/16-188286/Buffon%3A+%C2%ABDel+Piero+esempio+per+chiunque+avr%C3%A0+la+10%C2%BB Buffon: «Del Piero esempio per chiunque avrà la 10»]'', ''tuttosport.com'', 16 maggio 2012.</ref>
*Alcune volte si pensa... E in alcuni casi si dice che sono meglio due feriti che un morto. Le squadre le partite se la giocano e sarà sempre così, ma ogni tanto qualche conto bisogna anche farlo.<ref name="Gazzetta-2012">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/25-05-2012/buffon-non-temo-conte-ogni-tanto-si-fanno-calcoli-911337620121.shtml Buffon: "Non temo per Conte Ogni tanto si fanno calcoli..."]'', ''gazzetta.it'', 25 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|Sul numero di campionati italiani vinti della Juventus al 2012}} Dico sempre che sul campo è accaduta una cosa, in altre sedi un'altra, se poi conta più una sede che il campo... Amen. Se mi chiedono quanti ne ho vinti, dico che ne ho vinti 5, ma che ne hanno assegnato 3.<ref name="Gazzetta-2012"/>
*{{NDR|Alla vigilia degli Europei 2012}} Ci tengo, ci spero, ci credo... Baratterei 2-3 anni di vita per ritornare là, dove tutti noi sogniamo... Dove tutti noi vorremo arrivare... Rivedere un'[[Nazionale di calcio dell'Italia|Italia]] in festa, rivedere la gente orgogliosa della propria Nazionale, sarebbe il regalo più bello di questo fine stagione.<ref>Citato in ''[http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201206081256-ipp-rt10104-euro2012_buffon_darei_2_3_anni_vita_per_vedere_italia_in_finale Euro2012: Buffon, "Baratterei 2-3 anni vita per vedere l'Italia in finale"]'', ''agi.it'', 8 giugno 2012.</ref>
*Come se i colpevoli fossero sempre gli altri<ref name=spagnacroazia>Le dichiarazioni risalgono agli Europei 2012. Le squadre nel girone dell'Italia sono Croazia, Spagna e Irlanda. Per via dei risultati delle prime due giornate, a Croazia e Spagna basterebbe un pareggio con 2 o più gol per qualificarsi entrambe, indipendentemente dal risultato dell'Italia. A causa di questa particolare situazione di classifica, molti giornalisti e personaggi televisivi italiani hanno ricamato più volte sull'ipotesi di un "biscotto", anche in riferimento a un episodio degli Europei 2004.</ref>, come se le responsabilità non spettassero mai a noi, come se il potersi trovare in una situazione favorevole non fosse mai frutto del merito ma sempre e solo della fortuna sfacciata o del caso, come se ammettere che gli avversari sono stati più bravi fosse uno smacco inaccettabile per il nostro ego, come se per nascondere le nostre insicurezze e fragilità avessimo sempre bisogno dell'alibi, come se sapere se ci sono due omosessuali in nazionale fosse l'unico interesse del paese, come se, alla fine di questi giorni di caccia alle streghe, si scoprisse che all'estero sono migliori di noi... vabbè... come se questi pensieri servissero a qualcosa... Pensiamo a noi e cerchiamo di vincere, il resto è aria fritta, discorsi da bar, congetture da mediocri, argomentazioni da perdenti...<ref name= biscotto>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Europei/2012/16-06-2012/buffon-duro-sfogo-facebook-basta-col-biscotto-pensiamo-noi-911554774871.shtml Buffon e il biscotto, sfogo su Facebook: "Argomentazioni da perdenti"]'', ''gazzetta.it'', 16 giugno 2012.</ref>
*Mamma mia... sic transit gloria mundi... è da due giorni che si parla solo ed esclusivamente di "biscotto"<ref name=spagnacroazia/>, biscotto di qua, biscotto di là, biscotto di su, biscotto di giù... come se avessimo già vinto la partita con l'Irlanda, come se gli altri non avessero il sacrosanto diritto di sentirsi offesi da tali illazioni, che appartengono solo ed esclusivamente a noi, ... come se gli altri non avessero il privilegio di pensare che [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] con l'Irlanda potrebbe avere un occhio di riguardo nei confronti nostri (cosa assolutamente da escludere), come se la cultura del sospetto appartenesse solo a noi e noi fossimo gli unici a poterla esercitare, come se pareggiare fosse uguale a fare 2-2, come se accontentarsi di un risultato (che soddisfa entrambi) negli ultimi 20 minuti fosse uguale a mettersi d'accordo.<ref name= biscotto/>
*Viaggiare è più bello che arrivare, battersi è più bello che vincere.<ref>Da un [http://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/317034321718585 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 19 giugno 2012; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/euro_2012/2012/06/19-194946/Buffon:+«Battersi+è+più+bello+che+vincere,+avanti+Italia!» Buffon: «Battersi è più bello che vincere, avanti Italia!»]'', ''tuttosport.com'', 19 giugno 2012.</ref>
*Troppo spesso siamo assuefatti e intorpiditi dalla negatività che ci circonda, troppe volte siamo rassegnati ad un destino che gli altri ci vogliono assegnare, quasi sempre smettiamo di sognare una volta raggiunta l'età della maturità o una volta raggiunta una certa posizione e un lavoro che ci da indipendenza ma non stimola la nostra fantasia e i nostri sensi. [...] senza [[sogno|sogni]] non si vive, si sopravvive... senza sogni non sei il protagonista della tua vita ma sei solo una scolorita figura che ha accettato rassegnato la propria esistenza, senza squilli, senza sussulti, senza vita...<ref>Da un [http://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/321355617953122 post] sull profilo ufficiale ''facebook.com'', 27 giugno 2012; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/euro_2012/italia/2012/06/27-196551/Buffon:+«Italia+devi+osare.+Prendiamoci+il+nostro+sogno» Buffon: «Italia devi osare. Prendiamoci il nostro sogno»]'', ''tuttosport.com'', 27 giugno 2012.</ref>
*Io sono sempre ottimista, positivo, felice. A volte non mi va di dimostrarmi tale in pubblico, però quando sono nello spogliatoio e con i compagni sto bene. Quella è la mia forza e quando sono in campo nulla e nessuno potrà condizionarmi.<ref>Citato in ''[http://www.radioradio.it/sport/buffon-e-pirlo-nulla-condiziona-la-nostra-juve Buffon e Pirlo: «Nulla condiziona la nostra Juve»]'', ''radioradio.it'', 8 agosto 2012.</ref>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] giocato è sicuramente la miglior medicina per il calcio stesso.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/26-08-2012/buffon-difesa-conte-fatto-passare-delinquente-912392720691.shtml Buffon in difesa di Conte: "Fatto passare da delinquente"]'', ''gazzetta.it'', 26 agosto 2012.</ref>
*Io credo che bandiera o non bandiera bisogna vedere come ci si comporta, perché se uno sta tanti anni in un posto e non dà l'esempio con i comportamenti, magari per altri può essere una bandiera e invece non è così.<ref name= alibi>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2012/12/08-231415/Buffon%3A+%C2%ABTroppe+polemiche+un+alibi+per+chi+non+vince%C2%BB Buffon: «Troppe polemiche un alibi per chi non vince»]'', ''tuttosport.com'', 8 dicembre 2012.</ref>
*Le polemiche a me non sono mai piaciute perché fanno emergere un lato di noi addetti ai lavori molto netto che è quello dell'incoerenza. Indubbiamente è capitato in due situazioni che la Juve tramite un errore umano ha tratto vantaggio in una partita, ma ogni volta che queste cose accadono alla Juve si scatena un pandemonio mediatico esasperato che è ingiusto nei confronti della società e dei giocatori ed è ingiusto anche perché ho l'impressione che la Juve diventi lo scudo e l'alibi per gli eterni incompiuti, per chi non vince mai.<ref name= alibi/>
*Vorrei leggere su wikipedia, accanto al nome di Gianluigi Buffon, che ha vinto una Champions.<ref>Citato in ''Guerin Sportivo'' nº 2, febbraio 2013, p. 32.</ref>
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Tutti cercano di metterlo in difficoltà sul piano nervoso. È un giocatore straripante e fondamentale per noi, e quindi cercano di fermarlo in un altro modo.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Nazionale/08-06-2013/buffon-balotelli-straripante-allora-provano-fermarlo-un-altro-modo-20540747109.shtml Buffon: "Balotelli è straripante, e allora provano a fermarlo in un altro modo"]'', ''gazzetta.it'', 8 giugno 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} I meriti del nostro allenatore per questi due anni e mezzo di percorso sono incredibili e non si sa, fino a quando non ci sarà una controprova, quale sia stato effettivamente il suo merito e quali i meriti nostri. È stato bravissimo a saperci stimolare, pungolare, ad averci dato un gioco e un'identità molto precisa.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/28-12-2013/juventus-gigi-buffon-conte-ha-meriti-incredibili-ci-ha-gioco-identita-201930817907.shtml Juventus, Gigi Buffon: "Conte ha meriti incredibili, ci ha dato gioco e identità"]'', ''gazzetta.it'', 28 dicembre 2013.</ref>
*È l'alibi migliore per chi non vince; dire che la [[Juventus Football Club|Juve]] è davanti perché si comporta in maniera scorretta è una giustificazione da dare ai tifosi. La Juve è come il maggiordomo: sempre colpevole.<ref>Citato in Alberto Mauro, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/10-01-2014/buffon-juventus-come-maggiordomo-sempre-colpevole-alibi-chi-non-vince-202029451949.shtml Buffon: "Juventus come il maggiordomo, sempre colpevole. L'alibi per chi non vince"]'', ''gazzetta.it'', 10 gennaio 2014.</ref>
*{{NDR|Dopo la morte di [[Tito Vilanova]]}} Certe facce trasmettono durezza ma anche lealtà... Non ti ho conosciuto, ma mi porterò dietro questa bella impressione...<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/616389495116398?stream_ref=10 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 25 aprile 2014; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Liga/25-04-2014/morte-vilanova-barcellona-per-sempre-eterno-calcio-piange-tito-80518851270.shtml Morte Vilanova, il Barcellona: "Per sempre eterno". Mou: "Giorno triste"]'', ''gazzetta.it'', 25 aprile 2014.</ref>
*{{NDR|Sull'elezione di [[Carlo Tavecchio]] come presidente della FIGC}} Mi hanno preoccupato le modalità attraverso cui si è arrivati all'elezione: a volte triviali, altre pittoresche, altre deliranti. Tavecchio lo conosco e non credo sia corretto denigrare in maniera forte attraverso i giornali. Mettiamola così: se ha 71 anni avrà grande esperienza.<ref name=gazzetta>Citato su ''La Gazzetta dello sport'', 15 agosto 2014.</ref>
*Non ho mai guardato agli altri per emularli o superarli. Gli obiettivi li ho sempre posti per me stesso, per cercare di essere felice, per scrivere pagine importanti per il calcio. Io ho cominciato molto prima di [[Dino Zoff|Zoff]]. Se arrivo a 40 e non a 41 è lo stesso.<ref name=gazzetta/>
*{{NDR|Su [[Gianluigi Donnarumma]]}} Può fare una carriera straordinaria, deve pensare a crescere con la calma necessaria per non farsi mettere pressione tra i grandi, anche se già il fatto di scendere in campo a 16 anni con la maglia del Milan e di reggere l'onda d'urto in un contesto dalle alte pressioni anche mediatiche, è un segnale di enorme grandezza. Ha debuttato un anno più giovane di me: i segnali convergono tutti nella stessa direzione, a questo punto starà a lui. E le prime partite suggeriscono che potrà fare una carriera straordinaria. Io glielo auguro con tutto il cuore, perché queste sono tra le emozioni più belle che può regalarti la vita.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/calcio/nuove-forze-calcio/19-11-2015/buffon-promuove-donnarumma-rinnovo-contratto-aumento-stipendio-procuratore-130993230559.shtml Buffon promuove Donnarumma: "Può fare una carriera straordinaria"]'', ''gazzetta.it'', 19 novembre 2015.</ref>
*Vincere la [[depressione]] è stata la miglior parata della mia vita.<ref>Da un'intervista a ''ABC''; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2016/02/09/20181072/buffon-svela-la-sua-parata-pi%C3%B9-bella-battere-la-depressione Buffon svela la sua parata più bella: battere la depressione]'', ''goal.com'', 9 febbraio 2016.</ref>
*{{NDR|Riferito alla [[porta (calcio)|porta]]}} Avevo 12 anni quando ti ho voltato le spalle. Rinnegai il mio passato per garantirti un futuro sicuro. Una scelta di cuore. Una scelta d'istinto. Proprio nel giorno in cui ho smesso di guardarti in faccia però, ho cominciato ad amarti. A tutelarti. A essere il tuo primo e ultimo strumento di difesa. Ho promesso a me stesso che avrei fatto di tutto per non incrociare più il tuo sguardo. O per farlo meno possibile. Ma ogni occasione è stata una sofferenza, dovermi voltare per rendermi conto di averti deluso. Ancora. Ancora una volta. Siamo sempre stati opposti e complementari, come Luna e Sole. Costretti a vivere uno accanto all'altro senza mai potersi sfiorare. Compagni di vita a cui viene negato il contatto.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/966905276731483/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 21 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[Johan Cruijff]]}} L'unico che poteva dare lustro ad un semplice 14, capace di far germogliare calcio dove non ce n'era traccia.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/970215193067158/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 24 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]] nel 2016}} Non sono felice di come vadano le cose attualmente. In Italia non si vince la Champions da quando il Milan non la conquistò contro il Liverpool nel 2007.<ref>In realtà, nel 2010, l'Inter aveva vinto la sua terza Champions League della storia, battendo il Bayern Monaco 2-0.</ref><ref>Da un'intervista al ''Times of India''; citato in ''[http://www.spaziointer.it/2016/06/07/buffon-litalia-non-vince-una-champions-dal-2007-una-dimenticanza-volontaria/ Buffon: "L'Italia non vince una Champions dal 2007", una dimenticanza volontaria?]'', ''spaziointer.it'', 7 giugno 2016.</ref>
*{{NDR|Dopo la sconfitta ai rigori contro la Germania, costata l'eliminazione dagli Europei 2016}} È stato tracciato un solco importante e c'è da proseguire su questa strada perché abbiamo fatto il massimo che potevamo fare e stava bastando. Con un grande gruppo nulla diventa impossibile. [[Antonio Conte|Conte]] ci ha fatto i complimenti perché è stato orgoglioso di aver allenato uomini come noi. Abbiamo dato l'anima per cercare di conseguire questo sogno. È dura perdere in questo modo, uno shock.<ref>Dall'intervista dopo la partita Germania – Italia 1-1 d.t.s. (6 - 5 d.c.r.) del 2 luglio 2016; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/speciale/euro2016/buffon-e-barzagli-in-lacrime-160-abbiamo-dato-tutto-_1106735-201602a.shtml Buffon e Barzagli in lacrime: "Abbiamo dato tutto"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 2 luglio 2016.</ref>
*Le Olimpiadi per me sono sempre state una competizione fuori dal tempo. Un'oasi di felicità ed entusiasmo fatta di scherma, atletica, nuoto, tuffi, box, judo, ciclismo, volley, canoa...<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/1055596604529016/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 5 agosto 2016.</ref>
*Con le [[mano|mani]] i neonati cercano il seno della madre. Con le mani i padri allacciano le scarpe ai figli. Da bambino guardavo le mani dei miei genitori e ricordo il lavoro, la fatica e il sacrificio. Oggi guardo le mie mani e ci vedo dentro tutti i miei sogni, realizzati e non. Con le mani si abbraccia chi si ama. Con le mani ci rialza da terra dopo essere caduti. Con le mani si scava tra le macerie dopo un terremoto. Con le mani si chiede aiuto. Ho visto mani stringersi per la gioia, mani che accolgono, mani che pregano e mani che respingono. Con queste mani, le mie mani, ho combattuto e sono diventato grande. Ho vinto e perso. Ho superato limiti e sfidato l'impossibile. Ho parato palloni e paure. Le ho tese nella continua speranza di arrivare dove gli altri si erano arresi. Ho spinto chi non aveva il coraggio di buttarsi. Ho cercato di trattenere chi voleva andar via.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/1116255935129749/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 11 ottobre 2016.</ref>
*{{NDR|[[Mario Mandžukić]]}} È un gorillone aggressivo, di quelli che non cadono mai, con le mosche sotto il naso.<ref>Da un'intervista a Juventus TV, citato in ''[http://gianlucadimarzio.com/it/juventus-buffon-orgoglioso-di-questa-squadra-mandzukic-un-gorillone-aggressivo-di-quelli-che-non-cadono-mai Juventus, Buffon: "Orgoglioso di questa squadra. Mandzukic? Un gorillone aggressivo, di quelli che non cadono mai"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 1º marzo 2017.</ref>
*Nella mia carriera è stata molto importante anche la famiglia in cui sono cresciuto, i valori che mi hanno trasmesso, e il modo di saper gestire il successo. Avere avuto una famiglia di sportivi di alto livello mi ha senza dubbio facilitato il compito, aiutandomi a non esaltarmi nei momenti di grande euforia ed a reagire nei momenti di difficoltà.<ref>Da interviste a Sky e Mediaset; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/buffon-fase-bella-e-importante-della-stagione.php Buffon: «Fase bella e importante della stagione»]'', ''juventus.com'', 29 marzo 2017.</ref>
*La sensazione è che noi abbiamo un atteggiamento diverso, più convinzione quando giochiamo determinate gare in questi palcoscenici. Loro, come naturale che sia, hanno un pochino di fame in meno che li rende più umani. Altrimenti non ci sarebbe spiegazione, perché una squadra come il Barcellona vincerebbe tutti gli anni tutte le partite, sono i più forti per distacco. Invece in 12 anni hanno vinto solo tre Champions, questo perché, non dal punto di vista tecnico o tattico, qualcosa è venuto meno. E questo è un dato fondamentale e imprescindibile per noi, per quelle che sono le caratteristiche della Juventus. Non saremo mai come il Barcellona o il Real Madrid, per vincere dovremo sempre sbatterci e sudare le cose più degli altri. Ma, probabilmente, la gratificazione, nel momento in cui raggiungi un obiettivo, è molto più grande.<ref>Da un'intervista a Sky Sport dopo la partita Juventus – Barcellona 3-0 dell'11 aprile 2017; citato in ''[http://sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/04/12/juventus-intervista-buffon.html Champions, Buffon: "Col Barça prodigio di Allegri"]'', ''sport.sky.it'', 12 aprile 2017.</ref>
*Ho fatto un rapido calcolo: ho iniziato con giocatori nati nei primi anni 60, finirò con i 2000. In un certo senso ho attraversato quattro decenni, cercando di esserci sempre e non soccombere mai. E il mio orgoglio più grande è quello di esserci riuscito.<ref>Da un'intervista a Sky; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/buffon-intervista-sky-2904.php Buffon: «Bergamo ci insegna come affrontare le prossime partite»]'', ''juventus.com'', 29 aprile 2017.</ref>
*I morti sono morti e non rompono i coglioni a nessuno. Vanno lasciati in pace e vanno rispettati, fossero anche i nemici ed i rivali più acerrimi che uno possa avere. Perché i morti hanno mogli, figli e nipoti e dar loro una seconda atroce sofferenza, oltre quella che hanno già patito, è disumano. W la rivalità.... W lo sfottò..... W il campanilismo..... W la sportività.... W la vita nella pienezza dei suoi sentimenti, alcuni nobili, altri magari un po' meno. Ma quando si scrivono frasi indecorose o inopportuni striscioni, probabilmente senza piena consapevolezza, si è più morti dei morti. Mi provoca ribrezzo e rabbia sentire torturare ancor oggi i nostri 39 angeli dell'Heysel: non macchiamoci delle stesse colpe. Siamo uomini. Dobbiamo distinguerci se vogliamo seminare qualcosa di duraturo e costruttivo per l'umanità che arranca. Non accontentiamoci d'essere mediocri e vili solo per rifarci di uno sgarbo subito.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/1317277295027611 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 maggio 2017.</ref><ref>Riferito ad alcuni atti vandalici e a scritte infamanti sulla strada che conduce alla basilica di Superga, {{Cfr|m}} ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Torino/03-05-2017/torino-superga-vittima-atti-vandalici-scritte-offensive-contro-grande-torino-20027990869.shtml Torino, atti vandalici a Superga: scritte offensive contro il Grande Torino]'' e ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/Juventus/04-05-2017/juve-buffon-superga-torino-20057806707.shtml Juve, Buffon ai vandali di Superga: "Siete più morti dei morti"]'', ''gazzetta.it''.</ref>
*La prima parola che penso dopo ogni vittoria è «domani». Sono orgoglioso dei trofei conquistati. Sento di essere un uomo del mio tempo. Ma è quello che ancora mi attende a tenermi vivo e in continuo movimento. Dalla vita ho avuto più di quanto ho desiderato. Certamente più di quanto ho chiesto. Davanti a un nuovo traguardo, di fronte a un ulteriore obiettivo centrato ho sempre la consapevolezza di aver dato il massimo e la sensazione di aver ricevuto - se possibile - ancor di più. Un retrogusto di costante riconoscenza alla vita che mi costringe a essere un inguaribile ottimista e che mi spinge ad andare sempre oltre: oltre me stesso, oltre le vittorie, oltre il limite.<ref name=stampa>Da ''[http://www.lastampa.it/2017/05/22/sport/calcio/qui-juve/tutti-hanno-tifato-contro-e-ora-penso-gi-al-domani-TMnaEUsnzbHouo6esN7DYP/pagina.html Gigi Buffon: "Tutti hanno tifato contro. E ora penso già al domani"]'', ''lastampa.it'', 22 maggio 2017.</ref>
*{{NDR|Dopo la vittoria della Juventus del campionato italiano 2016-2017}} Sono sei scudetti consecutivi ma anche dieci in carriera. Sì, dieci. Non mi vergogno a dirlo. Li ho vinti tutti. Sul campo. Accanto a campioni di cui, mentre scrivo, rivedo volti, fatica e sorrisi. La Federazione, Wikipedia o la Lega dicono che sono otto. Io non discuto arbitri, giudici e leggi. Ma nessuno può negarmi il diritto di sentirli tutti miei [...]. Nessuna polemica quindi. Nessuna volontà di riaprire capitoli passati. Solo l'orgoglio per quanto ho costruito, vinto e conquistato sul campo. Mai solo. Sempre in squadra!<ref name=stampa/>
*{{NDR|Sull'introduzione del [[Video Assistant Referee]] nella Serie A}} Così non mi piace, se ne sta facendo un uso spropositato e sbagliato. Parto dal presupposto che bisogna liberare gli arbitri dal mostro, anche per poter valutare serenamente la bravura di un direttore di gara che si deve prendere la responsabilità delle decisioni in base alle percezioni del campo. Secondo me si sta facendo un uso spropositato del Var, sbagliato. Si diceva che andava utilizzato con parsimonia, in modo giusto e utile. E invece così sembra di giocare a pallanuoto, è qualcosa di molto brutto. Anche perché nel calcio non tutti i contatti sono da rigore. [...] Lo dico mio malgrado, da portiere di una squadra che vince e attacca spesso, quindi mi do la zappa sui piedi. Lo scorso campionato abbiamo avuto tre rigori a favore, quest'anno arriveremo a cinquantacinque, ma questo non è più calcio, diventa pallone da laboratorio. Tra l'altro in questo modo non conosceremo mai l'effettivo valore di un arbitro: se fossimo tutti più sereni, obiettivi e accettassimo gli errori, vivremo con più umanità tutti i risultati. [...] {{NDR|Il Var}} È uno strumento che, adoperato con parsimonia, può dare ottimi risultati e fare il bene del calcio. Ma così non mi piace, è brutto.<ref>Da un'intervista dopo la partita Genoa – Juventus 2-4 del 26 agosto 2017; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/26-08-2017/juve-buffon-contro-var-se-ne-fa-uso-spropositato-220113079354.shtml Juve, Buffon: "Var? Gli arbitri la usano in modo sbagliato"]'', ''gazzetta.it'', 26 agosto 2017.</ref>
*{{NDR|Su [[Lionel Messi]]}} Quando ci giochi contro e vedi la cattiveria e la rabbia con la quale fa determinati movimenti, con la quale prepara il tiro e scaglia il pallone, capisci che si tratta di un giocatore di un'altra categoria. Quando calcia uno come lui [...], ti accorgi che il peso della palla è diverso rispetto a quella calciata da un giocatore "normale".<ref name="Zuliani">Dall'intervista di Claudio Zuliani a Juventus TV; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/buffon-juve-forte-serve-intelligenza-strategia.php Buffon: «La Juve è forte: serve intelligenza e strategia»]'', ''juventus.com'', 14 settembre 2017.</ref>
*{{NDR|Su [[Rodrigo Bentancur]]}} È un giocatore che fa diventare semplice e fluida ogni palla ed ogni giocata, questo significa che Madre Natura gli ha dato qualcosa di diverso da tutti gli altri.<ref name="Zuliani"/>
*Ciao caro [[Davide Astori|Asto]], difficilmente ho espresso pubblicamente un pensiero riguardo una persona, perché ho sempre lasciato che la bellezza e l'unicità di rapporti, di reciproca stima e affetto, non venissero strumentalizzati o gettati in pasto a chi non ha la delicatezza per rispettare certi legami. Nel tuo caso, sento di fare un'eccezione alla mia regola, perché hai una moglie giovane e dei familiari che staranno soffrendo, ma soprattutto la tua piccola bimba, merita di sapere che il suo papà era a tutti gli effetti una PERSONA PERBENE... una GRANDE PERSONA PERBENE... eri l'espressione migliore di un mondo antico, superato, nel quale valori come l'altruismo, l'eleganza, l'educazione e il rispetto verso il prossimo, la facevano da padroni. Complimenti davvero, sei stata una delle migliori figure sportive nella quale mi sono imbattuto.<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/photos/a.301164849972199.73821.280290668726284/1605524922869512/?type=3&theater post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 4 marzo 2018.</ref>
*{{NDR|Riferendosi all'arbitro Michael Oliver dopo Real Madrid-Juventus 1-3 del 12 aprile 2018}} Non sto a sindacare ciò che ha visto l'arbitro. Era sicuramente un'azione dubbia. E un'azione dubbia al 93', dopo che all'andata non ci è stato dato un rigore sacrosanto al 95', non puoi avere il cinismo per distruggere una squadra che ha messo tutto in campo. Ti ergi a protagonista per un tuo vezzo o perché non hai la personalità adatta. Un essere umano non può fischiare un'uscita di scena di una squadra dopo un episodio stradubbio: al posto del cuore hai un bidone della spazzatura. Devi avere la sensibilità del momento, altrimenti te ne stai in tribuna a mangiare le patatine. E mandi qualcun altro, dicendo "io non ce la faccio ad arbitrare certe partite". È una questione di sensibilità che deve albergare in ogni uomo. Ha preso una decisione da animale.<ref>Citato in ''[https://www.deejay.it/news/buffon-contro-larbitro-al-posto-del-cuore-un-bidone-della-spazzatura/558928/ Buffon contro l'arbitro: "Al posto del cuore un bidone dell'immondizia"]'', ''deejay.it'', 12 aprile 2018.</ref>
*La Juventus, forgiata dal genio calcistico e dalla visione di tanti campioni, ha trovato nella famiglia Agnelli un faro costante di guida. Con ogni trionfo e sfida, la famiglia ha dimostrato un amore incondizionato per i [[Colori e simboli della Juventus Football Club|colori bianconeri]], trasformando sogni in realtà. Un viaggio di un secolo, intrecciato di passione, dedizione e vittorie senza tempo.<ref>Da un [https://twitter.com/gianluigibuffon/status/1683480662441861123 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Alexander Manninger]]}} Hai scelto di rimanere indipendente dall'assuefazione del mondo del calcio, andando alla ricerca della tua felicità nelle cose semplici: una vita salutare nei boschi, la pesca, la natura, la famiglia. Questo era il tuo credo. In un mondo spesso curvo e genuflesso, che rincorre sopraffazione, carrierismo e guadagni facili, tu hai sempre rivendicato la tua libertà, mantenendo una postura eretta, con l'orgoglio di chi sa cosa vuole. Hai avuto la forza di allontanarti da tutto questo e guardarci con quel tuo sorriso sornione, come a dire: "siete tutti matti, non mi avrete mai".<ref>Da un [https://www.facebook.com/GianluigiBuffon/posts/pfbid0doPZCZEQQs5pifv2uGZiF15Z18idShchyaRRt4eGd38FtrER7VhVR22QW2y2MgCpl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 16 aprile 2026.</ref>
*La Juve è stata la mia vita calcistica, ci sono stati i ricordi bellissimi, un’avventura e crescita umana e consacrazione dal punto di vista sportivo.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/gianluigi-buffon Juventus Hall of Fame: Gianluigi Buffon], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/settembre/25/Buffon_buona_domenica_ga_10_060925059.shtml Buffon, buona domenica]''|Dall'intervista di Gabriella Mancini, ''La Gazzetta dello Sport'', 25 settembre 2006.}}
*[...] il campionato {{NDR|di Serie A}} sarà vero quando tornerà su la [[Juventus Football Club|Juventus]].
*{{NDR|Sull'annata in Serie B}} Non ero abituato alla domenica senza pallone ma ho fatto in fretta a cambiare i ritmi.
*{{NDR|Durante la stagione in Serie B}} Sono più impegnato quest'anno che in Serie A: due o tre parate le faccio sempre, in passato la palla la toccavo ancora meno.
{{Int|''[http://www.gazzetta.it/Europei/2012/30-05-2012/buffon-no-comment-monti-ma-niente-paternali-giornalisti-911385609828.shtml "Una vergogna la fuga di notizie, ma il calcio attuale mi ha sorpreso"]''|Citato in ''gazzetta.it'', 30 maggio 2012.}}
*{{NDR|Rivolgendosi ai giornalisti}} Frequentate il calcio da millenni, ma poi avete la forza di fare certe paternali... Io non devo dire quello che volete voi giornalisti. Quando tocchi certi argomenti per voi non è mai il momento giusto. Ma invece credevo che andasse fatto un distinguo tra comportamenti anche discutibili, ma non certo paragonabili a organizzazioni truffaldine, criminali. Come possono essere paragonati episodi tanto diversi? Ma quello che interessa è mettere qualcuno alla gogna...
*Se è vero che gli inquirenti vogliono parlarmi dovete dirmelo voi. Tanto lo sapete prima voi. Ditemelo voi, che sapete tutto sempre prima degli interessati. Ho piena fiducia che un pm possa fare realmente giustizia. Non c'è niente di peggio che speculare sulla vita delle persone.
*Dopo sei anni vinco lo scudetto e diventa un campionato virtuale? Ma se gli episodi sono riferiti al passato mi sembra un campionato senza ombre, no? Anche qui però ci possono essere colpe molto gravi o molto relative. È giusto, di nuovo, fare un distinguo.
*Il punto in cui è adesso il calcio mi ha sorpreso. Mai avrei pensato ci si potesse spingere a tanto. Se si fermasse il calcio, l'80, 85% dei calciatori onesti sarebbe penalizzato.
*[[Daniele De Rossi|De Rossi]] ha detto "Adesso è peggio del 2006". Se sono d'accordo? Sì, questo coinvolge tutto il sistema calcistico, quello principalmente una società {{NDR|la [[Juventus Football Club|Juventus]]}}.
*{{NDR|Sull'Europeo 2012}} Vogliamo vincere, o in ogni caso ritagliarci un ruolo da protagonisti. Ma non diciamo per favore, nel caso di risultati positivi, che le polemiche fanno bene. È solo stucchevole...
{{Int|''[http://www.fifa.com/confederationscup/news/newsid=2065717/index.html A big save is as important as a goal]''|{{en}} ''fifa.com'', 6 maggio 2013.}}
*{{NDR|Fino a 14 anni hai giocato come centrocampista difensivo. Conta la leggenda che fu la performance del portiere del Camerun Thomas N'Kono in Italia 1990 che ti ha spinto ad essere un portiere. È vero?}} Sì lo è. Fu [[Thomas N'Kono]] ed i suoi spettacolari salvataggi che mi fecero innamorare con la posizione. Divenne rapidamente il mio eroe e ho chiamato il mio figlio Louis Thomas in suo onore. Dopo che era nato N'Kono mi chiamò per congratularmi.
:''[Up until the age of 14 you played as a defensive midfielder. Legend has it that it was the performances of Cameroon keeper Thomas N'Kono at Italy 1990 that made you want to be a goalkeeper. Is that right?] Yes it is. It was Thomas N'Kono and his spectacular saves that made me fall in love with the position. He quickly became my hero and I called my son Louis Thomas in his honour. After he was born N'Kono called to congratulate me.''
*{{NDR|È una grande parata tanto importante quanto un gol?}} Onestamente penso di sì. I portieri sanno che è difficile per loro compensare eventuali errori che potrebbero commettere. È una posizione che richiede concentrazione totale. Non ci si può mai permettere di rilassarsi.
:''[Is a big save as important as a goal?] I honestly think it is. Goalkeepers know that it's hard for them to make up for any mistakes they might commit. It's a position that demands total concentration. You can never afford to relax.''
*{{NDR|Qual è la parata più importante che abbia mai fatto nella tua carriera?}} È molto difficile sceglierne una in particolare. Per fortuna ne ho fatte diverse, anche se penso che quella che feci a [[Zinedine Zidane]] nella finale di Coppa del Mondo del 2006 in [[Germania]] è stata probabilmente la più decisiva.
:''[What's the most important save you've ever made in your career?] It's very hard to pick one out in particular. Luckily, I've had quite a few, though I think one I made from Zinedine Zidane in the Final at the 2006 World Cup in Germany was probably the most decisive.''
*{{NDR|Hai fatto quasi 800 presenze a livello di club e di 126 per il tuo paese. Quale allenatore ha avuto il maggiore impatto su di te e hai capito meglio di chiunque?}} Io non voglio essere noioso, ma penso che ogni allenatore ha avuto un impatto decisivo sulla mia carriera. Devo dire, però, che [[Antonio Conte]] è sicuramente il miglior allenatore con cui ho lavorato. In un breve lasso di tempo è riuscito a infondere nuova vita in una squadra che in due stagioni non ha saputo fare di meglio del settimo posto. E lui fu subito vincente.
:''[You've made nearly 800 appearances at club level and 126 for your country. Which coach has had the biggest impact on you and has understood you better than anyone?] I don't want to be boring but I think every coach has had a decisive impact on my career development. I have to say, though, that Antonio Conte is definitely the best coach I've worked with. In a short space of time he's managed to breathe new life into a team that in two seasons could do no better than seventh place. And he was a winner straightaway.''
*{{NDR|Cosa significa la [[Juventus Football Club|Juventus]] per te?}} Una vita di successo, lotta ed impegno. È una famiglia in cui sono cresciuto e ha aiutato gli altri a crescere. È una sorta di scelta di vita, un modo di vita.
:''[What does Juventus mean to you?] A life of success, struggle and commitment. It's a family I've grown up in and helped others to grow in. It's a kind of life choice, a way of life.''
{{Int|''[http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/2016/04/23-10823472/veltroni_intervista_buffon_juve_per_sempre/ «Juve per sempre»]''|Dall'intervista di [[Walter Veltroni]], ''corrieredellosport.it'', 23 aprile 2016.}}
*[...] la mia folgorazione per questo ruolo la ebbi durante i mondiali in Italia del 1990. Avevo dodici anni e mi innamorai non di Maradona o di Lineker e neppure di Roger Milla ma di [[Thomas N'Kono]], il portiere del Camerun, che allora aveva già trentaquattro anni ma entrò nei miei sogni e condizionò la mia vita. È involontario merito suo se sono arrivato dove sono arrivato. Era un portiere che usciva dagli schemi, faceva delle respinte di pugno fantastiche, cose che noi non eravamo abituati a vedere. Insomma fu amore a prima vista per N'Kono ma, soprattutto, per il suo ruolo.
*Se sono in palio i tre punti, se è una partita importante il tuo pensiero, anche quando attacca la tua squadra, è tutto concentrato sull'azione, sulla previsione, quasi geometrica, di quali potrebbero essere le insidie di un improvviso rovesciamento di campo. Ma quando la partita ha un risultato certo o è meno importante di altre il [[portiere]], quando la palla è lontana, pensa ai casi suoi, ai suoi problemi di vita quotidiana. È assorto, spesso guarda il pubblico, ma la sua testa è lontana. Questa è la verità, vera. Ma un buon portiere non si distrae, quando si ha bisogno di lui.
*{{NDR|Sulle doti essenziali per un portiere}} In primo luogo la sicurezza che sai trasmettere agli altri, alla tua squadra. La devi trasmettere anche a prescindere da quella che hai davvero dentro di te. Anche se tu non sei sicuro devi far intendere agli altri che hai il controllo della situazione e che loro possono confidare su di te. Un portiere insicuro fa una squadra insicura. E poi serve solidità mentale. È la condizione per durare molto e sbagliare poco. Se ci pensa, tutti i grandi portieri hanno avuto carriere lunghe.
{{Int|''[http://www.lastampa.it/2016/12/19/sport/calcio/qui-juve/buffon-sono-umano-ho-il-diritto-di-sbagliare-JFgZFKBPViVr19EbcB9XmM/pagina.html "Sono umano, ho il diritto di sbagliare"]''|Dalla presentazione del libro ''Oltre la crisi''; citato in Gianluca Oddenino, ''lastampa.it'', 19 dicembre 2016.}}
*Ho perso poco nella mia vita, ma le sconfitte mi hanno insegnato più delle vittorie. Quando perdo, spesso mi focalizzo sulla bravura dell'avversario e sugli errori che ho commesso. È un modo corretto per non cercare alibi e diventare uomini che si prendono le proprie responsabilità. Non va bene giustificarsi dicendo che il rivale è stato fortunato o ha avuto un aiuto: sono scuse che non fanno crescere. Io ho fatto tanti errori e ne sono consapevole, alcuni di questi erano anche vergognosi, ma sono umano e ho il diritto di sbagliare.
*Ognuno di noi deve trovare una via d'uscita al pessimismo e se te la cavi da solo, ti sentirai molto più sicuro. Io, però, non voglio educare le persone: quello lo devono fare i genitori. In campo posso avere comportamenti giusti e sbagliati, ma questi possono essere uno spunto per discuterne e non devono essere un modello. Il confronto tra le persone aiuta a crescere e ad accettare i propri limiti.
*A 13 anni ero solo a Parma, mi piaceva divertirmi e trascinavo gli altri. Una sera, ad una festa, avevo un po' bevuto e un mio caro amico mi viene vicino tutto esaltato e mi dice: "In tasca ho 5-6 pastichette". Io pensavo avesse mal di testa, ma quando me ne mette una di queste in bocca, io la sputo. Ecco, in quel momento ho scelto: con la mia personalità e il mio carattere. Magari non sarebbe successo nulla, ma io lo ritenevo insano e stupido: sapevo divertirmi da solo, senza avere dipendenze. La cosa si è chiusa lì, ma tre anni dopo quel mio amico è morto per overdose di pastichette. Ci ho pensato a lungo, ma alla fine ho capito che la colpa era solo sua e io volevo vivere.
*Quando smetterò [...], mi porterò dietro la certezza che nulla è mai scontato e niente è impossibile nella vita. I sogni vanno coltivati e sono la cosa più bella del mondo se trovi una sintonia con te stesso e parli con onestà, se ci metti passione e voglia di soffrire. Se uno rinasce dopo la sconfitta, la vita ti dà squarci di vita e di sole bellissimi.
*A 31 anni ho avuto un'operazione alla schiena molto delicata e molti mi dicevano che non avrei giocato più. Sono passati quasi otto anni e mi sento fortunatissimo, perché mi sono tolto grandi soddisfazioni. Ho avuto la costanza e la voglia di stupire anche me stesso. Però non credete alla gente che non ha paura: io dopo 22 anni di carriera, in certe partite ho paura. Temo di sbagliare e deludere, ma trovare il coraggio per battere la paura ti fa dare il massimo. Io lo dico sempre ai miei compagni di squadra, soprattutto ai più giovani.
*Ho coronato quello che era il mio sogno di bambino: volevo questo e l'ho ottenuto. Sono emozioni totalizzanti e per questo non ho paura nella vita, al massimo ho paura per gli altri. Posso temere di non essere stato un bravo papà, ma con il tempo le cose si sistemano. Ho sempre avuto coraggio nelle scelte e credo di poter sempre dimostrare la bontà di quel che ho fatto.
{{Int|''[http://sport.sky.it/calcio/serie-a/2017/03/20/intervista-buffon-gioco-ancora-per-la-champions.html "Non mi ritiro perché voglio la Champions"]''|Da un'intervista a ''Kicker''; citato in ''sport.sky.it'', 20 marzo 2017.}}
*Da anni mi chiedo cosa mi spinga ancora a giocare. Questa battaglia interiore mi porta forti motivazioni. Se avessi vinto la [[UEFA Champions League|Champions]] sarei svuotato, il fatto di non averla ancora vinta mi sprona.
*Un [[portiere]] deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all'arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire gol, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più. Lo shock non è così grande.
*{{NDR|Sulla [[depressione]] che lo colpì anni prima}} Fu fondamentale non prendere medicine. Rimasi artefice del mio destino, senza dipendere dai farmaci.
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/18_dicembre_31/gigi-buffon-non-vendero-mai-miei-ideali-soldi-che-orgoglio-psg-a7719054-0c6a-11e9-a68b-18db728c9ce6.shtml «Non venderò mai i miei ideali per soldi. Che orgoglio il Psg»]''|Dall'intervista di Paolo Tomaselli, ''corriere.it'', 31 dicembre 2018.}}
*{{NDR|«Come fa un campione a non sedersi?»}} Se la vita è stata benevola nei tuoi confronti e ti ha dato qualità fuori dal comune, non ti devi accontentare di essere uno dei tanti, ma il numero uno. Non so se sia fuoco, ambizione o amor proprio. So che non mi va di sprecare tempo, perché nulla è impossibile nello sport.
*{{NDR|Sugli [[italiani]]}} Ho una sorta di tenerezza verso i nostri difetti. Siamo un popolo bello, anche se incoerente, impulsivo, a volte insensato: se affonda un barcone a [[Lampedusa]] e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell'ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo che cosa vengano a fare...
*{{NDR|Sulle sue letture}} [[Indro Montanelli|Montanelli]], la [[Oriana Fallaci|Fallaci]], ma anche [[Giorgio Bocca]] [...] sono persone che sono state anche attaccate duramente, perché in Italia non si riconosce la differenza tra i grandissimi e quelli che hanno meno qualità. Sono stati degli esempi e non possiamo perdere questo patrimonio: non esiste che i ragazzi di oggi non li conoscano. Come vuoi che possano alimentare la curiosità politica, ideale, umanistica? I punti di riferimento non possono mancare.
{{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/sport/buffon_juventus_champions_ultime_notizie_cosa_ha_detto-7927022.html Buffon: «Le finali di Champions non sono una ferita. C'è un errore che non rifarei» ]''|Dall'evento "Campioni sotto le stelle" al Forum di Biella; citato in ''ilmessaggero.it'', 10 febbraio 2024.}}
*La [[Juventus Football Club|Juve]] è stata la mia vita calcistica, ho dei ricordi bellissimi di una crescita sia dal punto di vista umano che sportivo. L'universo Juve manda a soqquadro le tue certezze, però nel momento in cui riesci a farlo tuo non ti mollerà mai.
*Quella maglia dell'[[Nazionale di calcio dell'Italia|Italia]] è stata la soddisfazione più grande. Rappresentare l'Italia voleva dire mettere d'accordo tutti. Il mio obiettivo era concludere con il Mondiale, sarebbe stato il sesto, ma purtroppo la vita non ha voluto. Non sono neanche arrabbiato. Mi piacciono il bianco o il nero o il bianco e nero insieme. Ho lasciato a 40 anni perché dietro c'era un portiere molto forte come Donnarumma, mi sembrava la cosa più logica.
*{{NDR|Sulla mancata vittoria della UEFA Champions League}} Non è mai stata una ferita per me, ma piuttosto lo stimolo per battermi ogni anno per qualcosa di estremamente grande. Se poi devo fare un discorso generale che tocchi il mondo Juve, compagni e dirigenti, mi è dispiaciuto tanto per loro e per i tifosi che da trent'anni più o meno aspettano questa coppa. Per me giocare in Champions era una gioia già quello, vincerla sarebbe stato la chiusura di un cerchio, ma non mi interessa.
*Nella mia squadra dilettantistica giocavo centrocampista, ma con amici mi cimentavo anche da portiere e di tanto in tanto mi riuscivano cose fuori dal comune. Questa cosa l'aveva osservata bene mio padre. Solo che a me piaceva fare goal, esultare, determinare la partita e quando sei bimbo determinarla significa fare goal, non evitarlo. Ho deciso di fare il portiere dopo l'infatuazione per N'Kono, ma all'inizio doveva essere solo un prendersi un anno di riposo e soddisfare una curiosità.
*Mi piace pensare che la mia imperfezione dia agli altri un'idea di umanità e mi renda vicino alla gente. Di errori ne ho fatti parecchi, soprattutto quando ero giovane. Quello di cui vado meno orgoglioso è di essermi comprato a 18 anni il diploma, non lo rifarei perché c'è una nota di scorrettezza e scorciatoia e io non sono mai stato uno da scorciatoie.
*Ho deciso di smettere nel momento esatto in cui a Cagliari mi sono stirato il polpaccio nello spareggio playoff. Era la seconda volta in un anno e ho capito che era meglio fermarsi. Sono infortuni che a una certa età si ripetono nel tempo e con questa discontinuità, tra l'allenarsi e trovare la routine, ho sentito che mi divertivo ancora sì, ma non giocando a singhiozzo.
{{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/24_novembre_19/gigi-buffon-intervista-3cae0f0b-3603-430a-892a-b2eb4c1a8xlk.shtml Gigi Buffon: «Guarii dalla depressione anche grazie a Chagall. Così legai subito con Totti. Dissi a Conte di Ilaria D'Amico»]''|Intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''corriere.it'', 19 novembre 2024.}}
*Non avevo ancora compiuto 15 anni. Fui convocato con la Under 16 per giocare a Edimburgo, contro la Scozia. Era la prima volta in uno stadio britannico: gli spalti in legno, tifo indiavolato, un muro di trentamila persone addosso. Nebbia. Ero in panchina. Si mise a nevicare. Prato tutto bianco. Il mister mi chiamò: "Buffon, tocca a te".
*[...] da bambino passavo l'inverno in Friuli dai nonni. I miei avevano già due figlie, lavoravano, non potevano badare a me. I primi ricordi sono i campi innevati. Mi piaceva l'idea di questo velo bianco che ridava purezza a tutto. Così mi ci tuffavo dentro. Non sapevo che a tuffarsi nella neve ci si bagna.
*C'è qualcosa di masochista, nel [[portiere]]. I campi della mia giovinezza erano gli stessi degli anni 70: l'area dura come il cemento. I vecchi portieri li riconosci dalle mani ferite, dai fianchi dolenti, dalle tante volte che sono caduti fino a sanguinare. Ho avuto un solo procuratore nella vita, [[Silvano Martina]]. E l'ho scelto perché aveva le mani piene di cicatrici. Mani da portiere.
*Il portiere parla da solo. Parla con i suoi guantoni. Soprattutto, ho sempre avuto una buona dose di strafottenza. Senza di quella, non sarei sopravvissuto.
*{{NDR|Parlando del suo esordio in Serie A nel 1995}} Nel sottopassaggio incrociai gli sguardi di Weah, Boban, Costacurta, Baresi. A un certo punto sentii una pacca sulla spalla. Era Paolo Maldini, che mi incoraggiava. Anche lui aveva esordito in A da ragazzino: sapeva cosa voleva dire. Non ho mai dimenticato quel gesto. [[Paolo Maldini]] non è stato soltanto un calciatore immenso; ha le due qualità che ammiro di più in un uomo, lealtà e coraggio.
*Avevo il complesso di non essermi diplomato. Mi sentivo in colpa verso i miei genitori, volevo iscrivermi all'università. Stavo facendo un massaggio defatigante, e i due massaggiatori, due Lucignolo, mi dicono che ci pensano loro, che tutti i calciatori fanno così... Insomma, mi procurarono un diploma falso. Un'ingenuità incredibile. Che ho pagato.
*Di sicuro non sono fascista, tanto meno razzista. [...] Sono un anarchico conservatore. Carrara, la mia città, è terra di anarchici. Credo profondamente nella libertà, e ho pagato un prezzo per questo. Abbraccio i giornalisti, ma non ho mai cercato la loro complicità. E i giornali, i social, contano molto nel nostro ambiente.
*Avevo un'offerta dal Barcellona come secondo portiere: l'idea di giocare con Messi, dopo CR7, mi piaceva. Un giorno però stavo guidando, e alla radio danno una canzone di Jovanotti che ho amato molto e non sentivo da dieci anni: "Bella". Alzo lo sguardo, e vedo il casello di Parma. Un segno. Chiudere dove tutto era cominciato.
*{{NDR|Parlando di [[Cristiano Ronaldo]]}} Abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto: confidenze, giudizi sulle nuove leve. Vedevo in lui una grande forza e anche una fragilità, legata all'assenza del padre, al percorso duro che ha dovuto affrontare.
*[[Francesco Totti|Francesco]] è un cavallo di razza: va amato e protetto.
*{{NDR|[[Luciano Moggi]]}} Una persona simpatica e controversa, un dirigente che ha sempre avuto successo, un carismatico che teneva a distanza i calciatori ma li sapeva prendere.
*{{NDR|Parlando dell'espulsione di Zidane dopo la testata rifilata a Materazzi in occasione delle [[finale del campionato mondiale di calcio 2006]]}} Richiamai l'attenzione dell'arbitro, perché temevo che Marco non si rialzasse. Avevo appena parato un colpo di testa di Zidane che pareva una sassata: per poco non mi piega la mano. Soltanto dopo trenta secondi ho realizzato, non lo nego, che l'espulsione dell'avversario più forte sarebbe stata un vantaggio.
{{Int|''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/buffon-rivela-tre-anni-fa-consigliai-motta-ad-agnelli-non-e-facile-arriva-dopo-un-mostro-sacro-713532 Buffon rivela: "Tre anni fa consigliai Motta ad Agnelli. Non è facile, arriva dopo un mostro sacro"]''|Da un'intervista a ''Cronache di Spogliatoio''; citato in Alessandra Stefanelli, ''tuttojuve.com'', 10 dicembre 2024.}}
*Ho una stima enorme in [[Thiago Motta]], l'ho avuta da giocatore, l'ho avuta come persona e ce l'ho anche da allenatore [...]. Io vedendo il physique du role, come ha passato determinati momenti difficili e come li ha gestiti, seppur in piazze piccole [...], per me Thiago Motta non può non diventare un allenatore da grande squadra. [...] penso che abbia qualcosa di buono da trasmettere e abbia anche un passato da giocatore che lo rende abituato a stare in certi posti e a gestire determinate pressioni.
*Conoscendolo adesso da vicino devo dire che [[Luciano Spalletti|Spalletti]] mi sarebbe piaciuto averlo perché mi ci ritrovo tanto in certe sue considerazioni, in certi suoi pensieri e nel suo coraggio. A volte come dice lui "ha fatto casino", ma ha sempre dimostrato coraggio e di voler dare al gruppo la predominanza sul singolo. Questo è sinonimo di una persona che lotta per un'uguaglianza, che nel calcio non ci può mai essere fino in fondo perché ci sono i campioni e i meno campioni, come in tutti i lavori, ci sono gli architetti e gli operai.
*{{NDR|Su [[Mario Mandžukić]]}} Lui era particolare. Il primo giorno gli dettero un armadietto in mezzo allo spogliatoio e lui disse: "No good". Diceva solo questo. Si è messo in un angolino da solo… Ma era un finto burbero perché le sue caratteristiche erano chiare: altruismo, cuore d'oro. Era uno su cui potevi contare quando la gara cominciava a essere maschia, era molto positivo averlo dalla tua parte.
*{{NDR|Su [[Kylian Mbappé]]}} Non si può discutere uno come lui. Eravamo in grande confidenza a Parigi, mi voleva bene e gliene volevo. All'epoca aveva del buono dentro, era un ragazzo sano. Se avesse avuto suggeritori vicino di un certo livello avrebbe potuto fare meglio di quanto fatto. Uno come lui, per le doti tecniche e fisiche, non ha limiti, il Pallone d'Oro è l'arrivo normale.
===Citazioni non datate===
*{{NDR|Su [[Angelo Peruzzi]]}} È una persona fantastica e un portiere straordinario. [...] è un peccato che non abbia potuto giocare un Mondiale da titolare e credo lo meritasse. Ogni tanto pensavo che avere in panchina un portiere con le qualità, umane e tecniche, di Peruzzi fosse uno spreco.<ref>Citato in ''[https://st.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Z_Altro/Feed_Esterni/goaldotcom/292806.shtml?uuid=97e78a68-f759-11db-a1d9-00000e251029&DocRulesView=Libero%20 A Buffon dispiace l'addio al calcio di Peruzzi: "Un portiere straordinario, che avrebbe meritato un Mondiale da titolare"]'', ''ilsole24ore.com''.</ref>
===Attribuite===
*Ragazzi, così non si va da nessuna parte, in Italia vinciamo perché gli altri si scansano, ma in Europa non succede e non succederà. In Italia le uniche due squadre che non si sono scansate ci hanno battuto. {{NDR|Inter e Milan}} Serve più personalità, più grinta, più voglia di aiutarsi, altrimenti ci complicheremo la vita in campionato e soffriremo in Champions League.<ref name="Bocca" >{{Cfr}} Fabrizio Bocca, ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2016/11/04/news/juventus_caso_buffon_smentita-151293270/ Juventus, Buffon e gli avversari che "si scansano": scoppia il caso, la Juve smentisce]'', ''repubblica.it'', 4 novembre 2016.</ref>
:Secondo la ''Gazzetta dello Sport'' Buffon avrebbe rivolto tali parole ai suoi compagni nello spogliatoio dopo la partita Juventus 2-1 Napoli del 29 ottobre 2016. La Juventus ha smentito l'articolo della ''Gazzetta'' con un comunicato: «Dopo verifiche interne si comunica che quanto scrive oggi la Gazzetta dello Sport nell'articolo dal titolo "E Buffon alza di nuovo la voce..." è falso, e ha l'unico obbiettivo di alimentare un pregiudizio denigratorio nei confronti della Juve, dei suoi tesserati e dei suoi tifosi». La ''Gazzetta'', dal canto suo, ha confermato la veridicità dell'articolo facendo solo una precisazione: «In quanto al verbo "scansarsi" che ha generato molte reazioni, era usato esclusivamente per fare riferimento alla scarsa convinzione di vittoria da parte di altre squadre quando queste affrontano la Juve, a causa di una superiorità dei bianconeri che spesso viene inconsciamente riconosciuta dagli avversari».<ref name="Bocca" />
==Citazioni su Gianluigi Buffon==
*Ama il proprio lavoro, ma soprattutto ama la sfida: è uno a cui piace vincere le sfide, penso che abbia in testa dei traguardi straordinari e quindi trova motivazioni, trova stimoli. Poi ha questa capacità di essere leader senza esserlo [...] perché è il suo comportamento, il suo modo di affrontare determinati argomenti, con molta trasparenza, con il sentimento che prova e questa è una bella cosa, non è brutto. Tante volte associano certe dichiarazioni come segnali di debolezza, no, sono segnali forti, quando tu sei sincero e trasmetti quello che senti, puoi essere molto più convincente rispetto a tanti altri che si assumono come portatori della verità. ([[Cesare Prandelli]])
*Aver giocato nei suoi anni è stata una grande sfiga, ma anche la più grande fortuna. ([[Marco Amelia]])
*Buffon è il più forte del mondo, è il [[Lionel Messi|Messi]] dei portieri. ([[Christian Abbiati]])
*Buffon [...] è un campione che non ti aspetti; si mette subito al tuo stesso livello. ([[Federico Bernardeschi]])
*{{NDR|Nel 2013}} Buffon pareva vecchio, da buttare: così dicevano. Oggi è di nuovo santo. Io dico che Buffon è su un altro pianeta, uno così nasce ogni quarant'anni. Conta la forza, la continuità. E lui regge da più di 15 stagioni. ([[Emiliano Viviano]])
*{{NDR|Dopo le dichiarazioni di Buffon sui pareggi di fine campionato 2011-2012}} Buffon non rappresenta tutti i calciatori italiani, pensi a parare e a rappresentarci agli Europei. Lui deve parare più che parlare. ([[Massimo Cellino]])
*Di Buffon mi ha sempre colpito il contrasto tra la fragilità dichiarata fuori dal campo [...] e l'onnipotenza mostrata sul campo, dove non si capiva mai la fine del suo corpo e l'inizio dell'impossibile. Sapeva districarsi tra le pallottole e rimanere incolume, eroe di un fumetto animato. Fisicamente mostruoso, è stato tecnicamente diseguale, con un lato impreciso che ne esaltava la capacità di improvvisare nelle situazioni apparentemente definitive, nelle quali ormai, l'osservatore di parte, il comune mortale, si portava la mano sulla fronte per il segno della croce, che la fede è un sentimento a cui conviene cedere. ([[Alessandro Bonan]])
*Di Buffon mi meraviglia molto che alla sua età continui a giocare senza mai fallire. È un esempio a cui ispirarsi. ([[Rinat Dasaev]])
*Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]]: credo che debba dare l'esempio e dimostrare onestà. ([[Zdeněk Zeman]])
*È la storia del [[Calcio (sport)|calcio]] dentro e fuori dal campo. [...] Per la sua tranquillità in partita. Per la voglia di esserci sempre, in tutte le gare. Per la sua serietà in allenamento. Lo vedo in Nazionale: è l'ultimo a uscire dalla palestra e il primo a entrare in campo. ([[Gianluigi Donnarumma]])
*È un punto di riferimento per me ma anche per i portieri della mia generazione. Quando ho cominciato a giocare sognavo di diventare come lui ed ogni volta che lo affronto è sempre un piacere. ([[Iker Casillas]])
*{{NDR|«Zoff o Buffon?»}} Gigi è esploso prima, io sono maturato col tempo. Ma certo non mi sento inferiore. ([[Dino Zoff]])
*{{NDR|Dopo aver superato il record d'imbattibilità di [[Dino Zoff]] in Serie A}} Gigi è importantissimo per noi non solo in campo, ma anche negli spogliatoi, lo è come calciatore, capitano e uomo. Questo record arriva meritatamente per una persona che dimostra tutti i giorni la sua professionalità e che ha voglia di migliorarsi sempre. ([[Claudio Marchisio]])
*Gigi è un Maradona. Uno come lui nasce ogni cento anni. Però ha rovinato una generazione di portieri, perché di Maradona ce n'è uno e gli altri al suo confronto sembrano tutti normali. Gigi ha schiacciato con la sua classe e la sua bravura tanti portieri di talento. ([[Antonio Mirante]])
*Il classico fuoriclasse che può appartenere a ogni epoca. [...] La grandezza di Gigi sta in tutta la sua carriera: si è presentato a 17 anni da portiere straordinario e lo è ancora oggi. Durante questo periodo, ci sono stati dei portieri ai suoi livelli [...], ma nessuno ha avuto la sua regolarità. ([[Luca Marchegiani]])
*{{NDR|Dopo le dichiarazioni di Buffon sul gol non convalidato al Milan in Milan-Juventus 1-1 del 25 febbraio 2012}} Il mio portiere, il capitano della nazionale ha detto cose che si poteva risparmiare, che non sono esempio per i giovani. ([[Marcello Nicchi]])
*Io a Gigi posso insegnare come si perde; un giorno però spero di potergli insegnare anche come si vince. ([[Morgan De Sanctis]])
*La prima parola che mi viene in mente è leggenda. Ha fatto la storia della [[Juventus Football Club|Juve]] e della [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]], come lui non c'è nessuno ed è il miglior esempio possibile da seguire. ([[Stefano Sturaro]])
*Le grandi squadre hanno bisogno di un leader di spogliatoio che incarni lo spirito della maglia: e, visto che siamo in [[Italia]], se è italiano, meglio. Se è Buffon, è il massimo. ([[Massimo De Luca]])
*{{NDR|Dopo la partita Juventus-Livorno 2-0 del 19 settembre 2009}} Non ho mai visto nulla di simile. Buffon è il miglior portiere di sempre, giocatori come lui e [[Diego Armando Maradona|Maradona]] sono irripetibili. Questa sera ha parato tutto. Abbiamo tirato da tutte le parti e lui c'era sempre. Non ci ha concesso nulla. ([[Aldo Spinelli]])
*Ormai è diventata una moda parlare di "nuovo Buffon". [...] Sinceramente non so se ci sarà un nuovo Buffon, considerando che Gigi è eccellente in tutto. ([[Luigi Di Biagio]])
*Un pronostico per la partita? Non so, chiedetelo a Buffon: io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in ricevitoria. ([[Zdeněk Zeman]])
*Vedere Buffon piangere dopo i playoff persi mi ha commosso. Non è giusto che un portiere che ha fatto la storia chiuda la carriera in nazionale così, potessi gli darei il mio Mondiale. Dovrebbe andarci al mio posto. Se chiedi a un bambino di disegnare la formazione ideale, il numero uno è lui. ([[Ivan Rakitić]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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<noinclude>{{incipit|lettera=R}}</noinclude>
==R==
<span id="Ra"></span>
*'''[[Jonathan Raban]]'''
**Bad Land
*'''[[François Rabelais]]'''
**Gargantua e Pantagruele
*'''[[Pierre Rabhi]]'''
**Manifesto per la terra e per l'uomo
*'''[[Mauro Raccasi]]'''
**Codice Haggards
**I Guerrieri dei Fiordi
**Il Guerriero di Stonehenge
**Il regno di Conan
**La Spada del Druido
*'''[[Giacomo Racioppi]]'''
**La spedizione di Carlo Pisacane a Sapri
*'''[[John Rackham]]'''
**Pericolo da Vega
**Pianeta di disciplina
*'''[[Ann Radcliffe]]'''
**Il romanzo della foresta
**La camera dei fantasmi
*'''[[Aleksandr Nikolaevič Radiščev]]'''
**Viaggio da Pietroburgo a Mosca
*'''[[Federico Raffaele]]'''
**L'individuo e la specie
*'''[[Giuseppe Raffaelli]]'''
**Nomotesia penale
*'''[[Naomi Ragen]]'''
**Una moglie a Gerusalemme
*'''[[Atiq Rahimi]]'''
**Pietra di pazienza
*'''[[Raimondo da Capua]]'''
**Legenda maior sanctae Catharinae Senensis
*'''[[Pio Rajna]]'''
**Le fonti dell'Orlando Furioso
*'''[[Aron Ralston]]'''
**127 ore
*'''[[Bernardino Ramazzini]]'''
**Le malattie degli artefici
*'''[[Lars Rambe]]'''
**Il mosaico di ghiaccio
**Incubo bianco
*'''[[Gianfrancesco Rambelli]]'''
**Elogio del cavalier Vincenzo Monti
*'''[[Fabrizia Ramondino]]'''
**Althénopis
**La colombaia
**Taccuino tedesco
*'''[[Federico Rampini]]'''
**Il secolo cinese
**L'ombra di Mao
*'''[[Giovan Battista Ramusio]]'''
**Navigazioni e viaggi
*'''[[Ayn Rand]]'''
**Noi vivi
*'''[[Cecilia Randall]]'''
**Hyperversum
*'''[[Antonio Ranieri]]'''
**Ginevra o l'orfana della Nunziata
*'''[[Christoph Ransmayr]]'''
**Il morbo Kitahara
*'''[[Cesare Ranzoli]]'''
**Il caso nel pensiero e nella vita
**Il linguaggio dei filosofi
**L'idealismo e la filosofia
*'''[[Mario Rapisardi]]'''
**Africa orrenda
**Atlantide
**Lucifero
*'''[[Francesco Rapolla]]'''
**Difesa della giurisprudenza
*'''[[Jennifer Rardin]]'''
**Love Blood. Il potere del vampiro
*'''[[Sigmund Rascher]]'''
**Impostazione dell'esperimento
*'''[[Rudolf Erich Raspe]]'''
**Il barone di Münchhausen
*'''[[Sara Rattaro]]'''
**Un uso qualunque di te
*'''[[Carlo Giuseppe Ratti]]'''
**Notizie storiche sincere intorno la vita e le opere del celebre pittore Antonio Allegri da Correggio
*'''[[Susanna Raule]]'''
**Anatomia di uno statista
**I ricordi degli specchi
**Il Club dei Cantanti Morti
**L'architettura segreta del mondo
**L'ombra del commissario Sensi
**Satanisti perbene
*'''[[Armando Ravaglioli]]'''
**I primi anni di Roma capitale
**Il Ghetto di Roma
**Il Tevere
**Roma città aperta
**Roma inizio secolo
*'''[[Gianfranco Ravasi]]'''
**Ritorno alle virtù
*'''[[Lidia Ravera]]'''
**La guerra dei figli
*'''[[Marjorie Kinnan Rawlings]]'''
**Il cucciolo
**Le mele d'oro
*'''[[Satyajit Ray]]'''
**La notte dell'indaco
*'''[[Camila Raznovich]]'''
**Lo rifarei
*'''[[Cesare Razzaboni]]'''
**Elogio di Domenico Guglielmini
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<span id="Re"></span>
*'''[[Domenico Rea]]'''
**La dismissione
**Ninfa plebea
*'''[[Ermanno Rea]]'''
**Fuochi fiammanti a un'hora di notte
**La dismissione
*'''[[Dominique Aury|Pauline Réage]]'''
**Histoire d'O
*'''[[Ermete Realacci]]'''
**Green Italy
*'''[[Agostino Reale]]'''
**Osservazioni risguardanti l'opera Instituzioni del diritto civile austriaco
*'''[[Michael Reaves]]'''
**Nelle mani dei maligni
*'''[[Clemente Rebora]]'''
**Poesie
*'''[[John Rechy]]'''
**Città di notte
*'''[[Élisée Reclus]]'''
**L'origine animale dell'uomo
**Nuova geografia universale: la Terra e gli uomini
*'''[[Francesco Redi]]'''
**Bacco in Toscana
**Esperienze intorno a diverse cose naturali, e particolarmente a quelle, che ci son portate dall'Indie
**Esperienze intorno alla generazione degl'insetti
**Lettera di Francesco Redi, gentiluomo Aretino sopra alcune opposizioni fatte alle sue osservazioni intorno alle vipere
**Lettera intorno all'invenzione degli occhiali
**Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi
**Osservazioni intorno alle vipere fatte da Francesco Redi
*'''[[John Reed]]'''
**I dieci giorni che sconvolsero il mondo
*'''[[Kit Reed]]'''
**Canti di guerra
**Costume canino
**Il vostro nuovo io
**L'Atelier delle facce nuove
**La vite
**Winston
*'''[[Celia Rees]]'''
**Il viaggio della strega bambina
**La ragazza con le pistole
*'''[[Martin Rees]]'''
**Prima dell'inizio
*'''[[Arthur B. Reeve]]'''
**La pallottola silenziosa
*'''[[Hubert Reeves]]'''
**L'evoluzione cosmica
**L'Universo spiegato ai miei nipoti
*'''[[James Redfield]]'''
**La profezia di Celestino
*'''[[Tullio Regge]]'''
**Infinito
*'''[[Christopher Reich]]'''
**Il banchiere del diavolo
**Il conto cifrato
**Le regole dell'inganno
*'''[[Kathy Reichs]]'''
**Duecentosei ossa
**Le ossa del diavolo
*'''[[Matthew Reilly]]'''
**Ice Station
**Le sei pietre sacre
*'''[[Ernest Renan]]'''
**Vita di Gesù
*'''[[Mary Renault]]'''
**Il ragazzo persiano
*'''[[Ruth Rendell]]'''
**A forma di cuore
**I tredici scalini
**La lotta per la vita
*'''[[Claudio Rendina]]'''
**101 misteri e segreti del Vaticano
**I peccati del Vaticano
**L'oro del Vaticano
**La santa casta della chiesa
**Le papesse
*'''[[Giustina Renier Michiel]]'''
**Origine delle feste veneziane
*'''[[Tosca Reno]]'''
**La dieta Eat-Clean
*'''[[Giuseppe Rensi]]'''
**Spinoza
*'''[[Mike Resnick]]'''
**Il mangiatore d'anime
**Una notte ho toccato il cielo
*'''[[Adeodato Ressi]]'''
**Al conte Gabriele Verri per le sue nozze colla nobilissima donna Giustina de' Conti Borromeo
*'''[[Cardinale di Retz]]'''
**Memorie
*'''[[Filippo Antonio Revelli]]'''
**Elementi dell'aritmetica universale e della geometria piana e solida
*'''[[Marco Revelli]]'''
**Controcanto
**Lavorare in Fiat
*'''[[Nuto Revelli]]'''
**Il prete giusto
**Mai tardi
*'''[[Rodrigo Rey Rosa]]'''
**Quel che sognò Sebastián
*'''[[Władysław Reymont]]'''
**È giusto!
**In una notte d'autunno
**La morte
**Tomek baran
**Un giudizio popolare
*'''[[Mack Reynolds]]'''
**Conflitto di generazioni
**Ed egli maledisse lo scandalo
**L'utopista
*'''[[Gregor von Rezzori]]'''
**Storie di Maghrebina
**Un ermellino a Cernopol
*'''[[Rhazes]]'''
**Cibaldone
<span id="Rf"></span>
<span id="Rg"></span>
<span id="Rh"></span>
*'''[[Dan Rhodes]]'''
**Amore amore
**Il bizzarro museo degli orrori
*'''[[Jean Rhys]]'''
**Smile please
<span id="Ri"></span>
*'''[[João Ubaldo Ribeiro]]'''
**Viva il popolo brasiliano
*'''[[Julio Ramòn Ribeyro]]'''
**Gli avvoltoi senza piume
**I genietti della domenica
*'''[[Orazio Ricasoli Rucellai]]'''
**Saggio dei dialoghi filosofici
*'''[[Giuseppe Ricca Salerno]]'''
**Scienza delle finanze
*'''[[Ugo Riccarelli]]'''
**Stramonio
*'''[[Jacopo Riccati]]'''
**Opere
*'''[[Angelo Maria Ricci]]'''
**Italiade
*'''[[Corrado Ricci]]'''
**Architettura barocca in Italia
*'''[[Francesco Ricci (matematico)|Francesco Ricci]]'''
**Nuova pratica mercantile
*'''[[Paola Ricci Sindoni]]'''
**Adrienne von Speyr
*'''[[Serafino Ricci]]'''
**Il teatro romano di Verona
*'''[[Franco Ricciardiello]]'''
**Saluti dal Lago di Mandelbrot
*'''[[Vincenzo Riccio (politico)|Vincenzo Riccio]]'''
**Francesco Crispi
*'''[[Anne Rice]]'''
**Armand il vampiro
**Belinda
**Il demone incarnato
**Il ladro di corpi
**Il risveglio della bella addormentata
**Il vampiro di Blackwood
**Il vampiro Marius
**Intervista col Vampiro
**L'ora delle streghe
**La bella addormentata
**La mummia
**La regina dei dannati
**Lo schiavo del tempo
**Memnoch il diavolo
**Merrick la strega
**Pandora
**Scelti dalle tenebre
**Taltos, il ritorno
**Un grido fino al cielo
*'''[[Craig Rice]]'''
**Ditelo con i fiori
*'''[[Simon Rich]]'''
**Il compagno di banco
*'''[[Justin Richards]]'''
**Il detective invisibile. Gli automi del dottor B
**Il detective invisibile. Creatura delle tenebre
**Il detective invisibile. Soldati fantasma
**Il detective invisibile. Tempo assassino
**Il detective invisibile. I volti del male
**Il detective invisibile. La maledizione di Anubi
*'''[[Samuel Richardson]]'''
**Pamela
*'''[[Mordecai Richler]]'''
**La versione di Barney
*'''[[Conrad Richter]]'''
**Gli alberi
**Il mare d'erba
*'''[[Phil Rickman]]'''
**I pilastri di Camelot
*'''[[Sergio Ricossa]]'''
**Come si manda in rovina un paese
**I pericoli della solidarietà
**Straborghese
*'''[[Ercole Ricotti]]'''
**Storia delle compagnie di ventura in Italia
*'''[[Henry Rider Haggard]]'''
**La predizione della strega
**Le miniere di re Salomone
*'''[[Julien Ries]]'''
**Manicheismo: un tentativo di religione universale
*'''[[Nerea Riesco]]'''
**All'ombra della cattedrale
*'''[[Jeremy Rifkin]]'''
**Il sogno europeo
*'''[[Ransom Riggs]]'''
**Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali
*'''[[Matteo Righetto]]'''
**L'anima della frontiera
*'''[[Augusto Righi]]'''
**Le nuove vedute sull'intima struttura della materia
*'''[[Eugenio Rignano]]'''
**La vita nel suo aspetto finalistico
*'''[[Mario Rigoni Stern]]'''
**Il bosco degli urogalli
**Il sergente nella neve
**L'ultima partita a carte
**Sentieri sotto la neve
**Uomini, boschi e api
*'''[[Lucinda Riley]]'''
**Il giardino degli incontri segreti
**Il profumo della rosa di mezzanotte
*'''[[Rainer Maria Rilke]]'''
**Danze macabre
***Pierre Dumont
***La cucitrice
***La cassa dorata
***Una morta. Bozzetto psicologico
***Un uomo di carattere. Schizzo
***L'apostolo
***E tuttavia la morte
***L'avvenimento. Una storia senza avvenimenti
***La vittima
***Nel giardino davanti casa. Uno schizzo
***Primavera incantata. Uno schizzo
***Accompagnamento in sordina
***Generazioni
***Nella vita
***Diavoleria
***L'ora di ginnastica
***Una mattina
***La cameriera della signora Blaha
**Il testamento
*'''[[Arthur Rimbaud]]'''
**Illuminazioni
**Poesie
***Il battello ebbro
**Una stagione in inferno
*'''[[Luise Rinser]]'''
**Daniela
*'''[[Cesare Ripa]]'''
**Iconologia
*'''[[Marina Ripa di Meana]]'''
**Invecchierò ma con calma
*'''[[Pietro Ripari]]'''
**Al cardinale Antonelli
*'''[[Hernán Rivera Letelier]]'''
**La regina cantava rancheras
*'''[[José Rizal]]'''
**Noli Me Tangere
*'''[[Franco Rizzi]]'''
**Mediterraneo in rivolta
*'''[[Marco Rizzo (fumettista)|Marco Rizzo]]'''
**Supermarket mafia
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<span id="Ro"></span>
*'''[[Candace Robb]]'''
**La rosa del farmacista
*'''[[Alain Robbe-Grillet]]'''
**La gelosia
*'''[[Harold Robbins]]'''
**L'uomo che non sapeva amare
*'''[[Tom Robbins]]'''
**Il fungo magico
**Natura morta con Picchio
*'''[[Jennifer Roberson]]'''
**Un giardino glorioso
*'''[[Gareth Roberts]]'''
**Shada
*'''[[Gregory David Roberts]]'''
**Shantaram
*'''[[Jane Roberts]]'''
**Le comunicazioni di Seth
*'''[[John Maddox Roberts]]'''
**Cestus Dei
**Viaggio in fondo alle stelle
*'''[[Keith Roberts]]'''
**Molly Zero
*'''[[Nora Roberts]]'''
**Doppio delitto
**Harem
**La sposa in bianco
**Letto di rose
*'''[[Mary Roberts Rinehart]]'''
**L'incubo
*'''[[Kenneth Robeson]]'''
**Il fantasma che rideva
**Il pericolo dell'oro
**Il segreto delle navi scomparse
**I teschi d'argento
**L'autostrada stregata
**L'isola che non esisteva
**L'oasi dei diamanti
**L'orrore negli occhi
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**La fortezza della solitudine
**La gang delle comete
**La legione degli spettri
**La piramide d'oro
**La pelliccia misteriosa
**La terra dell'eterna notte
**Mercanti di sterminio
**Morte per fuoco
**Taz
*'''[[Henry Morton Robinson]]'''
**Il cardinale
*'''[[Marilynne Robinson]]'''
**Gilead
**Le cure domestiche
**Lila
*'''[[Patrick Robinson]]'''
**Barracuda 945
**Classe Kilo
**Classe Nimitz
**Invisibile
**Scimitar SL-2
**Seawolf
**USS Shark
*'''[[Spider Robinson]]'''
**Con qualunque altro nome
**Stardance
*'''[[Michael Robotham]]'''
**Il manipolatore
**Ogni goccia di sangue
*'''[[Lucia St. Clair Robson]]'''
**Tòkaidò
*'''[[Gianni Rocca]]'''
**Stalin
*'''[[Ceccardo Roccatagliata Ceccardi]]'''
**Dai Paesi dell'Anarchia
*'''[[Antonio Rocco]]'''
**Esercitationi filosofiche di d. Antonio Rocco filosofo peripatetico
*'''[[Henri-Pierre Roché]]'''
**Jules e Jim
*'''[[Gianni Rodari]]'''
**C'era due volte il barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio
**Il libro degli errori
**La freccia azzurra
**La macchina per fare i compiti e altre storie di Gianni Rodari
**Le avventure di Cipollino
**Tante storie per giocare
*'''[[Georges Rodenbach]]'''
**Bruges la morta
*'''[[Rodolfo il Glabro]]'''
**Cronache dell'anno mille
*'''[[Mercè Rodoreda]]'''
**La piazza del Diamante
*'''[[Juan Rodríguez Freyle]]'''
**El Carnero
*'''[[Marie-Sabine Roger]]'''
**Una testa selvatica
*'''[[Morgan Callan Rogers]]'''
**Un cuore rosso rubino in un freddo mare blu
*'''[[Sharon Carter Rogers]]'''
**Baby doll
*'''[[Gerhard Rohlfs]]'''
**Tripolitania
*'''[[Sax Rohmer]]'''
**Magia nera
*'''[[René François Rohrbacher]]'''
**Storia universale della Chiesa cattolica
*'''[[Fernando de Rojas]]'''
**La Celestina
*'''[[Luigi Rolando]]'''
**Saggio sopra la vera struttura del cervello dell'uomo e degli animali
*'''[[James Rollins]]'''
**Amazzonia
**La città sepolta
**Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
*'''[[Ettore Romagnoli]]'''
**Introduzione a Le Commedie di Aristofane
**Minerva e lo scimmione
*'''[[Lalla Romano]]'''
**Dall'ombra
**Le parole tra noi leggere
**Una giovinezza inventata
*'''[[Sergio Romano]]'''
**Libera Chiesa. Libero Stato?
**Storia d'Italia dal Risorgimento ai nostri giorni
*'''[[Carlo Romussi]]'''
**Intorno alla facciata del duomo di Milano
**Milano ne' suoi monumenti
**Petrarca a Milano (1353-1368)
*'''[[Santiago Roncagliolo]]'''
**I delitti della settimana santa
*'''[[Alberto Ronchey]]'''
**Accadde in Italia
**Atlante ideologico
**USA-URSS i giganti malati
*'''[[Silvia Ronchey]]'''
**Ipazia
*'''[[Ermes Ronchi]]'''
**Il canto del pane
**Sciogliere le vele
*'''[[Guglielmina Ronconi]]'''
**Giorno dei morti
**Notte Lauretana
*'''[[Fabrizio Rondolino]]'''
**L'Italia non esiste
*'''[[Jon Ronson]]'''
**L'uomo che fissa le capre
*'''[[Leon Rooke]]'''
**Il cane di Shakespeare
*'''[[Gabriele Rosa]]'''
**Statuti antichi di Vertova e d'altri comuni rurali dell'alta Italia
*'''[[Salvator Rosa]]'''
**Satire
***La musica
***La poesia
***La pittura
***La guerra
***La Babilonia
***L'invidia
*'''[[Ippolito Rosellini]]'''
**I monumenti dell'Egitto e della Nubia
*'''[[Steven J. Rosen]]'''
**Il vegetarianesimo e le religioni del mondo
*'''[[Alfred Rosenberg]]'''
**Il Mito del XX secolo
*'''[[Arthur Rosenberg]]'''
**Origini della Repubblica tedesca 1871-1918
*'''[[Giovanni Rosini]]'''
**La monaca di Monza
*'''[[Antonio Rosmini]]'''
**Breve schizzo dei sistemi di filosofia moderna e del proprio sistema
*'''[[Meg Rosoff]]'''
**Se fossi Dio...
*'''[[Rossana Rossanda]]'''
**La ragazza del secolo scorso
*'''[[Marco Rossari]]'''
**Nel cuore della notte
*'''[[Carlo Rosselli]]'''
**Socialismo liberale
*'''[[Nello Rosselli]]'''
**Carlo Pisacane nel Risorgimento italiano
**Mazzini e Bakunin
**Saggi sul Risorgimento
*'''[[Adolfo Rossi]]'''
**Nel paese dei dollari (Tre anni a New-York)
*'''[[Cesare Rossi]]'''
**Personaggi di ieri e di oggi
*'''[[Valentino Rossi]]'''
**Pensa se non ci avessi provato
*'''[[Vasco Rossi]]'''
**La versione di Vasco
*'''[[Vittorio Giovanni Rossi]]'''
**Oceano
**Pelle d'uomo
**Sabbia
**Tropici
*'''[[Michel Rostain]]'''
**Il figlio
*'''[[Edmond Rostand]]'''
**Cyrano de Bergerac
**L'Aiglon
*'''[[Michail Ivanovič Rostovcev]]'''
**Storia economica e sociale dell'impero romano
*'''[[Gerhard Roth]]'''
**Il lago
*'''[[Henry Roth]]'''
**Chiamalo sonno
*'''[[Joseph Roth]]'''
**Confessione di un assassino
**Ebrei erranti
**Giobbe
**Il peso falso
**Il profeta muto
**La cripta dei cappuccini
**La leggenda del santo bevitore
**La marcia di Radetzky
*'''[[Philip Roth]]'''
**Addio, Columbus
**Everyman
**Ho sposato un comunista
**Il complotto contro l'America
**Il teatro di Sabbath
**La lezione di anatomia
**La macchia umana
**La mia vita di uomo
**La nostra gang
**Lamento di Portnoy
**Nemesi
**Pastorale americana
**Zuckerman scatenato
*'''[[Veronica Roth]]'''
**Divergent
**Four
**Insurgent
*'''[[Patrick Rothfuss]]'''
**Il nome del vento
**La paura del saggio
*'''[[Jacques Roubaud]]'''
**Il rapimento di Ortensia
*'''[[Denis de Rougemont]]'''
**L'amore e l'Occidente
*'''[[Jean-Jacques Rousseau]]'''
**Emilio
**Giulia o la nuova Eloisa
**Il contratto sociale
**Le confessioni
**Le passeggiate solitarie
*'''[[Raymond Roussel]]'''
**Locus solus
*'''[[Giuseppe Rovani]]'''
**Cent'anni
**Manfredo Palavicino, o, I francesi e gli sforzeschi
**Valenzia Candiano
*'''[[Paolo Roversi]]'''
**La mano sinistra del diavolo
*'''[[Gerolamo Rovetta]]'''
**Baby e i tiranni minimi
**I Barbarò
**Il tenente dei Lancieri
**L'idolo
**La baraonda
**Mater dolorosa
**Ninnoli
*'''[[Mark Rowlands]]'''
**Il lupo e il filosofo
*'''[[J. K. Rowling]]'''
**Harry Potter e la pietra filosofale
**Harry Potter e la camera dei segreti
**Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
**Harry Potter e il calice di fuoco
**Harry Potter e l'ordine della fenice
**Harry Potter e il principe mezzosangue
**Harry Potter e i Doni della Morte
**Il baco da seta
**Il richiamo del cuculo
**Il Seggio Vacante
**L'Ickabog
**La via del male
**Le Fiabe di Beda il Bardo
*'''[[Arundhati Roy]]'''
**Il Dio delle piccole cose
**Il ministero della suprema felicità
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<span id="Rs"></span>
<span id="Rt"></span>
<span id="Ru"></span>
*'''[[Carlo Rubbia]]'''
**Il dilemma nucleare
*'''[[Maximilien Rubel]]'''
**Karl Marx. Saggio di biografia intellettuale
*'''[[Dawid Rubinowicz]]'''
**Diario 1940-42
*'''[[Rudy Rucker]]'''
**Fantasma in carne e ossa
**Monumento alla Terza Internazionale
**Signore dello spazio e del tempo
*'''[[George Rudé]]'''
**Robespierre
*'''[[Hans-Ulrich Rudel]]'''
**Il pilota di ferro
*'''[[Hans Ruesch]]'''
**I Mammà e Papà
**Imperatrice nuda
*'''[[Francesco Ruffini]]'''
**La giovinezza del conte di Cavour
**Vittorio Emanuele II
*'''[[Giovanni Ruffini]]'''
**Il dottor Antonio
*'''[[Paolo Ruffini (matematico)|Paolo Ruffini]]'''
**Riflessioni critiche sopra il saggio filosofico intorno alle probabilità del sig. conte Laplace
*'''[[Giordano Ruffo]]'''
**Tractatus de morbo et sanitate equorum
*'''[[Giampaolo Rugarli]]'''
**Per i pesci non è un problema
*'''[[Otto Rühle]]'''
**Il coraggio dell'utopia. Piani per la costruzione di una nuova società
*'''[[Juan Ruiz]]'''
**Il libro del buon amore
*'''[[Carlos Ruiz Zafón]]'''
**Il gioco dell'angelo
**Il labirinto degli spiriti
**Il Palazzo della Mezzanotte
**Il prigioniero del cielo
**Il principe della nebbia
**L'ombra delArnold Zweig vento
**Le luci di settembre
**Marina
*'''[[Juan Rulfo]]'''
**La morte al Messico
**Pedro Páramo
*'''[[Salman Rushdie]]'''
**Est, Ovest
**I figli della mezzanotte
**I versi satanici
**La terra sotto i suoi piedi
*'''[[John Ruskin]]'''
**Le pietre di Venezia
**Mattinate fiorentine
*'''[[Joanna Russ]]'''
**Anime
**Cara Emily
**Female man
**I viaggi straordinari di Amélie Bertrand
**Picnic su Paradiso
*'''[[Bertrand Russell]]'''
**I fondamenti della geometria
**I principi della matematica
**I problemi della filosofia
**Introduzione alla filosofia matematica
**L'analisi della mente
**La conquista della felicità
**Matrimonio e morale
**Perché non sono cristiano
**Ritratti a memoria
*'''[[Eric Frank Russell]]'''
**Galassia che vai
**Il bottone del panico
**Il vegano
**Io sono niente
*'''[[Ray Russell]]'''
**La gabbia
*'''[[Innocenzo Alfredo Russo]]'''
**San Pasquale Baylón
*'''[[John A. Russo]]'''
**La notte dei morti viventi
*'''[[Pippo Russo]]'''
**L'invasione dell'ultracalcio
**Sport e società
*'''[[Carlo Ruta]]'''
**Narcoeconomy
*'''[[Edward Rutherfurd]]'''
**I ribelli d'Irlanda
**Sarum
*'''[[Ruzante]]'''
**Bilora
**Il reduce, o Parlamento de Ruzante che iera vegnú de campo
**La Moscheta
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<span id="Ry"></span>
*'''[[Cornelius Ryan]]'''
**Il giorno più lungo
**Quel giorno che sbarcarono in Normandia
*'''[[Han Ryner]]'''
**La torre dei popoli
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sk2axpo5ngr9sf6yeoa3jitb6xisq88
Rupert Grint
0
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2026-05-31T08:25:35Z
Spinoziano
2297
sposto senza fonte in disc., + film
1415032
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:RupertGrint2018.jpg|thumb|Rupert Grint nel 2018]]
'''Rupert Alexander Lloyd Grint''' (1988 – vivente), attore inglese.
==Citazioni di Rupert Grint==
*Ero un grande fan dei libri. È così che ci sono entrato. Non avevo mai pensato alla recitazione o ad una carriera. Volevo solo essere Ron, davvero.
:''I was such a huge fan of the books. That’s how I got into it. I had never really thought about acting or a career. I just wanted to be Ron, really.''<ref name="collider"/>
*Essere famosi è bello. Ma è meglio essere normali.
:''Ser famoso é legal. Mas é melhor ser normal.''<ref>{{pt}} Citato in Alexandra Rumeninha, ''[https://umalindamulherbrasileirinha.wordpress.com/2006/06/04/rupert-grint/ RUPERT GRINT]'', ''umalindamulherbrasileirinha.wordpress.com'', 04 giugno 2006.</ref>
*La sceneggiatura è sempre l'attrattiva principale, e poi se c'è un personaggio interessante e colleghi fantastichi intorno a te. Sono questi gli elementi chiave che cerco.
:''The script is really always the main attraction, and then there’s whether there is an interesting character and great people around you. Those are the key elements that I look for.''<ref name="collider">{{en}} Dall'intervista di Christina Radish, ''[https://collider.com/snatch-crackle-rupert-grint-interview/?utm_source=twitter&utm_campaign=collidersocial&utm_medium=social#images Rupert Grint on What Sold Him on 'Snatch' and Embracing His 'Harry Potter' Fame]'', ''collider.com'', 16 marzo 2017.</ref>
==Note==
<references/>
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002)
*''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004)
*''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'' (2005)
*''[[Harry Potter e l'ordine della fenice]]'' (2007)
*''[[Harry Potter e il principe mezzosangue]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Grint, Rupert}}
[[Categoria:Attori britannici]]
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Allen Ginsberg
0
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1414991
1108574
2026-05-30T20:38:30Z
~2026-28804-53
107125
/* Citazioni su Allen Ginsberg */ aggiunta citazione
1414991
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Allen Ginsberg.jpg|thumb|Allen Ginsberg]]
'''Irwin Allen Ginsberg''' (1926 – 1997), poeta statunitense.
==Citazioni di Allen Ginsberg==
*[[Gregory Corso|Corso]] è un grande fromboliere di parole, primo chiaro indizio di un poeta, scienziato di pazzeschi periodi linguistici. Egli vuole una superficie ilare di ellissi, improvvisi scarti del più strano fraseggiare raccolto nelle strade della sua mente come "bambini folli dei tappi di gazosa."<ref>Citato in Gregory Corso, ''Poesie <small>un pianto per l'America del poeta tutto beat</small>'', Bompiani, Milano, 1978, p. 216.</ref>
*''Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla [[pazzia]], affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa, | hipsters dal capo d'angelo ardenti per l'antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte, | che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su partiti a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz''.<ref name=Ginsberg>citato in Allen Ginsberg, ''Jukebox all'idrogeno, a cura di Fernanda Pivano'', Ugo Guanda Editore, 2001</ref>
*''Il peso del [[mondo]] è [[amore]]. Sotto il fardello della solitudine, sotto il fardello della insoddisfazione, il peso, il peso che trasportiamo, è amore.''<ref name=Ginsberg/>
*Che sfinge di cemento e alluminio ha spaccato loro il cranio e ne ha mangiato cervelli e immaginazione? Maloch<ref>[[w:Moloch (divinità)|Molech]], dio caneneo del fuoco, per il cui culto i genitori bruciavano i propri bambini come sacrificio propiziatorio.</ref>! Solitudine! Suicidio! Bruttura! Pattumiere e inottenibile dollari! Bambini che urlano sotto le scale! Ragazzi che singhiozzan negli eserciti! Vecchi che piangono nei parchi! [...] (da ''Urlo & Kaddish'' (''Howl, Kaddish'') a cura di Luca Fontana, il Saggiatore, 1997)
*[[Jack Kerouac]], nuovo [[Buddha]] della prosa americana.<ref name=Ginsberg/>
*{{NDR|Rivolto a [[Walt Whitman]]}} ''Passeggeremo tutta notte per strade solitarie? Gli alberi aggiungono ombra all'ombra, luci spente nelle case, ci sentiremo soli. | Cammineremo sognando la perduta America dell'amore lungo automobili azzurre nei viali, verso casa nel nostro cottage silenzioso? | Ah, caro padre, grigio di barba, vecchio solitario maestro di coraggio, che America avesti quando Caronte smise di spingere il suo ferry e tu scendesti su una riva fumosa a guardare la barca scomparire sulle acque nere del Lete?''<ref>Da ''Un supermarket in California '', in ''Jukebox all'idrogeno'', traduzione di [[Fernanda Pivano]], Mondadori, Milano, 1965.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole]] prima di cadere in coma}} Sono stanco, e devo andare a dormire.
:''I'm tired, and I have to go to sleep.''<ref>Citato in ''Athens News'', 9 aprile 1997; citato in Elizabeth M. Knowles, ''The Oxford Dictionary of Quotations'', Oxford University Press, 1999, [http://books.google.it/books?id=o6rFno1ffQoC&pg=PA456 p. 456]. ISBN 0198601735</ref>
*{{NDR|Su dei tagli della censura}} Sono stato molto spiacente per le omissioni e i cambiamenti suggeriti alla Signora [[Fernanda Pivano|Pivano]] dal curatore della Mondadori [...]. Ho lasciato la decisione nelle mani di Nanda Pivano perché ha lavorato così a lungo, così intensamente, con tanto amore e tanta attenzione alla curatela e alla traduzione del testo. Desidero lasciare la decisione definitiva nelle sue mani perché dopo tutto questo libro {{NDR|''Juke-Box all'idrogeno''}} è forse più suo che mio. <ref>Da ''C’era una volta un Beat'', Arcana Editrice, 1988, p. 57. ISBN 88-85859-11-9</ref>
*Ribellati contro i governi, contro Dio.<ref>Da ''Saluti Cosmopoliti'', Il Saggiatore, Milano, 1996. ISBN 9788842817437</ref>
==Citazioni su Allen Ginsberg==
*Era sempre sul punto di "andarsene": dove, non pareva importargli molto. Mi turbava, non avrei mai pensato che sarebbe vissuto abbastanza da crescere e scrivere un libro di poesie. ([[William Carlos Williams]])
*Da ogni evidenza egli è passato letteralmente attraverso l'inferno. [...] Dite quello che volete, egli ci dimostra, nonostante le più avvilenti esperienze offerte all'uomo dalla vita, che lo spirito dell'amore sopravvive per nobilitare la nostra vita se abbiamo lo spirito e il coraggio e la fede – e l'arte! – di resistere. ([[William Carlos Williams]])
*Ha visto le ombre elettriche | della sua disperazione | fra ballads sfiancate e tossiche | perse nel Grido di mille bands. ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Beat Generation]]
*[[Gregory Corso]]
*[[Jack Kerouac]]
*[[Peter Orlovsky]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ginsberg, Allen}}
[[Categoria:Poeti statunitensi]]
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Roberto Bettega
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Juventus FC 1971-1972 Roberto Bettega.jpg|thumb|Roberto Bettega (1971)]]
'''Roberto Bettega''' (1950 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Roberto Bettega==
{{cronologico}}
*Per noi telespettatori, ieri pomeriggio è stato veramente un supplizio. Non so quanti abbiano resistito fino al termine dell'incontro [[Patto di non belligeranza di Gijón|Austria-Germania]]. Anch'io, dentro di me, mi chiedevo perché continuavo a stare lì seduto davanti al televisore, rinunciando a un bagno in mare che tra qualche tempo rimpiangerò tanto. Forse attendevo un'impennata improvvisa o forse, in verità, volevo vedere cosa sarebbe successo a fine gara: un'invasione di campo algerina, tedeschi e austriaci che uscivano abbracciati, boccali di birra, salsicce e crauti negli spogliatoi. [...] Dopo Austria-Germania, la prima e unica partita della prima fase falsata e condizionata da aspetti non tecnici ma di opportunità (escludiamo i rigori della Spagna, che sono pur sempre dei fatti tecnici, appunto), ritorneranno alla carica i detrattori della formula a 24 squadre, che può dare adito a certe speculazioni. Ora: io sono, come sapete, pienamente favorevole a questa nuova formula che ha risvegliato un grandissimo interesse. Su una cosa non sono però d'accordo: secondo me, si sarebbe dovuto cercare di far giocare le squadre impegnate nello stesso girone nello stesso giorno e alla stessa ora, non consentendo così troppi calcoli e vantaggi a chicchessia.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,1040_01_1982_0131_0019_14971859/ Rimpiango di avere rinunciato a un bel bagno in mare]'', ''La Stampa'', 26 giugno 1982, p. 19.</ref>
*Lo [[Stile Juventus|stile Juve]], oltre che un'educazione a rispettare quanti lavorano con te, è anche un'educazione a vincere.<ref>Citato in ''Panorama'', Edizioni 894-897, 1983, p. 374.</ref>
*{{NDR|«[...] qual è il più bel ricordo che conserva come calciatore della Juventus?»}} Quattro giorni nel [[Juventus Football Club 1976-1977|maggio del 1977]]: il mercoledì a Bilbao vincemmo la Coppa Uefa e la domenica a Genova battemmo la Samp portandoci a 51 punti, una quota che ci garantiva lo scudetto. In quei quattro giorni ci giocavamo tutta la stagione e ce la facemmo. Forse avremmo potuto crollare dopo il raggiungimento del primo obiettivo e invece ci battemmo come leoni anche per il secondo. Ricordo che a Bilbao, dopo la Coppa vinta, entrò negli spogliatoi il presidente, Boniperti, e disse: «Bravi ragazzi, ma adesso attenti: domenica c'è la Samp!». La nostra forza era quella di non accontentarci mai...<ref>''Bettega: gli arbitri, Cabrini e Llorente'', dalla rubrica ''Parliamone insieme''; ''Guerin Sportivo'' nº 47 (669), 18-24 novembre 1987, p. 123.</ref>
*Io credo che una grande squadra possa nascere anche attraverso una strategia intelligente che preveda la scoperta e il lancio dei giovani, il reperimento di campioni, in Italia o all'estero, attraverso operazioni finanziarie accorte. Non sempre spendere assicura la vittoria.<ref>Dall'intervista di Aldo Loy, ''Bettega: ecco la mia Juve'', ''Guerin Sportivo'' nº 14 (990), 6-12 aprile 1994, pp. 40-41.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]], «ma vi sentite accerchiati, con tutte queste insinuazioni?»}} Macché accerchiati! La Juventus si sente prima e basta.<ref>Citato in [[Salvatore Lo Presti]], Bruno Bartolozzi, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/aprile/28/Juve_rompe_assedio_ga_0_980428977.shtml La Juve rompe l'assedio]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 28 aprile 1998.</ref>
*[[Čestmír Vycpálek|Vycpálek]] prese in mano la Juve nel periodo della rivoluzione o per meglio dire in partenza di un progetto di crescita e di costruzione di una squadra che fu poi protagonista di quindici anni strepitosi. Arrivarono tanti giovani: il sottoscritto, Landini, Capello, Danova. E Picchi prima e Vycpálek dopo furono bravissimi a integrarli con gli anziani: Salvadore, Haller, Morini. Eravamo una squadra giovane, intesa come gruppo, ma avevamo messo le radici per una pianta rigogliosa. Io, poi, gli devo molto. Quando nel corso della seconda stagione mi ammalai, lui per primo mi fu vicino in quel momento così delicato facendomi capire che mi avrebbe aspettato, che non mi avrebbe messo né fretta né pressione. Mi fu di grandissimo aiuto. Era un uomo che sapeva trasmettere la sua positività.<ref name="Montorro">Da Franco Montorro, ''Hurrà Juventus'', maggio 2002; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-cestmir-vycpalek-643821 Gli eroi in bianconero: Cestmir Vycpalek]'', ''tuttojuve.com'', 15 maggio 2023.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1972-1973]]}} Ricordo che nell’intervallo della famosa partita dell'Olimpico, {{NDR|l'allenatore Vycpálek}} ci disse: "Oggi il Milan perde a Verona, la Lazio pareggia a Napoli, noi vinciamo lo scudetto e ci abbracciamo in mezzo al campo". Lo guardammo con un'aria un po' strana, e in coro ripetemmo: "Sì, mister, ci abbracciamo in mezzo al campo", come a dire: per salutarci che il campionato è finito. Ma alla fine ebbe ragione lui. Quelle parole mi sono rimaste impresse, perché erano la dimostrazione di quanto ci credesse.<ref name="Montorro"/>
*{{NDR|Su [[Sandro Salvadore]]}} Billy è stato un maestro, oltre che un compagno. Spesso la domenica mattina andavamo a Messa insieme. Ho tanti ricordi personali più che calcistici, per quelli credo parli la sua carriera di campione straordinario e duttile, capace di giocare terzino come centrale con la stessa efficacia.<ref>Da un ricordo al funerale di Sandro Salvadore, gennaio 2007; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-sandro-salvadore-623341 Gli eroi in bianconero: Sandro Salvadore]'', ''tuttojuve.com'', 29 novembre 2022.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori.<ref>Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=94574 Juventus, Bettega: "Bianconero ragione di vita"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 21 febbraio 2008.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a [[Gabriele Oriali]]}} Sai Lele io fino al 2006 ho vinto quattordici scudetti, più di quanto l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] abbia fatto in tutta la sua storia.... eh eravamo soldatini.<ref name=ser>Dal programa televisivo ''Serie A Live'', ''Mediaset Premium'', 3 novembre 2012; citato in ''[http://www.canalejuve.it/news/bettega-oriali-e-i-soldatini-64600 Bettega, Oriali e i soldatini]'', ''canalejuve.it'', 4 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Sulle parole di [[Antonio Cassano]] che aveva definito come «soldatini» i giocatori della Juventus}} Se soldatini vuol [[vittoria|vincere]] allora ben venga, abbiamo vinto trenta scudetti.<ref name=ser/>
*È comportarsi come in famiglia, con educazione e un grande rispetto reciproco. Queste due cose sono alla base dello stile Juve fuori campo. In campo è giocare sempre e solo per vincere.<ref>Citato in [[Gianni Mura]]; Andrea Gentile, Aurelio Pino, ''Non gioco più, me ne vado: gregari e campioni, coppe e bidoni'', ''Il Saggiatore'', Milano, 2013, p. 191. ISBN 88-4281-752-X</ref>
*Penso che indossare la [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] sia il sogno di ogni giocatore, il sogno di tutta una carriera; questa mia soddisfazione acquista ancora maggior valore, poiché i miei primi passi li ho mossi, da ragazzino imberbe, proprio nella Juventus.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/roberto-bettega Juventus Hall of Fame: Roberto Bettega], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
{{Int|''Il sogno americano''|Intervista di [[Marino Bartoletti]], ''Guerin Sportivo'' nº 17 (486), 25 aprile – 1º maggio 1984, pp. 23-26.}}
*{{NDR|Sull'esperienza nel calcio nordamericano}} Mi ha entusiasmato persino vedere "come" la gente va allo stadio, "che cosa" si aspetta di vedere. Difficilmente una partita di qualsiasi disciplina dura meno di tre ore. O, meglio, difficilmente dura meno di tre ore lo spettacolo offerto. Ogni tempo morto, viene riempito e sfruttato, ma non tutto è business. Sopravvivono concetti quasi "candidi", come quello relativo alla proibizione di "sporcare" le maglie con scritte pubblicitarie. Contraddizioni? Direi piuttosto, "cultura".
*{{NDR|Sull'esperienza nel calcio nordamericano}} In America, nel calcio come in tutti gli altri sport, il giocatore è responsabile solo di quello che dà in campo. Se il campo ti "boccia" ti fanno fuori: se il campo ti dà ragione, te, nella tua vita privata, puoi fare tutto quello che vuoi. Probabilmente non è un concetto esportabile in Italia, dove tutto è vissuto in maniera più drammatica e traumatica. Là non esiste la parola "ritiro", qua, se una partita va male, ci sono allenatori che sono capaci di sequestrare i giocatori sin dal martedì finendo sovente con l'aumentare uno stato di tensione che una maggiore libertà invece potrebbe contribuire a stemperare.
*{{NDR|«C'è qualcosa dell'esperienza americana che è andata oltre le tue speranze?»}} Una cosa che può sembrare insignificante ma che, in effetti, non lo è affatto: la tranquillità. E per tranquillità voglio dire serenità, sicurezza, certezza di non subire soprusi. Un esempio? Nei primi tempi, quando parcheggiavo la macchina, la chiudevo sempre a chiave; poi, a forza di essere preso in giro e addirittura insultato dagli amici canadesi, ho finito col non farlo più. E non ho mai avuto il minimo fastidio. È una sciocchezza, ma è anche la testimonianza di un enorme grado di civiltà che, purtroppo, in Italia non abbiamo.
*{{NDR|«Pensi [...] che nel nostro campionato di calcio potrebbero essere introdotte novità come quella dei [[play-off]]?»}} Perché no? Se si riuscisse a non "sdrammatizzare" troppo la prima parte, cioè la "regular season", i play-off potrebbero essere molto validi e anche abbastanza utili. Certo, un conto è applicarli alla mentalità americana con gente che va allo stadio "comunque", un conto è trasferirli senza traumi da noi, dove l'emozione, l'importanza, direi la drammaticità dello scontro è un ingrediente fondamentale.
*{{NDR|«In che cosa ti sei accorto di essere diventato americano?»}} Dall'abitudine di allacciare le cinture di sicurezza sulla macchina. Ma mi è bastato tornare in Italia per non farlo più.
==Citazioni su Roberto Bettega==
*Bastano due aggettivi per definirlo: discreto, corretto. Sì, perché per me Roberto è soprattutto una persona perbene, legato alla famiglia, al lavoro. Ho imparato a conoscerlo telecronaca dopo telecronaca, di pari passo con la progressiva caduta di quel velo di comprensibile cautela (o diffidenza) che faceva da filtro fra due tipi diversi, in cui il più estroverso ero io. Così ci volle una serata ad Eindhoven con [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] per scoprire la sua passionaccia per [[Lucio Battisti]] le cui canzoni, seppi poi, avevano fatto da colonna sonora ai suoi vent'anni. ([[Bruno Longhi]])
*Bettega è l'uomo decisivo di questa nazionale [...] Bettega non finisce mai di entusiasmarmi, fa prodezze che altri giocatori si sognano. ([[Enzo Bearzot]])
*Bravo e furbo. Una volta, dopo un mio fischio, l'ho beccato che scuoteva la testa. "Ehi Roberto – gli ho detto, severo – a me certi gesti non li fai". E lui: "Ma no! Mi stavo dicendo 'non fare questi falli, ha ragione Michelotti'". ([[Alberto Michelotti]])
*Il coacervo di emozioni di cui ha fatto dono alle folle col suo colpo di testa sonante come il {{Sic|battacchio}} di una giovane, lucente campana. [...] Il suo gol ruggiva e ruzzolava dall'alto, potente e sapiente. ([[Vladimiro Caminiti]])
*La sua signorilità è ormai fuori discussione. È forse il bianconero più simpatico ai [[giornalisti]] poiché regala sempre delle battute o delle frasi intelligenti, perché non rifiuta mai il dialogo, neppure quando la [[Juventus Football Club|Juve]] perde malamente. ([[Beppe Conti]])
*L'elegante Bettega, il principe dei palloni alti, finissimo equilibratore tattico in grado di sdoppiarsi nelle funzioni di goleador e di rifinitore avanzato. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Lui non è adatto a tenere il timone di un'azienda. È un bravo ragazzo, un operativo. Se lo mandi in giro fa il suo dovere. Ma ha bisogno di qualcuno che gli stia sopra, come ai tempi miei e di [[Antonio Giraudo|Giraudo]]. Non lo stimo più, Bettega. Anzi, sa cosa le dico? Non lo saluterò neanche se me lo ritrovassi a un passo. Ma come? Al Tribunale sportivo di Roma gli azionisti, certi azionisti almeno, ci scaricano e ci tirano addosso. Alla Procura di Torino ci denunciano per infedeltà patrimoniale. E lui rientra in società, dentro questa società? Ci vuole anche la faccia come il c... per richiamarlo. Bettega farà la fine di [[Ciro Ferrara|Ferrara]], glielo garantisco. A Ciro gli hanno fatto accettare un gruppo senza capo né coda, a lui rinfacceranno di non aver rimesso a posto la squadra. ([[Luciano Moggi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bettega, Roberto}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Zinédine Zidane
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[[Immagine:Zidane Zizu.jpg|thumb|Zinédine Zidane]]
'''Zinédine Yazid Zidane''' (1972 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore francese.
==Citazioni di Zinédine Zidane==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2004}} La creatina l'ho presa soltanto alla Juventus. Mai prima, in Francia, e mai dopo, al Real Madrid. Ne prendevo due o tre grammi durante la settimana, quando c'erano molti impegni. E anche durante l'intervallo, tra un tempo e l'altro della partita. Chi ci dava le bustine? A volte il dottor Agricola, a volte il dottor Tencone. Le flebo? Sì, le facevo alla vigilia del match nella camera d'albergo. Flebo di vitamine, così almeno mi dicevano i medici. Il Samyr? Sì, l'ho assunto spesso, prima e dopo la gara. Che cos'è? Vitamine, così almeno mi dicevano i medici. L'esafosfina? Sì, l'ho assunta. Il Neoton? Non ricordo bene, ma se nel '98 ho dichiarato di averlo preso, è sicuramente così. Iniezioni per endovena? Sì, le ho fatte, anche un'ora prima della partita. Chi stabiliva se e quando fare la flebo o l'iniezione? Il medico. Del resto, senza vitamine è impensabile giocare 70 partite all'anno...<ref>Dall'articolo di Giuseppe Toti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/gennaio/27/Zidane_Alla_Juve_flebo_iniezioni_co_9_040127124.shtml Zidane: «Alla Juve flebo, iniezioni e creatina»]'', ''Corriere della Sera'', 27 gennaio 2004.</ref>
*Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]].<ref>Dalla conferenza stampa in cui ha annunziato il ruo ritiro della attività calcistica; citato in ''[http://www.madridpress.com/noticia/46582/ Zidane: "Me voy porque no estoy a gusto con mi fútbol"]'', ''Madrid Press'', 25 aprile 2006.</ref>
*La mentalità vincente l'ho imparata alla [[Juventus Football Club|Juve]]. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.<ref>Da un'intervista a ''Le Figaro''; citato in ''[http://qn.quotidiano.net/sport/2008/06/20/98426-mentalita_vincente.shtml Zinédine Zidane: "La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve"]'', ''Quotidiano.net'', 20 giugno 2008.</ref>
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2011/03/23-115696/Zidane%3A+%C2%ABQuando+sei+della+Juve+lo+sei+per+sempre%C2%BB Zidane: «Quando sei della Juve lo sei per sempre»]'', ''Tuttosport.com'', 23 marzo 2011.</ref>
*Chiedergli {{NDR|a [[Marco Materazzi]]}} scusa? Preferisco morire, che chiedere perdono a un malvagio. Mi rimprovero quel gesto, però se gli chiedessi scusa ammetterei che lui ha fatto una cosa normale. In campo succedono tante cose, quella volta non l'ho sopportato. Non è una scusa. Ma mia madre era in ospedale. La gente non lo sapeva, ma era un brutto momento. Più di una volta hanno offeso mia madre, e non ho mai risposto. Quella volta, è successo. Se fosse stato Kaká, un ragazzo buono, gli avrei chiesto scusa. Ma a quello là...<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/02/Scuse_Materazzi_Preferisco_morire__co_9_100302082.shtml «Scuse a Materazzi? Preferisco morire»]'', ''Corriere della Sera'', 2 marzo 2010.</ref>
*Senza esitazioni, [[Ronaldo]] è il miglior giocatore con cui abbia giocato. Aveva una tale facilità di controllo. Era il numero uno. Ogni volta che mi allenavo con lui, vedevo qualcosa di diverso, di nuovo, di bello. Ecco quello che differenzia un buon giocatore da un giocatore straordinario.<ref>Citato in ''[http://m.goal.com/s/it/news/7571/goal-hall-of-fame/2014/11/14/6124971/era-impossibile-da-fermare-le-dichiarazioni-su-ronaldo "Era impossibile da fermare": le dichiarazioni su Ronaldo]'', ''Goal.com'', 14 novembre 2014.</ref>
*Penso che [[Paul Pogba|Pogba]] sia un giocatore fantastico. Quello che mi piace di più è che sa fare tutto. È un giocatore completo, che sa anche segnare, perché non disdegna di spingersi in avanti. In termini di qualità calcistica, è straordinario.<ref>Dalla trasmissione francese ''Rtl''; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/juventus/il-mercato-della-juve-live-witsel-in-pugno_1068649-201502a.shtml Il mercato della Juve live, agente Mandzukic: "Tutto può succedere"]'', ''Sportmediaset.it'', 16 giugno 2015.</ref>
*{{NDR|Nel 2016}} [[Francesco Totti|Totti]]? Fino ad oggi è stato uno spettacolo, posso solo dire chapeau. Chi ama il calcio vuole vedere Totti in campo.<ref>Durante la conferenza stampa prima della partita di andata degli ottavi di finale di ''Champions League'' Roma-Real Madrid, 16 febbraio 2016; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/173/champions-league/2016/02/16/20413182/real-madrid-lomaggio-di-zidane-a-totti-chi-ama-il-calcio-lo?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_campaign=itfb Real Madrid, l'omaggio di Zidane a Totti: "Chi ama il calcio lo vuole in campo"]'', ''Goal.com'', 16 febbraio 2016.</ref>
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.<ref>Citato in Fabio Balaudo, ''[http://it.uefa.com/uefachampionsleague/news/newsid=2370568.html Zidane e la Juve tra passato e futuro]'', ''UEFA.com'', 1º giugno 2016.</ref>
*{{NDR|[[Karim Benzema]]}} Per me è il migliore attaccante francese della storia e quello che sta facendo lo dimostra. Non pensa solo al gol, ma alla fine è sempre decisivo.<ref name=champion>Citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/real-zidane-benzema-il-miglior-francese-della-storia_26657938-202002a.shtml Real, Zidane: "Benzema il miglior francese della storia". {{small|Intervenuto in conferenza stampa al termine di Real Madrid-Atletico}}]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 16 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Karim Benzema}} È un giocatore più completo ora di quanto non lo fosse prima. Non è un numero 9 puro, non pensa solo a segnare gol ed è quello che amo di lui.<ref name=champion />
*Juve!<br>Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/zinedine-zidane Juventus Hall of Fame: Zinédine Zidane], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
==Citazioni su Zinédine Zidane==
[[File:Zinedine zidane 2005.jpg|thumb|Zidane nel 2005]]
*Alcuni calciatori hanno costruito una fetta importante della storia contemporanea. I miracoli di uno come [[Roberto Baggio|Baggio]] non hanno niente da invidiare alle performance di [[Marlon Brando]]. E quelli di Zidane sono degni del miglior [[Rudol'f Nuriev|Nureyev]]. ([[Pietro Sermonti]])
*Anche a me venne il dubbio di aver preso il fratello quando lo rividi agli Europei. Mi fece una brutta impressione. Non era lui. L'Avvocato non risparmiò critiche e battute. Ma alla fine abbiamo avuto ragione noi. Zidane si è dimostrato un fuoriclasse planetario, un giocatore d'altri tempi. ([[Luciano Moggi]])
*Degli anni juventini ricordo tante cose: a cominciare da Zidane, in assoluto il giocatore più forte che io abbia mai allenato. Il rammarico, se così posso dire, è che raramente, in partita, Zidane riusciva a fare le cose mostruose mostrate in allenamento. ([[Carlo Ancelotti]])
*Era davvero un giocatore di un altro pianeta. Mi viene sempre in mente la rete pazzesca che seppe fare a Reggio Calabria contro la Reggina. Con una finta si liberò di tre difensori e quindi sparò un missile in porta. Dopo quel gol, ogni qual volta la palla si fermava durante la partita, io mi avvicinavo e gli ripetevo ''"Oh, ma come hai fatto? Ma ti rendi conto della rete che hai segnato?"''. Il problema è che la gente ha visto la metà della sua classe. ([[Alessio Tacchinardi]])
*Ho un ricordo sempre positivo, è stato un grandissimo campione. La sua timidezza era evidente ma a volte si trasformava in furbizia e allora faceva scherzi o anche battute. A livello tecnico penso sia stato il più forte trequartista in assoluto dell'ultima generazione. Era stimolante giocare con lui, ti dava sempre la palla giusta e ti dava una mano anche in fase di non possesso. Difficile pensare di vedere un nuovo Zidane, nessuno al momento si avvicina lui. Alla Juve ricordo che aveva iniziato non benissimo, poi si sbloccò facendo gol all'Inter. Da quel momento diventò devastante e la squadra ne beneficiò. Un giocatore di un altro pianeta. ([[Angelo Di Livio]])
*Io ho allenato il trequartista per definizione, Zidane. Quando tornava a togliere palloni a centrocampo con le cattive maniere, la squadra era come attraversata da una scossa. Se picchia Zidane, noi dobbiamo dare il doppio di energia. ([[Marcello Lippi]])
*Lì un giorno è nato un bambino il cui nome era Zayyid Aldyid Al-Yazid, "la bellezza della religione". Il bambino aveva proprio le caratteristiche del berbero era lungo, con la pelle bianca e gli occhi di ghiaccio. Aveva una coordinazione locomotoria straordinaria: con quella palla faceva quello che voleva, ci girava intorno, la pettinava, ''gli tiravi pietre e ti rimandava rose''. Ecco, quel bambino poi è diventato l'uomo che in una bellissima serata del luglio del 1998 ha condotto la Francia al suo primo titolo mondiale. [...] Ma il berbero dagli occhi di ghiaccio all'epoca ormai lo conosceva tutto il mondo col suo nome francese: Zinedine Zidane, detto "Zizou". (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'')
*Mi ha fatto guardare ai fuoriclasse in modo diverso, un altro al posto suo non si sarebbe impegnato tanto o avrebbe preteso un trattamento privilegiato, lui invece no. ([[Edgar Davids]])
*Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, tutti conosciamo le sue qualità. Di lui ammiravo la sua tecnica, come si muoveva in campo, come dribblava gli avversari, facendo le cose con grande semplicità e facendo sembrare tutto molto facile. Tutti hanno visto che giocatore è stato, ora sta dimostrando di essere bravo anche come allenatore. ([[Paulo Dybala]])
*Non abbiamo lo stesso stile. Tecnicamente, era superiore a me. Ma quello che mi piace è che quando lo guardi, hai l'impressione che si diverta sempre. ([[Eden Hazard]])
*Più bravo come uomo che come calciatore. Una volta all'aeroporto, tornati da Atene ed eliminati dalla Champions, dei balordi lo insultarono perché lui, squalificato, era stato inquadrato che sorrideva al telefono. Ci buttammo come un branco a difenderlo. ([[Mark Iuliano]])
*Tutte le volte che giocavamo contro la Francia dovevo marcare Zidane. La notte prima della partita non dormivo e pregavo perché accadesse qualcosa di magico. ([[Gennaro Gattuso]])
*Zidane è di un altro pianeta. Quando lui entrava in campo gli altri dieci giocatori miglioravano improvvisamente. Semplicemente così. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Zidane giocava su una nuvola, una nuvola dove nessuno poteva salire. ([[Marcello Lippi]])
===[[Jorge Valdano]]===
*Che grande argomento Zinedine Zidane. Ci sono partite così noiose perché c'è poca velocità e altre che sono caotiche per eccesso di velocità. L'unico orologio che segna sempre l'ora giusta è quello di Zidane. Ha una visione panoramica amplissima, sa quando bisogna tenerla o darla, sa quando bisogna giocare corto o lungo, sa quando bisogna allargare per gli esterni o cercare la profondità. In un calcio nel quale la norma è lo scontro fisico, Zidane trova sempre la strada sgombra.
*Zidane è buono da lontano e da vicino, ma di sicuro, per misurarne meglio l'intelligenza, conviene seguirlo quando la televisione non lo inquadra più. Lui cerca sempre la posizione che metta in difficoltà il marcatore, sorprendendolo alle spalle e scattando nel momento giusto per farsi vedere. Dargli il pallone è come metterlo in cassaforte. Se è di spalle, controlla e si gira con un solo movimento. Godiamocela, Zidane ha già il pallone tra i piedi. Lo nasconde con abilità, lo tocca con la punta del piede, lo calpesta, lo ritrae, lo mostra di nuovo... E lo difende col suo corpo, largo e possente, da falso lento.
*Zinedine Zidane è un elefante (supera gli ottanta chili) col cervello di una ballerina. Il suo incedere è lento, ma le sue decisioni sono agili.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{interprogetto/notizia|Mondiali 2006: cosa ha detto Materazzi a Zidane?|data=11 luglio 2006}}
{{interprogetto/notizia|Mondiali 2006: Zidane, "Materazzi ha offeso le mie donne"|data=12 luglio 2006}}
{{interprogetto/notizia|La FIFA ha deciso: tre giornate a Zidane, due a Materazzi|data=20 luglio 2006}}
{{DEFAULTSORT:Zidane, Zinedine}}
[[Categoria:Allenatori di calcio francesi]]
[[Categoria:Calciatori francesi]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi francesi]]
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Rb - doppione no osservato
1415004
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Zidane Zizu.jpg|thumb|Zinédine Zidane]]
'''Zinédine Yazid Zidane''' (1972 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore francese.
==Citazioni di Zinédine Zidane==
{{cronologico}}
*{{NDR|Nel 2004}} La creatina l'ho presa soltanto alla Juventus. Mai prima, in Francia, e mai dopo, al Real Madrid. Ne prendevo due o tre grammi durante la settimana, quando c'erano molti impegni. E anche durante l'intervallo, tra un tempo e l'altro della partita. Chi ci dava le bustine? A volte il dottor Agricola, a volte il dottor Tencone. Le flebo? Sì, le facevo alla vigilia del match nella camera d'albergo. Flebo di vitamine, così almeno mi dicevano i medici. Il Samyr? Sì, l'ho assunto spesso, prima e dopo la gara. Che cos'è? Vitamine, così almeno mi dicevano i medici. L'esafosfina? Sì, l'ho assunta. Il Neoton? Non ricordo bene, ma se nel '98 ho dichiarato di averlo preso, è sicuramente così. Iniezioni per endovena? Sì, le ho fatte, anche un'ora prima della partita. Chi stabiliva se e quando fare la flebo o l'iniezione? Il medico. Del resto, senza vitamine è impensabile giocare 70 partite all'anno...<ref>Dall'articolo di Giuseppe Toti, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/gennaio/27/Zidane_Alla_Juve_flebo_iniezioni_co_9_040127124.shtml Zidane: «Alla Juve flebo, iniezioni e creatina»]'', ''Corriere della Sera'', 27 gennaio 2004.</ref>
*Ho giocato in due dei più grandi club del mondo. Ce ne sono altri, ma è difficile che eguagliano il palmarès della Juve o del [[Real Madrid Club de Fútbol|Real Madrid]].<ref>Dalla conferenza stampa in cui ha annunziato il ruo ritiro della attività calcistica; citato in ''[http://www.madridpress.com/noticia/46582/ Zidane: "Me voy porque no estoy a gusto con mi fútbol"]'', ''Madrid Press'', 25 aprile 2006.</ref>
*La mentalità vincente l'ho imparata alla [[Juventus Football Club|Juve]]. Soltanto lì ho capito che vincere era un obbligo, fare parte di uno dei più grandi club del mondo ti pone l'imperativo del risultato. Quando perdevamo, era un dramma. Il calcio è semplice: quando lo si pratica ad alto livello, ogni tre giorni c'è una nuova partita. E questo ti fa scendere in fretta con i piedi per terra dopo una vittoria. E quando perdi, sei obbligato a lavorare più duramente.<ref>Da un'intervista a ''Le Figaro''; citato in ''[http://qn.quotidiano.net/sport/2008/06/20/98426-mentalita_vincente.shtml Zinédine Zidane: "La mentalità vincente l'ho imparata alla Juve"]'', ''Quotidiano.net'', 20 giugno 2008.</ref>
*Quando sei della Juve lo sei per sempre.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2011/03/23-115696/Zidane%3A+%C2%ABQuando+sei+della+Juve+lo+sei+per+sempre%C2%BB Zidane: «Quando sei della Juve lo sei per sempre»]'', ''Tuttosport.com'', 23 marzo 2011.</ref>
*Chiedergli {{NDR|a [[Marco Materazzi]]}} scusa? Preferisco morire, che chiedere perdono a un malvagio. Mi rimprovero quel gesto, però se gli chiedessi scusa ammetterei che lui ha fatto una cosa normale. In campo succedono tante cose, quella volta non l'ho sopportato. Non è una scusa. Ma mia madre era in ospedale. La gente non lo sapeva, ma era un brutto momento. Più di una volta hanno offeso mia madre, e non ho mai risposto. Quella volta, è successo. Se fosse stato Kaká, un ragazzo buono, gli avrei chiesto scusa. Ma a quello là...<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/02/Scuse_Materazzi_Preferisco_morire__co_9_100302082.shtml «Scuse a Materazzi? Preferisco morire»]'', ''Corriere della Sera'', 2 marzo 2010.</ref>
*Senza esitazioni, [[Ronaldo]] è il miglior giocatore con cui abbia giocato. Aveva una tale facilità di controllo. Era il numero uno. Ogni volta che mi allenavo con lui, vedevo qualcosa di diverso, di nuovo, di bello. Ecco quello che differenzia un buon giocatore da un giocatore straordinario.<ref>Citato in ''[http://m.goal.com/s/it/news/7571/goal-hall-of-fame/2014/11/14/6124971/era-impossibile-da-fermare-le-dichiarazioni-su-ronaldo "Era impossibile da fermare": le dichiarazioni su Ronaldo]'', ''Goal.com'', 14 novembre 2014.</ref>
*Penso che [[Paul Pogba|Pogba]] sia un giocatore fantastico. Quello che mi piace di più è che sa fare tutto. È un giocatore completo, che sa anche segnare, perché non disdegna di spingersi in avanti. In termini di qualità calcistica, è straordinario.<ref>Dalla trasmissione francese ''Rtl''; citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/juventus/il-mercato-della-juve-live-witsel-in-pugno_1068649-201502a.shtml Il mercato della Juve live, agente Mandzukic: "Tutto può succedere"]'', ''Sportmediaset.it'', 16 giugno 2015.</ref>
*{{NDR|Nel 2016}} [[Francesco Totti|Totti]]? Fino ad oggi è stato uno spettacolo, posso solo dire chapeau. Chi ama il calcio vuole vedere Totti in campo.<ref>Durante la conferenza stampa prima della partita di andata degli ottavi di finale di ''Champions League'' Roma-Real Madrid, 16 febbraio 2016; citato in ''[http://www.goal.com/it/news/173/champions-league/2016/02/16/20413182/real-madrid-lomaggio-di-zidane-a-totti-chi-ama-il-calcio-lo?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral&utm_campaign=itfb Real Madrid, l'omaggio di Zidane a Totti: "Chi ama il calcio lo vuole in campo"]'', ''Goal.com'', 16 febbraio 2016.</ref>
*Per me l'[[Italia]] è [[Torino]]. La Juve mi ha fatto diventare un grande calciatore e una grande persona, la porto sempre nel cuore.<ref>Citato in Fabio Balaudo, ''[http://it.uefa.com/uefachampionsleague/news/newsid=2370568.html Zidane e la Juve tra passato e futuro]'', ''UEFA.com'', 1º giugno 2016.</ref>
*{{NDR|[[Karim Benzema]]}} Per me è il migliore attaccante francese della storia e quello che sta facendo lo dimostra. Non pensa solo al gol, ma alla fine è sempre decisivo.<ref name=champion>Citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/real-zidane-benzema-il-miglior-francese-della-storia_26657938-202002a.shtml Real, Zidane: "Benzema il miglior francese della storia". {{small|Intervenuto in conferenza stampa al termine di Real Madrid-Atletico}}]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 16 dicembre 2020.</ref>
*{{NDR|Karim Benzema}} È un giocatore più completo ora di quanto non lo fosse prima. Non è un numero 9 puro, non pensa solo a segnare gol ed è quello che amo di lui.<ref name=champion />
*Juve!<br>Tante emozioni: come non pensare all'[[Gianni Agnelli|Avvocato]], sempre attento a me, alle sue telefonate all'alba dopo una partita vinta, alle sue apparizioni agli allenamenti... il mondo si fermava! La Juve è stata più di una famiglia, è stata un luogo in cui ho imparato davvero cosa significava "competitività" come giocatore, e che mi ha spinto anche nella mia vita di uomo e in famiglia.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
==Citazioni su Zinédine Zidane==
[[File:Zinedine zidane 2005.jpg|thumb|Zidane nel 2005]]
*Alcuni calciatori hanno costruito una fetta importante della storia contemporanea. I miracoli di uno come [[Roberto Baggio|Baggio]] non hanno niente da invidiare alle performance di [[Marlon Brando]]. E quelli di Zidane sono degni del miglior [[Rudol'f Nuriev|Nureyev]]. ([[Pietro Sermonti]])
*Anche a me venne il dubbio di aver preso il fratello quando lo rividi agli Europei. Mi fece una brutta impressione. Non era lui. L'Avvocato non risparmiò critiche e battute. Ma alla fine abbiamo avuto ragione noi. Zidane si è dimostrato un fuoriclasse planetario, un giocatore d'altri tempi. ([[Luciano Moggi]])
*Degli anni juventini ricordo tante cose: a cominciare da Zidane, in assoluto il giocatore più forte che io abbia mai allenato. Il rammarico, se così posso dire, è che raramente, in partita, Zidane riusciva a fare le cose mostruose mostrate in allenamento. ([[Carlo Ancelotti]])
*Era davvero un giocatore di un altro pianeta. Mi viene sempre in mente la rete pazzesca che seppe fare a Reggio Calabria contro la Reggina. Con una finta si liberò di tre difensori e quindi sparò un missile in porta. Dopo quel gol, ogni qual volta la palla si fermava durante la partita, io mi avvicinavo e gli ripetevo ''"Oh, ma come hai fatto? Ma ti rendi conto della rete che hai segnato?"''. Il problema è che la gente ha visto la metà della sua classe. ([[Alessio Tacchinardi]])
*Ho un ricordo sempre positivo, è stato un grandissimo campione. La sua timidezza era evidente ma a volte si trasformava in furbizia e allora faceva scherzi o anche battute. A livello tecnico penso sia stato il più forte trequartista in assoluto dell'ultima generazione. Era stimolante giocare con lui, ti dava sempre la palla giusta e ti dava una mano anche in fase di non possesso. Difficile pensare di vedere un nuovo Zidane, nessuno al momento si avvicina lui. Alla Juve ricordo che aveva iniziato non benissimo, poi si sbloccò facendo gol all'Inter. Da quel momento diventò devastante e la squadra ne beneficiò. Un giocatore di un altro pianeta. ([[Angelo Di Livio]])
*Io ho allenato il trequartista per definizione, Zidane. Quando tornava a togliere palloni a centrocampo con le cattive maniere, la squadra era come attraversata da una scossa. Se picchia Zidane, noi dobbiamo dare il doppio di energia. ([[Marcello Lippi]])
*Lì un giorno è nato un bambino il cui nome era Zayyid Aldyid Al-Yazid, "la bellezza della religione". Il bambino aveva proprio le caratteristiche del berbero era lungo, con la pelle bianca e gli occhi di ghiaccio. Aveva una coordinazione locomotoria straordinaria: con quella palla faceva quello che voleva, ci girava intorno, la pettinava, ''gli tiravi pietre e ti rimandava rose''. Ecco, quel bambino poi è diventato l'uomo che in una bellissima serata del luglio del 1998 ha condotto la Francia al suo primo titolo mondiale. [...] Ma il berbero dagli occhi di ghiaccio all'epoca ormai lo conosceva tutto il mondo col suo nome francese: Zinedine Zidane, detto "Zizou". (''[[Federico Buffa racconta Storie Mondiali]]'')
*Mi ha fatto guardare ai fuoriclasse in modo diverso, un altro al posto suo non si sarebbe impegnato tanto o avrebbe preteso un trattamento privilegiato, lui invece no. ([[Edgar Davids]])
*Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, tutti conosciamo le sue qualità. Di lui ammiravo la sua tecnica, come si muoveva in campo, come dribblava gli avversari, facendo le cose con grande semplicità e facendo sembrare tutto molto facile. Tutti hanno visto che giocatore è stato, ora sta dimostrando di essere bravo anche come allenatore. ([[Paulo Dybala]])
*Non abbiamo lo stesso stile. Tecnicamente, era superiore a me. Ma quello che mi piace è che quando lo guardi, hai l'impressione che si diverta sempre. ([[Eden Hazard]])
*Più bravo come uomo che come calciatore. Una volta all'aeroporto, tornati da Atene ed eliminati dalla Champions, dei balordi lo insultarono perché lui, squalificato, era stato inquadrato che sorrideva al telefono. Ci buttammo come un branco a difenderlo. ([[Mark Iuliano]])
*Tutte le volte che giocavamo contro la Francia dovevo marcare Zidane. La notte prima della partita non dormivo e pregavo perché accadesse qualcosa di magico. ([[Gennaro Gattuso]])
*Zidane è di un altro pianeta. Quando lui entrava in campo gli altri dieci giocatori miglioravano improvvisamente. Semplicemente così. ([[Zlatan Ibrahimović]])
*Zidane giocava su una nuvola, una nuvola dove nessuno poteva salire. ([[Marcello Lippi]])
===[[Jorge Valdano]]===
*Che grande argomento Zinedine Zidane. Ci sono partite così noiose perché c'è poca velocità e altre che sono caotiche per eccesso di velocità. L'unico orologio che segna sempre l'ora giusta è quello di Zidane. Ha una visione panoramica amplissima, sa quando bisogna tenerla o darla, sa quando bisogna giocare corto o lungo, sa quando bisogna allargare per gli esterni o cercare la profondità. In un calcio nel quale la norma è lo scontro fisico, Zidane trova sempre la strada sgombra.
*Zidane è buono da lontano e da vicino, ma di sicuro, per misurarne meglio l'intelligenza, conviene seguirlo quando la televisione non lo inquadra più. Lui cerca sempre la posizione che metta in difficoltà il marcatore, sorprendendolo alle spalle e scattando nel momento giusto per farsi vedere. Dargli il pallone è come metterlo in cassaforte. Se è di spalle, controlla e si gira con un solo movimento. Godiamocela, Zidane ha già il pallone tra i piedi. Lo nasconde con abilità, lo tocca con la punta del piede, lo calpesta, lo ritrae, lo mostra di nuovo... E lo difende col suo corpo, largo e possente, da falso lento.
*Zinedine Zidane è un elefante (supera gli ottanta chili) col cervello di una ballerina. Il suo incedere è lento, ma le sue decisioni sono agili.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{interprogetto/notizia|Mondiali 2006: cosa ha detto Materazzi a Zidane?|data=11 luglio 2006}}
{{interprogetto/notizia|Mondiali 2006: Zidane, "Materazzi ha offeso le mie donne"|data=12 luglio 2006}}
{{interprogetto/notizia|La FIFA ha deciso: tre giornate a Zidane, due a Materazzi|data=20 luglio 2006}}
{{DEFAULTSORT:Zidane, Zinedine}}
[[Categoria:Allenatori di calcio francesi]]
[[Categoria:Calciatori francesi]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi francesi]]
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Edgar Morin
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Udiki
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Edgar Morin (2011, cropped).jpg|thumb|Edgar Morin (2011)]]
'''Edgar Morin''', pseudonimo di '''Edgar Nahoum''' (1921 – 2026), filosofo e sociologo francese.
==Citazioni di Edgar Morin==
*Contrariamente ai due dogmi che si oppongono, l'uno per il quale il [[soggetto (filosofia)|soggetto]] non è niente, l'altro per il quale il soggetto è tutto, il soggetto oscilla tra il tutto e il niente. Io sono tutto per me, io non sono niente nell'Universo. Il principio di egocentrismo è il principio per il quale io sono tutto, ma poiché tutto il mio mondo si disintegrerà, alla mia morte, per questa mortalità, appunto, io non sono niente. L'"io" è un privilegio inaudito e nello stesso tempo la cosa più banale, perché tutti possono dire "io". Nello stesso modo c'è oscillazione del soggetto tra egoismo e altruismo. Nell'egoismo io sono tutto e gli altri sono niente, ma nell'altruismo io mi sacrifico, sono del tutto secondario rispetto a coloro ai quali mi do. L'individuo soggetto rifiuta la morte che lo inghiotte, ma è tuttavia capace di offrire la vita per le sue idee, per la patria e l'umanità. Ecco la complessità della nozione di soggetto.<ref>Da ''La testa ben fatta: {{small|riforma dell'insegnamento e riforma del pensiero}}'', traduzione di Susanna Lazzari, Raffaello Cortina, Milano, 2000, p. 137. Citato in Nino Arrigo, ''[http://portale.unime.it/agon/files/2021/08/2904.pdf La mitologia dell'insularità negli scrittori siciliani contemporanei: dalla leggenda di Colapesce alla "sicilitudine" di Sciascia]'', ''Agon'', n. 29, aprile-giugno 2021, p. 140; riportato in ''unime.it''.</ref>
*Quando parlo di [[complessità]], mi riferisco al significato elementare della parola latina ''complexus'', "ciò che è tessuto insieme". I componenti sono diversi, ma occorre guardare all'intera figura come un arazzo. Il vero problema (della riforma del pensiero) è che abbiamo imparato troppo bene a separarci. Meglio imparare a relazionarsi. Relazionarsi, intendo dire non solo stabilire una connessione da un estremo all'altro, ma stabilire una connessione che sia ad anello. Inoltre, nella parola "relazione", c'è il "re": è il ritorno del ciclo su sé stesso. Ma il ciclo è autoproduttivo.
:''Quand je parle de complexité, je me réfère au sens latin élémentaire du mot "complexus", "ce qui est tissé ensemble". Les constituants sont différents, mais il faut voir comme dans une tapisserie la figure d’ensemble. Le vrai problème (de réforme de pensée) c'est que nous avons trop bien appris à séparer. Il vaut mieux apprendre à relier. Relier, c’est-à-dire pas seulement établir bout à bout une connexion, mais établir une connexion qui se fasse en boucle. Du reste, dans le mot relier, il y a le "re", c’est le retour de la boucle sur elle-même. Or la boucle est autoproductive.''<ref>Da ''La stratégie de reliance pour l’intelligence de la complexité'', citato in ''Revue internationale de systémique'', vol. 9, n° 2, 1995.</ref>
*Vi sono due difficoltà preliminari quando si voglia parlare di complessità. La prima sta nel fatto che il termine non possiede uno statuto epistemologico. Ad eccezione di [[Gaston Bachelard|Bachelard]], i filosofi della scienza e gli epistemologi lo hanno trascurato. La seconda difficoltà è di ordine semantico. Se si potesse definire la complessità in maniera chiara, ne verrebbe evidentemente che il termine non sarebbe più complesso.<ref name=Bocchi>Da ''Le vie della complessità'', in ''La sfida della complessità'', a cura di Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, Bruno Mondadori, 2007.</ref>
*Nel campo della complessità vi è qualcosa di ancor più sorprendente. È il principio che potremmo definire ologrammatico. L'[[ologramma]] è un'immagine fisica le cui qualità (prospettiche, di colore ecc.) dipendono dal fatto che ogni suo punto contiene quasi tutta l'informazione dell'insieme che l'immagine rappresenta. E nei nostri organismi biologici, noi possediamo un'organizzazione di questo genere: ognuna delle nostre cellule, anche la cellula più modesta come può essere una cellula dell'epidermide, contiene l'informazione genetica di tutto il nostro essere nel suo insieme. Naturalmente solo una piccola parte di questa informazione è espressa in questa cellula, mentre il resto è inibito. In questo senso possiamo dire non soltanto che la parte è nel tutto, ma anche che il tutto è nella parte.<ref name=Bocchi/>
*{{NDR|Parlando dell'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Subiamo una propaganda di guerra che ci fa odiare la Russia, ammirare incondizionatamente tutto ciò che è ucraino e occultare ogni contesto, come quello della guerra ininterrotta dal 2014 fra l'Ucraina e le province russofone irredentiste, così come il ruolo degli Stati Uniti, che comunque un giorno bisognerà esaminare dal punto di vista storico.<ref>Da Edgar Morin, ''[https://www.google.it/books/edition/Di_guerra_in_guerra/ftmtEAAAQBAJ?hl=it&gbpv=1&dq=Edgar+Morin+%22subiamo+una+propaganda+di+guerra+che+ci+fa+odiare+la+Russia%22&pg=PT18&printsec=frontcover Di guerra in guerra: Dal 1940 all’Ucraina invasa]'', 2023, ISBN 8832855461</ref>
==''Dove va il mondo?''==
*Il [[futuro]] sarebbe molto semplice da predire se l'evoluzione dipendesse da un fattore predominante e da una causalità lineare.
*Il [[passato]] è costruito a partire dal presente, il quale seleziona ciò che, ai suoi occhi, è storico, vale a dire precisamente ciò che, nel passato, si sviluppa per produrre il presente.
*L'[[evoluzione]] è deriva, devianza, creazione, ed è interruzioni, perturbazioni, crisi.
*La più grande illusione è credere di conoscere il [[presente]] perché ci siamo.
*La prima difficoltà di pensare il [[futuro]] è di pensare il presente.
==''I sette saperi''==
*La [[conoscenza]] non può essere considerata come un attrezzo ready made, che si può utilizzare senza esaminarne la natura. (p. 11)
*La [[comprensione]] è contemporaneamente il mezzo ed il fine della comprensione umana (p. 14)
*L'etica deve formarsi nelle menti a partire dalla coscienza che l'umano è allo stesso tempo individuo, parte di una società, parte di una specie (p. 15)
*Ogni conoscenza porta con sé il rischio dell'errore e dell'illusione (p. 17)
*La capacità emozionale è indispensabile alla messa in opera di comportamenti razionali (p. 19)
==''La conoscenza della conoscenza''==
*Come hanno detto Marx e Engels all'inizio dell'Ideologia tedesca, gli uomini hanno sempre elaborato false concezioni di se stessi, di ciò che fanno, di ciò che devono fare e del mondo in cui vivono. E Marx-Engels non fanno eccezione.
*Il carattere complesso dell'attività pensante [...] associa incessantemente in sé, in modo complementare, processi virtualmente antagonistici che tenderebbero ad escludersi l'uno con l'altro. Così il [[pensiero]] deve stabilire frontiere e traversarle, aprire concetti e chiuderli, andare dal tutto alle parti e dalle parti al tutto, dubitare e credere, esso deve rifiutare e combattere la contraddizione ma, nello stesso tempo, deve farsene carico e nutrimento.
*Il [[pensiero]] è un dinamismo dialogico ininterrotto, una navigazione tra [[Scilla]] e [[Cariddi]] verso le quali la trascina ogni egemonia di uno dei processi antagonisti.
*Se non si ha qualche separazione, non si ha neppure più né soggetto né oggetto di conoscenza; non si ha più né utilità interna di conoscere né realtà esterna da conoscere.
==''Le stars''==
*La [[Celebrità|star]] è una divinità, ed è il pubblico che la rende tale. Ma lo star system la prepara, la allestisce, la modella, la propone, la costruisce. La star è la risposta a un bisogno affettivo o mitico che non è prodotto dallo star system, ma che senza lo star system non troverebbe le sue forme, i suoi supporti e i suoi afrodisiaci. (p. 122)
*La star è una merce totale: non c’è centimetro del suo corpo, fibra della sua anima, ricordo della sua vita che non possa essere messo sul mercato. Questa merce totale ha anche altri pregi: è la merce-tipo del grande capitalismo e quindi gli enormi investimenti, le tecniche industriali di realizzazione e di standardizzazione del sistema ne fanno un prodotto destinato al consumo di massa. La star ha tutti i pregi del prodotto di serie adottato dal mercato mondiale, come il chewing-gum, il frigorifero, il sapone da bucato, il rasoio, e così via. (pp. 124-125)
==''Lo spirito del tempo''==
*La [[cultura di massa]] è il riflesso pubblicitario dell'evoluzione consumistica del mondo occidentale.
*La (ricerca della) [[felicità]] è davvero la religione dell'individuo moderno, illusoria come tutte le religioni. È una religione senza sacerdoti, che funziona industrialmente.
*La concezione di felicità tipica della cultura di massa [...] può essere detta consumatrice nel senso più largo del termine, vale a dire che essa spinge non soltanto al consumo dei prodotti, ma al consumo della vita stessa.
*Alta [[cultura]] e cultura di massa si ricongiungono, l'una per il suo aristocraticismo volgare, l'altra per la sua volgarità assetata di riconoscimento sociale.
*Qualunque sia il fenomeno studiato, occorre innanzitutto che l'osservatore studi se stesso, poiché l'osservatore o turba il fenomeno osservato, o vi si proietta in qualche misura.
==''Svegliamoci!''==
*La [[cecità]] nei confronti della [[crisi]] in corso è dovuta a una concezione lineare e quasi meccanicista del [[divenire]], alla convinzione che il [[futuro]] sia prevedibile, all'[[ignoranza]] del lavoro sommerso in atto sotto la superficie del [[presente]]. Confidando nel [[calcolo]], si anestetizza continuamente l'imprevisto, il che ignora ciò che di incalcolabile c'è nelle nostre vite e nei nostri sentimenti (p. 47)
*Eppure ci restano dei principi di [[speranza]]. Il primo è puntare sull'improbabile. I processi principali conducono verso la regressione o la [[distruzione]], ma sono solo probabili. La speranza è nell'improbabile. Spesso, in momenti drammatici della [[storia]], i grandi avvenimenti salvifici sono stati inattesi (p. 73)
*Il terzo principio di speranza si fonda sull'impossibilità di durare all'infinito di qualunque [[sistema]] che trasformi la [[società]] e gli individui in macchine (p. 74)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Edgar Morin, ''Dove va il mondo?'', prefazione di François L'Yvonne, traduzione di Bianca Spadolini, Armando Editore, Roma, 2012. ISBN 978-88-6081-985-7
*Edgar Morin, ''I sette saperi necessari all'educazione del futuro'', traduzione di Susanna Lazzari, Raffaello Cortina, Milano, 2001. ISBN 88-7078-698-6
*Edgar Morin, ''La conoscenza della conoscenza'', traduzione di Alessandro Serra, Feltrinelli, Milano, 1989. ISBN 88-07-08076-1
*Edgar Morin, ''Le star'', 1995, Milano, Olivares.
*Edgar Morin, ''Lo spirito del tempo'', traduzione di Andrea Miconi, Meltemi, Roma, 2002.
*Edgar Morin, ''Svegliamoci!'', traduzione di Alessandra Neve, Mimesis, Milano-Udine, 2022. ISBN 978-88-575-9108-7
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Morin, Edgar}}
[[Categoria:Filosofi francesi]]
[[Categoria:Sociologi francesi]]
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La principessa e il ranocchio
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Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2025-47323-1|~2025-47323-1]] ([[User talk:~2025-47323-1|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Udiki|Udiki]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=La principessa e il ranocchio
|titolooriginale=The Princess and the Frog
|paese=USA
|anno=2009
|genere=animazione
|regista=[[Ron Clements]], [[John Musker]]
|soggetto= [[E. D. Baker]]
|sceneggiatore=[[Ron Clements]], [[John Musker]], [[Rob Edwards]]
|doppiatorioriginali=
*[[Anika Noni Rose]]: Principessa Tiana
*[[Keith David]]: Dr. Facilier
*[[Jenifer Lewis]]: Mamma Odie
*[[Jim Cummings]]: Ray
*[[Bruno Campos]]: Principe Naveen
*[[Peter Bartlett]]: Lawrence
*[[Michael-Leon Wooley]]: Louis
*[[Jennifer Cody]]: Charlotte La Bouff
*[[John Goodman]]: Eli "Gran Papà" La Bouff
*[[Oprah Winfrey]]: Eudora
*[[Terrence Howard]]: James
*[[Ritchie Montgomery]]: Reggie
*[[Jerry Kernion]]: Henry Fenner
*[[Corey Burton]]: Harvey Fenner
*[[Elizabeth M. Dampier]]: Tiana da bambina
*[[Breanna Brooks]]: Charlotte da bambina
|doppiatoriitaliani=
*[[Domitilla D'Amico]]: Principessa Tiana <small>(voce)</small>
*[[Karima Ammar]]: Principessa Tiana <small>(canto)</small>
*[[Francesco Pezzulli]]: Principe Naveen (voce)
*Stefano Rinaldi: Principe Naveen (canto)
*[[Luca Ward]]: Dr. Facilier
*[[Franco Zucca]]: Lawrence
*[[Graziella Polesinanti]]: Mamma Odie (voce)
*[[Maria Cristina Brancucci]]: Mamma Odie (canto)
*[[Luca Laurenti]]: Ray
*[[Pino Insegno]]: Louis
*[[Micaela Incitti]]: Charlotte La Bouff
*[[Sergio Cammariere]]: Dr. John
*[[Paolo Marchese]]: Eli "Gran Papà" La Bouff
*[[Angiola Baggi]]: Eudora
*[[Roberto Draghetti]]: James
*[[Roberto Stocchi]]: Reggie
*[[Oliviero Dinelli]]: Henry Fenner
*[[Ambrogio Colombo]]: Harvey Fenner
*[[Giulia Tesei]]: Tiana da bambina
*[[Arianna Vignoli]]: Charlotte da bambina
|note='''Musiche''': [[Randy Newman]]
}}
'''''La principessa e il ranocchio''''', film statunitense d'animazione della Disney del 2009.
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
'''Tiana''': ''L'oscurità si illumina | la notte qui è magica | la stella in cielo avvererà | qualunque desiderio.''<br />'''Eudora''': E proprio in quel momento, il brutto ranocchio guardò su con i suoi tristi occhi rotondi e supplicò, "Oh, ti prego, principessa cara, solo un tuo bacio può spezzare il terribile incantesimo lanciato su di me da una strega cattiva."
==Frasi==
{{cronologico}}
*Per nessun motivo, neanche se cascasse il mondo, io potrei mai, mai, mai, dico, mai, baciare un [[ranocchio]]! Bleah! ('''Tiana bambina''')
*{{NDR|Dopo aver finito il turno notturno}} Buonanotte Cal's, buongiorno Duke's. ('''Tiana''')
*{{NDR|Dopo aver lanciato il maggiordomo addosso a un gruppo di musicisti}} Lawrence, sei entrato nella musica. Capita la battuta? Perché la tua testa è dentro una [[tuba]]. ('''Naveen''')
*''Il segreto del successo è pazientare un po'. Tra mille ostacoli ed impedimenti io ce la farò!'' ('''Tiana''')
*Quando una donna dice dopo, quello che vuole dire è mai e poi mai! ('''Charlotte''')
*{{NDR|Su una canzone che Naveen sta suonando}} Anch'io la conosco! Dippermouth Blues! ('''Louis''')
*Prima [[regole dai film|regola]]: mai seguire le indicazioni di un [[alligatore]]! ('''Ray''')
*{{NDR|Dopo aver scacciato via le ombre inviate dal Dr. Faciler per catturare Naveen}} Non male per una cieca di 197 anni. Allora, chi fra voi, bambini cattivi, ha avuto a che fare con l'Uomo Ombra? {{NDR|tutti indicano Naveen}} ('''Odie''')
*''Tutti hanno una richiesta | ovviamente è per me | do loro la risposta | che ora sto per dare a te | Se scaverai un po' più a fondo | Scoprirai chi sei | Se scaverai un po' più a fondo | Ti sentirai ok | cerca di conoscere | chi sia il vero te | Sarai felice | Altroché'' ('''Odie''')
*Le donne impazziscono per un sedere bello pieno. ('''Ray''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film d'animazione Disney|Ultime parole]] rivolto agli spiriti voodoo}} Pagherò il mio debito con voi! Te lo prometto!!! ('''Dr. Faciler''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Lawrence''': Come ho potuto lasciarmi coinvolgere nel voodoo è una follia. Mi rifiuto di continuare così! Mettete voi al collo questa cosa orribile. {{NDR|Sta per gettare l'amuleto}} <br />'''Dr. Facilier''': Attento! Non si deve rompere altrimenti... Un particolare buffo sul [[Vudù|voodoo]], Larry. Non posso fare incantesimi su me stesso. D'altra parte, sappiamo tutti e due che il vero potere non lo dà la magia; ma il denaro. Tanto denaro.
*'''Naveen''': Lawrence, perché lo fai?<br /> '''Lawrence''': Per vendicarmi di tutti quei lunghi anni di umiliazioni. <br />'''Dr. Faciler''': Riporta il tuo regale deretano su quella torta e chiudi la faccenda.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Disney}}
[[Categoria:Classici Disney]]
[[Categoria:Film basati su fiabe]]
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Patrizia Valduga
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[[File:Valduga Santagostini.jpg|thumb|Patrizia Valduga con Mario Santagostini nel 2012]]
'''Patrizia Valduga''' (1953 – vivente), poetessa e traduttrice italiana.
==Citazioni di Patrizia Valduga==
*Adoro i [[pomodoro|pomodori]] come niente al mondo, quando sono buoni il profumo è cocaina.<ref name=astro>Dall'intervista di Gianmarco Aimi, ''[https://www.rollingstone.it/cultura/interviste-cultura/patrizia-valduga-la-diva-della-poesia-le-altre-poetesse-mi-copiano-e-poi-mi-odiano/534179/#Part1 Patrizia Valduga, la diva della poesia: «Le altre poetesse mi copiano e poi mi odiano»]'', ''rollingstone.it'', 7 ottobre 2020.</ref>
*{{NDR|Il punto di sella}} È quel punto in cui due sistemi contrapposti stanno in equilibrio. È così: si sta bene, ci si sente vivi quando c'è equilibrio tra razionalità e sentimento o, per dirla con il più grande teorico della psicoanalisi dopo Freud, [[Ignacio Matte Blanco]], tra logica asimmetrica e logica simmetrica, cioè tra le due logiche che governano la mente. E che cos'è l'arte, la poesia, se non questo punto di equilibrio? Come dice una quartina [[ʿUmar Khayyām|Omar Khayyâm]], poeta persiano vissuto nel XII secolo, ritradotta da me: "''Se sono sobrio, ogni gioia è proibita, | ubriacato, è svanita. | Ma c'è un momento, tra ebbrezza e sobrietà: | lui mi possiede, lui solo è la vita''."<ref name=astro />
*La poesia – e ogni arte – è un "punto di sella" fra punto di vista della ragione e punto di vista del sentimento, fra rispetto della razionalità, o della realtà, o della funzionalità, e piacere della trasgressione logica o fantastica o ludica. Dà voce contemporaneamente alle due istanze contrapposte del pensare e del sentire, fa sentire il pensiero, estrae pensiero dal sentire.<ref>Da ''Lo sguardo dell'arte'', in ''Per sguardi e per parole'', il Mulino, Bologna, 2018. ISBN 978-88-15-27954-5. Citato in Cesare Cavalleri, ''[https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/caravaggioe-valduga-che-incrociodi-sguardi Caravaggio e Valduga, che incrocio di sguardi ]'', ''avvenire.it'', 12 dicembre 2018.</ref>
==''Poesie''==
*''Io sono sempre stata come sono | anche quando non ero come sono | e non saprà nessuno come sono | perché non sono solo come sono.'' (da ''Quartine. Seconda centuria'')
*''In questa maledetta notte oscura | con una tentazione fui assalita | che ancora in cuore la vergogna dura. | Io così pudica, così compita | vedevo un uomo a me venire piano e avvolgermi quasi avido la vita.'' (da ''La tentazione'')
*''Poi goccia a goccia misuro le ore. | Nel tutto buio, sotto il mio dolore, | più giù del buio della notte affondo.'' (da ''Donna di dolori'')
*''Oh padre che conosco ora, | soltanto ora dopo tanta vita, | ti prego parlami, parlami ancora: | io fallita come figlia, fuggita | lontano un giorno, e lontana da allora, | non so niente di te, della tua vita, | niente delle tue gioie e degli affanni, | e ho quarant'anni, padre, quarant'anni!'' (da ''Requiem'')
*''Non affogarmi in notti tanto nere | se prima non mi apri nel cervello | la porta che resiste del piacere. | Ora lo sai: ho bisogno di parole. Devi imparare a amarmi a modo mio. | È la mente malata che lo vuole: | parla, ti prego, Cristoddio!'' (da ''Cento quartine e altre storie d'amore'')
* ''... e tu mandali a dormire i tuoi pensieri, | devi ascoltare i sensi solamente, | sarà un combattimento di guerrieri: | combatterà il tuo corpo e non la mente.'' (da ''Cento quartine e altre storie d'amore'')
*''Signore, da' a ciascuno la sua [[vita e morte|morte]], | dalla tutta inverata dalla [[vita e morte|vita]]; | ma dacci vita prima della morte | in questa morte che chiamiamo vita''. (''Quartine. Seconda centuria'') {{NDR|[[Preghiere dalle poesie|preghiera]]}}
*''Vuota il tuo sacco, su, parla, poetessa: | io fiorisco e disfoglio e rigermoglio | per dare la procura di me stessa | a chi non può o non vuole quel che voglio.'' (da ''Manfred'')
*''E io, alla vigilia di svanire, | teatro di parole ritrovate | nel buio delle ossa, | sì, io, a supplicarlo di apparire | tra voci vigliaccamente inventate... | Che cosa può che un altro in me non possa? | Oh presto allora il poco che rimane, | cane delle mie ossa, ossa di cane!'' (da ''Lezioni d'amore'')
*''La tua Milano, amore, fa paura | e mi tratta da esule e sbandita, | e in casa nostra ogni cosa | mi guarda male, come risentita. | Ogni cosa ti chiama, ti reclama, | e mi lascia così, sola e spaurita. | E tutto il tempo testimonia il tempo | del dolore indiviso della vita. | E in tutto il tempo trovo tregua il tempo | che ti sto accanto, anima ferita.'' (dalla postfazione a [[Giovanni Raboni]], ''Ultimi versi'')
==Citazioni su Patrizia Valduga==
*{{NDR|Sulla poetica di Patrizia Valduga}} Così come in quasi tutte le opere della Valduga, il rigido schema metrico, costituito dall'alternarsi obbligato di rime e misure sillabiche, serve all'autrice per poter incanalare la piena sensuale che traspare dalle sue [[poesia|composizioni poetiche]] e per attenuare il suo lessico estremamente crudo ed [[erotismo|erotico]]. ([[Luigi Baldacci]])
*Il discorso poetico è tenuto dalla donna, ma l'uomo vi entra, lo rompe di continuo, con l'ausilio tipografico delle virgolette. Prima ancora dei corpi, sono le frasi ad attorcigliarsi l'una con l'altra: gli atti carnali equivalgono agli atti di parola; e viceversa. Il linguaggio del sesso è ciò che si dice un idioletto, ossia lingua privata della coppia, che essa sola parla e intende. È un linguaggio osceno, [[coprolalia|coprolalico]] – che non comunica il godimento ma lo produce, fa il godimento della coppia. È esso stesso, per usare una bella immagine della Valduga, "''il desiderio che non trova pace | e va peregrinando sul tuo corpo''". ([[Giuliano Gramigna]])
*{{NDR|Sul linguaggio poetico di Patrizia Valduga}} La Valduga [...] ha fatto sua la crisi di linguaggio della poesia moderna. Non è un poeta in crisi, ma un poeta che parla con la crisi, servendosene. E nessuno ha colto, come lei, la situazione di impossibilità che ha lasciato dietro di lei il discorso di Montale: non perché fosse impossibile dire meglio, dire di più, ma perché è ormai impossibile dire qualcosa con quelle parole. In questa camera carceraria [...] sono ammessi ancora dei giochi; ma il più importante non è quello erotico: è quello di chi si diverte a ritagliare il linguaggio degli altri, a lavorare di forbicine e colla. [...] non so trovare o vedere, oggi, un linguaggio poetico che sia più linguaggio di questo. ([[Luigi Baldacci]])
*''Cosi viene e sgorga il morso | sul ciglio di sospiri e tenerezze | denso di maschio latte il passo | un bolero di lingue e di carezze.'' ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Patrizia Valduga, ''Quartine. Seconda centuria'', Collana: ''Collezione di poesia'', Torino, Einaudi, 2001. ISBN 8806157728
*Patrizia Valduga, ''La tentazione'', Crocetti, 1985.
*Patrizia Valduga, ''Donna di dolori'', Mondadori, Milano, 1991. ISBN 8804344598
*Patrizia Valduga, ''Requiem'', Marsilio, 1994. ISBN 883176036X
*Patrizia Valduga, ''Cento quartine e altre storie d'amore'', Collana: ''Collezione di poesia'', Torino, Einaudi, 1997. ISBN 8806145444
*Patrizia Valduga, ''Manfred'', Mondadori, Collana: ''Lo Specchio'', 2003.
*Patrizia Valduga, ''Lezioni d'amore'', Einaudi, 2006.
*[[Giovanni Raboni]], ''Ultimi versi'', Collana: ''Le forme'', Milano, Garzanti, 2006. ISBN 8811632064
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Valduga, Patrizia}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Traduttori italiani]]
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Giuseppe Furino
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[[File:Giuseppe Furino - Juventus FC 1970-71.jpg|thumb|Giuseppe Furino (1970)]]
'''Giuseppe Furino''' (1946 – vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Furino==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Čestmír Vycpálek]]}} Io ricordo la sua disponibilità e la sua umiltà, doti che fecero presa su tutta la squadra e che gli permettevano di fronteggiare quasi con filosofia una squadra composta da grandi personalità. Lui seppe creare un'armonia indimenticabile. Io ero legato a lui da grande stima, non solo per le sue doti umane ma anche per le sue conoscenze tecniche. In tutti i sensi, un grande allenatore.<ref>Da Franco Montorro, ''Hurrà Juventus'', maggio 2002; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-cestmir-vycpalek-643821 Gli eroi in bianconero: Cestmir Vycpalek]'', ''tuttojuve.com'', 15 maggio 2023.</ref>
*Sandro {{NDR|[[Sandro Salvadore|Salvadore]]}} per me era un punto di riferimento. Con Del Sol, Leoncini, Castano, rappresentava la vecchia guardia e quando arrivai a Torino era un serbatoio inesauribile di consigli utili e di esperienza.<ref>Da un ricordo al funerale di Sandro Salvadore, gennaio 2007; citato in Stefano Bedeschi, ''[https://www.tuttojuve.com/gli-eroi-bianconeri/gli-eroi-in-bianconero-sandro-salvadore-623341 Gli eroi in bianconero: Sandro Salvadore]'', ''tuttojuve.com'', 29 novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sullo [[Stile Juventus]]}} È una forma di educazione sportiva, una conservazione di valore. Il campo non è tutto, anzi è la conseguenza dell'affiatamento, della vita fuori campo. Noi abbiamo la consapevolezza di cosa significa essere professionisti: significa anche non parlare male dei compagni, discutere tutto all'interno, significa andare in trasferta in ordine con la divisa sociale, pettinati, la cravatta. Sembrano sfumature, ma contano. Le squadre estere di grande tradizione si comportano nello stesso modo. Chiamiamolo [[stile]], se volete: per me è una scelta di valori.<ref>Citato in [[Gianni Mura]]; Andrea Gentile, Aurelio Pino, ''Non gioco più, me ne vado: gregari e campioni, coppe e bidoni'', ''Il Saggiatore'', Milano, 2013, p. 190. ISBN 88-4281-752-X</ref>
*Chi indossava la [[Colori e simboli della Juventus Football Club|maglia bianconera]] doveva avere grandi doti morali: la serietà, la disciplina, la disponibilità al sacrificio, il rispetto dei compagni, della società, dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. E come base, un’enorme sete di [[Vittoria|vittorie]]. Perché alla Juve vincere è la sola cosa che conta.<ref>Dall'intervista di Nicola Calzaretta, ''La mia favola in bianconero'', ''Guerin Sportivo'' n. 8, agosto 2013, pp. 62-69.</ref>
*Diciamo "Stile Juventus", ma in realtà intendiamo stile Agnelli: la maglia bianconera non è una divisa che togli quando esci dal campo. È un modo di stare al mondo.<ref>Da ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
{{Int|''Furino sorride: «Rivedo la voglia della vera Juve»''|Intervista di Guido Vaciago, ''Tuttosport'', 20 novembre 2011, p. 4.}}
*{{NDR|Lo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]]}} È sicuramente bellissimo. Uno stadio per il calcio, emozionante e perfetto per godersi la partita. Ho ritrovato il gusto di fare il tifoso, ma anche grazie alla squadra.
*[...] Gente come [[Lilian Thuram|Thuram]] o [[Paolo Montero|Montero]] aveva uno spessore tecnico, fisico e anche umano da number one.
*[[Claudio Marchisio|Marchisio]] ha tutto: calcio, agonismo, senso tattico e ora ha fatto il definitivo salto di qualità sotto il profilo della personalità. [[Marco Tardelli|Tardelli]]? Lo ricorda nella corsa e nel fisico, ma forse Marco era un pelo più esplosivo e individualista, mentre Claudio è più uomo squadra.
*Alla [[Juventus Football Club|Juve]] non basta la classe, ci vogliono le palle d'acciaio.
*{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} Quel suo martellare, essere sempre sul pezzo, non mollare mai mi ricorda molto [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]. D'altra parte, una grande squadra consente solo ed esclusivamente quel tipo di approccio. Non posso sentire quegli allenatori che a marzo dicono: "ci stiamo lavorando" oppure "ci dobbiamo lavorare". Lavorando? Ma negli altri sei mesi che hai fatto?
{{Int|''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2014/02/10/news/giuseppe_furino_il_mediano_con_due_cuori_che_spegneva_i_campioni_ma_a_sivori_feci_un_tunnel-78192870/ Giuseppe Furino, il mediano con due cuori che spegneva i campioni: «Ma a Sivori feci un tunnel»]''|Intervista di [[Gianni Mura]], ''repubblica.it'', 10 febbraio 2014.}}
*Non mi è mai piaciuto l'accostamento con le bandiere, che stanno alte in cima a un pennone. Io stavo rasoterra, a lottare.
*Da ragazzo il mio idolo era [[Omar Sivori]], giocavo coi calzettoni abbassati e anche più tardi non ho mai messo i parastinchi. Quand'ero nelle giovanili della Juve a Sivori ho fatto un tunnel e ci è rimasto male: ragazzino, come ti permetti? Non l'ho fatto apposta, gli ho detto. Invece sì, era da mezzora che provava lui a farmi un tunnel, se l'era cercata. Da ragazzo, tra giovanili Juve, Savona e Palermo credo di aver indossato tutte le maglie, tranne l'1 e la 9. Sì, ho avuto la 10, tiravo rigori e punizioni. Ma un giorno ho visto Luis Del Sol e ho deciso che il mio vero ruolo era quello di mediano. E al mediano si chiedeva di marcare, essenzialmente. E il mediano che portava via la palla al 10, che molto raramente lo rincorreva, creava la famosa superiorità numerica.
*[La [[Juventus Football Club|juventinità]]] è senso di appartenenza, condivisione dei valori. È saper accettare le vittorie e anche le sconfitte, questo vale per i giocatori e anche per i tifosi.
*{{NDR|Alla domanda «Perché non ha fatto l'allenatore?»}} Errore di presunzione. Non avevo le presenze in azzurro di [[Dino Zoff|Zoff]], che ha avuto automaticamente il patentino, e non ritenevo decoroso, con la mia carriera, dover sostenere esami supplementari.
{{Int|''[http://www.barbadillo.it/38705-il-caso-furia-furin-furetto-ha-scelto-il-centrodestra-furino-candidato-sindaco-a-moncalieri/ Il caso. Furia, Furin, Furetto ha scelto il centrodestra. Furino candidato sindaco a Moncalieri]''|Intervista di Mario Bocchio, ''barbadillo.it'', 25 marzo 2015.}}
*{{NDR|Sul [[derby di Torino]]}} Ho perso, vinto, menato: era il derby. Oggi questa partita non la capiscono più come una volta.
*[Ho giocato] una trentina di [[Derby di Torino|derby]] mal contati, più persi che vinti. Noi [della [[Juventus Football Club|Juventus]]<nowiki>]</nowiki> pativamo i [[Torino Football Club|granata]], quei malandrini che sapevano certo giocare, ma anche provocare [...]. Il Toro aveva il valore aggiunto dell'appartenenza, del vivaio...
*[Da bambini] si giocava in cortile, all'oratorio, in piazza d'armi, oggi esistono solo scuole calcio a pagamento. Ogni bambino, a quel tempo, giocava a pallone tutto il giorno.
*[[Giorgio Ferrini|Ferrini]], grande carisma, magnifico centrocampista, non solo un lottatore.
*Con [[Aldo Agroppi|Agroppi]] ci conoscevamo fin da piccoli, ci eravamo affrontati mille volte nei vari campionati, eravamo amici, ma nel [[Derby di Torino|derby]] lui si trasfigurava.
*{{NDR|Sulla carriera di calciatore}} Lo scudetto perso nel 1976 resta la delusione più profonda, [noi della [[Juventus Football Club|Juventus]]<nowiki>]</nowiki> avevamo 5 punti più del [[Torino Football Club|Toro]] eppure non bastarono: tre sconfitte di fila, [[Associazione Calcio Cesena|Cesena]], [[Derby di Torino|derby]], [[Football Club Internazionale Milano|Inter]], così loro ci passarono davanti. I tifosi contestarono al campo d'allenamento, io ne inquadrai due o tre. L'anno dopo vincemmo la [[UEFA Europa League|Coppa UEFA]] a Bilbao. Quando tornammo [...] io che ero il capitano scesi dall'aereo con il trofeo in mano. Tra i tifosi che si avvicinarono sulla pista, riconobbi uno dei contestatori. Mi disse "bravo Beppe, grande Beppe". Gli risposi: "se non te ne vai, ti spacco questa coppa in testa".
==Citazioni su Giuseppe Furino==
*Beppe Furino non era un fuoriclasse, era molto di più di un fuoriclasse: era il "capitan Furia" della più bella Juve tutta italiana. ([[Giampiero Mughini]])
*Il calciatore della Juventus meno bavoso, meno parlato, più schietto, più plebeo, più sacrificato. L'antidivo per eccellenza. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Nella sua storia leggendaria la Juve ha avuto eccelsi gregari. Ma nessuno all'altezza di questo nano portentoso, incontrista e cursore, immenso agonista, indomabile nella fatica, i piedi come uncini dolorosi in certe circostanze. ([[Vladimiro Caminiti]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Furino, Giuseppe}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Antonio Conte
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[[File:20150616 Antonio Conte.jpg|thumb|Antonio Conte (2015)]]
'''Antonio Conte''' (1969 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Antonio Conte==
*A livello tattico siamo all'avanguardia, l'organizzazione qui è ai massimi livelli, magari c'è meno intensità, ma vincere in [[Campionato italiano di calcio|Italia]] resta sempre difficilissimo.<ref>Citato in Fabio Licari e Mirko Graziano, ''«Occhio a Inter e Viola»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 29 agosto 2014, p. 13.</ref>
*{{NDR|Su [[Didier Deschamps]]}} Abbiamo diviso la stanza per anni, durante i ritiri {{NDR|alla [[Juventus Football Club|Juventus]]}}. Compagno ideale. Non fumava, non beveva, non giocava alla PlayStation. Entrava e diceva: "Il letto è la più bella invenzione al mondo". Due parole, poi si girava da una parte: "Buona notte, Antonio". Io restavo a guardare la tv, lui dormiva come un sasso. Che invidia...<ref name="Forcolin">Citato in Paolo Forcolin, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2007/maggio/17/Conte_tra_Arezzo_Juve_giorno_ga_10_070517075.shtml Conte tra Arezzo e Juve, «Un giorno ci sarò io sulla panchina di Didier»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 17 maggio 2007.</ref>
*Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, guardatevi le rose dell'Inter di Mancini e della Juve di Capello, che hanno fatto meno punti di noi. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario soprattutto considerando da dove venivamo, ovvero da due settimi posti. Il resto sono chiacchiere. Ma si sa: quando il lupo non arriva all'uva dice che è amara...<ref>Citato in ''[http://www.fcinter1908.it/?action=read&idnotizia=70021 Conte: "Noi meglio dell'Inter di Mancini: guardate le rose!" Poi sbaglia il proverbio]'', ''fcinter1908.it'', 22 dicembre 2012.</ref>
*Abbiamo perso un po' di appeal. Anche per le polemiche quando una squadra non va bene: in Inghilterra non c'è una contestazione se una squadra non va bene, non aspettano l'arrivo del pullman degli avversari con bastoni o con pietre. Pensiamo alle polemiche, agli arbitri, senza vedere le cose più gravi.<ref>Citato in Fabio Licari, ''Conte: «Avrei voluto De Rossi con me a Torino»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 3 novembre 2014, p.10.</ref>
*Alla Juve ho avuto il piacere di lavorare con [[Andrea Barzagli|Barzagli]], [[Leonardo Bonucci|Bonucci]] e [[Giorgio Chiellini|Chiellini]]: fenomeni, ma quando li avevo io ancora non avevano vinto nulla.<ref name="Di Caro">Dall'intervista di Andrea Di Caro, ''Magnifica ossessione'', ''SportWeek'', XXII nº 48 (1069), 27 novembre 2021, pp. 18-26.</ref>
*{{NDR|Sulla vittoria del campionato di [[Serie A 2020-2021]]}} Avevo pronosticato un campionato equilibrato e lo è, tranne che per l’Inter. Noi abbiamo preso un'altra strada e siamo andati dritti fino al traguardo. [...] Noi abbiamo fatto qualcosa di straordinario e il merito va ai calciatori.<ref>Citato in ''[https://www.ultimouomo.com/antonio-conte-miglior-allenatore-serie-a-2020-21/ Il miglior allenatore: Antonio Conte]'', ''ultimo uomo.com'', 21 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|Sull'epilogo del campionato di [[Serie A 2001-2002]], col sorpasso della Juventus sull'Inter all'ultima giornata}} C'è poco da parlare, stiamo godendo. Questa è l'amarezza di due anni fa a Perugia, e [[Marco Materazzi|c'è qualcuno che ci guarda]] che c'era a Perugia. Adesso stiamo godendo, stiamo godendo.<ref>Da un'intervista al termine di Udinese – Juventus 0-2, 34ª giornata del campionato italiano di Serie A, 5 maggio 2002; citato in Valerio Abertini, ''[https://www.fanpage.it/sport/calcio/da-perugia-a-lazio-inter-la-rivalita-tra-conte-e-materazzi-esplosa-il-5-maggio/ Da Perugia a Lazio-Inter, la rivalità tra Conte e Materazzi esplosa il 5 maggio]'', ''fanpage.it'', 5 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|In occasione della retrocessione dell'Arezzo dopo la sconfitta della Juve in casa con lo Spezia nel 2007}} C'è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Retrocedere così fa male però mi fa capire cose che già sapevo... Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20070612115808/http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/06_Giugno/10/Conte.shtml Conte: "La Juve? Rispetto i tifosi, non la squadra"]'', ''gazzetta.it'', Treviso, 10 giugno 2007.</ref>
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.<ref name=13-4-14>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/2014/articoli/1032002/juve-conte-replica-a-garcia-noi-siamo-soli-contro-tutti-160-.shtml Juve, Conte replica a Garcia: "Noi siamo soli contro tutti"]'', ''sportmediaset.it'', 13 aprile 2014.</ref>
*Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia.<ref name=24-4-2012>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/04/24-183880/Conte%3A+%C2%ABUna+Juve+feroce+per+cercare+di+fare+la+storia%C2%BB Conte: «Una Juve feroce per cercare di fare la storia»]'', ''tuttosport.com'', 24 aprile 2012.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Ci sta che l'assistente l'abbia vista fuori, ma vedendo anche la reazione dei calciatori della Roma... Tutti con le teste basse, non è che ci sono alze.<ref>Citato in ''[http://www.blitzquotidiano.it/video/antonio-conte-gol-peluso-non-sono-teste-alze-video-1773454/ Antonio Conte: "Gol Peluso? Non ci sono teste alze..."]'', ''blitzquotidiano.it'', 22 gennaio 2014.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Cosa manca alla Juve in Europa? Il tempo. Si vuole tutto e subito, dall'oggi al domani ci siamo trovati a combattere contro corazzate strutturate. [...] Credo che da qui a molti anni a venire sarà dura vedere una squadra italiana in finale di Champions, so di averlo già detto ma di solito ci azzecco.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/14-12-2013/juve-conte-dalle-sconfitte-si-deve-trarre-insegnamento-presente-sassuolo-201823802829.shtml Juve, Conte: "Champions? Nessun fallimento. Il presente è il Sassuolo"]'', ''gazzetta.it'', 14 dicembre 2013.</ref>
*[[Alessandro Del Piero|Del Piero]] sarà sempre una soluzione, mai un problema.<ref>Citato in ''[http://www.sportitalia.com/?action=read&idnotizia=73250 Conte: "Del Piero sarà sempre una soluzione, mai un problema"]'', ''sportitalia.com'', 24 gennaio 2012.</ref>
* {{NDR|Alla conferenza stampa di presentazione all'Inter}} Devo avere la percezione di avere anche solo l'1% di possibilità di poter vincere. A me piace lavorare su quell'1%, anche se l'altro 99% significa aver perso.<ref name=panorama/>
*È il campo quello che parla e da sportivo l'unica mia preoccupazione è trasferire questo pensiero ai calciatori.<ref name=17-2-2012>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/02/17-171161/ Conte: «Non accetto lezioni di stile da altri allenatori»]'', ''tuttosport.com'', 17 febbraio 2012.</ref>
*<nowiki>[</nowiki>[[Claudio Marchisio]]] è l'uomo in cui mi rispecchio di più.<ref>Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/juventus/?action=read&idnet=dHV0dG9qdXZlLmNvbS03MTUxNw La Scuola di Conte: Licht al primo banco, Marchisio il pupillo e Del Piero...]'', ''tuttomercatoweb.com'', 23 novembre 2011.</ref>
*{{NDR|Sull'applicazione del trattato di Cotonou}} È un rischio eventuale, un'ipotesi. Ma ripeto quel che ho detto più volte: ben venga il giocatore straniero se porta qualcosa, ma se viene solo per il pubblico e toglie spazio a giocatori italiani, no. Mi auguro che le scelte in futuro siano in questa direzione, ci vuole coraggio a far esordire e giocare giovani italiani.<ref>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/2014/articoli/1048422/italia-azerbaigian-conte-ho-un-solo-dubbio-di-formazione-.shtml Italia-Azerbaigian, Conte: "Ho un solo dubbio di formazione"]'', ''sportmediaset.it'', 9 ottobre 2014.</ref>
*Ero un calciatore indomito ma leale, non ho mai aizzato nessuno, meno che mai il tifoso juventino che ha sempre partecipato con sportività ed entusiasmo, accettando sempre il verdetto del campo.<ref name=17-2-2012/>
*Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*Gli scudetti è giusto vincerli sul campo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2011/08/11/news/pessotto_del_piero-20329489/ Elkann: "Grazie dei consigli ma vacanze prescritte"]'', ''repubblica.it'', 11 agosto 2011.</ref>
*Il [[Associazione Calcio ChievoVerona|Chievo]] è sicuramente una bellissima realtà, in assoluto, del campionato italiano. Una realtà di provincia, di un piccolissimo sobborgo di Verona. È la dimostrazione nel calcio italiano che quando si hanno le persone giuste, che sanno lavorare, anche senza avere grandi mezzi, giocano nel campionato di serie A [...]. Il Chievo [...] per me sarà sempre un grandissimo esempio. Il Chievo dev'essere un esempio nel senso che se si vuole fare calcio lo si può fare, con gente competente, con gente che sa, che conosce, senza poi andare in bancarotte particolari. La realtà del Chievo dice questo.<ref>Dalla conferenza stampa alla vigilia della sfida di Serie A tra Juventus e ChievoVerona, 2 marzo 2012; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/conte-integrale-polemiche-ci-sono-percha-siamo-tornati-competitivi-ma-noi-siamo-coperti-di-vaselina-allegri-ci-siamo-salutati-pareggite-esiste-ma-non-84599 CONTE integrale: "Polemiche? Ci sono perchè siamo tornati competitivi, ma noi siamo coperti di vaselina. Allegri? Ci siamo salutati. Pareggite? Esiste, ma non c'è la sconfittite. Nazionali stanchi"]'', ''tuttojuve.com''.</ref>
*{{NDR|Sulla vittoria del campionato di [[Serie A 2020-2021]]}} Il momento chiave è stato nella settimana in cui siamo usciti dalla Champions, in cui ci sono piovute critiche esagerate. Non era facile, perchè questo era un gruppo di ragazzi non abituati a essere competitivi. Invece siamo stati molto bravi a compattarci a prendere quelle critiche fin troppo eccessive e cercare di essere ancora più forti e protagonisti. Quello è stato il momento più difficile, con tante critiche nei miei confronti e dei calciatori.<ref>Citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/inter/2021/05/02-81327483/scudetto_inter_conte_esulta_uno_dei_mie_successi_piu_importanti_ Scudetto Inter, Conte esulta: "Uno dei miei successi più importanti"]'', ''corrieredellosport.it'', 2 maggio 2021.</ref>
*Impossibile essere vincenti senza essere antipatici, almeno in Italia. Le gelosie e le invidie sono inevitabili, soprattutto ad alti livelli. Non succederà mai, difficile vedere un vincente simpatico.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/28-10-2011/conte-l-inter-resta-favorita-803478497633.shtml Conte: "L'Inter resta favorita". Buffon convocato: gioca]'', ''gazzetta.it'', 28 ottobre 2011.</ref>
*In che senso il [[Video Assistant Referee|Var]] non può intervenire? A volte interviene e a volte no, quando gli conviene sì e quando non gli conviene no? Una scelta dell'arbitro può cambiare una partita [...]. Il Var c'è o non c'è per correggere gli errori? Altrimenti ci si nasconde dietro al poter intervenire o meno. Se c'è un errore il Var deve intervenire, punto. È una cosa che mi fa arrabbiare, a me come agli allenatori. Si era partiti benissimo con il Var, mentre così ci troviamo in una situazione che lascia spazio a retropensieri. È un bellissimo strumento, ma solo se utilizzato in maniera seria; ora inizio a sentirmi meno sicuro. Var a chiamata? Non c'entra, non devo essere io a chiamarlo.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''DAZN'' dopo la gara di Serie A tra Inter e Napoli, 10 novembre 2024; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2024/11/10/conte-inter-napoli-intervista-video Inter-Napoli, Conte: "Se c'è un errore il Var deve intervenire"]'', ''sport.sky.it''.</ref>
*Io capisco che posso essere stato divisivo. Da giocatore ho vestito solo due maglie, quella del Lecce e della Juve, di cui sono stato il capitano. E visto che la Juve è amata dai suoi tifosi e odiata da tutti gli altri, capisco potessi suscitare anche antipatie. Ma da allenatore ho sempre detto che avrei allenato qualsiasi squadra, se ci fosse stato un programma serio e stimolante. E l'ho dimostrato. Dando tutto me stesso.<ref name="Di Caro"/>
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.<ref name=13-4-14/>
*Io sono uno spirito libero, non un leccaculo. Per me la competizione è una [[battaglia]] e quando si combatte non c'è alcuna ragione di ridere o di essere contenti: è questione di vita o di morte, solo uno dei combattenti resta in piedi e io faccio di tutto perché quell'uno sia la mia squadra.<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/inter/le-regole-di-mister-conte-in-campo-si-lotta-e-non-si-ride-mentre-a-letto-_11456490-201902a.shtml Conte: "Io spirito libero, non un leccaculo. Ai miei spiego anche come devono fare l'amore"]'', ''sportmediaset.it'', 22 novembre 2019.</ref>
*La mia storia calcistica parla chiaro. Ho sempre dimostrato integrità e onestà, da calciatore e tecnico. Lo si può chiedere ai miei compagni, ai miei calciatori e agli avversari. Io voglio assolutamente vincere, spesso andando al di là delle mie possibilità, e cerco sempre di trasferire i miei valori ai miei calciatori. Ho subìto un'aggressione coi bastoni davanti a mia figlia, a causa della mia integrità. Questo sono io, per chi non mi conoscesse.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Calcio-Infetto/28-05-2012/conte-la-mia-storia-parla-me-agnelli-antonio-resta-nostro-tecnico-911364982609.shtml Conte: "Io estraneo a tutto". Agnelli: "Resta il nostro tecnico"]'', ''gazzetta.it'', 28 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|Rispondendo alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] del 15 novembre 2012}} Leggo con stupore le dichiarazioni rilasciate oggi dal signor Cassano, a seguito delle quali mi trovo costretto a fare alcune precisazioni: in primo luogo, non ho mai proferito il termine «moralità», della quale, tra l'altro, sono molto dotato, nonostante la squalifica per omessa denuncia sulla quale ho già espresso le mie opinioni in passato. Alla domanda su come vengano effettuate le scelte dei giocatori della Juventus ho fatto riferimento all'uomo, inteso come interprete del ruolo di calciatore in maniera professionalmente ineccepibile. Vale a dire: l'impegno, il rispetto delle regole, il rispetto dei ruoli, l'attaccamento al bene comune della squadra. Mi sembra che il signor Cassano nella propria carriera abbia più volte dimostrato sul campo e fuori dal campo, vedi imitazioni di [[Fabio Capello|Capello]] al Real Madrid, o le corna mostrate all'[[arbitro]] Rosetti ed altri episodi, di non avere i requisiti richiesti dal sottoscritto. Inoltre altri aneddoti in tal senso ce li ha raccontati lui stesso nella sua biografia. Ritengo pertanto di non dover aggiungere altro, fermo restando che quando uso determinati termini, ne valuto appieno il significato letterale.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/11/15-226224/Conte+risponde+a+Cassano%3A+%C2%ABMai+parlato+di+moralit%C3%A0%C2%BB Conte risponde a Cassano: «Mai parlato di moralità»]'', ''tuttosport.com'', 15 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Riferito a [[Sebastian Giovinco]], rivolto ai giornalisti}} Magari non vi piace perché è piccolo, perché non parla con voi giornalisti e non vi dà la formazione e per questo vi sta sulle palle.<ref name= 16-02-2014>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2014/02/16/sport/calcio/qui-juve/conte-replica-alle-critiche-di-capello-dei-suoi-anni-ricordo-scudetti-tolti-rGFvJV52wEtR4Iz5Jn8dqK/pagina.html Conte replica alle critiche di Capello: "Dei suoi anni ricordo 2 scudetti tolti]'', ''Lastampa.it'', 16 febbraio 2014.</ref>
* Mi sono trovato articoli in cui si parla del prossimo Inter-Juve come di una gara in cui verrò ricoperto di insulti. Rimango sbalordito, chi scrive e parla dovrebbe avere più senso di coscienza e capire cosa provoca. Io fossi il direttore del giornale li caccerei a calci in culo.<ref name=panorama/>
*{{NDR|Sul passaggio da calciatore ad allenatore}} Mi viene ancora voglia di entrare in campo... Ricordo [[Marcello Lippi|Lippi]]. In panca era sereno, si agitava poco: e ti credo, in campo aveva due allenatori, Didier {{NDR|Deschamps}} e me...<ref name="Forcolin"/>
* Nel momento in cui decido e sposo una causa lo faccio da grandissimo professionista, non devo essere accettato da nessuno. Ribadisco di essere il primo tifoso dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e questo deve essere chiaro a tutti, al di là del fatto poi che io possa vincere o perdere.<ref>Citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/conte-passato-nazionale-chelsea-tifo-per-chi-ho-allenato/1iwdbrf3bystk1vytd9473aie0 Conte e il suo passato: "Nazionale, Chelsea... tifo per chi ho allenato"]'', ''Goal.com'', 22 settembre 2019.</ref>
* {{NDR|rispondendo a Steven Zhang che gli aveva chiesto se fosse pronto per la "pazza Inter"}} No, niente pazzie. Basta pazza Inter.<ref name=panorama>Citato in ''[https://www.panorama.it/sport/calcio/antonio-conte-inter-frasi-citazioni/ Antonio Conte, tutte le frasi da allenatore dell'Inter]'', ''panorama.it'', 30 ottobre 2019.</ref>
*Noi possiamo vincere lo scudetto e dobbiamo ottenere il massimo, sarebbe un peccato fallire l'obbiettivo. Le altre cose sono dei sogni, cose irreali, i sogni hanno una bassissima percentuale di realizzazione. Restiamo umili perché la presunzione uccide.<ref>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2013/04/05/sport/calcio/qui-juve/conte-voglio-rivedere-juve-rabbiosa-attenzione-la-presunzione-uccide-CutmdA2nj5sefULr3HEBNI/pagina.html Conte: "Voglio rivedere Juve rabbiosa Attenzione, la presunzione uccide"]'', ''lastampa.it'', 5 aprile 2013.</ref>
*{{NDR|dopo la prima partita del campionato 2019-2020}} Non dobbiamo essere scintilla, dobbiamo diventare dinamite.<ref name=panorama/>
*Non ho mai pensato di essere un grandissimo giocatore mentre ho sempre saputo che sarei diventato un allenatore. Già da Lecce quando giocavo nella primavera e allenavo la squadra di mio fratello. Era una vocazione. Sono portato a dare un indirizzo. Un metodo. Indicare una squadra. Prendere le decisioni.<ref>Da un'intervista a ''Sette'', 10 maggio 2012; citato in ''[http://www.corriere.it/sport/speciali/2011/campionato/notizie/08-05-12-conte-intervista-sette-scudetto_a3a65ae6-9902-11e1-a280-1e18500845d6.shtml Conte dopo lo scudetto alla Juve: «Sapevo che sarei diventato un grande tecnico»]'', ''corriere.it'', 8 maggio 2012.</ref>
*Non mi piace mai parlare di successi singoli, mi piace sempre parlare di successi di squadra perché è la squadra che vince, se vince la squadra vinco anch'io.<ref>Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/primo-piano/live-conte-16-gare-in-52-giorni-ho-bisogno-di-tutti-vogliamo-onorare-l-europa-league-ogbonna-non-snobberemo-la-coppa-177889 Conte: "16 gare in 52 giorni, ho bisogno di tutti. Vogliamo onorare l'Europa League".]'', ''tuttojuve.com'', 19 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|rispondendo a [[Fabio Capello]]}} Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie.<ref name=16-02-2014/>
*{{NDR|Sulla [[Nazionale di calcio dell'Italia]]}} Penso che sia molto importante indossare il nostro colore, è la cosa più bella, e sarà molto bello anche per i nostri giocatori vedere i nostri tifosi colorati d'[[azzurro]]. È giusto essere orgogliosi: l'azzurro è un colore bellissimo e di potenza.<ref>Dal programma televisivo ''Il Grande Match'', Rai 1; citato in ''[http://www.gazzetta.it/calcio/europei/2016/italia/18-06-2016/italia-conte-punturina-club-nazionale-bistrattata-ma-ora-16023218461.shtml Italia. Conte, "punturina" ai club: "Nazionale bistrattata, ma ora..."]'', ''gazzetta.it'', 18 giugno 2016.</ref>
*Per vincere ci vuole testa, cuore e gambe. Non in quest'ordine preciso.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/05/05-185985/Conte%3A+%26%23171%3BFoto+sul+cellulare%3F+Quella+di+mia+figlia+Vittoria%26%23187%3B Conte: «Foto sul cellulare? Quella di mia figlia Vittoria»]'', ''tuttosport.com'', 5 maggio 2012.</ref>
*Più vai in vetta e più sono forti le folate di vento.<ref name=17-2-2012/>
*Preoccupiamoci di fare le cose che noi conosciamo, di farle nel migliore dei modi, con l'intensità giusta, con la cattiveria giusta, con l'umiltà giusta e con la voglia di fare fatica, questa è la cosa più importante.<ref>Citato in ''[http://m.tuttomercatoweb.com/juventus/?action=read&idnet=dHV0dG9qdXZlLmNvbS02MzYxMg Conte integrale: "Piedi per terra: i tifosi sono stati illusi troppo in questi anni. Col Bologna sarà facile? Facile un cavolo! Vidal? Non possiamo giocare in 12. Perché non parlate di Pazienza e Marrone?"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 20 settembre 2011.</ref>
*Quando si giocano sette partite in un mese e vuoi giocarle ad alti livelli, ti devi preparare molto bene. Non ho mai visto nessuno andare a mille all'ora in partita e a cento durante l'allenamento. Il giocatore capisce che tutto è organizzato per il suo bene. Sul momento fa fatica, ma quando vede i frutti è contento. Con il sorriso dal campo di allenamento non è mai uscito nessuno anche ai miei tempi.<ref>Dall'intervista di Fabio Vergnano; ''Antonio il predestinato'', Hurrà Juventus, gennaio 2014, p. 31.</ref>
*Quando ti siedi in un ristorante dove si pagano 100 euro, non puoi pensare di mangiare con 10 euro.<ref>Riferito alla differenza di budget della Juventus rispetto alle altre big del calcio europeo.</ref><ref>Citato in Dario Pelizzari, ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-07/juve-ecco-che-cosa-chiede-conte-restare-144359.shtml?uuid=AB69VQGB Juve, ecco che cosa chiede Conte per restare]'', ''ilsole24ore.com'', 7 maggio 2014.</ref>
*Quanto incide un [[allenatore]]? Un tecnico deve intraprendere una strada, tracciare un percorso portando gioco, organizzazione e cercando di portare competenze adeguate. Detto questo l'allenatore è nulla se non trova la disponibilità dei calciatori.<ref name=24-4-2012/>
*{{NDR|In risposta a [[Adriano Galliani]] il quale afferma che il Milan ha fatto meglio della Juventus negli ultimi anni}} Quello che conta a casa mia sono le vittorie. Entri nella storia se vinci e scrivi qualcosa, ecco. Vincere non è mai facile. Chi vince scrive, fa storia, gli altri possono solo fare chiacchiere. Poi magari tutti sono contenti del campionato fatto, ma alla fine una sola vince. E quella può scrivere. Gli altri magari vanno a leggere.<ref>Citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2013/04/14/3902165/il-milan-ha-fatto-meglio-della-juventus-conte-se-ne-frega Conferenza stampa di vigilia per il tecnico bianconero. "Non vedo più difficoltà nelle sfide contro Lazio e Milan. La sconfitta in Champions non ci ha tolto sicurezze"]'', ''goal.com'', 14 aprile 2013.</ref>
*Sempre meglio mettere le mani davanti che dopo dietro, perché dopo fa male...<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/01/18-283014/Conte%3A+%C2%ABBenitez%3F+Le+mani+meglio+avanti+che+dietro...%C2%BB Conte: «Benitez? Le mani meglio avanti che dietro...»]'', ''tuttosport.com'', 18 gennaio 2014.</ref>
*[...] si parla tanto dei singoli, ma i giocatori non fanno la [[Squadra (sport)|squadra]]. È il gruppo che la fa.<ref>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''In marcia capitano'', ''Guerin Sportivo'' nº 31 (1157), 31 luglio – 6 agosto 1997, pp. 30-33.</ref>
*Siamo coperti di vaselina, ci scivola tutto addosso.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*Sono l'allenatore della Juve e il suo primo tifoso ma sono soprattutto un professionista, ma il giorno in cui dovessi lavorare per l'Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Forse qualcuno questo non l'ha capito, oppure fa gioco insistere sul mio tifo per la Juve per rendermi ancora più odioso agli altri. Ma deve essere chiaro che io sono un professionista.<ref>Citato in Marco Ansaldo, ''[http://www.lastampa.it/2013/03/29/sport/calcio/qui-juve/conte-se-dovessi-lavorare-per-per-inter-milan-vincere-la-roma-ne-diventerei-il-primo-tifoso-e-farei-di-tutto-TX91dPUoqMG1TZYpYhyQhM/pagina.html Conte: "Se dovessi lavorare per l'Inter, Milan o la Roma ne diventerei il primo tifoso e farei di tutto per vincere"]'', ''lastampa.it'', 29 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Rispondendo alle affermazioni di [[Rudi Garcia]] secondo cui le altre squadre in campionato non si sarebbero impegnate contro la Juventus}} Sono rimasto sorpreso dalle dichiarazioni di Garcia, perché le ho trovate molto provinciali, sotto tutti i punti di vista. E andando un po' indietro, se sommate agli aiutini, le posso catalogare nelle chiacchiere da bar, così come avevo catalogato gli aiutini. Sinceramente non penso che il campionato italiano dovesse aspettare Garcia per portare dei nuovi stimoli alle squadre che affrontano la Juventus, anche perché Garcia deve sapere che sono tre anni che la Juventus è in testa al campionato, ne ha vinti due, ha vinto due Supercoppe, è stata sempre protagonista assoluta. Quest'anno è ancora in testa alla classifica. E chi gioca contro la Juventus gioca la partita della vita. Quindi non è che dovessimo aspettare il signor Garcia che portasse grandi stimoli ai nostri avversari. Detto questo la trovo anche una grandissima mancanza di rispetto nei confronti degli allenatori che devono scegliere le formazioni, nei confronti dei calciatori che devono scendere in campo, nei confronti delle società che investono per centrare l'obiettivo salvezza, Europa League o Champions League, lo trovo anche irrispettoso nei confronti dei tifosi, perché io non penso che i tifosi del Livorno, o del Bologna, o dell'Inter, possono pensare che la loro squadra possa giocare contro la Juventus senza impegnarsi.<ref name=conferenza>Dalla conferenza stampa prima della partita Sassuolo-Juventus; citato in ''[http://www.calciomercato.com/news/conte-parole-garcia-provinciali-da-bar-la-verita-su-vidal-e-barz-703965 Conte: "Garcia? Parole provinciali"]'', ''calciomercato.com'', 27 aprile 2014.</ref>
*Voglio continuare a crescere, a stupire me stesso e gli altri. La Juventus non è un punto di arrivo. Tutto per me è un punto di partenza.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/2012/05/08-238142/Conte%3A+Juve+non+e'+punto+d'arrivo Conte: Juve non è punto d'arrivo]'', ''corrieredellosport.it'', 8 maggio 2012.</ref>
*Vorrei ricordare [[Tito Vilanova]] che oltre ad essersi dimostrato un grandissimo allenatore, ha dato un grande esempio di grande forza, di grande coraggio, di grande dignità affrontando una brutta malattia. Quindi, a lui e a tutta la sua famiglia va il mio grande affetto perché sono cose che sicuramente addolorano e turbano.<ref name=conferenza/>
*[[Mirko Vučinić|Vucinic]] penso sia l'elemento più talentuoso in assoluto che abbiamo nella squadra, è il calciatore che da un momento all'altro può inventarsi la giocata, può essere determinante in fase offensiva. Quindi me lo tengo ben stretto.<ref>Citato in Marco Bo, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2012/03/07-174586/Conte+difende+Vucinic+e+a+Bologna+conta+su+di+lui Conte difende Vucinic e a Bologna conta su di lui]'', ''tuttosport.com'', 7 marzo 2012.</ref>
*Dentro di me, comunque, scorre sangue bianconero, io sono uno [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventino]] proprio dentro.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/antonio-conte Juventus Hall of Fame: Antonio Conte], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
{{Int2|''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2011/10/28/news/conte_mourinho_juve_antipatica-24016360/ "Voglio una Juve antipatica"]''|Intervista Emanuele Gamba, ''repubblica.it'', 28 ottobre 2011.}}
*Non è che ti svegli alla mattina e dici: oggi vinco. C'è un percorso da rispettare e non ci sono scorciatoie.
*Alla Juventus non è permesso parlare di progetto, di costruzione. Deve vincere, la via di mezzo non va bene. Ma qui è passato uno tsunami che ha distrutto una superpotenza.
*La [[critica]] innalza perché non vede l'ora di abbattere.
*La Juve l'ho lasciata antipatica e l'ho trovata simpatica. Voglio che torni antipatica presto. Io se perdo muoio.
*Un settimo posto può arrivare per caso, due no.
*Già ad Arezzo non mandavo a dire niente a nessuno. Se hai paura di esporti, ti devi rassegnare a vivere nell'anonimato.
*I presidenti dovrebbero esonerare in settimana, dopo un allenamento, perché è lì che vedi se l'allenatore ha in mano il gruppo, non la domenica quando gli umori si alzano e si abbassano come un titolo in borsa.
*La soddisfazione è che allo stadio viene gente per il piacere di vederci giocare.
*Ai giocatori dico sempre che la palla va indirizzata, non colpita. Non mi piace vederla sparacchiare alla viva il parroco, a cominciare dai portieri.
*[[Alessandro Del Piero|Ale]], perché chiamarlo Del Piero a me viene strano, trasmette qualcosa di speciale anche quando respira.
*La storia è bella, ti giri e non te la tocca nessuno. Ma il futuro lo costruisci nel presente. Io non sono quello che ha vinto gli scudetti, sono uno che per la prima volta allena una grande. Con me, se non hai stimoli, non giochi neanche se l'ultima volta sei stato il migliore in campo.
*[In allenamento] I giocatori tra di loro si guardano, e chi vede [[Andrea Pirlo|Pirlo]] ha solo voglia di darci dentro ancora di più.
{{Int2|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Calcio-Infetto/23-08-2012/conte-quel-che-mi-successo-assurdo-vergognoso-912352946964.shtml Conte: "Vergogna, basta ingiustizie. Contro di me giudici-tifosi"]''|Conferenza stampa, citato in ''gazzetta.it'', 23 agosto 2012.}}
*[...] Quella che mi è capitata è una vicenda assurda e ieri è arrivata la ciliegina sulla torta. Allibito dalle dichiarazioni di un componente della commissione [Piero Sandulli] che mi ha giudicato. È una cosa gravissima e che non s'è mai vista. Reputo l'intervento da parte di questo signore improprio e fuori dalle regole. E lui dovrebbe farle rispettare. Questo signore, per uscire sulle prime pagine dei giornali, ha fatto dichiarazioni sul mio conto. Dichiarazioni se non da tifoso quanto meno inopportune. Forse c'è qualcosa di personale da parte di questo signore.
*Oggi mi ritrovo di fronte a un certo "Pippo", perché per la Procura non è più [[Filippo Carobbio]], ma una persona diventata pappa e ciccia con la stessa, che viene considerato un collaboratore di giustizia. Vedendo che l'hanno zittito cinque volte e vedendo che l'hanno zittito l'ultima volta il 10 luglio, prima che ascoltassero me, io lo considero più che altro un aggiustatore di presunta giustizia. Il signor Carobbio, per la Procura di Cremona, è un bugiardo, non credibile, per la Procura Federale, invece, una persona altamente credibile. Conte, invece, non è credibile. La credibilità io credo che uno la ottenga nell'arco di una vita, non giorno per giorno. Io penso di aver ottenuto grande credibilità nella mia vita, a differenza di chi si è venduto le partite, la sua famiglia e i suoi compagni da tre anni a questa parte. Ma alla fine io sono passato come quello poco credibile.
*Io, innocente, ho dovuto patteggiare. Ma per cosa? Un ricatto bello e buono da parte di questa giustizia. È una vergogna. Oggi lo posso dire perché è finito tutto, anche se c'è ancora un altro appello. Ma li sapete i metodi della Procura Federale? [...] Della serie: se volete uno sconto di pena dovete mettere sul piatto dei nomi, se sono importanti meglio.
*Su Novara-Siena sono uscite notizie false. Hanno minato la mia credibilità. L'infamia peggiore per un allenatore, che deve essere un leader, trasmettere valori positivi. In cinque anni ho vinto uno scudetto e ho conquistato due promozioni. Sono antipatico perché vinco? Non è un problema mio. Io faccio il mio lavoro e lo faccio al massimo. Do fastidio? Non è un problema mio.
* Novara-Siena: prosciolto. L'accusa infamante è caduta. È caduta. Cosa è rimasto? Un'altra partita: AlbinoLeffe-Siena, una gara in cui Conte non poteva non sapere. [...] Una decade e pensi: "Se sono stati chiesti dieci mesi per due omesse denunce e ne rimane soltanto una, vuol dire che potrebbero diventare cinque. E invece dieci rimangono dieci. Altra cosa assurda e oggi lo posso finalmente dire: è assurdo tutto quello che mi è successo.
*Ho paura, bisogna aver paura. E ai miei colleghi, ai calciatori, dico: oggi è successo a me e a tanti altri, domani può accadere a loro. Non mettiamo la testa sotto la sabbia: può succedere a chiunque. Bisogna aprire gli occhi. Perché è successo a me? Mi sono posto tante domande in questi mesi. L'unica cosa che è cambiata nella mia vita negli ultimi tempi è che sono diventato allenatore della [[Juventus Football Club|Juventus]] che dopo due settimi posti era diventata simpatica a tutti. Poi d'incanto abbiamo vinto e siamo tornati ad essere antipatici.
{{Int2|''[http://www.credere.it/n-48-2014/antonio-conte.html Do tutto perché Dio mi ha dato tanto]''|Intervista di Laura Bellomi, ''Credere'', nº 48, 2014.}}
*Il [[perdono]] fa parte del compito dell'[[allenatore]], altrimenti su 25 calciatori ne salveresti 10.
*La [[fede]] aiuta a distinguere il bene e il male, a scegliere la via giusta nei momenti di difficoltà.
*Mi auguro di fare qualcosa che giustifichi tutto il bene che ho ricevuto.
{{Int2|''La passione di Antonio''|Intervista di Daniele Dallera, Guido De Carolis e [[Mario Sconcerti]], ''Corriere della Sera'', 27 febbraio 2021, pp. 58-59.}}
*Io dico ai calciatori che nel momento in cui stiamo attaccando bisogna essere [[Pessimismo|pessimisti]]. L'[[Ottimismo|ottimista]] è quello che pensa che non perderà la palla e non si prepara, il pessimista sì, pianifica maggiormente.
*Ho studiato tanto calcio e quando sento dire che non si inventa nulla credo sia una bugia, detta ad arte da chi non vuole mettersi in gioco.
*L'idea va adattata ai giocatori. Il calcio lo vedo da studioso: rimodellare le idee, questo fa la differenza tra allenatori.
*[[Romelu Lukaku|Lukaku]] è un calciatore atipico nel mondo: è una prima punta e fa da target, è velocissimo, un giocatore da [[football americano]].
*Quando vado in un club ci entro anima e corpo. Sono passionale e la [[passione]] fa la differenza, è contagiosa. La creatura la vivo e la faccio vivere a tutti quelli che lavorano con noi. Se si sente il senso d'appartenenza si dà qualcosa in più.
*Un allenatore, quando decide di sposare un progetto è felice se ha la possibilità di lavorare a lungo nello stesso club. Se si è costretti ad andar via dopo poco c'è solo amarezza. Dare la propria impronta e restare per tanti anni è la cosa più bella. È anche più semplice lavorare dopo aver seminato bene.
===Attribuite===
*{{NDR|Sul [[Associazione Calcio Milan|Milan]] in risposta ad [[Adriano Galliani]] nel 2012}} Da che pulpito, siete la mafia del calcio...<ref>Questa sarebbe stata la risposta dell'allenatore bianconero alle polemiche milaniste dopo il gol di Muntari non convalidato, nel post-partita Conte non ha confermato né smentito tale affermazione. Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/25-02-2012/capello-non-si-ferma-non-faro-dirigente-81445726962.shtml Duro scontro Galliani-Conte. Allegri: "Risultato falsato..."]'', ''Gazzetta.it'', 25 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Rivolgendosi ai giornalisti presenti in sala stampa che avrebbero esultato al gol del Chelsea}} C'è qualche merda che ha esultato?<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/07-11-2012/conte-sfogo-3-2-chelsea-si-arrabbia-chi-esulta--913152385925.shtml Conte, sfogo al 3-2 Chelsea Si arrabbia con chi esulta]'', ''Gazzetta.it'', 7 novembre 2012.</ref>
==''Testa, cuore e gambe''==
===[[Incipit]]===
''Glasgow, 12 febbraio 2013. Ore 20:40''.<br />
Lo stadio ribolle di bianco e di verde, i colori del [[Celtic Football Club|Celtic]] padrone di casa. Nel tunnel degli spogliatoi la tensione si taglia con il coltello e ognuno la gestisce a modo suo. [[Gianluigi Buffon|Gigi]], che è lì in testa al gruppo con la fascia di capitano al braccio, scherza con qualcuno. Io aspetto nervosamente la chiamata dell'arbitro per entrare finalmente in campo. Ormai mancano pochi minuti all'inizio di Celtic-Juventus, ottavi di finale di questa Champions 2012/13.I bambini, nel cerchio di centrocampo, sono già pronti ad agitare tra le mani il grande telone bianco e nero con il logo della manifestazione, sulle note inconfondibili di quell'inno che anima i sogni dei tifosi di mezzo mondo. In tribuna stanno arrivando alla spicciolata gli spettatori dell'ultimo momento; la maggior parte invece ha già preso posto dal tardo pomeriggio, incurante del freddo di questa serata scozzese. I telefonini di tutti sono pronti a riprendere l'ingresso in campo delle squadre. Sono ancora nel tunnel ma potrei raccontarne tanti altri, di piccoli dettagli come questi. È come se li avessi davanti agli occhi.
===Citazioni===
*Agli Europei {{NDR|del 2000}} non partiamo con i favori del pronostico e anzi, dopo aver perso l'ultima amichevole di preparazione contro la Norvegia, intorno a noi c'è parecchio scetticismo. Eppure quella è una delle Nazionali più forti degli ultimi tempi: in porta Toldo sostituisce degnamente Buffon infortunatosi contro la Norvegia, in difesa ci sono Maldini, Nesta, Zambrotta e Cannavaro, il quale a ogni vigilia ripete «Ce 'e magnamme!», ce li mangiamo. In mezzo Albertini, Stefano Fiore e io e in avanti un'ampia scelta con Totti, Del Piero, Inzaghi, Marco Delvecchio... Insomma una signora squadra. Sono veramente in gran forma e lo dimostro segnando l'1-0 nella partita inaugurale contro la Turchia. Un goal in rovesciata che resta tra i miei più belli e che alla fine verrà votato dai tifosi il più spettacolare del torneo.
*{{NDR|Riferito al campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Quel campionato si conclude in uno dei giorni più belli della storia bianconera: il 5 maggio. C'è una possibilità su mille di portarsi a casa lo Scudetto: l'Inter gioca a Roma contro la Lazio e vincendo si aggiudicherebbe il titolo. Noi siamo in trasferta, sappiamo di dover battere l'Udinese per sperare, ma sappiamo anche che, molto probabilmente, potrebbe non bastare. Noi facciamo quello che ci siamo detti per tutta la settimana: partiamo forte per mettere pressione all'Inter. Dopo meno di un quarto d'ora siamo in vantaggio 2-0. Ora non dipende più da noi. Possiamo gestire la partita con un orecchio alla radio, la quale ci riserva delle sorprese indimenticabili. All'Olimpico succede l'incredibile. Il primo tempo è un saliscendi di emozioni e si conclude sul 2-2. Nel secondo tempo ci pensa Maresca a tenerci aggiornati, oltre ai boati dei nostri tifosi presenti a Udine. Enzo continua a ripetere a chiunque gli si avvicini: «Guarda che stanno perdendo! Guarda che stanno perdendo!». E alla fine perdono. Risultati finali: Udinese-Juventus 0-2, Lazio-Inter 4-2. Noi siamo campioni d'Italia, l'Inter chiude addirittura terza, scavalcata anche dalla Roma. In campo e sugli spalti esplode la nostra festa. Quello Scudetto giunge inaspettato, con un finale avvincente.
*{{NDR|Riferito al suo periodo all'Atalanta nel 2009}} Fin dai primi giorni mi accorgo di dover far fronte a una situazione particolare. Ho una squadra che negli ultimi due anni ha fatto benissimo con un allenatore bravo come Del Neri. Il suo addio (per andare alla Sampdoria) ha provocato diversi squilibri nell'ambiente. Quando si lavora insieme per qualche anno si instaurano dei legami. E se sono arricchiti dai risultati, è difficile metabolizzare i cambiamenti. Sei abituato a lavorare in un certo modo, basta un'occhiata per capirsi. Tu sai come sono fatti i giocatori, loro sanno quello che vuoi tu. Un interscambio molto positivo. Non è facile, per chi mi ha preceduto, inserirsi in una situazione simile. Capisco quello che mi aspetta. Ho la forza delle mie idee, ho dei metodi ai quali non rinuncio.
*{{NDR|Sul giorno dell'inaugurazione dello [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]]}} L'ingresso nella nostra nuova casa è da brividi, un'emozione indimenticabile. C'è un'atmosfera nuova, magica, qualcosa di sensazionale. Spalti strapieni, gente in delirio, il pubblico quasi in campo con noi come avviene negli stadi inglesi. Tutti coloro che hanno contribuito alla storia bianconera, presidenti, allenatori e giocatori, sono convocati per partecipare alla festa. È la serata dell'orgoglio juventino. È la serata in cui a tutti viene ribadito cosa vuol dire far parte della Juventus, il privilegio e la responsabilità di vestire quella maglia.
===[[Explicit]]===
''Glasgow, 12 febbraio 2013. Ore 20:43''.<br />
Quanto tempo ci vuole per ripercorrere mentalmente il film della propria vita? Io l'ho fatto stare tutto in pochi minuti e in pochi metri, sono arrivato alla fine del tunnel che porta in campo. Celtic-Juventus sta per cominciare. Ho sempre pensato che la mia storia di uomo, calciatore prima e allenatore poi, fosse percorsa da un senso ben riconoscibile. Un senso dato dalla volontà, dal sacrificio, dalla passione che ho messo ogni giorno in tutto quello che ho fatto. Ma, nei mesi durissimi del processo, questo senso credevo di averlo perduto irrimediabilmente. La sensazione che ho provato è stata quella di un vuoto tremendo, di un improvviso black out. Più mi dibattevo per avere giustizia, meno riconoscevo la mia vita. «Perché proprio a me?» era la domanda fondamentale. Non poter rispondere a questa domanda mi gettava nell'angoscia più profonda. E allora questa serata diventa magica non solo perché sto per esordire da allenatore in Champions League. Questa serata è magica perché chiude definitivamente il capitolo più brutto della mia vita, perché conclude il mio faticoso percorso attraverso tutto quello che è successo dal 28 maggio al 9 dicembre, giorno del mio ritorno in panchina. Questa serata è magica perché mi restituisce il Senso. Scritto proprio così, con la S maiuscola.
==Citazioni su Antonio Conte==
[[File:Antonio Conte - Globe Soccer Awards 2013.jpg|thumb|Antonio Conte premiato ai Globe Soccer Awards (2013)]]
*A Conte piace quando la sua squadra riesce a mostrare superiorità nei confronti dell'avversario. Con questa mentalità i giocatori si sentono liberi di giocare e di esprimersi al meglio. È il modo migliore per esprimere le proprie caratteristiche, per far emergere il proprio talento. ([[Rafael Benítez]])
*{{NDR|Nel 2025 dopo la vittoria con il Napoli}} A memoria non ricordo un impatto così determinante di un allenatore rispetto alla vittoria di uno Scudetto. ([[Mauro Berruto]])
*Antonio è uno dei miei figliocci. Ne ho avuti parecchi, ma se devo indicarne alcuni, lui lo metto sicuro. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Antonio Conte ha tanti pregi, ma anche tanti difetti come tutti. Lui è uno che si fa ben volere da tutti per la sua capacità di coinvolgere tutti, sia da quelli che giocano sia da quelli che non giocano. È schietto, leale e sincero anche se in alcuni casi questo può rappresentare un problema, soprattutto in un ambiente come il nostro dove ci sono perdenti di successo e bugiardi di successo. Antonio, però, si contraddistingue per la sua capacità di riuscire a creare un gruppo eterogeneo, unito e coeso: i risultati si vedono anche per questo. ([[Gabriele Oriali]])
*Che idea mi sono fatto del 'caso Conte'? Conosco bene Antonio perché l'ho allenato quando ero alla Juve. Non so che cosa ci sia di vero nei suoi confronti, so però che la giustizia va rispettata altrimenti finisce tutto a tarallucci e vino... ([[Carlo Ancelotti]])
*Come persona è l'allenatore peggiore. È sospettoso, pensa di sapere tutto lui. È sempre arrabbiato, ha sempre il muso lungo. Forse è una persona così amara perché non fa sesso a casa [...]. Non è piacevole allenarsi con lui. I giocatori volevano che io tornassi al Chelsea, ma nessuno apprezzava il tecnico ed è per questo che non è durato a lungo [...]. Scelse di non riconfermarmi. Aveva qualcosa dentro perché non è normale che un allenatore non conti su un giocatore che era il capocannoniere della sua squadra. Non ha avuto riconoscenza, perché i titoli che ha vinto al Chelsea li ha vinti con me. ([[Diego Costa]])
*Con lui avevo un buonissimo rapporto, ero uno dei suoi pretoriani. Ti entra dentro, facendoti vivere una realtà diversa: per lui saresti pronto a morire. È un sergente e ti chiede moltissimo tutti i giorni, quindi non è semplice, ma riesce a convincerti perché ti dimostra che in quel modo funziona, sia in campo che fuori. ([[Giorgio Chiellini]])
*Conte è bravo, dà equilibrio e organizzazione alla squadra, ed è decisivo quanto uno che in campo fa le rovesciate e la mette dentro [...]. Conte è un animale da campo. ([[Daniele De Rossi]])
*Conte è bravo, ma quanti danni fa ai suoi club quando perde... ([[Fabio Ravezzani]])
*Conte è un fenomeno. È l'allenatore dell'intensità. Lui guida uomini, non primedonne. Ti tiene sulla corda senza sosta perché ritiene che sia la strategia migliore per ottenere sempre il massimo. ([[Angelo Ogbonna]])
*Conte ha avuto un peso decisivo. Non sapevamo quanto fosse bravo come allenatore. Infatti non è bravo, è proprio un fuoriclasse. Spero che rimanga con noi per tutta la sua carriera. ([[Pavel Nedvěd]])
*Conte sembra [[Al Pacino]] in "''[[Ogni maledetta domenica]]''": le sue parole alla squadra hanno gasato anche me. ([[Gennaro Gattuso]])
*Conte [tenta] di stressare i rapporti con tutti per capire chi è con lui e chi è contro. Anche perché quando perde la colpa è di club e giocatori, quando vince è merito suo. Comunque consiglierei di dargli fiducia, perché chi lo segue alla fine gioca meglio e vince. ([[Massimo Mauro]])
*Conte vive in maniera totalizzante la propria esperienza, è un uomo vero che indossa al meglio i colori del proprio club. ([[Aurelio De Laurentiis]])
*Cura molto i particolari, dà certezze di copertura e di uscita che sono fondamentali per noi difensori, soprattutto per chi come me non ha i piedi così vellutati. ([[Davide Astori]])
*Devo dire, però, che Antonio Conte è sicuramente il miglior allenatore con cui ho lavorato. In un breve lasso di tempo è riuscito a infondere nuova vita in una squadra che in due stagioni potrebbe fare di meglio che il settimo posto. E lui fu subito vincente. ([[Gianluigi Buffon]])
*Di Conte parlo solo se spegnete i microfoni. ([[Emiliano Viviano]])
*{{NDR|Alla domanda "com'era da giocatore?"}} Dinamico. Gran senso dell'inserimento e del gol. Bruciava tanto, come oggi in panchina. Dava tutto e forse non era così ordinato in campo come lo è oggi da allenatore, anche se capiva tutto. Marcarmi no, non poteva... ([[Zvonimir Boban]])
*È convinto di essere diventato indispensabile per le vittorie [...] quando invece l'allenatore conta molto meno dei giocatori. Urla tanto e lo faceva anche quando lo esoneravano [...], ma io gli vorrei ricordare che gli scudetti li hanno vinti anche dei tecnici silenziosi come Liedholm o Eriksson. ([[Aldo Agroppi]])
*È la creazione molto aggressiva di un disegno nel quale Conte è come se giocasse col joystick. Lui dice ai giocatori tutto quello che devono fare e, in questo modo, li guida alla vittoria. In questo senso Conte ha una magia straordinaria, nel migliorare i giocatori. ([[Paolo Condò]])
*È un allenatore che vuole lavorare molto sul campo, vuole trasmettere unione in campo. Più ha tempo a disposizione con i suoi giocatori e più ci riesce. ([[Alessandro Del Piero]])
*È un duro, ma per me è un fenomeno. Mi ha sorpreso molto, per lui ogni partita è una finale, vuole sempre vincere, non si accontenta mai. È un maniaco del lavoro, ma poi i risultati si vedono in campo. ([[Carlos Tévez]])
*È un grandissimo allenatore. Io ne ho avuti tanti, ma nessuno così meticoloso nel lavoro e bravo a spiegare le cose. Dal punto di vista tattico e didattico è perfino più bravo di [[Carlo Ancelotti|Ancelotti]] e [[Marcello Lippi|Lippi]], che pure hanno tante qualità. [...] Conte è un talento della panchina. ([[Andrea Pirlo]])
*È uno dei migliori allenatori con i quali io abbia mai lavorato. Conosce perfettamente tutte le caratteristiche dei suoi giocatori e noi lo seguiamo in tutte le indicazioni che ci dà sul campo. Ogni allenamento e ogni partita sono la manifestazione di quanto importante sia per lui vincere, quindi noi siamo sempre motivati a tenere la tensione alta [...]. Conte è un allenatore che ama quello che fa e ci ha "infettati" tutti con l'amore per il calcio. ([[David Luiz]])
*Entra nel problema e non lo aggira [...]. Il pugliese porta le mani al cuore e lo strappa. Poi comincia l'ispezione, la sezione per meglio dire. Riparato l'organo lo rimette al suo posto. La squadra pompa, il sangue circola, il corpo prende vita. Lo slancio è potente. Conte fa giocare la squadra senza disegni preordinati, in lui la traccia si solca al momento in cui le cose accadono. Ma ingannevole è il cuore più di ogni cosa, perché la vittoria non è frutto solo del sentimento. C'è il lavoro, costante, asfissiante, ai fianchi, come si dice, di un uomo che non conosce la tregua. Il calciatore prima trema e poi corre. Per questo Conte è destinato a vincere e poi, è già successo, a fuggire. ([[Alessandro Bonan]])
*Ho amato lavorare con Conte, e poi mi ha rimesso in forma: niente bevande gassate e ketchup. ([[John Terry]])
*I meriti del nostro allenatore per questi due anni e mezzo di percorso sono incredibili e non si sa, fino a quando non ci sarà una controprova, quale sia stato effettivamente il suo merito e quali i meriti nostri. È stato bravissimo a saperci stimolare, pungolare, ad averci dato un gioco e un'identità molto precisa. ([[Gianluigi Buffon]])
*Il mio unico rammarico è di aver lavorato solo per pochi giorni con un allenatore come Conte. [...] Io sono cresciuto tanto e ho trovato la mia maturità a 30 anni. Sono contento di essere entrato nella mentalità del mister che ti insegna tanto e che ti fa sentire sicuro di quello che fai. Magari avessi incontrato prima un allenatore come lui. ([[Marco Parolo]])
*Il primo anno in cui ti allena, Antonio Conte ti cambia la vita: è il migliore. Tanti calciatori dopo due anni con lui fanno fatica perché è estremamente esigente. Ma quando l'ho conosciuto, ha cambiato il mio modo di vedere il calcio. Non avevo mai avuto un allenatore come lui [...]. Ma soprattutto mi ha dato tanto fisicamente e tatticamente. Il suo modo di giocare è complicato da imparare. Ma quando entri nei meccanismi diventi difficile da affrontare. Mi ha abituato ad un altro modo di fare calcio. Si prende tutto di te, infatti spesso dopo un biennio alcuni singoli o le squadre iniziano a girare diversamente: è fisiologico. Sa darti tanto, è un allenatore passionale. Vive tutto in modo caliente, sei fortunato se lo incontri. ([[Diego Godín]])
*Io non sono mai stato un estimatore della Juventus: grandi giocatori, ma gioco abbastanza insufficiente o poco armonioso, poco moderno. Ma credo che questa Juventus, quella di Conte, sia la più bella che io mi ricordi e me ne ricordo tante, purtroppo. Anche più bella di quella di [[Marcello Lippi|Lippi]]: è molto più armoniosa, è una squadra che conosce tutto del calcio. Vedi questa Juventus e ti sembra che il calcio sia la cosa più semplice del mondo. ([[Arrigo Sacchi]])
*L'allenatore è una parte importante per il successo di un club e Antonio è determinante in questo. Un allenatore forte come lui dà una qualcosa in più alla squadra. [...] Antonio Conte è un fuoriclasse tra gli allenatori. ([[Gabriele Oriali]])
*L'allenatore più forte che ho avuto. È stato il mio maestro. Sa come si parla ai giocatori, sa come si tira fuori il massimo e tatticamente ti spiega tutto nel dettaglio. Lui è allenatore, preparatore atletico e psicologo. ([[Simone Pepe]])
*L'emblema del mio calcio è Antonio Conte, che ha vinto campionati di serie B col 4-4-2 e che ora con un modulo diverso sta facendo giocare alla Juve il calcio più bello d'Europa. ([[Eugenio Corini]])
*Lui è stato l'unico che mi ha veramente imposto cosa fare. Ogni giorno, devi fare questo, questo... e mi ha infastidito. È uno dei più grandi allenatori ed è forse con lui che ho avuto la mia stagione migliore, ma è quello con cui mi son trovato meno agli allenamenti, le sue sessioni tattiche. ([[Eden Hazard]])
*{{NDR|Riferendosi alla mancata partecipazione di Antonio Conte al Forum Allenatori Club d'Elite UEFA}} Non l'hanno invitato perché è squalificato? Ma quante storie... Mica ci alleniamo qui, mica scendiamo in campo con le nostre squadre: è un incontro fra tecnici in terra neutrale. Siamo o non siamo in Svizzera? Dite che i tifosi lo chiamano il Mourinho italiano? La cosa mi onora, Antonio mi piace un sacco come allenatore. È un vincente, sa quello che vuole, ha carisma. ([[José Mourinho]])
*Mi piaceva già da giocatore, tanto che lo volevo comprare ai tempi del Foggia, e mi piace adesso da allenatore, perché dove è andato è sempre riuscito a trasmettere una forte mentalità abbinata a una precisa cultura del gioco. ([[Zdeněk Zeman]])
*Non è stato un allenatore per me. È stato il mio allenatore. Punto. Certo, ce ne sono anche molti altri, ma se devo ricordarne uno dico lui, per tutto quello che mi ha permesso di fare. È un vincente, un insegnante di calcio. ([[Paolo De Ceglie]])
*Non esiste al mondo allenatore in grado di incidere come Antonio Conte. Tatticamente: ogni partita è un compendio del gioco del pallone al di là del risultato. Tecnicamente: migliora il livello di un gruppo in modo esponenziale lavorando ad personam su ogni singolo calciatore. Mediaticamente: sa quello che deve dire; quando lo deve dire; come lo deve dire. Lui parla, gli altri ascoltano. Amministrativamente: sceglie, motiva, indirizza le scelte del club senza (quasi) mai sbagliare un colpo. Per me un genio. ([[Francesco Repice]])
*Non vuole perdere mai, soprattutto quando ha ragione. Posso dirlo io stesso, che ho rischiato di essere appiccicato al muro quando gli ho parlato del patteggiamento.<ref>Citato in Massimiliano Nerozzi, ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/464549/ Dal campo ai giudici, Conte è sicuro: "Non patteggio, io vinco"]'', ''lastampa.it'', 3 agosto 2012.</ref> (Luigi Chiappero)
*{{NDR|Alla domanda «Da uno a cento la moralità di Conte quant'è?»}} Penso più del massimo, insomma centodieci e lode perché non si può mettere in dubbio. ([[Giorgio Chiellini]])
*Perché il nostro football ha bisogno di bandiere, di punti di riferimento. Sei l'anti-[[José Mourinho|Mourinho]], e proprio per questo ti preferisco allo spocchioso portoghese. E chissà perché le sue polemiche devono essere per forza diverse dalle tue: da una parte l'eccellente comunicatore (così coccolato per aver citato una volta [[Jean-Paul Sartre|Sartre]]), dall'altra uno che dovrebbe stare sempre zitto, così per principio, a priori. [...] Spero, dunque, di vederti ancora alla Juventus. Sentirti urlare, rimproverare il tuo giocatore che, a pochi minuti dalla fine, sul 4-0 a vostro favore, sbaglia un passaggio elementare, infine provare a rispondere alle domande senza più un filo di voce, perché per tutto il match "giochi" anche tu, non ti risparmi, sei fuoco e rabbia, grinta e furore. Sei la sintesi perfetta di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] e [[Marcello Lippi|Lippi]]. Meglio: sei tu, e basta. Lo stesso Antonio Conte che, sul campo, mordeva zolle e futuro. ([[Darwin Pastorin]])
*Quaquaraquà non sono io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che, lo ripeto, è stato squalificato per omessa denuncia. ([[Antonio Cassano]])
*Quel suo martellare, essere sempre sul pezzo, non mollare mai mi ricorda molto [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]. D'altra parte, una grande squadra consente solo ed esclusivamente quel tipo di approccio. Non posso sentire quegli allenatori che a marzo dicono: "ci stiamo lavorando" oppure "ci dobbiamo lavorare". Lavorando? Ma negli altri sei mesi che hai fatto? ([[Giuseppe Furino]])
*Sono granata sino al midollo ma per me gliel'hanno fatta sporca con la squalifica. Ho letto le carte e non era da condannare. Uno come lui non si mette a vendere le partite. ([[Marco Berry]])
*Tu non hai bisogno né dei soldi e né della presa di posizione di chi ti ha fatto la guerra, di chi ti ha mandato in tribuna per 6 mesi e ti ha squalificato per 10 mesi. Tu hai bisogno del rispetto. I soldi non ti mancano e ti dovevi comportare nei confronti dei tifosi della Juventus con trasparenza. Conte, per quanto mi riguarda, è una delusione. Io non andrò mai a lavorare per chi mi ha offeso, per chi mi ha squalificato e per chi mi ha considerato un truffatore. E oggi mi dai 5 milioni? Me ne puoi dare anche 100, la dignità non ha un prezzo. ([[Michele Criscitiello]])
* Tutti sanno il suo valore come allenatore e persona nella mia vita, dentro e fuori dal campo. Io so che posso aprirmi anche a livello personale, lui mi capisce e sa che sacrifici faccio per il calcio: gli posso spiegare come mi sento, la sua mentalità e la sua maniera di vivere il calcio è perfetta per me. È uno sempre attento ai dettagli, cura ogni movimento, ogni azione in fase difensiva ed offensiva. Siamo talmente preparati che non puoi sbagliare, questa responsabilità a me piace tanto ed è un allenatore che migliora ogni giocatore. Queste cose ti rendono un vincente. ([[Romelu Lukaku]])
*Un allenatore bravissimo. L'ho capito vedendo la sua squadra, si vede la mano del tecnico, la sua firma. È una squadra omogenea, unita: si vede anche dal linguaggio corporale dei giocatori, lasciano poco spazio, atteggiamento difensivo di grande qualità, ma anche fantasia nel creare gioco offensivo. E poi mi piace il suo temperamento in campo: si agita molto più di me. È più italiano di me... ([[Jupp Heynckes]])
*Un tecnico con le idee chiare. Magari non complicatissime, ed è una fortuna, ma molto efficaci. Soprattutto è un martello. E di solito la combinazione tra l'avere le idee chiare ed essere un martello, risulta vincente. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di trasmettere in modo sincero e genuino il suo senso di appartenenza, la juventinità, che unita all'effetto stadio ha creato una miscela esplosiva. È da tanto che non vedevo un rapporto così intenso. ([[Gianluca Vialli]])
*Uno che cerca di migliorarti, da tutti i punti di vista. ([[Mirko Vučinić]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Antonio Conte, Antonio Di Rosa, ''Testa, cuore e gambe'', Rizzoli, Milano, 2013. ISBN 978-88-17-06092-9
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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[[File:20150616 Antonio Conte.jpg|thumb|Antonio Conte (2015)]]
'''Antonio Conte''' (1969 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
==Citazioni di Antonio Conte==
*A livello tattico siamo all'avanguardia, l'organizzazione qui è ai massimi livelli, magari c'è meno intensità, ma vincere in [[Campionato italiano di calcio|Italia]] resta sempre difficilissimo.<ref>Citato in Fabio Licari e Mirko Graziano, ''«Occhio a Inter e Viola»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 29 agosto 2014, p. 13.</ref>
*{{NDR|Su [[Didier Deschamps]]}} Abbiamo diviso la stanza per anni, durante i ritiri {{NDR|alla [[Juventus Football Club|Juventus]]}}. Compagno ideale. Non fumava, non beveva, non giocava alla PlayStation. Entrava e diceva: "Il letto è la più bella invenzione al mondo". Due parole, poi si girava da una parte: "Buona notte, Antonio". Io restavo a guardare la tv, lui dormiva come un sasso. Che invidia...<ref name="Forcolin">Citato in Paolo Forcolin, ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2007/maggio/17/Conte_tra_Arezzo_Juve_giorno_ga_10_070517075.shtml Conte tra Arezzo e Juve, «Un giorno ci sarò io sulla panchina di Didier»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 17 maggio 2007.</ref>
*Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, guardatevi le rose dell'Inter di Mancini e della Juve di Capello, che hanno fatto meno punti di noi. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario soprattutto considerando da dove venivamo, ovvero da due settimi posti. Il resto sono chiacchiere. Ma si sa: quando il lupo non arriva all'uva dice che è amara...<ref>Citato in ''[http://www.fcinter1908.it/?action=read&idnotizia=70021 Conte: "Noi meglio dell'Inter di Mancini: guardate le rose!" Poi sbaglia il proverbio]'', ''fcinter1908.it'', 22 dicembre 2012.</ref>
*Abbiamo perso un po' di appeal. Anche per le polemiche quando una squadra non va bene: in Inghilterra non c'è una contestazione se una squadra non va bene, non aspettano l'arrivo del pullman degli avversari con bastoni o con pietre. Pensiamo alle polemiche, agli arbitri, senza vedere le cose più gravi.<ref>Citato in Fabio Licari, ''Conte: «Avrei voluto De Rossi con me a Torino»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 3 novembre 2014, p.10.</ref>
*Alla Juve ho avuto il piacere di lavorare con [[Andrea Barzagli|Barzagli]], [[Leonardo Bonucci|Bonucci]] e [[Giorgio Chiellini|Chiellini]]: fenomeni, ma quando li avevo io ancora non avevano vinto nulla.<ref name="Di Caro">Dall'intervista di Andrea Di Caro, ''Magnifica ossessione'', ''SportWeek'', XXII nº 48 (1069), 27 novembre 2021, pp. 18-26.</ref>
*{{NDR|Sulla vittoria del campionato di [[Serie A 2020-2021]]}} Avevo pronosticato un campionato equilibrato e lo è, tranne che per l’Inter. Noi abbiamo preso un'altra strada e siamo andati dritti fino al traguardo. [...] Noi abbiamo fatto qualcosa di straordinario e il merito va ai calciatori.<ref>Citato in ''[https://www.ultimouomo.com/antonio-conte-miglior-allenatore-serie-a-2020-21/ Il miglior allenatore: Antonio Conte]'', ''ultimo uomo.com'', 21 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|Sull'epilogo del campionato di [[Serie A 2001-2002]], col sorpasso della Juventus sull'Inter all'ultima giornata}} C'è poco da parlare, stiamo godendo. Questa è l'amarezza di due anni fa a Perugia, e [[Marco Materazzi|c'è qualcuno che ci guarda]] che c'era a Perugia. Adesso stiamo godendo, stiamo godendo.<ref>Da un'intervista al termine di Udinese – Juventus 0-2, 34ª giornata del campionato italiano di Serie A, 5 maggio 2002; citato in Valerio Abertini, ''[https://www.fanpage.it/sport/calcio/da-perugia-a-lazio-inter-la-rivalita-tra-conte-e-materazzi-esplosa-il-5-maggio/ Da Perugia a Lazio-Inter, la rivalità tra Conte e Materazzi esplosa il 5 maggio]'', ''fanpage.it'', 5 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|In occasione della retrocessione dell'Arezzo dopo la sconfitta della Juve in casa con lo Spezia nel 2007}} C'è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Retrocedere così fa male però mi fa capire cose che già sapevo... Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20070612115808/http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/06_Giugno/10/Conte.shtml Conte: "La Juve? Rispetto i tifosi, non la squadra"]'', ''gazzetta.it'', Treviso, 10 giugno 2007.</ref>
*Chi affronta la Juve fa sempre la partita della vita. Per noi è normale amministrazione.<ref name=13-4-14>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/2014/articoli/1032002/juve-conte-replica-a-garcia-noi-siamo-soli-contro-tutti-160-.shtml Juve, Conte replica a Garcia: "Noi siamo soli contro tutti"]'', ''sportmediaset.it'', 13 aprile 2014.</ref>
*Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia.<ref name=24-4-2012>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/04/24-183880/Conte%3A+%C2%ABUna+Juve+feroce+per+cercare+di+fare+la+storia%C2%BB Conte: «Una Juve feroce per cercare di fare la storia»]'', ''tuttosport.com'', 24 aprile 2012.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Ci sta che l'assistente l'abbia vista fuori, ma vedendo anche la reazione dei calciatori della Roma... Tutti con le teste basse, non è che ci sono alze.<ref>Citato in ''[http://www.blitzquotidiano.it/video/antonio-conte-gol-peluso-non-sono-teste-alze-video-1773454/ Antonio Conte: "Gol Peluso? Non ci sono teste alze..."]'', ''blitzquotidiano.it'', 22 gennaio 2014.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Cosa manca alla Juve in Europa? Il tempo. Si vuole tutto e subito, dall'oggi al domani ci siamo trovati a combattere contro corazzate strutturate. [...] Credo che da qui a molti anni a venire sarà dura vedere una squadra italiana in finale di Champions, so di averlo già detto ma di solito ci azzecco.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/14-12-2013/juve-conte-dalle-sconfitte-si-deve-trarre-insegnamento-presente-sassuolo-201823802829.shtml Juve, Conte: "Champions? Nessun fallimento. Il presente è il Sassuolo"]'', ''gazzetta.it'', 14 dicembre 2013.</ref>
*[[Alessandro Del Piero|Del Piero]] sarà sempre una soluzione, mai un problema.<ref>Citato in ''[http://www.sportitalia.com/?action=read&idnotizia=73250 Conte: "Del Piero sarà sempre una soluzione, mai un problema"]'', ''sportitalia.com'', 24 gennaio 2012.</ref>
* {{NDR|Alla conferenza stampa di presentazione all'Inter}} Devo avere la percezione di avere anche solo l'1% di possibilità di poter vincere. A me piace lavorare su quell'1%, anche se l'altro 99% significa aver perso.<ref name=panorama/>
*È il campo quello che parla e da sportivo l'unica mia preoccupazione è trasferire questo pensiero ai calciatori.<ref name=17-2-2012>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/02/17-171161/ Conte: «Non accetto lezioni di stile da altri allenatori»]'', ''tuttosport.com'', 17 febbraio 2012.</ref>
*<nowiki>[</nowiki>[[Claudio Marchisio]]] è l'uomo in cui mi rispecchio di più.<ref>Citato in ''[http://www.tuttomercatoweb.com/juventus/?action=read&idnet=dHV0dG9qdXZlLmNvbS03MTUxNw La Scuola di Conte: Licht al primo banco, Marchisio il pupillo e Del Piero...]'', ''tuttomercatoweb.com'', 23 novembre 2011.</ref>
*{{NDR|Sull'applicazione del trattato di Cotonou}} È un rischio eventuale, un'ipotesi. Ma ripeto quel che ho detto più volte: ben venga il giocatore straniero se porta qualcosa, ma se viene solo per il pubblico e toglie spazio a giocatori italiani, no. Mi auguro che le scelte in futuro siano in questa direzione, ci vuole coraggio a far esordire e giocare giovani italiani.<ref>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcio/2014/articoli/1048422/italia-azerbaigian-conte-ho-un-solo-dubbio-di-formazione-.shtml Italia-Azerbaigian, Conte: "Ho un solo dubbio di formazione"]'', ''sportmediaset.it'', 9 ottobre 2014.</ref>
*Ero un calciatore indomito ma leale, non ho mai aizzato nessuno, meno che mai il tifoso juventino che ha sempre partecipato con sportività ed entusiasmo, accettando sempre il verdetto del campo.<ref name=17-2-2012/>
*Famiglia Agnelli-Juve un legame indissolubile, una storia epica. Un lungo, affascinante, e vincente romanzo di vita e di sport, che non smette mai di emozionare e stupire. È un grande orgoglio fare parte di questa storia.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*Gli scudetti è giusto vincerli sul campo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2011/08/11/news/pessotto_del_piero-20329489/ Elkann: "Grazie dei consigli ma vacanze prescritte"]'', ''repubblica.it'', 11 agosto 2011.</ref>
*Il [[Associazione Calcio ChievoVerona|Chievo]] è sicuramente una bellissima realtà, in assoluto, del campionato italiano. Una realtà di provincia, di un piccolissimo sobborgo di Verona. È la dimostrazione nel calcio italiano che quando si hanno le persone giuste, che sanno lavorare, anche senza avere grandi mezzi, giocano nel campionato di serie A [...]. Il Chievo [...] per me sarà sempre un grandissimo esempio. Il Chievo dev'essere un esempio nel senso che se si vuole fare calcio lo si può fare, con gente competente, con gente che sa, che conosce, senza poi andare in bancarotte particolari. La realtà del Chievo dice questo.<ref>Dalla conferenza stampa alla vigilia della sfida di Serie A tra Juventus e ChievoVerona, 2 marzo 2012; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/conte-integrale-polemiche-ci-sono-percha-siamo-tornati-competitivi-ma-noi-siamo-coperti-di-vaselina-allegri-ci-siamo-salutati-pareggite-esiste-ma-non-84599 CONTE integrale: "Polemiche? Ci sono perchè siamo tornati competitivi, ma noi siamo coperti di vaselina. Allegri? Ci siamo salutati. Pareggite? Esiste, ma non c'è la sconfittite. Nazionali stanchi"]'', ''tuttojuve.com''.</ref>
*{{NDR|Sulla vittoria del campionato di [[Serie A 2020-2021]]}} Il momento chiave è stato nella settimana in cui siamo usciti dalla Champions, in cui ci sono piovute critiche esagerate. Non era facile, perchè questo era un gruppo di ragazzi non abituati a essere competitivi. Invece siamo stati molto bravi a compattarci a prendere quelle critiche fin troppo eccessive e cercare di essere ancora più forti e protagonisti. Quello è stato il momento più difficile, con tante critiche nei miei confronti e dei calciatori.<ref>Citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/inter/2021/05/02-81327483/scudetto_inter_conte_esulta_uno_dei_mie_successi_piu_importanti_ Scudetto Inter, Conte esulta: "Uno dei miei successi più importanti"]'', ''corrieredellosport.it'', 2 maggio 2021.</ref>
*Impossibile essere vincenti senza essere antipatici, almeno in Italia. Le gelosie e le invidie sono inevitabili, soprattutto ad alti livelli. Non succederà mai, difficile vedere un vincente simpatico.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/28-10-2011/conte-l-inter-resta-favorita-803478497633.shtml Conte: "L'Inter resta favorita". Buffon convocato: gioca]'', ''gazzetta.it'', 28 ottobre 2011.</ref>
*In che senso il [[Video Assistant Referee|Var]] non può intervenire? A volte interviene e a volte no, quando gli conviene sì e quando non gli conviene no? Una scelta dell'arbitro può cambiare una partita [...]. Il Var c'è o non c'è per correggere gli errori? Altrimenti ci si nasconde dietro al poter intervenire o meno. Se c'è un errore il Var deve intervenire, punto. È una cosa che mi fa arrabbiare, a me come agli allenatori. Si era partiti benissimo con il Var, mentre così ci troviamo in una situazione che lascia spazio a retropensieri. È un bellissimo strumento, ma solo se utilizzato in maniera seria; ora inizio a sentirmi meno sicuro. Var a chiamata? Non c'entra, non devo essere io a chiamarlo.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''DAZN'' dopo la gara di Serie A tra Inter e Napoli, 10 novembre 2024; citato in ''[https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2024/11/10/conte-inter-napoli-intervista-video Inter-Napoli, Conte: "Se c'è un errore il Var deve intervenire"]'', ''sport.sky.it''.</ref>
*Io capisco che posso essere stato divisivo. Da giocatore ho vestito solo due maglie, quella del Lecce e della Juve, di cui sono stato il capitano. E visto che la Juve è amata dai suoi tifosi e odiata da tutti gli altri, capisco potessi suscitare anche antipatie. Ma da allenatore ho sempre detto che avrei allenato qualsiasi squadra, se ci fosse stato un programma serio e stimolante. E l'ho dimostrato. Dando tutto me stesso.<ref name="Di Caro"/>
*Io so cosa rappresenta la Juventus in Italia, non c'è bisogno che lo dica anche oggi, ogni volta. In Italia o si è juventini o si è contro. Quindi noi siamo sempre soli contro tutti. Magari per loro è un fatto sporadico pensarlo, per noi è un fatto sistematico. È stato sempre così, sarà ancora così, finché la Juventus vince sarà sempre sola contro tutti.<ref name=13-4-14/>
*Io sono uno spirito libero, non un leccaculo. Per me la competizione è una [[battaglia]] e quando si combatte non c'è alcuna ragione di ridere o di essere contenti: è questione di vita o di morte, solo uno dei combattenti resta in piedi e io faccio di tutto perché quell'uno sia la mia squadra.<ref>Da un'intervista a ''L'Équipe''; citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/inter/le-regole-di-mister-conte-in-campo-si-lotta-e-non-si-ride-mentre-a-letto-_11456490-201902a.shtml Conte: "Io spirito libero, non un leccaculo. Ai miei spiego anche come devono fare l'amore"]'', ''sportmediaset.it'', 22 novembre 2019.</ref>
*La mia storia calcistica parla chiaro. Ho sempre dimostrato integrità e onestà, da calciatore e tecnico. Lo si può chiedere ai miei compagni, ai miei calciatori e agli avversari. Io voglio assolutamente vincere, spesso andando al di là delle mie possibilità, e cerco sempre di trasferire i miei valori ai miei calciatori. Ho subìto un'aggressione coi bastoni davanti a mia figlia, a causa della mia integrità. Questo sono io, per chi non mi conoscesse.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Calcio-Infetto/28-05-2012/conte-la-mia-storia-parla-me-agnelli-antonio-resta-nostro-tecnico-911364982609.shtml Conte: "Io estraneo a tutto". Agnelli: "Resta il nostro tecnico"]'', ''gazzetta.it'', 28 maggio 2012.</ref>
*{{NDR|Rispondendo alle dichiarazioni di [[Antonio Cassano]] del 15 novembre 2012}} Leggo con stupore le dichiarazioni rilasciate oggi dal signor Cassano, a seguito delle quali mi trovo costretto a fare alcune precisazioni: in primo luogo, non ho mai proferito il termine «moralità», della quale, tra l'altro, sono molto dotato, nonostante la squalifica per omessa denuncia sulla quale ho già espresso le mie opinioni in passato. Alla domanda su come vengano effettuate le scelte dei giocatori della Juventus ho fatto riferimento all'uomo, inteso come interprete del ruolo di calciatore in maniera professionalmente ineccepibile. Vale a dire: l'impegno, il rispetto delle regole, il rispetto dei ruoli, l'attaccamento al bene comune della squadra. Mi sembra che il signor Cassano nella propria carriera abbia più volte dimostrato sul campo e fuori dal campo, vedi imitazioni di [[Fabio Capello|Capello]] al Real Madrid, o le corna mostrate all'[[arbitro]] Rosetti ed altri episodi, di non avere i requisiti richiesti dal sottoscritto. Inoltre altri aneddoti in tal senso ce li ha raccontati lui stesso nella sua biografia. Ritengo pertanto di non dover aggiungere altro, fermo restando che quando uso determinati termini, ne valuto appieno il significato letterale.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/11/15-226224/Conte+risponde+a+Cassano%3A+%C2%ABMai+parlato+di+moralit%C3%A0%C2%BB Conte risponde a Cassano: «Mai parlato di moralità»]'', ''tuttosport.com'', 15 novembre 2012.</ref>
*{{NDR|Riferito a [[Sebastian Giovinco]], rivolto ai giornalisti}} Magari non vi piace perché è piccolo, perché non parla con voi giornalisti e non vi dà la formazione e per questo vi sta sulle palle.<ref name= 16-02-2014>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2014/02/16/sport/calcio/qui-juve/conte-replica-alle-critiche-di-capello-dei-suoi-anni-ricordo-scudetti-tolti-rGFvJV52wEtR4Iz5Jn8dqK/pagina.html Conte replica alle critiche di Capello: "Dei suoi anni ricordo 2 scudetti tolti]'', ''Lastampa.it'', 16 febbraio 2014.</ref>
* Mi sono trovato articoli in cui si parla del prossimo Inter-Juve come di una gara in cui verrò ricoperto di insulti. Rimango sbalordito, chi scrive e parla dovrebbe avere più senso di coscienza e capire cosa provoca. Io fossi il direttore del giornale li caccerei a calci in culo.<ref name=panorama/>
*{{NDR|Sul passaggio da calciatore ad allenatore}} Mi viene ancora voglia di entrare in campo... Ricordo [[Marcello Lippi|Lippi]]. In panca era sereno, si agitava poco: e ti credo, in campo aveva due allenatori, Didier {{NDR|Deschamps}} e me...<ref name="Forcolin"/>
* Nel momento in cui decido e sposo una causa lo faccio da grandissimo professionista, non devo essere accettato da nessuno. Ribadisco di essere il primo tifoso dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] e questo deve essere chiaro a tutti, al di là del fatto poi che io possa vincere o perdere.<ref>Citato in ''[https://www.goal.com/it/notizie/conte-passato-nazionale-chelsea-tifo-per-chi-ho-allenato/1iwdbrf3bystk1vytd9473aie0 Conte e il suo passato: "Nazionale, Chelsea... tifo per chi ho allenato"]'', ''Goal.com'', 22 settembre 2019.</ref>
* {{NDR|rispondendo a Steven Zhang che gli aveva chiesto se fosse pronto per la "pazza Inter"}} No, niente pazzie. Basta pazza Inter.<ref name=panorama>Citato in ''[https://www.panorama.it/sport/calcio/antonio-conte-inter-frasi-citazioni/ Antonio Conte, tutte le frasi da allenatore dell'Inter]'', ''panorama.it'', 30 ottobre 2019.</ref>
*Noi possiamo vincere lo scudetto e dobbiamo ottenere il massimo, sarebbe un peccato fallire l'obbiettivo. Le altre cose sono dei sogni, cose irreali, i sogni hanno una bassissima percentuale di realizzazione. Restiamo umili perché la presunzione uccide.<ref>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2013/04/05/sport/calcio/qui-juve/conte-voglio-rivedere-juve-rabbiosa-attenzione-la-presunzione-uccide-CutmdA2nj5sefULr3HEBNI/pagina.html Conte: "Voglio rivedere Juve rabbiosa Attenzione, la presunzione uccide"]'', ''lastampa.it'', 5 aprile 2013.</ref>
*{{NDR|dopo la prima partita del campionato 2019-2020}} Non dobbiamo essere scintilla, dobbiamo diventare dinamite.<ref name=panorama/>
*Non ho mai pensato di essere un grandissimo giocatore mentre ho sempre saputo che sarei diventato un allenatore. Già da Lecce quando giocavo nella primavera e allenavo la squadra di mio fratello. Era una vocazione. Sono portato a dare un indirizzo. Un metodo. Indicare una squadra. Prendere le decisioni.<ref>Da un'intervista a ''Sette'', 10 maggio 2012; citato in ''[http://www.corriere.it/sport/speciali/2011/campionato/notizie/08-05-12-conte-intervista-sette-scudetto_a3a65ae6-9902-11e1-a280-1e18500845d6.shtml Conte dopo lo scudetto alla Juve: «Sapevo che sarei diventato un grande tecnico»]'', ''corriere.it'', 8 maggio 2012.</ref>
*Non mi piace mai parlare di successi singoli, mi piace sempre parlare di successi di squadra perché è la squadra che vince, se vince la squadra vinco anch'io.<ref>Citato in ''[http://www.tuttojuve.com/primo-piano/live-conte-16-gare-in-52-giorni-ho-bisogno-di-tutti-vogliamo-onorare-l-europa-league-ogbonna-non-snobberemo-la-coppa-177889 Conte: "16 gare in 52 giorni, ho bisogno di tutti. Vogliamo onorare l'Europa League".]'', ''tuttojuve.com'', 19 febbraio 2014.</ref>
*{{NDR|rispondendo a [[Fabio Capello]]}} Ognuno può dire quello che vuole, stranamente Capello viene a mettere il becco in casa di altri. Ha vinto due scudetti, ma nessuno si ricorda di cose emblematiche: io mi ricordo gli scudetti di [[Marcello Lippi|Lippi]] e di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], non ricordo la Juventus di Capello. Ci si ricorda solo perché quei due scudetti sono stati revocati. E poi Capello con quell'armata che aveva a disposizione è uscito nei quarti di finale di Champions League. Io mi guarderei bene prima di dire delle fesserie.<ref name=16-02-2014/>
*{{NDR|Sulla [[Nazionale di calcio dell'Italia]]}} Penso che sia molto importante indossare il nostro colore, è la cosa più bella, e sarà molto bello anche per i nostri giocatori vedere i nostri tifosi colorati d'[[azzurro]]. È giusto essere orgogliosi: l'azzurro è un colore bellissimo e di potenza.<ref>Dal programma televisivo ''Il Grande Match'', Rai 1; citato in ''[http://www.gazzetta.it/calcio/europei/2016/italia/18-06-2016/italia-conte-punturina-club-nazionale-bistrattata-ma-ora-16023218461.shtml Italia. Conte, "punturina" ai club: "Nazionale bistrattata, ma ora..."]'', ''gazzetta.it'', 18 giugno 2016.</ref>
*Per vincere ci vuole testa, cuore e gambe. Non in quest'ordine preciso.<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/05/05-185985/Conte%3A+%26%23171%3BFoto+sul+cellulare%3F+Quella+di+mia+figlia+Vittoria%26%23187%3B Conte: «Foto sul cellulare? Quella di mia figlia Vittoria»]'', ''tuttosport.com'', 5 maggio 2012.</ref>
*Più vai in vetta e più sono forti le folate di vento.<ref name=17-2-2012/>
*Preoccupiamoci di fare le cose che noi conosciamo, di farle nel migliore dei modi, con l'intensità giusta, con la cattiveria giusta, con l'umiltà giusta e con la voglia di fare fatica, questa è la cosa più importante.<ref>Citato in ''[http://m.tuttomercatoweb.com/juventus/?action=read&idnet=dHV0dG9qdXZlLmNvbS02MzYxMg Conte integrale: "Piedi per terra: i tifosi sono stati illusi troppo in questi anni. Col Bologna sarà facile? Facile un cavolo! Vidal? Non possiamo giocare in 12. Perché non parlate di Pazienza e Marrone?"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 20 settembre 2011.</ref>
*Quando si giocano sette partite in un mese e vuoi giocarle ad alti livelli, ti devi preparare molto bene. Non ho mai visto nessuno andare a mille all'ora in partita e a cento durante l'allenamento. Il giocatore capisce che tutto è organizzato per il suo bene. Sul momento fa fatica, ma quando vede i frutti è contento. Con il sorriso dal campo di allenamento non è mai uscito nessuno anche ai miei tempi.<ref>Dall'intervista di Fabio Vergnano; ''Antonio il predestinato'', Hurrà Juventus, gennaio 2014, p. 31.</ref>
*Quando ti siedi in un ristorante dove si pagano 100 euro, non puoi pensare di mangiare con 10 euro.<ref>Riferito alla differenza di budget della Juventus rispetto alle altre big del calcio europeo.</ref><ref>Citato in Dario Pelizzari, ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-07/juve-ecco-che-cosa-chiede-conte-restare-144359.shtml?uuid=AB69VQGB Juve, ecco che cosa chiede Conte per restare]'', ''ilsole24ore.com'', 7 maggio 2014.</ref>
*Quanto incide un [[allenatore]]? Un tecnico deve intraprendere una strada, tracciare un percorso portando gioco, organizzazione e cercando di portare competenze adeguate. Detto questo l'allenatore è nulla se non trova la disponibilità dei calciatori.<ref name=24-4-2012/>
*{{NDR|In risposta a [[Adriano Galliani]] il quale afferma che il Milan ha fatto meglio della Juventus negli ultimi anni}} Quello che conta a casa mia sono le vittorie. Entri nella storia se vinci e scrivi qualcosa, ecco. Vincere non è mai facile. Chi vince scrive, fa storia, gli altri possono solo fare chiacchiere. Poi magari tutti sono contenti del campionato fatto, ma alla fine una sola vince. E quella può scrivere. Gli altri magari vanno a leggere.<ref>Citato in ''[http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2013/04/14/3902165/il-milan-ha-fatto-meglio-della-juventus-conte-se-ne-frega Conferenza stampa di vigilia per il tecnico bianconero. "Non vedo più difficoltà nelle sfide contro Lazio e Milan. La sconfitta in Champions non ci ha tolto sicurezze"]'', ''goal.com'', 14 aprile 2013.</ref>
*Sempre meglio mettere le mani davanti che dopo dietro, perché dopo fa male...<ref>Citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2014/01/18-283014/Conte%3A+%C2%ABBenitez%3F+Le+mani+meglio+avanti+che+dietro...%C2%BB Conte: «Benitez? Le mani meglio avanti che dietro...»]'', ''tuttosport.com'', 18 gennaio 2014.</ref>
*[...] si parla tanto dei singoli, ma i giocatori non fanno la [[Squadra (sport)|squadra]]. È il gruppo che la fa.<ref>Dall'intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''In marcia capitano'', ''Guerin Sportivo'' nº 31 (1157), 31 luglio – 6 agosto 1997, pp. 30-33.</ref>
*Siamo coperti di vaselina, ci scivola tutto addosso.<ref>Citato in Tancredi Palmeri, ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/30-12-2012/blob-2012-913634965312.shtml Il blob del 2012. Tutte le frasi da ricordare]'', ''gazzetta.it'', 30 dicembre 2012.</ref>
*Sono l'allenatore della Juve e il suo primo tifoso ma sono soprattutto un professionista, ma il giorno in cui dovessi lavorare per l'Inter, come per il Milan o la Roma o la Lazio ne diventerei allo stesso modo il primo tifoso e farei di tutto per vincere. Forse qualcuno questo non l'ha capito, oppure fa gioco insistere sul mio tifo per la Juve per rendermi ancora più odioso agli altri. Ma deve essere chiaro che io sono un professionista.<ref>Citato in Marco Ansaldo, ''[http://www.lastampa.it/2013/03/29/sport/calcio/qui-juve/conte-se-dovessi-lavorare-per-per-inter-milan-vincere-la-roma-ne-diventerei-il-primo-tifoso-e-farei-di-tutto-TX91dPUoqMG1TZYpYhyQhM/pagina.html Conte: "Se dovessi lavorare per l'Inter, Milan o la Roma ne diventerei il primo tifoso e farei di tutto per vincere"]'', ''lastampa.it'', 29 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Rispondendo alle affermazioni di [[Rudi Garcia]] secondo cui le altre squadre in campionato non si sarebbero impegnate contro la Juventus}} Sono rimasto sorpreso dalle dichiarazioni di Garcia, perché le ho trovate molto provinciali, sotto tutti i punti di vista. E andando un po' indietro, se sommate agli aiutini, le posso catalogare nelle chiacchiere da bar, così come avevo catalogato gli aiutini. Sinceramente non penso che il campionato italiano dovesse aspettare Garcia per portare dei nuovi stimoli alle squadre che affrontano la Juventus, anche perché Garcia deve sapere che sono tre anni che la Juventus è in testa al campionato, ne ha vinti due, ha vinto due Supercoppe, è stata sempre protagonista assoluta. Quest'anno è ancora in testa alla classifica. E chi gioca contro la Juventus gioca la partita della vita. Quindi non è che dovessimo aspettare il signor Garcia che portasse grandi stimoli ai nostri avversari. Detto questo la trovo anche una grandissima mancanza di rispetto nei confronti degli allenatori che devono scegliere le formazioni, nei confronti dei calciatori che devono scendere in campo, nei confronti delle società che investono per centrare l'obiettivo salvezza, Europa League o Champions League, lo trovo anche irrispettoso nei confronti dei tifosi, perché io non penso che i tifosi del Livorno, o del Bologna, o dell'Inter, possono pensare che la loro squadra possa giocare contro la Juventus senza impegnarsi.<ref name=conferenza>Dalla conferenza stampa prima della partita Sassuolo-Juventus; citato in ''[http://www.calciomercato.com/news/conte-parole-garcia-provinciali-da-bar-la-verita-su-vidal-e-barz-703965 Conte: "Garcia? Parole provinciali"]'', ''calciomercato.com'', 27 aprile 2014.</ref>
*Voglio continuare a crescere, a stupire me stesso e gli altri. La Juventus non è un punto di arrivo. Tutto per me è un punto di partenza.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/2012/05/08-238142/Conte%3A+Juve+non+e'+punto+d'arrivo Conte: Juve non è punto d'arrivo]'', ''corrieredellosport.it'', 8 maggio 2012.</ref>
*Vorrei ricordare [[Tito Vilanova]] che oltre ad essersi dimostrato un grandissimo allenatore, ha dato un grande esempio di grande forza, di grande coraggio, di grande dignità affrontando una brutta malattia. Quindi, a lui e a tutta la sua famiglia va il mio grande affetto perché sono cose che sicuramente addolorano e turbano.<ref name=conferenza/>
*[[Mirko Vučinić|Vucinic]] penso sia l'elemento più talentuoso in assoluto che abbiamo nella squadra, è il calciatore che da un momento all'altro può inventarsi la giocata, può essere determinante in fase offensiva. Quindi me lo tengo ben stretto.<ref>Citato in Marco Bo, ''[http://www.tuttosport.com/calcio/2012/03/07-174586/Conte+difende+Vucinic+e+a+Bologna+conta+su+di+lui Conte difende Vucinic e a Bologna conta su di lui]'', ''tuttosport.com'', 7 marzo 2012.</ref>
*[...] Dentro di me, comunque, scorre sangue bianconero, io sono uno [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventino]] proprio dentro.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/antonio-conte Juventus Hall of Fame: Antonio Conte], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
{{Int2|''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2011/10/28/news/conte_mourinho_juve_antipatica-24016360/ "Voglio una Juve antipatica"]''|Intervista Emanuele Gamba, ''repubblica.it'', 28 ottobre 2011.}}
*Non è che ti svegli alla mattina e dici: oggi vinco. C'è un percorso da rispettare e non ci sono scorciatoie.
*Alla Juventus non è permesso parlare di progetto, di costruzione. Deve vincere, la via di mezzo non va bene. Ma qui è passato uno tsunami che ha distrutto una superpotenza.
*La [[critica]] innalza perché non vede l'ora di abbattere.
*La Juve l'ho lasciata antipatica e l'ho trovata simpatica. Voglio che torni antipatica presto. Io se perdo muoio.
*Un settimo posto può arrivare per caso, due no.
*Già ad Arezzo non mandavo a dire niente a nessuno. Se hai paura di esporti, ti devi rassegnare a vivere nell'anonimato.
*I presidenti dovrebbero esonerare in settimana, dopo un allenamento, perché è lì che vedi se l'allenatore ha in mano il gruppo, non la domenica quando gli umori si alzano e si abbassano come un titolo in borsa.
*La soddisfazione è che allo stadio viene gente per il piacere di vederci giocare.
*Ai giocatori dico sempre che la palla va indirizzata, non colpita. Non mi piace vederla sparacchiare alla viva il parroco, a cominciare dai portieri.
*[[Alessandro Del Piero|Ale]], perché chiamarlo Del Piero a me viene strano, trasmette qualcosa di speciale anche quando respira.
*La storia è bella, ti giri e non te la tocca nessuno. Ma il futuro lo costruisci nel presente. Io non sono quello che ha vinto gli scudetti, sono uno che per la prima volta allena una grande. Con me, se non hai stimoli, non giochi neanche se l'ultima volta sei stato il migliore in campo.
*[In allenamento] I giocatori tra di loro si guardano, e chi vede [[Andrea Pirlo|Pirlo]] ha solo voglia di darci dentro ancora di più.
{{Int2|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Calcio-Infetto/23-08-2012/conte-quel-che-mi-successo-assurdo-vergognoso-912352946964.shtml Conte: "Vergogna, basta ingiustizie. Contro di me giudici-tifosi"]''|Conferenza stampa, citato in ''gazzetta.it'', 23 agosto 2012.}}
*[...] Quella che mi è capitata è una vicenda assurda e ieri è arrivata la ciliegina sulla torta. Allibito dalle dichiarazioni di un componente della commissione [Piero Sandulli] che mi ha giudicato. È una cosa gravissima e che non s'è mai vista. Reputo l'intervento da parte di questo signore improprio e fuori dalle regole. E lui dovrebbe farle rispettare. Questo signore, per uscire sulle prime pagine dei giornali, ha fatto dichiarazioni sul mio conto. Dichiarazioni se non da tifoso quanto meno inopportune. Forse c'è qualcosa di personale da parte di questo signore.
*Oggi mi ritrovo di fronte a un certo "Pippo", perché per la Procura non è più [[Filippo Carobbio]], ma una persona diventata pappa e ciccia con la stessa, che viene considerato un collaboratore di giustizia. Vedendo che l'hanno zittito cinque volte e vedendo che l'hanno zittito l'ultima volta il 10 luglio, prima che ascoltassero me, io lo considero più che altro un aggiustatore di presunta giustizia. Il signor Carobbio, per la Procura di Cremona, è un bugiardo, non credibile, per la Procura Federale, invece, una persona altamente credibile. Conte, invece, non è credibile. La credibilità io credo che uno la ottenga nell'arco di una vita, non giorno per giorno. Io penso di aver ottenuto grande credibilità nella mia vita, a differenza di chi si è venduto le partite, la sua famiglia e i suoi compagni da tre anni a questa parte. Ma alla fine io sono passato come quello poco credibile.
*Io, innocente, ho dovuto patteggiare. Ma per cosa? Un ricatto bello e buono da parte di questa giustizia. È una vergogna. Oggi lo posso dire perché è finito tutto, anche se c'è ancora un altro appello. Ma li sapete i metodi della Procura Federale? [...] Della serie: se volete uno sconto di pena dovete mettere sul piatto dei nomi, se sono importanti meglio.
*Su Novara-Siena sono uscite notizie false. Hanno minato la mia credibilità. L'infamia peggiore per un allenatore, che deve essere un leader, trasmettere valori positivi. In cinque anni ho vinto uno scudetto e ho conquistato due promozioni. Sono antipatico perché vinco? Non è un problema mio. Io faccio il mio lavoro e lo faccio al massimo. Do fastidio? Non è un problema mio.
* Novara-Siena: prosciolto. L'accusa infamante è caduta. È caduta. Cosa è rimasto? Un'altra partita: AlbinoLeffe-Siena, una gara in cui Conte non poteva non sapere. [...] Una decade e pensi: "Se sono stati chiesti dieci mesi per due omesse denunce e ne rimane soltanto una, vuol dire che potrebbero diventare cinque. E invece dieci rimangono dieci. Altra cosa assurda e oggi lo posso finalmente dire: è assurdo tutto quello che mi è successo.
*Ho paura, bisogna aver paura. E ai miei colleghi, ai calciatori, dico: oggi è successo a me e a tanti altri, domani può accadere a loro. Non mettiamo la testa sotto la sabbia: può succedere a chiunque. Bisogna aprire gli occhi. Perché è successo a me? Mi sono posto tante domande in questi mesi. L'unica cosa che è cambiata nella mia vita negli ultimi tempi è che sono diventato allenatore della [[Juventus Football Club|Juventus]] che dopo due settimi posti era diventata simpatica a tutti. Poi d'incanto abbiamo vinto e siamo tornati ad essere antipatici.
{{Int2|''[http://www.credere.it/n-48-2014/antonio-conte.html Do tutto perché Dio mi ha dato tanto]''|Intervista di Laura Bellomi, ''Credere'', nº 48, 2014.}}
*Il [[perdono]] fa parte del compito dell'[[allenatore]], altrimenti su 25 calciatori ne salveresti 10.
*La [[fede]] aiuta a distinguere il bene e il male, a scegliere la via giusta nei momenti di difficoltà.
*Mi auguro di fare qualcosa che giustifichi tutto il bene che ho ricevuto.
{{Int2|''La passione di Antonio''|Intervista di Daniele Dallera, Guido De Carolis e [[Mario Sconcerti]], ''Corriere della Sera'', 27 febbraio 2021, pp. 58-59.}}
*Io dico ai calciatori che nel momento in cui stiamo attaccando bisogna essere [[Pessimismo|pessimisti]]. L'[[Ottimismo|ottimista]] è quello che pensa che non perderà la palla e non si prepara, il pessimista sì, pianifica maggiormente.
*Ho studiato tanto calcio e quando sento dire che non si inventa nulla credo sia una bugia, detta ad arte da chi non vuole mettersi in gioco.
*L'idea va adattata ai giocatori. Il calcio lo vedo da studioso: rimodellare le idee, questo fa la differenza tra allenatori.
*[[Romelu Lukaku|Lukaku]] è un calciatore atipico nel mondo: è una prima punta e fa da target, è velocissimo, un giocatore da [[football americano]].
*Quando vado in un club ci entro anima e corpo. Sono passionale e la [[passione]] fa la differenza, è contagiosa. La creatura la vivo e la faccio vivere a tutti quelli che lavorano con noi. Se si sente il senso d'appartenenza si dà qualcosa in più.
*Un allenatore, quando decide di sposare un progetto è felice se ha la possibilità di lavorare a lungo nello stesso club. Se si è costretti ad andar via dopo poco c'è solo amarezza. Dare la propria impronta e restare per tanti anni è la cosa più bella. È anche più semplice lavorare dopo aver seminato bene.
===Attribuite===
*{{NDR|Sul [[Associazione Calcio Milan|Milan]] in risposta ad [[Adriano Galliani]] nel 2012}} Da che pulpito, siete la mafia del calcio...<ref>Questa sarebbe stata la risposta dell'allenatore bianconero alle polemiche milaniste dopo il gol di Muntari non convalidato, nel post-partita Conte non ha confermato né smentito tale affermazione. Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/25-02-2012/capello-non-si-ferma-non-faro-dirigente-81445726962.shtml Duro scontro Galliani-Conte. Allegri: "Risultato falsato..."]'', ''Gazzetta.it'', 25 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Rivolgendosi ai giornalisti presenti in sala stampa che avrebbero esultato al gol del Chelsea}} C'è qualche merda che ha esultato?<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/07-11-2012/conte-sfogo-3-2-chelsea-si-arrabbia-chi-esulta--913152385925.shtml Conte, sfogo al 3-2 Chelsea Si arrabbia con chi esulta]'', ''Gazzetta.it'', 7 novembre 2012.</ref>
==''Testa, cuore e gambe''==
===[[Incipit]]===
''Glasgow, 12 febbraio 2013. Ore 20:40''.<br />
Lo stadio ribolle di bianco e di verde, i colori del [[Celtic Football Club|Celtic]] padrone di casa. Nel tunnel degli spogliatoi la tensione si taglia con il coltello e ognuno la gestisce a modo suo. [[Gianluigi Buffon|Gigi]], che è lì in testa al gruppo con la fascia di capitano al braccio, scherza con qualcuno. Io aspetto nervosamente la chiamata dell'arbitro per entrare finalmente in campo. Ormai mancano pochi minuti all'inizio di Celtic-Juventus, ottavi di finale di questa Champions 2012/13.I bambini, nel cerchio di centrocampo, sono già pronti ad agitare tra le mani il grande telone bianco e nero con il logo della manifestazione, sulle note inconfondibili di quell'inno che anima i sogni dei tifosi di mezzo mondo. In tribuna stanno arrivando alla spicciolata gli spettatori dell'ultimo momento; la maggior parte invece ha già preso posto dal tardo pomeriggio, incurante del freddo di questa serata scozzese. I telefonini di tutti sono pronti a riprendere l'ingresso in campo delle squadre. Sono ancora nel tunnel ma potrei raccontarne tanti altri, di piccoli dettagli come questi. È come se li avessi davanti agli occhi.
===Citazioni===
*Agli Europei {{NDR|del 2000}} non partiamo con i favori del pronostico e anzi, dopo aver perso l'ultima amichevole di preparazione contro la Norvegia, intorno a noi c'è parecchio scetticismo. Eppure quella è una delle Nazionali più forti degli ultimi tempi: in porta Toldo sostituisce degnamente Buffon infortunatosi contro la Norvegia, in difesa ci sono Maldini, Nesta, Zambrotta e Cannavaro, il quale a ogni vigilia ripete «Ce 'e magnamme!», ce li mangiamo. In mezzo Albertini, Stefano Fiore e io e in avanti un'ampia scelta con Totti, Del Piero, Inzaghi, Marco Delvecchio... Insomma una signora squadra. Sono veramente in gran forma e lo dimostro segnando l'1-0 nella partita inaugurale contro la Turchia. Un goal in rovesciata che resta tra i miei più belli e che alla fine verrà votato dai tifosi il più spettacolare del torneo.
*{{NDR|Riferito al campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Quel campionato si conclude in uno dei giorni più belli della storia bianconera: il 5 maggio. C'è una possibilità su mille di portarsi a casa lo Scudetto: l'Inter gioca a Roma contro la Lazio e vincendo si aggiudicherebbe il titolo. Noi siamo in trasferta, sappiamo di dover battere l'Udinese per sperare, ma sappiamo anche che, molto probabilmente, potrebbe non bastare. Noi facciamo quello che ci siamo detti per tutta la settimana: partiamo forte per mettere pressione all'Inter. Dopo meno di un quarto d'ora siamo in vantaggio 2-0. Ora non dipende più da noi. Possiamo gestire la partita con un orecchio alla radio, la quale ci riserva delle sorprese indimenticabili. All'Olimpico succede l'incredibile. Il primo tempo è un saliscendi di emozioni e si conclude sul 2-2. Nel secondo tempo ci pensa Maresca a tenerci aggiornati, oltre ai boati dei nostri tifosi presenti a Udine. Enzo continua a ripetere a chiunque gli si avvicini: «Guarda che stanno perdendo! Guarda che stanno perdendo!». E alla fine perdono. Risultati finali: Udinese-Juventus 0-2, Lazio-Inter 4-2. Noi siamo campioni d'Italia, l'Inter chiude addirittura terza, scavalcata anche dalla Roma. In campo e sugli spalti esplode la nostra festa. Quello Scudetto giunge inaspettato, con un finale avvincente.
*{{NDR|Riferito al suo periodo all'Atalanta nel 2009}} Fin dai primi giorni mi accorgo di dover far fronte a una situazione particolare. Ho una squadra che negli ultimi due anni ha fatto benissimo con un allenatore bravo come Del Neri. Il suo addio (per andare alla Sampdoria) ha provocato diversi squilibri nell'ambiente. Quando si lavora insieme per qualche anno si instaurano dei legami. E se sono arricchiti dai risultati, è difficile metabolizzare i cambiamenti. Sei abituato a lavorare in un certo modo, basta un'occhiata per capirsi. Tu sai come sono fatti i giocatori, loro sanno quello che vuoi tu. Un interscambio molto positivo. Non è facile, per chi mi ha preceduto, inserirsi in una situazione simile. Capisco quello che mi aspetta. Ho la forza delle mie idee, ho dei metodi ai quali non rinuncio.
*{{NDR|Sul giorno dell'inaugurazione dello [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]]}} L'ingresso nella nostra nuova casa è da brividi, un'emozione indimenticabile. C'è un'atmosfera nuova, magica, qualcosa di sensazionale. Spalti strapieni, gente in delirio, il pubblico quasi in campo con noi come avviene negli stadi inglesi. Tutti coloro che hanno contribuito alla storia bianconera, presidenti, allenatori e giocatori, sono convocati per partecipare alla festa. È la serata dell'orgoglio juventino. È la serata in cui a tutti viene ribadito cosa vuol dire far parte della Juventus, il privilegio e la responsabilità di vestire quella maglia.
===[[Explicit]]===
''Glasgow, 12 febbraio 2013. Ore 20:43''.<br />
Quanto tempo ci vuole per ripercorrere mentalmente il film della propria vita? Io l'ho fatto stare tutto in pochi minuti e in pochi metri, sono arrivato alla fine del tunnel che porta in campo. Celtic-Juventus sta per cominciare. Ho sempre pensato che la mia storia di uomo, calciatore prima e allenatore poi, fosse percorsa da un senso ben riconoscibile. Un senso dato dalla volontà, dal sacrificio, dalla passione che ho messo ogni giorno in tutto quello che ho fatto. Ma, nei mesi durissimi del processo, questo senso credevo di averlo perduto irrimediabilmente. La sensazione che ho provato è stata quella di un vuoto tremendo, di un improvviso black out. Più mi dibattevo per avere giustizia, meno riconoscevo la mia vita. «Perché proprio a me?» era la domanda fondamentale. Non poter rispondere a questa domanda mi gettava nell'angoscia più profonda. E allora questa serata diventa magica non solo perché sto per esordire da allenatore in Champions League. Questa serata è magica perché chiude definitivamente il capitolo più brutto della mia vita, perché conclude il mio faticoso percorso attraverso tutto quello che è successo dal 28 maggio al 9 dicembre, giorno del mio ritorno in panchina. Questa serata è magica perché mi restituisce il Senso. Scritto proprio così, con la S maiuscola.
==Citazioni su Antonio Conte==
[[File:Antonio Conte - Globe Soccer Awards 2013.jpg|thumb|Antonio Conte premiato ai Globe Soccer Awards (2013)]]
*A Conte piace quando la sua squadra riesce a mostrare superiorità nei confronti dell'avversario. Con questa mentalità i giocatori si sentono liberi di giocare e di esprimersi al meglio. È il modo migliore per esprimere le proprie caratteristiche, per far emergere il proprio talento. ([[Rafael Benítez]])
*{{NDR|Nel 2025 dopo la vittoria con il Napoli}} A memoria non ricordo un impatto così determinante di un allenatore rispetto alla vittoria di uno Scudetto. ([[Mauro Berruto]])
*Antonio è uno dei miei figliocci. Ne ho avuti parecchi, ma se devo indicarne alcuni, lui lo metto sicuro. ([[Giovanni Trapattoni]])
*Antonio Conte ha tanti pregi, ma anche tanti difetti come tutti. Lui è uno che si fa ben volere da tutti per la sua capacità di coinvolgere tutti, sia da quelli che giocano sia da quelli che non giocano. È schietto, leale e sincero anche se in alcuni casi questo può rappresentare un problema, soprattutto in un ambiente come il nostro dove ci sono perdenti di successo e bugiardi di successo. Antonio, però, si contraddistingue per la sua capacità di riuscire a creare un gruppo eterogeneo, unito e coeso: i risultati si vedono anche per questo. ([[Gabriele Oriali]])
*Che idea mi sono fatto del 'caso Conte'? Conosco bene Antonio perché l'ho allenato quando ero alla Juve. Non so che cosa ci sia di vero nei suoi confronti, so però che la giustizia va rispettata altrimenti finisce tutto a tarallucci e vino... ([[Carlo Ancelotti]])
*Come persona è l'allenatore peggiore. È sospettoso, pensa di sapere tutto lui. È sempre arrabbiato, ha sempre il muso lungo. Forse è una persona così amara perché non fa sesso a casa [...]. Non è piacevole allenarsi con lui. I giocatori volevano che io tornassi al Chelsea, ma nessuno apprezzava il tecnico ed è per questo che non è durato a lungo [...]. Scelse di non riconfermarmi. Aveva qualcosa dentro perché non è normale che un allenatore non conti su un giocatore che era il capocannoniere della sua squadra. Non ha avuto riconoscenza, perché i titoli che ha vinto al Chelsea li ha vinti con me. ([[Diego Costa]])
*Con lui avevo un buonissimo rapporto, ero uno dei suoi pretoriani. Ti entra dentro, facendoti vivere una realtà diversa: per lui saresti pronto a morire. È un sergente e ti chiede moltissimo tutti i giorni, quindi non è semplice, ma riesce a convincerti perché ti dimostra che in quel modo funziona, sia in campo che fuori. ([[Giorgio Chiellini]])
*Conte è bravo, dà equilibrio e organizzazione alla squadra, ed è decisivo quanto uno che in campo fa le rovesciate e la mette dentro [...]. Conte è un animale da campo. ([[Daniele De Rossi]])
*Conte è bravo, ma quanti danni fa ai suoi club quando perde... ([[Fabio Ravezzani]])
*Conte è un fenomeno. È l'allenatore dell'intensità. Lui guida uomini, non primedonne. Ti tiene sulla corda senza sosta perché ritiene che sia la strategia migliore per ottenere sempre il massimo. ([[Angelo Ogbonna]])
*Conte ha avuto un peso decisivo. Non sapevamo quanto fosse bravo come allenatore. Infatti non è bravo, è proprio un fuoriclasse. Spero che rimanga con noi per tutta la sua carriera. ([[Pavel Nedvěd]])
*Conte sembra [[Al Pacino]] in "''[[Ogni maledetta domenica]]''": le sue parole alla squadra hanno gasato anche me. ([[Gennaro Gattuso]])
*Conte [tenta] di stressare i rapporti con tutti per capire chi è con lui e chi è contro. Anche perché quando perde la colpa è di club e giocatori, quando vince è merito suo. Comunque consiglierei di dargli fiducia, perché chi lo segue alla fine gioca meglio e vince. ([[Massimo Mauro]])
*Conte vive in maniera totalizzante la propria esperienza, è un uomo vero che indossa al meglio i colori del proprio club. ([[Aurelio De Laurentiis]])
*Cura molto i particolari, dà certezze di copertura e di uscita che sono fondamentali per noi difensori, soprattutto per chi come me non ha i piedi così vellutati. ([[Davide Astori]])
*Devo dire, però, che Antonio Conte è sicuramente il miglior allenatore con cui ho lavorato. In un breve lasso di tempo è riuscito a infondere nuova vita in una squadra che in due stagioni potrebbe fare di meglio che il settimo posto. E lui fu subito vincente. ([[Gianluigi Buffon]])
*Di Conte parlo solo se spegnete i microfoni. ([[Emiliano Viviano]])
*{{NDR|Alla domanda "com'era da giocatore?"}} Dinamico. Gran senso dell'inserimento e del gol. Bruciava tanto, come oggi in panchina. Dava tutto e forse non era così ordinato in campo come lo è oggi da allenatore, anche se capiva tutto. Marcarmi no, non poteva... ([[Zvonimir Boban]])
*È convinto di essere diventato indispensabile per le vittorie [...] quando invece l'allenatore conta molto meno dei giocatori. Urla tanto e lo faceva anche quando lo esoneravano [...], ma io gli vorrei ricordare che gli scudetti li hanno vinti anche dei tecnici silenziosi come Liedholm o Eriksson. ([[Aldo Agroppi]])
*È la creazione molto aggressiva di un disegno nel quale Conte è come se giocasse col joystick. Lui dice ai giocatori tutto quello che devono fare e, in questo modo, li guida alla vittoria. In questo senso Conte ha una magia straordinaria, nel migliorare i giocatori. ([[Paolo Condò]])
*È un allenatore che vuole lavorare molto sul campo, vuole trasmettere unione in campo. Più ha tempo a disposizione con i suoi giocatori e più ci riesce. ([[Alessandro Del Piero]])
*È un duro, ma per me è un fenomeno. Mi ha sorpreso molto, per lui ogni partita è una finale, vuole sempre vincere, non si accontenta mai. È un maniaco del lavoro, ma poi i risultati si vedono in campo. ([[Carlos Tévez]])
*È un grandissimo allenatore. Io ne ho avuti tanti, ma nessuno così meticoloso nel lavoro e bravo a spiegare le cose. Dal punto di vista tattico e didattico è perfino più bravo di [[Carlo Ancelotti|Ancelotti]] e [[Marcello Lippi|Lippi]], che pure hanno tante qualità. [...] Conte è un talento della panchina. ([[Andrea Pirlo]])
*È uno dei migliori allenatori con i quali io abbia mai lavorato. Conosce perfettamente tutte le caratteristiche dei suoi giocatori e noi lo seguiamo in tutte le indicazioni che ci dà sul campo. Ogni allenamento e ogni partita sono la manifestazione di quanto importante sia per lui vincere, quindi noi siamo sempre motivati a tenere la tensione alta [...]. Conte è un allenatore che ama quello che fa e ci ha "infettati" tutti con l'amore per il calcio. ([[David Luiz]])
*Entra nel problema e non lo aggira [...]. Il pugliese porta le mani al cuore e lo strappa. Poi comincia l'ispezione, la sezione per meglio dire. Riparato l'organo lo rimette al suo posto. La squadra pompa, il sangue circola, il corpo prende vita. Lo slancio è potente. Conte fa giocare la squadra senza disegni preordinati, in lui la traccia si solca al momento in cui le cose accadono. Ma ingannevole è il cuore più di ogni cosa, perché la vittoria non è frutto solo del sentimento. C'è il lavoro, costante, asfissiante, ai fianchi, come si dice, di un uomo che non conosce la tregua. Il calciatore prima trema e poi corre. Per questo Conte è destinato a vincere e poi, è già successo, a fuggire. ([[Alessandro Bonan]])
*Ho amato lavorare con Conte, e poi mi ha rimesso in forma: niente bevande gassate e ketchup. ([[John Terry]])
*I meriti del nostro allenatore per questi due anni e mezzo di percorso sono incredibili e non si sa, fino a quando non ci sarà una controprova, quale sia stato effettivamente il suo merito e quali i meriti nostri. È stato bravissimo a saperci stimolare, pungolare, ad averci dato un gioco e un'identità molto precisa. ([[Gianluigi Buffon]])
*Il mio unico rammarico è di aver lavorato solo per pochi giorni con un allenatore come Conte. [...] Io sono cresciuto tanto e ho trovato la mia maturità a 30 anni. Sono contento di essere entrato nella mentalità del mister che ti insegna tanto e che ti fa sentire sicuro di quello che fai. Magari avessi incontrato prima un allenatore come lui. ([[Marco Parolo]])
*Il primo anno in cui ti allena, Antonio Conte ti cambia la vita: è il migliore. Tanti calciatori dopo due anni con lui fanno fatica perché è estremamente esigente. Ma quando l'ho conosciuto, ha cambiato il mio modo di vedere il calcio. Non avevo mai avuto un allenatore come lui [...]. Ma soprattutto mi ha dato tanto fisicamente e tatticamente. Il suo modo di giocare è complicato da imparare. Ma quando entri nei meccanismi diventi difficile da affrontare. Mi ha abituato ad un altro modo di fare calcio. Si prende tutto di te, infatti spesso dopo un biennio alcuni singoli o le squadre iniziano a girare diversamente: è fisiologico. Sa darti tanto, è un allenatore passionale. Vive tutto in modo caliente, sei fortunato se lo incontri. ([[Diego Godín]])
*Io non sono mai stato un estimatore della Juventus: grandi giocatori, ma gioco abbastanza insufficiente o poco armonioso, poco moderno. Ma credo che questa Juventus, quella di Conte, sia la più bella che io mi ricordi e me ne ricordo tante, purtroppo. Anche più bella di quella di [[Marcello Lippi|Lippi]]: è molto più armoniosa, è una squadra che conosce tutto del calcio. Vedi questa Juventus e ti sembra che il calcio sia la cosa più semplice del mondo. ([[Arrigo Sacchi]])
*L'allenatore è una parte importante per il successo di un club e Antonio è determinante in questo. Un allenatore forte come lui dà una qualcosa in più alla squadra. [...] Antonio Conte è un fuoriclasse tra gli allenatori. ([[Gabriele Oriali]])
*L'allenatore più forte che ho avuto. È stato il mio maestro. Sa come si parla ai giocatori, sa come si tira fuori il massimo e tatticamente ti spiega tutto nel dettaglio. Lui è allenatore, preparatore atletico e psicologo. ([[Simone Pepe]])
*L'emblema del mio calcio è Antonio Conte, che ha vinto campionati di serie B col 4-4-2 e che ora con un modulo diverso sta facendo giocare alla Juve il calcio più bello d'Europa. ([[Eugenio Corini]])
*Lui è stato l'unico che mi ha veramente imposto cosa fare. Ogni giorno, devi fare questo, questo... e mi ha infastidito. È uno dei più grandi allenatori ed è forse con lui che ho avuto la mia stagione migliore, ma è quello con cui mi son trovato meno agli allenamenti, le sue sessioni tattiche. ([[Eden Hazard]])
*{{NDR|Riferendosi alla mancata partecipazione di Antonio Conte al Forum Allenatori Club d'Elite UEFA}} Non l'hanno invitato perché è squalificato? Ma quante storie... Mica ci alleniamo qui, mica scendiamo in campo con le nostre squadre: è un incontro fra tecnici in terra neutrale. Siamo o non siamo in Svizzera? Dite che i tifosi lo chiamano il Mourinho italiano? La cosa mi onora, Antonio mi piace un sacco come allenatore. È un vincente, sa quello che vuole, ha carisma. ([[José Mourinho]])
*Mi piaceva già da giocatore, tanto che lo volevo comprare ai tempi del Foggia, e mi piace adesso da allenatore, perché dove è andato è sempre riuscito a trasmettere una forte mentalità abbinata a una precisa cultura del gioco. ([[Zdeněk Zeman]])
*Non è stato un allenatore per me. È stato il mio allenatore. Punto. Certo, ce ne sono anche molti altri, ma se devo ricordarne uno dico lui, per tutto quello che mi ha permesso di fare. È un vincente, un insegnante di calcio. ([[Paolo De Ceglie]])
*Non esiste al mondo allenatore in grado di incidere come Antonio Conte. Tatticamente: ogni partita è un compendio del gioco del pallone al di là del risultato. Tecnicamente: migliora il livello di un gruppo in modo esponenziale lavorando ad personam su ogni singolo calciatore. Mediaticamente: sa quello che deve dire; quando lo deve dire; come lo deve dire. Lui parla, gli altri ascoltano. Amministrativamente: sceglie, motiva, indirizza le scelte del club senza (quasi) mai sbagliare un colpo. Per me un genio. ([[Francesco Repice]])
*Non vuole perdere mai, soprattutto quando ha ragione. Posso dirlo io stesso, che ho rischiato di essere appiccicato al muro quando gli ho parlato del patteggiamento.<ref>Citato in Massimiliano Nerozzi, ''[http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/464549/ Dal campo ai giudici, Conte è sicuro: "Non patteggio, io vinco"]'', ''lastampa.it'', 3 agosto 2012.</ref> (Luigi Chiappero)
*{{NDR|Alla domanda «Da uno a cento la moralità di Conte quant'è?»}} Penso più del massimo, insomma centodieci e lode perché non si può mettere in dubbio. ([[Giorgio Chiellini]])
*Perché il nostro football ha bisogno di bandiere, di punti di riferimento. Sei l'anti-[[José Mourinho|Mourinho]], e proprio per questo ti preferisco allo spocchioso portoghese. E chissà perché le sue polemiche devono essere per forza diverse dalle tue: da una parte l'eccellente comunicatore (così coccolato per aver citato una volta [[Jean-Paul Sartre|Sartre]]), dall'altra uno che dovrebbe stare sempre zitto, così per principio, a priori. [...] Spero, dunque, di vederti ancora alla Juventus. Sentirti urlare, rimproverare il tuo giocatore che, a pochi minuti dalla fine, sul 4-0 a vostro favore, sbaglia un passaggio elementare, infine provare a rispondere alle domande senza più un filo di voce, perché per tutto il match "giochi" anche tu, non ti risparmi, sei fuoco e rabbia, grinta e furore. Sei la sintesi perfetta di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] e [[Marcello Lippi|Lippi]]. Meglio: sei tu, e basta. Lo stesso Antonio Conte che, sul campo, mordeva zolle e futuro. ([[Darwin Pastorin]])
*Quaquaraquà non sono io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che, lo ripeto, è stato squalificato per omessa denuncia. ([[Antonio Cassano]])
*Quel suo martellare, essere sempre sul pezzo, non mollare mai mi ricorda molto [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]. D'altra parte, una grande squadra consente solo ed esclusivamente quel tipo di approccio. Non posso sentire quegli allenatori che a marzo dicono: "ci stiamo lavorando" oppure "ci dobbiamo lavorare". Lavorando? Ma negli altri sei mesi che hai fatto? ([[Giuseppe Furino]])
*Sono granata sino al midollo ma per me gliel'hanno fatta sporca con la squalifica. Ho letto le carte e non era da condannare. Uno come lui non si mette a vendere le partite. ([[Marco Berry]])
*Tu non hai bisogno né dei soldi e né della presa di posizione di chi ti ha fatto la guerra, di chi ti ha mandato in tribuna per 6 mesi e ti ha squalificato per 10 mesi. Tu hai bisogno del rispetto. I soldi non ti mancano e ti dovevi comportare nei confronti dei tifosi della Juventus con trasparenza. Conte, per quanto mi riguarda, è una delusione. Io non andrò mai a lavorare per chi mi ha offeso, per chi mi ha squalificato e per chi mi ha considerato un truffatore. E oggi mi dai 5 milioni? Me ne puoi dare anche 100, la dignità non ha un prezzo. ([[Michele Criscitiello]])
* Tutti sanno il suo valore come allenatore e persona nella mia vita, dentro e fuori dal campo. Io so che posso aprirmi anche a livello personale, lui mi capisce e sa che sacrifici faccio per il calcio: gli posso spiegare come mi sento, la sua mentalità e la sua maniera di vivere il calcio è perfetta per me. È uno sempre attento ai dettagli, cura ogni movimento, ogni azione in fase difensiva ed offensiva. Siamo talmente preparati che non puoi sbagliare, questa responsabilità a me piace tanto ed è un allenatore che migliora ogni giocatore. Queste cose ti rendono un vincente. ([[Romelu Lukaku]])
*Un allenatore bravissimo. L'ho capito vedendo la sua squadra, si vede la mano del tecnico, la sua firma. È una squadra omogenea, unita: si vede anche dal linguaggio corporale dei giocatori, lasciano poco spazio, atteggiamento difensivo di grande qualità, ma anche fantasia nel creare gioco offensivo. E poi mi piace il suo temperamento in campo: si agita molto più di me. È più italiano di me... ([[Jupp Heynckes]])
*Un tecnico con le idee chiare. Magari non complicatissime, ed è una fortuna, ma molto efficaci. Soprattutto è un martello. E di solito la combinazione tra l'avere le idee chiare ed essere un martello, risulta vincente. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di trasmettere in modo sincero e genuino il suo senso di appartenenza, la juventinità, che unita all'effetto stadio ha creato una miscela esplosiva. È da tanto che non vedevo un rapporto così intenso. ([[Gianluca Vialli]])
*Uno che cerca di migliorarti, da tutti i punti di vista. ([[Mirko Vučinić]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Antonio Conte, Antonio Di Rosa, ''Testa, cuore e gambe'', Rizzoli, Milano, 2013. ISBN 978-88-17-06092-9
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Conte, Antonio}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Claudio Marchisio
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[[File:Claudio Marchisio Euro 2012 vs England (cropped).jpg|thumb|Claudio Marchisio nel 2012]]
'''Claudio Marchisio''' (1986 – vivente), ex calciatore italiano.
==Citazioni di Claudio Marchisio==
*Da bambino amavo giocare in attacco, poi sono diventato un centrocampista. E sono felice di essere una delle ''bandiere'' bianconere {{NDR|della [[Juventus Football Club|Juventus]]}}, era il sogno che coltivavo fin da bambino, è stato un cammino incredibile, fino a oggi. Sono orgoglioso io e lo è tutta la mia famiglia... È stato talmente bello questo percorso che mi sembra ancora di essere dentro a un sogno, anche se sono passati tanti anni e sono stati vinti tanti trofei.<ref name="Juventus" >Da un'intervista a ''Juventus TV''; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/intervista-marchisio-jtv-3003.php Claudio si racconta]'', ''Juventus.com'', 30 marzo 2017.</ref>
*{{NDR|Sul paragone con [[Marco Tardelli]]}} Detto che il paragone con un simile grande del calcio mondiale mi ha sempre onorato, credo che sia arrivato il momento di parlare solo di Marchisio. Basta "Tardellino", ora voglio scrivere la mia storia. Ho età e maturità giuste per iniziare a essere magari io un punto di riferimento per i più giovani. O almeno spero di diventarlo presto.<ref>Citato in Mirko Graziano, ''[http://www.gazzetta.it/premium/plus/Calcio/Squadre/Juventus/24-05-2012/marchisio-non-sono-tardellino-apriro-ciclo-juve-italia-911328481145.shtml?login=ok Marchisio: "Non sono Tardellino, aprirò un ciclo con Juve e Italia"]'', ''Gazzetta.it'', 24 maggio 2012.</ref>
*Essere juventino è qualcosa di profondo: è orgoglio, è passione, è voglia di non arrendersi mai.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/claudio-marchisio Juventus Hall of Fame: Claudio Marchisio], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
*{{NDR|Riferito a [[Gianluigi Buffon]], dopo aver superato il record d'imbattibilità in Serie A di [[Dino Zoff]]}} Gigi è importantissimo per noi non solo in campo, ma anche negli spogliatoi, lo è come calciatore, capitano e uomo. Questo record arriva meritatamente per una persona che dimostra tutti i giorni la sua professionalità e che ha voglia di migliorarsi sempre.<ref>Da un'intervista a ''Sky Sport''; citato in ''[http://www.agi.it/regioni/piemonte/2016/03/12/news/calcio_marchisio_buffon_merita_record_vuol_sempre_migliorarsi_-604370/ Calcio: Marchisio, "Buffon merita record,vuol sempre migliorarsi"]'', ''Agi.it'', 12 marzo 2016.</ref>
*[[Guerra|Guerre]] e violenza costringono ogni giorno migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie case e ad affrontare pericolosi viaggi alla ricerca di protezione, dignità e un futuro per i propri figli. Io credo che sia il momento di chiedere ai leader mondiali delle soluzioni concrete e di stare dalla parte dei più deboli.<ref>Dal [https://www.facebook.com/MarchisioClaudioMC8/photos/a.781306421895901.1073741825.116929881666895/2264469910246204/ post] sul profilo personale, ''Facebook.com''.</ref>
* Il momento in cui ho realizzato che sarei diventato un professionista? La conferma è stata [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]]-Juve [della stagione] 2006/2007, una prestazione importante dopo la quale mi sono sentito pronto. È stato un periodo particolare, quello, che mi ha visto entrare nella prima squadra fin dal ritiro, mi sono sentito per la prima volta parte integrante della Juve.<ref name="Juventus" />
*Io ringrazio [[Calciopoli]], perché se non ci fosse stata sarei arrivato molto dopo.<ref>Citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/calcio/calciopoli/2010/06/01-114274/Marchisio%3A+%C2%ABDevo+ringraziare+Calciopoli+se+sono+qui%C2%BB Marchisio: «Ringrazio Calciopoli se sono qui»]'', ''Corrieredellosport.it'', 1 giugno 2010.</ref>
*Ormai chiunque cerchi a tutti i costi il titolone ci prova con [[Mario Balotelli|Mario]]. Talvolta lui commette ingenuità, quasi dà l'impressione di non aver tanta voglia di diventare adulto. Nessuno però scrive mai che è, prima di tutto e per davvero, una persona buona. Ma noi lo sappiamo...<ref name=vogue/>
*Questa maglia {{NDR|della Juventus}} ha sempre fame.<ref>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/articoli/1839/marchisio-abbiamo-sempre-fame.shtml Marchisio: "Abbiamo sempre fame"]'', ''Sportmediaset.mediaset.it'', 8 agosto 2012.</ref>
*Sicuramente non posso diventare l'erede di [[Alessandro Del Piero|Alex]] come giocatore, ma voglio diventare una ''bandiera'' della Juventus. E per questo servono molti anni e molta esperienza. La fascia? Sarei orgoglioso di indossarla, la Juve è la mia casa e non mi vedrei mai con un'altra maglia.<ref>Da un'intervista a ''Juventus Channel''; citato in ''[http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2012/04/27-184544/Marchisio%3A+%C2%ABTeniamo+duro+per+vincere+lo+scudetto%C2%BB Marchisio: «Teniamo duro per vincere lo scudetto»]'', ''Tuttosport.com'', 27 aprile 2012.</ref>
*{{NDR|Sull'[[omofobia]] nel mondo del calcio professionistico}} Il nostro ambiente, in effetti, sull'argomento è un po' ingessato. Se uno esce dal posto di lavoro per mano al proprio compagno per fortuna non fa più scalpore; all'uscita da un campo di allenamento, invece, la scena non si può immaginare. E non è giusto.<ref name=vogue>Da un'intervista a ''L'Uomo Vogue''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Europei/2012/18-06-2012/marchisio-favorevole-matrimoni-gay-mondo-calcio-ingessato-911570546911.shtml Marchisio: "Favorevole ai matrimoni gay. Il mondo del calcio è ingessato"]'', ''Gazzetta.it'', 18 giugno 2012.</ref>
*{{NDR|Sull'[[omogenitorialità]]}} Sull'adozione dei figli istintivamente trovo più indicate le figure tradizionali di un uomo e di una donna. Provo a pensare all'equilibrio necessario ai ragazzi, ma è un tema complicato. Non è che si possa sostenere che una coppia eterosessuale sia per forza in grado di dare più amore a un bambino.<ref name=vogue/>
*Qualche giocatore che mi è antipatico? Non qualche faccia in particolare, ma una squadra, soprattutto dopo le finali ruvide di Coppa Italia e Supercoppa {{NDR|nel 2012}}: il Napoli. Quando me li trovo di fronte scatta qualcosa.<ref>Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Juventus/10-01-2013/juve-marchisio-perde-aplomb-il-napoli-mi-antipatico--913766813526.shtml Marchisio: "Napoli antipatico". Replica: "Grave offesa". La Juve: "Falso"]'', ''Gazzetta.it'', 10 gennaio 2013.</ref>
*Torino è calda soprattutto per la tifoseria del Torino, non della Juventus. Il tifoso della Juventus a Torino non è che lo si trova tanto. Torino-Torino è proprio del Toro e loro sono una tifoseria calda. Infatti quando c'è il [[Derby di Torino|derby della Mole]] sono loro l'anima del derby, che lo tengono sempre attivo, mentre il tifoso della Juventus è un po' sparso ovunque. Siamo ovunque, ma diciamo che non abbiamo il nostro nucleo principale.<ref>Da un'intervista rilasciata al ''De Core Podcast''; citato in Claudio Martinelli, ''[https://www.torinotoday.it/sport/calcio/striscioni-tifosi-juventus-claudio-marchisio-stadium-vinovo.html Marchisio: "Torino è del Toro". E i tifosi della Juventus non ci stanno: "Lacché" e "Uomo di me..a" e parte l'indagine della digos]'', ''torinotoday.it'', 3 luglio 2024.</ref>
*Vedere un gruppo sempre positivo, che ha voglia di arrivare a grandi obiettivi, al di là del fatto di poter giocare o meno, ti trascina. [...] Qualsiasi giocatore che indossi la maglia della Juventus preferisce giocare meno partite ma vincere alla fine dell'anno, piuttosto che giocarle tutte ma non vincere nulla.<ref>Da interviste a ''Sky'' e ''Mediaset''; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/marchisio---vincere-tutto----un-obbligo-crederci-.php Marchisio: «Vincere tutto? È un obbligo crederci»]'', ''Juventus.com'', 25 aprile 2017.</ref>
{{Intestazione2|''[http://www.juventus.com/it/news/news/2016/parola-al-principino.php Parola al Principino]''|Da un'intervista a ''Sky''; citato in ''Juventus.com'', 24 novembre 2016.}}
*Essere capitano è un'attitudine. Si può esserlo anche senza portare la fascia, come accadeva anni fa a [[Gianluigi Buffon|Buffon]]. Ci sono giocatori che si fanno sentire quotidianamente, altri cui basta un solo discorso o anche uno sguardo, è una questione caratteriale. Quanto a me, quando ho avuto occasione di portarla è stata un'emozione molto particolare.
*Ho interpretato tanti ruoli in questi anni, vivendo situazioni differenti, adesso alla mia età posso inserirmi con serenità in qualsiasi parte del campo, e lo devo a tutti gli allenatori che ho avuto e che mi hanno aiutato. Leadership nel gruppo? La acquisisci solo con l'esperienza, leader non ci nasci. Io sono cresciuto con grandi campioni a fianco a me che mi hanno trasmesso valori importanti, e ora provo a fare lo stesso.
*{{NDR|Su [[Leonardo Bonucci]]}} Sta giocando da centrale in una difesa a tre: ha una grande visione di gioco, da centrocampista. In molte situazioni di gioco, in cui noi {{NDR|centrocampisti}} in mezzo siamo marcati, sappiamo che possiamo contare su di lui, che ha qualità e, ripeto, visione.
*{{NDR|Sull'ossatura italiana della Juventus}} Nella nostra storia è sempre stato importante uno "zoccolo duro" italiano, protagonista anche in azzurro. È accaduto anche in questi anni, siamo cresciuti insieme, trasmettendo idee e valori della Juventus ai più giovani.
==Citazioni su Claudio Marchisio==
*Ammiro molto Claudio Marchisio. È un centrocampista come me e mi piace molto il suo modo di giocare, oltre che la sua umiltà e la sua applicazione al servizio della squadra. E poi è juventino, la mia squadra del cuore. ([[Martina Rosucci]])
*È l'uomo in cui mi rispecchio di più. ([[Antonio Conte]])
*Fa un ruolo dove serve ragionamento e lui è uno che ragiona, è uno intelligente. ([[Vincenzo Chiarenza]])
*Ho una simpatica speciale per Marchisio, con cui condivido i miei stessi guai alle ginocchia... ([[Deborah Compagnoni]])
*Marchisio ha tutto: calcio, agonismo, senso tattico e ora ha fatto il definitivo salto di qualità sotto il profilo della personalità. [[Marco Tardelli|Tardelli]]? Lo ricorda nella corsa e nel fisico, ma forse Marco era un pelo più esplosivo e individualista, mentre Claudio è più uomo squadra. ([[Giuseppe Furino]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Marchisio, Claudio}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Matías Almeyda
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Rimuovo l'immagine "Almeyda_foto_.jpg", cancellata in Commons da [[commons:User:Didym|Didym]] perché per [[:c:Commons:Deletion requests/File:Almeyda foto .jpg|]].
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text/x-wiki
'''Matías Jesús Almeyda''' (1973 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore argentino.
== Citazioni di Matías Almeyda ==
{{Int|[//www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/26-09-2012/vita-indio-almeyda-alcol-mafia-depressione--912726770571.shtml La vita dell'Indio Almeyda tra alcol e depressione]|Martin Mazur, ''Gazzetta.it'', 26 settembre 2012. [http://media.readspeaker.com/cache/0ffce97f058cd468bc391d7299600e83.mp3 Ascolta]}}
*Per tutta la carriera ho fumato dieci sigarette al giorno. Anche l'alcol è stato un problema. Bruciavo tutto negli allenamenti, ma vivevo al limite. Una volta ad Azul, il mio paese, ho bevuto cinque litri di vino, come fosse Coca Cola, e sono finito in una specie di coma etilico. Per smaltire, ho corso per cinque chilometri, finché ho visto il sole che girava. Un dottore mi ha fatto 5 ore di flebo. Sarebbe stato uno scandalo, all'epoca giocavo nell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]. Quando mi sono svegliato e ho visto tutta la mia famiglia intorno al letto, ho pensato che fosse il mio funerale.
*Al [[Parma Football Club|Parma]] ci facevano una flebo prima delle partite. Dicevano che era un composto di vitamine, ma prima di entrare in campo ero capace di saltare fino al soffitto. Il calciatore non fa domande, ma poi, con gli anni, ci sono casi di ex calciatori morti per problemi al cuore, che soffrono di problemi muscolari e altro. Penso che sia la conseguenza delle cose che gli hanno dato.
*Sul finire del campionato 2000-01, alcuni compagni del Parma ci hanno detto che i giocatori della [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] volevano che noi perdessimo la partita. Che siccome non giocavamo per nessun obiettivo, era uguale. Io ho detto di no. Sensini, lo stesso. La maggioranza ha risposto così. Ma in campo ho visto che alcuni non correvano come sempre. Allora ho chiesto la sostituzione e me ne sono andato in spogliatoio. Soldi? Non lo so. Loro lo definivano un favore…
*{{ndr|Su [[Edgar Davids]]}} Era l'avversario che mi piaceva di più. Lui mi dava una botta e io mi alzavo senza dire nulla. Io gli davo una botta e lui si alzava senza dire nulla. Lui a sinistra, io a destra: ci scontravamo sempre. Una guerra. Una volta in un'intervista esposi il mio modo di pensare. Prima della gara successiva Davids mi è venuto incontro. Ho pensato che era arrivato il momento di fare a pugni, invece lui mi ha stretto la mano e mi ha detto: «Bravo, la penso esattamente come te». Avremmo potuto diventare amici.
==Citazioni su Matías Almeyda==
*Almeyda andava il doppio degli altri per forza della natura, per anima e palle che gli permettevano ciò. Poi i giocatori sono "ignoranti" dal punto di vista medico, non sono in grado di giudicare se una cosa è buona o no. Io so solo che gli integratori quando hai bisogno di vitamine li prendono tutti, come quando se hai mal di testa prendi un Aulin. Matìas è una persona schietta, ma il suo fare non è allusivo. Lui si attribuisce un pensiero ma non dice mica di dire la verità! ([[Daniele Adani]])
*Quelle di Almeyda sono considerazioni personali. Potrebbe aver detto queste cose per fare lo scoop, o per pubblicizzare il suo libro. Io, come ho detto sempre, di flebo ne ho fatte due o tre e non certo per migliorare le prestazioni. ([[Fabio Cannavaro]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Almeyda, Matías}}
[[Categoria:Calciatori argentini]]
[[Categoria:Allenatori di calcio argentini]]
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Sergio Brio
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text/x-wiki
[[File:Sergio Brio - Juventus FC 1974-75.jpg|thumb|Sergio Brio nel 1974]]
'''Sergio Brio''' (1956 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Sergio Brio==
*Di me si vuol dare sempre l'idea del duro. Invece sono uno che di botte ne prende tante e sta zitto. Se mi lamentassi anch'io, come fanno tutti... Ma non è nel mio carattere. In campo bisogna saper accettare di tutto.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/10/10/strano-black-out-bianconero-zitti-sempre-ma-non.html Strano black-out bianconero. Zitti sempre, ma non su TV2]'', ''la Repubblica'', 10 ottobre 1987.</ref>
*La [[Juventus Football Club|Juventus]] è la mia [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]].<ref>Citato in Tavella, «L'assalto del Vichingo del Sud».</ref>
*{{NDR|Sull'esperienza nella [[Juventus Football Club|Juventus]]}} [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]] ordinava e io eseguivo. Con la massima concentrazione, un compito e quello restava per tutta la partita. Facevo il muratore in una squadra di architetti.<ref>Citato in Tony Damascelli, ''[http://www.ilgiornale.it/news/brio-50-anni-e-rimpianto-ora-azzurro-giocano-tutti.html Brio, 50 anni e un rimpianto «Ora in azzurro giocano tutti»]'', ''ilgiornale.it'', 19 agosto 2006.</ref>
*Non si può parlare della Juventus senza menzionare la famiglia Agnelli {{sic|ed}} in particolare l'[[Gianni Agnelli|Avvocato]]. Il mio primo ricordo di lui è legato al ritiro a Villar Perosa del 1978 quando tornai dal prestito alla Pistoiese e rimasi colpito dall'attaccamento e dalla passione che dimostrava nei confronti di noi giocatori.<ref>Da ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*[La] Juventus per me è la mia vita, la mia famiglia: ho dentro una juventinità incredibile perché questo club mi ha fatto diventare un uomo e in me ci sarà sempre riconoscenza.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/sergio-brio Juventus Hall of Fame: Sergio Brio], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20141016045505/http://www.juveatrestelle.it/extra/sergio-brio-intervista/ Intervista a Sergio Brio, uno dei 5 che ha vinto tutto (in maniche corte)]''|Massimo Crepaldi, ''juveatrestelle.it'', 14 ottobre 2014.}}
*{{NDR|Sull'arrivo alla [[Juventus Football Club|Juventus]]}} È stato un sogno per me passare dal giocare con le figurine a trovarmi in uno spogliatoio con mostri sacri come [[Dino Zoff|Zoff]], [[Franco Causio|Causio]], [[Roberto Bettega|Bettega]], [[Fabio Capello|Capello]].
*{{NDR|Su [[Gaetano Scirea]]}} Gaetano era soprattutto un uomo speciale: umile, per bene, buono. È il ragazzo a cui ogni padre sarebbe felice di dare in sposa la propria figlia. [...] Avevamo un sincronismo perfetto, bastavo uno sguardo per capirci.
*{{NDR|Su [[Roberto Pruzzo]]}} In campo Roberto era un burbero: borbottava e rimproverava spesso anche i suoi compagni. A parole, cercava sempre di metterti pressione.
* [[Vladimiro Caminiti|Caminiti]] aveva cuore grande e competenza calcistica, uniti a un caratterino niente male. La sua penna sapeva essere tagliente: se non entravi nelle sue grazie, ogni domenica erano bacchettate. Aveva capacità non comuni come giornalista, i suoi erano pezzi da incorniciare. Un poeta prestato al mondo del calcio.
*{{NDR|«Perché sempre in maniche corte, pure in mezzo alla neve?»}} Le maniche lunghe mi davano un fastidio fisico, le vivevo come un impedimento: mi sentivo più a mio agio con le maniche corte, mi pareva d'avere mani e braccia più libere. Ricordo una serata di Coppa in Islanda a meno quindici, sempre con la mia divisa estiva.
*Il mio gioco era semplice: studiavo l'avversario e cercavo di renderlo il più innocuo possibile portandolo a "girarsi" dalla parte del piede più debole. Giocavo sempre a stretto contatto cercando l'anticipo. Ero tosto, ma mai duro gratuitamente.
*{{NDR|«Ci racconti come erano le firme dei contratti con [...] [[Giampiero Boniperti|Boniperti]]?»}} In 4 ore si firmava tutti. Rigorosamente in bianco, la cifra la metteva lui. Se non ti stava bene, non stavi alla [[Juventus Football Club|Juventus]]. Oggi è esattamente l'opposto con i presidenti ostaggi dei calciatori.
*{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}} Non conoscevamo la realtà dei fatti. Ci era stato detto solamente di un morto in un tafferuglio fuori dallo stadio. [[Giampiero Boniperti|Boniperti]] non voleva giocare per onorare la memoria del tifoso deceduto. Si riunì d'urgenza il comitato dell'UEFA che intimò a Boniperti di giocare minacciandolo di assegnare lo 0-3 a tavolino e di considerarlo da quel momento in poi responsabile di tutti gli episodi che potevano scatenarsi in caso di sospensione dell'incontro. La [Juventus] fu pertanto messa di fronte all'obbligo di scendere in campo. Ribadisco, all'oscuro di quanto stava succedendo. La partita, per quel poco che conta, fu partita vera. Chi dice o crede il contrario non è juventino.
*{{NDR|Su [[Marco van Basten]]}} Era un giocatore completo, forte con entrambi i piedi e abile di testa, gran fisico ma con una tecnica e una velocità nel breve pazzesca. Non aveva punti deboli. E se hai queste doti, metti in difficoltà chiunque.
*{{NDR|Su [[Michel Platini]]}} Innanzitutto una persona intelligente [...]. In campo è uno dei giocatori più forti mai visti in Italia. Tecnica, tattica, astuzia. Nei momenti di difficoltà sapeva sempre trovare il modo di uscirne. Un vero leader.
*{{NDR|Su [[Giovanni Trapattoni]]}} Un grande gestore del gruppo e una grande competenza calcistica. Era paziente, sapeva parlare ma anche ascoltare. Aveva umiltà, sapeva organizzare e programmare tutto, non lasciava nulla al caso.
==Citazioni su Sergio Brio==
*– Brio? No, quello de 'a Juve de tanti anni fa? Quello che dava i carci a Pruzzo?<br>– Er bomber de Crocefieschi, esatto! (''[[Boris (terza stagione)|Boris]]'')
*Brio si sente molto operaio. [...] Ma mettilo poi contro Pruzzo, Pruzzo di Crocefieschi che gli soffia col baffo insulti anti sud; allora Pruzzo non tocca palla e deve rivolgersi a Casarin. No, Brio è eccentrico. È così serio, così umile, così vero, così intensamente pugliese, così riconoscente ai cronisti per bene, che quasi non penso di avere sbagliato mestiere come mi succede da un pezzo. ([[Vladimiro Caminiti]])
*Non sappiamo nelle liste di quale partito Sergio Brio sia stato eletto al parlamento, ma è certo che sui campi di calcio gode di una immunità pari a quella degli onorevoli anche se poi il suo stile di gioco è più quello di un extraparlamentare. ([[Lino Cascioli]])
*Sergio Brio. Come diceva [[Bud Spencer]]: "Non c'è cattivo più cattivo di un buono che diventa cattivo". Fisico da Troll, voce in falsetto e animo sensibile. ([[Sandro Veronesi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Renato Tavella, ''101 gol che hanno fatto grande la Juventus'', Newton Compton Editori, 2011. ISBN 88-5412-676-4
==Filmografia==
*''[[Boris]]'' (2010)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Brio, Sergio}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Norman Zoia
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text/x-wiki
[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita Onde Rod again]'', ''ilpiave.it'', 30 maggio 2017)
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori .'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7=ita Se la vita è una rotella che gira...]'', ''ilpiave.it'', 26 maggio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (p. 39)
*{{NDR|Su [[Giacomo Leopardi]]}} ''Un salto nella sconfinata solitudine | con occhiali da luna e cornamuse | in questo sabato del villaggio globale'' (p. 12)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}}
[[Categoria:Artisti italiani]]
[[Categoria:Parolieri italiani]]
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita Onde Rod again]'', ''ilpiave.it'', 30 maggio 2017)
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori .'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7=ita Se la vita è una rotella che gira...]'', ''ilpiave.it'', 26 maggio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (p. 39)
*{{NDR|Su [[Giacomo Leopardi]]}} ''Un salto nella sconfinata solitudine | con occhiali da luna e cornamuse | in questo sabato del villaggio globale'' (p. 12)
*{{NDR|Su [[Allen Ginsberg]]}} ''Ha visto le ombre elettriche | della sua disperazione | fra ballads sfiancate e tossiche | perse nel Grido di mille bands'' (p. 16)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}}
[[Categoria:Artisti italiani]]
[[Categoria:Parolieri italiani]]
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/* Passi perVersi */ aggiunta citazione su Patrizia Valduga
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'')
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita Onde Rod again]'', ''ilpiave.it'', 30 maggio 2017)
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori .'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7=ita Se la vita è una rotella che gira...]'', ''ilpiave.it'', 26 maggio 2026)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
==Citazioni tratte da canzoni==
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990)
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} ''Quell’amore perduto è un rosaio | folte le spine fiorite al vento'' (da ''Fiorite spine'', 2020)
*{{NDR|Su [[Enzo Jannacci]]}} ''[…] Per quelli che sanno star controvento | per quelli che son passati là, dietro Via del Campo'' (da ''Vincenzino e la musica'', 2014)
*{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''Pantera Rossa'', 2021)
*{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs. Watts'', 2016)
==''Passi perVersi''==
*{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (p. 11)
*{{NDR|Su [[Giosuè Carducci]]}} ''Sciolti alla foschia i pensieri | fra le chiglie e gli ormeggi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (p. 14)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' ( p. 19)
*{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (p. 21)
*{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]]}} ''Stanno quatti nel fango | i rospi aspettando | il fare del giorno.'' (p. 22)
*{{NDR|Su [[Luca Carboni]]}} ''Un lampo di rossa luna | nel grigiore del porto.'' (p. 25)
*{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (p. 41)
*{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (p. 49)
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (p. 39)
*{{NDR|Su [[Giacomo Leopardi]]}} ''Un salto nella sconfinata solitudine | con occhiali da luna e cornamuse | in questo sabato del villaggio globale'' (p. 12)
*{{NDR|Su [[Allen Ginsberg]]}} ''Ha visto le ombre elettriche | della sua disperazione | fra ballads sfiancate e tossiche | perse nel Grido di mille bands'' (p. 16)
*{{NDR|Su [[Patrizia Valduga]]}} ''Cosi viene e sgorga il morso | sul ciglio di sospiri e tenerezze | denso di maschio latte il passo | un bolero di lingue e di carezze'' (p. 23)
==''Grido di Natale''==
*{{NDR|Su [[Giorgio Gaber]]}} ''Scavate vogliosamente | nei vostri alberi genealogici | ma siamo tutti una manica di bastardi.'' (p. 13)
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (p. 37)
==Bibliografia==
*Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook':s, 2013.
*Noman Zoia, ''Grido di Natale, Fuzzbook':s, 1967-2013.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}}
[[Categoria:Artisti italiani]]
[[Categoria:Parolieri italiani]]
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Wild Wild West
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo=Wild Wild West
|titolooriginale=Wild Wild West
|paese=Usa
|anno=1999
|genere=Commedia, azione, fantascienza e western.
|regista=[[Barry Sonnenfeld]]
|sceneggiatore=[[Ed Solomon]], [[Jeffrey Price]], [[Peter S. Seaman]], [[Brent Maddock]], [[S. S. Wilson]].
|attori=
* [[Will Smith]]: James West
* [[Kevin Kline]]: Artemus Gordon/Presidente [[Ulysses Grant]]
* [[Kenneth Branagh]]: Dr. Arliss Loveless
* [[Salma Hayek]]: Rita Escobar
* [[M. Emmet Walsh]]: Coleman
* [[Musetta Vander]]: Munitia
* [[Bai Ling]]: Miss East
* [[Frederique Van Der Wal]]: Amazonia
* [[Sofia Eng]]: Miss Lippenreider
* [[Ted Levine]]: Generale Mcgrath
|doppiatoriitaliani =
* [[Sandro Acerbo]]: James West
* [[Cesare Barbetti]]: Artemus Gordon/Presidente [[Ulysses Grant]]
* [[Antonio Sanna]]: Dr. Arliss Loveless
* [[Cristina Boraschi]]: Rita Escobar
* [[Dario Penne]]: Generale Mcgrath
}}
'''''Wild Wild West''''', film statunitense del 1999 di [[Barry Sonnenfeld]], con [[Will Smith]] e [[Kevin Kline]].
==Frasi==
* Ehi, Gordon. Ma tu delle [[tasca|tasche]] hai mai sentito parlare? ('''James West''')
* Avete tutti l'aria di aver visto un fantasma. E invece sono proprio io, amici. Come vedete sono sano e salvo! Be', sano forse no. Forse noi sudisti abbiamo perso la guerra, ma non abbiamo perso il nostro senso dell'umorismo! No, neanche dopo aver perso un polmone, la milza, la vescica, due gambe, almeno un metro e mezzo abbondante di intestino tenue nonché la possibilità di riprodursi, tutto ciò in nome del Sud!!! EPPURE LO ABBIAMO FORSE PERSO IL SENSO DELL'UMORISMO?! ('''Dr. Arliss Loveless''')
* Impiccatelo!! ('''Artemus Gordon''')
==Dialoghi==
*'''James''': Jim West non indossa costumi.<br/>'''Gordon''': Come vuoi, allora qual è il tuo piano?<br/>'''James''': Molto semplice: mi presento lì come agente governativo e faccio secco il Generale Massacro McGrath.<br/>'''Gordon''': Un negro armato vestito da cowboy in una stanza piena di bianchi che possedevano schiavi? Vinceresti il primo premio. Dammi retta, un buon travestimento è quanto che ci serve per entrare alla festa, e per riuscire a trovare gli scienziati rapiti prima che vengano costretti a creare qualcosa che distruggerà gli Stati Uniti. Noi siamo stati scelti tra molti dal Presidente in persona, è in gioco la nostra libertà, questo è il nostro dovere di uomini. Adesso, tu ti vesti da marinaio e io farò la ragazza da saloon.
*'''James''': Vorrei avere la vostra cortese attenzione per un momento. Mi sembra che stasera, ci siano stati, come dire, parecchi equivoci. E vorrei sprecare un po di tempo per chiarirli. <br/>'''Persona''': È meglio per te. <br/>'''James''': Prima di tutto, ho suonato il tamburo sulle poppe della signorina. Il fatto è che al mio paese...<br/>'''Persona''': Georgia?<br/>'''James''': Africa. I miei antenati usavano i tamburi per comunicarsi le notizie, fra i villaggi. Sono sicuro che siamo tutti d'accordo che con questa attrezzatura si potrebbe comunicare fino a Baton Rouge. {{NDR|Persone rumoreggiano}} Siete d'accordo è? Anzi con il vento favorevole, potremmo arrivare fino al Texas. Tutto quello che ho detto alla signorina è stato: "Che eleganza e molto piacere io mi chiamo Jim, e come sta mamma?" . Si, lo so vi ho chiamato zappaterra e ho la sensazione che voi l'abbiate preso come un insulto.<br/>'''Persona''': Certo!<br/>'''James''': Allora proviamo a scomporre la parola. La prima parola è zappa, l'orgoglio del lavoratore, forte e potente e la seconda parola è terra, è terra, ok non mi viene in mente niente per terra al momento, ma basta e avanza la zappa e secondo me ne dovete essere più che fieri. E detto tra noi anche questa cosa della schiavitù, io non capisco perché bisogna farla tanto lunga, comunque, ma scusate a chi non piacerebbe avere qualcuno che lavora al posto suo, che lo accudisce. Per esempio vi piacerebbe, alzare quelle belle e grassose chiappe la mattina ed andare a raccogliere il cotone. Ah ah ah non credo proprio. Quindi coraggio torniamo tutti dentro andiamo a farci un goccetto. Vediamo di rallegrare un po' questo mortorio.<br/>'''Persona''': Basta, impicchiamolo.<br/>'''James''': No, basta, calma, calma aspettate un momento. Signori, avete di fronte a voi un uomo che si rende conto di avere sbagliato. Signorina, vorrei avere la possibilità di rimediare. Volete sposarmi? {{NDR|Rumoreggiare generale}} Significa no, allora state a sentire, vi sentirete meglio se vi dicessi che vi credevo un uomo. {{NDR|La signorina sviene}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Wild Wild West''|w=Wild Wild West}}
[[Categoria:Film commedia fantascientifica]]
[[Categoria:Film western]]
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M. Night Shyamalan
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Spinoziano
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/* Filmografia */ revisione
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[[File:M. Night Shyamalan 2008 - still 40580 crop.jpg|thumb|M. Night Shyamalan nel 2008]]
'''Manoj Shyamalan ''', conosciuto come '''M. Night Shyamalan''' (1970 – vivente), regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico indiano-statunitense.
==Citazioni di M. Night Shyamalan==
{{cronologico}}
*Mi sento elettrizzato e orgogliosissimo del lavoro. Non provavo la stessa energia da anni. ''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]'' è reso come nessun altro film. Il che lo rende un'esperienza eccitante e pericolosa. {{NDR|La protagonista}} è un'aspirante regista di 15 anni che crede fermamente nel potere del cinema. È stato come rivedere me stesso da ragazzo quando mi chiedevo se credere o no al cinema come a una forma di magia.<ref>Dall'[http://www.nocturno.it/intervista-a-m-night-shyamalan/ Intervista a M. Night Shyamalan] di Marco Cacioppo, ''Nocturno.it'', 27 novembre 2015.</ref>
*Facendo ridere lo spettatore durante una scena si compie il primo passo per farlo uscire dalla sua "comfort zone". Una volta distratto attraverso il [[umorismo nero|dark humour]], lo spettatore può essere facilmente diretto verso un profondo e sconcertante sentimento di paura, misto a pressante tensione. Ecco perché cerco di far ridere nei miei film.<ref>Citato in ''[http://www.bestmovie.it/news/m-night-shyamalan-strappare-risata-primo-passo-alimentare-la-paura/575793/ M. Night Shyamalan: «Strappare una risata è il primo passo per alimentare la paura»]'', ''BestMovie.it'', 17 dicembre 2016.</ref>
==Citazioni su M. Night Shyamalan==
*Di solito interagisco molto con il regista, sono molto propositivo, ma con Shyamalan è inutile, lui è forse in assoluto il più sicuro di sé tra i registi con cui ho lavorato. ([[James McAvoy]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[The Sixth Sense - Il sesto senso]]'' (1999) – regista, sceneggiatore
*''[[Unbreakable - Il predestinato]]'' (2000) – regista, sceneggiatore, produttore
*''[[Signs]]'' (2002) – attore, regista, sceneggiatore, produttore
*''[[The Village]]'' (2004) – regista, sceneggiatore
*''[[Lady in the Water]]'' (2006) – attore, regista, sceneggiatore
*''[[E venne il giorno]]'' (2008) – regista, sceneggiatore
*''[[After Earth]]'' (2013) – regista, sceneggiatore
*''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]'' (2015) – regista, sceneggiatore, produttore
*''[[Wayward Pines]]'' (2015) – regista, produttore
*''[[Split]]'' (2016) – attore, regista, sceneggiatore, produttore
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023) – regista, sceneggiatore, produttore
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Shyamalan, M. Night}}
[[Categoria:Attori indiani]]
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici indiani]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Registi indiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori indiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Flavio Aquilone
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Flavio Aquilone - Lucca Comics & Games 2015.JPG|thumb|Flavio Aquilone a Lucca Comics & Games 2015]]
'''Flavio Aquilone''' (1990 – vivente), doppiatore italiano.
==Citazioni di Flavio Aquilone==
*Ci sono vari criteri per stabilire quale voce distribuire su un personaggio. Generalmente l'età anagrafica e la pasta vocale del doppiatore contribuiscono. Quando la scelta viene dall'estero, si tende a preferire attori con un timbro molto simile all'originale. Ad ogni modo è il direttore di doppiaggio che distribuisce le voci sui personaggi di un film.<ref name=foggiazon>Da ''[http://foggia.zon.it/cultura/flavio-aquilone-la-voce-si-racconta-foggia-zon/ Flavio Aquilone: la "voce" che si racconta a Foggia.Zon!]'', ''Foggia.ZON.it'', 29 ottobre 2015.</ref>
*Dopo tutti questi anni è difficile stabilire quale sia il personaggio a cui sono più affezionato, perché ogni personaggio mi lascia qualcosa. Generalmente preferisco quelli in cui devo interpretare ruoli drammatici, perché nel ruolo drammatico sono costretto a mettere in piazza i sentimenti. Quando si interpretano questi ruoli devi svelarti un po' di più e tirar fuori i momenti vissuti che ti hanno colpito.<ref name=gossipetv>Da ''[http://www.gossipetv.com/intervista-esclusiva-a-flavio-aquilone-voce-italiana-di-zac-efron-e-tom-felton-126114 Intervista esclusiva a Flavio Aquilone: voce italiana di Zac Efron e Tom Felton]'', ''GossipeTV.com'', 27 agosto 2014.</ref>
*Il [[doppiaggio]] ha il compito di restituire ciò che già esiste in un'altra lingua. Il nostro lavoro non è quello di aggiungere, ma di cercare di cogliere le sfumature di un personaggio e di riprodurre l'interpretazione di un altro attore nella nostra lingua. Più ci allontaniamo dal percorso originale e meno rendiamo giustizia al film. Ovviamente un cattivo doppiaggio può anche rovinare o stravolgere un film. Se questo accade, abbiamo fallito.<ref name=foggiazon />
*In questi anni il doppiaggio è cambiato moltissimo: con l'evolversi della tecnologia si è arrivati a un livello tecnico altissimo, il che però ha aumentato drasticamente la produttività, danneggiando a volte la qualità dei prodotti. Il mio augurio è che si torni a prestare maggiore attenzione e cura al lato artistico di questo affascinante mestiere.<ref name=oac>Da ''[http://www.oggialcinema.net/intervista-flavio-aquilone/ Intervista a Flavio Aquilone, doppiatore di Zac Efron e Cory Monteith]'', ''Oggialcinema.net'', 22 aprile 2014.</ref>
*L'esperienza di ''[[Death Note]]'' è stata sicuramente importante per me. Non avevo mai prestato la voce al protagonista di un anime, e sono rimasto subito affascinato dal personaggio di Light. La difficoltà principale di interpretare un ruolo del genere sta nel rendere evidente il distacco netto delle due personalità. [...] Era necessario dunque seguire il più possibile l'originale, cercando di rispettare il suo modo calmo di parlare, quasi monocorde, senza però risultare vuoti o inespressivi.<ref>Da ''[http://dub-quests.blogspot.it/2010/08/tre-domande-flavio-aquilone.html Tre domande a... Flavio Aquilone]'', ''Dub-quests.blogspot.it'', 15 agosto 2010.</ref>
*La morte di Cory {{NDR|Monteith}} ha sconvolto un po' tutti noi di ''[[Glee]]''. Appena ho letto la notizia ho sperato che fosse uno scherzo. In questi anni non ho avuto modo di conoscerlo personalmente, ma ero comunque molto legato a lui. È inevitabile affezionarsi a un attore a cui presti la voce per anni ogni settimana.<ref name=oac />
*Per fare il doppiaggio ci vuole molta tecnica. Questa sicuramente si impara con esercizio e con pazienza. Alla base di tutto però ci deve essere una predisposizione, un talento... in definitiva bisogna essere attori. Non è essenziale avere una bella voce, l’importante è saper recitare. Ci si può avvicinare al doppiaggio facilmente se si hanno queste qualità.<ref>Da ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2007/10/309912.shtml Intervista esclusiva a Flavio Aquilone - Voce giovane dell'anno]'', ''Supereva.it''.</ref>
*{{NDR|"Tra i tanti complimenti che hai ricevuto quale ti ha colpito di più?"}} Quando mi hanno detto che esistono due tipi di interpreti, quelli sensibili e quelli intelligenti. Tu sei molto fortunato perché fai parte di entrambe le categorie.<ref name=gossipetv />
*Sentirsi per la prima volta incisi è una grande emozione. Avevo quattro anni quando ho prestato la voce al mio primo personaggio e si trattava di un cartone animato. Ero incuriosito e divertito all'idea di poter dare vita a un carattere attraverso l'uso della mia voce, seguendo le orme di un attore che precedentemente aveva svolto lo stesso ruolo. La prima volta che invece ho sentito la mia voce al cinema avevo nove anni. Quella è stata una sensazione indimenticabile.<ref name=oac />
* {{NDR|Sul doppiaggio dei videogiochi}} È stata una delle prime volte che prestavo la voce a un videogioco di quel genere. Ho giocato al videogioco una volta terminata la lavorazione anche se devo ammettere di non essere un grande fan del genere. Tuttavia, una volta iniziato mi sono riscoperto un amante di quelle ambientazioni, considero ''Ghost of Tsushima'' uno dei titoli più interessanti. Lavorare un videogioco del genere è particolare perché di solito c’è un direttore artistico che segue l’intero progetto e che conosce l’opera. Prima di iniziare devi firmare dei documenti di assoluta riservatezza sul prodotto. Devi comprendere soltanto il contesto del tuo personaggio e la psicologia, ma la storia la devi completamente ignorare. La lavorazione è stata letteralmente a singhiozzo dal momento che giungeva ogni volta del nuovo materiale da doppiare. Questa cosa andò avanti per diversi mesi. Insomma, ormai i videogiochi di punta si fanno tutti con queste modalità, sono rari i videogiochi che si doppiano in un blocco unico. È stata un’esperienza divertente anche perché Taka è un personaggio nelle mie corde. L’aspetto che ho apprezzato maggiormente di Taka è il suo essere fedele e l’amore nei confronti della famiglia. Un lato caratteriale che emerge nella storia e che mi ci rispecchio molto. <ref name=Santopaolo>Dall'intervista di Antonello Santopaolo,
''[https://videogiochitalia.it/intervista-a-flavio-aquilone-doppiatore-di-draco-malfoy-denver-light-yagami-taka-mr-robot-genos-jean Intervista a Flavio Aquilone, doppiatore, voce di Draco Malfoy, Denver, Light Yagami, Taka, MR. Robot, Genos, Jean ]'' Videogiochitalia.it, 14 giugno 2022 </ref>
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Cliffhanger - L'ultima sfida]]'' (1993)
*''[[Unbreakable - Il predestinato]]'' (2000)
*''[[A.I. - Intelligenza artificiale]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001)
*''[[L'ultimo sogno]]'' (2001)
*''[[The Others (film 2001)|The Others]]'' (2001)
*''[[Equilibrium]]'' (2002)
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002)
*''[[Signs]]'' (2002)
*''[[Unfaithful - L'amore infedele]]'' (2002)
*''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003)
*''[[Elf - Un elfo di nome Buddy]]'' (2003)
*''[[School of Rock]]'' (2003)
*''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004)
*''[[Neverland - Un sogno per la vita]]'' (2004)
*''[[Cacciatore di teste]]'' (2005)
*''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'' (2005)
*''[[High School Musical]]'' (2005)
*''[[Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio]]'' (2005)
*''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005)
*''[[Blood Diamond - Diamanti di sangue]]'' (2006)
*''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007)
*''[[La promessa dell'assassino]]'' (2007)
*''[[Quel treno per Yuma (film 2007)|Quel treno per Yuma]]'' (2007)
*''[[10.000 AC]]'' (2008)
*''[[Gli esploratori del tempo]]'' (2008)
*''[[The Millionaire]]'' (2008)
*''[[Le cronache di Narnia: il principe Caspian]]'' (2008)
*''[[Bright Star]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e il principe mezzosangue]]'' (2009)
*''[[Terminator Salvation]]'' (2009)
*''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'' (2009)
*''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009)
*''[[Adèle e l'enigma del faraone]]'' (2010)
*''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Il discorso del re]]'' (2010)
*''[[Il domani che verrà - The Tomorrow Series]]'' (2010)
*''[[L'apprendista stregone]]'' (2010)
*''[[Innocenti bugie]]'' (2010)
*''[[Machete (film 2010)]]'' (2010)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[L'alba del pianeta delle scimmie]]'' (2011)
*''[[L'ultimo dei Templari (film 2011)|L'ultimo dei Templari]]'' (2011)
*''[[Quasi amici - Intouchables]]'' (2011)
*''[[Scream 4]]'' (2011)
*''[[Warrior (film 2011)|Warrior]]'' (2011)
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Hunger Games (film)|Hunger Games]]'' (2012)
*''[[Jack Reacher - La prova decisiva]]'' (2012)
*''[[La fredda luce del giorno]]'' (2012)
*''[[Lawless]]'' (2012)
*''[[Le belve (film 2012)|Le belve]]'' (2012)
*''[[Noi siamo infinito]]'' (2012)
*''[[Giovani ribelli - Kill Your Darlings]]'' (2013)
*''[[Hunger Games: La ragazza di fuoco]]'' (2013)
*''[[Il grande Gatsby (film 2013)|Il grande Gatsby]]'' (2013)
*''[[La religiosa]]'' (2013)
*''[[Lone Survivor]]'' (2013)
*''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013)
*''[[Riddick (film)|Riddick]]'' (2013)
*''[[Shadowhunters - Città di ossa (film)|Shadowhunters - Città di ossa]]'' (2013)
*''[[Solo gli amanti sopravvivono]]'' (2013)
*''[[Storia di una ladra di libri]]'' (2013)
*''[[Divergent]]'' (2014)
*''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014)
*''[[The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro]]'' (2014)
*''[[Transformers 4 - L'era dell'estinzione]]'' (2014)
*''[[Avengers: Age of Ultron]]'' (2015)
*''[[Humandroid]]'' (2015)
*''[[Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2]]'' (2015)
*''[[Il ponte delle spie]]'' (2015)
*''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015)
*''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015)
*''[[The Vatican Tapes]]'' (2015)
*''[[Risorto]]'' (2016)
*''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016)
*''[[The Founder]]'' (2016)
*''[[Alien: Covenant]]'' (2017)
*''[[Baywatch (film)|Baywatch]]'' (2017)
*''[[Borg McEnroe]]'' (2017)
*''[[I segreti di Wind River]]'' (2017)
*''[[Il guardiano invisibile]]'' (2017)
*''[[Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar]]'' (2017)
*''[[Scappa - Get Out]]'' (2017)
*''[[Tre manifesti a Ebbing, Missouri]]'' (2017)
*''[[La truffa dei Logan]]'' (2017)
*''[[Bird Box]]'' (2018)
*''[[Soldado]]'' (2018)
*''[[Nell'erba alta (film)|Nell'erba alta]]'' (2019)
*''[[Terminator - Destino oscuro]]'' (2019)
*''[[Shaft (film 2019)|Shaft]]'' (2019)
*''[[Emma.]]'' (2020)
*''[[Army of the Dead]]'' (2021)
*''[[Amsterdam (film 2022)|Amsterdam]]'' (2022)
*''[[Nope]]'' (2022)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
*''[[Giurato numero 2]]'' (2024)
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Si sente il mare]]'' (1993)
*''[[Pokémon 4Ever]]'' (2001)
*''[[Shrek terzo]]'' (2007)
*''[[Sword of the Stranger]]'' (2007)
*''[[Dragon Trainer]]'' (2010)
*''[[La storia della principessa splendente]]'' (2013)
*''[[Dragon Trainer 2]]'' (2014)
*''[[Dragon Trainer - Il mondo nascosto]]'' (2019)
*''[[Spider-Man: Across the Spider-Verse]]'' (2023)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[Eureka Seven]]'' (2005)
*''[[Death Note]]'' (2006)
*''[[A tutto reality - La vendetta dell'isola]]'' (2012)
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013, 2017)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Lizzie McGuire]]'' (2001-2004)
*''[[Rita da Cascia (miniserie televisiva)|Rita da Cascia]]'' (2004)
*''[[Desperate Housewives]]'' (2004-2012)
*''[[Tutti odiano Chris]]'' (2005-2009)
*''[[Heroes]]'' (2006-2010)
*''[[Skins]]'' (2007-2013)
*''[[La vita segreta di una teenager americana]]'' (2008-2013)
*''[[Zack e Cody sul ponte di comando]]'' (2008-2011)
*''[[Disperatamente romantici]]'' (2009)
*''[[Glee]]'' (2009-2015)
*''[[Nikita (serie televisiva 2010)|Nikita]]'' (2010-2013)
*''[[The Glades]]'' (2010-2013)
*''[[The Killing (serie televisiva 2011)|The Killing]]'' (2011-2014)
*''[[Under the Dome]]'' (2013-2015)
*''[[Le regole del delitto perfetto]]'' (2014-2020)
*''[[Mr. Robot]]'' (2015 - 2019)
*''[[Shadowhunters (serie televisiva)|Shadowhunters]]'' (2016-2019)
*''[[La casa di carta]]'' (2017–2021)
*''[[La regina degli scacchi (miniserie televisiva)|La regina degli scacchi]]'' (2020)
*''[[Peacemaker (serie televisiva)|Peacemaker]]'' (2022)
*''[[Il problema dei 3 corpi]]'' (2024)
{{div col end}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Aquilone, Flavio}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Colori e simboli della Juventus Football Club
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{{Voce tematica}}
[[File:D.M.-Durante-Foot-Ball-Club-Juventus-Association-1903.jpg|thumb|Domenico Durante, ''Foot-Ball Club Juventus Association'' (1903)]]
Citazioni sui '''colori e simboli della Juventus Football Club'''.
==Citazioni==
*Chi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgrado tutto e la terrà come prezioso ricordo. ([[Eugenio Canfari]])
*Chi indossava la maglia bianconera doveva avere grandi doti morali: la serietà, la disciplina, la disponibilità al sacrificio, il rispetto dei compagni, della società, dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. E come base, un'enorme sete di [[Vittoria|vittorie]]. Perché alla Juve vincere è la sola cosa che conta. ([[Giuseppe Furino]])
*Diciamo "Stile Juventus", ma in realtà intendiamo stile Agnelli: la maglia bianconera non è una divisa che togli quando esci dal campo. È un modo di stare al mondo. ([[Giuseppe Furino]])
*[La] [[Juventus Football Club|Juve]] indossa le maglie [bianconere] da allora, considerando i colori aggressivi e forti. Un esempio di come il [[Notts County Fooball Club|Notts]] ha contribuito a modellare uno dei più grandi club al mondo, e la prova di questo è che la divisa della Juventus è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo.<ref>Frammenti della storia ufficiale del Notts County e articoli correlate pubblicati nel quotidiano inglese ''Daily Mail'', cfr. {{en}} ''[https://web.archive.org/web/20100605102636/http://www.nottscountyfc.co.uk/page/HistoryDetail/0,,10426~1028229,00.html Black & White]'', nottscountyfc.co.uk, 7 novembre 2008</ref>
*La maglia bianconera ti trasmette tante emozioni: un senso di forza, di sfida, di competizione, di lottare contro tutto e tutti, di pesantezza positiva, di grande responsabilità. ([[Alessio Tacchinardi]])
*La maglia della Juve ha un effetto incredibile; quando qualcuno la indossa, diventa Superman. È magica, gloriosa, dona al singolo giocatore una forza che lui stesso non sa di avere. Dicono sia una maglia pesante: ma se la senti pesante, semplicemente, è perché non hai le qualità per vestirla. ([[Angelo Di Livio]])
*Indossare la maglia juventina significa portare un simbolo conosciuto nel mondo: si tratta di una maglia importante, che è un privilegio potere vestire per rappresentare sul campo tutti i tifosi. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*La maglia della Juve è responsabilità e ti fa tirare fuori la personalità, facendoti crescere anche a livello personale. ([[Lisa Boattin]])
*La rivale [dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]] è, e sarà sempre, la Juventus. L'intera iconografia bianconera è una delicata provocazione. C'è un ''[[wikt:understatement|understatement]]'' tutto [[piemonte]]se, nella scelta dei simboli. Noi abbiamo un drago; loro una zebretta. L'Inter è la Beneamata (tutti ci vogliono bene), la Juve la Fidanzata d'Italia (in sostanza, non se la sposa mai nessuno). E guardate i colori! L'Inter è mare in tempesta e cielo di notte. La Juventus è dama, strisce pedonali e primi telegiornali. Vederla vincere in queste condizioni è doloroso. ([[Beppe Severgnini]])
*Non importa il [[Maglia numero 10|numero di maglia]] che indossi. Quel che conta è il simbolo della Juve che porti addosso. ([[Carlos Tévez]])
*Ogni minuto in cui indossi quella maglia sei a conoscenza che devi sudare e correre più degli altri. ([[Stephan Lichtsteiner]])
*{{NDR|Sulla maglia}} Ogni volta che la vedo in spogliatoio la srotolo e la appendo, poi vado a fare il giro di campo e quando torno dentro me la guardo bene. Indossarla è un piacere e un onore, è qualcosa che ti dà tanto e mi sento fortunata. Tante bambine e bambini sognano di indossarla e mi sento molto responsabile perché so che tanti vorrebbero essere al mio posto. Mi sento dunque in dovere di dare sempre qualcosa di più. ([[Cristiana Girelli]])
*Penso che indossare la maglia bianconera sia il sogno di ogni giocatore, il sogno di tutta una carriera; questa mia soddisfazione acquista ancora maggior valore, poiché i miei primi passi li ho mossi, da ragazzino imberbe, proprio nella Juventus. ([[Roberto Bettega]])
*Quando indosso i colori bianconeri sento delle sensazioni positive, mi dà la carica e sento di voler sempre difendere questa squadra. (Carlos Tévez)
*Quando si indossa la maglia della Juve bisogna sempre uscire sudati... ([[Moise Kean]])
*Questa maglia non va indossata, va cucita sulla pelle. Chi lo capisce ne diventa leggenda! ([[Giorgio Chiellini]])
*{{NDR|Sulla responsabilità dei giocatori della Juventus verso il club}} Quando s'indossa questa maglia bisogna avere ben chiara la gloriosa storia del club, che viene prima di ogni singolo. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*{{NDR|Nel 2016, sullo stemma societario usato dal 2004}} Tradizionale e immediatamente riconoscibile, questi giganti italiani hanno uno stemma iconico.<ref group="fonte">{{NDR|orig.}} «''Traditional and instantly recognisable, these Italian giants have an iconic crest.''» Da {{en}} Kieran Gill, ''[http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-3754206/Ajax-Burton-Albion-make-comes-list-20-greatest-badges-football.html Ajax and Burton Albion make it... but who comes out on top in our list of the 20 greatest badges in football?]'', ''Daily Mail'', 23 agosto 2016.</ref> (Kieran Gill<ref>Giornalista inglese.</ref>)
*{{NDR|Nel 1928}} [[Zebra]] juventina, rampante per antica nobiltà. ([[Carlo Bergoglio]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
* [[Stile Juventus]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante i}}
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
[[Categoria:Simboli]]
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{{Voce tematica}}
[[File:D.M.-Durante-Foot-Ball-Club-Juventus-Association-1903.jpg|thumb|Domenico Durante, ''Foot-Ball Club Juventus Association'' (1903)]]
Citazioni sui '''colori e simboli della Juventus Football Club'''.
==Citazioni==
*Chi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgrado tutto e la terrà come prezioso ricordo. ([[Eugenio Canfari]])
*Chi indossava la maglia bianconera doveva avere grandi doti morali: la serietà, la disciplina, la disponibilità al sacrificio, il rispetto dei compagni, della società, dei [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifosi]]. E come base, un'enorme sete di [[Vittoria|vittorie]]. Perché alla Juve vincere è la sola cosa che conta. ([[Giuseppe Furino]])
*Diciamo "Stile Juventus", ma in realtà intendiamo stile Agnelli: la maglia bianconera non è una divisa che togli quando esci dal campo. È un modo di stare al mondo. ([[Giuseppe Furino]])
*[La] [[Juventus Football Club|Juve]] indossa le maglie [bianconere] da allora, considerando i colori aggressivi e forti. Un esempio di come il [[Notts County Fooball Club|Notts]] ha contribuito a modellare uno dei più grandi club al mondo, e la prova di questo è che la divisa della Juventus è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo.<ref>Frammenti della storia ufficiale del Notts County e articoli correlate pubblicati nel quotidiano inglese ''Daily Mail'', cfr. {{en}} ''[https://web.archive.org/web/20100605102636/http://www.nottscountyfc.co.uk/page/HistoryDetail/0,,10426~1028229,00.html Black & White]'', nottscountyfc.co.uk, 7 novembre 2008</ref>
*La maglia bianconera ti trasmette tante emozioni: un senso di forza, di sfida, di competizione, di lottare contro tutto e tutti, di pesantezza positiva, di grande responsabilità. ([[Alessio Tacchinardi]])
*La maglia della Juve ha un effetto incredibile; quando qualcuno la indossa, diventa Superman. È magica, gloriosa, dona al singolo giocatore una forza che lui stesso non sa di avere. Dicono sia una maglia pesante: ma se la senti pesante, semplicemente, è perché non hai le qualità per vestirla. ([[Angelo Di Livio]])
*Indossare la maglia juventina significa portare un simbolo conosciuto nel mondo: si tratta di una maglia importante, che è un privilegio potere vestire per rappresentare sul campo tutti i tifosi. ([[Alex Sandro Lobo Silva]])
*La maglia della Juve è responsabilità e ti fa tirare fuori la personalità, facendoti crescere anche a livello personale. ([[Lisa Boattin]])
*La rivale [dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]] è, e sarà sempre, la Juventus. L'intera iconografia bianconera è una delicata provocazione. C'è un ''[[wikt:understatement|understatement]]'' tutto [[piemonte]]se, nella scelta dei simboli. Noi abbiamo un drago; loro una zebretta. L'Inter è la Beneamata (tutti ci vogliono bene), la Juve la Fidanzata d'Italia (in sostanza, non se la sposa mai nessuno). E guardate i colori! L'Inter è mare in tempesta e cielo di notte. La Juventus è dama, strisce pedonali e primi telegiornali. Vederla vincere in queste condizioni è doloroso. ([[Beppe Severgnini]])
*Non importa il [[Maglia numero 10|numero di maglia]] che indossi. Quel che conta è il simbolo della Juve che porti addosso. ([[Carlos Tévez]])
*Ogni minuto in cui indossi quella maglia sei a conoscenza che devi sudare e correre più degli altri. ([[Stephan Lichtsteiner]])
*{{NDR|Sulla maglia}} Ogni volta che la vedo in spogliatoio la srotolo e la appendo, poi vado a fare il giro di campo e quando torno dentro me la guardo bene. Indossarla è un piacere e un onore, è qualcosa che ti dà tanto e mi sento fortunata. Tante bambine e bambini sognano di indossarla e mi sento molto responsabile perché so che tanti vorrebbero essere al mio posto. Mi sento dunque in dovere di dare sempre qualcosa di più. ([[Cristiana Girelli]])
*Penso che indossare la maglia bianconera sia il sogno di ogni giocatore, il sogno di tutta una carriera; questa mia soddisfazione acquista ancora maggior valore, poiché i miei primi passi li ho mossi, da ragazzino imberbe, proprio nella Juventus. ([[Roberto Bettega]])
*Quando indosso i colori bianconeri sento delle sensazioni positive, mi dà la carica e sento di voler sempre difendere questa squadra. (Carlos Tévez)
*Quando si indossa la maglia della Juve bisogna sempre uscire sudati... ([[Moise Kean]])
*Questa maglia non va indossata, va cucita sulla pelle. Chi lo capisce ne diventa leggenda! ([[Giorgio Chiellini]])
*{{NDR|Sulla responsabilità dei giocatori della Juventus verso il club}} Quando s'indossa questa maglia bisogna avere ben chiara la gloriosa storia del club, che viene prima di ogni singolo. ([[Fabrizio Ravanelli]])
*{{NDR|Nel 2016, sullo stemma societario usato dal 2004}} Tradizionale e immediatamente riconoscibile, questi giganti italiani hanno uno stemma iconico.<ref group="fonte">{{NDR|orig.}} «''Traditional and instantly recognisable, these Italian giants have an iconic crest.''» Da {{en}} Kieran Gill, ''[http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-3754206/Ajax-Burton-Albion-make-comes-list-20-greatest-badges-football.html Ajax and Burton Albion make it... but who comes out on top in our list of the 20 greatest badges in football?]'', ''Daily Mail'', 23 agosto 2016.</ref> (Kieran Gill<ref>Giornalista inglese.</ref>)
*{{NDR|Nel 1928}} [[Zebra]] juventina, rampante per antica nobiltà. ([[Carlo Bergoglio]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Voci correlate==
* [[Stile Juventus]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante i}}
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
[[Categoria:Simboli]]
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-1; in questo caso "monocolo" significa "persona con un occhio solo", dunque il riferimento non è all'oggetto con la lente
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{{voce tematica}}
[[File:Chabas Bourget.jpg|thumb|Ritratto di Paul Bourget (P. Chabas, 1895)]]
Citazioni sul '''monocolo''' (o '''caramella''').
*– Perché leggi quel fascicolo col monocolo?<br/>– Ero curioso. Molti grandi strateghi del passato usavano... Ma che faccio, io non devo giustificarmi con voi due. (''[[Psych (quarta stagione)|Psych]]'')
==Voci correlate==
*[[Occhiali]]
*[[Occhio]]
*[[Vista]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
{{s}}
[[Categoria:Moda]]
[[Categoria:Oftalmologia]]
[[Categoria:Oggetti per la persona]]
[[Categoria:Strumenti ottici]]
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Tifoseria della Juventus Football Club
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[[File:Juventus supporters.jpg|thumb|Tifosi juventini allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] (2011)]]
Citazioni sulla '''tifoseria della Juventus Football Club'''.
==Citazioni==
*[[Tommaso Buscetta|Buscetta]] ha detto di essere ossessivamente un tifoso della Juventus? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi. ([[Gianni Agnelli]])
*[...] Dentro di me, comunque, scorre sangue bianconero, io sono uno juventino proprio dentro. ([[Antonio Conte]])
*È sufficiente passare mezz'ora nella mia città per capire che tifare Juve è una specie di delitto contro l'aria, il sole, le nuvole, le fontanelle col torello che sputa acqua, le case, le cose, la gente, la storia. ([[Gianpaolo Ormezzano]])
*Il [...] legame [di mio padre] con la Juve non era quello elitario dell'alta borghesia cittadina, ma, casomai, quello dell'emigrante, residente in una nostra colonia, che vedeva la squadra come simbolo tricolore. E, soprattutto, quello di chi ne apprezzava lo "stile", il rispetto, comunque, dell'avversario. Tifare Juve, dunque, era per me il primo contatto con la "cultura sportiva". Altri, nell'epoca di [[Trio Magico|Boniperti, Charles e Sivori]], avrebbero magari insegnato ai figli il "dovere" di vincere. Lui, invece, mi spiegò, ricordando quanto i giocatori avevano sofferto contro il [[Grande Torino]], la virtù del "saper perdere". ([[Carlo Nesti]])
*Il luogo comune dice che metà Italia ama la Juventus e metà Italia l'odia. Io credo sia profondamente sbagliato: è molto più amata, solo anche d'un amore corretto, di un amore non facinoroso. E quelli che credono d'odiarla, non è odio di classe, ma invidia di classe. ([[Giovanni Arpino]])
*{{NDR|Nel 2017}} Il tifoso della Juventus, così appare, ha preso il posto dei carabinieri nelle barzellette: è il tutore dell’ordine soggetto alla rivolta del popolo. Il popolo d’Italia, non avendo più nessuno contro cui rivoltarsi, si sta rivoltando contro il «carabiniere juventino». Eppure, lo dico con un pizzico di amarezza pensando alla squadra di cui sono tifoso, avendo giurato di essere oggettivo, riconosco il valore di quella squadra che, se in altre circostanze rese davvero leciti i dubbi su alcune sue vittorie, oggi si dimostra forte, organizzata, agguerrita e sagace come nessun’altra in Italia e, chissà, come poche altre fuori d’Italia. ([[Franco Cordelli]])
*{{NDR|Nel 1987}} Il tifoso juventino è borghese o aspirante borghese. Si manifesta dove un capoluogo abbia da farsi perdonare nequizie medioevali. Fuor dal [[Piemonte]], i più devoti juventini sono [[Lombardia|lombardi]], e ancora emiliani di Romagna. Se c'entri anche il Re [[Casa Savoia|sabaudo]] non so dire. Fatto è che la "Juventinitas" è un sentimento che fa casta. Io spesso ironizzo chiamando Thugs i devoti della dea Kahlì: ma sotto sotto li invidio. Hanno un garbo, una certezza, un piglio che non sempre si scopre. ([[Gianni Brera]])
*{{NDR|Nel 2014}} [In Italia] ci sono 50 milioni di [[Tifo sportivo|tifosi]], 12 sono della Juve, gli altri del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], della [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] e via così. Tutti sono contro la Juve. Ora me ne rendo conto. ([[Massimiliano Allegri]])
*La gente o ama la Juve o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei tifosi che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò. ([[Hasan Salihamidžić]])
[[File:Juventus Turyn fans 2006.jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Olimpico di Torino (2006)]]
*La Juve è l'unica squadra i cui tifosi sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]])
*{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. ([[Jean Cau]])
*La Juventus [...] essendo nata oltre 100 anni fa, ha consolidato sotto la stessa proprietà una capacità di avere un numero di tifosi d'Italia che raggruppano tutti gli insoddisfatti del Sud. Gli operai della Fiat, ad esempio, venivano importati dal Sud, i veri torinesi per la maggior parte tifano [[Torino Football Club|Torino]] e non Juventus. Questo movimento creato dalla famiglia Agnelli è difficile da sradicare. ([[Aurelio De Laurentiis]])
*La Juventus produce successo, quindi invidia. Ricordo di un professore di filosofia, juventino nel sangue. Quando la Juventus perdeva, il lunedì entrava in classe di pessimo umore e passava immediatamente alle interrogazioni. La vittima era sempre la stessa, tale Angelo Balzarini, noto sostenitore interista. Il mio povero compagno viene massacrato dalle domande impossibili e soltanto il suo sacrificio tradotto sul registro dall'immancabile «due» riusciva a far tornare la serenità nell'animo del professore. Angelo, poco prima dell'inizio del terzo trimestre, passò in un club juventino e fu promosso con ottimi voti. ([[Beppe Viola]])
*La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]])
*La storia che ti lega alla tua squadra del cuore è qualcosa di romantico [...]. Per un tifoso della Juventus è ancora più difficile da dimostrare in quanto è una squadra così vincente. Per cui sento un po' come un dovere da scrittore spiegare che la Juventus è la squadra che ha più vinto e perduto – e proprio sapendo perdere si impara a vincere. Amarla in questo modo dà ancora quel senso romantico di tifo che appartiene ad epoche passate. ([[Sandro Veronesi]])
*Non si tifava Juve perché si lavorava alla Fiat, semmai trovare un beniamino della propria terra permetteva di trasformare l’amore in innamoramento. La realtà è che gli immigrati arrivavano a Torino già tifosi della Juventus. ([[Dario Di Vico]])
*Non ti vergogni, tu che sei [[roma]]no, a stare per la Juventus? mi diceva sempre una zia di [[Milano]] che non stava per nessuno. No, non mi vergogno. [...] Prediligo gli umili e i modesti, coltivo le mie sofferenze e mi struggo per quelle degli altri, amo gli [[Sconfitta|sconfitti]]. Ma il caso ha voluto che, poco più che neonato, io sia stato tradotto per la prima volta a una partita di calcio, in capo a un interminabile periplo sulla Circolare Rossa, sui tavolacci del vecchissimo Testaccio. Il pubblico urlava all'arbitro e al nemico elaborati improperi che oggi mi sembrerebbero madrigali, ma allora, neonato, mi parvero improperi. Il [[nemico]] era una squadra mesta ed elegante, con l'ala destra calva, il centrosostegno arrembato e claudicante, una mezzala fragile e pallida come un re sotto il patibolo, grassoccio il portiere. Vestiva [[Colori e simboli della Juventus Football Club|braconi bianchi, calzettoni neri con due rigoline bianche, maglia bianca a strisce nere]]. Si chiamava in latino. Giocava maluccio. Il pubblico infieriva. Imperversavano "[[Associazione Sportiva Roma|i nostri]]" rosso-vino e giallo-mandarino. La squadra a strisce perse per tre a zero. Fingo il lirismo dell'amnesia. In realtà, senza aver mai prodotto il minimo sforzo per ricordarmele, ricordo con precisione inappellabile le formazioni delle due squadre, chi portava le cavigliere sopra i calzettoni e chi no, l'odore inebriante del fumo di migliaia di [[sigarette]] nell'umido pomeriggio d'[[inverno]], le grida di dileggio dei miei compaesani, la mia malinconia e la mia tenerezza. Per gli sconfitti. Ho aspettato tutta un'adolescenza, una [[Seconda guerra mondiale|guerra]], una ricostruzione, la consumazione di un primo amore e anche di un secondo, insomma quattordici anni ho aspettato perché quell'elegante endecasillabo di sconfitti a strisce mi vincesse un [[Campionato italiano di calcio|campionato]]. Da allora — ammetto — me ne ha vinti parecchi. E io continuo ad amare sconfitti che continuano a perdere. Ma nell'angolo appartato e secondario del mio cuore che concedo alla trivialità del "[[Tifo sportivo|tifo per lo spettacolo sportivo]]" mi sia consentito (anche perché me lo consento io) di amare anche questi sconfitti che [[Vittoria|vincono]]. ([[Vittorio Sermonti]])
[[File:Supporters of Juventus FC - Stadio Comunale, Turin (circa 1973).jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Comunale di Torino (1973)]]
*{{NDR|In occasione del ritorno in serie A nel 2007}} Oggi è il momento di ringraziare il nostro pubblico, i nostri tifosi, la gente della Juve. È il momento di ringraziare i ragazzi, i giovani, tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nello sport e di credere in noi. Grazie a chi ha corso e non si è mai fermato, anche nei momenti più incerti e di fronte alle sfide più difficili. Ce l'abbiamo fatta. Tutti insieme. E allora grazie, per averci creduto e per non averci lasciati soli. Grazie per aver ricordato, in ogni momento, Alessio e Riccardo, che sentiamo con noi anche oggi. Oggi si chiude questa stagione e siamo pronti per ricominciare. Perché noi siamo, e saremo sempre, la Juve. Grazie a tutti. ([[Alessandro Del Piero]])
*Quando è arrivato quel ladro di Moggi ho smesso di tifare per la Juventus... non ho cambiato squadra perché non si può cambiare squadra. Quando lo abbiamo cacciato ho ricominciato a tifare per loro, però adesso hanno ripreso il potere... Moggi è sempre a Torino, Giraudo accompagna Andrea Agnelli a fare tutti... tutti i giri... mi hanno raccontato... Quindi insomma mi sono strarotto e non tifo più Juve. ([[Marco Travaglio]])
*Quando ero piccolo la rivalità con Torino era totalizzante. Una rivalità personificata anche – e soprattutto – dalla Juventus. L'insopportabile Juventus, la magnifica Juventus. Squadra di meridionali: ci sono più tifosi juventini al Sud che non a Torino, questo è certo. ([[Roberto Saviano]])
*{{NDR|Nel 2011}} Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti, sappiamo vincere. Noi siamo la gente della Juve e saremo sempre uniti, oggi e domani, a conto di lottare sempre fino alla fine. ([[Andrea Agnelli]])
*Sono un tifoso bianconero [perché] è il club che ha vinto di più nella storia del calcio italiano, un po' come il Bayern da noi, e ha sempre avuto campioni e allenatori di grandissimo livello. Per questo motivo da sempre sono un suo sostenitore. ([[Franz Beckenbauer]])
*Tifare per la Juventus significa essere la maggioranza, eppure distinguersi. ([[Giuseppe Pollicelli]])
==[[Cori da stadio|Cori]]==
*''Il lunedì | che umiliazione | andare in fabbrica a servire il tuo padrone, | oh juventino | ciuccia piselli | di tutta quanta la famiglia Agnelli, | e Juve merda, Juve Juve merda.''<ref>Coro intonato da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref>
*''Ritorna a Mirafiori | a stringere i bulloni, | bastardo juventino, | 'na vita da cretino!''<ref>Coro intonato sulle note del tema dello sceneggiato televisivo ''[[Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)|Le avventure di Pinocchio]]'' (1972) da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Juventus FC}}
[[Categoria:Juventus F.C.| ]]
[[Categoria:Tifo calcistico|Juventus]]
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W. R. Burnett
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[File:W. R. Burnett, 1935.jpg|miniatura|W. R. Burnett nel 1935]]
'''William Riley Burnett''' (1899 – 1982), scrittore e sceneggiatore statunitense.
==[[Incipit]] di ''Giungla d'asfalto''==
Lou Farbstein, da vent'anni considerato il brillante cronista del ''World'', non provava né simpatia né antipatia per il nuovo commissario di polizia Theo J. Hardy, da pochi mesi entrato ufficialmente nell'esercizio delle sue funzioni.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Scarface - Lo sfregiato]]'' (1932)
*''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{Stub}}
{{DEFAULTSORT:Burnett, W. R.}}
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Jonathan Groff
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text/x-wiki
[[File:Jonathan Groff at Outfest 2013 (cropped).jpg|miniatura|Jonathan Groff nel 2013]]
'''Jonathan Drew Groff''' (1985 – vivente), attore e cantante statunitense.
==Citazioni di Jonathan Groff==
*{{NDR|Su ''[[Quel pomeriggio di un giorno da cani]]''}} Ho trovato un film meraviglioso così rappresentativo di quel periodo storico.<ref name= Rogolino>Dall'intervista di Letizia Rogolino, ''movieplayer.it'', 15 ottobre 2017. [https://www.youtube.com/watch?v=-jDTLAZjn4U Video] disponibile su ''youtube.com''.</ref>
*{{NDR|«Come ti sei preparato per il ruolo in ''[[Mindhunter]]''?»}} Io ho iniziato leggendo il libro di [[John E. Douglas|John Douglas]] su cui si basa la serie e leggendo molto sul mondo dei veri serial killer nell'FBI.<ref name= Rogolino />
*La sociologia e la psicologia possono aiutare la criminologia. Non è tutto bianco e nero, buono o cattivo, non basta mettere dietro le sbarre.<ref name= Rogolino />
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Frozen - Il regno di ghiaccio]]'' (2013)
*''[[American Sniper]]'' (2014)
*''[[Mindhunter]]'' (2017-2019)
*''[[Frozen II - Il segreto di Arendelle]]'' (2019)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Groff, Jonathan}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Cantanti statunitensi]]
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Zeudi Araya
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text/x-wiki
[[File:Zeudi Araya (Bolzano, 1975).jpg|thumb|Zeudi Araya a Bolzano nel 1975]]
'''Zeudi Araya''' (1951 – 2026), attrice, produttrice cinematografica e cantante eritrea naturalizzata italiana.
==Citazioni==
{{cronologico}}
{{Int|''[http://www.intervisteromane.net/Interviste%20pronte%201/zeudy_araya.htm La ragazza dalla pelle di luna]''|Intervista di Gianfranco Gramola, ''intervisteromane.net'', 28 febbraio 2006.}}
*Zeudy vuol dire "corona imperiale". Da noi tutti i nomi hanno un significato.
*Roma ormai è la città che mi ha adottato. Roma è mia madre adottiva, anche perché ci sono venuta che ero giovanissima, da ragazzina, non avevo nemmeno 18 anni.
*Arrivata a Roma e incontrare i romani nella loro città, i romani romani, il popolo romano, l'ho trovati subito molto simpatici e ho legato subito. Una cosa curiosa è che loro facevano degli apprezzamenti non sapendo che io conoscevo bene l'italiano e a volte io rispondevo e loro rimanevano a bocca aperta.
*Tutt'ora le contadine usano il trattore. Io lo faccio molto volentieri perché sono molto in sintonia con la natura. Ho grande rispetto per la natura.
*Appena arrivata a Roma, m'hanno beccata e m'hanno fatto fare quel film meraviglioso che si chiama: ''La ragazza dalla pelle di luna'', che mi ha dato tanto successo e mi ha fatto conoscere al pubblico, anche se io ero ancora ragazzina e quindi tutto quel successo che ho avuto me ne rendo più conto adesso che allora, anche perché io uscivo da un Paese che non aveva una cultura cinematografica e quindi mi sono trovata in mezzo ad un successo enorme senza quasi sapere esattamente quello che stava succedendo. Questa è stata l’apertura verso il mondo del cinema.
*{{NDR|Su [[Franco Cristaldi]]}} Mi ha insegnato tutto quello che ho potuto apprendere, anche perché lui era un grande, era una persona rara, che era nato per fare il cinema italiano meglio del meglio. Essere come lui o simile a lui è impossibile. Era il migliore.
*La serenità dentro di me è quella che mi fa stare bene fisicamente e mentalmente. Quindi ogni gesto positivo che faccio al prossimo ne guadagno in salute.
*In famiglia eravamo nove figli: quattro maschi e cinque femmine e mio padre ha voluto sempre che noi studiassimo. Questo era il suo obiettivo e ha lavorato moltissimo per la sua famiglia, affinché avessimo un'istruzione. Adesso tutti i miei fratelli sono laureati e lavorano in giro per il mondo. Mio padre faceva il Governatore di una provincia, in Eritrea, allora. Poi morì durante la guerra che c'è stata {{NDR|la [[guerra d'indipendenza dell'Eritrea]]}}. Se adesso fosse vivo sarebbe sicuramente orgoglioso dei suoi figli.
*Per me Dio è di tutti e per tutti. Un Dio grande. Quello che io insegno a mio figlio è che deve rispettare tutti.
{{Int|''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2015/08/28/zeudi-araya-quando-in-italia-ero-una-star-in-eritrea-ero-una-vergogna/ «In Italia ero una star e in Eritrea una vergogna»]''|Intervista di Valerio Cappelli, ''iodonna.it'', 28 agosto 2015.}}
*Venni in Italia come premio per aver vinto le elezioni Miss Etiopia. Dichiarai di avere 18 anni perché altrimenti, da minorenne, non potevo partecipare. Ne avevo 16. In realtà sono eritrea, ma all'epoca il mio paese ancora non esisteva sulle carte, l'[[Eritrea]] divenne indipendente solo nel 1991. C'era una guerriglia interna non ancora sfociata nella guerra sanguinaria.
*L'Italia ebbe la sua prima colonia in Eritrea, dove arrivò nel 1869. Dunque, io conoscevo l'italiano e la gente mi guardava incredula.
*{{NDR|Su ''[[La ragazza dalla pelle di luna]]''}} Lo scandalo nel mio Paese fu enorme. Mio padre, che era governatore della provincia, uomo noto, comprò tutti i mille biglietti del cinema costruito dal fascismo in cui si dava il mio film. Vennero i contadini dai villaggi, organizzarono proiezioni a Decamerè, la città in cui sono nata. Naturalmente non c’era alcuna cultura cinematografica. Gli amici papà amici lo andarono a trovare: poveretto, come ti compiangiamo, chissà la vergogna che stai provando.
*{{NDR|Su [[Franco Cristaldi]]}} Tutto quello che si è detto su di lui non corrisponde al vero. Era un galantuomo d'antica stoffa, ha sempre adorato e rispettato le donne. Si alzava alle sei del mattino, andava sui suoi set, era una sorta di patriarca. Ho conosciuto tanta gente, uno come lui non l'ho mai incontrato.
*Mi pare di aver vissuto mille vite. Di brutti incontri, con un produttore che cercò di mettermi le mani addosso, ne ho avuto solo uno. Ci sono stati dolori fortissimi, ho perso un figlio al sesto mese di gravidanza dopo anni e anni che Franco e io lo aspettavamo, e Franco morì di lì a poco. Dopo la sua morte è stato tutto difficilissimo. Oggi poi per riuscire a fare cinema ti devi uccidere di fatica, una volta la distribuzione prima di fare il film ti dava il minimo garantito. Ma ho avuto la forza di occuparmi delle sue cose, ho creato la library della Cristaldi Film, i dvd che Franco non poté vedere. E oggi in Eritrea sono un simbolo. Dunque direi che, sì, ho avuto una vita piena.
==Filmografia==
*''[[Giallo napoletano]]'' (1979)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Araya, Zeudi}}
[[Categoria:Attori]]
[[Categoria:Eritrei]]
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Marco Vivio
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/* Film */
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text/x-wiki
'''Marco Vivio''' (1978 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Marco Vivio==
*I direttori del doppiaggio notarono che ero particolarmente portato anche per il doppiaggio, per cui chiesero ai miei genitori di farmi lavorare [...] per cui ho iniziato anche questa carriera di doppiatore. Come si sa i bambini sono sempre merce molto rara e quindi trovare un bambino abbastanza portato e sveglio è una cosa piuttosto difficile.<ref name= Pigliacelli>Dall'intervista di Davide Pigliacelli, ''Doppiatori Italiani'', 10 novembre 2013. [https://www.youtube.com/watch?v=cO1HadeApKw&t=11s Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Il doppiaggio innanzitutto è recitazione, quindi per poter essere un bravo doppiatore bisogna innanzitutto essere un bravo attore quindi non basta avere una bella voce, saper leggere, saper dare, avere un tono di voce caldo, eccetera. Per cui per poter diventare un doppiatore bisogna essere principalmente attore, bisogna studiare, bisogna saper usare la voce, bisogna avere una dizione chiara, pulita e soprattutto devi essere una persona, un attore molto versatile perché non tutti i bravi attori riescono a diventare dei bravi doppiatori.<ref name= Pigliacelli/>
*Su [[King Arthur - Il potere della spada|King Arthur]] sono stato molto felice di doppiare un attore bravo come [[Charlie Hunnam]] un film che a me è piaciuto tantissimo ma che in Italia purtroppo non ha avuto lo successo che meritava ed è un film al quale ho dato molto...Ho messo grande impegno e mi sono trovato molto bene con il direttore di doppiaggio [[Carlo Cosolo]], con il resto del casting.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Matteo Fascianelli, ''Doppiatori Italiani'', 19 luglio 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=PermaTuEts8 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986)
*''[[San Pietro (miniserie televisiva)|San Pietro]]'' (2005)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987)
*''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' (1995)
*''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999)
*''[[Final Destination]]'' (2000)
*''[[Scoprendo Forrester]]'' (2000)
*''[[Wonder Boys]]'' (2000)
*''[[Donnie Darko]]'' (2001)
*''[[Radio Killer]]'' (2001)
*''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'' (2002)
*''[[We Were Soldiers - Fino all'ultimo uomo]]'' (2002)
*''[[Oggi sposi... niente sesso]]'' (2003)
*''[[Quel pazzo venerdì]]'' (2003)
*''[[Terminator 3 - Le macchine ribelli]]'' (2003)
*''[[Spider-Man 2]]'' (2004)
*''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'' (2004)
*''[[Jarhead]]'' (2005)
*''[[The Perfect Man]]'' (2005)
*''[[Affrontando i giganti]]'' (2006)
*''[[Clerks II]]'' (2006)
*''[[Intrigo a Berlino]]'' (2006)
*''[[Spider-Man 3]]'' (2007)
*''[[21 (film)|21]]'' (2008)
*''[[Notte brava a Las Vegas]]'' (2008)
*''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008)
*''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'' (2008)
*''[[Agora (film)|Agora]]'' (2009)
*''[[The Twilight Saga: New Moon]]'' (2009)
*''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009)
*''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009)
*''[[Easy Girl]]'' (2010)
*''[[Il discorso del re]]'' (2010)
*''[[Scontro tra titani]]'' (2010)
*''[[The Social Network]]'' (2010)
*''[[The Twilight Saga: Eclipse]]'' (2010)
*''[[The Whistleblower]]'' (2010)
*''[[Un tuffo nel passato (film 2010)|Un tuffo nel passato]]'' (2010)
*''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011)
*''[[Hostel: Part III]]'' (2011)
*''[[In Time]]'' (2011)
*''[[Margin Call]]'' (2011)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'' (2011)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[The Avengers (film 2012)|The Avengers]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012)
*''[[Gangster Squad]]'' (2013)
*''[[Il grande Gatsby (film 2013)|Il grande Gatsby]]'' (2013)
*''[[La migliore offerta]]'' (2013)
*''[[Lei (film 2013)|Lei]]'' (2013)
*''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'' (2013)
*''[[Shadowhunters - Città di ossa]]'' (2013)
*''[[Annabelle (film)|Annabelle]]'' (2014)
*''[[Captain America: The Winter Soldier]]'' (2014)
*''[[Suite francese (film)|Suite francese]]'' (2014)
*''[[Unfriended]]'' (2014)
*''[[Avengers: Age of Ultron]]'' (2015)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[Captain America: Civil War]]'' (2016)
*''[[God's Not Dead 2]]'' (2016)
*''[[Hell or High Water]]'' (2016)
*''[[Passengers (film 2016)|Passengers]]'' (2016)
*''[[Risorto]]'' (2016)
*''[[The Nice Guys]]'' (2016)
*''[[Il filo nascosto]]'' (2017)
*''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017)
*''[[La La Land]]'' (2017)
*''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018)
*''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018)
*''[[Samson - La vera storia di Sansone]]'' (2018)
*''[[Avengers: Endgame]]'' (2019)
*''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019)
*''[[Escape Room (film 2019)|Escape Room]]'' (2019)
*''[[Fractured (film 2019)|Fractured]]'' (2019)
*''[[Shaft (film 2019)|Shaft]]'' (2019)
*''[[The Gentlemen]]'' (2019)
*''[[365 giorni]]'' (2020)
*''[[Da 5 Bloods - Come fratelli]]'' (2020)
*''[[Le strade del male]]'' (2020)
*''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
*''[[The Piper (film 2023)|The Piper]]'' (2023)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Totò Sapore e la magica storia della pizza]]'' (2003)
*''[[Il castello errante di Howl]]'' (2004)
*''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013)
====Serie animate====
*''[[In principio: Storie dalla Bibbia]]'' (1992)
*''[[Kim Possible]]'' (2002)
*''[[Le situazioni di Lui & Lei]]'' (2002 - 2006)
*''[[Lei, l'arma finale]]'' (2002
*''[[The Spectacular Spider-Man (serie animata)|The Spectacular Spider-Man]]'' (2008 - 2009)
====Serie televisive====
{{div col|strette}}
*''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997 - 2003)
*''[[Una mamma per amica]]'' (2000 - 2007)
*''[[Smallville]]'' (2001 - 2011)
*''[[CSI: Miami]]'' (2002 - 2012)
*''[[Elisa di Rivombrosa]]'' (2003 - 2005)
*''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso)
*''[[Being Human]]'' (2009 - 2013)
*''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017)
*''[[White Collar]]'' (2009 - 2014)
*''[[Barabba (miniserie televisiva)|Barabba]]'' (2012)
*''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso)
*''[[A.D. - La Bibbia continua]]'' (2015)
*''[[Blindspot]]'' (2015 - 2020)
*''[[Flesh and Bone]]'' (2015)
*''[[Sense8]]'' (2015 - 2018)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
*''[[Lucifer (serie televisiva)|Lucifer]]'' (2016 - 2021)
*''[[Shades of Blue]]'' (2016 – 2018)
*''[[Mindhunter]]'' (2017 - 2019)
*''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - 2024)
*''[[The Chosen (serie televisiva)|The Chosen]]'' (2017 - in corso)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Paolo Vivio]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Vivio, Marco}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Fabrizio Pucci
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Spinoziano
2297
/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Fabrizio Pucci''' (1957 – vivente), doppiatore, direttore del doppiaggio, dialoghista, attore e regista italiano.
==Citazioni di Fabrizio Pucci==
*I doppiatori non sono una categoria a sé stante. I doppiatori sono attori e hanno alle spalle una preparazione teatrale, televisiva o cinematografica. A volte si diventa doppiatori per casualità o per necessità e poi si rimane nell'ambiente.<ref name="D'Amico">Citato in Valentina D'Amico, ''[https://movieplayer.it/articoli/lo-hobbit-l-incontro-con-i-doppiatori-della-saga_11551/ Lo Hobbit: l'incontro con i doppiatori della saga]'', ''Movieplayer.it'', 4 novembre 2013.</ref>
*In Italia vengono presi personaggi televisivi, veline, showgirl perché la speranza è quella di aumentare l'hype. E una questione di marketing che spesso crea problematiche grosse al direttore del doppiaggio il quale si trova a gestire un talent privo di capacità tecnica mettendolo a confronto con attori tecnicamente perfetti.<ref name="D'Amico"/>
*Non fatevi ingannare dalle scuole di doppiaggio, perché la recitazione è fondamentale. Se non si sa recitare avere una bella voce e aver frequentato una scuola di doppiaggio non serve a niente.<ref name="D'Amico"/>
==Note==
<references/>
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989)
*''[[King of New York]]'' (1990)
*''[[Alien3]]'' (1992)
*''[[Fusi di testa - Wayne's World]]'' (1992)
*''[[Tartarughe Ninja III]]'' (1993)
*''[[Una vita al massimo]]'' (1993)
*''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994)
*''[[I soliti sospetti]]'' (1995)
*''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996)
*''[[Conflitto d'interessi (film)|Conflitto d'interessi]]'' (1998)
*''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'' (1999)
*''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000)
*''[[A Beautiful Mind]]'' (2001)
*''[[Kate & Leopold]]'' (2001)
*''[[La mummia - Il ritorno]]'' (2001)
*''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003)
*''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003)
*''[[X-Men 2]]'' (2003)
*''[[Kill Bill vol. 2]]'' (2004)
*''[[Van Helsing]]'' (2004)
*''[[The Island]]'' (2005)
*''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006)
*''[[Scary Movie 4]]'' (2006)
*''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006)
*''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006)
*''[[American Gangster]]'' (2007)
*''[[Mongol]]'' (2007)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[Milk]]'' (2008)
*''[[Traitor - Sospetto tradimento]]'' (2008)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009)
*''[[I Love Radio Rock]]'' (2009)
*''[[State of Play]]'' (2009)
*''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010)
*''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010)
*''[[The Whistleblower]]'' (2010)
*''[[Cappuccetto rosso sangue]]'' (2011)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[Mission: Impossible - Protocollo fantasma]]'' (2011)
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012)
*''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[The Bourne Legacy]]'' (2012)
*''[[Gangster Squad]]'' (2013)
*''[[Lo Hobbit - La desolazione di Smaug]]'' (2013)
*''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013)
*''[[Wolverine - L'immortale]]'' (2013)
*''[[Dracula Untold]]'' (2014)
*''[[Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate]]'' (2014)
*''[[Million Dollar Arm]]'' (2014)
*''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014)
*''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014)
*''[[Vizio di forma (film)|Vizio di forma]]'' (2014)
*''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014)
*''[[Child 44 - Il bambino n. 44]]'' (2015)
*''[[Garm Wars - L'ultimo druido]]'' (2015)
*''[[Humandroid]]'' (2015)
*''[[Mortdecai]]'' (2015)
*''[[Sicario (film 2015)|Sicario]]'' (2015)
*''[[The Hateful Eight]]'' (2015)
*''[[Gold - La grande truffa]]'' (2016)
*''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016)
*''[[I segreti di Wind River]]'' (2017)
*''[[Logan - The Wolverine]]'' (2017)
*''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018)
*''[[La ballata di Buster Scruggs]]'' (2018)
*''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018)
*''[[Soldado]]'' (2018)
*''[[Panama Papers (film)|Panama Papers]]'' (2019)
*''[[The Lodge (film)|The Lodge]]'' (2019)
*''[[Clean (film 2021)|Clean]]'' (2021)
*''[[Nope]]'' (2022)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
*''[[I Cavalieri dello zodiaco (film)|I Cavalieri dello zodiaco]]'' (2023)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Porco Rosso]]'' (1992)
*''[[Il libro della giungla 2]]'' (2003)
*''[[Le follie di Kronk]]'' (2005)
*''[[Sword of the Stranger]]'' (2007)
*''[[Kung Fu Panda]]'' (2008)
*''[[Up]]'' (2009)
*''[[Le 5 leggende]]'' (2012)
*''[[Madagascar 3 - Ricercati in Europa]]'' (2012)
*''[[Gli Incredibili 2]]'' (2018)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013 - in corso)
*''[[BoJack Horseman]]'' (2014 - 2020)
===Serie televisive===
*''[[Desperate Housewives]]'' (2004 - 2012)
*''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso)
*''[[Prison Break]]'' (2005 - 2009)
*''[[Mad Men]]'' (2007 - 2015)
*''[[Barabba (miniserie televisiva)|Barabba]]'' (2012)
*''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso)
*''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso)
*''[[Ted Lasso]]'' (2020-2023)
==Voci correlate==
*[[Giuppy Izzo]], ex moglie
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pucci, Fabrizio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
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Renato Turi
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Spinoziano
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/* Film */
1414946
wikitext
text/x-wiki
[[File:Renato Turi.jpg|miniatura|Renato Turi nel 1957]]
''' Renato Turi''' (1920 – 1991), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
== Citazioni su Renato Turi ==
*Renato Turi era il direttore della cooperativa della CVD, nella quale ero entrato agli inizi. Era il nostro padrone, diciamo... padre e padrone. [[Walter Matthau]] l'aveva sempre doppiato lui. Renato era una persona... Renato? Il signor Turi, era una persona come quelli di cui oggi si è perso lo stampo. Molto severo, molto... però persona profondamente onesta. C'è un episodio che io mi ricordo, che una volta quando vinciamo... un periodo di ferie del doppiaggio, io uscivo da casa, lui passava, mi fermò e disse: "Biondi, venga qua". Mi fece un assegno. "Le devo dare un premio per un film che ha doppiato, molto bravo". Mi staccò un assegno, neanche piccolo poi, cosa di cui poteva fare benissimo a meno perché io avevo lavorato a tariffa, insomma. E quindi era un personaggio... E quando morì, e quindi non poteva più doppiare Matthau, si fecero dei provini dove vinsi. Io ero molto intimorito più che da Walter Matthau proprio dal fatto che era appiccicato proprio alla voce di Turi. ([[Pietro Biondi]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Petrosino (miniserie televisiva)|Petrosino]]'' (1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Donne e veleni]]'' (1948)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La paura fa 90]]'' (1951)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La meteora infernale]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il vampiro del pianeta rosso]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lo smemorato di Collegno]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[L'ora del lupo]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Prendi i soldi e scappa]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Arancia meccanica]]'' (1971)
*''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'' (1971)
*''[[La morte va a braccetto con le vergini]]'' (1971)
*''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972)
*''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972)
*''[[Il terrore viene dalla pioggia]]'' (1973)
*''[[Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)]]'' (1974)
*''[[Quinto potere]]'' (1976)
*''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979)
*''[[2 sotto il divano]]'' (1980)
*''[[E io mi gioco la bambina]]'' (1980)
*''[[Rombo di tuono]]'' (1984)
*''[[Il piccolo diavolo]]'' (1988)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
====Serie televisive====
*''[[Mork & Mindy]]'' (1978 - 1982)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{stub}}
{{DEFAULTSORT:Turi, Renato}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Emiliano Coltorti
0
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2026-05-31T08:27:00Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1415035
wikitext
text/x-wiki
'''Emiliano Coltorti''' (1974 – vivente), attore e doppiatore italiano.
{{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=hH68ED41N0Y&t=1333s Live chat con Emiliano Coltorti]''|2=Dall'intervista a ''twittamibeautiful.it'', 14 aprile 2020; video disponibile su ''youtube.com'', 15 aprile 2020.|h=2}}
*Ci sono ritornato dopo essere... questa la racconto sempre ma è vero, l'accenno e basta, di essere stato scelto da [[Roman Polański|Polański]] per fare [[Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart]] nell'''[[Amadeus]]'', che è stato un sogno, al teatro, a venticinque anni... eh sì, è stata veramente una botta di culo pazzesca e da lì ho deciso di continuare a fare teatro.
*Per me il teatro rimane proprio il primo amore, rimane casa, rimane, rimane sicurezza nel mettersi in discussione.
*Sono una persona dal carattere schivo, sono abbastanza abitudinario, sono geloso dei miei spazi. Se devo fare un red carpet mi sento malissimo. Devo fare training autogeno anni prima. Vorrei morire. Non so mai dire quando mi trovo in situazioni in cui non ho il personaggio che mi difende, mettiamola così. Quando non posso mettermi dietro il personaggio, ma devo essere io, Emiliano che deve are qualcosa per il pubblico... lì non mi prende bene. E quindi mi sono costruito una carriera, per assurdo, nella quale ho usato le ... i colpi di fortuna che ho avuto. Le cose che mi sono successe, che sono tante belle, però per arrivare a crearmi una dimensione nella quale mi si conosce, ma non troppo.
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Human Traffic]]'' (1999)
*''[[Scary Movie]]'' (2000)
*''[[U-571]]'' (2000)
*''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]'' (2002)
*''[[Il club degli imperatori]]'' (2002)
*''[[L'ultima estate - Ricordi di un'amicizia]]'' (2002)
*''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002)
*''[[Lost in Translation - L'amore tradotto]]'' (2003)
*''[[Ong-bak: Nato per combattere]]'' (2003)
*''[[Una ragazza e il suo sogno]]'' (2003)
*''[[Un tocco di zenzero]]'' (2003)
*''[[X-Men 2]]'' (2003)
*''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]'' (2004)
*''[[Hellboy (film)|Hellboy]]'' (2004)
*''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'' (2004)
*''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005)
*''[[Affrontando i giganti]]'' (2006)
*''[[Babel (film)|Babel]]'' (2006)
*''[[Baciati dalla sfortuna]]'' (2006)
*''[[Chiamata da uno sconosciuto]]'' (2006)
*''[[Clerks II]]'' (2006)
*''[[Eragon]]'' (2006)
*''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006)
*''[[Mission: Impossible III]]'' (2006)
*''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006)
*''[[Profumo - Storia di un assassino]]'' (2006)
*''[[Stay Alive]]'' (2006)
*''[[14 anni vergine]]'' (2007)
*''[[Hotel Chevalier]]'' (2007)
*''[[Il petroliere]]'' (2007)
*''[[Il treno per il Darjeeling]]'' (2007)
*''[[Perfect Stranger (film)|Perfect Stranger]]'' (2007)
*''[[Sguardo nel vuoto]]'' (2007)
*''[[Blindness - Cecità]]'' (2008)
*''[[Certamente, forse]]'' (2008)
*''[[Cloverfield]]'' (2008)
*''[[Come un uragano (film)|Come un uragano]]'' (2008)
*''[[Step Up 2 - La strada per il successo]]'' (2008)
*''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008)
*''[[Le cronache di Narnia: il principe Caspian]]'' (2008)
*''[[Assassin's Creed: Lineage]]'' (2009)
*''[[Basta che funzioni]]'' (2009)
*''[[Bride Wars - La mia miglior nemica]]'' (2009)
*''[[Cella 211]]'' (2009)
*''[[Crank: High Voltage]]'' (2009)
*''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009)
*''[[Il Grinta (film 2010)|Il Grinta]]'' (2010)
*''[[Il gusto dell'amore]]'' (2010)
*''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010)
*''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]'' (2010)
*''[[Tron: Legacy]]'' (2010)
*''[[Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero]]'' (2008)
*''[[Anonymous]]'' (2011)
*''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011)
*''[[Catch .44]]'' (2011)
*''[[Cowboys & Aliens (film)|Cowboys & Aliens]]'' (2011)
*''[[Il mio angolo di paradiso]]'' (2011)
*''[[La mia vita è uno zoo]]'' (2011)
*''[[Margin Call]]'' (2011)
*''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012)
*''[[Cloud Atlas]]'' (2012)
*''[[Freelancers]]'' (2012)
*''[[Looper]]'' (2012)
*''[[The Words]]'' (2012)
*''[[Zero Dark Thirty]]'' (2012)
*''[[12 anni schiavo]]'' (2013)
*''[[Dallas Buyers Club]]'' (2013)
*''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]'' (2013)
*''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013)
*''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013)
*''[[Wolverine - L'immortale]]'' (2013)
*''[[Big Eyes]]'' (2014)
*''[[Captain America: The Winter Soldier]]'' (2014)
*''[[Godzilla (film 2014)|Godzilla]]'' (2014)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[The Judge (film 2014)|The Judge]]'' (2014)
*''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015)
*''[[Irrational Man]]'' (2015)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[The Hateful Eight]]'' (2015)
*''[[Captain America: Civil War]]'' (2016)
*''[[Risorto]]'' (2016)
*''[[Rogue One: A Star Wars Story]]'' (2016)
*''[[Blade Runner 2049]]'' (2017)
*''[[It (film 2017)|It]]'' (2017)
*''[[La truffa dei Logan]]'' (2017)
*''[[Okja]]'' (2017)
*''[[22 luglio (film)|22 luglio]]'' (2018)
*''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018)
*''[[La diseducazione di Cameron Post]]'' (2018)
*''[[It - Capitolo due]]'' (2019)
*''[[Midsommar - Il villaggio dei dannati]]'' (2019)
*''[[The Gentlemen]]'' (2019)
*''[[365 giorni]]'' (2020)
*''[[Il processo ai Chicago 7]]'' (2020)
*''[[Il silenzio della palude]]'' (2020)
*''[[Le strade del male]]'' (2020)
*''[[Fino all'ultimo indizio]]'' (2021)
*''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'' (2021)
*''[[Nope]]'' (2022)
*''[[Poker Face (film)|Poker Face]]'' (2022)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
*''[[Foglie al vento]]'' (2023)
*''[[Nosferatu (film 2024)|Nosferatu]]'' (2024)
*''[[Spaceman (film 2024)|Spaceman]]'' (2024)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[La città incantata]]'' (2001)
*''[[Il pianeta del tesoro]]'' (2002)
*''[[Si alza il vento]]'' (2013)
*''[[Coco]]'' (2017)
*''[[Spider-Man: Across the Spider-Verse]]'' (2023)
===Serie animate===
*''[[Soul Eater]]'' (2008)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Smallville]]'' (2001 - 2011)
*''[[The O.C.]]'' (2003 - 2007)
*''[[Bones]]'' (2005 - 2017)
*''[[Criminal Minds]]'' (2005 - 2020)
*''[[Numb3rs]]'' (2005 - 2010)
*''[[The Big Bang Theory]]'' (2007 - 2019)
*''[[Romanzo criminale - La serie]]'' (2008 - 2010)
*''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017)
*''[[Downton Abbey]]'' (2010 - 2015)
*''[[Nikita (serie televisiva 2010)|Nikita]]'' (2010 - 2013)
*''[[Hart of Dixie]]'' (2011 - 2015)
*''[[Shameless]]'' (2011 - 2021)
*''[[The Killing (serie televisiva 2011)|The Killing]]'' (2011 - 2014)
*''[[Saving Hope]]'' (2012 - 2017)
*''[[Orange Is the New Black]]'' (2013 - 2019)
*''[[Francesco (miniserie televisiva 2014)|Francesco]]'' (2014)
*''[[Agents of S.H.I.E.L.D.]]'' (2014 - in corso)
*''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso)
*''[[Chicago Med]]'' (2015 - in corso)
*''[[Quantico (serie televisiva)|Quantico]]'' (2015 - 2018)
*''[[Poldark (serie televisiva 2015)|Poldark]]'' (2015 - 2019)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
*''[[Legends of Tomorrow]]'' (2016 - 2022)
*''[[The Chosen (serie televisiva)|The Chosen]]'' (2017 - in corso)
*''[[Altered Carbon (serie televisiva)|Altered Carbon]]'' (2018 - 2020)
*''[[The Falcon and the Winter Soldier]]'' (2021)
*''[[One Piece (serie televisiva)|One Piece]]'' (2023)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Ennio Coltorti]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Coltorti, Emiliano}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Carlo Romano
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Carlo_Romano.jpg|thumb|Carlo Romano nel 1961]]
'''Carlo Romano''' (1908 – 1975), attore, doppiatore e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Carlo Romano==
*Io ho doppiato tanti personaggi, ho fatto tante caratterizzazioni, ma non è facile.<ref name= Supergulp/>
*No, no, no, no, no! Non incominciamo ad ungere, eh. Niente olio!<ref name= Supergulp>Dal documentario di Guido De Maria, "Ebbene sì, maledetto Carter", 1973, [https://www.youtube.com/watch?v=O3-_0sqn1pU Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
==Citazioni su Carlo Romano==
*Ricordo il direttore Carlo Romano – la voce italiana di [[Jerry Lewis]] – un uomo affettuoso e autoritario al contempo. Mi dava colpetti sulla schiena per darmi il tempo della battuta. Un po' lo temevo. Ma una volta gli chiesi perché fosse ciccione. Mia nonna mi fulminò. Un attore di carattere. ([[Claudia Catani]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
{{div col|strette}}
*''[[La signora di tutti]]'' (1934)
*''[[Un marito per il mese d'aprile]]'' (1941)
*''[[4 passi fra le nuvole]]'' (1942)
*''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942)
*''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]'' (1942)
*''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]'' (1943)
*''[[La vita ricomincia]]'' (1945)
*''[[Campane a martello]]'' (1949)
*''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'' (1950)
*''[[Totò terzo uomo]]'' (1951)
*''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[I vitelloni]]'' (1953)
*''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954)
*''[[Lacrime d'amore (film 1954)|Lacrime d'amore]]'' (1954)
*''[[Questa è la vita]]'' (1954)
{{div col end}}
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]'' (1930)
*''[[La scala musicale]]'' (1932)
*''[[Il giardino di Allah]]'' (1936)
*''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937)
*''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937)
*''[[Alba di gloria]]'' (1939)
*''[[Castelli in aria]]'' (1939)
*''[[La via dei giganti]]'' (1939)
*''[[Mr. Smith va a Washington]]'' (1939)
*''[[Ombre rosse]]'' (1939)
*''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]'' (1940)
*''[[Angeli del peccato]]'' (1940)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940)
*''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941)
*''[[Io la difendo]]'' (1942)
*''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[Arsenico e vecchi merletti]]'' (1944)
*''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944)
*''[[Le chiavi del paradiso]]'' (1944)
*''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944)
*''[[La vita ricomincia]]'' (1945)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[Il mistero del carillon]]'' (1946)
*''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[La signora di Shanghai]]'' (1947)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948)
*''[[Scandalo internazionale]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'' (1949)
*''[[Il grande peccatore]]'' (1949)
*''[[Il terzo uomo]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950)
*''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)
*''[[La carovana dei mormoni]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[L'altro uomo]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Mamma mia, che impressione!]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[Il giardino incantato (film 1952)|Il giardino incantato]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952)
*''[[Operazione Cicero]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[Da qui all'eternità]]'' (1953)
*''[[I vitelloni]]'' (1953)
*''[[Il cavaliere della valle solitaria]]'' (1953)
*''[[Il tesoro dell'Africa]]'' (1953)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[I sette samurai]]'' (1954)
*''[[Johnny Guitar]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La bestia umana]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Caccia al ladro]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Marty, vita di un timido]]'' (1955)
*''[[Sorrisi di una notte d'estate]]'' (1955)
*''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[Non mangiate le margherite]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[La rabbia]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[Django]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[I giorni dell'ira]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[I magnifici sette]]'' (1970)
*''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Rapina record a New York]]'' (1971)
*''[[Il violinista sul tetto]]'' (1971)
*''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'' (1940)
*''[[Dumbo - L'elefante volante]]'' (1941)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[Il libro della giungla (film 1967)|Il libro della giungla]]'' (1967)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
{{div col end}}
====Serie televisive====
*''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957-1959)
===Soggettista===
*''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962)
==Voci correlate==
*[[Dina Romano]], madre
*[[Andrea Ward]], nipote
*[[Luca Ward]], nipote
*[[Monica Ward]], nipote
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Romano, Carlo}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
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Luca e Paolo
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Udiki
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/* Citazioni di Luca e Paolo */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Luca e Paolo.jpg|thumb|Luca e Paolo]]
'''Luca e Paolo''', duo comico italiano formato da [[Luca Bizzarri]] e [[Paolo Kessisoglu]].
==Citazioni di Luca e Paolo==
*''Nel continente rosso | Tra [[Piergiorgio Odifreddi|Odifreddi]], [[Vauro]] e [[Michele Santoro|Santoro]] | Ci stan certi intellettuali | Che l'Europa gli fa schifo | E per [[Vladimir Putin|Putin]] fanno il tifo | Fanno il tifo, fanno il tiiii || Siam filorussi, siam filorussi | È un trend culturale | O-Ogni tre bombe, o-ogni tre bombe | Si va alla [[Biennale di Venezia|Biennale]] | Noi siamo quelli che in televisione | Diciamo che Putin è bravo guaglione | Noi siam filorussi || Siam filorussi, siam filorussi | E filo-cremlini | O-Ogni tre droni, o-ogni tre droni | Un libro di [[Alessandro Orsini (saggista)|Orsini]] | Noi siamo quelli che Mosca ha ragione | E la [[Marija Zacharova|Zachàrova]] è un grande figone | Noi siam filorussi, ah-ah-ah | All'Occidente sputiamo negli occhi | E l'[[Ucraina|Ucraìna]] speriamo s'inginocchi | Ma noi restiamo, restiamo in tv | Col cazzo che andiamo laggiù || Siam filorussi, siam filorussi | Tenaci e ribelli | O-Ogni tre [[RS-28 Sarmat|Sarmat]], o-ogni tre Sarmat | Un talk con [[Carlo Rovelli|Rovelli]] | Contro il riarmo facciamo casino | Anche perché non fa bene al Cremlino | Noi siam filorussi || Siam filorussi, siam filorussi | Tifiamo per Boris | O-Ogni tre mine, o-ogni tre mine | Ci ospita [[Giovanni Floris|Floris]] | Noi siamo quelli dal piglio zarista | Che entriamo nel Donbass con [[Alessandro Di Battista|Di Battista]] | Noi siam filorussi.''<ref>Dal programma televisivo ''Dimartedì''; [https://www.youtube.com/watch?v=_fdExzTFNfQ video] disponibile su ''youtube.com'', 29 maggio 2026.</ref>
==Citato in ''Gaber, Giorgio, il Signor G.''==
*C'è da dire poi che [[Giorgio Gaber|Gaber]] ci ha dato molto anche di persona. Accadde quando Luca lo conobbe, nel 1991, dentro il camerino di un teatro. Ebbero un lungo dialogo: pieno di sigarette, perché ne fumarono una dietro l'altra. Ma da quell'incontro... affumicato emerse un insegnamento che si rivelò preziosissimo per il nostro percorso. Gaber fu il primo a dirci di non aspettare che il lavoro piovesse dal cielo; disse che dovevamo scrivere cose nostre e portarle in giro per le strade. [...] Gli dobbiamo molto, insomma, se facciamo questo lavoro, se lo facciamo in un certo modo e se ci impegniamo ancora con la stessa energia degli inizi. (p. 88)
*{{NDR|Parlando della collaborazione tra Giorgio Gaber e [[Sandro Luporini]]}} Con quali contributi alla storia della prosa italiana? Altissimi. La loro era un'alchimica straordinaria, la loro opera è figlia di una magia dell'incontro che nell'arte non si realizza spesso. E che anche per questo ha portato alla scrittura di testi di grande forza, capaci di resistere al tempo. (pp. 87-88)
*Gaber per noi è stato un esempio grandioso, sotto diversi punti di vista. Non abbiamo nemmeno avuto particolari difficoltà a riproporlo adattandolo a come lavoriamo noi, insieme o separati: perché la sua grandezza d'autore implicava anche la capacità di scrivere testi elaborabili, che anche in termini di regia potessero essere trattati pure da altri: con originalità ma senza modificarne impatto o senso. (p. 87)
==Citazioni su Luca e Paolo==
*Sono dei personaggi patetici. Luca e Paolo si chiamano questi due ignoranti. Hanno preso in giro quello che ha fatto Vincenzo, la raccolta firme, tra l'altro in maniera molto limitante e stupida.<ref>''La copertina di Luca e Paolo del 25/02/2025'', [https://youtu.be/6wE4W3BrD1k?si=14GnM4Os8wl0R3F7&t=120 video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> Ripeto, io comprendo tutto, scherzi, satira, è bellissimo, io spesso prendo in giro anche sui miei social, soprattutto i potenti di questo mondo, ma quando io vedo due annoiati, inutili, dal punto di vista intellettuale limitanti personaggi, strapagati, estremamente pagati rispetto all'impegno che loro realmente fanno, questi personaggi deridono una persona che riporta le informazioni reali della guerra. Io quando vedo queste cose non so, mi è venuta la voglia di sfondare il cranio a uno e all'altro. Io lo dico onestamente, sono una persona che è nata per strada, ho vissuto per strada, ho fatto le visse, quindi ancora oggi, anche se ho promesso a mia mamma di non ammazzare più nessuno, comunque ancora oggi ho del sangue che mi va in testa quando vedo certe cose, dico "Cristo Santo lo troverei davanti, gli sfonderei il cranio e gli farei ingoiare i denti a questo qua". Proprio perché è proprio la mancanza di dignità, sapete cosa vuol dire? Persone indegne, persone che affrontano delle questioni in maniera qualunquista. ([[Nicolai Lilin]])
==Filmografia==
===Film===
*''[[E allora mambo!]]'' (1999)
*''[[Immaturi]]'' (2011)
===Televisione===
*''[[Camera Café]]'' (2003-2017)
===Doppiaggio===
*''[[Le follie dell'imperatore]]'' (2000)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Luca e Paolo, ''L'incontro affumicato''; in Andrea Pedrinelli (a cura di), ''Gaber, Giorgio, il Signor G. {{small|Raccontato da intellettuali, amici, artisti}}'', Kowalski, Milano, 2008 (pp. 87-88). ISBN 978-88-7496-754-4
==Voci correlate==
*[[Luca Bizzarri]]
*[[Paolo Kessisoglu]]
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Duo comici italiani]]
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Dave Bautista
0
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Spinoziano
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piccole sistemazioni
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text/x-wiki
[[File:Batista in March 2019.jpg|thumb|Dave Bautista nel 2019]]
'''David Michael Bautista''', detto '''Dave''' (1969 – vivente), attore ed ex wrestler statunitense.
==Citazioni di Dave Bautista==
*Amo ciò che ho fatto come wrestler, ma ora sono un attore. Credo che tutti quelli che lasciano il wrestling cerchino la stessa attenzione altrove: Hollywood è il sogno, diventare una star del cinema. Questo non è mai stato il mio obiettivo: io ho sempre voluto essere un attore. Non posso scoprire quanto sono bravo fino a quando non mi verrà data la possibilità di interpretare ruoli da premio. Per una persona come me è qualcosa di davvero difficile da ottenere. Spero di riuscirci: più grande diventa il tuo nome, più persone sono disposte ad ascoltarti. Se c'è gente che vuole vederti diventi un buon investimento, fai vendere biglietti.<ref>Dall'intervista di Valentina Ariete, ''[https://movieplayer.it/articoli/army-of-the-dead-intervista-dave-bautista_24754/ Dave Bautista, protagonista di Army of the Dead: “Voglio ruoli da Oscar e debuttare alle regia”]'', ''movieplayer.it'', 24 maggio 2021.</ref>
*Fino a poco tempo prima mi facevo prestare soldi per acquistare cibo e regali natalizi per i miei figli. Per me, il cambiamento è stato molto rapido. ''Guardiani della Galassia'' non mi ha rivoluzionato la vita... Me ne ha dato una!<ref>Citato in Matteo Marescalco, ''[https://movieplayer.it/news/dave-bautista-guardiani-della-galassia-mi-ha-salvato-dalla-poverta_101684/ Dave Bautista: "Guardiani della Galassia mi ha salvato dalla povertà"]'', ''movieplayer.it'', 1 agosto 2021.</ref>
*Quando ottenni il ruolo di Drax {{NDR|in ''[[Guardiani della Galassia (film)|Guardiani della Galassia]]''}} avevo lavorato a malapena per circa tre anni. Mi ero davvero lasciato il wrestling alle spalle e il rischio era quello di tornare indietro con la coda tra le gambe, ma ho voluto giocare le mie carte e continuare a inseguire il sogno della recitazione.<ref>Citato in Davide Stanzione, ''[https://www.bestmovie.it/news/ero-a-pezzi-dave-bautista-spiega-perche-interpretare-drax-gli-ha-salvato-la-vita/786763/ «Ero a pezzi»: Dave Bautista spiega perché interpretare Drax gli ha salvato la vita]'', ''bestmovie.it'', 1 agosto 2021.</ref>
*Un sacco di uomini sembrano pensare che [[Donald Trump]] sia una specie di tipo duro. Ma non lo è. Voglio dire, guardatelo. Usa più trucco di [[Dolly Parton]]. [...] Ha due tette belle grandi proprio come Dolly Parton, imbroglia a golf e cerca di infiltrarsi negli spogliatoi dei concorsi di bellezza. Avete presente quel [[Trump dance|balletto]] che fa? Sembra che stia facendo una s*ga a un paio di giraffe. Ma soprattutto è terrorizzato dal fatto che qualche vero uomo americano scopra che non è altro che un poppante.<ref>Citato in ''[https://cinema.everyeye.it/notizie/dave-bautista-affonda-trump-lui-duro-usa-trucco-dolly-parton-749883.html Dave Bautista affonda Trump: "Lui un duro? Usa più trucco di Dolly Parton!"]'', ''cinema.everyeye.it'', 17 ottobre 2024.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Guardiani della Galassia (film)|Guardiani della Galassia]]'' (2014)
*''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015)
*''[[Guardiani della Galassia Vol. 2]]'' (2017)
*''[[Blade Runner 2049]]'' (2017)
*''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018)
*''[[Army of the Dead]]'' (2021)
*''[[Dune (film 2021)|Dune]]'' (2021)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
*''[[Guardiani della Galassia Vol. 3]]'' (2023)
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Wrestler statunitensi]]
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Dhia Cristiani
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Spinoziano
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[[File:Fari nella nebbia - Dhia Cristiani.png|thumb|upright=1.2|Dhia Cristiani in ''[[Fari nella nebbia]]'' (1942)]]
'''Dhia Cristiani''' (1921 – 1977), attrice e doppiatrice italiana.
==Citazioni su Dhia Cristiani==
*Nel periodo 1941-42 sembra che il suo astro stia per illuminarsi, quando registi di talento ([[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]], [[Luigi Chiarini|Chiarini]], [[Luchino Visconti|Visconti]]) le offrono ruoli un po' più consistenti e significativi, come [...] in ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' (1943): un ruolo che Dhia Cristiani recita quasi in punta di piedi, sommessamente e dignitosamente, ascoltando i preziosi consigli di Visconti. Ma l'attrice non riesce comunque ad imporsi: continua a restare nell'ombra, dedicandosi al doppiaggio, settore nel quale diviene dall'immediato dopoguerra in poi una delle protagoniste più apprezzate. Parecchie attrici americane, europee e anche italiane parlano sugli schermi con la sua voce pacata e calda [...]. Di gran rilievo sono le tonalità di voce prestate ad eccellenti performances di attrici come [[Anne Baxter]] in ''[[Eva contro Eva]]'' (1950) e [[Dorothy Malone]] in ''[[Come le foglie al vento]]'' (1956). (''[[Dizionario del cinema italiano]]'')
==Filmografia==
===Attrice===
{{div col}}
*''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'' (1938)
*''[[I grandi magazzini]]'' (1939)
*''[[Centomila dollari]]'' (1940)
*''[[Una romantica avventura]]'' (1940)
*''[[Fari nella nebbia]]'' (1942)
*''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942)
*''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' (1943)
*''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)
{{div col end}}
===Doppiatrice===
{{div col|strette}}
*''[[Io sono un evaso]]'' (1932)
*''[[I grandi magazzini]]'' (1939)
*''[[Il conte di Essex]]'' (1939)
*''[[Jess il bandito]]'' (1939)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Centomila dollari]]'' (1940)
*''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940)
*''[[Ho sognato un angelo]]'' (1941)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943)
*''[[La porta proibita]]'' (1943)
*''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943)
*''[[Arsenico e vecchi merletti]]'' (1944)
*''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944)
*''[[L'uomo del Sud]]'' (1945)
*''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[Il cucciolo]]'' (1946)
*''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946)
*''[[Sangue all'alba]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947)
*''[[La casa rossa]]'' (1947)
*''[[Le catene della colpa]]'' (1947)
*''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947)
*''[[Erano tutti miei figli]]'' (1948)
*''[[Fuga nel tempo]]'' (1948)
*''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1949)
*''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949)
*''[[I banditi della città fantasma]]'' (1949)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949)
*''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949)
*''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950)
*''[[Donne e briganti]]'' (1950)
*''[[Eva contro Eva]]'' (1950)
*''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' (1950)
*''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951)
*''[[La gang]]'' (1951)
*''[[Tamburi lontani]]'' (1951)
*''[[Un tram che si chiama Desiderio]]'' (1951)
*''[[Chi è senza peccato...]]'' (1952)
*''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952)
*''[[La morsa d'acciaio]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952)
*''[[Luci della ribalta]]'' (1952)
*''[[Menzogna (film)|Menzogna]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[Gardenia blu]]'' (1953)
*''[[Gelosia (film 1953)|Gelosia]]'' (1953)
*''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'' (1953)
*''[[Il mondo le condanna]]'' (1953)
*''[[Io confesso]]'' (1953)
*''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Noi peccatori]]'' (1953)
*''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]'' (1953)
*''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]'' (1953)
*''[[Criminale di turno]]'' (1954)
*''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954)
*''[[Il calice d'argento]]'' (1954)
*''[[Il delitto perfetto]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La contessa scalza]]'' (1954)
*''[[La schiava del peccato]]'' (1954)
*''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954)
*''[[I due capitani]]'' (1955)
*''[[L'amore è una cosa meravigliosa]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del capestro]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il posto delle fragole]]'' (1957)
*''[[L'anima e la carne]]'' (1957)
*''[[L'ultima violenza]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[L'uomo di paglia]]'' (1958)
*''[[La spada e la croce]]'' (1958)
*''[[Malinconico autunno]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Totò nella luna]]'' (1958)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Operazione sottoveste]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960)
*''[[Non mangiate le margherite]]'' (1960)
*''[[Viridiana]]'' (1961)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il cervello che non voleva morire]]'' (1962)
*''[[Hud il selvaggio]]'' (1963)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[La stirpe dei dannati]]'' (1964)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966)
*''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Suzanne Simonin, la religiosa]]'' (1966)
*''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[Borsalino (film)|Borsalino]]'' (1970)
*''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971)
*''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974)
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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[[File:Pierre-Maximilien Delafontaine - Portrait of Marie François Xavier Bichat.jpg|thumb|[[Marie François Xavier Bichat|Xavier Bichat]], fautore del ''vitalismo'']]
Citazioni sul '''vitalismo'''.
*Gli scienziati [...] sono spesso ostili al vitalismo perché vedono una certa parentela fra la "vita" e la ''virtus dormitiva''; perché ritengono che il vitalismo paralizzi la ricerca scientifica, perché hanno paura che quando uno ha detto: questo è un vivente, non ritenga più necessario sapere come si comporta, come si svolge la sua vita, quali processi elementari entrano a costituirla. Ora, se il vitalismo è un'affermazione filosofica, non c'è da aver paura di questo: l'[[anima]] sarà la ragione ultima di quei comportamenti che caratterizzano il vivente, ma non potrà mai spiegarmi come si svolgano le funzioni vitali. ([[Sofia Vanni Rovighi]])
*I vitalisti sostengono che la vita è un'essenza o un principio a sé stante, assente nella materia non vivente, non riducibile all'azione di fattori unicamente materiali. Di solito essi rilevano una direzione o una manifesta finalità nello sviluppo e nelle attività degli esseri viventi e concludono che l'essenza vitale, non materiale, insita in essi, ha un'influenza determinante per l'evoluzione. ([[George Gaylord Simpson]])
*Non c'è assolutamente nessuna necessità logica per porre insieme il vitalismo con il [[Teleologia|finalismo]], ma le loro idee sono affini, non fosse altro che perché ambedue sono fino a un certo punto teorie non naturalistiche, e sotto questo profilo non materialistiche. Più spesso di quanto non si creda i finalisti sono vitalisti e i vitalisti sono finalisti. ([[George Gaylord Simpson]])
==Altri progetti==
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Citazioni sul '''vitalismo'''.
*Gli scienziati [...] sono spesso ostili al vitalismo perché vedono una certa parentela fra la "vita" e la ''virtus dormitiva''; perché ritengono che il vitalismo paralizzi la ricerca scientifica, perché hanno paura che quando uno ha detto: questo è un vivente, non ritenga più necessario sapere come si comporta, come si svolge la sua vita, quali processi elementari entrano a costituirla. Ora, se il vitalismo è un'affermazione filosofica, non c'è da aver paura di questo: l'[[anima]] sarà la ragione ultima di quei comportamenti che caratterizzano il vivente, ma non potrà mai spiegarmi come si svolgano le funzioni vitali. ([[Sofia Vanni Rovighi]])
*I vitalisti sostengono che la vita è un'essenza o un principio a sé stante, assente nella materia non vivente, non riducibile all'azione di fattori unicamente materiali. Di solito essi rilevano una direzione o una manifesta finalità nello sviluppo e nelle attività degli esseri viventi e concludono che l'essenza vitale, non materiale, insita in essi, ha un'influenza determinante per l'evoluzione. ([[George Gaylord Simpson]])
*Non c'è assolutamente nessuna necessità logica per porre insieme il vitalismo con il [[Teleologia|finalismo]], ma le loro idee sono affini, non fosse altro che perché ambedue sono fino a un certo punto teorie non naturalistiche, e sotto questo profilo non materialistiche. Più spesso di quanto non si creda i finalisti sono vitalisti e i vitalisti sono finalisti. ([[George Gaylord Simpson]])
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{{Nota disambigua}}
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[[File:Crossing the Mississippi on the Ice by C.C.A. Christensen.png|thumb|upright=1.3|''Attraversando il Mississippi sul ghiaccio'' (C. C. A. Christensen, 1878 ca.)]]
Citazioni sul '''West''' o '''Far West'''.
*Huxley, qui non stiamo nel Far West, okay?! E poi il Far West era tutto una leggenda, non è mai divertente uccidere la gente! ...Be', qualche volta sì. (''[[Demolition Man]]'')
*Il West è la storia di una conquista, di un travalicamento delle frontiere. Un'epopea di cambiamenti. Per questo ci affascina, perché è la metafora dell'uomo che si guadagna il suo spazio a dispetto della natura ostile e delle avversità. ([[Giancarlo Berardi]])
*L'Ovest americano conquistato dal sangue e dall'oro: in queste pianure e in queste montagne si riversarono avventurieri da tutti gli angoli della Terra. Erano uomini rudi e temerari, e dovevano esserlo: le terre selvagge non possono essere conquistate dai filosofi. Sia che un uomo viaggiasse solo o in carovana, aveva sempre una compagna che cavalcava al suo fianco: questa compagna era la morte. Le piste del vecchio Ovest erano cosparse delle sue vittime, ma per ogni uomo che cadeva ce n'erano migliaia pronti a tentar l'avventura, e dietro a loro mille e mille altri. (''[[I banditi della città fantasma]]'')
*La gente dice che il West fu conquistato dalla ferrovia. Mio padre diceva che fu conquistato dal filo spinato. (''[[Bad Girls]]'')
*Lei non è di queste parti, vero? Eh, è una terra promessa, caro lei. Diceva mio padre: "Il sole va verso l'Ovest come la fortuna". (''[[Gli amanti della città sepolta]]'')
*– Non vuoi aprire il Far West alla civilizzazione?<br>– Vieni qui. Forse questo non lo capirai, ma per me il West è come una bella donna, la mia donna. Mi piace com'è, non la voglio diversa. Sono geloso, non la voglio dividere con nessun altro. Non vorrei vederla civilizzata. (''[[Il cacciatore di indiani]]'')
*Qui nel West, Jim, ci si aspetta sempre che un uomo si difenda: se soltanto permette che sussista il dubbio è finito, per sempre. (''[[Il grande paese]]'')
*– Sono cresciuta fra sparatorie, razzie, vendette, impiccagioni...<br>– Ah, sapete una cosa? Questa storia la ripetono in ogni parte del West. (''[[La legge del più forte]]'')
==Voci correlate==
*[[Cowboy]]
*[[Diligenza (carrozza)]]
*[[Stati Uniti d'America]]
*[[Western]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi degli Stati Uniti d'America]]
[[Categoria:Regioni geografiche]]
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Delmer Daves
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
'''Delmer Lawrence Daves''' (1904 – 1977), regista e sceneggiatore statunitense.
==Citazioni su Delmer Daves==
*Autore di grande forza visiva, dotato di uno spiccato senso coloristico, D. ha rappresentato il tipico regista medio hollywoodiano per la sua capacità di raccontare efficacemente vicende drammatiche di ambiente contemporaneo o storico, ma nel contempo ha dato prova di saper scegliere, sia pure occasionalmente, soggetti non convenzionali. ([[Franco La Polla]])
*{{NDR|In ''[[Vento di terre lontane]]''}} ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast [...] è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[La foresta pietrificata]]'' (1936) – sceneggiatore
*''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]'' (1939) – sceneggiatore
*''[[La casa rossa]]'' (1947) – regista e sceneggiatore
*''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947) – regista e sceneggiatore
*''[[L'amante indiana]]'' (1950) – regista
*''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956) – regista e sceneggiatore
*''[[Vento di terre lontane]]'' (1956) – regista e sceneggiatore
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957) – regista
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958) – regista
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958) – regista
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959) – regista
*''[[Quella nostra estate]]'' (1963) – regista, sceneggiatore e produttore
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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{{DEFAULTSORT:Daves, Delmer}}
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
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Eugenio Rignano
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della vita, che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da se.<ref>Da ''La vita nel suo aspetto finalistico'', pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della vita, che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da se.<ref>Da ''La vita nel suo aspetto finalistico'', pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della vita, che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da se.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente é il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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/* Citazioni di Eugenio Rignano */ capitolo
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente é il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. II, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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/* Citazioni di Eugenio Rignano */ comportamento dell'organismo
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione?<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. I, p. 7.</ref>
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente é il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. II, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione?<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. I, p. 7.</ref>
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. II, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
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/* Citazioni di Eugenio Rignano */ dibattito fra vitalisti e meccanicisti
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==Citazioni di Eugenio Rignano==
*Il secolare dibattito fra vitalisti e meccanicisti, nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso. (p. 1)
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione?<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. I, p. 7.</ref>
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. II, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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Incipit
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'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==''La vita nel suo aspetto finalistico''==
===[[Incipit]]===
Il secolare dibattito fra vitalisti e meccanicisti, nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.<!--p. 1-->
===Citazioni===
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione?<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. I, p. 7.</ref>
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925, cap. II, pp. 10-11.</ref>
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
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18878
sistemo nuova sezione
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==''La vita nel suo aspetto finalistico''==
===[[Incipit]]===
Il secolare dibattito fra vitalisti e meccanicisti, nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.<!--p. 1-->
===Citazioni===
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione? (cap. I, p. 7)
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo. (cap. II, pp. 10-11)
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925.
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==''La vita nel suo aspetto finalistico''==
===[[Incipit]]===
Il secolare dibattito fra [[Vitalismo|vitalisti]] e [[meccanicismo|meccanicisti]], nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.<!--p. 1-->
===Citazioni===
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione? (cap. I, p. 7)
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo. (cap. II, pp. 10-11)
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925.
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==''La vita nel suo aspetto finalistico''==
===[[Incipit]]===
Il secolare dibattito fra [[Vitalismo|vitalisti]] e [[meccanicismo|meccanicisti]], nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.<!--p. 1-->
===Citazioni===
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione? (cap. I, p. 7)
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo. (cap. II, pp. 10-11)
*Rispetto ad ogni organo, ad. ogni funzione, ad ogni attività vitale, di cui si presenta già dotato l'organismo fino dal primo momento in cui inizia la sua vita al di fuori dell'uovo o dell'utero materno, la domanda «a che serve?», — del tutto analoga a quella che il tecnico farebbe per ogni elemento od organo o modalità di funzionamento d'una macchina, costruita dall'uomo per dati fini, — riceve sempre 1'adeguata risposta.<br>Quale e stata la soluzione che i meccanicisti hanno tentato di dare di questo preadattamento morfologico e fisiologico, il cui finalismo si presentava troppo evidente anche ai loro occhi per poterlo negare? Hanno creduto di trovarne la chiave esplicativa, come e noto, nella selezione naturale Darwiniana, la quale deve la sua grande e, ai suoi tempi, quasi incontrastata fortuna appunto a questo suo tentativo di spiegare non finalisticamente questi fenomeni finalistici di preadattamento. (cap. II, pp. 18-19)
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925.
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==''La vita nel suo aspetto finalistico''==
===[[Incipit]]===
Il secolare dibattito fra [[Vitalismo|vitalisti]] e [[meccanicismo|meccanicisti]], nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.<!--p. 1-->
===Citazioni===
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione? (cap. I, p. 7)
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo. (cap. II, pp. 10-11)
*Rispetto ad ogni organo, ad ogni funzione, ad ogni attività vitale, di cui si presenta già dotato l'organismo fino dal primo momento in cui inizia la sua vita al di fuori dell'uovo o dell'utero materno, la domanda «a che serve?», – del tutto analoga a quella che il tecnico farebbe per ogni elemento od organo o modalità di funzionamento d'una macchina, costruita dall'uomo per dati fini, – riceve sempre l'adeguata risposta.<br>Quale è stata la soluzione che i meccanicisti hanno tentato di dare di questo preadattamento morfologico e fisiologico, il cui finalismo si presentava troppo evidente anche ai loro occhi per poterlo negare? Hanno creduto di trovarne la chiave esplicativa, come è noto, nella [[Evoluzione|selezione naturale Darwiniana]], la quale deve la sua grande e, ai suoi tempi, quasi incontrastata fortuna appunto a questo suo tentativo di spiegare non finalisticamente questi fenomeni finalistici di preadattamento. (cap. II, pp. 18-19)
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925.
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==''La vita nel suo aspetto finalistico''==
===[[Incipit]]===
Il secolare dibattito fra [[Vitalismo|vitalisti]] e [[meccanicismo|meccanicisti]], nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.<!--p. 1-->
===Citazioni===
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione? (cap. I, p. 7)
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il finalismo dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo. (cap. II, pp. 10-11)
*Rispetto ad ogni organo, ad ogni funzione, ad ogni attività vitale, di cui si presenta già dotato l'organismo fino dal primo momento in cui inizia la sua vita al di fuori dell'uovo o dell'utero materno, la domanda «a che serve?», – del tutto analoga a quella che il tecnico farebbe per ogni elemento od organo o modalità di funzionamento d'una macchina, costruita dall'uomo per dati fini, – riceve sempre l'adeguata risposta.<br>Quale è stata la soluzione che i meccanicisti hanno tentato di dare di questo preadattamento morfologico e fisiologico, il cui finalismo si presentava troppo evidente anche ai loro occhi per poterlo negare? Hanno creduto di trovarne la chiave esplicativa, come è noto, nella [[selezione naturale]] [[Charles Darwin|Darwiniana]], la quale deve la sua grande e, ai suoi tempi, quasi incontrastata fortuna appunto a questo suo tentativo di spiegare non finalisticamente questi fenomeni finalistici di preadattamento. (cap. II, pp. 18-19)
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925.
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
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/* La vita nel suo aspetto finalistico */ teleologia
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[[File:Eugenio Rignano.jpg|thumb|upright=0.7|Eugenio Rignano]]
'''Eugenio Vittorio Rignano''' (1870 – 1930), filosofo italiano.
==''La vita nel suo aspetto finalistico''==
===[[Incipit]]===
Il secolare dibattito fra [[Vitalismo|vitalisti]] e [[meccanicismo|meccanicisti]], nel tentare di dare una spiegazione della vita, non può portare a conclusione veruna se prima non si mette bene in evidenza, e non si precisa esattamente in che consista, quella caratteristica fondamentale comune a tutti i fenomeni vitali, consistente nell'aspetto finalistico o teleologico che essi presentano nelle loro manifestazioni più tipiche. E quello che ci proponiamo appunto di fare in questo studio, che non vuole quindi essere altro che un contributo alla soluzione del dibattito stesso.<!--p. 1-->
===Citazioni===
*Troppo netto per non colpire anche il profano è, invero, il distacco fra l'organismo umano vivente, che si mantiene si può dire quasi immutato durante, p. es., i trent'anni di maturità che vanno dall'età di 25 a quella di 55 anni, e il cadavere di esso che in meno di 24 ore si trasforma rapidamente. Come mai questa differenza cosi sostanziale di comportamento se nell'organismo vivente non sono in giuoco che gli stessi agenti fisico-chimici che conducono il cadavere a cosi rapida disintegrazione? (cap. I, p. 7)
*Anche all'osservazione più profana e più superficiale la facoltà di riproduzione o di autocostruzione che hanno gli organismi è sempre parsa come una caratteristica fondamentale della [[vita]], che non ha nessun riscontro neppur lontanissimo con nessun fenomeno del mondo inorganico naturale; e neppure alcun riscontro colle stesse macchine create per dati suoi scopi dall'uomo, in quanto che nessuna macchina ha in sé stessa la capacita di produrre i propri organi e il propri elementi.<br>Fosse pure dunque l'organismo del tutto spiegabile quale «macchina» fisico-chimica, rimarrebbe ancora da spiegare la cosa più fondamentale, cioè come questa macchina si sia costruita da sé.<br>Troppo evidente è il [[Teleologia|finalismo]] dello sviluppo ontogenetico perché si possa tentare seriamente di negarlo. (cap. II, pp. 10-11)
*Rispetto ad ogni organo, ad ogni funzione, ad ogni attività vitale, di cui si presenta già dotato l'organismo fino dal primo momento in cui inizia la sua vita al di fuori dell'uovo o dell'utero materno, la domanda «a che serve?», – del tutto analoga a quella che il tecnico farebbe per ogni elemento od organo o modalità di funzionamento d'una macchina, costruita dall'uomo per dati fini, – riceve sempre l'adeguata risposta.<br>Quale è stata la soluzione che i meccanicisti hanno tentato di dare di questo preadattamento morfologico e fisiologico, il cui finalismo si presentava troppo evidente anche ai loro occhi per poterlo negare? Hanno creduto di trovarne la chiave esplicativa, come è noto, nella [[selezione naturale]] [[Charles Darwin|Darwiniana]], la quale deve la sua grande e, ai suoi tempi, quasi incontrastata fortuna appunto a questo suo tentativo di spiegare non finalisticamente questi fenomeni finalistici di preadattamento. (cap. II, pp. 18-19)
==''Religione materialismo socialismo''==
*L'attitudine degli animali nella lotta universale della vita è solo quella della fuga o dell'attacco, ignoto è loro l'atto propiziatorio. La nuova attitudine intermedia non sorge che nella lotta dell'uomo contro l'uomo. All'uopo era prima necessario un notevole sviluppo delle più alte facoltà intellettuali, di osservazione, di inibizione e di ragionamento, affinché l'esperienza potesse insegnare, ad un tempo, al vincitore, il vantaggio di risparmiare il vinto che faceva atto di sottomissione e, al vinto, tutto il valore che poteva avere per la sua salvezza l'atto propiziatorio stesso. Solo, quindi, presso quei progenitori dell'uomo, che pei primi praticarono l'atto propiziatorio verso i propri simili, poté tale abitudine venire estesa anche verso altri esseri, supposti animati da motivi di condotta analoghi ai loro propri. Il primo uomo che si gettò faccia a terra non più soltanto dinanzi ad altro uomo, quello fu il primo credente e il primo fondatore di tutte quante le religioni. (''Il fenomeno religioso'', p. 12)
*Alcuni negano l'asserzione del [[Materialismo storico|Materialismo Storico]] che ogni classe cosciente sia tratta ad agire esclusivamente secondo il proprio tornaconto economico, mostrando come le classi dominanti prendono e fanno talvolta, e magari anche spesso, provvedimenti e leggi che riescono a loro danno ed a vantaggio, invece, delle classi dominate, come p. es. tutta la cosiddetta legislazione sociale attuale in favore delle classi operaie. Ma, così affermando, si dimentica che una classe anche ben lontana dal potere può sempre tuttavia avere un certo a «peso», anche notevole, che in un modo o nell'altro essa riesce sempre a far valere. (''Il Materialismo storico'', p. 77)
*Quanto [...] sia fallace contare sulle idealità collettive, come forze sociali effettive, lo dimostra, p. es., il fatto della [[schiavitù]], introdotta nelle proprie colonie, appena il tornaconto economico della classe capitalista è venuto ad esigerlo, da un popolo, quale l'inglese, professante una religione eminentemente umanitaria; ciò che dimostra quale errore sarebbe attribuire la scomparsa della schiavitù nel mondo antico romano alla idealità cristiana della fratellanza umana. (''Il Materialismo storico'', p. 80)
*[...] dimostrata a suo modo l'iniquità del [[Capitalismo|regime capitalista]], il [[Karl Marx|Marx]] non procede, come i suoi predecessori, a schizzare progetti fantastici di ricostruzione sociale, cui avrebbe dovuto condurre questa o quella misura più o meno insignificante per sé medesima, ma dalle virtù magiche rigenerative; bensì imprende a investigare senz'altro la direzione verso cui ''fatalmente'' tende, per forza delle cose e non per volontà degli uomini, il processo economico stesso.<br>Da ciò la grande distinzione che i collettivisti fanno fra il socialismo «utopistico» precedente al Marx e il socialismo «scientifico» di quest'ultimo. (''Il Socialismo'', p. 110)
==Citazioni su Eugenio Rignano==
*Prospettandoci, con solida dottrina, con ampiezza di linee, la visione e la interpretazione della [[Vita]], dai suoi aspetti più strettamente biologici a quelli superiori della spiritualità e della moralità il prof. Rignano intende porsi insieme sul terreno scientifico, e filosofico: ed è veramente interessante e suggestivo, sia dal punto di vista della scienza, sia da quello della filosofia, lo sforzo ch'egli compie. E dobbiamo subito dire che la veduta centrale, il senso intimo dell’opera del Rignano ci appariscono non solo validi e accettabili, ma essenziali a dirittura per l'orientamento e lo sviluppo del pensiero scientifico, che non voglia racchiudersi nelle angustie d'un tecnico particolarismo, e del pensiero filosofico che non voglia chiudere gli occhi all'imponente realtà ed alla sua stessa luce. ([[Erminio Troilo]])
==Bibliografia==
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/rignano-la-vita-nel-suo-aspetto-finalistico/mode/1up La vita nel suo aspetto finalistico]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1925.
*Eugenio Rignano, ''[https://archive.org/details/fp0028/mode/1up Religione materialismo socialismo]'', Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1920.
==Altri progetti==
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Gli uomini della terra selvaggia
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Spinoziano
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{{Film
|titolo italiano = Gli uomini della terra selvaggia
|titolo alfabetico = Uomini della terra selvaggia
|immagine = Jurado-Borgnine-Badlanders.jpg
|didascalia = Katy Jurado ed Ernest Borgnine
|genere = western
|regista = [[Delmer Daves]]
|soggetto = [[W. R. Burnett]] (''Giungla d'asfalto'')
|sceneggiatore = [[Richard Collins (sceneggiatore)|Richard Collins]]
|attori =
*[[Alan Ladd]]: Peter Van Hoek
*[[Ernest Borgnine]]: John McBain
*[[Katy Jurado]]: Anita
*[[Claire Kelly]]: Ada Winton
*[[Kent Smith]]: Cyril Lounsberry
*[[Nehemiah Persoff]]: Vincente
*[[Robert Emhardt]]: Sample
*[[Anthony Caruso]]: Comanche
*[[Adam Williams]]: Leslie
*[[Ford Rainey]]: Warden
*[[Karl Swenson]]: sceriffo
|doppiatori italiani =
*[[Sergio Fantoni]]: Peter Van Hoek
*[[Carlo Romano]]: John McBain
*[[Dhia Cristiani]]: Anita
*[[Maria Pia Di Meo]]: Ada Winton
*[[Giorgio Capecchi]]: Cyril Lounsberry
*[[Gino Baghetti]]: Vincente
*[[Luigi Pavese]]: Sample
*[[Bruno Persa]]: Comanche
*[[Renato Turi]]: Leslie
*[[Manlio Busoni]]: Warden
*[[Cesare Fantoni]]: sceriffo
}}
'''''Gli uomini della terra selvaggia''''', film statunitense del 1958 con [[Alan Ladd]], regia di [[Delmer Daves]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Peter''': Avete perso la chiave, eh?<br>'''Ada''': Oh, no: il mio amico non vuole che io conosca degli altri uomini, così mi chiude a chiave quando deve uscire, è chiaro adesso?<br>'''Peter''': Ah, è chiaro, sì, ma voi perché acconsentite?<br>'''Ada''': Be', se un gentiluomo vi fa l'onore di diventare vostro amico, è giusto che facciate ciò che lui vi chiede, se una è una signora.
*'''Cyril''': Tu mi ami?<br>'''Ada''': Be', cerco di renderti felice.<br>'''Cyril''': Quanto mi ameresti se non fossi ricco?<br>'''Ada''': Assai meno.<br>'''Cyril''': Non ci credo.<br>'''Ada''': Quanto mi ameresti se non fossi bella?<br>'''Cyril''': È un'altra faccenda.<br>'''Ada''': Niente affatto: un uomo ricco equivale ad una ragazza bella, ecco caro.
==Citazioni su ''Gli uomini della terra selvaggia''==
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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Sofia Vanni Rovighi
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Sofia Vanni Rovighi
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'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di complessità. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''Elementi di filosofia'', p. 78.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di complessità. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''Elementi di filosofia'', p. 78.</ref>
==Note==
<references />
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[[File:Sofia Vanni Rovighi.jpg|thumb|upright=0.7|Sofia Vanni Rovighi]]
'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di complessità. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, p. 78.</ref>
==Note==
<references />
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[[File:Sofia Vanni Rovighi.jpg|thumb|upright=0.7|Sofia Vanni Rovighi]]
'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di complessità. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, p. 78.</ref>
==Note==
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'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, p. 78.</ref>
==Note==
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'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. V, p. 78.</ref>
==Note==
<references />
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[[Categoria:Storici della filosofia]]
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'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. V, p. 78.</ref>
*Gli scienziati [...] sono spesso ostili al [[vitalismo]] perché vedono una certa parentela fra la "vita" e la ''virtus dormitiva''; perché ritengono che il vitalismo paralizzi la ricerca scientifica, perché hanno paura che quando uno ha detto: questo è un vivente, non ritenga più necessario sapere come si comporta, come si svolge la sua vita, quali processi elementari entrano a costituirla. Ora, se il vitalismo è un'affermazione filosofica, non c'è da aver paura di questo: l'anima sarà la ragione ultima di quei comportamenti che caratterizzano il vivente, ma non potrà mai spiegarmi come si svolgano le funzioni vitali.<ref>Da ''Elementi di filosofia'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. V, p. 80.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici della filosofia]]
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'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. V, p. 78.</ref>
*Gli scienziati [...] sono spesso ostili al [[vitalismo]] perché vedono una certa parentela fra la "vita" e la ''virtus dormitiva''; perché ritengono che il vitalismo paralizzi la ricerca scientifica, perché hanno paura che quando uno ha detto: questo è un vivente, non ritenga più necessario sapere come si comporta, come si svolge la sua vita, quali processi elementari entrano a costituirla. Ora, se il vitalismo è un'affermazione filosofica, non c'è da aver paura di questo: l'[[anima]] sarà la ragione ultima di quei comportamenti che caratterizzano il vivente, ma non potrà mai spiegarmi come si svolgano le funzioni vitali.<ref>Da ''Elementi di filosofia'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. V, p. 80.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==Citazioni di Sofia Vanni Rovighi==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici.<ref>Da ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. V, p. 78.</ref>
*Gli scienziati [...] sono spesso ostili al [[vitalismo]] perché vedono una certa parentela fra la "vita" e la ''virtus dormitiva''; perché ritengono che il vitalismo paralizzi la ricerca scientifica, perché hanno paura che quando uno ha detto: questo è un vivente, non ritenga più necessario sapere come si comporta, come si svolge la sua vita, quali processi elementari entrano a costituirla. Ora, se il vitalismo è un'affermazione filosofica, non c'è da aver paura di questo: l'[[anima]] sarà la ragione ultima di quei comportamenti che caratterizzano il vivente, ma non potrà mai spiegarmi come si svolgano le funzioni vitali.<ref>Da ''Elementi di filosofia'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. V, p. 80.</ref>
*Le esperienze del Redi (sec. XVII) e dello Spallanzani (sec. XVIII) dimostrarono che non si dà [[generazione spontanea]] di vermi, insetti, infusorii; quelle del Pasteur (sec. XIX) dimostrarono che non si dà generazione spontanea neppure per i batteri. Ma oggi ci si domanda se non si dia generazione spontanea per gli ultravirus, che sarebbero viventi assai più piccoli dei batterii. Si discute se gli ultravirus siano viventi e, anche ammesso che siano tali, se si possa parlare di loro generazione spontanea. Evidentemente la questione si può risolvere solo con metodo sperimentale-induttivo e quindi è di competenza della scienza e non della filosofia.<ref>Da ''Elementi di filosofia'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III, cap. VI, pp. 91-92.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[File:Sofia Vanni Rovighi.jpg|thumb|upright=0.7|Sofia Vanni Rovighi]]
'''Sofia Vanni Rovighi''' (1908 – 1990), storica della filosofia e docente italiana.
==''Elementi di filosofia''==
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il [[Meccanicismo|meccanicismo]] afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici. (vol. III, cap. V, p. 78)
*Gli scienziati [...] sono spesso ostili al [[vitalismo]] perché vedono una certa parentela fra la "vita" e la ''virtus dormitiva''; perché ritengono che il vitalismo paralizzi la ricerca scientifica, perché hanno paura che quando uno ha detto: questo è un vivente, non ritenga più necessario sapere come si comporta, come si svolge la sua vita, quali processi elementari entrano a costituirla. Ora, se il vitalismo è un'affermazione filosofica, non c'è da aver paura di questo: l'[[anima]] sarà la ragione ultima di quei comportamenti che caratterizzano il vivente, ma non potrà mai spiegarmi come si svolgano le funzioni vitali. (vol. III, cap. V, p. 80)
*Le esperienze del Redi (sec. XVII) e dello Spallanzani (sec. XVIII) dimostrarono che non si dà [[generazione spontanea]] di vermi, insetti, infusorii; quelle del Pasteur (sec. XIX) dimostrarono che non si dà generazione spontanea neppure per i batteri. Ma oggi ci si domanda se non si dia generazione spontanea per gli ultravirus, che sarebbero viventi assai più piccoli dei batterii. Si discute se gli ultravirus siano viventi e, anche ammesso che siano tali, se si possa parlare di loro generazione spontanea. Evidentemente la questione si può risolvere solo con metodo sperimentale-induttivo e quindi è di competenza della scienza e non della filosofia. (vol. III, cap. VI, pp. 91-92)
==Bibliografia==
*Sofia Vanni Rovighi, ''[https://archive.org/details/sofia-vanni-rovighi-elementi-di-filosofia-la-natura/page/n2/mode/1up Elementi di filosofia]'', Editrice La Scuola, Brescia, 1991, vol. III.
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Meccanicismo
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Meccanicismo: voce tematica
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Citazioni sul '''meccanicismo'''.
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il meccanicismo afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici. ([[Sofia Vanni Rovighi]])
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wikizionario, altro
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Citazioni sul '''meccanicismo'''.
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il meccanicismo afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici. ([[Sofia Vanni Rovighi]])
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/* Altri progetti */ Categoria: modifico in analogia a "Vitalismo"
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Citazioni sul '''meccanicismo'''.
*Che il vivente sia un corpo immensamente più complesso di un non vivente è cosa che nessuno nega, ma il meccanicismo afferma appunto che tutta la differenza sta nel grado di [[complessità]]. A questa concezione spinsero – oltre che motivi filosofici: 1) certi risultati conseguiti dalla chimica organica che insegnò a fabbricare sostanze che prima si credeva potessero essere elaborate solo dai viventi; 2) la scoperta che anche nei viventi, come nei corpi non viventi, avvengono scambi e trasformazioni di energia; p. es., che la produzione del calore animale è dovuta a processi di combustione. Si pensò quindi che i futuri progressi della chimica organica permetteranno di fabbricare artificialmente la materia vivente e che quelle che noi chiamiamo attività vitali non siano altro che processi fisico-chimici. ([[Sofia Vanni Rovighi]])
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Antonello Cuccureddu
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Creata pagina con "'''Antonello Cuccureddu''' (1949 – vivente), ex calciatore italiano. *Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria famiglia. Per me è stato così fin dal primo momento.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/antonello-cuccureddu Juventus Hall of Fame: Antonello Cuccureddu], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref> ==Note== <references />..."
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'''Antonello Cuccureddu''' (1949 – vivente), ex calciatore italiano.
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria famiglia. Per me è stato così fin dal primo momento.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/antonello-cuccureddu Juventus Hall of Fame: Antonello Cuccureddu], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
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'''Antonello Cuccureddu''' (1949 – vivente), ex calciatore e allenatore italiano.
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria famiglia. Per me è stato così fin dal primo momento.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/antonello-cuccureddu Juventus Hall of Fame: Antonello Cuccureddu], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
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'''Antonello Cuccureddu''' (1949 – vivente), ex calciatore e allenatore italiano.
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/antonello-cuccureddu Juventus Hall of Fame: Antonello Cuccureddu], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
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'''Antonello Cuccureddu''' (1949 – vivente), ex calciatore e allenatore italiano.
*Non credo esista un singolo momento o un singolo episodio in grado di spiegare come la Juventus non sia soltanto una società di calcio, bensì una vera e propria [[famiglia]]. Per me è stato così fin dal primo momento.<ref>[https://halloffame.juventus.com/it/hall-of-fame/antonello-cuccureddu Juventus Hall of Fame: Antonello Cuccureddu], Juventus.com, 13 dicembre 2025.</ref>
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Bussano alla porta
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Bussano alla porta |genere = horror/thriller |regista = [[M. Night Shyamalan]] |soggetto = [[Paul G. Tremblay]] (''La casa alla fine del mondo'') |sceneggiatore = M. Night Shyamalan, [[Steve Desmond]], [[Michael Sherman]] |produttore = M. Night Shyamalan, [[Marc Bienstock]], [[Ashwin Rajan]] |attori = *[[Dave Bautista]]: Leonard *[[Jonathan Groff]]: Eric *[[Ben Aldridge]]: Andrew *[[Nikki Amuka-Bird]]: Sabrina *[[Kristen Cui]]: Wen *Abby Quinn..."
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{{Film
|titolo italiano = Bussano alla porta
|genere = horror/thriller
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|sceneggiatore = M. Night Shyamalan, [[Steve Desmond]], [[Michael Sherman]]
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*[[Dave Bautista]]: Leonard
*[[Jonathan Groff]]: Eric
*[[Ben Aldridge]]: Andrew
*[[Nikki Amuka-Bird]]: Sabrina
*[[Kristen Cui]]: Wen
*[[Abby Quinn]]: Adriane
*[[Rupert Grint]]: Redmond
|doppiatori italiani =
*[[Fabrizio Pucci]]: Leonard
*[[Marco Vivio]]: Eric
*[[Emiliano Coltorti]]: Andrew
*[[Marina Guadagno]]: Sabrina
*[[Sofia Fronzi]]: Wen
*[[Martina Felli]]: Adriane
*[[Flavio Aquilone]]: Redmond
}}
'''''Bussano alla porta''''', film statunitense del 2023 con [[Dave Bautista]], regia di [[M. Night Shyamalan]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Leonard''': Chiami il tuo papà per nome?<br>'''Wen''': Così sanno con quale dei due sto parlando. C'è papà Eric e c'è papà Andrew. Tutti gli altri bambini a scuola hanno solo un papà, anche i programmi su Disney Channel hanno solo un papà.<br>'''Leonard''': E questo ti dà fastidio?<br>'''Wen''': No, tranne quando la mia counsellor scolastica dice «quanto è stupendo che ho due papà». Non so perché, ma a me sembra che dica il contrario.
*'''Leonard''': Io non ho una cicatrice come te, ma se potessi guardarmi dentro, vedresti che ho il cuore rotto.<br>'''Wen''': Perché è rotto?<br>'''Leonard''': Per via di quello che devo fare oggi.
*'''Eric''': Rappresentano tutti gli aspetti dell'umanità: Redmond, malevolenza; Adriane, accudimento; Sabrina, cura; Leonard, guida. Sono i quattro Cavalieri dell'Apocalisse. Dovevamo vederli morire e sentire la loro perdita.<br>'''Andrew''': Perché noi? Non siamo niente di speciale.<br>'''Eric''': Perché so cosa ho pensato quando abbiamo visto Wen la prima volta in orfanotrofio. È una nostra decisione.<br>'''Andrew''': È una nostra cazzo di decisione? Dovremmo rinunciare al nostro amore, per loro?<br>'''Eric''': È un sacrificio, Andrew. Accettare di rinunciare a qualcosa di tanto bello per noi, per tutti gli altri.<br>'''Andrew''': Non se lo meritano! Loro ci odiano, Eric, odiano il fatto che esistiamo!<br>'''Eric''': Sono solo spaventati, come tutti noi.<br>'''Andrew''': Sono dei mostri! Distruggono ogni cosa! Si fanno male a vicenda!<br>'''Eric''': Non sei solo un'accusa, sai che c'è qualcosa da difendere: è da lì che arriva la tua rabbia, Andrew.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film a tematica LGBT]]
[[Categoria:Film horror]]
[[Categoria:Film thriller]]
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Knock at the Cabin
0
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2026-05-31T08:01:45Z
Spinoziano
2297
Redirect alla pagina [[Bussano alla porta]]
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text/x-wiki
#RINVIA [[Bussano alla porta]]
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Discussione:Rupert Grint
1
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1415031
2026-05-31T08:25:01Z
Spinoziano
2297
Sfid
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text/x-wiki
{{Sfid}}
==Senza fonte==
* A casa le cose non sono cambiate molto. Mi pulisco ancora la camera!
* È strano che i fans mi chiedano l'autografo. È difficile abituarsi.
* Le scope troppo vecchie non possono davvero volare. Se tu perdi l'autobus non puoi proprio salire in camera e volare a scuola con una Nimbus Duemila!
* Quando leggo i libri, penso che la famiglia Weasley sia come la mia. Dopo averli letto, conosco i Weasley a fondo.
* {{NDR|Rispondendo a "Emma Watson è così saputella come Hermione?"}} Te lo direi, ma lei mi picchierebbe.
* Tutti i miei fratelli, le mie sorelle e i miei amici mi hanno davvero aiutato. Rendono la mia vita normale. Con mio fratello litigo ancora. Ma i piccoli non capiscono ancora. Mi trattano solo come Rupert. Che è fantastico, davvero.
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Mario Girotti
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Àncilu
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Redirect alla pagina [[Terence Hill]]
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#RINVIA [[Terence Hill]]
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Girotti
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Àncilu
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Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Mario Girotti]]''' – attore italiano * '''[[Massimo Girotti]]''' – attore italiano"
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{{Disambigua}}
* '''[[Mario Girotti]]''' – attore italiano
* '''[[Massimo Girotti]]''' – attore italiano
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Hill
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Àncilu
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Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Anita Hill]]''' – avvocata e docente statunitense * '''[[Austin Bradford Hill]]''' – epidemiologo e statistico britannico * '''[[Damon Hill]]''' – pilota automobilistico britannico * '''[[Graham Hill]]''' – pilota automobilistico britannico * '''[[Guglielmo Bancroft Hill]]''' – scrittore statunitense e cattedratico di letteratura biblica * '''[[Jessica Ennis-Hill]]''' – ex multiplista britannica * '''[[Joe Hill (sindacalista)|Joe Hill]]..."
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{{Disambigua}}
* '''[[Anita Hill]]''' – avvocata e docente statunitense
* '''[[Austin Bradford Hill]]''' – epidemiologo e statistico britannico
* '''[[Damon Hill]]''' – pilota automobilistico britannico
* '''[[Graham Hill]]''' – pilota automobilistico britannico
* '''[[Guglielmo Bancroft Hill]]''' – scrittore statunitense e cattedratico di letteratura biblica
* '''[[Jessica Ennis-Hill]]''' – ex multiplista britannica
* '''[[Joe Hill (sindacalista)|Joe Hill]]''' – sindacalista e compositore statunitense di origine svedese
* '''[[Joe Hill (scrittore)|Joe Hill]]''' – scrittore e fumettista statunitense
* '''[[John Hill (botanico)|John Hill]]''' – botanico e scrittore britannico
* '''[[John Hill (scrittore)|John Hill]]''' – scrittore statunitense
* '''[[Jonah Hill]]''' – attore, comico, sceneggiatore, produttore cinematografico e regista statunitense
* '''[[Joseph Hill Whedon]]''' – sceneggiatore, regista, fumettista e produttore televisivo e cinematografico statunitense
* '''[[Judith Hill]]''' – cantautrice statunitense
* '''[[Julia Butterfly Hill]]''' – ambientalista e scrittrice statunitense
* '''[[Lauryn Hill]]''' – cantautrice, rapper, polistrumentista e attrice statunitense
* '''[[Patricia Hill Collins]]''' – sociologa statunitense
* '''[[Phil Hill]]''' – pilota statunitense di Formula 1
* '''[[Taylor Marie Hill]]''' – supermodella statunitense
* '''[[Terence Hill]]''' – attore italiano
== Pagine correlate ==
* [[Joe Hill]]
* [[John Hill]]
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West (disambigua)
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2026-05-31T11:47:38Z
Àncilu
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Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[West]]''' – regione occidentale degli Stati Uniti d'America, approssimativamente a ovest del fiume Mississippi * '''[[Benjamin West]]''' – pittore statunitense * '''[[Kanye West]]''' – rapper, beatmaker e produttore discografico statunitense * '''[[Morris West]]''' – scrittore australiano * '''[[Nathanael West]]''' – scrittore statunitense * '''[[Rebecca West]]''' – scrittrice britannica * '''[[Vita Sackville-West]]''' – poetessa, scr..."
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{{Disambigua}}
* '''[[West]]''' – regione occidentale degli Stati Uniti d'America, approssimativamente a ovest del fiume Mississippi
* '''[[Benjamin West]]''' – pittore statunitense
* '''[[Kanye West]]''' – rapper, beatmaker e produttore discografico statunitense
* '''[[Morris West]]''' – scrittore australiano
* '''[[Nathanael West]]''' – scrittore statunitense
* '''[[Rebecca West]]''' – scrittrice britannica
* '''[[Vita Sackville-West]]''' – poetessa, scrittrice e botanica inglese
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{{Disambigua}}
* '''[[West]]''' – regione occidentale degli Stati Uniti d'America, approssimativamente a ovest del fiume Mississippi
* '''[[Benjamin West]]''' – pittore statunitense
* '''[[Kanye West]]''' – rapper, beatmaker e produttore discografico statunitense
* '''[[Morris West]]''' – scrittore australiano
* '''[[Nathanael West]]''' – scrittore statunitense
* '''[[Owen West]]''' – scrittore statunitense
* '''[[Rebecca West]]''' – scrittrice britannica
* '''[[Vita Sackville-West]]''' – poetessa, scrittrice e botanica inglese
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