Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.5 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Quinto Orazio Flacco 0 150 1415349 1379386 2026-06-02T14:11:21Z BetaKentauri2 106242 1415349 wikitext text/x-wiki {{wikificare|Convenzione varianti e traduzioni. Vedi [[Wikiquote:Trascrizione]].}} [[Immagine:Quintus Horatius Flaccus.jpg|thumb|Quinto Orazio Flacco]] '''Quinto Orazio Flacco''' (65 a.C. – 8 a.C.), poeta lirico e scrittore satirico latino. ==Citazioni di Orazio== *Io sono ferito dalla grave freccia d'amore per Licisco, che afferma di superare in tenerezza qualsiasi donna.<ref>Citato in Jim Bishop, ''Il giorno in cui Cristo morì'', traduzione di Maria Satta, Garzanti, 1958.</ref> ===Attribuite=== *[[Beatitudini dai libri|Beati]] coloro che [[possesso|posseggono]].<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 435-436.</ref> :''Beati possidentes''. ==''Satire''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Qui fit, Maecenas, ut nemo, quam sibi sortem | Seu ratio dederit, seu fors objecerit, illa | Contentus vivat, laudet diversa sequentes?''<ref name=fumagalli74>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, Milano, 1921, [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/106|p. 74]].</ref> ====Giuseppe Fumagalli==== Come succede, o Mecenate, che nessuno viva contento di quella [[condizione]] ch'egli stesso si scelse o che il caso gli dette, e invidii invece coloro che le altre abbracciarono?<ref name=fumagalli74/> ====Luca Antonio Pagnini==== ''Mecenate, onde vien, che nessun pago | Sia del mestier, ch'elezione o caso | Gli offerse, e lodi chi professa altr'arti?''<ref>Quinto Orazio Flacco, ''Le [[s:Satire (Orazio)|satire]] e l'epistole'', traduzione di Luca Antonio Pagnini, Ranieri Prosperi, Pisa, 1814.</ref> ===Citazioni=== <!--In ordine di libro--> *Che cosa vieta di dire la [[verità]] ridendo? (I, 1, 23-24) :Eppur chi mai ne proibisce il dir ridendo il vero? ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#Eppur chi mai|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini) :''Quamquam ridentem dicere verum quid vetat?'' *Non basta mai niente – disse – perché sei ciò che possiedi. (I, 1, 61) :Non evvi mai tanto che basti, ognuno tanto vale quant'ha ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#Non evvi mai|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini) :''«nil satis est – inquit – quia tanti quantum habeas sis»'' *Il popolo mi fischia, ma io mi applaudo da me, a casa mia, quando contemplo le mie ricchezze in cassaforte. <!--(questa frase è si di Orazio ma non si riferiva a se stesso; la cita a proposito di un ricco stolto e pidocchioso!) Non rilevante: semmai scrivi chi è che parla, brevemente, nella parentesi come da [[Wikiquote:trascrizione]]-->(I, 1, 66-7) :Il popolo mi fischia, ma in casa io mi fo plauso allorch'i'prendo a contemplare i miei danar nell'arca. ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#90|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini) :''Populus me sibilat; at mihi plaudo ipse domi, simul ac nummos contemplor in arca.'' *Sotto nome diverso la favola di te parla. (I, 1, 69-70) :''Mutato nomine de te | Fabula narratur''. *''C'è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini | al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta.'' (I, 1, 106-107) :Tutto ha le sue misure, oltra le quali né di qua, né di là risiede il retto.<ref>[[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira I#140|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini.</ref> :''Est modus in rebus, sunt certi denique fines | quos ultra citraque nequit consistere rectum''.<ref>Si veda anche la voce di Wikipedia sull'[[w:Aurea mediocritas|Aurea mediocritas]].</ref> *''Così raramente si trova qualcuno che dica di esser vissuto | da uomo felice e, compiuto il tempo concessogli, | esca dalla vita soddisfatto, come commensale sazio''. (I, 1, 117-119)<ref name=sordi/> *Per evitare un [[difetto]], gli stolti cadono nel difetto contrario. (I, 2, 24) :Fuggendo i pazzi un vizio a dar di petto van nel vizio opposto. ([[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira II#30|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini) :''Dum vitant stulti vitia, in contraria currunt'' *''Ecco a tutti i cantor vizio comune: | Pregati, non c'è caso che s'inducano | A cantar tra gli amici: non pregati | Non la finiscon mai.'' (I, 3, 1-3, traduzione di Tommaso Gargallo; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 546) :''Omnibus hoc vitium est cantoribus, inter amicos | Ut nunquam inducant animum cantare rogati, | Injussi nunquam desistant''. *Dalle uova fino alle mele. (I, 3, 6-7) :''Ab ovo | Usque ad mala''. *Perché nessuno nasce senza vizi, e ottimo è colui che è travagliato dai più leggeri. (I, 3, 68-69) :''Nam vitiis nemo sine nascitur; optimus ille est, | Qui minimis urgetur''. *Anche prima di Elena la [[fica]] fu una terribile causa di guerra.<ref>Citato in AA. VV., ''Dizionario delle sentenze latine e greche'', Rizzoli, Milano, 2007, [https://books.google.it/books?id=ZtwkDwAAQBAJ&pg=PT976 § 1865]. ISBN 9788858690208.</ref> (I, 3, 107) :''Nam fuit ante Helenam cunnus taeterrima belli causa.'' *''In questo sbagliò: che in una sola ora scriveva, che prodezza!, | 200 versi, così, come si dice, su un piede solo! | Ma scorrevano torbidi e c'era del troppo, che vorresti togliere. | Troppo verboso egli era, pigro alla fatica dello scrivere: | dello scrivere bene, intendo: al molto non do peso''. (I, 4, 9-13)<ref name=sordi/> *Le membra sparse del poeta. (I, 4, 62) :''Disjecti membra poetae''. *Un uomo fatto fino all'unghia.<ref>Cioè «alla perfezione», dall'uso degli scultori di provare con l'unghia la rifinitura del proprio lavoro. Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/ad-unguem/ Ad unguem]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (I, 5, 32) :''Ad unguem factus homo.'' *Ci creda l'ebreo Apella, non io; poiché so che gli dèi menano vita tranquilla; e se la natura fa talora qualche portento, non sono gli dêi corrucciati a mandarlo dall'alta volta celeste. (I, 5, 100-103) :''Credat Judaeus Apella | Non ego: namque deos didici securum agere aevum; | Nec, si quid miri faciat natura, deos id | Tristes ex alto coeli demittere tecto''. *[Credo] che sia noto a tutti, cisposi e barbieri.<ref>In quanto ben informati; gli uni perché, costretti a casa dal vederci poco, erano avidi di notizie, gli altri per l'andirivieni di clienti nella loro bottega. Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/lippis-et-tonsoribus Lippis et tonsoribus]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (I, 7, 3) :''Omnibus et lippis notum et tonsoribus esse.'' *Mai la vita diede ai mortali qualcosa se non a prezzo di grande fatica. (I, 9, 59-60) :''Nil sine magno | vita labore dedit mortalibus''. *''Più a fondo e meglio di un attacco arcigno, | la [[Facezia|battuta spiritosa]] serve a troncare anche le questioni grosse.'' (I, 10, 14-15)<ref name=sordi/> *Una visione avuta dopo la mezzanotte quando i [[sogno|sogni]] sono veri. (I, 10, 33) :''Post mediam noctem visus quum somnia vera''. *Non maggior pazzìa la tua sarebbe recar legna al bosco. (I, 10, 34, [[s:Satire (Orazio)/Libro I/Satira X#Non maggior pazzìa|Traduzione]] di Luca Antonio Pagnini) :''In silvam non ligna feras insanius''. *Spesso volgerai lo stilo dall'altra parte, se vorrai scrivere cose degne di essere lette e rilette. (I, X, 72-73) :''Saepe stylum vertas, iterum quae digna legi sunt | Scripturus''. *Quante sono le [[testa|teste]] al mondo, altrettanti sono gli interessi. (II, 1, 27) :''Quot capitum vivunt, totidem studiorum.'' *Dall'uomo parsimonioso sarà ben distinto lo spilorcio: poiché invano ti guarderai da un vizio, se scivolerai in un altro. (II, 2, 54-54) *''Su dunque fate cuore, e forti petti | Recate incontro alle [[Avversità|vicende avverse]].'' (II, 2, 210-11; 1814, [[s:Pagina:Satire (Orazio).djvu/71|p. 73]]) :''Quocirca vivite fortes, | Fortiaque adversis opponite pectora rebus.'' *Questo era uno dei nostri voti. (II, 6, 1) :''Hoc erat in votis''. *O campi, quando vi rivedrò! quando potrò, ora fra i libri degli antichi, ora nel sonno e nel riposo, obliare dolcemente questa vita affaccendata. (II, 6, 60-62) :''O rus, quando ego te adspiciam! quandoque licebit, | Nunc veterum libris, nunc somno et intertibus horis | Ducere sollicitae jucunda oblivia vitae!''. *''A Roma sogni la campagna; quando sei in campagna, | incostante, esalti la città''. (II, 7, 28-29)<ref name=sordi/> *L'uomo o impazzisce o scrive versi (II, 7, 117) :''Aut insanit homo, aut versus facit'' ===Giudizi critici di Orazio sulla satira di [[Gaio Lucilio|Lucilio]] contenuti nelle ''Satire''=== *''Facetus,<br />emunctae naris, durus conponere versus.<br />nam fuit hoc vitiosus: in hora saepe ducentos,<br />ut magnum, versus dictabat stans pede in uno;<br />cum flueret lutulentus, erat quod tollere velles;<br />garrulus atque piger scribendi ferre laborem,<br />scribendi recte.'' :Garbato, naso fino, duro però nel mettere assieme i suoi versi. Il suo difetto? Eccolo: in un'ora, come fosse gran cosa, dettava sovente duecento versi, e reggendosi su un piede soltanto. Siccome scorreva fangoso, c'erano cose che avresti voluto levare; era ciarliero e insofferente della fatica di scrivere, di scrivere bene. (da III, 4, 7-13) (Mario Labate) *''«At magnum fecit, quod verbis graeca latinis<br />miscuit». O seri studiorum, quine putetis<br />difficile et mirum, Rhodio quod Pitholeonti<br />contigit?'' :«Ha fatto però una cosa non da poco: ha mescolato parole greche alle parole latine». O ritardatari delle belle lettere, ritenete davvero difficile e meravigliosa una cosa che riesce perfino a Pitoleone da Rodi<ref>Stando all'ipotesi dello scoliaste Richard Bentley, ''Pitoleone'' è una storpiatura scherzosa del nome di Otacilio Pitolao.</ref>? (da I, 10, 20-23) (Mario Labate) *''Fuerit Lucilius, inquam,<br />comis et urbanus, fuerit limatior idem<br />quam rudis et Graecis intacti carminis auctor<br />quamque poetarum seniorum turba; sed ille,<br />si foret hoc nostrum fato delapsus in aevum,<br />detereret sibi multa, recideret omne quod ultra<br />perfectum traheretur, et in versu faciendo<br />saepe caput scaberet vivos et roderet unguis.'' :Sia pure, io dico, che Lucilio fosse garbato ed urbano, sia pure ch'egli fosse più limato di quanto non sia in genere l'iniziatore di una poesia nuova<ref>Allude al genere letterario satirico: Orazio riconosce pur sempre a Lucilio il merito d'esserne il padre.</ref> e intentata dai Greci e più anche di tutto il gruppo dei poeti più antichi; ma anche lui, se il destino l'avesse fatto scivolar giù fino ai nostri giorni, eliminerebbe molte cose dai suoi versi e tutto il superfluo, che si trascina al di là dell'espressione compiuta, lo taglierebbe via e, nel comporre il verso, si gratterebbe spesso la testa e si roderebbe le unghie fino alla carne viva. (da I, 10, 64-71) (Mario Labate) *''Me pedibus delectat claudere verba<br />Lucili ritu, nostrum melioris utroque.<br />Ille velut fidis arcana sodalibus olim<br />credebat libris neque, si male cesserat, usquam<br />decurrens alio neque, si bene; quo fit ut omnis<br />votiva pateat veluti descripta tabella<br />vita senis.'' :Io mi diletto di chiudere le parole nel verso, alla maniera di Lucilio, migliore di me e di te. Come a fedeli compagni, ai libri egli soleva affidare i suoi segreti<ref>Orazio rileva nella satira luciliana una natura diaristica.</ref>, né altrove ricorreva se le cose gli andavano male, né se gli andavano bene: perciò avviene che tutta la vita di questo vecchio ci sta davanti agli occhi, come fosse dipinta su un quadretto votivo. (da II, 1, 18-24) (Mario Labate) ==''Epodi''== *''[[Beatitudini dalle poesie|Beato]] colui che, lontano dalle cure cittadine, | come gli uomini dell'età più antica, | ara i campi paterni con buoi che gli appartengono''. (II, 1-3) :''Beatus ille, qui procul negotiis, | ut prisca gens mortalium, | paterna rura bubus exercet suis''. *Era notte e la luna splendeva nel cielo sereno. (XV, 1) :''Nox erat et coelo fulgebat luna sereno''. ==''Odi''== *''O Mecenate, che discendi da antichi re, | mio presidio, mio dolce orgoglio''... (I, 1, 1-2)<ref name=sordi>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *La [[guerra]] è detestata dalle madri.<ref>Marco Costa, ''Psicologia militare: {{small|Elementi di psicologia per gli appartenenti alle forze armate}}'', Angeli, Milano, 2006, [https://www.google.it/books/edition/Psicologia_militare_Elementi_di_psicolog/tSf4_OxaccIC?hl=it&gbpv=1&dq=guerra+madri+orazio&pg=PA644&printsec=frontcover p. 644]. ISBN 9788846479662</ref> (I, 1, 24-25) :[...] ''bellaque matribus<br />Detestata'' *Che la dea signora di Cipro<br/>e i Dioscuri fulgide stelle,<br/>e il padre dei venti<br/>con l'unico soffio di Iàpige<br/>ti proteggano, o nave <br/>che trasporti Virgilio: incolume<br/>sbarcalo sulle rive dell'Attica<br/>e salva la metà dell'anima mia (I, 3)<ref>Traduzione di Ugo Dotti.</ref> :''Sic te diva potens Cypri,<br/>sic fratres Helenae, lucida sidera<br/>ventorumque regat pater <br/>obstrictis aliis praeter Iapyga,<br/>navis, quae tibi creditum<br/>debes Vergilium: finibus Atticis<br/>et serves animae dimidium meae'' *Robusto e col petto coperto di triplice corazza era colui che primo affidò al crudele oceano una fragile nave. (I, 3, 9-12) :''Illi robur et aes triplex | Circa pectus erat, qui fragilem truci | Commisit pelago ratem | Primus''. *Non vi è nulla di difficile per i mortali. (I, 3, 37) :''Nihil mortalibus ardui est.'' *La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re. (I, 4, 13-14) :''Pallida mors aequo pulsat pede pauperum tabernas | Regumque turres''. *La brevità della [[vita]] ci vieta di concepire speranze a lungo termine. (I, 4, 15) :''Vitae summa brevis spem nos vetat incohare longam''. *Domani torneremo a navigare l'immenso mare (I, 7, 32) :''Cras ingens iterabimus aequor'' *Lascia il resto agli dei. (''A Taliarco'', I, 9) :''Permitte divis cetera''. *''Ciò che verrà domani | non chiedere, e ogni giorno | che ancora ti darà la sorte, prendilo | come un guadagno.'' (''A Taliarco'', I, 9<ref>In ''Le liriche'', traduzione di Ivano Donatello, Lampi di stampa, Milano, [https://books.google.it/books?id=wl-cAgAAQBAJ&pg=PA47 p. 47].</ref>) :''Quid sit futurum cras, fuge quaerere et | quem fors dierum cumque dabit, lucro | appone''. *Mentre stiamo parlando il tempo invidioso sarà già fuggito. [[carpe diem|Cogli il giorno presente]] confidando il meno possibile nel futuro. (I, 11, 7-8) :''Dum loquimur, fugerit invida aetas: [[carpe diem]], quam minimum credula postero.'' *Con la pazienza si rende più tollerabile ciò che non si riesce a correggere. (I, 24, 19) :''Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas.''<ref>Si veda la voce in Wikipedia: [[w:Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas|Levius fit patientia quidquid corrigere est nefas]].</ref> *''Dammi, o Apollo, che io in buona salue | goda di quello che ho; dammi, ti prego, | una mente sana e una vecchiaia non turpe | e non priva del conforto del canto''. (I, 31, 17-20)<ref name=sordi/> *Ragazzo, odio il lusso persiano. (I, 38) :''Persicos odi, puer, apparatus''. *Cammini sui carboni accesi nascosti dalla cenere ingannatrice. (II, I, 7-8) :''Incedis per ignes | Suppositos cineri doloso''. *Nei momenti difficili ricordati di conservare l'imperturbabilità, e in quelli favorevoli un cuore assennato che domini la gioia eccessiva. (II, 3) :''Aequam memento rebus in arduis <br/> Servare mentem, non secus in bonis <br/> Ab insolenti temperatam <br/> Laetitia.'' *Tutti siamo spinti in uno stesso luogo. (II, 3, 25) :''Omnes eodem cogimur.'' *Quell'angolo di terra mi sorride più di qualunque altro. (II, 6, 13-14) :''Ille terrarum mihi praeter omnes | Angulus ridet''. *Chiunque ama l'aurea [[via di mezzo]], evita, sicuro, sia lo squallore del vile tugurio sia, frugale, lo splendore della reggia invidiata. (II, 10, 5-8)<ref>Citato in "Dizionario delle citazioni", Rizzoli, 1992.</ref> :''Auream quisquis mediocritatem | diligit, tutus caret obsoleti | sordidus tecti, caret invidenda | sobrius aula''. *Le folgori colpiscono i monti più alti. (II, 10, 11-12) :''Feriuntque summos | Fulmina montes''. *Perché affatichi con propositi immortali l'animo, che è tanto da meno? (II, 11, 11-12) :''Quid aeternis minorem <br/> Consiliis animum fatigas?'' *Ohimé, Postumo, Postumo, fuggono veloci gli anni! (II, 14, 1-2) :''Eheu fugaces, Postume, Postume | Labuntur anni''. *Non c'è vita lieta del tutto. (II, 16, 27-28) :''Nihil est ab omni | parte beatum''. *Disprezzo il volgo dei profani, e lo scaccio. Tacete. (III, I, 1-2) :''Odi profanum vulgus, et arceo. | Favete linguis''. *È bello e dolce morire per la [[patria]]. (III, 2, 13) :''Dulce et decorum est pro patria mori.'' *''Persegue anche chi l'evita | la [[Morte]]'' [...]. (III, 2, 14-15; 1938, p. 111) *La [[virtù]] sprezza e a volo abbandona la compagnia della plebe e le paludi della terra. (III, 2, 23) *L'uomo giusto e tenace di propositi non riusciranno a smuovere dal suo fermo pensiero né il malo furore di prepotenti cittadini né il fiero viso di minaccioso tiranno. (III, 3, 1-4) :''Justum et tenacem propositi virum, | Non civium ardor prava jubentium, | Non vultus instantis tyranni | Mente quatit solida''. *Mi spezzo, ma non mi piego. (III, 3) :''Frangar, non flectar'' *La [[forza]] bruta non governata dalla ragione rovina sotto il suo stesso peso. (III, 4, 65)<ref name=sordi/> :''Vis consili expers mole ruit sua''. *''Abbiamo creduto al regno di Giove quando lo sentimmo tonante in cielo''. (III, 5, 1-2) :''Caelo tonantem credidimus Jovem | Regnare''. *I nostri padri, peggiori dei nostri avi, ci generarono ancora più cattivi, e noi daremo vita ad una prole ancora peggiore. (III, 6, 46-48) :''Aetas parentum peior avis, tulit nos nequiores, mox daturos progeniem vitiosiorem.'' *Cogli felice i doni di questo momento. (III, 8, 27) :''Dona praesentis cape laetus horae'' *Con la ricchezza crescono le preoccupazioni (III, 16, 17) :''Crescentem sequitur cura pecuniam'' *Povero tra grandi ricchezze. (III, 16, 28)<ref name=sordi/> *Prudentemente Iddio nascose fra tenebre caliginose gli eventi del tempo futuro. (III, 29, 29-30) :''Prudens futuri temporis exitum | Caliginosa nocte premit Deus''. *Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo. (III, 30) :''Exegi monumentum aere perennius'' *Non morirò del tutto. (III, 30) :''Non omnis moriar'' *Non è concesso di sapere tutto. (IV, 4, 22) :''Nec scire fas est omnia''. *A non nutrire speranze immortali ti ammonisce l'anno e l'ora che trascina via il giorno dator di vita.... Tuttavia nel cielo le rapide lune ripristinano ciò che hanno perso; noi invece, una volta caduti dove il padre Enea, dove Tullo potente e Anco, siamo polvere e ombra. (IV, 7, 7) :... ''pulvis et umbra sumus''. *''Non chiamar felice chi possiede | molte ricchezze; si addice | di più quel termine a chi sa curare | da saggio i doni degli dèi, || e sa sopportare la dura povertà; | a chi teme di più il disonore che la morte, | e non esita a perder la vita | per i cari amici o per la patria''. (IV, 9, 45-52)<ref name=sordi/>> *È cosa dolce ammattire a tempo opportuno. (IV, 12, 28) :''Dulce est desipere in loco.'' *L'amore è cieco. :''Amor caecus''. *{{NDR|[[Archita]]}} Misuratore del mare e della terra e delle innumerevoli arene; uomo che sulle celesti sfere ardito avea di sollevarsi ed aggirarsi. (1, 28) *Ora è tempo di bere, ora è tempo di battere la terra con piede libero da vincoli. :''Nunc est bibendum, nunc pede libero | pulsanda tellus''. ==''Epistole''== *Giurare sulle parole del maestro. (I, 1, 14) :''Jurare in verba magistri''. *Fate soldi, se potete in maniera onesta, se no comunque. (I, 1, 65-66) :''Rem facias, rem | si possis, recte, si non, quocumque modo rem''. *Demolisce, edifica, muta qual che è quadro in rotondo. (I, 1, 100) :''Diruit, aedificat, mutat quadrata rotundis''. *Se un quattrinaio esce col dire: «Non v'è al mondo un golfo più ridente della piacevole [[Baia (Bacoli)|Baia]]!» il lago e il mare senton le tenerezze dell'impaziente signore. (I, 1)<ref>Da ''Opere'', a cura di Tito Colamarino e Domenico Bo, UTET, Torino, 2013. ISBN 9788841892244</ref> *Per tutte le pazzie dei re, sono puniti gli Achivi. (I, 2, 14) :''Quidquid delirant reges, plectuntur Achivi''. *Cominciare è già metà dell'opera. (I, 2, 40) :''Dimidium facti qui coepit habet''. *Il contadino aspetta che il fiume passi. (I, 2, 42) :''Rusticus expectat dum defluat amnis''. *Pensa che ogni giorno può essere il tuo ultimo. (''A Tibullo'', I, 4) *Non meravigliarsi di nulla. (I, 6, 1) :''Nil admirari''. *Tutto ciò che è sotto terra, tornerà alla luce col tempo. (I, 6, 24) :''Quidquid sub terra est, in apricum proferet aetas''. *Non viviamo là in questo modo in cui tu pensi. (I, [[s:la:Sermones_(Horatius)_-_Liber_prior_-_Sermo_IX_-_Ibam_forte_via_sacra, _sicut_meus_est_mos|9]], 47) :''Non isto vivimus illic, | quo tu rere, modo.'' *Scaccia pure con un forcale la tua indole, tornerà ugualmente. (I, 10, 24) :''Naturam expellas furca, tamen usque recurret.'' *Chi va oltre il mare muta cielo, non animo. (''A Bullazio'', I, 11) :''Caelum, non animum, mutant qui trans mare currunt''. *Un'inquietudine impotente ci tormenta, e andiamo per acque e terre inseguendo la felicità. Ma ciò che insegui è qui, se non ti manca la ragione. (''A Bullazio'', I, 11) *Una concordia discorde, che nasce da un contrasto (I, 12, 19) :''Concordia discors''. *''L'estremo limite di tutto, | la [[morte]].'' (I, 16, 79; 2012) *Se l'incanto della quiete e il dormire in pace sino al mattino<br />ti piacciono, e se la polvere, lo strepito dei carri<br />e l'osteria ti infastidiscono, ti consiglio di andare a Ferentino. (I, 17, 7-8) :''Si te grata quies et primam somnus in horam | delectat, si te puluis strepitusque rotarum, | si laedit caupona, Ferentinum ire iubebo.'' *Piacere ai [[principe|prìncipi]] non è per gli uomini piccola [[lode]]. (I, 17, 35) *Non a tutti è dato di andare a Corinto. (I, 17, 36) :''Non cuivis homini contingit adire Corinthum''. *Che cosa dici, di chi e con chi, considera di frequente. (I, 18, 68) :''Quid, de quoque viro et cui dicas, saepe videto''. *Diventa affar tuo, quando la parete del vicino va a fuoco. (I, 18, 84) :''Nam tua res agitur, paries quum proximus ardet''. *Una volta detta, una parola vola via irrevocabile. (I, 18, 71) :''Semel emissum, volat irrevocabile verbum''. *O [[imitazione|imitatori]], gregge di schiavi. (I, 19, 19) :''O imitatores, servum pecus''. *Gli artefici trattano delle cose dell'arte loro. (II, I, 116) :''Tractant fabrilia fabri''. *La Grecia conquistata il barbaro vincitore conquistò, e le arti portò nell'agreste Lazio. (II, 1, 156) :''Graecia capta ferum victorem cepit, et artes intulit agresti Latio''. *Si pecca tanto fra le mura d'[[Troia|Ilio]] quanto fuori. (II, 2, 16) :''Iliacos intra muros peccatur et extra''. *La razza irritabile dei [[poeta|poeti]]. (II, 2, 102) :''Genus irritabile vatum''. ===''Ars Poetica''=== *Termina in pesce (3-4) :''Desinit in piscem''. *Se foste ammessi a vedere (un tal mostro), tratterreste le risa, o amici?. (5) :''Spectatum admissi risum teneatis amici?''. *Pittori e poeti hanno sempre goduto di un'eguale libertà di tutto osare. (9-10) :Ai pittori ed ai poeti sempre fu concesso di osare qualche cosa nel limite dovuto. *Questo perdono ci chiediamo e ci concediamo a vicenda. (11) :''Hanc veniam petimusque damusque vicissim''. *Non era questo il luogo. (19) :''Non erat hic locus''. *Mi sforzo di essere [[concisione|conciso]] e divento oscuro. (25-26) :''Brevis esse laboro, | obscurus fio'' *Se volete scrivere, scegliete un argomento pari alle vostre forze. (38-39) :''Sumite materiam vestris qui scribitis aequam | Viribus''. *Materia scelta secondo le proprie forze. (40) :''Lecta potenter... res''. *Molte parole che già caddero d'uso, rinasceranno, e molte che oggi sono in onore, cadranno. (70-71) :''Multa renascentur quae jam cecidere, cadentque | Quae nunc sunt in honore vocabula''. *L'uso in balia del quale sono l'arbitrio e la legge e la norma del parlare. (71-72) :''Usus | Quem penes arbitrium est et jus et norma loquendi''. *Le montagne partoriranno e nascerà un ridicolo topolino. (139) :''Parturiunt montes, nascetur ridiculus mus''. *Lodatore del tempo passato, quando egli era fanciullo.<ref>In riferimento al vizio degli anziani di parlare sempre delle cose passate. Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/laudator-temporis-acti Laudator temporis acti]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (173) :''Laudator temporis acti se puero.'' *Sfogliate di notte e di giorno gli esemplari greci. (268-269) :''Vos exemplaria graeca | Nocturna versate manu, versate diurna''. *Il buon senso è il principio e la fonte dello scrivere. (309) *La Musa concesse ai Greci di parlare con bocca rotonda.<ref>Cioè «con ornata eloquenza». Citato in ''[https://www.treccani.it/vocabolario/ore-rotundo/ Ore rotundo]'', in ''Vocabolario online'', ''Treccani.it''.</ref> (323-24) :''Grais dedit ore rotundo Musa loqui.'' *I [[poeta|poeti]] vogliono o giovare o divertire. (333) :''Aut prodesse volunt aut delectare poetae'' *Ottiene la generale approvazione chi unisce l'utile al dolce, dilettando e istruendo al tempo stesso il [[lettore]].<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (343-4) :''Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci, Lectorem delectando, pariterque monendo''. *Qualche volta s'addormenta anche il buon [[Omero]]. (359) :''Indignor quandoque bonus dormitat Homerus''. [[File:Como - Collegio Gallio 0965.JPG|miniatura|destra|''Tu nihil invita dices faciesve Minerva'', cortile del Collegio Gallio a [[Como]]]] *La [[poesia]] è come la pittura. (361) :''Ut pictura poesis''. *''Ai poeti non concedono di essere mediocri | né gli uomini, né gli dèi, né le botteghe dei librai''. (372-3)<ref name=sordi/> *Nulla dirai o farai a dispetto di Minerva. (385) :''Tu nihil invita dices faciesve Minerva''. *La parola detta non sa tornare indietro. (390) :''Nescit vox missa reverti''. *Molto sofferse e fece da fanciullo, sudù e s'intirizzì. (413) :''Multa tulit, fecitque puer, sudavit et alsit''. *Da bravo, bene, benissimo. (428) :''Pulchre, bene, recte''. ==''[[w:Carmen saeculare|Carmen saeculare]]''== *[[Sole]] fecondo, che col carro ardente porti e nascondi il giorno, e nuovo e antico rinasci, nulla piú grande di Roma possa mai tu vedere!<ref name="ProgettoOvidio">Da ''Carme Secolare'', Progetto Ovidio, 2002. ([http://www.progettovidio.it/goto.asp?id=40 Link])</ref> (vv. 9-12) :''Alme Sol, curru nitido diem qui promis et celas aliusque et idem nasceris, possis nihil urbe Roma visere maius.'' *''Vosque, veraces cecinisse Parcae, quod semel dictum est stabilisque rerum terminus servet, bona iam peractis iungite fata.'' (vv. 25-28) :[[Parche]], che la sorte fissata rivelate, senza che niente possa mutarla, aggiungete a quelli compiuti altri buoni destini.<ref name="ProgettoOvidio"/> :Voi che veraci annunziaste, o [[Parche]], una volta per sempre ciò che il fato disse, e ciò che i sicuri eventi confermeranno, aggiungete fati ai fatti antichi buoni già compiuti!<ref name="LatinumVertere">Da ''Carmen Saeculare'', Latinum Vertere, 1996. ([http://defaste.altervista.org/orazio/odi/carmsaec.htm Link])</ref> *''Di, probos mores docili iuventae, di, senectuti placidae quietem, Romulae genti date remque prolemque et decus omne.'' (vv. 45-48) :O dei, date virtú ai nostri giovani, date dolce riposo alla vecchiaia e alla gente di Romolo potenza, figli e tutta la gloria.<ref name="ProgettoOvidio"/> :Dei, date buon costume ai giovani sottomessi e ai vegliardi placida quiete, e date alla gente di Romolo la potenza, la discendenza ed ogni gloria.<ref name="LatinumVertere"/> :''Donate, o Dei, probi costumi a’ pronti | Giovani, a’ vecchi placidi quiete, | Dovizia e prole alla romulea gente | E gloria intera''.<ref name="SourceSaeculare">Da ''Il carme secolare'' in ''Odi'', traduzione di Mario Rapisardi, 1883. ([[:s:Le odi di Orazio/Il carme secolare|Disponibile su Wikisource]])</ref> *Fede, pace, onore e il pudore antico, la [[virtù|virtú]] smarrita osano ora tornare.<ref name="ProgettoOvidio"/> (vv. 57-59) :''Iam Fides et Pax et Honos Pudorque priscus et neglecta redire Virtus audet''. *[[Diana]], che sull'Aventino e l'Àlgido regna, esaudisce i sacerdoti chini in preghiera e porge orecchio benigno ai voti dei ragazzi.<ref name="ProgettoOvidio"/> (vv. 69-72) :''Quaeque Aventinum tenet Algidumque, quindecim Diana preces virorum curat et votis puerorum amicas adplicat auris''. ==Citazioni su Quinto Orazio Flacco== *''D'un sì vivace | Splendido colorir, d'un sì fecondo, | Sublime immaginar, d'una sì ardita | Felicità sicura | Altro mortal non arricchì natura''. ([[Pietro Metastasio]]) *Ha delle sentenze profittevoli per un uomo di mondo, le quali, chiuse in energici versi, si imprimono più facilmente nella memoria, ma non m'importa niente del suo viaggio a Brindisi, né che mi descriva d'aver pranzato male, o quella lite di facchini con non so qual Pupilus, dal parlare ''pieno di marcia'', e con quell'altro, dal parlare, dice lui, d<nowiki>'</nowiki>''aceto''. Non potei leggere senza nausea i suoi versi triviali contro le vecchie e le streghe, e non vedo che merito sia dire all'amico Mecenate che se verrà posto da lui fra i poeti lirici, toccherà con sublime fronte le stelle. ([[Voltaire]]) *Invano ha scritto Orazio che il popolo romano aveva una naturale inclinazione e disposizione felice alla tragedia; esso che seppe fare tante tragedie, che fu, come fu scritto, il genio tragico dell'universo, non conobbe l'arte avventurosa di eccitare coll'arte drammatica le grandi passioni. ([[Egidio Gorra]]) *Non è mostruoso, dal punto di vista semplicemente culturale, che la [[Bibbia]] non occupi un posto nella nostra educazione universitaria, quando consumiamo i nostri ragazzi sulle insulsaggini di Orazio Flacco? ([[Paul Claudel]]) *Orazio è assai meno nervoso {{NDR|di [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]}}, non ha entusiasmi, non intende il sacrificio. Il suo organismo dotato d'un equilibrio meraviglioso, arrotonda con calma benigna tutte le angolosità dell'esistenza; per lui solo intento è godere; e {{sic|'l}} suo amore dolce e sereno non rassomiglia a quello procelloso che, come dice [[Anacreonte]] «percote, simile a un fabbro, con una grande scure, e immerge in un torrente invernale.» Orazio coglie il lato più facile della vita, e s'abbandona, senza gemiti, su l'onda del suo molle [[epicureismo]]. ([[Giovanni Alfredo Cesareo]]) *«''Otiosa Neapolis''»<br/>Sì, così la chiama Orazio che se ne deve intendere, se c'era un uomo pigro e ozioso era lui; tanto pigro da non sapere nemmeno inventare un'ode tutta sua, e traduceva quanto poteva dagli alessandrini. ([[Paolo Monelli]]) *Sono mirevoli in lui l'erudizione e la [[libertà]] di [[spirito]], e anche la mordacità, la notevole arguzia. ([[Marco Fabio Quintiliano|Quintiliano]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Quinto Orazio Flacco, ''Epistole'', introduzione, traduzione e note di Mario Ramous, Garzanti, Milano, 2012. ISBN 978-88-11-13413-8 *Quinto Orazio Flacco, ''Le [[s:Satire (Orazio)|satire]] e l'epistole'', traduzione di Luca Antonio Pagnini, Ranieri Prosperi, Pisa, 1814. *Quinto Orazio Flacco, ''Orazio lirico: Odi, Epodi, Carme secolare'', traduzione poetica di Umberto Moricca, Sandron, Palermo, 1938. *Quinto Orazio Flacco, ''Satire'', traduzione di Mario Labate, Rizzoli, Milano, 2006. ISBN 8817123021 ==Voci correlate== *[[Carpe diem]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{pedia|Satire (Orazio)|''Satire''||}} {{pedia|Epodi||}} {{pedia|Odi (Orazio)|''Odi''|}} {{pedia|Epistole (Orazio)|''Epistole''||}} {{pedia|Epistola ai Pisoni|''Ars Poetica''||}} {{pedia|Carmen saeculare||}} {{DEFAULTSORT:Orazio Flacco, Quinto}} [[Categoria:Aforisti romani]] [[Categoria:Epicurei]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Poeti romani]] 28f6uth9vvwl040slotfjm87b3j3ss4 William Shakespeare 0 216 1415348 1408455 2026-06-02T14:10:46Z BetaKentauri2 106242 1415348 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Hw-shakespeare.png|thumb|William Shakespeare]] {{indicedx}} '''William Shakespeare''' (1564 – 1616), drammaturgo e poeta inglese. {{vedi anche|Amleto|Antonio e Cleopatra|Giulio Cesare (Shakespeare){{!}} Giulio Cesare|Enrico V (Shakespeare){{!}} Enrico V|Romeo e Giulietta}} ==''Cimbelino''== ===[[Incipit]]=== ====Aldo Camerino==== ''Britannia. Il giardino del palazzo di Cimbelino.<br>Entrano due gentiluomini.''<br> '''I gentiluomo''': Non incontrerete nessuno che non sia accigliato. Le nostre passioni non sono più ubbidienti ai cieli che i nostri cortigiani all'aspetto del re.<br> '''II gentiluomo''': Ma per qual ragione?<br> '''I gentiluomo''': Sua figlia, e l'erede del suo regno, quella che egli destinava all'unico figlio di sua moglie – una vedova che ha sposato da poco – si è data a un povero ma degno gentiluomo. Lo ha sposato: suo marito è bandito, lei imprigionata, tutto nelle apparenze è tristezza; ma il re, lo credo ferito nel profondo del cuore.<br> '''II gentiluomo''': Soltanto il re? ====Goffredo Raponi==== ''In Britannia, il palazzo di Cimbelino.<br>Entrano DUE GENTILUOMINI''<br> '''Primo gentil.''' – Qui non c'è caso che s'incontri un cane che non ti guardi con la faccia scura. Non obbediscono al voler celeste le nostre naturali inclinazioni, più di quanto agli umori del sovrano fan mostra d'accordare il loro aspetto i nostri cortigiani.<br> '''Secondo gent.''' – Che succede?<br> '''Primo gent.''' – Succede che sua figlia, erede del suo regno, destinata da lui ad andar sposa all'unico figliolo di sua moglie – una vedova da lui risposata recentemente – ha preferito a quello un gentiluomo povero ma degno, e l'ha sposato. Quello ora è bandito e lei reclusa; e un'aria di mestizia è scesa per la corte tutt'intorno; se pur io pensi che lo stesso re n'abbia profondamente risentito.<br> '''Secondo gent.''' – E nessuno oltre il re? ===Citazioni=== *Più non devi temere del fran sole l'ardore, né del rabbioso inverno l'infuriare; la tua terrena opera hai compiuto, a casa sei venuto, e la giusta mercede hai ricevuto. I fanciulli e le fanciulle dell'età dorata, tutti dovranno, al pari dello spazzacamino, convertirsi un giorno in cenere. ('''Guiderio''', atto IV, scena II) *La [[Fortuna]] sa far entrar in porto anche le navi senza [[timoniere]]. ('''Pisanio'''; atto IV, scena III; traduzione di Goffredo Raponi) *O prigionia, sii molto benvenuta! Tu sei forse per me la giusta via alla liberazione; grazie a te, sto meglio io di un malato di [[gotta]] che preferisce languir nel dolore piuttosto che cercar la guarigione ricorrendo a quel medico infallibile, la Morte; che sarebbe ora per me l'unica chiave che potrebbe sciogliermi da questi ceppi entro i quali anche tu, o mia coscienza sei impastoiata più dei miei piedi e delle mie caviglie. ('''Postumo'''; atto V, scena IV; traduzione di Goffredo Raponi) *Dormendo non si sente il mal di denti. ('''Primo carceriere'''; atto V, scena IV; traduzione di Goffredo Raponi) *Resta qui sospesa anima mia, come il frutto sull'albero, fino a tanto che questo se ne muoia! ('''Postumo''', atto V, scena V) *Non inginocchiatevi a me. Il potere che ho su di voi lo userò per risparmiarvi la vita, e il perdono sarà la mia vendetta. Vivete dunque, e agite verso il prossimo meglio che in passato. ('''Postumo''', atto V, scena V) *La parola per tutti è perdono. ('''Cimbelino''', atto V, scena V) ==''Come vi piace''== ===[[Incipit]]=== ====Antonio Calenda e Antonio Nediani==== ''Un giardino nella casa di Oliviero.<br>Entrano Orlando e Adamo.''<br> '''Orlando''': Per quanto ricordo, Adamo, ecco quel che accadde: per [[Testamenti dalle opere teatrali|testamento]] mio padre destinò a me un migliaio scarso di corone e, me lo dici tu stesso, incaricò, benedicendolo, mio fratello di allevarmi nel migliore dei modi. E così ebbe inizio la mia infelicità. Costui mantiene mio fratello Giacomo agli studi, e dei suoi progressi si dicono cose magnifiche; invece mantiene me, in casa, come un poveraccio, anzi, per dirla schietta, neanche mi mantiene, mi ci tiene segregato. Un tale trattamento, per un gentiluomo della mia nascita, differisce forse dal trattamento d'un bue nella stalla? I suoi cavalli sono curati, poiché oltre ad essere ben nutriti, vengono addestrati al maneggio da istruttori assoldati a caro prezzo; ma io, suo fratello, in questa situazione non ci guadagno altro che di crescere, e di sentirmi obbligato verso di lui quanto i suoi animali nel letame. A parte questo niente che mi dà in abbondanza, pare comportarsi in modo da privarmi di quel poco che la natura mi ha dato: mi fa mangiare coi servi, mi priva dei diritti di fratello, tenta in ogni modo di avvilire, con tale educazione, la mia nobiltà. Questo è quanto mi intristisce, Adamo, e lo spirito di mio padre, che io sento in me, comincia a ribellarsi contro questa schiavitù. Non voglio più sopportare queste cose, anche se non so ancora quale sia il modo per evitarle.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Come vi piace'', traduzione di Antonio Calenda e Antonio Nediani, Newton Compton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Verziere nella casa di Oliviero<br>Entrano ORLANDO e ADAMO''<br> '''Orlando''' – Sicché, se non ricordo male, Adamo, tutta l'eredità di nostro padre per me, in sostanza, si riduce a questo: un migliaio di misere corone e, in cambio della sua benedizione al mio fratello maggiore, l'impegno di costui, come tu ora mi dici, di provvedere ad allevarmi bene. E qui cominciano le mie disgrazie. Lui mantiene agli studi, fuori casa, l'altro fratello, Giacomo, e non si parla che del gran profitto ch'egli ne trae; mentre io son qui ad essere allevato dentro casa come un bifolco, e, a dirla proprio tutta, tirato su senza un'educazione; ché non si può chiamare educazione questa mia, che non è diversa in nulla dal governo dei buoi in una stalla. I suoi cavalli son tenuti meglio, perché, in aggiunta ad ottimo foraggio, sono addestrati da buoni scudieri ben pagati, laddove io, suo fratello, non ho da lui che il minimo che basti alla mia pura e semplice crescenza; talché le bestie ch'egli ha nelle stalle si può dire gli siano debitrici di quanto possa dir d'essergli io, né più né meno. Oltre a questo bel nulla ch'ei mi largisce con sì larga mano, mi viene deprivando a poco a poco dello stesso mio stato di natura: mi fa sedere a tavola coi servi, m'impedisce, con l'una o l'altra scusa, d'occupare il mio posto di fratello e s'ingegna di far tutto il possibile, per quanto è in suo potere, di annullare le radici della mia nobiltà negandomi ogni buona educazione. E questo, Adamo, è quel che più m'affligge; al punto ch'io mi sento rivoltare dentro di me lo spirito paterno contro un così umiliante trattamento. Ma ormai sono deciso a dire: basta! Basta di sopportare tutto questo, se pur non ho ben chiaro ancora in mente a qual saggio rimedio far ricorso.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Come vi piaccia]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Che peccato che ai matti non sia permesso di parlare saggio di ciò che i saggi fanno pazzamente! ('''Pietraccia''': atto I, scena II) *Quale passione rende così pesante la mia lingua? Non sono riuscito a parlarle, nonostante ella volesse che io attaccassi discorso. ('''Orlando''', atto I, scena II) *La [[bellezza]] tenta i ladri più dell'oro. ('''Rosalinda''': atto I, scena III) *Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti... ('''Iacopo''': atto II, scena VII) *Non sai che sono donna? Quando penso, devo parlare. :Ti dimentichi forse che son donna? Devo [[parlare|dir]] quel che penso. ('''Rosalinda''': atto III, scena I, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Oh meraviglia, meraviglia, meraviglia delle meraviglie! E poi ancora meraviglia, e infine tutto ciò che la meraviglia può provocare in fatto di esclamazioni! ('''Celia''', atto III, scena II) *Chi manca di mezzi, contento e quattrini, tre buoni amici non ha vicini. (atto III, scena II; 2016) *Al mondo gli uomini son sempre [[amore e morte|morti]] e se li son mangiati sempre i vermi, ma nessuno di loro per [[amore e morte|amore]]. ('''Rosalinda''': atto IV, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) :Gli uomini sono morti in ogni tempo, e i vermi se li sono mangiati, ma non per amore. *No, no, Orlando, gli uomini sono come il mese di aprile quando corteggiano, mentre diventano come dicembre una volta sposati. Le fanciulle invece sono temperate come il mese di maggio quando sono nubili, ma l'aria cambia quando son maritate. ('''Rosalinda''', atto IV, scena I) *Il matto si crede saggio, ma il saggio sa d'esser matto. (atto V, scena I; 2016) *Non ti annoierò più allora con le mie stupide chiacchiere. ('''Rosalinda''', atto V, scena II) *{{NDR|Amare}} È esser tutto fantasia, passione, e tutto desiderio, adorazione, esser dovere, rispetto, umiltà, esser pazienza ed impazienza insieme, castità, sofferenza, obbedienza. ('''Silvio''': atto V, scena II) ==''Coriolano''== ===[[Incipit]]=== ====I traduzione==== ''Roma, una via. Entra un gruppo di cittadini rivoltosi con picche, clave e altre armi''<br>'''Primo cittadino''': Prima di proseguire, ascoltate le mie parole.<br>'''Tutti''': Parla, parla!<br>'''Primo cittadino''': Siete tutti decisi a morire ammazzati piuttosto che morire di fame?<br>'''Tutti''': Decisi, decisi.<br>'''Primo cittadino''': Prima di tutto, voi capite che Caio Marcio è il principale nemico del popolo.<br>'''Tutti''': Lo sappiamo, lo sappiamo.<br>'''Primo cittadino''': Uccidiamolo e avremo grano al nostro prezzo. Sentenza decisa?<br>'''Tutti''': Non se ne parli più: ai fatti. Via, andiamo. ====Franco Fochi==== ''Una via di Roma.<br>Entra un gruppo di popolani in rivolta, con randelli, clave e altre armi simili.''<br> '''I popolano''': Prima che andiamo avanti ancora, sentite.<br> '''Gli altri''': Parla.<br> '''I popolano''': Siete tutti decisi a morire piuttosto che patir la fame?<br> '''Gli altri''': Decisi! sì! tutti!<br> '''I popolano''': E voi sapete, anzitutto, che il primo nemico del popolo è Caio Marzio.<br> '''Gli altri''': Lo sappiamo, sì!<br> '''I popolano''': Uccidiamolo, e avremo il grano al prezzo giusto. È un verdetto?<br> '''Gli altri''': Non se ne parli più! Come già fatto! Via!<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Coriolano'', traduzione di Franco Fochi, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Roma, una strada<br>Entra un gruppo di POPOLANI in rivolta, con mazze, randelli e altri ordigni''<br> '''Primo cittadino''' – (''Agli altri'') Prima d'andare avanti, m'ascoltate!<br> '''Tutti''' – Parla, parla.<br> '''Primo citt.''' – Decisi allora: morti, piuttosto che affamati!<br> '''Tutti''' – Decisi sì! – Decisi!<br> '''Primo citt.''' – Primo: ciascuno sa che Caio Marcio è il principale nemico del popolo.<br> '''Tutti''' – È Caio Marcio! Lo sappiamo tutti.<br> '''Primo citt.''' – Uccidiamolo, allora, e avremo il grano al prezzo nostro! Chiaro?<br> '''Tutti''' – Chiaro. Basta parole. Andiamo ai fatti!<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Coriolano]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Dovessero venir prevaricati dal [[cormorano]] stomaco, ch'è la fogna del corpo. ('''Primo cittadino''': atto I, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, p. 11) *Che tutta la peste del vento del Sud si posi su di voi, vergogna di Roma! branco di – piaghe e bubboni. ('''Caio Marzio''', atto I, scena V) *Preferirei dover rimettermi a curare le mie ferite piuttosto che sentir raccontare come le ho ricevute. ('''Coriolano''': Atto II, Scena II, p. 241) *Preferirei farmi grattare la testa al sole quando fosse suonato l'allarme, che stare qui pigramente a sentir magnificare come prodigi i miei nonnulla. ('''Coriolano''', Atto II, Scena II, p. 241) *Si pensa che il valore sia la virtù suprema che più di ogni altra onora chi la possiede. ('''Cominio''', atto II, scena II) *La sua spada, impronta di morte, dove toccava andava dal viso al piede. Era una cosa di sangue, di cui ogni movimento era scandito da grida di morenti. ('''Cominio''', atto II, scena II) *Piuttosto che fare il buffone a questo modo, vadano l'alta carica e l'onore a chi ci si adatta. ('''Coriolano''': Atto II, Scena III, p. 248) *Cos'è la città se non il popolo? ('''Sicinio''', atto III, scena I) *Ah, per me, dico, datemi la [[pace e guerra|guerra]]! È meglio cento volte della [[pace e guerra|pace]], come il giorno è migliore della notte; la guerra è cosa viva, movimento, è vispa, ha voce, è piena di sorprese. La pace è [[ictus|apoplessia]], è letargia: spenta, sorda, insensibile, assonnata, e fa mettere al mondo più bastardi che non uccida uomini la guerra. ('''Servo''': atto IV, scena V) *Oh, mia diletta, questo lungo bacio, lungo come l'esilio, un bacio dolce come la mia vendetta! ('''Coriolano''': atto V, scena III; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) :O, un bacio, lungo come il mio esilio, dolce come la mia vendetta! *O madre, madre! Che cosa hai fatto? Guarda, i cieli si aprono, gli dei volgono gli occhi in basso e ridono di questa scena innaturale. ('''Coriolano''', atto V, scena III) ===Citazioni sull'opera=== *Il ''Coriolano'' non ha avuto fortuna sulla scena, forse anche per il fatto che le passioni che danno vita al dramma non emergono dal quotidiano, o comunque non sono universalmente estensibili, ma sono piuttosto connesse alla particolare condizione di uomo politico del protagonista. La sorte del dramma fu talmente infelice che neppure i rifacimenti secenteschi ebbero successo. ([[Antonio Di Meo]]) *Più fortunato fu il dramma sulle scene italiane, dove recitarono la parte di Coriolano attori famosi come il Rossi, il [[Tommaso Salvini|Salvini]], il [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] e il [[Tino Carraro|Carraro]]. ([[Antonio Di Meo]]) *Secondo alcuni critici, il ''Coriolano'' più che una tragedia ha le caratteristiche del dramma storico. ([[Antonio Di Meo]]) *Perfino i critici favorevoli hanno trovato, in realtà, il ''Coriolano'' una tragedia fredda e piuttosto stanca, in cui la figura dell'eroe appare rigida e a volte grottesca, mentre addirittura inconsistente e incomprensibile può sembrare il comportamento del suo antagonista Aufidio. ([[Antonio Di Meo]]) *Critici come [[Derek Traversi]] hanno fatto notare che l'opera è in fondo più articolata e ricca di sensibilità di quanto non appaia ad una lettura che trascuri il gioco dell'ironia e i significati impliciti nei punti di vista che l'autore esprime tutto attraverso lo stile. ([[Antonio Di Meo]]) ==''Enrico IV''== ===[[Incipit]]=== ====I traduzione==== ''Una stanza nel palazzo''<br>'''Enrico''': Battuti dale tempeste, stanchi come siamo, e pallidi ancora di terrore, lasciam che la pace ci sorrida un istante, per avventarci poscia a nuove contese sopra sponde lontane. Questa terra non beverà più il sangue de' figli suoi: la guerra non strazierà più colla sua spada questo suolo fecondo; non più vi schiaccierà i suoi fiori sotto il piede di ferro dei nemici cavalli. ====Maria Antonietta Andreoni D'Ovidio==== ''Londra. Il palazzo reale.<br>In scena Re Enrico e sir Gualtiero Blunt nell'atto di muovere incontro al Westmoreland e ad altri.''<br> '''Enrico''': Squassati come noi siamo da ansia tormentosa, smunti pei molti affanni, troviamo tuttavia breve tempo onde dar tregua alla pace atterrita sì ch'ella anelando sosti a dirci, con rotta affannosa voce, di nuove zuffe cui s'avrà a dare inizio su lidi tanto da noi remoti. Non più le riarse cavità di questo nostro suolo intingeranno avide le labbra nel sangue de' propri figli; non più la guerra distruttrice solcherà questi campi per scavarne trincee, né calerà sui teneri fiori percotendoli e calpestandoli con i ferrati zoccoli degli ostili corsieri.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Enrico IV'', traduzione di Maria Antonietta Andreoni D'Ovidio, Newton, 1990}} ====Paolo Dilonardo==== ''Entrano re Enrico, lord John di Lancaster e il conte di Westmoreland, con altri [lord]''<br> '''Re Enrico''': Scossi come siamo e pallidi d'affanno, troviamo il tempo per far sì che la pace impaurita e ansante torni a parlare con trafelati accenti di nuovi conflitti da intraprendere su lidi assai remoti. Non più la bocca riarsa della nostra terra si lorderà le labbra del sangue dei suoi stessi figli. Non più una guerra lacerante fenderà i suoi campi e schiaccerà i suoi teneri fiori sotto l'incedere ostile degli zoccoli ferrati.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''La storia di Enrico IV'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Paolo Dilonardo, Giunti, 2017}} ====Goffredo Raponi==== ''Londra, il palazzo reale<br> Entrano Re Enrico, Giovanni di Lancaster, il conte di Westmoreland e altri nobili tra i quali sir Walter Blunt''<br> '''Enrico''' – Scossi ancor come siamo e spalliditi dai recenti affanni, non concediamo tuttavia respiro a questa nostra spaurita pace e, con voce pur rotta dall'affanno, ritorniamo a parlar dell'altra guerra da portare su più lontani lidi. Più non sarà che l'assetata bocca di questa terra abbia lorde le labbra del sangue dei suoi figli; né che la guerra scanali i suoi campi con valli e con trincee; le sue campagne, i suoi teneri fiori più non saranno calpestati e uccisi da passi ostili di ferrati zoccoli.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Enrico IV]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *È fino al sepolcro di Cristo che noi andremo a guidare un bellicoso esercito d'[[Inghilterra|Inglesi]]... ('''Enrico''', parte I, atto I, scena I, p. 156) *L'[[Inglese]] è nato per cacciar l'infedele dalle sante pianure, che toccarono quei piedi divini, che per nostra salute furono, son già quattordici secoli, confitti in croce. ('''Enrico''', parte I, atto I, scena I, p. 155-156) *Non sarà mai detto ch'io mi sia dannato per l'amore d'alcun figlio di [[re]] cristiano. ('''Falstaff''', parte I, atto I, scena II, p. 160) *Dei miei falli io voglio fare uno strumento d'arte, e scegliere il momento di redimermi quando la gente meno se l'aspetti. ('''Principe''', parte I, atto I, scena II) *Infatti, mio signore, | io non v'ho mai negato i prigionieri [...]. ('''Hotspur''', parte I, atto I, scena III; Raponi) *Il [[sangue]] e il [[coraggio]] s'infiammano di più a risvegliar un leone, che a dar la caccia a un timido daino. ('''Hotspur''', parte I, atto I, scena III) *L'[[idea]] di un gran fatto varca sempre i limiti della moderanza. ('''Northumberland''': atto I, scena III, p. 167) *Quando la celia è tanto spinta, e massimamente a piedi, io la detesto. ('''Falstaff''', parte I, atto II, scena II, p. 174) *Non v'è che frode in uno scellerato; ma un [[viltà|codardo]] è peggio cento volte di un bicchier di vino adulterato; uno scellerato codardo. ('''Falstaff''', parte I, atto II, scena IV, p. 182) *Ti posso insegnare come scornarlo, il diavolo, col dir la verità. ('''Hotspur''', parte I, atto III, scena I) *Io capisco il linguaggio dei tuoi baci, | e tu quello dei miei ('''Mortimer''', parte I, atto III, scena I; Raponi) *Le compagnie, le compagnie cattive son state la mia rovina. (parte I, atto III, scena III; 2016) *In codesto tuo torso non c'è posto per fede, verità ed onestà, piena com'è di trippa e di budella. ('''Principe''', parte I, atto III, scena III) *L'onore è solo uno stemma usato ai funerali. ('''Falstaff''', parte I, atto V, scena I) *''Signori, il tempo della [[vita]] è breve. | Ma quand'anche la vita, | cavalcando la sfera del quadrante, | giungesse al suo traguardo dopo un'ora, | anche quel breve corso | sarebbe esageratamente lungo, | se trascorso in un'esistenza vile. | Se vivremo, vivremo per calcare | i nostri piedi sui corpi di [[monarchia|re]]; | se morremo, morire sarà bello | trascinando alla morte anche dei principi. | Assicurate le vostre coscienze: | l'armi son belle e giuste | se giusto è il fine per cui son brandite.'' ('''Hotspur''', parte I, atto V, scena II; Raponi) *C'è un'incapacità nell'uomo, innata, a separar l'età dall'avarizia, più che non a tenere separata la carne giovane dalla lussuria; ma l'una è castigata dalla [[gotta]], l'altra dalla [[sifilide]]; ma i mali che sono già per lui codesti due mi dispensano dall'indirizzargli anche tutte le mie maledizioni... ('''Falstaff'''; Parte II, atto I, scena II; Raponi, p. 232) *Maledetti pensieri degli uomini! Il passato e l'avvenire sembrano esser meglio; e le cose presenti appaiono, per contro, le peggiori. ('''Arcivescovo di York''', parte II, atto I, scena III) *Ah sir Giovanni, sir Giovanni, conosco assai bene il modo che avete di distorcere la verità e di tramutarla in menzogna. ('''Giudice supremo''', parte II, atto II, scena I) *Abbiamo sentito le campane di mezzanotte. ('''Falstaff''', parte II, atto III, scena II) *Signore, Signore, quanto siamo soggetti noi vecchi a questo vizio del mentire. ('''Falstaff''', parte II, atto III, scena II) :Dio, Dio, come noi uomini, da vecchi, siamo soggetti al vizio di mentire! (Raponi) *Dio solo sa, figlio mio, quali sentieri intricati e strade tortuose mi hanno condotto alla corona. ('''Re Enrico''', parte II, atto IV, scena III) *Mio padre è sceso nella tomba gravato dalle sue dissolutezze. ('''Principe Enrico''', parte II, atto V, scena II) ===Citazioni sull'opera=== *Falstaff è il carattere più comico che abbia creato la fertile immaginazione di Shakespeare. Egli introdusse quel personaggio in tre de' suoi drammi, e lo presentò sotto aspetti sempre nuovi, senza mai esaurirne l'effetto. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) *Falstaff è un tristo, ma il più gradito e più lepido uomo che sia mai vissuto. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) *Il contrasto di due giovani eroi, il principe Enrico e Percy, detto Hotspur, sparge gran splendore sulle scene della prima parte dell'Enrico IV. Tutte le amabili e seducenti qualità son date, a dir il vero, al principe di Galles; egli mescola alle triste brigate, senza poterne mai far parte, e tutto ciò che è ignobile gli si appressa senza lederlo. Le sue più folli stravaganze non sembrano che celie del suo spirito attivo, ritenuto suo malgrado nell'ozio. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) *Nella seconda parte dell'Enrico IV, Shakespeare impiega maggior arte a fine di supplire alla mancanza di materia, quanto ch'egli non vuole mai adornare arbitrariamente l'istoria più di quello che riecheggia la forma drammatica. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) ==''Enrico VI''== ===[[Incipit]]=== ====Maria Antonietta Andreoni D'Ovidio==== ''L'Abbazia di Westminster. Corteo funebre.<br>Entra il feretro di re Enrico V con al seguito il duca di Bedford, reggente di Francia; il duca di Gloucester, protettore; il duca di Exeter; il conte di Warwick; il vescovo di Winchester; il duca di Somerset; araldi e altri.''<br> '''Bedford''': Siano parati a lutto i cieli ed il giorno ceda alla notte! Voi, [[Cometa|comete]], che presagite i mutamenti dei giorni e degli Stati, scotete in cielo le vostre trecce di splendente cristallo; fustigate con esse le maligne stelle ribelli che hanno permesso la morte di Enrico! Re Enrico quinto, troppo illustre per vivere a lungo! Mai l'Inghilterra aveva perduto un monarca di più grande valore.<br> '''Gloucester''': Mai, prima di lui, l'Inghilterra ebbe un vero e proprio sovrano. Egli era valoroso e ben degno di comandare; brandita, la sua spada accecava gli uomini co' suoi lampi; le di lui braccia si estendevano più ampie che non le ali d'un drago; e gli occhi scintillanti, colmi di fuoco pieno d'ira, abbagliavano e respingevano i nemici con maggior forza che non quella del sole meridiano che battesse in tutto il suo ardore sui loro visi... Che più dovrei io dire? i [''sic''] di lui atti sono al di là di qualsiasi parola; egli mai non alzò la mano se non per conquistare.<br> '''Exeter''': Noi lo piangiamo ora nerovestiti; perché mai non facciamo lutto, invece, nel sangue? Enrico è morto e più non rivivrà.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Enrico VI'', traduzione di Maria Antonietta Andreoni D'Ovidio, Newton, 1990}} ====Daniele Borgogni e Valentina Poggi==== ''Marcia funebre. Entra il corteo funebre di re Enrico V, seguito dal duca di Bedford (reggente di Francia), il duca di Gloucester (lord protettore), il duca di Exeter, il conte di Warwick, il vescovo di Winchester, e il duca di Somerset''<br> '''Bedford''': Paratevi a lutto, o cieli! Giorno, cedi il passo alla notte! Comet, che annunciate il mutare dei tempi e degli stati, brandite le vostre chiome cristalline nei cieli per sferzare le inique stelle ribelli, che hanno provocato la morte di Enrico - re Enrico quinto, troppo famoso per vivere a lungo. L'Inghilterra non ha mai perduto un sovrano così degno.<br> '''Gloucester''': L'Inghilterra non ha mai avuto re prima. Meritava il comando per le sue virtù. La sua spada brandita accecava gli uomini coi suoi bagliori. Le sue braccia si stendevano ampie più delle ali di un drago. I suoi occhi sfolgoranti colmi d'ardente ira abbacinavano e respingevano i nemici più del sole meridiano. Che posso dire? Le sue gesta superano qualunque parola. Non ha mai alzato la mano senza vincere.<br> '''Exeter''': Lo piangiamo nel lutto, perché non nel sangue? Enrico è morto e mai rivivrà.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Enrico VI'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Daniele Borgogni e Valentina Poggi, Giunti, 2019}} ====Goffredo Raponi==== ''L'Abbazia di Westminster.<br>Marcia funebre – Entra il feretro di Re Enrico V ed è steso sul catafalco. Seguono la salma il DUCA DI BEDFORD, il DUCA DI GLOUCESTER, il DUCA DI EXETER, il CONTE DI WARWICK, il VESCOVO DI WINCHESTER''.<br> '''Bedford''' – Si ammantino di nero a lutto i cieli, ceda il giorno alla notte! Comete che annunciate sulla terra mutamenti dell'ère e degli Stati, le vostre lunghe trecce di cristallo brandite per il cielo a fustigare quelle cattive e ribellanti stelle ch'hanno assentito alla morte d'Enrico! Enrico Quinto Re, troppo famoso per vivere a lungo! Mai re più degno perdé l'Inghilterra!<br> '''Gloucester''' – Mai ebbe un re Inghilterra prima di lui; egli era valoroso, nato per il comando; la sua spada, quando dalle sue mani era brandita abbarbagliava tutti coi suoi lampi; le sue braccia s'aprivano più larghe dell'ali di un dragone; i suoi occhi nell'ira sfavillanti abbacinavano e respingevano i nemici con assai maggior forza della spera d'un sole meridiano ardente, che sbattesse loro in faccia. Che potrei dire ancora?... Le sue gesta superan le parole: mai la mano egli alzò, se non fu per conquistare.<br> '''Exeter''' – Noi lo piangiamo in nero: e perché non in gramaglie di sangue?<ref>"''We mourn in black; why mourn we not in blood?''": intendi: "Invece di piangerlo vestiti di nero, vendichiamolo vestendoci del sangue dei nemici uccisi".</ref> Enrico è morto e più non rivivrà.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Enrico VI]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *La [[gloria]] è simile a un cerchio nell'acqua che va sempre allargandosi, sin quando per il suo stesso ingrandirsi si risolve nel nulla. ('''Giovanna''': parte I, atto I, scena II, traduzione di Goffredo Raponi) :La [[gloria]] è simile a un cerchio nell'acqua che non smette mai di allargarsi, fino a che, a causa del suo stesso ingrandirsi, non si disperde in un nulla. *E ora che dite, mia signora? Siete ormai persuasa che Talbot non è se non l'ombra di sé medesimo? ('''Talbot''', parte 1, atto II, scena III) *Questa controversia... invierà migliaia di anime, in nome della rosa rossa e della bianca, alla morte e alle tenebre dell'eterna notte. ('''Warwick''', parte 1, atto II, scena IV) *''C'è un diavolo che ti sta sempre accanto | nelle sembianze d'un vecchio grassone; | t'è socio di bagordi un uomo-botte. | Che t'è saltato mai di far brigata | con quel baule carico d'umori, | con quel cassone di bestialità, | quel pacco turgido d'ipocrisia, | quell'otre enorme di vino di Spagna, | quel borsone imbottito di budella, | quel manzo arrosto col ventre farcito, | quel reverendo simbolo del vizio, | quella malvagità grigio-canuta, | quel gran ministro di ruffianeria, | quella prosopopea carica d'anni?'' {{NDR|[[Insulti dai libri|insulto]]}} ('''Principe''': parte 1, atto II, scena IV, traduzione di Goffredo Raponi) *Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (atto III, scena II) *Possa romperti in mille pezzi, e consumarti in cenere, tu maledetta pazza ministra dell'inferno! ('''Riccardo, duca di York'''), parte 1, atto V, scena IV) *Il popolo è come uno sciame di api infuriato che, per aver perso la propria regina, si sparpaglia qua e là. ('''Warwick''', parte 2, atto III, scena II) *Per prima cosa, ammazziamo tutti gli avvocati. :Intanto, come primissima cosa, ammazzeremo tutti gli avvocati. ('''Dick''': parte II, atto IV, scena II, traduzione di Goffredo Raponi) *È grave peccato giurare di commettere peccato, ma peccato ancor più grave è mantenere un giuramento peccaminoso. ('''Salisbury''', parte 2, atto V, scena I) *Riusciremo a correre più veloce dei cieli? ('''Re Enrico''', parte 2, atto V, scena II) *''Ma dimmi: non hai mai sentito dire | che ciò che fu acquistato con la frode | è sempre destinato a triste fine? | E qual felicità recò a suo figlio | quel padre che per ammassar ricchezze | si guadagnò l'inferno? | L'eredità ch'io lascerò a mio figlio | sarà quella delle mie [[buona azione|buone azioni]]; | ed io vorrei che queste, e solo queste, | avesse a me lasciato il padre mio. | Ché tutto il resto si può sol serbare | ad un tal prezzo d'angosciose cure, | mille volte più alto del piacere | che si possa provar nel possederlo.'' ('''Enrico''', terza parte, atto II, scena II, traduzione di Goffredo Raponi) *La mia corona è nel mio cuore, non sul mio capo; non è tempestata di diamanti e di gemme d'oriente. ('''Enrico VI''', parte 3, atto III, scena I) *''Che amore può ispirare | un essere così? Mostruoso errore, | coltivar nella mente un tal pensiero! | Perciò poiché nient'altro questo mondo | può offrirmi, come unico piacere, | che dominare, reggere, angariare | chi è meglio dotato da natura, | io farò del sognare una corona | tutto il mio paradiso sulla terra, | e stimerò un inferno questo mondo | finché non brillerà sulla mia testa, | retta da questo mio tronco deforme, | l'oro di una corona.'' ('''Gloucester''', terza parte, atto III, scena II, traduzione di Goffredo Raponi) *Posso sorridere, e uccidere mentre sorrido. ('''Gloucester''', parte 3, atto III, scena II) *Ebbene, cos'altro è il fasto, il potere, il regno, se non terra e polvere? Ah, in qualsiasi modo viviamo, dobbiamo pur sempre morire. ('''Conte di Warwick''', parte 3, atto V, scena II). *''E dunque, poi che m'ha voluto il cielo | così brutto e deforme, sia l'inferno | a foggiarmi in sua proporzione l'anima. | Posso dire di non aver fratelli, | perché a nessun fratello rassomiglio; | e la parola "amore" | che i barbagrigia chiamano divina, | può albergare nelle creature umane | che s'assomigliano tutte tra loro, | ma non in me. Io son solo me stesso.'' ('''Gloucester''', terza parte, atto V, scena VI, traduzione di Goffredo Raponi) ==''Enrico VIII''== ===[[Incipit]]=== ====Goffredo Raponi==== '''Prologo''' – Non vengo questa volta a farvi ridere. Cose di gran momento, dal piglio triste, grave, doloroso, nobili e travagliate, piene di tragica maestosità; scene di così nobile dolore da trar dagli occhi rivoli di pianto, son quelle che andiamo a presentare. Quelli tra voi più inclini alla pietà, potranno, se così saran disposti, far anche qualche lacrima: l'argomento lo merita senz'altro. Chi ha speso il suo denaro sperando di veder cose credibili, potrà trovarne di fin troppo vere.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Re Enrico VIII]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ====Carlo Rusconi==== Non vengo più per farvi ridere. Vi presentiamo oggi gravi avvenimenti importanti e dolorosi, grandi e tragiche calamità, scene nobili e commoventi, ben atte a far scorrere le vostre lagrime. Coloro ai cui cuori non è ignota la compassione, possono oggi, se vogliono, versare qualche lacrima: il soggetto ne è degno. Coloro che danno il loro denaro sperando vedere rappresentati fatti storici e degni di fede avranno modo di scorger qui la verità.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Re Enrico VIII'', traduzione di Carlo Rusconi, Newton, 1990}} ===Citazioni=== *E nondimeno io sono più ricco dei miei vili accusatori che mai conobbero cosa significasse la verità. ('''Buckingham''', atto II, scena I) *Quest'uomo orgoglioso ci ridurrà da principi a paggi. ('''Norfolk''', atto II, scena II) *Addio, un lungo addio a tutta la mia grandezza! ('''Wolsey''', atto III, scena II) *Ama te stesso dopo tutti, accarezza coloro che ti detestano: la corruzione non è più potente dell'onestà. ('''Wolsey''', atto III, scena II) *Se soltanto avessi servito il mio Dio con metà dello [[zelo]] con cui ho servito il mio re, egli non mi avrebbe abbandonato nella mia vecchiaia, nudo, ai miei nemici. ('''Wolsey''', atto III, scena II) ==''I due gentiluomini di Verona''== ===[[Incipit]]=== ====Corrado Pavolini==== ''Verona. Una piazza.<br>Entrano Valentino e Proteo.''<br> '''Valentino''': Non sperar mai di convincermi, caro Proteo. Gioventù che rimane al paese avrà sempre cervello paesano. Vorrei io piuttosto, non fosse che l'amore incatena la giovinezza ai dolci sguardi della tua onorata diletta, persuaderti ad accompagnarmi: veder le meraviglie d'un mondo lontano, invece che restarcene qui a poltrir nel tedio e a consumare gli anni migliori in una inerzia senza costrutto. Ma dacché sei innamorato, segui le tue inclinazioni; e cerca di trovar tanta felicità nell'amore quanta ne auguro a me stesso, dovessi anch'io innamorarmi.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''I due gentiluomini di Verona'', traduzione di Corrado Pavolini, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Verona, una strada''<br> '''Valentino''' – Proteo, mio caro, è inutile che insisti, tanto non riuscirai a persuadermi: gioventù che al paese vuol restare, paesana nell'animo rimane. Se non fosse l'amore a incatenare i tuoi giovani giorni ai dolci sguardi della tua ragazza, sarei io ad insistere con te per averti compagno per il mondo ad ammirarne tutte le bellezze, invece di star qui a poltrir nel tedio e consumare i tuoi anni migliori in una oziosità senza costrutto. Ma, visto che ti sei innamorato, seguita a far come ti detta amore; ed in esso t'arrida quel successo che vorrei augurare anch'io a me, quando comincerò ad amare anch'io.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm I due gentiluomini di Verona]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *'''Giulia''': Perché di Proteo solo non giudichi il valore? <br /> '''Lucietta''': Dirò allora: fra tutti io lo stimo il migliore. <br /> '''Giulia''': La ragione? <br /> '''Lucietta''': Soltanto una ragione da donna: credo così perché credo così. <br /> '''Giulia''': E a lui dovrei concedere il mio affetto? <br /> '''Lucietta''': Sì, pensando di averlo ben collocato. <br /> '''Giulia''': A lui meno che a tutti voce del cuore mi chiama. <br /> '''Lucietta''': Pur credo che fra tutti sia quei che più vi ama. <br /> '''Giulia''': Il suo scarso parlare dimostra scarso amore. <br /> '''Lucietta''': Nel fuoco più compresso cova più intenso ardore. <br /> '''Giulia''': Non ama chi d'amore al proprio ben non parla. <br /> '''Lucietta''': Oh! ama assai di meno chi con tutti ne ciarla. <br /> (da ''[http://www.readme.it/libri/3/3055190.shtml I due gentiluomini di Verona]'', atto I, scena II) *Se abbandono la mia Giulia sono spergiuro; se amo la bella Silvia sono spergiuro; se tradisco l'amico sono gravemente spergiuro. ('''Proteo''', atto II, scena VI) *Che cosa c'è che egli tanto apprezza in lei che non sia apprezzabile anche nella sottoscritta, se questo folle amore non fosse un dio bendato? ('''Giulia''', atto IV, scena IV) *In amore, chi rispetta un amico? ('''Proteo''', atto V, scena IV) *Il pudore insegna che è assai minor peccato, per una donna mutare d'abito che per un uomo mutare affetto. ('''Giulia''', atto V, scena IV) ==''Il mercante di Venezia''== ===[[Incipit]]=== ====Agostino Lombardo==== ''Entrano Antonio, Salerio e Solanio''<br> '''Antonio''': Veramente non so perché sono così triste: mi stanca – voi dite che stanca voi. Ma come l'ho presa, trovata o come vi sono arrivato, di che stoffa è fatta, da dove è nata, debbo impararlo: e un tale inetto fa di me questa tristezza che fatico a conoscere me stesso.<br> '''Salerio''': La vostra mente ondeggia sull'oceano, dove le vostre ragusee incedendo con maestosa vela sull'acqua come signori e ricchi castellani, o come teatri mobili del mare, guardano sprezzanti i piccoli mercantili che s'inchinano, fan loro la riverenza, mentre li sorpassano volando con le ali trapunte.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'', traduzione di Agostino Lombardo, Feltrinelli, 2003}} ====Franco Marenco==== ''Entrano Antonio, Salerio e Solanio''<br> '''Antonio''': Davvero non mi capacito perché sono così triste. È una cosa che mi stanca e, dici tu, che stanca anche te. Ma come io l'abbia presa, o trovata, o incontrata, e di quale sostanza sia fatta, o dove sia nata, vorrei capirlo; una tristezza che mi istupidisce talmente da rendermi difficile conoscere me stesso.<br> '''Salerio''': È l'oceano che ti agita la mente, là dove le tue navi dalle vele possenti, come signore e ricche autorità sulle onde – ovvero, fastosi cortei del mare – guardano dall'alto i piccoli trafficanti che a loro si inchinano, le riveriscono, mentre gli volano accanto con le loro ali trapunte.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Franco Marenco, Giunti, 2019}} ====Paola Ojetti==== ''A Venezia, in strada.<br>Entrano Antonio, Salarino e Salanio.''<br> '''Antonio''': Non so davvero perché sono tanto triste. E questa tristezza mi stanca, e voi stessi dite d'esserne stanchi. Ma ho ancora da sapere dove l'ho presa, dove me la son trovata, come me la son guadagnata, di che diavolo è fatta, da dove è spuntata. Ed essa mi stordisce così che stento a riconoscere me stesso.<br> '''Salarino''': La vostra mente è agitata perché segue sul mare le vostre navi dalle immense vele, le vostre navi che come signori e ricchi borghesi dei flutti in sfarzoso corteo guardano dall'alto i vascelletti dei piccoli trafficanti che fanno continue riverenze sotto il volo di quelle grandi ali.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'', traduzione di Paola Ojetti, Newton, 1990}} ==== Carlo Rusconi==== ''Venezia. Una strada. (Entrano Antonio, Salarino, e Solanio)''<br>'''Antonio''': In verità, non so perché sono così triste. Mi duole e dite che ciò duole anche a voi; ma io in qual guisa sia pigliato questo affanno, come l'abbia trovato, in che consista, da che sia originato, non so ancora comprendere. Sono reso tanto malconcio mia imbelle tristezza che stento a riconoscermi.<br>'''Salarino''': La vostr'anima egue le gitazioni dell'oceano; essa va dietro ai vostri bei vascelli che, colla loro superba alberatura, vogando sopra i flutti, sembrano i sovrani, o i primi cittadini del mare, e signoreggiano sulla fila dei minuti navigli, che offrono loro un umile omaggio passando sospinti dalle loro ali di lino.<br> {{NDR|Carlo Rusconi, Orsa Maggiore editrice, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Venezia, una calle.<br>Entrano ANTONIO, SALERIO e SOLANIO''<br> '''Antonio''' – La ragione per cui son così triste, in verità, non so nemmeno dirla; mi sento come oppresso internamente, ed anche voi mi dite che lo siete; ma da dove mi venga quest'umore, dov'io l'abbia trovato, come ci sia caduto, di che è fatto, da che nasce, lo devo ancora apprendere; m'intorpidisce a tal punto lo spirito che stento a riconoscere me stesso.<br> '''Salerio''' – È che tu col pensiero navighi avanti e indietro per l'oceano, là dove le tue belle ragusine<ref>"''... your argosies''": "''argosies''" (o "''ergosies''"), "ragusine" o "ragusee" si chiamavano per antonomasia le grandi galee mercantili veneziane, da Ragusa (latino "''Ergasia''"), il grande porto dalmata, dominio della Serenissima, il cui commercio con l'Inghilterra era fiorente al tempo di Shakespeare. Era uso chiamare le navi dal nome della città che le armava (cfr. nell'"''Otello''", I, 1, 26, "veronese" da Verona, altro dominio di Venezia).</ref> con le loro imponenti velature a somiglianza di grandi signori e impettiti borghesi sopra i flutti, o di carri d'un gran corteo marino,<ref>"''Or as it were the pageants of the sea''": "''pageant''" è il corteo, la parata celebrativa di eventi importanti con l'esibizione di figure e costumi sfarzosi e con la riproduzione di scene storiche o allegoriche. "''Pageants of the sea''" furono chiamati – ma solo più tardi, ai primi del 1700 – le piattaforme mobili sull'acqua sulle quali erano rappresentate scene dei "''mistery plays''".</ref> riguardano dall'alto con sufficienza i più modesti barchi che fanno loro riverente ossequio nel vederle sfilare velocissime sull'ali delle ben tessute vele.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Il mercante di Venezia]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Io considero il mondo per quello che è: un [[palcoscenico]] dove ognuno deve recitare la sua parte. ('''Antonio''': atto I, scena I) *Se fare fosse facile quanto sapere ciò che va fatto, le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi. ('''Porzia''': atto I, scena II) *Il [[diavolo]] non si fa scrupolo, pei suoi disegni, di citar le Scritture. ('''Antonio''': atto I, scena III; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) :Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi. *Ma amore è cieco, e gli amanti non vedono le amabili follie cui s'abbandonano. ('''Gessica''': atto II, scena V; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) :Ma l'amore è cieco e gli amanti non possono vedere le graziose follie ch'essi commettono. *Non ha occhi un [[ebrei|ebreo]]? Non ha mani, organi, statura, sensi, affetti, passioni? Non si nutre anche lui di cibo? Non sente anche lui le ferite? Non è soggetto anche lui ai malanni e sanato dalle medicine, scaldato e gelato anche lui dall'estate e dall'inverno come un cristiano? Se ci pungete non diamo sangue, noi? Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate non moriamo? ('''Shylock''': atto III, scena I) *Oh, fortunati strazi quando chi mi tortura mi insegna le risposte per liberarmi! ('''Bassanio''': atto III, scena II; traduzione di Carlo Rusconi, p. 92) *Dimmi dov'è l'amore, al cuore in fondo o nella testa? ('''Cantante''', atto III, scena II) *Aspetta un momento, c'è qualcos'altro. Questo contratto non ti accorda neanche una goccia di sangue. Le precise parole sono: "Una libbra di carne". Prendi dunque la tua penale, prendi la tua libbra di carne, ma se, nel tagliarla, versi una goccia di sangue cristiano, le tue terre e i tuoi averi sono, per le leggi di Venezia, confiscati dallo Stato di Venezia. ('''Porzia''': atto IV, scena I) *Il carattere della [[compassione]] è di non essere costretta; essa scende come una dolce pioggia dal cielo ed è due volte benedetta; benedice colui che la concede e quegli su cui si spande; è la più gran potenza dei maggiori potenti e si addice al monarca regnante meglio della sua corona. ('''Porzia''': atto IV, scena I; traduzione di Carlo Rusconi, p. 102) *'' Il tuo spirito bestiale | Governò un lupo, che fu impiccato | Per strage di uomini: ma la sua anima turpe | Fuggì dalla forca e mentre tu giacevi | Nel tuo grembo sconsacrato si infuse in te: | i tuoi appetiti, infatti, sono lupeschi, | Sanguinari, famelici, feroci.'' {{NDR|[[insulti dai libri|insulto]]}} ('''Graziano''': atto IV, scena I, vv. 133-138)<ref>William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'', traduzione di Agostino Lombardo, Feltrinelli, Milano, 2003, [https://books.google.it/books?id=kurCXTZeENAC&printsec=frontcover&pg=145#v=onepage&q&f=false p. 145]. ISBN 88-07-82038-2.</ref> *Nulla v'è di così insensibile, brutale o scatenato dalla rabbia che la musica, finché se ne prolunghi l'eco, non trasformi nella sua stessa natura. Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile. ('''Lorenzo''': atto V, scena I) *Possiamo chiudere con il [[passato]], ma il passato non chiude con noi. *Come arrivano lontano i raggi di quella piccola candela: così splende una [[buona azione]] in un mondo malvagio. ('''Porzia''': atto V, scena I) :Come sparge lontano il suo chiarore quel picciol lume! Non diversamente risplende in mezzo ad un malvagio mondo un atto di bontà. ('''Porzia''': atto V, scena I; traduzione di Goffredo Raponi) *In questa notte, direi, l'alba è malata. ('''Porzia''', atto V, scena I) ==''Il racconto d'inverno''== ===[[Incipit]]=== ====Fruttero & Lucentini==== '''Archidamo''' — Se avrai occasione di visitare la Boemia, Camillo, vedrai che come t'ho detto c'è una grande differenza tra la nostra Boemia e la tua Sicilia.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ====Agostino Lombardo==== [''Sala nel palazzo di Leonte, re di Sicilia]''<br>''Entrano Camillo e Archidamo''<br> '''Archidamo''': Se mai si darà il caso, Camillo, che visitiate la Boemia in un'occasione simile a quella per cui io presto qui i miei servigi, noterete, come ho detto, una grande differenza tra la nostra Boemia e la vostra Sicilia.<br> '''Camillo''': Credo che l'estate prossima il re di Sicilia intenda restituire al Boemia la visita che giustamente gli deve.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Il racconto d'inverno'', traduzione di Agostino Lombardo, Feltrinelli, 2004}} ====Eugenio Montale==== ''Anticamera nel palazzo di Leonte.<br>Entrano Camillo e Archidamo.''<br> '''Archidamo''': Se vi accadrà, Camillo, di visitare la Boemia per un'occasione simile a quella per cui sono ora qui di servizio, voi vedrete, come v'ho detto, una grande differenza tra la nostra Boemia e la vostra Sicilia.<br> '''Camillo''': Credo che nella prossima estate il re di Sicilia intenda ricambiare al re di Boemia la visita che giustamente gli deve.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Il racconto d'inverno'', traduzione di Eugenio Montale, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Sicilia, il palazzo di Leonte<br>Entrano ARCHIDAMO e CAMILLO''<br> '''Archidamo''' – Se v'accadrà, Camillo, vi dicevo, di visitare un giorno la Boemia per una circostanza come questa ond'io mi trovo adesso qui in servizio, constaterete quanto sia diversa dalla vostra Sicilia.<br> '''Camillo''' – Giustappunto credo che questa estate il nostro re abbia in mente di rendere al Boemia<ref>I sovrani sono indicati spesso in Shakespeare – com'era uso nella poetica del tempo – col nome del paese in cui regnano.</ref> la visita di Stato che gli deve.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Il racconto d'inverno]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Troppo calore, troppo calore! Mescolar tanto l'amicizia significa mescolare i sangui. ('''Leonte''', atto I, scena II) *[[Eresia|Eretico]] sarà chi accenda il rogo, non già colei che vi brucerà dentro! ('''Paolina''', atto II, scena III) *Signore, risparmiatevi le minacce! Lo spettro con cui vorreste spaventarmi, io lo cerco. ('''Ermione''', atto III, scena II) *Tu t'imbatti in cose che muoiono, io in cose appena nate. ('''Pastore''', atto III, scena III) *Ché un boccale di [[birra]] è un pasto da re. ('''Autolico''', atto IV, scena III) *Gli [[asfodelo|asfodeli]], che spuntano prima che la rondine osi e afferrano con la loro bellezza i venti di marzo. ('''Perdita''', atto IV, scena IV) *Possan gli dèi beati conservare purgata l'aria nostra dai miasmi, per tutto il tempo che starete qui! ('''Leonte''', atto V, scena I) ==''Il re Giovanni''== ===[[Incipit]]=== ====I traduzione==== ''Northampton. – La sala de Consiglio nel palazzo regio''<br>'''Giovanni''': Ora, signor di Chatillon, parlate: che chiede da noi la Francia?<br>'''Chatillon''': Quel sire vi saluta, e dice per bocca mia alla Maestà, alla simulata Maestà d'Inghilterra...<br>'''Elinora''': Strano principio... Maestà simulata!<br>'''Giovanni''': Silenzio, buona madre; ascoltiam l'ambasciatore.<br>'''Chatillon''': Filippo di Francia, disposando la causa e i giusti diritti del figlio di Gefredo, tuo fratello estinto, Arturo Plantageneto, reclama in nome della legge questa bella isola e il suo territorio, l'Irlanda, il Poitiers, l'Anjou, la Touraine e il Maine, e vuole che tu deponga la spada con cui t'afforzi in un ingiusto potere, e la rimetta fra le mani del giovane Arturo, tuo nipote, e tuo vero e legittimo sovrano. ====Rossella Ciocca==== ''Squilli di tromba. Entrano re Giovanni, la regina Eleonora e i conti di Pembroke, Essex, Salisbury insieme all'ambasciatore di Francia Châtillon''<br> '''Re Giovanni''': Allora parla, Châtillon. Cosa vuole la Francia da noi?<br> '''Châtillon''': Così, dopo i saluti, il re di Francia, tramite me, parla alla maestà, la maestà imprestata, d'Inghilterra qui presente.<br> '''Regina Eleonora''': Ben strano inizio: 'maestà imprestata'!<br> '''Re Giovanni''': Tranquilla, buona madre, ascoltiamo l'ambasciata.<br> '''Châtillon''': Filippo di Francia, a tutela e in nome di Arturo Plantageneto, figlio del tuo deceduto fratello Goffredo, reclama il legittimo possesso di questa bella isola e delle sue province d'Irlanda, Poitou, Anjou, Touraine e Maine; invitandori a deporre la spada che usurpa il diritto su tali domini e a cederla al giovane Arturo, tuo nipote e legittimo sovrano.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Vita e morte di Re Giovanni'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Rossella Ciocca, Giunti, 2017}} ====Tommaso Pisanti==== ''La sala del trono nel palazzo di Re Giovanni.<br>Entrano Re Giovanni, la regina Eleonora, Pembroke, Essex, Salisbury e altri del seguito; e, con essi, Chatillon, ambasciatore del re di Francia.''<br> '''Re Giovanni''': Ora ditemi, Chatillon, che vuole da noi questo Francia?<br> '''Chatillon''': Il re di Francia invia il suo saluto e così parla, per voce mia, alla maestà – una maestà raccattata – del re d'Inghilterra.<br> '''Eleonora''': Uno strano esordio: «maestà raccattata»!<br> '''Re Giovanni''': Non parlate, madre; ascoltiamo l'ambasceria.<br> '''Chatillon''': Filippo re di Francia, in nome, leale e giusto, di Arturo Plantageneto, figlio del tuo defunto fratello Goffredo, reclama con piena legittimità questa bella isola e le sue dipendenze, Irlanda, Poitou, Angiò, Turenna e Maine, invitandoti a deporre la spada con la quale le governi avendoli tu usurpati, questi vari possessi, e a restituirla nelle mani del giovane Arturo, tuo nipote e loro legittimo sovrano.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Re Giovanni'', traduzione di Tommaso Pisanti, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Southampton, sala nel palazzo di Re Giovanni<br>Entrano RE GIOVANNI, la REGINA ELEONORA, PEMBROKE, ESSEX, SALISBURY e CHATILLON''<br> '''Re Giovanni''' – Allora, Chatillon, dite, che vuole Francia<ref>"''What would France with us?''": i re, al pari dei nobili titolari di principati, ducati, contee, marchesati ecc., sono indicati spesso in Shakespeare col nome del regno o del dominio di cui sono titolari. La sineddoche della identificazione del nome della persona con la terra era consueta anche nel linguaggio comune.</ref> da noi?<br> '''Chatillon''' – Così il re di Francia, dopo avervi mandato il suo saluto, parla per il mio mezzo alla maestà – maestà d'accatto – del re d'Inghilterra.<br> '''Eleonora''' – "Maestà d'accatto"... Stravagante esordio!<br> '''Giovanni''' – Silenzio, madre, udiamo l'imbasciata.<br> '''Chatillon''' – Filippo re di Francia, nel legittimo nome e nel diritto del figlio del fratello tuo Goffredo,<ref>Goffredo è il quarto figlio di Enrico II, Giovanni è il quinto. Alla morte di Enrico (1189), il trono era andato al suo terzo figlio Riccardo (detto Cuor-di-leone). Goffredo è morto prima (1186), ma ha lasciato un figlio maschio, Arturo, al quale, alla morte di Riccardo, sarebbe spettato il trono per diritto di rappresentazione osservato dalla regola dinastica. Se ne impadronisce invece Giovanni, col favore e la complicità della madre Eleonora d'Aquitania. Costei, moglie ripudiata di Luigi VII di Francia, aveva sposato Enrico due anni prima (1152) che questi ascendesse al trono dello zio Stefano. All'apertura del dramma (1200) Arturo ha 13 anni, Giovanni 33, Eleonora 78. Secondo alcuni storici, lo stesso Riccardo Cuor-di-leone, partendo per la crociata in Terrasanta (v. più sotto la nota 27) aveva esplicitamente istituito suo erede il giovane Arturo.</ref> defunto, Arturo dei Plantageneti, accampa la giustissima pretesa al possesso di quest'isola bella e dei dominii d'Irlanda, Poitou, Angiò, Turenna e Maine;<ref>Erano, salvo l'Irlanda, i possedimenti della corona inglese in terra di Francia.</ref> e t'invita a deporre quella spada che quelle terre tiene in suo dominio da usurpatrice, e rassegnarla in pace nelle mani del tuo nipote Arturo, loro legittimo signore e re.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Re Giovanni]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Mondo pazzo, re pazzi, patto pazzo! ('''Filippo il Bastardo''', atto II, scena I) *Perché il coraggio lievita nell'emergenza. (atto II, scena I; 2016) *Buon amico, non hai ancora ragione di dirlo, ma l'avrai, e, per quanto il tempo scorra lentamente, verrà il momento che ti farò del bene. Avrei una cosa da dirti, ma lasciamo andare: v'è il sole in cielo e il giorno nel suo splendore, accompagnato dal piaceri del mondo, è troppo gioioso e pieno di spassi per darmi ascolto: se la campana di mezzanotte con lingua di ferro e bocca di bronzo sonasse all'orecchio intorpidito della tenebra notturna, se questo luogo dove siamo fosse un cimitero e ti fossero stati fatti mille torti, o se il triste spirito della malinconia avesse ridotto e reso spesso il tuo sangue, che altrimenti corre frizzando su e giù per le vene, e insedia quello sciocco che è il riso negli occhi degli uomini e ne gonfia le guance in vana allegria, passione che cozza coi miei propositi, o se tu potessi vedermi senza occhi, udirmi senza orecchi e rispondermi senza la lingua, usando la mente soltanto, senza occhi, orecchi e nocivo suon di parole; ebbene, allora a dispetto del giorno che vigila con gli occhi spalancati, ti riverserei i miei pensieri nel petto. Ma ah! Non lo farò! Eppure ti amo assai, e in verità credo che tu pure ami me. ('''Giovanni''': atto III, scena III) *Mai stabil fondamenta poggiò sul sangue. ('''Giovanni''', atto IV, scena II) *Ah! Quante volte ci eccita al [[delitto]] la sola vista dei [[mezzo|mezzi]] di compierlo! (atto IV, scena II, p. 51) *Chiunque permette alla propria lingua di dire un [[bugia|mendaccio]], non dice il vero, e chiunque non dice il vero, mente. ('''Uberto''': atto IV, scena III) *Mi sento tutto come frastornato, come avessi perso la strada, tra le spine e le trappole del mondo. ('''Filippo il Bastardo''', atto IV, scena III) *Il cittadino crucciato fa alleanza col nemico... (atto IV, scena II, p. 56) *Oh, [[sintomo|sintomi]] vani e incannatori! I mali, allorché divengono estremi, non sono più sentiti: la morte, dopo aver manomesso il di fuori, lo abbandona, e fatta invisibile investe l'anima e l'assedia e l'opprime con legioni di fantasime e di larve, che affollandosi si conseguono confuse e senza interruzione. (atto V, scena VII, p. 68) ===Citazioni sull'opera=== *Il ''re Giovanni'' è il prologo, come l' ''Enrico VIII'' è l'epilogo degli otto drammi nazionali che succedendonsi l'uno all'altro, e formano, per così dire, la grande epopea della nazione britannica. Nel ''re Giovanni'' si cominciano a trattare tutti i soggetti politici e patrii che si svolgono poi così ampiamente; e vi si veggono guerre e negoziati colla Francia, una usurpazione e la tirannide che necessariamente ne deriva, l'influenza del clero e i litigi dei Grandi. È probabile che Shakespeare componesse questo dramma e l' ''Enrico VIII'' dopo tutti gli altri, ed abbia ciò fatto per meglio rannodarli insieme. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) *Gli avvenimenti politici militari sono presentati nel ''re Giovanni'' con tanta maggior pompa, quanta minore è la grandezza che in essi si riscontra. La doppiezza e l'avidità de' principi sono espresse in istile diplomatico, Il bastardo Faulconbridge è il vero interprete di questo genere di linguaggio. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) *La tenera vittima di una sfrenata ambizione, l'amabile Arturo, eccita profondissimo interesse. La pietà ch'egli inspira diverrebbe anzi troppo tormentosa nella scena ove Uberto si prepara a privarlo della vista con un ferro rovente, se l'incanto delle parole di quel garzone che commuove fino Uberto non si diffondesse sopra gli affetti che vengono in noi destati. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) ==''Il regno di re Edoardo III''== ===[[Incipit]]=== ''Entrano re Edoardo, il conte di Derby, [il conte di Warwick], Edoardo principe di Galles, lord Audley e il conte di Artois''<br> '''Re Edoardo''': Roberto di Artois, anche se siete stato bandito dalla Francia, vostro paese nativo, da noi riceverete un titolo non inferiore: qui vi nominiamo conte di Richmond. Continuate pure a ricostruire il nostro albero genealogico: chi furono i successori diretti di Filippo il Bello?<br> '''Conte di Artois''': Tre suoi figli che, uno dopo l'altro, sedettero sul trono regale del padre. Tutti e tre, però, morirono senza lasciare eredi. ===Citazioni=== *Morire è altrettanto comune quanto vivere. ('''Audley''', scena XII) *Ditegli che la corona da lui usurpata appartiene a noi; ditegli che su quella terra che calpesta dovrebbe, invece, inginocchiarsi. ('''Re Edoardo''', scena I) *Qui volava una testa mozzata dal tronco; là braccia e gambe mutilate erano scagliate in aria, come quando un vortice cattura la polvere estiva e la disperde nell'aria. ('''Marinaio''', scena IV) ==''La bisbetica domata''== ===[[Incipit]]=== ====Francesco Franconeri==== ''In una pianura, davanti a un'osteria.<br>Si apre una porta ed entra Sly, barcollando, inseguito dall'ostessa.''<br> '''Sly''': Vi concerò io come si deve, vedrete!<br> '''Ostessa''': Un paio di bastonate! Malandrino!<br> '''Sly''': Siete voi una baldracca, ché gli Sly malandrini non lo sono... Date un'occhiata alle cronache: siamo venuti con Riccardo il Conquistatore, noialtri... E perciò ''paucas pallabris'', che il mondo vada come vuole: e piantiamola!<br> {{NDR|William Shakespeare, ''La bisbetica domata'', traduzione di Francesco Franconeri, Newton Compton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Davanti a un'osteria, nei dintorni di Padova.<br>Entra, barcollando ubriaco, LENZA, e dietro l'OSTESSA''<br> '''Lenza''' – Vi metto a posto, io, parola mia!<br> '''Ostessa''' – Un paio di manette è quello che ci vuole a te, straccione!<br> '''Lenza''' – A me straccione? Sei tu una baldracca! Straccioni i Lenza?... Stùdiati la storia: siamo venuti qui con re Riccardo, sì, Riccardo il Conquistatore, ohé!<ref>Lenza esorta l'ostessa alla storia, ma la sua è storia inventata: fra i re inglesi non c'è alcun Riccardo col titolo di "Conquistatore". Fu così chiamato Guglielmo I (1027-1087).</ref> Perciò ''paucas palabras'',<ref>Strafalcione spagnolo-latino per "poche chiacchiere".</ref> lascia che il mondo giri e non seccarmi.<ref>"''Sessa''": esclamazione di conio shakespeariano e ricorrente solo qui, di significato incerto. Forse: "Basta, non m'infastidire più".</ref><br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La bisbetica addomesticata]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Per il grande desiderio che avevo di vedere | la bella [[Padova]], culla delle arti sono arrivato... | ed a Padova sono venuto, come chi lascia | uno stagno per tuffarsi nel mare, ed | a sazietà cerca di placare la sua sete. :''For the great desire I had to see | fair Padua, nursery of arts, I am arrived... | and am to Padua come, as he that leaves | a shallow plash to plunge in the deep, and | with satiety seeks to quench his thirst.'' ('''Lucenzio''', atto 1, Scena 1) *C'è poco da scegliere frammezzo alle mele marce. ('''Hortensio''': atto I, scena I, 1963) *Non ho forse al mio tempo sentito ruggire i leoni? ('''Petruccio''', atto I, scena I) *Ecco, questa sì che è una brava ragazza! Vieni qui e baciami, Kate. ('''Petruccio''', atto V, scena II) *Ora so come si fa a domare una bisbetica. ('''Lenza''', scena XIII, in Appendice) ==''La commedia degli errori''== ===[[Incipit]]=== ====Eugenio Montale==== ''La scena è in Efeso. Una sala nel palazzo del Duca.<br>Entrano il Duca, Egeone, il carceriere, ufficiali e persone del seguito.''<br> '''Egeone''': Continua pure, Solino, a trarmi in rovina e dannandomi a morte metti fine ai miei mali e a tutto per me.<br> '''Duca''': Non più difese, mercante di Siracusa; non son propenso a infrangere le nostre leggi. L'inimicizia e la discordia di recente provocate dall'astiosa offesa del vostro duca ad alcuni mercanti, nostri onesti concittadini, che mancando di denaro per riscattar le loro vite hanno suggellato col sangue i suoi spietati editti, esclude ogni compassione dai nostri minacciosi sguardi. Talché dopo queste mortali lotte intestine fra i tuoi sediziosi compatriotti [''sic''] e noi, è stato stabilito in solenni assemblee di impedire ogni traffico fra le nostre ostili città; e v'è di più: se un nato in Efeso sarà veduto nei mercati e nelle fiere di Siracusa o se un siracusano approdi alla baia di Efeso, egli deve morire e i suoi beni saranno confiscati a vantaggio del duca, a meno che mille marchi non siano pagati a titolo di penalità per riscattarlo. Il tuo avere, calcolato al massimo, non assomma a cento marchi, e però la legge ti condanna a morire.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''La commedia degli errori'', traduzione di Eugenio Montale, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Il palazzo reale di Efeso.<br>Entrano il DUCA SOLINO, EGEONE, il CARCERIERE, UFFICIALI DI GIUSTIZIA e gente del seguito''<br> '''Egeone''' – Procedi pure, Duca, se lo vuoi, a procurarmi l'ultima rovina, e poni, con la mia condanna morte, fine alle mie disgrazie e a tutto il resto.<br> '''Duca''' – Mercante di Siracusa, è inutile che seguiti a perorar per te: non io infrangerò le nostre leggi. L'inimicizia e la discordia insorte ultimamente dall'astioso oltraggio fatto dal vostro Duca a dei mercanti, nostri probi ed onesti cittadini che, privi del denaro pel riscatto, han suggellato con il loro sangue il rigore dei suoi ordinamenti, escludono ogni moto di pietà per te dai nostri minacciosi sguardi. E ciò perché, dopo il verificarsi di mortali intestini tafferugli tra i sediziosi tuoi compatrioti e noi, è stato sia da voi Siracusani, che da noi stessi, in solenni assemblee, deciso di vietare ogni commercio tra le nemiche nostre due città. Anzi, di più: è stato stabilito, che se un nativo d'Efeso sia visto circolare a Siracusa in mercati ed in fiere, o se un Siracusano faccia approdo ad Efeso... sia condannato a morte, e le sue merci siano confiscate a vantaggio del Duca, salvo ch'egli non paghi una penale di mille marchi<ref>Il riferimento al tipo di moneta, chiaramente anacronistico, è immaginario com'è immaginaria la Efeso del dramma; più sotto si parlerà indifferentemente di "ducati" e di "fiorini".</ref> per il suo riscatto. La tua sostanza, valutata al massimo, non può ammontare a più di cento marchi. Perciò per legge tu devi morire.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La commedia degli equivoci]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *In questo mondo io sono una goccia d'acqua che (ignara, avida) nell'oceano cerca l'altra goccia, e cadendovi per ritrovare la gemella, si disperde. ('''Antifolo di Siracusa''', atto I, scena II). *Quale errore svia l'occhio e l'orecchio mio? ('''Antifolo di Siracusa''', atto II, scena II). *I clamori avvelenati di una donna gelosa sono più micidiali dei denti di un cane idrofobo. ('''Madre Badessa''', atto V, scena I, in "Opere complete", traduzione di Gabriele Baldini, Rizzoli, 1963) ==''La dodicesima notte''== ===[[Incipit]]=== ====Goffredo Raponi==== ''Sala nel palazzo del duca Orsino<br>Entra ORSINO, CURIO e altri nobili. Son già presenti in sala dei musici, che al loro ingresso intonano una melodia''.<br> '''Orsino''' – Oh, la musica, sì! S'è vero ch'essa è cibo dell'amore, somministratemene ancora tanto, che la mia fame alfine d'esso sazia, possa ammalarsene, fino morire! Di nuovo quella melodia! Ancora! Aveva una sì languida cadenza, che mi sentivo come carezzare l'orecchio da un soave venticello<ref>«[...] ''like the sweet sound | that breaths upon a bank of violets'' [...].» «''Sound''» è qui "il suono del vento".</ref> che alitando su un prato di violette ne rubi e ne diffonda la fragranza... Ma basta, ora cessate... Non m'è più così dolce come prima. (''Cessa la musica'') Oh, spirito d'amore, come sei fresco tu, e vivificante, tu che, se nella tua capacità puoi ricevere tutto, come il mare, non ti lasci da nulla penetrare, qual che ne sia l'altezza e la sostanza, senza svilirlo di senso e valore in men che non si creda! Perché l'amore è sempre così pieno d'estrose fantasie da esser alta fantasia da solo.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La dodicesima notte]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ==== Nicoletta Rosati Bizzotto ==== ''Una sala nel palazzo del Duca.<br>Musica. Entrano Orsino, Duca di Illiria, Curio e altri.''<br> '''Duca''': Se la musica è cibo dell'amore suonatene in eccesso, così che, ormai sazia, la mia fame si plachi e muoia. Quel motivo ancora, dalla cadenza che si spegne al fondo; mi giunse all'orecchio simile a un dolce stormire che respira su un cespuglio di [[viola (botanica)|viole]] la cui fragranza esso carpisce ed effonde. Basta, basta così; più non è dolce come prima lo era. O spirito d'amore, così pungente tu sei, e vorace, che se pur'anche tutto accogliere potresti, come il mare, ad ogni slancio, ad ogni audacia sbarri la strada e lo svilisci, e in un solo momento lo distruggi. Tante sono le forme che l'amore crea, che l'amore stesso è fantasia.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''La dodicesima notte'', traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto, Newton, 1990}} ===Citazioni=== *''Nascondi ciò che sono | E aiutami a trovare la [[maschera]] più adatta | Alle mie intenzioni.''<ref name=v>Citato in ''[[V per Vendetta]]''.</ref> ('''Viola''': atto I, scena II; traduzione e cura di Agostino Lombardo, Feltrinelli, 2004) *Molte buone impiccagioni impediscono un cattivo matrimonio. ('''Feste''', atto I, scena V) *Addio, bella crudeltà. ('''Viola''', atto I, scena V) *E allora baciami venti volte, mia dolcezza: gioventù è una stoffa che non dura. ('''Feste''', atto II, scena III) *Sedeva come la Pazienza su una tomba, sorridendo al dolore. ('''Viola''', atto II, scena IV) *La [[follia]], mio signore, come il sole se ne va passeggiando per il mondo, e non c'è luogo dove non risplenda. ('''Feste''': atto III, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *'''Malvolio''': ''Non ti dia soggezione la grandezza'', c'era scritto così, né più né meno...<br>'''Maria''': Che cosa intendi, Malvolio, con questo?<br>'''Malvolio''': ''Taluni nascono grandi...''<br>'''Olivia''': E con questo?<br>'''Malvolio''': ''... altri ci arrivano a grado a grado, ed altri ci si trovano costretti...'' (Atto III, scena IV) *Un viso, una voce, un abito e due persone! Una macchina d'illusione creata dalla natura, che è e non è. ('''Orsino''', atto V, scena I) ==''La Tempesta''== ===[[Incipit]]=== ====Diego Angeli==== ''A bordo di una nave, sul mare. Una bufera con tuoni e fulmini.<br>Entrano il PADRONE della nave e il QUARTIERMASTRO''.<br> '''Il padrone.''' Mastro...<br> '''Il Quartiermastro.''' Eccomi, Padrone: che c'è?<br> '''Il padrone.''' Bene. Parla ai marinari e manovrate alla spiccia: altrimenti andiamo tutti a fondo. Presto! presto!<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La Tempesta]'', traduzione di Diego Angeli, Milano, F.lli Treves, 1911}} ====Eduardo De Filippo==== '''Capitano''' — Nostromo!<br> '''Nostromo''' — A lli cummanne vuoste, Capitanio! Mal'aria e bà!<br> '''Capitano''' — Tiempo 'a perdere non ce n'è. Sotto è una massa de scuoglie. Come s'è miso lu mare, o ncagliate rumanimmo o da nu mumento all'auto se spacca la rota de poppa.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''La tempesta'', traduzione di [[Eduardo De Filippo]], citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ====Francesco Franconeri==== ''In mare, su una nave. Rumore di tuoni; fulmini.<br>Entrano il Capitano e il Nostromo.''<br> '''Capitano''': Nostromo!<br> '''Nostromo''': Son qui, capitano. Che c'è?<br> '''Capitano''': Ah, bene. Da' gli ordini ai marinai: e fa' svelto, ché altrimenti andiamo ad incagliarci: svelto, svelto!<br> {{NDR|William Shakespeare, ''La tempesta'', traduzione di Francesco Franconeri, Newton, 1990}} ====Michele Leoni==== ''Nave in mare procelloso<br>Il Capitano e il Contromastro, amendue su la tolda''<br> '''Il Capitano''' Contromastro!<br> '''Il Contromastro''' Signor! Qual via ne resta?<br> '''Il Capitano''' Qual? raddoppiar lo zelo e la fatica; O il legno più non si contien dagli urti. A'marinaj ragionar vuolsi aperto.<ref>Il Capitano esce; e si veggono accorrere su la tolda parecchi marinaj.</ref><br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La Tempesta]'', traduzione di Michele Leoni, Pisa, presso Niccolo Capurro, 1815}} ====Andrea Maffei==== Una nave in mare. Fragor di tempesta con lampi e tuoni.<br> CAPITANO ''e il'' NOSTROMO <poem>'''Capitano.''' Nostromo! '''Nostromo.''' Eccomi qui. Che ve ne pare, Capitan? '''Capitano.''' Bene. I marinai rincora; Sollecita, ti sbraccia, o nelle secche Colla nave daremo. Animo, via, Moviti!</poem> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII288a.pdf La tempesta]'', traduzione di Andrea Maffei, Successori Le Monnier, Firenze, 1869}} ====Goffredo Raponi==== ''A bordo di un vascello in mare. Tempesta, tuoni e fulmini<br>Entrano il CAPITANO e il CAPO NOCCHIERO''<br> '''Capitano''' – Capo nocchiero!<br> '''Capo Nocchiero''' – Son qui, capitano. Che c'è?<br> '''Capitano''' – Coraggio, dà voce alla ciurma: che si diano daffare, forza, forza! O qui coliamo a picco<ref>"''Or we run ourselves aground''": "''to run aground''" non è – come vedo tradotto altrove – "arenarsi", "andare in secco", o addirittura "andare di traverso", ma semplicemente "andare a fondo" ("''to the bottom of the sea''"). I personaggi a bordo di questa nave, in mezzo alla tempesta in alto mare, non temono di andare in secca – che sarebbe, in certo modo, la salvezza – ma di perire annegati.</ref>... Avanti! Presto!<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La Tempesta]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *La mia {{NDR|biblioteca}} era per me un ducato grande abbastanza. ('''Prospero''': atto I, scena II) *A cinque tese sott'acqua tuo padre giace. Già corallo son le sue ossa ed i suoi occhi perle. Tutto ciò che di lui deve perire subisce una metamorfosi marina in qualche cosa di ricco e di strano. ('''Ariel''', atto I, scena II) *La sventura ti può dare le compagnie di letto più impensate! ('''Trinculo''': atto II, scena II) :La disgrazia ci fa conoscere strani compagni di letto. *L'uomo morendo salda tutti i debiti. ('''Stefano''': atto III, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Padrone, non dovete aver paura. | L'isola è piena di questi sussurri, | di dolci suoni, rumori, armonie, | che non fanno alcun male, anzi dilettano.<ref>Citato in lingua originale nel film ''[[La dolce vita]]'' (1960).</ref> ('''Calibano''': atto III, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *I giochi di magia son terminati. Come t'avevo detto, quegli attori erano solo spiriti dell'aria. ('''Prospero''', atto IV, scena I) *Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i [[sogni]]; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita. ('''Prospero''': atto IV, scena I) ===Citazioni sull'opera=== *È più facile avere una mentalità difensiva, «da bunker», stando nell'occhio del ciclone piuttosto che ritirandosi su un'isola, da cui si può ritornare dicendo, come Miranda nella «Tempesta», «o magnifico nuovo mondo che contiene simili abitanti». ([[Richard Newbury]]) ==''Le allegre comari di Windsor''== ===[[Incipit]]=== ====Emilio Cecchi e Suso Cecchi d'Amico==== ''A Windsor. Una strada davanti alla casa di Page. Alberi e una panchina.<br>Si avvicinano il giudice Shallow, Slender e il reverendo Ugo Evans, parlando vivacemente.''<br> '''Shallow''' (''con calore''): E inutile, reverendo. Non cercate di persuadermi. Ne farò un caso da Camera Stellata. Non uno, ma venti Giovanni Falstaff, non riuscirebbero a raggirare il cavaliere Roberto Shallow.<br> '''Slender''' (''approvando''): Roberto Shallow, giudice di pace della contea di Gloucester, uno dei ''quorum''.<br> '''Shallow''': Già, nipote Slender, e ''Custalorum''.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Le allegre comari di Windsor'', traduzione di Emilio Cecchi e Suso Cecchi d'Amico, Newton, 1990}} ====Nadia Fusini==== ''Entrano il giudice Shallow, Slender e sir Hugh Evans''<br> '''Shallow''': Sir Hugh, non mi convincete: porterò il caso alla Corte Suprema. Neanche venti sir John Falstaff fregheranno Robert Shallow, Esquire.<br> '''Slender''': E giudice di pace nella contea di Gloucester e Coram.<br> '''Shallow''': Sì, nipote Slender, e Custalorum.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Le allegre madame di Windsor'', traduzione di Nadia Fusini, Feltrinelli, 2019}} ====Goffredo Raponi==== ''Windsor, davanti alla casa di Giorgio Page.<br>Entrano il giudice ZUCCA, mastro STANGHETTA e Don Ugo EVANS''<br> '''Zucca''' – No, don Ugo, non mi convincerete; porterò la questione all'Alta Corte.<ref>""'' will make a Star Chamber of it''": "Farò di ciò una questione da Camera Stellata". Si chiamava "Camera Stellata" ("''Star Chamber''") la sala del palazzo reale di Westminster dove sedeva il Consiglio della Corona in funzione di tribunale penale, che da quella camera prendeva il nome.</ref> Foss'egli pure venti sir John Falstaff, non tratterà così Roberto Zucca, scudiero...<ref>"''Robert Shallow, esquire''": "''esquire''" era il titolo onorifico che precedeva, nella gerarchia araldica, quello di "''knight''", "cavaliere"; esso spettava di diritto ad alcuni funzionari di nomina regia tra cui i giudici di pace.</ref><br> '''Stanghetta''' – ... e giudice di pace e ''coram''<ref>Questo "''coram''" come il successivo "''rotulorum''" sono corruzioni e contrazioni maccheroniche del linguaggio curialesco: "''coram''" è corruzione del "''quorum''" della formula "''quorum unum vos esse volumus''", "dei quali noi vogliamo che voi siate uno" con la quale il sovrano nominava i suoi dignitari; "''costalorum''" è corruzione di "''custos rotulorum''", "custode dei rotuli", come si chiamavano i preposti alla giustizia ("''rotula''" erano, nel tardo latino, i cartigli contenenti i testi delle leggi); "''rotulorum''" è ripetizione pappagallesca della stessa parola.</ref> nella contea del Gloucester.<ref>Si legga "Glo-ster" per la metrica.</ref><br> '''Zucca''' – Già, nipote Stanghetta, e ''costalorum''.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Le gaie mogli di Windsor]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *... qui ci sarà uno stupro della pazienza d'Iddio e dell'inglese del re! ('''Signora Quickly''', atto I, scena IV) *E allora il mondo è un'ostrica, e io l'apro con la spada. ('''Pistola''', atto II, scena II) *Gli [[articolo (linguistica)|articoli]] sono governati dal [[pronome]] e vanno declinati. ''Singulariter nominativo: "hic, haec, hoc"''. ('''William''', atto IV, scena I) *Le mogli possono essere allegre, e pure oneste. ('''Meg''', atto IV, scena II) ==''Lucrezia violata''== ===[[Incipit]]=== <poem>Dall'assediata Ardea in grande fretta, d'illecito desio sull'ali infide, Tarquinio lascia il campo dei Romani ed a Collazio porta un fuoco buio, brace nascosta che vuol divampare ed abbracciare il corpo di Lucrezia, di Collatino sposa bella e casta.</poem> ===Citazioni=== *La [[bellezza]] da sola persuade | Gli occhi degli uomini senza aver bisogno d'avvocati. (I) :Bellezza di per sé sa persuadere | gli occhi dell'uomo senza un oratore. *Se ottengo ciò che cerco vinco un gaudio | più breve di una schiuma, un soffio, un sogno. | Per gioia d'un istante pianger giorni? *E in maggior pena lascia la sua spoglia: | col peso, lei, della di lui lussuria, | lui col fardello della propria colpa. (II, 734-735) ==''Macbeth''== ===[[Incipit]]=== ====Giulio Carcano==== Un luogo aperto.<br> (''Tuoni e lampi''.)<br> ''Entrano le'' TRE STREGHE.<br> <poem>'''1<sup>a</sup> Strega.''' Fra la piova, fra i lampi, fra il tuon, Quando ancor rivedremci noi tre? '''2<sup>a</sup> Strega.''' Quando cessi dell'armi il frastuon, Quando appaja chi vinse o perdé. '''3<sup>a</sup> Strega.''' Dunque, innanzi al tramonto. '''1<sup>a</sup> Strega.''' In qual loco? '''2<sup>a</sup> Strega.''' Sulla landa. — '''3<sup>a</sup> Strega.''' E Macbetto verrà. '''1<sup>a</sup> Strega.''' Son con te, Grimalchino.<ref>"Grimalkin," ''gatto vecchio'', e "Paddok," ''botta'', sono nomi di quella prediletta famiglia delle streghe, gatti, rospi e folletti, la quale accompagna sempre gl'incantesimi e le ronde notturne: mi torna bene il conservare le strane denominazioni del testo, perché rispondono all'aspro gergo delle tre femmine barbute e al cupo effetto della scena.</ref> '''Tutte e Tre.''' Paddóco Ne domanda. — Vediamo, siam qua. Orrendo è il bello: bello è l'orror! Via, tra l'immonda nebbia e il vapor!</poem> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII352a.pdf Macbetto]'', traduzione di Giulio Carcano, in "Teatro scelto di Shakespeare", Felice Le Monnier, Firenze, 1858}} ====Ugo Dèttore==== ''Un luogo aperto. Tuoni e lampi.<br>Entrano tre streghe.''<br> '''I strega''': Quando incontrarci potrem, sorelle | Noi tre, fra tuoni, lampi e procelle?<br> '''II strega''': Quando sia spenta la furia avversa, | Quando la pugna sia vinta e persa.<br> '''III strega''': Prima che il sole sia all'orizzonte.<br> '''I strega''': Dove?<br> '''II strega''': Sul piano.<br> '''III strega''': Via! Tutte e tre | Incontro a Macbeth.<br> '''I strega''': Vengo con te, | Graymalkin.<br> '''II strega''': Paddock chiama.<br> '''III strega''': Siam pronte!<br> '''Tutte e tre''': Il bello è brutto e il brutto è bello: | Fra nebbie e fumo corri a rovello.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Macbeth'', traduzione di Ugo Dèttore, Newton, 1990}} ====Andrea Maffei==== Una landa.<br> ''Tuoni e lampi''.<br> Tre STREGHE.<br> <poem>'''Prima strega.''' Quando verremo noi tre di nuovo Ad un ritrovo? Nel tuon? nel lampo? O nella pioggia? '''Seconda strega.''' Quando si taccia L'urlo del campo; Quando ne faccia Noto il conflitto Chi sia vincente, chi sia sconfitto. '''Terza strega.''' Pria della sera Dunque. '''Prima strega.''' La posta? '''Seconda strega.''' Quella pianura. '''Terza strega.''' Vi dee Macbetto condur la schiera. '''Seconda strega.''' Noi gli diremo la sua ventura. '''Prima strega.''' Ma la maestra garrirne potria Se noi co' detti d'un falso destino Tronchiamo al prode la nobile via Per invaghirlo del torto cammino. '''Terza strega.''' Potrà seguirlo, potrà lasciarlo, Chè forza alcuna non gliel disdice; Ma detestarlo Colui deggiamo, perché felice. '''Seconda strega.''' Se a frenar gli appetiti non vale, Provi l'uomo la possa infernale. '''Terza strega.''' Noi gittiamo il mal seme nel core; Ma dell'opra l'uom sempre è signore. '''Seconda strega.''' L'uomo è di proba, gentil natura, Né merta, io penso, prova sì dura. '''Seconda e Terza strega.''' Tutti i demonj lieti non sono Se cade il giusto, se inciampa il buono? (''Tuoni e lampi''.) '''Prima strega.''' Gli spirti intendo. '''Seconda strega.''' Grida il Maestro! '''Tutte e tre le streghe.''' Padòc ne appella! Vegnam! vegnamo! Sole e procella L'un l'altro a muta. Bello è l'Orrendo, Orrendo il Bello. La nostra via Siano i vapori, la nebbia sia.</poem> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII292.pdf Macbeth]'', traduzione di Andrea Maffei, Felice Le Monnier, Firenze, 1863}} ====Goffredo Raponi==== ''Luogo aperto. Tuoni e lampi.<br>Entrano tre STREGHE''.<br> '''1ª strega''' -Quando noi tre ci rivedremo ancora? | Con tuono, lampo o pioggia? Quando, allora?<br> '''2ª strega''' -Quando sarà finito il parapiglia, | e sarà vinta o persa la battaglia.<br> '''3ª strega''' -Sarà al calar del sole, questa sera.<br> '''1ª strega''' -E il luogo?<br> '''2ª strega''' – Alla brughiera.<br> '''3ª strega''' -Laggiù dobbiamo andare | Macbeth ad incontrare.<br> '''1ª strega''' -Vengo, Gattaccio.<ref>"''I come Grimalkin''": è come se la 1ª strega senta una voce che la chiama. "''Graymalkin''" o "''Grimalkin''" era il nomignolo che si dava, in senso spregiativo, al gatto, più spesso ad una gatta vecchia ("''malkin''" è la femmina del diavolo, la versiera), donde l'uso dello stesso appellativo ad indicare in generale una vecchia petulante.</ref><br> '''2ª strega''' – Ci chiama Ranocchio.<ref>"''Paddock calls''": "''Paddock''", "Ranocchio" è il nome di uno degli esseri infernali della favolistica medioevale.</ref><br> '''3ª strega''' -Veniamo subito, in un batter d'occhio!<br> '''Tutte e tre''' – "Per noi il bello è brutto, il brutto è bello" | fra la nebbia planiamo e l'aer fello.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Macbeth]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Il bello è brutto, il brutto è bello. ('''Le streghe''': atto I, scena I) :''Fair is foul, and foul is fair.'' *''Lo spietato Macdonwald | (che sembra fatto per esser ribelle | perché son tante le scelleratezze | che natura gli fa sciamare addosso) | aveva ricevuto dei rinforzi | di kerni e galloglassi provenienti | dall'isole a occidente, | e talmente arrideva la Fortuna | alla dannata sua contestazione, | che sembrava la ganza d'un ribelle. | Ma non gli è valso nulla; ché Macbeth, | il prode – e di tal titolo è ben degno – | a spregio della sorte, spada in pugno, | di cruenti massacri ancor fumante, | quasi fosse il pupillo della Gloria, | s'apre un varco nel mezzo della mischia | fino a trovarsi quel ribaldo a fronte; | né gli porse saluto né congedo | finché non l'ebbe tutto dilaccato | dall'ombelico in giù fino alle chiappe, | infiggendone poi la testa mozza | sui nostri spalti, alla vista di tutti.''<ref name=v/> ('''Ufficiale''': atto I, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Una bella giornata così brutta non l'avevo mai vista. ('''Macbeth''': atto I, scena III) :''So foul and fair a day I haven't seen.'' *L'orrore del reale | è nulla contro l'idea dell'orrore. | I miei pensieri, solo virtuali omicidi, | scuotono la mia natura di uomo; | funzione e immaginazione si mescolano; | e nulla è, se non ciò che non è. :''Present fears | Are less than horrible imaginings. | My thought, whose murder yet is but fantastical, | Shakes so my single state of man | that function is smother'd in surmise, | and nothing is but what is not.'' ('''Macbeth''': atto I, scena III) *Avvenga che può, anche nel dì più burrascoso le ore e il tempo trascorrono.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/124|p. 92]].</ref> :''Come what come may, | Time and the hour runs through the roughest day.'' ('''Macbeth''': atto I, scena III) *Prendi l'aspetto del [[fiore]] innocente, ma sii il [[serpente]] sotto di esso. ('''Lady Macbeth''': atto I, scena V) :''Look like the innocent flower but be the serpent under it.'' *Se fosse fatto, una volta fatto, sarebbe bene che fosse fatto presto. ('''Macbeth''', atto I, scena VII) *È un pugnale questo che vedo davanti a me, con l'impugnatura rivolta alla mia mano? Su, lasciati afferrare. ('''Macbeth''', atto II, scena II) *S'è brindato, signore, in verità, | sino al secondo cantare del gallo; | ed il [[Bevanda alcolica|bere]] si sa, causa tre cose. | [...] naso rosso, | gran voglia di dormire e pisciarella. | La lussuria la provoca e la sprovoca; | perché ne provoca, bensì, la voglia, | ma ne impedisce poi l'esecuzione. | Si può dire perciò che il troppo vino | si diverta a imbrogliarla, la lussuria; | la fa e disfà, la tira su e l'abbatte, | l'eccita e la diseccita; la drizza, | e poi non sa più mantenerla su. | In conclusione a forza di imbrogliarla, | e, dopo averla bene sbugiardata, | la pianta in asso. ('''Portiere''': atto II, scena III; traduzione di Goffredo Raponi) *Il più vicino per [[sangue]], il più pronto a spargere sangue. ('''Donalbano''': atto II, scena III) *Nulla si è ottenuto, tutto è sprecato, quando il nostro [[desiderio]] è appagato senza gioia. Meglio essere ciò che distruggiamo, che inseguire con la [[distruzione]] una dubbiosa gioia. ('''Lady Macbeth''': atto III, scena II) *''Cose senza rimedio | non devono impensierire: il fatto è fatto.'' (atto III, scena II; 2016) *Ciò che l'uomo [[osare|osa]], io oso.<ref name=v/> (atto III, scena IV) *Vorrà sangue, dicono: il sangue vuole sangue. ('''Macbeth''', atto III, scena IV) *Oh Cielo misericordioso: uomo, non calcarti il cappello sulle sopracciglia: dai parole al dolore; il dolore che non parla, sussurra al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi. ('''Malcolm''': atto IV, scena III) *Gli [[angeli]] sono sempre rilucenti anche se il più rilucente fra loro è caduto. ('''Malcolm''': atto IV, scena III; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) :Gli angeli ancora risplendono, anche se è caduto quello più splendente. *Scompari, macchia maledetta! Scompari, dico!...Uno, due. Ebbene, è venuto il momento di agire... l'inferno è buio... vergogna, mio signore, vergogna! Come? Sei un soldato e hai paura?... Che bisogno c'è di preoccuparsi se qualcuno lo venga a sapere, dal momento che nessuno può chiamarci a renderne conto? Eppure, chi avrebbe mai pensato che il vecchio avesse tanto sangue? ('''Lady Macbeth''': atto V, scena I) *Mi batterò, finché dalle mie ossa non si stacchi la carne a brandelli. A me l'armatura. ('''Macbeth''': atto V, scena III) *''Sarebbe dovuta morire prima o poi. | Ci sarebbe dovuto essere un tempo per (usare) questa parola | domani, domani, domani, | si insinua a piccoli passi giorno per giorno | fino all'ultima sillaba del tempo prescritto; | e tutti i nostri ieri hanno rischiarato a stupidi | la strada a una morte polverosa. Consumati, consumati, corta candela! | La [[vita]] è un'ombra che cammina, un povero attore | che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco | e poi non se ne sa più niente. È un racconto | narrato da un idiota, pieno di suoni e furore, | significante niente.'' ('''Macbeth''': atto V, scena V, vv. 17-27) :''She should have died hereafter. | There would have been a time for such a word– | Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow,<ref>È la terza frase del più famoso soliloquio della tragedia. In questa il protagonista reagisce con insensibilità alla morte della moglie.</ref> | Creeps in this petty pace from day to day | To the last syllable of recorded time; | And all our yesterdays have lighted fools | The way to dusty death. Out, out, brief candle! | Life's but a walking shadow, a poor player | That struts and frets his hour upon the stage | And then is heard no more. It is a tale | Told by an idiot, full of sound and fury, | Signifying nothing.'' *''E allora arrenditi, come un vigliacco, | e vivi sol per essere spettacolo | e ludibrio alla gente'' [...]. ('''Macduff''': atto V, scena VIII; traduzione di Goffredo Raponi) *''Venite spiriti che presiedete i pensieri di morte. | Cancellate il mio sesso. | Stivatemi di crudeltà dalla corona ai piedi. | Ispessite il mio sangue. | Sbarrate ogni accesso al rimorso, | che nessuna ipocrita istanza di umanità scuota il mio disegno mortale o ne' disturbi l'effetto.'' ===Citazioni sull'opera=== *Il male: ma se questo male fosse del tutto e apertamente male, turpe, ripugnante, la tragedia sarebbe finita prima che cominciata. Esso si chiamava, invece, per Macbeth, ''greatness'', la grandezza: la grandezza che le fatali sorelle gli hanno profetata, che il corso destinato degli eventi comincia pronto a largirgli, additandogli prossimo e certo tutto il resto, sol ch'egli non stia ad attendere inerte, ma si muova, stenda la mano e lo afferri. ([[Benedetto Croce]]) *Nel ''Macbeth'', il bene appare solo nella vendetta che il bene compie, nel rimorso, nella punizione. Nessuna figura ne impersona la presenza. ([[Benedetto Croce]]) ==''Misura per misura''== ===[[Incipit]]=== ====Mario Praz==== ''Vienna. Un appartamento nel palazzo del Duca.<br>Entrano il Duca, Escalo, consiglieri e seguito.''<br> '''Duca''': Escalo.<br> '''Escalo''': Mio signore?<br> '''Duca''': Esporvi la natura del governo, sembrerebbe da parte mia un'ostentazione di parole e di frasi, dal momento che sono in grado di sapere che la vostra scienza oltrepassa in ciò quanto la mia forza può giungere a consigliarvi; sicché altro non manca che questa alla vostra idoneità, come il vostro credito è confacente, e lasciarle collaborare. L'indole del nostro popolo, le istituzioni della nostra città e la procedura dei giudizi, voi ne siete così perito quant'altri mai che a nostra memoria fosse arricchito dall'arte e dalla pratica. Eccovi il nostro incarico, da cui non vorremmo che voi vi discostaste. Olà, fate venire dinanzi a noi Angelo. (''Esce uno del seguito.'') Come pensate che farà la parte nostra? Poiché dovete sapere che di tutto cuore l'abbiamo eletto a sostituirci in nostra assenza, gli abbiamo prestato il nostro terrore, l'abbiam rivestito dell'amor nostro, e conferito al suo ufficio di deputato tutti gli organi del nostro potere: che ve ne pare?<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Misura per misura'', traduzione di Mario Praz, Sansoni, 1939}} ====Goffredo Raponi==== ''Il palazzo del Duca<br>Entrano il DUCA, ESCALO, nobili e seguito''<br> '''Duca''' – Escalo!<br> '''Escalo''' – Mio signore?<br> '''Duca''' – Starvi ora a svelar le buone regole del governo, potrebbe anche sembrare, pretesa inutile, da parte mia, di sfoggiare discorsi ed argomenti, dal momento che so per esperienza come le tue conoscenze in materia vadan bene al di là d'ogni consiglio io mi possa sforzare d'impartirvi; perciò non mi rimane che far credito alla provata vostra competenza<ref>"''To your sufficiency''": "''sufficiency''" è qui sinonimo di "''adequacy''", "competenza"; ma il passaggio è ambiguo, tanto da far pensare a una lacuna tra "''sufficiency''" e il successivo "''let them work''", dove quel plurale "''them''" non si sa a chi riferire.</ref> – e i vostri meriti ve ne dan titolo – e farla oprare a pieno suo talento. Della natura della nostra gente, delle nostre civili istituzioni, delle nostre normali procedure nel dire e amministrare la giustizia, voi conoscete, in teoria e in pratica, quanto chiunque altro, a nostra mente, n'abbia tratto ricchezza di pensiero. Questo è il vostro mandato: dai cui termini, quali qui indicati, non vorremmo che aveste a discostarvi. (''Gli consegna il mandato'') Fate venire innanzi a noi Angelo. (''Esce uno del seguito'') Che immagine pensate di noi sarà capace di dare egli al popolo? Perché dovete sapere che è lui che di buon animo abbiam designato alle funzioni di nostro vicario per il tempo che resteremo assenti; a lui abbiamo deferito, all'uopo, ammantato di tutto il nostro affetto, il potere d'amministrar giustizia e di far eseguire normalmente le leggi dello Stato, trasferendo a codesta sua reggenza tutti i nostri poteri. Che ne dite?<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Misura per misura]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ====Caterina Ricciardi==== ''Entrano il duca, Escalo e altri nobili''<br> '''Duca''': Escalo.<br> '''Escalo''': Mio signore.<br> '''Duca''': Mi sembrerebbe di ostentare parole e discorsi se spiegassi le proprietà del governo, sapendo come la vostra dottrina in materia superi ogni consiglio frutto della mia autorevolezza. Non resta altro che questo a sostenervi: le capacità le avete, quindi applicatele. Conoscete la natura del nostro popolo, le istituzioni civiche e le norme della giustizia, meglio di qualsiasi altro esperto di pratica e teoria che noi ricordiamo.<br> :''Porge a Escalo dei documenti'' Ecco il mandato, dal quale non vorremmo che deviaste. (''A un nobile'') Chiamate, che Angelo sia convocato.<br> {{Centrato|''Esce uno del seguito''}} (''A Escalo'') Come, secondo voi, saprà rappresentarci? In quale figura? Sappiate che con animo speciale lo abbiamo scelto a supplire la nostra assenza, prestandogli il terrore, investendolo del nostro amore, conferendo alla delega tutti gli organi del potere. Cosa ne pensate?<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Misura per misura'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Caterina Ricciardi, Giunti, 2019}} ===Citazioni=== *Alcuni s'innalzano grazie al peccato, altri cadono a causa della virtù. ('''Escalo''', atto II, scena I) *La legge non era morta, si era solo assopita. ('''Angelo''', atto II, scena II) *Ah, è cosa eccellente possedere la [[forza]] d'un [[gigante]], ma usarla da gigante, è tirannia! ('''Isabella''': atto II, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Ma l'uomo, l'uomo orgoglioso, ammantato d'una breve autorità, sommamente ignorante di ciò di cui si crede più sicuro, nella sua essenza fragile, come uno scimmione collerico, compie tali trucchi fantastici, al cospetto dell'alto cielo, che gli angeli piangono. ('''Isabella''': atto II, scena II) :E l'uomo, invece, nella sua alterigia, sebben vestito d'un potere effimero, e tanto più ignorante della cosa di cui dev'essere tanto più certo, ossia la vitrea sua fragilità, si dà, al cospetto dell'eccelso cielo, a somiglianza di rabbiosa scimmia, in lazzi sì grotteschi e stravaganti, da far venire le lacrime agli angeli, che, se fosser provvisti della milza, si muterebbero tutti in mortali, per via che scoppierebbero dal ridere. ('''Isabella''': atto II, scena II, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Dolce sorella, lasciami vivere. ('''Claudio''', atto III, scena I) *La virtù è audace e l'onestà non ha mai paura. (atto III, scena I; 2016) *Mi chiedete di cercare la mia redenzione dalle mani del demonio. ('''Isabella''', atto V, scena I) *Perché la [[verità]] è la verità, sempre la stessa, fino all'infinito. ('''Isabella''': atto V, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) ==''Molto rumore per nulla''== ===[[Incipit]]=== ====Maura Del Serra==== ''Davanti alla casa di Leonato.<br>Entrano Leonato, governatore di Messina, Ero sua figlia e Beatrice sua nipote, con un messaggero.''<br> '''Leonato''': Questa lettera m'informa che Don Pedro d'Aragona arriva a Messina stasera.<br> '''Messaggero''': E poco lontano, l'ho lasciato a meno di tre leghe da qui.<br> '''Leonato''': Quanti gentiluomini avete perduto in questa azione?<br> '''Messaggero''': Di grado pochi, e di nome nessuno.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Molto rumore per nulla'', traduzione di Maura Del Serra, Newton, 1990}} ====Nadia Fusini==== {{Centrato|''(La casa di Leonato)''}}''Entrano Leonato, governatore di Messina, la figlia Ero e la nipote Beatrice con un messaggero''<br> '''Leonato''': Da questa lettera apprendo che Don Pedro d'Aragona sarà a Messina stasera.<br> '''Messaggero''': Dovrebbe essere già qui, era a meno di tre leghe di distanza, quando l'ho lasciato.<br> '''Leonato''': Quanti gentiluomini avete perduto in quest'azione?<br> '''Messaggero''': Pochi di valore, e nessuno di fama.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Molto rumore per nulla'', traduzione di Nadia Fusini, Feltrinelli, 2009}} ====Goffredo Raponi==== ''Messina, davanti alla casa di Leonato.<br>Entrano LEONATO, ERO e BEATRICE; viene loro incontro un MESSAGGERO che consegna un plico a Leonato''.<br> '''Leonato''' – (''Leggendo'') Questo messaggio annuncia che Don Pedro sarà a Messina questa sera stessa.<br> '''Messaggero''' – Non dovrebb'essere molto distante: era a tre leghe quando l'ho lasciato.<br> '''Leonato''' – Quali perdite d'uomini di rango avete sopportato, in quest'azione?<br> '''Messaggero''' – Poche in complesso, direi, e nessuna di uomini di massimo rilievo.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Tanto trambusto per nulla]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Ma una cosa è certa: tutte le donne mi amano, a parte voi. E vorrei proprio scoprire che in fondo non sono poi così duro di cuore, ma la verità è che non ne amo nessuna. ('''Benedick''', atto I, scena I) *Uomo con [[barba]] è più che uomo giovane, | e uomo senza barba è men che uomo: [...]. ('''Beatrice''': atto II, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *L'amicizia è leale in tutto tranne che negli affari e nelle questioni di cuore., i cuori innamorati è meglio che usino la propria lingua, è meglio che ogni occhio tratti per sé, non si fidi di nessuno. ('''Claudio''', atto II, scena I) *Il [[silenzio]] è l'araldo più perfetto | della felicità; e quella mia | sarebbe una felicità da nulla | se si potesse esprimere a parole. ('''Claudio''': atto II, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Eh, no, mia madre urlava, monsignore; | ma in cielo era una stella ballerina, | ed è sotto quel segno ch'io son nata. ('''Beatrice''': atto II, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Io disporrò le cose in modo che appaia non Ero, ma l'apparente verità dell'infedeltà sua e la gelosia si farà certezza. ('''Borraccio''', atto II, scena II) *Eh, sì, tutti son buoni a farsi forti | al dolore degli altri, | eccetto chi lo deve sopportare. ('''Benedetto''': atto III, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Basta con le apparenze, io denunzio le apparenze. ('''Claudio''', atto IV, scena I) *Ma tu eri mia, e come mia t'ho amata, | come mia t'ho lodata; era ben mia | quella cosa di cui andavo fiero; | e mia sì fortemente la sentivo, | da non appartenere più a me stesso | con altrettanta forza, tanto in alto | è stata sempre lei nella mia stima. ('''Leonato''': atto IV, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Ma la virilità s'è squagliata tutta in inchini, il coraggio in complimenti, e gli uomini ora sono tutti lingua, e che lingue vezzose! ('''Beatrice''', atto IV, scena I) *[...] giacché nessun [[filosofo]] | seppe mai sopportare stoicamente | nemmeno il più banale mal di denti, | anche se tutti ne han potuto scrivere | in uno stile degno degli dèi | ed abbiano guardato con sussiego | ai casi ed ai malanni della vita. ('''Leonato''': atto V, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Che cos'è quella faccia da [[febbraio]], | gelida, nuvolosa, tempestosa? ('''Don Pedro''': atto V, scena IV; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Quando ero in vita ero l'altra tua sposa; e, quando mi amavi, eri l'altro mio sposo. ('''Ero''', atto V, scena IV) *Una Ero è morta disonorata, ma io vivo. E, com'è vero che vivo, sono vergine. ('''Ero''', atto V, scena IV) ==''Otello''== ===[[Incipit]]=== ====Emilio Cecchi e Suso Cecchi d'Amico==== ''Una strada di Venezia.<br>Entrano Roderigo e Iago.''<br> '''Roderigo''': Non dirmi altro! Proprio tu, Iago, che ti sei servito del mio denaro come di roba tua, eri al corrente di tutto e me l'hai taciuto.<br> '''Iago''': Sangue di Dio. Non volete ascoltarmi. Se mi sono mai sognato una cosa simile, avreste ragione di detestarmi.<br> '''Roderigo''': Mi avevi anche detto che l'odiavi.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Otello, il Moro di Venezia'', traduzione di Emilio Cecchi e Suso Cecchi d'Amico, Newton, 1990}} ====Michele Leoni==== ''JAGO, RODRIGO.''<br> <poem>'''Rodrigo.''' Cessa: ti affanni invan. Chiaro è l'inganno: Più asconderlo non puoi. — Tu dunque, o Jago, Conscio di tutto... '''Jago.''' No: se mai di questo Il più leggier sospetto ebb'io, mi abborri. '''Rodrigo.''' D'aver già da gran tempo Otello in ira Mi dichiaravi pur.</poem> {{NDR|G. Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPCI58.pdf Otello o Il moro di Venezia]'', traduzione di Michele Leoni, Tipografia Chirio e Mina, Torino, 1823}} ====Andrea Maffei==== Una via di Venezia.<br> RODRIGO, JAGO.<br> <poem>'''Rodrigo.''' Non cantarmene più: m'offende, Jago, Che di ciò consapevole tu fossi, Tu che suoli allentar le cordicelle Della mia borsa a senno tuo. '''Jago.''' Ma retta Darmi non vuoi... Se pure io v'ho sognato, Possa tu detestarmi! '''Rodrigo.''' E poi dicevi Ch'egli t'era odïoso!</poem> {{NDR|Guglielmo Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII288.pdf Otello]'', traduzione di Andrea Maffei, Successori Le Monnier, Firenze, 1869}} ====Goffredo Raponi==== ''Venezia, una strada. Notte.<br>Entrano JAGO e RODERIGO''<br> '''Roderigo''' – Non dirmelo. L'ho assai per male, Jago, che tu, ch'hai sempre avuto la mia borsa a tua disposizione, come tua,<ref>Roderigo rimprovera a Jago di non averlo informato del fatto che Desdemona, di cui è innamorato, nel momento in cui parlano si trova a segreto colloquio con Otello. Jago conosce il luogo dell'appuntamento. È già lo sbozzo, fin dalle prime battute, dei due personaggi: Roderigo, il giovane benestante, grullo e credulone; Jago, lo scaltro maligno suo parassita, cosa di cui si vanterà lui stesso alla fine dell'atto: "Così io faccio di questo fantoccio / ancora e sempre la mia cassaforte".</ref> sapevi questo, e me l'hai sottaciuto.<br> '''Jago''' – Sangue di Cristo,<ref>"''S' blood!''": esclamativo per contrazione di "''By God's Blood''", "Per il sangue di Dio!" (v. anche "''Amleto''", II, 2, 355).</ref> ascoltami, ti prego, Roderigo: se avessi sol sognato che avesse mai a succedere tanto, avresti pur ragione di schifarmi.<br> '''Roderigo''' – M'hai detto sempre che l'avevi in odio.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Otello]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *E crepi la tua idea di volerti annegare! È davvero fuori luogo! Se mai, fatti impiccare per aver avuto il tuo piacere; altro che annegarti per non averlo goduto! ('''Iago''' a Roderigo: atto I, scena III) *Il Moro è franco e leale e giudica onesti tutti gli uomini, anche quelli che solo all'apparenza sono tali. ('''Iago''': atto I, scena III) *Quando non c'è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso. ('''Il Doge di Venezia''': atto I, scena III)<ref>L'ultimo periodo è citato nel testo della canzone ''Che cosa sono le nuvole'' di [[Pier Paolo Pasolini]] e [[Domenico Modugno]]</ref> *Gli uomini dovrebbero essere quello che sembrano. ('''Otello''': atto I, scena III) *Ho trovato. L'idea è generata. L'inferno e la notte porteranno questo mostruoso parto alla luce del mondo. ('''Iago''': atto I, scena III) *Oh, ho perduto la mia reputazione! Ho perduto la parte immortale di me stesso, e ciò che resta è bestiale! ('''Cassio''', atto II, scena III) *Oh, [[riguardi|guardatevi]] dalla [[gelosia]], mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. [[beatitudini dalle opere teatrali|Beato]] vive quel [[mettere le corna|cornuto]] il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore! ('''Iago''' ad Otello: atto III, scena III, traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici). *Quest'uomo è di rara onestà, e legge con sapienza in tutti i movimenti dell'anima umana... ('''Otello''', atto III, scena III) *Lei però deve morire, affinché non tradisca altri uomini. ('''Otello''', atto V, scena II) *'''Emilia''': Oh, ma chi ha potuto farvi questo? <br/>'''Desdemona''': Nessuno... Io... da sola... Emilia addio! Ricordami al cortese mio signore. Oh addio!... {{NDR|[[Ultime parole dalle opere teatrali|ultime parole]]}} (atto V, scena II; traduzione di Goffredo Raponi) :'''''Emilia''': O, who hath done this deed? <br/>'''Desdemona''': Nobody; I myself. Farewell... Commend me to my kind lord: O, farewell!'' *Infamia, infamia, infamia! Se ci penso, so che l'avevo fiutata. O infamia! ('''Emilia''', atto V, scena II) *'''Otello''': Domandate di grazia a quel demonio lì per che cagione mi ha così rovinato anima e corpo.<br/>'''Iago''': Non domandatemi più nulla. Quel che sapete sapete. Da ora in là non aprirò più bocca. (atto V, scena II, traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici). *È tutta colpa della [[Luna]], quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti. (Otello: atto V, scena II) *{{NDR|[[Ultime parole dalle opere teatrali|ultime parole]] avvicinandosi al corpo di Desdemona}} Prima d'ucciderti, io t'ho baciata. Non mi restava altro modo che questo: uccidermi morendo in un tuo bacio. ('''Otello''': atto V, scena II; traduzione di Goffredo Raponi) :''I kiss'd thee ere I kill'd thee: no way but this; | Killing myself, to die upon a kiss.'' ===Citazioni sull'opera=== *Carmelo Bene già aveva messo in scena un ''Otello'' bellissimo in cui Desdemona era una scema totale, non vedeva quel che le stava succedendo, perché troppo presa da sé e dalla propria idea dell'amore. ([[Valentina Cervi]]) *Desdemona che si vede pura, rigorosa, innamorata e pronta a morire per amore, compie un peccato di superbia. Se fosse stata un po' meno sicura del proprio amore! ([[Valentina Cervi]]) *Nella tragedia di ''Otello'', il male volge un'altra delle sue facce; e il sentimento che gli risponde è, questa volta, non la condanna mista di pietà, non l'orrore per l'ipocrisia e per la crudeltà, ma lo stupore. Jago non è il male commesso per un sogno di grandezza, non è il male per l'egoistico soddisfacimento delle proprie voglie, ma il male per il male, compiuto quasi per un bisogno artistico, per attuare il proprio essere e sentirlo potente e denominatore e distruttore anche nella subordinata condizione sociale in cui esso è posto. ([[Benedetto Croce]]) ==''Pene d'amor perdute''== ===[[Incipit]]=== ====Tommaso Pisanti==== ''Il parco di Ferdinando, Re di Navarra.<br>Entrano Ferdinando, Re di Navarra, Bàiron, Longaville e Dumain.''<br> '''Re''': Fate, orsù, che quella fama, di cui tutti vanno a caccia in vita, viva bene impressa nel bronzo delle nostre tombe e ci dia favori nel disfavore della morte allorquando, a dispetto del tempo vorace cormorano, il nostro sforzo, in questo nostro attuale respirare, potrà farci conquistare quell'onore che, smussando della morte l'affilata falce, ci renda alla fine eredi dell'eternità tutta. Perciò, miei prodi vincitori – giacché tali voi siete, che guerreggiando contro i vostri istinti stessi e contro l'innumerevole armata dei mondani desideri – il nostro recente editto resterà fermamente in vigore. Sarà, la Navarra, la meraviglia del mondo; la nostra corte sarà una piccola accademia, serena e bene in grado di meditare sull'arte del vivere. Voi tre, Biron, Dumain e Longaville, avete giurato di stare qui con me per tre anni, come miei compagni di studio, e di attenervi a quelle norme che sono registrate in questo foglio. Avete pronunziato i vostri giuramenti; ed ora sottoscriveteli con i vostri nomi, di modo che sia la stessa mano a colpire l'onor suo se qualcuno di voi dovesse violare anche la minima clausola qui contenuta. Se siete ben decisi a far così come giuraste di fare, sottoscrivete qui allora i vostri solenni giuramenti, e osservateli.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Pene d'amor perdute'', traduzione di Tommaso Pisanti, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Navarra, il parco del palazzo reale<br>Entrano il RE FERDINANDO, BIRON, LONGUEVILLE e DUMAIN''<br> '''Re''' – Quella fama che tutti in vita inseguono noi faremo che viva imperitura, impressa con caratteri di bronzo sul marmo delle nostre sepolture ad elargirci ancor grazia di vita nell'immane disgrazia della morte; ché, a dispetto del Tempo, cormorano divorator di tutto,<ref>Il riferimento al cormorano, come esempio di divoratore insaziabile, è frequente in Shakespeare (cfr. "''Riccardo II''", III, 1, 38: "''Light, vanity, insatiate cormorant''"; "''Coriolano''", I, 1, 125: "''The cormorant belly''").</ref> l'opra che ci apprestiamo ad affrontare in questo scorcio della nostra vita<ref>Testo: "''The endeavour of this present breath''", letteralm.: "lo sforzo di questo nostro attuale respirare".</ref> potrà farci acquistare quella fama che, smussandone<ref>Il Tempo, nell'iconografia medioevale, è rappresentato come un vecchio armato di una falce.</ref> l'affilata falce, ci renda eredi dell'eternità. Perciò, miei valorosi vincitori – ché tali siete, per aver lottato e trionfato sopra i vostri istinti e sulla variegata moltitudine dei mondani appetiti – sempre valido resta perciò il recente nostro editto: la Navarra sarà la meraviglia del mondo e questa corte sarà una minuscola Accademia<ref>"Accademia" era il nome del giardino di Atene dove Platone teneva scuola. Il termine, divenuto sinonimo di luogo dove si coltivavano le arti e le scienze, deriva dal nome del mitico eroe greco Akàdemos, nel dominio del quale si stendevano i giardini dove poi insegnò Platone. Il Lodovici, in felice analogia col luogo in cui si svolge la scena – il parco reale di Navarra – traduce: "Faremo di questo parco gli orti di Accademo".</ref> di sereno e contemplativo studio sopra l'arte del vivere. Voi tre, Biròn, Dumain e Longueville, avete preso, sotto giuramento, l'impegno a viver qui insieme a me, miei compagni di studio, per tre anni e d'osservare scrupolosamente le regole sancite in questo scritto. Ciascuno apponga, in calce al giuramento, ch'è formulato qui, la propria firma, e sia la stessa mano che ha firmato a colpire l'onore di colui che violi nel più piccolo dettaglio, quanto è qui stabilito. Perciò se vi sentite bene armati a far le cose che avete giurato, apponete la firma al vostro impegno e preparatevi a tenervi fede.<ref>Questo esordio del re di Navarra è una specie di preludio al tipo di linguaggio che pervaderà l'intera commedia: un esempio, in chiave parodistica, del parlare eufuistico (dal romanzo "''Eupheus''" di [[John Lyly]], 1578) in voga nelle corti europee del tardo Rinascimento.</ref><br> {{NDR|William Shakespeare, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/s/shakespeare/pene_d_amore_perdute/pdf/pene_d_p.pdf Pene d'amor perdute]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *L'[[afflizione]] potrebbe anche sorridere un giorno; fino allora, mio dolore, stattene in un cantuccio zitto e buono. ('''Zucca''': atto I, scena I, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Oh sarebbero sterili doveri, troppo difficili da osservare - studiare, digiunare, non dormire, non veder donne. ('''Biron''': atto I, scena I) *La [[bellezza]] sta negli occhi di chi guarda, non la si acquista a buon mercato sulla lingua del banditore. ('''Principessa''': atto II, scena I, testo inglese a cura di Stanley Wells, nota introduttiva, traduzione e note di Mario Domenichelli, Bompiani, Milano, 2015.) *Costui, signore, non s'è mai cibato di nessuna delle prelibatezze che son racchiuse nel ventre dei libri; egli non ha mai mangiato carta, né ha mai bevuto inchiostro; il suo intelletto non è ben farcito. ('''Nathaniel''': atto IV, scena II) *Quale mai potere può separar da carità l'amore? ('''Biron''': atto IV, scena II) *Son essi i libri, i fondamenti, le accademie che mostrano, contengono e nutrono il mondo intero. ('''Biron''': atto IV, scena III) *Lasciamo perdere una buona volta i giuramenti, se teniamo a cuore di ritrovar noi stessi perché altrimenti noi rischiamo di perdere noi stessi, per mantenere i nostri giuramenti. ('''Biron''': atto IV, scena III) *La fortuna di un [[Facezia|motto spiritoso]] riposa sull'orecchio di chi ascolta, non sulla lingua di chi lo pronuncia [...]. ('''Rosalina''': atto IV, scena III<!--trad. Raponi-->) == ''Pericle, il principe di Tiro'' == ===[[Incipit]]=== ====Giorgio Albertazzi==== ''Di fronte al palazzo di Antiochia.''<br> '''Gower''': A ricantarvi un canto | già un tempo cantato | dalle sue ceneri l'antico Gower | è tornato, rivestito | del suo umano aspetto, | perché agli occhi e agli orecchi | voi n'abbiate diletto.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Pericle, principe di Tiro'', traduzione di Giorgio Albertazzi, Newton, 1990}} ====Antonio Castore==== ''Entra Gower in veste di Prologo''<br> '''Gower''': A cantare un canto che in antico fu cantato, dalle ceneri è tornato il vecchio Gower, assumendo su di sé l'umana infermità per rallegrare i vostri orecchi, per dilettarvi gli occhi.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Pericle, principe di Tiro'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Antonio Castore, Giunti, 2019}} ====Goffredo Raponi==== ''Antiochia, davanti al palazzo di re Antioco.<br>Entra JOHN GOWER''<ref>Nel copione non v'è didascalia della scena.</ref><br> <poem>'''Gower''' – Per ricantare un canto nell'antico cantato, il vecchio Gower per voi dalle sue ceneri è rinato riprendendo le umane infermità,<ref>"''Reassuming man's infermities''": le spoglie di cui l'uomo è rivestito sono soggette ad infermità di ogni sorta, compresa la morte.</ref> a deliziar con esso occhi ed orecchi d'uomini e donne della vostra età; un canto che s'udì spesso cantare cento e cent'anni fa in pubblico alle feste e alle fiere,<ref>"''On ember-eves and holy ales''": "''ember-eves''", "vigilie di digiuno" è il nome dei quattro periodi di digiuno (che vanno sotto il nome di "Quattro Tempora") del rito cristiano nelle quattro stagioni dell'anno; "''holy ales''" erano le feste nelle quali i membri di una parrocchia si riunivano per fabbricare e bere insieme birra ("''ale''") (cfr. "''... to go to the Ale with a Christian''" ne "''I due gentiluomini di Verona''", II, 5, 49).</ref> in tempi di digiuni e di preghiere, e dame e cavalieri, ai tempi loro, ne trassero dell'animo ristoro a leggerlo a cantarlo; ché vantaggio fu sempre all'uomo ciò che è buono e saggio.<ref>Il "vantaggio" della storia che Gower si accinge a raccontare sarà da lui illustrato subito dopo.</ref></poem> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Pericle, principe di Tiro]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Il pensiero della [[morte]] è come uno specchio, in cui la vita è apparenza, breve come un sospiro. Fidarsene è errore. ('''Pericle'''; atto I, scena II) *Pochi amano sentir parlare dei [[Peccato|peccati]] che amano commettere. ('''Pericle'''; atto I, scena II) *La [[malinconia]] dagli oscuri occhi, triste compagna. ('''Pericle'''; atto I, scena III) *Più bella è l'apparenza e peggiore l'inganno. ('''Cleone'''; atto I, scena V) *Beh, fanno come gli uomini a terra: i grandi mangiano i piccoli. ('''Primo pescatore''', atto II, scena I) *Ai miei occhi sembra un diamante tra pezzi di vetro. ('''Taisa'''; atto II, scena III) *Vedo così che il tempo è il vero tiranno dei mortali, li genera e li seppellisce, a suo piacimento. A loro, inascoltati, non resta che la fatalità. ('''Pericle'''; atto II, scena III) *O [[dèi]]! Perché prima ci date il cielo e poi ce lo togliete? Noi, quaggiù, non rivogliamo indietro i nostri regali, siamo più generosi di voi, noi (miserabili) mortali. ('''Pericle'''; atto III, scena I) *È strano come la nostra natura sia tanto incline ad esporsi ai [[Disagio|disagi]], anche quando potrebbe farne a meno. ('''1° gentiluomo'''; atto III, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Tutto il [[mondo]] è una perpetua tempesta in cui perdi via via le persone che ami. ('''Marina'''; atto IV, scena I) *Una [[donna]] disonesta non è una donna. ('''Marina'''; atto IV, scena I) *Quello la sua malattia se l'è portata addosso dalla Francia, e la vuol rinfrescare qui da noi. So che verrà a cercare l'ombra nostra per sciorinar la sua corona al sole.<ref>La malattia cui si riferisce è la [[sifilide]], nota anche come "mal francese". "Sciorinar la sua corona al sole" vuol dire "spendere i suoi denari". La "corona" infatti è il denaro per antonomasia. Il "sole" era simbolo frequente nelle insegne dei bordelli in Inghilterra. Ma ''crown'' ha, tra i vari significati, anche quello di "zucca pelata" (la calvizia era un frequente effetto della sifilide). La Mezzana quindi, con le stesse parole, vuole anche intendere che il sifilitico cavalier francese, oltre a spendere le sue corone, verrà anche a spandere la sua malattia.</ref> ('''Mezzana'''; atto IV, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Vieni, Taisa, tra le mie braccia, qui ti seppellisco una seconda volta. ('''Pericle''', atto V, scena III) ==''Re Lear''== ===[[Incipit]]=== ====Ugo Dèttore==== ''Sala nel palazzo di re Lear.<br>Entrano Kent, Gloucester e Edmondo.''<br> '''Kent''': Credevo che il re fosse più affezionato al duca di Albany che al Cornovaglia.<br> '''Gloucester''': Anche a noi era sembrato: ma adesso, nella divisione del regno, non appare chiaro quale dei duchi egli stimi di più, perché le parti sono state fatte con tale equilibrio che, per quanto si consideri, non si può vedere una preferenza per l'uno o per l'altro.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Re Lear'', traduzione di Ugo Dèttore, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Sala nel palazzo di Re Lear. Un grande tavolo con sedie nel mezzo.<br>Entrano KENT, GLOUCESTER e EDMONDO''<br> '''Kent''' – Mi pareva che il re prediligesse il Duca d'Albania al Cornovaglia.<ref>"Albania", "Cornovaglia": si usava chiamare i re e i nobili titolati col nome del dominio di cui erano titolari. "Albania" ("''Albany''") è l'antico nome col quale si designava la regione compresa tra la parte settentrionale dell'Inghilterra e orientale della Scozia (da Albanatte, il leggendario discendente di Enea).</ref><br> '''Gloucester''' – Così anche a noi; sennonché ora, nella spartizione che vuol fare del regno, non appare quale dei duchi ei voglia prediligere; son sì ben bilanciate le lor parti, ch'anche il più minuzioso scrutatore non saprebbe indicare quale scegliere.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Re Lear]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Noi nel frattempo riveleremo il nostro proposito più oscuro. Datemi quella mappa. Sappiate che il nostro regno noi lo abbiamo diviso in tre. ('''Lear''', atto I, scena I) *È un amore che impoverisce il fiato, e che rende incapace la parola: vi amo più di quanto si possa dire quanto. ('''Goneril''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *Ama e sta' zitta. ('''Cordelia''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *…il mio amore pesa molto di più della mia lingua. ('''Cordelia''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *Da niente non verrà fuori niente. ('''Lear''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *Non riesco a sollevare il mio cuore all'altezza delle labbra. ('''Cordelia''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *Non metterti fra il drago e la sua rabbia. ('''Lear''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *L'arco è carico e teso, schiva il dardo. ('''Lear''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *Tu pensi che il dovere debba stare in silenzio per timore quando il potere si piega così alla lusinga? ('''Kent''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *Il tempo svellerà ciò che l'astuzia nasconde tra le pieghe; il tempo prima copre le colpe ma infine le deride e le svergogna. ('''Cordelia''': Atto I, Scena I. Traduzione di Guido Bulla) *E perché poi dovrei io acconciarmi a quella calamità che sono i pregiudizi umani e lasciarmi spogliare del mio ad arbitrio delle leggi della nazione, solo perché in ritardo di un dodici o quattordici lune su mio fratello? E perché bastardo, spurio? ('''Edmondo''': atto I, scena II) *Qui sta la stoltezza della gente: quando la nostra fortuna vacilla, per lo più a causa della nostra condotta da ghiottoni, diamo la colpa dei nostri disastri al sole, alla luna, alle stelle... ('''Edmondo''': atto I, scena II) *Oh signora, il mio vecchio cuore s'è rotto, rotto! ('''Gloucester''', atto II, scena I) *'''Osvaldo''': ''Per chi mi prendi?''<br>'''Kent''': ''Per un grosso furfante, una canaglia, | uno sgranocchiatore di rifiuti, | un malnato smargiasso, un tre-vestiti, | cento libbre di carne mal calzate, | fegato di coniglio, quereloso, | un figlio di puttana frustaspecchi, | leccapiedi, servile narcisista, | sordido erede d'un sacco di stracci, | pronto a fare il ruffiano come capita, | nient'altro che un impasto di marrano, | accattone, vigliacco, portaborse, | figlio ed erede di cagna bastarda: | uno che io sbatacchierò a legnate | da farlo stridere come un maiale | se ardisce di negarmi uno soltanto | di tutti i titoli che gli ho affibbiato.'' {{NDR|[[Insulti dai libri|insulto]]}} (atto II, scena II; traduzione di Goffredo Raponi) *Tu, "[[Z]]", figlia illegittima, tu lettera affatto necessaria. :''Thou whoreson zed, thou unnecessary letter!'' ('''Kent''': atto II, scena II) *Non cavillate sul "bisogno"! Gl'infimi mendicanti nella loro miseria hanno qualcosa di superfluo. Se si concede alla natura nulla più dello stretto indispensabile la vita dell'uomo vale meno di quella della bestia. Tu sei una gentildonna; se tutta l'eleganza consistesse nell'andar caldi, la natura non avrebbe bisogno di codesti tuoi abiti sontuosi, che non ti tengon caldo. ('''Lear''' alle figlie Regan e Gonerill che vogliono convincerlo a rinunciare alla sua scorta, atto II, scena IV, traduzione di Giorgio Melchiori, supplemento de l'Unità, 1993) *Soffiate, venti, e rompetevi le guance! Infuriate! Soffiate! Voi cateratte e uragani. ('''Lear''', atto III, scena II) *Io sono un uomo che ha patito più peccati di quanti non ne abbia commessi. ('''Lear''', atto III, scena II) *Il [[diavolo|principe delle tenebre]] è un gentiluomo. ('''Edgardo''', atto III, scena III; traduzione di Carlo Rusconi, [http://books.google.it/books?id=Zv4VAAAAYAAJ&pg=PA55&dq=Il+principe+delle+tenebre+%C3%A8+un+gentiluomo.&cd=4#v=onepage&q=Il%20principe%20delle%20tenebre%20%C3%A8%20un%20gentiluomo.&f=false Cugini Pomba e comp], 1852) *L'uomo non adulterato non è più di un povero, nudo, forcuto animale come te. ('''Lear''', atto III, scena IV) *Ti par gran fatto che questo temporale furibondo ci penetri fino alla pelle; tale è per te. Ma là dove esiste un male maggiore, il minore non si sente. Diciamo che scappi da un orso: però se la fuga ti porta verso un mare ruggente, allora ti volgi ad affrontare le fauci dell'orso. Quando la mente è libera il corpo è vulnerabile; ma la tempesta che ho io nella mente rende i miei sensi incapaci di provare altra pena se non quella che mi martella dentro. Ingratitudine filiale! Come se questa bocca mordesse questa mano perché le porta il cibo! ('''Lear''', atto III, scena IV, traduzione di Giorgio Melchiori, supplemento de l'Unità, 1993) *Finché possiamo dire: "quest'è il peggio", vuol dir che il peggio ancora può venire. ('''Edgardo''': atto IV, scena I, 1963) *Io non ho strada, e perciò non ho bisogno di occhi; quando vedevo ho inciampato. ('''Duca di Gloucester''', atto IV, scena I) *Noi siamo per gli dèi quello che son le mosche pei monelli: ci spiaccicano per divertimento. ('''Gloucester''': atto IV, scena I; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *I [[vizi capitali]] s'appalesano bene a tutti gli occhi se vestiti di stracci sbrindellati; le belle acconciature e le pellicce li nascondono all'occhio più indagante. ('''Lear''': atto IV, scena VI; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Miserabile sgherro, ferma quella mano sanguinosa: perché frusti quella sgualdrina? Frusta piuttosto la tua stessa schiena, perché ti struggi di far con lei la stessa cosa per cui la frusti. ('''Lear''': atto IV, scena VI; vv. 162-165) *Da stracci sbrindellati fan capolino i vizi capitali: ricchi mantelli e toghe impellicciate nascondono tutto. Metti al peccato una corazza d'oro, e la lancia robusta della giustizia va in frantumi; vestito di cenci e basterà per trafiggerlo la pagliuzza di un pigmeo. ('''Lear''', atto IV, scena VI, traduzione di Giorgio Melchiori, supplemento de l'Unità, 1993) *Rideremo delle farfalle dorate. ('''Lear''': atto V, scena III) *Urlate, urlate, urlate! Oh! Siete uomini di pietra. ('''Lear''', atto V, scena III) ===Citazioni sull'opera=== *Nel ''Re Lear'', il tempestoso dramma, che è tutto una sequela di tradimenti orrendi, la bontà s'impersona, prende un nome, Cordelia; e brilla essa sola nella tempesta, ad essa sola si guarda, come in un cielo cupo all'unica stella che vi scintilla. ([[Benedetto Croce]]) *Un odio infinito per la malvagità ingannatrice ha ispirato quest'opera {{NDR|''Re Lear''}}: l'egoismo puro e semplice, la crudeltà, la perversità muovono ripugnanza ed orrore, ma non inducono direttamente al tremendo dubbio che il bene non esista o quanto meno non sia riconoscibile e sceverabile dal suo contrario, come accade invece per l'inganno morale, che prende sembianza di rettitudine, di generosità, lealtà, e, poi che ha ottenuto il suo intento, disvela nel fatto l'impura cupidigia, l'aridità, la durezza di cuore, che sole realmente esistevano. ([[Benedetto Croce]]) ==''Riccardo II''== ===[[Incipit]]=== ====Carlo Rusconi==== ''Londra. – Una stanza nel palazzo regio''.<br>'''Riccardo''': Giovanni di Gaunt, nobile Lancastro, vecchio pieno d'anni e di onori, conformandoti alla tua promessa e al tuo giuramento, hai tu qui condotto il tuo intrepido figlio Enrico di Hereford, per sostenere dinanzi a noi l'audace sfida ch'egli addirizzò al duca di Norfolk, Tommaso Mowbray? Non avemmo agio prima d'ora d'intender le due parti.<br>'''Giovanni di Gaunt''': Attenni ciò che promisi, mio sovrano.<br>'''Riccardo''': Dimmi ancora; l'hai tu interrogato? Sai s'ei mandasse quel cartello per odio antico, o se prorompesse nella collera virtuosa di un buon suddito, per qualche tradimento, di cui egli conosca Mowbray colpevole?<br>'''Giovanni di Gaunt''': Da quanto seppi indagare e' fu per qualche trama pericolosa di Mowbray in danno di Vostra Altezza, e non per un'ira personale e inveterata.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Teatro completo, Vita e morte del Re Riccardo II'', traduzione di Carlo Rusconi, Vol. IV, UTET, Torino 1923}} ====Mario Luzi==== ''Londra. Il palazzo di re Riccardo.<br>Entrano re Riccardo, Giovanni di Gaunt con altri nobili e persone del seguito.''<br> '''Re Riccardo''': Vecchio Giovanni di Gaunt, venerabile Lancaster, hai tenuto fede al giuramento e condotto qui Enrico Hereford, tuo generoso figlio, a provare l'impetuosa accusa, che ancora non avemmo tempo di ascoltare contro il duca di Norfolk, Tommaso Mowbray?<br> '''Gaunt''': L'ho fatto, maestà.<br> '''Re Riccardo''': Dimmi anche: l'hai esaminato a fondo, se accusa il duca per antico malanimo oppure onestamente, come un buon suddito dovrebbe, per qualche manifesto fondamento di slealtà.<br> '''Gaunt''': Per quanto ho potuto stringerlo da presso su questo argomento lo muove un pericolo evidente preparato contro l'altezza vostra, non astio inveterato.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Riccardo II'', traduzione di Mario Luzi, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Londra. Il palazzo reale.<br>Entrano RE RICCARDO, GIOVANNI DI GAUNT, nobili e seguito''<br> '''Riccardo''' – Dunque, Giovanni Gaunt, mio vecchio e venerabile zio Lancaster, fedele alla giurata tua promessa, hai condotto ora qui, davanti a noi, Enrico d'Hereford, tuo fiero figlio, a confermare l'irruenta accusa, cui non potemmo dar finora udienza, al Duca di Norfolk, Tommaso Mowbray.<br> '''Gaunt''' – Per l'appunto, maestà.<br> '''Riccardo''' – Ma dimmi, l'hai sondato bene a fondo per sincerarti che l' accusa al duca di notorio e palese tradimento muova non già da qualche antica ruggine, ma da un onesto, personale impulso, come dovrebbe fare ogni buon suddito?<ref>In realtà, l'accusa è storicamente infondata, e nel dramma la figura di Norfolk sarà riabilitata. Ma simili denunce di slealtà verso il sovrano avevano regolare corso nell'Inghilterra del tempo. "Così rilassati erano i costumi tra la nobiltà, insieme coi principii d'onore e di delicatezza, che Enrico duca di Hereford, primo conte di Derby e figlio del Duca di Lancaster, non arrossì di accusare il duca di Norfolk di avergli in privato tenuto discorsi ingiuriosi contro il monarca. Norfolk gli diede una smentita e lo sfidò al duello". (L. Galibert & C. Pellé, "''Storia d'Inghilterra''", vol. I, pag. 380, Venezia, Antonelli, 1845).</ref><br> '''Gaunt''' – Per quanto potei stringerlo da presso sull'argomento, ho potuto discernere in lui il timore di qualche pericolo alla persona dell'Altezza vostra, e nessun vecchio ed astioso rancore.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Riccardo II]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Più il cristallo del firmamento è terso, e vie più le nubi che l'ingombrano sembrano nere e deformi. ('''Bolingbroke''': atto I, scena I, p. 78) *Il diamante prezioso, racchiuso con dieci sbarre di ferro in uno scrigno, è il [[coraggio]] in un cuor leale. Il mio onor è la mia vita; tutti e due non fan che uno. ('''Mowbray''': atto I, scena I, p. 81, Utet, 1923) *Quella che noi appelliamo pazienza nelle anime volgari, è bassezza e viltà nei cuori magnanimi. (atto I, scena I, p. 83, Utet, 1923) *Il dolore allorché è profondo e vero è un peso che non si sgrava mai dal cuore. (atto I, scena I, p. 83, Utet, 1923) *– E non dimenticare che il [[Leone e leopardo|leone]] seppe sempre domare il leopardo.<br>– Non gli mutò però il colore del pelo. (atto I, scena I, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Non siamo nati per supplicare, ma per comandare. :Noi siamo nati non per postulare, ma per imporre. ('''Riccardo''': atto I, scena I, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *La sventura fa di un'ora un giorno. (atto I, scena III, p. 90, Utet, 1923) *Tutti i luoghi, che l'occhio del Cielo vede, sono pel saggio porti di salvezza e asili di felicità. (atto I, scena III, p. 91, Utet, 1923) *Nessuna virtù può eguagliare il bisogno. ('''Gaunt''': atto I, scena III) *La [[vanità]], insaziato cormorano, consumato tutto il resto, addenta le sue viscere. ('''Gaunt''': atto II, scena I) *Ah, Riccardo! Con gli occhi di una mente addolorata io guardo alla tua gloria, come una stella cadente caduta dal firmamento su questa vile terra. ('''Conte di Salisbury''', atto II, scena IV) *Per vivere ho bisogno del pane, come voi; ho emozioni, desideri, soffro come voi, e necessito di amici veri. Così assoggettato, come potete chiamarmi re? ('''Riccardo''', atto III, scena II) *Egli viene ad aprire il testamento vermiglio d'una guerra sanguinosa.<ref>Citato in [[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|''Ai confini della realtà'', prima stagione]]: «Egli è venuto ad aprire il testamento purpureo della sanguinosa guerra.»</ref> ('''Riccardo''': atto III, scena III; traduzione di Goffredo Raponi) *Scenderò, scenderò sempre più giù, come un Fetonte sfavillante. ('''Riccardo''', Atto III, scena III) *Voi potete spogliarmi dei miei titoli, della mia maestà, delle mie glorie: delle mie pene, no, perché di queste ancora e sempre sarò io il re. ('''Riccardo''': atto IV, scena II, traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) ===Citazioni sull'opera=== *Shakespeare ne dipinge nel Riccardo II un'anima nobile che aveva incominciato ad abbandonarsi agli errori di una gioventù sfrenata, ma che viene detersa dalle sciagure, ed è adorna anche in questa vita di uno splendido immortale. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) *La serie degli avvenimenti politici, che cagionano la degradazione di Riccardo, è dipinta con meravigliosa cognizione del mondo. Vedesi la marea del favore che ritirandosi dall'una parte, e impetuosamente rivolgendosi all'altra, seco trascina tutto ciò che le pone ostacolo. Parimente si vede Bolingbroke che già impera qual re, e che è trattato come tale dai suoi fautori, mentre vuol far credere ancora di non esser giunto fuorché per sostenere, armata mano, il suo diritto d'eredità, e riformare gli abusi. ([[Wilhelm August von Schlegel]]) *Oltre ai significati storico-politici, la sostanza di questo dramma shakespeariano è fortemente psicologica, in quanto al centro del testo è posta la crisi – che psicanaliticamente definiremmo narcisistica – del protagonista, il quale è progressivamente condotto a fare i conti con il passaggio da una visione eroica di Sé come "anointed King", re di origine divina prescelto dal destino, a un'immagine infranta del suo Io [...]. Nello scoprirsi subjected – termine da intendersi nella duplice accezione di "suddito", ma anche di "soggetto umano" – Riccardo scopre la vanità (egli definirà hollow, "vuota", la sua corona) del suo essere e, di conseguenza, la fallacia della sua regalità legittima. Ciò che la crisi narcisistica del protagonista del dramma in ultima analisi esprime è un ben preciso messaggio di carattere culturale: alla crisi narcisistica di Riccardo fa da specchio un mutamento epocale, poiché il Re non è più tale in virtù della sua natura divina e trascendente, bensì in forza del consenso popolare e delle contingenze. Con Bolingbroke, possiamo ben dire, finisce il tempo della Cavalleria e ha inizio quello della modernità, aprendo la strada a una visione secolarizzata del potere umano e delle sue prerogative. Il capolavoro di Shakespeare fotografa questa mutazione radicale nello spirito e nella storia dell'Europa. ([[Cesare Catà]], ''Eretico Potere Ieratico. Il Liber Augustalis di Federico II di Svevia e il Riccardo II di Shakespeare'', in "Tabulae. Rivista del Centro Studi Federiciani", XXIV, (Dicembre 2012), pp. 137-158) ==''Riccardo III''== ===[[Incipit]]=== ====Salvatore Quasimodo==== ''Londra. Una strada.<br>Entra Riccardo, duca di Gloucester, solo.''<br> '''Gloucester''': Ora l'inverno della nostra amarezza s'è cambiato in gloriosa estate a questo sole di York; e tutte le nuvole che pesavano sulla nostra casa sono sepolte nel profondo cuore dell'oceano. Ora le nostre fronti sono strette da ghirlande di vittoria; le nostre armi contorte appese per memoria, i nostri bruschi allarmi mutati in lieti convegni, le nostre terribili marce in amabili danze. La guerra dal viso arcigno ha spianato la sua fronte corrugata, e ora, invece di montare bardati destrieri per atterrire il cuore dei tremendi nemici, salta lievemente nella stanza d'una lady al diletto lascivo d'un liuto.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Riccardo III'', traduzione di Salvatore Quasimodo, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Una via di Londra<ref>Questa didascalia è arbitraria del traduttore. I testi non ne portano nessuna. Il lettore – o il regista – può dunque immaginare il luogo a suo talento; che può essere anche un interno della corte.</ref><br>Entra RICCARDO, duca di Gloucester''<br> '''Riccardo''' – Ormai l'inverno del nostro travaglio s'è fatto estate sfolgorante ai raggi di questo sole di York;<ref>"''By this sun of York''": alcuni testi hanno "''son''", "figlio", invece dell'omofono "''sun''", "sole", che leggerebbe pertanto: "ad opera di questo figlio di York" riferito a Re Edoardo IV; "figlio" di York e fratello di Riccardo è infatti questo Edoardo, che ha tolto il trono a un Lancaster, Enrico VI. È verosimile che il drammaturgo abbia inteso sfruttare l'omofonia dei due termini per uno di quei giochi di parole assai graditi al pubblico elisabettiano; ma la lezione "''sun''" è la più probabile, anche perché il sole era l'emblema gentilizio degli York (cfr. in "''Enrico VI – Parte terza''", il dialogo dei due fratelli Edoardo e Riccardo York alla prima scena del II atto).</ref> e le nuvole che incombevano sulla nostra casa son sepolte nel fondo dell'oceano. Ora le nostre fronti si cingono di serti di vittoria; peste e ammaccate sono appese al muro le nostre armi, gloriose panoplie, e in giulivi convegni tramutate le massacranti marce militari. Deposto ha Marte l'arcigno cipiglio e spianata la corrugata fronte, e, non più in sella a bardati destrieri ad atterrir sgomente anime ostili, ora se'n va, agilmente saltellando per l'alcova di questa o quella dama alle lascive note d'un liuto.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Riccardo III]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *È reso gloriosa estate da questo sole di York. ('''Riccardo''', atto I, scena I) *Sono deciso a dimostrarmi una canaglia e a odiare gli oziosi piaceri dei nostri tempi. ('''Riccardo''', atto I, scena I) *La vostra bellezza fu causa di quest'effetto, la vostra bellezza che mi incitava nel sonno a dare la morte a tutto il mondo per poter vivere un'ora sola sul vostro dolce seno. ('''Riccardo''': atto I, scena II) *Non insegnare alle tue labbra tale disprezzo, perché esse furono fatte per baciare, non per disprezzare, signora. Se il tuo cuore vuole vendetta e non può perdonare, ecco questa spada affilata: se vuoi trafiggere questo petto e farne uscire l'anima che ti adora, lo denudo al colpo mortale, e umilmente in ginocchio ti chiedo la morte. ('''Riccardo''': atto I, scena II) *'''Anna''': Sei tu che ignori, infame,<br/>tutte le leggi di Dio e degli uomini.<br/>Non c'è [[animale|bestia]] che sia tanto feroce<br/>da non conoscere almeno un briciolo<br/>di pietà.<br/>'''Riccardo''': Ma io non la conosco,<br/>perciò non sono bestia. (atto I, scena II; Raponi) *Vesto così la mia nuda perfidia | con vecchi stracci carpiti a casaccio | dai sacri testi; e mostro d'esser pio | quanto più mi comporto da demonio.<ref name=v/> ('''Riccardo''': atto I, scena III; Raponi) *Vi han forse scelti fra le moltitudini proprio per ammazzare l'innocente? ('''Clarence''', atto I, scena IV) *Volete costringermi a un mondo di angosce? Chiamateli di nuovo. Non sono fatto di pietra.. ('''Riccardo''', atto III, scena VII) *Sei tutto ghiaccio; la tua gentilezza gela. (atto IV, scena II; 2016) *Se vuoi giurare su qualcosa a cui si possa credere, giura allora su qualcosa che non hai offeso. ('''Regina Elisabetta''', atto IV, scena IV) *Un [[cavallo]]! Un cavallo!<br/>Il mio regno per un cavallo! ('''Riccardo''': atto V, scena IV; Raponi) :''A horse! a horse! my kingdom for a horse!'' ==''Sogno di una notte di mezza estate''== ===[[Incipit]]=== ====Guido Bulla==== ''[Atene. Sala nel palazzo di Teseo.] Entrano Teseo, Ippolita, Filostrato e il Seguito.'' <br> TESEO: La nostra ora nuziale, bella Ippolita, <br>Adesso si avvicina a grandi passi. <br>Quattro giorni felici porteranno <br>La luna nuova; ma quanto mi sembra <br>Lenta a svanire questa luna vecchia! <br> S'interpone fra me e i miei desideri, <br>Così come una suocera, o una vedova <br>Che pian piano prosciughi le ricchezze <br>Di un giovinetto. <br> {{NDR|William Shakespeare, ''Sogno di una notte di mezza estate'', traduzione di Guido Bulla, Newton Compton, Roma, 2014. ISBN 978-88-541-6987-6}} ====Paola Ojetti==== ''Atene, il palazzo di Teseo.<br>Entrano Teseo, Ippolita, Filostrato e i servi.''<br> '''Teseo''': L'ora delle nostre nozze è prossima, o bella Ippolita: quattro giorni ancora di felice attesa, e apparirà la nuova luna; ma, oh, quanto questa vecchia luna è lenta a tramontare! Essa fa languire le mie brame come una matrigna o vedova che con l'aiuto del tempo lasci avvizzire le sostanze del giovane erede.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Sogno di una notte di mezza estate'', traduzione di Paola Ojetti, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Atene, sala nel Palazzo di Teseo<br>Entrano TESEO, IPPOLITA, FILOSTRATO e seguito''<br> '''Teseo''' – La nostra ora nuziale, bella Ippolita, s'approssima: quattro giorni felici ci porteranno la novella luna... Oh, come questa vecchia pare lenta a dileguarsi, quasi a ritardare malignamente, come una matrigna,<ref>"''... like to a stepdame or a dowager''": "''stepdame''", "matrigna", ha nell'inglese, più che nell'italiano, il senso di donna perfida e crudele; "''dowager''" è la vedova ricca che si sta godendo le rendite del defunto marito, nobiluomo o mercante.</ref> l'appagamento dei miei desideri, o somigliante ad una ricca vedova ostinatasi a viver troppo a lungo per rendere a più a più sottili le rendite del suo giovane erede.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Sogno d'una notte di mezza estate]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *L'[[amore]] può dar forma e dignità a cose basse e vili, e senza pregio; ché non per gli occhi Amore guarda il mondo, ma per sua propria rappresentazione, ed è per ciò che l'alato [[Cupido]] viene dipinto col volto bendato. ('''Elena''': atto I, scena I) :L'amore non guarda con gli occhi ma con la mente e perciò l'alato Cupìdo viene dipinto bendato. * Ahimè, da quanto ho potuto leggere o udire di racconti e storie vissute, la strada del vero amore non è mai piana. ('''Lisandro''': atto I, scena I) *Sono pure menzogne, gelosia. ('''Titania''', atto II, scena I) *La tua virtù mi rassicura: non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò ora a me non sembra che sia notte, né che il bosco sia spopolato e solitario, perché tu per me sei il mondo intero; chi potrà dunque dire che io sono sola se il mondo è qui a guardarmi? ('''Elena''', atto II, scena I) *Io fuggirò da te, mi nasconderò nella selva e ti lascerò in balia delle bestie feroci. ('''Demetrio''': atto II, scena I) *Le più feroci non hanno un cuore come il tuo. Fuggi quando vuoi, e la storia sarà invertita: Apollo scappa e [[Dafne (mitologia)|Dafne]] lo rincorre; la colomba insegue il grifone; la mite cerva corre ad afferrare la tigre. Vana corsa, quando la [[coraggio e viltà|vigliaccheria]] ci insegue e la [[coraggio e viltà|prodezza]] fugge. ('''Elena''': atto II, scena I) *Conosco una valle in cui fiorisce il timo selvatico, dove crescono le primule e le timide viole, coperte da un baldacchino di rigoglioso agrifoglio, dolci rose muschiate e caprifogli. ('''Oberon''', atto II, scena I) *''Ciò che il tuo occhio al risveglio vedrà il tuo vero amore diventerà.'' (formula magica di Oberon: atto II, scena II) *E, per quanto piccola, è feroce. ('''Elena''', atto III, scena II) *O notte lunga e tediosa, accorcia le tue ore. ('''Elena''', atto III, scena II) * Non c'è occhio d'uomo che abbia mai sentito, né orecchio che abbia mai veduto, non c'è mano che abbia mai assaggiato, né lingua che abbia mai toccato, e tantomeno cuore che abbia mai raccontato un sogno come il mio. ('''Rocchetto''': atto IV, scena I) *Pazzo, amante, [[poeta]]: tutti e tre sono composti sol di fantasia. ('''Teseo''': atto V, scena I) *Può ben dire la sua un [[leone]], quando a dir la loro ci sono tanti [[asino|asini]] in giro. ('''Demetrio''': atto V, scena I) *Ruggisce il leone affamato, ulula il lupo alla luna, russa pesante il contadino dalla fatica grave stremato. ('''Puck''', atto V, scena II) ===[[Explicit]]=== Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,<br /> immaginate come se veduti<br /> ci aveste in sogno, e come una visione<br /> di fantasia la nostra apparizione.<br /> Se vana e insulsa è stata la vicenda,<br /> gentile pubblico, faremo ammenda;<br /> con la vostra benevola clemenza,<br /> rimedieremo alla nostra insipienza.<br /> E, parola di Puck, spirito onesto,<br /> se per fortuna a noi càpiti questo,<br /> che possiamo sfuggir, indegnamente,<br /> alla lingua forcuta del serpente,<br /> ammenda vi farem senza ritardo,<br /> o tacciatemi pure da bugiardo.<br /> A tutti buonanotte dico intanto,<br /> finito è lo spettacolo e l'incanto.<br /> Signori, addio, batteteci le mani,<br /> e Robin v'assicura che domani<br /> migliorerà della sua parte il canto.<ref>Recitato in una forma semplificata da Neil ([[Robert Sean Leonard]]) nel film ''[[L'attimo fuggente]]''.</ref> ('''Puck''') ===Citazioni sull'opera=== *La più insipida, ridicola commedia che ho visto mai in vita mia. ([[Samuel Pepys]]) *La quintessenza di tutte queste commedie (al modo stesso che, rispetto alle grandi tragedie, si può in certo senso dire dell' ''Amleto'') è il ''Sogno di una notte di mezza estate''; dove le rapide accensioni, le incostanze, i capricci, le illusioni e le delusioni, le follie d'ogni sorta dell'amore si danno un corpo e tessono un loro mondo così vivo e reale come quello degli uomini che quegli affetti visitano, estasiandoli e tormentandoli, innalzandoli e abbassandoli; sicché tutto vi è parimente reale e parimente fantastico, secondo meglio piaccia chiamarlo. Il senso del sogno, di un sogno-realtà, permane e impedisce ogni freddezza di allegoria e di apologo. ([[Benedetto Croce]]) ==''Sonetti''== *''Quando quaranta inverni avranno assediato la tua fronte | e scavato trincee profonde nel campo della tua bellezza...''<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *''Devo paragonarti dunque a una giornata d'estate? | No, sei più amabile e temperata.''<ref>Citato in ''[[L'attimo fuggente]]''.</ref> (da ''Sonetto XVIII'') :''Shall I compare thee to a summer's day? | Thou art more lovely and more temperate.''<ref>da ''[[s:en:Sonnet 18 (Shakespeare)|Sonnet 18]]''</ref> *''Finché l'uomo avrà occhi, avrà respiro, | vive la mia parola, e in lei sei vivo.'' (da ''Sonetto XVIII''; 1988) *''Ancor mi dolgo di doglie già chiuse | e di rancura in rancura riconto | i tristi conti, lamenti che furono, | e pago ancora, quasi già non fosse. || Ma se allora a te penso, dolce amico, | ha fine il duolo, ogni perdita è vinta.'' (da ''Sonetto XXX''; 1988) *''Più gli occhi serro e più i miei occhi vedono, | ché il dì posando su futili oggetti, | quando dormo, nel sonno guardan te, | e luci buie al buio in luce tendono. | Tu che con l'ombra l'ombre fai lucenti, | qual visione sarebbe al chiaro giorno, | più chiara assai, di tua ombra l'essenza, | se occhi ciechi tanto splendi in ombra: | quanta goia ai miei occhi, dico, quando | ti guardassero nel giorno vivente | se in morta notte sui chiusi occhi stai, | bella ombra imperfetta, e il sonno fendi. || [[Notte]] è ogni giorno finché io veda te, | la notte è luce se in sogno ti svela.'' (''Sonetto XLIII''; 1988) *E cosi, coll'imagine tua o coll'amor tuo, tu, benché assente, mi sei ognora presente, poiché non puoi allontanarti oltre il confine de' miei pensieri ed io sono ognora con essi, ed essi con te. (da ''Sonetto XLVII'', in William Shakespeare, Gabriele Baldini, ''Sonetti'', traduzione di Lucifero Darchini, Feltrinelli Editore, 1994. ISBN 8807820536) :''Così, in immagine o nell'amor mio, | lontano, sei con me presente sempre: | dei pensieri più in là non puoi fuggire | e sempre io son con loro e lor con te, || o, se dormono, l'immagine appare | e il cuor risveglia, e il cuore e l'occhio affascina.'' (1988) *''Le [[Rosa (fiore)|rose]] canine hanno colore altrettanto intenso | quanto la profumata tinta delle rose, | pendono su consimili spine, e scherzano con pari vezzosità | quando il fiato estivo schiude i loro incappucciati bottoni.<br>Ma, poiché la loro virtù è unicamente nel loro aspetto, | esse vivono non amate e avvizziscono non circondate da riverenza: | muoiono interamente. Le dolci rose non muoiono così: | delle loro soavi morti si fanno soavissimi odori.'' (da ''Sonetto LIV''; citato in [[Benedetto Croce]], ''Ariosto, Shakespeare e Corneille'', Laterza, Bari 1968) :''The canker-blooms have full as deep a dye | as the perfumed tincture of the roses,| hang on such thorns, and play as wantonly | when summer's breath their masked bud discloses.<br>But, for their virtue only is their show, | they live unwoo'd and unrespected fade; | die to themselves. Sweet roses do not so; | of their sweet deaths are sweetest odours made...'' *''Se voi leggete questi versi, non ricordate | la mano che li scrisse; perché io [[Dichiarazioni d'amore dalle poesie|vi amo]] tanto | che nei vostri dolci pensieri vorrei essere dimenticato, | se il pensare a me vi dovesse procurar dolore.'' (da ''Sonetto LXXI''; citato in [[Benedetto Croce]], ''Ariosto, Shakespeare e Corneille'', Laterza, Bari 1968) :''Nay, if you read this line, remember not | the hand that writ it; for I love you so, | that I in your sweet thoughts would be forgot, | if thinking on me then should make you woe'' *''In me quel tempo dell'anno tu scorgi | quando nessuna foglia pende o rara, | gialla, dai rami che al freddo si scuotono, | cori in ruina senza uccelli e canti.'' (da ''Sonetto LXXIII''; 1988) *''E ogni altra angoscia che ora par mortale, | di fronte al perder te, non parrà eguale.'' (da ''Sonetto XC''; 1988) :''And other strains of woe, which now seem woe, | Compar'd with loss of thee, will not seem so.'' *''E più che il [[rovo]] appesta il [[giglio]] sfatto.'' (da ''Sonetto XCIV''; 1988) *''Alle nozze sincere di due anime | impedimenti non so. Non è amore | l'amor che muta se in mutare imbatte | o, rimuovendosi altri, si rimuove, | oh no: è faro che per sempre è fisso | e guarda alle bufere e non dà crollo.'' (da ''Sonetto CXVI''; 1988) *''Ragazzo [[bellezza|bello]], che del tempo reggi | l'ora la falce il mutevole specchio, | che al declino t'espandi e, appassendo | gli amanti, mostri come doce cresci – | se Natura, signora di ruine, mentre tu avanzi, all'indietro t'attira | è sol per questo, a vantarsi di vincerla | sul tempo e il lancinante attimo uccidere.'' (da ''Sonetto CXXVI''; 1988) *''Sciupio vitale in scempio di vergogna | è [[lussuria]] in azione, e lì, lussuria | è spergiura, di sangue e di infamia sozza, | brutale estrema incredibile cruda. | Goduta appena, subito si spregia, | oltre ragione l'agogni, ma poi | oltre ragione l'odii, come l'esca | posta a far impazzire chi l'inghiotte.'' (da ''Sonetto CXXIX''; 1988) *''Di morte mangerai, che mangia gli uomini, | e il morir finirà, morta la [[morte]].'' (da ''Sonetto CXLVI''; 1988) ===Citazioni sui ''Sonetti''=== *I Sonetti di Shakespeare sono più che non mera poesia: sono un romanzo, perché Shakespeare non intrattiene con se stesso un rapporto fintamente umano – come la maggior parte dei poeti autentici – ma un rapporto consapevolmente e squisitamente e ferramente sociale. ([[Aldo Busi]]) ==''Timone di Atene''== ===[[Incipit]]=== ====Eugenio Montale==== ''Atene. Una sala in casa di Timone.<br>Entrano il Poeta, il Pittore, il Gioielliere, il Mercante ed altri da porte diverse.''<br> '''Poeta''': Buon giorno, signore.<br> '''Pittore''': Son lieto di trovarvi bene.<br> '''Poeta''': È da molto che non vi vedo. E il mondo? come va?<br> '''Pittore''': Si logora quanto più cresce.<br> '''Poeta''': Oh lo so bene. Ma che c'è di inusitato, di raro, che non trova cosa che l'eguagli nei molteplici annali? Vedi qui, o magia della liberalità, tutti questi spiriti presentarsi, evocati dal tuo potere. Io conosco quel mercante. ====Goffredo Raponi==== ''Atene, la casa di Timone.<br>Entrano, da porte diverse, IL POETA, IL PITTORE, IL GIOIELLIERE e IL MERCANTE''<br> '''Poeta''' – Buongiorno, amico.<ref>"''Good day, Sir''": è inutile osservare che i Greci, come i Romani, non conoscevano le espressioni di "signore", "signoria vostra", ecc. Shakespeare, è noto, fa parlare i suoi personaggi col linguaggio del suo tempo.</ref><br> '''Pittore''' – Lieto d'incontrarti.<br> '''Poeta''' – Era tempo che non ci vedevamo. Come va il mondo?<br> '''Pittore''' – Si usura col crescere.<br> '''Poeta''' – Ah, sì, questo è notorio! Che c'è infatti di strano al mondo d'oggi che non sia già accaduto e che non si ritrovi registrato nel multiforme libro della storia?... Guarda – magia della munificenza! – quanti spiriti l'alto suo potere ha saputo evocare in questa casa... Quel mercante mi pare di conoscerlo.<br> ===Citazioni=== *Chi muore senza portar nella tomba una pedata, dono di un amico? ('''Apemanto''': atto I, scena II; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber) *Gli uomini chiudono la propria porta contro il sole che [[tramonto|tramonta]]. ('''Apemanto''': atto I, scena II) *Ogni cosa che dice crea un nuovo debito, egli deve di più a ogni parola. ('''Flavio''', atto I, scena II) *Bestie selvagge molto più miti dell'uman genere. ('''Timone''', atto IV, scena I) *''O [[sole]], tu di vita almo ministro, | suggi infetti vapori dalla terra, | che ne sia ammorbata tutta l'aria | sotto l'orbe di tua sorella luna!'' ('''Timone''': atto IV, scena 3; 1999) *''La [[uomo|creatura umana]], | assediata com'è da tanti guai, | una volta salita a gran fortuna, | non è capace di reggersi in essa | se non sprezzando altre creature umane.'' ('''Timone''': atto IV, scena 3; 1999) *''Tant'[[oro]] come questo è sufficiente | a fare nero il bianco, bello il brutto, | giusto l'ingiusto, nobile il volgare, | giovane il vecchio, vile il coraggioso. | O dèi, perché? Che cos'è questo, o dèi? | Questo allontanerà dai vostri altari | i vostri preti e i vostri servitori, | questo farà strappare da sotto il capo | dei vivi moribondi gli origlieri. | Questo giallo ribaldo | cucirà insieme e romperà a vicenda | ogni fede, renderà sacro l'empio, | farà gradita l'aborrita lebbra, | metterà i ladri nei posti migliori | e darà loro titoli onorifici | e inchini e generale approvazione | dai senatori seduto a consesso. | È lui che fa che l'avvizzita vedova | si rimariti: lei, cui l'ospedale | e l'ulcerose piaghe in tutto il corpo | fanno apparire cosa disgustosa, | l'oro imbalsama, rende profumata | e riconduce ai giorni dell'aprile. Vieni, vieni, metallo maledetto, | tu, puttana di tutto l'uman genere, | motivo di discordia tra le genti, | saprò ben io quel che fare di te, | in modo cònsono alla tua natura!'' ('''Timone''': atto IV, scena 3; 1999) *Tu proprio dell'umana condizione non hai mai conosciuto il giusto mezzo: conosci solo i due eccessi estremi. ('''Apemanto''', atto IV, scena III) *Qui io giaccio, Timone, colui che in vita odiò tutti gli uomini; passa e impreca pure, ma non sostare qui mai. ('''Alcibiade''', leggendo l'epitaffio di Timone, atto V, scena V) ==''Tito Andronico''== ===[[Incipit]]=== ====Agostino Lombardo (1990)==== ''Squilli di tromba. Entrano in alto i tribuni e i senatori; poi Saturnino col suo seguito da una porta, Bassiano col suo seguito dall'altra, tamburi e trombe.''<br> '''Saturnino''': Nobili patrizi, patroni del mio diritto, difendete la giustizia della mia causa con le armi, e voi, compatrioti, seguaci miei fedeli, pretendete con la spada il mio titolo di successore; sono io il primo figlio di chi per ultimo cinse la corona imperiale di Roma, e quindi fate che gli onori di mio padre vivano in me e che questa indignità non offenda i miei anni.<br> '''Bassiano''': Romani, amici, seguaci, difensori del mio diritto, se mai Bassiano, figlio di Cesare, fu gradito agli occhi della regale Roma, tenete aperta la strada al Campidoglio e impedite che al trono imperiale, a virtù consacrato e a giustizia, temperanza e nobiltà, s'accosti il disonore: lasciate invece che in limpida elezione rifulga il merito e combattete, o romani, per una libera scelta.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Tito Andronico'', traduzione di Agostino Lombardo, Newton, 1990}} ====Agostino Lombardo (1999)==== ''Squilli di tromba. Entrano in alto i tribuni e i senatori; poi in basso Saturnino col suo seguito da una porta, Bassiano col suo seguito dall'altra, tamburi e stendardi.''<br> '''Saturnino''' (''ai suoi seguaci''): Nobili patrizi, patroni del mio diritto, difendete la giustizia della mia causa con le armi, e voi, compatrioti, seguaci miei fedeli, pretendete con la spada il mio diritto alla successore. Sono io il primo figlio di chi per ultimo cinse la corona imperiale di Roma, e quindi fate che gli onori di mio padre vivano in me e che questa indignità non deturpi i miei anni.<br> '''Bassiano''' (''ai suoi seguaci''): Romani, amici, seguaci, difensori del mio diritto, se mai Bassiano, figlio di Cesare, fu gradito agli occhi della regale Roma, consentite allora ch'io ascenda al Campidoglio e impedite che al trono imperiale, a virtù consacrato e a giustizia, temperanza e nobiltà, s'accosti il disonore: lasciate invece che in limpida elezione rifulga il merito e combattete, o Romani, per una libera scelta.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Tito Andronico'', traduzione di Agostino Lombardo, Feltrinelli, 1999}} ====Goffredo Raponi==== ''Piazza davanti al Campidoglio. A un lato, il monumento sepolcrale degli Andronici.<ref>Questa indicazione della presenza sulla scena di un monumento funebre la trovo introdotta per la prima volta dal Lodovici. Uomo di teatro egli stesso e drammaturgo illustre, s'è avveduto dell'incongruità di un rito funebre, qual è quello che si svolge sulla scena, in assenza di qualsiasi cenno alla presenza del cenotafio.</ref><br>Trombe.<ref>"''Flourish''": è uno dei tanti segnali musicali del teatro shakespeariano.</ref> Nella galleria in alto<ref>"''Aloft''": è il piano superiore ("''upper stage''") del palcoscenico elisabettiano. I personaggi si rivelano al pubblico all'apertura delle tende della galleria all'inizio della scena. È uno dei casi in cui la didascalia "''enter''" non indica necessariamente che i personaggi "entrano" in scena.</ref> appaiono i SENATORI e i TRIBUNI tra i quali MARCO ANDRONICO; in basso entrano, da una parte SATURNINO con i suoi sostenitori, dall'altra BASSIANO con i suoi, tutti con tamburi e trombe''.<br> '''Saturnino''' – (''Ai suoi sostenitori'') O voi di Roma nobili patrizi, patrocinanti la mia buona causa, difendete con l'armi il mio diritto; la giustizia della mia causa; voi, cittadini, fidi miei seguaci, sostenete ora con le vostre spade il mio titolo alla successione: il diritto di figlio primogenito di colui che per ultimo ha precinto il diadema imperiale; fate sì che rivivano nella mia persona quegli onori che furon di mio padre; non mi disconoscete, non fate questo affronto alla mia età.<ref>"''... nor wrong mine age with this indegnity''", letteralm.: "... né fate torto alla mia età (al mio diritto di primogenitura) con questo affronto".</ref><br> '''Bassiano''' – Romani, amici, fidi miei seguaci, sostenitori del mio buon diritto, se mai Bassiano, di Cesare figlio, fu grato agli occhi di Roma imperiale, a lui questo passaggio al Campidoglio<ref>"''... keep then this passage to the Capitol''": "questo passaggio" è la piazza dove si trovano; Bassiano incita i suoi a custodirlo ("''keep''") cioè a impedire che vi passi altri che lui.</ref> riservate, nessun di voi permetta che all'imperiale seggio a virtù consacrato ed a giustizia, a dignità e modestia di costumi, s'accosti il disonore, ma fate che da libera elezione rifulga il merito, e combattete, Romani, tutti, per rivendicare la vostra piena libertà di scelta.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Tito Andronico]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *Uomo più nobile, guerriero più audace, non vive oggi tra le mura della città. ('''Marco Andronico''', atto I, scena I) *Ascoltate, scellerati: triturerò in polvere le vostre ossa e usando il vostro sangue, farò una pasta, e con la pasta una sfoglia e con le vosre teste maledette due torte. ('''Tito Andronico''', atto V, scena II) *Eccoli, tutti e due cotti in questa torta. ('''Tito Andronico''', atto V, scena III) *Se ho fatto una sola cosa buona nella mia vita, me ne pento dal profondo del mio cuore. ('''Aronne''', atto V, scena III) ==''Troilo e Cressida''== ===[[Incipit]]=== ====Chiara Lombardi==== ''Entra il Prologo armato''<br> '''Prologo''': Troia è la scena. Dalle isole di Grecia i tracotanti prìncipi, nobile sangue in ebollizione, al porto di Atene hanno mandato le navi, cariche di uomini e d'armi per una guerra crudele. Sessantanove teste coronate sono salpate dalla baia di Atene alla volta della Frigia. Il loro voto: saccheggiare Troia, nelle cui possenti mura [[Elena (mitologia)|Elena]], la moglie rapita a [[Menelao]], dorme con il dissoluto [[Paride]]. Questa la causa della guerra.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Troilo e Cressida'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Chiara Lombardi, Giunti, 2019}} ====Iolanda Plescia==== [''Entra il Prologo, in armi'']<br> '''Prologo''': E' a Troia la scena. Dalle isole greche i principi orgogliosi - l'alto sangue acceso d'ira - hanno inviato al porto di Atene navi cariche di ministri e strumenti di guerra cruenta. Sessantanove, con in capo la corona regale, dalla baia ateniese muovono verso la Frigia, facendo voto di saccheggiare Troia, nelle cui forti mura la violata Elena, regina di Menelao, dorme con Paride il vizioso; è tutta qui la contesa.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Troilo e Cressida'', traduzione di Iolanda Plescia, Feltrinelli, 2015}} ====Mario Praz==== La scena è posta a Troia. Dalle isole della Grecia i principi orgogliosi, il loro gran sangue scaldato, hanno spedito al porto d'Atene le lor navi cariche dei ministri e degl'istrumenti della cruda guerra: sessanta e nove cinti di real corona, dalla baia d'Atena salpano alla volta della Frigia; e han fatto voto di mettere a sacco Troia dentro alle cui forti mura la rapita Elena, la regina di Menelao, giace col lascivo Paride; e codesta è la contesa.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Troilo e Cressida'', traduzione di Mario Praz, Newton, 1990}} ====Goffredo Raponi==== ''Entra il PROLOGO''<br> '''Prologo''' – La scena è a Troia. Dall'isole greche i re orgogliosi, il loro nobil sangue bollente d'ira, han radunato in massa le loro flotte nel porto di Atene, stracarico ciascun loro vascello di micidiali strumenti di guerra. Sessanta e nove teste coronate han fatto vela per la frigia costa da lì, giurando di dar sacco a Troia dove, al riparo di possenti mura, di Menelao la rapita regina si giace a fianco del lascivo Paride. a cagione della contesa è questa.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Troilo e Cressida]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ===Citazioni=== *La donna è un angelo quando si lascia corteggiare; la cosa appena avuta è già finita; l'essenza del piacere è nel fare. L'amata nulla sa se non conosce questo rituale: l'uomo apprezza ciò che non ha ben più di quel che vale. ('''Cressida''', atto I, scena II) *Non son forse dei mostri quelli che fanno voce da leone, ma sanno solo agire da conigli? ('''Cressida''', atto III, scena II) *Nostro fratello [[Paride]] è una torcia, che ci manda tutti a fuoco. Piangete, Troiani, piangete! Un'Elena, una rovina! Piangete, piangete! Troia brucia, se non la mandate via. ('''[[Cassandra (mitologia)|Cassandra]]''', atto II, scena II) *[[Piacere]] e [[vendetta]] sono più sordi delle bisce alla voce di una decisione giusta. ('''[[Ettore (mitologia)|Ettore]]''', atto II, scena II) *Che guerra e libidine se li mangino tutti! ('''Tersite''', atto II, scena III) *''Esser saggi e amare | supera il potere dell'uomo, è cosa per gli dei.'' (atto III, scena II; 2016) *Parole, parole, solo parole, non c'è sostanza che venga dal cuore. ('''Troilo''', atto V, scena III) *Sono un bastardo anch'io; adoro i bastardi! Sono nato bastardo, allevato bastardo, bastardo di testa, bastardo nel valore, illegittimo da ogni punto di vista. ('''Tersite''', atto V, scena VIII) *Tu hai innato in te il vizio della pietà che meglio che ad un uomo s'addice ad un leone. ('''Troilo''', atto V, scena III) ==''Tutto è bene quel che finisce bene''== {{Vedi anche|Tutto è bene quel che finisce bene}} ===[[Incipit]]=== ====Gabriele Baldini==== ''Rossillion. Palazzo del conte.<br/>Entra il giovane {{maiuscoletto|Bertram}}, conte di Rossillion, con sua madre la {{maiuscoletto|Contessa}}, {{maiuscoletto|Elena}} e {{maiuscoletto|Lord Lafeu}} tutti vestiti a lutto.''<br> '''{{maiuscoletto|Contessa}}''': Nel lasciare che il mio figliuolo si separi da me, io seppellisco un secondo marito.<br> '''{{maiuscoletto|Bertram}}''': Ed io nell'andarmene, signora, piango nuovamente la morte di mio padre. Pure debbo eseguire l'ordine di sua maestà del quale io sono ora in custodia e del quale sarò sempre suddito fedele.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Tutto è bene quel che finisce bene'', traduzione di Gabriele Baldini, ''Tutte le opere'', Fabbri Editori, 2003}} ====Chiara Lombardi==== ''Entrano il giovane Bertram conte di Rossiglione, la contessa sua madre, Elena e lord Lafeu, tutti in lutto''<br> '''Contessa''': Lasciare partire mio figlio da me è come seppellire un'altra volta mio marito.<br> '''Bertram''': E nell'andarmene, signora, io rinnovo le lacrime per la morte di mio padre; ma devo obbedire all'ordine di sua maestà: sono sotto la sua tutela, oltre che sempre suo suddito.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Tutto è bene ciò che finisce bene'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Chiara Lombardi, Giunti, 2019}} ====Goffredo Raponi==== ''Rossiglione, il palazzo del conte.<br>Entrano il giovane BERTRAMO, la CONTESSA sua madre, ELENA, LAFEU, tutti vestiti a lutto''<br> '''Contessa''' – Lasciare ora andar via da me mio figlio è come seppellire mio marito una seconda volta.<br> '''Bertramo''' – E per me, madre, è piangere mio padre un'altra volta, andando via: ma devo sottostare a un ordine del re, al quale sono tanto più soggetto ora che sono sotto sua tutela.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Tutto è bene quel che finisce bene]'', traduzione originale di Goffredo Raponi}} ====Nicoletta Rosati Bizzotto==== ''Rossillion. Il palazzo del conte.<br>Entrano il giovane Bertram, conte di Rossillion, sua madre, la Contessa, Elena e lord Lafew, tutti vestiti di nero.''<br> '''Contessa''': Consegnare mio figlio al mondo è come dare nuovamente sepoltura al mio sposo.<br> '''Bertram''': E nell'andare, signora, piango nuovamente la morte di mio padre; ma devo obbedienza al comando di sua maestà; di cui sono pupillo ora e sarò sempre suddito.<br> {{NDR|William Shakespeare, ''Tutto è bene quel che finisce bene'', traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto, Newton Compton, 1990}} ===Citazioni=== *Ama tutti, ma [[fiducia|fidati]] di pochi [...]. ('''Contessa''', atto I, scena I; 2003) *È come se mi fossi [[innamoramento|innamorata]] di una stella splendente, e pensassi di sposarla, tanto lui è al di sopra di me. ('''Elena''', atto I, scena I) *E la [[verginità]], la vostra buona vecchia verginità, somiglia tanto a quelle pere vizze di Francia, brutte fuori e dentro acide. ('''Parolles''', atto I, scena I; traduzione di Goffredo Raponi) *Non è a mio [[padre]] che penso, e questi lacrimoni di ora onorano la sua memoria più di quelli che piansi per lui allora. Com'era? Io l'ho dimenticato. ('''Elena''', atto I, scena I) * Non può aver bisogno di buoni [[consiglio|consigli]], chi segue quelli del proprio amore. ('''Lafeu''', atto I, scena I; 2003) *[...] sarebbe come s'io [[amore|amassi]] una certa stella di particolare splendore [...] Debbo contentarmi del conforto che posso trovare nel suo pur luminoso riverbero e nella sua luce collaterale, e non pensare mai d'attingere quello della sua sfera? ('''Elena''', atto I, scena I; 2003) * Un [[cuore]] troppo impressionabile, il mio, per ogni linea ed ogni tratto o capriccio di quel suo dolce viso! ('''Elena''', atto I, scena I; 2003) *Ti si rimproveri pure il silenzio, ma possa tu non venir mai biasimato per aver voluto [[parlare]]. ('''Contessa''', atto I, scena I; 2003) *[...] un uomo farebbe prima a estrarre il suo proprio cuore, anziché aspettare che la [[sorte]] gli consenta di pescarne una buona. ('''Lavatch''', atto I, scena III; 2003) *La [[parola]] è appena una serva, svergognata su ogni lastra tombale, un trofeo di menzogna su ogni sepolcro, ed altrettanto spesso resta invece muta là dove la polvere e il maledetto oblìo son la tomba d'ossa invero onorate. ('''Re di Francia''', atto II, scena III; 2003) *Ma se a gonfiarci sono i [[titoli]] e non la virtù, l'onore diventa idropico. La bontà è tale di per se stessa senza che abbia alcun bisogno di titoli. E tale è anche la bassezza. E la proprietà di qualche oggetto dovrebb'essere giudicata per la sua stessa essenza e non per il nome che le è dato. ('''Re di Francia''', atto II, scena III; 2003) *Rispetto a una casa tetra e a una moglie odiata, meglio la [[guerra]]. ('''Betramo''', atto II, scena III) *Se è il [[titoli|titolo]] che disprezzi in lei, io posso crearlo. È strano, il sangue di tutti noi, mescolato insieme, per colore, peso e calore non si distingue, si confonde; però, le differenze sono enormi. ('''Re di Francia''', atto II, scena III) *Un giovanotto [[matrimonio|sposato]] è un uomo sciupato. ('''Parolles''', atto II, scena III) *L'[[occasione]] mancata e la dilazione son tuttavia cosparse di dolcezza, e, distillate pur ora nella storta del tempo, faranno traboccare di gioia le ore future, e il piacere supererà e andrà oltre l'orlo. ('''Parolles''', atto II, scena IV; 2003) *Vieni, o notte. Concluditi, o giorno. Poiché, povero [[ladro]] qual sono, me ne andrò di furto senza esser vista, protetta dalla tenebra. ('''Elena''', atto III, scena II; 2003) *La trama della [[vita]] è un tessuto misto, bene e male mescolati insieme. ('''Primo nobile''', atto IV, scena III) *Ma l'[[amore]] che sa farsi sentire troppo tardi, simile a un pietoso perdono che giunge quando non s'è più in tempo, si rivolge tutto pieno d'amaritudine proprio contro la grandezza di colui che l'invia, e grida alto: «Buono era quel che ora non è più». ('''Re''', atto V, scena III; 2003) *È noto infatti che tutto quel che si frappone al godimento dell'[[amore|amor]] è soltanto qualcosa che serve ad accrescerne la forza divampante. ('''Bertram''', atto V, scena III; 2003) *Pure, anche da quel poco che ne sappiamo, possiamo arguire che tutto sia andato per il meglio, e se le amarezze del passato hanno una conclusione così grata, anche più grata sarà la dolcezza del [[presente]]. ('''Re''', atto V, scena III; 2003) ==''Venere e Adone''== ===[[Incipit]]=== <poem>Mentre, con purpureo volto, il sole dava l'estremo addio all'aurora lacrimosa, Adone dalle rosee guance si affrettava alla caccia.</poem> ===Citazioni=== *La cerbiatta bramosa d'accoppiarsi col leone è destinata a morire d'amore. ('''Elena''', I, 1) *La caccia amava e dell'amore rideva (I, 4) * Dice, e gli abbranca il madido palmo, | segno dell'ardore di vita che ha nel corpo, | e, tremante di passione, balsamo lo chiama, panacea terrena sì ma anche per lei, ch'è dea, ideale. (II, 25-28) *Tra questi confini v'è cibo a sufficienza, | dolci erbe di valle, amenissimi altipiani, | tonde colline che s'innalzano, scuri, aspri boschetti | che riparo ti daranno dalla burrasca e la pioggia. | Sii tu il mio cervo, allora, ché io a te sono tal parco. (II, 231-234) ==Citazioni su William Shakespeare== *A chi e a che cosa pensava Guglielmo Shakespeare, quali ricordi amari rimuginava quando, la penna stillante tossico, scriveva il verso celebre in cui parla del ritorno di un uomo ''ad una buia casa, ad una moglie odiata?'' Alcuni studiosi sono inclini a ritenere che fosse proprio la donna rimasta a Stratford-on-Avon a ispirargli la malinconica immagine. ([[Olga Ceretti]]) *Aprite un libro e cercate di leggere, ma scoprite che Shakespeare è trito e banale. ([[Jerome K. Jerome]]) *Ciò che Shakespeare non poté essere praticamente, ovvero il mimo di tutti i suoi ruoli, può esserlo con la massima precisione il compositore giacché egli ci parla direttamente attraverso ogni musicista che ne esegue l'opera. ([[Richard Wagner]]) *Continuo a studiarlo, accorgendomi ogni volta di più di quanti spunti contengano i suoi testi. ([[Joseph Fiennes]]) *Dopo [[Omero]] nessun poeta, per mio giudicio, può alzarsi a competere con l'[[Dante Alighieri|Alighieri]], salvo Guglielmo Shakspeare, gloria massima dell'[[Inghilterra]]. E per fermo, ne' drammi di lui l'animo e la vita umana vengon ritratti così al vero e scandagliati e disaminati così nel profondo, che mai nol saranno di più. Ma le condizioni peculiari della drammatica e l'indole propria degl'ingegni settentrionali impedirono a Shakspeare di raggiungere quella perfetta unione sì delle diverse materie poetiche e sì di tutte l'eccellenze e prerogative onde facciamo discorso. E veramente nelle composizioni sue la religione si mostra sol di lontano e molto di rado; e tra le specie differenti e delicatissime d'amore ivi entro significate, manca quella eccelsa e spiritualissima di cui si scaldò l'amante di [[Beatrice Portinari|Beatrice]]. ([[Terenzio Mamiani]]) *Finché resta Shakespeare la Letteratura è salda. ([[Emily Dickinson]]) *[[John Keats]] definì Shakespeare «poeta camaleonte», capace di aderire a ciascuna sua creatura fino ad annullare la propria personalità – di provare lo stesso piacere nel calarsi in uno Iago o in una Imogen<ref>Personaggi di ''Otello'' e ''Cimbelino''.</ref>. In effetti nessun autore di teatro, e pochissimi sommi poeti o narratori in qualunque lingua, ha mai dato vita a una paragonabile moltitudine di caratteri. ([[Masolino D'Amico]]) *La mia [[anima]] si rifugia sempre nel [[Antico Testamento|Vecchio Testamento]] ed in Shakespeare. Là almeno si sente qualche cosa: là son uomini che parlano. Là si odia! là si ama, si uccide il nemico, si maledice ai posteri per tutte le generazioni; là si pecca. ([[Søren Kierkegaard]]) *Lei è qui per imparare qualcosa sulla condizione umana, e le assicuro che non c'è maniera migliore per farlo se non quella di abbracciare Shakespeare. Ma lei deve scoprirlo attraverso la sua recitazione, non può farlo imitando gli altri. ([[Jean-Luc Picard]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'') *''Leggere Shakespeare | questo è il vero problema!'' ([[Caparezza]]) *Molti furono i combattimenti di ingegno fra Shakespeare e [[Ben Jonson]], che vedo ora davanti a me, in forma di un grande galeone spagnolo e di una nave da guerra inglese. Il Sig. Jonson, come il galeone, era costruito molto più alto in erudizione; solido, ma più lento nelle sue prestazioni. Shakespeare è come la nave da guerra inglese, meno massiccio ma più leggero nella vela, è in grado di girare con ogni marea e avvantaggiarsi di tutti i venti, grazie alla celerità del suo ingegno e della sua fantasia. ([[Thomas Fuller]]) *Non si deve amare Shakespeare che molto tardi, quando si ha il disgusto della perfezione. ([[Jules Renard]]) *Però, scusa ti posso dire una cosa adesso, che rimanga tra di noi! Io ho la sensazione che ultimamente Shakespeare... sia un po' troppo... come dire... un po' troppo italiano. ([[Stanis La Rochelle]], ''[[Boris (prima stagione)|Boris]]'') *Persino {{sic|Shakspere}}, che così profondamente permea le lettere e l'arte contemporanea (le quali in fatto derivano soprattutto da lui), appartiene sostanzialmente al sepolto passato. Soltanto che egli possiede la superba distinzione, per alcune importanti fasi di quel passato, di essere il più alto cantore che sia mai nato. ([[Walt Whitman]]) *Qualcuno ci sorveglia mentre scriviamo. La madre. Il maestro. Shakespeare. Dio. ([[Martin Amis]]) *Qualunque cosa dica, so che Shakespeare l'ha già detta. (''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'') *Quando, ad esempio, sento le espressioni ammirate che per secoli sono state dedicate a Shakespeare da grandi uomini, non posso sottrarmi al sospetto che quelle lodi siano state solo convenzionali. ([[Ludwig Wittgenstein]]) *Sarebbe stato impossibile... per qualsiasi donna scrivere i drammi di Shakespeare all'epoca di Shakespeare. ([[Virginia Woolf]]) *Shakespeare è facile, la cosa più facile del mondo... possiedi un briciolo di dote, un filino di intelligenza... dici: "Onesta come le mosche che gremiscono i macelli folleggiando anche col vento"... e la gente applaude, sbava rispetto, si commuove... perché dici Shakespeare, dici Sartre, dici Shaw, dici Brecht... è farsi apprezzare dicendo "Che belle chiappe che hai" o "Che bel sedere" che è difficile... ([[Renzo Montagnani]]) *Shakespeare ''forse'' non era Shakespeare. Ma Tizio non lo è di certo. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Shakespeare mi faceva dimenticar Sofocle: ma quando io quelle opere considerava più da vicino, io m'accorsi che cosa alcuna non ha mai superata l'originalità, la vita, la grazia di quest'arte sovrana, e che più che l'immaginazioni sono impazienti, anelanti, più ad esse converrebbe il riposarsi ad intervalli nella meditazione di questa bellezza, che deve la sua superiorità su tutte le altre alla sua medesima severità. ([[Giovan Battista Niccolini]]) *Shakespeare nei suoi 36 testi, copre ogni aspetto della vita umana, assimilando pensieri cosmici e metafisici alle storie semplici della vita quotidiana. ([[Peter Brook]]) *Shakespeare non è mai esistito. Tutte le sue opere sono state scritte da uno sconosciuto che aveva il suo stesso nome. ([[Alphonse Allais]]) *{{sic|''Shakspeare''}}, meravigliosa sintesi del gusto ispano-mauro-sassone, a proposito del quale un vecchio ateniese amico d'''[[Eschilo]]'' sarebbe scoppiato dalle risa o dal dispetto: ma noi — accogliamo precisamente codesta accozzaglia di ciò che v'ha di più delicato, di più grossolano, di più artifizioso, con una certa segreta confidenza e cordialità, la gustiamo come una raffinatezza dell'arte, che fu riservata a noi soli e non ci lasciamo indisporre dalle esalazioni mefitiche, dalla prossima vicinanza della plebaglia inglese, in mezzo alla quale vivono l'arte ed il gusto {{sic|''shaksperiani''}}, allo stesso modo come quando ci troviamo a ''[[Napoli]]'' sulla riviera di ''Chiaia''; noi la seguiamo, affascinati e volonterosi, senza preoccuparci delle esalazioni che tramandano lo cloache dei quartieri della plebe. ([[Friedrich Nietzsche]]) *Sullo Shakespeare sarebbe facile forse (e forse altrettanto vano) scrivere una pagina quale scrisse il [[Walter Pater|Pater]] sulla ''Gioconda'' di Leonardo, e vedere sul suo capo «scontrarsi i termini dei secoli», e sulla sua fronte (di cui pur nelle insoddisfacenti effigi s'indovina la serena ampiezza) il segno di tutti i pensieri e di tutta l'esperienza del mondo; anche per lui potrebbe dirsi che «tutto questo non è stato che suono di lire e di flauti, e vive solamente nella delicatezza» con la quale ha modellato gl'incomparabili versi, fino alla conclusione di quel famoso «pezzo» di Pater, che vede nel personaggio incarnata la fantasia d'una perpetua vita, che aduna insieme migliaia d'esperienze. ([[Mario Praz]]) *Un barbaro che non era privo d'ingegno.<ref>Frase de [[I promessi sposi]], cap. VII, «Tra il primo pensiero di un'impresa terribile e l'esecuzione di essa (ha detto un barbaro che non era privo d'ingegno) [...]» allusiva ai versi dell'opera shakespiriana ''Julius Caesar'', atto II, scena I: ''Between the acting of a dreadful thing | And the first motion, all the interim is | Like a phantasma or a hideous dream'' (Tra il primo pensiero di un'impresa terribile e la prima azione, tutto ciò che sta in mezzo, è come un fantasma od un odioso sogno). Il Manzoni era un ammiratore di Shakespeare e la battuta è ironicamente rivolta al [[Voltaire]], che aveva definito il grande drammaturgo inglese «''un sauvage avec des ètincelles de génie''» (Un selvaggio con qualche scintilla di genio).</ref> ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Uno è un attore soltanto quando ha dimostrato di saper recitare Shakespeare. ([[Max Reinhardt]]) ===[[Samuel Butler]]=== *Se neanche Shakespeare, col suo magico nome, per non parlare della grande bellezza di certi passi, riesce a riconciliarci (e molti sono d'accordo con me) con i [[verso|versi]], e specialmente con i versi rimati, come mezzo di espressione sostenuta, chi altri potrà mai farlo? *Shakespeare amò molto, ma non saggiamente; [[Georg Friedrich Händel|Händel]] amò come Shakespeare, ma con maggiore saggezza. Händel è al di sopra di Shakespeare così come Shakespeare è al di sopra di tutti gli altri, eccetto lo stesso Händel; e non meno elevato, appassionato, tenero e ugualmente pieno di fuoco e di amore; non è meno universale della sua umana partecipazione, non meno maestro di espressione di Shakespeare, e nello stesso tempo di fibra più forte e robusta, più duttile, meno introspettiva. *Si dice spesso che il più grande [[seccatore]] è il seccatore [[intelligenza|intelligente]]. La gente intelligente è sempre noiosa e deve esserlo. Ecco perché, forse, Shakespeare ha dovuto lasciare Londra: la gente non lo sopportava più. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *AA.VV., ''Il libro di Shakespeare'', traduzione di Giovanni Agnoloni, Gribaudo, 2018. ISBN 9788858021590 *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Cimbelino]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Cimbelino'', traduzione di Aldo Camerino, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Come vi piaccia]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Come vi piace'', traduzione di Antonio Calenda e Antonio Nediani, Newton Compton, 1990. *William Shakespeare, ''[https://www.liberliber.it/mediateca/libri/s/shakespeare/coriolano/pdf/coriol_p.pdf Coriolano]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Coriolano'', traduzione di Antonio Di Meo, Aldo Garzanti Editore, 1974. *William Shakespeare, ''Coriolano'', traduzione di Franco Fochi, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Enrico IV]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Enrico IV'', traduzione di Maria Antonietta Andreoni D'Ovidio, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Enrico VI]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Enrico VI'', traduzione di Maria Antonietta Andreoni D'Ovidio, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''Enrico VI'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Daniele Borgogni e Valentina Poggi, Giunti, 2017. ISBN 9788858777152 *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm I due gentiluomini di Verona]'', traduzione originale di Goffredo Raponi *William Shakespeare, ''I due gentiluomini di Verona'', traduzione di Corrado Pavolini, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Il mercante di Venezia]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'' (''The Merchant of Venice''), introduzine di Alberto Castelli, traduzione di Carlo Rusconi, Orsa Maggiore editrice, 1990. *William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'', traduzione di Agostino Lombardo, Feltrinelli, 2003. ISBN 8807820382 *William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Franco Marenco, Giunti, 2019. ISBN 9788858781630 *William Shakespeare, ''Il mercante di Venezia'', traduzione di di Paola Ojetti, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''Il racconto d'inverno'', traduzione di Agostino Lombardo, Feltrinelli, 2004. ISBN 9788858803714 *William Shakespeare, ''Il racconto d'inverno'', traduzione di Eugenio Montale, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Il racconto d'inverno]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Il regno di re Edoardo III'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Michele Stanco, Bompiani, 2017. ISBN 9788845294532 *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La bisbetica addomesticata]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''La bisbetica domata'', traduzione di Francesco Franconeri, Newton Compton, 1990. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La commedia degli equivoci]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''La commedia degli errori'', traduzione di di Eugenio Montale, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-s/william-shakespeare/la-dodicesima-notte/ La dodicesima notte]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''La dodicesima notte'', traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''La storia di Enrico IV'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Paolo Dilonardo, Giunti, 2017. ISBN 9788858777152 *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La Tempesta]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La Tempesta]'', traduzione di Michele Leoni, Pisa, presso Niccolo Capurro, 1815. *Guglielmo Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII288a.pdf La tempesta]'', traduzione di Andrea Maffei, Successori Le Monnier, Firenze, 1869. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm La Tempesta]'', traduzione di Diego Angeli, Milano, F.lli Treves, 1911. *William Shakespeare, ''La tempesta'', traduzione di Francesco Franconeri, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''La tragedia di Romeo e Giulietta'', traduzione di Alfredo Obertello, Arnoldo Mondadori Editore, 1970. *William Shakespeare, ''Le allegre comari di Windsor'', traduzione di Emilio Cecchi e Suso Cecchi d'Amico, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''Le allegre madame di Windsor'', traduzione di Nadia Fusini, Feltrinelli, 2017. 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ISBN 9788858781630 *William Shakespeare, ''Molto rumore per nulla'', traduzione di Maura Del Serra, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''Molto rumore per nulla'', traduzione di Nadia Fusini, Feltrinelli, 2009. ISBN 9788807822087 *William Shakespeare, ''Opere Complete'', traduzione e note da Gabriele Baldini, Rizzoli, 1963. *William Shakespeare, ''Opere complete. Con testo a fronte'', traduzione di Carlo Pagetti, Vittorio Gabrieli, Sergio Perosa, Guido Fink, Andrea Cozza, Alessandro Serpieri, Nemi D'Agostino, Marcello Pagnini, Silvano Sabbadini, Massimo Bacigalupo, Carlo Alberto Corsi, Francesco Binni, Agostino Lombardo, Giuseppe Maugeri, Demetrio Vittorini, Maria Antonietta Marelli, Romana Rutelli, Gilberto Sacerdoti, Garzanti, 2016. ISBN 9788811145141 *G. Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgPCI58.pdf Otello o Il moro di Venezia]'', traduzione di Michele Leoni, Tipografia Chirio e Mina, Torino, 1823. *Guglielmo Shakespeare, ''[http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/imgGVIII288.pdf Otello]'', traduzione di Andrea Maffei, Successori Le Monnier, Firenze, 1869. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Otello]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Otello'', traduzione, introduzione e note di Gabriele Baldini, BUR, 1984. *William Shakespeare, ''Otello, il Moro di Venezia'', traduzione di Emilio Cecchi e Suso Cecchi d'Amico, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/s/shakespeare/pene_d_amore_perdute/pdf/pene_d_p.pdf Pene d'amor perdute]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Pene d'amor perdute'', traduzione di Tommaso Pisanti, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''[http://www.liberliber.it/libri/s/shakespeare/index.htm Pericle, principe di Tiro]'', traduzione originale di Goffredo Raponi. *William Shakespeare, ''Pericle, principe di Tiro'', traduzione di Giorgio Albertazzi, Newton, 1990. *William Shakespeare, ''Pericle, principe di Tiro'', in ''Tutte le opere'', traduzione di Antonio Castore, Giunti, 2019. 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ISBN 9788858777152 ==Opere== *''[[Amleto]]'' (1600-1602) *''[[Antonio e Cleopatra]]'' (1607-1608) *''[[Enrico V (Shakespeare)|Enrico V]]'' (1598-1599) *''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'' (1599) *''[[Romeo e Giulietta]]'' (1594-1596) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Come vi piace||}} {{Pedia|Coriolano (Shakespeare)|''Coriolano''|}} {{Pedia|Il mercante di Venezia||}} {{Pedia|La bisbetica domata||}} {{Pedia|Macbeth||}} {{Pedia|Otello||}} {{Pedia|Re Lear||}} {{Pedia|Riccardo II (Shakespeare)|''Riccardo II''|}} {{Pedia|Riccardo III (Shakespeare)|''Riccardo III''|}} {{Pedia|Sogno di una notte di mezza estate||}} {{DEFAULTSORT:Shakespeare, William}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Drammaturghi britannici]] [[Categoria:Poeti britannici]] bx205lgqva2zb5uxej8j0t43475z3xo Chiedimi se sono felice 0 247 1415457 1404440 2026-06-03T11:06:20Z ~2026-32999-09 107368 1415457 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Chiedimi se sono felice |paese=Italia |anno=2000 |genere=commedia / drammatico |regista= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |soggetto=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, [[Paolo Cananzi]], [[Walter Fontana]], [[Graziano Ferrari]] |sceneggiatore=Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Paolo Cananzi, Walter Fontana, Graziano Ferrari |produttore= [[Paolo Guerra]] |attori= *[[Aldo Baglio]]: Aldo *[[Giovanni Storti]]: Giovanni *[[Giacomo Poretti]]: Giacomo *[[Marina Massironi]]: Marina *[[Silvana Fallisi]]: Silvana *[[Antonio Catania]]: Antonio *[[Giuseppe Battiston]]: Beppe il ladro *[[Augusto Zucchi]]: Direttore dei grandi magazzini *[[Paola Cortellesi]]: Dalia *[[Daniela Cristofori]]: Daniela *[[Max Pisu]]: Servizio treno-bar *[[Serena Michelotti]]: Madre di Aldo *[[Valentino Picone]]: Dottore *[[Ines Nobili]]: Infermiera *[[Cinzia Massironi]]: Francesca |note= }} '''''Chiedimi se sono felice''''', film italiano del 2000 con [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]], diretto da loro e [[Massimo Venier]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Avete mai sentito di qualcuno che era felice mentre stava morendo? Forse quell'alpinista, l'ho letto sul giornale, che è arrivato su e non è più tornato giù. Ha raggiunto il suo scopo. Oppure quel [[sommozzatore|sub]] che è andato giù e non è più tornato su. Ha fatto il suo record personale. Forse un sorriso gli è scappato. E poi ci sono io alla fine di questa storia... eccomi. Vi sembrerà strano ma, anche se sto per morire, sono felice! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Frasi== *Che cos'è il [[rancore]]? Il rancore è quella cosa... Che quando... Lo so, ti si... Eh la... Cioè il rancore, lo dice la parola stessa: ran-core, che la... Bisogna... Maria, ma proprio io dovevo fare la [[voce fuori campo]]! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Maria, che dolore! Ma porca miseria! Miliardi di piastrine perse per sempre!! ('''Aldo''') {{NDR|vedendo il sangue uscirgli copiosamente dal naso dopo aver preso una testata involontaria da Dalia}} *Le [[mutanda|mutande]]!! Quando le cerchi non si trovano mai! ('''Aldo''') {{NDR|mentre sta cercando di rivestirsi il più in fretta possibile, poiché in estremo ritardo per il lavoro}} *Se non mi licenziano loro, mi licenzio da solo, perché li capisco. ('''Aldo''') *Lo so, visti così sembravamo tre coglioni... e forse lo eravamo. ('''Aldo''') {{NDR|raccontando, come voce fuori campo, della situazione lavorativa di lui, Giovanni e Giacomo}} *Insomma credevamo che fosse uno di quei giorni in cui tutto sta per iniziare, invece era solo l'inizio della fine! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Chiedimi se sono felice! ('''Giacomo''') {{NDR|ad Aldo}} *Ma cosa c'hai nel cervello? Le [[scimmia urlatrice|scimmie urlatrici]]? ('''Giovanni''') {{NDR|ad Aldo}} *Anche mia nonna quando doveva mettermi le [[supposta|supposte]] da bambino me le spalmava sul sellino della bicicletta! ('''Giovanni''') {{NDR|in risposta ad un aneddoto di Silvana sulla somministrazione dei farmaci ai gattini}} *Perché l'[[amore]], quando ci si mette, è veramente bastardo. ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} *Giacomino, ti prego, ''scarricamela''! ('''Aldo''') *Giacomo, guarda, parlare con te o parlare con [[Aldo Biscardi|Biscardi]] è la stessa cosa... ('''Giovanni''') *Ma possibile che come ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi una macchina, gli metti sotto la madre e finisci il lavoro. E comunque Giacomino se ti chiedo un favore, domani, non farmelo! ('''Aldo''') *Aldo, non è che perché hai un frigo degli anni '60 ci devi tener dentro la roba degli anni '60! ('''Giovanni''') *{{NDR|rivolgendosi a Giacomo}} Ma che cosa cazzo me ne frega di cosa avete bevuto?? Piuttosto dimmi cosa ti ha detto! {{NDR|Aldo accende lo stereo a tutto volume}} Ma la vuoi spegnere quella merda di musica o no?!? ('''Giovanni''') *Per favore, lascia stare... Giacomino, vattene, lasciami solo. ('''Aldo''') {{NDR|dopo la furibonda sfuriata di Giovanni che, prima di piantarli in asso, in preda alla rabbia ha distrutto tutta la scenografia dello spettacolo che dovevano allestire}} *Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un'occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose. ('''Aldo''') {{NDR|commentando, come voce fuori campo, l'"avvicinamento" tra Giacomo e Marina, fidanzata di Giovanni}} *''No, non disturbatevi, restate sulla sedia, | signori mi presento, sono la [[commedia]].'' {{NDR|Applausi ed urla dal pubblico}} ''| Non son fatto di ossa ma di [[atti]] | che vi lascino rimborsati o soddisfatti | il mio [[cuore]] è chiamato [[trama]] | gente che si odia e che si ama, | il mio [[sangue]] è tutto ciò che accade | dal [[bacio]], al [[duello]] con le spade, | il mio cibo è il vostro battimani, | il veleno, gli attori cani. | Io sono la commedia e mi divido in atti | per raccontare a voi gli straordinari fatti | di questi cavalieri e della loro dama | di chi crede di amar | e di chi invece ama. | Si narrerà del poeta Cyrano e del suo [[naso]] | che pare modellato con lo stucco; | ma non ditelo all'[[attore]], non è il caso, | perché ce l'ha davvero, mica è un trucco'' {{NDR|Aldo si rivolge al pubblico indicando Giacomo, il pubblico applaude}} ''| e di Cristiano, giovane cadetto, che si esprime poco meglio di un gibbone | ma ha fascino ed è di bell'aspetto. | Un po' di [[fantasia]], questa è [[finzione]],'' {{NDR|Aldo si riferisce a Giovanni, il pubblico scoppia in una risata}} ''| entrambi ardon d'amore, questo è il bello | per Rossana, cugina di Cyrano | di quest'ultimo adora anima e cervello | ma ama corpo e viso di Cristiano. | Ma l'ora dei preamboli è finita | è ora che si vada ad incominciare | a tessere la trama e poi l'ordito | a svolgere, cucire e ricamare; | che squillino le trombe signori spettatori | inizia la commedia, che parlino gli attori.'' {{NDR|poi esce di scena, squilli di tromba e Giacomo inizia a recitare}} ('''Aldo''') *''Cosa aggiungere potrebbe un [[narratore]] | a quanto già narrato dall'[[attore]]; | a me non resta altro che sparire, | fare un bell'inchino e poi svanire. | Come Cyrano che confessa e muore ai piedi del suo grande eterno amore, | anch'io finito il mio cammino mi accascio e vado verso il mio [[destino]]. | Che è quello di chi inizia e già finisce, | sboccia e dopo un attimo appassisce, | di chi vive soltanto un paio d'ore, | sperando in un applauso e dopo muore.'' {{NDR|poi cade in terra, e il pubblico applaude}} ('''Aldo''') ==Dialoghi== *'''Giacomo''': Non mi vedi da tre anni e mi sbatti la porta in faccia?<br />'''Giovanni''': Che cosa vuoi?<br />'''Giacomo''': Senti, lo so che è tardi, però è successa una roba...<br />'''Giovanni''': Che cazzo vuoi?!<br />'''Giacomo''': Aldo sta male!<br />'''Aldo''' {{NDR|voce fuori campo}}: Eppure, tre anni fa le cose erano molto diverse! *{{NDR|Aldo si ritrova senza casa, per cui Giovanni gli ha trovato un alloggio momentaneo nel vecchio magazzino dismesso dei suoi genitori}}<br/>'''Aldo''': Oh, eh, Giovanni, quando vuoi venire non ti fare scrupoli, eh? Questa casa è sempre aperta per te. Eh? Non ti fare scrupoli, vieni quando vuoi, hai capito?<br/>'''Giovanni''': Scrupoli, è mia! Non è che...<br/>'''Aldo''': Comunque, magari una telefonatina prima, eh? Oh, Giacomino, anche tu, quando vuoi venire vieni, qua la porta... Allora, qui gente che entra, gente che esce, la facciamo diventare quello che vogliamo!<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Mangiamo, beviamo, di giorno, di notte...<br/>'''Giovanni''': No!<br/>'''Aldo''': Ci ubriachiamo, eh, spacchiamo tutto, {{NDR|preso dall'euforia, comincia ad urlare}} la radiamo al suolo questa merda di casa!! <br/>'''Giovanni''': Allora, no, no, no, un attimo! Mettiamo le cose in chiaro! *'''Giacomo''': Allora, stavolta mi è proprio venuta una grande bella idea: e se rappresentassimo il Cyrano de Bergerac? <br/> '''Aldo''': Ma Giacomino, Giacomino, sempre con queste americanate, finiscila, va! <br/> '''Giacomo''': Americanate che cosa? È francese, il Cyrano! <br/> '''Aldo''': C'hai sempre ragione tu... *'''Aldo''': Comunque domani viene alle 7:30, e gli do l'anello.<br/>'''Giacomo''': ''Le'' do, femminile. Quante volte te lo devo dire? ''Le'' do. L'[[Lingua italiana|italiano]] è importante! *{{NDR|Aldo, ritenendo d'aver trovato l'anima gemella in Dalia, chiede insistentemente a Giacomo di scaricargli Silvana, con la quale si stava già vedendo da un pò di tempo, ma stavolta non può}}<br/>'''Giacomo''': C'ho un turno di doppiaggio, Aldo. <br/> '''Giovanni''': Cosa, devi scoreggiare mentre passa un treno? <br/> '''Giacomo''': Ha parlato il mimetto Tutankhamon. Perché non ci vai te allora? <br/> '''Giovanni''': Che problema c'è? <br/> '''Giacomo''': Eh, vai! <br/> '''Aldo''' {{NDR|con tono affranto}}: Giovanni, fallo tu, ti prego... {{NDR|Giovanni annuisce con rassegnazione}} Grazie! {{NDR|lo bacia}} *'''Giacomo''': Va' che non ci vuole niente a scaricare le donne degli altri. L'unica cosa veramente importante è che non la lasci parlare: non deve avere il tempo di parlare. Devi essere lucido, freddo, distaccato. <br/> '''Giovanni''': Tipo Zoff? <br/> '''Giacomo''': Mmh, tipo Zoff. *{{NDR|Pensando a una terza persona per la cena-appuntamento}}<br/>'''Giacomo''': Che poi, non è proprio doppia coppia doppia coppia, eh.<br/> '''Aldo''': In che senso?<br/>'''Giacomo''': Nel senso che c'è una loro amica che si è appena trasferita lì, non ho capito bene... Cioè, bisogna trovare un terzo amico per lei, se nò non se ne fa niente...<br/>'''Aldo''': E che problema c'è? Giovanni... {{NDR|Giovanni si mostra visibilmente interessato a partecipare}} mi passi il formaggio, per favore? {{NDR|gli tira un'occhiataccia e gli passa il formaggio}} Ci sarebbe Lello.<br/>'''Giacomo''': Lello? Lello è pesante, dai! <br /> '''Aldo''': Beh, un po' pensante è vero... <br /> '''Giacomo''': [[Logorrea|Logorroico]]. <br /> '''Aldo''': Eh, sarà pure logorroico ma parla troppo. Allora Brio. <br /> '''Giacomo''': Brio potrebbe andar bene... se si lavasse!<br/>'''Aldo''': No, non gli puoi chiedere una cosa del genere a Brio! Allora Rudy!<br/>'''Giacomo''': Rudy? Quello che frega le autoradio??<br/>'''Aldo''': Non quel Rudy lì, l'altro...<br/>'''Giacomo''': Non starai parlando di quello che fa la gara di rutti?!<br/>'''Aldo''': Il due volte campione italiano di rutti!<br/>'''Giacomo''': Cioè, portiam fuori uno che fa i rutti?! <br/>'''Aldo''': Conosciamo un vip, buttiamolo via!<br/>'''Giacomo''': Vabbè, ho già capito che di questa roba non se ne fa niente... <br />'''Aldo''': {{NDR|dopo un attimo di silenzio}} Ma che cretino! Uno c'ha la soluzione davanti agli occhi e non se ne avvede! {{NDR|indicando Giovanni, che si ringalluzzisce tutto}} Giovanni... non è che conosci qualcuno? Un amico? Un parente?<br/>'''Giovanni''': Non conosco nessuno! {{NDR|sbattendo irritato il tovagliolo sul tavolo}}<br/>'''Aldo''': Neanche un primate col pollice opponibile?<br/>'''Giovanni''': Ma va a cagare, va! {{NDR|Se ne va dalla tavola}}<br/>'''Giacomo''': {{NDR|lui ed Aldo scoppiano a ridere}} Ma dai Giova, era uno scherzo! *{{NDR|Parlando dei preparativi della cena a tre, al supermercato}}<br/>'''Giovanni''': Allora, io... venire vengo perché ormai ho promesso, giusto? Però qualcuno ha visto la ragazza? Non è che mi capita la solita pantegana?<br/>'''Aldo''': Allora, ti capita quello che ti deve capitare, la pantegana o il cane-lupo che sia, comunque stiamo facendo un favore a Giacomino!<br/>'''Giovanni''': E facciamogli 'sto favore...<br/>'''Aldo''': E facciamogli 'sto favore, e non se ne parla più! Allora, torniamo a noi. Giacomino comunque, puoi leggere tutti i libri che vuoi, cosa che mi guardo bene dal fare...<br/>'''Giacomo''': Vantati, eh...<br/>'''Aldo''': Comunque [[Marco Ferradini]] è un tuttologo sull'amore.<br/>'''Giovanni''': Allora, fatemi capire bene. La cena la facciamo per Giacomino, giusto? Quindi paga lui?<br/>'''Aldo''': No! Ognuno mette il suo, braccino corto!<br/>'''Giovanni''': Vabbè, io la mia parte l'ho già messa.<br/>'''Giacomo''': Messo cosa?<br/>'''Giovanni''': Le cinquecento lire del carrello!<br/>'''Giacomo''': Va be' ma poi te le riprendi!<br/>'''Giovanni''': Intanto lì è un capitale immobilizzato, e gli interessi, pemm {{NDR|mimando con un gesto del braccio}}, si impennano!<br/>'''Giacomo''': Interessi cosa?<br/>'''Giovanni''': Lascia perdere, cosa ne sai tu di economia, Giacomo? *'''Aldo''': Continuiamo, va'. Fuori dal letto? Fuori dal letto? <br/> '''Giacomo''': Nessuno è perfetto. <br/> '''Aldo''' {{NDR|urlando}}: Nessuna pietà! Nessuna pietà! Ma come devo fare con te?! Attitudini sull'amore nessuna! {{NDR|mentre camminano per i reparti di un supermercato, Aldo cerca di spiegare a Giacomo come deve trattare una donna seguendo una nota canzone di Marco Ferradini, di cui Giacomo non riesce a ricordare le parole}} *'''Marina''': {{NDR|Cercando una scusa per allontanarsi dalla tavolata con Giovanni}} Giovanni, non senti uno strano odore?<br/>'''Giovanni''': Di cosa?<br/> '''Marina''': Di bruciato?<br/>'''Giovanni''': {{NDR|Dopo un breve istante di pausa}} Ah sì è vero, c'è l'arrosto nel forno.<br/>'''Aldo''': Lo sento pure io. <br/>'''Silvana''': No no, io non sento proprio odore di bruciato. <br/>'''Aldo''': Eh, c'avrai le mucose andate... *'''Marina''': {{NDR|In cucina, mentre Giovanni cerca di fare i piatti}} Quindi io e te saremmo la terza coppietta?<br/> '''Giovanni''': No, cioè no, io non sapevo neanche che tu venivi<ref>Giovanni, avendola scambiata per la fidanzata da scaricare di Aldo (a causa d'un disguido sul suo indirizzo di casa), l'aveva tenuta impegnata un'intera mattinata per farle il "discorsetto" destinato a Silvana</ref>, perché se nò non avrei accettato, eh?<br/> '''Marina''': Ah, grazie.<br/> '''Giovanni''': No, nel senso... cioè... non che avrei accettato... cioè... avercene! No, cioè, avercene in senso buono... cioè in senso... scusa... {{NDR|fa per andarsene imbarazzato con le pietanze da servire}} *'''Beppe il ladro''': Dammi il [[Portafoglio (contenitore)|portafoglio]]!<br/> '''Aldo''': Ok, ma non mi puntare l'arma addosso.<br/> '''Beppe il ladro''' {{NDR|prende e apre il portafoglio}}: Ma è vuoto?!<br/> '''Aldo''': Eh, tu il portafoglio mi hai chiesto... *'''Giacomo''': Smettila di buttarti giù, quante volte te lo devo dire, vedrai che va tutto a posto! Del resto tu sei un ragazzo intelligente, eh, si vede! <br/> '''Beppe''': Da cosa? <br/> '''Giacomo''': Beppe, son frasi fatte, è per dire... Non è che devi star lì ad approfondire tutto... *'''Giovanni''' Ciao Beppe! <br/> '''Beppe''': Magari ci sentiamo... <br/> '''Giovanni''': Ma sì, figurati! <br/> '''Beppe''': Allora buonanotte, eh, ciao. <br/> '''Giovanni''': Buonanotte... {{NDR|ferma Beppe che se ne stava andando con la sua bici}} Ciccio! Eh, eh! La bicicletta! <br/> '''Beppe''': Aah... <br/> '''Giovanni''': Eh, "aah"... E intanto, eh, track! Ti ci sei affezionato! Ecco, Beppe, cerca di perdere il vizio, eh! *'''Giacomo''': Giovanni, guarda, non so proprio come dirtelo, ma i mobili di tua madre fan veramente cagare. <br/> '''Giovanni''': Ma cosa ne vuoi capire tu, Giacomo? Non sai neanche cos'è una pialla! <br/> '''Giacomo''': Ma cosa c'entra?! Non è che uno deve costruire i mobili per saperli apprezzare! <br/> '''Giovanni''': Eh no, caro! Chi sa fare sa capire! <br/> '''Giacomo''': Ma che cazzo di [[Proverbi dai film|proverbio]] è? <br/> '''Giovanni''': Non è un proverbio: è la vita, Giacomo. *'''Aldo''': "La commedia c'è! Il manifesto pure! Sono arrivati, freschi freschi di stampa!" {{NDR|Il manifesto riporta erroneamente "Sirano De Bergerak"}}<br/> '''Giacomo''': "Deficiente! Cyrano con la C si scrive, non con la S!" {{NDR|tira uno scalpellotto ad Aldo}} <br/> '''Giovanni''': "Bergerac con la K?!" {{NDR|tira un altro scalpellotto ad Aldo}}<br/> '''Giacomo''': "Ma cos'è, Diabolik questa roba qua?!" <br/> *'''Giacomo''': Abbiamo incontrato Francesca {{NDR|l'attrice scritturata per il loro allestimento}} che piangeva! Cosa le hai fatto? <br/> '''Aldo''': Niente! <br/> '''Giacomo''': Senti, furbino, non è che per caso ti sei messo anche con lei? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giacomo''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì... <br/> '''Giovanni''': Scommetto che ti ha beccato con un'altra, eh? <br/> '''Aldo''': No! <br/> '''Giovanni''': Di' la verità! <br/> '''Aldo''': Sì...<br/> '''Giacomo''': Certo che tu sei veramente il campione olimpico dei minchioni! *'''Giacomo''': Be', immagino, Elena, che tu abbia già avuto esperienze teatrali.<br/>'''Candidata attrice''': Io sì. E voi?<br/>{{NDR|I tre si guardano imbarazzati}}<br/>'''Giacomo''': Comunque la commedia sarebbe il ''Cyrano di Bergerac''.<br/>'''Aldo''': Sì, Bergerac. Che sarebbe anche l'autore. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}} *'''Giacomo''': Immagino che tu abbia già avuto esperienze di teatro. <br/> '''Candidata attrice''': Be', sì... ho lavorato con [[Giorgio Albertazzi|Albertazzi]]. <br/> '''Aldo''': Però... Albertazzi... il grande Albertazzi... il grande e irreprensibile Albertazzi! Mamma mia, non sapevo che facesse anche teatro. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Se ti dico che parlo io, parlo io!<br/> '''Aldo''': Ma che ho fatto?<br/> '''Giovanni''': Aldo, se parla lui, parla lui. *{{NDR|dopo essersi passati in rassegna i provini per la protagonista, tutti infruttuosamente}} '''Giacomo''': Certo che è una situazione [[Franz Kafka|kafkiana]]... <br/> '''Aldo''': Ma, precisamente, questo Kafkian, chi è? *'''Giacomo''': Ovviamente abbiamo già pensato all'allestimento in ogni suo particolare. Per esempio, la scenografia avrà un posto di rilievo. Cioè nella cifra stilistica nostra, no? Ovviamente sarà tutto rigoroso...<br/> '''Giovanni''': {{NDR|facendo oscillare vorticosamente una matita con le dita}} Giacomo! Guarda guarda guarda! Sembra molle. La matita sembra molle! Guarda. {{NDR|la candidata se ne va immediatamente}}<br/> '''Giacomo''': Ma tu, stamattina, non dovevi andare al supermercato a fare la pianta grassa? *'''Giovanni''' {{NDR|al venditore di cibarie sul treno}}: Che tipo di panini avete? <br /> '''Venditore''': Abbiamo prosciutto, formaggio, prosciutto e formaggio... <br /> '''Giovanni''': Prosciutto cotto o crudo? <br /> '''Venditore''': Cotto. <br /> '''Giovanni''': No, non mi piace... e formaggio? <br /> '''Venditore''': Formaggio. <br /> '''Giovanni''': Ho capito, ci son tanti tipi di formaggio: stagionato, molle, filante... <br /> '''Venditore''': {{NDR|visibilmente scocciato ed irritato}} Senta, io stamattina mi sono alzato alle sei. <br /> '''Giovanni''': Eh, e io alle cinque! <br /> '''Venditore''': Sì. A che ora è andato a letto? <br /> '''Giovanni''': Non so, sarà stato undici e mezza, mezzanotte...<br /> '''Venditore''': Alle due. <br /> '''Giovanni''': Ah be' allora... formaggio! Mi scusi. <br /> '''Venditore''': Bravo! <br />'''Giovanni''': Me lo può scaldare per favore?<br />'''Venditore''': Certo. {{NDR|prende il panino e lo schiaccia contro il finestrino su cui batte il sole}} Se ha una mezz'oretta... *{{NDR|Marina, non convinta dell'andazzo della sua relazione con Giovanni, gli ha comunicato di volersi prendere una pausa di riflessione}}<br/>'''Giacomo''': Giovanni, ma sono fasi del rapporto queste qua. <br/> '''Giovanni''': Sì, fasi del rapporto... <br/> '''Giacomo''': Giovanni, sono cose che si dicono.<br/> '''Giovanni''': Eh, cose che si dicono...<br/> '''Giacomo''': Senti Giovanni, però, non c'è bisogno di ripetere tutto quello che ti dico, il dialogo è fatto di botta e risposta!<br/> '''Giovanni''': Eh si, botta e risposta... Botta e risposta... <br/> '''Aldo''': Giacomino, anche tu, sei bravissimo a ''scarricare'', ma per riconciliare una coppia sei una merda proprio! Ci penso io... <br/> *'''Giacomo''': Ma non lo so neppure io come sia potuto accadere Aldo, eravamo lì ed è successo, del resto lo sai anche tu come possono finire certe cose... <br/> '''Aldo''': No, non lo so, non lo so come possono succedere! E comunque, se proprio glielo devi dire... glielo devi dire? <br/> '''Giacomo''': Certo che glielo devo dire... <br/> '''Aldo''': Sicuro sicuro? <br/> '''Giacomo''': Certo! <br/> '''Aldo''': Vabbè, se proprio glielo devi dire, glielo dici dopo il debutto! <br/> '''Giacomo''': Non posso, non capisci che sto male se mi tengo dentro tutto sto peso? <br/> '''Aldo''': Mii e da dove salta fuori tutta questa coscienza?! E perché non gliel'hai detto ieri? <br/> '''Giacomo''': Perché ieri già gli ho dovuto dire che ha perso il lavoro... {{NDR|poiché fuori città, Giacomo l'ha sostituito come mimo-manichino al supermercato dove lavora}}<br/> '''Aldo''' {{NDR|sbigottito}}: Cosa sentono le mie orecchie?! Cosa?? Ha perso? Ha perso?! <br/> '''Giacomo''' {{NDR|abbassa lo sguardo per la vergogna}}: Il lavoro... <br/> '''Aldo''': Ma porca miseria, come è successo?! <br/> '''Giacomo''': Eh, ho litigato con il capocommesso e l'hanno licenziato. <br/> '''Aldo''': Ma è possibile che come ti muovi ti muovi pesti una merda? In un colpo solo gli hai fatto fuori il lavoro e la fidanzata! Adesso prendi la macchina, gli metti sotto sua madre e finisci il lavoro! <br/> '''Giacomo''': Grazie eh! <br/> '''Aldo''': Prego, prego! E comunque, Giacomino, se ti chiedo un favore domani non farmelo. Non farmelo! <br/> *'''Giovanni''': Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? <br/> '''Giacomo''': Sì... ma Giovanni... <br/> '''Giovanni''': Stai zitto! Io ero a Francoforte, e tu l'hai baciata!? Mi fai schifo, Giacomo! <br/> '''Giacomo''': Ma Giovanni, posso spiegare... <br/> '''Giovanni''': Ma spiegare che cosa?! Sei veramente un bastardo, Giacomo! Non ti voglio più vedere! Per me non esisti più! <br/> '''Aldo''': Ma dai, Giovanni! È solo un bacio... <br/> '''Giovanni''': Qualcuno t'ha chiesto qualcosa? <br/> '''Aldo''' {{NDR|si giustifica perplesso}}: No... un bacio... è solo un apostrofo rosa fra le parole franco e forte! <br/> '''Giovanni''': Ma che cazzo stai dicendo?? Mi prendi anche per il culo? <br/> '''Aldo''': Sono confuso, scusa... <br/> '''Giovanni''': E poi tu lo sapevi e non mi hai detto niente? <br/> '''Aldo''': No, io non lo sapevo... <br/> '''Giovanni''' {{NDR|adirandosi sempre di più}}: Anzi peggio: tu mi hai mandato a Francoforte per lasciare lui {{NDR|dando un brusco scappellotto a Giacomo}} da solo!!! <br/> '''Aldo''': Guarda, stai creando un equivoco, sei arrabbiato... <br/> '''Giovanni''': Guarda, mi fai schifo, anzi fate schifo tutti e due... <br/> '''Aldo''': Ti prego, cerca di ragionare... <br/> '''Giovanni''': Ma stai zitto, taci! Per favore, taci, taci!! Tu sei capace solo di vivere sulle spalle della gente! {{NDR|alza il tono di voce, mentre Aldo abbassa lo sguardo}} Tu sei un approfittatore! Sei un parassita! Anzi, sai cosa ti dico adesso? Tu vai al mio magazzino, prendi la tua roba e non ti fai più vedere! Hai capito? La pacchia è finita!! Chiaro?! <br/> '''Aldo''' {{NDR|mantenendo basso lo sguardo}}: E la commedia? <br/> '''Giovanni''': La commedia?! Guarda la commedia, guarda la tua commedia. {{NDR|prende una spada di legno e comincia a distruggere tutta la scenografia con rabbia}} Guarda, guarda la tua commedia! La guardi la tua commedia del cazzo?! {{NDR|butta giù un albero della scenografia e se ne va}} *'''Zia di Aldo''': Spero solo di sentire presto gli zoccoli del cavallo di San Bartolomeo. <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Eh, sì... <br/> '''Zia di Aldo''': Che venga a pigghiasselo col suo sacco nero! Così smette di soffrire! <br/> '''Giacomo e Giovanni''': Signora, un po' di ottimismo, però!<br/> '''Zia di Aldo''': E questo ottimismo è! <br/> '''Giovanni''': Ah questo è ottimismo? Chissà il resto... ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Lo so, lo so: ho detto una bugia! A parte il fatto che l'idea di fingermi malato è venuta a Marina, e io non ero nemmeno d'accordo! E poi queste cose - si sa - si avverano. Comunque senza quella bugia quei due non sarebbero mai, mai venuti fin quaggiù e io adesso non sarei felice! E poi mio nonno me lo diceva sempre: una [[verità e bugia|bugia]] a fin di bene vale più di cinquecento [[verità e bugia|verità]]. E così siamo arrivati alla fine, solo che voi volete sapere ancora un sacco di cose. Volete sapere se questa è stata l'ultima volta che abbiamo recitato insieme; se adesso che ci siamo ritrovati non saremo così cretini da perderci di nuovo; se Marina e Giovanni si rimetteranno insieme; se Giacomo riuscirà a dare almeno un bacio all'infermiera. Che volete che vi dica? Io tutte queste cose non le so. Però, come diceva mio nonno, tutto è possibile... o quasi. Quanto a me non so come passerò il resto dei miei giorni. Anche se un'idea... ce l'avrei! ('''Aldo''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] aurei72m1mqu07dvl4y135d1u936lbf Così è la vita 0 252 1415450 1379159 2026-06-03T10:10:58Z ~2026-32973-74 107367 1415450 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Così è la vita |paese=Italia |anno=1998 |genere=commedia |regista= [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]] |soggetto= Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, [[Gino e Michele]], [[Giorgio Gherarducci]], [[Graziano Ferrari]] |sceneggiatore= Aldo, Giovanni & Giacomo, Massimo Venier, Gino e Michele, Giorgio Gherarducci, Graziano Ferrari |produttore= [[Paolo Guerra]] |attori= * [[Aldo Baglio]]: Aldo "Bancomat", Al * [[Giovanni Storti]]: Giovanni, John * [[Giacomo Poretti]]: Giacomo, Jack * [[Marina Massironi]]: Clara * [[Big Jimmy]]: Crapanzano * [[Francesco Pannofino]]: Cognato di Giacomo * [[Carlina Torta]]: Sorella di Giacomo * [[Fabrizio Ambrassa]]: Platone * [[Fabio Biaggi]]: Nipote di Giacomo * [[Antonio Catania]]: Catanìa * [[Giorgio Centamore]]: George * [[Mohamed El Sayed]]: Gaber * [[Cesare Gallarini]]: Carmine * [[Elena Giusti]]: Moglie di Giovanni |note= }} '''''Così è la vita''''', film italiano del 1998 diretto e interpretato da [[Aldo, Giovanni & Giacomo]] con la collaborazione di [[Massimo Venier]] alla regia. == Frasi == *{{NDR|Dopo avergli sparato un proiettile in una gamba}} Ma non fare polemiche, Jack, ha rimbalzato! ('''Johnny''') *{{NDR|Rivolgendosi al compagno di cella che russa}} Crapanzano, meno male che oggi esci... avrò dormito un'ora in due anni! ('''Aldo''') *Crapanzano, mettiti la maglietta! E porca miseria... Sei così un bel ragazzo, non vedo perché ti devi buttare via in questo modo! ('''Aldo''') *{{NDR|Restituendo alla madre un bambino affidatogli poco prima, che gli ha vomitato addosso}} Signora, le do un consiglio: lo faccia vedere da un [[esorcismo|esorcista]]. ('''Giovanni''') *Ma chi è che ti ha addestrato a te, [[Topo Gigio]]? ('''Giovanni''') *{{NDR|Rivolto a una donna che sta per partorire}} Buongiorno, signora! Si sono già divise le acque? ('''Aldo''') *Sì, ho conosciuto una ragazza si chiama Clara, è bellissima, è bionda, è bellissima, è... vabbè, più bionda che bellissima... ('''Aldo''') *Mii ma dove hai preso la patente? Alla sala giochi? ('''Aldo''') == Dialoghi == *'''Al''' {{NDR|raccontando una [[Barzellette dai film|barzelletta]]}}: C'è un tipo di colore...<br/>'''Jack''': Che tipo di colore?<br/>'''Al''': Un tipo di colore!<br/>'''Jack''': Eh ho capito ma rosso verde...<br/>'''Al''': Mii un negro! Un tipo di colore negro! [...] Allora... Non la racconto più. c'è un negro che bussa alla porta di un night club...<br/>'''John''': Ah, ho capito... è quella che poi apre lo spioncino e lo tira fuori con le dita nel naso!<br/>'''Al''': Ecco, ho capito quella che dici. È bellissima! È un capolavoro della barzelletta. Ma non è quella!<br/>'''Jack''': Ma qual è quella che lo tira fuori con lo spioncino?<br/>'''Al''': Mii Jack, sto raccontando un'altra barzelletta! [...] Allora... c'è un negro che bussa alla porta di un night club...<br/>'''John''': Aaah... è quella che poi lui va in un altro night club!<br/>'''Al''': Quella!<br/>'''John''': Che lui corre forte...<br/>'''Al''': Sì, però non me la rovinare... lasciamela raccontare. <br/>'''Jack''': Ma quando si ride in questa barzelletta?<br/>'''John''': Jack, è una barzelletta e si ride alla fine!<br/>'''Al''': [...] T'hanno dato trent'anni, puoi anche aspettare!<br/>'''Jack''': Va bene, allora... allora aspetteremo!<br/>'''John''': Aspetta un attimo Al, ma come mai a lui hanno dato trent'anni e a noi cinquanta?<br/>'''Al''': Mii Johnny, pure tu... sto raccontando una barzelletta! Mii, la sto odiando 'sta barzelletta! Allora: c'è 'sto cazzo di negro che è due ore fuori dalla porta di questo night club di mmerda! E il portiere gli risponde... <br/>'''John''': "Non si può entrare in questo night club". [...]<br/>'''Al''': E il negro gli risponde... <br/>'''John''': "Ma lei non sa chi sono io, mi faccia entrare!"<br/>'''Jack''': {{NDR|cominciando a ridere}} "Lei non sa chi sono io!" Ma che t'inventi Johnny! <br/>'''Al''': E... e il portiere gli risponde...<br/>'''John''': "Guarda quella ragazza con la gonna rossa!"<br/>'''Jack''': {{NDR|ridendo sempre più sguaiatamente}} "Con la gonna rossa!" Miinchia! Sto scompisciando dalle risate! Haha...<br/>'''Al''': Ragazza... con la gonna rossa?<br/>'''John''': Sì...<br/>'''Al''': Allora non è lei...<br/>'''John''': Come non è? Non è che poi dice: "Oh, c'è anche l'elefante che parla inglese..."<br/>'''Jack''': "L'elefante che parla inglese!" Johnny, sei veramente una bomba, sei! [...] Ma come finisce 'sta barzelletta? *'''Jack''': Se al mattino spacchi le pietre, al pomeriggio scavi le buche. Se al pomeriggio si spaccano le pietre, al mattino si scavano le buche. Se al mattino... <br /> '''Al''': Se al mattino spacchi le palle, la sera pure! <br /> '''Jack''': Ma che minchia di programma rieducativo è?<br/>'''Al''' {{NDR|a John}}: Su questo c'ha ragione... *'''Giacomo''': Ciao. Cosa stai leggendo oggi? <br /> '''Platone''': [[Schopenhauer]]. <br /> '''Giacomo''': Schopenhauer? <br /> '''Platone''': ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]''. <br /> '''Giacomo''': Sì, ma Platone, anche tu! Non puoi leggere ''[[Topolino (libretto)|Topolino]]'' come tutti gli altri bambini? Ciao Gaber! Ehi? Successo qualcosa? <br />'''Gaber''': Questa è arrivata stamattina. {{NDR|mostra a Giacomo una lettera}} Dice che dobbiamo partire entro stasera, neanche il tempo di fare le valigie ci hanno dato. <br/>'''Giacomo''': Ma scusa, e per ora dove andreste? <br/>'''Gaber''': Per ora da mio cugino poi boh... son disperato Giacomo. <br />'''Giacomo''': Non ti preoccupare; mi farò venire in mente qualcosa. <br />'''Cognato di Giacomo''': {{NDR|scendendo per le scale}} Ah, guarda che ber quadretto. Ammazza che schifo! Ahò, Africa! Damme un giudizio: te sembrano pulite 'ste scale? <br />'''Gaber''': Le ho appena pulite. <br />'''Cognato di Giacomo''': Va be'! Tanto tra un po' la pacchia è finita, eh? <br />'''Giacomo''': Intanto stiamo calmi, poi mi devi una spiegazione: come mai non ne sapevo niente di 'sta roba? <br />'''Cognato di Giacomo''': Ahò, a' Malcolm ''Icse''! Intanto stai carmo te. Primo. Secondo: famo 'na bella cosa, al posto di "unanimità", ce scriviamo: "Voti favorevoli: 15; voti contrari: 1". Er tuo, eh? Giacomino, l'amico dii negri. {{NDR|facendo poi per andarsene, rivolto a Gaber}} Ciao, Congo. *'''Catanìa''': Minchia già incazzato?? <br /> '''Giacomo''': Sì, dai. Metti in moto che siamo già in ritardo. <br /> '''Catanìa''': Ah, senti, c'è stato un cambiamento nel programma. <br /> '''Giacomo''': Che cambiamento? <br /> '''Catanìa''': Prima di passare dal carcere, devo fare una commissione. <br /> '''Giacomo''': Catanìa cosa ti stai inventando stavolta? <br />'''Catanìa''': Quanto bene mi vuoi Giacomo? Dammi la mano... {{NDR|Giacomo si scosta bruscamente}} e dammi sta cazzo di mano!... {{NDR|gliela prende e se la porta al petto}}<br /> '''Giacomo''': Ma dai! <br /> '''Catanìa''': Hai sentito? Sai cosa vuol dire quando batte così il cuore? Guardami in faccia quando ti parlo. Lo sai cosa vuol dire? <br /> '''Giacomo''': Ho paura di saperlo, Catanìa. <br /> '''Catanìa''': Quanti favori t'ho fatto Giacomo eh?! Dimmi, quanti favori t'ho fatto?? <br /> '''Giacomo''': Devo essere sincero? <br /> '''Catanìa''': Non far lo stronzo... Giacomo ti prego non far lo stronzo! Io sto mettendo la mia vita nelle tue mani e tu fai lo stronzo? Non lo fare perché io per te... io per te... e dammi un bacio... {{NDR|gli si getta addosso per baciarlo}} <br /> '''Giacomo''': E basta e guarda sta strada! <br /> '''Catanìa''': Quanto cazzo di bene ti voglio! <br /> '''Giacomo''': Catanìa hai letto il regolamento? Non posso recuperare un delinquente da solo! <br /> '''Catanìa''': Ecco quando fai così mi fai davvero incazzare! Ma come?! Tu sei il mio migliore amico io per te finirei pure in galera e tu? Come mi stai trattando? No dimmi come mi stai trattando??? Vaffanculo Giacomo... vabbè dammi un bacio. <br /> '''Giacomo''': E basta con 'sti baci e guarda sta strada! Dimmi piuttosto chi è stavolta e la facciamo finita dai. <br /> '''Catanìa''': Aaaah perché tu credi che ci sia di mezzo una donna eh?! No, questa non è una donna. Questa è un'opera d'arte... una scultura... bella come una statua, una statua di... va bè adesso non mi viene in mente nemmeno il nome, ma guarda, ti giuro è perfetta... Io posso scendere anche qui ora... <br /> '''Giacomo''': Catanìa... <br /> '''Catanìa''': Io faccio un favore a te e tu uno a me, eh. <br /> '''Giacomo''': Catanìa... <br /> '''Catania''': Così è la vita... a proposito: l'hai finito il tuo libro? Vedi che cazzo d'amico che sono! Tutto mi ricordo tutto! Dammi un bacio. {{NDR|gli si avvinghia di nuovo addosso}}<br /> '''Giacomo''': Allora... Allora Catanìa adesso tu fai un favore a me: Scendi da questa macchina e ti levi dalle palle dai, andare, su! {{NDR|Catania gli da un bacio con il suo dito addosso}} E daaaai! <br /> '''Catania''': Allora ci vediamo qui alle 11:00. *'''Aldo''' {{NDR|rispondendo al cellulare di Giovanni}}: Pronto, chi è? Chi? Giovanni Storti? E lei chi è? Ah, è la moglie.<br />'''Giovanni''' {{NDR|sporgendosi dal sedile posteriore}}: Mia moglie!<br />'''Aldo''': Ah: Stai fermo con le mani! Non lo so se ha sbagliato numero ma sicuramente ha sbagliato persona, o forse ha sbagliato numero ma ha trovato la persona giusta, o... Mi'! M'ha mandato a fanculo! Lo stesso carattere del marito! Mi', che famiglia! Sequestrato... anzi eliminato! {{NDR|butta il cellulare dal finestrino}} *'''Giovanni''': {{NDR|dopo esser stato sequestrato da Aldo assieme a Giacomo}} Io avevo un appuntamento importantissimo! <br /> '''Giacomo''': Sì, dal pediatra. *'''Giacomo''': Anzi! Se proprio vuoi saperlo, io il poliziotto non volevo neanche farlo. È capitato. <br />'''Giovanni''': Eh, e se non capitava era meglio! *'''Giacomo''': Sai com'è la vita, capitano delle cose più grosse di te e devi prendere delle decisioni, un po' come il bivio di prima, ti ricordi, "Che faccio? Vado a destra o vado a sinistra?" E lì se non stai attento rischi di sbagliare, rischi di prendere la strada sbagliata. <br /> '''Giovanni''': E tu l'hai presa in pieno, contromano! *'''Giacomo''': Tra l'altro ho anche finito di scrivere un romanzo. <br /> '''Giovanni''': {{NDR|con tono sarcastico}} Non vedo l'ora di leggerlo, c'ho l'acquolina in bocca. *'''Aldo''' {{NDR|rivolto a Giovanni, che ha appena sorpreso mentre cercava d'attirare l'attenzione d'altre macchine di passaggio}}: Ma perché? Perché, perché, perché mi fai questo? Perché mi devi mettere sempre i bastoni fra le ruote, eh? Mentre sto operando, oltretutto!<br/>'''Marito della partoriente''' {{NDR|in lontananza}}: È uscita la testa! È uscita la testa!<br/>'''Aldo''': Eh Ho capito, un minuto! Un minuto! Ha aspettato undici mesi, può aspettare anche un minuto, no? E tutto io devo fare? Ritorniamo a noi: Perché? Eh? Fammi vedere le mani. {{NDR|Giovanni scuote la testa}} Fammi vedere le mani, imperativo categorico assoluto! {{NDR|Giovanni gli mostra titubante le mani}} "O tu, o io"? Che c'è scritto??<br/>'''Giovanni''': Niente!<br/>'''Aldo''': "O io o tu"?<br/>'''Giovanni''': Sì, è un gioco di parole...<br/>'''Aldo''': E come si risolve?<br/>'''Giacomo''': Ma niente, è che devi leggerle al contrario... ed esce scritto ''aiuto'', c'è scritto. *'''Aldo''': Vuoi un cheeseburger? Lo vuoi. <br /> '''Giacomo''': No no, grazie. Io faccio una dieta dissociata; cerco di non mischiare i carboidrati con le proteine... sai, perché se gli enzimi dei carboidrati... <br /> '''Aldo''': Mii, e che devi farmi la cartella clinica ho capito?! Eh! *'''Aldo''' {{NDR|mangiando un hamburger}}: Il nettare degli dei! E il settimo giorno dio creò il cheeseburger. {{NDR|girandosi verso Giovanni}} Ma come fa a non piacert... {{NDR|gli parte inavvertitamente un colpo dalla pistola con cui teneva costantemente sotto tiro gli ostaggi. Il retro della macchina si cosparge tutto di rosso, e lui si mette a piangere terrorizzato}} Maria! Che ho fatto, Maria, che ho fatto?! Gli ho spappolato la faccia, gli ho spappolato! Gli ho spappolato il cervello!<br/>'''Giovanni''' {{NDR|con tono da moribondo}}: Non sento più niente! Oddio, non sento più niente! Non sento dolore!<br/>'''Aldo''': Sento che già il cadavere puzza! Sta frollando?! Sta frollando?!<br/>'''Giovanni''': Non sento più niente!<br/>'''Giacomo''': Ci credo che non senti niente, deficienti! {{NDR|raccogliendo col dito un po' della sostanza rossa del ketchup cosparsasi nell'auto}} È ketchup! Hai assassinato il sacchetto d'hamburger, hai assassinato! *'''Aldo''': Sento che sta per succedere qualcosa... Guarda lì, due condor. Presagio di sventura.<br/>'''Giacomo''': Ma che condor, non siamo mica nello Utah qua, son cornacchie! "Presagio"... *'''Aldo''': A 200 metri c'è un sentiero! Hai capito? Prendi quel sentiero! <br /> '''Giacomo''': No. <br /> '''Aldo''' {{NDR|urlando}}: T'ho detto schiaccia quel cazzo di piede e prendi quel sentiero, hai capito?! *'''Aldo''': Datemi un buon motivo per non farlo. <br/>'''Giovanni''': Be', adesso non me ne viene in mente neanche uno, però pensandoci bene, magari... *'''Giovanni''' {{NDR|riferendosi ad Aldo}}: Oh cacchio, è con una ragazza?!<br/>'''Giacomo''': Sì.<br/>'''Giovanni''': Ma come sì?? C'è lì il mostro di Düsseldorf con una ragazza e tu non fai niente, non agisci?!<br/>'''Giacomo''': Perché?<br/>'''Giovanni''': Ma come perché, è un delinquente questo qua!<br/>'''Giacomo''': Ma scusa, adesso secondo te uno basta che finisca una volta in galera e diventa uno stupratore... Va' che tu della natura umana non capisci proprio un cazzo guarda!<br/>'''Giovanni''': Senti "natura umana", è due giorni che te lo voglio dire: sei proprio un cretino! Va bene?<br/>'''Giacomo''': Cosa hai detto?<br/>'''Giovanni''': Ho detto che sei un cretino, hai capito bene!<br/>'''Giacomo''': Guarda faccio finta di non sentire! E poi comunque ti ricordo che stai parlando con un pubblico ufficiale!<br/>'''Giovanni''' {{NDR|ridendo}}: Ma pubblico ufficiale che cosa, ma ti sei visto? Ma sei vestito come uno spaventapasseri {{NDR|la sua divisa ce l'ha indosso Aldo, per non destar sospetti, da quando li ha sequestrati}}, e sai perché? Perché sei uno spaventapasseri! *'''Aldo''': Ti chiami Clara?! Bellissimo nome! Pensa che quando ero bambino, e quando dico bambino... dico bambino! Conoscevo un'amica che si chiamava Francesca... E indovina come la chiamavo?<br/>'''Clara''': Clara.<br/>'''Aldo''': Eh no. Si chiamava Francesca... E la chiamavo Francesca. *'''Aldo''': In Africa, tutte le mattine, quando sorge il sole, una gazzella muore. <br /> '''Clara''': Muore? <br /> '''Aldo''': Si sveglia già morta, perché si vede che non stava molto bene il giorno prima e allora... Comunque, sempre in Africa, no? Tutte le mattine, quando sorge il sole, un leone, appena si sveglia, comincia a correre per evitare di fare la fine della gazzella che è morta il giorno prima. E poi, correndo, vede che c'è la gazzella morta il giorno prima lì e visto che... "Che cosa corro a fare? Mi fermo e gli do due mozzicate". Comunque, dove voglio arrivare? Non è importante che tu sei un crotalo o un pavone. L'importante è che se muori, me lo dici prima.<ref>Il riferimento è a un aneddoto africano dall'incerta attribuzione: «Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame. Ogni mattina in Africa, come sorge il sole, non importa che tu sia leone o gazzella, l'importante è che cominci a correre.» Per approfondire vedi [[Abe Gubegna|qui]].</ref> *'''Giovanni''': Hai capito?<br/>'''Aldo''': Non sono mica sordo!<br/>'''Giovanni''': Ciccio, quello è sentire, capire è un'altra cosa! *'''Giovanni''' {{NDR|discutendo sulla reazione dei parenti alla notizia delle loro morti: la moglie di Giovanni intrattiene una tresca con Catanìa, mentre i familiari di Giacomo gli hanno buttato tutte le sue cose e dato in affitto la stanza}}: Ma sì... Il discorso di fondo è uno solo: non è che tutti gli esseri umani di fronte al dolore hanno la stessa reazione. Non so, prendi una vedova araba: urla, strepita, si strappa i capelli, si rotola... è esagerata. Una svedese no! Al massimo una lacrimuccia. Non è che soffra meno, è una reazione diversa di fronte al dolore. Mia moglie ha avuto una reazione di questo tipo.<br/>'''Giacomo''': Ma sì, un po' svedese... <br/>'''Giovanni''': Ma sì, come uno shock affettivo.<br/>'''Giacomo''': Come mia sorella e mio cognato.<br/>'''Giovanni''': Be', be' no eh, tua sorella e tuo cognato sono proprio dei bei bastardi! <br/>'''Giacomo''': Ma come bastardi?<br/>'''Giovanni''': Ma sì, scusa, sei appena morto e ti affittano la camera e buttano il libro della tua vita nella spazzatura? Se non son bastardi questi qua, dai...<br/>'''Giacomo''': Scusa, e allora tua moglie?<br/>'''Giovanni''': Cosa vuol dire, lì è una reazione diversa.<br/>'''Giacomo''': Ma reazione diversa che cosa?! Scusa, sei morto da un giorno e si mette a trombare con un altro, dai!<br/>'''Giovanni''': Ma cosa vuol dire?! È lo shock!<br/>'''Giacomo''': Ma lo shock di che cosa? Giovanni, è brutto sentirselo dire, ma tua moglie è proprio un bel puttanone!<br/>'''Giovanni''': Uè Giacomo, piano con le parole eh! Ahahahah, questa è bella! Mia moglie è un puttanone! Ma dai, mi fai ridere mi fai, ecco cosa mi fai! Adesso mia moglie è un puttanone... Ma pensa te! Mia moglie è un puttanone... {{NDR|con tono sempre più convinto}} Mia moglie è un puttanone... *'''Giovanni''': Ma si può sapere cosa sta succedendo?<br /> '''Aldo''': Ma è possibile che tu non hai ancora capito? E fai uno sforzettino, no? <br/>'''Giovanni''': Giacomo... <br/>'''Giacomo''': Eh, Giovanni, mi sa che... <br/>'''Giovanni''': Mi sa che cosa, mi sa?<br /> '''Aldo''': Dai, hai fatto trenta, che ci vuole a fare trentuno?<br/>'''Giovanni''': Trentuno cosa?!<br /> '''Aldo''': Mii, ma sei proprio gnucco?! Allora te lo devo proprio dire? Sei morto, defunto, trapassato remoto, schiattato! Eh, gliel'ho dovuto dire così!<br/>'''Giovanni''': E tu lo sapevi?<br /> '''Aldo''': Certo che lo sapevo.<br/>'''Giovanni''': E perché non ci hai detto niente?<br /> '''Aldo''': Ragazzi, per dire certe cose ci vuole un certo tatto, non è che potevo dirvelo così. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] aezzsh2ymdbytrfjih081f3c3gcwwtr Desiderio 0 1915 1415424 1391981 2026-06-03T08:17:11Z Spinoziano 2297 +1 1415424 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua}} {{voce tematica}} [[File:Wishing Well - geograph.org.uk - 50772.jpg|thumb|Un pozzo dei desideri]] Citazioni sul '''desiderio'''. ==Citazioni== *''A chi nulla desia soverchia il poco.'' ([[Salvator Rosa]]) *''Anima, i desideri entrino come | fiumi nel mare, in te: serbi sua calma | il mare, i fiumi perdano lor nome.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *Beati quelli che desiderano ardentemente quello che Dio vuole: Dio esaudirà i loro desideri. ([[Discorso della Montagna|Gesù, Discorso della Montagna]]) *Ben si dice, che 'l desiderio vince la paura, supera gl'inconvenienti, e spiana le difficultà. ([[Mateo Alemán]]) *C'è solo una cosa ancor più vana della vanità dei desideri umani: l'assenza di desideri. ([[Samuel Butler]]) *Chi desidera ma non [[azione|agisce]], alleva pestilenza. ([[William Blake]]) *Ci sono desideri, in noi, soffocati, dimenticati. Ma esistono anche desideri tormentosi, che non puoi soffocare, dimenticare. Sono quelli contro i quali nessuno riesce a difendersi. (''[[L'ispettore Derrick]]'') *Comune opinion fu degli antichi filosofi che [[bene]] è quello, il quale desiderano tutte le cose. E certo non si può dare maggior segno del bene che il desiderio. Ben può torcersi il desiderio, ben può esser sedotto e deluso; ma impossibil è che egli non aspiri pure al bene, come l'acqua, la qual può deviarsi dal suo cammino, e per varî canali farla di qua e là andar vagando, ma non s'inganna mai che col farla discendere, e, se anche è forzata a salire in alto, nol fa che volendo andare {{sic|allo}} in giù. ([[Giuseppe Biamonti]]) *Desiderare di osare non serve a nulla, se rimane un desiderio. ([[Fausto Cercignani]]) *Di desiderio più che di soddisfazione cibasi Amore. Eternamente si amano gli ideali perché non raggiungonsi mai. ([[Carlo Dossi]]) *Dura è la lotta contro il desiderio, che ciò che vuole lo compra a prezzo dell'anima. ([[Eraclito]]) *È doloroso scoprire che l'oggetto dei nostri pensieri e delle no­stre attese è insignificante e volgare quando lo si è infine rag­giunto: è meglio desiderare qualcosa di irraggiungibile che sape­re che si è avverata solo l'ombra dei nostri sogni. ([[Gustaw Herling-Grudziński]]) *È il desiderio, Maestà, a fare di una donna la stella che illumina la saggezza di un uomo. (''[[Marco Polo - La storia mai raccontata]]'') *È nella natura del desiderio di non poter essere soddisfatto, e la maggior parte degli uomini vive solo per soddisfarlo. ([[Aristotele]]) *È vero [[Saggezza|saggio]] chi, nella sua vecchiezza, sa risalire il fiume e guardare le ninfee, senza pungersi alle spine dei desideri rimasti sulle rive. ([[Nino Salvaneschi]]) *Ho passato la vita a desiderare che fosse la persona giusta. Il guaio è che una persona non diventa giusta solo perché tu lo desideri. ([[Massimo Gramellini]]) *I desideri ardenti che si annidano nel cuore umano, sono come semi gettati nell'invisibile grembo del cosmo. Essi fioriscono, per lo più, ma quasi sempre in forma tale che il cuore che li ha concepiti non riesce a riconoscerli. ([[Ka-Tzetnik 135633]]) *I disiderî della carne, laonde l'uomo è assalito e tentato, sono sei: il primo è quello della lussuria, il secondo è quello della gola, il terzo è quello di tutte le cose che bisognano alla vita dell'uomo, lo quarto è quello dello spendere, il quinto è quello di volere signoreg[g]iare, il sesto in dire parole villane e oltrag[g]io fare. Tutti quanti i detti disiderî si rafrenano per le dette virtudi che nascono di Temperanza. ([[Bono Giamboni]]) *''I desideri sono solo nostalgia | o malinconia d'innumeri altre vite.'' ([[Francesco Guccini]]) *I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho ''incantati''. ([[Alessandro Baricco]]) *– I tuoi occhi mi desiderano.<br>– Ti desidero, sì, perché non so resisterti. Ma non cederò mai più.<br>– Ogni desiderio è una promessa. (''[[Le vergini di Salem]]'') *Il cuor dell'Uomo, nome con cui si suol denotare l'umana Volontà, può ben chiamarsi un mantice indefesso e perpetuo di desiderj. Formato che n'è appena uno, ne succede un altro; e pure tanti e sì diversi desiderj nostri non sono per lo più, che un solo, nella stessa guisa che tanti rami escono di un tronco, e compongono un'Albero solo. ([[Ludovico Antonio Muratori]]) *Il desiderio! Ci sostiene e ci crocifigge, portandoci ogni giorno sul campo di battaglia dove ieri abbiamo perso ma che, nel sole di un'altra giornata, ci sembra nuovamente un terreno di conquista; e anche se domani moriremo, il desiderio ci fa erigere imperi destinati a diventare polvere, come se la consapevolezza che presto cadranno non riguardasse la sete di edificarli ora; ci infonde l'energia di volere sempre quello che non possiamo possedere e ci getta all'alba sull'erba disseminata di cadaveri, affidandoci fino alla morte progetti che appena compiuti subito rinascono. Ma è così estenuante desiderare incessantemente... ([[Muriel Barbery]]) *''Il desiderio è il mio cammino e la tempesta la mia bussola | in amore non getto l'ancora in nessun posto.'' ([[Joumana Haddad]]) *Il desiderio è metà della vita. L'indifferenza è metà della morte. ([[Kahlil Gibran]]) *Il desiderio è qualcosa che viene a occupare uno spazio più grande di quello che il singolo individuo può concedergli. ([[Tennessee Williams]]) *Il desiderio è sempre il desiderio dell'altro. ([[Jacques Lacan]]) *Il desiderio è una malattia degli occhi. ([[Lope de Vega]]) *Il desiderio è una forma di possesso. Desiderare una donna significa volerla ridurre al livello di un animale o di un oggetto. ([[Stephen Fry]]) *II desiderio è un telescopio meraviglioso. ([[Robert Louis Stevenson]]) *Il desiderio, forse, è il dono che nessun altro dono può soddisfare. ([[Emily Dickinson]]) *Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno. Non senti degli occhi che girano intorno al tuo corpo? E i tuoi occhi non cercano fuori le cose che vuoi? (''[[Il silenzio degli innocenti]]'') *Il desiderio ostacola la trasformazione dal conoscere e dal capire all'essere. ([[Wilfred Bion]]) *Il desiderio, qualunque desiderio, diventa una tortura quando non si è più in grado di soddisfarlo. ([[Roberto Gervaso]]) *''Il sogno, il desiderio, contro ogni speranza appagato, | è la gioia dell'anima più vera. | Così anche a me tu dai una gioia più cara dell'oro, | tornando, Lesbia, quando più ti bramavo, | e ti bramavo senza sperare, e tu vieni da te, | per me. Giorno di privilegio questo.'' ([[Gaio Valerio Catullo]]) *In noi alberga un desiderio, che in fondo in fondo non vuol essere appagato, perché la chiarezza sospirata è più insopportabile dell'attesa confusa. ([[Adrienne von Speyr]]) *''Istinto è dell'umane menti | Che ciò che più si vieta, uom più desia'' ([[Torquato Tasso]]) *L'uomo è una creatura fatta di desiderio, e il desiderio è trascendenza: ci mette in relazione con il tutto. ([[Mary Ann Glendon]]) *L'uomo non vive di pensieri, ma di un desiderio che non è meditato. ([[Maksim Gorkij]]) *La cagione è, perché la [[natura]] ha creati gli uomini in modo che possono desiderare ogni cosa, e non possono conseguire ogni cosa: talché, essendo sempre maggiore il desiderio che la potenza dello acquistare, ne risulta la mala contentezza di quello che si possiede, e la poca sodisfazione d'esso. ([[Niccolò Machiavelli]]) *La carriera dei nostri desideri dev'essere circoscritta e ristretta al breve limite delle comodità più prossime e contigue. E inoltre la loro corsa dev'esser condotta non in linea retta che faccia capo altrove, ma in circolo, i due capi del quale si congiungano e terminino in noi con un breve giro. Le azioni che si compiono senza questo movimento riflesso, s'intende vicino ed essenziale, come quelle degli avari, degli ambiziosi e di tanti altri che corrono dritto, la cui corsa li porta sempre in avanti, sono azioni erronee e malsane. ([[Michel de Montaigne]]) *La [[curiosità]] femminile è spesso l'avanguardia del desiderio. ([[Nino Salvaneschi]]) *La mancanza di desideri è il segno della fine della gioventù e il primo e lontanissimo avvertimento della vera fine della vita. ([[Goffredo Parise]]) *Le cose che desideriamo, desideriamole poco, non solo perché non meritano di essere altrimenti desiderate, ma anche perché desiderandole molto diventano fonte di mille pene. ([[Louis Bourdaloue]]) *Legittimo è il desiderio del necessario, e il [[lavoro]] per arrivarci è un dovere: «se qualcuno si rifiuta di lavorare, non deve neanche mangiare». ([[Papa Paolo VI]]) *Lo stato supremo di assenza di desiderio si verifica quando tutti i desideri cessano, in seguito alla scoperta della natura più intima del Purusha, il Sé Supremo. ([[Patañjali]]) *Nella vita esistono due tragedie. La prima è la mancata realizzazione di un intimo desiderio, l'altra è la sua realizzazione. ([[George Bernard Shaw]]) *Nelle cose che dopo lungo desiderio s'ottengono non truovano quasi mai gli uomini né la giocondità né la felicità che prima s'aveano immaginata. ([[Francesco Guicciardini]]) *Nessuno tu troverai che non brami qualcosa più del necessario, nessuno che non voglia che molto gli avanzi. ([[Poggio Bracciolini]]) *Niente come il desiderio, qualunque sia il suo oggetto, ci aiuta a dimenticare i nostri scrupoli. ([[Priya Basil]]) *Niente è così piacevole come vedere l'ordine del mondo che si piega di fronte ai nostri desideri. ([[Muriel Barbery]]) *Non bisogna seguire sempre il cammino difficile dei desideri che non conoscono limiti; bisogna frenare le ali del volere. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'') *Non bramar molto e l'otterrai. ([[Epitteto]]) *Non è quindi peccato desiderare una [[donna]], ma assecondare la concupiscenza; non si deve condannare il desiderio dell'unione carnale, ma l'assenso dato a questo desiderio. ([[Pietro Abelardo]]) *Nulla si è ottenuto, tutto è sprecato, quando il nostro desiderio è appagato senza gioia. Meglio essere ciò che distruggiamo, che inseguire con la distruzione una dubbiosa gioia. ([[William Shakespeare]]) *Per primo si sviluppò il Desiderio, che fu il primo germe del Pensiero. (''[[Ṛgveda Saṃhitā]]'') *Puoi desiderare in una mano [...] e cagare nell'altra, e poi guarda quale si riempie prima. ([[Hroðgar|Hrothgar]], ''[[Caitlín R. Kiernan#La leggenda di Beowulf|La leggenda di Beowulf]]'') *Qualsiasi desiderio è una schiavitù; anche se desideri Dio o la liberazione è una schiavitù. Né la liberazione può accadere se questo desiderio non sparisce totalmente. Per cui, ricorda, non puoi desiderare la liberazione: è impossibile, contraddittorio. ([[Osho Rajneesh]]) *Quando desideri una cosa, tutto l'Universo trama affinché tu possa realizzarla. ([[Paulo Coelho]]) *Quando ho cominciato a sentire che si allontanava, ho preso a tradirla con altre donne, tutte quelle verso cui provavo attrazione e che mi ricambiavano. Non è stato difficile, il desiderio è come un gas, si espande nell'aria e nulla può contenerlo se non il contatto con gli affetti più profondi. ([[Bruno Morchio]]) *Quando ti viene la occasione di cosa tu desideri, pigliala sanza perdere tempo; perché le cose del mondo si variano tanto spesso che non si può dire d'avere la cosa insino non l'hai in mano. ([[Francesco Guicciardini]]) *Quanto è più propinquo l'uomo ad un suo desiderio più lo desidera, e, non lo avendo, maggior [[dolore]] sente. ([[Niccolò Machiavelli]]) *''Quanto quel cieco desiderio ardente, | Ch'a cercar il mio mal m'è guida e scorta, | Di qua di là vagando in van mi porta, | Tanto ha riposo sol l'inferma mente''. ([[Angelo di Costanzo]]) *Reprimono il desiderio solo quelli che lo hanno tanto debole da poterlo reprimere. ([[William Blake]]) *Se la [[bellezza]] è un'ombra, il desiderio è un lampo. ([[Anatole France]]) *Se si ottiene subito tutto ciò che si desidera, il cuore dell'uomo non trova pace. Esauditi i desideri, infatti, il desiderio resta insaziato come prima. ([[Martin Lutero]]) *Senza rendersene conto, aveva scoperto una legge importantissima che regola l'agire umano: e cioè che per indurre un uomo o un ragazzo a desiderare qualcosa, basta far sì che quella cosa risulti difficile da ottenere. ([[Mark Twain]]) *Sono messo alle strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d'altra parte, è più necessario per voi che io rimanga nella carne. (''[[Lettera ai Filippesi]]'') *Tendiamo sempre a ciò che è vietato e bramiamo ciò che ci viene negato. ([[Ovidio]]) *Tutto ciò che l'uomo desidera invano quaggiù, è perfetto e reale in [[Dio]]. ([[Simone Weil]]) *Un affamato desio non si nutrisce con lo sguardo. ([[Andrea Perrucci]]) *Un desiderio di desideri: la [[malinconia]]. ([[Anna Karenina|Lev Tolstoj, ''Anna Karenina'']]) *''Varj dell'uom sono i desiri.'' ([[Ulisse]]: ''[[Odissea]]'') ==Proverbi== *Addisiari e ’un aviri è pena di muriri. ([[proverbi siciliani|proverbio siciliano]]) *Chi assai desidera, assidera. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]]) ===[[Nisargadatta Maharaj]]=== *Agire sotto l'impulso del desiderio è paura e schiavitù; spinti dall'amore, è libertà. *Con l'arresto dell'immaginazione e del desiderio, il [[divenire]] cessa, e l'essere "questo" o "quello" si amalgama nell'[[essere]] indifferenziato, che non è descrivibile, solo sperimentabile. *I desideri che distruggono i loro soggetti o i loro oggetti, o che non si estinguono una volta appagati, si contraddicono da sé, e non possono trovare soddisfazione. Solo i desideri motivati dall'amore, dalla buona volontà e compassione, giovano sia al soggetto che all'oggetto, e possono essere pienamente appagati. *Il desiderio è il ricordo del piacere, la paura il ricordo del dolore. *Vedere ogni cosa come un'[[immaginazione]] nata dal desiderio, è necessario per l'autorealizzazione. ===[[Proverbi italiani]]=== *Chi non ha gran voglie, è ricco. *Chi più desidera, più s'affanna. *Chi troppo desidera, niente ottiene. *Con la voglia cresce la doglia. *Cosa proibita accende desiderio. *È più facile reprimere il primo desiderio, che soddisfare quelli che seguono. *Giammai col desiderare il sacco puoi colmare. *I nostri desideri sono presentimenti della nostra capacità. *Il desiderio fa sembrare bello ciò che è brutto. *Il desiderio sfrenato non giunge mai a dove aspira. *Il sacco dei desideri è legato con un capello. *Molti, poi che l'hanno avuto, piangon quel che han voluto. *Ottenere uno conduce a desiderare due. *Più da noi è desiderato ciò che più ci vien negato. *Povero è colui che desidera tutto. *Se ami la libertà, restringi i tuoi desideri. *Se bastassero i desideri, i poveri andrebbero in carrozza. *Se si desidera occorre desiderare molto. *Sempre le reti il pescator distende, ma il pesce che vorrebbe sempre non prende. *Stenterà sempre chi non si contenta. *Vedere e non toccare è un bello spasimare. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|wikt}} [[Categoria:Sentimenti| ]] 7yvi3nyvg78mqid9xgomyrktzy8o07x Joseph Conrad 0 2448 1415356 1347884 2026-06-02T15:40:10Z Gaux 18878 /* Citazioni su Joseph Conrad */ Silvio D'Arzo 1415356 wikitext text/x-wiki [[File:Joseph Conrad.PNG|thumb|Joseph Conrad nel 1904]] '''Joseph Conrad''', nato con il nome di '''Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski''' (1857 – 1924), scrittore polacco naturalizzato britannico. ==Citazioni di Joseph Conrad== *Ah, per scrivere in francese devi conoscerlo. L'[[Lingua inglese|inglese]] è così plasmabile – se non hai una parola di cui hai bisogno te la puoi fare, ma per scrivere in francese devi essere un artista come Anatole France. :''Ah, to write French you have to know it. English is so plastic – if you haven't got a word you need you can make it, but to write French you have to be an artist like Anatole France.''<ref>Citato in Jo Davidson, ''Between Sittings. {{small|An Informal Autobiography}}'', The Dial Press, New York, 1951, p. 118.</ref> *Di solito ci si sente molto importanti a [[Ventenne|vent'anni]], ma in realtà si diventa utili solo quando ci si rende conto di quanto sia invece insignificante l'individuo nello schema generale dell'universo.<ref>Da ''Letters of Joseph Conrad to Marguerite Pradowska'', 1890-1920, a cura di Gee e Sturm, New Haven, 1940, p. 45; citato in Ian Watt, ''Racconto e idea nella ''Linea d'ombra'' di Conrad'', in ''Critical Quarterly'', vol. 2, 1960, pp. 133-148, inserito come introduzione a Joseph Conrad, ''La linea d'ombra'', traduzione di Francesca Rossi, Mondadori, Milano, 1999, p. XXI.</ref> *Essere donna è terribilmente difficile perché consiste principalmente nel trattare con gli uomini. :''Being a woman is a terribly difficult trade since it consists principally of dealings with men.''<ref>Da ''Chance'', Parte II, cap. 5</ref> *Guai all'uomo il cui cuore da giovane non ha appreso a sperare, ad amare e a riporre fiducia nella vita! :''Woe to the man whose heart has not learned while young to hope, to love — and to put its trust in life!!''<ref>Da ''Vittoria – Una storia delle isole''</ref> *Il compito che mi spetta e che cerco di assolvere è di riuscire, col potere della parola scritta, a farvi udire, a farvi sentire... Di riuscire soprattutto, a farvi vedere.<ref>Dalla prefazione a ''Il negro del Narciso''; citato in Claudio Taddei, ''Joseph Conrad'', Lampi di stampa, Milano, 2007, [https://books.google.it/books?id=vAbJAgAAQBAJ&pg=PA29 pp. 29-30].</ref> *Il [[mare]] non è mai stato amico dell'uomo. Tutt'al più è stato complice della sua [[irrequietezza]].<ref>Da ''Lo specchio del mare''; citato in Elena Spagnol, ''Citazioni'', Garzanti, 2003.</ref> *Il mondo dei vivi, quale è, non è certo privo di meraviglie e misteri; meraviglie e misteri che influenzano le nostre emozioni e la nostra intelligenza in modi così inspiegabili da giustificare quasi il concetto della vita come di una condizione incantata. No, sono troppo saldo nella mia consapevolezza del meraviglioso per essere sedotto dal [[Sovrannaturale|preternaturale]], che (prendetelo come volete) è qualcosa di artefatto, costruito da menti insensibili agli intimi piaceri del nostro rapporto con i morti e con i vivi, nella loro incalcolabile moltitudine; una dissacrazione delle nostre più tenere memorie; un'offesa alla nostra dignità.<ref>Dalla nota introduttiva a ''La linea d'ombra'', 1999, pp. 3-4</ref> *La natura delle mie conoscenze delle impressioni e delle idee in cui ebbero origine le mie opere, ha dipeso direttamente dalle condizioni stesse della mia vita.<ref>Da ''Il piantatore di Malata''</ref> *La vera pace di [[Dio]] comincia in qualunque punto a mille miglia dalla terra più vicina; e quando Egli vi manda i messaggeri della Sua potenza, non è in un impeto d'ira terribile contro il delitto, la presunzione e la follia, ma paternamente, per purificare dei cuori semplici; dei cuori ignoranti che non sanno nulla della vita e che palpitano senza essere disturbati dall'invidia o dall'avidità.<ref>Da ''Il nero del «Narciso»'', Politzer 1965, p. 47</ref> *Metti a nudo il tuo cuore, e la gente starà ad ascoltarti per quello - e solo per quello è l'interessante.<ref>Dalla lettera a Edward Noble del 2 novembre 1895; citato in Valeria Petrocchi, ''Il teatro di Joseph Conrad'', Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1998, p. 37. ISBN 8881147084</ref> *Qualsiasi dono narrativo e drammatico io possa avere è sempre instintivamente usato per quello scopo: raggiungere e portare avanti ''les valeurs idéales''.<ref>Da Georges Jean-Aubry, ''Joseph Conrad: Life and Letters'', vol. II, Londra, 1927, p. 185; citato in Ian Watt, ''Racconto e idea nella ''Linea d'ombra'' di Conrad'', in ''Critical Quarterly'', vol. 2, 1960, pp. 133-148, inserito come introduzione a Joseph Conrad, ''La linea d'ombra'', traduzione di Francesca Rossi, Mondadori, Milano, 1999, p. X.</ref> *Un artista è un uomo d'azione, sia che crei un personaggio, inventi un espediente o trovi la via d'uscita da una situazione complicata.<ref>Da ''Lo specchio del mare''</ref> *Un'opera che aspiri, per quanto umilmente, alla condizione di arte, dovrebbe portare in ogni riga la propria giustificazione.<ref>Dalla prefazione a ''Il negro del "Narciso"''</ref> *{{NDR|Su [[Mauritius]]}} Una perla che distilla grande dolcezza sul mondo.<ref>Da ''Un briciolo di fortuna'' (''A smile of fortune''); citato in Amedeo La Mattina, ''[https://www.lastampa.it/cultura/2013/12/13/news/da-mark-twain-a-baudelaire-1.35945982/ Da Mark Twain a Baudelaire]'', ''lastampa.it'', 13 dicembre 2013.</ref> ==''Cuore di tenebra''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== The Nellie, a cruising yawl, swung to her anchor without a flutter of the sails, and was at rest. The flood had made, the wind was nearly calm, and being bound down the river, the only thing for it was to come to and wait for the turn of the tide. The sea–reach of the Thames stretched before us like the beginning of an interminable waterway. In the offing the sea and the sky were welded together without a joint, and in the luminous space the tanned sails of the barges drifting up with the tide seemed to stand still in red clusters of canvas sharply peaked, with gleams of varnished sprits. {{NDR|Da [[wikisource:Heart of Darkness|Wikisource]]}} ====Alberto Rossi==== Il ''Nellie'', piccolo yacht da crociera, girò sull'ancora senza un fluttuar delle vele, e s'arrestò. La marea era alta, quasi del tutto cessato il vento, e poiché si scendeva, in favor di corrente, verso la foce, altro non rimaneva che fermarci e attendere il riflusso.<br /> L'ultimo tratto del Tamigi che conduce al mare si stendeva innanzi a noi, come il principio di una sterminata via acquea. Laggiù al largo il mare e il cielo si saldavano insieme senza giuntura, e nello spazio luminoso le vele color di ruggine delle barche che salivano alla deriva portate dal flusso parevan ferme in rossi grappoli di tela foggiata a punte aguzze, tra un balenio di aste verniciate. {{NDR|Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'' (''Heart of Darkness''), nota introduttiva di Giuseppe Sertoli, traduzione di Alberto Rossi, Einaudi, Torino, 1974. ISBN 8806385704}} ====Luisa Saraval==== La ''Nellie'' ruotò sull'ancora senza far oscillare le vele, e restò immobile. La marea si era alzata, il vento era quasi caduto e, dovendo ridiscendere il fiume, non ci restava che ormeggiare aspettando il riflusso.<br/> L'estuario del Tamigi si apriva davanti a noi, simile all'imbocco di un interminabile viale. Al largo, il cielo e il mare si univano confondendosi e, nello spazio luminoso, le vele color ruggine delle chiatte che risalivano il fiume lasciandosi trasportare dalla marea, sembravano ferme in rossi sciami di tela tesa tra il luccichio di aste verniciate. {{NDR|Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'', traduzione di Luisa Saraval, Garzanti, 1990. ISBN 8811584124}} ====Mauro Fissore==== La ''Nellie'', una iole da crociera, girò all'ancora senza alcun tremolio di vele, e giacque immobile. Si era alzata la marea, il vento si era quasi calmato del tutto, e volendo discendere il fiume, non ci restava che aspettare all'ancora il riflusso.<br>La foce del Tamigi si stendeva davanti a noi come l'inizio di un interminabile corso d'acqua. Mare e cielo erano saldati insieme al largo senza alcuna giuntura e nello spazio di luce le vele tinte dei barconi, che risalivano portate dalla marea, parevano rosse macchie dalla forma ben appuntita, immobilizzate, tese da pennoni smaltati che si intravedevano a sprazzi. {{NDR|Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'' (''Heart of Darkness''), traduzione di Mauro Fissore, Edisco, Torino 1998.}} ====Rossella Bernascone==== La ''Nellie'', una iolla da crociera, girò sull'ancora senza il minimo fluttuare delle vele e si fermò. La marea si era alzata, il vento era quasi calmo e, poiché dovevamo discendere il fiume, non ci restava che fermarci all'ancora e attendere il riflusso.<br> L'ultimo tratto del Tamigi si stendeva davanti a noi come il principio di un interminabile corso d'acqua. Al largo, cielo e mare erano saldati senza una giuntura e nello spazio luminoso le vele conciate delle barche che salivano con la marea sembravano immobili fastelli rossi di tele appuntite tra luccicori di aste verniciate. {{NDR|Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'', traduzione di Rossella Bernascone, Mondadori, 2000. ISBN 8852000097}} ===Citazioni=== *Voi sapete quanto io odii, detesti, ripugni la [[bugia|menzogna]], non perché io sia piú schietto del resto dei mortali ma semplicemente perché la menzogna m'atterrisce. C'è in essa un lezzo di morte, un alito di corruzione, che è proprio quel che io più odio e detesto al mondo, quel che vorrei dimenticare. Mi avvilisce e mi nausea, come quando capita di mordere qualcosa di marcio. Questione di temperamento, suppongo. (Marlow: cap. I, 1974, p. 41) *No, è impossibile, impossibile comunicare ad altri la sensazione viva di un momento qualsiasi della nostra esistenza, quel che ne costituisce la verità, il significato; la sua sottile e penetrante essenza. È impossibile. Si vive come si sogna: perfettamente soli. (Marlow: cap. I, 1974, p. 42) *Ah, ma era già qualcosa, se non altro, di potersi almeno scegliere il proprio incubo! (Marlow: cap. III, 1974, p. 99) *Che bizzarra cosa la vita – questo misterioso congegnarsi di implacabile logica in vista di uno scopo tanto futile. Il più che se ne possa sperare è una certa qual conoscenza di se stessi – che giunge troppo tardi – e una messe di inestinguibili rimpianti. Ho lottato con la morte. È la contesa meno eccitante che immaginar si possa. Ha luogo in un grigiore impalpabile dove non s'ha più nulla sotto i piedi, nulla tutt'attorno; senza spettatori, senza clamori, senza glorie; senza un gran desiderio di vincere e senza gran paura della sconfitta, in un'atmosfera malaticcia di scetticismo tepido, senza una gran fede nel proprio diritto, e ancor meno in quello dell'avversario. Se questa è la forma suprema della conoscenza, allora la vita è un enigma ancor piú oscuro di quanto non vogliano credere certuni. (Marlow: cap. III, 1974, p. 112) *I loro portamenti, che erano semplicemente quelli di comuni individui che se ne andavano per le loro faccende in una tranquilla fiducia quanto alla propria sicurezza personale, mi offendevano come le oltraggiose vanterie della follia in faccia ad un pericolo che essa è incapace di comprendere. Non avevo nessun preciso desiderio di illuminarli, ma avevo qualche difficoltà a trattenermi dal rider nelle facce loro tanto piene di stupida importanza. A dire il vero non stavo troppo bene in quel torno di tempo. (Marlow: cap. III, 1974, p. 113) *Tutto quel che era stato di Kurtz se n'era andato fuori dalle mie mani: la sua anima, il suo corpo, la sua stazione, i suoi progetti, il suo avorio, la sua carriera. Non restava più che la sua memoria, e la sua fidanzata: e io avevo desiderio di abbandonare anche loro al passato, in un certo qual modo; di consegnare personalmente quanto ancora mi restava di lui a quell'oblio che è l'ultima parola del nostro comune destino. Non mi difendo. Non avevo nessuna precisa coscienza di quello che in realtà volevo. Chi sa che non fosse un impulso di lealtà inconscia, o l'adempimento di una di quelle ironiche necessità che s'annidano tra i fatti della esistenza umana. Non so. Non potrei dire. Ad ogni modo ci sono andato. (Marlow: cap. III, 1974, p. 116) *Risalire quel fiume era come compiere un viaggio indietro nel tempo, ai primordi del mondo, quando la vegetazione spadroneggiava sulla terra e i grandi alberi erano sovrani. Un corso d'acqua vuoto, un silenzio assoluto, una foresta impenetrabile; l'aria calda, spessa, greve, immota. Non c'era gioia nello splendere del sole. Deserte, le lunghe distese d'acqua si perdevano nell'oscurità di adombrate distanze. (1990) *La via d'accesso a quel Kurtz, che rastrellava la misera boscaglia in cerca d'avorio, era lastricata di così tanti pericoli quasi fosse una principessa addormentata sotto l'effetto di un incantesimo in un favoloso castello. (1990) *Si trattava del fatto che, fra tutte le doti di quell'essere {{NDR|Kurtz}} tanto dotato, quella che emergeva in modo preponderante, che dava il senso di una presenza reale, era la capacità di parlare, il dono della parola: questa dote che sconcerta o illumina, la più nobile e la più spregevole, vivificante flusso di luce o torrente ingannatore scaturito dal cuore di una tenebra impenetrabile. (1990) *L'importante era capire a chi apparteneva lui. {{NDR|Kurtz}}, quante potenze della tenebra lo rivendicassero come loro proprietà. Quella era la riflessione che vi faceva accapponare la pelle. Era impossibile – e anche malsano – cercare di indovinarlo. Aveva occupato un posto molto elevato fra i demoni di quel paese, lo dico letteralmente. Voi non potete capire. (1990) *Non tradii il signor Kurtz – era nell'ordine delle cose che non l'avrei mai tradito – era scritto che sarei rimasto fedele all'incubo che mi ero scelto. (1990) *Dal momento che ho sbirciato anch'io oltre la soglia, capisco meglio il significato del suo sguardo fisso, che non poteva vedere la fiamma della candela, ma era abbastanza vasto da abbracciare l'universo intero, abbastanza acuto per penetrare in tutti i cuori che battono nella tenebra. Aveva tirato le somme e aveva giudicato. "Che orrore!". (1990) *Erano dei conquistatori e per questo, non ci vuole che la forza bruta, niente di cui essere fieri quando la si ha, perché questa forza non è che un accidente che deriva dalla debolezza altrui. *Il [[lavoro]] non mi piace – non piace a nessuno – ma mi piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà – per se stesso, non per gli altri – ciò che nessun altro potrà mai conoscere. *Lo sguardo fisso {{NDR|di Kurtz}} era vasto abbastanza da abbracciare tutto l'universo, abbastanza acuto per penetrare in tutti i cuori che battono nella tenebra. Egli aveva tirato le somme – e aveva giudicato, "Quale orrore!" *È privilegio della prima gioventù vivere d'anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione. *Ho lottato con la morte. È la contesa meno eccitante che si possa immaginare. Avviene in un grigiore impalpabile, con nulla sotto i piedi, con nulla intorno, senza spettatori, senza clamore, senza gloria, senza il grande desiderio della vittoria, senza la grande paura della sconfitta, in un clima malsano di tiepido scetticismo, senza molta fede nella propria causa, e ancor meno in quella dell'avversario. (Rizzoli, 2006, p. 107) ===Citazioni sul romanzo=== *È Conrad lo scrittore che amo. Ho letto ''Cuore di tenebra'' per caso, avevo 18 anni. L'avevo comperato nella collana Romantica Sonzogno. Una sera non riuscivo a dormire e l'ho letto fino all'alba. Sembra una frase fatta ma è un libro che mi ha segnato la vita insieme con ''[[Martin Eden]]'' di [[Jack London]] e ''La vita semplice'' di [[Ernst Wiechert]]. ([[Mino Milani]]) *L'immaginario di ''Cuore di tenebra'' è colorato quasi esclusivamente di neri e bianchi. Una contrapposizione, questa, che non coincide con l'altra grande contrapposizione su cui è costruito il racconto, quella fra tenebra e luce, anche se a volte si avvicinano. L'obiettivo di Conrad è la generalizzazione della bianchezza e degli attributi e pregiudizi che si fondono con il termine e sembrano da esso inseparabili. Questa bianchezza generalizzata costituisce il fondale su cui si snoda il racconto, uno schermo imbiancato che viene penetrato e lacerato, ripetutamente, da particolari esempi di cose bianche. Queste cose – denti bianchi, capelli bianchi, ossa bianche, colletti bianchi, marmo bianco, avorio bianco, nebbia bianca – portano sempre con sé un misterioso senso di freddezza, di inerzia e di morte. Bianco, al pari di nero, di luce e di tenebra, diventa un termine estremamente complesso. Per Conrad, chi parla di bianco con sicurezza è, che lo sappia o no, un ipocrita o un folle. ([[David Batchelor]]) *«L'orrore» dice Kurtz alla fine di Cuore di tenebra, «l'orrore». E beato lui non distribuivano il ''Times'' nella giungla. Eh, se no l'avrebbe visto l'orrore. Ma che si può fare? Leggete di qualche massacro nel Darfur o di uno scuolabus fatto esplodere e attaccate "oh, mio Dio l'orrore!" e poi girate pagina e finite le vostre uova di gallina ruspante, perché tanto che si può fare, si è... si è sopraffatti. (''[[Basta che funzioni]]'') ==''Il piantatore di Malata''== ===[[Incipit]]=== Due uomini parlavano nell'ufficio di direzione del quotidiano più autorevole di una grande città coloniale. Erano giovani tutt'e due. Quello più corpulento, biondo e dall'aspetto cittadino, era capo redattore e comproprietario del giornale. L'altro si chiamava Renouard. Dal suo bel viso abbronzato appariva evidente che qualche cosa lo preoccupava. Era un uomo magro, e dava un'impressione di alacrità e insieme di indolenza.<br>Il giornalista continuò a parlare:<br>«E ieri sera, dunque, avete pranzato in casa del vecchio Dunster?»<br>Adoperò la parola «vecchio» non nel senso affettuoso che talora si usa parlando di vecchi amici, ma come di un semplice riconoscimento della realtà. ===Citazioni su ''Il piantatore di Malata''=== *Sì, la missione di tradurre le passioni con le parole, si può veramente affermare «troppo difficile». La mia abituale impenitenza mi rende nondimeno felice di aver tentato questa novella con tutti i suoi sottintesi, tutte le sue complicazioni, compresa la scena accanto alla rupe grigia che incorona l'altura di Malata. L'esito peraltro non mi soddisfa in modo tale da non scusare il lettore che se ne mostrasse deluso. (dalla prefazione) {{NDR|Joseph Conrad, ''Il piantatore di Malata'' (''The planter of Malata''), in ''Within the Tides'', traduzione di Gilberto Altichieri, Muggiani Tipografo Editore, Milano 1944.}} ==''L'agente segreto''== ===[[Incipit]]=== ====Fruttero & Lucentini==== Il signor Verloc, uscendo di buon mattino, affidò a suo cognato le cure nominali della bottega. La cosa non presentava inconvenienti perché il da fare era sempre scarso, niente prima di sera, e d'altra parte la bottega, quanto alle sue attività ostensibili, interessava pochissimo il signor Verloc.<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], Íncipit, Mondadori, 1993.</ref> ====Bruno Maffi==== Uscendo di mattina, il signor Verloc lasciava nominalmente la bottega alle cure del cognato. Poteva permetterselo, perché di affari ce n'erano pochissimi in qualunque ora del giorno, e meno che mai prima di sera. Della sua attività ufficiale il signor Verloc poco si curava; e, a badare al cognato, c'era sempre sua moglie. ====Luisa Saraval==== Quella mattina, uscendo, il signor Verloc lasciò nominalmente il negozio nelle mani di suo cognato. La cosa era possibile, perché di affari se ne facevano pochissimi in qualunque momento, e praticamente nessuno prima di sera. Al signor Verloc quella sua attività dichiarata interessava assai poco e, per di più, il cognato era nelle mani di sua moglie. ===Citazioni=== *Solo la [[pazzia]] è veramente terrificante, perché non la si può placare né con la minaccia, né con la persuasione, né con regalie. (Vladimir: cap. II, 1978) *«[[Cesare Lombroso|Lombroso]] è un emerito coglione». Il compagno Ossipon sostenne l'urto di questa bestemmia con un impressionante sguardo vuoto. E l'altro, i cui occhi spenti e offuscati facevano apparire più nere le ombre profonde sotto la fronte ampia e ossuta, mugugnò, afferrandosi ogni due parole la punta della lingua fra le labbra come se la masticasse con rabbia: «Ma voi un idiota simile lo avete mai visto? Per lui, il criminale è il detenuto. Semplice, no? E quelli che lo hanno messo in prigione, che lo hanno costretto ad entrarvi? Proprio così. Costretto a entrarvi. e il crimine, che cos'è? Lo sa lui cos'è, quest'imbecille che si è fatto strada in questo mondo di idioti rimpinzati di cibo guardando le orecchie e i denti di un mucchio di poveri diavoli sfortunati? Sarebbero i denti e le orecchie a imprimere il marchio al criminale? Ma davvero? E la legge allora, che gli imprime il marchio ancora meglio, questo grazioso strumento per marcare a fuoco inventato dai supernutriti per proteggersi dagli affamati? Applicazioni col ferro rovente sulla loro pelle vile, eh? Non lo sentite anche da qui l'odore e il rumore della pellaccia del popolo che brucia e sfrigola? Ecco come si fabbricano i criminali, perché i tuoi Lombroso ci possano scrivere su le loro baggianate.» (cap. III; 2010, p. 75) *La maggioranza dei [[Rivoluzione|rivoluzionari]] sono per lo più nemici della disciplina e della fatica. Vi sono anche nature al cui senso di giustizia il prezzo imposto sembra mostruosamente eccessivo, odioso, opprimente, umiliante, arbitrario, intollerabile. Sono i fanatici. Il resto dei ribelli sociali è figlio della vanità, madre di ogni illusione nobile e volgare, compagna dei poeti, dei riformatori, dei ciarlatani, dei profeti e degli incendiari. (cap. III, 1978) *Camminava in una strada lunga e dritta, popolata appena da una frazione di una moltitudine immensa; ma tutt'intorno, sempre più avanti, fino ai limiti dell'orizzonte nascosto dalle enormi pile di mattoni, sentiva la potenza numerica della [[massa]] umana. Sciamavano fitti come locuste, laboriosi come formiche, inconsapevoli come una forza naturale, aprendosi una via, ciechi, ordinati, assorti, inaccessibili al sentimento, alla logica e forse anche al terrore. (cap. V, 1978) *Il valore pratico del [[successo]] dipende in gran parte dal modo di vederlo. (cap. V, 1978) *Una tal quale semplicità di pensiero è comune alle anime candide ai due estremi della scala sociale. (cap. VI, 1978) *Nessun uomo impegnato in un [[lavoro]] che non gli piace può conservare molte illusioni su se stesso. Il disgusto, l'assenza di fascino, si estendono dal lavoro alla persona. È solo quando l'attività alla quale siamo delegati sembra, per un caso fortunato, ubbidire all'ardore particolare del nostro temperamento, che possiamo godere del conforto di un'autoillusione completa. (cap. VI, 1978) *[...] la [[verità]] può essere più crudele della caricatura [...]. (cap. VIII; 2010, p. 183) *Poiché la [[curiosità]] è una delle forme di autorivelazione, una persona sistematicamente priva di curiosità rimane sempre, in parte, un mistero. (cap. XI, 1978) ==''La linea d'ombra''== ===[[Incipit]]=== ====Gianni Celati==== Soltanto i [[giovinezza|giovani]] hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. È privilegio della prima gioventù vivere d'anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.<br>Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell'infanzia, e si entra in un giardino di incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni. E non perché sia questo un paese inesplorato. Lo sappiamo bene che l'umanità tutta è passata di lì. È piuttosto l'incanto dell'universale esperienza, da cui ci aspettiamo emozioni non ordinarie o personali, qualcosa che sia solo nostro.<!-- 1999, p. 9 --> ====Flavia Marenco==== Solo i giovani hanno di questi momenti. Non intendo dire i giovanissimi. No. I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. È privilegio della prima gioventù vivere in anticipo sui propri giorni, nella bella continuità di speranze che non conosce pause né introspezione.<br> Uno chiude dietro di sé il cancelletto della fanciullezza – ed entra in un giardino incantato. Là persino le ombre rilucono di promesse. Ogni svolta del sentiero ha un suo fascino. E non perché sia una terra tutta da scoprire. Si sa bene che l'umanità intera l'ha percorsa in folla. È la seduzione dell'esperienza universale, da cui ci si attende una sensazione singolare o personale: un po' di se stessi. ====Dunja Badnjevic Orazi==== Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni. Si chiude dietro di noi il cancelletto della pura fanciullezza – e ci si addentra in un giardino incantato. Persino le ombre vi risplendono promettenti. Ogni svolta del sentiero è piena di seduzioni. E questo non perché sia una terra inesplorata. Si sa bene che tutta l'umanità ha già percorso questa strada. È il fascino dell'esperienza universale dalla quale ognuno si aspetta una sensazione particolare e personale – un po' di noi stessi. ===Citazioni=== *Il favore dei grandi spande un'aureola attorno ai fortunati oggetti delle loro scelte. (1999, cap. II, p. 42) *La strada sarebbe stata lunga. Sono lunghe tutte le strade che conducono a ciò che il cuore brama. Ma questa strada l'occhio della mia mente la poteva vedere su una carta, tracciata professionalmente, con tutte le complicazioni e difficoltà, eppure a suo modo sufficientemente semplice. O si è marinaio o non lo si è. E io di esserlo non avevo dubbi. (2011, cap. II, p. 67) *Il moderno spirito della fretta si manifestava con voce sonora negli ordini di «Vira a lasciare» – di «Ammaina la scala di barcarizzo», e in pressanti inviti rivolti a me, «Sbrigatevi, signore! Siamo in ritardo di tre ore per voi... La nostra ora è le sette, sapete!» <br /> Salii in coperta. dissi: – No! Non lo so –. Lo spirito della fretta moderna era incarnato in un individuo magro, con braccia e gambe lunghe, e una barba grigia tagliata corta. La sua mano ossuta era calda e asciutta. Dichiarò febbrilmente: <br /> – Sulla forca, se vi aspettavo altri cinque minuti, comandante del porto o non comandante del porto. (2011, cap. II, p. 69) *{{NDR|Su [[Bangkok]]}} Era là, estesamente sparsa su ambe le rive, la capitale d'Oriente che mai aveva conosciuto conquistatori bianchi: una distesa di scure case di bambù, di stuoia e di foglie, e con uno stile d'architettura vegetale, sorta dallo scuro suolo sulle sponde del fiume fangoso. Era stupefacente pensare che in tutte quelle migliaia d'abitazioni umane probabilmente non v'erano neppure sei libbre di chiodi. Alcune di quelle case fatte d'erba e paletti, come nidi d'una specie di animali acquatici, erano abbarbicate sulla bassa sponda. Altre parevano spuntare dall'acqua; altre ancora galleggiavano ancorate proprio nel bel mezzo della corrente. Qua e là in lontananza, sopra l'affollata distesa delle basse creste dei tetti, torreggiavano grandi edifici in muratura, il palazzo del re, templi splendidi e decrepiti, crollanti sotto il sole a picco tremendo e opprimente, quasi palpabile cosa, che sembrava entrarvi nel petto attraverso il respiro e impregnarvi le membra attraverso ogni poro della pelle. (1999, cap. II, pp. 56-57) *Sì, era là. Divorai con gli occhi, felice, lo scafo, l'attrezzatura. Quel senso di vacuità della vita che mi aveva reso così irrequieto negli ultimi mesi perse la sua amara ragione d'essere, la sua malefica influenza, dissolvendosi in un fiotto di emozione gioiosa. (2011, cap. II, p. 73) *Una voce dietro di me disse in un odioso tono equivoco: – Spero, capitano, che ne siate soddisfatto –. Non voltai neppure la testa. Era il comandante del piroscafo, e qualsiasi cosa intendesse dire, qualsiasi cosa lui pensasse della nave, sapevo che, al pari di alcune rare donne, essa era una di quelle creature la cui semplice esistenza è sufficiente a suscitare un diletto disinteressato. Uno sente che è bello essere al mondo, quel mondo in cui essa esiste. (2011, cap. II, pp. 73-74) *Di fronte a quell'uomo, che giudicai avesse molti più anni di me, divenni conscio di ciò che avevo già lasciato alle spalle: la [[gioventù]]. E ciò fu invero un ben scarso conforto. La gioventù è una bella cosa, un grande potere, fin tanto che non ci si pensa. (1999, cap. III, p. 64) *Già, dovevo far fronte a un bel po' di problemi che erano preziosissimi come "[[Esperienza|esperienze]]". Tutti tengono in grande considerazione i vantaggi dell'esperienza. Ma a tal riguardo bisogna dire che l'esperienza significa sempre qualcosa di sgradevole, che s'oppone all'incanto e all'innocenza delle illusioni. (1999, cap. III, p. 76) :La gente ha una grande opinione sui vantaggi dell'esperienza. Ma sotto un certo profilo, esperienza significa sempre qualcosa di spiacevole, in contrasto con il fascino e l'innocenza delle illusioni. (2011, cap. III, p. 90) *Credevo nel [[chinino]]. Vi riponevo tutta la mia fiducia. Avrebbe salvato gli uomini, la nave, infranto l'incantesimo con la sua potenza medicinale, avrebbe privato il tempo della sua importanza, avrebbe fatto del clima una mera preoccupazione passeggera, e, simile a una polvere magica che sconfigge misteriosi malefici, avrebbe protetto il primo viaggio del mio primo comando contro le potenze malefiche della bonaccia e della pestilenza. Ai miei occhi il chinino era prezioso più dell'oro, e sulla nave, come non accade con l'oro del quale sembra non ve ne sia mai, ovunque, a sufficienza, sulla nave ve ne era una scorta bastevole. (1999, cap. IV, p. 100) *È un fatto che, quanto più forte è la scossa che attraversa la mente, tanto più ci aiuta a sostenerla provocando una specie di temporanea insensibilità. (1999, p. 101) *Ecco là: stelle, sole, mare, luce, oscurità, spazio, vaste acque; l'opera formidabile della Creazione, nella quale sembra che l'umanità sia capitata per sbaglio, non desiderata. Oppure caduta in trappola. (1999, cap. V, p. 110) ===[[Explicit]]=== Mi avvicinai tendendogli la mano. I suoi occhi, che guardavano altrove, avevano un'espressione tesa. Era come uno che stesse ad ascoltare un grido d'avvertimento.<br>«Non volete stringermi la mano, Ransome?» dissi con dolcezza.<br>Uscì in un'esclamazione, arrossì fino a diventar paonazzo, quasi mi slogò la mano nella sua stretta, e subito dopo, rimasto io solo nella cabina, lo udii salire la scaletta del boccaporto con cautela, gradino per gradino, nel timor panico di risvegliare improvvisamente l'ira del nostro comune nemico, ch'era suo destino di dover consapevolmente portare nel petto fedele.<!-- 1999, pp. 148-149 --> ===Citazioni su ''La linea d'ombra''=== *Conrad è, come molti grandi scrittori, un filosofo solo nel senso che la sua consapevolezza retrospettiva delle continuità e discontinuità dell'esperienza umana può chiarire la nostra, e ''La linea d'ombra'' è forse la realizzazione più riuscita di Conrad in questa direzione. Molte persone, si può azzardare, hanno fatto degli sbagli, prima con mortificazione, poi, se sono stati fortunati, con rassicurazione, con la scoperta che molti dei loro pensieri e azioni non sono unici, ma uniti in vario modo a quelli dei nostri predecessori e di coloro che si trovano più vicini alla morte; che la reciprocità è reale, nonostante noi non diamo e non riceviamo mai la completa misura del riconoscimento; e che alcuni elementi di questa reciprocità, per quanto limitati, sono ancora - adattando la frase di Conrad sotto il titolo - degni del nostro effimero ma eterno rispetto. Nella ''Linea d'ombra'', Conrad ci sommerge con queste idee; ma egli le accompagna anche con varie ironie malinconiche: tanto per iniziare, le dinastie dell'esperienza sono fragili, corruttibili e intermittenti; in secondo luogo, a dispetto della lettura esistenzialista della linea d'ombra, noi non scegliamo i nostri legami di solidarietà con il passato e il presente, ma ci arriviamo - come veniamo al mondo - involontariamente e inconsapevolmente: ''ex abrupto'', urlando. ([[Ian Watt]]) *''La linea d'ombra'', sebbene in parte sia stato scritto nella prosa piana e semplice dell'''Ospite segreto'', è evidentemente un'opera meno perfetta. Va avanti in modo lento e incerto [...]. Sembrerebbe che Conrad abbia concepito ''La linea d'ombra'' come la rappresentazione del passaggio - attraverso una prova decisiva - dalla fiducia ingenua e mai messa alla prova, alla completamente diversa fiducia che deriva dal maturo autocontrollo. Concepita in questo modo, la storia avrebbe dovuto logicamente riflettere, nelle sue prime pagine, una fiducia ingenua ed esuberante. ([[Albert J. Guerard]]) ==''Lord Jim''== ===[[Incipit]]=== Era alto quasi sei piedi, forse un pollice o due meno, solidamente costrutto, e vi veniva incontro con le spalle un po' incurvate, la testa in avanti, e uno sguardo dall'alto in basso che vi faceva pensare a un toro pronto a caricare. La sua voce era profonda e sonora e i suoi modi rivelavano una tenace sicurezza in se stesso che pure nulla aveva di aggressivo. Sembrava una necessità, quel suo atteggiamento, che appariva diretto tanto agli altri quanto a se medesimo. Meticolosamente curato nella persona, vestiva di candido dalla testa ai piedi ed era assai popolare nei vari porti dell'Estremo Oriente, dove si guadagnava da vivere come agente di forniture marittime. ===Citazioni=== *La [[vanità]] gioca orrendi scherzetti alla nostra memoria. (2002) *Le idee sono fannulloni, vagabondi che bussano alla porta di servizio della nostra mente, e ognuna di esse ci toglie un poco della nostra essenza, ognuna ci ruba una briciola della fiducia in quelle poche, semplici nozioni, alle quali dobbiamo attenerci, se vogliamo vivere decentemente e morire senza rimpianti! (p. 29) *Si giudica un uomo dai suoi nemici oltre che dai suoi amici. (2002) ===Citazioni su ''Lord Jim''=== *Lord Jim è un giovane che abbraccia la carriera di capitano marittimo con un ideale di eroismo e abnegazione... Egli punta tutto sul grande momento della prova suprema in cui dimostrerà tutto il suo valore. ([[Italo Calvino]]) *Noi siamo Lord Jim, questo codardo che a un certo momento salta dalla nave e abbandona migliaia di pellegrini al loro destino. E poi comincia il grande rimorso, il senso di colpa. E tutti noi, un giorno, abbiamo «saltato»... ([[Ugo Mursia]]) {{NDR|Joseph Conrad, ''Lord Jim'', traduzione di Alessandro Gallone, Alberto Peruzzo Editore, 1989.}} ==''Nostromo''== ===[[Incipit]]=== Durante la dominazione spagnola, e per molti anni dopo, la città di Sulaco ― la lussureggiante bellezza dei suoi aranceti ne attesta l'antichità ― non era stata commercialmente nulla più che un porto di piccolo cabotaggio con un discreto traffico locale di pelli bovine e indaco.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===Citazioni=== *Il valore d'una frase risiede nella personalità di chi la pronuncia, perché nulla di nuovo può più essere detto da creatura umana.<ref>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Nessuna occupazione è seria, neppure quando l'ammenda per il fallimento è rappresentata da una pallottola in petto. *Soltanto nella nostra attività troviamo la salutare illusione di un'esistenza indipendente dall'universo intero, del quale tuttavia costituiamo soltanto una parte trascurabile. ==''Sotto gli occhi dell'occidente''== ===Incipit=== ====Fruttero & Lucentini==== Dichiaro innanzitutto di non possedere quelle doti d'immaginazione ed espressione che mi avrebbero permesso di ricreare, per il lettore, la personalità dell'uomo che secondo l'uso russo si chiamava Kirilo Sidorovič (Cirillo figlio di Isidoro) Razumov.<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ====Gianna Lonza==== È mio desiderio, tanto per cominciare, dichiarare subito che non posseggo quei sublimi doni espressivi e immaginativi che avrebbero potuto rendere la mia penna capace di creare, ad uso del lettore, la personalità dell'uomo che si chiamava, secondo il costume russo, Cirillo figlio di Isidoro – Kirylo Sidorovich – Razumov. ===Citazioni=== *Non occorre credere in una causa soprannaturale del male: gli uomini sono capaci di ogni malvagità. (parte seconda, IV) *[[Tradimento|Tradire]]. Una parolona. Che cos'è il tradimento? Si parla di chi tradisce la patria, gli amici, la persona amata. Ci deve essere un vincolo morale, prima. L'uomo può tradire soltanto la propria coscienza. (parte prima, II) *Più si è intelligenti, e meno si sospetta l'assurdità. (parte terza, I) ==''Suspense''== ===[[Incipit]]=== Un cupo rossore infuocava le facciate marmoree dei palazzi ammassati lungo le pendici di un'arida collina il cui spoglio crinale tracciava, alto sul cielo che imbruniva, un rigo luminoso e spettrale. Il sole invernale tramontava sul golfo di [[Genova]]. Oltre la costa a oriente il cielo era come vetro scuro. Anche il mare aperto aveva un aspetto vitreo, e sulla sua superficie rossastra la luce della sera indugiava come incapace di staccarsene. Le vele di alcune feluche alla fonda apparivano rosee e allegre, immobili nell'oscurità crescente. Tutte puntavano la prua verso la Superba. All'interno del molo, che era lungo e terminava con una tozza torre rotonda, l'acqua del porto si era fatta nera. (p. 37) ===Citazioni=== *{{NDR|Su [[Genova]]}} Dalla massa compatta delle spesse mura sporgevano, a lunghi intervalli, bracci di ferro battuto con lanterne contenenti fioche fiammelle. Gli enormi portali degli ingressi sontuosi di fronte ai quali si trovava a passare erano chiusi, e l'unico suono che gli giungeva alle orecchie era quello dei suoi cauti passi. Si fermò in uno slargo all'incrocio di quelle viuzze, e guardandosi attorno si chiese se tutti quegli enormi e grandiosi edifici fossero deserti, o se era lo spessore dei muri a smorzarne ogni segno di vita all'interno: non poteva credere che tutta la popolazione fosse già andata a dormire. (pp. 78-79) *«''Sì'', ''sì'', [[Palazzo Rosso (Genova)|Palazzo Rosso]]», disse.<br>Nel suo tono imperturbabile, Cantelucci spiegò che il popolino chiamava così quel palazzo per via del granito rosso con cui era costruito [...] Sull'angolo di uno stretto vicolo con un breve spazio al centro del quale crescevano alcuni alberi, la cenciosa guida si fermò e, indicando a Cosmo uno scuro e splendido edificio, lo lasciò solo. Scuro e massiccio, riccamente ornato e pesante, cupo all'aspetto e con enormi sculture, il palazzo in cui viveva la piccola Adèle parve a Cosmo una sontuosa prigione. Si accedeva al portale irto di borchie di ferro per mezzo di una scalinata dai gradini bassi, segmento di un cerchio più ampio, con ai lati due enormi grifoni, ali e artigli in vigile tensione, accosciati su uno stretto e alto piedistallo. Nel salire la scala, Cosmò noto che la pesante porta era socchiusa quel tanto che gli avrebbe consentito di passare, e subito, dalla penombra dell'arcata, vide nel cortile interno il sole splendere sugli oleandri, le lastre di marmo e la larga scalinata che portava al colonnato della galleria del primo piano. (pp. 115-116) ==''Tifone''== ===[[Incipit]]=== Il capitano Mac Whirr, del piroscafo ''Nan-Shan'', aveva una fisionomia che, stando alle apparenze materiali, rispecchiava esattamente il suo carattere: non presentava particolari caratteristiche di risolutezza o di stupidità; non presentava caratteristiche di alcun tipo; era semplicemente normale, inespressiva e imperturbabile. <!-- p. 11 --> ===Citazioni=== *Per quanto mi riguarda [...] preferisco avere come comandante uno stupido di prim'ordine piuttosto che un furbacchione. Uno stupido c'è sempre modo di prenderlo, ma una persona furba è troppo smaliziata e ti scivola tra le mani. (Solomon; cap, I., p. 26) *Il capitano Mac Whirr aveva navigato sulla distesa degli oceani allo stesso modo in cui alcuni uomini sfiorano appena gli anni della loro esistenza per calarsi poi dolcemente in una placida tomba, senza aver conosciuto nulla della vita sino all'ultimo, senza mai aver avuto l'opportunità di vedere tutto quanto essa può contenere di perfido, di violento e di terrificante. In mare come in terra, esistono uomini a tal punto fortunati, o a tal punto disdegnati dal destino o dal mare. (cap. I, p. 29) *«È un tempo orribile; farebbe bestemmiare un santo. Persino qui sopra coperta, mi sento come se avessi la testa avvolta in un panno di lana.»<br/>Il capitano Mac Whirr sollevò lo sguardo. «Intende dire, signor Jukes, che le è successo di avvolgersi la testa in un panno di lana? E a quale scopo?»<br/>«È un [[Modi di dire dai libri|modo di dire]], signor capitano» disse Jukes senza fare una piega. (cap. II, p. 36) *L'oscurità che si estendeva lontano, oltre la prua della nave, era come un'altra notte vista attraverso la notte stellata della terra: la notte senza stelle delle immensità che stanno oltre l'universo creato, svelata nella sua terrificante immobilità da una fessura praticata nella sfera scintillante al cui centro sta la terra. (cap. II, pp. 40-41) *Questo è il potere disgregante di un cataclisma: quello di isolare l'individuo dai propri simili. Un terremoto, una frana, una valanga colpiscono l'uomo a caso, potremmo dire senza passione. La furia di una [[burrasca]] invece lo attacca come un nemico personale, cerca di afferrarne le membra, gli si aggrappa alla mente, cerca di sgominarlo fin nello spirito. (cap. III, p. 54) *E ancora una volta, udì quella voce sforzata e fioca, ma che manteneva, in mezzo a quel rumore assordante, un penetrante effetto rassicurante, come se provenisse da qualche remoto luogo di pace posto al di là delle nere distese della burrasca. Udì ancora una voce umana, il tenuo e indomabile suono capace di trasmettere l'immensità di una convinzione, di una certezza e di una determinazione che saprà pronunciare parole di conforto in occasione dell'ultimo giorno, quando i cieli cadranno e giustizia sarà fatta; udì ancora quella voce che gli stava gridando da lontano, da molto, molto lontano: «Va bene». (cap. III, p. 58) *Nell'oscurità i marosi parevano scagliarsi contro di essa da tutte le parti per tenerla giù sino alla sua distruzione. C'era dell'odio nel modo in cui veniva maltrattata e un che di ferocia nei colpi che le venivano inferti. Era come un essere vivente consegnato al furore di una folla imbestialita: strattonata con violenza, percossa, scagliata a terra e calpestata. (cap. III, p. 61) *Si trattava piuttosto di un involontario torpore dello spirito. Uno stato provocato dalla lunga, lunghissima tensione che produce una burrasca, dall'interminabile aspettativa di una catastrofe definitiva, dallo sforzo fisico che richiede il solo rimanere aggrappato all'esistenza nel corso di un cataclisma così sconvolgente; uno sforzo continuo e infido che penetra profondamente nel petto per fiaccare e debellare il cuore dell'uomo che rimane irriducibile e che, tra tutti i doni della terra, più ancora che alla vita stessa, aspira alla pace. (cap. IV, p. 66) ===[[Explicit]]=== ''Questa era certamente la soluzione più conveniente per mettere a tacere il fatto nell'interesse di tutti. Qual è la tua opinione di signorino delle navi postali? Il vecchio capo dice che quella era decisamente la cosa migliore da farsi. L'altro giorno, il comandante sottolineava il fatto che: «Ci sono cose che non si trovano sui libri». Sono convinto che, per essere un uomo così limitato, se l'è cavata davvero molto bene.'' <!-- p. 123 --> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Giovinezza''=== Questo poteva accadere soltanto in Inghilterra, dove gli uomini e il mare si intrecciano.<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> ===''Gli idioti''=== Percorrevamo in carrozza la strada che va da Tréguier a Kervanda. Passavamo ad un trotto serrato fra le siepi alzate sui ripari di terra che fiancheggiavano la strada, quando, al piede della ripida ascesa che precede Ploumar<ref>Ploumar è nome inventato. Il paesaggio che serve di sfondo alla novella è quello della costa settentrionale della Bretagna, nella vicinanza di Lannion (Côtes-du-Nord) dirimpetto a Ile Grande. Tréguier, paese natale di Renan, è una cittadina vicina al mare, circa dodici miglia da Lannion.</ref>, il cavallo si mise spontaneamente al passo, mentre il cocchiere saltava da cassetta pesantemente a terra.<br>Egli fece scoppiettare la frusta e s’inerpicò sul pendio, salendo grevemente il colle a fianco del veicolo, la mano sul predellino e l’occhio a terra.<br>Dopo un certo tempo alzò la testa, indicò avanti a lui la strada colla punta della sua frusta e disse:<br>L'idiota! ===''I duellanti''=== [[Napoleone Bonaparte|Napoleone I]], la cui carriera ebbe il carattere di un duello contro l'Europa intera, disapprovava il duello fra gli ufficiali del suo esercito. Il grande imperatore militare non era uno smargiasso e aveva poco rispetto per la tradizione. ===''Il nero del «Narciso»''=== Il signor Baker, primo ufficiale della nave ''Narciso'', uscì con un solo passo dalla sua cabina illuminata e si trovò nell'ombra del cassero. Sopra la sua testa, sul frontone del casseretto, la guardia di notte suonò un doppio colpo. Il signor Baker, parlando all'uomo in alto, domandò:<br>– L'equipaggio è tutto a bordo, Knowells?<br>Il marinaio scese la scala zoppicando, poi disse con tono meditativo:<br>– Credo di sì, signore. Tutti i nostri vecchi sono qui, e ne sono venuti molti nuovi... Devono essere qui tutti. ===''La locanda delle streghe''=== Questa storia, episodio, avventura (chiamatela come vorrete), fu riferita verso il 1850 da un uomo che, per sua confessione, aveva in quell'epoca [[sessantenne|sessant'anni]]. Sessant'anni non è una brutta età, se non quando se ne considera la prospettiva, ciò che noi facciamo, nella maggior parte, con sentimenti molto confusi. È un'età calma; praticamente, la partita è al termine; e tenendosi in disparte, ciascuno comincia a ricordare, con una certa vivezza, l'uomo abile che ha saputo essere nel corso della sua esistenza. ==Citazioni su Joseph Conrad== *Lo scrigno segreto del suo genio è pieno di cianfrusaglie piuttosto che di gioielli; è inutile, quindi, sforzarsi di capirlo da un punto di vista filosofico, poiché non c'è niente da scrivere in questo senso. Nessuna dottrina, in realtà. Solo opinioni... ([[E. M. Forster]]) *Se qualcuno, accostatosi a Conrad con qualcosa di più della curiosità letteraria, non si lascerà sulle prime stancare dal grigiore di talune pagine, né scoraggiare alle volte da esasperanti involuzioni e lentezze o dal monotono insistere su certe situazioni e caratteri: se riuscirà a vincere perfino lo stile (magnifico senza dubbio, patetico e austero com'è a un tempo solo, ma pur sempre uno stile) e, per strano che sembri, la sua stessa assoluta mancanza di retorica, vi farà più d'un incontro che aveva inutilmente sperato con altri. E anche più grandi. Anche incomparabilmente più noti.<br>L'[[Umanità (qualità)|umanità]], per esempio. ([[Silvio D'Arzo]]) ===[[Federica Almagioni]]=== *Fin dal suo primo romanzo Conrad attirò l'attenzione di letterati come [[John Galsworthy|Galsworthy]], [[André Gide|Gide]], [[Henry James|James]]. [[Edward Garnett]] sostenne che aveva la capacità di "rendere visibili aspetti della vita che noi inglesi siamo costituzionalmente incapaci di percepire"; [[Thomas Mann]] esaltava "il suo talento virile, il suo carattere così inglese... la sua così nobile energia narrativa e il suo spirito così costantemente bizzarro". *Il vero pregio di Conrad è [...] quello di essere un grande esploratore della psicologia umana, per cui i lettori si possono riconoscere nei suoi personaggi. *Nell'uomo Conrad si mescolano vari individui : il giovane romantico nobile polacco; l'avventuriero-contrabbandiere; lo scrupoloso ufficiale della marina inglese; il grande romanziere; il piccolo uomo con i suoi acciacchi e le sue manie.<br>Joseph Conrad fu polacco per nascita, suddito russo per ragioni storiche, francese per educazione, inglese per adozione. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'' (''Heart of Darkness''), nota introduttiva di Giuseppe Sertoli, traduzione di Alberto Rossi, Einaudi, Torino, 1974. ISBN 8806385704 *Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'', traduzione di Luisa Saraval, Garzanti, 1990. ISBN 8811584124 *Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'', traduzione di Mauro Fissore, Edisco, Torino, 1998. *Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'', traduzione di Rossella Bernascone, Mondadori, 2000. ISBN 8852000097 *Joseph Conrad, ''Cuore di tenebra'', traduzione di Giorgio Spina, Rizzoli, Milano, 2006. ISBN 88-17-00053-1 *Joseph Conrad, ''[https://gutenberg.org/ebooks/63893 Gli idioti]'', traduzione di Hilda Campioni, The Australasian Publishing Company LTD. *Joseph Conrad, ''I duellanti'', traduzione di Leonardo Gandi, E/O, 1994. *Joseph Conrad, ''Il nero del «Narciso»'', traduzione di Alda Politzer, introduzione di [[Vezio Melegari]], Junior Club, Milano 1965. *Joseph Conrad, ''Il piantatore di Malata'' (''The planter of Malata''), in ''Within the Tides'', traduzione di Gilberto Altichieri, Muggiani Tipografo Editore, Milano 1944. *Joseph Conrad, ''L'agente segreto'', Introduzione di Pietro Citati, traduzione di Bruno Maffi, Rizzoli, Milano, 1978. *Joseph Conrad, ''[http://books.google.it/books?id=GwgyQuTffDoC L'agente segreto]'', traduzione di Luisa Saraval, Giunti Editore, 2010. ISBN 8809753534 *Joseph Conrad, ''La linea d'ombra'', traduzione di Dunja Badnjevic Orazi, Newton & Compton. *Joseph Conrad, ''La linea d'ombra'', traduzione di Gianni Celati, Mondadori, Milano, 1999. ISBN 88-04-40923-1 *Joseph Conrad, ''La linea d'ombra'', traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006. *Joseph Conrad, ''La linea d'ombra'', traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, La biblioteca di Repubblica, 2011. *Joseph Conrad, ''La locanda delle streghe'', traduzione di Giovanni Marcellini e Ovidio Fatica, Editori Riuniti, 1996. ISBN 8835941628 *Joseph Conrad, ''Lord Jim'', traduzione di Alessandro Gallone, prefazione di Federica Almagioni, Alberto Peruzzo Editore, 1989. *Joseph Conrad, ''Lord Jim'', traduzione di A. Ceni, Feltrinelli, 2002. *Joseph Conrad, ''Sotto gli occhi dell'occidente'', traduzione di Gianna Lonza, Garzanti, Milano, 2013. ISBN 978-88-11-13769-6 *Joseph Conrad, ''Suspense'', traduzione di Camilla Salvago Raggi, Il Canneto Editore, Genova, 2013. ISBN 978-88-96430-41-5 *Joseph Conrad, ''Tifone'', traduzione di Marco Longhi Paripurna, Demetra, 1997. ISBN 88-440-0397-6 ==Filmografia== *''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]'' (1936) *''[[Apocalypse Now]]'' (1979) ==Altri progetti== {{interprogetto|s=en:Author:Joseph Conrad|s_lingua=inglese|s_preposizione=di}} ===Opere=== {{Pedia|Il negro del "Narciso"||(1897)}} {{Pedia|Cuore di tenebra||(1899)}} {{Pedia|Lord Jim||(1899-1900)}} {{Pedia|Tifone (Conrad)|''Tifone''|(1902)}} {{Pedia|La linea d'ombra||(1917)}} {{DEFAULTSORT:Conrad, Joseph}} [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Scrittori polacchi]] tlkxx4mwaugd9fpz24vu31g6aorw79o Jean-Paul Sartre 0 2691 1415434 1399867 2026-06-03T08:39:56Z Spinoziano 2297 typo, - indicedx, + film 1415434 wikitext text/x-wiki [[File:Freiburg am Rednerpult, Jean Paul Sartre, in der Universität Freiburg - W134Nr.023666d - Willy Pragher.jpg|thumb|upright=1.3|Jean-Paul Sartre]] {{Premio|Nobel|la letteratura '''(1964)''' '''Premio rifiutato'''}} '''Jean-Paul Sartre''' (1905 – 1980), scrittore e filosofo francese. ==Citazioni di Jean-Paul Sartre== *All'inizio, l'uomo esiste, si alza e compare sulla scena, solo in seguito definisce se stesso.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 270. ISBN 9788858014165</ref> *Anche nel democratico più liberale si può nascondere una sfumatura di [[antisemitismo]]: egli è ostile all'ebreo nella misura in cui questi osa pensarsi, appunto, ebreo.<ref>Da ''Rèflexions sur la question juive'', 1946, ed. Gallimard, Parigi.</ref> *{{NDR|L'opera di [[Albert Camus]]}} Ci offre la promessa di una letteratura classica, senza illusioni, ma piena di fiducia nella grandezza dell'umanità; dura, ma senza inutile violenza appassionata ma riservata... una letteratura che si sforza di descrivere la condizione metafisica dell'uomo pur partecipando pienamente ai movimenti della società.<ref>In ''Vogue'', 1945.</ref> *''Cristo si è fermato a Eboli'', ''L'Orologio'', sono i momenti di un'autobiografia che non può svolgersi altrimenti che ricostruendo la storia della società italiana, dal fascismo ai primi anni del dopoguerra. [[Carlo Levi]] — qui è il centro della sua arte — non dipinge un quadro d'insieme di codesta società per poi, subito dopo, inserirvisi; non procede verso l'universale astratto. Nella sua opera il moto di universalizzazione è tutt'uno con l'approfondimento del concreto. Dai suoi inizi ci ha posto, sempre, contemporaneamente su due piani: quello della Storia e quello delle sue storie, specchiantisi l'uno nell'altro. Mi sia consentito affermare, in questa occasione, il mio totale consenso a un'arte dello scrivere cosí concepita. Io credo che, attualmente, non possiamo tentare nient'altro che collocare i nostri lettori in questa doppia prospettiva: di una vita che si singola-rizza, avida di gustare il sapore di tutte le altre vite, e di una universalità strutturata del vissuto che si totalizza soltanto nelle vite particolari. [...] Quella curiosità di cui poco fa ho parlato, e che ha fatto di lui lo scrittore di cui non possiamo mai dimenticarci, è nata dalla passione di vivere, che lo induce a cogliere come un valore, in se stesso e negli altri, ogni esperienza vissuta. In Levi tutto si accorda, tutto si tiene. Medico dapprima, poi scrittore e artista per una sola identica ragione: l'immenso rispetto per la vita. E questo stesso rispetto è all'origine del suo impegno politico, cosí come alla sorgente della sua arte.<ref>Da ''Galleria'', 3-6 (1967), pp. 259-60, a cura di Aldo Marcovecchio; citato in Carlo Levi, ''Cristo si è fermato a Eboli'', Einaudi, 1990, p. XII.</ref> *Il [[male]] è la sostituzione sistematica dell'astratto al concreto.<ref>Da ''Santo Genêt commediante e martire''.</ref><ref name=e /> *Il più vile degli assassini è quello che ha dei rimorsi.<ref>Da ''Le mosche''.</ref><ref name=e /> *Innanzitutto era insolita l'ora del nostro appuntamento: la mezzanotte [...] Attraversando la sala, benché fosse pienamente illuminata, ebbi la sensazione di esser salito su un treno prima dell'alba e di trovarmi in uno scompartimento di gente addormentata [...] Si aprì una porta. [[Simone de Beauvoir]] ed io entrammo e quell'impressione scomparve. <br />Un ufficiale dell'esercito ribelle, coperto da un basco, mi aspettava: aveva la barba e i capelli lunghi come i soldati che erano all'ingresso, ma il volto limpido e sereno mi parve mattiniero. Era [[Che Guevara|Guevara]]. [...] Quei giovani {{NDR|Guevara e i suoi compagni}} tributano un culto discreto all'[[energia]], tanto amata da [[Stendhal]]. Non si creda però che ne parlino, che ne ricavino una teoria. Vivono l'energia, la praticano, forse la inventano: si dimostra negli effetti, ma essi non pronunciano una parola al riguardo.<br />La loro energia si ''manifesta''. [...] quasi arrivano a ripetere la frase di [[Pascal]]: "''È necessario non dormire''". Si direbbe che il sonno li abbia abbandonati, che anch'esso sia emigrato a Miami.<ref>Da ''Così incontrai il "Che"'', in ''Ernesto Che Guevara – uomo, compagno, amico...'', Coop Erre emme edizioni.</ref> *L'[[Unione Europea|Europa]] che ci presentano i signori [[Jimmy Carter|Carter]], [[Helmut Schmidt|Schmidt]], [[Valéry Giscard d'Estaing|Giscard]] e [[Andreotti]] non ha alcun rapporto con l'[[internazionalismo|internazionalismo proletario]], è estranea all'Europa dei lavoratori che per un secolo è stata l'ideale del movimento operaio occidentale. Lo spirito dei suoi promotori, al contrario, la agita all'interno della dinamica attuale delle forze di classe per costruire un'Europa del [[Capitalismo|Capitale]], che sarà inevitabilmente dominata dalle multinazionali tedesco-americane.<ref>Da ''[http://www.comite-valmy.org/spip.php?article343 I militanti socialisti e la costruzione dell'Europa]'', 10 febbraio 1977; citato in ''[http://www.opinione-pubblica.com/unione-europea-anche-sartre-profetizzo-suo-fallimento Unione Europea: anche Sartre profetizzò il suo fallimento]'', ''opinione-pubblica.com''.</ref> *{{NDR|Sul 1968}} L'importante è che l'azione ci sia stata, quando tutti la ritenevano impensabile.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della storia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2018, p. 324. ISBN 9788858016572</ref> *L'[[inferno]] sono gli altri.<ref>Da ''A porte chiuse''; citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.</ref> *L'uomo è da inventare ogni giorno.<ref>Da ''Situations'', II. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *L'uomo non è la somma di quanto possiede, ma il totale di quanto non ha ancora, e potrebbe avere.<ref>Da ''A proposito dell'''Urlo e il furore''. La temporalità di Faulkner'', in ''Che cos'è la letteratura?'', traduzione di Luisa Arano Cogliati, Anna Del Bo, Oreste del Buono, Jone Graziani, Augusta Mattioli, Massimo Mauri, Daria Menicanti, Giorgio Monicelli, Edoardo Soprano, Domenico Tarizzo, Gisella Tarizzo, il Saggiatore, Milano, 2009, p. 191. ISBN 9788856501506</ref> *[...] la [[carezza]] non è un semplice sfiorare: ma un foggiare. Carezzando l'altro, io faccio nascere la sua carne con la mia carezza, sotto le mie dita. La carezza fa parte dell'insieme di cerimonie che incarnano l'altro. Ma, si può obbiettare, non era forse già incarnato? No. La carne dell'altro non esisteva esplicitamente per me, perché percepivo il corpo dell'altro in situazione; non esisteva per lui perché la trascendeva verso le sue possibilità e verso l'oggetto. La carezza fa nascere l'altro come carne per me e per lui. [...] Così la carezza non si distingue per nulla dal desiderio: carezzare cogli occhi o desiderare è la stessa cosa; il desiderio si esprime con la carezza come il pensiero col linguaggio. [...] Nel desiderio e nella carezza che l'esprime, mi incarno per realizzare l'incarnazione dell'altro; e la carezza, realizzando l'incarnazione dell'altro, mi manifesta la mia incarnazione; cioè io mi faccio carne per indurre l'altro a realizzare per-sé e per me la sua carne e le mie carezze fanno nascere per me la mia carne [...]<ref>Da ''L'essere e il nulla. La condizione umana secondo l'esistenzialismo'', trad. di Giuseppe Del Bo, NET, 2002, pp. 438-445.</ref> *La separazione della teoria dalla pratica ebbe per risultato di trasformare questa in un empirismo senza principi e quella in un Sapere puro e irrigidito.<ref>Da ''Questioni di metodo'', I, in ''Critica della ragione dialettica I. Teoria degli insiemi pratici'', libro primo, traduzione di Paolo Caruso, il Saggiatore, Milano, 1990, p. 28. ISBN 88-04-33818-0</ref> *Lungi dall'essere esaurito, il [[marxismo]] è ancora giovanissimo, quasi nell'infanzia: ha appena cominciato a svilupparsi. Esso rimane dunque la filosofia del nostro tempo: è insuperabile perché le circostanze che l'hanno generato non sono ancora superate.<ref>Da ''Questions de méthode'' (''Questioni di metodo''), in ''Critique de la raisson dialectique'', Gallimard, Paris, 1960, traduzione italiana di F. Ferniani, Il Saggiatore, Milano, 1976, pp. 92-96.</ref> *Niente ci garantisce che la letteratura sia immortale [...]. Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura. Ma ancor meglio può fare a meno dell'uomo.<ref>Da ''Situazioni''</ref><ref name="e">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *{{NDR|[[Che Guevara]]}} Non era solo un intellettuale, era l'essere umano più completo del nostro tempo.<ref>Citato in [[Paco Ignacio Taibo II]], ''Senza perdere la tenerezza. Vita e morte di Ernesto Che Guevara'', traduzione di Gloria Cecchini, Gina Maneri e Sandro Ossola, il Saggiatore, Milano, 2012, [http://books.google.it/books?id=ST8rUcRpifYC&pg=PA406 p. 406]. ISBN 978-88-428-1781-9</ref> *Non facciamo quello che vogliamo e tuttavia siamo responsabili di quel che siamo.<ref>Da ''Situazioni''.</ref> *[[Paul Nizan|Paul]] persisteva nel dirsi comunista. E rifletteva, ''patiemment'', come correggere la deviazione senza cadere nell'idealismo.<ref>Citato in [[Gaspare Barbiellini Amidei]], ''Perché credere?'', Arnoldo Mondadori Editore, 1991.</ref> *Non voglio essere letto perché Nobel, ma solo se il mio lavoro lo merita.<ref>Da dichiarazione su ''Le Figaro'', 23 ottobre 1964.</ref> *Per quanto riguarda gli uomini, non sono interessato a ciò che essi sono, ma a quel che possono diventare.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della filosofia'', traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 271. ISBN 9788858014165</ref> *{{NDR|Riferendosi alla morte}} Qualche ora o qualche anno di attesa è lo stesso, quando si è perduta l'illusione di essere eterno.<ref>Da ''il muro''.</ref> *Siamo importanti solo nelle nostre decisioni.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 189. ISBN 9788858025598</ref> *Tu usi la filosofia come alibi per abdicare all'impegno" Mio caro [[Maurice Merleau-Ponty|Merleau]], [...] Tu hai criticato la mia posizione direttamente e indirettamente, sia conversando con me che pubblicamente. Io, da parte mia, mi sono limitato a difendermi. Come se la tua posizione fosse giusta, ed io invece dovessi giustificarmi di non condividerla. Perché l'ho fatto? Perché sono così: detesto mettere sotto accusa, foss'anche per difendermi, le persone che amo.<ref>Citato in ''Merleau Ponty e Le lettere del divorzio'', ''Corriere della Sera'', 28 gennaio 1997.</ref> *Un [[Anticomunismo|anticomunista]] è un cane, su questo sono irremovibile e lo sarò sempre.<ref>''Le temps modernes'', numero speciale, ottobre 1961, ripreso in ''Situation IV'', Paris Gallimard, 1964, p. 248</ref> *Un Partito Radicale internazionale, che non avesse nulla in comune con i partiti radicali attuali in Francia? E che avesse, ad esempio, una sezione italiana, una sezione francese, ecc.? Conosco [[Marco Pannella]], ho visto i radicali italiani e le loro idee, le loro azioni; mi sono piaciuti. Penso che ancora oggi occorrano dei partiti, solo più tardi la politica sarà senza partiti. Certamente dunque sarei amico di un simile organismo internazionale.<ref>Citato in Valter Vecellio, ''Marco Pannella. Biografia di un irregolare'', Rubbettino Editore, 2010, [https://books.google.it/books?id=0i2JQwSNNhYC&pg=PT6 p. 6]. ISBN 8849830483</ref> {{Intestazione2|Intervista di [[Carlo Bo]]|da ''Incontro con Jean Paul Sartre: i poteri dell'intellettuale'' (1966), Rai Storia, 21 giugno 2011}} *Non credo che la [[felicità]] esista; credo che esista soltanto la [[gioia]]. *La gioia è quando ci si sente nel pieno delle proprie forze, della propria intelligenza, del proprio potere; quando si compie un'azione, un'azione difficile, e si riesce ad ampliare con essa il potere dell'uomo. Non il proprio potere soltanto, ma quello dell'uomo. Penso per esempio che un [[Jurij Gagarin|Gagarin]] o un [[Gary Cooper|Cooper]] abbiano conosciuto la gioia. {{NDR|Vale a dire, sarebbe il lavoro soddisfatto?}} Sì, il lavoro nel momento in cui si fa. Anche perché è il lavoro che definisce l'uomo. *Un [[uomo]] è insieme giudice e parte in causa della sua realtà, e si ignora nella misura stessa in cui [[Conoscere se stessi|si conosce]]. Tutto ciò presuppone un tipo di verità approssimativa, che è la verità propriamente filosofica, e cioè lo sforzo che fa l'uomo per scoprire se stesso e per eliminare quanto c'è di troppo umano in ogni frase che dice sul suo conto. ===Attribuite=== *In URSS la libertà di critica è totale.<ref name=convegno>Citato in ''Sartre e la filosofia del suo tempo. Atti del convegno (Trento, marzo 2005)'', a cura di Nestore Pirillo, Dipartimento di filosofia, storia e beni culturali, Università degli Studi di Trento, 2008, p. 88.</ref> :''La liberté de critique est totale en URSS.'' ::Titolo dell'intervista di Jean Bedel pubblicata su ''Libération'', 15 luglio 1954.<ref>Si veda [http://expositions.bnf.fr/sartre/grand/191.htm immagine], Bibliothèque nationale de France.</ref> Le parole precise di Sarte furono: «''Le citoyen soviétique possède, à mon avis, une entière liberté de critique''»<ref>[http://www.pileface.com/sollers/IMG/pdf/URSS.pdf Testo] dell'intervista.</ref> («Il cittadino sovietico ha, secondo me, piena libertà di critica»). «A distanza di vent'anni, Sartre smentirà questa affermazione riconoscendo di aver dato un ritratto edulcorato dell'Unione Sovietica».<ref name=convegno /> Secondo [[Simone de Beauvoir]], Sartre, durante l'intervista, parlava frettolosamente e quando gli fu proposto di rivedere il testo, si tirò indietro.<ref>Simone de Beauvoir, ''La force des choses'', vol. 2, Gallimard, 1963, p. 47.</ref> ==''Bariona o il figlio del tuono''== *Che cosa c'è di più commovente per un cuore d'uomo che l'inizio di un mondo e la giovinezza dai tratti ambigui e l'inizio di un amore, quando tutto è ancora possibile, quando il sole è presente nell'aria e sui visi, come una fine polvere senza essersi ancora mostrato e fa presagire, nell'acre freschezza del mattino, le pesanti promesse del giorno. *La [[Maria|Vergine]] è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L'ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! *Nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei [[Maria]], se fossi pittore, e cercherei di rendere l'espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride. *Ora l'angelo sta davanti a [[Maria]] e Maria è impenetrabile e cupa come una foresta di notte e la buona novella si è perduta in lei come un viaggiatore si perde nei boschi. E Maria è piena di uccelli e del lungo stormire delle fronde. E mille pensieri senza parola si destano in lei, pensieri pesanti di madri che accettano il dolore. *Sono [[Cecità|cieco]], per caso, ma prima di perdere la vista, ho guardato più di mille volte le immagini che contemplerete. ==[[Incipit]] di ''Erostrato''== Gli uomini, bisogna vederli dall'alto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ==''Il diavolo e il buon Dio''== *[[Dio]] è il Silenzio, Dio è l'Assenza, Dio è la Solitudine degli uomini. *Il [[mondo]] è iniquità; se lo accetti sei complice, se lo cambi sei carnefice. :''Le monde est iniquité; si tu l'acceptes tu es complice, si tu le changes, tu es bourreau''<ref>''Le Diable et le Bon Dieu'', Gallimard, 1971, acte I, scène VI, p. 108.</ref>. *Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire.<ref name="e" /><ref>{{Cfr}} [[Louis Blanc]]: «È coi poveri che i ricchi fanno la guerra».</ref> *La mia testa è un sabba e tu ne sei tutte le streghe. *Quando Dio tace, gli si può far dire quello che si vuole. *Quelli che mi vedono, raramente si fidano della mia parola: devo aver l'aria di uno troppo intelligente per mantenerla.<ref name=e /> ==''L'esistenzialismo è un umanismo''== *Ciò che non è assolutamente possibile è non [[Scelta|scegliere]]. *L'esistenza precede l'essenza.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 127. ISBN 9788858025598</ref> *L'uomo in primo luogo esiste, ossia che egli è in primo luogo ciò che si slancia verso un avvenire e ciò che ha coscienza di progettarsi verso l'avvenire.<ref>Da ''L'esistenzialismo è un umanismo'', a cura di Maurizio Schoepflin, Armando Editore, Roma, 2000, p. 47. ISBN 9788883588426</ref> *Per ottenere una verità qualunque sul mio conto, bisogna che la ricavi tramite l' altro. L'altro è indispensabile alla mia esistenza, così come alla conoscenza che io ho di me. *Se, d'altro canto, Dio non esiste, non troviamo davanti a noi dei valori o degli ordini che possano legittimare la nostra condotta. Così non abbiamo né dietro di noi né davanti a noi, nel luminoso regno dei valori, giustificazioni o scuse. Siamo soli, senza scuse. Situazione che mi pare di poter caratterizzare dicendo che l'uomo è condannato a essere libero. Condannato perché non si è creato da solo, e ciò non di meno libero perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto quanto fa.<ref>Da ''L'esistenzialismo è un umanismo'', a cura di Maurizio Schoepflin, Armando Editore, Roma, 2014. ISBN 9788866778370</ref> ==''L'essere e il nulla''== *L'[[odio]] mira a trovare una libertà senza limiti di fatto, cioè a sbarazzarsi del proprio impercettibile essere-oggetti-per-l'altro e abolire la propria dimensione di alienazione. Ciò equivale a proporsi di realizzare un mondo in cui l'altro non esiste. *L'[[uomo]] è una passione inutile. (traduzione di G. Del Bo, Il Saggiatore, 1965², p. 738) *L'uomo è condannato ad essere libero. *La [[vertigine]] è angoscia in quanto temo non di cadere nel precipizio, ma di gettarmici io stesso. (il Saggiatore, p.65) *Mediante la rivelazione del mio essere-come-oggetto per l'Altro [...] comprendo il suo essere-come-soggetto.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 129. ISBN 9788858025598</ref> *Non ci sono [[bambino|bambini]] "innocenti". ==''La morte nell'anima''== ===[[Incipit]]=== ''New York, ore 9 a. m. Sabato 15 giugno 1940''<br>Una piovra? Afferrò il coltello, aperse gli occhi, era un sogno. La piovra era lì, lo succhiava con le sue ventose: il caldo. [[Sudore|Sudava]]. Si era addormentato verso l'una, alle due il caldo l'aveva svegliato, si era tuffato in un bagno freddo, poi ricoricato senza asciugarsi; subito dopo il fuoco s'era rimesso a soffiargli sotto la pelle, aveva ricominciato a sudare. All'alba si era addormentato, aveva sognato un incendio; adesso il sole era certamente già alto, e Gomez sudava sempre: sudava senza requie da quarantotto ore. «Dio buono!» sospirò, passandosi la mano umida sul petto bagnato. Questo ''non era'' calore, era una malattia dell'atmosfera: l'aria aveva la febbre, l'aria sudava, si sudava nel sudore. ===Citazioni=== *La [[pace]] non è né democratica né nazista: è la pace. (p. 30) ==''La nausea''== ===[[Incipit]]=== La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è ''questo'' che è cambiato. Occorre determinare esattamente l'estensione e la natura di questo cambiamento.<br>Per esempio ecco un astuccio di cartone che contiene la mia bottiglia d'inchiostro. Bisognerebbe provare a dire come la vedevo ''prima'' e come adesso la...<ref>Una parola lasciata in bianco [''nda''].</ref><br>Ebbene! È un parallelepipedo rettangolo che si distacca su — è idiota. Non c'è nulla da dirne. Ecco quel che si deve evitare, non bisogna mettere dello strano dove non c'è nulla. Credo sia questo il pericolo, quando si tiene un diario: si esagera tutto, si sta in agguato, si forza continuamente la verità. D'altra parte son certo che da un momento all'altro — sia a proposito di questo astuccio che di qualsiasi altro oggetto — io posso ritrovare l'impressione dell'altro ieri. Devo star sempre all'erta altrimenti essa mi scivolerà ancora di tra le dita. Non bisogna...<ref>Una parola è cancellata (forse «forzare» o «forgiare»), un'altra, riscritta sopra, è illeggibile [''nda''].</ref> ma notare accuratamente e con i maggiori particolari tutto ciò che succede. ===Citazioni=== *«I tuoi indiavolati capelli guastano tutto» diceva. «Che cosa si può farne di un uomo rosso?» *Alle [[tre di pomeriggio|tre del pomeriggio]] è sempre troppo presto o troppo tardi per qualsiasi cosa tu voglia fare. *Io non so approfittare dell'occasione: vado a caso, vuoto e calmo, sotto un cielo inutilizzato. *Gli oggetti son cose che non dovrebbero ''commuovere'', poiché non sono vive. Ci se ne serve, li si rimette a posto, si vive in mezzo ad essi: sono utili, niente di più. E a me, mi commuovono, è insopportabile. Ho paura di venire in contatto con essi proprio come se fossero bestie vive.<br>Ora me ne accorgo, mi ricordo meglio ciò che ho provato l'altro giorno, quando tenevo quel ciottolo. Era una specie di nausea dolciastra. Com'era spiacevole! E proveniva dal ciottolo, ne son sicuro, passava dal ciottolo nelle mie mani. Sì, è così, proprio così, una specie di nausea nelle mie mani. (2003, p. 20) *La sua camicia di cotone azzurro spicca allegramente sulla parete color cioccolato. Anche questo dà la Nausea. O piuttosto, ''è'' la Nausea. La Nausea non è in me: io la sento ''laggiù'' sul muro, sulle bretelle, dappertutto attorno a me. Fa tutt'uno col caffè, son io che sono in essa. (2003, p. 31) *Altre carte continuano a cadere, le mani vanno e vengono. Che curiosa occupazione, non sembra né un gioco, né un rito, né un'abitudine. Credo ch'essi lo facciano per occupare il tempo, semplicemente. Ma il [[tempo]] è troppo vasto, non si lascia riempire. Tutto ciò che uno vi getta s'ammollisce e si stira. Per esempio questo gesto della mano rossa, che raccoglie le carte incespicando, è fiacco. Bisognerebbe scucirlo e tagliarlo dentro. (2003, p. 32) *Io ''vedo'' l'avvenire. È là, posato sulla strada, appena un po' più pallido del presente. Che bisogno ha di realizzarsi? Che cosa ci guadagna? La vecchia s'allontana zoppicando, si ferma, si tira su una ciocca grigia che le sfugge dal fazzoletto. Cammina, era là, ora è qui... non so più come sia: li ''vedo'', i suoi gesti, o li ''prevedo''? Non distinguo più il presente dal futuro, e tuttavia la cosa continua, si realizza a poco a poco; la vecchia avanza per la via deserta, sposta le sue grosse scarpe da uomo. Questo è il tempo, né più né meno che il tempo, giunge lentamente all'esistenza, si fa attendere, e quando viene si è stomacati perché ci si accorge che era già lì da un pezzo. (2003, p. 44) *Ecco che cosa ho pensato: affinché l'avvenimento più comune divenga un'avventura è necessario e sufficiente che ci si metta a ''raccontarlo''. È questo che trae in inganno la gente: un uomo è sempre un narratore di storie, vive circondato delle sue storie e delle storie altrui, tutto quello che gli capita lo vede attraverso di esse, e cerca di vivere la sua vita come se la raccontasse. [...] Avrei voluto che i momenti della mia vita si susseguissero e s'ordinassero come quelli d'una vita che si rievoca. Sarebbe come tentar d'acchiappare il tempo per la coda. (2003, p. 53-55) *Niente è cambiato, e tuttavia tutto esiste in un'altra maniera. Non posso descriverlo, è come la Nausea e tuttavia è esattamente l'opposto: finalmente mi capita un'avventura e se m'interrogo vedo ''che mi capita e che sono io che sono qui''; sono ''io'' che fendo la notte, sono felice come un eroe di [[romanzo]]. (2003, p. 72) *Un brivido mi percorre dalla testa ai piedi: è... è lei che m'attendeva. Lei era lì, ergendo il suo busto immobile sopra la cassa, e sorrideva. Dal fondo di questo caffè qualcosa torna indietro sui momenti sparsi di questa domenica e li salda gli uni agli altri, dà loro un senso: ho traversato tutta questa giornata per venire a finir qui, con la fronte contro questo vetro, per contemplare questo volto fine che si schiude su una tenda granata. Tutto s'è fermato; la mia vita s'è arrestata: questo vetro, quest'aria greve, azzurra come l'acqua, ed io stesso formiamo un tutto immobile e compatto: sono felice. (2003, p. 73) *Sono invecchiati in un altro modo. Vivono in mezzo alle cose ereditate, ai regali, ed ogni mobile per loro è un ricordo. Pendole, medaglie, ritratti, conchiglie, fermacarte, paraventi, scialli. Hanno armadi pieni di bottiglie, di stoffe, di vecchi vestiti, di giornali, hanno conservato tutto. Il passato è un lusso da proprietari.<br>Ed io dove potrei conservare il mio? Non ci si può mettere il passato in tasca; bisogna avere una casa per sistemarvelo. lo non possiedo che il mio corpo; un uomo completamente solo, col suo corpo soltanto, non può fermare i ricordi, gli passano attraverso. Non dovrei lagnarmi: il mio solo desiderio è stato d'esser libero. (2003, p. 85) *La verità m'appare d'un tratto: quest'uomo morirà presto. Di sicuro lo sa anche lui; basta che si sia guardato ad uno specchio: di giorno in giorno rassomiglia sempre più al cadavere che sarà. Ecco che cos'è la loro esperienza; ecco perché mi son detto tante volte che odora di morte: è la loro ultima difesa. Il dottore vorrebbe pur credervi, vorrebbe mascherarsi l'insopportabile realtà: ch'egli è solo, che non ha capito nulla, che non ha passato; con un'intelligenza che gli s'intorbida, e un corpo che si sfascia. E allora egli ha apprestato ben bene, ha ben sistemato e imbottito il suo piccolo delirio di compensazione: dice a se stesso che [[progresso|progredisce]]. (2003, p. 90) *Finché si resta tra queste mura, tutto ciò che dovrà capitare capiterà a sinistra o a destra della stufa. Se san Dionigi in persona volesse entrare qui dentro, reggendo la testa fra le mani, dovrebbe entrare da destra, e camminare tra gli scaffali consacrati alla letteratura francese e la tavola riservata alle lettrici. E se non toccasse terra, se si librasse a venti centimetri dal suolo, il suo collo sanguinante arriverebbe esattamente all'altezza del terzo scaffale. Così questi oggetti servono almeno a fissare i limiti del [[verosimile]]. (in biblioteca; 2003, p. 98) *Ma il suo giudizio mi trafiggeva come una spada e metteva in discussione perfino il mio diritto d'esistere. Ed era vero, me n'ero sempre reso conto: non avevo il diritto di esistere. Ero apparso per caso, esistevo come una pietra, una pianta, un microbo. La mia vita andava a capriccio, in tutte le direzioni. A volte mi dava avvertimenti vaghi, a volte non sentivo che un ronzio senza conseguenze. (2003, p. 108) *La vera natura del [[presente]] si svelava: era ciò che esiste, e tutto quel che non avevo presente, non esisteva. Il passato non esisteva. Affatto. Né nelle cose e nemmeno nel mio pensiero. Certo, avevo capito da un pezzo che il mio presente mi era sfuggito. Ma fino a quel momento credevo che si fosse soltanto ritirato fuori della mia portata. (2003, p. 121) *Tutto è pieno, esistenza dappertutto, densa e pesante e dolce. Ma al di là di tutta questa dolcezza, inaccessibile, vicinissimo, e, ahimè, così lontano, giovane, spietato e sereno c'è... questo rigore. (2003, p. 130) *È dunque questa, la Nausea: quest'accecante evidenza? Quanto mi ci son lambiccato il cervello! Quanto ne ho scritto! Ed ora lo so: io esisto — il mondo esiste — ed io so che il mondo esiste. Ecco tutto. Ma mi è indifferente. È strano che tutto mi sia ugualmente indifferente: è una cosa che mi spaventa. È cominciato da quel famoso giorno in cui volevo giuocare a far rimbalzare i ciottoli sul mare. Stavo per lanciare quel sassolino, l'ho guardato, ed è allora che è incominciato: ho sentito che ''esisteva''. E dopo, ci sono state altre Nausee; di quando in quando gli oggetti si mettono ad esistervi dentro la mano. C'è stata la Nausea del «Ritrovo dei ferrovieri» e poi un'altra, prima, una notte in cui guardavo dalla finestra, e poi un'altra al giardino pubblico, una domenica, e poi altre. Ma non era mai stata così forte come oggi. (2003, pp. 153-4) *Questo momento è stato straordinario. Ero lì, immobile e gelato, immerso in un'estasi orribile. Ma nel seno stesso di quest'estasi era nato qualcosa di nuovo: comprendevo la Nausea, ora, la possedevo. A dire il vero, non mi formulavo la mia scoperta. Ma credo che ora mi sarebbe facile metterla in parole. L'essenziale è la contingenza. Voglio dire che, per definizione, l'esistenza non è la necessità. Esistere è ''esser lì'', semplicemente; gli esistenti appaiono, si lasciano ''incontrare'', ma non li si può mai ''dedurre''. C'è qualcuno, credo, che ha compreso questo. Soltanto ha cercato di sormontare questa contingenza inventando un essere necessario e causa di sé. Orbene, non c'è alcun essere necessario che può spiegare l'esistenza: la contingenza non è una falsa sembianza, un'apparenza che si può dissipare; è l'assoluto, e per conseguenza la perfetta gratuità. Tutto è gratuito, questo giardino, questa città, io stesso. E quando vi capita di rendervene conto, vi si rivolta lo stomaco e tutto si mette a fluttuare, come l'altra sera al «Ritrovo dei ferrovieri»: ecco la Nausea; ecco quello che i Porcaccioni — quelli di Poggio Verde e gli altri — tentano di nascondersi con il loro concetto di diritto. Ma che meschina menzogna: nessuno ha diritto; essi sono completamente gratuiti, come gli altri uomini, non arrivano a non sentirsi di troppo. E nel loro intimo, segretamente, ''sono di troppo'', cioè amorfi e vacui; tristi. (2003, p. 164) *Tutto era pieno, tutto era in atto, non c'era intervallo, tutto, perfino il più impercettibile sussulto, era fatto con un po' d'esistenza. E tutti questi esistenti che si affaccendavano attorno all'albero non venivano da nessun posto e non andavano in nessun posto. Di colpo esistevano, e poi, di colpo non esistevano più: l'esistenza è senza memoria; di ciò che scompare non conserva nulla — nemmeno un ricordo. (2003, p. 166) *Ogni esistente nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per combinazione. (2003, p. 167) *La Vegetazione ha strisciato per chilometri verso le città. Attende. Quando la città sarà morta essa l'invaderà, s'arrampicherà sulle pietre, le imprigionerà, le rovisterà, le farà scoppiare con le sue lunghe pinze nere, ne accecherà i buchi e lascerà pendere dappertutto delle zampe verdi. Bisogna restare nelle città fintanto che son vive, non bisogna penetrare da soli in questa grande chioma che è alle loro porte: bisogna lasciarla ondeggiare e crollare senza testimoni. (2003, p. 194) *Che imbecilli. Mi ripugna il pensare che sto per rivedere le loro facce ottuse e piene di sicurezza. Legiferano, scrivono romanzi populisti, si sposano, hanno l'estrema stupidità di fare figli. E frattanto la grande natura incolta s'è insinuata nella loro città, s'è infiltrata dappertutto, nelle loro case, nei loro uffici, in loro stessi. Non si muove, si mantiene ferma in essi, essi vi stan dentro in pieno, la respirano e non la vedono, credono che sia fuori, a venti miglia dalla città. Io la ''vedo'', questa [[natura]], la ''vedo''... So che la sua sottomissione è pigrizia, so ch'essa non ha leggi: quella che scambiano per la sua costanza... Non ha che abitudini, e le può cambiare domani. (2003, p. 197) *Mi si dia qualcosa da fare, qualsiasi cosa... È meglio che pensi ad altro, perché in questo momento sto per recitarmi la commedia. So benissimo che non voglio far niente: far qualche cosa è creare dell'esistenza — e di esistenza ce n'è già abbastanza. (2003, p. 214) *''Esso'' non esiste. È perfino urtante; se mi alzassi e strappassi questo disco dal piatto che lo regge e lo spezzassi in due, non lo raggiungerei nemmeno. Esso è al di là — sempre al di là di qualche cosa, d'una voce, d'una nota di violino. Attraverso spessori e spessori d'esistenza, si svela, sottile e fermo, e quando lo si vuole afferrare non s'incontra che degli esistenti, si cozza contro esistenti privi di senso. È dietro di essi: non lo odo nemmeno, odo dei suoni, delle vibrazioni che lo rivelano. Ma esso non esiste, poiché non ha niente di troppo: è tutto il resto che è di troppo in rapporto ad esso. Esso ''è''. (2003, p. 216) *Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un'impresa. Bisogna avere un'energia, una generosità, un accecamento... C'è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un [[precipizio]]: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai piú. (Anny: 1948, p. 195) ===[[Explicit]]=== Canta. Eccone due che si son salvati: l'ebreo e la negra. salvati. Magari si saran creduti perduti fino alla fine, annegati nell'esistenza. E tuttavia nessuno potrà pensare a me come io penso a loro. Nessuno, nemmeno Anny. Per me sono un po' come morti, un po' come eroi da romanzo; si son lavati del peccato d'esistere. Non completamente beninteso — ma quel tanto che un uomo può fare. Quest'idea mi sconvolge d'un tratto, perché non speravo nemmeno più questo. Sento qualcosa che mi sfiora timidamente e non oso nemmeno muovermi per paura che scompaia. Qualcosa che non conoscevo più: una specie di gioia.<br>La negra canta. Allora, è possibile giustificare la propria esistenza? Un pochino? Mi sento straordinariamente intimidito. Non che abbia molta speranza. Ma sono come uno completamente gelato dopo un viaggio nella neve, che entri di colpo in una camera tiepida. Penso che resterebbe immobile vicino alla porta, ancora freddo, e che lenti brividi percorrerebbero il suo corpo.<br><br>{{centrato|''Some of these days <br>You'll miss me honey.''}}<br><br>Non potrei forse provare... Naturalmente, non si tratterebbe d'un motivo musicale... ma non potrei forse, in un altro genere?... Dovrebbe essere un libro: non so far altro. Ma non un libro di storia: la storia parla di ciò che è esistito — un esistente non può mai giustificare un altro esistente. Il mio errore era di voler resuscitare il signor di Rollebon. Un'altra specie di libro. Non so bene quale — ma bisognerebbe che s'immaginasse, dietro le parole stampate, dietro le pagine, qualche cosa che non esistesse, che fosse al di sopra dell'esistenza. Una storia, per esempio, come non possono capitarne, un'avventura. Dovrebbe essere bella e dura come l'acciaio, e che facesse vergognare le persone della propria esistenza.<br>Me ne vado, mi sento incerto. Non oso prendere una decisione. Se fossi sicuro d'aver talento... Ma mai — mai ho scritto niente di questo genere; articoli storici, sì — e ancora. Un libro. Un romanzo. E ci sarebbe gente che leggerebbe questo romanzo e direbbe: è Antonio Roquentin che l'ha scritto, era un tipo rosso che si trascinava per i caffè, e penserebbe alla mia vita come io penso a quella di questa negra: come a qualcosa di prezioso e di semileggendario. Un libro. Ma naturalmente da principio ciò non sarebbe che un lavoro noioso e stanchevole, non m'impedirebbe d'esistere né di sentire che esisto. Ma verrebbe pure un momento in cui il libro sarebbe scritto, sarebbe dietro di me e credo che un po' della sua luce cadrebbe sul mio passato. Allora, forse, attraverso di esso, potrei ricordare la mia vita senza ripugnanza. Forse un giorno, pensando precisamente a quest'ora, a quest'ora malinconica in cui attendo, con le spalle curve, che sia ora di salire sul treno, sentirei il mio cuore battere più in fretta e mi direi: quel giorno a quell'ora è cominciato tutto. E arriverei — al passato, soltanto al passato — ad accettare me stesso.<br>Scende la notte. Al primo piano dell'albergo Printania si sono illuminate due finestre. Il cantiere della stazione nuova odora forte di legno umido: domani pioverà, a Bouville. ==''Le Mani sporche''== *A che serve arrotare un [[coltello]] tutti i giorni, se non lo si usa mai per tagliare? (V, 3)<ref name="mani" /><ref>Citato in ''Tra virgolette. Dizionario di citazioni'', p. 110.</ref> *Il [[lavoro]] migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio. (VI, 2)<ref name="mani">Da ''Le Mani sporche'', traduzione di G. Monicelli, in ''Teatro'', Mondadori, Milano, 1960.</ref><ref>Citato in ''Tra virgolette. Dizionario di citazioni'', p. 225.</ref> *La Rivoluzione non è una questione di merito, ma di efficacia; e non v'è cielo. C'è del lavoro da fare, ecco tutto. (VI, 2)<ref name="mani" /><ref>Citato in ''Tra virgolette. Dizionario di citazioni'', p. 381.</ref> ==''Il muro''== ===[[Incipit]]=== Ci spinsero in una grande sala bianca e cominciai a battere gli occhi perché la luce mi faceva male.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===Explicit=== Un orologio suonò mezzogiorno: Luciano si alzò. La metamorfosi era compiuta: in quel caffè, un'ora prima, era entrato un adolescente grazioso ed incerto; un uomo ne usciva, un capo tra i francesi. Luciano mosse alcuni passi nella luce gloriosa d'un mattino di Francia. All'angolo della strada delle scuole col boulevard Saint-Michael si avvicinò a una cartoleria e si guardò nello specchio: avrebbe voluto ritrovare sul suo viso l'aria impermeabile che ammirava su quello di Lemordant. Ma lo specchio non gli rimandò che un grazioso visetto ostinato che ancora non era abbastanza terribile. "Mi lascerò crescere i baffi" decise. ==''Le parole''== ===[[Incipit]]=== In Alsazia, verso il 1850, un maestro di scuola carico di figli lasciò di propria volontà l'insegnamento per diventare droghiere.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni=== *A quel tempo, una famiglia distinta sentiva il dovere di annoverare tra i suoi membri almeno un bambino delicato di salute. Io ero il tipo adatto, dato che mancò poco che morissi alla mia nascita. (2020) *Ero un bambino, quel mostro che essi fabbricano con i loro rimpianti. (2020) *I bravi poverelli non sanno che il loro ufficio è di esercitare la nostra generosità. (2020) *La buona Società credeva in Dio per non parlare di Lui. (2020) *Ma i [[libri]] sono stati i miei uccelli e i miei nidi, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profonditi infinita, la varietà, l'imprevedibilità. (p. 37) ==''Spaesamento. Napoli e Capri''== *A [[Napoli]] ho scoperto l'immonda parentela tra l'amore e il Cibo. Non è avvenuto all'improvviso, Napoli non si rivela immediatamente: è una città che si vergogna di se stessa; tenta di far credere agli stranieri che è popolata di casinò, ville e palazzi. Sono arrivato via mare, un mattino di settembre, ed essa mi ha accolto da lontano con dei bagliori scialbi; ho passeggiato tutto il giorno lungo le sue strade diritte e larghe, la Via Umberto, la Via Garibaldi<ref>In italiano nel testo.</ref> e non ho saputo scorgere, dietro i belletti, le piaghe sospette che esse si portano ai fianchi.<br>Verso sera ero capitato alla terrazza del caffè Gambrinus, davanti a una granita che guardavo malinconicamente mentre si scioglieva nella sua coppa di smalto. Ero piuttosto scoraggiato, non avevo afferrato a volo che piccoli fatti multicolori, dei coriandoli. Mi domandavo: «Ma sono a Napoli? Napoli esiste?».<ref>Citato in ''Spaesamento – Napoli e Capri'', introduzione e traduzione di Aniello Montano, Napoli, Dante & Descartes, 2000; [http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/001230k.htm visibile su ''Il Mattino online''].</ref> (da ''Alimenti'', p. 19) *Seguì per un po' [[Via Toledo|Via Roma]], poi si infilò in un vicolo. «Un vicolo di Napoli, non è come un tempio. Ti si appiccica, è come la pece.» [...] Dei bassi impudichi e segreti: ti buttano in faccia il loro calore organico ma non si svelano mai. «Forse perché non si vede mai qualcuno dentro.» Di notte, si chiudevano ermeticamente; di giorno, quando si aprivano, si svuotavano dei loro occupanti, li spingevano fuori, nella strada, e questi restavano là tutto il giorno, madidi, stagnanti, legati ai bassi da un invisibile cordone ombelicale, legati tra di loro da un qualcosa {{sic|più profondo}} del linguaggio, da una comunanza carnale. [...] Il cielo sembrava altissimo, lontanissimo sopra la sua testa; Audry stava proprio in fondo – in fondo a una vita densa e nera come sangue che si coagula, era stordito; a poco a poco era invaso da un desiderio di sonno, di cibo e d'amore. (da ''Spaesamento'', p. 31, 33) *Napoli si avvicina. Come ogni volta, prima di arrivarci, ho una stretta al cuore. Attraversiamo un frutteto deserto. So molto bene, troppo bene, ciò che troverò a Napoli. È una città in putrefazione. L'amo e ne ho orrore. (da ''Verso Napoli'', p. 60) *La nostra corriera fa spostare un carro funebre, che caracolla davanti a noi, più adorno di un carretto siciliano, il cavallo ha l'aria di una bella di notte; la carrozza sobbalza dietro di lui, quattro colonne tortili sostengono una sorta di baldacchino dove volano gli angeli. Dai quattro vetri si vede la bara ricoperta di fiori. Ai quattro lati traballano lanterne d'argento. Sulla predella posteriore, un beccamorto fa acrobazie. È bello essere ricevuti a Napoli dalla morte. Da una morte caracollante, agghindata come una puttana, fantastica, assurda e veloce. Tutto si copre d'ombra, ci si immerge nella città. (da ''Verso Napoli'', p. 60) ==Citazioni su Jean-Paul Sartre== *'[[Esistenzialismo]]' è il termine con cui viene designata la filosofia di Sartre; deriva dal concetto secondo il quale noi ci troviamo prima di tutto ad ''esistere'' in questo mondo, e poi dobbiamo decidere cosa fare delle nostre vite. Avrebbe potuto essere esattamente l'opposto: avremmo potuto essere come dei coltellini tascabili, progettati per uno scopo preciso. Ma, pensava Sartre, così non è. Nella sua concezione, la nostra esistenza è anteriore alla nostra essenza, mentre per gli oggetti progettati l'essenza precede l'esistenza. ([[Nigel Warburton]]) *Forse Sartre è scandaloso come lo è stato [[André Gide|Gide]]: perché mette il valore dell'uomo nella sua imperfezione. "Non amo l'uomo", diceva Gide, "amo quel che lo divora". La libertà di Sartre divora l'uomo come entità costituita. ([[Maurice Merleau-Ponty]]) *Ha scritto migliaia di pagine sul niente, sull'essere, sull'angoscia, sulle camere di albergo, su Giove, su Elettra, sulle mosche. Niente si salva da questo grafomane: né il teatro né la filosofia né la letteratura né l'intimità dei veri poeti. ([[Vitaliano Brancati]]) *Il dato della morte è indissolubile dal quadro delle categorie di ogni vero romanziere. In fondo ogni romanziere degno di questo nome non fa altro che proporre una risposta semplice e inevitabile domanda. Sartre ha detto di volerla evitare ma la sua dichiarazione ha un valore relativo; il suo mondo era così impregnato di morte, da poterne fare a meno, da metterla per un momento in un angolo, ma i suoi personaggi in fondo non ci dicono mai se sono liberi, se tutto si giuoca qui e adesso. Anzi direi che l'uomo solo di Sartre è solo perché è di fronte alla morte, perché nessuna illusione riesce a attecchire nella sua memoria, nel registro della fantasia. ([[Carlo Bo]]) *Jean-Paul Sartre ha faticato tutta la vita per diventare un personaggio. Sempre alla ricerca del successo e sempre preoccupato di essere emarginato. Angosciato di essere scavalcato «a sinistra» ha giocato su tutte le scacchiere. Non è riuscito mai a dare uno «scacco» al Re. La sua ambiguità appare come un mattatore che ha tentato la Francia e l'Europa con la sua diabolica intelligenza. [...] Dopo la sua scomparsa (e finite le commemorazioni d'uso) di lui resta il ricordo. ([[Francesco Grisi]]) *{{maiuscoletto|Jean-Paul Sartre}}. Voltaire a sinistra. ([[Marcello Marchesi]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Franca Rosti, ''Tra virgolette. Dizionario di citazioni'', Zanichelli, Bologna, 1995. ISBN 88-08-09982-2 *Jean-Paul Sartre, ''Bariona, o il figlio del tuono : racconto di Natale per cristiani e non credenti'', traduzione di Marco Antonio Aimo, Marinotti, 2003. *Jean-Paul Sartre, ''La nausea'' (''La Nausée'', 1938), traduzione di Bruno Fonzi, Einaudi, Torino, 1948. ISBN 8806173472 *Jean-Paul Sartre, ''La nausea'', traduzione di Bruno Fonzi, La biblioteca di Repubblica, 2003. *Jean-Paul Sartre, ''Le parole'', traduzione di Luigi De Nardis, il Saggiatore, 1964. *Jean-Paul Sartre, ''Le parole'', traduzione di Luigi de Nardis, il Saggiatore, 2020. ISBN 9788865768396 *Jean-Paul Sartre, ''L'esistenzialismo è un umanismo'', traduzione di G. Mursia Re, Mursia, 1990. *Jean-Paul Sartre, ''La morte nell'anima'', traduzione di Giorgio Monicelli, introduzione di Paolo Caruso, Oscar Mondadori, 1971. *Jean-Paul Sartre, ''Spaesamento, Napoli e Capri'', introduzione e traduzione di Aniello Montano, Libreria Dante & Descartres, Napoli, 2000. ISBN 88-881-42-02-9 ==Filmografia== *''[[Le vergini di Salem]]'' (1957) ==Voci correlate== *[[Simone de Beauvoir]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La nausea||(1938)}} {{Pedia|Il muro (raccolta di racconti)|''Il muro''|(1939)}} {{Pedia|L'essere e il nulla||(1943)}} {{DEFAULTSORT:Sartre, Jean-Paul}} [[Categoria:Anarchici francesi]] [[Categoria:Comunisti in Francia]] [[Categoria:Filosofi francesi]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Scrittori francesi]] pj5ic6mhbrevkgtxzb77b7ok6jsqft4 Strega 0 2739 1415428 1357589 2026-06-03T08:19:35Z Spinoziano 2297 intestazione, +1 1415428 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ведьма 1897.jpg|thumb|Illustrazione di una strega, 1897]] Citazioni sulle '''streghe'''. ==Citazioni== *Chi si cura delle gioie o dei dolori delle streghe? In entrambi i casi esse sono lontane dall'umanità comune. Se le streghe sono felici, è perché hanno ottenuto le loro gioie a prezzo della loro anima. E se soffrono in modi che non possiamo conoscere, quando sono abbandonate dal loro oscuro Signore, il loro dolore non è che la sorte meritata dai malvagi. Eppure sono donne, hanno un cuore di donna. ([[Margaret St. Clair]]) *La storiografia positivista ha definito la credenza nelle streghe come una psicosi di massa che, guarda caso, mescolava idee cristiane e relitti dell'antico paganesimo. Le premesse poggiavano da un lato sulle idee cariche di timori intorno al demonio, realmente esistente per la cultura cristiana, dall'altro su «fantasticherie sempre più confuse» come la capacità magica del maleficio, la possibilità di nuocere con l'aiuto dei demoni, di volare, di attuare metamorfosi animalesche e di avere rapporti sessuali con i demoni nel famoso sabba. ([[Cecilia Gatto Trocchi]]) *La Strega abitava in una vecchia casa coloniale all'interno di una piantagione. La villa era disabitata e sprangata con tavole di legno e nessuno, all'infuori di me, sapeva della sua esistenza. Nessuno, nella pettegola cittadina a sud della Georgia dove abitavo da ragazzo, sapeva che, percorrendo la strada polverosa che terminava all'ufficio postale, piegando poi a sinistra e percorrendo per un tratto la stradina laterale, ci si imbatteva nel cancello di ferro arrugginito prospiciente il vialetto che conduceva alla villa. E in quel luogo avvenivano cose da far uscire gli occhi fuori dalle orbite. ([[Madeleine L'Engle]]) *{{NDR|Le streghe fanno}} il male. Nient'altro al di fuori di quello. Conoscono e praticano segreti occulti che danno loro il potere di agire sulla realtà, sulle persone. Ma solo – ripeto, solo – in senso maligno. [...] Il loro scopo è ottenere vantaggi materiali e personali, ma possono raggiungerli esclusivamente con il male degli altri. Con la malattia, con la sofferenza, il dolore e, non di rado, con la morte di coloro che prendono di mira per una qualsiasi ragione. (''[[Suspiria]]'') *Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle. ([[Voltaire]]) *Le streghe, nel tempo stesso che sono ricolme di spaventose superstizioni, sono sommamente fiere ed immani; talché, se bisogna per solennizzare le loro stregonerie, esse uccidono spietatamente e fanno in brani amabilissimi innocenti bambini. ([[Giambattista Vico]]) *Non si diventa streghe per fare del male a questo e quello, e nemmeno per fargli del bene come dame di carità a cavallo di una scopa. È proprio per sfuggire a tutto questo... per avere una vita propria e non un'esistenza elemosinata dagli altri: scarti caritatevoli dei pensieri altrui, tanti grammi di pane di vita rafferma al giorno – il vitto quotidiano del pio albergo è scientificamente calibrato in modo da garantire la sopravvivenza. Quanto alle streghe che sanno esprimersi solo per mezzo di spilloni e talami isteriliti, sono la conseguenza delle vite deprimenti che hanno avuto. ([[Sylvia Townsend Warner]]) *– Non vi agitate, popolo. La giustizia ha metodi sicuri per essere certa.<br>– Cosa? Quali sono questi metodi?<br>– Seguitemi. Voi che ci fate con le streghe?<br>– A morte! Al rogo!<br>– E che cosa bruciate, a parte le streghe?<br>– Ancora streghe!<br>– Shh!<br>– La legna!<br>– La legna. Allora le streghe bruciano...<br>– Be'... perché sono di legno?<br>– Ecco lì. E come si fa a capire che quella roba lì è di legno? Eh? [...] Va a fondo nell'acqua?<br>– Va a galla! Va a galla!<br>– Calma, calma, non è mica ancora finita. Cos'altro ancora galleggia nell'acqua?<br>[...]<br>– Le oche.<br>– Le oche?<br>– Risposta esatta. Le oche galleggiano come il legno.<br>– Sì. Quindi... un'oca galleggia sull'acqua... allora è fatta di legno.<br>– Se ha lo stesso peso dell'oca. In questo caso...<br>– È una strega! (''[[Monty Python e il Sacro Graal]]'') *Sì, le streghe: gente senza scrupoli, di basso rango, che non ha paura di fare un patto col diavolo per impadronirsi del potere. (''[[Le vergini di Salem]]'') *Si tratta di un'antica tradizione: per diventare strega una bambina deve lasciare casa all'età di tredici anni. [...] Però rendersi indipendenti a quell'età non è più cosa del mondo d'oggi. (''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'') *I [[Folletto|folletti]] sono creati per alimentare la fantasia dei bambini, mentre le streghe esistono certamente. Anche se almeno il novanta per cento è ciarlataneria. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]], ''[[I satanici riti di Dracula]]'') ===[[Dario Argento]]=== *I vampiri sono spettacolari, glamour, grandi castelli, maggiordomi, saloni. Il [[vampiro]] è più elegante e caciarone. Le streghe sono silenziose, agiscono in modo sotterraneo, maligne... fanno più paura. *La stregoneria la vedo come un fenomeno culturale. Che riempie pagine di letteratura, e di opere d’arte. Nella pittura le streghe sono presenti in modo massiccio, tutti i più grandi pittori se ne sono occupati, non solo come soggetto diretto ma a margine di opere che raffigurano altro. *Ne ho incontrate tante che si dicevano streghe. A Monaco una sera, dopo la cena, andammo a casa di questa strega – una bellissima donna – e del marito. Iniziammo a bere e bicchiere dopo bicchiere iniziò a raccontare storie che le erano successe, incontri, esperienze sovrannaturali. Il marito s’era addormentato di sasso. Io le chiesi “ma lui cosa dice nel sentirle fare questi racconti?”, e lei sogghignò lasciando intendere che fosse opera sua. E ricordo due streghe in Grecia, anziane, le voci stridule, le facce maligne. E tante altre, le loro case sepolte di libri sull’occultismo. Si conoscevano, si scrivevano attraverso i Paesi, oggi immagino che il contatto sia facile, tra loro. *{{NDR|«Lei ci crede alle streghe?»}} No. Mi incuriosivano molto alcune di loro, orgogliose di essere streghe, a volte mi inquietavano. Ma ho sempre percepito qualcosa di falso, anche se molte di loro erano convinte sinceramente di esserlo. ==Voci correlate== *[[Magia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Creature leggendarie]] [[Categoria:Divinazione]] gmv913klp0o2eo2tvcnmcdo4bm44vmd Yves Montand 0 2785 1415432 1305370 2026-06-03T08:34:55Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1415432 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Yves Montand in ons land voor optreden in Koninklijke Schouwburg te Den Haag, Bestanddeelnr 917-4144 (cropped).jpg|thumb|Yves Montand nel 1965]] '''Yves Montand''', pseudonimo di '''Ivo Livi''' (1921 – 1991), attore e cantante italiano naturalizzato francese. ==Citazioni di Yves Montand== *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} Mi chinai per darle il bacio della buonanotte, ma d'un tratto il bacio si fece selvaggio, un incendio, un uragano. Non potevo fermarmi.<ref>Citato in Mike Evans, ''Marilyn'' (''Marilyn Handbook'', 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006, p. 331. ISBN 880904634X</ref> ==Citazioni su Yves Montand== *Abbiamo litigato molto, ma questo è un bene. Altrimenti le cose sarebbero state molto tristi. ([[Simone Signoret]]) *Se Marilyn è innamorata di mio marito, ciò prova che ha buon gusto. Anch'io ne sono innamorata. ([[Simone Signoret]]) *Dopo mio marito {{NDR|[[Arthur Miller]]}} e [[Marlon Brando]], penso che Yves Montand sia l'uomo più attraente che abbia mai incontrato. ([[Marilyn Monroe]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) *''[[La grande strada azzurra]]'' (1957) *''[[Le vergini di Salem]]'' (1957) *''[[Grand Prix]]'' (1966) *''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969) ==Voci correlate== *[[Simone Signoret]] – moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Montand, Yves}} [[Categoria:Attori francesi]] [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantanti francesi]] [[Categoria:Cantanti italiani]] djyo5l73b4hyamdz9qid2iezykdp2fw Arthur Miller 0 4450 1415433 1266834 2026-06-03T08:35:19Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1415433 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Arthur-miller.jpg|thumb|right|Arthur Miller]] '''Arthur Asher Miller''' (1915 – 2005), drammaturgo, saggista e scrittore statunitense. ==Citazioni di Arthur Miller== *Anch'io la amo, ma le nostre nevrosi proprio non sono compatibili. :''I love her too, but our neuroses just don't match''.<ref>Lyman, da ''La discesa da Mount Morgan'', 1991, atto 1.</ref> *Arriva un momento in cui realizzi che non ti sei semplicemente specializzato in qualcosa: qualcosa si è specializzato in te. :''You specialize in something until one day you find it is specializing in you''.<ref>Da ''Il prezzo'', 1967.</ref> *{{NDR|Sul sistema hollywoodiano}} C'era qualcosa di indecente, in tutto quel sistema. Così molti seguivano la corrente. Introiettavano il disprezzo con cui venivano trattati. Una cultura del disprezzo non è facile da sopportare, per niente facile. Pensa a gente come [[John Barrymore]], che è morto alcolizzato. Ci sono molti modi di reagire al disprezzo.<ref>Citato in [[Peter Bogdanovich]], ''Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood'', traduzione di Roberto Buffagni, Fandango Libri, 2008, p. 694.</ref> *{{NDR|su [[Marilyn Monroe]]}} Con l'eventuale eccezione di ''L'amato'' (''Chéri'', 1920) di [[Colette]], e di qualche altra breve storia... non mi risulta che abbia letto alcunché in tutta la [[vita]]. Non ne sentiva la necessità: credeva di poter afferrare l'idea di un [[libro]]... in poche pagine... Priva di qualunque pretesa culturale, non provò mai il bisogno di preoccuparsi di cose che non la travolgessero.<ref>Citato in Mike Evans, ''Marilyn'', p. 289.</ref> *Credo che noi in [[America]] siamo arrivati alla [[Fine (termine)|fine]] di uno sviluppo, perché ci ripetiamo un anno dopo l'altro, benché nessuno sembri accorgersene.<ref name=f>Citato in Ernst Fischer, ''L'arte è necessaria?'' (''Von der Notwendigkeit der Kunst''), traduzione di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma 1975.</ref> *È falsa la legge che spinge al sacrificio.<ref>Da ''Il crogiuolo''.</ref> *{{NDR|Su Marilyn Monroe}} È la [[donna]] più donna che si possa immaginare. La maggior parte degli [[Uomo (genere)|uomini]] esprime al meglio la propria mascolinità accanto a lei... è una sorta di calamita che fa emergere gli istinti primordiali dell'animale maschio.<ref name=mardvd>''Marilyn Monroe DVD'', libretti interni dei due cofanetti DVD, 20th Century Fox Italia, 2002.</ref> *{{NDR|su Marilyn Monroe}} La inquadravano di spalle per mettere in evidenza la rotazione delle anche, un movimento così fluido da apparire comico. In [[realtà]] era la sua camminata naturale.<ref>Citato in Mike Evans, ''Marilyn'', p. 250.</ref> *{{NDR|Rivolgendosi alla Commissione congressuale sulle attività anti-americane}} La mentalità di questo comitato e l'atmosfera che ha generato dopo quasi 15 anni di propaganda incessante, sono tali da aver gettato delle persone totalmente oneste in una sorta di indefinibile paura capace di distruggere completamente una vita sana.<ref>Da un articolo sul ''The New York Times''; citato in Jennifer Schuessler, ''[https://rep.repubblica.it/pwa/traduzione/2018/01/10/news/arthur_miller_i_segreti_di_una_vita-186238019/ Arthur Miller, i segreti di una vita]'', traduzione di Luis E. Moriones, ''Rep.repubblica.it'', 11 gennaio 2018.</ref> *{{NDR|Su ''[[Ladri di biciclette]]''}} Mentre Hollywood talvolta tratta questi fatti per analogia, gli italiani trattano i fatti, punto.<ref>Da ''The New York Times'', 1950. Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 94. ISBN 9788858025864</ref> *Non batterti mai lealmente con un estraneo, ragazzo: non ti tirerai mai fuori dalla giungla a quel modo. :''Never fight fair with a stranger, boy. You'll never get out of the jungle that way''.<ref>Ben, in ''Morte di un commesso viaggiatore'', 1949.</ref> *{{NDR|Su Marilyn}} Risplende di [[bellezza]], di umanità. È il genere di artista che non va in scena ogni santo giorno che viene. Dopotutto, è una creatura fuori dall'ordinario.<ref>Citato in Mike Evans, ''Marilyn'', p. 295.</ref> *Se attualmente siamo incapaci di distinguere fra un soggetto elevato e uno vile, fra una visione ampia e una relativamente ristretta, restiamo del tutto abbandonati agli affetti toccati...<ref name=f/> *Senza alienazione, non ci può essere [[politica]]. :''Without alienation, there can be no politics''.<ref>Da ''Marxism Today'', gennaio 1988.</ref> *Un buon giornale, suppongo, è una [[nazione]] che parla a sé stessa. :''A good newspaper, I suppose, is a nation talking to itself''.<ref>Citato in ''The Observer'', Londra, 26 novembre 1961.</ref> ==Citazioni su Arthur Miller== *Per la prima volta sono davvero innamorata. Arthur è una persona seria, ma ha uno splendido ''sense of humor''. Fra noi ridiamo e scherziamo spesso, sono pazza di lui. ([[Marilyn Monroe]]) *È un uomo brillante e uno scrittore meraviglioso, ma credo sia meglio come scrittore che come marito. ([[Marilyn Monroe]]) *Vado {{NDR|all'Actor's Studio}}, entro in platea durante le prove e chi ti vedo: Marilyn abbracciata, anzi avvinghiata, ad Arthur Miller! [...] Poco meno di un mese prima avevo conosciuto Arthur Miller e lo avevo intervistato per una nuova serie di pezzi che Epoca voleva dedicare alle coppie famose solide. Miller mi aveva raccontato della sua fedeltà alla moglie, spiegandomi che faceva una torta di mele così buona che per nulla al mondo l'avrebbe mai abbandonata. E io ti trovo il mascalzone nelle braccia di Marilyn! ([[Nantas Salvalaggio]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Arthur Miller, ''Il crogiuolo'', traduzione di [[Luchino Visconti]] e Gino Bardi, Einaudi, 2007. *Mike Evans, ''Marilyn'' (''Marilyn Handbook'', MQ Publications Limited, 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006. ISBN 880904634X ==Filmografia== *''[[Erano tutti miei figli]]'' (1948) *''[[Le vergini di Salem]]'' (1957) *''[[Uno sguardo dal ponte]]'' (1962) ==Voci correlate== *[[Marilyn Monroe]] – moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Miller, Arthur}} [[Categoria:Drammaturghi statunitensi]] [[Categoria:Saggisti statunitensi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] ob1ywzhuvyp3d9dzywyr8couygx70nu Template:SelezioneNuove 10 4465 1415350 1415290 2026-06-02T14:15:16Z Gaux 18878 Federico Kiesow 1415350 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Midnight Special - Fuga nella notte]]{{,}} [[Federico Kiesow]]{{,}} [[Frailty - Nessuno è al sicuro]]{{,}} [[Giustizia a tutti i costi]]{{,}} [[Giglio Panza]]{{,}} [[Striscia di Gaza]]{{,}} [[Federico Delpino]]{{,}} [[Bussano alla porta]]{{,}} [[Antonello Cuccureddu]]{{,}} [[Sofia Vanni Rovighi]]{{,}} [[Gli uomini della terra selvaggia]]{{,}} [[Duro da uccidere]]{{,}} [[Biagio Cavanna]]{{,}} [[Eugenio Rignano]]{{,}} [[Sogno di prigioniero]]{{,}} [[La notte dell'agguato]]{{,}} [[Giro di Lombardia]]{{,}} [[Ticino (fiume)]]{{,}} [[Armando Carlini]]{{,}} [[Bill Cosby]]{{,}} [[Chato]]{{,}} [[Victor Serge]]{{,}} [[Gattico]]{{,}} [[Nikolaj Ivanovič Kibal'čič]]{{,}} [[Isola dei Pescatori]]{{,}} [[Esodo palestinese del 1948]]{{,}} [[Lo sceriffo senza pistola]]{{,}} [[Francesco Ventretti]]{{,}} [[Ho sognato un angelo]]{{,}} [[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> 3z7e5k068071kbr1s3v21ryvprljxb7 1415426 1415350 2026-06-03T08:18:27Z Spinoziano 2297 + 1415426 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita. Di sangue diverso, e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza aliena. L'enorme numero di posizioni eminenti occupato in Italia dagli ebrei, è il risultato di una tenace battaglia. Come stranieri, essi tentano di ottenere il trionfo sulla cultura nazionale altrui, portandola a forme «europeistiche», staccandola dalle radici popolari dell'arte, come è avvenuto in Italia.<ref>Da una recensione del novembre 1938 per il ''Corriere della Sera'' del libro ''Contra Judeos'' di [[Telesio Interlandi]]; citato in [[Rosetta Loy]], ''La parola ebreo'', Giulio Einaudi editore, Torino, 1997, p. 30. ISBN 88-06-14542-8</ref> *La gente povera, in ''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'', si innalza alla poesia, e il viso di Anna nella morte prende la dignità e la luce di un marmo: mentre gli antagonisti restano irrimediabilmente brutali e volgari. Questo è assai ben narrato. [[Mario Camerini|Camerini]], antiretorico, narra solo attraverso la rappresentazione dei fatti più quotidiani e consueti. E otterrebbe la compiutezza, se pervenisse a una più intima fusione tra la parte maggiore della sua storia (la macchina sociale che stritola gli indifesi) e la comune vicenda cui si appoggia, di insufficiente sostegno. Quasi a sanare il dissidio, v'è un eccessivo profluvio di sentimento, un soverchio uso di fatti che chiedono il pianto. Ma il film è ottimo, e va sulla buona via.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 25 ottobre 1942; citato in Savio, p. 344.</ref> *La persecuzione antiebraica è solo uno degli aspetti del [[razzismo]] nel [[mondo]], ma ne è stata l'espressione più orribile.<ref>Da un articolo pubblicato sul ''Corriere della sera'', 1961; da ''La coda di paglia'', Mondadori, 1962.</ref> *{{NDR|Su ''[[Se io fossi onesto]]''}} Questi film nei quali una trama ingegnosa, irta di trovate e di equivoci, si svolge in un immaginario paese di case novecento, di milionari, di maggiordomi sono ormai diventati una nostra specialità e difficilmente se ne vede uno veramente cattivo. [...] Il regista [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]] ha mostrato anche qui esattezza, misura e sicurezza di taglio, raggiungendo il suo intento, che era di divertire.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 4 marzo 1942; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/se-io-fossi-onesto-tojovj56 Se io fossi onesto]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[I 3 aquilotti]]''}} Si tratta d'una specie di {{sic|lungo metraggio}} sull'Accademia aeronautica di Caserta, nel quale è stata inserita una lieve trama. [...] È un film che corre liscio e di esperta condotta: la recitazione, a cui hanno partecipato giovani della Scuola e giovani della G.I.L., procede senza intoppi; e sotto il buon mestiere resta così dissimulato quanto vi è nella trama di non del tutto originale.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 31 agosto 1942; citato in Savio, p. 361.</ref> *Una [[vizio e virtù|virtù]] è sempre un [[vizio e virtù|vizio]] trasformato. Bisogna avere il coraggio di ammettere che ogni virtù si ricava dal vizio.<ref>Dalla prefazione a ''La gazzetta nera'', Mondadori, Milano, 1953.</ref> *[[Viaggio|Viaggiare]] dovrebbe essere sempre un atto di umiltà.<ref>Da ''De America''</ref> *{{NDR|Su ''[[Un garibaldino al convento]]''}} [[Vittorio De Sica]] ha fatto un altro ottimo film, in cui dimostra le sue solite doti, l'accuratezza, la finezza, lo zelo, il giusto orecchio, la compiuta misura, e questa volta qualche cosa di più. [...] Il film è buono per la delicata pittura delle due famiglie avverse, dei familiari, del pietismo conventuale, dei soldati borbonici (se mai ha un difetto è di essere fin troppo bello, troppo finito e levigato); è buono per le figure minori, vivaci e di fresca invenzione; è buono per il dialogo al quale hanno collaborato scrittori, per esempio [[Adolfo Franci]]; nelle ultime scene poi, l'assedio, la fuga a cavallo, l'inseguimento e la carica dei garibaldini, incalzanti, piene di ansia, De Sica trova il suo meglio.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 14 marzo 1942; citato in [[Roberto Chiti (critico)|Roberto Chiti]] e [[Enrico Lancia]], ''Dizionario del cinema italiano: i film'', Gremese Editore, Roma, 2005, [https://books.google.it/books?id=UlKjE82BEe4C&pg=PA158 p. 158]. ISBN 88-8440-351-0</ref> *{{NDR|Sui [[salotto letterario|salotti]] parigini del Novecento}} Una di quelle colazioni che offrono ai letterati due o tre signore della società parigina, le quali mantengono in vita la tradizione dei salotti intellettuali in belle case con un busto di marmo bianco sul camino.<ref>Citato alla voce ''Salotto'', ''Grande Dizionario della lingua italiana'', a cura di Salvatore Battaglia, vol. XVI, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1995, p. 424.</ref> ==''Viaggio in Italia''== *{{NDR|[[Bolzano]]}} È opulenta, moderna. Ma la sua bellezza è gotica: le lunghe vie fiancheggiate di portici, abbellite non tanto da questa o quella costruzione, quanto dal movimento degli angoli e delle sporgenze, che crea fondali di teatro, giochi di luce. (p. 9) *[...] conoscere [[Andrea Palladio|Palladio]], la Basilica, la Loggia del Capitanio, la Rotonda, il teatro Olimpico, il palazzo Chiericati e gli altri attraverso gli studi è una conoscenza imperfetta. Bisogna vederlo a [[Vicenza]]. (p. 49) *È fantasia dei [[Friuli|friulani]] che la loro terra, con le montagne della [[Carnia]], le colline dell'Udinese, la pianura, i paesaggi lagunari lungo la costa, le diverse razze e i colori vivaci di un tempo più antico del nostro, sia per se stessa un universo nella sua varietà. Aquileia romana, [[Udine]] veneziana e [[Cividale del Friuli|Cividale]] longobarda... (p. 60) *[[Verona]] fu romana, gota, poi bizantina e longobarda. La tennero i Carolingi e gli imperatori tedeschi; fu un glorioso Comune e una gloriosa Signoria. Fu scaligera, viscontea, veneziana; l'avvicendamento fu rapido, ed ogni fase sovrappose all'altra il suo segno. In ogni fase storica ebbe una parte dominante, per l'importanza strategica e mercantile, grande fortezza ed incrocio di arterie tra l'Italia e il mondo germanico. Per varietà di stili, nessuno dei quali prevale, Verona non ha pari tra le città italiane se si eccettua Roma. (p. 78) *Tra l'azzurro ed il bianco, sul fondo dei colli di un verde opaco, [[Genova]] è misteriosa al modo di [[Londra]], l'altra città europea fatta a compartimenti stagni. La fantasia, dice Stevenson, è stimolata a Londra, perché Londra è un incastro di ambienti segreti l'uno all'altro. L'animo può così giocare al mistero, compiacersi in acrobazie che oggi si direbbero metafisiche, immaginando qui un cinese, qui un baro, una vecchia duchessa, un commerciante di caucciù, un dinamitardo, accostandoli, mescolandoli, ponendoli in rapporti occulti. Congerie di misteri simili non s'incontrano mai nelle semplici città italiane, ma Genova è forse l'unica che susciti la fantasia di retroscena clandestini. Un libro giallo che si svolga a [[Roma]], a [[Venezia]] o a [[Firenze]] ha qualche cosa di incredibile, ma se si svolge a Genova si riesce a credervi (o quasi). E, proprio come Londra, Genova ha la speciale teatralità degli esseri e delle vicende su cui si sente pendere qualche cosa di occulto. (p. 220) *Ma l'affetto indugia ancora su [[Centro storico di Genova|Genova vecchia]], che resta la più vera, viva e in fondo moderna. Appoggiata a terrazze che digradano sulle pendici, le case sembrano erette l'una sull'altra; tutte sembrano spingersi in lato più che possono, come le piante d'una selva, in cerca di luce; si direbbe che una sola scaletta a chiocciola, nell'interno di esse, ci possa condurre dal porto alla cima delle colline. Al sommo, i nuovi grattacieli s'intonano con l'aspetto verticale della città. Nella calca s'incuneano giardinetti da casba, oleandri, magnolie. (p. 221) *Quasi tutte le città italiane furono fatte e rifatte attraverso i secoli. Ma le case di [[Centro storico di Genova|Genova vecchia]], in modo speciale. Più che portare i segni delle trasformazioni, li nascondono con avarizia. I loro muri sono ossari di stili, forzieri di vestigia; basta bucare un muro per trovare sotto l'intonaco qui una finestra di cotto, qui un bassorilievo o un affresco. Sono muri pieni di spettri tra sciami di gente vivace. (p. 222) *Parallela a via Gramsci, più in alto, ma in continua simbiosi col porto, corre [[Via di Prè|via Prè]], stretta, lunga, la più popolare di Genova, e forse la più genovese. Benché si stenda vicino ai mercati e alla Borsa, molti dei suoi abitanti non ne escono mai, avendo fin troppo da fare sul posto. Fritture, torte, contrabbando al minuto, argomento troppo importante per passarlo sotto silenzio. (p. 222-223) *I [[genovesi]] sono risparmiatori, lavoratori, produttori e prudenti. Non produttori al modo dei milanesi, troppo giocatori per Genova e propensi a confondere l'affare con l'avventura. Predomina in questo porto un'idea moralistica del lavoro; perciò, almeno in alcuni, si avverte lo spavento di guadagnare troppo, cioè di essere giocatori, gente, secondo i moralisti, esposta a sicura rovina. Nascondono la ricchezza ancor più dei piemontesi; conosco ricchi che hanno un numero elevato di dipendenti, ma sembrano vergognarsene, e li fanno vedere poco. La ricchezza si riversa in casa. (p. 224) *[[Genova]] è una città dura che si compiace d'essere sentimentale. Immagina se stessa rude, ma dolce nel segreto. Il misantropo di buon cuore è un personaggio importante della commedia dialettale che essa recita nella vita. Un buon genovese non deve mai mostrarsi commosso, ma voltate le spalle deve sempre asciugare una lagrima di soppiatto. (p. 225) *Si è parlato del culto genovese dei morti, che talvolta palesa un grandioso concetto della classe. La visita a [[Cimitero monumentale di Staglieno|Staglieno]], il più famoso cimitero d'Italia, mostra come quel concetto sia stato tramandato dall'aristocrazia alla borghesia filantropica. Nemmeno il Cimitero Monumentale di Milano offre una tale antologia di autocelebrazioni mediante il sepolcro. Qui vedi il finanziere in panciotto di marmo bianco, che si congeda dalla moglie piangente; ma si congeda in un palazzo; e morire significa andare di là di un tendaggio di broccato dalle ricche pieghe. Un altro defunto appare nella veste di un angelo che versa da una ciotola una pioggia di monete d'oro; ed un altro, dice l'epigrafe, «cessò di vivere ma non di beneficare – legando a pietosi istituti – parte non umile del ricco suo censo». (pp. 227-228) *Il [[porto di Genova]] è uno dei più perfetti d'Europa; non vi è merce che non possa essere rapidamente sbarcata e imbarcata. (p. 232) *Una reazione tipica del produttore genovese di fronte alla crisi è quella moralistica: «Io lavoro da mattina a sera». Adriano Olivetti a Ivrea mi parlava di questo moralismo-dolorismo dell'industria italiana, di questo feticismo nazionale per la fatica, il lavoro domenicale ed il dormire poco; in nessuna città è maggiore che a [[Genova]]; esso viene opposto alla crisi, che è subìta perciò come un'ingiustizia. Mai come a Genova ho accolto tante testimonianze di gente che lavora sempre e non dorme mai. (p. 235) *{{NDR|[[Cesena]]}} Questa graziosa cittadina, circondata di bei frutteti, e perciò a primavera ravvolta di una nuvola d'alberi bianchi e rosa, addossata a un colle e dominata da una rocca che la include in parte, è nota anche nella cronaca delle ultime guerre, perché diede un buon numero di aviatori medaglia d'oro. Ivi ho raccolto molto di quel colore romagnolo, che ho poi versato in queste pagine solo in minima parte. (pp. 318-319) *La splendida [[Biblioteca Malatestiana|biblioteca malatestiana]] di Cesena è il cuore della cultura della Romagna. Costituita, a metà Quattrocento, per ordine di Novello Malatesta sul fondo di una più antica biblioteca conventuale, nella scia di quella di San Marco a Firenze, è una perfetta creazione del genio del Rinascimento. Non solamente per i codici corali miniati, incunaboli di gran pregio ch'essa con­tiene, ma per la stupenda sala, opera di Matteo Nuti, scolaro dell'[[Leon Battista Alberti|Alberti]]. Col tempio malatestiano di Rimini, con il [[Palazzo Ducale (Urbino)|Palazzo Ducale di Urbino]] e con i più tardi palazzi degli Estensi a Ferrara è quanto di più puro ci abbia dato quel secolo in cui la cultura toccò l'estremo punto della raffinatezza. [...] Appare, la meravigliosa sala, con due file di colonne in fuga prospettica e i muri cui il tempo ha dato sfumature verdi e rosee. Difficile associare più distillata purezza a più slancio di fantasia. (p. 319) *La Toscana è tra le regioni del mondo più famose per la loro bellezza. È un luogo comune parlare della dolcezza e della grazia dei suoi paesaggi. Le valli intorno a Firenze, nel Pistoiese, in Lucchesia e altrove, con i loro giochi d’olivi chiari e di cipressi scuri, hanno una veste incantevole che sa di pittura e di prospettiva artistica, Pure, ad osservarla bene, la dolcezza non è la più intima caratteristica della terra toscana, come invece dell’Umbria. Anche nelle parti più amene, quali la valle del Mugello ed il Chianti, sotto l’involucro grazioso si scopre una precisione, una purezza di contorni, uno scarno rigore di disegno: mentre l’occhio si incanta sulla dolcezza delle prime apparenze scivola dentro l’animo una lezione più severa. La bellezza toscana è una bellezza di rigore, di perfezione, talvolta di ascetismo sotto l’aspetto della grazia. (pp. 359-360) *Il rigore del paesaggio toscano emerge in plaghe dove, come intorno a Siena e a Volterra, la creta biancastra traluce tra le vegetazioni, fissando come nel diamante i contorni di un paesaggio netto, duro e supremamente perfetto. Dunque un paesaggio intellettivo, imbevuto d’intelligenza, che sembra pensare esso stesso intorno all’uomo e nella maniera più alta. (p. 360) *L'attaccamento alla contrada non ha nulla a che fare con le idee, col partito politico, con gli interessi. Dipende in modo esclusivo dal luogo di nascita, dall'atavicità, da tutto quello insomma che è prenatale; non è pensiero, ma passione contratta con il semplice venire al mondo. L'uomo di [[Siena]] sente, più profondo di tutto, di fronte alla propria Contrada, quello che fu chiamato «il demone dell'appartenenza». (p. 387) *{{NDR|A [[Siena]]}} Nei giorni della [[Palio di Siena|corsa]] tutto è sospeso, l'appetito come l'amore e l'amministrazione pubblica. [...] La sera {{NDR|dopo il Palio}}, vi sono due Siene. Luce, vino e tripudio nella contrada vincitrice e nelle alleate. Ma se si sbircia dentro la contrada nemica, si crede d'essere in una città abbandonata; le finestre e gli usci sprangati, buio, silenzio e lutto. (pp. 387-388) *La bellezza di [[Napoli]] cresce di giorno in giorno, di settimana in settimana, via via che scopre i suoi segreti. Finché si giunge a intendere che veramente è questo il più bel golfo della terra. (p. 430) *L'orario a Napoli può essere una necessità pratica, mai una necessità intima. Lo si abbandona quando non occorre più. (p. 430) *I bambini, le «creature» brulicano. Anche nei ristoranti medi, pochi sono gli avventori senza i bambini intorno. Napoli è una città allattante e poppante, perpetuamente gravida. Un semidio napoletano è l'amore; nella coscienza popolare, l'amore si redime con la creazione. (p. 432) *Napoli non è una città per puristi. Vedo una chiesetta barocca, che porta a metà altezza la statua di un angelo, e si prolunga sul medesimo piano con la finestra e il balconcino di una casa senza pretese. Al balconcino sta una donna, gomito a gomito con la statua dell'angelo; questa è veramente Napoli; si abbatta la casa e il balcone, e anche la chiesa sarà divenuta scipita. In tutte le città, ma a Napoli specialmente, risulta evidente che l'arte non è fatta soltanto di quelle che chiamiamo opere d'arte. (p. 433) *È un accento che spesso ho udito risuonare a Napoli in diversa forma. Un incanto nel vivere, unito però al sottinteso che il vivere ha per se stesso qualche cosa di doloroso. Si ha una specie di pendolo tra quell'incanto e quel sottinteso riposto: non si sa mai quale prevalga. (p. 437) *A [[Napoli]], come a Parigi, è difficile udire, almeno in conversazione, quei giudizi assoluti, radicalmente negativi che si odono altrove; come a Parigi, la tendenza è piuttosto verso l'assoluzione, naturalmente con un sottinteso un po' scettico, e senza approfondire troppo; vi è sempre, nei giudizi, un umorismo e un garbo di capitale anche mondana. (p. 443) *Come ha trovato modo di convivere con i santi, con i miracoli, con la scienza e la tecnica, questo popolo vive in confidenza con le forze occulte e la potenze cosmiche. Dovunque si destreggia con la sua malizia, come la piccola barca sulle onde del mare. Anche per questo credo che il [[Vesuvio|vulcano di Napoli]], come gli scavi archeologici del Napoletano, non abbiano equivalenti in nessuna parte del mondo: tutto a Napoli, è umanizzato due volte. (pp. 464-465) *Splendida eredità del dominio borbonico, il [[Museo archeologico nazionale di Napoli|museo Nazionale]] è dentro l'anima di Napoli, e un forestiero se ne avvede più di un napoletano stesso. [...] La vita romana qui perde ogni solennità accademica, e si avvicina con un realismo loquace; la confidenza subentra alla riverenza; non si potrebbe pensare un museo come questo se non a Napoli [...] (pp. 465-466) *Può darsi che la [[cucina napoletana]], come un gastronomo mi disse, sia cucina di città povera; una cucina primordiale, nata dai tre prodotti elementari della terra e delle acque, il grano, gli ortaggi e il pesce; giocata sulle variazioni di tre cibi, la pasta, il pesce e l'antichissima pizza. Molti forestieri non amano la cucina di Napoli perché, condotti da diverse abitudini, non la scoprono mai. Ma, quand'è buona, essa contiene, nel tempo stesso, l'antichità e la natura; porta alla comunione con la natura e con un passato remoto; è semplice e mitologica. (p. 473) *Vi fu chi mi disse che i due giardini di [[Ravello]], a villa Rufolo e al Cimbrone, sono i giardini più straordinari del mondo insieme con quelli di Charleston nella Carolina del Sud; ed è giusto nel senso che né gli uni né gli altri hanno equivalenti altrove. Forse i giardinieri a Ravello hanno subìto un'influenza britannica. Certo hanno acquistato l'arte di intonare colori diversissimi gettandoli alla rinfusa, come su una tavolozza, astenendosi dalle aiole troppo disegnate. Sono giardini, quelli di Ravello, romantici, di una scapigliatura geniale. (p. 477) *[[Salerno]] è diversa da Napoli, nell'apparenza e nello spirito. Qui veramente cadono molti luoghi comuni sull'Italia meridionale. L'aspetto è infatti quasi settentrionale, e la pulizia quasi svizzera. I discorsi sono secchi, brevi, propri di persone attive. [...] Coloro che conoscono la vita salernitana nell'intimo mi dicono ch'essa è un miscuglio, tipico dell'Italia meridionale in questa fase di passaggio, e nei luoghi di punta, di usanze ancora patriarcali e di modernismi talvolta anche strani ed eccessivi. [...] Osservando bene Salerno, si ha dunque l'impressione di un centro abbastanza tipico della fase di trasformazione dell'Italia meridionale. L'industrializzazione e il benessere sono in progresso, anche se le antiche passività gravino ancora fortemente. (pp. 477-478) *{{NDR|La [[Reggia di Caserta]]}} Il fascino di questa Versailles del Napoletano [...] viene per me soprattutto da un certo che di gratuito e di favoloso che emana da questo palazzo di grandezza sproporzionata sorgente in mezzo a una piatta pianura: esiste, lo abbiamo già detto, un [[surrealismo]] napoletano ''avant-lettre'', che nacque dal fasto teatrale di Napoli: e che consiste nel campare grandi fantasie architettoniche dove meno si aspettano. Lo stesso parco, attraversato dalle acque ricadenti da un monticello, poi scorrenti in lieve pendìo di bacino in bacino, interrotte da gruppi bianchi di grandi statue, animali, divinità, venti che gonfiano le gote, Atteone mutato in cervo e sbranato dai cani, è una fantasia macroscopica, in cui tutto sembra essere un po' più grande del giusto; questo genera un turbamento dell'immaginazione, che i [[barocco|barocchi]] chiamavano la meraviglia. È chiaro il desiderio di superare in fasto le grandi regge europee e le grandi metropoli; il contrasto tra questo sogno e la realtà dell'ambiente fa sì che quella di Caserta, ben più di quella di Versailles, sia una reggia di fantasia. (pp. 493-494) *Si sale sulla costa del monte d'un giallo fulvo; ai piedi si ha la pianura, l'immenso quadrilatero della [[Reggia di Caserta|reggia]]; poi ci si interna, e la pianura sparisce. Esiste in [[Provenza]] una splendida ed illustre città abbandonata tra le rocce, Les Beaux; {{sic|[[Casertavecchia|Caserta vecchia]]}}, longobarda, sorta nell'ottavo secolo, già sede di vescovi e conti, è il suo equivalente italiano. Soltanto Les Beaux è di due stili, medievale e Rinascimento, Caserta tutta medievale; e Les Beaux è celebrata in Francia, mentre Caserta vecchia è quasi ignota da noi. Capace di alloggiare molte migliaia di persone, ne racchiude duecento circa. È un nodo di case e viuzze morto e monocromo, del colore giallastro del travertino; intorno un paesaggio di colli brulli, sassosi, seminati di spunzoni di torri; un paesaggio fermo e perfetto. (p. 494) *Si trova a [[Benevento]] un orgoglio civico e storico maggiore che nelle altre città provinciali campane. (p. 496) *[[Benevento]] non è Napoli, e ci tiene a farlo sapere. Già la loro indole, mi fanno notare i beneventani, differisce molto da quella del resto della Campania: più dura, più chiusa, più alpina. [[Salerno]] ha qualcosa di milanese per quanto è possibile nel Mezzogiorno; ho ritrovato ad [[Avellino]] esemplari perfetti di un certo tipo d'intellettuale del Sud, intelligente, pessimista, che contempla se stesso e i suoi malanni come un capitolo di storia. I beneventani invece trasportano se mai nel Sud qualche caratteristica dei trentini. Lo stesso clima è freddo, poco campano; gli splendidi panorami della provincia sono alpestri. (p. 496) *Dopo la caduta di Roma, Benevento ebbe un'altra epoca di splendore sotto il dominio longobardo, e fu il più importante feudo longobardo del Sud. Sotto Roma, e nel Medio Evo, fu grande centro di traffico commerciale fra Tirreno e Adriatico. I beneventani tengono a quello sfondo lontano di internazionalismo. Gli stessi nomi, mi dicono gli studiosi, nei documenti degli archivi, dimostrano che le famiglie provenivano da ogni parte; la popolazione aveva una composizione internazionale, e Benevento qualche cosa della metropoli. (p. 496) *Oggi Benevento è in gran parte una città nuova di zecca con oasi di splendidi monumenti.<br>Pure negli avanzi di quella che fu l'aristocrazia intellettuale del Sud, viva sebbene numericamente ristretta, ho qui notato una passione per l'arte, una difesa del patrimonio artistico ed archeologico, che nel Nord dell'Italia sono meno comuni. È quella passione umanistica che nel Mezzogiorno d'Italia minaccia ormai di naufragare, ma che qui è tenuta desta, come dicevo, anche dall'orgoglio civico. (pp. 496-497) *[...] l'[[Arco di Traiano (Benevento)|Arco di Traiano]], forse il più bello e armonioso degli archi romani esistenti, più bello di quelli di Roma. Ed è anche un arco stranamente moderno, poiché si vede nei bassorilievi Traiano dedito ad opere sociali ed assistenziali. (p. 497) *L'Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo, le [[Marche]] dell'Italia. (p. 508) *Un viaggio nelle Marche, non frettoloso, porta a vedere meraviglie. (p. 513) *[[Ascoli Piceno]] [...] è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. [[André Gide|Gide]] la prediligeva [...] bella come alcune città della [[Francia]] del sud, non tanto per questo o quel monumento in modo speciale, ma per il suo complesso, per la qualità antologica, per un incanto che viene da nulla e da tutto. Più di qualsiasi altra dev'essere difesa da stupidi sventramenti. Bisogna avervi passeggiato, a cominciare dalla piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a [[Venezia]] dà più un'impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco; o costeggiando il Battistero del Duomo; o lungo le rive scoscese del Tronto; e per le strade strette, chiamate «rue», dove i palazzi non si contano; e che si allargano in piazzette [...] Ascoli è città di torri, antologica come si è detto, perché vi si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco. Ma il romanico resta il fondo costante, il colore; chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d'un grigio caldo, uniforme, senza intonaco [...] Quel marmo grigio è tutto ornato, lavorato, istoriato [...] qui, su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite. (p. 534) *Dovunque si sente lo spazio. Perciò [[L'Aquila]] è gaia. Posta ad oltre 700 metri, il più alto, se non erro, tra i capoluoghi di provincia italiani dopo Enna e Potenza, è una città che respira. Lo sguardo, appena trova un varco, subito va lontano, con l'immediatezza di un corpo sommerso che viene a galla, fino al [[Gran Sasso]] ed al [[Sirente]], dominanti la vasta conca. (pp. 557-558) *{{NDR|Sulla [[Calabria]]}} È certo la più strana delle nostre regioni. Nelle sue vaste plaghe montane talvolta non sembra d'essere nel Mezzogiorno, ma in Svizzera, nell'Alto Adige, nei paesi scandinavi. Da questo Nord immaginario si salta a foreste d'olivi, lungo coste del classico tipo mediterraneo. Vi si incuneano ''canyons'' che ricordano gli Stati Uniti, tratti di deserto africano ed angoli in cui gli edifici conservano qualche ricordo di Bisanzio. Si direbbe che qui siano franati insieme i detriti di diversi mondi; che una divinità arbitraria, dopo aver creato i continenti e le stagioni, si sia divertita a romperli per mescolarne i lucenti frantumi. (pp. 559-660) *[...] a proposito dei comuni alpini, dirò di sfuggita che uno, [[Capracotta]], è il più alto dei comuni appenninici, e perciò l'inverno è chiuso dalle nevi e dai ghiacci. (p. 575) *{{NDR|[[Palermo]]}} Il disegno dei monti e degli scogli che circondano il porto, tendenti all'ocra ed al violetto, sulle acque d'un azzurro carico, quale lo si contempla dal Pellegrino, è meno dolce, meno tenero, ma più puro di quello dei monti circondanti Napoli. Come in Grecia, in Sicilia la natura è rimasta ferma a modelli eterni, e hanno mutato invece gli uomini. Il contrasto fa la natura anche più alta e più lontana; l'animo di chi guarda è costretto a una specie di altalena perpetua. (p. 585) *L'incontro con l'arte [[nuraghe|nuragica]] si ha prima a [[Cagliari]], nel [[Museo archeologico nazionale di Cagliari|museo Archeologico Nazionale]]. Qui si può meglio confrontarla con le civiltà estranee. Anche il reparto romano infatti è importante, ed ancora di più di quello punico, con le sue divinità sensuali e crudeli. Ma il reparto nuragico si stacca dal resto e contrassegna meglio la Sardegna. Si ha il caso raro di un museo senza ripetizioni altrove, incorporato in questa terra come la natura e i costumi. (p. 707) *La [[Basilicata|Lucania]] è una parte del Sud, che soffrì in modo acuto l'isolamento, la lunghissima decadenza, la terra ingrata. [...] Numerosi paesi ricevettero l'acqua e la luce solo dopo il 1945, ed altri solo negli ultimi anni la strada; statistiche recenti indicavano come analfabeta una buona metà della popolazione. Tuttavia la Lucania produce numerosi ingegni, alcuni di grande rilievo. Possiede in abbondanza le virtù che diremo antiche, essendo laboriosa, volitiva, tranquilla, con un profondo sentimento della famiglia. (pp. 737-738) *Vi si giunge da plaghe nude, e d'un tratto si vede sorgere una fungaia di alti caseggiati moderni. [[Potenza (Italia)|Potenza]] cresce a vista d'occhio, presa dalla febbre edilizia. Questo rivestimento di caseggiati [...] circonda il vecchio nucleo della cittadina borbonica, la quale però è tutt'altro che morta. Appena vi si penetra la si ritrova, con la via principale stretta, e con le viuzze disposte in modo da tagliare il vento; Potenza infatti è città di mezza montagna, d'aria fine e ventosa. Le strade ampie e moderne sono in periferia. La parte interna ha la sua grazia, e alcune belle chiese, come la cattedrale, San Francesco, San Michele Arcangelo. (p. 738) *Sembra che [[Matera]] si affacci a un sottosuolo scoperchiato e abitato, che nell'insieme forma una città maggiore. Una tale adunanza di semicavernicoli, in cui si prolunga senza soluzione di continuità l'esistenza della preistoria, non ha paragone in Europa, ed è tra i paesaggi italiani che generano più stupore. Spaccata da valli rupestri, Matera è una specie di [[Siena]] del Sud, più remota nel tempo [...] (p. 747) *La [[Puglia]] è la nostra regione in cui più si avverte l'Oriente. I baresi ricordano come una favola recente gli anni in cui gli albanesi traversavano il mare carichi di monete d'oro; giacché gli albanesi allora consideravano [[Bari]] il proprio mercato e vi scendevano anche a comprare un cappello. (p. 767) *Bari smentisce i luoghi comuni sul Mezzogiorno. Commerciale e borghese, ha scarse tradizioni di aristocrazia baronale e terriera, a differenza, per esempio di [[Lecce]] e [[Brindisi]]. Il tipico barese medio è parco, esatto, dedito ai propri affari, affezionato ai vecchi metodi amministrativi e al risparmio. Lo si vede in bottega, fino a ora tarda, attraverso l'uscio socchiuso, concentrato sui conti. (p. 768) *Nell'insieme Bari somiglia non a [[Milano]], come si afferma, ma piuttosto a [[Genova]]; e, tra le due città, Bari è d'aspetto più composto e più nordico. Pochi infatti sono i caffè; la vita stradale non ha né l'importanza, né il colore, né l'estro consueto nel Mezzogiorno. La strada di Bari è un passaggio, con funzione soltanto pratica, non un salotto o un palcoscenico; con l'eccezione dei quartieri popolari di Bari vecchia. Il barese, e il pugliese in genere, specie di discendenza sveva, hanno un gusto della pulizia che non si avverte nemmeno nella [[val Padana]]. Anche nelle vie più povere gli abitanti non cessano mai di strofinare le case, lucidarle, dare la calce. (pp. 768-769) *[[Rieti]] è una bella città, viva e di struttura aristocratica. Al Medio Evo della Cattedrale romanica, sebbene rifatta all'interno, del Palazzo dei Papi, che è della fine del Duecento, con i suoi potenti archi gotici, e di alcuni quartieri con viuzze, scalinate esterne, torri mozze, archivolti, si sovrappone l'opera di secoli più tardi, la loggia del Vignola, molti palazzi nobiliari. [...] Come s'è detto, Rieti aduna un nucleo di aristocrazia romana, e ne porta l'impronta. (p. 809) *{{NDR|[[Giardino di Ninfa|Ninfa]]}} Quel parco è uno dei luoghi più belli del [[Lazio]]; così sperduto e segregato che, pensando alle ville pompose del patriziato romano, sembra di aver cambiato mondo. Si direbbe piuttosto di essere stati portati d'un tratto in Oriente; o in quel giardino d'una novella del [[Giovanni Boccaccio|Boccaccio]], che un negromante fa sorgere in una notte. (p. 817) *[...] un viaggio per l'Italia ci porta davanti alla società più mobile, più fluida e più distruttrice d'Europa. [...] Pochi altri paesi sembrano meno legati al loro passato. In nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno. Gli italiani non temano di essere poco «futuristi». Lo sono più degli altri, senza avvedersene; sebbene questo non significhi sempre essere più avanzati. (p. 860) *Il nostro paese non è inferiore a nessuno per il numero degli ingegni e per la qualità dell'intelligenza allo sgorgo. Ma quell'intelligenza riesce difficilmente a prendere un valore politico e un prestigio politico, e raramente emette voci che trascinano seco un interesse universale. In nessun altro paese come da noi tutto il campo sembra occupato dagli attivisti d'ogni specie; in nessun altro, quasi per un tacito accordo di affaristi e {{sic|sociologhi}}, è così radicata la convinzione che contino solo i problemi di denaro e di cibo. (p. 863) *Il maggiore strumento che rimane per farsi valere ai paesi europei è la loro vecchia cultura. La nostra classe politica non mostra d'esserne convinta. [...] Il rischio dell'Italia è di entrare nel numero dei popoli di cultura bassa, giacché è possibile essere intelligenti e di cultura bassa. (p. 865) *Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l'[[Italia]] è diventata il paese d'Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il [[denaro]] e per il [[successo]]. (p. 872) ==''La coda di paglia''== *Aborro le [[coerenza|coerenze]] false e la finzione delle conclusioni raggiunte. *Amo i morti trasmessi al ricordo poetico, non i cadaveri insepolti. *I problemi della [[cultura]] passano oggi in primo piano, portandosi a reagire su questo terreno dove l'infiltrazione lenta, servita dalla folla degli intelligenti mediocri, sostituisce l'attacco frontale massiccio. *L'[[autocritica]] che mi piace è svelta, secca, volta subito pagina. *L'uomo riuscito, tra i muri della propria casa, è spesso fallito ed infelice. *Lo [[scrittore]] deve darsi intero, soltanto a traiettoria conclusa si potrà giudicare in che punto di essa si è messo meglio a fuoco. *Ritengo che lo [[scrittore]] moderno debba vivere tutto in pubblico, in compagnia dialogata con gli altri, fuori del mito del ritegno. *Uno degli uffici dell'[[arte]] è convogliare i rimpianti ed i rimorsi. ==''La gazzetta nera''== ===[[Incipit]]=== La parte avuta da Giovanni Dorigo in alcuni fatti che accaddero anni fa in Inghilterra si può capire solo se si conoscono certe sue angosce del passato. Ora ha raggiunto la pace della coscienza, e abita in un piccolo appartamento a Milano, dove ha trovato un impiego modesto, rinunciando a certe ambizioni che l'hanno perseguitato negli anni giovanili. Il suo carattere si è anche mutato di molto, si è fatto più affabile e lieto, e certo meno solitario. Egli dice talvolta che un disperato attaccamento alla vita, un egoismo spinto a fondo, sono proprio i difetti che trasformandosi possono meglio degli altri aprirci l'animo a sentimenti d'amore. Ma la breve avventura del suo soggiorno in Inghilterra ha una parte tanto notevole in quella trasformazione, che bisognerà raccontarla, anche se la sua origine è una triste pazzia. ===Citazioni=== *«Ora capisco che cosa può dare di bene l'orrore per la rinuncia ed il terrore di morire. Ecco, ora mi dico: vi è un solo modo di non incontrare la morte, quello di morire prima. Io dovrò avere paura, molta paura, e grazie ad essa non rinuncerò a nulla, non romperò nessun vincolo, non ammetterò l'abbandono: mi chiuderò vivo in un mondo assoluto, che sia già l'aldilà. Allora il vizio di viltà e d'egoismo, l'avarizia e l'orgoglio, diverranno una fedeltà non mortale, in cui la morte non potrà avere effetto, perché il suo passaggio sarà un momento qualsiasi della nostra vita assoluta. Questo è il motivo per cui non ti lascio morire allontanandoti da me.» *Ogni attimo nuovo di vita è un diritto di più di rifiuto alla morte. *Ogni piacere umano trova dentro di sé il suo [[contrario]] e la sua distruzione. ==''Romanzo americano''== ===[[Incipit]]=== Michele era sbarcato, anni prima, nel porto di New York. Gli venne incontro il nuovo zio e, non conoscendosi ancora, si guardarono bene in faccia. Michele vide un uomo di mezza età, alto, con i capelli grigiastri un po' trascurati, come del resto anche il vestito; le sopracciglia folte, e gli occhi intelligenti bene aperti dietro gli occhiali; la bocca ripiegata in giù; sottile, il naso lungo, de un po' curvo, e la punta del mento un po' alzata verso esso. La lieve tendenza del naso e del mento ad andarsi incontro gli dava qualche anno di più, e ricordava che era nato lombardo; come anche una certa amarezza, che si scorgeva in quella faccia, un'amarezza un po' scorbutica, soprattutto guardinga.<br>John esaminò il nipote con attenzione maggiore. Essendo un uomo di gran cuore, spronato anche dalla moglie aveva risposto di sì, senza pensarci un attimo, quando gli era stato richiesto di occuparsi di lui. ===Citazioni=== *Io detesto i rimorsi, che legano l'uomo al passato. Ritengo giusto rivoltarsi davanti all'ingiustizia ed infatti ci sono i martiri, ma detesto i collezionisti di rivolte, che amano la rivolta in sé: è una tremenda catena. (p. 53) *L'anima è quello che si fa, ed i legami sono buoni se vi entrano, cattivi se rimangono contro o fuori, anche se li chiamano santi. (p. 59) *Non esistono leggi sante, nel mondo fisico e nel mondo morale; però tutte le leggi, man mano che si scoprono, sono sante. (p. 61) *Vi sono uomini il cui carattere è dato in maniera quasi esclusiva dal loro modo di pensare, ma anch'essi esistono in natura, non meno degli attivi e degli avventurieri. (p. 69) *L'anima vive per l'opera, solo per l'opera. Senza l'opera non si è anime. (p. 124) *Il cielo si divide in tre, la luna vicina, le stelle che bruciano e scappano, ed in mezzo, metà dell'uomo e metà del mondo, i pianeti tranquilli, grandi esseri ancora affettuosi che conciliano l'amore e il sonno. (p. 129) ==''I burattini e il drago volante''== ===[[Incipit]]=== Uno dei miei primi ricordi teatrali sono alcuni spettacoli di marionette, in una città di provincia, in una sala che poteva essere una ex-scuderia o una ex-legnaia, dove si recitavano adattamenti dalle fiabe di [[Carlo Gozzi]]. Uno dei punti culminanti di non ricordo quale fiaba era l'entrata in scena di un enorme drago volante, il quale navigava nell'aria orizzontale come un pesce nell'acqua, e giunto all'altezza d'un cavaliere spalancava la bocca e l'inghiottiva tutto intero continuando il suo movimento dalla parte opposta. ===Citazioni=== *La voga di [[James Bond]] è in declino. Il favore del grosso pubblico non è più quello di una volta. L'agente 007 ha rappresentato un momento, per me non privo d'interesse, nella storia del film-racconto d'avventura. Chi farà la storia del genere non lo potrà dimenticare. *L'[[industria culturale]] è in gran parte un mito, un bersaglio di comodo, com'erano in altri tempi il diavolo e le streghe. Se mai, l'industria e umori del pubblico vanno sulla stessa barca: l'insieme dei prodotti finisce per corrispondere regolarmente a una richiesta genuina. *I film di [[James Bond]], al miscuglio abituale di violenza, sesso, tecnologia, aggiungono qualcosa di più, che segnava il momento: un estetismo delle immagini, una punta di dandysmo, una preziosità dell'orrido, in cui motivi tipici fine Ottocento sembravano filtrare tra le macchine avveniristiche e fantascientifiche. *Il genere [[film]], o romanzo, di spionaggio sta oggi muovendo verso nuove formule. All'eroe trionfante, invincibile, tutto gesto, senza anima, subentra un'altra formula, la spia meditativa, psicologizzante, che sente la meschinità, la tristezza, la sporcizia del suo mestiere, l'eroe deluso e disgustato. *In ''[[Agente 007 - Si vive solo due volte|Si vive solo due volte]]'' il regista ([[Lewis Gilbert]]) non porta un'invenzione fresca. L'attore, [[Sean Connery]], è invecchiato. I «cattivi» sono scipiti, non prendono rilievo, non fanno nessuna paura. Le scene d'amore si direbbero avvolte nel ''cellophane'' ===[[Explicit]]=== Il film {{NDR|''[[Agente 007 - Si vive solo due volte|Si vive solo due volte]]''}} sta a mezzo tra la favola di magia e il balletto ''Folies Bergères''<br>Non so che farci; lo confesso; mi divertono la sigaretta che spara e l'elicottero-ippogrifo. Mi piacciono le fiabe, anche se gli elementi che combinano insieme sono sempre gli stessi. Domando scusa, ma non posso cambiarmi, e se [[James Bond]] finirà, andrò sempre a vedere quello che prenderà il suo posto. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Le furie''=== Sono a Vicenza, in una camera d'albergo, una sera d'ottobre.<br>{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''Le stelle fredde ''=== Il medico mi chiese:<br /> «Peggio dal destro o dal sinistro?»<br />«Non saprei fare distinzioni tra un [[orecchio]] e l'altro.» ==Citazioni su Guido Piovene== *{{maiuscoletto|Guido Piovene}}. ''Il Conte Rosso.'' ([[Marcello Marchesi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Guido Piovene, ''De America'', Garzanti, Milano, 1961. *Guido Piovene, ''I burattini e il drago volante'', ''La Fiera Letteraria'', 19 ottobre 1967 *Guido Piovene, ''La coda di paglia'', Baldini Castoldi Dalai, 2001. *Guido Piovene, ''La gazzetta nera'', Oscar Mondadori, 1968. *Guido Piovene, ''Le furie'', 1958. *Guido Piovene, ''Le stelle fredde'', Mondadori, 1976. *Guido Piovene, ''Romanzo americano'', CDE, 1980. *Guido Piovene, ''Viaggio in Italia'', Baldini & Castoldi, Milano, 2013. ISBN 978-88-6852-019-9 *[[Francesco Savio]], ''Ma l'amore no: realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943)'', Sonzogno, Milano, 1975. ==Filmografia== *''[[Amanti senza amore]]'' (1948) – sceneggiatura *''[[Lettere di una novizia]]'' (1960) – soggetto ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Piovene, Guido}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 31k4aqxc7iswbx5r8ubtkca7renaqfs John le Carré 0 6992 1415429 1330803 2026-06-03T08:27:15Z ~2026-32919-02 107365 Aggiunto explicit e riferimento bibliografico dell'opera ''Il visitatore segreto'' 1415429 wikitext text/x-wiki [[Immagine:John le Carre.jpg|thumb|John le Carré nel 2008]] '''John le Carré''', pseudonimo di '''David John Moore Cornwell''' (1931 – 2020), scrittore britannico. ==Citazioni di John le Carré== *Da [[lettore]] sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più, ed è per questo motivo che molti [[Libro|libri]] sui miei scaffali sono stati misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20.<ref>Da ''John Le Carré, elogio del dottor Watson'', traduzione di Maria Sepa, ''Corriere della sera'', 5 dicembre 2004, p. 34.</ref> *Non credo che uno [[scrittore]], quale che sia il suo genere, tragga veramente le persone dalla vita reale per trasferirle di peso nelle pagine di un libro. Non credo che si arrivi a conoscere così a fondo la gente per fare una cosa del genere. Penso che in definitiva posso descrivere come ti siedi, come muovi le mani, come ti vesti; ecco, posso rubarti queste cose, ma quando si tratta di definire ciò che sta succedendo nella tua mente, dietro quegli occhiali, allora devo mettere a frutto la potenzialità del mio personaggio.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]], ''John Le Carré – Spie ovunque'', in Enzo Biagi, ''Giro del mondo'', Rizzoli, Milano, 2000, p. 37. ISBN 88-17-86513-3</ref> *Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.<ref>Da ''La talpa'', p. 27.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0767_01_1994_0346_0001_11006877/ Le Carré: difendo il popolo ceceno]''|Sulla [[prima guerra cecena]], ''La Stampa'', 19 dicembre 1994}} *La macchina della propaganda di Mosca descrive [[Džochar Dudaev|Dudaev]] come un lunatico criminale e i ceceni come gli artefici della potente industria criminale organizzata russa. Si accenna appena al fatto che Dudaev è stato eletto dal popolo sulla base della sua promessa di liberare la Cecenia dalla Russia; che il suo potere è un potere legale; che la Cecenia è un Paese musulmano, ricco di petrolio e materie prime, che controlla il cruciale oleodotto tra il Caspio e il Mar Nero ed è perciò essenziale per gli interessi economici della Russia; che le guerre coloniali di Mosca nel Nord del Caucaso infuriano senza interruzione da 150 anni, prima sotto gli zar bianchi, poi sotto gli zar rossi, e ora sotto un traballante miscuglio dei due. *[...] nessuno sembra incline a ricordarci che nella Russia razzista molti musulmani sono considerati esseri subumani, che quel pazzo di Zirinovskij si augura di vederli privati dei diritti di cittadini e castrati, e non è affatto solo su questa strada; né che, sotto il governo in apparenza illuminato del presidente Eltsin, il Nord del Caucaso e altre minoranze musulmane sono ancora sottoposte a restrizioni negli spostamenti e a una vessazione ufficiale paragonabile ai famigerati lasciapassare dell'[[apartheid]] sudafricano. *Quanto alla criminalità dei ceceni, chi sono mai i russi di Mosca e San Pietroburgo per parlare? Si sono criminalizzati a ogni livello di commercio e di governo in una misura che non si vedeva dai tempi di Al Capone, e questo non è opera delle minoranze etniche del Nord del Caucaso, ma degli intermediari del potere tradizionale della stessa Russia - gli ex funzionari di partito e del Kgb, che sono diventati dalla sera alla mattina «manager bancari» e «direttori di società» nella nuova Russia, mungendo dalle vaste attività che un tempo appartenevano al partito comunista. I legami di corruzione che li univano sotto il comunismo li uniscono ancora oggi. *Ceceni e ingusci condividono la stessa religione e sono alleati naturali. Alcuni studiosi insistono sul fatto che appartengono alla stessa tribù. Nel 1944, per un capriccio di Stalin, entrambe le nazioni vennero deportate nei deserti del Kazakistan in base a un'accusa, assolutamente inventata, di collaborazionismo con i tedeschi. Una parte della popolazione venne fucilata o bruciata a morte prima della partenza dei treni. Molti morirono in viaggio. *Ma qual è, potremmo chiedere, la giusta base per la richiesta d'indipendenza da parte di una nazione? Un popolo, per qualificarsi, deve prima errare nel deserto per duemila anni, patire ripetute persecuzioni, imiliazioni e genocidi? Finora la risposta della storia a questa domanda è stata pragmatica e brutale: nazione è un popolo abbastanza tosto da agguantare il territorio che vuole e tenerselo ben stretto. *[...] perché {{NDR|la comunità internazionale}} accetta così prontamente come frontiere nazionali le grottesche «frontiere amministrative» disegnate dai cartografi comunisti quando tali frontiere, come nel Caucaso, sono state spesso inventate allo scopo di disperdere o assoggettare minoranze fastidiose? *L'autodeterminazione delle nazioni oppresse è stata una pietra angolare della nostra dottrina anti comunista. Per mezzo secolo abbiamo predicato dai tetti che il giorno in cui la democrazia avesse sostituito la tirannia, le vittime si sarebbero drizzate sopra i prepotenti e le piccole nazioni sarebbero state libere di scegliere il loro destino. Figuriamoci! *C'è stato un tempo in cui l'indipendenza era il gioiello più prezioso della retorica del mondo libero. Oggi, al pari della parola «liberale» sulla bocca di chi ne fa cattivo uso, il concetto stesso è disonorato, avendo preso il significato di insurrezione e malgoverno. * * {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/le-carre-occidente-intervista-servizi-segreti-russia/ "L’Occidente ha perso l’anima, i servizi segreti russi ci dominano e, certo, in 87 anni di vita sono stato molte persone (e non tutte carine)"]''|Intervista di Terry Gross, ''Pangea.news'', 19 marzo 2019}} *Sembra che l’unica cosa che ci unisce sia la paura e l’inselvatichimento per quel che riserva il futuro. Non abbiamo alcuna ideologia coerente ad Occidente, e abbiamo avuto il vezzo di credere al grande esempio Americano. E credo che questo sia stato minato, nel profondo, in tempi recenti. Siamo soli. *Penso di sentire le cose più forti riguardo alla tempistica di Brexit, e questo è terribile. Nel momento stesso in cui l’Europa necessita di essere un singolo blocco coerente per proteggersi moralmente e politicamente (e nel caso, militarmente), l’abbiamo lasciata. *In ogni situazione ''corporate'' o istituzionale, le persone che vi sono impiegate devono reprimere i propri sentimenti in un modo o nell’altro. Durante la Guerra Fredda noi ne eravamo consapevoli, avevamo una direzione e una causa, una grande causa, pensavamo. E sembrava buon espediente che pochi soffrissero a beneficio di molti. Al momento, per come il presente è descritto nel romanzo, siamo misteriosamente senza un obiettivo, ancora lì a cercare una qualche identità, davvero, da quando è finita la Guerra Fredda. Non c’è stato alcun Piano Marshall, allora. Nessun gran visionario, nessun leader che ci dicesse come riformulare il mondo. Tutto alla deriva. E molti venditori di tappeti si gettavano sulla carcassa sovietica. Veramente, una grande sbornia dopo l’orgia del capitalismo. La deriva incomincia qui, senza alcun design per il mondo nuovo. *Nei miei giorni da studente, rimpiango di aver posato da cripto-comunista tentando di avvicinare i selezionatori sovietici. Quasi quasi ebbi successo. Fui preso e ebbi uno scambio con un Russo all’ambasciata sovietica a Londra. Non ne venne nulla. Forse non fui abbastanza intelligente o forse qualcuno mi compromise. Ma mentre posavo, dovetti firmare quasi fossi un comunista in incognito e questo voleva dire imbrogliare colleghi e compagni di studio. Guardando indietro, mi viene la nausea. *Tutto quel che ho imparato dagli interrogatori mi dice che tutte le robacce – ''[[waterboarding]]'', tortura e altre cose che Trump incoraggia di nuovo – sono abbastanza inutili. Nella mia esperienza, le persone sotto grande minaccia producono una montagna di informazioni che poi si rivelano false. Metterebbero un cartellino sulla loro madre, se dovessero farlo. *C’erano elementi di [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], e ce ne sono ancora, suppongo, presso [[Federal'naja služba bezopasnosti|FSB]], ma ora un po' meno perché all’epoca trovavi elementi i quali erano decenti, dei veri amanti del genere umano. Traevano a sé i perseguitati e li proteggevano, ne facevano un culto, se ne facevano un vanto poi se si trattava di pensatori. Questa era la parte decorosa di KGB. Ma era un’istituzione talmente grande e potente, c’erano così tante stanze, gente differente. So che ci sono scuole di addestramento dove davano i miei romanzi come letture essenziali. {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ “Penso che tutto sia sotto controllo”: John le Carré, lo scrittore & agente segreto, ha scritto il romanzo su Brexit, Trump, il “razzismo istituzionale”]''|Intervista di John Banville, ''The Guardian'', 11 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ Pangea.news]'', 13 ottobre 2019}} *Penso che [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]] sia del tutto irrazionale, vi è evidente e autoindotta depressione di statisti, unita a lamentevoli performance diplomatiche. Quel che non andava bene in Europa poteva esser cambiato dall’interno. Da parte mia, sento del tutto allentati i legami con l’Inghilterra in questi ultimi anni. È come una liberazione, ma una triste liberazione. Il punto è che negli anni sono spariti gli inglesi che avevano esperienza diretta dell’ultima guerra, e in campo politico ora prevale l’idea che il conflitto umano non esiste. E invece no: il conflitto umano ha un buon effetto, ci rende più sobri. *Oratori per le masse del genere di [[Boris Johnson]] non parlano il linguaggio della ragione. Lui invece è del tipo che soffia sul fuoco della nostalgia e della rabbia. *Il fatto è che se la sinistra si mette a livellare sembra che lo faccia per risentimento, mentre se lo fa la destra allora sembra buona organizzazione sociale. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/tuttolibri/recensioni/2019/10/19/news/le-carre-la-spia-che-venne-dalla-brexit-1.37760036 Le Carré, la spia che venne dalla Brexit]''|Intervista di Caterina Soffici, ''Lastampa.it'', 19 ottobre 2019}} *Non puoi scrivere senza mettere qualcosa di te. Solo allora i personaggi iniziano a prendere corpo e a parlarti. *È importante non confondere patriottismo con nazionalismo. Il nazionalista, quello che vediamo oggi nelle strade, ha bisogno di nemici. *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} Ci siamo persi. Stiamo facendo le stesse cose dei paesi che prendevamo in giro, compresa l’Italia. Noi eravamo così superiori, stabili e calmi, così razionali e pragmatici. Dove è finita la nostra flemma? Ci siamo resi conto che la nostra democrazia è molto più fragile di quello che pensavamo. *{{NDR|Su [[Boris Johnson]]}} Un narcisista ossessivo, totalmente senza principi, probabilmente mezzo pazzo. Un oratore etoniano della peggiore specie. La sua vita privata in teoria non sarebbe importante. Ma un uomo che non riesce a controllare se stesso… [...] Se non riesci a controllare i tuoi istinti, come puoi governare un Paese? È un bambino, il fratello naturale di Trump. *Vorrei chiedere a [[Steve Bannon|Bannon]]: quando hai distrutto tutto quello che non ti piace, come funzionerà la nuova società che hai in mente? *Io ho insegnato a [[Eton College|Eton]], conosco questa gente. C’erano dodici etoniani al governo quando la Gran Bretagna [[Crisi di Suez|occupò il canale di Suez]]. Una fantasia post imperialista. Gente orribile, nazionalisti e nostalgici. *{{NDR|«Peggio Putin o Trump?»}} Assolutamente Trump. La Russia non ha mai sperimentato la democrazia. Putin ha distrutto qualcosa che non c’era. Invece i danni di Trump rimarranno a lungo. Ha minato la costituzione americana, ha distrutto qualcosa di molto prezioso, ossia l’indipendenza della magistratura. *Dopo un mese in [[Cornovaglia]], parli con i gabbiani e hai bisogno di tornare in città. {{Int|Da ''[https://www.affaritaliani.it/la-brexit-potrebbe-disintegrare-il-regno-unito-in-poco-tempo-632511.html La Brexit potrebbe disintegrare il Regno Unito in poco tempo]''|Intervista di Guillermo Altares, ''El Pais'', 21 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''Affaritaliani.it'', 21 ottobre 2019}} *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} La peggiore idiozia e la maggiore catastrofe fatta dal Regno Unito dall’[[Crisi di Suez|invasione di Suez]] del 1956. *Per me è un disastro che ci siamo autoinflitti, di cui non dobbiamo dare colpa a nessuno, né agli europei, né agli irlandesi. Siamo sempre stati integrati in Europa. L’idea che possiamo uscire dal maggior trattato commerciale del mondo con accesso al mercato americano è semplicemente terrificante. *[[Boris Johnson]] è un bambino che si fa passare per Primo Ministro. *Vi è molta irritazione per la Brexit. E stiamo andando verso un aumento del neofascismo. La maggior minaccia terroristica, a detta della polizia, viene dall’ultradestra. La stampa popolare ha fomentato eurofobia e sentimenti di rivalsa contro l’altro, sentimenti che non sono nel DNA del paese. *Esiste un pericolo reale di disintegrazione del Regno Unito. Quello che stiamo dicendo all’Irlanda del Nord è che se ne vadano fuori dalle scatole. Tutto questo può’ favorire soltanto un riavvicinamento tra Irlanda e Scozia. ==''Il nostro traditore tipo''== ===[[Incipit]]=== Alle sette di una mattina caraibica sull'isola di Antigua un certo Peregrine Makepiece, noto anche come Perry, valente e versatile atleta dilettante nonché, fino a qualche tempo prima, tutor di letteratura inglese in un insigne college di Oxford, disputò una partita di tennis al meglio dei tre set contro un tipo muscoloso, calvo, dal portamento rigido e dignitoso, gli occhi castani, sui cinquantacinque anni, che si faceva chiamare Dima e di cui in quel momento era ignorata la nazionalità. Il motivo di tale incontro divenne presto oggetto di accurate indagini da parte di agenti dei servizi segreti britannici, che per deformazione professionale non sono propensi a credere nella casualità delle circostanze. Eppure, Perry non aveva alcuna responsabilità negli eventi che avevano condotto a quel match. ===Citazioni=== * «Su quale base? Non siete forse gentiluomini che mentono per il bene del paese?» <br /> «Quelli sono i diplomatici. Noi non siamo gentiluomini.» <br /> «Allora mentite per salvare la pelle.» <br /> «Quelli sono i politici. Tutta un'altra storia.» (p. 134) {{NDR|John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'', traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori}} ==''Il visitatore segreto''== ===[[Incipit]]=== Permettetemi anzitutto di confessarvi che se, mosso da un impulso improvviso, non avessi preso la penna e scribacchiato un biglietto per invitare George Smiley a parlare ai miei diplomandi l'ultima sera del corso d'ammissione – e se Smiley, contrariamente alle mie previsioni, non avesse accettato – mi sarebbe ora impossibile parlarvi così a cuore aperto. ===Citazioni=== *Già, cosa puoi dire? Dici quello che altri hanno detto prima di te. Quelli che possono, fanno. Quelli che non possono, insegnano. E ciò che insegnano è ciò che non possono più fare, perché il corpo o lo spirito o entrambi non sono più capaci di perseguire un unico scopo; perché hanno visto troppo e represso troppo e sono scesi a troppi compromessi e alla fine hanno provato troppo poco. Allora passano a rinfocolare i loro vecchi sogni in menti nuove e a scaldarsi al fuoco dei giovani. ===[[Explicit]]=== In realtà non esiste il mettersi a risposo. A volte c'è il fatto di sapere troppo e di non poterci fare molto, ma è la vecchiaia, temo. Io penso moltissimo. Mi sto mettendo a pari con le mie letture. Parlo con la gente, viaggio in autobus. Sono un principiante nel mondo aperto, ma sto imparando ==''L'onorevole scolaro''== ===[[Incipit]]=== In seguito, negli angoli polverosi di [[Londra]] e dintorni nei quali i funzionari segreti si riuniscono a bere, sorsero discussioni a proposito di quando ebbe veramente inizio il caso Delfino. Una schiera, guidata da un tipo tracagnotto, un addetto alle trascrizioni microfoniche, arrivò a sostenere che la data esatta risaliva a sessant'anni prima, quando "quel supermascalzone di Bill Haydon" aprì gli occhi al mondo sotto una perfida stella. ===Citazioni=== *Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare? (p. 161) *Se devi comprare qualcuno, compralo dalla testa ai piedi. (p. 161) *Non sottovalutare mai la forza dei sentimenti su un [[oriente|orientale]], ma non contarci neppure. Amen. (p. 162) *Un comitato è un animale con quattro gambe posteriori. ==''La passione del suo tempo''== ===[[Incipit]]=== Larry scomparve ufficialmente alle undici e dieci del secondo lunedì di ottobre, quando non si presentò in aula per la prima lezione del nuovo anno accademico.<br>Sono in grado di ricostruire la scena con precisione perché non è passato molto tempo da quando, nello stesso clima di Bath, avevo trascinato Larry a vedere per la prima volta quello squallido luogo. Conservo ancora oggi il più incriminante dei ricordi di quell'inumano casermone lastricato che incombeva su di lui come le mura di una nuova prigione. ===Citazioni=== *Non sono un uomo di [[Dio]], anche se credo che la [[società]] sia migliore con Lui che non senza. (p. 116) *Chi non abbia vissuto in [[segreto|segretezza]] non può rendersi conto di quanto una simile esperienza possa dare assuefazione. (p. 118-119) *L'[[aria]] di una [[chiesa (architettura)|chiesa]] è diversa da tutte le altre. È l'aria che respirano i morti, umida, vecchia, raggelante. (p. 120) ==''Tutti gli uomini di Smiley''== ===[[Incipit]]=== Due avvenimenti, senza un nesso apparente tra loro, provocarono il richiamo di George Smiley dopo la sua messa a (improbabile) riposo. ===[[Explicit]]=== "George, hai vinto" disse Guillam, mentre si dirigevano a passi lenti verso l'automobile. "Dici?" borbottò Smiley. "Sì... Sì, credo di aver vinto." {{NDR|John le Carré, ''Tutti gli uomini di Smiley'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Mondadori}} ==''La spia corre sul campo''== ===[[Incipit]]=== Il nostro incontro non era stato pianificato. Né da me né da Ed, né da alcuna delle mani invisibili che presumibilmente ne muovevano i fili. Io non ero un bersaglio. Ed non doveva tenermi d'occhio. Nessuno ci spiava o ci osservava con insistenza. Mi ha sfidato a badminton. Ho accettato. Abbiamo giocato. Non c’era alcuna macchinazione, alcun complotto, alcuna collusione. Ci sono eventi della mia vita – ormai non molti, a essere onesti – che ammettono un'unica versione. L'incontro con Ed è uno di questi. La mia ricostruzione, ogni volta che me l'hanno fatta ripetere, non è mai cambiata di una virgola. ===Citazioni=== *«Cristo santo, e chi non ne avrebbe?» rispondo stizzito all'insinuazione di Steff, convinta che non abbia notato che il paese è in caduta libera. «Un governo di minoranza conservatore di infimo livello. Un ministro degli Esteri ignorante come una capra, che si suppone io debba servire. I laburisti lasciamo perdere. E l'assoluta follia della Brexit.» (pagina non determinabile, versione e-book) *«Uscite dall'Europa, con i vostri nasini sdegnati rivolti all’insù. “Siamo speciali. Siamo inglesi. Non abbiamo bisogno dell'Europa. Tutte le nostre guerre le abbiamo vinte da soli. Niente americani, niente russi, non ci serve nessuno. Siamo superuomini.” Ho sentito dire che il grande amante della libertà, il presidente Donald Trump, vi salverà il culo, economicamente parlando. Sai chi è Trump?»<br />«Dimmelo tu.»<br />«Il lavacessi di Putin. Fa tutto quello che il povero Vladi non può fare da solo: pisciare sull’Unione europea, pisciare sui diritti umani, pisciare sulla Nato. Ci assicura che la Crimea e l'Ucraina appartengano al Sacro impero russo, che il Medio Oriente appartenga a ebrei e sauditi, e l’ordine mondiale vada a farsi fottere. E voi inglesi cosa fate? Gli succhiate l’uccello e lo invitate a prendere il tè con la Regina. Prendete il nostro denaro sporco e ce lo ripulite. Ci accogliete se siamo criminali d’alto bordo. Ci vendete mezza Londra. Vi disperate quando avveleniamo i nostri traditori e dite per favore, per favore, cari amici russi, fate affari con noi. È per questo che ho rischiato la vita? Non credo. Credo che voi britannici mi abbiate venduto una caterva di merdosa ipocrisia. Quindi non raccontarmi che sei venuto fin qui per ricordarmi della mia coscienza liberale, dei miei valori cristiani e del mio amore per il vostro grande Impero britannico. Sarebbe un errore. Capito?» (pagina non determinabile, versione e-book) *Era troppo per i miei gusti, e glielo dissi. Trump poteva anche essere il peggior presidente che gli Stati Uniti avessero mai avuto, ma non era Hitler, per quanto potesse desiderarlo, e c’erano un sacco di americani perbene che non avrebbero accettato tutto ciò passivamente.<br>Sulle prime sembrò non prestarmi attenzione.<br>«Eh già» concordò con la voce lontana di chi si è appena svegliato dall'anestesia. «C'erano anche un sacco di tedeschi perbene. E non mi sembra che abbiano fatto molto, cazzo.» (pagina non determinabile, versione e-book) ===[[Explicit]]=== Vero è che, dal momento in cui Florence ha fatto saltare la mia copertura, Ed non mi ha più rivolto la parola, nemmeno per salutarmi. È stato gentile con Prue, le ha mormorato un "grazie" ed è riuscito persino a stamparle un bacio sulla guancia. Ma, quando è arrivato il mio turno, si è limitato a guardarmi da dietro gli occhiali spessi, poi ha distolto lo sguardo, come se avesse visto più di quanto potesse sopportare. Avrei voluto dirgli che ero una brava persona, ma era troppo tardi. {{NDR|John le Carré, ''La spia corre sul campo'', traduzione di Elena Cappellini, Mondadori}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Chiamata per il morto''=== Quando Lady Ann Sercomb, verso la fine della guerra, sposò George Smiley, lo descrisse ai suoi amici aristrocratici, molto stupiti, come un tipo d'una mediocrità da togliere il fiato. Quando, due anni dopo, lo abbandonò per un corridore d'automobili cubano, annunciò enigmaticamente che, se non lo avesse lasciato allora, non sarebbe mai più stata capace di farlo. Il visconte Sawley si recò appositamente al suo club per annunciare che la gatta aveva fatto i gattini. <br /> Questa battuta, che per qualche tempo fu la barzelletta della buona società, può essere compresa soltanto da coloro che hanno conosciuto Smiley. Basso di statura, grasso e di temperamento tranquillo, si diceva che spendesse molti quattrini per comprarsi vestiti molto brutti che pendevano addosso alla sua figura tozza come la pelle addosso a un rospo rinsecchito. Alle nozze Sawley dichiarò infatti che "la Sercomb si era maritata con un rospo con l'impermeabile". Ignaro di questa definizione, Smiley aveva percorso malcerto la navata della chiesa, incontro al bacio che l'avrebbe trasformato in principe. ===''Il giardiniere tenace''=== La notizia arrivò all'alto Commissariato britannico di Nairobi alle nove e trenta di un lunedì mattina. Per Sandy Woodrow fu come una fucilata, che lo colpì diritto nel suo [[cuore]] inglese diviso. Era in piedi, con i denti stretti e il petto in fuori, questo lo ricordava. Era in piedi e il telefono interno stava squillando. Aveva allungato il braccio per prendere qualcosa, ma lo squillo l'aveva interrotto inducendolo a chinarsi per sollevare la cornetta e rispondere: "Woodrow" o forse: "Pronto, Woodrow". Certamente era stato brusco, lo ricordava. La sua [[voce]] gli era parsa quella di qualcun altro, un po' tagliente. ===''Il sarto di Panama''=== Era un venerdì pomeriggio perfettamente normale nella Panama dei tropici, fino al momento in cui Andrew Osnard piombò nella sartoria di Harry Pendel chiedendo che gli prendessero le misure per un abito. Prima di questa irruzione, Pendel era una persona. Dopo che Osnard fu uscito, Pendel era un'altra persona. Tempo trascorso: settantasette minuti, secondo la pendola di mogano di Samuel Collier di Eccles, una delle molte attrattive storiche della ditta Pendel & Braithwaite Co., Limitada, Sarti della Casa Reale, un tempo ubicata in Savile Row, a [[Londra]], e attualmente in Vía España, Panama City.<br /> O da quelle parti. Tanto vicina alla España che non c'era nessuna differenza. E per brevità P & B. ===''La Casa Russia''=== In un'ampia via di Mosca, a meno di duecento metri dalla stazione Leningrado, al primo piano di un lambiccato e orrendo albergo — costruito da Stalin nello stile noto ai moscoviti come Impero Durante la Peste — la prima, primissima Fiera dell'Audio — indetta dal British Council per l'insegnamento della lingua e la diffusione della cultura inglese — stava volgendo penosamente al termine. Erano le cinque e mezzo d'un volubile pomeriggio estivo. Dopo una serie di violenti acquazzoni, un sole feroce ma incerto sfolgorava nelle pozzanghere e sollevava vapori dal selciato. Tra i passanti, i più giovani indossavano jeans e scarpe di tela, mentre gli anziani giravano ancora imbacuccati. ===''La spia che venne dal freddo''=== L'americano porse a Leamas un'altra tazza di caffè e disse: "Perché non andate a dormire? Vi telefoniamo se arriva."<br /> Leamas non rispose, guardava fisso, oltre la finestra del posto di blocco, la strada deserta. "Non potete aspettare in eterno. Forse verrà un'altra volta. La Polizei si metterà in contatto coll'Agenzia; impiegherete venti minuti per tornare qui."<br /> "No", disse Leamas, "ormai è quasi buio."<br /> "Ma non potete aspettare in eterno. È in ritardo di nove ore." ===''La spia perfetta''=== Una burrascosa mattina d'ottobre, prima dell'alba, in una città di mare del Devon meridionale da cui sembrava che tutti fossero fuggiti, Magnus Pym scese da un vecchio tassì di provincia e, avendo pagato l'autista ed atteso finché non fu ripartito, attraversò la piazza della chiesa. Era diretto verso una via in cui abbondavano albergucci d'età vittoriana malamente illuminati con nomi quali Bel-a-Vista, The Commodore, Eureka. Di robusta costituzione ma di nobile portamento, Pym simboleggiava qualcosa. Procedeva con passo agile, il corpo inclinato in avanti secondo la miglior tradizione della classe dirigente anglosassone. ===''La talpa''=== La verità è che se il vecchio maggiore Dover non fosse morto fulminato alle corse di Taunton, Jim non avrebbe mai messo piede a Thursgood. Arrivò, senza alcun colloquio preliminare, a metà trimestre – era la fine di maggio, anche se non lo si sarebbe mai detto, a giudicare dal tempo – inviato da una delle più ambigue agenzie specializzate nel fornire insegnanti alle scuole preparatorie, per continuare i corsi del vecchio Dover fino a quando non fosse stato trovato qualcuno adatto. ===''Lo specchio delle spie''=== ''Sciocco è colui che tenta di forzare l'Oriente''<br>[[Rudyard Kipling|Kipling]]<br>La [[neve]] copriva l'aeroporto.<br>Era venuta dal nord, nella foschia, spinta dal [[vento]] notturno, odoroso di [[mare]]. Sarebbe rimasta tutto l'[[inverno]], una polvere sottile, gelida, granulosa che non si scioglieva, era statica, come un anno senza stagioni. La [[nebbia]] mobile, simile al fumo della [[guerra]], pendeva al di sopra, inghiottiva un hangar, la baracca del radar gli apparecchi, per abbandonarli poi un poco alla volta pezzo per pezzo, scoloriti, nere carogne in un deserto bianco. ===''Single & Single''=== Questa pistola non è una pistola.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Un delitto di classe''=== La grandezza di Carne School è attribuita da tutti gli studiosi a Edoardo VI, il cui zelo pedagogico è attribuito alla [[storia]] del Duca di Sommerset. Carne preferisce la rispettabilità del monarca alla discutibile [[politica]] del suo consigliere, basandosi sulla salda convinzione che le Grandi Scuole, come i [[Re]] Tudor, sono tali per volere di [[Dio]]. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *John le Carré, ''Chiamata per il morto'', traduzione di Laura Weiss, Mondadori. *John le Carré, ''Il giardiniere tenace'', traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori. *John le Carré, ''Il sarto di Panama'', traduzione di Luigi Schenoni, revisione di [[Raul Montanari]], Feltrinelli. *John le Carré, ''La Casa Russia'', traduzione di Pierfrancesco Paolini, Mondadori, 1989. *John le Carré, ''La passione del suo tempo'' (''Our Game''), traduzione di Ettore Caprioli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1996. ISBN 88-04-42-339-0 *John le Carré, ''La spia che venne dal freddo'', traduzione di Adriana Pellegrini, Longanesi. *John Le Carré,'' La spia perfetta'', traduzione di Marco e Dida Paggi, Mondadori, 1990. ISBN 8804334142 *John le Carré, ''La talpa'' (''Tinker Tailor Soldier Spy''), traduzione di Francesco Greenburger, BUR, 1977. *John le Carré, ''L'onorevole scolaro'' (''The Honourable Schoolboy''), traduzione di Attilio Veraldi, Rizzoli, 1978. *John le Carré, ''Lo specchio delle spie'' (''The Looking Lass War''), traduzione di Adriana Pellegrini, BUR, Milano 1981. *John le Carré, ''Un delitto di classe'' (''A Murder of Qualty''), traduzione di Giancarlo Cella, BUR 1984. *John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'' (''Our Kind of Traitor'', 2010), traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori 2010. ISBN 978-88-04-60318-4 *John le Carré, ''Il visitatore segreto'' (''The Secret Pilgrim'', 1990), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1991, ISBN 88-04-34959-X. *John le Carré, ''La spia corre sul campo'' (''Agent Running in the Field'', 2019), traduzione di Elena Cappellini, Mondadori 2019, ISBN 9788852097911 (versione e-book) ==Film== *''[[La spia che venne dal freddo (film)|La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La spia che venne dal freddo (romanzo)|''La spia che venne dal freddo''|(1963)}} {{Pedia|La spia perfetta}} {{Pedia|La talpa (romanzo)|''La talpa''|(1974)}} {{Pedia|Il visitatore segreto|''Il visitatore segreto''|(1990)}} {{DEFAULTSORT:le Carré, John}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 47ecove9s2t4lmaikjtcziui2j14pa0 1415430 1415429 2026-06-03T08:33:16Z Ferrante1 95080 /* Il visitatore segreto */ 1415430 wikitext text/x-wiki [[Immagine:John le Carre.jpg|thumb|John le Carré nel 2008]] '''John le Carré''', pseudonimo di '''David John Moore Cornwell''' (1931 – 2020), scrittore britannico. ==Citazioni di John le Carré== *Da [[lettore]] sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più, ed è per questo motivo che molti [[Libro|libri]] sui miei scaffali sono stati misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20.<ref>Da ''John Le Carré, elogio del dottor Watson'', traduzione di Maria Sepa, ''Corriere della sera'', 5 dicembre 2004, p. 34.</ref> *Non credo che uno [[scrittore]], quale che sia il suo genere, tragga veramente le persone dalla vita reale per trasferirle di peso nelle pagine di un libro. Non credo che si arrivi a conoscere così a fondo la gente per fare una cosa del genere. Penso che in definitiva posso descrivere come ti siedi, come muovi le mani, come ti vesti; ecco, posso rubarti queste cose, ma quando si tratta di definire ciò che sta succedendo nella tua mente, dietro quegli occhiali, allora devo mettere a frutto la potenzialità del mio personaggio.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]], ''John Le Carré – Spie ovunque'', in Enzo Biagi, ''Giro del mondo'', Rizzoli, Milano, 2000, p. 37. ISBN 88-17-86513-3</ref> *Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.<ref>Da ''La talpa'', p. 27.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0767_01_1994_0346_0001_11006877/ Le Carré: difendo il popolo ceceno]''|Sulla [[prima guerra cecena]], ''La Stampa'', 19 dicembre 1994}} *La macchina della propaganda di Mosca descrive [[Džochar Dudaev|Dudaev]] come un lunatico criminale e i ceceni come gli artefici della potente industria criminale organizzata russa. Si accenna appena al fatto che Dudaev è stato eletto dal popolo sulla base della sua promessa di liberare la Cecenia dalla Russia; che il suo potere è un potere legale; che la Cecenia è un Paese musulmano, ricco di petrolio e materie prime, che controlla il cruciale oleodotto tra il Caspio e il Mar Nero ed è perciò essenziale per gli interessi economici della Russia; che le guerre coloniali di Mosca nel Nord del Caucaso infuriano senza interruzione da 150 anni, prima sotto gli zar bianchi, poi sotto gli zar rossi, e ora sotto un traballante miscuglio dei due. *[...] nessuno sembra incline a ricordarci che nella Russia razzista molti musulmani sono considerati esseri subumani, che quel pazzo di Zirinovskij si augura di vederli privati dei diritti di cittadini e castrati, e non è affatto solo su questa strada; né che, sotto il governo in apparenza illuminato del presidente Eltsin, il Nord del Caucaso e altre minoranze musulmane sono ancora sottoposte a restrizioni negli spostamenti e a una vessazione ufficiale paragonabile ai famigerati lasciapassare dell'[[apartheid]] sudafricano. *Quanto alla criminalità dei ceceni, chi sono mai i russi di Mosca e San Pietroburgo per parlare? Si sono criminalizzati a ogni livello di commercio e di governo in una misura che non si vedeva dai tempi di Al Capone, e questo non è opera delle minoranze etniche del Nord del Caucaso, ma degli intermediari del potere tradizionale della stessa Russia - gli ex funzionari di partito e del Kgb, che sono diventati dalla sera alla mattina «manager bancari» e «direttori di società» nella nuova Russia, mungendo dalle vaste attività che un tempo appartenevano al partito comunista. I legami di corruzione che li univano sotto il comunismo li uniscono ancora oggi. *Ceceni e ingusci condividono la stessa religione e sono alleati naturali. Alcuni studiosi insistono sul fatto che appartengono alla stessa tribù. Nel 1944, per un capriccio di Stalin, entrambe le nazioni vennero deportate nei deserti del Kazakistan in base a un'accusa, assolutamente inventata, di collaborazionismo con i tedeschi. Una parte della popolazione venne fucilata o bruciata a morte prima della partenza dei treni. Molti morirono in viaggio. *Ma qual è, potremmo chiedere, la giusta base per la richiesta d'indipendenza da parte di una nazione? Un popolo, per qualificarsi, deve prima errare nel deserto per duemila anni, patire ripetute persecuzioni, imiliazioni e genocidi? Finora la risposta della storia a questa domanda è stata pragmatica e brutale: nazione è un popolo abbastanza tosto da agguantare il territorio che vuole e tenerselo ben stretto. *[...] perché {{NDR|la comunità internazionale}} accetta così prontamente come frontiere nazionali le grottesche «frontiere amministrative» disegnate dai cartografi comunisti quando tali frontiere, come nel Caucaso, sono state spesso inventate allo scopo di disperdere o assoggettare minoranze fastidiose? *L'autodeterminazione delle nazioni oppresse è stata una pietra angolare della nostra dottrina anti comunista. Per mezzo secolo abbiamo predicato dai tetti che il giorno in cui la democrazia avesse sostituito la tirannia, le vittime si sarebbero drizzate sopra i prepotenti e le piccole nazioni sarebbero state libere di scegliere il loro destino. Figuriamoci! *C'è stato un tempo in cui l'indipendenza era il gioiello più prezioso della retorica del mondo libero. Oggi, al pari della parola «liberale» sulla bocca di chi ne fa cattivo uso, il concetto stesso è disonorato, avendo preso il significato di insurrezione e malgoverno. * * {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/le-carre-occidente-intervista-servizi-segreti-russia/ "L’Occidente ha perso l’anima, i servizi segreti russi ci dominano e, certo, in 87 anni di vita sono stato molte persone (e non tutte carine)"]''|Intervista di Terry Gross, ''Pangea.news'', 19 marzo 2019}} *Sembra che l’unica cosa che ci unisce sia la paura e l’inselvatichimento per quel che riserva il futuro. Non abbiamo alcuna ideologia coerente ad Occidente, e abbiamo avuto il vezzo di credere al grande esempio Americano. E credo che questo sia stato minato, nel profondo, in tempi recenti. Siamo soli. *Penso di sentire le cose più forti riguardo alla tempistica di Brexit, e questo è terribile. Nel momento stesso in cui l’Europa necessita di essere un singolo blocco coerente per proteggersi moralmente e politicamente (e nel caso, militarmente), l’abbiamo lasciata. *In ogni situazione ''corporate'' o istituzionale, le persone che vi sono impiegate devono reprimere i propri sentimenti in un modo o nell’altro. Durante la Guerra Fredda noi ne eravamo consapevoli, avevamo una direzione e una causa, una grande causa, pensavamo. E sembrava buon espediente che pochi soffrissero a beneficio di molti. Al momento, per come il presente è descritto nel romanzo, siamo misteriosamente senza un obiettivo, ancora lì a cercare una qualche identità, davvero, da quando è finita la Guerra Fredda. Non c’è stato alcun Piano Marshall, allora. Nessun gran visionario, nessun leader che ci dicesse come riformulare il mondo. Tutto alla deriva. E molti venditori di tappeti si gettavano sulla carcassa sovietica. Veramente, una grande sbornia dopo l’orgia del capitalismo. La deriva incomincia qui, senza alcun design per il mondo nuovo. *Nei miei giorni da studente, rimpiango di aver posato da cripto-comunista tentando di avvicinare i selezionatori sovietici. Quasi quasi ebbi successo. Fui preso e ebbi uno scambio con un Russo all’ambasciata sovietica a Londra. Non ne venne nulla. Forse non fui abbastanza intelligente o forse qualcuno mi compromise. Ma mentre posavo, dovetti firmare quasi fossi un comunista in incognito e questo voleva dire imbrogliare colleghi e compagni di studio. Guardando indietro, mi viene la nausea. *Tutto quel che ho imparato dagli interrogatori mi dice che tutte le robacce – ''[[waterboarding]]'', tortura e altre cose che Trump incoraggia di nuovo – sono abbastanza inutili. Nella mia esperienza, le persone sotto grande minaccia producono una montagna di informazioni che poi si rivelano false. Metterebbero un cartellino sulla loro madre, se dovessero farlo. *C’erano elementi di [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], e ce ne sono ancora, suppongo, presso [[Federal'naja služba bezopasnosti|FSB]], ma ora un po' meno perché all’epoca trovavi elementi i quali erano decenti, dei veri amanti del genere umano. Traevano a sé i perseguitati e li proteggevano, ne facevano un culto, se ne facevano un vanto poi se si trattava di pensatori. Questa era la parte decorosa di KGB. Ma era un’istituzione talmente grande e potente, c’erano così tante stanze, gente differente. So che ci sono scuole di addestramento dove davano i miei romanzi come letture essenziali. {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ “Penso che tutto sia sotto controllo”: John le Carré, lo scrittore & agente segreto, ha scritto il romanzo su Brexit, Trump, il “razzismo istituzionale”]''|Intervista di John Banville, ''The Guardian'', 11 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ Pangea.news]'', 13 ottobre 2019}} *Penso che [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]] sia del tutto irrazionale, vi è evidente e autoindotta depressione di statisti, unita a lamentevoli performance diplomatiche. Quel che non andava bene in Europa poteva esser cambiato dall’interno. Da parte mia, sento del tutto allentati i legami con l’Inghilterra in questi ultimi anni. È come una liberazione, ma una triste liberazione. Il punto è che negli anni sono spariti gli inglesi che avevano esperienza diretta dell’ultima guerra, e in campo politico ora prevale l’idea che il conflitto umano non esiste. E invece no: il conflitto umano ha un buon effetto, ci rende più sobri. *Oratori per le masse del genere di [[Boris Johnson]] non parlano il linguaggio della ragione. Lui invece è del tipo che soffia sul fuoco della nostalgia e della rabbia. *Il fatto è che se la sinistra si mette a livellare sembra che lo faccia per risentimento, mentre se lo fa la destra allora sembra buona organizzazione sociale. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/tuttolibri/recensioni/2019/10/19/news/le-carre-la-spia-che-venne-dalla-brexit-1.37760036 Le Carré, la spia che venne dalla Brexit]''|Intervista di Caterina Soffici, ''Lastampa.it'', 19 ottobre 2019}} *Non puoi scrivere senza mettere qualcosa di te. Solo allora i personaggi iniziano a prendere corpo e a parlarti. *È importante non confondere patriottismo con nazionalismo. Il nazionalista, quello che vediamo oggi nelle strade, ha bisogno di nemici. *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} Ci siamo persi. Stiamo facendo le stesse cose dei paesi che prendevamo in giro, compresa l’Italia. Noi eravamo così superiori, stabili e calmi, così razionali e pragmatici. Dove è finita la nostra flemma? Ci siamo resi conto che la nostra democrazia è molto più fragile di quello che pensavamo. *{{NDR|Su [[Boris Johnson]]}} Un narcisista ossessivo, totalmente senza principi, probabilmente mezzo pazzo. Un oratore etoniano della peggiore specie. La sua vita privata in teoria non sarebbe importante. Ma un uomo che non riesce a controllare se stesso… [...] Se non riesci a controllare i tuoi istinti, come puoi governare un Paese? È un bambino, il fratello naturale di Trump. *Vorrei chiedere a [[Steve Bannon|Bannon]]: quando hai distrutto tutto quello che non ti piace, come funzionerà la nuova società che hai in mente? *Io ho insegnato a [[Eton College|Eton]], conosco questa gente. C’erano dodici etoniani al governo quando la Gran Bretagna [[Crisi di Suez|occupò il canale di Suez]]. Una fantasia post imperialista. Gente orribile, nazionalisti e nostalgici. *{{NDR|«Peggio Putin o Trump?»}} Assolutamente Trump. La Russia non ha mai sperimentato la democrazia. Putin ha distrutto qualcosa che non c’era. Invece i danni di Trump rimarranno a lungo. Ha minato la costituzione americana, ha distrutto qualcosa di molto prezioso, ossia l’indipendenza della magistratura. *Dopo un mese in [[Cornovaglia]], parli con i gabbiani e hai bisogno di tornare in città. {{Int|Da ''[https://www.affaritaliani.it/la-brexit-potrebbe-disintegrare-il-regno-unito-in-poco-tempo-632511.html La Brexit potrebbe disintegrare il Regno Unito in poco tempo]''|Intervista di Guillermo Altares, ''El Pais'', 21 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''Affaritaliani.it'', 21 ottobre 2019}} *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} La peggiore idiozia e la maggiore catastrofe fatta dal Regno Unito dall’[[Crisi di Suez|invasione di Suez]] del 1956. *Per me è un disastro che ci siamo autoinflitti, di cui non dobbiamo dare colpa a nessuno, né agli europei, né agli irlandesi. Siamo sempre stati integrati in Europa. L’idea che possiamo uscire dal maggior trattato commerciale del mondo con accesso al mercato americano è semplicemente terrificante. *[[Boris Johnson]] è un bambino che si fa passare per Primo Ministro. *Vi è molta irritazione per la Brexit. E stiamo andando verso un aumento del neofascismo. La maggior minaccia terroristica, a detta della polizia, viene dall’ultradestra. La stampa popolare ha fomentato eurofobia e sentimenti di rivalsa contro l’altro, sentimenti che non sono nel DNA del paese. *Esiste un pericolo reale di disintegrazione del Regno Unito. Quello che stiamo dicendo all’Irlanda del Nord è che se ne vadano fuori dalle scatole. Tutto questo può’ favorire soltanto un riavvicinamento tra Irlanda e Scozia. ==''Il nostro traditore tipo''== ===[[Incipit]]=== Alle sette di una mattina caraibica sull'isola di Antigua un certo Peregrine Makepiece, noto anche come Perry, valente e versatile atleta dilettante nonché, fino a qualche tempo prima, tutor di letteratura inglese in un insigne college di Oxford, disputò una partita di tennis al meglio dei tre set contro un tipo muscoloso, calvo, dal portamento rigido e dignitoso, gli occhi castani, sui cinquantacinque anni, che si faceva chiamare Dima e di cui in quel momento era ignorata la nazionalità. Il motivo di tale incontro divenne presto oggetto di accurate indagini da parte di agenti dei servizi segreti britannici, che per deformazione professionale non sono propensi a credere nella casualità delle circostanze. Eppure, Perry non aveva alcuna responsabilità negli eventi che avevano condotto a quel match. ===Citazioni=== * «Su quale base? Non siete forse gentiluomini che mentono per il bene del paese?» <br /> «Quelli sono i diplomatici. Noi non siamo gentiluomini.» <br /> «Allora mentite per salvare la pelle.» <br /> «Quelli sono i politici. Tutta un'altra storia.» (p. 134) {{NDR|John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'', traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori}} ==''Il visitatore segreto''== ===[[Incipit]]=== Permettetemi anzitutto di confessarvi che se, mosso da un impulso improvviso, non avessi preso la penna e scribacchiato un biglietto per invitare George Smiley a parlare ai miei diplomandi l'ultima sera del corso d'ammissione – e se Smiley, contrariamente alle mie previsioni, non avesse accettato – mi sarebbe ora impossibile parlarvi così a cuore aperto. ===Citazioni=== *Già, cosa puoi dirne? Dici quello che altri hanno detto prima di te. Quelli che possono, fanno. Quelli che non possono, insegnano. E ciò che insegnano è ciò che non possono più fare, perché il corpo o lo spirito o entrambi non sono più capaci di perseguire un unico scopo; perché hanno visto troppo e represso troppo e sono scesi a troppi compromessi e alla fine hanno provato troppo poco. Allora passano a rinfocolare i loro vecchi sogni in menti nuove e a scaldarsi al fuoco dei giovani. (Cap. I, p. 13) ===[[Explicit]]=== In realtà non esiste il mettersi a risposo. A volte c'è il fatto di sapere troppo e di non poterci fare molto, ma è la vecchiaia, temo. Io penso moltissimo. Mi sto mettendo a pari con le mie letture. Parlo con la gente, viaggio in autobus. Sono un principiante nel mondo aperto, ma sto imparando ==''L'onorevole scolaro''== ===[[Incipit]]=== In seguito, negli angoli polverosi di [[Londra]] e dintorni nei quali i funzionari segreti si riuniscono a bere, sorsero discussioni a proposito di quando ebbe veramente inizio il caso Delfino. Una schiera, guidata da un tipo tracagnotto, un addetto alle trascrizioni microfoniche, arrivò a sostenere che la data esatta risaliva a sessant'anni prima, quando "quel supermascalzone di Bill Haydon" aprì gli occhi al mondo sotto una perfida stella. ===Citazioni=== *Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare? (p. 161) *Se devi comprare qualcuno, compralo dalla testa ai piedi. (p. 161) *Non sottovalutare mai la forza dei sentimenti su un [[oriente|orientale]], ma non contarci neppure. Amen. (p. 162) *Un comitato è un animale con quattro gambe posteriori. ==''La passione del suo tempo''== ===[[Incipit]]=== Larry scomparve ufficialmente alle undici e dieci del secondo lunedì di ottobre, quando non si presentò in aula per la prima lezione del nuovo anno accademico.<br>Sono in grado di ricostruire la scena con precisione perché non è passato molto tempo da quando, nello stesso clima di Bath, avevo trascinato Larry a vedere per la prima volta quello squallido luogo. Conservo ancora oggi il più incriminante dei ricordi di quell'inumano casermone lastricato che incombeva su di lui come le mura di una nuova prigione. ===Citazioni=== *Non sono un uomo di [[Dio]], anche se credo che la [[società]] sia migliore con Lui che non senza. (p. 116) *Chi non abbia vissuto in [[segreto|segretezza]] non può rendersi conto di quanto una simile esperienza possa dare assuefazione. (p. 118-119) *L'[[aria]] di una [[chiesa (architettura)|chiesa]] è diversa da tutte le altre. È l'aria che respirano i morti, umida, vecchia, raggelante. (p. 120) ==''Tutti gli uomini di Smiley''== ===[[Incipit]]=== Due avvenimenti, senza un nesso apparente tra loro, provocarono il richiamo di George Smiley dopo la sua messa a (improbabile) riposo. ===[[Explicit]]=== "George, hai vinto" disse Guillam, mentre si dirigevano a passi lenti verso l'automobile. "Dici?" borbottò Smiley. "Sì... Sì, credo di aver vinto." {{NDR|John le Carré, ''Tutti gli uomini di Smiley'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Mondadori}} ==''La spia corre sul campo''== ===[[Incipit]]=== Il nostro incontro non era stato pianificato. Né da me né da Ed, né da alcuna delle mani invisibili che presumibilmente ne muovevano i fili. Io non ero un bersaglio. Ed non doveva tenermi d'occhio. Nessuno ci spiava o ci osservava con insistenza. Mi ha sfidato a badminton. Ho accettato. Abbiamo giocato. Non c’era alcuna macchinazione, alcun complotto, alcuna collusione. Ci sono eventi della mia vita – ormai non molti, a essere onesti – che ammettono un'unica versione. L'incontro con Ed è uno di questi. La mia ricostruzione, ogni volta che me l'hanno fatta ripetere, non è mai cambiata di una virgola. ===Citazioni=== *«Cristo santo, e chi non ne avrebbe?» rispondo stizzito all'insinuazione di Steff, convinta che non abbia notato che il paese è in caduta libera. «Un governo di minoranza conservatore di infimo livello. Un ministro degli Esteri ignorante come una capra, che si suppone io debba servire. I laburisti lasciamo perdere. E l'assoluta follia della Brexit.» (pagina non determinabile, versione e-book) *«Uscite dall'Europa, con i vostri nasini sdegnati rivolti all’insù. “Siamo speciali. Siamo inglesi. Non abbiamo bisogno dell'Europa. Tutte le nostre guerre le abbiamo vinte da soli. Niente americani, niente russi, non ci serve nessuno. Siamo superuomini.” Ho sentito dire che il grande amante della libertà, il presidente Donald Trump, vi salverà il culo, economicamente parlando. Sai chi è Trump?»<br />«Dimmelo tu.»<br />«Il lavacessi di Putin. Fa tutto quello che il povero Vladi non può fare da solo: pisciare sull’Unione europea, pisciare sui diritti umani, pisciare sulla Nato. Ci assicura che la Crimea e l'Ucraina appartengano al Sacro impero russo, che il Medio Oriente appartenga a ebrei e sauditi, e l’ordine mondiale vada a farsi fottere. E voi inglesi cosa fate? Gli succhiate l’uccello e lo invitate a prendere il tè con la Regina. Prendete il nostro denaro sporco e ce lo ripulite. Ci accogliete se siamo criminali d’alto bordo. Ci vendete mezza Londra. Vi disperate quando avveleniamo i nostri traditori e dite per favore, per favore, cari amici russi, fate affari con noi. È per questo che ho rischiato la vita? Non credo. Credo che voi britannici mi abbiate venduto una caterva di merdosa ipocrisia. Quindi non raccontarmi che sei venuto fin qui per ricordarmi della mia coscienza liberale, dei miei valori cristiani e del mio amore per il vostro grande Impero britannico. Sarebbe un errore. Capito?» (pagina non determinabile, versione e-book) *Era troppo per i miei gusti, e glielo dissi. Trump poteva anche essere il peggior presidente che gli Stati Uniti avessero mai avuto, ma non era Hitler, per quanto potesse desiderarlo, e c’erano un sacco di americani perbene che non avrebbero accettato tutto ciò passivamente.<br>Sulle prime sembrò non prestarmi attenzione.<br>«Eh già» concordò con la voce lontana di chi si è appena svegliato dall'anestesia. «C'erano anche un sacco di tedeschi perbene. E non mi sembra che abbiano fatto molto, cazzo.» (pagina non determinabile, versione e-book) ===[[Explicit]]=== Vero è che, dal momento in cui Florence ha fatto saltare la mia copertura, Ed non mi ha più rivolto la parola, nemmeno per salutarmi. È stato gentile con Prue, le ha mormorato un "grazie" ed è riuscito persino a stamparle un bacio sulla guancia. Ma, quando è arrivato il mio turno, si è limitato a guardarmi da dietro gli occhiali spessi, poi ha distolto lo sguardo, come se avesse visto più di quanto potesse sopportare. Avrei voluto dirgli che ero una brava persona, ma era troppo tardi. {{NDR|John le Carré, ''La spia corre sul campo'', traduzione di Elena Cappellini, Mondadori}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Chiamata per il morto''=== Quando Lady Ann Sercomb, verso la fine della guerra, sposò George Smiley, lo descrisse ai suoi amici aristrocratici, molto stupiti, come un tipo d'una mediocrità da togliere il fiato. Quando, due anni dopo, lo abbandonò per un corridore d'automobili cubano, annunciò enigmaticamente che, se non lo avesse lasciato allora, non sarebbe mai più stata capace di farlo. Il visconte Sawley si recò appositamente al suo club per annunciare che la gatta aveva fatto i gattini. <br /> Questa battuta, che per qualche tempo fu la barzelletta della buona società, può essere compresa soltanto da coloro che hanno conosciuto Smiley. Basso di statura, grasso e di temperamento tranquillo, si diceva che spendesse molti quattrini per comprarsi vestiti molto brutti che pendevano addosso alla sua figura tozza come la pelle addosso a un rospo rinsecchito. Alle nozze Sawley dichiarò infatti che "la Sercomb si era maritata con un rospo con l'impermeabile". Ignaro di questa definizione, Smiley aveva percorso malcerto la navata della chiesa, incontro al bacio che l'avrebbe trasformato in principe. ===''Il giardiniere tenace''=== La notizia arrivò all'alto Commissariato britannico di Nairobi alle nove e trenta di un lunedì mattina. Per Sandy Woodrow fu come una fucilata, che lo colpì diritto nel suo [[cuore]] inglese diviso. Era in piedi, con i denti stretti e il petto in fuori, questo lo ricordava. Era in piedi e il telefono interno stava squillando. Aveva allungato il braccio per prendere qualcosa, ma lo squillo l'aveva interrotto inducendolo a chinarsi per sollevare la cornetta e rispondere: "Woodrow" o forse: "Pronto, Woodrow". Certamente era stato brusco, lo ricordava. La sua [[voce]] gli era parsa quella di qualcun altro, un po' tagliente. ===''Il sarto di Panama''=== Era un venerdì pomeriggio perfettamente normale nella Panama dei tropici, fino al momento in cui Andrew Osnard piombò nella sartoria di Harry Pendel chiedendo che gli prendessero le misure per un abito. Prima di questa irruzione, Pendel era una persona. Dopo che Osnard fu uscito, Pendel era un'altra persona. Tempo trascorso: settantasette minuti, secondo la pendola di mogano di Samuel Collier di Eccles, una delle molte attrattive storiche della ditta Pendel & Braithwaite Co., Limitada, Sarti della Casa Reale, un tempo ubicata in Savile Row, a [[Londra]], e attualmente in Vía España, Panama City.<br /> O da quelle parti. Tanto vicina alla España che non c'era nessuna differenza. E per brevità P & B. ===''La Casa Russia''=== In un'ampia via di Mosca, a meno di duecento metri dalla stazione Leningrado, al primo piano di un lambiccato e orrendo albergo — costruito da Stalin nello stile noto ai moscoviti come Impero Durante la Peste — la prima, primissima Fiera dell'Audio — indetta dal British Council per l'insegnamento della lingua e la diffusione della cultura inglese — stava volgendo penosamente al termine. Erano le cinque e mezzo d'un volubile pomeriggio estivo. Dopo una serie di violenti acquazzoni, un sole feroce ma incerto sfolgorava nelle pozzanghere e sollevava vapori dal selciato. Tra i passanti, i più giovani indossavano jeans e scarpe di tela, mentre gli anziani giravano ancora imbacuccati. ===''La spia che venne dal freddo''=== L'americano porse a Leamas un'altra tazza di caffè e disse: "Perché non andate a dormire? Vi telefoniamo se arriva."<br /> Leamas non rispose, guardava fisso, oltre la finestra del posto di blocco, la strada deserta. "Non potete aspettare in eterno. Forse verrà un'altra volta. La Polizei si metterà in contatto coll'Agenzia; impiegherete venti minuti per tornare qui."<br /> "No", disse Leamas, "ormai è quasi buio."<br /> "Ma non potete aspettare in eterno. È in ritardo di nove ore." ===''La spia perfetta''=== Una burrascosa mattina d'ottobre, prima dell'alba, in una città di mare del Devon meridionale da cui sembrava che tutti fossero fuggiti, Magnus Pym scese da un vecchio tassì di provincia e, avendo pagato l'autista ed atteso finché non fu ripartito, attraversò la piazza della chiesa. Era diretto verso una via in cui abbondavano albergucci d'età vittoriana malamente illuminati con nomi quali Bel-a-Vista, The Commodore, Eureka. Di robusta costituzione ma di nobile portamento, Pym simboleggiava qualcosa. Procedeva con passo agile, il corpo inclinato in avanti secondo la miglior tradizione della classe dirigente anglosassone. ===''La talpa''=== La verità è che se il vecchio maggiore Dover non fosse morto fulminato alle corse di Taunton, Jim non avrebbe mai messo piede a Thursgood. Arrivò, senza alcun colloquio preliminare, a metà trimestre – era la fine di maggio, anche se non lo si sarebbe mai detto, a giudicare dal tempo – inviato da una delle più ambigue agenzie specializzate nel fornire insegnanti alle scuole preparatorie, per continuare i corsi del vecchio Dover fino a quando non fosse stato trovato qualcuno adatto. ===''Lo specchio delle spie''=== ''Sciocco è colui che tenta di forzare l'Oriente''<br>[[Rudyard Kipling|Kipling]]<br>La [[neve]] copriva l'aeroporto.<br>Era venuta dal nord, nella foschia, spinta dal [[vento]] notturno, odoroso di [[mare]]. Sarebbe rimasta tutto l'[[inverno]], una polvere sottile, gelida, granulosa che non si scioglieva, era statica, come un anno senza stagioni. La [[nebbia]] mobile, simile al fumo della [[guerra]], pendeva al di sopra, inghiottiva un hangar, la baracca del radar gli apparecchi, per abbandonarli poi un poco alla volta pezzo per pezzo, scoloriti, nere carogne in un deserto bianco. ===''Single & Single''=== Questa pistola non è una pistola.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Un delitto di classe''=== La grandezza di Carne School è attribuita da tutti gli studiosi a Edoardo VI, il cui zelo pedagogico è attribuito alla [[storia]] del Duca di Sommerset. Carne preferisce la rispettabilità del monarca alla discutibile [[politica]] del suo consigliere, basandosi sulla salda convinzione che le Grandi Scuole, come i [[Re]] Tudor, sono tali per volere di [[Dio]]. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *John le Carré, ''Chiamata per il morto'', traduzione di Laura Weiss, Mondadori. *John le Carré, ''Il giardiniere tenace'', traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori. *John le Carré, ''Il sarto di Panama'', traduzione di Luigi Schenoni, revisione di [[Raul Montanari]], Feltrinelli. *John le Carré, ''La Casa Russia'', traduzione di Pierfrancesco Paolini, Mondadori, 1989. *John le Carré, ''La passione del suo tempo'' (''Our Game''), traduzione di Ettore Caprioli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1996. ISBN 88-04-42-339-0 *John le Carré, ''La spia che venne dal freddo'', traduzione di Adriana Pellegrini, Longanesi. *John Le Carré,'' La spia perfetta'', traduzione di Marco e Dida Paggi, Mondadori, 1990. ISBN 8804334142 *John le Carré, ''La talpa'' (''Tinker Tailor Soldier Spy''), traduzione di Francesco Greenburger, BUR, 1977. *John le Carré, ''L'onorevole scolaro'' (''The Honourable Schoolboy''), traduzione di Attilio Veraldi, Rizzoli, 1978. *John le Carré, ''Lo specchio delle spie'' (''The Looking Lass War''), traduzione di Adriana Pellegrini, BUR, Milano 1981. *John le Carré, ''Un delitto di classe'' (''A Murder of Qualty''), traduzione di Giancarlo Cella, BUR 1984. *John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'' (''Our Kind of Traitor'', 2010), traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori 2010. ISBN 978-88-04-60318-4 *John le Carré, ''Il visitatore segreto'' (''The Secret Pilgrim'', 1990), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1991, ISBN 88-04-34959-X. *John le Carré, ''La spia corre sul campo'' (''Agent Running in the Field'', 2019), traduzione di Elena Cappellini, Mondadori 2019, ISBN 9788852097911 (versione e-book) ==Film== *''[[La spia che venne dal freddo (film)|La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La spia che venne dal freddo (romanzo)|''La spia che venne dal freddo''|(1963)}} {{Pedia|La spia perfetta}} {{Pedia|La talpa (romanzo)|''La talpa''|(1974)}} {{Pedia|Il visitatore segreto|''Il visitatore segreto''|(1990)}} {{DEFAULTSORT:le Carré, John}} [[Categoria:Scrittori britannici]] rff769wxmko4vc21oefbbyzyourtdc1 1415458 1415430 2026-06-03T11:39:55Z Ferrante1 95080 /* Citazioni */ 1415458 wikitext text/x-wiki [[Immagine:John le Carre.jpg|thumb|John le Carré nel 2008]] '''John le Carré''', pseudonimo di '''David John Moore Cornwell''' (1931 – 2020), scrittore britannico. ==Citazioni di John le Carré== *Da [[lettore]] sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più, ed è per questo motivo che molti [[Libro|libri]] sui miei scaffali sono stati misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20.<ref>Da ''John Le Carré, elogio del dottor Watson'', traduzione di Maria Sepa, ''Corriere della sera'', 5 dicembre 2004, p. 34.</ref> *Non credo che uno [[scrittore]], quale che sia il suo genere, tragga veramente le persone dalla vita reale per trasferirle di peso nelle pagine di un libro. Non credo che si arrivi a conoscere così a fondo la gente per fare una cosa del genere. Penso che in definitiva posso descrivere come ti siedi, come muovi le mani, come ti vesti; ecco, posso rubarti queste cose, ma quando si tratta di definire ciò che sta succedendo nella tua mente, dietro quegli occhiali, allora devo mettere a frutto la potenzialità del mio personaggio.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]], ''John Le Carré – Spie ovunque'', in Enzo Biagi, ''Giro del mondo'', Rizzoli, Milano, 2000, p. 37. ISBN 88-17-86513-3</ref> *Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.<ref>Da ''La talpa'', p. 27.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0767_01_1994_0346_0001_11006877/ Le Carré: difendo il popolo ceceno]''|Sulla [[prima guerra cecena]], ''La Stampa'', 19 dicembre 1994}} *La macchina della propaganda di Mosca descrive [[Džochar Dudaev|Dudaev]] come un lunatico criminale e i ceceni come gli artefici della potente industria criminale organizzata russa. Si accenna appena al fatto che Dudaev è stato eletto dal popolo sulla base della sua promessa di liberare la Cecenia dalla Russia; che il suo potere è un potere legale; che la Cecenia è un Paese musulmano, ricco di petrolio e materie prime, che controlla il cruciale oleodotto tra il Caspio e il Mar Nero ed è perciò essenziale per gli interessi economici della Russia; che le guerre coloniali di Mosca nel Nord del Caucaso infuriano senza interruzione da 150 anni, prima sotto gli zar bianchi, poi sotto gli zar rossi, e ora sotto un traballante miscuglio dei due. *[...] nessuno sembra incline a ricordarci che nella Russia razzista molti musulmani sono considerati esseri subumani, che quel pazzo di Zirinovskij si augura di vederli privati dei diritti di cittadini e castrati, e non è affatto solo su questa strada; né che, sotto il governo in apparenza illuminato del presidente Eltsin, il Nord del Caucaso e altre minoranze musulmane sono ancora sottoposte a restrizioni negli spostamenti e a una vessazione ufficiale paragonabile ai famigerati lasciapassare dell'[[apartheid]] sudafricano. *Quanto alla criminalità dei ceceni, chi sono mai i russi di Mosca e San Pietroburgo per parlare? Si sono criminalizzati a ogni livello di commercio e di governo in una misura che non si vedeva dai tempi di Al Capone, e questo non è opera delle minoranze etniche del Nord del Caucaso, ma degli intermediari del potere tradizionale della stessa Russia - gli ex funzionari di partito e del Kgb, che sono diventati dalla sera alla mattina «manager bancari» e «direttori di società» nella nuova Russia, mungendo dalle vaste attività che un tempo appartenevano al partito comunista. I legami di corruzione che li univano sotto il comunismo li uniscono ancora oggi. *Ceceni e ingusci condividono la stessa religione e sono alleati naturali. Alcuni studiosi insistono sul fatto che appartengono alla stessa tribù. Nel 1944, per un capriccio di Stalin, entrambe le nazioni vennero deportate nei deserti del Kazakistan in base a un'accusa, assolutamente inventata, di collaborazionismo con i tedeschi. Una parte della popolazione venne fucilata o bruciata a morte prima della partenza dei treni. Molti morirono in viaggio. *Ma qual è, potremmo chiedere, la giusta base per la richiesta d'indipendenza da parte di una nazione? Un popolo, per qualificarsi, deve prima errare nel deserto per duemila anni, patire ripetute persecuzioni, imiliazioni e genocidi? Finora la risposta della storia a questa domanda è stata pragmatica e brutale: nazione è un popolo abbastanza tosto da agguantare il territorio che vuole e tenerselo ben stretto. *[...] perché {{NDR|la comunità internazionale}} accetta così prontamente come frontiere nazionali le grottesche «frontiere amministrative» disegnate dai cartografi comunisti quando tali frontiere, come nel Caucaso, sono state spesso inventate allo scopo di disperdere o assoggettare minoranze fastidiose? *L'autodeterminazione delle nazioni oppresse è stata una pietra angolare della nostra dottrina anti comunista. Per mezzo secolo abbiamo predicato dai tetti che il giorno in cui la democrazia avesse sostituito la tirannia, le vittime si sarebbero drizzate sopra i prepotenti e le piccole nazioni sarebbero state libere di scegliere il loro destino. Figuriamoci! *C'è stato un tempo in cui l'indipendenza era il gioiello più prezioso della retorica del mondo libero. Oggi, al pari della parola «liberale» sulla bocca di chi ne fa cattivo uso, il concetto stesso è disonorato, avendo preso il significato di insurrezione e malgoverno. * * {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/le-carre-occidente-intervista-servizi-segreti-russia/ "L’Occidente ha perso l’anima, i servizi segreti russi ci dominano e, certo, in 87 anni di vita sono stato molte persone (e non tutte carine)"]''|Intervista di Terry Gross, ''Pangea.news'', 19 marzo 2019}} *Sembra che l’unica cosa che ci unisce sia la paura e l’inselvatichimento per quel che riserva il futuro. Non abbiamo alcuna ideologia coerente ad Occidente, e abbiamo avuto il vezzo di credere al grande esempio Americano. E credo che questo sia stato minato, nel profondo, in tempi recenti. Siamo soli. *Penso di sentire le cose più forti riguardo alla tempistica di Brexit, e questo è terribile. Nel momento stesso in cui l’Europa necessita di essere un singolo blocco coerente per proteggersi moralmente e politicamente (e nel caso, militarmente), l’abbiamo lasciata. *In ogni situazione ''corporate'' o istituzionale, le persone che vi sono impiegate devono reprimere i propri sentimenti in un modo o nell’altro. Durante la Guerra Fredda noi ne eravamo consapevoli, avevamo una direzione e una causa, una grande causa, pensavamo. E sembrava buon espediente che pochi soffrissero a beneficio di molti. Al momento, per come il presente è descritto nel romanzo, siamo misteriosamente senza un obiettivo, ancora lì a cercare una qualche identità, davvero, da quando è finita la Guerra Fredda. Non c’è stato alcun Piano Marshall, allora. Nessun gran visionario, nessun leader che ci dicesse come riformulare il mondo. Tutto alla deriva. E molti venditori di tappeti si gettavano sulla carcassa sovietica. Veramente, una grande sbornia dopo l’orgia del capitalismo. La deriva incomincia qui, senza alcun design per il mondo nuovo. *Nei miei giorni da studente, rimpiango di aver posato da cripto-comunista tentando di avvicinare i selezionatori sovietici. Quasi quasi ebbi successo. Fui preso e ebbi uno scambio con un Russo all’ambasciata sovietica a Londra. Non ne venne nulla. Forse non fui abbastanza intelligente o forse qualcuno mi compromise. Ma mentre posavo, dovetti firmare quasi fossi un comunista in incognito e questo voleva dire imbrogliare colleghi e compagni di studio. Guardando indietro, mi viene la nausea. *Tutto quel che ho imparato dagli interrogatori mi dice che tutte le robacce – ''[[waterboarding]]'', tortura e altre cose che Trump incoraggia di nuovo – sono abbastanza inutili. Nella mia esperienza, le persone sotto grande minaccia producono una montagna di informazioni che poi si rivelano false. Metterebbero un cartellino sulla loro madre, se dovessero farlo. *C’erano elementi di [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], e ce ne sono ancora, suppongo, presso [[Federal'naja služba bezopasnosti|FSB]], ma ora un po' meno perché all’epoca trovavi elementi i quali erano decenti, dei veri amanti del genere umano. Traevano a sé i perseguitati e li proteggevano, ne facevano un culto, se ne facevano un vanto poi se si trattava di pensatori. Questa era la parte decorosa di KGB. Ma era un’istituzione talmente grande e potente, c’erano così tante stanze, gente differente. So che ci sono scuole di addestramento dove davano i miei romanzi come letture essenziali. {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ “Penso che tutto sia sotto controllo”: John le Carré, lo scrittore & agente segreto, ha scritto il romanzo su Brexit, Trump, il “razzismo istituzionale”]''|Intervista di John Banville, ''The Guardian'', 11 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ Pangea.news]'', 13 ottobre 2019}} *Penso che [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]] sia del tutto irrazionale, vi è evidente e autoindotta depressione di statisti, unita a lamentevoli performance diplomatiche. Quel che non andava bene in Europa poteva esser cambiato dall’interno. Da parte mia, sento del tutto allentati i legami con l’Inghilterra in questi ultimi anni. È come una liberazione, ma una triste liberazione. Il punto è che negli anni sono spariti gli inglesi che avevano esperienza diretta dell’ultima guerra, e in campo politico ora prevale l’idea che il conflitto umano non esiste. E invece no: il conflitto umano ha un buon effetto, ci rende più sobri. *Oratori per le masse del genere di [[Boris Johnson]] non parlano il linguaggio della ragione. Lui invece è del tipo che soffia sul fuoco della nostalgia e della rabbia. *Il fatto è che se la sinistra si mette a livellare sembra che lo faccia per risentimento, mentre se lo fa la destra allora sembra buona organizzazione sociale. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/tuttolibri/recensioni/2019/10/19/news/le-carre-la-spia-che-venne-dalla-brexit-1.37760036 Le Carré, la spia che venne dalla Brexit]''|Intervista di Caterina Soffici, ''Lastampa.it'', 19 ottobre 2019}} *Non puoi scrivere senza mettere qualcosa di te. Solo allora i personaggi iniziano a prendere corpo e a parlarti. *È importante non confondere patriottismo con nazionalismo. Il nazionalista, quello che vediamo oggi nelle strade, ha bisogno di nemici. *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} Ci siamo persi. Stiamo facendo le stesse cose dei paesi che prendevamo in giro, compresa l’Italia. Noi eravamo così superiori, stabili e calmi, così razionali e pragmatici. Dove è finita la nostra flemma? Ci siamo resi conto che la nostra democrazia è molto più fragile di quello che pensavamo. *{{NDR|Su [[Boris Johnson]]}} Un narcisista ossessivo, totalmente senza principi, probabilmente mezzo pazzo. Un oratore etoniano della peggiore specie. La sua vita privata in teoria non sarebbe importante. Ma un uomo che non riesce a controllare se stesso… [...] Se non riesci a controllare i tuoi istinti, come puoi governare un Paese? È un bambino, il fratello naturale di Trump. *Vorrei chiedere a [[Steve Bannon|Bannon]]: quando hai distrutto tutto quello che non ti piace, come funzionerà la nuova società che hai in mente? *Io ho insegnato a [[Eton College|Eton]], conosco questa gente. C’erano dodici etoniani al governo quando la Gran Bretagna [[Crisi di Suez|occupò il canale di Suez]]. Una fantasia post imperialista. Gente orribile, nazionalisti e nostalgici. *{{NDR|«Peggio Putin o Trump?»}} Assolutamente Trump. La Russia non ha mai sperimentato la democrazia. Putin ha distrutto qualcosa che non c’era. Invece i danni di Trump rimarranno a lungo. Ha minato la costituzione americana, ha distrutto qualcosa di molto prezioso, ossia l’indipendenza della magistratura. *Dopo un mese in [[Cornovaglia]], parli con i gabbiani e hai bisogno di tornare in città. {{Int|Da ''[https://www.affaritaliani.it/la-brexit-potrebbe-disintegrare-il-regno-unito-in-poco-tempo-632511.html La Brexit potrebbe disintegrare il Regno Unito in poco tempo]''|Intervista di Guillermo Altares, ''El Pais'', 21 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''Affaritaliani.it'', 21 ottobre 2019}} *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} La peggiore idiozia e la maggiore catastrofe fatta dal Regno Unito dall’[[Crisi di Suez|invasione di Suez]] del 1956. *Per me è un disastro che ci siamo autoinflitti, di cui non dobbiamo dare colpa a nessuno, né agli europei, né agli irlandesi. Siamo sempre stati integrati in Europa. L’idea che possiamo uscire dal maggior trattato commerciale del mondo con accesso al mercato americano è semplicemente terrificante. *[[Boris Johnson]] è un bambino che si fa passare per Primo Ministro. *Vi è molta irritazione per la Brexit. E stiamo andando verso un aumento del neofascismo. La maggior minaccia terroristica, a detta della polizia, viene dall’ultradestra. La stampa popolare ha fomentato eurofobia e sentimenti di rivalsa contro l’altro, sentimenti che non sono nel DNA del paese. *Esiste un pericolo reale di disintegrazione del Regno Unito. Quello che stiamo dicendo all’Irlanda del Nord è che se ne vadano fuori dalle scatole. Tutto questo può’ favorire soltanto un riavvicinamento tra Irlanda e Scozia. ==''Il nostro traditore tipo''== ===[[Incipit]]=== Alle sette di una mattina caraibica sull'isola di Antigua un certo Peregrine Makepiece, noto anche come Perry, valente e versatile atleta dilettante nonché, fino a qualche tempo prima, tutor di letteratura inglese in un insigne college di Oxford, disputò una partita di tennis al meglio dei tre set contro un tipo muscoloso, calvo, dal portamento rigido e dignitoso, gli occhi castani, sui cinquantacinque anni, che si faceva chiamare Dima e di cui in quel momento era ignorata la nazionalità. Il motivo di tale incontro divenne presto oggetto di accurate indagini da parte di agenti dei servizi segreti britannici, che per deformazione professionale non sono propensi a credere nella casualità delle circostanze. Eppure, Perry non aveva alcuna responsabilità negli eventi che avevano condotto a quel match. ===Citazioni=== * «Su quale base? Non siete forse gentiluomini che mentono per il bene del paese?» <br /> «Quelli sono i diplomatici. Noi non siamo gentiluomini.» <br /> «Allora mentite per salvare la pelle.» <br /> «Quelli sono i politici. Tutta un'altra storia.» (p. 134) {{NDR|John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'', traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori}} ==''Il visitatore segreto''== ===[[Incipit]]=== Permettetemi anzitutto di confessarvi che se, mosso da un impulso improvviso, non avessi preso la penna e scribacchiato un biglietto per invitare George Smiley a parlare ai miei diplomandi l'ultima sera del corso d'ammissione – e se Smiley, contrariamente alle mie previsioni, non avesse accettato – mi sarebbe ora impossibile parlarvi così a cuore aperto. ===Citazioni=== *Già, cosa puoi dirne? Dici quello che altri hanno detto prima di te. Quelli che possono, fanno. Quelli che non possono, insegnano. E ciò che insegnano è ciò che non possono più fare, perché il corpo o lo spirito o entrambi non sono più capaci di perseguire un unico scopo; perché hanno visto troppo e represso troppo e sono scesi a troppi compromessi e alla fine hanno provato troppo poco. Allora passano a rinfocolare i loro vecchi sogni in menti nuove e a scaldarsi al fuoco dei giovani. (Cap. I, p. 13) *«Nove volte su dieci un buon giornalista può davvero informarci di una situazione quanto le spie. Spessissimo, del resto, hanno le stesse fonti. Allora perché non sopprimere le spie e non sovvenzionare i giornali?» «È verissimo che gran parte del nostro lavoro o è inutile o è un duplicato di informazioni già note. Il guaio è che le spie non hanno il compito di illuminare il pubblico, ma i governi. (...) E i governi, come chiunque altro, si fidano di ciò che pagano e sospettano di ciò che non pagano» (Cap. VIII, pp. 191-192) ===[[Explicit]]=== In realtà non esiste il mettersi a risposo. A volte c'è il fatto di sapere troppo e di non poterci fare molto, ma è la vecchiaia, temo. Io penso moltissimo. Mi sto mettendo a pari con le mie letture. Parlo con la gente, viaggio in autobus. Sono un principiante nel mondo aperto, ma sto imparando ==''L'onorevole scolaro''== ===[[Incipit]]=== In seguito, negli angoli polverosi di [[Londra]] e dintorni nei quali i funzionari segreti si riuniscono a bere, sorsero discussioni a proposito di quando ebbe veramente inizio il caso Delfino. Una schiera, guidata da un tipo tracagnotto, un addetto alle trascrizioni microfoniche, arrivò a sostenere che la data esatta risaliva a sessant'anni prima, quando "quel supermascalzone di Bill Haydon" aprì gli occhi al mondo sotto una perfida stella. ===Citazioni=== *Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare? (p. 161) *Se devi comprare qualcuno, compralo dalla testa ai piedi. (p. 161) *Non sottovalutare mai la forza dei sentimenti su un [[oriente|orientale]], ma non contarci neppure. Amen. (p. 162) *Un comitato è un animale con quattro gambe posteriori. ==''La passione del suo tempo''== ===[[Incipit]]=== Larry scomparve ufficialmente alle undici e dieci del secondo lunedì di ottobre, quando non si presentò in aula per la prima lezione del nuovo anno accademico.<br>Sono in grado di ricostruire la scena con precisione perché non è passato molto tempo da quando, nello stesso clima di Bath, avevo trascinato Larry a vedere per la prima volta quello squallido luogo. Conservo ancora oggi il più incriminante dei ricordi di quell'inumano casermone lastricato che incombeva su di lui come le mura di una nuova prigione. ===Citazioni=== *Non sono un uomo di [[Dio]], anche se credo che la [[società]] sia migliore con Lui che non senza. (p. 116) *Chi non abbia vissuto in [[segreto|segretezza]] non può rendersi conto di quanto una simile esperienza possa dare assuefazione. (p. 118-119) *L'[[aria]] di una [[chiesa (architettura)|chiesa]] è diversa da tutte le altre. È l'aria che respirano i morti, umida, vecchia, raggelante. (p. 120) ==''Tutti gli uomini di Smiley''== ===[[Incipit]]=== Due avvenimenti, senza un nesso apparente tra loro, provocarono il richiamo di George Smiley dopo la sua messa a (improbabile) riposo. ===[[Explicit]]=== "George, hai vinto" disse Guillam, mentre si dirigevano a passi lenti verso l'automobile. "Dici?" borbottò Smiley. "Sì... Sì, credo di aver vinto." {{NDR|John le Carré, ''Tutti gli uomini di Smiley'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Mondadori}} ==''La spia corre sul campo''== ===[[Incipit]]=== Il nostro incontro non era stato pianificato. Né da me né da Ed, né da alcuna delle mani invisibili che presumibilmente ne muovevano i fili. Io non ero un bersaglio. Ed non doveva tenermi d'occhio. Nessuno ci spiava o ci osservava con insistenza. Mi ha sfidato a badminton. Ho accettato. Abbiamo giocato. Non c’era alcuna macchinazione, alcun complotto, alcuna collusione. Ci sono eventi della mia vita – ormai non molti, a essere onesti – che ammettono un'unica versione. L'incontro con Ed è uno di questi. La mia ricostruzione, ogni volta che me l'hanno fatta ripetere, non è mai cambiata di una virgola. ===Citazioni=== *«Cristo santo, e chi non ne avrebbe?» rispondo stizzito all'insinuazione di Steff, convinta che non abbia notato che il paese è in caduta libera. «Un governo di minoranza conservatore di infimo livello. Un ministro degli Esteri ignorante come una capra, che si suppone io debba servire. I laburisti lasciamo perdere. E l'assoluta follia della Brexit.» (pagina non determinabile, versione e-book) *«Uscite dall'Europa, con i vostri nasini sdegnati rivolti all’insù. “Siamo speciali. Siamo inglesi. Non abbiamo bisogno dell'Europa. Tutte le nostre guerre le abbiamo vinte da soli. Niente americani, niente russi, non ci serve nessuno. Siamo superuomini.” Ho sentito dire che il grande amante della libertà, il presidente Donald Trump, vi salverà il culo, economicamente parlando. Sai chi è Trump?»<br />«Dimmelo tu.»<br />«Il lavacessi di Putin. Fa tutto quello che il povero Vladi non può fare da solo: pisciare sull’Unione europea, pisciare sui diritti umani, pisciare sulla Nato. Ci assicura che la Crimea e l'Ucraina appartengano al Sacro impero russo, che il Medio Oriente appartenga a ebrei e sauditi, e l’ordine mondiale vada a farsi fottere. E voi inglesi cosa fate? Gli succhiate l’uccello e lo invitate a prendere il tè con la Regina. Prendete il nostro denaro sporco e ce lo ripulite. Ci accogliete se siamo criminali d’alto bordo. Ci vendete mezza Londra. Vi disperate quando avveleniamo i nostri traditori e dite per favore, per favore, cari amici russi, fate affari con noi. È per questo che ho rischiato la vita? Non credo. Credo che voi britannici mi abbiate venduto una caterva di merdosa ipocrisia. Quindi non raccontarmi che sei venuto fin qui per ricordarmi della mia coscienza liberale, dei miei valori cristiani e del mio amore per il vostro grande Impero britannico. Sarebbe un errore. Capito?» (pagina non determinabile, versione e-book) *Era troppo per i miei gusti, e glielo dissi. Trump poteva anche essere il peggior presidente che gli Stati Uniti avessero mai avuto, ma non era Hitler, per quanto potesse desiderarlo, e c’erano un sacco di americani perbene che non avrebbero accettato tutto ciò passivamente.<br>Sulle prime sembrò non prestarmi attenzione.<br>«Eh già» concordò con la voce lontana di chi si è appena svegliato dall'anestesia. «C'erano anche un sacco di tedeschi perbene. E non mi sembra che abbiano fatto molto, cazzo.» (pagina non determinabile, versione e-book) ===[[Explicit]]=== Vero è che, dal momento in cui Florence ha fatto saltare la mia copertura, Ed non mi ha più rivolto la parola, nemmeno per salutarmi. È stato gentile con Prue, le ha mormorato un "grazie" ed è riuscito persino a stamparle un bacio sulla guancia. Ma, quando è arrivato il mio turno, si è limitato a guardarmi da dietro gli occhiali spessi, poi ha distolto lo sguardo, come se avesse visto più di quanto potesse sopportare. Avrei voluto dirgli che ero una brava persona, ma era troppo tardi. {{NDR|John le Carré, ''La spia corre sul campo'', traduzione di Elena Cappellini, Mondadori}} ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Chiamata per il morto''=== Quando Lady Ann Sercomb, verso la fine della guerra, sposò George Smiley, lo descrisse ai suoi amici aristrocratici, molto stupiti, come un tipo d'una mediocrità da togliere il fiato. Quando, due anni dopo, lo abbandonò per un corridore d'automobili cubano, annunciò enigmaticamente che, se non lo avesse lasciato allora, non sarebbe mai più stata capace di farlo. Il visconte Sawley si recò appositamente al suo club per annunciare che la gatta aveva fatto i gattini. <br /> Questa battuta, che per qualche tempo fu la barzelletta della buona società, può essere compresa soltanto da coloro che hanno conosciuto Smiley. Basso di statura, grasso e di temperamento tranquillo, si diceva che spendesse molti quattrini per comprarsi vestiti molto brutti che pendevano addosso alla sua figura tozza come la pelle addosso a un rospo rinsecchito. Alle nozze Sawley dichiarò infatti che "la Sercomb si era maritata con un rospo con l'impermeabile". Ignaro di questa definizione, Smiley aveva percorso malcerto la navata della chiesa, incontro al bacio che l'avrebbe trasformato in principe. ===''Il giardiniere tenace''=== La notizia arrivò all'alto Commissariato britannico di Nairobi alle nove e trenta di un lunedì mattina. Per Sandy Woodrow fu come una fucilata, che lo colpì diritto nel suo [[cuore]] inglese diviso. Era in piedi, con i denti stretti e il petto in fuori, questo lo ricordava. Era in piedi e il telefono interno stava squillando. Aveva allungato il braccio per prendere qualcosa, ma lo squillo l'aveva interrotto inducendolo a chinarsi per sollevare la cornetta e rispondere: "Woodrow" o forse: "Pronto, Woodrow". Certamente era stato brusco, lo ricordava. La sua [[voce]] gli era parsa quella di qualcun altro, un po' tagliente. ===''Il sarto di Panama''=== Era un venerdì pomeriggio perfettamente normale nella Panama dei tropici, fino al momento in cui Andrew Osnard piombò nella sartoria di Harry Pendel chiedendo che gli prendessero le misure per un abito. Prima di questa irruzione, Pendel era una persona. Dopo che Osnard fu uscito, Pendel era un'altra persona. Tempo trascorso: settantasette minuti, secondo la pendola di mogano di Samuel Collier di Eccles, una delle molte attrattive storiche della ditta Pendel & Braithwaite Co., Limitada, Sarti della Casa Reale, un tempo ubicata in Savile Row, a [[Londra]], e attualmente in Vía España, Panama City.<br /> O da quelle parti. Tanto vicina alla España che non c'era nessuna differenza. E per brevità P & B. ===''La Casa Russia''=== In un'ampia via di Mosca, a meno di duecento metri dalla stazione Leningrado, al primo piano di un lambiccato e orrendo albergo — costruito da Stalin nello stile noto ai moscoviti come Impero Durante la Peste — la prima, primissima Fiera dell'Audio — indetta dal British Council per l'insegnamento della lingua e la diffusione della cultura inglese — stava volgendo penosamente al termine. Erano le cinque e mezzo d'un volubile pomeriggio estivo. Dopo una serie di violenti acquazzoni, un sole feroce ma incerto sfolgorava nelle pozzanghere e sollevava vapori dal selciato. Tra i passanti, i più giovani indossavano jeans e scarpe di tela, mentre gli anziani giravano ancora imbacuccati. ===''La spia che venne dal freddo''=== L'americano porse a Leamas un'altra tazza di caffè e disse: "Perché non andate a dormire? Vi telefoniamo se arriva."<br /> Leamas non rispose, guardava fisso, oltre la finestra del posto di blocco, la strada deserta. "Non potete aspettare in eterno. Forse verrà un'altra volta. La Polizei si metterà in contatto coll'Agenzia; impiegherete venti minuti per tornare qui."<br /> "No", disse Leamas, "ormai è quasi buio."<br /> "Ma non potete aspettare in eterno. È in ritardo di nove ore." ===''La spia perfetta''=== Una burrascosa mattina d'ottobre, prima dell'alba, in una città di mare del Devon meridionale da cui sembrava che tutti fossero fuggiti, Magnus Pym scese da un vecchio tassì di provincia e, avendo pagato l'autista ed atteso finché non fu ripartito, attraversò la piazza della chiesa. Era diretto verso una via in cui abbondavano albergucci d'età vittoriana malamente illuminati con nomi quali Bel-a-Vista, The Commodore, Eureka. Di robusta costituzione ma di nobile portamento, Pym simboleggiava qualcosa. Procedeva con passo agile, il corpo inclinato in avanti secondo la miglior tradizione della classe dirigente anglosassone. ===''La talpa''=== La verità è che se il vecchio maggiore Dover non fosse morto fulminato alle corse di Taunton, Jim non avrebbe mai messo piede a Thursgood. Arrivò, senza alcun colloquio preliminare, a metà trimestre – era la fine di maggio, anche se non lo si sarebbe mai detto, a giudicare dal tempo – inviato da una delle più ambigue agenzie specializzate nel fornire insegnanti alle scuole preparatorie, per continuare i corsi del vecchio Dover fino a quando non fosse stato trovato qualcuno adatto. ===''Lo specchio delle spie''=== ''Sciocco è colui che tenta di forzare l'Oriente''<br>[[Rudyard Kipling|Kipling]]<br>La [[neve]] copriva l'aeroporto.<br>Era venuta dal nord, nella foschia, spinta dal [[vento]] notturno, odoroso di [[mare]]. Sarebbe rimasta tutto l'[[inverno]], una polvere sottile, gelida, granulosa che non si scioglieva, era statica, come un anno senza stagioni. La [[nebbia]] mobile, simile al fumo della [[guerra]], pendeva al di sopra, inghiottiva un hangar, la baracca del radar gli apparecchi, per abbandonarli poi un poco alla volta pezzo per pezzo, scoloriti, nere carogne in un deserto bianco. ===''Single & Single''=== Questa pistola non è una pistola.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Un delitto di classe''=== La grandezza di Carne School è attribuita da tutti gli studiosi a Edoardo VI, il cui zelo pedagogico è attribuito alla [[storia]] del Duca di Sommerset. Carne preferisce la rispettabilità del monarca alla discutibile [[politica]] del suo consigliere, basandosi sulla salda convinzione che le Grandi Scuole, come i [[Re]] Tudor, sono tali per volere di [[Dio]]. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *John le Carré, ''Chiamata per il morto'', traduzione di Laura Weiss, Mondadori. *John le Carré, ''Il giardiniere tenace'', traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori. *John le Carré, ''Il sarto di Panama'', traduzione di Luigi Schenoni, revisione di [[Raul Montanari]], Feltrinelli. *John le Carré, ''La Casa Russia'', traduzione di Pierfrancesco Paolini, Mondadori, 1989. *John le Carré, ''La passione del suo tempo'' (''Our Game''), traduzione di Ettore Caprioli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1996. ISBN 88-04-42-339-0 *John le Carré, ''La spia che venne dal freddo'', traduzione di Adriana Pellegrini, Longanesi. *John Le Carré,'' La spia perfetta'', traduzione di Marco e Dida Paggi, Mondadori, 1990. ISBN 8804334142 *John le Carré, ''La talpa'' (''Tinker Tailor Soldier Spy''), traduzione di Francesco Greenburger, BUR, 1977. *John le Carré, ''L'onorevole scolaro'' (''The Honourable Schoolboy''), traduzione di Attilio Veraldi, Rizzoli, 1978. *John le Carré, ''Lo specchio delle spie'' (''The Looking Lass War''), traduzione di Adriana Pellegrini, BUR, Milano 1981. *John le Carré, ''Un delitto di classe'' (''A Murder of Qualty''), traduzione di Giancarlo Cella, BUR 1984. *John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'' (''Our Kind of Traitor'', 2010), traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori 2010. ISBN 978-88-04-60318-4 *John le Carré, ''Il visitatore segreto'' (''The Secret Pilgrim'', 1990), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1991, ISBN 88-04-34959-X. *John le Carré, ''La spia corre sul campo'' (''Agent Running in the Field'', 2019), traduzione di Elena Cappellini, Mondadori 2019, ISBN 9788852097911 (versione e-book) ==Film== *''[[La spia che venne dal freddo (film)|La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La spia che venne dal freddo (romanzo)|''La spia che venne dal freddo''|(1963)}} {{Pedia|La spia perfetta}} {{Pedia|La talpa (romanzo)|''La talpa''|(1974)}} {{Pedia|Il visitatore segreto|''Il visitatore segreto''|(1990)}} {{DEFAULTSORT:le Carré, John}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 0uki2a31zrtypoa4tr890lwdho72bw0 I Simpson 0 14211 1415378 1397472 2026-06-02T21:10:59Z Àncilu 87978 + nota disambigua 1415378 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua||[[Simpson (disambigua)]]|Simpson}} {{FictionTV |titoloalfabetico= Simpson, I |titolo=I Simpson |tipofiction=Serie animata |titolooriginale=The Simpsons |anno=1989 – in corso |genere=commedia |doppiatorioriginali= *[[Dan Castellaneta]]: [[Homer Simpson]] *[[Julie Kavner]]: [[Marge Simpson]] *[[Nancy Cartwright]]: [[Bart Simpson]] *[[Yeardley Smith]]: [[Lisa Simpson]] |doppiatoriitaliani= *[[Tonino Accolla]]: Homer Simpson (st.1-23) *[[Massimo Lopez]]: Homer Simpson (st.24-in corso) *[[Liù Bosisio]]: Marge Simpson (st.1-22) *[[Sonia Scotti]]: Marge Simpson (st.23-in corso) *[[Ilaria Stagni]]: Bart Simpson (st.1-22) *[[Gaia Bolognesi]]: Bart Simpson (st.23-in corso) *[[Monica Ward]]: Lisa Simpson |note= }} '''''I Simpson''''', serie animata statunitense creata da [[Matt Groening]]. ==Esclamazioni e frasi ricorrenti== *D'oh! ('''Homer''') *Mitico! ('''Homer''') *De-hi-hi-ho-ho! ('''Homer''') *Brutto bacarospo! ('''Homer''') '''[a Bart]''' *Caspiterina! ('''Marge''') *Ciucciati il calzino! ('''Bart''') *Ciuccellona! ('''Bart''') {{NDR|a Lisa}} *E che cacchio! ('''Bart''') *Non farti infartare! ('''Bart''') *Salve salvino, vicino! ('''Ned Flanders''') *Eccellente! ('''Signor Burns''') {{NDR|compiaciuto}} *Per mille carrozzelle! ('''Signor Burns''') *Ehi, ehi, ehi! ('''Krusty il Clown''') *Ah-ah! ('''Nelson''') {{NDR|con tono derisorio}} *Grazie e arrivederci! ('''Apu''') *Ciao, Bart! ('''Telespalla Bob''') *Skinner!!! ('''Sovrintendente Chalmers''') *Arr! ('''Capitan McCallister''') *Salve, sono Troy McClure! Forse vi ricorderete di me per... ('''Troy McClure''') ===''"Think of the children!"''=== {{cronologico}} *Pensate ai bambini! ('''Helen Lovejoy''' in ''[[I Simpson (settima stagione)#Episodio 23, Tanto Apu per niente|Tanto Apu per niente]]'') :''Think of the children!'' *Quand'è che penserete ai bambini?! ('''Helen Lovejoy''' in ''[[I Simpson (settima stagione)#Episodio 23, Tanto Apu per niente|Tanto Apu per niente]]'') :''Won't you think of the children?'' *Oh, ma non c'è nessuno che pensa ai bambini?! ('''Helen Lovejoy''' in ''[[I Simpson (settima stagione)#Episodio 23, Tanto Apu per niente|Tanto Apu per niente]]'') :''Oh! Won't somebody please think of the children?'' *Perché, perché nessuno pensa ai bambini?! ('''Helen Lovejoy''' in ''[[I Simpson (ottava stagione)#Episodio 18, Homer contro il 18° emendamento|Homer contro il 18° emendamento]]'') :''Won't somebody please think of the children?!'' *Pensi ai bambini! Qualcuno per favore vuole pensare ai bambini?! No? ('''Boe''' in ''[[I Simpson (nona stagione)#Episodio 25, Amore rischioso, pathos focoso|Amore rischioso, pathos focoso]]'') :''Think of the children! Won't somebody please think of the children?!'' ==Stagioni== *[[I Simpson (prima stagione)|Prima stagione]] *[[I Simpson (seconda stagione)|Seconda stagione]] *[[I Simpson (terza stagione)|Terza stagione]] *[[I Simpson (quarta stagione)|Quarta stagione]] *[[I Simpson (quinta stagione)|Quinta stagione]] *[[I Simpson (sesta stagione)|Sesta stagione]] *[[I Simpson (settima stagione)|Settima stagione]] *[[I Simpson (ottava stagione)|Ottava stagione]] *[[I Simpson (nona stagione)|Nona stagione]] *[[I Simpson (decima stagione)|Decima stagione]] *[[I Simpson (undicesima stagione)|Undicesima stagione]] *[[I Simpson (dodicesima stagione)|Dodicesima stagione]] *[[I Simpson (tredicesima stagione)|Tredicesima stagione]] *[[I Simpson (quattordicesima stagione)|Quattordicesima stagione]] *[[I Simpson (quindicesima stagione)|Quindicesima stagione]] *[[I Simpson (sedicesima stagione)|Sedicesima stagione]] *[[I Simpson (diciassettesima stagione)|Diciassettesima stagione]] *[[I Simpson (diciottesima stagione)|Diciottesima stagione]] *[[I Simpson (diciannovesima stagione)|Diciannovesima stagione]] *[[I Simpson (ventesima stagione)|Ventesima stagione]] *[[I Simpson (ventunesima stagione)|Ventunesima stagione]] *[[I Simpson (ventiduesima stagione)|Ventiduesima stagione]] *[[I Simpson (ventitreesima stagione)|Ventitreesima stagione]] *[[I Simpson (ventiquattresima stagione)|Ventiquattresima stagione]] *[[I Simpson (venticinquesima stagione)|Venticinquesima stagione]] *[[I Simpson (ventiseiesima stagione)|Ventiseiesima stagione]] *[[I Simpson (ventisettesima stagione)|Ventisettesima stagione]] *[[I Simpson (ventottesima stagione)|Ventottesima stagione]] *[[I Simpson (ventinovesima stagione)|Ventinovesima stagione]] *[[I Simpson (trentesima stagione)|Trentesima stagione]] *[[I Simpson (trentunesima stagione)|Trentunesima stagione]] *[[I Simpson (trentaduesima stagione)|Trentaduesima stagione]] *[[I Simpson (trentatreesima stagione)|Trentatreesima stagione]] *[[I Simpson (trentaquattresima stagione)|Trentaquattresima stagione]] ==Citazioni su ''I Simpson''== *Ci hanno influenzato, hanno sintetizzato due familismi: quello amorale tipico italiano e quello americano. ''I Simpson'' sono un museo del mondo, uno spazio cimiteriale di tutto quello che ci passa davanti agli occhi, implacabili in un realismo puro, dove realtà e irrealtà sembrano fatte della stessa materia. ([[Enrico Ghezzi]]) *''I Simpson'' hanno questo potere meraviglioso, di dire le cose come stanno. Se ci pensi, è la cosa più forte che fanno, è il mondo che dentro di noi tutti vorremmo, quello in cui si è quel che si è. ([[Teo Bellia]]) *Marx è un genio, magari la gente lo leggesse. Adesso ci sono ''I Simpson'' a sinistra... Anzi, a sinistra hanno i difetti, ma non i pregi dei Simpson, basta guardarli in faccia. ([[Giulio Tremonti]]) *— Non posso crederci, è Dutch l'audace!<br/>— Conosci quello là!?<br/>— Non ti ricordi di Dutch l'audace? Quando eravamo piccoli andava sempre in TV, e poi ha saltato la gola di Springfield!<ref>{{Cfr}} ''[[I Simpson (seconda stagione)#Episodio 8, Bart lo spericolato|Bart lo spericolato]]''.</ref><br/>— Quello era [[Homer Simpson]]. ([[Psych (terza stagione)|''Psych'', terza stagione]]) *Questa era la fantasia che ha fatto de ''I Simpson'' un appuntamento fisso: la fantasia di un bambino che non solo ha il corpo di un adulto (questo fenomeno è fin troppo familiare), ma può agire secondo motivazioni infantili senza subirne le conseguenze. ([[Adam Kotsko]]) ===''[[I Griffin]]''=== *'''[[Adam West]]''': Non ti vogliamo nella nostra città, Simpson! Non ti amiamo più come nel 1993!<br>'''[[Homer Simpson]]''': D'oh!<br>'''[[Adam West]]''': E in quanto a te [[Orenthal James Simpson|O.J.]], anche la tua presenza qui non è gradita! *{{NDR|Peter entra in una stazione TV}}<br>'''Direttore TV''': E lei chi è?<br>'''[[Peter Griffin]]''': Sono Peter Griffin! Quello che ha rovinato la televisione e quello che adesso l'aggiusterà!<br>'''[[Homer Simpson]]''': {{NDR|entra subito dopo}} Ragazzi, ho rotto la televisione, dovete aiutarmi a riaggiustarla!<br>'''[[Peter Griffin]]''': Ah-a! A quanto pare, in questo caso, vi battiamo noi! {{c|Non presente nella voce dei Griffin}} ===''[[Futurama]]''=== *'''Zoidberg''': Temo che Fry abbia perso troppo succo, ha sviluppato l'itterizia dei Simpson. <br/> '''Fry''': Ciucciami il calzino! *'''Fry''': Cavolo! <br/> '''Leela''': Guarda quanto lerciume! <br/> '''Fry''': Non è lerciume, è un monumento post-cubista alle conquiste del XX° secolo. Guardate! è un vero Beanie Baby! Oh, questo è un piatto con Mr. Spock! Ooh! bambolotti di Bart Simpson!<br/>'''Pupazzo di Bart Simpson''': {{NDR|Bender tira la cordicella}} Ciucciati il calzino! <br/>'''Bender''': Ma che dici! {{NDR|Bender divora i pantaloncini}} mmm... meglio il calzone! <ref>Dovuto al fatto che la traduzione della frase originale, "''Eat my shorts''", è appunto "mangia i miei calzoncini".</ref> ===''[[South Park]]''=== *– Fermeremo la luce del sole per sempre!<br/>– Wow!<br/>– Oh, sì, ci ho pensato per settimane, alla fine ho capito che: se costruiamo un enorme pannello di legno alto 25 metri e largo 15 e lo piazziamo su questa collina, South Park rimarrà per sempre all'ombra!<br/>– Oh, impressionante!<br/>– Presto tutti dovranno ridursi a vivere come talpe, vivranno solo per ricordare con dolore quanto fosse bello avere il sole.<br/>– Figata, proprio come hanno fatto i Simpson.<br/>– Come?<br/>– L'hanno fatto i Simpson, credo che fosse il Signor Burns che ha cercato di togliere il sole a Springfield.<ref>{{Cfr}} ''[[I Simpson (settima stagione)#Episodio 25, Chi ha sparato al signor Burns? (prima parte)|Chi ha sparato al signor Burns?]]''</ref><br/>– Davvero? Oh, Madonnina, pensavo di essere stato originale.<br/>– Come lo costruiamo?<br/>– Oh, non voglio più farlo adesso, visto che l'hanno già fatto i Simpson dovrò escogitare qualcos'altro. Com'è che ogni volta che ho un'idea intelligente scopro che l'hanno già fatta i Simpson? ([[South Park (sesta stagione)|sesta stagione]]) *– Ok, che ne dici di questo, Dougie? Faccio finta di essere un agente immobiliare e imbroglio tutti in città convincendoli a comprare una monorotaia, poi scappo con tutti i soldi! No?<br/>– I Simpson l'hanno già fatto nell'episodio 9F10.<ref>{{Cfr}} ''[[I Simpson (quarta stagione)#Episodio 12, Marge contro la monorotaia|Marge contro la monorotaia]]''</ref><br/>– Ok, allora costruisco un sito web per diffondere pettegolezzi sulla gente della città, così loro inizieranno...<br/>– Già fatto dai Simpson.<br/>– Sotterro uno scheletro con ali da angelo così la gente penserà che un angelo sia caduto...<br/>– Già fatto dai Simpson.<br />[...]<br/>– Metto tutte le lattine di birra di South Park nella centrifuga di un colorificio, così esplodono quando...<br/>– Episodio 9F17, "Siamo arrivati a questo".<ref>{{Cfr}} ''[[I Simpson (quarta stagione)#Episodio 18, Siamo arrivati a questo: un clip show dei Simpson|Siamo arrivati a questo: un clip show dei Simpson]]''</ref><br/>– E va bene, lascio perdere la distruzione della città! Scapperò da qui e mi unirò ad un circo!<br/>– Già fatto dai Simpson. ([[South Park (sesta stagione)|sesta stagione]]) *– L'ho fatto, generale distruzione, ho guardato attentamente tutti gli episodi dei Simpson. Due volte. E ho finalmente trovato qualcosa che non hanno mai fatto. Adesso guardi qua: questo aggeggio di mia invenzione estrae le ciliegie dai cioccolatini e le sostituisce con della maionese marcia. Tutto il mondo andrà nel panico. La gente penserà di mordere una dolce e succulenta ciliegia, invece si troverà la bocca piena di questa schifosa maionese avariata. {{NDR|risata malefica}} Questo i Simpson non l'hanno ancora fatto, vero?<br/>– No, credo che i Simpson avrebbero fatto di meglio.<br/>– Ottimo, portiamo la macchina fuori e mettiamola subito in funzione. Il mondo rimpiangerà di averci esclusi.<br/>– Questa sera nei Simpson vi farete un sacco di risate con Bart che costruisce una macchina che estrae le ciliegie dai cioccolatini e le sostituisce con della maionese avariata! ([[South Park (sesta stagione)|sesta stagione]]) *– I Simpson l'hanno già fatto! Ah! Episodio 4F02, "La paura fa Novanta, la vaschetta della Genesi".<ref>{{Cfr}} ''[[I Simpson (ottava stagione)#Episodio 1, La paura fa novanta VII|La paura fa novanta VII]]''</ref> Lisa perde un dente, i batteri che ci sono sopra creano una società, poi costruiscono una statua credendola Dio.<br/>– Allora?<br/>– Esatto, allora?<br/>– I Simpson hanno già fatto tutto. Chissenefrega.<br/>– Ci sono da più di tredici anni, è normale che l'abbiano già fatto.<br/>– Anche le trovate dei Simpson non sono sempre originali.<br/>– Esatto, pare infatti che quell'episodio sia stato copiato da uno di un'altra serie.<ref>{{Cfr}} L'episodio ''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (terza stagione)#Episodio 28, I piccoli uomini|I piccoli uomini]]'' (''The Little People'') della serie televisica del 1959 ''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]'' (''The Twilight Zone'').</ref><br/>– Davvero? Quindi non ha importanza se mi viene un'idea e i Simpson l'hanno già avuta? Non è grave, in fondo. È tornato tutto alla normalità. Quindi adesso posso escogitare piani malvagi per distruggere il mondo! ([[South Park (sesta stagione)|sesta stagione]]) ===[[Tonino Accolla]]=== *Anche la stesura del testo, non è stato facile perché [...] il tipo di ironia è profonda, è alta, e quindi andare a scovare dentro questa forma prettamente americana poi, e con problemi [...] che spingevano verso l'America, no, non era facile da riproporre. *L'inizio di questa serie è stata abbastanza dura perché, come spesso succede, soprattutto in Italia, il punto di demarcazione fra follia e genialità è sempre... non si sa, no... preferiscono dire che sei pazzo. *{{NDR|Sul personaggio di Homer Simpson}} Lui mi fa felice. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[I Simpson - Il film]]'' *[[Matt Groening]] *[[Canzoni dalle serie televisive#I Simpson|Canzoni dalle serie televisive - ''I Simpson'']] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Simpson}} [[Categoria:Serie televisive d'animazione]] [[Categoria:I Simpson]] iv71lixm6f557e5951b1ed8ciy7nlz1 Silvio D'Arzo 0 14413 1415353 1366654 2026-06-02T15:28:25Z Gaux 18878 /* Citazioni di Silvio D'Arzo */ Joseph Conrad 1415353 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Silvio D'Arzo''', pseudonimo di '''Ezio Comparoni''' (1920 – 1952), scrittore, poeta e saggista italiano. ==Citazioni di Silvio D'Arzo== *Ma siccome il primo indizio da cui si può, se non proprio dirsi, intuirsi o almeno ragionevolmente augurarsi lo [[scrittore]], è un pudore tutto istintivo, tutto sensi, che gli impedisce di dire di vedere e trattare certe cose, ne segue che questo suo pudore o ritegno ora accennato spingerà sulle prime non solo ad abbandonare il modo onesto e comune di parlare, ma a guardare con suo certo sospetto e diffidenza ogni cosa del giorno, quotidiana, il muratore che gli sta vicino di casa, il padre, il ladro: allo stesso modo – o, del resto, molto analogo – che, bambini, ci ricordiamo d'aver provato una simpatia come fisica, d'istinto, per certe parole strane, poi respinte.<ref>Da ''Inchiesta sulla narrativa'', in ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/opere-saggi/ Opere. Saggi]'', introduzioni di Alberto Bertoni, Fabrizio Frasnedi, a cura di Stefano Costanzi, Emanuela Orlandini, Alberto Sebastiani, Monte Università Parma, Parma, 2003. ISBN 88-88710-02-7</ref> *[...] se ci fu mai poema che ricostruì, che ''fermò'' – non rimpianse, o ricordò, o commentò, o tentò idealizzare secondo il vezzo lunare di ieri – quei nostri giorni, e sensazioni, e colori, e proporzioni, e desideri e maschi rilievi e ingenuo amore di stragi e innocenti ferocie e ogni altro aspetto di quei nostri giorni, è appunto il libro di Stevenson. D'accordo: ''[[L'isola del tesoro|Treasure Island]]'' è una favola. Ma la più credibile, la più accettabile di tutte le favole: e di una credibilità e accettabilità derivanti non tanto dalla più avveduta scaltrezza (che, sola, finirebbe inevitabilmente per svelare il suo gioco) quanto da una specie di artistico candore.<ref>Da ''L'isola di Tusitala'', in ''Opere. Saggi''.</ref> *Se qualcuno, accostatosi a [[Joseph Conrad|Conrad]] con qualcosa di più della curiosità letteraria, non si lascerà sulle prime stancare dal grigiore di talune pagine, né scoraggiare alle volte da esasperanti involuzioni e lentezze o dal monotono insistere su certe situazioni e caratteri: se riuscirà a vincere perfino lo stile (magnifico senza dubbio, patetico e austero com'è a un tempo solo, ma pur sempre uno stile) e, per strano che sembri, la sua stessa assoluta mancanza di retorica, vi farà più d'un incontro che aveva inutilmente sperato con altri. E anche più grandi. Anche incomparabilmente più noti.<ref>Da ''Joseph Conrad o dell'umanità'', in ''Il Ponte'', maggio 1950, p. 505.</ref> ==''All'insegna del "Buon corsiero"''== ===[[Incipit]]=== Ad accorgersi che due carrozze, gentilizia l'una e trainata da due cavalli neri, più vasta ed alta, tanto da ricordare un po' la diligenza, la seconda, avanzavano pacatamente per la strada, lungo i fossi, probabilmente dirette al «Buon Corsiero», fu uno staffiere della locanda stessa. ===Citazioni=== *{{NDR|I [[Timidezza|timidi]]}} non potendo voler bene ad un mondo troppo preciso e solido per loro, se ne costruiscono o ne ricordano qualche altro [...]. (cap. I) *Così, scorrendo calmi i giorni attorno a lui con una facilità come di barca, e con un sapore poi di miracolosa scoperta ad ogni passo, era riuscito infine a trovare una specie di armonica interdipendenza fra le cose, un complesso di celati [[Rapporto|rapporti]], come dire: sicché aveva trovato tra l'altro, o meglio colto, che la lingua dei bambini, che essi stessi sogliono mostrare in una curiosa smorfia a chi li annoia, era qualcosa di rosa e delicato forse come le zampe dei piccioni: che niente ci poteva essere di più vasto e più vago dentro l'anima che un albero natalizio visto e intravisto un istante fra le lacrime, o magari di un aquilone che si spezzi. L'ala, infine, di un corvo cui i frequenti riflessi turchinicci davano una lucentezza brunita di metallo, gli ricordò i capelli lunghi e lisci che la Marchesa si lasciava cadere sovente e compiaciuta sulle spalle. (cap. II) *Sul momento non vide che la [[luna]], cui in quel momento una tinta pacata d'oro verde conferiva un'aria amichevole, un po' mesta, di chi sa le cose tristi e neanche ha da rammentarle [...]. (cap. II) *La sera prima, d'altra parte, in quella comprensione [[Sole e luna|lunare]] che invitava anche le cose ed i colli a confidarsi, il suo [[dolore]] gli era apparso come un dolore di tutti gli uomini di terra, il segno anzi primo e inconfondibile che distingueva ed associava gli uomini: ora invece, forse per via del [[Sole e luna|sole]] che andava via via ponendo alle cose e agli strumenti contorni troppo nitidi e precisi, considerava appunto quel dolore come una cosa sua in un certo senso: e che egli doveva pertanto difenderlo e proteggerlo da tutti anche con una sorta, all'occorrenza, di quasi ostile animosità. (cap. III) *[...] proprio come tutti i timidi, lo atterriva e sconcertava di più un atto di quasi giornaliera consuetudine che un'impresa arrischiata e forse eroica. (cap. III) *{{NDR|L'[[innamoramento]]}} Condizione, questa ‒ andava adesso ricordando lontanamente compiaciuta la Marchesa mentre si veniva raccogliendo i lunghi capelli quasi turchini sulla nuca ‒ che di solito spinge l'uomo a cacciarsi nel più profondo di se stesso, o, se mai, a cercare confidenza negli alberi o le cose, che domani, a passione già spenta o volta a miglior esito, potrà poi riguardare colla stessa cordiale freddezza d'ogni giorno. (cap. IV) *Così che, nelle due giovani che guardavano, sì, discretamente, tuttavia in punta di piedi e col collo allungato fra le spine, quello che stava accadendo sulla [[strada]], sorse quasi di colpo un'impressione che, anziché rendersi via via più costretta e faticosa di mano in mano che si andava allargando e completando, si rivestiva invece di una spontaneità come di ricordo: ed era, l'impressione, che quella strada, così animata ora ed allegra d'uomini e ragazzi, piena di quelle grida di richiamo accennanti per lo più a facili e prossime speranze, fosse la vita stessa dopotutto e che loro due, stando al di là della strada e oltre le siepi, venissero a trovarsi anche fuori dalla vita. (cap. IV) *Una [[sera]] limpida e casta andava prendendo già le cose e, in quel presagio di luna larga e verde, le siepi, i faggi ai margini del fosso, e, al di là della campagna non ancora cupa del tutto, i primi colli risaltavano ora in una netta seppure morbida, evidenza. Gli stessi suoni e radi rumori della sera, come passi d'uomo sopra le foglie della strada e da certe ville o locande in lontananza il tintinnìo breve di qualche campanello, assumevano in quel sereno quasi luminoso una loro inconsueta limpidezza. (cap. V) *[...] quella di voler intravedere in particolari circostanze, in casi, in uomini che si distacchino appena dalla norma, il senso oscuro dell'[[allegoria]], {{NDR|è}} una tendenza molto diffusa nei [[lettori]]: una tendenza e quasi un bisogno, qualche volta. (cap. VI) == ''Essi pensano ad altro''== ===[[Incipit]]=== Quando egli giunse al numero sette bis di Via Marsala, il cielo d'un color morto e compatto d'alluminio era malinconico come gli sbadigli e l'acqua delle pozzanghere, ed un po' meno dell'asfalto forse su cui i pneumatici delle macchine e dei camion davano uno strano rumore. «Forse non riuscirò a trovarla,» pensò poi. Perché viaggiava per la prima volta e le sue scarpe erano ancora così terribilmente goffe e lucide e quasi inesperte ancora di vie e pietre, da sentirsi vagamente convinto che arrivare a destinazione e trovare casa numero e cortile si potesse solo per un caso o una fortunata combinazione, non per altro. ===Citazioni=== *Sotto il sole le case sembravano tutte nuove e Riccardo aspettava l'Ernestina. La gente si divideva la città, ed era impossibile ignorare nei movimenti e nelle facce e forse nelle scarpe stesse degli uomini, quel ricordo o quella promessa d'allegria che c'è in tutti quelli che han fretta la [[mattina]]. Quest'allegria però senza insolenza, che si rifletteva di colpo sopra le edicole e i negozi e in certe pietre di palazzo anche e soprattutto in mezzo alle fontane, sembrava nascere e spandersi dall'ora stessa sopra cose e genti: e l'ora poteva essere, sfuggita come per miracolo al controllo degli orologi e delle vecchie, fra le quattro e le cinque o sulle tredici, libera cioè da ogni legge e ogni ragione. I morti apparivano calmi e remoti, in discreta serenità contemplativa come nei sogni e nei libri di lettura, e l'aria, che sapeva di erbe fuori porta, si avvertiva subito come le case e il sole sulle case. Alcuni la scoprirono quel giorno. (cap. 5) *[...] ci sono cose che [[Incomprensibilità|non si capiscono]] e si sta male a pensarci sopra tanto. Sembra di non esser niente, quasi, o che si stia vivendo per errore. (Riccardo: cap. 7) *Il ragazzo avvertiva più vasta la [[notte]] attorno a sé: sentiva che le cose nel mondo erano notte, e che i fiumi forse non scorrevano più attraverso le campagne, ma che una grande pace, vasta e antica, aveva preso ormai le foreste e i piani e infine tutto. Pensò anche a sua madre e all'Ernestina, che ignoravano in quel momento la bella notte, e s'annullavano in lei come cose dimenticate e mai esistite; o come sassi o immagini di sassi. (cap. 7) ==''L'uomo che camminava per le strade''== ===[[Incipit]]=== Carlo Stresa compiva ventinove anni quel giorno. E il numero gli fece uno strano effetto. Suono sgradito, inconsueto. Si era abituato a dire ventotto, ventotto, ventotto, per trecentosessantacinque giorni in fila e adesso non riusciva a capacitarsi di non poterlo più dire. E per un solo giorno, poi: per le ultime ventiquattr'ore soltanto neutre e grigie come le migliaia d'ore passate da quand'era nato. Fino a martedì, ieri, aveva ventotto anni, e adesso un anno di più, di punto in bianco; ora ne aveva ammucchiato di colpo ventinove; come uno, quel droghiere là, per esempio, sulla piazzetta che domani, fra solo dodici ore e qualche cosa, ne potrebbe anche compiere trenta. ===Citazioni=== *Da ventiquattro a venticinque {{NDR|anni di età}} c'è solo un anno di differenza, come fra venticinque e ventisei; ma fra ventinove e [[Trentenne|trenta]] c'è un lustro, un secolo, la vita. (cap. I, ''I ventinove anni del professor Carlo Stresa'') *Ma ciascuno infine ha il suo metodo {{NDR|per ritrovare la serenità}}: come in tutte le cose: nel vincer la timidezza, e nel farsi il nodo alla cravatta. Un mio amico leggeva ''Lazzarillo di Tormes'' e diventava subito sereno. Ho provato anch'io una volta a leggerlo, ma mi ha lasciato del tutto indifferente. Un altro, invece, si metteva a suonare il violino davanti allo specchio. Può darsi che fosse questo il metodo giusto. Ma io non ho mai saputo suonare il violino. (Ladi: cap. III, ''C'è un angelo smarrito al terzo piano. E una donna arrossisce. Come mai?'') ==''Penny Wirton e sua madre''== ===[[Incipit]]=== Suonarono in quel momento le otto. Le otto del 12 maggio del 1721. La Contea di Pictown si era appena svegliata. ===Citazioni=== *‒ [[Aspettare]]... Aspettare..., ‒ rispondeva il padre con grande amarezza. ‒ Ecco la sola parola che sai: aspettare, e nient'altro. È la più stupida parola del mondo, e non ho visto mai che abbia potuto servire a qualcosa: e se potessi, farei bruciare tutti i libri dove è stampata anche soltanto una volta. Aspettare. Ma guarda anche la luna, che prima era in mezzo al prato e adesso è sul frassino, e dimmi se ha aspettato un minuto. E non aveva niente da perdere, lei. E chi ha aspettato quel diavolaccio di Huclebig, e quella povera vecchia gallina della Emily Spain? Chi aspetterà me, su, rispondi, quando verrà il mio turno? Chi vorrà aspettarmi? Di' qualcosa. (Teddy: cap. VI, ''Penny Wirton si fa sempre più strano, e nessuno riesce a capirci qualcosa. Il signor Teddy non può più aspettare'') *La [[paura]] non è più di un topo: picchia un piede per terra e non lo trovi più. (Teddy: cap. IX, ''Quello che Penny ascoltò quella notte su al Colle. Penny lascia la casa, dopo aver scritto due strani biglietti'') *Più una cosa è brutta, più è bene guardarla e aprir gli occhi. (Penny: cap. XVI, ''Penny ha solo dieci minuti di tempo: e corre a trovare il trappolone del Cieco. Sente un fischio e poi un altro'') *Ogni giorno s'impara più o meno qualcosa, e l'ultima è sempre la più matta di tutte. E poi c'è ancora un altro fatto più curioso che no: delle volte il [[Bene e male|bene]] è perfino meno peggio del [[Bene e male|male]], e per giunta fa anche più ridere. (il Cieco: cap. XVII, ''«Sembravano tutti impazziti... Tutta una città di matti, ti dico: un manicomio e nient'altro» (uno di quelli che c'erano e videro)'') ===[[Explicit]]=== ‒ [[Lunedì]]? ‒ disse sua madre fissandolo. ‒ Penny, ecco una decente parola. Una garbata parola, lunedì. Così parlava anche tuo padre ai suoi bei giorni. E per giunta è l'unica strada per arrivare a domenica.<br/>Penny aprì il cancelletto. Essa entrò. ==Racconti== ===''Casa d'altri''=== ====[[Incipit]]==== All'improvviso dal sentiero dei pascoli, ma ancora molto lontano, arrivò l'abbaiare di un cane.<br/>Tutti alzammo la testa.<br/>E poi di due o di tre cani. E poi il rumore dei campanacci di bronzo.<br/>Chini attorno al saccone di foglie, al lume della candela, c'eravamo io, due o tre donne di casa, e più in là qualche vecchia del borgo. Mai assistito a una lezione di anatomia? Bene. La stessa cosa per noi in certo senso. Dentro il cerchio rossastro del moccolo, tutto quel che si poteva vedere erano le nostre sei facce, attaccate una all'altra come davanti a un presepio, e quel saccone di foglie nel mezzo, e un pezzo di muro annerito dal fumo e una trave annerita anche più. Tutto il resto era buio. ====Citazioni==== *Dallo stagno mi voltai per guardare giù in basso. Sette case. Sette case addossate e nient'altro: più due strade di sassi, un cortile che chiamano piazza, e uno stagno e un canale, e montagne fin quanto ne vuoi.<br/>Le tre vecchie erano ancora là ferme, proprio sullo scalino di casa, sotto la finestra illuminata ed aperta.<br/>— Ecco tutta Montelice, — dissi. — Tutta quanta: e nessuno lo sa.<br/>E salii per la strada di monte. (cap. 1; 1980, p. 7) *{{NDR|Sul [[crepuscolo]]}} Proprio l'ora, capite, che la tristezza di vivere sembra venir su assieme al buio e non sapete a chi darne la colpa: brutt'ora. (cap. III, 2006) *{{Ancora|cap. IV|Ci sarà anche da vergognarsi, non dico: e per un prete tre volte di più. Ma un paese che brucia è soltanto un paese che brucia, e una guerra soltanto una guerra, e così terremoto e diluvio. Voglio dire che i grossi flagelli non sono mai riusciti a toccarmi gran che. Non è più affar nostro, mi pare. Nessuno li chiama e non chiaman nessuno, e, oltre a tutto, non san niente nemmeno di sé. Vengono e passano e amen.}} (cap. IV, 2006) *L'autunno era già in agonia. Di notte le siepi brinavano e la luna s'era fatta più fredda del sasso, e così ferma, rotonda e precisa come può essere solo a Natale: le due nubi che l'eran d'attorno parevano aria appannata. Di giorno era meglio, d'accordo, e fino alle tre c'era il sole: ma né un ramarro né un rospo non v'era più dato incontrarlo: una biscia acquaiola ancor meno: se n'erano andate da un pezzo e bisognava aspettare fino a marzo. (cap. IV, 2006) *«Niente [[fretta]]. Niente fretta, – dicevo. – La [[domenica]] vien dopo sei giorni. E è per questo che la chiamano festa.» (cap. 8; 1980, p. 26) *Vengono delle idee, certe volte.<br/>Mi guardai un po' d'intorno. Stava per venire la morta stagione, gli sterpi secchi, le passere uccise dal freddo, la notte che arriva alle sei, i fossi ghiacciati, i vecchi che se ne muoiono in fila e la Melìde li cuce dentro il lenzuolo e io li porto al cimitero di monte, e i bambini che per l'intera stagione se ne stanno dentro le stalle a scaldarsi col fiato dei muli... Un [[inverno]] di cinque o sei mesi. E lei cosa avrebbe fatto, la vecchia?<br/>Nelle ossa sentivo l'inverno vicino. Guardai un momento le nuvole che adesso eran più grandi di un prato, e poi mi avviai alla parrocchia. Le nuvole mi venivano dietro. Sempre dietro, come se qualcosa sapessero. Vengono delle idee, certe volte.<br/>Ma che altro potevo fare, mi dite? (cap. 13; 1980, p. 46) ====[[Explicit]]==== C'è quassù una cert'ora. I calanchi ed i boschi e i sentieri ed i prati dei pascoli si fanno color ruggine vecchia, e poi viola, e poi blu: nel primo buio le don. ne se ne stanno a soffiar sui fornelli chine sopra il gradino di casa, e i campanacci di bronzo arrivan chiari lì giù fino a borgo. Le capre s'affacciano agli usci con degli occhi che sembrano i nostri.<br/>Allora mi vien sempre di più da pensare ch'è ormai ora di preparare le valigie per me e senza chiasso partir verso casa. Credo d'avere anche il biglietto.<br/>Tutto questo è piuttosto monotono, no? ===''Due vecchi''=== *Non so se sia eccesso o mancanza di [[sensibilità]], ma è un fatto che le grandi tragedie mi lasciano quasi indifferente. Ci sono sottili dolori, certe situazioni e rapporti, che mi commuovono assai di più di una città distrutta dal [[fuoco]].<ref>{{Cfr}} ''supra'', ''Casa d'altri'', [[#cap. IV|cap. IV]].</ref> (p. 67) *Ma noi, il mio povero Enrico, abbiamo più di sessant'anni e siam soli: oggi ho dovuto convincermi che l'essere o il considerarsi felici è un lusso che ormai non ci possiamo permettere più: così come la dignità di una volta, la fierezza e tante altre cose di quel tempo. Noi abbiamo tre, quattro anni da vivere ancora: forse — Dio non voglia — anche cinque: e ho pensato che per noi non c'era altro dovere che questo: di potere aspettare, giorno per giorno, la fine. [...] <br/>Tutto ciò è triste, povero Enrico: tutto ciò è così triste ch'io non riesco a trovare nessuna parola di speranza o di scusa. Sono le due e dormi ancora. Hai il respiro piuttosto pesante. E non sai ancora niente. (p. 78) ===''Un minuto così''=== *A sinistra, lontano, s'alzava un'alba color neve sporca: l'ora in cui agli angoli delle vie e contro i vetri, assieme agli insetti morti e alle bestiole distrattamente uccise nel buio e alle spazzature e ai rifiuti, si va raccogliendo tutto il [[grigio]] carico d'infamie, d'indifferenze, di stanchezza, di disperazione, di compromessi ed oblii di un'intera giornata nel mondo. (p. 92) *Non ci andai. E tre giorni più tardi, quando lo rividi a un trenta passi da me con quella sua aria un po' oscena, non desiderai che sparirgli davanti, e imbucai il primo viottolo. E così il giorno dopo. E così anche oggi, che c'è passato di mezzo qualcosa come un tre anni e anche più. E così prevedo che dovrà essere sempre, fino a quando non verremo ancora a trovarci, in un'alba color di neve sporca, dopo una festa paesana, amici testimoni di un mondo privo di pietà, di memoria e speranza.<br/>Tutto questo è piuttosto ridicolo, no? (p. 93) ==[[Incipit]] de ''L'osteria''== Marek vedovo, da che la moglie gli era stata sepolta nella valle assieme ai vecchi amici carrettieri, non metteva più piede nella strada, benché né ricordi, o particolari pene o nostalgia lo tenessero chiuso in quel suo andito dall'odore di notte o acqua notturna. {{NDR|Silvio D'Arzo, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/losteria/ L'osteria]'', in ''Opere'', Monte Università Parma, Parma, 2003.}} ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/d_arzo/all_insegna_del_buon_corsiero/pdf/d_arzo_all_insegna_del_buon_corsiero.pdf All'insegna del "Buon corsiero"]'', Claudio Lombardi, Milano, 1988. *Silvio D'Arzo, ''Casa d'altri'', in ''Casa d'altri e altri racconti'', Einaudi, 1980<sup>5</sup>. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/d_arzo/casa_d_altri/pdf/d_arzo_casa_d_altri.pdf Casa d'altri]'', MUP, Parma, 2006. ISBN 88-7847-047-3 *Silvio D'Arzo, ''Due vecchi'', in ''Casa d'altri e altri racconti''. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-d/silvio-darzo/essi-pensano-ad-altro/ Essi pensano ad altro]'', Garzanti, Milano, 1976. *Silvio D'Arzo, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/luomo-che-camminava-per-le-strade/ L'uomo che camminava per le strade]'', in ''Opere'', Monte Università Parma, Parma, 2003. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-d/silvio-darzo/penny-wirton-e-sua-madre/ Penny Wirton e sua madre]'', Einaudi, Torino, 1978. *Silvio D'Arzo, ''Un minuto così'', in ''Casa d'altri e altri racconti''. ==Film== *''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Arzo, Silvio}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] j7syuoxfujwqmmbykmo3w0woddnr16l 1415354 1415353 2026-06-02T15:31:06Z Gaux 18878 /* Citazioni di Silvio D'Arzo */ ampliamento 1415354 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Silvio D'Arzo''', pseudonimo di '''Ezio Comparoni''' (1920 – 1952), scrittore, poeta e saggista italiano. ==Citazioni di Silvio D'Arzo== *Ma siccome il primo indizio da cui si può, se non proprio dirsi, intuirsi o almeno ragionevolmente augurarsi lo [[scrittore]], è un pudore tutto istintivo, tutto sensi, che gli impedisce di dire di vedere e trattare certe cose, ne segue che questo suo pudore o ritegno ora accennato spingerà sulle prime non solo ad abbandonare il modo onesto e comune di parlare, ma a guardare con suo certo sospetto e diffidenza ogni cosa del giorno, quotidiana, il muratore che gli sta vicino di casa, il padre, il ladro: allo stesso modo – o, del resto, molto analogo – che, bambini, ci ricordiamo d'aver provato una simpatia come fisica, d'istinto, per certe parole strane, poi respinte.<ref>Da ''Inchiesta sulla narrativa'', in ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/opere-saggi/ Opere. Saggi]'', introduzioni di Alberto Bertoni, Fabrizio Frasnedi, a cura di Stefano Costanzi, Emanuela Orlandini, Alberto Sebastiani, Monte Università Parma, Parma, 2003. ISBN 88-88710-02-7</ref> *[...] se ci fu mai poema che ricostruì, che ''fermò'' – non rimpianse, o ricordò, o commentò, o tentò idealizzare secondo il vezzo lunare di ieri – quei nostri giorni, e sensazioni, e colori, e proporzioni, e desideri e maschi rilievi e ingenuo amore di stragi e innocenti ferocie e ogni altro aspetto di quei nostri giorni, è appunto il libro di Stevenson. D'accordo: ''[[L'isola del tesoro|Treasure Island]]'' è una favola. Ma la più credibile, la più accettabile di tutte le favole: e di una credibilità e accettabilità derivanti non tanto dalla più avveduta scaltrezza (che, sola, finirebbe inevitabilmente per svelare il suo gioco) quanto da una specie di artistico candore.<ref>Da ''L'isola di Tusitala'', in ''Opere. Saggi''.</ref> *Se qualcuno, accostatosi a [[Joseph Conrad|Conrad]] con qualcosa di più della curiosità letteraria, non si lascerà sulle prime stancare dal grigiore di talune pagine, né scoraggiare alle volte da esasperanti involuzioni e lentezze o dal monotono insistere su certe situazioni e caratteri: se riuscirà a vincere perfino lo stile (magnifico senza dubbio, patetico e austero com'è a un tempo solo, ma pur sempre uno stile) e, per strano che sembri, la sua stessa assoluta mancanza di retorica, vi farà più d'un incontro che aveva inutilmente sperato con altri. E anche più grandi. Anche incomparabilmente più noti.<br>L'umanità, per esempio.<ref>Da ''Joseph Conrad o dell'umanità'', in ''Il Ponte'', maggio 1950, [https://archive.org/details/BiblioFBK-Ponte-1950-05/page/505/mode/1up p. 505].</ref> ==''All'insegna del "Buon corsiero"''== ===[[Incipit]]=== Ad accorgersi che due carrozze, gentilizia l'una e trainata da due cavalli neri, più vasta ed alta, tanto da ricordare un po' la diligenza, la seconda, avanzavano pacatamente per la strada, lungo i fossi, probabilmente dirette al «Buon Corsiero», fu uno staffiere della locanda stessa. ===Citazioni=== *{{NDR|I [[Timidezza|timidi]]}} non potendo voler bene ad un mondo troppo preciso e solido per loro, se ne costruiscono o ne ricordano qualche altro [...]. (cap. I) *Così, scorrendo calmi i giorni attorno a lui con una facilità come di barca, e con un sapore poi di miracolosa scoperta ad ogni passo, era riuscito infine a trovare una specie di armonica interdipendenza fra le cose, un complesso di celati [[Rapporto|rapporti]], come dire: sicché aveva trovato tra l'altro, o meglio colto, che la lingua dei bambini, che essi stessi sogliono mostrare in una curiosa smorfia a chi li annoia, era qualcosa di rosa e delicato forse come le zampe dei piccioni: che niente ci poteva essere di più vasto e più vago dentro l'anima che un albero natalizio visto e intravisto un istante fra le lacrime, o magari di un aquilone che si spezzi. L'ala, infine, di un corvo cui i frequenti riflessi turchinicci davano una lucentezza brunita di metallo, gli ricordò i capelli lunghi e lisci che la Marchesa si lasciava cadere sovente e compiaciuta sulle spalle. (cap. II) *Sul momento non vide che la [[luna]], cui in quel momento una tinta pacata d'oro verde conferiva un'aria amichevole, un po' mesta, di chi sa le cose tristi e neanche ha da rammentarle [...]. (cap. II) *La sera prima, d'altra parte, in quella comprensione [[Sole e luna|lunare]] che invitava anche le cose ed i colli a confidarsi, il suo [[dolore]] gli era apparso come un dolore di tutti gli uomini di terra, il segno anzi primo e inconfondibile che distingueva ed associava gli uomini: ora invece, forse per via del [[Sole e luna|sole]] che andava via via ponendo alle cose e agli strumenti contorni troppo nitidi e precisi, considerava appunto quel dolore come una cosa sua in un certo senso: e che egli doveva pertanto difenderlo e proteggerlo da tutti anche con una sorta, all'occorrenza, di quasi ostile animosità. (cap. III) *[...] proprio come tutti i timidi, lo atterriva e sconcertava di più un atto di quasi giornaliera consuetudine che un'impresa arrischiata e forse eroica. (cap. III) *{{NDR|L'[[innamoramento]]}} Condizione, questa ‒ andava adesso ricordando lontanamente compiaciuta la Marchesa mentre si veniva raccogliendo i lunghi capelli quasi turchini sulla nuca ‒ che di solito spinge l'uomo a cacciarsi nel più profondo di se stesso, o, se mai, a cercare confidenza negli alberi o le cose, che domani, a passione già spenta o volta a miglior esito, potrà poi riguardare colla stessa cordiale freddezza d'ogni giorno. (cap. IV) *Così che, nelle due giovani che guardavano, sì, discretamente, tuttavia in punta di piedi e col collo allungato fra le spine, quello che stava accadendo sulla [[strada]], sorse quasi di colpo un'impressione che, anziché rendersi via via più costretta e faticosa di mano in mano che si andava allargando e completando, si rivestiva invece di una spontaneità come di ricordo: ed era, l'impressione, che quella strada, così animata ora ed allegra d'uomini e ragazzi, piena di quelle grida di richiamo accennanti per lo più a facili e prossime speranze, fosse la vita stessa dopotutto e che loro due, stando al di là della strada e oltre le siepi, venissero a trovarsi anche fuori dalla vita. (cap. IV) *Una [[sera]] limpida e casta andava prendendo già le cose e, in quel presagio di luna larga e verde, le siepi, i faggi ai margini del fosso, e, al di là della campagna non ancora cupa del tutto, i primi colli risaltavano ora in una netta seppure morbida, evidenza. Gli stessi suoni e radi rumori della sera, come passi d'uomo sopra le foglie della strada e da certe ville o locande in lontananza il tintinnìo breve di qualche campanello, assumevano in quel sereno quasi luminoso una loro inconsueta limpidezza. (cap. V) *[...] quella di voler intravedere in particolari circostanze, in casi, in uomini che si distacchino appena dalla norma, il senso oscuro dell'[[allegoria]], {{NDR|è}} una tendenza molto diffusa nei [[lettori]]: una tendenza e quasi un bisogno, qualche volta. (cap. VI) == ''Essi pensano ad altro''== ===[[Incipit]]=== Quando egli giunse al numero sette bis di Via Marsala, il cielo d'un color morto e compatto d'alluminio era malinconico come gli sbadigli e l'acqua delle pozzanghere, ed un po' meno dell'asfalto forse su cui i pneumatici delle macchine e dei camion davano uno strano rumore. «Forse non riuscirò a trovarla,» pensò poi. Perché viaggiava per la prima volta e le sue scarpe erano ancora così terribilmente goffe e lucide e quasi inesperte ancora di vie e pietre, da sentirsi vagamente convinto che arrivare a destinazione e trovare casa numero e cortile si potesse solo per un caso o una fortunata combinazione, non per altro. ===Citazioni=== *Sotto il sole le case sembravano tutte nuove e Riccardo aspettava l'Ernestina. La gente si divideva la città, ed era impossibile ignorare nei movimenti e nelle facce e forse nelle scarpe stesse degli uomini, quel ricordo o quella promessa d'allegria che c'è in tutti quelli che han fretta la [[mattina]]. Quest'allegria però senza insolenza, che si rifletteva di colpo sopra le edicole e i negozi e in certe pietre di palazzo anche e soprattutto in mezzo alle fontane, sembrava nascere e spandersi dall'ora stessa sopra cose e genti: e l'ora poteva essere, sfuggita come per miracolo al controllo degli orologi e delle vecchie, fra le quattro e le cinque o sulle tredici, libera cioè da ogni legge e ogni ragione. I morti apparivano calmi e remoti, in discreta serenità contemplativa come nei sogni e nei libri di lettura, e l'aria, che sapeva di erbe fuori porta, si avvertiva subito come le case e il sole sulle case. Alcuni la scoprirono quel giorno. (cap. 5) *[...] ci sono cose che [[Incomprensibilità|non si capiscono]] e si sta male a pensarci sopra tanto. Sembra di non esser niente, quasi, o che si stia vivendo per errore. (Riccardo: cap. 7) *Il ragazzo avvertiva più vasta la [[notte]] attorno a sé: sentiva che le cose nel mondo erano notte, e che i fiumi forse non scorrevano più attraverso le campagne, ma che una grande pace, vasta e antica, aveva preso ormai le foreste e i piani e infine tutto. Pensò anche a sua madre e all'Ernestina, che ignoravano in quel momento la bella notte, e s'annullavano in lei come cose dimenticate e mai esistite; o come sassi o immagini di sassi. (cap. 7) ==''L'uomo che camminava per le strade''== ===[[Incipit]]=== Carlo Stresa compiva ventinove anni quel giorno. E il numero gli fece uno strano effetto. Suono sgradito, inconsueto. Si era abituato a dire ventotto, ventotto, ventotto, per trecentosessantacinque giorni in fila e adesso non riusciva a capacitarsi di non poterlo più dire. E per un solo giorno, poi: per le ultime ventiquattr'ore soltanto neutre e grigie come le migliaia d'ore passate da quand'era nato. Fino a martedì, ieri, aveva ventotto anni, e adesso un anno di più, di punto in bianco; ora ne aveva ammucchiato di colpo ventinove; come uno, quel droghiere là, per esempio, sulla piazzetta che domani, fra solo dodici ore e qualche cosa, ne potrebbe anche compiere trenta. ===Citazioni=== *Da ventiquattro a venticinque {{NDR|anni di età}} c'è solo un anno di differenza, come fra venticinque e ventisei; ma fra ventinove e [[Trentenne|trenta]] c'è un lustro, un secolo, la vita. (cap. I, ''I ventinove anni del professor Carlo Stresa'') *Ma ciascuno infine ha il suo metodo {{NDR|per ritrovare la serenità}}: come in tutte le cose: nel vincer la timidezza, e nel farsi il nodo alla cravatta. Un mio amico leggeva ''Lazzarillo di Tormes'' e diventava subito sereno. Ho provato anch'io una volta a leggerlo, ma mi ha lasciato del tutto indifferente. Un altro, invece, si metteva a suonare il violino davanti allo specchio. Può darsi che fosse questo il metodo giusto. Ma io non ho mai saputo suonare il violino. (Ladi: cap. III, ''C'è un angelo smarrito al terzo piano. E una donna arrossisce. Come mai?'') ==''Penny Wirton e sua madre''== ===[[Incipit]]=== Suonarono in quel momento le otto. Le otto del 12 maggio del 1721. La Contea di Pictown si era appena svegliata. ===Citazioni=== *‒ [[Aspettare]]... Aspettare..., ‒ rispondeva il padre con grande amarezza. ‒ Ecco la sola parola che sai: aspettare, e nient'altro. È la più stupida parola del mondo, e non ho visto mai che abbia potuto servire a qualcosa: e se potessi, farei bruciare tutti i libri dove è stampata anche soltanto una volta. Aspettare. Ma guarda anche la luna, che prima era in mezzo al prato e adesso è sul frassino, e dimmi se ha aspettato un minuto. E non aveva niente da perdere, lei. E chi ha aspettato quel diavolaccio di Huclebig, e quella povera vecchia gallina della Emily Spain? Chi aspetterà me, su, rispondi, quando verrà il mio turno? Chi vorrà aspettarmi? Di' qualcosa. (Teddy: cap. VI, ''Penny Wirton si fa sempre più strano, e nessuno riesce a capirci qualcosa. Il signor Teddy non può più aspettare'') *La [[paura]] non è più di un topo: picchia un piede per terra e non lo trovi più. (Teddy: cap. IX, ''Quello che Penny ascoltò quella notte su al Colle. Penny lascia la casa, dopo aver scritto due strani biglietti'') *Più una cosa è brutta, più è bene guardarla e aprir gli occhi. (Penny: cap. XVI, ''Penny ha solo dieci minuti di tempo: e corre a trovare il trappolone del Cieco. Sente un fischio e poi un altro'') *Ogni giorno s'impara più o meno qualcosa, e l'ultima è sempre la più matta di tutte. E poi c'è ancora un altro fatto più curioso che no: delle volte il [[Bene e male|bene]] è perfino meno peggio del [[Bene e male|male]], e per giunta fa anche più ridere. (il Cieco: cap. XVII, ''«Sembravano tutti impazziti... Tutta una città di matti, ti dico: un manicomio e nient'altro» (uno di quelli che c'erano e videro)'') ===[[Explicit]]=== ‒ [[Lunedì]]? ‒ disse sua madre fissandolo. ‒ Penny, ecco una decente parola. Una garbata parola, lunedì. Così parlava anche tuo padre ai suoi bei giorni. E per giunta è l'unica strada per arrivare a domenica.<br/>Penny aprì il cancelletto. Essa entrò. ==Racconti== ===''Casa d'altri''=== ====[[Incipit]]==== All'improvviso dal sentiero dei pascoli, ma ancora molto lontano, arrivò l'abbaiare di un cane.<br/>Tutti alzammo la testa.<br/>E poi di due o di tre cani. E poi il rumore dei campanacci di bronzo.<br/>Chini attorno al saccone di foglie, al lume della candela, c'eravamo io, due o tre donne di casa, e più in là qualche vecchia del borgo. Mai assistito a una lezione di anatomia? Bene. La stessa cosa per noi in certo senso. Dentro il cerchio rossastro del moccolo, tutto quel che si poteva vedere erano le nostre sei facce, attaccate una all'altra come davanti a un presepio, e quel saccone di foglie nel mezzo, e un pezzo di muro annerito dal fumo e una trave annerita anche più. Tutto il resto era buio. ====Citazioni==== *Dallo stagno mi voltai per guardare giù in basso. Sette case. Sette case addossate e nient'altro: più due strade di sassi, un cortile che chiamano piazza, e uno stagno e un canale, e montagne fin quanto ne vuoi.<br/>Le tre vecchie erano ancora là ferme, proprio sullo scalino di casa, sotto la finestra illuminata ed aperta.<br/>— Ecco tutta Montelice, — dissi. — Tutta quanta: e nessuno lo sa.<br/>E salii per la strada di monte. (cap. 1; 1980, p. 7) *{{NDR|Sul [[crepuscolo]]}} Proprio l'ora, capite, che la tristezza di vivere sembra venir su assieme al buio e non sapete a chi darne la colpa: brutt'ora. (cap. III, 2006) *{{Ancora|cap. IV|Ci sarà anche da vergognarsi, non dico: e per un prete tre volte di più. Ma un paese che brucia è soltanto un paese che brucia, e una guerra soltanto una guerra, e così terremoto e diluvio. Voglio dire che i grossi flagelli non sono mai riusciti a toccarmi gran che. Non è più affar nostro, mi pare. Nessuno li chiama e non chiaman nessuno, e, oltre a tutto, non san niente nemmeno di sé. Vengono e passano e amen.}} (cap. IV, 2006) *L'autunno era già in agonia. Di notte le siepi brinavano e la luna s'era fatta più fredda del sasso, e così ferma, rotonda e precisa come può essere solo a Natale: le due nubi che l'eran d'attorno parevano aria appannata. Di giorno era meglio, d'accordo, e fino alle tre c'era il sole: ma né un ramarro né un rospo non v'era più dato incontrarlo: una biscia acquaiola ancor meno: se n'erano andate da un pezzo e bisognava aspettare fino a marzo. (cap. IV, 2006) *«Niente [[fretta]]. Niente fretta, – dicevo. – La [[domenica]] vien dopo sei giorni. E è per questo che la chiamano festa.» (cap. 8; 1980, p. 26) *Vengono delle idee, certe volte.<br/>Mi guardai un po' d'intorno. Stava per venire la morta stagione, gli sterpi secchi, le passere uccise dal freddo, la notte che arriva alle sei, i fossi ghiacciati, i vecchi che se ne muoiono in fila e la Melìde li cuce dentro il lenzuolo e io li porto al cimitero di monte, e i bambini che per l'intera stagione se ne stanno dentro le stalle a scaldarsi col fiato dei muli... Un [[inverno]] di cinque o sei mesi. E lei cosa avrebbe fatto, la vecchia?<br/>Nelle ossa sentivo l'inverno vicino. Guardai un momento le nuvole che adesso eran più grandi di un prato, e poi mi avviai alla parrocchia. Le nuvole mi venivano dietro. Sempre dietro, come se qualcosa sapessero. Vengono delle idee, certe volte.<br/>Ma che altro potevo fare, mi dite? (cap. 13; 1980, p. 46) ====[[Explicit]]==== C'è quassù una cert'ora. I calanchi ed i boschi e i sentieri ed i prati dei pascoli si fanno color ruggine vecchia, e poi viola, e poi blu: nel primo buio le don. ne se ne stanno a soffiar sui fornelli chine sopra il gradino di casa, e i campanacci di bronzo arrivan chiari lì giù fino a borgo. Le capre s'affacciano agli usci con degli occhi che sembrano i nostri.<br/>Allora mi vien sempre di più da pensare ch'è ormai ora di preparare le valigie per me e senza chiasso partir verso casa. Credo d'avere anche il biglietto.<br/>Tutto questo è piuttosto monotono, no? ===''Due vecchi''=== *Non so se sia eccesso o mancanza di [[sensibilità]], ma è un fatto che le grandi tragedie mi lasciano quasi indifferente. Ci sono sottili dolori, certe situazioni e rapporti, che mi commuovono assai di più di una città distrutta dal [[fuoco]].<ref>{{Cfr}} ''supra'', ''Casa d'altri'', [[#cap. IV|cap. IV]].</ref> (p. 67) *Ma noi, il mio povero Enrico, abbiamo più di sessant'anni e siam soli: oggi ho dovuto convincermi che l'essere o il considerarsi felici è un lusso che ormai non ci possiamo permettere più: così come la dignità di una volta, la fierezza e tante altre cose di quel tempo. Noi abbiamo tre, quattro anni da vivere ancora: forse — Dio non voglia — anche cinque: e ho pensato che per noi non c'era altro dovere che questo: di potere aspettare, giorno per giorno, la fine. [...] <br/>Tutto ciò è triste, povero Enrico: tutto ciò è così triste ch'io non riesco a trovare nessuna parola di speranza o di scusa. Sono le due e dormi ancora. Hai il respiro piuttosto pesante. E non sai ancora niente. (p. 78) ===''Un minuto così''=== *A sinistra, lontano, s'alzava un'alba color neve sporca: l'ora in cui agli angoli delle vie e contro i vetri, assieme agli insetti morti e alle bestiole distrattamente uccise nel buio e alle spazzature e ai rifiuti, si va raccogliendo tutto il [[grigio]] carico d'infamie, d'indifferenze, di stanchezza, di disperazione, di compromessi ed oblii di un'intera giornata nel mondo. (p. 92) *Non ci andai. E tre giorni più tardi, quando lo rividi a un trenta passi da me con quella sua aria un po' oscena, non desiderai che sparirgli davanti, e imbucai il primo viottolo. E così il giorno dopo. E così anche oggi, che c'è passato di mezzo qualcosa come un tre anni e anche più. E così prevedo che dovrà essere sempre, fino a quando non verremo ancora a trovarci, in un'alba color di neve sporca, dopo una festa paesana, amici testimoni di un mondo privo di pietà, di memoria e speranza.<br/>Tutto questo è piuttosto ridicolo, no? (p. 93) ==[[Incipit]] de ''L'osteria''== Marek vedovo, da che la moglie gli era stata sepolta nella valle assieme ai vecchi amici carrettieri, non metteva più piede nella strada, benché né ricordi, o particolari pene o nostalgia lo tenessero chiuso in quel suo andito dall'odore di notte o acqua notturna. {{NDR|Silvio D'Arzo, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/losteria/ L'osteria]'', in ''Opere'', Monte Università Parma, Parma, 2003.}} ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/d_arzo/all_insegna_del_buon_corsiero/pdf/d_arzo_all_insegna_del_buon_corsiero.pdf All'insegna del "Buon corsiero"]'', Claudio Lombardi, Milano, 1988. *Silvio D'Arzo, ''Casa d'altri'', in ''Casa d'altri e altri racconti'', Einaudi, 1980<sup>5</sup>. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/d_arzo/casa_d_altri/pdf/d_arzo_casa_d_altri.pdf Casa d'altri]'', MUP, Parma, 2006. ISBN 88-7847-047-3 *Silvio D'Arzo, ''Due vecchi'', in ''Casa d'altri e altri racconti''. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-d/silvio-darzo/essi-pensano-ad-altro/ Essi pensano ad altro]'', Garzanti, Milano, 1976. *Silvio D'Arzo, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/luomo-che-camminava-per-le-strade/ L'uomo che camminava per le strade]'', in ''Opere'', Monte Università Parma, Parma, 2003. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-d/silvio-darzo/penny-wirton-e-sua-madre/ Penny Wirton e sua madre]'', Einaudi, Torino, 1978. *Silvio D'Arzo, ''Un minuto così'', in ''Casa d'altri e altri racconti''. ==Film== *''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Arzo, Silvio}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 121nurt67yi6ci3p16cp3nh3o8ohqts 1415355 1415354 2026-06-02T15:37:13Z Gaux 18878 /* Citazioni di Silvio D'Arzo */ wlink, altro 1415355 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Silvio D'Arzo''', pseudonimo di '''Ezio Comparoni''' (1920 – 1952), scrittore, poeta e saggista italiano. ==Citazioni di Silvio D'Arzo== *Ma siccome il primo indizio da cui si può, se non proprio dirsi, intuirsi o almeno ragionevolmente augurarsi lo [[scrittore]], è un pudore tutto istintivo, tutto sensi, che gli impedisce di dire di vedere e trattare certe cose, ne segue che questo suo pudore o ritegno ora accennato spingerà sulle prime non solo ad abbandonare il modo onesto e comune di parlare, ma a guardare con suo certo sospetto e diffidenza ogni cosa del giorno, quotidiana, il muratore che gli sta vicino di casa, il padre, il ladro: allo stesso modo – o, del resto, molto analogo – che, bambini, ci ricordiamo d'aver provato una simpatia come fisica, d'istinto, per certe parole strane, poi respinte.<ref>Da ''Inchiesta sulla narrativa'', in ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/opere-saggi/ Opere. Saggi]'', introduzioni di Alberto Bertoni, Fabrizio Frasnedi, a cura di Stefano Costanzi, Emanuela Orlandini, Alberto Sebastiani, Monte Università Parma, Parma, 2003. ISBN 88-88710-02-7</ref> *[...] se ci fu mai poema che ricostruì, che ''fermò'' – non rimpianse, o ricordò, o commentò, o tentò idealizzare secondo il vezzo lunare di ieri – quei nostri giorni, e sensazioni, e colori, e proporzioni, e desideri e maschi rilievi e ingenuo amore di stragi e innocenti ferocie e ogni altro aspetto di quei nostri giorni, è appunto il libro di Stevenson. D'accordo: ''[[L'isola del tesoro|Treasure Island]]'' è una favola. Ma la più credibile, la più accettabile di tutte le favole: e di una credibilità e accettabilità derivanti non tanto dalla più avveduta scaltrezza (che, sola, finirebbe inevitabilmente per svelare il suo gioco) quanto da una specie di artistico candore.<ref>Da ''L'isola di Tusitala'', in ''Opere. Saggi''.</ref> *Se qualcuno, accostatosi a [[Joseph Conrad|Conrad]] con qualcosa di più della curiosità letteraria, non si lascerà sulle prime stancare dal grigiore di talune pagine, né scoraggiare alle volte da esasperanti involuzioni e lentezze o dal monotono insistere su certe situazioni e caratteri: se riuscirà a vincere perfino lo stile (magnifico senza dubbio, patetico e austero com'è a un tempo solo, ma pur sempre uno stile) e, per strano che sembri, la sua stessa assoluta mancanza di retorica, vi farà più d'un incontro che aveva inutilmente sperato con altri. E anche più grandi. Anche incomparabilmente più noti.<br>L'[[Umanità (qualità)|umanità]], per esempio.<ref>Da ''Joseph Conrad o dell'«umanità»'', in ''Il Ponte'', maggio 1950, [https://archive.org/details/BiblioFBK-Ponte-1950-05/page/505/mode/1up p. 505].</ref> ==''All'insegna del "Buon corsiero"''== ===[[Incipit]]=== Ad accorgersi che due carrozze, gentilizia l'una e trainata da due cavalli neri, più vasta ed alta, tanto da ricordare un po' la diligenza, la seconda, avanzavano pacatamente per la strada, lungo i fossi, probabilmente dirette al «Buon Corsiero», fu uno staffiere della locanda stessa. ===Citazioni=== *{{NDR|I [[Timidezza|timidi]]}} non potendo voler bene ad un mondo troppo preciso e solido per loro, se ne costruiscono o ne ricordano qualche altro [...]. (cap. I) *Così, scorrendo calmi i giorni attorno a lui con una facilità come di barca, e con un sapore poi di miracolosa scoperta ad ogni passo, era riuscito infine a trovare una specie di armonica interdipendenza fra le cose, un complesso di celati [[Rapporto|rapporti]], come dire: sicché aveva trovato tra l'altro, o meglio colto, che la lingua dei bambini, che essi stessi sogliono mostrare in una curiosa smorfia a chi li annoia, era qualcosa di rosa e delicato forse come le zampe dei piccioni: che niente ci poteva essere di più vasto e più vago dentro l'anima che un albero natalizio visto e intravisto un istante fra le lacrime, o magari di un aquilone che si spezzi. L'ala, infine, di un corvo cui i frequenti riflessi turchinicci davano una lucentezza brunita di metallo, gli ricordò i capelli lunghi e lisci che la Marchesa si lasciava cadere sovente e compiaciuta sulle spalle. (cap. II) *Sul momento non vide che la [[luna]], cui in quel momento una tinta pacata d'oro verde conferiva un'aria amichevole, un po' mesta, di chi sa le cose tristi e neanche ha da rammentarle [...]. (cap. II) *La sera prima, d'altra parte, in quella comprensione [[Sole e luna|lunare]] che invitava anche le cose ed i colli a confidarsi, il suo [[dolore]] gli era apparso come un dolore di tutti gli uomini di terra, il segno anzi primo e inconfondibile che distingueva ed associava gli uomini: ora invece, forse per via del [[Sole e luna|sole]] che andava via via ponendo alle cose e agli strumenti contorni troppo nitidi e precisi, considerava appunto quel dolore come una cosa sua in un certo senso: e che egli doveva pertanto difenderlo e proteggerlo da tutti anche con una sorta, all'occorrenza, di quasi ostile animosità. (cap. III) *[...] proprio come tutti i timidi, lo atterriva e sconcertava di più un atto di quasi giornaliera consuetudine che un'impresa arrischiata e forse eroica. (cap. III) *{{NDR|L'[[innamoramento]]}} Condizione, questa ‒ andava adesso ricordando lontanamente compiaciuta la Marchesa mentre si veniva raccogliendo i lunghi capelli quasi turchini sulla nuca ‒ che di solito spinge l'uomo a cacciarsi nel più profondo di se stesso, o, se mai, a cercare confidenza negli alberi o le cose, che domani, a passione già spenta o volta a miglior esito, potrà poi riguardare colla stessa cordiale freddezza d'ogni giorno. (cap. IV) *Così che, nelle due giovani che guardavano, sì, discretamente, tuttavia in punta di piedi e col collo allungato fra le spine, quello che stava accadendo sulla [[strada]], sorse quasi di colpo un'impressione che, anziché rendersi via via più costretta e faticosa di mano in mano che si andava allargando e completando, si rivestiva invece di una spontaneità come di ricordo: ed era, l'impressione, che quella strada, così animata ora ed allegra d'uomini e ragazzi, piena di quelle grida di richiamo accennanti per lo più a facili e prossime speranze, fosse la vita stessa dopotutto e che loro due, stando al di là della strada e oltre le siepi, venissero a trovarsi anche fuori dalla vita. (cap. IV) *Una [[sera]] limpida e casta andava prendendo già le cose e, in quel presagio di luna larga e verde, le siepi, i faggi ai margini del fosso, e, al di là della campagna non ancora cupa del tutto, i primi colli risaltavano ora in una netta seppure morbida, evidenza. Gli stessi suoni e radi rumori della sera, come passi d'uomo sopra le foglie della strada e da certe ville o locande in lontananza il tintinnìo breve di qualche campanello, assumevano in quel sereno quasi luminoso una loro inconsueta limpidezza. (cap. V) *[...] quella di voler intravedere in particolari circostanze, in casi, in uomini che si distacchino appena dalla norma, il senso oscuro dell'[[allegoria]], {{NDR|è}} una tendenza molto diffusa nei [[lettori]]: una tendenza e quasi un bisogno, qualche volta. (cap. VI) == ''Essi pensano ad altro''== ===[[Incipit]]=== Quando egli giunse al numero sette bis di Via Marsala, il cielo d'un color morto e compatto d'alluminio era malinconico come gli sbadigli e l'acqua delle pozzanghere, ed un po' meno dell'asfalto forse su cui i pneumatici delle macchine e dei camion davano uno strano rumore. «Forse non riuscirò a trovarla,» pensò poi. Perché viaggiava per la prima volta e le sue scarpe erano ancora così terribilmente goffe e lucide e quasi inesperte ancora di vie e pietre, da sentirsi vagamente convinto che arrivare a destinazione e trovare casa numero e cortile si potesse solo per un caso o una fortunata combinazione, non per altro. ===Citazioni=== *Sotto il sole le case sembravano tutte nuove e Riccardo aspettava l'Ernestina. La gente si divideva la città, ed era impossibile ignorare nei movimenti e nelle facce e forse nelle scarpe stesse degli uomini, quel ricordo o quella promessa d'allegria che c'è in tutti quelli che han fretta la [[mattina]]. Quest'allegria però senza insolenza, che si rifletteva di colpo sopra le edicole e i negozi e in certe pietre di palazzo anche e soprattutto in mezzo alle fontane, sembrava nascere e spandersi dall'ora stessa sopra cose e genti: e l'ora poteva essere, sfuggita come per miracolo al controllo degli orologi e delle vecchie, fra le quattro e le cinque o sulle tredici, libera cioè da ogni legge e ogni ragione. I morti apparivano calmi e remoti, in discreta serenità contemplativa come nei sogni e nei libri di lettura, e l'aria, che sapeva di erbe fuori porta, si avvertiva subito come le case e il sole sulle case. Alcuni la scoprirono quel giorno. (cap. 5) *[...] ci sono cose che [[Incomprensibilità|non si capiscono]] e si sta male a pensarci sopra tanto. Sembra di non esser niente, quasi, o che si stia vivendo per errore. (Riccardo: cap. 7) *Il ragazzo avvertiva più vasta la [[notte]] attorno a sé: sentiva che le cose nel mondo erano notte, e che i fiumi forse non scorrevano più attraverso le campagne, ma che una grande pace, vasta e antica, aveva preso ormai le foreste e i piani e infine tutto. Pensò anche a sua madre e all'Ernestina, che ignoravano in quel momento la bella notte, e s'annullavano in lei come cose dimenticate e mai esistite; o come sassi o immagini di sassi. (cap. 7) ==''L'uomo che camminava per le strade''== ===[[Incipit]]=== Carlo Stresa compiva ventinove anni quel giorno. E il numero gli fece uno strano effetto. Suono sgradito, inconsueto. Si era abituato a dire ventotto, ventotto, ventotto, per trecentosessantacinque giorni in fila e adesso non riusciva a capacitarsi di non poterlo più dire. E per un solo giorno, poi: per le ultime ventiquattr'ore soltanto neutre e grigie come le migliaia d'ore passate da quand'era nato. Fino a martedì, ieri, aveva ventotto anni, e adesso un anno di più, di punto in bianco; ora ne aveva ammucchiato di colpo ventinove; come uno, quel droghiere là, per esempio, sulla piazzetta che domani, fra solo dodici ore e qualche cosa, ne potrebbe anche compiere trenta. ===Citazioni=== *Da ventiquattro a venticinque {{NDR|anni di età}} c'è solo un anno di differenza, come fra venticinque e ventisei; ma fra ventinove e [[Trentenne|trenta]] c'è un lustro, un secolo, la vita. (cap. I, ''I ventinove anni del professor Carlo Stresa'') *Ma ciascuno infine ha il suo metodo {{NDR|per ritrovare la serenità}}: come in tutte le cose: nel vincer la timidezza, e nel farsi il nodo alla cravatta. Un mio amico leggeva ''Lazzarillo di Tormes'' e diventava subito sereno. Ho provato anch'io una volta a leggerlo, ma mi ha lasciato del tutto indifferente. Un altro, invece, si metteva a suonare il violino davanti allo specchio. Può darsi che fosse questo il metodo giusto. Ma io non ho mai saputo suonare il violino. (Ladi: cap. III, ''C'è un angelo smarrito al terzo piano. E una donna arrossisce. Come mai?'') ==''Penny Wirton e sua madre''== ===[[Incipit]]=== Suonarono in quel momento le otto. Le otto del 12 maggio del 1721. La Contea di Pictown si era appena svegliata. ===Citazioni=== *‒ [[Aspettare]]... Aspettare..., ‒ rispondeva il padre con grande amarezza. ‒ Ecco la sola parola che sai: aspettare, e nient'altro. È la più stupida parola del mondo, e non ho visto mai che abbia potuto servire a qualcosa: e se potessi, farei bruciare tutti i libri dove è stampata anche soltanto una volta. Aspettare. Ma guarda anche la luna, che prima era in mezzo al prato e adesso è sul frassino, e dimmi se ha aspettato un minuto. E non aveva niente da perdere, lei. E chi ha aspettato quel diavolaccio di Huclebig, e quella povera vecchia gallina della Emily Spain? Chi aspetterà me, su, rispondi, quando verrà il mio turno? Chi vorrà aspettarmi? Di' qualcosa. (Teddy: cap. VI, ''Penny Wirton si fa sempre più strano, e nessuno riesce a capirci qualcosa. Il signor Teddy non può più aspettare'') *La [[paura]] non è più di un topo: picchia un piede per terra e non lo trovi più. (Teddy: cap. IX, ''Quello che Penny ascoltò quella notte su al Colle. Penny lascia la casa, dopo aver scritto due strani biglietti'') *Più una cosa è brutta, più è bene guardarla e aprir gli occhi. (Penny: cap. XVI, ''Penny ha solo dieci minuti di tempo: e corre a trovare il trappolone del Cieco. Sente un fischio e poi un altro'') *Ogni giorno s'impara più o meno qualcosa, e l'ultima è sempre la più matta di tutte. E poi c'è ancora un altro fatto più curioso che no: delle volte il [[Bene e male|bene]] è perfino meno peggio del [[Bene e male|male]], e per giunta fa anche più ridere. (il Cieco: cap. XVII, ''«Sembravano tutti impazziti... Tutta una città di matti, ti dico: un manicomio e nient'altro» (uno di quelli che c'erano e videro)'') ===[[Explicit]]=== ‒ [[Lunedì]]? ‒ disse sua madre fissandolo. ‒ Penny, ecco una decente parola. Una garbata parola, lunedì. Così parlava anche tuo padre ai suoi bei giorni. E per giunta è l'unica strada per arrivare a domenica.<br/>Penny aprì il cancelletto. Essa entrò. ==Racconti== ===''Casa d'altri''=== ====[[Incipit]]==== All'improvviso dal sentiero dei pascoli, ma ancora molto lontano, arrivò l'abbaiare di un cane.<br/>Tutti alzammo la testa.<br/>E poi di due o di tre cani. E poi il rumore dei campanacci di bronzo.<br/>Chini attorno al saccone di foglie, al lume della candela, c'eravamo io, due o tre donne di casa, e più in là qualche vecchia del borgo. Mai assistito a una lezione di anatomia? Bene. La stessa cosa per noi in certo senso. Dentro il cerchio rossastro del moccolo, tutto quel che si poteva vedere erano le nostre sei facce, attaccate una all'altra come davanti a un presepio, e quel saccone di foglie nel mezzo, e un pezzo di muro annerito dal fumo e una trave annerita anche più. Tutto il resto era buio. ====Citazioni==== *Dallo stagno mi voltai per guardare giù in basso. Sette case. Sette case addossate e nient'altro: più due strade di sassi, un cortile che chiamano piazza, e uno stagno e un canale, e montagne fin quanto ne vuoi.<br/>Le tre vecchie erano ancora là ferme, proprio sullo scalino di casa, sotto la finestra illuminata ed aperta.<br/>— Ecco tutta Montelice, — dissi. — Tutta quanta: e nessuno lo sa.<br/>E salii per la strada di monte. (cap. 1; 1980, p. 7) *{{NDR|Sul [[crepuscolo]]}} Proprio l'ora, capite, che la tristezza di vivere sembra venir su assieme al buio e non sapete a chi darne la colpa: brutt'ora. (cap. III, 2006) *{{Ancora|cap. IV|Ci sarà anche da vergognarsi, non dico: e per un prete tre volte di più. Ma un paese che brucia è soltanto un paese che brucia, e una guerra soltanto una guerra, e così terremoto e diluvio. Voglio dire che i grossi flagelli non sono mai riusciti a toccarmi gran che. Non è più affar nostro, mi pare. Nessuno li chiama e non chiaman nessuno, e, oltre a tutto, non san niente nemmeno di sé. Vengono e passano e amen.}} (cap. IV, 2006) *L'autunno era già in agonia. Di notte le siepi brinavano e la luna s'era fatta più fredda del sasso, e così ferma, rotonda e precisa come può essere solo a Natale: le due nubi che l'eran d'attorno parevano aria appannata. Di giorno era meglio, d'accordo, e fino alle tre c'era il sole: ma né un ramarro né un rospo non v'era più dato incontrarlo: una biscia acquaiola ancor meno: se n'erano andate da un pezzo e bisognava aspettare fino a marzo. (cap. IV, 2006) *«Niente [[fretta]]. Niente fretta, – dicevo. – La [[domenica]] vien dopo sei giorni. E è per questo che la chiamano festa.» (cap. 8; 1980, p. 26) *Vengono delle idee, certe volte.<br/>Mi guardai un po' d'intorno. Stava per venire la morta stagione, gli sterpi secchi, le passere uccise dal freddo, la notte che arriva alle sei, i fossi ghiacciati, i vecchi che se ne muoiono in fila e la Melìde li cuce dentro il lenzuolo e io li porto al cimitero di monte, e i bambini che per l'intera stagione se ne stanno dentro le stalle a scaldarsi col fiato dei muli... Un [[inverno]] di cinque o sei mesi. E lei cosa avrebbe fatto, la vecchia?<br/>Nelle ossa sentivo l'inverno vicino. Guardai un momento le nuvole che adesso eran più grandi di un prato, e poi mi avviai alla parrocchia. Le nuvole mi venivano dietro. Sempre dietro, come se qualcosa sapessero. Vengono delle idee, certe volte.<br/>Ma che altro potevo fare, mi dite? (cap. 13; 1980, p. 46) ====[[Explicit]]==== C'è quassù una cert'ora. I calanchi ed i boschi e i sentieri ed i prati dei pascoli si fanno color ruggine vecchia, e poi viola, e poi blu: nel primo buio le don. ne se ne stanno a soffiar sui fornelli chine sopra il gradino di casa, e i campanacci di bronzo arrivan chiari lì giù fino a borgo. Le capre s'affacciano agli usci con degli occhi che sembrano i nostri.<br/>Allora mi vien sempre di più da pensare ch'è ormai ora di preparare le valigie per me e senza chiasso partir verso casa. Credo d'avere anche il biglietto.<br/>Tutto questo è piuttosto monotono, no? ===''Due vecchi''=== *Non so se sia eccesso o mancanza di [[sensibilità]], ma è un fatto che le grandi tragedie mi lasciano quasi indifferente. Ci sono sottili dolori, certe situazioni e rapporti, che mi commuovono assai di più di una città distrutta dal [[fuoco]].<ref>{{Cfr}} ''supra'', ''Casa d'altri'', [[#cap. IV|cap. IV]].</ref> (p. 67) *Ma noi, il mio povero Enrico, abbiamo più di sessant'anni e siam soli: oggi ho dovuto convincermi che l'essere o il considerarsi felici è un lusso che ormai non ci possiamo permettere più: così come la dignità di una volta, la fierezza e tante altre cose di quel tempo. Noi abbiamo tre, quattro anni da vivere ancora: forse — Dio non voglia — anche cinque: e ho pensato che per noi non c'era altro dovere che questo: di potere aspettare, giorno per giorno, la fine. [...] <br/>Tutto ciò è triste, povero Enrico: tutto ciò è così triste ch'io non riesco a trovare nessuna parola di speranza o di scusa. Sono le due e dormi ancora. Hai il respiro piuttosto pesante. E non sai ancora niente. (p. 78) ===''Un minuto così''=== *A sinistra, lontano, s'alzava un'alba color neve sporca: l'ora in cui agli angoli delle vie e contro i vetri, assieme agli insetti morti e alle bestiole distrattamente uccise nel buio e alle spazzature e ai rifiuti, si va raccogliendo tutto il [[grigio]] carico d'infamie, d'indifferenze, di stanchezza, di disperazione, di compromessi ed oblii di un'intera giornata nel mondo. (p. 92) *Non ci andai. E tre giorni più tardi, quando lo rividi a un trenta passi da me con quella sua aria un po' oscena, non desiderai che sparirgli davanti, e imbucai il primo viottolo. E così il giorno dopo. E così anche oggi, che c'è passato di mezzo qualcosa come un tre anni e anche più. E così prevedo che dovrà essere sempre, fino a quando non verremo ancora a trovarci, in un'alba color di neve sporca, dopo una festa paesana, amici testimoni di un mondo privo di pietà, di memoria e speranza.<br/>Tutto questo è piuttosto ridicolo, no? (p. 93) ==[[Incipit]] de ''L'osteria''== Marek vedovo, da che la moglie gli era stata sepolta nella valle assieme ai vecchi amici carrettieri, non metteva più piede nella strada, benché né ricordi, o particolari pene o nostalgia lo tenessero chiuso in quel suo andito dall'odore di notte o acqua notturna. {{NDR|Silvio D'Arzo, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/losteria/ L'osteria]'', in ''Opere'', Monte Università Parma, Parma, 2003.}} ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/d_arzo/all_insegna_del_buon_corsiero/pdf/d_arzo_all_insegna_del_buon_corsiero.pdf All'insegna del "Buon corsiero"]'', Claudio Lombardi, Milano, 1988. *Silvio D'Arzo, ''Casa d'altri'', in ''Casa d'altri e altri racconti'', Einaudi, 1980<sup>5</sup>. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/d_arzo/casa_d_altri/pdf/d_arzo_casa_d_altri.pdf Casa d'altri]'', MUP, Parma, 2006. ISBN 88-7847-047-3 *Silvio D'Arzo, ''Due vecchi'', in ''Casa d'altri e altri racconti''. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-d/silvio-darzo/essi-pensano-ad-altro/ Essi pensano ad altro]'', Garzanti, Milano, 1976. *Silvio D'Arzo, ''[https://liberliber.it/autori/autori-d/silvio-darzo/luomo-che-camminava-per-le-strade/ L'uomo che camminava per le strade]'', in ''Opere'', Monte Università Parma, Parma, 2003. *Silvio D'Arzo, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-d/silvio-darzo/penny-wirton-e-sua-madre/ Penny Wirton e sua madre]'', Einaudi, Torino, 1978. *Silvio D'Arzo, ''Un minuto così'', in ''Casa d'altri e altri racconti''. ==Film== *''[[Tempi nostri - Zibaldone n. 2]]'' (1954) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Arzo, Silvio}} [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 8xzbzlwjphb0f1nsjmb2lu8d3gnfxxf Abu'l-Ala-Al-Ma'arri 0 15104 1415407 115408 2026-06-02T22:43:42Z Àncilu 87978 Modificata destinazione reindirizzamento da [[Al-Ma'arri]] a [[Al-Maʿarrī]] 1415407 wikitext text/x-wiki #REDIRECT [[Al-Maʿarrī]] 2u7umua98mp7ys1hhgvy5ykgtcixfzy Abu l-'Ala al-Ma'arri 0 15105 1415408 115409 2026-06-02T22:43:54Z Àncilu 87978 Modificata destinazione reindirizzamento da [[Al-Ma'arri]] a [[Al-Maʿarrī]] 1415408 wikitext text/x-wiki #REDIRECT [[Al-Maʿarrī]] 2u7umua98mp7ys1hhgvy5ykgtcixfzy Al-Maʿarrī 0 15106 1415404 1070101 2026-06-02T22:31:05Z Àncilu 87978 1415404 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} [[File:Абу-ль-Аля аль-Маарри.jpg|thumb|al-Maʿarrī]] '''Abū al-ʿAlāʾ Aḥmad ibn ʿAbd Allāh ibn Sulaymān al-Tanūkhī al-Maʿarrī''' (973 – 1057), poeta e letterato arabo. *Ammorbidisci il tuo passo. Io penso che la superficie della [[Terra]] sia solo un corpo di morti. Cammina lentamente nell'[[aria]], così da non calpestare i resti dei servitori di [[Dio]].<ref>https://www.britannica.com/art/Arabic-literature</ref><ref>https://www.bbc.com/news/magazine-35745962</ref> *Credi solo in un [[Dio]], Dio è unico non credere e non sentire chi ti dice il contrario.<ref name="dio" /> *[[Dio]] mi donò di pentirmi e mi concesse ampia ricompensa. E per questo non cesso di lodarlo.<ref>http://www.einaudi.it/libri/libro/abu-l-ala-al-ma-arri/l-epistola-del-perdono/978880620735</ref> *Gli abitanti della [[Terra (pianeta)|Terra]] sono di due tipi:<br /> quelli con [[cervello]], ma senza [[religione]],<br /> e quelli con religione, ma senza cervello. (citato in Amin Maalouf, ''Crusades Through Arab Eyes'', 1989) *Recitano i loro testi sacri, anche se i fatti mi informano che si trattano di finzione dal primo all'ultimo. [[Ragione]], tu sola parli di verità. Poi perisci agli sciocchi che hanno forgiato le tradizioni religiose o che le hanno interpretate.<ref>"The Meditations of Al-Ma'arri", in R. A. Nicholson's Studies in Islamic Poetry (1921)</ref> *Ringrazio [[Dio]] per la mia cecità nello stesso modo in cui ringrazi Dio per la tua visione.<ref>https://web.archive.org/web/20150501015248/http://al-hakawati.net/arabic/civilizations/diwanindex4a14.pdf</ref> *Su [[Dio]] non c'è nessun dubbio.<ref name=dio>https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=ar&u=http://www.m.ahewar.org/s.asp%3Faid%3D531262%26r%3D0%26cid%3D0%26u%3D%26i%3D0%26q%3D&prev=search</ref> *Se il nostro popolo non adora e credo solo a questo Dio con piena convinzione, allora non li riconosceremo più e non faranno più parte di noi.<ref name="dio" /> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Abu al-Ala}} [[Categoria:Poeti arabi]] lbbigs6vfvs9ev0ylj323ftq2twddqp 1415405 1415404 2026-06-02T22:41:02Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Al-Ma'arri]] a [[Al-Maʿarrī]] 1415404 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} [[File:Абу-ль-Аля аль-Маарри.jpg|thumb|al-Maʿarrī]] '''Abū al-ʿAlāʾ Aḥmad ibn ʿAbd Allāh ibn Sulaymān al-Tanūkhī al-Maʿarrī''' (973 – 1057), poeta e letterato arabo. *Ammorbidisci il tuo passo. Io penso che la superficie della [[Terra]] sia solo un corpo di morti. Cammina lentamente nell'[[aria]], così da non calpestare i resti dei servitori di [[Dio]].<ref>https://www.britannica.com/art/Arabic-literature</ref><ref>https://www.bbc.com/news/magazine-35745962</ref> *Credi solo in un [[Dio]], Dio è unico non credere e non sentire chi ti dice il contrario.<ref name="dio" /> *[[Dio]] mi donò di pentirmi e mi concesse ampia ricompensa. E per questo non cesso di lodarlo.<ref>http://www.einaudi.it/libri/libro/abu-l-ala-al-ma-arri/l-epistola-del-perdono/978880620735</ref> *Gli abitanti della [[Terra (pianeta)|Terra]] sono di due tipi:<br /> quelli con [[cervello]], ma senza [[religione]],<br /> e quelli con religione, ma senza cervello. (citato in Amin Maalouf, ''Crusades Through Arab Eyes'', 1989) *Recitano i loro testi sacri, anche se i fatti mi informano che si trattano di finzione dal primo all'ultimo. [[Ragione]], tu sola parli di verità. Poi perisci agli sciocchi che hanno forgiato le tradizioni religiose o che le hanno interpretate.<ref>"The Meditations of Al-Ma'arri", in R. A. Nicholson's Studies in Islamic Poetry (1921)</ref> *Ringrazio [[Dio]] per la mia cecità nello stesso modo in cui ringrazi Dio per la tua visione.<ref>https://web.archive.org/web/20150501015248/http://al-hakawati.net/arabic/civilizations/diwanindex4a14.pdf</ref> *Su [[Dio]] non c'è nessun dubbio.<ref name=dio>https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=ar&u=http://www.m.ahewar.org/s.asp%3Faid%3D531262%26r%3D0%26cid%3D0%26u%3D%26i%3D0%26q%3D&prev=search</ref> *Se il nostro popolo non adora e credo solo a questo Dio con piena convinzione, allora non li riconosceremo più e non faranno più parte di noi.<ref name="dio" /> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Abu al-Ala}} [[Categoria:Poeti arabi]] lbbigs6vfvs9ev0ylj323ftq2twddqp Occhio 0 16198 1415331 1396888 2026-06-02T12:35:36Z Micione 5365 +immagine 1415331 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Iris - left eye of a girl.jpg|thumb|Un occhio]] Citazioni sull''''occhio'''. ==Citazioni== *''Ahi! con quanti sospiri Amor pregai | Che le fermasse, a l'incontrarmi, il passo, | Per aver spazio di mirarla assai. | Ma ebber contrario effetto i preghi, ahi lasso! | Ch'ella passò volando, ed io restai | Da' suoi begli occhi trasformato in sasso''. ([[Angelo di Costanzo]]) *''Alla compagna di viaggio | i suoi occhi il più bel paesaggio | fan sembrare più corto il cammino.'' ([[Fabrizio De Andrè]]) *Certe cose possono saperle soltanto gli occhi. ([[Levante (cantante)|Levante]]) *''D. Che farete, occhi miei, poi ch'io non spero | Veder per tanto spazio il viso santo?<br />R. Farem con nuovo inusitato pianto | Fiumi maggior del [[Reno]] e dell'Ibero''. ([[Angelo di Costanzo]]) *Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi. ([[Italo Calvino]]) *''Con gli occhi malinconici, chini, umidi d'amore, | ora socchiusi come un fiore in boccio, | ora sfrontati, inquieti dalla timidezza, per un attimo | distolti quasi svelassero la folla di emozioni che si cela in cuore – | dimmi: chi è, bambina, l'uomo felice su cui posi oggi lo sguardo?'' ([[Amaruka]]) *[[Dio]] ci volle nascosta l'[[anima]] al riparo dal nostro indiscreto sguardo degli occhi: ma pure non ha voluto che di tutto ci dovessimo l'uno all'altro affidar ciecamente con troppo pericolo di inganni, tradimenti e sciagure. ([[Vittorio Bersezio]]) *''[[Donna]], ne gli occhi vostri | Tanta, e sì chiara ardea | Maravigliosa, altera [[luce]] onesta, | Che agevolmente [[Uomo|Uom]] ravvisar potea, | Quanta parte di [[Cielo]] in voi si chiude, | E seco dir: non mortal cosa è questa''. ([[Eustachio Manfredi]]) *E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l'ultimo Altro, anzi l'unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d'amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all'indecenza. ([[Elsa Morante]]) *''E te, beltade ignota, cinta di chiome bionde!... Tu azzurro hai l'occhio... Tosca ha l'occhio nero!'' ([[Giacomo Puccini]], ''[[Tosca]]'', trascrizione dallo spartito) *«È certo che un [[uomo]] lo si comprende assai meglio dagli occhi che non dalle [[Parola|parole]]...» ([[Robert Musil]]) *Gli occhi sono testimoni più precisi delle [[orecchio|orecchie]]. ([[Eraclito]]) *Gli occhi stanchi di pianto sono i più degni di riposarsi nella contemplazione del cielo. ([[Ambrogio Bazzero]]) *Ha gli occhi spietati di chi è [[amore|amato]] sopra ogni cosa. ([[Elias Canetti]]) *I dolori degli occhi sono rimossi dal bere vino puro, dai bagni, dai fomenti, dal salasso, dai purganti. ([[Ippocrate]]) *I moti rapidi ed inquieti degli occhi, uniti alle lagrime involontarie e taciturne, sono i più sicuri attestati della sensibilità, e della compassione. ([[Domenico Cirillo]]) *I pittori dovrebbero ricordare che l'occhio, di norma, è un organo buono, semplice, credulone – sempre pronto a prendere per vero tutto quello che gli viene detto con piglio e fermezza. ([[Samuel Butler]]) *I nostri occhi controllano gli altri; raramente penetrano in noi stessi. ([[Karekin I]]) *I suoi occhi si muovono sotto le [[lacrime]] come due pesci in un mare troppo stretto. ([[Margaret Mazzantini]]) *Il volto è lo specchio della [[mente]], e gli occhi senza parlare confessano i segreti del [[cuore]]. ([[Sofronio Eusebio Girolamo]]) *In caso di dolore agli occhi, dare a bere vino puro, bagnare con molta acqua e salassare. ([[Ippocrate]]) *In una donna noto subito gli occhi. Specie se ha le tette grosse. (''[[Rat-Man]]'') *L'occhio è il più autonomo dei nostri organi. Lo è perché gli oggetti della sua attenzione si trovano inevitabilmente all'esterno. L'occhio non vede mai sé stesso, se non in uno specchio. […] L'occhio continua a registrare la realtà anche quando non vi è ragione apparente per farlo, e in tutte le circostanze. […] Questo spiega la predilezione dell'occhio per l'arte in generale, e per l'arte veneziana in particolare. Questo spiega l'appetito dell'occhio per la [[bellezza]], e l'esistenza stessa della bellezza. Perché la bellezza è sollievo, dal momento che la bellezza è innocua, è sicura. ([[Iosif Aleksandrovič Brodskij]]) *L'essenziale è invisibile agli occhi. ([[Antoine de Saint-Exupéry]]) *L'occhio ha un tocco più delicato di quello delle dita più soavi. ([[Elémire Zolla]]) *L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose. ([[Italo Calvino]]) *L'occhio percepisce ma non scruta, crede ma non interroga, recepisce ma non indaga, è privo di desiderio e non persegue nessuna crociata. ([[Muriel Barbery]]) *L'occhio segue le vie che nell'opera gli sono state disposte. ([[Paul Klee]]) *La [[luna]], occhio pallido della notte guarda dall'alto, malinconica. ([[Heinrich Heine]]) *La [[notte]] mi rotola dentro gli occhi. ([[Arthur Rimbaud]]) *La prima parte della pittura è che li corpi con quella figurati si dimostrino rilevati, e che li campi di essi circondatori con le lor distanze si dimostrino entrare dentro la pariete, dove tal pittura è generata, mediante le tre prospettive, cioè diminuzione delle figure de' corpi, diminuzione delle magnitudini loro, e diminuzioni de' loro colori. E di queste tre prospettive la prima ha origine dall'occhio, le altre due hanno derivazione dall'aria interposta infra l'occhio, e l'obietto da esso occhio veduto. La seconda parte della pittura sono gli atti appropriati e variati nelle statue, che gli uomini non paiano fratelli. ([[Leonardo da Vinci]]) [[File:Daniela Bianchi 1963b.jpg|miniatura|Daniela Bianchi, 1963]] *''Laudata sii pel tuo viso di [[perla]], | o Sera, e pe' tuoi grandi umidi occhi ove si tace | l'acqua del [[cielo]]''. ([[Gabriele D'Annunzio]]) *''Le formiche alate vanno alla morte | bruciandosi sullo stoppino della lampada | anch'io ho incontrato | l'ora della morte nel luccichio della luce dei tuoi occhi | o meraviglia! Questo corpo che è stato sempre vigile | è completamente bruciato alla soglia dei tuoi occhi | io è come non sapessi.'' ([[Chairil Anwar]]) *''Li mie' foll' occhi, che prima guardaro | vostra figura piena di valore, | fuor quei che di voi, donna, m'acusaro | nel fero loco ove ten corte Amore.'' ([[Guido Cavalcanti]]) *''Luci caliginose, ombre stellate, | Luciferi ammorzati, Esperi ardenti, | Orioni sereni, Orse turbate, | mesti Polluci e Pleiadi ridenti; || soli etiopi e notti illuminate, | limpidi occasi e torbidi orienti, | meriggi nuvolosi, albe infocate, | foschi emisferi ed erebi lucenti, || ottenebrati lumi e chiare ecclissi, | splendide oscurità, tetri splendori, | firmamenti in error, pianeti fissi, || demoni luminosi, angioli mori, | tartarei paradisi, eterei abissi, | empirei de l'inferno, occhi di Clori!'' ([[Bartolomeo Dotti]]) *Mi piace pensare che a volte i nostri occhi parlino più delle nostre parole, perché sono lo specchio dell'anima. Sai quando incontri con lo sguardo uno sconosciuto per strada e pensi di vivere la sua stessa situazione o sensazione senza che vi conosciate o confidate? Secondo me è meraviglioso. ([[Romana Maggiora Vergano]]) *Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto. ([[Alessandro Baricco]]) *Niente è più singolare, più imbarazzante che il rapporto tra due persone che si conoscono solo attraverso gli occhi, che si vedono tutti i giorni a tutte le ore, si osservano e nello stesso tempo sono costretti dall'educazione o dalla bizzarria a fingere indifferenza e a passarsi accanto come estranei, senza saluto né parola. Fra di loro c'è inquietudine ed esasperata curiosità, l'isteria di un bisogno insoddisfatto, innaturale e represso di conoscersi e di comunicare e soprattutto una sorta di ansiosa attenzione. Infatti l'[[uomo]] ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è il frutto di una conoscenza incompleta. ([[Thomas Mann]]) *Non dar retta ai tuoi occhi e non credere a ciò che vedi: gli occhi vedono soltanto ciò che è limitato. ([[Richard Bach]]) *''Non si sazia l'occhio di guardare | né mai l'orecchio è sazio di udire.'' (''[[Qoelet]]'') *''O solitaria rete in riva ai laghi | che ragni<ref>''Ragnare'' da ''ragna'' (o ''tramaglio''), tipo di rete per l'uccellagione.</ref> il fior dell'acqua di sorrisi! | Quel pallore di cieli uccisi | negli occhi imbrillantati e vaghi''. ([[Corrado Govoni]]) *Occhio per occhio, [[dente]] per dente. (''[[Libro dell'Esodo]]'') *Paggio Fernando, perché mi guardi e non favelli? Guardo i tuoi occhi che son tanto belli. ([[Giuseppe Giacosa]]) *Perché l'uomo ha due occhi?<br>Perché non sia turbata la bella simmetria del volto, risponderebbe l'artista. Perché il secondo occhio compensi la perdita eventuale del primo, risponderà il prudente economista. Perché l'uomo possa piangere con due occhi sopra i peccati del mondo, dirà qualche santocchio. Sono risposte soggettive. Ma se rivolgeste questa domanda ad uno scienziato moderno, ne avreste una risposta da farvi inorridire. Scusi, signorina, dice lo scienziato con grave cipiglio, non c'è alcuna ragione Perché l'uomo abbia due occhi; la natura non è una persona, e non è cosi gretta da proporre un fine a tutto quello che fa. E non è ancor nulla! Io conosco un professore che si sarebbe altamente scandalizzato se i suoi scolari avessero osato rivolgergli una domanda così antiscientifica.<br>Domandatene ad uno scienziato meno arcigno, come credo di essere io. Io non saprei dirvi precisamente Perché l'uomo abbia due occhi; potrei forse dire che è per il piacere di vedervi qui radunati a sentirmi discorrere intorno a questo piacevole argomento.<br>Voi fate un risolino incredulo. Eppure è questa una di quelle questioni alle quali cento sapienti non potrebbero dare una esatta risposta. ([[Ernst Mach]]) *''Persona'' è forse il capolavoro assoluto di Bergman. Gioco di parole attraverso i volti, sovrimpressioni di volti. Non di occhi, la sovrimpressione degli occhi dà un unico occhio, la sovrimpressione dei volti produce due volti: accostati, una nuova figura. ([[Enrico Ghezzi]]) *Quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un'altra, l'uomo avveduto si fida del linguaggio dei primi. ([[Ralph Waldo Emerson]]) *Sono gl'ochi le sentinelle dell'anima, spettatori di chi onora e di chi spreggia. ([[Salvator Rosa]]) *Specchi in cui uno vede se stesso, così com'è e come l'altro lo vede. Questo sono gli occhi degli altri. ([[Barbara Garlaschelli]]) *''Tornino i grandi | Occhi fatali al lor natio sorriso'' ([[Ugo Foscolo]]) *Un occhio assetato mal si sazia con gli sguardi. ([[Andrea Perrucci]]) *[[Vecchiaia]]: È quel momento della vita in cui si chiude un occhio sui vizi che ci si può ancora concedere e si scagliano fulmini su quelli che non si è più in grado di commettere. ([[Ambrose Bierce]]) ===[[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]''=== *''Caron dimonio, con occhi di bragia | loro accennando, tutte le raccoglie; | batte col remo qualunque s'adagia.'' *''Come le [[pecora|pecorelle]] escono del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno''. *''E se le fantasie nostre son basse | a tanta altezza, non è maraviglia | ché sopra 'l sol non fu occhio ch'andasse.'' *''L'aiuola che ci fa tanto feroci, | volgendom'io con li etterni Gemelli, | tutta m'apparve da' colli a le foci; | poscia rivolsi li occhi a li occhi belli''. ===[[Gesù]]=== *Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. *Gli occhi sono come lampada per il corpo: se i tuoi occhi sono buoni, tu sarai totalmente nella luce, ma se i tuoi occhi sono cattivi, tu sarai totalmente nelle tenebre. ([[Discorso della Montagna]]) *Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. ([[Discorso della Montagna]]) ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *Ci guardammo negli occhi: io vidi solo me, lei soltanto sé. *Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Purché non lo vengano a sapere le mosche. *Occorrerebbero cento occhi per poterli chiudere su tutto. *Persino un occhio di vetro s'accorge della propria cecità. ===[[Paracelso]]=== *Se conosciamo l'anatomia dell'uomo interiore, possiamo vedere la natura delle sue malattie al pari dei rimedi. Ciò che vediamo con gli occhi esterni è l'ultima materia. *Siamo angeli che dormono ancora il greve sonno della carne. L'uomo deve destarsi, aprire gli occhi alla verità se non vuole correre il rischio di attraversare la vita come un bruto incosciente. *Un uomo adirato non è adirato solo nella sua testa o nei suoi pugni, ma dappertutto; una persona che ama non ama solo con l'occhio, ma con tutto il suo essere; in breve, tutti gli organi del corpo, e il corpo stesso, sono solo forme-manifestazioni di stati mentali. ==Proverbi== ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *All'invidioso gli si affila il viso e gli cresce l'occhio. *Dagli occhi sgorgano le [[lacrima|lacrime]] che piange l'amante, dal [[cuore]] le lacrime che piange l'infelice. *Dove sono i pulcini, è l'occhio della [[gallina|chioccia]]. *Due begli occhi fanno una [[bellezza|bella donna]]. *[[Fede]], occhio e [[coscienza]] non possono sopportare un granellin di sabbia. *Gli occhi piangono il presente, e il [[cuore]] va cercando l'avvenire. *In paese di ladri bisogna tener d'occhio i bauli. *L'invidia ha occhi acuti. *L'[[invidia]] si contenterebbe di un occhio, purché l'invidiato fosse cieco. *L'occhio del padrone ingrassa il [[cavallo]]. *L'occhio del savio illumina la terra. *L'occhio è lo [[specchio]] dell'[[anima]]. *La lacrima risplende, ma intorbida l'occhio. *La [[lontananza]] rimpicciolisce gli oggetti all'occhio, li ingrandisce al pensiero. *La prudenza è l'occhio della virtù. *Le ragazze piangono con un occhio, le sposate con due, le vedove con tre, le monache con quattro. *Occhio che piange, cuore che sente. *Occhio nero e capel biondo, la più bella son del mondo. *Occhio non vede, cuore non duole. *Vede più una buona [[madre]] con un occhio, che il [[padre]] con dieci. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *Bisogna guardare alle mani, e non agli occhi. *Chi troppo frena gli occhi, vuol dire che gli son scappati. *Corvi con corvi non si cavano gli occhi. *Dice più un'occhiata che una predica. *L'occhio vuol la sua parte. *Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro. *Lontan dagli occhi, lontan dal cuore. *Occhio bello, animo felino; occhio pesto, alma desta; occhio ridente, alma mordente. *Occhio con occhio fa mal riscontro. *Se occhio non mira, cuor non sospira. *Vedono più quattr'occhi che due. ==Note== <references/> ==Voci correlate== {{div col|3}} *[[Colore degli occhi]] *[[Monocolo]] *[[Occhiali]] *[[Occhiolino]] *[[Palpebra]] *[[Pupilla]] *[[Sguardo]] *[[Sopracciglia]] *[[Vista]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt}} [[Categoria:Occhio| ]] qavh8wshczbtohba4ef0rrahmyg70tn La bohème 0 16628 1415438 1240329 2026-06-03T09:04:16Z ~2026-32950-56 107366 /* Citazioni */ 1415438 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua|descrizione=il film di [[King Vidor]] ispirato all'opera|titolo=[[La boheme (film 1926)|La boheme]]}} [[File:Adolfo Hohenstein - La Bohème 1895.jpg|thumb|Poster de ''La Bohème'', 1895]] '''''La bohème''''', opera lirica in quattro quadri di [[Giacomo Puccini]], su libretto di [[Giuseppe Giacosa]] e [[Luigi Illica]], rappresentata la prima volta il 1° febbraio 1896. ==Citazioni== *''Già dell’Apocalisse appariscono i segni | In giorno di Vigilia non s’accettano pegni!''. (quadro I, Colline) *''*''La brevità, gran pregio!''. (quadro I, Rodolfo) *''Come? ... pranzare in casa? | Pranzare in casa è male | Oggi ch'è la [[vigilia di Natale]]! | Mentre il Quartiere Latino le sue vie | Addobba di salsicce e leccornie? | Mentre un olezzo di frittelle imbalsama | Le vecchie strade? È il dì della vigilia! | Là le ragazze cantano contente | Ed han per eco ognuna uno studente! | Un po' di [[religione]], o miei signori: | si beva in casa, ma si pranzi fuori''. (quadro I, Schaunard) *''Che gelida [[Mano|manina]], | se la lasci riscaldar. | Cercar che giova? – Al buio non si trova. | Ma per [[fortuna]] – è una [[notte]] di [[luna]], | e qui la luna l'abbiamo vicina.'' (quadro I, Rodolfo) *''Rime ed inni d'amore per sogni e per chimere e per castelli in aria l'anima ho milionaria''. (quadro I, Rodolfo) *''All’uom felice sta il sospetto accanto.''. (quadro II, Rodolfo) *''O bella età d’inganni e d’utopie! | Si crede, spera e tutto bello appare!''. (quadro II, Marcello) *''Ch’io beva del tossico!''. (quadro II, Marcello) *''Quando s’è come voi non si vive in compagnia.''. (quadro III, Marcello) *''Vecchia zimarra, senti, | io resto al pian, | tu ascendere il sacro monte or devi.''. (quadro IV, Colline) *''Qui.. amor... sempre con te! | Le mani... al caldo... e... dormire''. {{NDR|[[Ultime parole dalle opere teatrali|ultime parole]]}} (quadro IV, Mimì) ==Citazioni su ''La Bohème''== *– Winthorpe, Louis III. Allora. Un orologio d'oro. Un portafoglio di coccodrillo. Mastercharge, American Express... carta d'Oro. Visa, Diner's Club, Carte Blanche. Due biglietti per... la Boeme.<br>– La Bohème... è un'opera!<br>– È un'opera. (''[[Una poltrona per due]]'') *Vorrei farti presente papà che in tutta la ''Bohème'' non c'è una sola volta che senti dire la parola Morte. Non una volta, e è inutile che ti faccia presente che la storia è quella, che non c'è niente da fare e alla fine Mimì muore. Sì, si sente dire un po' in fondo al palcoscenico che è spirata. Spirata, chissà cosa vuol dire spirata. Che aveva dell'aria in corpo? ([[Maurizio Maggiani]] da ''Il romanzo della nazione'') ==Bibliografia== *[[Giuseppe Giacosa]] e [[Luigi Illica]], ''La bohème'', libretto, Ricordi 1896 *Giovanna Gronda e Paolo Fabbri, ''Libretti d'Opera italiani (dal seicento al novecento)'', Arnoldo Mondadori Editore, [[Milano]], 1997. ISBN 88-04-42258-0 ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''La bohème''}} [[Categoria:Opere liriche]] gg8op8ywg5l06uktwgn8gsmovvwh4cs 1415439 1415438 2026-06-03T09:05:00Z ~2026-32950-56 107366 /* Citazioni */ 1415439 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua|descrizione=il film di [[King Vidor]] ispirato all'opera|titolo=[[La boheme (film 1926)|La boheme]]}} [[File:Adolfo Hohenstein - La Bohème 1895.jpg|thumb|Poster de ''La Bohème'', 1895]] '''''La bohème''''', opera lirica in quattro quadri di [[Giacomo Puccini]], su libretto di [[Giuseppe Giacosa]] e [[Luigi Illica]], rappresentata la prima volta il 1° febbraio 1896. ==Citazioni== *''Già dell’Apocalisse appariscono i segni | In giorno di Vigilia non s’accettano pegni!''. (quadro I, Colline) *''La brevità, gran pregio!''. (quadro I, Rodolfo) *''Come? ... pranzare in casa? | Pranzare in casa è male | Oggi ch'è la [[vigilia di Natale]]! | Mentre il Quartiere Latino le sue vie | Addobba di salsicce e leccornie? | Mentre un olezzo di frittelle imbalsama | Le vecchie strade? È il dì della vigilia! | Là le ragazze cantano contente | Ed han per eco ognuna uno studente! | Un po' di [[religione]], o miei signori: | si beva in casa, ma si pranzi fuori''. (quadro I, Schaunard) *''Che gelida [[Mano|manina]], | se la lasci riscaldar. | Cercar che giova? – Al buio non si trova. | Ma per [[fortuna]] – è una [[notte]] di [[luna]], | e qui la luna l'abbiamo vicina.'' (quadro I, Rodolfo) *''Rime ed inni d'amore per sogni e per chimere e per castelli in aria l'anima ho milionaria''. (quadro I, Rodolfo) *''All’uom felice sta il sospetto accanto.''. (quadro II, Rodolfo) *''O bella età d’inganni e d’utopie! | Si crede, spera e tutto bello appare!''. (quadro II, Marcello) *''Ch’io beva del tossico!''. (quadro II, Marcello) *''Quando s’è come voi non si vive in compagnia.''. (quadro III, Marcello) *''Vecchia zimarra, senti, | io resto al pian, | tu ascendere il sacro monte or devi.''. (quadro IV, Colline) *''Qui.. amor... sempre con te! | Le mani... al caldo... e... dormire''. {{NDR|[[Ultime parole dalle opere teatrali|ultime parole]]}} (quadro IV, Mimì) ==Citazioni su ''La Bohème''== *– Winthorpe, Louis III. Allora. Un orologio d'oro. Un portafoglio di coccodrillo. Mastercharge, American Express... carta d'Oro. Visa, Diner's Club, Carte Blanche. Due biglietti per... la Boeme.<br>– La Bohème... è un'opera!<br>– È un'opera. (''[[Una poltrona per due]]'') *Vorrei farti presente papà che in tutta la ''Bohème'' non c'è una sola volta che senti dire la parola Morte. Non una volta, e è inutile che ti faccia presente che la storia è quella, che non c'è niente da fare e alla fine Mimì muore. Sì, si sente dire un po' in fondo al palcoscenico che è spirata. Spirata, chissà cosa vuol dire spirata. Che aveva dell'aria in corpo? ([[Maurizio Maggiani]] da ''Il romanzo della nazione'') ==Bibliografia== *[[Giuseppe Giacosa]] e [[Luigi Illica]], ''La bohème'', libretto, Ricordi 1896 *Giovanna Gronda e Paolo Fabbri, ''Libretti d'Opera italiani (dal seicento al novecento)'', Arnoldo Mondadori Editore, [[Milano]], 1997. ISBN 88-04-42258-0 ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''La bohème''}} [[Categoria:Opere liriche]] p1cjhpwq1wh0qbxce7wajld151txjtl Terenzio Mamiani 0 22799 1415347 1400496 2026-06-02T14:10:31Z BetaKentauri2 106242 1415347 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Terenzio Mamiani 3.jpg|thumb|Terenzio Mamiani]] '''Terenzio Mamiani della Rovere''' (1799 – 1885), filosofo, politico e scrittore italiano. ==Citazioni di Terenzio Mamiani== *Io lascio l'Italia senza speranza di più rivederla.<ref>Citato da Filippo Mariotti nella [https://storia.camera.it/regno/lavori/leg15/sed458.pdf Tornata del 22 maggio 1885] della Camera dei Deputati (Regno d'Italia).</ref> *{{NDR|[[Roma]]}} [...] per legge di natura e necessità delle cose venerando capo d'Italia.<ref>In ''[[Nuova Antologia]]'', anno I, vol. I, 31 gennaio 1866, p. 94; citato in [[Giovanni Spadolini]], ''Firenze capitale'', Felice Le Monnier, Firenze, 1971<sup>5</sup>, p. 190.</ref> *[...] Testimonio essendo il Pontefice [della insurrezione dell'Italia contro l'Austria] e d'altra parte abborrendo egli, pel suo ministero santissimo, dalle guerre e dal sangue ha pensato... d'interporsi fra i combattenti, e di fare intendere ai nemici della nostra comune patria, quanto crudele ed inutile impresa riesca ormai quella di contendere agli italiani le naturali frontiere... <ref>9 giugno 1848; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 631.</ref> ==''Antonio Oroboni alla sua fidanzata''== ===[[Incipit]]=== Dallo Spielberg, ai 5 d'Aprile.<br> ''Del soave amor tuo, nobile spirto | Ed infelice, io vissi altera e santa: | Di quel vivrò, giuro all'eterno Iddio, | Si che il dolor nol chiuda entro al sepolcro. | Tai celesti parole in picciol foglio | Vergate, o cara, ebb'io da te quel giorno | Che tramutai le dolci aure lombarde | Con queste ignote al Sol tombe di vivi''. ===Citazioni=== *''Io muojo, ed al suo fine affretta | questa lunga agonia che chiaman vita | qui per istrazio''. *''Quando suonarne il certo annunzio udrai, | non pianger tu, non piangere, o diletto | spirto d'amor, ché del mio ben migliore | Lacrimar ti disdice''. *[...] ''Il misero | che gemea quivi giù, poiché il dolore | soverchiò troppo, disperatamente | diè del capo nel sasso e del diffuso | Cerebro il tinse.'' *[...] ''d'ogni affetto umano affinatrice | fiamma è il dolore, e di virtù maestra | la morte.'' ==''D'un nuovo diritto europeo''== ===[[Incipit]]=== Il giure civile di ciascun popolo ha nel testo delle leggi positive e speciali autorità sufficiente da soddisfare la giustizia ordinaria e da risolvere i dubii e acquetare le controversie intorno agli interessi e agli ufficii d'ogni privato cittadino. Di quindi nasce che possono alcuni curiali riuscire segnalati e famosi al mondo con la sola abilità del pronto ricordare, dell' acuto distinguere e dell'interpretare acconcio e discreto.<br />Al giure delle genti occorre, invece, assai di frequente la discussione delle verità astratte. Perocché esso è indipendente e superiore all'autorità delle sopra citate leggi; si connette immediatamente al giure naturale che è al tutto razionale e speculativo; spesso gli è forza di riandar col pensiero sulle fondamenta medesime dell'[[ordine sociale]] umano, e spesso altresì non rinviene modo migliore per risolvere i dubii e acquetare le discrepanze tra popolo e popolo fuor che indagare i grandi pronunziati della ragione perpetua del diritto, chiariti, dedotti e applicati mercé della scienza. ===Citazioni=== *Poco importa se i metafisici e i letterati si bisticciano; ma non va senza danno del genere umano il discordare e il traviare de' pubblicisti. E già si disse che il fine criterio degli uomini illuminati coglie il certo e il sodo della [[scienza]], ma non la crea e non l'ordina. (p. 5) *La demenza degli uomini fa talvolta scandalosa la [[verità]]; laonde ella ebbe a pronunziare di se medesima: ''non venni a recare la pace in mezzo di voi, sibbene la spada''. (p. 11) *Lo [[Stato]] essere certa congregazione di [[Famiglia|famiglie]] la qual provvede con leggi e con tribunali al bene proprio e alla propria tutela; tanto che sieno competentemente adempiuti i fini generali della socialità e i particolari di essa congregazione. (p. 13) *Lo [[Stato]] non esiste per la contiguità sola delle terre e delle abitazioni, ma per certo congiungimento e unità delle menti e degli animi. (p. 15) *La libera città di [[Amburgo]] è così autonoma come l'impero di Moscovia. Il che riconosciuto e fermato, se ne ritrae ciò che pel diritto internazionale è primo principio ed assioma, non potersi da niuno e sotto niuna ragione arrogare la facoltà di offendere e menomare l'autonomia interna ed esterna di qualchesia Stato insino a tanto che questo non provoca gli altri ad assalirlo con giusta guerra; ed eziandio in tal caso è lecito di occupare temporalmente il suo territorio e dominare il suo popolo nei limiti della difesa e dell'equo rifacimento dei danni. (p. 20-21) *Le varie provincie [[Spagna|spagnuole]] o [[Francia|francesi]] e i tre regni [[Gran Bretagna|britanni]] congiunti ed unificati per la conquista o l'eredità palesarono in lungo volgere d'anni la volontà loro ferma ed unanime di perseverare in quella identità e unità di vita sociale e politica. Per lo contrario, l'incorporamento delle provincie basche nell'unità politica degli [[Spagna|Spagnuoli]] fu con violenza adempiuta e poi mantenuta. Voleva ragione e giustizia che per l'azione lenta del tempo e della civiltà riconoscessero quei popoli da se medesimi la utilità di vivere al tutto vita comune coi popoli iberici. Similmente, era iniqua la condizione degl'[[Irlanda|Irlandesi]] quando l'irosa [[Inghilterra]] per la diversità del culto li segregava dal godimento dei diritti politici. (p. 22) *L'uomo individuo può nel servaggio e nelle catene serbare con isforzo la libertà dello spirito e compiere in altro modo e sotto altre condizioni certa eroica purgazione e certo mirabile perfezionamento della sua parte interiore e immortale. Ma ciò è impossibile ad un popolo intero, il quale nel servaggio di necessità si corrompe ed abbietta, e quindi [[Gian Vincenzo Gravina]] chiamò assai giustamente la libertà delle nazioni ''sacrosanta cosa e di giure divino''. (p. 25) *L'[[anima]] non è vendibile e non è nostra, dicevano i teologanti per dimostrare da più parti la iniquità del contratto. E neppure la [[libertà]] è vendibile; e se l'usarla e abusarla è nostro, non è tale la facoltà e il principio infuso da [[Dio]] con l'alito suo divino e che al dire di [[Omero]] vale una mezza anima. (p. 30) *Lo [[Stato]] possiede onninamente se stesso; niuno fuori di lui può attribuirsene la padronanza. Quindi i [[Popolo|popoli]] o vivono in se od in altri; cioè a dire, o provedono ai propri fini con leggi e ordini propri e componendo un individuo vero e perfetto della universa famiglia umana; ovvero entrano a parte d'altra maggior comunanza con ugualità di diritto e d'ufficio, come quelle riviere che ne' più larghi e reali fiumi confondono le acque e perdono il nome. Questa è la generale e astratta dottrina che danno la [[ragione]] e la [[scienza]]. (p. 32) *[[Patria]], impertanto, significa quella determinata contrada e quella peculiare congregazione di uomini a cui ciascuno degli abitanti e ciascuno dei congregati sentesi legato per tutti i doveri, gl'istinti, i diritti, le speranze e gli affetti del vivere comune. (p.) *La [[patria]] considerata nella sua morale e profonda significazione è il compiuto sodamento di ciascuno verso di tutti e di tutti verso ciascuno. (p. 36-37) *Se la [[patria]] non ha debito né possibilità di nudrire del suo ogni giorno tutti i suoi indigenti, spietata cosa sarebbe inibire a questi di procacciarsi altrove la sussistenza. (p. 39) *Prediletta opera delle mani di [[Dio]] sono le [[Nazione|nazioni]]. (p. 41) *Qual [[nazione]] è pura, domandano essi, e tutta omogenea, e quale [[Stato]] in [[Europa]] non è straniero a qualche porzione de' sudditi proprii? L'[[Inghilterra]] pesa sul popolo Jonio, la [[Francia]] sull' [[Algeria|Algerino]], la [[Spagna]] sul Basco. Non nacquero forse Italiani i [[Corsica|Corsi]] e [[Germania|Tedeschi]] i popoli dell'[[Alsazia]]? I [[Polonia|Polacchi]] di Posen son forse [[Prussia|Prussiani]]; e non è mezzo slava la Silesia? Chiameremo [[Russia|Russi]] i [[Lituania|Lituani]] o i [[Finlandia|Finlandesi]] o gli abitanti di [[Riga]] e della [[Curlandia]]? E se tinti vediamo della medesima pece tutti i governi, se niuno, a rispetto del puro principio di nazionalità, è incolpevole, qual profitto si può dedurre d'una teorica non mai applicabile; ed anzi, come può essere teorica e vera, se i fatti in ogni luogo e tempo la contradicono? (p. 45) *Lo [[Stato]] dipendente come si sia da un altro non è, a propriamente parlare, autonomo; e perciò, a rigore di definizione, neppure la denominazione di Stato gli si compete. (p. 61) *I [[Principe|prìncipi]] non sono, del certo, scelti da [[Dio]] immediatamente, ma sono da Dio immediatamente investiti di loro [[sovranità]]. Il popolo indica l'uomo a cui vuole obbedire e in quell'uomo è subito la pienezza della sovranità che da Dio gli proviene. Perocché come da Dio è istituito il fine della socievole comunanza, così è istituito il mezzo nella autorità del comando. (p. 71) *È sicuro che nella lunghezza dei secoli le volontà e i giudizi umani si accostano all'assoluto del bene sociale, quanto che la via che viene trascorsa non procede diritta e spedita ma declina e torce continuo fra molti errori e molte misere concussioni. (p. 75) *La [[libertà]], essendo naturale ed essenziale agli uomini e necessaria concomitanza d'ogni bontà, è doveroso per tutti il serbarla integra nella sostanza; e perciò, né il privato individuo si può vendere ad altro privato, né tutto il corpo de' cittadini assoggettarsi pienamente e perpetuamente al dominio d'alcuno, sia forestiere o nativo. (p. 80) *Poco o nessun [[valore]] ha il dissentimento dei piccioli e deboli, quando anche piglino ardire di esprimerlo; e chi investiga la Storia, ritrova che delle proteste loro giacciono grandi fasci dimenticati negli archivi delle Cancellerie. (p. 98) *Dacché siete i più forti, correte poco rischio di vivere ''ex lege'' alla maniera dei Ciclopi. Ma confessare il diritto e contro il diritto procedere, non è conceduto a nessuno; e parlavano meglio quegli [[Atene|Ateniesi]] che alle querele dei [[Mileto|Milesi]] rispondevano senza sturbarsi : il [[diritto]] è cosa pei deboli e non già pei forti e pei valorosi. (p. 113) *Ogni [[popolo]] è autonomo; o con altri vocaboli, ogni [[Stato]] vero è libero ed inviolabile inverso tutti i popoli e tutti gli Stati. (p. 121) *E [[patria]] nel significato morale e politico è sinonimo di [[Stato]], in quanto questo compone uno stretto e nativo consorzio in cui ciascun cittadino ha debito e desiderio insieme di effettuare il grado massimo di unimento sociale e civile. (p. 122) *S'incominci dall'avvisare chi sono costoro che si querelano dell'abusata libertà degli [[Stato|Stati]] e ne temono danni così spaventevoli. Costoro sono i medesimi da cui si alzano lagni e rimproveri cotidiani per qualunque libertà, eccetto la propria loro. Vogliono [[Libertà di stampa|limitare la stampa]], limitare la libera concorrenza, limitare i Parlamenti e in fine ogni cosa col pretesto volgare ed ovvio che i parlamenti, il commercio, la stampa abusano di loro facoltà e trasvanno più d'una volta e in più cose. (p. 207) *La [[volontà]] umana, dite, è corrotta e inchinevole al male. Può darsi; ma privata di [[libertà]] so che depravasi molto di più e i padroni non meno che i servi. (p. 208) *Non è lecito agli uomini di esercitare nessun [[diritto]] qualora difettino pienamente delle facoltà e dei mezzi correlativi. Perciò il fanciullo, il mentecatto, l'idiota cade naturalmente sotto l'altrui tutela, e per ciò medesimo la parte meno educata del volgo ed offesa di troppa ignoranza, o posta in condizione troppo servile, non ha nel generale facoltà e mezzi proporzionati ad esercitare diritti politici. (p. 219) ==''Dell'ottima congregazione umana''== ===[[Incipit]]=== Esaminato il fine del viver comune, fatta rassegna d'alcuni principii direttivi, più bisognevoli al nostro intento e poco o nulla noti agli antichi, segue senza più che noi trapassiamo a contemplare l'ottimo ordinamento civile. Della qual materia stragrande fermammo in principio del libro che sarebbero da noi segnate alquante linee soltanto, scegliendo quelle che più hanno riferimento con l'indole speciale de' tempi nostri. E pur questi pochi lineamenti noi cercheremo di descriverli, come suoi fare l'artista, secondo il concetto d'una bellezza ideale ricavata e desunta con fedeltà squisita dall'essere delle cose e figurandola in mente come e quale uscirebbe dalle mani della natura, quando non la perturbassero gli scorretti accidenti. Cosi noi delineeremo qnalche fattezza dell'incivilimento umano, contemplandolo nella natura primitiva ed universale dei popoli, ed avvisandoci di non iscambiare l'alterato e il mutabile col permanente ed inalterato; e per converso, di non dar nome d'errore emendabile e di accidente transitorio a ciò che appartiene alle condizioni salde e durevoli della comunanza civile. Chè nel primo difetto cadono i troppo retrivi ed i pusillanimi; nel secondo, i novatori audaci e leggeri. ===Citazioni=== *[[Aristotele|Aristotile]] con molto senno incomincia dall'insegnar quello che spetta al buono stato della [[famiglia]], perché della comunanza umana l'individuo compiuto non è lo scapolo, ma l'ammogliato con prole o vogliam dire la famiglia, rimossa la quale, come fu scritto nell'aforismo ''XIV'', non rimane intermezzo alcuno che tempri l'amor proprio e la fiera e violenta natura nostra. (p. 400, I) *L'organizzazione tanto è più eccellente quanto meno cede alle esterne azioni ed impressioni ed anzi modifica con maggior efficacia ed appropria a sé quelle azioni. (p. 401, I) *È da confessare che un gran trovato fece lo [[spirito]] umano e giovevole soprammodo alla prosperità del viver sociale, quando mise in atto quello che fu domandato governo rappresentativo o parlamentare. (p. 404, I) *Se dirai: carattere di [[nazione]] è la continuità e circoscrizione del suolo, i [[Germania|Tedeschi]] di qua del [[Reno]] sarebber [[Francia|Francesi]], e non è [[Grecia]] l'[[Asia]] minore, e gli [[Israele|Ebrei]] non compongono nazione, e malamente la compongono le genti slave. Se dirai la lingua; i Baschi non sono [[Spagna|spagnuoli]], né francesi i Bretoni e quei dell' Alsazia, e non ha niente di nazione la [[Svizzera]] né l'[[Ungheria]] dove più lingue sono parlate. Se la [[religione]]; troppe smentite ci danno [[Germania]], [[Inghilterra]] e gli [[Stati Uniti d'America|Stati Uniti americani]]; d'altra parte, sotto il rispetto dell'unità religiosa, farebber nazione insieme [[Sicilia|Siciliani]] e [[Messico|Messicani]], [[Irlanda|Irlandesi]] e [[Etiopia|Abissini]]. Se il [[governo]]; i [[Lombardia|Lombardi]] sono [[Austria|austriaci]], sono [[Turchia|turchi]] i Greci, francesi gli [[Arabo|Arabi]] e via discorrendo. Se la [[letteratura]] e le [[Arte|arti]] ; non fanno [[nazione]] quei popoli a cui mancano lettere e arti proprie e le accattano dai forestieri, come usavano poco fa i [[Russia|Russi]], i [[Boemia|Boemi]], gli [[Ungheria|Ungaresi]] ed altri, e tuttora non cessano. Se le origini e la schiatta; le colonie sono tal membro e così vivace del corpo della [[patria]] onde uscirono, da non potersene mai dispiccare, e la guerra americana fu dalla banda dei sollevati iniqua e parricida. Gran questione poi insorge sulle genti di confine, le quali compongonsi il più delle volte di schiatte anfibie, a cosi chiamarle. Quindi noi vogliamo, per via d'esempio, i [[Nizza|Nizzardi]] essere [[Italia|italiani]] e i Francesi li fanno dei loro. Né minor controversia nasce circa cento popolazioni per la terra disseminate, che è impossibile di ben definire a qual generazione appartengano, né per sé bastano a far nazione, come [[Bosnia|Bosniaci]], [[Bulgaria|Bulgari]], [[Albania|Albanesi]], [[Illiria|Illirii]], [[Malta|Maltesi]] e innumerevoli altri. (p. 429, V) *La compagnia civile comincia là solamente dove gli animi si accostano, e sorge desiderio di regolato e comune operare. (p. 2, VI) *La [[Giustizia]], secondo [[Omero]], apre e chiude i congressi degli Dei, non quelli degli uomini. (p. 2, VI) *La voce [[nazione]] nel suo peculiare e pieno significato vuol dire unimento e società d'uomini che la natura stessa con le sue mani à fatta e costituita mediante la mescolanza del sangue e la singolarità delle condizioni interiori ed estrinseche; per talché quella società distinguesi da tutte le altre per tutti gli essenziali caratteri che possono diversificare le genti in fra loro, come la schiatta, la lingua, la religione, l'indole, il territorio, le tradizioni, le arti, i costumi. (p. 2, VI) *[[Nazione]] vuol significare ''certo novero di genti per comunanza di sangue, conformità di genio, medesimezza di linguaggio atte e preordinate alla massima unione sociale''. (p. 2, VI) *Gli [[Svizzera|Svizzeri]] varii di lingua, di schiatta, di religione e d'usanza sonosi costituiti artificialmente e politicamente in [[nazione]], mediante una grande e maravigliosa unità morale che turbata e rotta alcune volte di dentro è sempre riuscita gagliarda di fuori a fronte degli stranieri. (p. 5, VI) *I Greci ed i Musulmani dell'Asia Minore o d'altra contrada, i quali tuttoché nati e cresciuti nel suolo stesso, pur non si chiamano concittadini, e vivono e sempre vivranno stranieri l'uno accanto dell'altro. (p. 8, VII) *Lo stipite [[Umanità|umano]] è ordinato esso pure a spandere discosto da sé le propagini e i semi; e ogni germe nuovo dee nudrirsi del terreno ove cade, non del tronco da cui si origina. (p. 11, VII) *Sieno rese grazie publicamente da tutta l'[[Italia]] a voi, o [[Valdismo|Valdesi]], che l'antica madre mai non avete voluto e potuto odiare e sconoscere insino al giorno glorioso che fu da [[Dio]] coronata la vostra costanza, e un patto comune di libertà vi riconciliava con gli emendati persecutori. (p. 13, VII) *S'io credessi quelle [[Arma|armi]] che assiepano il Foro, dicea [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], starsene qui a minacciare e non a proteggere, cederei al tempo e mi terrei silenzioso. Ma il fatto fu che quelle armi nel Foro inducevano per se sole una fiera minaccia, tanto ch'egli parlò poco e male, e la paura ammazzò l'eloquenza. (p. 18, VIII) *Dal riscontro, per tanto, di tutte le storie, senza timore mai d'eccezione, e più ancora dalla ripugnanza intima di certi termini, quali sono felicità a servitù, spontaneità e costrizione, ricavasi questa assoluta sentenza che tra le [[Nazione|nazioni]] civili il governo straniero non può vantarsi mai né della legittimità che abbiamo chiamata interiore, né della esteriore che emana dall'assentimento espresso o tacito delle popolazioni. (p. 20-21, IX) *Non può aver luogo [[prescrizione]], dove i [[Diritto|diritti]] innati o fondamentali dell'uomo ricevono sostanziale ingiuria ed offesa; e di si fatti è per appunto la indipendenza o dimezzata o distrutta. (p. 21, IX) *Ogni cosa nell'[[uomo]] è principiata dalla [[natura]] e poi dalla [[ragione]] e dall'[[arte]] è compiuta. (p. 30, XI) ==''Mario Pagano, ovvero, della immortalità''== ===[[Incipit]]=== [[Francesco Pignatelli]] — [[Giuseppe Poerio]]<br />'''Pignatelli''': Voi stesso l'avete udito?<br />'''Poerio''': E come nò, se rinchiuso era con lui in una prigione medesima?<br />'''Pignatelli''': E fu la vigilia della sua morte?<br />'''Poerio''': Appunto fu la vigilia. Sapete che valica la mezzanotte, una voce improvvisa e sepolcrale veramente rompevane il sonno chiamando forte per nome alcuno di noi; e quella chiamata voleva dire: vieni, ti aspetta il carnefice. La notte pertanto che seguitò quel mirabil discorso di [[Mario Pagano]] gli sgherri gridarono il nome suo, e fu menato al patibolo.<br />'''Pignatelli''': Stava per mezzo a voi quell'omerica figura del [[Ettore Carafa|conte di Ruvo]]?<br />'''Poerio''': Nò, ma in Castello dell'Uovo insieme con altri uffiziali e con l'intrepido [[Gabriele Mantonè|Mantonè]]. Nel Castel Nuovo e in quella carcere proprio dove era [[Francesco Mario Pagano]], stava il fratel vostro maggiore, principe di Strangoli, stava io, il [[Francesco Conforti|Conforti]], [[Domenico Cirillo|Cirillo]], Granali, [[Eusebio Palmieri]], [[Vincenzo Russo]] e due giovinetti amorevoli e cari, cioè l'ultimo figliuolo dello Spanò ed un marchese di Genzano, bello come l'Appollino e di cui sentiva il Pagano particolare compassione. ===Citazioni=== *'''Poerio''': V'à una cagione suprema di tutte le cose, cagione assoluta e però insofferente di limiti e incapace d'aumento e di defficienza. Ma se niun difetto può stare in lei, ella è il bene infinito e comprende infinitamente ogni specie di bene. Ciò posto, la cagione suprema è altresì infinita bontà che raggia il bene fuor di sé stessa e ne riempie la creazione ed ogni ente se ne satura, a dir così, per quanto fu fatto capace. Tale contenenza di [[bene e male|bene]] è poi sempre difettiva perché sempre è finita. Di quindi si origina il [[bene e male|male]]. Non si chieda dunque perché [[Dio]] è permettitore del male, ma chiedasi in quella vece perché piacque a Dio, oltre all'infinito, che sussistesse pure il finito. (p. 16) *'''Poerio''': Se il [[vivere]] nostro presente fosse condito di molto diletto e noi incapaci di conoscere e desiderare con ismania istintiva l'[[eternità]], forse potrebbesi giudicare senza paradosso aver noi sortito quella porzioncella sola e frammento di beatitudine, brevissima ma sincera e inconsapevole della propria caducità. (p. 17) *'''Poerio''': Col presupposto della [[immortalità]], bene avvertiva il [[Giordano Bruno|Bruno]], alcun desiderio naturale non è indarno e alcuna lacrima non cade senza conforto. Con la immortalità non è affetto generoso perduto, non ferita dell'animo a cui non si apparecchi altrove copioso balsamo. Per entro il corso interminato e magnifico de'nostri destini, ogni male vien riparato, ogni speranza risorge, ogni bellezza rifiorisce, ogni felicità si rinnova e giganteggia ne'secoli. (p. 18) *'''Poerio''': Quando fosse possibile strappare dal cuor dell'uomo il concetto e la speranza della [[immortalità]], il consorzio civile medesimo pericolerebbe di sciogliersi e i piaceri e le utilità stesse della vita presente verrebbero gran parte impedite o affatto levate di mezzo. (p. 18) ==''Prose letterarie''== ===''Avvertenza''=== *I dotti e i legisti barbareggiavano sempre peggio, e pareva in loro una sorta di necessità tramutata in diritto, e niun discepolo mai se ne querelava; e le lettere cadevano in tale grettezza, che nelle prose del [[Pietro Giordani|Giordani]] si appuntavano parecchie mende di stile, ma nessuno accusava la tenuità dei concetti e la critica angusta e slombata. Il [[Pietro Colletta|Colletta]] era stimato dai più uno storico sovrano e poco meno che un [[Tacito]] redivivo, ed altri istituivano paragone tra il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] e il [[Carlo Botta|Botta]], tra il [[Carlo Goldoni|Goldoni]] ed [[Alberto Nota]]. Tale il gusto e il criterio comune. Pochi grandi intelletti non mancavano neppure a quei giorni. Basti ricordare [[Lorenzo Bartolini|Bartolini]] nella scultura; [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] e [[Giovanni Battista Niccolini|Niccolini]] nella poetica; [[Gioacchino Rossini|Rossini]], [[Vincenzo Bellini|Bellini]], [[Gaetano Donizetti|Donizetti]] nella musica. *In [[Italia]] scemando il sapere e la potenza meditativa, crebbe l'amore spasimato ed irragionevole della bellezza dell'abito esterno, lasciando a digiuno la mente e poco nudriti e mal governati gli affetti. *Letteratura vasta, soda e ben definita, e parimente larghe scuole e ben tratteggiate e scolpite mancano alla patria nostra da quasi tre secoli e piuttosto ne abbiamo avuto cenni e frammenti, e ogni cosa a pezzi, a sbalzi e a modo d'assaggio. *Miei degni signori, il cibo che v'apparecchio è scarso, scondito e di povera mensa, ma è [[letteratura]] e non metafisica. *Non appena l'esilio mi astrinse a lasciare l'Italia e fui spettatore d'altro ordine di civiltà e uditore d'altri maestri, subito mi si aprì dentro l'animo l'occhio doloroso della coscienza, ed ebbi della mia [[ignoranza]] una paura ed una vergogna da non credere. *Per giudicare alla prima prima che tutto è vecchio e trito in un [[libro]] convien sapere dell'autore se nel generale à l'abito di pensar di suo capo. *IX. — Ed egli evoca nuovi spiriti di più sublime natura, i quali entrano a uno a uno dentro la torre.<br/>''Spirito del mare''. Che vuoi ?<br/>''Barone''. Sapere l'essenza del bene e la fonte della felicità.<br />''Spirito del mare''. Perché lo chiedi al mare ?<br />''Barone''. Perché tu sai o puoi sapere ogni cosa; tu nei silenzj della notte tieni misteriosi colloquj con la luna e con le stelle che in te si riflettono ; e tu pur ricevi nell ' ampio tuo seno i fiumi tutti del mondo, i quali ti raccontano le geste antiche dei popoli e le più antiche vicende dei continenti per mezzo a cui essi fluiscono senza posa.<br />''Spirito del mare''. lo non so nulla (sparisce).<br />''Barone''. Che tu venga malmenato in eterno dallo spirito delle procelle, e che i tuoi membri immortali sieno rotti e squarciati mai sempre dalle taglienti creste degli ardui scogli.<br /><br />''La coda del cavallo bianco dell' Apocalisse''. Che vuoi ?<br />''Barone''. Sapere in che consiste il bene, e dove è la fonte della felicità.<br />''La coda''. Perché lo chiedi a me ?<br />''Barone''. Tu sai la fine ultima delle cose, e tu comparirai poco innanzi della consumazione del secolo.<br />''La coda''. Quando io comparirò, io ondeggerò nelle sfere, simile alla caduta del Niagara e più tremenda della coda delle comete. Ogni mio crine rinserra un destino ; e ogni mio moto è un cenno di oracolo ; ò trascorsi tutti i cieli di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]] e i cieli di [[Galileo Galilei|Galileo]] e i cieli di [[Friedrich Wilhelm Herschel|Herschel]]; ò lambita con la mia criniera la faccia delle stelle, e l'ò distesa sulle penne de' turbini; molte cose ò conosciute, ma non quel che tu cerchi: io non so nulla (sparisce). ===''Prefazione alla scelta dei poeti italiani dell'età media''=== *Dagli Arabi si travasò il mal gusto ne' Catalani e ne' Provenzali, e una vena non troppo scarsa ne fu derivata ne' primi nostri verseggiatori. [[Dante]] egli pure non se ne astenne affatto; e noi peniamo a credere che a quel genio sovrano venisse scritta la canzone lambiccatissima della Pietra. (II) *Sa ognuno che nel seicento, con lo scadere dell' arte, ricomparvero quelle freddure e mattie, e ogni cosa fu piena di acrostici, d'anagrammi, d'allitterazioni e altrettali sciempiezze. Ma per buona ventura cotesta sorta vanissima di pedanteria non sembra ai moderni pericolosa; e dico ai moderni italiani, perché appresso gli stranieri non ne mancano esempj ; e molti anno letto in un vivente poeta francese di gran nomea certi capricci di metri e di rime i quali dimostrano come in lui siensi venuti rinnovando tutti gli umori e le vertigini dei seicentisti. E nemmanco ci pare immune dalle stranezze di cui parliamo quel concepimento del Goethe di ordire la tragedia del Fausto con questa singolar legge che ogni scena fosse dettata in metro diverso ed una altresì in nuda prosa, onde potesse affermarsi che niuna maniera del verseggiare ed anzi dello scrivere umano (per quanto ne è capace il tedesco idioma) mancasse a quel dramma ; nuova maniera e poco assai naturale e graziosa di porgere idea e figura del panteismo. (II) *Non può né deve il [[poeta]] scompagnarsi mai troppo dalle opinioni e dai sentimenti comuni dell'età sua; chè da questi principalmente è suscitato l'estro di lui, con questi accende e innamora le moltitudini. D'ogni altro pensiero ed affetto, ove li possieda e li senta egli solo, avrà pochi intenditori, pochissimi lodatori ; e la favella delle Muse langue e muor sulle labbra se non suona ad orecchie benevole e a cuori profondamente commossi. (VI) *In [[Inghilterra]] il [[John Milton|Milton]] fierissimo repubblicano e segretario eloquente del gran [[Oliver Cromwell|Cromvello]], à quasi sempre poetato di cose mistiche e teologiche e nulla v'à di politico, nulla d'inglese e di patrio, né nel ''Paradiso perduto'', né in altri suoi canti. (VI) *Riuscirà sempre a gloria grande e invidiata d'Italia che la ''Gerusalemme'' del [[Torquato Tasso|Tasso]] compaja tanto più bella e mirabile quanto più in lei si contempla e considera intentivamente la perfezione del tutto. (VII) *Certo, il [[Erasmo di Valvasone|Valvasone]] è meno forbito ed armonioso del [[Luigi Tansillo|Tansillo]], meno fluido del [[Bernardo Tasso|Tasso seniore]], meno corretto, proprio e limato de' più corretti e limati rimatori toscani; ma non per ciò si capisce come questa minor perfezione di forma, abbia potuto oscurare nel giudicio de' raccoglitori e de' critici il gran merito dell'invenzione. Che il [[John Milton|Milton]] siasi giovato dell' ''Angeleide'' non so, quantunque fra i due poemi si vengan trovando molti e singolari riscontri che non è facile a credere casuali; ma questo io so bene che a rispetto della guerra degli angeli episodicamente introdotta nel ''Paradiso perduto'', il [[Erasmo di Valvasone|Valvasone]] non perde nulla ad esser letto dopo l'Inglese e con quello essere paragonato; il che non avviene del sicuro né per l' ''Adamo'' dell'[[Francesco Andreini|Andreini]] né per la ''Strage degl'Innocenti'' del cavaliere [[Giovan Battista Marino|Marino]], due componimenti che dicesi aver suggerito a Milton parecchi pensieri e l'ideal grandezza del suo Lucifero. (VIII) *L'ingegno poetico, in versificare ciascuno di quei subbietti, tende a spiegare una novità, un'altezza e una leggiadria suprema di concetto, di sentimento, di fantasia e di stile. Dove mancasse l'una di tali eccellenze, l'arte sarebbe difettosa e quindi increscevole. (IX) *Ci venne osservato (cosa che per addietro non ben sapevamo) la critica letteraria incominciata in Italia con [[Dante]] essere morta col [[Torquato Tasso|Tasso]] e gli amici suoi; e come cadde con quel mirabile intelletto la nostra primazia nel ministero delle Muse, così venne meno la filosofia estetica; e il nuovo dell' arte non fu capito, l'antico fu dalla pedanteria svisato e agghiadato. L'arte critica antica ebbe ultimi promulgatori due grandi ingegni, il [[Ludovico Antonio Muratori|Muratori]] e il [[Giovanni Vincenzo Gravina|Gravina]]. Della critica nata dipoi con le nuove speculazioni e con le nuove forme di poesia, non conosciamo in Italia alcun degno scrittore e rappresentatore. (X) *Dopo [[Omero]] nessun poeta, per mio giudicio, può alzarsi a competere con l'[[Dante Alighieri|Alighieri]], salvo [[William Shakespeare|Guglielmo Shakspeare]], gloria massima dell'[[Inghilterra]]. E per fermo, ne' drammi di lui l'animo e la vita umana vengon ritratti così al vero e scandagliati e disaminati così nel profondo, che mai nol saranno di più. Ma le condizioni peculiari della drammatica e l'indole propria degl'ingegni settentrionali impedirono a Shakspeare di raggiungere quella perfetta unione sì delle diverse materie poetiche e sì di tutte l'eccellenze e prerogative onde facciamo discorso. E veramente nelle composizioni sue la religione si mostra sol di lontano e molto di rado; e tra le specie differenti e delicatissime d'amore ivi entro significate, manca quella eccelsa e spiritualissima di cui si scaldò l'amante di [[Beatrice Portinari|Beatrice]]. (XI) *Il [[poeta]] è dall'ispirazione allacciato e padroneggiato sì forte, da non saper bene sottomettersi all'arte ed alla meditazione. (XII) *Il troppo incivilirsi dei popoli aumentando di soverchio l'osservazione e la critica e affinandovisi l'arte ogni giorno di più per effetto medesimo dell' esercizio e dell' esperienza e per desiderio di novità, mena il poeta a scordar forse troppo l'aurea semplicità degli antichi, il sincero aspetto della natura e i veri e spontanei moti dell'animo. (XII) *Il compiuto e l'ottimo della [[poesia]] consiste in racchiudere dentro ai poemi con vaga e proporzionata unità di composizione tutto quanto il visibile ed il pensabile umano per ciò che in ambedue è più bello e più commovente. Consiste inoltre nel figurare e ritrarre cotesto subbietto amplissimo e universale con la maggior novità e la maggiore sublimità e leggiadria di concepimento, di fantasia, d'affetto e d'elocuzione che sia fattibile di conseguire. Laonde poi il concepimento, così nel complesso come nelle sentenze particolari, dee riuscir succoso, vario ed inaspettato e pieno di recondita dottrina e saggezza; l'affetto dee correre, quanto è possibile, per tutti i gradi e le differenze, e toccare il sommo della tenerezza e commiserazione e il sommo della terribilità. (XIII) *Il [[Torquato Tasso|Tasso]], anima pia e generosa, ma in cui (non so dir come) nulla v'era di popolare. Quindi egli s'infervorò della maestà teocratica dei pontefici e aderì alla nuova cavalleria cortigiana e feudale; quindi pure accettò con zelo e con osservanza scrupolosa l' ortodossia cattolica, e nella vita intellettuale quanto nella civile, fu dall' autorità dei metodi e degli esempj signoreggiato. Da ciò prese nudrimento e moto il divino estro suo e uscirono le maraviglie della ''Gerusalemme'' (XIX) *Nel [[Torquato Tasso|Tasso]] poi sono tutti i pregi e tutta quanta la luce e magnificenza della poesia classica, e spiccano altresì in lui alcuni attributi speciali del genio italiano in ordine al bello. In perpetuo si ammirerà nella ''Liberata'' ciò che l'arte, i precetti, l'erudizione e la scienza possono fare, ajutati e avvivati da una stupenda natura poetica. (XX) *L'[[Ludovico Ariosto|Ariosto]] significò la commedia umana quale la veggiamo rappresentarsi nel mondo, laddove [[Dante]] fece primo subbietto suo il soprammondano, e in esso figurò e simboleggiò le cose terrene. E come il gran Fiorentino nelle fogge variatissime de' tormenti e delle espiazioni dipinse i variatissimi aspetti delle indoli e delle passioni, il simile adempiva l'Ariosto sotto il velo dei portenti magici e delle strane avventure. Ma certo qual narrazione di fatti umani riuscirà più vasta, più immaginosa e più moltiforme di quella dell' ''Orlando furioso''? Quivi sono guerre tra più nazioni, nascimenti e ruine di molti regni, conflitto sanguinoso di religione e di culto, infinita diversità e singolarità di costumi, e tutto il Ponente e il Levante offrono larga scena e strepitoso teatro a cotali imprese e catastrofi. Quivi sono dipinte la vita privata e la pubblica, le corti e le capanne, i castelli ed i romitaggi; quivi s'intrecciano gradevolmente la cronica, la novella e la storia, e ciò che il dramma à di patetico, l'epopeia di maestoso, il romanzo di fantastico. (XXI) *Non credo che in veruna straniera [[letteratura]] possa come nella nostra volgare annoverarsi una sequela così sterminata di poemi eroici e di romanzeschi, parecchj de' quali brillerebbero di gran luce, ove fossero soli e non li soverchiasse la troppa chiarezza di [[Dante]], dell'[[Ludovico Ariosto|Ariosto]] e del [[Torquato Tasso|Tasso]]. Né reputo presontuoso il dire che, per esempio, la ''Croce racquistata'' del [[Poggio Bracciolini|Bracciolini]] o il ''Conquisto di Granata'' di [[Girolamo Graziani|Girolamo Graziane]] sostengono bene assai il paragone o con l'Araucana dell' [[Alonso de Ercilla|Ercilla]] o coi medesimi ''Lusiadi'' {{NDR|di [[Luís Vaz de Camões]]}} ai quali ànno accresciuta non poca fama le sventure e le virtù del poeta ; e per simile, io giudico che l' ''Amadigi'' del [[Bernardo Tasso|Tasso il vecchio]] o l'''Orlando innamorato'' del [[Francesco Berni|Berni]], non temono di gareggiare con la ''Regina Fata'' di [[Edmund Spenser|Spenser]] e con quanto di meglio in tal genere ànno prodotto l'altre nazioni. Ma non è da tacere che in quasi tutti questi nostri poemi riconoscesi agevolmente l'uno o l'altro dei tipi che nel ''Furioso'' e nella ''Gerusalemme'' ricevettero perfezione, ed a cui poca giunta di novità e poche profonde mutazioni si fecero dagl'ingegni posteriori; e ne' poemi eroici singolarmente a niuno è riuscito di ben cantare i difetti del [[Torquato Tasso|Tasso]], molti in quel cambio li esagerarono. (XXII) *Scusabile mi si fa il [[Giovan Battista Marino|Marino]] e scusabili gl'Italiani, quand'io considero lo stato di lor nazione sotto il crudele dominio degli Spagnuoli, e fieramente mi sdegno con questi medesimi che nella patria loro ancor sì potente e sì fortunata, plaudivano a que' delirj e incensavano il [[Luis de Góngora|Gongora]], meno ingegnoso assai del Marino e di lui più strano e affettato. In fine, gioverà il ricordare che all'Italia serva, scaduta e dilapidata, rimaneva pur tanto ancora di prevalenza intellettuale appresso l'altre nazioni che de' trionfi più insigni e delle lodi più sperticate del cavalier Marino furono autori i Francesi ; e per lungo tempo assai nessuno de' lor poeti seppe al tutto purgarsi della letteraria corruzione venuta d'oltre Alpe ; testimonio lo stesso [[Pierre Corneille|Cornelio]], alto e robustissimo ingegno, ma nel cui stile nondimeno avria dovuto il [[Nicolas Boileau|Boileau]] ritrovare assai spesso di quel medesimo talco del quale parevangli luccicare i versi del [[Torquato Tasso|Tasso]]. (XXIII) *Dal [[Giovan Battista Marino|Marino]] incominciò a propagarsi nel mondo una poesia fantastica e meramente coloritrice, la quale cerca l'arte solo per l'arte, fassi specchio indifferente al falso ed al vero, alle cose buone ed alle malvage, alle vane e giocose come alle grandi e instruttive; sente tutti gli affetti e nessuno con profondità, e nell'essere suo naturale od abituale, canta di Adone, come di Erode e così delle favole greche come delle bibliche narrazioni. (XXIV) *{{NDR|Dal cinquecento al secolo XVII}} [...] Fiorirono in tale intervallo tre ingegni eminenti che forse mantennero alla lirica nostra una spiccata maggioranza su quella d'altre nazioni. Ognuno, io penso, à nominato ad una con me il [[Gabriello Chiabrera|Chiabrera]], il [[Vincenzo da Filicaja|Filicaja]] ed il [[Alessandro Guidi|Guidi]]. (XXV) *Dal solo [[Gabriello Chiabrera|Chiabrera]] fu l'Italia regalata di tre nuove corone poetiche ; mercechè veramente nelle sue mani nacque e grandeggiò prima la canzone pindarica, poi la canzone anacreontica e infine il sermone oraziano ; né mal s' apporrebbe colui che attribuisse al Chiabrera eziandio la rinnovazione del Ditirambo. (XXV) *Il [[Vincenzo da Filicaja|Filicaja]] venne a tempi ancora più disavventurati, e quando più non era possibile discoprire ne' suoi Fiorentini un segno e un vestigio pure dell'antica fierezza repubblicana. Ma il senso del bene morale e la pietà religiosa fervevano così profondi nell'animo suo che bastarono a farlo poeta. (XXVI) *Mai né in questa nostra patria, né fuori sonosi udite canzoni così ben temperate di splendore pindarico e di maestà scritturale come quelle del [[Vincenzo da Filicaja|Filicaja]]. (XXVI) *Nel [[Alessandro Guidi|Guidi]] allato a concetti ed a sentimenti spesso comuni e rettorici, splende una forma non superabile di novità, di bellezza e magnificenza. (XXVI) *Certo, se ad [[Alessandro Guidi]] fosse toccato di vivere in seno di una nazione forte e gloriosa, non ostante la poca fecondità e vastità di pensieri, io non so bene a qual grado di eccellenza non sarebbe salita la lirica sua; perché costui propriamente sortì da natura l’''os magna sonaturum'', e ce ne porge sicura caparra la sua canzone alla ''Fortuna''. (XXVI) *A me sonerà sempre caro ed insigne il nome di [[Alfonso Varano]], perché da lui segnatamente, a quello che io giudico, s'iniziò il corso della poesia moderna italiana ; e forse la patria non gli si mostra ricordevole e grata quanto dovrebbe. (XXVIII) *Chi trovasse non poca similitudine tra la mente del [[Alfonso Varano|Varano]] e quella del [[Arthur Young|Young]], credo che male non si apporrebbe. Anime pie e stoiche ambidue, e dischiuse non pertanto agli affetti gentili, diffondono ne' lor versi un religioso terrore e un' ascetica melanconia che nell'Inglese riescono cupi, inconsolati e monotoni, e nell'Italiano s'allegrano spesso alla vista del nostro bel sole, e dai pensieri del sepolcro volano con gran fede alla pace e serenità della gloria immortale. (XXVIII) *[[Alfonso Varano|Varano]] poi insieme col Gozzi restituì alla ''[[Divina Commedia]]'' il debito culto; il [[Carlo Gozzi|Gozzi]] con li scritti polemici, egli con la virtù dell' esempio; ed ebbe arbitrio di dire a [[Dante]] ciò che questi a Virgilio : ''Tu séi lo mio maestro e il mio autore''. Se non che il cantore delle ''Visioni'' chiuse e conchiuse l'intero universo nel sentimento della pietà e nei misteri del dogma, e non ben seppe imitare del suo modello la nervosa brevità e parsimonia, la varietà inesauribile e la peregrina eleganza. (XXVIII) ==Citazioni su Terenzio Mamiani== *Con Terenzio Mamiani finisce un'età, una scuola politica e letteraria, grandemente benemerita della nuova Italia. ([[Gaspare Finali]] *Difficilissimo è parlare di Terenzio Mamiani per la altezza del soggetto, che poeta, filosofo, patriota ed uomo di Stato si presenta all'ammirazione in vari aspetti. A parlarne degnamente converrebbe possedere l'eloquio facondo e puro, la frase elegante e gentile, l'elevatezza dei concetti, la squisitezza dei sentimenti che egli metteva in ogni suo discorso, in ogni suo scritto, ed anche nel privato conversare. ([[Gaspare Finali]]) *I suoi Inni, sono un modello inimitabile di venustà greca maritata alle più caste e sublimi aspirazioni del cristianesimo.<br>V'ha pure un'altra ragione che dà al Mamiani un seggio a parte fra i poeti italiani: voglio dire quella profondità dantesca nel pensiero, da cui da Parini in qua eravamo disassuefatti. La maggior parte dei nostri poeti, è forza il dirlo, s'occupa ben più del numero o della rima che del pensiero: non così il Mamiani. ([[Giuseppe Saredo]]) *Malgrado l'età avanzata, il Mamiani è vegeto, giovanissimo d'intelletto e dotato di mirabile attività. Dalle prime ore del mattino sino alle più tarde della sera attende alle faccende del suo ministero; e si occupa con eguale prontezza dei grandi come dei minuti {{sic|negozii}} che riguardano l'{{sic|instruzione}}. Nell'interesse del paese noi speriamo che quest'uomo tanto benemerito, resterà almeno tanto alla direzione del pubblico insegnamento, quanto è necessario perché possa incarnare e condurre a compimento i suoi arditi e fecondi concetti; il suo splendido ingegno, il suo amore antico e provato alla libertà sono una guarentigia per tutti coloro i quali vogliono che, provvedendo a questo ramo importantissimo della pubblica amministrazione, si preparino generazioni capaci non solo di raccogliere il patrimonio intellettuale dei padri loro, ma che sappiano accrescerlo ed {{sic|ampiarlo}}; ché questa è l'unica via aperta agli Italiani se vogliono consolidare il possesso del massimo dei beni, la loro autonomia interna ed esterna, acquistata con tanti stenti e con tanti dolori. ([[Giuseppe Saredo]]) *Nello stile del Mamiani, anche ne' brani più belli dei ''Dialoghi di Scienza prima'' e nelle ''Confessioni d'un Metafisico'', l'idea espressa da lui non ti sta mai innanzi in tutta la nudità scultoria delle sue forme. Ti si lascia intravedere panneggiata sempre con arte, e per lo più si atteggia, si move con una certa ''preziosità accademica''. Così, per quanto conoscitore fine delle ricchezze e del materiale antico della nostra lingua, il Mamiani, scrivendo per lo più di ''maniera'', ne adopera soltanto una piccola parte; ciò che gli toglie efficacia, e fa sì ch'egli ben di rado desti fortemente col suo il pensiero di chi lo legge. ([Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Se taluno dei suoi piuttosto scarsi scolari volle talora celebrare nel conte Terenzio Mamiani della Rovere (1799-1885) l'ultimo anello della catena che dal Galluppi si continuò in Rosmini e Gioberti, unanime fu il consenso dei suoi maggiori contemporanei e dei posteri nell'affermare il valore pressoché nullo della sua vasta produzione filosofica. ([[Eugenio Garin]]) *Terenzio Mamiani non fu, diciamolo subito col rispetto del vero ch'era il sospiro di tutta la sua vita, non fu né un grande scrittore, né un gran filosofo; fu un artista elegante di versi e di prosa, felicissimo, geniale anzi talvolta nel contemperare, imitando, la forma classica antica alle idee moderne; fu un pensatore largo, elevato, nobilissimo; ma sopra tutto poi un alto e forte carattere nella condotta così della vita come dell'ingegno. ([Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) ===[[Candido Mamini]]=== *La teoria del [[Antonio Rosmini|Rosmini]] fu più scolastica, quella del Mamiani più civile; quella quasi sterile in politica, questa molto feconda, risolvendo i problemi più ardui e interessanti della vita sociale. Quella fu timida, questa coraggiosa; quella arrivò a rifiutare sul terreno pratico le-conseguenze de' suoi principii per un pregiudizioso rispetto di casta non evitando il disonore di una ritirata e la deformità del sofisma; questa per lo contrario tutta intrepida si sostenne colla gloria di una vittoria, colla dignità di una rigorosa coerenza, e colla bellezza di una vera argomentazione. *Rosmini in un bel momento di sua ragione scrive stupende pagine sulla riforma del clero; poi ha la debolezza di ritirarle, impaurito dalle minaccia dell'Indice; Mamiani è oggi quel che era ne' primi giorni della sua vita pubblica, e non sa temere altro autorevole indice che quello del buon senso. Nel suo ultimo libro, intitolalo ''Di un nuovo diritto europeo'', si ammira il coraggio della coscienza di un filosofo, e la prudenza d'un uomo di Stato. *Riguardo poi ai pregi della forma, Rosmini fu semplicemente filosofo, Mamiani un filosofo-oratore; nel primo spicca la pura meditazione, nel secondo si unisce il genio che feconda il deserto delle speculazioni metafisiche, delle avanzate astrazioni. Nel primo vi ha una ricchezza povera, cioè una stiracchiatura di poche idee in molte parole, quasi diffidi della memoria, e dell'abilità del lettore; nel secondo vi ha una povertà ricca, cioè molte idee in poche parole; il che appaga l'amor proprio del lettore, e ne fa liete tutte le potenze della ritentiva e della ragione. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Terenzio Mamiani, ''Antonio Oroboni alla sua fidanzata'', da un libro anonimo del 1929. *Terenzio Mamiani, ''D'un nuovo diritto europeo'', Tipografia Scolastica, Torino, 1861. *Terenzio Mamiani, ''Dell'ottima congregazione umana e del principio di nazionalità'', ''Rivista contemporanea'', vol. 2-3, Pelazza Tipografia Subalpina, Torino, 1855. *Terenzio Mamiani, ''Mario Pagano, ovvero, della immortalità'', Dai Torchi della Signora De Lacombe, Parigi, 1845. *Terenzio Mamiani, ''Prose letterarie'', G. Barbera Editore, Firenze, 1867. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mamiani, Terenzio}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] gd0dqo2kteznvn5kdm8lcsn5nx2r41o Fichi d'India (comici) 0 24205 1415410 856236 2026-06-03T01:24:59Z ~2026-32998-83 107363 /* Film */ 1415410 wikitext text/x-wiki [[File:Fichi d India 01.jpg|thumb|I Fichi d'India]] '''Fichi d'India''', duo comico composto da [[Bruno Arena]] e [[Massimiliano Cavallari]], attori e cabarettisti italiani. ==Citazioni sui Fichi d'India== *Gli unici veri clown di questo millennio. ([[Roberto Benigni]]) ==Film== *''[[Pinocchio (film 2002)|Pinocchio]]'' (2002) *''[[Natale sul Nilo]]'' (2002) *''[[Natale in India]]'' (2003) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui}} {{Stub}} [[Categoria:Comici italiani]] 493c0uqu17366l6sgfr01dqzuetym44 Lietta Tornabuoni 0 24386 1415382 1398048 2026-06-02T21:31:31Z Àncilu 87978 /* Citazioni di Lietta Tornabuoni */ orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] (2) 1415382 wikitext text/x-wiki [[File:Lietta Tornabuoni.jpg|miniatura|Lietta Tornabuoni]] '''Lietta Tornabuoni''' (1931 – 2011), giornalista e critica cinematografica italiana. ==Citazioni di Lietta Tornabuoni== {{cronologico}} *Il fenomeno [[Simone Veil|Veil]] ha cinquantadue anni, bellissimi occhi verdi, un'eleganza da preside che intimidisce, la serietà un po' quadra di chi vuole soprattutto apparire autorevole, mettere soggezione.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,1075_01_1979_0157_0001_15375032/ Simone Veil donna di marmo]'', ''La Stampa'', 15 luglio 1979.</ref> *[[Tina Anselmi]] è una donna molto simpatica. [...] Ha un modo di fare serio, franco e spiccio, concreto, senza untuosa falsamodestia, senza presunzione indisponente. Ha un bel sorriso perenne, una bella faccia chiara. Ha la speciale flemmatica serenità e l'umana comprensione verso tutti che sono le doti del mediatore per vocazione.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1057_01_1981_0283_0002_15273755/ Quella donna piace]'', ''La Stampa'', 3 dicembre 1981.</ref> *Naturale grandiosità del paesaggio e del cielo (l'ammirevole direzione di fotografia è di Deam Semler), ritmo calmo lento e profondo della narrazione, classicismo dello stile, buone interpretazioni: bello da vedere, «''[[Balla coi lupi]]''» sarebbe facile da amare se il copione avesse resistito alla tentazione degli stereotipi. Ogni Sioux (o quasi) è una carissima persona, non soltanto civile, pacifico, generoso, dolce e saggio, ma anche fine filosofo e insieme sapiente pragmatico; ogni militare americano (salvo il protagonista) è un barbaro selvaggio, delinquente, violento, irragionevole e distruttivo, posseduto dallo spirito di rapina, dall'istinto di sopraffazione e dal gusto di uccidere. Anche per il «liberal» più amico degli indiani, è troppo.<ref>Da ''Costner, l'uomo che volle farsi Sioux'', ''La Stampa'', 18 febbraio 1991.</ref> *Vedere i film di [[Dario Argento]] è bello come riascoltare (con qualche variante) una favola nera ben nota: sapendo già quando si avrà paura, quando illusoriamente si proverà il sollievo che l'incubo sia finito, quando si sussulterà perché tutto ricomincia, cosa significhino certi segni (la pioggia, la notte, l'agitarsi al vento dei rami degli alberi, l'apparizione di gechi o farfalle, il balenare dell'arma luccicante). Come nelle favole, la consapevolezza non riduce affatto l'emozione. È anzi un piacere che, mentre l'horror americano ha preso strade nuove (la macelleria insignificante, l'ironia o l'umorismo, il misticismo alto, lo pseudorealismo sociologico), Argento sèguiti a percorrere i familiari sentieri della psicoanalisi freudiana, delle parascienze esoteriche, dello spavento puro.<ref name=freud>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,20/articleid,0778_01_1993_0071_0020_10985079/ Tutto Freud e spavento]'', ''La Stampa'', 13 marzo 1993.</ref> *{{NDR|Su ''[[Trauma (film)|Trauma]]''}} C'è insomma tutto quel che si può desiderare da una favola nera, con in più un elemento morboso così contemporaneo come l'anoressia, un luogo di terrore così attuale come l'ospedale o la clinica: e, naturalmente, con lo stile ammirevole di Dario Argento.<ref name=freud/> *{{NDR|Su ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''}} Già è un pastrocchio. Gli americani però non s'accontentano d'un rifacimento: aggiungono una storia parallela etico-scolastico-giovanile alla maniera de «[[L'attimo fuggente]]»; inzeppano la vicenda di alberghi e oggetti lussuosi (una suite al Waldorf-Astoria di New York, abiti adattati su misura, pranzi e drink all'Oak Room del Plaza, una Ferrari, un tango danzato nella sala da ballo vuota del Pierre); smussano la vicenda brutale, sciolgono nel patetico o nel declamatorio il personaggio odioso. [...] Gran pastrocchio, per due ore e trentacinque minuti: e tuttavia non ci si annoia. Al Pacino, altre volte così bravo, strafà con un'autoindulgenza e un autocompiacimento insopportabili, ma anche con una virulenza che tiene desta l'attenzione.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,22/articleid,0776_01_1993_0057_0022_10959067/ Pacino, re di un pastrocchio che avvince]'', ''La Stampa'', 27 febbraio 1993, p. 22.</ref> *{{NDR|Su ''[[Proposta indecente]]''}} Un film sentimentale sul genere di "''[[Love Story]]''" (e infatti ha già avuto gran successo negli Stati Uniti), basato su uno di quei falsi problemi prediletti dai media (e infatti ha già suscitato in America appassionate discussioni), abilmente realizzato, copiato da altri film, lanciato con una mistificazione pubblicitaria che lo presenta come "scandaloso e torrido": quindi il massimo dell'inautenticità, della manipolazione.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0785_01_1993_0125_0019_11129721/ "Proposta indecente" di Lyne, con Redford truccato per ringiovanirlo e la bellissima Demi Moore]'', ''La Stampa'', 8 maggio 1993, p. 19.</ref> *{{NDR|Su ''[[Frankenstein di Mary Shelley]]''}} Un Frankenstein in più non farà male a nessuno, ma come al solito Bob De Niro è stato bravo a scegliere la parte: la Creatura è sempre stata più simpatica del Creatore.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,0795_01_1993_0195_0021_11207952/ Eroi immortali? No, resuscitati]'', ''La Stampa'', 18 luglio 1993, p. 21.</ref> *{{NDR|Su ''[[Quattro matrimoni e un funerale]]''}} Com'è che piace tanto? Le ipotesi sono varie. Perché, paradossalmente, «la gente non crede più nel matrimonio ma non si arrende a non crederci», dice il sociologo francese François de Singly. Perché al di là della storia d'amore il film (come «Gli amici di Peter» o «Il grande freddo») elegge protagonista il gruppo d'amici, famiglia di elezione, banda solidale che comprende un sordo, una grange, due omosessuali, una chic inzitellita per amore non corrisposto, un aristocratico buffo malato di solitudine. Perché, infine, ignora del tutto ciò che ci angoscia nei Novanta, guerre, crisi economiche, conflitti etnici, Aids, politica brutta, violenza, disoccupazione (i personaggi paiono anzi non avere alcun mestiere né professione, non lavorare affatto): e in nome dell'amore mette insieme il glamour del lusso, il fascino tossico delle tradizioni, il piacere un poco vile dell'oblìo.<ref>Da ''Galeotto fu il ricevimento'', ''La Stampa'', 15 ottobre 1994, p. 22.</ref> *Bravissimo e cambiato, più composto Benigni ne «[[Il mostro (film 1994)|Il mostro]]» è grande, bravissimo, e cambiato. La sua frenesia farsesca corporale e ribalda da piccolo diavolo s'è addolcita in una recitazione da commedia più composta, dalle sfumature surreali, a volte tenere o poetiche [...]. «Il mostro» è costruito meglio di «[[Il piccolo diavolo|Piccolo diavolo]]» o di «[[Johnny Stecchino]]» ma come quelli (e del resto come i film di Stanlio e Ollio o di Totò) rimane soprattutto l'insieme d'una serie di «numeri» e di gag molto divertenti, il veicolo (a tratti sfilacciato, privo di ritmo e di regìa) d'un comico straordinario, l'espressione d'un satirico intelligente e senza paura. [...] Metafora e allusioni politiche italiane sono lievi, prive d'ogni pesantezza diretta, assai remote dall'indice puntato della denuncia: un gioco tra l'autore e gli spettatori, che possono anche non cogliere le allusioni o che per riconoscerle debbono metterci complicità e desiderio.<ref>Da ''Benigni mostro d'Italia'', ''La Stampa'', 28 ottobre 1994, p. 25.</ref> *Il film fedele al bel romanzo, dai contenuti alti e nobili, con un grande attore, benissimo prodotto (ambientazione, costumi, luoghi sono impeccabili) non arriva a darsi uno stile cinematografico equivalente allo stile romanzesco di Tabucchi, ricorre a caratterizzazioni o a espedienti narrativi primari, rimane a volte inerte. Se si ricorda «Umberto D.» di De Sica, protofilm sulla presa di coscienza d'un vecchio intellettuale solitario, l'interpretazione a tratti imbarazzata di Mastroianni non regge il confronto. Se «[[Sostiene Pereira (film)|Sostiene Pereira]]» è scolastico, insegna cose essenziali: come riconoscere un regime dittatoriale che non s'instaura con colpi di Stato ma s'insinua sotto l'apparenza della normalità, come identificare certi meccanismi autoritari di cui i cittadini distratti possono non accorgersi e un'autocensura peggiore della censura, come accettare le responsabilità che ognuno porta nella perdita della libertà.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,0701_01_1995_0094_0020_10357799/ Mastroianni combatte. Come cambia Pereira]'', ''La Stampa'', 8 aprile 1995, p. 18.</ref> *Il professor Silvio Orlando, innamorato della professoressa Anna Galiena, è l'unico a preoccuparsi dei ragazzi e d'insegnare: il personaggio esemplare sarà magari un po' santificato (come gli altri sono un po' parodiati), però l'interpretazione è eccellente, toccante e buffa. Naturalmente i toni sono quelli della commedia e non della cronaca vera; naturalmente, con un pizzico di demagogia, i ragazzi della scuola tecnica della periferia romana sono forse più innocenti e meno violenti che nella realtà. Ma «[[La scuola]]», nella tradizione aggiornata della commedia italiana, è un film davvero riuscito, ricco pure d'una invenzione poetica terribile: Cardini il fantasma, lo studente sempre assente che non si vede mai ma di cui si parla assai, dotato dell'unico talento di imitare il ronzio e il disperato dibattersi della mosca, il solo a venir bocciato a fine anno, forse il solo artista.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,0701_01_1995_0094_0020_10357800/ La scuola di Luchetti-Starnone]'', ''La Stampa'', 8 aprile 1995, p. 18.</ref> *{{NDR|Su ''[[La sindrome di Stendhal]]''}} A cinquant'anni, Dario Argento s'è un poco addomesticato. Il suo horror classico che si rifà agli spaventi umani archetipici (buio, armi da taglio, prigionia, sangue, insetti, presenze invisibili e minacciose) sembra rimasto indietro rispetto ai vertiginosi, artificiosi, laidi orrori sociali e mistico-paranoici immaginati da film americani come «[[Seven]]», ma la sua gran bravura di regista si nutre qui di invenzioni intelligenti ed efficaci.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,0629_01_1996_0026_0020_8595204/ Argento padre e figlia con sindrome di Stendhal]'', ''La Stampa'', 27 gennaio 1996.</ref> *{{NDR|Su ''[[Fargo]]''}} Tutto è bello nel film molto riuscito: il rapimento confuso e poi l'abbandono della rapita, buttata sul pavimento come un cane schiacciato sull'autostrada; le esplosioni di violenza, il gangster ferito che cerca di tamponare il sangue con la carta igienica, le uccisioni a colpi di pala in testa, l'avarizia del ricco, le facce dei vinti, lo sguardo affettuoso e spietato dei Coen sulla gente normale.<ref>Da '''96 al cinema'', Dalai Editore, Milano, 1996, [//books.google.it/books?id=A8ntOA9_qk8C&lpg=PP1&hl=it&pg=PA149 p. 149]. ISBN 88-8089-187-1</ref> *Ne «[[La seconda guerra civile americana]]», uno dei film più divertenti e terribili dell'anno, Joe Dante, l'autore cinquantenne dei «Gremlins» e di «Matinée», costruisce una commedia esilarante e intelligente, più politica che di fantapolitica [...].<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,30/articleid,0623_01_1997_0341_0036_8560297/ Guerra civile? No, manicomio]'', ''La Stampa'', 13 dicembre 1997, p. 30.</ref> *[...] «[[Auguri professore]]», primo film diretto da Riccardo Milani, può far riflettere sulla natura di questo genere di gran successo nazionale: non più sarcastica, capace di critica sociale, di cattiveria e di polemica politica, la commedia italiana dei Novanta non dà fastidio a nessuno, risulta piccoloborghese, comicosentimentale, dolceamara, diaristica o espositiva, popolata di protagonisti consapevoli d'una realtà negativa ma remissivi, senza voglia né fiducia di poter cambiare le cose, portati al sorriso faceto più che alla risata liberatoria, all'arrangiarsi più che al battersi.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,28/articleid,0625_01_1997_0349_0030_8575359/ Orlando maschera esemplare]'', ''La Stampa'', 24 dicembre 1997, p. 30.</ref> *I gelati, un tempo tipico cibo a rappresentare l'Italia nel mondo, adesso sono prodotti americani: anche in Italia. Spaghetti e maccheroni, un tempo cibo tanto diffuso internazionalmente da servire a battezzare gli italiani con spregio, da diventare identità ed etichetta sprezzanti, resistono. Ma surclassati, superati dalla [[pizza]]: il cibo d'Italia oggi più presente in ogni continente; rimasto più intatto, meno elaborato o manipolato o condizionato da gusti locali; capace di evocare immediatamente con il suo solo nome, restato ovunque immutato senza alterazioni portate da altre lingue, il nostro Paese e la sua immagine.<ref>Da ''Pizza'', in Giorgio Calcagno (a cura di), ''L'identità degli italiani'', Editori Laterza, Roma-Bari, 1998, p. 176. ISBN 88-420-5656-1</ref> *Un titolo antiquato e divertente, ''[[Monella]]''. [...] Una debuttante, [[Anna Ammirati]], molto ben fatta dalla gola all'inguine (invece la faccia è vivace ma comune, le gambe non sono belle, la statura è poca). [[Tinto Brass]], 65 anni, ha una passione vera per il sedere femminile: ce l'hanno in tanti, ma lui è riuscito a sommare nei film erotici piacere e lavoro.<ref>Da ''La Stampa'', 1º febbraio 1998; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1998/monella/rassegnastampa/7279/ Monella - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'' è un grande spettacolo, un film possente, un affascinante melodramma che mette insieme amore e naufragio, la forza della passione e la fragilità della tecnologia: e che smentisce uno dei luoghi comuni a cui si era più affezionati, l'idea che i ricchi irresponsabili viaggiatori del [[Titanic]] continuassero sventatamente a ballare mentre tutto affondava intorno a loro, la nave insieme con l'orgoglio industriale e con una società classista arcaica.<ref>Da ''Titanic: il naufragar m'è dolce in questo mare'', ''L'Espresso'', 22 gennaio 1998.</ref> *«[[La cena]]» sembra concentrare una sorta di sfinita mediocrità italiana, gente atona senza passioni, senza alcuna grandezza, senza orrore di se stessa. Non succede molto, nella trattoria simile ad altri luoghi chiusi dei film corali di Scola (la sala circolare di «Ballando ballando», l'oscuro appartamento de «La famiglia», il superattico de «La terrazza»), ai tavoli simili a quelli di tanti altri film centrati su un pranzo («Festen», «Camerieri», «Il pranzo di Babette»). Soltanto, a un certo punto tutti restano incantati da una musica alta e dolce d'arpa e di flauto: ma è un attimo, subito si riprende a sforchettare.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,24/articleid,0575_01_1998_0330_0028_7680696/ Scola, cena alla trattoria Italia]'', ''La Stampa'', 1 dicembre 1998.</ref> *{{NDR|Su ''[[Matrix]]''}} Sequenza interessante: [[Keanu Reeves]] viene immobilizzato e gli viene infilato nella pancia (attraverso l'ombelico, parrebbe) una specie di scorpione che permetterà di seguire tutte le sue mosse. Immagine cruciale: campi infiniti di innumerevoli feti umani contenuti in sacchi di plastica trasparente, appesi a sostegni come piante d'uno sterminato frutteto, che respirano, sognano e vengono allevati per nutrire con la loro energia vitale le macchine padrone degli uomini. Le cose belle di «Matrix» sono queste: il resto è un pastrocchio pomposo e sentenzioso, pretensioso e misticheggiante, inzeppato di quei motti confusi e altisonanti che impressionano i ragazzini e gli autodidatti [...]<ref name="matrix">Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0487_01_1999_0123_0033_6791289/ Matrix. Il gioco della violenza]'', ''La Stampa'', 7 maggio 1999, p. 31.</ref> *{{NDR|Su ''[[Matrix]]''}} Effetti visivi innovativi, e grandiosi. Romanticismo nero. Invenzioni divertenti: i personaggi ricevono informazioni direttamente nel cervello, il futurismo elettronico si mescola alle arti marziali della tradizione orientale, che la lavorazione sia avvenuta a Sydney in Australia o altrove non ha importanza, tanto è sempre buio e i paesaggi urbani sono diapositive immensamente ingrandite.<ref name="matrix"/> *"[[Entrapment]]" è stupido, malcongegnato, divertente: e resta incantevole il personaggio che [[Sean Connery]] s'è inventato per la vecchiaia, calmo e onnisciente, protettivo e provvido, seducente e capace di tutto.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,30/articleid,0489_01_1999_0131_0030_6466697/ «Entrapment»: ladri in fuga tra stupidità e divertimento]'', ''La Stampa'', 15 maggio 1999, p. 30.</ref> *Ci sono tre inconvenienti ne «[[Il 13º guerriero]]» di John McTiernan, ambientato alla fine del primo millennio. Innanzitutto, Antonio Banderas, poeta e diplomatico arabo, è sempre intabarrato di nero, con un panno nero in testa e con l'aria perennemente stupefatta di uno della raffinata Baghdad che si trovi per sua sventura arruolato insieme con dodici guerrieri vichinghi per portare a termine una missione sanguinosa. Non solo: tra i guerrieri vichinghi, tutti interpretati da attori alti almeno due metri, per la prima volta Banderas sembra pure piccolino. Secondo inconveniente: il film allinea molti scontri feroci, ma non l'incontro di due mondi, di due culture stellarmente remote: tra le nevi del Nord, gli sghignazzi, le bevute, le smargiassate, le mangiate, le risatacce e le brutalità dei vichinghi, l'arabo Banderas parrebbe uno smorfioso delicato se non risultasse il più intelligente di tutti. Terzo inconveniente: come molti film di fantasy, «Il 13º guerriero» è immerso in una costante oscurità o semioscurità, notturna oppure boschiva; il buio, insieme con i poco costosi attori scandinavi imposti dalla vicenda, consente naturalmente di spendere meno.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,32/articleid,0512_01_1999_0275_0032_6794723/ Il poeta Banderas lotta con i vichinghi]'', ''La Stampa'', 8 ottobre 1999, p. 32.</ref> *{{NDR|Su ''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''}} Grande successo, ricco marketing (cd, fumetto, libri), ma il risultato rimane senza qualità, senza spavento, dilettantesco.<ref>Da ''La Stampa'', 3 marzo 2000; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/the-blair-witch-project-il-mistero-della-strega-di-blair-nefskmei The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Space Cowboys]]''}} Storia di senilità: degli uomini, della scienza militare, della moralità del grande Paese americano. In un film intelligente e toccante, [[Clint Eastwood]] mette a confronto quattro vecchi e bravi astronauti, mandati a casa nel 1958 quando la sperimentazione spaziale Usa da militare (Air Force) passò a un organismo civile (Nasa); l'industria americana spaziale, obsoleta, decadente e quasi inerte dopo i fasti del passato; la degradazione della politica e del patriottismo divenuti complottismo, carrierismo, rivalità, vendetta.<ref>Da ''La Stampa'', 29 settembre 2000; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2000/space-cowboys/rassegnastampa/7646/ Space Cowboys - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *«''[[2001: Odissea nello spazio|2001 – Odissea nello spazio]]''» di [[Stanley Kubrick]] [...] è il film unico che ha segnato per sempre il cinema di fantascienza, condensandone e fissandone gli universi col suo stile imitato e inimitabile: il candore e la freddezza, la danza degli astri, la posizione del veicolo spaziale nell'oscurità sconfinata del sistema stellare, il modo di muoversi e la vita quotidiana degli astronauti, le porte autochiudentesi, i corridoi rotondi come l'anima di un enorme tubo bianco. L'iconografia fantascientifica non era mai stata così suggestiva e perfetta prima di «2001», né lo sarebbe mai più stata dopo.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,28/articleid,0371_01_2001_0060_0030_4229205/anews,true/ Scienza, sacro e ignoto]'', ''La Stampa'', 2 marzo 2001, p. 28.</ref> *[[Wes Craven]], gran maestro dello spavento, insieme con la sua compagna Marianne Maddalena ha prodotto senza troppo impegno «[[Dracula's Legacy - Il fascino del male|Dracula's Legacy]]» (L'eredità di Dracula), un horror di serie B per ragazzini, ambientato nelle città nere di Londra e di New Orleans, interpretato da giovani attori non famosi e non bravi, scritto ricalcando ogni luogo comune sul personaggio infinito e attribuendogli un amore per la figlia di Van Helsing, Mary, che abita in America a New Orleans, città dove nei film è sempre Martedì Grasso. Un elemento originale è la molta pubblicità palese per la Virgin (negozi, furgoni, dischi), così come in «Hannibal» figura pubblicità palese per Gucci e in «Cast Away» figura pubblicità palese per la Federal Express, la grande agenzia di recapiti americana: è una tendenza che rischi di dilatarsi, di moltiplicarsi.<ref>Da [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,26/articleid,0371_01_2001_0062_0028_3323344/ ''Un Dracula bello e giovane che non spaventa nessuno''], ''La Stampa'', 4 marzo 2001.</ref> *{{NDR|Su ''[[Scoprendo Forrester]]''}} Da [[J.D. Salinger|Jerome David Salinger]] a [[Thomas Pynchon]], il vecchio scrittore solitario, separato dalla vita, misantropo, nevrotico, chiuso nella memoria e nel rimpianto, sprezzante del mondo, non è certo un personaggio raro nella storia della letteratura americana: ad esso vuol somigliare il protagonista di Scoprendo Forrester di [[Gus Van Sant]], uno scrittore che dopo aver avuto gran successo e un premio Pulitzer con un romanzo, s'è rinserrato in se stesso e nel suo appartamento newyorkese all'attico.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,29/articleid,0375_01_2001_0081_0031_3353372/ Il vecchio Sean burbero scrittore]'', ''La Stampa'', 23 marzo 2001, p. 29.</ref> *{{NDR|Su ''[[Panic Room (film)|Panic Room]]''}} Fra i tre interpreti, ben tre (Jodie Foster, Forest Whitaker e Dwight Yoakam) sono registi oltre che attori, e questo non rappresenta affatto un inconveniente rispetto alla riuscita del film: affascinante, forse meno impressionante e più hitchcockiano dei precedenti [film del regista], girato con grande stile.<ref>Da ''[http://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/panic-room/41280/ Panic Room]'', ''cinematografo.it'', 19 aprile 2002.</ref> *[[Gabriele Muccino]] non è per ora un autore, non sembra avere un proprio mondo di idee e di emozioni da esprimere. Ma è prensile rispetto alla realtà e abile a riprodurne i luoghi comuni; sa filmare in modo fluido e plastico da professionista americano; sa imprimere al film un ritmo veloce e vivace, una urgenza immotivata ma divertente. [...] È più di quanto offra la maggioranza dei giovani registi italiani.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,8/articleid,0172_04_2003_1381_0008_1217270/ Muccino, il nostro americano]'', ''Tutto libri'', 4 ottobre 2003.</ref> *L'accanimento per vittorie insensate, la tristezza degli animi, la scenografia solenne e insieme familiare di Bologna, l'amarezza della sconfitta, il senso di fine, la bravura degli interpreti diretti benissimo: sono<ref>Il testo: «solo».</ref> elementi della qualità de «[[La rivincita di Natale]]».<ref>Da ''Barare al gioco, così fan tutti'', ''La Stampa'', 30 gennaio 2004, p. 33.</ref> *Gli elementi più forti e convincenti di «[[Evilenko]]» sono certo la grande vicenda torbida e feroce, l'interpretazione davvero magnifica di Malcolm McDowell.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,35/articleid,0189_01_2004_0105_0035_1332231/ Stupefacente McDowell il comunista cannibale]'', ''La Stampa'', 16 aprile 2004.</ref> *{{NDR|[[Stephen Sommers]]}} ha trasformato [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], l'anziano cacciatore di mostri ideato da Bram Stoker, in una specie di body guard giovane, robusto, ardito, cafone, superarmato. Ha fatto perdere ai mostri della narrativa ogni forza enigmatica, ogni impatto culturale: non più emblemi della morte, dell'eternità, della possibilità dell'uomo di creare la vita, della fusione uomo-bestia, della ricerca scientifica, del fascino del Male, del dolore e della pietà, i Mostri sono soltanto vecchi stereotipi, figurine d'infanzia scolorite, tipi risibili o almeno strani. Se passando dalla letteratura nera al cinema Dracula e gli altri erano diventati sotto-cultura, «[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]» li porta a una sub-sottocultura, nella quale l'umorismo tempera sempre lo spavento e il marketing (DVD, giochi interattivi, live action e animazione per la televisione, attrazioni da parco a tema) è il vero scopo.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,32/articleid,0191_01_2004_0125_0032_1327861/ Tutti invitati alla festa del conte Dracula]'', ''La Stampa'', 7 maggio 2004.</ref> *{{NDR|Su ''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''}} Il film lussuoso, fragoroso, dinamico, è abbastanza divertente.<ref>Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,37/articleid,0192_01_2004_0132_0037_1339529/ «Van Helsing e i mostri»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2004.</ref> *Campione coraggioso, irriducibile, diventato un simbolo della lotta americana per uscire dalla crisi, Braddock è interpretato davvero bene da un [[Russell Crowe|Crowe]] dimagrito e affinato, con la faccia tonda divenuta triangolare. ''[[Cinderella Man - Una ragione per lottare|Cinderella Man]]'' è una prova molto interessante di epopea della miseria: l'unico personaggio insopportabile è il solito, la moglie del pugile sempre lagnosa e iettatrice, stavolta [[Renée Zellweger]].<ref>Da ''La Stampa'', 6 settembre 2005; citato in ''[https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/cinderella-man---una-ragione-per-lottare/43241/ Cinderella Man - Una ragione per lottare]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[V per Vendetta]]''}} [...] esempio di film avventuroso-politico alla maniera della Primula Rossa, emozionante, libertario, divertente.<ref name=v>Da ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=6873498 La vendetta senza fine del «distruttore positivo»]'', ''La Stampa'', 17 marzo 2006, p. 33.</ref> *{{NDR|Su ''[[V per Vendetta]]''}} Il lungo film è ogni tanto un poco stanco ma è recitato benissimo (la voce italiana del protagonista [[Hugo Weaving]] è quella di [[Gabriele Lavia]]), è intelligente e appassionante.<ref name=v/> *{{NDR|Su ''[[Solo due ore]]''}} Bel film d'azione, «Solo due ore» di Richard Donner: ma l'elemento che colpisce di più è [[Bruce Willis]] che, dimagrito, malinconico, con i baffi e un poco di barba, somiglia in modo impressionante al giudice [[Paolo Borsellino|Borsellino]]. Invece è un detective della polizia di New York, malconcio e dal passato tutt'altro che inappuntabile.<ref name=Solodueore>Da ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=6899429 Bruce Willis nel marcio della Omicidi]'', ''La Stampa'', 31 marzo 2006, p. 32.</ref> *{{NDR|Su ''[[Solo due ore]]''}} Drammaticamente ottimo, il film ha un'aria triste: quei poliziotti cinici e assassini, quel detective che dice «Non c'è niente che mi faccia sentir bene», quel delinquente nero stupido e coraggioso, quella città caotica e indifferente formano un mondo brutto molto interessante.<ref name=Solodueore /> *{{NDR|Su ''[[Fascisti su Marte]]''}} Il regista-protagonista, come sempre, è straordinariamente divertente: certi suoi sguardi loschi o traversi, certa sua imperiosità dittatoriale, certi suoi improvvisi smarrimenti, sono fantastici, almeno quanto la creatività e la comicità dell'ideazione.<ref>Da ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=7303417 Quanto divertono quei fascisti]'', ''La Stampa'', 3 novembre 2006, p. 31.</ref> *{{NDR|Su ''[[Romanzo criminale (film)|Romanzo criminale]]''}} Ispirandosi al libro di [[Giancarlo De Cataldo]] pubblicato da Einaudi, per due ore e mezza il film corale analizza in chiave romantica i criminali, le loro imprese, la loro ascesa e caduta. Raccogliendo nel cast molti attori italiani soprattutto giovani e bravi (bravissimo [[Kim Rossi Stuart]]), [[Michele Placido]] ha realizzato un film con qualche difetto però molto interessante, forte, riuscito.<ref>Da ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=6461859 Film della weekend drammatico «Romanzo criminale» ]'', ''La Stampa'', 3 novembre 2006, p. 31.</ref> *Per la sua carica liberatoria, la sua assenza di moralismo, la sua struttura narrativa, il suo splendore figurativo, la sua linea antimetafisica, [[La dolce vita]] è nel cinema una rivoluzione. Sembrava che, dopo, non si potessero più fare i film consueti. Non è andata così: come càpita a tutti i maestri davvero grandi, il regista non ha allievi, non ha fatto scuola.<ref name=dolcevita/> *[[La dolce vita]] risulterà alla fine simile a un viaggio con tante tappe del protagonista, un giornalista di mondanità e pettegolezzi in movimento nella cosiddetta café society, nel carnevale perenne che nasconde un vuoto drammatico.<ref name=dolcevita>Da ''[http://www.lastampa.it/2011/01/11/spettacoli/i-cinquant-anni-de-la-dolce-vita-raccontati-da-lietta-tornabuoni-378QJ2pZT1jomYG4eAQ0RL/pagina.html I cinquant'anni de La dolce vita raccontati da Lietta Tornabuoni]'', ''lastampa.it'', 11 gennaio 2011.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,1118_01_1973_0303_0003_16229167/ Che ridere con Dracula]''|''La Stampa'', 29 dicembre 1973}} *[[Andy Warhol]] ha cambiato assai due dei più celebri miti della letteratura e del cinema «neri»: il suo ''[[Il mostro è in tavola... barone Frankenstein|Frankenstein]]'' girato in tre dimensioni non crea un orrendo mostro ma una bellissima coppia, il suo ''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!|Dracula]]'' ambientato negli Anni Trenta è sempre in frac e si porta dietro la bara sul tetto della Mercedes. [...] I due film non mostrano il minimo rispetto per i loro eroi. *Dracula ha cambiato status: ne ''[[I satanici riti di Dracula]]'' il regista Alan Gibson ne ha fatto un magnate misterioso, onnipotente e pauroso, un supercapitalista ossessionato dal timore delle malattie e dei rapimenti, «un personaggio alla Howard Hughes». *L'epopea del male non regge il confronto con la nera realtà contemporanea, i miti ottocenteschi si sfaldano di fronte ai nuovi riti di sangue. L'intervento di Andy Warhol può apparire il segno definitivo del tramonto di Frankenstein e Dracula: quando arriva Warhol il distruttore, estetizzante imbalsamatore del reale, geniale seppellitore di vitalità creativa, vuol proprio dire che tutto è finito. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,13/articleid,0919_01_1990_0251_0013_12621519/ I Gremlins all'assalto di New York]''|''La Stampa'', 27 ottobre 1990}} *{{NDR|Su ''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''}} Divertente, ben fatto, ricco di trovate, con gran trucchi ed effetti, è un match ironico fra mostri distruttori e capitalismo mostruoso. *Satira del megagruppo finanziario: nel supergrattacielo che è la sua sede, vanno insieme ultratecnologia e inefficienza, autocelebrazione e incompetenza; i manager decisionisti, razionali, vigorosi, di fronte a un pericolo concreto si rivelano tremebondi, smarriti, stupidi; il capitalista padrone, ozioso e annoiato da tutto, ritrova invece nel disastro energia e creatività industriale. *I Gremlins satirici vogliono «impadronirsi dei tesori della cultura occidentale»: fanno danni, fanno gli scemi alla tv del miliardario, fanno gli esibizionisti con l'impermeabile, si impasticciano cosmetici, si impadroniscono di armi, mettono su un numero musicale cantando e ballando «New York New York». {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0771_01_1993_0021_0015_10877554/ Vampiro innamorato stanotte t'ho sognato]''|''La Stampa'', 22 gennaio 1993}} *{{NDR|Su ''[[Dracula di Bram Stoker]]''}} Dopo il vampiro spaventevole, il vampiro patetico e il vampiro comico, ecco il vampiro innamorato. *Autoproclamantesi fedele al romanzo, il film trascura purtroppo le qualità domestiche del più aristocratico dei vampiri, che teneva in ordine senza servitori il suo tetro castello dei Carpazi. [...] Trascura il superbo snobismo che induce Dracula a rivendicarsi discendente di Attila e a disprezzare gli Asburgo o i Romanov come «schiuma della Terra». Trascura i folti baffi bianchi che il romanzo attribuisce a Dracula, e che il cinema ha sempre ignorato: l'unico a rispettare i baffi bianchi è un film turco del 1963, ''Drakula Instanbulda'', dove naturalmente il vampiro arretra di fronte al Corano mentre rimane indifferente al crocefisso. *Coppola ha preso un simbolo delle forze del Male che riflette il sadismo inconscio di molti lettori e spettatori, ha scelto un'incarnazione della trasgressione e del totale rifiuto di sottomettersi alle leggi umane o divine, una grande mente criminale, e ne ha fatto un trepido innamorato sentimentale: come idea non è granché, né il film consente alcuna analogia contemporanea tra il contagio vampiresco attraverso il morso e il contagio dell'Aids attraverso il coito. Son discorsi anche sproporzionati: Coppola ha detto, dichiarato e ripetuto d'aver fatto il film su commissione, per ragioni alimentari, per pagare i suoi eterni debiti. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tornabuoni, Lietta}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] 1sg2yd8vjnjk2q7wkvosjjzrh0sh9ze Simone Signoret 0 25541 1415431 1304106 2026-06-03T08:34:38Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1415431 wikitext text/x-wiki [[File:Signoret_Harcourt_1947.jpg|miniatura|Simone Signoret nel 1947]] {{Premio|Oscar| '''''[[La strada dei quartieri alti]]''''' * Miglior attrice (1960) }} '''Simone Signoret''', pseudonimo di '''Simone-Henriette-Charlotte Kaminker''' (1921 – 1985), attrice e scrittrice francese. ==Citazioni di Simone Signoret== *{{NDR|Sul suo matrimonio con [[Yves Montand]]}} Abbiamo litigato molto, ma questo è un bene. Altrimenti le cose sarebbero state molto tristi. :''We have quarreled a lot, but that is good. Otherwise things would have been very sad.''<ref name=Pace>{{en}} Citato in Eric Pace, ''[https://www.nytimes.com/1985/10/01/movies/simone-signoret-dies-in-france-at-64.html? Simone Signoret dies in France at 64]'', ''The New York Times'', 1° ottobre 1985.</ref> *Non costruisco nulla. Per trasformarsi in qualcuno bisogna assolutamente lasciar fuori qualsiasi tipo d'intervento intellettuale. Penso che meno analizzi il ruolo, questa misteriosa avventura, be', meglio è. La persona che stai interpretando è una specie d'inquilino che vive dentro te. Il personaggio entra nella tua pelle, si pianta nella tua, vive nella tua. E mentre sta accadendo non puoi parlare del personaggio perché sarebbe lui o lei a parlare. :''I don't construct anything. Becoming someone is absolutely without any kind of intellectual intervention. I think the less you analyze a role, this mysterious adventure, well, the better. The person you're playing is a kind of tenant who lives chez vous. The character enters your skin, installs itself in yours, lives in yours. And while it's happening you can't talk about the character because it would be him or her that would do the talking.''<ref name=Pace/> *Penso di aver utilizzato l'età abbastanza bene, non mi sono aggrappata a un aspetto che sarebbe stato artificiale. Sono invecchiata come invecchiano le donne che non sono attrici, come invecchiano le donne della macelleria o un professore universitario o una prostituta. :''I think I used age pretty well, I didn't cling to an appearance that would have been artificial. I got old the way women who aren't actresses grow old, the way the woman in the butcher shop does or a university professor or a prostitute.''<ref name=Pace/> *Se [[Marilyn Monroe|Marilyn]] è innamorata di [[Yves Montand|mio marito]], ciò prova che ha buon gusto. Anch'io ne sono innamorata.<ref>Citato in Mike Evans, ''Marilyn'' (''Marilyn Handbook'', 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006, p. 328. ISBN 880904634X</ref> ==Citazioni su Simone Signoret== *In ''Casco d'oro'', scoprendo pochissimo, ha fatto innamorare di sé persino austeri cattolici. Perché era finalmente una donna. ([[Renzo Renzi]]) *Simone era tutta cuore. Vorrei che avesse potuto essere più felice nella sua vita privata. ([[Reggie Nalder]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Le vergini di Salem]]'' (1957) *''[[Barabba (film)|Barabba]]'' (1961) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) ==Voci correlate== *[[Yves Montand]], marito ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Signoret, Simone}} [[Categoria:Attori francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] kiumrawe0pscdwr6dronyur4c5lwrkm Van Helsing (film) 0 47062 1415380 1289071 2026-06-02T21:28:28Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Van Helsing]] a [[Van Helsing (film)]]: allineamento a Wikipedia 1289071 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Van Helsing |immagine = |didascalia = |titolooriginale = Van Helsing |paese = USA |anno = 2004 |genere = horror, fantastico, drammatico, avventura, azione |regista = [[Stephen Sommers]] |sceneggiatore = Stephen Sommers |attori = * [[Hugh Jackman]]: Gabriel Van Helsing * [[Richard Roxburgh]]: [[Conte Dracula]] * [[Kate Beckinsale]]: Anna Valerious * [[David Wenham]]: Carl * [[Will Kemp]]: Velkan * [[Shuler Hensley]]: [[Mostro di Frankenstein]] * [[Silvia Colloca]]: Verona * [[Josie Maran]]: Marishka * [[Elena Anaya]]: Aleera * [[Robbie Coltrane]]: Mr. Hyde (voce) |doppiatoriitaliani = * [[Fabrizio Pucci]]: Gabriel Van Helsing * [[Roberto Pedicini]]: Conte Dracula * [[Giuppy Izzo]]: Anna Valerious * [[Francesco Bulckaen]]: Carl * [[Riccardo Niseem Onorato]]: Velkan * [[Paolo Buglioni]]: Mostro di Frankenstein * [[Silvia Colloca]]: Verona * [[Ilaria Latini]]: Marishka * [[Claudia Razzi]]: Aleera * [[Eugenio Marinelli]]: Mr. Hyde |note = '''Musiche''': [[Alan Silvestri]] }} '''''Van Helsing''''', film del 2004 diretto da Stephen Sommers, con Hugh Jackman e Kate Beckinsale. ==Frasi== *{{NDR|Rivolto a [[Victor Frankenstein]]}} Mi rammarico che il tuo momento di gloria debba essere rovinato per una cosuccia come depredare una tomba. ('''Dracula''') *Per voi questi mostri sono soltanto creature malvagie da sconfiggere. Ma sono io quello che è là quando muoiono e tornano a essere gli uomini che erano prima. ('''Van Helsing''') *{{NDR|Sulla [[Transilvania]]}} Una terra maledetta, infestata da creature da incubo di ogni sorta. ('''Cardinal Jinette''') *La legge degli uomini non conta per me. ('''Van Helsing''') *Spero vivamente che anche tu abbia un cuore, perché un giorno io lo infilzerò con un paletto. ('''Anna''') *I vampiri uccidono soltanto quello che gli serve per sopravvivere, una o due persone al mese. Adesso uccideranno per vendetta. ('''Top Hat''') *Avere memoria di coloro che amavi e che hai perduto forse è più doloroso che non avere alcuna memoria. ('''Van Helsing''') *Gli uomini lupo sono una seccatura tale durante la loro prima luna piena. È così difficile controllarli. ('''Dracula''') *I vampiri sono morti viventi, quindi ha un senso che i loro figli nascano morti. ('''Anna''') *Sono in grado di capire il carattere di un uomo dal battito del suo cuore. Di solito quando mi avvicino posso quasi danzare a quel ritmo. Curioso che il tuo sia così regolare. ('''Dracula''') *Persino un uomo puro di cuore, che dice le sue preghiere ogni sera, può diventare un lupo, quando l'erba luparia è in fiore e la luna splende leggera. O bramare il sangue di un altro quando il sole scende e il suo corpo il volo prende. ('''Quadro segreto''') *Mostro? Chi è il mostro qui? Io non ho fatto niente di male, eppure tu e la tua razza, tutti, mi volete morto. ('''Mostro di Frankenstein''') *La mia vita, la mia missione é distruggere il male. Io riesco a sentire il male. Questo essere, che sia un uomo o qualunque altra cosa, sarà stato creato dal male, che ha lasciato un segno su di lui, ma non lo domina. Perciò io non posso ucciderlo. ('''Van Helsing''') *È stato morso, morso da un uomo lupo! Ora diventerai quello a cui hai dato la caccia con tanta caparbietà! [...] Possa qualcuno avere altrettanta caparbietà dando la caccia a te. ('''Il mostro di Frankenstein''') *Facciamo parte dello stesso grande gioco Gabriel, ma non è necessario trovarsi ai lati opposti della scacchiera. ('''Dracula''' a Van Helsing) *Dev'essere un tale peso, una tale maledizione, essere la mano sinistra di Dio. ('''Dracula''') ==Dialoghi== *'''Carl''': È la prima volta che dai la caccia ai vampiri, vero?<br>'''Van Helsing''': Vampiri, gargoyle, warlock, sono tutti uguali: più buoni se ben cotti.<br>'''Carl''': No, non sono tutti uguali. Un vampiro non è affatto come un warlock. Perfino mio nonna ucciderebbe un warlock. *'''Van Helsing''': Hai imprecato, non in modo grave, ma sei monaco. Non dovresti imprecare.<br>'''Carl''': Veramente sono ancora soltanto un frate. Posso imprecare quanto voglio... Maledizione! *'''Dracula''': Ma perché non ci lasciano in pace? Non uccidiamo mai più di quanto ci serve, e meno di quanto ci spetta. Loro possono dire lo stesso? Non avevo detto e ripetuto quanto fosse importante sterminare i Valerius? E ora che siamo tanto vicini a realizzare il nostro sogno... <br> '''Verona''': Abbiamo perduto Marishka. <br> '''Dracula''': Su su mie care! Non vi preoccupate. Troverò un'altra sposa. <br> '''Verona''': Cosa? <br> '''Aleera''': Noi contiamo così poco per te? <br> '''Verona''': Tu non hai cuore! <br> '''Dracula''': No! Io non ho un cuore! Io non provo amore! Né paura! Né gioa! Né dolore. Sono un uomo vuoto, e avrò vita per l'eternità. <br> '''Aleera''': Oh mio signore. <br> '''Verona''': Non è poi così male. <br> '''Dracula''': Sono in guerra contro il mondo e contro ogni anima vivente. Ma presto la battaglia finale avrà inizio. *'''Dracula''': Ricordi, Igor? "Fa' agli altri..."<br>'''Igor''': "... prima che loro lo facciano a me". *'''Anna Valerious''': Tu fai troppe domande. <br> '''Van Helsing''': Di solito ne faccio solo due: con chi ho a che fare? E, come lo uccido? *'''Anna Valerious''': Alcuni dicono che sei un assassino Van Helsing. Altri dicono che sei un santo. Qual è la verità? <br> '''Van Helsing''': La verità è nel mezzo, forse. *'''Anna Valerious''': Noi in [[Transilvania]] vediamo sempre il lato positivo della morte. <br> '''Van Helsing''': C'è un lato positivo della morte? <br> '''Anna Valerious''': Sì. È solo più difficile vederlo. *'''Carl''': Perché sento puzza di cane bagnato qui dentro?<br>'''Van Helsing''': Un uomo lupo!<br>'''Carl''': Oh, allora avrai bisogno di pallottole d'argento. *'''Van Helsing''': È un uomo lupo! Ucciderà delle persone!<br>'''Anna''': Non può farne a meno! Non è colpa sua.<br>'''Van Helsing''': Lo so, ma lo farà in ogni caso.<br>'''Anna''': Sai che cos'è il perdono?<br>'''Van Helsing''': Sì. L'ho chiesto tante volte. *'''Velkan''': Preferisco morire piuttosto che aiutarti!<br>'''Dracula''': Oh, non essere noioso. Tutti quelli che dicono questo, muoiono. *'''Dracula''': Abbiamo in comune una storia, tu e io, Gabriel. Ti sei mai domandato perché hai degli incubi tanto spaventosi? Scene terrificanti di antiche battaglie passate. <br> '''Van Helsing''': Come sai queste cose di me? <br>[...]<br> '''Dracula''': Allora, vuoi che ti rinfreschi un po' la memoria? Vuoi qualche particolare del tuo sordido passato? {{NDR|Van Helsing gli mostra una croce, Dracula la afferra ed essa si incendia per poi squagliarsi}} Affronteremo questa conversazione in un altro momento. Permettimi di presentarmi di nuovo. Sono il conte Vladislaus Dragulia. Nato nel 1422. Assassinato nel 1462. *'''Anna''': Un paletto d'argento? Un crocifisso? Ma come potevi pensare che non avessimo già provato di tutto prima?! Gli abbiamo sparato, l'abbiamo pugnalato, bastonato, schizzato con l'acqua benedetta, gli abbiamo trafitto il cuore con un paletto, ma vive ancora. Lo vuoi capire? Nessuno sa come uccidere Dracula.<br>'''Van Helsing''': Ah. E che cosa aspettavi a dirmelo? *'''Van Helsing''': Beh, qualunque cosa sia, sembra essere umano. Direi che calza il 50 e pesa circa 180 chili. E alto tra i due metri e venti e due metri e mezzo. Trascina la gamba destra e ha tre denti di rame.<br>'''Anna''': Come sai che ha i denti di rame?<br>'''Van Helsing''': Perché è proprio dietro di te. *'''Van Helsing''' {{NDR|sul [[mostro di Frankenstein]]}}: Lui non è malvagio.<br>'''Carl''': No, ma dicono che non è neanche umano.<br>'''Van Helsing''': Lo conoscono? Hanno parlato con lui? Chi sono per giudicare? *'''Carl''': C'è ancora tempo. Dracula non può portare i suoi figli alla vita finché il sole non tramonta...<br/>'''Anna''': Il sole tramonta fra due ore e noi lo stiamo cercando da più di 400 anni! ==Citazioni su ''Van Helsing''== *Dracula, prima di essere un cattivo, è un uomo e poi mi sono affidato alla sceneggiatura piuttosto che alle interpretazioni di altri attori. Ricordo comunque le meravigliose performance, tra gli altri, di Klaus Kinski e Bela Lugosi. ([[Richard Roxburgh]]) *Il film lussuoso, fragoroso, dinamico, è abbastanza divertente. ([[Lietta Tornabuoni]]) *Il mio Dracula è più umano. Recitavo tenendo ben presente la natura del film che è molto più avventuroso e romantico del romanzo. ([[Richard Roxburgh]]) *{{NDR|[[Stephen Sommers]]}} ha trasformato Van Helsing, l'anziano cacciatore di mostri ideato da Bram Stoker, in una specie di body guard giovane, robusto, ardito, cafone, superarmato. Ha fatto perdere ai mostri della narrativa ogni forza enigmatica, ogni impatto culturale: non più emblemi della morte, dell'eternità, della possibilità dell'uomo di creare la vita, della fusione uomo-bestia, della ricerca scientifica, del fascino del Male, del dolore e della pietà, i Mostri sono soltanto vecchi stereotipi, figurine d'infanzia scolorite, tipi risibili o almeno strani. Se passando dalla letteratura nera al cinema Dracula e gli altri erano diventati sotto-cultura, «Van Helsing» li porta a una sub-sottocultura, nella quale l'umorismo tempera sempre lo spavento e il marketing (DVD, giochi interattivi, live action e animazione per la televisione, attrazioni da parco a tema) è il vero scopo. ([[Lietta Tornabuoni]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Van Helsing''|w=Van Helsing (film)}} [[Categoria:Film d'avventura]] [[Categoria:Film di Dracula]] [[Categoria:Film horror]] [[Categoria:Film fantastici]] o7qthod1bq5xrh30oxshr67id00f4ev Wilhelm Wundt 0 48359 1415351 1415248 2026-06-02T14:19:50Z Gaux 18878 /* Citazioni su Wilhelm Wundt */ altra di Kiesow 1415351 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Wilhelm Wundt.jpg|thumb|Wilhelm Maximilian Wundt]] '''Wilhelm Maximilian Wundt''' (1832 – 1920), psicologo, fisiologo e filosofo tedesco. ==Citazioni di Wilhelm Wundt== *L'inizio di una differenziazione della funzione mentale si può riscontrare persino nei [[protozoo|protozoi]].<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 35. ISBN 9788858015018</ref> *La descrizione esatta della coscienza è l'unico e solo scopo della psicologia sperimentale.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 36. ISBN 9788858015018</ref> *Quando parliamo normalmente... la volontà è di continuo diretta ad armonizzare gli uni con gli altri il corso delle idee e i movimenti articolatori.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della psicologia'', traduzione di Giuliana Lupi, Gribaudo, 2018, p. 37. ISBN 9788858015018</ref> ==[[Incipit]] di ''Compendio di psicologia''== Due sono le definizioni della psicologia, che predominano nella storia di questa scienza. Secondo l'una, la psicologia è "la scienza dell'anima": i processi psichici sono considerati come fenomeni dai quali si debba conchiudere all'esistenza di una sostanza metafisica, l'anima. Secondo l'altra definizione, la psicologia è "la scienza dell'esperienza interna", e però i processi psichici fanno parte di uno speciale ordine di esperienza, il quale si distingue senz'altro per ciò, che i suoi oggetti spettano all'"introspezione" o, come anche si dice in contrapposto alla cognizione ottenuta mediante i sensi esterni, spettano al senso interno. ==Citazioni su Wilhelm Wundt== *Con Guglielmo Wundt non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva. ([[Federico Kiesow]]) *È inutile ch'io ricordi tutti i benefici derivati dalle mie relazioni giornaliere con {{maiuscoletto|Wundt}}. Non ci si poteva trovare con quest'uomo anche solo per pochi minuti senza apprendere da lui qualche cosa! E la mia maggiore intimità con la sua famiglia era poi per me una gioia. Wundt era solito alla domenica raccogliere alla sua mensa alcuni suoi studenti e gli assistenti dell'Istituto. In casa egli appariva assai diverso dall'uomo che conoscevamo noi all'Istituto o sulla cattedra: non era più il rigido e austero studioso, né il severo insegnante, ma un geniale padrone di casa che sapeva intrattenere i suoi invitati con piacevoli conversazioni. Potevamo ascoltare direttamente da lui i racconti delle sue prime esperienze, dei suoi rapporti con altri grandi studiosi, le sue opinioni sugli avvenimenti più importanti del giorno, su recenti scoperte. E intorno alla sua mensa le ore trascorrevano rapide come minuti. ([[Federico Kiesow]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Wilhelm Wundt, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-w/wilhelm-wundt/compendio-di-psicologia/ Compendio di psicologia]'', traduzione di Luigi Agliardi, Torino, C. Clausen, 1900. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Wundt, Wilhelm}} [[Categoria:Filosofi tedeschi]] [[Categoria:Fisiologi tedeschi]] [[Categoria:Psicologi tedeschi]] t44hg4ltt1fs7tjh1c17h402fst9bl7 Vampiro 0 65366 1415383 1379146 2026-06-02T21:35:46Z Àncilu 87978 /* ''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' */ orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415383 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Philip Burne-Jones - The Vampire.jpg|thumb|''The Vampire'', Philip Burne-Jones (1897)]] Citazioni sui '''vampiri'''. ==Citazioni== *Decisamente più maligno, però, è il vampiro, o ''nosferatu'', in cui ogni contadino rumeno crede fermamente quanto nel paradiso o nell'inferno. Ci sono due tipi di vampiri – viventi e morti. Il vampiro vivente è in genere la prole illegittima di due persone illegittime, ma anche un pedigree immacolato non è per nessuno una garanzia contro l'intrusione d'un vampiro nella propria cripta di famiglia, poiché ogni persona uccisa da un ''nosferatu'' diventa a sua volta un vampiro dopo la morte, e continuerà a succhiare il sangue di altre persone innocenti finché lo spirito non venga esorcizzato, o aprendo la tomba della persona sospettata e conficcando un palo nel cadavere, o sparando nella bara con una pistola. In casi molto ostinati viene inoltre consigliato di tagliare la testa e rimetterla nella bara con la bocca riempita di aglio, o di estrarre il cuore e bruciarlo, spargendo le ceneri sopra la tomba. ([[Emily Gerard]]) *I vampiri evitano come la peste i loro simili che odorano di spinaci. ([[Gudrun Pausewang]]) *Il vampiro è un morto che non vuol morire, è uno dei tanti riflessi immaginifici che dicono la difficoltà per l'individuo e per il gruppo di accettare la morte che, come Freud ci ricorda, torna nei sogni e percorre la comunità primitiva atterrendola con il timore del contagio, per cui i morti vanno sepolti, anche se poi la terra non li nasconde abbastanza e soprattutto non li sradica dall'anima. Il vampiro è allora un morto che ritorna, perché per l'anima non è definitivamente morto. Con il sangue, che è poi la vita, ghermisce vergini, immagini dell'anima, che si divincolano nelle braccia dei vampiri per resistere alla morte. ([[Umberto Galimberti]]) *Il vampiro ha smesso i panni del mostro per indossare quelli dell'eroe romantico, occupando nelle fantasie delle ragazze d'oggi il posto che nei pudichi e timorosi languori delle fanciulle di un tempo spettava al bel tenebroso. Un'aura sinistra tuttavia persiste, e non soltanto per semplice convenzione. L'inquietudine che il vampiro seguita a suscitare, e nella quale consiste una parte non irrilevante del suo ascendente, è affatto autentica. È però un'inquietudine che non riguarda tanto lui, né il male che può farci, se mai di male si tratta, quanto noi stessi. Che il vampiro non possa varcare una soglia senza essere invitato dice molto al riguardo. È la preda, prima ancora del predatore, a reclamare il piacere della caccia, non viceversa. Non meno significativa è la misteriosa faccenda del riflesso mancato: che ci garantisce, infatti, che il vampiro non rifletta la propria immagine per la semplice ragione che non c'è alcun vampiro se non lo specchio? Se così fosse, la ragione per cui non scorgiamo che noi stessi appare ovvia: il vampiro non è che il riflesso inverso di una parte di noi che non siamo disposti a riconoscere apertamente. ([[Tommaso Pincio]]) *In realtà non ho mai provato un interesse particolare nei confronti di queste creature della notte. Ci sono però delle storie sui vampiri che contengono elementi interessanti. A tutti è capitato di incontrare persone con cui passi due ore e che ti lasciano prosciugato, come se si fossero impossessate di qualcosa di tuo. ([[Francis Ford Coppola]]) *L'[[Aids]], riproponendoci questo inestricabile intreccio tra la vita e la morte, e tra l'amore e la morte, riattiva l'immagine del vampiro che, con il suo labbro leporino, i canini perforanti, il viso scarlatto, la lingua affilata, la narice unica, rappresenta in modo truculento quella morte che non si trova mai al suo posto e perciò ossessiona l'inconscio di quanti vivono sforzandosi di tenerla il più possibile lontana. ([[Umberto Galimberti]]) *Mi piace interpretare i vampiri perché non ci sono limiti e poi perché hanno bisogno del sangue delle vergini, e le vergini sono bellissime e molto fotogeniche! ([[Udo Kier]]) *Personalmente, i vampiri non mi affascinano, mi fanno paura. Ma c'è gente che si sente affascinata dai vampiri. Credo che uno dei motivi sia che un vampiro è umano in molti modi, ha una forma umana, non è un lupo mannaro o altri personaggi ridicoli piene di peli, non è un mostro con la coda, non è un essere umano, è come te, può essere. ([[Dan Curtis]]) *Qualsiasi interprete di horror viene ormai schiacciato tra le magie dell'elettronica e del make-up. Sono queste, più dell'acqua santa e del paletto, le vere minacce cui vanno incontro i vampiri d'oggi. ([[Christopher Lee]]) *Sai, secondo me, non esistono i vampiri, non sono mai esistiti e non esisteranno mai. Ma è concepibile che potrebbe succedere. E se lo fai nel modo giusto, se approfitti di questa identificazione, un vampiro è come me, a parte il fatto che lui non muore. E le donne, in qualche modo, molte donne... trovano questa cosa molto erotica... questa cosa che punta al collo e tutto il resto. ([[Dan Curtis]]) *Si abbracciarono in lacrime: il loro figliolo era un vampiro che non beveva sangue e adorava gli spinaci. Gli spinaci, per il demonio! Gli spinaci che i vampiri possono al massimo mangiare in quantità minime, perché contengono troppe vitamine. E le vitamine per i vampiri sono un veleno! ([[Gudrun Pausewang]]) *Tutti questi personaggi sono dei seduttori, e chi più chi meno danno ragione a Stephen King quando, in ''Danse macabre'', afferma che il loro successo è direttamente proporzionale alla valenza sessuale dei loro morsi, che mettono lo spettatore e la spettatrice in condizione di godere di scene di dominazione e di stupro senza sentirsi in colpa e senza angoscia (ma il morso non è solo metafora eufemizzante dell'atto sessuale: è anche indizio di una sessualità prevalentemente orale, cosa che spiega perché i primi fan di Dracula siano gli adolescenti). [...] La questione della sessualità, comunque, non ci soddisfa completamente, nel senso che, da sola, non basta a rendere ragione della resistenza del vampiro nel nostro immaginario letterario e cinematografico. Il mio sospetto è che molto conti la fungibilità o transitività del vampiro, in altre parole la sua contiguità ad altri "tipi", dai licantropi (affratellamento esplicitato dalla saga ''Twilight'') agli zombie [...]. Ma non dobbiamo dimenticarci, infine, della disponibilità del tema a trascorrere dall'horror alla commedia. ([[Michele Mari]]) ===[[Dario Argento]]=== *I vampiri sono una metafora. M'interesso molto all'esoterismo, ma lo considero un fatto culturale, non una realtà soprannaturale. *Nelle leggende, che li riguardano, i vampiri sono per natura bisessuali, non hanno pregiudizi. *Non sono i soliti serial killer, ma figure piene di sentimenti e di conflitti interiori. ===[[Augustin Calmet]]=== *Abbiam detto, che i Vampiri mai non parlano delle cose dell'altra vita, non domandano né Messe, né orazioni, non danno alcun avvertimento ai vivi, onde correggano i suoi costumi, e menino una vita migliore. Questo è certamente un gran pregiudizio contro la realtà del loro ritorno dall'altro mondo; ma il loro silenzio su questo articolo può molto favorir l'opinione, che non sieno morti veramente. *Amessi questi fatti, ch'io credo incontrastabili, non è irragionevole il credere, che i Vampiri d'Ungheria, di Slesia, e di Moravia sian uomini morti di malattie infiammative, ed abbiano anche sepolti conservato un resto di vita, presso poco come quegli animali, di cui abbiamo parlato, e come quegli uccelli, che d'Inverno si cacciano in fondo ai laghi, e alle paludi di Polonia, e de' Paesi Settentrionali: questi son senza vita, e ripigliano il moto, e l'attività, quando al ritorno di Primavera il Sole riscalda le acque, o quando si metton vicini a un fuoco moderato, o s'involgono in un panno caldo, allora si vedono rivivere, e fare le lor funzioni ordinarie, sospese in passato dal freddo. Così nel loro sepolcro i Vampiri dopo un certo tempo ripiglian la vita, e la loro anima assolutamente non li abbandona se non dopo la totale dissoluzione, e scomponimento delle parti del corpo, e quando guasti e scompaginati gli organi ella più non può fare le sue funzioni vitali, per mezzo di essi, donde nasce, che i popoli dei paesi accennati l'impalano, li decapitano, li abbruciano per togliere alle loro anime ogni speranza di animarli di nuovo, e di servirsene per dar molestia ai viventi. *Che i corpi, i quali son morti di malattia violenta, ovvero giustiziati essendo in piena sanità, ovvero semplicemente svenuti, vegetin sottoterra, e nelle sepolture, che loro cresca la barba, i capegli, le unghie, che mandin fuori sangue, che sien flessibili, e maneggevoli, che non puzzino, che mandino escrementi, ed altre simili cose non è questo che c'imbarazzi: la vegetazione del corpo umano può benissimo produrre tutti questi effetti, che mangino, e divorino quel che si trovan d'intorno, la rabbia, ond'è trasportato un uomo, che si trova sepolto vivo, allorché si risveglia dal suo assopimento, o dal suo svenimento, lo deve naturalmente trasportare a questi eccessi violenti. Ma la massima difficoltà consiste in ispiegare in qual maniera i Vampiri escano dalle lor sepolture per venire a molestare i viventi, e come poi vi rientrino, poiché tutte le relazioni, che abbiamo, suppongono la cosa per certa, senza raccontare né la maniera, né le circostanze, che pur sarebbero la cosa più osservabile nella esposizione di questi fatti. *Esaminando la relazione della morte de' pretesi martiri del Vampirismo, vi ritrovo tutti i sintomi d'un fanatismo epidemico, e veggo ad evidenza, che la vera cagione della lor morte è l'impressione gagliarda dello spavento. [...] Chiunque abbia gli occhi un poco Filosofici vede al solo racconto, che questo preteso Vampirismo non è altro che una immaginazione alterata. *Non niego, che persone non sieno morte, immaginandosi di vedere i suoi parenti, che le chiamassero al sepolcro, che altre non abbiano creduto di sentire picchiar alle porte, d'essere molestate, in una parola attaccate da malattie mortali, e che queste persone giuridicamente interrogate non abbian risposto di aver veduto, e sentito tutto quello, che loro rappresentava la fantasia alterata. Ma io voglio testimoni non preoccupati, liberi dal timore, dall'interesse, dalla passione, i quali dopo maturi riflessi assicurino d'aver veduto, sentito, interrogato questi Vampiri, e d'essere stati testimoni delle loro azioni, e sono persuaso, che non se ne troverà alcuno di tal fatta. *Questi Vampiri non si sentono se non in certi paesi, come in Ungheria, la Moravia, in Silesia, dove tali malattie son più comuni, e i popoli nutriti di cibi cattivi sono sottoposti a certi incomodi cagionati e dai cibi, e dal clima, e accresciuti dai pregiudizi, dalla fantasia, e dalla paura, capace di produrre, o di aumentare le malattie più grave e pericolose, siccome pur troppo la quotidiana sperienza lo prova. Che poi a detto di alcuni i morti mangino, e mastichino a guisa di porci ne' loro sepolcri, ella è una cosa apertamente favolosa, e unicamente fondata sopra ridicole prevenzioni. *Si dice che'l Vampiro ha una spezie di fame, che gli fa mangiare il panno lino, in cui è involto. Questo redivivo o Oupiro uscito dalla sua sepoltura, o sia il Demonio sotto la di lui figura, va la notte, abbraccia e stringe con violenza i suoi parenti, i suoi amici, succhia loro il sangue a segno che perdon le forze, e a poco a poco estenuandosi muoiono. Questa persecuzione non si ferma in una sola persona, si estende a tutte quelle della famiglia, quando però non si decapiti il Risurgente, o non se gli apra il cuore, disotterrando il di lui cadavere, che si trova nel sepolcro molle, flessibile, carnoso, e rubicondo, ancorché morto da lungo tempo. Esce dal di lui corpo gran copia di sangue, e alcuni lo raccolgono, lo mescolan con farina, e ne fan pane, e questo pane mangiato cotidianamente li preserva dalla vessazione dello Spirito, che non ritorna più. ===[[Matei Cazacu]]=== *Il vampiro fa quindi parte della grande famiglia degli spettri o fantasmi, comune a tutte le civiltà. Nel mondo slavo e balcanico qui preso in esame, il suo nome, quello con il quale è universalmente noto, deriva da un antico termine slavo, ''opyr'' o ''opir'', che ha dato la forma «vampiro» in bulgaro, serbocroato, macedone, polacco e ucraino, e alcune varianti molto simili nelle altre lingue slave. La radice di ''opyr'' deriva da una parola che significa «pipistrello», e quella di ''opir'' contiene il significato di «volare, planare, fluttuare in aria come il vapore». Da qui la metamorfosi dell'anima errante sotto forma di pipistrello, mosca, falena o uccello in generale. Quando questa metamorfosi avviene nel corpo di un animale come il lupo, ecco i lupi mannari, ''vurkolak'', nelle lingue slave, ''pricolici'', in greco e in romeno. Nel romeno s'incontra anche il termine ''strigoi'' per designare il vampiro (''strigoaica'' al femminile), da ''strix'', ''striga'', che ha dato l'italiano «strega». Un altro termine per questi esseri della notte, dal quale è derivato il vocabolo francese ''cauchemar'' (incubo) e il tedesco ''Mahr'', è ''mora'' in serbocroato, russo e bulgaro, ''moroi'' in romeno: si applica soprattutto agli spiriti dei bambini nati morti o morti senza battesimo. *L'apparizione e la diffusione del cristianesimo hanno rafforzato considerevolmente il ruolo dell'anima che deve separarsi del corpo per andare in Purgatorio o verso uno spazio non definito, nel caso della Chiesa ortodossa. Quest'incertezza, alimentata fino a oggi dalla cristianità orientale alla quale appartengono i popoli balcanici e slavi dell'Est (a eccezione dei polacchi), ha favorito la credenza nei vampiri. *Nel mondo ortodosso i cadaveri venivano riesumati dopo uno, tre, cinque o sette anni, per verificare lo stato di decomposizione. Un cadavere intatto o ritrovato con la faccia contro la terra significava che si trattava di un non-morto, di un vampiro, al quale bisognava concedere una sepoltura decente dopo avergli conficcato un paletto di biancospino nel... cuore... ===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''=== *La donna dormiva del suo sonno di Vampiro, così piena di vita e di voluttuosa bellezza che io ho tremato tutto, come se fossi venuto lì per compiere un assassinio. Ah, e neppure io dubito che in antichi tempi, quando queste cose esistevano, più di un uomo che si fosse accinto a impresa come la mia avrebbe sentito suo cuore mancare, e poi anche i suoi nervi. Così lui esita, e esita, e esita, fino a che la bellezza e il fascino della spietata Non-Morta lo ipnotizzano; e lui resta lì, e va avanti a restare lì finché arriva il tramonto, e il sonno del Vampiro ha termine. Allora i meravigliosi occhi della bella donna si aprono e sembrano parlare d'amore, e la bocca voluttuosa si offre per un bacio – e l'uomo è debole. E così una nuova vittima resta preda del Vampiro; un altro che si aggiunge a macabre e torve squadre dei Non-Morti!... ([[Abraham Van Helsing]]) *Le fauci del lupo erano miglior destino che non la tomba del Vampiro! ([[Abraham Van Helsing]]) *Prima di fare qualsiasi cosa, lasciate voi che io dica questo: che viene dalle tradizioni e dalle esperienze degli antichi e di tutti quelli che hanno studiato i poteri dei Non-Morti. Quando essi diventano tali, con questo mutamento cade su loro la maledizione della immortalità; essi non possono morire, ma devono andare avanti per secoli e secoli, sempre aggiungendo nuove vittime e moltiplicando i mali del mondo; perché tutti coloro che muoiono in quanto caduti preda del Non-Morto, diventano Non-Morti essi stessi, e predano anche loro nuove vittime. E così il cerchio va avanti sempre allargandosi, così come le onde da una pietra gettata in acqua. Amico Arthur, se voi foste stato raggiunto da quel bacio che voi sapete prima di morte di povera Lucy; o ancora, l'altra notte, quando voi avete aperto vostre braccia a lei, anche voi a suo tempo, a tempo di vostra morte, sareste voi diventato ''nosferatu'', come lo chiamano in Europa d'Oriente, e per sempre avreste fatto anche voi di più di questi Non-Morti che tanto hanno noi riempito di orrore. ([[Abraham Van Helsing]]) ===[[Radu Florescu e Raymond T. McNally]]=== *Il concetto di vampirismo è da rintracciare in tempi remotissimi, quando un cacciatore primitivo scoprì che mentre il sangue usciva dalla ferita di un animale o di un uomo, anche la vita se ne andava. Ecco perché gli uomini primitivi si cospargevano di sangue e a volte lo bevevano: il sangue era fonte di forza e vitalità. Così il concetto di bere sangue per riacquistare le forze entrò a far parte della storia. *La figura del vampiro, una creatura che da uomo si trasforma in mostro, è senza dubbio tragica, spaventosa, senza speranza, pietà, o risposte. Per sopravvivere deve bere il sangue delle sue vittime e la possibilità di una morte definitiva gli è preclusa. E così continua a vivere: vuole vivere e vuole morire al tempo stesso, non è veramente vivo ma nemmeno morto. Il folclore vampiresco non poggia su basi scientifiche e tuttavia è sostanzialmente vero. Come attestano tutte le tradizioni e le leggende sui vampiri, l'uomo non teme solo la morte, ma anche cose che vanno ben al di là di essa. *Una delle teorie concepite per spiegare la diffusione delle leggende vampiresche in Transilvania, sostiene che, dal momento che i mongoli tibetani credevano sia nei vampiri sia nel dio pipistrello, potrebbero essere venuti in contatto con i numerosi popoli asiatici che migrarono in Transilvania. Sia gli ungheresi (magiari) che gli [[Siculi (Transilvania)|szekely]] della Transilvania si spostarono inizialmente dall'Asia all'Europa. In questo contesto è interessante notare che nel romanzo di Stoker, Dracula sostiene di discendere dagli szekely. Un'altra teoria sui motivi dell'evidente abbondanza di leggende vampiresche in Transilvania prende in considerazione il fatto che la regione è abitata da un gran numero di gruppi etnici diversi, che hanno dato vita a un elaborato miscuglio di folklore tedesco, ungherese, zingaro e romeno. ===[[Fabio Giovannini]]=== *Come la cultura di fine secolo, il vampiro è inafferrabile. Non è un fantasma, e quindi è tangibile, ma riesce a sfuggire a una identificazione precisa grazie alle sue metamorfosi e ai suoi poteri misteriosi. Come la cultura di fine secolo, il vampiro è ibrido, non è catalogabile in un solo schema. *Il mito del vampiro nasce in epoche indefinibili, anche se il termine «vampiro» si afferma in Europa solo nel Settecento illuminista. Gli etimologi non stanno tranquilli di fronte ai vampiri. Le tre parole che nel linguaggio contemporaneo definiscono più correntemente il vampirismo (Vampiro, Nosferatu, Dracula) hanno origini in parte insondabili, che quasi si perdono nel nulla. *Il Settecento fornisce ai tempi a venire una superstizione vampirica precisa, con regole e norme che si protrarranno nei secoli: i vampiri illuministi sono cadaveri che risorgono, nutrendosi di sangue umano e annientati solo da un paletto nel cuore e dal rogo delle spoglie. Il Settecento fornisce anche l'elenco dei rimedi per allontanare questi mostri notturni: l'aglio, gli arnesi religiosi, ecc. L'ondata di paura porta a un vero e proprio irrazionalismo di massa, probabilmente sottovalutato dagli storici e da quanti hanno studiato il periodo settecentesco europeo. La credenza nei vampiri provocò un incredibile numero di violazioni di sepolture, le tombe venivano aperte per rinvenire cadaveri rosei e sanguinolenti (vampiri) cui imputare epidemie o sventure. In effetti non era infrequente scoperchiare tombe e trovare cadaveri gonfi e lisci, con unghie e capelli allungati (il tutto in virtù di normali fenomeni di ritardata decomposizione) o sepolti vivi a causa di qualche forma di morte apparente. *Il vampiro agisce meglio nel mondo chiuso, ad esempio nel ''villaggio''. Un contadino romeno avrà più di uno stimolo al terrore vampirico, al timore verso le orde vampiresche dotate di oscuri poteri connessi alla notte. La mentalità del piccolo gruppo favorisce la superstizione del vampiro. Ecco perché le leggende sul vampiro sono molto diffuse nelle isole, dove si teme tutto ciò che è straniero e diverso. *Il vampiro è il «mostro» più metaforico, il più «intellettuale», pur essendo popolarissimo e riprodotto dall'industria culturale in quasi tutto il mondo. Il vampiro affascina il lettore quanto il bambino. Il mito del vampiro è «raffinato» e «sofisticato», è elaborato e complesso. *Il vampiro ripropone quelle sensazioni di vicina morte che la sessualità porta sempre con sé. La paura è alla base dei miti vampireschi: paura della morte, paura dell'erotismo non socialmente controllabile, paura dell'ignoto. La paura, tra l'altro, è legata fisiologicamente al sangue, questo essenziale alimento della dieta vampirica. L'adrenalina che la paura fa aumentare nel sangue sembra tingere di rosso anche l'aspetto più nascosto del terrore. *Il vampiro sopravvive alla morte, supera una delle massime aspirazioni e una delle massime angosce dell'uomo. E sopravvive nel corpo, non nell'anima. Il vampirismo è il contrario del cristianesimo, che assegna solo all'anima l'immortalità e di conseguenza svilisce tutto il corporeo. *La croce da oggetto di culto si muta in stratagemma per mettere in difficoltà il male. Funziona con il diavolo e funziona con il vampiro. Dracula e i suoi simili urlano di dolore al solo apparire di un crocifisso: hanno ragione, perché la croce è, originariamente, solo uno strumento di tortura. Il vampiro, materialista ed esaltatore dei piaceri della carne (e del sangue), non può sopportare la vista di quell'attrezzo da boia. *La [[depressione]] stessa è un vampiro. Alzarsi la mattina dopo una notte insonne: l'incontro estenuante della vittima con il suo predatore è simile al sommergersi in una marea di pensieri di cui però non si può fare a meno. Senza forza, senza energia, come «esangui». *La [[seduzione]] caratterizza definitivamente il vampiro come metafora del trasgressivo: la sua irruzione seducente nella vita «normale» e perbenista scuote e infrange alcuni dei valori fondamentali della società. *La tristezza del vampiro, la sua disperazione, sono l'altra faccia dell'intrinseca ideologia di «liberazione» nascosta nel mito vampirico. Il non-morto, che vive solo nel nero della notte, nel silenzio senza memoria delle tenebre, nella morte del giorno, difficilmente avrebbe potuto sottrarsi alla malinconia e al dolore. *Nel vampiro, che infrange le regole della vita e della morte ma anche quelle della sessualità convenzionale, c'è un diavolo umanizzato, come Cristo è un dio umanizzato. Cristo promette per l'aldilà una vita futura ed eterna, gioiosa e senza dolore. Anche il vampiro promette alle proprie vittime una vita futura eterna e libera, ma sulla terra. ===''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]''=== *– Non temiamo la croce. Bè, alcuni di noi la temono, d'altro canto la superstizione non è solo umana. Voi non passereste sotto una scala, ma lo fareste se ci fosse un cheeseburger dall'altra parte. Non siamo disgustati dall'aglio e ci riflettiamo negli specchi. Non so chi l'abbia inventato... il paletto nel cuore... la decapitazione -- ouch, ovviamente e... cosa sto dimenticando?<br />– L'acqua santa. <br />– Già, l'acqua santa, roba temibile, ma non quanto l'orribile bastardo puzzolente che sono quando mi faccio la doccia. No, l'unica cosa che davvero ci crea problemi è la luce del sole... e qui non ne vedo molta. Voi? *Dinnanzi a me sono trascorsi dieci secoli di storia come su di uno schermo. Per noi il mondo dei mortali è una lanterna magica, uno spettacolo divertente da seguire. A volte interveniamo. Ho tirato io la freccia nella testa di re Harold ad Hastings, e ho succhiato il suo occhio. Ho visto martiri friggere per mano di tiranni, bisbigliandoli nelle orecchie che razza di idioti fossero. Ho leccato il sangue dalle lance Sioux. Mi sono aggirato tra i fuochi di Dresda come un lupo, mangiando la carne dei neonati arrostiti -- per poi alzarmi in volo con nuove ali, azzannando i paracadutisti che lasciavano i bombardieri in fiamme. E tutto questo è solo una parte. [...] Ero presente all'alba del nucleare! Me ne sono beato!! Sicuro all'ombra del fungo, nascosto dalla pira atomica che oscurava il sole, ho percorso le strade di Nagasaki ingozzandomi di fetido sangue contaminato. Perché? Perché potevo. Perché posso. Un'infinita, illimitata indulgenza. Questa è la vita del vampiro. *Quindi non siete solo una manica di froci con addosso più pizzo e pelle di un casino di troie da due dollari. Ho capito. ===[[Giorgio Manganelli]]=== *Dalle nostre viscere è nato il vampiro ed è immortale – cioè, coesiste con tutto ciò che in noi è vivo – perché noi desideriamo disperatamente consegnare il collo a quell'essere orribile e fraterno che succhia il nostro sangue, che ci esenta dal compito di avere sangue e volto e destino. Il vampiro ci sottrae il simbolico sangue, cioè quell'esistenza che è il segno della nostra appartenenza al mondo dei destini. Il destino di Dracula è incompatibile con il nostro. *Il vampiro è uno, e noi, ciascuno di noi, è infinito, è una folla. Ci tormenterà tutta la vita, e molte e molte volte troveremo i segni dei suoi denti sulla nostra gola. Egli abita dentro di noi, ma il suo castello è un rudere, geme nei nostri sogni, è assassino e accattone. Ma il rosso sangue è nostro, il vampiro è esangue. Noi sappiamo di non poterlo uccidere, ma se egli ci uccidesse dimenticherebbe irreparabilmente quel sapore di vita che egli riesce a rubarci. *Il vampiro non è solo un nemico, qualcosa che vuole distruggerci, che vuole accostarci per nutrirsi di noi: è anche una terribile tentazione. *Se mi guardo la dentatura allo specchio, la trovo abbastanza regolare. In ogni caso, non ho quei denti appuntiti che contraddistinguono il vampiro. Me ne rallegro, perché i vampiri non mi piacciono. Che io rammenti, nella mia famiglia non ci sono mai stati vampiri; spero che non ce ne siano mai. Messo alle strette, preferirei uno zio un po' matto, e un cugino con un debole per lo spiritismo. ===[[Flavio Santi]]=== *Il vampiro è anche una figura allegorica: le sue declinazioni sono molteplici. E questo è un Paese estremamente e variamente vampirizzato. I vampiri sono coloro che barattano la vita con l'immobilismo e il parassitismo: il politico corrotto, il funzionario compiacente, il mafioso. Sono coloro che vivono e si impongono sulle disgrazie altrui: i banchieri come Fiorani, i faccendieri come Ricucci o Cragnotti. Sono coloro che distruggono, anche fisicamente, la vita altrui. *L'orrore rappresentato dal vampiro è un ponte gettato verso qualcosa che non siamo noi. Perché le tenebre portano conoscenza, la paura è cognitiva, parla di noi, delle nostre attese, dei nostri desideri, con una precisione sconcertante. *La letteratura del Novecento ha travisato il potenziale enorme del vampiro, confinandolo spesso e volentieri ai margini (si dice che è letteratura di genere, al massimo), mentre il cinema, vero specchio della nostra realtà, non ha commesso questo grossolano errore di valutazione e ha continuato a utilizzare la sua figura come efficace arma di rappresentazione. Il vampiro è pervasivo, è un grimaldello conoscitivo potentissimo. ===[[Dacre Stoker]]=== *I vampiri nella letteratura risalgono a tempi persino precedenti alla scrittura di Dracula da parte di Bram, e sono stati oggetto di diverse ondate di interesse in letteratura, nei fumetti, negli spettacoli televisivi, nei film e nelle serie tv. Il fatto che il mito del vampiro abbia le sue radici in un senso comune della realtà è il perché – nella mia opinione – ci sia un perdurante interesse e ci sarà sempre una fascinazione per i non morti. *Il mito del vampiro era molto diffuso alla fine del 1700 in tutta Europa, quando diverse malattie contagiose colpirono gran parte della popolazione. La maggior parte di queste persone non comprendeva la scienza dietro virus e batteri, quindi molti si rivolgevano alla superstizione e alle credenze folcloriche per trovare risposte e rimedi. Di conseguenza, si iniziò a riflettere sugli influssi vitali e di creature che succhiavano il sangue… ovvero il vampiro. *In tutta franchezza, la gente è innamorata del potere e del fascino di un vampiro maschio o femmina dalla forte carica sessuale e del fatto che rappresenta una possibilità di immortalità, indipendentemente dall'età o dal luogo in cui si vive. ===Film=== *– Allora, lezione numero uno su come si uccidono i vampiri. Le croci e l'acqua santa non servono a niente, dimentica quello che hai visto nei film. Usa un paletto, l'argento o la luce del sole. Sai usare una di queste?<br />– No, ma imparerò alla svelta.<br/>– La sicura è tolta, il colpo è in canna. Proiettile d'argento a espansione riempito con aglio. Punta alla testa o al cuore, e se sbagli... sono cazzi tuoi! (''[[Blade (film)|Blade]]'') *I vampiri sono presenti ovunque. Forse ora ce n'è uno seduto accanto a voi. Eh, già, perché vanno anche al cinema, ve lo assicuro. I vampiri hanno un aspetto del tutto normale, e lo sono in realtà. Solamente... hanno la strana abitudine di bere il sangue. Specialmente il sangue di quelli che amano. (''[[I tre volti della paura]]'') *In città non c'era posto per due dottori... e due vampiri. (''[[Le cinque chiavi del terrore]]'') *Vive al di fuori della grazia di Dio, vaga nelle tenebre più profonde. È un vampiro, "Nosferatu". Queste creature non muoiono come l'ape dopo la prima puntura ma si rafforzano e diventano immortali una volta infettate da un altro Nosferatu. Quindi, amici miei, noi non stiamo combattendo una sola bestia ma intere legioni che passano di era in era nutrendosi del sangue degli esseri viventi. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula di Bram Stoker]]'') ====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''==== *I vampiri sono morti che vivono. Non hanno una vita nel vero senso del termine. Come la fenice, si muoiono solo per vivere ancora. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Le pallottole d'argento sono poco pratiche e l'aglio non da molto affidamento. Posso però garantirle che il mostro aborre l'argento, l'argento di ogni specie, come ad esempio la lama di un pugnale. C'è poi l'altra teoria che il vampiro possa essere distrutto per immersione in acqua chiara corrente. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Un vampiro attacca principalmente per due ragioni. Intanto, ha bisogno di sangue umano per nutrirsi. Secondo, attacca anche per trasformare la sua vittima in un essere come lui, un morto che vive. Questo mostro si è rinforzato. Ha bevuto molto sangue, ora vorrà trasformare gli altri. Potrà averne già contagiato qualcuno. Se non viene fermato, continuerà la sua opera nefasta. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) ====''[[Dracula il vampiro]]''==== [[File:Dracula 1958 b.jpg|thumb|Scena di ''Dracula il vampiro'']] *È stabilito che le vittime hanno orrore di sentirsi dominate dal vampirismo. Ma sono incapaci di liberarsi dal morbo come chi è dedito alle droghe. Finiscono per morire per la perdita di sangue, ma questa morte anormale non porta con se la pace, poiché essi diventano i cosiddetti "non-morti". ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]) *Ho dedicato tutta la vita allo studio di questi esseri. Ho fatto ricerche con le maggiori autorità mediche d'Europa e siamo ancora ai primissimi passi. Sul pipistrello vampiro sappiamo già molto. Ma sulla natura di questi corpi rianimati dei morti, i non-morti noi li chiamiamo, si sa così poco che molti biologi si rifiutano di crederci. È logico che vi sentiate scosso. Non potete pretendere di capire da un giorno all'altro. Ma quanto è accaduto vi sarà bastato per capire che è una piaga orrenda che dev'essere sanata ad ogni costo. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]) *Nelle ricerche sui vampiri, si sono stabiliti alcuni fatti basilari.<br>Primo: la luce. Il vampiro è allergico alla luce e non esce mai di giorno. Il sole ha su di lui un azione mortale. Alla luce del sole, il vampiro si disintegra.<br>Secondo: l'aglio. Il vampiro non sopporta l'odore dell'aglio. Devo ricordarmi di prendermi accordi definitivi con Harker prima che egli parta per Klausenburg.<br>Terzo: il crocifisso, che è il simbolo della vittoria del bene sul male. [...] La potenza della croce in questi casi è duplice. Protegge la persona normale, ma rivela il vampiro o la vittima di questo contagio, qualora questo si trovi in stadio avanzato. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]) ====''[[Dracula, principe delle tenebre]]''==== *Aglio per allontanare i vampiri! Ormai qua non ci sono più i vampiri. E se ci fossero, altro che aglio! Volete cacciarvi in testa che è finita? Finita ormai da dieci anni! *– Ho letto qualcosa sui vampiri. Ma avevo sempre pensato che fossero il prodotto di fantasie troppo fertili.<br>– Ah, magari fosse così. Qua sui Carpazi il vampirismo era purtroppo un'orribile realtà. *Quello che non vuol capire la gente di qua è che un vampiro non può entrare in una casa se non invitato da qualcuno che l'abita. Ma se questo accade, nessun esorcismo è valido a tenerlo fuori. ====''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''==== *Le leggende dell'antica Cina affondano le loro radici nella notte dei tempi. Alcuni sono lugubri e terrificanti nei loro contenuti, altri sono più reali, e si fondano soprattutto sulla verità. C'è uno sperduto villaggio nell'immenso centro della Cina su cui periodicamente si abbatte una maledizione allo spuntare della settima luna. Corrono brividi di paura mentre si odono i lamenti sommessi delle anime in pena. Ed il terrore si annida nel cuore degli abitanti. Si mormora la parola "vampiri", e tutti provano un autentico senso di orrore. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]) *– Quelli non sono comuni mortali. Voi dovete rendervi conto che sono esseri già morti, creature maledette che debbano procurarsi sangue umano per riuscire ad esistere. Sono enormemente forti e possiedono poteri soprannaturali non immaginabili. Chi cade per mano loro sarà anche egli eternamente dannato.<br>– Eppure possono essere annientati.<br>– Certo che è possibile. Essi aborrono tutto ciò che ha un significato sacro. Temono il verbo del Signore. In Europa, i vampiri sono terrorizzati dal crocifisso. Qui, sarà l'immagine delle vostre divinità la nostra unica protezione. *Se il vampirismo esiste nell'Europa orientale, e io posso assicurarvi che è così, non c'è ragione di mettere in dubbio la sua esistenza in altre parti del mondo. Anzi, le sue autentiche origini possono essere localizzate proprio nell'antica Cina. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]) ====''[[Nosferatu a Venezia]]''==== *– Che ne pensa la Chiesa del vampirismo?<br>– [[Papa Benedetto XIV]] decretò che il vampirismo è uno dei mille modi di manifestarsi del male.<br>– E i suoi vampiri è venuto a cercarli a Venezia?<br>– I vampiri possono essere ovunque. *Può diventare vampiro il figlio illegittimo di genitori illegittimi, oppure il figlio di una strega o di un mago, suicida, il morto di peste, chi è morto impiccato, e chi è morto senza sacramenti, chi è morto con la bestemmia sulle labbra, oppure l'assassino che muore impunito, e infine chi discende da vampiri. *Vampirismo? Sembra un argomento per veterinari. ====''[[I satanici riti di Dracula]]''==== *Avete già visto le manifestazioni di vampirismo. Il culto è vivo, prolifero, e diffonde le sue radici come un contagio, come la peste. La mia famiglia ha combattuto questa maledizione da generazioni. Ogni volta che è stata annientata è rispuntata più forte di prima come la fenice, in cerca di vendetta. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *– Come si combatte un vampiro? Con l'aglio forse?!<br>– Ci sono vari modi. I simboli di Dio usati per combattere le forze del male, il crocifisso, la parola di Dio com'è scritta nella Bibbia, acqua che scorre simboleggiante la purezza. Inoltre hanno l'eterno terrore dell'argento.<br>– E niente altro?<br>– Il cespuglio di rovi da cui fecero per Cristo la corona di spine, la luce del giorno.<br>– E un paletto di legno infilato nel cuore. *I vampiri sono creature spettrali, la cui immagine non può essere riflessa dagli specchi, né fissata sulla pellicola di una macchina fotografica. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Il mio servizio è stato eliminato su ordine di John Porter. Metà del personale è stato arrestato, due uomini morti. Ci hanno tacciato di sovversivismo, e il peggio non è ancora avvenuto per noi. E tutto questo per colpa di un vampiro! *Quelli che aderiscono al culto del vampirismo sono di solito individui maturi e colti. Sono infatti essi che ne realizzano in pieno il suo tremendo potenziale. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) ====''[[Vampires]]''==== *– Lei ha mai visto un vampiro?<br />– No...<br />– Per prima cosa non sono romantici, chiaro? Non assomigliano affatto a un branco di transessuali che se ne vanno in giro in abito da sera a tentare di rimorchiare tutti quelli che incontrano con un falso accento europeo. Dimentichi quello che ha visto al cinema: non diventano pipistrelli, le croci non servono a niente. L'aglio? Vuole provare con l'aglio? Si metta una treccia d'aglio intorno al collo e quei vigliacchi le arrivano alle spalle e glielo mettono allegramente in quel posto mentre intanto le succhiano il sangue senza cannuccia. Non dormono in bare di lusso foderate di seta. Vuole ammazzarne uno? Gli pianti un paletto di legno direttamente in mezzo al cuore, il sole li riduce in cenere nel giro di un minuto. *– Non sto scherzando, uccidiamo i vampiri. Ehi, Catlin, di' alla signora che facciamo per vivere.<br />– Uccidiamo i vampiri, gli diamo la caccia e li bruciamo vivi. *– Voglio farle una domanda. Quando stamattina ha impalato quella vampira...<br />– Sì?<br />– ... ha avuto un erezione?<br />– Ah, non glielo dico. È un segreto. ====''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''==== *– È la prima volta che dai la caccia ai vampiri, vero?<br>– Vampiri, gargoyle, warlock, sono tutti uguali: più buoni se ben cotti.<br>– No, non sono tutti uguali. Un vampiro non è affatto come un warlock. Perfino mio nonna ucciderebbe un warlock. *I vampiri uccidono soltanto quello che gli serve per sopravvivere, una o due persone al mese. Adesso uccideranno per vendetta. *I vampiri sono morti viventi, quindi ha un senso che i loro figli nascano morti. *Persino un uomo puro di cuore, che dice le sue preghiere ogni sera, può [...] bramare il sangue di un altro quando il sole scende e il suo corpo il volo prende. ==Voci correlate== *[[Conte Dracula]] *[[Ghoul]] *[[Conte Orlok]] *[[Pipistrello]] *[[Sangue]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=vampiro|wikt=vampiro|w|w_preposizione=riguardante il|commons=Category:Vampires|commons_preposizione=sui|commons_etichetta=vampiri}} [[Categoria:Creature leggendarie]] cpjjvzb4rxlp72l34msqv9zslxxkknw Juan Carlos Ferrero 0 66126 1415455 903324 2026-06-03T11:00:30Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Juan Carlos Ferrero */ +1 1415455 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ferrero June 2011.jpg|thumb|Juan Carlos Ferrero nel 2011]] '''Juan Carlos Ferrero''' (1980 – vivente), allenatore di tennis ed ex-tennista spagnolo. ==Citazioni di Juan Carlos Ferrero== *Cerco di avere successo in tutto quello che faccio. È importante nella vita, quando lavori così duro in qualcosa, avere qualcosa indietro.<ref>Citato in Alessandro Mastroluca, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/10/26/792923-addio_ferrero.shtml Nadal: "Ferrero è uno dei più grandi di Spagna"]'', ''Ubitennis.com'', 26 ottobre 2012.</ref> *Il denaro è uno stimolo a inizio carriera, ma raggiunta una certa soglia non è più il chiodo fisso.<ref name=vecchi>Citato in Alberto Giorni, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2012/05/31/721429-tennis_sport_vecchi.shtml Tennis, sport per vecchi?]'', ''Ubitennis.com'', 1º giugno 2012.</ref> *{{NDR|Sul [[tennis]]}} Il gioco è mentale per il 50%, fisico per il 45% e tennistico per il 5%.<ref>Citato in Piero Pardini, ''[http://www.ubitennis.com/2008/07/26/107326-citazioni_bordo_campo_giugno.shtml Citazioni a bordo campo]'', ''Ubitennis.com'', giugno 2008.</ref> *Il tennista da cui ho imparato tanto è [[Andre Agassi]]. Poi ha scritto il famoso libro ma io mi baso su quello che ho visto in campo, la sua professionalità.<ref name=ritiro>Dall'intervista di Chiara Gambuzza, ''[http://www.tennisworlditalia.com/Juan-Carlos-Ferrero-saluta--Roger-Federer-lunico-che-mi-ha-fatto-sentire-inferiore-articolo11555.html Juan Carlos Ferrero saluta: "Roger Federer, l'unico che mi ha fatto sentire inferiore"]'', ''Tennisworlditalia.com'', 23 ottobre 2012.</ref> *Non sono sicuro che in futuro starò bene come adesso che sto giocando, questo è il più bel lavoro del mondo.<ref name=vecchi/> *Quello che invece mi ha impressionato di più è stato [[Roger Federer|Federer]]. Hai come la sensazione che ti lasci giocare, puoi fare la qualsiasi cosa ma poi ti manca sempre qualcosa per vincere. È l'unico giocatore che mi ha fatto sentire inferiore.<ref name=ritiro/> *Se la giocano sui dettagli. [[Rivalità Alcaraz-Sinner|Carlos]] è più dinamico, ha più colpi, sa togliere il ritmo a Jannik, che ama giocare soprattutto in un modo: veloce, colpendo alla stessa altezza. Al suo ritmo, è difficilissimo da battere. Per me, al cento per cento, Carlos è un pelo sopra: tipo 55% -45%. Ma tra quei due sono state e sempre saranno partite apertissime.<ref>Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://www.corriere.it/sport/tennis/26_giugno_03/juan-carlos-ferrero-intervista-alcaraz-sinner-c2e39ca5-ee77-4af4-924e-ea841d229xlk.shtml Juan Carlos Ferrero: «Parlare di Alcaraz non è mai facile, ci sentiamo poco. Sì, allenerei Sinner, ma Carlos è più forte. Tra i giovani sorprendono Fonseca e Jodar»]'', ''corriere.it'', 3 giugno 2026.</ref> ==Citazioni su Juan Carlos Ferrero== *È stato un grande giocatore. Ma come persona è ancora meglio. ([[David Ferrer]]) *Juan Carlos è stato fondamentale per il tennis spagnolo. Ha aperto la strada per molti altri giocatori e per i recenti successi in Davis della nostra nazione. È stato ed è il mio migliore amico sul circuito. È un caro amico mio e di molti miei amici. È una persona nobile e molto umile. ([[Rafael Nadal]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrero, Juan Carlos}} [[Categoria:Allenatori di tennis spagnoli]] [[Categoria:Tennisti spagnoli]] frh204dr6t8j53jf0suu8icvmqmns68 Kirsten Dunst 0 66562 1415362 1415293 2026-06-02T19:15:23Z Danyele 19198 fix 1415362 wikitext text/x-wiki [[File:Kirsten_Dunst_Cannes_2016.jpg|thumb|Kirsten Dunst nel 2016]] '''Kirsten Caroline Dunst''' (1982 – vivente), attrice statunitense con cittadinanza tedesca. ==Citazioni di Kirsten Dunst== {{cronologico}} *Per un'attrice [[Lars von Trier|Lars]] è il migliore dei registi, quello che offre le parti più interessanti. Mi sono affidata a lui con aperta vulnerabilità.<ref>Citato in Giuseppina Manin, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2011/maggio/19/Delirio_Lars_von_Trier_Hitler_co_9_110519064.shtml Delirio di Lars von Trier: «Hitler? Lo capisco»]'', ''Corriere della Sera'', 19 maggio 2011, p. 52.</ref> *{{NDR|Sulla [[depressione]]}} [...] quando riesci a parlarne vuol dire che sei guarita.<ref>Dall'intervista a ''iO Donna'', 23-29 luglio 2011; citato in Anna Maria Speroni, ''[https://web.archive.org/web/20160305015750/https://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2011/cinema-intervista-kirsten-dunst-depressione-melancholia-30630649414.shtml Kirsten Dunst: "Depressione addio. Sogno di sposarmi"]'', ''iodonna.it'', 23 luglio 2011.</ref> *Mio padre è tedesco e ha sempre un filo di malinconia sotterranea; mia madre invece è l'opposto, sempre gioiosa e affettuosa. Io credo di essere il risultato di queste due combinazioni: è la mia personalità.<ref name="Venezia">Dall'intervista di Alessandra Venezia, ''[https://web.archive.org/web/20130218051145/https://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2013/kristen-dunst-cover-story-401272147983.shtml Kirsten Dunst: "Provate voi a baciare a testa in giù..."]'', ''iodonna.it'', 12 febbraio 2013.</ref> *Ho sempre lavorato seriamente, sin da quando ero bambina. Quando girai ''[[Intervista col vampiro (film)|Intervista col vampiro]]'' avevo dodici anni. Ricordo che moltissime coetanee si erano presentate per quel ruolo ma, non so come e perché, io sentivo di poter essere più grande della mia età. Ero — come si dice — una ''old soul'', un'anima che ha già molto vissuto.<ref name="Venezia"/> *Mi sembra che la femminilità sia un po' sottostimata. Abbiamo tutti i nostri lavori e i nostri stipendi. Ma stare a casa, allevare i figli, fare la madre, cucinare: è qualcosa di prezioso che ha fatto mia mamma. A volte, hai bisogno del tuo cavaliere dall'armatura scintillante. Mi dispiace. Ti serve che un uomo sia un uomo e una donna sia una donna. È così che le relazioni funzionano.<ref>Da un'intervista ad ''Harper's Bazaar UK''; citato in ''[https://gds.it/articoli/societa/2014/04/07/kirsten-dunst-uomo-e-donna-a-ciascuno-il-suo-ruolo-e-cosi-che-le-relazioni-funzionano--335073-0dec56a3-c276-4d45-80bf-fcc583f326f1/ Kirsten Dunst: "Uomo e donna? A ciascuno il suo ruolo: è così che le relazioni funzionano"]'', ''gds.it'', 7 aprile 2014.</ref> *Sono vulnerabile e fallibile come tutti. Ho avuto la mia buona dose di relazioni sbagliate, per quanto promettenti e coinvolgenti agli inizi. Mi piacerebbe poter dire “Sto imparando”, ma credo che in amore non si impari mai.<ref>Dall'intervista di Silvia Bizio, ''[https://d.repubblica.it/moda/2017/10/09/news/kirsten_dunst_attrice_intervista-3686786/ Kirsten Dunst: "in amore non si impara mai"]'', ''d.repubblica.it'', 9 ottobre 2017.</ref> *{{NDR|Nel 2019}} Non sono mai stata riconosciuta dall'industria. Non sono mai stata nominata a niente, o quasi. Tante delle cose che faccio le apprezzano dopo. Come ''[[Marie Antoinette]]'' {{NDR|del 2006}}: ora tutti lo amano.<ref>Da un'intervista a ''W''; citato in ''[https://www.rollingstone.it/classifiche/classifiche-cinema/e-ora-di-prendere-sul-serio-kirsten-dunst/522215/ È ora di prendere sul serio Kirsten Dunst]'', ''rollingstone.it'', 2019.</ref> *{{NDR|Nel 2021}} Quando abbiamo girato ''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'' {{NDR|nel 2002}} c'era una differenza estrema tra il mio compenso e quello di [[Tobey Maguire]] [...] E il problema è che io all'epoca neanche ci facevo caso. Per me era una cosa normale: "È Tobey che interpreta [[Uomo Ragno|Spiderman]]", mi dicevo. Però tutto il lavoro di promozione lo abbiamo fatto insieme e in ''[[Spider-Man 2]]'' sulla locandina c'ero anch'io accanto a lui.<ref>Da un'intervista a ''The Independent''; citato in ''[https://www.vanityfair.it/article/kirsten-dunst-spider-man-sono-stata-pagata-molto-meno-maguire Kirsten Dunst: «Per Spider-Man sono stata pagata molto meno di Maguire»]'', ''vanityfair.it'', 17 novembre 2021.</ref> ==Citazioni su Kirsten Dunst== *[...] era grata per il lavoro che ho svolto come doppiatrice con lei; ed era assolutamente semplice, autentica, alla mano. Molto più di tanti attori italiani, meno conosciuti e talentuosi di lei. ([[Domitilla D'Amico]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Star Trek: The Next Generation]]'' – serie TV (1993) *''[[Intervista col vampiro (film)|Intervista col vampiro]]'' (1994) *''[[Jumanji]]'' (1995) *''[[Anastasia (film 1997)|Anastasia]]'' (1997) *''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'' (2002) *''[[Se mi lasci ti cancello]]'' (2004) *''[[Spider-Man 2]]'' (2004) *''[[Elizabethtown]]'' (2005) *''[[Marie Antoinette]]'' (2006) *''[[Spider-Man 3]]'' (2007) *''[[Melancholia]]'' (2011) *''[[Bling Ring]]'' (2013) *''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2015-2016) *''[[Midnight Special - Fuga nella notte]]'' (2016) *''[[Il potere del cane]]'' (2021) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Jesse Plemons]] – marito ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dunst, Kirsten}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Attori tedeschi]] 5bp7timumostlu7l8jn4vfzfx5hdavs Mahmūd Abbās 0 71777 1415412 891441 2026-06-03T06:31:46Z Àncilu 87978 + diacritici 1415412 wikitext text/x-wiki [[File:Mahmoud abbas.jpg|right|thumb|Mahmūd Abbās]] '''Maḥmūd ʿAbbās''', conosciuto anche con la kunya '''Abū Māzen''' (1935, vivente), politico palestinese. ==Citazioni di Abū Māzen== {{cronologico}} *Sembra che il movimento sionista sia interessato ad aumentare le stime dei morti a causa dell'[[Olocausto]] per averne un maggiore tornaconto. Questo li ha portati ad enfatizzare questa stima [sei milioni] per conquistare la solidarietà dell'opinione pubblica internazionale. Molti studiosi hanno analizzato tale stima ed hanno raggiunto conclusioni sorprendenti, fissando il numero di vittime a poche centinaia di migliaia.<ref>Dalla sua tesi di dottorato in storia svolta presso il Collegio Orientale di Mosca nel 1982 e intitolata ''La connessione tra nazismo e sionismo, 1933-1945'', pubblicata nel 1984 in arabo ad [[Amman]] in [[Giordania]] dall'editrice Dār Ibn Rush. {{cfr}} Rafael Medoff, ''[http://www.wymaninstitute.org/articles/2003-03-denier.php Un primo ministro palestinese negazionista dell'Olocausto?]'' (''The David S. Wyman Institute for Holocaust Studies'')</ref><ref>{{cfr}} {{en}} Tom Gross, ''[http://www.tomgrossmedia.com/mideastdispatches/archives/000032.html Abu Mazen e l'Olocausto]''.</ref> *Ho scritto nel dettaglio dell'Olocausto ed ho detto di non voler discutere dei numeri. Ho riportato una tesi comune tra gli storici, tra i quali esistono alcuni che parlano di 12 milioni di vittime, altri di 800.000. Non desidero discutere delle stime. L'Olocausto è stato un crimine terribile ed imperdonabile contro la nazione ebraica, un crimine contro l'umanità che non può essere accettato da qualsiasi essere umano. L'Olocausto è stata una cosa terribile e nessuno può metterla in discussione o negarla.<ref>Dall'intervista di Akiva Eldar, ''[http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArt.jhtml?itemNo=297637&contrassID=2&subContrassID=1&sbSubContrassID=0&listSrc=Y Intervista a Maḥmūd Abbās]'', ''Haaretz.com'', maggio 2003.</ref> *Il momento è molto critico. Finché restiamo sotto occupazione, abbiamo bisogno d'assistenza. Ogni mese, gl'israeliani minacciano di sequestrare le nostre entrate fiscali. Soldi nostri che si tengono loro. È chiaro: se i donatori internazionali smettono d'aiutarci, rischiamo il collasso già dal prossimo mese. L'America, l'Europa. Ma anche i Paesi arabi: alcuni ci aiutano, altri sono riluttanti. Un esempio? Il nostro caro amico [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]]. Parlava sempre di solidarietà, ma non ci ha mai dato un penny. E anche i nuovi governanti [[Libia|libici]] hanno fatto promesse, ma finora nemmeno loro hanno dato un penny.<ref name=battis>Citato in Francesco Battistini, ''[http://www.corriere.it/esteri/12_aprile_08/premier-in-palestina-francesco-battistini_b21311e8-8145-11e1-9393-421c9ec39659.shtml «Il premier in Palestina è un buon segno»]'', ''Corriere.it'', 8 aprile 2012.</ref> *Non vogliamo che l'[[Italia]] cambi la sua politica. Ma solo che sia equa e leale. Siete nostri amici e allo stesso tempo siete amici d'[[Israele]]? [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è stato un grande tifoso d'Israele, a volte ha avuto posizioni singolari? Non importa, ci va bene quest'abilità italiana d'essere amici d'entrambi, perché può fare molto. Ma ora si dovrebbe guardare dov'è la giustizia. Vi chiedo: siete d'accordo o no con quel che fanno i coloni nei Territori? Siete per il diritto dei palestinesi a costruire un loro Stato? Siete con Israele nel suo sforzo per mantenere la sicurezza? Vi siete sempre pronunciati per il ritorno ai confini del '67? Okay: come potete mettere in pratica questi slogan? A chi ha torto, ora bisogna dire che ha torto. Sarei stato felice se qualcuno, Berlusconi o qualcun altro, m'avesse detto: Mr Abu Mazen, stai sbagliando. Nessuno l'ha mai fatto. [[Barack Obama|Obama]] non mi ha mai rimproverato un solo errore. E allora bisogna essere leali. Non nell'interesse mio, ma della pace, della regione e anche d'Israele. Perché se c'è pace, c'è salvezza anche per Israele.<ref name=battis/> *Il popolo palestinese chiede libertà e pace e spera di poter condurre una vita normale in terra palestinese con i confini del 1967 e con Gerusalemme est come sua capitale. Siamo convinti che la pace richieda coraggio politico. La pace non può essere raggiunta attraverso la violenza, l'occupazione e le colonie.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2013/03/21/news/obama_israele_razzi-55014034/?ref=HREC1-10 Razzi da Gaza su Israele: nessun ferito. Obama: "Pace unica via per sicurezza"]'', ''Repubblica.it'', 21 marzo 2013.</ref> *Noi diciamo niente Stato palestinese senza [[Gerusalemme]] e [[Striscia di Gaza]], per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con [[Hamas]].<ref name="riconosca">Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/01/news/_il_governo_italiano_riconosca_la_palestina_l_europa_puo_aiutare_il_percorso_di_pace_-151048940/?ref=HREC1-9 Abu Mazen: "Il governo italiano riconosca la Palestina. l'Europa può aiutare il percorso di pace"]'', ''Repubblica.it'', 1° novembre 2016.</ref> *No, purtroppo gli Usa useranno sempre il diritto di veto all'Onu {{NDR|sulle risoluzioni che condannano Israele}}. Chiediamo ogni volta all'America di non farlo, di non essere di parte se vuole avere un ruolo più importante. Gli Usa devono imparare dall'Europa che ha con decisione condannato gli insediamenti che continuano ad essere costruiti in Cisgiordania.<ref name="riconosca"/> *Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato, chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina.<ref name="riconosca"/> *I rapporti sono ottimi, il governo italiano ci sostiene e ci finanzia, voglio citare l'esempio positivo del restauro della Natività. Noi non vogliamo che il governo italiano abbia la nostra stessa linea, ma chiediamo che l'Italia sia equidistante fra noi e Israele: se noi sbagliamo vogliamo che l'Italia ci dica "avete sbagliato" e che faccia lo stesso con Israele. Non chiediamo altro.<ref name="riconosca"/> ==Citazioni su Abū Māzen== *Un uomo straordinario che vuole davvero trattare per la pace. ([[Shimon Peres]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Abbās, Mahmūd}} [[Categoria:Politici palestinesi]] d05mugfde8p4vg0p8maplxhdc2fsb41 Hugh Jackman 0 75124 1415385 1337111 2026-06-02T21:42:17Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415385 wikitext text/x-wiki '''Hugh Michael Jackman''' (1968 – vivente), attore australiano. [[File:Hugh Jackman 2011 AA.jpg|thumb|Hugh Jackman nel 2011]] ==Citazioni di Hugh Jackman== *Ho sempre ritratto [[Wolverine]] come un teppista da strada e pronto ad attaccare briga al pub. Il suo stile non è elegante, lui non vuole studiare l'avversario prima di attaccarlo, ma staccargli la testa in tre secondi e poi andarsene. Il suo stile di combattimento non è certo frutto di 5 anni di allenamento. Ma una delle cose meravigliose di questa storia, è che quando arriva in Giappone, lui inizia a seguire ciecamente la disciplina e l'addestramento a cui si sottopone.<ref>Citato in ''[http://www.cinefilos.it/tutto-film/interviste/hugh-jackman-intervista-a-wolverine-70947 Hugh Jackman, intervista a Wolverine l'immortale]'', ''Cinefilos.it'', 24 luglio 2013.</ref> *{{NDR|Su ''[[Wolverine - L'immortale]]''}} Lo stesso Giappone, a prescindere dai film tratti dai fumetti, è diverso rispetto al resto del mondo. È un luogo ricco di storia, tradizioni e usanze che si contrappone a ciò che [[Wolverine]] rappresenta.<ref>Da ''[http://movieplayer.it/video/clip-esclusiva-extra-1-wolverine-l-immortale_16145/ Clip Esclusiva Extra 1 - Wolverine: L'immortale]'', ''Movieplayer.it''.</ref> {{Intestazione|''Sono un filosofo ma mia moglie mi vuole vestito da broker'', intervista di Maria Laura Giovagnini, ''Io Donna'', 21 luglio 2012}} *C'è qualcosa da amare sia nella [[commedia]] sia nel [[dramma]]. Sarebbe bello riuscire a vederla così anche nella vita: esiste sempre una dolcezza che va oltre la situazione del momento. *{{NDR|rispondendo alla domanda "Qual è il segreto di un'unione felice?"}} Gran parte – in realtà – sta nel prendere a bordo la persona giusta. Se si sbaglia, a volte è irreparabile. Di solito sono insicuro, però incontrando mia moglie sono stato benedetto da una certezza che andava oltre me stesso. Mai provata quella sensazione? Lo sai e basta. Non hai valutato i pro e i contro, lo senti. Ecco. *La [[risata]] è espressione di libertà. Non importa di che sesso sei, a che razza appartieni: siamo tutti connessi attraverso la risata. Voglio credere che la [[felicità]] sia uno stato naturale e, se per qualcuno non è possibile, dobbiamo creare le condizioni affinché lo diventi. ==Citazioni su Hugh Jackman== *Ha grande talento, si fa in quattro al lavoro ed è di un'educazione rara. ([[Patrick Stewart]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000) *''[[Codice: Swordfish]]'' (2001) *''[[Kate & Leopold]]'' (2001) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[Scoop (film 2006)|Scoop]]'' (2006) *''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006) *''[[The Prestige]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009) *''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011) *''[[Le 5 leggende]]'' (2012) *''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013) *''[[Wolverine - L'immortale]]'' (2013) *''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014) *''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014) *''[[Humandroid]]'' (2015) *''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016) *''[[Logan - The Wolverine]]'' (2017) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Jackman, Hugh}} [[Categoria:Attori australiani]] js962gejrryy0m9ql6qrc7hm0qj25xj Ali 0 80751 1415374 845293 2026-06-02T20:48:29Z Àncilu 87978 + varie persone 1415374 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} ==Cinema== *'''''[[Ali (film 1927)|Ali]]''''', film del 1927 diretto da [[William A. Wellman]] *'''''[[Ali (film 1966)|Ali]]''''', film del 1966 diretto da [[Larisa Sepit'ko]] *'''''[[Alì (film)|Alì]]''''' (''Ali''), film del 2001 diretto da [[Michael Mann]] == Persone == * '''[[Ali (cantante sudcoreana)|Ali]]''', cantante sudcoreana * '''[[Ali (rapper)|Ali]]''', rapper statunitense * '''[[Abiy Ahmed Ali]]''', politico etiope * '''[[Ayaan Hirsi Ali]]''', politica e scrittrice somala naturalizzata olandese * '''[[Laila Ali]]''', ex pugile e personalità televisiva statunitense * '''[[Mahershala Ali]]''', attore statunitense * '''[[Michael Nazir-Ali]]''', teologo e vescovo anglicano britannico di origine pakistana * '''[[Monica Ali]]''', scrittrice britannica * '''[[Muhammad Ali]]''', pugile statunitense * '''[[Nojoud Ali]]''', bambina yemenita, divenuta un nome di punta nella battaglia femminista contro i matrimoni forzati * '''[[Ramla Ali]]''', pugile, modella e attivista somala naturalizzata britannica * '''[[Sabahattin Ali]]''', scrittore, poeta, giornalista e docente turco * '''[[Tariq Ali]]''', politologo, storico, attivista, giornalista e scrittore pakistano naturalizzato britannico ==Altro== *'''[[Ala|Ali]]''', superfici utilizzate da animali e velivoli per volare *'''[[Ala (militare)|Ali]]''', parti di uno schieramento militare *'''[[Alì (Italia)|Alì]]''', comune italiano dob7upxs7aeaqpnb2l5x5utr221dxx9 Il Morandini 0 86658 1415422 1415276 2026-06-03T07:52:13Z Spinoziano 2297 /* V */ 1415422 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] kf7fbwpxsydc6slk3c61v4u6eyo9vig Licantropo 0 96763 1415386 1414204 2026-06-02T21:44:04Z Àncilu 87978 /* ''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' */ orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415386 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Loup garou.jpg|thumb|250px|right|Illustrazione di un licantropo]] Citazioni sul '''licantropo''' (detto anche '''uomo lupo''' o '''lupo mannaro'''). ==Citazioni sul licantropo== *Ci ha aggrediti un lupo mannaro nella brughiera, siamo stati assaliti da un lupo mannaro, da un licantropo! Io sono morto, una morte anormale, e sono costretto a vagare su questa terra finché la maledizione graverà su di me! La linea di sangue dev'essere spezzata a qualunque costo, la realtà è che l'ultimo lupo mannaro rimasto deve essere distrutto. (''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'') *Dì, hai mai visto ''[[L'uomo lupo (film 1941)|L'uomo lupo]]''? Bela Lugosi morde Lon Chaney e lo fa diventare un lupo mannaro. Claude Rains è il padre di Lon Chaney e alla fine lo ammazza! Be' io credo che un lupo mannaro può essere ucciso solo da qualcuno che l'ama. (''[[Un lupo mannaro americano a Londra]]'') *Esistono gruppi di persone, esseri che vivono tra noi che non sono uomini né animali, ma qualcosa di mezzo tra d'uno e dell'altro. Sono quei casi in cui la natura animale ha avuto il sopravvento. Sì, il male ha vinto. So cosa voi pensate, perché anch'io la pensavo come voi. Ma la leggenda è una realtà e io ve ne darò la prova, affinché possiate credermi. Dovrete credermi! (''[[L'ululato]]'') *– Quando ti servirà, avrai un grande potere. E questo grande potere richiede una grande responsabilità. Tua madre e io abbiamo imparato ad accettarlo. Lo farai anche tu.<br/>– D'accordo, e se non ci riesco? Non voglio passare il resto della mia vita a rapire bambini nel mezzo della notte e a... a sgozzare galline! A ululare alla luna e a schivare pallottole d'argento! No, grazie! Niente da fare, non ci sto!<br/>– Non dar retta alle stronzate che vedi nei film. Se si escludono le diversità apparenti, un licantropo è uguale a qualsiasi altra persona. Marty, quello che devi capire è che il lupo mannaro è una parte di te, ma questo fatto non cambierà i tuoi istinti. (''[[Voglia di vincere]]'') *– Dovevamo accettare il lavoro del lupo mannaro...<br/> – Ma dai, posso sparare a un tizio solo perché una volta al mese gli crescono i peli e caga sul marciapiede? Mica va in giro a mangiarsi la gente. (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'') *– Ho provato a uccidere un lupo mannaro e ho fallito. Ora sento che non sto dando il meglio di me.<br/>– Be', i lupi mannari non sono prede facili. (''[[The Vampire Diaries]]'') *La gente che guarda la tivù alle tre del mattino non ha paura del lupo mannaro. La sola cosa che li terrorizza è farsi passare la sbronza e trovare lavoro. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]'') *Noi Licantropi viviamo in media dieci anni... l'infanzia passa in fretta. (''[[Roswell Conspiracies]]'') *Per natura, i licantropi non sono creature solitarie. Solitamente vivono in branchi, esattamente come le nostre controparti animali. ([[Keri Arthur]]) * – Sappiamo che gli omicidi sono avvenuti con la luna piena.<br/> – Questa è roba da Hollywood, per i film. Il lupo mannaro cambia forma quando vuole, giorno e notte, quando ne ha necessità. Sono esseri diabolici. Ne ho letti di libri!<br/> – È vero che si uccidono con pallottole d'argento?<br/> – Sicuro, con quello o col fuoco. Sono i due modi per eliminarli. Sono come gli scarafaggi. Altrimenti, quei maledetti tornano a vivere, e per di più si rigenerano. Li tagli un braccio, una gamba, un coltello nel cuore, niente! Sembrano morti, ma dopo tre giorni sono vivi e come nuovi.<br/> – Ma lei ci crede?<br/> – Sono forse un idiota?! (''[[L'ululato]]'') *– Sono certo di essere un Lica.<br/> – Sei un lichene?<br/> – No, un lica.<br/> – Ah, vuoi dire un Leechy, cioè un pesce.<br/> – Il Leechy è un frutto cinese, Shawn.<br/> – Un lica, ragazzi. Un licantropo... quello che...<br/> – Un lupo mannaro?<br/> – Sì. (''[[Psych (quarta stagione)|Psych]]'') ===''[[Dylan Dog - Il film]]''=== *– Cosa ha ucciso mio padre?<br/> – Un lupo mannaro.<br/> – Un lupo mannaro? Non sono solo una leggenda?<br/> – Sì e no. Non sono solo nella casetta della nonna nel bosco. O solo a Londra. Sono qui, in città. Vivono e lavorano tra noi. La maggior parte sa controllare la trasformazione, tenere a freno la bestia che ha dentro, ma a volte la bestia si libera, e succede... be', questo. *I lupi mannari amano usare gli alberi. I primi casi di licantropia sono avvenuti per lo più vicino a delle foreste. *Il modo più comune per diventare licantropo è l'ereditarietà. Come una disfunzione genetica si passa di genitore in figlio. Queste famiglie, come tutti i branchi di lupi, hanno dei colori identificativi nel manto. *Il problema con i licantropi è che non prendono molto bene un'accusa di omicidio. Specialmente se lo hanno commesso... *Sapete che cosa dicono del pelo di un lupo mannaro: non mente. ===''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''=== *– Perché sento puzza di cane bagnato qui dentro?<br>– Un uomo lupo!<br>– Oh, allora avrai bisogno di pallottole d'argento. *– È un uomo lupo! Ucciderà delle persone!<br>– Non può farne a meno! Non è colpa sua.<br>– Lo so, ma lo farà in ogni caso.<br>– Sai che cos'è il perdono?<br>– Sì. L'ho chiesto tante volte. *Gli uomini lupo sono una seccatura tale durante la loro prima luna piena. È così difficile controllarli. ([[Conte Dracula]]) *Persino un uomo puro di cuore, che dice le sue preghiere ogni sera, può diventare un lupo, quando l'erba luparia è in fiore e la luna splende leggera. *È stato morso, morso da un uomo lupo! Ora diventerai quello a cui hai dato la caccia con tanta caparbietà! [...] Possa qualcuno avere altrettanta caparbietà dando la caccia a te. ([[Mostro di Frankenstein]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=licantropo|etichetta=licantropo|w|preposizione=sul|commons=Category:Werewolves|commons_preposizione=di|commons_etichetta=licantropi}} [[Categoria:Creature leggendarie]] [[Categoria:Pseudoscienza]] smjutnkllg85f7xfh225zryi1kw34ue Transilvania 0 115913 1415387 1285075 2026-06-02T21:46:52Z Àncilu 87978 /* Citazioni */ orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] (2) 1415387 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Bran Castle.jpg|thumb|Il castello di Bran, Transilvania]] Citazioni sulla '''Transilvania'''. ==Citazioni== *È una regione misteriosa dove, stranamente, esiste ancora qualche lupo e la gente crede ancora agli spiriti. ([[Jonathan Harker]], ''[[Nosferatu, il principe della notte]]'') *Fra i monti della Transilvania, le leggende dei vampiri sono molto diffuse. Si può quasi sentire il terrore come elemento tangibile. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'') *Ho l'abitudine di star chiuso in casa. Ci sono i lupi in Transilvania. ([[Conte Dracula]], ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'') *In Transilvania abbiamo trovato solo castelli diroccati oppure trasformati in musei o bed and breakfast: erano talmente finti che a volte sembrava di essere a Disneyland! Delle pagliacciate... ([[Dario Argento]]) *La Transilvania potrebbe ben essere definita la terra della superstizione, poiché in nessun altro luogo questa curiosa e distorta erbaccia di illusione prospera in modo altrettanto persistente e con sconcertante varietà. Sembrerebbe quasi come se tutte le specie di demoni, fate, streghe e folletti, cacciati dal resto d'Europa dalla bacchetta della scienza, si fossero rifugiati in questo bastione montagnoso, coscienti che qui troverebbero rifugi sicuri ove potrebbero beffare ancora un po' dei loro persecutori. ([[Emily Gerard]]) *Nelle nostre montagne, vede laggiù, in Transilvania, si sentono raccontare tante leggende. Ma dietro ogni leggenda, dietro a ogni fantasia ci sono sempre dei fatti, delle realtà che non possiamo non prendere in considerazione. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'') *Noi in Transilvania vediamo sempre il lato positivo della morte. (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'') *Una terra al di là di una grande, vasta foresta circondata da montagne maestose, rigogliosi vigneti, fiori di tale fragilità e bellezza come non si trovano in altro luogo. ([[Mina Murray]], ''[[Dracula di Bram Stoker]]'') *Una terra maledetta, infestata da creature da incubo di ogni sorta. (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'') ===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''=== *La regione è un incanto: piena di bellezze di ogni genere immaginabile, e la gente è vivace, e forte, e semplice, e sembra piena di ottime qualità. E tutti sono molto, molto superstiziosi. Nella prima delle case in cui ci siamo fermati, quando la donna che ci serviva ha visto la cicatrice sulla mia fronte, si è fatta il segno della croce e mi ha puntato contro due dita, per scacciare il malocchio. Credo che si siano dati addirittura la pena di mettere una dose extra di aglio nel nostro cibo; a me, che l'aglio proprio non lo sopporto. Da allora sono stata attenta a non togliermi più il cappello o il velo, sfuggendo così a ogni eventuale sospetto. Stiamo viaggiando veloci, e dato che non c'è con noi un cocchiere che possa inventarsi storie, siamo al riparo da scandali e maldicenze, anche se ho sentito dire che il malocchio ci perseguiterà per tutto il viaggio. ([[Mina Murray]]) *La Transilvania è abitata da quattro distinte nazionalità: i sassoni a sud, cui si mescolano i valacchi, che sarebbero i discendenti dei [[daci]]; i magiari a ovest, e gli [[Siculi (Transilvania)|szekeli]] a est e a nord. Io sto andando da questi ultimi, che si vantano di discendere da [[Attila]] e dagli [[unni]]. E può darsi che sia così, perché quando i magiari hanno conquistato il paese nell'undicesimo secolo vi hanno trovato insediati gli unni.<br>Ho letto che tutte le superstizioni di questo mondo si raccolgono nel ferro di cavallo disegnato dai Carpazi, come se questo fosse il centro di una sorta di vortice; se è così, il mio soggiorno qui può essere molto interessante. (N.B.: chiedere al Conte chiarimenti in proposito.) ([[Jonathan Harker]]) *Questa regione è stata contesa per secoli tra i valacchi, i sassoni e i turchi. E dunque non vi è zolla di terra che non si sia impreziosita del sangue di uomini, patrioti o invasori. ([[Conte Dracula]]) *Qui siamo in Transilvania, e la Transilvania non è l'Inghilterra. I nostri usi e costumi non sono i vostri, e a voi molte cose appariranno strane. ([[Conte Dracula]]) *Un nobile transilvano non ama pensare che le sue ossa possono giacere accanto a quelle di comuni mortali. ([[Conte Dracula]]) ===[[Simion Mehedinți]]=== *Come la Svizzera è «la casa delle acque» d'Europa; così la Transilvania è la casa delle acque della Romania. *La Transilvania è stata dall'antichità fino ad oggi il focolare della stirpe legata ai Carpazi. *Se cancellassimo la Transilvania, la [[Romania|gente romena]] sarebbe simile a una ruota cui mancassero i raggi e l'asse di mezzo, restando solamente il cerchio. Che senso avrebbe una simile figura? ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Romania]] [[Categoria:Regioni geografiche]] qne7u9o2qkubjc0gue0kyw43puvwrwh Vizio e virtù 0 122396 1415427 1397719 2026-06-03T08:19:01Z Spinoziano 2297 +1 1415427 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Paolo Veronese - The Triumph of Virtue over Vice - WGA24939.jpg|thumb|''Vittoria della Virtù sul Vizio'' ([[Paolo Veronese]])]] Citazioni sui '''vizi''' e le '''virtù'''. ==Citazioni== *Al diavolo tutto quanto! Non c'è nessun peccato e nessuna virtù. C'è solo quello che la gente fa. È tutto parte della stessa cosa. E certe cose che la gente fa sono belle, e invece altre non sono belle, ma questo è il massimo che qualsiasi uomo ha il diritto di dire. ([[John Steinbeck]]) *Alcuni considerano il vizio una virtù come se il vizio ben fatto fosse esso stesso virtù, mentre una virtù mal fatta fosse l'essenza del vizio. ([[Erica Jong]]) *Alla fine della via ampia e spaziosa del vizio, c'è la morte, in fondo invece al sentiero della virtù, angusto e difficile, c'è la vita. ([[Miguel de Cervantes]]) *Bisogna puntare sui difetti delle persone, non sulle loro virtù. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Certi vizi sono più noiosi della virtù. Soltanto per questo la virtù spesso trionfa. ([[Ennio Flaiano]]) *Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Con l'opporre il vizio alla virtù, gli si fa davvero troppo onore. ([[Novalis]]) *Dopo aver screditato la virtù, questo secolo è riuscito a screditare anche i vizi. ([[Nicolás Gómez Dávila]]) *[[Imitazione]]: un omaggio che il vizio paga alla virtù. ([[John Garland Pollard]]) *Io {{NDR|Dio}} amo la virtù e odio el vizio; chi ama el vizio e odia la virtù offende me ed è privato della grazia mia. Questi va come cieco che, non cognoscendo la cagione del vizio, cioè il proprio amore sensitivo, non odia se medesimo né cognosce il vizio né il male che gli séguita dipo' el vizio. Né cognosce la virtù, né me che so' cagione di darli la virtù che gli dà vita, né la dignità nella quale egli si conserva e viene a grazia col mezzo della virtù. ([[Caterina da Siena]]) *La virtù non conduce ad altro che all'inazione più stupida e più monotona, il vizio a tutto ciò che l'uomo può sperare di più delizioso sulla terra. ([[Marchese de Sade]]) *La virtù rimane il vizio più costoso: ''deve'' rimanere tale! ([[Friedrich Nietzsche]]) *Le più grandi anime sono capaci tanto dei maggiori vizi, quanto delle maggiori virtù. ([[Cartesio]]) *Le virtù ed i vizi di un popolo sono la misura della libertà o della servitù che esso si merita. L'amore eroico del pubblico bene, il rispetto per le leggi, il disprezzo delle ricchezze e la fierezza dell'animo sono i fondamenti solidissimi di un governo libero. L'indifferenza del pubblico bene, il timore delle leggi che si odiano, l'amore delle ricchezze, la bassezza dei sentimenti sono come altrettante catene le quali inceppano una città e la rendono schiava. Vi si faccia riflessione, e si vedrà che è dal punto diverso ove queste virtù e questi vizi ci portano che risultano i costumi convenienti a ogni specie di governo. Le virtù nobili, austere e rigide del repubblicano ridurrebbero il principe a non essere che un semplice magistrato, i vizi bassi ed infami della schiavitù lo renderebbero dispotico. ([[Santo Monti]]) *Nessun vizio, però, è connaturale all'uomo, mentre lo è la virtù. ([[Guglielmo di Saint-Thierry]]) *Non da tutti si deve accettare [[dono|doni]]. Perché non è lecito che la virtù sia alimentata dal vizio. ([[Cratete di Tebe]]) *Non si è viziosi che per il vizio, non si è virtuosi che per la virtù; così non si è frugali che per riguardo alla propria [[prodigalità]]. ([[Jacques Deval]]) *Pure il «vizio» {{NDR|ha}} un risvolto che assomiglia non poco alla virtù. ([[August Strindberg]]) *Que' prudenti che s'adombrano delle virtù come de' vizi, predicano sempre che la [[perfezione]] sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov'essi sono arrivati, e ci stanno comodi. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Senza [[umiltà]] tutte le virtù sono vizi. ([[proverbi italiani|proverbio italiano]]) *Sì, o giovani stimatissimi, la virtù è il termine ultimo a cui debbono tendere le umane generazioni, è il cemento tenacissimo che lega gli uomini tra di loro, è la forza che li conduce con impeto irresistibile al conseguimento di quanto è vero, di quanto è giusto. Senza essa nulla di solido, nulla di duraturo si crea; sull'arena mobile e roditrice dei vizii chi può fondare l'opera sua? ([[Cesare Razzaboni]]) *Tucti e' vizi sonno conditi dalla [[superbia]], sì come le virtù sonno condite e ricevono vita dalla [[carità]]. ([[Caterina da Siena]]) *Tutte le virtù sono aspetti dell'amore e anche tutti i vizi sono aspetti dell'amore. Le virtù sono manifestazioni di un amore che è vivo e sano. I vizi sono i sintomi di un amore malato perché rifiuta di essere se stesso. ([[Thomas Merton]]) *Tutti i vizi, quando sono di [[moda]], passano per virtù. ([[Molière]]) *Tutto al bene fluisce: dove non può la virtù, giova il vizio. ([[Carlo Dossi]]) *Una donna ha molti modi di mandare un uomo all'inferno: qualche volta spingendolo al vizio, ma anche facendolo disperare per la sua virtù. (''[[Le vergini di Salem]]'') *Una virtù è sempre un vizio trasformato. Bisogna avere il coraggio di ammettere che ogni virtù si ricava dal vizio. ([[Guido Piovene]]) ===[[Samuel Butler]]=== *Che il vizio rispetti la virtù è notorio; noi chiamiamo questo rispetto ipocrisia. Ma dovrebbe esserci qualche parola per indicare il rispetto che la virtù non di rado mostra, o ad ogni modo farebbe bene a mostrare per il vizio. *Finora la virtù non è mai stata adeguatamente rappresentata da nessuno che potesse rivendicare di essere considerato virtuoso. È il sub-vizioso che capisce meglio la virtù. Che i viziosi si limitino a descrivere, cosa che riescono a fare abbastanza bene. *Gli estremi di vizio e virtù sono parimenti detestabili: la virtù assoluta certamente uccide un uomo quanto il vizio assoluto, per non parlare poi dei suoi tedi e delle sue pomposità. *La gente è usa separare vizio e virtù, quasi fossero due cose che nulla hanno in comune. Ma non è così. Non c'è virtù utile che non abbia una parte di vizio; non c'è forse vizio, il quale non possegga una traccia di virtù; virtù e vizio sono come vita e morte, spirito e materia, cose che non possono esistere se non determinate dai loro opposti. *Se la virtù potesse sempre avere la meglio, sarebbe insopportabile, come succede generalmente con le fazioni dominanti. La funzione del vizio è proprio quella di contenere la virtù entro limiti ragionevoli. ==Voci correlate== *[[Virtù]] *[[Vizio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=su|w_preposizione=riguardante}} [[Categoria:Dicotomie]] [[Categoria:Qualità etiche]] 1d0bpmakxec3me7c2otbet9ymepl7gd Abraham ibn ‛Ezra 0 123351 1415402 1279696 2026-06-02T22:19:21Z Àncilu 87978 + diacritici 1415402 wikitext text/x-wiki [[File:Psalterium-Ibn-Ezra.jpeg|thumb|Abraham ibn ‛Ezra]] '''Abrāhām ibn ‛Ezrā''' (1092 – 1167), filosofo, astrologo, fisico, grammatico, commentatore biblico, scrittore e poeta ebreo. ==Citazioni di Abrāhām ibn ‛Ezrā== *La [[ragione]] è un angelo tra l'uomo e Dio.<ref>Citato in [[Maurice Barrès]], ''El Greco o Il segreto di Toledo'', traduzione di Anna Colombo, introduzione di Giampaolo Polvani, Editoriale Viscontea, 1989, Pavia. ISBN 88-7807-008-4</ref> *''La sfera e le costellazioni fisse | si persero per strada quand'io nacqui; | se facessi candele per lavoro | il sole si spegnerebbe solo alla mia morte... | se dovessi commerciare [[sudario|sudari]] | nessuno più morirebbe finché io vivo!''<ref>Citato in [[Norman Solomon]], ''Ebraismo'', edizione italiana a cura di [[Alberto Cavaglion]], traduzione di Luisa Balacco, Einaudi, Torino, 1999, p. 43. ISBN 88-06-14952-0</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Astrologi]] [[Categoria:Filosofi ebrei]] [[Categoria:Fisici]] [[Categoria:Grammatici]] [[Categoria:Poeti spagnoli]] [[Categoria:Scrittori spagnoli]] [[Categoria:Filosofi spagnoli]] pwrd7uofxk7ud685xz9swbqi7xbjx4z Abu Nuwas 0 126589 1415413 1070102 2026-06-03T06:36:58Z Àncilu 87978 + diacritici 1415413 wikitext text/x-wiki [[File:Abū Nuwās by Omar Farroukh.jpg|thumb|Abū Nuwās]] '''Abū Nuwās''' (... – 814 circa), poeta arabo. ==Citazioni di Abū Nuwās== *''Bevi il [[vino]] versato dalla mano di chi è esile di cintura, ben formato, dritto come un ramoscello di ebano non avente curvature. | Bevilo! e mostrati generoso con quel che hai fra le mani: non accumulare oggi per timore della povertà di domani. | Quanta differenza vi è tra chi compra il vino del quale si delizia e chi piange per l'allontanamento dell'amata e dell'assembramento. ''[...]'' | Loda il vino per le sue grazie e chiamalo col più bello dei suoi nomi. | Non rendere l'acqua sua soggiogatrice e non fare il vino signore della sua acqua.''<ref>Citato in ''Tutto sapere, biblioteca enciclopedica per la scuola e la famiglia diretta da Bruno Gonella, Storia, civiltà e letteratura dei paesi extraeuropei'', autore dei testi per la letteratura araba Federico Peirone, Edizioni Paoline – Editrice Saie, 1992, prima parte, p. 31.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Abu Nuwas}} [[Categoria:Poeti arabi]] jc4rn8xtyme6neb4iv95yakav30cvel Diego Luna 0 129793 1415411 1209247 2026-06-03T03:36:09Z PaulLim11 105699 Image 1415411 wikitext text/x-wiki [[File:Diego Luna - Andor.jpg|thumb|Diego Luna nel 2025]] '''Diego Luna''', all'anagrafe '''Diego Dionisio Luna Alexander''' (1979 – vivente), attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico messicano. ==Citazioni di Diego Luna== {{cronologico}} *{{NDR|Sulla scena del bacio in ''Y Tu Mamá También'' con [[Gael García Bernal]]}} È da quasi 14 anni che si parla di quel bacio. Sarebbe stato più facile baciare qualcuno che non conosci e che non avresti più rivisto. La sua bocca è molto particolare, e grande, ed è difficile da dimenticare. :''It's almost 14 years of talking about a kiss. It would've been easier to kiss someone you don't know and don't have to see again. And also his mouth is very peculiar, and big, and tough to forget.''<ref name="frost">Citato in David Frost, ''The Frost Interview – Gael García Bernal'', 4 ottobre 2013. [https://www.youtube.com/watch?v=slaYgTy2MPE Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Oggi si va al cinema avendo già un'opinione su quello che si sta per vedere prima ancora di averlo visto, cosa che penso sia pericolosa perché porta via la magia del sedersi e lasciare che siano le emozioni a trasportarci. :''Today, people go to the cinema with an opinion of what they're going to see before they even see it, which I think is dangerous because it takes away the magic of the experience of sitting down and letting things happen internally.''<ref>Citato in Matt Miller, ''[http://www.esquire.com/entertainment/movies/a51564/diego-luna-rogue-one-star-wars-interview/ Rogue One's Diego Luna Never Thought He'd Be in Star Wars. Then Hollywood Changed.]'', ''Esquire.com'', 15 dicembre 2016.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Prima che sia notte (film)|Prima che sia notte]]'' (2000) *''[[The Terminal]]'' (2004) *''[[Milk]]'' (2008) *''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]'' (2013) *''[[Rogue One: A Star Wars Story]]'' (2016) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Luna, Diego}} [[Categoria:Attori messicani]] [[Categoria:Produttori cinematografici messicani]] [[Categoria:Registi messicani]] [[Categoria:Sceneggiatori messicani]] 3z1zqpjxif1d4o3polflm6oh5ybw7gh Roberto Pedicini 0 136759 1415388 1402576 2026-06-02T21:48:49Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415388 wikitext text/x-wiki [[File:8f6b7a96f37602316da88ac1922ad388 XL.jpg|thumb|Roberto Pedicini]] '''Roberto Pedicini''' (1962 – vivente), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni di Roberto Pedicini== *Il [[doppiaggio]] è un'arte tecnica che deve far sognare e far esprimere i desideri degli attori. Far vivere liberamente quelle che sono le emozioni delle persone nel caso della nostra materia.<ref name=rp>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/08/266614.shtml Intervista esclusiva a Roberto Pedicini]'', ''supereva.it'', 26 agosto 2008.</ref> *[[Kevin Spacey]] è l'attore che attualmente incarna i miei pensieri rispetto alla recitazione. Ha la capacità di immedesimazione e di trasformazione dei ruoli e lavora estremamente sul sottile soprattutto sulle espressioni degli occhi e del viso. Un altro attore simile che ho doppiato, che poi si è perso nei meandri delle droghe, è [[Mickey Rourke]], altro attore che recitava con lo sguardo.<ref name=rp /> *Mi piacerebbe che venisse fuori l'amore che ho per questa professione {{NDR|il doppiaggio}}. Credo che qualunque lavoro, se fatto con amore, regali grandi soddisfazioni. Se invece lo si fa solo per l'aspetto economico non si riesce ad apprezzarlo pienamente.<ref name=rp /> *Non sopporto le persone che si fermano solo alla bella [[voce]]. E' come considerare una persona bella solo dall'aspetto. Non ho mai creduto negli anni di avere una bella voce. Forse la voce diventa bella migliorando se stessi, e la propria consapevolezza; per me per esempio c'è stato Jack Folla. Ho sempre creduto di avere una voce gradevole, ma non che fosse la mia migliore caratteristica, mi è sempre piaciuto lavorare sempre sui personaggi, e non sulla loro estetica.<ref name=ar>Da ''[https://web.archive.org/web/20040401101016/http://alerossi.com/pedicini.html Intervista a Roberto Pedicini]'', ''alerossi.com''.</ref> *{{NDR|Il [[doppiaggio]]}} Un piccolo mondo, un mondo di voyeur dell'anima. Mi sento un voyeur dell'anima, mi piace definirmi così perché un buon doppiaggio è quando tu riesci ad osservare perfettamente tutte le emozioni che ti trasmette quell'attore, l'anima di quel personaggio, e riuscire chiaramente poi a riprodurle.<ref name=ar/> *Quando facciamo i videogiochi tendenzialmente non sono quasi mai doppiaggi, perché c’è un copyright segreto sulle immagini e tante volte non lo fanno vedere. Arrivano delle linee dove c’è il pezzo originale che dobbiamo doppiare e dove fondamentalmente dobbiamo starci dentro con il timing. È un doppiaggio molto più tecnico che interpretativo. Devo dirti che nel doppiaggio dei videogiochi c’è poca arte della recitazione. {{NDR|Su Call of Duty}} In questo caso sono stato chiamato perché ho doppiato [[Kevin Spacey]].<ref name=Santopaolo>Dall'intervista di Antonello Santopaolo, ''[https://videogiochitalia.it/roberto-pedicini-doppiatore-jim-carrey-kevin-spacey-javier-bardem Intervista a Roberto Pedicini, doppiatore, voce di Jim Carrey, KEevin Spacey, Javier Bardem, Ralph Fiennes]'' Videogiochitalia.it, 5 luglio 2023</ref> *Un videogioco ha molto poco di artistico, nonostante dietro ci sia una macchina incredibile. Non ricordo se parlai con un responsabile della Sony dove mi disse che la produzione costava qualcosa come 300 milioni di dollari. Sono progetti su cui ci lavorano per anni dove sono convolte tantissime persone. Non credevo ci fosse dietro questo meccanismo così grande e costoso. Una volta pubblicato, ho visto delle scene. Vedere i capelli, i dettagli degli occhi e dei movimenti è pazzesco. Non sono mai stato un appassionato di videogiochi, non soltanto da un punto di vista generazionale anche perché esistono da parecchi anni, forse a causa del retaggio del figlio unico. Stare seduto a casa davanti al computer non mi piaceva particolarmente.<ref name=Santopaolo/> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'' (2007) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]'' (1939) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[Cani arrabbiati]]'' (1974) *''[[Amadeus]]'' (1984) *''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]'' (1985) *''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986) *''[[Corto circuito (film)|Corto circuito]]'' (1986) *''[[Mission]]'' (1986) *''[[Good Morning Babilonia]]'' (1987) ‎ *''[[La storia fantastica]]'' (1987) *''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987) *''[[Big]]'' ‎(1988) *''[[Trappola di cristallo]]'' (1988) *''[[Ore 10: calma piatta]]'' (1989) *''[[Darkman]]'' (1990) *''[[L'impero del crimine]]'' (1991) *''[[Pomodori verdi fritti alla fermata del treno]]'' (1991) *''[[1492 - La conquista del paradiso]]'' ‎(1992) *''[[Americani (film)|Americani]]'' ‎(1992) *''[[Basic Instinct]]'' (1992) *''[[Wind - Più forte del vento]]'' (1992) *''[[Kalifornia]]'' (1993) *''[[Schindler's list - La lista di Schindler]]'' ‎(1993) *''[[Sliver]]'' (1993) *''[[Una vita al massimo]]'' ‎(1993) *''[[Assassini nati - Natural Born Killers]]'' ‎(1994) *''[[Dellamorte Dellamore]]'' (1994) *''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]'' (1994) *''[[Priscilla - La regina del deserto]]'' (1994) *''[[Batman Forever]]'' (1995) *''[[Braveheart - Cuore impavido]]'' (1995) *''[[Clockers]]'' (1995) *''[[Empire Records]]'' (1995) *''[[I soliti sospetti]]'' (1995) *''[[L'odio]]'' (1995) *''[[Othello (film 1995)|Othello]]'' (1995) *''[[Specie mortale]]'' ‎(1995) *''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]'' (1996) *''[[Il rompiscatole]]'' (1996) *''[[Riccardo III - Un uomo, un re]]'' (1996) *''[[Sleepers]]'' (1996) ‎ *''[[Space Jam]]'' (1996) *''[[Alien - La clonazione]]'' (1997) *''[[Carne trémula]]'' (1997) *''[[Il Santo (film)|Il Santo]]'' (1997) *''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997) *''[[Murder at 1600 - Delitto alla Casa Bianca]]'' ‎ (1997) *''[[Number 23]]'' ‎(1997) *''[[Blues Brothers - Il mito continua]]'' (1998) *''[[Celebrity]]'' (1998) *''[[La maschera di Zorro]]'' ‎(1998) *''[[La sottile linea rossa]]'' (1998) *''[[Paradiso perduto (film 1998)|Paradiso perduto]]'' ‎(1998) *''[[Paura e delirio a Las Vegas]]'' (1998) *''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998) *''[[The Avengers - Agenti speciali]]'' (1998) *''[[The Truman Show]]'' ‎(1998) *''[[American Beauty]]'' (1999) *''[[Man on the Moon]]'' (1999) *''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]'' (1999) *''[[Prima che sia notte (film)|Prima che sia notte]]'' (2000) *''[[The Big Kahuna]]'' ‎(2000) *''[[U-571]]'' (2000) *''[[Donnie Darko]]'' ‎(2001) *''[[Hellraiser 5: Inferno]]'' (2000) *''[[Final Fantasy (film)|Final Fantasy]]'' (2001)‎ *''[[Il destino di un cavaliere]]'' (2001) *''[[K-PAX - Da un altro mondo]]'' (2001) *''[[Sweet November - Dolce novembre]]'' ‎(2001) *''[[The Shipping News - Ombre dal profondo]]'' ‎(2001) *''[[Tommaso (film 2001)|Tommaso]]'' (2001) *''[[L'importanza di chiamarsi Ernest]]'' (2002) *''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'' ‎(2002) *''[[Red Dragon]]'' (2002) *''[[Carmen (film 2003)|Carmen]]'' (2003) *''[[Due cavalieri a Londra]]'' ‎(2003) *''[[Il tesoro dell'Amazzonia]]'' ‎(2003) *''[[La regola del sospetto]]'' (2003) *''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003) *''[[The Life of David Gale]]'' (2003) *''[[Looney Tunes: Back in Action]]'' (2003)‎ *''[[Un tocco di zenzero]]'' (2003) ‎ *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[50 volte il primo bacio]]'' ‎(2004) *''[[After the Sunset]]'' (2004) *''[[Catwoman (film)|Catwoman]]'' (2004) *''[[La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler]]'' (2004)‎ *''[[Evilenko]]'' (2004) *''[[Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi]]'' (2004) *''[[Nella mente del serial killer]]'' (2004) *''[[Se mi lasci ti cancello]]'' (2004) *''[[Spider-Man 2]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[Batman Begins]]'' (2005) *''[[King Kong (film 2005)|King Kong]]'' (2005) *''[[La famiglia omicidi]]'' (2005) *''[[Partnerperfetto.com]]'' ‎(2005) *''[[A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare]]'' ‎(2006) *''[[Il codice da Vinci]]'' ‎(2006) *''[[L'imbroglio - The Hoax]]'' (2006) *''[[L'ultimo inquisitore]]'' (2006) *''[[Superman Returns]]'' ‎(2006) *''[[Una notte al museo]]'' (2006) *''[[The Departed - 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([[Marcello Lippi]]) *Doveva essere il Mondiale del Brasile. Già assegnato. Chi avrebbe potuto fermare Ronaldinho, Ronaldo, Adriano e Kakà? Dovevano essere Argentina, Olanda, Germania, Spagna le grandi sfidanti. Doveva essere l'Italia la grande delusione, stritolata dalle vicende extra-calcistiche della vigilia, con un c.t. del quale erano state chieste le dimissioni e diversi titolari coinvolti (giustamente o no) in storie spiacevoli. È successo invece tutto il contrario, dopo una prima fase senza sorprese dove tutte le favorite hanno superato il turno. A sorpresa, chi ha sofferto di più è stata la Francia, costretta a battere il Togo per andare agli ottavi. Per gli azzurri, vinto il gruppo con Ghana, Usa e Repubblica Ceca, s'è aperta un'autostrada verso le semifinali: in mezzo, le modeste Australia e Ucraina. Con Germania e Argentina a lottare per l'altro posto (e i tedeschi ad avere la meglio ai rigori). Dall'altra parte del tabellone, il Brasile doveva volare: invece i francesi, come l'Italia nell'82, dopo la grande paura si sono scatenati. Prima sbarazzandosi della Spagna che sembrava straordinaria, poi facendo fuori un Brasile modesto nei quarti, infine prevalendo sul Portogallo (poi 4º) in semifinale. Apoteosi meritata (per noi) a Berlino, ai rigori, contro Zidane e soci. ([[Fabio Licari]]) *Esplode [[Calciopoli]]. [[Marcello Lippi|Lippi]], un grande, capisce che tira una brutta aria e "sfrutta" le polemiche per cementare il gruppo. La situazione non è semplice: a Coverciano i tifosi urlano, si aggrappano alle reti [...]. È un inferno, a volte vorrei andare a prendere quei vigliacchi che gridano nascosti dalle recinzioni. {{NDR|«Poi volate a Duisburg, in Germania, e l'atmosfera cambia.»}} Ci travolge l'affetto degli "italiani di Germania", il ritiro è volutamente spartano, tutti fanno il loro dovere. {{NDR|«Compreso lei che con [[Angelo Peruzzi|Peruzzi]] è l'unico a non giocare mai. Si sente meno "campione" degli altri?»}} Per nulla, lo sono quanto capitan [[Fabio Cannavaro|Cannavaro]]. Lippi lo dice a tutti: "Sei stato essenziale anche tu perché hai sempre dato il massimo ad ogni allenamento. Solo così si vince". {{NDR|«...Battendo la Francia ai rigori: prima dei tiri parla con [[Gianluigi Buffon|Buffon]]?»}} No. Io e Peruzzi lo osserviamo, è carichissimo. Noi invece tremiamo. Quando tocca a Fabio [...] siamo in trance. All'epoca c’era il 5º uomo, gli chiediamo: "Chi tira dopo [[Fabio Grosso|Grosso]]?". E lui: "Se segna avete vinto". Non capisco più niente. {{NDR|«Ci racconti i festeggiamenti.»}} Entriamo nello spogliatoio, con noi troppe persone che non meriterebbero di stare in quella stanza ma sono le prime a "salire sul carro". Vorrei cacciarle, ma la gioia è troppa. Ci buttiamo tutti in vasca tra pianti e grida, ho 24 anni e vedo miti come [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] e [[Francesco Totti|Totti]] che impazziscono di gioia. L'apoteosi una volta tornati a casa: un mese prima a crederci eravamo in 23 più il ct, ora siamo 57 milioni. Ma che bello vedere le piazze in festa. ([[Marco Amelia]]) *Mai visto un mondiale così. ([[Slogan pubblicitari|slogan pubblicitario]] per l'emittente televisiva italiana ''Sky Sport'') ==Voci correlate== *[[Finale del campionato mondiale di calcio 2006]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{Campionato mondiale di calcio}} [[Categoria:Calcio in Germania]] [[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 2006]] [[Categoria:Eventi degli anni 2000]] nypf1t0lioa82b6am1q2fj3q98xbg3o Campionato mondiale di calcio 1982 0 138393 1415339 1415311 2026-06-02T13:51:00Z SirPsych0 33615 /* Citazioni */ 1415339 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Italia82.JPG|thumb|La nazionale italiana di calcio che si aggiudicò il mondiale 1982]] Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 1982'''. ==Citazioni== *Ho avuto la (s)ventura di assistere dal vivo a uno dei falli più brutali della storia del calcio moderno. Lo commise il portiere tedesco Schumacher, in uscita sul francese Battiston nella semifinale mondiale di Siviglia a Spagna '82. Battiston finì all'ospedale con una lesione alla vertebra cervicale, dopo averci rimesso alcuni denti. E quel bastardo di portiere non solo non fu nemmeno ammonito, ma rimise subito il pallone in gioco mentre Platini e gli altri soccorrevano il loro compagno svenuto. ([[Gigi Garanzini]]) *Ho rivisto più di una volta le partite contro il Brasile e l'Argentina. Mi sono chiesto, prima di mettermi davanti al video: ma sono stato così cattivo? Alla fine, però, con la coscienza mi sono sentito veramente tranquillo. Quei due {{NDR|Zico e Maradona}} li ho fermati senza illeciti. Loro, invece, non riuscendo a liberarsi dalla mia marcatura, non hanno fatto altro che protestare, alzare le mani al cielo, richiamare l'attenzione dell'arbitro. A fine partita, probabilmente per trovare delle giustificazioni alla loro pessima prova, hanno tirato fuori quella storia, squallida, del Gentile killer. Evidentemente di botte non se ne intendono. ([[Claudio Gentile]]) *Inatteso come il trionfo tedesco, quello di Spagna 82 (per tutti, il "Mundial") era fino al 9 luglio l'ultimo successo dell'Italia. Da allora, e prima di Berlino, "soltanto" una finale mondiale ('94) e una europea (2000) perse rispettivamente ai rigori e al golden gol. Come dimenticare l'impresa di Bearzot e dei suoi straordinari campioni? E l'esultanza di Pertini e di una nazione mai più così unita? Ma anche allora la diffidenza fu totale, il calcio italiano usciva da uno scandalo (le scommesse), il c.t. era criticato e invitato a lasciare. In Spagna, poi, cominciò peggio che in Germania, con tre pari sofferti nella prima fase (contro Polonia, Perù e Camerun). Qualificati al 2° posto (soltanto per una questione di gol) e finiti nel gruppo più complicato - allora non c'era l'eliminazione diretta - contro lo strafavorito Brasile e l'Argentina, per gli azzurri sembrava finita. Per di più fu deciso il silenzio stampa per rispondere alle critiche eccessive e personali. Superata la grande paura dell'eliminazione, cominciò invece la grande rincorsa verso il successo del Bernabeu, protagonista Paolo Rossi: autore di tre reti ai brasiliani, due alla Polonia in semifinale e una alla Germania in finale (arricchita dai gol di Tardelli, quello dell'urlo, e di Altobelli). Campioni del mondo! ([[Fabio Licari]]) *La Nazionale italiana ha vinto il campionato del mondo perché, nell'arco dell'intera competizione, ha mostrato una compattezza morale che non ha trovato riscontro in alcun'altra formazione. E perché, contrariamente ad altre che hanno cominciato fortissimo e sono finite in calando [...], è entrata in piena condizione nel momento giusto. [...] abilità di [[Enzo Bearzot|Bearzot]] [...] e fortuna hanno voluto che il momento magico dell'Italia coincidesse con gli impegni decisivi. In tutto l'82 l'Italia ha vinto soltanto quattro partite: sono state quelle con Argentina, Brasile, Polonia e Germania... Dopodiché, diamo a Paolo Rossi quello che è di Paolo Rossi: soltanto quando i suoi gol hanno preso a fioccare a ritmo frenetico, la squadra è decollata. [...] i più determinanti giocatori del vittorioso Mundial sono stati Conti e Tardelli. Ma senza i gol di Rossi, il titolo sarebbe andato al Brasile. ([[Adalberto Bortolotti]]) *Quello fu un Mondiale diverso da tutti gli altri. [...] Non era un successo [...] che riguardasse solo noi, la squadra, ma una vittoria che apparteneva a tutti, coinvolgeva milioni di persone [...]. Era l'82, l'Italia usciva appena dagli [[Anni di piombo]], dal [[Caso Moro|delitto Moro]]... La vittoria del Mondiale in Spagna spazzò tristezze, angosce e paure. Per il Paese rappresentò un motivo di riscatto, una botta di ottimismo. [...] Per tutti questi motivi dico che fu un Mondiale unico. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *Un mondiale indimenticabile, non solo perché si è vinto, contro ogni ragionevole attesa. Indimenticabile perché fu uno splendido dramma poplare condito di tutti gli ingredienti, la depressione e il pianto, la rivolta e il trionfo. [...] Perché quella non fu la storia di un gol in più o in meno, di una marcatura azzeccata o di una geniale strategia. Fu una storia di uomini, con le loro debolezze e con le loro virtù. Di un uomo, soprattutto: Enzo Bearzot, linciato indegnamente e poi innalzato agli altari e infine scaricato e dimenticato, vittima esemplare di un ambiente che tutto perdona, tranne la coerenza e il successo. ([[Adalberto Bortolotti]]) *Vi siete mai chiesti perché quel Mondiale è rimasto nell'immaginario collettivo della gente? Quel Mondiale è stata una vittoria non solo inaspettata — che sono quelle che ti danno maggiore gioia — ma anche di tutti: non solo di Paolo Rossi capocannoniere, né solo della squadra. Quella vittoria è considerata la vittoria dell'[[Italia]], in cui tutti, nessuno escluso, hanno partecipato in maniera forte, e si sono sentiti dentro quell'Italia. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) ===[[Dino Zoff]]=== *{{NDR|Dopo la vittoria del mondiale}} Ero rimasto allo stadio più degli altri per le interviste e tornai in albergo non con le guardie del corpo, come succede oggi, ma sul furgoncino del magazziniere. [[Gaetano Scirea|Gaetano]] mi aspettava. Mangiammo un boccone, bevemmo un bicchiere, ci sembrava sciocco festeggiare in modo clamoroso: mica si poteva andare a ballare, sarebbe stato come sporcare il momento. Tornammo in camera e ci sdraiammo sul letto, sfiniti da troppa felicità. Però la degustammo fino all'ultima goccia, niente come lo [[sport]] sa dare gioie pazzesche che durano un attimo, e bisogna farlo durare nel cuore. Eravamo estasiati da quella gioia, inebetiti. *{{NDR|«Durante i Mondiali, l'Italia intesa come nazione, si identificò nell'Italia intesa come squadra: perché?»}} Per varie ragioni ma credo che la principale sia che lo sport è rimasto una delle poche cose pulite che ci siano al mondo; oppure perché, dopo averci dati per eliminati, siamo riusciti a risalire a galla; o anche infine perché soprattutto con un popolo come il nostro che manca di senso delle proporzioni, passare dall'abbattimento all'esaltazione è la cosa più semplice che ci sia. *Quella del Mondiale è stata davvero una favola, dall'inizio stentato, poi sempre più travolgente, fino all'ultimo atto vittorioso del Bernabeu. Sì, davvero una favola. {{NDR|«La Coppa del Mondo potrebbe essere l'equivalente dell'[[Premio Oscar|Oscar]] per il cinema. E tu l'avevi blindata quella coppa proprio perché uno che si chiama Oscar aveva attraversato il tuo destino...»}} È vero, quella parata su Oscar nel finale della partita col Brasile me la rivedo spesso davanti agli occhi. E pure lui la rivede, me l'aveva rivelato [...]. Sì, quella parata ci aveva permesso d'andare avanti. Ma un mondiale, visto che si gioca ogni 4 anni, vale molto di più di un Oscar del cinema. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{Campionato mondiale di calcio}} [[Categoria:Calcio in Spagna]] [[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1982]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] bna6n9pmhhbko1gc24uxh24whag6nnt 1415365 1415339 2026-06-02T19:19:39Z Danyele 19198 /* Citazioni */ fix 1415365 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Italia82.JPG|thumb|La nazionale italiana di calcio che si aggiudicò il mondiale 1982]] Citazioni sul '''campionato mondiale di calcio 1982'''. ==Citazioni== *Ho avuto la (s)ventura di assistere dal vivo a uno dei falli più brutali della storia del calcio moderno. Lo commise il portiere tedesco Schumacher, in uscita sul francese Battiston nella semifinale mondiale di Siviglia a Spagna '82. Battiston finì all'ospedale con una lesione alla vertebra cervicale, dopo averci rimesso alcuni denti. E quel bastardo di portiere non solo non fu nemmeno ammonito, ma rimise subito il pallone in gioco mentre Platini e gli altri soccorrevano il loro compagno svenuto. ([[Gigi Garanzini]]) *Ho rivisto più di una volta le partite contro il Brasile e l'Argentina. Mi sono chiesto, prima di mettermi davanti al video: ma sono stato così cattivo? Alla fine, però, con la coscienza mi sono sentito veramente tranquillo. Quei due {{NDR|Zico e Maradona}} li ho fermati senza illeciti. Loro, invece, non riuscendo a liberarsi dalla mia marcatura, non hanno fatto altro che protestare, alzare le mani al cielo, richiamare l'attenzione dell'arbitro. A fine partita, probabilmente per trovare delle giustificazioni alla loro pessima prova, hanno tirato fuori quella storia, squallida, del Gentile killer. Evidentemente di botte non se ne intendono. ([[Claudio Gentile]]) *Inatteso come il trionfo tedesco, quello di Spagna 82 (per tutti, il "Mundial") era fino al 9 luglio l'ultimo successo dell'Italia. Da allora, e prima di Berlino, "soltanto" una finale mondiale ('94) e una europea (2000) perse rispettivamente ai rigori e al golden gol. Come dimenticare l'impresa di Bearzot e dei suoi straordinari campioni? E l'esultanza di Pertini e di una nazione mai più così unita? Ma anche allora la diffidenza fu totale, il calcio italiano usciva da uno scandalo (le scommesse), il c.t. era criticato e invitato a lasciare. In Spagna, poi, cominciò peggio che in Germania, con tre pari sofferti nella prima fase (contro Polonia, Perù e Camerun). Qualificati al 2º posto (soltanto per una questione di gol) e finiti nel gruppo più complicato – allora non c'era l'eliminazione diretta – contro lo strafavorito Brasile e l'Argentina, per gli azzurri sembrava finita. Per di più fu deciso il silenzio stampa per rispondere alle critiche eccessive e personali. Superata la grande paura dell'eliminazione, cominciò invece la grande rincorsa verso il successo del Bernabeu, protagonista Paolo Rossi: autore di tre reti ai brasiliani, due alla Polonia in semifinale e una alla Germania in finale (arricchita dai gol di Tardelli, quello dell'urlo, e di Altobelli). Campioni del mondo! ([[Fabio Licari]]) *La Nazionale italiana ha vinto il campionato del mondo perché, nell'arco dell'intera competizione, ha mostrato una compattezza morale che non ha trovato riscontro in alcun'altra formazione. E perché, contrariamente ad altre che hanno cominciato fortissimo e sono finite in calando [...], è entrata in piena condizione nel momento giusto. [...] abilità di [[Enzo Bearzot|Bearzot]] [...] e fortuna hanno voluto che il momento magico dell'Italia coincidesse con gli impegni decisivi. In tutto l'82 l'Italia ha vinto soltanto quattro partite: sono state quelle con Argentina, Brasile, Polonia e Germania... Dopodiché, diamo a Paolo Rossi quello che è di Paolo Rossi: soltanto quando i suoi gol hanno preso a fioccare a ritmo frenetico, la squadra è decollata. [...] i più determinanti giocatori del vittorioso Mundial sono stati Conti e Tardelli. Ma senza i gol di Rossi, il titolo sarebbe andato al Brasile. ([[Adalberto Bortolotti]]) *Quello fu un Mondiale diverso da tutti gli altri. [...] Non era un successo [...] che riguardasse solo noi, la squadra, ma una vittoria che apparteneva a tutti, coinvolgeva milioni di persone [...]. Era l'82, l'Italia usciva appena dagli [[Anni di piombo]], dal [[Caso Moro|delitto Moro]]... La vittoria del Mondiale in Spagna spazzò tristezze, angosce e paure. Per il Paese rappresentò un motivo di riscatto, una botta di ottimismo. [...] Per tutti questi motivi dico che fu un Mondiale unico. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *Un mondiale indimenticabile, non solo perché si è vinto, contro ogni ragionevole attesa. Indimenticabile perché fu uno splendido dramma poplare condito di tutti gli ingredienti, la depressione e il pianto, la rivolta e il trionfo. [...] Perché quella non fu la storia di un gol in più o in meno, di una marcatura azzeccata o di una geniale strategia. Fu una storia di uomini, con le loro debolezze e con le loro virtù. Di un uomo, soprattutto: Enzo Bearzot, linciato indegnamente e poi innalzato agli altari e infine scaricato e dimenticato, vittima esemplare di un ambiente che tutto perdona, tranne la coerenza e il successo. ([[Adalberto Bortolotti]]) *Vi siete mai chiesti perché quel Mondiale è rimasto nell'immaginario collettivo della gente? Quel Mondiale è stata una vittoria non solo inaspettata – che sono quelle che ti danno maggiore gioia – ma anche di tutti: non solo di Paolo Rossi capocannoniere, né solo della squadra. Quella vittoria è considerata la vittoria dell'[[Italia]], in cui tutti, nessuno escluso, hanno partecipato in maniera forte, e si sono sentiti dentro quell'Italia. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) ===[[Dino Zoff]]=== *{{NDR|Dopo la vittoria del mondiale}} Ero rimasto allo stadio più degli altri per le interviste e tornai in albergo non con le guardie del corpo, come succede oggi, ma sul furgoncino del magazziniere. [[Gaetano Scirea|Gaetano]] mi aspettava. Mangiammo un boccone, bevemmo un bicchiere, ci sembrava sciocco festeggiare in modo clamoroso: mica si poteva andare a ballare, sarebbe stato come sporcare il momento. Tornammo in camera e ci sdraiammo sul letto, sfiniti da troppa felicità. Però la degustammo fino all'ultima goccia, niente come lo [[sport]] sa dare gioie pazzesche che durano un attimo, e bisogna farlo durare nel cuore. Eravamo estasiati da quella gioia, inebetiti. *{{NDR|«Durante i Mondiali, l'Italia intesa come nazione, si identificò nell'Italia intesa come squadra: perché?»}} Per varie ragioni ma credo che la principale sia che lo sport è rimasto una delle poche cose pulite che ci siano al mondo; oppure perché, dopo averci dati per eliminati, siamo riusciti a risalire a galla; o anche infine perché soprattutto con un popolo come il nostro che manca di senso delle proporzioni, passare dall'abbattimento all'esaltazione è la cosa più semplice che ci sia. *Quella del Mondiale è stata davvero una favola, dall'inizio stentato, poi sempre più travolgente, fino all'ultimo atto vittorioso del Bernabeu. Sì, davvero una favola. {{NDR|«La Coppa del Mondo potrebbe essere l'equivalente dell'[[Premio Oscar|Oscar]] per il cinema. E tu l'avevi blindata quella coppa proprio perché uno che si chiama Oscar aveva attraversato il tuo destino...»}} È vero, quella parata su Oscar nel finale della partita col Brasile me la rivedo spesso davanti agli occhi. E pure lui la rivede, me l'aveva rivelato [...]. Sì, quella parata ci aveva permesso d'andare avanti. Ma un mondiale, visto che si gioca ogni 4 anni, vale molto di più di un Oscar del cinema. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{Campionato mondiale di calcio}} [[Categoria:Calcio in Spagna]] [[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1982]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] lis3nmp97hxoi0ycniy3ftxg835tcw8 Michel Piccoli 0 146984 1415435 1371003 2026-06-03T08:40:43Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1415435 wikitext text/x-wiki [[File:Michel Piccoli Cannes.jpg|thumb|Michel Piccoli]] '''Michel Piccoli''' (1925 – 2020), attore, produttore cinematografico, regista e sceneggiatore francese. == Citazioni di Michel Piccoli == * Mi sembrò un animale stravagante eppure estremamente seducente. Mi diede da leggere una dozzina di fogli. Li lessi, li posai e dissi: E’ magnifico. E’ stato così che ho letto il copione di [[Dillinger è morto|''Dillinger è morto'']] e conosciuto [[Marco Ferreri|Ferreri]]. Il testo mi aveva sedotto, e anche lui, con quel suo sguardo singolare. Ero stregato, addirittura innamorato…<ref>Citato in Arianna Finos, ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/05/18/news/piccoli_e_l_amore_per_il_cinema_italiano_i_film_con_ferreri_i_ricordi_di_cavani_e_castellitto-257012569/ Piccoli e l'amore per il cinema italiano: i film con Ferreri, i ricordi di Cavani e Castellitto]'', ''Rep.repubblica.it'', 18 maggio 2020.</ref> {{Int|Da ''[https://www.recensito.net/archivio/26-interviste/6037-incontriamo-michel-piccoli-a-roma-sul-set-dell-ultimo-film-di-nanni-moretti.html Incontriamo Michel Piccoli]''|''Recensito.net'', 2011.}} *La [[nostalgia]] è un sentimento bello, ma pericoloso. Mi piace il futuro, anche se il futuro non è allegro. Il passato è terribile, peraltro come il futuro. Dobbiamo vivere nel presente. *Per me il [[cinema]] di oggi è molto più interessante di quello del passato. *{{NDR|Su [[Nanni Moretti]]}} Lui è estremamente talentuoso e sicuramente c'è molta invidia nei suoi confronti. == Note == <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Le vergini di Salem]]'' (1957) *''[[Bella di giorno]]'' (1967) *''[[Dillinger è morto]]'' (1969) *''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]'' (1969) *''[[Topaz]]'' (1969) *''[[Il fascino discreto della borghesia]]'' (1972) *''[[La grande abbuffata]]'' (1973) *''[[Non toccare la donna bianca]]'' (1974) *''[[Todo modo (film)|Todo modo]]'' (1976) *''[[Giallo napoletano]]'' (1979) *''[[Habemus Papam]]'' (2011) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Piccoli, Michel}} [[Categoria:Attori francesi]] [[Categoria:Produttori cinematografici francesi]] [[Categoria:Registi francesi]] [[Categoria:Sceneggiatori francesi]] 2mzq7yjc45qq2i0r5dczksrjtwj0ona Template:Lingue/Dati 10 148341 1415398 1415261 2026-06-02T21:58:14Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1415398 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65884 |lingua2 = it |voci2 = 55238 |lingua3 = pl |voci3 = 31760 |lingua4 = ru |voci4 = 17936 |lingua5 = cs |voci5 = 15581 |lingua6 = et |voci6 = 13693 |lingua7 = uk |voci7 = 12267 |lingua8 = pt |voci8 = 12063 }} 624exiq80ione5tgrjvtswfi5qath2g Al-Mansur 0 156804 1415417 1360050 2026-06-03T07:32:33Z Àncilu 87978 rimuovo U200E; + {{Titolo minuscolo}} 1415417 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''Abū Jaʿfar ʿAbd Allāh ibn Muḥammad al-Manṣūr''' (in arabo: ابو جعفر عبدالله ابن محمد المنصور) (712 circa – 775), califfo abbaside. ==Citazioni su al-Mansur== *Oltre alla sua profonda conoscenza della logica e del diritto [era] molto interessato alla filosofia e all'astronomia osservativa. ([[Said al-Andalusi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Stub}} [[Categoria:Sovrani di antichi Stati asiatici]] kd0aquy0vbqou3esuvblw8dsig7fvoz 1415418 1415417 2026-06-03T07:32:44Z Àncilu 87978 + diacritici 1415418 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''Abū Jaʿfar ʿAbd Allāh ibn Muḥammad al-Manṣūr''' (in arabo: ابو جعفر عبدالله ابن محمد المنصور) (712 circa – 775), califfo abbaside. ==Citazioni su al-Manṣūr== *Oltre alla sua profonda conoscenza della logica e del diritto [era] molto interessato alla filosofia e all'astronomia osservativa. ([[Said al-Andalusi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Stub}} [[Categoria:Sovrani di antichi Stati asiatici]] pvuemxanwmjqso9wsuirtkvi0qihxll Sa'id al-Andalusi 0 156806 1415419 990276 2026-06-03T07:33:31Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Said al-Andalusi]] a [[Sa'id al-Andalusi]] tramite redirect: allineamento a Wikipedia 990276 wikitext text/x-wiki '''Abū al-Qāsim Ṣāʿid ibn Abū al-Walīd Aḥmad ibn Abd al-Raḥmān ibn Muḥammad ibn Ṣāʿid ibn ʿUthmān al-Taghlibi al-Qūrtūbi''', più spesso come '''Ṣāʿid al-Andalusī''', (1029–1070), storico islamico. *{{NDR|Su [[al-Mansur]]}} Oltre alla sua profonda conoscenza della logica e del diritto [era] molto interessato alla filosofia e all'astronomia osservativa. (citato in AA.VV., ''Il libro della storia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2018, p. 89. ISBN 9788858016572) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Stub}} [[Categoria:Storici arabi]] js3qodtt7c4mmpkk112ve4ilp5qc76n Abū al-Qāsim Ṣāʿid ibn Abū al-Walīd Aḥmad ibn Abd al-Raḥmān ibn Muḥammad ibn Ṣāʿid ibn ʿUthmān al-Taghlibi al-Qūrtūbi 0 156807 1415421 982336 2026-06-03T07:33:59Z Àncilu 87978 Modificata destinazione reindirizzamento da [[Said al-Andalusi]] a [[Sa'id al-Andalusi]] 1415421 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Sa'id al-Andalusi]] lgc2m5o6ar39vfnokc8rmu3ask3w8is Stand-up comedy 0 157752 1415361 1360448 2026-06-02T18:44:37Z Udiki 86035 1415361 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Jesus is coming.. Look Busy (George Carlin).jpg|thumb|Un'esibizione dello ''stand-up comedian'' [[George Carlin]] (2008)]] Citazioni sulla '''''stand-up comedy'''''. ==Citazioni== *{{NDR|«Per questo suo elemento personale, il monologo di {{Sic|stand up}} è spesso comparato alla psicanalisi. Sei d'accordo?»}} È sempre rischioso fare questo paragone, perché poi spesso c'è chi la vede in questo modo, va sul palco e racconta i cavoli suoi e basta senza preoccuparsi che le cose facciano davvero ridere. Ma la cosa importante è che ci sia un processo affinché queste emozioni negative si trasformino in positive attraverso la risata, tua e di chi ti ascolta. Mi capita spesso di pensare a temi di cui vorrei parlare, ma che è difficile tramutare in cose divertenti, quindi le metto da parte. ([[Stefano Rapone]]) *Ma perché in tutto il mondo "{{Sic|standup comedy}}" significa semplicemente "monologhi" e da noi {{NDR|in Italia}} significa "tremate gente arrivano i comici volgari e scorretti"? col risultato che ti dicono che fai {{Sic|standup}} pure se fai sketch comedy, o reading, o altro; e soprattutto, che dato che la comicità volgare e scorretta non fa ridere tutti, molta gente che non fa ridere "fa {{Sic|standup}}". ([[Daniele Fabbri]]) *Non vorrei deludere alcuni che sono convinti di aver inventato un modo e uno stile, convinti di essere gli importatori di un genere. Walter Chiari faceva stand up comedy. E bisogna che qualcuno lo sappia e lo dica. Il primo Benigni faceva stand up comedy. Il primo Beppe Grillo faceva stand up comedy. Potrei andare avanti all'infinito. [...] Che cos'è la stand up comedy? Non è un genere, ma uno stile. Perché sono due cose molto diverse. [...] Perché oggi questa roba qua viene vissuta come "No, ma noi la stand up...". La stand up sappiamo cosa vuol dire: stare in piedi. [...] La stand up comedy è quando sei da solo e fai quello che devi fare. ([[Angelo Pintus]]) ===[[Francesco De Carlo]]=== *{{NDR|Nel 2017, «come sta oggi la stand up comedy in Italia?»}} Abbiamo una situazione diversa dal mondo anglosassone, dove c'è un modo di intendere la comicità del tutto diverso. La cultura degli spettacoli comici live è consolidata da decenni, il pubblico è molto ricettivo così come esistono circuiti di club che fanno dello spettacolo dal vivo la loro ragion d'essere. La vera differenza in Italia la fa la mancanza di locali, non c'è l'abitudine a fare serata andando a vedere comici sconosciuti in piccoli locali. La dimensione ideale per la stand up comedy è invece proprio questa, quella dei club con 60-70 persone, dove è possibile stabilire una relazione intima con il pubblico. Questa è l'unica dimensione attraverso la quale la stand up comedy può diffondersi in Italia. *{{NDR|«Consigli per un aspirante stand up comedian»}} Darsi tempo, non sono i 100 m, è una maratona. Ci vuole del tempo per trovare la propria voce, il proprio pubblico, crescere come essere umano e comico. Ci vuole molta pazienza, ma anche tanta disciplina, alla fine è un lavoro. Serve la capacità di essere cattivi con sé stessi quando è necessario, bisogna accettare i fallimenti e trasformarli in momenti di crescita. *Il monologo della stand up è vivo. Lo spettacolo che farò alla cinquantesima data sarà così diverso da quello della prima. ===[[Saverio Raimondo]]=== *In [[Italia]] si è creato un equivoco molto provinciale, cioè che stand-up comedy voglia dire fare [[comicità]] scorretta su temi scorretti. Ma attenzione: ci sono casi come quello di Jerry Seinfeld, forse lo stand-up comedian con più successo della storia, che non è certo un comico scorretto. Bill Cosby, che è stato un bravissimo [[stupratore]] ma anche un ottimo comico, sul palco era molto corretto e pulito, mai una parolaccia. [[George Carlin|Carlin]], nei suoi spettacoli, passava da un pezzo sulla [[morte]] a uno sulle [[Flatulenza|scoregge]], dall'estremamente reale al gioco di parole astratto. *La stand-up comedy è come la [[musica]]: bello il disco, ma il live è molto meglio. La stand-up comedy vive del rapporto quasi intimo tra il comico e gli spettatori. La stand-up comedy più autentica è nei club, non nelle arene o nei [[Teatro|teatri]]. La differenza è come tra il [[porno]] e il [[sesso]] vero: il porno è figo, ma il sesso vero è... vero! *La stand-up comedy esiste solo live. Cioè, certo, puoi filmare una serata e trasmetterla in [[televisione]], ma per il pubblico a casa non è più stand-up comedy. Il bello è proprio la promiscuità che c'è tra il comico e la platea, siete insieme lì, in quel posto, spesso e volentieri talmente vicini che con un passo potresti trovarti sul palco e menare il comico, cosa che ogni tanto succede. *La stand-up comedy sicuramente non è un genere preciso, è un macro-mondo vasto e sfumato, che raccoglie cose tra loro distanti. All'interno di essa ci sono sia Jerry Seinfeld che Doug Stanhope, due persone con contenuti e linguaggio opposti, che arrivano a pubblici diversi. Seppur in zone confinanti con altri territori della comicità, all'interno della stand-up ci sono Emo Philips, Bo Burnham... {{NDR|«O [[Adam Sandler]].»}} Assolutamente, ma pure [[Jim Carrey]], anche se nel suo caso la definizione sarebbe un po' limitativa. Non è un genere netto, con regole precise e bordi ben segnati, bensì una tradizione comica molto sfumata. È un blob, un poligono irregolare. *La stand up in Italia è nata a [[Roma]], [...] molti stand up comedian italiani sono romani o abitano nei dintorni di Roma. Secondo me il motivo è che è un po' come la [[New York]] pre-[[Rudolph Giuliani|Giuliani]]: una città piena di disagio, invasa dalla [[spazzatura]], in cui si vive un malessere che ha fatto da brodo primordiale per il tipico "umorismo del disagio" da stand up comedy. ==Voci correlate== *[[Satira]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Generi teatrali]] 2t9mv7agd9j4kdr352hvfgitem8yb7j Abu Talib al-Makki 0 159752 1415414 998203 2026-06-03T06:39:07Z Àncilu 87978 + diacritici 1415414 wikitext text/x-wiki '''Abū Ṭālib al-Makkī''' (... - 996), teologo e mistico persiano. ==Citazioni di Abū Ṭālib al-Makkī== *Disse [[Gesù]]: "Il mondo terreno è un ponte creato per servir da passaggio verso la vita ultima. Dunque pensate ad attraversarlo, e non abbellitelo nell’intento di rimanervi".<ref>[[Gabriele Mandel]], ''La via al sufismo'', Bompiani, Milano, 2016, p. 178. ISBN 978-88-452-1275-8</ref> (''Il nutrimento dei cuori, Qût âlQulûb'') *Si narra che Gesù passò accanto a un gruppo di pii adoratori consunti dall'adorazione continua. Si sarebbe potuto dire che erano come otri molto usati. Gesù disse loro: "Chi siete?" Essi gli dissero: "Siamo adoratori devoti". Gesù disse: "Perché siete in adorazione?" Dissero: "Dio ci fa peura con l'Inferno; e così Lo temiamo". Gesù disse loro: "È giusto che troviate in Dio una sicurezza contro ciò che temete". Andò oltre, e passò accanto a uomini che stavano adorando ancor più intensamente. Disse loro: "Perché siete in adorazione?" Essi dissero: "Dio ha preparato il Paradiso ber i Suoi amici; ecco ciò che desideriamo ardentemente". Gesù disse: "È giusto che desideriate la ricompensa di Dio". Andò oltre, e passò accanto ad altri uomini che stavano adorando Dio. Chiese loro: "Chi siete?" Essi gli dissero: "Siamo innamorati di Dio; non Lo adoriamo né per la Paura dell'inferno né per il desiderio del Paradiso; ma esaltiamo la Sua grandezza perché Lo amiamo". Allora Gesù disse loro: "Voi siete davvero gli amici di Dio; ho avuto l’ordine di rimanere con voi". Ed egli rimase in mezzo a loro.<ref>[[Gabriele Mandel]], ''La via al sufismo'', Bompiani, Milano, 2016, pp. 179-180. ISBN 978-88-452-1275-8</ref> (''Il nutrimento dei cuori, Qût âlQulûb'') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} [[Categoria:Mistici persiani]] [[Categoria:Teologi persiani]] [[Categoria:Sufismo]] ampfqmnoid3fbjfmawe8do6aciatn26 Giuppy Izzo 0 171489 1415389 1412598 2026-06-02T21:49:29Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415389 wikitext text/x-wiki '''Giuseppina Izzo''' (1968 – vivente), doppiatrice, attrice e direttrice del doppiaggio italiana. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20200610221432/https://podcastory.it/una-voce-tante-donne-intervista-a-giuppy-izzo/ Tante donne, una voce: intervista a Giuppy Izzo]''|Consuelo Costa, ''podcastory.it'', 6 marzo 2020.|h=2}} *È un lavoro che richiede concentrazione, e non è raro, al termine, esserne provati. È, inoltre, una grande responsabilità perché stai interpretando le parole di un altro, stai riprendendo i fiati e le emozioni un altro che ha a sua volta cercato e studiato di interpretare il progetto di una persona diversa da lui. Ci vuole molto rispetto, è qualcosa di molto intimo. *Il mio è un lavoro particolare, bisogna immedesimarsi, immergersi, com-prendere. È un lavoro che chiede poco corpo, ma pretende tanta osservazione e mente. Ci deve essere cuore, nel senso che devi entrare in quella persona e respirare in modo diverso, in un modo che è di un altro. Cerco sempre di non tradire quello che vedo e sento. *[...] le immagini non scompariranno mai. Ne abbiamo bisogno. Quando esse mancano, arrivano le immagini della mente. Avremo sempre bisogno di emozionarci con qualcosa che si vede. Anche se con i [[Podcasting|podcast]] sei avvolto completamente e totalmente da una voce, l’occhio, con le sue declinazioni, vista/immagine/scena, rimane una componente organica e sensoriale importante. *[...] i podcast dominano. E mi scopro ad amare questa nuova modalità di racconto, perché posso mettere, anche se con parole di altri, qualcosa di mio. Non devo seguire qualcosa di già pronto, non una immagine, non un personaggio. Si vede solo con la mente. ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Una ragazza, un maggiordomo e una lady]]'' (1977) *''[[All That Jazz - Lo spettacolo continua]]'' (1979) *''[[Wargames - Giochi di guerra]]'' (1983) *''[[Indiana Jones e il tempio maledetto]]'' (1984) *''[[Ipotesi sopravvivenza]]'' (1984) *''[[Breakfast Club]]'' (1985) *''[[Angel Heart - Ascensore per l'inferno]]'' (1987) *''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'' (1988) *''[[L'ultima tentazione di Cristo]]'' (1988) *''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989) *''[[Il proiezionista]]'' (1991) *''[[Point Break - Punto di rottura]]'' (1991) *''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991) *''[[Hocus Pocus (film)|Hocus Pocus]]'' (1993) *''[[Il corvo - The Crow]]'' (1993) *''[[Farinelli - Voce regina]]'' (1995) *''[[GoldenEye (film 1995)|GoldenEye]]'' (1995) *''[[Bound - Torbido inganno]]'' (1996) *''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996) *''[[Il corvo 2]]'' (1996) *''[[Swingers]]'' (1996) *''[[Spice Girls: il film]]'' (1997) *''[[Conflitto d'interessi (film)|Conflitto d'interessi]]'' (1998) *''[[Soldi sporchi]]'' (1998) *''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'' (1999) *''[[Qui dove batte il cuore]]'' (2000) *''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000) *''[[A Beautiful Mind]]'' (2001) *''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'' (2001) *''[[Il nemico alle porte]]'' (2001) *''[[La mummia - Il ritorno]]'' (2001) *''[[About a Boy - Un ragazzo]]'' (2002) *''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'' (2002) *''[[Prova a prendermi]]'' (2002) *''[[Hulk (film)|Hulk]]'' (2003) *''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003) *''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Che pasticcio, Bridget Jones!]]'' (2004) *''[[The Aviator]]'' (2004) *''[[The Manchurian Candidate]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007) *''[[In amore niente regole]]'' (2008) *''[[Amabili resti (film)|Amabili resti]]'' (2009) *''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'' (2009) *''[[The Vampire Diaries]]'' (2009) *''[[The Whistleblower]]'' (2010) *''[[Cinderella Man - Una ragione per lottare]]'' (2011) *''[[Il dilemma]]'' (2011) *''[[Jack Reacher - La prova decisiva]]'' (2012) *''[[The Bourne Legacy]]'' (2012) *''[[Il grande e potente Oz]]'' (2013) *''[[I sogni segreti di Walter Mitty]]'' (2013) *''[[Saving Mr. Banks]]'' (2013) *''[[Storia di una ladra di libri]]'' (2013) *''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014) *''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015) *''[[Judy (film)|Judy]]'' (2019) *''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020) *''[[Black Widow]]'' (2021) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Taron e la pentola magica]]'' (1985) *''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953) <small>(ridoppiaggio del 1986)</small> *''[[Cattivissimo me 2]]'' (2013) ===Serie animate=== *''[[Snorky]]'' (1984 - 1988) *''[[Hazbin Hotel]]'' (2024 - in corso) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985) *''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990 – 1991) *''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997 – 2003) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[Una mamma per amica]]'' (2000 - 2007; 2016) *''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Covert Affairs]]'' (2010 – 2014) *''[[Suits]]'' (2011 - in corso) *''[[Miss Marple (sesta stagione)|Miss Marple]]'' (2013 - 2014) *''[[Jessica Jones (serie televisiva)|Jessica Jones]]'' (2015 – 2019) *''[[Sense8]]'' (2015 - in corso) *''[[Mindhunter]]'' (2017 - in corso) *''[[Snowpiercer (serie televisiva)|Snowpiercer]]'' (2020 - in corso) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Myriam Catania]], nipote *[[Rossa Caputo]], nipote *[[Fiamma Izzo]], sorella *[[Renato Izzo]], padre *[[Rossella Izzo]], sorella *[[Simona Izzo]], sorella *[[Fabrizio Pucci]], ex marito *[[Ricky Tognazzi]], cognato *[[Francesco Venditti]], nipote ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Izzo, Giuppy}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] aa5eebx212hxyjqx6ak4vqvadp9nyzl Francesco Bulckaen 0 172130 1415390 1413276 2026-06-02T21:50:32Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415390 wikitext text/x-wiki '''Francesco Bulckaen''' (1967 – vivente), doppiatore italiano. ==Citazioni di Francesco Bulckaen== *A me la musica mi da la possibilità di andare oltre le parole.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano, ''Radio Cigliano'', 2 febbraio 2017. [https://www.youtube.com/watch?v=6ivOSkVtV0k Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *{{NDR|Alla domanda se ricorda qualcosa dei suoi doppiaggi}} Sì. Qualche neurone ogni tanto ''se incontra''.<ref name= Cigliano /> *Sono nipote di [[Mirella Pace]] che era, adesso non lavora più, però negli anni '60 e '70 soprattutto lavorava tanto. Quindi lei mi portava così un po' per gioco da bambino e così ho iniziato.<ref name= Aronica>Dall'intervista di Serena Aronica, ''Splattercontainer'', 31 gennaio 2013.[https://www.youtube.com/watch?v=ykpkCEpSQZI Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'' (1974) *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) *''[[L'attimo fuggente]]'' (1989) *''[[The Killer (film 1989)|The Killer]]'' (1989) *''[[Hong Kong Express]]'' (1994) *''[[Il talento di Mr. Ripley]]'' (1999) *''[[Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma]]'' (1999) *''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000) *''[[Il gladiatore]]'' (2000) *''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000) *''[[A Beautiful Mind]]'' (2001) *''[[Intimacy - Nell'intimità]]'' (2001) *''[[Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!]]'' (2001) *''[[Mulholland Drive (film)|Mulholland Drive]]'' (2001) *''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001) *''[[The Shipping News - Ombre dal profondo]]'' (2001) *''[[Duetto a tre]]'' (2002) *''[[Il Signore degli Anelli - Le due torri]]'' (2002) *''[[La morte può attendere]]'' (2002) *''[[Signs]]'' (2002) *''[[Star Trek: La nemesi]]'' (2002) *''[[Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni]]'' (2002) *''[[The Bourne Identity]]'' (2002) *''[[Hollywood Homicide]]'' (2003) *''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re]]'' (2003) *''[[Matrix Reloaded]]'' (2003) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004) *''[[Hotel Rwanda]]'' (2004) *''[[Identità violate]]'' (2004) *''[[Master and Commander - Sfida ai confini del mare]]'' (2004) *''[[The Bourne Supremacy]]'' (2004) *''[[The Village]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[I fratelli Grimm e l'incantevole strega]]'' (2005) *''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'' (2005) *''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005) *''[[The Descent - Discesa nelle tenebre]]'' (2005) *''[[Superman Returns]]'' (2006) *''[[Tristano & Isotta]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[Come d'incanto]]'' (2007) *''[[Onora il padre e la madre]]'' (2007) *''[[The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo]]'' (2007) *''[[Step Up 2 - La strada per il successo]]'' (2008) *''[[Angeli e demoni]]'' (2009) *''[[Giustizia privata]]'' (2009) *''[[L'uomo che fissa le capre]]'' (2009) *''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009) *''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009) *''[[The Box (film 2009)|The Box]]'' (2009) *''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'' (2009) *''[[Inception]]'' (2010) *''[[Scontro tra titani]]'' (2010) *''[[The Whistleblower]]'' (2010) *''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011) *''[[Il pescatore di sogni]]'' (2011) *''[[In Time]]'' (2011) *''[[Knockout - Resa dei conti]]'' (2011) *''[[Mission: Impossible - Protocollo fantasma]]'' (2011) *''[[40 carati]]'' (2012) *''[[Cloud Atlas]]'' (2012) *''[[Dredd - Il giudice dell'apocalisse]]'' (2012) *''[[Jack Reacher - La prova decisiva]]'' (2012) *''[[Sinister]]'' (2012) *''[[Zero Dark Thirty]]'' (2012) *''[[Gangster Squad]]'' (2013) *''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013) *''[[Storia di una ladra di libri]]'' (2013) *''[[The Zero Theorem - Tutto è vanità]]'' (2013) *''[[American Sniper]]'' (2014) *''[[Wild]]'' (2014) *''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014) *''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'' (2015) *''[[Il sapore del successo]]'' (2015) *''[[Mortdecai]]'' (2015) *''[[Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto]]'' (2015) *''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015) *''[[Doctor Strange (film)|Doctor Strange]]'' (2016) *''[[Jack Reacher - Punto di non ritorno]]'' (2016) *''[[La battaglia di Hacksaw Ridge]]'' (2016) *''[[Star Trek Beyond]]'' (2016) *''[[Rosso Istanbul]]'' (2017) *''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018) *''[[Doctor Sleep (film 2019)|Doctor Sleep]]'' (2019) *''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021) *''[[Doctor Strange nel Multiverso della Follia]]'' (2022) *''[[Il corsetto dell'imperatrice]]'' (2022) *''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[La città delle bestie incantatrici]]'' (1987) *''[[Ghost in the Shell (film 1995)|Ghost in the Shell]]'' (1995) *''[[Spirit - Cavallo selvaggio]]'' (2002) *''[[Il castello errante di Howl]]'' (2004) ===Serie animate=== *''[[Paradise Kiss]]'' (2005) *''[[Scooby-Doo]]'' (2006-2015) *''[[Code Geass: Lelouch of the Rebellion]]'' (2006) *''[[Star Wars: The Clone Wars (serie animata)|Star Wars: The Clone Wars]]'' (2008-2020) *''[[Mawaru-Penguindrum]]'' (2011) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Walker Texas Ranger]]'' (1993-2001) *''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997-2003) *''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'' (1999-2004) *''[[Ghost Whisperer - Presenze]]'' (2005-2010) *''[[Prison Break]]'' (2005-2009) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005-2007) *''[[Chiara e Francesco]]'' (2007) *''[[Burn Notice - Duro a morire]]'' (2007-2013) *''[[Mad Men]]'' (2007-2015) *''[[The Good Wife]]'' (2009-2016) *''[[Sant'Agostino (miniserie televisiva)|Sant'Agostino]]'' (2010) *''[[Pretty Little Liars]]'' (2010-2017) *''[[C'era una volta]]'' (2011-2018) *''[[Barabba (miniserie televisiva)|Barabba]]'' (2012) *''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014-2024) *''[[Westworld - Dove tutto è concesso]]'' (2016-2022) *''[[La casa di carta]]'' (2017-2021) *''[[Inside Man (serie televisiva)|Inside Man]]'' (2022) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bulckaen, Francesco}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] 69pns2k0p1oeeq006jqzephbgqq6udm Paolo Buglioni 0 172239 1415391 1415221 2026-06-02T21:51:04Z Àncilu 87978 /* Film */ orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415391 wikitext text/x-wiki '''Paolo Buglioni''' (1950 – vivente), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Paolo Buglioni== *Bisogna saper conoscere cosa c'è dietro una parola, no? Perché dietro ogni parola, dietro un modo di dire, dietro una frase c'è una cultura, ci sono millenni.<ref name= Razza/> *Io diciamo, su 100 giorni di lavoro per cento giorni, ho fatto il cattivo. Sempre un cattivo diverso, meno [[Winnie the Pooh]]. […] Però insomma, La mia carriera si è sempre basata sui cattivi.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano, ''Radio Cigliano'', 30 aprile 2020. [https://www.youtube.com/watch?v=nkJgUEz86Pw Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Io non mi ricordo bene quello che ho fatto,questo devo dirvelo, sono un pessimo tenutario del mio curriculum.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 29 ottobre 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=PEkjxg67Syk Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *Mi piace ricordare [[Goffredo Matassi|Goffredo]] che passerà alla storia del doppiaggio perché diceva: "Di' quello che c'è scritto" […] È una grande verità. Quando ci si mette lì a discutere su un copione, non se ne esce più. Invece "di' quello che c'è scritto" è la strada maestra.<ref name= Cigliano /> *Mi disse {{NDR|[[Riccardo Cucciolla]]}} una cosa, che poi si è rilevata esatta, mi disse: ma sai l'attore è un'arte. Uno può incominciare sempre. Può incominciare a dieci anni a novanta. Chi lo decide quando è il momento giusto?<ref name= Razza/> *[[Nick Nolte]] è un attore un po' particolare, io l'avevo ereditato, prima di me, l'avevano doppiati altri, ma per lo meno del Gruppo Trenta l'aveva doppiato Glauco Onorato e infatti Glauco me lo ricordo che mi diceva: Buglio' solo tu me freghi gli attori. Perché io sono sempre stato da subito, sono stato sempre visto come l'erede di Glauco Onorato, ''il giovane Onorato.''<ref name= Razza/> *Un pesce deve stare nel mare. Se uno vuole fare l'attore, deve vivere dove vivono gli attori.<ref name= Cigliano /> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== * ''[[Ho sposato uno sbirro]]'' (2008-2010) * ''[[Romanzo criminale - La serie]]'' (2008) * ''[[Loro (film)|Loro]]'' (2018) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Una ragazza, un maggiordomo e una lady]]'' (1977) *''[[Palla da golf]]'' (1980) *''[[Monty Python - Il senso della vita]]'' (1983) *''[[Risky Business - Fuori i vecchi... i figli ballano]]'' (1983) *''[[Una poltrona per due]]'' (1983) *''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984) *''[[Ipotesi sopravvivenza]]'' (1984) *''[[Urla del silenzio]]'' (1984) *''[[Signori, il delitto è servito]]'' (1985) *''[[Arma letale]]'' (1987) *''[[Il giorno prima]]'' (1987) *''[[Tutto quella notte]] (1987) *''[[Una donna in carriera]]'' (1988) *''[[Mamma, ho perso l'aereo]]'' (1990) *''[[Tremors]]'' (1990) *''[[Giustizia a tutti i costi]]'' (1991) *''[[Il padre della sposa (film 1991)|Il padre della sposa]]'' (1991) *''[[Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche]]'' (1991) *''[[L'ultimo dei Mohicani (film 1992)|L'ultimo dei Mohicani]]'' (1992) *''[[Le iene (film)|Le iene]]'' (1992) *''[[Una vita al massimo]]'' (1993) *''[[Il mostro (film 1994)|Il mostro]]'' (1994) *''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]'' (1994) *''[[Allarme rosso]]'' (1995) *''[[L.A. Confidential (film)|L.A. Confidential]]'' (1997) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Blues Brothers - Il mito continua]]'' (1998) *''[[La sottile linea rossa]]'' (1998) *''[[Shakespeare in Love]]'' (1998) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1999)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1999) *''[[Mickey occhi blu]]'' (1999) *''[[Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma]]'' (1999) *''[[Il gladiatore]]'' (2000) *''[[Io, me & Irene]]'' (2000) *''[[A Beautiful Mind]]'' (2001) *''[[Alì (film)|Alì]]'' (2001) *''[[Il nemico alle porte]]'' (2001) *''[[La mummia - Il ritorno]]'' (2001) *''[[Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni]]'' (2002) *''[[Hulk (film)|Hulk]]'' (2003) *''[[Looney Tunes: Back in Action]]'' (2003) *''[[...e alla fine arriva Polly]]'' (2004) *''[[The Aviator]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[Elizabethtown]]'' (2005) *''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'' (2005) *''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'' (2005) *''[[La guerra dei mondi (film 2005)|La guerra dei mondi]]'' (2005) *''[[Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith]]'' (2005) *''[[Thank You for Smoking]]'' (2005) *''[[L'ultimo re di Scozia]]'' (2006) *''[[The Good Shepherd - L'ombra del potere]]'' (2006) *''[[Una notte al museo]]'' (2006) *''[[Vita da camper]]'' (2006) *''[[Cleaner]]'' (2007) *''[[Harry Potter e l'Ordine della Fenice]]'' (2007) *''[[La bussola d'oro (film)|La bussola d'oro]]'' (2007) *''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007) *''[[Iron Man (film)|Iron Man]]'' (2008) *''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009) *''[[The Code]]'' (2009) *''[[A Serious Man]]'' (2009) *''[[Tra le nuvole]]'' (2009) *''[[Codice Genesi]]'' (2010) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010) *''[[Iron Man 2]]'' (2010) *''[[Captain America - Il primo Vendicatore]]'' (2011) *''[[I Puffi (film)|I Puffi]]'' (2011) *''[[L'alba del pianeta delle scimmie]]'' (2011) *''[[Super 8]]'' (2011) *''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011) *''[[The Avengers (film 2012)|The Avengers]]'' (2012) *''[[Blue Jasmine]]'' (2013) *''[[Automata (film)|Automata]]'' (2014) *''[[Captain America: The Winter Soldier]]'' (2014) *''[[Le lettere di Madre Teresa]]'' (2014) *''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014) *''[[Still Alice]]'' (2014) *''[[Avengers: Age of Ultron]]'' (2015) *''[[Child 44 - Il bambino n. 44]]'' (2015) *''[[Focus - Niente è come sembra]]'' (2015) *''[[Mission: Impossible - Rogue Nation]]'' (2015) *''[[Sotto il cielo delle Hawaii (film 2015)|Sotto il cielo delle Hawaii]]'' (2015) *''[[Assassin's Creed (film)|Assassin's Creed]]'' (2016) *''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016) *''[[Manchester by the Sea]]'' (2016) *''[[Risorto]]'' (2016) *''[[Il giustiziere della notte - Death Wish]]'' (2018) *''[[Mission: Impossible - Fallout]]'' (2018) *''[[Captain Marvel (film)|Captain Marvel]]'' (2019) *''[[Spider-Man: Far from Home]]'' (2019) *''[[Don't Look Up]]'' (2021) {{div col end}} ====Film d'animazione==== {{div col|strette}} *''[[Basil l'investigatopo]]'' (1986) *''[[Akira (film)|Akira]]'' (1992) *''[[Winnie the Pooh alla ricerca di Christopher Robin]]'' (1997) *''[[Galline in fuga]]'' (2000) *''[[Monsters & Co.]]'' (2001) *''[[Lilo & Stitch]]'' (2002) *''[[Spirit - Cavallo selvaggio]]'' (2002) *''[[Provaci ancora, Stitch!]]'' (2003) *''[[Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti]]'' (2006) *''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'' (2006) *''[[Fantastic Mr. Fox]]'' (2009) *''[[I pinguini di Madagascar (film)|I pinguini di Madagascar]]'' (2014) *''[[Minions (film)|Minions]]'' (2015) {{div col end}} ====Serie animate==== *''[[I Puffi (serie animata)|I Puffi]]'' (1981-1989) *''[[Mignolo e Prof.]]'' (1995-1998) *''[[Kim Possible]]'' (2002) ====Serie televisive==== *''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985) *''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]'' (1990 - 2010) *''[[In the Beginning - In principio era]]'' (2000) *''[[Sons of Anarchy]]'' (2008 - 2014) *''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 - 2019) *''[[La Bibbia (miniserie televisiva)|La Bibbia]]'' (2013) *''[[Brooklyn Nine-Nine]]'' (2013 - 2021) *''[[Dieci piccoli indiani (miniserie televisiva)|Dieci piccoli indiani]]'' (2015) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Buglioni, Paolo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 9zt8vdlzsr0i3xczc2b4hule8gljgir Fabrizio Pucci 0 172293 1415392 1415033 2026-06-02T21:52:14Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415392 wikitext text/x-wiki '''Fabrizio Pucci''' (1957 – vivente), doppiatore, direttore del doppiaggio, dialoghista, attore e regista italiano. ==Citazioni di Fabrizio Pucci== *I doppiatori non sono una categoria a sé stante. I doppiatori sono attori e hanno alle spalle una preparazione teatrale, televisiva o cinematografica. A volte si diventa doppiatori per casualità o per necessità e poi si rimane nell'ambiente.<ref name="D'Amico">Citato in Valentina D'Amico, ''[https://movieplayer.it/articoli/lo-hobbit-l-incontro-con-i-doppiatori-della-saga_11551/ Lo Hobbit: l'incontro con i doppiatori della saga]'', ''Movieplayer.it'', 4 novembre 2013.</ref> *In Italia vengono presi personaggi televisivi, veline, showgirl perché la speranza è quella di aumentare l'hype. E una questione di marketing che spesso crea problematiche grosse al direttore del doppiaggio il quale si trova a gestire un talent privo di capacità tecnica mettendolo a confronto con attori tecnicamente perfetti.<ref name="D'Amico"/> *Non fatevi ingannare dalle scuole di doppiaggio, perché la recitazione è fondamentale. Se non si sa recitare avere una bella voce e aver frequentato una scuola di doppiaggio non serve a niente.<ref name="D'Amico"/> ==Note== <references/> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989) *''[[King of New York]]'' (1990) *''[[Alien3]]'' (1992) *''[[Fusi di testa - Wayne's World]]'' (1992) *''[[Tartarughe Ninja III]]'' (1993) *''[[Una vita al massimo]]'' (1993) *''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994) *''[[I soliti sospetti]]'' (1995) *''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996) *''[[Conflitto d'interessi (film)|Conflitto d'interessi]]'' (1998) *''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'' (1999) *''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000) *''[[A Beautiful Mind]]'' (2001) *''[[Kate & Leopold]]'' (2001) *''[[La mummia - Il ritorno]]'' (2001) *''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003) *''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003) *''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Kill Bill vol. 2]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[The Island]]'' (2005) *''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006) *''[[Scary Movie 4]]'' (2006) *''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[American Gangster]]'' (2007) *''[[Mongol]]'' (2007) *''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008) *''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008) *''[[Milk]]'' (2008) *''[[Traitor - Sospetto tradimento]]'' (2008) *''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009) *''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009) *''[[I Love Radio Rock]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010) *''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010) *''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010) *''[[The Whistleblower]]'' (2010) *''[[Cappuccetto rosso sangue]]'' (2011) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011) *''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011) *''[[Mission: Impossible - Protocollo fantasma]]'' (2011) *''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011) *''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012) *''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012) *''[[Magic Mike]]'' (2012) *''[[The Bourne Legacy]]'' (2012) *''[[Gangster Squad]]'' (2013) *''[[Lo Hobbit - La desolazione di Smaug]]'' (2013) *''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013) *''[[Wolverine - L'immortale]]'' (2013) *''[[Dracula Untold]]'' (2014) *''[[Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate]]'' (2014) *''[[Million Dollar Arm]]'' (2014) *''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014) *''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014) *''[[Vizio di forma (film)|Vizio di forma]]'' (2014) *''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014) *''[[Child 44 - Il bambino n. 44]]'' (2015) *''[[Garm Wars - L'ultimo druido]]'' (2015) *''[[Humandroid]]'' (2015) *''[[Mortdecai]]'' (2015) *''[[Sicario (film 2015)|Sicario]]'' (2015) *''[[The Hateful Eight]]'' (2015) *''[[Gold - La grande truffa]]'' (2016) *''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016) *''[[I segreti di Wind River]]'' (2017) *''[[Logan - The Wolverine]]'' (2017) *''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018) *''[[La ballata di Buster Scruggs]]'' (2018) *''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018) *''[[Soldado]]'' (2018) *''[[Panama Papers (film)|Panama Papers]]'' (2019) *''[[The Lodge (film)|The Lodge]]'' (2019) *''[[Clean (film 2021)|Clean]]'' (2021) *''[[Nope]]'' (2022) *''[[Bussano alla porta]]'' (2023) *''[[I Cavalieri dello zodiaco (film)|I Cavalieri dello zodiaco]]'' (2023) *''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Porco Rosso]]'' (1992) *''[[Il libro della giungla 2]]'' (2003) *''[[Le follie di Kronk]]'' (2005) *''[[Sword of the Stranger]]'' (2007) *''[[Kung Fu Panda]]'' (2008) *''[[Up]]'' (2009) *''[[Le 5 leggende]]'' (2012) *''[[Madagascar 3 - Ricercati in Europa]]'' (2012) *''[[Gli Incredibili 2]]'' (2018) {{div col end}} ===Serie animate=== *''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013 - in corso) *''[[BoJack Horseman]]'' (2014 - 2020) ===Serie televisive=== *''[[Desperate Housewives]]'' (2004 - 2012) *''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso) *''[[Prison Break]]'' (2005 - 2009) *''[[Mad Men]]'' (2007 - 2015) *''[[Barabba (miniserie televisiva)|Barabba]]'' (2012) *''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso) *''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso) *''[[Ted Lasso]]'' (2020-2023) ==Voci correlate== *[[Giuppy Izzo]], ex moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pucci, Fabrizio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] a3wo8vqvta8teqp096bnt4qv2rillyg Riccardo Niseem Onorato 0 172398 1415393 1360731 2026-06-02T21:53:46Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415393 wikitext text/x-wiki '''Riccardo Niseem Onorato''', (1966 – vivente), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni di Riccardo Niseem Onorato== *Ho sempre fatto un po' tutto, quindi dal teatro, alla televisione, al cinema, al doppiaggio, la radio. Insomma ho cercato di fare un pochino tutto perché secondo me un attore deve saper fare tutto. Deve essere preparato, quindi deve studiare, tanto, per diventare dei doppiatori.<ref name= Innocenti>Dall'intervista di Paolo Innocenti, 4 giugno 2020. [https://www.youtube.com/watch?v=vzDmEy2FIMM Video] disponibile su ''youtube.com''.</ref> *Uno dei suoi più grandi insegnamenti {{NDR|di suo padre [[Glauco Onorato]]}} è stato quello di recitare come si parla nella vita. Lui era molto romano, era la voce di Bud Spencer, no? Per chi magari non lo sapesse e di tanti altri, anche di [[Arnold Schwarzenegger|Schwarzenegger]], eccetera. Lui mi diceva sempre, in romanaccio, me lo diceva: ''Ahó, a Riccà, se vuoi imparà a recità, devi parlà come magni''. Capito? Mi diceva così. Ed è vero. È un po' quello che dice [[William Shakespeare|Shakespeare]] nell'''Amleto'', quello che dice [[Carlo Goldoni|Goldoni]] nel ''Teatro comico'', è la stessa cosa. Bisogna imitare la natura, quindi bisogna essere naturali nella recitazione. Non bisogna mai recitare troppo.<ref name=Innocenti/> *È importante chiaramente la dizione, è importante conoscerla, è importante studiarla, ma per chi vuole fare doppiaggio, soprattutto per chi vuole fare doppiaggio, entrare proprio nel suono del doppiaggio. Quindi ascoltare, come ho fatto io quando ero piccolino, ascoltare i grandi doppiatori, le grandi voci, i grandi film doppiati bene [...] e ascoltare quel suono, riprodurre quelle battute, riprodurre quel suono. È fondamentale quello per me.<ref name=Innocenti/> *I personaggi più difficili paradossalmente sono quelli che mi hanno dato più soddisfazione. Ricordo il doppiaggio di [[Benedict Cumberbatch]] nel film ''[[The Imitation Game]]''. È stato molto difficile però mi ha dato una soddisfazione incredibile.<br>Doppio [[Jude Law]] da 22 anni e ovviamente mi è capitato di doppiarlo in tutte le salse. Un film che mi ha particolarmente colpito si chiama ''[[Dom Hemingway]]'', sicuramente uno dei film più complessi che abbia mai doppiato.<br>Sotto il profilo fisico e mentale il più difficile è stato ''[[Amabili resti|Amabili Resti]]'', dove doppiavo [[Mark Wahlberg]]. Questo film tratta alcune tematiche molto forti tanto da distruggermi psicologicamente. Il film parla di un padre al quale viene rapita, stuprata e uccisa la figlia. Ricordo che durante il doppiaggio di quel film c'erano alcuni momenti in cui la mia emozione era più forte rispetto a quella dell'attore. Facevo fatica ad andare avanti con il doppiaggio, è stato un film bellissimo ma devastante.<ref name=Santopaolo>Dall'intervista di Antonello Santopaolo, ''[https://videogiochitalia.it/intervista-a-riccardo-niseem-onorato-voce-di-connor-kenway-varian-wrynn-jude-law-eric-bana-benedict-cumberbatch-ant-man/ Intervista a Riccardo Niseem Onorato: doppiatore, voce di Connor Kenway, Varian Wrynn Spacey, Jude Law, Eric Bana, Benedict Cumberbatch, Ant-Man]'' ''videogiochitalia.it'', 18 luglio 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Glauco Onorato]], padre ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Sanjuro]]'' (1962) *''[[L'attimo fuggente]]'' (1989) *''[[Tartarughe Ninja alla riscossa (film)|Tartarughe Ninja alla riscossa]]'' (1990) *''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'' (1992) *''[[Storia di una capinera (film)|Storia di una capinera]]'' (1993) *''[[The Prison]]'' (1994) *''[[Wilde (film)|Wild]]'' (1997) *''[[Il talento di Mr. Ripley]]'' (1999) *''[[Scary Movie]]'' (2000) *''[[Il nemico alle porte]]'' (2001) *''[[Scary Movie 2]]'' (2001) *''[[Hulk (film)|Hulk]]'' (2003) *''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003) *''[[Luther - Genio, ribelle, liberatore]]'' (2003) *''[[Out of Time (film 2003)|Out of Time]]'' (2003) *''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003) *''[[The Italian Job]]'' (2003) *''[[Che pasticcio, Bridget Jones!]]'' (2004) *''[[Closer]]'' (2004) *''[[Laws of Attraction - Matrimonio in appello]]'' (2004) *''[[Le pagine della nostra vita]]'' (2004) *''[[Le seduttrici]]'' (2004) *''[[Million Dollar Baby]]'' (2004) *''[[Perfect Score]]'' (2004) *''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'' (2004) *''[[Troy]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'' (2005) *''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'' (2005) *''[[La guerra dei mondi (film 2005)|La guerra dei mondi]]'' (2005) *''[[Le crociate - Kingdom of Heaven]]'' (2005) *''[[Orgoglio e pregiudizio (film 2005)|Orgoglio e pregiudizio]]'' (2005) *''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006) *''[[Smokin' Aces]]'' (2006) *''[[Tutti gli uomini del re (film 2006)|Tutti gli uomini del re]]'' (2006) *''[[Un'ottima annata]]'' (2006) *''[[Le regole del gioco (film 2007)|Le regole del gioco]]'' (2007) *''[[Number 23]]'' (2007) *''[[P.S. I Love You]]'' (2007) *''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007) *''[[Sleuth - Gli insospettabili]]'' (2007) *''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007) *''[[Un bacio romantico - My Blueberry Nights]]'' (2007) *''[[3ciento - Chi l'ha duro... la vince]]'' (2008) *''[[Franklyn]]'' (2008) *''[[Operazione Valchiria (film)|Operazione Valchiria]]'' (2008) *''[[Sex and the City (film)|Sex and the City]]'' (2008) *''[[Step Up 2 - La strada per il successo]]'' (2008) *''[[Amabili resti (film)|Amabili resti]]'' (2009) *''[[Bright Star]]'' (2009) *''[[Funny People]]'' (2009) *''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009) *''[[Transformers - La vendetta del caduto]]'' (2009) *''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010) *''[[The Company Men]]'' (2010) *''[[Contagion]]'' (2011) *''[[Hugo Cabret]]'' (2011) *''[[Sherlock Holmes - Gioco di ombre]]'' (2011) *''[[Transformers 3]]'' (2011) *''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012) *''[[Magic Mike]]'' (2012) *''[[12 anni schiavo]]'' (2013) *''[[I sogni segreti di Walter Mitty]]'' (2013) *''[[Lone Survivor]]'' (2013) *''[[Oblivion (film 2013)|Oblivion]]'' (2013) *''[[Questione di tempo]]'' (2013) *''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014) *''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014) *''[[Le regole del caos]]'' (2014) *''[[Liberaci dal male (film 2014)|Liberaci dal male]]'' (2014) *''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014) *''[[The Imitation Game]]'' (2014) *''[[Ant-Man (film)|Ant-Man]]'' (2015) *''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015) *''[[Captain America: Civil War]]'' (2016) *''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'' (2016) *''[[La battaglia di Hacksaw Ridge]]'' (2016) *''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016) *''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016) *''[[King Arthur - Il potere della spada]]'' (2017) *''[[Ant-Man and the Wasp]]'' (2018) *''[[Solo: A Star Wars Story]]'' (2018) *''[[Avengers: Endgame]]'' (2019) *''[[Captain Marvel (film)|Captain Marvel]]'' (2019) *''[[Il potere del cane]]'' (2021) *''[[Ant-Man and the Wasp: Quantumania]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Le 5 leggende]]'' (2012) ===Serie animate=== *''[[Le avventure di Superman]]'' (1996 – 2000) *''[[Inuyasha]]'' (2000 - 2004) *''[[Blue Dragon (serie animata)|Blue Dragon]]'' (2007 – 2009) *''[[Lei, l'arma finale]]'' (2012) ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990 - 1991) *''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997 - 2003) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[Queer as Folk]]'' (2000 - 2005) *''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001 - 2006) *''[[Dark Angel]]'' (2002) *''[[Elisa di Rivombrosa]]'' (2003 – 2005) *''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Ugly Betty]]'' (2006 - 2010) *''[[Royal Pains]]'' (2009 - in corso) *''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017) *''[[Hawaii Five-0]]'' (2010 - in corso) *''[[C'era una volta]]'' (2011 - 2018) *''[[Emily Owens, M.D.]]'' (2012 - 2013) *''[[The Fall - Caccia al serial killer]]'' (2013 - 2016) *''[[Le regole del delitto perfetto]]'' (2014 - 2020) *''[[The Young Pope]]'' (2016 - in corso) {{div col end}} ===Videogiochi=== *''[[DOA: Dead or Alive]]'' (2006) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Onorato, Riccardo Niseem}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 7aozq813ls43rwbtgxisqyrg0b26unn Eugenio Marinelli 0 173021 1415394 1390842 2026-06-02T21:54:22Z Àncilu 87978 /* Film */ orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415394 wikitext text/x-wiki '''Eugenio Marinelli''' (1955 – vivente), doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Eugenio Marinelli== *Come dico ai miei allievi dei corsi di doppiaggio, l'unico lavoro che c'è da fare è quello di riproporre ciò che ha fatto l'attore di presa diretta, senza aggiungere nulla di personale.<ref name=Tiano> Dall'intervista di Marco Tiano, ''[http://ilgiallista.blogspot.com/2013/04/intervista-eugenio-marinelli-la-voce.html Intervista a EUGENIO MARINELLI, la voce italiana di POIROT]'', ''ilgiallista.blogspot.com'', 6 aprile 2013.</ref> *Come dico sempre a i miei allievi durante i corsi che spesso sostengo per insegnare il mestiere ai neo-doppiatori, bisogna rispettare e seguire pedissequamente il lavoro fatto dall'attore di presa diretta soprattutto se è bravo come Suchet. Non bisogna farsi prendere dalla voglia di fare se stessi ma copiare il suono della voce, il modo di porgere le battute, il ritmo e i respiri dell’attore che si sta doppiando. Insomma, doppiare è un mestiere meraviglioso ma difficile e per farlo bisogna essere prima di tutto attori (anche se ci sono bravi doppiatori che non confermano questa regola).<ref> Dall'intervista di Shanmei, ''[https://liberidiscrivere.com/2020/10/26/un-intervista-con-eugenio-marinelli-la-voce-italiana-del-poirot-di-david-suchet-a-cura-di-giulietta-iannone/ Un’ intervista con Eugenio Marinelli, la voce italiana del Poirot di David Suchet a cura di Giulietta Iannone]'', ''liberidiscrivere.com'', 26 ottobre 2020.</ref> *{{NDR|Consiglio per chi desidera intraprendere il lavoro del doppiatore}} Di fare una buona scuola di recitazione e un corso di doppiaggio, magari con me, non lo dico per niente ma sono uno dei pochi che ama e rispetta i colleghi in erba e penso di poter dare un buon contributo per una crescita artistica, vista i grandi con i quali ho lavorato e ho avuto l'onore di essere diretto.<ref name=Tiano/> ==Note== <references/> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Palla da golf]]'' (1980) *''[[La signora in rosso]]'' (1984) *''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984) *''[[Arma letale]]'' (1987) *''[[Predator]]'' (1987) *''[[La storia fantastica]]'' (1987) *''[[Aracnofobia (film)|Aracnofobia]]'' (1990) *''[[Caccia a Ottobre Rosso]]'' (1990) *''[[King of New York]]'' (1990) *''[[Barton Fink - È successo a Hollywood]]'' (1991) *''[[Thelma & Louise]]'' (1991) *''[[Nata ieri (film 1993)|Nata ieri]]'' (1993) *''[[Il corvo - The Crow]]'' (1994) *''[[Le ali della libertà]]'' (1994) *''[[Pulp Fiction]]'' (1994) *''[[The River Wild - Il fiume della paura]]'' (1994) *''[[Die Hard - Duri a morire]]'' (1995) *''[[French Kiss]]'' (1995) *''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996) *''[[Il corvo 2]]'' (1996) *''[[Conflitto d'interessi (film)|Conflitto d'interessi]]'' (1998) *''[[Soldi sporchi]]'' (1998) *''[[Twilight (film 1998)|Twilight]]'' (1998) *''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'' (1999) *''[[Il gladiatore]]'' (2000) *''[[Qui dove batte il cuore]]'' (2000) *''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'' (2001) *''[[About a Boy - Un ragazzo]]'' (2002) *''[[La morte può attendere]]'' (2002) *''[[Prova a prendermi]]'' (2002) *''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003) *''[[X-Men 2]]'' (2003) *''[[Che pasticcio, Bridget Jones!]]'' (2004) *''[[Man on Fire - Il fuoco della vendetta]]'' (2004) *''[[The Manchurian Candidate]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'' (2005) *''[[Bordertown]]'' (2006) *''[[Halloween - The Beginning]]'' (2007) *''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007) *''[[Cella 211]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[I mercenari - The Expendables]]'' (2010) *''[[Cristiada]]'' (2012) *''[[Amsterdam (film 2022)|Amsterdam]]'' (2022) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Cars - Motori ruggenti]]'' (2006) *''[[Cars 2]]'' (2011) ===Serie animate=== *''[[Psycho-Pass]]'' (2012) ===Serie televisive=== *''[[Poirot (serie televisiva)|Poirot]]'' (1989 - 2013) *''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998) *''[[Una mamma per amica]]'' (2000 - 2007) * ''[[Detective Monk]]'' (2002 - 2010) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) ==Voci correlate== *[[Vittorio Amandola]], cognato *[[Luca Marinelli]], figlio *[[Sonia Scotti]], sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marinelli, Eugenio}} [[Categoria:Dialoghisti italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] ktaab52uu2mppj6f7eyj0zj941norob Andreina Pagnani 0 173209 1415436 1409437 2026-06-03T08:41:12Z Spinoziano 2297 /* Doppiatrice */ 1415436 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andreina Pagnani 1972.jpg|miniatura|Andreina Pagnani]] '''Andreina Pagnani''' (1906 – 1981), attrice e doppiatrice italiana. ==Citazioni su Andreina Pagnani== *Andreina era stata una prediletta di [[Luchino Visconti|Visconti]], finché una certa sera, mentre preparavano ''Il candeliere'' di [[Alfred de Musset]], ci fu un incidente. In scena c'era un velario dietro al quale si intravedevano delle ombre. Durante le prove, Visconti aveva sempre immaginato che lì dietro, attraverso quel gioco di chiaroscuri, si assistesse a una specie di spogliarello. A un certo punto, mentre Andreina saliva la scaletta che la portava dietro al velario, Visconti le disse: «Quando arrivi lassù, dietro al velario, Andreina, tu ti spogli».<br> E lei rispose: «No».<br>Luchino, facendo finta di non aver sentito, insistette: «Quando arrivi lì, ti spogli...».<br>E lei, imperiale: «No!».<br>«Tu adesso vai lì e ti spogli!»<br>«No!»<br>Luchino, che non accettava i capricci di un'attrice, fosse pure la grande Pagnani, ripeté: «Andreina, tu vai là e ti spogli!».<br>«No!»<br>Quel piccolo «no» era molto più che un «no». Luchino era il regista e quindi aveva il potere di dare ordini, ma Andreina era un'attrice di prim'ordine, amata e apprezzata da tutti. Quindi era una lotta di poteri. Non si poteva deflettere, ne andava di mezzo la dignità dei due ruoli. Fu la fine. Il sodalizio più importante del teatro italiano si infranse su quel no. Da allora cambiò tutto. Luchino abbandonò il teatro dicendo: «Chi mi ama mi segua». ([[Lina Wertmüller]]) *La mia grande protettrice diventò la divina Andreina Pagnani, la più grande attrice del nostro teatro, di gran lunga la più brava, e poi Sarah Ferrati, Rina Morelli e tutte le altre primedonne di quei tempi. In realtà, io avevo conquistato la simpatia di Andreina con «i giochetti», le scenette che facevamo di sera, di casa in casa, dopo lo spettacolo. Era molto bella, con i suoi straordinari occhi azzurri e con quella voce che ha incantato tutti gli italiani. Non solo a teatro, ma anche con i suoi indimenticabili doppiaggi. Tutte le prime donne dei film di Hollywood le doppiava lei. Era spiritosa e amava i giovani. ([[Lina Wertmüller]]) *Lei aveva avuto un grande amore giovanile. Come accadeva per la trama dei romanzi di [[Liala]], si trattava di un pilota, era caduto con l'aereo, ma Andreina gli era rimasta fedele. ([[Lina Wertmüller]]) ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col}} *''[[Apparizione (film)|Apparizione]]'' (1943) *''[[I miserabili (film 1948)|I miserabili]]'' (1948) *''[[Il giudizio universale]]'' (1961) *''[[Il comandante]]'' (1963) *''[[Le inchieste del commissario Maigret]]'' (1964-1972) {{div col end}} ===Doppiatrice=== {{div col|strette}} *''[[Venere bionda]]'' (1935) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) *''[[Il conte di Essex]]'' (1939) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939) *''[[Ninotchka]]'' (1939) *''[[Ombre malesi]]'' (1940) *''[[I misteri di Shanghai]]'' (1941) *''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941) *''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'' (1943) *''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944) *''[[Amanti perduti]]'' (1945) *''[[Breve incontro]]'' (1945) *''[[Settimo velo]]'' (1945) *''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946) *''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946) *''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947) *''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948) *''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) *''[[Scandalo internazionale]]'' (1948) *''[[Campane a martello]]'' (1949) *''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]'' (1949) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Viale del tramonto]]'' (1950) *''[[Chi è senza peccato...]]'' (1952) *''[[La regina di Saba]]'' (1952) *''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952) *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) *''[[Perdonami!]]'' (1953) *''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954) *''[[Fronte del porto]]'' (1954) *''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[La bestia umana]]'' (1954) *''[[Le vergini di Salem]]'' (1957) *''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959) *''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960) *''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) *''[[La notte]]'' (1961) *''[[La viaccia]]'' (1961) *''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]'' (1962) *''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963) *''[[McLintock!]]'' (1963) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pagnani, Andreina}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] dl7qq1ghg3k0u80diw0daymxode4tk4 Emilio Cigoli 0 173213 1415437 1414709 2026-06-03T08:41:48Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1415437 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Emilio Cigoli 1950.png|miniatura|Emilio Cigoli nel film ''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)]] '''Emilio Cigoli''' (1909 – 1980), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni su Emilio Cigoli== *È stato il grande Emilio Cigoli ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni '80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte, tra l'altro molto difficile. Io ero un po' intimorito. Lui mi disse: "Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io". E così fu. È stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore. ([[Luca Biagini]]) *Io ho incominciato a lavorare anche con Cigoli e ovviamente io non ho la voce: in basso, chiudi, fonda, profonda. Perché lui voleva sempre le voci molte basse, tutte impostate in basso. Anche dei bambini. ([[Lorenza Biella]]) *Un giorno mio padre mi disse che mi aveva cercato un «certo Emilio Cigoli», il più grande doppiatore italiano. Doppiava le più famose star di Hollywood: tanto per capirci, era la voce di [[John Wayne]]. Lo chiamai da una cabina telefonica. Ricordo che ero a Ostia per uno spettacolo nelle scuole e alla telefonata assisté Annabella Cerliani, incuriosita come me: «Che vorrà Cigoli?». Quando lui rispose, sentii John Wayne con la sua voce calda, profonda e suadente. Stavo per rispondergli: «Ciao, John. Dove l'hai messo il cavallo?», ma mi trattenni. Non riuscivo a nascondere l'emozione. Intanto, dietro il vetro, Annabella doveva aver notato il mio disagio e cominciò a ridacchiare. Mi feci coraggio e cominciai a parlare con un tono di voce ancora più grave di quello di Cigoli. «Buongiorno signor Cigoli, desideravo proprio parlarle.» Lui si sentì sfidato, quindi abbassò ulteriormente il suo tono: «Mi dica, prego». Io, allora, scesi ancora di un'ottava e lui fece lo stesso. La telefonata finì praticamente a rutti.<br>Il lavoro, però, lo ottenni e cominciai a collaborare stabilmente con quel «certo Emilio Cigoli». ([[Gigi Proietti]]) *Era un vero signore, sempre molto professionale e impeccabile. Grazie a lui il lavoro di doppiatore divenne per me, a più riprese, un'ancora di salvezza. ([[Gigi Proietti]]) ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[Amo te sola]]'' (1935) *''[[Centomila dollari]]'' (1940) *''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) *''[[Noi vivi]]'' (1942) *''[[Addio Kira!]]'' (1942) *''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Pietà per chi cade]]'' (1954) *''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955) *''[[Lettere di una novizia]]'' (1960) {{div col end}} ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931) *''[[Io sono un evaso]]'' (1932) *''[[Shanghai Express]]'' (1932) *''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935) *''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'' (1936) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936) *''[[I diavoli volanti]]'' (1939) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939) *''[[Jess il bandito]]'' (1939) *''[[La grande pioggia]]'' (1939) *''[[La via dei giganti]]'' (1939) *''[[Ombre rosse]]'' (1939) *''[[Partita d'azzardo]]'' (1939) *''[[Via col vento]]'' (1939) *''[[Furore (film)|Furore]]'' (1940) *''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940) *''[[Il grande dittatore]]'' (1940) *''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940) *''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca, la prima moglie]]'' (1940) *''[[Com'era verde la mia valle]]'' (1941) *''[[Follia (film 1941)|Follia]]'' (1941) *''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]'' (1941) *''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941) *''[[La ribelle del Sud]]'' (1941) *''[[Quarto potere]]'' (1941) *''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942) *''[[Io la difendo]]'' (1942) *''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]'' (1942) *''[[Perdutamente tua]]'' (1942) *''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943) *''[[Calafuria (film)|Calafuria]]'' (1943) *''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]'' (1943) *''[[La porta proibita]]'' (1943) *''[[Al tuo 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d'animazione==== *''[[I tre caballeros]]'' (1944) *''[[La bella addormentata nel bosco]]'' (1959) *''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961) *''[[La spada nella roccia]]'' (1963) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cigoli, Emilio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] elxik3vep39io2ovpikk0z34uadfxhj Conte Dracula 0 173680 1415395 1394365 2026-06-02T21:55:14Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] (3) 1415395 wikitext text/x-wiki [[File:Stoker - Dracula, Sonzogno, Milano, 1922 (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula illustrato sulla copertina della prima edizione italiana di ''Dracula'']] '''Conte Dracula''', personaggio del teatro, della letteratura e del cinema creato da [[Bram Stoker]]. ==Citazioni del Conte Dracula== {{cronologico}} ===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''=== [[File:Dracula 1902 Doubleday (cropped).jpg|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in un'edicola illustrata del 1902]] *Benvenuto nella mia casa. Entrate liberamente. Andate tranquillo, e date a questo luogo qualcosa della felicità che recate con voi! *State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica! [...] Ah, signore, voi che vivete in città non potete far vostri i sentimenti di un cacciatore. *Sono arrivato a conoscere la vostra grande Inghilterra, e conoscerla vuol dire amarla. Non vedo l'ora di trovarmi anch'io nelle strade affollate della vostra sterminata città, di essere preso nel vortice e nella frenesia di quella umanità, condividerne la vita, i mutamenti, la morte, e tutto ciò che ne fa quello che è. *Io so che a Londra, andando in giro e parlando, nessuno mancherebbe di accorgersi che sono uno [[straniero]]. Questo non mi basta. Qui sono un nobiluomo. Sono un [[Boiardo (storia)|boiaro]]. Tutti mi conoscono, sanno che io sono il signore e padrone. Ma uno straniero in terra straniera non è nessuno. La gente non lo conosce, e non essere conosciuto vuol dire non avere importanza. Mi basterebbe essere come chiunque altro, in modo che nessuno si fermi quando mi vede, o smetta di parlare se sente le mie parole. 'Ah, ah! Uno straniero!' Sono stato un signore e padrone così a lungo che pretenderei di continuare a esserlo, o – se non altro – che nessuno possa dirsi signore o padrone sopra di me. *Qui siamo in [[Transilvania]], e la Transilvania non è l'Inghilterra. I nostri usi e costumi non sono i vostri, e a voi molte cose appariranno strane. *Questa regione è stata contesa per secoli tra i valacchi, i sassoni e i turchi. E dunque non vi è zolla di terra che non si sia impreziosita del sangue di uomini, patrioti o invasori. *Vengo da una vecchia famiglia, e il vivere in una casa moderna mi ucciderebbe. Una casa non può essere resa abitabile in un giorno, e dopo tutto, quanti pochi giorni concorrono a fare un secolo! *Un nobile transilvano non ama pensare che le sue ossa possono giacere accanto a quelle di comuni mortali. *Io non inseguo l'[[allegria]] e le risa, né amo la luminosa voluttà del troppo sole e delle acque cristalline. Non sono più giovane, e il mio cuore, logorato da anni di lutto per i tanti morti, mal si intona all'allegria. *Io amo le ombre, e quando posso preferisco star solo con i miei pensieri. *Noi [[Siculi (Transilvania)|szekely]] abbiamo il diritto di essere orgogliosi, perché nelle nostre vene scorre il sangue di molte audaci razze che hanno combattuto come combatte il leone, per il predominio sugli altri. Qui, crogiuolo delle razze europee, le tribù ugre hanno portato dall'Islanda lo spirito combattivo che era stato dato loro da [[Thor]] e da [[Odino|Wodin]], i cui [[Berserkr|berseker]]s hanno dato prova tanto crudele su tutte le spiagge d'Europa; sì, e d'Asia e d'Africa, che le genti pensavano che fossero nientemeno che lupi mannari. Anche qui, quando sono arrivati, vi hanno trovato gli [[unni]], la cui furia battagliera aveva spazzato la Terra come una fiamma vivente, fino a che quei popoli morenti non si sono ricordati che nelle loro vene scorreva il sangue delle antiche streghe che, cacciate dalla [[Scizia]], si erano unite con i demoni nel deserto. Pazzi, pazzi! Quale demone o quale strega poteva competere con [[Attila]], il cui sangue anima queste vene? *C'è forse da stupirsi che fossimo una razza di conquistatori, che fossimo orgogliosi, e che quando i magiari, i lombardi, gli avari, i bulgari, o i turchi si spinsero a migliaia a minacciare le nostre frontiere li abbiamo respinti? È forse strano che quando [[Árpád d'Ungheria|Arpad]] e le sue legioni hanno invaso la patria ungherese abbiano trovato noi qui, sulle nostre frontiere, e qui si sia compiuto l'Honfoglalás? E quando gli ungheresi dilagarono verso oriente, gli szekely, acclamati consanguinei dei magiari vittoriosi, per secoli ebbero il compito di difendere le frontiere con la terra dei turchi. *Chi ha riscattata la grande vergogna della mia nazione, l'[[Seconda battaglia del Kosovo|onta di Cossova]], quando le bandiere dei valacchi e dei magiari furono umiliate nella polvere davanti alla Mezzaluna? Chi, se non un Voivoda della mia razza,<ref>[[Vlad III di Valacchia]]</ref> osò traversare il Danubio per sconfiggere il turco sul suo stesso terreno? Fu un Dracula, certo! Maledetto invece il suo indegno fratello,<ref>[[Radu III il Bello]]</ref> che – lui caduto – vendette al turco il proprio popolo piegandolo alla vergogna della schiavitù! E non fu proprio lui, Dracula il Voivoda, a ispirare quell'altro germoglio della sua stirpe<ref>[[Michele il Coraggioso]]</ref> che in altro e successivo momento di nuovo portò e riportò le sue lance al di là del grande fiume, nella terra dei turchi, che, una volta respinto con la forza, tornò e ritornò, lui solo sfuggito al campo insanguinato dove le sue truppe erano state macellate, ben sapendo che egli solo avrebbe alla fine trionfato? Si è detto che egli abbia pensato solo a se stesso. Bah! A che cosa serve un esercito di contadini senza una guida? A che cosa conduce una guerra senza un cervello e un cuore a dirigerla? E ancora: quando dopo la [[Battaglia di Mohács (1526)|battaglia di Mohacs]] ci siamo sbarazzati dal giogo ungherese, noi del sangue dei Dracula eravamo a fianco dei loro condottieri, perché il nostro spirito non poteva tollerare che non fossimo liberi. *Ah, mio giovane amico, è grazie al coraggio, al cervello e alla spada dei Dracula, che gli szekely possono vantare una storia che gli [[Casa d'Asburgo|Asburgo]] e i [[Romanov]], nati e cresciuti in fretta come i funghi, non potranno mai costruire. *I giorni di guerra sono finiti. Il sangue è visto come cosa troppo preziosa in quest'epoca di disonorevole pace, e le glorie delle antiche razze sono canzone che nessuno canta più. *Permettetemi di darvi un consiglio, mio caro e giovane amico. Anzi: concedetemi di avvertirvi, in tutta serietà, che nel caso vogliate lasciare queste stanze non avrete modo di dormire in nessuna altra parte del castello. È un vecchio castello, racchiude molte memorie, e vi sono cattivi sogni per chi vi dorme in modo imprudente. Fate attenzione! Dobbiate addormentarvi, ora o in altro momento, o siate sul punto di farlo, affrettatevi in camera vostra, o in queste stanze, perché solo così riposerete al sicuro. *Voi inglesi avete un modo di dire che è molto vicino al mio cuore, perché è nello stesso spirito che governa noi boiari: 'Braccia aperte all'ospite che arriva, ponti d'oro all'ospite che parte'. *E così anche voi, al pari degli altri, volete sfidare la mia intelligenza con la vostra. Volete aiutare quegli uomini a darmi la caccia e a mandare a vuoto i miei disegni! Voi ora sapete, e in parte lo sanno anche loro, e in tutto per tutto lo sapranno tra poco, che cosa vuol dire tagliarmi la strada. Avrebbero dovuto conservare le loro energie per altri scopi più alla loro portata. Hanno voluto invece mettersi in gara d'astuzia contro di me – contro di me, che ho governato popoli interi, e che per loro ho brigato, e combattuto, centinaia d'anni prima che voi tutti nasceste – e io li ho affrontati e attirati nella mia trappola. E voi, la loro beniamina, ora siete carne della mia carne, sangue del mio sangue, germoglio della mia stirpe; per qualche tempo mia generosa fonte, poi mia compagna e complice. Anche voi, a vostra volta, potrete a suo tempo vendicarvi; perché nessuno di loro potrà opporsi ai vostri desideri. Ma per il momento io devo punirvi per quanto avete fatto. Li avete aiutati contro di me, e ora dovrete rispondere a ogni mia chiamata. Quando la mia volontà vi dirà Venite!, voi varcherete terre e mari per obbedirmi. E a questo scopo, questo sia! *Voi pensate di averla vinta su di me, voi – con quelle pallide facce, lì tutti in fila, come pecore di fronte al macellaio. Ma ve ne pentirete, dal primo all'ultimo! Voi credete di avermi sottratto un luogo dove riposare; ma io ne ho degli altri! E la mia vendetta è appena cominciata! Io vivo nei secoli, e il tempo è dalla mia parte. Le donne che voi tutti amate sono già mie; e grazie a loro anche voi e altri come voi sarete presto miei – creature mie, per obbedire ai miei comandi e farsi sciacalli obbedienti quando avrò fame e sete. ===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''=== [[File:Draculitz p142 (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula rappresentato in una illustrazione della edizione svedese de ''I poteri delle tenebre'']] *Ora vivo qui [...] come un vecchio eremita, nella casa dei miei antenati. Vivo tra ricordi ingrigiti, ma osservo anche ciò che accade nel mondo esterno – ne sento solo una tenue eco, in questa remota desolazione. Forse vi sorprenderà scoprire che, benché i miei capelli siano canuti, il mio cuore è giovane e desidera prendere parte alla vita, al di fuori delle mura del castello, dove i destini delle nazioni vengono forgiati e si combattono le guerre di questo mondo. Un tempo, ho preso parte a questo gioco e ho tirato non pochi fili. *''Dominare'', mio giovane amico, dominare: è questa la sola cosa per cui valga la pena vivere, che si tratti di dominare la volontà degli altri... o i loro cuori. *L'[[Inghilterra]] è una terra di cultura e pragmatismo. Occhi che hanno potuto ammirare la luce della civiltà moderna non vedono mai [[Fantasma|fantasmi]]. *Noi vecchi ostinati possiamo anche aggrapparci ai nostri dogmi, ma il futuro appartiene alle nuove generazioni. È questa la ragione per cui desidero tanto farmi prendere dal vortice della giovane vita londinese. Chi abita in quella grande città ha ben altre cose a cui pensare e di certo non perde tempo a credere agli spettri. *Quel vostro autore, [[Arthur Conan Doyle|Conan Doyle]], ha scritto molti ottimi libri su Londra e leggo i vostri giornali. A quanto dicono, viene risolto a malapena il due o il tre percento di tutti i casi di omicidio. Sì, Londra è davvero una città straordinaria. *È la legge della natura: le creature più forti e più scaltre si nutrono di quelle più deboli e stupide. *L'abilità artistica, il coraggio, la saggezza e la bellezza... tutto questo è ''[[potere]]''! Viene trasmesso da una generazione all'altra, mio buon amico; la [[natura]] è sempre all'opera e cerca costantemente di produrre qualcosa di più raffinato, sbarazzandosi di molto materiale, selezionando e rifiutando. Ciò che è inferiore dà il suo contributo e viene poi eliminato, come immondizia. *Noi della genia Dracula – diretti discendenti dei [[Siculi (Transilvania)|siculi]] – siamo convinti che la nostra stirpe derivi dagli antichi [[unni]], che un tempo si sono propagati per l'Europa come un incendio, distruggendo nazioni e genti. Si narra che fossero i discendenti delle streghe scite, che erano state esiliate nei boschi, dove si erano congiunte ai demoni. Questi naturalmente sono solo racconti, ma è risaputo che non c'è mai stato demone o stregone con un potere più grande di [[Attila]], il nostro antenato. Dunque non deve soprendere che noi, i suoi discendenti, odiamo e amiamo con maggior passione degli altri mortali. *O voi, freddi, razionali figli dell'Occidente – voi non conoscete ''questo'' genere d'[[amore]]. Un amore che morde come l'odio più aspro, con baci che bruciano come ferri arroventati e con abbracci... ma non fatemi dire altro! *Ho letto i vostri libri inglesi che parlano d'amore eterno, ma forse arriverò a comprenderne il significato solo al mio arrivo a Londra perché al momento non lo afferro ancora pienamente – o meglio, non capisco il significato che ''voi'' gli attribuite. L'amore ha un ciclo vitale, come il fiore che cresce in un campo: una volta sbocciato, ben presto appassisce. Poi ritorna la primavera, ma non torna lo stesso fiore, né un altro con le stesse radici. È una legge di natura. Una volta che la passione divampando ha raggiunto l'acme, è più probabile che si estingua. *Possiamo anche ignorare il [[serpente]] che striscia sul terreno, ma ciò non significa che non ci morderà. L'ho imparato a mie spese. Ecco perché ora vivo come un recluso, con i gufi e i corvi che nidificano in cima alle torri del castello dei miei antenati. Forse, anche in questo momento, mentre parlo con voi, mio caro amico, c'è gente che tenta d'infangare il mio nome. *Coloro che sono deboli, sono stati creati solo per soddisfare le necessità dei più potenti. La persona che sa esercitare la forza, otterrà la supremazia, e avrà il dominio su ogni cosa – bellezza, lungimiranza e conoscenza – proprio come un piccolo seme piantato in un cimitero col tempo diverrà un alto albero grazie alla forza vitale di mille generazioni, e ciascuna di queste contribuirà donando il suo vigore, la sua avvenenza e altre magnifiche qualità. *Perché un vecchio eremita quale io sono dovrebbe avere a che fare col mondo esterno? Chi potrebbe mai volermi scrivere e a chi mai dovrei scrivere io? *{{NDR|Sui [[tartari]]}} Sono brava gente. Se solo fossero più numerosi, tante cose sarebbero diverse. Per secoli, hanno fedelmente preservato molti tesori delle scienze occulte che altrimenti sarebbero finiti nell'oblio. Quando giungerà il tempo, la loro lealtà verrà ricompensata. *Le masse sono composte da gente comune di scarsa intelligenza e non otterrai mai alcun potere. [...] Non saranno mai niente più di uno strumento nelle mani dei forti, che governano ''con'' esse e ''su'' di esse. Ma solo pochi comprendono appieno la saggezza di questa verità. Oh, voi inglesi siete così fieri della vostra libertà politica e del vostro progresso – come lo chiamate voi – ma tra voi tutti ci sono solo due o tre uomini che capiscono fino in fondo che cosa sia il progresso e quanto la libertà delle masse sia il suo peggior nemico! *Voi occidentali avete ancora così tanto da imparare; non vi siete spinti molto oltre l'anticamera delle scienze, dove la vita e la morte sono ancora misteri irrisolti. ===''[[Dracula di Bram Stoker (romanzo)|Dracula di Bram Stoker]]''=== *È tanto che non sono più avvezzo a... agli ospiti. E avverto la fatica dei tanti anni passati a piangere i morti. *[[Mina Murray|Mina]], [...] ho traversato oceani di tempo per trovarti. Riesci a capire che cosa sento per te? È stata una ricerca continua, disperata, interminabile. Finché il miracolo è avvenuto. *Ho sopportato oceani di tempo, commesso atti irriferibili, per rimanere aggrappato alla vita, finché non fossi riuscito a trovarti. *Ti dico che senza di te, senza la vita, l'amore che tu mi dai, sono morto a ogni umanità. Senza di te non sono altro che una belva che si nutre di sangue umano! *Ho mentito, a te, a me stesso. Il dono della vita eterna è assai al di là dei miei poteri. La verità è che sarai condannata, come lo sono io, a camminare nelle tenebre della morte eterna. Ti amo troppo per farti questo! *L'amore dei mortali non può avere presa... su di noi. Il nostro amore durerà per tutta l'eternità. ===Film=== ====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)==== [[File:Dracula (1931) trailer - 'I am Dracula' (cropped).png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Bela Lugosi]]]] *{{NDR|Udendo dei lupi ululare}} Le ascolti bene. Sono creature della notte. Che musica per i miei orecchi! *Il ragno sta tessendo la tela per qualche incauta mosca. *Non bevo mai... vino. *Morire un'autentica morte. Dev'essere stupendo. *Ci sono cose ben peggiori della morte che attendono l'uomo. *Per uno che non ha vissuto neanche una sola esistenza, lei è un uomo molto sapiente, Van Helsing. *Van Helsing! Ora che lei ha imparato tutto ciò che ha imparato, farebbe un'ottima cosa a ritornare nel suo paese d'origine. *Ormai è troppo tardi. Il mio sangue già scorre nelle sue vene. Mina vivrà. Vivrà nei secoli a venire, come io ho vissuto. ====[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]==== =====''[[Le amanti di Dracula]]''===== *Voglio una ragazza. [...] La nipote di monsignor Mueller. [...] Portala da me. *Tu mi hai disobbedito. [...] Devi essere punita. *E così la mia vendetta è completa. *Togli subito quella croce dalla mia vista! Gettala via! =====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''===== *Non è quella che voglio. Non hai imparato ad obbedire. Quella non è lei! *Tu domandi?! Io sono tornato per distruggere la famiglia Van Helsing per sempre, sia il vecchio che la giovane. Tu e i tuoi amici siete stati scelti. *Sei tanto pazzo da misurarti contro di me? Contro di me che ho dominato nazioni intere? =====''[[I satanici riti di Dracula]]''===== [[File:Count Dracula and His Vampire Bride (1973) - Christopher Lee and Joanna Lumley 1.png|thumb|Il Conte Dracula interpretato da [[Christopher Lee]] ne ''[[I satanici riti di Dracula]]'']] *Alcuni di noi hanno fermamente deciso che la decadenza dell'epoca attuale deve essere, e sarà, arrestata. Si sta organizzando un nuovo regime politico che dia di nuovo importanza ai valori morali. In mezzo all'indifferenza e allo smarrimento dell'Umanità, possono essere necessari i metodi persuasivi. *Non voglio una fine tanto semplice e rapida, né per Van Helsing né per la sua nipotina. *In questa vigilia del Sabba degli incorrotti, io ti convoco qui per assistere al mio supremo trionfo! Van Helsing, io scelgo questa tua giovane nipote per farne la mia consorte. *Lo strumento della mia vittoria finale, più rapida, più spaventosa della morte nera. La peste! Fin dai primi momenti ogni muscolo, ogni fibra sarà in preda al tormento e all'agonia. Nei giorni che verranno, invocherai urlando la morte a tuo sollievo. *La mia vendetta si è crogiolata nei secoli e sta cominciando ad esplodere. =====''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''===== *Chi è che osa disturbare il riposo di Dracula? *Io non concedo favori a nessuno. Non accedo alle richieste dei miserabili. Non sai che Dracula esercita il comando anche dall'interno del più remoto angolo del mondo? *Mi servono le tue spoglie mortali. Mi serve la forma della tua miserabile carcassa. Assumerò la tua immagine vivente. *Ridarò un soffio di nuova vita ai sette vampiri d'oro e li farò i miei guerrieri, artefici della mia vendetta sugli uomini. *[[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]! Che tu sia dannato! Anche in questo sperduto paese continui a perseguitarmi. *Io sono Dracula, signore dell'oscurità, padrone dei vampiri, principe dell'oltretomba, re dei dannati! ====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''==== *Non sono più giovane, ma sono irrequieto. *La mia famiglia discende dal ramo slovacco. Per noi è ragione di orgoglio che nelle nostre vene scorra il sangue di tante razze. In queste mani c'è il sangue del grande Attila. A noi è stata affidata per secoli la salvaguardia del territorio magiaro. I bulgari, i longobardi, i turchi, si riversarono in massa contro le nostre frontiere e noi li respingemmo sempre. I Dracula sono stati in ogni tempo il cuore, il cervello, la mente direttiva, la spada, la gloria del loro popolo! Uno dei miei antenati attraversò il Danubio e distrusse la schiera turca. Respinto più volte, continuò a battersi, a battersi contro il nemico. E lui solo uscì vivo da quel campo di battaglia. Lui solo ne uscì vittorioso. Lui era veramente un Dracula. Ma ora, il vento soffia gelido attraverso le antiche mura merlate. E benché mi sia doloroso, devo andarmene. *Le premono gli scambi, Mister Harker? [...] È il migliore tra tutti gli sport. Si prepara con calma il piano d'azione per uccidere l'avversario. ====''[[Il demone nero]]''==== *Quando i [[magiari]], gli [[avari]], i [[Longobardi|lombardi]] e i turchi si sono affacciati con le loro orde alle nostre frontiere, le abbiamo sempre respinte. Ogni qualvolta siamo stati costretti dalle circostanze a ritirarci, abbiamo poi riunito le nostre forze e contrattaccato. E quando [[Árpád d'Ungheria|Árpád]] e le sue legioni hanno invaso la nostra terra avita d'Ungheria... Diamine, è di nuovo mattina. Ho abusato di lei, tenendola alzata, anche se è stata una notte piacevole e, tutto sommato, istruttiva. *Io vado in Inghilterra. E lei? All'Inferno! *Così volete giocare d'astuzia con me, io che guidai eserciti centinaia di anni prima che voi nasceste. Pazzi! Niente e nessuno in questa vita può fermarmi. E a questo fine... {{NDR|si scuarcia il petto}} Ecco! {{NDR|costringe [[Mina Murray|Mina]] a bergli il sangue}} Ora sarà sangue del mio sangue, stirpe della mia stirpe, quindi mia adepta nella notte, ora mia schiava e compagna. *Siete ora in mio dominio, signori. E non ve ne andrete. ====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''==== *Un uomo nella mia posizione è consapevole dei pericoli della vita moderna, specie per delle fanciulle. *Come mai non avete mai avuto un innamorato? È insolito trovare una fanciulla sviluppata come voi che non sia stata con un ragazzo. *A me non interessa che mia moglie sia vergine o no. Vedete, io sono un uomo moderno. Di fronte ad Anton io fingo di volere solo una vergine perché lui riferisce tutto alla mia famiglia. Non mi interessa affatto se la mia fidanzata è vergine o no. L'essenziale è che sia bella. E voi siete molto bella. Perciò, potete confidarvi con me. Voi non siete vergine, vero? *Sapete che in [[Romania]] si usa prendere solo delle vergini per moglie? Da noi, i mariti le trattano come delle sante. [...] Non tutte le donne. Solo le spose vergini. *Il sangue impuro di queste puttane mi sta uccidendo! ====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)==== *{{NDR|«Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita.»}} Lei mi ha capito benissimo. *No, niente medicine. Non dovete inquinare il suo sangue. *Questo genere di dolore si può vincere con la suggestione. *Io non sopporto le donne che non hanno vitalità... né sangue. *Ho l'abitudine di star chiuso in casa. Ci sono i lupi in Transilvania. *Devi avere pazienza con me. Devi cercare di capirmi. Posso premiarti con una vita lunga e fruttuosa, ma devo avere la tua fedeltà. Sei pronto a darmela? *Le brutte notizie volano come il vento. *Se la mia compagnia le diventasse spiacevole, dovrebbe solo biasimare se stessa per aver accettato un'amicizia che concedo molto raramente, ma da cui è difficile liberarsi. *Li sente? Sono i figli della notte. Che lugubre melodia è la loro. [...] È così triste. È come un lamento. *L'alba, in fondo, è una cosa così ovvia, il calore dei raggi del sole. Ma la notte... [...] È fatta per amare la vita e l'amore. *{{NDR|«Al diavolo!»}} Andiamo! È un'imprecazione o un'invocazione? *Nel passato, 500 anni fa, professore, chi avesse attraversato il mio cammino sarebbe morto, e non certo di una morte piacevole. *{{NDR|«Lei va in giro anche durante il giorno.»}} È sempre giorno da qualche parte sulla Terra, professore. Oltre al riposo, l'unico mio bisogno è di restare al buio. *Non sapete quanti hanno avuto la sventura di affrontarmi. Io sono il re della mia razza. Lei non ha ottenuto nulla, Van Helsing. Il tempo è dalla mia parte. Fra un secolo, quando voi sarete polvere, io mi sveglierò e chiamerò Lucy, la mia regina, dalla sua tomba. *Nella mia lunga esistenza, ho avuto molte spose. Ma per me, Lucy è al di sopra di tutte. *Ancora per qualche tempo sarai una creatura del sole, finché non avremo lasciato dietro di noi coloro che vorrebbero distruggerci. [...] Dopo anche tu farai parte della mia razza. Ci nutriremo di loro e creeremo altri esseri della nostra specie. ====''[[Nosferatu, il principe della notte]]''==== *Ah, giovanotto! Lei è come la gente del villaggio che non riesce mai ad entrare nello spirito di un cacciatore. *Io ora al sole non attribuisco più nessuna importanza, né alle scintillanti fontane che alla gioventù piacciono tanto. Io adoro solo l'oscurità e le ombre, dove posso essere solo coi miei pensieri. *Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile. La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose. *Chi dice che la morte è crudele sono solo gli inconsapevoli. Ma la morte non è che un taglio netto. È molto più crudele non essere capaci di morire. *La mancanza di amore è la più crudele e abietta delle pene. ====''[[Scuola di mostri]]''==== *{{NDR|Al [[mostro di Frankenstein]]}} Svegliati, mio vecchio amico. È arrivato il momento. *Oh, [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], i tuoi discepoli erano molto sciocchi a tentare di nascondere a me ciò che è mio. Nulla è nascosto ai miei occhi. *Ci siamo, Van Helsing! Presto le creature della notte domineranno il mondo. Non c'è nessuno che possa fermarci! *{{NDR|All'uomo-lupo in forma umana sotto tranquillante}} Sono spiacente per la dose, amico mio. È piuttosto letale per gli esseri umani. E poi, una dose umana sarebbe fuori luogo, ti pare? Bene, andrò a mettere qualcosa sotto i denti mentre procederai ad indossare un abito più "comodo". ====''[[Dracula di Bram Stoker]]''==== [[File:Dracula helmet - Coppola - Sarah Stierch 01.jpg|thumb|Elmo di Dracula in ''Dracula di Bram Stoker'']] *Rinuncio a [[Dio]]! Risusciterò dalla mia morte per vendicare la sua con tutti i poteri delle tenebre. Il sangue è la vita... e sarà mio!<ref name=sott>Dai sottotitoli del DVD "Dracula di Bram Stoker – Deluxe Edition", Columbia Pictures, ed. Sony Pictures, 2008.</ref> *Credete nel destino? Che persino i poteri del tempo possono essere alterati per un unico scopo? *L'uomo più fortunato che calpesta questa terra è colui che trova il vero amore. *Fui sposato. Sembrano secoli ormai. Ella morì. [...] Lei è fortunata; la mia vita al più è commiserevole. *Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti. *C'è molto da imparare da animali. *[[Assenzio]] è l'afrodisiaco dell'io. La fatina verde che vive nell'assenzio vuole la vostra anima. Ma con me sarete al sicuro. *C'era una principessa, Elisabetta; era la donna più radiosa di tutti gli imperi del mondo. L'inganno dell'uomo la tolse al suo antico principe. Ella si lanciò per morire nel fiume di cui avete parlato. Nella mia lingua madre è chiamato [[Argeș (fiume)|Argeș]], il fiume della principessa. *Vostri uomini impotenti con loro sciocchi incantesimi non vi proteggeranno dal mio potere. Io vi condanno alla eterna fame di vitale sangue e alla vivente morte. *Io sono niente. Senza vita. Senz'anima. [...] Odiato e temuto. Sono morto per tutta l'umanità. *Io sono il mostro che gli uomini che respirano bramerebbero uccidere. Io sono Dracula. *Io vi do la vita eterna, l'amore eterno, il potere delle tempeste e degli animali della Terra. Venite con me per essere la mia amata sposa, per sempre. *Pensate di potermi distruggere con i vostri idoli? Io che ho servito la Croce? Io, che ho comandato eserciti secoli prima che voi nasceste! [...] Io fui tradito. Guardate il vostro Dio che cosa mi ha fatto. *Dammi la pace. ====''[[Dracula: morto e contento]]''==== *Frugoli della notte. Quanto sporco fanno! *Renfield, non mi tange. *Non sempre c'è iattura in una sepoltura. *Io non bevo mai... vino. Oh, al diavolo! Fatemelo assaggiare! *Ho avuto... un incubo solare. *Van Helsing! Nome noto perfino nelle plaghe selvagge della Transilvania. *Io mi accorgo, Van Helsing, che a lei piace dire l'ultima parola. Non mi trascinerà in tale pratica infantile. ''Paloștoi''! *Renfield, sei uno stronzo! {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} ====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''==== *Io non bevo... caffè. *{{NDR|«Non mi hai ancora detto il tuo nome».}} Ne ho molti. Ma siamo tutti molto più complicati dei nostri nomi. *{{NDR|«Se fai del male a mia figlia, io ti giuro su nostro Signore Gesù Cristo che...».}} A Lui non interessa. In questo puoi confidare. *Tu non conosci gli abissi della mia vendetta. *Ho percorso la Terra per secoli in cerca di un'anima non morsa, ma nata. *Tutto ciò che sono è tuo. [...] E tutto ciò che sei è mio. *Tu non puoi immaginare quello che ho dovuto patire. Ho affrontato la collera di Dio, scelto per soffrire come mai uomo ha sofferto. *Tu sapevi che sarebbe accaduto tutto questo. Era il mio destino tradirTi, perché Tu avevi bisogno di me. Ora io berrò il sangue dei Tuoi figli. Ma io do loro più della vita eterna. Io a loro posso offrire quello che più bramano: tutto il piacere che Tu hai negato loro per l'eternità. Tu hai creato il mondo a Tua immagine, ma ora io lo modellerò sulla mia. *Il sangue è sempre stata la moneta del regno di cui sono sovrano. *{{NDR|«[Cristo] ti ama ancora».}} A sì? Proprio come ama ancora anche te? Quindi perché non torni da Lui e vediamo se ti vuole! ====''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''==== *{{NDR|Rivolto a [[Victor Frankenstein]]}} Mi rammarico che il tuo momento di gloria debba essere rovinato per una cosuccia come depredare una tomba. *Ma perché non ci lasciano in pace? Non uccidiamo mai più di quanto ci serve, e meno di quanto ci spetta. Loro possono dire lo stesso? *Io non ho un cuore! Io non provo amore! Né paura! Né gioa! Né dolore. Sono un uomo vuoto, e avrò vita per l'eternità. *Sono in guerra contro il mondo e contro ogni anima vivente. Ma presto la battaglia finale avrà inizio. *Gli [[Licantropo|uomini lupo]] sono una seccatura tale durante la loro prima luna piena. È così difficile controllarli. *Sono in grado di capire il carattere di un uomo dal battito del suo cuore. Di solito quando mi avvicino posso quasi danzare a quel ritmo. ====''[[Dracula 3D]]''==== *Dovete perdonare mia nipote, signor Harker. Certe volte le fanciulle della sua età tendono a essere un po' troppo sfrontate. *Non mangio mai... la sera. *Il posto di una donna è a fianco di suo marito. *Sebbene fossero guerrieri, i miei antenati hanno sempre dato grandissimo valore ai libri. *È stato un errore rivoltarsi contro di me. Io sono il tuo padrone e tu solamente un servo che mi ha tradito. *Stanotte è l'anniversario della morte di mia moglie, Dolingen di Gratz. [...] Un male oscuro la strappò da me quando aveva solamente vent'anni. [...] Ma ci sono cose ben peggiori di questa. [...] Dovete sapere cosa sono. "Nosferatu", il non morto, il mostro che tutti temono. *Io sono stato strappato alle tenebre e inviato sulla Terra a depredare del sangue la mia gente. È l'unico modo in cui posso ancora nutrire questo fetido cadavere. *Io non sono nient'altro che uno strumento scordato nella sinfonia divina. ===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)=== ====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Le regole della bestia|Le regole della bestia]]''==== *Sono anzioso di vedere Inghilterra Signor Harker. Persone qui sono così limitate, e io appassisco tra queste mura. Sono tutti come privi. Sono tutti privi di sapore. *Troverete mia dimora non di facile esplorazione. È un crescente molto intricato labirinto di scale e di porte e di ombre. [...] Non esiste mappa del mio castello. Nessun progetto finito è mai stato riportato su documenti. Si dice che molte anime sono intrappolate in groviglio di questi corridoi. ''Reserata carcerem'', la prigione senza serrature. *Dove si trova carne, si trovano mosche. *Quale è scopo di uno specchio? Nessuno troverà mai alcuna ispirazione nel proprio sguardo. *Ah, un paletto conficcato nel cuore. Vedi, qualche volta le leggende hanno ragione. Questa però non si può testare troppo spesso. Posso avere solamente tre spose per volta. [...] Spose, sì. Penso sia la parola giusta per definirle. Vedi, sto cercando di riprodurmi, il che, francamente, può essere un po' una sfida quando c'è solo una di voi. *Perché il trapasso arriva sempre come un tale shock per voi mortali? *{{NDR|Sul perché vuole trasferirsi in Inghilterra}} Per le persone. Tutte quelle persone sofisticate e brillanti. Come ho cercato di spiegare a tutti per secoli: "Si è quello che si mangia". *{{NDR|Sul sole}} Non lo vedo da centinaia di anni. [...] Ho avuto artisti che lo hanno dipinto, poeti che lo hanno descritto in versi, e Mozart ha composto una melodia così bella. Io... avrei dovuto risparmiarlo, ma che cosa vede l'avvocato? Johnny, nella mia memoria, tramonta dietro la seconda vetta più alta in questo periodo dell'anno, ed è piuttosto rosso. *La fine è una benedizione. Morire ti da la prospettiva. È la cima della montagna da cui tutta la tua vita è finalmente visibile dall'inizio alla fine. La morte ti completa. *I suicidi non funzionano. Non credi che i non-morti ci abbiano provato? Un paletto nel cuore va bene, ma dev'essere qualcun altro a conficcarlo. ====''[[Dracula (miniserie televisiva)#Veliero di sangue|Veliero di sangue]]''==== *In mare si incontra una interessante varietà di individui, e vi consiglio di non affezionarvi troppo a nessuno di loro. *{{NDR|Sul perché uccide le persone}} Perché voi cogliete i fiori? *Io ho sempre sostenuto che il troppo sia soltanto sufficiente. *Gli specchi possiedono una magia più profonda e pericolosa di quanto pensino le persone. Gli specchi possono dare spazio all'immaginazione o, peggio, mostrarci la verità. *La raffinatezza di un gentiluomo, Agatha, è sempre solo una facciata. *Sono stato un bravo detective, non credete? Ho un dono particolare nell'"eliminare" i sospetti. *{{NDR|Sul perché teme il crocifisso}} Tutti la temono, ed è questo il problema. Non è affatto un simbolo di virtù e di bontà, è un simbolo di orrore e di oppressione. La vostra stupida Chiesa ha terrorizzato la popolazione contadina per secoli e io ho bevuto il sangue di quelle persone talmente a lungo che ho assorbito la loro profonda paura della croce. Mio Dio! Non vedo l'ora di poter mangiare degli atei. ====''[[Dracula (miniserie televisiva)#La bussola oscura|La bussola oscura]]''==== *Sono a questo mondo dal quindicesimo secolo. Le cose cambiano, ma ci si abitua. Anche se ammetto che c'è stata una grande accellerata. *Uccidere è sana competizione. La pietà è mancanza di rispetto. *Guarda tutte queste cose, tutto questo cibo, la scatola con le immagini mobili, e quella cosa là fuori... Bob la chiama... un'auto. Quella è tua? [...] E questa isola del tesoro è la tua casa?! [...] È meravigliosa! Kathleen, sono un nobile in vita da 400 anni. Ho vissuto in castelli e palazzi tra le persone più ricche di ogni epoca, e mai, mai mi sono trovato in un lusso più sfarzoso di quello che mi circonda. Questa è una camera delle meraviglie. Non esiste re o regina o imperatore che io abbia conosciuto o mangiato che sarebbe entrato in questa stanza e avrebbe accettato di lasciarla. Sapevo che il futuro avrebbe riservato meraviglie. Non sapevo che le avrebbe rese accessibili a tutti. *Mi sono perso un intero secolo. Che cosa sono i diritti? Nessuno ha dei diritti, Zoe. Uomini, donne o mostri, nessuno in nessun posto. È solo un'insensata fantasia. *Ho sempre sostenuto l'eredetarietà del potere. La democrazia è la tirannia degli ignoranti. È solamente nel sangue siamo in grado di trovare la verità. *Non è mio costume mangiare bestiame. Se parliamo di sangue, sono un intenditore. Il sangue è vite. Il sangue è una testimonianza. La testimonianza di tutti coloro che ho ucciso scorre nelle mie vene. Ora sceglierò con cura chi si unirà a loro. La maturità è il primo passo verso il decadimento, la dolcezza è una promessa di corruzione. *La morte è l'unico atto che sa ancora di novità. Ogni altra esperienza umana è catalogata da qualche parte nelle vostre infinite biblioteche digitali. Non c'è nulla di nuovo. Ogni istante di vita è deteriorato e di seconda mano, tranne quell'unico momento dell'esistenza che nessuno è mai stato in grado di raccontare. In un mondo di strade già percorse, la morte è l'unica neve ancora immacolata. ==Citazioni sul Conte Dracula== {{cronologico}} ===''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''=== *Sulla soglia è comparso un vecchio signore piuttosto alto, dal volto sbarbato se non per un paio di lunghi baffi bianchi, e vestito di nero dalla testa ai piedi, senza la minima nota di colore. Recava in mano una vecchia lampada di argento, nella quale la fiamma ardeva senza alcuno schermo o riparo di vetro, e che creava lunghe e tremolanti ombre, oscillando alla corrente della porta aperta. Il vecchio mi ha invitato a entrare con un gesto cortese della mano, dicendomi in un ottimo inglese ma con uno strano accento:<br>"Benvenuto nella mia casa! Entrate liberamente e per vostra libera volontà!". Non ha fatto un passo per venirmi incontro, ed è stato fermo come una statua, quasi il suo gesto di benvenuto lo avesse reso di pietra. Peraltro, come ho messo in piede oltre la soglia, si è improvvisamente animato e allungando in avanti la mano mi ha preso la mia con una forza che mi ha fatto tremare: un effetto non certo alleviato dal fatto che mi è sembrata fredda come il ghiaccio, più la mano di un morto che di un uomo vivo. ([[Jonathan Harker]]) *Il suo volto aveva un forte, fortissimo rilievo aquilino, con un naso sottile, molto pronunciato e delle narici molto dilatate, la fronte alta e prominente, e i capelli un po' radi sulle tempie ma alquanto abbondanti altrove. Le sopracciglia erano molto folte, e quasi si incontravano sopra il naso, i peli erano come cespugli, sembravano arricciarsi per la loro stessa abbondanza. La bocca, per quel che riuscivo a vederne sotto i grandi mustacchi, era ferma in un'espressione quasi crudele, con dei denti particolarmente bianchi e aguzzi. I denti si protendevano sopra le labbra, che erano di un rosso intenso, a indicare una straordinaria vitalità in un uomo della sua età. Quanto al resto, le orecchie erano pallide, ed estremamente appuntite. Il mento era quadrato e forte, e le guance magre ma sode. L'impressione generale era quella di uno straordinario pallore.<br>In un primo tempo avevo notato il dorso delle mani che egli teneva sulle ginocchia alla luce delle fiamme, e mi erano sembrate piuttosto bianche ed eleganti. Ma vedendole ora più da vicino, non potevo non notare che erano mani volgari e grossolane, con dita piuttosto tozze. Strano a dirsi, le palme erano pelose. Le unghie erano lunghe e sottili, e tagliate a punta. Quando il Conte si è chinato su di me e le sue mani mi hanno toccato, non ho potuto reprimere un brivido. ([[Jonathan Harker]]) *Mi ha parlato di cose e di genti, e in ispecie di battaglie, e ne parlava come se in tutte fosse stato presente. Questo me l'ha spiegato in seguito, dicendo che per un [[Boiardo (storia)|boiaro]] l'orgoglio della casata e del nome è parte di sé, che la loro gloria è la sua gloria, il loro destino il suo destino. Sempre, quando parlava della sua casata diceva "noi", e quasi sempre parlava al plurale, come se a parlare fosse un re. ([[Jonathan Harker]]) *Quello che ho visto è stata la testa del Conte sporgersi dalla finestra della sua stanza. Non l'ho visto in volto, ma l'ho riconosciuto dal collo e dal movimento della schiena e delle braccia. Mai, comunque, avrei potuto sbagliarmi sulle mani, che avevo avuto tante occasioni di studiare. Sul momento ho guardato la cosa con interesse e anche un po' con divertimento, perché è incredibile quanto un dettaglio così piccolo possa interessare e divertire un uomo che si trovi a essere prigioniero. Ma questi pensieri si sono trasformati in repulsione e in terrore, quando ho visto l'intera figura del Conte emergere lentamente dalla finestra e cominciare a strisciare giù lungo il muro del castello sopra lo spaventoso abisso, a capofitto e con il mantello che si apriva attorno a lui come un grande paio d'ali. Sulle prime non riuscivo a credere ai miei occhi. Ho pensato a un qualche trucco del chiaro di luna, a un qualche stregato effetto dell'ombra, ma ho continuato a guardare e non potevo ingannarmi. Ho visto le dita delle mani e dei piedi aggrapparsi agli angoli delle pietre, dove la calcina si era consumata con gli anni, e sfruttare così ogni appiglio e ogni irregolarità per scendere sveltamente, così come una lucertola si sposta lungo un muro. ([[Jonathan Harker]]) *Nella cassa giaceva il Conte, ma il suo aspetto era quello di una giovinezza riacquistata quasi per intero. Perché i capelli bianchi e i baffi erano ora scuri come di grafite; le guance erano più piene, e un debole rosato trapelava di sotto il biancore della pelle; la bocca era più rossa che mai, perché sulle labbra vi erano gocce di sangue fresco, che spuntavano dagli angoli della bocca e scorrevano lungo il mento e il collo. Perfino i suoi profondi occhi ardenti parevano incassati in un volto di carne turgida, perché le palpebre e le borse sotto di essi erano gonfi, come se quella orribile creatura si fosse abbuffata di sangue, e ora era lì, come una sozza sanguisuga, esausta e sazia. ([[Jonathan Harker]]) *Penso che si dovrebbe provare compassione per un qualcosa braccato come il Conte. È giusto dire "qualcosa": Questa Cosa non è umana – e non è neanche una bestia. Ma venire a conoscere dalle parole del dottor Seward il racconto della morte della povera Lucy, e di tutto quel che ne è seguito, basta per inaridire le fonti della compassione nel cuore di chiunque. ([[Mina Murray]]) *Il ''nosferatu'' non muore come l'ape una volta che ha punto. Lui è più forte; e essendo più forte ha ancora più potere di fare il male. Questo Vampiro che è tra di noi è anche lui così forte di persona come venti uomini; è astuto e malfido più che altro mortale, perché la sua malvagia astuzia cresce con l'età; lui si giova anche di aiuto della negromanzia, che è, come da sua etimologia, previsione di futuro per mezzo dei morti, e tutti i morti che lui può avvicinare sono ai suoi ordini; è una bestia, ma più che una bestia; è un demonio insensibile, e in lui non esiste cuore; lui può, senza limiti, manifestarsi quando e come vuole, e in qualsiasi forma sia in lui; lui può, nell'ambito di sua presenza, comandare gli elementi: la tempesta, la nebbia, il tuono; può comandare ogni essere inferiore: il topo e il gufo, e il pipistrello – e la falena, e la volpe, e il lupo; può crescere di statura, e farsi piccolo; e può a volte svanire in niente e ritornare irriconoscibile. Come dunque possiamo noi cominciare nostra lotta per distruggerlo? Come faremo noi per trovarlo; e una volta trovato come noi distruggere lui? Amici miei, questo è molto terribile compito che noi ci assumiamo, con conseguenze possibili da far tremare anche il più coraggioso. Perché se noi manchiamo in questa battaglia, vincerà certamente lui; e allora quale sarà nostra fine? La vita non è niente! Io non do a vita grande peso. Ma perdere qui non è solo questione di vita o di morte. Il fatto è che noi diventeremmo come lui, che noi d'ora in avanti diventiamo orrende creature della notte come lui – senza cuore e senza coscienza, a depredare i corpi e le anime di quelli che più amiamo. Per noi saranno chiuse in eterno le porte del cielo; perché chi mai potrà riaprirle per noi? Andremo avanti per sempre aborriti da tutti; una macchia nel volto dello splendore solare di Dio; una freccia nel fianco di Colui che è morto per l'umanità. Ma qui ci troviamo faccia a faccia con il dovere; e possiamo indietreggiare noi in un caso come questo? Per me, io dico di no; ma io sono vecchio, e la vita, con la sua luce del sole, i suoi bei momenti, il suo canto degli uccelli, la sua musica, e il suo amore, è cosa di lontano passato. Voi altri siete giovani. Qualcuno ha visto il dolore; ma per lui ci sono di riserva giorni belli. ([[Abraham Van Helsing]]) *Deve infatti trattarsi di quel Voivoda Dracula, diventato famoso per le sue guerre contro i turchi, sul grande fiume che segna la frontiera con la Turkeyland. Se questo è vero, non deve essere stato un uomo comune; perché a quel tempo, e per secoli dopo di allora, di lui si parlava come dell'uomo più intelligente, e più astuto, così come del più coraggioso dei figli della 'terra al di là della foresta'. Quella testa straordinaria e quella sua volontà di ferro sono scesi con lui nella tomba, e anche ai giorni nostri si schierano contro di noi. I Dracula, dice [[Ármin Vámbéry|Arminius]], erano una grande e nobile stirpe, anche se di tanto in tanto qualche rampollo era creduto da loro contemporanei avere rapporti con il diavolo. Loro avevano imparato suoi segreti a Scholomance, in mezzo a montagne sopra il lago [[Sibiu|Hermannstadt]], dove il diavolo sostiene ogni dieci sapienti uno essere suo. Negli annali si trovano parole come 'stregoica' ovvero strega; 'Ordog' e 'Pokol', ovvero Satana e Inferno, e in un manoscritto proprio di questo Dracula si parla come di un 'wampyr', parola che noi comprendiamo fin troppo bene. Da lombi proprio di questo uomo sono venuti poi grandi uomini e eccellenti donne, e le loro tombe rendono sacra questa terra, dove soltanto è nata cosa così scellerata. Perché non è certo l'ultimo di tali orrori che questo essere malvagio affonda le sue radici in cosa buona; in terra sterile di sante memorie non può trovare riposo. ([[Abraham Van Helsing]]) *La nebbia si faceva sempre più fitta, e ora riuscivo a vedere di dove era entrata, simile al fumo – o come la bianca energia dell'acqua bollente: non dalla finestra, ma attraverso gli interstizi della porta. Diventava sempre più fitta, fino a che mi è sembrato che si concentrasse in una sorta di nuvola a forma di colonna nel bel mezzo della stanza, attraverso la quale, in alto, riuscivo a vedere la luce del gas brillare con un occhio di color rosso. Ogni cosa ha cominciato a girare nel mio cervello, così come la colonna di nebbia stava ora girando per la stanza, e in tutto questo si manifestavano le parole della Scrittura: "...una colonna di nebbia di giorno e di fuoco di notte". Era questa una sorta di guida spirituale che mi stava assistendo nel sonno? Ma quella colonna era composta di elementi sia diurni che notturni, perché in quell'occhio vi era il fuoco, che ora esercitava un nuovo fascino su di me, finché, continuando a fissarlo, quel fuoco si è diviso, ed è sembrato guardarmi attraverso la nebbia con due occhi rossi, come Lucy me li aveva descritti nel suo momentaneo vaneggiamento mentale quando, sulla scogliera, i raggi del sole cadente colpivano le vetrate della chiesa di Santa Maria. Improvvisamente mi ha folgorato l'orrenda idea che così fosse stato anche quando Jonathan aveva visto le tre terribili donne farsi reali e concrete nel vortice della nebbia illuminata dalla luna, e nel sogno devo essere svenuta, perché tutto si è fatto nera tenebra attorno a me. L'ultimo sforzo cosciente della mia immaginazione è stato quello di vedere una livida faccia gessosa emergere dalla nebbia e piegarsi sopra di me. ([[Mina Murray]]) *Il chiarore della luna era tale che malgrado le spesse tende gialle alle finestra, nella stanza c'era abbastanza luce per vedere tutto. Sul letto accanto alla finestra giaceva Jonathan Harker, il volto paonazzo e il respiro affannoso, come ipnotizzato. Inginocchiata accanto al letto, il viso voltato dall'altra parte, vi era la bianca figura di sua moglie. Al fianco di lei, un uomo alto e magro, vestito di nero. Ci voltava le spalle, ma come l'abbiamo visto abbiamo tutti riconosciuto il Conte – in ogni dettaglio, compresa la cicatrice sulla fronte. Con la sinistra teneva strette tutte e due le mani della signora Harker, lontane da sé per tutta la lunghezza delle braccia di lei; con la mano destra la afferrava per la nuca, forzandole il volto contro il proprio petto. La bianca camicia di notte di lei era chiazzata di sangue, e un rivolo sottile scendeva lungo il busto dell'uomo, messo a nudo da uno strappo del vestito. L'atteggiamento dei due richiamava terribilmente quello di un bambino che stesse forzando il muso di un micino verso un piatto di latte per obbligarlo a bere. ([[John Seward]]) *Ho studiato e continuamente ristudiato, da quando capitate in mia mano, tutte carte relative a questo mostro; e più io studiato, più grande mi sembra la necessità di distruggere lui radicalmente. Tuto dà prova di suo progredire: non solo per quanto riguarda sua potenza, ma anche di sua coscienza di questo. A quanto ho saputo da mio amico [[Ármin Vámbéry|Arminius]] di Buda-Pesht, lui in vita è stato grande uomo. Soldato, statista, e alchimista – la quale alchimia era il punto più avanzato del sapere scientifico della sua epoca. Aveva una grande intelligenza, e una cultura senza confronti, e un cuore che non conosceva né paura né rimorso. Ha osato perfino frequentare Scholomance, e non c'era ramo del sapere del suo tempo che lui non ha provato. Ebbene, in lui i poteri della mente sono sopravvissuti alla morte fisica; anche se pare che la sua memoria non rimanesse completa. In qualcuna delle facoltà del suo cervello era rimasto, ed è anche adesso, un bambino; però sta crescendo, e alcune cose che in principio erano infantili ormai hanno preso una dimensione adulta. Sta sperimentando, e lo fa piuttosto benne; e se non era che noi abbiamo attraversato la sua strada, lui poteva essere – e se noi falliremo, lo sarà – il padre e il capostipite di un nuovo genere di esseri, la cui strada si snoda non attraverso la Vita, ma attraverso la Morte. ([[Abraham Van Helsing]]) *Quella povera anima che ha causato tutta questa miseria è il caso più triste. Pensate solo a quale sarà la gioia di quell'essere quando anche lui sarà distrutto nella sua parte peggiore onde la sua parte migliore possa raggiungere l'immortalità spirituale. Dovete guardare anche lui con compassione, anche se non per questo dovete rinunciare a distruggerlo. ([[Mina Murray]]) *La decisione di lasciare la sua deserta terra – deserta di uomini – e di venire in un paese dove la vita di tanto si è moltiplicata che la gente qui è ora come un grande campo di grano, è stato il frutto di un lavoro di secoli. Se un altro Non-Morto, come lui, cercasse di fare quello che lui ha fatto, forse neppure tutti i secoli del mondo del passato, o quelli del futuro, potrebbero aiutarlo. Nel caso di questo mostro, tutte le forze della natura, le più occulte e profonde e potenti devono avere lavorato insieme in un qualche prodigioso modo. Già il luogo dove lui è stato vivo, e poi Non-Morto per tutti questi secoli, è tutto pieno di stranezze del mondo chimico e geologico. Ci sono caverne profonde e anditi che nessuno ha mai raggiunto a tutt'oggi. Ci sono vulcani, che da loro bocche ancora mandano fuori acque dalle strane proprietà, e gas che uccidono o fanno rinascere. Indubbiamente, c'è qualcosa di magnetico o di elettrico in queste combinazioni di forze occulte che contribuiscono alla vita fisica in modo davvero strano; e anche in lui c'erano in principio grandi qualità. In un'epoca antica, dura e bellicosa è stato lui celebrato come colui che aveva più nervi d'acciaio, più acuto cervello, più coraggioso cuore di chiunque altro al mondo. In lui alcuni principi vitali, per qualche strana via si sono realizzati al massimo: e come il suo corpo si mantiene forte e cresce e si rafforza, così cresce anche il suo cervello. Tutto questo senza quel diabolico aiuto che è certamente in lui; e che deve piegarsi alla potenza che proviene ed è simbolica del Bene. ([[Abraham Van Helsing]]) *Pensate voi un po' che insistenza e che determinazione. Con il cervello infantile che possedeva, da molto tempo ha concepito l'idea di andare in una grande città. Che cosa fa lui allora? Trova subito quello che è il posto al mondo più promettente per lui. Poi deliberatamente si prepara all'impresa. Con grande pazienza trova quale è la sua forza e quali sono i suoi poteri. Studia nuove lingue. Impara una nuova vita sociale; nuovo ambiente per antiche usanze; la politica, la legge, l'economia, le scienze, le abitudini di un paese e di un popolo che si sono sviluppate durante la sua esistenza. Lo sguardo che ha dato a tutto questo non ha fatto altro che stimolare suo appetito ed eccitare suo desiderio. Non solo: lo aiuta a crescere anche in quanto cervello; perché tutto gli dimostra quanto lui ha avuto ragione con sue prime intuizioni. Tutto questo lui ha fatto da solo: tutto da solo!, da una tomba in rovina in una terra dimenticata. E quanto di più non potrà lui fare, una volta che gli si aprirà il più grande universo del pensiero? Lui che come sappiamo può irridere alla morte; che può prosperare nel mezzo di malattie che uccidono popoli interi. Oh, se un essere così provenisse da Dio, invece che dal demonio, quale forza benigna potrebbe lui essere in questo nostro vecchio mondo! ([[Abraham Van Helsing]]) *Il Conte è un criminale e appartiene al tipo criminale. Tale lo classificherebbero [[Max Nordau|Nordau]] e [[Cesare Lombroso|Lombroso]] e, ''quia'' criminale, la sua mente è formata solo in maniera imperfetta. Ragion per cui, in una situazione difficile, non può che cercare soluzioni nell'abitudine. ([[Mina Murray]]) *Ho visto il Conte giacere nella cassa sul terriccio, che con la brusca caduta dal carro lo aveva in parte coperto. Era mortalmente pallido, proprio come una statua di cera, e gli occhi rossi ardevano di quell'orribile volontà di vendetta che io conoscevo fin troppo bene.<br>Mentre lo guardavo, i suoi occhi hanno colto la visione del sole che tramontava, e l'espressione di odio del suo volto si è tramutata in un'espressione di trionfo.<br>Ma proprio in quell'istante, ecco il colpo lampeggiante del grande pugnale di Jonathan. Io ho urlato, vedendo la lama squarciargli la gola; mentre il signor Morris gli affondava nel cuore il suo coltello ricurvo.<br>È stato come un miracolo; sotto i nostri propri occhi, e quasi nel breve tempo di un respiro, l'intero corpo del Conte si è dissolto in polvere ed è sparito alla nostra vista.<br>Mi sarà di sollievo per tutta la vita poter ricordare che proprio in quel momento di ultima dissoluzione, nel suo volto è comparsa un'espressione di pace che mai avrei creduto potervi albergare. ([[Mina Murray]]) ===''[[I poteri delle tenebre (Islanda)|I poteri delle tenebre]]''=== *Sono sempre più curioso: non capita tutti i giorni d'incontrare un nobile ungherese – o meglio, transilvano – che abita in un antico castello tra montagne desolate, al margine estremo del mondo civilizzato, eppure capace di scrivere lettere in un impeccabile inglese con tutta la disinvoltura di una persona colta e istruita, mentre negozia con legali e agenti immobiliari per l'acquisto di una casa nel cuore di Londra. Un uomo simile dev'essere a dir poco formidabile. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]]) *Più tardi, ho conosciuto un professore sassone che ha passato buona parte della giornata a mostrarmi la città. Quando gli ho chiesto del Conte Dracula, spiegandogli che lo avrei incontrato e sarei rimasto da lui per due settimane, si è mostrato sorpreso perché, mi ha spiegato, il Conte era noto per condurre una vita ritirata, evitando il contatto con la gente e, per quanto ne sapeva, nessuno era mai stato invitato al castello. "Circoleranno senz'altro molte storie sul suo conto" ho detto allora "poiché, si sa, gli uomini hanno la tendenza a schernire quelli che non legano i loro fagotti come gli altri viaggiatori". Il professore mi ha confermato che, sì, circolavano molte voci a proposito del Conte, ma che nessuna persona ragionevole avrebbe mai dato ascolto a simili chiacchiere. A parte questo, non aveva altro da raccontare su di lui, tranne il fatto che apparteneva a una delle più grandi e antiche famiglie del Paese, di cui gli uomini – in virtù delle innate qualità della stirpe – erano i più coraggiosi e le donne le più belle, a tal punto che per secoli erano stati oggetto di leggende e poesie. Non sapeva se il Conte avesse figli o meno, ma mi ha detto che è stato sposato tre volte, e per tre volte è rimasto vedovo. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]]) *Ero turbato perché chiaramente il Conte non era del tutto sano di mente, e anche se era anziano e canuto, avevo il sospetto che non sarei stato in grado di contrastare la sua forza e la sua agilità, dal momento che si vantava di essere un discendente di [[Attila]], re degli [[unni]]. Sembra che in questo Castello ci si debba aspettare di tutto. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]]) *Il Conte ha grande dimestichezza con la situazione politica attuale, tuttavia fatico a capire in quale ideologia si riconosca. Sotto certi aspetti sembra molto liberale, come un vero rivoluzionario, mentre su altri argomenti, le sue vedute sono talmente superate che sembra più conservatore di tanti reazionari. ([[Jonathan Harker|Thomas Harker]]) ===Film=== *Dracula non era un pazzo, almeno non nel senso corrente. Dracula era la più assurda delle creature, il capo dei vampiri, sovrano delle anime maledette. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]], ''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'') *Dracula non ha avuto servitori per quattrocento anni, poi arriva un uomo nella casa dei suoi avi e Dracula è costretto a convincerlo che lui è uguale a quell'uomo. Deve provedere a cibarlo quando lui stesso non mangia più come gli umani da secoli. E lui ricorderà come si fa a comprare il pane? Come si sceglie il formaggio e il vino? E così riesce a rammentarsi il resto delle cose, come preparare un pasto, come rifare un letto, e rammenta anche le sue passate glorie, le sue armate, tutti i servitori, e riflette su come si è ridotto. (''[[L'ombra del vampiro]]'') *È miniera di arroganza. Molto facile comprendere perché questa aristocrazia decadente è lì per morire in quella parte del mondo. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula: morto e contento]]'') *Nel quindicesimo secolo, in quella zona d'Ungheria detta Transilvania, viveva un nobiluomo così audace in battaglia che i suoi soldati gli diedero il nome di "Dracul", che significa "diavolo". Soldato, statista, alchimista e guerriero, egli era così autorevole che si ritenne che fosse riuscito a soggiogare perfino la morte fisica. Fino ad oggi, nulla ha dimostrato il contrario. (''[[Il demone nero]]'') *– Un paletto d'argento? Un crocifisso? Ma come potevi pensare che non avessimo già provato di tutto prima?! Gli abbiamo sparato, l'abbiamo pugnalato, bastonato, schizzato con l'acqua benedetta, gli abbiamo trafitto il cuore con un paletto, ma vive ancora. Lo vuoi capire? Nessuno sa come uccidere Dracula.<br>– Ah. E che cosa aspettavi a dirmelo? (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'') *– Vuoi spiegarci che cos'è questa roba?<br>– Un concentrato di male e di peccati.<br>– Cosa?<br>– Questi oggetti appartenevano all'uomo più diabolico di tutti i tempi: il Conte Dracula.<br>– Dracula?<br>– Ho detto la verità nel descriverli in quel modo. Il mantello, il suo sigillo, il medaglione e il suo sangue.<br>– Il suo sangue?!<br>– Il suo... sangue.<br>– Ma-ma è soltanto polvere, polvere rossa.<br>– È giusto signori, sì. Soltanto polvere... (''[[Una messa per Dracula]]'') ====''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931)==== *– Ridi quanto vuoi. Io trovo che sia affascinante.<br>– Oh, di questo non discuto. Ma io preferisco qualcuno di più normale. *Proprio quando cominciavo a chiudere gli occhi ho sentito i lupi ululare. Poi è cominciato il sogno. Sembrava che tutta la stanza fosse invasa dalla nebbia. Era così fitta che a stento vedevo il lume vicino al letto, un fioco bagliore nella nebbia. E poi ho visto due occhi rossi che mi fissavano e una faccia bianca e livida è scaturita dalla nebbia. Mi è venuta vicino, così vicino! Sentivo il suo alito sul viso e poi le sue labbra! [...] E poi, la mattina, ero così debole. Era come se mi avessero tolta la forza vitale. ([[Mina Murray|Mina Seward]]) *– Ma Dracula che cosa ha a che fare con lupi e pipistrelli?<br>– Dracula è il nostro vampiro.<br>– Ma professore, lei è certo...?<br>– L'immagine di un vampiro non viene riflessa dallo specchio. Per questa ragione Dracula ha voluto infrangerlo.<br>– Non per essere scortese, ma è un discorso che mi aspetterei da uno dei pazienti di questa clinica.<br>– Sì, ed è quello che penserebbero i medici inglesi e la vostra polizia. La forza di un vampiro sta proprio nel diffuso scetticismo della gente. *Una nebbia rossa si diffonde sull'erba, avanzando come una lingua di fuoco che lui apre come un velario, e allora io vedo centinaia di migliaia di topi, con piccoli occhi rosso fiamma, come i suoi, ma solo più piccoli. E allora lui solleva la mano e li ferma tutti! Mi sembra che le sue labbra dicano: "Topi, topi, topi! Torme, milioni di topi, e tutti rosso sangue! E li darò tutti a te, se tu mi obbedirai!" ([[Renfield]]) *È venuto da me, poi si è aperto una vena nel braccio e mi ha costretto a bere. ([[Mina Murray|Mina Seward]]) ====''[[Dracula il vampiro]]''==== *Finalmente ho conosciuto il conte Dracula. Come speravo, egli è convinto che io sia qui per occuparmi dei suoi libri. Non mi rimane ora che attendere la luce del giorno. Poi, con l'aiuto di Dio, porrò fine per sempre al regno di terrore di quest'uomo. ([[Jonathan Harker]]) *Sono divenuto vittima di Dracula e della donna che è in suo potere. Forse sono condannato a divenire uno di loro. Se così fosse, che la persona che troverà il mio corpo sappia ciò che è necessario fare per poter liberare la mia anima. ([[Jonathan Harker]]) *Dopo la morte di Jonathan Harker, il conte Dracula, propagatore di questo male indicibile, è sparito. Dobbiamo trovarlo e distruggerlo. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]) *Sappiamo di vampiri che hanno esistito per secoli. Dalle cronache, si desume che Dracula possa avere cinque o seicento anni. ([[Abraham Van Helsing|Van Helsing]]) ====''[[Dracula, principe delle tenebre]]''==== *Dopo un regno di innarrabile terrore durato più di un secolo, il re dei vampiri era stato finalmente scovato nella sua tana su un picco dei Carpazi. Per più di un secolo, molti avevano sperato di distruggerlo, e tutti avevano fallito. Qui, finalmente, un avversario armato di una profonda conoscenza delle orride forze del male lo distrusse in modo assoluto, definitivo... così almeno sembrò. Migliaia di persone erano state schiave dell'osceno culto del vampirismo. Ora esso periva alla sua stessa sorgente. Solo il ricordo rimaneva, il ricordo della più diabolica e orrida creatura che l'umanità abbia conosciuto. *– Chi era il suo padrone?<br>– Era il Conte Dracula, signore. Di antica e aristocratica famiglia. [...]<br>– E non c'è nessun discendente?<br>– Il mio signore morì senza eredi, signore. Nel senso corrente dell'espressione. *Se vuol assistere alla distruzione di un mostro generato dal Conte Dracula, venga con me. Ma, l'avverto, non è uno spettacolo edificante. ====''[[Le amanti di Dracula]]''==== *– So che la vostra chiesa venne una volta brutalmente profanata. Ma il responsabile di quell'orrendo misfatto fu annientato circa dodici mesi fa. Non è così? Non venne forse scaraventato nelle acque tumultuose del torrente, ponendo così misera fine alla sua esistenza? Non è questa la verità? E allora perché non siete tutti in chiesa questa mattina?<br>– C'è l'ombra, monsignore.<br>– Quale ombra?<br>– L'ombra del suo castello.<br>– Arriva fino alla chiesa.<br>– Al tramonto l'ombra tocca la chiesa.<br>– Quale castello? Quello di Dracula? È a quello che riferite? Perché non pronunciate il suo nome? Non può più farvi del male ormai. È stato gettato nel torrente o no? Ed è morto? È morto oppure no?<br>– Sì, è morto.<br>– E allora?<br>– Ma la maledizione esiste ancora. La sentiamo in quell'ombra anche quando siamo in chiesa. *Il vampiro Dracula è vivo. Durante le ore della notte, Maria non deve essere lasciata mai sola. Hai capito bene? Neanche per un momento devi lasciare il suo capezzale. *– C'è un castello in mezzo alle montagne che appartiene a un certo Conte Dracula. Lo conoscete?<br>– Ho capito di chi parlate.<br>– Devo andarci subito.<br>– Perché? È vuoto. Non ci abita più nessuno.<br>– Non per molto. Sta venendo qui.<br>– Dracula? È impossibile.<br>– È la verità! È la verità, ve lo giuro!<br>– Dracula è morto da più di un anno.<br>– No, vi assicuro che è vivo, e sta venendo qui!<br>– È colpa vostra! Ce l'avete portato voi! *– Siamo stuffi della gente ce s'impiccia nei fatti nostri! Se noi ce ne stiamo tranquilli, Dracula ci lascerà in pace.<br>– È un diavolo! E finché sarà in vita nessuno di voi sarà al sicuro. ====''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''==== *– Vengo da Londra.<br>– Da Londra?<br>– Vado a trovare uno dei nostri clienti. Forse lei lo conosce: il conte Dracula. Allora, lo conosce?<br>– Mio caro signore... Che Dio l'aiuti, perché se va dal conte Dracula, avrà bisogno di protezione. *Che è successo al conte Dracula? Sono scappato dal castello. Lui mi ha inseguito insieme agli altri. Erano vampiri giganti con enormi denti. Volevano succhiarmi il sangue. Non l'ho sognato. Erano dei vampiri! Li ho visti nelle bare. Perché non vuole credermi? ([[Jonathan Harker]]) *Attraverso antiche leggende greche, indiane, magiare e perfino cinesi, ci è giunta notizia di un uomo che vivrebbe nutrendosi del sangue di altri esseri umani. In questo modo, non solo rimane in vita, ma non invecchia mai. Non è un fantasma, ma non lascia ombra. Può trasformarsi molto facilmente in cane, in vampiro, in gufo, o in qualsiasi altro tipo di animale. Vive solo di notte e durante il giorno si rifugia nella sua tomba. Le persone a cui ha succhiato il sangue vengono contagiate. Se muoiono si trasformano a loro volta in altrettanti vampiri. Il suo nome è Dracula. ([[Abraham Van Helsing]]) *– Allora perché non l'arrestano?<br>– Lei sottovaluta il conte Dracula. E poi che può fare la legge contro un uomo che vive al di fuori del nostro mondo? *Finché Dracula è in vita, il tempo e lo spazio contano molto poco. ([[Abraham Van Helsing]]) ====''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''==== *La raccappricciante leggenda del Conte Dracula estende il suo terrore molto al di là delle montagne della Carpazia fino alla metropoli vittoriana di Londra. Qui, in Hyde Park, avviene il definitivo confronto tra Lawrence Van Helsing e il suo irriducibile nemico, il vampiro Dracula. *Mio nonno morì lottando con un vampiro, il più terribile, il più pericoloso vampiro di tutti i tempi. Però prima aveva raccolto delle prove. Prove positive. Non c'è niente da ridere, glielo assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Circa un secolo fa, ci sono avute prove, prove positive, che uno viveva in questa città: Dracula. Secondo le leggende, esso fu sepolto in Chelsea, probabilmente da uno dei suoi discepoli, e probabilmente a San Bartolph. Sì, in un angolo sconsacrato. Se il paletto è stato estratto dal suo cuore, egli potrebbe resuscitare. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Questa è la sua vendetta, una vendetta che si trascina da anni, una diabolica ritorsione contro i discendenti di Lawrence Van Helsing, mio nonno. Vuole sfogare il suo odio in questo modo, trasformando mia nipote in un essere come lui, facendola diventare un morto che vive, un vampiro. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) ====''[[I satanici riti di Dracula]]''==== *Il bacillo della peste, la Valham House, la distruzione psichica di intellettuali come il professor Keely e gli altri, sono tutti elementi di un piano, volto ad uno scopo preciso. Una vera forza. L'ombra di cui io vi parlo è più sinistra, più oscena di qualunque mostruosità possiate immaginare. Vincitore della putrefazione, maestro degli incorrotti, il Conte Dracula! ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Ho già distrutto il Conte Dracula una volta. Accadde più di due anni fa, nel Chiostro di San Bartolph's. Ma quell'essere può rinascere per rincarnazione. Si richiede un discepolo, una persona molto esperta nel rito. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Probabilmente nel suo subcosciente è ciò che desidera. La fine di tutto. Egli è un immortale maledetto che vive sulla violenza, la paura, il terrore. Ma supponendo, solo supponendo, che egli aspiri alla pace eterna, vorrebbe prima abbattere l'intero universo, vendicarsi di tutto. Uomini muoiono di peste a milioni, e come ombra della morte una sinistra figura si apre il cammino a colpi di falce. Il Conte Dracula è la profezia biblica di Armageddon. ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) *Dopo aver distrutto ogni essere vivente sulla Terra, ti resterà un mondo vuoto da comandare. È questo che vuoi, Conte Dracula? Una grande fiammata fatta di orrore e di violenza? La spettrale distruzione di un intero pianeta? È questo il tuo ultimo desiderio? ([[Abraham Van Helsing|Lorrimer Van Helsing]]) ====''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''==== *Dracula? Ha detto così? Dracula... Ha un suono così singolare. Tre sillabe, eh? Dra-cu-la. Ha un che di accattivante questo nome. *Io non ho incontrato nome più perfetto negli annali della nobiltà. Vostro padre, figlie mie, riconosce la sostanza dalla forma: la polpa del frutto dalla buccia che lo riveste. Ci sono gli assaggiatori di vino e gli assaggiatori di nomi. Sì, "Dracula", una felice combinazione di oriente e di occidente, di realtà e di fantasia. Se non temessi di fare della letteratura o della retorica, che aborrisco, aggiungerei che in un certo senso gli mutua un qualche ingrediente del Conte di Montecristo, nonché di Sinbad il marinaio. *Dracula ci dà una garanzia anche dal punto di vista glottologico. A tutt'oggi, non si sono segnalati nomi che finiscono in ''-ula'' che contengono un segno negativo. *Vive del sangue degli altri. Non serve a nessuno, né adesso né mai. ====''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)==== *Lei, Conte Dracula, ha una sete incredibile di vita. ([[Mina Murray|Mina Van Helsing]]) *È il conte che è pazzo. Mi ha promesso tanta carne. Dice che non dovrò più mangiare ragni e mosche, ma roba grossa. Creature umane. ([[Renfield]]) *Come osa [...] disprezzare l'essere più infelice e più gentile della Terra? ([[Lucy Westenra|Lucy Seward]]) *Se avessi il potere di mandare la sua anima a bruciare nel fuoco eterno non esiterei a farlo. ([[Abraham Van Helsing]]) *Io sto morendo, e lui ride con la sua bocca rossa e quei dentoni bianchi affilati come quelli dei topi. Sono centinaia, migliaia, milioni! ([[Renfield]]) *Se ci sconfiggerà, allora Dio non esiste. ([[Abraham Van Helsing]]) ====''[[Dracula di Bram Stoker]]''==== *Il mio animo abbandona il mio corpo. [...] Non ho mai provato sensazioni tanto angoscianti. Non riuscivo a tornare da te, sono completamente sconvolta. [...] Dovevo! Era come se mi trascinasse, mi attirasse, e io ho perso il controllo. [...] Aveva gli occhi rossi. [...] Avverto ancora il sapore del suo sangue in bocca. ([[Lucy Westenra]]) *Non so, ma ho quasi la sensazione che il mio strano amico sia qui con me. Parla nei miei pensieri. Con lui mi sono sentita più viva di quanto lo sia mai stata. E ora, senza di lui e presto sposa, io mi sento confusa, smarrita. Forse, per quanto cerchi di essere buona, sono cattiva. Forse sono una donna cattiva e volubile. ([[Mina Murray]]) *Da vivo fu un uomo dalle qualità esemplari, e la sua mente era potente e grande. Ma più grande è la necessità di schiacciarlo e distruggerlo definitivamente. ([[Abraham Van Helsing]]) ====''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''==== *È tutta la vita che faccio questi sogni, intrappolata nelle tenebre con quell'uomo. Pensavo che fossero solo incubi, ma questo era così reale. Sentivo il suo respiro sulla pelle. Io sto cominciando a impazzire. *Dracula non è un mito, non è il vaneggiamento di un romanziere irlandese, oh no. È reale, te l'assicuro. ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]]) *Lui è stato il primo. Dracula è l'Adamo, il paziente zero. Ma a differenza di quelli che infetta, non può essere ucciso, non con mezzi che io conosca. [...] Tutto quello che distrugge gli altri vampiri, lui sopravvive. Ci dev'essere un modo! Ho passato tutta la vita cercando la maniera di ucciderlo. Egli è semplicemente fuori dalla portata della morte. Ma perché? Questa è la domanda che mi ha tormentato per oltre un secolo. Chi è questa creatura che cammina come un uomo, ma la cui immagine non si riflette? ([[Abraham Van Helsing|Matthew Van Helsing]]) *Molto tempo fa, [[Giuda Iscariota]] cercò la morte per i suoi peccati, ma gli fu negata. Oggi la corda non si è rotta ed è bruciato alle prime luci dell'alba. Ora sono io la custode delle sue spoglie. Se l'anima di Dracula dovesse ancora aleggiare sulle sue ceneri, io la terrò confinata per sempre. ====''[[Dracula 3D]]''==== *Vedrai, ti piacerà lavorare per il Conte. È un vero gentiluomo, e ha fatto così tanto per questa gente. Mio padre dice che senza il suo aiuto, Passburg sarebbe ancora in pieno medioevo. ([[Lucy Westenra|Lucy Kisslinger]]) *Il Conte è sempre molto attento ai suoi ospiti. *Stasera ho finalmente conosciuto il Conte Dracula. È più giovane di quanto pensassi, eppure il suo comportamento e il suo contegno in qualche modo sembrano contraddire il suo aspetto. ([[Jonathan Harker]]) *– Non si può andare avanti così!<br>– Finora vi è sempre stata bene. Quando il Conte pagava la scuola o pagava i vostri debiti, non avevate niente da obbiettare!<br>– Si è spinto troppo oltre. Santo cielo, Passburg sta diventando un cimitero, e voi non fate niente.<br>– Abbiamo stretto un patto con lui. Infrangerlo sarebbe peggio che rispettarlo. *Egli ipnotizza gli umani, penetra le loro menti, dopodiché se ne impossessa. ([[Abraham Van Helsing]]) *La sua passione era come un fuoco violento. Consumava quello che voleva di più. ([[Abraham Van Helsing]]) ===''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (miniserie)=== *– Dracula, principe tra tutti i vampiri, teme la croce. Riuscite a capire che cosa significa?<br>– No. Spiegatemelo.<br>– Dio esiste. Dio esiste e finalmente anch'io l'ho trovato.<br>– Avete trovato il Diavolo.<br>– Se serve il Diavolo per condurmi dal mio Signore, allora io dico ben venga ​il Diavolo! *– Che cos'è il Conte Dracula?<br>– In vita, era un principe di eccezionale cultura e di successo. Nella morte, suppongo si potrebbe dire che sia il migliore dei vampiri.<br>– Il migliore?<br>– Quello di maggior successo. La maggior parte sono selvaggi, mezzi pazzi. Raramente durano a lungo, mentre Dracula è riuscito a conservare la sua forma umana e il suo intelletto più o meno intatti per centinaia di anni.<br>– Bevendo sangue umano.<br>– Tutti bevono sangue. Dracula ha imparato a farlo bene, secegliendo le sue vittime con la massima cura, credo. Persino nella morte ha mantenuto la selettività di un aristocratico. *Consideriamo che il Conte Dracula non sopporta la sua immagine, Dracula, che non vuole esporsi alla luce del sole e non può entrare in una casa senza essere invitato. Queste non sono maledizioni. Sono mere abitudini che sono diventate feticci e poi leggende a cui credete persino voi. Le regole della bestia: ne abbiamo discusso molto tempo fa. Ma perché? Di che cosa avete paura? Siete un guerriero nato da una stirpe di guerrieri. Vostro nonno è morto combattendo, vostro padre, i vostri fratelli, i vostri figli, i loro figli. E tutti sono caduti da eroi sul campo di battaglia, ma non voi. Non il Conte Dracula, il condottiero che si apposta nell'ombra e sopra le vite degli altri, indesiderato in ogni luogo, che dorme in una cassa di terra, eppure sogna la tomba di un guerriero, che si ritrova ammaliato da una ragazza innamorata della cosa che lui teme di più: la morte. E ora sappiamo perché questo {{NDR|il crocifisso}} funziona: perché rappresenta il coraggio che bramate di possedere, il coraggio che ci vuole per morire. Direi che vi vergognate. Il Conte Dracula si vergogna! ===Persone=== *A me di Dracula piace la sua fragilità così umana e sofferta, questa consapevolezza di vivere una dannazione eterna. ([[Marta Gastini]]) *Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (''[[Il Mereghetti]]'') *Con ''Dracula'' e nella letteratura e nella cinematografia che ne sono derivate si è stabilizzato il tipo del vampiro nobile (Dracula è più spesso chiamato "il Conte") che si appropria delle vergini e dei bambini del suo feudo, nel quale si parla (sottovoce) di lui con odio e terrore. C'è un po' di [[Gilles de Rais]] in Dracula (e il [[Barbablù]] della fiaba è una sorta di vampiro). ([[Renato Giovannoli]]) *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. ([[Christoph Waltz]]) *Dracula è una grande metafora, in realtà, Dracula è una brutta malattia che entra nella vita di una coppia e la sconvolge. Un cancro, che ti assale e che ti succhia via la vita, e che bisogna in qualche modo sconfiggere. ([[Sergio Rubini]]) *È molto attraente nella sua pericolosità. È la personificazione del male. È Lucifero. È Mefistofele. È come il diavolo, in realtà. ([[Gary Oldman]]) *Ha queste tre cose: una potente forza fisica, il potere di muoversi nel tempo e nello spazio e un fortissimo appeal sessuale per le sue vittime femminili. ([[Terence Fisher]]) *Il Conte, che si aggira di notte e dorme di giorno, parla alle ansie più intime, alle sessualità represse, a un mondo sotterraneo di sé segreti. Questo nobile luciferino è più stimolante degli innocenti che brama e, in un certo senso, il Conte stesso è una specie di teatro, nel quale sono messe in scena le nevrosi della sua era. ([[Joseph O'Connor]]) *Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (''[[Il Mereghetti]]'') *Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare [...]. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. ([[Zoë Bleu]]) *Il suo morso è un bacio sensuale e allo stesso tempo efferato. ([[Asia Argento]]) *In quella sua prima apparizione Dracula somiglia molto al "gran personaggio" di cui parla [[Alessandro Manzoni|Manzoni]] (ed entrambi ricordano il Diavolo), soprattutto nei particolari degli "occhi accesi" e del "labbro atteggiato di minaccia". [...] Anche il palazzo del "gran personaggio" può ricordare il castello di Dracula, oltre che certe architetture delle ''Mille e una notte'', soprattutto per la presenza delle "fantasime" [...]: le evanescenti e lunari mogli di Dracula. [...] E se si considera il vampirismo come una figura del male nel suo aspetto contagioso, la fuga di Harker equivale al rifiuto del protagonista del racconto manzoniano di diventare un untore. ([[Renato Giovannoli]]) *In realtà il conte Dracula – come [[Giacomo Casanova|Casanova]] e [[Dongiovanni]], come [[Marchese de Sade|Sade]] e [[Restif de la Bretonne]] – dovrebbe essere collocato nell'immaginario dell'amore prima che in quello dell'orrore. Con l'aggiunta di una sottolineatura crudele che, lungi dal rappresentare un limite, rientra per acquisizione non soltanto letteraria – ma di comune prassi erotica – tra le componenti essenziali della ritualità libertina.<br>Il [[bacio]] del [[vampiro]] è il [[morso]] dell'amante. ([[Franco Cuomo]]) *Molte ragazze sono attratte da Dracula perché desiderano lo stesso tipo di amore e devozione totali. ([[Zoë Bleu]]) *Ogni epoca ha il suo specifico terrore, figlio delle proprie esperienze. Per essere precisi, sembra che il vero successo di un'icona horror stia nel suo intercettare a mezza strada due diversi terrori, il primo chiuso nell'armadio dell'autore, e il secondo in quello dei lettori. Prendete l'esempio del conte Dracula: è noto che Bram Stoker scrisse il romanzo dopo aver trascorso un'infanzia da allettato, fra medici che scuotevano la testa e genitori rassegnati al peggio, per cui l'immagine di quel vampiro rialzatosi dalla bara altro non era che un rivivere il terrore di quel calvario. Fin qui il trauma dell'autore. Ma poi? Poteva bastare questo a fare di Vlad III di Valacchia un caposaldo del terrore moderno? Nossignore. Ciò che rese Dracula uno spauracchio collettivo fu il fatto che Stoker gli conferì ad arte tutte le caratteristiche dell'ignoto straniero trapiantato sul suolo britannico: il conte assetato di sangue venne trasformato in uno slavo antioccidentale, anticristiano, antitecnologico, antirazionale, ovvero in un formidabile ricettacolo di tutto ciò che i lettori inglesi potevano concepire come una minaccia alla loro identità. ([[Stefano Massini]]) *Per me, in termini di personaggi iconici dell'horror, il numero uno è Dracula/Nosferatu. ([[Bill Skarsgård]]) *Secondo le mie letture giovanili Dracula era il diavolo, l'angelo caduto, il che significa che potenzialmente aveva in sé il bene e il male. ([[Francis Ford Coppola]]) *Si vede che anche al cinema non muore mai, la sua eterna dannazione si riproduce nei film, nell’immaginario delle persone è condannato all’eternità. ([[Matilda De Angelis]]) *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore" [...]. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. ([[Matilda De Angelis]]) ====[[Vittorino Andreoli]]==== *Occorre avere ora il coraggio di dire che il conte giunge persino a intenerire, a fare pena. In fondo non è il mostro dalla forza sovrumana e incontrastabile, uno di quelli che si presentano sugli schermi della stupidità di oggi. Dracula è pur sempre un uomo, lo è stato mentre era in vita, nel senso storico del termine; era un eroe, uno che ha salvato il proprio popolo dai Turchi e a quel tempo dire turco richiamava alla mente il male e la violenza estrema. Un personaggio morto eppur pieno di bisogni: di giorno deve ritornare dentro una bara nascosto nella terra del cimitero in cui è stato sepolto, tanto da doversela portare sempre con sé. È terrorizzato dal bene o dai segnali del bene; i crocifissi d'argento, le particole consacrate che il professor Van Helsing usa come proprie armi di difesa. È un mostro che ha paura e che può essere vinto, tant'è che questa è la conclusione della storia. *Il sangue è vita, senza sangue si è sfiniti, prossimi alla fine: dopo aver succhiato sangue Dracula ha forza e diventa persino giovane. Senza non può vivere tra i morti. Anche nel tempo presente sono infiniti i riferimenti a questa simbologia e assumono espressioni religiose: Cristo trasforma il pane in corpo e sangue del Signore e così dà la vita agli uomini. Lo trasforma in sangue perché il corpo senza sangue non vive. Del resto, quando muore sulla Croce, dà tutto il suo sangue, tanto che l'evangelista nota: dal costato usciva acqua. Aveva dato tutto. *Il succhiare è il gesto della vita, la modalità con cui il neonato vive. Si attacca al seno e lo divora. Dalla madre passa la vita al bambino che così la succhia. Rimane un gesto pieno di fascino e nei giochi erotici dell'adulto il succhiare ha un ruolo importante: ancora una volta un simbolo di forza vitale. Dracula non ha nulla della aggressività orale di chi mangia, anzi egli non mangia mai, succhia soltanto. E in questo si è fermato al gesto della vita neonatale, il movimento primario per eccellenza: se il bambino non sapesse succhiare morirebbe. *Tra le metamorfosi possibili a Dracula, la più significativa, tanto da diventare quella nota a tutti, è in un uccello, un pipistrello. La simbologia dell'uccello è sconfinata ed è anch'essa parte della vita. Il pene è popolarmente chiamato uccello: proprio perché si eleva e in quel volo dà la vita, il seme. Il pipistrello è un essere strano, potremmo dire perverso: sia perché appartiene ai mammiferi e non alla specie degli uccelli, sia perché è notturno e nella notte diventa un uccello del peccato, del proibito. Ha inoltre le caratteristiche di attirare e di divenire repellente. Di giorno poi non ha vita e rimane appeso, molle, in una caverna, mentre con il buio rinasce e cerca continuamente in quel volo inarrestabile la propria preda. Il sangue richiama dunque l'uccello-pene ed è suggestiva l'immagine del «battesimo di sangue» con la signora Mina attaccata al petto di Dracula, in una posizione che richiama la fellatio. ====[[Dario Argento]]==== *{{NDR|Sul suo Dracula preferito}} Dai, [[Bela Lugosi]] decisamente no. Lui era troppo grasso! Mi piacevano i film della [[Hammer Film Productions|Hammer]] con [[Christopher Lee]]. Lui sì che era selvaggio e spaventoso. Ricordo che ero molto giovane e che il suo Dracula mi spaventò parecchio. Io volevo cambiare la visione di Dracula e non mi interessava fare come Coppola. Forse volevo un Dracula più espressionista. *Dracula ha una ferocia inaudita, tuttavia nasconde un lato molto romantico. Il suo amore per Mina è folle e puro. Animalesco, direi. E lo porterà alla rovina. Oltre che all'aglio, lui è vulnerabile al fascino delle famiglie. *È un essere camaleontico. Secondo il mito, si trasforma solo in lupo o pipistrello. Io ho pensato che poteva assumere le sembianze di altri animali e insetti giganteschi: un topo, una cavalletta, uno scarafaggio... Inoltre, ha rapporti carnali con uomini e donne, ma questa non è una novità: nelle leggende, che li riguardano, i vampiri sono per natura bisessuali, non hanno pregiudizi. *Mi ha affascinato molto la storia di amore e morte che aleggia sul personaggio. Poi mi interessavano molto le sue trasformazioni, quando prende le sembianze di animali e altre creature. Un aspetto che in pochi hanno esplorato. ====[[Alessandro Baricco]]==== *Da Don Giovanni non divorzi. E Dracula non lo curi. Il piccolo armamentario dei medicamenti borghesi non può nulla contro quel tipo di desiderio. Vuoi salvarti? Allora inizia ad abituarti a un mondo in cui nemmeno i confini tra vita e morte sono certi, e la tua fidanzata, morta, la notte va in cerca di bambini da prosciugare, e tuo padre, morto, torna ogni tanto a punire i tuoi amanti. Non piace, quel mondo? Peccato, è l'unico che c'è. *Difficile immaginare un personaggio che meglio di Dracula prenda su di sé, e traduca in carne e parole, il terrore. Non c'è nulla che, in lui, non sia terrore cristallizzato in gesto, immagine, parola, odore, tempo, colore. L'artigiano che era in Stoker lavorò da dio. Senza trascurare il minimo dettaglio. Se c'era un modo per dire che un mondo senza centro è un campo da gioco terrorizzante, Dracula lo disse. E quel vampiro è, simultaneamente, l'enunciazione di un teorema e la sua dimostrazione. Il che può aiutare a capire come si sia impigliato, una volta per sempre, nella fantasia collettiva. *Una cosa curiosa di ''Dracula'' è che Dracula vi compare pochissimo. Di persona, intendo dire (se si può usare l'espressione di persona parlando di un vampiro). Riassumendo, lui compare in carne e ossa (idem) nella prima parte del romanzo, quando Jonathan Harker gli rende visita in Transilvania. Poi, si può dire che scompaia. Le sue apparizioni sono poco più che bagliori: un cane che scende da una nave, un pipistrello che sbatte contro un vetro, una nebbia che scivola sotto le porte. Di rado compare in fattezze umane, e quando lo fa è sempre per pochi istanti, subito ingoiato dal buio, dalla folla, dalla nebbia: sulla collina di Whitby, con Lucy; una volta per strada, in mezzo alla gente; stretto a Mina in un lampo che acceca i testimoni; e poi il tempo di una breve invettiva, prima di scappare, quando gli inseguitori lo attirano in una stanza dove non riusciranno a prenderlo. Anche la sua voce, così pedante e rigogliosa durante la visita di Jonathan, sparisce nel polverone delle parole altrui: il virgolettato di Dracula, per quattro quinti del romanzo, si riassume in una paginetta di frasi neanche tanto memorabili. Considerato quanto parlano gli altri, lui praticamente tace. La cosa è curiosa perché, al contrario, tutto il romanzo è ossessivamente posseduto, senza eccezioni, dalla sua figura. Non c'è nulla, in Dracula, che sia lì per una qualche sua energia autonoma: tutto esiste perché esiste Dracula. Lui è la luce che ritaglia via gli altri dall'indistinta oscurità del semplicemente esistente. Tutto diventa racconto se incontra lui, e nulla che non incontri lui diventa racconto. ====[[Carlo Della Corte]]==== *Dracula conta molto più del suo autore. Nel migliore dei casi, per costui, è la sua proiezione pantografata. Altrimenti un personaggio d'estro, di quelli che nascono dopo una micidiale sbronza in un pub. *Magari lo Stoker detestava la monarchia e i nobili in genere e cercò di caricare un conte dei più perfidi e goffi misfatti. Fu così? Non lo sapremo mai. *Stoker, come tutti gli scrittori di un qualche talento, aggiunse al suo cocktail uno spruzzo di particolare veleno. Tanto che, ancor oggi, questo bastardissimo Dracula funziona. Sul piano fumettistico e cinematografico, d'accordo. Ma anche psicologicamente. È diventato un modello, un maestro di ciò che non si deve essere (il ''«ciò che non siamo ciò che non vogliamo»'' di Montale?). ====[[Claudia Durastanti]]==== *Di tutti i protagonisti delle storie dell'orrore, le fiabe macabre e i romanzi gotici che mi tenevano sveglia la notte, Dracula era quello più simile a un supereroe. Come tutti i supereroi dei fumetti più interessanti, invece di essere orgoglioso del suo potere – la capacità di vivere per sempre (quantomeno tenendosi lontano da paletti di frassino e spicchi di aglio) –, Dracula arrivava quasi a odiare il suo talento speciale e attraversava la sua condizione con malinconia, da aristocratico solitario e triste. *Dracula ama fare conversazione: sono la cultura e la lettura a renderlo quasi umano. Non ha la furia rozza del lupo mannaro, né la monotonia del diavolo. Grazie a Stoker, il Conte ci insegna che siamo destinati a diventare vampiri ogni volta che ci affezioniamo a qualcuno, e ci ricorda che quando leggiamo un libro, di fatto succhiamo il sangue dalle parole per diventare immortali. A metterla così, è difficile stabilire cosa ci rende davvero diversi da questo supereroe inconsolabile. *Dracula ci parla, ci irretisce, ci imprigiona, ma sempre con l'idea che quel che vuole non sia tanto il nostro sangue quanto la nostra compagnia. *Leggendo la sua storia, si capisce bene che il suo vero potere (la sua vera condanna) è desiderare gli altri, non vivere per sempre. ====[[Ernesto Ferrero]]==== *Come la [[Mostro di Frankenstein|Creatura]] del [[Victor Frankenstein|dottor Frankenstein]], è un ibrido nato in laboratorio, dopo una notte d'incubo (pare che Stoker avesse fatto indigestione di una zuppa di gamberi all'ungherese). I Carpazi non c'entrano, con buona pace di [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]] e dei romeni, che hanno cercato di trasformare il conte in attrazione turistica: resta un personaggio rigorosamente e inconfondibilmente ''made in England'', come il whisky, il tweed, le pipe Dunhill e tutte le buone cose che si comperano da Harrod's. *Come un eroe di Bataille, Dracula non fa che anticipare un'equazione quella tra [[Eros]] e [[Tanato|Thanatos]], che nel Novecento sarebbe diventata ovvia; porta alle estreme conseguenze la violenza che è implicita nell'erotismo, e ci obbliga a riconoscere – come i libertini filosofi di [[Marchese de Sade|Sade]] – che i vertici del piacere coincidono con i rituali della violazione. *Dracula attende ancora il suo [[Michel Foucault|Foucault]] o il suo [[Roland Barthes|Barthes]], e continua a funzionare come un trovarobato di effettacci per sceneggiatori a corto di idee. *Le misure che i «buoni» prendono contro Dracula e i suoi adepti portano sul piano simbolico i violenti sistemi della psichiatria ufficiale, lanciata a «razionalizzare» il sistema manicomiale: paletti nel cuore, taglio della testa e aglio in bocca. Avesse potuto, il dottor [[Abraham Van Helsing|Van Helsing]] avrebbe sottoposto volentieri quel paranoico patetico e disperato che è il vampiro all'elettroshock. Tutto gli sarebbe passato per la mente, meno che andarsi a leggere un'operetta uscita quasi insieme alla storia di Dracula: ''L'interpretazione dei sogni'', opera di un giovane e ambizioso collega ebreo che lavorava a Vienna. *Lungi dall'incutere orrore, il conte vampiro incarna il personaggio patetico e disperato di un ''«deviante»'' abbastanza innocuo, la cui unica cattiveria consiste nell'approfittare della distratta disponibilità di vittime che vogliono essere tali. Il vero orrore sta dall'altra parte, nell'ipocrisia degli inibiti, negli psichiatri che maneggiano l'aglio, il paletto e il crocifisso. *Personaggio umbratile e complesso, Dracula è figlio della repressione vittoriana e della presunzione positivista, il simbolo in cui si intrecciano [[Eros]] e [[Thanatos]], Trasgressione e Controllo Sociale, Libido e Sublimazione, Immortalità e Necrofilia, Desiderio e Paura, Scientismo e Irrazionalità. *[[Vlad III di Valacchia|Vlad l'Impalatore]] è un macellaio sadico, Dracula è un artista. A fine millenio, è lui a dirci che la Letteratura è ancora una cosa seria anche quando sembra voglia soltanto divertire. ====[[Radu Florescu e Raymond T. McNally]]==== *Dracula ci insegna a confrontarci con una teoria che conosciamo per esperienza, ma spesso non vogliamo ammettere, cioè raramente le cose sono ciò che sembrano. Sappiamo che Dracula rappresenta ciò che Freud chiamava arcano, ciò che avrebbe dovuto rimanere nascosto ma alla fine viene in superficie. C'è qualcosa in Dracula il vampiro che risulta al contempo alieno e familiare e che tentiamo di non riconoscere, perché vediamo sempre la nostra immagine riflessa in uno specchio, ma non possiamo vedere quella dei vampiri. Ecco perché, dopo tutte le nostre ricerche, ci siamo persuasi del fatto che fino a quando gli umani non avranno scoperto sia il segreto dell'immortalità fisica sia quello dell'eterna giovinezza, il mistero di Dracula continuerà a sopravvivere. *Dracula è un solitario, mentre i suoi nemici riescono a vincerlo solo se si alleano. Il messaggio è chiaro: se si uniscono le forze della comunità e la buona volontà, si può sconfiggere il male. *Stoker sapeva ciò che un suo contemporaneo, [[Sigmund Freud]], stava iniziando a scoprire, cioè che raramente le cose sono ciò che sembrano. Il conte Dracula sembra un gentiluomo ma in realtà è un predatore. ====[[Jesús Franco]]==== *Amo Dracula, è un personaggio straordinario, uno dei più potenti della letteratura e considero il romanzo un capolavoro. *È molto più profondo {{NDR|di [[Victor Frankenstein]]}}, possiede una qualità letteraria altissima. *Non si può spiegare Dracula a ogni film, è là una volta per tutte, pieno di violenza. Spiegare è una perdita di tempo e una stronzata. ====[[Fabio Giovannini]]==== *Dracula è un falso aristocratico: nessun servitore, infatti, gli facilita la vita (o la non-vita) al castello. Non ha attorno a sé nemmeno il chiasso conviviale ed orgiastico di un signore feudale: il suo maniero è tetro, e lui stesso non tocca mai cibo. *Dracula è un libertino. Si sceglie molte donne e se ne nutre. Ma non riesce mai ad essere maschilista quanto il suo nemico Van Helsing. *Dracula è un ottimo turista. Sceglie con cura il nome delle navi con cui salpare. Per arrivare a Londra usa la «Demeter», che ricorda la suocera del dio degli Inferi, Demetra (che è anche simbolo di fertilità, e Dracula è una sfida alla procreazione ma è anche propagatore di vampiri). Per tornare in patria, invece, sceglie la «Czarina Caterina», il cui nome coincide con la zarina forse più immorale e dissoluta di tutta la storia russa. *[[Bela Lugosi|Lugosi]] è il caso limite, ma Dracula è sempre una maschera maligna, una volta appiccicata sul viso non è più possibile staccarla. Lo stesso destino è accaduto a [[Christopher Lee]], in parte a [[Klaus Kinski]] e a [[Frank Langella]]. Gli interpreti del vampiro diventano tutt'uno con lui e difficilmente si liberano della sua presenza. *Qualcuno ha visto nel Dracula di Stoker un'influenza diretta delle teorie di [[Cesare Lombroso|Lombroso]] (del resto citate dallo stesso Stoker), ma l'ipotesi è di difficile dimostrazione. Se è vero che Lombroso e la sua scuola ci informano che «riguardo ai denti, si incontrano negli assassini i canini molto sviluppati», è anche vero che Dracula fa bella mostra di una fronte spaziosa e alta, negata ai criminali dai lombrosiani e attribuita viceversa ai geni. Dove il vampiro spezza di più le categorie dei delinquenti di Lombroso, [[Enrico Ferri (criminologo)|Ferri]], [[Raffaele Garofalo|Garofalo]] e altri fisionomi, è negli occhi, mai sfavillanti in un criminale secondo le «regole» di quella fisiognoica. ====[[Christopher Lee]]==== [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|Christopher Lee interpretando Dracula in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Alla fine credo che Dracula sia un vero anti eroe, dotato di una grande forza che spesso non sa controllare e questo dà delle difficili responsabilità per l'interprete. Non è infatti semplice rendere credibile un personaggio come Dracula che la gente guarda per un'ora e mezza sapendo di dover accettare qualcosa che non accadrà mai nella vita reale. *Dracula continua a perseguitarmi. Pazienza. Una cosa però la devo volentieri a quel tenebroso conte: mi ha insegnato nella realtà e nella finzione a camminare in equilibrio tra dramma e ironia. *Dracula rappresenta solo un momento della mia carriera nella quale ho girato oltre 300 film. Sono fiero di quel ruolo ma non voglio morire come Bela Lugosi, legato esclusivamente a un personaggio, a un film. Personalmente credo di aver dato molto al personaggio, accentuando l'aspetto erotico che, precedentemente, era stato quasi del tutto ignorato. *Ieri un giornale ha scritto che io avrei interpretato Dracula 11 volte, un altro ha scritto che avrei interpretato una parodia di quel ruolo: non è assolutamente vero! Spesso i giornalisti non si informano e questo mi da fastidio. Comunque non capisco perché la gente ancora continui ad identificarmi con quel personaggio... *Io credo che, sullo schermo, Dracula non sia mai stato realizzato bene. Del resto, ci sono attori e registi che non hanno nemmeno letto il libro di Stoker. Però io sono stato più fortunato di altri miei colleghi, perché ho potuto conoscere la nipote e il bisnipote di Stoker. *Non ho mai interpretato il personaggio correttamente, nessuno lo ha mai fatto... [...] Nemmeno la versione di Coppola rispetta il libro, presentando Dracula esattamente come viene descritto nel romanzo. Nel film che ho interpretato diretto da [[Jesús Franco|Jess Franco]] ci siamo andati vicino, perlomeno da un punto di vista iconografico, però il film non è un granché. *Quando accettai la parte ero determinato a non vedere quanto fatto precedentemente da altri attori, Lugosi in particolare. Non volevo fare le cose che aveva fatto e pensavo che nel profondo della Transilvania un vampiro in smoking fosse ridicolo. Così non ho mai copiato Lugosi. Cercai di entrare nella parte leggendo il libro di Stoker, studiando la sceneggiatura ed elaborando una mia visione del personaggio. Per prima cosa stabilii che, essendo un nobile, doveva avere una presenza regale, impressionante nel fisico. Allo stesso tempo, doveva conservare negli occhi uno sguardo triste come un uomo prigioniero della propria vita che prova una sorta di disperazione che diventa una luce di pace nel momento in cui muore. Insomma, un carattere con molti aspetti diversi da far coincidere: molto pericoloso, fiero, forte oltre le capacità umane, irresistibile per le donne, rispettato dagli uomini che, in fondo, vorrebbero essere come lui. *Uno della tv inglese mi ha chiesto chi vincerebbe tra Dracula e [[Saruman]]. L'ho guardato a lungo in silenzio: spero di averlo spaventato a morte. ====[[Luigi Lunari]]==== *Le cronache parlano di un [[Vlad II Dracul]]a, principe di Valacchia, che intorno al 1430 si distinse nella lotta contro i turchi, e di suo figlio [[Vlad III di Valacchia|Vlad III Dracula l'Impalatore]], che in sei anni di regno, tra il 1456 e il 1462, avrebbe ucciso tra i quaranta e i centomila cristiani, più un congruo numero di nemici turchi, con il prediletto metodo dell'impalamento. Nessuno dei due è compatibile quanto Stoker fa narrare dal Conte nel terzo capitolo del romanzo: in particolare sorprende che – eventualmente – egli non abbia pensato alle ghiotte occasioni di orrore che i gusti di Vlad Tepes (l'Impalatore) gli mettevano a disposizione. D'altronde, la componente orrorifica del suo Conte si esercita su tutt'altro piano da quello dell'impalamento e non è poi da escludere l'idea che un eccesso di orrore potesse risultare controproducente nei riguardi del lettore vittoriano. La conclusione sotto questo profilo è che il ''Dracula'' di Stoker non abbia assolutamente nulla a che fare con la storia dei vari Vlad – al di là della suggestione esercitata dal nome – e che l'autore abbia fatto un po' di confusione in proposito. Più concretamente, tra i motivi ispiratori del suo personaggio, è certo – per sua esplicita dichiarazione – che vi fosse anche lo stesso [[Henry Irving]], d'aspetto fisico non incompatibile con il Vampiro transilvano. *Non è chiaro [...] perché il Conte tenga tanto a recarsi a Londra, e perché trattenga Harker nel proprio castello per quasi due mesi, dandogli così tempo e modo di scoprire ogni verità sul suo conto; e perché poi faccia oggetto delle sue libidini Mina Murray, la sola donna in Inghilterra (e nel mondo) che attraverso il diario di suo marito Jonathan sa tutto di lui. Ma se credibilità e verosomiglianza devono essere elementi di giudizio, come potremmo non bocciare Corneille e Alfieri, con gli inverecondi assurdi generati dal rispetto delle tre unità aristoteliche? *Per ricco che sia il passato, e fin troppo ricco il futuro (in tutto lo sbizzarrirsi sulle pagine, sulle scene, sul grande e piccolo schermo...) l'immagine di Dracula è – per sempre – quella che Stoker ci ha consegnato; e la storia è quella che lui ci ha raccontato. In questo lavoro di riassunto e di messa a fuoco, Stoker pesca – se così si può dire – da quanto il passato gli ha messo a disposizione: del folclore conserva il potere scongiurante dell'aglio e il valore salvifico della decapitazione; tra le tecniche dissanguanti trascura il morso sul seno per adottare quello sul collo; fra le trasformazioni del mostro privilegia il lupo e il pipistrello; giustamente ignora come non congrua l'idea che il vizioso maligno rechi con sé la peste; dalla letteratura prende l'idea della raffinatezza e della cultura del protagonista, dalla storia raccoglie la misteriosa e inquietante origine dello stesso, e la sua ambientazione nell'inimitabile scenario della Transilvania. ====[[Jack Palance]]==== [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|Jack Palance interpretando Dracula ne ''[[Il demone nero]]'']] *Credo che il fascino di personaggi come Dracula e altri di quel genere sia lo stupore che provocano: cosa potrebbe essere stato, come è stato? Questo è diverso, questo è un altro mondo. È davvero esistito? Potrei arrivare a farne parte per un periodo senza farmi del male o avere fatto del male? *Credo che sia l'unico personaggio che abbia mai interpretato a farmi paura. *È un personaggio piuttosto suggestivo. Lo è sempre stato e lo è ancora adesso. Quindi che piaccia al pubblico non sorprende affatto. *Non l'ho mai considerato un personaggio cattivo. Qualcuno mi ha detto che è il personaggio più cattivo che abbia mai interpretato, ma per me accetto quell'opinione ma di certo non direi la stessa cosa. Dracula, secondo me, non era più cattivo di un uomo qualsiasi. Era una persona intrappolata in una situazione. "Cattivo" è un termine che gli è stato dato dagli altri. So che se [...] viene fatta quella domanda a Dracula, ovviamente ti direbbe che non c'era niente di cattivo in lui. Faceva quello che secondo lui era giusto. ====[[Tommaso Pincio]]==== *Dracula non è vivo ma neppure morto. La definizione di «non-morto», confezionata dalla letteratura gotica, gli calza a pennello. Ciò non significa però che quella di «non-vivo» risulterebbe inappropriata. Tutto considerato, sarebbe più giusto chiamarlo «non-qualsiasi cosa», giacché il suo potere insidioso è per l'appunto quello di riuscire a diventare qualsiasi cosa senza mai esserlo davvero, che è poi quel che fanno gli specchi: riflettere tutto fuorché se stessi. Lo dimostrano proprio le manipolazioni e i fraintendimenti che hanno fatto la fortuna del romanzo di Stoker. Perché contemplando uno specchio è facile confondere questo con il riflesso, e ancor più lo è dimenticare che il riflesso non è mai la copia esatta delle cose ma la loro immagine inversa. È facile cioè dimenticare che il riflesso non è la pedissequa restituzione delle nostre sembianze, bensì un bagliore oscuro del nostro profondo, del nostro lato segreto, delle cose che non osiamo confidare a nessuno. Per quanto, sono proprio le cose di noi che gli altri ignorano a renderci ciò che davvero siamo: discendenti poi non così lontani del conte Dracula. *Il conte si trasferisce a Londra per trovare «sangue nuovo». Evita tuttavia lo scontro aperto, poiché dispone di un formidabile cavallo di Troia. Può infettare le donne. Il suo morso è come un perverso bacio a una bella addormentata. Risveglia pulsioni che l'ordinata società inglese aveva tenuto sopite e sotto controllo e, risvegliandole, sonvolge gli equilibri: fortifica il sesso debole e indebolisce quello forte. Riassunto in questi termini sembra quasi un racconto di fantascienza, un<nowiki>'</nowiki>''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'' di fine Ottocento. *Oltre a essere noto a chiunque, Dracula è divenuto sinonimo di vampiro, se non il vampiro massimo, il capostipite dell'intera genia dei succhiatori di sangue. Quanto a Bram Stoker, invece, in pochi sanno chi sia e gran parte dei pochi lo conosce quale autore di quell'unico libro. Tale è stata l'affermazione di Dracula che in molti hanno finito per considerarlo alla stregua di una figura storica, negando di fatto a Stoker il merito dell'invenzione letteraria. ====[[Francesco Saba Sardi]]==== *Dracula è, in fin dei conti, il ponte tra l'orripilante romantico e il ''thrilling'' moderno. Alla soglia d'un secolo di "meraviglie possibili", che già si prospettava la conquista degli astri e l'apocalisse, nel secolo dei colonialismi e che preparava le "grandi guerre", il secolo dell'industrializzazione forzata e della mobilitazione generale, e in cui la Spiegazione dominava sovrana, Dracula era un'invenzione addirittura ovvia. Il Male c'è? E dunque, diamogli una fisionomia, cartografiamolo, narriamone le avventure, rendiamole logiche pur lasciando loro, com'è ovvio, quello che si suppone essere il proprio del romanzesco, il residuo indecomponibile del Mistero. Dracula diviene così una "storia ddel caso", i cui referenti sono la criminalità e la pazzia. Il ''fin de siècle'' vede all'opera scienziati decisi a tutto sondare, a non lasciare nessuna terra ingognita inesplorata, strati profondi della psiche o deserti polari che siano. È un'epoca che gli enigmi li smonta e fa a pezzi come giocattoli, dimostrandone l'inconsistenza e indicando come venirne a capo grazie alle ricette, accessibili a tutti, contenute nei grandi repertori del Sapere. È un'epoca scientifica. *Le caratteristiche fisiche del Vampiro non sono desunte direttamente dalla letteratura; o, per meglio dire, letteratura orale e scritta avevano, da secoli, fissato e imposto la fisionomia del vampiro, passandola in retaggio al teatro, ai testi "scientifici", compresi quelli di psichiatria ottocentesca (nei quali i casi di "vampirismo" sono frequentissimi), ai manuali religioso-penitenziali. Stoker ha tracciato un "ritratto dal vero", come del resto imponevano le norme, allora vigenti, del realismo, le quali trascuravano il fatto che la maniera di vedere il mondo è in larga misura culturale; in altre parole, Stoker ha copiato un modello in carne e ossa, sì, ma prefabbricato dalla letteratura e da una tradizione a sua volta condizionata da quella. Il modello si chiamava [[Henry Irving]], era suo grande amico, faceva l'attore, era dotato di voce "sibilante e terribile" e si era specializzato nella versione per le scene di ''Frankenstein''. *Lui è un relitto feudale che studia l'inglese, preparandosi programmaticamente all'invasione dell'Occidente; ha addirittura interessi politici o per lo meno il desiderio di comprovare che i ''voivoda'', incarnazione dell'autocrazia medioevale, non sono affatto defunti (non del tutto). È un diavolaccio transilvano concretissimo – e del resto, tutto ciò che non è "civile", cioè moderno e occidentale, è per definizione diabolico –, insomma un demonio di impronta cattolica, corposo, tardobarocco più che neogotico, e non mosso da oscuri istinti, da forze che lo trascendono. È anzi una "mente criminale" in pieno sviluppo, un delinquente "nato" alla Lombroso, e Stoker-van Helsing espressamente lo definisce tale, anche se conserva, di tempi "men leggiardi e più feroci", il soffio della leggenda, lo stregonesco, l'oscuro, il misterico. Non per niente è di cultura germanica, un feudatario dell'impero asburgico, deciso, al pari dei signori della corte di Vienna o di Berlino, a inserire il feudalesimo nel sistema moderno, a sposare castello e fabbrica. *Siamo purtroppo abitatori d'un astro divenuto terribile e figli d'un secolo che ha inventato e imposto psichiatria, psicoanalisi, sociologia e altre presunte "scienze dell'uomo". E la simpatia per il malvagio presuppone pur sempre la scissione tra Bene e Male, la scelta per l'uno o per l'altro campo equivalendo a quella tra potere a contropotere: il Conte Vampiro e i suoi predecessori ed epigoni sono gli sconvolgitori del codice, i devianti dalle formule; e si suppone che come tali abbiano, in fin dei conti, una funzione benefica: servono a contestare, svecchiare, rinnovare, richiamare alle "altre dimensioni". Dracula, voglio dire, non è un dio Briccone, non è un Reineke Fuchse, ma è uno che insegna e ammonisce ''a contrario'': è la faccia del peccato, additata a esempio con un procedimento che il Romanticismo ha introdotto e che è consistito, puramente e semplicemente, nel ribaltare il Libertino settecentesco e la sua filosofia. In fin dei conti, ''absit iniuria verbo'', Dracula è figlio delle ''Liaisons dangereuses''. ====[[Flavio Santi]]==== *Devo confessare che a me lo stesso Dracula fa molta simpatia: in fondo è un reietto, condannato a una vita d'inferno che forse non ha scelto del tutto, lui era un antico difensore della cristianità. *Diciamocelo. Senza il cinema che l'ha subito adottato (Murnau non poté utilizzare il titolo ''Dracula'' per questioni di diritto d'autore), Dracula – e con lui Frankenstein – avrebbero fatto la fine di Melmoth, grandissimo romanzo gotico, che ho avuto la fortuna di tradurre (è stato appena ristampato da Neri Pozza), figura amatissima per tutto l'Ottocento e il Novecento (lo adoravano Puskin, Balzac, Nabokov, da noi Manganelli), ma senza versioni filmiche è rimasto relegato agli appassionati del genere, e basta. *Dracula appartiene alla Natura proprio come i ciliegi in fiore. Agli occhi della Natura anch'egli ha diritto di esistere – per quanto violentemente e forse (per noi) incomprensibilmente. Forse dovremmo imparare a convivere con Dracula, chissà... *Dracula è lo straniero che vuole integrarsi? Anche. Oggi con il [[Pandemia di COVID-19|Covid]] diventa anche metafora del contagio. Perché no? Insomma, quello che voglio dire è che il livello di stratificazione dei significati è impressionante. *Dracula stesso è una sorta di avveduto investitore immobiliare – sospetto che giochi anche in Borsa, come il diavolo nel racconto di Balzac, ''Melmoth riconciliato''. ====[[Dacre Stoker]]==== *L'immaginario vampiro chiamato Conte Dracula è universale perché è stato basato in origine sulla mitologia del tempo e sulle superstizioni che poi erano parte di quasi ogni cultura nel mondo. Questo immaginario basato sulla realtà è il motivo per cui le persone possono in qualche modo identificarsi con l'idea della possibilità che i vampiri esistano. *Nel romanzo Dracula di Bram, il Conte è presente solo per circa il 30% della storia, ma i lettori sono molto consapevoli della sua presenza al 100% del tempo. *Penso che ci siano stati molti attori che hanno fatto un ottimo lavoro nell'interpretazione di Dracula, tutti sono un pò diversi, il Signor [[Christopher Lee]], [[Bela Lugosi]], [[Frank Langella]] e [[Gary Oldman]] sono al top della mia lista. ==Film== *''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931) *[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]] :*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958) :*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966) :*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972) :*''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973) :*''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'' (1974) *''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970) *''[[Il demone nero]]'' (1974) *''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]'' (1974) *''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979) *''[[Nosferatu, il principe della notte]]'' (1979) *''[[Fracchia contro Dracula]]'' (1985) *''[[Scuola di mostri]]'' (1987) *''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992) *''[[Dracula: morto e contento]]'' (1995) *''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[Dracula 3D]]'' (2012) *''[[Hotel Transylvania]]'' (2012) *''[[Dracula Untold]]'' (2014) ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Conte Orlok]] *[[Vampiro]] *[[Vlad III di Valacchia]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dracula, Conte}} [[Categoria:Cattivi]] [[Categoria:Personaggi legati a un'antonomasia]] [[Categoria:Personaggi di Dracula]] [[Categoria:Personaggi teatrali]] 11n86del7xw1ul00p5xk61g1d7c1uga Kate Beckinsale 0 174055 1415396 1318623 2026-06-02T21:56:09Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415396 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Kate Beckinsale (2011).jpg|miniatura|Kate Beckinsale nel 2011]] '''Kathrin Romary "Kate" Beckinsale''' (1973 – vivente), attrice ed ex modella britannica. ==Citazioni di Kate Beckinsale== *Avvicinandomi alla trentina, ho cominciato a praticare yoga e ora sono nei circuit training, un allenamento più tosto. Mi fa sentire meglio fisicamente e, soprattutto, influisce in modo positivo su umore e resistenza psicologica. Una bella sudata due volte al giorno è un vero toccasana!<ref name="Venezia">Dall'intervista di Alessandra Venezia, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2017/02/10/kate-beckinsale-sono-la-nonna-dei-vampiri/ Kate Beckinsale: “Sono la nonna dei vampiri”]'', ''Iodonna.it'', 10 febbraio 2017.</ref> *Non so più se sono una vera londinese, ma non sono neppure americana: semmai, una straniera ovunque.<ref name="Venezia" /> *[...] sono immatura e infantile. Forse mi sentivo più “antica” quando ero giovane. Sono sbocciata tardi in molte cose, così mi sembra che mantenere una buona dose di umorismo e amare l’aspetto ludico della vita sia importante, specie in questo mondo instabile e duro. Non ti farà risolvere i problemi, ma mantenere un’attitudine giovane e fresca aiuta.<ref name="Venezia" /> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col|strette}} *''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001) *''[[Quando l'amore è magia - Serendipity]]'' (2001) *''[[Underworld]]'' (2003) *''[[The Aviator]]'' (2004) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006) *''[[Underworld - Il risveglio]]'' (2012) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Beckinsale, Kate}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Modelli britannici]] 8w6padnilef6p8lro86qvb7o46u0r3c Jesse Plemons 0 174182 1415363 1382963 2026-06-02T19:17:17Z Danyele 19198 fix di stile 1415363 wikitext text/x-wiki [[File:Jesse Plemons (20769593584) (cropped).jpg|thumb|Jesse Plemons nel 2015]] '''Jesse Plemons''' (1988 – vivente), attore statunitense. ==Citazioni di Jesse Plemons== *Ho fatto una pubblicità della Coca-Cola quando avevo circa due anni e mezzo, e poi io e la mia famiglia eravamo comparse in parecchi western. Mi piaceva travestirmi ed entrare in questo mondo immaginario, ed è stato divertente uscire dalla mia piccola cittadina con un gruppo di pazzi del cinema. :''I did a Coca-Cola commercial when I was about two-and-a-half years old, and then me and my family were extras in a bunch of Westerns. I loved dressing up and stepping into this imaginary world, and it was fun to get outside of my tiny little town with a bunch of movie weirdos.''<ref name= Ménochet/> *{{NDR|Sulla recitazione}} Sembra che sia in continua evoluzione e quello che ha funzionato per me a 18 anni, non funziona allo stesso modo ora. Con ogni nuova parte, fai sicuramente affidamento su alcune cose, alcuni metodi che hanno funzionato in passato, ma è sempre, per me, un provare a trovare il modo più emozionante di entrare in un personaggio o in una storia. :''It seems like it’s constantly evolving, and what worked for me as an 18-year-old, it doesn’t work in the same way now. With every new part, you definitely fall back on some things, some methods that have worked in the past, but it’s always, for me, trying to find the most exciting way into a part or a story.''<ref name=Ménochet>{{en}} Intervista di Denis Ménochet, ''[https://www.interviewmagazine.com/film/jesse-plemons-1 Jesse Plemons]'', ''interviewmagazine.com'', 28 settembre 2015.</ref> *Suppongo che le cose cambino, ma in questo momento, sono davvero convinto che sia giusto non avere tutte le risposte, e in qualche modo goderne e assaporare l'ignoto. :''I suppose that changes, but right now, I’m really into the idea of it being okay to not have all the answers, and somehow enjoying that and relishing in the unknown.''<ref name= Ménochet/> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Battleship]]'' (2012) *''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' – serie TV (2015-2016) *''[[Il ponte delle spie]]'' (2015) *''[[The Program (film 2015)|The Program]]'' (2015) *''[[The Irishman]]'' (2019) *''[[Sto pensando di finirla qui]]'' (2020) *''[[Il potere del cane]]'' (2021) *''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023) ==Voci correlate== *[[Kirsten Dunst]] – moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Plemons, Jesse}} [[Categoria:Attori statunitensi]] gfykpy09tdvu5vmyshfogg6svcfqz83 Abulfeda 0 176550 1415415 1307356 2026-06-03T07:23:06Z Àncilu 87978 1415415 wikitext text/x-wiki '''Ismāʿīl ibn ʿAlī ibn Maḥmūd ibn Muḥammad ibn ʿUmar ibn Shāhanshāh ibn Ayyūb ibn Shādī ibn Marwān''', semplicemente noto come '''Abū l-Fidāʾ''', occidentalizzato in '''Abulfeda''' (1273 – 1331) storico curdo. == Citazioni di Abulfeda == *Rispetto a [[Roma]] s'innalzano dal mare due alte montagne, nelle quali perennemente apparisce fumo il giorno e fuoco la notte. Il nome della prima è ''Burqân'' ([[Isola di Vulcano|Vulcano]]), e quel dell'altra ''Istanbri'' ([[Stromboli]]), i quali due vulcani significano tuono e lampo.<ref>Citato in Salvatore Tramontana, ''L'isola di Allah. {{small|Luoghi, uomini e cose di Sicilia nei secoli IX-XI}}'', Einaudi, Torino, 2014, p. 221. ISBN 978-88-06-22279-6; in Abulfeda ''Tavola I'', pp. 251-252.</ref> == Note == <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Storici]] kyc7776xcnrmeyrop1tzald7v9s1sm1 Mostro di Frankenstein 0 178450 1415397 1357243 2026-06-02T21:57:26Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] (3) 1415397 wikitext text/x-wiki [[File:Frankenstein's monster (Boris Karloff).jpg|thumb|Boris Karloff nei panni del mostro di Frankenstein]] Il '''mostro di Frankenstein''', antagonista di ''[[Frankenstein o il moderno Prometeo|Frankenstein]]'' di [[Mary Shelley]]. ==Citazioni del mostro di Frankenstein== {{cronologico}} ===''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]''=== [[File:Frankenstein, or the Modern Prometheus (Revised Edition, 1831) Creature.jpg|thumb|Il mostro illustrato sulla copertina interna dell'edizione di ''Frankenstein'' del 1831]] *Tutti gli uomini odiano i disgraziati e io appaio come il più sventurato degli esseri viventi! Persino tu, che sei il mio creatore, mi biasimi. *La [[vita]], anche se può darsi sia un cumulo di angosce, mi è cara e la difenderò. Ricorda, tu mi hai strutturato più forte di te: la mia stazza è superiore alla tua e le mie articolazioni più flessibili. Ma non cederò alla tentazione di mettermi in competizione con te. Io sono la tua creatura e nei tuoi confronti sarò sempre docile e comprensiva, laddove tu farai altrettanto con me. Oh, Frankenstein, non puoi essere equanime con tutti e calpestare solo me, al quale più che a ogni altro, devi giustizia, clemenza e persino affetto! Rammenta che tu mi hai generato: dovrei rappresentare il tuo Adamo e invece sono l'angelo caduto che tu hai allontanato senza che avessi compiuto alcun misfatto. Ovunque vedo una beatitudine dalla quale io solo sono irrevocabilmente escluso. La mia indole bonaria è stata vanificata da un'infelicità che mi ha reso demone. *Se gli uomini sapessero della mia esistenza, come te, si armerebbero per distruggermi. E io dovrei avere comprensione, forse, per quanti mi disprezzano? Non giungerò a patti con i miei nemici. Loro dovranno condividere la mia infelicità e la mia malasorte. *L'[[uomo]] poteva veramente essere così potente e virtuoso e al tempo stesso perfido e vile? In un'occasione, pareva una mera incarnazione del principio del male, in un'altra, di tutto ciò che nobile e divino è possibile concepire. Forgiarsi un uomo grande e virtuoso sembrava il più alto onore attribuibile a un essere sensibile quanto proporsi abbietto e malvagio, come molti nella storia si erano qualificati, la peggiore degradazione, una condizione più spregevole di quella di un verme. Per molto tempo faticai a comprendere come un uomo potesse volontariamente uccidere un proprio simile e perché fossero necessarie leggi e governi; ma quando fui messo a conoscenza dei dettagli di alcuni delitti cruenti, il mio stupore cessò. *Appresi che i beni più ambiti dai tuoi simili erano una nobile discendenza unita a ingenti ricchezze. Un uomo poteva accampare rispetto se in possesso di almeno una delle due prerogative, in mancanza delle quali era considerato, salvo rarissime eccezioni, come un vagabondo o uno schiavo, condannato a impegnare le sue energie per il profitto di pochi eletti! Io cos'ero, dunque? Ignaro della mia creazione e dei titoli del mio creatore, non possedevo denaro, né amici, né alcuna proprietà. Inoltre, avevo una forma orribile e ripugnante, e caratteristiche diverse da quelle di qualsiasi uomo. Io sono più agile e posso sopravvivere con una dieta maggiormente povera, caldo e freddo eccessivi non procurano alcun danno al mio organismo, la mia statura supera ampiamente la loro. Quando mi guardavo intorno non vedevo e non udivo alcuno a me simile. Dunque sono un mostro, scacciato e rinnegato da tutta l'umanità? *{{NDR|Sul ''[[Paradiso perduto]]''}} Lo affrontai, come le precedenti letture, alla stregua di una storia vera e stimolò in me ogni sentimento di meraviglia e timore reverenziale che l'immagine di un Dio onnipotente, in guerra con le sue creature, poteva suscitare. Spesso, colpito dall'attinenza alla mia condizione, mi soffermavo sulle tavole illustrate contenutevi. Come Adamo, sebbene la sua condizione differisse alquanto dalla mia, io non ero apparentemente riconducibile ad alcun legame con altro mortale. Egli era frutto dell'opera di Dio e in quanto tale creatura perfetta, protetta dal suo creatore e abilitata alla frequentazione di esseri di natura superiore dai quali attingeva conoscenza, laddove io ero un miserabile disgraziato condannato alla solitudine. Molte volte ho considerato Satana l'emblema più appropriato alla mia condizione, perché spesso, quando osservavo la beatitudine dei miei protettori, montava dentro di me l'amaro fiele dell'invidia. *Dannato alchimista! Perché hai dato forma a un mostro tanto orrendo da far ritrarre disgustato persino tu, che l'hai creato? Dio ha creato l'uomo a sua immagine, piacevole e seducente, il mio aspetto invece, è la caricatura del tuo, reso ancora più grottesco da una vaga attinenza. [[Satana]] disponeva di una combriccola di suoi simili, io, invece, sono solo e aborrito. *Gli impulsi di bontà e gentilezza che solo qualche istante prima provavo, fecero posto a una furia infernale che mi induceva a digrignare i denti. Giurai, allora, odio e vendetta contro tutto il genere umano, poi, sopraffatto dal dolore, persi conoscenza. *Il sole splendente o le dolci brezze primaverili non lenivano più i patimenti che sopportavo; ogni gioia altro non era che una beffa, un affronto alla mia condizione, mi induceva a considerare maggiormente quanto non fossi destinato al piacere. *La mia cattiveria è originata dall'[[infelicità]]. Non sono forse sfuggito e biasimato da tutto il genere umano? Tu, mio creatore, mi faresti a pezzi esultante di gioia, ricordalo. Perché mai io dovrei avere pietà degli uomini se loro non ne nutrono per me? Tu, se riuscissi a spingermi dentro uno di questi crepacci, uccidendomi, non lo definiresti omicidio. Dovrei, dunque, rispettare colui dal quale sono disprezzato? Se l'uomo vivesse con me nella reciprocità di buoni sentimenti, invece di calamità, io gli destinerei ogni sorta di beneficio, versando lacrime di riconoscenza laddove accettasse i miei doni. Ma così non è. I sensi umani sono un'insormontabile barriera per consacrare questa unione. Tuttavia, non mi piegherò a un'abietta schiavitù. Mi vendicherò delle offese subite e, se non posso ispirare amore, allora seminerò il terrore. Soprattutto a te che sei il mio creatore, giuro un eterno rancore che concretizzerò adoprandomi in ogni modo per procurarti sofferenza, affinché anche tu maledica il giorno che sei venuto al mondo. *Se un qualsiasi essere nutrisse dei sentimenti verso di me, lo ricambierei cento volte. Per amore di quell'unica creatura che ti chiedo, farei pace con tutta la tua razza! Ma ecco, indugio in utopie irrealizzabili. *Il mio cibo non è quello dell'uomo; io per saziare il mio appetito non uccido l'agnello o il capretto; ghiande e bacche, mi sono sufficienti. La mia compagna essendo della mia stessa natura si accontenterà dei medesimi alimenti. Appronteremo un giaciglio di foglie secche e il sole brillerà su di noi come sugli uomini portando a maturazione il nostro cibo. Il quadro che ti prospetto è conciliante e se lo rifiuterai, sarà soltanto per gratuita crudeltà. *Se non avrò legami né affetti, l'[[odio]] e il [[male]] saranno le mie armi. L'[[amore]] di un'altra creatura eliminerà la causa dei miei delitti e io diverrò anonimo e sereno. I miei vizi derivano da una solitudine forzata che aborrisco. Quando vivrò in comunione con un mio simile, le mie virtù prenderanno il sopravvento. Con l'[[affetto]] di un essere sensibile, sarò legato alla catena dell'esistenza e degli eventi, da cui ora sono escluso. *Perché ogni uomo [...] ha una moglie da amare, ogni animale una compagna, e io devo restare solo? I miei sentimenti d'affetto mi sono valsi antipatia e disprezzo. Uomo, fai attenzione a coltivare odio! Le tue ore si consumeranno nel terrore e nello sgomento e presto il fulmine che ridurrà in cenere la tua felicità, verrà a trafiggerti. Per quale motivo tu devi essere felice mentre io giaccio bocconi nel pozzo della mia mala sorte? Puoi annientare ogni mia passione, ma la sete di vendetta sopravvivrà! Morirò, forse, ma prima tu maledirai mille volte il sole che illumina la tua scelleratezza. *Oh, Frankenstein! Essere generoso fino all'estremo! A che serve adesso chiedere il tuo perdono! Io, che ti ho distrutto privandoti di tutti coloro che amavi. *Quando scorro lo spaventoso catalogo dei miei peccati, stento a credere di essere la stessa creatura che un tempo si beava di sublimi e trascendenti visioni della bellezza e maestosità del bene. Ma è esattamente così: l'angelo caduto diviene un malefico diavolo. Eppure, persino quel nemico di Dio e dell'uomo ha nella sua desolazione compagni, mentre io sono solo. *{{NDR|[[Ultime parole dai libri|Ultime parole]]}} L'amaro veleno del rimorso non smetterà di scorrere nelle mie vene finché avrò vita. Ma presto [...] morirò e ciò che provo adesso si dissolverà. Tra non molto queste pene brucianti saranno spente. Salirò sul mio rogo funebre ed esulterò nell'agonia delle fiamme. La luce di quella deflagrazione svanirà e il vento spargerà le mie ceneri sul mare. Solo allora, il mio spirito riposerà in pace, o, se manterrà la facoltà di pensare, vedrà le cose diversamente. Addio! ===Film=== *La morte è terribile, ma non c'è vita per me. (''[[Il mostro è in tavola... barone Frankenstein]]'') *Tutta la gente ha avuto per me sempre odio e disprezzo, guardavano il mio viso e il mio corpo e correvano via inorriditi. Nella mia solitudine avevo deciso che se non riuscivo a suscitare l'amore che profondamente agognavo... avrei suscitato paura! Io vivo perché questo povero caro genio squinternato mi ha dato la vita, soltanto lui mi considerava come qualcosa di bello... e poi, quando gli sarebbe stato facile rimanere al sicuro, egli ha usato il suo corpo come fosse una cavia per darmi un cervello normale e un modo più sofisticato e civile di esprimermi. (''[[Frankenstein Junior]]'') *Mostro? Chi è il mostro qui? Io non ho fatto niente di male, eppure tu e la tua razza, tutti, mi volete morto. (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'') *È stato morso, morso da un uomo lupo! Ora diventerai quello a cui hai dato la caccia con tanta caparbietà! [...] Possa qualcuno avere altrettanta caparbietà dando la caccia a te. (''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'') ====''[[Distruggete Frankenstein!]]''==== *Io sono diventato la vittima di tutti gli sperimenti che Frankenstein e io abbiamo praticato. Questo corpo appartiene a un'altra persona. *Questa volta sono io il ragno, e tu la mosca. Vero, Frankenstein? *Ti lascerò la scelta tra le fiamme o la polizia, Frankenstein. ====''[[Frankenstein di Mary Shelley]]''==== *Tu mi hai dato queste emozioni, ma non mi hai detto come dovevo usarle. Ora due persone sono morte per colpa nostra. *E la mia di anima? Ne ho una o questa è una parte che hai trascurato? Chi erano le persone di cui sono composto? Persone buone, persone cattive? [...] Lo sapevi che so suonare? In quale parte di me risiedeva questa conoscenza? In queste mani? In questa mente? In questo cuore? E leggere? E parlare? Non sono cose apprese, quanto cose ritrovate nella memoria. [...] Ti sei mai fermato a riflettere sulle conseguenze delle tue azioni? Tu mi hai dato la vita e poi mi hai lasciato a morire. Chi sono io? *Io so solo che mi basterebbe la comprensione di un essere vivente per farmi sentire in pace con tutti. L'amore che è in me è talmente grande che tu stenteresti a immaginarlo e il mio furore ha un'intensità che tu non puoi concepire. Se non troverò il modo di soddisfare l'uno, darò libero sfogo all'altro. *Se tu mi neghi la mia notte di nozze sarò con te alla tua! *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Ho concluso con gli uomini. ==Citazioni sul mostro di Frankenstein== ===''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]''=== *Dopo inimmaginabili giorni e notti di lavoro, riuscii a comprendere il fattore scatenante la vita. Anzi, molto di più, io stesso divenni capace di dare vita alla materia inanimata. Allo sbalordimento provato ai primordi di questa scoperta, subentrarono ben presto esultanza ed estasi. Dopo tanto tempo e impegno, raggiungere improvvisamente il culmine delle mie aspirazioni, fu l'appagamento delle mie fatiche. Ma questa rivelazione era così immensa e sconvolgente da cancellare dalla mia mente tutti i passi che mi ci avevano condotto: vedevo solo il risultato. ([[Victor Frankenstein]]) *Poiché la piccolezza delle parti rappresentava un ostacolo per la velocità di esecuzione, risolsi, contrariamente alle mie originarie intenzioni, di costruire un essere di statura gigantesca; vale a dire, alto circa due metri e mezzo e largo in proporzione. Dopo aver maturato questa decisione e aver trascorso alcuni mesi a reperire il materiale di cui necessitavo, incominciai l'opera. ([[Victor Frankenstein]]) *Come posso descrivere le mie sensazioni al cospetto di questa catastrofe, o spiegare per intero lo sventurato che con infinita pena e cura mi ero sforzato di creare? Il corpo appariva proporzionato e avevo scelto per lui lineamenti di oggettiva bellezza. Gran Dio! La pelle, giallognola, celava con maestria la linea sottostante di muscoli e arterie; la capigliatura, fluente, era di un nero lucido; i denti, di un bianco splendente, ma questo piacevole assembramento contrastava maggiormente con l'orrido dei suoi occhi acquosi, che parevano figli delle orbite grigie in cui erano incastonati e l'aspetto malsano del viso e della labbra nere, costrette in una linea retta. ([[Victor Frankenstein]]) *Gran Dio! Se solo avessi immaginato quale potesse essere l'intento diabolico del mio avversario, piuttosto che acconsentire a questo sventurato matrimonio, avrei preferito errare per sempre solo e reietto sulla terra. Ma, quasi disponesse di poteri magici, il mostro mi aveva reso cieco su quelle che erano le sue vere intenzioni; e credendo di predisporre la mia morte, affrettavo invece quella di una persona a me molto più cara. ([[Victor Frankenstein]]) *Quando io sarò defunto, se lui dovesse comparire, giuratemi che non vivrà. È eloquente e persuasivo e, in un occasione, le sue parole ebbero ragione persino sul mio cuore. Non fidatevi di lui. La sua anima è infernale quanto il suo aspetto. Non ascoltatelo. Invocate i nomi di William, Justine, Clerval, Elisabeth, di mio padre e dello sventurato Victor e affondate la vostra lama nel suo petto. Io vi sarò accanto e guiderò dritto il ferro. ([[Victor Frankenstein]]) *{{NDR|[[Ultime parole dai libri|Ultime parole]]}} In un eccesso di follia ho creato un essere razionale ed ero in obbligo nei suoi confronti di assicurargli, secondo le mie possibilità, benessere e felicità. Questo il mio dovere. Ma ce n'era un altro superiore a questo, gli obblighi verso i miei simili. Sulla spinta di questa consapevolezza mi rifiutai di forgiare una compagna al primo essere creato perché questo ha dimostrato una perfidia senza pari; ha sterminato la mia famiglia dedicandosi alla distruzione di creature che possedevano encomiabili virtù. Non so dove e quando avrà fine la sua sete di sangue. Anch'egli è un povero infelice che deve morire per non procurare infelicità ad altri. Il compito della sua distruzione spettava a me, ma ho fallito. Spinto da egoismo, vi chiesi di farvi carico di questa missione incompiuta; indotto dalla ragione e dalla virtù, rinnovo ora la mia richiesta. Non posso chiedervi di sacrificare a questo scopo la vostra esistenza. Ma lascio a voi riflettere e soppesare quelle che ritenete le vostre responsabilità. La mia capacità di giudizio e le mie idee sono ottenebrate dall'insorgere della morte. Non oso chiedervi di adempiere a ciò che ritengo giusto, perché potrei ancora essere tratto in inganno dalla passione. Addio Walton! Mi turba il pensiero che lui possa danneggiare altri. Io non sono riuscito a fermarlo, ma un altro forse, dove io ho fallito, potrà avere successo. ([[Victor Frankenstein]]) ===Film=== *Lo psicanalista austriaco spiega al famigerato barone Frankenstein che la sua Creatura era tanto sanguinaria perché non poteva fare l'amore. Il libido fu strazioso e quindi pluriomicida. Il barone, abbagliato dalla chiarezza del ragionamento, fa ritorno ai suoi antri, e questa volta fornisce il mostro di una dose di sessualità. Ma il barone esagera sempre in dosi e misure, e il mostro sessualmente dotato tenta di violentare proprio lui. Il barone sfugge per un pelo l'oltraggio ed è tormentato da un dubbio: che il mostro sia una checca? Ma non è così. L'orrenda notizia circola nel villaggio: "Una creatura abominevole violenta chiunque incontri". Gli uomini si armano per punire lo stupratore mentre la governante, che ha appena compiuto settantacinque anni, si sfila mutande e reggiseno, sperando di incontrarlo, di sacrificarsi per amore della scienza. (''[[4 mosche di velluto grigio]]'') ====''[[La maschera di Frankenstein]]''==== [[File:Revenge of Frankenstein (trailer) - Christopher Lee.png|thumb|La creatura, interpretata da [[Christopher Lee]]]] *Non dobbiamo limitarci a riportare i morti alla vita. Dobbiamo creare dall'inizio, fabbricare una creatura nostra, crearla dal nulla. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *Dobbiamo procurarci i pezzi: gli arti, gli organi. E poi dobbiamo costruire. [...] La cosa più complessa sulla Terra: l'uomo stesso. Noi dobbiamo creare un essere umano, un uomo con un fisico perfetto, le mani di un artista e la materia cerebrale di un genio. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *I lineamenti non sono importanti. Ciò che conta è che ho creato un essere che vivrà e respirerà. Rimarginate le cicatrici, non sarà poi tanto brutto. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *Ammetto che non è decisamente un campione di bellezza, ma non dimenticare che i tratti somatici sono in funzione di ciò che c'è dentro, nel cervello. Con un animo nobile, la faccia assume l'espressione di benevolenza. Una mente perversa, una brutta faccia. Per questo useremo il cervello di un genio, e quando il cervello comincerà a funzionare dentro il cranio, allora il viso assumerà i caratteri della saggezza e dell'intelligenza. Ti ho detto che mi mancava l'ultima fase: il cervello, il cervello di un intelletto superiore, con una vita intera di conoscenze acquisite. Immagina, Paul. La mia creatura nascerà con un bagaglio di sapienza. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *– Dobbiamo distruggerlo prima che riprenda conoscenza. Hai capito?<br>– Come? Che cos'hai detto?<br>– Che devi distruggerlo, e subito.<br>– Paul, ma non capisci che sono riuscito?<br>– Riuscito?! Riuscito a farti quasi strangolare. Altri dieci secondi e...<br>– Questa è la mia creazione.<br>– Sì, un pazzo criminale che ha tentato di ucciderti.<br>– Perché il cervello si danneggiò quando tu mi aggredisti. Ciò significa che è colpa tua. È colpa tua se non è come volevo che fosse. Ma riuscirò a riparare il cervello. È il risultato che conta. Ho creato un essere umano.<br>– Mi hai promesso di distruggerlo, Victor.<br>– Quando avrò terminato i miei esperimenti.<br>– Ma non ti accorgi che hai creato un mostro?<br>– Non ha importanza! *– È questa la tua creatura di sorprendente intelletto? Un perfetto essere umano? Quell'animale?! Ora fagli una domanda di fisica superiore. Ha tutta una vita di nozioni dietro di sé, quindi gli riuscirà facile.<br>– Stammi bene a sentire, quello è tanto il risultato della tua opera quanto della mia. Sì, io gli ho dato la vita, gli ho messo un cervello in testa, avevo scelto un cervello eccezionale, ma tu prima l'hai danneggiato, poi l'hai trapassato con un proiettile. Questa è colpa tua, Paul. Hai capito? Colpa tua.<br>– Sì, ho capito.<br>– Ma tu non vincerai. E vuoi sapere perché non vincerai? Perché io continuerò. Se non riuscirò a rimediare con la chirurgia, mi procurerò un altro cervello, e un altro, e un altro ancora. *Il lavoro di tutta una vita andò distrutto, distrutto in un attimo, e dalla stessa mano che gli aveva dato la vita. In mezz'ora non rimase più niente di lui. Questa è la mia storia, la pura e semplice verità. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) ====''[[La vendetta di Frankenstein]]''==== [[File:Michael Gwynn.jpg|thumb|La creatura, interpretata da Michael Gwynn]] *Doveva essere perfetto, come io l'avevo creato. Il suo cervello subì una lesione, altrimenti sarebbe stata la più spettacolosa scoperta scientifica di tutti i tempi, e Frankenstein sarebbe stato considerato un genio. E invece fu condannato alla ghigliottina. Ma un giorno avrò la mia rivincita. ([[Victor Frankenstein|Dott. Victor Stein]]) *– Ma chi è?<br>– Nessuno. Non è ancora nato. Questa volta però e perfetto. Meno qualche cicatrice, è perfetto.<br>– Ma lei lo ha composto con altri corpi?<br>– Sì, e per questo mi è servito molto l'ospedale dei poveri. Ora mi basta un cervello e poi potrò dargli la vita. [...] Il cervello dev'essere vivo. È il solo organo a cui non si può ridare la vita nel corpo umano. E per questo dovrò asportarlo ad un uomo vivo. *Oh, abbiamo grandi progetti. Verranno medici e scienziati da tutto il mondo per vederti e parlarti. Sarai un personaggio importante. Il dott. Stein terrà una serie di lezioni. Ti vedranno così, con il corpo che hai adesso vicino a quello che avevi prima. ====''[[La rivolta di Frankenstein]]''==== [[File:The Evil of Frankenstein (1964) trailer - Frankenstein's monster 1.png|thumb|La creatura, interpretata da Kiwi Kingston]] *È mia intenzione confutare le vecchie teorie sulla concezione della vita e dell'origine delle forze vitali, ristabilendo la verità nei suoi termini bio-psicochimici come semplici azioni e reazioni controllate da impulsi esterni. E mi resi conto che l'unico modo di dimostrare le mie teorie era quello di creare nel mio laboratorio qualcosa di veramente vivente. Non te l'ho mai detto, Hans, ma mi riuscii una volta. Il risultato fu piuttosto rozzo, un rudimentale essere vivente malformato con un abbozzo di cervello. Funzionava, Hans. Almeno credo che funzionava. Non ebbi mai il tempo di controllare questo primo risultato. Loro lo distrussero. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *– Nessuna reazione. Non reagisce! Quei maledetti gli hanno distrutto il cervello con quelle pallottole.<br>– Ma lei l'ha operato.<br>– Ho cercato di rimettere insieme quel che restava, ma la scintilla vitale... La scintilla vitale è andata distrutta. Egli è vivo ma il suo cervello dorme. Qualsiasi cosa che non capiscono, qualsiasi cosa che non si adatti al loro piccolo, stupido conformismo la distruggono! Loro la distruggono. *– Il cervello è intatto, ne sono certo. La struttura cellulare è perfetta, tutto il metabolismo è in ordine. E allora perché? Perché il suo cervello non funziona? Una volta avviato, continuerebbe a funzionare. Ma come?<br>– Forse con qualche choc esterno.<br>– Ho fatto passare l'energia di un fulmine attraverso il suo cranio, non ti sembra abbastanza?! *– Mio Dio! Quello non è un essere umano. È un mostro.<br>– Ciò nonostante, ha un buon cervello e ottimi occhi. Non le dirò dove li ho presi, ma li assicuro che sono perfetti. *– Quella sua creatura non farà quello che gli dirà lei.<br>– Ha una mente, quindi imparerà a capirmi.<br>– Oh, sì che imparerà a capire. Soltanto che non le obbedirà, ecco tutto. *– Ma l'ho visto bene, le dico. Ero vicino a lui come ora sono vicino a lei! Veniva giù da quella montagna. Non avevo mai visto niente di simile.<br>– Va bene, va bene. E ora dimmi, com'era fatto?<br>– Era alto come una casa, con due mani grosse come tronchi, e aveva il viso tutto segnato, pieno di cicatrici.<br>– Ora mi crederete, spero.<br>– Sì! Sì, certo che le credo. E ora noi troveremo il suo mostro, e quando lo avremo trovato, lo bruceremo, ha capito? Lo bruceremo. ====''[[Distruggete Frankenstein!]]''==== *Il nostro scopo era quello di conservare all'infinito i grandi talenti e i geni del mondo. Quando muoiono, i loro cervelli sono all'apice della potenza creativa, e noi li facciamo marcire sottoterra perché i corpi che li ospitano si sono deteriorati. Noi vogliamo asportare questi cervelli nell'istante della morte e ibernarli, preservando così per i posteri tutto ciò che contengono. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *Non è fantasia, Karl, è progresso. Il trapianto di tutti gli organi umani è una logica evoluzione della chirurgia, ma te e quei testardi dei tuoi contemporanei rifiutate l'evidenza dei fatti. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *Non mi toccare! [...] Tu non sei più niente di umano! ====''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''==== *Lei è in possesso del cervello di un genio, ed ora ha le mani di un artigiano. Che meravigliosa combinazione! Dovrà solo far pratica per coordinarli, un poco ogni giorno. ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *Pensavo che il suo corpo stesse rigettando il cervello. Non è così. Sta prendendo il sopravvento sul cervello! ([[Victor Frankenstein|Barone Frankenstein]]) *– Il cervello, anche se a questo stadio, funziona.<br>– Sì.<br>– Ed il suo corpo è forte, non ne ho mai visto uno così. Ogni muscolo in perfetta forma.<br>– Sì.<br>– Se potessimo catturare l'essenza dell'uomo, ora, prima che sia tardi!<br>– L'essenza?<br>– Se tutto potesse rinascere senza alcun difetto, si potrebbe creare una nuova versione del suo essere.<br>– Sì, ma come?<br>– Semplicemente facendolo accoppiare.<br>– Non lo dirà sul serio!<br>– Ha qualche alternativa da suggerire? *– La sua creatura è morta, distrutta.<br>– Oh, non è molto importante. È la cosa migliore per tutti. Non serviva più a noi né a sé stessa. Ma la prossima... ====''[[Frankenstein Junior]]''==== *– In altre parole, le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi.<br>– Esatto.<br>– Allora avrebbe un enorme ''Schwanzstück''!<br>– Questo è evidente.<br>– Oooh...<br>– Diventerà molto popolare. *– Dimmi, quel cervello che mi hai portato era di Hans Delbrück?<br>– No.<br>– Ah! Be'... Ehm, ti dispiacerebbe dirmi di chi era il cervello che gli ho messo dentro?<br>– Non si arrabbierà, eh?<br>– No, io non mi arrabbierò!<br>– A.B. qualcosa...<br>– "A.B. qualcosa"? "A.B." chi?<br>– A.B... Norme.<br>– "A.B. Norme"?<br>– Sono quasi sicuro che era quello il nome.<br>– Vorresti dire che io ho messo un cervello "abnorme"... in un energumeno lungo due metri e venti... e largo come un armadio a due ante?! Canaglia! È questo che vorresti dirmi? *Sei veramente un gran bel ragazzo, lo sai? La gente ride di te, la gente ti odia, ma perché ti odia? Solo perché è invidiosa. Guardate che amore di viso, e che sorriso simpatico. Vuoi che alluda alla tua forza fisica adesso? Tu vuoi che io decanti la potenza dei tuoi muscoli? Tu hai diritto al tuo posto nell'olimpo degli dei, tu sei un dio e ascoltami bene: tu non sei cattivo, tu sei buono! Sei così caro e buono, sei l'angelo della casa, sei tu l'amore di mamma e io voglio che il mondo sappia, una volta per tutte e senza nessun dubbio che noi lo amiamo! Io ti voglio insegnare, ti farò vedere come si cammina, si parla, ci si muove, si ragiona. Uniti, tu ed io, daremo il più grandioso, essenziale contributo alla scienza dalla creazione del fuoco! ====''[[Frankenstein di Mary Shelley]]''==== *Se possiamo sostituire una parte di un essere umano, possiamo sostituirle tutte e se possiamo fare questo, possiamo plasmare una vita. Possiamo creare un essere che non invecchierà e non si ammalerà. Un essere più forte di noi, migliore di noi. Un essere più intelligente di noi... più illuminato di noi! ([[Victor Frankenstein]]) *Massime malformazioni congenite. Forze fisiche enormemente accresciute. Ma il soggetto rianimato è subfunzionale, è miserevole... ed è morto. ([[Victor Frankenstein]]) *Siete un folle, Victor Frankenstein di Ginevra! Come potevate immaginare quel che avreste liberato! Come l'avete messo insieme? Con pezzi di ladri, pezzi di assassini? Il male cucito al male, cucito al male, cucito al male! Credete veramente che questa cosa vi sarà grata della sua mostruosa nascita? Il male avrà la sua vendetta! Possa Iddio aiutare coloro che amate. ====''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''==== *– Beh, qualunque cosa sia, sembra essere umano. Direi che calza il 50 e pesa circa 180 chili. È alto tra i due metri e venti e due metri e mezzo. Trascina la gamba destra e ha tre denti di rame.<br>– Come sai che ha i denti di rame?<br>– Perché è proprio dietro di te. *La mia vita, la mia missione è distruggere il male. Io riesco a sentire il male. Questo essere, che sia un uomo o qualunque altra cosa, sarà stato creato dal male, che ha lasciato un segno su di lui, ma non lo domina. Perciò io non posso ucciderlo. *– Lui non è malvagio.<br>– No, ma dicono che non è neanche umano.<br>– Lo conoscono? Hanno parlato con lui? Chi sono per giudicare? ===Persone=== *È evidente che la Creatura assemblata dal Prometeo ginevrino era l'immagine squassante di una scienza ingorda, fuori controllo. ([[Stefano Massini]]) *La Creatura è sempre stata più simpatica del Creatore. ([[Lietta Tornabuoni]]) *Solo dopo la distruzione da parte di Frankenstein della sua quasi completa controparte femminile, il Mostro viene dipinto come il vero perpetratore del male. Un fattore importante per lo svelamento del suo carattere è la sua mancanza di emozioni. Quello che sembra emozione – il suo bisogno di compagnia, il sentimento di vendetta verso Frankenstein – sono in realtà passioni intellettuali che passano attraverso canali razionali. Egli è asessuato, ed esige una moglie come alleata, non come amante o compagna. Le sue emozioni risiedono nel cuore di Frankenstein, così come l'intelletto di Frankenstein è in lui. ([[Muriel Spark]]) ====[[Nadia Fusini]]==== *La creatura invidia la bellezza e la bontà. Di per sé il neonato non è cattivo, chiede simpatia; se gliela mostrassero, sarebbe buono. Ma perché gli altri gli dimostrino amore, dovrebbe dissolversi la platonica confusione di bene e di bello, che perciò stesso condanna il brutto (e cattivo) a patire l'alienazione dal mondo dei belli (e buoni). Il "brutto" dovrebbe, in altri termini, educare i propri contemporanei ad aprire gli occhi fino a cogliere in lui un'altra bellezza, che offende le proporzioni, che trasgredisce le vecchie armonie: una bellezza inaspettata, diversa, nuova. Sublime. *Più che tragica, dalla parte della creatura, la vicenda è patetica. Romanticamente il mostro vorrebbe comunanza, società: vorrebbe appartenere a una comunità, essere come tutti gli altri. La sua eccezionalità gli pesa. La sua unicità è un danno. Gli rende impossibile la vita. E impraticabile la bontà. Come può essere buono chi è solo al mondo, privo di un altro simile in cui specchiarsi e amarsi? Chi venga abbandonato, rifiutato? Come stupirsi che diventi malvagio colui al quale per nascita la felicità è negata? Il mostro è una vittima. *Prima di immedesimarci con quell'astronauta di ''2001: Odissea nello spazio'' che vediamo staccarsi dall'astronave e per sempre cadere nello spazio infinito, noi ci siamo identificati con la creatura di Frankenstein. Se le mitologie eroiche di Shelley e di Byron mascherano con l'euforia dello slancio maniacale del ''pathos'', Mary svela il ''bathos'' di quella medesima verità: nel mondo si è gettati, e si è soli. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Cattivi]] [[Categoria:Personaggi letterari]] 0n7a555d2v9e79cx0zml6ln65niuvmp Victor Frankenstein 0 180624 1415399 1282232 2026-06-02T21:58:53Z Àncilu 87978 orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415399 wikitext text/x-wiki [[File:Frankenstein, pg 7.jpg|thumb|Victor Frankenstein creando [[Mostro di Frankenstein|la creatura]], illustrato in una edizione del 1922]] '''Victor Frankenstein''', protagonista di ''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]'', creato da [[Mary Shelley]]. ==Citazioni di Victor Frankenstein== {{cronologico}} ===''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]''=== [[File:Frankenstein, or the Modern Prometheus (Revised Edition, 1831) Victor.jpg|thumb|Victor Frankenstein illustrato sulla copertina interna dell'edizione di ''Frankenstein'' del 1831]] *Infelice! Condividete forse la mia stessa follia? Voi pure avete bevuto un sorso della pozione inebriante? Lasciate che vi narri la mia storia e allora terrete la coppa lontana dalle vostre labbra! *Le tenerezze di mia madre e il sorriso indulgente di mio padre, rappresentano i miei primi ricordi. Incarnavo il loro giocattolo e il loro idolo e molto altro ancora: il loro bambino, la creatura innocente e indifesa donatagli dal cielo, affinché l'allevassero al bene, e la cui sorte avevano potere di indirizzare alla gioia o all'infelicità, a seconda di come avrebbero assolto i loro doveri verso di me. Con questa profonda coscienza di ciò che dovevano all'essere cui avevano dato vita, aggiunta alla solerte tenerezza che li animava reciprocamente, si può immaginare come, in ogni singolo istante della mia prima infanzia pur ricevendo insegnamenti di pazienza, carità e autocontrollo, io fossi guidato da una corda di seta che conduceva ogni cosa a una concatenazione di piacevolezze. *Talvolta, eccedevo di irruenza a causa delle mie repentine passioni e queste, per ragioni naturali non rivolte a passatempi infantili, si traducevano in un cocente impulso di apprendere, seppur non indiscriminatamente d'ogni cosa. Confesso che su di me non esercitavano alcuna attrattiva né la struttura delle lingue, né la legislazione dei governi, né la politica dei diversi stati. Erano gli arcani del cielo e della terra che desideravo conoscere e, sia che si trattasse della sostanza visibile delle cose, o dello spirito recondito delle stesse o dell'inestricabile animo umano, le mie indagini miravano sempre agli aspetti metafisici o nel senso più elevato del termine, fisici del mondo. *È per me un dolce piacere soffermarmi sui ricordi della mia [[infanzia]], quel tempo antecedente a che la sventura, corrotta la mia mente, ne mutasse le illuminate visioni dell'utile collettivo in tetre e anguste riflessioni su se stessa. Inoltre, nel dipingere il quadro dei miei primi anni, registro anche quegli accadimenti che hanno condotto, progressivamente, a questo esecrabile epilogo: perché, quando indago sull'origine di quella passione che successivamente indirizzò il mio cammino, trovo che essa scaturì come un rivo di montagna, da oscure e dimenticate sorgenti; ma, ingrossandosi via via nel suo corso, divenne quell'impetuoso torrente che ha cancellato ogni mia aspettativa e gioia. *Sotto la guida dei miei nuovi precettori, m'immersi nella ricerca della pietra filosofale e dell'[[elisir di lunga vita]]; ma quest'ultimo ben prestò catturò tutta la mia attenzione. La ricchezza era un obiettivo meschino, ma quale gloria avrebbe accompagnato la mia scoperta, se fossi riuscito a sconfiggere la malattia del corpo e rendere l'uomo inviolabile alla morte non violenta! *Uno dei fenomeni che aveva particolarmente catturato la mia intenzione era la conformazione del corpo umano e di ogni organismo vivente in generale.<br>"Da dove deriva", mi domandavo di frequente "il principio della vita?".<br>Era quella una faccenda controversa, da sempre considerata un mistero. Eppure quante cose potremmo arrivare a conoscere se non ci fermassimo sulla soglia della [[scoperta]], trattenuti lì, dal timore o dalla negligenza! *Badate, non sto raccontando della percezione di un folle. Che il sole splenda nell'azzurro cielo non è più esatto e veritiero di quanto io ora asserisco. Possibile sia stata opera di un miracolo, tuttavia gli stadi della scoperta erano distinti e probabile. Dopo inimmaginabili giorni e notti di lavoro, riuscii a comprendere il fattore scatenante la vita. Anzi, molto di più, io stesso divenni capace di dare vita alla materia inanimata. Allo sbalordimento provato ai primordi di questa scoperta, subentrarono ben presto esultanza ed estasi. Dopo tanto tempo e impegno, raggiungere improvvisamente il culmine delle mie aspirazioni, fu l'appagamento delle mie fatiche. Ma questa rivelazione era così immensa e sconvolgente da cancellare dalla mia mente tutti i passi che mi ci avevano condotto: vedevo solo il risultato. Ciò che era stato motivo di studio per uomini dotti fin dalla creazione del mondo, adesso, era per me a portata di mano. *Imparate dal mio esempio, se non dalle mie parole, quanto sia pericoloso acquisire la [[conoscenza]] e quanto sia più felice l'uomo convinto che il suo paese sia tutto il mondo, di colui che aspira a un potere più grande di quanto la natura non conceda. *Poiché la piccolezza delle parti rappresentava un ostacolo per la velocità di esecuzione, risolsi, contrariamente alle mie originarie intenzioni, di costruire un essere di statura gigantesca; vale a dire, alto circa due metri e mezzo e largo in proporzione. Dopo aver maturato questa decisione e aver trascorso alcuni mesi a reperire il materiale di cui necessitavo, incominciai l'opera. *Chi può immaginare gli orrori del mio lavoro clandestino, quando mi immergevo nell'umidità di tombe sconsacrate o torturavo un animale vivo per animare la creta inerte? Mi tremano le membra e la vista si confonde al ricordo, ma ero spinto da un impulso inesorabile, direi frenetico; pareva non avessi più anima né ragione se non per questo scopo. In verità si trattò di una sorta di trance passeggera, che non appena acquietata, mi fece ritrovare inalterate la mia sensibilità e le mie vecchie consuetudini. *Un essere umano in possesso di tutte le sue facoltà dovrebbe sempre conservare un animo calmo e impedire alla [[passione]] di turbarlo. Non ritengo che la ricerca della conoscenza possa costituire un'eccezione a questa regola. Se ciò a cui vi dedicate tende a indebolire i vostri affetti e ad annientare in voi il gusto per quei piaceri semplici che niente può svilire, allora ciò che perseguite è certamente illecito, vale a dire non adatto alla vostra natura. Se questo precetto fosse sempre rispettato e l'uomo non permettesse a qualunque sua attività d'interferire con la serenità dei suoi affetti domestici, la Grecia non sarebbe stata ridotta in schiavitù, Cesare avrebbe risparmiato il proprio paese, l'America sarebbe stata esplorata in maniera più graduale e gli imperi del Messico e del Perù non sarebbero stati annientati. *Come posso descrivere le mie sensazioni al cospetto di questa catastrofe, o spiegare per intero lo sventurato che con infinita pena e cura mi ero sforzato di creare? Il corpo appariva proporzionato e avevo scelto per lui lineamenti di oggettiva bellezza. Gran Dio! La pelle, giallognola, celava con maestria la linea sottostante di muscoli e arterie; la capigliatura, fluente, era di un nero lucido; i denti, di un bianco splendente, ma questo piacevole assembramento contrastava maggiormente con l'orrido dei suoi occhi acquosi, che parevano figli delle orbite grigie in cui erano incastonati e l'aspetto malsano del viso e della labbra nere, costrette in una linea retta. *Nelle opere degli scrittori [[Oriente|orientali]] trovavo non soltanto insegnamenti, ma consolazione. Io non tentavo, come Clerval, di giungere ad una conoscenza critica di quegli idiomi, perché il mio scopo era trarne un sollievo momentaneo. Leggevo unicamente per apprenderne il significato ed ero ampiamente ripagato del mio impegno. La malinconia di quegli scritti mi dava una serenità e un'estasi mai provata per opere di paesi diversi. Quando mi apprestavo a leggere quelle opere, l'esistenza pareva consistere in una giornata di sole e un roseto, nei sorrisi o nell'ira di un avversario leali, nel fuoco che consumava il cuore. Che differenza dalla poesia virile ed eroica della Grecia e di Roma! *Niente è più doloroso per la mente umana, dopo il tumulto dei sentimenti suscitati da una rapida successione di eventi, della [[quiete]] assoluta e della certezza che subentra e toglie all'anima tanto la speranza quanto la paura. *Perché l'[[uomo]] vanta una sensibilità superiore a quelle che si manifestano nei bruti? Questo non fa di noi esseri migliori, bensì maggiormente bisognosi. Se i nostri impulsi si limitassero alla fame, alla sete e al desiderio di voluttà, potremmo ritenerci quasi liberi; invece siamo rosi da ogni spirare di venti, da una parola casuale o dalla percezione che essa induce in noi. *Come sono mutevoli i nostri intendimenti e com'è strano quell'amore tenace per la [[sopravvivenza]] che non ci abbandona neppure nelle più protratta e crudele infelicità! *Gran Dio! Se solo avessi immaginato quale potesse essere l'intento diabolico del mio avversario, piuttosto che acconsentire a questo sventurato matrimonio, avrei preferito errare per sempre solo e reietto sulla terra. Ma, quasi disponesse di poteri magici, il mostro mi aveva reso cieco su quelle che erano le sue vere intenzioni; e credendo di predisporre la mia morte, affrettavo invece quella di una persona a me molto più cara. *Quando io sarò defunto, se lui dovesse comparire, giuratemi che non vivrà. È eloquente e persuasivo e, in un occasione, le sue parole ebbero ragione persino sul mio cuore. Non fidatevi di lui. La sua anima è infernale quanto il suo aspetto. Non ascoltatelo. Invocate i nomi di William, Justine, Clerval, Elisabeth, di mio padre e dello sventurato Victor e affondate la vostra lama nel suo petto. Io vi sarò accanto e guiderò dritto il ferro. *Quando ero più giovane [...] mi credevo destinato a qualche grande impresa. Quella consapevolezza del valore della mia indole mi ha sorretto, quando altri ne sarebbero stati oppressi. Nel riflettere su quanto compiuto, non potevo certo annoverarmi nel gregge dei comuni inventori. Eppure, questo pensiero, che mi sosteneva all'inizio della mia carriera, ora vale solo a sprofondarmi nella polvere. Tutte le mie speculazioni e le mie speranze sono nulla; e come l'arcangelo che aspirava all'onnipotenza, io sono avvinto a un inferno perpetuo. *Anche quando gli affetti non sono fortemente stimolati da qualità superiori, i [[Compagno|compagni]] della nostra infanzia possiedono un potere sulla nostra mente, che difficilmente qualunque [[amico]] acquisito più tardi nella vita potrà ottenere. Essi conoscono le nostre inclinazioni primordiali che, per quanto in seguito possono giudicare le nostre azioni giungendo a conclusioni giuste sull'onestà dei nostri moventi. *{{NDR|[[Ultime parole dai libri|Ultime parole]]}} In un eccesso di follia ho creato un essere razionale ed ero in obbligo nei suoi confronti di assicurargli, secondo le mie possibilità, benessere e felicità. Questo il mio dovere. Ma ce n'era un altro superiore a questo, gli obblighi verso i miei simili. Sulla spinta di questa consapevolezza mi rifiutai di forgiare una compagna al primo essere creato perché questo ha dimostrato una perfidia senza pari; ha sterminato la mia famiglia dedicandosi alla distruzione di creature che possedevano encomiabili virtù. Non so dove e quando avrà fine la sua sete di sangue. Anch'egli è un povero infelice che deve morire per non procurare infelicità ad altri. Il compito della sua distruzione spettava a me, ma ho fallito. Spinto da egoismo, vi chiesi di farvi carico di questa missione incompiuta; indotto dalla ragione e dalla virtù, rinnovo ora la mia richiesta. Non posso chiedervi di sacrificare a questo scopo la vostra esistenza. Ma lascio a voi riflettere e soppesare quelle che ritenete le vostre responsabilità. La mia capacità di giudizio e le mie idee sono ottenebrate dall'insorgere della morte. Non oso chiedervi di adempiere a ciò che ritengo giusto, perché potrei ancora essere tratto in inganno dalla passione. Addio Walton! Mi turba il pensiero che lui possa danneggiare altri. Io non sono riuscito a fermarlo, ma un altro forse, dove io ho fallito, potrà avere successo. ===Film=== ====''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''==== [[File:Frankenstein1931CliveKarloffCrop.jpg|thumb|Dott. Henry Frankenstein interpretato da [[Colin Clive]] in ''Frankenstein'']] *Sta riposando nell'attesa di una nuova vita. *È il cervello di un morto che aspetta di rivivere in un corpo che ho creato con le mie mani. Con queste mie mani! *I raggi ultravioletti sono raggi che, lei diceva, rappresentano l'ultimo colore dello spettro. Be', si sbagliava. Qui, grazie alle mie macchine, io sono andato ben oltre. Ho scoperto il grande raggio che in principio creò la vita in questo mondo. [...] Questa notte avrà le sue prove! All'inizio ho condotto esperimenti sul corpo di animali, in seguito su un cuore umano che ho tenuto in vita per tre settimane, ma adesso io concentrerò il mio raggio sopra quel corpo, e gli infonderò la vita. *Quel corpo non è un cadavere, quel corpo non ha mai vissuto, l'ho creato io dal niente. L'ho fatto io con le mie stesse mani, con i corpi che ho sottratto dalle tombe, dalle forche, dappertutto! *Guardate, si sta muovendo! Si sta muovendo! Guardate! È... è vivo! È vivo! È vivo! È vivo! È vivo! È vivo! È vivo! È vivo! È vivo!<ref>Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'[[w:American Film Institute|American Film Institute]], che è andato a comporre l'''[[w:AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes|AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes]]'', questa citazione è stata inserita al quarantanovesimo posto nella classifica AFI delle cento battute più celebri della storia del cinema.</ref> *"Pericolosa"? Povero professore! Lei non ha mai desiderato fare qualcosa di "pericoloso"? Dove saremmo, se nessuno cercasse di scoprire cosa c'è aldilà? Non ha mai desiderato di guardare oltre le nuvole, le stelle o di scoprire che cosa fa fiorire gli alberi? E cosa trasforma in luce l'oscurità? Ma se uno parla così, la gente dice che è un pazzo. Ebbene, se potessi scoprire anche una sola di queste cose, che cos'è l'eternità per esempio, non mi importerebbe niente se tutti pensassero che sono pazzo. *L'ho fatta con queste mani e con queste stesse mani devo distruggerla! ====[[Hammer Film Productions|Ciclo Hammer]]==== =====''[[La maschera di Frankenstein]]''===== [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing with magnifying glass.png|thumb|Il barone Frankenstein interpretato da [[Peter Cushing]] ne ''La maschera di Frankenstein'']] *Serbate il vostro conforto spirituale per chi crede di averne bisogno. *Ma quando incominciò? Immagino che fosse quando andavo ancora a scuola. Ho sempre avuto una brillante intelligenza. Quel povero vecchio del mio maestro riusciva a darla a bere ai miei compagni, ma cosa sapeva? Mi insegnava le stesse scemenze da trent'anni e, secondo me, non aveva più aperto un libro negli ultimi venti. *La mia prima impressione di Paul ebbe una pronta conferma. Egli si rivelò infatti un eccellente tutore. In due anni, imparai tutto ciò che egli aveva da insegnarmi, ma poi proseguimmo insieme penetrando nell'incognito, investigando, annotando, cercando e ricercando, finché a poca poco la nostra frenetica attività di studio cominciò ad assumere un unica direzione, verso la quale riversammo insieme tutte le nostre energie. Ci vollero anni di lavoro indefesso per scoprire quello che stavamo cercando, finché una notte, fuori dalla vista e dalle indiscrezioni del resto della casa, i nostri sforzi furono colmati dal successo. *Ciò che abbiamo fatto è nulla in confronto a ciò che faremo. Abbiamo solo cominciato, solo aperto la porta. Ora è giunto il momento di entrare attraverso quella porta e vedere quello che c'è aldilà. Ma non ti rendi conto? Abbiamo scoperto la fonte della vita e l'abbiamo usata per resuscitare un essere morto. Questa è un eccezionale scoperta, Paul. Ma non dobbiamo divulgarla. Bisogna procedere alla fase successiva. Abbiamo restaurato la vita quando ormai era estinta. Non dobbiamo limitarci a riportare i morti alla vita. Dobbiamo creare dall'inizio, fabbricare una creatura nostra, crearla dal nulla. *Dobbiamo procurarci i pezzi: gli arti, gli organi. E poi dobbiamo costruire. [...] La cosa più complessa sulla Terra: l'uomo stesso. Noi dobbiamo creare un essere umano, un uomo con un fisico perfetto, le mani di un artista e la materia cerebrale di un genio. *Non è stabilito che i morti restano morti per sempre? Eppure li abbiamo riportati alla vita. Noi racchiudiamo nelle palme delle nostre mani segreti di cui non si è mai neanche sognato, e se la natura ha innalzato barriere per circoscrivere il campo dell'uomo, noi le abbiamo abbattute. Nulla può fermarci ora. *I lineamenti non sono importanti. Ciò che conta è che ho creato un essere che vivrà e respirerà. Rimarginate le cicatrici, non sarà poi tanto brutto. *Non faccio male a nessuno. Ho solo spogliato qualche tomba. Lo fanno barbari, dottori e scienziati. Se no, come conosceremmo la complessità dell'organismo umano? *Ammetto che non è decisamente un campione di bellezza, ma non dimenticare che i tratti somatici sono in funzione di ciò che c'è dentro, nel cervello. Con un animo nobile, la faccia assume l'espressione di benevolenza. Una mente perversa, una brutta faccia. Per questo useremo il cervello di un genio, e quando il cervello comincerà a funzionare dentro il cranio, allora il viso assumerà i caratteri della saggezza e dell'intelligenza. Ti ho detto che mi mancava l'ultima fase: il cervello, il cervello di un intelletto superiore, con una vita intera di conoscenze acquisite. Immagina, Paul. La mia creatura nascerà con un bagaglio di sapienza. *È il risultato che conta. Ho creato un essere umano. *Stammi bene a sentire, quello è tanto il risultato della tua opera quanto della mia. Sì, io gli ho dato la vita, gli ho messo un cervello in testa, avevo scelto un cervello eccezionale, ma tu prima l'hai danneggiato, poi l'hai trapassato con un proiettile. Questa è colpa tua, Paul. Hai capito? Colpa tua. [...] Ma tu non vincerai. E vuoi sapere perché non vincerai? Perché io continuerò. Se non riuscirò a rimediare con la chirurgia, mi procurerò un altro cervello, e un altro, e un altro ancora. *Il lavoro di tutta una vita andò distrutto, distrutto in un attimo, e dalla stessa mano che gli aveva dato la vita. In mezz'ora non rimase più niente di lui. Questa è la mia storia, la pura e semplice verità. Voi non mi credete, vero? Ma dovete credermi! =====''[[La vendetta di Frankenstein]]''===== [[File:Revenge of Frankenstein (trailer) - Must I?.png|thumb|"Dott. Stein" interpretato da [[Peter Cushing]] ne ''La vendetta di Frankenstein'']] *Non sono un ciarlatano, e non posso trovare malattie inesistenti. *Quando sono venuto a Carlsbruck, senza mezzi ne nome, ed ho cominciato ad esercitare, sono stato osteggiato in tutti i modi da questo vostro consiglio che serve soltanto ad eliminare la concorrenza. Adesso mi sono fatto una clientela senza appoggi e senza alcun aiuto. Mi sono abituato a fare per conto mio e non intendo cambiare. *Mi chiamo Frankenstein, lo confesso. Ma siamo una vasta famiglia. Siamo sempre stati esageratamente prolifici. Siamo sparsi dappertutto, anche in America mi hanno detto. C'è perfino una città che si chiama Frankenstein. [...] Poi ci sono degli altri Frankenstein che si sono stabiliti in Australia. *Le dita di un borsaiolo devono essere molto sensibili, e questo può far comodo. *Doveva essere perfetto, come io l'avevo creato. Il suo cervello subì una lesione, altrimenti sarebbe stata la più spettacolosa scoperta scientifica di tutti i tempi, e Frankenstein sarebbe stato considerato un genio. E invece fu condannato alla ghigliottina. Ma un giorno avrò la mia rivincita. *Non è ancora nato. Questa volta però e perfetto. Meno qualche cicatrice, è perfetto. [...] Per questo mi è servito molto l'ospedale dei poveri. Ora mi basta un cervello e poi potrò dargli la vita. [...] Il cervello dev'essere vivo. È il solo organo a cui non si può ridare la vita nel corpo umano. E per questo dovrò asportarlo ad un uomo vivo. *Sa che nei primi esperimenti che facevo usavo i rettili? Una volta misi il cervello di una rana ad una lucertola. La lucertola tentava di saltare, naturalmente senza riuscirci. Ma io capì che il cervello funziona sempre nello stesso modo, in qualunque corpo si trovi. *C'è nessuno che abbia consultato un elenco anagrafico qui? Un elenco anagrafico di qualsiasi città dell'Europa centrale? Ci sono decine di Frankenstein, e io sono uno di loro. Sapevo di quel Frankenstein che aveva creato un mostro circa tre anni fa e, naturalmente, non potevo incominciare ad esercitare con un nome così compromesso, e me lo sono cambiato. =====''[[La rivolta di Frankenstein]]''===== [[File:The Evil of Frankenstein (1964) trailer - Mask of Frankenstein.png|thumb|Il barone Frankenstein interpretato da [[Peter Cushing]] ne ''La rivolta di Frankenstein'']] *Gli estraggo il cuore. [...] Perché no? A lui non serve più. *{{NDR|Sull'avere sempre ragione}} Non sempre, Hans. Di frequente, ma non sempre. *Perché ce l'hanno tanto con me? Perché non mi lasciano in pace? *È mia intenzione confutare le vecchie teorie sulla concezione della vita e dell'origine delle forze vitali, ristabilendo la verità nei suoi termini bio-psicochimici come semplici azioni e reazioni controllate da impulsi esterni. E mi resi conto che l'unico modo di dimostrare le mie teorie era quello di creare nel mio laboratorio qualcosa di veramente vivente. Non te l'ho mai detto, Hans, ma mi riuscii una volta. Il risultato fu piuttosto rozzo, un rudimentale essere vivente malformato con un abbozzo di cervello. Funzionava, Hans. Almeno credo che funzionava. Non ebbi mai il tempo di controllare questo primo risultato. Loro lo distrussero. *C'era un temporale quella notte, un temporale di inaudita violenza. Si era perparato per giorni, e infine era scoppiato. Nel cielo c'era tutta l'energia che io avessi mai sognato di poter avere a disposizione. Dovevo soltanto raccoglierla. Io ero perfettamente pronto, lo ero per settimane. Avevo anche un cadavere conservato nel ghiaccio per la bisogna. Però, fino a quel giorno non avevo trovato il modo di produrre l'energia elettrica sufficiente per creare la scintilla della vita. Quel temporale era la soluzione, la risposta ai miei sogni più audaci. *Venni arrestato e accusato di sacrilegio contro Dio e di resistenza ad un ufficiale. Mi ordinarono di lasciare la città. Non avevo denaro. Arrivai a piedi alla frontiera. [...] Lavoravo e risparmiavo fino al ultimo soldo in modo da poter ricominciare. Il resto lo sai, un insuccesso dopo l'altro e sempre perseguitato da questi... da questi miscredenti. Ma non sono ancora vinto. È solo questione di tempo, e mosterò la mia teoria. *Quei maledetti gli hanno distrutto il cervello con quelle pallottole. [...] Ho cercato di rimettere insieme quel che restava, ma la scintilla vitale... La scintilla vitale è andata distrutta. Egli è vivo ma il suo cervello dorme. Qualsiasi cosa che non capiscono, qualsiasi cosa che non si adatti al loro piccolo, stupido conformismo la distruggono! *Il cervello è intatto, ne sono certo. La struttura cellulare è perfetta, tutto il metabolismo è in ordine. E allora perché? Perché il suo cervello non funziona? Una volta avviato, continuerebbe a funzionare. Ma come? [...] Ho fatto passare l'energia di un fulmine attraverso il suo cranio, non ti sembra abbastanza?! *Ha un buon cervello e ottimi occhi. Non le dirò dove li ho presi, ma le assicuro che sono perfetti. =====''[[La maledizione dei Frankenstein]]''===== [[File:Frankenstein Created Woman & The Mummy's Shroud Double Bill Trailer 1 (Peter Cushing sketch).png|thumb|Ritratto del barone Frankenstein interpretato da [[Peter Cushing]] ne ''La maledizione dei Frankenstein'']] *Non capisco questa tua costante sfiducia nella mia scienza. *Il mio corpo è rimasto senza vita, ma l'anima non se n'è staccata. Come mai? Era sempre rinchiusa prigioniera dentro di me? Potrebbe restarlo in eterno? Solo per forza di volontà? *Tutto ciò che non comprendiamo è [[magia]] finché non lo comprendiamo. *Ci siamo riusciti, Hertz. [...] Una struttura tale che niente vi può penetrare, e niente può sfuggirne! [...] A quale scopo? Ma è ovvio, ridare la vita dopo la morte. Dopo la morte! La grande nemica è vinta. *Prima di tutto, mi occorreva una prova concreta che l'anima non lascia il corpo al momento della morte. [...] In secondo luogo, sono riuscito a creare un elemento così solido e compatto da risultare inattaccabile. Nulla che possa entrarvi, ripeto, niente che possa uscirne. [...] Si muore perché il corpo muore, non l'anima. La morte è un fatto fisico, non dello spirito. L'organismo perisce sia perché decade con l'età sia per malattie, ma lo spirito gli sopravvive. Perciò se io riesco a trasferire l'anima in questo impianto, a risanare il corpo e a ridargli l'anima, ho vinto la morte. *Qui non esistono supposizioni, ma solo fatti, constatati. *{{NDR|Sulla stregoneria}} Non mi risulta che negli atenei esista questa facoltà, ma se verrà istituita, io avrò diritto alla prima laurea. *Morale? Scrupoli senza fondamento! *Cadaveri se ne trovano, anime no. *Vuole insinuare che Hans è stato richiamato in vita con pratiche di stregoneria? [...] E lo stregone sarebbe il sottoscritto, immagino. *Christina! Ti prego! C'è qualcosa che devi sapere. Non li hai uccisi tu, quei tre uomini. Un altro guidava la tua mano. È il momento di dirti chi sei. =====''[[Distruggete Frankenstein!]]''===== *Scusatemi, non sapevo che foste tutti dottori. [...] Ah, mi dispiace. Credevo che sapeste quello che stavate dicendo. [...] A sentire certe stupidaggini, esplode il lato peggiore del mio carattere. *Sono gli sciocchi come voi che hanno ostacolato il progresso in tutte le epoche. Voi fate delle osservazioni su dei fatti che non riuscite neanche a comprendere. *Se l'uomo non si fosse dedicato alle innovazioni e agli esperimenti, questa sera lei avrebbe mangiato in una caverna, avrebbe seminato le ossa sul pavimento e si sarebbe pulito le dita con una pelle di animale. Comunque, il suo abito non è immacolato. *Non invochi l'Onnipotente, dott. Holst. Credo che ora sia molto in collera con lei. *Avevamo trovato entrambi un sistema di trapianto immediato da un corpo all'altro, e ci tenevamo in corrispondenza sull'argomento. Ma nessuno dei due era riuscito a congelare i cervelli senza distruggere le cellule vitali e conservarli per un uso futuro. Le mie ricerche fallirono, invece Brandt scoprì la tecnica. Mi scrisse, ci accordammo di incontrarci per la prima volta e lui mi avrebbe svelato il segreto. Disgraziatamente, due giorni prima del nostro incontro egli impazzì. Il troppo lavoro lo aveva distrutto e scomparve. Subito dopo, io venni espulso dal paese. *Il nostro scopo era quello di conservare all'infinito i grandi talenti e i geni del mondo. Quando muoiono, i loro cervelli sono all'apice della potenza creativa, e noi li facciamo marcire sottoterra perché i corpi che li ospitano si sono deteriorati. Noi vogliamo asportare questi cervelli nell'istante della morte e ibernarli, preservando così per i posteri tutto ciò che contengono. *Ricordati, il [[Robert Knox (chirurgo)|dott. Knox]] aveva [[Burke e Hare]] ad assisterlo. Pensa a che cosa fecero per la chirurgia fra tutti loro. *Il trapianto di tutti gli organi umani è una logica evoluzione della chirurgia, ma te e quei testardi dei tuoi contemporanei rifiutate l'evidenza dei fatti. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} A che serve morire?! Lavoreremo insieme, lascerò tutta la gloria a te! No! =====''[[Gli orrori di Frankenstein]]''===== *Se io le permettessi di picchiarmi, sarebbe come ammettere che lei è superiore a me. E poiché le cose non stanno così, non lo permetto. *È naturale invece per un uomo della tua età interessarsi a una cameriera di sedici anni? *Così risolvi i problemi, vero? Vuoi aver ragione con la frusta. *Vieni a vedere. {{NDR|mostra un braccio attaccato a degli elottrodi}} L'ho rubato da un'aula d'anatomia. {{NDR|attiva gli elettrodi}} Attento, eh. Guarda! {{NDR|il braccio fa il gesto delle corna}} Lo manderò al preside con i miei saluti. *Ti ricordi che guaio all'università durante le lezioni di anatomia? [...] Non c'erano mai abbastanza cadaveri. [...] Una testa come questa sarebbe stata divisa tra duecento studenti. E così invece è tutta per noi. *Lasci da parte i suoi dettagli autobiografici e mi dica cos'ha a disposizione. *È lo scopo della scienza venturarsi nell'ignoto. *Non vorrai che mi addolori per tutti quelli che vengono uccisi dai briganti? *Ormai ho la formula e lo farò perfetto. =====''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''===== *Malgrado li mandino qui come pazzi criminali, spesso trovo che i loro crimini sono meno evidenti della malattia stessa. *Lei è in possesso del cervello di un genio, ed ora ha le mani di un artigiano. Che meravigliosa combinazione! Dovrà solo far pratica per coordinarli, un poco ogni giorno. *Il corpo non accetta il nuovo cervello. Sta cercando di rigettarlo, e tra pochi giorni ci riuscirà. Il cervello comincerà a deteriorarsi giorno dopo giorno, e poi più niente. La mia creatura diventerà un vegetale e poi morirà. Un altro fallimento. *Pensavo che il suo corpo stesse rigettando il cervello. Non è così. Sta prendendo il sopravvento sul cervello! *Abbiamo molto lavoro arretrato. Stavo pensando a cosa abbiamo sbagliato. Forse troppa fiducia nella chirurgia e troppo poca nella biochimica. *{{NDR|Sulla morte della sua creatura}} Oh, non è molto importante. È la cosa migliore per tutti. Non serviva più a noi né a sé stessa. Ma la prossima... ====''[[Il mostro è in tavola... barone Frankenstein]]''==== [[File:Flesh for Frankenstein (1973) Udo Kier.png|thumb|Il barone Frankenstein interpretato da [[Udo Kier]] ne ''Il mostro è in tavola... barone Frankenstein'']] *Mi hai portato dei buoni pezzi. Quella ''manus'' era perfetta. [...] Ma quello che ci serve ora è un perfetto... ''nasum''. Sì! Qualcosa che rappresenterà l'ideale serbo di perfezione somatica. *La razza serba discende per rami diretti dai perfetti e gloriosi antichi greci. *Io mi ricordo quando andavo a scuola, la governante accompagnava me e mia sorella, e vedevo ogni giorno questi altri esseri per la strada. Non ci era permesso giocare con loro. Erano esseri inferiori, dei bifolchi, dei paria. Ma più di una volta io riuscivo a scappare, e stavo là per ore nei campi ad osservare quegli esseri. Ora i nostri studi sono finalmente alla conclusione: abbiamo una bellissima femmina, e sono sicuro che fra questa gente di paese, riusciremo a trovare il perfetto... ''nasum''. *Dobbiamo trovare la testa adatta a questo torso. Dovrà essere un uomo fortemente incline alle donne. È essenziale che sia sessualmente insaziabile. Se avremo successo nel trovare un cervello con questa idea fissa, avremo delle ottime chances che il maschio che creeremo vada in amore per la mia zombi femmina. Si accoppieranno ed essa mi darà i figli che voglio. Essi saranno la vera sorgente di una nuova razza, interamente creata da me, obbediente soltanto ai miei comandi. *Presto, qui in Serbia, nel mio laboratorio, la perfezione diventerà una realtà. Sì, sì, è così. Materializzerò l'ideale di giovinezza della razza serba. Il mio lavoro è la continuazione di una creazione incompiuta: l'individuo umano, un lavoro di rifinitura. Ma questa volta devo dare la vita. *Noi stiamo per dar vita, Otto, a delle creature destinate a destituire la zozzeria che ora popola e ripopola questo pianeta. Ed esse giureranno fedeltà a me solo. Io solo sarò oggetto della loro obbedienza. *Per conoscere la [[morte]], Otto, devi fottere la vita fino alle budella. *Ho sempre cercato i pezzi rari e i nobili ideali delle antiche civiltà, mio caro. Mia sorella ed io in questo siamo eguali, benché i pezzi rari lei se li è sempre cercati nelle fogne. *Alla scienza ufficiale piacerebbe annunciare la mia conquista come sua conquista e definirla un gigantesco passo avanti della medicina. Ma non può! Gigantesco passo avanti solo per me! Ed ora la sua bellezza verrà apprezzata. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Mi avete distrutto! Avete messo fine a degli esperimenti, ma il mio lavoro vivrà, ed io non sarò morto in vano. Il mio lavoro non è finito e io so che stavo lavorando nella giusta direzione. Non avevo nessuno, solo un laboratorio e un sogno. La femmina è morta, però lui vive, e testimonierà al mondo il mio genio. Contro di me non potranno più lanciare le loro frecce avvelenate alla perfezione. Io là volevo arrivare. Io non ho rimpianti. Io ho fatto del mio meglio. ====''[[Frankenstein di Mary Shelley]]''==== *Nessuno mai dovrebbe morire. A questo metterò fine... a questo metterò fine. Lo prometto. *Prendiamo il vaccino per esempio. Trent'anni fa l'intero concetto della vaccinazione era inaudito e ora salviamo delle vite ogni giorno. Ma non è tutta qui la risposta. [...] Prima o poi il modo migliore per ingannare la morte sarà creare la vita. *Se amassi qualcuno che ha il cuore malato non vorresti fargliene uno sano? [...] Non è impossibile. Si può fare. Ci siamo vicini. E se possiamo sostituire una parte di un essere umano, possiamo sostituirle tutte e se possiamo fare questo, possiamo plasmare una vita. Possiamo creare un essere che non invecchierà e non si ammalerà. Un essere più forte di noi, migliore di noi. Un essere più intelligente di noi... più illuminato di noi! *Io credo che per sconfiggere la morte e la malattia, per dare ad ogni uomo su questa terra la possibilità di vivere una vita lunga, una vita sana, per permettere alle persone che si amano di restare insieme per sempre. Per tutto questo credo che valga la pena di rischiare. *Dunque gli organi in tal maniera ricomposti abbisognano del nutrimento e del calore sufficienti e soprattutto di una maggiore quantità di energia diretta... maggiore energia diretta... Il liquido amniotico è l'elemento biogeno essenziale. Viene iniettato nel soggetto con gli aghi di rame dall'agopuntura, infissi nella carne nei punti chiave di massima energia. Ora, dopo l'interruzione della corrente il rospo morto dovrebbe conservare l'animazione, ma indipendentemente da fonti esterne di energia. {{NDR|elettrizza il rospo, che si rianima}} Sì, esatto! Ecco la combinazione! Ecco la combinazione! Esatto! *{{NDR|scrivendo nel diario}} "Massime malformazioni congenite. Forze fisiche enormemente accresciute. Ma il soggetto rianimato è subfunzionale, è miserevole... ed è morto." *C'è qualcosa che consuma la mia anima e che io non riesco a comprendere. *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tutto ciò che un tempo ho amato giace in una fossa che ho scavato con le mie mani. Ho seguito il sentiero che lui mi ha tracciato. Nord, sempre a Nord, da mesi ormai con un solo scopo: ucciderlo. Ora sono stanco. Sono... tanto... troppo stanco. ==Citazioni su Victor Frankenstein== {{cronologico}} ===''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]''=== *Egli suscita in me una stupefacente ammirazione e pietà. Come posso vedere una creatura tanto adorabile dilaniata interiormente senza soffrirne a mia volta? È costui un uomo di grande cultura e, quando parla, le sue parole fluiscono con un'eloquenza senza pari. *Oh, Frankenstein, non puoi essere equanime con tutti e calpestare solo me, al quale più che a ogni altro, devi giustizia, clemenza e persino affetto! Rammenta che tu mi hai generato: dovrei rappresentare il tuo Adamo e invece sono l'angelo caduto che tu hai allontanato senza che avessi compiuto alcun misfatto. ([[Mostro di Frankenstein|La creatura]]) *Mi vendicherò delle offese subite e, se non posso ispirare amore, allora seminerò il terrore. Soprattutto a te che sei il mio creatore, giuro un eterno rancore che concretizzerò adoprandomi in ogni modo per procurarti sofferenza, affinché anche tu maledica il giorno che sei venuto al mondo. ([[Mostro di Frankenstein|La creatura]]) *Oh, Frankenstein! Essere generoso fino all'estremo! A che serve adesso chiedere il tuo perdono! Io, che ti ho distrutto privandoti di tutti coloro che amavi. ([[Mostro di Frankenstein|La creatura]]) ===Film=== *– Come vorrei che tu non lavorassi per lui!<br>– Ma anch'io devo guadagnare da vivere!<br>– Questo è vero, ma...<br>– Ma?<br>– Sai quali voci corrono.<br>– No. Cosa mormorano quando volta le spalle?<br>– Lo sai.<br>– Non lo so, ma posso immaginarlo. Che è una specie di mostro che ha fatto un patto col Diavolo. Che pratica la stregoneria e celebra messe nere. Non è vero?<br>– Sì, pressapoco.<br>– E divora bambini appena nati e certe volte si trasforma in rospo. Allora sta' bene a sentire: dovendo scegliere fra lui e loro, sceglierò sempre lui! (''[[La maledizione dei Frankenstein]]'') *Lo psicanalista austriaco spiega al famigerato barone Frankenstein che la sua Creatura era tanto sanguinaria perché non poteva fare l'amore. Il libido fu strazioso e quindi pluriomicida. Il barone, abbagliato dalla chiarezza del ragionamento, fa ritorno ai suoi antri, e questa volta fornisce il mostro di una dose di sessualità. Ma il barone esagera sempre in dosi e misure, e il mostro sessualmente dotato tenta di violentare proprio lui. Il barone sfugge per un pelo l'oltraggio ed è tormentato da un dubbio: che il mostro sia una checca? Ma non è così. L'orrenda notizia circola nel villaggio: "Una creatura abominevole violenta chiunque incontri". Gli uomini si armano per punire lo stupratore mentre la governante, che ha appena compiuto settantacinque anni, si sfila mutande e reggiseno, sperando di incontrarlo, di sacrificarsi per amore della scienza. (''[[4 mosche di velluto grigio]]'') *Sei uno strano tipo, Victor. [...] A volte sai essere gentile, umano. E altre volte invece sei freddo come il ghiaccio. Talvolta mi chiedo qual è il vero Frankenstein. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]'') *– Abbiamo già dei precedenti del suo caso. Qualche anno fa, un certo barone è stato condannato da questa Corte per un crimine simile.<br>– Un barone? Chi?<br>– Non credo che ciò la riguardi.<br>– Frankenstein.<br>– Vedo che ha sentito parlare di lui. Non ne sono sorpreso.<br>– Ho tutti i suoi libri e le sue dispense dell'Accademia. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]'') *Siete un folle, Victor Frankenstein di Ginevra! Come potevate immaginare quel che avreste liberato! Come l'avete messo insieme? Con pezzi di ladri, pezzi di assassini? Il male cucito al male, cucito al male, cucito al male! Credete veramente che questa cosa vi sarà grata della sua mostruosa nascita? Il male avrà la sua vendetta! Possa Iddio aiutare coloro che amate. (''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'') *Mi rammarico che il tuo momento di gloria debba essere rovinato per una cosuccia come depredare una tomba. ([[Conte Dracula]], ''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'') ====''[[La maschera di Frankenstein]]''==== *Più di un secolo fa, in un villaggio di montagna, in Svizzera viveva un uomo i cui strani esperimenti con i morti sono diventati leggenda. La leggenda si è tramandata con orrore fino ai giorni nostri. È la leggenda de "la maschera di Frankenstein". *Si rinchiude la dentro per ore ed ore, Professore. Non dorme e non mangia. Secondo me, il mondo sarebbe molto meglio senza tante ricerche ed esperimenti, almeno il mio mondo. *– Siete mai entrata nel suo laboratorio? No, non è possibile concepire le cose orribili che si è promesso di fare.<br>– Cosa state cercando di dirmi, Paul? Che Victor è un pazzo? Un malvagio?<br>– Né l'uno né l'altro. È talmente preso dal suo lavoro che non ne afferra le conseguenze che potrebbero risultarne. ====''[[La vendetta di Frankenstein]]''==== *Nell'anno 1860, il barone Frankenstein fu condannato a morte per i brutali omicidi commessi dal mostro da lui creato. L'intero continente tirò un sospiro di sollievo, quando la ghigliottina fu chiamata a mettere fine alla sua vita di ignominia. *– Insomma signori, che cosa ne sappiamo di quest'uomo? Chi ne sa niente di lui? Nessuno. Nessuno ne sa niente. È venuto qui tre anni fa, e a cominciato all'esercitare e senza dire da dove veniva. Di dov'è? Dove ha studiato medicina? Che precedenti ha? Lo sapete voi? No! No, e io nemmeno. Eppure è qui, ha una clientela ed è considerato il miglior medico di tutta Carlsbruck. Non ha nemmeno chiesto di essere iscritto all'albo dei medici, e va dicendo che lui può farne benissimo a meno.<br>– E lo dimostra con i fatti. A me ha portato via un bel po' di clienti.<br>[...]<br>– A tutti, anche a me.<br>– Fra gli altri, anche sua moglie se non sbaglio.<br>– Sì, ma questo finirà, e presto! *Voglio che lei mi insegni quello che nessuna scuola può insegnarmi. Voglio diventare il discepolo di colui che io considero il genio del secolo. Il suo discepolo, Barone. ===Persone=== *La condizione umana di Frankenstein risiede in quella del Mostro, e quella del Mostro in Frankenstein. Che questo fatto abbia ricevuto un ampio, anche se involontario, riconoscimento è confermato dall'errore molto comune di chiamare «Frankenstein» il Mostro, e scaturisce dal fondamentale principio del romanzo: Frankenstein si perpetua nel Mostro. ([[Muriel Spark]]) ==Voci correlate== *[[Mostro di Frankenstein]] ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Frankenstein, Victor}} [[Categoria:Personaggi letterari]] c3865yv906faf1mdw29x4lieucw1ldt Marco Amelia 0 180625 1415367 1269206 2026-06-02T19:21:35Z Danyele 19198 fix 1415367 wikitext text/x-wiki [[File:Marco Amelia 2008.jpg|thumb|Marco Amelia nel 2008]] '''Marco Amelia''' (1982 – vivente), allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Marco Amelia== {{cronologico}} *{{NDR|Sulla rissa con il compagno di squadra Daniele Bonera}} Dopo una giornata a "Casa Milan" io e [[Stephan El Shaarawy|El Shaarawy]] ci fermiamo a firmare autografi con i tifosi. Gli altri salgono sul pullman. Un dirigente mi chiede di convincere la squadra a scendere. Qualcuno mi risponde "non ho voglia". Poi lo stesso dirigente "invita" tutti a darsi una mossa. Tornati sul pullman sento delle battute che non mi piacciono, tra me e Daniele volano parole grosse, non ci vedo più e lo colpisco. I compagni mi bloccano, altrimenti ne avrei colpiti molti di più. C'erano 400 tifosi che per farsi una foto con noi hanno preso il permesso dal lavoro, ci vuole rispetto...<ref name="Biasin">Dall'intervista di Fabrizio Biasin, ''[https://web.archive.org/web/20151027142752/https://www.liberoquotidiano.it/news/rullo/11842159/Marco-Amelia---Lancio-siringhe.html Marco Amelia: "Lancio siringhe, tosto caffè e per Mourinho sono Special"]'', ''liberoquotidiano.it'', 26 ottobre 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 2006]]}} Esplode [[Calciopoli]]. [[Marcello Lippi|Lippi]], un grande, capisce che tira una brutta aria e "sfrutta" le polemiche per cementare il gruppo. La situazione non è semplice: a Coverciano i tifosi urlano, si aggrappano alle reti [...]. È un inferno, a volte vorrei andare a prendere quei vigliacchi che gridano nascosti dalle recinzioni. {{NDR|«Poi volate a Duisburg, in Germania, e l'atmosfera cambia»}} Ci travolge l'affetto degli "italiani di Germania", il ritiro è volutamente spartano, tutti fanno il loro dovere. {{NDR|«Compreso lei che con [[Angelo Peruzzi|Peruzzi]] è l'unico a non giocare mai. Si sente meno "campione" degli altri?»}} Per nulla, lo sono quanto capitan [[Fabio Cannavaro|Cannavaro]]. Lippi lo dice a tutti: "Sei stato essenziale anche tu perché hai sempre dato il massimo ad ogni allenamento. Solo così si vince". {{NDR|«...Battendo la Francia ai rigori: prima dei tiri parla con [[Gianluigi Buffon|Buffon]]?»}} No. Io e Peruzzi lo osserviamo, è carichissimo. Noi invece tremiamo. Quando tocca a Fabio [...] siamo in trance. All'epoca c’era il 5º uomo, gli chiediamo: "Chi tira dopo [[Fabio Grosso|Grosso]]?". E lui: "Se segna avete vinto". Non capisco più niente. {{NDR|«Ci racconti i festeggiamenti»}} Entriamo nello spogliatoio, con noi troppe persone che non meriterebbero di stare in quella stanza ma sono le prime a "salire sul carro". Vorrei cacciarle, ma la gioia è troppa. Ci buttiamo tutti in vasca tra pianti e grida, ho 24 anni e vedo miti come [[Alessandro Del Piero|Del Piero]] e [[Francesco Totti|Totti]] che impazziscono di gioia. L'apoteosi una volta tornati a casa: un mese prima a crederci eravamo in 23 più il ct, ora siamo 57 milioni. Ma che bello vedere le piazze in festa.<ref name="Biasin"/> *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2011-2012]]}} Il gol {{NDR|[[Gol fantasma|fantasma]]}} di [[Sulley Muntari|Muntari]] {{NDR|in Milan – [[Juventus Football Club|Juventus]] del 25 febbraio 2012}} è quello che risalta maggiormente, però avevamo 7 punti di vantaggio sulla Juventus ad un certo punto. Eravamo in corsa ancora per la [[UEFA Champions League|Champions League]] e passammo il turno a [[Londra]] contro l'[[Arsenal Football Club|Arsenal]] e già lì c'era nervosismo, perché eravamo vicini a vincere il secondo campionato e poi c'era il [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]]. Avevamo due partite abbordabili in casa contro [[ACF Fiorentina|Fiorentina]] e [[Bologna Football Club 1909|Bologna]] e non ne vincemmo neanche una. Quelle due partite ci hanno fatto buttare via quel campionato e probabilmente abbiamo segnato il futuro del Milan. Probabilmente non sarebbero andati via [[Thiago Silva]] e [[Zlatan Ibrahimović|Ibrahimovic]] e avremmo potuto continuare il percorso che stavamo facendo. Ho grande rammarico per la partita con la Fiorentina, soprattutto. Il nervosismo era presente in ogni situazione, tutto veniva criticato e questo purtroppo ci ha tolto delle energie mentali. Il nervosismo di tutti era dettato dal fatto che non stessimo raccogliendo risultati. La Juventus continuava a vincere e questo ha influenzato ulteriormente in negativo le cose.<ref>Da una diretta Instagram con [[Mauro Suma]]; citato in Thomas Rolfi, ''[https://www.milannews.it/news/amelia-sullo-scudetto-del-2012-lo-buttammo-via-noi-li-cambio-la-storia-del-milan-368138 Amelia sullo Scudetto del 2012: "Lo buttammo via noi, lì cambio la storia del Milan"]'', ''milannews.it'', 17 aprile 2020.</ref> *[[Zlatan Ibrahimović|Zlatan]] è più di un calciatore. È un trascinatore, uno che pretende il massimo da tutti perché lui dà il massimo. Ed è uno che ha un'influenza positiva sul gruppo, che riesce a far arrivare a tutti la sua mentalità vincente. Con lui ti viene la voglia di andare in campo ad allenarti tutti giorni e dare sempre il 110%.<ref>Dall'intervista di Alessandro Montano, ''[https://www.calciomercatonews.com/2020/05/28/milan-esclusivo-amelia-ibrahimovic-infortunio/ Milan, Amelia: "Nessuno come Ibrahimovic, lo aspetterei tutta la vita"]'', ''calciomercatonews.com'', 28 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Su [[Gianluigi Buffon]]}} Aver giocato nei suoi anni è stata una grande sfiga, ma anche la più grande fortuna.<ref name="Lunatici">Da un'intervista a ''I Lunatici'', Rai Radio 2; citato in Claudio Franceschini, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/marco-amelia-buffon-sfga-e-fortuna-al-mondiale-calciopoli-non-ci-aiuto-ma/2232913/ Marco Amelia: "Che sf*ga giocare negli anni di Buffon" / "Su Calciopoli dico che..."]'', ''ilsussidiario.net'', 7 ottobre 2021.</ref> *{{NDR|Su [[Gabriel Batistuta]]}} Ti trascinava con la voglia di vincere.<ref name="Lunatici"/> *{{NDR|Su [[Maurizio Zamparini]]}} Del Presidente ho un ricordo stupendo, era un uomo eccezionale, innamorato profondamente del calcio. Sapeva infondere la sua passione anche con i rispettivi calciatori: tutti, infatti, non possono che conservarne un ottimo ricordo. Un aggettivo per definirlo? Impossibile descrivere Maurizio con un solo termine. Quel che è certo è che il nostro è stato un rapporto intenso, come un secondo padre per me. [...] Ricordo l'ultimo giorno del ritiro a Bad Kleinkirchheim della stagione 2009/10, che corrisponde anche al mio ultimo giorno in rosanero. Era la stagione in cui partì Zenga e subentrò Delio Rossi. Con il Presidente ci fu un colloquio franco, in cui mi fu ribadita fiducia e responsabilità, figurando tra i più esperti della rosa. Il giorno dopo, fui ceduto al Genoa. Fu una situazione spiazzante, ricordo che non la presi benissimo perché non pensavo ad un futuro lontano da Palermo. Ma questi sono episodi che nel calcio si susseguono con ripetizione. Spenderò sempre una buona parola per il Presidente Zamparini: a lui mi legheranno per sempre dolci ricordi.<ref>Citato in Giuseppe Vitolo, ''[https://www.seried24.com/news/amelia-ricorda-zamparini-intervista/ Amelia ricorda Zamparini: "Come un secondo padre. Un aneddoto? Quella volta in ritiro..."]'', ''seried24.com'', 1º febbraio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022, «puoi spiegarci l'evoluzione del ruolo del [[portiere]] [...] a livello di coinvolgimento nella manovra?»}} È evoluto tutto, per quanto riguarda il ruolo. Devo dire che un po' mi spiace, in generale, oggi si pensi e si parli di più, a livello mediatico, al gioco di piedi rispetto ai fondamentali del ruolo. Il portiere, del resto, è l'ultimo baluardo per difendere i pali e anzitutto deve pensare a quello. Deve sapersi posizionare bene, essere reattivo, saper dialogare con la squadra, la linea dei difensori. È normale poi che il ruolo in sé, come tutto il resto, si evolva e guardi al futuro. Oggi il ruolo ti impone di saper fare molte più cose rispetto a prima: bisogna giocare in modo attivo con la squadra, fin dai difensori. Oggi il portiere in primis fa superiorità numerica, specie nel possesso, sia per dare scarico quando la linea difensiva è in difficoltà, sia per non buttare il pallone in fallo laterale, tenendo palla e impostando per primo quando necessario, fondamentale per alzare la linea avversaria. In tutto questo lo ripeto: il portiere deve saper parare in primis, il bravo portiere è quello che adempie al proprio ruolo anzitutto, il resto è importante ma viene dopo.<ref>Dall'intervista di Stefano Carnevale Schianca, ''[https://www.numero-diez.com/a-tutto-marco-amelia-il-portiere-oggi-e-decisivo-deve-saper-fare-tutto-il-mio-gol-in-coppa-uefa-vi-dico/ Marco Amelia: "Il portiere oggi è decisivo, deve saper fare tutto. Il mio gol in Coppa UEFA? Vi dico..."]'', ''numero-diez.com'', 8 marzo 2022.</ref> {{Int2|''[https://www.guerinsportivo.it/news/il-cuoio/l-intervista/2022/04/02-5270714/marco_amelia_40_anni_da_campione_del_mondo_e_stato_meraviglioso_ 40 anni da campione del mondo: "È stato meraviglioso"]''|Intervista di Massimiliano Lucchetti, ''guerinsportivo.it'', 2 aprile 2022.}} *{{NDR|Sugli inizi}} Nella scuola calcio in porta si andava a turno e io fin da subito ero un numero uno, anche se qualche partita la giocavo fuori. Eravamo piccoli e non esistevano i ruoli fissi: c'era un pallone e due porte, questa era la felicità. *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2000-2001]]}} Dello scudetto a Roma mi è rimasta dentro la difficoltà di inizio stagione in un ambiente molto complicato, ma rimasi colpito dall'atteggiamento di Capello che era sicuro fossimo una squadra forte: l'ha costruita lui quella vittoria. *{{NDR|«I tre portieri più forti che hai visto giocare?»}} Buffon, Peruzzi e... io! {{Int2|''[https://grandhotelcalciomercato.com/it/milan-scudetto-intervista-amelia "Scudetto Milan frutto di programmazione. Ibra? Lo vedi e pensi che vincerai"]''|Intervista di Davide Masi, ''grandhotelcalciomercato.com'', 2022.}} *Il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha una storia di tanti anni che è stata da sempre vincente. Una maglia indossata da campioni di livello mondiale e un'atmosfera di famiglia che punta a essere ambiziosa. *Ibra è un ragazzo eccezionale, di quelli che ti trascina anche fuori dal campo. È piacevole, ci si sta bene insieme e in più ha quel valore aggiunto all'interno dello spogliatoio che ti porta a dare sempre il massimo e cercare il meglio per te stesso. Non è facile, non tutti i campioni riescono a trasmettere questa cosa. Ibra invece sì [...] *{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2010-2011]]}} Noi nel 2010 iniziammo la stagione in ritiro con una squadra non ancora completa. Nel momento in cui, nell'ultimo giorno di mercato, arrivarono Ibrahimovic e Robinho cominciammo a respirare l'aria di poter lottare per lo Scudetto. Prima mancava qualcosa, avevamo appena cambiato allenatore. Il presentimento ci fu l'ultimo giorno di mercato. [...] Nella sua prima settimana con noi {{NDR|parlando di Ibrahimović}}, ricordo che stavamo provando i calci d'angolo con la marcatura a zona sul primo palo. Lui invece di spazzare di testa, alzò la gamba e fece arrivare il pallone nell'altra metà campo. Lì ci siamo fermati e abbiamo detto: "Qui si va a vincere". Ci eravamo resi conto che l'asticella si fosse alzata. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amelia, Marco}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] ba04czw9nivo4ebo8dkiqq1akzk7qry Richard Roxburgh 0 181984 1415400 1178208 2026-06-02T21:59:13Z Àncilu 87978 /* Filmografia */ orfanizzo redirect per crerne una pagina di disambiguazione, replaced: [[Van Helsing]] → [[Van Helsing (film)|Van Helsing]] 1415400 wikitext text/x-wiki [[File:Richard Roxburgh 2013.jpg|miniatura|Richard Roxburgh nel 2013]] '''Richard Roxburgh''' (1962 – vivente) è un attore e regista australiano. {{Int|1=Da ''[https://movieplayer.it/articoli/dracula-e-consorte-raccontano-van-helsing_594/ Dracula e consorte raccontano Van Helsing]''|2=Intervista di Antonio Bracco, ''Movieplayer.it'', 29 aprile 2004}} *Bisogna essere consapevoli che [[Conte Dracula|Dracula]] non è un'invenzione di [[Bram Stoker]]. Ci sono svariate interpretazioni che è possibile dare al personaggio se si considera che esistevano già molte leggende sul conto dei vampiri che precedevano il suo romanzo e sarebbe stato scontato riproporre, per esempio, il solito paletto da conficcare nel cuore del vampiro per ucciderlo. *Il mio Dracula è più umano. Recitavo tenendo ben presente la natura del film che è molto più avventuroso e romantico del romanzo. *Dracula, prima di essere un cattivo, è un uomo e poi mi sono affidato alla sceneggiatura piuttosto che alle interpretazioni di altri attori. Ricordo comunque le meravigliose performance, tra gli altri, di [[Klaus Kinski]] e [[Bela Lugosi]]. ==Filmografia== *''[[Mission: Impossible II]]'' (2000) *''[[Moulin Rouge!]]'' (2002) *''[[La leggenda degli uomini straordinari]]'' (2003) *''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004) *''[[La battaglia di Hacksaw Ridge]]'' (2016) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Roxburgh, Richard}} [[Categoria:Attori australiani]] j6qiah3249nd1s9r2w1dlvp5xr40kqu Abune Mathias 0 182104 1415416 1144879 2026-06-03T07:23:48Z Àncilu 87978 - spazio inutile 1415416 wikitext text/x-wiki [[File:Abune Mathias, May 2018 (6880) (cropped).jpg|thumb|Abune Mathias nel 2018]] '''Abune Mathias''', nato '''Teklemariam Asrat''' (1941 – vivente), arcivescovo cristiano orientale etiope, sesto Patriarca della Chiesa ortodossa etiope. {{Int|Da [https://www.farodiroma.it/il-patriarca-della-chiesa-ortodossa-etiope-attacca-il-governo-federale-accusandolo-di-genocidio-in-tigray-di-fulvio-beltrami/ ''Il Patriarca della Chiesa ortodossa etiope attacca il governo federale accusandolo di genocidio in Tigray'']|Video sulla [[guerra del Tigrè]] trasmesso il 5 maggio 2021; citato in ''Farodiroma.it'', 9 maggio 2021}} *I miei precedenti appelli alla pace non hanno avuto successo. Purtroppo questi appelli vengono ripetutamente bloccati e mi è stato impedito di parlare. Condanno senza appello le atrocità che si stanno verificando nel Tigray, comprese le violenze contro le chiese, i monasteri, il clero. *Sono tutti tentativi di cancellare il Tigray dalla faccia della terra. Il popolo del Tigray viene ucciso, derubato delle sue proprietà e identità culturale. Privato dei suoi diritti. Ai contadini è stato negato di coltivare la terra per usare la fame come arma di guerra. Le persone muoiono. Miglior sorte ricevono gli uomini che vengono uccisi rispetto alle donne che vengono stuprate, infliggendo loro una cicatrice perenne. Dio risponderà a queste atrocità con il suo giudizio. *La mia coscienza è sconvolta. Non c'è tempo per riposarsi. Per le persone del Tigray e nel paese questo orrore non può continuare. Possa Dio darci la forza per non esser sopraffatti dalla paura e dall'ansia nel reclamare la pace. Pregate Dio e siate i degni testimoni della sua giustizia così in cielo che in terra. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Etiopi]] [[Categoria:Arcivescovi]] pr7w199k2yffbqqp22bc7hl6cjb720p Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1415444 1414840 2026-06-03T09:29:55Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415444 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''885 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Giovanni Biagio Amico‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small> #[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small> #[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small> #[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small> #[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small> #[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small> #[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small> #[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small> #[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small> #[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small> #[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small> #[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small> #[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small> #[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small> #[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small> #[[Angelo Marchetti]] - <small>2021-10-20</small> #[[Carlo Antonio Manzini]] - <small>2021-10-20</small> #[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small> #[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small> #[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small> #[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small> #[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small> #[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small> #[[Alberto Pappiani]] - <small>2021-10-25</small> #[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small> #[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small> #[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small> #[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giorgio Summaripa]] - <small>2021-10-25</small> #[[Girolamo Manfredi]] - <small>2021-10-25</small> #[[Gabriele Capodilista]] - <small>2021-10-25</small> #[[Lorenzo Spirito Gualtieri]] - <small>2021-10-26</small> #[[Guglielmo da Saliceto]] - <small>2021-10-26</small> #[[Jacopo da Cessole]] - <small>2021-10-26</small> #[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small> #[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small> #[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small> #[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small> #[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small> #[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small> #[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small> #[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small> #[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small> #[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small> #[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small> #[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small> #[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small> #[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small> #[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small> #[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small> #[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small> #[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small> #[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small> #[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small> #[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small> #[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small> #[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small> #[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small> #[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small> #[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small> #[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small> #[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small> #[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small> #[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small> #[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small> #[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small> #[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small> #[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small> #[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small> #[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small> #[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small> #[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small> #[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small> #[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small> #[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small> #[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small> #[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small> #[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small> #[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small> #[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small> #[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small> #[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small> #[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small> #[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small> #[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small> #[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small> #[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small> #[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small> #[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small> #[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small> #[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small> #[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small> #[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small> #[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small> #[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small> #[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small> #[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small> #[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small> #[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small> #[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small> #[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small> #[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small> #[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small> #[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small> #[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small> #[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small> #[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small> #[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small> #[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small> #[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small> #[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small> #[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small> #[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small> #[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small> #[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small> #[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small> #[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small> #[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small> #[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small> #[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small> #[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small> #[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small> #[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small> #[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small> #[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small> #[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small> #[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small> #[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small> #[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small> #[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small> #[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small> #[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - 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<small>2026-06-03</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} 52kv8qmjwn6xp1j5g8gqyp2tnhisfli 1415446 1415444 2026-06-03T09:42:28Z Spinoziano (BEIC) 86405 1415446 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''886 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> #[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small> #[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small> #[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small> #[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small> #[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small> #[[Ibanda]] - <small>2026-05-29</small> #[[Konjo]] - 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Totali: '''885 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - 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Murray Abraham]]''' (1939 – vivente), attore statunitense * '''[[Giorgio Abraham]]''' (1927 – 2023), psichiatra, sessuologo e saggista italiano * '''[[Tezeta Abraham]]''' (1985 – vivente), attrice italiana 7y8nasuuhibimk3rc7q0hxyu0zudc17 Boabdil di Granada 0 195712 1415409 1222997 2026-06-02T22:47:40Z Àncilu 87978 + diacritici 1415409 wikitext text/x-wiki [[File:Boabdil.jpg|thumb|Boabdil]] '''Abū ʿAbd Allāh Muḥammad''', o '''Muḥammad XII''', conosciuto come '''Boabdil''' (1459 – 1528), sultano della dinastia dei Nasridi o Nazarí. *{{NDR|Alla resa di [[Granada]]}} Ecco le chiavi del paradiso.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della black history'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2022, p. 67. ISBN 9788858041147</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Sovrani]] fb4rerocvq7knra4jyvmaimx4c1zbxm Ramla Ali 0 207815 1415373 1302742 2026-06-02T20:48:06Z Àncilu 87978 1415373 wikitext text/x-wiki '''Ramla Said Ahmed Ali''' (1989 – vivente), pugile, modella e attivista somala naturalizzata britannica. {{Int|''[https://www.ultimouomo.com/ramla-ali-boxe-femminile/ L'invenzione di Ramla Ali]''|Citato in Giorgio Bernardini, ''ultimouomo.com'', 15 settembre 2020.|h=2}} *Ho un'età vicina ai trent’anni, ma non lo so con precisione, né so il mese e l'anno della mia nascita. Quelli erano giorni di caos in Somalia e nessuno si è preoccupato di registrami. *Non sono una ventunenne che vive con i genitori, ma una donna adulta e sposata che prende pugni in faccia per vivere. Voglio iniziare a guadagnare dei soldi. *Nessuno mi ha aiutata, nessuno mi ha mostrato i movimenti, nessuno mi ha spiegato il modo corretto con cui dare un pugno. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Ali, Ramla}} [[Categoria:Attivisti britannici]] [[Categoria:Modelli britannici]] [[Categoria:Pugili britannici]] [[Categoria:Somali]] jqg2c77i9l9yr77eigyi6vmb80p9fho Francesco De Carlo 0 209782 1415360 1328954 2026-06-02T18:43:19Z Udiki 86035 1415360 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco De Carlo al Teatro Celebrazioni, Bologna, 2024.jpg|thumb|Francesco De Carlo (2024)]] '''Francesco De Carlo''' (1979 – vivente), comico e conduttore televisivo italiano. ==Citazioni di Francesco De Carlo== *{{NDR|«Come sta oggi la [[Stand-up comedy|stand up comedy]] in Italia?»}} Abbiamo una situazione diversa dal mondo anglosassone, dove c'è un modo di intendere la comicità del tutto diverso. La cultura degli spettacoli comici live è consolidata da decenni, il pubblico è molto ricettivo così come esistono circuiti di club che fanno dello spettacolo dal vivo la loro ragion d'essere. La vera differenza in Italia la fa la mancanza di locali, non c'è l'abitudine a fare serata andando a vedere comici sconosciuti in piccoli locali. La dimensione ideale per la stand up comedy è invece proprio questa, quella dei club con 60-70 persone, dove è possibile stabilire una relazione intima con il pubblico. Questa è l'unica dimensione attraverso la quale la stand up comedy può diffondersi in Italia.<ref>Dall'intervista di Ivan Leoni, ''[https://www.bergamonews.it/2017/01/08/francesco-de-carlo-live-al-maite%E2%80%A8il-primo-stand-up-comedian-italiano-da-esportazione/242754/ Francesco De Carlo live al Maite, il primo stand up comedian italiano da esportazione]'', ''bergamonews.it'', 8 gennaio 2017.</ref> {{Int|''[https://www.tvblog.it/post/francesco-de-carlo-bocca-mia-taci-intervista-tvblog Francesco De Carlo, l'intervista a TvBlog: "Con Bocca mia taci parleremo di libertà d'espressione. A teatro? Si può dire tutto"]''|Marcello Filograsso, ''tvblog.it'', 8 dicembre 2023.}} *Il [[teatro]] è l'unico posto in cui si può dire quello che si vuole. In tv o sui social network ci sono dei limiti alla fine giusti, a mio avviso. Una battuta sulle donne, i disabili o minoranze può essere fraintesa su quei canali. Il mainstream deve essere politicamente corretto, con limiti imposti non dalla legge ma dal buonsenso. La comicità deve seguire i tempi, a teatro le regole sono altre. *{{NDR|«Ti è mai capitato a teatro che qualcuno potesse sentirsi offeso da una tua battuta?»}} A teatro non mi è mai successo. Il comico deve essere bravo nel riuscire a creare un contesto per cui nessuno possa sentirsi offeso. Il linguaggio deve essere forte [...]. Vedo in giro troppe forme d'arte consolatorie, anche nella comicità. Io [...] volevo scrivere qualcosa di più osceno. *[...] il lavoro del comico è prendere appunti sulle note del telefono, un taccuino, poi c'è il problema che abbiamo in Italia. All'estero il comico prova i suoi pezzi nei comedy club, cambia, toglie qualcosa e alla fine esce con uno spettacolo perfetto. In Italia invece un comico sale con un'ora o un'ora e mezzo di spettacolo totalmente nuovo. [...] il monologo della [[Stand-up comedy|stand up]] è vivo. Lo spettacolo che farò alla cinquantesima data sarà così diverso da quello della prima. *{{NDR|«[...] consigli per un aspirante stand up comedian»}} Darsi tempo, non sono i 100 m, è una maratona. Ci vuole del tempo per trovare la propria voce, il proprio pubblico, crescere come essere umano e comico. Ci vuole molta pazienza, ma anche tanta disciplina, alla fine è un lavoro. Serve la capacità di essere cattivi con sé stessi quando è necessario, bisogna accettare i fallimenti e trasformarli in momenti di crescita. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Carlo, Francesco}} [[Categoria:Comici italiani]] [[Categoria:Conduttori televisivi italiani]] 8rz6pxl15x3597j4mnd4cpkqbyho9ul Rivalità Alcaraz-Sinner 0 221911 1415456 1411123 2026-06-03T11:03:19Z SirPsych0 33615 /* Citazioni */ +1 1415456 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{doppia immagine|right|Carlos Alcaraz - Roland Garros 2025 - serving (cropped).jpg|216|Jannik_Sinner_(2024_US_Open)_03.jpg|192|Carlos Alcaraz|Jannik Sinner}} Citazioni sulla '''rivalità tra [[Carlos Alcaraz|Alcaraz]] e [[Jannik Sinner|Sinner]]'''. ==Citazioni== *Direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik. ([[Luciano Spalletti]]) *{{NDR|Alcaraz}} ha punte più alte. Sinner è più costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco — non voglio sembrare irriverente — schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. È molto basico. L'altro può fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincerà l'uno, una volta l'altro. ([[Adriano Panatta]]) *Se la giocano sui dettagli. Carlos è più dinamico, ha più colpi, sa togliere il ritmo a Jannik, che ama giocare soprattutto in un modo: veloce, colpendo alla stessa altezza. Al suo ritmo, è difficilissimo da battere. Per me, al cento per cento, Carlos è un pelo sopra: tipo 55% -45%. Ma tra quei due sono state e sempre saranno partite apertissime. ([[Juan Carlos Ferrero]]) *{{NDR|«[...] la testa è la miglior qualità di Sinner?»}} Sì: la mentalità, la dedizione. Alcaraz gioca meglio a tennis, ma si perde durante le partite. Sinner è sempre lì, giocherebbe così anche contro suo padre: quando entra in campo deve vincere a ogni costo. [...] Alza il livello nei momenti difficili, quando è spalle al muro. ([[Marco Fiocchetti]]) *Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all'attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano. ([[Rafael Nadal]]) ===[[Carlos Alcaraz]]=== *{{NDR|Nel 2026}} Alla fine stiamo lottando per le stesse cose, per i tornei più importanti, per il numero uno. Stiamo lottando quasi per gli stessi record. Però il rapporto che abbiamo fuori dal campo, una volta usciti è molto buono, e lo è anche con il suo team. Credo che la gente lo apprezzi: gli italiani con me e gli spagnoli con Jannik. Credo che il fatto di ammirare quello che ciascuno dei due sta facendo, al di là della rivalità e dei titoli, sia importante. *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. [...] Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. *Quello che posso garantire è che Sinner mi ha reso un giocatore molto migliore. Il fatto di averlo lì, il fatto di averlo come obiettivo in ogni allenamento, il cercare di limare quei piccoli dettagli che devo migliorare, soprattutto quando so che dovrò affrontarlo, è ciò che più mi fa crescere. Quindi sì, l'ho già detto: sono molto grato che sia nel circuito, perché mi spinge a dare il cento per cento un giorno dopo l'altro. ===[[Fabio Fognini]]=== *Il problema è che per contrastare Jannik e Carlos bisogna avere una continuità di rendimento e di risultati che nessuno riesce a mettere in campo: nel singolo torneo possono anche perdere, ma nell'arco di una stagione intera sono inavvicinabili. *Nella loro rivalità, essere uno davanti all'altro aggiunge qualcosa in più alle rispettive motivazioni. Credo però che il vero traguardo, oltre ai titoli, sia quello di stare al numero uno a fine stagione, perché i giocatori ci tengono molto. A ogni modo, è evidente che tanto Carlos quanto Jannik siano entrambi numeri uno: per sei mesi tocca a uno e per sei mesi all'altro, un'alternanza a cui dovremo abituarci. *Ormai, quando si affrontano Jannik e Carlos, bisogna aspettarsi uno straordinario equilibrio. Abbiamo visto che le partite tra di loro ormai si giocano su pochi punti, una volta il picco è di Jannik e un'altra di Carlos, e così finiscono per stimolarsi a vicenda. [...] Le loro sfide affascinano anche per la differenza di stili, Carlos ha senza dubbio qualche soluzione in più, però Sinner è solidissimo. ===[[Andrea Scanzi]]=== *Alcaraz negli scontri diretti di solito, a livello mentale, è stato più forte di Sinner: perché evidentemente Sinner lo soffre, lo soffre non solo a livello tecnico, tattico [...] ma lo soffre proprio a livello mentale. Ci sono partite che ha perso proprio per la componente mentale Sinner con Alcaraz *Si è sempre detto che Alcaraz fosse più forte di Sinner sul rosso: mentre non si poteva dire lo stesso sul veloce, sia outdoor, sia ancora di più indoor [...]. Non c'è più quella distanza [...] non si può più dire che Sinner è più debole di Alcaraz anche sul rosso, se la gioca su tutte le superfici e anzi, in alcune superfici parte favorito, per esempio in veloce, indoor e non solo quello. *Sinner e Alcaraz stanno vivendo una carriera che è sistematicamente oltre ogni limite, e dunque (pur considerando il loro talento) assai innaturale. Giocano un altro sport e sono sideralmente superiori a tutti gli altri, come dimostra la parabola di Zverev, numero tre al mondo e autentico "Salieri del tennis" […] che fa sempre il suo per poi però venire inesorabilmente piallato in semi o finale da quei due lì. Altro mondo, a parte qualche luna storta ogni tanto (più dello spagnolo che dell'italiano). ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Rivalità del tennis]] 96uih3bcuyes9yx539wpezh50qf3lzf Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo 0 222937 1415330 1415329 2026-06-02T12:20:02Z SirPsych0 33615 /* Cristiano Ronaldo */ 1415330 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cristiano Ronaldo and Lionel Messi - Portugal vs Argentina, 9th February 2011.jpg|thumb|Cristiano Ronaldo e Lionel Messi prima di un'amichevole tra le nazionali di Portogallo e Argentina nel 2011]] Citazioni sulla '''rivalità calcistica tra [[Lionel Messi|Messi]] e [[Cristiano Ronaldo]]'''. ==Citazioni== *A livello sportivo è stata una lotta molto positiva, ci siamo cibati reciprocamente di questa rivalità perché siamo due tipi molto competitivi, vogliamo vincere tutto e sempre, è stato bello per noi stare ai vertici per tantissimi anni perché non è facile farlo, ma è stato bello anche per i tifosi e gli appassionati che ci hanno seguito in tutti questi anni. ([[Lionel Messi]]) *Amo Messi non in contrapposizione a Cristiano, ma perché per me è il più grande della storia, perché l'emozione che riesce a darmi è unica [...]. A me piace da matti il tennis. Ecco, Cristiano è come Nadal, un atleta fantastico, costruito sul talento ma anche grazie al lavoro, alla volontà. Federer invece è Messi. È classe pura, artistica. Sono due fenomeni diversi e ovviamente si può preferire o tifare per l'uno o per l'altro, ci mancherebbe. Io sto con Messi, perché è uno che potrebbe fare la differenza anche da fermo, che non ha quasi bisogno del fisico. Ho anche chiamato il mio secondo figlio col suo nome. ([[Antonio Cassano]]) *{{NDR|Nel 2020}} C'è molto equilibrio ma mi sembra che oggi Cristiano Ronaldo sia il più stabile, ormai da dieci anni è ad altissimi livelli, si mantiene stabilmente al top. Non è tanto talentuoso quanto Neymar sul piano tecnico, ma è più abile in tutte le altre qualità che fanno un grande giocatore. Penso che il portoghese sia il migliore perché è più continuo, anche se non si può dimenticare Messi, ovviamente. Però il numero 10 del Barcellona non è un attaccante. ([[Pelé]]) *Cristiano è la tecnica applicata alla perfezione atletica, raggiunta con grandi sacrifici. Ronaldo è una macchina costruita per essere la migliore. Lui vuole essere il più forte, il più ricco, il più vincente. Ma io tra i due scelgo Messi. Mai visto uno come lui. Oggi molti dicono che passeggia tra le linee aspettando il momento. Non è vero. Lui lo crea il momento. Sa sempre dove stare, come e quando accelerare. Nessuno vince le partite da solo, ma Messi in forma può fare tre gol da solo. E allora è difficile che poi le perdi. ([[Thiago Motta]]) *Cristiano Ronaldo è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo. ([[Fabio Capello]]) *{{NDR|Nel 2015}} Cristiano è un predatore davanti alla porta. Non puoi permettergli di tirare da nessuna parte nella metà campo avversaria. I portieri hanno paura di lui. Bisogna essere onesti, i portieri hanno paura di Cristiano. Non hanno poi così tanta paura di Messi da quel punto di vista, perché non ha la stessa potenza di Cristiano. Cristiano è un professionista incredibile. Credo che in questo momento sia allo stesso livello di Messi. Non è che Messi sia migliore di Ronaldo o che Ronaldo sia migliore di Messi. Penso che siano allo stesso livello. ([[Diego Armando Maradona]]) *Cristiano Ronaldo? Lui gioca da solo, corre, ha fisico e segna. Messi, per essere Messi, ha bisogno di una squadra. Se mettete Messi nel Portogallo farebbe numeri pazzeschi in contropiede. ([[Hernán Crespo]]) *Essere Cristiano Ronaldo è molto più difficile che essere Messi. Il mio attaccante non è mai stato tutelato fisicamente, non è mai protetto da niente o da nessuno. ([[José Mourinho]]) *La mia scelta ricade su Messi, anche se non posso ammirare Ronaldo più di quanto già faccia. La mia spiegazione per questo è la seguente. Abbiamo giocato contro entrambi ed è quasi impossibile difendere contro questi due. Ma Messi ha meno qualità fisiche dalla nascita. Se dovessi pescare un giocatore perfetto, avrebbe l'altezza, la velocità e la potenza di salto di Ronaldo [...]. Queste qualità fisiche includono anche il suo atteggiamento totale, che è perfetto e professionale. Difficilmente potrebbe fare meglio. D'altra parte, c'è il 'piccolo' Messi, che fa sembrare tutto così semplice. Ecco perché penso che potrebbe essere un po' meglio. Ma anche Cristiano è assolutamente un grande giocatore. È una scelta molto difficile, ma hanno una cosa in comune: hanno lasciato la loro impronta nel calcio per così tanto tempo. Ci sono molti giovani giocatori che hanno un potenziale simile, ma è un risultato incredibile fare qualcosa del genere per un periodo di tempo così lungo. ([[Jürgen Klopp]]) *La velocità mentale e fisica di Messi è insuperabile. Cristiano Ronaldo ha raggiunto un livello straordinario, ma ha avuto la sfortuna di capitare nella stessa epoca di Messi. Non c'è paragone tra i due, è chiaro a tutto il mondo. A meno che tu non sia del Real Madrid... ([[Xavi]]) *{{NDR|Dopo un gol segnato su punizione al Liverpool nella semifinale di andata della UEFA Champions League 2018-2019}} Leo Messi fenomeno. Per il bene del calcio, per favore non paragonatelo più al 7 della Juve.<ref>All'epoca Cristiano Ronaldo giocava con la Juventus.</ref> ([[Mario Balotelli]]) *Messi è cresciuto nella squadra in cui gioca e i suoi compagni con lui. Ronaldo invece è arrivato dall'Inghilterra, si è affermato in un ambiente a lui sconosciuto, entrando a far parte di un team al tempo perdente. ([[José Mourinho]]) *Messi è invece l'accelerazione e l'accensione, il portatore di superiorità numerica oltre che un finalizzatore come al mondo ce n'è soltanto un altro, Ronaldo. ([[Ivan Zazzaroni]]) *{{NDR|«Chi è il più forte calciatore del mondo tra Cristiano Ronaldo e Messi?»}} Messi, perché rappresenta la poesia del calcio. Vederlo in azione è un inno alla gioia e alla bellezza. Appartiene alla categoria dei Pelé, dei Maradona, dei Neymar. Ronaldo è potenza, folgore, uno che fisicamente non conosce rivali, mi sembra di rivedere Eusebio e Batistuta. Ma non è un poeta. Per questo, io amante dei versi sciolti sul prato verde, preferisco il fuoriclasse argentino. ([[José Altafini]]) *Mi piace più di Messi, questo sì. [...] Messi è Messi, per carità. È nato così, nessuno gli ha insegnato niente, anzi è lui che insegna a noi. Ronaldo si è fatto col tempo, è un maniaco della perfezione, ogni giorno chiede di più a se stesso: mi ci riconosco. ([[Federico Bernardeschi]]) *Non c'è astio tra loro due, sono entrambi i migliori giocatori del mondo. Ci saranno sempre grandi giocatori. Come negli anni '60 con Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas ed Eusebio. Negli anni '70 c'erano Johan Cruyff e Franz Beckenbauer e poi negli anni '80 Marco van Basten. Penso che quello che stiamo vedendo in questo momento è che Messi è un giocatore eccezionale di questo decennio, insieme a Cristiano. Non credo che la rivalità tra loro li infastidisca. Credo che abbiano il loro orgoglio personale e vogliano essere i migliori, almeno per quanto riguarda Cristiano, perché ha giocato qui allo United per sei anni. ([[Alex Ferguson]]) *Nonostante la mia amicizia con Cristiano, sto con Messi. Leo è differente. Se Ronaldo è implacabile e assassino in area di rigore, Messi ti tortura prima di ucciderti. ([[Wayne Rooney]]) *Per me è sicuramente più forte di Cristiano Ronaldo, tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. ([[Paolo Maldini]]) *{{NDR|Nel 2023}} Quando non ci saranno più, ci renderemo conto di quanto ci hanno dato entrambi. Mi rifiuto sempre di fare una gerarchia perché sono due giocatori diversi. Giocatori completamente diversi, ma eccezionali che da 15 anni dimostrano al mondo quanto può essere grandioso il calcio. ([[Arsène Wenger]]) *Quando smetteranno di giocare Ronaldo e Messi, prenderò la tv, la butterò dalla finestra e me ne andrò al cinema per divertirmi. ([[Christian Vieri]]) *{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel 2019}} Ronaldo è riuscito in qualcosa che a Messi invece è sempre mancato: vincere un titolo importante con la maglia della sua Nazionale. ([[Massimo Marianella]]) *Ronaldo è un grande giocatore. Ma chi sostiene che sia più forte di Messi non capisce di calcio oppure è in malafede. Messi è unico. Inimitabile e irripetibile. Come lui, uno ogni cinquant'anni. Da bambino è caduto nella pentola del genio calcistico. ([[Marco van Basten]]) *{{NDR|Nel 2012}} Ronaldo ha segnato e vinto tanto sia in Premier che in Liga. Magari fa il bello e la gente lo fischia. C'è un sacco di gente che lo odia, e lui replica con i gol. A me piacciono i personaggi così, di carattere ma anche generosi, che danno tutto. Messi ovunque va è apprezzato. Ma poi non so se farebbe altrettanto bene altrove: la prova è che in Champions League non ha mai segnato in Inghilterra. ([[Adel Taarabt]]) *Sono stelle totalmente diverse. Lionel Messi è un bravo ragazzo che ogni padre e ogni madre vorrebbero portare a casa. È un brav'uomo, è molto veloce, e non è esuberante, gioca bene, balla. È un uomo gentile, un bravo ragazzo. Questo è ciò che lo rende così popolare e, naturalmente, otterrà sempre molti voti perché gioca bene e segna gol. L'altro è un'altra cosa. È come un comandante sul campo di gioco. Questo è l'altro lato del calcio ed è bene avere dei comandanti sul campo. Non hanno lo stesso atteggiamento e questo aggiunge brio al calcio. Uno ha più spese per il parrucchiere rispetto all'altro, ma questo non ha importanza. Non posso dire chi sia il migliore [...]. Mi piacciono entrambi, ma preferisco Messi. ([[Joseph Blatter]]) *Spesso sentiamo parlare del confronto tra Messi e Cristiano, tuttavia l'argentino andrebbe paragonato solo a gente come Pelè, Maradona e Cruyff, i simboli della storia del calcio mondiale. C'è una differenza tra i due ed è grande. Uno è un Dio, l'altro ci sono giorni nei quali può fare qualcosa... ([[Hristo Stoičkov]]) ===[[Fabio Licari]]=== *{{NDR|Messi}} È in vantaggio anche nei Palloni d'oro: 8-5. Ronaldo non può competere, anche se con lui, oltre al famoso palleggio e al bel gioco, i portoghesi saranno ricordati per un Europeo, due Nations League, la semifinale mondiale. C'è un Portogallo prima CR7 e dopo CR7, Messi ha semplicemente ricevuto l'eredità di Diego. *I due fenomeni non sono la stessa cosa. Il portoghese merita applausi speciali: non ha ricevuto da madre natura gli stessi doni del rivale, ma si è costruito con un'abnegazione che ha del disumano e che potrebbe avere a che far con i file sugli Ufo desecretati da Trump. Ci starebbe un bel paragone tra l'eleganza e la naturalezza dei colpi di Alcaraz e il carattere e la forza di migliorarsi di Sinner, ma i due fenomeni del tennis sembrano più vicini tra loro di quelli del pallone. Quando Messi fa il Messi, e in Qatar più o meno è successo, è come quando sul ring si muoveva Mohammed Ali, o sul campo calciava Maradona. Non ce n'è per nessuno. Sollevando la coppa a Doha, Messi ha definitivamente staccato CR7. *Mai visto un dominio così prepotente, complice anche un apparato social-mediatico di cui Di Stefano, Cruijff, Pelé, Maradona e Platini non potevano certo disporre [...]. Messi e CR7 sono così superiori al resto del mondo che il discorso del contesto più o meno "allenante" non li riguarda. ===[[Cristiano Ronaldo]]=== {{cronologico}} [[File:Widawa Messi Ronaldo.jpg|thumb|Un cestino di sigarette in Polonia recante la scritta "Chi è il giocatore migliore?", nel tentativo di stabilire una preferenza tra le persone.]] *Penso che siamo stati da stimolo l'uno con l'altro ed è anche per questo che la competizione è a livelli altissimi e perché Real e Barça sono le squadre migliori al mondo. *{{NDR|Riferendosi ai paragoni tra loro}} Questa storia comincia a stancarmi e credo valga anche per lui. Non si può paragonare una Ferrari a una Porsche perché i motori sono diversi. Lui fa del suo meglio per il Barça, io per il Real. *È un ragazzo e un giocatore fantastico. È nella storia del calcio, credo che dovrò vincere altri sei, sette o otto Palloni d'Oro per essere sopra di lui. Non siamo amici, ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Abbiamo un buon rapporto. So che mi ha spinto a diventare un giocatore migliore, così come io ho spinto lui a diventare un giocatore migliore. *La nostra rivalità c'era ma era un'ottima cosa. Ai tifosi piaceva. Ma anche adesso, chi ama Cristiano Ronaldo non deve odiare Messi, e viceversa [...]. Siamo due buoni, o molto buoni, calciatori. Abbiamo caratterizzato la storia del calcio, e continuiamo a farlo, siamo rispettati in tutto il mondo e questo è molto importante. Io faccio la mia strada, e lui la sua [...]. Abbiamo condiviso i maggiori palcoscenici per 15 anni e abbiamo finito per essere non dico amici, perché non siamo mai andati a cena insieme, ma molto rispettosi uno dell'altro ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Messi–Ronaldo rivalry|w_site=en|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} ==Voci correlate== *[[Lionel Messi]] *[[Cristiano Ronaldo]] [[Categoria:Rivalità calcistiche]] 3lejejod3aqle70qwjvdlaz2nxpf6yc Filippo De Filippi (1869-1938) 0 224264 1415440 1414837 2026-06-03T09:24:46Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Il Ruwenzori */ 1415440 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==''Il Ruwenzori''== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3) *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5) *Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10) *Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10) *[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29) *Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30) *Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36) *[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37) *[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38) *Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40) *È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42) *Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42) *Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46) *Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47) *La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51) *Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52) *[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56) *Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57) *Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68) *[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69) *La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76) *[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90) *A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92) *[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97) *[[Ibanda]], alto 1384 m. sul mare, è situato sulla riva destra del Mobuku, in un punto dove la valle, allargandosi, forma un anfiteatro piano, largo quasi due chilometri, circondato da dossi arrotondati, e tutto ricoperto da erbe altissime, con pochi alberi disseminati qua e là. Una piccola valletta tributaria si apre presso il campo. A monte, un alto picco scosceso, che fa parte del gruppo dei Portal, sembra chiudere la valle; al disopra di esso si erge il monte nevoso descritto, al quale [[Harry Johnston (esploratore)|Sir H. Johnston]] aveva dato il nome di Duwoni. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 105) *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di Sir Harry Johnston. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 102) ==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''== ===[[Incipit]]=== In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)--> ===Citazioni=== *«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69) *All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164) *Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185) ===[[Explicit]]=== La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br> Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi. ==Bibliografia== *Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900. *Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] 24zbd51k08ay989xhxtl4k8poc5g8d4 1415441 1415440 2026-06-03T09:27:32Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415441 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==''Il Ruwenzori''== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3) *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5) *Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10) *Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10) *[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29) *Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30) *Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36) *[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37) *[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38) *Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40) *È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42) *Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42) *Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46) *Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47) *La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51) *Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52) *[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56) *Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57) *Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68) *[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69) *La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76) *[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90) *A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92) *[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97) *[[Ibanda]], alto 1384 m. sul mare, è situato sulla riva destra del Mobuku, in un punto dove la valle, allargandosi, forma un anfiteatro piano, largo quasi due chilometri, circondato da dossi arrotondati, e tutto ricoperto da erbe altissime, con pochi alberi disseminati qua e là. Una piccola valletta tributaria si apre presso il campo. A monte, un alto picco scosceso, che fa parte del gruppo dei Portal, sembra chiudere la valle; al disopra di esso si erge il monte nevoso descritto, al quale [[Harry Johnston (esploratore)|Sir H. Johnston]] aveva dato il nome di Duwoni. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 105) *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di Sir Harry Johnston. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 102) *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 Bakonjo. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118) ==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''== ===[[Incipit]]=== In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)--> ===Citazioni=== *«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69) *All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164) *Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185) ===[[Explicit]]=== La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br> Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi. ==Bibliografia== *Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900. *Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] oba5q9l9zetinqjwy2bty7gridlcnk5 1415443 1415441 2026-06-03T09:28:38Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415443 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==''Il Ruwenzori''== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3) *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5) *Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10) *Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10) *[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29) *Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30) *Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36) *[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37) *[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38) *Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40) *È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42) *Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42) *Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46) *Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47) *La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51) *Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52) *[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56) *Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57) *Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68) *[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69) *La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76) *[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90) *A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92) *[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97) *[[Ibanda]], alto 1384 m. sul mare, è situato sulla riva destra del Mobuku, in un punto dove la valle, allargandosi, forma un anfiteatro piano, largo quasi due chilometri, circondato da dossi arrotondati, e tutto ricoperto da erbe altissime, con pochi alberi disseminati qua e là. Una piccola valletta tributaria si apre presso il campo. A monte, un alto picco scosceso, che fa parte del gruppo dei Portal, sembra chiudere la valle; al disopra di esso si erge il monte nevoso descritto, al quale [[Harry Johnston (esploratore)|Sir H. Johnston]] aveva dato il nome di Duwoni. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 105) *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di Sir Harry Johnston. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 102) *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 [[konjo|Bakonjo]]. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118) ==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''== ===[[Incipit]]=== In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)--> ===Citazioni=== *«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69) *All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164) *Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185) ===[[Explicit]]=== La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br> Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi. ==Bibliografia== *Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900. *Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] 5trom210lllnwcnlq3ri04d5zje5eun 1415447 1415443 2026-06-03T09:46:14Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Il Ruwenzori */ 1415447 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==''Il Ruwenzori''== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3) *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5) *Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10) *Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10) *[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29) *Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30) *Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36) *[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37) *[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38) *Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40) *È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42) *Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42) *Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46) *Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47) *La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51) *Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52) *[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56) *Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57) *Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68) *[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69) *La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76) *[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90) *A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92) *[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97) *[[Ibanda]], alto 1384 m. sul mare, è situato sulla riva destra del Mobuku, in un punto dove la valle, allargandosi, forma un anfiteatro piano, largo quasi due chilometri, circondato da dossi arrotondati, e tutto ricoperto da erbe altissime, con pochi alberi disseminati qua e là. Una piccola valletta tributaria si apre presso il campo. A monte, un alto picco scosceso, che fa parte del gruppo dei Portal, sembra chiudere la valle; al disopra di esso si erge il monte nevoso descritto, al quale [[Harry Johnston (esploratore)|Sir H. Johnston]] aveva dato il nome di Duwoni. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 105) *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di Sir Harry Johnston. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 102-103) *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 [[Konjo|Bakonjo]]. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118) ==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''== ===[[Incipit]]=== In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)--> ===Citazioni=== *«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69) *All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164) *Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185) ===[[Explicit]]=== La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br> Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi. ==Bibliografia== *Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900. *Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] 7g6j7rcbmq0qv1fq266ifvqhnblcylb 1415451 1415447 2026-06-03T10:29:15Z Spinoziano (BEIC) 86405 tolgo una che non riguarda la Ibanda presente su Wikipedia ma un altipiano omonimo non enciclopedico 1415451 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==''Il Ruwenzori''== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3) *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. (([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5) *Buon naturalista, esploratore di prim'ordine e diligente osservatore, lo [[Franz Stuhlmann|Stuhlmann]] pel primo diede una descrizione accurata del succedersi delle varie forme di vegetazione alle differenti altezze, e dimostrò chiaramente che il Ruwenzori non è un singolo monte, ma una vera catena di montagne, distinguendovi quattro gruppi principali [...]. Poté fotografarne due dall'alta valle Butagu. Egli riconobbe anche che la catena non è affatto di natura vulcanica. Solo rimase in dubbio se vi fossero sulle sue pareti dei veri ghiacciai, o non piuttosto solo neve accumulata. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 9-10) *Allo Stuhlmann seguì nella esplorazione del Ruwenzori il naturalista [[George Francis Scott Elliot|G. F. Scott Elliot]], negli anni 1894 e 1895. [...] Lo Scott Elliot, febbricitante per malaria, senza mezzi di trasporto, diede prova di una tenacia ammirevole, ma non poté raccogliere nessun dato sulla regione alta, coperta dalle nevi. La sua osservazione più interessante riguarda segni di antica glaciazione nelle valli Mobuku, Nyamwamba e Butagu, i quali provano che esse erano state un tempo riempite da grandi ghiacciai. Anch'egli esclude assolutamente che i monti siano di origine vulcanica. I risultati più importanti della esplorazione dello Scott Elliot si riferiscono alla botanica. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], p. 10) *[[Mombasa]] è situata su un'isola con un'alta riva madreporica coperta di palmizi, incastrata in un'insenatura della costa, per modo che fra essa e la terra ferma sono due canali o bracci di mare; uno ad oriente dell'isola, angusto e di navigazione difficile, che è il Porto Mombasa, adatto solo a piccole navi di cabotaggio; l'altro ad occidente, capace e comodo, che è il Porto Kilindini, al quale fanno capo le linee postali di navigazione inglesi, francesi, tedesche ed austriache. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 28-29) *Mombasa, come le altre città della costa, è stata fondata verso l'anno 1000, da Arabi e da Persiani, dei quali si ritrovano monete, iscrizioni e frammenti architetturali.<br>L'isola su cui è situata la città si chiama in lingua indigena ''Kisiva mwita'', o «isola di guerra»; nome consono colla sua storia, tutta intessuta di vicende guerresche. Poiché Mombasa, il miglior porto di tutta la costa orientale dell'Africa, prezioso scalo sulla antica via delle Indie, prima del taglio dell'Istmo di Suez, è stato per secoli uno dei possedimenti più ambiti e più accanitamente disputati fra Arabi, Portoghesi e Turchi, che l'ebbero alternativamente in possesso. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 29-30) *Il treno continua a salire pendii graduali, dai quali, quando ci si passa di giorno, si scorgono a Sud i picchi nevosi del Kilimandjaro. Il paese è monotono e fatto deserto dalla [[Mosca tse-tse|mosca tsetse]]; ma un po' più in là, per ragioni sconosciute, il funesto insetto scompare, ed un vero Eden si apre agli occhi del viaggiatore. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 35-36) *[...] [[Nairobi]], cittadina fiorente, grazie al clima salubre ed alla fertilità del suolo. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 36-37) *[...] [[Masai]], nomadi e pastori, grandi allevatori di bestiame, arditi guerrieri, che un tempo hanno ostacolato il progresso di più d'un esploratore. È gente di belle proporzioni, d'aspetto fiero, di lineamenti piuttosto regolari, salvo le orecchie, irriconoscibili, sformate da assurdi e voluminosi ornamenti. Le donne portano anche pesanti e lunghe spirali di rame attorno al collo, alle braccia ed alle gambe. Vestono un mantello di stoffa o di pelli cucite assieme fissato su una spalla a guisa di toga, od attorno al petto, sotto le ascelle. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 37-38) *Mentre si trasbordano le merci sul piroscafo, v'è tempo di fare una breve visita al mercato di [[Kisumu]], dove convengono in gran numero i neri dai villaggi vicini, gruppi di capanne circondati da siepi. Sono indigeni della tribù [[Kavirondo]], che fu già una delle più potenti e più ricche attorno al lago Vittoria. Per la campagna piana giunge la folla di uomini e di donne, recando in capo panieri di erbe intrecciate con grande maestria. I giovani dei due sessi, prima del matrimonio, sono completamente nudi; dopo, portano un cencio di pelle di capra sulle anche, piuttosto simbolo dello stato coniugale, che vestimento. Con tutto ciò sono rinomati per la loro modestia ed il loro buon costume, che contrasta colla dissolutezza delle tribù vicine, malgrado l'apparenza di maggior verecondia conferita a queste dalle vesti. I Kavirondo sono sobrii, di carattere dolce, pacifico e socievole [...]. Pur troppo il costume va rapidamente scomparendo. Qui, come in tutti gli altri luoghi, la civiltà, intollerante d'ogni forma, foggia o tradizione di vita che non sia la propria, va rapidamente introducendo quella uniformità monotona, che tende a fare di tutto il mondo un paese; e non è da sperarsi che Kisumu, situato al termine d'una ferrovia, conservi un pezzo il suo aspetto caratteristico.<br>Sintomi non dubbi del rapido cambiamento sono già visibili oggi giorno. Frammisti agli indigeni nudi, ve ne sono molti mezzo vestiti, od interamente coperti con vestaglie di cotone bianco, o rigato, o stampato a fiorami di colori vivi, sulle quali indossano troppo spesso qualche brutto abito europeo, un panciotto, od una giacchetta, od un vestito a falda, inconsci dell'effetto goffo e ridicolo, a tutto scapito della loro dignità d'uomini. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 38-40) *È l'ora d'imbarcarsi sul «Winifred»: il piroscafo che, col gemello «Sybil», fa servizio regolare fra i porti del [[lago Vittoria]]. Il traffico aumenta così rapidamente, che un terzo vapore venne varato nel 1907, e se ne sta già costruendo un quarto.<br>Port Florence è situato nella piccola baia di Ugowe, all'estremità orientale del golfo Kavirondo, in faccia ed un poco più in alto di Kisumu, che è sull'altro lato della baia. Il golfo, lungo 70 chilometri, largo in qualche punto appena cinque, col suo sbocco nel lago ristretto e quasi chiuso da isole, è riempito d'acque giallastre, opache, quasi stagnanti, e non vi si fa sentire l'influenza di alcuna corrente. È cosparso di isole galleggianti, formate da ammassi di piante acquatiche aggrovigliate, sulle quali germinano e crescono papiri, ninfee ed altre specie vegetali, che albergano numerosi uccelli acquatici.<br>La costa settentrionale del golfo è una pianura piatta; invece, lungo la meridionale, si stende a breve distanza dall'acqua una serie di picchi vulcanici più o meno arrotondati, che si sollevano più oltre in una catena di monti selvaggi, terminati da una cresta irta di denti, dominata da un cono irregolare, alto 1200 metri sul lago.<br>La navigazione sul lago Vittoria non si fa, per ora, che di giorno, e, la sera del 6 Maggio, il «Winifred», che era partito alle due e mezzo pomeridiane da Kisumu, si ancorava presso l'isola Rusinga, allo sbocco del golfo di Kavirondo nel lago, per passarvi la notte. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 41-42) *Il piroscafo fu subito attorniato da numerose [[Piroga|piroghe]] indigene. Queste sono grandi imbarcazioni di forme slanciate, capaci di venti e più rematori, non rozzamente scavate in tronchi d'alberi, ma costrutte regolarmente dalla chiglia in su con asse, tenute assieme da corde di fibra, e calatafate con fibra e gomme resinose. La prora è armata d'una lunga punta aguzza, ricoperta in tempi ordinari della «prora di pace», che ha l'estremità rivolta verticalmente in alto, ed è spesso ornata di penne, corna d'animali, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 42) *Il lago Vittoria è infatti vinto in grandezza solo dal lago Superior, nell'America settentrionale, ed è così vasto, che si può navigare in lungo ed in largo per più di 300 chilometri senza veder terra. Al mare assomiglia anche per le improvvise e pericolose tempeste, che alzano onde alte come quelle dell'Oceano. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 46) *Ma il centro del lago è ancora in gran parte inesplorato, ed argomento d'un gran numero di leggende che corrono il paese. Raccontano di isole abitate da selvaggi cannibali, di navi inghiottite da vortici giganteschi, di mostri che abitano gli abissi inesplorati, ecc. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], p. 47) *La [[Tripanosomiasi africana umana|malattia del sonno]] è causata da un parassita, un tripanosoma, scoperto dal Dott. Aldo Castellani nel cervello degli infettati. Questo è introdotto dalla puntura di una mosca tsetse, la ''glossina palpalis'' (Col. D. Bruce).<br>Il morbo talvolta scoppia con una mania acuta; più spesso si svolge lento ed insidioso, con leggero cambiamento nell'aspetto dei colpiti; poi compaiono vertigini, dolori di capo, gonfiore delle glandole linfatiche al collo. Alla fine tremito, sonnolenza, polso rapido, ed una apatia che aumenta fino al torpore (coma). Non si conosce alcun rimedio veramente sicuro. Diversi preparati arsenicali sembrarono efficaci, e con uno di essi, l'Atoxil, si sono avuti recentemente risultati più incoraggianti, ma è ancora incerto se possa dare una vera guarigione permanente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 50-51) *Avvicinandosi all'angolo Nord-Ovest del lago, il piroscafo entra nel canale fra le [[Isole Ssese|isole Sessè]] e la costa. L'arcipelago Sessè, dove sono stati concessi terreni da sfruttare a Società italiane, per la coltivazione del caffè e per la raccolta della gomma elastica, è la gemma del lago Vittoria. Le grandi isole, pittorescamente disposte, sono coperte da una ricchissima vegetazione, che scende fino alle rive a specchiarsi nelle limpide acque. Sembra un paradiso, eppure tutta quella natura ridente alberga una desolazione infinita, gli ultimi resti di un popolo decimato dalla malattia del sonno, che vive fra il pianto dei lutti quotidiani ed il terrore del fato imminente. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo secondo|cap. II]], pp. 51-52) *[[Entebbe]], o Port Alice, fondata da Sir Gerald Portal or sono appena quindici anni, è la capitale politica ed amministrativa del Protettorato d'Uganda [...]. La città è situata su due colli, all'estremità di una penisola compresa fra due bracci del lago. È tutta ad ampie vie fiancheggiate dalle case degli Europei, costruite come si usa nei tropici, con tetti sporgenti su ampi loggiati, ed attorniate da giardini fioriti. Il sito è incantevole, in faccia all'immenso lago pieno di luce, cosparso di isole vaghe e dilettose; ma le reticelle apposte alle finestre, alle loggie ed alle porte, dicono la loro storia di malaria. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 55-56) *Una grande strada, molto bene mantenuta, conduce da Entebbe a Mengo, o [[Kampala]], la capitale indigena del Regno d'Uganda, distante circa 35 chilometri, costruita su un gruppo di colli, ognuno dei quali è sede di una diversa comunità. Così, Mengo è la collina Reale, Nakasero si chiama quella dove alloggiano i funzionari inglesi; sopra altri tre colli, Namirembe, Rubaga, Nsambya, sono gli edifizi e le chiese di tre diverse Missioni, una anglicana e due cattolico-romane, la francese e la inglese, rette ciascuna da un Vescovo [...]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 57) *Dal sommo delle alture maggiori, il piano appare tutto ondeggiante di dossi arrotondati, fin dove giunge la vista, coperti dall'alta erba gialla; e fra essi spiccano le folte macchie d'alberi color verde scuro.<br>La parola ''erba'' non è veramente molto appropriata per una vegetazione che cresce alta dai tre ai sei metri, così fitta che è quasi impossibile scostarsi dal sentiero, piuttosto denso canneto che prateria. Gli Inglesi la chiamano «''[[erba elefante|elephant grass]]''» ed è invero pascolo proporzionato a simil mandra. In qualche tratto l{{'}}''elephant grass'' cede il posto ad una vegetazione erbacea di dimensioni più modeste, alta al più un metro, che si adorna di innumerevoli fiori. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 67-68) *[...] fra il fogliame dei cespugli più bassi, si trova quasi sempre una di quelle curiose costruzioni coniche che sono i nidi delle [[Termite|termiti]], caratteristica fattezza di tutti i paesaggi dell'Africa centrale; e sembra che si debba ammettere una ragion d'essere in questo aggruppamento. È possibile che le termiti, raccogliendo la terra in un punto, favoriscano lo sviluppo di una vegetazione che principia con una macchia di arbusti e piante rampicanti, la quale a sua volta protegge il primo crescere di qualche albero d'alto fusto, acacia, fico, od euforbia, finché abbia preso radice. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 69) *La carovana è composta in grande maggioranza di [[Baganda]], la vera razza indigena dell'Uganda, che ha però caratteri antropologici vari, così da sembrare il prodotto di un miscuglio di diversi elementi. Hanno alcuni tratti prettamente negroidi, come i capelli crespi, nerissimi, il naso infossato alla radice, schiacciato e largo, le grosse labbra sporgenti e le orecchie ad ansa; ma il prognatismo è poco pronunciato e la fronte è ampia e non sfuggente. Sono generalmente magri, con muscoli poco pronunciati, e l'aspetto non è di gente robusta.<br>Pei costumi, appaiono più progrediti di molte altre popolazioni africane. Non si tingono, non si ungono la pelle, non si deformano col tatuaggio, nè con cicatrici ornamentali, e, salvo i bambini e qualche donna, non si caricano di collane e di braccialetti.<br>Più di un viaggiatore è rimasto stupito del loro complesso ordinamento sociale, vera costituzione feudale, ed in certe leggende e tradizioni loro, nei disegni delle suppellettili domestiche fatte con erbe intrecciate, nella forma di certi strumenti musicali a corda, nei simboli astronomici intagliati su corni d'animali, ed in certi riti di sepoltura, si sono voluti vedere segni di relazioni e di contatti coll'antico Egitto.<br>I Baganda hanno conservato per pura tradizione verbale la storia della loro dinastia. Essa consta di trentasei nomi di re, e deve risalire al XIV od al XV secolo! ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], pp. 75-76) *[[Fort Portal]] fu costrutto nel 1891 dal [[Frederick Lugard|Lugard]], quand'ebbe spodestato Kabarega, alleato di Mwanga nella rivolta, ed insediato re al suo posto Kasagama, mettendo fine ad un'êra di terribili persecuzioni e di razzie, che avevano quasi spopolato il paese.<br>È situato in posizione assai salubre, a 1535 metri sul mare, entro una conca contornata ad occidente dalla catena del Ruwenzori, la quale scende con una lunga propaggine verso il lago Alberto e, ad oriente, dalle colline che separano il bacino del lago Alberto Edoardo da quello del lago Alberto. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 90) *A Fort Portal si vedono molti indigeni della razza [[Bahima]]. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei Baganda, con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo terzo|cap. III]], p. 92) *[...] Fort Portal è situato sulle alture che separano il bacino del lago Alberto da quello dell'Alberto Edoardo. [...] La contrada, sebbene fertilissima, e ricca di acque irrigue, è poco coltivata, salvo nelle vicinanze di Fort Portal; ed è popolata da gente miserevole e di aspetto malaticcio. La via, ora sentiero, ora piuttosto ampia, è in gran parte vera strada di montagna, e sarebbe faticosissima ed anche difficile, se non fosse mantenuta con gran cura. S'incontrano ad ogni passo indigeni, specialmente donne e vecchi, che la raggiustano e la ripuliscono delle erbe. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 96-97) *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del Ruwenzori; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro [[Monte Speke|gruppo di vette]] che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di [[Harry Johnston (esploratore)|Sir Harry Johnston]]. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], pp. 102-103) *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 [[Konjo|Bakonjo]]. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[s:Il Ruwenzori/Capitolo quarto|cap. IV]], p. 118) ==''La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia''== ===[[Incipit]]=== In un capitolo di critica arguta e finissima del moderno [[alpinismo]], col quale [[Albert Frederick Mummery|A. F. Mummery]] chiude il racconto delle proprie imprese, è detto vero alpinista «colui che tenta nuove ascensioni». Così pensano certo tutti quelli che vanno ricercando diligentemente le poche vette delle nostre [[Alpi]] dimenticate, o trascurate dai primi esploratori, e le salgono una dopo l'altra, per modo che, fra breve, non rimarrà picco della superba catena, su cui l'uomo non abbia messo piede. <!--(p. IX)--> ===Citazioni=== *«Bertha», sempre seguìto a rimorchio dalla goletta «Aggie», era partito da Port Mulgrave alle due antimeridiane del 23 giugno.<br>Le difficoltà incontrate nello sbarco da tutti coloro che s'erano avviati alla costa del Pacifico, e la catastrofe che aveva funestato fin dal principio la seconda spedizione del Russell, insieme coll'incertezza intorno alle condizioni del mare e della risacca sulla spiaggia meridionale, avevano indotto [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.]] a seguire le indicazioni del Russell, che consigliava di approdare sulla costa Ovest della baja di Yakutat, sebbene essa disti dal Sant'Elia parecchi chilometri di più di quella del Pacifico. (cap. V, p. 69) *All'improvviso, vediamo il Petigax ed il Maquignaz, che camminano alla testa, tirarsi da parte, cedendo il passo al Principe. Il culmine estremo è dinanzi a loro, a pochi passi. S. A. R si avanza fra essi e mette il piede, primo, sulla vetta del Sant'Elia, mentre noi accorriamo ansanti, trafelati, per unirci al suo grido di trionfo.<br>Urrà per l'Italia e per Savoia! (cap. VIII, p. 164) *Passammo il pomeriggio piovoso nel porto, attorniati dai canotti pieni di indiani curiosi, e la mattina del 13 agosto uscimmo a vele spiegate dalla baja dove eravamo entrati cinquantatré giorni prima.<br>Il tempo era un incanto, e le superbe catene rifulgevano in una profusione di luce e di sole. (cap. IX, p. 185) ===[[Explicit]]=== La nostra carovana si sciolse a Londra, la mattina dell'11 settembre, dopo quattro mesi di vita comune, resa più intima dalle lotte combattute, dagli ostacoli vinti, dai disagi sopportati e dalla soddisfazione della meta raggiunta insieme.<br> Non dico, per timore di sciuparla colle parole, dell'emozione che provammo separandoci dal nostro Duce, né dei sentimenti di gratitudine e di ammirazione che alimentano nei nostri animi il ricordo di S. A. R. il Duca degli Abruzzi. ==Bibliografia== *Filippo De Filippi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7872886 La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia (Alaska) 1897]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1900. *Filippo De Filippi, ''Relazione'', in [[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]], ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] fpvwpnf68y1543rsgwudg17zrkpwmcf Rodolfo Dalla Mora 0 224614 1415357 1414870 2026-06-02T16:25:08Z Stefano20292 104467 1415357 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) ===Citazioni=== * «Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità». (pag. 39) * «Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra». (pag. 61) * «Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti». (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Autonomia == === Incipit === L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (pag. 31) === Citazioni === * «L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. ». (pag. 32) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== * «Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario». ([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita</ref> *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) *«l’uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri».([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7 </ref> *''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori''». ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] eo5qzowa6zswmwdau2u9c15ps12pkby 1415358 1415357 2026-06-02T16:25:25Z Stefano20292 104467 1415358 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) ===Citazioni=== * «Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità». (pag. 39) * «Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra». (pag. 61) * «Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti». (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Autonomia == === Incipit === L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (pag. 31) === Citazioni === * «L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. ». (pag. 32) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== * «Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario». ([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita</ref> *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) *«l’uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri».([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7 </ref> *''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori''». ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] mfiqaim3li37caou6e3padd3c0wn10c Utente:Àncilu 2 224810 1415359 1415143 2026-06-02T17:25:49Z Àncilu 87978 1415359 wikitext text/x-wiki == Voci create == {{Div col}} # [[Baldacci]] # [[Barker]] # [[Bellucci]] # [[Bertola]] # [[Bertoli]] # [[Bevilacqua]] # [[Bonnard]] # [[Botta]] # [[Brennan]] # [[Bruce]] # [[Brunner]] # [[Cline]] # [[Cornish]] # [[Cornwell]] # [[Craig]] # [[Crispin]] # [[de la Vega]] # [[de Mattei]] # [[de' Tolomei]] # [[Eberhart]] # [[Ferro (disambigua)|Ferro]] # [[Gainsbourg]] # [[Ginsburg]] # [[Girotti]] # [[Goldberg]] # [[Grey]] # [[Grossman]] # [[Guthrie]] # [[Hall]] # [[Hartley]] # [[Hensley]] # [[Hill]] # [[John Hill]] # [[John Taylor]] # [[Keaton]] # [[Khatibi]] # [[Kyle]] # [[Lane]] # [[Leonetti]] # [[Lerner]] # [[Lowell]] # [[Martinson]] # [[Marzano]] # [[Mattei]] # [[Mazzini (disambigua)|Mazzini]] # [[Maxwell]] # [[Nichols]] # [[O'Brien]] # [[Oliphant]] # [[Palmer]] # [[Pascoli (disambigua)|Pascoli]] # [[Prevost]] # [[Poole]] # [[Rampling]] # [[Rezza]] # [[Rice]] # [[Roberts]] # [[Robertson]] # [[Scarpetta]] # [[Scianna]] # [[Scioglilingua arabi]] # [[Sumner]] # [[Swartz]] # [[Tarducci]] # [[Tickell]] # [[Vassallo]] # [[Vega (disambigua)|Vega]] # [[Weiler]] # [[Weinstein]] # [[West (disambigua)|West]] # [[Zago]] # [[Zanella]] {{Div col end}} ofciqbwtr5b5wypawavbk94dttn1j16 Bahima 0 224881 1415454 1414178 2026-06-03T10:39:14Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Altri progetti */ 1415454 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Il Ruwenzori, 1908 - BEIC IE7203615 - pagina 15 - Uganda. — Le figlie d'un Capo, di razza Bahima..jpg|thumb|Donne bahima]] Citazioni sui '''Bahima''' o '''Hima'''. *A [[Fort Portal]] si vedono molti indigeni della razza Bahima. È una bella gente d'origine etiopica, di statura alta, corpo snello, arti bene proporzionati, di colorito più chiaro dei [[Baganda]], con tratti regolari che rassomigliano a quelli del bianco. Sono tutti pastori, vestono un manto di pelle ed hanno un linguaggio proprio. I tipi puri si vanno facendo più rari per gli incroci colla razza Baganda. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Hima people|w_site=en|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Gruppi etnici in Africa]] [[Categoria:Uganda]] [[Categoria:Tanzania]] iqtgp61mur0ucwcn94kjkhwob08067b Federico Kiesow 0 225104 1415334 1415247 2026-06-02T13:32:17Z Gaux 18878 /* Citazioni di Federico Kiesow */ Carl Ludwig 1415334 wikitext text/x-wiki [[File:Friedrich Kiesow.jpg|thumb|upright=0.7|Federico Kiesow]] '''Federico Kiesow''', propr. '''Friedrich Kiesow''' (1858 – 1940), psicologo tedesco. ==Citazioni di Federico Kiesow== *[...] con [[Wilhelm Wundt|Guglielmo Wundt]] non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowWundt/mode/1up Wilhelm Wundt]'', Tipografia del Senato di G. Bardi, Roma, 1921, p. 1.</ref> *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di [[Carl Ludwig|Carlo Ludwig]]. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella vivisezione: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del cuore asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione.<ref>Da ''Autobiografia'', p. 12.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kiesow, Federico}} [[Categoria:Psicologi tedeschi]] liwo6tno8sga5rth75m1y1lt0trlsck 1415335 1415334 2026-06-02T13:36:59Z Gaux 18878 /* Citazioni di Federico Kiesow */ riferimenti bibliografici 1415335 wikitext text/x-wiki [[File:Friedrich Kiesow.jpg|thumb|upright=0.7|Federico Kiesow]] '''Federico Kiesow''', propr. '''Friedrich Kiesow''' (1858 – 1940), psicologo tedesco. ==Citazioni di Federico Kiesow== *[...] con [[Wilhelm Wundt|Guglielmo Wundt]] non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowWundt/mode/1up Wilhelm Wundt]'', Tipografia del Senato di G. Bardi, Roma, 1921, p. 1.</ref> *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di [[Carl Ludwig|Carlo Ludwig]]. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella vivisezione: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del cuore asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, p. 12.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kiesow, Federico}} [[Categoria:Psicologi tedeschi]] 2yg2b36actp0whjsy6tc1w8trvdsata 1415336 1415335 2026-06-02T13:38:16Z Gaux 18878 /* Citazioni di Federico Kiesow */ wlink 1415336 wikitext text/x-wiki [[File:Friedrich Kiesow.jpg|thumb|upright=0.7|Federico Kiesow]] '''Federico Kiesow''', propr. '''Friedrich Kiesow''' (1858 – 1940), psicologo tedesco. ==Citazioni di Federico Kiesow== *[...] con [[Wilhelm Wundt|Guglielmo Wundt]] non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowWundt/mode/1up Wilhelm Wundt]'', Tipografia del Senato di G. Bardi, Roma, 1921, p. 1.</ref> *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di [[Carl Ludwig|Carlo Ludwig]]. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, p. 12.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kiesow, Federico}} [[Categoria:Psicologi tedeschi]] fo9w4gikpt6htg7x87tgyckx0017422 1415341 1415336 2026-06-02T14:04:29Z Gaux 18878 /* Citazioni di Federico Kiesow */ altra su Wundt 1415341 wikitext text/x-wiki [[File:Friedrich Kiesow.jpg|thumb|upright=0.7|Federico Kiesow]] '''Federico Kiesow''', propr. '''Friedrich Kiesow''' (1858 – 1940), psicologo tedesco. ==Citazioni di Federico Kiesow== *[...] con [[Wilhelm Wundt|Guglielmo Wundt]] non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowWundt/mode/1up Wilhelm Wundt]'', Tipografia del Senato di G. Bardi, Roma, 1921, p. 1.</ref> *È inutile ch'io ricordi tutti i benefici derivati dalle mie relazioni giornaliere con {{maiuscoletto|Wundt}}. Non ci si poteva trovare con quest'uomo anche solo per pochi minuti senza apprendere da lui qualche cosa! E la mia maggiore intimità con la sua famiglia era poi per me una gioia. Wundt era solito alla domenica raccogliere alla sua mensa alcuni suoi studenti e gli assistenti dell'Istituto. In casa egli appariva assai diverso dall'uomo che conoscevamo noi all'Istituto o sulla cattedra: non era più il rigido e austero studioso, né il severo insegnante, ma un geniale padrone di casa che sapeva intrattenere i suoi invitati con piacevoli conversazioni. Potevamo ascoltare direttamente da lui i racconti delle sue prime esperienze, dei suoi rapporti con altri grandi studiosi, le sue opinioni sugli avvenimenti più importanti del giorno, su recenti scoperte. E intorno alla sua mensa le ore trascorrevano rapide come minuti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, pp. 7-8.</ref> *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di [[Carl Ludwig|Carlo Ludwig]]. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, p. 12.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kiesow, Federico}} [[Categoria:Psicologi tedeschi]] 963ns0a7glyr78x7ddfytmt397aj72w 1415342 1415341 2026-06-02T14:06:06Z Gaux 18878 /* Citazioni di Federico Kiesow */ maiuscoletto 1415342 wikitext text/x-wiki [[File:Friedrich Kiesow.jpg|thumb|upright=0.7|Federico Kiesow]] '''Federico Kiesow''', propr. '''Friedrich Kiesow''' (1858 – 1940), psicologo tedesco. ==Citazioni di Federico Kiesow== *[...] con [[Wilhelm Wundt|Guglielmo Wundt]] non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowWundt/mode/1up Wilhelm Wundt]'', Tipografia del Senato di G. Bardi, Roma, 1921, p. 1.</ref> *È inutile ch'io ricordi tutti i benefici derivati dalle mie relazioni giornaliere con {{maiuscoletto|Wundt}}. Non ci si poteva trovare con quest'uomo anche solo per pochi minuti senza apprendere da lui qualche cosa! E la mia maggiore intimità con la sua famiglia era poi per me una gioia. Wundt era solito alla domenica raccogliere alla sua mensa alcuni suoi studenti e gli assistenti dell'Istituto. In casa egli appariva assai diverso dall'uomo che conoscevamo noi all'Istituto o sulla cattedra: non era più il rigido e austero studioso, né il severo insegnante, ma un geniale padrone di casa che sapeva intrattenere i suoi invitati con piacevoli conversazioni. Potevamo ascoltare direttamente da lui i racconti delle sue prime esperienze, dei suoi rapporti con altri grandi studiosi, le sue opinioni sugli avvenimenti più importanti del giorno, su recenti scoperte. E intorno alla sua mensa le ore trascorrevano rapide come minuti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, pp. 7-8.</ref> *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di [[Carl Ludwig|{{maiuscoletto|Carlo Ludwig}}]]. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, p. 12.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kiesow, Federico}} [[Categoria:Psicologi tedeschi]] po7q7cmde8r6eylv6l3w9q8qmia9tu5 1415344 1415342 2026-06-02T14:08:48Z Gaux 18878 /* Citazioni di Federico Kiesow */ wlink ripetuto 1415344 wikitext text/x-wiki [[File:Friedrich Kiesow.jpg|thumb|upright=0.7|Federico Kiesow]] '''Federico Kiesow''', propr. '''Friedrich Kiesow''' (1858 – 1940), psicologo tedesco. ==Citazioni di Federico Kiesow== *[...] con [[Wilhelm Wundt|Guglielmo Wundt]] non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowWundt/mode/1up Wilhelm Wundt]'', Tipografia del Senato di G. Bardi, Roma, 1921, p. 1.</ref> *È inutile ch'io ricordi tutti i benefici derivati dalle mie relazioni giornaliere con {{maiuscoletto|Wundt}}. Non ci si poteva trovare con quest'uomo anche solo per pochi minuti senza apprendere da lui qualche cosa! E la mia maggiore intimità con la sua famiglia era poi per me una gioia. Wundt era solito alla domenica raccogliere alla sua mensa alcuni suoi studenti e gli assistenti dell'Istituto. In casa egli appariva assai diverso dall'uomo che conoscevamo noi all'Istituto o sulla cattedra: non era più il rigido e austero studioso, né il severo insegnante, ma un geniale padrone di casa che sapeva intrattenere i suoi invitati con piacevoli conversazioni. Potevamo ascoltare direttamente da lui i racconti delle sue prime esperienze, dei suoi rapporti con altri grandi studiosi, le sue opinioni sugli avvenimenti più importanti del giorno, su recenti scoperte. E intorno alla sua mensa le ore trascorrevano rapide come minuti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, pp. 7-8.</ref> *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di [[Carl Ludwig|{{maiuscoletto|Carlo Ludwig}}]]. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione.<ref>Da ''Autobiografia'', cit., p. 12.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kiesow, Federico}} [[Categoria:Psicologi tedeschi]] rsalvndpsejpjer9q1sqli7344dqkrs 1415345 1415344 2026-06-02T14:09:16Z Gaux 18878 no stub 1415345 wikitext text/x-wiki [[File:Friedrich Kiesow.jpg|thumb|upright=0.7|Federico Kiesow]] '''Federico Kiesow''', propr. '''Friedrich Kiesow''' (1858 – 1940), psicologo tedesco. ==Citazioni di Federico Kiesow== *[...] con [[Wilhelm Wundt|Guglielmo Wundt]] non è scomparso soltanto il [[Nestore (mitologia)|Nestore]] dei pensatori della Germania, ove da parecchi decenni egli dominava nel campo delle discipline filosofiche, ma con lui l'umanità ha perduto un membro che, durante una lunga e laboriosa vita, ha saputo compiere una missione, la cui grandezza e le cui conseguenze saranno intese, in tutto il loro significato, forse soltanto dai posteri, quando la sua opera sarà stata sfrondata di ciò che in essa è temporaneo per lasciare intatta e salda la parte duratura. Salvando la [[filosofia]] dal pericolo di perdere l'influenza che da secoli aveva esercitata sul progresso umano e di smarrirsi tra le singole scienze che continuamente aumentano di numero, egli la condusse sull'unica via che le rimane da seguire per soddisfare con la sua attività tanto ai bisogni della parte intellettuale quanto a quelli della parte emotiva dell'anima umana. Inutile sarà, secondo Wundt, ogni tentativo di farla risorgere, per via [[Deduzione|deduttiva]] e dialettica, nello splendore del periodo [[Platone|platonico]]. Non dall'alto ma dal basso essa deve incominciare il suo lavoro, col metodo [[Induzione|induttivo]], poggiandosi sui risultati della ricerca positiva.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowWundt/mode/1up Wilhelm Wundt]'', Tipografia del Senato di G. Bardi, Roma, 1921, p. 1.</ref> *È inutile ch'io ricordi tutti i benefici derivati dalle mie relazioni giornaliere con {{maiuscoletto|Wundt}}. Non ci si poteva trovare con quest'uomo anche solo per pochi minuti senza apprendere da lui qualche cosa! E la mia maggiore intimità con la sua famiglia era poi per me una gioia. Wundt era solito alla domenica raccogliere alla sua mensa alcuni suoi studenti e gli assistenti dell'Istituto. In casa egli appariva assai diverso dall'uomo che conoscevamo noi all'Istituto o sulla cattedra: non era più il rigido e austero studioso, né il severo insegnante, ma un geniale padrone di casa che sapeva intrattenere i suoi invitati con piacevoli conversazioni. Potevamo ascoltare direttamente da lui i racconti delle sue prime esperienze, dei suoi rapporti con altri grandi studiosi, le sue opinioni sugli avvenimenti più importanti del giorno, su recenti scoperte. E intorno alla sua mensa le ore trascorrevano rapide come minuti.<ref>Da ''[https://archive.org/details/KiesowAutobiografia/mode/1up Autobiografia]'', Cooperativa tipografica Azzoguidi, Bologna, 1942, pp. 7-8.</ref> *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di [[Carl Ludwig|{{maiuscoletto|Carlo Ludwig}}]]. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione.<ref>Da ''Autobiografia'', cit., p. 12.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Kiesow, Federico}} [[Categoria:Psicologi tedeschi]] sf0z5817exykposlhhjdu47biw8iw0v Cesare deve morire 0 225119 1415333 1415306 2026-06-02T13:10:54Z Udiki 86035 1415333 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Cesare deve morire |immagine = |didascalia = |linguaoriginale = italiano |paese = Italia |anno = 2012 |genere = drammatico / documentario |regista = [[Paolo e Vittorio Taviani]] |soggetto = ''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'' di [[William Shakespeare]] |sceneggiatore = [[Paolo e Vittorio Taviani]] in collaborazione con [[Fabio Cavalli]] |produttore = [[Grazia Volpi]], [[Agnese Fontana]], [[Laura Andreini Salerno]], [[Cecilia Valmarana]] |attori = *Cosimo Rega: Cassio *[[Salvatore Striano]]: Bruto *Giovanni Arcuri: Cesare *Antonio Frasca: Marcantonio *Juan Dario Bonetti: Decio *Vincenzo Gallo: Lucio *Rosario Majorana: Metello *Francesco De Masi: Trebonio *Gennaro Solito: Cinna *Vittorio Parrella: Casca *Pasquale Crapetti: legionario *Francesco Carusone: indovino }} '''''Cesare deve morire''''', film italiano del 2012, regia di [[Paolo e Vittorio Taviani]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Di Cesari prepotenti a casa nostra ''n'aimm' mai conosciutë''? I tradimenti, le uccisioni... ('''Salvatore Striano''') *Pensare che al liceo mi sembrava così noioso! Un grande Giulio Cesare, un grande il nostro Giulio Cesare! ('''Giovanni Arcuri''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Juan Dario Bonetti''' {{NDR|nei panni di Decio}}: Baciamo le mani, e allora! Sieto pronto per la passeggiata al Senato?<br/>'''Giovanni Arcuri''' {{NDR|nei panni di Cesare}}: E bravo Decio! Sei arrivato al momento giusto. Fai quest'ambasciata ai molto venerandi senatori: Cesare oggi diserta la seduta.<br/>'''Juan Dario Bonetti''' {{NDR|nei panni di Decio, avvicinandosi a Cesare}}: Non vi sentite ''buono''?<br/>'''Giovanni Arcuri''' {{NDR|nei panni di Cesare}}: Passa da quest'altro orecchio! {{NDR|Decio si sposta}} Ma quando mai! Cesare non si nasconde dietro a una bugia. Non è che non posso andare: diciamo che non mi va. Digli proprio così: Cesare non ci ha genio di venire!<br/>'''Juan Dario Bonetti''' {{NDR|nei panni di Decio}}: ''Mii!'' Potentissimo Cesare... Allora ''me 'issi da' un motivo'', perché se no, i senatori ''m'issi pijà per il culo pure a mia!''<br/>'''Giovanni Arcuri''' {{NDR|nei panni di Cesare}}: Un motivo?! È la parola mia. È quanto basta. Decio, Decio, Decio... {{NDR|gli mette la mano sulla spalla}} siccome ti voglio bene ti voglio rivelare un segreto: stanotte mia moglie ha fatto un sogno. Sopra una statua mia si sono aperte cento ferite, cento bocche da cui zampillava sangue! In ginocchio mi ha scongiurato di non uscire di casa, e io a casa resto.<br/>'''Juan Dario Bonetti''' {{NDR|nei panni di Decio}}: ''Mii!'' Cesare! Ma questo è ''{{'}}nu sogno buono'', e premonisce ''{{'}}o contrario! Roma è 'na sanguisuga, che se nutre d'o sangue tuo! E bevenno, bevenno, addiventa sempre più forte!'' Più grande!<br/>'''Giovanni Arcuri''' {{NDR|nei panni di Cesare}}: Questa è la spiegazione giusta, moglie mia.<br/>'''Juan Dario Bonetti''' {{NDR|nei panni di Decio}}: E mo', dovete senti' un'altra novità buona per voi, fresca fresca de stamattina. ''{{'}}O Senato'' ha messo al voto un decreto per assegnare al grande Cesare la corona. Vedete che, se voi mancate, i senatori potrebbero cambiare idea. Eh eh eh! La seduta è rinviata, in attesa che ''la mogliere d'o grande Cesare faccia 'nu sogno buono! M'avite a scusa{{'}}'' per la mia parlata sincera, ma parlavo da amico, eh!<br/>'''Giovanni Arcuri''': Parla da amico?! Da falsone, da leccaculo, da faccia di bronzo! È proprio bravo lui a recitare l'intrigante.<br/>'''Juan Dario Bonetti''': Ma che cazzo dici?! Stai sbagliando battuta!<br/>'''Giovanni Arcuri''': Come sei bravo! Con questa faccetta {{NDR|lo accarezza in viso}} ti viene proprio bene.<br/>'''Juan Dario Bonetti''': Questo non c'è sul copione. Cesare non dice ''accussì''.<br/>'''Giovanni Arcuri''': Lo direbbe se ti conoscesse. Ma adesso non sto più recitando, Juan! [...] Ti sto dicendo quello che avevo sul cuore da anni. Io ti conosco, mi hai sempre parlato alle spalle. Come ti conoscono loro. {{NDR|si rivolge verso gli altri detenuti}}<br/>'''Juan Dario Bonetti''': Sì, sì, ''loro''! Ma loro non sanno ''chi ca si' tu!''<br/>'''Giovanni Arcuri''': Perché, che sai? Che sai? Dillo!<br/>'''Juan Dario Bonetti''': Dall'orecchio buono te lo direbbe Decio. Ma io ''t'o dico in faccia!''<br/>'''Giovanni Arcuri''': Vattene via, non ''t'avvicina{{'}}''. Il morso ''der'' serpente è velenoso!<br/>'''Juan Dario Bonetti''': Serpente io?! Ridillo!<br/>'''Giovanni Arcuri''': ''E vie' fuori, che t'o dico fuori! Cammina!'' {{NDR|escono}} *'''Prima guardia''': Andiamo?<br/>'''Seconda guardia''': Ascolta, ascolta un attimo. Senti che dicono.<br/>'''Guardia capo''': È l'ora d'aria del primo braccio. Quelli giù devono rientrare.<br/>'''Seconda guardia''': Fagli finire la scena.<br/>'''Cosimo Rega''' {{NDR|nei panni di Cassio}}: Antonio, io parlerò per primo, e spiegherò le ragioni della morte di Cesare, e poi parlerai tu, e dirai che gli onori funebri sono una nostra concessione.<br/>'''Antonio Frasca''' {{NDR|nei panni di Antonio}}: Di più non chiedo.<br/>'''Prima guardia''': Mi piace quell'Antonio. È accomodante.<br/>'''Seconda guardia''': Quello ti pare, ma è un figlio ''de 'na mignotta''.<br/>'''Cosimo Rega''' {{NDR|nei panni di Cassio}}: Ti precediamo al foro.<br/>'''Guardia capo''': Ma quale foro! Dentro, in cella! Coraggio, scendiamo.<br/>'''Seconda guardia''': No, no, un attimo, aspetta! Dice che era "accomodante". Stiamo a ''senti{{'}}''.<br/>'''Antonio Frasca''' {{NDR|nei panni di Antonio, davanti alle spoglie di Cesare}}: Perdonami, mucchio d'ossa e sangue, se mi faccio mansueto dinanzi a questi infami macellai. Perdonami. ''Tu sa' [...] cosa li aspetta''! Guai alle mani loro che ho stretto! Noi uomini tuoi, come mastini porteremo per queste terre il ferro, il sangue, la guerra, la vendetta! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Da quando ho conosciuto l'arte, questa cella è tornata una prigione. ('''Salvatore Striano''') ==Voci correlate== *''[[Giulio Cesare (Shakespeare)|Giulio Cesare]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film documentari]] [[Categoria:Film drammatici]] i3h3jm88qgrgrqlzg9tidknziv7cdeo Fabio Licari 0 225120 1415338 1415327 2026-06-02T13:49:45Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Fabio Licari */ 1415338 wikitext text/x-wiki '''Fabio Licari''' (1967 – vivente), giornalista sportivo italiano. ==Citazioni di Fabio Licari== *Doveva essere il [[Campionato mondiale di calcio 2006|Mondiale]] del Brasile. Già assegnato. Chi avrebbe potuto fermare Ronaldinho, Ronaldo, Adriano e Kakà? Dovevano essere Argentina, Olanda, Germania, Spagna le grandi sfidanti. Doveva essere l'Italia la grande delusione, stritolata dalle vicende extra-calcistiche della vigilia, con un c.t. del quale erano state chieste le dimissioni e diversi titolari coinvolti (giustamente o no) in storie spiacevoli. È successo invece tutto il contrario, dopo una prima fase senza sorprese dove tutte le favorite hanno superato il turno. A sorpresa, chi ha sofferto di più è stata la Francia, costretta a battere il Togo per andare agli ottavi. Per gli azzurri, vinto il gruppo con Ghana, Usa e Repubblica Ceca, s'è aperta un'autostrada verso le semifinali: in mezzo, le modeste Australia e Ucraina. Con Germania e Argentina a lottare per l'altro posto (e i tedeschi ad avere la meglio ai rigori). Dall'altra parte del tabellone, il Brasile doveva volare: invece i francesi, come l'Italia nell'82, dopo la grande paura si sono scatenati. Prima sbarazzandosi della Spagna che sembrava straordinaria, poi facendo fuori un Brasile modesto nei quarti, infine prevalendo sul Portogallo (poi 4°) in semifinale. Apoteosi meritata (per noi) a Berlino, ai rigori, contro Zidane e soci.<ref name=collezione>Dalla raccolta celebrativa della vittoria del mondiale 2006 de ''La Gazzetta dello Sport''. Collezioni Memorabili, RCS Quotidiani S.p.A., 2006.</ref> *Inatteso come il trionfo tedesco, quello di [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna 82]] (per tutti, il "Mundial") era fino al 9 luglio l'ultimo successo dell'Italia. Da allora, e prima di Berlino, "soltanto" una finale mondiale ('94) e una europea (2000) perse rispettivamente ai rigori e al golden gol. Come dimenticare l'impresa di Bearzot e dei suoi straordinari campioni? E l'esultanza di Pertini e di una nazione mai più così unita? Ma anche allora la diffidenza fu totale, il calcio italiano usciva da uno scandalo (le scommesse), il c.t. era criticato e invitato a lasciare. In Spagna, poi, cominciò peggio che in Germania, con tre pari sofferti nella prima fase (contro Polonia, Perù e Camerun). Qualificati al 2° posto (soltanto per una questione di gol) e finiti nel gruppo più complicato - allora non c'era l'eliminazione diretta - contro lo strafavorito Brasile e l'Argentina, per gli azzurri sembrava finita. Per di più fu deciso il silenzio stampa per rispondere alle critiche eccessive e personali. Superata la grande paura dell'eliminazione, cominciò invece la grande rincorsa verso il successo del Bernabeu, protagonista Paolo Rossi: autore di tre reti ai brasiliani, due alla Polonia in semifinale e una alla Germania in finale (arricchita dai gol di Tardelli, quello dell'urlo, e di Altobelli). Campioni del mondo!<ref name=collezione/> {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/30-05-2026/messi-e-ronaldo-al-mondiale-il-commento-di-licari-sulla-gazzetta_preview.shtml Passano i Mondiali, e siamo ancora a Messi contro Ronaldo.]''|''gazzetta.it'', 30 maggio 2026.}} *[...] mai visto un dominio così prepotente, complice anche un apparato social-mediatico di cui Di Stefano, Cruijff, Pelé, Maradona e Platini non potevano certo disporre [...]. [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi e CR7]] sono così superiori al resto del mondo che il discorso del contesto più o meno "allenante" non li riguarda. * [...] i due fenomeni non sono la stessa cosa. Il portoghese merita applausi speciali: non ha ricevuto da madre natura gli stessi doni del rivale, ma si è costruito con un'abnegazione che ha del disumano e che potrebbe avere a che far con i file sugli Ufo desecretati da Trump. Ci starebbe un bel paragone tra l'eleganza e la naturalezza dei colpi di Alcaraz e il carattere e la forza di migliorarsi di Sinner, ma i due fenomeni del tennis sembrano più vicini tra loro di quelli del pallone. Quando Messi fa il Messi, e in Qatar più o meno è successo, è come quando sul ring si muoveva Mohammed Ali, o sul campo calciava Maradona. Non ce n'è per nessuno. Sollevando la coppa a Doha, Messi ha definitivamente staccato CR7. *{{NDR|Messi}} È in vantaggio anche nei Palloni d'oro: 8-5. Ronaldo non può competere, anche se con lui, oltre al famoso palleggio e al bel gioco, i portoghesi saranno ricordati per un Europeo, due Nations League, la semifinale mondiale. C'è un Portogallo prima CR7 e dopo CR7, Messi ha semplicemente ricevuto l'eredità di Diego. ==Note== <references/> {{DEFAULTSORT:Licari, Fabio}} [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] 6syiuaipr4ka66goyyftm2u8cx19y44 1415364 1415338 2026-06-02T19:18:38Z Danyele 19198 /* Citazioni di Fabio Licari */ refusi 1415364 wikitext text/x-wiki '''Fabio Licari''' (1967 – vivente), giornalista sportivo italiano. ==Citazioni di Fabio Licari== *Doveva essere il [[Campionato mondiale di calcio 2006|Mondiale]] del Brasile. Già assegnato. Chi avrebbe potuto fermare Ronaldinho, Ronaldo, Adriano e Kakà? Dovevano essere Argentina, Olanda, Germania, Spagna le grandi sfidanti. Doveva essere l'Italia la grande delusione, stritolata dalle vicende extra-calcistiche della vigilia, con un c.t. del quale erano state chieste le dimissioni e diversi titolari coinvolti (giustamente o no) in storie spiacevoli. È successo invece tutto il contrario, dopo una prima fase senza sorprese dove tutte le favorite hanno superato il turno. A sorpresa, chi ha sofferto di più è stata la Francia, costretta a battere il Togo per andare agli ottavi. Per gli azzurri, vinto il gruppo con Ghana, Usa e Repubblica Ceca, s'è aperta un'autostrada verso le semifinali: in mezzo, le modeste Australia e Ucraina. Con Germania e Argentina a lottare per l'altro posto (e i tedeschi ad avere la meglio ai rigori). Dall'altra parte del tabellone, il Brasile doveva volare: invece i francesi, come l'Italia nell'82, dopo la grande paura si sono scatenati. Prima sbarazzandosi della Spagna che sembrava straordinaria, poi facendo fuori un Brasile modesto nei quarti, infine prevalendo sul Portogallo (poi 4º) in semifinale. Apoteosi meritata (per noi) a Berlino, ai rigori, contro Zidane e soci.<ref name=collezione>Dalla raccolta celebrativa della vittoria del mondiale 2006 de ''La Gazzetta dello Sport''. Collezioni Memorabili, RCS Quotidiani S.p.A., 2006.</ref> *Inatteso come il trionfo tedesco, quello di [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna 82]] (per tutti, il "Mundial") era fino al 9 luglio l'ultimo successo dell'Italia. Da allora, e prima di Berlino, "soltanto" una finale mondiale ('94) e una europea (2000) perse rispettivamente ai rigori e al golden gol. Come dimenticare l'impresa di Bearzot e dei suoi straordinari campioni? E l'esultanza di Pertini e di una nazione mai più così unita? Ma anche allora la diffidenza fu totale, il calcio italiano usciva da uno scandalo (le scommesse), il c.t. era criticato e invitato a lasciare. In Spagna, poi, cominciò peggio che in Germania, con tre pari sofferti nella prima fase (contro Polonia, Perù e Camerun). Qualificati al 2º posto (soltanto per una questione di gol) e finiti nel gruppo più complicato – allora non c'era l'eliminazione diretta – contro lo strafavorito Brasile e l'Argentina, per gli azzurri sembrava finita. Per di più fu deciso il silenzio stampa per rispondere alle critiche eccessive e personali. Superata la grande paura dell'eliminazione, cominciò invece la grande rincorsa verso il successo del Bernabeu, protagonista Paolo Rossi: autore di tre reti ai brasiliani, due alla Polonia in semifinale e una alla Germania in finale (arricchita dai gol di Tardelli, quello dell'urlo, e di Altobelli). Campioni del mondo!<ref name=collezione/> {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/30-05-2026/messi-e-ronaldo-al-mondiale-il-commento-di-licari-sulla-gazzetta_preview.shtml Passano i Mondiali, e siamo ancora a Messi contro Ronaldo.]''|''gazzetta.it'', 30 maggio 2026.}} *[...] mai visto un dominio così prepotente, complice anche un apparato social-mediatico di cui Di Stefano, Cruijff, Pelé, Maradona e Platini non potevano certo disporre [...]. [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi e CR7]] sono così superiori al resto del mondo che il discorso del contesto più o meno "allenante" non li riguarda. * [...] i due fenomeni non sono la stessa cosa. Il portoghese merita applausi speciali: non ha ricevuto da madre natura gli stessi doni del rivale, ma si è costruito con un'abnegazione che ha del disumano e che potrebbe avere a che far con i file sugli Ufo desecretati da Trump. Ci starebbe un bel paragone tra l'eleganza e la naturalezza dei colpi di Alcaraz e il carattere e la forza di migliorarsi di Sinner, ma i due fenomeni del tennis sembrano più vicini tra loro di quelli del pallone. Quando Messi fa il Messi, e in Qatar più o meno è successo, è come quando sul ring si muoveva Mohammed Ali, o sul campo calciava Maradona. Non ce n'è per nessuno. Sollevando la coppa a Doha, Messi ha definitivamente staccato CR7. *{{NDR|Messi}} È in vantaggio anche nei Palloni d'oro: 8-5. Ronaldo non può competere, anche se con lui, oltre al famoso palleggio e al bel gioco, i portoghesi saranno ricordati per un Europeo, due Nations League, la semifinale mondiale. C'è un Portogallo prima CR7 e dopo CR7, Messi ha semplicemente ricevuto l'eredità di Diego. ==Note== <references/> {{DEFAULTSORT:Licari, Fabio}} [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] m52rzs6j7dk87aoasdeh8fkpkmfup5r 1415384 1415364 2026-06-02T21:40:02Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Fabio Licari */ 1415384 wikitext text/x-wiki '''Fabio Licari''' (1967 – vivente), giornalista sportivo italiano. ==Citazioni di Fabio Licari== *Doveva essere il [[Campionato mondiale di calcio 2006|Mondiale]] del Brasile. Già assegnato. Chi avrebbe potuto fermare Ronaldinho, Ronaldo, Adriano e Kakà? Dovevano essere Argentina, Olanda, Germania, Spagna le grandi sfidanti. Doveva essere l'Italia la grande delusione, stritolata dalle vicende extra-calcistiche della vigilia, con un c.t. del quale erano state chieste le dimissioni e diversi titolari coinvolti (giustamente o no) in storie spiacevoli. È successo invece tutto il contrario, dopo una prima fase senza sorprese dove tutte le favorite hanno superato il turno. A sorpresa, chi ha sofferto di più è stata la Francia, costretta a battere il Togo per andare agli ottavi. Per gli azzurri, vinto il gruppo con Ghana, Usa e Repubblica Ceca, s'è aperta un'autostrada verso le semifinali: in mezzo, le modeste Australia e Ucraina. Con Germania e Argentina a lottare per l'altro posto (e i tedeschi ad avere la meglio ai rigori). Dall'altra parte del tabellone, il Brasile doveva volare: invece i francesi, come l'Italia nell'82, dopo la grande paura si sono scatenati. Prima sbarazzandosi della Spagna che sembrava straordinaria, poi facendo fuori un Brasile modesto nei quarti, infine prevalendo sul Portogallo (poi 4º) in semifinale. Apoteosi meritata (per noi) a Berlino, ai rigori, contro Zidane e soci.<ref name=collezione>Dalla raccolta celebrativa della vittoria del mondiale 2006 de ''La Gazzetta dello Sport''. Collezioni Memorabili, RCS Quotidiani S.p.A., 2006.</ref> *Inatteso come il trionfo tedesco, quello di [[Campionato mondiale di calcio 1982|Spagna 82]] (per tutti, il "Mundial") era fino al 9 luglio l'ultimo successo dell'Italia. Da allora, e prima di Berlino, "soltanto" una finale mondiale ('94) e una europea (2000) perse rispettivamente ai rigori e al golden gol. Come dimenticare l'impresa di Bearzot e dei suoi straordinari campioni? E l'esultanza di Pertini e di una nazione mai più così unita? Ma anche allora la diffidenza fu totale, il calcio italiano usciva da uno scandalo (le scommesse), il c.t. era criticato e invitato a lasciare. In Spagna, poi, cominciò peggio che in Germania, con tre pari sofferti nella prima fase (contro Polonia, Perù e Camerun). Qualificati al 2º posto (soltanto per una questione di gol) e finiti nel gruppo più complicato – allora non c'era l'eliminazione diretta – contro lo strafavorito Brasile e l'Argentina, per gli azzurri sembrava finita. Per di più fu deciso il silenzio stampa per rispondere alle critiche eccessive e personali. Superata la grande paura dell'eliminazione, cominciò invece la grande rincorsa verso il successo del Bernabeu, protagonista Paolo Rossi: autore di tre reti ai brasiliani, due alla Polonia in semifinale e una alla Germania in finale (arricchita dai gol di Tardelli, quello dell'urlo, e di Altobelli). Campioni del mondo!<ref name=collezione/> {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/30-05-2026/messi-e-ronaldo-al-mondiale-il-commento-di-licari-sulla-gazzetta_preview.shtml Passano i Mondiali, e siamo ancora a Messi contro Ronaldo]''|''gazzetta.it'', 30 maggio 2026.}} *[...] mai visto un dominio così prepotente, complice anche un apparato social-mediatico di cui Di Stefano, Cruijff, Pelé, Maradona e Platini non potevano certo disporre [...]. [[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi e CR7]] sono così superiori al resto del mondo che il discorso del contesto più o meno "allenante" non li riguarda. * [...] i due fenomeni non sono la stessa cosa. Il portoghese merita applausi speciali: non ha ricevuto da madre natura gli stessi doni del rivale, ma si è costruito con un'abnegazione che ha del disumano e che potrebbe avere a che far con i file sugli Ufo desecretati da Trump. Ci starebbe un bel paragone tra l'eleganza e la naturalezza dei colpi di Alcaraz e il carattere e la forza di migliorarsi di Sinner, ma i due fenomeni del tennis sembrano più vicini tra loro di quelli del pallone. Quando Messi fa il Messi, e in Qatar più o meno è successo, è come quando sul ring si muoveva Mohammed Ali, o sul campo calciava Maradona. Non ce n'è per nessuno. Sollevando la coppa a Doha, Messi ha definitivamente staccato CR7. *{{NDR|Messi}} È in vantaggio anche nei Palloni d'oro: 8-5. Ronaldo non può competere, anche se con lui, oltre al famoso palleggio e al bel gioco, i portoghesi saranno ricordati per un Europeo, due Nations League, la semifinale mondiale. C'è un Portogallo prima CR7 e dopo CR7, Messi ha semplicemente ricevuto l'eredità di Diego. ==Note== <references/> {{DEFAULTSORT:Licari, Fabio}} [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] cu822fz94l5tz1l2jhmii4jwn40x8ru Discussioni utente:Mr Mammaura33333 3 225126 1415332 2026-06-02T13:04:46Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415332 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:04, 2 giu 2026 (CEST)}} oe4ko7gc4805bmlnltrax33n4je7a1i Carl Ludwig 0 225127 1415337 2026-06-02T13:47:01Z Gaux 18878 Carl Ludwig 1415337 wikitext text/x-wiki '''Carl Friedrich Wilhelm Ludwig''' (1816 – 1895), cardiologo e fisiologo tedesco. ==Citazioni su Carl Ludwig== *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di Carlo Ludwig. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione. ([[Federico Kiesow]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ludwig, Carl}} [[Categoria:Fisiologi tedeschi]] [[Categoria:Medici tedeschi]] 7mqmyf96pr1x6544bzbtwiocdneq92q 1415340 1415337 2026-06-02T13:53:52Z Gaux 18878 immagine 1415340 wikitext text/x-wiki [[File:Karl Friedrich Wilhelm Ludwig (1816-1895).jpg|upright=0.7|thumb|Carl Ludwig]] '''Carl Friedrich Wilhelm Ludwig''' (1816 – 1895), cardiologo e fisiologo tedesco. ==Citazioni su Carl Ludwig== *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di Carlo Ludwig. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione. ([[Federico Kiesow]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ludwig, Carl}} [[Categoria:Fisiologi tedeschi]] [[Categoria:Medici tedeschi]] agzvwno7p576ifweep99omjn88nx7f5 1415343 1415340 2026-06-02T14:07:08Z Gaux 18878 /* Citazioni su Carl Ludwig */ maiuscoletto (così nel testo) 1415343 wikitext text/x-wiki [[File:Karl Friedrich Wilhelm Ludwig (1816-1895).jpg|upright=0.7|thumb|Carl Ludwig]] '''Carl Friedrich Wilhelm Ludwig''' (1816 – 1895), cardiologo e fisiologo tedesco. ==Citazioni su Carl Ludwig== *Fra le memorie mie più preziose sta il ricordo di {{maiuscoletto|Carlo Ludwig}}. Le sue lezioni avevano una potenza dimostrativa insuperabile. Non appena era stata spiegata qualche cosa egli ne forniva la dimostrazione. Nella preparazione di questa parte dimostrativa, cui spesso mi era dato di assistere, egli palesava una straordinaria abilità nella [[vivisezione]]: abilità equiparabile solo a quella dei più grandi chirurghi. Allo stesso tempo si preoccupava moltissimo di risparmiare all'animale ogni tormento inutile. Non dimenticherò mai per esempio l'eleganza e l'abilità di una sua dimostrazione svolta durante una lezione sulla funzione del [[cuore]] asportato dal corpo. Il tentativo era allora altrettanto nuovo quanto ardito e fece una grande impressione. ([[Federico Kiesow]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ludwig, Carl}} [[Categoria:Fisiologi tedeschi]] [[Categoria:Medici tedeschi]] fg9yxrn7fzl5lnp1xdqmx0knp0qdekm Carlos Irwin Estévez 0 225129 1415368 2026-06-02T20:27:03Z Àncilu 87978 Redirect alla pagina [[Martin Sheen]] 1415368 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Martin Sheen]] gql904neq5zgiajicr4qvsn0am7csn6 Estevez 0 225130 1415369 2026-06-02T20:27:32Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Abilio Estévez]]''' – scrittore, drammaturgo e poeta cubano * '''[[Carlos Irwin Estévez]]''' – attore statunitense * '''[[Emilio Estevez]]''' – attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense * '''[[Ramón Gerardo Antonio Estévez]]''' – attore statunitense" 1415369 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''[[Abilio Estévez]]''' – scrittore, drammaturgo e poeta cubano * '''[[Carlos Irwin Estévez]]''' – attore statunitense * '''[[Emilio Estevez]]''' – attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense * '''[[Ramón Gerardo Antonio Estévez]]''' – attore statunitense 53jjhemvsp5dhr32s2rcfwqdhrr5ntf Estévez 0 225131 1415370 2026-06-02T20:28:05Z Àncilu 87978 Redirect alla pagina [[Estevez]] 1415370 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Estevez]] gan5h8158a8wl229jeilgyqkmca7qcj Sheen 0 225132 1415371 2026-06-02T20:30:49Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Charlie Sheen]]''' – attore statunitense * '''[[Fulton John Sheen]]''' – arcivescovo cattolico e scrittore statunitense * '''[[Martin Sheen]]''' – attore statunitense" 1415371 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''[[Charlie Sheen]]''' – attore statunitense * '''[[Fulton John Sheen]]''' – arcivescovo cattolico e scrittore statunitense * '''[[Martin Sheen]]''' – attore statunitense in0z5h0ar73lrubh8bocv8q0nkuokk9 Abimelek 0 225133 1415372 2026-06-02T20:32:11Z Àncilu 87978 come su Wikipedia 1415372 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Abimelech]] i5n8c5lwjvqmskeweltygyrz23bs5ug Loeb 0 225134 1415376 2026-06-02T21:04:03Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Avi Loeb]]''' – fisico israeliano * '''[[Paul Loeb]]''' – scrittore statunitense * '''[[Sébastien Loeb]]''' – pilota automobilistico e pilota di rally francese" 1415376 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''[[Avi Loeb]]''' – fisico israeliano * '''[[Paul Loeb]]''' – scrittore statunitense * '''[[Sébastien Loeb]]''' – pilota automobilistico e pilota di rally francese 8v8nlpyu7tg5rumq17qwhq9ymv8bwes Pais 0 225135 1415377 2026-06-02T21:06:59Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Abraham Pais]]''' – fisico e storico della scienza danese naturalizzato statunitense * '''[[Ettore Pais]]''' – storico italiano" 1415377 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''[[Abraham Pais]]''' – fisico e storico della scienza danese naturalizzato statunitense * '''[[Ettore Pais]]''' – storico italiano d294cldcqt71ozg2myoe6qp5hzb4c79 Simpson (disambigua) 0 225136 1415379 2026-06-02T21:24:41Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} == Personaggi immaginari == * '''[[Homer Simpson]]''' – personaggio immaginario protagonista della serie televisiva animata statunitense ''I Simpson'' * '''[[Marge Simpson]]''' – personaggio immaginario protagonista della serie televisiva animata statunitense ''I Simpson'' == Persone == * '''[[Adele Simpson]]''' – stilista statunitense * '''[[Ashlee Simpson]]''' – cantautrice statunitense * '''[[George Gaylord Simpson]]''' – paleontologo statun..." 1415379 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} == Personaggi immaginari == * '''[[Homer Simpson]]''' – personaggio immaginario protagonista della serie televisiva animata statunitense ''I Simpson'' * '''[[Marge Simpson]]''' – personaggio immaginario protagonista della serie televisiva animata statunitense ''I Simpson'' == Persone == * '''[[Adele Simpson]]''' – stilista statunitense * '''[[Ashlee Simpson]]''' – cantautrice statunitense * '''[[George Gaylord Simpson]]''' – paleontologo statunitense * '''[[James Simpson (militare)|James Simpson]]''' – generale britannico * '''[[Jessica Simpson]]''' – attrice e cantante statunitense * '''[[O. J. Simpson]]''' – giocatore di football americano e attore statunitense * '''[[Tom Simpson]]''' – ciclista britannico == Altro == * '''''[[I Simpson]]''''' – cartone animato statunitense * '''''[[I Simpson - Il film]]''''' – film del 2007 qd59yh5r9isq5tgsg6lyd95am7gdh2g Van Helsing 0 225137 1415381 2026-06-02T21:28:28Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Van Helsing]] a [[Van Helsing (film)]]: allineamento a Wikipedia 1415381 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Van Helsing (film)]] dly9xmg6pvwrf5jcj4vkk0knrqq15hh 1415401 1415381 2026-06-02T22:06:29Z Àncilu 87978 Rimosso il reindirizzamento a [[Van Helsing (film)]] 1415401 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]''''' – film del 2004 diretto da Stephen Sommers * '''[[Abraham Van Helsing]]''' – personaggio del teatro, della letteratura e del cinema creato da Bram Stoker p806hrim9f1eb67e6ilm9eitz6dr2fm Colorni 0 225138 1415403 2026-06-02T22:27:31Z Àncilu 87978 Creata pagina con "{{Disambigua}} * '''[[Abramo Colorni]]''' – ingegnere, architetto e inventore italiano * '''[[Eugenio Colorni]]''' – filosofo, critico letterario, politico e antifascista italiano * '''[[Felice Mill Colorni]]''' – giornalista italiano" 1415403 wikitext text/x-wiki {{Disambigua}} * '''[[Abramo Colorni]]''' – ingegnere, architetto e inventore italiano * '''[[Eugenio Colorni]]''' – filosofo, critico letterario, politico e antifascista italiano * '''[[Felice Mill Colorni]]''' – giornalista italiano nfmd6sm68pz7jkix43j07b1v1ya6jcc Al-Ma'arri 0 225139 1415406 2026-06-02T22:41:02Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Al-Ma'arri]] a [[Al-Maʿarrī]] 1415406 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Al-Maʿarrī]] nd20gnhoqrj6eb2aj9xovs2cnqx7ich Said al-Andalusi 0 225140 1415420 2026-06-03T07:33:31Z Àncilu 87978 Àncilu ha spostato la pagina [[Said al-Andalusi]] a [[Sa'id al-Andalusi]] tramite redirect: allineamento a Wikipedia 1415420 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Sa'id al-Andalusi]] lgc2m5o6ar39vfnokc8rmu3ask3w8is Le vergini di Salem 0 225141 1415423 2026-06-03T08:16:10Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Le vergini di Salem |titolo alfabetico = Vergini di Salem |genere = drammatico/storico |regista = [[Raymond Rouleau]] |soggetto = [[Arthur Miller]] (''Il crogiuolo'') |sceneggiatore = [[Jean-Paul Sartre]] |attori = *[[Simone Signoret]]: Elizabeth Proctor *[[Yves Montand]]: John Proctor *[[Chantal Gozzi]]: Francy Proctor *[[Mylène Demongeot]]: Abigail Williams *[[Alfred Adam]]: Thomas Putnam *[[Françoise Lugagne]]: Jane Putnam *Raymond Roule..." 1415423 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Le vergini di Salem |titolo alfabetico = Vergini di Salem |genere = drammatico/storico |regista = [[Raymond Rouleau]] |soggetto = [[Arthur Miller]] (''Il crogiuolo'') |sceneggiatore = [[Jean-Paul Sartre]] |attori = *[[Simone Signoret]]: Elizabeth Proctor *[[Yves Montand]]: John Proctor *[[Chantal Gozzi]]: Francy Proctor *[[Mylène Demongeot]]: Abigail Williams *[[Alfred Adam]]: Thomas Putnam *[[Françoise Lugagne]]: Jane Putnam *[[Raymond Rouleau]]: Thomas Danforth *[[Pierre Larquey]]: Francis Nurse *[[Marguerite Coutan-Lambert]]: Rebecca Nurse *[[Jean Debucourt]]: Samuel Parris *[[Darling Legitimus]]: Tituba *[[Michel Piccoli]]: James Putnam *[[Gerd Michael Henneberg]]: Joseph Herrick *[[Yves Brainville]]: John Hale *[[Pascale Petit]]: Mary Warren |doppiatori originali= |doppiatori italiani= *[[Andreina Pagnani]]: Elizabeth Proctor *[[Emilio Cigoli]]: John Proctor *[[Rosetta Calavetta]]: Abigail Williams }} '''''Le vergini di Salem''''', film franco-tedesco del 1957 con [[Simone Signoret]] e [[Yves Montand]], regia [[Raymond Rouleau]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Una donna ha molti modi di mandare un uomo all'inferno: qualche volta spingendolo al [[Vizio e virtù|vizio]], ma anche facendolo disperare per la sua virtù. ('''John''') *Sì, le [[Strega|streghe]]: gente senza scrupoli, di basso rango, che non ha paura di fare un patto col diavolo per impadronirsi del potere. ('''Danforth''') *So che mi odiano, ma che posso farci, se non colpire più forte? Guai a colui che Dio ha scelto per incutere il terrore, ma guai a colui che lo fa cessare prima del tempo. ('''Danforth''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Abigail''': I tuoi occhi mi desiderano.<br>'''John''': Ti desidero, sì, perché non so resisterti. Ma non cederò mai più.<br>'''Abigail''': Ogni [[desiderio]] è una promessa. *'''Danforth''': Salverete la vostra vita confessando.<br>'''John''': Salverò soprattutto la pace delle vostre coscienze. ==Citazioni su ''Le vergini di Salem''== *Il teatrante R. Rouleau (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia Montand-Signoret. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della Demongeot. (''[[il Morandini]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film storici]] asueeoz7fgwcqxyfgbjqsc8emj86yoe Les Sorcières de Salem 0 225142 1415425 2026-06-03T08:18:04Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Le vergini di Salem]] 1415425 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Le vergini di Salem]] 4phqplsos5xyo1kuncfzmcn5awbq35a Konjo 0 225143 1415442 2026-06-03T09:27:42Z Marcella Medici (BEIC) 84396 creazione voce 1415442 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bakonjo.JPG|thumb|Bakonjo]] Citazioni sui '''Konjo'''. *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 Bakonjo. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Gruppi etnici in Africa]] [[Categoria:Uganda]] 7j6v4fc5w2c7y87gq98zbr1f6khes2t 1415448 1415442 2026-06-03T09:55:31Z Spinoziano (BEIC) 86405 piccole sistemazioni 1415448 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bakonjo.JPG|thumb|Konjo]] Citazioni sui '''Konjo''' o '''Bakonjo'''. *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 Bakonjo. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Gruppi etnici in Africa]] [[Categoria:Uganda]] t5p32oyb2v6efvuz1c03wsi2f4k1snw 1415453 1415448 2026-06-03T10:37:34Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Altri progetti */ 1415453 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bakonjo.JPG|thumb|Konjo]] Citazioni sui '''Konjo''' o '''Bakonjo'''. *Si era in attesa dei viveri per i neri, che giunsero solo verso le 7, portati da 80 Bakonjo. Questi sono uomini alti, dall'aspetto robusto, col viso piuttosto prognato, talvolta con un po' di barba, e capelli rasi, o disposti in acconciature bizzarre. La loro pelle conciata dal freddo, dall'acqua e dal sole, è dura e rugosa come cuoio. Sono appena coperti da un cencio pendente dagli inguini, con braccialetti di metallo o di corda alle braccia ed alle gambe, ed un sacchetto di pelliccia appeso al collo per la pipa ed il tabacco. Qualcuno ha sul dorso la spoglia d'un leopardo, od un manto fatto di pelli di coniglio (hyrax) cucite assieme. Non vi sono cristiani fra loro. Nella marcia si appoggiano a lunghi bastoni, servendosene nei tratti difficili con molta abilità. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Gruppi etnici in Africa]] [[Categoria:Repubblica Democratica del Congo]] [[Categoria:Uganda]] c659u5gvn3akjmdkgxf9udpv6s2magl Monte Speke 0 225144 1415445 2026-06-03T09:39:59Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:Mt.Speke2008.jpg|thumb|Monte Speke]] Citazioni sul '''Monte Speke'''. *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del [[Ruwenzori]]; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro gruppo di vette che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Su..." 1415445 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Mt.Speke2008.jpg|thumb|Monte Speke]] Citazioni sul '''Monte Speke'''. *Frattanto, ad Ovest, continuavano a sfilare le vette del [[Ruwenzori]]; a destra del doppio picco nevoso, e, separato da esso per un basso ed ampio colle, era apparso un altro gruppo di vette che si prolungava verso Nord in una cresta nevosa orlata da una grossa cornice, sotto cui si stendeva un ghiacciaio.<br>Cosicché, man mano che la carovana era proceduta da Nord verso Sud, nello sfondo delle valli eran sfilate in senso inverso le vette della catena, da mezzogiorno a settentrione. S'erano così visti successivamente due picchi rocciosi, collegati per mezzo d'un ampio ghiacciaio a due vette gemelle, ricoperte di neve, formanti assieme quello che da Kaibo e da Butiti appariva come il gruppo centrale della catena; poi era intervenuta un'ampia depressione, dopo la quale la cresta si risollevava in altre due grandi punte di roccia e ghiaccio, collegate a Nord con una lunga cresta nevosa. Dalla valle Mobuku era visibile solo quest'ultimo gruppo, che era senza alcun dubbio il Duwoni di [[Harry Johnston (esploratore)|Sir Harry Johnston]]. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Mount Speke|w_site=en|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi dell'Uganda]] [[Categoria:Montagne|Speke]] 9cgieyju9hjfwcc6a1hsm2palbx0119 Bakonjo 0 225145 1415449 2026-06-03T09:56:01Z Spinoziano (BEIC) 86405 Redirect alla pagina [[Konjo]] 1415449 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Konjo]] sv3whzsq96th04a9svzqvi0l2r73qsl