Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.5 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Scioglilingua italiani 0 31 1415579 1415568 2026-06-04T12:52:56Z Udiki 86035 Semplifico collegamenti verso Google libri, fedeltà alla fonte 1415579 wikitext text/x-wiki Raccolta di '''scioglilingua italiani'''. ==A== *''Apelle, figlio di Apollo | fece una palla di pelle di pollo, | tutti i pesci vennero a galla | per vedere | quella bella palla di pelle di pollo | fatta da Apelle, figlio di Apollo.''<ref>Questo scioglilingua è attestato già da [[Americo Scarlatti]] nella raccolta ''Amenità letterarie'' del 1915, quindi anteriore come origine a tale data.</ref><ref>Citato in [[Giampaolo Dossena]], ''Il dado e l'alfabeto'', Zanichelli, 2004.</ref> ==C== *Caro conte chi ti canta tanto canta che t'incanta.<ref name=count>{{en}} Citato in Gabrielle Euvino, ''The Complete Idiot's Guide to Learning Italian'', Alpha, Indianapolis, 2004<sup>3</sup>, [https://books.google.it/books?id=MKFKyQ3mkFIC&pg=PT400 p. 400]. ISBN 978-1-101-12671-4</ref> *C'è il questore a quest'ora in questura? Il questore a quest'ora in questura non c'è.<ref>Citato in ''I diritti della scuola'', Tipografia G. Martinelli, 1939, [https://books.google.it/books?hl=it&id=oJjbRjjbnEwC&dq=A+quest%E2%80%99ora+il+questore+in+questura+non+c%E2%80%99%C3%A8.&focus=searchwithinvolume&q=+questore p. 438].</ref> *Chi [[amore|ama]] chiama chi ama, chiamami tu che chi ami chiami. Chi amo chiamerò se tu non chiami.<ref name=count /> *Chi seme di [[senape|senapa]] secca semina, sempre seme di senapa secca raccoglie.<ref name=glide>Citato in Paolo Bellezza, ''La scuola elementare poliglotta?'', in ''La Rassegna nazionale'', anno 35, vol. CXCIII, settembre-ottobre 1913, presso l'Ufficio dl periodico, Firenze, 2013, [https://books.google.it/books?id=k24mAQAAIAAJ&pg=PA328 p. 328].</ref> *Ci avevo una botte: la portai al battifondator di botti: il battifondator di botti non c'era; la battifondai meglio di un battifondator di botti.<ref name=glide /> ==E== *È passato lo stracciatoppe e non m'ha stracciatoppato. Quando ripasserà mi stracciatopperà.<ref name=sbrego>Citato in Team Digital, ''[https://www.rds.it/scopri/magazine/viralnews/sfida-al-conduttore Sfida al conduttore RDS]'', ''rds.it'', 31 luglio 2017.</ref> *Eva dava l'uva ad Ava, Ava dava le uova ad Eva, ora Eva è priva d'uva mentre Ava è priva d'uova.<ref name=eggs>Citato in Claudio Pulicati, ''Dove eravamo rimasti?'', Gruppo Albatros il filo, 2016, [https://books.google.it/books?id=QhXZDwAAQBAJ&pg=PT61 p. 61]. ISBN 9788856779790</ref> ==F== *Figlia, sfoglia la foglia sfoglia la foglia, figlia.<ref name=count /> *Filo fine dentro il foro se l'arruffi non lavoro, non lavoro e il filo fine fora il foro come un crine.<ref name=sbrego /> ==G== *Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli.<ref name=scogli>Citato in Vittoria Marchi, ''[https://www.radiospeaker.it/blog/esercizi-scioglilingua-parlare-velocemente/ Parlare più velocemente: gli esercizi più utili per stare nei tempi]'', ''radiospeaker.it'', 1 ottobre 2019.</ref> ==H== *Ho in tasca l'[[esca]] ed esco per la pesca, ma il pesce non s'adesca, c'è l'acqua troppo fresca. Convien che la finisca, non prenderò una lisca! Mi metto in tasca l'esca e torno dalla pesca.<ref name=scogli /> ==I== *In via dell'agnolo c'era un pizzicagnolo che aveva un frignolo sul dito mignolo.<ref name=sbrego /> ==L== *''La [[marmotta]], quando annotta, | nella grotta già borbotta, | che la pappa non è cotta! | Quando è cotta | riborbotta, perché scotta!''<ref>Citato in Miguel D'Addario, ''Manuale di oratoria'', traduzione di Catia Polverini, Babelcube Inc., 2017, [https://books.google.it/books?id=rKlDDgAAQBAJ&pg=PT46 p. 46].</ref> *Li vuoi quei [[kiwi (frutto)|kiwi]]? E se non vuoi quei kiwi che kiwi vuoi?<ref name=kiwi>Citato in Martina Delosi, ''[https://www.alfemminile.com/psicologia-e-relazioni/scioglilingua-italiani-/ Scioglilingua italiani: per migliorare la dizione]'', ''alfemminile.com'', 14 febbraio 2022.</ref> ==N== *Nel castello di Mister Pazzin dei Pazzi, c'era una pazza che lavava una pezza di pizzo nel pozzo. Mister Pazzin dei Pazzi diede una pizza alla pazza che lavava la pezza di pizzo nel pozzo. La pazza rifiutò la pizza, così Mister Pazzin dei Pazzi buttò la pazza, la pizza e la pezza nel pozzo del castello di Mister Pazzin dei Pazzi.<ref>Citato in Antonello Goi, ''Lavorare al call center. {{small|Manuale di formazione e autoformazione}}'', FrancoAngeli, Milano, 2005, [https://books.google.it/books?id=-W7YKdcluPgCpg=PA96 p. 96].</ref> *No, non ho un nonno?<ref name=abuelo>Citato in Miguel D'Addario, ''Manuale di oratoria'', traduzione di Catia Polverini, Babelcube Inc., 2017,[https://books.google.it/books?id=rKlDDgAAQBAJ&pg=PT44 p. 44].</ref> ==O== *''Odo di Duddo inventò il diodo.''<ref name="invenire">Citato in Giancarlo Carboni e Patrizia Sorianello, ''Manuale professionale di dizione e pronuncia: {{small|come educare la voce parlata}}'', presentazione di Giovanna Marotta, postfazione di Oskar Schindler, Hoepli, Milano, 2011, [https://books.google.it/books?id=Z5thTEbzH2YC&pg=PA171 p. 171]. ISBN 978-88-203-4806-9</ref> ==P== *''Pisa pesa e pesta il pepe al papa, | il papa pesa e pesta il pepe a Pisa.''<ref name=abuelo /> ==Q== *Quanti rami di rovere roderebbe un roditore se un roditore potesse rodere rami di rovere?<ref name=kiwi /> ==S== *''Sa che sa, se sa, chi sa; | che se sa, non sa, se sa: | chi sol sa che nulla sa | ne sa più di chi ne sa.''<ref>Citato in ''Lezioni di letteratura italiana. {{small|Dettate in Napoli da [[Luigi Settembrini]]}}'', vol. III, presso Antonio Morano Librajo-Editore, Napoli, 1872, [https://books.google.it/books?id=71zJV4-AlLkC&dq=&pg=PA150#v=onepage&q&f=false pp. 150-151].</ref> *''Se l'arcivescovo di Costantinopoli | si disarcivescostantinopolizzasse, | vi disarcivescostantinopolizzereste | per disarcivescostantinopolizzare lui?''<ref name="galga">Citato in Vittorio Galgano, ''Come diventare un asso della vendita'', FrancoAngeli, [https://books.google.it/books?id=-tH-CQAAQBAJ&pg=PA456 p. 46]. ISBN 8891702420</ref> *Se la serva non ti serve, a che serve che ti serva di una serva che non serve? Serviti di una serva che serve, e se questa non ti serve, serviti dei miei servi.<ref name=Knecht>Citato in 2014, p. 35</ref> *Sereno è, sereno sarà; se non sarà sereno, si rasserenerà.<ref name=glide /> *''Sopra la panca la [[capra]] campa, | sotto la panca la capra crepa.''<ref name=galga/> *''Sopra quattro rossi sassi quattro grossi [[gatto|gatti]] rossi.''<ref name=invenire /> ==T== *''Trentatré trentini entrarono in Trento, | tutti e trentatré trotterellando.''<ref name=kiwi /> *''Trentatré soldati stanchi | van trottando verso Trento | su trentatré cavalli bianchi.''<ref name=galga/> ==U== *Una rana nera e rara sulla rena errò una sera.<ref>Citato in ''I diritti della scuola'', Tipografia G. Martinelli, 1940, [https://books.google.it/books?hl=it&id=LFdEvWnEe5kC&dq=Una+rana+nera+e+rara+sulla+rena+err%C3%B2+una+sera+.&focus=searchwithinvolume&q=scioglilingua p. 77].</ref> ==V== *Verso maggio con un paggio vado in viaggio. Non vaneggio, né motteggio: forse è peggio! Se mi seggo, più non reggo: mangio o leggo. Se non fuggo qui mi struggo, ma se fuggo vado al poggio e un alloggio là mi foggio, sotto un faggio, con coraggio!<ref name=Knecht /> ==Note== <references/> ==Bibliografia== *{{ru}} Галина Васильевна Гава, ''[https://books.google.it/books?id=pKRpBQAAQBAJ&pg=PP1 Настольный итальянский справочник]'', LitRes, 2014. ISBN 978-5-699-71921-1 ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt=scioglilingua|wikt_etichetta=scioglilingua}} [[Categoria:Italia]] [[Categoria:Scioglilingua per lingua|Italia]] jjqpd5rcybcw9gbzwgpeu66jwyzexu8 Richard Dawkins 0 1506 1415694 1348359 2026-06-05T11:01:14Z Carnby 10152 /* L'illusione di Dio */ 1415694 wikitext text/x-wiki {{W|motivo=Sezione Citazioni su in parte fuori standard. È necessario creare le relative voci biografiche dopo aver verificato rilevanza enciclopedica e contenuti.}} [[Immagine:Dawkins aaconf.jpg|thumb|right|Richard Dawkins nel 2008]] {{indicedx}} '''Clinton Richard Dawkins''' (1941 – vivente), biologo, evoluzionista e divulgatore scientifico britannico. == Citazioni di Richard Dawkins == *I cloni sono semplicemente gemelli identici.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 195. ISBN 9788858025598</ref> *I miei amici americani temono che il mondo stia sprofondando di nuovo verso i Secoli Bui. Ma la direzione della storia va chiaramente nel senso opposto, verso l'illuminismo, il raziocinio, la modernizzazione. Penso che l'[[Stati Uniti d'America|America]] stia attraversando solo un temporaneo regresso. Ho buone speranze per il futuro. Queste cose passano.<ref name=rep/> *Il giornalismo scientifico è troppo importante per essere lasciato ai [[giornalista|giornalisti]]. :''Scientific journalism is too important to be left to journalists.''<ref>Da ''[http://books.google.com/books?id=DwD4bjQozgYC&pg=PA190&dq=%22Scientific+journalism+is+too+important+to+be+left+to+journalists%22&hl=it&cd=1 A Devil's Chaplain]'', p. 190.</ref> *L'idea che le epoche antiche abbiano accumulato saggezza è un errore. È un'irritante ironia che le classi ricche nel ricco occidente tollerino magiche cure indù {{NDR|l'[[ayurveda]]}} ormai superate, mentre in [[India]] si mobilitano per adottare vaccini moderni ed antibiotici.<ref name=docum>Dal documentario ''The Enemies of Reason'', 2007.</ref> *L'America di [[George W. Bush|Bush]] è una teocrazia. Mentre in [[Europa]] si è continuata a sviluppare una tendenza all'illuminismo e al raziocinio scientifico, in America e nel mondo islamico è in corso un'esplosione di fanatismo teocratico. In effetti, i cristiani americani da una parte e i musulmani dall'altra combattono la stessa battaglia, in cui gli europei rimangono presi nel mezzo. Bush e Bin Laden sono dalla stessa parte: la parte della fede cieca e della violenza, contro la parte della ragione e della discussione.<ref name=rep/> *La [[biologia]] è lo studio di organismi complessi che sembrano essere stati creati per un scopo. La [[fisica]] è lo studio delle cose elementari che non ci lascia tentare di invocare questo disegno creativo. :''Biology is the study of complicated things that give the appearance of having been designed for a purpose. Physics is the study of simple things that do not tempt us to invoke design.''<ref>Da ''The blind watchmaker'', Norton, 1996, p. 1.</ref> *La [[scienza]] sostituisce i pregiudizi personali con prove verificabili pubblicamente.<ref name=docum/> *La visione scientifica dell'esistenza è poetica fino quasi a risultare trascendentale. Siamo incredibilmente fortunati ad avere avuto il privilegio di vivere per alcuni decenni su questa terra, prima di morire per sempre. E noi che viviamo oggi siamo ancora più fortunati, perché possiamo comprendere, apprezzare e godere l'universo come nessuna delle generazioni precedenti ha potuto fare. Abbiamo il beneficio di secoli di scoperte e progressi scientifici alle spalle. Aristotele sarebbe sbalordito da ciò che uno scolaretto qualsiasi potrebbe insegnargli oggi. Ecco cosa dà significato alla [[vita]]. E il fatto che questa vita abbia un limite, e sia l'unica vita che abbiamo, ci rende ancora più determinati ad alzarci ogni mattina e cercare di partecipare al meraviglioso ciclo della natura.<ref name=rep/> *Le [[parole]] sono importanti. Contano, perché ci rendono più consapevoli.<ref>Da ''Il peso delle parole'', ''Internazionale'', n. 512, 31 ottobre 2003, p. 49.</ref> *Mi sento un cristiano culturale. Non sarei felice se perdessimo le nostre belle cattedrali e le nostre belle chiese parrocchiali.<ref>Citato in Roberto Righetto, ''[https://www.avvenire.it/amp/agora/pagine/gesu-non-e-mai-esistito-l-ateo-michel-onfray-si-scontra-con-le-ragioni-della-storia Per Onfray Gesù non è mai esistito. Ma si scontra con le ragioni della storia]'', ''Avvenire.it'', 10 giugno 2024.</ref> *Neanche uno dei miei progenitori morì giovane. Neanche uno dei miei progenitori non riuscì ad accoppiarsi. Molti altri individui morirono giovani e non riuscirono ad accoppiarsi, ma non sono divenuti progenitori. È assolutamente ovvio, ma a cio' fa seguito molto altro. Significa che ogni singolo essere vivente ha ereditato i geni di un'ininterrotta linea di progenitori di successo. Tutti noi abbiamo ereditato quello che serve per sopravvivere e riprodursi.<ref>Dal documentario ''The Genius of Charles Darwin'', 2008.</ref> *Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere. Eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Con la [[religione]], invece, si fa un'eccezione.<ref name=rep>Citato in Enrico Franceschini, ''Vivere senza dio'', ''la Repubblica'', 1° novembre 2006, p. 37.</ref> *Senza la [[religione]] staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell'aldilà.<ref name=rep/> ==''Il cappellano del Diavolo''== *Il motivo per cui la religione organizzata merita ostilità aperta è che, a differenza della fede nella [[teiera]] di Russell,<ref>Vedi [[w:teiera di Russell|voce in Wikipedia]].</ref> la religione è potente, influente, esente da imposte ed inculcata sistematicamente in bambini troppo giovani per difendersi da sé. Niente obbliga i bambini a trascorrere i propri anni formativi memorizzando pazzi libri che parlano di teiere. Le scuole sussidiate dal governo non escludono bambini i cui genitori preferiscono teiere di forma sbagliata. I credenti nella teiera non lapidano i non credenti nella teiera, gli apostati della teiera, i blasfemi della teiera. Le madri non mettono in guardia i loro figli sullo sposare dei pagani, i cui genitori credono in tre teiere invece che in una. Le persone che mettono prima il latte non gambizzano quelle che mettono prima il tè. *La scienza non può dire se l'aborto sia sbagliato, ma può precisare che il ''continuum'' (embriologico) che collega senza soluzione di continuità un feto non senziente con un adulto senziente è analogo al ''continuum'' (evolutivo) che collega gli esseri umani alle altre specie. Se il ''continuum'' embriologico appare più uniforme, è solo perché il ''continuum'' evolutivo è scandito dall'evento dell'estinzione. I principi fondamentali dell'etica non dovrebbero dipendere dalle accidentali contingenze dell'estinzione. In altre parole, la scienza non può dirvi se l'[[aborto]] sia o meno un assassinio, ma può avvertirvi che sareste incoerenti se pensaste che l'aborto è un assassinio, mentre uccidere uno scimpanzé non lo è. Non si può avere contemporaneamente la botte piena e la moglie ubriaca. (pp. 40-41) *I teisti di oggi ammetteranno di essere completamente atei quando si tratta di Baal e del Vello d'Oro, di Thor e Wotan, di Poseidone e Apollo, di Mithras e Ammon Ra. Siamo tutti atei rispetto alla maggior parte degli dei che gli uomini hanno venerato. Alcuni di noi vanno semplicemente avanti di un dio. (p. 103) *Noi ammettiamo di essere simili alle scimmie, ma raramente ci rendiamo conto di essere delle scimmie. :''We admit that we are like apes, but we seldom realise that we are apes''.<ref>"Gaps in the Mind", da ''A Devil's Chaplain'', 2003.</ref> ==''Il Fiume della Vita''== ===[[Incipit]]=== Non vi è popolazione che non possieda leggende epiche sui suoi progenitori tribali, e spesso queste leggende assumono la veste formale di culto religioso. La gente prova reverenza per gli antenati, e talora ne fa oggetto di culto: e fa bene, poiché sono i concreti progenitori, e non gli dèi soprannaturali, a possedere la chiave di comprensione della vita. Di tutti gli organismi che nascono, la maggior parte muore prima di raggiungere la maturità. Entro la minoranza che sopravvive e che riesce a riprodursi, una minoranza ancora più esigua avrà pronipoti viventi dopo un migliaio di generazioni. Questa minuscola minoranza di una minoranza, un'élite riproduttiva, è tutto quanto le generazioni successive potranno definire «ancestrale». I progenitori sono rari, i discendenti sono comuni. ===Citazioni=== *Questa barocca stravaganza che, su questo pianeta, chiamiamo [[vita]]. (dalla prefazione) *C'è più [[poesia]] nella figura dell'Eva Mitocondriale che nel suo omologo mitologico. (dalla prefazione) *La [[scienza]] condivide con la [[religione]] il convincimento di poter rispondere a profondi interrogativi sulle origini, sulla natura della vita e sul cosmo. Ma la rassomiglianza finisce qui. Le convinzioni scientifiche sono suffragate da prove e danno luogo a risultati, ma non è lo stesso per i miti e le credenze. *Il creazionismo esercita un'attrattiva duratura, e non è difficile individuarne la ragione. *Far bene senza farsi notare. Una caratteristica fondamentale dell'evoluzione è la sua gradualità. È soprattutto una questione di principio. Può accadere, oppure può non accadere, che alcuni episodî evolutivi assumano improvvisamente un nuovo andamento. *Praticamente, ogni fatto naturale curioso e difficilmente spiegabile potrebbe essere chiamato in causa da chi non crede nel gradualismo evolutivo e nel darwinismo. *La [[natura]] non è crudele, è solo spietatamente indifferente. Questa è una delle più dure lezioni che un essere umano debba imparare. Noi non riusciamo ad ammettere che gli eventi della vita possano essere né positivi né negativi, né spietati né compassionevoli, ma semplicemente indifferenti alla sofferenza, mancanti di scopo. *L'illusione che vi sia uno scopo è così forte che gli stessi biologi si avvalgono dell'assunzione del buon progetto come strumento di lavoro. *Un buon modo per rappresentare efficacemente il nostro compito è immaginare che le creature viventi siano opera di un Artefice divino e tentare, applicando la progettazione inversa, di comprendere che cosa l'Artefice abbia voluto massimizzare. Qual era la funzione di utilità di [[Dio]]? <br /> Il [[ghepardo]] indica in ogni dettaglio di essere stato superbamente progettato per qualche scopo, e dovrebbe essere abbastanza facile studiarlo applicando la progettazione inversa per comprendere la sua funzione di utilità. Il ghepardo sembra fatto apposta per uccidere la gazzella. I denti, gli artigli, gli occhi, il naso, la muscolatura degli arti, la colonna vertebrale e il cervello di questo predatore sono tutti come potremmo aspettarci se lo scopo di Dio nel progettarlo fosse stato quello di massimizzare le morti tra le gazzelle. Ma se applichiamo la progettazione inversa allo studio della [[gazzella]] troviamo evidenze ugualmente impressionanti dello scopo diametralmente opposto: la sopravvivenza delle gazzelle e la morte dei ghepardi per fame. È come se il ghepardo fosse stato progettato da una divinità e la gazzella da una divinità rivale. In alternativa, se vi è un solo Creatore che ha fatto la tigre e l'agnello, il ghepardo e la gazzella, qual è il Suo gioco? È un sadico che si diverte ad assistere a spettacoli cruenti? Cerca di scongiurare la sovrappopolazione tra i mammiferi africani? Oppure ha interesse a mantenere alta l'''audience'' dei documentari naturalistici di David Attenborough? Tutte queste supposizioni sono funzioni di utilità del tutto plausibili. All'atto pratico, ovviamente, sono del tutto false. *I [[Gene|geni]] non si preoccupano per le sofferenze degli organismi perché in realtà non si preoccupano di nulla. *I teologi fanno del loro meglio per liquidare un tema preoccupante come il "problema del male" con il conseguente "problema della sofferenza" […] In un universo di cieche forze fisiche e di duplicazione genetica, alcune persone rimangono danneggiate mentre altre sono fortunate, e in tutto ciò non vi è né ragione né giustizia […] Il [[DNA]] non sa nulla e non si cura di nulla. Il DNA, semplicemente, è. E noi danziamo alla sua musica. * Il desiderio di individuare uno scopo in ogni dove è naturale in un animale che vive circondato da macchine, da opere d'arte, da strumenti e da manufatti aventi una precisa destinazione; un animale, per di più, i cui pensieri sono costantemente dominati dai propri obiettivi personali. Un'automobile, un apriscatole, un cacciavite o un forcone giustificano tutti la domanda: "A che cosa serve?". È probabile che i nostri predecessori pagani si siano posti il medesimo interrogativo sul tuono, sulle eclissi, sulle rocce e sui corsi d'acqua. Oggi ci facciamo vanto di esserci scrollati di dosso questo animismo primitivo. Se una pietra che si trova nel mezzo di un ruscello si rivela un comodo punto di appoggio per attraversarlo, noi consideriamo la sua utilità come un beneficio casuale, non come un vero e proprio scopo. Ma la tentazione atavica riaffiora prepotentemente quando veniamo colpiti da una tragedia (la parola stessa "colpiti" ha un'eco animistica): "Perché, perché il cancro/il terremoto/l'uragano ha colpito proprio ''mio'' figlio?". E la medesima tentazione può diventare addirittura motivo di compiacimento quando il dibattito verte su argomenti come l'origine di tutte le cose o le leggi fondamentali della fisica, nel qual caso culminerà puntualmente nella vuota domanda esistenziale "Perché vi è qualcosa invece del nulla?". <br /> Ormai ho perso il conto delle volte in cui qualcuno si è alzato al termine della conferenza per proclamare: "Voi scienziati siete molto bravi a rispondere alle domande sui "Come", ma dovreste ammettere di essere impotenti dinanzi alle domande sui "Perché" ". * Per esempio, un particolare [[Gene|gene]] in una specie di chiocciola presente in un'isola del Pacifico determina se l'avvolgimento della conchiglia sarà destrorso o sinistrorso. La molecola di DNA non è essa stessa né destrorsa né sinistrorsa, ma lo è la sua conseguenza fenotipica. In relazione all'avvolgimento, la conchiglia potrà non avere lo stesso successo nel proteggere il corpo della chiocciola. Poiché i geni della chiocciola stanno all'interno della conchiglia la cui forma contribuiscono a influenzare, i geni che rendono una conchiglia particolarmente efficiente finiranno per sopraffare numericamente quelli che la rendono meno capace di proteggere la chiocciola. Le conchiglie, essendo fenotipi, non generano conchiglie figlie. Ciascuna è determinata dal DNA, ed è il DNA che genera altro DNA. ===[[Explicit]]=== La raffigurazione a tutto tondo di un uomo e di una donna nudi, con le mani alzate in un gesto di pace, deliberatamente inviata a compiere un eterno viaggio fra le stelle, il primo frutto esportato della conoscenza della nostra esplosione vitale: certamente, soffermarsi su questa immagine potrebbe avere alcuni effetti benefici sulla nostra piccola coscienza normalmente «parrocchiale», potrebbe suscitare un'eco dell'impatto poetico – prodotto dalla vista della statua di Newton al Trinity College, a Cambridge – sulla coscienza, notoriamente gigantesca, di William Wordsworth:</br> ''E dal mio cuscino, guardando fuori alla luce | Della luna o di stelle favorevoli, potevo scorgere | L'anticappella ove si erge la statua | Di Newton, col suo prisma e il volto assorto, | Immagine marmorea di una mente in eterno | Viaggio per ignoti mari di Pensiero, solo.'' ==''Il gene egoista''== ===[[Incipit]]=== La vita intelligente su di un pianeta diventa tale quando, per la prima volta, elabora una ragione della propria esistenza. Se delle creature superiori provenienti dallo spazio mai visiteranno la Terra, la prima cosa che domanderanno, per stabilire il nostro livello di civilizzazione, sarà: «Hanno già scoperto l'evoluzione?» Organismi viventi sono esistiti sulla terra, senza mai sapere perché, per più di tre miliardi di anni prima che uno di essi cominciasse a intravedere la verità. Il suo nome era [[Charles Darwin]]. A dire il vero, altri avevano intuito qualcosa, ma fu Darwin che, per primo, mise insieme una teoria coerente e difendibile che spiegava perché noi esistiamo. ===Citazioni=== *La teoria dell'evoluzione è in dubbio più o meno quanto l'ipotesi che la Terra ruoti attorno al Sole. :''Today the theory of evolution is about as much open to doubt as the theory that the earth goes round the sun''.<ref>''The Selfish Gene'', cap. 1, "Why Are People?", 1976.</ref> *Noi siamo macchine per la sopravvivenza, veicoli automatici ciecamente programmati per preservare quelle molecole egoiste conosciute come geni. Da lungo tempo penso che la biologia dovrebbe apparire eccitante come un romanzo di favole, perché la biologia è esattamente una storia di magie. (p. 1) *Bisogna cercare di ''insegnare'' generosità e altruismo, perché siamo nati egoisti. Bisogna cercare di capire gli scopi dei nostri geni egoisti, per poter almeno avere la possibilità di alterare i loro disegni, qualcosa a cui nessun'altra specie ha mai aspirato. (cap. 1, p. 5) *Ma l'[[estinzione]] di un gruppo è un processo lento, in confronto alla rapida violenza della competizione individuale. Anche quando il gruppo sta declinando lentamente e inesorabilmente, a breve termine gli individui egoisti prosperano a spese degli altruisti. I cittadini dell'Inghilterra possono o no avere il dono della preveggenza, ma l'evoluzione è cieca. (cap. 1, p. 10) *Se sia possibile porre l'etica dello «[[specismo]]», per usare il termine di [[Richard Ryder]], su di un terreno logico più saldo di quello del «razzismo» proprio non saprei. Quello che so è che non ha basi reali in biologia evolutiva. ([https://books.google.it/books?id=3hIa5iyUifcC&pg=PT37 p.]) *Se un gruppo di atomi, in presenza di energia, si dispone in un modello stabile, tenderà a rimanere così. La forma più precoce di selezione naturale fu semplicemente una selezione di forme stabili e un rigetto di quelle instabili. (1994, p. 14) *Una scimmia è una macchina che conserva geni sugli alberi, un pesce è una macchina che conserva geni nell'acqua; esiste perfino un piccolo verme che conserva geni nei sottobicchieri di birra tedesca. Misteriose sono le vie del DNA! (1994, p. 20) *Molte sofferenze umane sono state causate dal fatto che troppi di noi non riescono a capire che le parole sono soltanto strumenti da usare e che la semplice presenza nel dizionario di una parola come «vivente» non implica necessariamente che questa si riferisca a qualcosa di definito nel mondo reale. (cap. 2, p. 21) *I [[Gene|geni]] non fanno previsioni né preparano progetti in anticipo: semplicemente ''esistono'', alcuni più di altri, ma è tutto qui. (cap. 3, p. 27) *Nelle specie che si riproducono sessualmente, l'individuo è troppo grosso e temporaneo come unità genetica per essere considerato un'unità significativa di selezione naturale. (cap. 3, p. 38) *I [[Gene|geni]] sono programmatori professionisti che programmano la propria vita e sono giudicati da un tribunale spietato, quello della sopravvivenza, in base al successo dei loro programmi nell'affrontare tutti i pericoli che la vita pone di fronte alle loro macchine per sopravvivere. (cap. 4, p. 67) *È una semplice verità logica che, senza un'emigrazione in massa nello spazio, con razzi che partono al ritmo di parecchi milioni al secondo, un ritmo delle nascite incontrollato porterebbe inevitabilmente a un ritmo di morti orribilmente alto. È difficile credere che questa semplice verità non venga compresa da quei capi che proibiscono ai loro seguaci di usare metodi efficaci di contraccezione. Esprimono una preferenza per metodi «naturali» di controllo della popolazione e otterranno effettivamente un metodo naturale: si chiama morire di fame. (cap. 7, p. 117) {{NDR|in merito alla [[sovrappopolazione]]}} *La [[contraccezione]] talvolta viene attaccata perché considerata innaturale. È vero, è fortemente innaturale. Il problema è che anche lo stato assistenziale è innaturale. Penso che la maggior parte di noi creda che lo stato assistenziale sia una cosa positiva, ma esso non può esistere se non esiste anche un controllo delle nascite (innaturale), altrimenti il risultato finale sarà una miseria ancora maggiore di quella che si ha in natura. (cap. 7, p. 124) {{NDR|in riferimento alla [[sovrappopolazione]]}} *Lo Stato assistenziale è forse il più grande sistema altruistico che il regno animale abbia mai conosciuto. (cap. 7; 2013) *L'eccesso di [[sesso|copulazioni]] può in realtà non costare molto a una [[maschio e femmina|femmina]], a parte un po' di tempo e di energia, ma certamente non le è di vantaggio. Un [[maschio e femmina|maschio]] invece non copula mai abbastanza con un numero sufficiente di femmine diverse: per un maschio, la parola eccesso non ha significato. (cap. 9, p. 173) *Che cosa è successo all'uomo occidentale moderno? Davvero il maschio è diventato il sesso ricercato, quello che è molto richiesto, il sesso che si può permettere di fare il difficile? E se è così, perché? (cap. 9, p. 174) *Per comprendere l'evoluzione dell'uomo moderno dobbiamo anzitutto chiarire che il [[gene]] non è l'unica base delle nostre idee sull'evoluzione. Sono un darwiniano entusiasta, ma credo che il darwinismo sia una teoria troppo grande per essere confinata nel ristretto contesto del gene. (cap. 11, p. 200) *Il [[meme]] della fede cieca assicura la sua perpetuazione con il semplice espediente inconscio di scoraggiare l'indagine razionale. (p. 207) *Siamo stati costruiti come macchine dei geni e coltivati come macchine dei memi, ma abbiamo il potere di ribellarci ai nostri creatori. Noi, unici sulla terra, possiamo ribellarci alla tirannia dei replicatori egoisti. (cap. 11, p. 210) ===[[Explicit]]=== Con un po' di fantasia possiamo immaginare il gene al centro di una ragnatela centrifuga di potere fenotipico esteso, mentre un oggetto nel mondo è il centro di una ragnatela centripeta di influenze di molti geni che si trovano in molti organismi. La lunga portata dei geni non conosce confini percepibili. Il mondo intero è attraversato in tutte le direzioni da frecce causali che uniscono i geni agli effetti fenotipici, vicini e lontani.</br> È un fatto ulteriore, troppo importante in pratica per essere chiamato incidentale ma in teoria non abbastanza necessario da essere chiamato inevitabile, che queste frecce causali abbiano formato dei fasci. I replicatori non sono più sparsi liberi nel mare ma sono uniti in enormi colonie – i singoli corpi. E le conseguenze fenotipiche, invece di essere distribuite uniformemente nel mondo, sono in molti casi congelate in quegli stessi corpi. Ma l'esistenza del singolo corpo, così familiare sul nostro pianeta, non era inevitabile. L'unica specie di entità che deve esistere perché esista la vita, in qualunque parte dell'universo, è il replicatore immortale. ==''L'arcobaleno della vita''== ===[[Incipit]]=== Siamo destinati a morire, ed è un gran fortuna. La maggior parte della gente, infatti, non è destinata a morire perché non è destinata neppure a nascere. Gli individui che avrebbero potuto trovarsi qui al mio posto, ma che di fatto non vedranno mai la luce del giorno, sono assai più numerosi dei granelli di sabbia dell'Arabia. Senza dubbio tra quelle larve mai venute al mondo vi sarebbero stati poeti più grandi di [[John Keats|Keats]] e scienziati più grandi di [[Isaac Newton|Newton]], perché il numero di individui cui il Dna concederebbe potenzialmente di esistere supera di molto il numero di individui realmente nati. Nonostante circostanze così incredibilmente avverse, voi e io, nella nostra ordinarietà, siamo qui. ===Citazioni=== *La familiarità e la quotidianità rappresentano un anestetico, un sedativo che ottunde i sensi e ci nasconde le meraviglie dell'esistenza. (''L'anestetico della familiarità'', p. 14) *Scrollarsi di dosso l'anestesia indotta dalla quotidianità, ecco che cosa sanno fare bene i poeti: è il loro mestiere. Ma per troppo tempo troppi di loro hanno ignorato quale miniera d'oro la scienza rappresenti per l'ispirazione. (''Un salotto di duchi'', p. 21) ==''L'illusione di Dio''== *Se la religione sottile e raffinata dei Tillich e dei Bonhoeffer predominassero, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore e io avrei scritto un altro libro. La triste verità è che quel la religione pacata e onesta è numericamente trascurabile. Per la stragrande maggioranza dei credenti del mondo, la fede somiglia più a quella professata dai Robertson, Falwell, Haggard, Osama bin Laden o l'ayatollah Khomeini. Non si tratta di personaggi minori, ma di uomini molto influenti con i quali tutti, nel mondo contemporaneo, sono costretti a fare i conti. (p. 5) *{{NDR|Riguardo al riconoscimento degli obiettori di coscienza in tempo di guerra}} Se siamo brillanti filosofi morali la cui tesi di dottorato sui mali della guerra ha vinto un premio, faremo fatica a convincere la commissione di leva, mentre se diciamo che la mamma, il babbo o entrambi sono quaccheri, otterremmo subito l'esenzione anche se siamo ignoranti ed analfabeti sia riguardo al pacifismo sia riguardo alla stessa confessione quacchera. (p. 31) *Il [[Dio]] presentato nell'[[Antico Testamento]] è forse il personaggio più sgradevole di tutta la letteratura: geloso e fiero di esserlo, è un castigamatti, meschino, iniquo e spietato; sanguinario istigatore della pulizia etnica; un bullo misogino, omofobo, razzista, infanticida, genocida, figlicida, pestilenziale, megalomane, sadomasochista e maligno secondo il suo capriccio. (p. 38) : ''The God of the Old Testament is arguably the most unpleasant character in all fiction: jealous and proud of it; a petty, unjust, unforgiving control-freak; a vindictive, bloodthirsty ethnic cleanser; a misogynistic, homophobic, racist, infanticidal, genocidal, filicidal, pestilential, megalomaniacal, sadomasochistic, capriciously malevolent bully.'' (by ''The God Delusion'') *Quando mi è stato chiesto se ero ateo, mi sono divertito a sottolineare che chi mi rivolgeva la domanda era a sua volta ateo nei confronti di Zeus, Apollo, Amon-Ra, Mitra, Baal, Thor, Odino, il vitello d'oro e il Mostro Volante degli Spaghetti. In fondo, sono ateo solo nei confronti di un dio in più. (p. 60) *La teiera di [[Bertrand Russell|Russell]] dimostra che l'ampia diffusione della credenza in Dio, rispetto alla scarsa diffusione della credenza nelle teiere celesti, non modifica dal punto di vista logico l'onere della prova, anche se sembra modificarlo dal punto di vista della politica pratica. Che non si possa dimostrare l'inesistenza di Dio è un fatto riconosciuto, se non altro perché non si può dimostrare in maniera incontrovertibile l'inesistenza di niente. L'importante non è se Dio sia confutabile (non lo è), ma se Dio sia ''probabile''. È tutt'altra questione. (p. 60) *Per quanto l'entità che si cerca di spiegare evocando un creatore possa essere statisticamente improbabile. il creatore stesso è almeno altrettanto improbabile. (p. 115) *I miei amici teologi sono tornati più volte sul punto che è più sensato postulare l'esistenza di qualcosa anziché del nulla. Ci deve essere stata una causa prima di tutto. Sì, ho risposto, ma questo qualcosa dev'essere stato semplice e quindi comunque, Dio non è il termine giusto. (p. 157) *La selezione naturale comporta che i bambini tendano a accettare per vero tutto quello che i genitori o familiari più anziani dicano loro. Questo comportamento è finalizzato alla sopravvivenza: si riscontra anche nelle [[falena|falene]] che si orientano guardando la luna. La conseguenza indesiderata di questa obbedienza cieca è un'ignavia che rende schiavi degli altri. Da ciò deriva direttamente è la mancanza di barriere critiche nei confronti di mentalità bacate. (p. 176) *Per tutta una serie di ragioni non mi piace la [[Chiesa cattolica]] romana. Ma mi piace ancora meno la scorrettezza e non posso non chiedermi se questa istituzione sia stata ingiustamente demonizzata oltre la realtà, soprattutto in Irlanda e in America. (pp. 315-316) *Non bisogna scusarsi di essere atei. Bisogna, al contrario, andarne fieri, a testa alta, perché «[[ateismo]]» significa quasi sempre sana indipendenza di giudizio e, anzi, mente sana ''tout court''. *È troppo facile confondere la passione di chi è disposto a [[cambio di opinione|cambiare parere]] con l'integralismo che non cambia mai nulla. I cristiani integralisti si oppongono appassionatamente all'evoluzione, mentre io appassionatamente la sostengo. Passione per passione, parrebbe una condizione di parità. Ma, per citare un aforisma non ricordo di chi, quando si sostengono due opposti punti di vista con uguale forza, non è detto che la verità stia al centro. È possibile che una delle due parti si sbagli; e questo giustifica la passione della parte avversa. Gli integralisti sanno in che cosa credere e sanno che niente farà mai loro cambiare idea. La citazione da Kurt Wise [...] è esemplare: «Se tutte le prove dell'universo andassero contro il creazionismo, sarei stato il primo ad ammetterlo, ma sarei rimasto creazionista perché è quello che la Parola di Dio sembra indicare. E qui io devo collocarmi.». Non si sottolineerà mai abbastanza la differenza tra questa appassionata fedeltà alla Bibbia e l'altrettanto appassionata fedeltà dello scienziato alle prove empiriche. L'integralista Kurt Wise afferma che neanche le più schiaccianti prove concrete gli farebbero mai cambiare idea. Il vero scienziato, per quanto «creda» con forza all'evoluzione, sa esattamente che cosa gli farebbe cambiare idea: prove contrarie. Come rispose J. B. S. Haldane quando gli chiesero che cosa avrebbe potuto smentire l'evoluzione: «Conigli fossili nel Precambriano». Mi si permetta di formulare la versione opposta del manifesto di Kurt Wise: «Se tutte le prove dell'universo dimostrassero l'attendibilità del creazionismo, sarei il primo ad ammetterlo e cambierei subito idea. Stando le cose come stanno, tutte le prove disponibili (e ve n'è in abbondanza) sono a favore dell'evoluzionismo. È per questo e solo per questo che lo sostengo con una passione pari a quella dei suoi oppositori. La mia passione si basa sulle prove. La loro, che sfida apertamente l'evidenza, e solo la loro è integralista.». ==''L'orologiaio cieco''== *Uno dei miei obiettivi è quello di trasmettere almeno in parte la mia meraviglia dinanzi alla complessità biologica a quegli occhi che sono sempre rimasti chiusi dinanzi ad essa. Ma, una volta magnificato il mistero, l'altro mio obiettivo è quello di eliminarlo e di spiegarne la soluzione. (''prefazione'') *Noi siamo del tutto abituati all'idea che una complessa eleganza presupponga un progetto, frutto di abilità e di intenzionalità. Questa è probabilmente la ragione più forte a sostegno della fede – condivisa dalla grande maggioranza delle persone, in passato come oggi – in una qualche sorta di divinità soprannaturale. *Per quanto l'[[ateismo]] possa esser stato logicamente sostenibile prima di [[Darwin]], soltanto Darwin creò la possibilità di adottare un punto di vista ateo con piena soddisfazione intellettuale. *La [[selezione naturale]] è l'orologiaio cieco, cieco perché non vede dinanzi a sé, non pianifica conseguenze, non ha in vista alcun fine. Eppure, i risultati viventi della selezione naturale ci danno un'impressione molto efficace dell'esistenza di un disegno intenzionale di un maestro orologiaio; che alla base della complessità della natura vivente ci sia un disegno intenzionale, è però solo un'illusione. *L'evoluzione non ha un obiettivo a lungo termine. Non c'è un bersaglio lontano, nessuna perfezione finale funge da criterio per la selezione, anche se la vanità umana accarezza la nozione assurda che obiettivo finale dell'evoluzione sia la nostra specie. *Al cuore di ogni cosa vivente non c'è fuoco, non alito caldo, non una «scintilla di vita», bensì informazione, parole, istruzioni. Se si vuole una metafora […] si pensi invece a un miliardi di caratteri discreti, digitali, incisi in tavolette di cristallo. Se si vuol comprendere la vita, non si pensi a gel e fanghi vibranti, palpitanti, bensì alla tecnologia dell'informazione. […] Quella del [[Gene|gene]] non è analogica, ma digitale. *Per il nostro cervello, la cui consapevolezza temporale si estende solo alla durata di decenni, un evento che si verifica solo una volta in un milione di anni è così raro da sembrare un vero miracolo. *L'unica cosa che fa dell'evoluzione una teoria così meravigliosa è che essa ci spiega in che modo la complessità organizzata possa derivare dalla semplicità primordiale. *''Per quanti modi possano esserci di essere in vita, è certo che esistono molti più modi di essere morti,'' o piuttosto non vivi. (2016) ==Citazioni su Richard Dawkins== *Dawkins è un brillante scrittore e divulgatore scientifico. La sua padronanza della materia e il suo uso di vivide analogie possono rendere chiari i concetti scientifici anche ai profani... ([[Richard Harries]])<ref>''Dawkins is a brilliant writer and speaker on science. His grasp of the subject and his use of vivid analogies can explain scientific concepts and make them clear even for the non-scientist...'' (da ''A Fellow Humanist''; citato in Richard Dawkins, ''How a Scientist Changed the Way We Think'', p. 236)</ref> *L'errore di Dawkins come docente universitario (lo era ancora durante il periodo in cui ha composto quel libro sebbene abbia poi annunciato l'intenzione di ritirarsi) è stato il suo scandaloso e {{sic|apparentante}} deliberato rifiuto di presentare la dottrina che pare abbia rifiutato nel modo più deciso. ([[Antony Flew]]) *L'intera faccenda di ''L'illusione di Dio'' {{NDR|libro di Richard Dawkins}} non era, come invece pretendeva di essere, un tentativo di scoprire e diffondere la conoscenza dell'esistenza o non esistenza di Dio, quanto piuttosto un tentativo – di estremo successo – di diffondere le convinzioni personali dell'autore. ([[Antony Flew]]) *Richard Dawkins è semplicemente incomparabile. Nessun altro è in grado di rendere la scienza così eccitante, interessante e chiara... se solo Stephen Hawking avesse un decimo della sua chiarezza. ([[Jonathan Gathorne-Hardy]])<ref>''Richard Dawkins is quite simply incomparable. No one can make science so exciting, so interesting, or so clear... If only Stephen Hawking had a tenth of his clarity'' (da ''The Spectator, in a review of Dawkins' Unweaving the Rainbow'', 2000).</ref> ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Richard Dawkins, ''Il cappellano del diavolo'', a cura di T. Pievani, traduzione di E. Faravelli, Raffaello Cortina, 2004. ISBN 9788870789089 *Richard Dawkins, ''Il Fiume della Vita: cos'è l'evoluzione'', traduzione di Laura Montixi Comoglio, Sansoni Editore, Firenze 1995. *Richard Dawkins, ''Il gene egoista'' (1989), traduzione di Giorgio Corte e Adriana Serra, Oscar Mondadori 1995. ISBN 8804393171 *Richard Dawkins, ''Il gene egoista'' (''The Selfish Gene: 30th Anniversary Edition'', 2006), traduzione di Giorgio Corte e Adriana Serra, Mondadori, 2013. ISBN 9788852032967 *Richard Dawkins, ''L'arcobaleno della vita'', (''Unweaving The Rainbow. Science, delusion and the appetite for wonder''), traduzione di Laura Serra, I libri di Quark, Oscar Mondadori, 2002. ISBN 8804501510 *Richard Dawkins, ''L'orologiaio cieco'', traduzione di Libero Sosio, Rizzoli, Milano, 1989. *Richard Dawkins, ''L'orologiaio cieco'', traduzione di Libero Sosio, Mondadori, Milano, 2016. *Richard Dawkins, ''The god delusion'', 2006. *Richard Dawkins, ''A Devil's Chaplain: Reflections on Hope, Lies, Science, and Love'', Houghton Mifflin Harcourt, 2004. ISBN 9780618485390 *Richard Dawkins, ''Il racconto dell'antenato. La grande storia dell'evoluzione'',, Arnoldo Mondadori Editore, 2004, ISBN 9788804560005. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dawkins, Richard}} [[Categoria:Biologi britannici]] [[Categoria:Divulgatori scientifici britannici]] [[Categoria:Etologi britannici]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] ph9vlvfgvitzr0lehkyivdp3nio74qh Vladimir Nabokov 0 1734 1415573 1397041 2026-06-04T12:47:26Z Avemundi 6165 refuso 1415573 wikitext text/x-wiki [[File:Vladimir Nabokov 1973.jpg|thumb|Vladimir Nabokov nel 1973]] '''Vladimir Vladimirovič Nabokov''' (1899 – 1977), scrittore, saggista, critico letterario, entomologo, drammaturgo e poeta russo naturalizzato statunitense. ==Citazioni di Vladimir Vladimirovič Nabokov== *Certe persone – e io sono di quelle – odiano il lieto fine. Ci sentiamo truffati. Il fallimento è la norma.<ref name=pnin>Da ''Pnin''.</ref> *Ci troviamo di fronte a un interessante fenomeno: un eroe letterario che gradualmente perde contatto col libro che l'ha prodotto; che abbandona la patria, che abbandona lo scrittoio del suo autore per vagabondare nell'universo dopo aver vagabondato per la [[Spagna]]. In definitiva, don Chisciotte è più grande oggi di quanto lo fosse nel grembo di [[Miguel de Cervantes|Cervantes]]. Ha cavalcato per trecentocinquanta anni nelle giungle e nelle tundre del pensiero umano – guadagnando in vitalità e statura. Non ridiamo più di lui. Il suo blasone è la pietà, il suo vessillo la bellezza. L'unica cosa che conta è il suo essere gentile, generoso, puro, solitario e valoroso. La parodia è diventata pietra di paragone.<ref>Da ''Lezioni sul Don Chisciotte'', a cura di Fredson Bowers, traduzione di Edoardo Albinati, Garzanti, Milano, 1989, pp. 150-151. ISBN 88-11-59964-4</ref> *Il [[compiacimento]] è uno stato d'animo che è autentico solo se visto in retrospettiva: lo si deve infrangere prima di poterlo constatare.<ref>Da ''Lolita (sceneggiatura)'', traduzione di Ugo Tessitore, Bompiani, Milano, 1997, p. 24. ISBN 88-452-2602-6<!--citato in https://www.treccani.it/enciclopedia/testimonianze-lolita-dal-personaggio-del-romanzo-alla-sceneggiatura_(Enciclopedia-del-Cinema)/--></ref> *La [[disperazione]] umana di rado conduce alle grandi [[verità]].<ref name=pnin/> *La satira è una lezione, la parodia è un gioco.<ref name=intr>Da ''Intransigenze''.</ref> *Lo stile e la struttura sono l'essenza di un [[libro]]; le grandi idee sono risciacquatura di piatti.<ref>Citato in [[John Updike]], introduzione a Vladimir Nabokov, ''Lezioni di letteratura'', a cura di Fredson Bowers, traduzione di Franca Pece, Adelphi, Milano, 2025. ISBN 9788845988677</ref> :''Style and Structure are the essence of a book; great ideas are hogwash''.<ref>Da un'intervista a ''The Paris Review'', in Aa. Vv., ''Writers at Work'', quarta serie, a cura di George Plimpton, Viking, New York, 1976; citato in Margaret Miner, Hugh Rawson, ''The Oxford Dictionary of American Quotations'', Oxford University Press, 2006.</ref> *Mi sembra che nella scala delle misure universali vi sia un punto in cui s'incrociano l'una con l'altra l'immaginazione e la conoscenza, un punto dove si raggiunge il rimpicciolimento delle cose grandi e l'ingrandimento di quelle piccole: è il punto dell'arte.<ref name="sordi">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Non sono colpevole di imitare «la vita reale» più di quanto «la vita reale» sia responsabile di plagio nei miei confronti.<ref>Da ''Nota bibliografica a «Nabokov's Dozen»'' (1958), in ''Una bellezza russa e altri racconti'', a cura di Dmitri Nabokov e Anna Raffetto, traduzione di Dmitri Nabokov, Franca Pece, Anna Raffetto, Ugo Tessitore, Adelphi, 2015.</ref> *Penso come un [[Genialità|genio]], scrivo come un autore eminente e parlo come un bambino.<ref name=intr/> *Sapere che si ha qualcosa di bello da [[Lettura|leggere]] prima di coricarsi è una delle sensazioni più piacevoli della vita.<ref>Citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', agosto 1965.</ref> *Un pensiero, quando è scritto, è meno opprimente, benché si comporti talvolta come un tumore maligno: lo asporti, lo strappi via, e si sviluppa di nuovo peggio di prima.<ref name=sordi/> ==''Cose trasparenti''== *Quando noi ci concentriamo su un oggetto materiale, ovunque esso si trovi, il solo atto di prestare ad esso la nostra attenzione può farci sprofondare involontariamente nella sua storia. *E questa, io credo, è la cosa: non l'angoscia della morte fisica, ma gli incomparabili tormenti della misteriosa manovra mentale necessaria per passare da uno stato di esistenza ad un altro.<br />Bisogna andarci, vede figliolo, piano. ==''Fuoco pallido''== *''Lo [[Spazio (fisica)|spazio]] è uno sciame dentro gli occhi; e il [[tempo]] | un canto nelle orecchie.'' (vv. 215-216; p. 37) *''Pure, ''se'' in precedenza | questa [[vita]] ce la fossimo mai immaginata, | quale folle, ineffabile, stravagante, | mirabile nonsense ci sarebbe sembrata!'' (vv. 217-220; p. 38) *Nella [[Russia]] d'oggi {{NDR|del 1959}}, le idee sono blocchi rifilati a macchina e prodotti in colori uniformi; la sfumatura è dichiarata illegale, l'interstizio murato, la curva ridotta rozzamente a gradino. (p. 239) *Le [[somiglianze]] sono l'ombra delle [[differenze]]. (Shade; p. 261) *La [[solitudine]] è terreno di caccia di Satana. (2014) *La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la [[morte]] non potrebbe esserne una anche più grande. *''Un sillogismo: ''sono gli altri a morire; ma io | non sono un altro; quindi non morirò''.''<ref>Traduzione di Anna Raffetto, Adelphi, Milano, 2014, [https://books.google.it/books?id=p9NmAwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PP1&dq=&pg=PT20#v=onepage&q&f=false p. 20]. ISBN 9788845974083</ref> ==''Il dono''== ===[[Incipit]]=== In una giornata dal cielo coperto ma luminosa, qualche minuto prima delle 4 pomeridiane del 1° aprile 192... (un critico straniero ha fatto rilevare che molti romanzi, per esempio tutti quelli tedeschi, iniziano con una data, ma solo gli autori russi, in virtù dell'originale onestà della nostra letteratura, tacciono l'ultima cifra), all'altezza del n. 7 di Tannenbergstrasse, in un quartiere occidentale di Berlino, si fermò un furgone per traslochi molto lungo e molto giallo, aggiogato a un altrettanto giallo trattore affetto da ipertrofia delle ruote posteriori e con le forme impudicamente esposte.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===Citazioni=== *«A proposito di capolavori, oggi sul "Giornale" mi è capitata sotto gli occhi una poesia, ora non ricordo più il nome del peccatore: "Prendi, o mio Dio, tutto il mio odio". Verso blasfemo, oltre che di sublime volgarità».<br />«Ci sarebbe anche una variante canina: "Prendi, o Signore, tutti i miei ossi"...». *Ci sono [[aforisma|aforismi]] che, come gli aeroplani, stanno su solo quando sono in movimento. ==''La vera vita di Sebastiano Knight''== *D'un tratto, per qualche motivo imponderabile, mi sentii profondamente addolorato per lui e bramai di poter dire qualcosa di reale, qualcosa con ali e cuore, ma gli uccelli che desideravo, si posarono sul mio capo soltanto più tardi quando fui solo e non avevo più bisogno di parole. *Ella era entrata nella sua vita senza bussare alla porta, come chi penetra nella stanza sbagliata a causa della sua rassomiglianza con la propria. Era rimasta lì, dimenticandosi di uscire, lentamente abituandosi alle strane creature trovate lì dentro e trattandole cordialmente a dispetto delle loro sorprendenti fisionomie. *Ella non serbava memoria di suo padre; anche sua madre era morta, e il patrigno s'era risposato, cosicché il vago concetto di famiglia che quella coppia le suggeriva poteva paragonarsi al vecchio sofisma del coltello dal manico cambiato a cui viene cambiata la lama, benché certo lei non potesse aspettarsi di ritrovare e riunire le parti originali – o almeno questo aspetto dell'eternità. *Sono nato in un paese dove l'idea della libertà, il concetto di diritto, la consuetudine di umanità e gentilezza erano cose tenute in freddo dispregio e brutalmente proscritte. Di tanto in tanto, nel corso della storia, accadeva che un governo ipocrita dipingesse le pareti della nostra immensa prigione di bei colori e proclamasse la garanzia dei diritti, familiari in altre nazioni più felici della nostra; ma, o questi diritti venivano goduti esclusivamente dai carcerieri, o altrimenti contenevano qualche vizio occulto che li rendeva più amari delle grida della dichiarata tirannia... ogni uomo era uno schiavo o un sopraffattore; dato che l'anima e qualsiasi cosa con essa collegata non erano ammesse nell'uomo, le pene corporali erano considerate le sole atte a governare e guidare l'umana natura... Di tanto in tanto accadeva una cosa chiamata rivoluzione, che trasformava gli schiavi in sopraffattori e viceversa... Una fosca contrada, un luogo d'inferno, signori miei, e se vi è cosa di cui son certo è che per nulla al mondo cambierei la libertà del mio esilio per la bassa parodìa di patria... *Non essere sicuro di apprendere [[Storia|il passato]] dalle labbra del presente. Non fidarti neanche del mediatore più onesto. Ricorda che ciò che ti vien detto ha sempre un triplice aspetto: riceve una certa forma da chi racconta, è rimodellato da chi ascolta ed è occultato a entrambi dal morto di cui si narra la storia. *Questo stato di costante vigilanza era estremamente penoso non solo in se stesso, ma anche per i suoi diretti risultati. Ogni atto ordinario che dovevo compiere assumeva un aspetto così complicato, generava una tale moltitudine di associazioni di idee nella mia mente, e queste associazioni erano così subdole e oscure, così inutili in pratica, che o evitavo di muovermi o, se mi muovevo, combinavo un'ira di guai a causa del nervosismo. [...]Conoscendo gli alti e i bassi della mia consapevolezza, temevo di veder gente, di ferire la loro sensibilità o di rendermi ridicolo ai loro occhi. Ma gli stessi pregi o difetti che tanto mi tormentavano, se confrontati con quello che si chiama il lato pratico della vita, diventavano uno strumento di squisito godimento ogni qualvolta mi abbandonassi alla mia solitudine. *Era fornita di immaginazione -il muscolo dell'anima- [...] *Possedeva anche quell'autentico senso della bellezza che piú che una faccenda d'arte è una prontezza a discernere l'aureola intorno a un tegame o la rassomiglianza tra un salice piangente e uno skye terrier. *Non sapeva che farsene delle frasi bell'e fatte poiché le cose che aveva da dire erano di struttura eccezionale e d'altro canto egli sapeva che nessuna vera idea può esistere senza le parole create appositamente. Sicché (per usare una similitudine più calzante) il pensiero in apparenza ignudo domandava solo che gli abiti che indossava diventassero visibili, mentre le parole appiattite lontano non erano quei vuoti gusci che sembravano, ma aspettavano soltanto che il pensiero che già nascondevano dentro le riscaldasse e le mettesse in moto. *Ma una lingua è una cosa fisicamente viva da cui non ci si può sbarazzare così facilmente. * "Ho finito di creare un mondo." *[...] vorrei precisare che Caleidoscopio può essere gustato a pieno quando si è compreso che gli eroi del libro sono quelli che in parole povere possono chiamarsi "sistemi di composizione". Come se un pittore dicesse: Attenzione ora vi mostrerò non il quadro d'un paesaggio, ma il quadro delle diverse maniere di dipingere un paesaggio, e spero che la loro armoniosa fusione vi riveli il paesaggio come vorrei lo vedeste. * "Ma non riesci a vedere," egli bisbigliò, "non riesci a vedere che la felicità alla meglio non è altro che il buffone della sua stessa caducità?" *In realtà io credo che affidare al "sesso" una posizione importante nell'affrontare un problema umano, o peggio ancora, lasciare che l'"idea sessuale", se mai esista, pervada e "spieghi" tutto, è un grave errore di ragionamento. "Il frangente di un'onda non può spiegare l'intero mare, dalla sua luna al suo serpente; ma lo stagno in una conca di roccia e la immensa increspata via per il Catai sono acqua tutt'e due." *L'amore fisico non è che un'altra via per dire la stessa cosa e non una nota particolare che una volta udita echeggia in ogni altra regione dell'anima. *Ma essendo insoddisfatto delle cose in genere, può darsi che fosse insoddisfatto anche del suo romanzo d'amore. *La [[vita]] con te è stata un sogno- e quando dico un sogno, intendo colombi e gigli, e velluto, e quel roseo "V" nel mezzo e il modo che avevi di arricciare la lingua nel pronunciare quella lunga languida 'l. La nostra vita insieme era fatta di allitterazioni, e quando penso a tutte le piccole cose che morranno, ora che non possiamo più condividerle, mi sembra d'essere morto anch'io. E forse lo siamo. *Vedi, più aumentava la nostra felicità e piú nebbiosi diventavano i suoi contorni, come se il suo profilo si confondesse, ed ora si è dissolto del tutto. Non ho cessato di amarti; ma qualcosa è morto in me, e non riesco più a vederti nella nebbia... *Non c'è nulla di più vile di un poeta che batte la macchia. *Non posso far a meno di sentire che c'è qualcosa di essenzialmente errato nell'amore. Degli amici possono bisticciare e lasciarsi, anche delle vecchie e salde amicizie, ma non c'è mai questo spasimo, questo pathos, questa fatalità che avvinghia l'amore. L'amicizia non ha mai quest'aria di condanna. Perché, quale ne è la causa? Non ho cessato di amarti, ma poiché non posso continuare a baciare la tua seria cara faccia, dobbiamo separarci, dobbiamo separarci. Perché ciò? Cos'è questa misteriosa esclusività? Si possono avere migliaia di amici, ma soltanto un'amata. Gli harem sono un'altra cosa: sto parlando di danza e non di ginnastica. O ci si può immaginare un terribile turco che ami tutte le sue quattrocento mogli come io amo te? Se avessi detto "due" avrei cominciato a contare e non si finirebbe più. C'è un solo numero vero:Uno. E l'amore, in apparenza, è il migliore esponente di questa unicità. *Sarebbe grottesco s'io cercassi di persuaderti che tu fosti il puro amore, e che quest'altra passione non sia che una commedia della carne. Tutto è carne e tutto è purezza. Ma una cosa è certa: sono stato felice con te ed ora sono infelice con un'altra. *Dimenticami ora, ma ricordami poi, quando l'amaro si sarà sciolto. *Le [[lettera d'amore|lettere d'amore]] vanno sempre bruciate. Il passato è un ottimo combustibile. *[...] le disse sprezzantemente che lei era frivola e vana, e allora la baciò per assicurarsi che non fosse una statua di [[porcellana]]. Be', non lo era mica. Ed allora egli s'accorse di non poter vivere senza di lei, e lei s'accorse di averne abbastanza di sentirlo parlare dei suoi sogni, e dei sogni nei suoi sogni, e dei sogni nei sogni dei suoi sogni. *E come il significato di tutte le cose irraggia dalla forma, molte idee ed eventi che erano parsi della massima importanza degenerarono non a cose insignificanti, poiché nulla può essere ora insignificante, ma allo stesso livello che altre idee ed eventi, un tempo destituiti d'importanza, hanno ora raggiunto. ==''Lezioni di letteratura''== *[...] i grandi [[romanzi]] sono grandi fiabe [...]. (p. 32) *Un buon lettore, un grande [[lettore]], un lettore attivo e creativo è un «rilettore». (p. 33) *La [[letteratura]] non è nata il giorno in cui un ragazzo, gridando al lupo al lupo, uscì di corsa dalla valle di Neanderthal con un gran lupo grigio alle calcagna: è nata il giorno in cui un ragazzo arrivò gridando al lupo al lupo, e non c'erano lupi dietro di lui. Non ha molta importanza che il poverino, per aver mentito troppo spesso, sia stato alla fine divorato da un lupo. L'importante è che tra il lupo del grande prato e il lupo della grande frottola c'è un magico intermediario: questo intermediario, questo prisma, è l'arte della letteratura. (p. 35) *La ragazza Emma Bovary non è mai esistita: il libro ''[[Madame Bovary]]'' esisterà per tutti i secoli dei secoli. Un libro vive più a lungo di una ragazza. (p. 167) *C'è in questo libro {{NDR|''[[Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde]]''}} un delizioso sapore di vino; in effetti nel corso del racconto si beve una notevole quantità di vino vecchio e pastoso; si ricorderà quello che sorseggia così confortevolmente Utterson. Queste spumeggianti e confortanti sorsate sono molto diverse dai gelidi spasimi provocati dal camaleontico intruglio, dal magico reagente che Jekyll distilla nel suo polveroso laboratorio. Tutto viene espresso in modo estremamente stuzzicante. Gabriel John Utterson di Gaunt Street proferisce le sue parole con grande sonorità; c'è un sapore stuzzicante nella fredda mattina londinese e c'è persino una certa ricchezza di tono nella descrizione delle orribili sensazioni patite da Jekyll durante le sue ''hydizzazioni''. Stevenson doveva puntare moltissimo sullo stile, per risolvere i due maggiori problemi che gli si presentavano: 1. fare della pozione magica una droga plausibile, basata su ingredienti chimici e 2. dare credibilità al lato cattivo di Jekyll prima e dopo la ''hydizzazione''. (p. 226) ==''Lezioni di letteratura russa''== ===[[Incipit]]=== La «[[letteratura russa]]», come concetto, come idea immediata, nella mente dei non russi si limita generalmente alla consapevolezza del fatto che la [[Russia]], tra la metà dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento, ha prodotto una mezza dozzina di grandi maestri della prosa. Per i lettori russi questo concetto è più ampio, in quanto comprende, oltre ai romanzieri, un certo numero di poeti non traducibili; tuttavia, il pensiero degli indigeni continua a convergere sulla splendente costellazione del XIX secolo. In altre parole, «letteratura russa» è un evento recente. È anche un evento limitato, e lo straniero tende a considerarlo come qualcosa di compiuto, qualcosa di irrimediabilmente finito. Ciò si deve in gran parte allo squallore della letteratura tipicamente provinciale prodotta negli ultimi quattro decenni sotto il [[Unione Sovietica|dominio sovietico]]. <!--(Scrittori, censori e lettori russi , p. 23)--> ===Citazioni=== *{{NDR|[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Puškin]]}} La burocrazia, con lo zar [[Nicola I di Russia|Nicola]] in testa, era furiosamente irritata da quest'uomo, che anziché comportarsi da buon servitore dello Stato nei ranghi dell'amministrazione ed esaltare le virtù convenzionali nei suoi scritti (se proprio doveva scrivere), componeva versi estremamente arroganti e estremamente indipendenti e estremamente perfidi che palesavano una pericolosa libertà di pensiero nella novità della versificazione, nell'audacia della fantasia sensuale e nella tendenza a prendersi gioco di tiranni grandi e piccoli. La Chiesa deplorava la sua frivolezza. I funzionari di polizia, gli alti burocrati e i critici al soldo del governo lo definivano un verseggiatore superficiale; e poiché si rifiutava di servirsi della penna per copiare noiosi documenti in un ufficio governativo, Puškin, uno dei più colti europei del suo tempo, veniva tacciato di ignorante dal conte Thingamabob e di tonto dal generale Donnerwetter. I metodi usati dallo Stato per soffocare il genio di Puškin furono la condanna all'esilio, la censura feroce, le vessazioni continue, gli ammonimenti paterni e infine un atteggiamento favorevole a quelle canaglie che alla fine indussero Puškin a battersi in duello mortale con uno spregevole avventuriero venuto dalla Francia monarchica. (Scrittori, censori e lettori russi, p. 28) *[[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Gogol']] era una strana creatura, ma il genio è sempre strano; è soltanto il sano scrittore di second'ordine che appare al grato lettore un amico vecchio e saggio, che sviluppa con garbo le idee sulla vita del lettore stesso. La grande letteratura sfiora l'irrazionale. ''Amleto'' è il sogno sfrenato di un intellettuale nevrotico. ''Il cappotto'' di Gogol' è un incubo grottesco e sinistro che scava buchi neri nello scialbo tessuto della vita. Il lettore superficiale vedrà in questo racconto soltanto gli scherzi pesanti di uno stravagante buffone; il lettore solenne darà per scontato che l'intenzione principale di Gogol' fosse di denunciare gli orrori della burocrazia russa. Ma né la persona che vuol farsi una bella risata, né quella ansiosa di libri «che facciano pensare» potrà mai capire di che cosa si occupa in realtà ''Il cappotto''. Datemi il lettore creativo: questo è un racconto per lui. (Nikolaj Gogol', p. 80) *[...] [[Ivan Sergeevič Turgenev|Turgenev]], come quasi tutti gli scrittori del suo tempo, è sempre troppo esplicito e non lascia niente all'intuizione del lettore; prima allude e poi spiega pesantemente a che si riferiva questa allusione. Gli elaborati epiloghi dei suoi romanzi e dei suoi racconti lunghi sono penosamente artificiosi, poiché l'autore fa il possibile per soddisfare appieno la curiosità del lettore sui destini dei vari personaggi in modi che sarebbe difficile definire artistici.<br>Insomma non è un grande scrittore, ma è uno scrittore piacevole. (Ivan Turgenev, p. 95) *Turgenev, [[Maksim Gor'kij|Gor'kij]] e [[Anton Čechov|Čechov]] sono particolarmente famosi fuori della Russia. Ma non esiste tra loro un legame naturale. Si può tuttavia dire che il peggio di Turgenev trovò un'espressione compiuta nelle opere di Gor'kij e che il meglio di Turgenev (la visione del paesaggio russo) fu splendidamente sviluppato da Čechov. (Ivan Turgenev, p. 95) *Oltre a essere bravo a descrivere la natura, Turgenev era eccellente nel dipingere vignette colorate, che ci ricordano quelle esposte nei country club inglesi: pensate, per esempio, ai ritratti che Turgenev amava darci dei dandy e dei ''lions'' russi degli anni 1860 e 1870 [...]. (Ivan Turgenev, p. 97) *La mia posizione di fronte a [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]] è curiosa e difficile. In tutti i miei corsi, affronto la letteratura dal solo punto di vista che me la fa apparire interessante – cioè da quello dell'arte duratura e del genio individuale. Da questo punto di vista Dostoevskij non è un grande scrittore, ma è piuttosto mediocre – con lampi di eccellente umorismo, ma, ahimè, con distese di banalità letterarie tra l'uno e l'altro. (Fëdor Dostoevskij, p. 125) *Alla luce dell'evoluzione storica della sua visione artistica, Dostoevskij è un fenomeno molto affascinante. Se esaminate con attenzione una qualunque delle sue opere, per esempio ''[[I fratelli Karamazov]]'', noterete che in esse mancano praticamente sia lo sfondo naturale sia tutto ciò che ha a che fare con la percezione sensoriale. Quel tanto di paesaggio che c'è è un paesaggio d'idee, un paesaggio morale. Nella sua opera non esistono le condizioni del tempo e non ha molta importanza come è vestita la gente. Dostoevskij definisce i suoi personaggi attraverso le situazioni, i problemi etici, le reazioni psicologiche, le fluttuazioni interiori. Una volta descritto l'aspetto di un personaggio, usa la vecchia tecnica di non far più riferimento alle sue specifiche caratteristiche fisiche nelle scene in cui compare. Non è così che si comporta un artista, un Tolstoj, per esempio, che il suo personaggio lo vede mentalmente in continuazione e sa esattamente quale gesto specifico farà in questa o quella occasione. (Fëdor Dostoevskij, p. 133) *Si direbbe che {{NDR|Dostoevskij}} fosse stato scelto dal destino della letteratura russa per diventare il più grande [[drammaturgo]] nazionale, ma che imboccò una strada sbagliata e si mise a scrivere romanzi. Un romanzo come ''I fratelli Karamazov'' mi è sempre parso una commedia molto molto lunga, con quel tanto di arredamento e di altri attrezzi di cui ha bisogno un attore: un tavolino tondo con l'impronta umida e tonda di un bicchiere, una finestra dipinta di giallo per dar l'impressione che fuori splenda il sole o un cespuglio frettolosamente portato e posato lì da un servo di scena. (Fëdor Dostoevskij, p. 133) *Dostoevskij aveva un talento meraviglioso per mescolare la commedia alla tragedia; lo si potrebbe definire uno straordinario umorista, di un umorismo sempre al limite dell'isteria, con personaggi che si feriscono a vicenda in un furioso scambio d'insulti. (p. 152) *[[Lev Tolstoj|Tolstoj]] è il più grande scrittore russo di opere narrative in prosa. Lasciando da parte i suoi precursori, Puškin e Lermontov, possiamo elencare i più grandi prosatori russi in questo ordine: primo, Tolstoj; secondo Gogol'; terzo Cechov; quarto Turgenev. È un po' come classificare i temi degli studenti, e sicuramente Dostoevskij e Saltykov stanno aspettando davanti alla porta del mio studio per chiedermi ragione dei loro bassi voti. (Lev Tolstoj, p. 169) *Il conte Leone (in russo Lev) Tolstoj (1828-1910) era un uomo vigoroso con un'anima irrequieta, dilaniato per tutta la vita tra la sensualità del suo temperamento e l'ipersensibilità della sua coscienza. I suoi appetiti lo portavano continuamente ad allontanarsi dalla quieta strada di campagna che l'asceta che era in lui desiderava seguire con lo stesso ardore con cui il libertino, anch'esso in lui, desiderava i piaceri urbani della carne. (Lev Tolstoj, pp. 169-170) *Quando leggete [[Turgenev]], sapete che state leggendo Turgenev. Quando leggete [[Tolstoj]], lo leggete perché non potete smettere. (Anna Karenina, nota p. 169) *Personalmente [[Anton Čechov|Čechov]] non aderì mai a un movimento politico, e non perché fosse indifferente alla sorte della gente comune sotto il vecchio regime, ma perché sentiva che l'attività politica non era la sua strada; era anche lui al servizio della propria gente, ma in una maniera diversa. Credeva che la prima cosa necessaria fosse la giustizia, e per tutta la vita levò la voce contro ogni sorta di ingiustizia; ma lo fece come scrittore. Cechov era anzitutto un individualista e un artista. Non era quindi di quelli che aderiscono facilmente a un partito; la sua protesta contro l'ingiustizia e la brutalità del mondo la esprimeva in una maniera personale. (Anton Čechov, p. 279) *L'idea che sta alla base dei personaggi cechoviani, buoni o cattivi, sembra essere che, finché le masse russe non saranno arrivate a una vera cultura morale e spirituale nonché a una piena salute fisica, gli sforzi degli intellettuali più nobili e meglio intenzionati che costruiscono ponti e scuole mentre sopravvivono le mescite di vodka non approderanno a niente. La sua conclusione è che la pura arte, la pura scienza, la pura erudizione, non avendo contatti diretti con le masse, risulteranno alla lunga più efficaci dei goffi e confusi tentativi dei benefattori. È da notare che anche Čechov era un intellettuale russo del tipo cechoviano. (Anton Čechov, p. 285) *Nessuno scrittore ha creato con meno enfasi personaggi patetici come quelli di Čechov, personaggi che si possono spesso riassumere citando una frase del suo racconto ''Sul carro'': «"E incomprensibile", ella pensava, "perché Dio accordi la bellezza e questa affabilità, questi occhi malinconici a uomini deboli, disgraziati, inutili, e perché essi piacciano tanto"». (Anton Čechov, pp. 285-286) *Dopo la [[Rivoluzione d'ottobre|Rivoluzione bolscevica]] dell'autunno 1917, [[Maksim Gor'kij|Gor'kij]] godette della grande stima di [[Lenin]] e di altri capi [[Bolscevismo|bolscevichi]]. Divenne anche la massima autorità in fatto di letteratura. Ne fece uso con modestia e con moderazione, rendendosi conto che su molte questioni la sua scarsa istruzione non gli permetteva di esprimere un solido giudizio. Si valse anche ripetutamente delle proprie amicizie per intercedere a favore di persone perseguitate dal nuovo governo. (Maksim Gor'kij; p. 343) *Come artista creativo, Gor'kij non ha molta importanza. Ma come pittoresco fenomeno nella struttura sociale della Russia, non è privo d'interesse. (Maksim Gor'kij; p. 343) *Tre specie di mali si possono riconoscere nello strano mondo della [[Traduzione|trasmigrazione verbale]]. Il primo, e il minore, consiste di ovvi errori dovuti a ignoranza o a conoscenza mal applicata. È pura fragilità umana e, come tale, scusabile. Il passo successivo verso l'inferno lo fa quel traduttore che salta parole o brani che non vuol prendersi la briga di capire o che potrebbero sembrare oscuri o osceni a lettori confusamente immaginati: accetta senza rimorsi lo sguardo assente che gli rivolge il dizionario; o subordina l'erudizione al perbenismo: è pronto a saperne meno dell'autore come a credere di saperne di più. Il terzo, e il peggiore, livello di turpitudine si raggiunge quando un capolavoro viene spianato e appiattito in una forma tale, spregevolmente abbellito in un modo tale, da conformarsi alle idee e ai preconcetti di un determinato pubblico. Questo è un delitto, che dovrebbe essere punito mettendo in ceppi il reo, come si faceva coi plagiari ai tempi delle scarpe con la fibbia. (L'arte della traduzione, p. 355) ==''Lolita''== ===[[Incipit]]=== ====Oddera==== Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, al terzo, contro i denti. Lo-li-ta. Era Lo, null'altro che Lo, al mattino, diritta nella sua statura di un metro e cinquantotto, con un calzino soltanto. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti. Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita. ====Arborio Mella==== Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.<br />Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. ===Citazioni=== *Una sua simile l'aveva preceduta? Ah sì, certo che sì! E in verità non ci sarebbe stata forse nessuna Lolita se un'estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla. Oh, quando? Tanti anni prima della nascita di Lolita quanti erano quelli che avevo io quell'estate. Potete sempre contare su un assassino per una prosa ornata.<br>Signori della giuria, il reperto numero uno è ciò che invidiarono i serafini, i male informati, ingenui serafini dalle nobili ali. Guardate questo intrico di spine. (1993, p. 17) *Alzai gli occhi dalla lettera e feci per... Nessuna Lo in vista. Mentre ero assorto nella stregoneria di Mona, Lo aveva fatto spallucce ed era svanita. «Ha notato per caso...» chiesi a un gobbo che spazzava il pavimento vicino all'ingresso. Disse di sì, il vecchio satiro. Gli pareva che Lo avesse visto un'amica e fosse corsa fuori. Corsi fuori a mia volta. Io mi fermai – lei non lo aveva fatto. Corsi un altro po'. Mi fermai di nuovo. Era successo, infine. Se n'era andata per sempre. (1993, pp. 279–280) *Ecco qualcosa che composi durante il mio ritiro:<br />''Ricercata: Dolores Haze. Non è più qui. | Labbra scarlatte. Capigliatura bruna. | Età: cinquemilatrecento dì. | Professione: «stellina» o nessuna.'' (1993, p. 319) *Nei suoi slavati occhi grigi, stranamente occhialuti, il nostro povero romanzo d'amore fu riflesso, ponderato e scartato come una festa noiosa, come un picnic sotto la pioggia a cui abbiano partecipato solo i più barbosi scocciatori, come un compito monotono, come un pezzetto di fango rinsecchito che inzaccherasse la sua infanzia. (1993, p. 339) *Da qualche parte, dietro la baracca di Bill, una radio accesa dopo il lavoro aveva cominciato a cantare di fato e di follia, e lei era lì, con la sua bellezza distrutta, le mani strette e le vene in rilievo, da adulta, e le braccia bianche con la pelle d'oca, e le orecchie appena concave, e le ascelle non rasate, era lì (la mia Lolita!), irrimediabilmente logora a diciassette anni, con quel bambino che già sognava, dentro di lei, di diventare un pezzo grosso e di andare in pensione intorno al 2020 – e la guardai, la guardai, e seppi con chiarezza, come so di dover morire, che l'amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi sperato in un altro mondo. Di lei restava soltanto il fievole odor di viole, l'eco di foglia morta della ninfetta sulla quale mi ero rotolato un tempo, con grida così forti; un'eco sull'orlo di un precipizio fulvo, con un bosco lontano sotto il cielo bianco, e foglie marrone che soffocano il ruscello, e un solo ultimo grillo fra le erbacce secche... ma grazie a Dio io non veneravo soltanto quell'eco. Ciò che solevo vezzeggiare fra i tralci intricati del mio cuore, ''mon grand péché radieux'', si era ridotto alla propria essenza; il vizio sterile ed egoista, quello lo cancellai e lo maledissi. Potete anche schernirmi e minacciare di far sgombrare l'aula, ma finché non sarò imbavagliato e mezzo strangolato urlerò la mia povera verità. Insisto perché il mondo sappia quanto amavo la mia Lolita, quella Lolita, pallida e contaminata, gravida del figlio di un altro, ma sempre con gli occhi grigi, sempre con le sopracciglia fuligginose, sempre castano e mandorla, sempre Carmencita, sempre mia; ''Changeons de vie, ma Carmen, allons vivre quelque part où nous ne serons jamais séparés''; Ohio? Le plaghe desolate del Massachusetts? Non importa, anche se quei suoi occhi si fossero sbiaditi come quelli di un pesce miope, e i suoi capezzoli si fossero gonfiati e screpolati, e il suo adorabile, giovane delta vellutato e soave si fosse corrotto e lacerato... anche così sarei impazzito di tenerezza alla sola vista del tuo caro viso esangue, al solo suono della tua giovane voce rauca, Lolita mia. (1993, pp. 345–346) *«No,» dissi «non hai capito niente. Voglio che tu lasci il tuo occasionale Dick, e questa topaia orrenda, e che venga a vivere con me, e a morire con me, e tutto con me». (1993, p. 347) *Ciò che udivo era soltanto la melodia dei bambini che giocavano, soltanto quello, e l'aria era così limpida che in mezzo a quel vapore di voci mescolate, maestose e minute, remote e magicamente vicine, schiette e divinamente enigmatiche, si poteva udire di tanto in tanto, come liberato, uno zampillo quasi articolato di vivide risa, o il colpo di una mazza, o lo sferragliare di un camion giocattolo, ma era tutto troppo lontano dagli occhi perché si potesse distinguere un movimento nelle strade appena tratteggiate. Rimasi ad ascoltare quella vibrazione musicale dall'alto del mio dirupo, quegli sprazzi di grida isolate che avevano per sottofondo una sorta di schivo mormorio, e allora capii che la cosa disperatamente straziante non era l'assenza di Lolita dal mio fianco, ma l'assenza della sua voce da quel concerto di suoni.<br>Questa, dunque, è la mia storia. L'ho riletta. C'è rimasto attaccato qualche brandello di midollo, e sangue, e mosche bellissime d'un verde brillante. A questa o quella delle sue svolte sento che il mio essere vischioso mi sfugge, scivola in acque troppo profonde e troppo oscure perché io possa sondarle. (1993, p. 382) *Venerdì. Mi chiedo che cosa direbbero i miei editori accademici se citassi nel mio testo «''la vermeillette fente''» di Ronsard, o «''un petit mont feutré de momse délicate, tracé sur le milieu d'un fillet escarlatte''» di Remy Belleau, e così via. Se resto ancora in questa casa avrò probabilmente un altro esaurimento nervoso – lo sforzo di questa tentazione intollerabile accanto al mio tesoro... mio tesoro... mia vita e mia sposa. Chissà se madre natura l'ha già iniziata al Mistero del Menarca? Senso di gonfiore. È arrivato il marchese. Le cose. Piove in casa. «Il signor Utero (cito da una rivista per ragazzine) comincia a costruire una parete spessa e soffice, nell'eventualità che debba fare da culla a un bambino». Il minuscolo pazzo nella cella imbottita. (2012) *Sono abbastanza orgoglioso di saper qualcosa da poter ammettere modestamente di non saper tutto. (2012) *Il mio trastullo ormai son solo le [[parole]]! (2012) *Io muoio, se tu mi tocchi. (2012) *La polvere correva e si contorceva sulla precisa lastra di pietra dove, quando avevano sollevato il plaid, mi si era rivelata Charlotte, raggomitolata, gli occhi intatti, le ciglia nere ancora umide e appiccicate, come le tue, Lolita. (2012) *Che invidia avrebbe provato quel tizio libidinoso, chiunque fosse, se avesse saputo che ogni mio nervo era ancora cinto e consacrato della sensazione del suo corpo– il corpo di un demone immortale vestito da bambina. (2012) *Era davvero speciale, quella sensazione: un disagio atroce e opprimente, come se fossi a tavola col piccolo fantasma di una persona che avevo appena ucciso. (2012) *Era innamorata di mio padre, e lui ne aveva spensieratamente approfittato in un giorno di pioggia, per poi dimenticarsene al primo raggio di sole. (2012) *Spinsi, spinsi, tirai ed entrai. (2012) *Finis, amici miei. Finis, demoni miei. (2012) *Il mio dolce amore americano, morto ed immortale. (2012) *Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista. (2012) *Tra i limiti d'età di nove e quattordici anni non mancano le vergini che a certi ammaliati viaggiatori, i quali hanno due volte o parecchie volte il loro numero di anni, rivelano la propria reale natura: una natura non umana, ma di [[ninfa (mitologia)|ninfa]] (vale a dire, demoniaca). Orbene, io propongo di chiamare "ninfette" queste creature eccezionali. (1966) *So anche che lo choc della morte di Annabelle consolidò la frustrazione di quell'estate da incubo, ne fece un ostacolo permanente frapposto ad ogni nuova avventura sentimentale nel corso dei gelidi anni della mia giovinezza. L'elemento spirituale e l'elemento fisico si erano fusi in noi con una perfezione che deve riuscire incomprensibile ai giovani d'oggi, così positivi e rozzi, la cui intelligenza è così standardizzata. Molto tempo dopo la morte di Annabelle, continuai a sentire i suoi pensieri insinuarsi nei miei. Molto tempo prima di esserci conosciuti, avevamo fatto gli stessi sogni. Raffrontavamo i nostri ricordi e vi trovavamo singolari affinità. Nello stesso mese di giugno dello stesso anno (il 1919), un canarino sperduto era volato nella casa di lei e nella mia, in due Paesi molto lontani. Oh, Lolita, se ''anche tu'' mi avessi amato così! (1966) *E dopo non molto guidavo nella [[Pioggia|pioggerellina]] del giorno morente, coi tergicristalli in piena azione ma incapaci di tener testa alle mie lacrime. *Oggi mi sorprendo a pensare che il nostro lungo viaggio abbia solo sfregiato con una linea di fango la magnifica, enorme terra che per noi era solo un insieme di cartine con le orecchie, guide strampalate, pneumatici consunti e i suoi singhiozzi nella notte – ogni notte. – appena io fingevo il sonno. *Cercava le parole. Gliele fornii mentalmente. ("Lui mi ha spezzato il cuore, tu hai solo spezzato la mia vita"). *Ahimè. Fui incapace di trascendere il semplice fatto umano che qualunque conforto spirituale potessi trovare, qualunque litofanica eternità fosse stata preparata per me, nulla avrebbe potuto far dimenticare alla mia Lolita l'immonda [[lussuria]] che io le avevo inflitto. ===[[Explicit]]=== ====Arborio Mella==== Così, nessuno di noi due sarà vivo quando il lettore aprirà questo libro. Ma mentre il sangue pulsa ancora nella mano che uso per scrivere, tu sei parte della benedetta materia quanto lo sono io, e posso ancora parlarti da qui all'Alaska. Sii fedele al tuo Dick. Non lasciarti toccare dagli altri. Non parlare con gli sconosciuti. Spero che vorrai bene al tuo bambino. Spero che sarà un maschio. Spero che quel tuo marito ti tratti sempre bene, altrimenti il mio spettro si avventerà su di lui come fumo nero, come un gigante forsennato, e lo dilanierà nervo per nervo. E non ti commuovere per la morte di C.Q. Si doveva scegliere tra lui e H.H., e si doveva lasciar esistere H.H. per un altro paio di mesi almeno, in modo che egli potesse farti vivere nella coscienza delle generazioni successive. Penso agli uri e agli angeli, al segreto dei pigmenti duraturi, ai sonetti profetici, al rifugio dell'arte. E questa è la sola immortalità che tu e io possiamo condividere, mia Lolita. ===Citazioni su ''Lolita''=== *Dopo trentasei anni, rileggo ''Lolita'' [...] Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma ''Lolita'' ha, come allora, un'abbagliante grandezza. Che respiro. Che forza romazesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano. Come accade sempre ai grandi libri, ''Lolita'' si è spostato nel mio ricordo. Non mi ero accorto che possedesse una così straordinaria suggestione mitica. ([[Pietro Citati]]) *Dovrebbe essere raccontato a uno psicanalista, e probabilmente è stato fatto, ed è stato trasformato in un romanzo che contiene alcuni passi di bella scrittura, ma eccessivamente nauseante… Raccomando di seppellirlo per mille anni. (Rapporto di lettura su, ''Lolita'', 1955)<ref>Citato in ''Storia della bruttezza'', a cura di [[Umberto Eco]], Bompiani, Milano, p. 393. ISBN 978-88-452-7389-6</ref> *Lo scandalo di Lolita in realtà precede l’uscita del libro stesso. Nabokov non riusciva a pubblicarlo. Era già un romanziere affermato, anche se non aveva mai ottenuto le tirature che avrebbe fatto con Lolita, ma fu costretto a pubblicare il libro con una casa editrice abbastanza equivoca, che giocava appunto sulla possibile lettura morbosa del romanzo. ([[Stefano Bartezzaghi]]) *Lolita è, in gran parte del romanzo, un mistero. È come la lepre che fugge dietro al branco che la insegue. Noi lettori non riusciamo mai a catturarla davvero. È un personaggio ambiguo, enigmatico, proprio nella sua apparente sfrontatezza, le bugie che dice alla madre e poi il rapporto di sotterfugi che usa, prima per avvicinarsi ad Humbert Humbert, e poi per allontanarsene. Trame complicate di bugie che non vengono mai rivelate compiutamente al lettore. C’è uno scioglimento, quando Lolita lascia Humbert Humbert e insegue questo suo misterioso ammiratore e lì molte cose si viene a saperle, ma sembra attraverso gli occhi di Humbert Humbert e la possibilità che lui si sia ingannato. ([[Stefano Bartezzaghi]]) *Lolita non compare con il nome da sposata fino alla pagina 266 del libro (a pochi capitoli dalla fine): non è previsto che chi legga il libro distrattamente per la prima volta si ricordi del suo inatteso necrologio a pagina due. Qualsiasi altro scrittore avrebbe scommesso alla pari, utilizzando un' espressione del tipo "La Signora Richard F. ' Dolly' Schiller". Ma non Nabokov. Qualcosa gli fece intuire che Lolita sarebbe stato riletto e ri-riletto. ([[Martin Amis]]) *Se c'è un libro che più di tutti ha portato, come dire, all'estrema conseguenza la giocosità della letteratura, la determinazione di uno scrittore a ingannare il lettore, be', io credo che quel libro sia proprio Lolita. ([[Alessandro Piperno]]) ==''Ada o ardore''== ===[[Incipit]]=== "Tutte le famiglie felici sono più o meno dissimili; tutte quelle infelici sono più o meno simili" dice un grande scrittore russo all'inizio di un romanzo famoso (''Anna Arkadievic Karenina'', trasfigurato in inglese da R. G. Stonelower, Mount Tabor Ltd., 1880). Questa asserzione ha scarsi rapporti, o nessuno, con il racconto che sta per seguire, una cronaca familiare, la prima parte della quale è, forse, più vicina a un'altra opera di Tolstoj, ''Diestvo i Otrocestvo'' (''Infanzia e patria'', Pontius Press, 1858). ===Citazioni=== *Durante la sua prima vacanza estiva, Van lavorò alle dipendenze di Tjomkin nella famosa clinica Chose, a una dissertazione ambiziosa che non completò mai: ''Terra: Realtà eremitica o sogno collettivo?'' Intervistò numerosi nevrotici, tra i quali v'erano artisti di varietà e letterati, e per lo meno re cosmologi intellettualmente lucidi, ma spiritualmente "smarriti", i quali o erano in collusione telepatica (non si erano mai incontrati e non sapevano nemmeno della reciproca esistenza) oppure avevano scoperto, nessuno sapeva come o dove, per mezzo, forse, di "ondule" proibite di qualche specie, un mondo verde ruotante nello spazio e spostantesi a spirale nel tempo, che in termini di materia-e-spirito era come il nostro e che essi descrivevano con gli stessi specifici particolari con cui tre persone intente a guardare da tre finestre diverse avrebbero descritto una sfilata carnevalesca nella stessa strada. (Parte I, cap. XXX, p. 206) ==''Nikolaj Gogol'''== ===[[Incipit]]=== [[Nikolaj Vasil'evič Gogol'|Nikolaj Gogol']], poeta in prosa singolarissimo tra quanti ne siano mai comparsi in Russia, morì a Mosca la mattina del giovedì quattro marzo milleottocentocinquantadue, poco prima delle otto. Aveva quasi quarantatré anni: un'età che, nel suo caso, può dirsi discretamente matura, avuta presente l'assurda brevità di vita che toccò in genere agli altri grandi russi appartenenti alla sua stessa, miracolosa, generazione di scrittori. ===Citazioni=== *[[Vasilij Andreevič Žukovskij|Žukovskij]], splendido traduttore, le cui versioni delle poesie di Seidlitz e [[Friedrich Schiller|Schiller]] superano gli originali, e poeta minore fra i più grandi che siano mai esistiti (p. 36) * Per il mio gusto, non c'è niente di più monotono e fastidioso del folclore romantico o delle gioviali storielle su boscaioli o su uomini dello Yorkshire, o su paesani francesi, o sui bravi compagni ucraini. Per questo motivo, i due volumi delle ''Veglie'', come i due della raccolta di racconti intitolata ''[[Nikolaj_Vasil'evič_Gogol'#Mirgorod|Mirgorod]]'' e comprendente, tra l'altro, ''Vij'', ''[[Nikolaj_Vasil'evič_Gogol'#Taras_Bul'ba|Taras Bulba]]'', ''Possidenti di antico stampo'', che seguirono nel 1835, mi lasciano del tutto indifferente. Tuttavia, questo era il genere di racconti, opere giovanili del falso umorista Gogol', che i maestri delle scuole costringevano i ragazzi a mandar giù. Il vero Gogol' s'intravvede oscuramente negli ineguali ''Arabeschi'' (comprendenti ''La Prospettiva Nevskij'', ''Diario di un pazzo'' e ''Il ritratto''), e vien fuori in piena luce con ''[[Nikolaj_Vasil'evič_Gogol'#L'ispettore_generale|L'ispettore generale]]'', ''[[Nikolaj_Vasil'evič_Gogol'#Il_cappotto|Il cappotto]]'' e ''[[Le anime morte]]''. (p. 39) * Strana questa morbosa soddisfazione che ricaviamo dal fatto (generalmente falso e sempre irrilevante) che un'opera d'arte si possa far risalire a una «storia vera». (pp. 49-50) * Il lavoro di Gogol' {{NDR|''L'Ispettore generale''}} è poesia in atto, e dicendo poesia intendo i misteri dell'irrazionale percepiti attraverso parole razionali. La vera poesia di tale specie suscita — non il riso, non le lacrime — bensì un sorriso gioioso di contentezza, una soddisfazione che gli fa far le fusa — e può essere orgoglioso di sé a buon diritto lo scrittore che riesce a soddisfare e far sorridere così i suoi lettori, o alcuni di essi. (pp. 64-65) * In molte lingue, le vecchie traduzioni delle ''Anime morte'' non valgono assolutamente niente, e dovrebbero essere eliminate dalle biblioteche pubbliche e universitarie. (p. 73) * Il pošlust’ impersonato da Čičikov è uno degli attributi principali del diavolo, nella cui esistenza, ci sia lecito aggiungere, Gogol' credeva molto più seriamente che in quella di Dio. (p. 85) * Roma e Russia formavano nell'irreale mondo di Gogol' un insieme molto profondo. A lui [[Roma]] offriva un incantesimo fisico che il nord gli negava. I fiori dell'Italia (dei quali disse «Io rispetto i fiori cresciuti spontaneamente su di una tomba») gli facevano desiderare violentemente di essere un Naso: perdere qualsiasi altra parte del corpo, gli occhi, le braccia, le gambe, ed essere solo un enorme Naso (p. 134) * In Russia, l'opinione pubblica era essenzialmente democratica (con una profonda ammirazione per l'America, sia detto per inciso). Non ci fu zar capace di spezzare questa spina dorsale: solo molto più tardi doveva riuscirci, forse, il regime sovietico. (p. 138) * Così, per riassumere, il racconto {{NDR|''Il cappotto''}} procede in questo modo: borbottio, borbottio, onda lirica, borbottio, onda lirica, borbottio, onda lirica, borbottio, crescendo fantastico, borbottio, borbottio, e rientro nel caos da cui tutti erano derivati. A questo livello d'arte altissimo, la letteratura naturalmente non si preoccupa di compassionare l'oppresso o di maledire l'oppressore. Si richiama a quella profondità segreta dell'anima umana in cui passano le ombre d'altri mondi come ombre di navi silenziose e senza nome. (p. 160) * Mentre tentavo di far capire il mio atteggiamento nei confronti della sua arte, non ho esibito alcuna prova della sua peculiare esistenza. Posso solamente mettermi la mano sul cuore e dichiarare che non ho inventato Gogol'. Egli veramente scrisse, veramente visse. (p. 161) *Nessuna meraviglia che [[San Pietroburgo]] rivelasse la sua stranezza quando il più strano russo di Russia ne percorreva le strade. Perché San Pietroburgo era proprio quello: un riflesso in uno specchio sfocato, un inquietante miscuglio di oggetti impiegati nell'uso sbagliato, cose che più avanzavano velocemente più indietreggiavano, notti grigio pallido invece del solito nero, e giorni neri – il «giorno nero» di un impiegato male in arnese.<ref>Da ''Nikolaj Gogol''', a cura di Cinzia De Lotto e Susanna Zinato, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845975899</ref> ===[[Explicit]]=== Certi critici russi pronti a tutto, cercando di scovare un influsso per classificare nel loro bravo buchino i miei romanzi, hanno cercato una o due volte di trovarmi dei legami con Gogol'; ma quando sono tornati a guardare, io avevo slegato i nodi, e la cassetta era vuota. ==''Parla, ricordo''== ===[[Incipit]]=== La culla dondola su un abisso, il buonsenso ci dice che la nostra esistenza è soltanto un fuggevole spiraglio di luce tra due eternità di tenebre. Benché le due eternità siano gemelle identiche, l'uomo di norma, contempla l'abisso prenatale con più serenità di quanto non contempli quello verso il quale è diretto (a circa quattrocentocinquanta battiti cardiaci orari). Io so, tuttavia, di un giovane sensibile che provò qualcosa di simile al panico, quando vide per la prima volta alcuni vecchi film girati in famiglia poche settimane prima della sua nascita. Contemplò un mondo in pratica immutato – la stessa casa, le stesse persone – e si rese conto allora che non vi era esistito affatto e che nessuno aveva pianto la sua assenza. Ad atterrirlo in modo particolare fu la vista di una nuovissima carrozzella per bambini che se ne stava là sulla veranda con l'aspetto compiaciuto e invadente di una bara; anche quella era vuota, come se, nel corso a ritroso degli eventi, le sue stesse ossa si fossero disintegrate. ===Citazioni=== *La natura vuole che l'uomo adulto accetti i due neri vuoti, a prora e a poppa, con la stessa solida flemma con la quale egli accetta le straordinarie visioni intermedie. *Avevo imparato a contare e a parlare più o meno contemporaneamente, e la rivelazione che io ero io e i miei genitori erano i miei genitori fu direttamente legata alla scoperta della loro età in rapporto alla mia. *L'[[immaginazione]], delizia suprema dell'immortale e dell'immaturo, andrebbe tenuta a freno. Per goderci la vita, non dovremmo godercela troppo. (2015) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Invito all'esecuzione''=== Secondo la legge di Cincinnato II, comunicarono la condanna a morte sottovoce.<ref name=sordi/> ===''L'occhio''=== Conobbi quella donna, quella Matilda, durante il primo autunno della mia vita di émigré a Berlino.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La difesa di Luzin''=== Più di tutto lo colpì il fatto che da lunedì egli sarebbe stato Luzin.<ref name=sordi/> ===''Re, Regina, Fante''=== Sul quadrante del grande orologio la lunga e nera lancetta dei minuti è immobile, in quest'istante. Ma sta per scattare. E questo scatto scatenerà un intero mondo di cose.<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ==Citazioni su Vladimir Vladimirovič Nabokov== *Nabokov era un entomologo molto esperto, in tutti i suoi libri ci sono farfalle. Aveva progettato una ricerca sulle farfalle che poi non ha portato a termine. Ha fatto una volta un viaggio in Italia, cercando in tutti i musei rappresentazioni di farfalle nei grandi quadri della tradizione artistica italiana. Ha anche dato un nome a delle farfalle da lui scoperte, come usa tra gli entomologi, e una di queste aveva nel nome un riferimento chiaro a Lolita: mi sembra ci fosse dentro la parola ninfetta, nel nome latino inventato da Nabokov. ([[Stefano Bartezzaghi]]) *Utile contro le strumentalizzazioni ideologiche, scientifiche e scolastiche della letteratura, l'estetica di Nabokov, quando si manifesta in affermazioni generali, fa un'impressione abbastanza misera. Dimostra tra l'altro la sua natura puramente reattiva. [...] La letteratura è un imbroglio, il romanzo è una fiaba, dice Nabokov. Ma che bisogno c'è di fare generalizzazioni così discutibili dopo essersi dichiarati irriducibili avversari di ogni idea generalizzante? [...] Nell'intento di trasformarci in lettori del tutto privi di pregiudizi, Nabokov ci regala i suoi pregiudizi, quelli di cui è più fiero. ([[Alfonso Berardinelli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Vladimir Nabokov, ''Cose trasparenti'', traduzione di Dmitri Nabokov, Adelphi, Milano, 1972. *Vladimir Nabokov, ''Fuoco pallido'', a cura di Anna Raffetto, traduzione di Franca Pece e Anna Raffetto, Adelphi, Milano, 2002. ISBN 88-459-1732-0; Adelphi, Milano, 2014. *Vladimir Nabokov, ''Il dono'', a cura di Serena Vitale, Adelphi, Milano, 2012. *Vladimir Nabokov, ''Intransigenze'', traduzione di Gaspare Bona, Adelphi, Milano, 2015. *Vladimir Nabokov, ''La vera vita di Sebastiano Knight'', traduzione di Giovanni Fletzer, Bompiani, Milano, 1980. *Vladimir Nabokov, ''Lezioni di letteratura'', a cura di Fredson Bowers, Introduzione di John Updike, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti, Milano, 1982. *Vladimir Nabokov, ''[https://archive.org/details/lezioni-di-letteratura-russa-vladimir-nabokov-garzanti-1986/mode/1up Lezioni di letteratura russa]'' (''Lectures on Russian Literature''), a cura di Fredson Bowers, traduzione di Ettore Capriolo, Garzanti, Milano, 1987. *Vladimir Nabokov, ''Lolita'', traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, Milano, 1959. *Vladimir Nabokov, ''Lolita'', traduzione di Giulia Arborio Mella, Adelphi, Milano, 1993; Adelphi, Milano, 2012. *Vladimir Nabokov, ''Lolita'', traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, Milano, 1966. *Vladimir Nabokov, ''Ada o ardore'', traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, Milano, 1969. *Vladimir Nabokov, ''Nikolaj Gogol''', traduzione di Annamaria Pelucchi, Mondadori, Milano, 1972. *Vladimir Nabokov, ''Parla, ricordo'', traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, Milano, 1984. *Vladimir Nabokov, ''Parla, ricordo'', a cura di Anna Raffetto, Adelphi, Milano, 2015. *Vladimir Nabokov, ''Pnin'', traduzione di Elena De Angeli, Adelphi, 2014. ==Filmografia== *''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962) *''[[Lolita (film 1997)|Lolita]]'' (1997) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Nikolaj Gogol' (Vladimir Nabokov)|''Nikolaj Gogol{{'}}''|(1944)}} {{Pedia|Lolita (romanzo)|''Lolita ''|(1955)}} {{DEFAULTSORT:Nabokov, Vladimir}} [[Categoria:Critici letterari russi]] [[Categoria:Critici letterari statunitensi]] [[Categoria:Drammaturghi russi]] [[Categoria:Drammaturghi statunitensi]] [[Categoria:Entomologi]] [[Categoria:Memorialisti russi]] [[Categoria:Memorialisti statunitensi]] [[Categoria:Saggisti russi]] [[Categoria:Saggisti statunitensi]] [[Categoria:Scrittori russi]] [[Categoria:Scrittori statunitensi]] [[Categoria:Traduttori russi]] [[Categoria:Traduttori statunitensi]] e2896tivhx6i0m88pcdp04hinhzpxns Ugo Ojetti 0 1965 1415618 1393479 2026-06-04T15:50:03Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ugo Ojetti */ Sturm und Drang 1415618 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Ugo-Ojetti.jpg|thumb|Ugo Ojetti]] {{indicedx}} '''Ugo Ojetti''' (1871 – 1946), scrittore, critico d'arte e giornalista italiano. ==Citazioni di Ugo Ojetti== *È stato ripetuto fino alla sazietà che prima lo ''Sturm und Drang'', poi il Romanticismo che lo moderò e lo addolcì e ne mutò l'uragano in un sospiro, rappresentarono il trionfo dell'idealismo non solo sul vecchio materialismo tedesco ma su tutta l'Europa.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LItaliaELaCiviltTedesca/mode/1up L'Italia e la civiltà tedesca]'', Ravà e C. Editori, Milano, 1915, p. 18.</ref> * {{NDR|Ritorno dal pascolo di [[Francesco Filippini]]}} è un dipinto desolato in cui le pecore tosate sembrano assumere valore di simbolo, con quel tramonto sanguigno là in fondo”<ref name=dossier>Citato in ''[https://www.stilearte.it/francesco-filippini-il-dossier-uno-splendido-pittore-morto-a-42-anni-di-tisi/ Francesco Filippini, il dossier. Uno splendido pittore morto a 42 anni di tisi]'', ''stilearte.it'', 4 novembre 2015.</ref> *{{NDR|In occasione della morte di [[Giulio Aristide Sartorio]]}} Era un lavoratore infaticabile, di una puntualità meticolosa. Gli offrivano, in una esposizione, una sala di tanti metri. Rispondeva che, per il giorno tale, avrebbe consegnato tanti paesi di metri e di centimetri tanti, e ancora non ne aveva dipinto uno; ma arrivava, con le sue casse, all'ora promessa. Per il fregio del parlamento si vantava tranquillo, di aver dipinto in novecentotrenta giorni, duecentottantacinque figure di uomini e di animali su quattrocentocinquanta metri di tela. Teneva questa tela avvolta sopra un gran rullo diritto, e la tela dipinta faceva ogni settimana un passo, come dicono i meccanici, di tanti metri, non uno di meno.<ref>da ''Corriere della Sera'', 6 ottobre 1932; citato in Vittorio Sgarbi, ''Davanti all'immagine'', RCS Rizzoli Libri, Milano, 1989, p. 187. ISBN 88-17-53755-1</ref> *Gli uomini di genio e i dominatori secondo l'intrepido [[Ludwig Woltmann|Woltmann]], erano tutti alti biondi dolicocefali, compreso Gesù Cristo. Se Napoleone, Voltaire, Kant erano bassi ed erano bruni, ci si salvava col colore degli occhi e con l'indice cefalico! Tutti i busti dei Cesari in Campidoglio mostravano il tipo germanico nel cranio e nella faccia.<ref>Da ''L'Italia e la civiltà tedesca'', Ravà & C. - Editori, Milano, 1915, p. 28.</ref> *L'[[architettura]] è nata per essere fondamento, guida, giustificazione e controllo, ideale e pratico, d'ogni altra arte figurativa.<ref>da ''L'architettura (Commenti)'', in ''Dedalo'', 6.1925/26, p. 412.</ref> *L'''Edera'', dipinta nel 1878, pochi mesi prima di morire, fu il massimo sforzo del [[Tranquillo Cremona|Cremona]] per creare con la sua nuova tecnica un gran quadro. E fu anche il suo quadro più sincero, forse l'ultimo grido di passione della pittura lombarda prima di ripiegare le ali nel verismo.<ref>da ''[https://archive.org/details/emporium3738berguoft/page/243 Artisti contemporanei: Tranquillo Cremona]'', in ''Emporium {{small|Rivista mensile illustrata d'arte letteratura scienze e varietà}}'', Istituto italiano d'arti grafiche Bergamo - Editore, volume XXXVIII, ottobre 1913, n. 226, p. 261.</ref> *L'[[Italia]] è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso.<ref>Citato in [[Indro Montanelli]], ''Il caro indimenticabile Virgilio Lilli'', ''Corriere della Sera'', 2 dicembre 2000.</ref> *{{NDR|[[Adolfo Wildt]]}} La sua voce ha alti e bassi improvvisi: o grida o bisbiglia. Di corpo egli è piccolo e lieve, agile a cinquantasett'anni quanto un adolescente. I capelli son radi, grigi, corti e ritti. Sul volto raso, ossuto quanto un teschio, la pelle elastica e bruna si distende o si raggrinza in smorfie eccessive. Si direbbe che per un niente egli voglia dare al suo volto il massimo dell'espressione, con quel poco che ha. Tutto è mobile, occhi, sopracciglia, palpebre, narici, labbra, orecchie, e tutto si sposta su quella faccia cubica a distanze inaspettate. Le sopracciglia ecco, si congiungono ad angolo ottuso sul mezzo della fronte, componendo una maschera tragica e plorante, che tien del giapponese. D'un tratto si distendono, si separano, si pacificano, e tra l'una e l'altra restano quattro dita di pelle nuda.<ref> da ''[https://archive.org/details/dedalorassegnada0702ojetuoft/page/452 Lo scultore Adolfo Wildt]'', in ''Dedalo'', Anno VII, 1926/27, vol. II, p. 452.</ref> *Noi abbiamo qualche puro disegnatore che nulla ha da invidiare a certi acclamati francesi. Basterebbe nominare tre nomi: [[Cesare Pascarella]], [[Luigi Arnaldo Vassallo]] e [[Pietro Scoppetta]], i quali farebbero con una collezione dei loro disegni patetici o ironici, mollemente sensuali o rudemente sintetici, la fama di qualunque esposizione.<ref>da ''[https://archive.org/details/lartemodernavene00ojet/page/214 L'arte moderna a Venezia. {{small|Esposizione mondiale del 1897}}]'', Enrico Voghera Editore, Roma, 1897, p. 214.</ref> *Parlare di razza e cercare le origini ataviche nell'arte d'uno scultore o d'uno scrittore è fuori moda, e m'inchino; ma oso sfidare anche Benedetto Croce, se vedesse i tragici contorcimenti e i simboli astrusi di quest'arte, a non gridare al tedesco e a non pensare che {{sic|Mathias}} Grünewald<ref>Mathis Gothart Nithart, meglio noto come Matthias Grünewald (1480 circa-1528), pittore tedesco noto per la drammaticità visionaria dei suoi temi di carattere religioso.</ref>, ad esempio, abbia suggerito a Adolfo Wildt vesti, volti, gesti, mani, spasimi e svenimenti. Ho scelto {{sic|pel}} paragone un pittore perché i marmi di Wildt traforati, assottigliati, lucidati, tanto che ogni raggio e riflesso vi si frantumano e immillano, suggeriscono a noi italiani il confronto prima con la pittura che con la scultura come l'intendiamo noi da Vulca<ref>Scultore etrusco del VI secolo a.C.</ref> a Canova.<ref>da ''[https://archive.org/details/dedalorassegnada0702ojetuoft/page/442 Lo scultore Adolfo Wildt]'', in ''Dedalo'', Anno VII, 1926/27, vol. II, pp. 442-443.</ref> *''[[Sturm und Drang]]'', Uragano ed Impeto, si chiamerà [...] il primo movimento poetico tipicamente anarchico e tedesco, prendendo il suo nome da una noiosa e presuntuosa tragedia di [[Friedrich Maximilian Klinger|Massimiliano Klinger]] rappresentata nel 1776. Sfrenato, stravagante, pazzesco, amorale, tutto orgoglio e ostentazione, questo movimento da cui uscì il [[Romanticismo]] tedesco, rivendica con un fare (oggi si direbbe) da [[Futurismo|futurista]] i diritti dell'originalità contro le convenzioni sociali e le leggi morali, i diritti dell'avvenire contro il passato, il diritto dell'istinto e della passione contro la ragione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LItaliaELaCiviltTedesca/mode/1up L'Italia e la civiltà tedesca]'', Ravà e C. Editori, Milano, 1915, p. 16.</ref> *{{NDR|Su [[Henry de Montherlant]]}} [...] uno scrittore muscoloso e spietato, anzi insolente, formatosi, carattere e stile, nella guerra e nello sport più rischioso, tanto che s'è perfino esercitato in parecchie corride a fare da espada. Nelle lodi dei corpi belli e dell'ardimento continuo e del franco piacere, lo stesso D'Annunzio sembra meno sfrontato di lui perché spesso attutisce l'urto con l'olimpica evocazione degli antichi e dell'arte.<ref>da ''Ragazze'', ''Corriere della Sera'', 27 settembre 1936, p. 3.</ref> ==''Bello e brutto''== *Chi vuol conoscere [[Luca Signorelli]], deve salire a Orvieto, non solo perché nella cappella Nuova al duomo egli descrivendo il gran Giudizio e i premi e le pene d'oltretomba ha dipinto il suo capolavoro, ma anche perché vi vedrà due ritratti che v'ha lasciati di sé stesso in quell'età di sessant'anni, tanto vivi e fieri da valere cento biografie. (''Signorelli'', p. 44) *Il [[Pietro Piffetti|Piffetti]], intarsiatore abilissimo, spesso strafà, ed è lodevole solo in talune tavole dove l'intarsio d'osso e d'avorio serve appena a sottolineare l'intarsio dei legni preziosi. Più è ammirevole nelle forme arcuate e appena rigonfie che spesso dà a tavole e tavolini e che ricordano il garbo dei violini. (''L'Esposizione del Settecento italiano a Venezia'', p. 252) *{{NDR|Commentando i lavori attribuiti a [[Giuseppe Maria Bonzanigo]] nell'Esposizione del Settecento italiano a Venezia del 1929}} Se sono suoi i quattro divani del salotto della Regina e il salotto a tre specchiere ch'era fino a pochi anni fa nel palazzo Cisterna, cogl'intagli dorati in due tòni, in oro verde e in oro giallo, egli merita di stare accanto ai più rinomati francesi del secolo (l'intagliatore «francese» [[Juste-Aurèle Meissonnier|Meissonnier]] non era, del resto, italiano come i Cafieri, anzi piemontese?). Qui il suo capolavoro è, per l'esecuzione perfetta e il sobrio gusto, il paravento che viene dal palazzo Reale di Torino. (''L'Esposizione del Settecento italiano a Venezia'', p. 253) *Molti pittori mutano Dio ogni stagione. Al loro confronto un merito di [[Felice Casorati]] è d'essere monoteista. Per questo riconosci le opere di lui al primo sguardo, sode, semplici, chiare, ben bilicate, un poco gelate dalla magica geometria come si conviene al secolo calcolatore; e per questo tanti giovani lo seguono, così che ha più scolari lui nel suo studio che i professori di pittura nelle Accademie. (''La pittura a Napoli nell'Ottocento'', p. 268) *{{NDR|[[Domenico Morelli (pittore)|Domenico Morelli]]}} [...] sceneggiatore insuperabile e anche melodrammatico, animo ardente la cui fiamma troppo spesso si spegneva nel sospiro d'un bozzetto. (''La pittura a Napoli nell'Ottocento'', p. 275) ==''Cose viste''== *{{NDR|A proposito di [[Benito Mussolini]]}} Labbra diritte, mandibole prominenti, mento quadrato, è il suo volto fisso, volontario, diciamo classico. (v. I) *Se a taluno degli assidui più melomani si chiede quale è stato l'evento più straordinario tra tante bellezze, è probabile che risponda essere stata la stecca d'un tenore meritamente celebre all'ultimo atto d'un'opera non tutta degna, ormai, d'essere celeberrima. *Si è sempre i meridionali di qualcuno. (''In casa del Petrarca'') *Odio il [[punto esclamativo]], questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce, questo gran spiedo per un passero, questo palo per impalare il buon senso, questo stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, questo punteruolo da ciabattini, questa siringa da morfinomani, questa asta della bestemmia, questo pugnalettaccio dell'enfasi, questa daga dell'iperbole, quest'alabarda della retorica. Quando, come s'usa nei nostri tempi scamiciati, ne vedo due o tre in fila sul finir d'un periodo, che sembrano gli stecchi sul didietro di un'oca spennata, chiudo il libro perché lo sento bugiardo. Adesso v'è anche chi te l'accoppia con l'interrogativo, che par di veder Arlecchino appoggiato a Pulcinella. Tanto odio questa romantica lacrimuccia nera quando la vedo sgocciolare sulla povera candida pagina, che in essa mi immagino di scoprire or la causa or l'effetto, certo il chiaro simbolo di tutti i mali delle nostre lettere, arti e costumi. E se potessi far leggi, bandirei il punto esclamativo dalla calligrafia, dalle tipografie, dalle macchine da scrivere, dall'alfabeto Morse, con la speranza che a non vederlo più gli italiani se ne dimenticassero anche nel parlare e nel pensare, e pian piano espellessero dal loro sangue questo microbio aguzzo il quale dove arriva fa imputridire i cervelli e la ragione e rimbambisce gli adulti, acceca i veggenti, instupidisce i savi, indiavola i santi... Il punto esclamativo è il servo scemo dell'interiezione. *{{NDR|[[Castel Sant'Angelo]]}} Salgo fino alla terrazza. Che gloria! Nel tepore che avvolge questo {{sic|decembre}} mentre si viene addormentando nell'inverno, nell'aria limpida che dietro l'Aventino, dietro il Quirinale, dietro il Pincio, dietro i Parioli rivela, dagli Albani ai Sabini, tutti i monti lontani con quel tanto di neve in cima che separi il loro azzurro dall'azzurro del cielo, ci si sente leggeri, schiariti, esilarati. E si capisce che anche questo gran [[Arcangelo Michele|San Michele]] quassù ringuaini la spada.<br>Vi saranno cento persone stamane su questa terrazza, felici come me, lo sguardo imbambolato dalla gran luce. Tutto popolo. E c'è chi si protende dal parapetto a guardare, e resta così immobile come aspettasse l'ali per partire a volo. C'è chi si sdraia per terra, contro il muro del mastio, lasciandosi imbevere di sole e di cielo. E ognuno è solo. Anche gl'innamorati si dividono, svuotati e rapiti da questa immensità. No: c'è un omone tarchiato e sanguigno che in romanesco spiega a due amici di provincia nientemeno che «l'idea del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]]». Ha tratto di tasca una grossa chiave, l'ha volta verso [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]: – Ecco quale era l’idea del Bernini. Voleva rifare a forza di porticati la chiave di San Pietro. L'occhio della chiave, lo vedete, l'ha fatto: è il porticato rotondo, quello là, davanti alla basilica. La canna della chiave doveva venir giù per Borgo fino a qui sotto, fino a Ponte Sant’Angelo. Ponte Sant'Angelo, in fondo, sarebbe stato il rettangolo cogl'ingegni della chiave. Capite? Ma il progetto, al [[Papa Alessandro VII|papa]] non gli piacque. Diceva: Li forestieri lassamoli venì su ste straducce e pe' sti vicoli: cosi quanno arrivano davanti a la piazza, je fa più effetto. Capite come fu? Era un papa che ragionava fino. — Ma i due non gli {{sic|dànno}} più retta. Anche loro sono partiti in sogno, e stanno a guardare il fiume giallo, Borgo Vecchio, San Pietro, i palazzi del papa e, dietro, gli alberi del Giardino, color di ruggine. (vol I, 1921-1927, Sansoni, Firenze, stampa 1951, [https://archive.org/details/ojetticosevistevoluno/page/n221/mode/2up pp. 210-211]) ===''Garibaldi piange''=== *Un sottufficiale di marina m'apre il cancello. Sono nel cortile della casa di [[Giuseppe Garibaldi]].<br>Si sa, questo luogo sembra di conoscerlo a mente. La prima volta lo vidi che ero bambino, in una stampa dell'''Emporio Pittoresco'': il pino a due tronchi, e ai suoi piedi il sedile, e di fronte il fico; la casetta nana con due finestre e una porta, la prima casa che egli costruì a Caprera; e accanto, l'altra appena più alta, di legno. *Sul masso di granito che chiuse la salma in nero: «Garibaldi». Ecco, mi torna all memoria che in quella stampa di quando ero bambino si vedeva presso la sua casa lui stesso in piedi, di faccia, appoggiato alle sue grucce. *Garibaldi s'è rifugiato, s'è riposato qui; ma ha vissuto altrove, là dove ha agito, là dove c'erano uomini contro lui o dietro a lui, da villa Pamphily a Bezzecca, dove:<br>''s'udivano | passi in cadenza ed i sospiri | de' petti eroici nella notte''.<ref>{{cfr}} [[Giosuè Carducci]], ''A Giuseppe Garibaldi'', in ''Odi barbare'', vv. 5-7.</ref> ==''I nani tra le colonne''== *{{NDR|[[Attilio Selva]]}} [...] uno dei pochi scultori giovani che sappia di quanta architettura è fatta la scultura [...]. (cap. I, p. 78) *Il [[Arturo Dazzi|Dazzi]] ha due meriti, innegabili e memorabili: d'aver voltato le spalle al pregiudizio delle statue vestite, e d'aver trovato, dopo due o tre tentativi, una linea netta solida caratteristica, d'impeto e pur d'equilibrio. Adesso che ha vinto {{NDR|il concorso per il monumento a [[Enrico Toti]]}}, deve acquietarsi e meditare: deve cioè, in obbedienza a questa bella linea monumentale e a quest'espressione già tanto ben definita, modellare la sua statua senza enfasi. (cap. I, p. 82) *Il Dazzi, di Carrara, laborioso, animoso, espertissimo nell'arte sua, seppe spesso frenarsi e parlare con semplicità: la testa colossale del Toti qui è la prova di questa sua forza. [...].<br>La statua di Enrico Toti nella gran luce d'una piazza o d'un parco romano dovrà sembrare con la sua gamba monca, quasi un frammento d'una statua antica che la passione abbia per prodigio rianimata e lanciata contro gl'immutabili barbari, a uccidere e a morire. (cap. I, p. 83) *C'è per poco a Bologna una bella piazza di più: una piazza con quattro [[Torri di Bologna|torri]]. Due le conosce tutto il mondo: la Garisenda e quella degli Asinelli. Le altre due, pare che fino a cinque o sei anni fa non le conoscesse più nessuno, nemmeno per sentito dire: la torre degli Artenisi e la torre dei Riccadonna. Sono venute fuori, rosse e rozze, dalle demolizioni del centro di Bologna tra via Mazzini e via Capreria, ma potenti e imponenti sebbene i loro venticinque metri d'altezza {{sic|sieno}} una statura da casa borghese in confronto ai quarantasette metri della Garisenda e ai novantotto della Asinelli regina del cielo. E si sposano così bene, nella stessa piazza, a quelle due, col colore e con le linee, e rivelano {{sic|súbito}} con {{sic|tanto}} pittoresca evidenza al passante più distratto, l'aspetto della fiera Bologna di sette od otto secoli fa, tutta torri, che si rimane estatici a guardarle, il cuore in sogno. (cap. III, p. 184) *Bell'uomo, alto, adusto e muscoloso, con quella timidezza di gesto che hanno i marinai troppo alti e troppo grossi in confronto all'angustia delle loro cuccette e cabine, conoscevo bene [[Romano Romanelli]] e la storia della sua passione per l'arte. [...], Romano aveva lasciato anni fa la sua carriera di marinaio per l'amore della scultura, e non più giovanissimo s'era messo a studiare e a modellare con un fervore di assiduità che poteva servire d'esempio ai tanti {{sic|genii}} svogliati e divini della «sensibilità» oggi di moda. (cap. IV, p. 216) *I modellatori di [[Medaglia|medaglie]], antichi e nuovi, si possono, alla fine, ridurre a due specie: quelli che appiattiscono e ricamano teste e invenzioni così da uguagliarne il rilevo al cordone del contorno, e la loro arte minuta e gentile tiene {{sic|ancóra}} della moneta; quelli che più arditi trattano la medaglia a gran chiaroscuro come un bassorilievo, né temono aggetti e spessori purché distribuiti e pesati con norma d'arte e severamente stretti dalla morsa della forma rotonda, come furono «i medaglioni di getto» del Pisanello e dei suoi imitatori veneti, lombardi e toscani del quattrocento. Già ai primi del cinquecento, col Cellini, col Leoni, col Pastorino, si tornava verso la finezza e la minuzia della moneta dove l'orafo ammansa spesso e stanca la foga dello scultore. ( cap. IV, p. 218) *In questo libro {{NDR|''Scoperte e massacri''}}<ref>Ardengo Soffici, ''Scoperte e massacri. Scritti sull'arte'', Vallecchi, Firenze, 1919.</ref> i bei messia sono Renoir e Cézanne; e nessuno aveva finora parlato di loro agl'italiani con l'amore e la conoscenza con cui qui ne parla [[Ardengo Soffici]]. Egli possiede una qualità che una volta era tipicamente toscana: la qualità didattica. Si sente che, ad esporre con chiarezza le idee più astruse, è felice per sé prima che pel vantaggio dei lettori. Ad esempio la «teoria del movimento nella plastica futurista» è enunciata da lui più limpidamente che dallo stesso Boccioni. (cap. IV, p. 229) *[...] la più importante raccolta di scultura {{NDR|nella Esposizione di Torino del 1919}} è quella esposta dal triestino [[Attilio Selva]]. Già due anni fa a Roma, in una mostra nella casina sul Pincio, egli aveva riunito alcune opere sue; ma qui la maturità del suo sapere, la cosciente pienezza del suo stile sono più chiaramente visibili anche perché si tratta di tutti lavori recenti. Cere e gessi; nessun lavoro di grandi dimensioni. Ma v'è tanta prontezza di sensibilità. tanta freschezza d'espressione, tanto fine scelta dei particolari in questi volti dell<nowiki>'</nowiki>''Adolescente'' e di ''Marcellina''; v'è nei due nudi, ''Susanna'' ed ''Enigma'', un ritmo di linee così riposato e così chiuso e insieme un così sano amore della bella verità che mi è caro ripetere ancora una volta essere Attilio Selva una delle più sicure speranze della giovane scultura italiana. (cap. IV, p. 242) ==''I taccuini''== *Il gran male di [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] è stato circondarsi di gente meschina e piccola che, vicino a lui, ascoltando lui si credeva subito geniale, divina, infallibile. (p. 63) *V'era anche a far da spettatore [[Aldo Palazzeschi|Palazzeschi]], una gamba sull'altra, una mano sull'altra appoggiate al ginocchio, immobile: gatto sornione, e amico fidato. (p. 315) ==''La decima esposizione d'arte a Venezia - 1912''== *[...] [[Vittorio Pica]], uomo di gusto sicuro, di prudenti giudizii e, nell'arte contemporanea, di molta dottrina. (p. 14) *[[Ludwig Dettmann]], dal trittico del ''Lavoro'' esposto qui nel 1895 alla ''Colazione'' esposta nel 1907, è stato sempre rappresentato a Venezia da opere più importanti di queste; anzi vi è anche oggi rappresentato meglio dalle due tele che sono da anni nella Pinacoteca civica del Palazzo Pesaro. Al sano realismo d'una volta succedette in lui, sulle tracce dell'[[Fritz von Uhde|Uhde]], un misticismo un poco duro e tedesco che faceva discendere angeli e visioni raggianti sulle scene più semplici e famigliari dei contadini della bassa Germania. Poi la sua tavolozza si cominciò ad appesantire, le forme vennero a svanire in un pennelleggiare sporco e disordinato che manca di gusto, di chiarezza e di misura. (p. 33) *[[Pietro Canonica]] ha raccolto in una sala quattordici sculture sue non tutte egualmente lodevoli. Modellatore squisito ed insistente, d'una delicata finezza nei busti femminili come provano qui il busto schivo e malinconico della ''principessa Doria-Pamphily'' e quello aperto e imperioso di ''donna Franca Florio'', d'una dolcezza tenerissima nel rendere i volti infantili, come in questo piccolo gesso della ''principessina Murat'' degno di [[Jean-Antoine Houdon|Houdon]] e di [[Augustin Pajou|Pajou]], egli talvolta vuol giungere al patetico e al tragico e gli mancano le ali, perché altra è la sua indole. Allora crea questa ''Pietà'', questo ''Abisso'', questo ''Crocifisso'' dove alcune parti sono modellate con fermezza ma manca il vigore della sintesi e come nel volto o nelle mani del Crocifisso, si ricorre, per trovar l'espressione dello spasimo, ad un realismo trito ed antiquato senza forza d'emozione. (p. 41) *[...] non dico [...] che uno scultore come il Canonica debba limitarsi a scolpire busti di donne o bimbi, sebbene nell'antichità scultori deliziosissimi come il [[Francesco Laurana|Laurana]] abbiano tranquillamente fatto con quelli la loro gloria. V'è qui un busto in bronzo del ''generale Scheremetzeff'' (il Canonica in questi ultimi anni ha lavorato molto in Russia con un successo che ricorda quello ottenuto lassù nel settecento da tanti nostri pittori, ritrattisti come lui) la cui testa scarna e tagliente è un esempio d'arte sobria ed energica. Dico solo che egli dovrebbe conoscere meglio i propri confini e vivervi contento perché son già vasti ed egli può regnarvi in pace di lavoro. (p. 41) * Il [[Hans Stoltenberg Lerche|Lerche]] nella sua inestinguibile passione per la ricerca delle novità, non solo di forma ma anche di materia, in tutte le arti decorative, s'è chiuso per mesi nella vetreria Toso a Murano e, disdegnando le forme tradizionali settecentesche in cui quest'arte s'è venuta da anni volgarizzando e isterilendo, ha creato e crea vasi e piatti di vetro di nuove fogge con pesci, molluschi, farfalle, schizzati con brio, scintillanti dei più accesi eppure armoniosi colori di pasta di vetro tra il vetro. (p. 43) ==''Ottocento Novecento e via dicendo''== *Quando ai primi del secolo {{NDR|XIV}}, la nuova fabbrica {{NDR|del duomo di Orvieto}} minacciò, dalla parte dell'abside, di rovinare, gli orvietani chiesero consiglio a un architetto senese, [[Lorenzo Maitani]], figlio d'uno scultore Matano che era, sembra, come tanti altri lapicidi e marmorari, d'origine maremmana. Lorenzo salì più volte ad Orvieto, e sono suoi, a rifianco dell'abside e della tribuna, gli archi e gli speroni contro i quali poi vennero erette la Cappella del Corporale e la Cappella Nuova [...]. (p. 91) *[...] [[Giacomo Serpotta]] palermitano, morto duecento e due anni addietro, lavorava in stucco, e tanto ha operato, sempre nella sua Sicilia e sopra tutto a Palermo che, artigiano perfetto, doveva anche procedere con una sicurezza e velocità meravigliosa,<div align=center>e con opra indefessa<br>stupida far la maraviglia istessa,</div>come scrisse il poeta don Vincenzo Parisi quando nel 1719 furono scoperti gli stucchi nell'Oratorio di San Domenico. (p. 109) *{{NDR|Giacomo Serpotta}} Scultore di stucco, si chiamava da sé; e tanto rapido, gentile, lustro e guizzante era nel modellare che talune sculture le firmava con una lucertola, traducendo dal dialetto il suo nome in una figura. (pp. 109-110) *[[Giuseppe Maria Crespi]], bolognese, detto lo Spagnolo, sembra, dal modo d'abbigliarsi, si formò alla scuola specialmente del Burrini<ref>Giovanni Antonio Burrini (1656 – 1727), pittore italiano.</ref> ma studiò i quadri del Guercino giovane più avvolti di luce, e dei veneziani; e fu anche affrescante, come si vede a Bologna nel palazzo Pepoli. Da prima con questi contrasti d'ombre e di luci seppe costruire solide composizioni di grande rilievo; poi sulle creste delle luci il suo colore finì a sfumare fresco e iridato, tra bianco, grigio e violetto, con una invenzione improvvisa e inesausta. (p. 125) *Le pieghe e giunture delle carni sono spesso un poco tonde e flosce e, con l'oscurarsi delle parti in ombra, le luci e i brilli che modellano volti, gesti e vesti, sembrano guizzare sull'unto. Ma il Crespi è un pittore che sempre si diverte nel dipingere, e che nella pennellata di tocco ha da essere paragonato, per quanto più savio, all'indiavolato Magnasco<ref>Alessandro Magnasco, detto il Lissandrino (1667 – 1749), pittore italiano.</ref> suo contemporaneo. (p. 125) *Lo [[Edmund Steppes|Steppes]] è [...] un paesista innamorato delle rocce dolomitiche, dei cieli azzurri rigati da nuvole bianche, dei piccoli laghi alpini, tondi e immobili come specchi. Ha un pennello minuto ed esperto, e un attentissimo senso dell'ora su quelle solitudini eccelse; e ogni suo paese è orchestrato sopra poche note di colore con una commovente delicatezza. (p. 160) ==''Più vivi dei vivi''== * {{NDR|[[Piero della Francesca]]}} Era per lui la figura umana come un'architettura, e le sue architetture dipinte respirano nello spazio col ritmo con cui l'uomo respira. Questo sovrano dell'arte e della scienza pittorica, costruttore d'uomini e di donne che sembrano tutti destinati a comandare o a regnare, modelli d'umanità, per l'intrepidezza dell'animo, la dignità del portamento, la bellezza del volto, la semplicità maestosa delle vesti, questo sovrano, dico, ha informato del suo esempio la pittura ferrarese. (p. 75) *A Schifanoia<ref>Palazzo Schifanoia, edificio di Ferrara.</ref>, [[Francesco del Cossa]] descrive la vita della corte e della città sotto Borso<ref>Borso d'Este (1413 – 1471) figlio illegittimo di Niccolò III d'Este e della sua favorita Stella de' Tolomei.</ref> con una scioltezza e un'eleganza che dovette allora, tra scene dal vero e ritratti, soddisfare a gara donne e cavalieri. Il colorire schietto, le forme giovanili ed agili ma anche sode e piene, la fedeltà al vero così spontanea e costante che le tre Grazie muscolose, ritte sull'alta rupe, si direbbero, meglio che nude, spogliate, col taglio del busto ancora segnato sulla vita, mettono nelle scene serene e nelle figure gradevoli un che di popolano, di muscoloso e d'ardito. (p. 84) *In Francesco del Cossa, l'arte o, meglio, lo stile resta sempre padrone e signore del vero. (p. 85) *Con [[Ercole de' Roberti|Ercole Roberti]], alla felicità della forza e della salute s'aggiunge quella della grazia. Le figure vivono in una placida luce e se ne avvolgono e la respirano. (pp. 85-86) *Tutto è chiaro ed equilibrato {{NDR|in Ercole Roberti}}, con una punta di mondanità, quale si addice al pittore caro ad Eleonora {{NDR|d'Aragona}}, all'artista che pel matrimonio d'Isabella {{NDR|d'Este}} e per quello di Beatrice d'Este disegnò e ornò fino il letto nuziale. (p. 86) *[...] si può dire che la pittura ferrarese sia col Roberti assurta ormai alla serenità della pittura fiorentina e veneziana, dove la natura più che osservata è contemplata, più che copiata è scelta, e lo spettatore, più che percosso dalle dure parole e dalle rotte grida, è rapito dalla musica delle forme e dei colori. (p. 86) *[...] dal Battistello<ref>Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello (1578 – 1635).</ref>, e dallo Stanzione<ref>[[Massimo Stanzione]] (1585 – 1656).</ref> deriva [[Bernardo Cavallino]], l'anima più gentile, poetica e tassesca fra tutti costoro {{NDR|gli altri maestri della pittura napoletana del Seicento}}, con la grazia ombrosa e pieghevole delle sue giovani sante, con la sua pennellata leggera e piumosa, con le sue sete spiegazzate, gli azzurri languidi, i grigi di perla, i bruni infocati che si spengono nel pallore dei volti. (p. 189) *[[Luca Giordano]] [...], fiacco di disegno, ardito di colore, fu sul finire del Seicento il più rinomato dei nostri pittori in tutta Europa, da Madrid dove affrescò, fino a Costantinopoli dove mandò tele ammirate. Bastano i ritratti da lui dipinti e le vaste e pingui {{sic|naturemorte}} a darci il rimpianto di quel ch'egli avrebbe potuto fare se avesse preferito la qualità alla quantità e l'arte al guadagno. (p. 197) ==''Sessanta''== *Uno dei vantaggi del [[piacere]] sul dolore è che al piacere puoi dire basta, al dolore non puoi. (II) *La coscienza è un dialogo che facilmente diventa alterco. E allora finisce purtroppo ad aver ragione quello dei due che grida più forte e più a lungo: l'istinto. (III) *A paragone del [[Presente e passato|presente]] sembra bello il [[Presente e passato|passato]] perché gl'imbecilli defunti nessuno li ricorda. (IV) *Grassa pigrizia quella per cui si chiama [[Dio]] tutto ciò che non si riesce a spiegare. Dio sarebbe la somma della nostra ignoranza? (VI) *La [[noia]] è un'invenzione degl'infingardi. (VII) *Sì, la [[coscienza morale|coscienza]] è uno [[specchio]]. Almeno stesse fermo. Più lo fissi, invece, e più trema. (VIII) *Una puntura di [[zanzara]], prude meno, quando sei riuscito a schiacciare la zanzara. (IX) *Vedi di non chiamare [[intelligenza|intelligenti]] solo quelli che la pensano come te. (X) *Voler dimenticare il [[passato]] è come voler dimenticare la legge di gravità. Si può fare un salto, ma chi lo fa deve, quando ricade, essere più attento di chi ha fatto soltanto un passo. (XI) *Sia benedetta la bugia che ci lascia vivere e che si chiama [[speranza]]. (XIII) *[[Vecchio]] è chi più non desidera che, comunque, vivere. Di questi vecchi alcuni hanno solo ventanni. (XV) *Dubitare di sé stesso è il primo segno dell'intelligenza. (XVI) *La [[giovinezza]] non sta nel mutare idee e passioni ogni giorno, ma nel provare ogni giorno le proprie idee e passioni contro la realtà, per vedere se tagliano. (XVIII) *Chi descrive il proprio [[dolore]], anche se piange è sul punto di consolarsi. (XIX) *La [[felicità]] è un modo di vedere. (XXI) *Il libro che più m'ha consolato in questa vita, mi rincresce, non è d'un italiano: è [[Montaigne]]. Potessi quella sera portarlo con me e lassù rileggermelo, guardando ogni tanto tra due nuvole la dolce terra... (XXIV) *Per meglio sopportare un dolore dell'animo immagina che sia un dolore del corpo, e che una ferita d'amore o d'amor proprio sia una ferita della carne: rimarginata in cinque o dieci giorni, guarita in venti. E per tanto poco ti disperi? (XXVII) *Quello che non si [[Scrivere|scrive]], è perduto. Quello che è scritto male, è come se non fosse scritto. (XXVIII) *Se vuoi [[offendere]] un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano. (XXXIII) *Credi nella bellezza e nel suo fascino eterno, in questa vita e forse nell'altra. (XXXV) *Molte anime nobili amano il prossimo loro soltanto quando è miserabile, ammalato, agonizzante; quando insomma sono sicure della loro superiorità. (XXXVI) *Non aspettare che il vento gonfi la [[vela (sistema di propulsione)|vela]] della tua [[fortuna]]. Soffiaci dentro da te. (XXXIX) *Essere un [[mediocrità|mediocre]] non è una pena. La pena è accorgersene. Ma è un mediocre chi s'avvede d'esserlo? (XLII) *Si chiama [[diritto]] quel momento in cui la forza si riposa e prende respiro. (XLIV) *Triste dote l'[[esperienza]]. Vuol dire che a rileggere la mia pagina stampata, vi scorgo più difetti di quelli che vi scorgevo a trent'anni. E doppio è lo sforzo per ricominciare. (XLV) *Consiglio a un giovane [[Giornalista|cronista]]: — Se vuoi carpire una [[notizia]], di' che già la sai. (LV) *Nelle polemiche sui [[giornali]] la sola difesa valida è l'assalto. (LVIII) *Piegare il più crudele e inflessibile padrone nostro, il tempo, obbligarlo ad allungarsi, ad abbreviarsi, a interrompersi, a pesare o a volar via a nostro piacimento, ecco il miracolo della [[musica]]. Ed è giusto, per questo miracolo, chiamarla divina. (LIX) *Una [[donna]], in ogni consiglio che dà, anche senza volerlo mette un poco del proprio vantaggio. Segui pure il consiglio, ma prima misura quel vantaggio. (LX) *Il disprezzo del [[passato]] o è ignoranza o è paura. (LXVI) *L'uomo che afferma "Io posso quel che voglio" è un impotente. (LXXIII) *Se non hai nemici, fattene. Solo i tuoi nemici perderanno tempo a parlare di te. A parlarne male? Che te ne importa? (LXXV) *La fede è d'oro, l'entusiasmo è d'argento, il fanatismo è di piombo. (LXXVII) *Il [[giornalista]] è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell'immortalità. (XCVI) *Amare al buio, dormire al sole, mangiare in silenzio: tre sciocchezze. (CII) *Se vuoi ingiuriare qualcuno, ingiurialo con amabilità. (CIII) *L'[[amore]] in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci. (CIX) *Dì bene del tuo [[nemico]] soltanto se sei certo che glielo andranno a ripetere. (CXI) *La [[solidarietà]] è la forza dei deboli. La solitudine è la debolezza dei forti. (CXIII) *Dai libri che leggi, posso giudicare della tua professione, cultura, curiosità, libertà. Dai libri che [[rilettura|rileggi]], conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri. (CXIX) *La [[maschio e femmina|donna]] [[innamoramento|innamorata]] non perdona le offese che le ha fatto il suo uomo, le dimentica. L'[[maschio e femmina|uomo]] innamorato non dimentica le offese fattegli dalla sua donna, le perdona. (CXLIII) *A odiare perdi tempo e salute. A disprezzare guadagni l'uno e l'altro. (CLVIII) *Se vuoi assaporare la virtù, pecca qualche volta. (CLXXI) *L'[[ignoranza]] è la palpebra dell'[[anima]]. La cali, e puoi dormire e anche sognare. (CXCVI) *Forse l'[[esperienza]] giova a questo o a quell'uomo. All'umanità non giova a niente. (CCXLII) *Fammi un favore, e siimene grato. (CCXCI) *Il male è che la [[generosità]] può anche essere un buon affare. (CCLXXVI) *II [[rimpianto]] è il passatempo degl'incapaci. (CCLXXIX) *L'[[astuzia|astuto]] è un uomo intelligente che ha paura d'essere un imbecille. (CCCXXVIII) *Un amico t'ha rubata l'[[amante]]? Gli perdonerai. Tu hai rubato l'amante a un tuo amico? Non gli perdonerai mai. (CCCL)<ref>Secondo quanto riportato in ''Sessanta'', questa citazione non è stata scritta da Ojetti, ma da lui ritrovata su alcuni fogli dal titolo ''Consigli a me stesso se per prodigio tornassi giovane'' fra le pagine di una copia del 1548 delle ''Prose'' di [[Agnolo Firenzuola]], appartenuta a un suo zio.</ref> *Il [[Genialità|genio]] senza ingegno è una barca senza remi. *Niente assomiglia tanto a una donna onesta quanto una donna disonesta della quale tu ignori le colpe. *Quando la donna che t'ama, ti loda, non t'insuperbire: loda sé stessa. *Quando la tua donna sarà sicura di farti felice soltanto col suo amore, sii sicuro che per te comincia l'infelicità. ==Citazioni su Ugo Ojetti== *È un dimenticato, Ojetti, come in questo Paese lo sono quasi tutti coloro che valgono. Se io dirigessi una scuola di giornalismo, renderei obbligatori per i miei allievi i testi di tre Maestri: Barzini, per il grande reportage; Mussolini (non trasalire!), quello dell'Avanti! e del primo Popolo d'Italia, per l'editoriale politico; e Ojetti, per il ritratto e l'articolo di arte e di cultura. ([[Indro Montanelli]]) *L'Ojetti è rappresentativo da più punti di vista: ma la codardia intellettuale dell'uomo supera ogni misura normale. ([[Antonio Gramsci]]) *Quella vecchia canaglia di Ojetti, che dicono stia tirando le cuoia per galanterie nocive ai settantenni, ha per me due definizioni. La pubblica: «L'acuto e amaro Cajumi»; la privata: «Un limone sotto aceto». ([[Arrigo Cajumi]]) ===[[Luigi Federzoni]]=== *Egli è quello che i francesi chiamerebbero ''un manieur d'idées''. La qualità più spiccata della sua mente – una curiosità di continuo sveglia e pronta a rivolgersi verso le cose più disparate – lo rende, per dir così, atto a percepire tutte le vibrazioni precorritrici d'ogni cosa che si agiti per l'aria. Questo fa sì ch'egli sia e paia sempre all'avanguardia, ch'egli preferisca sembrar troppo moderno piuttosto che incline a qualche sosta ideale: il che spiega, anche, se non giustifica, certe sue intemperanze di odî e d'amori. *Egli è socialista: la qual cosa a molti sembra in flagrante contraddizione con la caramella, i panciotti e i viaggi in ''sleeping-car'' dello scrittore ''viveur'': sì che dubitano della sua sincerità. Non ne dubito io, che vedo in questo atteggiamento politico d'un giovane nato e cresciuto in una società conservatrice, il medesimo spirito di sbrigliata opposizione da cui egli è stato condotto a buttare all'aria tanti idoli, anche sacrosantamente venerabili, nel tempio dell'arte. Cominciò appunto per «fronda»: ma all'energia assorbente di quel partito è assai difficile resistere, né egli resistette; e divenne un socialista pronto, convinto e quasi disciplinato. *Egli è un grande e costante lavoratore; e veste con l'eleganza di un ricco gaudente, e frequenta salotti e palcoscenici. Egli discute con un'eccellenza o con un altro qualsiasi monumento nazionale ambulante, intorno a un tema gravissimo; e, mentre reca nella discussione la facilità e la facondia del suo coltissimo intelletto, osa intermettere agli alti ragionamenti il frizzo e la botta satirica. Parimenti, in un articolo di giornale o di rivista, approfondisce ed esaurisce un argomento, così, sorridendo, senza affaticare il lettore e senza ch'egli stesso paia mai affaticarsi... *Sotto i panni e le abitudini di un giovanotto del bel mondo, sotto la volubile gaiezza della sua conversazione, Ugo Ojetti nasconde la maturità di un carattere fermamente e solidamente volontario, che lo tien lontano dal più spaventoso pericolo, quello delle intime stanchezze spirituali; un carattere supremamente moderno, materiato com'è di scetticismo e di ottimismo, abbastanza scettico per non illudersi e non entusiasmarsi, abbastanza ottimista per non sfiduciarsi e non addormentarsi. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Ugo Ojetti, ''Alla scoperta dei letterati'', Bocca, 1899. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettibellobrutto/page/n2/mode/1up Bello e brutto]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1930 *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojetticosevistevoluno/page/n4/mode/1up Cose viste: {{small|vol. I, 1921-1927}}]'', con una prosa di Gabriele D'Annunzio, Sansoni, Firenze, stampa 1951. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/inanitralecolonn00ojet/page/n4/mode/1up/ I nani tra le colonne]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1920. *Ugo Ojetti, ''I taccuini: 1914-1943'', Sansoni, Firenze, 1954. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ladecimaesposizi00ojet/page/3/mode/1up La decima esposizione d'arte a Venezia - 1912]'', Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1912. *Ugo Ojetti, ''Le cose viste''; citato in ''Storia illustrata'', anno II, n. 1, gennaio 1958, Arnoldo Mondadori Editore. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettiottocentonovecento/mode/1up Ottocento Novecento e via dicendo]'', A. Mondadori, Milano, 1936. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettipiuvivideivivi/page/n4/mode/1up Più vivi dei vivi]'', A. Mondadori, Milano, 1938. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettisessanta/mode/1up Sessanta]'', Mondadori, Milano, 1937. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ojetti, Ugo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] nf40pbdesb0or1uiy3d3juykzo7pp6d 1415619 1415618 2026-06-04T15:51:16Z Gaux 18878 /* Citazioni di Ugo Ojetti */ wlink 1415619 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Ugo-Ojetti.jpg|thumb|Ugo Ojetti]] {{indicedx}} '''Ugo Ojetti''' (1871 – 1946), scrittore, critico d'arte e giornalista italiano. ==Citazioni di Ugo Ojetti== *È stato ripetuto fino alla sazietà che prima lo ''[[Sturm und Drang]]'', poi il [[Romanticismo]] che lo moderò e lo addolcì e ne mutò l'uragano in un sospiro, rappresentarono il trionfo dell'[[Idealismo (filosofia)|idealismo]] non solo sul vecchio materialismo tedesco ma su tutta l'Europa.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LItaliaELaCiviltTedesca/mode/1up L'Italia e la civiltà tedesca]'', Ravà e C. Editori, Milano, 1915, p. 18.</ref> * {{NDR|Ritorno dal pascolo di [[Francesco Filippini]]}} è un dipinto desolato in cui le pecore tosate sembrano assumere valore di simbolo, con quel tramonto sanguigno là in fondo”<ref name=dossier>Citato in ''[https://www.stilearte.it/francesco-filippini-il-dossier-uno-splendido-pittore-morto-a-42-anni-di-tisi/ Francesco Filippini, il dossier. Uno splendido pittore morto a 42 anni di tisi]'', ''stilearte.it'', 4 novembre 2015.</ref> *{{NDR|In occasione della morte di [[Giulio Aristide Sartorio]]}} Era un lavoratore infaticabile, di una puntualità meticolosa. Gli offrivano, in una esposizione, una sala di tanti metri. Rispondeva che, per il giorno tale, avrebbe consegnato tanti paesi di metri e di centimetri tanti, e ancora non ne aveva dipinto uno; ma arrivava, con le sue casse, all'ora promessa. Per il fregio del parlamento si vantava tranquillo, di aver dipinto in novecentotrenta giorni, duecentottantacinque figure di uomini e di animali su quattrocentocinquanta metri di tela. Teneva questa tela avvolta sopra un gran rullo diritto, e la tela dipinta faceva ogni settimana un passo, come dicono i meccanici, di tanti metri, non uno di meno.<ref>da ''Corriere della Sera'', 6 ottobre 1932; citato in Vittorio Sgarbi, ''Davanti all'immagine'', RCS Rizzoli Libri, Milano, 1989, p. 187. ISBN 88-17-53755-1</ref> *Gli uomini di genio e i dominatori secondo l'intrepido [[Ludwig Woltmann|Woltmann]], erano tutti alti biondi dolicocefali, compreso Gesù Cristo. Se Napoleone, Voltaire, Kant erano bassi ed erano bruni, ci si salvava col colore degli occhi e con l'indice cefalico! Tutti i busti dei Cesari in Campidoglio mostravano il tipo germanico nel cranio e nella faccia.<ref>Da ''L'Italia e la civiltà tedesca'', Ravà & C. - Editori, Milano, 1915, p. 28.</ref> *L'[[architettura]] è nata per essere fondamento, guida, giustificazione e controllo, ideale e pratico, d'ogni altra arte figurativa.<ref>da ''L'architettura (Commenti)'', in ''Dedalo'', 6.1925/26, p. 412.</ref> *L'''Edera'', dipinta nel 1878, pochi mesi prima di morire, fu il massimo sforzo del [[Tranquillo Cremona|Cremona]] per creare con la sua nuova tecnica un gran quadro. E fu anche il suo quadro più sincero, forse l'ultimo grido di passione della pittura lombarda prima di ripiegare le ali nel verismo.<ref>da ''[https://archive.org/details/emporium3738berguoft/page/243 Artisti contemporanei: Tranquillo Cremona]'', in ''Emporium {{small|Rivista mensile illustrata d'arte letteratura scienze e varietà}}'', Istituto italiano d'arti grafiche Bergamo - Editore, volume XXXVIII, ottobre 1913, n. 226, p. 261.</ref> *L'[[Italia]] è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso.<ref>Citato in [[Indro Montanelli]], ''Il caro indimenticabile Virgilio Lilli'', ''Corriere della Sera'', 2 dicembre 2000.</ref> *{{NDR|[[Adolfo Wildt]]}} La sua voce ha alti e bassi improvvisi: o grida o bisbiglia. Di corpo egli è piccolo e lieve, agile a cinquantasett'anni quanto un adolescente. I capelli son radi, grigi, corti e ritti. Sul volto raso, ossuto quanto un teschio, la pelle elastica e bruna si distende o si raggrinza in smorfie eccessive. Si direbbe che per un niente egli voglia dare al suo volto il massimo dell'espressione, con quel poco che ha. Tutto è mobile, occhi, sopracciglia, palpebre, narici, labbra, orecchie, e tutto si sposta su quella faccia cubica a distanze inaspettate. Le sopracciglia ecco, si congiungono ad angolo ottuso sul mezzo della fronte, componendo una maschera tragica e plorante, che tien del giapponese. D'un tratto si distendono, si separano, si pacificano, e tra l'una e l'altra restano quattro dita di pelle nuda.<ref> da ''[https://archive.org/details/dedalorassegnada0702ojetuoft/page/452 Lo scultore Adolfo Wildt]'', in ''Dedalo'', Anno VII, 1926/27, vol. II, p. 452.</ref> *Noi abbiamo qualche puro disegnatore che nulla ha da invidiare a certi acclamati francesi. Basterebbe nominare tre nomi: [[Cesare Pascarella]], [[Luigi Arnaldo Vassallo]] e [[Pietro Scoppetta]], i quali farebbero con una collezione dei loro disegni patetici o ironici, mollemente sensuali o rudemente sintetici, la fama di qualunque esposizione.<ref>da ''[https://archive.org/details/lartemodernavene00ojet/page/214 L'arte moderna a Venezia. {{small|Esposizione mondiale del 1897}}]'', Enrico Voghera Editore, Roma, 1897, p. 214.</ref> *Parlare di razza e cercare le origini ataviche nell'arte d'uno scultore o d'uno scrittore è fuori moda, e m'inchino; ma oso sfidare anche Benedetto Croce, se vedesse i tragici contorcimenti e i simboli astrusi di quest'arte, a non gridare al tedesco e a non pensare che {{sic|Mathias}} Grünewald<ref>Mathis Gothart Nithart, meglio noto come Matthias Grünewald (1480 circa-1528), pittore tedesco noto per la drammaticità visionaria dei suoi temi di carattere religioso.</ref>, ad esempio, abbia suggerito a Adolfo Wildt vesti, volti, gesti, mani, spasimi e svenimenti. Ho scelto {{sic|pel}} paragone un pittore perché i marmi di Wildt traforati, assottigliati, lucidati, tanto che ogni raggio e riflesso vi si frantumano e immillano, suggeriscono a noi italiani il confronto prima con la pittura che con la scultura come l'intendiamo noi da Vulca<ref>Scultore etrusco del VI secolo a.C.</ref> a Canova.<ref>da ''[https://archive.org/details/dedalorassegnada0702ojetuoft/page/442 Lo scultore Adolfo Wildt]'', in ''Dedalo'', Anno VII, 1926/27, vol. II, pp. 442-443.</ref> *''Sturm und Drang'', Uragano ed Impeto, si chiamerà [...] il primo movimento poetico tipicamente anarchico e tedesco, prendendo il suo nome da una noiosa e presuntuosa tragedia di [[Friedrich Maximilian Klinger|Massimiliano Klinger]] rappresentata nel 1776. Sfrenato, stravagante, pazzesco, amorale, tutto orgoglio e ostentazione, questo movimento da cui uscì il [[Romanticismo]] tedesco, rivendica con un fare (oggi si direbbe) da [[Futurismo|futurista]] i diritti dell'originalità contro le convenzioni sociali e le leggi morali, i diritti dell'avvenire contro il passato, il diritto dell'istinto e della passione contro la ragione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/LItaliaELaCiviltTedesca/mode/1up L'Italia e la civiltà tedesca]'', Ravà e C. Editori, Milano, 1915, p. 16.</ref> *{{NDR|Su [[Henry de Montherlant]]}} [...] uno scrittore muscoloso e spietato, anzi insolente, formatosi, carattere e stile, nella guerra e nello sport più rischioso, tanto che s'è perfino esercitato in parecchie corride a fare da espada. Nelle lodi dei corpi belli e dell'ardimento continuo e del franco piacere, lo stesso D'Annunzio sembra meno sfrontato di lui perché spesso attutisce l'urto con l'olimpica evocazione degli antichi e dell'arte.<ref>da ''Ragazze'', ''Corriere della Sera'', 27 settembre 1936, p. 3.</ref> ==''Bello e brutto''== *Chi vuol conoscere [[Luca Signorelli]], deve salire a Orvieto, non solo perché nella cappella Nuova al duomo egli descrivendo il gran Giudizio e i premi e le pene d'oltretomba ha dipinto il suo capolavoro, ma anche perché vi vedrà due ritratti che v'ha lasciati di sé stesso in quell'età di sessant'anni, tanto vivi e fieri da valere cento biografie. (''Signorelli'', p. 44) *Il [[Pietro Piffetti|Piffetti]], intarsiatore abilissimo, spesso strafà, ed è lodevole solo in talune tavole dove l'intarsio d'osso e d'avorio serve appena a sottolineare l'intarsio dei legni preziosi. Più è ammirevole nelle forme arcuate e appena rigonfie che spesso dà a tavole e tavolini e che ricordano il garbo dei violini. (''L'Esposizione del Settecento italiano a Venezia'', p. 252) *{{NDR|Commentando i lavori attribuiti a [[Giuseppe Maria Bonzanigo]] nell'Esposizione del Settecento italiano a Venezia del 1929}} Se sono suoi i quattro divani del salotto della Regina e il salotto a tre specchiere ch'era fino a pochi anni fa nel palazzo Cisterna, cogl'intagli dorati in due tòni, in oro verde e in oro giallo, egli merita di stare accanto ai più rinomati francesi del secolo (l'intagliatore «francese» [[Juste-Aurèle Meissonnier|Meissonnier]] non era, del resto, italiano come i Cafieri, anzi piemontese?). Qui il suo capolavoro è, per l'esecuzione perfetta e il sobrio gusto, il paravento che viene dal palazzo Reale di Torino. (''L'Esposizione del Settecento italiano a Venezia'', p. 253) *Molti pittori mutano Dio ogni stagione. Al loro confronto un merito di [[Felice Casorati]] è d'essere monoteista. Per questo riconosci le opere di lui al primo sguardo, sode, semplici, chiare, ben bilicate, un poco gelate dalla magica geometria come si conviene al secolo calcolatore; e per questo tanti giovani lo seguono, così che ha più scolari lui nel suo studio che i professori di pittura nelle Accademie. (''La pittura a Napoli nell'Ottocento'', p. 268) *{{NDR|[[Domenico Morelli (pittore)|Domenico Morelli]]}} [...] sceneggiatore insuperabile e anche melodrammatico, animo ardente la cui fiamma troppo spesso si spegneva nel sospiro d'un bozzetto. (''La pittura a Napoli nell'Ottocento'', p. 275) ==''Cose viste''== *{{NDR|A proposito di [[Benito Mussolini]]}} Labbra diritte, mandibole prominenti, mento quadrato, è il suo volto fisso, volontario, diciamo classico. (v. I) *Se a taluno degli assidui più melomani si chiede quale è stato l'evento più straordinario tra tante bellezze, è probabile che risponda essere stata la stecca d'un tenore meritamente celebre all'ultimo atto d'un'opera non tutta degna, ormai, d'essere celeberrima. *Si è sempre i meridionali di qualcuno. (''In casa del Petrarca'') *Odio il [[punto esclamativo]], questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce, questo gran spiedo per un passero, questo palo per impalare il buon senso, questo stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, questo punteruolo da ciabattini, questa siringa da morfinomani, questa asta della bestemmia, questo pugnalettaccio dell'enfasi, questa daga dell'iperbole, quest'alabarda della retorica. Quando, come s'usa nei nostri tempi scamiciati, ne vedo due o tre in fila sul finir d'un periodo, che sembrano gli stecchi sul didietro di un'oca spennata, chiudo il libro perché lo sento bugiardo. Adesso v'è anche chi te l'accoppia con l'interrogativo, che par di veder Arlecchino appoggiato a Pulcinella. Tanto odio questa romantica lacrimuccia nera quando la vedo sgocciolare sulla povera candida pagina, che in essa mi immagino di scoprire or la causa or l'effetto, certo il chiaro simbolo di tutti i mali delle nostre lettere, arti e costumi. E se potessi far leggi, bandirei il punto esclamativo dalla calligrafia, dalle tipografie, dalle macchine da scrivere, dall'alfabeto Morse, con la speranza che a non vederlo più gli italiani se ne dimenticassero anche nel parlare e nel pensare, e pian piano espellessero dal loro sangue questo microbio aguzzo il quale dove arriva fa imputridire i cervelli e la ragione e rimbambisce gli adulti, acceca i veggenti, instupidisce i savi, indiavola i santi... Il punto esclamativo è il servo scemo dell'interiezione. *{{NDR|[[Castel Sant'Angelo]]}} Salgo fino alla terrazza. Che gloria! Nel tepore che avvolge questo {{sic|decembre}} mentre si viene addormentando nell'inverno, nell'aria limpida che dietro l'Aventino, dietro il Quirinale, dietro il Pincio, dietro i Parioli rivela, dagli Albani ai Sabini, tutti i monti lontani con quel tanto di neve in cima che separi il loro azzurro dall'azzurro del cielo, ci si sente leggeri, schiariti, esilarati. E si capisce che anche questo gran [[Arcangelo Michele|San Michele]] quassù ringuaini la spada.<br>Vi saranno cento persone stamane su questa terrazza, felici come me, lo sguardo imbambolato dalla gran luce. Tutto popolo. E c'è chi si protende dal parapetto a guardare, e resta così immobile come aspettasse l'ali per partire a volo. C'è chi si sdraia per terra, contro il muro del mastio, lasciandosi imbevere di sole e di cielo. E ognuno è solo. Anche gl'innamorati si dividono, svuotati e rapiti da questa immensità. No: c'è un omone tarchiato e sanguigno che in romanesco spiega a due amici di provincia nientemeno che «l'idea del [[Gian Lorenzo Bernini|Bernini]]». Ha tratto di tasca una grossa chiave, l'ha volta verso [[Basilica di San Pietro in Vaticano|San Pietro]]: – Ecco quale era l’idea del Bernini. Voleva rifare a forza di porticati la chiave di San Pietro. L'occhio della chiave, lo vedete, l'ha fatto: è il porticato rotondo, quello là, davanti alla basilica. La canna della chiave doveva venir giù per Borgo fino a qui sotto, fino a Ponte Sant’Angelo. Ponte Sant'Angelo, in fondo, sarebbe stato il rettangolo cogl'ingegni della chiave. Capite? Ma il progetto, al [[Papa Alessandro VII|papa]] non gli piacque. Diceva: Li forestieri lassamoli venì su ste straducce e pe' sti vicoli: cosi quanno arrivano davanti a la piazza, je fa più effetto. Capite come fu? Era un papa che ragionava fino. — Ma i due non gli {{sic|dànno}} più retta. Anche loro sono partiti in sogno, e stanno a guardare il fiume giallo, Borgo Vecchio, San Pietro, i palazzi del papa e, dietro, gli alberi del Giardino, color di ruggine. (vol I, 1921-1927, Sansoni, Firenze, stampa 1951, [https://archive.org/details/ojetticosevistevoluno/page/n221/mode/2up pp. 210-211]) ===''Garibaldi piange''=== *Un sottufficiale di marina m'apre il cancello. Sono nel cortile della casa di [[Giuseppe Garibaldi]].<br>Si sa, questo luogo sembra di conoscerlo a mente. La prima volta lo vidi che ero bambino, in una stampa dell'''Emporio Pittoresco'': il pino a due tronchi, e ai suoi piedi il sedile, e di fronte il fico; la casetta nana con due finestre e una porta, la prima casa che egli costruì a Caprera; e accanto, l'altra appena più alta, di legno. *Sul masso di granito che chiuse la salma in nero: «Garibaldi». Ecco, mi torna all memoria che in quella stampa di quando ero bambino si vedeva presso la sua casa lui stesso in piedi, di faccia, appoggiato alle sue grucce. *Garibaldi s'è rifugiato, s'è riposato qui; ma ha vissuto altrove, là dove ha agito, là dove c'erano uomini contro lui o dietro a lui, da villa Pamphily a Bezzecca, dove:<br>''s'udivano | passi in cadenza ed i sospiri | de' petti eroici nella notte''.<ref>{{cfr}} [[Giosuè Carducci]], ''A Giuseppe Garibaldi'', in ''Odi barbare'', vv. 5-7.</ref> ==''I nani tra le colonne''== *{{NDR|[[Attilio Selva]]}} [...] uno dei pochi scultori giovani che sappia di quanta architettura è fatta la scultura [...]. (cap. I, p. 78) *Il [[Arturo Dazzi|Dazzi]] ha due meriti, innegabili e memorabili: d'aver voltato le spalle al pregiudizio delle statue vestite, e d'aver trovato, dopo due o tre tentativi, una linea netta solida caratteristica, d'impeto e pur d'equilibrio. Adesso che ha vinto {{NDR|il concorso per il monumento a [[Enrico Toti]]}}, deve acquietarsi e meditare: deve cioè, in obbedienza a questa bella linea monumentale e a quest'espressione già tanto ben definita, modellare la sua statua senza enfasi. (cap. I, p. 82) *Il Dazzi, di Carrara, laborioso, animoso, espertissimo nell'arte sua, seppe spesso frenarsi e parlare con semplicità: la testa colossale del Toti qui è la prova di questa sua forza. [...].<br>La statua di Enrico Toti nella gran luce d'una piazza o d'un parco romano dovrà sembrare con la sua gamba monca, quasi un frammento d'una statua antica che la passione abbia per prodigio rianimata e lanciata contro gl'immutabili barbari, a uccidere e a morire. (cap. I, p. 83) *C'è per poco a Bologna una bella piazza di più: una piazza con quattro [[Torri di Bologna|torri]]. Due le conosce tutto il mondo: la Garisenda e quella degli Asinelli. Le altre due, pare che fino a cinque o sei anni fa non le conoscesse più nessuno, nemmeno per sentito dire: la torre degli Artenisi e la torre dei Riccadonna. Sono venute fuori, rosse e rozze, dalle demolizioni del centro di Bologna tra via Mazzini e via Capreria, ma potenti e imponenti sebbene i loro venticinque metri d'altezza {{sic|sieno}} una statura da casa borghese in confronto ai quarantasette metri della Garisenda e ai novantotto della Asinelli regina del cielo. E si sposano così bene, nella stessa piazza, a quelle due, col colore e con le linee, e rivelano {{sic|súbito}} con {{sic|tanto}} pittoresca evidenza al passante più distratto, l'aspetto della fiera Bologna di sette od otto secoli fa, tutta torri, che si rimane estatici a guardarle, il cuore in sogno. (cap. III, p. 184) *Bell'uomo, alto, adusto e muscoloso, con quella timidezza di gesto che hanno i marinai troppo alti e troppo grossi in confronto all'angustia delle loro cuccette e cabine, conoscevo bene [[Romano Romanelli]] e la storia della sua passione per l'arte. [...], Romano aveva lasciato anni fa la sua carriera di marinaio per l'amore della scultura, e non più giovanissimo s'era messo a studiare e a modellare con un fervore di assiduità che poteva servire d'esempio ai tanti {{sic|genii}} svogliati e divini della «sensibilità» oggi di moda. (cap. IV, p. 216) *I modellatori di [[Medaglia|medaglie]], antichi e nuovi, si possono, alla fine, ridurre a due specie: quelli che appiattiscono e ricamano teste e invenzioni così da uguagliarne il rilevo al cordone del contorno, e la loro arte minuta e gentile tiene {{sic|ancóra}} della moneta; quelli che più arditi trattano la medaglia a gran chiaroscuro come un bassorilievo, né temono aggetti e spessori purché distribuiti e pesati con norma d'arte e severamente stretti dalla morsa della forma rotonda, come furono «i medaglioni di getto» del Pisanello e dei suoi imitatori veneti, lombardi e toscani del quattrocento. Già ai primi del cinquecento, col Cellini, col Leoni, col Pastorino, si tornava verso la finezza e la minuzia della moneta dove l'orafo ammansa spesso e stanca la foga dello scultore. ( cap. IV, p. 218) *In questo libro {{NDR|''Scoperte e massacri''}}<ref>Ardengo Soffici, ''Scoperte e massacri. Scritti sull'arte'', Vallecchi, Firenze, 1919.</ref> i bei messia sono Renoir e Cézanne; e nessuno aveva finora parlato di loro agl'italiani con l'amore e la conoscenza con cui qui ne parla [[Ardengo Soffici]]. Egli possiede una qualità che una volta era tipicamente toscana: la qualità didattica. Si sente che, ad esporre con chiarezza le idee più astruse, è felice per sé prima che pel vantaggio dei lettori. Ad esempio la «teoria del movimento nella plastica futurista» è enunciata da lui più limpidamente che dallo stesso Boccioni. (cap. IV, p. 229) *[...] la più importante raccolta di scultura {{NDR|nella Esposizione di Torino del 1919}} è quella esposta dal triestino [[Attilio Selva]]. Già due anni fa a Roma, in una mostra nella casina sul Pincio, egli aveva riunito alcune opere sue; ma qui la maturità del suo sapere, la cosciente pienezza del suo stile sono più chiaramente visibili anche perché si tratta di tutti lavori recenti. Cere e gessi; nessun lavoro di grandi dimensioni. Ma v'è tanta prontezza di sensibilità. tanta freschezza d'espressione, tanto fine scelta dei particolari in questi volti dell<nowiki>'</nowiki>''Adolescente'' e di ''Marcellina''; v'è nei due nudi, ''Susanna'' ed ''Enigma'', un ritmo di linee così riposato e così chiuso e insieme un così sano amore della bella verità che mi è caro ripetere ancora una volta essere Attilio Selva una delle più sicure speranze della giovane scultura italiana. (cap. IV, p. 242) ==''I taccuini''== *Il gran male di [[Gabriele D'Annunzio|d'Annunzio]] è stato circondarsi di gente meschina e piccola che, vicino a lui, ascoltando lui si credeva subito geniale, divina, infallibile. (p. 63) *V'era anche a far da spettatore [[Aldo Palazzeschi|Palazzeschi]], una gamba sull'altra, una mano sull'altra appoggiate al ginocchio, immobile: gatto sornione, e amico fidato. (p. 315) ==''La decima esposizione d'arte a Venezia - 1912''== *[...] [[Vittorio Pica]], uomo di gusto sicuro, di prudenti giudizii e, nell'arte contemporanea, di molta dottrina. (p. 14) *[[Ludwig Dettmann]], dal trittico del ''Lavoro'' esposto qui nel 1895 alla ''Colazione'' esposta nel 1907, è stato sempre rappresentato a Venezia da opere più importanti di queste; anzi vi è anche oggi rappresentato meglio dalle due tele che sono da anni nella Pinacoteca civica del Palazzo Pesaro. Al sano realismo d'una volta succedette in lui, sulle tracce dell'[[Fritz von Uhde|Uhde]], un misticismo un poco duro e tedesco che faceva discendere angeli e visioni raggianti sulle scene più semplici e famigliari dei contadini della bassa Germania. Poi la sua tavolozza si cominciò ad appesantire, le forme vennero a svanire in un pennelleggiare sporco e disordinato che manca di gusto, di chiarezza e di misura. (p. 33) *[[Pietro Canonica]] ha raccolto in una sala quattordici sculture sue non tutte egualmente lodevoli. Modellatore squisito ed insistente, d'una delicata finezza nei busti femminili come provano qui il busto schivo e malinconico della ''principessa Doria-Pamphily'' e quello aperto e imperioso di ''donna Franca Florio'', d'una dolcezza tenerissima nel rendere i volti infantili, come in questo piccolo gesso della ''principessina Murat'' degno di [[Jean-Antoine Houdon|Houdon]] e di [[Augustin Pajou|Pajou]], egli talvolta vuol giungere al patetico e al tragico e gli mancano le ali, perché altra è la sua indole. Allora crea questa ''Pietà'', questo ''Abisso'', questo ''Crocifisso'' dove alcune parti sono modellate con fermezza ma manca il vigore della sintesi e come nel volto o nelle mani del Crocifisso, si ricorre, per trovar l'espressione dello spasimo, ad un realismo trito ed antiquato senza forza d'emozione. (p. 41) *[...] non dico [...] che uno scultore come il Canonica debba limitarsi a scolpire busti di donne o bimbi, sebbene nell'antichità scultori deliziosissimi come il [[Francesco Laurana|Laurana]] abbiano tranquillamente fatto con quelli la loro gloria. V'è qui un busto in bronzo del ''generale Scheremetzeff'' (il Canonica in questi ultimi anni ha lavorato molto in Russia con un successo che ricorda quello ottenuto lassù nel settecento da tanti nostri pittori, ritrattisti come lui) la cui testa scarna e tagliente è un esempio d'arte sobria ed energica. Dico solo che egli dovrebbe conoscere meglio i propri confini e vivervi contento perché son già vasti ed egli può regnarvi in pace di lavoro. (p. 41) * Il [[Hans Stoltenberg Lerche|Lerche]] nella sua inestinguibile passione per la ricerca delle novità, non solo di forma ma anche di materia, in tutte le arti decorative, s'è chiuso per mesi nella vetreria Toso a Murano e, disdegnando le forme tradizionali settecentesche in cui quest'arte s'è venuta da anni volgarizzando e isterilendo, ha creato e crea vasi e piatti di vetro di nuove fogge con pesci, molluschi, farfalle, schizzati con brio, scintillanti dei più accesi eppure armoniosi colori di pasta di vetro tra il vetro. (p. 43) ==''Ottocento Novecento e via dicendo''== *Quando ai primi del secolo {{NDR|XIV}}, la nuova fabbrica {{NDR|del duomo di Orvieto}} minacciò, dalla parte dell'abside, di rovinare, gli orvietani chiesero consiglio a un architetto senese, [[Lorenzo Maitani]], figlio d'uno scultore Matano che era, sembra, come tanti altri lapicidi e marmorari, d'origine maremmana. Lorenzo salì più volte ad Orvieto, e sono suoi, a rifianco dell'abside e della tribuna, gli archi e gli speroni contro i quali poi vennero erette la Cappella del Corporale e la Cappella Nuova [...]. (p. 91) *[...] [[Giacomo Serpotta]] palermitano, morto duecento e due anni addietro, lavorava in stucco, e tanto ha operato, sempre nella sua Sicilia e sopra tutto a Palermo che, artigiano perfetto, doveva anche procedere con una sicurezza e velocità meravigliosa,<div align=center>e con opra indefessa<br>stupida far la maraviglia istessa,</div>come scrisse il poeta don Vincenzo Parisi quando nel 1719 furono scoperti gli stucchi nell'Oratorio di San Domenico. (p. 109) *{{NDR|Giacomo Serpotta}} Scultore di stucco, si chiamava da sé; e tanto rapido, gentile, lustro e guizzante era nel modellare che talune sculture le firmava con una lucertola, traducendo dal dialetto il suo nome in una figura. (pp. 109-110) *[[Giuseppe Maria Crespi]], bolognese, detto lo Spagnolo, sembra, dal modo d'abbigliarsi, si formò alla scuola specialmente del Burrini<ref>Giovanni Antonio Burrini (1656 – 1727), pittore italiano.</ref> ma studiò i quadri del Guercino giovane più avvolti di luce, e dei veneziani; e fu anche affrescante, come si vede a Bologna nel palazzo Pepoli. Da prima con questi contrasti d'ombre e di luci seppe costruire solide composizioni di grande rilievo; poi sulle creste delle luci il suo colore finì a sfumare fresco e iridato, tra bianco, grigio e violetto, con una invenzione improvvisa e inesausta. (p. 125) *Le pieghe e giunture delle carni sono spesso un poco tonde e flosce e, con l'oscurarsi delle parti in ombra, le luci e i brilli che modellano volti, gesti e vesti, sembrano guizzare sull'unto. Ma il Crespi è un pittore che sempre si diverte nel dipingere, e che nella pennellata di tocco ha da essere paragonato, per quanto più savio, all'indiavolato Magnasco<ref>Alessandro Magnasco, detto il Lissandrino (1667 – 1749), pittore italiano.</ref> suo contemporaneo. (p. 125) *Lo [[Edmund Steppes|Steppes]] è [...] un paesista innamorato delle rocce dolomitiche, dei cieli azzurri rigati da nuvole bianche, dei piccoli laghi alpini, tondi e immobili come specchi. Ha un pennello minuto ed esperto, e un attentissimo senso dell'ora su quelle solitudini eccelse; e ogni suo paese è orchestrato sopra poche note di colore con una commovente delicatezza. (p. 160) ==''Più vivi dei vivi''== * {{NDR|[[Piero della Francesca]]}} Era per lui la figura umana come un'architettura, e le sue architetture dipinte respirano nello spazio col ritmo con cui l'uomo respira. Questo sovrano dell'arte e della scienza pittorica, costruttore d'uomini e di donne che sembrano tutti destinati a comandare o a regnare, modelli d'umanità, per l'intrepidezza dell'animo, la dignità del portamento, la bellezza del volto, la semplicità maestosa delle vesti, questo sovrano, dico, ha informato del suo esempio la pittura ferrarese. (p. 75) *A Schifanoia<ref>Palazzo Schifanoia, edificio di Ferrara.</ref>, [[Francesco del Cossa]] descrive la vita della corte e della città sotto Borso<ref>Borso d'Este (1413 – 1471) figlio illegittimo di Niccolò III d'Este e della sua favorita Stella de' Tolomei.</ref> con una scioltezza e un'eleganza che dovette allora, tra scene dal vero e ritratti, soddisfare a gara donne e cavalieri. Il colorire schietto, le forme giovanili ed agili ma anche sode e piene, la fedeltà al vero così spontanea e costante che le tre Grazie muscolose, ritte sull'alta rupe, si direbbero, meglio che nude, spogliate, col taglio del busto ancora segnato sulla vita, mettono nelle scene serene e nelle figure gradevoli un che di popolano, di muscoloso e d'ardito. (p. 84) *In Francesco del Cossa, l'arte o, meglio, lo stile resta sempre padrone e signore del vero. (p. 85) *Con [[Ercole de' Roberti|Ercole Roberti]], alla felicità della forza e della salute s'aggiunge quella della grazia. Le figure vivono in una placida luce e se ne avvolgono e la respirano. (pp. 85-86) *Tutto è chiaro ed equilibrato {{NDR|in Ercole Roberti}}, con una punta di mondanità, quale si addice al pittore caro ad Eleonora {{NDR|d'Aragona}}, all'artista che pel matrimonio d'Isabella {{NDR|d'Este}} e per quello di Beatrice d'Este disegnò e ornò fino il letto nuziale. (p. 86) *[...] si può dire che la pittura ferrarese sia col Roberti assurta ormai alla serenità della pittura fiorentina e veneziana, dove la natura più che osservata è contemplata, più che copiata è scelta, e lo spettatore, più che percosso dalle dure parole e dalle rotte grida, è rapito dalla musica delle forme e dei colori. (p. 86) *[...] dal Battistello<ref>Giovanni Battista Caracciolo, detto Battistello (1578 – 1635).</ref>, e dallo Stanzione<ref>[[Massimo Stanzione]] (1585 – 1656).</ref> deriva [[Bernardo Cavallino]], l'anima più gentile, poetica e tassesca fra tutti costoro {{NDR|gli altri maestri della pittura napoletana del Seicento}}, con la grazia ombrosa e pieghevole delle sue giovani sante, con la sua pennellata leggera e piumosa, con le sue sete spiegazzate, gli azzurri languidi, i grigi di perla, i bruni infocati che si spengono nel pallore dei volti. (p. 189) *[[Luca Giordano]] [...], fiacco di disegno, ardito di colore, fu sul finire del Seicento il più rinomato dei nostri pittori in tutta Europa, da Madrid dove affrescò, fino a Costantinopoli dove mandò tele ammirate. Bastano i ritratti da lui dipinti e le vaste e pingui {{sic|naturemorte}} a darci il rimpianto di quel ch'egli avrebbe potuto fare se avesse preferito la qualità alla quantità e l'arte al guadagno. (p. 197) ==''Sessanta''== *Uno dei vantaggi del [[piacere]] sul dolore è che al piacere puoi dire basta, al dolore non puoi. (II) *La coscienza è un dialogo che facilmente diventa alterco. E allora finisce purtroppo ad aver ragione quello dei due che grida più forte e più a lungo: l'istinto. (III) *A paragone del [[Presente e passato|presente]] sembra bello il [[Presente e passato|passato]] perché gl'imbecilli defunti nessuno li ricorda. (IV) *Grassa pigrizia quella per cui si chiama [[Dio]] tutto ciò che non si riesce a spiegare. Dio sarebbe la somma della nostra ignoranza? (VI) *La [[noia]] è un'invenzione degl'infingardi. (VII) *Sì, la [[coscienza morale|coscienza]] è uno [[specchio]]. Almeno stesse fermo. Più lo fissi, invece, e più trema. (VIII) *Una puntura di [[zanzara]], prude meno, quando sei riuscito a schiacciare la zanzara. (IX) *Vedi di non chiamare [[intelligenza|intelligenti]] solo quelli che la pensano come te. (X) *Voler dimenticare il [[passato]] è come voler dimenticare la legge di gravità. Si può fare un salto, ma chi lo fa deve, quando ricade, essere più attento di chi ha fatto soltanto un passo. (XI) *Sia benedetta la bugia che ci lascia vivere e che si chiama [[speranza]]. (XIII) *[[Vecchio]] è chi più non desidera che, comunque, vivere. Di questi vecchi alcuni hanno solo ventanni. (XV) *Dubitare di sé stesso è il primo segno dell'intelligenza. (XVI) *La [[giovinezza]] non sta nel mutare idee e passioni ogni giorno, ma nel provare ogni giorno le proprie idee e passioni contro la realtà, per vedere se tagliano. (XVIII) *Chi descrive il proprio [[dolore]], anche se piange è sul punto di consolarsi. (XIX) *La [[felicità]] è un modo di vedere. (XXI) *Il libro che più m'ha consolato in questa vita, mi rincresce, non è d'un italiano: è [[Montaigne]]. Potessi quella sera portarlo con me e lassù rileggermelo, guardando ogni tanto tra due nuvole la dolce terra... (XXIV) *Per meglio sopportare un dolore dell'animo immagina che sia un dolore del corpo, e che una ferita d'amore o d'amor proprio sia una ferita della carne: rimarginata in cinque o dieci giorni, guarita in venti. E per tanto poco ti disperi? (XXVII) *Quello che non si [[Scrivere|scrive]], è perduto. Quello che è scritto male, è come se non fosse scritto. (XXVIII) *Se vuoi [[offendere]] un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano. (XXXIII) *Credi nella bellezza e nel suo fascino eterno, in questa vita e forse nell'altra. (XXXV) *Molte anime nobili amano il prossimo loro soltanto quando è miserabile, ammalato, agonizzante; quando insomma sono sicure della loro superiorità. (XXXVI) *Non aspettare che il vento gonfi la [[vela (sistema di propulsione)|vela]] della tua [[fortuna]]. Soffiaci dentro da te. (XXXIX) *Essere un [[mediocrità|mediocre]] non è una pena. La pena è accorgersene. Ma è un mediocre chi s'avvede d'esserlo? (XLII) *Si chiama [[diritto]] quel momento in cui la forza si riposa e prende respiro. (XLIV) *Triste dote l'[[esperienza]]. Vuol dire che a rileggere la mia pagina stampata, vi scorgo più difetti di quelli che vi scorgevo a trent'anni. E doppio è lo sforzo per ricominciare. (XLV) *Consiglio a un giovane [[Giornalista|cronista]]: — Se vuoi carpire una [[notizia]], di' che già la sai. (LV) *Nelle polemiche sui [[giornali]] la sola difesa valida è l'assalto. (LVIII) *Piegare il più crudele e inflessibile padrone nostro, il tempo, obbligarlo ad allungarsi, ad abbreviarsi, a interrompersi, a pesare o a volar via a nostro piacimento, ecco il miracolo della [[musica]]. Ed è giusto, per questo miracolo, chiamarla divina. (LIX) *Una [[donna]], in ogni consiglio che dà, anche senza volerlo mette un poco del proprio vantaggio. Segui pure il consiglio, ma prima misura quel vantaggio. (LX) *Il disprezzo del [[passato]] o è ignoranza o è paura. (LXVI) *L'uomo che afferma "Io posso quel che voglio" è un impotente. (LXXIII) *Se non hai nemici, fattene. Solo i tuoi nemici perderanno tempo a parlare di te. A parlarne male? Che te ne importa? (LXXV) *La fede è d'oro, l'entusiasmo è d'argento, il fanatismo è di piombo. (LXXVII) *Il [[giornalista]] è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell'immortalità. (XCVI) *Amare al buio, dormire al sole, mangiare in silenzio: tre sciocchezze. (CII) *Se vuoi ingiuriare qualcuno, ingiurialo con amabilità. (CIII) *L'[[amore]] in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci. (CIX) *Dì bene del tuo [[nemico]] soltanto se sei certo che glielo andranno a ripetere. (CXI) *La [[solidarietà]] è la forza dei deboli. La solitudine è la debolezza dei forti. (CXIII) *Dai libri che leggi, posso giudicare della tua professione, cultura, curiosità, libertà. Dai libri che [[rilettura|rileggi]], conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri. (CXIX) *La [[maschio e femmina|donna]] [[innamoramento|innamorata]] non perdona le offese che le ha fatto il suo uomo, le dimentica. L'[[maschio e femmina|uomo]] innamorato non dimentica le offese fattegli dalla sua donna, le perdona. (CXLIII) *A odiare perdi tempo e salute. A disprezzare guadagni l'uno e l'altro. (CLVIII) *Se vuoi assaporare la virtù, pecca qualche volta. (CLXXI) *L'[[ignoranza]] è la palpebra dell'[[anima]]. La cali, e puoi dormire e anche sognare. (CXCVI) *Forse l'[[esperienza]] giova a questo o a quell'uomo. All'umanità non giova a niente. (CCXLII) *Fammi un favore, e siimene grato. (CCXCI) *Il male è che la [[generosità]] può anche essere un buon affare. (CCLXXVI) *II [[rimpianto]] è il passatempo degl'incapaci. (CCLXXIX) *L'[[astuzia|astuto]] è un uomo intelligente che ha paura d'essere un imbecille. (CCCXXVIII) *Un amico t'ha rubata l'[[amante]]? Gli perdonerai. Tu hai rubato l'amante a un tuo amico? Non gli perdonerai mai. (CCCL)<ref>Secondo quanto riportato in ''Sessanta'', questa citazione non è stata scritta da Ojetti, ma da lui ritrovata su alcuni fogli dal titolo ''Consigli a me stesso se per prodigio tornassi giovane'' fra le pagine di una copia del 1548 delle ''Prose'' di [[Agnolo Firenzuola]], appartenuta a un suo zio.</ref> *Il [[Genialità|genio]] senza ingegno è una barca senza remi. *Niente assomiglia tanto a una donna onesta quanto una donna disonesta della quale tu ignori le colpe. *Quando la donna che t'ama, ti loda, non t'insuperbire: loda sé stessa. *Quando la tua donna sarà sicura di farti felice soltanto col suo amore, sii sicuro che per te comincia l'infelicità. ==Citazioni su Ugo Ojetti== *È un dimenticato, Ojetti, come in questo Paese lo sono quasi tutti coloro che valgono. Se io dirigessi una scuola di giornalismo, renderei obbligatori per i miei allievi i testi di tre Maestri: Barzini, per il grande reportage; Mussolini (non trasalire!), quello dell'Avanti! e del primo Popolo d'Italia, per l'editoriale politico; e Ojetti, per il ritratto e l'articolo di arte e di cultura. ([[Indro Montanelli]]) *L'Ojetti è rappresentativo da più punti di vista: ma la codardia intellettuale dell'uomo supera ogni misura normale. ([[Antonio Gramsci]]) *Quella vecchia canaglia di Ojetti, che dicono stia tirando le cuoia per galanterie nocive ai settantenni, ha per me due definizioni. La pubblica: «L'acuto e amaro Cajumi»; la privata: «Un limone sotto aceto». ([[Arrigo Cajumi]]) ===[[Luigi Federzoni]]=== *Egli è quello che i francesi chiamerebbero ''un manieur d'idées''. La qualità più spiccata della sua mente – una curiosità di continuo sveglia e pronta a rivolgersi verso le cose più disparate – lo rende, per dir così, atto a percepire tutte le vibrazioni precorritrici d'ogni cosa che si agiti per l'aria. Questo fa sì ch'egli sia e paia sempre all'avanguardia, ch'egli preferisca sembrar troppo moderno piuttosto che incline a qualche sosta ideale: il che spiega, anche, se non giustifica, certe sue intemperanze di odî e d'amori. *Egli è socialista: la qual cosa a molti sembra in flagrante contraddizione con la caramella, i panciotti e i viaggi in ''sleeping-car'' dello scrittore ''viveur'': sì che dubitano della sua sincerità. Non ne dubito io, che vedo in questo atteggiamento politico d'un giovane nato e cresciuto in una società conservatrice, il medesimo spirito di sbrigliata opposizione da cui egli è stato condotto a buttare all'aria tanti idoli, anche sacrosantamente venerabili, nel tempio dell'arte. Cominciò appunto per «fronda»: ma all'energia assorbente di quel partito è assai difficile resistere, né egli resistette; e divenne un socialista pronto, convinto e quasi disciplinato. *Egli è un grande e costante lavoratore; e veste con l'eleganza di un ricco gaudente, e frequenta salotti e palcoscenici. Egli discute con un'eccellenza o con un altro qualsiasi monumento nazionale ambulante, intorno a un tema gravissimo; e, mentre reca nella discussione la facilità e la facondia del suo coltissimo intelletto, osa intermettere agli alti ragionamenti il frizzo e la botta satirica. Parimenti, in un articolo di giornale o di rivista, approfondisce ed esaurisce un argomento, così, sorridendo, senza affaticare il lettore e senza ch'egli stesso paia mai affaticarsi... *Sotto i panni e le abitudini di un giovanotto del bel mondo, sotto la volubile gaiezza della sua conversazione, Ugo Ojetti nasconde la maturità di un carattere fermamente e solidamente volontario, che lo tien lontano dal più spaventoso pericolo, quello delle intime stanchezze spirituali; un carattere supremamente moderno, materiato com'è di scetticismo e di ottimismo, abbastanza scettico per non illudersi e non entusiasmarsi, abbastanza ottimista per non sfiduciarsi e non addormentarsi. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Ugo Ojetti, ''Alla scoperta dei letterati'', Bocca, 1899. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettibellobrutto/page/n2/mode/1up Bello e brutto]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1930 *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojetticosevistevoluno/page/n4/mode/1up Cose viste: {{small|vol. I, 1921-1927}}]'', con una prosa di Gabriele D'Annunzio, Sansoni, Firenze, stampa 1951. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/inanitralecolonn00ojet/page/n4/mode/1up/ I nani tra le colonne]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1920. *Ugo Ojetti, ''I taccuini: 1914-1943'', Sansoni, Firenze, 1954. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ladecimaesposizi00ojet/page/3/mode/1up La decima esposizione d'arte a Venezia - 1912]'', Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1912. *Ugo Ojetti, ''Le cose viste''; citato in ''Storia illustrata'', anno II, n. 1, gennaio 1958, Arnoldo Mondadori Editore. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettiottocentonovecento/mode/1up Ottocento Novecento e via dicendo]'', A. Mondadori, Milano, 1936. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettipiuvivideivivi/page/n4/mode/1up Più vivi dei vivi]'', A. Mondadori, Milano, 1938. *Ugo Ojetti, ''[https://archive.org/details/ojettisessanta/mode/1up Sessanta]'', Mondadori, Milano, 1937. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ojetti, Ugo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 2x5qtavxnpv77im2kxnxvysaa14xmno Clint Eastwood 0 2520 1415644 1412970 2026-06-04T21:42:48Z SirPsych0 33615 /* */ 1415644 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Clint Eastwood at 2010 New York Film Festival.jpg|miniatura|Clint Eastwood nel 2010]] {{Premio|Oscar| '''''[[Gli spietati]]''''' *Miglior film (1993) *Miglior regia (1993) Oscar alla memoria [[Irving G. Thalberg]] (1995) '''''[[Million Dollar Baby]]''''' *Miglior film (2005) *Miglior regia (2005) }} '''Clinton Eastwood Jr.''' (1930 – 2026), attore, regista e produttore cinematografico statunitense. ==Citazioni di Clint Eastwood== *Chiunque sarà meglio di [[Barack Obama|Obama]].<ref>Citato in Cinzia Romani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/politica/quei-divi-hollywood-che-danno-loscar-trump-1229725.html Quei divi di Hollywood che danno l'Oscar a Trump]'', ''il Giornale.it'', 27 febbraio 2016.</ref> *Ciò che mi interessa più di ogni altra cosa nel lavoro e nella vita è la ricerca della verità. Questo percorso mi spinge ancora a dirigere film.<ref>Citato in Giovanna Grassi, ''[//www.corriere.it/Cinema/2008/Cannes/grassi_canens_commossa_da_angelina_jolie_39d4a820-2705-11dd-93bf-00144f02aabc.shtml Angelina Jolie mamma disperata E la Croisette si commuove]'', ''corriere.it'', 21 maggio 2008.</ref> *Le [[Opinione|opinioni]] sono come le palle: ognuno ha le sue.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano'', Arnoldo Mondadori Editore, 1997.</ref> *{{NDR|Su ''[[Hereafter]]''}} Racconto una vicenda di anime che non ha specifici connotati religiosi e tanto meno si tratta di un thriller soprannaturale... lo considero non un film sulla morte ma sulla vita e sul pensiero.<ref>Citato in ''[https://www.acectoscana.it/schedario/hereafter/ Hereafter]'', ''acectoscana.it'', 11 novembre 2012.<!-- citato anche in https://www.commissionefilmcei.it/film/hereafter/ --></ref> *Se qualcosa non va per il verso giusto, devi sforzarti di farcela andare. Se pensi che potrebbe [[Pioggia|piovere]], alla fine pioverà.<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *Siamo tutti il prodotto di ciò che abbiamo visto nella vita.<ref>Dall'intervista al ''Charlie Rose Show'' per il film [[Mystic River]].</ref> *Siamo tutti stanchi del ''[[Politicamente corretto|politically correct]]''. Oggi siamo nel pieno della generazione "kiss-ass", la generazione "pussy": questo non si può dire, questo non si può fare, tutto è proibito. Altrimenti piovono accuse di razzismo.<ref>Dall'intervista di Michael Hainey, ''[http://www.esquire.com/entertainment/a46893/double-trouble-clint-and-scott-eastwood/ Clint and Scott Eastwood: No Holds Barred in Their First Interview Together]'', ''Esquire.com'', 3 agosto 2016; citato in Raffaello Binelli, ''[http://www.ilgiornale.it/news/mondo/clint-eastwwod-sta-trump-1293423.html Clint Eastwood sta con Donald Trump]'', ''il Giornale.it'', 4 agosto 2016.</ref> ==''Clint Eastwood – L'uomo dalla cravatta di cuoio''== *Ho sempre ritenuto che ci sia qualcosa che brucia dentro di noi. Sono sempre stato convinto che un attore debba restare in contatto con la sua rabbia. *Ho sempre avuto la convinzione che gli attori che implorano il pubblico di amarli... siano sempre peggiori di quelli che dicono: 'Andate al diavolo, se non vi piaccio non venite a vedermi'. *Sono convinto che il compito del regista, oltre a realizzare la sceneggiatura e girare il materiale necessario, consista nello scritturare le persone adatte ma, a parte questo, credo che la sua maggiore responsabilità sia mettere queste persone a proprio agio, farle sentire a casa loro. Creare un'atmosfera dove tutti sono rilassati e non vi sia tensione. *Ho visto ogni genere di set. Sono stato su set cinematografici in cui tutti avevano i nervi a fior di pelle. Ma se cominci a urlare, a mostrarti insofferente, a schizzare da una parte all'altra, dai l'impressione di insicurezza. E questa diventa contagiosa. Si trasmette agli attori che diventano nervosi, poi si diffonde tra le maestranze e anch'esse si fanno irritabili, e questo non ti facilita le cose. E se io non sono di buon umore, se non riesco a comunicare questo stato d'animo, posso aspettarmi che gli altri lavorino serenamente. *È difficile lavorare su un set. Non puoi conoscere tutti. Ci sono cinquanta, a volte anche sessanta persone in giro... uno ti pettina, l'altro parla del tuo guardaroba, e tutti fanno pressione, ti fanno fretta mentre pensi: Dio, adesso devo andare davanti alla cinepresa e recitare. *A volte, nella maggior parte dei casi, lascio che gli attori si sciolgano un poco. *Non credo di essere mai stato attratto da una donna che non ami la musica, che non abbia interesse per la musica. *Il sesso occupa una piccola parte della vita. È una bella cosa, davvero fantastica, ma il 99,9 per cento dell'esistenza viene dedicato alla realizzazione di altri obiettivi. *{{NDR|A proposito di [[James Stewart]]}} Penso che riuscisse a entrare in contatto con la sua rabbia più di ogni altro attore della sua generazione. *[[sergio Leone|Leone]] era provvisto in egual misura di un grande senso dell'umorismo e di una tendenza alla visionarietà. Era estremamente naturale. Non aveva paura di fare qualcosa di nuovo. ==Citazioni su Clint Eastwood== *Anche se il più forte di tutti è Clint Eastwood, bestiale! ''Coraggio, fatti ammazzare...'' Dio, mi vengono i brividi tutte le volte che ci penso. ([[Carlo Lucarelli]]) *Avevo bisogno più di una maschera che di un attore, ed Eastwood a quell'epoca aveva solo due espressioni: con il cappello e senza cappello. ([[Sergio Leone]]) *Clint Eastwood è un regista e un filmmaker straordinario, un'icona del cinema americano da decenni. Dai film della serie dell'[[Harry Callaghan|Ispettore Callaghan]] è passato a una fase diversa, decisamente più seria. E ha mostrato di essere un formidabile narratore di storie. ([[Ben Affleck]]) *Clint impartisce poche istruzioni ed è una cosa che apprezzo molto. La maggior parte delle istruzioni dei registi serve a soddisfare il loro amor proprio. Sono cose dette per le persone che li circondano, per far capire a tutti chi comanda. E spesso sono inutili. ([[Gene Hackman]]) *{{NDR|Sul cinema che apprezza}} Mi piace quello di Clint Eastwood, le sue regie così asciutte e personali. Penso a ''Million Dollar Baby'' e a ''Gran Torino''. Non era facile prevederlo cineasta quando lo si vedeva nei panni di un cowboy. ([[Carlo Delle Piane]]) *[[Robert De Niro]] si butta nel film e nel ruolo assumendo la personalità del personaggio con la stessa naturalezza con cui uno potrebbe infilare un cappotto, mentre Clint Eastwood indossa un'armatura e abbassa la visiera con uno scatto rugginoso. Bobby, prima di tutto, è un attore. Clint, prima di tutto, è un divo. Bobby soffre, Clint sbadiglia. ([[Sergio Leone]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Richard Schickel, ''Clint Eastwood – L'uomo dalla cravatta di cuoio'', prefazione a cura di Gianni Canova, Sperling & Kupfer Editori, 1999. ==Filmografia== {{div col}} *''[[L'urlo di guerra degli apaches]]'' (1958) – attore *''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964) – attore *''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965) – attore *''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966) – attore *''[[Gli avvoltoi hanno fame]]'' (1970) – attore *''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971) – attore *''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973) – attore *''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'' (1976) – attore, regista *''[[Cielo di piombo, ispettore Callaghan]]'' (1976) – attore *''[[L'uomo nel mirino]]'' (1977) – attore, regista *''[[Fuga da Alcatraz]]'' (1979) – attore *''[[Firefox - Volpe di fuoco]]'' (1982) – attore, regista, produttore *''[[Coraggio... fatti ammazzare]]'' (1983) – attore, regista, produttore *''[[Gunny]]'' (1986) – attore, regista, produttore *''[[Scommessa con la morte]]'' (1988) – attore *''[[Gli spietati]]'' (1992) – attore, regista, produttore *''[[Nel centro del mirino]]'' (1993) – attore *''[[Un mondo perfetto]]'' (1993) – attore, regista, produttore *''[[I ponti di Madison County]]'' (1995) – attore, regista, produttore *''[[Un secolo di cinema - Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese]]'' (1995) – attore *''[[Potere assoluto]]'' (1997) – attore, regista, produttore *''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997) – regista, produttore *''[[Fino a prova contraria]]'' (1999) – attore, regista, produttore *''[[Space Cowboys]]'' (2000) – attore, regista, produttore *''[[Debito di sangue (film)|Debito di sangue]]'' (2002) – attore, regista, produttore *''[[Mystic River]]'' (2003) – regista, produttore *''[[Million Dollar Baby]]'' (2004) – attore, regista, produttore *''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006) – regista, produttore *''[[Lettere da Iwo Jima]]'' (2006) – regista, produttore *''[[Gran Torino]]'' (2008) – attore, regista, produttore *''[[Changeling]]'' (2008) – regista, produttore *''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009) - regista, produttore *''[[Hereafter]]'' (2010) - regista, produttore *''[[J. Edgar]]'' (2011) – regista, produttore *''[[Di nuovo in gioco]]'' (2012) – attore, produttore *''[[American Sniper]]'' (2014) – regista, produttore *''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016) – regista, produttore *''[[Il corriere - The Mule]]'' (2018) – attore, regista, produttore *''[[Giurato numero 2]]'' (2024) – regista {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Eastwood, Clint}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] 33p4baf3qsf5ott1xrafguc7161oixo 1415645 1415644 2026-06-04T21:43:34Z SirPsych0 33615 /* */ … 1415645 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Clint Eastwood at 2010 New York Film Festival.jpg|miniatura|Clint Eastwood nel 2010]] {{Premio|Oscar| '''''[[Gli spietati]]''''' *Miglior film (1993) *Miglior regia (1993) Oscar alla memoria [[Irving G. Thalberg]] (1995) '''''[[Million Dollar Baby]]''''' *Miglior film (2005) *Miglior regia (2005) }} '''Clinton Eastwood Jr.''' (1930 –), attore, regista e produttore cinematografico statunitense. ==Citazioni di Clint Eastwood== *Chiunque sarà meglio di [[Barack Obama|Obama]].<ref>Citato in Cinzia Romani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/politica/quei-divi-hollywood-che-danno-loscar-trump-1229725.html Quei divi di Hollywood che danno l'Oscar a Trump]'', ''il Giornale.it'', 27 febbraio 2016.</ref> *Ciò che mi interessa più di ogni altra cosa nel lavoro e nella vita è la ricerca della verità. Questo percorso mi spinge ancora a dirigere film.<ref>Citato in Giovanna Grassi, ''[//www.corriere.it/Cinema/2008/Cannes/grassi_canens_commossa_da_angelina_jolie_39d4a820-2705-11dd-93bf-00144f02aabc.shtml Angelina Jolie mamma disperata E la Croisette si commuove]'', ''corriere.it'', 21 maggio 2008.</ref> *Le [[Opinione|opinioni]] sono come le palle: ognuno ha le sue.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano'', Arnoldo Mondadori Editore, 1997.</ref> *{{NDR|Su ''[[Hereafter]]''}} Racconto una vicenda di anime che non ha specifici connotati religiosi e tanto meno si tratta di un thriller soprannaturale... lo considero non un film sulla morte ma sulla vita e sul pensiero.<ref>Citato in ''[https://www.acectoscana.it/schedario/hereafter/ Hereafter]'', ''acectoscana.it'', 11 novembre 2012.<!-- citato anche in https://www.commissionefilmcei.it/film/hereafter/ --></ref> *Se qualcosa non va per il verso giusto, devi sforzarti di farcela andare. Se pensi che potrebbe [[Pioggia|piovere]], alla fine pioverà.<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *Siamo tutti il prodotto di ciò che abbiamo visto nella vita.<ref>Dall'intervista al ''Charlie Rose Show'' per il film [[Mystic River]].</ref> *Siamo tutti stanchi del ''[[Politicamente corretto|politically correct]]''. Oggi siamo nel pieno della generazione "kiss-ass", la generazione "pussy": questo non si può dire, questo non si può fare, tutto è proibito. Altrimenti piovono accuse di razzismo.<ref>Dall'intervista di Michael Hainey, ''[http://www.esquire.com/entertainment/a46893/double-trouble-clint-and-scott-eastwood/ Clint and Scott Eastwood: No Holds Barred in Their First Interview Together]'', ''Esquire.com'', 3 agosto 2016; citato in Raffaello Binelli, ''[http://www.ilgiornale.it/news/mondo/clint-eastwwod-sta-trump-1293423.html Clint Eastwood sta con Donald Trump]'', ''il Giornale.it'', 4 agosto 2016.</ref> ==''Clint Eastwood – L'uomo dalla cravatta di cuoio''== *Ho sempre ritenuto che ci sia qualcosa che brucia dentro di noi. Sono sempre stato convinto che un attore debba restare in contatto con la sua rabbia. *Ho sempre avuto la convinzione che gli attori che implorano il pubblico di amarli... siano sempre peggiori di quelli che dicono: 'Andate al diavolo, se non vi piaccio non venite a vedermi'. *Sono convinto che il compito del regista, oltre a realizzare la sceneggiatura e girare il materiale necessario, consista nello scritturare le persone adatte ma, a parte questo, credo che la sua maggiore responsabilità sia mettere queste persone a proprio agio, farle sentire a casa loro. Creare un'atmosfera dove tutti sono rilassati e non vi sia tensione. *Ho visto ogni genere di set. Sono stato su set cinematografici in cui tutti avevano i nervi a fior di pelle. Ma se cominci a urlare, a mostrarti insofferente, a schizzare da una parte all'altra, dai l'impressione di insicurezza. E questa diventa contagiosa. Si trasmette agli attori che diventano nervosi, poi si diffonde tra le maestranze e anch'esse si fanno irritabili, e questo non ti facilita le cose. E se io non sono di buon umore, se non riesco a comunicare questo stato d'animo, posso aspettarmi che gli altri lavorino serenamente. *È difficile lavorare su un set. Non puoi conoscere tutti. Ci sono cinquanta, a volte anche sessanta persone in giro... uno ti pettina, l'altro parla del tuo guardaroba, e tutti fanno pressione, ti fanno fretta mentre pensi: Dio, adesso devo andare davanti alla cinepresa e recitare. *A volte, nella maggior parte dei casi, lascio che gli attori si sciolgano un poco. *Non credo di essere mai stato attratto da una donna che non ami la musica, che non abbia interesse per la musica. *Il sesso occupa una piccola parte della vita. È una bella cosa, davvero fantastica, ma il 99,9 per cento dell'esistenza viene dedicato alla realizzazione di altri obiettivi. *{{NDR|A proposito di [[James Stewart]]}} Penso che riuscisse a entrare in contatto con la sua rabbia più di ogni altro attore della sua generazione. *[[sergio Leone|Leone]] era provvisto in egual misura di un grande senso dell'umorismo e di una tendenza alla visionarietà. Era estremamente naturale. Non aveva paura di fare qualcosa di nuovo. ==Citazioni su Clint Eastwood== *Anche se il più forte di tutti è Clint Eastwood, bestiale! ''Coraggio, fatti ammazzare...'' Dio, mi vengono i brividi tutte le volte che ci penso. ([[Carlo Lucarelli]]) *Avevo bisogno più di una maschera che di un attore, ed Eastwood a quell'epoca aveva solo due espressioni: con il cappello e senza cappello. ([[Sergio Leone]]) *Clint Eastwood è un regista e un filmmaker straordinario, un'icona del cinema americano da decenni. Dai film della serie dell'[[Harry Callaghan|Ispettore Callaghan]] è passato a una fase diversa, decisamente più seria. E ha mostrato di essere un formidabile narratore di storie. ([[Ben Affleck]]) *Clint impartisce poche istruzioni ed è una cosa che apprezzo molto. La maggior parte delle istruzioni dei registi serve a soddisfare il loro amor proprio. Sono cose dette per le persone che li circondano, per far capire a tutti chi comanda. E spesso sono inutili. ([[Gene Hackman]]) *{{NDR|Sul cinema che apprezza}} Mi piace quello di Clint Eastwood, le sue regie così asciutte e personali. Penso a ''Million Dollar Baby'' e a ''Gran Torino''. Non era facile prevederlo cineasta quando lo si vedeva nei panni di un cowboy. ([[Carlo Delle Piane]]) *[[Robert De Niro]] si butta nel film e nel ruolo assumendo la personalità del personaggio con la stessa naturalezza con cui uno potrebbe infilare un cappotto, mentre Clint Eastwood indossa un'armatura e abbassa la visiera con uno scatto rugginoso. Bobby, prima di tutto, è un attore. Clint, prima di tutto, è un divo. Bobby soffre, Clint sbadiglia. ([[Sergio Leone]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Richard Schickel, ''Clint Eastwood – L'uomo dalla cravatta di cuoio'', prefazione a cura di Gianni Canova, Sperling & Kupfer Editori, 1999. ==Filmografia== {{div col}} *''[[L'urlo di guerra degli apaches]]'' (1958) – attore *''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964) – attore *''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965) – attore *''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966) – attore *''[[Gli avvoltoi hanno fame]]'' (1970) – attore *''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971) – attore *''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973) – attore *''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'' (1976) – attore, regista *''[[Cielo di piombo, ispettore Callaghan]]'' (1976) – attore *''[[L'uomo nel mirino]]'' (1977) – attore, regista *''[[Fuga da Alcatraz]]'' (1979) – attore *''[[Firefox - Volpe di fuoco]]'' (1982) – attore, regista, produttore *''[[Coraggio... fatti ammazzare]]'' (1983) – attore, regista, produttore *''[[Gunny]]'' (1986) – attore, regista, produttore *''[[Scommessa con la morte]]'' (1988) – attore *''[[Gli spietati]]'' (1992) – attore, regista, produttore *''[[Nel centro del mirino]]'' (1993) – attore *''[[Un mondo perfetto]]'' (1993) – attore, regista, produttore *''[[I ponti di Madison County]]'' (1995) – attore, regista, produttore *''[[Un secolo di cinema - Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese]]'' (1995) – attore *''[[Potere assoluto]]'' (1997) – attore, regista, produttore *''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997) – regista, produttore *''[[Fino a prova contraria]]'' (1999) – attore, regista, produttore *''[[Space Cowboys]]'' (2000) – attore, regista, produttore *''[[Debito di sangue (film)|Debito di sangue]]'' (2002) – attore, regista, produttore *''[[Mystic River]]'' (2003) – regista, produttore *''[[Million Dollar Baby]]'' (2004) – attore, regista, produttore *''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006) – regista, produttore *''[[Lettere da Iwo Jima]]'' (2006) – regista, produttore *''[[Gran Torino]]'' (2008) – attore, regista, produttore *''[[Changeling]]'' (2008) – regista, produttore *''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009) - regista, produttore *''[[Hereafter]]'' (2010) - regista, produttore *''[[J. 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Thalberg]] (1995) '''''[[Million Dollar Baby]]''''' *Miglior film (2005) *Miglior regia (2005) }} '''Clinton Eastwood Jr.''' (1930 – vivente), attore, regista e produttore cinematografico statunitense. ==Citazioni di Clint Eastwood== *Chiunque sarà meglio di [[Barack Obama|Obama]].<ref>Citato in Cinzia Romani, ''[http://www.ilgiornale.it/news/politica/quei-divi-hollywood-che-danno-loscar-trump-1229725.html Quei divi di Hollywood che danno l'Oscar a Trump]'', ''il Giornale.it'', 27 febbraio 2016.</ref> *Ciò che mi interessa più di ogni altra cosa nel lavoro e nella vita è la ricerca della verità. Questo percorso mi spinge ancora a dirigere film.<ref>Citato in Giovanna Grassi, ''[//www.corriere.it/Cinema/2008/Cannes/grassi_canens_commossa_da_angelina_jolie_39d4a820-2705-11dd-93bf-00144f02aabc.shtml Angelina Jolie mamma disperata E la Croisette si commuove]'', ''corriere.it'', 21 maggio 2008.</ref> *Le [[Opinione|opinioni]] sono come le palle: ognuno ha le sue.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano'', Arnoldo Mondadori Editore, 1997.</ref> *{{NDR|Su ''[[Hereafter]]''}} Racconto una vicenda di anime che non ha specifici connotati religiosi e tanto meno si tratta di un thriller soprannaturale... lo considero non un film sulla morte ma sulla vita e sul pensiero.<ref>Citato in ''[https://www.acectoscana.it/schedario/hereafter/ Hereafter]'', ''acectoscana.it'', 11 novembre 2012.<!-- citato anche in https://www.commissionefilmcei.it/film/hereafter/ --></ref> *Se qualcosa non va per il verso giusto, devi sforzarti di farcela andare. Se pensi che potrebbe [[Pioggia|piovere]], alla fine pioverà.<ref>Citato in ''Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo'', a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895</ref> *Siamo tutti il prodotto di ciò che abbiamo visto nella vita.<ref>Dall'intervista al ''Charlie Rose Show'' per il film [[Mystic River]].</ref> *Siamo tutti stanchi del ''[[Politicamente corretto|politically correct]]''. Oggi siamo nel pieno della generazione "kiss-ass", la generazione "pussy": questo non si può dire, questo non si può fare, tutto è proibito. Altrimenti piovono accuse di razzismo.<ref>Dall'intervista di Michael Hainey, ''[http://www.esquire.com/entertainment/a46893/double-trouble-clint-and-scott-eastwood/ Clint and Scott Eastwood: No Holds Barred in Their First Interview Together]'', ''Esquire.com'', 3 agosto 2016; citato in Raffaello Binelli, ''[http://www.ilgiornale.it/news/mondo/clint-eastwwod-sta-trump-1293423.html Clint Eastwood sta con Donald Trump]'', ''il Giornale.it'', 4 agosto 2016.</ref> ==''Clint Eastwood – L'uomo dalla cravatta di cuoio''== *Ho sempre ritenuto che ci sia qualcosa che brucia dentro di noi. Sono sempre stato convinto che un attore debba restare in contatto con la sua rabbia. *Ho sempre avuto la convinzione che gli attori che implorano il pubblico di amarli... siano sempre peggiori di quelli che dicono: 'Andate al diavolo, se non vi piaccio non venite a vedermi'. *Sono convinto che il compito del regista, oltre a realizzare la sceneggiatura e girare il materiale necessario, consista nello scritturare le persone adatte ma, a parte questo, credo che la sua maggiore responsabilità sia mettere queste persone a proprio agio, farle sentire a casa loro. Creare un'atmosfera dove tutti sono rilassati e non vi sia tensione. *Ho visto ogni genere di set. Sono stato su set cinematografici in cui tutti avevano i nervi a fior di pelle. Ma se cominci a urlare, a mostrarti insofferente, a schizzare da una parte all'altra, dai l'impressione di insicurezza. E questa diventa contagiosa. Si trasmette agli attori che diventano nervosi, poi si diffonde tra le maestranze e anch'esse si fanno irritabili, e questo non ti facilita le cose. E se io non sono di buon umore, se non riesco a comunicare questo stato d'animo, posso aspettarmi che gli altri lavorino serenamente. *È difficile lavorare su un set. Non puoi conoscere tutti. Ci sono cinquanta, a volte anche sessanta persone in giro... uno ti pettina, l'altro parla del tuo guardaroba, e tutti fanno pressione, ti fanno fretta mentre pensi: Dio, adesso devo andare davanti alla cinepresa e recitare. *A volte, nella maggior parte dei casi, lascio che gli attori si sciolgano un poco. *Non credo di essere mai stato attratto da una donna che non ami la musica, che non abbia interesse per la musica. *Il sesso occupa una piccola parte della vita. È una bella cosa, davvero fantastica, ma il 99,9 per cento dell'esistenza viene dedicato alla realizzazione di altri obiettivi. *{{NDR|A proposito di [[James Stewart]]}} Penso che riuscisse a entrare in contatto con la sua rabbia più di ogni altro attore della sua generazione. *[[sergio Leone|Leone]] era provvisto in egual misura di un grande senso dell'umorismo e di una tendenza alla visionarietà. Era estremamente naturale. Non aveva paura di fare qualcosa di nuovo. ==Citazioni su Clint Eastwood== *Anche se il più forte di tutti è Clint Eastwood, bestiale! ''Coraggio, fatti ammazzare...'' Dio, mi vengono i brividi tutte le volte che ci penso. ([[Carlo Lucarelli]]) *Avevo bisogno più di una maschera che di un attore, ed Eastwood a quell'epoca aveva solo due espressioni: con il cappello e senza cappello. ([[Sergio Leone]]) *Clint Eastwood è un regista e un filmmaker straordinario, un'icona del cinema americano da decenni. Dai film della serie dell'[[Harry Callaghan|Ispettore Callaghan]] è passato a una fase diversa, decisamente più seria. E ha mostrato di essere un formidabile narratore di storie. ([[Ben Affleck]]) *Clint impartisce poche istruzioni ed è una cosa che apprezzo molto. La maggior parte delle istruzioni dei registi serve a soddisfare il loro amor proprio. Sono cose dette per le persone che li circondano, per far capire a tutti chi comanda. E spesso sono inutili. ([[Gene Hackman]]) *{{NDR|Sul cinema che apprezza}} Mi piace quello di Clint Eastwood, le sue regie così asciutte e personali. Penso a ''Million Dollar Baby'' e a ''Gran Torino''. Non era facile prevederlo cineasta quando lo si vedeva nei panni di un cowboy. ([[Carlo Delle Piane]]) *[[Robert De Niro]] si butta nel film e nel ruolo assumendo la personalità del personaggio con la stessa naturalezza con cui uno potrebbe infilare un cappotto, mentre Clint Eastwood indossa un'armatura e abbassa la visiera con uno scatto rugginoso. Bobby, prima di tutto, è un attore. Clint, prima di tutto, è un divo. Bobby soffre, Clint sbadiglia. ([[Sergio Leone]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Richard Schickel, ''Clint Eastwood – L'uomo dalla cravatta di cuoio'', prefazione a cura di Gianni Canova, Sperling & Kupfer Editori, 1999. ==Filmografia== {{div col}} *''[[L'urlo di guerra degli apaches]]'' (1958) – attore *''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964) – attore *''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965) – attore *''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966) – attore *''[[Gli avvoltoi hanno fame]]'' (1970) – attore *''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971) – attore *''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973) – attore *''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'' (1976) – attore, regista *''[[Cielo di piombo, ispettore Callaghan]]'' (1976) – attore *''[[L'uomo nel mirino]]'' (1977) – attore, regista *''[[Fuga da Alcatraz]]'' (1979) – attore *''[[Firefox - Volpe di fuoco]]'' (1982) – attore, regista, produttore *''[[Coraggio... fatti ammazzare]]'' (1983) – attore, regista, produttore *''[[Gunny]]'' (1986) – attore, regista, produttore *''[[Scommessa con la morte]]'' (1988) – attore *''[[Gli spietati]]'' (1992) – attore, regista, produttore *''[[Nel centro del mirino]]'' (1993) – attore *''[[Un mondo perfetto]]'' (1993) – attore, regista, produttore *''[[I ponti di Madison County]]'' (1995) – attore, regista, produttore *''[[Un secolo di cinema - Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese]]'' (1995) – attore *''[[Potere assoluto]]'' (1997) – attore, regista, produttore *''[[Mezzanotte nel giardino del bene e del male]]'' (1997) – regista, produttore *''[[Fino a prova contraria]]'' (1999) – attore, regista, produttore *''[[Space Cowboys]]'' (2000) – attore, regista, produttore *''[[Debito di sangue (film)|Debito di sangue]]'' (2002) – attore, regista, produttore *''[[Mystic River]]'' (2003) – regista, produttore *''[[Million Dollar Baby]]'' (2004) – attore, regista, produttore *''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006) – regista, produttore *''[[Lettere da Iwo Jima]]'' (2006) – regista, produttore *''[[Gran Torino]]'' (2008) – attore, regista, produttore *''[[Changeling]]'' (2008) – regista, produttore *''[[Invictus - L'invincibile]]'' (2009) - regista, produttore *''[[Hereafter]]'' (2010) - regista, produttore *''[[J. 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VIII, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1973, p. 517.</ref> ==''I colloqui''== ===[[Incipit]]=== <poem> [[Venticinquenne|Venticinqu'anni]]!... Sono vecchio, sono vecchio! Passò la giovinezza prima, il dono mi lasciò dell'abbandono! </poem> ===Citazioni=== *''Oggi pur la [[tristezza]] si dilegua | per sempre da quest'anima corrosa | dove un [[Risata|riso]] amarissimo persiste, || un riso che mi torce senza tregua | la bocca.... Ah! veramente non so cosa | più triste che non più essere triste!'' (''[[s:I colloqui/I. Il giovenile errore/L'ultima infedeltà|L'ultima infedeltà]]'', 9-14) *''Ecco, nel lento oblio, rapidamente in vista, | apparve una ciclista a sommo del pendio. || Ci venne incontro: scese. «Signora: sono [[Grazia (nome)|Grazia]]!» | Sorrise nella grazia dell'abito scozzese. | «Tu? Grazia? la bambina?» - «Mi riconosce ancora?» | «Ma certo!» E la Signora baciò la Signorina. || «La bimba Graziella! Diciott'anni? Di già? | La mamma come sta? E ti sei fatta bella! || La bimba Graziella: così cattiva e ingorda!...» | «Signora, si ricorda quelli anni?» - «E così bella || vai senza cavalieri in bicicletta?...»'' (''[[s:I colloqui/I. Il giovenile errore/Le due strade|Le due strade]]'', I, 3-13) *''Mi piacquero leggiadre bocche, ma non ho pianto | mai, mai per altro pianto che il pianto di mia [[Madre]].'' (''[[s:La via del rifugio/Il responso|Il responso]]'', 33-34) *''«Tutte, persin le [[Bruttezza|brutte]], mi danno un senso lento | di tenerezza... Sento» — risi — «di amarle tutte!»'' (''[[s:La via del rifugio/Il responso|Il responso]]'', 55-56) *''[[Amore|Amor]] non lega troppo eguali tempre.'' (''[[s:I colloqui/I. Il giovenile errore/Il buon compagno|Il buon compagno]]'', 11) *''Nutrirsi.... non fare più versi... nessuna notte più insonne.... | non più sigarette.... non donne.... tentare bei cieli più tersi: || [[Nervi (Genova)|Nervi]].... Rapallo.... San Remo.... cacciare la malinconia; | e se permette faremo qualche radioscopia....'' (''[[s:I colloqui/II. Alle soglie/Alle soglie|Alle soglie]]'', 11-14) *''Bellezza riposata dei [[Soffitta|solai]] | dove il rifiuto secolare dorme!'' (''[[s:I colloqui/II. Alle soglie/La signorina Felicita ovvero la Felicità|La signorina Felicita ovvero la Felicità]]'', IV, 1-2) *''[[Donna]]: mistero senza fine bello!'' (''[[s:I colloqui/II. Alle soglie/La signorina Felicita ovvero la Felicità|La signorina Felicita ovvero la Felicità]]'', V, 49) *''Oh! questa vita sterile, di sogno! | Meglio la vita ruvida concreta | del buon [[mercante]] inteso alla moneta, | meglio andare sferzati dal bisogno, | ma vivere di vita! Io mi vergogno, | sì, mi vergogno d'essere un [[poeta]]!'' (''[[s:I colloqui/II. Alle soglie/La signorina Felicita ovvero la Felicità|La signorina Felicita ovvero la Felicità]]'', VI, 13-18) *''Nel mestissimo giorno degli addii | mi piacque rivedere la tua villa. | La morte dell'estate era tranquilla | in quel mattino chiaro che salii | tra i vigneti già spogli, tra i pendii | già trapunti di bei [[Colchicum autumnale|colchici]] lilla. || Forse vedendo il bel fiore malvagio | che i fiori uccide e semina le brume, | le rondini addestravano le piume | al primo volo, timido, randagio; | e a me randagio parve buon presagio | accompagnarmi loro nel costume.'' (''[[s:I colloqui/II. Alle soglie/La signorina Felicita ovvero la Felicità|La signorina Felicita ovvero la Felicità]]'', VIII, 1-12) *''I monti s'abbrunano in coro: | il Sole si sveste dell'oro, la Luna si veste d'argento. || Romantica Luna fra un nimbo leggiero, che baci le chiome | dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo, || il sogno di tutto un passato nella tua curva s'accampa: | non sorta sei da una stampa del ''Novelliere Illustrato?'' || Vedesti le case deserte di Parisina la bella? | Non forse non forse sei quella amata dal giovine Werther? || «.... mah! Sogni di là da venire!» - «[[Lago Maggiore|Il Lago]] s'è fatto più denso | di stelle.» - «.... che pensi?» - «.... Non penso.» - «.... Ti piacerebbe morire?» || «Sì!» - «Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri. | Inchìnati sui balaustri: sognarne così, tra due cieli....»'' (''[[s:I colloqui/II. Alle soglie/L'amica di nonna Speranza|L'amica di nonna Speranza]]'', IV, 9-20) *''Il mio sogno è nutrito d'abbandono, | di rimpianto. Non amo che le [[Rosa (fiore)|rose]] | che non colsi. Non amo che le cose | che potevano essere e non sono | state.... Vedo la casa, ecco le rose | del bel giardino di vent'anni or sono!'' (''[[s:I colloqui/II. Alle soglie/Cocotte|Cocotte]]'', IV, 25-30) *''Come una stampa antica bavarese | vedo al [[tramonto]] il cielo subalpino.... | Da Palazzo Madama al Valentino | ardono l'Alpi tra le nubi accese.... | È questa l'ora ''antica'' torinese, | è questa l'ora ''vera'' di [[Torino]]....'' (''[[s:I colloqui/III. Il reduce/Torino|Torino]]'', II, 1-6) *''Ch'io perseguendo mie chimere vane | pur t'abbandoni e cerchi altro soggiorno, | ch'io pellegrini verso il Mezzogiorno | a belle terre tepide lontane, | la metà di me stesso in te rimane | e mi ritrovo ad ogni mio ritorno.'' (''[[s:I colloqui/III. Il reduce/Torino|Torino]]'', IV, 1-6) *''Reduce dall'[[Amore]] e dalla [[Morte]] | gli hanno mentito le due cose belle! | Gli hanno mentito le due cose belle: | Amore non lo volle in sua coorte, | Morte l'illuse fino alle sue porte, | ma ne respinse l'anima ribelle. || In braccio ha la compagna: Makakita; | e Makakita trema freddolosa, | stringe il poeta e guarda [[Neve|quella cosa]] | di là dai vetri, guarda sbigottita | quella cosa monotona infinita | che tutto avvolge di bianchezza ondosa.'' (''[[s:I colloqui/III. Il reduce/In casa del sopravissuto|In casa del sopravissuto]]'', I, 13-24) ==''La via del rifugio''== ===[[Incipit]]=== <poem> ''Trenta quaranta'' ''tutto il Mondo canta'' ''canta lo gallo'' ''risponde la gallina...'' Socchiusi gli occhi, sto supino nel trifoglio e vedo un [[Quadrifoglio|quatrifoglio]] che non raccoglierò. </poem> ===Citazioni=== *''Socchiudo gli occhi, estranio | ai casi della vita. | Sento fra le mie dita | la forma del mio cranio... || Ma, dunque, esisto! O strano! | vive tra il Tutto e il Niente | questa cosa vivente | detta guidogozzano!'' (''[[s:La via del rifugio/La via del rifugio|La via del rifugio]]'', 29-32) *''Non agogno | cha la virtù del [[sogno]]: | l'[[inconsapevolezza]].'' (''[[s:La via del rifugio/La via del rifugio|La via del rifugio]]'', 41-44) *''La [[Vita]]? Un gioco affatto | degno di vituperio, | se si mantenga intatto | un qualche desiderio.'' (''[[s:La via del rifugio/La via del rifugio|La via del rifugio]]'', 165-168) *''O figliuolo il meglio d'altri tempi | non era che la nostra [[giovinezza]]!'' (''[[s:La via del rifugio/L'analfabeta|L'analfabeta]]'', 91-92) *''Il [[dolore]] non esiste | per chi s'innalza verso l'ora triste | con la forza d'un cuore sempre giovine. || Fissa il dolore e armati da lungi, | chè la [[malinconia]], la gran nemica, | si piega inerme, come fa l'[[ortica]] | che più forte l'acciuffi e men ti pungi.'' (''[[s:La via del rifugio/L'analfabeta|L'analfabeta]]'', 98-104) *''Chi troppo [[Studio|studia]] e poi matto diventa! | Giova il saper al corpo che ti langue? | Vale ben meglio un'oncia di buon sangue | che tutta la saggezza sonnolenta.'' (''[[s:La via del rifugio/L'analfabeta|L'analfabeta]]'', 109-112) *''...nel marzo avremo un lavoro — alla Fenice, m'han detto — | nuovissimo: il [[Rigoletto]]; si parla d'un capolavoro.'' (''[[s:La via del rifugio/L'amica di nonna Speranza|L'amica di nonna Speranza]]'', 60-61) *''Nonno, l'argento della tua [[Capelli bianchi|canizie]] | rifulge nella luce dei sentieri: | passi tra i fichi, tra i [[Susino|susini]] e i peri | con nelle mani un cesto di primizie: || «Le piogge di [[settembre]] già propizie | gonfian sul ramo fichi bianchi e neri, | susine claudie... A chi lavori e speri | Gesù concede tutte le delizie!»'' (''[[s:La via del rifugio/I sonetti del ritorno|I sonetti del ritorno]]'', IV, 1-8) *''Penso e ripenso: — Che mai pensa l'[[oca]] | gracidante alla riva del canale? | Pare felice! Al vespero invernale | protende il collo, giubilando roca.'' (''[[s:La via del rifugio/La differenza|La differenza]]'', 1-4) *''O [[Papero|pàpera]], mia candida sorella, | tu insegni che la Morte non esiste: | solo si muore da che s'è pensato. || Ma tu non pensi. La tua sorte è bella! | Chè l'esser cucinato non è triste, | triste è il pensare d'esser cucinato.'' (''[[s:La via del rifugio/La differenza|La differenza]]'', 9-14) *''Nulla s'acquista e nulla va distrutto: | o eternità dei secoli futuri!'' (''[[s:La via del rifugio/Ora di grazia|Ora di grazia]]'', 13-14) *''[[Primavera]] non è che s'avventuri | un'altra volta e cinga di tripudi | un'altra volta i rami seminudi, | tutti raggiando questi cieli puri?'' (''[[s:La via del rifugio/L'inganno|L'inganno]]'', 1-4) *{{NDR|[[Jules Verne]]}} ''Maestro, quanti sogni avventurosi | sognammo sulle trame dei tuoi libri! || La terra il Mare il Cielo l'Universo | per te, con te, poeta dei prodigi, | varcammo in sogno oltre la Scienza. || Pace al tuo grande spirito disperso, | tu che illudesti molti giorni grigi | della nostra pensosa adolescenza.'' (''[[s:La via del rifugio/In morte di Giulio Verne|In morte di Giulio Verne]]'', 7-14) *''O Poeta, la tua [[Madre|mamma]] | che ti diede vita e latte, | che le guance s'è disfatte | nel cantarti ninna-nanna, || la tua mamma che quand'eri | ammalato t'assisteva, | non mangiava, non beveva | nei tristissimi pensieri, || lei che t'era sempre intorno | per rifarti sano e forte | per contenderti alla Morte, | e piangeva, notte e giorno || invocava Gesù Cristo | e la Vergine Maria: | o Poeta! ed oggi ho visto | la tua madre in agonia!'' (''[[s:La via del rifugio/L'ultima rinunzia|L'ultima rinunzia]]'', II, 1-16) ==''Poesie sparse''== *''Non dunque accetta è l'umile dimanda | del vostro paggio, o bella castellana? | Combattuto ha per voi; fatto gualdana | egli ha per voi, magnifica [[Iolanda|Jolanda]].'' (''[[s:Poesie sparse/Primavere romantiche|Primavere romantiche]]'', 49-52) * ''[[Giugno]]. Per le finestre il sole inonda | la bella stanza d'una luce aurina: | freme la messe ai solchi della china, | la messe ormai matureggiante e bionda.'' (''[[s:Poesie sparse/La falce|La falce]]'', I, 1-4) *''[[Ottobre]]. Per i vetri Autunno inonda | la bella stanza delle luci estreme: | vanno i bifolchi cospargendo il seme | su per la china con canzon gioconda.'' (''[[s:Poesie sparse/La falce|La falce]]'', II, 1-4) *''M'accolga l'[[Abbazia di San Giuliano (Genova)|antica Abazia]]; è ricca di luci e di suoni. | Mi piacciono i frati; son buoni pel cuore in malinconia.'' (''[[s:Poesie sparse/Nell'Abazia di San Giuliano|Nell'Abazia di San Giuliano]]'', 7-8) *''La Regina Maria, Re Vittorio Amedeo, | la Corte, il Clero, i Nobili aprivano il corteo. | Le carrozze di gala avanzavano lente | per Torino infiorata, tra la folla piangente || - ''[[Maria Carolina di Savoia|La Bela Carôlin]]'' (la folla la chiamava | così, familiarmente, la folla che l'amava!) | ''La Bela Carôlin'' ci lascia e va lontano! | Il Duca di Sassonia ha chiesto la sua mano! | L'Ambasciatore è giunto e se la porta via... | Nozze senza lo sposo! Oh! che malinconia! -'' (''[[s:Poesie sparse/Carolina di Savoia|Carolina di Savoia]]'', 25-34) *''[[Ninne nanne dalle poesie|Ninna-nanna]], bimbo mio! | Ninna-nanna, dolce Re! | Mentre Mamma pensa a Dio, | c'è il buon Dio che pensa a te! | Quando tu nascesti venne | la Madonna a contemplare, | si fermarono le penne | dei [[Cherubino|Cherùbi]] ad adorare! | E nel cielo fu la Stella | e s'udirono parole | e più fulgido fu il Sole | e la Terra fu più bella! | Ninna-nanna, pupo biondo, | Ninna-nanna, dolce Re! | Non si trova in tutto il mondo | pupo bello come te!...'' (''[[s:Poesie sparse/La culla vuota|La culla vuota]]'', 4-19) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''L'altare del passato''=== Ho ripensato al conte Fiorenzo X... l'altro giorno, dinnanzi al suo palazzo distrutto, con una mia cara amica, settantacinquenne.<br> E la signora mi rivelò un mistero sentimentale, un poco buffo, che dormiva nel mio ricordo da quasi vent'anni. ===''La danza degli gnomi e altre fiabe''=== ====''Piumadoro e Piombofino''==== Piumadoro era orfana e viveva col nonno nella capanna del bosco. Il nonno era carbonaio ed essa lo aiutava nel raccattar fascine e nel far carbone. La bimba cresceva buona, amata dalle amiche e dalle vecchiette degli altri casolari, e bella, bella come una regina.<br> Un giorno di primavera vide sui garofani della sua finestra una farfalla candida e la chiuse tra le dita. ====''Il re Porcaro''==== Un Re aveva tre figliuole belle come il sole e ch'egli amava più degli occhi suoi.<br> Avvenne che il Re, rimasto vedovo, riprese moglie e cominciò per le tre fanciulle una ben triste esistenza. La matrigna era gelosa dell'affetto immenso che il Re portava alle figlie e le odiava in segreto. Con mille arti aveva cercato di farle cadere in disgrazia del padre, ma visto che le calunnie non servivano che a farle amare di più, deliberò di consigliarsi con una fattucchiera. ====''Il reuccio Gamberino''==== Tre giorni ancora e il Reuccio Sansonetto compiva diciott'anni, età che, secondo le leggi del regno, gli permetteva di togliere moglie. Egli stava ad una loggia del palazzo reale, raggiante ed impaziente di sposare Biancabella reginetta di Pameria, con la quale era fidanzato fin dall'infanzia. Ingannava il tempo mangiando ciliege e scagliando i noccioli sui passanti, con una piccola fionda. I beffati alzavano il volto incolleriti, ma l'inchinavano tosto, ossequiosi, appena riconoscevano il reale schernitore. ====''La danza degli gnomi''==== <poem>''Quando l'alba si levava,'' ''si levava in sulla sera,'' ''quando il passero parlava'' ''c'era, allora, c'era... c'era...''</poem> ... una vedova maritata ad un vedovo. E il vedovo aveva una figlia della sua prima moglie e la vedova aveva una figlia del suo primo marito. La figlia del vedovo si chiamava Serena, la figlia della vedova si chiamava Gordiana. la matrigna odiava Serena ch'era bella e buona e concedeva ogni cosa a Gordiana, brutta e perversa. ====''I tre talismani''==== <poem>''Quando i polli ebbero i denti'' ''e la neve cadde nera'' ''(bimbi state bene attenti)'' ''c'era allora, c'era... c'era...''</poem> ... un vecchio contadino che aveva tre figliuoli. Quando sentì vicina l'ora della morte li chiamò attorno al letto per l'estremo saluto.<br /> – Figliuoli miei, io non son ricco, ma ho serbato per ciascuno di voi un talismano prezioso. A te, Cassandrino, che sei poeta e il più miserabile, lascio questa borsa logora: ogni volta che v'introdurrai la mano troverai cento scudi. A te, Sansonetto, che sei contadino e avrai da sfamare molti uomini, lascio questa tovaglia sgualcita: ti basterà distenderla in terra o sulla tavola, perché compaiano tante portate per quante persone tu voglia. A te, Oddo, che sei mercante e devi di continuo viaggiare, lascio questo mantello: ti basterà metterlo sulle spalle e reggerlo alle cocche delle estremità, con le braccia tese, per diventare invisibile e farti trasportare all'istante dove tu voglia. ====''La fiaccola dei desideri''==== <poem>''Quando in quella che fuggì'' ''settimana veritiera'' ''si contò tre [[Giovedì]]'' ''c'era, allora, c'era... c'era...''</poem> ... un vecchio contadino che viveva in una povera capanna. Questo contadino aveva un figliuolo malaticcio, gobbo, distorto; e per colmo d'ironia questo figliuolo si chiamava Fortunato. Sui diciott'anni Fortunato decise di lasciare la capanna paterna e di mettersi alla ventura. ====''La lepre d'argento''==== <poem>''Quando il filtro e la sortiera'' ''preparavano gl'incanti'' ''(ascoltate tutti quanti!)'' ''c'era, allora, c'era... c'era...''</poem> ... un principe chiamato Aquilino, che aveva vent'anni e voleva condurre in moglie la più bella principessa del mondo. Pubblicò un bando di nozze e giunsero centinaia di ritratti, ch'egli fece esporre nelle gallerie del castello; e là meditava sulle belle sorridenti dalle grandi cornici dorate. ====''Nonsò''==== C'era una volta un Principe che ritornando dalla caccia vide nella polvere, sul margine della via, un bimbo di forse otto anni che dormiva tranquillo. Scese da cavallo, lo svegliò:<br> - Che fai qui piccolino?<br> - Non so – rispose quegli, fissandolo senza timidezza. ====''La leggenda dei sei compagni''==== C'era una volta un vecchio signore, senza più fortuna, che aveva tre figli. Il primogenito disse un giorno al padre:<br> - Voglio mettermi pel mondo, alla ventura.<br> - Sia come tu vuoi – disse il padre, – ma non posso darti più di dieci scudi. ====''La camicia della trisavola''==== <poem>''Quando (il tempo non ricordo!)'' ''cani, gatti, topi a schiera'' ''ben si misero d'accordo'' ''c'era, allora, c'era... c'era...''</poem> ... un orfano detto Prataiolo, tardo e trasognato, tenuto da tutti per un mentecatto. Prataiolo mendicava di porta in porta ed era accolto benevolmente dalle massaie e dalle fantesche, perché tagliava il legno, attingeva al pozzo; e quelle lo compensavano con una ciotola di minestra. Ma quando Prataiolo compì i diciott'anni, il vicinato cominciò ad accoglierlo meno bene ed a rimproverargli il suo ozioso vagabondare. ====''La cavallina del negromante''==== C'era una volta un pover'uomo rimasto vedovo, con un figlio chiamato Candido; egli possedeva per tutta fortuna un campicello e tre buoi. Candido, che era un bimbo sveglio e intelligente, giunti agli otto anni disse al padre:<br> - Vorrei andare a scuola... ====''Nevina e Fiordaprile''==== <poem>''Quando il sughero pesava'' ''e la pietra era leggera'' ''come il ricciolo dell'ava'' ''c'era, allora, c'era... c'era...''</poem> ... una principessa chiamata Nevina che viveva sola col padre Gennaio.<br> Lassù, nel candore perpetuo, abbagliante, inaccessibile agli uomini, il Re Gennaio preparava la neve con una chimica nota a lui solo; Nevina la modellava su piccole forme tolte dagli astri e dagli edelweiss, poi, quando la cornucopia era piena, la vuotava secondo il comando del padre ai quattro punti dell'orizzonte. E la neve si diffondeva sul mondo.<br /> Nevina era pallida e diafana, bella come le dee che non sono più: le sue chiome erano appena bionde, d'un biondo imitato dalla Stella Polare, il suo volto, le sue mani avevano il candore della neve non ancora caduta, l'occhio era cerulo come l'azzurro dei ghiacciai.<br /> Nevina era triste. ===''La marchesa di Cavour''=== Giovanna Maria di Trecesson, Marchesa di Cavour... Nome che lascia perfettamente indifferenti le nostre signore d'oggi e le fa anzi temere una tediosa rievocazione storica... Nome che faceva invece sussultare di curiosità le signore di tre secoli or sono, nei salotti della Torino secentesca.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Verso la cuna del mondo''=== Garapuri: «città degli antri o Deva Devi, isola degli Dei»: è forse la più bella gita che offra Bombay, certo quella che unisce in minimo spazio i motivi esotici più interessanti pel forestiero. Ma difficilmente un inglese, un nativo tanto meno, la propone al suo ospite; trova di miglior gusto condurvi alla spettacolosa sala di ''skating'' (sì, hanno il coraggio di darsi a questo sport, con una temperatura minima di trenta gradi), o all'unica ''matinée'' che dà la Cleo De Merode, di passaggio per Bombay alla volta del Siam, con un plutocrate innominato, o al gigantesco teatro cinematografico dell'Esplanade, dove al soffio — ohimè! vano — di trenta ventilatori la vostra nostalgia d'italiano sussulta vedendo apparire a sfondo di qualche ''film'' poliziesca il Canal Grande, il Pincio, il Valentino. ==Citazioni su Guido Gozzano== *Colto, intrinsecamente colto se anche di non eccezionali letture, ottimo conoscitore dei suoi limiti, naturalmente dannunziano, ancor più naturalmente disgustato del dannunzianesimo, egli fu il primo dei poeti del Novecento che riuscisse (com'era necessario e come probabilmente lo fu anche dopo di lui) ad «attraversare [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]» per approdare a un territorio suo, così come, su scala maggiore, [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] aveva attraversato [[Victor Hugo|Hugo]] per gettare le basi di una nuova poesia. Il risultato di Gozzano fu certo più modesto: un album di vecchie stampe che resterà, nel primo Novecento, come 'Gaspard de la Nuit' di [[Aloysius Bertrand]] resterà nel primo Ottocento francese. ([[Eugenio Montale]], ''Saggio introduttivo'' a ''Le Poesie'', I Garzanti) *Guido Gozzano s'è sentito morire lentamente, giovanissimo. Quando lo leggemmo la prima volta, in ''La via del rifugio'' e nei ''Colloqui'', e nelle novelle e fiabe, trascurando pochi movimenti di spensieratezza e atteggiamenti lirici classicisti, il suo mondo poetico che si conchiudeva in un respiro breve, affannoso e stanco, ci commosse. Il cliché del poeta di scuola, tradizionale, dalla voce rotonda, impersonale, era finalmente infranto: la poesia scendeva di tono, s'insinuava timida e modesta nella nostra vita. ([[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]) *Gozzano con la sua ironia sensibilissima individua un momento di crisi e letterariamente la risolve in una dimensione lirica problematica. ([[Francesco Grisi]]) *Io che seguo un po' Giussani e un po' Gozzano, il poeta "innamorato di tutte le signore che mangiano le paste nelle confetterie". ([[Camillo Langone]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Guido Gozzano, ''[[s:I colloqui|I colloqui]]'', Fratelli Treves, Milano, 1917. *Guido Gozzano, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gozzano/index.htm L'altare del passato]'', Passigli Editori, Firenze. ISBN 8836803660 *Guido Gozzano, ''[[s:La via del rifugio|La via del rifugio]]'', Renzo Streglio, Torino, 1907. *Guido Gozzano, ''[http://www.liberliber.it/libri/g/gozzano/index.htm La danza degli gnomi e altre fiabe]'', Opportunity book, Milano, 1995. ISBN 8881111292 *Guido Gozzano, ''[[s:Poesie sparse|Poesie sparse]]'', in ''Tutte le poesie'', Newton Compton, Roma, 1993. ISBN 8879830171 *Guido Gozzano, ''[[s:Verso la cuna del mondo|Verso la cuna del mondo]]'', Fratelli Treves, Milano, 1917. ==Voci correlate== *[[Amalia Guglielminetti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gozzano, Guido}} [[Categoria:Favolisti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] lhvcitw9oxkkmhbtfxdkip8o94twuky Wikiquote:Vetrina 4 3766 1415640 1393062 2026-06-04T20:46:26Z Mariomassone 17056 1415640 wikitext text/x-wiki {{(Q)Vetrina}} __NOTOC__ {| class="noprint" width="100%" cellpadding="0" cellspacing="0" style="-moz-border-radius:.5em; border-radius:.5em; padding:0.5em; background-color:#FFFAF0; border:2px solid #FF9000;" |- |<div style="border:1px solid #FF9000; padding:1em 1em 1em 1em; background-color:#F9F9F9; margin-bottom:5px;"> <div style="padding-bottom:10px; border-bottom:1px solid #FF9000;">[[File:Wikiquote medaglia oro.png|80px|right|Medaglia di Wikiquote]]Le '''voci in vetrina''' sono [[aiuto:voce|voci]] che i [[Wikiquote:Wikiquotiani|wikiquotiani]] ritengono particolarmente complete, corrette, accurate e piacevoli da leggere, oltre che rispondenti ai '''[[Wikiquote:Vetrina/Criteri|criteri]]'''. 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([[Salvador Dalí]])</div> <div style="font-size:120%; padding:.4em 0 .5em 0; border:1px solid #FF9000; background-color:#FAF0E6; margin-bottom:5px;" width="100%" valign="top" align="center">'''Novità in vetrina'''</div> {{Box Vetrina |campo_immagine=[[File:William-Adolphe Bouguereau (1825-1905) - The Day of the Dead (1859).jpg|right|180px]] |campo_nome=Morte |campo_anno= |campo_bio=Citazioni sulla morte. |campo_contenuto= *''Alla morte di un uomo si rivelano le sue opere. {{!}} Prima della fine non chiamare nessuno beato; {{!}} un uomo si conosce veramente alla fine.'' (''[[Siracide]]'') *Da secoli continuiamo a cambiare abiti, ma la morte ci ritrova sempre. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *I paurosi muoiono mille volte prima della loro morte, ma l'uomo di coraggio non assapora la morte che una volta. La morte è conclusione necessaria: verrà quando vorrà. ([[William Shakespeare]]) *La morte, come mi sembra, altro non è che la separazione di due cose, l'anima e il corpo, l'una dall'altra. ([[Socrate]]) *La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro. ([[Emil Cioran]]) *La morte è il sonno dei buoni, il terror dei ricchi, il ricovero dei poveri e la consolazione dei tribolati. ([[proverbi italiani|proverbio italiano]]) *Morire è facile, prima o poi ci riescono tutti. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte. ([[Italo Svevo]]) *Quelli che hanno parlato meglio della morte sono tutti morti. ([[Jules Renard]]) *''Sola nel mondo eterna, a cui si volve {{!}} ogni creata cosa, {{!}} in te, morte, si posa {{!}} nostra ignuda natura; {{!}} lieta no, ma sicura {{!}} dall'antico dolor.'' ([[Giacomo Leopardi]]) *''Verrà la morte e avrà i tuoi occhi {{!}} questa morte che ci accompagna {{!}} dal mattino alla sera, insonne, {{!}} sorda, come un vecchio rimorso {{!}} o un vizio assurdo.'' ([[Cesare Pavese]]) }} {{Box Vetrina |campo_immagine= [[File:Anna Politkovskaja im Gespräch mit Christhard Läpple.jpg|160px|right]] |campo_nome= Anna Stepanovna Politkovskaja |campo_anno= (1958 – 2006) |campo_bio= giornalista russa. |campo_contenuto= *Il fatto è che quando ci si trova in una situazione di pericolo per troppo tempo, tutto finisce per apparire insignificante e noioso. *Il giornalista deve produrre reportage, servizi, interviste. E le lacrime che versa nell'una o nell'altra occasione non interessano, in fondo, nessuno. Descrivi quello che vedi, metti insieme dei fatti e analizzali. Punto e basta. *La tragedia di un singolo uomo e quella di un intero popolo dovrebbero scatenare la stessa reazione. Non è il numero a fare la differenza. *Non c'è niente di peggio che una menzogna prolungata. Il malcapitato che si trova vittima di una menzogna del genere sembra una mosca prigioniera della ragnatela, che si dibatte, sola, davanti allo sguardo divertito di chi l'ha catturata. *Non ci sono scale o graduatorie per misurare la sofferenza. Tutti hanno il proprio dolore e questo dolore è sempre il peggiore per chi lo vive. *Secondo me, chi si sente nel giusto non ha bisogno dell'anonimato. ==Citazioni su Anna Politkovskaja== *Anna Politkovskaja era una giornalista speciale, direi meravigliosa. Una che non conosceva le mezze misure, che denunciava gli orrori di cui era testimone. E non si fermava di fronte a niente. Era la giornalista scomoda per eccellenza. Quella che mette insieme il cuore, la lealtà e anche grandi capacità professionali. ([[Michail Gorbačëv]]) *Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. ([[Emmanuel Carrère]]) }} {{Box Vetrina |campo_immagine=[[file:Steins;Gate.svg|right|250px]] |campo_nome=Steins;Gate |campo_nome_visualizzato=''Steins;Gate'' |campo_anno=(2011) |campo_bio=Serie animata tratta dall'omonima visual novel. |campo_contenuto= *Io sono uno scienziato pazzo: desidero solo il caos e la distruzione. ([[Rintarō Okabe|Okarin]]) *Com'è che mi sono fatta incastrare da questo tizio? Mi prenderei a sberle, ma ero troppo curiosa... ([[Kurisu Makise|Kurisu]]) *A Mayushii non piace che si litighi, no. Quando ci si riunisce tutti insieme, penso che sia molto più divertente se si va d'accordo! ([[Mayuri Shiina|Mayushii]]) *Io non sono un pervertito, sono un perverso gentiluomo. ([[Itaru Hashida|Daru]]) *Quando non sai che pesci pigliare, attacca: è questo il mio motto. ([[Suzuha Amane|Suzuha]]) *Pensare al passato non è da Faris; cammina guardando sempre avanti, per portare a tutti felicità e spensieratezza: questa è la missione di una vera maid orecchie da gatto. ([[Faris Nyannyan|Faris]]) *Il futuro, nessuno è in grado di conoscerlo: e quindi, proprio come dimostra il nostro incontro, offre infinite possibilità. ([[Rintarō Okabe|Okarin]]) ===Citazioni sull'opera=== *Prendendo spunto da uno dei paradossi preferiti della fantascienza e trasformandolo in una serie televisiva da non perdere, ''Steins;Gate'' è uno dei più ingegnosi programmi del suo anno e molto probabilmente dell'intero decennio. (''[[The Anime Encyclopedia]]'') *Si può salvare il mondo, cambiando il passato? La corsa contro il tempo, inizia ora! (Frase di lancio) }} {{Box Vetrina |campo_immagine=[[File:Dracula-First-Edition-1897.jpg|right|200px]] |campo_nome=Dracula (romanzo) |campo_nome_visualizzato=''Dracula'' |campo_anno=(1897) |campo_bio=Romanzo di [[Bram Stoker]]. |campo_contenuto= *Ah, è un difetto della nostra scienza il volere spiegare tutto; e se a spiegare non riesce, dire allora che non c'è niente da spiegare. ([[Abraham Van Helsing]]) *Come sono fortunati certuni che vivono liberi da timori, da angosce; per i quali il sonno è una benedizione che arriva ogni notte, e di null'altro è foriero se non di dolci sogni. ([[Lucy Westenra]]) *Il sangue è visto come cosa troppo preziosa in quest'epoca di disonorevole pace, e le glorie delle antiche razze sono canzone che nessuno canta più. ([[Conte Dracula]]) *Nessuno che non l'abbia sperimentato sa che cosa significhi sentire la propria linfa vitale penetrare nelle vene della donna che ama. ([[John Seward]]) *Se è destino che io debba aver morte per mano di qualcuno, sia per mano di colui che più mi ama. ([[Mina Murray|Mina Harker]]) *Siamo nel dicianovesimo secolo, oggigiorno, ed è un secolo implacabile. Pure, se i sensi non m'ingannano, quelli andati avevano e conservano poteri loro propri, che la "modernità" non basta a uccidere. ([[Jonathan Harker]]) ===Citazioni sul romanzo=== *Credo che ''Dracula'' sia stato il primo romanzo per adulti che mi abbia soddisfatto completamente e non mi sorprende il fatto che mi abbia segnato in modo così precoce e così indelebile. ([[Stephen King]]) *''Dracula'' non è soltanto una ininterrotta serie di metafore sessuali, complesse quanto i rapporti laboriosi che intercorrono tra i vari personaggi; ma anche la metafora dell'atteggiamento della nuova psichiatria nei confronti della follia e del «diverso». ([[Ernesto Ferrero]]) }} {{Box Vetrina |campo_immagine= [[File:Jawaharlal Nehru, circa 1925.jpg|190px|right]] |campo_nome= Jawaharlal Nehru |campo_anno= (1889 – 1964) |campo_bio= politico indiano. |campo_contenuto= *Finché ci saranno lacrime e sofferenza il nostro lavoro non sarà terminato. *La concentrazione del potere – politico, economico, o di qualsiasi altro tipo – è pericolosa, anche quando si tratta di una persona perbene. *Le persone possono venerare Dio in uno qualsiasi dei mille modi che vogliono. Ma rivendico anche quella libertà che consiste nel non adorare Dio se così scelgo, e rivendico anche la libertà di distogliere il popolo da ciò che considero superstizione e pratiche antisociali. *Se la struttura democratica è subordinata a qualche altra cosa, ciò vuol dire in realtà che ad essa si è rinunciato. *Se voi onorate la vostra fede, dovete onorare la fede degli altri che sono diversi da voi. Onorando la fede altrui, esalterete la vostra stessa fede, e farete sì che sia onorata dagli altri. *Un individuo può essere un genio, un altro uno scemo. Non si può farli diventare uguali. Ma quello che è essenziale è che debbono avere uguale opportunità di svilupparsi. ==Citazioni su Jawaharlal Nehru== *Jawaharlal Nehru, in India, riuscì in ciò in cui sia [[Sukarno]] che [[Kwame Nkrumah|Nkrumah]] fallirono. Pur essendo un leader carismatico, egli si rivelò anche capace di costruire una nazione. ([[Richard Nixon]]) *Nehru ha dichiarato pubblicamente, di fronte a tutti i suoi quattrocento milioni di cittadini, che non è credente, che la religione è certo una bella cosa, ma a lui non interessa affatto. Questa straordinaria libertà di pensiero, questa integrale mancanza di ipocrisia è uno dei fatti più alti del tempo in cui viviamo. ([[Pier Paolo Pasolini]]) }} <!--fine box vetrina--> <div style="font-size:120%; padding:.4em 0 .5em 0; border:1px solid #FF9000; background-color:#FAF0E6; margin-bottom:5px;" width="100%" valign="top" align="center">'''[[:Categoria:Voci in vetrina|Tutte le voci in vetrina]]'''</div> <div width="100%" style="padding:.2em 1em .2em 1em; border:1px solid #FF9000; background-color:#FFFAF0" valign="top"> {|align=center style="font-size:16pt;" |[[File:Creative Works 3.svg|40px]] '''Opere''' |- |} {|align=center style="font-size:12pt;" | '''''[[Anna Karenina]]'''''{{·}}'''''[[Boris]]'''''{{·}}'''''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]'''''{{·}}'''''[[Della vita]]'''''{{·}}'''''[[Dr. House - Medical Division]]'''''{{·}}'''''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'''''{{·}}'''''[[Entrapment]]'''''{{·}}'''''[[Ethica]]'''''{{·}}'''''[[Fight Club (film)|Fight Club]]'''''{{·}}'''''[[Guerra e pace]]'''''{{·}}'''''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'''''{{·}}'''''[[Il regno di Dio è in voi]]'''''{{·}}'''''[[La dolce vita]]'''''{{·}}'''''[[Matrix]]'''''{{·}}'''''[[Mr. Nobody]]'''''{{·}}'''''[[Nikita (serie televisiva 1997)|Nikita]]'''''{{·}}'''''[[Operette morali]]'''''{{·}}'''''[[Romanzo criminale - La serie]]'''''{{·}}'''''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'''''{{·}}'''''[[Scoprendo Forrester]]'''''{{·}}'''''[[Solo due ore]]'''''{{·}}'''''[[Steins;Gate]]'''''{{·}}'''''[[Trappola di cristallo]]'''''{{·}}'''''[[Tutti pazzi per Mary]]'''''{{·}}'''''[[The Legend of Zelda: Twilight Princess]]'''''{{·}}'''''[[V per Vendetta]]'''''{{·}}'''''[[Welcome to the NHK]]''''' |- |} {|align=center style="font-size:16pt;" |[[Image:Amsn icon 0.97.png|40px]] '''Persone''' |- |} {|align=center style="font-size:12pt;" | '''[[Hans Urs von Balthasar]]'''{{·}}'''[[Giordano Bruno]]'''{{·}}'''[[Aldo Busi]]'''{{·}}'''[[Italo Calvino]]'''{{·}}'''[[Albert Camus]]'''{{·}}'''[[Fabrizio De André]]'''{{·}}'''[[Emily Dickinson]]'''{{·}}'''[[Umberto Eco]]'''{{·}}'''[[Oriana Fallaci]]'''{{·}}'''[[Roger Federer]]'''{{·}}'''[[Edward Morgan Forster]]'''{{·}}'''[[Rino Gaetano]]'''{{·}}'''[[Khalil Gibran]]'''{{·}}'''[[Giacomo Leopardi]]'''{{·}}'''[[Tito Livio]]'''{{·}}'''[[Alessandro Manzoni]]'''{{·}}'''[[Marcello Marchesi]]'''{{·}}'''[[Maria]]'''{{·}}'''[[Jawaharlal Nehru]]'''{{·}}'''[[Friedrich Nietzsche]]'''{{·}}'''[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]'''{{·}}'''[[Marcel Proust]]'''{{·}}'''[[Adrienne von Speyr]]'''{{·}}'''[[Baruch Spinoza]]'''{{·}}'''[[Lev Tolstoj]]'''{{·}}'''[[Mark Twain]]'''{{·}}'''[[Walt Whitman]]''' |- |} {|align=center style="font-size:16pt;" |[[File:Gnome-applications-office.svg|40px]] '''Raccolte''' |- |} {|align=center style="font-size:12pt;" | '''[[Regole dai film]]'''{{·}}'''[[Ultime parole]]''' |} {|align=center style="font-size:16pt;" |[[Image:Internet-web-browser.svg|40px]] '''Tematiche''' |- |} {|align=center style="font-size:12pt;" | '''[[Amore]]'''{{·}}'''[[Animale]]'''{{·}}'''[[Donna]]'''{{·}}'''[[Juventus Football Club]]'''{{·}}'''[[Morte]]'''{{·}}'''[[Napoli]]'''{{·}}'''[[Vegetarianismo]]''' |} {|align=center style="font-size:16pt;" |[[File:Icon of three people in different shades of grey.svg|40px]] '''Cultura popolare''' |- |} {|align=center style="font-size:12pt;" | '''[[Proverbi toscani]]''' |} </div> |} {{interprogetto|nolink |w=Wikipedia:Vetrina |b=Wikibooks:Vetrina |commons=Commons:Featured pictures |n=Wikinotizie:Vetrina }} [[Categoria:Aiuto - Vetrina]] k80x8b1ur080xvct67n3dzr9hvinlwa Günter Grass 0 3997 1415668 1390766 2026-06-05T07:31:14Z Spinoziano 2297 fix link 1415668 wikitext text/x-wiki [[File:Günter Grass, 2004.jpg|thumb|Günter Grass nel 2004]] {{Premio|Nobel|la letteratura ('''1999''')}} '''Günter Wilhelm Grass''' (1927 – 2015), scrittore, poeta, saggista, drammaturgo, scultore e pittore tedesco. ==Citazioni di Günter Grass== *Cosa sarebbe diventato possibile se fossi rimasto a Palermo si può immaginare solo in un film del tutto diverso che si svolge in toni di tragicommedia sotto il cielo di [[Sicilia]], portato avanti nel pensiero fino alla decrepita vecchiezza. E quanto era rimasto dei greci, saraceni, normanni e Staufen in quell'insulare luogo di rovine si sarebbe certo addensato in materia narrativa per un romanzo epicamente ramificato.<ref name=pale>Citato in Silvestro Livolsi ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/23/le-memorie-di-grass-per-un-amore.html Le memorie di Grass per un amore siciliano]'', ''Repubblica.it'', 23 luglio 2009.</ref> *Credere: significa credere alle nostre stesse [[bugia|bugie]]. Ed io posso dire di essere grato di aver avuto questa lezione molto presto. :''Believing: it means believing in our own lies. And I can say that I am grateful that I got this lesson very early''.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Omnibus'', BBC1, 3 novembre 1992; citato in Robert Andrews, ''The New Penguin Dictionary of Modern Quotations'', Penguin, 2003.</ref> *Dopodiché, crepuscolo dell'universo. Sopra le macerie del mondo strumentale, si arrampica il tempo universale. […] Dopodiché l'essere-alla-mano taglia i tubi nell'inafferrabilità dell'inutilizzabile e suscita il problema segreto del comando. […] Dopodiché, le ultime emissioni trasmettono il crepuscolo degli dei. In virtù di se stesso. Dopodiché non c'è più tempo per un minuto di silenzio, in virtù di se stesso. […] Dopodiché, nella zona governativa della capitale del Reich le emissioni radio si interrompono. La totalità territoriale, la nientificazione, inclini all'angoscia e da ricomporre pezzo per pezzo. La finalizzazione. La fine. Ma dopo tutto questo, sulla struttura finale il cielo non si oscurò. (da ''Anni di cane'', pag. 350 sg.) *Il dovere di un cittadino è di tenere la bocca aperta. :''The job of a citizen is to keep his mouth open''.<ref>Da uno slogan del 1965; citato in Terence Prittie, ''Willie Brandt. Portrait of a statesman'', Schocken Books, 1974.</ref> *{{NDR|Su [[Arno Schmidt]]}} Io non conosco alcuno scrittore che abbia ascoltato la pioggia in questo modo, che abbia concesso così spesso repliche al vento e assegnato alle nuvole nomi di famiglia tanto letterari. (citato in ''Cronologia'', a cura di Domenico Pinto, in Arno Schmidt, ''Brand's Haide'', Lavieri, 2007, p. 111) *In fin dei conti si tradisce solo ciò che si ama.<ref name="rombo">Da ''Il rombo'', traduzione di Bruna Bianchi, Einaudi, 1980³.</ref> *Non il contato, il raccontato pesa.<ref name="rombo" /> *Non sono un pacifista. A chi mi desse uno schiaffo sulla guancia non porgerei mai l'altra, ma mi difenderei a denti stretti. La [[guerra]] è per metà fatta di paura e per metà di noie. I giovani del mio paese non sono per la guerra. Non sono nemmeno per il servizio militare. Gli orfani di guerra, poi, la considerano il peggiore dei mali.<ref>Citato in Ester Dinacci, ''Realtà della Germania''.</ref> *Obbedendo all'ancestrale impulso tedesco come in passato i teutoni, gli imperatori Staufen e i pii nazareni stanziatisi a Roma, ero attirato dall'Italia. La lontana meta del viaggio si chiamava [[Palermo]] dove già da ragazzo mi ero aggirato in stato sonnambulico, come scudiero o falconiere del secondo Federico, e infine, quando per gli Staufen le cose si erano messe male, avevo fatto parte del seguito di Corradino.<ref name=pale/> *{{NDR|Su [[Germania Est-Germania Ovest 1-0]]}} Sparwasser accalappiò il pallone con la sua testa, se lo portò sui suoi piedi, corse di fronte al tenace Vogts e, lasciandosi persino Höttges dietro, lo piantò alle spalle di Maier in rete.<ref>Citato in Marco Da Pozzo, ''[https://web.archive.org/web/20131202234822/http://www.rivistasportiva.com/rubriche/sport-e-storia/item/1402-mondiale-1974-il-derby-tedesco-germania-ovest-germania-est Mondiale 1974: il derby tedesco Germania Ovest / Germania Est]'', ''rivistasportiva.com'', 20 luglio 2012.</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2010/03/04/news/gnter_grass_racconta_la_stasi_io_e_mia_moglie_spiati_e_seguiti-2499802/ Günter Grass racconta la Stasi: "Io e mia moglie spiati e seguiti"]''|Intervista di Andrea Tarquini, ''repubblica.it'', 4 marzo 2010.|h=2}} *{{NDR|Signor Grass, quando seppe di essere spiato dalla [[Stasi]]?}} Fu una sorpresa. Non sapevo che mi spiassero fin dal 1960, un anno prima della costruzione del Muro. Fui invitato a un convegno dell'Unione degli scrittori della [[Repubblica Democratica Tedesca|Ddr]]. Al membro della sua presidenza, Strittmatter, risposi di sì a condizione di poter dire quel che volevo nel mio discorso. Criticai la censura, parlai di libri proibiti. Non potevo immaginarlo, ma ero sotto il loro controllo fin da allora. Più avanti, negli anni Settanta, fui invitato a incontri privati in case di scrittori a Berlino est. Non me ne accorsi, ma dal nostro passaggio alla frontiera del Muro a Friedrichstrasse, fino alle soglie delle abitazioni, eravamo sorvegliati. *{{NDR|Alcuni dei rapporti della Stasi su di lei e sua moglie sono d'un dettaglio mostruoso. Che ne pensa?}} C'è del ridicolo. Scrissero persino "Grass e sua moglie si presentano ben vestiti con abiti nuovi". Attenzione: gli informatori che scrivevano questi rapporti erano sotto la pressione dei superiori, dovevano farsi belli fornendo informazioni sensazionali, a volte inventate. È frutto della paranoia di controllo delle dittature. Alcuni, come il presidente dell'Accademia di Berlino est, Weckwerth, o Strittmatter, divennero informatori perché comunisti convinti. Altri lo diventarono per farsi belli, o perché vulnerabili a pressioni. Tutti volevano piacere ai loro superiori, ufficiali della Stasi. Un informatore mi deluse molto: l'audace editore Hans Marquardt, che per primo pubblicò le mie opere nella Ddr. Mi spiò, scrisse rapporti su di me fin nel privato. *{{NDR|Oggi che conseguenze restano?}} Il successo amaro della Stasi fu la distruzione dello Stato e della società tedesco-orientali. Anche perché l'Ovest ha preso troppo sul serio i dossier Stasi. La paura di perdere il lavoro, il trauma della riunificazione, il timore di venir ritenuti ex informatori, hanno distrutto lo slancio di protesta dell'89. Dall'ex Ddr oggi i giovani emigrano all'Ovest: anziani e pensionati in molte regioni sono maggioranza. ==''Il tamburo di latta''== ===[[Incipit]]=== ====Bruna Bianchi==== E va bene: sono recluso in una casa di salute, il mio infermiere mi osserva, quasi non mi stacca l'occhio di dosso; difatti c'è uno spioncino nella porta, e il mio infermiere ha l'occhio di quel bruno che di scrutare me, l'occhiazzurro, è incapace.<br> {{NDR|Günter Grass, ''Il tamburo di latta'', traduzione di Bruna Bianchi, Feltrinelli, Milano, 2009. ISBN 88-07-72078-7}} ====Fruttero & Lucentini==== Sono internato in un asilo psichiatrico, certo, e un guardiano mi sorveglia. Nella porta c'è uno spioncino e lui non mi perde mai di vista.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===Citazioni === *Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso perché nella porta c'è uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere non può penetrarmi poiché lui ha gli occhi bruni, mentre i miei sono celesti.<br>Il mio infermiere non può dunque essermi nemico. (2004, p. 9) *Vidi la luce di questo mondo sotto forma di due lampadine da sessanta watt. Perciò ancor oggi le parole della Bibbia "Sia fatta luce, e luce fu" mi sembrano il miglior slogan pubblicitario della ditta Osram. (2004, pp. 40-41) *Sia detto subito: ero uno di quei neonati dall'udito fino il cui sviluppo intellettuale è già concluso con la nascita e in seguito non fa che confermarsi. (2004, p. 41) *Qualcosa di analogo mi accadde qualche volta con signori anziani, dai quali mi aspettavo più di quanto il loro passo fermo attraverso la notte invernale promettesse. Stavano meditabondi davanti alla vetrina di una tabaccheria, erano col pensiero all'Avana, nel Brasile o sulle [[isole di Brissago]], ma quando la mia voce eseguiva nella giusta misura l'incisione, e il riquadro del cristallo si piegava d'un tratto, cadendo su una cassettina di "Schwarze Weisheit", un temperino scattava in quei signori. Facevano dietro-front, attraversavano in fretta la strada arrancando col bastone sulla neve [...]. (2004, p. 124) *"Gesù," dissi raccogliendo tutti gli ultimi brandelli di voce, "non erano questi i nostri patti. Ridammi subito il mio tamburo. Tu hai la tua croce, e dovrebbe bastarti!" (2004, p. 353) *Costi quel che costi: Oskar sorrideva. Dolorosamente sì, ma sorrideva, e sotto accavallò le gambe dei pantaloni, sopra incrociò le braccia, dondolò un minuscolo stivaletto nero a stringhe misura trentacinque, e delibò la superiorità dell'abbandonato. (2004, p. 445) *Uno continua a star seduto così, su una [[panchina]] del parco, finché diventa lui stesso di legno e bisognoso di comunicare. (2004, p. 453) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gatto e topo''=== … e una volta, quando Mahlke già sapeva nuotare, ce ne stavamo sdraiati sull'erba, vicino al campo di palla a caccia. Io sarei dovuto andare dal dentista, ma loro non me l'avevano permesso, perché ero difficile da sostituire come ricevitore. Il dente rumoreggiava. Un gatto strisciò diagonalmente attraverso il prato, senza che nessuno lo bombardasse. Alcuni masticavano o sfilacciavano fili d'erba. Il gatto appartenava al guardiano del campo ed era nero. ===''L'incontro di Telgte''=== Ieri sarà quel che domani è stato.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ==Citazioni su Günter Grass== *Günter Grass è lo scrittore tedesco per eccellenza anche per coloro che conoscono ''Il Tamburo di latta'' soltanto nella versione cinematografica di [[Volker Schlöndorff]], e che credono che ''Gatto e topo'' sia un gioco di società. ([[Harry Nutt]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Günter Grass, ''[https://books.google.it/books?id=5Zl-rWsWQ_kC&pg=PA0 Anni di cane]'', traduzione di Enrico Filippini, Feltrinelli, Milano, 1999. ISBN 88-07-80786-6 *Günter Grass, ''[https://books.google.it/books?id=K13zGVXvJsgC&pg=PA0 Gatto e topo]'', traduzione di Enrico Filippini, Feltrinelli, Milano, 1999. ISBN 88-07-80680-0 *Günter Grass, ''[https://books.google.it/books?id=UnmVFaqJuRoC&pg=PA0 Il tamburo di latta]'', traduzione di Lia Seccia, Feltrinelli, Milano, 2004. ISBN 88-07-80705-X *Günter Grass, ''Il tamburo di latta'', traduzione di Bruna Bianchi, Feltrinelli, Milano, 2009. ISBN 88-07-72078-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Grass, Günter}} [[Categoria:Drammaturghi tedeschi]] [[Categoria:Memorialisti tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] [[Categoria:Poeti tedeschi]] [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Scultori tedeschi]] gjqjqgs3vtgh6jkwh7arkbdjeoylklr Template:SelezioneNuove 10 4465 1415613 1415426 2026-06-04T15:20:51Z Gaux 18878 Caroline Schelling 1415613 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Caroline Schelling]]{{,}} [[Le vergini di Salem]]{{,}} [[Midnight Special - Fuga nella notte]]{{,}} [[Federico Kiesow]]{{,}} [[Frailty - Nessuno è al sicuro]]{{,}} [[Giustizia a tutti i costi]]{{,}} [[Giglio Panza]]{{,}} [[Striscia di Gaza]]{{,}} [[Federico Delpino]]{{,}} [[Bussano alla porta]]{{,}} [[Antonello Cuccureddu]]{{,}} [[Sofia Vanni Rovighi]]{{,}} [[Gli uomini della terra selvaggia]]{{,}} [[Duro da uccidere]]{{,}} [[Biagio Cavanna]]{{,}} [[Eugenio Rignano]]{{,}} [[Sogno di prigioniero]]{{,}} [[La notte dell'agguato]]{{,}} [[Giro di Lombardia]]{{,}} [[Ticino (fiume)]]{{,}} [[Armando Carlini]]{{,}} [[Bill Cosby]]{{,}} [[Chato]]{{,}} [[Victor Serge]]{{,}} [[Gattico]]{{,}} [[Nikolaj Ivanovič Kibal'čič]]{{,}} [[Isola dei Pescatori]]{{,}} [[Esodo palestinese del 1948]]{{,}} [[Lo sceriffo senza pistola]]{{,}} [[Francesco Ventretti]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> 8b5wsf233uan9iq2etdy2ui023hxx5e Mario Vargas Llosa 0 5447 1415669 1373338 2026-06-05T07:40:53Z Darkcloud2222 10646 1415669 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Mario Vargas Llhosa 2011.jpg|thumb|Mario Vargas Llosa nel 2011]] {{Premio|Nobel|la letteratura ('''2010''')}} {{indicedx}} '''Jorge Mario Pedro Vargas Llosa''' (1936 – 2025), scrittore, giornalista, drammaturgo e politico peruviano naturalizzato spagnolo. ==Citazioni di Mario Vargas Llosa== *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], per esempio, è un personaggio caricaturale, un buffone da commedia dell'arte. Io sono un liberale di destra ma non mi sento certo rappresentato da uno come lui, semmai potevo identificarmi nella destra della Thatcher.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2013/08/13/news/mario_vargas_llosa_io_di_destra_ma_berlusconi_non_mi_rappresenta_solo_un_buffone_da_commedia_dell_arte-64714585/ Io uomo di destra ma Berlusconi non mi rappresenta]'', ''Repubblica.it'', 13 agosto 2013.</ref> *Dobbiamo affrontare i [[Matteo Salvini]] dei nostri giorni con la convinzione che non sono altro che il prolungamento di una tradizione oscurantista che ha riempito di sangue e cadaveri la storia dell’Occidente e sono stati il nemico più acerrimo della cultura della libertà, dei diritti umani, della democrazia, che non avrebbero potuto prosperare e diffondersi nel mondo se i [[Tomás de Torquemada|Torquemada]], gli [[Adolf Hitler|Hitler]] e i [[Benito Mussolini|Mussolini]] avessero vinto la guerra contro gli Alleati.<ref name=":0">Da ''Carola merita il Nobel'', ''la Repubblica'', 9 luglio 2019, pp. 1 e 26.</ref> *Il catalanismo è come il richiamo della tribù. Un mondo chimerico, inventato. Io ho vissuto qui cinque anni, alla fine della dittatura. Sono stati i migliori della mia vita. [[Barcellona]] era la città più aperta del mondo: cosmopolita, meticcia, curiosa. Gli spagnoli venivano qui per sentirsi in Europa. Giovedì dimostrerete che la [[Catalogna]] non è l'incubo anacronistico sognato dai separatisti!<ref>Citato in [[Aldo Cazzullo]], ''Nella Barcellona in cerca di eroi neanche Leo Messi si fa arruolare'', ''Corriere.it'', 17 dicembre 2017.</ref> *Il popolo di [[Lampedusa]] ha saputo curare gli immigrati, li ha sfamati mostrando all'Europa intera, l'atteggiamento da avere a chi chiede asilo, invece di pensare che queste persone siano lì per rubare lavoro. È umanità povera quella dei Lampedusani. E merita di ricevere un riconoscimento attraverso un premio solenne. È un atteggiamento esemplare che deve essere mostrato al mondo.<ref>Citato in ''[http://www.siciliainformazioni.com/79326/da-un-nobel-allaltro-vargas-llosa-lampedusa-merita-il-premio Da un Nobel all'altro, Vargas Llosa: "Lampedusa merita il Premio"]'', ''SiciliaInformazioni.com'', 14 agosto 2013.</ref> *{{NDR|Riferendosi alla [[Occidente|cultura occidentale]]}} Il suo merito più significativo, quello che, forse, costituisce un «unicum» nell'ampio ventaglio delle culture mondiali e che le ha consentito più volte di risorgere dalle proprie rovine quando pareva condannata a morte certa, è stata la capacità di fare autocritica.<ref name=agonia>Da ''Occidente. L'agonia del paradiso'', ''La Stampa'', 18 aprile 2004.</ref> *[[Ilan Pappé]], che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani.<ref>Citato in ''[https://www.goodreads.com/book/show/218527220-brevissima-storia-del-conflitto-tra-israele-e-palestina Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: Dal 1882 a oggi]'', ''goodreads.com''.</ref> *La [[democrazia]] è un evento che, solitamente, provoca sbadigli nei paesi in cui esiste uno stato di diritto e i cittadini godono di libertà di movimento e d'espressione e d'un sistema giudiziario al quale potersi rivolgere in caso d'aggressione.<ref name=agonia/> *La giovane tedesca {{NDR|Carola Rackete, capitana della nave Sea-Watch 3}} ha violato una legge stupida e crudele, secondo le migliori tradizioni dell’Occidente democratico e liberale, agli antipodi delle quali c’è proprio ciò che la Lega e il suo leader, [[Matteo Salvini]], rappresentano: non il rispetto della legalità, ma una caricatura faziosa e razzista dello Stato di diritto. E sono proprio lui e i suoi seguaci (troppo numerosi, tra l’altro, e non solo in Italia, ma in quasi tutta l’Europa) che incarnano i comportamenti selvaggi e la barbarie di cui accusano i migranti. <ref name=":0" /> *L'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione dell'Ucraina]] è intollerabile, è un abuso imperialista. Dobbiamo protestare e opporci, perché siamo tutti minacciati se il piano di [[Vladimir Putin|Putin]] avrà successo.<ref>Citato in ''Aleksievic Vargas Llosa “Non taceremo mai”'', ''la Repubblica'', 7 marzo 2020, pag. 21.</ref> *{{NDR|Riferendosi a ''Il pesce nell'acqua'' del 1993}} Quando traduci i fatti in parole, li modifichi: inevitabile. Il narratore ha libertà assoluta quando scrive. È un suo diritto. La fiction, appunto.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 17 settembre 1994.</ref> *{{NDR|Sostenendo il Nobel per la Pace a [[Lampedusa]]}} Questo popolo ha dato un esempio di comprensione e di solidarietà umana ad un'Europa dove ancora ci sono molti pregiudizi nei confronti dell'immigrazione e di quello che rappresenta.<ref>Citato in ''[http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/nobel-a-lampedusa-vargas-llosa.aspx Nobel a Lampedusa, Vargas Llosa d'accordo]'', ''Avvenire.it'', 14 agosto 2013.</ref> *Molti governi hanno utilizzato la pandemia per limitare la libertà e tutto questo è inaccettabile, perché è un processo irreversibile. ... Dobbiamo accettare le restrizioni che i medici stabiliscono, però credo che l'accettazione delle restrizioni sia pericolosissima per il futuro della democrazia e della libertà.<ref name="Taobuk">Discorso pronunciato il 3 ottobre 2020 al Taobuk, il festival del libro di Taormina; citato in ''[https://www.repubblica.it/cronaca/2020/10/04/news/coronavirus_vargas_llosa_pandemia_liberta_tabouk_awards-269414512/?ref=RHPPTP-BH-I269399989-C12-P5-S4.4-T1 Coronavirus, Vargas Llosa: "Molti governi hanno usato pandemia per limitare libertà. Inaccettabile"]'', ''Repubblica.it'', 4 ottobre 2020.</ref> *...non avremmo mai immaginato che gli Stati Uniti potessero arrivare a una discesa tale da farsi governare da uno come [[Donald Trump|Trump]], è una cosa incomprensibile. Trump è una persona mediocre e senza cultura, un povero disgraziato, un grullo che ha governato in modo indecoroso.<ref name="Taobuk"/> {{intestazione|''Le Case d'Angolo di Fëdor Dostoevskij'', ''Corriere della sera'', 18 luglio 2010}} *[[Fëdor Dostoevskij]] visse in tante case e in tanti luoghi diversi – non si fermò mai per più di tre anni nello stesso posto – ed ebbe sempre l'ossessione di avere appartamenti ad angolo, con le finestre affacciate sulle due strade e vicino a una chiesa, in modo da poter ascoltare le campane, una musica che acquietava il suo spirito. *{{NDR|Fëdor Dostoevskij}} La sua stessa vedova o qualcuno in visita riuscì a fermare l'orologio dello scrittoio nello stesso istante della sua morte: le otto e trentotto della sera. L'orologio è ancora lì, centotrent'anni dopo, a segnare l'ora funesta. Lo seppellirono nel cimitero Tichvin, del monastero di [[Aleksandr Nevskij]], alla periferia di [[San Pietroburgo]]. È un luogo ameno, e la tomba di Dostoevskij, circondata di alberi e fiori, con una bella statua che riflette fedelmente i suoi lineamenti austeri e il suo sguardo profondo e febbrile, confina con quelle di altri esponenti del genio creativo russo: [[Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov|Rimskij-Korsakov]], [[Aleksandr Porfir'evič Borodin|Aleksandr Borodin]], [[Modest Petrovič Musorgskij|Modest Musorgskij]], [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Il'ic Cajkovskij]], [[Michail Ivanovič Glinka|Glinka]]. *L'ultima volta che vidi [[Valerij Abisalovič Gergiev|Gergiev]], a [[Salisburgo]], aveva i capelli lunghi e una barba di diversi giorni; oggi ha i capelli corti e si rade, ma mentre dirige l'orchestra continua a essere un posseduto, che va sempre oltre la partitura, un essere sotterraneo, connesso con le profondità inquietanti dell'abisso umano, capace di trasformare un concerto o un' opera in una cerimonia geniale e agghiacciante. ==''Storia di Mayta''== ===[[Incipit]]=== Correre di mattina lungo il molo di Baranco, quando l'umidità della notte impregna ancora l'aria e rende i marciapiedi scivolosi e lucidi, è un buon modo per cominciare la giornata. Il cielo è grigio, anche d'estate, perché il sole non compare sul quartiere prima delle dieci, e la foschia rende impreciso il limite delle cose, il profilo dei gabbiani, il pellicano che attraversa in volo la linea frantumata della scogliera. Il mare ha un aspetto plumbeo, verde scuro, fumante, adirato, con macchie di spuma e onde che avanzano sempre alla stessa distanza verso la spiaggia. Talvolta una barchetta di pescatori si dimena fra le scosse; talaltra una raffica di vento scosta le nuvole e compaiono in lontananza La Punta e le isole terrose di San Lorenzo e del Frontón. È un paesaggio bello, a patto di fissare lo sguardo sugli elementi e gli uccelli. Perché quanto ha fatto l'uomo, invece, è brutto. ===Citazioni=== *Neppure l'[[amicizia]] viene prima della [[rivoluzione]] per un rivoluzionario. [...] La prima cosa è la rivoluzione. Poi, tutto il resto. (p. 70) *Hai mai conosciuto quegli uomini che in [[vecchiaia]] scoprono il sesso e la religione? Diventano ansiosi, ardenti, instancabili. (p. 167) *L'autentico rivoluzionario è logico e freddo, non un sentimentale. (p. 177) *In questa società ci sono certe regole, certi pregiudizi e tutto quello che non vi si adatta sembra anormale, un delitto o una malattia. (p. 196) *Per effimero che sia, un [[romanzo]] è qualcosa, mentre lo sconforto non è niente. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''La città e i cani''=== "Quattro," disse il Giaguaro.<br>Al chiarore incerto che il globo di luce diffondeva nel locale, attraverso le poche sfaccettature di vetro non ancora coperte di sudiciume, le espressioni dei visi si rilassano: il pericolo era passato per tutti, salvo che per Porfirio Cava. I dadi erano immobili, bianchi contro il suolo sporco, e segnavano tre e uno.<br>"Quattro," ripeté il Giaguaro. "Chi è?"<br>"Io," mormorò Cava. "Avevo detto quattro."<br>"Muoviti," replicò il Giaguaro. "Lo sai, la seconda a sinistra." ===''La zia Julia e lo scribacchino''=== In quel tempo remoto, io ero molto giovane e vivevo con i miei nonni in una villa dai muri bianchi di Calle Ocharán, a Miraflores.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La guerra della fine del mondo''=== L'uomo era alto e così magro che sembrava sempre di profilo. La sua pelle era scura, le ossa sporgenti e gli occhi ardevano di un fuoco perpetuo. Calzava sandali da pastore e la tunica viola che gli ricadeva sul volto rammentava l'abito di quei missionari che, di tanto in tanto, si recavano nei villaggi del sertão a battezzare folle di bambini e a sposare coppie irregolari. Era impossibile conoscerne l'età, la provenienza, la storia, ma c'era qualcosa nel suo aspetto quieto, nelle sue abitudini frugali, nella sua imperturbabile serietà che, prima ancora che cominciasse a dar consigli, attraeva la gente. ===''Pantaleón e le visitatrici''=== "Sveglia, Panta," dice Pochita. "Sono già le otto. Panta, Pantita".<br />"Già le otto? Accidenti, che sonno ho," sbadiglia Pantita. "Mi hai cucito il gallone?"<br />"Signorsì, tenente," si mette sull'attenti Pochita. "Oh, scusa, capitano. Finché non mi abituo continuerai a essere un tenentino, amore. Sì, fatto, è splendido. Ma alzati una buona volta. Il tuo appuntamento non è alle?"<br />"Alle nove, sì," si insapona Pantita. "Dove ci manderanno, Pocha? Passami l'asciugamano, per favore. Tu dove credi, tesoro?"<br />"Qui, a Lima," contempla il cielo grigio, i balconi, le macchine, i passanti Pochita. "Ah, mi viene l'acquolina in bocca: Lima, Lima, Lima".<br />"Te lo sogni, Lima mai, che speranze," si guarda nello specchio, si annoda la cravatta Panta. "Se fosse almeno una città come Trujillo o Tacna, sarei già felice". ==[[Explicit]] di alcune opere== ===''La città e i cani''=== "Continuerai a fare la vita di sempre?" chiese il Giaguaro.<br>"Vuoi dire se continuerò a rubare?" Higueras il secco fece una smorfia. "Suppongo di sì. Sai perché? Perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, come diceva il Culepe. Per ora, farò meglio ad andarmene da Lima."<br>"Sono tuo amico," disse il Giaguaro. "Avvisami, se posso darti una mano."<br>"Certo che puoi darmela," disse il secco. "Pagami da bere. Non ho più un soldo." ===''Pantaleón e le visitatrici''=== "La guarnigione di Pomata, hanno bisogno di un intendente," tira le tende, chiude a chiave gli armadi, riordina le scrivanie, prende una valigetta il colonnello López López. "Invece del Rio delle Amazzoni avrà il lago Titicaca".<br />"E invece del caldo della foresta, il freddo degli altipiani delle Ande," apre la porta, lascia passare gli altri il generale Victoria.<br /> "E invece delle visitatrici, lama e vigogne," si mette il chepì, spegne la luce, tende una mano il Tigre Collazos. "Lei è proprio un tipo strano, Pantoja. Sì, adesso può andare".<br />"Brrrr, che freddo, che freddo!" rabbrividisce Pochita. "Dove sono i fiammiferi? Dov'è quella dannata candela? Com'è orribile vivere senza luce elettrica. Panta, sveglia, sono già le cinque. Non capisco perché devi andare di persona a controllare la colazione dei soldati, pignolo. È molto presto, muoio di freddo. Ahi, idiota, mi hai graffiata di nuovo con quel braccialetto. Perché non te lo togli di notte? Ti ho detto che sono le cinque, sveglia Panta". ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Mario Vargas Llosa, ''La città e i cani'' (''La ciudad y los perros''), traduzione di Enrico Cicogna, Einaudi Tascabili, 1998. ISBN 8806147749 *Mario Vargas Llosa, ''La guerra della fine del mondo'' (''La guerra del fin del mundo''), traduzione di Angelo Morino, Einaudi, Torino, 1983. ISBN 978-88-06-17736-2 *Mario Vargas Llosa, ''Le Case d'Angolo di Fëdor Dostoevskij'', traduzione di Francesca Buffo. *Mario Vargas Llosa, ''Pantaleón e le visitatrici'' (''Pantaleón y las visitadoras''), traduzione di Angelo Morino, Einaudi, Torino, 2001. ISBN 8806158481 *Mario Vargas Llosa, ''Storia di Mayta'' (''Historia de Mayta''), traduzione di Angelo Morino, Rizzoli, Milano, 1985. ISBN 8817678805 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La città e i cani||(1986)}} {{DEFAULTSORT:Vargas Llosa, Mario}} [[Categoria:Drammaturghi spagnoli]] [[Categoria:Giornalisti spagnoli]] [[Categoria:Saggisti spagnoli]] [[Categoria:Scrittori peruviani]] [[Categoria:Scrittori spagnoli]] nadofzeweblxkc9mq6nioep6hb5et4l Giorgio Almirante 0 10184 1415630 1283798 2026-06-04T17:02:16Z Carnby 10152 /* Citazioni su Giorgio Almirante */ 1415630 wikitext text/x-wiki [[File:Giorgio Almirante 1971.jpg|thumb|Giorgio Almirante]] '''Giorgio Almirante''' (1914 – 1988), politico italiano. ==Citazioni di Giorgio Almirante== *Il [[razzismo]] è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'[[Italia]] abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza [...] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera.<ref>Da ''Né con 98 né con 998'', ''La difesa della razza'', I (1938), n. 6, pp. 47-48)</ref> *Il [[razzismo]] ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d'una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c'è che un attestato col quale si possa imporre l'altolà al meticciato e all'ebraismo: l'attestato del sangue.<ref>Da ''La difesa della razza'', 5 maggio 194; citato in ''[https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_giugno_14/giorgio-almirante-razza-ecco-cosa-scrisse-1942-06bda386-7012-11e8-b9b6-434f28412ff9.shtml Giorgio Almirante e la razza]'', ''Corriere.it'', 14 giugno 2018.</ref> *Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta [...] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del [[razzismo]].<ref>Da ''Che la diritta via era smarrita... Contro le «pecorelle» dello pseudo-razzismo antibiologico'', ''La difesa della razza'', V (1942), n. 13, pp. 9-11</ref> *Io sono stato, senza alcun dubbio, nel 1938 uno dei pochi giornalisti italiani che hanno aderito alle tesi razziste che allora furono enunziate ufficialmente dal regime, e sono stato per qualche tempo anche segretario di redazione della rivista "''La difesa della razza"'', e in tale qualità ho scritto articoli che erano intonati, senza alcun dubbio, alla rivista per la quale scrivevo e agli orientamenti politici del tempo. Ho avuto occasione di dire nel dopoguerra [...] che la sola parte che mi sentivo non di correggere, non di emendare, non di rivedere in senso autocritico, perché questo riguarda tutto il mio passato dal punto di vista politico, ma la sola parte del mio passato politico che mi sentivo di ripudiare, era quella. [...] Siccome queste mie dichiarazioni sono disinteressate, non chiedono contropartite, non ho da fare alleanze con nessuno, non ho da chiedere mercè a nessuno, continuo a combattere la mia, la nostra dura battaglia in mezzo a tanti nemici e tante incomprensioni, io debbo ritenere che, ripeto, solo degli incivili possano non prendere atto di dichiarazioni di questo genere, che sono dichiarazioni di coscienza.<ref>Dalla conferenza stampa del 30 luglio 1971. [https://youtu.be/Euv8XbTk5Ug Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *In quel regime {{NDR|quello fascista}} sono nato e cresciuto, ad esso avevo creduto fino a ignorare o a scusare i suoi errori. Potevo abbandonarlo nel momento della sua disfatta? Il mio passato è stato quello. Non posso rinnegarlo. Cerco di farne rivivere quanto c'era di valido.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1999/marzo/13/scelte_politiche_Giorgio_Almirante_co_0_990313179.shtml Le scelte politiche di Giorgio Almirante]'', ''Corriere della Sera'', 13 marzo 1999, p. 41.</ref> *Sto a Montecitorio dal 1948, da più di trent'anni. Il Msi si è trasformato, da quel nucleo iniziale di reduci del fascismo. Ormai fa parte stabilmente della geografia politica dell'Italia repubblicana. È stato un processo lento e difficile. Bene: ma lei crede davvero che io possa pensare di chiudere la mia carriera, la mia vita politica, facendo il becchino di un partito che muore perché una generazione si spegne per motivi anagrafici e un'altra perché chiusa in galera? Crede davvero che sia così miserabile da avere questa ambizione da nostalgico rincoglionito? [...] Le dirò di più: io non voglio morire da fascista. Tanto che sto lavorando per individuare e far crescere chi dovrà prendere le redini del Msi dopo di me. Giovane, nato dopo la fine della guerra. Non fascista. Non nostalgico. Che creda, come ormai credo anch'io, in queste istituzioni, in questa Costituzione. Perché solo così il Msi può avere un futuro. Altrimenti è costretto a sparire. Capisce perché sono così deciso nel negare qualsiasi legame con chiunque abbia messo la bomba di Bologna? È un nemico anche del Msi.<ref>A microfono spento, a seguito dell'intervista di Daniele Protti, ''Il Lavoro'', settembre 1980; citato in Daniele Protti, ''[http://www.corriere.it/europeo/politica/2009/03/protti-intervista-almirante_e08a8364-07ed-11de-805b-00144f02aabc.shtml Almirante: «Non voglio morire da fascista»]'', ''Corriere.it'', 3 marzo 2009.</ref> ===Senza data=== *Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. <br> E se l'avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. <br>In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. <br>Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. <br>E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi [[morte|morire]] mai.<ref>Il motto finale è di [[Julius Evola]]. La citazione viene [[Citazioni errate|erroneamente attribuita]] anche allo stesso Almirante e a [[Moana Pozzi]]. Giorgio Almirante aveva utilizzato la citazione come frase conclusiva di questo suo libro e l'aveva fatto apporre su un poster destinato alle sedi dell'MSI. Moana Pozzi invece amava ripetere questa frase nel periodo in cui si occupava dell'edizione di un giornale erotico, poco prima di morire. {{Cfr}} Mario Caprara, Gianluca Semprini, ''Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista'', Newton Compton editori, 2012, [http://books.google.it/books?id=ieO_d2Nz-Y8C&pg=PT151 p. 151]. ISBN 8854146951.</ref><ref>{{cfr}} la raccolta [[Vivi come se dovessi]].</ref> (da ''Autobiografia di un fucilatore'') *La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l'Europa o va a destra o non si fa.<ref>[http://www.youtube.com/watch?v=pOohO4mLT1w Video] disponibile su ''YouTube.com''. {{c|Fonte primaria?}}</ref> {{Int|1=Da ''Intervista a Giorgio Almirante''|2=Di Gianni Minoli nel programma televisivo ''Mixer'', Rai 2, 29 aprile 1987. [https://www.youtube.com/watch?v=lkY8jty2vwU Video] disponibile su ''Youtube.com''.}} *{{NDR|«Senta, però è certo che il 12 settembre del '73, il giorno dopo il golpe di [[Pinochet]] in Cile, Lei in un discorso incendiario invocò anche per l'Italia una soluzione tipo cilena. Se lo augura sempre, anche adesso?»}} No, assolutamente no. Non è pensabile. Manca l'uomo, manca il clima a livello interno e a livello internazionale. {{NDR|«Quindi, è solo un peccato?»}} No, non è un peccato, affatto. In un determinato momento politico, un uomo politico può esprimersi come meglio crede, ma nulla intacca da 40 anni a questa parte la mia fede nella [[libertà]]. (min. 4:15-4:45) *{{NDR|«Il suo numero 2, vero o presunto, [[Pino Rauti]], ha detto – leggo testualmente: "Noi siamo contrari alla [[democrazia]] parlamentare in linea di principio, per questioni ideologiche, perché non crediamo all'uguaglianza degli uomini. Noi crediamo alla differenza". Lei è d'accordo?»}} Io non sono d'accordo nella forma, ma sono d'accordo nella sostanza. {{NDR|«Cioè?»}} Se Pino Rauti ha voluto riferirsi a quello che oggi tutti i giornali scrivono, e cioè che sta per nascere la Seconda Repubblica. Bisogna dare luogo ad una nuova repubblica. La [[repubblica]] è fallita. La Costituzione è [...] {{NDR|«Qui si parla di differenza fra gli uomini, di negare l'uguaglianza.»}} Negare l'uguaglianza fra gli uomini, io certamente non l'approvo. (min. 6:18-7:00) *Se non ci fossero state le elezioni, in questo momento saremmo in fase precongressuale, esattamente come prescrive il nostro statuto, perché entro giugno -grosso modo- avremmo svolto il nostro congresso. {{NDR|«Ma Lei pensa di lasciare, o no?»}} Essendoci le elezioni si va al congresso dopo le elezioni, e al congresso io mi presenterò correttamente come il segretario dimissionario. {{NDR|«Sì, ma pensa di lasciare oppure no? Mi dica una cosa vera.»}} Io penso di lasciare. {{NDR|«Pensa?»}} Penso di lasciare. {{NDR|«E allora in mente un erede non ce l'ha?»}} Non ho in mente un erede, perché non sono un monarchico, nè seguo l'istituto monarchico. {{NDR|«E uno che possa aspirare?»}} Tutti. (min. 7:20-8:00) *{{NDR|«Senta, ma Lei di [[Benito Mussolini|Mussolini]] che ricordo ha?»}} Ho un tenero ricordo. {{NDR|«Cioè?»}} Una telefonata. Era il giorno – me lo lasci dire con poche parole –, era il giorno in cui gli Alleati stavano entrando in Roma. Se non erro, era il 4 giugno del 1943 {{NDR|1944 in realtà}}. Io, come Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura Popolare, avevo le notizie attraverso le nostre stazioni di intercettazioni – allora non c'era la televisione – intercettazioni radio, e quindi potevo seguire le notizie via via che esse si svolgevano, e Mussolini telefonava – non a me personalmente – al Ministero, per sapere le notizie. Quel giorno telefonò a me personalmente. Si metta nei miei panni: io ero giovanissimo, per me Mussolini era tutto. Io tremavo, quando mi dicevano: «Il Duce al telefono, il Duce al telefono!». La sua telefonata fu dura, tagliente, la prima. [Disse:] «Almirante, che notizie mi date?». E gli diedi le notizie. Poi, una seconda telefonata, dopo un'ora: «Almirante, che notizie mi date?». E io gli diedi le notizie. Una terza telefonata: «Almirante, quali sono le notizie?». E poi: «Posso chiamarLa, posso chiamarVi ancora?». Quel "posso chiamarVi" mi aprì una voragine. Una voragine di disperazione e di tenerezza. (min. 8:48-10:07) *{{NDR|«Senta, che cosa le piaceva di meno di Mussolini?»}} Mah, forse gli stivaloni. {{NDR|«Be', avrà avuto anche qualche difetto lui, immagino. Anche per Lei.»}} No, per carità, non ho detto [che] era immune da difetti. {{NDR|«Me ne dica uno.»}} Era solo. {{NDR|«È un difetto?»}} Sì. {{NDR|«Perché?»}} E non è soltanto il destino, è anche l'indole, il temperamento, che porta alla solitudine. {{NDR|«E il suo di peggior difetto qual è, onorevole Almirante?»}} Il mio di peggior difetto è che sono troppo poco solo. Proprio all'opposto. (min. 11.00-11:28) *{{NDR|«Onorevole Almirante, Lei spesso parla della necessità di un'alternativa di destra, in Italia. Ecco, con chi vorrebbe farla, in due parole?»}} No, io vorrei farla nel quadro di una nuova Costituzione della Repubblica. Cioè, fino a quando le cose non cambiano, le regole del gioco non cambiano, un'alternativa di destra evidentemente non può realizzarsi, perché la mia opposizione, la nostra opposizione non è nei confronti di un governo, è nei confronti di un sistema tutto intero. Una volta che si sia realizzato, che si cammini verso la nuova repubblica, e allora il nostro ruolo diventa via via più importante. {{NDR|«Ma quando vi dicono che siete la ruota di scorta della [[Democrazia Cristiana]]?»}} È la più grossa imbecillità che si possa dire. {{NDR|«Perché?»}} Perché è vero il contrario. (min. 15:00-15:51) ==Citazioni su Giorgio Almirante== *Era giovane allora Almirante, non aveva quarant'anni, e, a differenza di Michelini<ref>Arturo Michelini (1909 – 1969), segretario del MSI dal 1954 al 1969.</ref>, mi era simpatico anche sul piano personale. Aveva forse ereditato dalla famiglia il gusto del palcoscenico, della battuta pronta. Ma non ricordo mai di averlo sentito dire una volgarità, anche spiritosa. ([[Giulio Salierno]]) *Il capolavoro di Almirante avviene nel 1970, quando, con buona pace degli antiamericani residui a destra che ci sono sempre eccetera, Nixon ordina l'appoggio al Movimento Sociale Italiano. Questa storia permise al Movimento Sociale Italiano di creare la cosiddetta Destra Nazionale. ([[Giulio Caradonna]]) *{{NDR|Nel Movimento Sociale Italiano}} [[Arturo Michelini|Michelini]] o Almirante erano facce della stessa medaglia reazionaria espressa nello stato sorto sulle ceneri del dopoguerra. ([[Giulio Salierno]]) *Per alcuni decenni la sopravvivenza del MSI è affidata alle doti camaleontiche di dirigenti come Giorgio Almirante, figlio di teatranti, dotato di qualità istrioniche e di eleganza da capocomico, con occhi azzurri. Tocca a lui e a quelli come lui guidare il doppio gioco fra il neofascismo parlamentare che naviga nel sottogoverno e quello mistico o violento che va bene alla borghesia d'ordine per tenere a bada i rossi. ([[Giorgio Bocca]]) *''Se non li conoscete, guardate il capobanda: | è un boia o un assassino colui che li comanda. | Sull'orbace s'è indossato la camicia e la cravatta | perché resti mascherato tutto il sangue che lo imbratta. | Ha comprato un tricolore e ogni volta lo sbandiera | che si sente un po' l'odore della sua camicia nera, | punta a far l'uomo da bene fino a quando gli conviene. || Ora lo riconoscete: Almirante è sempre quello, | con il mitra e il manganello | ben nascosti nel gilet.'' ([[Fausto Amodei]]) *Sono andato dai segretari dei partiti, fingendomi uno dei loro. Mi presentai da Almirante in doppio petto (c'erano i fascisti in doppio petto) e fu facile: seguiva la trasmissione e amava la Sgarrambona, la presunta amante sedotta e abbandonata. «Ognuno di noi ha una Sgarrambona» sospirò. ([[Renzo Arbore]]) *Sono stato io a presentargli [[Gianfranco Fini|Fini]]: l'errore della vita. ([[Giuseppe Ciarrapico]]) *Il più grande oratore della repubblica italiana, il paroliere di una politica come testimonianza ideale e il leader che seppe coltivare l’amor patrio anche quando era infame e proibito sventolare il tricolore. Non fu uno stratega politico, non ebbe una gran cultura politica, semmai letteraria; non riuscirei a immaginarlo a governare. ([[Marcello Veneziani]]) <ref>[https://www.ilfoglio.it/filosofeggio-dunque-sono/2019/04/14/news/filosofeggiando-con-marcello-veneziani-249554/amp/ Filosofeggiando con… Marcello Veneziani], di Davide d’Alessandro, 14 aprile 2019</ref> *Guidava malissimo. Andavamo in giro a Roma con la sua 500 e lui guidava come un pazzo. Non rispettava i rossi, io tremavo. All’ennesimo rosso bruciato gli dissi: segretario, scusa, ma potresti fermarti ai semafori? Lui mi guardò stupito e rispose: «è che i rossi proprio non li sopporto». E scoppiò in una risata. ([[Adriana Poli Bortone]])<ref>[https://www.corriere.it/cronache/26_giugno_03/adriana-poli-bortone-intervista-7187a4d1-c2dc-419b-bc48-ada37a0e3xlk.shtml Adriana Poli Bortone: «Almirante mi portava in 500, guidava male e bruciava i rossi. A Nilde Iotti cucinavo i tortelloni. L’anti Meloni? L’unica è Salis»] di Amelia Esposito, 3 giugno 2026</ref> ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Assunta Almirante]] – moglie *[[Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Almirante, Giorgio}} [[Categoria:Politici italiani]] 5k7saskv2ebrlyxnw2714wd4rq40j4a Puglia 0 10429 1415570 1161647 2026-06-04T12:21:56Z Spinoziano 2297 cambio immagine; typo 1415570 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Confini della Puglia-var.png|thumb|La Puglia vista dal satellite]] Citazioni sulla '''Puglia'''. *Ci sono due grandi stereotipi da sfatare a proposito del concetto di territorio. C'è chi lo usa per motivi reazionari di matrice fascista, e chi lo considera un concetto per imbecilli attaccati ciecamente alla tradizione. Sono due interpretazioni sbagliate: in realtà il territorio è in continuo mutamento. ([[Jonathan Nossiter]]) *Le quattro regioni più direttamente investite dalle [[Mafia|mafie]] – la [[Sicilia]] con Cosa Nostra, la [[Calabria]] con la 'ndrangheta, la [[Campania]] con la camorra, la Puglia con la sacra corona unita – sono anche le quattro regioni più povere e disperate d'Italia. ([[Giuseppe Pisanu]]) *''O Puglia Puglia mia, tu, Puglia mia, | ti porto sempre nel cuore quando vado via | e subito penso che potrei morire senza te. | E subito penso che potrei morire anche con te.'' ([[Caparezza]]) *Poiché abbiamo discorsa l'antica Italia fino a Metaponto, ci convien ora parlar del rimanente; e prima di tutto seguita la Japigia. Gli Elleni la chiamano anche Messapia; e gli abitanti in parte si chiamano Salentini (e son quelli intorno al promontorio Japigio), in parte Calabri. Al di sopra di costoro verso il settentrione stanno i Peucezii, poi quelli che nel greco linguaggio sono denominati Daunii: ma i nativi di quella regione chiamano Apulia tutto il paese al di là dei Calabri. Alcuni poi de' popoli onde son abitati que' luoghi si dicono anche Pedicli, principalmente i Peudicizii. ([[Strabone]]) *Si crede generalmente che la Puglia sia un deserto monotono, un paese privo delle attrattive proprie della Regione Italiana, ma ''chi crede a questo castello non mangia vitello'', l'immenso piano della campagna leggermente ondulata, il mare così maestoso, il cielo così infinito e sereno, costituiscono una trinità grandiosa e singolare. In tutto si riscontra il carattere Orientale, specialmente nella intensità e nella purezza dei colori. L'aspetto della campagna muta, nella notte stellata, poi, è indimenticabile. ([[Paul Schubring]]) ==[[Proverbi italiani]]== *Chi vuol provar le pene dell'[[inferno]], la stia in Puglia e all'[[L'Aquila|Aquila]] d'[[inverno]]. *Compar di Puglia, l'un tiene e l'altro spoglia. *Pugliesi, cento per forca e un per paese. ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=Puglia|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Luoghi della Puglia| ]] dy728nxipvusv0ziy2vekn9dhs0f1in Wikiquote:Bacheca 4 15228 1415600 1412640 2026-06-04T14:51:55Z Dario Crespi (WMIT) 89142 1415600 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ {{/Testata}} <div style="text-align:center;border:none;font-family: Calibri;color:darkblue;font-size: larger">Contribuisci a tenerla aggiornata con le ultime novità di Wikiquote e della sua comunità.</div> {| style="width:100%; background:none; border:0; border-spacing:0; padding:0; margin:10px 0 0; font-family:Calibri, Verdana, sans-serif; font-size:14px;" | style="width:60%;" | <div style="border:0; margin-right:10px; box-shadow: 0 1px 3px rgba(0, 0, 0, 0.35); border-radius: 7px; background: #fff; min-height:360px; padding:5px 15px;"> <big><big>'''Ultime notizie e discussioni'''</big></big>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<small>'''(<span class="plainlinks">[http://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Wikiquote:Bacheca/Ultime_notizie&action=edit aggiorna]</span>, [[Wikiquote:Bacheca/Ultime notizie/Archivio|archivio]])'''</small> <br /> <br /> <small>Le novità più importanti sono segnalate con [[Immagine:Mozilla.svg|15px]].</small> <div style="text-align:left;"></div> {{Wikiquote:Bacheca/Ultime notizie}} </div> | style="width:40%;" | <div style="border:0; margin-bottom:10px; box-shadow: 0 1px 3px rgba(0, 0, 0, 0.35); border-radius: 7px; background:white;min-height:180px; padding:5px 15px;"><!-- NIENTE PANICO ANCHE SE SONO BEN NASCOSTI, COMUNICAZIONI E AVVISI SONO QUI SOTTO PUOI MODIFICARLI ANCHE TU! --> <big><big>'''Comunicazioni e avvisi'''</big></big> <br /> <br /> Vedi anche gli [[Utente:WikimediaNotifier/notifications|annunci globali]] e gli <span class="plainlinks">[http://it.planet.wikimedia.org/ ultimi articoli in italiano]</span>. {{wikimedianews|291|4 giugno 2026| [WMInews] Wikimedia Hackathon. 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L'ultima sera per vivere una vita.}} ==Frasi== *Tutto quello che potrà andare storto, andrà storto.<ref>In riferimento alla [[w:Legge di Murphy|Legge di Murphy]].</ref> ('''Monty Brogan''') *Bevi "[[Red Bull|spremute di palle di toro]]"<ref>In lingua originale «''Red Bullshit''».</ref> però puzzi di alcol! Vai in giro tutta la notte a divertirti, e questo va bene, ma se ti metti a fare il Kamikaze, non mi sta più bene! ('''Salvatore Dominick''') {{NDR|a Frank}} *Io sono irlandese: non mi ubriaco e so esattamente quello che dico. ('''Frank Slaughtery''') *Tra sette anni io andrò a prenderlo e tu avrai sposato uno coi soldi. ('''Frank Slaughtery''') {{NDR|a Naturelle}} ==Dialoghi== *{{NDR|Monty entra nella toilette del ristorante del padre e scorge una scritta volgare sullo specchio: ''fuck you'', ossia ''vaffanculo''. Inizia a parlare con la propria immagine riflessa}}<br/>'''Monty''': Sì, ''vaffanculo'' anche tu.<br/>'''Riflesso''': Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città {{NDR|[[New York]]}} e di chi ci abita.<br/>In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle.<br/>In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina.<br/>In culo ai Sikh e ai Pakistani, che vanno per le strade a palla con i loro taxi decrepiti! Puzzano di curry da tutti i pori; mi mandano in paranoia le narici! Aspiranti terroristi, e rallentate, cazzo!<br/>In culo ai ragazzi di Chelsea, con il torace depilato e i bicipiti pompati, che se lo succhiano a vicenda nei miei parchi e te lo sbattono in faccia sul Gay Channel.<br/>In culo ai bottegai Coreani, con le loro piramidi di frutta troppo cara, con i loro fiori avvolti nella plastica: sono qui da 10 anni e non sanno ancora mettere due parole insieme.<br/>In culo ai Russi di Brighton Beach, mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro te con una zolletta di zucchero tra i denti; rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove cazzo siete venuti!<br/>In culo agli Ebrei Ortodossi, che vanno su e giù per la quarantasettesima nei loro soprabiti imbiancati di forfora a vendere diamanti del Sudafrica dell'apartheid.<br/>In culo agli agenti di borsa di [[Wall Street]], che pensano di essere i padroni dell'universo; quei figli di puttana si sentono come [[Michael Douglas]]/[[Wall Street (film)|Gordon Gekko]]<ref>Riferimento al protagonista del film ''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' interpretato da Michael Douglas.</ref> e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita!!! E [[George W. Bush|Bush]] e [[Dick Cheney|Cheney]] non sapevano niente di quel casino?! Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla WorldCom...<br/>In culo ai [[Porto Rico|Portoricani]]: venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell'assistenza sociale. E non fatemi parlare di quei pipponi dei Dominicani: al loro confronto i Portoricani sono proprio dei fenomeni.<br/>In culo agli [[italia]]ni di Benson Hurst con i loro capelli impomatati, le loro tute di nylon, le loro medagliette di Sant'Antonio, che agitano la loro mazza da baseball firmata Jason Giambi, sperando in un'audizione per ''I Soprano''.<br/>In culo alle signore dell'Upper East Side, con i loro foulard di Hermès e i loro [[carciofo|carciofi]] di Balducci da cinquanta dollari: con le loro facce pompate di silicone e truccate, laccate e liftate. Non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane!<br/>In culo ai negri di [[Harlem]]. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete le chiappe, è ora!<br/>In culo ai poliziotti [[corruzione|corrotti]] che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro il loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia!<br/>In culo ai preti che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla [[Chiesa]] che li protegge, non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche [[Gesù|Gesù Cristo]]. Se l'è cavata con poco: un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluia degli angeli per il resto dell'eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville.<br/>In culo a [[Osama Bin Laden]], a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!<br/>In culo a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In culo a Francis Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In culo a Naturelle Riviera: le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia, maledetta puttana!<br/>In culo a mio padre, con il suo insanabile dolore, che beve acqua minerale dietro il banco del suo bar, vendendo whisky ai pompieri e inneggiando ai [[New York Yankees|Bronx Bombers]].<br/>In culo a questa città e a chi ci abita. Dalle casette a schiera di Astoria agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del [[Bronx]] ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slope e a quelle a due piani di Staten Island. Che un terremoto la faccia crollare, che gli incendi la distruggano, che bruci fino a diventare cenere, e che le acque si sollevino e sommergano questa fogna infestata dai topi.<br/>'''Monty''': No... No, in culo a te, Montgomery Brogan. Avevi tutto e l'hai buttato via, brutto testa di cazzo! *'''Phelan''': Senti, mi dici perché è tanto importante il numero di disoccupati?<br/>'''Frank''': Fellan...<br/>'''Phelan''': No, Phelan...<br/>'''Frank''': Come vuoi. Più occupazione significa meno persone che cercano lavoro. È più difficile trovare qualcuno per coprire i posti vacanti perciò bisogna aumentare i salari e l'inflazione sale. Hai capito?<br/>'''Phelan''': Sì!<br/>'''Frank''': No, non credo, per questo io faccio quello che faccio e tu fai il fattorino. Ora togliti dalla mia scrivania! Lo sai che porti una camicia a righe con la cravatta a righe?<br/>'''Phelan''': Sì, pare che alle donne piaccia.<br/>'''Frank''': Ah... e nessuna ti ha mai detto che sembri un cazzo di quadro futurista? *{{NDR|Guardando fuori dalla finestra dell'appartamento di Frank con vista su Ground Zero}}<br/>'''Jacob''': Cristo santo!<br/>'''Frank''': Già!<br/>'''Jacob''': Il ''New York Times'' dice che qui l'aria è malsana.<br/>'''Frank''': Ah sì? Be', vaffanculo il ''Times'', io leggo il ''Post''. La sanità dice che è buona.<br/>'''Jacob''': Qualcuno racconta balle.<br/>'''Frank''': {{NDR|Ridendo}} Già...<br/>'''Jacob''': Cambi casa?<br/>'''Frank''': Non ci penso neanche... con tutti i soldi che ho pagato per questo posto! Cazzo, no. Neanche se Bin Laden ne lanciasse un altro contro il palazzo accanto. *'''Jacob''': Che cosa gli diciamo? {{NDR|a Monty}} <br /> '''Frank''': Niente gli diciamo. Va' all'Inferno per sette anni, devo augurargli "Buona fortuna"?! *{{NDR|Monty è nella sala dell'interrogatorio}} '''Poliziotto 1''': È proprio bella la tua ragazza! Le ispaniche ce l'hanno bollente! {{NDR|Monty lo guarda serio}} Uh! Che occhiataccia! "Ahia"! {{NDR|al suo collega}} Hai visto che occhiataccia? {{NDR|Polziotto 2 ride}} Naturelle Riviera. Che nome! E hai visto che carrozzeria? Uhh! <br /> '''Monty''': È meglio che cerchi un'altra strada, tanto non puoi incastrarla. <br /> '''Poliziotto 1''': No. Nononononono. Non hai capito. È lei... che ha incastrato te! <br /> '''Monty''': Balle! <br /> '''Poliziotto 1''': Ah sì?! <br /> '''Monty''': Sì! <br /> '''Polziotto 1''': Ah, che carino! Ti fidi davvero di lei?! Io so soltanto che se ne sta andando. Sì, abbiamo appena firmato il suo rilascio! <br /> '''Poliziotto 2''': E probabilmente stasera festeggerà al Jimmy Bronx Caffè! <br /> '''Polziotto 1''': Certo! Perché no?! Grandi festeggiamenti! Ha quel bel appartamento tutto per sé adesso. Perché? Pensavi che stesse con te perché sei bello?! Sono cazziii! La ragazza ha trovato la gallina dalle uova d'oro! <br /> '''Poliziotto 2''': Eh già! È una ragazza molto sveglia... Tu invece... <br /> '''Polziotto 1''': Dovevi essere tu quello in gamba. Hai anche ottenuto la borsa di studio per una scuola di lusso, no? Niente male per un bastardello di Bay Ridge! <br /> '''Polziotto 2''': Già, ma poi ti sei fatto sbattere fuori perché spacciavi erba ai figli dei ricchi! Come ti è venuto in mente? <br /> '''Poliziotto 1''': Lo sai che succede ai ragazzi carini come te in prigione?! Uh! <br /> '''Poliziotto 2''': Perderanno la testa per te. <br /> '''Monty''': Sì, può darsi. Ma può darsi... anche di no! ''"Vostro Onore, che cosa posso dire. Ho sbagliato. Mia madre era morta e mio padre era nei guai, dovevo aiutarlo. Ho perduto la testa. Ho conosciuto le persone sbagliate, e ho commesso un grosso errore. Me ne rendo conto, ma è la prima volta che lo faccio. Mi dispiace, giuro che non accadrà mai più."'' Esco subito, con la condizionale! <br /> '''Poliziotto 1''': Tu non leggi molto i giornali, vero cervellone? A New York abbiamo una cosa meravigliosa chiamata legge Rockefeller. Ti dico di che si tratta: tu avevi un chilo di roba nel divano, con quella quantità diventa un reato grave, da quindici anni all'ergastolo anche se è la prima volta. Con una gamma così ampia i giudici di solito seguono le indicazioni del procuratore, perciò se la moglie del procuratore quella mattina l'ha fatto incazzare, sei fottuto! Se sei fortunato, molto fortunato, diciamo non so che magari la sera prima si è divertito, forse ti accorda una riduzione, ma sono sempre da tre a otto anni, se sei incensurato, minimo. La pena che ti daranno dipende solo dall'umore del procuratore. E lui chiederà a noi "Ha collaborato?". Perciò... perché non ci racconti del tuo amico Nikolai? Così potremo aiutarti. <br /> '''Monty''': Posso fare una domanda? <br /> '''Polziotto 2''' {{NDR|sarcastico}}: Ma certo! <br /> '''Monty''': Quando glielo infili in bocca continua sempre a parlare così tanto?! Perché a me sembra che non stia mai zitto. Be', è solo curiosità, ma non è fastidioso? Voglio dire, quando ce l'hai in bocca e non smette di parlare? {{NDR|Polziotto 1 ridacchia}} <br /> '''Polziotto 2''': Sta' a sentire, gran figlio di puttana: quando sarai dentro, e lo prenderai nel culo da una manica di bruti che ti chiamano Shirley, dovrai ringraziare solo te stesso e il governatore Rockefeller per la situazione in cui ti troverai. <br /> '''Polziotto 1''': Andiamocene a casa. {{NDR|rivolto al suo collega}} Dì al procuratore che questo {{NDR|Monty}} è un testa di cazzo. *'''Monty''': Vaffanculo domenica!<br />'''Jacob e Frank''': Vaffanculo domenica! {{NDR|[[brindisi dai film|brindisi]]}} *'''Frank''': Come stai? Stai bene? <br /> '''Monty''': Sei mesi prima, capisci?! <br /> '''Frank''': Dai, Monty...! <br /> '''Monty''': Sei mesi prima che mi beccassero, volevo portarti il mio gruzzolo e dirti ''"Investimeli in azioni, investimeli in fondi"''! <br /> '''Frank''': Non ci pensare. <br /> '''Monty''': Avrei potuto rilassarmi e vedere i miei soldi crescere! Saremo diventati ricchi insieme. <br /> '''Frank''': Non ha senso parlarne adesso... <br /> '''Monty''': E ho pensato ''"Ah no, magari ne metto insieme un altro po'!"'' Sono diventato ingordo! Ingordo! E mi sono fregato! <br /> '''Frank''': Lascia perdere, ti incazzi inutilmente se continui a pensare a queste cose! <br /> '''Monty''': Non riesco a fare altro! Non riesco a fare altro che pensarci! Non ne uscirò vivo, Francis. <br /> '''Frank''': Sì che ne uscirai! <br /> '''Monty''': No, ci sono troppi uomini laggiù più duri di me. Se parliamo di quando affronto un tossico che non paga con Kosty alle spalle posso fare paura... ma là dentro sarò solo un ragazzino bianco senza amici. Quelli mi useranno e poi mi getteranno via. <br /> '''Frank''': No, non lo faranno. Perché tu sei più intelligente di tutti loro. Quando sarai laggiù terrai gli occhi bene aperti e la bocca chiusa. Imparerai a muoverti, imparerai chi è chi, capirai tutto in una settimana. <br /> '''Monty''': Quel posto è sovraffollato. Hanno messo i letti a castello in palestra per sistemare la gente in più. Finirò in uno stanzone con duecento uomini, Frank. Te l'immagini? La prima sera spengono le luci, e le guardie se ne vanno girandosi a guardare e ridendo di me ''"Adesso non sei più a casa tua!"''. La porta si chiude, boom, e io mi ritrovo sul pavimento con un ginocchio in mezzo alla schiena. Proverò a fare resistenza ma saranno troppi, e qualcuno prenderà un tubo da sotto il materasso e comincerà a sbattermelo in faccia, per farmi saltare i denti, così potranno farmeli succhiare tutti senza preoccuparsi che possa mordere. O mettiamo pure che sconti sette anni meno ottantaquattro giorni per buona condotta. Che cosa potrei fare, eh? Non troverei un lavoro, e non posso certo rimettermi a fare questa vita. Da quindici anni all'ergastolo per recidiva. Sarò soltanto un povero ex-detenuto col culo rotto e la dentiera passata dalla mutua. <br /> '''Frank''': Avrai solo trentotto anni. E quando uscirai io e te metteremo su qualcosa insieme. Magari un bar, in fondo siamo due irlandesi di Brooklyn, come cazzo faremo senza un bar? Come potremo non avere un bar? Distribuiremo hot-dog gratis il lunedì sera quando c'è la partita, e poi metteremo un vecchio juke-box in un angolo. E berremo birra verde il [[festa di san Patrizio|giorno di san Patrizio]], andiamo... <br /> '''Monty''': Odio la birra verde, Frank, e tu lavori da quindici anni per scappare dalla birra verde. <br /> '''Frank''': Sto solo dicendo che abbiamo delle possibilità, d'accordo? <br /> '''Monty''': Apprezzo il pensiero... ma non ci credo. Tra sette anni tu sarai un pezzo grosso, non ti ci vedo a lavorare con me. <br /> '''Frank''': Ci conosciamo da quando avevamo tre anni! Non ho sempre mantenuto le promesse, eh?! Ho mai mancato a una promessa?! Ti ho mai detto che sarei stato in un posto e poi non mi sono presentato? Ti risulta? <br /> '''Monty''': No. <br /> '''Frank''': Sarò lì anche quando uscirai. Mi hai sentito? Cazzo, vedrai che ci sarò! <br /> '''Monty''': Lo so che ci sarai, questo lo so, ma non sarai lì domani. Ed è domani che conta. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} Proseguiamo verso ovest... andiamo avanti fino a quando non troviamo una bella cittadina... quelle città nel deserto, lo sai perché sono nate? Perché la gente voleva andar via da qualche altro posto. Nel deserto si può ricominciare. Troviamo un bar e ci facciamo un bicchiere... Sono due anni che non bevo, ma berrò un bicchiere con te, un ultimo Whisky col mio ragazzo... lo beviamo piano, assaporiamo il malto, lo tratteniamo in bocca... e poi me ne andrò. E Non dovrai mai scrivermi, ne venire a trovarmi, io credo nel regno dei cieli, e credo che rivedrò te e tua madre, ma non in questa vita. Troverai un lavoro da qualche parte, pagato sotto banco, un padrone che non fa domande, ti farai una nuova vita e non tornerai mai indietro. Monty tu piaci alla gente, è un dono che hai, trovi amicizie dovunque tu vada. Lavorerai sodo, non ti farai notare e terrai la bocca chiusa. troverai una nuova casa laggiù. Tu sei un Newyorkese, questo non potrai cambiarlo mai, hai [[New York]] nelle vene. Passerai il resto della vita nel deserto ma resterai sempre un Newyorkese. Ti mancheranno gli amici, ti mancherà il tuo cane, ma sei forte! hai la stoffa di tua madre, sei forte come lo era lei. Troverai le persone giuste e avrai de nuovi documenti, una nuova patente. Dimenticherai la tua vecchia vita, non puoi tornare, non puoi telefonare, non puoi scrivere, non dovrai mai guardarti indietro, ti farai una nuova vita e la vivrai, vivrai la tua vita come avrebbe dovuto essere... e forse, anche se è pericoloso, forse... dopo un paio di anni, manderai a chiamare Naturelle. Avrai dei bambini e li tirerai su come si deve, mi senti? li farai vivere bene, darai loro quello di cui hanno bisogno. avrai un figlio maschio, magari lo chiamerai James.. è un bel nome, un nome forte! E forse un giorno, tra tanti anni, dopo che io sarò morto e sepolto accanto alla tua cara mamma, riunirai tutta la tua famiglia e dirai loro la verità, chi sei e da dove sei venuto. Gli racconterai tutta la storia e poi gli chiederai se si rendono conto di quanto siano fortunati ad essere li... C'è mancato poco che non succedesse mai... C'è mancato poco che non succedesse mai... ('''James Brogan''') ==Citazioni su ''La 25ª ora''== *È una parabola sulle scelte sbagliate, sul rimorso e il rammarico di aver buttato via una vita promettente. ([[Edward Norton]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] 6pfptymnw5lc8645g39dsc9p190kaou Achille Varzi (filosofo) 0 18532 1415569 1191254 2026-06-04T12:01:44Z Àncilu 87978 uso non standard della nota disambigua 1415569 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Achille Varzi - Trento 2013.JPG|thumb|Achille Varzi nel 2013]] '''Achille Varzi''' (1958 – vivente), filosofo italiano. ==Citazioni di Achille Varzi== *Argomentare non è una caratteristica dei filosofi, ma non c'è dubbio che per un filosofo l’argomentazione sia uno strumento fondamentale per procedere nel proprio lavoro.<ref name= unimi> Dall'intervista di Leonardo Caffo, ''[https://riviste.unimi.it/index.php/rifanalitica/article/view/1473 Intervista ad Achille Varzi]'', ''hriviste.unimi.it'', 7 novembre 2010.</ref> *{{NDR|Che cosa significa oggi essere un filosofo}} La stessa cosa che ha sempre significato: significa fare filosofia. Significa sostituire a ogni punto esclamativo un punto interrogativo, esercitare la pratica del dubbio, tenere alto quel «senso della meraviglia» di cui parlavano già Platone e Aristotele. Essere un filosofo, oggi come sempre, significa contemplare nuove possibilità, immaginare nuovi scenari di vita, sottoporre a scrutinio ogni credenza e ogni abitudine, in uno sforzo incessante di liberazione dalle barriere dell’ovvio. Significa pulire bene le lenti ma anche inforcare gli occhiali, per non pensare che il mondo debba necessariamente essere come siamo abituati a vederlo, o come vuole farcelo vedere chi dichiara di avere le risposte senza essersi fermato a riflettere sulle domande.<ref name= unimi/> *Non sono ciò che sarei potuto essere, ma sarei potuto essere ciò che non sono. <ref>da ''[http://www.columbia.edu/~av72/bio.html A Truly Negative Biographic Sketch]'' (''Biografia negativa'')</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Varzi, Achille}} [[Categoria:Filosofi italiani]] qibzpi4wtnqt37plkhq8p66gv3digfz Barbara Allason 0 19575 1415584 1415520 2026-06-04T13:54:43Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ correggo wlink (Caroline Schelling) 1415584 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *[[Caroline Schelling|Caroline]] non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 4o1ue7kz7v960qqk856twf936eqnatz 1415595 1415584 2026-06-04T14:36:43Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ i Romantici sembrano tutti pendere dalle sue labbra 1415595 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, Luisa Hensel – ha rappresentato i Romantici aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è Caroline Schlegel, quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *[[Caroline Schelling|Caroline]] non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] cg73cu72qaqioa9cw1xehq3scgmng3t 1415597 1415595 2026-06-04T14:38:46Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ wlink alla prima occorrenza 1415597 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, Luisa Hensel – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 2ucny77pex75m9c8tfny68kq4dv6i73 1415598 1415597 2026-06-04T14:39:47Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ Luise Hensel 1415598 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] s6qju2te1zxixfpflak77x36207jk9u 1415602 1415598 2026-06-04T15:00:32Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ si appassiona al teatro 1415602 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il teatro vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile. (cap. I, p. 10) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 9fhoynb4rsrno6yq8x6jpjkye2j62wx 1415603 1415602 2026-06-04T15:02:46Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ ampliamento 1415603 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il teatro vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al backfisch, e che d'altronde presto scompare. (cap. I, p. 10) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 6612k59vybylyxqx0huz6owsplpxhgj 1415604 1415603 2026-06-04T15:04:10Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ wlink e corsivo 1415604 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. (cap. I, p. 10) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] lswodwhdbhhq635d1g1c0w4cd0oxeiz 1415605 1415604 2026-06-04T15:09:09Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ nota Johann David Michaelis 1415605 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. (cap. I, p. 10) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] k71pk51lg1sfx6c2ctglzrihxtzc072 1415612 1415605 2026-06-04T15:15:32Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ wlink 1415612 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *A [[Gottinga]] Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. (cap. I, p. 10) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 68i3k7mextn7gotsyxedgc1wqh7fuci 1415614 1415612 2026-06-04T15:27:53Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ Sturm und Drang 1415614 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *[...] ecco, attorno al '70 un movimento violento, incomposto, un'«esplosione di gioventù» , in arte crociata contro le regole tradizionali, contro le forme fisse, contro le distinzioni dei generi; in filosofia e in morale reazione contro il materialismo e il razionalismo, quindi ritorno alle formule consacrate dalla fede e dalla rivelazione.<br>Questo violento moto – lo «[[Sturm und Drang]]» – si acquetò, ristette; ma il germe pieno di vitalità non andò perduto e ne furono fecondate le giovinezze di Herder, di Goethe, di Schiller, giovinezze predestinate che non potevano adattarsi entro le rotaie tracciate da altri, e alla calma del classicismo non potevano giungere che attraverso le tempeste di una rivoluzione. (cap. I, p. 8) *A [[Gottinga]] Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. (cap. I, p. 10) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 1aeyj7hqxoyxz7xxb4w994vf4f6p0g0 1415615 1415614 2026-06-04T15:29:31Z Gaux 18878 /* Caroline Schlegel */ wlink 1415615 wikitext text/x-wiki [[File:Barbara Allason.jpg|thumb|Barbara Allason]] '''Barbara Allason''' (1877 – 1968), scrittrice e critica letteraria italiana. ==Citazioni di Barbara Allason== *Di quei tristi anni [[Benedetto Croce]] fu veramente il faro e la guida.<ref>Da ''Memorie di una antifascista, 1919-1940'', Edizioni Avanti!, 1961.</ref> ==''Caroline Schlegel''== *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è [[Caroline Schelling|Caroline Schlegel]], quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! (cap. I, pp. 5-6) *[...] ecco, attorno al '70 un movimento violento, incomposto, un'«esplosione di gioventù» , in arte crociata contro le regole tradizionali, contro le forme fisse, contro le distinzioni dei generi; in filosofia e in morale reazione contro il [[materialismo]] e il [[razionalismo]], quindi ritorno alle formule consacrate dalla fede e dalla rivelazione.<br>Questo violento moto – lo «[[Sturm und Drang]]» – si acquetò, ristette; ma il germe pieno di vitalità non andò perduto e ne furono fecondate le giovinezze di Herder, di Goethe, di Schiller, giovinezze predestinate che non potevano adattarsi entro le rotaie tracciate da altri, e alla calma del [[Classicismo (letteratura)|classicismo]] non potevano giungere che attraverso le tempeste di una rivoluzione. (cap. I, p. 8) *A [[Gottinga]] Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. (cap. I, p. 10) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. (cap. III, p. 51) *Tra le prime reclute della giovine scuola ecco Federico von Hardenberg, l'etereo [[Novalis]]. Nobile di casato, gentile, destinato a morir giovane egli è come un vaso d'alabastro consumato dall'interna visibile fiamma. Al [[Romanticismo]] egli dà meravigliosi canti materiati di puro fuoco, di sogno, di armonia, che sono come visioni dell'al di là, brani sanguinanti di cuore, concavi specchi riflettenti un mondo soprannaturale, egli dà le sue liriche che sono come il silenzio dei camposanti o l'estatica contemplazione di chi tien lo sguardo fisso oltre il roteare dei pianeti. (cap. IV, pp. 67-68) *[[Johann Joachim Winckelmann|Winckelmann]] aveva insegnato che solo l'arte ellenica era perfetta e tale da appagare l'anima desiderosa di bello; questo insegnamento aveva fatto sempre nuovi proseliti – (anche per [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]] «gotico» era sinonimo di «barbaro») – finché aveva trovato in [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], soprattutto nel Goethe dei «Propilei» il suo più strenuo difensore.<br>Rivoluzionari in questo come nel resto, inappagati, individualisti, esploratori, i Romantici avevano scosso il canone. (cap. IX, p. 144) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Barbara Allason, ''[https://archive.org/details/carolineschlegel00allauoft/mode/1up Caroline Schlegel. Studio sul romanticismo tedesco]'', Gius. Laterza & Figli, Bari, 1919. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Allason, Barbara}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] tam3aoxl41jiuiv6js3ffwrfx9pzw2t Stefano Bartezzaghi 0 23043 1415576 1142776 2026-06-04T12:48:14Z Avemundi 6165 refuso 1415576 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Stefano Bartezzaghi.jpg|thumb|Stefano Bartezzaghi]] '''Stefano Bartezzaghi''' (1962 – vivente), enigmista e scrittore italiano. ==Citazioni di Stefano Bartezzaghi== *Anche se non sai cosa vuol dire «resiliente», spera di esserlo. Acquisisci [[resilienza]]. Può sempre servirti, anzi ti servirà senz'altro. Prendi un dizionario. Più il dizionario è recente, più estesa sarà la voce resilienza. I dizionari di qualche anno fa si limitavano all'accezione tecnica: la capacità di un materiale di resistere a deformazioni e urti senza spezzarsi. Ma dato che la parola sta diventando di moda in diversi campi, aggiungono accezioni su accezioni. C'è la resilienza tessile, capacità dei tessuti di riprendere la loro forma originaria, no iron, né ironie. C'è la resilienza psicologica, capacità di assorbire traumi e affrontare avversità. C' è la resilienza ecologica, che riguarda le specie e il loro modo di affrontare le catastrofi ambientali. C'è la resilienza informatica, quella geriatrica e persino una resilienza che concerne la produzione di dentiere. Ma tutto quello che ha a che fare con questo concetto, all'apparenza tanto tecno e fico, appare, gratta gratta, malinconico e anziano. Sarà che viene da diffidare di termini astratti che non hanno dietro un verbo: la resistenza è l'azione di chi resiste, la residenza è la condizione di chi risiede, ma la resilienza? Chi di voi ha mai solo incominciato a resiliare?<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/29/resilienza-una-parola-al-potere.html Resilienza, una parola al potere]'', ''la Repubblica'', 29 febbraio 2012.</ref> *[[Conca]]: che bella parola! Non ce ne sono tante così fonosimboliche, ovvero capaci nel suono di dare un'idea quasi visiva del significato. La bocca si apre per pronunciare la C, e poi si allarga per la A finale.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/2003/g/rubriche/lessicoenuvole/25feb/25feb.html?ref=search La conca del Naviglio]'', ''repubblica.it'', 25 febbraio 2004.</ref> *Della prima volta che scorse la scritta ''Arbeit Macht Frei'' {{NDR|[[Primo Levi]]}} dice: "il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni". Odori, suoni, luci si trasformano in sensazioni tattili, direttamente fisiche, e dolorose: percuotono. Come per molti usi leviani, anche questo è di derivazione dantesca: "Ne l'orecchie mi percosse un duolo" (Inf. VIII-65): è il dolore che si fa suono, il lamento degli ospiti di Dite, la città infernale a cui [[Dante Alighieri|Dante]] si avvicina con [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] e a cui Levi assimila il [[lager]].<ref>Da [https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/01/27/news/nel_lager_con_proust_il_segreto_di_primo_levi-217466528/ ''Nel lager con Proust, il segreto di Primo Levi''], ''Rep.repubblica.it'', 26 dicembre 2019.</ref> *Il "[[benaltrismo]]" è quell'atteggiamento che rifiuta di affrontare qualsiasi problema poiché ne trova sempre uno più grosso e importante. L'ipotesi che per ogni problema è sempre possibile trovarne uno più grosso e importante ha basi solo induttive e non può essere verificata: ma di fatto non è mai stato trovato un singolo caso che la smentisse. Che sia introdotto da un "Benaltro" o da un più leggendario "Non dimentichiamoci che" si tratta sempre del passaggio da un palo a una frasca, nei casi più giustificabili, da una pagliuzza a una trave. Se non è un modo per sviare un discorso sgradito, è comunque sintomo di nevrosi, di un eterno decentramento del focus, una bulimia del problematico che si può risolvere solo con ben altro che una battuta di spirito.<ref>Da ''Non se ne può più'', Mondadori, 2012, [https://books.google.it/books?id=JfjP7_Vtfe8C&pg=PT80 p. 80]. ISBN 8852025669</ref> *Nulla di quanto scrive [[Aldo Busi]] potrebbe essere scritto, se non come lo scrive lui. Non so di quanti altri scrittori italiani viventi lo si possa dire, soprattutto in riferimento a un'opera oramai imponente, costruita in decenni di attività nel silenzio e disinteresse della critica (né l'uno né l'altro davvero completi, però). [...] La sua letteratura, e ''El especialista de Barcelona'' lo conferma, ha una forte carica civile, ritraendo con acume rigoroso – non privo di ''pietas'' – la politica delle relazioni fra gli individui. Di questa attenzione per la politica delle relazioni è parte, e non solo espressione, la competenza sintattica e lessicale che Busi manifesta senza tradire sforzi. Il pensiero e il giro di frase di Busi dicono spesso, assieme, la stessa cosa: ed è qualcosa che ha a che fare con la vita delle persone, con il loro individualismo, la loro socialità.<ref>Da una [http://premiostrega.it/PS/aldo-busi/ presentazione] su ''Premiostrega.it''.</ref> *[[Tommaso Labranca]] ha così dovuto e/o preferito vivere di istinti, di scrittura, di sbalzi d'umore e di una marginalità difesa come un tratto identitario; delle risate che suscitavano certe sue fantastiche invenzioni e della solitudine insondabile da cui le generava. È andata così: è stato un grande peccato per tutti noi; è stato un peccato enorme, capitale, imperdonabile per lui.<ref>Stefano Bartezzaghi ''[http://www.doppiozero.com/materiali/tommaso-labranca-vivere-di-istinti Tommaso Labranca, vivere di istinti]'', Doppiozero, 5 settembre 2016</ref> *{{NDR|Ad una domanda sul rapporto fra [[matematica]] e [[letteratura]]}} Vedo con favore i rapporti di tutto con tutto, e della Matematica con la Letteratura in particolare. [...] Detto questo, diffido un po' delle pure suggestioni: i matematici leggono [[Jorge Luis Borges|Borges]], ascoltano [[Johann Sebastian Bach|Bach]], i letterati leggono [[Douglas Hofstadter|Hofstadter]]... [...] Posso visitare una regione esotica, inebriarmi di architetture e usanze che mai conoscerò e tornarmene a casa con il mio rullino di diapositive. Questo è ciò che chiamo suggestione.<br />Un rapporto più profondo, invece, implica un vero e proprio "bilinguismo": [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]] era perfettamente "bilingue" (perfetto scrittore, perfetto ingegnere) e ha saputo raccontare complesse equazioni nel suo linguaggio irresistibile. Bilingue è Roubaud. Bilingue era [[Raymond Queneau|Queneau]].<ref>Dall'intervista di Rosi Tettamanzi Guerraggio, ''[http://web.archive.org/web/20060511101150/http://matematica.unibocconi.it/interventi/bartezzaghi.htm Giochi di parole, giochi di numeri]''.</ref> {{Int|''[https://www.raicultura.it/letteratura/articoli/2019/12/Lolita-storia-di-un-amore-senza-tempo-cf282257-8ee0-4144-b675-89a5986ff0f2.html Lolita: storia di un amore senza tempo]''|Intervista a Stefano Bartezzaghi, ''raicultura.it''}} *Lolita è, in gran parte del romanzo, un mistero. È come la lepre che fugge dietro al branco che la insegue. Noi lettori non riusciamo mai a catturarla davvero. È un personaggio ambiguo, enigmatico, proprio nella sua apparente sfrontatezza, le bugie che dice alla madre e poi il rapporto di sotterfugi che usa, prima per avvicinarsi ad Humbert Humbert, e poi per allontanarsene. Trame complicate di bugie che non vengono mai rivelate compiutamente al lettore. C’è uno scioglimento, quando Lolita lascia Humbert Humbert e insegue questo suo misterioso ammiratore e lì molte cose si viene a saperle, ma sembra attraverso gli occhi di Humbert Humbert e la possibilità che lui si sia ingannato. *Lo scandalo di Lolita in realtà precede l’uscita del libro stesso. [[Vladimir Nabokov|Nabokov]] non riusciva a pubblicarlo. Era già un romanziere affermato, anche se non aveva mai ottenuto le tirature che avrebbe fatto con Lolita, ma fu costretto a pubblicare il libro con una casa editrice abbastanza equivoca, che giocava appunto sulla possibile lettura morbosa del romanzo. *Nabokov era un entomologo molto esperto, in tutti i suoi libri ci sono [[farfalle]]. Aveva progettato una ricerca sulle farfalle che poi non ha portato a termine. Ha fatto una volta un viaggio in Italia, cercando in tutti i musei rappresentazioni di farfalle nei grandi quadri della tradizione artistica italiana. Ha anche dato un nome a delle farfalle da lui scoperte, come usa tra gli entomologi, e una di queste aveva nel nome un riferimento chiaro a Lolita: mi sembra ci fosse dentro la parola ninfetta, nel nome latino inventato da Nabokov. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bartezzaghi, Stefano}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Enigmisti]] ijqg2yehu1vx9faseyypyvhvltj5924 Marco d'Eramo 0 24322 1415585 1251439 2026-06-04T14:14:44Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento immagine 1415585 wikitext text/x-wiki [[File:Marco deramo foto.jpg|miniatura|Marco d'Eramo]] '''Marco d'Eramo''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano. *L'unica definizione possibile dell'integralismo è questa: se una filosofia, ideologia, dottrina economica fallisce miseramente, [[fondamentalismo|fondamentalista]] è colui che attribuisce questo fallimento non alla filosofia, alla dottrina, all'ideologia, ma al fatto che essa è stata applicata male o solo parzialmente. Visto che il [[libero mercato]] ha fallito, il fondamentalista dice: c'era troppo stato, bisogna ridurlo ancora (tagliare le tasse rende lo stato più debole).<ref>Da ''La disfatta del mercato'', ''il manifesto'', 9 ottobre 2008, p. 1. {{Cfr}} [[Lev Nikolaevič Tolstoj]], ''Guerra e pace'', all'interno di un discorso sugli errori dei generali, che non si assumono mai le proprie colpe: «Pfull era uno di quei teorici che amano tanto le loro teorie da dimenticarne lo scopo, l'applicazione pratica. Per amore della teoria, essi odiano tutte le cose pratiche e non vogliono abbassarsi ad esse. Egli si rallegrava anche dell'insuccesso, perché l'insuccesso, dovuto a deviazioni, in pratica, dalla sua teoria, non faceva che fortificarla».</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{ip|w|w_site=de}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:D'Eramo, Marco}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 7fmnwhhq42mqrsqdsxcb6e46iml45zs 1415591 1415585 2026-06-04T14:26:50Z Spinoziano 2297 piccole sistemazioni 1415591 wikitext text/x-wiki [[File:Marco deramo foto.jpg|miniatura|Marco d'Eramo nel 2017]] '''Marco d'Eramo''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Marco d’Eramo== *L'unica definizione possibile dell'integralismo è questa: se una filosofia, ideologia, dottrina economica fallisce miseramente, [[fondamentalismo|fondamentalista]] è colui che attribuisce questo fallimento non alla filosofia, alla dottrina, all'ideologia, ma al fatto che essa è stata applicata male o solo parzialmente. Visto che il [[libero mercato]] ha fallito, il fondamentalista dice: c'era troppo stato, bisogna ridurlo ancora (tagliare le tasse rende lo stato più debole).<ref>Da ''La disfatta del mercato'', ''il manifesto'', 9 ottobre 2008, p. 1. {{Cfr}} [[Lev Tolstoj]], ''[[Guerra e pace]]'', all'interno di un discorso sugli errori dei generali, che non si assumono mai le proprie colpe: «Pfull era uno di quei teorici che amano tanto le loro teorie da dimenticarne lo scopo, l'applicazione pratica. Per amore della teoria, essi odiano tutte le cose pratiche e non vogliono abbassarsi ad esse. Egli si rallegrava anche dell'insuccesso, perché l'insuccesso, dovuto a deviazioni, in pratica, dalla sua teoria, non faceva che fortificarla».</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{s}} {{DEFAULTSORT:D'Eramo, Marco}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 0ur8wm0lmv45s0gila6zei9wj93x19w Friedrich Glauser 0 24947 1415663 1386711 2026-06-05T06:57:59Z Spinoziano 2297 amplio ''Dada, Ascona e altri ricordi'', piccole sistemazioni 1415663 wikitext text/x-wiki [[File:ZI Fieberkurve1.jpg|thumb|Friedrich Glauser nel 1937]] '''Friedrich Glauser''' (1896 – 1938), scrittore svizzero. ==Citazioni di Friedrich Glauser== *Ma il corteo torna a radunarsi al centro del paese: davanti alla bottega dello speziale. E guidati dal maestro senza cappello, bambini e bambine entrano nel negozio. Perché oggi il comune paga a ognuno di loro una fetta di torta o un biscotto o un sacchettino di caramelle... per imprimere nella mente dei bambini l'idea che la pace è qualcosa di dolce...<ref>Da ''Morfina''.</ref> ==''Dada, Ascona e altri ricordi''== *Bruno Goetz si assunse il compito di farmi conoscere [[Ascona]]. «Laggiù, vicino al castello (di cui ti racconterò in seguito) abitano gli Analitici. Il loro capo si chiama Nohl, e ha riunito intorno a sé alcuni amici con le mogli. Ogni mattina, tra il caffè e il pane imburrato, si analizzano i sogni notturni alla ricerca di complessi, si notano le inibizioni e si controlla la tendenza della libido. [...] Questo sarebbe uno dei poli della vita di Ascona, un polo tuttavia che agisce nell'ombra, se così si può dire, grazie ai suoi influssi».​ (''Ascona. La fiera dello spirito'', 1931; pp. 48-49) *«Lassù invece», e indicò la montagna che s'innalzava obliqua sulle case fitte fitte del paese, «c'è l'altro polo di Ascona, e questo non può passare inosservato, perché irradia la sua luce e non mette la fiaccola sotto il moggio. Devi sapere che là sorge la roccaforte di [[Rudolf Steiner]], l'antroposofo, il [[Monte Verità]]». Ero orgoglioso di poter vivere in un luogo così celebre [...].​ (''Ascona. La fiera dello spirito'', 1931; p. 49) *Con un'amica presi in affitto un vecchio mulino, sulla strada tra Ronco e Arcegno. Al pianterreno una vastissima cucina, al primo piano due camere con i mobili indispensabili. Avevamo legna in abbondanza; in cucina c'era un grande camino aperto. Il mulino era rimasto disabitato per lungo tempo. E così vi avevano preso dimora gli animali più disparati. A volte, mentre stavamo cucinando, da sotto il camino sbucava una grossa biscia d'acqua, si guardava intorno di cattivo umore come se volesse protestare per il disturbo, poi scompariva in una fessura della parete. Quando andavo in cucina di notte, i moscardini dalla folta coda se ne stavano sulle assi a rosicchiare i maccheroni. (''Ascona. La fiera dello spirito'', 1931; pp. 55-56) ==''Gourrama''== ===[[Incipit]]=== – Solo due chilometri ancora – disse Kainz – Si vede già la torre del campo... Ecco! Guarda! Là dove brilla la luce c'è la stanza del vecchio...</br>Si resse alla staffa e ansimò, perché era vecchio.</br>– Non vuoi montare a cavallo adesso? – chiese Todd, tergendosi il sudore sulla barba rada. – Calma, calma! – Kainz scosse la testa rinsecchita e si passò il fazzoletto sotto il casco coloniale. Erano appena le nove, ma il sole scottava già. Il terzo reparto della 2° Compagnie montée del 3° Reggimento della Legione Straniera aveva prelevato da Atchana un distaccamento di venti uomini, giunti dall'Algeria come rinforzo. La truppa faceva ritorno a Gourrama, un piccolo campo nel sud del Marocco. La pianura era grigia, solcata da profondi fossati. Le sponde scendevano ripide, e sembrava che la calura e la siccità avessero spaccato la terra per lunghi tratti... ===[[Explicit]]=== Lös sedette. Solo allora si accorse che l'indice sinistro era ancora infilato tra le pagine del libro. L'aprì: – E il nostro desiderio di vedere cambiare il tempo non è meno struggente del nostro desiderio di veder cambiare il cuore... – Quello era il senso. E prima lo aveva capito male.</br>E così il tempo nnon cambia, i cuori non cambiano. Cosa cambia? Il paesaggio. Gourrama, un piccolo campo che si fatica a trovare sulla carta geografica, e degli uomini – un uomo soprattutto, un amico, un compagno...</br>Lös si addormentò. Nessun poliziotto venne a disturbarlo. Era pomeriggio inoltrato quando si svegliò. ==''Il grafico della febbre''== ===[[Incipit]]=== - Leggi qui! – disse Studer, e mise un telegramma sotto il naso del suo amico Madelin. Davanti al Palazzo di giustizia faceva buio, la Senna batteva gorgogliando contro i muri della banchina e il lampione più vicino era distante alcuni metri.</br>"Il giovane jakoboli saluta il vecchio jakob hedy", decifrò il commissario, quando giunse sotto la tremolante luce a gas. Sebbene Madelin avesse lavorato anni prima alla Sûreté di [[Strasburgo]] e il tedesco non gli fosse del tutto ignoto, faceva fatica a capire il senso della frase. Così domandò:</br>– Cosa significa Stüdere?</br>– Sono nonno – rispose Studer accigliato – Mia figlia ha avuto un bambino. ===[[Explicit]]=== Studer era d'accordo. Finse di aver freddo, e chiese un cappotto al capitano. Ne ricevette uno verde reseda, di stoffa pesante, foderato di lino bianco; i risvolti del collo portavano il distintivo della [[Legione straniera]]: la granata rossa da cui si sprigionano le fiamme. Studer si infilò il cappotto con soddisfazione: una volta almeno prima di morire poteva indossare l'uniforme che tante volta aveva sognato a Berna, quando era stufo di tutto... ==''Il regno di Matto''== ===[[Incipit]]=== E così fu svegliato dallo squillo del telefono alle cinque del mattino, quando tutti dormono. Era il comandante della [[polizia]] cantonale, e lui si presentò come di dovere: sergente Studer. Era ancora a letto, naturalmente, gli spettavano almeno due ore di sonno. Ed ecco che gli venivano a raccontare una storia difficile da capire con la mente ancora addormentata. Per questo era costretto a interrompere di tanto in tanto il racconto del superiore con "come?" e "cosa?" – e alla fine si sentì dare del tonto, e che aprisse bene gli orecchi!... Niente di grave. Il comandante della polizia cantonale amava le espressioni forti, e alla fin fine, tonto... Dio ci scampi!... Era peggio non capire bene cosa dovesse fare. Entro una mezz'ora sarebbe passato a prenderlo un certo dottor Ernst Laduner, così gli era stato detto, che lo avrebbe accompagnato all'istituto psichiatrico di Randlingen, dove un paziente di nome Pieterlen – sì: P come Peter, I come Ida, E come Erich... – insomma, un certo paziente Pieterlen era scappato... ===Citazioni=== *Cosa non inventano gli uomini! Ci sono consulenti matrimoniali, psicologi con una posizione sicura, psicoterapisti, assistenti sociali; hanno costruito istituti per alcoolizzati, istituti di educazione, case di riposo... E tutto questo viene gestito con zelo da burocrati... Ma con zelo ancora maggiore e meno burocrazia si fabbricano bombe a gas, incrociatori corazzati, mitragliatrici... Per annientarsi a vicenda... Un problema scottante, quello del [[progresso]]. Si nutrono sentimenti umanitari, col pensiero recondito di togliersi reciprocamente di mezzo il più presto possibile... (p. 152) *– Dove cessa il regno di Matto, Studer? – chiese il medico sottovoce – alla staccionata dell'istituto di Randlingen? Una volta lei ha parlato del ragno che se ne sta annidato in mezzo alla sua ragnatela. I fili si allargano. Si allargano su tutta la terra... Matto lancia le sue palle e i suoi festoni... Lei penserà che sono uno psichiatra poetico... Non sarebbe grave... Noi non pretendiamo molto... portare un po' di ragione nel mondo... (p. 210) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''I primi casi del sergente Studer''=== Dalla stazione alla stretta diramazione per Walkringen la strada era ancora asfaltata, non c'era male, e il commissario di polizia Studer non imprecava troppo, sebbene piovesse a dirotto e soffiasse un vento d'autunno alquanto molesto. A parte il vento, l'unica cosa che faceva pensare il commissario era il Rösti che sua moglie gli aveva servito la mattina. perché al Rösti per colazione il commissario Studer ci teneva, suo padre, un contadino dell'Emmental, lo mangiava a colazione, suo nonno anche; perché lui avrebbe dovuto fare un'eccezione? Ma che stesse invecchiando era un dato di fatto, la digestione non funzionava più come prima, il Rösti gli faceva venire il bruciore di stomaco. Studer ne diede la colpa allo strutto cattivo che sua moglie aveva usato per risparmiare. Quello strutto era un intruglio moderno. Pestò le pozzanghere con le suole pesanti, si strinse all'impermeabile di gomma. Con quel tempaccio non si riusciva neanche a fumare. ===''Il Cinese''=== Studer spense il motore, scese dalla motocicletta e si meravigliò dell'improvviso silenzio che lo assediava da ogni parte. Dalla nebbia infeltrita, gialla e untuosa come lana sporca emersero dei muri, brillarono le tegole rosse di una casa. Poi un raggio di sole ruppe la foschia e colpì un'insegna rotonda: splendette come oro – no, non era oro, ma un altro metallo, molto più comune – sull'insegna erano disegnati due occhi, un naso e una bocca; dal contorno si irradiavano ciocche di capelli rigidi. Sotto l'insegna penzolava una scritta: "Locanda al Sole"; gradini di pietra consunta conducevano a una porta, sulla quale stava un omino decrepito che al sergente parve di conoscere. Ma sembrò che il vecchio non conoscesse Studer, perché si volse e sparì all'interno della casa. Un colpo d'aria mosse ancora la nebbia – casa, porta e insegna sparirono. ===''Il tè delle tre vecchie signore''=== Alle due di notte place du Molard è deserta. Un lampione illumina la fermata del tram e qualche albero dalle foglie di smalto scintillante.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Krock & Co.''=== Perché si era arreso? Perché aveva lasciato fare a moglie e figlia? Adesso eccolo lì, forse avrebbe dovuto assumersene la responsabilità, perché aveva agito di propria iniziativa e il corpo non era rimasto nel giardinetto dietro casa, là dove lo avevano trovato...</br> Il morto giaceva sul tavolo tirato a lucido nello scantinato dell'albergo 'Al cervo', e sul legno chiaro serpeggiava un sottile filo di sangue. Le gocce cadevano lentamente sull'impiantito di cemento – sembrava il ticchettio di una pendola stanca per gli anni.</br> Il morto: un giovane altissimo, magrissimo, vestito con una polo blu scuro, dalle cui maniche corte sbucavano le braccia lunghe e coperte di peli biondi, mentre le gambe calzavano pantaloni di flanella grigio chiaro. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Friedrich Glauser, ''Dada, Ascona e altri ricordi'' (''Dada, Ascona und andere Erinnerungen'', 1976), traduzione di Gabriella de' Grandi, Sellerio, Palermo, 1991. ISBN 8877138122 *Friedrich Glauser, ''Gourrama'' (''Gourrama''), traduzione di Gabriella de' Grandi, Sellerio, 1991. *Friedrich Glauser, ''I primi casi del sergente Studer'' (''Wachmeister Studers erste Falle''), traduzione di Gabriella de' Grandi, Sellerio, 1989. *Friedrich Glauser, ''Il Cinese'' (''Der Chinese''), traduzione di Gabriella de' Grandi, Sellerio, 1988. *Friedrich Glauser, ''Il grafico della febbre'' (''Dir Fieberkurve''), traduzione di Gabriella de' Grandi, Sellerio, 1985. *Friedrich Glauser, ''Il regno di Matto'' (''Matto regiert''), traduzione di Gabriella de' Grandi, Sellerio, 1988. *Friedrich Glauser, ''Krock & Co.'' (''Krock & Co.''), traduzione di Gabriella de' Grandi, Sellerio, 1987. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Glauser, Friedrich}} [[Categoria:Scrittori svizzeri]] lpfk0wu3xzm358dh1xvjidgjvujky1a Dr. House - Medical Division (quinta stagione) 0 31102 1415582 1415566 2026-06-04T13:00:28Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1415566|1415566]] di [[Special:Contributions/~2026-33245-92|~2026-33245-92]] ([[User talk:~2026-33245-92|discussione]]) non pare molto notevole e non si può riportare più di tanto per motivi di diritto d'autore e di opportunità, già ci sono tante citazioni da questo episodio 1415582 wikitext text/x-wiki {{torna a|Dr. House - Medical Division}} '''''[[Dr. House - Medical Division]]''''', quinta stagione. {{TOCright}} ==Episodio 1, ''La morte cambia tutto''== ===Frasi=== *La mia paziente lotta in trincea nonostante la guerra femminista sia finita, le puttane di una volta sono le donne di potere di oggi, quelle di oggi sono delle star... Se non è progresso questo! ('''House''') *Io rispetto quello che merita rispetto. ('''House''') *{{NDR|Alla paziente}} Lui è il dottor House, troppo brillante per il convenevole. ('''Tredici''') *{{NDR|A Tredici}} La gente muore! Tu, Amber, tutti moriamo. Non fingere di averlo scoperto adesso. Ti ho fatto una diagnosi, se non ti piace c'è un'uscita a ogni piano. ('''House''') *La disperazione è Newark, sì è totale, senza via d'uscita. L'unica è tapparsi il naso, buttarsi in mezzo al traffico e raggiungere Manhattan nel più breve tempo possibile. ('''House''') *Non tutti gli uomini sono stati creati uguali. ('''Lou''') *Quello che non affronti non può distruggerti. ('''House''') *Quasi morire non cambia niente, è la morte che cambia tutto quanto. ('''House''') *{{NDR|Ad House}} House, noi non siamo più amici. Anzi, non so se lo siamo mai stati. ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Foreman''': Abbiamo un caso. <br />'''House''': Devo ricordarmi di chiudere le veneziane.<br />'''Foreman''': Ti ha cercato una certa Patty Mishner, presidente dell'associazione per i diritti delle donne...<br />'''Cuddy''': Sappiamo chi è. <br />'''House''': Ci sono anche uscito... anzi direi che l'ho metaforicamente stuprata solo per il fatto di avere un pene... {{NDR|a Foreman}} Anche tu, eh?<br />'''Foreman''': La sua assistente ha dato di matto, si è strappata gli abiti di dosso di fronte a vari uomini d'affari.<br />'''House''': Beh, o c'è stata costretta a frustate oppure si è resa improvvisamente conto che la sua aspirazione è quella di eccitare gli uomini, non di castrarli. È da reparto psichiatrico.<br />'''Foreman''': Anemia, bradicardia e dolori addominali non sono proprio sintomi psichiatrici.<br />'''House''': Allora il motivo è l'altro. Mandatela a casa mia...<br />'''Cuddy''': Assegno il caso a Sigal.<br />'''Foreman''': Per una volta House vuole un caso e tu glielo togli?<br />'''Cuddy''': House ha cose più importanti da fare... {{NDR|riferendosi al parlare con Wilson}}<br />'''House''': Mi dispiace, ma non posso aiutarti. Ti serve uno specialista per togliere quelle [[Verruca|verruche]], magari laureato anche in speleologia. *'''Tredici''' {{NDR|a Wilson e House}}: Scusate, la paziente ha una rettorragia...<br />'''House''': Ho da fare.<br />'''Tredici''': Deve venire...<br />'''House''': In realtà come vedi non ho niente da fare, era un eufemismo per dirti "fuori dai piedi". *'''Taub''' {{NDR|a Wilson ha deciso di dare le dimissioni}}: Perché se ne va?<br />'''Wilson''': Ho bisogno di cambiare ambiente.<br />'''House''': Compra delle piante! *'''Foreman''' {{NDR|a Wilson}}: Bentornato fra noi!<br />'''Wilson''': Veramente sto andando.<br />'''House''': Veramente questo imbecille sta per buttare la sua carriera al cesso! *'''House''' {{NDR|a Cameron, che sta curando un paziente particolarmente grasso}}: Curi anche gli infortuni degli sportivi professionisti?<br />'''Paziente''': Ehm, guardi che io non...<br />'''House''': Facevo solo un po' di sarcasmo. È una novità. {{NDR|rivolto a Cameron}} Hai parlato con Wilson?<br />'''Cameron''' {{NDR|al paziente}}: Le richiedo un elettrocardiogramma. {{NDR|a House}} Ci vado a letto per farlo restare?<br />'''House''': Per quello ho incaricato la pollastra bisex {{NDR|Tredici}}, ma se ti vuoi aggregare per parlarci meglio...<br />'''Cameron''': Abbiamo già parlato.<br />'''House''': Cosa gli hai detto?<br />'''Cameron''': Io non gli ho detto niente, ho solo ascoltato.<br />'''House''': Perché così ti senti la coscienza a posto. Devi dirgli che...<br />'''Cameron''': Non sono più il tuo fattorino, perciò tra noi è finita.<br />'''Paziente''' {{NDR|a Cameron e House}}: Voi due siete stati insieme?<br />'''House''': Mi ha mollato quando ho perso l'ultimo mezzo quintale. Ha detto che c'era meno di me da amare. *'''Cuddy''' {{NDR|riguardo a Wilson, disperato per la perdita di Amber}}: Parlagli, House. Partecipa al suo [[lutto]], parlate di quello che sta passando.<br />'''House''': Che idea geniale! Possiamo andarci a bere una birra, compenserà il fatto che Amber si trovi in una cassa di pino e che nell'universo regni la casualità e il caos. *'''Cuddy''' {{NDR|davanti alla casa di House}}: Ti dispiace se entro?<br />'''House''': No, affatto. A te dispiace se esco? *{{NDR|La Cuddy vuole costringere House e Wilson a parlare}}<br />'''Cuddy''' {{NDR|a Wilson}}: Fermo lì, o non fornirò il tuo piano retributivo a tutti gli ospedali degli stati confinanti.<br />'''House''': Così ti voglio.<br />'''Cuddy''' {{NDR|a House}}: E sintonizzerò definitivamente ogni TV di questo ospedale sulle lezioni di ceramica, se non vi sedete subito... Allora, benvenuti alla terapia di coppia. *'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Ma perché ti lasci trattare come uno zerbino? {{NDR|dal suo capo}}<br />'''Lou''': Al mondo servono i perdenti.<br />'''Tredici''': Non dirlo nemmeno, vali molto di più.<br />'''Lou''': Io non ho problemi ad accettarlo, perché tu ne hai?<br />'''Tredici''': Perché la vita è breve, e tu hai rischiato di perderla durante l'intervento, senza mai aver vissuto per te stessa... che razza di femminista sei? Possiamo avere qualsiasi cosa!<br />'''Lou''': Non è così. Possiamo aspirare ad avere qualsiasi cosa, ma non la otteniamo solo perché la vogliamo. Io preferisco passare la vita accanto agli uccelli, piuttosto che sprecarla desiderando le ali. ==Episodio 2, ''Non è cancro''== [[File:Felicia Day - Streamy Awards 2009 (11).jpg|thumb|[[Felicia Day]] interpreta Apple, la paziente dell'episodio]] ===Frasi=== *{{NDR|A House, che ha di nascosto aggiunto i soldi da pagare all'investigatore nel conto dell'ospedale}} Perché costa 2300 dollari aggiustare una macchina del caffè?! ('''Cuddy''') ===Dialoghi=== *'''House''' {{NDR|al suo team, che inizialmente lo ignora}}: Che faceva Wilson per me?<br />[...]<br />'''House''': Sicuramente mi faceva ridere nei giorni più cupi, mi ha fatto vedere colori a me sconosciuti...<br />[...]<br />'''House''': D'altra parte anche Gilbert Gottfried mi fa ridere, e poi quanti colori ci sono, quando hai il rosso, il blu e il verde...<br />'''Kutner''': Ti pagava il pranzo, amava il Monster Truck ed era la tua coscienza. *{{NDR|In mensa, House e il dottor O'Shea}}<br />'''House''' {{NDR|mostrando il vassoio alla cassiera}}: Mettilo in conto al dottor O'Shea... e delle patatine.<br />'''O'Shea''': Hai dimenticato il portafogli, House?<br />'''House''': No.<br />'''O'Shea''' {{NDR|rassegnato, alla cassiera}}: Pago tutto io.<br />'''House''' {{NDR|alla cassiera}}: Passo.<br />{{NDR|O'Shea si siede ad un tavolo e House lo segue}}<br />'''O'Shea''': Mi stai seguendo?<br />'''House''': Gira voce che ti piacciono i ''Monster Trucks''.<br />'''O'Shea''': Piacciono ai miei figli.<br />'''House''': A te no?<br />'''O'Shea''': ''Predator'' è bravino, ma per me ''California Crusher'' è sopravvalutato.<br />{{NDR|House si siede}}<br />'''O'Shea''': Cos'è un... un esame, questo?<br />'''House''': Sei astuto... {{NDR|prendendo il Vicodin}} No.<br />'''O'Shea''': Quante pillole hai preso, scusa?<br />'''House''': Vicodin, oppiacei, un po' di B12... Ho bisogno di un piccolo aiuto il pomeriggio... Ti crea qualche problema?<br />'''O'Shea''': ...<br />'''House''': Credo che mi sto innamorando.<br />{{NDR|Arriva Foreman}}<br />'''Foreman''': L'occhio destro sta cedendo.<br />'''House''': Non è vero, gli organi [[trapianto|trapiantati]] degli altri stavano bene, quindi l'occhio sta bene.<br />'''Foreman''': Le dobbiamo asportare l'occhio.<br />'''House''': È il suo unico occhio che funziona.<br />'''Foreman''': Le potremmo asportare l'altro, ma dato che non la sta fecendo morire forse questo è meno folle.<br />'''House''' {{NDR|ad O'Shea}}: Hai qualche... problema etico con quello che sto facendo da esprimere in modo singolare che possa farmi pensare che mi sbaglio anche se non lo ammetterò mai?<br />'''O'Shea''': Sì.<br />'''House''': Sei spiritoso! {{NDR|a Foreman}} Il problema non è nell'occhio, è nella testa. {{NDR|ad O'Shea}} Ti va di venire a vedere ''Prescription Passion'' a casa mia stasera?<br />'''O'Shea''': Lo sai che non sono gay.<br />'''House''': Neanch'io. Se non ti va di fare sesso non c'è problema.<br />'''O'Shea''': Non ci vengo a casa tua.<br />'''House''': Imparerai ad amarmi. *'''House''': Che razza di idiota porta i calzini scozzesi con gli scarponi da lavoro?<br />'''Lucas''': Non sono un idiota, è solo che... non so travestirmi.<br />'''Foreman''' {{NDR|riferendosi a Lucas}}: Ma chi è?<br />'''House''': A quanto pare un pessimo investigatore privato.<br />'''Taub''': E perché finge di aggiustare la macchina del caffè?<br />'''House''': Perché volevo scoprire quello che avete scoperto voi prima di scoprire quello che ha scoperto lui per poter scoprire se mi serve un investigatore. *'''Lucas''' {{NDR|a House}}: Ah sì, allora, fanno ben duemilatrecento dollari.<br />'''House''': Ti faccio un assegno.<br />'''Lucas''': No, non accetto assegni.<br />'''House''': Hai paura che blocchi il pagamento?<br />'''Lucas''': Non lo fai?<br />'''House''': Certo che sì... duemilatrecento dollari, è allucinante! *'''House''': Hai il consenso? {{NDR|da parte di un'anziana donna per l'intervento di suo marito}}<br />'''Taub''': No.<br />'''House''': Di' a Foreman di chiederlo, i vecchi hanno paura dei neri. *{{NDR|In un furgoncino dei gelati dal quale Lucas spia}}<br />'''Lucas''': Dovresti fidarti degli amici.<br />'''House''': Non lo conosco {{NDR|O'Shea}}, non ho una ragione logica per...<br />'''Lucas''': Per essere un suo amico? Hai mai visto un ''After School Special''? Fa parte dei piaceri dell'amicizia avere fiducia senza una prova assoluta e poi essere ricompensato per la fiducia.<br />'''House''': Stai facendo le foto a un tizio che ha una relazione con sua sorella e mi fai la predica sulle ricompense della fiducia?<br />'''Lucas''': Ci sono due tipi di persone che mi assumono... no, anzi, ce ne sono tre, ma il terzo tipo è irrilevante per quello che voglio dimostrare.<br />'''House''': Hai una tariffa ridotta per essere un rompiscatole?<br />'''Lucas''': Un tipo vuole scoprire di avere ragione, un tipo vuole scoprire di sbagliare.<br />'''House''': Io di che tipo sono?<br />'''Lucas''': Del terzo tipo.<br />'''House''': E inizi dai tipi irrilevanti?<br />'''Lucas''': A te non importa se hai ragione o torto, mi hai assunto per investigare sulla persona sbagliata.<br />'''House''': E sarei un tipo così?<br />'''Lucas''': Tu vuoi che controlli Wilson. Vuoi scoprire se...<br />'''House''': Come sai tu di Wilson?<br />'''Lucas''': Che cosa faccio di mestiere?<br />'''House''': Controllavi anche me? Ho pagato per questo?<br />'''Lucas''': Veramente finora non hai pagato... Vuoi scoprire se si dispera. Vuoi scoprire se qualcosa di lui può dirti che tornerà in ospedale. O se c'è qualcosa che può farlo tornare.<br />'''House''': E c'è?<br />'''Lucas''': No, non c'è niente. Mi dispiace... mi devi noventecento dollari. *'''House''': Vuoi essere mio amico?<br />'''Lucas''': No, mi spaventi. *{{NDR|House suona il campanello d'emergenza della paziente e l'infermiera arriva di corsa}}<br />'''House''': Sta bene. Dov'è la cartella?<br />'''Infermiera''': Ha suonato l'emergenza per avere la sua cartella?<br />'''House''': Lo so, sono stato cattivo. Ma sono abbastanza sicuro che la cartella debba stare attaccata al letto, così i dottori zoppi non devono cercarla mentre i pazienti muoiono.<br />{{NDR|L'infermiera, seccata, gli porge la cartella, distante solo un paio di metri da House}}<br />'''House''': Ah, grazie mille... e un tè alla menta appena le è possibile.<br />[...]<br />{{NDR|In una scena successiva House suona di nuovo l'emergenza e arriva l'infermiera}}<br />'''House''': Tè alla menta?<br />'''Infermiera''': Lei conosce la storia di "Al lupo! Al lupo!"?<br />'''House''': Io non l'ho mai bevuta. Per quante volte un bambino urli che un lupo lo sta per mangiare, la mamma arriverà di corsa.<br />[...]<br />{{NDR|Nella stessa scena House suona per la terza volta l'emergenza e arriva ancora l'infermiera}}<br />'''House''': Visto? Questa è la prova! ==Episodio 3, ''Eventi avversi''== [[File:Breckin Meyer by Gage Skidmore 2.jpg|thumb|[[Breckin Meyer]] interpreta Brandon, il paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *C'è una sola verità. ('''House''') *Le persone infelici salvano più vite, se la tua vita ha un significato il tuo lavoro può anche non averne. ('''House''') *I fallimenti sono più accettabili se hai una [[spalla]] su cui piangere. ('''House''') *Tre farmaci sperimentali non testati sono come le [[teste di Cuoio]], nessuno può fermarli. ('''House''') *La sua ragazza {{NDR|del paziente}} è bollente? No, non intendo se ha la febbre, insomma, è tutta curve e passionalità? ('''House''') *La gente non dovrebbe testare farmaci perché disperata, ma la gente non li testerebbe se non fosse disperata, servono farmaci per salvare i bambini, ergo serve gente disperata, ergo il benessere uccide i bambini malati. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy}} Sono preso da te perché sei sexy e intelligente, in quest'ordine, ma sono entrambe qualità necessarie. Le foto si possono ritoccare e House è un genio del male, quindi questa foto è sospetta. Ma non ti sei insospettita, perciò o non sei abbastanza intelligente da insospettirti, e allora io perdo un po' del mio interesse, o non ti sei mostrata sospettosa perché sai che è realmente una foto contraffatta di House, e in questo caso io sono più interessato a te, ma perdo tempo, perché hai capito che questo è un gioco di cui sei la vittima e a cui io ho preso parte, e sono fregato. ('''Lucas''') *Le persone odiano le persone che hanno teorie sulle persone. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Lucas''': Sa, mi piacciono molto le sue scarpe.<br />'''Cuddy''' {{NDR|imbarazzata}}: Ah... La ringrazio.<br />{{NDR|La Cuddy se ne va}}<br />'''House''': Non ti piacciono le sue scarpe, ma le sue gambe.<br />'''Lucas''': Sembri meno depravato se dici "scarpe".<br />'''House''': Meno depravato, ma più gay. *'''Tredici''': Tu hai strisciato per 30 chilometri?<br />'''Kutner''': Sono sul Guinness dei Primati.<br />'''Taub''' {{NDR|sarcastico}}: Eh, farà colpo sulle ragazze, ci scommetto.<br />'''Kutner''': Non l'ho fatto per rimorchiare.<br />'''Taub''' {{NDR|sempre sarcastico}}: Certo che no, sminuirebbe la purezza della tua impresa. *'''Kutner''': Credi che House sappia qualcosa su tua moglie?<br />'''Taub''': No. E anche se fosse, chi se ne frega.<br />'''Kutner''': Ma come? Tua moglie fa l'amore con il portiere nel tuo letto, si rotola fra le lenzuola che hai comprato tu e non vuoi...<br />'''Taub''': Mia moglie non si fa il portiere.<br />'''Kutner''': Come lo sai?<br />'''Taub''': Non abbiamo un portiere. *'''Tredici''' {{NDR|al paziente che lavora come cavia nei test dei medicinali}}: I farmaci? Quanti ne sta sperimentando?<br />'''Brandon''': Tre.<br />'''House''': Ammirevole. Pochi idioti sono tanto ambiziosi.<br />[...]<br />'''Brandon''': Lo dirà a Heather {{NDR|la sua ragazza}}?<br />'''House''': Non potrei neanche se me ne fregasse qualcosa. *'''Tredici''': Primo farmaco...<br />'''House''': Chiamiamolo "bisexadrina" {{NDR|alludendo alle tendenze sessuali di Tredici}}. I test si fanno su farmaci sperimentali che non hanno ancora nomi rassicuranti e intriganti, ma numeri difficili da ricordare. Continua.<br />'''Tredici''': La bisexadrina è studiata come anticoagulante, la prima fase ha rivelato rischi di nausea e di insonnia. Secondo farmaco...<br />'''House''': "Cornutosolina" {{NDR|alludendo ai rapporti coniugali di Taub}}.<br />'''Kutner''' {{NDR|a Taub}}: Scusa, tua moglie ha un'amante?<br />'''House''': Peggio. Il sesso lo puoi liquidare come un fatto ormonale o emotivo, i soldi invece sono sempre una decisione calcolata.<br />'''Taub''' {{NDR|a Kutner}}: Mia moglie ha un conto in banca e House è convinto che io non lo sappia.<br />'''House''': Scioccante. {{NDR|a Tredici}} Va avanti.<br />'''Foreman''': Il farmaco B è per malattie autoimmuni, non ha effetti collaterali.<br />'''Taub''': Be', in ogni caso non si combina bene con autocoagulanti e autoconvulsivi.<br />'''Kutner''': Come chiama il terzo farmaco?<br />'''House''': "Le ginocchia più doloranti del mondo." {{NDR|alludendo al record di Kutner}} La Cuddy veniva chiamata così. *{{NDR|La Cuddy scopre Lucas a frugare nella scrivania}}<br />'''Lucas''': Ho pensato che magari potevamo andare al cinema o a bere qualcosa insieme, e non sapendo che cosa le piace fare o deciso...<br />'''Cuddy''': Di spiarmi?!<br />'''Lucas''': No. No, questo non è spiare, è più una ricerca. Mi sembra una buona idea sapere qualcosa di più su una donna prima di chiederle di uscire, dimostrarle che non ti piace solo per il suo aspetto.<br />'''Cuddy''': Anche se tenta di buttarla sul romantico, per me quello che sta facendo non è tanto da persona premurosa, quanto da verme.<br />'''Lucas''': Questo non è giusto...<br />'''Cuddy''': L'ho trovata a frugare della mia scrivania.<br />'''Lucas''': Ah, per quello che ho scoperto! È andata nel Michigan, le piacciono i sandwich con poca maionese, si tiene in contatto con sua madre, ha noleggiato ''[[Il paziente inglese]]'' e dà contributi ad ''Amnesty International''. Sinceramente non c'è una cosa che non racconterebbe a un collega mentre vi trovate in ascensore. Non sono un verme, è solo che la trovo interessante. Ora me ne devo andare... ah, sì, queste... {{NDR|Lucas mette un mazzo di rose sulla scrivania della Cuddy}}<br />[...]<br />'''Cuddy''': Come sa che adoro le rose?<br />'''Lucas''': Questa notte ero a casa sua. {{NDR|la Cuddy fa uno sguardo stravolto}} No! Scherzavo! Quale donna non ama le rose?<br />'''Cuddy''': Ah... {{NDR|evidentemente infatuata dell'uomo}} *{{NDR|Esaminando i risultati dell'angiografia cranica del paziente}}<br />'''Kutner''': Eccolo qui, circolo di Willis, i vasi sono stenotici.<br />'''House''': Sono stenotici per te e normali per lui, altrimenti i sintomi si sarebbero presentati da tempo.<br />'''Taub''': No, se è cambiato qualcos'altro.<br />'''House''': Tipo?<br />'''Taub''': Potrebbe aver avuto di recente un'aritmia parossistica.<br />'''House''': So che cuore e cranio iniziano con la stessa lettera, ma dobbiamo leggere tutto fino alla fine. ==Episodio 4, ''Impronte genetiche''== ===Frasi=== *{{NDR|A Wilson}} La suoneria che ti ho dato è ''Dancing Queen'' degli ABBA. ('''House''') *{{NDR|Un poliziotto sta perquisendo Wilson e intanto House, insieme a lui, riceve una telefonata da Foreman}} Dai, svelto, non voglio perdermi la perquisizione anale. ('''House''') {{NDR|a Foreman}} *{{NDR|Discorso funebre per il padre}} C'è molta gente qui oggi, compresi alcuni suoi commilitoni, e ho notato che sono tutti o dello stesso grado di mio padre o più elevato. E questo non mi sorprende. Perché se un uomo si valuta dal suo rapporto con i propri subalterni, in questo mio padre ha fallito. Quest'uomo cui siete ansiosi di rendere omaggio era incapace di ammettere opinioni diverse dalla propria, puniva l'insuccesso, non accettava niente al di sotto... Amava fare quello che faceva. Considerava il suo lavoro come una specie di... santa vocazione, più importante di ogni rapporto personale. Probabilmente se fosse stato un padre migliore sarei migliore anch'io. Ma sono quello che sono a causa sua, nel bene e nel male. ('''House''') *Non mi deprime. È che non me ne frega niente, è questo che mi deprime. ('''House''') *Credo che nessuno possa scegliersi i propri genitori. Non sono neanche più sicuro ormai che si possano scegliere gli amici. ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Cuddy''': Mi dispiace per tuo padre {{NDR|è morto}}.<br />'''House''': A me no. Esauriti i convenevoli?<br />'''Cuddy''': Se hai bisogno di qualcosa devi solo...<br />'''House''': Ah sì, ti ringrazio, non riuscirò a dormire da solo 'sta notte.<br />{{NDR|La Cuddy estrae dalla tasca una siringa.}}<br />'''House''': Dimmi che quella è una fiala di Vicodin.<br />'''Cuddy''': Iniettiamo immunoglobuline a quelli che sono venuti in contatto con la tua paziente. Curiosamente nessuna delle infermiere si è offerta di occuparsi di te.<br />{{NDR|House tende il braccio per subire l'iniezione.}}<br />'''Cuddy''': È meglio un muscolo grande. Tira giù i pantaloni.<br />'''House''': Strano, di solito pago decine di dollari per sentirmelo dire. *'''Cuddy''': Tua madre vuole che pronunci l'elogio funebre.<br />'''House''': "Elogio", dal greco "parlare bene". Se mi chiedesse di pronunciare un "bastardologio" ne sarei felice.<br />'''Cuddy''': Non fare il bambino. Telefona a tua madre e dille che sei stravolto dal dolore ma che sei troppo occupato.<br />'''House''': Lo sa quando mento.<br />'''Cuddy''': Allora comincia a scrivere. *{{NDR|House fa cadere le chiavi di Wilson nel tombino, per non arrivare al funerale del padre}}<br />'''Wilson''': Vedi, non si tratta solo delle chiavi della macchina, ci sono anche quelle di casa, e poi Amber mi aveva dato quel portachiavi.<br />'''House''': No, non è vero. A meno che per lei tu non fossi ''Volvo''... Un uomo capace di inventarsi un regalo della sua defunta fidanzata.<br />'''Wilson''': Una più che comprensibile reazione a un gesto infantile, privo di senso e provocatorio.<br />'''House''': La lotta per resistere all'oppressore non è mai priva di senso. ''Viva la revolucion''!<br />'''Wilson''': Beh, non vorrei deluderti, [[Che Guevara|Che]], ma un semplice ritardo non serve. Tua madre aspetterà che arriviamo.<br />[...]<br />'''House''': Ah, basta, lascia perdere le chiavi. Chiama un fabbro. Andiamo dentro a giocare "indovina l'odore" con i camionisti mentre aspettiamo. Raggiungiamo il lato oscuro della Forza. *'''Cameron''' {{NDR|consultando un sito di compravendite sul computer}}: Secondo voi House manderebbe la composizione "Dolce conforto" o il bouquet "Pensiero affettuoso"? Insomma, se non fosse un idiota.<br />'''Chase''': Manda uno di quei biscotti giganti a forma di bara. La madre non dubiterà che è da parte sua. *'''Poliziotto''': Quest'uomo {{NDR|Wilson}} era un perfetto sconosciuto per lei e le ha pagato la cauzione?<br />'''House''': Era un convegno noioso. Volevo qualcuno con cui bere.<br />'''Wilson''': Ecco com'è cominciata la nostra grande amicizia. Se non ti fossi annoiato quel weekend non sarebbe mai nata.<br />'''House''': Ehi, c'erano tremila persone a quel convegno. Eri l'unico a non sembrarmi noioso, non è poco.<br />[...]<br />'''Poliziotto''': Potete andare.<br />'''House''' {{NDR|che vuole temporeggiare}}: Cosa?! Ma è un volgare latitante. Ha raccontato solo balle, ha pugnalato un uomo.<br />'''Poliziotto''': La Louisiana non vuole pagare per riaverlo indietro.<br />'''House''': Al diavolo la Louisiana! Correva come un pazzo attraverso questo tuo sonnacchioso paesino! Ma cos'è, avete tutti difficoltà di digestione?<br />'''Poliziotto''': La smetta di comportarsi come un ingrato e vada a dare l'ultimo saluto a suo padre. *'''House''': Se vuoi tornare perché sei attratto dal fascino della mia necessità... beh, mi sta bene.<br />'''Wilson''': Voglio tornare perché hai ragione. Quello strano viaggio che abbiamo fatto è l'unica cosa piacevole da quando Amber è morta.<br />'''House''': Hai fame?<br />'''Wilson''': Mmh.<br />'''House''': Wilson.<br />'''Wilson''': Sì?<br />'''House''': Mio padre è morto.<br />'''Wilson''': Già. Mi dispiace. ==Episodio 5, ''Tredici porta fortuna''== ===Frasi=== *{{NDR|Wilson è caduto dalla sedia che House ha manomesso}} Oh mio Dio! Ho fatto uno scherzo al mio migliore amico e l'ho rovinato. Avrei dovuto pensarci meglio prima di agire. ('''House''') {{NDR|sarcastico}} *{{NDR|A Tredici}} Una sveltina senza impegno? Mi aspettavo di vederti fare qualche pazzia dopo che ti hanno diagnosticato l'Huntington, ma è più di quanto osassi sperare. ('''House''') *Se non è in questa stanza {{NDR|il medico che aveva curato la paziente}} il suo pensiero non mi interessa, a meno che non sia una lei e fosse con voi {{NDR|Tredici e la paziente}} la notte scorsa. In tal caso mi appassiona. ('''House''') *{{NDR|A Tredici}} Tredici, infila un ago nella zona pelvica della tua amichetta e... no, guarda che non è una metafora. Succhiale un po' di midollo osseo... questa invece lo era. ('''House''') *{{NDR|Si scopre che la paziente ha avuto un rapporto sessuale con Tredici solo per arrivare ad House}} Sei solo delusa perché per tutto il tempo in cui è stata con te non ha fatto altro che pensare alle mie incredibili doti diagnostiche. ('''House''') {{NDR|a Tredici}} *A me interessano le persone, e le parole molto meno. ('''House''') *{{NDR|Vedendo una prostituta entrare nell'appartamento di Wilson}}<br />Sono otto qui gli appartamenti. Ci abiterà almeno un pervertito come me in uno di questi. ('''House''') *{{NDR|Sedendosi nell'ufficio di Wilson}} Non mi sedevo qui da almeno quattro mesi. C'è ancora la forma delle mie chiappe. ('''House''') *{{NDR|A Wilson}} Oh mio Dio! Hai invocato il nome della tua ragazza morta per fregarmi? Sei il mio eroe. ('''House''') *{{NDR|Incontrando Wilson e Cuddy in un negozio di articoli per neonati}} Oh mio Dio, anche voi fate spese qui! Hanno le migliori tettarelle di Princeton. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Cameron''': Secondo Tredici la paziente deve aver preso la droga almeno cinque ore prima della crisi e quindi...<br />'''House''': E Tredici come lo sa?<br />'''Cameron''': Beh, a quanto pare era con la paziente ieri sera.<br />'''House''': Fino alle tre del mattino?<br />{{NDR|Cameron risponde con un'alzata di spalle}}<br />'''House''': Oh cielo! Abbiamo un mix fra ''Penthouse'' e i misteri della medicina. Ma allora un dio esiste. *{{NDR|House segue Tredici che fa l'esame alla paziente}}<br />'''Tredici''': Posso farcela da sola.<br />'''House''': Lo so che l'hai già fatto. Però serve uno ''chaperon''. {{NDR|con spiccato accento francese}} Tranquille, sono molto tollerante e comprensivo come ''chaperon''. E fate pure come se non ci fossi, beh, insomma, se volete baciarvi, toccarvi, fare la doccia insieme...<br />'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Devi scusare il dottor House. Pensa che l'immaturità sia originale.<br />'''Spencer''' {{NDR|a House}}: Lei è il dottor House?<br />'''House''': Il mio nome è spuntato fuori stanotte sotto forma di gemito? Hai fatto sesso e poi hai avuto una crisi. Forse è scattata per una posizione o un'attività particolari. Eh, sembra una valida teoria medica, non credi?<br />'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Mi dispiace. Ignoralo e basta.<br />'''Spencer''': Qualunque cosa immagina, beh, l'abbiamo fatta. Anche di più.<br />'''House''': A luce accesa o spenta?<br />'''Tredici''': C'è un motivo medico per questa domanda?<br />'''House''': La sensibilità alla luce può...<br />'''Spencer''': Accesa.<br />'''House''': Mmh... L'immaginavo più pudica, lo ammetto. È una che parla o preferisce comunicare a gesti?<br />'''Spencer''': Be', direi che è abbastanza diretta su quello che le piace.<br />'''House''': Quante cose sto scoprendo... Allora su una scala da uno a dieci, dalle un voto.<br />'''Tredici''' {{NDR|alla paziente}}: Non rispondere.<br />'''Spencer''': Sette.<br />'''House''': Bene, questa la sapevo. {{NDR|House mostra la cartella clinica dove ha scritto un grande "''7''"}} *'''House''' {{NDR|riferito a Wilson}}: Mi ha mentito. Devo sapere perché.<br />'''Lucas''': Cosa credi di scoprire?<br />'''House''' {{NDR|sarcastico}}: Temo che sia diventato una spia.<br />'''Lucas''': O temi che in quattro mesi la vostra amicizia sia cambiata.<br />'''House''': Non capisco se lavora per Hirohito o per i patrioti del New England. *'''Foreman''': Ho appena parlato con mio fratello.<br/>'''House''': E con "fratello" alludi a...?<br/>'''Foreman''': L'altro figlio dei miei genitori. *'''Foreman''': Hai fatto fare delle indagini anche su di me. Hai preso in giro tutti quando scoprivi qualcosa, tutti tranne me. Sarà perché non hai trovato niente?<br />'''House''': Hai ragione... Questo perché non hai fatto niente di stupido, spontaneo o vagamente interessante da quando avevi 17 anni. Ma che tristezza! *'''House''': Sei licenziata.<br />'''Tredici''': Cosa?! Ma se mi ha appena difesa!<br />'''House''': No, ti ho appena evitato un test antidroga. E probabilmente ti ho salvato la carriera. Ma sono già anche troppo impegnato con un altro tossico qui dentro {{NDR|prendendo il Vicodin}}.<br />'''Tredici''': Io non sono una tossica!<br />'''House''': Una troietta festaiola ti diverte finché non ti vomita sulle scarpe. Allora diventa una spina nel fianco. *'''Lucas''' {{NDR|riferito a Wilson}}: Per quale motivo ha deciso di frequentare una squillo?<br />'''House''': Perché è un idiota con la sindrome del Salvatore. Salverebbe chiunque ne avesse bisogno: ha avuto una prima moglie senza una gamba, e la seconda era canadese. È lui che ha bisogno di essere salvato. *'''Foreman''': Senti, mi trovi un po' noioso?<br />'''Chase''': Sì.<br />'''Foreman''': Lo dici solo per farmi irritare.<br />'''Chase''': Esatto. Cos'altro ti aspettavi da me?<br />'''Foreman''': Mi aspetto che House mi manipoli, mi aspetto che Cameron mi sollevi il morale, mi aspetto che i nuovi arrivati mi ossequino, e che tu sia sincero con me. Perché di me te ne freghi.<br />'''Chase''': Sì, sei noioso. Questo discorso era noioso.<br />'''Foreman''': Grazie infinite.<br />'''Chase''': I problemi degli altri non ti toccano, i tuoi problemi non ti smuovono di una virgola e sono i nostri sbagli che ci rendono interessanti. Invece tu non perdi mai il controllo, il che è un bene ma è... noioso. Non perdere il controllo vuole anche dire non mettersi mai in gioco, non spingersi mai oltre il limite. Ma è anche vero che tu hai un tatuaggio, perciò... forse mi sbaglio. *'''House''': Lo sai, sì, che ti sei infilata in una spirale autodistruttiva?<br/>'''Tredici''': Posso uscirne.<br/>'''House''': Invece continuerai a precipitare, a sbatterti a destra e a sinistra, allontanandoti da chi cercherà di aiutarti finché nessuno vorrà più farlo. E poi andrai a fondo. E poi sarai morta. Ma, fino a quel momento, mi puoi essere utile. ==Episodio 6,'' Joy''== ===Frasi=== *{{NDR|Riguardo al paziente sonnambulo che durante lo stato di incoscienza si fa di cocaina}} E così, il [[La bella addormentata nel bosco|Bell'Addormentato]] impazzisce per [[Biancaneve]]. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy, riguardo all'adozione}} Questa storia del bambino per te sta funzionando davvero: vai a fare shopping, non avrai smagliature. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy, che tiene per la prima volta in braccio la bambina}} ''Mazal tov''. Ora è il momento di dire quelle paroline magiche che gli ripeterai tutta la vita: "la mamma deve andare al lavoro." ('''House''') *{{NDR|Riferito all'adozione}} Tutti sono felici finché non scartano il regalo e scoprono che è un orologio da parete a forma di Africa. ('''House''') *Le decisioni non si prendono a caso. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Cuddy''': Maschio, trentasette anni, con [[amnesia|amnesie]] ricorrenti.<br />'''House''': Che passi dalla [[tequila]] al [[bourbon]], per me ha funzionato.<br />'''Cuddy''': L'hanno già visto tre medici e hanno escluso droga e alcol.<br />'''House''': È [[epilessia]], digli di comprarsi un casco da Hockey.<br />'''Cuddy''': EEG e TAC sono negativi. {{NDR|evidentemente felice per l'adozione di un figlio}}<br />'''House''': Rilassati. L'agenzia di adozioni ti ha accettato, ma non è detto che ti accetti la madre biologica. Sei una mamma single, cioè al di sotto delle coppie assolte per gli scandali delle babysitter.<br />'''Cuddy''': Molte grazie, dottor House. Sai, è un caso interessante.<br />'''House''': A che ora vedrai la mamma?<br />'''Cuddy''': Mi fai seguire dal tuo investigatore?!<br />'''House''': Ho sminuito il tuo valore sociale di madre e reagisci con un po' di sarcasmo. Vuol dire che non senti il bisogno di difenderti, e che non temi che non ti diano il bambino. E quindi lo hai già ottenuto.<br />'''Cuddy''': Ci vediamo oggi alle 11. Dovrebbe partorire una bimba fra due settimane.<br />'''House''': Sarà felice di dare la figlia crack-dipendente a una dottoressa.<br />'''Cuddy''': Non è crack-dipendente!<br />'''House''' {{NDR|sarcastico}}: No! La madre è sanissima, dà via la figlia solo per poter continuare i suoi studi sul genoma umano.<br />'''Cuddy''': Ha detto di aver preso anfetamine in passato.<br />'''House''': È quello che non confessano che è quasi sempre più interessante. Stai facendo un errore.<br />'''Cuddy''': Perché una ragazza che tu non conosci può avere problemi che tu ignori e può averli trasmessi alla figlia?<br />'''House''': Perché sei una narcisista maniaca del controllo, il che va bene in alcuni lavori, ma non sei preparata a gestire un bambino che ha difetti di fabbrica. Dove vi incontrate?<br />'''Cuddy''': In un posticino che si chiama "Seguimi e il tuo urologo si comprerà un nuovo yacht".<br />'''House''': Sai qual è la prassi per darla indietro? È peggio che con i videogiochi.<br />'''Cuddy''': Ma io non cambierò idea. *'''House''': Non ho detto che non sei testarda, ma che non sei un tipo materno.<br />'''Cuddy''': Ti ringrazio, ora vattene!<br />'''House''': Sei più irascibile.<br />'''Cuddy''': La bambina sta male, scusa se non lo trovo divertente.<br />'''House''': Ne vale la pena solo perché cerchi l'amore incondizionato?<br />'''Cuddy''': Solo tu la ritieni una cosa sbagliata.<br />'''House''': È una cosa fasulla. Non esiste l'amore incondizionato, è una tua necessità. Non fare della bambina una vittima del tuo orologio biologico.<br />'''Cuddy''': Una vittima?! Quindi credi che starebbe meglio in un...<br />'''House''': Sì, almeno saprebbe che non è qualificata per quel compito. {{NDR|House fa cadere la lampada della Cuddy a terra, rompendola}}<br />'''Cuddy''': Fammi indovinare: io le dirò di non giocare a palla in casa ma lei non mi darà retta.<br />'''House''': No, io volevo dire: lei fa entrare in casa il suo ragazzo mentre tu dormi, e lui vuole farlo sulla scrivania, lei all'inizio dice di no, ma poi cede perché manca di autostima.<br />'''Cuddy''': Questa me la paghi.<br />'''House''': La sto già pagando. Con la saggezza. *'''House''': Vorrei il tuo consiglio. {{NDR|dando a Wilson la cartella clinica}}<br />'''Wilson''' {{NDR|senza neanche leggere}}: Non è cancro.<br />'''House''': Wow! Sai anche rimuovere le milze con in pensiero?<br />'''Wilson''': Sei qui per parlarmi della Cuddy, la cartella è un pretesto.<br />'''House''': Perché non sei venuto tu a parlarmi della Cuddy? Ho fatto una vagonata di cose pazzesche.<br />'''Wilson''' Se non sa gestire la tua pazzia, non sa gestire un bambino.<br />'''House''': E' esattamente quello che dico io. <br/>'''Wilson''': No, non è così. Tu ti senti minacciato perché lei va alle superiori e ti lascia indietro a ripetere la terza media.<br />'''House''': Va a letto con l'insegnante di scienze per avere il diploma. *'''Cuddy''' {{NDR|disperata per la perdita della figlia}}: Non è davvero il momento di gongolare.<br />'''House''': C'è più di un bambino nel mare. Il mondo è pieno di [[adolescenza|adolescenti]] che cavalcano senza sella.<br />'''Cuddy''': No, ho chiuso. Non posso passarci di nuovo.<br />'''House''': Rinunci? Come con la fecondazione in vitro?<br />'''Cuddy''': Sì. proprio così.<br />'''House''': Visto? Lo hai fatto di nuovo. {{NDR|La Cuddy sorride}} Peccato, saresti stata un'ottima madre.<br />'''Cuddy''' {{NDR|furiosa}}: Che figlio di puttana. Quando stavo per avere la bambina hai detto che sarei stata uno schifo di madre. Adesso che l'ho persa vieni a dirmi che sarei stata un'ottima madre. Perché senti sempre il bisogno di annientare tutto?!<br />'''House''' {{NDR|tranquillamente}}: Non lo so. {{NDR|bacio appassionato tra i due}} ==Episodio 7, ''Il prurito''== ===Frasi=== *Chiunque odierebbe l'umanità dopo che gli hanno sparato. Solo un grand'uomo la odia a prescindere. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy}} C'è un motivo se proviamo un senso di imbarazzo, di certe cose non si deve parlare. ('''House''') *{{NDR|Alla Cuddy}} Quando vuoi non fermarti ai baci, conta su di me. ('''House''') *Il dolore cambia tutto. ('''House''') *{{NDR|Al paziente}} Qualunque sia il tuo problema, ha causato una complicazione che chiamiamo [[Colon]] PDM. PD: Pieno di, e dato che siamo in presenza di una signora... {{NDR|Cameron}} M: Melma. ('''House''') *Il vantaggio di essere il capo è che non devo discutere. ('''Cuddy''') *Se la Confederazione avesse avuto le zanzare, ora avremmo tutti l'accento del Sud e io pagherei meno Foreman. ('''House''') *{{NDR|All'avvocato del paziente, durante un'operazione chirurgica}} Ehi, vuole vedere se il suo cliente è davvero pieno di soldi? ('''House''') *{{NDR|A Cameron}} Ehi, Cameron! Non è che rivorresti il tuo vecchio lavoro? Sai, è l'unico modo che ho per licenziarti. ('''House''') *Ai bambini piace giocare con i soldatini in bagno. Lui {{NDR|il paziente}} rievoca la battaglia di Ypres tre volte a settimana, con gas veri. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Wilson''': Hai parlato con la Cuddy ieri sera?<br />'''House''': Sta bene. Perché dovrebbe metterci più di qualche ora a superare la mancata adozione di un bambino?<br />'''Wilson''': Le hai parlato?<br />'''House''': Diciamo che ho fatto bella figura e adesso vuole che sia tutto per lei.<br />'''Wilson''': Uauh! Cosa... cosa?!<br />'''House''': Ah. Gli altri credevano che scherzassi.<br />'''Wilson''': Ma-ma-ma vuoi dire che avete fatto dei giochini o fatto sesso veramente?<br />'''House''': Ho fatto uno schema con tutti i passaggi, se vuoi te lo spiego.<br />'''Wilson''': Ma che farai?<br />'''House''': Che vuoi che faccia? Non posso ignorarla per tutta la vita... {{NDR|grattandosi la mano}} Questa puntura di zanzara non mi fa dormire.<br />'''Wilson''': Lascia perdere le punture! È il tuo capo!<br />'''House''': Allora adesso ho due motivi per ignorarla. Beh, è stato solo un bacio.<br />'''Wilson''': C'è una spiegazione.<br />'''House''': Sì, quelle due cose nel reggiseno, immense.<br />'''Wilson''': Se me l'hai tenuto nascosto, significa che è importante per te.<br />'''House''': Già, l'ho diabolicamente mascherato con le parole "ho fatto una bella figura".<br />'''Wilson''': Smetti di grattarti o sanguinerà.<br />'''House''': Qualcosa di utile finalmente. Se esce il sangue esce anche il veleno.<br />{{NDR|Squilla il telefono di House}}<br />'''Wilson''': Se ti fidanzassi con la Cuddy, sarebbe...<br />'''House''' {{NDR|seccato}}: Eh... scusa c'è più campo se te ne vai. *'''Stewart''': Ho espresso i miei desideri.<br />'''House''': Ah, ah, e se ci fosse la fatina dei matti li esaudirebbe. *'''Wilson''': Curioso. Anch'io ho qualche amico, ma non mi è mai successo di infilargli la lingua in bocca.<br />'''Cuddy''': Non considero House da quel punto di vista, non esiste.<br />'''Wilson''': Perché no?<br />'''Cuddy''': Be', sai anche tu come andrebbe: all'inizio sarebbe eccitante, ci faremmo prendere dalla novità, dalle schermaglie, dalla morbosità, e poi ci accorgeremmo che quella rivalità intrigante è solo rivalità, che la sua incapacità di aprirsi non è più eccitante ma solo frustrante e... e poi arriva l'inevitabile crisi e le recriminazioni e non ci parliamo per due mesi...<br />'''Wilson''': Già. Be', è la dimostrazione che non consideri House da quel punto di vista. *{{NDR|La Cuddy nota la ferita sulla mano di House}}<br />'''Cuddy''': House, stai bene?<br />'''House''': Sì, parlare non serve.<br />'''Cuddy''': La mano.<br />'''House''': Ah, curioso. Di solito non mi vengono le stigmate prima di Pasqua. *'''Wilson''' {{NDR|riferendosi alla puntura di zanzara sulla mano di House}}: È come il segno rosso del'idiozia.<br />'''House''': Se le Confederazione avesse avuto le zanzare avremmo tutti l'accento del sud e io pagherei meno Foreman. *'''Wilson''': Ho sempre provato molto affetto per te.<br />'''Cuddy''': Cioè, vorresti metterti con me?<br />'''Wilson''': Ma no, non sarebbe giusto verso House e troppo presto dopo Amber.<br />'''Cuddy''': Ma hai voluto lo stesso dirlo.<br />'''Wilson''': Sì, pensavo che dovessi saperlo.<br />'''Cuddy''': Ceniamo insieme domani sera.<br />'''Wilson''': Ok.<br />'''Cuddy''': O potremmo direttamente fare sesso.<br />'''Wilson''': Scusami?<br />'''Cuddy''': Davanti allo studio di House. Capisci, non voglio correre rischi. Immagino che lo scopo di tutto questo sia farlo ingelosire in modo che si renda conto che vuole avere una relazione con me.<br />'''Wilson''': Sì. Credi che funzionerà?<br />'''Cuddy''': Sei un idiota. Credimi, sono tutti molto più contenti se non ho una storia con House. *{{NDR|House bussa alla porta di Wilson}}<br />'''House''': Bzzzzzzz...<br />'''Wilson''': Hai provato a pensare che non è in casa mia dove in realtà vorresti trovarti in questo momento?<br />'''House''': [[:w:Ric Ocasek|Ric Ocasek]] mi ucciderebbe se... ah, parli della Cuddy?<br />'''Wilson''': Sì, è un po' suonata, ma è bella, simpatica, divertente e soprattutto riesce a sopportarti.<br />'''House''': Già, sono venuto a sentire una conferenza sulla Cuddy, non perché c'è una zanzara killer che mi segue per tutta casa.<br />'''Wilson''': House, non c'è nessuna zanzara. È solo e sempre la Cuddy.<br />'''House''': Ah, lei mi ronza intorno. Poetico. *{{NDR|Il paziente va in arresto cardiaco}}<br />'''Cameron''': Il defibrillatore! A chi telefoni?!<br />'''House''': Pizza. Con le acciughe? ==Episodio 9, ''L'Ultima Risorsa''== ===Frasi=== *{{NDR|A Jason, mentre si sta per iniettare il farmaco}} Non voglio morire! ('''Tredici''') ===Dialoghi=== *'''Jason''': Le mie cartelle cliniche, le devi leggere. <br/>'''House''': E per avere una diagnosi fai il remake di "Quel pomeriggio di un giorno da cani"? Avrai aspettato per ore su una sedia scomoda, ma dovevi vedere il film fino alla fine. *'''Paziente''': Mi scusi, mia moglie ha nausea e mal di stomaco....<br/>'''House''': Torna con una pistola, e forse la visito. *{{NDR|Cercando un accendino}}<br />'''Tredici''': Guardo nella scrivania.<br />'''House''': Sta' lontana dalla scrivania, la Cuddy non fuma. {{NDR|indica un paziente}} Ma lui sì.<br />'''Paziente''': Ma no, io non fumo.<br />'''House''': Sì, certo. Ti lavi i denti con i chicchi di caffè! *{{NDR|Il paziente prende in ostaggio House, Tredici e altre persone nello studio della Cuddy che telefona e House risponde}}<br />'''House''': Scena del crimine!<br />'''Cuddy''': House! Che succede lì dentro? State bene?.<br />'''House''': Tra pochi minuti sempre che non menta, comunque a me sembra un tipo come si deve. *{{NDR|Foreman telefona ad House per aiutarlo nella diagnosi}}<br />'''House''': Pizzeria da Joe!<br />'''Foreman''': Foreman e tutti i tuoi assistenti degli ultimi cinque anni.<br />'''House''': Cos'è che provoca ridotto volume polmonare, palpitazioni, affaticamento, epigastralgia, insonnia e rash?<br />'''Chase''': Ma è incredibile! Se mi lego una bomba al petto avrò anche io sette medici a mia disposizione? *{{NDR|Il paziente ha il ritmo cardiaco molto accelerato}}<br />'''Jason''': Cosa? Che cosa fai? Che stai facendo?<br />'''House''': Massaggio del seno carotideo: serve a rallentare il cuore, è a 200.<br />'''Jason''': Chiedi il defibrillatore.<br />'''House''': Ah ah, sai, quegli aggeggi fanno contrarre i muscoli, compreso quello del dito sul grilletto!<br />'''Jason''': Non te la do la pistola. Mandate il defibrillatore!<br />'''House''': No!<br />'''Jason''': Fallo portare immediatamente! Oppure ti ammazzo.<br />'''House''': Minacciare di morte chi ti sta facendo la diagnosi direi che ha senso; farlo fuori davvero, non ne ha molto. *{{NDR|Parlando di Tredici che sembra non tornare}}<br />'''House''': Non torna più.<br />'''Infermiera''': Certo che torna.<br />'''House''': Non dovrebbe.<br />'''Infermiera''': Lo ucciderà {{NDR|il paziente minacciava un ostaggio}}<br />'''House''': Ma non ucciderà lei.<br />'''Infermiera''': è questa la sua concezione della moralità?<br />'''House''': Se non credi che la tua vita valga più di quella degli altri, firma per la donazione degli organi e ucciditi! *{{NDR|House telefona a Wilson per un consulto}}<br />'''House''': Dev'essere sindrome di Pancoast: il paziente ha dispnea, paresi del settimo nervo e anidrosi omolaterale.<br />'''Wilson''': Va tutto bene lì?<br />'''House''': Fa' con calma, non ho una pistola puntata alla testa!<br />'''Wilson''': Il cancro ai polmoni di solito non coinvolge il settimo nervo. Controlla la gola.<br />'''House''': Sputa sul pavimento. {{NDR|al paziente}}<br />'''Jason''': Cosa?<br />'''House''': Se lo faccio io non potrò dire alla Cuddy che era un test clinico. Dopo farai la pipì sulla sua sedia! {{NDR|il paziente sputa per terra}} Bocca asciutta: le ghiandole salivari non funzionano.<br />'''Wilson''': Se c'è tumefazione è sindrome di Pancoast con metastasi.<br />'''House''': Infatti, c'è tumefazione.<br />'''Jason''': Se è un cancro, dovresti farmi un test.<br />'''House''': L'ho appena fatto.<br />'''Jason''': Non ci vuole una radiografia?<br />'''House''': Buona idea! Oh, accidenti! Ho lasciato la macchina per la TAC negli altri pantaloni!<br />'''Jason''': E quanti ostaggi potrebbe costarmi fare un viaggio in radiologia? *{{NDR|Ad House}}<br />'''Tredici''': Lei è un codardo, deve sempre sapere tutto perchè teme di fare errori. Ha tanta paura di essere un uomo qualunque, un medico qualunque, un qualunque essere umano da mettere a rischio la vita degli altri.<br />'''House''': Io sono arrogante, tu sei codarda. La morte ti terrorizza e vuoi fregarla facendola arrivare prima, così ti illudi di avere il controllo. *{{NDR|House visita i reni di Tredici}}<br />'''House''': Deve andare via da qui. {{NDR|telefonando a Cameron, Taub e Kutner per la diagnosi differenziale}} Il desametasone ha bloccato i reni a Tredici ma non al paziente, perché?<br />'''Cameron''': Lui ha preso 50 farmaci, i reni dovrebbero cedere ma qualcosa li protegge.<br />'''House''': Devo prenderti a schiaffi {{NDR|al paziente}} per motivi puramente diagnostici. Sul serio, se scherzassi avrei detto: "devo darti un calcio nelle palle!". {{NDR|dopo aver schiaffeggiato il paziente}} La contrazione e il segno di Chvostek. Non chiedermi come lo ha scoperto Chvostek! Ha una carenza di calcio, i farmaci che bloccano il calcio mettono al riparo da danni ai reni.<br />'''Cameron''': Per anni ha preso inibitori della pompa protonica per la gastrite.<br />'''House''': E quei farmaci hanno protetto i reni per anni. Ha qualcosa con un lungo periodo di incubazione, qualcosa che avrebbe dovuto distruggere i reni e che causa la dispnea, la cardiopatia, la fascicolazione e l'anemia.<br />'''Taub''': La leishmaniosi.<br />'''House''': Avrebbe senso se il paziente fosse un beduino arabo.<br />'''Cameron''': Melioidosis. I batteri entrano nei polmoni e arrivano al cuore, spiegherebbe tutto.<br />'''House''': Se avessi letto l'anamnesi, sapresti che il paziente non è mai stato in un paese tropicale.<br />'''Cameron''': Ne è assolutamente sicuro? Messico, Costa Rica? Non è mai stato in...<br />'''Jason''': Mai stato più a sud della Florida.<br />'''House''': Ma che razza di idiota!<br />'''Jason''': La Florida conta?<br />'''House''': Non per la Corte Suprema ma è abbastanza calda per i germi. Tu dai la colpa ai medici e non sai nemmeno fornire un'anamnesi decente! {{NDR|telefona alla polizia e alla Cuddy per farsi mandare il farmaco che dimostrerebbe l'esatta diagnosi}} <br />'''Poliziotto''': I negoziati sono finiti.<br />'''House''': Lo saranno dopo che ci avrà dato tre grammi di Ceftazidime.<br />'''Poliziotto''': Se lui esce, potrà avere tutte le medicine che vuole.<br />'''Jason''': Prendetevi il dottor House.<br />'''House''': Perché ti liberi di me?<br />'''Jason''': Ti rilascio in cambio di una risposta.<br />'''House''': Le darai quel medicinale {{NDR|riferendosi a Tredici}} <br />'''Jason''': No.<br />'''House''': Piuttosto, dallo a me.<br />'''Jason''': Lei ha preso tutto quello che ho preso io, la combinazione di farmaci mi può stendere.<br />'''House''': Ha un'insufficienza renale, se le dai quel medicinale lei sarà morta prima che ti ammanettino!<br />'''Jason''': Ho bisogno di una risposta.<br />'''House''': La tua ossessione la ucciderà<br />'''Jason''': La tua ossessione mi ha ridato la pistola!<br />'''House''': È inutile darle quel farmaco. Anche se volessero fregarti, questa è la mia ultima diagnosi.<br />'''Jason''': Solo se hai ragione.<br />'''Tredici''': House, esca da qui.<br />'''House''': Smettila, non me ne vado.<br />'''Tredici''': Chi è il martire adesso? Se non mi uccide quel medicinale, lo farà lui: non c'è poi molta differenza. ==Episodio 13, ''Bimba Dentro''== ===Frasi=== *{{NDR|Cameron diventa temporaneamente direttrice dell'ospedale}} Hmm, interessante, hai tutta la vita davanti a te: perché {{NDR|la Cuddy}} vuole farti morire così giovane? ('''House''') *{{NDR|Ad House}} Ogni volta che arriva una persona perbene cerchi di dimostrare che ha un danno cerebrale. ('''Foreman''') ===Dialoghi=== *{{NDR|Cameron è temporaneamente la direttrice dell'ospedale e House le propone un esame rischioso}} '''Cameron''': Cosa vuoi che faccia? Che dica sì solo perché sei House? <br />'''House''': Non sarebbe una cattiva idea! *'''Foreman''': Ho bisogno di parlarti di Remy. <br />'''House''': Chi!?<br />'''Foreman''': Tredici. <br />'''House''': Come l'hai chiamata?!<br />'''Foreman''': È sotto placebo. <br />'''House''': E tu vuoi cambiare le cose. Sono l'ultimo a cui chiederesti un consiglio di etica professionale. Giustamente. Questo significa che l'hai già chiesto a tutti e nessuno ti ha dato il parere che volevi.<br />'''Foreman''': O che rispetto le tue opinione o voglio sapere cosa pensi. <br />'''House''': Hai infilato una delle sue amichette lesbiche nel tuo letto? <br />'''Foreman''': Mi sbagliavo. <br />'''House''': Il farmaco funziona? <br />'''Foreman''': Promette bene. Riduce i sintomi. <br />'''House''': Niente guarigione. Allora, i pro sono che puoi ritardare l'insorgenza dei sintomi: puoi darle un altro anno, al massimo tre. Non avrai neanche quarantacinque anni. La domanda è: questi pochi anni valgono la tua vita professionale? <br />'''Foreman''': No. <br />'''House''': Ecco. Non era difficile. <br />'''Foreman''': Grazie. <br />'''House''': Figurati. A meno che non l'ami. Per amore, beh, si fanno stupidaggini. ==Episodio 14, ''Il bene più grande''== ===Frasi=== *{{NDR|A Foreman, che le mostra dei disegni per verificare la sua reazione al trial contro l'Hungtington}} Perché non c'è mai un disegno interessante in quelle carte!? Fate una versione porno! ('''Tredici''') *Il tuo amore è così profondo che sei disposto a giocarti la carriera per darle un farmaco non testato con pericolosi effetti collaterali. Non voglio fare congetture sui tuoi sentimenti per me, ma... presto sarà il mio compleanno!<ref name=Forteen>Tredici comincia ad accusare alcuni effetti collaterali del farmaco sperimentale contro il Morbo di Huntington che Foreman ha iniziato a somministrarle al posto del placebo, di nascosto da tutti tranne che da House, contravvenendo al protocollo sui test clinici e mettendo a repentaglio la propria carriera per cercare di donarle qualche anno.</ref> ('''House''') *L'unico modo per vincere questa guerra<ref name=Greater>La Cuddy, per vendicarsi del fatto che House non le permette di passare del tempo con la sua bambina, decide di causare a House dei dolori fisici, per esempio facendolo inciampare su un cavo teso sotto una porta</ref> è perderla. Voglio che si annienti da sola! ('''House''') *{{NDR|Al bastone, che la Cuddy aveva nascosto}}<ref name=Greater /> Temevo di non rivederti più... piccolo, piccolo Greg! {{NDR|al bastone usato come surrogato}} Sì, mi hai sentito! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Wilson''': Ho saputo che l'addestramento militare della Cuddy alla fine è stato utile! Devo comprarmi un giubbotto anti proiettile?<ref name=Greater /> <br />'''House''': Tu sei al sicuro. <br />'''Wilson''': Nessun bombardamento a tappeto o repliche dell'incendio di Dresda per darle una lezione? *{{NDR|House chiede dov'è Foreman, che, insieme a Tredici, è assente}}<ref name=Forteen /><br />'''Kutner''': Perché mi chiedi di Foreman e non di Tredici?<br />'''House''': [...] Ebano e Avorio sono molto legati! *{{NDR|Chiedendo di Tredici}}<ref name=Forteen /><br />'''House''': Ti serve un cappotto per curare un tumore? <br />'''Foreman''': Vado alla casa farmaceutica. <br />'''House''': A dirgli che hai compromesso il loro trial, la tua etica e la salute della paziente? Ma che bella idea!<br />'''Foreman''': Hanno dati su centinaia di pazienti, chiederò di vederli per sapere se altri hanno sviluppato tumori e come li hanno curati. <br />'''House''': Quel farmaco inibisce la morte delle cellule. Ho una mezza idea su come curarlo.<br /> '''Foreman''': Non prenderlo? Sì. Ci ha già provato ieri. <br />'''House''': Oh mio Dio! È passato un giorno e il tumore non è ancora sparito!? Se entri in quell'ascensore è perché hai paura di non dormire stanotte! *'''Taub''': Mi spaventa l'idea che su un letto di morte potrei pensare: "Non ho fatto niente di veramente importante." <br />'''Dana Miller''': Sì, ma passerà solo un giorno sul letto di morte, è degli altri venticinquemila che dovrebbe preoccuparsi: vada a letto felice stanotte. ==Episodio 15, ''Infedele''== ===Frasi=== *{{NDR|A Foreman e Tredici}} Quattordici, aspettate! ('''House''') *{{NDR|Il prete espone il ragionamento che lo ha portato a diventare ateo, che impressiona House}} Dio, come vorrei che non fosse un pedofilo! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Cuddy''': Sei libero venerdì?<br />'''House''': Porto una graziosa fanciulla alla filarmonica.<br />'''Cuddy''': Vuol dire che farai sesso con una prostituta, vero?<br />'''House''': Due. Non c'è nulla di armonico con una sola. *'''Prete ateo''': Il suo capo è sempre così? <br />'''Kutner''': Di solito è peggio: trovare un altro ateo lo rende felice. *'''Wilson''': Qualche ripensamento sulla Cuddy? <br />'''House''': No, ma sentiti pure libero di blaterare. *'''House''': Insomma se per caso ti curo, che succederà poi? Ti metterai a pensare che Dio ha agito attraverso di me e che è una specie di miracolo?<br />'''Prete''': Mi ha preso per un idiota?<br />'''House''': È quello che sto verificando.<br />'''Prete''': Perdere la fede non è stata una scelta, è capitato, se n'è andata... per sempre.<br />'''House''': Se come per magia può scomparire, come per magia può riapparire. Ed è questo che speri. Il tuo lavoro...<br />'''Prete''': Fa schifo.<br />'''House''': Ecco, appunto, guadagneresti di più a fare la schiuma ai cappuccini, eppure assisti ancora i più umili. Perché fare il lavoro del Signore se lui è scomparso?<br />'''Prete''': Sono stato nella chiesa tutta la vita, è l'unica cosa che so fare davvero.<br />'''House''': Sento il cattivo odore di un avanzo di fede.<br />'''Prete''': Se vuole parlare di ipocrisia, parliamo di lei. Si comporta come se non le importasse di nessuno, invece è qui che salva la vita a tutti.<br />'''House''': Risolvo dei puzzle, salvare delle vite è solo un danno collaterale.<br />'''Prete''': Sì... ne dica un'altra... lei non cerca qualcuno che confermi le sue teorie, ma qualcuno che le dia torto per darle speranza. Lei vuole credere, non è così?<br />'''House''': Sì, voglio uscire e trovarmi in una foresta di alberi di puttane, ma non è una buona idea dire alle persone di fornicare con la frutta. *'''House''': Perché la gente quando ha figli ritrova la religione?<br />'''Prete''': Paura dell'ignoto. È il fondamento della fede. Il ragionamento fila.<br />'''House''': Fila perché non ha il minimo senso.<br />'''Prete''': Il fatto che lei se la prenda così non ha molto senso. *'''Prete''': È stata una coincidenza?<ref>House aveva appena comunicato al prete che l'apparizione di Gesù era solo un effetto dell'alcol e non della malattia.</ref><br />'''House''': Le coincidenze capitano.<br />'''Prete''': Ma è stata quella coincidenza a portarmi da lei.<br />'''House''': Avevi promesso di non cominciare.<br />'''Prete''': Einstein disse: "Le coincidenze sono il modo in cui Dio rimane anonimo."<br />'''House''': Una donna in Florida ha detto: "Guardate, c'è Gesù sul mio panino al formaggio."<br />'''Prete''': Lei non voleva seguire il mio caso, credeva che fossi sano.<br />'''House''': Il fatto che mi sia sbagliato non è una prova di Dio.<br />'''Prete''': Sto cercando di capire per quale motivo la mia vita è cambiata in un solo giorno.<br />'''House''': Tranquillo, la tua vita tornerà uno schifo molto presto. Tutto quello che ti è successo può essere spiegato razionalmente.<br />'''Prete''': Lo so... Sono tante le coincidenze. ==Episodio 16, ''Il lato più tenero''== ===Frasi=== *Il nostro nuovo paziente... parte femmina, parte maschio... {{NDR|soffre di mosaicismo}} il partner dei sogni di Tredici! ('''House''') *{{NDR|A Wilson, sconvolta}} Avevi ragione: House è di buon umore! ('''Cuddy''') ===Dialoghi=== *'''House''': Lo mangi quello? <br />'''Wilson''': Prendilo pure. Mi hai appena chiesto il permesso di prenderti del cibo dal piatto?! <br />'''House''': Yes, we can! *{{NDR|House ha una crisi respiratoria}}<br />'''Wilson''': Non respiravi più!<br />'''Cuddy''': Che cosa succede, House?<br />'''House''': Credo che il mio pene sia svenuto, me lo sai rianimare?<br />'''Cuddy''': Il cervello dev'essere a posto, le pupille sono uguali, rotonde e reattive.<br />'''House''': Sto bene, a parte questo capezzolo destro che è viola. {{NDR|a Tredici}} Capisco perchè l'hai mollato, {{NDR|riferendosi a Foreman}} mi sorprende che i tuoi siano ancora attaccati! *'''Wilson''': Sei un'idiota!<br />'''House''': D'accordo... lo confesso, ho la bulimia. Ma sono in forma... chiaro, no?<br />'''Wilson''': Eroina! Eroina, House, ma come puoi essere così stupido!<br />'''House''': Non mi faccio di eroina.<br />'''Wilson''': Ti ho appena beccato con due dita ficcate in gola.<br />'''House''': Sto prendendo il [[metadone]]. È un prodotto stupido, senza lo sballo dell'eroina.<br />'''Wilson''': Sì, ma doppiamente pericoloso.<br />'''House''': Però non rischio l'arresto.<br />'''Wilson''': Oggi sei quasi morto.<br />'''House''': Oggi è stato un caso, mi ero appisolato.<br />'''Wilson''': Hai ragione, non muori a condizione che non ti addormenti. Ma se prendi la dose nell'orario sbagliato, muori, ti fai due drink, muori, se lo mischi ad altri medicinali, muori. Se vuoi disintossicarti dal Vicodin, scegli qualcosa che non ti uccida.<br />'''House''': Non voglio disintossicarmi.<br />'''Wilson''': Se stai cercando qualcosa che ti aiuti a sopportare quel dolore prendi...<br />'''House''': Non mi aiuta a sopportarlo, lo elimina del tutto. {{NDR|House lancia via il bastone}} La gamba non mi fa più male. *'''Wilson''': Abbiamo commesso un errore.<br>'''Cuddy''': No, non è vero.<br />'''Wilson''': Il metadone gli fa bene.<br />'''Cuddy''': Il metadone finirà per ucciderlo.<br />'''Wilson''': Si è rasato, si è messo la cravatta, aveva un incontro al San Sebastian.<br />'''Cuddy''': Se si compra un paio di scarpette nuove gli forniamo il crack?<br />'''Wilson''': Lisa, House è felice.<br />'''Cuddy''': House non è mai felice, con o senza dolore.<br />'''Wilson''': Si può darsi, ma è nostro amico e forse questo è l'unico modo che ha per... per essere meno disperato. ==Episodio 17, ''Il patto sociale''== [[File:Jay Karnes (3750851109).jpg|thumb|[[Jay Karmes]] interpreta Nick Greenwald, il paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *{{NDR|Rivolto a Taub, che gli deve infilare un tubo nel naso}} È un peccato che non sia il suo naso, ci sarebbe stato più spazio!<ref name=Contract /> ('''Nick''') *{{NDR|Rivolto a Taub}} [[Sandy Koufax]]! Voi ebrei parlate solo di Sandy Koufax... e dell'Olocausto, che rottura! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Taub''': Gage {{NDR|un uomo in una condizione simile a quella del paziente}}<ref name=Contract /> diventò un altro dopo l'incidente... polemico, impulsivo. <br />'''House''': Mentre il nostro uomo è diventato un altro dopo lo chardonnay! *'''Kutner''': Tra poco non avrà una moglie se continuerà a dire tutto ciò che gli passa per la testa.<ref name=Contract /><br />'''Wilson''' {{NDR|rivolto a House}}: Credevo che tu fossi un esemplare unico! *'''Taub''': Che ne pensa del mio naso? <br />'''Donna''': È normale, è un naso. <br />'''Taub''': Volevo solo una conferma. *{{NDR|in un obitorio, vicino ad un deceduto}}<br />'''House''': Voglio che mi aggiorni sulle condizioni del paziente. <br />'''Taub''' {{NDR|sarcastico, fingendo di fraintenderlo}}: Direi che è morto! *{{NDR|House insiste per convincere Chase ad operare il suo paziente<ref name=Contract>Il paziente è affetto da una malattia che gli fa dire tutto ciò che pensa, come House.</ref>}}<br />'''Chase''': Ci tieni tanto? Dimmi perché...<br />'''House''': Perché cosa?<br />'''Chase''': Perché ci tieni? Il mistero è risolto, il paziente è vivo e le probabilità che superi indenne un intervento del genere non sono tante.<br />'''House''': Il mio paziente ne fa una questione di qualità di vita.<br />'''Chase''': Dice solo sciocchezze. È irrilevante come patologia.<br />'''House''': Quando se ne andrà da qui si ritroverà senza la sua famiglia, allontanerà le persone con cui lavora e se mai troverà un amico disposto a sopportare i suoi atteggiamenti sarà fortunato, finché non scapperà anche lui. *{{NDR|Taub spia Wilson di nascosto e riferisce a House}}<br />'''Wilson''': Taub! Un altro diplomato della scuola di House per bastardi! <br />'''House''': Spioni bastardi! ==Episodio 18, ''Vieni micina''== [[File:Judy Greer LF.jpg|thumb|[[Jundu Greer]] interpreta Morgan, la paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *L'[[epilessia]] è sorta in età adulta, le piacciono molto le birre di San Patrizio!<ref name=Green /> ('''Taub''') *{{NDR|La paziente ha un broncospasmo]e Foreman la soccorre, ma House sospetta che finga}} Svelto, prima che rimanga senza attenzione per otto secondi! ('''House''') *Sta fingendo {{NDR|una crisi}}, la gatta me l'ha detto!<ref name=cat>La paziente crede di stare per morire perché una gatta, che crede abbia la capacità di predire la morte, le si è avvicinata.</ref> *{{NDR|Kutner parla dei problemi di Taub con la moglie, dicendo che forse sono causati dal suo impoverimento}} Grazie, è bello sentirsi dire che mia moglie mira ai soldi! ('''Taub''') ===Dialoghi=== *{{NDR|House usa il colore verde per scrivere i sintomi sulla lavagnetta, riferendosi al fatto che l'urina della paziente era verde<ref name=Green>La paziente per attirare l'attenzione di House ha preso un farmaco che le rende l'urina verde.</ref>}}<br>'''Kutner''': Oh, pipì verde, ho capito! Carino. <br />'''Tredici''': Anche "neuro" è scritto in verde: vuol dire che sono verdi anche i sintomi neurologici?<br />'''House''': D'ora in poi userò due colori, e il verde indicherà ironia! *'''Taub''': Vale la pena di prendere questo caso? <br />'''House''': Noi non prendiamo niente, io prendo! *'''Morgan''': Una gatta ha predetto la mia morte...<ref name=cat /> <br />'''House''': I gatti sono pessimi, come dottori! *'''Cuddy''' {{NDR|riferendosi alla paziente, che vuole cacciare}}: Ti do ventiquattro ore. <br />'''House''': Consecutive? *{{NDR|Riferendosi alle difficoltà economiche di Taub}}<br />'''Kutner''': Potevamo dare una mano... <br />'''Taub''' {{NDR|riferendosi alla paziente}}: Certo, ci vogliono almeno quattro persone per cercare nei polmoni di una pazza dei virus immaginari! *{{NDR|House prende dei topi per nutrire una gatta portata in ospedale}}<br />'''Cuddy''': Ma quelli non sono i topi geneticamente modificati del reparto di oncologia?! <br />'''House''': Modificati... per essere più buoni! ==Episodio 19, ''Intrappolato''== [[File:Mos def retouched.jpg|thumb|[[Mos Def]] interpreta Lee, paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *{{NDR|Ad un dottore che vuole usare il cuore del paziente}}<ref name=Locked>Il paziente non può muoversi o comunicare con l'esterno; le citazioni sono i suoi pensieri ed è completamente immobile (vedi ''[[w:Episodi di Dr. House - Medical Division (quinta stagione)#Intrappolato|Intrappolato]]'').</ref> Ehi, genio, credo che violi il codice etico! ('''House''') *{{NDR|House chiama il suo team per curare un uomo a Middletown}} Se [[Maometto]] non va a Princeton, Princeton va da Maometto! ('''House''') *È lei {{NDR|Tredici}} quella più in gamba. Scuro e più scuro {{NDR|Kutner e Foreman}} servono solo a far numero! ('''House''') *{{NDR|Rivolto ad un dottore}} Tu sei quello che voleva prendere i miei organi e lui {{NDR|House}} è quello che te lo ha impedito.<ref name=Locked/> ('''Lee''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Al paziente}} Sei un bravo ragazzo. Sai ascoltare!<ref name=Locked/> ('''House''') *I figli vogliono un padre, anche se è solo un vegetale.<ref name=Locked/> ('''Lee''') {{NDR|voce fuori campo}} *Forse non è vero che non sopporto House. È che non sopporto il vero, autentico terrore che mi prende quando vedo a lavorare, ogni giorno. ('''Taub''') *{{NDR|Riferendosi ai suoi numerosi e fallimentari rapporti coniugali}} Ho chiamato la mia ex-ex-ex moglie. ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Molly''': Non so come Dio riuscirà a trarci fuori da tutto questo, ma ci riuscirà. <br />'''House''': Basta, arrossisco! *{{NDR|A House, che sta guardando la radiografia del paziente}} '''Dottore''': Cosa fa?<br />'''House''': Cercavo qualcosa da leggere in gabinetto! *'''Dottore''': Non sono d'accordo con il dr. House. <br />'''House''': Io sì, invece! *'''Lee''' {{NDR|voce fuori campo}}: Non avrei mai immaginato di pregare di avere un tumore al cervello.<ref name=Locked/> <br />[...]<br />'''House''' {{NDR|indovinando che l'altro sta pregando}}: Se stai pregando, smettila subito! *'''Kutner''': Non dovremmo distrarre il paziente?<ref name=Locked/> <br />'''Taub''': Ho appena messo in scena ''Euripide'' in versione musicale, te lo sei perso! ==Episodio 20, ''Una spiegazione semplice''== [[File:Meat Loaf.jpg|thumb|[[Meat Loaf]] interpreta Eddie, paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *Vivere nell'infelicità è meno spiacevole che morirne. ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Madre paziente''' {{NDR|sua figlia}}: Ha uno sguardo così strano... Sembra che non capisca cosa le succede intorno...<br>'''House''': Credevo che flirtasse con me! *{{NDR|Tredici e Foreman arrivano a casa di Kutner, mandati da House, Foreman bussa}}<br />'''Foreman''': Kutner, siamo Foreman e Tredici!<br />'''Tredici''': Dove vai? House non ti ha chiesto di scoprire dove non è.<br />'''Foreman''': La fai tu l'antincendio fino al quinto piano!<br />'''Tredici''': Con questa facciamo prima. {{NDR|estrae la chiave dalla tasca del suo giubbotto, poi apre la porta ed entrano nell'appartamento}}<br />'''Foreman''': Kutner?<br />'''Tredici''': Il paradiso dell'eterno ragazzo! Strano che venga al lavoro.<br />'''Foreman''': Non c'è niente in agenda, il suo cercapersone è qui. {{NDR|Tredici volge lo sguardo verso la camera da letto, notando un corpo riverso sul pavimento}}<br />'''Tredici''': Oddio. {{NDR|Tredici corre verso la camera da letto, Foreman la segue e chiama il 911}}<br />'''Foreman''': Un'ambulanza al 410 della Willis, appartamento 5/C; uomo - 28 anni - ferita da arma da fuoco alla tempia destra<br />'''Tredici''': Non c'è polso.<br />'''Foreman''' {{NDR|sempre al telefono}}: Allertate il Princeton Plainsboro, che tengano pronta la sala rossa. {{NDR|dopo aver chiuso la chiamata}} Ha le pupille dilatate, non reattive.<br />'''Tredici''': Ancora niente polso. {{NDR|disperandosi, mentre con Foreman tenta una rianimazione}} Kutner!<br />'''Foreman''': Fammi provare. {{NDR|Tredici si allontana dal corpo}}<br />'''Tredici''': È freddo, Eric... *'''House''': Non ha detto niente a nessuno di voi? Problemi familiari, un rapporto finito male, difficoltà finanziare.<br />'''Foreman''': Hanno sparato ai genitori davanti ai suoi occhi.<br />'''House''': Quella era una storia del passato.<br />'''Foreman''': Non per chi non l'ha mai dimenticata.<br />'''House''': Non si è tagliato i polsi per poi andarsene dolcemente, si è sparato, non ha lasciato un biglietto... questo è panico e si poteva evitare se chi gli lavorava accanto tante ore a settimana avesse notato qualcosa.<br />'''Tredici''': Sta incolpando noi?<br />'''House''': Sto solo cercando di capire.<br />'''Tredici''': L'avremmo aiutato se ce l'avesse chiesto, non l'ha fatto.<br />'''Foreman''': Avremmo dovuto notare qualcosa.<br />'''Tredici''': Non siamo responsabili, circa il 25% dei suicidi non mostra alcun segno esteriore di depressione.<br />'''House''': No, circa il 25% ha amici che non hanno notato niente e non vogliono avere sensi di colpa.<br />'''Taub''': Uccidendosi uno elimina anche tutte le altre possibilità e questo fa di Kutner un idiota. Quindi pietà sì, sensi di colpa no. *'''Foreman''': Forse dovremmo passare questo caso a un altro medico.<br />'''House''': E poi il prossimo? E quello dopo anche? Quanti casi ci vorranno prima di accettare l'idea che è morto? {{NDR|parlando della paziente}} Dagli enzimi cardiaci si evince che non c'è stato un infarto, nessun problema alla vista esclude uma malattia mitocondriale.<br />'''Foreman''': Potrebbe essere un disturbo metabolico, un'acidosi.<br />'''Tredici''': Il pH del sangue era normale, una polisierosite infiammerebbe le membrane vicine all'epiglottide e al pericardio, causando dolori al torace. {{NDR|Cuddy entra nello studio di House interrompendo la differenziale}}<br />'''Cuddy''': Scusatemi; ho assunto uno psicologo del lutto, anche se nessuno di voi lo consulterà e vi offro un permesso che so che nessuno di voi prenderà ma è disponibile.<br />'''House''': Polisierosite: mi quadra. Cominciate con l'indometacina. {{NDR|Taub, Foreman e Tredici lasciano lo studio di House che resta solo con Cuddy}}<br />'''Cuddy''': Se preferisci non occuparti di questo caso...<br />'''House''': Sto bene, malgrado quello che mi dirà Wilson.<br />'''Cuddy''': Non l'hai ancora visto?<br />'''House''': Di solito gioca a mahjong il martedì mattina. Immagino pensi che me la caverò meglio senza dovermi scuotere le sue ali da sopra le spalle.<br />'''CUddy''': Non hai avuto neanche un sospetto?<br />'''House''': So che aveva perso al fantacalcio ma credevo si fosse ripreso.<br />'''Cuddy''': Beh... mi dispiace per il tuo lutto.<br />'''House''': Grazie ma non è un mio lutto.<br />'''Cuddy''': Allora mi spiace che non pensi che lo sia. *'''House''': Allora, cosa può ledere l'epiglottide e far scomparire un muscolo?<br />'''Foreman''': La signora e il signor Kutner! Li hai accusati per Kutner, perché non per Charlotte? <br />'''House''': Il periodo del lutto è finito, Foreman ha ritrovato la sua ironia! *{{NDR|House è a casa di Kutner, Wilson lo raggiunge}}<br />'''Wilson''': Per la cronaca, mi mette a disagio violare la dignità di un collega morto.<br />'''House''': È violazione solo se trovi qualcosa. È bello vederti.<br />'''Wilson''': Che cosa cerchiamo?<br />'''House''': Si nascondeva, perché?<br />'''Wilson''': Per vergogna, per paura. Ma stai bene? È più che normale non stare bene.<br />'''House''': Blastor Battlestar Galactica 1/1, ci avrà messo mesi a procurarsela. Aveva la passione.<br />'''Wilson''': È evidente che lui soffriva, è tanto importante sapere perché?<br />'''House''': Teneva il bene accanto al male, quello che aveva perduto accanto a quello che aveva guadagnato, sapeva affrontare il dolore, non avrebbe mai dovuto avere motivo di nasconderlo.<br />'''Wilson''': Ecco come affronteremo questa cosa, House: ora usciamo di qui e ce ne andiamo al bar più vicino a bere e a parlare di Kutner, magari di quella volta che ha quasi fatto saltare in aria una sala operatoria e ci vomiteremo addosso fino a perdere i sensi! Ti va come programma?<br />'''House''': Cos'è che mi sfugge? Ti sei ammutolito? L'hai capito allora.<br />'''Wilson''': Non sei qui perché ti dispiace per Kutner, sei qui perché... perché è un mistero, sei qui per l'enigma.<br />'''House''': Non mi è sfuggito niente perché non c'era niente da notare. Kutner non si è ucciso, è stato ucciso. *'''House''': E così, grazie al suo gesto idiota, morirà entro ventiquattro ore se non avrà un fegato nuovo.<br />'''Taub''': L'ha fatto per lui. Lei lo ama.<br />'''House''': Che differenza c'è con quello che ho detto io? *'''Tredici''': Praticamente ci commissioni un omicidio.<br />'''House''': Qual è la differenza con ieri?<br />'''Tredici''': È diverso adesso che ha vent'anni da vivere invece di due giorni.<br />'''House''': Non realmente, non legalmente.<br />'''Tredici''': È questo il tuo modo di convincerci? Dirci che non è più immorale?<br />'''House''': Quell'idiota ha deciso di morire, con o senza di noi, così proteggiamo l'organo almeno.<br />'''Tredici''': È lui che dovremmo proteggere!<br />'''House''': Leghiamolo al letto, allora, e aspettiamo che la moglie muoia.<br />'''Tredici''': Io non lo faccio.<br />'''Taub''': Io sì, abbiamo già avuto una morte inutile.<br />'''Charlotte''': Che cosa succede?<br />'''Eddie''': Non lo so. Mi ha preso e mi ha portato qui.<br />'''Taub''': Suo marito ha una malattia curabile ma vuole morire per donarle il suo fegato. Le va bene questo o preferisce che faccia la terapia?<br />'''Eddie''': Che figlio di puttana!<br />'''Charlotte''': Non farlo.<br />'''Eddie''': Me lo devi permettere.<br />'''Taub''': Charlotte, mi sente? {{NDR|rientrando nello studio di House}} La febbre è altissima, i globuli bianchi sono alle stelle: è un'infezione sistemica.<br />'''House''': Dovrei licenziarti.<br />'''Taub''': Perché tu non sei riuscito a far vivere Eddie e a lasciar morire sua moglie.<br />'''Tredici''': L'infezione ci segnala un nuovo indizio.<br />'''House''': E due o tre ore per capire di che si tratta.<br />'''Tredici''': La sarcoidosi colpisce la milza e il fegato.<br />'''House''': Avrebbe disturbi polmonari.<br />'''Taub''': E se fosse sclerodermia?<br />'''House''': Non ha problemi alla pelle né esofagei. Che cosa nasconde?<br />'''Taub''': Non lo sappiamo.<br />'''House''': O abbiamo tutti gli indizi e siamo idioti o non abbiamo tutti gli indizi.<br />'''Tredici''': Possibile esposizione a persone, a luoghi.<br />'''House''': O a entrambi. {{NDR|nella stanza dei pazienti}} Pessima bugiarda. Credevi davvero che le spiagge delle Hawaii fossero come quelle di Rio? Le malattie trasmesse dai pappataci sono totalmente diverse.<br />'''Eddie''': Lei non è mai stata a Rio.<br />'''House''': Con chi ci sei andata?<br />'''Charlotte''': Perché sta facendo questo?<br />'''House''': A noi non interessa sapere con chi ci sei stata ma se ci sei stata, così possiamo concludere che hai la leishmaniosi viscerale; ma dato che il nostro Lancillotto era pronto a morire per amore, forse vuole la risposta completa.<br />'''Charlotte''': È stato l'anno scorso, era uno che non conosci, Rio sarebbe dovuta essere nostra, ero stanca di aspettare. Mi dispiace così tanto.<br />'''House''': Dalle dell'antimonio e di' alla Cuddy di trovarle un fegato. Erano pronti a morire per il senso di colpa, non per amore.<br />'''Taub''': Non ci si può sentire così in colpa senza amore. *'''Wilson''': Mi sbagliavo sul tuo conto.<br />'''House''': No, affatto!<br />'''Wilson''': Stai soffrendo.<br />'''House''': Il solito, inguaribile romantico.<br />'''Wilson''': Hai lavorato con lui ogni giorno, per due anni e non ti sei accorto di niente.<br />'''House''': ''Nessuno'' se n'è mai accorto.<br />'''Wilson''': Ma a ''te'' non sfugge mai niente! Il problema non è ''cosa'' ti è sfuggito ma ''come mai'' ti sia sfuggito. Sei terrorizzato all'idea di perdere il tuo dono, di perdere il tuo intuito ed io temo quello che faresti in quel caso.<br />'''House''': A meno che tu non preferisca rimanere qui a curare me, non dovresti andare ad un funerale? ==Episodio 21, ''Salvatori''== ===Frasi=== *L'unico tipo di moglie che House vuole ha il perizoma, la frusta e la carta di credito! ('''Foreman''') *{{NDR|Alla moglie del paziente}} Devi amare molto tuo marito... e viaggiare in risciò: ci hai messo diciotto ore ad arrivare! ('''House''') *{{NDR|Riferendosi alla moglie del paziente, che è un ecologista}} L'ecologista sballata... o forse preferivi il nome da ragazza?! ('''House''') *{{NDR|Entrando in ambulatorio dove Cameron ha appena finito una visita}} Diamine, speravo di interrompere qualcosa! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''House''': Cosa hai ordinato?<ref name= Food/> <br />'''Wilson''': Un'[[omelette]]! <br />[...]<br />'''House''': Tanto vale assaporare carta vetrata! *'''Wilson''' {{NDR|insistendo per provare che House è molto scosso dal suicidio di Kutner}}: Hai l'orologio che ti ha regalato per il Babbo Natale segreto. <br />'''House''': Cinque funzioni, compreso un cronometro per vedere quanto tempo ci metti a chiedermi se sto bene! *{{NDR|House manda Cameron a fare gli esami al paziente, lasciando la propria squadra senza impegni}}<br>'''Tredici''': Immagino che noi resteremo qui a girarci i pollici!<br> '''House''': Dio, come spero che questa frase sia un eufemismo! *'''Chase''': Per te Cameron è innamorata di House?<br>'''Cuddy''': Questa è una domanda ridicola: Cameron è innamorata di te! *{{NDR|House parla degli affari privati di Cameron}}<br />'''Franni''' {{NDR|moglie del paziente}}: Che c'entra questo con mio marito?<br>'''House''': Niente! *{{NDR|A House, senza vederlo}}<br />'''Wilson''': Entra pure, House! Perché chi altro potrebbe essere alle 10:30 di sera e no, grazie ho già mangiato!<ref name=Food>House è ossessionato dal cambiamento di dieta di Wilson.</ref><br />'''House''': Non ti ho invitato a cena! <br />'''Wilson''': Però stavo per farlo, e dopo che ti avessi spiegato di aver mangiato ore fa tu avresti fatto la tua ''entrè'' frugando nella mia cucina! <br />'''House''': Invitarmi a perquisire la tua cucina vuol dire che sai che non troverei niente, o che sai che troverei qualcosa e che speri che {{NDR|io}} opti per la prima ipotesi e non vada a frugare! <br />'''Wilson''': Oppure vuol dire che è tardi, che io sono stanco e che so che sei qui per avanzare una teoria paranoica su una singola omelette di uova e albume! ==Episodio 22, ''House diviso''== ===Frasi=== *Il cane del vicino abbaia tutta la notte ed è stranamente immune al veleno! ('''House''') *{{NDR|Battendo con il bastone contro il vetro della stanza del paziente, che è sordo}} Come allo zoo. Solo che puoi battere quanto vuoi! ('''House''') *Mi sono sposato di nascosto la terza volta per evitare che House organizzasse l'addio al celibato! ('''Wilson''') ===Dialoghi=== *'''Chase''': Ho chiesto a Wilson di organizzare una festa di addio al celibato.<ref name= Chase/><br>'''House''': Tanto valeva chiederlo ad un pastore in pensione! *{{NDR|Parlando dell'addio al celibato di Chase}}<br>'''Tredici''': Il fatto di avermi mandato in esplorazione...<br>'''Amber''':<ref name=Amber>Amber è un'allucinazione di House che ha accesso a tutto il suo cervello; House cerca più volte di scacciarla, ma senza successo.</ref>Niente gonne!<br>'''House''': Non sei tra gli invitati. L'[[addio al celibato]] è un antico rito sacro maschile di passaggio.<br>[...]<br>'''Tredici''': Se sono abbastanza ubriaca è probabile che mi faccia una delle spogliarelliste. O che mi spogli io.<br>'''House''': Assunta! *'''House''': {{NDR|Chase}} Ti ha suggerito di darti malato? {{NDR|per l'addio al celibato di Chase}}<ref name= Chase/><br>'''Wilson''': Ho giurato di non arrecare danno.<br>'''House''': Certo, non venire se non vuoi che le sue promesse di matrimonio non abbiano senso!<br>'''Chase''' {{NDR|intromettendosi nel discorso, capendo che si parla di lui}}: Sembra interessante!<br>'''House''': Stai per legarti ad una sola, specialissima donna per sempre, ed è una bella cosa, ma se il tuo impegno il giorno dopo il matrimonio è lo stesso del giorno prima, il matrimonio è inutile, e non vedo nessun modo logico di aggirare la cosa; quindi, se vuoi che il tuo matrimonio abbia senso, bisogna che tu sia stato uno sfrenato, laido e schifoso porco il giorno prima.<br>'''Chase''': Sei malato. Ciao! {{NDR|se ne va}} *'''House''': Come possiamo fare uno stress test senza l'autorizzazione di Foreman?<br>'''Amber''':<ref name=Amber>Amber è un'allucinazione di House che ha accesso a tutto il suo cervello; House cerca più volte di scacciarla, ma senza successo.</ref> Uccidiamo Foreman! *'''House''': Buona idea.<br>'''Amber''':<ref name= Amber/> È stata tua. *'''House''': Sapevo che saresti venuto!<ref name= Chase>House organizza la festa di addio al celibato di Chase, che si sposa, ma Wilson non ci vuole venire.</ref><br>'''Wilson''': Questa è casa mia! ==Episodio 23: ''Sotto la mia pelle''== ===Frasi=== *{{NDR|A House}} Rimetti a posto il telefono, manda via le prostitute: abbiamo un caso! ('''Foreman''') *{{NDR|House vuole avvisare la Cuddy della propria allucinazione, ma tentenna}}<ref name=Amber/> È tardi, sono a pezzi: arriviamo alla parte verbale della conversazione! ('''Cuddy''') ===Dialoghi=== *{{NDR|House irrompe nell'ufficio di Wilson}}<br />'''Wilson''': La porta era chiusa per una ragione.<br>'''House''': Ed è stata aperta per una ragione! *{{NDR|Wilson chiede a House se è riuscito a scacciare l'allucinazione}}<ref name= Amber/> '''House''': Vedi qualcuno accanto a me?<br>'''Wilson''': No.<br>'''House''': Allora non ha funzionato! *{{NDR|A House, che ha chiesto scusa ad una paziente che, per via di una cura sbagliata perde la pelle}} '''Wilson''': Perché hai parlato con la paziente?<br>'''House''': Trovo sexy le donne senza pelle! *'''House''': Wilson, sparisci!<br>'''Wilson''': Sei sicuro?<br>'''House''': Ci vuole un'autorizzazione per sbatterti fuori?! *{{NDR|Riferendosi alle possibilità di House per disintossicarsi e fare sparire l'allucinazione}}<ref name= Amber/> '''Wilson''': House, è la tua unica opzione!<br>'''House''': Che faccio se l'unica opzione non va?<br>'''Wilson''': Non puoi arrenderti. *{{NDR|House festeggia ad un bar perché crede di essersi liberato dell'allucinazione di Amber}}<ref name=Amber/><br>'''House''': Sto festeggiando.<br>'''Cameriera''': Da solo?<br>'''House''': Grazie al cielo! *'''House''': Puoi andare ad allattare la piccola bastarda che ti fa sentire soddisfatta di te stessa!<br>'''Cuddy''': Fottiti! {{NDR|esce arrabbiata}} *'''Wilson''': So che hai paura del dolore ma l'[[elettroshock]]...<br>'''House''': Non fare con me la voce da cancro, quella con quel tono eccessivamente serio. <br>'''Wilson''': Attacco cardiaco, ictus, crisi epilettiche, morte, o peggio...<br>'''House''': Peggio? Doppia morte?<br>'''Wilson''': Resti vivo ma danneggi l'unica cosa a cui tieni davvero... la tua mente razionale. ==Episodio 24, ''Ora ambedue le parti''== [[File:Ashton Holmes 2010.jpg|thumb|[[Ashton Holmes]] interpreta Scott, paziente dell'episodio.]] ===Frasi=== *Le sue {{NDR|della Cuddy}} labbra dicono no, i suoi ormoni urlano "Oh, ti prego, sì, continua!" ('''House''') *{{NDR|Affacciandosi al balcone dell'ospedale, urlando e battendo col bastone sulle ringhiera per attirare l'attenzione}}<br>Attenzione, ho un annuncio da fare: voglio che affrontiate la giornata consapevoli del fatto che io sono stato a letto con Lisa Cuddy! ('''House''') ===Dialoghi=== *'''Taub''': Sindrome della mano aliena.<br />'''House''': Determinata da un ictus o dal calcio in testa di un pony...<br />'''Taub''': Cervello diviso in due, l'emisfero destro controlla la parte sinistra e...<br />'''House''': ...e gli rende la vita un inferno. I pensatori illogici lo fanno spesso.<br />'''Tredici''': Il problema non è il cervello diviso, l'intervento ha corretto...<br />'''Foreman''': Denigri l'emisfero destro?<br />'''House''': Chi subisce questo intervento spesso non avverte alcuna perdita, nel sinistro c'è linguaggio-aritmetica-razionalità, il destro è un perdente muto.<br />'''Taub''': L'emisfero destro è orientato esteticamente, definisce i volti, non sarei diventato un chirurgo plastico senza.<br />'''House''': Già... alle [[scuola media|medie]] come farebbero a giudicare la gente senza una base estetica?<br />'''Foreman''': L'emisfero destro è più consapevole del presente, del nostro posto nell'universo.<br />'''House''': Come un figlio dei fiori pronto a distribuire pace e tanta armonia nel mondo. *{{NDR|Riferendosi al rapporto di House con la Cuddy}} '''Wilson''': Come intendi rovinare tutto?<br>'''House''': Ho più di un'opzione! *'''House''': E quello, signore e signori, è l'emisfero di sinistra il lato del cervello ossessionato dalle risposte, quello che cerca il senso l'interpretazione è lì che raccontiamo la storia di chi siamo e perché facciamo le cose.<br />'''Taub''': Quella è anche la parte che sbaglia. Il vantaggio dell'emisfero destro è che non è logico, non sceglie il dettaglio da guardare, fa delle connessioni che neanche vedi e tu devi le tue intuizioni al perdente muto.<br />'''House''': Gli manderò dei biglietti per la partita dei Phillis. *'''Wilson''': Usi la tua relazione con la Cuddy come sostituzione dei calmanti. Dovresti avere una pesante crisi d'astinenza, ma il tuo corpo è totalmente pieno di romantiche endorfine e oltretutto ti stai creando questa distrazione per cercare una prova.<br />'''House''': Dovrei lasciar perdere e lasciar tornare il dolore?<br />'''Wilson''': La Cuddy non è un sostituto del vicodin!<br />'''House''': Proprio l'opposto....<br />'''Wilson''': Devi aspettare che lei si senta pronta.<br />'''House''': Ottimo consiglio, fa finta che intenda seguirlo. *{{NDR|House ha appena annunciato all'intero atrio gremito di dottori e infermieri di essere andato a letto con la Cuddy. Lei lo raggiunge furibonda}}<br />'''Cuddy''': Questo va oltre qualsiasi limite!!! Tu puoi permetterti il lusso di fregartene della tua immagine ma io non posso!!! Sopporto anche tutte le più squallide battute, ma un dipendente che va in giro a vantarsi dei suoi exploit sessuali con me, questo no! La mia tolleranza scende a zero! Congratulazioni House: sono molto arrabbiata! <br />'''House''': Mi domando se dovremmo andare a vivere insieme.<br />'''Cuddy''':{{NDR|Scoppia a ridere nervosamente}} Sei licenziato. ==Citazioni sulla quinta stagione== *L'inizio della quinta stagione sarà veramente figo, con un'amicizia da riparare: non posso dirvi come, altrimenti mi sparano, ma posso anticiparvi che sarà molto godibile, molto piacevole, molto soddisfacente. ([[Hugh Laurie]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Dr. House - Medical Division}} {{DEFAULTSORT:Dr. House - Medical Division, 5}} [[Categoria:Stagioni di Dr. House - Medical Division]] 1mx6b8sbbgvexuajdjpwuz2vbff06d2 Antonio Simon Mossa 0 64111 1415596 1047994 2026-06-04T14:38:20Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento immagine 1415596 wikitext text/x-wiki [[File:Simon Mossa Antonio.gif|miniatura|Antonio Simon Mossa]] '''Antonio Simon Mossa''' (1916 – 1971), architetto, politico e giornalista italiano. ==Citazioni di Antonio Simon Mossa== *Dobbiamo razionalizzare e rendere comprensibile al popolo [[Sardegna|sardo]], oggi fuorviato dal funzionarismo dei partiti coloniali, quella intuizione di libertà che lo agita. Quella libertà si chiama indipendenza politica ed economica e giustizia sociale: libertà che significa che i sardi debbono essere prima di tutto padroni della loro terra, arbitri dei loro destini.<ref>Dal discorso a San Leonardo de Siete Fuentes del 22 giugno 1969; citato in Giampiero Marras, ''Le ragioni dell'indipendentismo'', Alfa Editrice, 2008.</ref> *E poiché il sardo fin dall'infanzia viene inibito, in quanto gli si insegna a considerare male tutto ciò che gli viene dal passato o dal di dentro, e bene tutto quello che gli viene insegnato per volontà esterna, a un certo punto, quando deve muoversi da solo, si trova in un mare di contraddizioni terribili, perde la fiducia in se stesso, non ha spirito di iniziativa autonoma, perde i legami tribali che costituivano la sua forza di individuo in "quella" società, e preferisce servire, perché così scompaiono i problemi e il suo tozzo di pane è assicurato. Ditemi dunque se questo non è "genocidio".<ref>Citato in ''Le ragioni dell'indipendentismo'', Antonio Simon Mossa, Alfa Editrice, 2008.</ref> *[...] ma ciò che più ci avvilisce è il fatto che l'Italia ha impostato tutta la sua politica economica e la programmazione in termini chiaramente capitalistici, per cui qualsiasi intervento di «solidarietà» nazionale nei riguardi della Sardegna si risolve in un rafforzamento del neocolonialismo che già ci soffoca. Diminuisce in altri termini la nostra libertà individuale e collettiva, a vantaggio dei nuovi feudatari industriali. E non possiamo fare riforme. Se avessimo invece lo Stato saremmo noi a dirigere la politica economica e la pianificazione, saremmo noi a fare le riforme sociali, a far cessare il regime coloniale. La rivoluzione sociale non è dunque possibile senza la conquista dell'Indipendenza. Ed è con questa indipendenza, con questa autonomia politica ed economica, che noi possiamo inserirci nell'Europa Confederale e disporre, ben diversamente da oggi, del nostro destino.<ref>Da un intervento tenuto ad Ollolai, 10 giugno 1967, ''Le ragioni della comunità etnica''.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mossa, Antonio Simon}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] lipfuxjcb4lw1c0lvavdcn1p8uwm3lu Ken il guerriero - La trilogia 0 65331 1415632 1409714 2026-06-04T17:57:00Z Mariomassone 17056 1415632 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Ken il guerriero - La trilogia |immagine=Shin Hokuto No Ken logo.png |didascalia= |tipofiction= OAV |titolooriginale= 新・北斗の拳 |titolotraslitterato= Shin Hokuto no ken |paese= Giappone |anno= 2003 – 2004 |episodi= 3 |genere= Azione |ideatore= |regista= [[Takashi Watanabe]] |sceneggiatore= |doppiatoriitaliani= *[[Massimo De Ambrosis]]: [[Kenshiro]] *[[Chiara Colizzi]]: Sara *[[Massimo Lodolo]]: Seiji *[[Franco Mannella]]: Tobi *[[Michele Gammino]]: Sanga |note= }} '''''Ken il guerriero – La trilogia''''', miniserie del 2004 in tre episodi OAV, tratta dal romanzo del 1996 di [[Tetsuo Hara]] e [[Buronson]]. {{cronologico}} __NOTOC__ ===''La citta stregata''=== *Il pianeta bruciò. Una furiosa massa incandescente ne attraversò la Terra e la sua avanzata civiltà venne fusa e bruciata completamente in un solo istante. [...] Trascorsero gli anni. La razza umana non si estinse. Tuttavia, in quel luogo venne a instaurarsi un nuovo ordine dovuto al continuo e violento attrito di forza contro forza. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *'''Geese''': Cosa credi di poter fare? Vorresti abbattermi con un solo dito, eh?!<br>'''Kenshiro''': No. Premere il punto segreto nel centro della tua fronte, il Keiraku Hikō. Tu sei già morto. *{{NDR|Flashback}}<br>Ryu, ormai non ho più nulla da insegnarti. Il resto dovrai impararlo da solo durante i veri combattimenti. Alla fine sarà il sangue di tuo padre [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] a indicarti la strada da percorrere. Quando ci rincontreremo, sarà il momento dell'Isshi Soden, così continuerà la tradizione della Divina scuola di Hokuto. Addio, Ryu. ('''Kenshiro''') *'''Myne''': Signore, dov'è papà?<br />'''Kenshiro''': Tuo padre è un [[guerriero]] valoroso partito in cerca dell'acqua per tutti voi. E i guerrieri valorosi tornano sempre da chi crede in loro.<br />'''Myne''': Un guerriero valoroso?<br />'''Kenshiro''': È quell'uomo che ha il coraggio di combattere per le altre persone. *'''Kenshiro''': La Divina scuola di Hokuto prevede l'Isshi Soden, l'insegnamento dei segreti ultimi a un unico erede. Per questo nascono contrasti tra parenti estinti poi con il sangue e agli allievi sconfitti negli scontri per l'eredità viene negata la possibilità di esercitare con un sigillo.<br>'''Tobi''': Questo significa che l'addestramento fatto fino a quel momento risulta vano?<br>'''Kenshiro''': Esatto. Nonostante tutto, le conoscenze acquisite restano nel corso della storia. E non è strano che vengono tramandate come un arte medica. È ciò che fece mio fratello maggiore Toki. *Per sottomettere il popolo serve il terrore generato dalla violenza, però essa si affievolisce con il tempo. Il vero dominio consiste nell'impossessarsi sia del corpo che dell'anima del popolo. ('''Sanga''') *'''Sanga''': Da dove viene la forza che possiede quest'uomo? Quale sarà mai la tecnica che utilizza? Quelle cicatrici... Non può essere. Dannato, tu sei quel Kenshiro della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Kenshiro''': Nella volta celeste, la stella che presagisce la tua morte ora sta brillando. *Aspettami, Sanga! Ti getterò nel luogo in cui sprofondano i vili. ('''Kenshiro''') *Non esiste alcun dio che sia disposto a salvare te! ('''Kenshiro''') ===''La tecnica proibita''=== *'''Sara''': Lei è una persona strana, si preoccupa solo per gli altri. In tal modo si è procurato le innumerevoli ferite che porta sul suo corpo?<br />'''Kenshiro''': No, per me... per me esse sono il ricordo di amici insostituibili. *Non possiamo che servirci ancora della figura del dio. ('''Kenshiro''') *Dimmi, Sara, qual è il motivo per il quale tu vivi? Che cosa in questo mondo ti spinge a combattere? In esso non c'è niente in cui credere, né i sentimenti, né l'amore degli esseri umani. ('''Seiji''') ===''Quando un uomo si fa carico della tristezza''=== *Ciò che sconfigge la follia non è altro che la follia stessa. ('''Seiji''') *'''Seiji''': Sembra proprio che tu utilizzi il mio stesso kenpō.<br>'''Kenshiro''': No, questa è la Divina scuola di Hokuto. Dovresti conoscerla molto bene.<br>'''Seiji''': Divina scuola di Hokuto? Ma certo, il pugno del fondatore. Di conseguenza, tu dovresti esserne l'erede. Ora che ci penso, il mio maestro mi ha detto che la tecnica del Portale del Nord dev'essere tenuta segreta e che se tale regola non viene rispettata allora sopraggiunge il giudizio di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': La Divina scuola di Hokuto prevede l'Isshi Soden. Anche se il tuo kenpō è una disciplina derivata, devo comunque sigillarlo. È il compito dell'erede.<br>'''Seiji''': Hm! Per quanto mi riguarda, simili regole possono andare all'inferno! Ho appreso la mia tecnica per diventare forte. Se non potessi più usarla, cosa potrei fare di te adesso?! *'''Kenshiro''': Sono pugni molto pesanti. Dimmi, per quale ragione lo sono così tanto?<br />'''Seiji''': Mh! È tutta opera dell'[[ambizione]]. È proprio essa che dona la forza a un uomo. *La mia tecnica di difesa è nel contempo un attacco ai tuoi [[tsubo]]. In definitiva, incrociare i pugni con me significa morte per l'avversario. ('''Kenshiro''') *Non l'ambizione dà forza al proprio pugno, ma la tristezza di cui un uomo si fa carico. È essa a forgiare il vero pugno. ('''Kenshiro''') *'''Yura''': In passato Sanga era un uomo benevolo, ma un giorno venne posseduto dalla stregoneria chiamata voglia di dominio.<br />'''Seiji''': Ma voi, voi che che cosa... Perché, perché le lacrime che dovrei aver dimenticato da tempo stanno...<br />'''Kenshiro''': Ciò significa essere umani.<br />'''Seiji''': È così... significa essere umani?<br />'''Kenshiro''': Il cuore di coloro che ti amano ti ha fatto riacquistare il cuore di un essere umano. *Chi dovevo combattere era il me stesso prigioniero di quella stregoneria chiamata [[odio]]. ('''Seiji''') *Hokuto chiama Hokuto, e ciò si trasformerà nuovamente in una tragedia. È il destino di Hokuto e io non posso sottrarmi a esso. ('''Kenshiro''') *Il sangue versato qui ha segnato a fondo il cuore delle persone, ma le ha anche risvegliate. E, di certo, ora il vero salvatore apparirà. ('''Kenshiro''') ==Voci correlate== *''[[Ken il guerriero]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Ken il guerriero - La trilogia''}} [[Categoria:Original anime video]] [[Categoria:Ken il guerriero|trilogia]] q51zidw4jidphq5vu8g6l3svrgdoy4x Augusto Calabi 0 69945 1415580 1079553 2026-06-04T12:54:09Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento data di morte 1415580 wikitext text/x-wiki '''Augusto Calabi''' (1890 – 1973), storico dell'arte italiano. ==Citazioni di Augusto Calabi== *Disegnatore prima di ogni altra cosa, [[Canaletto]] trovò nell'incisione un'espressione diretta e particolarmente felice per la sua visione chiaroscurale, ed oseremo anche affermare che le sue pitture sono, sotto questo punto di vista, inferiori alle stampe. Infatti, le linee direttrici nelle architetture restano un po' dure sotto il colore nei quadri, ma si fondono del tutto in maniera naturale fra i tratti incisi nelle sue stampe.<ref name="multi">Citato in ''Canaletto'', I Classici dell'arte, a cura di Cinzia Manco, pagg. 181 – 188, Milano, Rizzoli/Skira, 2003. [http://id.sbn.it/bid/LIG0013537 IT\ICCU\CAG\0608462]</ref> (da ''L'incisione italiana'', 1931) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Calabi, Augusto}} [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] kqmgqpyu6pe9yj3tbrww69lfziu7x3s 1415583 1415580 2026-06-04T13:32:49Z Spinoziano 2297 piccole sistemazioni 1415583 wikitext text/x-wiki '''Augusto Calabi''' (1890 – 1973), pittore, incisore e storico dell'arte italiano. ==Citazioni di Augusto Calabi== *Disegnatore prima di ogni altra cosa, [[Canaletto]] trovò nell'incisione un'espressione diretta e particolarmente felice per la sua visione chiaroscurale, ed oseremo anche affermare che le sue pitture sono, sotto questo punto di vista, inferiori alle stampe. Infatti, le linee direttrici nelle architetture restano un po' dure sotto il colore nei quadri, ma si fondono del tutto in maniera naturale fra i tratti incisi nelle sue stampe.<ref>Da ''L'incisione italiana'', 1931; citato in ''Canaletto'', I Classici dell'arte, a cura di Cinzia Manco, Rizzoli/Skira, Milano, 2003, pp. 181-188.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=de}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Calabi, Augusto}} [[Categoria:Incisori italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Storici dell'arte italiani]] 2il7ls4nl735fk903dh66bll7cxri4j Dante Graziosi 0 76754 1415673 932528 2026-06-05T07:58:09Z Spinoziano 2297 +1, typo, fonti in nota 1415673 wikitext text/x-wiki [[File:Dante Graziosi.jpg|miniatura|Dante Graziosi]] '''Dante Graziosi''' (1915 – 1992), politico, scrittore e partigiano italiano. ==Citazioni di Dante Graziosi== *Come uno sbandato, e certamente anche per risparmiare quattrini, finito il ginnasio giunsi a frequentare la prima classe al [[Liceo Classico Carlo Alberto|Regio Liceo Ginnasio «Carlo Alberto»]] di Novara, studente esterno. Faticavo, nei mesi di primavera e d'estate, in bicicletta dal paese alla città, ogni giorno.<br>Allora, anche se eravamo povera gente, vestivamo con giacca, camicia e cravatta, e anche i professori, titolari di cattedre duramente conquistate, si presentavano alla scuola vestiti come se andassero alla messa della domenica.<ref>Da ''Le mele maturavano al sole'', Camunia editrice, Milano, 1990, p. 17. ISBN 88-7767-402-5</ref> *La gente di [[campagna]] a quei tempi non andava in ferie, neanche un'ora, anzi nel pieno dell'agosto i contadini restavano padroni del campo, mentre i cittadini se ne andavano in vacanza; la domenica assolata li vedeva a crocchi nella grande piazza o sotto i portici o nei caffé, con i loro vestiti di fustagno, a parlare senza fretta; per loro infatti il tempo non lo segna l'orologio, ma il percorso del sole nell'arco del cielo.<ref>Da ''Una Topolino amaranto'', Rusconi, Milano, 1980.</ref> *Il babbo frequentava volentieri il Mulino della Baraggia: vi andava quando voleva fare una passeggiata in bicicletta, magari con un sacchetto di granoturco sul manubrio per riportarne farina da polenta. [...] Il mugnaio, là dentro, quando tutte le macine giravano, sembrava un patriarca felice nel centro del suo mondo; per cavargli di bocca qualcosa, il babbo doveva toccare due soli argomenti, la guerra sul Carso o la pesca delle trote nello slargo della gora.<ref>Da ''Storie di brava gente'', Rusconi, 1982.</ref> *Per il piatto forte venne al tavolo l'albergatore: «Sciur Erculin, il bollito gras o magar?» «Tant!» fu la risposta impressionante del babbo che, a distanza di sessant'anni, mi suona ancora nelle orecchie; non importava che il bollito fosse grasso o magro, purché fosse tanto, a dimostrazione che c'era una fame secolare da saziare, e che il bollito misto non era cosa di tutti i giorni.<ref>Da ''Storie di brava gente'', in ''Le storie della risaia''.</ref> *Le danze ripresero in attesa della cena, che cominciava con il brodo del bollito e continuava con quella carneficina di volatili rimasti in abbondanza dal pranzo, i formaggi, tra cui il nostro gorgonzola, e frutta fin che se ne voleva.<ref>Da ''Nando dell'Andromeda'', in ''Le storie della risaia''.</ref> *«Ci sono ancora i suoi genitori?» mi chiese il contadino. «Certo che ci sono», risposi, «a Granozzo e stanno benone, grazie a Dio». «Dicevo così», mi ribatté, «perché io voglio darle un po' di miele particolare, quello spremuto con la pappareale, basta un cucchiaino ogni mattina per mantenersi giovani e sani. Io lo prendo sempre e poi ci bevo dietro un bicchiere di vino della mia collina».<ref>Da ''Una Topolino amaranto'', in ''Le storie della risaia''.</ref> ==''La terra degli aironi''== *A marzo e aprile è tutto un grande lago da noi, e gli [[airone cenerino|aironi cinerini]] dal lunghissimo collo, in compagnia di altri cugini primi, più piccoli, ma più belli, gli aironi bianchi o [[garzetta|garzette]] e dei [[tarabuso|tarabusi]] un po' goffi, fanno casa nelle garzaie; a Casalino le costruiscono sui pini e i platani nel castello del Conte, a San Bernardino di Briona nel fitto bosco di conifere, di robinie e di pioppi ai margini del Sesia e della riserva di Sant'Uberto: sono ormai centinaia! *[...] la riposante confidenza della chiesetta di Gionzana, cui vengono ancora le puerpere a pregare la Madonna del latte; tutt'intorno l'acqua della risaia è trattenuta appena da una siepe di bosso. *Nel silenzio la [[pianura]] parla con la sua voce che viene da lontano. *Un giorno di fine ottobre, quando a Monticello s'era celebrata la festa patronale e come di consueto al pomeriggio gli uomini si radunavano all'osteria del Sole a bere un bicchiere, erano giunti verso le 4 pomeridiane il Biondino con un compagno. Avevano ordinato… La padrona del Sole s'era messa di buona lena a pestare il lardo col salame vecchio della "duja", mentre sull'ampio camino crepitava un annoso tronco di gelso sotto la pentola..." ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Dante Graziosi, ''La terra degli aironi'', Interlinea, 1993. *Dante Graziosi, ''Le storie della risaia'', Interlinea, 2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Graziosi, Dante}} [[Categoria:Partigiani italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 35ur9cn3yq5po6clsklpjhazgp2q8f9 1415677 1415673 2026-06-05T08:08:42Z Spinoziano 2297 ordine alfab., typo, fix link 1415677 wikitext text/x-wiki [[File:Dante Graziosi.jpg|miniatura|Dante Graziosi]] '''Dante Graziosi''' (1915 – 1992), politico, scrittore e partigiano italiano. ==Citazioni di Dante Graziosi== *«Ci sono ancora i suoi genitori?» mi chiese il contadino. «Certo che ci sono», risposi, «a Granozzo e stanno benone, grazie a Dio». «Dicevo così», mi ribatté, «perché io voglio darle un po' di miele particolare, quello spremuto con la pappareale, basta un cucchiaino ogni mattina per mantenersi giovani e sani. Io lo prendo sempre e poi ci bevo dietro un bicchiere di vino della mia collina».<ref>Da ''Una Topolino amaranto'', in ''Le storie della risaia''.</ref> *Come uno sbandato, e certamente anche per risparmiare quattrini, finito il ginnasio giunsi a frequentare la prima classe al [[Liceo classico Carlo Alberto|Regio Liceo Ginnasio «Carlo Alberto»]] di Novara, studente esterno. Faticavo, nei mesi di primavera e d'estate, in bicicletta dal paese alla città, ogni giorno.<br>Allora, anche se eravamo povera gente, vestivamo con giacca, camicia e cravatta, e anche i professori, titolari di cattedre duramente conquistate, si presentavano alla scuola vestiti come se andassero alla messa della domenica.<ref>Da ''Le mele maturavano al sole'', Camunia editrice, Milano, 1990, p. 17. ISBN 88-7767-402-5</ref> *Il babbo frequentava volentieri il Mulino della Baraggia: vi andava quando voleva fare una passeggiata in bicicletta, magari con un sacchetto di granoturco sul manubrio per riportarne farina da polenta. [...] Il mugnaio, là dentro, quando tutte le macine giravano, sembrava un patriarca felice nel centro del suo mondo; per cavargli di bocca qualcosa, il babbo doveva toccare due soli argomenti, la guerra sul Carso o la pesca delle trote nello slargo della gora.<ref>Da ''Storie di brava gente'', Rusconi, Milano, 1982.</ref> *La gente di [[campagna]] a quei tempi non andava in ferie, neanche un'ora, anzi nel pieno dell'agosto i contadini restavano padroni del campo, mentre i cittadini se ne andavano in vacanza; la domenica assolata li vedeva a crocchi nella grande piazza o sotto i portici o nei caffé, con i loro vestiti di fustagno, a parlare senza fretta; per loro infatti il tempo non lo segna l'orologio, ma il percorso del sole nell'arco del cielo.<ref>Da ''Una Topolino amaranto'', Rusconi, Milano, 1980.</ref> *Le danze ripresero in attesa della cena, che cominciava con il brodo del bollito e continuava con quella carneficina di volatili rimasti in abbondanza dal pranzo, i formaggi, tra cui il nostro gorgonzola, e frutta fin che se ne voleva.<ref>Da ''Nando dell'Andromeda'', in ''Le storie della risaia''.</ref> *Per il piatto forte venne al tavolo l'albergatore: «Sciur Erculin, il bollito gras o magar?» «Tant!» fu la risposta impressionante del babbo che, a distanza di sessant'anni, mi suona ancora nelle orecchie; non importava che il bollito fosse grasso o magro, purché fosse tanto, a dimostrazione che c'era una fame secolare da saziare, e che il bollito misto non era cosa di tutti i giorni.<ref>Da ''Storie di brava gente'', in ''Le storie della risaia''.</ref> ==''La terra degli aironi''== *A marzo e aprile è tutto un grande lago da noi, e gli [[airone cenerino|aironi cinerini]] dal lunghissimo collo, in compagnia di altri cugini primi, più piccoli, ma più belli, gli aironi bianchi o [[garzetta|garzette]] e dei [[tarabuso|tarabusi]] un po' goffi, fanno casa nelle garzaie; a Casalino le costruiscono sui pini e i platani nel castello del Conte, a San Bernardino di Briona nel fitto bosco di conifere, di robinie e di pioppi ai margini del Sesia e della riserva di Sant'Uberto: sono ormai centinaia! *[...] la riposante confidenza della chiesetta di Gionzana, cui vengono ancora le puerpere a pregare la Madonna del latte; tutt'intorno l'acqua della risaia è trattenuta appena da una siepe di bosso. *Nel silenzio la [[pianura]] parla con la sua voce che viene da lontano. *Un giorno di fine ottobre, quando a Monticello s'era celebrata la festa patronale e come di consueto al pomeriggio gli uomini si radunavano all'osteria del Sole a bere un bicchiere, erano giunti verso le 4 pomeridiane il Biondino con un compagno. Avevano ordinato… La padrona del Sole s'era messa di buona lena a pestare il lardo col salame vecchio della "duja", mentre sull'ampio camino crepitava un annoso tronco di gelso sotto la pentola..." ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Dante Graziosi, ''La terra degli aironi'', Interlinea, 1993. *Dante Graziosi, ''Le storie della risaia'', Interlinea, 2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Graziosi, Dante}} [[Categoria:Partigiani italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] i9lg56nf08wksq2aizsq0ihy2v7fvkh Mario Michele Giarrusso 0 89774 1415574 1152487 2026-06-04T12:47:50Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento immagine 1415574 wikitext text/x-wiki [[File:Mario Michele Giarrusso datisenato 2018.jpg|miniatura|Mario Michele Giarrusso]] '''Mario Michele Giarrusso''' (1965 – vivente), politico italiano. ==Citazioni di Mario Michele Giarrusso== {{cronologico}} *{{NDR|Rivolgendosi ad [[Angelino Alfano]] in riferimento al caso [[Alma Shalabayeva]]<ref name=appr>Il riferimento è ad Alua Ablyazov che con la madre Alma Shalabayeva è stata espulsa dall'Italia, per approfondire vedi [[w:Mukhtar_Ablyazov#Il_caso_italiano|qui]].</ref>}} Allora, signor Ministro, lei deve compiere un atto {{NDR|le dimissioni}} di responsabilità che dia uno straccio di dignità a questo Paese, che con il suo operato lei ha buttato nel fango. Il suo Ministero ha infangato il nome dell'Italia, ha messo a rischio una donna e la sua bambina, che in questo momento soffrono: sono in condizioni di ristrettezza della propria libertà e rischiano la bambina di finire nell'orfanotrofio e la donna, senza colpa, in galera. Infatti – ricordiamolo – era ricercato, per accuse farlocche, il marito e non la signora. Ma io mi chiedo, signor Ministro, in quale Paese pensa di vivere? In quale Paese civile, democratico e occidentale una madre e una bambina possono essere consegnati a una dittatura con un ferocia che non ha pari, signor Ministro? Da nessuna parte!<ref>Citato nel [http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/706812.pdf resoconto stenografico della seduta n. 68 del 16 luglio 2013], p.45; ''Senato della Repubblica – XVII Legislatura'', Roma, 16 luglio 2013.</ref> *{{NDR|In riferimento al caso [[Alma Shalabayeva]] ed alla mozione di sfiducia verso [[Angelino Alfano]]<ref name=appr/>}} Onorevoli colleghi, con questa azione riprovevole e vergognosa è stato gettato un enorme discredito sul nostro Paese e sulle nostre istituzioni. Signor Presidente, l'operato del Ministero dell'interno {{NDR|Angelino Alfano}} ci ha fatto vergognare di essere italiani. Non vorremmo dire queste parole, ma siamo costretti a farlo. Non ci sono giustificazioni plausibili per un'azione così feroce nei confronti di gente inerme e indifesa, accusata di nessun delitto, di nulla: una donna e una bambina, signor Presidente del Consiglio. Non possiamo accampare scuse di fronte a questo. Adesso, noi possiamo dire che l'articolo 95 della Costituzione stabilisce che: «I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri», ministro Alfano. Lei, per l'articolo 95 della Costituzione, è responsabile; a che titolo sarà sicuramente accertato in altre sedi, come è stato per [[Abu Omar]], ma lei, qua dentro, in questa Aula, signor ministro Alfano, lei, per la nostra Costituzione è responsabile di quanto è accaduto.<ref>Citato nel [http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=hotresaula resoconto stenografico della seduta n. 73 del 19 luglio 2013], ''Senato della Repubblica- XVII Legislatura'', Roma, 19 luglio 2013.</ref> *{{NDR|Rivolgendosi a [[Enrico Letta]].}} Il Ministro dell'interno del suo [[Governo Letta|Governo]], signor Presidente del Consiglio, è responsabile, secondo la Costituzione, del sequestro di una bambina di sei anni e di sua madre e dell'infame consegna di questi innocenti a una dittatura amica; perché questo è stato il suo Governo, signor presidente Letta: un Governo amico dei dittatori, come quello kazako, e nemico e avversario implacabile dei cittadini che chiedono giustizia...<ref>Citato in ''Senato della Repubblica – XVII Legislatura – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 115 del 02 ottobre 2013 [http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/719471.pdf Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri e conseguente discussione - Approvazione della proposta di risoluzione n. 2, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia]''. Roma, 2 ottobre 2013.</ref> *{{NDR|Rivolto al Presidente del Consiglio [[Matteo Renzi]]}} Lei ha affermato che nessuno ha mai investito tanto nella sicurezza. Abbiamo 490 milioni di euro di tagli che sono sostituiti da cosa, Presidente? Da una dazione in busta paga alle [[Forze dell'ordine]]? Dopo sei anni di blocco contrattuale noi diamo per regalo quello che spetta per diritto a queste donne e a questi uomini che rischiano la pelle per noi, signor Presidente? Lei lo sa come si chiama in [[Sicilia]] quando si passa per favore quello che spetta per diritto? Noi lo sappiamo bene come si chiama e non si chiama certo «Stato di diritto». Si chiama altro.<ref name=Gia2015>Citato in ''Senato della Repubblica Italiana – XVII Legislatura – Resoconto stenografico dell'Assemblea – [http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=953192 Seduta n. 554 del 16 dicembre 2015].'' Roma, 16 dicembre 2015. Video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=2PtuE82UPnQ YouTube.com]''.</ref> *In [[Europa]] dobbiamo ancora affrontare un problema gravissimo, che si chiama 2012, quando due Paesi dell'Europa hanno aggredito economicamente l'[[Italia]] con la guerra dello spread. Signor Presidente, questa è una cosa che dobbiamo dire, sempre. Ci hanno costretto ad [[debito|indebitarci]], quando eravamo già in difficoltà, imponendo un Governo non voluto, scippando alla maggioranza di allora il legittimo Presidente del Consiglio e imponendone uno arrivato dall'estero.<ref name=Gia2015 /> *Tutto quello che abbiamo ottenuto dal tavolo di [[Vienna]] è che gli americani chiedessero, un'altra volta, stivali a terra in [[Siria]]. E noi non dovevamo acconsentire a questo, non lo potevamo consentire, non senza un dibattito parlamentare.<ref name=Gia2015 /> *{{NDR|Rivolgendosi al Presidente del Senato [[Piero Grasso]]}} In Parlamento i diritti delle opposizioni, in particolare del Movimento 5 Stelle, vengono calpestati da tre anni. Noi chiediamo, signor Presidente, che, data la sua funzione, lei imponga il rispetto del Regolamento del Senato che prevede, lo ricordiamo, all'articolo 53 (programmazione dei lavori) che ogni due mesi almeno quattro sedute siano destinate esclusivamente all'esame di disegni di legge e di documenti presentati dai Gruppi parlamentari delle opposizioni. Questo non è accaduto, Presidente! Questa è una violazione di un atto superiore ad un atto avente forza di legge: il Regolamento del nostro Senato. Questa {{NDR|il [[Governo Renzi]]}} è una maggioranza che viola le leggi e calpesta le leggi fondamentali, signor Presidente. Lo fa dentro queste Aule e lo fa fuori ma in questa sede è gravissimo perché è in gioco la democrazia e i diritti delle opposizioni che lei deve far rispettare.<ref>Citato nel [http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=955403 resoconto stenografico della seduta n. 558 del 13 gennaio 2016]; ''Senato della Repubblica – XVII Legislatura'', Roma, 13 gennaio 2016.</ref> *Il nostro Presidente del Consiglio {{NDR|[[Matteo Renzi]]}} è francamente imbarazzante, perché è imbarazzante un Presidente del Consiglio che si presenta in Aula senza conoscere i provvedimenti che ha adottato. Infatti, quando cita il decreto-legge del 24 gennaio 2015 e parla di trasformazioni delle banche popolari in società quotate in borsa, è evidente che non conosce il contenuto del provvedimento e non conosce nemmeno la differenza tra una società per azioni e una società quotata in borsa. Ma ancora più imbarazzanti e gravi sono le menzogne che offendono quest'Aula, che offendono questa istituzione, che offendono il Paese, quando viene a dire in questa sede che ha salvato un milione di correntisti – termine roboante – quando poi i correntisti della più grande delle quattro banche salvate sono solo 70.000. Che cosa dobbiamo pensare colleghi? Che siamo di fronte a persona che mente spudoratamente!<ref name= Gia016 >Citato nel [http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=958343 resoconto stenografico della seduta n. 566 del 27 gennaio 2016]; ''Senato della Repubblica – XVII Legislatura'', Roma, 27 gennaio 2016. ''[https://www.youtube.com/watch?v=VjmgmxUUxY8 Video su YouTube.com]''</ref> *Egli mente per sfuggire alle proprie responsabilità. Non ha spiegato un solo fatto di quelli contenuti nelle mozioni. È venuto qui, come lui stesso ha detto, per provocare. E questo sarebbe un Presidente del Consiglio? Dov'è questo Presidente del Consiglio quando qui si doveva svolgere un dibattito su cose gravissime. Dov'è? A giocare alla ''play station'' con [[Matteo Orfini|Orfini]] forse? Dov'è andato il Presidente del Consiglio? Doveva restare a seguire il dibattito perché questa, colleghi, poteva essere liquidata come una storia di paese, di banche locali, di piccoli traffici se non fosse che, ad un certo punto, hanno cominciato ad emergere nomi che fanno parte della storia più buia di questo Paese. Infatti, quando ci si rivolge con grande disinvoltura a massoni e a faccendieri come [[Flavio Carboni|Carboni]], c'è un problema. Quando si leggono i nomi di [[w:Gianmario Ferramonti|Ferramonti]] e di [[w:Michael Ledeen|Michael Ledeen]] collegati a tutto un gruppo di potere che non è nemmeno una corrente di partito ma è un gruppo di potere organizzato, noi abbiamo un problema. Non è una questione di una piccola banca di Paese. Gli scenari sono ben diversi.<ref name= Gia016 /> *Quando noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia nei confronti di questo Governo è perché la vicenda del salvataggio di queste banche, fatto pagare alle altre banche e ai risparmiatori, fa emergere un quadro gravissimo di rapporti, che è organico con tutto quello che è successo fino ad ora nel nostro Paese da quando il Presidente del Consiglio ha assunto la carica. Eppure, lui, il Presidente del Consiglio, viene qua a difendersi, e invece di spiegare questi rapporti che coinvolgono i parenti di un importante Ministro – guarda caso, il Ministro delle più importanti riforme nella storia di questo Paese – invece – ripeto – di spiegare i rapporti dei suoi parenti con l'ultimo direttore della Banca Etruria e con società panamensi – perché questo emerge dai dati – che cosa fa? Viene a dirci che ha commissariato Banca Etruria. Colleghi, ma ci prende per imbecilli? È la Banca d'Italia che ha commissariato Banca Etruria. La deve finire di venire qui a mentire. Piuttosto, ci deve spiegare com'è possibile che in questo Paese si voglia liquidare la Costituzione, nata dalla Resistenza, attraverso gruppi di soggetti tra loro collegati – non ultimo questo [[w:Marco Carrai|Carrai]] – che vogliono inserire al vertice di strutture pericolosissime! La conosciamo la storia della famiglia Carrai? Stiamo parlando del cuore nero di questo Paese, che non ha mai accettato la Costituzione repubblicana, che ha scalato il vostro partito {{NDR|il [[Partito Democratico]]}} e che non ha niente a che vedere con la storia del vostro partito. Ma quali nomine dobbiamo sentire in quest'Aula per fare scattare i campanelli d'allarme? Non vi dice niente Michael Ledeen? A cosa è servita la Commissione di inchiesta sul sequestro e l'[[Aldo Moro|omicidio Moro]] se non vi dice niente quel nome? Non dobbiamo essere preoccupati quando Carrai vuole l'immunità per ficcare il naso nelle vite di noi cittadini, di tutti i cittadini di questo Paese? Questo è un momento gravissimo.<ref name= Gia016 /> *L'attuale Governo non solo ha fatto male al nostro Paese, ma è pericoloso per tutti noi e per la nostra democrazia. Questo è il vero problema. Non saranno due provocazioni e qualche menzogna a salvarlo. Lo salveranno il vizio italico di saltare sul carro dei vincitori, ma questo carro, cari signori, conduce alla rovina; scendete finché siete in tempo, perché questa sarà la vostra rovina!<ref name= Gia016 /> *{{NDR|Sulla Commissione parlamentare antimafia in visita a Malta il 23 e 24 ottobre 2017}} Il viaggio era stato programmato da tempo per acquisire elementi su pratiche di riciclaggio. L’autobomba sarebbe esplosa il 16 ottobre proprio per chiudere definitivamente la bocca di [[Daphne Caruana Galizia]] prima dell’arrivo della Commissione.<ref>http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/235-politica/70181-report-su-malta-della-fondazione-caponnetto-e-omcom.html</ref> *Trovo obbrobrioso che il candidato alla regione Lombardia del Partito democratico ex dipendente di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] [[Giorgio Gori]] si schieri a favore della liberazione di [[Marcello Dell'Utri]] condannato definitivo di mafia senza spendere una sola parola nei riguardi delle migliaia di morti ammazzati per mano di [[Cosa Nostra]] e dei 'compari' di Dell'Utri e del suo sodale [[Vittorio Mangano|Mangano]].<ref>http://www.askanews.it/politica/2018/01/15/giarrusso-m5s-gori-vuole-dellutri-libero-obbrobrioso-pn_20180115_00171/</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giarruso, Mario Michele}} [[Categoria:Politici italiani]] anba02bija3qugtj2bajucvznvqr3v2 Emmanuel Carrère 0 94840 1415601 1401169 2026-06-04T14:56:03Z IppolitoN 23099 /* Incipit di alcune opere */ 1415601 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l’abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrére il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un’opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l’influenza, l’isolamento dei potenti, l’ebbrezza del successo, l’hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l’ambizione di raccontare trent’anni di storia della Russia, dalla fine dell’Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L’obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d’autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L’immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l’energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l’inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull’orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell’avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock’n’roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po’ squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l’energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d’accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l’opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po’ conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br>Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br>Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza,si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br>Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br><br>{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br> Questo sì che gli piace. ==''V13''== ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br>8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) == ''Kolchoz'' == === [[Incipit]] === ''I rappresentanti delle istituzioni''<br> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d’onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L’orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l’andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all’interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all’immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. === Citazioni === * Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. * Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l’esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno+''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. == Citazioni su Emmanuel Carrère == *L’unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c’entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788845937576 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] qnm6o32geux71kh2tgln8q9wty3hylt 1415608 1415601 2026-06-04T15:11:37Z IppolitoN 23099 /* Citazioni */ 1415608 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l’abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrére il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un’opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l’influenza, l’isolamento dei potenti, l’ebbrezza del successo, l’hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l’ambizione di raccontare trent’anni di storia della Russia, dalla fine dell’Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L’obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d’autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L’immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l’energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l’inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull’orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell’avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock’n’roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po’ squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l’energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d’accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l’opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po’ conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br>Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br>Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza,si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br>Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br><br>{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br> Questo sì che gli piace. ==''V13''== ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br>8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) == ''Kolchoz'' == === [[Incipit]] === ''I rappresentanti delle istituzioni''<br> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d’onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L’orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l’andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all’interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all’immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. === Citazioni === * Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. (''XXVII LA TERRA DEI MIEI AVI, «Fottuto per decenni»)'' * {{NDR|Zio Nicolas rivolgendosi ad Emmanuel}} Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l’esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. (''XXVII LA TERRA DEI MIEI AVI, «Fottuto per decenni»)'' ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno+''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. == Citazioni su Emmanuel Carrère == *L’unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c’entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788845937576 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] 7wocmr8ipnunuq6rbhcbkq8dmp5hiw8 1415617 1415608 2026-06-04T15:43:41Z Udiki 86035 1415617 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l'abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrère il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un'opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l'influenza, l'isolamento dei potenti, l'ebbrezza del successo, l'hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l'ambizione di raccontare trent'anni di storia della Russia, dalla fine dell'Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L'obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d'autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L'immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l'energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l'inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull'orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell'avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock'n'roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po' squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l'energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d'accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l'opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po' conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br />Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''Kolchoz''== ===[[Incipit]]=== ''I rappresentanti delle istituzioni''<br /> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d'onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L'orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l'andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all'interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all'immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. ===Citazioni=== *Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. (XXVII, ''La terra dei miei avi'', «Fottuto per decenni»'') *{{NDR|Zio Nicolas rivolgendosi ad Emmanuel}} Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l'esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. (XXVII, ''La terra dei miei avi'', «Fottuto per decenni»'') ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br />Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza, si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br />Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br /><br />{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br /> Questo sì che gli piace. ==''V13''== ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br />8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. ==Citazioni su Emmanuel Carrère== *L'unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c'entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788845937576 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] 7o0wx60bguh4zfr8o8gbmsoh65kz1u8 1415635 1415617 2026-06-04T18:30:03Z IppolitoN 23099 /* Citazioni */ 1415635 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l'abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrère il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un'opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l'influenza, l'isolamento dei potenti, l'ebbrezza del successo, l'hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l'ambizione di raccontare trent'anni di storia della Russia, dalla fine dell'Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L'obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d'autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L'immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l'energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l'inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull'orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell'avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock'n'roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po' squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l'energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d'accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l'opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po' conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br />Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''Kolchoz''== ===[[Incipit]]=== ''I rappresentanti delle istituzioni''<br /> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d'onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L'orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l'andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all'interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all'immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. ===Citazioni=== *Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *{{NDR|Zio Nicolas rivolgendosi ad Emmanuel}} Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l'esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *Un anno dopo la morte di mia madre un ricercatore che studiava gli archivi del [[KGB]] ha scoperto che importanti figure del mondo intellettuale e dei media francesi erano agenti della propaganda sovietica: un giornalista d’inchiesta del ''Canard'' ''enchaîné'', il caporedattore dell’''Express''. Anche lei era stata sorvegliata, avvicinata. Fallimento totale e, dal mio punto di vista, una buona notizia: più volte aveva ricevuto emissari del KGB, aveva capito al volo cosa volevano, e li aveva cortesemente congedati. Era identificata con il nome in codice ''Sylvi''». Fatico a immaginare un nome che le si addicesse di meno. (''XXIX IKARIA'', ''Sylvie)'' ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br />Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza, si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br />Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br /><br />{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br /> Questo sì che gli piace. ==''V13''== ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br />8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. ==Citazioni su Emmanuel Carrère== *L'unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c'entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788845937576 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] qlrgqaeufo8r1mct3evlc3yg6usqtc5 1415671 1415635 2026-06-05T07:45:54Z IppolitoN 23099 /* Citazioni */ 1415671 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l'abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrère il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un'opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l'influenza, l'isolamento dei potenti, l'ebbrezza del successo, l'hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l'ambizione di raccontare trent'anni di storia della Russia, dalla fine dell'Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L'obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d'autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L'immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l'energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l'inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull'orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell'avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock'n'roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po' squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l'energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d'accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l'opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po' conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br />Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''Kolchoz''== ===[[Incipit]]=== ''I rappresentanti delle istituzioni''<br /> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d'onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L'orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l'andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all'interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all'immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. ===Citazioni=== *Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *{{NDR|Zio Nicolas rivolgendosi ad Emmanuel}} Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l'esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *Un anno dopo la morte di mia madre un ricercatore che studiava gli archivi del [[KGB]] ha scoperto che importanti figure del mondo intellettuale e dei media francesi erano agenti della propaganda sovietica: un giornalista d’inchiesta del ''Canard'' ''enchaîné'', il caporedattore dell’''Express''. Anche lei era stata sorvegliata, avvicinata. Fallimento totale e, dal mio punto di vista, una buona notizia: più volte aveva ricevuto emissari del KGB, aveva capito al volo cosa volevano, e li aveva cortesemente congedati. Era identificata con il nome in codice ''Sylvi''». Fatico a immaginare un nome che le si addicesse di meno. (''XXIX IKARIA'', ''Sylvie)'' === [[Explicit]] === Quando nei suoi racconti genealogici indica se stesso come «l’autore di queste righe», mi è capitato di pensare che di questa lunghissima storia mia madre è stata la protagonista, ma ad avermela dettata, in segreto, dal fondo del suo studio scuro tappezzato di iuta verde bottiglia, è stato lui. L’infelicità e il dolore dureranno fino alla fine, ma lui ha amato. Continua a salire nella boscaglia. Il sentiero, invaso da felci, si assottiglia. Alcune gli arrivano alla vita, così fitte che non si vede più i piedi. Ne raccoglie una, che poi riporrà nel cofanetto scolpito dall’ultimo forzato della Caienna insieme con la foto di sua moglie a vent’anni e la cartolina dall’Hotel Ucraina che termina con «Le mando un bacio, tesoro mio». Sprazzi di sole giocano tra le foglie sopra la sua testa. Lui riemerge dalla boscaglia, nella radura inondata di luce. Il sole lo abbaglia.<br /> Lo lascio qui. ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br />Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza, si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br />Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br /><br />{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br /> Questo sì che gli piace. ==''V13''== ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br />8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. ==Citazioni su Emmanuel Carrère== *L'unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c'entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788845937576 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] a0jdhieufa362f310et2j1uqbanid8q Allegoria 0 122855 1415575 1293191 2026-06-04T12:47:55Z Avemundi 6165 refuso 1415575 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:HPM 230 – Frühling.jpg|thumb|Un'allegoria della primavera]] Citazioni sull''''allegoria'''. *Allegoria (''s.f.''). Metafora in tre volumi e una tigre. ([[Ambrose Bierce]]) *C'è molta gente superficiale che prende le cose alla lettera. Ma la vita di un uomo che abbia in sé qualche valore è una continua Allegoria. Solo pochi occhi possono capire il mistero della sua vita. Una vita figurativa, come nelle scritture sacre, che molta gente non può riuscire a capire, non più di quanto possa capire la Bibbia scritta in ebraico. Shakespeare ha vissuto una vita di Allegoria. Le sue opere ne sono il commento. ([[John Keats]]) *In Francia, ai passaggi a livello di campagna, un cartello ammonisce: «''Attention! Un train peut en cacher un autre''». Le allegorie non sono meno pericolose dei treni. Raccomandiamoci la massima prudenza specie all'inizio di un viaggio interminabile. Cerchiamo di stare ai fatti. ([[Vittorio Sermonti]]) *L'allegoria barocca vede il cadavere solo dall'esterno. [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] lo vede anche dall'interno. ([[Walter Benjamin]]) *L'effetto dell'allegoria è paragonabile a quello di un mito che proviene da un mondo sconosciuto, precluso alla diretta comprensione: gli avvenimenti, le figure, le motivazioni dell'azione rimandano continuamente a un mistero, che costituisce una sfida a soluzioni sempre nuove in quanto nessuna interpretazione può pretendere con certezza di aver colto la verità svelata o perduta. ([[Hans Robert Jauss]]) *La poesia è allegoria, suppongo. In poesia non ci sono che allegorie. Genova, in una poesia, è un'allegoria. È, nella mia poesia, probabilmente, un'allegoria del mondo. E il mondo, anche quello è un'allegoria, per sé. E questa non è soltanto una faccenda poetica, per carità. È che l'uomo è quell'animale che fabbrica allegorie, che vive di allegorie. Dico che l'uomo è, tutto quanto, un'allegoria vivente. E dico che anche questo che dico, per forza, è un'allegoria. A questo mondo, insomma, stringi stringi, per me, per noi, per tutti noi, non ci stanno che allegorie. E non ci sta niente altro, credo, in fondo. ([[Edoardo Sanguineti]]) *Nel mondo moderno l'Allegoria ha perduto il suo valore e si è negato che essa possa esprimere la natura o la funzione della poesia. Si è visto in essa l'accostamento di due fatti spirituali diversi, il concetto da un lato, l'imagine dall'altro, tra i quali essa stabilirebbe una correlazione convenzionale e arbitraria ([[Benedetto Croce|Croce]]); e soprattutto la sì è accusata di trascurare o di rendere impossibile l'autonomia dell'imagine poetica la quale non avrebbe una vita propria perché sarebbe subordinata alle esigenze dello schema concettuale cui dovrebbe dar corpo. Buona parte dell'estetica moderna dichiara perciò l'Allegoria fredda, povera e noiosa; e piuttosto insiste, nell'interpretazione della poesia e in generale dell'arte, sul valore del simbolo che può essere vivo ed evocatore perché l'imagine simbolica è autonoma e ha un interesse in se stessa cioè un interesse che non mutua dal suo riferimento convenzionale a un concetto o ad una dottrina. Tuttavia, se si tiene conto della potenza o della vitalità di certe opere d'arte di chiara struttura allegorica (per es., della Divina Commedia e di molte pitture medievali e rinascimentali) si deve dire che l'Allegoria non necessariamente rende impossibile l'autonomia e la leggerezza dell'imagine estetica e che, in certi casi, anche la corrispondenza puntuale tra l'imagine e il concetto può non riuscire mortificante per la prima e non togliere ad essa la vitalità dell'arte o della poesia. [[Thomas Stearns Eliot|T. S. Eliot]] ha fatto, proprio a proposito di [[Dante Alighieri|Dante]], una difesa in questo senso dell'Allegoria. ([[Nicola Abbagnano]]) *Ognuno ha la sua droga. La droga di [[Dante Alighieri|Dante]] è l'Allegoria. ([[Marcello Marchesi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Figure retoriche]] 8mv2mnzuqio6tscptgbl2n1ga6ug02q Vittorio Sermonti 0 129038 1415577 1305253 2026-06-04T12:48:30Z Avemundi 6165 refuso 1415577 wikitext text/x-wiki '''Vittorio Sermonti''' (1929 – 2016), scrittore, traduttore, regista televisivo e di teatro, e dantista italiano. ==Citazioni di Vittorio Sermonti== {{cronologico}} *Non ti vergogni, tu che sei [[roma]]no, a [[Tifoseria della Juventus Football Club|stare]] per la [[Juventus Football Club|Juventus]]? mi diceva sempre una zia di [[Milano]] che non stava per nessuno. No, non mi vergogno. [...] Prediligo gli umili e i modesti, coltivo le mie sofferenze e mi struggo per quelle degli altri, amo gli [[Sconfitta|sconfitti]]. Ma il caso ha voluto che, poco più che neonato, io sia stato tradotto per la prima volta a una partita di calcio, in capo a un interminabile periplo sulla Circolare Rossa, sui tavolacci del vecchissimo Testaccio. Il pubblico urlava all'arbitro e al nemico elaborati improperi che oggi mi sembrerebbero madrigali, ma allora, neonato, mi parvero improperi. Il [[nemico]] era una squadra mesta ed elegante, con l'ala destra calva, il centrosostegno arrembato e claudicante, una mezzala fragile e pallida come un re sotto il patibolo, grassoccio il portiere. Vestiva [[Colori e simboli della Juventus Football Club|braconi bianchi, calzettoni neri con due rigoline bianche, maglia bianca a strisce nere]]. Si chiamava in latino. Giocava maluccio. Il pubblico infieriva. Imperversavano "[[Associazione Sportiva Roma|i nostri]]" rosso-vino e giallo-mandarino. La squadra a strisce perse per tre a zero. Fingo il lirismo dell'amnesia. In realtà, senza aver mai prodotto il minimo sforzo per ricordarmele, ricordo con precisione inappellabile le formazioni delle due squadre, chi portava le cavigliere sopra i calzettoni e chi no, l'odore inebriante del fumo di migliaia di [[sigarette]] nell'umido pomeriggio d'[[inverno]], le grida di dileggio dei miei compaesani, la mia malinconia e la mia tenerezza. Per gli sconfitti. Ho aspettato tutta un'adolescenza, una [[Seconda guerra mondiale|guerra]], una ricostruzione, la consumazione di un primo amore e anche di un secondo, insomma quattordici anni ho aspettato perché quell'elegante endecasillabo di sconfitti a strisce mi vincesse un [[Campionato italiano di calcio|campionato]]. Da allora — ammetto — me ne ha vinti parecchi. E io continuo ad amare sconfitti che continuano a perdere. Ma nell'angolo appartato e secondario del mio cuore che concedo alla trivialità del "[[Tifo sportivo|tifo per lo spettacolo sportivo]]" mi sia consentito (anche perché me lo consento io) di amare anche questi sconfitti che [[Vittoria|vincono]].<ref>Da ''[https://archivio.unita.news/assets/derived/1981/05/10/issue_full.pdf Forza Roma, forza Juve]'', ''l'Unità'', 10 maggio 1981, pp. 1, 20.</ref> *La [[Divina Commedia|"Commedia"]] non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza.<ref>Citato in ''Poeti e Poesia, Rivista internazionale'', anno IV, n. 3, dicembre 2000, Pagine, Roma, p. 3.</ref> *{{NDR|«Consiglia una fuga dal [[presente]]?»}} Non ho nulla contro il presente. Anzi, frequento pochissimo la [[nostalgia]], che è paura-odio del presente. Ma non amo il "presentismo", ovvero l'[[ideologia]] del presente. Abbiamo rubato alla [[teologia]] l'idea di un presente assoluto, eterno, immutabile. I [[classici]] invece sembrano farci capire che dopo la centomillesima generazione di iPad potrebbero tornare i [[dinosauri]]. Insegnano la ciclicità della [[storia]]. Sono la promessa di un [[futuro]] sconosciuto. {{NDR|«E allora cos'è il diritto all'anacronismo?»}} Il diritto all'imprevedibilità delle nostre vite. La consapevolezza che nessuna identità è fissata per sempre. Le identità, individuali o collettive, sono dinamiche, in continua ridefinizione. Bisogna sfuggire sia alla presunzione di sapere chi siamo sia alla fissazione di non poter essere altro.<ref name="Ieranò">Da un'intervista a ''Panorama''; citato in Giorgio Ieranò, ''[https://www.panorama.it/cultura/vittorio-sermonti-morto È morto Vittorio Sermonti. Che sosteneva: "Essere fuori moda vi farà vivere meglio"]'', ''panorama.it'', 24 novembre 2016.</ref> *È detestabile questo riconoscersi e dividersi per branchi [[Generazione|generazionali]], dove la tua identità si fonda sull'appartenenza a una generazione. Non mi pare sia un segno confortante: il culto della gioventù è apparso sempre in epoche molto sinistre.<ref name="Ieranò"/> {{Int|''[https://www.repubblica.it/cultura/2016/11/24/news/vittorio_sermonti_mi_scoccia_un_po_il_morire_ma_senza_angoscia_leggendo_dante_ho_capito_che_la_fine_non_esiste_-152672450/ Vittorio Sermonti: "Mi scoccia un po' il morire, ma senza angoscia. La fine non esiste"]''|Da un'intervista a ''la Repubblica'', luglio 2013; ripubblicato in Antonio Gnoli, ''repubblica.it'', 24 novembre 2016.}} *Credo fosse il 1954. Avevo lasciato da poco la [[Rai]], dove ero stato assunto nel 1950 come giovanissimo funzionario al Terzo programma radiofonico. C'era gente interessante allora. Mi capitò di intrattenere rapporti di scontrosa familiarità con personaggi anche notevoli, come per esempio [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]]. {{NDR|«L'aneddotica su di lui è vasta»}} È vero, potrei dirle che c'erano certi giorni in cui si trascinava nei corridoi tirandomi per la giacca e dicendo cose irripetibili su alcuni suoi colleghi. Ma al di là di ciò dava l'impressione di essere un uomo misterioso, che arrivava da un buio antico, da un dolore indicibile che ha prodotto uno stile ecumenico. Senza ombra di dubbio è stato il più grande [[scrittore]] italiano del [[XX secolo|'900]]. {{NDR|«Come argomenterebbe questa affermazione?»}} Sentì più di ogni altro la carenza di vocalità dell'[[Lingua italiana|italiano]]. Avendo l'italiano poca voce, necessita del supporto del [[canto]] o del [[dialetto]]. Ma Gadda non era uno scrittore dialettale. Inventò una lingua vocale che si appoggiava ai dialetti. Si comportò come [[Dante]] con la [[Divina Commedia|Commedia]]. Che dopo aver detto che tutti i dialetti fanno schifo, che non ce ne è uno che valga "la pantera profumata del volgare illustre", scrive utilizzando di tutto: desinenze, calate, strutture sintattiche delle parlate che conosceva e perfino di quelle che gli erano ignote. *{{NDR|«Le piacciono gli scrittori italiani?»}} Ho avuto rapporti ottimi con grandi lettori, con i dantisti, con i musicisti e con la gente comune. Meno con gli scrittori, una categoria che mi annoia terribilmente. {{NDR|«A parte Gadda?»}} A parte lui, ho ammirato il rigore di [[Italo Calvino|Calvino]] e la moralità di [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]. Il quale scrisse cose notevolissime, ma non certo nei suoi romanzi. Fu un impasto singolare di contraddizioni: un [[Narcisismo|narciso]] terribile, affetto da [[masochismo]] eroico, ma anche dotato di un coraggio morale raro in [[Italia]]. Però non mi era simpatico, come non lo ero io a lui. Mi considerava un [[Borghesia|borghese]]. Con l'aggravante di aver sposato in prime nozze una figlia di [[Susanna Agnelli]]. *Mi mantengo dall'età di 19 anni. Da ragazzo ho sperato nella [[musica]]. Ho cominciato a suonare il pianoforte a 16 anni ma non avevo talento. O non abbastanza. Ho fatto altro. Riuscendo anche molto bene: ho tradotto, ho commentato, ho scritto libri. Racconti, romanzi, libretti. Ho amato la [[poesia]], la musicalità che essa esprime. Quando voglio parlare bene di essa dico che è il contrario della [[pornografia]]. {{NDR|«L'opposto dell'[[osceno]]?»}} La pornografia stabilisce un rapporto di [[desiderio]] tra un puro soggetto e un puro oggetto. Il mio desiderio che si accende in me per un iPad, una velina, una [[Smart]] è il desiderio per qualcosa che non mi desidera. Invece la circolarità del desiderio è la proprietà del linguaggio poetico che si svolge in falde della persona anche molto segrete. Questa distinzione mi consente di definire che cosa sia per me la [[volgarità]]. {{NDR|«Viviamo tempi molto volgari?»}} Spudoratamente volgari. Senza vergogna alcuna. Ma ogni generazione ha le sue plebi. Imbecilli ci sono sempre stati, dappertutto, tra i vecchi e tra i giovani. *{{NDR|«[[Internet]] è un fattore di crescita?»}} Siamo dentro una grande rivoluzione culturale, non c'è dubbio. Ma quelle che adoperiamo sono tecnologie belliche che non potendo essere utilizzate in una guerra globale, vengono rivolte contro noi stessi. Creano desideri indotti che diventano bisogni. Sospetto che dopo l'ennesima e sofisticata realizzazione algoritmica, torneranno i [[dinosauri]]. Mi creda, la [[globalizzazione]] mondiale sta creando suscettibilità molto [[Provincialismo|provinciali]]. ==''L'inferno di Dante''== ===Canto I=== *La candida pretesa di leggere questo libro come si legge un'antologia di emozioni liriche, di leggerlo, diciamo così, col cuore (e se non si capisce subito, pazienza), è forse una pretesa un po' gretta: anche il cuore, infatti, ha i suoi pregiudizi e una saccenteria. (p. 4) *Selva così amara, che la morte non è molto più amara. Quale morte? La morte eterna dell'anima, cui approda un lungo bighellonaggio nel peccato? o anche la morte corporale, che Dante aveva avuto circostanziati motivi per temere negli anni intercorsi fra la data del viaggio oltremondano e il giorno in cui scrisse questi versi? Diciamo pure: la morte (che non è dir poco). (p. 5) *In Francia, ai passaggi a livello di campagna, un cartello ammonisce: «''Attention! Un train peut en cacher un autre''». Le [[allegoria|allegorie]] non sono meno pericolose dei treni. Raccomandiamoci la massima prudenza specie all'inizio di un viaggio interminabile. Cerchiamo di stare ai fatti. (p. 8) *Perdonate la miseria delle parafrasi e la farraginosa carenza delle chiose, Ma per tentare di orientarsi nel labirinto di questi versi - insieme proverbiali ed arcani - forse non c'è che leggere sino alla fine il gran libro, il libro-mondo al quale preludono. (p. 13) ===Canto II=== *Dante sta avviando un canto magistralmente ordito di retorica: diciamo pure, il canto della Retorica Celeste. (p. 19) *Il racconto scorre più soave e piano che mai, ma riflettiamo un attimo alla incredibile sofisticazione del congegno espositivo: Dante, insomma, ci sta dicendo che in un'oscura costa Virgilio gli ha detto, che nel Limbo Beatrice gli ha detto, che nell'alto dei cieli Lucia gli ha detto, che la Madonna le ha detto di correre in soccorso di Dante... (p. 26) ===Canto III=== *Fatto è, che in nessun altro canto come in questo (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive. (p. 37) *Polifonia sgangherata della dannazione. Dalla turba dei dannati che ondeggia nel buio non s'alzano due voci che s'accordino. Ognuno soffre per sé. La solitudine è l'estrema sanzione della pena. (p. 38) ===Canto IV=== *[[Dante Alighieri|Dante]] che, povero e vagabondo, verosimilmente scriveva su cartaccia, non ci ha lasciato un verso autografo, non una parola, non una lettera, e tanto meno una virgola. (p. 53) *[...] non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi. (p. 53) *In termini generali, resta il fatto che Dante Alighieri relega in questo lembo appartato dell'inferno {{NDR|il [[limbo]]}} tanti spiriti magnanimi solo perché ''non ebber battesmo'', perché l'acqua del battesimo, cioè, non li ha lavati del peccato originale. Intolleranza? integralismo? fondamentalismo? Il lessico corrente non sembra fornire altre sigle. Tuttavia, se appena riflettiamo a quanta insofferenza razziale e culturale ci consente la sinecura della nostra conclamata e obbligatoria e distratta tolleranza, dovrebbe almeno turbarci l'onore che Dante rende, senza la minima discriminazione di cultura e di razza, alle grandi persone che il «integralismo» condanna irrevocabilmente. (p. 56) *Il [[peccato]] originale, la colpa senza responsabilità, il male irredento e innocente di esser venuti al mondo condannati a morte, magari fosse una vecchia intimidazione di secoli bui! È il buio che ci portiamo dentro tutti. E la pietà che Virgilio prova per i suoi compagni di pena e Dante prova per Virgilio, è forse la pietà che tutti ci meritiamo nascendo. (p. 59) ===Canto V=== *Con meticolosa rabbia di vendetta, {{NDR|[[Minosse]]}} applica sentenze di morte eterna irrogate da una Legge, della quale ignora i disegni (e che ha condannato anche lui). Mansione improba ma, diciamocelo, priva di qualsiasi maestà ("''cotanto offizio''" forse non significa altro che "quel po' po' di lavoro"). (p. 67) *Quanti racconti, invece, condivideva Dante con gli osti e i tintori suoi contemporanei! L'intelligenza psicologica, la moralità, il comune sentimento della storia e della vita si abbeveravano nel Medioevo avanzato ad una inesauribile falda di narrazioni. (p. 69) *Un mareggiare di storni. Nel mareggiare, una riga di gru (''la schiera ov'è Dido'', forma franco-latina di "Didone"). Dalla riga di gru si staccano ora, come colombe che planino verso il nido portate dal desiderio, i due [Paolo e Francesca], tratti dalla forza dell'appella affettuoso. E parlano. Con la voce di lei. (p. 70) *Ma è mai possibile che la relazione adulterina che costerà a [[Paolo e Francesca]] morte violenta e pene dell'inferno, sia durata, dalla prima radice alla catastrofe, il tempo di un bacio lasciato a metà? Sembra francamente più sensato supporre che il verso memorabile si riferisca al fatto che, da quel giorno, i due abbiano accantonato le perlustrazioni letterarie sul tema dell'amor cortese, per abbandonarsi alle corvées della passione. (p. 73) *[Dante] addita la letteratura come ruffiana. (p. 73) *All'[[Divina Commedia#Inferno|inferno]] nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti. (p. 74) *Per quanto costi di tormento a Dante-pellegrino abiurare ai dolci pensieri in rima della propria adolescenza [...], il sacro scrivano della Commedia crede di sapere, sa, che in eterno non si può amare che l'Eterno. E solo una fede così dura gli consente di cantare questo morbido, rapinoso ed estremo canto d'amor profano. (p. 74) ===Canto VI=== *Se il Cerbero del mito classico è fratello dell'Idra, questo è un cugino declassato delle Arpie. Anche lui terrorizza con lo schifo che fa. (p. 82) *Ma le sue [di Cerbero] frenesie di cane che trema e digrigna arrapato dalla golosità (''non avea membro che tenesse fermo'') lo rendono anche un po' ridicolo, e sanzionano in eterno la sua promiscuità con i dannati che graffia e trincia, dannato anche lui, cagnaccio antropoide su un pattume di uomini che urlano come cani, demonio da almanacco popolare, viscido e truce. Né, francamente, le sue funzioni di trinciacarni hanno più molto di inappellabile e di sacro... (p. 82) *Il [[gola (ingordigia)|peccato]] di chi si abbrutisce al servizio del proprio apparato digerente, gorgogliando di delizia, gli appare, appunto, non maggiore di altri, ma più repellente e umiliante di qualsiasi. Chissà se oggi non caccerebbe sotto quel diluvio di fanghiglia, per depravazione simmetrica, anche quelli che, golosi di sé, praticano il tetro ascetismo delle diete integrali. (p. 85) ===Canto VII=== *[...] le parole sono tre: "pape" o "papé", "Satan" e "aleppe". E per "Satan" non dovrebbero esserci problemi. "Pape (alla latina, o "papé" alla greca) potrebbe essere l'interiezione di stupore e stizza, attestata dai comici antichi, che sta più o meno per l'"ohibò" dei nostri nonni (oggi pratichiamo interiezioni un po' più genitali). (p. 98) *Ma se, come fa qui, il poema mette in rima parole che hanno funzioni completamente diverse, come "urli" (sostantivo), "pùr li (gruppo avverbiale) e "burli" (verbo), oppure "giosta", "dimostra" e "nostra", la rima turba le simmetrie, e il discorso poetico non si assesta nel verso ma, per così dire, ritola giù di verso in verso incespicando nella rima e accelerando a scatti. Strano effetto dinamico, che si percepisce anche se non si nota. (p. 100) *E se l'Ottocento diffidò di questo canto, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico. (p. 102) ===Canto VIII=== *Nelle brume di questo quinto cerchio, {{NDR|[[Flegias]]}} saettante e impalpabile sagoma di fuoco ("''flego''", greco, e "''flagro''", latino, significano "incendio, ardo"), sarà emblema flagrante della pazza collera di vendetta. (p. 113) *Certo è che nel calibratissimo congegno teatrale dell'episodio di Filippo Argenti si sprigiona una violenza sbalorditiva. (p. 115) *Anche se non tutti i competenti han creduto di doversi scandalizzare per il comportamento inopinato del pellegrino (che pur si era lasciato commuovere dalle pene di quel lubrico egoista di Ciacco), quasi tutti hanno osservato come il bersaglio di tanta collera appaia troppo piccolo e volgare per la magnanimità dell'Alighieri. Basta a sanare la sproporzione l'ipotesi di un circostanziato rancore personale? [...] Forse. Perché escluderlo? Dante lo sapeva. Ora Dio solo lo sa. (p. 117) *Il pellegrino, annientato dal terrore, pare cercar sollievo di speranza nella scrittura che lo scriverà. (p. 119) *Ma questo esercito di diavoli piovuti dal cielo e dalle pagine dei Padri della Chiesa, dagli affreschi di basilica o di camposanto e dalle fobie del popolo cristiano, lo rintuzza [Virgilio] e lo mortifica. (p. 120) ===Canto IX=== *Sappiamo che il viaggio si consuma in un tempo storicamente determinato (la primavera dell'anno 1300). Il tempo in cui l'Io racconta è, invece, il presente fittizio della scrittura: è il tempo, insomma, in cui Dante Alighieri "finge" di scrivere il poema sacro, abilitato dalla percezione del Creatore. Ma, contemporaneamente, ogni volta che chiunque dà voce a quei versi, è il presente di cui vive chiunque. Il Tu cui quell'Io si rivolge, di tratto in tratto interpellandolo espressamente, è il lettore. Ma il lettore che ad alta voce dice "pensa, lettor" sta pronunciando parole di un monologo profetico in cui l'attimo e l'atto stesso della lettura sono profetizzati come simultanei all'atto e all'attimo della scrittura, nell'immanenza assoluta del presente di Dio, nella "onnipresenza" di Dio. (p. 131) *Qui non si tratta di una serie di situazioni drammatiche intercalate da brani narrativi e da considerazioni dottrinali, ma di un'unica struttura monologante e profetica, entro la quale e in ordine alla quale dialoghi, racconti, figure, considerazioni ardue e spesso mal decifrabili assumono il rilievo, il dinamismo appassionato, la maestà che da secoli soggiogano e trascinano chiunque si faccia uscir di bocca il suono di quei versi, si lasci intrappolare in quell'Io febbrile e supremo. (p. 132) *E con quest'allusione pesante alla favola di Ercole [...], il messo celeste tronca il discorso, si gira e si riavvia per il cammino fangoso, senza rivolgere parola ai due poeti, col piglio di persona incalzata da ben altro pensiero che non quello di chi gli sta fra i piedi. (p. 133) ==Citazioni su Vittorio Sermonti== *Non sono l'unico ad aver perso il padre, ma il solo ad aver perso Vittorio Sermonti. ([[Pietro Sermonti]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Vittorio Sermonti, ''L'Inferno di Dante'', a cura di Gianfranco Contini, Rizzoli, 1988. ISBN 9788817857253 ==Voci correlate== *[[Pietro Sermonti]] – figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sermonti, Vittorio}} [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] atndt6gw6anx6dmkwzgmm4bopg5rlub 1415624 1415577 2026-06-04T16:43:15Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1415624 wikitext text/x-wiki '''Vittorio Sermonti''' (1929 – 2016), scrittore, traduttore, regista televisivo e di teatro, e dantista italiano. ==Citazioni di Vittorio Sermonti== {{cronologico}} *Non ti vergogni, tu che sei [[roma]]no, a [[Tifoseria della Juventus Football Club|stare]] per la [[Juventus Football Club|Juventus]]? mi diceva sempre una zia di [[Milano]] che non stava per nessuno. No, non mi vergogno. [...] Prediligo gli umili e i modesti, coltivo le mie sofferenze e mi struggo per quelle degli altri, amo gli [[Sconfitta|sconfitti]]. Ma il caso ha voluto che, poco più che neonato, io sia stato tradotto per la prima volta a una partita di calcio, in capo a un interminabile periplo sulla Circolare Rossa, sui tavolacci del vecchissimo Testaccio. Il pubblico urlava all'arbitro e al nemico elaborati improperi che oggi mi sembrerebbero madrigali, ma allora, neonato, mi parvero improperi. Il [[nemico]] era una squadra mesta ed elegante, con l'ala destra calva, il centrosostegno arrembato e claudicante, una mezzala fragile e pallida come un re sotto il patibolo, grassoccio il portiere. Vestiva [[Colori e simboli della Juventus Football Club|braconi bianchi, calzettoni neri con due rigoline bianche, maglia bianca a strisce nere]]. Si chiamava in latino. Giocava maluccio. Il pubblico infieriva. Imperversavano "[[Associazione Sportiva Roma|i nostri]]" rosso-vino e giallo-mandarino. La squadra a strisce perse per tre a zero. Fingo il lirismo dell'amnesia. In realtà, senza aver mai prodotto il minimo sforzo per ricordarmele, ricordo con precisione inappellabile le formazioni delle due squadre, chi portava le cavigliere sopra i calzettoni e chi no, l'odore inebriante del fumo di migliaia di [[sigarette]] nell'umido pomeriggio d'[[inverno]], le grida di dileggio dei miei compaesani, la mia malinconia e la mia tenerezza. Per gli sconfitti. Ho aspettato tutta un'adolescenza, una [[Seconda guerra mondiale|guerra]], una ricostruzione, la consumazione di un primo amore e anche di un secondo, insomma quattordici anni ho aspettato perché quell'elegante endecasillabo di sconfitti a strisce mi vincesse un [[Campionato italiano di calcio|campionato]]. Da allora — ammetto — me ne ha vinti parecchi. E io continuo ad amare sconfitti che continuano a perdere. Ma nell'angolo appartato e secondario del mio cuore che concedo alla trivialità del "[[Tifo sportivo|tifo per lo spettacolo sportivo]]" mi sia consentito (anche perché me lo consento io) di amare anche questi sconfitti che [[Vittoria|vincono]].<ref>Da ''[https://archivio.unita.news/assets/derived/1981/05/10/issue_full.pdf Forza Roma, forza Juve]'', ''l'Unità'', 10 maggio 1981, pp. 1, 20.</ref> *La [[Divina Commedia|"Commedia"]] non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza.<ref>Citato in ''Poeti e Poesia, Rivista internazionale'', anno IV, n. 3, dicembre 2000, Pagine, Roma, p. 3.</ref> *{{NDR|«Consiglia una fuga dal [[presente]]?»}} Non ho nulla contro il presente. Anzi, frequento pochissimo la [[nostalgia]], che è paura-odio del presente. Ma non amo il "presentismo", ovvero l'[[ideologia]] del presente. Abbiamo rubato alla [[teologia]] l'idea di un presente assoluto, eterno, immutabile. I [[classici]] invece sembrano farci capire che dopo la centomillesima generazione di iPad potrebbero tornare i [[dinosauri]]. Insegnano la ciclicità della [[storia]]. Sono la promessa di un [[futuro]] sconosciuto. {{NDR|«E allora cos'è il diritto all'anacronismo?»}} Il diritto all'imprevedibilità delle nostre vite. La consapevolezza che nessuna identità è fissata per sempre. Le identità, individuali o collettive, sono dinamiche, in continua ridefinizione. Bisogna sfuggire sia alla presunzione di sapere chi siamo sia alla fissazione di non poter essere altro.<ref name="Ieranò">Da un'intervista a ''Panorama''; citato in Giorgio Ieranò, ''[https://www.panorama.it/cultura/vittorio-sermonti-morto È morto Vittorio Sermonti. Che sosteneva: "Essere fuori moda vi farà vivere meglio"]'', ''panorama.it'', 24 novembre 2016.</ref> *È detestabile questo riconoscersi e dividersi per branchi [[Generazione|generazionali]], dove la tua identità si fonda sull'appartenenza a una generazione. Non mi pare sia un segno confortante: il culto della gioventù è apparso sempre in epoche molto sinistre.<ref name="Ieranò"/> {{Int|''[https://www.repubblica.it/cultura/2016/11/24/news/vittorio_sermonti_mi_scoccia_un_po_il_morire_ma_senza_angoscia_leggendo_dante_ho_capito_che_la_fine_non_esiste_-152672450/ Vittorio Sermonti: "Mi scoccia un po' il morire, ma senza angoscia. La fine non esiste"]''|Da un'intervista a ''la Repubblica'', luglio 2013; ripubblicato in Antonio Gnoli, ''repubblica.it'', 24 novembre 2016.}} *Credo fosse il 1954. Avevo lasciato da poco la [[Rai]], dove ero stato assunto nel 1950 come giovanissimo funzionario al Terzo programma radiofonico. C'era gente interessante allora. Mi capitò di intrattenere rapporti di scontrosa familiarità con personaggi anche notevoli, come per esempio [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]]. {{NDR|«L'aneddotica su di lui è vasta»}} È vero, potrei dirle che c'erano certi giorni in cui si trascinava nei corridoi tirandomi per la giacca e dicendo cose irripetibili su alcuni suoi colleghi. Ma al di là di ciò dava l'impressione di essere un uomo misterioso, che arrivava da un buio antico, da un dolore indicibile che ha prodotto uno stile ecumenico. Senza ombra di dubbio è stato il più grande [[scrittore]] italiano del [[XX secolo|'900]]. {{NDR|«Come argomenterebbe questa affermazione?»}} Sentì più di ogni altro la carenza di vocalità dell'[[Lingua italiana|italiano]]. Avendo l'italiano poca voce, necessita del supporto del [[canto]] o del [[dialetto]]. Ma Gadda non era uno scrittore dialettale. Inventò una lingua vocale che si appoggiava ai dialetti. Si comportò come [[Dante]] con la [[Divina Commedia|Commedia]]. Che dopo aver detto che tutti i dialetti fanno schifo, che non ce ne è uno che valga "la pantera profumata del volgare illustre", scrive utilizzando di tutto: desinenze, calate, strutture sintattiche delle parlate che conosceva e perfino di quelle che gli erano ignote. *{{NDR|«Le piacciono gli scrittori italiani?»}} Ho avuto rapporti ottimi con grandi lettori, con i dantisti, con i musicisti e con la gente comune. Meno con gli scrittori, una categoria che mi annoia terribilmente. {{NDR|«A parte Gadda?»}} A parte lui, ho ammirato il rigore di [[Italo Calvino|Calvino]] e la moralità di [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]. Il quale scrisse cose notevolissime, ma non certo nei suoi romanzi. Fu un impasto singolare di contraddizioni: un [[Narcisismo|narciso]] terribile, affetto da [[masochismo]] eroico, ma anche dotato di un coraggio morale raro in [[Italia]]. Però non mi era simpatico, come non lo ero io a lui. Mi considerava un [[Borghesia|borghese]]. Con l'aggravante di aver sposato in prime nozze una figlia di [[Susanna Agnelli]]. *Mi mantengo dall'età di 19 anni. Da ragazzo ho sperato nella [[musica]]. Ho cominciato a suonare il pianoforte a 16 anni ma non avevo talento. O non abbastanza. Ho fatto altro. Riuscendo anche molto bene: ho tradotto, ho commentato, ho scritto libri. Racconti, romanzi, libretti. Ho amato la [[poesia]], la musicalità che essa esprime. Quando voglio parlare bene di essa dico che è il contrario della [[pornografia]]. {{NDR|«L'opposto dell'[[osceno]]?»}} La pornografia stabilisce un rapporto di [[desiderio]] tra un puro soggetto e un puro oggetto. Il mio desiderio che si accende in me per un iPad, una velina, una [[Smart]] è il desiderio per qualcosa che non mi desidera. Invece la circolarità del desiderio è la proprietà del linguaggio poetico che si svolge in falde della persona anche molto segrete. Questa distinzione mi consente di definire che cosa sia per me la [[volgarità]]. {{NDR|«Viviamo tempi molto volgari?»}} Spudoratamente volgari. Senza vergogna alcuna. Ma ogni generazione ha le sue plebi. Imbecilli ci sono sempre stati, dappertutto, tra i vecchi e tra i giovani. *{{NDR|«[[Internet]] è un fattore di crescita?»}} Siamo dentro una grande rivoluzione culturale, non c'è dubbio. Ma quelle che adoperiamo sono tecnologie belliche che non potendo essere utilizzate in una guerra globale, vengono rivolte contro noi stessi. Creano desideri indotti che diventano bisogni. Sospetto che dopo l'ennesima e sofisticata realizzazione algoritmica, torneranno i [[dinosauri]]. Mi creda, la [[globalizzazione]] mondiale sta creando suscettibilità molto [[Provincialismo|provinciali]]. ==''L'inferno di Dante''== ===Canto I=== *La candida pretesa di leggere questo libro come si legge un'antologia di emozioni liriche, di leggerlo, diciamo così, col cuore (e se non si capisce subito, pazienza), è forse una pretesa un po' gretta: anche il cuore, infatti, ha i suoi pregiudizi e una saccenteria. (p. 4) *Selva così amara, che la morte non è molto più amara. Quale morte? La morte eterna dell'anima, cui approda un lungo bighellonaggio nel peccato? o anche la morte corporale, che Dante aveva avuto circostanziati motivi per temere negli anni intercorsi fra la data del viaggio oltremondano e il giorno in cui scrisse questi versi? Diciamo pure: la morte (che non è dir poco). (p. 5) *In Francia, ai passaggi a livello di campagna, un cartello ammonisce: «''Attention! Un train peut en cacher un autre''». Le [[allegoria|allegorie]] non sono meno pericolose dei treni. Raccomandiamoci la massima prudenza specie all'inizio di un viaggio interminabile. Cerchiamo di stare ai fatti. (p. 8) *Perdonate la miseria delle parafrasi e la farraginosa carenza delle chiose, Ma per tentare di orientarsi nel labirinto di questi versi - insieme proverbiali ed arcani - forse non c'è che leggere sino alla fine il gran libro, il libro-mondo al quale preludono. (p. 13) ===Canto II=== *Dante sta avviando un canto magistralmente ordito di retorica: diciamo pure, il canto della Retorica Celeste. (p. 19) *Il racconto scorre più soave e piano che mai, ma riflettiamo un attimo alla incredibile sofisticazione del congegno espositivo: Dante, insomma, ci sta dicendo che in un'oscura costa Virgilio gli ha detto, che nel Limbo Beatrice gli ha detto, che nell'alto dei cieli Lucia gli ha detto, che la Madonna le ha detto di correre in soccorso di Dante... (p. 26) ===Canto III=== *Fatto è, che in nessun altro canto come in questo (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive. (p. 37) *Polifonia sgangherata della dannazione. Dalla turba dei dannati che ondeggia nel buio non s'alzano due voci che s'accordino. Ognuno soffre per sé. La solitudine è l'estrema sanzione della pena. (p. 38) ===Canto IV=== *[[Dante Alighieri|Dante]] che, povero e vagabondo, verosimilmente scriveva su cartaccia, non ci ha lasciato un verso autografo, non una parola, non una lettera, e tanto meno una virgola. (p. 53) *[...] non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi. (p. 53) *In termini generali, resta il fatto che Dante Alighieri relega in questo lembo appartato dell'inferno {{NDR|il [[limbo]]}} tanti spiriti magnanimi solo perché ''non ebber battesmo'', perché l'acqua del battesimo, cioè, non li ha lavati del peccato originale. Intolleranza? integralismo? fondamentalismo? Il lessico corrente non sembra fornire altre sigle. Tuttavia, se appena riflettiamo a quanta insofferenza razziale e culturale ci consente la sinecura della nostra conclamata e obbligatoria e distratta tolleranza, dovrebbe almeno turbarci l'onore che Dante rende, senza la minima discriminazione di cultura e di razza, alle grandi persone che il «integralismo» condanna irrevocabilmente. (p. 56) *Il [[peccato]] originale, la colpa senza responsabilità, il male irredento e innocente di esser venuti al mondo condannati a morte, magari fosse una vecchia intimidazione di secoli bui! È il buio che ci portiamo dentro tutti. E la pietà che Virgilio prova per i suoi compagni di pena e Dante prova per Virgilio, è forse la pietà che tutti ci meritiamo nascendo. (p. 59) ===Canto V=== *Con meticolosa rabbia di vendetta, {{NDR|[[Minosse]]}} applica sentenze di morte eterna irrogate da una Legge, della quale ignora i disegni (e che ha condannato anche lui). Mansione improba ma, diciamocelo, priva di qualsiasi maestà ("''cotanto offizio''" forse non significa altro che "quel po' po' di lavoro"). (p. 67) *Quanti racconti, invece, condivideva Dante con gli osti e i tintori suoi contemporanei! L'intelligenza psicologica, la moralità, il comune sentimento della storia e della vita si abbeveravano nel Medioevo avanzato ad una inesauribile falda di narrazioni. (p. 69) *Un mareggiare di storni. Nel mareggiare, una riga di gru (''la schiera ov'è Dido'', forma franco-latina di "Didone"). Dalla riga di gru si staccano ora, come colombe che planino verso il nido portate dal desiderio, i due [Paolo e Francesca], tratti dalla forza dell'appella affettuoso. E parlano. Con la voce di lei. (p. 70) *Ma è mai possibile che la relazione adulterina che costerà a [[Paolo e Francesca]] morte violenta e pene dell'inferno, sia durata, dalla prima radice alla catastrofe, il tempo di un bacio lasciato a metà? Sembra francamente più sensato supporre che il verso memorabile si riferisca al fatto che, da quel giorno, i due abbiano accantonato le perlustrazioni letterarie sul tema dell'amor cortese, per abbandonarsi alle corvées della passione. (p. 73) *[Dante] addita la letteratura come ruffiana. (p. 73) *All'[[Divina Commedia#Inferno|inferno]] nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti. (p. 74) *Per quanto costi di tormento a Dante-pellegrino abiurare ai dolci pensieri in rima della propria adolescenza [...], il sacro scrivano della Commedia crede di sapere, sa, che in eterno non si può amare che l'Eterno. E solo una fede così dura gli consente di cantare questo morbido, rapinoso ed estremo canto d'amor profano. (p. 74) ===Canto VI=== *Se il Cerbero del mito classico è fratello dell'Idra, questo è un cugino declassato delle Arpie. Anche lui terrorizza con lo schifo che fa. (p. 82) *Ma le sue [di Cerbero] frenesie di cane che trema e digrigna arrapato dalla golosità (''non avea membro che tenesse fermo'') lo rendono anche un po' ridicolo, e sanzionano in eterno la sua promiscuità con i dannati che graffia e trincia, dannato anche lui, cagnaccio antropoide su un pattume di uomini che urlano come cani, demonio da almanacco popolare, viscido e truce. Né, francamente, le sue funzioni di trinciacarni hanno più molto di inappellabile e di sacro... (p. 82) *Il [[gola (ingordigia)|peccato]] di chi si abbrutisce al servizio del proprio apparato digerente, gorgogliando di delizia, gli appare, appunto, non maggiore di altri, ma più repellente e umiliante di qualsiasi. Chissà se oggi non caccerebbe sotto quel diluvio di fanghiglia, per depravazione simmetrica, anche quelli che, golosi di sé, praticano il tetro ascetismo delle diete integrali. (p. 85) ===Canto VII=== *[...] le parole sono tre: "pape" o "papé", "Satan" e "aleppe". E per "Satan" non dovrebbero esserci problemi. "Pape (alla latina, o "papé" alla greca) potrebbe essere l'interiezione di stupore e stizza, attestata dai comici antichi, che sta più o meno per l'"ohibò" dei nostri nonni (oggi pratichiamo interiezioni un po' più genitali). (p. 98) *Ma se, come fa qui, il poema mette in rima parole che hanno funzioni completamente diverse, come "urli" (sostantivo), "pùr li (gruppo avverbiale) e "burli" (verbo), oppure "giosta", "dimostra" e "nostra", la rima turba le simmetrie, e il discorso poetico non si assesta nel verso ma, per così dire, ritola giù di verso in verso incespicando nella rima e accelerando a scatti. Strano effetto dinamico, che si percepisce anche se non si nota. (p. 100) *E se l'Ottocento diffidò di questo canto, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico. (p. 102) ===Canto VIII=== *Nelle brume di questo quinto cerchio, {{NDR|[[Flegias]]}} saettante e impalpabile sagoma di fuoco ("''flego''", greco, e "''flagro''", latino, significano "incendio, ardo"), sarà emblema flagrante della pazza collera di vendetta. (p. 113) *Certo è che nel calibratissimo congegno teatrale dell'episodio di Filippo Argenti si sprigiona una violenza sbalorditiva. (p. 115) *Anche se non tutti i competenti han creduto di doversi scandalizzare per il comportamento inopinato del pellegrino (che pur si era lasciato commuovere dalle pene di quel lubrico egoista di Ciacco), quasi tutti hanno osservato come il bersaglio di tanta collera appaia troppo piccolo e volgare per la magnanimità dell'Alighieri. Basta a sanare la sproporzione l'ipotesi di un circostanziato rancore personale? [...] Forse. Perché escluderlo? Dante lo sapeva. Ora Dio solo lo sa. (p. 117) *Il pellegrino, annientato dal terrore, pare cercar sollievo di speranza nella scrittura che lo scriverà. (p. 119) *Ma questo esercito di diavoli piovuti dal cielo e dalle pagine dei Padri della Chiesa, dagli affreschi di basilica o di camposanto e dalle fobie del popolo cristiano, lo rintuzza [Virgilio] e lo mortifica. (p. 120) ===Canto IX=== *Sappiamo che il viaggio si consuma in un tempo storicamente determinato (la primavera dell'anno 1300). Il tempo in cui l'Io racconta è, invece, il presente fittizio della scrittura: è il tempo, insomma, in cui Dante Alighieri "finge" di scrivere il poema sacro, abilitato dalla percezione del Creatore. Ma, contemporaneamente, ogni volta che chiunque dà voce a quei versi, è il presente di cui vive chiunque. Il Tu cui quell'Io si rivolge, di tratto in tratto interpellandolo espressamente, è il lettore. Ma il lettore che ad alta voce dice "pensa, lettor" sta pronunciando parole di un monologo profetico in cui l'attimo e l'atto stesso della lettura sono profetizzati come simultanei all'atto e all'attimo della scrittura, nell'immanenza assoluta del presente di Dio, nella "onnipresenza" di Dio. (p. 131) *Qui non si tratta di una serie di situazioni drammatiche intercalate da brani narrativi e da considerazioni dottrinali, ma di un'unica struttura monologante e profetica, entro la quale e in ordine alla quale dialoghi, racconti, figure, considerazioni ardue e spesso mal decifrabili assumono il rilievo, il dinamismo appassionato, la maestà che da secoli soggiogano e trascinano chiunque si faccia uscir di bocca il suono di quei versi, si lasci intrappolare in quell'Io febbrile e supremo. (p. 132) *E con quest'allusione pesante alla favola di Ercole [...], il messo celeste tronca il discorso, si gira e si riavvia per il cammino fangoso, senza rivolgere parola ai due poeti, col piglio di persona incalzata da ben altro pensiero che non quello di chi gli sta fra i piedi. (p. 133) ==Citazioni su Vittorio Sermonti== *Non sono l'unico ad aver perso il padre, ma il solo ad aver perso Vittorio Sermonti. ([[Pietro Sermonti]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Vittorio Sermonti, ''L'Inferno di Dante'', a cura di Gianfranco Contini, Rizzoli, 1988. ISBN 9788817857253 ==Voci correlate== *[[Ludovica Ripa di Meana]] – seconda moglie *[[Pietro Sermonti]] – figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sermonti, Vittorio}} [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] hypfaq3ry380do7or9etkbeh7l2y22l 1415627 1415624 2026-06-04T16:48:26Z Danyele 19198 /* Citazioni di Vittorio Sermonti */ citazione semplificata 1415627 wikitext text/x-wiki '''Vittorio Sermonti''' (1929 – 2016), scrittore, traduttore, regista televisivo e di teatro, e dantista italiano. ==Citazioni di Vittorio Sermonti== {{cronologico}} *Non ti vergogni, tu che sei [[roma]]no, a [[Tifoseria della Juventus Football Club|stare]] per la [[Juventus Football Club|Juventus]]? [...] No, non mi vergogno. [...] Prediligo gli umili e i modesti, coltivo le mie sofferenze e mi struggo per quelle degli altri, amo gli sconfitti. Ma il caso ha voluto che, poco più che neonato, io sia stato tradotto per la prima volta a una partita di calcio [...] sui tavolacci del vecchissimo Testaccio. [...] Il nemico era una squadra mesta ed elegante, con l'ala destra calva, il centrosostegno arrembato e claudicante, una mezzala fragile e pallida come un re sotto il patibolo, grassoccio il portiere. Vestiva [[Colori e simboli della Juventus Football Club|braconi bianchi, calzettoni neri con due rigoline bianche, maglia bianca a strisce nere]]. Si chiamava in latino. Giocava maluccio. Il pubblico infieriva. Imperversavano "[[Associazione Sportiva Roma|i nostri]]" rosso-vino e giallo-mandarino. La squadra a strisce perse per tre a zero. [...] ricordo con precisione inappellabile le formazioni delle due squadre, chi portava le cavigliere sopra i calzettoni e chi no, l'odore inebriante del fumo di migliaia di sigarette nell'umido pomeriggio d'inverno, le grida di dileggio dei miei compaesani, la mia malinconia e la mia tenerezza. Per gli sconfitti. Ho aspettato tutta un'adolescenza, una [[Seconda guerra mondiale|guerra]], una [[Secondo dopoguerra in Italia|ricostruzione]], la consumazione di un primo amore e anche di un secondo, insomma quattordici anni ho aspettato perché quell'elegante endecasillabo di sconfitti a strisce mi vincesse un campionato. Da allora – ammetto – me ne ha vinti parecchi. E io continuo ad amare sconfitti che continuano a perdere. Ma nell'angolo appartato e secondario del mio cuore che concedo alla trivialità del "[[Tifo sportivo|tifo per lo spettacolo sportivo]]" mi sia consentito (anche perché me lo consento io) di amare anche questi sconfitti che vincono.<ref>Da ''[https://archivio.unita.news/assets/derived/1981/05/10/issue_full.pdf Forza Roma, forza Juve]'', ''l'Unità'', 10 maggio 1981, pp. 1, 20.</ref> *La [[Divina Commedia|"Commedia"]] non è un'opera, è un lungo monologo che mette il lettore di fronte a scelte radicali legate alla tragedia dello stare al mondo e alla speranza di salvezza.<ref>Citato in ''Poeti e Poesia, Rivista internazionale'', anno IV, n. 3, dicembre 2000, Pagine, Roma, p. 3.</ref> *{{NDR|«Consiglia una fuga dal [[presente]]?»}} Non ho nulla contro il presente. Anzi, frequento pochissimo la [[nostalgia]], che è paura-odio del presente. Ma non amo il "presentismo", ovvero l'[[ideologia]] del presente. Abbiamo rubato alla [[teologia]] l'idea di un presente assoluto, eterno, immutabile. I [[classici]] invece sembrano farci capire che dopo la centomillesima generazione di iPad potrebbero tornare i [[dinosauri]]. Insegnano la ciclicità della [[storia]]. Sono la promessa di un [[futuro]] sconosciuto. {{NDR|«E allora cos'è il diritto all'anacronismo?»}} Il diritto all'imprevedibilità delle nostre vite. La consapevolezza che nessuna identità è fissata per sempre. Le identità, individuali o collettive, sono dinamiche, in continua ridefinizione. Bisogna sfuggire sia alla presunzione di sapere chi siamo sia alla fissazione di non poter essere altro.<ref name="Ieranò">Da un'intervista a ''Panorama''; citato in Giorgio Ieranò, ''[https://www.panorama.it/cultura/vittorio-sermonti-morto È morto Vittorio Sermonti. Che sosteneva: "Essere fuori moda vi farà vivere meglio"]'', ''panorama.it'', 24 novembre 2016.</ref> *È detestabile questo riconoscersi e dividersi per branchi [[Generazione|generazionali]], dove la tua identità si fonda sull'appartenenza a una generazione. Non mi pare sia un segno confortante: il culto della gioventù è apparso sempre in epoche molto sinistre.<ref name="Ieranò"/> {{Int|''[https://www.repubblica.it/cultura/2016/11/24/news/vittorio_sermonti_mi_scoccia_un_po_il_morire_ma_senza_angoscia_leggendo_dante_ho_capito_che_la_fine_non_esiste_-152672450/ Vittorio Sermonti: "Mi scoccia un po' il morire, ma senza angoscia. La fine non esiste"]''|Da un'intervista a ''la Repubblica'', luglio 2013; ripubblicato in Antonio Gnoli, ''repubblica.it'', 24 novembre 2016.}} *Credo fosse il 1954. Avevo lasciato da poco la [[Rai]], dove ero stato assunto nel 1950 come giovanissimo funzionario al Terzo programma radiofonico. C'era gente interessante allora. Mi capitò di intrattenere rapporti di scontrosa familiarità con personaggi anche notevoli, come per esempio [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]]. {{NDR|«L'aneddotica su di lui è vasta»}} È vero, potrei dirle che c'erano certi giorni in cui si trascinava nei corridoi tirandomi per la giacca e dicendo cose irripetibili su alcuni suoi colleghi. Ma al di là di ciò dava l'impressione di essere un uomo misterioso, che arrivava da un buio antico, da un dolore indicibile che ha prodotto uno stile ecumenico. Senza ombra di dubbio è stato il più grande [[scrittore]] italiano del [[XX secolo|'900]]. {{NDR|«Come argomenterebbe questa affermazione?»}} Sentì più di ogni altro la carenza di vocalità dell'[[Lingua italiana|italiano]]. Avendo l'italiano poca voce, necessita del supporto del [[canto]] o del [[dialetto]]. Ma Gadda non era uno scrittore dialettale. Inventò una lingua vocale che si appoggiava ai dialetti. Si comportò come [[Dante]] con la [[Divina Commedia|Commedia]]. Che dopo aver detto che tutti i dialetti fanno schifo, che non ce ne è uno che valga "la pantera profumata del volgare illustre", scrive utilizzando di tutto: desinenze, calate, strutture sintattiche delle parlate che conosceva e perfino di quelle che gli erano ignote. *{{NDR|«Le piacciono gli scrittori italiani?»}} Ho avuto rapporti ottimi con grandi lettori, con i dantisti, con i musicisti e con la gente comune. Meno con gli scrittori, una categoria che mi annoia terribilmente. {{NDR|«A parte Gadda?»}} A parte lui, ho ammirato il rigore di [[Italo Calvino|Calvino]] e la moralità di [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]. Il quale scrisse cose notevolissime, ma non certo nei suoi romanzi. Fu un impasto singolare di contraddizioni: un [[Narcisismo|narciso]] terribile, affetto da [[masochismo]] eroico, ma anche dotato di un coraggio morale raro in [[Italia]]. Però non mi era simpatico, come non lo ero io a lui. Mi considerava un [[Borghesia|borghese]]. Con l'aggravante di aver sposato in prime nozze una figlia di [[Susanna Agnelli]]. *Mi mantengo dall'età di 19 anni. Da ragazzo ho sperato nella [[musica]]. Ho cominciato a suonare il pianoforte a 16 anni ma non avevo talento. O non abbastanza. Ho fatto altro. Riuscendo anche molto bene: ho tradotto, ho commentato, ho scritto libri. Racconti, romanzi, libretti. Ho amato la [[poesia]], la musicalità che essa esprime. Quando voglio parlare bene di essa dico che è il contrario della [[pornografia]]. {{NDR|«L'opposto dell'[[osceno]]?»}} La pornografia stabilisce un rapporto di [[desiderio]] tra un puro soggetto e un puro oggetto. Il mio desiderio che si accende in me per un iPad, una velina, una [[Smart]] è il desiderio per qualcosa che non mi desidera. Invece la circolarità del desiderio è la proprietà del linguaggio poetico che si svolge in falde della persona anche molto segrete. Questa distinzione mi consente di definire che cosa sia per me la [[volgarità]]. {{NDR|«Viviamo tempi molto volgari?»}} Spudoratamente volgari. Senza vergogna alcuna. Ma ogni generazione ha le sue plebi. Imbecilli ci sono sempre stati, dappertutto, tra i vecchi e tra i giovani. *{{NDR|«[[Internet]] è un fattore di crescita?»}} Siamo dentro una grande rivoluzione culturale, non c'è dubbio. Ma quelle che adoperiamo sono tecnologie belliche che non potendo essere utilizzate in una guerra globale, vengono rivolte contro noi stessi. Creano desideri indotti che diventano bisogni. Sospetto che dopo l'ennesima e sofisticata realizzazione algoritmica, torneranno i [[dinosauri]]. Mi creda, la [[globalizzazione]] mondiale sta creando suscettibilità molto [[Provincialismo|provinciali]]. ==''L'inferno di Dante''== ===Canto I=== *La candida pretesa di leggere questo libro come si legge un'antologia di emozioni liriche, di leggerlo, diciamo così, col cuore (e se non si capisce subito, pazienza), è forse una pretesa un po' gretta: anche il cuore, infatti, ha i suoi pregiudizi e una saccenteria. (p. 4) *Selva così amara, che la morte non è molto più amara. Quale morte? La morte eterna dell'anima, cui approda un lungo bighellonaggio nel peccato? o anche la morte corporale, che Dante aveva avuto circostanziati motivi per temere negli anni intercorsi fra la data del viaggio oltremondano e il giorno in cui scrisse questi versi? Diciamo pure: la morte (che non è dir poco). (p. 5) *In Francia, ai passaggi a livello di campagna, un cartello ammonisce: «''Attention! Un train peut en cacher un autre''». Le [[allegoria|allegorie]] non sono meno pericolose dei treni. Raccomandiamoci la massima prudenza specie all'inizio di un viaggio interminabile. Cerchiamo di stare ai fatti. (p. 8) *Perdonate la miseria delle parafrasi e la farraginosa carenza delle chiose, Ma per tentare di orientarsi nel labirinto di questi versi - insieme proverbiali ed arcani - forse non c'è che leggere sino alla fine il gran libro, il libro-mondo al quale preludono. (p. 13) ===Canto II=== *Dante sta avviando un canto magistralmente ordito di retorica: diciamo pure, il canto della Retorica Celeste. (p. 19) *Il racconto scorre più soave e piano che mai, ma riflettiamo un attimo alla incredibile sofisticazione del congegno espositivo: Dante, insomma, ci sta dicendo che in un'oscura costa Virgilio gli ha detto, che nel Limbo Beatrice gli ha detto, che nell'alto dei cieli Lucia gli ha detto, che la Madonna le ha detto di correre in soccorso di Dante... (p. 26) ===Canto III=== *Fatto è, che in nessun altro canto come in questo (e nel successivo) Dante si tiene tanto addossato al suo Virgilio: Non si contano i versi che meriterebbero di esser letti con il testo del VI libro dell'Eneide a fronte. Meriterebbero: infatti, le variazioni che Dante apporta nel travaso da lingua a lingua, da cultura a cultura, minime spesso, sono sempre, comunque, decisive. (p. 37) *Polifonia sgangherata della dannazione. Dalla turba dei dannati che ondeggia nel buio non s'alzano due voci che s'accordino. Ognuno soffre per sé. La solitudine è l'estrema sanzione della pena. (p. 38) ===Canto IV=== *[[Dante Alighieri|Dante]] che, povero e vagabondo, verosimilmente scriveva su cartaccia, non ci ha lasciato un verso autografo, non una parola, non una lettera, e tanto meno una virgola. (p. 53) *[...] non c'è canto della Commedia così gremito di nomi propri: 48, uno ogni tre versi. (p. 53) *In termini generali, resta il fatto che Dante Alighieri relega in questo lembo appartato dell'inferno {{NDR|il [[limbo]]}} tanti spiriti magnanimi solo perché ''non ebber battesmo'', perché l'acqua del battesimo, cioè, non li ha lavati del peccato originale. Intolleranza? integralismo? fondamentalismo? Il lessico corrente non sembra fornire altre sigle. Tuttavia, se appena riflettiamo a quanta insofferenza razziale e culturale ci consente la sinecura della nostra conclamata e obbligatoria e distratta tolleranza, dovrebbe almeno turbarci l'onore che Dante rende, senza la minima discriminazione di cultura e di razza, alle grandi persone che il «integralismo» condanna irrevocabilmente. (p. 56) *Il [[peccato]] originale, la colpa senza responsabilità, il male irredento e innocente di esser venuti al mondo condannati a morte, magari fosse una vecchia intimidazione di secoli bui! È il buio che ci portiamo dentro tutti. E la pietà che Virgilio prova per i suoi compagni di pena e Dante prova per Virgilio, è forse la pietà che tutti ci meritiamo nascendo. (p. 59) ===Canto V=== *Con meticolosa rabbia di vendetta, {{NDR|[[Minosse]]}} applica sentenze di morte eterna irrogate da una Legge, della quale ignora i disegni (e che ha condannato anche lui). Mansione improba ma, diciamocelo, priva di qualsiasi maestà ("''cotanto offizio''" forse non significa altro che "quel po' po' di lavoro"). (p. 67) *Quanti racconti, invece, condivideva Dante con gli osti e i tintori suoi contemporanei! L'intelligenza psicologica, la moralità, il comune sentimento della storia e della vita si abbeveravano nel Medioevo avanzato ad una inesauribile falda di narrazioni. (p. 69) *Un mareggiare di storni. Nel mareggiare, una riga di gru (''la schiera ov'è Dido'', forma franco-latina di "Didone"). Dalla riga di gru si staccano ora, come colombe che planino verso il nido portate dal desiderio, i due [Paolo e Francesca], tratti dalla forza dell'appella affettuoso. E parlano. Con la voce di lei. (p. 70) *Ma è mai possibile che la relazione adulterina che costerà a [[Paolo e Francesca]] morte violenta e pene dell'inferno, sia durata, dalla prima radice alla catastrofe, il tempo di un bacio lasciato a metà? Sembra francamente più sensato supporre che il verso memorabile si riferisca al fatto che, da quel giorno, i due abbiano accantonato le perlustrazioni letterarie sul tema dell'amor cortese, per abbandonarsi alle corvées della passione. (p. 73) *[Dante] addita la letteratura come ruffiana. (p. 73) *All'[[Divina Commedia#Inferno|inferno]] nessuno ha rimorsi, fuorché Dante; tutti, semmai, hanno rimpianti. (p. 74) *Per quanto costi di tormento a Dante-pellegrino abiurare ai dolci pensieri in rima della propria adolescenza [...], il sacro scrivano della Commedia crede di sapere, sa, che in eterno non si può amare che l'Eterno. E solo una fede così dura gli consente di cantare questo morbido, rapinoso ed estremo canto d'amor profano. (p. 74) ===Canto VI=== *Se il Cerbero del mito classico è fratello dell'Idra, questo è un cugino declassato delle Arpie. Anche lui terrorizza con lo schifo che fa. (p. 82) *Ma le sue [di Cerbero] frenesie di cane che trema e digrigna arrapato dalla golosità (''non avea membro che tenesse fermo'') lo rendono anche un po' ridicolo, e sanzionano in eterno la sua promiscuità con i dannati che graffia e trincia, dannato anche lui, cagnaccio antropoide su un pattume di uomini che urlano come cani, demonio da almanacco popolare, viscido e truce. Né, francamente, le sue funzioni di trinciacarni hanno più molto di inappellabile e di sacro... (p. 82) *Il [[gola (ingordigia)|peccato]] di chi si abbrutisce al servizio del proprio apparato digerente, gorgogliando di delizia, gli appare, appunto, non maggiore di altri, ma più repellente e umiliante di qualsiasi. Chissà se oggi non caccerebbe sotto quel diluvio di fanghiglia, per depravazione simmetrica, anche quelli che, golosi di sé, praticano il tetro ascetismo delle diete integrali. (p. 85) ===Canto VII=== *[...] le parole sono tre: "pape" o "papé", "Satan" e "aleppe". E per "Satan" non dovrebbero esserci problemi. "Pape (alla latina, o "papé" alla greca) potrebbe essere l'interiezione di stupore e stizza, attestata dai comici antichi, che sta più o meno per l'"ohibò" dei nostri nonni (oggi pratichiamo interiezioni un po' più genitali). (p. 98) *Ma se, come fa qui, il poema mette in rima parole che hanno funzioni completamente diverse, come "urli" (sostantivo), "pùr li (gruppo avverbiale) e "burli" (verbo), oppure "giosta", "dimostra" e "nostra", la rima turba le simmetrie, e il discorso poetico non si assesta nel verso ma, per così dire, ritola giù di verso in verso incespicando nella rima e accelerando a scatti. Strano effetto dinamico, che si percepisce anche se non si nota. (p. 100) *E se l'Ottocento diffidò di questo canto, dove trovava «il descrittivo» ma non «il drammatico», sarà anche perché non praticava le euforiche mortificazioni della società affluente, i processi di identificazione collettiva nei simboli del consumo, e tanto meno (se possiamo permetterci la spudoratezza dell'anacronismo) la coazione all'improperio, alla rissa, allo scontro frontale che tiranneggia il nostro Sisifo di massa negli ingorghi di traffico. (p. 102) ===Canto VIII=== *Nelle brume di questo quinto cerchio, {{NDR|[[Flegias]]}} saettante e impalpabile sagoma di fuoco ("''flego''", greco, e "''flagro''", latino, significano "incendio, ardo"), sarà emblema flagrante della pazza collera di vendetta. (p. 113) *Certo è che nel calibratissimo congegno teatrale dell'episodio di Filippo Argenti si sprigiona una violenza sbalorditiva. (p. 115) *Anche se non tutti i competenti han creduto di doversi scandalizzare per il comportamento inopinato del pellegrino (che pur si era lasciato commuovere dalle pene di quel lubrico egoista di Ciacco), quasi tutti hanno osservato come il bersaglio di tanta collera appaia troppo piccolo e volgare per la magnanimità dell'Alighieri. Basta a sanare la sproporzione l'ipotesi di un circostanziato rancore personale? [...] Forse. Perché escluderlo? Dante lo sapeva. Ora Dio solo lo sa. (p. 117) *Il pellegrino, annientato dal terrore, pare cercar sollievo di speranza nella scrittura che lo scriverà. (p. 119) *Ma questo esercito di diavoli piovuti dal cielo e dalle pagine dei Padri della Chiesa, dagli affreschi di basilica o di camposanto e dalle fobie del popolo cristiano, lo rintuzza [Virgilio] e lo mortifica. (p. 120) ===Canto IX=== *Sappiamo che il viaggio si consuma in un tempo storicamente determinato (la primavera dell'anno 1300). Il tempo in cui l'Io racconta è, invece, il presente fittizio della scrittura: è il tempo, insomma, in cui Dante Alighieri "finge" di scrivere il poema sacro, abilitato dalla percezione del Creatore. Ma, contemporaneamente, ogni volta che chiunque dà voce a quei versi, è il presente di cui vive chiunque. Il Tu cui quell'Io si rivolge, di tratto in tratto interpellandolo espressamente, è il lettore. Ma il lettore che ad alta voce dice "pensa, lettor" sta pronunciando parole di un monologo profetico in cui l'attimo e l'atto stesso della lettura sono profetizzati come simultanei all'atto e all'attimo della scrittura, nell'immanenza assoluta del presente di Dio, nella "onnipresenza" di Dio. (p. 131) *Qui non si tratta di una serie di situazioni drammatiche intercalate da brani narrativi e da considerazioni dottrinali, ma di un'unica struttura monologante e profetica, entro la quale e in ordine alla quale dialoghi, racconti, figure, considerazioni ardue e spesso mal decifrabili assumono il rilievo, il dinamismo appassionato, la maestà che da secoli soggiogano e trascinano chiunque si faccia uscir di bocca il suono di quei versi, si lasci intrappolare in quell'Io febbrile e supremo. (p. 132) *E con quest'allusione pesante alla favola di Ercole [...], il messo celeste tronca il discorso, si gira e si riavvia per il cammino fangoso, senza rivolgere parola ai due poeti, col piglio di persona incalzata da ben altro pensiero che non quello di chi gli sta fra i piedi. (p. 133) ==Citazioni su Vittorio Sermonti== *Non sono l'unico ad aver perso il padre, ma il solo ad aver perso Vittorio Sermonti. ([[Pietro Sermonti]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Vittorio Sermonti, ''L'Inferno di Dante'', a cura di Gianfranco Contini, Rizzoli, 1988. ISBN 9788817857253 ==Voci correlate== *[[Ludovica Ripa di Meana]] – seconda moglie *[[Pietro Sermonti]] – figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sermonti, Vittorio}} [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 2jg6qeposmtybiprhvevx0dvi8mvutb Kuki Shūzō 0 156830 1415593 1235966 2026-06-04T14:34:43Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento immagine 1415593 wikitext text/x-wiki [[File:Affidavit-kuki-shuzo-portrait-scan.jpg|miniatura|Shūzō Kuki]] '''Kuki Shūzō''' (1888 – 1941), filosofo, poeta e scrittore giapponese. ==''La struttura dell'iki.''== *Nelle lingue europee vi sono parole soltanto simili a ''[[Iki (filosofia)|iki]]'', ma non vi si può trovare l'esatto equivalente. Nulla impedisce allora di considerare l'''iki'' una evidente automanifestazione del modo d'essere specifico della cultura orientale […]. (p. 49) *[…] il primo attributo dell<nowiki>'</nowiki>''iki'' è la «seduzione» dell'altro sesso. Che il rapporto fra i sessi costituisca l'essere originario dell'''iki'' si deduce dal fatto che ''ikigoto'' (faccenda ''iki'') è sinonimo di ''irogoto'' (faccenda erotica). E quando si dice ''ikina hanashi'' (storia ''iki'') si fa riferimento a una relazione sessuale. (p. 53) *Se abbiamo definito l'''iki'' come un fenomeno di [[coscienza]] ricco di qualità, come «seduzione» che si realizza ontologicamente grazie all'ideale etico del [[Bushido|Bushidô]] e all'Irrealtà buddhista, non potremo forse dire che è «attrattiva erotica (seduzione) capace di sprezzatura (rinuncia) e dotata di tensione (energia spirituale)»? (p. 64) *La provocazione erotica delle [[Sirene]] «che si dondolano sui bianchi rami dei pioppi» e le sfrenatezze delle [[Baccanti]] «che tanto piacciono ai loro amici [[Satiro|Satiri]] ossia la seduzione di stile occidentale che dà spettacolo di sé ancheggiando nella platealità del reale, è quanto di più distante vi sia dall'''iki''. Il quale all'altro sesso rivolge appena un cenno allusivo. (p. 86) [[File:MET DP135638.jpg|100px|miniatura|Una stampa giapponese di Utamaro]] *Anche sollevare un lembo del chimono con la mano è espressione dell'''iki''. Il «mostrar di sfuggita, a tempo col passo, lo scarlatto della fascia che cinge i fianchi, e il giallino della cintura in crespo di seta che chiude il sottochimono» e «la bellezza del primo passo che fa balenare gli indumenti intimi di crespo di seta rossa fra il candore di neve della pelle e il bianco della vestaglia di cotone» sono certamente in armonia con il carattere ''iki''. (p. 92) *Se per oggettivarsi nelle arti decorative l<nowiki>'</nowiki>''iki'' dispone di due risorse, forma e colore, verranno usate, come forma, le rette parallele, per esprimere la dualità che è causa materiale dell<nowiki>'</nowiki>''iki'', e come colore si sceglierà per lo più una tonalità cupa a debole saturazione, oppure una fredda, per esprimere la tensione ideale e l'Irrealtà che sono cause formali dell'''iki''. (p. 112) *[…] nelle parti in cui si richiede una certa eleganza, l'architettura ''iki'' mostra spesso caratteri simili a quelli della decorazione ''iki''. Tende, per esempio, a evitare il più possibile le linee curve. Non si può neanche immaginare che sia iki una stanza circolare o un soffitto rotondo. L'architettura ''iki'' non apprezza le curve delle finestre ovali o a corolla. E preferisce le forme squadrate a quelle arcuate anche per i trafori ornamentali che abbelliscono la parte superiore (''ranma'') delle porte scorrevoli interne. Ma su questo punto è un po' più indulgente della decorazione, che è indipendente e astratta. (p. 116) ==Bibliografia== *Kuki Shūzō, ''La struttura dell'iki'', a cura di Giovanna Baccini, Adelphi, Milano. ISBN 978-88-459-0933-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Shūzō, Kuki}} [[Categoria:Filosofi giapponesi]] [[Categoria:Poeti giapponesi]] [[Categoria:Scrittori giapponesi]] bii38sxicajsmaq38zov7qx3ibzstvn 1415594 1415593 2026-06-04T14:35:40Z Marcella Medici (BEIC) 84396 /* La struttura dell'iki. */ 1415594 wikitext text/x-wiki [[File:Affidavit-kuki-shuzo-portrait-scan.jpg|miniatura|Shūzō Kuki]] '''Kuki Shūzō''' (1888 – 1941), filosofo, poeta e scrittore giapponese. ==''La struttura dell'iki''== *Nelle lingue europee vi sono parole soltanto simili a ''[[Iki (filosofia)|iki]]'', ma non vi si può trovare l'esatto equivalente. Nulla impedisce allora di considerare l'''iki'' una evidente automanifestazione del modo d'essere specifico della cultura orientale […]. (p. 49) *[…] il primo attributo dell<nowiki>'</nowiki>''iki'' è la «seduzione» dell'altro sesso. Che il rapporto fra i sessi costituisca l'essere originario dell'''iki'' si deduce dal fatto che ''ikigoto'' (faccenda ''iki'') è sinonimo di ''irogoto'' (faccenda erotica). E quando si dice ''ikina hanashi'' (storia ''iki'') si fa riferimento a una relazione sessuale. (p. 53) *Se abbiamo definito l'''iki'' come un fenomeno di [[coscienza]] ricco di qualità, come «seduzione» che si realizza ontologicamente grazie all'ideale etico del [[Bushido|Bushidô]] e all'Irrealtà buddhista, non potremo forse dire che è «attrattiva erotica (seduzione) capace di sprezzatura (rinuncia) e dotata di tensione (energia spirituale)»? (p. 64) *La provocazione erotica delle [[Sirene]] «che si dondolano sui bianchi rami dei pioppi» e le sfrenatezze delle [[Baccanti]] «che tanto piacciono ai loro amici [[Satiro|Satiri]] ossia la seduzione di stile occidentale che dà spettacolo di sé ancheggiando nella platealità del reale, è quanto di più distante vi sia dall'''iki''. Il quale all'altro sesso rivolge appena un cenno allusivo. (p. 86) [[File:MET DP135638.jpg|100px|miniatura|Una stampa giapponese di Utamaro]] *Anche sollevare un lembo del chimono con la mano è espressione dell'''iki''. Il «mostrar di sfuggita, a tempo col passo, lo scarlatto della fascia che cinge i fianchi, e il giallino della cintura in crespo di seta che chiude il sottochimono» e «la bellezza del primo passo che fa balenare gli indumenti intimi di crespo di seta rossa fra il candore di neve della pelle e il bianco della vestaglia di cotone» sono certamente in armonia con il carattere ''iki''. (p. 92) *Se per oggettivarsi nelle arti decorative l<nowiki>'</nowiki>''iki'' dispone di due risorse, forma e colore, verranno usate, come forma, le rette parallele, per esprimere la dualità che è causa materiale dell<nowiki>'</nowiki>''iki'', e come colore si sceglierà per lo più una tonalità cupa a debole saturazione, oppure una fredda, per esprimere la tensione ideale e l'Irrealtà che sono cause formali dell'''iki''. (p. 112) *[…] nelle parti in cui si richiede una certa eleganza, l'architettura ''iki'' mostra spesso caratteri simili a quelli della decorazione ''iki''. Tende, per esempio, a evitare il più possibile le linee curve. Non si può neanche immaginare che sia iki una stanza circolare o un soffitto rotondo. L'architettura ''iki'' non apprezza le curve delle finestre ovali o a corolla. E preferisce le forme squadrate a quelle arcuate anche per i trafori ornamentali che abbelliscono la parte superiore (''ranma'') delle porte scorrevoli interne. Ma su questo punto è un po' più indulgente della decorazione, che è indipendente e astratta. (p. 116) ==Bibliografia== *Kuki Shūzō, ''La struttura dell'iki'', a cura di Giovanna Baccini, Adelphi, Milano. ISBN 978-88-459-0933-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Shūzō, Kuki}} [[Categoria:Filosofi giapponesi]] [[Categoria:Poeti giapponesi]] [[Categoria:Scrittori giapponesi]] ah3pri6cf1hzrcegp6z2ug0tdb3udm8 1415658 1415594 2026-06-05T05:53:41Z Spinoziano 2297 typo; - immagine in eccesso 1415658 wikitext text/x-wiki [[File:Affidavit-kuki-shuzo-portrait-scan.jpg|miniatura|Kuki Shūzō]] '''Kuki Shūzō''' (1888 – 1941), filosofo, poeta e scrittore giapponese. ==''La struttura dell'iki''== *Nelle lingue europee vi sono parole soltanto simili a ''[[Iki (filosofia)|iki]]'', ma non vi si può trovare l'esatto equivalente. Nulla impedisce allora di considerare l'''iki'' una evidente automanifestazione del modo d'essere specifico della cultura orientale [...]. (p. 49) *[...] il primo attributo dell{{'}}''iki'' è la «seduzione» dell'altro sesso. Che il rapporto fra i sessi costituisca l'essere originario dell'''iki'' si deduce dal fatto che ''ikigoto'' (faccenda ''iki'') è sinonimo di ''irogoto'' (faccenda erotica). E quando si dice ''ikina hanashi'' (storia ''iki'') si fa riferimento a una relazione sessuale. (p. 53) *Se abbiamo definito l'''iki'' come un fenomeno di [[coscienza]] ricco di qualità, come «seduzione» che si realizza ontologicamente grazie all'ideale etico del [[Bushido|Bushidô]] e all'Irrealtà buddhista, non potremo forse dire che è «attrattiva erotica (seduzione) capace di sprezzatura (rinuncia) e dotata di tensione (energia spirituale)»? (p. 64) *La provocazione erotica delle [[Sirene]] «che si dondolano sui bianchi rami dei pioppi» e le sfrenatezze delle [[Baccanti]] «che tanto piacciono ai loro amici [[Satiro|Satiri]] ossia la seduzione di stile occidentale che dà spettacolo di sé ancheggiando nella platealità del reale, è quanto di più distante vi sia dall'''iki''. Il quale all'altro sesso rivolge appena un cenno allusivo. (p. 86) *Anche sollevare un lembo del chimono con la mano è espressione dell'''iki''. Il «mostrar di sfuggita, a tempo col passo, lo scarlatto della fascia che cinge i fianchi, e il giallino della cintura in crespo di seta che chiude il sottochimono» e «la bellezza del primo passo che fa balenare gli indumenti intimi di crespo di seta rossa fra il candore di neve della pelle e il bianco della vestaglia di cotone» sono certamente in armonia con il carattere ''iki''. (p. 92) *Se per oggettivarsi nelle arti decorative l{{'}}''iki'' dispone di due risorse, forma e colore, verranno usate, come forma, le rette parallele, per esprimere la dualità che è causa materiale dell{{'}}''iki'', e come colore si sceglierà per lo più una tonalità cupa a debole saturazione, oppure una fredda, per esprimere la tensione ideale e l'Irrealtà che sono cause formali dell'''iki''. (p. 112) *[...] nelle parti in cui si richiede una certa eleganza, l'architettura ''iki'' mostra spesso caratteri simili a quelli della decorazione ''iki''. Tende, per esempio, a evitare il più possibile le linee curve. Non si può neanche immaginare che sia iki una stanza circolare o un soffitto rotondo. L'architettura ''iki'' non apprezza le curve delle finestre ovali o a corolla. E preferisce le forme squadrate a quelle arcuate anche per i trafori ornamentali che abbelliscono la parte superiore (''ranma'') delle porte scorrevoli interne. Ma su questo punto è un po' più indulgente della decorazione, che è indipendente e astratta. (p. 116) ==Bibliografia== *Kuki Shūzō, ''La struttura dell'iki'', a cura di Giovanna Baccini, Adelphi, Milano. ISBN 978-88-459-0933-7 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Shuzo, Kuki}} [[Categoria:Filosofi giapponesi]] [[Categoria:Poeti giapponesi]] [[Categoria:Scrittori giapponesi]] 8kcw6dv1qxm4jyxxoa7nv3oowhuacu0 Lillo Gullo 0 157161 1415626 1412200 2026-06-04T16:47:44Z Ibisco 49387 correzione opera + riordino e integrazione poesie + rimozione interpolazione 1415626 wikitext text/x-wiki '''Lillo Gullo''', all'anagrafe '''Calogero Giovanni Gullo''' (1952 – vivente), poeta, aforista, giornalista e saggista italiano. ==Citazioni di Lillo Gullo== {{cronologico}} *[[Hans Albert|Albert]], nell'introduzione del suo "trattato"<ref>Hans Albert, ''Per un razionalismo critico'', Il Mulino, Bologna, 1974.</ref>, contesta ai sostenitori degli indirizzi analitici (positivismo) ed ermeneutici (esistenzialismo) l'inconciliabilità di razionalità e impegno, per contro critica ai fautori degli indirizzi dialettici (marxismo) l'asserita semplicità e inscindibilità di nessi, che tuttavia riconosce, tra razionalità e impegno. Per superare l'angustia di questi indirizzi, Albert propone il "razionalismo critico" della Filosofia di Karl Popper, suo riconosciuto maestro, che consentirebbe di conciliare razionalità e impegno. La via dovrebbe essere quella di "un impegno critico per un pensiero razionale".<ref>Da ''Conoscenza e impegno: le proposte del razionalismo critico'', ''Verifiche'', Anno III, Numero 2, Giugno 1974, p. 213.</ref> *È stato sottolineato come le opere del [[Karl Popper|Popper]] "critico della società" in Italia abbiano avuto più fortuna di quelle del Popper "critico della scienza" – anche se i due livelli non sono facilmente separabili. Basti pensare a ''Miseria dello storicismo'': pubblicato per la prima volta in Italia presso l'editrice l'Industria e ristampato nel '73 da Mazzotta e recentemente da Feltrinelli. Probabilmente questo interessamento è dovuto al fatto che la critica alla società in Popper è critica allo storicismo e, segnatamente, alla sua variante politicamente più significativa: la teoria marxista della storia, che nel dibattito politico italiano occupa una posizione centrale.<ref>Da ''Popper e lo storicismo'', ''Verifiche'', Novembre 1975, Numero 3/4, Anno IV, pp. 328-343.</ref> *Il fumetto centrale, d'importazione estera, è [[Vampirella]], presentata nel 1970 come un'eroina approdata per puro caso sulla terra dopo essere scampata alla distruzione del mondo felice e non-violento di ''Drakulon'', dove l'acqua era equivalente al sangue dei terrestri.<ref name=Vamp>Da ''Vampira è bello'', ''La Città Futura'', Roma, 2 novembre 1977.</ref> *La terra che ha accolto [[Vampirella]] è popolata da dèmoni mostruosi e vendicativi e da uomini ributtanti e ambiziosi, «poteristi» che, pur di prolungare la vita sono disposti alle abiezioni più impensabili.<ref name=Vamp /> *Per [[Vampirella]] – come per i ''[[Beatles]]'' nella loro famosa canzone ''Black bird'' – il giorno non è «il giorno», ma «la morte della notte». Nonostante sia una creatura che agisce di preferenza nel freddo della notte (che però non le vieta di andare in giro sempre svestita), la nostra eroina, tiene a sottolineare la sua natura non terrificante e anzi tendenzialmente buona, a cui non si attiene solo quando è costretta, per sopravvivere, a succhiare sangue umano.<ref name=Vamp /> *{{NDR|Su [[Diego Armando Maradona|Maradona]]}} A Napoli abbiamo avuto conferma di questo binomio tifo-business. Sono tante le iniziative più o meno legali (il famoso "sommerso") collegati al Pibe de Oro: dalle magliette ai quaderni, dai pupazzetti ai posters, e così via. Chi non commercia "in Maradona", non per questo lascia in pace l'argentino, la cui presenza viene continuamente evocata con scritte sui muri, fotografie, dediche autografe e qualche striscione sopravvissuto agli eccessi del Maradona day. In altre parole, a noi è sembrato che il Pibe de Oro non solo sia lo sponsor forzato di buona parte dell'economia sommersa partenopea, ma anche il taumaturgo dell'intera città. E per il popolino, sempre alla ricerca di santi protettori, la febbre di Maradona – che ormai fa concorrenza perfino a [[San Gennaro]] – ha veramente qualcosa di religioso. Non a caso, come i santi, lo hanno messo recentemente nel presepe. Non a caso, sempre come si fa con i santi, hanno battezzato tanti bambini con il suo nome.<ref name=Maradona>Da ''I mariti con Maradona e le 80.000 mogli? <small>Napoli e il suo idolo / Grazie al Pibe de Oro si rivitalizza l'economia sommersa – L'asso argentino, ormai «santificato», fa concorrenza a S. Gennaro – Così la domenica partenopea</small>'', ''[[L'Ora]]'', Palermo, 23 gennaio 1985.</ref> *Cantava qualche anno fa [[Pino Daniele]]: "Napule è mille culure...". Da quando la squadra di [[Rino Marchesi|Marchesi]] ha ripreso a vincere e Maradona a segnare, la città partenopea non ha più "mille colori", ma solo due: il bianco e il celeste, cioè quelli della formazione di casa.<ref name=Maradona/> *{{NDR|Sulla tripletta di Maradona allo [[stadio San Paolo]] il 24 febbraio 1985}} Erano contro due squadre. Uno dei 22 calciatori ha segnato tre goal da antologia al povero portiere [[Fernando Orsi|Orsi]]: il primo agganciando di destro e calciando al volo di sinistro, il secondo con pallonetto, il terzo dalla bandierina del corner. Infine, lo stesso giocatore, con un assist impeccabile, ha fatto realizzare un quarto goal ad un suo compagno. Le due squadre, come tutti sanno, erano Napoli e Lazio. Il fuoriclasse, balzato nella classifica cannonieri al secondo posto dopo [[Platini]] non poteva che essere lui: Diego Armando Maradona che, come l'attore-regista [[Massimo Troisi]], può davvero ricominciare da tre.<ref>Da ''Una volta tanto la sfortuna gioca in casa <small>Una domenica positiva per quasi tutte le squadre ospiti – L'eccezione di Maradona</small>'', ''L'Ora'', Palermo, 26 febbraio 1985.</ref> *Un tavolinetto, un lettino, una sedia, pennelli e barattoli di colore, una cuccuma, un putto di gesso, una cornice e una spina elettrica. Questo scarno elenco di oggetti è tutto quello di cui [[Gianfranco Ferroni]] – pittore, incisore, ma soprattutto disegnatore – ha bisogno per rappresentare il mistero dell'esistenza umana. Per trovare un altro artista restio a varcare la soglia del proprio studio, bisogna andare indietro nel tempo fino al Seicento e bussare alla porta di [[Jan Vermeer|Vermeer]], il pittore olandese che ha saputo immortalare la vita silenziosa delle cose. Risulta più agevole trovare sodali di Ferroni tra i letterati, forse in ossequio all'etimologia comune, dal greco "graphein", di scrivere e disegnare. Vengono in mente almeno tre nomi: l'austriaco Adalbert Stifter, che fu anche pittore, e i francesi [[Georges Perec]] e [[Alain Robbe-Grillet|Robbe-Grillet]].<ref>Da ''Nei nostri poveri oggetti c'è il mistero dell'uomo. Intervista a Gianfranco Ferroni, uno dei maestri della pittura contemporanea, al quale è dedicata un'ampia retrospettiva a Conegliano Veneto'', ''L'Ora'', Palermo, 16 gennaio 1991.</ref> *Era un uomo mite, [[Aurelio Galleppini]], eppure il destino ha voluto che fosse proprio lui, 50 anni fa, il creatore grafico di [[Tex Willer]], il più manesco degli eroi italiani di carta. Altra singolarità: Galleppini non conosceva l'America, eppure dobbiamo a lui la più torrenziale ricostruzione a fumetti del vecchio West. Vero è che i disegnatori di talento – e Galep lo era in misura superlativa – possiedono una prodigiosa memoria fotografica che consente loro di "riprodurre" tutte le immagini intraviste anche per un solo istante: il fotogramma di un film, un quadro, un paesaggio, ecc. Ma certo sarebbe stata una risorsa di corto respiro e, comunque, del tutto inadeguata per una saga, come quella di Tex, destinata a macinare ininterrottamente centinaia di albi. Nell'Italia postbellica, tutto è da ricostruire: non solo le case ma pure l'immaginario. E se le ruspe animano i cantieri, i fumetti vivacizzano le edicole. [...] In questa fase di interesse quasi maniacale per la documentazione degli ambienti western Galep approda, per caso, in Trentino: un'autentica rivelazione per il disegnatore del West, una terra promessa, l'America – una certa America – a portata di mano e di pennello.<ref>Da ''Profumi trentini nell'America di Galep''; in AA. VV. ''Tex. I cinquant'anni di Tex. Omaggio a Aurelio Galleppini. L'evoluzione di un mito'', Comune di Trento, con la collaborazione di Sergio Bonelli Editore, pp. 29-41, 1998.</ref> *''Il [[Cielo e mare|cielo]] | si dà molte arie, | ma il [[Cielo e mare|mare]] | ha pensieri | più profondi.''<ref>''Cielo e mare'', pastello di [[Flora Graiff]], Edizioni [[Pulcinoelefante]], Osnago (LC), 1998.</ref> *''Per un'estate colma sui campi | basterà la giusta pioggia | di nuvole tascabili || mentre pozzi da pochi secchi | disseteranno rospi superstiti e la lucertola | che dimora nei quadrati dell'orto.''<ref> Da ''Rospi superstiti'', citato in ''Astolfo'', Anno VI, Numero 2, 1999, p. 71.</ref> *Nel secondo dopoguerra, [[Franz Lenhart|Lenhart]] volta le spalle al Pacifico e affronta l'oceano Atlantico: la "scoperta" dell'America è datata 1950. Grazie al suo multiforme talento, “il biondo pittore delle Dolomiti” non fatica a trovare estimatori che parlino inglese e portoghese: vive così una bohème di lusso tra i grattacieli di [[New York]] e la baia di [[Rio de Janeiro]]. Padrone indiscusso di generi e tecniche, è in Brasile, in particolare, che il vulcanico Lenhart si sbizzarrisce a fissare su carnets ciò che più lo colpisce: ponti e passanti, palazzi e favelas, camerieri in livrea e ballerine in costume (poco costume). A proposito di ballerine, un aneddoto: abituate ad essere molestate dai maschi, alcune ballerine di San Paolo rimasero così colpite dal comportamento del "biondo pittore" che decisero di soprannominarlo "O Pintor Santo", il pittore santo.<ref name=Lenhart>Da ''Quei beati anni dell'affiche'', in Roberto Festi, Lillo Gullo, ''Franz J. Lenhart'', Edizioni Banca di Trento e Bolzano, 2000, Trento, pp. 22, 24 e 28.</ref> *Ma la vera "trovata" cartellonistica di Lenhart consiste nell'assegnare alla donna il ruolo di testimonial degli svaghi montani. E che donna: bella, elegante e "nuova", cioè fortemente rinnovata nelle sue classiche proporzioni grazie a un buon numero di centimetri in più distribuiti lungo le gambe (prefigurazione della top model di oggi?). Ed ecco il manifesto tipo: sullo sfondo le guglie dolomitiche, in primo piano una bellezza femminile che mette tutto il suo fascino al servizio dell'appeal del bozzetto, espressamente finalizzato – mai scordarlo – a "sedurre" lo "spettatore" e ad accendere in lui il desiderio di trascorrere una vacanza in montagna. Certo, è il gusto personale che fa iscrivere Lenhart al partito del rinnovamento, ma è anche vero che il suo passo modernista e l'impulso a tratteggiare donne slanciate trovano un naturale incoraggiamento nel supporto cartaceo: 70 centimetri di base per 100 centimetri di altezza il manifesto più diffuso, il cosiddetto "elefante". Ossia, le "misure" giuste per contenere donne con misure "superbe". [...] D'altronde, perché stupirsi: non ci aveva insegnato [[Marshall McLuhan]] che il medium è il messaggio?<ref name=Lenhart /> *''Come chiocciole catafratte dal guscio | teste occhieggiano da scuri socchiusi | per indovinare recondite passioni | di imbacuccate figure frettolose. || Piove dall'alba sui tetti e sull'uscio | e su questa grasta negletta di latta | dove smorenti petali color arancio zucca | feriscono e illudono come pugnali di luce.''<ref>''Pugnali di luce'', citato in Centro Internazionale Eugenio Montale, ''Vent'anni di poesia. Antologia dei poeti premiati 1982-2002'', presentazione di [[Maria Luisa Spaziani]] e con un intervento di [[Mario Luzi]], Passigli Editori, 2002, p. 121.</ref> *''Quando ci chiederanno | di salvare gli oggetti | secondo il suono | che li designa, | sappiate che il mio voto | andrà all'[[imbuto]].''<ref>''L'imbuto'', citato in ''[[Corriere della Sera]]'', 11 aprile 2002.</ref> *''[[Bocca]] che taci, ascolta: | altra è oggi la tua missione: | dischiudere le labbra | e rispondere al violetto | invito di un [[bacio]] primaverile.''<ref>''Bocca che taci'', ''Resine'', ''Quaderni Liguri di Cultura'', (Nuova serie), Anno XXIV, n. 94, Ottobre-Dicembre 2002, p. 58.</ref> *''E pure a qualcosa dovrò [[rinunciare]]: | a un'arancia da sbucciare | all'avvistamento di un nibbio | o all'imperativo di un'alba chiara. || Oppure: a una luna piena | alla bugia d'una amorosa chimera | all'apertura delle imposte alle otto | o chissà: a un'intera primavera. || E magari: a un sobbalzo del cuore | a un tuo sorriso di seta | al dono di un verso d'oro | o al transito di una cometa. || E ancora: a una stretta di mano | o alla fioritura di una rosa: | non so a cosa ma al momento dell'addio | so già che dovrò rinunciare a qualcosa''.<ref>''La rinuncia'', citato in [[Maurizio Cucchi]], ''Scuola di Poesia'', ''Specchio della Stampa'', n. 383, 26 luglio 2003.</ref> *''Sul ramo che è un trono barcolla | la foglia vieppiù zavorrata dal giallo | e solo non crolla per un filamento | smorente eppure non domo dal vento. || Accadrà in una notte d'autunno | e più non sarà aquilone in catene | ma rondine di un unico volo | e di un morire per terra''.<ref>''La foglia-rondine'', Citato in ''[https://www.google.com/search?rlz=1C1PRFI_enIT711IT711&biw=1366&bih=576&tbm=bks&ei=843aXNyLIMSQkwWx_aSoCw&q=lillo+gullo+la+foglia-rondine&oq=lillo+gullo+la+foglia-rondine&gs_l=psy-ab.12...7776.10971.0.12355.12.12.0.0.0.0.98.943.12.12.0....0...1c.1.64.psy-ab..0.0.0....0.MdFqDBJt7Iw Il bosco dei poeti]'', Dolcè (VR), 2003.</ref> *''Vampe e lampi: | in cielo saette, | fuochi nei campi. || Scrofe sui marciapiedi. | [[Estate]] in leasing. | Sconosciuti con il cappuccio. || Sessi presi a sassate. | Ramarri impassibili. | Caldare con calce che bolle. || Pane raffermo | e coltello che non taglia. | Olio rancido e padella sfondata. || Tutti a [[rimpianto|rimpiangere]]: | i mandorli in [[rima fiore-amore|fiore]] | e l'amore (se fu vero [[rima fiore-amore|amore]]).''<ref>''Cavatina dell'orbo'', citato in ''Colophon'', n. 18, gennaio 2005, p. 53.</ref> *''Eppure, | da qualche parte | c'è una [[rosa (fiore)|rosa]] | appena fiorita''.<ref>''Eppure'', con un disegno di Giuseppe Maraniello inciso su legno di bosso da Adriano Porazzi, Edizioni Pulcinoelefante, edizione 6209 in 30 copie, Osnano (MI), settembre 2005.</ref> *Il pennello come una sgorbia. La pittura è per [[Remo Wolf]] la prosecuzione della xilografia. Elemento unificante per le due pratiche creative è il legno: matrici in pero per l'inchiostro, fogli di compensato per i colori ad olio. Artista per così dire "muscolare", Wolf, anche in pittura, avverte il richiamo del legno. È una materia che, non avendo "la pancia molliccia" come la tela, resiste alla manipolazione dell'uomo: ed è questa, la premessa, il necessario antefatto per una pittura "virile", una pittura si direbbe quasi affine alla scultura: e, a ben guardare, le figure wolfiane si offrono sovente con contorni netti e masse che sembrano sbozzate con lo scalpello. [...] Sfogliamo ''Il calzolaio di Messina'', plaquette tirata in pochi esemplari da Franco Sciardelli nel 1989. Il racconto è firmato da [[Leonardo Sciascia|Sciascia]] (sarà, questa, la sua ultima opera), le xilografie da Wolf. Nell'esemplare custodito dal Maestro leggiamo una dedica autografa: "A Remo Wolf, che ha così quel che ha donato, con animo grato e con cordiali saluti. Leonardo Sciascia." Da aggiungere che Sciascia, raffinato cultore e collezionista di stampe, apprezza Wolf fin dal 1957, quando, nella collana che dirige per Salvatore Sciascia, editore di Caltanissetta, ospita la monografia del Maestro scritta da Giorgio Trentin.<ref>Da ''Remo Wolf. La luce e l'ombra'', in ''Remo Wolf'', catalogo della mostra a cura di Giovanna Nicoletti, Comune di Arco, Assessorato alla Cultura, Palazzo dei Panni, Atelier Segantini, Arco (TN), 7 agosto – 18 dicembre 2005, pp. 17, 19 e 20.</ref> *''Affari di cuore'': non inganni il titolo dimesso del canzoniere amoroso di [[Paolo Ruffilli]]. È fine astuzia: quel titolo è la cenere con cui il poeta-affabulatore ricopre la brace che arde sulle pagine, ossia l'esplorazione impetuosa e impietosa di una scoperta sconvolgente: la smania che hanno gli amanti di divorarsi a vicenda: ''Può darsi | sia un retaggio | cannibalesco, | questo di mangiarsi | con gli occhi | con le mani | con la bocca e | tutto il resto''. La materia è scabrosa. Di più: uno scandalo! E non può essere che così per l'uomo di oggi ormai disavvezzo a concepire la congiunzione di due carni estranee come una dimensione del sacro. Con tutta evidenza, è lo stesso uomo che non sa più chiedersi perché Cristo, nell'offrire ai discepoli il pane spezzato e benedetto, abbia detto "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo" e non "Prendete e mangiate, questo è il mio spirito". Da lì, dunque, bisogna ripartire: dalla lezione evangelica. Che non smette di essere vera, e perciò scandalosa, laddove venga applicata al pasto amoroso.<ref>{{cita web|http://www.literary.it/dati/literary/G/gullo_lillo/affari_di_cuore.html|Da ''L'amor cannibale di Paolo Ruffilli'', ''literary.it'', 2011}}</ref> *Nel 1988 Trento ha ospitato la rimpatriata dei sessantottini, i ribelli in eskimo e barba lunga che vent'anni prima avevano portato un seme, per quanto scorbutico, di fantasia e modernizzazione. [...] Dunque, a Trento vent'anni dopo. Logo della kermesse: i pinguini. Location: il palazzo di Sociologia con un tocco vintage: la facciata pavesata con gli striscioni rossi delle occupazioni. Uno dei ''pinguini'' più attesi era [[Mauro Rostagno]]. A Trento tornava un uomo di 46 anni, dall'allegria ancora contagiosa ma profondamente segnato dalle sue tante vite vissute nel frattempo. Era stato a Milano animatore della controcultura con il centro sociale Macondo, era stato ''arancione'' con il nome di Sanatano e ora viveva in Sicilia, con la compagna Chicca Roveri e la figlia Maddalena, assorbito dall'impegno nella comunità ''Saman'' che aveva fondato per il recupero di tossicodipendenti.<ref>Da ''[https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/quando-il-pinguino-ritornò-a-sociologia-vestito-da-pacificatore-1.1064813 Quando il «Pinguino» ritornò a Sociologia vestito da pacificatore]'', ''Trentino'', Trento, 26 settembre 2013.</ref> *''Quanto alla scena: sarà un'attesa | ma senza che si sappia di cosa: | potrà essere la fucilata di un bacio | come pure il cappio di una resa''.<ref>Da ''Il palco'', citato come epigrafe in Alessandro Dell'Aira, ''Ogni donna è una stella: {{small|Jane Wolfe & Aleister Crowley a Cefalù}}'', Torri del Vento Edizioni, giugno 2016. ISBN 978-88-99896-00-3</ref> {{Int2|1=''Gianni Rodari, «Grammatica della fantasia»''|2=''L'Ora'', 1 gennaio 1975.}} *[[Gianni Rodari]], vincitore del Premio Andersen nel 1970, autore di numerosi libri di favole e di filastrocche tradotti in tutto il mondo, è convinto che il processo dell'invenzione fantastica sia insito nella natura umana; con questa ''Grammatica'' – intaccando il culto e il mistero creatogli dal [[Romanticismo]] cerca di spiegare i meccanismi del processo creativo che nel bambino «anticipa quelli del pensiero logico e li rafforzano». *Secondo Rodari, la scintilla di una storia è data dall'accostamento insolito di due parole (ad esempio: cane, armadio), che «liberate dalle catene verbali di cui fanno parte quotidianamente», estraniate, danno luogo a un ''binomio fantastico'': «Il cane dell'armadio»; e così via, con tutti i possibili e immaginabili accostamenti. Poi viene l'''ipotesi fantastica'', con la tecnica del «che cosa succederebbe se la Sicilia perdesse i bottoni, se la città di Reggio Emilia (a cui è dedicato il libro, ''ndr'') si mettesse a volare, se un coccodrillo di presentasse a ''Rischiatutto''?», eccetera. Un'altra operazione proficua è l'utilizzo del ''prefisso arbitrario'', con cui si trasformano le parole: ad esempio, un attaccapanni può diventare uno «staccapanni», che, «in un paese di vetrine senza vetri, negozi senza cassa e guardaroba senza scontrino, serve per staccare gli abiti quando se ne ha bisogno». Si avranno così: lo «scannone» per disfare la guerra, la «bispipa» per fumatori accaniti, la «bispenna» per scolari gemelli, il «trinocolo», la «trimucca», eccetera. *Le favole, per Rodari possono anche essere messe al servizio della matematica. Ad esempio, la storia del ''Brutto anatroccolo'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]] – cioè del cigno capitato per errore in un branco di anatre – ha una struttura insiemistica, e può diventare «l'avventura di un elemento A capitato per errore nell'insieme degli elementi B, che non trova pace fino a quando non rientra nel suo insieme naturale, quello degli elementi A...». {{Int2|1=''La conversione di Diabolik''|2=''l'Unità'', 27 novembre 1975.}} *L'appellativo «nero» nell'espressione «cronaca nera» è stato usato dai quotidiani per riferire i delitti e gli episodi di violenza. Lo stesso attributo dato ai fumetti serve ad etichettare il genere in cui nella tradizionale lotta tra «bene» e «male» – volendo usare due categorie schematiche e dai lineamenti ideologici molto incerti – si è verificata una radicale inversione di tendenza: il «male» che trionfa sul «bene». [[Diabolik]], nella storia del fumetto italiano, è stato il primo ad attuare questo rovesciamento. *Diabolik andrebbe distinto dagli altri eroi «neri» e dai protagonisti delle pornofavole. E questo è ancor più vero oggi che le sue imprese «criminose» sono sempre più spesso rivolte contro speculatori, strozzini, ricettatori, dirigenti di multinazionali, golpisti, spacciatori di droga e carogne di ogni risma (un tempo invece ammazzava per un nonnulla anche il semplice poliziotto o il modesto impiegato). Ma più che di un antifascista o di un giustiziere ''sui generis'' (l'[[Ginko|ispettore Ginko]], eterno avversario di Diabolik, ne parla come di uno che contesta il mondo), è ancora il caso di parlare di un criminale ''con scrupoli'', poiché la molla che lo fa agire è sempre il lucro personale. *Ancor più di Diabolik è cambiata la sua fedele compagna [[Eva Kant]], inizialmente complice sottomessa, figura sbiadita, e adesso sempre più una protagonista degli enigmi che la coppia deve risolvere. Per questo Eva Kant, rivendicando giustamente il riconoscimento dei suoi meriti, attacca Diabolik con decisi toni femministi e lo apre a inaspettate riflessioni politiche (non va dimenticato che sono due donne, le sorelle [[Angela e Luciana Giussani]], le creatrici di questo fumetto). Nell'albo n. 24 del 1974, è lei a far capire a Diabolik che in un certo Paese dell'Asia, dove il popolo cerca di vivere in modo diverso «nell'uguaglianza» (chiaramente, la Cina), il furto è solo «un'inutile provocazione», poiché tutto appartiene a tutti. «Là, – alla fine ammette Diabolik – io non avrei ragione di esistere». {{Int2|1=''Un detective contro l'ordine''|2=''La Città Futura'', 6 luglio 1977.}} *New York, uno dei tanti ''slums'': alcuni camionisti inseguono un uomo che stava pisciando sulle ruote di un loro autocarro. Si tratta dell'investigatore [[Alack Sinner]], romantico, uomo solo del nostro tempo, ultimo grande acquisto del fumetto poliziesco, genere nato in Usa nel 1931 con ''[[Dick Tracy]]'' di [[Chester Gould]]. Ne sono autori due argentini giramondo, il disegnatore [[José Muñoz]] e il soggettista [[Carlos Sampayo]], che hanno il vezzo di raffigurarsi nelle loro ''strips''. *Alack Sinner (continuatore ideale di Marlowe, l'eroe letterario di [[Raymond Chandler|Chandler]]) compare per la prima volta nel 1975 su ''AlterLinus'' e subito gli viene decretato un meritato successo, dovuto anche all'insorgente domanda di ''intreccio'' e ''avventura''. *Il nostro investigatore, profondamente democratico e impegnato in un'appassionata ricerca di rapporti umani diversi, si discosta nettamente da tutti gli altri ''detectives law and order'' che abbiamo conosciuto, uomini perfetti e senza contraddizioni, convinti che la giustizia coincida sempre con la legge, che il bene sia sempre dalla parte del Palazzo, che la criminalità e la violenza altro non siano che inguaribile cattiveria ed egoismo umano (in una tavola Muñoz rappresenta ironicamente [[Dick Tracy (fumetto)|Dick Tracy]], antesignano di questa concezione). *Alack Sinner, mani in tasca, sigaretta pendula in un faccione somigliante a [[Jack Kerouac|Kerouac]] adulto (ma gli autori lo vogliono «un incrocio tra [[Richard Burton]] e un [[bulldog]]»), ha abbandonato la polizia nauseato dai suoi metodi poco democratici e da allora fa il ''detective'' privato, travagliato da una profonda crisi interiore, che lo porta talvolta ad entrare in conflitto con il suo ruolo professionale (per un periodo va a fare l'autista di taxi. *L'esistenza quotidiana di Alack Sinner, riflesso di questa generale anomia, è comunissima: cucina in casa, va al cesso, scopa con ''partners'' occasionali, tiene un acquario, frequenta il ''Trane's'' della 52ª strada dove suonano i jazzisti d'avanguardia come [[Gato Barbieri]], si ubriaca e racconta la sua vita al barista del ''Joe's cab'' ascoltando ''Cheryl blues'' di [[Charlie Parker]]. Le sue indagini si snodano nella New York della [[CIA]], della droga, dei cortei con le ''majorettes'' a favore di [[Ronald Reagan|Reagan]], del Vietnam; una metropoli popolata da ''businessmen'' senza scrupoli e ormai nevrotici o schizofrenici, pugili corrotti, prostitute, bambini tra i bidoni della spazzatura, neri e portoricani perduti per le strade, immigrati non integrati, ''hoboes''. *Il primissimo Sinner sembrava uscito dalla matita un po' tremolante di [[Hugo Pratt]], quello attuale dal feroce pennino di [[George Grosz]]. Tra questi due poli, Muñoz è riuscito in pochissimo tempo a raggiungere un originalissimo ed eccellente segno che, ancora ''in progress'', va sempre più accentuando la carica espressionista orientata verso una forte deformazione satirica. {{Int2|1=''Alla Fiat passando per palazzo Chigi''|2=''La Città Futura'', 4 gennaio 1978.}} *Inquadrato a mezzo busto sta parlando da dietro un tavolo con dei microfoni (è alla Tv?). Ha i capelli a forma di bernoccolo frastagliato, il viso pieno di rughe, l'espressione repellente, la lingua penzolante, il naso, oblungo e terminante a virgola, rattrappito. Con le dita sottili (per essere più pronto alla presa?) esorta gli elettori: «Sono corrotto, incapace? C'è un solo modo di scoprirlo: rieleggetemi». È una fulminante tavola del secondo libro di [[Francesco Tullio Altan|Altan]], ''Animo, Cipputi'' – significativamente proposto in una collana di saggi – volta a sintetizzare una figura politica divenuta in questi ultimi anni fin troppo familiare agli italiani: il ministro manovriero, cadreghino e busterallaro. *I personaggi e le tematiche delle vignette di Altan si susseguono a zompi, in modo non troppo dissimile dalle conversazioni di tutti i giorni; si possono pertanto leggere ricombinando in altro modo il loro ordine. Dal politico al militare. Da dietro una scrivania, un generale superdecorato, curiosamente alle prese con l'aborto e le ristrettezze economiche, ci fa sapere: «L'aborto è antieconomico: è meglio abbatterli quando raggiungono i sessanta chili». *In questo corrosivo spaccato della società italiana vengono largamente rappresentati gli operai, che poi sono i veri protagonisti dei fumetti di Altan. Non si tratta beninteso di fantomatici «operai sociali» di non meglio precisate «fabbriche diffuse», ma di operai che hanno ancora il vezzo di lavorare in tuta quaranta-ore-quaranta. Vengono sorpresi, prosaicamente e senza concessioni alla retorica di sinistra, a due a due nel luogo di lavoro o in casa a mangiare enormi pastasciutte sproloquiando con mogli e figli. È in questi posti che l'operaio, non negandosi argomenti «a scassare», dibatte con amarezza i grandi temi della politica. Ed è lì che Altan mette a punto uno straordinario linguaggio frutto di una felice commistione del parlato quotidiano con le categorie e il lessico politico, giornalistico e sindacale: «Non c'è cazzi, Cipputi. Al governo non ci vogliono mica.» «C'è il numero programmato, Lollis. Se no, è un caos». {{Int2|1=''Come Wenders scoprì Bosisio''|2=''Alto Adige'', 23 febbraio 1999.}} *Una pittura pura, lontana dal chiasso, quella di [[Robert Bosisio]], 36enne altoatesino di Trodena ma con la personalità in buona parte scolpita nelle prolungate tappe a Vienna, cinque anni, a Berlino, cinque anni, New York e Londra, un anno. È nel soggiorno a Berlino, a partire dal 1989 (l'ultimo anno del [[Muro di Berlino|muro]], che Bosisio vive le esperienze artistiche più significative. Ed è lì che matura l'amicizia con il cineasta [[Wim Wenders]]. *Wenders rimane colpito dagli spazi angusti dell'[[atelier]] dell'artista. Non ci pensa due volte e gli mette a disposizione un suo appartamento-studio, più ampio e luminoso, ubicato proprio sotto l'attico al settimo piano dove vive, quello con la terrazza che gli ha ispirato ''[[Il cielo sopra Berlino]]''. Qualche volta Wim bussa da Robert e poi si ferma a parlare di pittura, soprattutto della luce protagonista delle opere dell'artista di Trodena. Di tanto in tanto Wenders si presenta in compagnia di amici e una volta arriva con un signore garbato, timido, che farfuglia appena il suo nome: [[Krzysztof Kieślowski]]. *Bosisio trae ispirazione da una manciata di soggetti: interni (spesso il suo studio), nature morte, rari paesaggi e oggetti comuni. Il più "coccolato" è una teiera dipinta con il sorprendente dinamismo di una figura egizia di profilo. [...] Grande protagonista di questi interni, come avevano intuito Wenders e Kieślowski, è la luce, spesso un solo fascio di raggi rincorsi in tutti rimbalzi possibili tra pavimenti, pareti e monacali arredi. Sono interni raffigurati con una grande sapienza compositiva che tradisce la predilizione di Bosisio per [[Piero della Francesca]] e per i grandi fiamminghi, [[Jan Vermeer|Vermeer]] su tutti. Se aggiungiamo altri due nomi che risuonano nell'atelier di Trodena – [[Giorgio Morandi|Morandi]] e [[Balthus]] – si capirà meglio come Bosisio sia immerso in una ricerca appartata che poco ha da spartire con le onde effimere di certa arte contemporanea. *Osservando i quadri di Bosisio si avverte una strana sensazione: è come se lo sguardo fosse imprigionato. Vero è che questo succede sempre quando si è di fronte a opere di eccelsa qualità, ma nelle tele di Bosisio c'è qualcos'altro: un ingegnoso artificio, una specie di cornice tonale che "chiude" la composizione e in un certo qual modo ne protegge la fruizione "ostacolando" la fuga dell'occhio. Alla fine, dunque, ci si sofferma – e a lungo – su ciò che Robert Bosisio vuol farci vedere: una "bolla" di creato dipinta con francescano stupore e con una inquietudine moderna eppure priva dei fumi del malanno corrente. {{Int|''[https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/02/10/ansa-mafia-maxiprocesso-regista-rai-era-clima-surreale_f170c00f-9722-4015-99cc-9e774c3c19b8.html Mafia: maxiprocesso; regista Rai, era clima surreale]''|Intervista di Giovanni Franco, ''ansa.it'', 10 febbraio 2016.}} *Fui invitato ad andare da [[Trento]] a [[Palermo]] per curare la regia del [[Maxiprocesso di Palermo|maxi processo alla mafia]], di cui oggi ricorre il trentennale della prima udienza, alternandomi ad altri mie colleghi per alcuni periodi tempo. Fui chiamato sia per la mia origine siciliana, sono nato ad [[Aliminusa]] nel Palermitano, che per avere diretto altri programmi nazionali, come ''L'Orecchiocchio''. Andai con la consapevolezza che vi potessero essere dei rischi, ma non potevo certo esimermi da questa prova anche perché militante di sinistra. Arrivato a Palermo appena ho visto il carro armato di fronte al bunker ho avuto conferma che i miei timori non fossero del tutto campati in aria. *Dal primo giorno dietro i monitor nella sala regia allestita all'interno della struttura dove si celebrava il processo ai boss ho trovato che non vi era né preoccupazione né tensione fra i tecnici e gli operatori in quanto l'evento era stato metabolizzata perdendo il pathos della dimensione politica e civile: la routine aveva preso il sopravvento. *Mentre in aula si combatteva una battaglia dello Stato contro Cosa nostra dai toni epocali, nella sala regia i problemi erano legati a vicende squisitamente di carattere sindacale e di rispetto degli orari. E durante le deposizioni dei capimafia o dei testimoni c'era anche chi trovava il tempo di vedere altri film per ingannare il tempo. [...] Alla fine, ho come la sensazione che sia stata un'occasione sprecata. Aver vissuto un'esperienza storica ed irripetibile senza avvertirla come tale.  ==''Il disertore''== *''Ed eccola, l'[[estate]]: | avvampa fichi d'India | il sole e viola stanze | protette da vane persiane. || Abbondano caraffe d'acqua | e nell'odorosa penombra limoni | curiosi come occhi forestieri | offrono il loro giallo guardare. || Frutti con spacchi che mostrano polpa | traboccano da panieri di canne | e sono come vergogne | coperti da foglie di fico. || C'è qualcosa di cortese | oggi nei suoni e nelle pose | incedere è l'andare | ma oscuro è il conversare. || E allora fermo le parole | pronte a salpare per l'immenso: | fatevi capire - le supplico – | aspettate, aspettatemi un momento''. (''Odorosa penombra'', p. 70) *''Essenziale è che abbia un bel giardino | e che confini con un buon vicino. | S'oda appena il fischio del treno | ma il suono delle campane sia pieno. || Non lontano ci siano: un ruscello | un'altura battuta dal vento | un campo coltivato a grano | un [[castagno]] gigante e un convento. || Abbia l'orto un pozzo e un albero almeno | da frutto già adulto: magari, un [[melograno]]. | Non manchino la menta e il rosmarino | e se avanza una zolla: una pianta di lino. || Poi: una siepe da cui sgusci una serpe, | fiori ovunque per il vanto di maggio | e in aggiunta: lo stagno e la fontana | e una cisterna per l'acqua piovana. || La [[soffitta]]: sia bianca e sia ampia | e dimora di [[due]] topi e una gatta | e per [[quattro]] mobili rotti, | ma sia lieve il rumore del legno che muore.'' (da ''La casa ideale'', p. 77) *''Le [[labbro|labbra]], ad esempio, sono una [[rima]]. | E sono rime anche le canne al vento, | due cotogne poggiate sulla credenza, | il miracolo dei pani e dei pesci. || Sono rime: i camini e le mani, | il topless esibito sulla sabbia, | i frutti che ruscellano dal pesco, | i balconi che sia affacciano sul Corso. || Rimano le viole sul davanzale, | le lettere d'amore che il laccio stringe, | le angurie nella cesta dell'ambulante, | due bassotti che si annusano per strada. || E sono rime: i campanili delle città, | le ossidate croci dei camposanti, | il nero fiocco degli anarchici al caffè, | i baci insaziabili degli amanti''. (''Rimario'', p. 78) *''È un guerriero la [[mano]] | e riposa sui fianchi: | è un bel seno la preda | o una mela che pende? || Spalmata di calce a far muri | o contro un bersaglio scagliata: | se la pietra ha un destino | lo risolve al momento una mano. || Sfoglia la mano un atlante | e non sbuccia patate: | mandante è la mente | e lo stomaco attende. || La mano benedice e predice | scrive lettere d'amore | conta i giorni dell'attesa | saluta chi parte per sempre. || Di troppe carezze esausta | se è mano di amante. | E punta da spine | di rose e di ortiche''. (''La mano'', p. 79) ==''Pensieri di legno''== *''Con il [[legno]] | l'uomo fa le porte, | [[Dio]] gli [[albero|alberi]].'' (''Il legno'', p. 15) *''Chi ha insegnato | l'utile al [[martello]] | e al [[pennello]] il bello?'' (''L'utile e il bello'', p. 19) *''Risuona nel ramo [[fiore|fiorito]] | l'urlo primordiale dell'universo: | il big bang di grazia e spavento | che moltiplica gli atomi | e incista vita dove c'era vento.'' (''Rami fioriti'', p. 23) *''Certi [[pomeriggio|pomeriggi]] | è troppo il blu del [[cielo]] | per una persona sola.'' (''Troppo blu'', p. 31) *''Lascio la mia terra, | dice chi parte per sempre. | Io lasciai il mio cielo''. (''Il mio cielo'', p. 55) ==''Paolo Vallorz: profumi di donne, ritratti di alberi''== ===[[Incipit]]=== *Ventiquattro mesi senza toccare pennelli e colori: un time-out necessario a smaltire quattro anni di sbornia astratto-informale. Poi, d'improvviso, un pomeriggio del 1958 – la città è Parigi, la stagione è l'inverno – al pittore, unico inquilino di rue Jean Zay, a Montparnasse, torna la voglia di dipingere. A propiziare il miracolo è l'opulenta nudità di una giovane amica esaltata dalla luce che filtra dalle vetrate alte sette metri dello studio appartenuto a uno scultore di successo: Poisson, allievo di [[Auguste Rodin|Rodin]]. ===Citazioni=== *L'atmosfera si fa sciamanica: il pennello, un tutt'uno con la mano del pittore, insegue con segni veloci e sicuri la danza degli occhi, un vertiginoso ping-pong tra la modella e la tela. Un quarto d'ora ed è tutto finito: Juliette può rivestirsi e allontanarsi dall'atelier. Quanto al pittore, interiormente esausto, rimane ancora un po' davanti al cavalletto a guardare in silenzio il suo ''Nudo in piedi'', una piccola tela dove sono rimasti impigliati per sempre il profumo, la seduzione, la gioia di vivere della bella parigina: una tela piccola, ma capace di contenere un grande urlo liberatorio: se ancorata alla realtà, la pittura figurativa è ancora possibile! Riconsacrato alla tavolozza (per il momento monopolizzata dai neri e dai bianchi), [[Paolo Vallorz]] può riprendere il cammino interrotto nel 1956. Manca solo un rito purificatorio e lo esegue: ricompra le sue poche tele astratte e vi ridipinge sopra: un gesto da leggenda! (p. 31) *Giova partire dal 1949, dall'approdo a Parigi del diciottenne pittore sans papier reduce dalla parentesi all'Accademia di Venezia con Guido Cadorin: per sei mesi Vallorz, affiliato ai blusons noirs, vive di espedienti tra [[Montmartre]] e il Quartiere Latino. Quanto alla pittura, ben presto diventa un alfiere della dissoluzione della figura: condivide i suoi "astratti furori" con pochissimi sodali (un lustro più tardi gli anti-figurativi diventeranno legioni): Tinguely, Riopelle, [[Yves Klein|Klein]], [[César Baldaccini|César]], [[Alberto Burri|Burri]], [[Lucio Fontana|Fontana]]. Il viaggio comune nella terra dell'ignoto prosegue per qualche anno, poi, nel 1956, proprio in coincidenza con i primi riconoscimenti internazionali, Vallorz fa un brusco dietrofront: quell'arte, così lontana da ogni riferimento con le cose che per lui contano, non lo soddisfa più. Con un taglio netto decide di lasciare agli altri la torta delle trovate, dei bluff e delle provocazioni. Se proprio deve essere "astrazione", ecco la sua ironica ricetta al fiele, bisogna celebrare l'astrazione perfetta: e smette di dipingere. (pp. 31-32) *Con l'aiuto iniziale di Jean Tinguely, progetta un'auto da corsa: degno figlio di suo padre (Amadio ''el feràr'', il fabbro di Caldès, il borgo della Val di Sole dove è nato), fabbrica con le sue stesse mani una carrozzeria avveniristica con stampi ultraleggeri in poliestere. Quanto al motore, ne rimedia uno stagionato da un bolide Renault d'occasione. Il risultato finale sarà eccellente e Vallorz nel 1958 potrà sfrecciare alla ''24 ore di Le Mans''. Mentre lavora al prototipo, un giorno riceve la visita di [[Pierre Restany]], il critico che nel 1954 aveva benedetto la sua prima mostra astratto-informale. Vuol vedere a che punto è con la "scultura cinetica". Ormai abissalmente distante da quella temperie culturale in cui tutto si può spacciare per arte, Vallorz, col suo consueto pacato e sommesso parlare, chiarisce l'equivoco: "Non è una scultura, ma una vettura". (p. 32) *Altra visita cruciale nel febbraio del 1958: è Yves Klein che va a trovarlo per un consiglio su come indurire le spugne a cui sta lavorando. Vallorz suggerisce di provare con l'immersione nel plastificante che utilizza per la carrozzeria. Valutato come ottimale il ''durcissiment'' ottenuto, Klein consegna a Vallorz duecentocinquanta spugne per il bagno nella resina già "accelerata" riservando per sé l'ultimo tocco: una spruzzata di puro pigmento blu oltremare da lui brevettato sul finire del 1956 con l'acronimo IKB: International Klein Blue. E voilà: la spugna non è più un dozzinale oggetto d'uso comune ma un'opera d'arte, ''S-E: Sculpture Éponge'', pronta a svettare come nuovo feticcio delle aste: diventerà, manco a dirlo, uno dei pezzi più contesi dai collezionisti fino agli anni Ottanta, quando scoppierà la "bolla" speculativa dell'arte contemporanea. (pp. 32-33) *''Mettere a nudo'': un'espressione corrente che indica nella nudità l'assenza di infingimenti e di corazze. E dunque: per Vallorz, la via dell'autenticità non può che ripartire da lì. Anche perché lui sa bene che il corpo altro non è che il prolungamento della testa. Di qui, una scelta conseguente: le modelle non possono essere professioniste ma vanno cercate nella vita. E così sarà sempre: sulla tela del pittore finiranno solo donne incontrate nella vita, spesso ai margini della vita, come ''Jeanne la prostituta''. Donne colte nel fiore degli anni, come pure nella stagione del declino, donne belle e donne non belle (meglio però se in carne). Data 1962 il nudo di ''Donna incinta allo specchio'': a posare è la moglie di allora, Mathilde, un'armena che in famiglia chiamano Seda: nascerà Nicola e sarà l'unico figlio di Vallorz: a lui andrà quella tela. Dopo la bellissima Eva incinta nuda immortalata nel Quattrocento da [[Jan van Eyck]] nel ''Polittico di Gand'' in Belgio, la pittura intona un nuovo canto alla gonfia maternità senza veli. Nel 1964 è la volta di [[Violette Leduc]], 59 anni, scrittrice "maledetta", intima amica di [[Simone de Beauvoir]]. Il suo nudo è un vero capolavoro: un essere rattrappito in piedi su un fondo scuro, il capo reclinato e le mani sul grembo: una figura dolente da Cristo in croce: se ne ricorderà [[Jean Clair]] nel 1989 al momento di selezionare le opere per la Biennale di Venezia del centenario. (pp. 33-34) *Cento le donne che hanno posato per Vallorz, cento meno una: la ragazza fuggita dal suo atelier perché aveva scambiato il cavalletto per una ghigliottina. A distanza di anni, Vallorz l'assolve: "Forse – sorride – non aveva tutti i torti". (p. 35) *Dapprima i nudi, poi gli alberi e gli artigiani della Val di Sole sono i soggetti che riconducono Vallorz alla pittura, il cui baricentro, intanto, si va progressivamente spostando da Parigi a Caldès: dal chiuso delle stanze al plein air, dallo smog della metropoli all'aria pura dei boschi, dal sofisticato spleen intellettuale a una rude festosità montanara. In questa nuova stagione creativa, un ruolo chiave tocca a un sontuoso maggiociondolo del monte Grum, in Val di Sole. (p. 36) *Torniamo al maggiociondolo: Vallorz lo ritrae nel giugno del 1985 e vorrebbe tornare a dipingerlo anche l'estate successiva ma lo aspetta un'amara sorpresa: la maestosa pianta è stata abbattuta: quando arriva lui è già legna, è sopravvissuto solo il ceppo e pare una testa mozzata da una ghigliottina. Per Vallorz, una fitta al cuore che lo induce a fare qualcosa di concreto per salvare gli alberi a lui più cari: i "nonni" della Vezzena, tre abeti con il fusto alto oltre quaranta metri che da un rialzo dominano la grande abetaia. Solo comprandoli, Vallorz può essere sicuro della loro incolumità. E così in cambio di un suo quadro donato al comune di Malè, proprietario dell'area interessata, Vallorz porta a casa un solenne impegno firmato dal sindaco: lui in vita, nessuno molesterà i giganti vegetali. La storia è bella ma non ha un lieto fine. Nella primavera del 2003, appena giunto da Parigi, il pittore va a salutare i tre abeti: li trova schiantati, radici all'insù: una tromba d'aria si è accanita su di loro. Tre amici persi per sempre. A Vallorz non rimane che celebrare quel trapasso con la sua arte: lo farà con due olii e un'ispirata serie di disegni. (pp. 37-38) ===[[Explicit]]=== Torniamo all'arboreto pittorico di Vallorz e diciamo subito che parlare di dipinti di alberi è nel suo caso riduttivo: è più che pertinente parlare di ''ritratti'' di alberi. Altra notazione significativa: gli alberi ritratti non annegano mai in una definizione generica: accanto al nome della specie, nel titolo figura sempre, quasi fosse un paronimico, anche il nome del luogo in cui esse vivono: Grum, Caldesa, Vezzena, malga Selva, pozze delle Ass, Frate, Mezòl, prà del Conz, lago delle Salate, Mas del Tolameott, Rocca, Cortinga alta, Samocleva. Anche i pittori unb tempo erano conosciuti con il loro nome associato al paese natale: [[Antonello da Messina]], [[Leonardo da Vinci]], [[Cima da Conegliano]]. Pure Vallorz, al pari dei suoi amati alberi, ha le sue radici in Val di Sole. Già, le ''radici'': non si riflette mai abbastanza sul fatto che questa nozione fondamentale per l'evoluzione dell'umanità è un calco dal regno vegetale. ma questo ''Paolo da Caldès'' lo ha sempre saputo. ==''Sfarzo d'inesistenza''== *''[[Estate]], molle stagione | di cocomeri e baci | e di pomeriggi felici | che non giungono a tradimento. || Eppure non mancano | afflizioni e mestizie, ma si vive | con una certezza: sempre al pianto | seguirà la dimenticanza del pianto''. (da ''La dimenticanza del pianto'', p. 13) *''L'inerzia: uno sfarzo | d'inesistenza che va oltre | l'ozio e rallegra le ore | – che non sono più tali. || Estromesso dall'oggi | e incurioso del poi: | era aceto e ora vino si mesce. || Esulta il cuore | per lo sgoverno dell'io | e incredulo ribalbetta | il suo canto più vero. || E le mani: lucertole | appagate da un sasso | ma tosto guizzanti | se vaghezza | s'insinua d'un seno.'' (''L'inerzia'', p. 17) *''[[Estate]], stagione pagana | dai piaceri roventi | e con i rovelli che svaporano | sull'arenile di un mare non più lontano''. (da ''Estate pagana'', p. 21) *''Pure oggi che invano il ticchettìo | abbiamo atteso della [[pioggia]] | non è mancato il ristoro | di ricordanze di scatarosci. || Dividiamo abusati pennacchi d'ombra | con formiche: eserciti di formiche | armate di faccia tosta a presidio | di tre acini purulenti di zibibbo. || Più tardi – all'imbrunire – ammireremo | l'esatta scienza di rospi-rabdomanti | diretti senza dissipazione di salti | verso stagni e freschi anfratti.'' (''Ferragosto'', p. 29) *''Onde come ventagli | (che sventolio di libeccio). || Nuvole come lenzuoli | (che calmeria di ozi). || Occhi come oceani | (che largheria di vedute). || Conchiglie come oceani | (che zampillio di baci)''. (''Salinelle (on the beach)'', p. 31) *''Un racimolo di cirri | in un cantuccio di cielo, | in lontananza un mare | solcato da lievi canizie: | e il mio allegro andare | da me a te. || In testa un chiaro [[cappello]] | e pensieri audaci | come primi [[bacio|baci]]: | e tra me e te | solo una porta senza casa | agghindata con fiori lillà.'' (''La porta lillà'', p. 35) *''[[Notte]] che difetta di luna | ma che non difetta di rena e di te. || Ci sono occhi: li sfioro. | Ci sono mani: le allontano | (sono manette le mani nelle mani). | Ci sono capelli: lunghi capelli e tanti. | Ci sono parole: parole contate | per l'alleanza tra il silenzio e i baci. || Notte che difetta di luna | ma che non difetta di rena e di te''. (''Notte che difetta di luna'', p. 39) *''Cavaliere errante | in un podere lillipuziano | cinto da fortificazioni | inesistenti eppure invalicabili. || Challenger catafratto | da un coppola appena | nella singolar tenzone | mezzogiorniera con Febo. || Pensatore per millimetri | e dicitore di cunti | affinati per anni | nella botte della ruminazione. || Vorrei esserti garzone | nell'arte stizzosa delle giostre | e perciò l'orecchio tendo: ma | annitrio di Brigliadoro più non sento''. (''Cavaliere dei campi'', p. 43) *''Marinaio dei campi, | cedi la tua lieve impronta | alle zolle della vigna | e tra l'intrico dei tralci | della dolcissima inzolia | con l'arte delle tue dita sosta | e con lo spago dell'ampelodesmo. || Esegui per i sarmenti la danza | alchemica dei legacci e dei nodi, | plasma l'antefatto | del grappolo e del palmento | e del brindisi degli amanti: | fosforo avranno negli occhi | e il sangue sarà un mosto che bolle''. (''La danza dei nodi'', p. 45) *''Meglio ancora un andare da foglia: | aquilone al guinzaglio | annodato a una zolla | per un andare e tornare col [[vento]]. || E pure avanzo pretese sul rancio | e comando che abbondi di [[zagara]] e sale. | E dunque: l'albero sia un arancio | e piantato al cospetto di un mare''. (Da ''La foglia d'arancio'', p. 53) *''Ed ecco – ed è un botto – il risveglio | per somma di luce e di voci: | imboscata inaudita che introna | le larve che a frotte e con ridde | inverano il sogno: | fiorita impostura | – un bacio proibito | o una rosa sull'onda – | per l'uomo angariato! da una soma che suda e che pesa: | il proprio corpo di muscoli e tarli. || Pure è norma | esser uno e sgomento! e rattoppare la vita | con lo spago del tempo: più corroso ogni giorno | ogni giorno più corto''. (''La morienza dei giorni'', p. 55) *''Imperiosa opulenza | di porpore e zafferani, | transiti impettiti | di nuvole aranciate. || E che oltranza di aromi | nelle serpaie occhiute di sassi | dove il grecale arpeggia | la cetra del rosmarino. || Ed ecco uno squinternato rabbuffo: | la ferula del pecoraio | percuote il ghigno del mascherone | che imbriglia e conclude la polla. || È vero: scarseggia il verde | ma se impasti il cobalto del cielo | con l'oro dei campi di grano | colma ne avrai la tavolozza degli occhi''. (''La tavolozza degli occhi'', p. 49) *''Datemi un andare | che non sia un ruscello | e neppure un uccello | e nemmeno un vascello. || Voglio un andare | che sia un appena andare, | un andare da zoppa lumaca | che abbia nell'indugio il suo ballo. || Meglio ancora un andare da foglia: | aquilone al guinzaglio | annodato a una zolla | per un andare e tornare col vento. || E pure avanzo pretese sul rancio | e comando che abbondi di zagara e sale. | E dunque: l'albero sia un [[arancio]] | e piantato al cospetto di un mare''. (''La foglia d'arancio'', p. 53) ==''Il centro del sempre''== *''Ed ecco all'aurora | un cricchiar di stivali | nella pervia giogaia: | un fondiglio sonoro | che è per le blatte | come il moto d'un tuono''. *''Ammutinamento in cielo: | una torma di nubi | fa schermo all'azzurro | ed esige l'esistere | di un tempo lungo: | l'infinito di un giorno''. *''Indifferenti al portamento | regale dell'errante | leoni di pietra | a guardia di bivieri | certificano il sacrificio | di moltitudini di mete''. *''La pasticceria vegetale | di un [[giardino]] rutilante | di loti e di arance | dà profumato conto | dell'oltranza di una pasciona | più munifica dello scialo''. *''La [[Fata morgana (ottica)|fata Morgana]] | è un'imboscata cortese: | torneamenti cerimoniosi | di catafratti cavalieri | per algide damigelle | tra la polvere e le stelle''. *''E sembrano fantasime | raccozzate dal farnetico | per imbrogliar la mente: | pure non rallenta il piede | perché è come un aratro l'arto che non vede''. *''Angeli musicanti | intonano stornelli | in un siciliano omerico | per foglie cipolline | in caduta libera | da onesti patiboli''. *''Il tinnire di campanacci | induce a indovinare | pasture di mucche | e silenti abitatori | di erbosi rialzi | con vista mare''. *''Transita la querimonia | di un asinaio orbo: | trasporta giare badiali | che il mastro conciabricche | ha acconciato sugli arcioni | con groppi da marinaio''. *''Ciclopico varco | e ostiario nano: | inservibile oltre | se il centro del sempre | è un cuore di seta | colmo d'[[attesa]].'' ==''Labbreggiature''== *''Il mio fu un [[viaggio|viaggiare]] | solo per sostare''. (''Elogio della sosta'', p. 19) *''Dopo i manicaretti | sempre si torna al pane''. (''Il pane'', p. 23) *''Imbrattare un foglio candido: | [[scrittura|scrivere]], in fondo, | è il gesto di un vandalo.'' (''Scrivere'', p. 31) *''Deleghiamo agli altri | ciò che non sappiamo più fare: | i lavori sporchi e il pensare''. (''La delega'', p. 33) *''Irrita a volte | lo strepito della [[pioggia]]: | che impari dalla [[neve]]!'' (''Lo strepito'', p. 45) *''Per una pugnalata alla schiena, | come per un [[bacio]], | bisogna essere in due''. (''La pugnalata'', p. 51) *''Fiato, fiato mio: | presto, [[bacio|baciami]] | e diventa mio fiato!'' (''Fiato mio'', p. 61) *''Come credere | alle [[parola|parole]] dette | se anche "ghiaccio" | è caldo di fiato.'' (''Le parole dette'', p. 69) *''Ogni tanto l'[[orizzonte]] | spalanca la bocca | e inghiotte gli sguardi | troppo indiscreti''. (''L'orizzonte'', p. 75) *''Per gustare appieno | quest'ora che vola, | dovrò aspettare | che diventi memoria?'' (''L'ora che vola'', p. 83) ==''Cerimonie della calura''== *''Lo skyline è quello prediletto: | il monte che sembra | un leone accucciato. | Poi: mandorli strinati | ulivi tarchiati | sassi strampalati | e incredibili case basse: | confortevoli containers | privi di copyright. || Basta un riverbero: | s'accendono le tegole | e nugoli di mosche | improvvisano danze | sui muri di calce e di gesso. | Si smorza la scorza dei volti | mentre si brinda con vino rosso | versato da ziri di terracotta''. (da ''Tramonto di luglio'', p. 11) *''Nardo tra i capelli | keora sul collo | champak sul seno | gelsomino sulle mani | patchouli sui polsi | sandalo sulle ginocchia | croco sulle caviglie. || Fummo dirimpettai del mare: | le sabbie per cuscino | e per lume un limone.|| Si è sfarinato ormai | il nostro bordeggiare: | sette [[profumo|profumi]] svaniti | e [[sette]] piaceri seppelliti''. (da ''Sette profumi'', p. 20) *''Quarantatré strade | dove le stagioni | arrivano a dorso di mulo | in figura di frutti di campo. || Bracieri che avvampano | sotto tetti di canne | per contadini orbi invitati | a declamare poemi omerici. || Ingramignati poderi | da tutti chiamati chiuse | sebbene le pietre del limite | siano ormai fili di seta. || Mandorli in fiore | punteggiano a Natale | una terra non marina | ma che il mare vede''. (''Terrae Harminusae'', p. 25) *''Varcano d'imperio la soglia di casa | le stradalinghe di [[Aliminusa]] | cariche di ceste ricolme di bucato. || Con canne aguzze percuotono in coro | anelli e tiranti in usurato metallo | e issano indomite i loro umidi vessilli. || All'improvviso il clangore si spegne | e la [[strada]] sassosa è un rigonfio veliero | ove s'ode appena il fileggiare dei lini''. (''Le stradalinghe di Aliminusa'', p. 26) *''Dipinta a mano campeggia solitaria | l'insegna della rinomata barbieria | di mastro Epifanio Lanza fu Gioacchino | in via delle Rimembranze, | vicino alla Matrice. || Dentro: quattro paesani in oziosa chiacchiera | e uno insaponato, un vassoio con sei caffè, | un ingrommato pendaglio moschicida | e un calendario consumato da occhi sbottonati. || Con polso sicuro il [[barbiere]] maneggia il rasoio | mentre con la mano libera accende sgraziati gesti | a significare passionali assensi o dissensi | che un vecchio specchio faticosamente raddoppia. || Non assolve e non guarisce mastro Lanza: | ad altri di uffici così estremi la spettanza. | Scipiti entrano i fatti nella bottega delle [[diceria|dicerie]] | e insaporiti escono con il pepe delle vanterie''. (''Le spezie della barbieria'', p. 27) *''E mentre due ridestati felini scuotono | dal torpore il pasciuto giardino | tu innaffi le trentasette [[rosa (fiore) |rose]] | che in agosto io coglierò per te''. (da ''Trentasette rose'', p. 32) *''Con il suo lesto compasso di gambe, | completa il compratore il perimetro del campo | e poi spara il suo prezzo al ribasso. || ''Non vedo il pozzo, incalza il compratore'' | – e pare san Tommaso agrimensore – | ''e non vedo la gebbia per l'acqua piovana | e nemmeno la vena d'una sorgiva di Soprana<ref>Soprana, detto anche Roccelito, è il monte che sovrasta il paese di [[Aliminusa]]. {{Cfr}} [[w:Monte Roccelito|voce]] su Wikipedia.</ref>: | e se vedo tre piedi di fichi, non vedo gli ulivi.'' || ''Non c'è terra in Sicilia più massara di questa'' | – godiamoci ora la recita del venditore – | ''qui il frumento è da mietere a maggio, | c'è un gelso già alto e dovizia di fave e foraggio | e se piove o c'è un sole che cuoce, ecco il noce.'' || Si sa già la stoccata finale – l'ha decisa il sensale – | ma il duello è rituale e s'infiamma di sputi e di vanti | tra frantumi di zolle e contanti con facce importanti. | Alla sera, la resa: e tra i due, ormai stanchi, una stretta di mano e le teste distanti''. (''Il negozio del campo'', p. 39) ==''Beati. {{small|On the road in the room. Aforismi e fotopastelli}}''== ===[[Incipit]]=== ''Non bastano il letto e i comodini: | diventerà stanza del sonno | solo con un enigma e due [[angelo|angeli]].'' ===Citazioni=== *''Nelle camere colme di cieli | dove l'indovino sgomitola sogni | il labbro morde musi di nuvola''. (''Morsi pindarici'', p. 18) *''Tra i quadrupedi sottomessi | dall'uomo, è lecito includere | anche il popolo delle [[sedia|sedie?]]'' (''Quadrupedi'', p. 22) *''L'erranza in una stanza | senza draghi con fiati di fiamma | è l'impresa che al paladino manca''. (''Erranza'', p. 26) *''L'occhio ciclopico della [[pentola]] | non si lascia accecare | dalle [[zucchina|zucchine]] della vivandiera''. (''Occhio di pentola'', p. 30) *''Già calce che cuoce | nel muro ancora ribolle | un fiato di [[vulcano]]''. (''Fiato di vulcano'', p. 34) *''Che sia la conta delle ore | o il conto dell'oste poco importa: | vince il numero e perde la parola''. (''Numero uno'', p. 50) *''Sguaina dalla tasca | la mano che fu una spada | e tra le dita lievita un pane.'' (''Pane di spada'', p. 54) *''Sulla soglia irrompe il dilemma: | sfidare la fucileria della strada | o sventolare un petalo per resa?'' (''Sulla soglia'', p. 58) ==''Lo scialo dei fatti''== *''Eccomi a [[mano|mani]] alzate: | e non è l'usato tic di chi vince | bensì il limato gesto di altra razza: | di chi da tempo si allena alla resa''. (''A mani alzate'', p. 19) *''Si assottiglia l'[[attesa]]: | era un mare ed è ora | la distanza di seta | di uno sguardo d'intesa.'' (''L'attesa'', p. 20) *''Non fu per ira | se quella notte | il [[vento]] spiccò dall'albero | cento mandarini e li lanciò in aria | senza la grazia del giocoliere''. (''Non fu per ira'', p. 21) *''In attesa di essere altro, | vaga svagata nel sommo | una [[nuvola]] color zafferano: | sarà il muso di un [[vento]] | o una pioggia sul giallo del grano''. (''Muso di vento'', p. 23) *''Il giogo non è più del genere canaglia: | catene al piede e un giaciglio di lurida paglia. | È piuttosto un indefinito senso di fodero, | un chiuso senza sbarre da cui non si evade | con la lima di un panettiere libertario''. (''Il giogo'', p. 25) *''Luogo di frodi è il [[dizionario]] alfabetico, | dove l<nowiki>'</nowiki>''incorrotto'' abita a fianco dell<nowiki>'</nowiki>''iniquo''. | Ci vorrebbero almeno due distinti volumi: | uno ad aprirsi con le trombe dell<nowiki>'</nowiki>''[[arcangelo]]'', | l'altro a chiudersi con lo ''zolfo'' di [[Belzebù]]. (''Dizionario di frodi'', p. 26) *''Posto che l'affanno è solo quello | – non farci sorprendere dal morire – | in fondo, per [[vivere]] basta poco: | osservare una tavola di comandamenti | o infoltire il catalogo di un Leporello''. (''Ricettario'', p. 27) *''Gli scuri spalanco | e sveglio all'aurora | la [[luce]] bambina | che un poco ancora | come un'arancia | vorrebbe dormire''. (''La luce bambina'', p. 32) *''Poi, all'[[tramonto|imbrunire]], la grande magia: | una [[luce]] stremata | si arrampicava sui muri di calce | e dal tetto più alto | cantava la sua ultima rosa.'' (''L'ultima rosa'', p. 33) *''Si sta sul chi va là | come marinai in vedetta | posseduti dalla smania | di additare per primi | la terra promessa di un germoglio''. (''Primavera'', p. 34) *''Con gli orli rinnovellati | da una copiosa canizie | sembrano i [[montagna|monti]] migranti: | in pacioso bivacco | in attesa di un prossimo | e più propizio partire''. (''Monti migranti'', p. 36) *''[[Bocca]] che a maggio | cerchi la bocca | per dire l'amore | che non sa dire parola. || Bocca un po' in colpa | per le cose mai dette: | bacia e continua a tacere''. (''Bocca di maggio'', p. 38) *''Il [[morso]] e il sorso, | il [[bacio]] e il sorriso. | E poi: le parole | morso, sorso, | bacio, sorriso. || Ah, la [[bocca]]! | (la bocca e la parola bocca)''. (''La parola bocca'', p. 39) *''Nel tuo cielo di pancia | ignaro di nuvole | fabbrichi il sole | e i giorni che verranno. || Busserai col pianto | e ti aprirà un [[angelo]] | e avrà per te un po' di mondo | che prima era del vento.'' (''Cielo di pancia'', p. 40) *''E, d'[[estate]], che ore d'incanto: | con l'arsura domata dal pozzo | casti baci tra spighe bollenti | e ghirlande di silenzi appassionati''. (da ''Le case di Granza'', p. 41) *''Brezze di menta pizzicano | [[platano|platani]] in figura di [[polena|polene]] | mentre carote come triglie | abboccano all'amo delle [[mano|mani]]. || Nel campo di mare | onde rapprese in solchi | a luglio schiumeranno | pennacchi di spighe d'oro''. (''Campo di mare'', p. 45) *''Plateale è l'impresa: | torcere disorientate nubi | in figura di lenzuola | incagliate tra pance di balconi. || E non manca chi guarda: | per lo più femmine | e un carrettiere che ubriaca | col vino del suo canto''. (''Femmine'', p. 47) *''Una mosca, la tosse, | una nube, un rumore: | basta un nonnulla | e son guaste le [[ora|ore]]. || Un canto, un ruscello | un'arancia, un rossore: | basta un nonnulla e son belle le ore''. (''Le belle ore'', p. 49) *''[[Rima]], non ti svelare, | resta non detta | o nel bianco nascosta, | dove il verso si concede una sosta. || Dalle ore sia bandito il dolore | e, dovendo fabbricare una croce, | non si vada alla catasta del noce. || Il conforto stia lontano dal torto | e l'amore... l'amore | si annunci pure a chi vuole | ma lo faccia senza più il garbo di un fiore''. (''Amore senza fiore'', p. 52) *''Porta briglie d'oro | e mani di mestolo: ho mari da riempire | (con cavallucci e coralli). || Porta mollette | e un canestro di vento: | ho cieli da stendere | (con rondini e con stelle). || Porta labbra di rose | e un pugnello di farina: | è la provvista degli amanti | (pani pochi, baci tanti)''. (''Pani e baci'', p. 53) *''[[mano|Mani]] che fasciarono seni | mani che dissero l'addio | mani che scalarono gambe | mani che che solcarono cieli | mani che colsero rose. || [[rosa (fiore)|Rose]] diacce di mistral | rose fustigate dal pampero | rose sabbiate dallo scirocco | rose scarmigliate dal libeccio. || Mani innamorate eppure devote | a San Tommaso: perciò per amare | pretendono prima di toccare l'amore''. (''Mani e rose'', p. 54) *''C'è chi allinea parole | come c'è chi affetta il pane | chi conta le ore o le stelle | e chi conta sempre balle. || C'è chi vuole eternare un cipiglio | chi il ribrezzo per lo sconcio di un colle | chi l'ostento del canto di un grillo | chi il traballo sul ramo di un merlo. || Quanto a me: non so domani | ma oggi [[scrittura|scrivo]] solo per somigliare | a una brezza di mare quando s'impiglia | tra le forche di un mandorlo in fiore.'' (''Brezza di mare'', p. 58) *''[[Vento]] con l'occhio lungo | e il fiato di zagara | e una coda inaudita | vento quassabondo | che grazi le vele | e rabbuffi le rose | vento mai sazio | di foglie cricchianti | e di ombrelli e cappelli | vento libertario | che beffi confini | e ingarbugli bandiere: | presto, entra a casa mia | e, se trovi un fosco cuore, | insuffla due grani di allegria''. (''La coda del vento'', p. 60) *''È d'un tratto sovrano tra i suoni | il gorgoglìo d'un fugace [[ruscello]]: | un equoreo fulmineo serpente | che percuote la strada in pendìo. || In fretta accendo il camino | e stappo una bottiglia di vino: | poi resto in silenzio e assaporo | dell'acqua che scorre il rumore. || Pure il fischio dei tordi | al riparo nei nidi tra i coppi | adesso si fa rado e sommesso: | e più non s'ode quel raglio lontano. || Altri ceppi non reclama la vampa | e più rosso che chiaro è il bicchiere: | è stata munta la nube in un niente. | [[pioggia|Piove]] ancora ma ora piove più piano''. (''Il rumore dell'acqua'', p. 68) *''Moriremo senza [[comprensione|capire]]. | Ma non è grave: | pure non capiscono | l'arancia che stringo in pugno | la serpe che si struscia sul sasso | il noce che mi ripara dal sole. || Capire: tarlo divino | cilicio di una folle ragione | mistura di arsenico e mile. || E allora: lasciarsi cullare | dall'indicibile. || Con misurate illusioni: | ché ha casa nell'uomo | il capire e mai rinuncerà | al suo mazzo di chiavi. || Sarà allora utile apparecchiare | un duplice piano di conforto: | il libro delle orazioni | e una cassa di Armagnac''. (''Tarlo divino'', p. 70) ==''Il tamburo delle vanvere''== *''Mentre Ieri mi squarcia la schiena, | Domani mi sbudella l'addome'' (''I pugnalatori'', p. 30) *''Evviva la [[bocca]] che cova bruchi | e con divino soffio ne fa [[farfalla|farfalle]]''. (''La bocca'', p. 33) *''Dio creò l'uomo. E l'uomo, | con minor modestia, creò Dio''. (''I creatori'', p. 36) *''S'avanza un formidabile domani: | la [[farfalla]] già grugnisce da [[maiale]]''. (''La farfalla-maiale'', p. 51) *''Il [[cammino]] sfama | l'appetito dei [[piede|piedi]]''. (''Piedi affamati'', p. 52) *''Ho provato a pensarti, | ma ho trovato occupato''. (''Occupato'', p. 56) *''Due innamorati che si baciano. | Finalmente due che stanno zitti''. (''La coppia zitta'', p. 57) *''Che coppia formidabile, | io e il mio taccuino. | E, assieme, che bevute: | lui inchiostro nero, | io rosso Marzemino''. (''Io e il mio taccuino'', p. 63) *''Tutte le innumerevoli [[alba|albe]] | in cui sono rinato | mai ho cercato l'ostia, | sempre il cornetto sfornato''. (''Il cornetto sfornato'', p. 65) *''Non chiedo poi molto: | un torto che mi induca a partire | un porto che mi inviti a tornare''. (''Un torto e un porto'', p. 66) *''Un ovile per regno, | gli è compagno un cane | e piluccando ciliegie | lieto rincasa col gregge''. (''Re pastore'', p. 72) *''Metterò le mie parole sotto sale, | come nei vasetti le acciugne. | Così, forse, non andranno a male''. (''Parole sotto sale'', p. 82) ==Citazioni su Lillo Gullo== *Abbreviature di realtà, certo. Di paesaggi e di storie. Nella sistole delle rime. E nell'abbrivo delle vicende. Una rimalmezzo, che alle "formiche" associa le "molliche", basta a evocare, e a far crescere attorno, la fiaba vegetale e profumata del giardino della memoria. Nel quale il paesaggio è una cantilena: ''Alba non è ancora, / buio fondo non è più: / è l'ora blu...'' Le voci e i suoni, certo. Ma perduti ed evocati. Amorevolmente e disperatamente evocati. [...] Sotto la calura, incalzata dall'arsura, l'isola-giardino di Lillo Gullo è il recinto magico di incantevoli metamorfosi. Saviniane. Se chi zappa "tre tumuli di sodaglie" è Nicàsio Dolcemascolo. Se l'assenza è un sogno goloso, un sollievo di parole. La memoria è pittorica. Più vicina a [[Rembrandt]] che a [[Renato Guttuso|Guttuso]]. E parla un lessico, che ha l'aroma arcano di un dialetto [[Omero|omerico]], e non disdegna la rimemorazione più recente. Da [[Salvatore Quasimodo|Quasimodo]] a [[Vitaliano Brancati|Brancati]]. Lillo Gullo è un miniaturista affabile. E la sua, è un'isola portatile. Quella che ogni isolano si porta nella memoria. E fa rivivere per magia e cerimonia di linguaggio. Come giardino dell'infanzia. Animato. Stupendamente animato. ([[Salvatore Silvano Nigro]]) *Accompagnato da una prefazione di Giorgio Barberi Squarotti, esce da Nicolodi (Rovereto) il secondo libro poetico del siculo-trentino Lillo Gullo, ''Sfarzo d'inesistenza''. Diario minimo di due estati in una («Estate, molle stagione / di cocomeri e baci»), le poesie di Gullo si traducono in una sorta di elogio della stasi e della lentezza, dell'inerzia e del torpore. Un io negato (o meglio «sgovernato») che muove passi di lumaca catturando «calmeria di ozi» e «largheria di vedute». Ma soprattutto una cifra ironica e lieve. Giochi di lettera e di parola, rime argute, lessico estroso, musicalità metastasiana per un canto che «scarroccia» tra dolcezza e volubilità. ([[Giovanni Tesio]]) *Da siciliano che vive fuori dalla sua isola e dal mondo contadino del suo paese natale, [[Aliminusa]], già oggetto dei suoi primi studi sociologici, Gullo ha inizialmente sviluppato una certa nostalgia, motivata dalla lontananza e soprattutto dalla mancanza della "luce accecante" della [[Sicilia]], luogo in cui, ricordava [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi di Lampedusa]], l'estate con il suo "inferno" si prolunga oltre ogni limite di sopportazione. Invece da queste ''Parole sotto sale'' emerge per la prima volta «il controluce delle abetaie dolomitiche», dove i maestri liutai vanno a cercare il legno per i loro violini. Sono testi ispirati a due artisti verso i quali l'autore confessa un "debito". [[Nicolás Gómez Dávila]], autore di un fulminante aforisma riprodotto in esergo da Gullo: «Tra poche parole è difficile nascondersi, come tra pochi alberi». E [[Alberto Giacometti]], scultore, trasferitosi a Ginevra da Parigi allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Alla fine della quale Giacometti aveva ricevuto la visita dell'editore d'arte Albert Skirà, interessato a pubblicare un catalogo delle sue opere. Avvertito dell'intenzione di Giacometti di tornare in Francia, gli chiese come avrebbe fatto a traslocare le sue opere e se non ne avrebbe dovuto lasciare la maggior parte in Svizzera. «Me le porterò in tasca», fu la sua sorprendente risposta, essendosi negli ultimi anni dedicato soprattutto a sculture esili, di dimensioni minime. Un po' come Gullo ha voluto caratterizzare i suoi componimenti. ([[Marcello Sorgi]]) *È, Gullo, un poeta raffinatissimo, suasivo, giocoso e ironico, avventuroso e amoroso, ma, in fondo, con il ritmo agile, e profondo al tempo stesso, della "divina malinconia" del cuore. ''Sfarzo d'inesistenza'', nella vicenda di due anni, narra ed evoca due estati di mare, di luce, di presenze rapide e argute di corpi amorosi, con l'aggiunta, a tratti, di memoria e di racconto di luoghi paesani, non tuttavia proposti come descrizioni realistiche, ma piuttosto come fulminee e gioiose esperienze d'infanzia o come visioni un poco fantastiche, in quanto partono dal nome per giungere fino alla sicura musica del sogno preziosissimo della parola. Tutta la raccolta di Gullo si svolge in tanto fervore di immagini, di segni di vita, di piacere della descrizione della stagione della piena creatività dell'anima, sempre. Mare, estate, baci sono le allegorie supreme del valore e della persistenza del tempo, per il tramite di una poesia essenziale e sicura. Così il trascorrere delle ansie del cuore viene superato dalla musicalità e dalla giocosità della parola. È un risultato poetico davvero raro di trionfale conquista della poesia. ([[Giorgio Barberi Squarotti]]) *Ha molto talento: sia verbale che ritmico. ([[Pietro Citati]]) *Il demone aforistico ha fatto scoprire a Gullo quanta volontà definitoria riposasse dentro di lui e, messosi a servizio della sua vena lirica, gli ha consentito di dare forma di poesia ai tratti e ai contorni solitamente sfuggenti di cose, di atmosfere, di idee, di sensazioni... Gullo ha tutte le qualità del poeta di aforisma: prontezza puntuale e senso della situazione, incisività e gusto espressivo, misura verbale e musica efficace, riconducendo così all'unità della visione ogni oggetto mentale della sua capacità di definizione. ([[Paolo Ruffilli]]) *Il suo lirismo si stempera spesso in ironia e l'ironia si addolcisce di malinconia. ([[Giuseppe Conte (scrittore)|Giuseppe Conte]]) *La concisione è una virtù naturale della poesia: diciamo pure che senza concisione, senza economia del dire, difficilmente si arriva a trasformare la parola in poesia. Eppure esistono poemi epici e poemi fluviali, testi in cui l'essenzialità della parola può coincidere anche con un fiato ampio, con un dire narrativo. Non è questo, sicuramente, il caso di Lillo Gullo, che predilige le forme brevissime, e che le pratica con sicurezza e abilità: ''Quando ci chiederanno | di salvare gli oggetti | secondo il suono | che li designa, | sappiate che il mio voto | andrà all'imbuto''. Nell'introduzione a questi ''Pensieri di legno'', Paolo Ruffilli, uno dei poeti d'oggi più validi e attenti alle altrui esperienze, ci parla di una dimensione aforistica, e dunque di una tendenza alla definizione, che costituirebbe l'aspetto più chiaro e vivo della poesia di Gullo. In effetti è impossibile dargli torto. Se non ché, per paradosso, il tipo di definizione che pratica Gullo è quello di una definizione aperta, e dunque capace di ulteriori significati oltre quelli che pure enuncia senza timore. E infatti, oltre all'aforisma, quanto meno inteso secondo un'accezione occidentale del termine, risalta nelle poesie di Gullo una vicinanza spontanea con certi ben noti generi tradizionali di una poesia orientale, giapponese soprattutto, come l'[[haiku]] e il [[tanka]]. Eccone un esempio, delicato e semplice nella sua realizzazione, che tutti ci può coinvolgere o ritrarre di sorpresa: ''Senza i portoni, | il commiato | degli innamorati | sarebbe ugualmente | prodigo di baci?''. O, su un piano più alto: ''Risuona nel ramo fiorito | l'urlo primordiale dell'universo: | il big bang di grazia e spavento | che moltiplica gli atomi | e incista vita dove c'era vento''. ([[Maurizio Cucchi]]) *La poesia di Lillo Gullo è, al tempo stesso, elegantissima e ingegnosa, giocosa e sapiente, con l'eco sempre di divina malinconia e di saggezza che dà un sapore antico di vita di ricapitolata esperienza. I testi, per lo più, sono brevi, essenziali, nettissimi nel fissare il punto decisivo di un evento del tempo e del luogo, di una reazione dei sensi e dell'anima, di una lezione incisiva, di una fulminea comprensione di un'occasione da non perdere perché si offre come una prova per un istante e, se non è colta, allora subito prevarica nel senso della perdita, con il rimpianto che ne consegue. La parola poetica è data proprio per non perdere il momento decisivo della verità che si ha, d'improvviso, per dono divino. Come rapido è il testo, così il metro è breve, sempre sorretto da una suasosa musica che alacre suona e dice attesa, gioia, avventura, riflessione, soprattutto emozioni d'amore. ([[Giorgio Barberi Squarotti]]) *Un fresco naturalismo di quadrelle vivacemente colorate, talvolta, come in ''Odorosa penombra'', di amabile rilievo cavaraggesco. Dopo tante poesie che negli ultimi anni hanno privilegiato il negativo, l'oscuro, il minimalismo o il rassegnato, ecco un giovane che "canta" la gioia della convivenza umana tra il fraterno e l'erotico sullo sfondo di una natura decisamente amica. Una metrica leggera di eccezionale grazia e musicalità convoglia sentite e comunicative visioni di "piaceri terrestri" eppure "celesti". Mi piace segnalare l'ariosa ironia di ''Rimario'' (''Le labbra, ad esempio, sono una rima''). ([[Maria Luisa Spaziani]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Lillo Gullo, ''Il disertore'', in ''7 Poeti del Premio Montale'' (con Antonio Chiaravalloti, Annalisa Comes, Vittorino Curci, [[Paola Mastrocola]], Stefano Staffieri, Franco Trinchero), prefazione di [[Maria Luisa Spaziani]], Crocetti, Milano, 2000. <small>ISBN 88-8306-024-5</small> *Lillo Gullo, ''Pensieri di legno'', xilografie di Remo Wolf, prefazione di [[Paolo Ruffilli]], Nicolodi, Rovereto (TN), 2002. <small>ISBN 88-8447-044-7</small> *Lillo Gullo, ''Paolo Vallorz: profumi di donne, ritratti di alberi'', in Roberto Festi – Lillo Gullo, ''Adolf Vallazza – Paolo Vallorz, Disegni'', Banca di Trento e Bolzano, Trento, 2003, pp. 31-40. ISBN 88-85341-07-01 *Lillo Gullo, ''Sfarzo d'inesistenza'', prefazione di [[Giorgio Bàrberi Squarotti]], Nicolodi, Rovereto (TN), 2004. <small>ISBN 88-8447-108-7</small> *Lillo Gullo, ''Il centro del sempre'', collana Quadernetto, n. 12, Quaderni di Orfeo,<ref group="nota">Per scelta dell'editore il poemetto è privo del codice ISBN e della numerazione delle pagine.</ref> Milano, 2006. *Lillo Gullo, ''Labbreggiature'', disegni di Giuseppe Maraniello, Nicolodi, Rovereto (TN), 2007. <small>ISBN 978-88-8447-120-8</small> *Lillo Gullo, ''Cerimonie della calura'', prefazione di [[Salvatore Silvano Nigro]], Nicolodi, Rovereto (TN), 2007. <small>ISBN 978-88-8447-300-4</small> *[[Lillo Gullo e Flora Graiff]], ''Beati. {{small|On the road in the room. Aforismi e fotopastelli}}'', prefazione di [[Luca Beatrice]], con una poesia di [[Alda Merini]] dedicata agli autori, Edizione Stella,<ref group="nota">Questo libro documenta la mostra ospitata dal 26 luglio al 3 agosto 2008 nella cappella di Sant'Antonio di Padova a Castel Toblino, in Trentino, quale evento collaterale di ''Manifesta 7'', Biennale Europea di Arte Contemporanea.</ref> Rovereto (TN), 2008. <small>ISBN 978-88-8446-141-3</small> *Lillo Gullo, ''Lo scialo dei fatti'', prefazione di [[Giorgio Bàrberi Squarotti]], LietoColle, Faloppio (CO), 2012. <small>ISBN 9788878487222</small> *Lillo Gullo, ''Il tamburo delle vanvere'', prefazione di Paolo Ruffilli, Raffaelli Editore, Rimini, 2026. Belluno, Colophonarte, aprile 2025.<small>ISBN 978-88-6792-484-4</small> ===Note alla bibliografia=== <references group="nota" /> ==Voci correlate== *[[Aliminusa]] *[[Flora Graiff]] *[[Lillo Gullo e Flora Graiff]] *[[Lillo Gullo e Tano Gullo]] *[[Modi di dire aliminusani]] *[[Proverbi aliminusani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Lillo Gullo}} {{DEFAULTSORT:Gullo, Lillo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] ==Collegamenti esterni== * {{cita web|http://www.manifesta7.it/pages/1916405489|''Manifesta 7'', Biennale Europea di Arte Contemporanea, Trentino – Parallel Events, 2008.}} 16dg49371kym5yhiit22hqmadlpxbcl Tifoseria della Juventus Football Club 0 158955 1415628 1415102 2026-06-04T16:49:07Z Danyele 19198 /* Citazioni */ citazione sempkificata 1415628 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} {{Tematiche specifiche |a = spec |voce = Juventus Football Club }} [[File:Juventus supporters.jpg|thumb|Tifosi juventini allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] (2011)]] Citazioni sulla '''tifoseria della Juventus Football Club'''. ==Citazioni== *[[Tommaso Buscetta|Buscetta]] ha detto di essere ossessivamente un tifoso della Juventus? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi. ([[Gianni Agnelli]]) *Dentro di me, comunque, scorre sangue bianconero, io sono uno juventino proprio dentro. ([[Antonio Conte]]) *È sufficiente passare mezz'ora nella mia città per capire che tifare Juve è una specie di delitto contro l'aria, il sole, le nuvole, le fontanelle col torello che sputa acqua, le case, le cose, la gente, la storia. ([[Gianpaolo Ormezzano]]) *Il [...] legame [di mio padre] con la Juve non era quello elitario dell'alta borghesia cittadina, ma, casomai, quello dell'emigrante, residente in una nostra colonia, che vedeva la squadra come simbolo tricolore. E, soprattutto, quello di chi ne apprezzava lo "stile", il rispetto, comunque, dell'avversario. Tifare Juve, dunque, era per me il primo contatto con la "cultura sportiva". Altri, nell'epoca di [[Trio Magico|Boniperti, Charles e Sivori]], avrebbero magari insegnato ai figli il "dovere" di vincere. Lui, invece, mi spiegò, ricordando quanto i giocatori avevano sofferto contro il [[Grande Torino]], la virtù del "saper perdere". ([[Carlo Nesti]]) *Il luogo comune dice che metà Italia ama la Juventus e metà Italia l'odia. Io credo sia profondamente sbagliato: è molto più amata, solo anche d'un amore corretto, di un amore non facinoroso. E quelli che credono d'odiarla, non è odio di classe, ma invidia di classe. ([[Giovanni Arpino]]) *{{NDR|Nel 2017}} Il tifoso della Juventus, così appare, ha preso il posto dei carabinieri nelle barzellette: è il tutore dell’ordine soggetto alla rivolta del popolo. Il popolo d’Italia, non avendo più nessuno contro cui rivoltarsi, si sta rivoltando contro il «carabiniere juventino». Eppure, lo dico con un pizzico di amarezza pensando alla squadra di cui sono tifoso, avendo giurato di essere oggettivo, riconosco il valore di quella squadra che, se in altre circostanze rese davvero leciti i dubbi su alcune sue vittorie, oggi si dimostra forte, organizzata, agguerrita e sagace come nessun’altra in Italia e, chissà, come poche altre fuori d’Italia. ([[Franco Cordelli]]) *{{NDR|Nel 1987}} Il tifoso juventino è borghese o aspirante borghese. Si manifesta dove un capoluogo abbia da farsi perdonare nequizie medioevali. Fuor dal [[Piemonte]], i più devoti juventini sono [[Lombardia|lombardi]], e ancora emiliani di Romagna. Se c'entri anche il Re [[Casa Savoia|sabaudo]] non so dire. Fatto è che la "Juventinitas" è un sentimento che fa casta. Io spesso ironizzo chiamando Thugs i devoti della dea Kahlì: ma sotto sotto li invidio. Hanno un garbo, una certezza, un piglio che non sempre si scopre. ([[Gianni Brera]]) *{{NDR|Nel 2014}} [In Italia] ci sono 50 milioni di [[Tifo sportivo|tifosi]], 12 sono della Juve, gli altri del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], della [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] e via così. Tutti sono contro la Juve. Ora me ne rendo conto. ([[Massimiliano Allegri]]) *La gente o ama la Juve o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei tifosi che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò. ([[Hasan Salihamidžić]]) [[File:Juventus Turyn fans 2006.jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Olimpico di Torino (2006)]] *La Juve è l'unica squadra i cui tifosi sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]]) *{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. ([[Jean Cau]]) *La Juventus [...] essendo nata oltre 100 anni fa, ha consolidato sotto la stessa proprietà una capacità di avere un numero di tifosi d'Italia che raggruppano tutti gli insoddisfatti del Sud. Gli operai della Fiat, ad esempio, venivano importati dal Sud, i veri torinesi per la maggior parte tifano [[Torino Football Club|Torino]] e non Juventus. Questo movimento creato dalla famiglia Agnelli è difficile da sradicare. ([[Aurelio De Laurentiis]]) *La Juventus produce successo, quindi invidia. Ricordo di un professore di filosofia, juventino nel sangue. Quando la Juventus perdeva, il lunedì entrava in classe di pessimo umore e passava immediatamente alle interrogazioni. La vittima era sempre la stessa, tale Angelo Balzarini, noto sostenitore interista. Il mio povero compagno viene massacrato dalle domande impossibili e soltanto il suo sacrificio tradotto sul registro dall'immancabile «due» riusciva a far tornare la serenità nell'animo del professore. Angelo, poco prima dell'inizio del terzo trimestre, passò in un club juventino e fu promosso con ottimi voti. ([[Beppe Viola]]) *La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]]) *La storia che ti lega alla tua squadra del cuore è qualcosa di romantico [...]. Per un tifoso della Juventus è ancora più difficile da dimostrare in quanto è una squadra così vincente. Per cui sento un po' come un dovere da scrittore spiegare che la Juventus è la squadra che ha più vinto e perduto – e proprio sapendo perdere si impara a vincere. Amarla in questo modo dà ancora quel senso romantico di tifo che appartiene ad epoche passate. ([[Sandro Veronesi]]) *Non si tifava Juve perché si lavorava alla Fiat, semmai trovare un beniamino della propria terra permetteva di trasformare l’amore in innamoramento. La realtà è che gli immigrati arrivavano a Torino già tifosi della Juventus. ([[Dario Di Vico]]) *Non ti vergogni, tu che sei [[roma]]no, a [[Tifoseria della Juventus Football Club|stare]] per la [[Juventus Football Club|Juventus]]? [...] No, non mi vergogno. [...] Prediligo gli umili e i modesti, coltivo le mie sofferenze e mi struggo per quelle degli altri, amo gli sconfitti. Ma il caso ha voluto che, poco più che neonato, io sia stato tradotto per la prima volta a una partita di calcio [...] sui tavolacci del vecchissimo Testaccio. [...] Il nemico era una squadra mesta ed elegante, con l'ala destra calva, il centrosostegno arrembato e claudicante, una mezzala fragile e pallida come un re sotto il patibolo, grassoccio il portiere. Vestiva [[Colori e simboli della Juventus Football Club|braconi bianchi, calzettoni neri con due rigoline bianche, maglia bianca a strisce nere]]. Si chiamava in latino. Giocava maluccio. Il pubblico infieriva. Imperversavano "[[Associazione Sportiva Roma|i nostri]]" rosso-vino e giallo-mandarino. La squadra a strisce perse per tre a zero. [...] ricordo con precisione inappellabile le formazioni delle due squadre, chi portava le cavigliere sopra i calzettoni e chi no, l'odore inebriante del fumo di migliaia di sigarette nell'umido pomeriggio d'inverno, le grida di dileggio dei miei compaesani, la mia malinconia e la mia tenerezza. Per gli sconfitti. Ho aspettato tutta un'adolescenza, una [[Seconda guerra mondiale|guerra]], una [[Secondo dopoguerra in Italia|ricostruzione]], la consumazione di un primo amore e anche di un secondo, insomma quattordici anni ho aspettato perché quell'elegante endecasillabo di sconfitti a strisce mi vincesse un campionato. Da allora – ammetto – me ne ha vinti parecchi. E io continuo ad amare sconfitti che continuano a perdere. Ma nell'angolo appartato e secondario del mio cuore che concedo alla trivialità del "[[Tifo sportivo|tifo per lo spettacolo sportivo]]" mi sia consentito (anche perché me lo consento io) di amare anche questi sconfitti che vincono. ([[Vittorio Sermonti]]) [[File:Supporters of Juventus FC - Stadio Comunale, Turin (circa 1973).jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Comunale di Torino (1973)]] *{{NDR|In occasione del ritorno in serie A nel 2007}} Oggi è il momento di ringraziare il nostro pubblico, i nostri tifosi, la gente della Juve. È il momento di ringraziare i ragazzi, i giovani, tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nello sport e di credere in noi. Grazie a chi ha corso e non si è mai fermato, anche nei momenti più incerti e di fronte alle sfide più difficili. Ce l'abbiamo fatta. Tutti insieme. E allora grazie, per averci creduto e per non averci lasciati soli. Grazie per aver ricordato, in ogni momento, Alessio e Riccardo, che sentiamo con noi anche oggi. Oggi si chiude questa stagione e siamo pronti per ricominciare. Perché noi siamo, e saremo sempre, la Juve. Grazie a tutti. ([[Alessandro Del Piero]]) *Quando è arrivato quel ladro di Moggi ho smesso di tifare per la Juventus... non ho cambiato squadra perché non si può cambiare squadra. Quando lo abbiamo cacciato ho ricominciato a tifare per loro, però adesso hanno ripreso il potere... Moggi è sempre a Torino, Giraudo accompagna Andrea Agnelli a fare tutti... tutti i giri... mi hanno raccontato... Quindi insomma mi sono strarotto e non tifo più Juve. ([[Marco Travaglio]]) *Quando ero piccolo la rivalità con Torino era totalizzante. Una rivalità personificata anche – e soprattutto – dalla Juventus. L'insopportabile Juventus, la magnifica Juventus. Squadra di meridionali: ci sono più tifosi juventini al Sud che non a Torino, questo è certo. ([[Roberto Saviano]]) *{{NDR|Nel 2011}} Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti, sappiamo vincere. Noi siamo la gente della Juve e saremo sempre uniti, oggi e domani, a conto di lottare sempre fino alla fine. ([[Andrea Agnelli]]) *Sono un tifoso bianconero [perché] è il club che ha vinto di più nella storia del calcio italiano, un po' come il Bayern da noi, e ha sempre avuto campioni e allenatori di grandissimo livello. Per questo motivo da sempre sono un suo sostenitore. ([[Franz Beckenbauer]]) *Tifare per la Juventus significa essere la maggioranza, eppure distinguersi. ([[Giuseppe Pollicelli]]) ==[[Cori da stadio|Cori]]== *''Il lunedì | che umiliazione | andare in fabbrica a servire il tuo padrone, | oh juventino | ciuccia piselli | di tutta quanta la famiglia Agnelli, | e Juve merda, Juve Juve merda.''<ref>Coro intonato da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref> *''Ritorna a Mirafiori | a stringere i bulloni, | bastardo juventino, | 'na vita da cretino!''<ref>Coro intonato sulle note del tema dello sceneggiato televisivo ''[[Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)|Le avventure di Pinocchio]]'' (1972) da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Juventus FC}} [[Categoria:Juventus F.C.| ]] [[Categoria:Tifo calcistico|Juventus]] db1xtvqbh3feg048mw6y9jkmy7gp672 1415629 1415628 2026-06-04T16:49:42Z Danyele 19198 /* Citazioni */ overlinking 1415629 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} {{Tematiche specifiche |a = spec |voce = Juventus Football Club }} [[File:Juventus supporters.jpg|thumb|Tifosi juventini allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] (2011)]] Citazioni sulla '''tifoseria della Juventus Football Club'''. ==Citazioni== *[[Tommaso Buscetta|Buscetta]] ha detto di essere ossessivamente un tifoso della Juventus? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi. ([[Gianni Agnelli]]) *Dentro di me, comunque, scorre sangue bianconero, io sono uno juventino proprio dentro. ([[Antonio Conte]]) *È sufficiente passare mezz'ora nella mia città per capire che tifare Juve è una specie di delitto contro l'aria, il sole, le nuvole, le fontanelle col torello che sputa acqua, le case, le cose, la gente, la storia. ([[Gianpaolo Ormezzano]]) *Il [...] legame [di mio padre] con la Juve non era quello elitario dell'alta borghesia cittadina, ma, casomai, quello dell'emigrante, residente in una nostra colonia, che vedeva la squadra come simbolo tricolore. E, soprattutto, quello di chi ne apprezzava lo "stile", il rispetto, comunque, dell'avversario. Tifare Juve, dunque, era per me il primo contatto con la "cultura sportiva". Altri, nell'epoca di [[Trio Magico|Boniperti, Charles e Sivori]], avrebbero magari insegnato ai figli il "dovere" di vincere. Lui, invece, mi spiegò, ricordando quanto i giocatori avevano sofferto contro il [[Grande Torino]], la virtù del "saper perdere". ([[Carlo Nesti]]) *Il luogo comune dice che metà Italia ama la Juventus e metà Italia l'odia. Io credo sia profondamente sbagliato: è molto più amata, solo anche d'un amore corretto, di un amore non facinoroso. E quelli che credono d'odiarla, non è odio di classe, ma invidia di classe. ([[Giovanni Arpino]]) *{{NDR|Nel 2017}} Il tifoso della Juventus, così appare, ha preso il posto dei carabinieri nelle barzellette: è il tutore dell’ordine soggetto alla rivolta del popolo. Il popolo d’Italia, non avendo più nessuno contro cui rivoltarsi, si sta rivoltando contro il «carabiniere juventino». Eppure, lo dico con un pizzico di amarezza pensando alla squadra di cui sono tifoso, avendo giurato di essere oggettivo, riconosco il valore di quella squadra che, se in altre circostanze rese davvero leciti i dubbi su alcune sue vittorie, oggi si dimostra forte, organizzata, agguerrita e sagace come nessun’altra in Italia e, chissà, come poche altre fuori d’Italia. ([[Franco Cordelli]]) *{{NDR|Nel 1987}} Il tifoso juventino è borghese o aspirante borghese. Si manifesta dove un capoluogo abbia da farsi perdonare nequizie medioevali. Fuor dal [[Piemonte]], i più devoti juventini sono [[Lombardia|lombardi]], e ancora emiliani di Romagna. Se c'entri anche il Re [[Casa Savoia|sabaudo]] non so dire. Fatto è che la "Juventinitas" è un sentimento che fa casta. Io spesso ironizzo chiamando Thugs i devoti della dea Kahlì: ma sotto sotto li invidio. Hanno un garbo, una certezza, un piglio che non sempre si scopre. ([[Gianni Brera]]) *{{NDR|Nel 2014}} [In Italia] ci sono 50 milioni di [[Tifo sportivo|tifosi]], 12 sono della Juve, gli altri del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], della [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] e via così. Tutti sono contro la Juve. Ora me ne rendo conto. ([[Massimiliano Allegri]]) *La gente o ama la Juve o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei tifosi che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò. ([[Hasan Salihamidžić]]) [[File:Juventus Turyn fans 2006.jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Olimpico di Torino (2006)]] *La Juve è l'unica squadra i cui tifosi sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]]) *{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. ([[Jean Cau]]) *La Juventus [...] essendo nata oltre 100 anni fa, ha consolidato sotto la stessa proprietà una capacità di avere un numero di tifosi d'Italia che raggruppano tutti gli insoddisfatti del Sud. Gli operai della Fiat, ad esempio, venivano importati dal Sud, i veri torinesi per la maggior parte tifano [[Torino Football Club|Torino]] e non Juventus. Questo movimento creato dalla famiglia Agnelli è difficile da sradicare. ([[Aurelio De Laurentiis]]) *La Juventus produce successo, quindi invidia. Ricordo di un professore di filosofia, juventino nel sangue. Quando la Juventus perdeva, il lunedì entrava in classe di pessimo umore e passava immediatamente alle interrogazioni. La vittima era sempre la stessa, tale Angelo Balzarini, noto sostenitore interista. Il mio povero compagno viene massacrato dalle domande impossibili e soltanto il suo sacrificio tradotto sul registro dall'immancabile «due» riusciva a far tornare la serenità nell'animo del professore. Angelo, poco prima dell'inizio del terzo trimestre, passò in un club juventino e fu promosso con ottimi voti. ([[Beppe Viola]]) *La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]]) *La storia che ti lega alla tua squadra del cuore è qualcosa di romantico [...]. Per un tifoso della Juventus è ancora più difficile da dimostrare in quanto è una squadra così vincente. Per cui sento un po' come un dovere da scrittore spiegare che la Juventus è la squadra che ha più vinto e perduto – e proprio sapendo perdere si impara a vincere. Amarla in questo modo dà ancora quel senso romantico di tifo che appartiene ad epoche passate. ([[Sandro Veronesi]]) *Non si tifava Juve perché si lavorava alla Fiat, semmai trovare un beniamino della propria terra permetteva di trasformare l’amore in innamoramento. La realtà è che gli immigrati arrivavano a Torino già tifosi della Juventus. ([[Dario Di Vico]]) *Non ti vergogni, tu che sei [[roma]]no, a stare per la Juventus? [...] No, non mi vergogno. [...] Prediligo gli umili e i modesti, coltivo le mie sofferenze e mi struggo per quelle degli altri, amo gli sconfitti. Ma il caso ha voluto che, poco più che neonato, io sia stato tradotto per la prima volta a una partita di calcio [...] sui tavolacci del vecchissimo Testaccio. [...] Il nemico era una squadra mesta ed elegante, con l'ala destra calva, il centrosostegno arrembato e claudicante, una mezzala fragile e pallida come un re sotto il patibolo, grassoccio il portiere. Vestiva [[Colori e simboli della Juventus Football Club|braconi bianchi, calzettoni neri con due rigoline bianche, maglia bianca a strisce nere]]. Si chiamava in latino. Giocava maluccio. Il pubblico infieriva. Imperversavano "[[Associazione Sportiva Roma|i nostri]]" rosso-vino e giallo-mandarino. La squadra a strisce perse per tre a zero. [...] ricordo con precisione inappellabile le formazioni delle due squadre, chi portava le cavigliere sopra i calzettoni e chi no, l'odore inebriante del fumo di migliaia di sigarette nell'umido pomeriggio d'inverno, le grida di dileggio dei miei compaesani, la mia malinconia e la mia tenerezza. Per gli sconfitti. Ho aspettato tutta un'adolescenza, una [[Seconda guerra mondiale|guerra]], una [[Secondo dopoguerra in Italia|ricostruzione]], la consumazione di un primo amore e anche di un secondo, insomma quattordici anni ho aspettato perché quell'elegante endecasillabo di sconfitti a strisce mi vincesse un campionato. Da allora – ammetto – me ne ha vinti parecchi. E io continuo ad amare sconfitti che continuano a perdere. Ma nell'angolo appartato e secondario del mio cuore che concedo alla trivialità del "[[Tifo sportivo|tifo per lo spettacolo sportivo]]" mi sia consentito (anche perché me lo consento io) di amare anche questi sconfitti che vincono. ([[Vittorio Sermonti]]) [[File:Supporters of Juventus FC - Stadio Comunale, Turin (circa 1973).jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Comunale di Torino (1973)]] *{{NDR|In occasione del ritorno in serie A nel 2007}} Oggi è il momento di ringraziare il nostro pubblico, i nostri tifosi, la gente della Juve. È il momento di ringraziare i ragazzi, i giovani, tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nello sport e di credere in noi. Grazie a chi ha corso e non si è mai fermato, anche nei momenti più incerti e di fronte alle sfide più difficili. Ce l'abbiamo fatta. Tutti insieme. E allora grazie, per averci creduto e per non averci lasciati soli. Grazie per aver ricordato, in ogni momento, Alessio e Riccardo, che sentiamo con noi anche oggi. Oggi si chiude questa stagione e siamo pronti per ricominciare. Perché noi siamo, e saremo sempre, la Juve. Grazie a tutti. ([[Alessandro Del Piero]]) *Quando è arrivato quel ladro di Moggi ho smesso di tifare per la Juventus... non ho cambiato squadra perché non si può cambiare squadra. Quando lo abbiamo cacciato ho ricominciato a tifare per loro, però adesso hanno ripreso il potere... Moggi è sempre a Torino, Giraudo accompagna Andrea Agnelli a fare tutti... tutti i giri... mi hanno raccontato... Quindi insomma mi sono strarotto e non tifo più Juve. ([[Marco Travaglio]]) *Quando ero piccolo la rivalità con Torino era totalizzante. Una rivalità personificata anche – e soprattutto – dalla Juventus. L'insopportabile Juventus, la magnifica Juventus. Squadra di meridionali: ci sono più tifosi juventini al Sud che non a Torino, questo è certo. ([[Roberto Saviano]]) *{{NDR|Nel 2011}} Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti, sappiamo vincere. Noi siamo la gente della Juve e saremo sempre uniti, oggi e domani, a conto di lottare sempre fino alla fine. ([[Andrea Agnelli]]) *Sono un tifoso bianconero [perché] è il club che ha vinto di più nella storia del calcio italiano, un po' come il Bayern da noi, e ha sempre avuto campioni e allenatori di grandissimo livello. Per questo motivo da sempre sono un suo sostenitore. ([[Franz Beckenbauer]]) *Tifare per la Juventus significa essere la maggioranza, eppure distinguersi. ([[Giuseppe Pollicelli]]) ==[[Cori da stadio|Cori]]== *''Il lunedì | che umiliazione | andare in fabbrica a servire il tuo padrone, | oh juventino | ciuccia piselli | di tutta quanta la famiglia Agnelli, | e Juve merda, Juve Juve merda.''<ref>Coro intonato da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref> *''Ritorna a Mirafiori | a stringere i bulloni, | bastardo juventino, | 'na vita da cretino!''<ref>Coro intonato sulle note del tema dello sceneggiato televisivo ''[[Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)|Le avventure di Pinocchio]]'' (1972) da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Juventus FC}} [[Categoria:Juventus F.C.| ]] [[Categoria:Tifo calcistico|Juventus]] hlp3rz3sivd1h6mq5u7oplchytyutqk 1415657 1415629 2026-06-04T23:59:04Z Danyele 19198 /* Altri progetti */ +preposizioni 1415657 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} {{Tematiche specifiche |a = spec |voce = Juventus Football Club }} [[File:Juventus supporters.jpg|thumb|Tifosi juventini allo [[Allianz Stadium (Torino)|Juventus Stadium]] (2011)]] Citazioni sulla '''tifoseria della Juventus Football Club'''. ==Citazioni== *[[Tommaso Buscetta|Buscetta]] ha detto di essere ossessivamente un tifoso della Juventus? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi. ([[Gianni Agnelli]]) *Dentro di me, comunque, scorre sangue bianconero, io sono uno juventino proprio dentro. ([[Antonio Conte]]) *È sufficiente passare mezz'ora nella mia città per capire che tifare Juve è una specie di delitto contro l'aria, il sole, le nuvole, le fontanelle col torello che sputa acqua, le case, le cose, la gente, la storia. ([[Gianpaolo Ormezzano]]) *Il [...] legame [di mio padre] con la Juve non era quello elitario dell'alta borghesia cittadina, ma, casomai, quello dell'emigrante, residente in una nostra colonia, che vedeva la squadra come simbolo tricolore. E, soprattutto, quello di chi ne apprezzava lo "stile", il rispetto, comunque, dell'avversario. Tifare Juve, dunque, era per me il primo contatto con la "cultura sportiva". Altri, nell'epoca di [[Trio Magico|Boniperti, Charles e Sivori]], avrebbero magari insegnato ai figli il "dovere" di vincere. Lui, invece, mi spiegò, ricordando quanto i giocatori avevano sofferto contro il [[Grande Torino]], la virtù del "saper perdere". ([[Carlo Nesti]]) *Il luogo comune dice che metà Italia ama la Juventus e metà Italia l'odia. Io credo sia profondamente sbagliato: è molto più amata, solo anche d'un amore corretto, di un amore non facinoroso. E quelli che credono d'odiarla, non è odio di classe, ma invidia di classe. ([[Giovanni Arpino]]) *{{NDR|Nel 2017}} Il tifoso della Juventus, così appare, ha preso il posto dei carabinieri nelle barzellette: è il tutore dell’ordine soggetto alla rivolta del popolo. Il popolo d’Italia, non avendo più nessuno contro cui rivoltarsi, si sta rivoltando contro il «carabiniere juventino». Eppure, lo dico con un pizzico di amarezza pensando alla squadra di cui sono tifoso, avendo giurato di essere oggettivo, riconosco il valore di quella squadra che, se in altre circostanze rese davvero leciti i dubbi su alcune sue vittorie, oggi si dimostra forte, organizzata, agguerrita e sagace come nessun’altra in Italia e, chissà, come poche altre fuori d’Italia. ([[Franco Cordelli]]) *{{NDR|Nel 1987}} Il tifoso juventino è borghese o aspirante borghese. Si manifesta dove un capoluogo abbia da farsi perdonare nequizie medioevali. Fuor dal [[Piemonte]], i più devoti juventini sono [[Lombardia|lombardi]], e ancora emiliani di Romagna. Se c'entri anche il Re [[Casa Savoia|sabaudo]] non so dire. Fatto è che la "Juventinitas" è un sentimento che fa casta. Io spesso ironizzo chiamando Thugs i devoti della dea Kahlì: ma sotto sotto li invidio. Hanno un garbo, una certezza, un piglio che non sempre si scopre. ([[Gianni Brera]]) *{{NDR|Nel 2014}} [In Italia] ci sono 50 milioni di [[Tifo sportivo|tifosi]], 12 sono della Juve, gli altri del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], della [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] e via così. Tutti sono contro la Juve. Ora me ne rendo conto. ([[Massimiliano Allegri]]) *La gente o ama la Juve o l'odia. Non importa dove giochi, ha sempre dei tifosi che la sostengono. Gli stadi sono sempre pieni ovunque vada. È un club che cerca di creare un'atmosfera speciale e tutti hanno un ruolo da svolgere in ciò. ([[Hasan Salihamidžić]]) [[File:Juventus Turyn fans 2006.jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Olimpico di Torino (2006)]] *La Juve è l'unica squadra i cui tifosi sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, mentre I'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], per esempio, riunisce in particolare quelli del Nord Italia. È anche la squadra i cui tifosi sono divisi tra destra e sinistra, al contrario della [[ACF Fiorentina|Fiorentina]], i cui sostenitori sono essenzialmente di sinistra o del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] [di proprietà di Silvio Berlusconi], i cui tifosi sono maggiormente orientati al centro-destra. La Juve è diventata una sorta di partito nazionale popolare, così come l'erano la [[Democrazia Cristiana]] e il [[Partito Comunista Italiano]] al loro tempo. Con la scomparsa dei partiti di massa, è l'unico fattore di integrazione che va aldilà dell'appartenenza locale. ([[Ilvo Diamanti]]) *{{NDR|Nel 1990}} La Juventus è adorata dai tifosi che ne sono gelosi, la sorvegliano passo passo, ne conoscono tutti i pregi ma sono pronti a rimproverarle impietosamente i minimi difetti, la obbligano ad essere bella e sempre giovane malgrado gli ottant'anni e più, criticano appena delude ma cadono in ginocchio appena, dopo l'adulterio della sconfitta, ritorna verso di loro con la vittoria. ([[Jean Cau]]) *La Juventus [...] essendo nata oltre 100 anni fa, ha consolidato sotto la stessa proprietà una capacità di avere un numero di tifosi d'Italia che raggruppano tutti gli insoddisfatti del Sud. Gli operai della Fiat, ad esempio, venivano importati dal Sud, i veri torinesi per la maggior parte tifano [[Torino Football Club|Torino]] e non Juventus. Questo movimento creato dalla famiglia Agnelli è difficile da sradicare. ([[Aurelio De Laurentiis]]) *La Juventus produce successo, quindi invidia. Ricordo di un professore di filosofia, juventino nel sangue. Quando la Juventus perdeva, il lunedì entrava in classe di pessimo umore e passava immediatamente alle interrogazioni. La vittima era sempre la stessa, tale Angelo Balzarini, noto sostenitore interista. Il mio povero compagno viene massacrato dalle domande impossibili e soltanto il suo sacrificio tradotto sul registro dall'immancabile «due» riusciva a far tornare la serenità nell'animo del professore. Angelo, poco prima dell'inizio del terzo trimestre, passò in un club juventino e fu promosso con ottimi voti. ([[Beppe Viola]]) *La maledizione di essere juventini. [...] Perché sarà una maledizione? E da quando? In realtà da sempre, o da quasi sempre.<br/> Accade spesso che la Juventus abbia vinto partite all'ultimo minuto, e che le abbia vinte su rigore; e che il rigore dai tifosi della squadra avversaria sia fortemente contestato è la quasi normalità [...]. C'è chi prende a pretesto ogni fischio, compreso quello del capostazione, per invocare «rigore per la Juve». Non si sentono che fischi. Tutti i fischi hanno un'unica destinazione, un senso unico: assegnare la vittoria alla Juventus ad ogni costo. C'è qualcosa di paradossale su questa ironica o furiosa reazione: c'è sempre stata, ora ha raggiunto un diapason. Tifare per la Juve è diventato difficile, quasi impossibile. Vista dal di fuori la faccenda è anche buffa, il tifoso bianconero — per sfuggire agli sfottò — dovrebbe andare in giro travestito, nascondersi, non pronunciarsi. Non dovrebbe andare allo stadio, di sicuro non in quelli delle avversarie. ([[Franco Cordelli]]) *La storia che ti lega alla tua squadra del cuore è qualcosa di romantico [...]. Per un tifoso della Juventus è ancora più difficile da dimostrare in quanto è una squadra così vincente. Per cui sento un po' come un dovere da scrittore spiegare che la Juventus è la squadra che ha più vinto e perduto – e proprio sapendo perdere si impara a vincere. Amarla in questo modo dà ancora quel senso romantico di tifo che appartiene ad epoche passate. ([[Sandro Veronesi]]) *Non si tifava Juve perché si lavorava alla Fiat, semmai trovare un beniamino della propria terra permetteva di trasformare l’amore in innamoramento. La realtà è che gli immigrati arrivavano a Torino già tifosi della Juventus. ([[Dario Di Vico]]) *Non ti vergogni, tu che sei [[roma]]no, a stare per la Juventus? [...] No, non mi vergogno. [...] Prediligo gli umili e i modesti, coltivo le mie sofferenze e mi struggo per quelle degli altri, amo gli sconfitti. Ma il caso ha voluto che, poco più che neonato, io sia stato tradotto per la prima volta a una partita di calcio [...] sui tavolacci del vecchissimo Testaccio. [...] Il nemico era una squadra mesta ed elegante, con l'ala destra calva, il centrosostegno arrembato e claudicante, una mezzala fragile e pallida come un re sotto il patibolo, grassoccio il portiere. Vestiva [[Colori e simboli della Juventus Football Club|braconi bianchi, calzettoni neri con due rigoline bianche, maglia bianca a strisce nere]]. Si chiamava in latino. Giocava maluccio. Il pubblico infieriva. Imperversavano "[[Associazione Sportiva Roma|i nostri]]" rosso-vino e giallo-mandarino. La squadra a strisce perse per tre a zero. [...] ricordo con precisione inappellabile le formazioni delle due squadre, chi portava le cavigliere sopra i calzettoni e chi no, l'odore inebriante del fumo di migliaia di sigarette nell'umido pomeriggio d'inverno, le grida di dileggio dei miei compaesani, la mia malinconia e la mia tenerezza. Per gli sconfitti. Ho aspettato tutta un'adolescenza, una [[Seconda guerra mondiale|guerra]], una [[Secondo dopoguerra in Italia|ricostruzione]], la consumazione di un primo amore e anche di un secondo, insomma quattordici anni ho aspettato perché quell'elegante endecasillabo di sconfitti a strisce mi vincesse un campionato. Da allora – ammetto – me ne ha vinti parecchi. E io continuo ad amare sconfitti che continuano a perdere. Ma nell'angolo appartato e secondario del mio cuore che concedo alla trivialità del "[[Tifo sportivo|tifo per lo spettacolo sportivo]]" mi sia consentito (anche perché me lo consento io) di amare anche questi sconfitti che vincono. ([[Vittorio Sermonti]]) [[File:Supporters of Juventus FC - Stadio Comunale, Turin (circa 1973).jpg|thumb|Tifosi juventini allo stadio Comunale di Torino (1973)]] *{{NDR|In occasione del ritorno in serie A nel 2007}} Oggi è il momento di ringraziare il nostro pubblico, i nostri tifosi, la gente della Juve. È il momento di ringraziare i ragazzi, i giovani, tutti quelli che non hanno mai smesso di credere nello sport e di credere in noi. Grazie a chi ha corso e non si è mai fermato, anche nei momenti più incerti e di fronte alle sfide più difficili. Ce l'abbiamo fatta. Tutti insieme. E allora grazie, per averci creduto e per non averci lasciati soli. Grazie per aver ricordato, in ogni momento, Alessio e Riccardo, che sentiamo con noi anche oggi. Oggi si chiude questa stagione e siamo pronti per ricominciare. Perché noi siamo, e saremo sempre, la Juve. Grazie a tutti. ([[Alessandro Del Piero]]) *Quando è arrivato quel ladro di Moggi ho smesso di tifare per la Juventus... non ho cambiato squadra perché non si può cambiare squadra. Quando lo abbiamo cacciato ho ricominciato a tifare per loro, però adesso hanno ripreso il potere... Moggi è sempre a Torino, Giraudo accompagna Andrea Agnelli a fare tutti... tutti i giri... mi hanno raccontato... Quindi insomma mi sono strarotto e non tifo più Juve. ([[Marco Travaglio]]) *Quando ero piccolo la rivalità con Torino era totalizzante. Una rivalità personificata anche – e soprattutto – dalla Juventus. L'insopportabile Juventus, la magnifica Juventus. Squadra di meridionali: ci sono più tifosi juventini al Sud che non a Torino, questo è certo. ([[Roberto Saviano]]) *{{NDR|Nel 2011}} Sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti, sappiamo vincere. Noi siamo la gente della Juve e saremo sempre uniti, oggi e domani, a conto di lottare sempre fino alla fine. ([[Andrea Agnelli]]) *Sono un tifoso bianconero [perché] è il club che ha vinto di più nella storia del calcio italiano, un po' come il Bayern da noi, e ha sempre avuto campioni e allenatori di grandissimo livello. Per questo motivo da sempre sono un suo sostenitore. ([[Franz Beckenbauer]]) *Tifare per la Juventus significa essere la maggioranza, eppure distinguersi. ([[Giuseppe Pollicelli]]) ==[[Cori da stadio|Cori]]== *''Il lunedì | che umiliazione | andare in fabbrica a servire il tuo padrone, | oh juventino | ciuccia piselli | di tutta quanta la famiglia Agnelli, | e Juve merda, Juve Juve merda.''<ref>Coro intonato da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref> *''Ritorna a Mirafiori | a stringere i bulloni, | bastardo juventino, | 'na vita da cretino!''<ref>Coro intonato sulle note del tema dello sceneggiato televisivo ''[[Le avventure di Pinocchio (sceneggiato televisivo)|Le avventure di Pinocchio]]'' (1972) da varie tifoserie in Italia e rivolto a quella juventina.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{Juventus FC}} [[Categoria:Juventus F.C.| ]] [[Categoria:Tifo calcistico|Juventus]] 4koqf7h4ue5z08359lc530gnv7kbh0g Volodymyr Zelens'kyj 0 159581 1415659 1414148 2026-06-05T06:38:05Z Mariomassone 17056 /* 2026 */ 1415659 wikitext text/x-wiki [[File:Volodymyr Zelensky 2022 official portrait (cropped).jpg|thumb|Zelens'kyj nel 2022]] '''Volodymyr Oleksandrovyč Zelens'kyj''' (1978 – vivente), politico, attore, sceneggiatore, regista e comico ucraino. ==Citazioni di Volodymyr Zelens'kyj== {{cronologico}} ===2019=== [[File:Volodymyr Zelensky 2019 presidential inauguration 15.jpg|thumb|Zelens'kyj durante la sua inaugurazione]] *Immaginatevi dei titoli di giornale come "Il presidente non paga le tasse", "Il presidente è passato con il rosso in stato di ebbrezza", "Il presidente ruba, 'perché così fan tutti'". Siete d’accordo con me che questa è una vergogna? Ecco cosa intendo quando dico che ognuno di noi è Presidente. Da oggi ognuno di noi è responsabile dell’Ucraina che lasceremo ai nostri figli.<ref group="fonte" name="farviridere">Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; tradotto in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref> *Sì, abbiamo scelto la via dell'Europa. Ma l'Europa non è lì da qualche parte, l'Europa è proprio qui {{NDR|indica la testa con il dito}}. E una volta che l'Europa sarà qui, allora sarà in tutta l'Ucraina. E questo è il nostro sogno comune.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Ognuno di noi è morto nel [[guerra del Donbass|Donbass]] – ogni giorno perdiamo qualcuno di noi – e ognuno di noi è sfollato – sia colui che ha perso la casa, sia coloro che hanno aperto le porte della propria casa, per condividere il dolore.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Siamo tutti ucraini, non ci sono  maggioranze, minoranze, giusti, non-giusti. Da Užhorod a [[Luhans'k]], da Černihiv a Sinferopoli, a [[Leopoli]], Charkiv, Donetsk, Dnipro, [[Odessa]], siamo tutti ucraini. E dobbiamo essere uniti, perché solo così siamo forti. [...] Siamo 65 milioni. Sì, non stupitevi, siamo in 65 milioni noi, nati dalla terra ucraina. Ucraini in Europa e Asia, in America settentrionale e latina, in Australia e Africa, mi rivolgo a tutti gli ucraini sul pianeta. Noi abbiamo molto bisogno di voi. A tutti coloro che sono pronti a costruire una nuova Ucraina forte e di successo garantirò con gioia la cittadinanza ucraina. Voi non dovete venire come ospiti in Ucraina, ma come se tornaste a casa vostra; vi aspettiamo. Non occorrono souvenir dall'estero. Portateci il vostro sapere, la vostra esperienza e le vostre qualità intellettuali. Tutto ciò ci aiuterà a dare inizio a una nuova epoca. Gli scettici diranno che è tutta fantasia, che non è possibile. Mentre invece questa può proprio essere la nostra idea nazionale: una volta uniti, realizzare l'impossibile. Contro ogni aspettativa.<br>Ricordate la nazionale islandese di calcio al campionato europeo, quando un dentista, un regista, un pilota, uno studente e un custode hanno difeso l'onore del proprio paese e hanno fatto quello che tutti credevano impossibile. Questa è la nostra strada. Dobbiamo divenire islandesi nel calcio, israeliani nella difesa della nostra terra, giapponesi nella tecnologia, svizzeri nella convivenza felice e a prescindere da qualsiasi diversità.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *La nostra sfida seguente è la riacquisizione dei territori perduti. Onestamente mi pare che non sia corretta questa formulazione, visto che non è possibile perdere ciò che è nostro. Sia la Crimea che il Donbass sono terra ucraina. E lì abbiamo perso la cosa più importante: le persone.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *In questi anni il governo non ha fatto nulla perché loro {{NDR|gli abitanti russofoni del Donbass}} si sentissero di nuovo ucraini. Non sono stranieri, sono dei nostri. Sono ucraini. Capiscono l'ucraino. Siamo tutti ucraini, a prescindere da dove viviamo. Perché "ucraino" non è una scritta sul passaporto; l'Ucraina è qui {{NDR|indica il cuore}}. Questo lo so per certo, lo so attraverso le parole di chi lotta per difendere l'Ucraina, attraverso i nostri eroi, sia ucrainofoni che russofoni.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Voglio che nei vostri uffici non ci siano mie immagini, che non ci siano miei ritratti, perché il presidente non è un'icona, non è un idolo. Il presidente non è un ritratto. Appendete piuttosto le fotografie dei vostri figli e prima di prendere qualsiasi decisione guardateli negli occhi.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *{{NDR|A seguito delle elezioni presidenziali del 2019}} Questo risultato mostra la grande fiducia che il popolo ucraino ripone nel nostro partito. [...] Ora le maggiori priorità per noi e per ogni ucraino sono mettere fine alla guerra, far tornare i nostri prigionieri e sconfiggere la corruzione che persiste nell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in Giulia Giacobini, ''[https://www.wired.it/attualita/politica/2019/07/22/elezioni-ucraina-risultati-zelensky/?utm_medium=marketing&utm_campaign=wired&utm_source=Twitter&refresh_ce=#Echobox=1563835627 Come sono andate le elezioni in Ucraina]'', ''Wired.it'', 22 luglio 2019.</ref> ===2020=== *Ciò che è molto importante per me è che quando non sarò più presidente dell'Ucraina potrò ancora camminare a testa alta per le strade non solo di Kiev, ma di tutta l'Ucraina. Il miglior risultato sarebbe se la gente fosse orgogliosa di me, ma almeno che la gente mi saluti. Spero che non abbiano voglia di dirmi qualcosa di spiacevole o, peggio, spero che la gente non voglia di sputarmi in faccia.<ref group="fonte" name="vakulina">Dall'intervista di Sasha Vakulina, 26 agosto 2020; da ''[https://it.euronews.com/2020/08/25/euronews-intervista-zelensky-presidente-dell-ucraina-donbass-crimea-ue-trump-lukashenko Donbass, Crimea, UE, Trump, Lukashenko...]'', ''It.euronews.com'', 26 agosto 2020</ref> *Quando si tratta della Crimea la situazione è ancora più complicata. Vi dirò onestamente, ci ho pensato molto, che nel formato Normandia nessuno vuole parlare della Crimea, soprattutto la Russia. Ho sollevato la questione. Ma abbiamo dedicato tutto il tempo al Donbass. La Russia non ne vuole parlare e non ho paura di dirlo.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *La Crimea è il nostro territorio. Noi la riporteremo indietro.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Gli Stati Uniti stanno facendo molto per l'Ucraina. E io sono davvero grato a loro come cittadino ucraino, prima di tutto, e poi come presidente. Ecco perché intervenire alle elezioni presidenziali americane è il più grande errore che un leader di qualsiasi altro Stato indipendente possa commettere. È una loro scelta.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Credo che l'Unione Europea voglia l'Ucraina come partner e che voglia l'Ucraina nell'UE. Non tutti gli Stati membri dell'UE lo vogliono, è vero, non tutti i paesi. Mi sembra che non siano sicuri al 100% dell'Ucraina. In secondo luogo, penso che l'Europa sia cauta nei confronti della Russia, perché la Russia dimostra di non volere che l'Ucraina sia pro-Europa. Hanno i loro affari in corso, le loro relazioni, i loro paesi amici. Ma oggi vediamo come l'Europa agisca con le sanzioni, come l'Europa ci sostenga. Anche se significa perdere soldi a causa delle sanzioni contro la Russia. Sono grato a loro per questo.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Se l'Europa ci vuole, se vogliamo stare con l'Europa, penso che dobbiamo semplicemente diventare il paese che l'Europa vorrebbe davvero con sé. E poi nessuno avrà più dubbi sull'Ucraina.<ref group="fonte" name="vakulina"/> ===2021=== *La Russia ha iniziato questa guerra nel 2014 e da allora siamo abituati a qualsiasi scenario.<ref group="fonte" name="pietrodelre">Dall'intervista di Pietro del Re, 14 dicembre 2021; da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2021/12/13/news/zelenskyy_la_russia_minaccia_l_ucraina_per_ricattare_l_occidente_fateci_entrare_nella_nato_-330093350/ "La Russia minaccia l'Ucraina per ricattare l'Occidente. Fateci entrare nella Nato"]'', ''Repubblica.it'', 14 dicembre 2021</ref> *La Germania [...] ci ha recentemente impedito di ottenere dalla Nato fucili anti-drone e sistemi anti-cecchino, che sono armi esclusivamente difensive. Qualsiasi democrazia sotto aggressione dovrebbe avere il diritto di acquistare tali armi. Purtroppo in alcune capitali europee la paura prevale.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *Proteggeremo la nostra terra e la nostra gente in ogni circostanza e da ogni invasione. Gli ucraini non rinunceranno mai alla loro libertà. A Mosca, intanto, si potrebbe aprire un museo per le tante condanne ricevute dal Cremlino.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *Centinaia di persone sono tenute prigioniere nei territori occupati, dove la Russia aveva promesso di garantire l’ingresso delle organizzazioni internazionali. Ma ciò non accade perché i prigionieri ucraini sono in condizioni così spaventose che la Russia non osa mostrarli alla Croce Rossa.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *{{NDR|Sulla [[guerra del Donbass]]}} L'Ucraina è pronta a fare tutti gli sforzi necessari per ottenere una pace giusta e duratura. Questa intervista si trasformerebbe in un grosso libro se cominciassi a elencare tutte le proposte che abbiamo rivolto alla Russia per intensificare i negoziati. Ma un solo capitolo conterrebbe tutte le risposte della Russia, che continua a non riconoscersi come parte in causa. La sua astuzia al tavolo dei negoziati è di insistere sulla necessità di parlare con i separatisti del Donbass. Ma chi sono questi separatisti? Nei territori occupati tutto è gestito da militari e funzionari del governo russo.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Il nostro Stato ha rinunciato alla sua parte dell'arsenale nucleare sovietico, il terzo più grande al mondo, e in cambio ha ricevuto assicurazioni, anche dalla Russia, di rispettare i nostri confini e la nostra sicurezza. Il che non è accaduto. È quindi strano sentire da parte russa una richiesta di garanzie, quando ha lei stessa violato già tante promesse fatte.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> ===2022=== *Oggi, al contrario di quanto è accaduto con l'epidemia di due anni fa, siamo in grado di capire meglio con quali minacce abbiamo a che fare e come dobbiamo comportarci per porvi rimedio. Siamo perciò fiduciosi, anche se non ci sentiamo del tutto sicuri. Scorgiamo ogni rischio. Seguiamo la situazione da vicino, lavoriamo su scenari diversi, prepariamo risposte razionali alle possibili iniziative dell'aggressore. Conosciamo esattamente la posizione del nemico in prossimità delle nostre frontiere, i suoi effettivi, i suoi movimenti, i suoi armamenti, i suoi piani. E abbiamo tutti i mezzi per rispondergli. Possiamo contare su un grande esercito, i nostri uomini dispongono di un'esperienza unica nel combattimento e nell'impiego di armi moderne. Il nostro è un esercito molto più forte di quello di otto anni fa.<ref group="fonte" name="sull'unità">Da ''Sull'unità della società ucraina'', pubblicato sui social network dieci giorni prima dell'invasione, 14 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Come non usurpiamo ciò che non è nostro, così non lasceremo mai agli altri la nostra terra.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *Oggi tutti si stanno misurando con l'onere della cittadinanza, dell'appartenenza. Affrontate il vostro compito con dignità. Fate capire al mondo per chi l'Ucraina rappresenta una patria e per chi rappresenta soltanto un mezzo per arricchirsi.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *Non abbiamo mai saputo che cosa significhi abbandonare il proprio posto, e non lo impareremo certo ora.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *L'Ucraina vuole la pace. L'Europa vuole la pace. Il mondo dice che non vuole combattere e la Russia dice di non volere scatenare l'attacco. Qualcuno sta mentendo.<ref group="fonte" name="conosciamo">Da ''Conosciamo chi sta mentendo'', alla 58ª Conferenza di Monaco sulla sicurezza cinque giorni prima dell'invasione, 19 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *L'architettura della sicurezza mondiale è precaria e ha bisogno di rinnovarsi. Le regole in merito alle quali il mondo, decenni fa, aveva trovato un accordo non funzionano più. Non possono far fronte alle nuove minacce, riuscire a padroneggiarle. È come usare uno sciroppo per la tosse, quando invece sarebbe indispensabile un vaccino, come contro il Coronavirus.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Non si tratta soltanto di una guerra in Ucraina, si tratta anche di una guerra in Europa. L'ho detto in occasione di tanti summit e di tanti forum. Nel 2019, nel 2020, nel 2021. Il mondo, in questo 2022, mi ascolterà?<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Difenderemo la nostra terra con o senza il sostegno dei nostri partner, ci diano centinaia di armi moderne oppure cinquemila caschi.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Otto anni fa, l'Ucraina ha fatto la sua scelta e sono molti coloro che hanno dato la vita per tale scelta. E otto anni dopo l'Ucraina deve continuare a fare appello al riconoscimento di una sua prospettiva europea? A partire dal 2014 la Russia è convinta che noi ucraini abbiamo scelto la via sbagliata, che in Europa non ci aspetta nessuno. Ebbene, l'Europa non dovrebbe provare di continuo con atti e parole che non è vero?<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *La Russia afferma che l'Ucraina si propone di entrare nell'Alleanza per riprendersi la Crimea con la forza. È sconfortante comprendere come le parole "ritorno della Crimea" facciano parte della loro retorica, e scoprire che non hanno letto con attenzione l'articolo 5 della Carta della NATO, secondo il quale l'azione collettiva serve alla difesa e non all'attacco.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Mi auguro che nessuno pensi all'Ucraina come a una zona cuscinetto da mantenere in eterno, di interesse pratico, tra l'Occidente e la Russia. È una cosa che non accadrà mai. Nessuno potrà accettarla.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *L'Ucraina ha ricevuto garanzia in materia di sicurezza in cambio della rinuncia al proprio arsenale nucleare, il terzo al mondo. Esso non ci fa più da scudo. E così abbiamo perduto la nostra sicurezza. Abbiamo perduto una parte della nostra terra, un territorio più esteso della Svizzera, dei Paesi Bassi o del Belgio. E abbiamo perduto – ecco l'essenziale – milioni di nostri cittadini. Abbiamo perso tutto questo.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Cittadini dell'Ucraina,<br>che cosa stiamo sentendo oggi? Non si tratta solo di esplosioni, missili, combattimenti, boati di aerei. Si tratta anche del rumore di una nuova cortina di ferro che si abbatte e separa la Russia dal mondo civilizzato. Il nostro dovere nazionale è far sì che questa cortina non attraversi il territorio ucraino, e che resti in Russia, dalla loro parte.<ref group="fonte" name="toccheràavoi">Da ''Se oggi tocca a noi, domani toccherà a voi'', pubblicato sui social network all'alba dell'invasione russa, 24 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Siamo ucraini. Siamo sulla nostra terra. Voi siete russi. Il vostro esercito ha appena scatenato una guerra. Una guerra sul territorio del nostro Stato. Mi farebbe molto piacere se voi denunciaste tutto ciò sulla Piazza Rossa o in qualunque altra strada della vostra capitale, a Mosca, a San Pietroburgo e in altre città della Russia. Non solo su Instagram. È molto importante.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Nessuno potrà convincere o obbligare noi ucraini, a rinunciare alla nostra libertà, alla nostra indipendenza, alla nostra sovranità. Sembra che i leader russi stiano cercando di spingerci a farlo distruggendo il potenziale stesso del loro paese. Tutto quello che ha accumulato la Russia a partire dagli anni 2000 può adesso essere bruciato vivo davanti al mondo.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Se voi, cari leader europei, cari leader mondiali, leader del mondo libero, non ci aiutate oggi, domani la guerra busserà alla vostra porta.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Il popolo russo dovrà scegliere che sentiero intraprendere. Tutti i cittadini russi che non hanno perso il loro onore possono protestare contro la guerra in Ucraina.<ref group="fonte" name="russiaèilmale">Da ''[https://www.ilgiorno.it/esteri/guerra-ucraina-discorso-zelensky-1.7399553 "La Russia è il male. Difenderemo la nostra libertà"]'', ''Ilgiorno.it'', 24 febbraio 2022</ref> *Questa decisione potrebbe rappresentare l'inizio di una grande guerra. La causa potrebbe sorgere in qualsiasi momento, qualsiasi provocazione, qualsiasi scintilla, una sola e potrebbe bruciare tutto.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Si dice che questa fiamma libererà il popolo ucraino, ma il gli ucraini sono già liberi. Vi hanno detto che siamo nazisti, ma come fa un popolo a essere nazista quando ha perso oltre 8 milioni di vite nella vittoria contro il nazismo? Come posso essere io accusato di essere un nazista? Chiedetelo a mio nonno che ha combattuto tutta la Seconda guerra mondiale nella fanteria dell'Armata Rossa ed è morto con i gradi di colonnello dell'Ucraina indipendente.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Chi ne soffrirà di più? Le persone. Chi lo desidera di meno? Le persone. Chi non può permettere che ciò accada? Le persone. Ci sono queste persone tra voi, ne sono sicuro. Guerra significa dolore, fango, sangue e la morte di migliaia - decine di migliaia di morti. Vi è stato detto che l'Ucraina è una minaccia per la Russia. Non era in passato, non è ora e non sarà in futuro.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Mi servono munizioni, non un passaggio.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-missili-russi-colpiscono-kiev-zelensky-io-resto-qua-AEpzY9FB ''Zelensky respinge offerta Usa per evacuare, voglio munizioni''], ''Ilsole24ore.com'', 25 febbraio 2022.</ref> *Questa potrebbe essere l'ultima volta che mi vedete vivo. [...] Siamo tutti qui. I nostri militari sono qui. I cittadini sono qui. Siamo tutti qui a difendere la nostra indipendenza, il nostro Paese, e così continueremo a essere.<ref group="fonte" name="videoconferenza">Dalla videoconferenza al consiglio europeo del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/02/25/dramma-zelenskyforse-ultima-volta-mi-vedete-vivo_cfe86372-fe70-4da3-8420-a2f944df6e89.html Dramma Zelensky,'forse ultima volta mi vedete vivo']'', ''Ansa.it'', 25 febbraio 2022.</ref> *Invito tutti i cittadini europei che hanno un'esperienza di combattimento in Europa, e non vogliono assistere all'indecisione dei politici, a venire nel nostro Paese e unirvi a noi nella difesa dell'Europa, dove ora è molto necessario. Chiedete ai vostri governi che l'Ucraina riceva più aiuti finanziari e militari.<ref group="fonte" name="videoconferenza"/> *Oggi alle 10:30 agli ingressi di Černihiv, Hostomel' e Melitopol' ci sono stati pesanti combattimenti. Le persone sono morte. La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica per parlare con #MarioDraghi ad un'ora precisa. Nel frattempo, l'Ucraina continua a lottare per il suo popolo.<ref group="fonte">Da un ''[https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1497173609957236738 tweet]'' del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-la-prossima-volta-cercher-di-spostare-lagenda-bellica-per-parlare-con-mario-draghi-4977457c-caf9-485c-a28f-76caf2f8a5cd.html Zelensky replica a Mario Draghi: "La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica"]'', ''RaiNews.it'', 25 febbraio 2022.</ref> *Il nemico non colpisce solo le installazioni militari, come sostiene, colpisce anche i civili. Uccide esseri umani e trasforma pacifiche città in obiettivi militari. È un comportamento vigliacco, e non verrà mai perdonato.<ref group="fonte" name="bersaglio">Da ''Il bersaglio n. 1'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *So che vengono diffuse molte [[fake news]], secondo le quali me ne sarei già andato da Kiev. No, io resto nella capitale, io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="bersaglio"/> *Non abbiamo paura di parlare di uno status di neutralità. Non facciamo parte della NATO. Ma il punto è: quali garanzie di sicurezza avremo? E quali paesi in particolare ce le daranno?<ref group="fonte" name="bersaglio"/> *Come ieri, militari e civili sono, senza distinzione, bersaglio degli attacchi russi. Il cui scopo è tenere sotto pressione voi, cittadini ucraini, tenere sotto pressione la nostra intera società. Lo sottolineo: tenere sotto pressione non soltanto il governo ma tutti gli ucraini.<ref group="fonte" name="battetevi">Da ''Battetevi contro la guerra'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Oggi, come ieri, stiamo difendendo da soli il nostro Stato. Le potenze mondiali stanno a guardare. Le sanzioni decise ieri indeboliranno la Russia? Noi sappiamo, sotto i nostri cieli e sulla nostra terra, che tutto questo non basta. Le truppe straniere continuano a estendere la loro avanzata nel nostro territorio.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Prendetevi cura delle vostre famiglie e dei vostri cari, non dimenticate le persone che vi circondano. Chi è solo in famiglia. Chi è anziano. Aiutateli procurando loro del cibo. Aiutateli a trovare un rifugio in caso di allarme aereo. Aiutateli ad avere accesso alle informazioni ufficiali verificate.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Il destino dell'Ucraina dipende unicamente dagli ucraini. Nessun altro, salvo noi, può sorvegliare le nostre vite. Ci troviamo sulla nostra terra, la verità è dalla nostra parte.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *A tutti i cittadini della Federazione Russa che scendono a manifestare voglio dire grazie, noi vi stiamo vedendo. Il che significa che voi avete visto noi. Il che significa che voi cominciate a crederci. Battetevi per noi. Battetevi contro la guerra.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Questa non è solo l'invasione russa dell'Ucraina, è l'inizio di una guerra contro l'Europa. Contro l'unità dell'Europa. Contro i diritti umani elementari dell'Europa. Contro ogni regola di convivenza nel continente. Contro il fatto che gli stati europei si rifiutano di tracciare, sì, di tracciare i confini con l'uso della forza. Le città dell'Ucraina subiscono già il secondo giorno di bombardamenti missilistici. Le colonne di carri armati e gli attacchi aerei sono simili a qualcosa che l'Europa ha già visto molto tempo fa, durante la Seconda guerra mondiale, archiviandolo come qualcosa che non sarebbe dovuto succedere «[[mai più]]». Ma invece eccolo di nuovo adesso, nel 2022, oltre settantacinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="combatteremo1">Da ''Le bombe che cadono su Kyiv cadono sull'Europa'', 25 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *L'Europa avrebbe forza sufficiente per fermare questa aggressione. Cos'altro potrebbero fare gli stati europei? Cancellare i visti per i russi? Espellere Mosca dello Swift? Isolare completamente la Russia? Richiamare in patria gli ambasciatori? Attuare l'embargo petrolifero? Chiudere lo spazio aereo? Oggi tutte queste iniziative dovrebbero essere prese in considerazione, perché siamo di fronte a una minaccia per noi, per tutti noi, e per l'Europa intera.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/> *Se avete esperienza di lotta in Europa e non intendete restare a guardare l'indecisione dei politici, potete venire nel nostro stato e proteggere l'Europa insieme a noi là dove di volta in volta è più necessario.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/> *L'Ucraina sta combattendo contro l'invasore armi in pugno, difendendo la sua [[libertà]] e il futuro europeo.<ref group="fonte">Citato in Antonella Alba, ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-chiudere-lunga-discussione-su-adesione-a-ue-b26b9e91-8e35-4289-afe3-c17116cc045b.html Zelensky chiama gli alleati: "Controlliamo Kiev", ma aiutateci con armi e sanzioni]'', ''Rainews.it'', 26 febbraio 2022.</ref> *Che razza di guerra è questa che prende di mira i bambini ucraini in un asilo? Sono neonazisti anche i bambini dell'asilo? O forse soldati Nato che minacciano la Russia?<ref group="fonte" name="combatteremo2">Da ''Niente giustifica i missili sugli asili'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Gli europei non immaginano ancora com'è vivere quando c'è un conflitto alla propria porta.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/> *Bruciate l'equipaggiamento nemico con tutto ciò che potete. Se anche gli asili nido sono un obiettivo lecito per gli invasori, non dovete lasciare loro alcuna possibilità.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/> *Gli invasori volevano assediare il centro del nostro stato e mettere i loro burattini qui, come a Donetsk. Abbiamo infranto il loro piano.<ref group="fonte" name="combatteremo3">Da ''Il popolo ucraino si è guadagnato il diritto di entrare nell'Ue'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Lo dico ora con la massima franchezza: il popolo ucraino si è già guadagnato e ha il diritto di diventare membro dell'Unione europea. Sarà la prova tangibile del sostegno dell'Ue al nostro paese.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/> *Sappiamo che molti in Russia sono scioccati dalla meschinità e dalla crudeltà della classe dirigente. Questa è una reazione giusta, di cui vi ringrazio. Grazie a [[Leonid Parfënov|Leonid Parfyonov]], [[Dmitrij Muratov|Dmitry Muratov]], [[Jurij Dud'|Yury Dud]], [[Lijia Achedžakova|Liya Akhedzhakova]], [[Valerij Meladze|Valery Meladze]] e migliaia e migliaia di altri russi che danno voce alla loro coscienza. Fermate quelli che mentono a voi, a noi, al mondo intero.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/> *Gli attacchi della Russia alla popolazione civile e alle infrastrutture hanno le caratteristiche di un genocidio e meritano un tribunale internazionale.<ref group="fonte">Citato in [https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-russia-sta-mettendo-in-atto-un-genocidio/409332/410037?ref=RHTP-BS-I339021822-P6-S3-T1 ''Guerra in Ucraina, il presidente Zelensky: "Russia sta mettendo in atto un genocidio"''], ''Video.repubblica.it'', 27 febbraio 2022.</ref> *Hanno mentito dicendo che non avrebbero toccato la popolazione civile. Ma sin dalle prime ore dell'invasione le trppe russe non hanno fatto altro. Hanno scelto volontariamente tattiche che mirano a colpire le persone e tutto ciò che consente loro di vivere una vita normale.<ref group="fonte" name="combatteremo4">Da ''Genocidio'', 27 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Le forze armate ucraine sono straordinarie. Respingono gli attacchi infrangendo i piani del nemico. Fanno il loro lavoro egregiamente. Sì, un grande lavoro. Un lavoro duro, fondamentale e soprattutto giusto. Un lavoro che merita la massima stima e la massima gratitudine.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/> *Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Le azioni criminali della Russia contro l'Ucraina presentano tutti i tratti di un genocidio. Ne ho parlato con il segretario generale delle Nazioni Unite. La Russia ha intrapreso la strada del male. Il mondo deve privare la Russia del diritto di voto al Consiglio di sicurezza dell'Onu.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/> *Ci appelliamo all'Unione Europea per l'[[Allargamento dell'Unione europea#Ucraina|adesione immediata dell'Ucraina]] con una nuova procedura speciale. Siamo grati ai nostri partner per essere stati con noi, ma il nostro sogno è stare con tutti gli europei e, soprattutto, di essere uguali a loro. [...] Gli europei capiscono che i nostri soldati stanno combattendo per il nostro Stato, e quindi per l'intera Europa, per la pace, per tutti i paesi dell'Ue, per la vita dei bambini, l'uguaglianza, la democrazia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/02/lappello-di-zelensky-chiediamo-adesione-immediata-allue-con-procedura-speciale-5f98af29-52f1-48e0-b7af-dd621fc4b2ac.html ''Zelensky firma la richiesta di adesione all'Ue, ma Bruxelles frena''], ''Rainews.it'', 28 febbraio 2022.</ref> *Ci è stato a lungo detto che noi ucraini sbagliamo su vari fronti. Ci è stato ripetuto per decenni che dobbiamo «fare i compiti». Per questo motivo, spesso non ci siamo accorti di cosa siamo veramente capaci. Ora ci siamo mostrati per quello che siamo. Ed è stimolante, per tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo5">Da ''Ognuno di noi è guerriero'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Sotto la legge marziale, gli ucraini con esperienza di combattimento sul campo saranno rilasciati dalla custodia e potranno espiare la loro pena nei fronti più caldi del conflitto. Saranno revocate tutte le sanzioni ad alcuni cittadini che hanno preso parte all'operazione antiterrorismo. Ora la cosa più importante è la difesa.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/> *Quando mi sono candidato alla presidenza ho detto che ognuno di noi è presidente. Perché siamo tutti responsabili del nostro stato, della nostra bella Ucraina. Ora scopriamo che ognuno di noi è guerriero. Guerriero o guerriera nella sua città. E sono convinto che ognuno di noi vincerà.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/> *Oggi le forze russe hanno bombardato brutalmente Kharkiv con l'artiglieria missilistica. Questo è sicuramente un crimine di guerra, contro una città pacifica e zone residenziali pacifiche, senza alcun presidio militare. In base a decine di testimonianze dirette è chiaro che non è stato un passo falso isolato, ma un attacco deliberato ai danni dei civili. I russi sapevano dove stavano sparando.<ref group="fonte" name="combatteremo6">Da ''Non perdoniamo il bombardamento della pacifica Kharkiv'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Uno stato che commette crimini militari contro i civili non può essere membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli deve essere precluso l'ingresso a tutti i porti, canali, aeroporti del mondo. Non deve ricevere centinaia di miliardi per le esportazioni di energia. Oggi acquistare merci russe significa finanziare l'uccisione di persone.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Per il nemico Kyiv è l'obiettivo chiave. I russi vogliono distruggere la nostra statualità nazionale. Pertanto la capitale è costantemente in pericolo.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Oggi, su iniziativa della parte russa, si è svolto il primo giro di negoziati tra Ucraina e Russia mentre proseguivano i bombardamenti sul nostro territorio e sulle nostre città. Dietro questa sincronizzazione tra i bombardamenti e i negoziati si può leggere la volontà dei russi di metterci pressione. Ma è inutile che perdano tempo. Noi non abbocchiamo a queste strategie. Trattative leali sono possibili solo se una parte non colpisce l'altra con l'artiglieria missilistica nel bel mezzo dei negoziati.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Mi è difficile parlare a lungo perché ci sono continue interruzioni causate dai bombardamenti e dai missili come quelli che si sono abbattuti su Kharkiv questa mattina, la città al confine con la Federazione russa. Lì ci sono stati sempre tanti russi e le relazioni sono ottime: più di venti università si trovano in quella zona, in quella città. È la città che ha il più alto numero di università nel nostro Paese. C'è una gioventù brillante lì, effervescente, intelligente, che spesso si è riunita per celebrare insieme molti eventi. C'è una grande piazza, la piazza della Libertà, ed è la più grande piazza europea, davvero, è la grande piazza della Libertà: immaginatevela questa mattina – questo posto con questo nome – colpito da due missili, sono morte decine di persone: eccolo il prezzo che dobbiamo pagare per avere la libertà.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/03/01/video/il-discorso-del-presidente-ucraino-zelensky-alla-plenaria-del-parlamento-ue-3754762/ Il discorso del presidente ucraino Zelensky alla plenaria del Parlamento Ue]'', ''Ilfoglio.it'', 1º marzo 2022</ref> *Sedici bambini sono stati uccisi ieri e ancora una volta il presidente Putin ci ripete che la sua è un'operazione che mira alle infrastrutture militari. Quali infrastrutture militari sono state presidiate dai nostri bambini? Forse i nostri figli guidano i carri armati? Sedici bambini sono stati uccisi.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/> *Noi stiamo lottando per i nostri diritti, per la nostra libertà, per la nostra vita e adesso lottiamo per la sopravvivenza e questa è la più forte delle motivazioni. Ma siamo anche di fronte al nostro destino, e vogliamo essere uguali a voi, vogliamo essere dei membri dell'Unione europea. Oggi lottiamo anche per questo, perché vediate che assieme a noi l'Ue sarà più forte. Senza di voi invece l'Ucraina sarà sola.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/> *Invitiamo tutti i paesi del mondo a rispondere immediatamente ed efficacemente alle tattiche criminali degli aggressori e a dichiarare che la Russia è colpevole di terrorismo di stato.<ref group="fonte" name="terrorismodistato">Da ''Un terrorismo di stato'', pubblicato sui social network, 1º marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se proteggiamo Kiev proteggiamo il nostro Stato. Kiev è il cuore del nostro paese. E deve continuare a battere. E continuerà a battere affinché la vita trionfi.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/> *Mi piacerebbe rivolgermi a coloro la cui condotta costituisce un esempio del più alto prestigio morale: i medici. Voi salvate vite umane ogni minuto. Sempre. Anche adesso. La vostra dedizione rappresenta una delle nostre principali linee di difesa. Siete formidabili.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/> *{{NDR|Sulla [[Battaglia di Charkiv (2022)|battaglia di Charkiv]]}} I russi hanno lanciato un razzo contro la piazza centrale di Kharkiv: un palese atto di terrorismo. Dopo questo la Russia è diventata uno Stato terrorista. Nessuno perdonerà. Nessuno dimenticherà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/01/news/ucraina_russia_news_oggi_diretta-339754153/ ''12.01 Zelensky su Facebook: "Bombardamento di Kharkiv crimine di guerra"''], ''Repubblica.it'', 1 marzo 2022.</ref> *Che senso ha dire "[[mai più]]" per 80 anni, se il mondo rimane in silenzio quando una bomba cade sullo stesso sito di [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]]? [...] La Storia si ripeterà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.askanews.it/esteri/2022/03/01/zelensky-a-kiev-colpito-il-babyn-yar-memoriale-della-shoah-top10_20220301_190124/ ''Zelensky: a Kiev colpito il Babyn Yar, memoriale della Shoah''], ''Askanews.it'', 1 marzo 2022.</ref> *Durante questo periodo abbiamo avuto più unità di quanta ne abbiamo mai avuta in trent'anni. All'inizio eravamo spaventati allo stesso modo, poi ci siamo sentiti addolorati allo stesso modo. E ora non ci interessa nient'altro tranne la vittoria. Tranne la verità. Tranne la pace. Tranne la tranquillità che vogliamo raggiungere. Tranne la vita della nostra gente che tanto ci sta a cuore. Tranne l'Ucraina.<ref group="fonte" name="combatteremo7">Da ''Siamo diventati una cosa sola'', 2 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Per qualsiasi persona normale che conosca la storia, [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]] è un luogo di preghiera. Un luogo della memoria per le centomila persone uccise dai nazisti. Il luogo dei cimiteri della vecchia Kyiv. Che cosa dovete essere per renderla bersaglio dei missili? State uccidendo le vittime dell'Olocausto per la seconda volta.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Per molte persone in Russia la nostra Kyiv è del tutto sconosciuta. Non sanno nulla della nostra capitale, della nostra storia. Ma hanno l'ordine di cancellare la nostra storia, di cancellare il nostro paese. Cancellarci tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Il primo giorno di guerra, Uman, dove centinaia di migliaia di ebrei vengono a pregare ogni anno, è stata brutalmente bombardata. Poi è stata la volta di Babyn Yar, dove furono giustiziati migliaia di ebrei. Ora mi rivolgo a tutti gli ebrei del mondo: vedete cosa sta succedendo? Ecco perché è importante che i milioni di ebrei in tutto il mondo non rimangano in silenzio in questo momento. Il nazismo nasce dal silenzio.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Per che cosa è stato attaccato Babyn Yar? Quali strutture militari minacciano la Russia? Quali «basi Nato» ci sono? E la cattedrale di Santa Sofia? Il ''lavra''? La chiesa di Sant'Andrea? Qualunque ragione li spinga, che siano maledetti! Perché Dio è con noi!<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *In Ucraina, stiamo subendo una guerra terribile. L'Europa non vede un tale conflitto dalla seconda guerra mondiale. Non siamo stati noi a scatenare la guerra. Si tratta di un'invasione cinica e brutale del territorio ucraino. È una guerra contro il popolo ucraino, contro le persone oneste e pacifiche che, ne sono sicuro, avete conosciuto bene durante i nostri anni d'indipendenza. E avete visto fino a che punto siamo simili a voi. Come attribuiamo un identico valore alla libertà. Come attribuiamo un identico valore all'uguaglianza. Come vogliamo vivere come voi. Vogliamo, come voi, il meglio, quanto di meglio possibile, per i nostri figli e per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="settantanove">Da ''Settantanove'', al Parlamento italiano e a tutti gli europei, 2 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Voi e i vostri cari avete la certezza di avere un lungo futuro davanti a voi, un futuro normale. Ebbene, anche noi lo desideriamo, in pari misura. E noi siamo assolutamente felici per voi. Ma noi, quello che abbiamo, lo abbiamo forse per l'ultima volta.<ref group="fonte" name="settantanove"/> *A Mariupol i soldati russi lanciano bombe e missili, hanno bombardato un reparto maternità e un ospedale pediatrico. È la manifestazione di un odio rivolto contro tutta l'umanità. Uccidono bambini, distruggono reparti maternità e ospedali pediatrici. Perché? Perché le donne ucraine non possano più partorire?<ref group="fonte" name="settantanove"/> *Noi siamo in tutto somiglianti a voi. Siamo esattamente gli stessi. Lo sapete. Lo sentite. Mi vedete e lo capite. E sapete che dobbiamo essere insieme nella Comunità Europea. È molto importante per l'Ucraina. Ed è molto importante per voi. Per l'Europa. Perché la rafforzerà. La proteggerà. Porrà per sempre fine alla guerra. Dimostrerà che le vite dei settantanove bambini uccisi dalla guerra per la salvaguardia della libertà non saranno state spese invano. Loro sono ancora vivi. Vivono tra noi, tra i bambini dell'Ucraina e dell'Europa che potranno essere liberi, che potranno sognare, che potranno vivere come meglio sapranno. In pace.<ref group="fonte" name="settantanove"/> *Se l'Ucraina cade, che Dio ci protegga, la Russia passerà ai Paesi baltici, alla [[Georgia]] e a ai Paesi dell’Est europeo, per arrivare fino al [[muro di Berlino]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-se-lucraina-cade-la-russia-attaccher-poi-paesi-baltici-e-quelli-dellest-europeo-bd363eb2-d1a4-43cf-a31f-f0c7b1f62aa5.html Zelensky: "Se l'Ucraina cade la Russia attaccherà poi i Paesi baltici e quelli dell'Est europeo"]'', ''Rainews.it'', 3 marzo 2022.</ref> *Esattamente due anni fa, è stato scoperto in Ucraina il primo caso di COVID-19. Il primo giorno della battaglia contro il virus è stato alquanto difficile. Tuttavia eravamo uniti, dunque forti, e così abbiamo resistito. Esattamente una settimana fa l'Ucraina è stata attaccata da un altro virus. Un'altra sciagura. Che, nella sua fase acuta, sta per annessione, occupazione da parte di un nemico esterno.<ref group="fonte" name="hannofallito">Da ''Tante volte hanno tentato di distruggere l'Ucraina e altrettante volte hanno fallito'', pubblicato sui social network, 3 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *{{NDR|Sulla [[Cattedrale dell'Annunciazione (Charkiv)|cattedrale dell'Annunciazione di Charkiv]]}} Durante la guerra la cattedrale funge da rifugio ai residenti di Kharkiv. Un rifugio per tutti, credenti e non credenti. Per tutti, sì, perché tutti sono uguali. Un luogo sacro. Ora in rovina a causa della guerra. Non ne hanno nemmeno paura! A loro piace che Dio non mandi istantaneamente la Sua punizione. Ma Dio vede. E risponde. Risposte impossibili da tener nascoste. Non esiste bunker per proteggersi dalla risposta divina.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Ricordate, uomini senza Dio: dal momento in cui milioni di persone vi maledicono, nulla potrà più salvarvi.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Sulla nostra terra e nella nostra Storia siamo sopravvissuti a due guerre mondiali, a due Holodomor, all'Olocausto, a Babi Yar, al Grande Terrore, all'esplosione di Černobyl, all'occupazione della Crimea e alla guerra a Est. Il nostro territorio non è immenso – non si estende da un oceano all'altro, non dispone di armamenti nucleari, non è un epicentro del mercato mondiale del petrolio e del gas. Ma abbiamo la nostra terra e il nostro popolo, che per noi vale oro.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Li cacceremo con vergogna, come fanno quelle persone comuni che cacciano gli occupanti dai negozi di alimentari quando i soldati russi provano a procurarsi del cibo. Quelli non sono soldati di una superpotenza, sono bambini confusi che sono stati usati. Riportateli a casa.<ref group="fonte" name="combatteremo8">Da ''Gli ucraini stanno battendo il nemico anche senza armi'', 3 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Qui non avranno pace, non avranno cibo, non avranno un un minuto tranquillo. Gli occupanti riceveranno solo una cosa dagli ucraini: il rispingimento. Un rispingimento feroce! Un rispingimento tale che ricorderanno per sempre che noi non cediamo ciò che è nostro, che ricorderanno per sempre che cos'è una guerra patriottica. Perché sì, per noi ucraini questa è una guerra patriottica. Noi ricordiamo come iniziano le guerre patriottiche. E sappiamo come finiscono per gli invasori.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/> *Sono stati uccisi quasi novemila russi in una settimana. Sul fronte di Mykolaiv gli occupanti li devono portare via a duecento o trecento alla volta con decine di elicotteri. Hanno diciannove, vent'anni... Che cosa hanno visto nella vita a parte questa invasione? La maggior parte di loro resta senza sepoltura. L'Ucraina non vuole essere ricoperta di cadaveri di soldati. Tornate a casa, voi e tutto l'esercito.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/> *{{NDR|Sul bombardamento della centrale nucleare di Zaporižžja}} Nessun paese diverso dalla Russia ha mai sparato contro le centrali nucleari. Questa è la prima volta nella nostra storia. Nella storia dell’umanità. Lo stato terrorista ora ha fatto ricorso al terrore nucleare.<ref group="fonte">Citato in [https://www.open.online/2022/03/04/guerra-ucraina-russia-centrale-nucleare-zaporizhzhia-video/ ''Guerra in Ucraina, l’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Zelensky: «La Russia vuole il terrore atomico»''], ''Open.online'', 4 marzo 2022.</ref> *I soldati russi hanno attaccato la centrale nucleare di Zaporižžja. La più grande d'Europa. Un incidente che, da solo, poteva rivelarsi sei volte più grave di quello di Černobyl. I blindati russi sapevano su quale obiettivo stavano sparando. Sparavano direttamente sulla centrale. Un atto terroristico che non ha precedenti.<ref group="fonte" name="notte">Da ''La notte che avrebbe potuto fermare la Storia'', pubblicato sui social network, 4 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *I soldati russi hanno completamente dimenticato Černobyl. Hanno dimenticato quella tragedia mondiale.<ref group="fonte" name="notte"/> *Le radiazioni ignorano dove si trovi il confine tra Russia e Ucraina.<ref group="fonte" name="notte"/> *Abbiamo sopportato nove giorni di oscurità, nove giorni di male. Questo è tre volte di più quanto l'oscurità e il male si aspettassero.<ref group="fonte" name="combatteremo9">Da ''Nono giorno di oscurità'', 4 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Gli occupanti pensavano di poter spegnere agli ucraini la televisione, togliere loro la connessione, il cibo, l'elettricità. Pensavano che questo li avrebbe costretti a sottomettersi. Ma anche se ci toglierete l'ossigeno, tireremo un profondo respiro per dire: via dalla nostra terra!<ref group="fonte" name="combatteremo9"/> *Anche nella completa oscurità noi vediamo la verità. E combatteremo finché non calerà il buio sui nostri occhi. Perché siamo guerrieri della luce. E oggi nessuno sulla Terra potrà dire che la nostra linea sia il pathos.<ref group="fonte" name="combatteremo9"/> *Un colloquio con [[Elon Musk]] è stato fonte d'ispirazione. Con un uomo che crea missili per il futuro, non missili impiegati per uccidere in nome del passato.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo">Da ''Abbiamo conquistato il nostro futuro'', pubblicato sui social network, 6 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Abbiamo già conquistato il nostro futuro. Anche se stiamo ancora lottando per il presente.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *Malgrado tutto, trattiamo i prigionieri nel rispetto della [[Convenzioni di Ginevra|Convenzione di Ginevra]]. Malgrado tutto, i nostri missili non colpiscono per rappresaglia le infrastrutture civili russe o bielorusse. Né le postazioni da cui ogni giorno vengono lanciati missili destinati a colpire il nostro territorio.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *I russi sono sempre venuti a Odessa. A Odessa hanno goduto del suo calore. Della sua sincerità. E adesso che cosa succede? Bombardano Odessa? L'artiglieria contro Odessa? Missili contro Odessa?<br>L'atto verrà giudicato crimine di guerra.<br>E segnerà un momento storico.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *Siamo persone ed è vostro dovere umanitario proteggerci, proteggere le persone. Voi potete farlo. Se non lo fate, se non ci fornite almeno gli aerei per proteggerci da soli, allora vuol dire solo una cosa: volete che ci uccidano lentamente. Questa è anche responsabilità dei politici del mondo, i leader occidentali. Oggi e per sempre. [...] Chiudere il cielo sull'Ucraina, chiudetelo a tutti i missili russi, agli aerei da combattimento russo, a tutti questi terroristi. Istituite una zona aerea umanitaria.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2022/03/06/ucraina-zelensky-a-occidente-volete-che-ci-uccidano-lentamente-2/ Ucraina, Zelensky a Occidente: “Volete che ci uccidano lentamente”]'', ''lapresse.it'', 6 marzo 2022.</ref> *Dobbiamo sopportare ciò che nessun altro paese europeo ha vissuto negli ultimi ottant'anni. Ed è proprio sulla nostra terra che si deciderà se un'aggressione analoga, in Europea, dovrà contare altre vittime come le nostre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra">Da ''Lasciate che si cibino di guerra'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se i russi non vogliono applicare le norme del mondo civile, non devono nemmeno ricevere i beni e i servizi del mondo civile. Lasciate che si cibino di guerra.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Quando qualcuno perde la testa, dobbiamo mettere da parte le nostre paure e dimenticare gli interessi commerciali.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Difenderemo la nostra bandiera perché rappresenta la nostra visione del mondo. Sotto quel blu e quel giallo abbiamo conquistato vittorie alle Olimpiadi. Abbiamo dispiegato la nostra bandiera nello spazio e in Antartide. Sotto la nostra bandiera, i nostri soccorritori, vigili del fuoco, operatori di pace, medici e tutti coloro che sono andati ad aiutare la Turchia, la Grecia, Israele, la Georgia, l'Afghanistan, il Montenegro, l'India, l'Italia, il Congo e di tanti altri paesi.<br>Una cosa non abbiamo mai fatto sotto quella bandiera: attaccare altri paesi, appropriarci di terre non nostre, uccidere persone, popoli pacifici di altre nazioni. Noi e il terrore apparteniamo a universi differenti.<br>Ecco perché non c'è sangue sulla nostra bandiera. Non ci sono e non ci saranno mai macchie nere capaci d'insozzarla. Non ci sono e non ci saranno mai svastiche. La bandiera dell'Ucraina è la nostra terra. Pacifica, fertile, dorata e senza carri armati. È il cielo. Pacifico, limpido, azzurro, e senza missili. È così. È così sarà per sempre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Una volta si diceva: è duro il [[lunedì]]. Nel paese infuria una guerra. Così, è lunedì tutti i giorni.<ref group="fonte" name="resterròqui">Da ''Resterò qui'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Nel sud del nostro paese, ha preso forma un movimento nazionale, una manifestazione della "ucrainità" di dimensioni mai viste fino a oggi. Per la Russia è come un incubo. Hanno dimenticato che noi non temiamo né i furgoni della polizia né i bastoni. Che non temiamo i blindati e le mitragliatrici, quando l'essenziale è dalla nostra parte: la verità.<ref group="fonte" name="resterròqui"/> *Sappiamo che l'odio alimentato dal nemico nelle nostre città, con le bombe e i bombardamenti, non durerà. Non lascerà tracce. L'odio non ci appartiene. Il nemico non lascerà tracce. Ricostruiremo tutto. Rifaremo da capo le nostre città distrutte, più belle di qualunque altra città russa.<ref group="fonte" name="resterròqui"/> *Combatteremo poiché non desideriamo perdere ciò che ci appartiene ed è solo nostro – l'Ucraina. Così come voi non avete voluto perdere la vostra isola quando i nazisti si preparavano ad aggredirvi per sottomettere il vostro grande paese, la Battaglia d'Inghilterra.<ref group="fonte" name="diventatagrande">Da ''L'Ucraina è diventata grande'', al Parlamento del Regno Unito, 8 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Sull'isola di Zmiinyi, sul mar Nero, le nostre eroiche guardie di frontiera hanno fatto sapere al mondo intero di quale natura sarà la fine della guerra, vale a dire la sconfitta del nemico. Quando da una nave è arrivata la richiesta ai nostri uomini di gettare le armi, loro hanno risposto in termini talmente energici da non poter essere ripetuti qui davanti al parlamento. E abbiamo sentito la forza di questo grande popolo che inseguirà l'avversario fino alla sua fine.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *I russi non consentono agli abitanti di approvvigionarsi di acqua e cibo. Addirittura li hanno bloccati mentre cercavano di raggiungere i rifugi. Tutti devono prendere coscienza di questo fatto: le persone, a Mariupol, non hanno più acqua.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *Non cederemo, non perderemo!<br>Andremo fino in fondo.<br>Combatteremo in mare, combatteremo nell'aria, difenderemo la nostra terra a qualsiasi costo.<br>Combatteremo nei boschi, nei campi, sulle spiagge, nelle città e nei villaggi, nelle strade, combatteremo sui monti. E vorrei aggiungere: combatteremo sulle discariche, sulle rive del Kalmius e del Dnepr! E non ci arrenderemo.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *Non vogliamo perdere quello che è nostro, non vogliamo perdere il nostro Paese.<ref group="fonte" name="britannico">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-parla-al-parlamento-britannico-noi-non-perderemo-combatteremo-fino-alla-fine-f6a6bf57-d46d-404d-98a1-e3f7810edd39.html Zelensky parla al Parlamento britannico: "Noi non perderemo, combatteremo fino alla fine"]'', ''rainews.it'', 8 marzo 2022.</ref> *Continueremo a combattere per la nostra terra, a qualunque costo. Combatteremo nelle foreste, nei campi, sulle coste e nelle strade.<ref group="fonte" name="britannico"/> *Un ospedale pediatrico. Un reparto maternità. In che modo potevano aver minacciato la Federazione Russa? Che razza di paese è mai la Federazione Russa? Un paese che ha paura degli ospedali e dei reparti maternità, e li distrugge? Hanno preso di mira banderisti in tenera età? Oppure le donne incinte si stavano preparando a far fuoco su Rostov? Si è mai trovato qualcuno, nelle maternità, che abbia maltrattato dei russofoni? Che cosa è accaduto? È stata la denazificazione di un ospedale?<ref group="fonte" name="ridarefiducia">Da ''Dobbiamo ridare fiducia agli occidentali'', pubblicato sui social network, 9 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Gli ospedali distrutti. Le scuole distrutte, le chiese, le case. E tutte le persone uccise. Tutti i bambini uccisi. Le bombe cadute sul reparto maternità sono la prova definitiva. La prova che è in corso il genocidio del popolo ucraino.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/> *Mosca sa molto bene che Mariupol fa parte della regione del Donetsk. I russi ci hanno tanto parlato degli abitanti della regione del Donetsk. Ci sono state tante accuse, sono state avanzate tante pretese... e adesso vediamo bene come la Russia tratta gli abitanti della regione del Donetsk, come tratta la gente comune che vive nelle case di Mariupol, che lavora nelle aziende di Mariupol, le persone curate negli ospedali di Mariupol e le donne incinte. Immaginatevi dare alla luce bambini nel reparto maternità di mariupol.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/> *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti.<ref group="fonte" name="gilbert">Da un'intervista, via WhatsApp, di Catherin Gilbert, ''[https://www.corriere.it/esteri/22_marzo_10/intervista-zelensky-non-ho-paura-7eebd85e-a007-11ec-82d5-6f137f6a69fd.shtml «Non ho paura per la vita: mi protegge la mia gente»]'', ''Corriere.it'', 10 marzo 2022</ref> *Gli americani si sono sbagliati su di me. Io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Le forze russe dovevano occupare Kiev già nei primi giorni di guerra. A che punto sono adesso?<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all’orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *L’invasione non è stata una sorpresa, ma la brutalità sì.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Noi non disponiamo di altrettanti soldati come la Russia. Nè possiamo misurarci con i loro mezzi e i loro missili. Ma abbiamo qualcosa che loro non hanno: un popolo che ama la libertà ed è pronto a combattere per difenderla.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«L'Occidente ha colpito la Russia con sanzioni durissime: le ritiene sufficienti?»}} Se lo fossero, l’offensiva sarebbe stata già fermata. Ma si continua a comprare petrolio e gas dalla Russia. Le imprese occidentali sono ancora attive nel mercato russo, nascondendosi dietro varie scuse. Sì, sono state imposte le sanzioni, e ve ne siamo grati. Ma noi in questo momento siamo bersaglio di un attacco che ci riporta alla mente i momenti peggiori della Seconda guerra mondiale. È per questo che le sanzioni devono essere ulteriormente inasprite.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Credo che la minaccia di [[guerra nucleare]] non è altro che un bluff. Una cosa è agire da assassino criminale, un’altra scegliere il suicidio. L’utilizzo di armi nucleari significa la fine per tutte le parti in causa, non solo per chi schiaccia il bottone per primo. A mio avviso, le minacce di Putin sono un segnale di debolezza. Ricorre alla minaccia delle armi nucleari perché i suoi piani non stanno funzionando. Sono certo che la Russia è ben consapevole delle conseguenze catastrofiche di qualunque tentativo di far uso delle armi nucleari.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Se l’accordo avesse ottenuto il suo scopo, si potrebbe dire ai Paesi che vogliono dotarsi di armi nucleari: ecco le garanzie per la vostra sicurezza, rinunciate alle armi nucleari. L’aggressione di Putin, invece, ha inviato ben altro segnale a tutto il mondo: quelle garanzie sono carta straccia, anche se recano la firma delle superpotenze. Persino la Russia si dichiarò garante della nostra sicurezza e adesso fa di tutto per annientarci. Chi ci crederà più, al potere dei trattati? Perciò punire severamente la Russia è l’unico modo per riconfermare la legittimità dei trattati internazionali. E l’Occidente può farlo.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«Se la Russia sconfigge l’Ucraina, che farà Putin del vostro Paese?»}} È chiarissimo: chiunque, come i russi, è capace di bombardare gli asili o sparare missili Cruise contro case e palazzi è anche pronto a compiere le azioni più efferate.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»}} Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell’Ue? Credete che Putin riconosca l’Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l’Europa, come sta facendo con l’Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Fare pressioni sui sindaci o farli prigionieri non cambierà nulla. Anzi, non potrà che aggravare la situazione per l'invasore. [...] Se vi riducete ad agire come i terroristi dell'[[Stato Islamico|Isis]], che interesse abbiamo a parlare con voi di qualsivoglia argomento?<ref group="fonte" name="madrirusse">Da ''Alle madri russe'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Il numero di soldati russi uccisi in territorio ucraino supera ormai le dodicimila unità. Dodicimila! E il numero dei feriti è molte volte più grande. Non erano invitati. Ripetiamo a ciascun invasore: potete ancora salvare la pelle. In qualsiasi momento. Deponete le armi e rientrate in patria, lasciate la nostra terra. Il numero d'invasori catturati ha ormai raggiunto un livello tale da non poter più essere gestito dalle strutture disposte prima della guerra.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Voglio rivolgermi ancora una volta alle madri russe. In particolare alle madri delle reclute. Non mandate i vostri figli in guerra in territorio straniero. Non credete alle loro promesse quando vi dicono che i vostri figli saranno unicamente impegnati in manovre o in compiti che non sono di combattimento. Verificate dove si trovano. E se avete il minimo sospetto che siano stati mandati in guerra in Ucraina, agite immediatamente. Non abbandonate vostro figlio in balia della morte o della prigionia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Le grandi multinazionali stanno già lasciando il mercato russo. Il governo russo, scatenando una guerra contro di noi, ha escluso di fatto il proprio paese dal mondo globalizzato. Scatenare un'invasione del genere è un modo per richiudersi in se stessi. Un'umiliazione rivolta a se stessi. La distruzione di se stessi.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Ogni cittadino russo capirà che la mancanza di pace è una minaccia personale. Nessun paese al mondo vuol male ai comuni cittadini della Russia. Nessuno ha voluto causarvi danni fino a che il vostro governo non ha fatto scoppiare una guerra contro i vostri vicini, un popolo pacifico. Una guerra di annientamento.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Il mio consiglio, ai russi in grado di riflettere, è quello di trovare i mezzi per acquisire informazioni veritiere. E di provare a nascondere, per strada, alle forze dell'ordine, i loro smartphone e i loro computer. Gli agenti controllano che cosa c'è nei telefoni delle persone. Che cosa c'è nei loro computer. Vi avverto con un'ansia tutta particolare: imparate a resistere alla repressione, perché il vostro governo ha intenzione di accrescerla. Perché in ogni paese devono esistere persone in grado di riflettere. Anche in Russia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Se duemila persone manifestano contro l'occupazione di Melitopol, quante persone, a Mosca, dovranno opporsi alla guerra?<ref group="fonte" name="moscamisenti">Da ''Mosca, mi senti?'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le perdite delle truppe russe sono enormi. La curva ascendente delle perdite dell'invasore nell'arco di questi diciassette giorni è tale che, possiamo dirlo con certezza, si tratta del colpo più grave inflitto all'esercito russo da decenni. Non ha mai registrato tante vittime in un periodo così breve.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/> *La maggior parte degli eserciti del mondo non ha tanto equipaggiamento quanto quello che la Russia ha già perso durante questa invasione.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/> *L'anno scorso ho lanciato un chiaro avvertimento ai leader dei paesi membri della NATO: se non si fossero adottate pesanti sanzioni contro la Russia, sarebbe scoppiata una guerra. Avevamo ragione. Dico da tempo che Nord Stream è un'arma che colpirà l'Europa. Adesso è perfettamente chiaro.<ref group="fonte" name="monasteri">Da ''Loro bombardano i nostri monasteri, noi curiamo i loro prigionieri'', pubblicato sui social network, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se non chiudete il nostro spazio aereo, è solo questione di tempo prima che i missili russi colpiscano il vostro territorio. Il territorio della NATO. Le case dei cittadini dei paesi della NATO.<ref group="fonte" name="monasteri"/> *Pensate, un militare russo di Riazan si sta facendo curare nello stesso ospedale e nello stesso reparto dei nostri difensori rimasti feriti. Riceve le medesime cure. Dagli stessi medici. Nonostante abbia combattuto contro di noi. Contro l'Ucraina. Ebbene, i medici ucraini lo hanno salvato. Ed è ovvio. Perché sono uomini. Non selvaggi. E dobbiamo superare questa guerra per rimanere tutti umani.<ref group="fonte" name="monasteri"/> [[File:Address by President of Ukraine Volodymyr Zelenskyy to the US Congress. (51942801840).jpg|thumb|Zelens'kyj durante l'intervento al Congresso degli Stati Uniti]] *Ricordatevi di Pearl Harbor, di quella terribile mattina del 7 dicembre 1941, quando il vostro cielo si annerì di colpo a causa degli attacchi aerei. Ricordatevi solo questo. E ricordatevi dell'11 settembre, di quel giorno terribile del 2001, quando il Male ha tentato di trasformare le vostre città in un campo di battaglia. Quando degli innocenti sono stati attaccati, attaccati dal cielo, in un modo che nessuno si aspettava.<br>Un attacco che, in un certo senso, non potevate fermare. Ebbene, il nostro Stato sta vivendo attacchi del genere ogni giorno, ogni notte, da tre settimane, in diverse città ucraine: Odessa e Kharkiv, Černivci e Sumy, Žytomyr e Lviv, Mariupol e Dnipro. La Russia ha fatto del cielo ucraino un dispensatore di morte per migliaia di persone.<ref group="fonte" name="troppo">Da ''È chiedere troppo?'', al Congresso degli Stati Uniti, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *"I have a dream" – conoscete tutti queste parole. Oggi io posso dire: "Ho un bisogno". Il bisogno di proteggere il nostro cielo, il bisogno della vostra decisione, del vostro aiuto, e vorrà dire esattamente la stessa cosa, la stessa cosa che sentite quando sentire dire: "I have a dream".<ref group="fonte" name="troppo"/> *Sono riconoscente al presidente Biden per il suo impegno personale, per il suo impegno nella difesa dell'Ucraina e delle democrazie mondiali.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Tutti i porti americani vanno chiusi al commercio e alle navi russe. La pace è più importante del profitto.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Ricordate con quali difficoltà il mondo sia giunto a fare la cosa più semplice: somministrare vaccini a tutti, vaccini contro il Covid per salvare vite, prevenire nuove varianti. Il mondo ha trascorso mesi e anni a far cose che si sarebbero potute fare molto più in fretta, e ha quindi causato innumerevoli perdite umane.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Oggi non basta essere il capo di Stato di una nazione. Oggi bisogna essere il leader del mondo. Essere il leader del mondo significa essere il leader della pace. La pace, nel vostro paese, non dipende solo da voi e dal vostro popolo. Dipende da chi vi sta a fianco, da chi è forte. Forte non vuol dire grande. Essere forte vuol dire essere coraggioso e pronto a battersi per la vita dei vostri cittadini e dei cittadini del mondo. Per i diritti umani, per la pace, per il diritto di vivere decentemente e di morire a tempo debito, non nel momento voluto da qualcun altro, dai vostri vicini.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Ho quasi quarantacinque anni. Oggi la mia età si è fermata quando i cuori di più di cento bambini hanno cessato di battere.<ref group="fonte" name="troppo"/> *{{NDR|Rivolgendosi in russo agli ufficiali russi}} Ascoltatemi attentamente: sappiamo che volete vivere. Ascoltiamo le vostre conversazioni. Sappiamo cosa pensate di questa [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra senza senso]]. Vi offriamo una chance: vi diamo la possibilità di vivere. Se vi arrendete alle nostre forze militari, vi tratteremo come devono essere trattati gli esseri umani: con dignità. Nel modo in cui non siete stati trattati dal vostro [[esercito]]. E il modo in cui il vostro esercito non tratta la nostra gente. Scegliete.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/03/15/zelensky-parla-in-russo-a-ufficiali-mosca-arrendetevi_dfb71061-a555-4c4b-8474-8dd19cdac6c3.html Zelensky parla in russo a ufficiali Mosca, arrendetevi]'', ''Ansa.it'', 15 marzo 2022.</ref> *Abbiamo una possibilità. Quella di mostrare, non soltanto alla Russia, ma anche a qualunque altro aggressore, a qualunque Stato terrorista, che la guerra non distruggerà chi ne è vittima, ma chi la conduce.<ref group="fonte" name="bambini">Da ''Bambini anziché affari'', discorso al Parlamento svizzero, 19 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *È necessario congelare completamente i depositi di queste persone, bloccarne i conti. Si tratta di una grande battaglia e voi la potete combattere. Se provaste il dolore degli ucraini, che vedono intere città distrutte, città pacifiche, distrutte su ordine di individui a cui piace tanto vivere in comunità diverse dalla loro, europee, come le belle comunità svizzere. Quante proprietà immobiliari possiedono nel vostro paese. Non sarebbe giusto privarli dei loro privilegi? Privarli di quanto prendono a noi?<ref group="fonte" name="bambini"/> *Quando la Svizzera è al tuo fianco, vincerai a colpo sicuro; [...] quando l'Ucraina è al tuo fianco, diventi forte a colpo sicuro.<ref group="fonte" name="bambini"/> *Dopo otto anni di aggressione, gli ucraini hanno dimostrato di saper combattere in modo più professionale di un esercito che lo fa da decenni in diverse regioni e in diverse condizioni.<ref group="fonte" name="sospese">Discorso alla nazione, 20 marzo 2022; citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/03/ucraina-zelensky-sospese-le-attivit-dei-partiti-politici-filo-russi-1f9be919-5786-4f55-89a7-0f339f30028e.html ''Zelensky: "Sospese le attività dei partiti politici filo russi"''], ''Rainews.it'', 20 marzo 2022.</ref> *La resistenza ucraina passerà alla storia della guerra. Questo è un luogo in cui l'esercito russo e i suoi comandanti si sono mostrati completamente come sono: incompetenti, in grado di spingere semplicemente il loro popolo al massacro.<ref group="fonte" name="sospese"/> *I russi hanno usato dei termini che usavano i nazisti quando volevano soggiogare il vostro popolo, quando volevano distruggere voi come vogliono distruggere noi. Per la questione ebraica parlano di soluzione finale e anche oggi i russi parlano di soluzione finale per la questione ucraina. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti">Da ''[https://www.adnkronos.com/guerra-ucraina-zelensky-alla-knesset-russia-parla-di-soluzione-finale_5Vq2863R08U5NFlwh4GCaV "Russia come i nazisti"]'', ''Ilgiorno.it'', 20 marzo 2022</ref> *So che quello che sto dicendo mette paura. Ma perché noi che stiamo chiedendo aiuto a voi, alla comunità internazionale, perché non dovremmo riceverlo? Che cos'è questo da parte vostra? È indifferenza? O qualcos'altro? Lascio a voi la risposta. Sapete cosa succede quando c'è indifferenza. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/> *Israele è quel Paese che ha messo a punto il sistema di difesa missilistico più potente e sofisticato del mondo, sapete cosa significa ricevere una minaccia dal cielo e difendere i propri cittadini. Difendete anche le vite degli ucraini, degli ebrei ucraini. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/> *Immaginate [[Assedio di Mariupol|Mauriupol]] come una [[Genova]] completamente bruciata. Come una città da cui scappano le persone per raggiungere i pullman per stare al sicuro. Il prezzo della guerra è questo: 117 bambini uccisi. Non accogliete i russi in vacanza in Italia, inasprite le sanzioni.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/politica/2022/03/22/news/discorso_zelensky_parlamento_draghi-342366535/?ref=RHTP-BL-I341773210-P2-S1-T1 ''Zelensky parla alla Camera: "Immaginate Genova come Mariupol. 117 bambini uccisi: questo è il prezzo della guerra". Draghi: "Resistenza ucraina è eroica"''], ''Repubblica.it'', 22 marzo 2022.</ref> *Conoscete il significato di una tragedia come quella di Černobyl. La centrale nucleare in Ucraina dove, nel 1986, si è verificata una fortissima esplosione. Con conseguente emissione di radiazioni i cui effetti hanno interessato varie parti del mondo. Oggi la zona attorno alla centrale, per un'estensione di trenta chilometri, continua a essere interdetta. Rimane pericolosa. Per eliminare le ricadute dell'esplosione della centrale, migliaia di tonnellate di materiali contaminati e di detriti sono stati sepolti nelle foreste nelle vicinanze. Il 24 febbraio veicoli armati russi hanno valicato i limiti della zona. Disperdendo nell'aria polveri radioattive. La centrale di Černobyl è stata conquistata con le armi. Immaginate una zona nucleare disastrata. Il confinamento che chiude la zona del reattore distrutto. Le strutture che contengono rifiuti radioattivi. La Russia ha trasformato questa zona in una zona di guerra.<ref group="fonte" name="irradiazione">Da ''L'irradiazione russa'', al Parlamento giapponese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le turbolenze del mercato mondiale sono un problema per tutti i paesi che dipendono dalle importazioni. Le sfide ambientali e alimentari sono senza precedenti. E, la cosa più importante, si sta decidendo ora se gli aggressori del pianeta, anche i potenziali, si convinceranno o no del fatto che l'iniziare una guerra porterebbe ad una serie di sanzioni e punizioni così grandi da non dover essere iniziata. Che non si deve distruggere il mondo.<ref group="fonte" name="irradiazione"/> *Dobbiamo studiare nuove garanzie per la sicurezza, perché si possa agire in maniera preventiva e decisiva contro qualsiasi minaccia alla pace. È possibile questo, oggi come oggi? Visto l'inizio di una guerra del genere, evidentemente no. Dobbiamo creare strumenti nuovi, garanzie nuove, che funzionino in misura preventiva ed efficace contro ogni aggressione. Una leadership giapponese sarebbe ideale alla loro elaborazione.<ref group="fonte" name="irradiazione"/> *Dopo settimane passate a contrastare l'invasione russa, Mariupol e altre città ucraine attaccate dall'occupante somigliano alle rovine di Verdun.<ref group="fonte" name="principi">Da ''I principi valgono più dei profitti'', al Parlamento francese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le imprese francesi devono lasciare il mercato russo. Renault, Auchan, Leroy Merlin e altri. Devono smettere di sovvenzionare la macchina militare russa, di sovvenzionare gli assassini di donne e bambini, di sovvenzionare gli stupri, i furti, i saccheggi perpetrati dall'esercito russo.<ref group="fonte" name="principi"/> *Tutte le aziende devono ricordare una volta per tutte che i principi valgono più dei profitti. In particolare il profitto acquisito a prezzo del sangue.<ref group="fonte" name="principi"/> *L’Ucraina non tenterà di riconquistare la Crimea con la forza, perché gli ucraini sono stufi della guerra e della distruzione. Non ho mai preso in considerazione l’invio di truppe nel Donbass o in Crimea, perché la perdita di vite umane sarebbe stata semplicemente inaccettabile. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza">Da ''[https://www.open.online/2022/03/27/zelensky-intervista-media-russi-video/ «Hanno provato a uccidermi più volte. Sulla neutralità si pensi a un referendum»]'', ''Open.online'', 27 marzo 2022</ref> *La guerra finirà quando i russi accetteranno che questa è stata una catastrofe per la nazione e per le relazioni con i loro vicini in Ucraina. Gli adulti di oggi non perdoneranno mai quello che è successo, ma vale comunque la pena lottare per i bambini e le generazioni future. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *La città di Mariupol' sta vivendo una catastrofe umanitaria. La città è bloccata dall'esercito russo. Tutti gli accessi e le uscite dalla città sono bloccati, il porto è minato. È impossibile arrivarci per portare cibo, medicine e acqua, anche a causa del fuoco dei militari russi sui convogli umanitari, con i conducenti che vengono uccisi. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *La Russia non cambierà idea perché teme di rivelare il vero numero di soldati che muoiono in Ucraina. I russi hanno offerto delle sacche per i cadaveri dei soldati che non sono adatte neanche per gli animali. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale.<ref group="fonte" name="realta">Citato in [https://www.adnkronos.com/ucraina-russia-zelensky-visione-putin-non-corrisponde-a-realta_4g8xJWAdPmO8sAoAZ7zDDF?refresh_ce ''Ucraina-Russia, Zelensky: "Visione Putin non corrisponde a realtà"''], ''Adnkronos.com'', 28 marzo 2022.</ref> *Ad essere onesti, [[Boris Johnson|Johnson]] è il leader che sta aiutando di più. I leader dei Paesi reagiscono in base a come agiscono i loro elettori. In questo caso, Johnson è un esempio.<ref group="fonte" name="realta"/> *Non crediamo a nessuno. Non ci fidiamo delle belle parole. Solo della reale situazione sul campo di battaglia.<ref group="fonte" name="armatameglio">Da ''La libertà deve essere armata meglio della tirannia'', pubblicato sui social network dopo trentasei giorni di guerra, 30 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se vogliamo lottare tutti insieme per la libertà. non possiamo che chiedere aiuto ai nostri partner. Se vogliamo davvero lottare tutti insieme per la libertà e la salvaguardia della democrazia, abbiamo tutto il diritto di chiedere il loro aiuto, in questo momento cruciale e difficile. Carri armati, aerei, sistemi di artiglieria: la libertà deve essere armata meglio della tirannia.<ref group="fonte" name="armatameglio"/> *C'è chi perde tempo e lavora solo il necessario per mantenere il proprio posto. Oggi ho firmato il primo decreto per richiamare personaggi del genere, tipo l'ambasciatore ucraino in Marocco e l'ambasciatore in Georgia. Con tutto il rispetto che devo loro, non si sono mai adoperati né per l'invio di armi né per la delibera di sanzioni e di restrizioni all'attività delle imprese russe. Si trovino un altro lavoro!<ref group="fonte" name="armatameglio"/> *Vorrei che ogni madre russa vedesse i corpi delle persone uccise a Bucha, Irpin, Hostomel. Cosa hanno fatto quelle persone ai russi? Perché torturavano dei semplici civili in una città pacifica? Come si può stuprare e uccidere le donne davanti agli occhi dei loro figli? (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy">Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/zelensky-merkel-e-sarkozy-andate-bucha-vedere-cosa-hanno-2023242.html Zelensky attacca Merkel e Sarkozy: "Andate a Bucha a vedere..."]'', ''Ilgiornale.it'', 3 aprile 2022</ref> *Madri russe, anche se voi avete cresciuto dei saccheggiatori, come è che sono diventati anche dei boia? Voi non potevate non sapere che i vostri figli non hanno anima, non hanno cuore. Loro hanno ucciso consapevolmente. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/> *{{NDR|I responsabili delle stragi di Buča, Irpin' e Hostomel'}} si meritano soltanto la morte dopo quello che hanno fatto. Sulla nostra terra c'è stato il male assoluto: assassini, boia, stupratori e saccheggiatori che si finiscono un esercito. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/> *I nostri musicisti mettono il giubbotto antiproiettile invece dello smoking. Cantano per i feriti. Negli ospedali. Anche per quelli che non li possono sentire. Ma la musica riesce a sfondare comunque. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_04/zelensky-interviene-grammy-2022-aiutateci-ma-non-il-silenzio-3d0400e6-b3bd-11ec-ba33-d1bb8d793193.shtml Zelensky interviene ai Grammy 2022: «Riempite il silenzio della guerra con la musica»]'', ''Corriere.it'', 4 aprile 2022.</ref> *Sulla nostra terra combattiamo la Russia che ha portato un orribile silenzio con le sue bombe. Riempite il silenzio con la vostra musica. Riempitelo oggi con la vostra storia. Aiutateci in ogni modo, in ogni modo ma non con il silenzio. E verrà la pace. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy"/> *Quando le persone non hanno il coraggio di ammettere i propri [[Errore|errori]], scusarsi, adattarsi alla realtà, imparare, diventano [[Mostro|mostri]]. E quando il mondo lo ignora, i mostri decidono che il mondo si debba adattare a loro.<ref group="fonte">Citato in [https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/11/guerra-ucraina-zelensky ''Guerra Ucraina, Zelensky: "A Mariupol decine di migliaia di morti, la città è distrutta"''], ''Tg24.sky.it'', 11 aprile 2022.</ref> *{{NDR|Sulle [[Forze terrestri russe]]}} L’esercito russo passerà alla storia come l’esercito più barbaro e disumano del mondo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/zelensky-se-avessimo-avuto-piu-armi-dall-occidente-guerra-sarebbe-gia-finita/8da7c8ac-c074-11ec-a9eb-2524bc1194db Zelensky: «Se avessimo avuto più armi dall’Occidente la guerra sarebbe già finita»]'', ''Corriere.it'', 20 aprile 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Sergej Viktorovič Lavrov]]}} Il ministro degli Esteri russo ha detto apertamente e senza esitazioni che i più grandi antisemiti stavano proprio tra gli ebrei. E che Hitler aveva sangue ebreo. Come si può dire una cosa del genere alla vigilia dell'anniversario della vittoria sul nazismo? [...] Queste parole significano che il più alto diplomatico russo sta dando la colpa al popolo ebraico dei crimini nazisti. Non ci sono parole. [...] Dopo la morte di persone sopravvissute all'occupazione nazista ed ai campi di concentramento nazisti a causa dei bombardamenti russi {{NDR|in Ucraina}}, questo impulso antisemita del ministro significa che la Russia ha dimenticato tutte le lezioni della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="lavrov">Citato in [https://www.adnkronos.com/lavrov-zelensky-russia-ha-dimenticato-lezione-seconda-guerra-mondiale_12DU0oaUFeilJQFW6IOqdu ''Lavrov, Zelensky: "Russia ha dimenticato lezione Seconda guerra mondiale"''], ''Adnkronos.com'', 3 maggio 2022.</ref> *Questa non è una guerra tra due eserciti. Questa è una guerra tra due visioni del mondo. La guerra condotta dai barbari che bombardano il Museo Skovoroda e credono che i loro missili possano distruggere la nostra filosofia. Li infastidisce. Non è loro familiare. Li spaventa. La sua essenza è che siamo persone libere che hanno il proprio percorso.<ref group="fonte" name="vinceremo">Dal discorso per l'anniversario della vittoria sul nazismo; da ''[https://ilmanifesto.it/il-discorso-di-zelensky-vinceremo-perche-combattiamo-per-la-nostra-liberta "Vinceremo perché combattiamo per la nostra libertà"]'', ''ilmanifesto.it'', 10 maggio 2022</ref> *Non ci sono catene che possono legare il nostro spirito libero. Non c’è occupante che possa mettere radici nella nostra terra libera. Non c’è invasore che possa governare il nostro popolo libero.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Prima o poi si vince. Nonostante l’orda, nonostante il nazismo, nonostante la mescolanza del primo e del secondo, che è l’attuale nemico, vinciamo, perché questa è la nostra terra. Perché qualcuno sta combattendo per il padre zar, il führer, il partito e il capo, mentre noi stiamo combattendo per la Patria. Non abbiamo mai combattuto contro nessuno. Combattiamo sempre per noi stessi. Per la nostra libertà. Per la nostra indipendenza. In modo che la vittoria dei nostri antenati non sia stata vana. Hanno combattuto per la libertà per noi e hanno vinto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Non dimenticheremo mai cosa fecero i nostri antenati durante la seconda guerra mondiale. Dove sono morti più di otto milioni di ucraini. E un ucraino su cinque non è tornato a casa. In totale, la guerra ha causato almeno 50 milioni di vittime. Non diciamo “possiamo ripeterlo”. Perché solo un pazzo può desiderare di ripetere i 2194 giorni di guerra. È un altro quello che oggi sta ripetendo gli orribili crimini del regime di Hitler, seguendo la filosofia nazista, copiando tutto ciò che hanno fatto. È condannato. Perché è stato maledetto da milioni di antenati quando ha iniziato a imitare il loro assassino. E quindi perderà tutto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Molto presto ci saranno due Giorni della Vittoria in Ucraina. Mentre a qualcuno non ne rimarrà nemmeno uno.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Noi non dobbiamo cercare una via d'uscita per la Russia. So che Putin voleva portare a casa qualche risultato ma non lo ha trovato.<ref group="fonte" name="vespa">Dall'intervista di [[Bruno Vespa]] in ''Porta a porta''; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/attualit/spettacolo/2022/05/12-92759708/zelensky_vespa_intervista_il_presidente_ucraino_a_porta_a_porta Zelensky, Vespa intervista il presidente ucraino a Porta a Porta]'', ''corrieredellosport.it'', 12 maggio 2022</ref> *Proporre a noi di cedere qualcosa per salvare la faccia del presidente russo non è corretto da parte di alcuni leader, non siamo pronti a salvare la faccia a qualcuno pagando con i nostri territori, non penso sia una cosa giusta.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Le forze armate russe sono quattro volte più grandi, il loro Stato è otto volte più grande, ma noi siamo dieci volte più forti come persone perché siamo sulla nostra terra. Per noi la vittoria è solo restituire le cose nostre, per loro è rubare qualcosa degli altri.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Non siamo in condizioni di parità, la Russia è più forte, ma il mondo è unito intorno a noi, e sentiamo che passo dopo passo stiamo riuscendo.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l'[[Eurovision Song Contest|Europa]]! Per la terza volta nella sua storia. E credo non per l'ultima volta. ... Faremo di tutto per accogliere i partecipanti e gli ospiti dell'[[Eurovision]] a [[Mariupol]]. Libera, tranquilla, restaurata! Grazie per la vittoria della [[Kalush (gruppo mudicale)|Kalush Orchestra]] e a tutti quelli che ci hanno votato<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/eurovision-2022-trionfa-kalush-orchestra-zelensky-prossima-edizione-in-ucraina_6Szuj99D8U5tgOaTaOQUa Eurovision 2022, trionfa Kalush Orchestra. Zelensky: "Nel 2023 a Mariupol"]'', ''adnkronos'', 15 maggio 2022.</ref> *Sarò molto onesto e forse non particolarmente diplomatico: il gas non è niente. Anche il covid non è niente, se lo si confronta con quello che sta succedendo in Ucraina. Provate a immaginare che quello di cui sto parlando accada a casa vostra, nel vostro Paese. Vi preoccupereste ancora del prezzo del gas o di quello dell'elettricità?<ref group="fonte" name="donadio">Dall'intervista di Rachel Donadio; da ''[https://www.vogue.it/news/article/olena-zelenska-ucraina-intervista-esclusiva «Olena è la donna che amo, ma è anche la mia più grande amica»]'', ''vogue.it'', 26 luglio 2022</ref> *Come qualsiasi uomo di questo Paese, ero preoccupatissimo per la sicurezza dei miei famigliari. Non volevo che corressero dei rischi. Non si tratta di romanticismo. Si tratta degli orrori che stavano accadendo qui, nella periferia di Kiev, e di tutti gli orrori che stanno avendo luogo ora nel nostro Paese, nei territori occupati. Ma, ovviamente, mi sono mancati. Desideravo tanto poterli abbracciare, toccare.<ref group="fonte" name="donadio"/> *{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Ha una personalità forte, probabilmente è più forte di quanto pensasse lei stessa. Questa guerra... beh, qualsiasi guerra è destinata a far emergere qualità che non si pensava di possedere.<ref group="fonte" name="donadio"/> *{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Le mie battute non funzionano sempre con lei. È un'ottima editor.<ref group="fonte" name="donadio"/> *Quando qualcuno inizia a dire che gli ucraini non esistono e che un ucraino è solo un cattivo russo, noi non ci stiamo. Le persone nate nell'Ucraina indipendente hanno ormai trent'anni. È una nuova generazione. Quindi nessuno, qui, condivide le ragioni pretestuose che hanno addotto per invaderci.<ref group="fonte" name="donadio"/> *Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti. L’efficacia di una democrazia si misura in parte dal modo in cui essa riesce a difendere i diritti dei propri cittadini, riconoscendo che ciascuno di essi è una parte indispensabile della società civile.<ref group="fonte">Citato in Francesca Di Feo, ''[https://www.gay.it/unioni-civili-ucraina Zelensky apre alle unioni civili in Ucraina: "Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti"]'', ''Gay.it'', 3 agosto 2022.</ref> *Questa guerra russa contro l’Ucraina, contro tutta l’Europa libera, è iniziata con la Crimea e dovrebbe finire con la Crimea, con la sua liberazione. Oggi è impossibile dire quando ciò accadrà ma aggiungiamo costantemente elementi necessari per la preparazione della liberazione della Crimea.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/10/ucraina-zelensky-la-guerra-dovra-finire-con-la-liberazione-della-crimea-non-ci-puo-essere-pace-stabile-finche-la-russia-la-usera-come-base/6758369/ ''Ucraina, Zelensky: "La guerra dovrà finire con la liberazione della Crimea. Non ci può essere pace stabile finché la Russia la userà come base"''], ''Ilfattoquotidiano.it'', 10 agosto 2022.</ref> *Il 24 febbraio ci è stato detto: "Non avete possibilità". Il 24 agosto diciamo: "Buona festa dell'indipendenza, Ucraina!" (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine">Da [https://www.youtube.com/watch?v&#61ERaWlqMx46Q ''"Ci batteremo fino alla fine, nessun compromesso"''], ''YouTube'', 24 agosto 2022</ref> *Non importa per noi che tipo di esercito hai, ciò che conta per noi è la nostra terra. Lotteremo per questo fino alla fine. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/> *Alzeremo le mani solo una volta, quando celebreremo la nostra vittoria l'intera Ucraina. Perché non commerciamo le nostre terre e la nostra gente. Per noi l'Ucraina è tutta l'Ucraina. Tutte e 25 le regioni, senza concessioni o compromessi. Non conosciamo queste parole, sono state distrutte dai missili il 24 febbraio. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/> *[[Liz Truss]] è sempre stata dal lato giusto della politica europea, insieme saremo in grado di fare molto di più per proteggere i nostri popoli e contrastare la politica distruttiva della Russia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.iltempo.it/video-news-by-vista/2022/09/06/video/zelensky-alla-nuova-premier-britannica-truss-restiamo-uniti-contro-russia-32967180/ ''Zelensky alla nuova premier britannica Truss: Restiamo uniti contro Russia''], ''Iltempo.it'', 6 settembre 2022.</ref> *Senza gas o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza luce o senza di voi? Senza di voi.<br>Senz'acqua o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza cibo o senza di voi? Senza di voi.<br>Per noi il freddo, la fame, l'oscurità e la sete non sono spaventose e mortali come la vostra "amicizia e fratellanza". (Messaggio ai russi su ''Telegram'', 11 settembre 2022)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2022/09/12/zelensky-discorso-russia/ La tenacia degli ucraini secondo Zelensky]'', ''Ilpost.it'', 12 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Sulla [[controffensiva Ucraina in Charkiv del 2022]]}} Nelle aree liberate della regione di Kharkiv, sono state trovate oltre dieci stanze della tortura in città e villaggi. Quando gli occupanti sono fuggiti hanno lasciato gli strumenti di tortura. Anche in una comune stazione ferroviaria, a Kozacha Lopan, è stata trovata una stanza della tortura, con strumenti per choc elettrici. Era solo una stazione ferroviaria! La tortura era pratica comune nei territori occupati. Sono cose che facevano i nazisti. È quello che ora fanno i "[[Rascismo|ruscisti]]". E ne dovranno rendere conto nello stesso modo, sul campo di battaglia e nei tribunali.<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/kharkiv-zelensky-oltre-10-stanze-tortura-trovate-in-regione_5oEfWoGgbcjWH4ZzSIaozs?refresh_ce ''Kharkiv, Zelensky: "Oltre 10 stanze tortura trovate in regione"''], ''Adnkronos.com'', 18 settembre 2022.</ref> *Siamo alleati di fatto. Abbiamo già completato il nostro percorso in direzione della [[Nato]]. Abbiamo già dimostrato capacità di interazione con gli standard dell'Alleanza, sono reali per l'[[Ucraina]], reali sul campo di battaglia e in tutti i settori della nostra interazione. Abbiamo fiducia gli uni negli altri, ci aiutiamo a vicenda e ci proteggiamo a vicenda. Questa è l'Alleanza. De facto. Oggi l'[[Allargamento dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Ucraina sta presentando domanda per farlo diventare "de jure"]]. Con una procedura in linea con l'importanza per noi della tutela della nostra intera comunità. In base ad una procedura accelerata<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/annessioni-russia-zelensky-non-daremo-mai-nostra-terra-a-occupanti_2e1kYhKAXTk1341mVMAsbJ Ucraina, Zelensky: "Domanda per adesione rapida a Nato"]'', ''Adnkronos.com'', 30 settembre 2022.</ref> *L'Ucraina è e resta un leader negli sforzi di negoziazione. Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/09/30/zelensky-non-negoziamo-con-mosca-finche-putin-presidente_2da20fd6-83ad-4208-9a4c-2c96da6d0d10.html ''Zelensky, non negoziamo con Mosca finché Putin presidente''], ''Ansa.it'', 30 settembre 2022.</ref> *L'intero territorio del nostro Paese sarà liberato dal nemico, il nemico non solo dell'[[Ucraina]], ma della vita stessa, dell'umanità, della legge e della verità. Se non la fermiamo, la [[Russia]] non si fermerà ai nostri confini. Altri sarebbero sotto attacco: Stati baltici, [[Polonia]], [[Moldova]] e [[Georgia]], [[Kazakistan]]<ref group="fonte" name="libereremo">Citato in ''[https://finanza.repubblica.it/News/2022/09/30/zelensky_nessun_negoziato_con_putin_libereremo_tutta_lucraina_accelerare_adesione_nato_-173/ Zelensky: "Nessun negoziato con Putin, libereremo tutta l'Ucraina. Accelerare adesione Nato"]'', ''finanza.repubblica.it'', 30 settembre 2022.</ref> *Mosca cerca di [[Annessione dell'Ucraina meridionale e orientale alla Russia|rubare qualcosa che non le appartiene]], vuole riscrivere la storia e ridisegnare i confini con omicidi, abusi, ricatti e bugie. L'Ucraina non lo permetterà.<ref group="fonte" name="libereremo"/> *Berlusconi ha persino utilizzato le stesse espressioni e la narrativa di Putin. Non ho visto in quelle frasi le opinioni personali di Berlusconi, si è limitato a ripetere quelle di Putin e ciò mi spaventa meno. Lo vota solo l’8 per cento degli italiani e questa è la risposta confortante del vostro elettorato, ciò mi basta... (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi">Da [https://www.corriere.it/esteri/22_ottobre_25/zelensky-intervista-475016ca-53d6-11ed-a67a-b07760455bf9.shtml ''«Piena intesa con Meloni, all’Italia chiedo armi di difesa aerea. Non parlo a Putin con la pistola alla tempia»''], ''Corriere.it'', 22 ottobre 2022</ref> *So che è difficile rinunciare a fare affari facili con la Russia nel breve periodo, si rischia una certa instabilità economica, ma è per il futuro della stessa stabilità, democrazia, civiltà e libertà europea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Con [[Giorgia Meloni|Giorgia]] abbiamo condiviso gli stessi concetti e non vedo come l’Italia possa diventare nel prossimo futuro il cavallo di Troia della Russia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Non abbiamo il tempo per avere paura, siamo cambiati, questa guerra ha cambiato un mucchio di cose. Si deve combattere per tutto, anche per avere buoni rapporti diplomatici, per le alleanze, per le sanzioni, per le risoluzioni Onu e per non avere paura. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Io ho sempre voluto parlare, ma non con la pistola puntata alla tempia. Sin dall’inizio non è stato un dialogo, ma una lunga serie di ultimatum imposti con la forza da Putin. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Non è nelle mie mani di fermare la guerra: ciò che posso fare è non perderla, combattere per difendermi, sono loro che hanno invaso la nostra terra per massacrarci e lo hanno iniziato sin dal 2014 occupando la Crimea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *I russi non vogliono fermarsi, sin dall’inizio hanno avuto lo stesso piano di occupare tutta l’Ucraina. E noi centinaia di volte abbiamo proposto di parlare: da quando sono diventato presidente nel 2019 sono stato pronto a negoziare sfruttando ogni canale, qualsiasi emissario. Da Mosca dicevano che non volevano trattare della Crimea, bene rispondevo, allora parliamo del Donbass, ma non perdiamo tempo. Tuttavia, non ha mai funzionato neppure il [[Accordi di Minsk|documento di Minsk del 2015]], loro volevano solo congelare la situazione, non risolvere i problemi. Mosca non ha mai voluto un vero dialogo nel rispetto reciproco, ha imposto soltanto che noi riconoscessimo situazioni raggiunte con la forza. Gli unici successi parziali sono stati gli scambi di prigionieri e anche in quel caso Putin non ha mantenuto la parola data. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *I russi vogliono spaventare, intimidire, possono preparare una provocazione. Potrebbero colpire infrastrutture nelle centrali nucleari per poi dire che in quel luogo si stava producendo materiale atomico. Mosca cerca giustificazioni nei confronti del mondo e della società russa. Non sappiamo bene cosa vogliano fare, ma certamente puntano il dito sulla nostra pericolosità per giustificare le aggressioni. Ecco perché noi insistiamo anche per la presenza degli ispettori internazionali alla centrale atomica di Zaporizhzhia e vorremmo lo stesso negli altri impianti del Paese. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Se la Russia ha deciso di usare l’atomica lo farà, indipendentemente da ciò che avviene sul campo di battaglia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Le nostre informazioni e i servizi di intelligence alleati ci dicono con certezza che i russi non intendono assolutamente fermarsi. Mosca esige che noi si riconosca la Crimea parte integrante della Russia e si accetti le repubbliche cosiddette indipendenti di Lugansk e Donetsk, inoltre vogliono tenersi Mariupol, tutta l’area lungo il Mare di Azov che hanno occupato. Sono condizioni che la società ucraina non può accettare: a Mosca lo sanno e quindi insistono per accusarci di boicottare il dialogo. La Russia tratterà solo quando avrà capito che non può vincere militarmente. Noi siamo sempre pronti a negoziare. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Noi tutti all’inizio volevamo fermare la guerra. Ma poi abbiamo visto gli orrori di Bucha, a Irpin, la gravità dell’occupazione a Mariupol. I russi sono diventati non solo aggressori, ma anche terroristi. Impossibile parlare con i terroristi. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Mosca nel passato ha già usato l’arma dell’energia, detesta che voi europei possiate diventare indipendenti dal gas russo. E comunque già l’anno prossimo avrete trovato fonti alternative. Se cadete vittime del ricatto russo oggi spenderete meno, ma nel futuro a farne le spese saranno i vostri figli. Paghiamo tutti un prezzo per la nostra libertà, altrimenti sarà Putin a dettare le regole. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> [[File:Ukraine has always been a leader in peacemaking efforts; if Russia wants to end this war, let it prove it with actions - speech by the President of Ukraine at the G20 Summit. (52501968305).jpg|thumb|Zelensk'kyj al G20]] *La Russia deve ritirare immediatamente tutti i suoi militanti dal territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. La stazione deve essere immediatamente trasferita sotto il controllo dell'AIEA e del personale ucraino. Il normale collegamento della stazione alla rete elettrica deve essere ripristinato immediatamente in modo che nulla minacci la stabilità dei reattori. Abbiamo proposto che le missioni dell'AIEA vengano inviate a tutte le centrali nucleari ucraine - quattro di esse, 15 unità nucleari in totale. Inoltre l'impianto di Chernobyl, che è stato chiuso ed è sotto tutela. Tali missioni possono verificare che qualsiasi attività ostile contro gli impianti nucleari ucraini sia effettivamente cessata. Quanto tempo ci vuole per implementarlo? La Russia può iniziare la smilitarizzazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia già da domani se è davvero pronta a ripristinare la sicurezza radioattiva che ha violato. Lo stesso vale per le folli minacce di armi nucleari a cui ricorrono i funzionari russi. Non ci sono e non possono esserci scuse per il ricatto nucleare. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20">Da [http://www.pmli.it/articoli/2022/20221123_43_Zelensky10punti.html ''I dieci punti di Zelensky per la pace''], ''Pmli.it'', 23 novembre 2022</ref> *Credo che la nostra iniziativa per l'esportazione di grano meriti un'estensione indefinita, non importa quando la guerra finirà. Il diritto al cibo è un diritto fondamentale di ogni persona al mondo. [...] Abbiamo già lanciato l'iniziativa "Grano dall'Ucraina". E la prima nave - Nord Vind - parte per l'Etiopia con a bordo 27mila tonnellate di grano. Questa è la quantità che può sfamare quasi 100.000 persone all'anno. Possono esserci molte di queste navi dall'Ucraina, e quindi ci saranno molte persone nei paesi poveri che verranno salvate dalla fame. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Circa il 40% delle nostre infrastrutture energetiche è stata distrutta dagli attacchi dei missili russi e dei droni iraniani utilizzati dagli occupanti. Ogni settimana la Russia fa saltare in aria le nostre centrali elettriche, i trasformatori e le linee di alimentazione elettrica. Un obiettivo correlato di questo terrore è impedire l'esportazione della nostra elettricità nei paesi vicini, il che potrebbe aiutarli in modo significativo a stabilizzare la situazione energetica ea ridurre i prezzi per i consumatori. La Russia è interessata alla crisi energetica. E dovremmo essere tutti interessati a porre fine al terrore. [...] Se la Russia sta cercando di privare l'Ucraina, l'Europa e tutti i consumatori di energia nel mondo della prevedibilità e della stabilità dei prezzi, la risposta dovrebbe essere una limitazione forzata dei prezzi all'esportazione per la Russia. In modo che il prezzo all'esportazione non fosse superiore al costo di produzione. È giusto. Se togli qualcosa, il mondo ha il diritto di toglierti. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Migliaia di persone - militari e civili - sono prigioniere dei russi. Sono sottoposti a torture brutali: questo è un abuso di massa! Inoltre, conosciamo per nome 11mila bambini deportati con la forza in Russia. Sono separati dai loro genitori nella piena consapevolezza di avere una famiglia. [...] Dobbiamo rilasciare tutte queste persone! Voglio sottolineare che non abbiamo trovato il sostegno del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Non vediamo che stanno combattendo completamente per ottenere l'accesso ai campi, dove sono detenuti prigionieri di guerra ucraini e prigionieri politici. Né stanno aiutando a trovare gli ucraini deportati. Questo auto-ritiro è l'autodistruzione della Croce Rossa come organizzazione che una volta era rispettata. Non possiamo aspettare. Pertanto, dobbiamo unirci per il bene dell'unico modello realistico di liberazione dei prigionieri: "tutto per tutti". E anche per il rilascio di tutti i bambini e gli adulti deportati in Russia. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *La Russia deve riaffermare l'integrità territoriale dell'Ucraina nel quadro delle pertinenti risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dei documenti internazionali giuridicamente vincolanti applicabili. Non spetta ai negoziati. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *La Russia deve ritirare tutte le sue truppe e formazioni armate dal territorio dell'Ucraina. Il controllo dell'Ucraina su tutte le sezioni del nostro confine di stato con la Russia deve essere ripristinato. Ciò si tradurrà in una vera e completa cessazione delle ostilità. Ogni giorno di ritardo significa nuove morti di ucraini, nuove minacce per il mondo e un folle aumento delle perdite dovuto alla continuazione dell'aggressione russa: perdite per tutti nel mondo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Il mondo dovrebbe sostenere l'istituzione del Tribunale speciale per quanto riguarda il crimine dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina e la creazione di un meccanismo internazionale per compensare tutti i danni causati da questa guerra. Risarcimento a spese dei beni russi, perché è l'aggressore che deve fare di tutto per ripristinare la giustizia da esso violata. Abbiamo già proposto una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite riguardante un meccanismo internazionale di risarcimento per i danni causati dalla guerra russa. È approvato. Vi chiediamo di implementarlo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Milioni di ettari di foresta sono stati bruciati dai bombardamenti. Quasi duecentomila ettari della nostra terra sono contaminati da mine e proiettili inesplosi. [...] È impossibile calcolare con precisione la quantità di inquinamento atmosferico da depositi di petrolio bruciato e altri incendi... Così come da impianti fognari esplosi, impianti chimici bruciati, innumerevoli luoghi di sepoltura di animali uccisi. Immagina solo questo: a causa dell'aggressione russa, 6 milioni di animali domestici sono morti. 6 milioni! Questi sono i numeri ufficiali. Almeno 50.000 delfini sono stati uccisi nel Mar Nero. Migliaia di ettari di terreno sono contaminati da sostanze nocive, la maggior parte dei quali sono terreni fertili. Erano terreni fertili. [...] Ringrazio tutti i Paesi che già ci stanno aiutando con lo sminamento. Vi è un urgente bisogno di un numero maggiore di attrezzature ed esperti per queste operazioni. Sono necessari fondi e tecnologie anche per il ripristino degli impianti di trattamento delle acque. Questo non è solo un problema ucraino. Questa è una sfida per il mondo intero. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *L'Ucraina non è membro di alcuna alleanza. E la Russia è stata in grado di iniziare questa guerra proprio perché l'Ucraina è rimasta nella zona grigia, tra il mondo euro-atlantico e l'[[imperialismo russo]]. Ora non abbiamo nemmeno alcuna garanzia di sicurezza. Quindi, come possiamo impedire il ripetersi di tale aggressione della Russia contro di noi? Abbiamo bisogno di efficaci garanzie di sicurezza. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Quando tutte le misure contro la guerra saranno attuate, quando la sicurezza e la giustizia inizieranno a essere ripristinate, dovrebbe essere firmato dalle parti un documento che confermi la fine della guerra. Vorrei sottolineare che nessuno dei passaggi precedenti può richiedere molto tempo. Un mese per un passo al massimo. Per alcuni passaggi bastano un paio di giorni. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Non vale la pena offrire all'Ucraina compromessi su sovranità, territorio e indipendenza. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula">Citato in [https://www.avvenire.it/mondo/pagine/zelensky-la-formula-ucraina-per-la-pace-in-10-punti-g20 ''Al G20. Zelensky: in 10 punti la formula ucraina per la pace. Lavrov: irrealistico''], ''Avvenire.it'', 15 novembre 2022.</ref> *Se la Russia dice che vuole porre fine a questa guerra, lo dimostri con le azioni. [...] Non permetteremo alla Russia di aspettare, costruire le sue forze e quindi iniziare una nuova serie di terrore e destabilizzazione globale. Non ci sarà una Minsk-3 che la Russia violerà subito dopo l'accordo. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula"/> *{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} È accaduto ciò che avevamo previsto tanto tempo fa. Il terrore non si limita ai nostri confini nazionali. I missili russi hanno colpito la Polonia. Quante volte l’Ucraina ha detto che lo stato di terrore non si sarebbe limitato al nostro paese? Più a lungo la Russia si sente protetta da punizioni, più cresceranno le minacce per tutti coloro che possono essere colpiti da missili russi. Colpire il territorio Nato con missili: questo è un attacco missilistico russo alla sicurezza collettiva. C’è un’escalation significativa, bisogna agire.<ref group="fonte" name="polonia">Citato in [https://www.adnkronos.com/missili-russia-caduti-in-polonia-zelensky-escalation-significativa_1ybHzFn6D0gETrCMmJK4HC ''Zelensky: "Missili Russia hanno colpito Polonia, territorio Nato"''], ''Adnkronos.com'', 15 novembre 2022.</ref> *{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} Voglio dire ai nostri fratelli e alle nostre sorelle della [[Polonia]]: l'Ucraina vi sosterrà sempre. Il terrore non spezzerà le persone libere. La vittoria è possibile quando non c’è paura. Noi non ne abbiamo. E nemmeno voi. La Russia si contrappone al mondo. La Russia terrorizza noi e chiunque sia in grado di colpire. Facciamo di tutto per fermarla.<ref group="fonte" name="polonia"/> *Gli ucraini hanno attraversato cose molto terribili. E nonostante tutto, hanno conservato la capacità di non sottomettersi e il loro amore per la libertà. Una volta volevano distruggerci con la fame<ref>Il riferimento è all'[[Holodomor]], lo sterminio per fame provocato dall'[[Unione sovietica]] di [[Iosif Stalin|Stalin]] in Ucraina dal 1932 al 1933, che causò diversi milioni di morti.</ref>, ora con l'oscurità e il freddo. Noi non possiamo essere spezzati. Il nostro fuoco non si spegnerà. Sconfiggeremo di nuovo la morte.<ref group="fonte">Da un post su Twitter; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/11/26/kiev-una-volta-volevano-ucciderci-con-fame-ora-col-freddo_80176910-d30e-4b73-8642-39ffea20edab.html Kiev, una volta volevano ucciderci con fame, ora col freddo]'', ''Ansa.it'', 26 novembre 2022.</ref> *{{NDR|Sulla [[bandiera dell'Ucraina]]}} I due colori rappresentano la terra e il cielo. La nostra terra, il nostro pane. Il nostro giallo. E il cielo. Il nostro cielo. Per me, il [[blu]] è il colore della vita, del cielo, dello spazio e della libertà. E non è un caso che la bandiera non mostri immagini di aerei né di missili in quel cielo, né tanto meno scie di proiettili. Quindi, per me, questi due colori sono i colori del Paese in cui sono nato, del Paese per cui combattiamo. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman">Da ''Non c'è bisogno di presentazioni – Con David Letterman e Volodymyr Zelenskyy'', ''Netflix'', 12 dicembre 2022</ref> *Le sirene ci ricordano che qualcuno sta sacrificando la vita per noi. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Non so se la [[guerra]] ci cambi. Credo che potremo capirlo solo quando sarà finita. È solo che la guerra ci mette in condizioni diverse. Diverse condizioni di esistenza. Condizioni in cui bisogna scegliere se rimanere umani o trasformarsi in bestie, terroristi, saccheggiatori, stupratori. Sono cose che ho visto. Abbiamo visto tutti le conseguenze dell'occupazione russa. È così. La guerra è una scelta. Ed è una scelta difficile da fare, perché l'odio verso i nemici ci opprime costantemente. L'odio verso i nemici che ci hanno tolto la vita che avevamo. [...] Ma bisogna reprimere quest'odio. Affrontare il nemico, ma combattere secondo le regole. Ovvero rimanendo umani. È una scelta difficile. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *L'[[umorismo]] fa parte dell'essere. Il senso dell'umorismo è molto importante. È importante perché aiuta a non andare fuori di testa. Sa che c'è un genere in cui si intrecciano tragedia e commedia. È la tragicommedia. Tutte le persone in trincea, quelle presenti qui, nei vagoni della metro, che stanno andando al lavoro, tutti lavoriamo affinché la vita continui. E ricorriamo all'umorismo per risollevarci il morale. Credo che in epoca sovietica sia stato piuttosto difficile per tutti noi. E credo che l'umorismo ci abbia dato motivazione, il desiderio di continuare a vivere, di crescere dei figli. Proprio come adesso. Sono tempi duri, ma la gente continua a scherzare. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Due ebrei di Odessa si incontrano. Uno chiede all'altro: "Allora, com'è la situazione? Cosa si dice in giro?" E l'altro: "Cosa si dice? Si dice che c'è la guerra".<br>"Che guerra?"<br>"La Russia combatte la NATO."<br>"Dici sul serio?"<br>"Sì! La Russia combatte la NATO."<br>"E come sta andando?"<br>"Come vuoi che vada? Sono morti 70.000 soldati russi. Le scorte di missili sono quasi esaurite. Molte attrezzature sono state danneggiate, distrutte sotto le bombe. Questa è la situazione."<br>"E la NATO?"<br>"E la NATO? La NATO non è ancora arrivata." (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Non ci sarebbe la guerra {{NDR|se Putin morisse}}. No. Il regime [[Autoritarismo|autoritario]] è pericoloso perché comporta grandi rischi. Non si può permettere a un solo di avere il controllo su tutto. Perché, quando lui viene a mancare, le istituzioni si fermano. È andata così nell'Unione Sovietica. È crollato tutto. Per questo penso che, se lui non ci sarà più, {{NDR|i russi}} avranno vita dura. Dovranno occuparsi della politica interna, anziché di questioni estere. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *{{NDR|I russi}} combatteranno per la democrazia solo quando capiranno di essere isolati su larga scala. Sono isolati dal mondo civilizzato. C'è una sola via d'uscita da questo isolamento: rispettare il diritto internazionale. Questa è già democrazia. Riconoscere la sovranità, l'integrità territoriale... Non solo dell'Ucraina. Di tutti i Paesi post-sovietici. Georgia, Moldavia... Hanno lasciato impronte ovunque. Il mondo non vuole più dare la mano ai leader russi di oggi. In tutti i sensi. Non solo una stretta di mano. Mi riferisco a questioni serie. Non possono partecipare a competizioni, campionati mondiali, eventi culturali, cerimonie degli Oscar, niente. Ecco cos'è l'isolamento. Nessuno ti dà più la mano. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *I funzionari del Cremlino dovrebbero decidere chi sono. Se sono dei barbari o solo dei pazzi. Purtroppo, né l'una né l'altra cosa funzionano per l'Ucraina. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Oggi assisteremo alla celebrazione della natura umana dello sport. Questi Mondiali hanno dimostrato più volte che diversi Paesi e nazionalità possono decidere chi è il più forte nel ''fair play'', ma non giocando con il fuoco. Si deve giocare sul campo verde, non sul campo di battaglia rosso. Questo è il sogno di tante persone, quando le squadre scendono in campo circondate da persone che vivono in pace. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ «In guerra non ci sono campioni o pareggio»]'', ''Open.online'', 18 dicembre 2022</ref> *Ogni padre del mondo vorrebbe portare i propri figli allo stadio a guardare una partita e ogni madre vorrebbe vedere tornare indietro i propri figli indietro dalla guerra: l’Ucraina vuole la pace più di qualsiasi altra cosa al mondo. Abbiamo offerto la formula della pace al mondo, perché non ci sono campioni in guerra e non ci può essere un pareggio. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/> *Gli stadi restano vuoti dopo le partite, le città restano vuote dopo le guerre: per questo la guerra deve finire e la pace deve vincere. Un Mondiale, non una guerra mondiale. È possibile! (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/> [[File:Zelensky Congress Speech.png|thumb|Zelens'kyj durante il suo discorso al Congresso americano]] *Da febbraio, 184 atleti ucraini sono morti a causa delle azioni della Russia, e la stessa Russia usa lo sport per scopi di propaganda [...] Una risposta equa per uno stato terrorista non può che essere il completo isolamento nell’arena internazionale, in particolare, questo vale per gli eventi sportivi internazionali.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-ultime-notizie-conferenza-parigi-raccoglie-miliardo-kiev-esplosioni-centro-capitale-AEKzc5OC Ucraina, ultime notizie. Casa Bianca non conferma consegna Patriot all’Ucraina]'', ''Il Sole 24 ore.it'', 14 dicembre 2022.</ref> *Contro tutte le previsioni e gli scenari funesti, l'Ucraina non è caduta. L'Ucraina è viva e vegeta. Grazie. E questo mi dà una buona ragione per condividere con voi la nostra prima vittoria comune: abbiamo sconfitto la Russia nella battaglia per i cuori e le menti del mondo. Non abbiamo paura, né dovrebbe averla nessuno al mondo. Gli ucraini hanno ottenuto questa vittoria, che ci dà il coraggio di ispirare il mondo intero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ "L'Ucraina è viva e combatte. State investendo in democrazia"]'', ''Ilfoglio.it'', 22 dicembre 2022</ref> *Gli americani hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che siete riusciti a unire la comunità internazionale per proteggere la libertà e il diritto internazionale. Gli europei hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che l'Europa è ora più forte e più indipendente che mai. La tirannia russa ha perso il controllo su di noi. E non influenzerà mai più le nostre menti. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *I russi avranno la possibilità di essere liberi solo quando sconfiggeranno il [[Cremlino di Mosca|Cremlino]] nella loro mente. Tuttavia, la battaglia continua e dobbiamo sconfiggere il Cremlino sul campo di battaglia, sì. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Questa battaglia non può essere congelata o rimandata. Non può essere ignorata, sperando che l'oceano o qualcos'altro fornisca una protezione. Dagli Stati Uniti alla Cina, dall'Europa all'America Latina, dall'Africa all'Australia, il mondo è troppo interconnesso e interdipendente per permettere a qualcuno di rimanere in disparte e allo stesso tempo di sentirsi al sicuro quando questa battaglia continua. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} L'anno scorso, 70.000 persone vivevano a Bakhmut, in questa città, e ora rimangono solo pochi civili. Ogni centimetro di quella terra è intriso di sangue; i cannoni suonano ogni ora. Le trincee nel Donbas cambiano di mano più volte al giorno in combattimenti feroci e persino in scontri a mani nude. Ma il Donbas ucraino resiste. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *La tattica dei russi è primitiva. Bruciano e distruggono tutto ciò che vedono. Hanno mandato dei delinquenti in prima linea. Hanno mandato dei detenuti in guerra. Hanno gettato tutto contro di noi, come l'altra tirannia, che si trova nella [[Offensiva delle Ardenne|battaglia del Bulge]], ha lanciato tutto ciò che aveva contro il mondo libero- E proprio come i coraggiosi soldati americani che hanno tenuto il fronte e hanno combattuto le forze di Hitler durante il Natale del 1944, i coraggiosi soldati ucraini stanno facendo lo stesso con le forze di Putin in questo Natale. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Quando la Russia non riesce a raggiungere le nostre città con l'artiglieria, cerca di distruggerle con attacchi missilistici. Inoltre, la Russia ha trovato un alleato in questa politica genocida: l'Iran. I droni letali iraniani inviati in Russia a centinaia sono diventati una minaccia per le nostre infrastrutture. È così che un terrorista ha trovato l'altro. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Il vostro denaro non è beneficenza. È un investimento nella sicurezza globale e nella democrazia che gestiamo nel modo più responsabile. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Sarebbe ingenuo aspettare passi verso la pace dalla Russia, che si diverte ad essere uno stato terrorista. I russi sono ancora avvelenati dal Cremlino. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Signore e signori - signore e signori americani, tra due giorni festeggeremo il Natale. Forse a lume di candela. Non perché sia più romantico, no, ma perché non ci sarà elettricità. Milioni di persone non avranno né riscaldamento né acqua corrente. Tutto questo è il risultato degli attacchi russi con missili e droni alle nostre infrastrutture energetiche. Ma noi non ci lamentiamo. Non giudichiamo e non ci paragoniamo a chi ha una vita più facile. Il vostro benessere è il prodotto della vostra sicurezza nazionale, il risultato della vostra lotta per l'indipendenza e delle vostre numerose vittorie. Anche noi ucraini affronteremo la nostra guerra per l'indipendenza e la libertà con dignità e successo. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Questa bandiera è il simbolo della nostra vittoria in questa guerra. Siamo in piedi, combattiamo e vinceremo perché siamo uniti: l'Ucraina, l'America e tutto il mondo libero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Mentre la [[Libertà e schiavitù|libertà]] ha un prezzo elevato, la [[Libertà e schiavitù|schiavitù]] costa ancora di più. Anche nella completa oscurità, ci ritroveremo per abbracciarci forte. E se non c’è calore, ci abbracceremo a lungo per scaldarci l’un l’altro. Sorrideremo e saremo felici, come sempre. C’è una differenza: non aspetteremo un miracolo, dal momento che lo stiamo creando noi stessi. (discorso di Natale)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.globalist.it/world/2022/12/25/zelensky-il-nostro-miracolo-di-natale-restare-indomiti-davanti-agli-attacchi-russi/ Zelensky: "Il nostro miracolo di Natale? Restare indomiti davanti agli attacchi russi"]'', ''Globalist.it'', 25 dicembre 2022.</ref> *Non sappiamo con certezza cosa ci porterà il nuovo 2023. Voglio augurare a tutti noi una cosa: la vittoria. E questa è la cosa principale. Che quest’anno sia l’anno del ritorno. Il ritorno del nostro popolo. Soldati - alle loro famiglie. Prigionieri – alle loro case. Immigrati - nella loro Ucraina. Il ritorno delle nostre terre. E i temporaneamente occupati diventeranno per sempre liberi. Ritorna alla vita normale. A momenti felici senza coprifuoco. Alle gioie terrene senza avvisi aerei. Il ritorno di ciò che ci è stato rubato. L’infanzia dei nostri figli, la tranquilla vecchiaia dei nostri genitori. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà">Citato in [https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_gennaio_01/ucraina-russia-news-guerra-7a5a13fc-8961-11ed-b654-607fcc53bc38.shtml ''Zelensky, il discorso in russo: «L’Ucraina non perdonerà»''], ''Corriere.it'', 1 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Rivolto al popolo russo}} Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro. [...] Nessuno perdonerà per il terrore. Nessuno al mondo ti perdonerà. L’Ucraina non perdonerà. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà"/> ===2023=== *I terroristi russi si sono dimostrati patetici, hanno iniziato l'anno nuovo nel solito modo. Il nostro senso di unità, autenticità, di vita stessa: tutto ciò contrasta drammaticamente con la paura che prevale in Russia. Sono spaventati, si sente. E hanno ragione ad avere paura. Perché stanno perdendo. Droni, missili, qualsiasi altra cosa non li aiuterà. Perché noi siamo uniti. E loro stanno insieme solo con la paura.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/ucraina-zelensky-russia-sta-perdendo-e-ha-paura_6Se7KkNpiC2r49ldo53iDa Ucraina, Zelensky: "Russia sta perdendo e ha paura"]'', ''Adnkronos.com'', 1 gennaio 2023.</ref> *Le autorità russe vogliono usare il Natale come copertura per fermare l’avanzata dei nostri ragazzi nel Donbass, anche solo per un po’, e portare attrezzature, munizioni e mobilitarsi più vicino alle nostre posizioni. [...] Questo porterà solo un altro aumento del numero delle vittime. Tutti nel mondo sanno come il Cremlino usa le pause della guerra per continuare la guerra con rinnovato vigore.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/06/ucraina-zelensky-russi-usano-tregua-di-natale-per-preparare-nuovi-attacchi/6927479/ Ucraina, Zelensky: "Russi usano tregua di Natale per preparare nuovi attacchi"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 6 gennaio 2023.</ref> *Il [[male]] è molto sensibile alla [[codardia]]. Il male ricorda sempre chi lo teme o cerca di mercanteggiare. E quando verrà per te, non ci sarà nessuno a proteggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/zelensky-accusa-silenzio-codardo-popolo-russo/AE4PtFXC Zelensky accusa: "Silenzio codardo del popolo russo"]'', ''Stream24.ilsole24ore.com'', 16 gennaio 2023.</ref> [[File:Volodymyr Zelenskyy addresses Parliament (52676732611).jpg|thumb|Zelens'kij a Westminster Hall]] *{{NDR|Sulla sua prima visita statale al Regno Unito nel 2020}} Nella sala della guerra c’è una poltrona. La famosa poltrona di Churchill. Una guida mi ha sorriso e mi ha offerto di sedermi sulla poltrona da cui erano stati impartiti gli ordini di guerra. Mi ha chiesto come mi sentivo. E io ho risposto che sicuramente provavo qualcosa.<br>Ma solo adesso so cosa ho provato. E anche tutti gli ucraini lo sanno perfettamente. È la sensazione di come il coraggio ti accompagni – attraverso le difficoltà più inimmaginabili – per poi ricompensarti con la vittoria.<ref group="fonte" name="westminster">Discorso a Westminster Hall, 8 febbraio 2023; citato in ''[https://dangelodario.it/2023/02/09/zelensky-a-westminster-hall-il-discorso-integrale-da-libri-di-storia/ Zelensky a Westminster Hall]'', ''Dangelodario.it'', 9 febbraio 2023</ref> *La Gran Bretagna ha teso la mano quando il mondo non aveva ancora capito come reagire. [[Boris Johnson|Boris]], hai unito gli altri quando sembrava assolutamente impossibile. Grazie! *A prescindere da ciò che abbiamo incontrato nelle diverse fasi della nostra e della vostra formidabile storia, voi, noi e l’intera umanità abbiamo raggiunto un risultato simile: il male ha perso.<br>Noi saremo sempre in grado di vincere sul male. Questo è il cuore delle nostre – ma anche delle vostre – tradizioni.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Dopo che avremo vinto insieme, qualsiasi aggressore – grande o piccolo – saprà cosa lo aspetta se attacca l’ordine internazionale.<br>Qualsiasi aggressore che cercherà di superare i confini con la forza. Che infliggerà distruzione e morte ad altri popoli. Che cercherà di perpetuare la sua dittatura a spese del sangue altrui in guerre criminali e non provocate, come fa il Cremlino. Qualunque aggressore perderà. *Chiunque investa nel terrore deve essere ritenuto responsabile. Chiunque investa nella violenza deve risarcire coloro che hanno sofferto a causa del terrore, dell’aggressione o di altre forme di violenza di Stato.<br>Le nostre proposte per la creazione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione russa contro l’Ucraina e di un Meccanismo speciale di compensazione, che risarcirà le perdite di guerra a spese dei beni russi, si basano su tali principi.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Abbiamo dimostrato insieme che il mondo aiuta davvero chi è coraggioso nel difendere la libertà. E così, si apre la strada a una nuova storia. La storia di un mondo che sa essere veloce nell’aiutare. Che sa essere efficace nella difesa. Che sa rimanere fedele ai propri principi nelle ore più buie. Che attua i suoi trattati e accordi in buona fede. Che non permette ai colpevoli di godere dell’impunità. Che sa come superare il veto quando se ne abusa. Che non conosce la paura. E che sa come vincere.<ref group="fonte" name="westminster"/> *In Gran Bretagna, il Re è un pilota dell’aeronautica. E in Ucraina, oggi, ogni pilota dell’aeronautica è il re per noi, per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Non sto dicendo che non ci saranno più guerre dopo la fine di questa guerra. È impossibile cancellare completamente il male dalla natura umana. Tuttavia, è in nostro potere garantire con parole e azioni che il lato chiaro della natura umana prevalga. Il lato che voi e noi condividiamo. E questo sta al di sopra di ogni altra cosa.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Lasciando il Parlamento britannico due anni fa, vi ho ringraziato per il delizioso tè inglese. Oggi lascerò il Parlamento ringraziando tutti voi in anticipo – per i potenti aerei inglesi.<ref group="fonte" name="westminster"/> [[File:President Zelenskyy says Russia is a grave threat to the European way of life (52678962898).jpg|thumb|Zelens'kij al Parlamento europeo]] *Tutti noi, europei, ognuno delle centinaia di milioni di persone che vivono nel nostro continente, combiniamo questi due status: rappresentanti dell'Europa e leader dell'Europa. Questa combinazione riflette ciò che la nostra Europa, un'Europa moderna, un'Europa pacifica, offre al mondo. Un modo di vivere europeo. Un percorso di vita europeo. Uno stile di vita europeo. Regole di vita europee. Quando tutti contano. Quando è la legge a comandare. Quando gli stati si sforzano di essere sociali e le società di essere aperte. Quando la diversità è un valore e i valori dei diversi sono uniti da una giusta uguaglianza. Quando i confini sono inviolabili, ma non si avverte il loro attraversamento. Quando le persone credono nel domani e sono disposte a scendere in piazza per lottare per il loro domani. Quando c'è un'unica barriera tra il presidente e i manifestanti, ovvero elezioni eque. Questa è la nostra Europa. Queste sono le nostre regole. Questo è il nostro modo di vivere. E per l'Ucraina è un modo per tornare a casa. Ora sono qui per proteggere la strada di casa per il nostro popolo.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo">Discorso al Parlamento europeo; citato in ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/02/09/news/zelensky-al-parlamento-europeo-l-ucraina-sara-un-membro-dell-ue-un-ucraina-vittoriosa-4939687/ "L'Ucraina sarà un membro dell'Ue, un'Ucraina vittoriosa"]'', ''Ilfoglio.it'', 9 febbraio 2023</ref> *Nessuno conta per le autorità di quel paese, tranne coloro che si trovano all'interno delle mura del Cremlino, i loro parenti e i loro portafogli. Per loro, per il Cremlino, tutti gli altri, tutti i centoquaranta milioni di cittadini sono solo corpi in grado di portare armi – portare armi in Ucraina, portare armi sul campo di battaglia, mettere in riga gli altri o essere messi in riga loro stessi. Le regole della violenza e dell'obbedienza sono le regole lì, invece della legge. Il regime russo non solo odia ogni cosa, ogni socialità e diversità, ma investe deliberatamente nella xenofobia e cerca di rendere normali tutte le cose disumane accadute negli anni Trenta e Quaranta nel nostro continente. Ma durerà per sempre? Questa è una domanda per tutti noi. La risposta è no! No!<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *Ricordo i primi giorni dell'invasione su larga scala, quando l'ambizione della Russia di distruggere noi e l'intera Europa era ancora audace. Quando l'aggressione russa stava appena iniziando a rompere i denti alla nostra difesa. Già allora, il primo marzo, al sesto giorno della guerra totale, il Parlamento europeo adottò una risoluzione a sostegno non solo del nostro paese, ma anche dello status di candidato all'adesione all'Unione europea per il nostro paese. È stata una visione che ci ha motivato a essere resilienti e a rimanere sulla nostra strada.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *L'Europa si sta finalmente liberando dalla dipendenza distruttiva dai combustibili fossili russi. L'Europa si sta ripulendo dall'influenza corrotta degli affari oligarchici russi. L'Europa si sta difendendo dall'infiltrazione di agenti dei servizi speciali russi, che hanno persino considerato l'Europa come un luogo dove dare la caccia agli oppositori della dittatura russa. Per la prima volta nella sua storia, l'Unione europea fornisce un'assistenza militare di tale portata. E per la prima volta nella storia, credo, sta preparando un bilancio positivo delle riforme interne in un paese europeo che in questa guerra totale si sta difendendo e al tempo stesso – mentre combatte – sta modernizzando le sue istituzioni.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *Il [[festival di Sanremo]] si sente in tutto il mondo, si sente la sua voce, la sua bellezza, la sua magia, la sua vittoria. Ogni anno, sulle rive del mar ligure, vince la canzone: vincono la cultura e l'arte, la musica vince, e questa è una delle migliori creazioni della civiltà umana. Sfortunatamente, per tutto il tempo della sua esistenza l'umanità crea non solo cose belle, e purtroppo oggi nel mio paese si sentono spari ed esplosioni. [...] Auguro successo a tutti i finalisti e dal profondo del mio cuore voglio invitare i vincitori di quest'anno a Kyiv, in Ucraina, nel giorno della vittoria, nel giorno della nostra vittoria. Questa vittoria oggi viene creata e ottenuta in condizioni estremamente difficili. Grazie ai nostri difensori, grazie al loro coraggio, indomabilità, invincibilità. Centinaia di canzoni sono state già scritte su questo e ne ascolterete una oggi. E sono sicuro che un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria. (lettera al [[Festival di Sanremo 2023]])<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.marieclaire.it/attualita/news-appuntamenti/a42838634/zelensky-lettera-sanremo-2023/ "Un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria", la lettera di Zelensky a #Sanremo73]'', ''Marieclaire.it'', 12 febbraio 2023.</ref> *Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve vincere. Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve diventare membro dell'Ue. Non c'è alternativa: l'Ucraina deve entrare nella Nato. (dichiarazione alla Conferenza di Monaco, 17 febbraio 2023)<ref group="fonte">Da un intervento alla ''Conferenza di Monaco sulla sicurezza 2023''; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/02/17/zelensky-non-ce-alternativa-a-vittoria-e-kiev-in-ue-nato_18d12468-2c60-43f5-98f2-2caf8395c699.html Zelensky, non c'è alternativa a vittoria e Kiev in Ue-Nato]'', ''Ansa.it'', 17 febbraio 2023.</ref> *Noi riteniamo che sia centrale mantenere il sostegno italiano per garantire quello degli altri Paesi e ciò vale anche per la compattezza dell’Europa, dove l’Italia ha un ruolo trainante in campo economico, sociale e politico. Sono comunque fiducioso: Giorgia è una donna forte che può tenere compatto il suo governo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia">Da un'intervista di Lorenzo Cremonesi, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_febbraio_19/zelensky-intervista-italia-meloni-ucraina-48025496-b080-11ed-bbef-91b6ba0d81d3.shtml «Grato all’Italia per la scelta di mandarci armi. Berlusconi? Meloni è forte e terrà compatto il suo governo a sostegno di Kiev»]'', ''Corriere.it'', 19 febbraio 2023</ref> *Ho sentito le dichiarazioni di Berlusconi. Non lo conosco personalmente. Ma forse anche noi dobbiamo mandargli qualche cosa. Gli piace la Vodka? Noi ne abbiamo di ottima qualità in Ucraina, se chiede gliela regaliamo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Io personalmente mi sono rivolto ai dirigenti cinesi per canali diretti e pubblicamente affinché non offrano alcun sostegno ai russi in questa guerra. La mia speranza è che Pechino mantenga un atteggiamento pragmatico, si rischia altrimenti la Terza Guerra Mondiale, credo ne siano ben consapevoli.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Quando si erano imposte le sanzioni economiche c’era chi ci aveva accusato di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Gli [[accordi di Minsk]] hanno dato a Putin il tempo per preparare l’attacco improvviso dell’anno scorso, non cadremo più nella stessa trappola.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} Per noi è importante difenderla, ma non a ogni prezzo e per morire tutti. Combatteremo sino a che sarà ragionevole, i russi vogliono poi continuare per Kramatorsk e Sloviansk, sino ai confini del Donbass e sino a Dnipro se possono. Noi resistiamo e intanto prepariamo il prossimo contrattacco.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Non siamo i trecento spartani<ref>In riferimento alla [[battaglia delle Termopili]]</ref>, neppure ci sentiamo eroi, ma dietro di noi sappiamo che c’è l’Europa e chi comprende il pericolo della minaccia russa.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *{{NDR|«Lo sa che un recente sondaggio rileva che soltanto il 50 per cento degli italiani ritiene che Putin sia l'aggressore?»}} Ciò non significa che l’altro 50 per cento sia filorusso. Credo vi sia una parte significativa della popolazione che è indifferente, che teme la guerra, teme il costo dell’energia, l’inflazione. Insomma, gente normale che non vuole fastidi.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *La Moldavia non confina con la Russia, ma i russi possono utilizzare gli aeroporti locali e i loro militari in [[Transnistria]].<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *I problemi energetici provocati dai bombardamenti russi, le carenze idriche, ci pungolano e esplorare la ricerca dell’energia verde e rinnovabile a partire dall’elettrico.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Mia figlia è grande e mio figlio ha 10 anni, è lui che mi dà una grande energia. Sono loro i miei superpoteri.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve">Da un'intervista di Maurizio Molinari e Fabio Tonacci, ''[https://www.repubblica.it/esteri/2023/02/19/news/ucraina_zelensky_intervista-388626257/ Zelensky, l'intervista: "La guerra sarà breve, non possiamo perdere il sostegno italiano"]'', ''Repubblica.it'', 19 febbraio 2023</ref> *C’è nervosismo. Alcune zone dell'Ucraina vivono così dal 2014. Ma i russi non sono così potenti come lo erano un anno fa, quando comunque non hanno avuto abbastanza risorse per occupare il nostro Paese. Oggi loro sono più deboli e noi, invece, siamo più forti. Inoltre, non hanno la stessa motivazione dei nostri soldati. Noi combattiamo nel nostro Paese, per difendere le nostre case, famiglie. Se noi perdiamo, perdiamo tutto: la casa, i nostri famigliari. Noi qui ci viviamo.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *La Russia sa perfettamente che Bakhmut le aprirà la strada verso Sloviansk e Kramatorsk. Sloviansk non è una metropoli, Kramatorsk è una grande città. Ed è questo per loro il più grande obiettivo nell’Est dell’Ucraina. E ogni piccola città come Bakhmut che i russi conquistano li rende più vicini alle grandi città. Non sto dicendo che la gente di Kramatorsk sia meglio della gente di Bakhmut, no. Ma ogni piccola città che perdiamo è un passo avanti per i russi, che come ormai sappiamo, vogliono prendersi i confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk. Ecco perché stiamo resistendo così a Bakhmut.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *A volte bisogna comportarsi come nel calcio: puoi vincere una volta ma non puoi vincere tutte le partite se non sei un Paese con una solida tradizione calcistica. E’ impossibile. E qui è la stessa cosa. L’Ucraina ha una storia. Da sempre combattiamo per la nostra indipendenza. L’Occidente può smettere di aiutarci e il nostro Paese sarà distrutto e non esisterà più, ma alla fine, secondo voi, gli occupanti riusciranno a renderlo come la Russia? Impossibile. Gli ucraini odiano la politica di Putin e lui non può farci niente.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *La guerra dell'informazione è il problema numero uno. I russi hanno fatto disinformazione sulla Crimea e poi sul Donbass, per molti anni. Sull’Ucraina ci sono riusciti in parte.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Sono stato in Italia più volte: italiani e ucraini hanno gli stessi valori familiari. Gli italiani sono molto sentimentali per le cose di famiglia e hanno famiglie molto numerose, amano riunire tutta la famiglia. Non ho mai sentito silenzio nelle famiglie italiane a tavola. E se silenzio dev'essere, che sia contro la Russia. Fregarsene significa silenzio.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Sono arrivato alla conclusione che non siamo in grado di cambiare l’atteggiamento russo. Se hanno deciso di isolarsi dal resto del mondo nel sogno della ricostruzione del vecchio impero sovietico non possiamo farci nulla, sta a loro scegliere o meno di cooperare con la comunità delle nazioni sulla base del rispetto reciproco. Quando vennero imposte le sanzioni economiche ci fu chi ci accusò di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Il [[Silvio Berlusconi|signor Berlusconi]] mi sembra non abbia mai avuto la sua casa bombardata dai missili ogni giorni. Il suo partner della Federazione Russa non ha guidato un carro armato in casa sua e ha distrutto i suoi parenti e i suoi cari. Penso che Berlusconi non si sia dovuto alzare alle tre del mattino a causa dei blackout per iniziare a lavare i panni e preparare da mangiare ai suoi figli due giorni di anticipo perché non potrebbe esserci energia elettrica per i prossimi due-tre giorni a causa del grande amore per il fraterno popolo russo. (dichiarazione a una conferenza stampa a Kyiv con Giorgia Meloni, 21 febbraio 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/zelensky_duro_su_berlusconi_gela_giorgia_meloni_i_russi_non_gli_hanno_bombardato_casa-12655171/ ''Zelensky duro su Berlusconi gela Giorgia Meloni: "I russi non gli hanno bombardato casa"''], ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.</ref> *Il 24 febbraio 2022 milioni di noi hanno fatto una scelta: non una bandiera bianca ma una blu e gialla. Non fuggire, ma affrontare. Resistendo e combattendo. È stato un anno di dolore, di lacrime, di fede e di unità. E durante quest'anno siamo rimasti invincibili. E sappiamo che il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria! ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1628983721507299333?cxt=HHwWioCxlYyEqJstAAAA tweet] il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/mondo/1384651/ucraina-il-messaggio-di-zelensky-gloria-a-chi-combatte-il-2023-sara-l-anno-della-vittoria.html ''Ucraina, il messaggio di Zelensky: «Gloria a chi combatte, il 2023 sarà l'anno della vittoria»''], ''lagazzettadelmezzogiorno.it'', 24 febbraio 2023.</ref> *Quando ho visto [[Massacro di Buča|Bucha]] dopo la liberazione ho pensato che il diavolo camminasse sulla terra. (da una conferenza stampa il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2023/02/24/ucraina-zelensky-un-anno-di-dolore-ma-il-2023-sara-lanno-della-vittoria_fb110129-e0e8-4e59-ac3a-808fa0925556.html ''Ucraina, Zelensky: "Apprezziamo le parole della Cina, aspettiamo i fatti"''], ''Ansa.it'', 24 febbraio 2023.</ref> *Un anno fa, in questo giorno, da questo stesso luogo, verso le sette del mattino, mi sono rivolto a voi con una breve dichiarazione. Durava solo 67 secondi. Conteneva le due cose più importanti, allora e oggi. Che la Russia ha iniziato una guerra su larga scala contro di noi. E che noi siamo forti. Siamo pronti a tutto. Sconfiggeremo tutti. Perché noi siamo l'Ucraina! Così è iniziato il 24 febbraio 2022. Il giorno più lungo della nostra vita. Il giorno più difficile della nostra storia moderna. Ci siamo svegliati presto e non ci siamo più addormentati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria">Da un discorso alla nazione, ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/02/24/news/zelensky_il_2023_sara_lanno_della_nostra_vittoria-11421119/ "Il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria"]'', ''Huffingtonpost.it'', 24 febbraio 2023</ref> *Alcuni avevano paura, altri erano scioccati, altri ancora non sapevano cosa dire, ma tutti sentivano cosa fare. C'erano ingorghi sulle strade, ma molte persone andavano a prendere le armi. Si formavano code. Alcuni si fermavano alle frontiere, ma molti si recavano agli uffici di registrazione e arruolamento militare e alle unità di difesa territoriale.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *La guerra ha cambiato il destino di molte famiglie. Ha riscritto la storia delle nostre famiglie. Ha cambiato i nostri costumi e le nostre tradizioni. I nonni raccontavano ai nipoti come avevano sconfitto i nazisti. Ora i nipoti raccontano ai loro nonni come hanno sconfitto i russi. Le madri e le nonne lavoravano a maglia le sciarpe, ora tessono reti mimetiche. I bambini chiedevano a Babbo Natale smartphone e gadget, ma ora regalano paghette e raccolgono fondi per i nostri soldati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *Tutti hanno visto la vera natura del nostro nemico. Il bombardamento dell'ospedale materno e del teatro a Mariupol, dell'Amministrazione regionale a Mykolaiv, di Piazza Svobody a Kharkiv, della stazione ferroviaria a Kramatorsk. Abbiamo visto Bucha, Irpin, Borodyanka. Il mondo intero si è reso conto chiaramente di cosa significhi veramente il [[Russkij mir|mondo russo]]. Di cosa è capace la Russia. Allo stesso tempo, il mondo ha visto di cosa è capace l'Ucraina. Questi sono i nuovi eroi. Difensori di Kiev, difensori di Azovstal. Nuove imprese compiute da intere città. Charkiv, Chernihiv, Mariupol, Kherson, Mykolaiv, Hostomel, Volnovakha, Bucha, Irpin, Okhtyrka. Città eroiche. Le capitali dell'invincibilità. Nuovi simboli. E con essi, nuove valutazioni e previsioni per l'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *È stato un anno di resilienza. Un anno di cura. Un anno di coraggio. Un anno di dolore. Un anno di speranza. Un anno di resistenza. Un anno di unità. L'anno dell'invincibilità. L'anno furioso dell'invincibilità. Il risultato principale è che abbiamo resistito. Non siamo stati sconfitti. E faremo di tutto per ottenere la vittoria quest'anno. Gloria all'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *Se accadesse che l'Ucraina, a causa di varie opinioni, e l'indebolimento e l'esaurimento dell'assistenza, perda, la Russia entrerà negli Stati baltici, negli Stati membri della Nato, e quindi gli Stati Uniti dovranno inviare i loro figli e le loro figlie esattamente allo stesso modo come noi mandiamo i nostri figli e le nostre figlie in guerra, e dovranno combattere perché è della Nato che stiamo parlando. E moriranno, Dio non voglia, perché è una cosa orribile. (da una conferenza stampa il 1 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://facta.news/antibufale/2023/03/02/zelensky-soldati-stati-uniti/ ''No, Zelensky non ha chiesto agli Stati Uniti soldati per la guerra in Ucraina''], ''Facta.news'', 2 marzo 2023.</ref> *{{NDR|Sull'[[esecuzione di Oleksandr Macievskyj]]}} Oggi è stato pubblicato un video degli invasori che uccidono brutalmente un guerriero che coraggiosamente gli ha detto in faccia: «Gloria all'Ucraina!» [...] Troveremo questi assassini. (dichiarazione del 6 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilpost.it/2023/03/07/prigioniero-di-guerra-ucciso-video/ ''La storia del video che sta diventando un simbolo della resistenza ucraina''], ''Ilpost.it'', 7 marzo 2023.</ref> *Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno. (dichiarazione dopo una visita a una scuola usata dai russi come prigione a Yahidne, nella regione di Černihiv)<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/zelensky-e-laugurio-a-putin-spero-muoia-in-un-seminterrato-video_1jGsYbdudIiUBhPswFcv27 ''Zelensky e l'augurio a Putin: "Spero muoia in un seminterrato"''], ''Adnkronos.com'', 3 aprile 2023.</ref> *Il popolo tartaro di Crimea rispetta il Ramadan. Il rispetto dovrebbe essere sempre reciproco. Pertanto, a partire da quest’anno, un evento di rispetto così speciale si terrà ogni anno in Ucraina con la partecipazione del Capo dello Stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2023/04/08/ucraina-zelensky-partecipa-alliftar-con-soldati-musulmani/ Ucraina, Zelensky partecipa all'Iftar con soldati musulmani]'', ''Lapresse.it'', 8 aprile 2023.</ref> *Due giorni fa ho condiviso un iftar con i musulmani dell'Ucraina. Presto mi congratulerò con gli ebrei ucraini per la fine di Pesach. E tra una settimana esatta mi congratulerò con tutti coloro che celebrano la Pasqua quest'anno il 16 aprile. [...] Possiamo praticare diverse religioni, ma crediamo ugualmente nella libertà. Potremmo avere tradizioni diverse, ma ce n'è una comune per tutti noi: è la protezione della nostra terra natale.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2023-04-09/ucraina-pasqua-zelensky-20885577/ La Pasqua di Zelensky: "L'Ucraina combatte per un mondo libero"]'', ''Agi.it'', 9 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Sulla [[decapitazione di Serhij Pataki]]}} C'è qualcosa che nessuno al mondo può ignorare: con quanta facilità queste bestie uccidono. Questo video, l'esecuzione di un prigioniero ucraino. Il mondo deve vederlo. Questo è un video che mostra come è la Russia. Che tipo di persone sono. Non esistono persone per loro. Un figlio, un fratello, un marito. Il figlio di qualcuno... Questo è un video della Russia che cerca di rendere normale tutto questo. L'abitudine di distruggere la vita. Questo non è un incidente. Questo non è un episodio. È successo in precedenza. È successo a Bucha. Migliaia di volte. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1646067913932132352?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1646067913932132352%7Ctwgr%5E8983fb92d7d6fd5cd87594385a0b8e56796dbcc4%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Farticoli%2F2023%2F04%2Fin-rete-video-di-soldati-ucraini-decapitati-onu-i-responsabili-ne-rispondano-eaf6e5f6-d22e-44a4-95bb-af4ab0799e70.html tweet] del 12 aprile 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/soldati-decapitati-messaggio-zelensky-bestie/442300/443262?rpl=1 Zelensky sulla decapitazione del prigioniero ucraino: "Non è un caso isolato, i russi sono bestie che uccidono con facilità"]'', ''Repubblica.it'', 12 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Bisogna}} fare tutto il possibile per far sì che le [[guerra|guerre]] lascino solo ombre sulle pietre della storia e che queste possano essere viste solo nei musei.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.altoadige.it/foto/zelensky-grazie-hiroshima-per-bandiere-ucraine-in-strada-1.3504995 Zelensky, "Grazie Hiroshima per bandiere ucraine in strada"]'', ''altoadige.it'', 21 maggio 2023.</ref> *Ad oggi Bakhmut esiste solo nei nostri cuori, non c'è più niente in quel posto. Molti russi sono morti, ma ci hanno invaso loro. I nostri difensori si sono battuti, hanno fatto un grande lavoro e li apprezziamo per questo. (dichiarazione durante il giorno conclusivo del G7 a Hiroshima)<ref group="fonte">Citato in ''[https://tg.la7.it/esteri/zelensky-bakhmut-resta-solo-nei-nostri-cuori-21-05-2023-184382 Zelensky: "Bakhmut resta solo nei nostri cuori"]'', ''Tg.la7.it'', 21 maggio 2023.</ref> *Questa è la verità: con circa 50 Patriot, per la maggior parte si eviterebbero i morti. Immaginate la sensazione di un soldato che sa di non avere un tetto di protezione sulla testa, e non capisce perché i Paesi confinanti ce l'hanno.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva">Da un'intervista di Emma Tucker, ''Wall Street Journal'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''[https://www.fanpage.it/esteri/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-siamo-pronti-alla-controffensiva-ce-la-faremo/ "Siamo pronti alla controffensiva, ce la faremo"]'', ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023</ref> *Se tutti sanno che è importante la difesa aerea, perché c'è un problema a darci aerei moderni? Qual è il problema?<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/> *[[Joe Biden|Biden]] ci ha aiutato più di [[Donald Trump|Trump]]{{NDR|, anche se}} devo riconoscere che durante il mandato di Trump non c'era una vera e propria guerra e non so come lui avrebbe reagito. [...] Non l'ho capito quando ha detto "in 24 ore porterei Putin e Zelensky a un tavolo di trattative". Avrebbe potuto farlo, già durante la sua presidenza i nostri territori erano occupati. Ma non è successo.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/> *{{NDR|Sulla [[distruzione della centrale idroelettrica di Kachovka]]}} Oggi i terroristi russi hanno dimostrato ancora una volta di essere una minaccia per tutto ciò che vive. La scorsa notte hanno fatto saltare in aria la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, l'esplosione è avvenuta alle 2:50. È stata un'esplosione assolutamente deliberata e preparata. Sapevano esattamente cosa stavano facendo. Immaginate solo il volume d'acqua trattenuto da questa diga. Era uno dei più grandi bacini idrici dell'Ucraina. Da questa notte è in corso l'allagamento delle regioni meridionali del nostro paese. Almeno 100mila persone vivevano in queste zone prima dell'invasione russa. Almeno decine di migliaia sono ancora lì. 80 città e villaggi sono sott'acqua. L'evacuazione è già iniziata. E queste sono solo le prime conseguenze. Sfortunatamente, la tragedia è molto più ampia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2023/06/06/ucraina-zelensky-mosca-ha-fatto-saltare-la-diga-di-kakhovka-deliberatamente_76a20486-6ce2-41ae-8e54-c86cc00f502b.html Ucraina, Zelensky: "Mosca ha fatto saltare la diga di Kakhovka deliberatamente"]'', ''Ansa.it'', 6 giugno 2023.</ref> *Tutto il mondo conoscerà questo crimine di guerra russo, il crimine di ecocidio. La distruzione deliberata della diga e delle altre strutture dell'HPP da parte degli occupanti russi è una bomba ambientale di distruzione di massa. Per il bene della propria sicurezza, il mondo dovrebbe ora dimostrare che la Russia non la passerà liscia con questo terrore.<ref group="fonte" name="diga">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/ucraina-zelensky-attacco-diga-bomba-ambientale-distruzione-massa/f49d2bd0-050e-11ee-874a-78fbf24a95c4 Ucraina, Zelensky: «Attacco diga è bomba ambientale di distruzione massa»]'', ''Corriere.it'', 7 giugno 2023.</ref> *Il fatto che la Russia abbia deliberatamente distrutto il bacino di Kakhovka che è di importanza critica, in particolare, per fornire acqua alla Crimea, indica che gli occupanti russi hanno già capito che dovranno abbandonare anche la Crimea.<ref group="fonte" name="diga"/> *Putin ora è più in pericolo di me. Ci sono più persone che vogliono ucciderlo. [...] Ma come si può valutare da 1 a 10 il livello di follia di Vladimir Putin? È una persona fuori controllo anche sul proprio territorio.<ref group="fonte" name="pericolo">Da un'intervista di Alberto Rojas, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_giugno_30/intervista-zelensky-98eee234-1764-11ee-9d3b-d6c83e3af955.shtml «Oggi Putin è più in pericolo di me»]'', ''Corriere.it'', 23 giugno 2023</ref> *Cosa significa ottenere risultati significativi? Ogni chilometro avanzato costa vite umane. Il risultato che desideriamo ottenere è la liberazione del nostro territorio, salvando però la nostra gente. Se i campi sono minati non possiamo mandare a morire i nostri soldati. Nella vita reale, purtroppo, il prezzo è molto alto e le vite dei nostri militari sono molto preziose. Le persone non sono una risorsa, come lo sono per la Russia, ma il nostro più grande tesoro.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Meglio che l’offensiva duri due mesi e che muoiano migliaia di persone, oppure che duri quattro mesi e che muoiano meno persone? La vita umana è la cosa più importante.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Per quanto riguarda i civili non possiamo mentire, perché non sappiamo quante persone sono morte nei territori occupati dalla Russia. Non sappiamo se le informazioni che danno sono vere. Fino alla fine della guerra non sapremo cos’è successo. Quante persone sono sepolte a Mariupol? Mi dispiace usare queste parole, ma è un dato di fatto: non sappiamo quanti sono i morti di Mariupol né quelli del Donbass. In tutti i luoghi occupati dalla Russia, noi siamo ciechi. Ma abbiamo già visto cos’hanno fatto, ad esempio, quando abbiamo liberato Kiev. Bucha, Irpin, Borodyanka... Non fanno eccezione. Fino a ora, fino a oggi, continuiamo a trovare fosse e tombe, così come persone torturate negli scantinati.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Il fenomeno Wagner, terrorista tanto quanto l’esercito russo, è molto importante per capire alcune cose. Il gruppo più numeroso della brigata era nell’Ucraina orientale e usava i prigionieri negli attacchi. Erano forti perché non avevano altra via d’uscita che attaccare. Non avevano altra scelta, avanzare o cadere, non potevano fermarsi o ritirarsi perché i loro stessi compagni avrebbero sparato contro di loro. Per i prigionieri era impossibile tornare senza aver compiuto la missione. I membri della Wagner hanno ucciso molti dei loro compagni. Dovevano avanzare sì o sì: era quello il segreto della loro forza. Il resto dell’esercito russo non ha motivazioni ed è più debole di noi.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Nella Wagner c’erano due categorie: i mercenari professionisti e i carcerati, la loro carne da macello. Le nostre truppe ne hanno uccisi 21.000 e feriti 80.000. Sono perdite colossali, che danno un’idea delle dimensioni di questi gruppi nell’Ucraina orientale. La buona notizia è che abbiamo distrutto la parte più motivata dello sforzo russo. *I nostri soldati sono motivati perché vogliono sopravvivere e salvare le vite dei loro figli e dei loro genitori.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Durante la rivolta molti russi hanno sostenuto Prigozhin sui social media, e questo significa che stanno perdendo la guerra e si incolpano a vicenda. Stanno cercando i colpevoli per le loro sconfitte in Ucraina. Dobbiamo approfittare di questa situazione per cacciare i nostri nemici dalla nostra terra.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Il presidente Biden e io potremmo avere opinioni diverse sull’uso di questa o quell’arma, ma Biden è dalla nostra parte, così come il Congresso nel suo insieme.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Credo che la Nato non possa stare senza l’Ucraina, perché ora possiamo contribuire molto e perché i modelli e le strategie della Nato sono già stati testati e valutati dai nostri militari in una situazione di guerra reale. Le nostre informazioni saranno molto utili per tutti i partner dell’Alleanza, ad esempio su come difendere le città dai missili russi. Nessuno ha la nostra esperienza.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Ora c'è così tanto caos che nessuna menzogna può nasconderlo. La debolezza della Russia è evidente. [...] Per molto tempo la Russia ha fatto ricorso alla propaganda per mascherare la sua debolezza e la stupidità del suo governo. E ora c'è così tanto caos che nessuna bugia può nasconderlo. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1672543858863767552 tweet] del 24 giugno 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lidentita.it/zelensky-esulta-mosca-non-puo-piu-nascondere-la-sua-debolezza/ Zelensky esulta: "Mosca non può più nascondere la sua debolezza"]'', ''Lidentita.it'', 24 giugno 2023.</ref> *Affinché tutti i nostri cittadini non debbano sopportare il dolore, lo stress e il trauma della guerra dobbiamo finalmente legalizzare onestamente i medicinali a base di [[cannabis]], la ricerca scientifica pertinente e la produzione ucraina controllata per tutti coloro che ne hanno bisogno.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/06/29/news/ucraina-12532935/ Inglese obbligatorio: Zelensky progetta un'Ucraina sempre meno russa e sempre più europea]'', ''Huffingtonpost.it'', 29 giugno 2023.</ref> *È inaudito e assurdo che non ci sia un calendario né per l’invito né per l’adesione dell’[[Ucraina]]. E che allo stesso tempo si aggiungano strane formulazioni sulle “condizioni” anche solo per invitare l’Ucraina. Sembra che non ci sia alcuna disponibilità né a invitare l’Ucraina alla [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]] né a renderla membro dell’alleanza. (11 luglio 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/07/11/zelensky-invito-ucraina-nato/ A Zelensky non stanno bene i negoziati in corso alla riunione NATO di Vilnius]'', ''Il Post'', 11 luglio 2023</ref> *{{NDR|Sulla morte di [[Evgenij Prigožin]]}} Quando ho chiesto ai partner il supporto aereo, non era quello che pensavo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2023/08/prigozhin-e-ufficialmente-morto-76959038-8975-445a-8c70-e17db5f33036.html#fdcea8dc-785c-4b59-a886-5a0c43549575 Volodymyr Zelensky: la morte di Yevgeny Prigozhin, se confermata, è "certamente positiva per l'Ucraina"]'', ''Rainews.it'', 24 agosto 2023</ref> *{{NDR|Sulla morte di Evgenij Prigožin}} Non abbiamo nulla a che fare con quanto successo. Tutti sanno chi è stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/23_agosto_24/putin-prigozhin-condoglianze-jet-4c3e7428-42ab-11ee-8abd-2f7c5775f60e.shtml Jet caduto, le condoglianze di Putin alle vittime. Lo zar conferma indirettamente la morte di Prigozhin: «Ha sbagliato»]'', ''corriere.it'', 24 agosto 2023</ref> *{{NDR|Sul [[rapimento dei minori durante l'invasione russa dell'Ucraina]]}} Diversi gruppi terroristici rapiscono i bambini, ma mai prima d'ora i rapimenti e le deportazioni di massa erano diventati parte della politica di un governo. Non fino a ora. Ai bambini ucraini rapiti in Russia viene insegnato a odiare l'Ucraina, tutti i legami con le loro famiglie sono spezzati. Questo è un genocidio, l'odio è usato come un'arma. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin">Citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/genocidio-nuove-accuse-zelensky-putin-2213228.html "Un genocidio contro i bimbi ucraini". Dall'Onu le accuse di Zelensky a Putin]'', ''Ilgiornale.it'', 19 settembre 2023.</ref> *Non si può credere al diavolo, chiedete a Evgenij Prigozhin. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin"/> *Noi ci impegniamo al massimo per far sì che questa guerra diventi l'ultima guerra non soltanto in Ucraina, ma in tutto il mondo, per assicurare il rispetto dell'integrità territoriale e il rispetto alla vita delle persone.<ref group="fonte" name="invitoakiev">Da un'intervista di Michele Cagiano de Azevedo, ''[https://tg24.sky.it/mondo/2023/10/04/guerra-ucraina-zelensky-sky-20-anni "Grazie a Meloni, invito a Kiev il Papa"]'', ''Tg24.sky.it'', 4 ottobre 2023</ref> *Tutti vorrebbero vedere dei risultati veloci sul campo di battaglia però voi sapete che la guerra sul campo è una guerra su vasta scala che sta andando avanti da quasi due anni. Siamo stanchi, ma molto motivati. Faremo di tutto per vincere contro il nostro nemico e la nostra controffensiva va avanti, anche se lentamente. Passo dopo passo, facciamo di tutto per respingere il nemico. La difficoltà è data dal fatto che ci sono campi minati, c'è mancanza di proiettili, mancanza di difesa antiaerea.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Rispetto alla lentezza della controffensiva, noi non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci mentre la Federazione russa è più debole rispetto a come era all'inizio di questa guerra. La loro intenzione è congelare il conflitto, però questo non sarà di aiuto all’Ucraina. Qualsiasi pausa significa aiutare la Federazione russa.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Le dimostrazioni che coinvolgono le armi nucleari nei media, nei messaggi mediatici, o anche nelle esercitazioni stesse non sono manifestazione di forza ma di debolezza: significa che altri metodi, come la battaglia sul campo o i metodi diplomatici, non hanno portato il risultato che loro volevano.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Voglio esprimere la mia gratitudine a [[Giorgia Meloni]]: con lei c’è una relazione umana è basata su valori in comune e io sono convinto che i nostri rapporti, quelli tra i nostri team, siano basati sui principi di onestà e correttezza. Vorrei non perderli. So che l'Italia ha le proprie sfide e che subisce anche una forte campagna di informazione dalla Federazione russa, che spende milioni per distruggere le relazioni tra le nazioni dell'Europa e del mondo.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Quando qualcuno offre un'iniziativa di pace con la Russia, vorrei dire che Mosca non è interessata. Alcuni contatti sono stati messi in atto con il Vaticano, la Turchia è stata coinvolta cercando una considerazione diplomatica però il risultato è sempre lo stesso. Nessuno ci è riuscito: non perché quei leader non siano forti, ma perché il presidente della Russia non vuole porre fine alla guerra. Ha deciso di occupare l’Ucraina e di andare avanti. Qualsiasi accordo con questa persona per definizione sarà perciò bloccato. Prendete come esempio l'accordo sul grano che non ha niente a che fare con la guerra, con le armi, con il petrolio. Ha bloccato il Mar Nero violando il diritto internazionale. Ma parliamo del pane per le famiglie in Asia e in Africa. Anche quando Putin ha dato la sua parola e ha fatto un accordo con il presidente Erdogan, alla fine ha bloccato questo corridoio del grano lo stesso. Questa persona, il presidente della Federazione russa, non è capace di fare un accordo con nessuno e su niente.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Rispetto alle elezioni, sì la situazione è difficile. Però, se il Parlamento riesce a risolvere tutte le sfide per assicurare l’accesso di tutti i cittadini alla sicurezza, sarà possibile condurre le elezioni. Bisogna assicurare il diritto di voto per chi si trova al fronte o all'estero.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Vorrei dire che è molto difficile inviare dei messaggi alla Federazione russa. Alle persone che sono in opposizione alla tirannia di Putin posso solo dire che devono continuare ad andare avanti, non c'è un'altra via d'uscita.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Chi c'è dietro Hamas? Credo che la risposta sia molto semplice: chi li sostiene pubblicamente, li sostiene con le armi. E non si tratta di un solo giorno. È una cosa che va avanti da molto tempo. Credo che qui ci sia una risposta dettagliata che potete trovare da soli. E anche sui social media, si può vedere attraverso le griglie chi sta dando i segnali rilevanti. Crediamo che la Russia sia uno di quelli che ha aiutato e che sta dietro.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_ottobre_10/ucraina-russia-notizie-oggi-ondate-droni-missili-odessa-colpite-anche-scorte-grano-2a511f96-66e6-11ee-aea2-f54ec62808b3.shtml Ucraina-Russia, le notizie del 10 ottobre]'', ''corriere.it'', 10 ottobre 2023.</ref> *{{NDR|Sull'apertura dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'Ue}} Questa è una vittoria per l'Ucraina. Una vittoria per tutta l'Europa. Una vittoria che motiva, ispira e rafforza. (tweet, 15 dicembre 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/12/14/zelensky-negoziati-ue-una-vittoria-per-ucraina-e-leuropa_97287959-fc03-43ae-8b6d-1353f3d3c95d.html Zelensky, negoziati Ue una vittoria per Ucraina e l'Europa]'', ''ansa.it'', 15 dicembre 2023.</ref> *Le notti prima di Natale sono le più lunghe dell'anno. Ma la giornata ha già cominciato ad allungarsi e la luce ha cominciato a prevalere. La luce diventa più forte. Giorno dopo giorno e passo dopo passo, l'oscurità si ritira. L'oscurità alla fine perderà. Il male sarà sconfitto. Oggi, questo è il nostro obiettivo comune, il nostro desiderio comune e ciò per cui preghiamo.<ref group="fonte" name="malesconfitto">Discorso di Natale alla nazione, citato in ''[https://www.rainews.it/video/2023/12/il-male-sara-sconfitto-dice-zelenskij-allucraina-nel-messaggio-di-natale-15c5ec88-6ea6-4e3f-87c2-7ccda37bde88.html "Il male sarà sconfitto"]'', ''Rainews.it'', 25 dicembre 2023</ref> *Questo Natale ha uno stato d'animo diverso, un contesto diverso, un gusto diverso. [...] Oggi tutti gli ucraini sono insieme. Celebriamo il Natale tutti insieme. Nella stessa data, come una grande famiglia, come una nazione, come un Paese unito.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/> *I nostri doni, valori e tradizioni sono cambiati. Oggi non si tratta tanto di come decorare le nostre case, ma piuttosto di come proteggerle e ripulirle, spazzando via il nemico.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/> ===2024=== *Un uomo, Vladimir Putin, ha rubato 13 anni di pace sostituendola con dolore, dolore, dolore che colpisce tutto il mondo. Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà.<ref group="fonte" name="rubatopace">Discorso al Forum economico mondiale di Davos, 16 gennaio 2024; da ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/putin-ha-rubato-la-pace-per-sostituirla-con-il-dolore-339910 «Putin ha rubato la pace per sostituirla con il dolore»]'', ''cdt.ch'', 16 gennaio 2024</ref> *Vi ricordo che dopo il 2014 c'è stato un tentativo di congelare la guerra in Donbass. C'erano garanti influenti, tra cui la cancelliera della Germania e il presidente francese. Ma Putin è un predatore non soddisfatto dai prodotti congelati.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Ogni riduzione della pressione sull'aggressore aggiunge anni alla guerra, ma ogni investimento nella fiducia dei difensori accorcia il conflitto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Come possiamo essere soddisfatti di sanzioni che nemmeno bloccano la produzione di missili russi? In ogni razzo russo ci sono componenti chiave di Paesi occidentali, è un fatto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *È una debolezza occidentale che l'industria nucleare russa non sia ancora oggetto sanzioni, anche se Putin è l'unico terrorista che ha preso in ostaggio una centrale nucleare.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *La risposta di Putin alle richieste di pace sono state forniture di sempre più armi da Corea del Nord e Iran.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Oggi l'Ucraina ha un esercito più forte, è dotata di mezzi occidentali. Siamo più esperti. A volte siamo un po' stanchi, a volte forse arroganti, ma non possiamo concedere alla Russia la possibilità di prevalere grazie ai suoi strumenti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi">Intervista di Gian Marco Chiocchi, ''[https://www.rainews.it/video/2024/02/intervista-in-esclusiva-al-presidente-zelensky-non-possiamo-permettere-che-la-russia-avanzi-01bacc62-6706-460a-b3e7-df40839d8929.html Intervista in esclusiva al presidente Zelensky: "Non possiamo permettere che la Russia avanzi"]'', ''rainews.it'', 4 febbraio 2024.</ref> *Una parte degli ucraini inizia ad abituarsi alla guerra, e questo è un grande errore. Se ho sbagliato qualcosa? Sì, sono un essere umano. Ma credo siano stati di più i passi avanti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Per quanto riguarda la guerra sul terreno c'è uno stallo, è un dato di fatto. [...] ci sono stati ritardi negli equipaggiamenti e i ritardi significano errori.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Combattiamo contro terroristi che hanno uno dei più grandi eserciti del mondo, non bastano le munizioni ma servono mezzi tecnici moderni.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *La Russia ha perso molte navi e nel Mar Nero siamo riusciti a costruire un corridoio per i cereali, perciò questa parte pragmatica dell'operazione con effetti sull'economia è stata condotta in maniera positiva.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *{{NDR|Sulla destituzione di [[Valerij Zalužnyj]]}} È una questione che riguarda le persone che devono guidare l'Ucraina, sicuramente un reset, un nuovo inizio è necessario, ho in mente qualcosa di serio, che non riguarda una singola persona ma la direzione della leadership del paese.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Se vogliamo vincere dobbiamo spingere tutti nella stessa direzione, convinti della vittoria, non possiamo essere scoraggiati, farci cadere le braccia, dobbiamo avere le energie giuste positive... per questo parlo di ripartenza.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Nel partito repubblicano ci sono voci radicali, ma anche tante persone che supportano l'Ucraina. È il popolo degli Stati Uniti che decide, ma se intendono diminuire l'assistenza all'Ucraina allora ci sarà un nuovo assetto geopolitico. Putin sfonderà la nostra difesa, andrà avanti e non si fermerà così facilmente.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Se ci fosse stata Giorgia Meloni ieri a Odessa, al posto del premier greco, cosa avrebbe detto quella parte di società italiana che non sostiene l'Ucraina? Sarebbe stata indifferente? Credo di no.<ref group="fonte" name="odessa">Intervento a ''Cinque minuti'' su Rai 1; citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/zelensky-allattacco-dei-filorussi-italiani-se-odessa-ci-2293471.html Zelensky attacca i filorussi italiani: "Se nell'attentato di Odessa ci fosse stata Meloni?"]'', ''ilgiornale.it'', 7 marzo 2024</ref> *Capisco che in tutte le società ci siano persone che non ci sostengono ma loro non capiscono chi è Putin e cosa sia la guerra. Non la sentono sulla propria pelle.<ref group="fonte" name="odessa"/> *Putin è una persona malata e non si rende conto delle proprie azioni oppure non controlla i suoi militari che sparano contro i diplomatici o i civili di altri Paesi.<ref group="fonte" name="odessa"/> *Ringrazio ogni cappellano ucraino che è nell'esercito, nelle Forze di Difesa. Sono in prima linea, proteggendo la vita e l'umanità, sostenendo con la preghiera, il dialogo e le azioni. Questo è ciò che è la Chiesa: sta insieme alle persone, non da qualche parte, a duemilacinquecento chilometri di distanza, mediando virtualmente tra qualcuno che vuole vivere e qualcuno che vuole distruggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/03/11/zelensky-chiesa-e-al-fronte-non-a-mediare-virtualmente_4cd42359-fe4d-43d2-85a2-78267302ad4e.html Zelensky, 'Chiesa è al fronte, non a mediare virtualmente']'', ''Ansa.it'', 11 marzo 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} È evidente che Putin e altri mascalzoni stanno solo provando a incolpare qualcun altro per quanto accaduto. Ricorrono sempre gli stessi metodi. È già stato fatto prima. Ci sono state case distrutte, sparatorie, ed esplosioni. E loro hanno sempre incolpato altri. Sono venuti in Ucraina, bruciato le nostre città e stanno cercando di dare la colpa all'Ucraina. Torturano, violentano il nostro popolo e li accusano. Hanno portato centinaia di migliaia dei loro terroristi qui, nel territorio ucraino, combattono contro di noi, e non si interessano di ciò che succede all'interno del loro paese. Ieri è successo questo, e questo abbietto Putin, invece di assistere i suoi cittadini e rivolgersi a loro è rimasto in silenzio per un giorno pensando come riuscire a collegare quanto è successo con l'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.quotidiano.net/video/zelensky-putin-vuole-scaricare-la-colpa-sullucraina-e1n63ocs Zelensky: "Putin vuole scaricare la colpa sull'Ucraina"]'', ''Quotidiano.net'', 24 marzo 2024.</ref> *Un’Europa divisa non è mai stata pacifica. E una Germania divisa non è mai stata felice. Tutto questo non lo sapete da me, ma dalla vostra esperienza personale. Pertanto, potete capire noi ucraini.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2024/06/12/news/cosi-kyiv-e-la-nuova-berlino-il-discorso-di-zelensky-al-bundestag-6645111/ Così Kyiv è la nuova Berlino. Il discorso di Zelensky al Bundestag]'', ''ilfoglio.it'', 12 giugno 2024.</ref> *Nessun paese dovrebbe essere condannato ad avere il filo spinato che gli attraversa il corpo per decenni.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Gli ucraini meritano la pace, semplicemente la pace dopo questa guerra. E tutti coloro che hanno difeso la propria casa; tutti coloro che hanno perso i propri cari; tutti coloro i cui fratelli e sorelle in armi sono rimasti per sempre sui campi di battaglia – tutti loro meritano una degna fine della guerra, che non lasci dubbi su chi ha vinto.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Tutto è finito esattamente quando Putin ha iniziato a bruciare città e a premiare i suoi assassini. Quando ha preferito gli omicidi agli accordi. L’esercito russo si lascia alle spalle decine di nuovi cimiteri, e questo significa che nessuno di noi ha il diritto di lasciarsi alle spalle una carenza di protezione da parte dell’esercito russo. La parola di qualcuno a Mosca non può essere tale protezione.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Gli assassini russi erano ad Aleppo e sono in Africa. Hanno imparato la guerra distruggendo Grozny e distruggendo la Georgia. Hanno lasciato la Moldavia divisa. Hanno messo in ginocchio la Bielorussia. Permetteremo alla Russia di continuare questa marcia attraverso l’Europa? Questa marcia di disprezzo per la vita e le nazioni. Assolutamente no.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Probabilmente ricorderete che solo un anno o due prima della caduta del Muro di Berlino, nessuno avrebbe potuto prevedere la rapidità con cui sarebbe avvenuta. Alcuni pensavano che il muro sarebbe rimasto lì per sempre. Ma non c’era più. E dipendeva dalla leadership dei politici e dalla volontà della gente. Solo da questo. Allo stesso modo, alcuni ora pensano che Putin rimanga lì per sempre e che non ci sia fine alla guerra. Ma non è vero, tutto questo è un’illusione. Un’illusione che può essere dissipata dalla leadership. Può essere dissipata dalle decisioni. Può essere dissipata dal successo. E noi lo stiamo facendo!<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Abbiamo dimostrato che la Russia può fallire ed essere sconfitta. Abbiamo dimostrato che, insieme ai nostri partner, abbiamo tutto il necessario per proteggere la vita. Abbiamo dimostrato che, grazie alla nostra cooperazione, possiamo espandere lo spazio di sicurezza. E lo spazio di sicurezza non cresce da solo: si espande solo attraverso decisioni comuni e coraggio collettivo.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Vi ringrazio per l'apertura dei negoziati di adesione, l'Ucraina è pronta ad affrontare tutti i passaggi dell'[[Allargamento dell'Unione europea|allargamento]]. [...] È una scelta che siede dal lato giusto della storia, così come per la [[Moldova]], i Balcani e sono certo anche per la [[Georgia]]. E pure la [[Bielorussia]] in futuro dovrebbe entrare a far parte dell'Europa unita.<ref group="fonte">Dichiarazione resa al Consiglio Europeo del 27 giugno 2024; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/06/27/zelensky-anche-la-bielorussia-un-giorno-sia-nellue_89ad0569-6504-4161-92fd-12633f8d0138.html Zelensky: 'Anche la Bielorussia un giorno sia nell'Ue']'', ''Ansa.it'', 27 giugno 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} La Russia ha portato avanti la guerra la nostra terra e dovrà sentire cosa ha fatto.<ref group="fonte">Da ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2024/08/08/zelensky-la-russia-deve-sentire-le-conseguenze-della-guerra_a877699e-932f-47d2-ac59-b2cf7ade8365.html Zelensky: "La Russia deve sentire le conseguenze della guerra"]'', ''Ansa.it'', 8 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} Stiamo assistendo a un significativo cambiamento ideologico: il concetto ingenuo e illusorio delle cosiddette linee rosse nei confronti della Russia, che ha dominato la valutazione della guerra da parte di alcuni partner, si è sgretolato in questi giorni [...]. Il mondo vede che tutto in questa guerra dipende solo dal coraggio – il nostro coraggio, il coraggio dei nostri partner. Da decisioni coraggiose per l'Ucraina, dal coraggio nel sostenere l'Ucraina [...].<ref group="fonte">Da ''[https://euractiv.it/section/capitali/news/zelensky-il-nostro-attacco-a-kursk-dimostra-che-le-linee-rosse-del-cremlino-sono-un-bluff/ Zelensky: Il nostro attacco a Kursk dimostra che le linee rosse del Cremlino sono un bluff]'', ''Euractiv.it'', 20 agosto 2024.</ref> *Novecentotredici giorni fa, anche attraverso la regione di Sumy, la Russia è entrata in guerra contro di noi. Ha violato non solo i confini sovrani, ma anche i limiti della crudeltà e del buon senso. Cercando infinitamente una cosa: distruggerci [...]. E ciò che il nemico ha portato nella nostra terra ora è tornato a casa sua. E chi voleva trasformare la nostra terra in una zona cuscinetto dovrebbe riflettere affinché il Paese non diventi una federazione cuscinetto.<ref group="fonte" name="nonnomalato">Videomessaggio in occasione del giorno dell'indipendenza dell'Ucraina; citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2024/08/24/indipendenza-ucraina-zelensky-discorso Indipendenza Ucraina, Zelensky: “Nonno malato della Piazza Rossa non detterà linee rosse”]'', ''tg24.sky.it'', 24 agosto 2024.</ref> *[...] il nostro nemico saprà cos'è la punizione in stile ucraino [...]. Gli occhi sbiaditi dei loro capi percepiscono il mondo intero come una zona grigia. Ma noi non permetteremo che si trasformi in una zona grigia la terra dove di diritto dovrebbe esserci una bandiera blu e gialla.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/> *Non sarà il nonno malato della Piazza Rossa, che minaccia costantemente tutti con un bottone rosso, a dettarci le sue linee rosse. Solo l'Ucraina e gli ucraini stabiliranno da soli come vivere, quale strada seguire e quale scelta fare, perché è così che funziona l'indipendenza.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/> *Putin non dà valore alle persone o alle regole. Dà valore solo al denaro e al potere. Sono queste le cose che dobbiamo togliergli per ripristinare la pace.<ref group="fonte" name="spogliareputin">Videomessaggio al Parlamento europeo in occasione del millesimo giorno della guerra; citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2024/11/19/zelensky-al-parlamento-ue-spogliare-putin-dei-suoi-soldi-e-del-suo-potere-per-ristabilire- Zelensky al Parlamento Ue: Spogliare Putin dei suoi "soldi e del suo potere" per ristabilire la pace]'', ''euronews.com'', 19 novembre 2024.</ref> *Mentre alcuni leader europei pensano, come dire, a qualche elezione o qualcosa del genere a spese dell'Ucraina, Putin è concentrato a vincere questa guerra. Non si fermerà da solo.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *Ogni "oggi" è il momento migliore per spingere ancora di più sulla Russia.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *I valori europei e lo stile di vita europeo, se trasformati in azione, proteggono la vita delle persone reali.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *Anche con [[Kim Jong-un]] della Corea del Nord al suo fianco, Putin rimane più piccolo della forza unita dell'Europa.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *{{NDR|Sulla [[Caduta di Damasco (2024)|caduta di Damasco]]}} Gli eventi in Siria sono l'esempio concreto che spiega perché l'Ucraina ha bisogno del fermo sostegno e della fiducia dei nostri partner. Il regime di Assad è caduto non solo a causa della forza dell'opposizione. Quello che è successo è legato anche all'assenza di truppe russe lì. [...] Perché? Perché l'intero esercito russo pronto al combattimento è sul territorio dell'Ucraina. E questo significa esattamente che l'intero esercito di questo pseudo-impero sta combattendo contro il popolo ucraino oggi. Ecco perché oggi è molto importante che tutti i paesi che vogliono un mondo senza guerra e che giudicano importante la sicurezza - i paesi europei, gli Stati Uniti, gli altri paesi del mondo, i leader mondiali - capiscano questa prospettiva: qui e ora, si stanno decidendo molte cose.<ref group="fonte" name="messaggiotrump">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/zelensky-messaggio-a-trump-cosa-ha-detto_5Sv3SsYTNLHan0RaQFE0ET Ucraina-Russia, Zelensky: "Tregua non basta per fermare Putin"]'', ''adnkronos.com'', 10 dicembre 2024.</ref> *La forza dell'esercito russo dipende dalla forza dell'Ucraina. Perché se l'Ucraina cade, Putin tornerà in Siria per vendicarsi, in Africa e in molte altre regioni che gli interessano. E mi sembra che questa sia la cosa più importante che tutti dovrebbero capire: in questa unione attorno all'Ucraina, il successo è il successo generale del mondo. E' il successo che unisce. E l'unità che dà successo.<ref group="fonte" name="messaggiotrump"/> *Due anni fa, mentre i russi si ritiravano, hanno rapito 48 bambini.<br>Nessuno di loro aveva nemmeno tre anni.<br>La maggior parte di questi bambini è stata trasferita forzatamente più in profondità nel territorio occupato, in Crimea, mentre altri sono stati deportati in Russia. [...] i bambini ucraini non sono giocattoli, anche se per le élite e i funzionari russi sembra che lo siano.<br>Dietro ognuno di questi bambini c'è una vita che non deve essere persa, un futuro che non deve essere rovinato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/12/24/zelensky-per-le-elite-russe-i-nostri-bambini-sono-giocattoli_739322a8-be9b-4dc2-8670-767a3470c3db.html Zelensky, per le élite russe i nostri bambini sono giocattoli]'', ''ansa.it'', 24 dicembre 2024.</ref> *Ogni massiccio attacco russo richiede tempo per la preparazione. Non è mai una decisione spontanea. È una scelta deliberata, non solo di obiettivi ma anche di tempi e date. Oggi, Putin ha deliberatamente scelto il Natale per un attacco. Cosa potrebbe essere più disumano?<ref group="fonte">Citato in ''[https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/zelensky-putin-attacca-natale-nulla-pia-disumano-00001/#google_vignette Zelensky, "Putin attacca a Natale, nulla di più disumano"]'', ''tiscali.it'', 25 dicembre 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[volo Azerbaijan Airlines 8243]]}} Non ho dubbi che la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines potrà essere stabilita e che la Russia non riuscirà a nascondere nulla. [...] Invitiamo ogni Paese a fare pressione sulla Russia affinché smetta di mentire su questo schianto, le stesse bugie raccontate sul [[Volo Malaysia Airlines 17|volo MH-17]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/zelensky-mosca-non-potra-nascondere-la-verita-sullo-schianto-dellaereo-della-azerbaijan-airlines-380845 Zelensky: «Mosca non potrà nascondere la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines»]'', ''cdt.ch'', 28 dicembre 2024.</ref> ===2025=== *Quando Putin ottenne il potere in Russia più di 25 anni fa, il pompaggio annuale di gas attraverso l'Ucraina verso l'Europa era di oltre 130 miliardi di metri cubi. Oggi il transito del gas russo è pari a 0. Questa è una delle più grandi sconfitte di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2025/01/kiev-conferma-stop-del-gas-russo-da-oggi-zelensky-il-2025-sia-il-nostro-anno-fermiamo-putin-9c3c649d-8695-44a1-99fc-478a035cf6cd.html#07881517-f31f-4e2e-ab50-c8821e234752 Zelensky: "Lo stop al gas è una delle più grandi sconfitte di Putin"]'', ''rainews.it'', 1 gennaio 2025.</ref> *[...] quando parli con Elon Musk [...] parli di razzi con un innovatore, uno scienziato. Discuti di come tagliare i costi, di come farli atterrare. Invece Putin non lancia razzi per risparmiare soldi, ma per uccidere persone.<ref group="fonte" name="lexfridman1">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; citato in ''[https://startupitalia.eu/tech/zelenskyy-lex-fridman-critica-putin/ Zelenskyy ospite al podcast di Lex Fridman: «Con Musk parli di tecnologia, Marte, AI. Con Putin no: è un mammuth»]'', ''startupitalia.eu'', 7 gennaio 2025.</ref> *Pensi che Putin sia in grado di parlare di tecnologia? [...] {{NDR|Durante la sua [[Vladimir Putin#Da La versione di Putin|intervista con Tucker Carlson]],}} ha parlato di storia tribale. Capisci? Immagina un russo che lo ascolta. Di cosa si parla quando si tratta di Musk? Tecnologia, Marte, AI. Mentre Putin sta pontificando sulle tribù. [...] è semplicemente differente: è un mammuth.<ref group="fonte" name="lexfridman1"/> *Prima di tutto Trump e io dobbiamo trovare un accordo e concordare forti garanzie di sicurezza per fermare la guerra, per fermare Putin. E sono sicuro che lui, insieme all'Europa, possa garantire delle forti condizioni di sicurezza. Dopodiché si può parlare con i russi [...]. Penso che il presidente Trump non solo abbia la volontà, ma ha anche la possibilità di farlo. Conto davvero su di lui, e penso che la nostra gente conti davvero su di lui, quindi ha abbastanza potere per fare pressione su Putin.<ref group="fonte" name="lexfridman2">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; da ''[https://www.linkiesta.it/2025/01/zelensky-lex-fridman-ucraina-guerra-negoziati/ La straordinaria intervista di Zelensky al podcast di Lex Fridman]'', ''linkiesta.it'', 7 gennaio 2025</ref> *Non serve a niente dire "Se {{NDR|Putin}} si muove in questa direzione, se attraversa i confini, se uccide, allora imponiamo sanzioni", questa è una stronzata enorme. Mi dispiace, ma è così. [...] Se parliamo di un accordo, dobbiamo capire esattamente quali garanzie di sicurezza sono in atto per la parte di Ucraina che controlliamo. Ci devono essere garanzie che lui {{NDR|Putin}} non tornerà ad attaccare. Questo è un punto fondamentale.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *{{NDR|Su Vladimir Putin}} Non ama il suo popolo. Ama solo la sua [[Siloviki|cerchia ristretta]].<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *Il fatto che lui {{NDR|Putin}} non sia in prigione dopo tutti le morti di cui è responsabile, il fatto che nessuno al mondo sia in grado di metterlo al suo posto, di mandarlo in prigione, sembra un piccolo compromesso? [...] Nessuno lo perdonerà. È assolutamente impossibile perdonarlo. Parliamo di una persona che ha portato via alle famiglie ucraine la cosa più preziosa di tutte, i loro figli. Nessuno può dimenticare ciò che ha fatto.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *{{NDR|Su [[Aljaksandr Lukašėnka]]}} Ha detto "Non sono stato io, è stato Putin a lanciare missili dal mio territorio". Si è scusato, ha detto anche che gli ha chiesto di non farlo.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *Mi fido di Meloni, abbiamo un rapporto particolare. L’Italia a capo del G7 ha spinto per adottare decisioni importanti sui beni russi congelati e sulla difesa aerea, non siete mai stati indecisi nel sostegno a Kiev e all’ingresso dell’Ucraina in Europa. Per noi è molto importante il sostegno degli Stati Uniti ma ho sempre detto che l’Ue deve avere la sua autonomia.<ref group="fonte" name="rainews24">Da un'intervista di ''Rainews24''; ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/10/news/presidente_zelensky_mattarella_meloni_paceucraina-423930120/ Zelensky: "Ho invitato Mattarella a Kiev. La pace? Servono garanzie di sicurezza"]'', ''repubblica.it'', 10 gennaio 2025</ref> *Noi vogliamo la pace più di tutti perché stiamo perdendo più di tutti, ma prima di mettersi d’accordo su qualcosa abbiamo bisogno della garanzie di sicurezza, non si può semplicemente riconoscere l’occupazione di territori, servono garanzie di sicurezza per l’Ucraina e per l’Europa, che evitino una nuova aggressione russa come è successo dopo il 2014 e l’annessione della Crimea. All’epoca si disse che il conflitto era congelato, ma Putin mentiva e ha lanciato una guerra su larga scala uccidendo decine di miglia di persone. Vogliamo che non si ripeta ma più. Putin ha sempre voluto annientarci del tutto, occupare tutta l’Ucraina, non bisogna credere alle leggende: bisogna avere queste garanzie di sicurezza entro l’anno e chiudere il conflitto.<ref group="fonte" name="rainews24"/> *I miei figli stanno passando attraverso questa guerra come tutti gli altri ucraini, scendono nei rifugi nelle scuole quando ci sono i bombardamenti, questa è la nostra realtà. E sono contento che stiano in Ucraina perché è d’esempio per gli altri e perché se non ci sono i giovani per le strade si pone la domanda: "perché stiamo combattendo?" Stiamo combattendo per il futuro.<ref group="fonte" name="rainews24"/> *Quando in Europa guardiamo agli Stati Uniti come nostro alleato, è chiaro che sono un alleato indispensabile.<br>In tempi di guerra, tutti si preoccupano: gli Stati Uniti resteranno con loro? Ogni alleato si preoccupa di questo. Ma qualcuno negli Stati Uniti si preoccupa che l'Europa possa abbandonarli un giorno, che possa smettere di essere un loro alleato? La risposta è no.<br>Washington non crede che l'Europa possa portare loro qualcosa di veramente sostanziale.<ref group="fonte" name="davos">Dal discorso al World Economic Forum di Davos; Da ''[http://www.libertaeguale.it/il-memorabile-discorso-di-zelensky-sul-destino-delleuropa/ Il memorabile discorso di Zelensky sul destino dell'Europa]'', ''libertaeguale.it'', 21 gennaio 2025</ref> *L'Europa non può permettersi di essere in seconda o terza fila rispetto ai suoi alleati. Se ciò accade, il mondo inizierà ad andare avanti senza l'Europa, e questo è un mondo che non sarà comodo o vantaggioso per tutti gli europei.<ref group="fonte" name="davos"/> *Non dimentichiamo che non c'è un oceano che separa i Paesi europei dalla Russia. E i leader europei dovrebbero ricordarsi di questo: le battaglie che coinvolgono i soldati nordcoreani stanno avvenendo in luoghi geograficamente più vicini a Davos che a Pyongyang.<ref group="fonte" name="davos"/> *La Russia si sta trasformando in una versione della Corea del Nord: un Paese in cui la vita umana non conta nulla, ma che dispone di armi nucleari e di un desiderio ardente di rendere la vita dei suoi vicini miserabile.<ref group="fonte" name="davos"/> *Putin ha firmato il nuovo accordo strategico con l'Iran. Ha già un trattato globale con la Corea del Nord. Contro chi fanno questi accordi? Contro di voi, contro di noi. Contro l'Europa, contro l'America. Non dobbiamo dimenticarlo.<ref group="fonte" name="davos"/> *La Russia può schierare circa 1,3, forse 1,5 milioni di soldati. Noi abbiamo più di 800.000 militari. Al secondo posto dopo di noi c'è la Francia, con oltre 200.000 uomini. Poi la Germania, l'Italia e il Regno Unito. Tutti gli altri hanno meno. Non si tratta di una situazione in cui un Paese può mettersi al sicuro da solo. Si tratta di stare tutti insieme per fare qualcosa.<ref group="fonte" name="davos"/> *L'Europa deve imparare a prendersi cura di se stessa, in modo che il mondo non possa permettersi di ignorarla.<br>È fondamentale mantenere l'unità in Europa, perché al mondo non interessa solo Budapest o Bruxelles, ma l'Europa nel suo complesso.<ref group="fonte" name="davos"/> *Abbiamo bisogno di una politica di sicurezza e di difesa europea unita, e tutti i Paesi europei devono essere disposti a spendere per la sicurezza quanto è veramente necessario, non solo quanto si sono abituati a spendere in anni di negligenza. Se è necessario il 5% del PIL per coprire la difesa, allora che sia il 5%. E non c'è bisogno di giocare con le emozioni delle persone che pensano che la difesa debba essere compensata a spese della medicina o delle pensioni o di qualcos'altro – non è affatto giusto.<ref group="fonte" name="davos"/> *L'Europa ha bisogno di una propria versione di Iron Dome, in grado di affrontare qualsiasi tipo di minaccia.<ref group="fonte" name="davos"/> *[...] l'Europa deve farsi avanti e lavorare di più a lungo termine per garantire una vera indipendenza energetica. Non si può continuare ad acquistare gas da Mosca, aspettandosi anche garanzie di sicurezza, aiuto e sostegno da parte degli americani. È semplicemente sbagliato.<ref group="fonte" name="davos"/> *{{NDR|Su [[Robert Fico]]}} [...] il Primo Ministro della Slovacchia non vuole accedere al gas statunitense, ma non perde la speranza di godere dell'ombrello di sicurezza degli Stati Uniti.<ref group="fonte" name="davos"/> *Gli algoritmi di TikTok sono già più potenti di alcuni governi. Il destino dei piccoli Paesi dipende più dai proprietari delle aziende tecnologiche che dalle loro leggi.<ref group="fonte" name="davos"/> *Centinaia di milioni di persone visitano l'Europa per vedere i suoi monumenti, per imparare dal suo patrimonio culturale. Milioni di persone nel mondo sognano di vivere come gli europei. Saremo in grado di conservarlo e di trasmetterlo ai nostri figli? Se noi in Europa possiamo rispondere positivamente, l'America avrà bisogno dell'Europa e di altri attori globali.<ref group="fonte" name="davos"/> *Abbiamo scoperto a nostre spese quanto sia pericoloso scambiare qualcosa di reale – le armi atomiche – con parole scritte sull’acqua. Avremmo dovuto scambiare le nostre armi per garanzie di sicurezza concrete, che a quel tempo significavano una cosa sola, la Nato, e che oggi significano una cosa sola, la Nato. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/01/25/news/a-tu-per-tu-con-zelensky-trump-la-pace-e-le-garanzie-che-servono-all-ucraina-7361518/ A tu per tu con Zelensky: Trump, la pace e le garanzie che servono all'Ucraina]'', ''ilfoglio.it'', 25 gennaio 2025</ref> *La nostra storia recente è il motivo per cui non siamo più disposti a cedere qualcosa che ci appartiene senza avere in cambio un’assicurazione seria di pace. In cambio della cessione delle nostre armi nucleari, abbiamo avuto la guerra. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *Con il presidente Trump ho parlato nel dettaglio delle riunioni del 2019, di quando Putin dà la sua parola e poi non la mantiene. Penso che questa sia la cosa più importante da tenere a mente ora che discutiamo di possibili negoziati. Se l’altra parte non mantiene la parola e spesso mente, allora hai bisogno di condizioni eccezionali per creare un’atmosfera tale attorno a Vladimir Putin che – oltre agli accordi sulla carta – gli faccia capire che è impossibile nella pratica infrangere di nuovo le promesse e tornare a fare la guerra all’Ucraina e agli ucraini. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *Se potessi tornare indietro al 1994, scambierei le mie armi nucleari soltanto con qualcosa che possa davvero fermare qualsiasi aggressore, indipendentemente dal suo peso politico, dalle dimensioni del suo territorio, dai numeri del suo esercito. Trump mi ha risposto: "Sì, capisco cosa stai dicendo". (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Io ho un bellissimo rapporto con lei, la considero una persona leale e un’amica. So che Donald Trump ha un buon rapporto e si fida di lei. Spero soltanto che la relazione di Meloni con il presidente americano non sia ancora migliore di quella che ha con me! (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> [[File:Secretary Rubio Attends Talks Between U.S. VP and Ukrainian President (54327589258).jpg|thumb|Zelenk'kyj durante la Conferenza di Monaco]] *Proprio di recente, in Ucraina, abbiamo discusso il ruolo cruciale dell'energia nucleare nel mantenere in funzione il paese, nonostante gli attacchi costanti della Russia contro la nostra infrastruttura energetica. [...] E di recente abbiamo anche parlato con il Presidente Trump e il suo team dell'energia nucleare e della più grande centrale nucleare d'Europa – la nostra centrale di Zaporižžja, attualmente occupata dalla Russia.<br>E la Russia ha risposto inviando un drone a colpire il sarcofago di Černobyl', che trattiene polveri e detriti radioattivi.<br>E questo non è solo follia. Questa è la posizione della Russia.<br>Un paese che lancia tali attacchi non vuole la pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco">Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/02/zelensky-e-gli-ucraini-sono-gia-il-leader-e-lesercito-di-cui-leuropa-ha-bisogno/ Zelensky e gli ucraini sono già il leader e l'esercito di cui l'Europa ha bisogno]'', ''linkiesta.it'', 15 febbraio 2025</ref> *[...] abbiamo informazioni precise che questa estate la Russia prevede di inviare truppe in Bielorussia con il pretesto di "esercitazioni". Ma è esattamente così che avevano ammassato le forze prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina tre anni fa.<br>Questa forza russa in Bielorussia è destinata ad attaccare l'Ucraina?<br>Forse. O forse no. O forse… è destinata a voi.<br>Vi ricordo: la Bielorussia confina con tre paesi della NATO. È diventata di fatto una base operativa per le operazioni militari russe.<br>Secondo Putin e Lukashenko, la Bielorussia ora ospita armi vietate – missili a medio raggio e persino armi nucleari.<br>Putin ormai considera chiaramente la Bielorussia solo un'altra provincia russa.<br>E dobbiamo essere realisti: se qualcuno sta preparando una base militare, dobbiamo chiederci: cosa dobbiamo fare?<br>E, ancora più importante: cosa possiamo fare prima del prossimo attacco, prima della prossima invasione? (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Non fate errori di valutazione – i nordcoreani non sono deboli. Stanno imparando a combattere ora, a combattere una guerra moderna. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *[...] l'Europa deve diventare autosufficiente – unita da una forza comune, ucraina ed europea. [...] Diciamocelo chiaramente: non possiamo più escludere che l'America possa dire "No" all'Europa su questioni che la minacciano. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Molti leader hanno parlato di un'Europa che ha bisogno di un proprio esercito.<br>E io credo davvero che sia giunto il momento. Devono nascere le Forze Armate d'Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Tre anni di guerra su larga scala hanno dimostrato che abbiamo già le basi per una forza militare europea unita. E ora, mentre combattiamo questa guerra e gettiamo le fondamenta per la pace e la sicurezza, dobbiamo costruire le Forze Armate d'Europa.<br>Così il futuro dell'Europa dipenderà solo dagli europei e le decisioni sull'Europa verranno prese in Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Tutto ciò che serve per proteggere vite in una guerra moderna dovrebbe essere prodotto interamente in Europa. L'Europa ha tutto ciò che serve. L'Europa deve solo unirsi e agire in modo che nessuno possa dire "No" all'Europa, comandarla o trattarla come un soggetto debole. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Se gli americani stessi decidessero di ridurre la loro presenza – non sarebbe una buona cosa, ovviamente, sarebbe molto pericoloso – ma tutti noi in Europa dobbiamo essere pronti. E ho iniziato a discutere di questo già prima delle elezioni americane, perché vedevo chiaramente dove stava andando la politica statunitense. Ma l'America deve anche vedere dove sta andando l'Europa.<br>E questa direzione della politica europea non deve solo sembrare promettente – deve rendere l'America desiderosa di stare al fianco di un'Europa forte. Questo è assolutamente possibile. Ne sono certo. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Abbiamo bisogno di fiducia nella nostra forza, affinché gli altri non abbiano scelta se non rispettare la potenza dell'Europa. E senza un esercito europeo, questo è impossibile. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Nessuna decisione sull'Ucraina senza l'Ucraina. Nessuna decisione sull'Europa senza l'Europa. L'Europa deve avere un posto al tavolo quando si prendono decisioni sull'Europa. Tutto il resto è zero. Se siamo esclusi dai negoziati sul nostro stesso futuro, allora perdiamo tutti. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *L'America ha bisogno dell'Europa? Come mercato – sì. Ma come alleato? Non lo so.<br>Perché la risposta sia "Sì", l'Europa deve avere una voce unica – non una dozzina di voci diverse.<br>Anche coloro che vanno regolarmente a Mar-a-Lago devono far parte di un'Europa forte – perché il Presidente Trump non ama gli amici deboli. Lui rispetta la forza. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Mosca farà a pezzi l'Europa se noi, come europei, non ci fidiamo l'uno dell'altro. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Qualche giorno fa, il Presidente Trump mi ha parlato della sua conversazione con Putin. Non ha mai detto che l'America ha bisogno dell'Europa a quel tavolo. Questo dice molto. I vecchi tempi sono finiti – quando l'America sosteneva l'Europa solo perché l'aveva sempre fatto. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *[...] oggi, il membro più influente della NATO sembra essere Putin – perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. E questo nonostante il fatto che sia stato l'esercito ucraino a fermare la Russia – non un paese della NATO, non le truppe della NATO, ma solo il nostro popolo e il nostro esercito. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Solo nella battaglia di Kursk, le nostre truppe hanno eliminato quasi 20.000 soldati russi. Abbiamo completamente distrutto le unità nordcoreane che Putin ha dovuto portare perché le sue forze non erano sufficienti a fermare la nostra controffensiva.<br>Sono orgoglioso dell'Ucraina. Sono orgoglioso del nostro popolo.<br>Ma ora vi chiedo – ognuno di voi – di rispondere onestamente a questa domanda: se la Russia venisse per voi, il vostro esercito sarebbe in grado di combattere allo stesso modo?<br>Non voglio che nessuno debba mai scoprirlo. – Dio non voglia.<br>Ecco perché crediamo che il fulcro di qualsiasi garanzia di sicurezza per l'Ucraina debba essere l'adesione alla NATO.<br>Perché a un certo punto, ci sarà un confine tra guerra e pace. E dove verrà tracciato quel confine, e quanto sarà forte, dipenderà da noi.<br>L'Europa ha bisogno di un nuovo anno di forza, di unità e di pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Purtroppo, il presidente Trump, per il quale ho grande rispetto come leader di una nazione che rispettiamo molto, per il popolo americano che ci ha sempre sostenuto, vive in una bolla di disinformazione [...]. Abbiamo visto questa disinformazione. Capiamo che proviene dalla Russia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2025/02/19/zelensky-trump-vive-nella-bolla-di-disinformazione-di-putin/ Zelensky: "Trump vive nella bolla di disinformazione di Putin"]'', ''lapresse.it'', 19 febbraio 2025.</ref> *Se serve che lasci questa sedia, sono pronto a farlo e posso anche scambiare la mia posizione con l'adesione dell'Ucraina alla Nato: sarei felice di rinunciare alla presidenza se fosse per la pace dell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2025/02/23/guerra-ucraina-zelensky-dimissioni-presidente-kiev-nato-garanzie-trump/ Guerra in Ucraina, l’annuncio di Zelensky: «Pronto a dimettermi se Kiev entra nella Nato. Da Trump mi aspetto garanzie»]'', ''open.online'', 23 febbraio 2025.</ref> *Perché dovrei offendermi se Trump mi dà del dittatore? Se mi offendessi, ammetterei di esserlo. (dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv, 23 febbraio 2025)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.radiortm.it/2025/02/27/zelensky-a-washingtonlopinione-di-rita-faletti/ Zelensky a Washington... l'opinione di Rita Faletti]'', ''radiortm.it'', 27 febbraio 2025.</ref> [[File:President Trump and Ukrainian President Zelenskyy Clash During Meeting in Oval Office, Feb. 28, 2025.jpg|thumb|Zelens'kyj con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale]] *[...] dal 2014 al 2022, la situazione è rimasta la stessa: la gente moriva sulla linea del fronte. Nessuno lo ha fermato. Sai che abbiamo avuto molte conversazioni con lui {{NDR|Vladimir Putin}}, conversazioni multilaterali. E io ho firmato con lui, io, da nuovo presidente nel 2019, ho firmato con lui un accordo. Ho firmato con lui, Macron e Merkel, un cessate il fuoco. Tutti mi dicevano che non avrebbe mai attaccato, abbiamo firmato con lui un contratto per il gas... Sì, ma dopo ha violato il cessate il fuoco, ha ucciso la nostra gente e non ha scambiato prigionieri. Abbiamo firmato per lo scambio di prigionieri, ma non lo ha fatto. Di che tipo di diplomazia, JD, stai parlando? Cosa intendi? (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale">Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/28/trump-zelensky-vance-trascrizione-scontro/7896301/ Trump-Vance-Zelensky, ecco la trascrizione dello scontro nello Studio Ovale: "La gente muore". "Tu irrispettoso, hai mai detto grazie?". "Giochi con la Terza Guerra mondiale"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 28 febbraio 2025</ref> *[...] durante la guerra, tutti hanno problemi. Anche voi, ma avete un bell’oceano e non lo sentite ora, ma lo sentirete in futuro. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/> *{{NDR|«Non siete in una buona posizione. Non avete le carte giuste. Con noi, iniziate ad avere carte».}} Non sto giocando a carte. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/> *La pace, come diceva il [[Ronald Reagan|presidente Reagan]], non è una semplice assenza di pace. Serve una pace solida e duratura, con diritti civili e libertà garantita. Vladimir Putin ha violato il cessate il fuoco 25 volte dal 2014, non ci si può fidare. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox">Da ''[https://www.vanityfair.it/article/zelensky-lite-trump-intervista-fox-news Zelensky: «Non credo di aver sbagliato, ma Trump con chi sta? Perché dice che l'Ucraina è distrutta?». L'intervista di Fox News cerca di incastrare il leader ucraino, che dà lezioni di civiltà a tutti]'', ''vanityfair.it'', 1 marzo 2025</ref> *[...] rispetto il presidente e gli americani, ma non so, penso che dobbiamo essere onesti. Non credo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Certo, ci sono delle cose da discutere, ma forse è meglio farlo non davanti ai media - con tutto il rispetto per la democrazia e la stampa libera. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Siamo pronti a firmare ma per noi è molto importante che ci siano delle garanzie. Magari non so delle cose, per questo volevo parlare con il presidente dei dettagli, in separata sede, per poter capire. Magari ha un suo piano per fermare Putin. Le garanzie sono un tema molto sensibile per la mia gente, perché siamo stati tre anni in guerra e la sola cosa che vogliamo sentirci dire è che è finita e che gli Stati Uniti stanno dalla nostra parte, insieme ai partner europei e insieme alla Nato. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *[...] non posso cambiare quello che pensano gli ucraini dei russi: per loro sono dei killer. Gli Usa e l'Europa sono i nostri migliori amici mentre Putin è il nemico. Non è che non voglio la pace ma bisogna raccontare la realtà. La situazione reale. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Sarebbe molto difficile per noi {{NDR|vincere la guerra senza l'appoggio statunitense}}. Ecco perché sono venuto negli Usa e perché l'accordo sulle terre rare era solo il primo passo per arrivare alla pace, ma non possiamo cancellare tutte le immagini che la nostra gente ha visto, i russi sono entrati nelle loro case, non possiamo dire che Putin è un"bravo ragazzo". Non possiamo dimenticare i primi giorni di guerra, l'invasione, non vogliamo che succeda di nuovo che ritornino. Io ho ceduto sull'ingresso dell'Ucraina nella Nato, ma allora chiedo: qual è la nostra garanzia di pace? Non voglio fare pressioni, sto solo chiedendo. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Quando sei negli Stati Uniti, e ad esempio il presidente, o il vice, o dei senatori, o comunque dei grossi politici dicono che l'Ucraina è praticamente distrutta, che i nostri soldati sono scappati, che non sono eroi, che l'Ucraina ha perso milioni di civili, che il loro presidente è un dittatore: qual è la reazione? Non si tratta di me, ma viene da chiedersi: dov'è l'amicizia tra Usa e Ucraina? Ho chiesto molte volte, per telefono, in altre occasioni, di fare attenzione con i numeri, se dici che abbiamo un milione di morti non è vero, parli di vite umane, sono persone, padri... se parli di territori quando sono case... I buoni partner non dicono questo, i buoni partner sono amici. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Proprio la scorsa notte {{NDR|la Russia}} ha lanciato un altro massiccio attacco contro l’Ucraina – prendendo principalmente di mira la nostra capitale, Kyjiv. L’attacco ha coinvolto droni russi-iraniani Shahed. Questi droni sono stati pesantemente potenziati per causare più distruzione e per essere più difficili da abbattere. Gli ucraini ora subiscono attacchi con centinaia di questi droni ogni singola notte. Questo è puro terrorismo.<ref group="fonte" name="pianomarshall">Dall'intervento alla conferenza di Roma; ''[https://www.linkiesta.it/2025/07/discorso-zelensky-conferenza-ricostruzione-ucraina/ Piano Marshall europeo]'', ''linkiesta.it'', 10 luglio 2025.</ref> *Ricordate, solo un anno fa, molti pensavano che la Russia volesse veri colloqui di pace e un cessate il fuoco. Mosca inviava quei segnali, ma era tutto parte della propaganda. Cercavano di far passare l’idea che l’Ucraina non volesse la pace. Ma allora avevamo detto che bisognava fare pressione sulla Russia, perché non si stava preparando alla pace. E ora tutti vedono che Putin ha rifiutato ogni proposta di pace e sta intensificando la violenza.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *L’Ucraina possiede alcune delle tecnologie più avanzate al mondo per i droni, sia offensivi che difensivi. Siamo pronti a condividere questa esperienza e queste tecnologie con i nostri partner. L’Ucraina ha bisogno di investimenti – voi avete bisogno di competenze e tecnologie. Tutto ciò che stiamo costruendo ora per proteggere l’Ucraina, aiuterà anche a proteggere voi.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Nessun altro paese è passato così rapidamente dagli aerei sovietici agli F-16 e ai Mirage.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ricostruire l’Ucraina non riguarda solo il nostro Paese, riguarda anche i vostri Paesi, le vostre aziende, la vostra tecnologia, i vostri posti di lavoro – il modo in cui ricostruiamo il nostro Paese può anche modernizzare le vostre infrastrutture e industrie.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Dobbiamo accordarci chiaramente sul fatto che i beni russi congelati devono essere destinati alla ricostruzione dell’Ucraina. Non solo i proventi, ma anche i beni stessi devono essere utilizzati – e in modo molto più attivo di quanto non lo siano ora – per salvare vite umane.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Putin ha solo due veri “alleati” – il terrore e l’inverno.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ogni giorno, dobbiamo restare concentrati. Dobbiamo continuare a fare pressione sulla Russia. Dobbiamo continuare a lavorare per la difesa. Così da poter ottenere un vero cessate il fuoco il prima possibile. Così che i nostri droni entrino nei nostri arsenali comuni. Che le nostre tecnologie servano alla ricostruzione e alla vita reale. Che creiamo e iniziamo a implementare un piano di ricostruzione affidabile. Che i nostri bambini e il nostro popolo tornino a casa – in Ucraina.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ovviamente, non daremo alla Russia nessuna ricompensa per quello che ha fatto. Il popolo ucraino merita la pace. Ma tutti i partner devono capire cosa sia una pace dignitosa. Questa guerra deve finire, e la Russia deve porvi fine. La Russia l'ha iniziata e la sta trascinando, senza rispettare alcuna scadenza, e questo è il problema, non altro [...]. La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione dell'Ucraina. Nessuno si discosterà da questo e nessuno potrà farlo. Gli ucraini non regaleranno la loro terra all'occupante. L'Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare alla pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che escluda l'Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace e non porterà a nulla. Sono decisioni morte, non funzioneranno mai [...]. E noi tutti abbiamo bisogno di una pace reale, viva, che le persone rispettino. Siamo pronti a lavorare insieme al presidente Trump e a tutti i nostri partner per una pace reale e, soprattutto, duratura, una pace che non crollerà a causa dei desideri di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/09/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424780251/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1-r109#424780251_event9 Zelensky: "Ogni decisione senza Kiev non porterà a nulla"]'', ''repubblica.it'', 9 agosto 2025.</ref> *Io non posso andare a Mosca quando il mio Paese è sotto attacco missilistico, ogni giorno. Non posso andare nella capitale di questo terrorista. Putin lo capisce.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/06/diretta/guerra_ucraina_russia_trump_news_oggi-424829643/?ref=RHLF-BG-P6-S3-T1-r620#424829643_event4 Zelensky: “Non andrò a Mosca, Putin invece venga a Kiev”]'', ''repubblica.it'', 6 settembre 2025.</ref> *Cosa possono aspettarsi il Sudan, la Somalia o la Palestina o qualsiasi altro popolo che vive in guerra dalle Nazioni Unite? Per decenni, solo dichiarazioni.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza">Dall'intervento all'Onu; citato in ''[https://it.euronews.com/2025/09/24/lappello-di-zelensky-allonu-da-nazioni-unite-solo-dichiarazioni-armi-determinano-sopravviv L'appello di Zelensky all'Onu: "Da Nazioni Unite solo dichiarazioni, armi determinano sopravvivenza"]'', ''euronews.com'', 24 settembre 2025.</ref> *Ora ci sono decine di migliaia di persone che sanno come uccidere professionalmente usando i droni. Fermare questo tipo di attacco è più difficile che fermare qualsiasi pistola, coltello o bomba, questo è ciò che la Russia ha portato con la sua guerra.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *La tecnologia bellica non si preoccupa più della geografia, ora la sta rimodellando.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *È solo questione di tempo prima che i droni combattano contro i droni, attacchino le infrastrutture critiche e da soli prendano di mira le persone. Completamente autonomi e senza alcun coinvolgimento umano, a parte i pochi che controllano i sistemi di intelligenza artificiale. Stiamo vivendo la corsa agli armamenti più distruttiva della storia dell'umanità, perché questa volta include l'intelligenza artificiale.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *Fermare Putin ora è più economico che cercare di proteggere ogni porto e ogni nave dai terroristi con i droni marini. Fermare la Russia ora è più economico che chiedersi chi sarà il turista che creerà un semplice drone con una testata nucleare,<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *Ho parlato con il presidente Trump. Una buona conversazione, molto produttiva. Mi sono congratulato per il successo e l'accordo per il Medio Oriente che ha effettivamente ottenuto, ed è un risultato forte. E se si riesce a fermare la guerra in quella regione, sicuramente altre guerre possono essere fermate, compresa questa guerra russa.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/11/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424905614/?ref=RHLF-BG-P4-S1-T1-r110#424905614_event15 Zelensky a Trump: "Se fermi la guerra a Gaza, puoi fermare anche Mosca"], ''repubblica.it'', 11 ottobre 2025.</ref> *Oggi viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull’Ucraina è enorme. E il nostro Paese potrebbe trovarsi presto davanti a una scelta durissima: sacrificare la nostra dignità, oppure rischiare di perdere un partner fondamentale. Accettare una lista complicata di 28 richieste, oppure affrontare un inverno che potrebbe essere il più duro, con tutti i pericoli che comporta. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. Una vita in cui ci si chiede di fidarsi di chi ci ha già attaccati due volte.<ref group="fonte" name="dignita">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-discorso-integrale-zelensky-AHhw4StD Ucraina, il discorso integrale di Zelensky]'', ''ilsole24ore.com'', 21 novembre 2025.</ref> *Discuterò, cercherò di convincere, proporrò alternative. Ma non daremo al nemico nessun pretesto per dire che l’Ucraina non vuole la pace o che sta sabotando la diplomazia. Questo non succederà.<ref group="fonte" name="dignita"/> *Senza sosta, farò di tutto per assicurare che tra tutti i punti in discussione ce ne siano almeno due non negoziabili: la dignità e la libertà del popolo ucraino. Perché tutto il resto — la nostra sovranità, la nostra indipendenza, la nostra terra, il nostro popolo, il nostro futuro — si regge su questi due fondamenti.<ref group="fonte" name="dignita"/> *Sì, ho paura [...]. Temo che qualcuno dei nostri alleati sia stanco. L'obiettivo della Russia è che l'America si disimpegni.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/12/03/news/zelensky_rischio_isolamento_usa_disimpegno-425017957/ Zelensky a rischio isolamento: "Temo che gli Usa ci mollino"]'', ''repubblica.it'', 3 dicembre 2025.</ref> *Celebriamo il Natale in un momento difficile. Purtroppo, non tutti siamo a casa stasera. Purtroppo, non tutti hanno ancora una casa. E purtroppo, non tutti sono con noi stasera. Ma nonostante tutte le sofferenze portate dalla Russia, non è in grado di occupare o bombardare ciò che più conta. Questo è il nostro cuore ucraino, la nostra fiducia reciproca e la nostra unità [...]. Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. "Che muoia", ognuno di noi potrebbe pensare tra sé e sé. Ma quando ci rivolgiamo a Dio, ovviamente, chiediamo qualcosa di più grande. Chiediamo la pace per l'Ucraina. Lottiamo per essa. E preghiamo per essa. E la meritiamo. [...] Per tutti coloro che sono prigionieri: che tornino a casa. Per tutti i nostri eroi caduti che hanno difeso l'Ucraina a costo della loro vita. Per tutti coloro che la Russia ha costretto all'occupazione e alla fuga. Per coloro che stanno lottando ma non hanno perso l’Ucraina dentro di sé, e quindi l’Ucraina non li perderà mai.<ref group="fonte">Discorso alla vigilia di Natale, 2025; citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/zelensky-discorso-natale-augura-putin-morire-bombardieri-russi-mari-barents-e-norvegia-AIBdPcZ Zelensky nel discorso di Natale augura a Putin di morire. Bombardieri russi sui mari Barents e Norvegia]'', ''ilsole24ore.com'', 25 dicembre 2025.</ref> [[File:New Year's Eve from President of Ukraine Volodymyr Zelensky (31-12-2025).jpg|thumb|Zelens'kij durante il discorso di fine anno]] *L'accordo di pace è pronto al 90 per cento. Ne rimane ancora il 10 per cento. E questo è molto più che semplici numeri. Quel 10 per cento contiene, in effetti, tutto. È il 10 per cento che determinerà il destino della pace, il destino dell'Ucraina e dell'Europa, il modo in cui vivranno le persone. Il 10 per cento per salvare milioni di vite. Il 10 per cento della determinazione necessaria affinché la pace funzioni al 100 per cento. Il 10 per cento dell'unità e della saggezza così disperatamente necessarie – ucraine, americane, europee, da tutto il mondo. Il 10 per cento per la pace.<ref group="fonte" name="fineanno2025">Discorso di fine anno, 31 dicembre 2025; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/01/video/vogliamo-la-fine-della-guerra-non-dell-ucraina-il-discorso-di-fine-anno-di-zelensky-8489256/ Vogliamo la fine della guerra, non dell'Ucraina. Il discorso di fine anno di Zelensky]'', ''ilfoglio.it'', 1 gennaio 2026.</ref> *Cosa vuole l'Ucraina? La pace? Sì. A qualunque costo? No. Vogliamo la fine della guerra, non la fine dell'Ucraina. Siamo stanchi? Estremamente. Significa forse che siamo pronti ad arrenderci? Chi la pensa così si sbaglia di grosso. Ed è chiaro che, in tutti questi anni, non hanno ancora capito chi sono gli ucraini. Un popolo che ha resistito per 1.407 giorni a una guerra su vasta scala. Basta considerare questo numero. È più lungo dell'occupazione nazista di molte delle nostre città durante la Seconda guerra mondiale. 1.407 giorni di un'Ucraina non conquistata. Un paese che, di fatto, trascorre ogni notte nei rifugi. Ogni giorno, in lotta. Spesso, senza elettricità. Spesso, senza dormire, mantenendo le posizioni per molti, molti giorni. Eppure sempre, senza panico, senza caos, senza divisioni, uniti, affinché possiamo avere la pace. Vogliamo che la guerra finisca? Assolutamente.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *Ritiratevi dal Donbas e tutto sarà finito. Ecco come suona l'inganno tradotto dal russo all'ucraino, all'inglese, al tedesco, al francese e, di fatto, in qualsiasi lingua del mondo. C'è ancora qualcuno che ci crede? Purtroppo. Perché troppo spesso la verità viene ancora evitata e chiamata diplomazia, quando in realtà si tratta semplicemente di bugie in giacca e cravatta. *Un pezzo di carta in stile Budapest non soddisferà l'Ucraina. L'Ucraina non ha bisogno di una trappola meticolosamente elaborata in stile Minsk. Le firme sotto accordi deboli alimentano solo la guerra. La mia firma sarà sotto un accordo forte. Ed è esattamente questo lo scopo di ogni incontro, ogni chiamata, ogni decisione in questo momento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *O il mondo ferma la guerra della Russia, o la Russia trascina il mondo nella sua guerra. Ed è scioccante – scioccante che dopo così tante guerre, dopo quattro anni di una guerra del genere, una guerra in Ucraina, in Europa, dobbiamo ancora, purtroppo, spiegarlo a molti. E lo spieghiamo, lo ripetiamo – e anche se i leader cambiano, le domande rimangono le stesse. L'America è in grado di fermare l'aggressore in modo rapido e deciso? Assolutamente. Lo vorremmo? Moltissimo. Quando è possibile? Sempre. E quando è necessario? Ne avevamo bisogno ieri. E nel 2026, è possibile.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] quando Putin dice: "Non vi attaccheremo", quello è il primo avvertimento su dove andranno esattamente i suoi carri armati e dove voleranno i suoi droni.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] l'Ucraina è, di fatto, l'unico scudo che ora separa il confortevole stile di vita europeo dal mondo russo. E per la maggior parte dei leader, la domanda "Perché sostenere l'Ucraina?" non si pone. Perché se – Dio non voglia – l'Ucraina cadesse, le domande successive sarebbero: "Perché sostenere la Polonia?" e "Chi combatterà per gli Stati baltici?" e "Cosa c'è da fare senza l'Ucraina nella Nato?"<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *La Russia dovrà porre fine alla guerra, nel momento in cui troverà una ragione per la pace in più rispetto a quella per combattere. Ecco perché spesso ci diciamo l'un l'altro quello che dicono i nostri ragazzi al fronte: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è resistere un giorno in più di loro. E oggi aggiungiamo: essere un passo avanti. Un'ora più veloci. Una decisione più coraggiosa. Anche di un decimo, ma migliore. E del dieci per cento – di quel dieci per cento di cui parlavo all'inizio – del dieci per cento più forti. E allora vinceremo la pace al cento per cento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] nel 2026, vogliamo davvero che il cielo sia calmo e la terra pacifica; che il calore e la luce riempiano le nostre case – e non 170, ma tutte le 220, come dovrebbe essere; che tutta la nostra gente torni a casa – dal fronte, dalla prigionia, dall'occupazione; che noi resistiamo; che l'Ucraina resista.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> ===2026=== *{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}} Per quanto riguarda il Venezuela? Come dovremmo rispondere a questo? Beh, quello che posso dire è che, se si può fare questo con i dittatori, allora gli Stati Uniti sanno cosa fare dopo.<ref group="fonte">Dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv; citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2026/01/03/venezuela-zelensky-se-si-puo-fare-questo-con-i-dittatori-allora-gli-usa-sanno-cosa-fare-dopo/ Venezuela, Zelensky: "Se si può fare questo con i dittatori, allora gli Usa sanno cosa fare dopo"]'', ''lapresse.it'', 3 gennaio 2026.</ref> *Cari amici, tutti hanno presente il grande film americano "[[Ricomincio da capo]]" con Bill Murray e Andie MacDowell. Ma nessuno vorrebbe vivere così – ripetendo ogni giorno la stessa storia per settimane, mesi, anni. Eppure è esattamente così che viviamo oggi. È la nostra vita. E ogni Forum come questo lo dimostra.<ref group="fonte" name="davos2026">Dal discorso a Davos, 22 gennaio 2026; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/22/video/il-discorso-di-volodymyr-zelensky-a-davos-8561649/ L'Europa unita è invincibile. Il discorso di Volodymyr Zelensky a Davos]'', ''ilfoglio.it'', 22 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[crisi groenlandese]]}} Tutti hanno spostato la loro attenzione sulla Groenlandia. È chiaro: la maggior parte dei leader non sa che cosa fare. E sembra che tutti stiano solo aspettando che l'America "si raffreddi" sull'argomento, sperando che la questione svanisca. Ma se non svanisse? Cosa accadrà allora?<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Si è parlato molto delle proteste in Iran – ma sono state soffocate nel sangue. Il mondo non ha aiutato abbastanza il popolo iraniano, è vero, si è voltato dall'altra parte. In Europa era periodo di feste, Natale e Capodanno. Quando i politici sono tornati al lavoro per definire una posizione comune, l'ayatollah aveva già ucciso migliaia di persone. E cosa diventerà l'Iran dopo questo bagno di sangue? Se il regime sopravvive, il messaggio per ogni tiranno sarà chiaro: "Uccidi abbastanza persone e resterai al potere." Chi, in Europa, vuole che quel messaggio diventi realtà? Eppure l'Europa non ha nemmeno provato a costruire una risposta autonoma.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Il presidente Trump ha guidato un'operazione in Venezuela. E Maduro è stato arrestato. Ci sono opinioni diverse, certo, ma resta un fatto: Maduro è sotto processo a New York. Sorry, ma Putin non lo è. Siamo al quarto anno della più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale, e l'uomo che l'ha iniziata non soltanto è libero ma combatte ancora per riavere i suoi soldi congelati in Europa. E sapete una cosa? Sta avendo anche un certo successo. È la verità. È Putin che cerca di decidere come utilizzare i beni russi congelati – non chi avrebbe il potere di punirlo per questa guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Troppo spesso, in [[Unione europea|Europa]], c'è sempre qualcosa di "più urgente" della giustizia.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *L'Europa ama discutere del futuro, ma evita di agire nel presente – nel presente che decide quale futuro avremo. Ecco il problema. Perché il presidente Trump può fermare le petroliere della flotta ombra e sequestrare il petrolio, mentre l'Europa no? Il petrolio russo naviga vicino alle coste europee: quel petrolio finanzia la guerra contro l'Ucraina, quel petrolio destabilizza l'Europa. Dunque il petrolio russo va fermato, confiscato e venduto a beneficio dell'Europa. Perché no? Se Putin non ha soldi, non può fare la guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Lo ripeto: l'Europa ha bisogno di forze armate unite – forze capaci di difendere davvero l'Europa. Oggi l'Europa si affida alla speranza che, se arriverà il pericolo, la Nato agirà. Ma nessuno ha mai visto l'Alleanza davvero in azione. Se Putin decidesse di colpire la Lituania o la Polonia, chi risponderebbe? In questo momento, la Nato vive di fede – la fede che gli Stati Uniti interverranno. Ma se non lo facessero?<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulla crisi groenlandese}} L'Europa deve sapere come difendersi. E se mandate 30 o 40 soldati in Groenlandia, a cosa serve? Che messaggio dà a Putin? Alla Cina? E soprattutto: che messaggio manda alla Danimarca, il vostro alleato più diretto? O dichiarate che le basi europee proteggeranno davvero la regione da Russia e Cina – e le costruite – oppure rischiate di non essere presi sul serio. Perché 30 o 40 soldati non proteggono nulla. Noi sappiamo cosa fare. Se le navi russe solcano liberamente i mari intorno alla Groenlandia, l'Ucraina può aiutare – abbiamo l'esperienza e le armi per fare in modo che nessuna resti a galla. Possiamo affondarle lì come le affondiamo al largo della Crimea. Nessun problema: abbiamo gli strumenti e gli uomini. Ma se ci chiedessero di farlo, se fossimo nella Nato – e non lo siamo – quel problema non esisterebbe più.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulle proteste in Iran del 2025-2026}} Sull'Iran, tutti aspettano di vedere cosa farà l'America. Il mondo non offre nulla; l'Europa non offre nulla e non vuole schierarsi con il popolo iraniano e la democrazia che esso reclama. Ma quando si rifiuta di aiutare chi lotta per la libertà, le conseguenze ritornano – sempre in modo negativo.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Vediamo tutti come le forze che vogliono distruggere l'Europa non perdono un solo giorno. Operano liberamente, anche dentro l'Europa. Ogni "Viktor" che vive del denaro europeo mentre svende gli interessi europei merita una lezione. E se si trova a suo agio a Mosca, non significa che dobbiamo permettere che le capitali europee diventino piccole Mosche. Ricordiamo cosa ci separa dalla Russia. La linea di conflitto più profonda è questa: la Russia combatte per svalutare la persona umana, per rendere possibile che un dittatore distrugga chi vuole. Ma questi dittatori devono perdere potere, non guadagnarlo.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *In Europa ci sono discussioni infinite, omissioni, rivalità interne che impediscono di unirsi e parlare con sincerità, per trovare soluzioni reali. Troppo spesso gli europei si rivoltano gli uni contro gli altri – leader, partiti, movimenti, comunità – invece di unirsi per fermare la Russia, che porta la stessa distruzione a tutti.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Invece di diventare una vera potenza globale, l'Europa resta un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze. Invece di guidare la difesa della libertà nel mondo, soprattutto quando l'attenzione americana si sposta altrove, l'Europa appare smarrita – intenta a cercare di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare idea. Ma lui non cambierà. Il presidente Trump ama sé stesso. E dice di amare l'Europa. Ma non ascolterà questa Europa.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *I leader dicono: "Dobbiamo difendere gli interessi europei". Ma sperano che qualcun altro lo faccia al posto loro. E quando parlano di valori, spesso intendono "beni di valore".<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Cari amici, non dobbiamo degradarci a ruoli secondari – non quando abbiamo la possibilità di essere una grande potenza insieme. Non dobbiamo accettare che l'Europa sia solo un'insalata di piccole e medie potenze, condita con i nemici dell'Europa stessa. Quando è unita, l'Europa è davvero invincibile. E può – deve – essere una forza globale. Non una che reagisce in ritardo, ma una che definisce il futuro. Questo aiuterebbe tutti – dal medio oriente a ogni altra regione del mondo. Aiuterebbe la stessa Europa, perché le sfide che affrontiamo oggi sono sfide al nostro modo di vivere, al modo europeo di vivere, dove le persone contano, dove le nazioni contano. L'Europa può contribuire a costruire un mondo migliore. L'Europa deve costruire un mondo migliore. E un mondo senza guerra, naturalmente.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Per una sicurezza reale, la fede non basta – la fede in un partner, in un colpo di fortuna. Nessuna discussione intellettuale può fermare una guerra. Serve azione. L'ordine mondiale nasce dall'azione. E serve solo il coraggio di agire. Senza azione oggi, non c'è domani. Mettiamo fine a questo nostro "Ricomincio da capo. E sì – è possibile".<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Putin non è più interessato a nulla se non alla guerra, perché non riesce a immaginare la vita senza il potere o dopo il potere [...] Putin consulta più lo zar Pietro e l'imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra? [...] può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/26_febbraio_14/conferenza-monaco-diretta.shtml Parla Zelensky: Putin si crede uno zar, ma è schiavo della guerra]'', ''corriere.it'', 14 febbraio 2026.</ref> *Se verranno dati all’Ucraina due mesi di cessate il fuoco, allora indiremo le elezioni [...] Con un cessate il fuoco anche la Russia potrebbe andare a elezioni.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://ilmanifesto.it/zelensky-cerca-di-nuovo-la-sponda-ue-gli-usa-vogliono-che-cediamo-solo-noi Zelensky cerca di nuovo la sponda Ue: «Gli Usa vogliono che cediamo solo noi»]'', ''ilmanifesto.it'', 15 febbraio 2026.</ref> *Abbiamo fatto molti compromessi. Putin e i suoi amici non sono in prigione. Questo è il più grande compromesso che il mondo abbia mai fatto.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/02/16/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-425161540/ Zelensky, "Compromesso con Russia c'è già, Putin non è in prigione"]'', ''repubblica.it'', 16 febbraio 2026.</ref> [[File:Address by the President of Ukraine on the Fourth Anniversary of the Beginning of Russia’s Full-Scale Invasion of Ukraine. (55113242776).jpg|thumb|Zelens'kyj durante il quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa]] *Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni. E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l'Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l'Ucraina percorre dal 24 febbraio. Ricordando l'inizio dell'invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l'indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia.<ref group="fonte">[https://x.com/ZelenskyyUa/status/2026183302969774260?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet Tweet] del 24 febbraio 2026; citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-24/ucraina-zelensky-trump-anniversario-35767665/ Ucraina: 4 anni di guerra, l'appello di Zelensky a Trump "si schieri con noi"]'', ''agi.it'', 24 febbraio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione. Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia, specie droni e missili, anche se adesso credo non potranno più farlo e forse saranno i russi ad armarli a loro volta.<ref group="fonte" name="iran">Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi, 2 marzo 2026; da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_03/intervista-a-zelensky-lasciare-il-donbass-aprirebbe-la-via-a-mosca-putin-ha-perso-l-inverno-l-ue-da-sola-non-basta-3004ee60-a4ef-4ea2-83ae-1559b14d2xlk.shtml Intervista a Zelensky: «Putin ha perso l'inverno. Ma ora la guerra in Iran potrebbe metterci in difficoltà, ecco perché»]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Su Vladimir Putin durante la guerra d'Iran}} Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani. Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia.<ref group="fonte" name="iran"/> *{{NDR|Sulla guerra d'Iran}} Ora viene attaccato un regime che vuole costruire l'atomica. L'Ucraina invece è stata invasa con truppe di terra: da 12 anni la Russia cerca di occuparci con la forza. Nello scenario iraniano vedo piuttosto un grave problema con il protrarsi della guerra. Se non si parlano, ci saranno civili morti in numero crescente: sono una società divisa tra sostenitori e oppositori del regime.<ref group="fonte" name="iran"/> *[...] io mi auguro che la crisi iraniana resti un'operazione limitata e non diventi una lunga guerra, noi sappiamo bene sulla nostra pelle quanto rischi di essere sanguinosa.<ref group="fonte" name="iran"/> *Gli americani pensano a uno scambio di territori, i russi vogliono il nostro ritiro. Lo scambio non è nel nostro interesse, inoltre Mosca ha bisogno di molte forze per controllare le zone che noi lasceremmo: sanno che noi vorremmo riprendere ciò che ci hanno sottratto. Perché mai noi dovremmo scambiare nostro territorio in cambio di altro che è parte della nostra patria?<ref group="fonte" name="iran"/> *Io non vado a questionare se ci sono truppe straniere in Russia, per esempio i 10.000 soldati nordcoreani. Non vedo perché Mosca debba decidere quali truppe stazionano sul nostro territorio. Ma voglio essere chiaro: io non lascerò mai il Donbass e i 200.000 ucraini che lo abitano. Perché mai dovrei farlo? Perché Putin lo impone come condizione per la pace? E subito dopo imporrà nuove richieste? No, non ci sto.<ref group="fonte" name="iran"/> *Non stiamo perdendo e la Russia non è ancora contenta. Stanno perdendo un mucchio di uomini, sino a 35.000 al mese. È un numero gigantesco. Adesso Putin sta per mobilitare 400.000 nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri inizieranno quando il suo esercito inizierà a rimpicciolirsi.<ref group="fonte" name="iran"/> *[[Viktor Orbán|Orbán]] diventa importante quando forze politiche importanti gli danno forza, altrimenti vale poco. L'Ungheria è un Paese che conta, ma non ha peso militare.<ref group="fonte" name="iran"/> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Lei è intelligente. L'Italia ci aiuta militarmente come può, so che non avete molto. È un problema comune a tanti Paesi europei: non avete abbastanza armi per difendere i vostri cieli. Ma la premier Meloni è dalla parte giusta della storia.<ref group="fonte" name="iran"/> *La questione vera è: quando potremo avere le elezioni? Di sicuro saranno dopo la fine della guerra e non durante un cessate il fuoco temporaneo. E non sono affatto sicuro che mi candiderò, vedrò cosa vorranno gli ucraini.<ref group="fonte" name="iran"/> *<ref group="fonte" name="letteraaperta">Da un [https://www.instagram.com/p/DZLTphwDEKU/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA== post] rivolto a Vladimir Putin sul profilo ufficiale Instagram, 4 giugno 2026; citato in ''[https://www.open.online/2026/06/04/ucraina-zelensky-lettera-putin-colloqui-diretti/ Zelensky scrive una lettera a Putin: «Vediamoci e finiamo questa guerra». Il Cremlino: «Venga a Mosca quando vuole»]'', ''open.online'', 4 giugno 2026.</ref> *Quando sei salito al potere in Russia più di 26 anni fa, molti in Ucraina avevano un'opinione positiva di te. Era così. Ma questo appartiene ormai al passato. [...] In 26 anni al potere, hai completamente cambiato l'agenda delle relazioni tra Ucraina e Russia. Da discussioni su commercio e altre questioni civili, le nostre nazioni sono passate a parlare quasi esclusivamente di attacchi e perdite. Hai trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni di potere conducendo una guerra contro l'Ucraina.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Sentiamo spesso dire che tu sei a tuo agio con questa guerra. Naturalmente, non quando si tratta della sicurezza della tua residenza a Valdai o della tua parata a Mosca. La tua stessa vita è importante per te. Ma ora vediamo tutti che i russi stanno diventando sempre meno a loro agio con questa realtà – con il fatto che la guerra sta portando conseguenze sempre più negative alla Russia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non avrai abbastanza denaro né capitale politico per continuare a comprare la lealtà dei russi come hai fatto negli ultimi 26 anni. E faremo tutto il possibile affinché il mondo contribuisca ad avvicinare quel momento.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non è che noi in Ucraina ci preoccupiamo del destino dei soldati russi dopo tutto ciò che la tua guerra ha portato al nostro Paese. Ma mi importa degli ucraini. Stiamo perdendo i nostri cittadini, e ogni perdita è dolorosa per noi. Anche quando il rapporto tra perdite ucraine e russe è di uno a cinque o uno a sei, continua ad avere un grande peso. Conta anche il fatto che tu rinvii regolarmente, ogni pochi mesi, i tuoi obiettivi per la conquista delle nostre regioni – in particolare la regione di Donetsk. E non la conquisterai nemmeno quest'anno.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non avere paura di imboccare la via d'uscita da questa guerra. È la cosa principale che ti viene richiesta ora. L'Ucraina ha preservato la sua indipendenza. E la preserverà. Nonostante tutte le previsioni contrarie. Abbiamo unito molti Paesi nel mondo a sostegno dell'Ucraina e contro di te. Abbiamo trovato le armi e i finanziamenti necessari. Riceviamo sostegno. Tu ricevi sanzioni. E questo continuerà finché non ci sarà giustizia per l'Ucraina – la giustizia che cerchiamo e che può essere raggiunta.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Abbiamo portato la guerra sul tuo territorio, e non saresti stato in grado di gestirla senza l'aiuto della Corea del Nord. Sei il primo leader della Russia a chiedere aiuto a Pyongyang. E oggi sei completamente dipendente dalla Cina – anche questo è un fatto senza precedenti nella storia della Russia. Credevi che gli ucraini non avessero la forza di difendersi. E invece oggi il nostro popolo aiuta i partner in Medio Oriente e nel Golfo a rafforzare le proprie difese.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Il mondo non si è stancato dell'Ucraina, come speravi. Ma cresce la stanchezza verso la Russia — anche tra chi, nel mondo, ti aiuta a eludere le sanzioni e a mantenere in piedi la tua economia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Dopo 26 anni al potere, l'età comincia a farsi sentire. E con il tempo, la stanchezza verso di te non potrà che aumentare.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *L'Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un confronto diretto tra noi e te. Propongo un incontro. Tutti hanno sentito i tuoi rappresentanti dire, sorridendo, che potrei andare a Mosca. Ma dopo 26 anni, non c'è nulla per un leader ucraino nella tua capitale — così come non c'è nulla per un leader russo a Kyiv. Ci sono Paesi che tradizionalmente ospitano leader per risolvere questioni di guerra e pace. La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo — molti sono in grado e disposti a ospitare un tale incontro.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Un vero silenzio delle armi è il modo migliore per iniziare a parlarsi.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Se non arriverai personalmente alla conclusione che è tempo di porre fine a questa guerra, l'Ucraina continuerà a combattere per la propria esistenza. Avremo chi ci sostiene. Ma anche tu dovrai combattere molto più duramente per la tua esistenza – non quella della Russia, ma la tua. E questa non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. È un fatto della storia russa che conosci bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento. Possiamo lavorare per avvicinare quella stanchezza. Puoi fermare la tua guerra.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> ==Citazioni su Volodymyr Zelens'kij== *Da capo dell’opposizione, questa è la mano che tendo al presidente Volodymyr Zelensky: se siamo uniti, siamo forti. E se siamo forti, possiamo battere Putin. Purtroppo, vedo che Zelensky non è pronto a questo. È un irresponsabile. Lui ha più paura di me che di Putin. E questa è una tragedia. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]]) *È incredibile che Zelensky pensi di poter causare più danni alla Russia di quelli che la Russia potrebbe causare all'Ucraina se entrambi gli eserciti dessero fondo a tutto il loro arsenale. Questa forma di megalomania di Zelensky, che si manifesta nella convinzione che la Russia e l'Ucraina competono alla pari, è dovuta a molti fattori. Uno di questi è il processo di celebrazione che il presidente ucraino riceve dai media occidentali. A furia di sentirsi dire di essere un "grande statista", un "grande stratega", un "eroe", Zelensky ha finito per crederci davvero perdendo il contatto con la realtà. ([[Alessandro Orsini (saggista)|Alessandro Orsini]]) *È indubbio che non ci sia nessuno più leale all'Ucraina di Zelensky, nessuno a cui stia più a cuore proteggere il suo Paese e i suoi connazionali. ([[Jonathan Safran Foer]]) *È un criminale di guerra. C'è lui dietro alle fucilazioni di Bucha e all'attacco a Kramatorsk. Potrebbe restare come presidente di questo pezzettino di Ucraina filoamericana, ma credo che verrà ammazzato prima. ([[Sergej Markov (politologo)|Sergej Markov]]) *È una brava persona: sta combattendo per l'Ucraina e per tutta l’Europa. E spero che questa guerra finisca molto presto, e che sia lui a vincerla. ([[Lech Wałęsa]]) *Eroe tragico di questo conflitto che viene dal passato. ([[Pierre Haski]]) *Generazioni di patrioti americani, dalla nostra rivoluzione in poi, hanno combattuto per i principi per cui Zelenskyj sta rischiando la vita. ([[Liz Cheney]]) *Ha fatto capire, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la potenza della comunicazione. È stato magistrale quando si è mostrato nel video fai-da-te con i suoi ministri, dicendo semplicemente "Siamo qui". E non credo che i Paesi dell'[[Unione europea|Ue]] sarebbero stati tutti pronti a sanzioni severe o a escludere alcune delle principali banche russe dal sistema [[Swift]] senza il discorso di Zelensky al [[Parlamento europeo]]. ... vedo un'analogia tra lui e [[Greta Thunberg]]: entrambi mostrano che anche un singolo individuo può risvegliare la coscienza di una cultura. La persona giusta, al momento giusto, riesce a scuotere il mondo. Troppo facilmente dimentichiamo che gli eroi possono esistere, che siamo capaci di crederci. E che ne abbiamo bisogno. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Ha scoperto una fantastica vena da attore drammatico e adesso si starà rammaricando di aver perso tempo a fare il comico. Scherzi a parte, sta recitando benissimo la parte che qualcuno gli scrive. Le iperboli che prima ci propinava adesso sono finalmente corrette. Se prima diceva "è un’ingiustizia non essere parte dell’Ue o della Nato", era palesemente in cattiva fede. La ragione era chiara: non eravamo pronti. Adesso no, ha ragione a dirlo perché se non entriamo nell’Europa sarà la dittatura russa a bussare alle vostre porte. ([[Andrij Kurkov]]) *Il fatto che Zelensky sia ebreo non comporta che in Ucraina ci siano elementi nazisti, e che il presidente li abbia consentiti. I peggiori antisemiti sono ebrei, anche Hitler aveva origini ebraiche. ([[Sergej Viktorovič Lavrov]]) *Il presidente Zelensky gode di grande sostegno. Naturalmente è anche molto criticato, tra l'altro da intellettuali, perché l'Ucraina è composta da individui, non da masse uniformate come la Russia. In Ucraina sono registrati più di 400 partiti politici. Si discute e si critica senza sosta. Il prossimo o la prossima presidente, vivrà la stessa situazione. Il punto è che Zelensky è il presidente di un Paese in guerra. E sta facendo bene il suo lavoro. ([[Andrij Kurkov]]) *Il presidente Zelensky ha agito su due tasti.<br>Il primo è l'orgoglio nazionale che doveva diventare mobilitazione popolare, ragione capace di far separare i padri dai figli, i mariti dalle mogli. Gli uni a combattere per la nazione, gli altri a cercare riparo e salvezza. Perché questo avvenga – è qualcosa di enorme – bisogna risvegliare sentimenti profondi in ciascun cittadino.<br>Il secondo tasto è stato il costante premere sulle cancellerie e sull'opinione pubblica internazionale. Zelensky sapeva che senza un sostegno esterno la causa del suo popolo sarebbe stata sconfitta. ([[Walter Veltroni]]) *Io, a parlare con Zelensky, se fossi stato il Presidente del Consiglio non ci sarei mai andato. Perché, come sapete, stiamo assistendo alla devastazione del suo Paese e alla strage di suoi soldati e di suoi civili. Bastava che lui cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe avvenuto; quindi io giudico molto molto molto negativamente il comportamento di questo signore. [...] Per arrivare alla pace penserei che il signor Presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli: "è a tua disposizione – dopo la fine della guerra – un piano Marshall per ricostruire l'Ucraina; un piano Marshall di 6000, 7000, 8000, 9000 miliardi di dollari, a una condizione: che tu domani ordini il cessate il fuoco, anche perché noi da domani non ti daremo più dollari, e non ti daremo più armi". Soltanto una cosa del genere potrebbe convincere questo signore ad arrivare a un cessate il fuoco. ([[Silvio Berlusconi]]) *Io ho vissuto durante la Seconda Guerra mondiale, e per un lungo tempo la Gran Bretagna ha dovuto rimanere in piedi da sola, il resto dell’Europa era stata sconfitta o capitolata come la Francia, e quindi abbiamo dovuto cavarcela da soli contro la minaccia nazista creata della Germania, ma noi avevamo Churchill, che ha saputo, tra le altre cose, farne soprattutto una: tenere alto il morale. "Non saremo mai sconfitti, li combatteremo per mare, li combatteremo sulla terra, li combatteremo anche con i fondi di bottiglia perché è tutto quello che abbiamo a disposizione" diceva. Ed è quello che credo stia facendo a modo suo il presidente Zelensky. E che debba farlo, perché quasi sempre tenere alta la speranza anche nei momenti peggiori – soprattutto nei momenti peggiori – è l’unico modo per andare avanti. ([[Jane Goodall]]) *Io ho un atteggiamento complesso nei confronti del nostro presidente. Quando salì al potere nel 2019, percepii la sua vittoria come una tragedia personale. Ma dopo l'invasione russa, riconosco che abbia rappresentato fedelmente la volontà del popolo ucraino, col suo comportamento. ([[Iryna Cilyk]]) *Io lo capisco molto bene, come se fosse mio fratello. È cresciuto in una famiglia piccolo borghese, da studente partecipava a gare tv dove ha imparato la teatralità, a sedurre la gente, ma senza offendere come fa Trump. Disse che avrebbe dialogato coi russi, ma a un certo momento scoprì che la vita non è un gioco come il teatro. Ed è da questo momento che io lo ammiro: invece di piagnucolare e farsi da parte, smette d'essere un piacione e si veste da combattente. ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) *L'Ucraina è quando un leader ebreo eletto in un paese di maggioranza cristiana appoggia i musulmani oppressi. ([[Botakoz Kassymbekova]]) *La sua faccia racconta le emozioni che prova. Non è un mistero, è diventato un po’ più duro. Quando la guerra finirà si rilasserà, forse. Ora non può permetterselo. ([[Olena Zelens'ka]]) *La sua qualità principale è l’affidabilità, quando c’è lui intorno non devi avere paura di niente. Non so quale sia invece la parte più difficile dello stare insieme: per me vivere con Volodymyr è sempre stato facile. ([[Olena Zelens'ka]]) *Lui non ha la nostalgia dell'impero. E non pensava, quando si pronunciava in favore di un'adesione alla Nato, di dare col tempo il pretesto per un'invasione a Putin, con il quale era già ai ferri corti. Zelensky parla il russo come l'ucraino, forse meglio. Quando era un attore recitava nelle due lingue. Ma il cuore è ucraino. Egli ha un personale vantaggio sul suo avversario di Mosca. La sua evidente inferiorità militare non implica un'umiliazione. ([[Bernardo Valli]]) *Mi sono visto con il presidente Zelens'kyj sia un giorno prima dell'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione ]] {{NDR|russa in Ucraina}} sia nel giorno dell'invasione. Questo coraggio, la dignità e ...amore che lui emana. E anche come abbia unito il Paese. È stato un momento incredibile. Sono infinitamente colpito dalla sua personalità e mi preoccupo molto per lui e per l'Ucraina ([[Sean Penn]]) *Noi ascoltiamo il presidente Zelensky quando parla, il più grande eroe dei nostri tempi. Putin invece è un criminale di guerra. ([[Garri Kasparov]]) *"Noi siamo i difensori dell'Europa", dice Zelensky. Io avrei detto: "Noi ucraini lottiamo per la libertà della Russia". Perché se l’Ucraina vince, forse potremo liberarci di Putin, altrimenti la sua dittatura ne uscirà rafforzata. ([[Slavoj Žižek]]) *Penso a Zelensky che ha paragonato la guerra in Ucraina alla Shoah. È un paragone assurdo, improponibile. Guai se qualcuno lo fa... [...] Perché è tutta un’altra cosa. Gli ebrei sono stati perseguitati, distrutti per ragioni razziali. La Shoah è qualcosa che non assomiglia a nient’altro. [...] Con quell’accostamento, Zelensky ha toppato. E per fortuna che il Parlamento israeliano ha protestato. ([[Edith Bruck]]) *Prima dell'invasione, non condividevo nulla delle sue decisioni. Ero molto critica sulle sue scelte politiche. Ma il primo giorno di guerra, ci siamo visti e ci siamo stretti la mano. Ci siamo detti: l'unità nazionale non si discute. E la vittoria dipende anche dalla nostra unità. ([[Julija Tymošenko]]) *Supportiamo Zelensky. Lui, il governo, l'esercito È un presidente eletto democraticamente. Deve essere forte, E va aiutato. Non parlo solo degli ucraini, ma di tutto il mondo. Questo è molto importante per vincere. Prima della guerra io come leader dell'opposizione e il mio gruppo abbiamo avuto differenti visioni sulle politiche economiche e sociali. Lo abbiamo criticato molto, anche per non aver fatto abbastanza per le forze armate. Ma quando è caduto il primo missile, abbiamo cominciato subito a supportarlo. Ora non c'è opposizione, siamo una cosa sola. Un solo gruppo, e anche un solo cuore. ([[Julija Tymošenko]]) *Un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco. ([[Joe Biden]]) *Zelensky è il massimo narcisismo nel mondo, è una delle figure più infide, pericolose e false. Non sta a difendere il suo popolo, sta lì ad ammazzare il suo popolo. Obbliga il suo popolo a combattere. Li prendono per la strada, li buttano nei camion. ([[Ginevra Bompiani]]) *Zelensky è stato eletto democraticamente, su questo non c'è dubbio, ma dietro c'era un mega oligarca che ha costruito l'operazione. ([[Moni Ovadia]]) *Zelensky è un presidente eletto e, a differenza di quanto dice la propaganda di Mosca, non è nazista: è ebreo. Putin sa di mentire. ([[Niall Ferguson]]) *Zelensky ha fatto un percorso diverso rispetto a [[Giovanni Falcone]] e [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] ma ha dimostrato coraggio perché restando a Kiev ha dato una svolta alla resistenza ucraina. ([[Roberto Saviano]]) *Zelensky, il comicissimo presidente ucraino, a mio modesto avviso, accettando il confronto bellico con Putin ha dimostrato di essere fuori di testa. Doveva sapere che sarebbe stato travolto dall'esercito ex sovietico, mille volte più aggressivo dei suoi plotoni di soldati improvvisati e male equipaggiati, non in grado di essere all'altezza della situazione. Se avesse avuto un po', solo un po', di buon senso davanti alla minaccia russa sarebbe stato costretto ad arrendersi, accettando un negoziato con il despota del Cremlino allo scopo di evitare la tragedia in atto. ([[Vittorio Feltri]]) *Zelensky nasce come comico e comico è rimasto, non un politico. Fin dal 2014, quando ci fu il colpo di Stato para-nazista volto a portare l'Ucraina verso l'Unione Europea e la Nato, con il pieno sostegno dell'America e di Bruxelles che appoggiarono forze dichiaratamente naziste, Zelensky abbracciò quella visione delle cose. In sostanza, Zelensky sta sacrificando il suo popolo come uno scudo umano per gli interessi della Nato e della globalizzazione americanocentrica. Se davvero avesse a cuore il suo popolo eviterebbe di svendere l'Ucraina alla Nato e, invece, lo fa in nome di ragioni superiori legate alla geopolitica. ([[Diego Fusaro]]) *Zelenskyj incarna la resistenza ucraina e questo gli permette di portare il suo messaggio drammatico nelle aule dei parlamenti di Stati Uniti, Europa o Israele. [...] Nessuno potrà dire "io non sapevo". ([[Pierre Haski]]) *Zelenskyj si sta muovendo in modo sagace, credo abbia assimilato Sun Tzu e von Clausewitz. Inoltre mostra grande capacità mediatica. ([[Federigo Argentieri]]) *Zelensky per non fare uccidere la sua gente avrebbe dovuto sedersi subito al tavolo delle trattative e lasciare a Putin la Crimea e le repubbliche del Donetsk e del Luhansk. Per non arrivare ad una guerra avrei accettato anche questo, ma lui vuole mantenere l'integrità dell'Ucraina e quindi sarà difficile arrivare a un accordo. Che poi lui abbia saputo dare questa forza patriottica alla sua gente è una cosa straordinaria, però mi viene anche da pensare che se per un'idea devi portare a combattere e morire la tua popolazione, forse un pensiero in più ce lo devi fare. Lui è riuscito a portare dalla sua parte moltissima gente ucraina. Fa la voce grossa perché gli USA e l'Europa lo sostengono, tuttavia non può pensare di mantenere l'Ucraina integra. Putin non cederà. ([[Giorgio Fornoni]]) ===[[Loretta Napoleoni]]=== *Ad ascoltarlo sembra che la Rivoluzione francese sia avvenuta a Kiev, che la prima monarchia parlamentare sia nata in Ucraina e che l'Ucraina sia sempre stata la culla della democrazia europea. Tanto il riciclaggio storico funziona che i cammei diventano una pausa di penitenza nel bel mezzo dell'ennesima celebrazione dei volti celebri, dei famosi, dei ricchi, dei privilegiati, dei belli; su questo sfondo surreale, lontanissimo dal quotidiano degli spettatori, le parole di Zelensky innescano il giusto senso di colpa e la corretta dose di rabbia che fanno sentire chi lo ascolta partecipe delle tragedie altrui mentre sta comodamente seduto sul divano di casa a guardare l'ennesimo programma di varietà. *I suoi cammei mediatici sono sempre e volutamente uguali. Vestito con i colori della guerra, dal verde bottiglia al marrone terra bruciata, spesso circondato dai simboli dell'Ucraina libera seduto alla scrivania con dietro l'immancabile bandiera nazionale. Zelensky compare come un'icona e subito si apre una finestra su un'altra dimensione, diametralmente opposta a quella festaiola e celebrativa che lo ospita. Cambia l'atmosfera in sala. Senza preamboli, non domanda. Esige armi per difendere il suo e il nostro paese da un nemico globale pronto a fagocitare tutto il mondo libero. Il tono non è di chi elemosina gli aiuti, ma è di chi ne ha diritto perché l’Ucraina è il baluardo della libertà, della democrazia, dell'indipendenza occidentali. *Sostenere Zelensky è come fare il tifo per coloro che sul grande schermo stanno cercando l'ultimo figlio in vita della madre che ha perso tutti gli altrui nella guerra. Chi non ha provato questo sentimento mentre al cinema guardava ''Saving Private Ryan''? E anche la pausa di penitenza è azzeccata, come fare il tifo per il ritrovamento di Private Ryan ci fa sentire meglio, così partecipare alla tragedia in Ucraina guardando i camei di Zelensky ci decolpevolizza per essere diventati tanto superficiali e francamente anche tanto stupidi. In questo contesto poteva il cammeo di Zelensky mancare a Sanremo? ===[[Vladimir Putin]]=== *È salito al potere grazie alle aspettative del popolo ucraino che avrebbe portato l’Ucraina alla pace. Ne ha parlato, è stato grazie a questo che ha vinto le elezioni in modo schiacciante. Ma poi, quando è salito al potere, secondo me, ha capito due cose: primo, è meglio non scontrarsi con neonazisti e nazionalisti, perché sono aggressivi e molto attivi, da loro puoi aspettarti di tutto, e secondo , l’Occidente guidato dagli Stati Uniti li sostiene e sosterrà sempre coloro che si antagonizzano con la Russia – è vantaggioso e sicuro. Quindi ha preso una posizione rilevante, nonostante avesse promesso al suo popolo di porre fine alla guerra in Ucraina. Ha ingannato i suoi elettori. *Il presidente dell'Ucraina ha legiferato il divieto di negoziare con la Russia. Ha firmato un decreto che vieta a tutti di negoziare con la Russia. Ma come negozieremo se lui proibirà a se stesso e a tutti di farlo? *Se l'amministrazione Zelenskyj in Ucraina si è rifiutata di negoziare, presumo che lo abbia fatto su istruzione di Washington. ===[[Christian Rocca]]=== {{cronologico}} *Prima delle elezioni c'era chi temeva che Zelensky, russofono e nato a est, avrebbe consegnato il paese a Putin, altri spiegavano che sarebbe stato una marionetta in mano agli oligarchi. La realtà è molto più prosaica: Zelensky è un personaggio mediocre, inadeguato e circondato da amici d'infanzia corrotti o non all'altezza del compito di governare un grande paese o anche solo un condominio. *Zelensky è stato un mediocre presidente prima dell'invasione russa, perché credeva di poter convincere Putin a desistere e per questo sbeffeggiava gli americani che lo avvisavano dell'imminente attacco, ma è diventato uno straordinario leader dei nostri tempi una volta che il suo Paese è stato invaso, fino a trasformarsi in un Churchill del XXI secolo capace di guidare la resistenza, di difendere la democrazia globale e di unire il mondo libero. *Tutti gli riconoscono di aver salvato il paese da un punto di vista dell'immagine, riuscendo a far capire cosa stesse accadendo, cosa che i suoi predecessori non erano riusciti a fare. Avendo almeno un familiare arruolato nell'esercito, gli ucraini si fidano più delle parole dei comandanti. E questi parlano di uno stallo sul campo. Pertanto, se da una parte i cittadini ringraziano il loro presidente per aver difeso il paese, dall'altra lo accusano di non vincere. A maggior ragione oggi dove si afferma che, quando finirà la guerra, Zelensky dovrà dare delle spiegazioni. ===[[Cecilia Sala]]=== *Abbiamo chiesto al presidente ucraino se tre anni di bombardamenti e tentativi di assassinarlo abbiano ucciso il vecchio Zelensky, il comico. Ha risposto ridendo che l’aggettivo “vecchio” accostato al suo nome non lo aveva ancora mai sentito pronunciare, si è incupito quando ha cominciato a raccontare che gestire una guerra si mangia il tempo per i sentimenti – che i problemi sono così tanti, la fretta è così tanta, che si diventa pragmatici, soltanto risolutivi e poco emotivi, che la testa prende il sopravvento sul cuore. A dire il vero nel corso di un’ora di intervista almeno due volte le risposte fiume del presidente ucraino hanno rallentato e gli è venuta un’espressione commossa. Quando ha parlato di suo nonno, Semyon Ivanovich Zelensky, fante ebreo dell’Armata rossa durante la Seconda guerra mondiale con trenta medaglie appese al petto, che in Ucraina ha combattuto i nazisti veri e non quelli che vivono negli ossimori della propaganda putinista (che vuole denazificare Zelensky), ed è stato l’unico della propria famiglia a sopravvivere all’Olocausto, che ha ucciso un milione di ebrei ucraini tra cui i suoi genitori e i suoi tre fratelli. La seconda volta è stata quando abbiamo parlato dei fanti di oggi, dei maschi giovani e non solo che in questo momento sono settecento chilometri a est da qui, nelle trincee a zero gradi sotto i colpi dell’artiglieria russa, che in questi tre anni di grande invasione hanno sostenuto da soli il settanta per cento di tutte le perdite, di tutte le morti in combattimento di ucraini. Quelli che più della nuova Amministrazione americana di destra vogliono che questa guerra finisca presto – a patto che possano dire, questa volta, che sia finita davvero. *Dal punto di vista degli ucraini, il patto del 2019, per cui Zelensky aveva speso il suo capitale politico nonostante la metà del suo paese fosse contraria a un accordo col nemico, si è risolto con la Russia che vendeva il suo gas, l’Europa che otteneva il suo gas e l’Ucraina che otteneva la guerra. *È convinto che a Trump non piaccia essere preso in giro e che non gli piaccia perdere, il presidente ucraino ha scelto come strategia politica fare leva su questo aspetto del carattere dell’americano. ===[[Timothy Snyder]]=== *A differenza di Putin, Zelens'kyi è entrato in carica in un'elezione credibile in cui i candidati avversari (tra cui il presidente in carica) avevano accesso ai media e potevano competere. (Questa è una differenza fondamentale tra l'Ucraina e la Russia: in Ucraina i presidenti hanno perso le elezioni e hanno lasciato l'incarico. Ciò non è ancora accaduto in Russia.) *Sia chiaro: gli ucraini non sono una minaccia per la Russia. Ma la loro democrazia sì. Pensiamo a Zelensky: giovane, democratico, coraggioso, ebreo, russofono. Non solo smentisce la propaganda di Putin che vuole russofoni ed ebrei perseguitati in Ucraina. Ma mostra come potrebbe essere un nuovo presidente se in Russia ci fossero libere elezioni. *Uno degli elementi centrali dei tradizionali attacchi della Russia all'Ucraina è stato la [presunta] oppressione dei russofoni in Ucraina. Ciò è concettualmente fuorviante, in quanto la maggior parte degli ucraini è bilingue in ucraino e russo in un modo o nell'altro, e la lingua non determina l'identità. Ma nella misura in cui è ragionevole parlare di "lingua russa" in Ucraina, lo stesso presidente ucraino è sicuramente uno di questi. Zelens'kyi viene dall'Ucraina orientale e la sua lingua principale è il russo. Quindi un "russofono" in Ucraina può essere eletto presidente. In effetti, i "russofoni" sono molto più liberi in Ucraina sotto questo aspetto di quanto non lo siano in Russia. In Russia non c'è democrazia per nessuno. ===[[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]=== *Anche se è giusto avvedersi dei suoi errori, Zelensky è il leader competente e coraggioso di una democrazia che si deve difendere in tempo di guerra, mentre Vladimir Putin è un fascista e un criminale di guerra. *Le probabilità che gli ucraini accettino un accordo di pace in cui alcune aree del Paese rimarranno sotto il controllo dei russi è pari a zero, o talmente vicine allo zero da essere trascurabili. Zelensky non ci proverà nemmeno. *Troppi dei miei amici ucraini temono il futuro, e temono che la vittoria possa consolidare Zelensky come una sorta di figura napoleonica. Ma finché c'è da vincere la guerra quelle voci rimangono zitte. Come disse un saggio amico ucraino: «Zelensky fa schifo, ma almeno è il nostro schifo». ===[[Donald Trump]]=== {{cronologico}} *Si rifiuta di avere elezioni, è molto basso nei sondaggi ucraini e l'unica cosa in cui era bravo era suonare Biden "come un violino". Un dittatore senza elezioni, è meglio che Zelensky si muova in fretta, altrimenti non gli rimarrà più un Paese. Nel frattempo, stiamo negoziando con successo la fine della guerra con la Russia, qualcosa che tutti ammettono che solo "TRUMP" e l'amministrazione Trump possono fare. Biden non ci ha mai provato, l'Europa non è riuscita a portare la pace e Zelensky probabilmente vuole mantenere attivo il "treno della cuccagna". Amo l'Ucraina, ma Zelensky ha fatto un lavoro pessimo, il suo Paese è in frantumi e MILIONI di persone sono morte inutilmente. *Zelensky un dittatore? Davvero l'ho detto? Non ci posso credere. *Mi irrita. Parla di necessità d'approvazione costituzionale. L'ha avuta per andare in guerra e ammazzare e ora gli serve per fare uno scambio di territori? ===[[Andreas Umland]]=== *Ad essere onesti, penso che in sostanza Zelens'kyj non avesse davvero capito la situazione del conflitto con la Russia. Inizialmente credeva che il problema fosse Porošenko che – vuoi per i suoi interessi economici, vuoi per il suo nazionalismo ucraino, vuoi per l'influenza dell'Occidente, o per altre ragioni – non riusciva a chiudere il conflitto e ad arrivare a un qualche compromesso. Durante la campagna elettorale del 2019 Zelens'kyj era stato ambiguo. La sua posizione sui rapporti con la Russia per certi aspetti era più simile alle posizioni di Janukovič e del vecchio Partito delle Regioni, che a quelle di Porošenko. Poi, quando è diventato presidente e ha provato a trattare con Putin, si è accorto che il problema non era Porošenko, ma era proprio Putin, che non era interessato a una vera trattativa. *Il colpo maggiore contro le entità pro-russe in Ucraina non è stato portato da Porošenko, ma da Volodymyr Zelens'kyj. Questo è un paradosso perché Zelens'kyj è un russofono con un retroterra familiare ebraico, ed era una colomba pronta a negoziare con Putin, non certo un accanito nazionalista ucraino. Era stata eletto nel 2019 su una piattaforma chiaramente non nazionalista. Ha vinto con il distacco maggiore nella storia delle elezioni presidenziali in Ucraina, con il 73% dei voti. Nessuno aveva raggiunto percentuali simili in passato. Dopo essere stato eletto ha cercato di arrivare a un accordo con Putin, ma si è ben presto reso conto che era impossibile. È a questo punto che è diventato ancora più falco di Porošenko. *La questione del matrimonio omosessuale è un tabù in Ucraina. Ma Zelens'kyj ha avuto un confronto pubblico sulla questione dichiarando che ognuno è libero di vivere la propria vita e che le minoranze sessuali dovrebbero avere gli stessi diritti delle altre persone. *Nello spettro politico occidentale il partito di Zelens'kyj, al Parlamento europeo diciamo, sarebbe da qualche parte tra il blocco liberale, il blocco verde e i socialdemocratici. Zelens'kyj ha fatto delle dichiarazioni progressiste sulle minoranze sessuali. Sua moglie ha preso posizioni femministe. "Servitore del popolo" in uno dei paesi dell'Unione Europea sarebbe considerato un partito di centro-sinistra. ===[[Anna Zafesova]]=== {{cronologico}} *Attaccare Zelensky con la consueta propaganda russa sui "nazisti ucraini" sarà difficile: un presidente di origini ebraiche e di lingua russa toglie a Putin il monopolio sull'identità nazionale e dimostra che si può essere etnicamente russi e avere come modello politico l'Europa e la democrazia. Un'alternativa che sia Putin sia Navalny dimostrano di aver capito subito. *L'ossessione per l'o-ne-stà è uno dei tratti che, insieme alla carriera nello spettacolo, ha fatto guadagnare a Zelensky il titolo di "Grillo ucraino": "Lo votano le babushke analfabete, quelle che non leggono nemmeno la scheda elettorale, ma guardano la tv", è l'obiezione sdegnata che si sente in molti salotti dell'intellighenzia. Il 73 per cento alle presidenziali – e il 43 per cento alle politiche – però non può essere composto solo da vecchiette con il foulard in testa. *Il background del presidente non aiuta l'umiltà: oltre ad avere come mestiere quello di incantare il pubblico, qualità necessaria ma anche pericolosissima per un politico, è anche un imprenditore di successo. Il suo teatro Kvartal-95 è un vero impero, con le facce dei suoi attori affisse ovunque per Kiev, tra pubblicità e locandine: produce spettacoli live, film, serie, e dà lavoro a 10 mila persone. È una componente essenziale del successo del personaggio Ze, un self-made man, uno dei nostri ragazzi che ce l'ha fatta, dai teatri studenteschi al palco principale della nazione, ma esempi anche recenti mostrano che un businessman abituato a una catena di comando verticale fa fatica a funzionare negli schemi multidimensionali della politica. Da presidente Zelensky ha assunto toni più sobri, e interpreta il presidente vero senza alcuna concessione alla comicità del suo personaggio televisivo, forse per evitare di cadere nel ridicolo di un capo di stato che fino a sei mesi fa si vedeva a lanciare tortini vestito da donna nei suoi spettacoli comici. Anche le sue proposte più populiste, come l'abbassamento delle tariffe sul gas, eterno dolore ucraino, sono state accantonate. *In un Paese parte del territorio del quale è stato invaso, non ha mai parlato di "invasione". Ha invocato la tutela delle minoranze, linguistiche, etniche e religiose. Non ha mai menzionato la madonna né tirato fuori un rosario, dichiarando di volersi tenere laicamente distante da tutte le religioni. Non ha evocato complotti inesistenti. Non ha parlato di vaccini, Ufo, deep state, Bilderberg, scie chimiche, immigrati, protezionismo, radici e radioso passato, ma di investimenti esteri, di stimoli fiscali per sanità, istruzione, ambiente e innovazione, di apertura dei mercati, di riforma della giustizia, di Europa e di futuro, ha ordinato di "lasciare in pace" gli omosessuali che "sono liberi di fare quello che vogliono" e menzionato la parità gender. *Zelensky è il populista supremo, un'evoluzione senza precedenti della specie politica. Non è un politico che utilizza spin doctor, esperti di pubbliche relazioni e addetti stampa per cucirsi addosso un'immagine. È un attore e produttore che prima ha creato l'immagine del presidente ideale per il piccolo schermo e poi l'ha fatta eleggere capo dello Stato. È lo spin al cubo. *Il procedimento Zelensky è stato l'opposto di quello di Trump e Salvini. Alla domanda su quale ideologia preferisce, il presidente ucraino risponde: "Una sola: tutto quello che divide il Paese va evitato". Invece di estremizzare l'opinione pubblica, sdoganando discorsi emarginati nel "locker room talk", come lo chiama Trump, nei bar e nelle cucine, nella "pancia", espandendo i limiti del lecito fino a fagocitare l'elettore moderato, il comico ucraino rispolvera la vecchia regola che le elezioni si vincono al centro. Evita accuratamente i discorsi che possono irritare i due estremi dell'elettorato ucraino – i nazionalisti di Leopoli e i nostalgici sovietici di Donetsk – offrendo al resto del Paese una proposta buonista di futuro, crescita e pace, raccontata con un buon senso da zia Pina. *In patria, dopo un anno di bombe, sangue, buio e freddo ha il 94 per cento dei consensi, all'estero è una superstar globale, con i politici che litigano per una cena con lui, e l'entusiasmo che suscita quando passa per Washington, Londra e Bruxelles ricorda quasi quello di un'icona del rock. Il suo volto viene stampato sulle t-shirt, la sua felpa "I'm Ukrainian" va a ruba, e il colore Pantone della moda dell'Ucraina in guerra è il verde Zelensky (che poi in ucraino significa appunto "verde"). È un presidente, un comandante in capo, un'icona, è l'uomo più amato e più minacciato del mondo, e quando compie 45 anni, il 25 gennaio scorso, gli ucraini sui social gli regalano un titolo che vale più di un Nobel e di un Oscar insieme, "naikrashiy", il migliore. *È proprio con Zelensky che l'Ucraina si è compiuta definitivamente come quella "anti Russia" – per usare la terminologia putiniana – che metteva in crisi il cuore di tenebra dell'ex impero sovietico, rappresentando un'alternativa democratica ed europea alla nostalgia risentita dalla quale la dittatura di Mosca attingeva la sua legittimazione. Era l'antidoto a quella che molti, nello spazio postsovietico, percepivano ancora come una condanna a ripetere la storia, e il cambio generazionale che Zelensky ha rappresentato è diventato visibile a tutto il mondo con la guerra, con un governo democratico di quarantenni che parlano inglese a organizzare la resistenza contro l'invasione di un regime di settantenni che ripetono i cliché della propaganda sovietica. *È il suo genio comunicativo ad averne fatto l'uomo "most wanted" dai russi, e i suoi appelli serali girati con il telefonino – tanto criticati in tempi di pace dai giornalisti ucraini che si vedevano estromessi da un presidente populista che cercava un dialogo diretto con il suo popolo, bypassando le élite – sono già nei manuali di storia accanto agli appelli radio di Churchill e Roosevelt. È stato saggio, dicono i suoi estimatori a Kyiv, ad aver lasciato mano libera ai militari, concentrandosi su quello che sa fare meglio: creare una narrazione da offrire ai suoi combattenti e all'opinione pubblica internazionale. Ha costruito il sogno della resistenza e della vittoria, nel quale si mischiano miti antichi e moderni, linguaggio alto e pop, ideali europei e retaggi sovietici: è sua la proprietà del mito della "guerra patriottica" della nazione che si erge contro l'invasore, che Putin ha invano cercato di privatizzare, della resistenza partigiana e dell'unità nazionale, della strage di Bucha che rievoca la memoria di Babyn Yar e abbina a quel ricordo atroce proprio i russi che urlano agli "ucronazisti". *Un giorno, la sua incredibile storia verrà raccontata in film interpretati da attori che rincorrerano l'Oscar per aver impersonato un attore diventato presidente diventato storia. ==Filmografia== *''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015 - 2019) – attore, ideatore, regia, sceneggiatura ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0 *Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zelens'kyj, Volodymyr}} [[Categoria:Attori ucraini]] [[Categoria:Comici ucraini]] [[Categoria:Personalità della guerra russo-ucraina]] [[Categoria:Politici ucraini]] [[Categoria:Registi ucraini]] [[Categoria:Sceneggiatori ucraini]] mwv28whrm1loy62b7welg3320n6n5h8 1415662 1415659 2026-06-05T06:51:32Z Mariomassone 17056 /* 2026 */ 1415662 wikitext text/x-wiki [[File:Volodymyr Zelensky 2022 official portrait (cropped).jpg|thumb|Zelens'kyj nel 2022]] '''Volodymyr Oleksandrovyč Zelens'kyj''' (1978 – vivente), politico, attore, sceneggiatore, regista e comico ucraino. ==Citazioni di Volodymyr Zelens'kyj== {{cronologico}} ===2019=== [[File:Volodymyr Zelensky 2019 presidential inauguration 15.jpg|thumb|Zelens'kyj durante la sua inaugurazione]] *Immaginatevi dei titoli di giornale come "Il presidente non paga le tasse", "Il presidente è passato con il rosso in stato di ebbrezza", "Il presidente ruba, 'perché così fan tutti'". Siete d’accordo con me che questa è una vergogna? Ecco cosa intendo quando dico che ognuno di noi è Presidente. Da oggi ognuno di noi è responsabile dell’Ucraina che lasceremo ai nostri figli.<ref group="fonte" name="farviridere">Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; tradotto in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref> *Sì, abbiamo scelto la via dell'Europa. Ma l'Europa non è lì da qualche parte, l'Europa è proprio qui {{NDR|indica la testa con il dito}}. E una volta che l'Europa sarà qui, allora sarà in tutta l'Ucraina. E questo è il nostro sogno comune.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Ognuno di noi è morto nel [[guerra del Donbass|Donbass]] – ogni giorno perdiamo qualcuno di noi – e ognuno di noi è sfollato – sia colui che ha perso la casa, sia coloro che hanno aperto le porte della propria casa, per condividere il dolore.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Siamo tutti ucraini, non ci sono  maggioranze, minoranze, giusti, non-giusti. Da Užhorod a [[Luhans'k]], da Černihiv a Sinferopoli, a [[Leopoli]], Charkiv, Donetsk, Dnipro, [[Odessa]], siamo tutti ucraini. E dobbiamo essere uniti, perché solo così siamo forti. [...] Siamo 65 milioni. Sì, non stupitevi, siamo in 65 milioni noi, nati dalla terra ucraina. Ucraini in Europa e Asia, in America settentrionale e latina, in Australia e Africa, mi rivolgo a tutti gli ucraini sul pianeta. Noi abbiamo molto bisogno di voi. A tutti coloro che sono pronti a costruire una nuova Ucraina forte e di successo garantirò con gioia la cittadinanza ucraina. Voi non dovete venire come ospiti in Ucraina, ma come se tornaste a casa vostra; vi aspettiamo. Non occorrono souvenir dall'estero. Portateci il vostro sapere, la vostra esperienza e le vostre qualità intellettuali. Tutto ciò ci aiuterà a dare inizio a una nuova epoca. Gli scettici diranno che è tutta fantasia, che non è possibile. Mentre invece questa può proprio essere la nostra idea nazionale: una volta uniti, realizzare l'impossibile. Contro ogni aspettativa.<br>Ricordate la nazionale islandese di calcio al campionato europeo, quando un dentista, un regista, un pilota, uno studente e un custode hanno difeso l'onore del proprio paese e hanno fatto quello che tutti credevano impossibile. Questa è la nostra strada. Dobbiamo divenire islandesi nel calcio, israeliani nella difesa della nostra terra, giapponesi nella tecnologia, svizzeri nella convivenza felice e a prescindere da qualsiasi diversità.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *La nostra sfida seguente è la riacquisizione dei territori perduti. Onestamente mi pare che non sia corretta questa formulazione, visto che non è possibile perdere ciò che è nostro. Sia la Crimea che il Donbass sono terra ucraina. E lì abbiamo perso la cosa più importante: le persone.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *In questi anni il governo non ha fatto nulla perché loro {{NDR|gli abitanti russofoni del Donbass}} si sentissero di nuovo ucraini. Non sono stranieri, sono dei nostri. Sono ucraini. Capiscono l'ucraino. Siamo tutti ucraini, a prescindere da dove viviamo. Perché "ucraino" non è una scritta sul passaporto; l'Ucraina è qui {{NDR|indica il cuore}}. Questo lo so per certo, lo so attraverso le parole di chi lotta per difendere l'Ucraina, attraverso i nostri eroi, sia ucrainofoni che russofoni.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Voglio che nei vostri uffici non ci siano mie immagini, che non ci siano miei ritratti, perché il presidente non è un'icona, non è un idolo. Il presidente non è un ritratto. Appendete piuttosto le fotografie dei vostri figli e prima di prendere qualsiasi decisione guardateli negli occhi.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *{{NDR|A seguito delle elezioni presidenziali del 2019}} Questo risultato mostra la grande fiducia che il popolo ucraino ripone nel nostro partito. [...] Ora le maggiori priorità per noi e per ogni ucraino sono mettere fine alla guerra, far tornare i nostri prigionieri e sconfiggere la corruzione che persiste nell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in Giulia Giacobini, ''[https://www.wired.it/attualita/politica/2019/07/22/elezioni-ucraina-risultati-zelensky/?utm_medium=marketing&utm_campaign=wired&utm_source=Twitter&refresh_ce=#Echobox=1563835627 Come sono andate le elezioni in Ucraina]'', ''Wired.it'', 22 luglio 2019.</ref> ===2020=== *Ciò che è molto importante per me è che quando non sarò più presidente dell'Ucraina potrò ancora camminare a testa alta per le strade non solo di Kiev, ma di tutta l'Ucraina. Il miglior risultato sarebbe se la gente fosse orgogliosa di me, ma almeno che la gente mi saluti. Spero che non abbiano voglia di dirmi qualcosa di spiacevole o, peggio, spero che la gente non voglia di sputarmi in faccia.<ref group="fonte" name="vakulina">Dall'intervista di Sasha Vakulina, 26 agosto 2020; da ''[https://it.euronews.com/2020/08/25/euronews-intervista-zelensky-presidente-dell-ucraina-donbass-crimea-ue-trump-lukashenko Donbass, Crimea, UE, Trump, Lukashenko...]'', ''It.euronews.com'', 26 agosto 2020</ref> *Quando si tratta della Crimea la situazione è ancora più complicata. Vi dirò onestamente, ci ho pensato molto, che nel formato Normandia nessuno vuole parlare della Crimea, soprattutto la Russia. Ho sollevato la questione. Ma abbiamo dedicato tutto il tempo al Donbass. La Russia non ne vuole parlare e non ho paura di dirlo.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *La Crimea è il nostro territorio. Noi la riporteremo indietro.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Gli Stati Uniti stanno facendo molto per l'Ucraina. E io sono davvero grato a loro come cittadino ucraino, prima di tutto, e poi come presidente. Ecco perché intervenire alle elezioni presidenziali americane è il più grande errore che un leader di qualsiasi altro Stato indipendente possa commettere. È una loro scelta.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Credo che l'Unione Europea voglia l'Ucraina come partner e che voglia l'Ucraina nell'UE. Non tutti gli Stati membri dell'UE lo vogliono, è vero, non tutti i paesi. Mi sembra che non siano sicuri al 100% dell'Ucraina. In secondo luogo, penso che l'Europa sia cauta nei confronti della Russia, perché la Russia dimostra di non volere che l'Ucraina sia pro-Europa. Hanno i loro affari in corso, le loro relazioni, i loro paesi amici. Ma oggi vediamo come l'Europa agisca con le sanzioni, come l'Europa ci sostenga. Anche se significa perdere soldi a causa delle sanzioni contro la Russia. Sono grato a loro per questo.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Se l'Europa ci vuole, se vogliamo stare con l'Europa, penso che dobbiamo semplicemente diventare il paese che l'Europa vorrebbe davvero con sé. E poi nessuno avrà più dubbi sull'Ucraina.<ref group="fonte" name="vakulina"/> ===2021=== *La Russia ha iniziato questa guerra nel 2014 e da allora siamo abituati a qualsiasi scenario.<ref group="fonte" name="pietrodelre">Dall'intervista di Pietro del Re, 14 dicembre 2021; da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2021/12/13/news/zelenskyy_la_russia_minaccia_l_ucraina_per_ricattare_l_occidente_fateci_entrare_nella_nato_-330093350/ "La Russia minaccia l'Ucraina per ricattare l'Occidente. Fateci entrare nella Nato"]'', ''Repubblica.it'', 14 dicembre 2021</ref> *La Germania [...] ci ha recentemente impedito di ottenere dalla Nato fucili anti-drone e sistemi anti-cecchino, che sono armi esclusivamente difensive. Qualsiasi democrazia sotto aggressione dovrebbe avere il diritto di acquistare tali armi. Purtroppo in alcune capitali europee la paura prevale.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *Proteggeremo la nostra terra e la nostra gente in ogni circostanza e da ogni invasione. Gli ucraini non rinunceranno mai alla loro libertà. A Mosca, intanto, si potrebbe aprire un museo per le tante condanne ricevute dal Cremlino.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *Centinaia di persone sono tenute prigioniere nei territori occupati, dove la Russia aveva promesso di garantire l’ingresso delle organizzazioni internazionali. Ma ciò non accade perché i prigionieri ucraini sono in condizioni così spaventose che la Russia non osa mostrarli alla Croce Rossa.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *{{NDR|Sulla [[guerra del Donbass]]}} L'Ucraina è pronta a fare tutti gli sforzi necessari per ottenere una pace giusta e duratura. Questa intervista si trasformerebbe in un grosso libro se cominciassi a elencare tutte le proposte che abbiamo rivolto alla Russia per intensificare i negoziati. Ma un solo capitolo conterrebbe tutte le risposte della Russia, che continua a non riconoscersi come parte in causa. La sua astuzia al tavolo dei negoziati è di insistere sulla necessità di parlare con i separatisti del Donbass. Ma chi sono questi separatisti? Nei territori occupati tutto è gestito da militari e funzionari del governo russo.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Il nostro Stato ha rinunciato alla sua parte dell'arsenale nucleare sovietico, il terzo più grande al mondo, e in cambio ha ricevuto assicurazioni, anche dalla Russia, di rispettare i nostri confini e la nostra sicurezza. Il che non è accaduto. È quindi strano sentire da parte russa una richiesta di garanzie, quando ha lei stessa violato già tante promesse fatte.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> ===2022=== *Oggi, al contrario di quanto è accaduto con l'epidemia di due anni fa, siamo in grado di capire meglio con quali minacce abbiamo a che fare e come dobbiamo comportarci per porvi rimedio. Siamo perciò fiduciosi, anche se non ci sentiamo del tutto sicuri. Scorgiamo ogni rischio. Seguiamo la situazione da vicino, lavoriamo su scenari diversi, prepariamo risposte razionali alle possibili iniziative dell'aggressore. Conosciamo esattamente la posizione del nemico in prossimità delle nostre frontiere, i suoi effettivi, i suoi movimenti, i suoi armamenti, i suoi piani. E abbiamo tutti i mezzi per rispondergli. Possiamo contare su un grande esercito, i nostri uomini dispongono di un'esperienza unica nel combattimento e nell'impiego di armi moderne. Il nostro è un esercito molto più forte di quello di otto anni fa.<ref group="fonte" name="sull'unità">Da ''Sull'unità della società ucraina'', pubblicato sui social network dieci giorni prima dell'invasione, 14 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Come non usurpiamo ciò che non è nostro, così non lasceremo mai agli altri la nostra terra.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *Oggi tutti si stanno misurando con l'onere della cittadinanza, dell'appartenenza. Affrontate il vostro compito con dignità. Fate capire al mondo per chi l'Ucraina rappresenta una patria e per chi rappresenta soltanto un mezzo per arricchirsi.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *Non abbiamo mai saputo che cosa significhi abbandonare il proprio posto, e non lo impareremo certo ora.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *L'Ucraina vuole la pace. L'Europa vuole la pace. Il mondo dice che non vuole combattere e la Russia dice di non volere scatenare l'attacco. Qualcuno sta mentendo.<ref group="fonte" name="conosciamo">Da ''Conosciamo chi sta mentendo'', alla 58ª Conferenza di Monaco sulla sicurezza cinque giorni prima dell'invasione, 19 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *L'architettura della sicurezza mondiale è precaria e ha bisogno di rinnovarsi. Le regole in merito alle quali il mondo, decenni fa, aveva trovato un accordo non funzionano più. Non possono far fronte alle nuove minacce, riuscire a padroneggiarle. È come usare uno sciroppo per la tosse, quando invece sarebbe indispensabile un vaccino, come contro il Coronavirus.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Non si tratta soltanto di una guerra in Ucraina, si tratta anche di una guerra in Europa. L'ho detto in occasione di tanti summit e di tanti forum. Nel 2019, nel 2020, nel 2021. Il mondo, in questo 2022, mi ascolterà?<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Difenderemo la nostra terra con o senza il sostegno dei nostri partner, ci diano centinaia di armi moderne oppure cinquemila caschi.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Otto anni fa, l'Ucraina ha fatto la sua scelta e sono molti coloro che hanno dato la vita per tale scelta. E otto anni dopo l'Ucraina deve continuare a fare appello al riconoscimento di una sua prospettiva europea? A partire dal 2014 la Russia è convinta che noi ucraini abbiamo scelto la via sbagliata, che in Europa non ci aspetta nessuno. Ebbene, l'Europa non dovrebbe provare di continuo con atti e parole che non è vero?<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *La Russia afferma che l'Ucraina si propone di entrare nell'Alleanza per riprendersi la Crimea con la forza. È sconfortante comprendere come le parole "ritorno della Crimea" facciano parte della loro retorica, e scoprire che non hanno letto con attenzione l'articolo 5 della Carta della NATO, secondo il quale l'azione collettiva serve alla difesa e non all'attacco.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Mi auguro che nessuno pensi all'Ucraina come a una zona cuscinetto da mantenere in eterno, di interesse pratico, tra l'Occidente e la Russia. È una cosa che non accadrà mai. Nessuno potrà accettarla.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *L'Ucraina ha ricevuto garanzia in materia di sicurezza in cambio della rinuncia al proprio arsenale nucleare, il terzo al mondo. Esso non ci fa più da scudo. E così abbiamo perduto la nostra sicurezza. Abbiamo perduto una parte della nostra terra, un territorio più esteso della Svizzera, dei Paesi Bassi o del Belgio. E abbiamo perduto – ecco l'essenziale – milioni di nostri cittadini. Abbiamo perso tutto questo.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Cittadini dell'Ucraina,<br>che cosa stiamo sentendo oggi? Non si tratta solo di esplosioni, missili, combattimenti, boati di aerei. Si tratta anche del rumore di una nuova cortina di ferro che si abbatte e separa la Russia dal mondo civilizzato. Il nostro dovere nazionale è far sì che questa cortina non attraversi il territorio ucraino, e che resti in Russia, dalla loro parte.<ref group="fonte" name="toccheràavoi">Da ''Se oggi tocca a noi, domani toccherà a voi'', pubblicato sui social network all'alba dell'invasione russa, 24 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Siamo ucraini. Siamo sulla nostra terra. Voi siete russi. Il vostro esercito ha appena scatenato una guerra. Una guerra sul territorio del nostro Stato. Mi farebbe molto piacere se voi denunciaste tutto ciò sulla Piazza Rossa o in qualunque altra strada della vostra capitale, a Mosca, a San Pietroburgo e in altre città della Russia. Non solo su Instagram. È molto importante.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Nessuno potrà convincere o obbligare noi ucraini, a rinunciare alla nostra libertà, alla nostra indipendenza, alla nostra sovranità. Sembra che i leader russi stiano cercando di spingerci a farlo distruggendo il potenziale stesso del loro paese. Tutto quello che ha accumulato la Russia a partire dagli anni 2000 può adesso essere bruciato vivo davanti al mondo.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Se voi, cari leader europei, cari leader mondiali, leader del mondo libero, non ci aiutate oggi, domani la guerra busserà alla vostra porta.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Il popolo russo dovrà scegliere che sentiero intraprendere. Tutti i cittadini russi che non hanno perso il loro onore possono protestare contro la guerra in Ucraina.<ref group="fonte" name="russiaèilmale">Da ''[https://www.ilgiorno.it/esteri/guerra-ucraina-discorso-zelensky-1.7399553 "La Russia è il male. Difenderemo la nostra libertà"]'', ''Ilgiorno.it'', 24 febbraio 2022</ref> *Questa decisione potrebbe rappresentare l'inizio di una grande guerra. La causa potrebbe sorgere in qualsiasi momento, qualsiasi provocazione, qualsiasi scintilla, una sola e potrebbe bruciare tutto.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Si dice che questa fiamma libererà il popolo ucraino, ma il gli ucraini sono già liberi. Vi hanno detto che siamo nazisti, ma come fa un popolo a essere nazista quando ha perso oltre 8 milioni di vite nella vittoria contro il nazismo? Come posso essere io accusato di essere un nazista? Chiedetelo a mio nonno che ha combattuto tutta la Seconda guerra mondiale nella fanteria dell'Armata Rossa ed è morto con i gradi di colonnello dell'Ucraina indipendente.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Chi ne soffrirà di più? Le persone. Chi lo desidera di meno? Le persone. Chi non può permettere che ciò accada? Le persone. Ci sono queste persone tra voi, ne sono sicuro. Guerra significa dolore, fango, sangue e la morte di migliaia - decine di migliaia di morti. Vi è stato detto che l'Ucraina è una minaccia per la Russia. Non era in passato, non è ora e non sarà in futuro.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Mi servono munizioni, non un passaggio.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-missili-russi-colpiscono-kiev-zelensky-io-resto-qua-AEpzY9FB ''Zelensky respinge offerta Usa per evacuare, voglio munizioni''], ''Ilsole24ore.com'', 25 febbraio 2022.</ref> *Questa potrebbe essere l'ultima volta che mi vedete vivo. [...] Siamo tutti qui. I nostri militari sono qui. I cittadini sono qui. Siamo tutti qui a difendere la nostra indipendenza, il nostro Paese, e così continueremo a essere.<ref group="fonte" name="videoconferenza">Dalla videoconferenza al consiglio europeo del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/02/25/dramma-zelenskyforse-ultima-volta-mi-vedete-vivo_cfe86372-fe70-4da3-8420-a2f944df6e89.html Dramma Zelensky,'forse ultima volta mi vedete vivo']'', ''Ansa.it'', 25 febbraio 2022.</ref> *Invito tutti i cittadini europei che hanno un'esperienza di combattimento in Europa, e non vogliono assistere all'indecisione dei politici, a venire nel nostro Paese e unirvi a noi nella difesa dell'Europa, dove ora è molto necessario. Chiedete ai vostri governi che l'Ucraina riceva più aiuti finanziari e militari.<ref group="fonte" name="videoconferenza"/> *Oggi alle 10:30 agli ingressi di Černihiv, Hostomel' e Melitopol' ci sono stati pesanti combattimenti. Le persone sono morte. La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica per parlare con #MarioDraghi ad un'ora precisa. Nel frattempo, l'Ucraina continua a lottare per il suo popolo.<ref group="fonte">Da un ''[https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1497173609957236738 tweet]'' del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-la-prossima-volta-cercher-di-spostare-lagenda-bellica-per-parlare-con-mario-draghi-4977457c-caf9-485c-a28f-76caf2f8a5cd.html Zelensky replica a Mario Draghi: "La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica"]'', ''RaiNews.it'', 25 febbraio 2022.</ref> *Il nemico non colpisce solo le installazioni militari, come sostiene, colpisce anche i civili. Uccide esseri umani e trasforma pacifiche città in obiettivi militari. È un comportamento vigliacco, e non verrà mai perdonato.<ref group="fonte" name="bersaglio">Da ''Il bersaglio n. 1'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *So che vengono diffuse molte [[fake news]], secondo le quali me ne sarei già andato da Kiev. No, io resto nella capitale, io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="bersaglio"/> *Non abbiamo paura di parlare di uno status di neutralità. Non facciamo parte della NATO. Ma il punto è: quali garanzie di sicurezza avremo? E quali paesi in particolare ce le daranno?<ref group="fonte" name="bersaglio"/> *Come ieri, militari e civili sono, senza distinzione, bersaglio degli attacchi russi. Il cui scopo è tenere sotto pressione voi, cittadini ucraini, tenere sotto pressione la nostra intera società. Lo sottolineo: tenere sotto pressione non soltanto il governo ma tutti gli ucraini.<ref group="fonte" name="battetevi">Da ''Battetevi contro la guerra'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Oggi, come ieri, stiamo difendendo da soli il nostro Stato. Le potenze mondiali stanno a guardare. Le sanzioni decise ieri indeboliranno la Russia? Noi sappiamo, sotto i nostri cieli e sulla nostra terra, che tutto questo non basta. Le truppe straniere continuano a estendere la loro avanzata nel nostro territorio.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Prendetevi cura delle vostre famiglie e dei vostri cari, non dimenticate le persone che vi circondano. Chi è solo in famiglia. Chi è anziano. Aiutateli procurando loro del cibo. Aiutateli a trovare un rifugio in caso di allarme aereo. Aiutateli ad avere accesso alle informazioni ufficiali verificate.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Il destino dell'Ucraina dipende unicamente dagli ucraini. Nessun altro, salvo noi, può sorvegliare le nostre vite. Ci troviamo sulla nostra terra, la verità è dalla nostra parte.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *A tutti i cittadini della Federazione Russa che scendono a manifestare voglio dire grazie, noi vi stiamo vedendo. Il che significa che voi avete visto noi. Il che significa che voi cominciate a crederci. Battetevi per noi. Battetevi contro la guerra.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Questa non è solo l'invasione russa dell'Ucraina, è l'inizio di una guerra contro l'Europa. Contro l'unità dell'Europa. Contro i diritti umani elementari dell'Europa. Contro ogni regola di convivenza nel continente. Contro il fatto che gli stati europei si rifiutano di tracciare, sì, di tracciare i confini con l'uso della forza. Le città dell'Ucraina subiscono già il secondo giorno di bombardamenti missilistici. Le colonne di carri armati e gli attacchi aerei sono simili a qualcosa che l'Europa ha già visto molto tempo fa, durante la Seconda guerra mondiale, archiviandolo come qualcosa che non sarebbe dovuto succedere «[[mai più]]». Ma invece eccolo di nuovo adesso, nel 2022, oltre settantacinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="combatteremo1">Da ''Le bombe che cadono su Kyiv cadono sull'Europa'', 25 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *L'Europa avrebbe forza sufficiente per fermare questa aggressione. Cos'altro potrebbero fare gli stati europei? Cancellare i visti per i russi? Espellere Mosca dello Swift? Isolare completamente la Russia? Richiamare in patria gli ambasciatori? Attuare l'embargo petrolifero? Chiudere lo spazio aereo? Oggi tutte queste iniziative dovrebbero essere prese in considerazione, perché siamo di fronte a una minaccia per noi, per tutti noi, e per l'Europa intera.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/> *Se avete esperienza di lotta in Europa e non intendete restare a guardare l'indecisione dei politici, potete venire nel nostro stato e proteggere l'Europa insieme a noi là dove di volta in volta è più necessario.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/> *L'Ucraina sta combattendo contro l'invasore armi in pugno, difendendo la sua [[libertà]] e il futuro europeo.<ref group="fonte">Citato in Antonella Alba, ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-chiudere-lunga-discussione-su-adesione-a-ue-b26b9e91-8e35-4289-afe3-c17116cc045b.html Zelensky chiama gli alleati: "Controlliamo Kiev", ma aiutateci con armi e sanzioni]'', ''Rainews.it'', 26 febbraio 2022.</ref> *Che razza di guerra è questa che prende di mira i bambini ucraini in un asilo? Sono neonazisti anche i bambini dell'asilo? O forse soldati Nato che minacciano la Russia?<ref group="fonte" name="combatteremo2">Da ''Niente giustifica i missili sugli asili'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Gli europei non immaginano ancora com'è vivere quando c'è un conflitto alla propria porta.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/> *Bruciate l'equipaggiamento nemico con tutto ciò che potete. Se anche gli asili nido sono un obiettivo lecito per gli invasori, non dovete lasciare loro alcuna possibilità.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/> *Gli invasori volevano assediare il centro del nostro stato e mettere i loro burattini qui, come a Donetsk. Abbiamo infranto il loro piano.<ref group="fonte" name="combatteremo3">Da ''Il popolo ucraino si è guadagnato il diritto di entrare nell'Ue'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Lo dico ora con la massima franchezza: il popolo ucraino si è già guadagnato e ha il diritto di diventare membro dell'Unione europea. Sarà la prova tangibile del sostegno dell'Ue al nostro paese.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/> *Sappiamo che molti in Russia sono scioccati dalla meschinità e dalla crudeltà della classe dirigente. Questa è una reazione giusta, di cui vi ringrazio. Grazie a [[Leonid Parfënov|Leonid Parfyonov]], [[Dmitrij Muratov|Dmitry Muratov]], [[Jurij Dud'|Yury Dud]], [[Lijia Achedžakova|Liya Akhedzhakova]], [[Valerij Meladze|Valery Meladze]] e migliaia e migliaia di altri russi che danno voce alla loro coscienza. Fermate quelli che mentono a voi, a noi, al mondo intero.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/> *Gli attacchi della Russia alla popolazione civile e alle infrastrutture hanno le caratteristiche di un genocidio e meritano un tribunale internazionale.<ref group="fonte">Citato in [https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-russia-sta-mettendo-in-atto-un-genocidio/409332/410037?ref=RHTP-BS-I339021822-P6-S3-T1 ''Guerra in Ucraina, il presidente Zelensky: "Russia sta mettendo in atto un genocidio"''], ''Video.repubblica.it'', 27 febbraio 2022.</ref> *Hanno mentito dicendo che non avrebbero toccato la popolazione civile. Ma sin dalle prime ore dell'invasione le trppe russe non hanno fatto altro. Hanno scelto volontariamente tattiche che mirano a colpire le persone e tutto ciò che consente loro di vivere una vita normale.<ref group="fonte" name="combatteremo4">Da ''Genocidio'', 27 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Le forze armate ucraine sono straordinarie. Respingono gli attacchi infrangendo i piani del nemico. Fanno il loro lavoro egregiamente. Sì, un grande lavoro. Un lavoro duro, fondamentale e soprattutto giusto. Un lavoro che merita la massima stima e la massima gratitudine.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/> *Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Le azioni criminali della Russia contro l'Ucraina presentano tutti i tratti di un genocidio. Ne ho parlato con il segretario generale delle Nazioni Unite. La Russia ha intrapreso la strada del male. Il mondo deve privare la Russia del diritto di voto al Consiglio di sicurezza dell'Onu.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/> *Ci appelliamo all'Unione Europea per l'[[Allargamento dell'Unione europea#Ucraina|adesione immediata dell'Ucraina]] con una nuova procedura speciale. Siamo grati ai nostri partner per essere stati con noi, ma il nostro sogno è stare con tutti gli europei e, soprattutto, di essere uguali a loro. [...] Gli europei capiscono che i nostri soldati stanno combattendo per il nostro Stato, e quindi per l'intera Europa, per la pace, per tutti i paesi dell'Ue, per la vita dei bambini, l'uguaglianza, la democrazia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/02/lappello-di-zelensky-chiediamo-adesione-immediata-allue-con-procedura-speciale-5f98af29-52f1-48e0-b7af-dd621fc4b2ac.html ''Zelensky firma la richiesta di adesione all'Ue, ma Bruxelles frena''], ''Rainews.it'', 28 febbraio 2022.</ref> *Ci è stato a lungo detto che noi ucraini sbagliamo su vari fronti. Ci è stato ripetuto per decenni che dobbiamo «fare i compiti». Per questo motivo, spesso non ci siamo accorti di cosa siamo veramente capaci. Ora ci siamo mostrati per quello che siamo. Ed è stimolante, per tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo5">Da ''Ognuno di noi è guerriero'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Sotto la legge marziale, gli ucraini con esperienza di combattimento sul campo saranno rilasciati dalla custodia e potranno espiare la loro pena nei fronti più caldi del conflitto. Saranno revocate tutte le sanzioni ad alcuni cittadini che hanno preso parte all'operazione antiterrorismo. Ora la cosa più importante è la difesa.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/> *Quando mi sono candidato alla presidenza ho detto che ognuno di noi è presidente. Perché siamo tutti responsabili del nostro stato, della nostra bella Ucraina. Ora scopriamo che ognuno di noi è guerriero. Guerriero o guerriera nella sua città. E sono convinto che ognuno di noi vincerà.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/> *Oggi le forze russe hanno bombardato brutalmente Kharkiv con l'artiglieria missilistica. Questo è sicuramente un crimine di guerra, contro una città pacifica e zone residenziali pacifiche, senza alcun presidio militare. In base a decine di testimonianze dirette è chiaro che non è stato un passo falso isolato, ma un attacco deliberato ai danni dei civili. I russi sapevano dove stavano sparando.<ref group="fonte" name="combatteremo6">Da ''Non perdoniamo il bombardamento della pacifica Kharkiv'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Uno stato che commette crimini militari contro i civili non può essere membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli deve essere precluso l'ingresso a tutti i porti, canali, aeroporti del mondo. Non deve ricevere centinaia di miliardi per le esportazioni di energia. Oggi acquistare merci russe significa finanziare l'uccisione di persone.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Per il nemico Kyiv è l'obiettivo chiave. I russi vogliono distruggere la nostra statualità nazionale. Pertanto la capitale è costantemente in pericolo.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Oggi, su iniziativa della parte russa, si è svolto il primo giro di negoziati tra Ucraina e Russia mentre proseguivano i bombardamenti sul nostro territorio e sulle nostre città. Dietro questa sincronizzazione tra i bombardamenti e i negoziati si può leggere la volontà dei russi di metterci pressione. Ma è inutile che perdano tempo. Noi non abbocchiamo a queste strategie. Trattative leali sono possibili solo se una parte non colpisce l'altra con l'artiglieria missilistica nel bel mezzo dei negoziati.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Mi è difficile parlare a lungo perché ci sono continue interruzioni causate dai bombardamenti e dai missili come quelli che si sono abbattuti su Kharkiv questa mattina, la città al confine con la Federazione russa. Lì ci sono stati sempre tanti russi e le relazioni sono ottime: più di venti università si trovano in quella zona, in quella città. È la città che ha il più alto numero di università nel nostro Paese. C'è una gioventù brillante lì, effervescente, intelligente, che spesso si è riunita per celebrare insieme molti eventi. C'è una grande piazza, la piazza della Libertà, ed è la più grande piazza europea, davvero, è la grande piazza della Libertà: immaginatevela questa mattina – questo posto con questo nome – colpito da due missili, sono morte decine di persone: eccolo il prezzo che dobbiamo pagare per avere la libertà.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/03/01/video/il-discorso-del-presidente-ucraino-zelensky-alla-plenaria-del-parlamento-ue-3754762/ Il discorso del presidente ucraino Zelensky alla plenaria del Parlamento Ue]'', ''Ilfoglio.it'', 1º marzo 2022</ref> *Sedici bambini sono stati uccisi ieri e ancora una volta il presidente Putin ci ripete che la sua è un'operazione che mira alle infrastrutture militari. Quali infrastrutture militari sono state presidiate dai nostri bambini? Forse i nostri figli guidano i carri armati? Sedici bambini sono stati uccisi.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/> *Noi stiamo lottando per i nostri diritti, per la nostra libertà, per la nostra vita e adesso lottiamo per la sopravvivenza e questa è la più forte delle motivazioni. Ma siamo anche di fronte al nostro destino, e vogliamo essere uguali a voi, vogliamo essere dei membri dell'Unione europea. Oggi lottiamo anche per questo, perché vediate che assieme a noi l'Ue sarà più forte. Senza di voi invece l'Ucraina sarà sola.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/> *Invitiamo tutti i paesi del mondo a rispondere immediatamente ed efficacemente alle tattiche criminali degli aggressori e a dichiarare che la Russia è colpevole di terrorismo di stato.<ref group="fonte" name="terrorismodistato">Da ''Un terrorismo di stato'', pubblicato sui social network, 1º marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se proteggiamo Kiev proteggiamo il nostro Stato. Kiev è il cuore del nostro paese. E deve continuare a battere. E continuerà a battere affinché la vita trionfi.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/> *Mi piacerebbe rivolgermi a coloro la cui condotta costituisce un esempio del più alto prestigio morale: i medici. Voi salvate vite umane ogni minuto. Sempre. Anche adesso. La vostra dedizione rappresenta una delle nostre principali linee di difesa. Siete formidabili.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/> *{{NDR|Sulla [[Battaglia di Charkiv (2022)|battaglia di Charkiv]]}} I russi hanno lanciato un razzo contro la piazza centrale di Kharkiv: un palese atto di terrorismo. Dopo questo la Russia è diventata uno Stato terrorista. Nessuno perdonerà. Nessuno dimenticherà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/01/news/ucraina_russia_news_oggi_diretta-339754153/ ''12.01 Zelensky su Facebook: "Bombardamento di Kharkiv crimine di guerra"''], ''Repubblica.it'', 1 marzo 2022.</ref> *Che senso ha dire "[[mai più]]" per 80 anni, se il mondo rimane in silenzio quando una bomba cade sullo stesso sito di [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]]? [...] La Storia si ripeterà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.askanews.it/esteri/2022/03/01/zelensky-a-kiev-colpito-il-babyn-yar-memoriale-della-shoah-top10_20220301_190124/ ''Zelensky: a Kiev colpito il Babyn Yar, memoriale della Shoah''], ''Askanews.it'', 1 marzo 2022.</ref> *Durante questo periodo abbiamo avuto più unità di quanta ne abbiamo mai avuta in trent'anni. All'inizio eravamo spaventati allo stesso modo, poi ci siamo sentiti addolorati allo stesso modo. E ora non ci interessa nient'altro tranne la vittoria. Tranne la verità. Tranne la pace. Tranne la tranquillità che vogliamo raggiungere. Tranne la vita della nostra gente che tanto ci sta a cuore. Tranne l'Ucraina.<ref group="fonte" name="combatteremo7">Da ''Siamo diventati una cosa sola'', 2 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Per qualsiasi persona normale che conosca la storia, [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]] è un luogo di preghiera. Un luogo della memoria per le centomila persone uccise dai nazisti. Il luogo dei cimiteri della vecchia Kyiv. Che cosa dovete essere per renderla bersaglio dei missili? State uccidendo le vittime dell'Olocausto per la seconda volta.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Per molte persone in Russia la nostra Kyiv è del tutto sconosciuta. Non sanno nulla della nostra capitale, della nostra storia. Ma hanno l'ordine di cancellare la nostra storia, di cancellare il nostro paese. Cancellarci tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Il primo giorno di guerra, Uman, dove centinaia di migliaia di ebrei vengono a pregare ogni anno, è stata brutalmente bombardata. Poi è stata la volta di Babyn Yar, dove furono giustiziati migliaia di ebrei. Ora mi rivolgo a tutti gli ebrei del mondo: vedete cosa sta succedendo? Ecco perché è importante che i milioni di ebrei in tutto il mondo non rimangano in silenzio in questo momento. Il nazismo nasce dal silenzio.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Per che cosa è stato attaccato Babyn Yar? Quali strutture militari minacciano la Russia? Quali «basi Nato» ci sono? E la cattedrale di Santa Sofia? Il ''lavra''? La chiesa di Sant'Andrea? Qualunque ragione li spinga, che siano maledetti! Perché Dio è con noi!<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *In Ucraina, stiamo subendo una guerra terribile. L'Europa non vede un tale conflitto dalla seconda guerra mondiale. Non siamo stati noi a scatenare la guerra. Si tratta di un'invasione cinica e brutale del territorio ucraino. È una guerra contro il popolo ucraino, contro le persone oneste e pacifiche che, ne sono sicuro, avete conosciuto bene durante i nostri anni d'indipendenza. E avete visto fino a che punto siamo simili a voi. Come attribuiamo un identico valore alla libertà. Come attribuiamo un identico valore all'uguaglianza. Come vogliamo vivere come voi. Vogliamo, come voi, il meglio, quanto di meglio possibile, per i nostri figli e per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="settantanove">Da ''Settantanove'', al Parlamento italiano e a tutti gli europei, 2 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Voi e i vostri cari avete la certezza di avere un lungo futuro davanti a voi, un futuro normale. Ebbene, anche noi lo desideriamo, in pari misura. E noi siamo assolutamente felici per voi. Ma noi, quello che abbiamo, lo abbiamo forse per l'ultima volta.<ref group="fonte" name="settantanove"/> *A Mariupol i soldati russi lanciano bombe e missili, hanno bombardato un reparto maternità e un ospedale pediatrico. È la manifestazione di un odio rivolto contro tutta l'umanità. Uccidono bambini, distruggono reparti maternità e ospedali pediatrici. Perché? Perché le donne ucraine non possano più partorire?<ref group="fonte" name="settantanove"/> *Noi siamo in tutto somiglianti a voi. Siamo esattamente gli stessi. Lo sapete. Lo sentite. Mi vedete e lo capite. E sapete che dobbiamo essere insieme nella Comunità Europea. È molto importante per l'Ucraina. Ed è molto importante per voi. Per l'Europa. Perché la rafforzerà. La proteggerà. Porrà per sempre fine alla guerra. Dimostrerà che le vite dei settantanove bambini uccisi dalla guerra per la salvaguardia della libertà non saranno state spese invano. Loro sono ancora vivi. Vivono tra noi, tra i bambini dell'Ucraina e dell'Europa che potranno essere liberi, che potranno sognare, che potranno vivere come meglio sapranno. In pace.<ref group="fonte" name="settantanove"/> *Se l'Ucraina cade, che Dio ci protegga, la Russia passerà ai Paesi baltici, alla [[Georgia]] e a ai Paesi dell’Est europeo, per arrivare fino al [[muro di Berlino]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-se-lucraina-cade-la-russia-attaccher-poi-paesi-baltici-e-quelli-dellest-europeo-bd363eb2-d1a4-43cf-a31f-f0c7b1f62aa5.html Zelensky: "Se l'Ucraina cade la Russia attaccherà poi i Paesi baltici e quelli dell'Est europeo"]'', ''Rainews.it'', 3 marzo 2022.</ref> *Esattamente due anni fa, è stato scoperto in Ucraina il primo caso di COVID-19. Il primo giorno della battaglia contro il virus è stato alquanto difficile. Tuttavia eravamo uniti, dunque forti, e così abbiamo resistito. Esattamente una settimana fa l'Ucraina è stata attaccata da un altro virus. Un'altra sciagura. Che, nella sua fase acuta, sta per annessione, occupazione da parte di un nemico esterno.<ref group="fonte" name="hannofallito">Da ''Tante volte hanno tentato di distruggere l'Ucraina e altrettante volte hanno fallito'', pubblicato sui social network, 3 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *{{NDR|Sulla [[Cattedrale dell'Annunciazione (Charkiv)|cattedrale dell'Annunciazione di Charkiv]]}} Durante la guerra la cattedrale funge da rifugio ai residenti di Kharkiv. Un rifugio per tutti, credenti e non credenti. Per tutti, sì, perché tutti sono uguali. Un luogo sacro. Ora in rovina a causa della guerra. Non ne hanno nemmeno paura! A loro piace che Dio non mandi istantaneamente la Sua punizione. Ma Dio vede. E risponde. Risposte impossibili da tener nascoste. Non esiste bunker per proteggersi dalla risposta divina.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Ricordate, uomini senza Dio: dal momento in cui milioni di persone vi maledicono, nulla potrà più salvarvi.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Sulla nostra terra e nella nostra Storia siamo sopravvissuti a due guerre mondiali, a due Holodomor, all'Olocausto, a Babi Yar, al Grande Terrore, all'esplosione di Černobyl, all'occupazione della Crimea e alla guerra a Est. Il nostro territorio non è immenso – non si estende da un oceano all'altro, non dispone di armamenti nucleari, non è un epicentro del mercato mondiale del petrolio e del gas. Ma abbiamo la nostra terra e il nostro popolo, che per noi vale oro.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Li cacceremo con vergogna, come fanno quelle persone comuni che cacciano gli occupanti dai negozi di alimentari quando i soldati russi provano a procurarsi del cibo. Quelli non sono soldati di una superpotenza, sono bambini confusi che sono stati usati. Riportateli a casa.<ref group="fonte" name="combatteremo8">Da ''Gli ucraini stanno battendo il nemico anche senza armi'', 3 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Qui non avranno pace, non avranno cibo, non avranno un un minuto tranquillo. Gli occupanti riceveranno solo una cosa dagli ucraini: il rispingimento. Un rispingimento feroce! Un rispingimento tale che ricorderanno per sempre che noi non cediamo ciò che è nostro, che ricorderanno per sempre che cos'è una guerra patriottica. Perché sì, per noi ucraini questa è una guerra patriottica. Noi ricordiamo come iniziano le guerre patriottiche. E sappiamo come finiscono per gli invasori.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/> *Sono stati uccisi quasi novemila russi in una settimana. Sul fronte di Mykolaiv gli occupanti li devono portare via a duecento o trecento alla volta con decine di elicotteri. Hanno diciannove, vent'anni... Che cosa hanno visto nella vita a parte questa invasione? La maggior parte di loro resta senza sepoltura. L'Ucraina non vuole essere ricoperta di cadaveri di soldati. Tornate a casa, voi e tutto l'esercito.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/> *{{NDR|Sul bombardamento della centrale nucleare di Zaporižžja}} Nessun paese diverso dalla Russia ha mai sparato contro le centrali nucleari. Questa è la prima volta nella nostra storia. Nella storia dell’umanità. Lo stato terrorista ora ha fatto ricorso al terrore nucleare.<ref group="fonte">Citato in [https://www.open.online/2022/03/04/guerra-ucraina-russia-centrale-nucleare-zaporizhzhia-video/ ''Guerra in Ucraina, l’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Zelensky: «La Russia vuole il terrore atomico»''], ''Open.online'', 4 marzo 2022.</ref> *I soldati russi hanno attaccato la centrale nucleare di Zaporižžja. La più grande d'Europa. Un incidente che, da solo, poteva rivelarsi sei volte più grave di quello di Černobyl. I blindati russi sapevano su quale obiettivo stavano sparando. Sparavano direttamente sulla centrale. Un atto terroristico che non ha precedenti.<ref group="fonte" name="notte">Da ''La notte che avrebbe potuto fermare la Storia'', pubblicato sui social network, 4 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *I soldati russi hanno completamente dimenticato Černobyl. Hanno dimenticato quella tragedia mondiale.<ref group="fonte" name="notte"/> *Le radiazioni ignorano dove si trovi il confine tra Russia e Ucraina.<ref group="fonte" name="notte"/> *Abbiamo sopportato nove giorni di oscurità, nove giorni di male. Questo è tre volte di più quanto l'oscurità e il male si aspettassero.<ref group="fonte" name="combatteremo9">Da ''Nono giorno di oscurità'', 4 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Gli occupanti pensavano di poter spegnere agli ucraini la televisione, togliere loro la connessione, il cibo, l'elettricità. Pensavano che questo li avrebbe costretti a sottomettersi. Ma anche se ci toglierete l'ossigeno, tireremo un profondo respiro per dire: via dalla nostra terra!<ref group="fonte" name="combatteremo9"/> *Anche nella completa oscurità noi vediamo la verità. E combatteremo finché non calerà il buio sui nostri occhi. Perché siamo guerrieri della luce. E oggi nessuno sulla Terra potrà dire che la nostra linea sia il pathos.<ref group="fonte" name="combatteremo9"/> *Un colloquio con [[Elon Musk]] è stato fonte d'ispirazione. Con un uomo che crea missili per il futuro, non missili impiegati per uccidere in nome del passato.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo">Da ''Abbiamo conquistato il nostro futuro'', pubblicato sui social network, 6 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Abbiamo già conquistato il nostro futuro. Anche se stiamo ancora lottando per il presente.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *Malgrado tutto, trattiamo i prigionieri nel rispetto della [[Convenzioni di Ginevra|Convenzione di Ginevra]]. Malgrado tutto, i nostri missili non colpiscono per rappresaglia le infrastrutture civili russe o bielorusse. Né le postazioni da cui ogni giorno vengono lanciati missili destinati a colpire il nostro territorio.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *I russi sono sempre venuti a Odessa. A Odessa hanno goduto del suo calore. Della sua sincerità. E adesso che cosa succede? Bombardano Odessa? L'artiglieria contro Odessa? Missili contro Odessa?<br>L'atto verrà giudicato crimine di guerra.<br>E segnerà un momento storico.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *Siamo persone ed è vostro dovere umanitario proteggerci, proteggere le persone. Voi potete farlo. Se non lo fate, se non ci fornite almeno gli aerei per proteggerci da soli, allora vuol dire solo una cosa: volete che ci uccidano lentamente. Questa è anche responsabilità dei politici del mondo, i leader occidentali. Oggi e per sempre. [...] Chiudere il cielo sull'Ucraina, chiudetelo a tutti i missili russi, agli aerei da combattimento russo, a tutti questi terroristi. Istituite una zona aerea umanitaria.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2022/03/06/ucraina-zelensky-a-occidente-volete-che-ci-uccidano-lentamente-2/ Ucraina, Zelensky a Occidente: “Volete che ci uccidano lentamente”]'', ''lapresse.it'', 6 marzo 2022.</ref> *Dobbiamo sopportare ciò che nessun altro paese europeo ha vissuto negli ultimi ottant'anni. Ed è proprio sulla nostra terra che si deciderà se un'aggressione analoga, in Europea, dovrà contare altre vittime come le nostre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra">Da ''Lasciate che si cibino di guerra'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se i russi non vogliono applicare le norme del mondo civile, non devono nemmeno ricevere i beni e i servizi del mondo civile. Lasciate che si cibino di guerra.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Quando qualcuno perde la testa, dobbiamo mettere da parte le nostre paure e dimenticare gli interessi commerciali.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Difenderemo la nostra bandiera perché rappresenta la nostra visione del mondo. Sotto quel blu e quel giallo abbiamo conquistato vittorie alle Olimpiadi. Abbiamo dispiegato la nostra bandiera nello spazio e in Antartide. Sotto la nostra bandiera, i nostri soccorritori, vigili del fuoco, operatori di pace, medici e tutti coloro che sono andati ad aiutare la Turchia, la Grecia, Israele, la Georgia, l'Afghanistan, il Montenegro, l'India, l'Italia, il Congo e di tanti altri paesi.<br>Una cosa non abbiamo mai fatto sotto quella bandiera: attaccare altri paesi, appropriarci di terre non nostre, uccidere persone, popoli pacifici di altre nazioni. Noi e il terrore apparteniamo a universi differenti.<br>Ecco perché non c'è sangue sulla nostra bandiera. Non ci sono e non ci saranno mai macchie nere capaci d'insozzarla. Non ci sono e non ci saranno mai svastiche. La bandiera dell'Ucraina è la nostra terra. Pacifica, fertile, dorata e senza carri armati. È il cielo. Pacifico, limpido, azzurro, e senza missili. È così. È così sarà per sempre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Una volta si diceva: è duro il [[lunedì]]. Nel paese infuria una guerra. Così, è lunedì tutti i giorni.<ref group="fonte" name="resterròqui">Da ''Resterò qui'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Nel sud del nostro paese, ha preso forma un movimento nazionale, una manifestazione della "ucrainità" di dimensioni mai viste fino a oggi. Per la Russia è come un incubo. Hanno dimenticato che noi non temiamo né i furgoni della polizia né i bastoni. Che non temiamo i blindati e le mitragliatrici, quando l'essenziale è dalla nostra parte: la verità.<ref group="fonte" name="resterròqui"/> *Sappiamo che l'odio alimentato dal nemico nelle nostre città, con le bombe e i bombardamenti, non durerà. Non lascerà tracce. L'odio non ci appartiene. Il nemico non lascerà tracce. Ricostruiremo tutto. Rifaremo da capo le nostre città distrutte, più belle di qualunque altra città russa.<ref group="fonte" name="resterròqui"/> *Combatteremo poiché non desideriamo perdere ciò che ci appartiene ed è solo nostro – l'Ucraina. Così come voi non avete voluto perdere la vostra isola quando i nazisti si preparavano ad aggredirvi per sottomettere il vostro grande paese, la Battaglia d'Inghilterra.<ref group="fonte" name="diventatagrande">Da ''L'Ucraina è diventata grande'', al Parlamento del Regno Unito, 8 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Sull'isola di Zmiinyi, sul mar Nero, le nostre eroiche guardie di frontiera hanno fatto sapere al mondo intero di quale natura sarà la fine della guerra, vale a dire la sconfitta del nemico. Quando da una nave è arrivata la richiesta ai nostri uomini di gettare le armi, loro hanno risposto in termini talmente energici da non poter essere ripetuti qui davanti al parlamento. E abbiamo sentito la forza di questo grande popolo che inseguirà l'avversario fino alla sua fine.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *I russi non consentono agli abitanti di approvvigionarsi di acqua e cibo. Addirittura li hanno bloccati mentre cercavano di raggiungere i rifugi. Tutti devono prendere coscienza di questo fatto: le persone, a Mariupol, non hanno più acqua.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *Non cederemo, non perderemo!<br>Andremo fino in fondo.<br>Combatteremo in mare, combatteremo nell'aria, difenderemo la nostra terra a qualsiasi costo.<br>Combatteremo nei boschi, nei campi, sulle spiagge, nelle città e nei villaggi, nelle strade, combatteremo sui monti. E vorrei aggiungere: combatteremo sulle discariche, sulle rive del Kalmius e del Dnepr! E non ci arrenderemo.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *Non vogliamo perdere quello che è nostro, non vogliamo perdere il nostro Paese.<ref group="fonte" name="britannico">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-parla-al-parlamento-britannico-noi-non-perderemo-combatteremo-fino-alla-fine-f6a6bf57-d46d-404d-98a1-e3f7810edd39.html Zelensky parla al Parlamento britannico: "Noi non perderemo, combatteremo fino alla fine"]'', ''rainews.it'', 8 marzo 2022.</ref> *Continueremo a combattere per la nostra terra, a qualunque costo. Combatteremo nelle foreste, nei campi, sulle coste e nelle strade.<ref group="fonte" name="britannico"/> *Un ospedale pediatrico. Un reparto maternità. In che modo potevano aver minacciato la Federazione Russa? Che razza di paese è mai la Federazione Russa? Un paese che ha paura degli ospedali e dei reparti maternità, e li distrugge? Hanno preso di mira banderisti in tenera età? Oppure le donne incinte si stavano preparando a far fuoco su Rostov? Si è mai trovato qualcuno, nelle maternità, che abbia maltrattato dei russofoni? Che cosa è accaduto? È stata la denazificazione di un ospedale?<ref group="fonte" name="ridarefiducia">Da ''Dobbiamo ridare fiducia agli occidentali'', pubblicato sui social network, 9 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Gli ospedali distrutti. Le scuole distrutte, le chiese, le case. E tutte le persone uccise. Tutti i bambini uccisi. Le bombe cadute sul reparto maternità sono la prova definitiva. La prova che è in corso il genocidio del popolo ucraino.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/> *Mosca sa molto bene che Mariupol fa parte della regione del Donetsk. I russi ci hanno tanto parlato degli abitanti della regione del Donetsk. Ci sono state tante accuse, sono state avanzate tante pretese... e adesso vediamo bene come la Russia tratta gli abitanti della regione del Donetsk, come tratta la gente comune che vive nelle case di Mariupol, che lavora nelle aziende di Mariupol, le persone curate negli ospedali di Mariupol e le donne incinte. Immaginatevi dare alla luce bambini nel reparto maternità di mariupol.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/> *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti.<ref group="fonte" name="gilbert">Da un'intervista, via WhatsApp, di Catherin Gilbert, ''[https://www.corriere.it/esteri/22_marzo_10/intervista-zelensky-non-ho-paura-7eebd85e-a007-11ec-82d5-6f137f6a69fd.shtml «Non ho paura per la vita: mi protegge la mia gente»]'', ''Corriere.it'', 10 marzo 2022</ref> *Gli americani si sono sbagliati su di me. Io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Le forze russe dovevano occupare Kiev già nei primi giorni di guerra. A che punto sono adesso?<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all’orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *L’invasione non è stata una sorpresa, ma la brutalità sì.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Noi non disponiamo di altrettanti soldati come la Russia. Nè possiamo misurarci con i loro mezzi e i loro missili. Ma abbiamo qualcosa che loro non hanno: un popolo che ama la libertà ed è pronto a combattere per difenderla.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«L'Occidente ha colpito la Russia con sanzioni durissime: le ritiene sufficienti?»}} Se lo fossero, l’offensiva sarebbe stata già fermata. Ma si continua a comprare petrolio e gas dalla Russia. Le imprese occidentali sono ancora attive nel mercato russo, nascondendosi dietro varie scuse. Sì, sono state imposte le sanzioni, e ve ne siamo grati. Ma noi in questo momento siamo bersaglio di un attacco che ci riporta alla mente i momenti peggiori della Seconda guerra mondiale. È per questo che le sanzioni devono essere ulteriormente inasprite.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Credo che la minaccia di [[guerra nucleare]] non è altro che un bluff. Una cosa è agire da assassino criminale, un’altra scegliere il suicidio. L’utilizzo di armi nucleari significa la fine per tutte le parti in causa, non solo per chi schiaccia il bottone per primo. A mio avviso, le minacce di Putin sono un segnale di debolezza. Ricorre alla minaccia delle armi nucleari perché i suoi piani non stanno funzionando. Sono certo che la Russia è ben consapevole delle conseguenze catastrofiche di qualunque tentativo di far uso delle armi nucleari.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Se l’accordo avesse ottenuto il suo scopo, si potrebbe dire ai Paesi che vogliono dotarsi di armi nucleari: ecco le garanzie per la vostra sicurezza, rinunciate alle armi nucleari. L’aggressione di Putin, invece, ha inviato ben altro segnale a tutto il mondo: quelle garanzie sono carta straccia, anche se recano la firma delle superpotenze. Persino la Russia si dichiarò garante della nostra sicurezza e adesso fa di tutto per annientarci. Chi ci crederà più, al potere dei trattati? Perciò punire severamente la Russia è l’unico modo per riconfermare la legittimità dei trattati internazionali. E l’Occidente può farlo.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«Se la Russia sconfigge l’Ucraina, che farà Putin del vostro Paese?»}} È chiarissimo: chiunque, come i russi, è capace di bombardare gli asili o sparare missili Cruise contro case e palazzi è anche pronto a compiere le azioni più efferate.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»}} Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell’Ue? Credete che Putin riconosca l’Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l’Europa, come sta facendo con l’Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Fare pressioni sui sindaci o farli prigionieri non cambierà nulla. Anzi, non potrà che aggravare la situazione per l'invasore. [...] Se vi riducete ad agire come i terroristi dell'[[Stato Islamico|Isis]], che interesse abbiamo a parlare con voi di qualsivoglia argomento?<ref group="fonte" name="madrirusse">Da ''Alle madri russe'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Il numero di soldati russi uccisi in territorio ucraino supera ormai le dodicimila unità. Dodicimila! E il numero dei feriti è molte volte più grande. Non erano invitati. Ripetiamo a ciascun invasore: potete ancora salvare la pelle. In qualsiasi momento. Deponete le armi e rientrate in patria, lasciate la nostra terra. Il numero d'invasori catturati ha ormai raggiunto un livello tale da non poter più essere gestito dalle strutture disposte prima della guerra.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Voglio rivolgermi ancora una volta alle madri russe. In particolare alle madri delle reclute. Non mandate i vostri figli in guerra in territorio straniero. Non credete alle loro promesse quando vi dicono che i vostri figli saranno unicamente impegnati in manovre o in compiti che non sono di combattimento. Verificate dove si trovano. E se avete il minimo sospetto che siano stati mandati in guerra in Ucraina, agite immediatamente. Non abbandonate vostro figlio in balia della morte o della prigionia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Le grandi multinazionali stanno già lasciando il mercato russo. Il governo russo, scatenando una guerra contro di noi, ha escluso di fatto il proprio paese dal mondo globalizzato. Scatenare un'invasione del genere è un modo per richiudersi in se stessi. Un'umiliazione rivolta a se stessi. La distruzione di se stessi.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Ogni cittadino russo capirà che la mancanza di pace è una minaccia personale. Nessun paese al mondo vuol male ai comuni cittadini della Russia. Nessuno ha voluto causarvi danni fino a che il vostro governo non ha fatto scoppiare una guerra contro i vostri vicini, un popolo pacifico. Una guerra di annientamento.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Il mio consiglio, ai russi in grado di riflettere, è quello di trovare i mezzi per acquisire informazioni veritiere. E di provare a nascondere, per strada, alle forze dell'ordine, i loro smartphone e i loro computer. Gli agenti controllano che cosa c'è nei telefoni delle persone. Che cosa c'è nei loro computer. Vi avverto con un'ansia tutta particolare: imparate a resistere alla repressione, perché il vostro governo ha intenzione di accrescerla. Perché in ogni paese devono esistere persone in grado di riflettere. Anche in Russia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Se duemila persone manifestano contro l'occupazione di Melitopol, quante persone, a Mosca, dovranno opporsi alla guerra?<ref group="fonte" name="moscamisenti">Da ''Mosca, mi senti?'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le perdite delle truppe russe sono enormi. La curva ascendente delle perdite dell'invasore nell'arco di questi diciassette giorni è tale che, possiamo dirlo con certezza, si tratta del colpo più grave inflitto all'esercito russo da decenni. Non ha mai registrato tante vittime in un periodo così breve.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/> *La maggior parte degli eserciti del mondo non ha tanto equipaggiamento quanto quello che la Russia ha già perso durante questa invasione.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/> *L'anno scorso ho lanciato un chiaro avvertimento ai leader dei paesi membri della NATO: se non si fossero adottate pesanti sanzioni contro la Russia, sarebbe scoppiata una guerra. Avevamo ragione. Dico da tempo che Nord Stream è un'arma che colpirà l'Europa. Adesso è perfettamente chiaro.<ref group="fonte" name="monasteri">Da ''Loro bombardano i nostri monasteri, noi curiamo i loro prigionieri'', pubblicato sui social network, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se non chiudete il nostro spazio aereo, è solo questione di tempo prima che i missili russi colpiscano il vostro territorio. Il territorio della NATO. Le case dei cittadini dei paesi della NATO.<ref group="fonte" name="monasteri"/> *Pensate, un militare russo di Riazan si sta facendo curare nello stesso ospedale e nello stesso reparto dei nostri difensori rimasti feriti. Riceve le medesime cure. Dagli stessi medici. Nonostante abbia combattuto contro di noi. Contro l'Ucraina. Ebbene, i medici ucraini lo hanno salvato. Ed è ovvio. Perché sono uomini. Non selvaggi. E dobbiamo superare questa guerra per rimanere tutti umani.<ref group="fonte" name="monasteri"/> [[File:Address by President of Ukraine Volodymyr Zelenskyy to the US Congress. (51942801840).jpg|thumb|Zelens'kyj durante l'intervento al Congresso degli Stati Uniti]] *Ricordatevi di Pearl Harbor, di quella terribile mattina del 7 dicembre 1941, quando il vostro cielo si annerì di colpo a causa degli attacchi aerei. Ricordatevi solo questo. E ricordatevi dell'11 settembre, di quel giorno terribile del 2001, quando il Male ha tentato di trasformare le vostre città in un campo di battaglia. Quando degli innocenti sono stati attaccati, attaccati dal cielo, in un modo che nessuno si aspettava.<br>Un attacco che, in un certo senso, non potevate fermare. Ebbene, il nostro Stato sta vivendo attacchi del genere ogni giorno, ogni notte, da tre settimane, in diverse città ucraine: Odessa e Kharkiv, Černivci e Sumy, Žytomyr e Lviv, Mariupol e Dnipro. La Russia ha fatto del cielo ucraino un dispensatore di morte per migliaia di persone.<ref group="fonte" name="troppo">Da ''È chiedere troppo?'', al Congresso degli Stati Uniti, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *"I have a dream" – conoscete tutti queste parole. Oggi io posso dire: "Ho un bisogno". Il bisogno di proteggere il nostro cielo, il bisogno della vostra decisione, del vostro aiuto, e vorrà dire esattamente la stessa cosa, la stessa cosa che sentite quando sentire dire: "I have a dream".<ref group="fonte" name="troppo"/> *Sono riconoscente al presidente Biden per il suo impegno personale, per il suo impegno nella difesa dell'Ucraina e delle democrazie mondiali.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Tutti i porti americani vanno chiusi al commercio e alle navi russe. La pace è più importante del profitto.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Ricordate con quali difficoltà il mondo sia giunto a fare la cosa più semplice: somministrare vaccini a tutti, vaccini contro il Covid per salvare vite, prevenire nuove varianti. Il mondo ha trascorso mesi e anni a far cose che si sarebbero potute fare molto più in fretta, e ha quindi causato innumerevoli perdite umane.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Oggi non basta essere il capo di Stato di una nazione. Oggi bisogna essere il leader del mondo. Essere il leader del mondo significa essere il leader della pace. La pace, nel vostro paese, non dipende solo da voi e dal vostro popolo. Dipende da chi vi sta a fianco, da chi è forte. Forte non vuol dire grande. Essere forte vuol dire essere coraggioso e pronto a battersi per la vita dei vostri cittadini e dei cittadini del mondo. Per i diritti umani, per la pace, per il diritto di vivere decentemente e di morire a tempo debito, non nel momento voluto da qualcun altro, dai vostri vicini.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Ho quasi quarantacinque anni. Oggi la mia età si è fermata quando i cuori di più di cento bambini hanno cessato di battere.<ref group="fonte" name="troppo"/> *{{NDR|Rivolgendosi in russo agli ufficiali russi}} Ascoltatemi attentamente: sappiamo che volete vivere. Ascoltiamo le vostre conversazioni. Sappiamo cosa pensate di questa [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra senza senso]]. Vi offriamo una chance: vi diamo la possibilità di vivere. Se vi arrendete alle nostre forze militari, vi tratteremo come devono essere trattati gli esseri umani: con dignità. Nel modo in cui non siete stati trattati dal vostro [[esercito]]. E il modo in cui il vostro esercito non tratta la nostra gente. Scegliete.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/03/15/zelensky-parla-in-russo-a-ufficiali-mosca-arrendetevi_dfb71061-a555-4c4b-8474-8dd19cdac6c3.html Zelensky parla in russo a ufficiali Mosca, arrendetevi]'', ''Ansa.it'', 15 marzo 2022.</ref> *Abbiamo una possibilità. Quella di mostrare, non soltanto alla Russia, ma anche a qualunque altro aggressore, a qualunque Stato terrorista, che la guerra non distruggerà chi ne è vittima, ma chi la conduce.<ref group="fonte" name="bambini">Da ''Bambini anziché affari'', discorso al Parlamento svizzero, 19 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *È necessario congelare completamente i depositi di queste persone, bloccarne i conti. Si tratta di una grande battaglia e voi la potete combattere. Se provaste il dolore degli ucraini, che vedono intere città distrutte, città pacifiche, distrutte su ordine di individui a cui piace tanto vivere in comunità diverse dalla loro, europee, come le belle comunità svizzere. Quante proprietà immobiliari possiedono nel vostro paese. Non sarebbe giusto privarli dei loro privilegi? Privarli di quanto prendono a noi?<ref group="fonte" name="bambini"/> *Quando la Svizzera è al tuo fianco, vincerai a colpo sicuro; [...] quando l'Ucraina è al tuo fianco, diventi forte a colpo sicuro.<ref group="fonte" name="bambini"/> *Dopo otto anni di aggressione, gli ucraini hanno dimostrato di saper combattere in modo più professionale di un esercito che lo fa da decenni in diverse regioni e in diverse condizioni.<ref group="fonte" name="sospese">Discorso alla nazione, 20 marzo 2022; citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/03/ucraina-zelensky-sospese-le-attivit-dei-partiti-politici-filo-russi-1f9be919-5786-4f55-89a7-0f339f30028e.html ''Zelensky: "Sospese le attività dei partiti politici filo russi"''], ''Rainews.it'', 20 marzo 2022.</ref> *La resistenza ucraina passerà alla storia della guerra. Questo è un luogo in cui l'esercito russo e i suoi comandanti si sono mostrati completamente come sono: incompetenti, in grado di spingere semplicemente il loro popolo al massacro.<ref group="fonte" name="sospese"/> *I russi hanno usato dei termini che usavano i nazisti quando volevano soggiogare il vostro popolo, quando volevano distruggere voi come vogliono distruggere noi. Per la questione ebraica parlano di soluzione finale e anche oggi i russi parlano di soluzione finale per la questione ucraina. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti">Da ''[https://www.adnkronos.com/guerra-ucraina-zelensky-alla-knesset-russia-parla-di-soluzione-finale_5Vq2863R08U5NFlwh4GCaV "Russia come i nazisti"]'', ''Ilgiorno.it'', 20 marzo 2022</ref> *So che quello che sto dicendo mette paura. Ma perché noi che stiamo chiedendo aiuto a voi, alla comunità internazionale, perché non dovremmo riceverlo? Che cos'è questo da parte vostra? È indifferenza? O qualcos'altro? Lascio a voi la risposta. Sapete cosa succede quando c'è indifferenza. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/> *Israele è quel Paese che ha messo a punto il sistema di difesa missilistico più potente e sofisticato del mondo, sapete cosa significa ricevere una minaccia dal cielo e difendere i propri cittadini. Difendete anche le vite degli ucraini, degli ebrei ucraini. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/> *Immaginate [[Assedio di Mariupol|Mauriupol]] come una [[Genova]] completamente bruciata. Come una città da cui scappano le persone per raggiungere i pullman per stare al sicuro. Il prezzo della guerra è questo: 117 bambini uccisi. Non accogliete i russi in vacanza in Italia, inasprite le sanzioni.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/politica/2022/03/22/news/discorso_zelensky_parlamento_draghi-342366535/?ref=RHTP-BL-I341773210-P2-S1-T1 ''Zelensky parla alla Camera: "Immaginate Genova come Mariupol. 117 bambini uccisi: questo è il prezzo della guerra". Draghi: "Resistenza ucraina è eroica"''], ''Repubblica.it'', 22 marzo 2022.</ref> *Conoscete il significato di una tragedia come quella di Černobyl. La centrale nucleare in Ucraina dove, nel 1986, si è verificata una fortissima esplosione. Con conseguente emissione di radiazioni i cui effetti hanno interessato varie parti del mondo. Oggi la zona attorno alla centrale, per un'estensione di trenta chilometri, continua a essere interdetta. Rimane pericolosa. Per eliminare le ricadute dell'esplosione della centrale, migliaia di tonnellate di materiali contaminati e di detriti sono stati sepolti nelle foreste nelle vicinanze. Il 24 febbraio veicoli armati russi hanno valicato i limiti della zona. Disperdendo nell'aria polveri radioattive. La centrale di Černobyl è stata conquistata con le armi. Immaginate una zona nucleare disastrata. Il confinamento che chiude la zona del reattore distrutto. Le strutture che contengono rifiuti radioattivi. La Russia ha trasformato questa zona in una zona di guerra.<ref group="fonte" name="irradiazione">Da ''L'irradiazione russa'', al Parlamento giapponese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le turbolenze del mercato mondiale sono un problema per tutti i paesi che dipendono dalle importazioni. Le sfide ambientali e alimentari sono senza precedenti. E, la cosa più importante, si sta decidendo ora se gli aggressori del pianeta, anche i potenziali, si convinceranno o no del fatto che l'iniziare una guerra porterebbe ad una serie di sanzioni e punizioni così grandi da non dover essere iniziata. Che non si deve distruggere il mondo.<ref group="fonte" name="irradiazione"/> *Dobbiamo studiare nuove garanzie per la sicurezza, perché si possa agire in maniera preventiva e decisiva contro qualsiasi minaccia alla pace. È possibile questo, oggi come oggi? Visto l'inizio di una guerra del genere, evidentemente no. Dobbiamo creare strumenti nuovi, garanzie nuove, che funzionino in misura preventiva ed efficace contro ogni aggressione. Una leadership giapponese sarebbe ideale alla loro elaborazione.<ref group="fonte" name="irradiazione"/> *Dopo settimane passate a contrastare l'invasione russa, Mariupol e altre città ucraine attaccate dall'occupante somigliano alle rovine di Verdun.<ref group="fonte" name="principi">Da ''I principi valgono più dei profitti'', al Parlamento francese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le imprese francesi devono lasciare il mercato russo. Renault, Auchan, Leroy Merlin e altri. Devono smettere di sovvenzionare la macchina militare russa, di sovvenzionare gli assassini di donne e bambini, di sovvenzionare gli stupri, i furti, i saccheggi perpetrati dall'esercito russo.<ref group="fonte" name="principi"/> *Tutte le aziende devono ricordare una volta per tutte che i principi valgono più dei profitti. In particolare il profitto acquisito a prezzo del sangue.<ref group="fonte" name="principi"/> *L’Ucraina non tenterà di riconquistare la Crimea con la forza, perché gli ucraini sono stufi della guerra e della distruzione. Non ho mai preso in considerazione l’invio di truppe nel Donbass o in Crimea, perché la perdita di vite umane sarebbe stata semplicemente inaccettabile. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza">Da ''[https://www.open.online/2022/03/27/zelensky-intervista-media-russi-video/ «Hanno provato a uccidermi più volte. Sulla neutralità si pensi a un referendum»]'', ''Open.online'', 27 marzo 2022</ref> *La guerra finirà quando i russi accetteranno che questa è stata una catastrofe per la nazione e per le relazioni con i loro vicini in Ucraina. Gli adulti di oggi non perdoneranno mai quello che è successo, ma vale comunque la pena lottare per i bambini e le generazioni future. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *La città di Mariupol' sta vivendo una catastrofe umanitaria. La città è bloccata dall'esercito russo. Tutti gli accessi e le uscite dalla città sono bloccati, il porto è minato. È impossibile arrivarci per portare cibo, medicine e acqua, anche a causa del fuoco dei militari russi sui convogli umanitari, con i conducenti che vengono uccisi. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *La Russia non cambierà idea perché teme di rivelare il vero numero di soldati che muoiono in Ucraina. I russi hanno offerto delle sacche per i cadaveri dei soldati che non sono adatte neanche per gli animali. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale.<ref group="fonte" name="realta">Citato in [https://www.adnkronos.com/ucraina-russia-zelensky-visione-putin-non-corrisponde-a-realta_4g8xJWAdPmO8sAoAZ7zDDF?refresh_ce ''Ucraina-Russia, Zelensky: "Visione Putin non corrisponde a realtà"''], ''Adnkronos.com'', 28 marzo 2022.</ref> *Ad essere onesti, [[Boris Johnson|Johnson]] è il leader che sta aiutando di più. I leader dei Paesi reagiscono in base a come agiscono i loro elettori. In questo caso, Johnson è un esempio.<ref group="fonte" name="realta"/> *Non crediamo a nessuno. Non ci fidiamo delle belle parole. Solo della reale situazione sul campo di battaglia.<ref group="fonte" name="armatameglio">Da ''La libertà deve essere armata meglio della tirannia'', pubblicato sui social network dopo trentasei giorni di guerra, 30 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se vogliamo lottare tutti insieme per la libertà. non possiamo che chiedere aiuto ai nostri partner. Se vogliamo davvero lottare tutti insieme per la libertà e la salvaguardia della democrazia, abbiamo tutto il diritto di chiedere il loro aiuto, in questo momento cruciale e difficile. Carri armati, aerei, sistemi di artiglieria: la libertà deve essere armata meglio della tirannia.<ref group="fonte" name="armatameglio"/> *C'è chi perde tempo e lavora solo il necessario per mantenere il proprio posto. Oggi ho firmato il primo decreto per richiamare personaggi del genere, tipo l'ambasciatore ucraino in Marocco e l'ambasciatore in Georgia. Con tutto il rispetto che devo loro, non si sono mai adoperati né per l'invio di armi né per la delibera di sanzioni e di restrizioni all'attività delle imprese russe. Si trovino un altro lavoro!<ref group="fonte" name="armatameglio"/> *Vorrei che ogni madre russa vedesse i corpi delle persone uccise a Bucha, Irpin, Hostomel. Cosa hanno fatto quelle persone ai russi? Perché torturavano dei semplici civili in una città pacifica? Come si può stuprare e uccidere le donne davanti agli occhi dei loro figli? (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy">Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/zelensky-merkel-e-sarkozy-andate-bucha-vedere-cosa-hanno-2023242.html Zelensky attacca Merkel e Sarkozy: "Andate a Bucha a vedere..."]'', ''Ilgiornale.it'', 3 aprile 2022</ref> *Madri russe, anche se voi avete cresciuto dei saccheggiatori, come è che sono diventati anche dei boia? Voi non potevate non sapere che i vostri figli non hanno anima, non hanno cuore. Loro hanno ucciso consapevolmente. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/> *{{NDR|I responsabili delle stragi di Buča, Irpin' e Hostomel'}} si meritano soltanto la morte dopo quello che hanno fatto. Sulla nostra terra c'è stato il male assoluto: assassini, boia, stupratori e saccheggiatori che si finiscono un esercito. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/> *I nostri musicisti mettono il giubbotto antiproiettile invece dello smoking. Cantano per i feriti. Negli ospedali. Anche per quelli che non li possono sentire. Ma la musica riesce a sfondare comunque. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_04/zelensky-interviene-grammy-2022-aiutateci-ma-non-il-silenzio-3d0400e6-b3bd-11ec-ba33-d1bb8d793193.shtml Zelensky interviene ai Grammy 2022: «Riempite il silenzio della guerra con la musica»]'', ''Corriere.it'', 4 aprile 2022.</ref> *Sulla nostra terra combattiamo la Russia che ha portato un orribile silenzio con le sue bombe. Riempite il silenzio con la vostra musica. Riempitelo oggi con la vostra storia. Aiutateci in ogni modo, in ogni modo ma non con il silenzio. E verrà la pace. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy"/> *Quando le persone non hanno il coraggio di ammettere i propri [[Errore|errori]], scusarsi, adattarsi alla realtà, imparare, diventano [[Mostro|mostri]]. E quando il mondo lo ignora, i mostri decidono che il mondo si debba adattare a loro.<ref group="fonte">Citato in [https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/11/guerra-ucraina-zelensky ''Guerra Ucraina, Zelensky: "A Mariupol decine di migliaia di morti, la città è distrutta"''], ''Tg24.sky.it'', 11 aprile 2022.</ref> *{{NDR|Sulle [[Forze terrestri russe]]}} L’esercito russo passerà alla storia come l’esercito più barbaro e disumano del mondo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/zelensky-se-avessimo-avuto-piu-armi-dall-occidente-guerra-sarebbe-gia-finita/8da7c8ac-c074-11ec-a9eb-2524bc1194db Zelensky: «Se avessimo avuto più armi dall’Occidente la guerra sarebbe già finita»]'', ''Corriere.it'', 20 aprile 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Sergej Viktorovič Lavrov]]}} Il ministro degli Esteri russo ha detto apertamente e senza esitazioni che i più grandi antisemiti stavano proprio tra gli ebrei. E che Hitler aveva sangue ebreo. Come si può dire una cosa del genere alla vigilia dell'anniversario della vittoria sul nazismo? [...] Queste parole significano che il più alto diplomatico russo sta dando la colpa al popolo ebraico dei crimini nazisti. Non ci sono parole. [...] Dopo la morte di persone sopravvissute all'occupazione nazista ed ai campi di concentramento nazisti a causa dei bombardamenti russi {{NDR|in Ucraina}}, questo impulso antisemita del ministro significa che la Russia ha dimenticato tutte le lezioni della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="lavrov">Citato in [https://www.adnkronos.com/lavrov-zelensky-russia-ha-dimenticato-lezione-seconda-guerra-mondiale_12DU0oaUFeilJQFW6IOqdu ''Lavrov, Zelensky: "Russia ha dimenticato lezione Seconda guerra mondiale"''], ''Adnkronos.com'', 3 maggio 2022.</ref> *Questa non è una guerra tra due eserciti. Questa è una guerra tra due visioni del mondo. La guerra condotta dai barbari che bombardano il Museo Skovoroda e credono che i loro missili possano distruggere la nostra filosofia. Li infastidisce. Non è loro familiare. Li spaventa. La sua essenza è che siamo persone libere che hanno il proprio percorso.<ref group="fonte" name="vinceremo">Dal discorso per l'anniversario della vittoria sul nazismo; da ''[https://ilmanifesto.it/il-discorso-di-zelensky-vinceremo-perche-combattiamo-per-la-nostra-liberta "Vinceremo perché combattiamo per la nostra libertà"]'', ''ilmanifesto.it'', 10 maggio 2022</ref> *Non ci sono catene che possono legare il nostro spirito libero. Non c’è occupante che possa mettere radici nella nostra terra libera. Non c’è invasore che possa governare il nostro popolo libero.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Prima o poi si vince. Nonostante l’orda, nonostante il nazismo, nonostante la mescolanza del primo e del secondo, che è l’attuale nemico, vinciamo, perché questa è la nostra terra. Perché qualcuno sta combattendo per il padre zar, il führer, il partito e il capo, mentre noi stiamo combattendo per la Patria. Non abbiamo mai combattuto contro nessuno. Combattiamo sempre per noi stessi. Per la nostra libertà. Per la nostra indipendenza. In modo che la vittoria dei nostri antenati non sia stata vana. Hanno combattuto per la libertà per noi e hanno vinto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Non dimenticheremo mai cosa fecero i nostri antenati durante la seconda guerra mondiale. Dove sono morti più di otto milioni di ucraini. E un ucraino su cinque non è tornato a casa. In totale, la guerra ha causato almeno 50 milioni di vittime. Non diciamo “possiamo ripeterlo”. Perché solo un pazzo può desiderare di ripetere i 2194 giorni di guerra. È un altro quello che oggi sta ripetendo gli orribili crimini del regime di Hitler, seguendo la filosofia nazista, copiando tutto ciò che hanno fatto. È condannato. Perché è stato maledetto da milioni di antenati quando ha iniziato a imitare il loro assassino. E quindi perderà tutto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Molto presto ci saranno due Giorni della Vittoria in Ucraina. Mentre a qualcuno non ne rimarrà nemmeno uno.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Noi non dobbiamo cercare una via d'uscita per la Russia. So che Putin voleva portare a casa qualche risultato ma non lo ha trovato.<ref group="fonte" name="vespa">Dall'intervista di [[Bruno Vespa]] in ''Porta a porta''; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/attualit/spettacolo/2022/05/12-92759708/zelensky_vespa_intervista_il_presidente_ucraino_a_porta_a_porta Zelensky, Vespa intervista il presidente ucraino a Porta a Porta]'', ''corrieredellosport.it'', 12 maggio 2022</ref> *Proporre a noi di cedere qualcosa per salvare la faccia del presidente russo non è corretto da parte di alcuni leader, non siamo pronti a salvare la faccia a qualcuno pagando con i nostri territori, non penso sia una cosa giusta.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Le forze armate russe sono quattro volte più grandi, il loro Stato è otto volte più grande, ma noi siamo dieci volte più forti come persone perché siamo sulla nostra terra. Per noi la vittoria è solo restituire le cose nostre, per loro è rubare qualcosa degli altri.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Non siamo in condizioni di parità, la Russia è più forte, ma il mondo è unito intorno a noi, e sentiamo che passo dopo passo stiamo riuscendo.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l'[[Eurovision Song Contest|Europa]]! Per la terza volta nella sua storia. E credo non per l'ultima volta. ... Faremo di tutto per accogliere i partecipanti e gli ospiti dell'[[Eurovision]] a [[Mariupol]]. Libera, tranquilla, restaurata! Grazie per la vittoria della [[Kalush (gruppo mudicale)|Kalush Orchestra]] e a tutti quelli che ci hanno votato<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/eurovision-2022-trionfa-kalush-orchestra-zelensky-prossima-edizione-in-ucraina_6Szuj99D8U5tgOaTaOQUa Eurovision 2022, trionfa Kalush Orchestra. Zelensky: "Nel 2023 a Mariupol"]'', ''adnkronos'', 15 maggio 2022.</ref> *Sarò molto onesto e forse non particolarmente diplomatico: il gas non è niente. Anche il covid non è niente, se lo si confronta con quello che sta succedendo in Ucraina. Provate a immaginare che quello di cui sto parlando accada a casa vostra, nel vostro Paese. Vi preoccupereste ancora del prezzo del gas o di quello dell'elettricità?<ref group="fonte" name="donadio">Dall'intervista di Rachel Donadio; da ''[https://www.vogue.it/news/article/olena-zelenska-ucraina-intervista-esclusiva «Olena è la donna che amo, ma è anche la mia più grande amica»]'', ''vogue.it'', 26 luglio 2022</ref> *Come qualsiasi uomo di questo Paese, ero preoccupatissimo per la sicurezza dei miei famigliari. Non volevo che corressero dei rischi. Non si tratta di romanticismo. Si tratta degli orrori che stavano accadendo qui, nella periferia di Kiev, e di tutti gli orrori che stanno avendo luogo ora nel nostro Paese, nei territori occupati. Ma, ovviamente, mi sono mancati. Desideravo tanto poterli abbracciare, toccare.<ref group="fonte" name="donadio"/> *{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Ha una personalità forte, probabilmente è più forte di quanto pensasse lei stessa. Questa guerra... beh, qualsiasi guerra è destinata a far emergere qualità che non si pensava di possedere.<ref group="fonte" name="donadio"/> *{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Le mie battute non funzionano sempre con lei. È un'ottima editor.<ref group="fonte" name="donadio"/> *Quando qualcuno inizia a dire che gli ucraini non esistono e che un ucraino è solo un cattivo russo, noi non ci stiamo. Le persone nate nell'Ucraina indipendente hanno ormai trent'anni. È una nuova generazione. Quindi nessuno, qui, condivide le ragioni pretestuose che hanno addotto per invaderci.<ref group="fonte" name="donadio"/> *Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti. L’efficacia di una democrazia si misura in parte dal modo in cui essa riesce a difendere i diritti dei propri cittadini, riconoscendo che ciascuno di essi è una parte indispensabile della società civile.<ref group="fonte">Citato in Francesca Di Feo, ''[https://www.gay.it/unioni-civili-ucraina Zelensky apre alle unioni civili in Ucraina: "Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti"]'', ''Gay.it'', 3 agosto 2022.</ref> *Questa guerra russa contro l’Ucraina, contro tutta l’Europa libera, è iniziata con la Crimea e dovrebbe finire con la Crimea, con la sua liberazione. Oggi è impossibile dire quando ciò accadrà ma aggiungiamo costantemente elementi necessari per la preparazione della liberazione della Crimea.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/10/ucraina-zelensky-la-guerra-dovra-finire-con-la-liberazione-della-crimea-non-ci-puo-essere-pace-stabile-finche-la-russia-la-usera-come-base/6758369/ ''Ucraina, Zelensky: "La guerra dovrà finire con la liberazione della Crimea. Non ci può essere pace stabile finché la Russia la userà come base"''], ''Ilfattoquotidiano.it'', 10 agosto 2022.</ref> *Il 24 febbraio ci è stato detto: "Non avete possibilità". Il 24 agosto diciamo: "Buona festa dell'indipendenza, Ucraina!" (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine">Da [https://www.youtube.com/watch?v&#61ERaWlqMx46Q ''"Ci batteremo fino alla fine, nessun compromesso"''], ''YouTube'', 24 agosto 2022</ref> *Non importa per noi che tipo di esercito hai, ciò che conta per noi è la nostra terra. Lotteremo per questo fino alla fine. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/> *Alzeremo le mani solo una volta, quando celebreremo la nostra vittoria l'intera Ucraina. Perché non commerciamo le nostre terre e la nostra gente. Per noi l'Ucraina è tutta l'Ucraina. Tutte e 25 le regioni, senza concessioni o compromessi. Non conosciamo queste parole, sono state distrutte dai missili il 24 febbraio. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/> *[[Liz Truss]] è sempre stata dal lato giusto della politica europea, insieme saremo in grado di fare molto di più per proteggere i nostri popoli e contrastare la politica distruttiva della Russia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.iltempo.it/video-news-by-vista/2022/09/06/video/zelensky-alla-nuova-premier-britannica-truss-restiamo-uniti-contro-russia-32967180/ ''Zelensky alla nuova premier britannica Truss: Restiamo uniti contro Russia''], ''Iltempo.it'', 6 settembre 2022.</ref> *Senza gas o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza luce o senza di voi? Senza di voi.<br>Senz'acqua o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza cibo o senza di voi? Senza di voi.<br>Per noi il freddo, la fame, l'oscurità e la sete non sono spaventose e mortali come la vostra "amicizia e fratellanza". (Messaggio ai russi su ''Telegram'', 11 settembre 2022)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2022/09/12/zelensky-discorso-russia/ La tenacia degli ucraini secondo Zelensky]'', ''Ilpost.it'', 12 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Sulla [[controffensiva Ucraina in Charkiv del 2022]]}} Nelle aree liberate della regione di Kharkiv, sono state trovate oltre dieci stanze della tortura in città e villaggi. Quando gli occupanti sono fuggiti hanno lasciato gli strumenti di tortura. Anche in una comune stazione ferroviaria, a Kozacha Lopan, è stata trovata una stanza della tortura, con strumenti per choc elettrici. Era solo una stazione ferroviaria! La tortura era pratica comune nei territori occupati. Sono cose che facevano i nazisti. È quello che ora fanno i "[[Rascismo|ruscisti]]". E ne dovranno rendere conto nello stesso modo, sul campo di battaglia e nei tribunali.<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/kharkiv-zelensky-oltre-10-stanze-tortura-trovate-in-regione_5oEfWoGgbcjWH4ZzSIaozs?refresh_ce ''Kharkiv, Zelensky: "Oltre 10 stanze tortura trovate in regione"''], ''Adnkronos.com'', 18 settembre 2022.</ref> *Siamo alleati di fatto. Abbiamo già completato il nostro percorso in direzione della [[Nato]]. Abbiamo già dimostrato capacità di interazione con gli standard dell'Alleanza, sono reali per l'[[Ucraina]], reali sul campo di battaglia e in tutti i settori della nostra interazione. Abbiamo fiducia gli uni negli altri, ci aiutiamo a vicenda e ci proteggiamo a vicenda. Questa è l'Alleanza. De facto. Oggi l'[[Allargamento dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Ucraina sta presentando domanda per farlo diventare "de jure"]]. Con una procedura in linea con l'importanza per noi della tutela della nostra intera comunità. In base ad una procedura accelerata<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/annessioni-russia-zelensky-non-daremo-mai-nostra-terra-a-occupanti_2e1kYhKAXTk1341mVMAsbJ Ucraina, Zelensky: "Domanda per adesione rapida a Nato"]'', ''Adnkronos.com'', 30 settembre 2022.</ref> *L'Ucraina è e resta un leader negli sforzi di negoziazione. Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/09/30/zelensky-non-negoziamo-con-mosca-finche-putin-presidente_2da20fd6-83ad-4208-9a4c-2c96da6d0d10.html ''Zelensky, non negoziamo con Mosca finché Putin presidente''], ''Ansa.it'', 30 settembre 2022.</ref> *L'intero territorio del nostro Paese sarà liberato dal nemico, il nemico non solo dell'[[Ucraina]], ma della vita stessa, dell'umanità, della legge e della verità. Se non la fermiamo, la [[Russia]] non si fermerà ai nostri confini. Altri sarebbero sotto attacco: Stati baltici, [[Polonia]], [[Moldova]] e [[Georgia]], [[Kazakistan]]<ref group="fonte" name="libereremo">Citato in ''[https://finanza.repubblica.it/News/2022/09/30/zelensky_nessun_negoziato_con_putin_libereremo_tutta_lucraina_accelerare_adesione_nato_-173/ Zelensky: "Nessun negoziato con Putin, libereremo tutta l'Ucraina. Accelerare adesione Nato"]'', ''finanza.repubblica.it'', 30 settembre 2022.</ref> *Mosca cerca di [[Annessione dell'Ucraina meridionale e orientale alla Russia|rubare qualcosa che non le appartiene]], vuole riscrivere la storia e ridisegnare i confini con omicidi, abusi, ricatti e bugie. L'Ucraina non lo permetterà.<ref group="fonte" name="libereremo"/> *Berlusconi ha persino utilizzato le stesse espressioni e la narrativa di Putin. Non ho visto in quelle frasi le opinioni personali di Berlusconi, si è limitato a ripetere quelle di Putin e ciò mi spaventa meno. Lo vota solo l’8 per cento degli italiani e questa è la risposta confortante del vostro elettorato, ciò mi basta... (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi">Da [https://www.corriere.it/esteri/22_ottobre_25/zelensky-intervista-475016ca-53d6-11ed-a67a-b07760455bf9.shtml ''«Piena intesa con Meloni, all’Italia chiedo armi di difesa aerea. Non parlo a Putin con la pistola alla tempia»''], ''Corriere.it'', 22 ottobre 2022</ref> *So che è difficile rinunciare a fare affari facili con la Russia nel breve periodo, si rischia una certa instabilità economica, ma è per il futuro della stessa stabilità, democrazia, civiltà e libertà europea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Con [[Giorgia Meloni|Giorgia]] abbiamo condiviso gli stessi concetti e non vedo come l’Italia possa diventare nel prossimo futuro il cavallo di Troia della Russia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Non abbiamo il tempo per avere paura, siamo cambiati, questa guerra ha cambiato un mucchio di cose. Si deve combattere per tutto, anche per avere buoni rapporti diplomatici, per le alleanze, per le sanzioni, per le risoluzioni Onu e per non avere paura. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Io ho sempre voluto parlare, ma non con la pistola puntata alla tempia. Sin dall’inizio non è stato un dialogo, ma una lunga serie di ultimatum imposti con la forza da Putin. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Non è nelle mie mani di fermare la guerra: ciò che posso fare è non perderla, combattere per difendermi, sono loro che hanno invaso la nostra terra per massacrarci e lo hanno iniziato sin dal 2014 occupando la Crimea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *I russi non vogliono fermarsi, sin dall’inizio hanno avuto lo stesso piano di occupare tutta l’Ucraina. E noi centinaia di volte abbiamo proposto di parlare: da quando sono diventato presidente nel 2019 sono stato pronto a negoziare sfruttando ogni canale, qualsiasi emissario. Da Mosca dicevano che non volevano trattare della Crimea, bene rispondevo, allora parliamo del Donbass, ma non perdiamo tempo. Tuttavia, non ha mai funzionato neppure il [[Accordi di Minsk|documento di Minsk del 2015]], loro volevano solo congelare la situazione, non risolvere i problemi. Mosca non ha mai voluto un vero dialogo nel rispetto reciproco, ha imposto soltanto che noi riconoscessimo situazioni raggiunte con la forza. Gli unici successi parziali sono stati gli scambi di prigionieri e anche in quel caso Putin non ha mantenuto la parola data. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *I russi vogliono spaventare, intimidire, possono preparare una provocazione. Potrebbero colpire infrastrutture nelle centrali nucleari per poi dire che in quel luogo si stava producendo materiale atomico. Mosca cerca giustificazioni nei confronti del mondo e della società russa. Non sappiamo bene cosa vogliano fare, ma certamente puntano il dito sulla nostra pericolosità per giustificare le aggressioni. Ecco perché noi insistiamo anche per la presenza degli ispettori internazionali alla centrale atomica di Zaporizhzhia e vorremmo lo stesso negli altri impianti del Paese. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Se la Russia ha deciso di usare l’atomica lo farà, indipendentemente da ciò che avviene sul campo di battaglia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Le nostre informazioni e i servizi di intelligence alleati ci dicono con certezza che i russi non intendono assolutamente fermarsi. Mosca esige che noi si riconosca la Crimea parte integrante della Russia e si accetti le repubbliche cosiddette indipendenti di Lugansk e Donetsk, inoltre vogliono tenersi Mariupol, tutta l’area lungo il Mare di Azov che hanno occupato. Sono condizioni che la società ucraina non può accettare: a Mosca lo sanno e quindi insistono per accusarci di boicottare il dialogo. La Russia tratterà solo quando avrà capito che non può vincere militarmente. Noi siamo sempre pronti a negoziare. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Noi tutti all’inizio volevamo fermare la guerra. Ma poi abbiamo visto gli orrori di Bucha, a Irpin, la gravità dell’occupazione a Mariupol. I russi sono diventati non solo aggressori, ma anche terroristi. Impossibile parlare con i terroristi. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Mosca nel passato ha già usato l’arma dell’energia, detesta che voi europei possiate diventare indipendenti dal gas russo. E comunque già l’anno prossimo avrete trovato fonti alternative. Se cadete vittime del ricatto russo oggi spenderete meno, ma nel futuro a farne le spese saranno i vostri figli. Paghiamo tutti un prezzo per la nostra libertà, altrimenti sarà Putin a dettare le regole. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> [[File:Ukraine has always been a leader in peacemaking efforts; if Russia wants to end this war, let it prove it with actions - speech by the President of Ukraine at the G20 Summit. (52501968305).jpg|thumb|Zelensk'kyj al G20]] *La Russia deve ritirare immediatamente tutti i suoi militanti dal territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. La stazione deve essere immediatamente trasferita sotto il controllo dell'AIEA e del personale ucraino. Il normale collegamento della stazione alla rete elettrica deve essere ripristinato immediatamente in modo che nulla minacci la stabilità dei reattori. Abbiamo proposto che le missioni dell'AIEA vengano inviate a tutte le centrali nucleari ucraine - quattro di esse, 15 unità nucleari in totale. Inoltre l'impianto di Chernobyl, che è stato chiuso ed è sotto tutela. Tali missioni possono verificare che qualsiasi attività ostile contro gli impianti nucleari ucraini sia effettivamente cessata. Quanto tempo ci vuole per implementarlo? La Russia può iniziare la smilitarizzazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia già da domani se è davvero pronta a ripristinare la sicurezza radioattiva che ha violato. Lo stesso vale per le folli minacce di armi nucleari a cui ricorrono i funzionari russi. Non ci sono e non possono esserci scuse per il ricatto nucleare. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20">Da [http://www.pmli.it/articoli/2022/20221123_43_Zelensky10punti.html ''I dieci punti di Zelensky per la pace''], ''Pmli.it'', 23 novembre 2022</ref> *Credo che la nostra iniziativa per l'esportazione di grano meriti un'estensione indefinita, non importa quando la guerra finirà. Il diritto al cibo è un diritto fondamentale di ogni persona al mondo. [...] Abbiamo già lanciato l'iniziativa "Grano dall'Ucraina". E la prima nave - Nord Vind - parte per l'Etiopia con a bordo 27mila tonnellate di grano. Questa è la quantità che può sfamare quasi 100.000 persone all'anno. Possono esserci molte di queste navi dall'Ucraina, e quindi ci saranno molte persone nei paesi poveri che verranno salvate dalla fame. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Circa il 40% delle nostre infrastrutture energetiche è stata distrutta dagli attacchi dei missili russi e dei droni iraniani utilizzati dagli occupanti. Ogni settimana la Russia fa saltare in aria le nostre centrali elettriche, i trasformatori e le linee di alimentazione elettrica. Un obiettivo correlato di questo terrore è impedire l'esportazione della nostra elettricità nei paesi vicini, il che potrebbe aiutarli in modo significativo a stabilizzare la situazione energetica ea ridurre i prezzi per i consumatori. La Russia è interessata alla crisi energetica. E dovremmo essere tutti interessati a porre fine al terrore. [...] Se la Russia sta cercando di privare l'Ucraina, l'Europa e tutti i consumatori di energia nel mondo della prevedibilità e della stabilità dei prezzi, la risposta dovrebbe essere una limitazione forzata dei prezzi all'esportazione per la Russia. In modo che il prezzo all'esportazione non fosse superiore al costo di produzione. È giusto. Se togli qualcosa, il mondo ha il diritto di toglierti. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Migliaia di persone - militari e civili - sono prigioniere dei russi. Sono sottoposti a torture brutali: questo è un abuso di massa! Inoltre, conosciamo per nome 11mila bambini deportati con la forza in Russia. Sono separati dai loro genitori nella piena consapevolezza di avere una famiglia. [...] Dobbiamo rilasciare tutte queste persone! Voglio sottolineare che non abbiamo trovato il sostegno del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Non vediamo che stanno combattendo completamente per ottenere l'accesso ai campi, dove sono detenuti prigionieri di guerra ucraini e prigionieri politici. Né stanno aiutando a trovare gli ucraini deportati. Questo auto-ritiro è l'autodistruzione della Croce Rossa come organizzazione che una volta era rispettata. Non possiamo aspettare. Pertanto, dobbiamo unirci per il bene dell'unico modello realistico di liberazione dei prigionieri: "tutto per tutti". E anche per il rilascio di tutti i bambini e gli adulti deportati in Russia. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *La Russia deve riaffermare l'integrità territoriale dell'Ucraina nel quadro delle pertinenti risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dei documenti internazionali giuridicamente vincolanti applicabili. Non spetta ai negoziati. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *La Russia deve ritirare tutte le sue truppe e formazioni armate dal territorio dell'Ucraina. Il controllo dell'Ucraina su tutte le sezioni del nostro confine di stato con la Russia deve essere ripristinato. Ciò si tradurrà in una vera e completa cessazione delle ostilità. Ogni giorno di ritardo significa nuove morti di ucraini, nuove minacce per il mondo e un folle aumento delle perdite dovuto alla continuazione dell'aggressione russa: perdite per tutti nel mondo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Il mondo dovrebbe sostenere l'istituzione del Tribunale speciale per quanto riguarda il crimine dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina e la creazione di un meccanismo internazionale per compensare tutti i danni causati da questa guerra. Risarcimento a spese dei beni russi, perché è l'aggressore che deve fare di tutto per ripristinare la giustizia da esso violata. Abbiamo già proposto una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite riguardante un meccanismo internazionale di risarcimento per i danni causati dalla guerra russa. È approvato. Vi chiediamo di implementarlo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Milioni di ettari di foresta sono stati bruciati dai bombardamenti. Quasi duecentomila ettari della nostra terra sono contaminati da mine e proiettili inesplosi. [...] È impossibile calcolare con precisione la quantità di inquinamento atmosferico da depositi di petrolio bruciato e altri incendi... Così come da impianti fognari esplosi, impianti chimici bruciati, innumerevoli luoghi di sepoltura di animali uccisi. Immagina solo questo: a causa dell'aggressione russa, 6 milioni di animali domestici sono morti. 6 milioni! Questi sono i numeri ufficiali. Almeno 50.000 delfini sono stati uccisi nel Mar Nero. Migliaia di ettari di terreno sono contaminati da sostanze nocive, la maggior parte dei quali sono terreni fertili. Erano terreni fertili. [...] Ringrazio tutti i Paesi che già ci stanno aiutando con lo sminamento. Vi è un urgente bisogno di un numero maggiore di attrezzature ed esperti per queste operazioni. Sono necessari fondi e tecnologie anche per il ripristino degli impianti di trattamento delle acque. Questo non è solo un problema ucraino. Questa è una sfida per il mondo intero. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *L'Ucraina non è membro di alcuna alleanza. E la Russia è stata in grado di iniziare questa guerra proprio perché l'Ucraina è rimasta nella zona grigia, tra il mondo euro-atlantico e l'[[imperialismo russo]]. Ora non abbiamo nemmeno alcuna garanzia di sicurezza. Quindi, come possiamo impedire il ripetersi di tale aggressione della Russia contro di noi? Abbiamo bisogno di efficaci garanzie di sicurezza. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Quando tutte le misure contro la guerra saranno attuate, quando la sicurezza e la giustizia inizieranno a essere ripristinate, dovrebbe essere firmato dalle parti un documento che confermi la fine della guerra. Vorrei sottolineare che nessuno dei passaggi precedenti può richiedere molto tempo. Un mese per un passo al massimo. Per alcuni passaggi bastano un paio di giorni. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Non vale la pena offrire all'Ucraina compromessi su sovranità, territorio e indipendenza. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula">Citato in [https://www.avvenire.it/mondo/pagine/zelensky-la-formula-ucraina-per-la-pace-in-10-punti-g20 ''Al G20. Zelensky: in 10 punti la formula ucraina per la pace. Lavrov: irrealistico''], ''Avvenire.it'', 15 novembre 2022.</ref> *Se la Russia dice che vuole porre fine a questa guerra, lo dimostri con le azioni. [...] Non permetteremo alla Russia di aspettare, costruire le sue forze e quindi iniziare una nuova serie di terrore e destabilizzazione globale. Non ci sarà una Minsk-3 che la Russia violerà subito dopo l'accordo. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula"/> *{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} È accaduto ciò che avevamo previsto tanto tempo fa. Il terrore non si limita ai nostri confini nazionali. I missili russi hanno colpito la Polonia. Quante volte l’Ucraina ha detto che lo stato di terrore non si sarebbe limitato al nostro paese? Più a lungo la Russia si sente protetta da punizioni, più cresceranno le minacce per tutti coloro che possono essere colpiti da missili russi. Colpire il territorio Nato con missili: questo è un attacco missilistico russo alla sicurezza collettiva. C’è un’escalation significativa, bisogna agire.<ref group="fonte" name="polonia">Citato in [https://www.adnkronos.com/missili-russia-caduti-in-polonia-zelensky-escalation-significativa_1ybHzFn6D0gETrCMmJK4HC ''Zelensky: "Missili Russia hanno colpito Polonia, territorio Nato"''], ''Adnkronos.com'', 15 novembre 2022.</ref> *{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} Voglio dire ai nostri fratelli e alle nostre sorelle della [[Polonia]]: l'Ucraina vi sosterrà sempre. Il terrore non spezzerà le persone libere. La vittoria è possibile quando non c’è paura. Noi non ne abbiamo. E nemmeno voi. La Russia si contrappone al mondo. La Russia terrorizza noi e chiunque sia in grado di colpire. Facciamo di tutto per fermarla.<ref group="fonte" name="polonia"/> *Gli ucraini hanno attraversato cose molto terribili. E nonostante tutto, hanno conservato la capacità di non sottomettersi e il loro amore per la libertà. Una volta volevano distruggerci con la fame<ref>Il riferimento è all'[[Holodomor]], lo sterminio per fame provocato dall'[[Unione sovietica]] di [[Iosif Stalin|Stalin]] in Ucraina dal 1932 al 1933, che causò diversi milioni di morti.</ref>, ora con l'oscurità e il freddo. Noi non possiamo essere spezzati. Il nostro fuoco non si spegnerà. Sconfiggeremo di nuovo la morte.<ref group="fonte">Da un post su Twitter; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/11/26/kiev-una-volta-volevano-ucciderci-con-fame-ora-col-freddo_80176910-d30e-4b73-8642-39ffea20edab.html Kiev, una volta volevano ucciderci con fame, ora col freddo]'', ''Ansa.it'', 26 novembre 2022.</ref> *{{NDR|Sulla [[bandiera dell'Ucraina]]}} I due colori rappresentano la terra e il cielo. La nostra terra, il nostro pane. Il nostro giallo. E il cielo. Il nostro cielo. Per me, il [[blu]] è il colore della vita, del cielo, dello spazio e della libertà. E non è un caso che la bandiera non mostri immagini di aerei né di missili in quel cielo, né tanto meno scie di proiettili. Quindi, per me, questi due colori sono i colori del Paese in cui sono nato, del Paese per cui combattiamo. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman">Da ''Non c'è bisogno di presentazioni – Con David Letterman e Volodymyr Zelenskyy'', ''Netflix'', 12 dicembre 2022</ref> *Le sirene ci ricordano che qualcuno sta sacrificando la vita per noi. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Non so se la [[guerra]] ci cambi. Credo che potremo capirlo solo quando sarà finita. È solo che la guerra ci mette in condizioni diverse. Diverse condizioni di esistenza. Condizioni in cui bisogna scegliere se rimanere umani o trasformarsi in bestie, terroristi, saccheggiatori, stupratori. Sono cose che ho visto. Abbiamo visto tutti le conseguenze dell'occupazione russa. È così. La guerra è una scelta. Ed è una scelta difficile da fare, perché l'odio verso i nemici ci opprime costantemente. L'odio verso i nemici che ci hanno tolto la vita che avevamo. [...] Ma bisogna reprimere quest'odio. Affrontare il nemico, ma combattere secondo le regole. Ovvero rimanendo umani. È una scelta difficile. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *L'[[umorismo]] fa parte dell'essere. Il senso dell'umorismo è molto importante. È importante perché aiuta a non andare fuori di testa. Sa che c'è un genere in cui si intrecciano tragedia e commedia. È la tragicommedia. Tutte le persone in trincea, quelle presenti qui, nei vagoni della metro, che stanno andando al lavoro, tutti lavoriamo affinché la vita continui. E ricorriamo all'umorismo per risollevarci il morale. Credo che in epoca sovietica sia stato piuttosto difficile per tutti noi. E credo che l'umorismo ci abbia dato motivazione, il desiderio di continuare a vivere, di crescere dei figli. Proprio come adesso. Sono tempi duri, ma la gente continua a scherzare. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Due ebrei di Odessa si incontrano. Uno chiede all'altro: "Allora, com'è la situazione? Cosa si dice in giro?" E l'altro: "Cosa si dice? Si dice che c'è la guerra".<br>"Che guerra?"<br>"La Russia combatte la NATO."<br>"Dici sul serio?"<br>"Sì! La Russia combatte la NATO."<br>"E come sta andando?"<br>"Come vuoi che vada? Sono morti 70.000 soldati russi. Le scorte di missili sono quasi esaurite. Molte attrezzature sono state danneggiate, distrutte sotto le bombe. Questa è la situazione."<br>"E la NATO?"<br>"E la NATO? La NATO non è ancora arrivata." (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Non ci sarebbe la guerra {{NDR|se Putin morisse}}. No. Il regime [[Autoritarismo|autoritario]] è pericoloso perché comporta grandi rischi. Non si può permettere a un solo di avere il controllo su tutto. Perché, quando lui viene a mancare, le istituzioni si fermano. È andata così nell'Unione Sovietica. È crollato tutto. Per questo penso che, se lui non ci sarà più, {{NDR|i russi}} avranno vita dura. Dovranno occuparsi della politica interna, anziché di questioni estere. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *{{NDR|I russi}} combatteranno per la democrazia solo quando capiranno di essere isolati su larga scala. Sono isolati dal mondo civilizzato. C'è una sola via d'uscita da questo isolamento: rispettare il diritto internazionale. Questa è già democrazia. Riconoscere la sovranità, l'integrità territoriale... Non solo dell'Ucraina. Di tutti i Paesi post-sovietici. Georgia, Moldavia... Hanno lasciato impronte ovunque. Il mondo non vuole più dare la mano ai leader russi di oggi. In tutti i sensi. Non solo una stretta di mano. Mi riferisco a questioni serie. Non possono partecipare a competizioni, campionati mondiali, eventi culturali, cerimonie degli Oscar, niente. Ecco cos'è l'isolamento. Nessuno ti dà più la mano. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *I funzionari del Cremlino dovrebbero decidere chi sono. Se sono dei barbari o solo dei pazzi. Purtroppo, né l'una né l'altra cosa funzionano per l'Ucraina. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Oggi assisteremo alla celebrazione della natura umana dello sport. Questi Mondiali hanno dimostrato più volte che diversi Paesi e nazionalità possono decidere chi è il più forte nel ''fair play'', ma non giocando con il fuoco. Si deve giocare sul campo verde, non sul campo di battaglia rosso. Questo è il sogno di tante persone, quando le squadre scendono in campo circondate da persone che vivono in pace. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ «In guerra non ci sono campioni o pareggio»]'', ''Open.online'', 18 dicembre 2022</ref> *Ogni padre del mondo vorrebbe portare i propri figli allo stadio a guardare una partita e ogni madre vorrebbe vedere tornare indietro i propri figli indietro dalla guerra: l’Ucraina vuole la pace più di qualsiasi altra cosa al mondo. Abbiamo offerto la formula della pace al mondo, perché non ci sono campioni in guerra e non ci può essere un pareggio. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/> *Gli stadi restano vuoti dopo le partite, le città restano vuote dopo le guerre: per questo la guerra deve finire e la pace deve vincere. Un Mondiale, non una guerra mondiale. È possibile! (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/> [[File:Zelensky Congress Speech.png|thumb|Zelens'kyj durante il suo discorso al Congresso americano]] *Da febbraio, 184 atleti ucraini sono morti a causa delle azioni della Russia, e la stessa Russia usa lo sport per scopi di propaganda [...] Una risposta equa per uno stato terrorista non può che essere il completo isolamento nell’arena internazionale, in particolare, questo vale per gli eventi sportivi internazionali.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-ultime-notizie-conferenza-parigi-raccoglie-miliardo-kiev-esplosioni-centro-capitale-AEKzc5OC Ucraina, ultime notizie. Casa Bianca non conferma consegna Patriot all’Ucraina]'', ''Il Sole 24 ore.it'', 14 dicembre 2022.</ref> *Contro tutte le previsioni e gli scenari funesti, l'Ucraina non è caduta. L'Ucraina è viva e vegeta. Grazie. E questo mi dà una buona ragione per condividere con voi la nostra prima vittoria comune: abbiamo sconfitto la Russia nella battaglia per i cuori e le menti del mondo. Non abbiamo paura, né dovrebbe averla nessuno al mondo. Gli ucraini hanno ottenuto questa vittoria, che ci dà il coraggio di ispirare il mondo intero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ "L'Ucraina è viva e combatte. State investendo in democrazia"]'', ''Ilfoglio.it'', 22 dicembre 2022</ref> *Gli americani hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che siete riusciti a unire la comunità internazionale per proteggere la libertà e il diritto internazionale. Gli europei hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che l'Europa è ora più forte e più indipendente che mai. La tirannia russa ha perso il controllo su di noi. E non influenzerà mai più le nostre menti. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *I russi avranno la possibilità di essere liberi solo quando sconfiggeranno il [[Cremlino di Mosca|Cremlino]] nella loro mente. Tuttavia, la battaglia continua e dobbiamo sconfiggere il Cremlino sul campo di battaglia, sì. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Questa battaglia non può essere congelata o rimandata. Non può essere ignorata, sperando che l'oceano o qualcos'altro fornisca una protezione. Dagli Stati Uniti alla Cina, dall'Europa all'America Latina, dall'Africa all'Australia, il mondo è troppo interconnesso e interdipendente per permettere a qualcuno di rimanere in disparte e allo stesso tempo di sentirsi al sicuro quando questa battaglia continua. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} L'anno scorso, 70.000 persone vivevano a Bakhmut, in questa città, e ora rimangono solo pochi civili. Ogni centimetro di quella terra è intriso di sangue; i cannoni suonano ogni ora. Le trincee nel Donbas cambiano di mano più volte al giorno in combattimenti feroci e persino in scontri a mani nude. Ma il Donbas ucraino resiste. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *La tattica dei russi è primitiva. Bruciano e distruggono tutto ciò che vedono. Hanno mandato dei delinquenti in prima linea. Hanno mandato dei detenuti in guerra. Hanno gettato tutto contro di noi, come l'altra tirannia, che si trova nella [[Offensiva delle Ardenne|battaglia del Bulge]], ha lanciato tutto ciò che aveva contro il mondo libero- E proprio come i coraggiosi soldati americani che hanno tenuto il fronte e hanno combattuto le forze di Hitler durante il Natale del 1944, i coraggiosi soldati ucraini stanno facendo lo stesso con le forze di Putin in questo Natale. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Quando la Russia non riesce a raggiungere le nostre città con l'artiglieria, cerca di distruggerle con attacchi missilistici. Inoltre, la Russia ha trovato un alleato in questa politica genocida: l'Iran. I droni letali iraniani inviati in Russia a centinaia sono diventati una minaccia per le nostre infrastrutture. È così che un terrorista ha trovato l'altro. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Il vostro denaro non è beneficenza. È un investimento nella sicurezza globale e nella democrazia che gestiamo nel modo più responsabile. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Sarebbe ingenuo aspettare passi verso la pace dalla Russia, che si diverte ad essere uno stato terrorista. I russi sono ancora avvelenati dal Cremlino. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Signore e signori - signore e signori americani, tra due giorni festeggeremo il Natale. Forse a lume di candela. Non perché sia più romantico, no, ma perché non ci sarà elettricità. Milioni di persone non avranno né riscaldamento né acqua corrente. Tutto questo è il risultato degli attacchi russi con missili e droni alle nostre infrastrutture energetiche. Ma noi non ci lamentiamo. Non giudichiamo e non ci paragoniamo a chi ha una vita più facile. Il vostro benessere è il prodotto della vostra sicurezza nazionale, il risultato della vostra lotta per l'indipendenza e delle vostre numerose vittorie. Anche noi ucraini affronteremo la nostra guerra per l'indipendenza e la libertà con dignità e successo. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Questa bandiera è il simbolo della nostra vittoria in questa guerra. Siamo in piedi, combattiamo e vinceremo perché siamo uniti: l'Ucraina, l'America e tutto il mondo libero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Mentre la [[Libertà e schiavitù|libertà]] ha un prezzo elevato, la [[Libertà e schiavitù|schiavitù]] costa ancora di più. Anche nella completa oscurità, ci ritroveremo per abbracciarci forte. E se non c’è calore, ci abbracceremo a lungo per scaldarci l’un l’altro. Sorrideremo e saremo felici, come sempre. C’è una differenza: non aspetteremo un miracolo, dal momento che lo stiamo creando noi stessi. (discorso di Natale)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.globalist.it/world/2022/12/25/zelensky-il-nostro-miracolo-di-natale-restare-indomiti-davanti-agli-attacchi-russi/ Zelensky: "Il nostro miracolo di Natale? Restare indomiti davanti agli attacchi russi"]'', ''Globalist.it'', 25 dicembre 2022.</ref> *Non sappiamo con certezza cosa ci porterà il nuovo 2023. Voglio augurare a tutti noi una cosa: la vittoria. E questa è la cosa principale. Che quest’anno sia l’anno del ritorno. Il ritorno del nostro popolo. Soldati - alle loro famiglie. Prigionieri – alle loro case. Immigrati - nella loro Ucraina. Il ritorno delle nostre terre. E i temporaneamente occupati diventeranno per sempre liberi. Ritorna alla vita normale. A momenti felici senza coprifuoco. Alle gioie terrene senza avvisi aerei. Il ritorno di ciò che ci è stato rubato. L’infanzia dei nostri figli, la tranquilla vecchiaia dei nostri genitori. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà">Citato in [https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_gennaio_01/ucraina-russia-news-guerra-7a5a13fc-8961-11ed-b654-607fcc53bc38.shtml ''Zelensky, il discorso in russo: «L’Ucraina non perdonerà»''], ''Corriere.it'', 1 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Rivolto al popolo russo}} Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro. [...] Nessuno perdonerà per il terrore. Nessuno al mondo ti perdonerà. L’Ucraina non perdonerà. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà"/> ===2023=== *I terroristi russi si sono dimostrati patetici, hanno iniziato l'anno nuovo nel solito modo. Il nostro senso di unità, autenticità, di vita stessa: tutto ciò contrasta drammaticamente con la paura che prevale in Russia. Sono spaventati, si sente. E hanno ragione ad avere paura. Perché stanno perdendo. Droni, missili, qualsiasi altra cosa non li aiuterà. Perché noi siamo uniti. E loro stanno insieme solo con la paura.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/ucraina-zelensky-russia-sta-perdendo-e-ha-paura_6Se7KkNpiC2r49ldo53iDa Ucraina, Zelensky: "Russia sta perdendo e ha paura"]'', ''Adnkronos.com'', 1 gennaio 2023.</ref> *Le autorità russe vogliono usare il Natale come copertura per fermare l’avanzata dei nostri ragazzi nel Donbass, anche solo per un po’, e portare attrezzature, munizioni e mobilitarsi più vicino alle nostre posizioni. [...] Questo porterà solo un altro aumento del numero delle vittime. Tutti nel mondo sanno come il Cremlino usa le pause della guerra per continuare la guerra con rinnovato vigore.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/06/ucraina-zelensky-russi-usano-tregua-di-natale-per-preparare-nuovi-attacchi/6927479/ Ucraina, Zelensky: "Russi usano tregua di Natale per preparare nuovi attacchi"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 6 gennaio 2023.</ref> *Il [[male]] è molto sensibile alla [[codardia]]. Il male ricorda sempre chi lo teme o cerca di mercanteggiare. E quando verrà per te, non ci sarà nessuno a proteggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/zelensky-accusa-silenzio-codardo-popolo-russo/AE4PtFXC Zelensky accusa: "Silenzio codardo del popolo russo"]'', ''Stream24.ilsole24ore.com'', 16 gennaio 2023.</ref> [[File:Volodymyr Zelenskyy addresses Parliament (52676732611).jpg|thumb|Zelens'kij a Westminster Hall]] *{{NDR|Sulla sua prima visita statale al Regno Unito nel 2020}} Nella sala della guerra c’è una poltrona. La famosa poltrona di Churchill. Una guida mi ha sorriso e mi ha offerto di sedermi sulla poltrona da cui erano stati impartiti gli ordini di guerra. Mi ha chiesto come mi sentivo. E io ho risposto che sicuramente provavo qualcosa.<br>Ma solo adesso so cosa ho provato. E anche tutti gli ucraini lo sanno perfettamente. È la sensazione di come il coraggio ti accompagni – attraverso le difficoltà più inimmaginabili – per poi ricompensarti con la vittoria.<ref group="fonte" name="westminster">Discorso a Westminster Hall, 8 febbraio 2023; citato in ''[https://dangelodario.it/2023/02/09/zelensky-a-westminster-hall-il-discorso-integrale-da-libri-di-storia/ Zelensky a Westminster Hall]'', ''Dangelodario.it'', 9 febbraio 2023</ref> *La Gran Bretagna ha teso la mano quando il mondo non aveva ancora capito come reagire. [[Boris Johnson|Boris]], hai unito gli altri quando sembrava assolutamente impossibile. Grazie! *A prescindere da ciò che abbiamo incontrato nelle diverse fasi della nostra e della vostra formidabile storia, voi, noi e l’intera umanità abbiamo raggiunto un risultato simile: il male ha perso.<br>Noi saremo sempre in grado di vincere sul male. Questo è il cuore delle nostre – ma anche delle vostre – tradizioni.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Dopo che avremo vinto insieme, qualsiasi aggressore – grande o piccolo – saprà cosa lo aspetta se attacca l’ordine internazionale.<br>Qualsiasi aggressore che cercherà di superare i confini con la forza. Che infliggerà distruzione e morte ad altri popoli. Che cercherà di perpetuare la sua dittatura a spese del sangue altrui in guerre criminali e non provocate, come fa il Cremlino. Qualunque aggressore perderà. *Chiunque investa nel terrore deve essere ritenuto responsabile. Chiunque investa nella violenza deve risarcire coloro che hanno sofferto a causa del terrore, dell’aggressione o di altre forme di violenza di Stato.<br>Le nostre proposte per la creazione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione russa contro l’Ucraina e di un Meccanismo speciale di compensazione, che risarcirà le perdite di guerra a spese dei beni russi, si basano su tali principi.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Abbiamo dimostrato insieme che il mondo aiuta davvero chi è coraggioso nel difendere la libertà. E così, si apre la strada a una nuova storia. La storia di un mondo che sa essere veloce nell’aiutare. Che sa essere efficace nella difesa. Che sa rimanere fedele ai propri principi nelle ore più buie. Che attua i suoi trattati e accordi in buona fede. Che non permette ai colpevoli di godere dell’impunità. Che sa come superare il veto quando se ne abusa. Che non conosce la paura. E che sa come vincere.<ref group="fonte" name="westminster"/> *In Gran Bretagna, il Re è un pilota dell’aeronautica. E in Ucraina, oggi, ogni pilota dell’aeronautica è il re per noi, per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Non sto dicendo che non ci saranno più guerre dopo la fine di questa guerra. È impossibile cancellare completamente il male dalla natura umana. Tuttavia, è in nostro potere garantire con parole e azioni che il lato chiaro della natura umana prevalga. Il lato che voi e noi condividiamo. E questo sta al di sopra di ogni altra cosa.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Lasciando il Parlamento britannico due anni fa, vi ho ringraziato per il delizioso tè inglese. Oggi lascerò il Parlamento ringraziando tutti voi in anticipo – per i potenti aerei inglesi.<ref group="fonte" name="westminster"/> [[File:President Zelenskyy says Russia is a grave threat to the European way of life (52678962898).jpg|thumb|Zelens'kij al Parlamento europeo]] *Tutti noi, europei, ognuno delle centinaia di milioni di persone che vivono nel nostro continente, combiniamo questi due status: rappresentanti dell'Europa e leader dell'Europa. Questa combinazione riflette ciò che la nostra Europa, un'Europa moderna, un'Europa pacifica, offre al mondo. Un modo di vivere europeo. Un percorso di vita europeo. Uno stile di vita europeo. Regole di vita europee. Quando tutti contano. Quando è la legge a comandare. Quando gli stati si sforzano di essere sociali e le società di essere aperte. Quando la diversità è un valore e i valori dei diversi sono uniti da una giusta uguaglianza. Quando i confini sono inviolabili, ma non si avverte il loro attraversamento. Quando le persone credono nel domani e sono disposte a scendere in piazza per lottare per il loro domani. Quando c'è un'unica barriera tra il presidente e i manifestanti, ovvero elezioni eque. Questa è la nostra Europa. Queste sono le nostre regole. Questo è il nostro modo di vivere. E per l'Ucraina è un modo per tornare a casa. Ora sono qui per proteggere la strada di casa per il nostro popolo.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo">Discorso al Parlamento europeo; citato in ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/02/09/news/zelensky-al-parlamento-europeo-l-ucraina-sara-un-membro-dell-ue-un-ucraina-vittoriosa-4939687/ "L'Ucraina sarà un membro dell'Ue, un'Ucraina vittoriosa"]'', ''Ilfoglio.it'', 9 febbraio 2023</ref> *Nessuno conta per le autorità di quel paese, tranne coloro che si trovano all'interno delle mura del Cremlino, i loro parenti e i loro portafogli. Per loro, per il Cremlino, tutti gli altri, tutti i centoquaranta milioni di cittadini sono solo corpi in grado di portare armi – portare armi in Ucraina, portare armi sul campo di battaglia, mettere in riga gli altri o essere messi in riga loro stessi. Le regole della violenza e dell'obbedienza sono le regole lì, invece della legge. Il regime russo non solo odia ogni cosa, ogni socialità e diversità, ma investe deliberatamente nella xenofobia e cerca di rendere normali tutte le cose disumane accadute negli anni Trenta e Quaranta nel nostro continente. Ma durerà per sempre? Questa è una domanda per tutti noi. La risposta è no! No!<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *Ricordo i primi giorni dell'invasione su larga scala, quando l'ambizione della Russia di distruggere noi e l'intera Europa era ancora audace. Quando l'aggressione russa stava appena iniziando a rompere i denti alla nostra difesa. Già allora, il primo marzo, al sesto giorno della guerra totale, il Parlamento europeo adottò una risoluzione a sostegno non solo del nostro paese, ma anche dello status di candidato all'adesione all'Unione europea per il nostro paese. È stata una visione che ci ha motivato a essere resilienti e a rimanere sulla nostra strada.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *L'Europa si sta finalmente liberando dalla dipendenza distruttiva dai combustibili fossili russi. L'Europa si sta ripulendo dall'influenza corrotta degli affari oligarchici russi. L'Europa si sta difendendo dall'infiltrazione di agenti dei servizi speciali russi, che hanno persino considerato l'Europa come un luogo dove dare la caccia agli oppositori della dittatura russa. Per la prima volta nella sua storia, l'Unione europea fornisce un'assistenza militare di tale portata. E per la prima volta nella storia, credo, sta preparando un bilancio positivo delle riforme interne in un paese europeo che in questa guerra totale si sta difendendo e al tempo stesso – mentre combatte – sta modernizzando le sue istituzioni.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *Il [[festival di Sanremo]] si sente in tutto il mondo, si sente la sua voce, la sua bellezza, la sua magia, la sua vittoria. Ogni anno, sulle rive del mar ligure, vince la canzone: vincono la cultura e l'arte, la musica vince, e questa è una delle migliori creazioni della civiltà umana. Sfortunatamente, per tutto il tempo della sua esistenza l'umanità crea non solo cose belle, e purtroppo oggi nel mio paese si sentono spari ed esplosioni. [...] Auguro successo a tutti i finalisti e dal profondo del mio cuore voglio invitare i vincitori di quest'anno a Kyiv, in Ucraina, nel giorno della vittoria, nel giorno della nostra vittoria. Questa vittoria oggi viene creata e ottenuta in condizioni estremamente difficili. Grazie ai nostri difensori, grazie al loro coraggio, indomabilità, invincibilità. Centinaia di canzoni sono state già scritte su questo e ne ascolterete una oggi. E sono sicuro che un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria. (lettera al [[Festival di Sanremo 2023]])<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.marieclaire.it/attualita/news-appuntamenti/a42838634/zelensky-lettera-sanremo-2023/ "Un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria", la lettera di Zelensky a #Sanremo73]'', ''Marieclaire.it'', 12 febbraio 2023.</ref> *Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve vincere. Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve diventare membro dell'Ue. Non c'è alternativa: l'Ucraina deve entrare nella Nato. (dichiarazione alla Conferenza di Monaco, 17 febbraio 2023)<ref group="fonte">Da un intervento alla ''Conferenza di Monaco sulla sicurezza 2023''; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/02/17/zelensky-non-ce-alternativa-a-vittoria-e-kiev-in-ue-nato_18d12468-2c60-43f5-98f2-2caf8395c699.html Zelensky, non c'è alternativa a vittoria e Kiev in Ue-Nato]'', ''Ansa.it'', 17 febbraio 2023.</ref> *Noi riteniamo che sia centrale mantenere il sostegno italiano per garantire quello degli altri Paesi e ciò vale anche per la compattezza dell’Europa, dove l’Italia ha un ruolo trainante in campo economico, sociale e politico. Sono comunque fiducioso: Giorgia è una donna forte che può tenere compatto il suo governo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia">Da un'intervista di Lorenzo Cremonesi, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_febbraio_19/zelensky-intervista-italia-meloni-ucraina-48025496-b080-11ed-bbef-91b6ba0d81d3.shtml «Grato all’Italia per la scelta di mandarci armi. Berlusconi? Meloni è forte e terrà compatto il suo governo a sostegno di Kiev»]'', ''Corriere.it'', 19 febbraio 2023</ref> *Ho sentito le dichiarazioni di Berlusconi. Non lo conosco personalmente. Ma forse anche noi dobbiamo mandargli qualche cosa. Gli piace la Vodka? Noi ne abbiamo di ottima qualità in Ucraina, se chiede gliela regaliamo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Io personalmente mi sono rivolto ai dirigenti cinesi per canali diretti e pubblicamente affinché non offrano alcun sostegno ai russi in questa guerra. La mia speranza è che Pechino mantenga un atteggiamento pragmatico, si rischia altrimenti la Terza Guerra Mondiale, credo ne siano ben consapevoli.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Quando si erano imposte le sanzioni economiche c’era chi ci aveva accusato di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Gli [[accordi di Minsk]] hanno dato a Putin il tempo per preparare l’attacco improvviso dell’anno scorso, non cadremo più nella stessa trappola.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} Per noi è importante difenderla, ma non a ogni prezzo e per morire tutti. Combatteremo sino a che sarà ragionevole, i russi vogliono poi continuare per Kramatorsk e Sloviansk, sino ai confini del Donbass e sino a Dnipro se possono. Noi resistiamo e intanto prepariamo il prossimo contrattacco.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Non siamo i trecento spartani<ref>In riferimento alla [[battaglia delle Termopili]]</ref>, neppure ci sentiamo eroi, ma dietro di noi sappiamo che c’è l’Europa e chi comprende il pericolo della minaccia russa.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *{{NDR|«Lo sa che un recente sondaggio rileva che soltanto il 50 per cento degli italiani ritiene che Putin sia l'aggressore?»}} Ciò non significa che l’altro 50 per cento sia filorusso. Credo vi sia una parte significativa della popolazione che è indifferente, che teme la guerra, teme il costo dell’energia, l’inflazione. Insomma, gente normale che non vuole fastidi.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *La Moldavia non confina con la Russia, ma i russi possono utilizzare gli aeroporti locali e i loro militari in [[Transnistria]].<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *I problemi energetici provocati dai bombardamenti russi, le carenze idriche, ci pungolano e esplorare la ricerca dell’energia verde e rinnovabile a partire dall’elettrico.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Mia figlia è grande e mio figlio ha 10 anni, è lui che mi dà una grande energia. Sono loro i miei superpoteri.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve">Da un'intervista di Maurizio Molinari e Fabio Tonacci, ''[https://www.repubblica.it/esteri/2023/02/19/news/ucraina_zelensky_intervista-388626257/ Zelensky, l'intervista: "La guerra sarà breve, non possiamo perdere il sostegno italiano"]'', ''Repubblica.it'', 19 febbraio 2023</ref> *C’è nervosismo. Alcune zone dell'Ucraina vivono così dal 2014. Ma i russi non sono così potenti come lo erano un anno fa, quando comunque non hanno avuto abbastanza risorse per occupare il nostro Paese. Oggi loro sono più deboli e noi, invece, siamo più forti. Inoltre, non hanno la stessa motivazione dei nostri soldati. Noi combattiamo nel nostro Paese, per difendere le nostre case, famiglie. Se noi perdiamo, perdiamo tutto: la casa, i nostri famigliari. Noi qui ci viviamo.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *La Russia sa perfettamente che Bakhmut le aprirà la strada verso Sloviansk e Kramatorsk. Sloviansk non è una metropoli, Kramatorsk è una grande città. Ed è questo per loro il più grande obiettivo nell’Est dell’Ucraina. E ogni piccola città come Bakhmut che i russi conquistano li rende più vicini alle grandi città. Non sto dicendo che la gente di Kramatorsk sia meglio della gente di Bakhmut, no. Ma ogni piccola città che perdiamo è un passo avanti per i russi, che come ormai sappiamo, vogliono prendersi i confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk. Ecco perché stiamo resistendo così a Bakhmut.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *A volte bisogna comportarsi come nel calcio: puoi vincere una volta ma non puoi vincere tutte le partite se non sei un Paese con una solida tradizione calcistica. E’ impossibile. E qui è la stessa cosa. L’Ucraina ha una storia. Da sempre combattiamo per la nostra indipendenza. L’Occidente può smettere di aiutarci e il nostro Paese sarà distrutto e non esisterà più, ma alla fine, secondo voi, gli occupanti riusciranno a renderlo come la Russia? Impossibile. Gli ucraini odiano la politica di Putin e lui non può farci niente.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *La guerra dell'informazione è il problema numero uno. I russi hanno fatto disinformazione sulla Crimea e poi sul Donbass, per molti anni. Sull’Ucraina ci sono riusciti in parte.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Sono stato in Italia più volte: italiani e ucraini hanno gli stessi valori familiari. Gli italiani sono molto sentimentali per le cose di famiglia e hanno famiglie molto numerose, amano riunire tutta la famiglia. Non ho mai sentito silenzio nelle famiglie italiane a tavola. E se silenzio dev'essere, che sia contro la Russia. Fregarsene significa silenzio.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Sono arrivato alla conclusione che non siamo in grado di cambiare l’atteggiamento russo. Se hanno deciso di isolarsi dal resto del mondo nel sogno della ricostruzione del vecchio impero sovietico non possiamo farci nulla, sta a loro scegliere o meno di cooperare con la comunità delle nazioni sulla base del rispetto reciproco. Quando vennero imposte le sanzioni economiche ci fu chi ci accusò di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Il [[Silvio Berlusconi|signor Berlusconi]] mi sembra non abbia mai avuto la sua casa bombardata dai missili ogni giorni. Il suo partner della Federazione Russa non ha guidato un carro armato in casa sua e ha distrutto i suoi parenti e i suoi cari. Penso che Berlusconi non si sia dovuto alzare alle tre del mattino a causa dei blackout per iniziare a lavare i panni e preparare da mangiare ai suoi figli due giorni di anticipo perché non potrebbe esserci energia elettrica per i prossimi due-tre giorni a causa del grande amore per il fraterno popolo russo. (dichiarazione a una conferenza stampa a Kyiv con Giorgia Meloni, 21 febbraio 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/zelensky_duro_su_berlusconi_gela_giorgia_meloni_i_russi_non_gli_hanno_bombardato_casa-12655171/ ''Zelensky duro su Berlusconi gela Giorgia Meloni: "I russi non gli hanno bombardato casa"''], ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.</ref> *Il 24 febbraio 2022 milioni di noi hanno fatto una scelta: non una bandiera bianca ma una blu e gialla. Non fuggire, ma affrontare. Resistendo e combattendo. È stato un anno di dolore, di lacrime, di fede e di unità. E durante quest'anno siamo rimasti invincibili. E sappiamo che il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria! ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1628983721507299333?cxt=HHwWioCxlYyEqJstAAAA tweet] il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/mondo/1384651/ucraina-il-messaggio-di-zelensky-gloria-a-chi-combatte-il-2023-sara-l-anno-della-vittoria.html ''Ucraina, il messaggio di Zelensky: «Gloria a chi combatte, il 2023 sarà l'anno della vittoria»''], ''lagazzettadelmezzogiorno.it'', 24 febbraio 2023.</ref> *Quando ho visto [[Massacro di Buča|Bucha]] dopo la liberazione ho pensato che il diavolo camminasse sulla terra. (da una conferenza stampa il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2023/02/24/ucraina-zelensky-un-anno-di-dolore-ma-il-2023-sara-lanno-della-vittoria_fb110129-e0e8-4e59-ac3a-808fa0925556.html ''Ucraina, Zelensky: "Apprezziamo le parole della Cina, aspettiamo i fatti"''], ''Ansa.it'', 24 febbraio 2023.</ref> *Un anno fa, in questo giorno, da questo stesso luogo, verso le sette del mattino, mi sono rivolto a voi con una breve dichiarazione. Durava solo 67 secondi. Conteneva le due cose più importanti, allora e oggi. Che la Russia ha iniziato una guerra su larga scala contro di noi. E che noi siamo forti. Siamo pronti a tutto. Sconfiggeremo tutti. Perché noi siamo l'Ucraina! Così è iniziato il 24 febbraio 2022. Il giorno più lungo della nostra vita. Il giorno più difficile della nostra storia moderna. Ci siamo svegliati presto e non ci siamo più addormentati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria">Da un discorso alla nazione, ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/02/24/news/zelensky_il_2023_sara_lanno_della_nostra_vittoria-11421119/ "Il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria"]'', ''Huffingtonpost.it'', 24 febbraio 2023</ref> *Alcuni avevano paura, altri erano scioccati, altri ancora non sapevano cosa dire, ma tutti sentivano cosa fare. C'erano ingorghi sulle strade, ma molte persone andavano a prendere le armi. Si formavano code. Alcuni si fermavano alle frontiere, ma molti si recavano agli uffici di registrazione e arruolamento militare e alle unità di difesa territoriale.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *La guerra ha cambiato il destino di molte famiglie. Ha riscritto la storia delle nostre famiglie. Ha cambiato i nostri costumi e le nostre tradizioni. I nonni raccontavano ai nipoti come avevano sconfitto i nazisti. Ora i nipoti raccontano ai loro nonni come hanno sconfitto i russi. Le madri e le nonne lavoravano a maglia le sciarpe, ora tessono reti mimetiche. I bambini chiedevano a Babbo Natale smartphone e gadget, ma ora regalano paghette e raccolgono fondi per i nostri soldati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *Tutti hanno visto la vera natura del nostro nemico. Il bombardamento dell'ospedale materno e del teatro a Mariupol, dell'Amministrazione regionale a Mykolaiv, di Piazza Svobody a Kharkiv, della stazione ferroviaria a Kramatorsk. Abbiamo visto Bucha, Irpin, Borodyanka. Il mondo intero si è reso conto chiaramente di cosa significhi veramente il [[Russkij mir|mondo russo]]. Di cosa è capace la Russia. Allo stesso tempo, il mondo ha visto di cosa è capace l'Ucraina. Questi sono i nuovi eroi. Difensori di Kiev, difensori di Azovstal. Nuove imprese compiute da intere città. Charkiv, Chernihiv, Mariupol, Kherson, Mykolaiv, Hostomel, Volnovakha, Bucha, Irpin, Okhtyrka. Città eroiche. Le capitali dell'invincibilità. Nuovi simboli. E con essi, nuove valutazioni e previsioni per l'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *È stato un anno di resilienza. Un anno di cura. Un anno di coraggio. Un anno di dolore. Un anno di speranza. Un anno di resistenza. Un anno di unità. L'anno dell'invincibilità. L'anno furioso dell'invincibilità. Il risultato principale è che abbiamo resistito. Non siamo stati sconfitti. E faremo di tutto per ottenere la vittoria quest'anno. Gloria all'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *Se accadesse che l'Ucraina, a causa di varie opinioni, e l'indebolimento e l'esaurimento dell'assistenza, perda, la Russia entrerà negli Stati baltici, negli Stati membri della Nato, e quindi gli Stati Uniti dovranno inviare i loro figli e le loro figlie esattamente allo stesso modo come noi mandiamo i nostri figli e le nostre figlie in guerra, e dovranno combattere perché è della Nato che stiamo parlando. E moriranno, Dio non voglia, perché è una cosa orribile. (da una conferenza stampa il 1 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://facta.news/antibufale/2023/03/02/zelensky-soldati-stati-uniti/ ''No, Zelensky non ha chiesto agli Stati Uniti soldati per la guerra in Ucraina''], ''Facta.news'', 2 marzo 2023.</ref> *{{NDR|Sull'[[esecuzione di Oleksandr Macievskyj]]}} Oggi è stato pubblicato un video degli invasori che uccidono brutalmente un guerriero che coraggiosamente gli ha detto in faccia: «Gloria all'Ucraina!» [...] Troveremo questi assassini. (dichiarazione del 6 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilpost.it/2023/03/07/prigioniero-di-guerra-ucciso-video/ ''La storia del video che sta diventando un simbolo della resistenza ucraina''], ''Ilpost.it'', 7 marzo 2023.</ref> *Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno. (dichiarazione dopo una visita a una scuola usata dai russi come prigione a Yahidne, nella regione di Černihiv)<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/zelensky-e-laugurio-a-putin-spero-muoia-in-un-seminterrato-video_1jGsYbdudIiUBhPswFcv27 ''Zelensky e l'augurio a Putin: "Spero muoia in un seminterrato"''], ''Adnkronos.com'', 3 aprile 2023.</ref> *Il popolo tartaro di Crimea rispetta il Ramadan. Il rispetto dovrebbe essere sempre reciproco. Pertanto, a partire da quest’anno, un evento di rispetto così speciale si terrà ogni anno in Ucraina con la partecipazione del Capo dello Stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2023/04/08/ucraina-zelensky-partecipa-alliftar-con-soldati-musulmani/ Ucraina, Zelensky partecipa all'Iftar con soldati musulmani]'', ''Lapresse.it'', 8 aprile 2023.</ref> *Due giorni fa ho condiviso un iftar con i musulmani dell'Ucraina. Presto mi congratulerò con gli ebrei ucraini per la fine di Pesach. E tra una settimana esatta mi congratulerò con tutti coloro che celebrano la Pasqua quest'anno il 16 aprile. [...] Possiamo praticare diverse religioni, ma crediamo ugualmente nella libertà. Potremmo avere tradizioni diverse, ma ce n'è una comune per tutti noi: è la protezione della nostra terra natale.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2023-04-09/ucraina-pasqua-zelensky-20885577/ La Pasqua di Zelensky: "L'Ucraina combatte per un mondo libero"]'', ''Agi.it'', 9 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Sulla [[decapitazione di Serhij Pataki]]}} C'è qualcosa che nessuno al mondo può ignorare: con quanta facilità queste bestie uccidono. Questo video, l'esecuzione di un prigioniero ucraino. Il mondo deve vederlo. Questo è un video che mostra come è la Russia. Che tipo di persone sono. Non esistono persone per loro. Un figlio, un fratello, un marito. Il figlio di qualcuno... Questo è un video della Russia che cerca di rendere normale tutto questo. L'abitudine di distruggere la vita. Questo non è un incidente. Questo non è un episodio. È successo in precedenza. È successo a Bucha. Migliaia di volte. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1646067913932132352?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1646067913932132352%7Ctwgr%5E8983fb92d7d6fd5cd87594385a0b8e56796dbcc4%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Farticoli%2F2023%2F04%2Fin-rete-video-di-soldati-ucraini-decapitati-onu-i-responsabili-ne-rispondano-eaf6e5f6-d22e-44a4-95bb-af4ab0799e70.html tweet] del 12 aprile 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/soldati-decapitati-messaggio-zelensky-bestie/442300/443262?rpl=1 Zelensky sulla decapitazione del prigioniero ucraino: "Non è un caso isolato, i russi sono bestie che uccidono con facilità"]'', ''Repubblica.it'', 12 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Bisogna}} fare tutto il possibile per far sì che le [[guerra|guerre]] lascino solo ombre sulle pietre della storia e che queste possano essere viste solo nei musei.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.altoadige.it/foto/zelensky-grazie-hiroshima-per-bandiere-ucraine-in-strada-1.3504995 Zelensky, "Grazie Hiroshima per bandiere ucraine in strada"]'', ''altoadige.it'', 21 maggio 2023.</ref> *Ad oggi Bakhmut esiste solo nei nostri cuori, non c'è più niente in quel posto. Molti russi sono morti, ma ci hanno invaso loro. I nostri difensori si sono battuti, hanno fatto un grande lavoro e li apprezziamo per questo. (dichiarazione durante il giorno conclusivo del G7 a Hiroshima)<ref group="fonte">Citato in ''[https://tg.la7.it/esteri/zelensky-bakhmut-resta-solo-nei-nostri-cuori-21-05-2023-184382 Zelensky: "Bakhmut resta solo nei nostri cuori"]'', ''Tg.la7.it'', 21 maggio 2023.</ref> *Questa è la verità: con circa 50 Patriot, per la maggior parte si eviterebbero i morti. Immaginate la sensazione di un soldato che sa di non avere un tetto di protezione sulla testa, e non capisce perché i Paesi confinanti ce l'hanno.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva">Da un'intervista di Emma Tucker, ''Wall Street Journal'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''[https://www.fanpage.it/esteri/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-siamo-pronti-alla-controffensiva-ce-la-faremo/ "Siamo pronti alla controffensiva, ce la faremo"]'', ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023</ref> *Se tutti sanno che è importante la difesa aerea, perché c'è un problema a darci aerei moderni? Qual è il problema?<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/> *[[Joe Biden|Biden]] ci ha aiutato più di [[Donald Trump|Trump]]{{NDR|, anche se}} devo riconoscere che durante il mandato di Trump non c'era una vera e propria guerra e non so come lui avrebbe reagito. [...] Non l'ho capito quando ha detto "in 24 ore porterei Putin e Zelensky a un tavolo di trattative". Avrebbe potuto farlo, già durante la sua presidenza i nostri territori erano occupati. Ma non è successo.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/> *{{NDR|Sulla [[distruzione della centrale idroelettrica di Kachovka]]}} Oggi i terroristi russi hanno dimostrato ancora una volta di essere una minaccia per tutto ciò che vive. La scorsa notte hanno fatto saltare in aria la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, l'esplosione è avvenuta alle 2:50. È stata un'esplosione assolutamente deliberata e preparata. Sapevano esattamente cosa stavano facendo. Immaginate solo il volume d'acqua trattenuto da questa diga. Era uno dei più grandi bacini idrici dell'Ucraina. Da questa notte è in corso l'allagamento delle regioni meridionali del nostro paese. Almeno 100mila persone vivevano in queste zone prima dell'invasione russa. Almeno decine di migliaia sono ancora lì. 80 città e villaggi sono sott'acqua. L'evacuazione è già iniziata. E queste sono solo le prime conseguenze. Sfortunatamente, la tragedia è molto più ampia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2023/06/06/ucraina-zelensky-mosca-ha-fatto-saltare-la-diga-di-kakhovka-deliberatamente_76a20486-6ce2-41ae-8e54-c86cc00f502b.html Ucraina, Zelensky: "Mosca ha fatto saltare la diga di Kakhovka deliberatamente"]'', ''Ansa.it'', 6 giugno 2023.</ref> *Tutto il mondo conoscerà questo crimine di guerra russo, il crimine di ecocidio. La distruzione deliberata della diga e delle altre strutture dell'HPP da parte degli occupanti russi è una bomba ambientale di distruzione di massa. Per il bene della propria sicurezza, il mondo dovrebbe ora dimostrare che la Russia non la passerà liscia con questo terrore.<ref group="fonte" name="diga">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/ucraina-zelensky-attacco-diga-bomba-ambientale-distruzione-massa/f49d2bd0-050e-11ee-874a-78fbf24a95c4 Ucraina, Zelensky: «Attacco diga è bomba ambientale di distruzione massa»]'', ''Corriere.it'', 7 giugno 2023.</ref> *Il fatto che la Russia abbia deliberatamente distrutto il bacino di Kakhovka che è di importanza critica, in particolare, per fornire acqua alla Crimea, indica che gli occupanti russi hanno già capito che dovranno abbandonare anche la Crimea.<ref group="fonte" name="diga"/> *Putin ora è più in pericolo di me. Ci sono più persone che vogliono ucciderlo. [...] Ma come si può valutare da 1 a 10 il livello di follia di Vladimir Putin? È una persona fuori controllo anche sul proprio territorio.<ref group="fonte" name="pericolo">Da un'intervista di Alberto Rojas, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_giugno_30/intervista-zelensky-98eee234-1764-11ee-9d3b-d6c83e3af955.shtml «Oggi Putin è più in pericolo di me»]'', ''Corriere.it'', 23 giugno 2023</ref> *Cosa significa ottenere risultati significativi? Ogni chilometro avanzato costa vite umane. Il risultato che desideriamo ottenere è la liberazione del nostro territorio, salvando però la nostra gente. Se i campi sono minati non possiamo mandare a morire i nostri soldati. Nella vita reale, purtroppo, il prezzo è molto alto e le vite dei nostri militari sono molto preziose. Le persone non sono una risorsa, come lo sono per la Russia, ma il nostro più grande tesoro.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Meglio che l’offensiva duri due mesi e che muoiano migliaia di persone, oppure che duri quattro mesi e che muoiano meno persone? La vita umana è la cosa più importante.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Per quanto riguarda i civili non possiamo mentire, perché non sappiamo quante persone sono morte nei territori occupati dalla Russia. Non sappiamo se le informazioni che danno sono vere. Fino alla fine della guerra non sapremo cos’è successo. Quante persone sono sepolte a Mariupol? Mi dispiace usare queste parole, ma è un dato di fatto: non sappiamo quanti sono i morti di Mariupol né quelli del Donbass. In tutti i luoghi occupati dalla Russia, noi siamo ciechi. Ma abbiamo già visto cos’hanno fatto, ad esempio, quando abbiamo liberato Kiev. Bucha, Irpin, Borodyanka... Non fanno eccezione. Fino a ora, fino a oggi, continuiamo a trovare fosse e tombe, così come persone torturate negli scantinati.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Il fenomeno Wagner, terrorista tanto quanto l’esercito russo, è molto importante per capire alcune cose. Il gruppo più numeroso della brigata era nell’Ucraina orientale e usava i prigionieri negli attacchi. Erano forti perché non avevano altra via d’uscita che attaccare. Non avevano altra scelta, avanzare o cadere, non potevano fermarsi o ritirarsi perché i loro stessi compagni avrebbero sparato contro di loro. Per i prigionieri era impossibile tornare senza aver compiuto la missione. I membri della Wagner hanno ucciso molti dei loro compagni. Dovevano avanzare sì o sì: era quello il segreto della loro forza. Il resto dell’esercito russo non ha motivazioni ed è più debole di noi.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Nella Wagner c’erano due categorie: i mercenari professionisti e i carcerati, la loro carne da macello. Le nostre truppe ne hanno uccisi 21.000 e feriti 80.000. Sono perdite colossali, che danno un’idea delle dimensioni di questi gruppi nell’Ucraina orientale. La buona notizia è che abbiamo distrutto la parte più motivata dello sforzo russo. *I nostri soldati sono motivati perché vogliono sopravvivere e salvare le vite dei loro figli e dei loro genitori.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Durante la rivolta molti russi hanno sostenuto Prigozhin sui social media, e questo significa che stanno perdendo la guerra e si incolpano a vicenda. Stanno cercando i colpevoli per le loro sconfitte in Ucraina. Dobbiamo approfittare di questa situazione per cacciare i nostri nemici dalla nostra terra.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Il presidente Biden e io potremmo avere opinioni diverse sull’uso di questa o quell’arma, ma Biden è dalla nostra parte, così come il Congresso nel suo insieme.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Credo che la Nato non possa stare senza l’Ucraina, perché ora possiamo contribuire molto e perché i modelli e le strategie della Nato sono già stati testati e valutati dai nostri militari in una situazione di guerra reale. Le nostre informazioni saranno molto utili per tutti i partner dell’Alleanza, ad esempio su come difendere le città dai missili russi. Nessuno ha la nostra esperienza.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Ora c'è così tanto caos che nessuna menzogna può nasconderlo. La debolezza della Russia è evidente. [...] Per molto tempo la Russia ha fatto ricorso alla propaganda per mascherare la sua debolezza e la stupidità del suo governo. E ora c'è così tanto caos che nessuna bugia può nasconderlo. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1672543858863767552 tweet] del 24 giugno 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lidentita.it/zelensky-esulta-mosca-non-puo-piu-nascondere-la-sua-debolezza/ Zelensky esulta: "Mosca non può più nascondere la sua debolezza"]'', ''Lidentita.it'', 24 giugno 2023.</ref> *Affinché tutti i nostri cittadini non debbano sopportare il dolore, lo stress e il trauma della guerra dobbiamo finalmente legalizzare onestamente i medicinali a base di [[cannabis]], la ricerca scientifica pertinente e la produzione ucraina controllata per tutti coloro che ne hanno bisogno.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/06/29/news/ucraina-12532935/ Inglese obbligatorio: Zelensky progetta un'Ucraina sempre meno russa e sempre più europea]'', ''Huffingtonpost.it'', 29 giugno 2023.</ref> *È inaudito e assurdo che non ci sia un calendario né per l’invito né per l’adesione dell’[[Ucraina]]. E che allo stesso tempo si aggiungano strane formulazioni sulle “condizioni” anche solo per invitare l’Ucraina. Sembra che non ci sia alcuna disponibilità né a invitare l’Ucraina alla [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]] né a renderla membro dell’alleanza. (11 luglio 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/07/11/zelensky-invito-ucraina-nato/ A Zelensky non stanno bene i negoziati in corso alla riunione NATO di Vilnius]'', ''Il Post'', 11 luglio 2023</ref> *{{NDR|Sulla morte di [[Evgenij Prigožin]]}} Quando ho chiesto ai partner il supporto aereo, non era quello che pensavo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2023/08/prigozhin-e-ufficialmente-morto-76959038-8975-445a-8c70-e17db5f33036.html#fdcea8dc-785c-4b59-a886-5a0c43549575 Volodymyr Zelensky: la morte di Yevgeny Prigozhin, se confermata, è "certamente positiva per l'Ucraina"]'', ''Rainews.it'', 24 agosto 2023</ref> *{{NDR|Sulla morte di Evgenij Prigožin}} Non abbiamo nulla a che fare con quanto successo. Tutti sanno chi è stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/23_agosto_24/putin-prigozhin-condoglianze-jet-4c3e7428-42ab-11ee-8abd-2f7c5775f60e.shtml Jet caduto, le condoglianze di Putin alle vittime. Lo zar conferma indirettamente la morte di Prigozhin: «Ha sbagliato»]'', ''corriere.it'', 24 agosto 2023</ref> *{{NDR|Sul [[rapimento dei minori durante l'invasione russa dell'Ucraina]]}} Diversi gruppi terroristici rapiscono i bambini, ma mai prima d'ora i rapimenti e le deportazioni di massa erano diventati parte della politica di un governo. Non fino a ora. Ai bambini ucraini rapiti in Russia viene insegnato a odiare l'Ucraina, tutti i legami con le loro famiglie sono spezzati. Questo è un genocidio, l'odio è usato come un'arma. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin">Citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/genocidio-nuove-accuse-zelensky-putin-2213228.html "Un genocidio contro i bimbi ucraini". Dall'Onu le accuse di Zelensky a Putin]'', ''Ilgiornale.it'', 19 settembre 2023.</ref> *Non si può credere al diavolo, chiedete a Evgenij Prigozhin. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin"/> *Noi ci impegniamo al massimo per far sì che questa guerra diventi l'ultima guerra non soltanto in Ucraina, ma in tutto il mondo, per assicurare il rispetto dell'integrità territoriale e il rispetto alla vita delle persone.<ref group="fonte" name="invitoakiev">Da un'intervista di Michele Cagiano de Azevedo, ''[https://tg24.sky.it/mondo/2023/10/04/guerra-ucraina-zelensky-sky-20-anni "Grazie a Meloni, invito a Kiev il Papa"]'', ''Tg24.sky.it'', 4 ottobre 2023</ref> *Tutti vorrebbero vedere dei risultati veloci sul campo di battaglia però voi sapete che la guerra sul campo è una guerra su vasta scala che sta andando avanti da quasi due anni. Siamo stanchi, ma molto motivati. Faremo di tutto per vincere contro il nostro nemico e la nostra controffensiva va avanti, anche se lentamente. Passo dopo passo, facciamo di tutto per respingere il nemico. La difficoltà è data dal fatto che ci sono campi minati, c'è mancanza di proiettili, mancanza di difesa antiaerea.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Rispetto alla lentezza della controffensiva, noi non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci mentre la Federazione russa è più debole rispetto a come era all'inizio di questa guerra. La loro intenzione è congelare il conflitto, però questo non sarà di aiuto all’Ucraina. Qualsiasi pausa significa aiutare la Federazione russa.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Le dimostrazioni che coinvolgono le armi nucleari nei media, nei messaggi mediatici, o anche nelle esercitazioni stesse non sono manifestazione di forza ma di debolezza: significa che altri metodi, come la battaglia sul campo o i metodi diplomatici, non hanno portato il risultato che loro volevano.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Voglio esprimere la mia gratitudine a [[Giorgia Meloni]]: con lei c’è una relazione umana è basata su valori in comune e io sono convinto che i nostri rapporti, quelli tra i nostri team, siano basati sui principi di onestà e correttezza. Vorrei non perderli. So che l'Italia ha le proprie sfide e che subisce anche una forte campagna di informazione dalla Federazione russa, che spende milioni per distruggere le relazioni tra le nazioni dell'Europa e del mondo.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Quando qualcuno offre un'iniziativa di pace con la Russia, vorrei dire che Mosca non è interessata. Alcuni contatti sono stati messi in atto con il Vaticano, la Turchia è stata coinvolta cercando una considerazione diplomatica però il risultato è sempre lo stesso. Nessuno ci è riuscito: non perché quei leader non siano forti, ma perché il presidente della Russia non vuole porre fine alla guerra. Ha deciso di occupare l’Ucraina e di andare avanti. Qualsiasi accordo con questa persona per definizione sarà perciò bloccato. Prendete come esempio l'accordo sul grano che non ha niente a che fare con la guerra, con le armi, con il petrolio. Ha bloccato il Mar Nero violando il diritto internazionale. Ma parliamo del pane per le famiglie in Asia e in Africa. Anche quando Putin ha dato la sua parola e ha fatto un accordo con il presidente Erdogan, alla fine ha bloccato questo corridoio del grano lo stesso. Questa persona, il presidente della Federazione russa, non è capace di fare un accordo con nessuno e su niente.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Rispetto alle elezioni, sì la situazione è difficile. Però, se il Parlamento riesce a risolvere tutte le sfide per assicurare l’accesso di tutti i cittadini alla sicurezza, sarà possibile condurre le elezioni. Bisogna assicurare il diritto di voto per chi si trova al fronte o all'estero.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Vorrei dire che è molto difficile inviare dei messaggi alla Federazione russa. Alle persone che sono in opposizione alla tirannia di Putin posso solo dire che devono continuare ad andare avanti, non c'è un'altra via d'uscita.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Chi c'è dietro Hamas? Credo che la risposta sia molto semplice: chi li sostiene pubblicamente, li sostiene con le armi. E non si tratta di un solo giorno. È una cosa che va avanti da molto tempo. Credo che qui ci sia una risposta dettagliata che potete trovare da soli. E anche sui social media, si può vedere attraverso le griglie chi sta dando i segnali rilevanti. Crediamo che la Russia sia uno di quelli che ha aiutato e che sta dietro.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_ottobre_10/ucraina-russia-notizie-oggi-ondate-droni-missili-odessa-colpite-anche-scorte-grano-2a511f96-66e6-11ee-aea2-f54ec62808b3.shtml Ucraina-Russia, le notizie del 10 ottobre]'', ''corriere.it'', 10 ottobre 2023.</ref> *{{NDR|Sull'apertura dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'Ue}} Questa è una vittoria per l'Ucraina. Una vittoria per tutta l'Europa. Una vittoria che motiva, ispira e rafforza. (tweet, 15 dicembre 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/12/14/zelensky-negoziati-ue-una-vittoria-per-ucraina-e-leuropa_97287959-fc03-43ae-8b6d-1353f3d3c95d.html Zelensky, negoziati Ue una vittoria per Ucraina e l'Europa]'', ''ansa.it'', 15 dicembre 2023.</ref> *Le notti prima di Natale sono le più lunghe dell'anno. Ma la giornata ha già cominciato ad allungarsi e la luce ha cominciato a prevalere. La luce diventa più forte. Giorno dopo giorno e passo dopo passo, l'oscurità si ritira. L'oscurità alla fine perderà. Il male sarà sconfitto. Oggi, questo è il nostro obiettivo comune, il nostro desiderio comune e ciò per cui preghiamo.<ref group="fonte" name="malesconfitto">Discorso di Natale alla nazione, citato in ''[https://www.rainews.it/video/2023/12/il-male-sara-sconfitto-dice-zelenskij-allucraina-nel-messaggio-di-natale-15c5ec88-6ea6-4e3f-87c2-7ccda37bde88.html "Il male sarà sconfitto"]'', ''Rainews.it'', 25 dicembre 2023</ref> *Questo Natale ha uno stato d'animo diverso, un contesto diverso, un gusto diverso. [...] Oggi tutti gli ucraini sono insieme. Celebriamo il Natale tutti insieme. Nella stessa data, come una grande famiglia, come una nazione, come un Paese unito.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/> *I nostri doni, valori e tradizioni sono cambiati. Oggi non si tratta tanto di come decorare le nostre case, ma piuttosto di come proteggerle e ripulirle, spazzando via il nemico.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/> ===2024=== *Un uomo, Vladimir Putin, ha rubato 13 anni di pace sostituendola con dolore, dolore, dolore che colpisce tutto il mondo. Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà.<ref group="fonte" name="rubatopace">Discorso al Forum economico mondiale di Davos, 16 gennaio 2024; da ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/putin-ha-rubato-la-pace-per-sostituirla-con-il-dolore-339910 «Putin ha rubato la pace per sostituirla con il dolore»]'', ''cdt.ch'', 16 gennaio 2024</ref> *Vi ricordo che dopo il 2014 c'è stato un tentativo di congelare la guerra in Donbass. C'erano garanti influenti, tra cui la cancelliera della Germania e il presidente francese. Ma Putin è un predatore non soddisfatto dai prodotti congelati.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Ogni riduzione della pressione sull'aggressore aggiunge anni alla guerra, ma ogni investimento nella fiducia dei difensori accorcia il conflitto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Come possiamo essere soddisfatti di sanzioni che nemmeno bloccano la produzione di missili russi? In ogni razzo russo ci sono componenti chiave di Paesi occidentali, è un fatto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *È una debolezza occidentale che l'industria nucleare russa non sia ancora oggetto sanzioni, anche se Putin è l'unico terrorista che ha preso in ostaggio una centrale nucleare.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *La risposta di Putin alle richieste di pace sono state forniture di sempre più armi da Corea del Nord e Iran.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Oggi l'Ucraina ha un esercito più forte, è dotata di mezzi occidentali. Siamo più esperti. A volte siamo un po' stanchi, a volte forse arroganti, ma non possiamo concedere alla Russia la possibilità di prevalere grazie ai suoi strumenti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi">Intervista di Gian Marco Chiocchi, ''[https://www.rainews.it/video/2024/02/intervista-in-esclusiva-al-presidente-zelensky-non-possiamo-permettere-che-la-russia-avanzi-01bacc62-6706-460a-b3e7-df40839d8929.html Intervista in esclusiva al presidente Zelensky: "Non possiamo permettere che la Russia avanzi"]'', ''rainews.it'', 4 febbraio 2024.</ref> *Una parte degli ucraini inizia ad abituarsi alla guerra, e questo è un grande errore. Se ho sbagliato qualcosa? Sì, sono un essere umano. Ma credo siano stati di più i passi avanti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Per quanto riguarda la guerra sul terreno c'è uno stallo, è un dato di fatto. [...] ci sono stati ritardi negli equipaggiamenti e i ritardi significano errori.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Combattiamo contro terroristi che hanno uno dei più grandi eserciti del mondo, non bastano le munizioni ma servono mezzi tecnici moderni.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *La Russia ha perso molte navi e nel Mar Nero siamo riusciti a costruire un corridoio per i cereali, perciò questa parte pragmatica dell'operazione con effetti sull'economia è stata condotta in maniera positiva.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *{{NDR|Sulla destituzione di [[Valerij Zalužnyj]]}} È una questione che riguarda le persone che devono guidare l'Ucraina, sicuramente un reset, un nuovo inizio è necessario, ho in mente qualcosa di serio, che non riguarda una singola persona ma la direzione della leadership del paese.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Se vogliamo vincere dobbiamo spingere tutti nella stessa direzione, convinti della vittoria, non possiamo essere scoraggiati, farci cadere le braccia, dobbiamo avere le energie giuste positive... per questo parlo di ripartenza.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Nel partito repubblicano ci sono voci radicali, ma anche tante persone che supportano l'Ucraina. È il popolo degli Stati Uniti che decide, ma se intendono diminuire l'assistenza all'Ucraina allora ci sarà un nuovo assetto geopolitico. Putin sfonderà la nostra difesa, andrà avanti e non si fermerà così facilmente.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Se ci fosse stata Giorgia Meloni ieri a Odessa, al posto del premier greco, cosa avrebbe detto quella parte di società italiana che non sostiene l'Ucraina? Sarebbe stata indifferente? Credo di no.<ref group="fonte" name="odessa">Intervento a ''Cinque minuti'' su Rai 1; citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/zelensky-allattacco-dei-filorussi-italiani-se-odessa-ci-2293471.html Zelensky attacca i filorussi italiani: "Se nell'attentato di Odessa ci fosse stata Meloni?"]'', ''ilgiornale.it'', 7 marzo 2024</ref> *Capisco che in tutte le società ci siano persone che non ci sostengono ma loro non capiscono chi è Putin e cosa sia la guerra. Non la sentono sulla propria pelle.<ref group="fonte" name="odessa"/> *Putin è una persona malata e non si rende conto delle proprie azioni oppure non controlla i suoi militari che sparano contro i diplomatici o i civili di altri Paesi.<ref group="fonte" name="odessa"/> *Ringrazio ogni cappellano ucraino che è nell'esercito, nelle Forze di Difesa. Sono in prima linea, proteggendo la vita e l'umanità, sostenendo con la preghiera, il dialogo e le azioni. Questo è ciò che è la Chiesa: sta insieme alle persone, non da qualche parte, a duemilacinquecento chilometri di distanza, mediando virtualmente tra qualcuno che vuole vivere e qualcuno che vuole distruggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/03/11/zelensky-chiesa-e-al-fronte-non-a-mediare-virtualmente_4cd42359-fe4d-43d2-85a2-78267302ad4e.html Zelensky, 'Chiesa è al fronte, non a mediare virtualmente']'', ''Ansa.it'', 11 marzo 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} È evidente che Putin e altri mascalzoni stanno solo provando a incolpare qualcun altro per quanto accaduto. Ricorrono sempre gli stessi metodi. È già stato fatto prima. Ci sono state case distrutte, sparatorie, ed esplosioni. E loro hanno sempre incolpato altri. Sono venuti in Ucraina, bruciato le nostre città e stanno cercando di dare la colpa all'Ucraina. Torturano, violentano il nostro popolo e li accusano. Hanno portato centinaia di migliaia dei loro terroristi qui, nel territorio ucraino, combattono contro di noi, e non si interessano di ciò che succede all'interno del loro paese. Ieri è successo questo, e questo abbietto Putin, invece di assistere i suoi cittadini e rivolgersi a loro è rimasto in silenzio per un giorno pensando come riuscire a collegare quanto è successo con l'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.quotidiano.net/video/zelensky-putin-vuole-scaricare-la-colpa-sullucraina-e1n63ocs Zelensky: "Putin vuole scaricare la colpa sull'Ucraina"]'', ''Quotidiano.net'', 24 marzo 2024.</ref> *Un’Europa divisa non è mai stata pacifica. E una Germania divisa non è mai stata felice. Tutto questo non lo sapete da me, ma dalla vostra esperienza personale. Pertanto, potete capire noi ucraini.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2024/06/12/news/cosi-kyiv-e-la-nuova-berlino-il-discorso-di-zelensky-al-bundestag-6645111/ Così Kyiv è la nuova Berlino. Il discorso di Zelensky al Bundestag]'', ''ilfoglio.it'', 12 giugno 2024.</ref> *Nessun paese dovrebbe essere condannato ad avere il filo spinato che gli attraversa il corpo per decenni.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Gli ucraini meritano la pace, semplicemente la pace dopo questa guerra. E tutti coloro che hanno difeso la propria casa; tutti coloro che hanno perso i propri cari; tutti coloro i cui fratelli e sorelle in armi sono rimasti per sempre sui campi di battaglia – tutti loro meritano una degna fine della guerra, che non lasci dubbi su chi ha vinto.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Tutto è finito esattamente quando Putin ha iniziato a bruciare città e a premiare i suoi assassini. Quando ha preferito gli omicidi agli accordi. L’esercito russo si lascia alle spalle decine di nuovi cimiteri, e questo significa che nessuno di noi ha il diritto di lasciarsi alle spalle una carenza di protezione da parte dell’esercito russo. La parola di qualcuno a Mosca non può essere tale protezione.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Gli assassini russi erano ad Aleppo e sono in Africa. Hanno imparato la guerra distruggendo Grozny e distruggendo la Georgia. Hanno lasciato la Moldavia divisa. Hanno messo in ginocchio la Bielorussia. Permetteremo alla Russia di continuare questa marcia attraverso l’Europa? Questa marcia di disprezzo per la vita e le nazioni. Assolutamente no.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Probabilmente ricorderete che solo un anno o due prima della caduta del Muro di Berlino, nessuno avrebbe potuto prevedere la rapidità con cui sarebbe avvenuta. Alcuni pensavano che il muro sarebbe rimasto lì per sempre. Ma non c’era più. E dipendeva dalla leadership dei politici e dalla volontà della gente. Solo da questo. Allo stesso modo, alcuni ora pensano che Putin rimanga lì per sempre e che non ci sia fine alla guerra. Ma non è vero, tutto questo è un’illusione. Un’illusione che può essere dissipata dalla leadership. Può essere dissipata dalle decisioni. Può essere dissipata dal successo. E noi lo stiamo facendo!<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Abbiamo dimostrato che la Russia può fallire ed essere sconfitta. Abbiamo dimostrato che, insieme ai nostri partner, abbiamo tutto il necessario per proteggere la vita. Abbiamo dimostrato che, grazie alla nostra cooperazione, possiamo espandere lo spazio di sicurezza. E lo spazio di sicurezza non cresce da solo: si espande solo attraverso decisioni comuni e coraggio collettivo.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Vi ringrazio per l'apertura dei negoziati di adesione, l'Ucraina è pronta ad affrontare tutti i passaggi dell'[[Allargamento dell'Unione europea|allargamento]]. [...] È una scelta che siede dal lato giusto della storia, così come per la [[Moldova]], i Balcani e sono certo anche per la [[Georgia]]. E pure la [[Bielorussia]] in futuro dovrebbe entrare a far parte dell'Europa unita.<ref group="fonte">Dichiarazione resa al Consiglio Europeo del 27 giugno 2024; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/06/27/zelensky-anche-la-bielorussia-un-giorno-sia-nellue_89ad0569-6504-4161-92fd-12633f8d0138.html Zelensky: 'Anche la Bielorussia un giorno sia nell'Ue']'', ''Ansa.it'', 27 giugno 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} La Russia ha portato avanti la guerra la nostra terra e dovrà sentire cosa ha fatto.<ref group="fonte">Da ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2024/08/08/zelensky-la-russia-deve-sentire-le-conseguenze-della-guerra_a877699e-932f-47d2-ac59-b2cf7ade8365.html Zelensky: "La Russia deve sentire le conseguenze della guerra"]'', ''Ansa.it'', 8 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} Stiamo assistendo a un significativo cambiamento ideologico: il concetto ingenuo e illusorio delle cosiddette linee rosse nei confronti della Russia, che ha dominato la valutazione della guerra da parte di alcuni partner, si è sgretolato in questi giorni [...]. Il mondo vede che tutto in questa guerra dipende solo dal coraggio – il nostro coraggio, il coraggio dei nostri partner. Da decisioni coraggiose per l'Ucraina, dal coraggio nel sostenere l'Ucraina [...].<ref group="fonte">Da ''[https://euractiv.it/section/capitali/news/zelensky-il-nostro-attacco-a-kursk-dimostra-che-le-linee-rosse-del-cremlino-sono-un-bluff/ Zelensky: Il nostro attacco a Kursk dimostra che le linee rosse del Cremlino sono un bluff]'', ''Euractiv.it'', 20 agosto 2024.</ref> *Novecentotredici giorni fa, anche attraverso la regione di Sumy, la Russia è entrata in guerra contro di noi. Ha violato non solo i confini sovrani, ma anche i limiti della crudeltà e del buon senso. Cercando infinitamente una cosa: distruggerci [...]. E ciò che il nemico ha portato nella nostra terra ora è tornato a casa sua. E chi voleva trasformare la nostra terra in una zona cuscinetto dovrebbe riflettere affinché il Paese non diventi una federazione cuscinetto.<ref group="fonte" name="nonnomalato">Videomessaggio in occasione del giorno dell'indipendenza dell'Ucraina; citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2024/08/24/indipendenza-ucraina-zelensky-discorso Indipendenza Ucraina, Zelensky: “Nonno malato della Piazza Rossa non detterà linee rosse”]'', ''tg24.sky.it'', 24 agosto 2024.</ref> *[...] il nostro nemico saprà cos'è la punizione in stile ucraino [...]. Gli occhi sbiaditi dei loro capi percepiscono il mondo intero come una zona grigia. Ma noi non permetteremo che si trasformi in una zona grigia la terra dove di diritto dovrebbe esserci una bandiera blu e gialla.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/> *Non sarà il nonno malato della Piazza Rossa, che minaccia costantemente tutti con un bottone rosso, a dettarci le sue linee rosse. Solo l'Ucraina e gli ucraini stabiliranno da soli come vivere, quale strada seguire e quale scelta fare, perché è così che funziona l'indipendenza.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/> *Putin non dà valore alle persone o alle regole. Dà valore solo al denaro e al potere. Sono queste le cose che dobbiamo togliergli per ripristinare la pace.<ref group="fonte" name="spogliareputin">Videomessaggio al Parlamento europeo in occasione del millesimo giorno della guerra; citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2024/11/19/zelensky-al-parlamento-ue-spogliare-putin-dei-suoi-soldi-e-del-suo-potere-per-ristabilire- Zelensky al Parlamento Ue: Spogliare Putin dei suoi "soldi e del suo potere" per ristabilire la pace]'', ''euronews.com'', 19 novembre 2024.</ref> *Mentre alcuni leader europei pensano, come dire, a qualche elezione o qualcosa del genere a spese dell'Ucraina, Putin è concentrato a vincere questa guerra. Non si fermerà da solo.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *Ogni "oggi" è il momento migliore per spingere ancora di più sulla Russia.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *I valori europei e lo stile di vita europeo, se trasformati in azione, proteggono la vita delle persone reali.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *Anche con [[Kim Jong-un]] della Corea del Nord al suo fianco, Putin rimane più piccolo della forza unita dell'Europa.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *{{NDR|Sulla [[Caduta di Damasco (2024)|caduta di Damasco]]}} Gli eventi in Siria sono l'esempio concreto che spiega perché l'Ucraina ha bisogno del fermo sostegno e della fiducia dei nostri partner. Il regime di Assad è caduto non solo a causa della forza dell'opposizione. Quello che è successo è legato anche all'assenza di truppe russe lì. [...] Perché? Perché l'intero esercito russo pronto al combattimento è sul territorio dell'Ucraina. E questo significa esattamente che l'intero esercito di questo pseudo-impero sta combattendo contro il popolo ucraino oggi. Ecco perché oggi è molto importante che tutti i paesi che vogliono un mondo senza guerra e che giudicano importante la sicurezza - i paesi europei, gli Stati Uniti, gli altri paesi del mondo, i leader mondiali - capiscano questa prospettiva: qui e ora, si stanno decidendo molte cose.<ref group="fonte" name="messaggiotrump">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/zelensky-messaggio-a-trump-cosa-ha-detto_5Sv3SsYTNLHan0RaQFE0ET Ucraina-Russia, Zelensky: "Tregua non basta per fermare Putin"]'', ''adnkronos.com'', 10 dicembre 2024.</ref> *La forza dell'esercito russo dipende dalla forza dell'Ucraina. Perché se l'Ucraina cade, Putin tornerà in Siria per vendicarsi, in Africa e in molte altre regioni che gli interessano. E mi sembra che questa sia la cosa più importante che tutti dovrebbero capire: in questa unione attorno all'Ucraina, il successo è il successo generale del mondo. E' il successo che unisce. E l'unità che dà successo.<ref group="fonte" name="messaggiotrump"/> *Due anni fa, mentre i russi si ritiravano, hanno rapito 48 bambini.<br>Nessuno di loro aveva nemmeno tre anni.<br>La maggior parte di questi bambini è stata trasferita forzatamente più in profondità nel territorio occupato, in Crimea, mentre altri sono stati deportati in Russia. [...] i bambini ucraini non sono giocattoli, anche se per le élite e i funzionari russi sembra che lo siano.<br>Dietro ognuno di questi bambini c'è una vita che non deve essere persa, un futuro che non deve essere rovinato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/12/24/zelensky-per-le-elite-russe-i-nostri-bambini-sono-giocattoli_739322a8-be9b-4dc2-8670-767a3470c3db.html Zelensky, per le élite russe i nostri bambini sono giocattoli]'', ''ansa.it'', 24 dicembre 2024.</ref> *Ogni massiccio attacco russo richiede tempo per la preparazione. Non è mai una decisione spontanea. È una scelta deliberata, non solo di obiettivi ma anche di tempi e date. Oggi, Putin ha deliberatamente scelto il Natale per un attacco. Cosa potrebbe essere più disumano?<ref group="fonte">Citato in ''[https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/zelensky-putin-attacca-natale-nulla-pia-disumano-00001/#google_vignette Zelensky, "Putin attacca a Natale, nulla di più disumano"]'', ''tiscali.it'', 25 dicembre 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[volo Azerbaijan Airlines 8243]]}} Non ho dubbi che la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines potrà essere stabilita e che la Russia non riuscirà a nascondere nulla. [...] Invitiamo ogni Paese a fare pressione sulla Russia affinché smetta di mentire su questo schianto, le stesse bugie raccontate sul [[Volo Malaysia Airlines 17|volo MH-17]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/zelensky-mosca-non-potra-nascondere-la-verita-sullo-schianto-dellaereo-della-azerbaijan-airlines-380845 Zelensky: «Mosca non potrà nascondere la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines»]'', ''cdt.ch'', 28 dicembre 2024.</ref> ===2025=== *Quando Putin ottenne il potere in Russia più di 25 anni fa, il pompaggio annuale di gas attraverso l'Ucraina verso l'Europa era di oltre 130 miliardi di metri cubi. Oggi il transito del gas russo è pari a 0. Questa è una delle più grandi sconfitte di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2025/01/kiev-conferma-stop-del-gas-russo-da-oggi-zelensky-il-2025-sia-il-nostro-anno-fermiamo-putin-9c3c649d-8695-44a1-99fc-478a035cf6cd.html#07881517-f31f-4e2e-ab50-c8821e234752 Zelensky: "Lo stop al gas è una delle più grandi sconfitte di Putin"]'', ''rainews.it'', 1 gennaio 2025.</ref> *[...] quando parli con Elon Musk [...] parli di razzi con un innovatore, uno scienziato. Discuti di come tagliare i costi, di come farli atterrare. Invece Putin non lancia razzi per risparmiare soldi, ma per uccidere persone.<ref group="fonte" name="lexfridman1">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; citato in ''[https://startupitalia.eu/tech/zelenskyy-lex-fridman-critica-putin/ Zelenskyy ospite al podcast di Lex Fridman: «Con Musk parli di tecnologia, Marte, AI. Con Putin no: è un mammuth»]'', ''startupitalia.eu'', 7 gennaio 2025.</ref> *Pensi che Putin sia in grado di parlare di tecnologia? [...] {{NDR|Durante la sua [[Vladimir Putin#Da La versione di Putin|intervista con Tucker Carlson]],}} ha parlato di storia tribale. Capisci? Immagina un russo che lo ascolta. Di cosa si parla quando si tratta di Musk? Tecnologia, Marte, AI. Mentre Putin sta pontificando sulle tribù. [...] è semplicemente differente: è un mammuth.<ref group="fonte" name="lexfridman1"/> *Prima di tutto Trump e io dobbiamo trovare un accordo e concordare forti garanzie di sicurezza per fermare la guerra, per fermare Putin. E sono sicuro che lui, insieme all'Europa, possa garantire delle forti condizioni di sicurezza. Dopodiché si può parlare con i russi [...]. Penso che il presidente Trump non solo abbia la volontà, ma ha anche la possibilità di farlo. Conto davvero su di lui, e penso che la nostra gente conti davvero su di lui, quindi ha abbastanza potere per fare pressione su Putin.<ref group="fonte" name="lexfridman2">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; da ''[https://www.linkiesta.it/2025/01/zelensky-lex-fridman-ucraina-guerra-negoziati/ La straordinaria intervista di Zelensky al podcast di Lex Fridman]'', ''linkiesta.it'', 7 gennaio 2025</ref> *Non serve a niente dire "Se {{NDR|Putin}} si muove in questa direzione, se attraversa i confini, se uccide, allora imponiamo sanzioni", questa è una stronzata enorme. Mi dispiace, ma è così. [...] Se parliamo di un accordo, dobbiamo capire esattamente quali garanzie di sicurezza sono in atto per la parte di Ucraina che controlliamo. Ci devono essere garanzie che lui {{NDR|Putin}} non tornerà ad attaccare. Questo è un punto fondamentale.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *{{NDR|Su Vladimir Putin}} Non ama il suo popolo. Ama solo la sua [[Siloviki|cerchia ristretta]].<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *Il fatto che lui {{NDR|Putin}} non sia in prigione dopo tutti le morti di cui è responsabile, il fatto che nessuno al mondo sia in grado di metterlo al suo posto, di mandarlo in prigione, sembra un piccolo compromesso? [...] Nessuno lo perdonerà. È assolutamente impossibile perdonarlo. Parliamo di una persona che ha portato via alle famiglie ucraine la cosa più preziosa di tutte, i loro figli. Nessuno può dimenticare ciò che ha fatto.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *{{NDR|Su [[Aljaksandr Lukašėnka]]}} Ha detto "Non sono stato io, è stato Putin a lanciare missili dal mio territorio". Si è scusato, ha detto anche che gli ha chiesto di non farlo.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *Mi fido di Meloni, abbiamo un rapporto particolare. L’Italia a capo del G7 ha spinto per adottare decisioni importanti sui beni russi congelati e sulla difesa aerea, non siete mai stati indecisi nel sostegno a Kiev e all’ingresso dell’Ucraina in Europa. Per noi è molto importante il sostegno degli Stati Uniti ma ho sempre detto che l’Ue deve avere la sua autonomia.<ref group="fonte" name="rainews24">Da un'intervista di ''Rainews24''; ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/10/news/presidente_zelensky_mattarella_meloni_paceucraina-423930120/ Zelensky: "Ho invitato Mattarella a Kiev. La pace? Servono garanzie di sicurezza"]'', ''repubblica.it'', 10 gennaio 2025</ref> *Noi vogliamo la pace più di tutti perché stiamo perdendo più di tutti, ma prima di mettersi d’accordo su qualcosa abbiamo bisogno della garanzie di sicurezza, non si può semplicemente riconoscere l’occupazione di territori, servono garanzie di sicurezza per l’Ucraina e per l’Europa, che evitino una nuova aggressione russa come è successo dopo il 2014 e l’annessione della Crimea. All’epoca si disse che il conflitto era congelato, ma Putin mentiva e ha lanciato una guerra su larga scala uccidendo decine di miglia di persone. Vogliamo che non si ripeta ma più. Putin ha sempre voluto annientarci del tutto, occupare tutta l’Ucraina, non bisogna credere alle leggende: bisogna avere queste garanzie di sicurezza entro l’anno e chiudere il conflitto.<ref group="fonte" name="rainews24"/> *I miei figli stanno passando attraverso questa guerra come tutti gli altri ucraini, scendono nei rifugi nelle scuole quando ci sono i bombardamenti, questa è la nostra realtà. E sono contento che stiano in Ucraina perché è d’esempio per gli altri e perché se non ci sono i giovani per le strade si pone la domanda: "perché stiamo combattendo?" Stiamo combattendo per il futuro.<ref group="fonte" name="rainews24"/> *Quando in Europa guardiamo agli Stati Uniti come nostro alleato, è chiaro che sono un alleato indispensabile.<br>In tempi di guerra, tutti si preoccupano: gli Stati Uniti resteranno con loro? Ogni alleato si preoccupa di questo. Ma qualcuno negli Stati Uniti si preoccupa che l'Europa possa abbandonarli un giorno, che possa smettere di essere un loro alleato? La risposta è no.<br>Washington non crede che l'Europa possa portare loro qualcosa di veramente sostanziale.<ref group="fonte" name="davos">Dal discorso al World Economic Forum di Davos; Da ''[http://www.libertaeguale.it/il-memorabile-discorso-di-zelensky-sul-destino-delleuropa/ Il memorabile discorso di Zelensky sul destino dell'Europa]'', ''libertaeguale.it'', 21 gennaio 2025</ref> *L'Europa non può permettersi di essere in seconda o terza fila rispetto ai suoi alleati. Se ciò accade, il mondo inizierà ad andare avanti senza l'Europa, e questo è un mondo che non sarà comodo o vantaggioso per tutti gli europei.<ref group="fonte" name="davos"/> *Non dimentichiamo che non c'è un oceano che separa i Paesi europei dalla Russia. E i leader europei dovrebbero ricordarsi di questo: le battaglie che coinvolgono i soldati nordcoreani stanno avvenendo in luoghi geograficamente più vicini a Davos che a Pyongyang.<ref group="fonte" name="davos"/> *La Russia si sta trasformando in una versione della Corea del Nord: un Paese in cui la vita umana non conta nulla, ma che dispone di armi nucleari e di un desiderio ardente di rendere la vita dei suoi vicini miserabile.<ref group="fonte" name="davos"/> *Putin ha firmato il nuovo accordo strategico con l'Iran. Ha già un trattato globale con la Corea del Nord. Contro chi fanno questi accordi? Contro di voi, contro di noi. Contro l'Europa, contro l'America. Non dobbiamo dimenticarlo.<ref group="fonte" name="davos"/> *La Russia può schierare circa 1,3, forse 1,5 milioni di soldati. Noi abbiamo più di 800.000 militari. Al secondo posto dopo di noi c'è la Francia, con oltre 200.000 uomini. Poi la Germania, l'Italia e il Regno Unito. Tutti gli altri hanno meno. Non si tratta di una situazione in cui un Paese può mettersi al sicuro da solo. Si tratta di stare tutti insieme per fare qualcosa.<ref group="fonte" name="davos"/> *L'Europa deve imparare a prendersi cura di se stessa, in modo che il mondo non possa permettersi di ignorarla.<br>È fondamentale mantenere l'unità in Europa, perché al mondo non interessa solo Budapest o Bruxelles, ma l'Europa nel suo complesso.<ref group="fonte" name="davos"/> *Abbiamo bisogno di una politica di sicurezza e di difesa europea unita, e tutti i Paesi europei devono essere disposti a spendere per la sicurezza quanto è veramente necessario, non solo quanto si sono abituati a spendere in anni di negligenza. Se è necessario il 5% del PIL per coprire la difesa, allora che sia il 5%. E non c'è bisogno di giocare con le emozioni delle persone che pensano che la difesa debba essere compensata a spese della medicina o delle pensioni o di qualcos'altro – non è affatto giusto.<ref group="fonte" name="davos"/> *L'Europa ha bisogno di una propria versione di Iron Dome, in grado di affrontare qualsiasi tipo di minaccia.<ref group="fonte" name="davos"/> *[...] l'Europa deve farsi avanti e lavorare di più a lungo termine per garantire una vera indipendenza energetica. Non si può continuare ad acquistare gas da Mosca, aspettandosi anche garanzie di sicurezza, aiuto e sostegno da parte degli americani. È semplicemente sbagliato.<ref group="fonte" name="davos"/> *{{NDR|Su [[Robert Fico]]}} [...] il Primo Ministro della Slovacchia non vuole accedere al gas statunitense, ma non perde la speranza di godere dell'ombrello di sicurezza degli Stati Uniti.<ref group="fonte" name="davos"/> *Gli algoritmi di TikTok sono già più potenti di alcuni governi. Il destino dei piccoli Paesi dipende più dai proprietari delle aziende tecnologiche che dalle loro leggi.<ref group="fonte" name="davos"/> *Centinaia di milioni di persone visitano l'Europa per vedere i suoi monumenti, per imparare dal suo patrimonio culturale. Milioni di persone nel mondo sognano di vivere come gli europei. Saremo in grado di conservarlo e di trasmetterlo ai nostri figli? Se noi in Europa possiamo rispondere positivamente, l'America avrà bisogno dell'Europa e di altri attori globali.<ref group="fonte" name="davos"/> *Abbiamo scoperto a nostre spese quanto sia pericoloso scambiare qualcosa di reale – le armi atomiche – con parole scritte sull’acqua. Avremmo dovuto scambiare le nostre armi per garanzie di sicurezza concrete, che a quel tempo significavano una cosa sola, la Nato, e che oggi significano una cosa sola, la Nato. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/01/25/news/a-tu-per-tu-con-zelensky-trump-la-pace-e-le-garanzie-che-servono-all-ucraina-7361518/ A tu per tu con Zelensky: Trump, la pace e le garanzie che servono all'Ucraina]'', ''ilfoglio.it'', 25 gennaio 2025</ref> *La nostra storia recente è il motivo per cui non siamo più disposti a cedere qualcosa che ci appartiene senza avere in cambio un’assicurazione seria di pace. In cambio della cessione delle nostre armi nucleari, abbiamo avuto la guerra. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *Con il presidente Trump ho parlato nel dettaglio delle riunioni del 2019, di quando Putin dà la sua parola e poi non la mantiene. Penso che questa sia la cosa più importante da tenere a mente ora che discutiamo di possibili negoziati. Se l’altra parte non mantiene la parola e spesso mente, allora hai bisogno di condizioni eccezionali per creare un’atmosfera tale attorno a Vladimir Putin che – oltre agli accordi sulla carta – gli faccia capire che è impossibile nella pratica infrangere di nuovo le promesse e tornare a fare la guerra all’Ucraina e agli ucraini. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *Se potessi tornare indietro al 1994, scambierei le mie armi nucleari soltanto con qualcosa che possa davvero fermare qualsiasi aggressore, indipendentemente dal suo peso politico, dalle dimensioni del suo territorio, dai numeri del suo esercito. Trump mi ha risposto: "Sì, capisco cosa stai dicendo". (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Io ho un bellissimo rapporto con lei, la considero una persona leale e un’amica. So che Donald Trump ha un buon rapporto e si fida di lei. Spero soltanto che la relazione di Meloni con il presidente americano non sia ancora migliore di quella che ha con me! (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> [[File:Secretary Rubio Attends Talks Between U.S. VP and Ukrainian President (54327589258).jpg|thumb|Zelenk'kyj durante la Conferenza di Monaco]] *Proprio di recente, in Ucraina, abbiamo discusso il ruolo cruciale dell'energia nucleare nel mantenere in funzione il paese, nonostante gli attacchi costanti della Russia contro la nostra infrastruttura energetica. [...] E di recente abbiamo anche parlato con il Presidente Trump e il suo team dell'energia nucleare e della più grande centrale nucleare d'Europa – la nostra centrale di Zaporižžja, attualmente occupata dalla Russia.<br>E la Russia ha risposto inviando un drone a colpire il sarcofago di Černobyl', che trattiene polveri e detriti radioattivi.<br>E questo non è solo follia. Questa è la posizione della Russia.<br>Un paese che lancia tali attacchi non vuole la pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco">Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/02/zelensky-e-gli-ucraini-sono-gia-il-leader-e-lesercito-di-cui-leuropa-ha-bisogno/ Zelensky e gli ucraini sono già il leader e l'esercito di cui l'Europa ha bisogno]'', ''linkiesta.it'', 15 febbraio 2025</ref> *[...] abbiamo informazioni precise che questa estate la Russia prevede di inviare truppe in Bielorussia con il pretesto di "esercitazioni". Ma è esattamente così che avevano ammassato le forze prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina tre anni fa.<br>Questa forza russa in Bielorussia è destinata ad attaccare l'Ucraina?<br>Forse. O forse no. O forse… è destinata a voi.<br>Vi ricordo: la Bielorussia confina con tre paesi della NATO. È diventata di fatto una base operativa per le operazioni militari russe.<br>Secondo Putin e Lukashenko, la Bielorussia ora ospita armi vietate – missili a medio raggio e persino armi nucleari.<br>Putin ormai considera chiaramente la Bielorussia solo un'altra provincia russa.<br>E dobbiamo essere realisti: se qualcuno sta preparando una base militare, dobbiamo chiederci: cosa dobbiamo fare?<br>E, ancora più importante: cosa possiamo fare prima del prossimo attacco, prima della prossima invasione? (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Non fate errori di valutazione – i nordcoreani non sono deboli. Stanno imparando a combattere ora, a combattere una guerra moderna. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *[...] l'Europa deve diventare autosufficiente – unita da una forza comune, ucraina ed europea. [...] Diciamocelo chiaramente: non possiamo più escludere che l'America possa dire "No" all'Europa su questioni che la minacciano. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Molti leader hanno parlato di un'Europa che ha bisogno di un proprio esercito.<br>E io credo davvero che sia giunto il momento. Devono nascere le Forze Armate d'Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Tre anni di guerra su larga scala hanno dimostrato che abbiamo già le basi per una forza militare europea unita. E ora, mentre combattiamo questa guerra e gettiamo le fondamenta per la pace e la sicurezza, dobbiamo costruire le Forze Armate d'Europa.<br>Così il futuro dell'Europa dipenderà solo dagli europei e le decisioni sull'Europa verranno prese in Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Tutto ciò che serve per proteggere vite in una guerra moderna dovrebbe essere prodotto interamente in Europa. L'Europa ha tutto ciò che serve. L'Europa deve solo unirsi e agire in modo che nessuno possa dire "No" all'Europa, comandarla o trattarla come un soggetto debole. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Se gli americani stessi decidessero di ridurre la loro presenza – non sarebbe una buona cosa, ovviamente, sarebbe molto pericoloso – ma tutti noi in Europa dobbiamo essere pronti. E ho iniziato a discutere di questo già prima delle elezioni americane, perché vedevo chiaramente dove stava andando la politica statunitense. Ma l'America deve anche vedere dove sta andando l'Europa.<br>E questa direzione della politica europea non deve solo sembrare promettente – deve rendere l'America desiderosa di stare al fianco di un'Europa forte. Questo è assolutamente possibile. Ne sono certo. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Abbiamo bisogno di fiducia nella nostra forza, affinché gli altri non abbiano scelta se non rispettare la potenza dell'Europa. E senza un esercito europeo, questo è impossibile. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Nessuna decisione sull'Ucraina senza l'Ucraina. Nessuna decisione sull'Europa senza l'Europa. L'Europa deve avere un posto al tavolo quando si prendono decisioni sull'Europa. Tutto il resto è zero. Se siamo esclusi dai negoziati sul nostro stesso futuro, allora perdiamo tutti. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *L'America ha bisogno dell'Europa? Come mercato – sì. Ma come alleato? Non lo so.<br>Perché la risposta sia "Sì", l'Europa deve avere una voce unica – non una dozzina di voci diverse.<br>Anche coloro che vanno regolarmente a Mar-a-Lago devono far parte di un'Europa forte – perché il Presidente Trump non ama gli amici deboli. Lui rispetta la forza. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Mosca farà a pezzi l'Europa se noi, come europei, non ci fidiamo l'uno dell'altro. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Qualche giorno fa, il Presidente Trump mi ha parlato della sua conversazione con Putin. Non ha mai detto che l'America ha bisogno dell'Europa a quel tavolo. Questo dice molto. I vecchi tempi sono finiti – quando l'America sosteneva l'Europa solo perché l'aveva sempre fatto. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *[...] oggi, il membro più influente della NATO sembra essere Putin – perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. E questo nonostante il fatto che sia stato l'esercito ucraino a fermare la Russia – non un paese della NATO, non le truppe della NATO, ma solo il nostro popolo e il nostro esercito. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Solo nella battaglia di Kursk, le nostre truppe hanno eliminato quasi 20.000 soldati russi. Abbiamo completamente distrutto le unità nordcoreane che Putin ha dovuto portare perché le sue forze non erano sufficienti a fermare la nostra controffensiva.<br>Sono orgoglioso dell'Ucraina. Sono orgoglioso del nostro popolo.<br>Ma ora vi chiedo – ognuno di voi – di rispondere onestamente a questa domanda: se la Russia venisse per voi, il vostro esercito sarebbe in grado di combattere allo stesso modo?<br>Non voglio che nessuno debba mai scoprirlo. – Dio non voglia.<br>Ecco perché crediamo che il fulcro di qualsiasi garanzia di sicurezza per l'Ucraina debba essere l'adesione alla NATO.<br>Perché a un certo punto, ci sarà un confine tra guerra e pace. E dove verrà tracciato quel confine, e quanto sarà forte, dipenderà da noi.<br>L'Europa ha bisogno di un nuovo anno di forza, di unità e di pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Purtroppo, il presidente Trump, per il quale ho grande rispetto come leader di una nazione che rispettiamo molto, per il popolo americano che ci ha sempre sostenuto, vive in una bolla di disinformazione [...]. Abbiamo visto questa disinformazione. Capiamo che proviene dalla Russia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2025/02/19/zelensky-trump-vive-nella-bolla-di-disinformazione-di-putin/ Zelensky: "Trump vive nella bolla di disinformazione di Putin"]'', ''lapresse.it'', 19 febbraio 2025.</ref> *Se serve che lasci questa sedia, sono pronto a farlo e posso anche scambiare la mia posizione con l'adesione dell'Ucraina alla Nato: sarei felice di rinunciare alla presidenza se fosse per la pace dell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2025/02/23/guerra-ucraina-zelensky-dimissioni-presidente-kiev-nato-garanzie-trump/ Guerra in Ucraina, l’annuncio di Zelensky: «Pronto a dimettermi se Kiev entra nella Nato. Da Trump mi aspetto garanzie»]'', ''open.online'', 23 febbraio 2025.</ref> *Perché dovrei offendermi se Trump mi dà del dittatore? Se mi offendessi, ammetterei di esserlo. (dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv, 23 febbraio 2025)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.radiortm.it/2025/02/27/zelensky-a-washingtonlopinione-di-rita-faletti/ Zelensky a Washington... l'opinione di Rita Faletti]'', ''radiortm.it'', 27 febbraio 2025.</ref> [[File:President Trump and Ukrainian President Zelenskyy Clash During Meeting in Oval Office, Feb. 28, 2025.jpg|thumb|Zelens'kyj con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale]] *[...] dal 2014 al 2022, la situazione è rimasta la stessa: la gente moriva sulla linea del fronte. Nessuno lo ha fermato. Sai che abbiamo avuto molte conversazioni con lui {{NDR|Vladimir Putin}}, conversazioni multilaterali. E io ho firmato con lui, io, da nuovo presidente nel 2019, ho firmato con lui un accordo. Ho firmato con lui, Macron e Merkel, un cessate il fuoco. Tutti mi dicevano che non avrebbe mai attaccato, abbiamo firmato con lui un contratto per il gas... Sì, ma dopo ha violato il cessate il fuoco, ha ucciso la nostra gente e non ha scambiato prigionieri. Abbiamo firmato per lo scambio di prigionieri, ma non lo ha fatto. Di che tipo di diplomazia, JD, stai parlando? Cosa intendi? (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale">Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/28/trump-zelensky-vance-trascrizione-scontro/7896301/ Trump-Vance-Zelensky, ecco la trascrizione dello scontro nello Studio Ovale: "La gente muore". "Tu irrispettoso, hai mai detto grazie?". "Giochi con la Terza Guerra mondiale"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 28 febbraio 2025</ref> *[...] durante la guerra, tutti hanno problemi. Anche voi, ma avete un bell’oceano e non lo sentite ora, ma lo sentirete in futuro. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/> *{{NDR|«Non siete in una buona posizione. Non avete le carte giuste. Con noi, iniziate ad avere carte».}} Non sto giocando a carte. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/> *La pace, come diceva il [[Ronald Reagan|presidente Reagan]], non è una semplice assenza di pace. Serve una pace solida e duratura, con diritti civili e libertà garantita. Vladimir Putin ha violato il cessate il fuoco 25 volte dal 2014, non ci si può fidare. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox">Da ''[https://www.vanityfair.it/article/zelensky-lite-trump-intervista-fox-news Zelensky: «Non credo di aver sbagliato, ma Trump con chi sta? Perché dice che l'Ucraina è distrutta?». L'intervista di Fox News cerca di incastrare il leader ucraino, che dà lezioni di civiltà a tutti]'', ''vanityfair.it'', 1 marzo 2025</ref> *[...] rispetto il presidente e gli americani, ma non so, penso che dobbiamo essere onesti. Non credo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Certo, ci sono delle cose da discutere, ma forse è meglio farlo non davanti ai media - con tutto il rispetto per la democrazia e la stampa libera. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Siamo pronti a firmare ma per noi è molto importante che ci siano delle garanzie. Magari non so delle cose, per questo volevo parlare con il presidente dei dettagli, in separata sede, per poter capire. Magari ha un suo piano per fermare Putin. Le garanzie sono un tema molto sensibile per la mia gente, perché siamo stati tre anni in guerra e la sola cosa che vogliamo sentirci dire è che è finita e che gli Stati Uniti stanno dalla nostra parte, insieme ai partner europei e insieme alla Nato. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *[...] non posso cambiare quello che pensano gli ucraini dei russi: per loro sono dei killer. Gli Usa e l'Europa sono i nostri migliori amici mentre Putin è il nemico. Non è che non voglio la pace ma bisogna raccontare la realtà. La situazione reale. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Sarebbe molto difficile per noi {{NDR|vincere la guerra senza l'appoggio statunitense}}. Ecco perché sono venuto negli Usa e perché l'accordo sulle terre rare era solo il primo passo per arrivare alla pace, ma non possiamo cancellare tutte le immagini che la nostra gente ha visto, i russi sono entrati nelle loro case, non possiamo dire che Putin è un"bravo ragazzo". Non possiamo dimenticare i primi giorni di guerra, l'invasione, non vogliamo che succeda di nuovo che ritornino. Io ho ceduto sull'ingresso dell'Ucraina nella Nato, ma allora chiedo: qual è la nostra garanzia di pace? Non voglio fare pressioni, sto solo chiedendo. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Quando sei negli Stati Uniti, e ad esempio il presidente, o il vice, o dei senatori, o comunque dei grossi politici dicono che l'Ucraina è praticamente distrutta, che i nostri soldati sono scappati, che non sono eroi, che l'Ucraina ha perso milioni di civili, che il loro presidente è un dittatore: qual è la reazione? Non si tratta di me, ma viene da chiedersi: dov'è l'amicizia tra Usa e Ucraina? Ho chiesto molte volte, per telefono, in altre occasioni, di fare attenzione con i numeri, se dici che abbiamo un milione di morti non è vero, parli di vite umane, sono persone, padri... se parli di territori quando sono case... I buoni partner non dicono questo, i buoni partner sono amici. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Proprio la scorsa notte {{NDR|la Russia}} ha lanciato un altro massiccio attacco contro l’Ucraina – prendendo principalmente di mira la nostra capitale, Kyjiv. L’attacco ha coinvolto droni russi-iraniani Shahed. Questi droni sono stati pesantemente potenziati per causare più distruzione e per essere più difficili da abbattere. Gli ucraini ora subiscono attacchi con centinaia di questi droni ogni singola notte. Questo è puro terrorismo.<ref group="fonte" name="pianomarshall">Dall'intervento alla conferenza di Roma; ''[https://www.linkiesta.it/2025/07/discorso-zelensky-conferenza-ricostruzione-ucraina/ Piano Marshall europeo]'', ''linkiesta.it'', 10 luglio 2025.</ref> *Ricordate, solo un anno fa, molti pensavano che la Russia volesse veri colloqui di pace e un cessate il fuoco. Mosca inviava quei segnali, ma era tutto parte della propaganda. Cercavano di far passare l’idea che l’Ucraina non volesse la pace. Ma allora avevamo detto che bisognava fare pressione sulla Russia, perché non si stava preparando alla pace. E ora tutti vedono che Putin ha rifiutato ogni proposta di pace e sta intensificando la violenza.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *L’Ucraina possiede alcune delle tecnologie più avanzate al mondo per i droni, sia offensivi che difensivi. Siamo pronti a condividere questa esperienza e queste tecnologie con i nostri partner. L’Ucraina ha bisogno di investimenti – voi avete bisogno di competenze e tecnologie. Tutto ciò che stiamo costruendo ora per proteggere l’Ucraina, aiuterà anche a proteggere voi.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Nessun altro paese è passato così rapidamente dagli aerei sovietici agli F-16 e ai Mirage.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ricostruire l’Ucraina non riguarda solo il nostro Paese, riguarda anche i vostri Paesi, le vostre aziende, la vostra tecnologia, i vostri posti di lavoro – il modo in cui ricostruiamo il nostro Paese può anche modernizzare le vostre infrastrutture e industrie.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Dobbiamo accordarci chiaramente sul fatto che i beni russi congelati devono essere destinati alla ricostruzione dell’Ucraina. Non solo i proventi, ma anche i beni stessi devono essere utilizzati – e in modo molto più attivo di quanto non lo siano ora – per salvare vite umane.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Putin ha solo due veri “alleati” – il terrore e l’inverno.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ogni giorno, dobbiamo restare concentrati. Dobbiamo continuare a fare pressione sulla Russia. Dobbiamo continuare a lavorare per la difesa. Così da poter ottenere un vero cessate il fuoco il prima possibile. Così che i nostri droni entrino nei nostri arsenali comuni. Che le nostre tecnologie servano alla ricostruzione e alla vita reale. Che creiamo e iniziamo a implementare un piano di ricostruzione affidabile. Che i nostri bambini e il nostro popolo tornino a casa – in Ucraina.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ovviamente, non daremo alla Russia nessuna ricompensa per quello che ha fatto. Il popolo ucraino merita la pace. Ma tutti i partner devono capire cosa sia una pace dignitosa. Questa guerra deve finire, e la Russia deve porvi fine. La Russia l'ha iniziata e la sta trascinando, senza rispettare alcuna scadenza, e questo è il problema, non altro [...]. La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione dell'Ucraina. Nessuno si discosterà da questo e nessuno potrà farlo. Gli ucraini non regaleranno la loro terra all'occupante. L'Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare alla pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che escluda l'Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace e non porterà a nulla. Sono decisioni morte, non funzioneranno mai [...]. E noi tutti abbiamo bisogno di una pace reale, viva, che le persone rispettino. Siamo pronti a lavorare insieme al presidente Trump e a tutti i nostri partner per una pace reale e, soprattutto, duratura, una pace che non crollerà a causa dei desideri di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/09/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424780251/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1-r109#424780251_event9 Zelensky: "Ogni decisione senza Kiev non porterà a nulla"]'', ''repubblica.it'', 9 agosto 2025.</ref> *Io non posso andare a Mosca quando il mio Paese è sotto attacco missilistico, ogni giorno. Non posso andare nella capitale di questo terrorista. Putin lo capisce.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/06/diretta/guerra_ucraina_russia_trump_news_oggi-424829643/?ref=RHLF-BG-P6-S3-T1-r620#424829643_event4 Zelensky: “Non andrò a Mosca, Putin invece venga a Kiev”]'', ''repubblica.it'', 6 settembre 2025.</ref> *Cosa possono aspettarsi il Sudan, la Somalia o la Palestina o qualsiasi altro popolo che vive in guerra dalle Nazioni Unite? Per decenni, solo dichiarazioni.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza">Dall'intervento all'Onu; citato in ''[https://it.euronews.com/2025/09/24/lappello-di-zelensky-allonu-da-nazioni-unite-solo-dichiarazioni-armi-determinano-sopravviv L'appello di Zelensky all'Onu: "Da Nazioni Unite solo dichiarazioni, armi determinano sopravvivenza"]'', ''euronews.com'', 24 settembre 2025.</ref> *Ora ci sono decine di migliaia di persone che sanno come uccidere professionalmente usando i droni. Fermare questo tipo di attacco è più difficile che fermare qualsiasi pistola, coltello o bomba, questo è ciò che la Russia ha portato con la sua guerra.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *La tecnologia bellica non si preoccupa più della geografia, ora la sta rimodellando.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *È solo questione di tempo prima che i droni combattano contro i droni, attacchino le infrastrutture critiche e da soli prendano di mira le persone. Completamente autonomi e senza alcun coinvolgimento umano, a parte i pochi che controllano i sistemi di intelligenza artificiale. Stiamo vivendo la corsa agli armamenti più distruttiva della storia dell'umanità, perché questa volta include l'intelligenza artificiale.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *Fermare Putin ora è più economico che cercare di proteggere ogni porto e ogni nave dai terroristi con i droni marini. Fermare la Russia ora è più economico che chiedersi chi sarà il turista che creerà un semplice drone con una testata nucleare,<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *Ho parlato con il presidente Trump. Una buona conversazione, molto produttiva. Mi sono congratulato per il successo e l'accordo per il Medio Oriente che ha effettivamente ottenuto, ed è un risultato forte. E se si riesce a fermare la guerra in quella regione, sicuramente altre guerre possono essere fermate, compresa questa guerra russa.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/11/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424905614/?ref=RHLF-BG-P4-S1-T1-r110#424905614_event15 Zelensky a Trump: "Se fermi la guerra a Gaza, puoi fermare anche Mosca"], ''repubblica.it'', 11 ottobre 2025.</ref> *Oggi viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull’Ucraina è enorme. E il nostro Paese potrebbe trovarsi presto davanti a una scelta durissima: sacrificare la nostra dignità, oppure rischiare di perdere un partner fondamentale. Accettare una lista complicata di 28 richieste, oppure affrontare un inverno che potrebbe essere il più duro, con tutti i pericoli che comporta. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. Una vita in cui ci si chiede di fidarsi di chi ci ha già attaccati due volte.<ref group="fonte" name="dignita">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-discorso-integrale-zelensky-AHhw4StD Ucraina, il discorso integrale di Zelensky]'', ''ilsole24ore.com'', 21 novembre 2025.</ref> *Discuterò, cercherò di convincere, proporrò alternative. Ma non daremo al nemico nessun pretesto per dire che l’Ucraina non vuole la pace o che sta sabotando la diplomazia. Questo non succederà.<ref group="fonte" name="dignita"/> *Senza sosta, farò di tutto per assicurare che tra tutti i punti in discussione ce ne siano almeno due non negoziabili: la dignità e la libertà del popolo ucraino. Perché tutto il resto — la nostra sovranità, la nostra indipendenza, la nostra terra, il nostro popolo, il nostro futuro — si regge su questi due fondamenti.<ref group="fonte" name="dignita"/> *Sì, ho paura [...]. Temo che qualcuno dei nostri alleati sia stanco. L'obiettivo della Russia è che l'America si disimpegni.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/12/03/news/zelensky_rischio_isolamento_usa_disimpegno-425017957/ Zelensky a rischio isolamento: "Temo che gli Usa ci mollino"]'', ''repubblica.it'', 3 dicembre 2025.</ref> *Celebriamo il Natale in un momento difficile. Purtroppo, non tutti siamo a casa stasera. Purtroppo, non tutti hanno ancora una casa. E purtroppo, non tutti sono con noi stasera. Ma nonostante tutte le sofferenze portate dalla Russia, non è in grado di occupare o bombardare ciò che più conta. Questo è il nostro cuore ucraino, la nostra fiducia reciproca e la nostra unità [...]. Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. "Che muoia", ognuno di noi potrebbe pensare tra sé e sé. Ma quando ci rivolgiamo a Dio, ovviamente, chiediamo qualcosa di più grande. Chiediamo la pace per l'Ucraina. Lottiamo per essa. E preghiamo per essa. E la meritiamo. [...] Per tutti coloro che sono prigionieri: che tornino a casa. Per tutti i nostri eroi caduti che hanno difeso l'Ucraina a costo della loro vita. Per tutti coloro che la Russia ha costretto all'occupazione e alla fuga. Per coloro che stanno lottando ma non hanno perso l’Ucraina dentro di sé, e quindi l’Ucraina non li perderà mai.<ref group="fonte">Discorso alla vigilia di Natale, 2025; citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/zelensky-discorso-natale-augura-putin-morire-bombardieri-russi-mari-barents-e-norvegia-AIBdPcZ Zelensky nel discorso di Natale augura a Putin di morire. Bombardieri russi sui mari Barents e Norvegia]'', ''ilsole24ore.com'', 25 dicembre 2025.</ref> [[File:New Year's Eve from President of Ukraine Volodymyr Zelensky (31-12-2025).jpg|thumb|Zelens'kij durante il discorso di fine anno]] *L'accordo di pace è pronto al 90 per cento. Ne rimane ancora il 10 per cento. E questo è molto più che semplici numeri. Quel 10 per cento contiene, in effetti, tutto. È il 10 per cento che determinerà il destino della pace, il destino dell'Ucraina e dell'Europa, il modo in cui vivranno le persone. Il 10 per cento per salvare milioni di vite. Il 10 per cento della determinazione necessaria affinché la pace funzioni al 100 per cento. Il 10 per cento dell'unità e della saggezza così disperatamente necessarie – ucraine, americane, europee, da tutto il mondo. Il 10 per cento per la pace.<ref group="fonte" name="fineanno2025">Discorso di fine anno, 31 dicembre 2025; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/01/video/vogliamo-la-fine-della-guerra-non-dell-ucraina-il-discorso-di-fine-anno-di-zelensky-8489256/ Vogliamo la fine della guerra, non dell'Ucraina. Il discorso di fine anno di Zelensky]'', ''ilfoglio.it'', 1 gennaio 2026.</ref> *Cosa vuole l'Ucraina? La pace? Sì. A qualunque costo? No. Vogliamo la fine della guerra, non la fine dell'Ucraina. Siamo stanchi? Estremamente. Significa forse che siamo pronti ad arrenderci? Chi la pensa così si sbaglia di grosso. Ed è chiaro che, in tutti questi anni, non hanno ancora capito chi sono gli ucraini. Un popolo che ha resistito per 1.407 giorni a una guerra su vasta scala. Basta considerare questo numero. È più lungo dell'occupazione nazista di molte delle nostre città durante la Seconda guerra mondiale. 1.407 giorni di un'Ucraina non conquistata. Un paese che, di fatto, trascorre ogni notte nei rifugi. Ogni giorno, in lotta. Spesso, senza elettricità. Spesso, senza dormire, mantenendo le posizioni per molti, molti giorni. Eppure sempre, senza panico, senza caos, senza divisioni, uniti, affinché possiamo avere la pace. Vogliamo che la guerra finisca? Assolutamente.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *Ritiratevi dal Donbas e tutto sarà finito. Ecco come suona l'inganno tradotto dal russo all'ucraino, all'inglese, al tedesco, al francese e, di fatto, in qualsiasi lingua del mondo. C'è ancora qualcuno che ci crede? Purtroppo. Perché troppo spesso la verità viene ancora evitata e chiamata diplomazia, quando in realtà si tratta semplicemente di bugie in giacca e cravatta. *Un pezzo di carta in stile Budapest non soddisferà l'Ucraina. L'Ucraina non ha bisogno di una trappola meticolosamente elaborata in stile Minsk. Le firme sotto accordi deboli alimentano solo la guerra. La mia firma sarà sotto un accordo forte. Ed è esattamente questo lo scopo di ogni incontro, ogni chiamata, ogni decisione in questo momento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *O il mondo ferma la guerra della Russia, o la Russia trascina il mondo nella sua guerra. Ed è scioccante – scioccante che dopo così tante guerre, dopo quattro anni di una guerra del genere, una guerra in Ucraina, in Europa, dobbiamo ancora, purtroppo, spiegarlo a molti. E lo spieghiamo, lo ripetiamo – e anche se i leader cambiano, le domande rimangono le stesse. L'America è in grado di fermare l'aggressore in modo rapido e deciso? Assolutamente. Lo vorremmo? Moltissimo. Quando è possibile? Sempre. E quando è necessario? Ne avevamo bisogno ieri. E nel 2026, è possibile.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] quando Putin dice: "Non vi attaccheremo", quello è il primo avvertimento su dove andranno esattamente i suoi carri armati e dove voleranno i suoi droni.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] l'Ucraina è, di fatto, l'unico scudo che ora separa il confortevole stile di vita europeo dal mondo russo. E per la maggior parte dei leader, la domanda "Perché sostenere l'Ucraina?" non si pone. Perché se – Dio non voglia – l'Ucraina cadesse, le domande successive sarebbero: "Perché sostenere la Polonia?" e "Chi combatterà per gli Stati baltici?" e "Cosa c'è da fare senza l'Ucraina nella Nato?"<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *La Russia dovrà porre fine alla guerra, nel momento in cui troverà una ragione per la pace in più rispetto a quella per combattere. Ecco perché spesso ci diciamo l'un l'altro quello che dicono i nostri ragazzi al fronte: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è resistere un giorno in più di loro. E oggi aggiungiamo: essere un passo avanti. Un'ora più veloci. Una decisione più coraggiosa. Anche di un decimo, ma migliore. E del dieci per cento – di quel dieci per cento di cui parlavo all'inizio – del dieci per cento più forti. E allora vinceremo la pace al cento per cento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] nel 2026, vogliamo davvero che il cielo sia calmo e la terra pacifica; che il calore e la luce riempiano le nostre case – e non 170, ma tutte le 220, come dovrebbe essere; che tutta la nostra gente torni a casa – dal fronte, dalla prigionia, dall'occupazione; che noi resistiamo; che l'Ucraina resista.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> ===2026=== *{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}} Per quanto riguarda il Venezuela? Come dovremmo rispondere a questo? Beh, quello che posso dire è che, se si può fare questo con i dittatori, allora gli Stati Uniti sanno cosa fare dopo.<ref group="fonte">Dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv; citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2026/01/03/venezuela-zelensky-se-si-puo-fare-questo-con-i-dittatori-allora-gli-usa-sanno-cosa-fare-dopo/ Venezuela, Zelensky: "Se si può fare questo con i dittatori, allora gli Usa sanno cosa fare dopo"]'', ''lapresse.it'', 3 gennaio 2026.</ref> *Cari amici, tutti hanno presente il grande film americano "[[Ricomincio da capo]]" con Bill Murray e Andie MacDowell. Ma nessuno vorrebbe vivere così – ripetendo ogni giorno la stessa storia per settimane, mesi, anni. Eppure è esattamente così che viviamo oggi. È la nostra vita. E ogni Forum come questo lo dimostra.<ref group="fonte" name="davos2026">Dal discorso a Davos, 22 gennaio 2026; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/22/video/il-discorso-di-volodymyr-zelensky-a-davos-8561649/ L'Europa unita è invincibile. Il discorso di Volodymyr Zelensky a Davos]'', ''ilfoglio.it'', 22 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[crisi groenlandese]]}} Tutti hanno spostato la loro attenzione sulla Groenlandia. È chiaro: la maggior parte dei leader non sa che cosa fare. E sembra che tutti stiano solo aspettando che l'America "si raffreddi" sull'argomento, sperando che la questione svanisca. Ma se non svanisse? Cosa accadrà allora?<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Si è parlato molto delle proteste in Iran – ma sono state soffocate nel sangue. Il mondo non ha aiutato abbastanza il popolo iraniano, è vero, si è voltato dall'altra parte. In Europa era periodo di feste, Natale e Capodanno. Quando i politici sono tornati al lavoro per definire una posizione comune, l'ayatollah aveva già ucciso migliaia di persone. E cosa diventerà l'Iran dopo questo bagno di sangue? Se il regime sopravvive, il messaggio per ogni tiranno sarà chiaro: "Uccidi abbastanza persone e resterai al potere." Chi, in Europa, vuole che quel messaggio diventi realtà? Eppure l'Europa non ha nemmeno provato a costruire una risposta autonoma.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Il presidente Trump ha guidato un'operazione in Venezuela. E Maduro è stato arrestato. Ci sono opinioni diverse, certo, ma resta un fatto: Maduro è sotto processo a New York. Sorry, ma Putin non lo è. Siamo al quarto anno della più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale, e l'uomo che l'ha iniziata non soltanto è libero ma combatte ancora per riavere i suoi soldi congelati in Europa. E sapete una cosa? Sta avendo anche un certo successo. È la verità. È Putin che cerca di decidere come utilizzare i beni russi congelati – non chi avrebbe il potere di punirlo per questa guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Troppo spesso, in [[Unione europea|Europa]], c'è sempre qualcosa di "più urgente" della giustizia.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *L'Europa ama discutere del futuro, ma evita di agire nel presente – nel presente che decide quale futuro avremo. Ecco il problema. Perché il presidente Trump può fermare le petroliere della flotta ombra e sequestrare il petrolio, mentre l'Europa no? Il petrolio russo naviga vicino alle coste europee: quel petrolio finanzia la guerra contro l'Ucraina, quel petrolio destabilizza l'Europa. Dunque il petrolio russo va fermato, confiscato e venduto a beneficio dell'Europa. Perché no? Se Putin non ha soldi, non può fare la guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Lo ripeto: l'Europa ha bisogno di forze armate unite – forze capaci di difendere davvero l'Europa. Oggi l'Europa si affida alla speranza che, se arriverà il pericolo, la Nato agirà. Ma nessuno ha mai visto l'Alleanza davvero in azione. Se Putin decidesse di colpire la Lituania o la Polonia, chi risponderebbe? In questo momento, la Nato vive di fede – la fede che gli Stati Uniti interverranno. Ma se non lo facessero?<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulla crisi groenlandese}} L'Europa deve sapere come difendersi. E se mandate 30 o 40 soldati in Groenlandia, a cosa serve? Che messaggio dà a Putin? Alla Cina? E soprattutto: che messaggio manda alla Danimarca, il vostro alleato più diretto? O dichiarate che le basi europee proteggeranno davvero la regione da Russia e Cina – e le costruite – oppure rischiate di non essere presi sul serio. Perché 30 o 40 soldati non proteggono nulla. Noi sappiamo cosa fare. Se le navi russe solcano liberamente i mari intorno alla Groenlandia, l'Ucraina può aiutare – abbiamo l'esperienza e le armi per fare in modo che nessuna resti a galla. Possiamo affondarle lì come le affondiamo al largo della Crimea. Nessun problema: abbiamo gli strumenti e gli uomini. Ma se ci chiedessero di farlo, se fossimo nella Nato – e non lo siamo – quel problema non esisterebbe più.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulle proteste in Iran del 2025-2026}} Sull'Iran, tutti aspettano di vedere cosa farà l'America. Il mondo non offre nulla; l'Europa non offre nulla e non vuole schierarsi con il popolo iraniano e la democrazia che esso reclama. Ma quando si rifiuta di aiutare chi lotta per la libertà, le conseguenze ritornano – sempre in modo negativo.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Vediamo tutti come le forze che vogliono distruggere l'Europa non perdono un solo giorno. Operano liberamente, anche dentro l'Europa. Ogni "Viktor" che vive del denaro europeo mentre svende gli interessi europei merita una lezione. E se si trova a suo agio a Mosca, non significa che dobbiamo permettere che le capitali europee diventino piccole Mosche. Ricordiamo cosa ci separa dalla Russia. La linea di conflitto più profonda è questa: la Russia combatte per svalutare la persona umana, per rendere possibile che un dittatore distrugga chi vuole. Ma questi dittatori devono perdere potere, non guadagnarlo.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *In Europa ci sono discussioni infinite, omissioni, rivalità interne che impediscono di unirsi e parlare con sincerità, per trovare soluzioni reali. Troppo spesso gli europei si rivoltano gli uni contro gli altri – leader, partiti, movimenti, comunità – invece di unirsi per fermare la Russia, che porta la stessa distruzione a tutti.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Invece di diventare una vera potenza globale, l'Europa resta un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze. Invece di guidare la difesa della libertà nel mondo, soprattutto quando l'attenzione americana si sposta altrove, l'Europa appare smarrita – intenta a cercare di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare idea. Ma lui non cambierà. Il presidente Trump ama sé stesso. E dice di amare l'Europa. Ma non ascolterà questa Europa.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *I leader dicono: "Dobbiamo difendere gli interessi europei". Ma sperano che qualcun altro lo faccia al posto loro. E quando parlano di valori, spesso intendono "beni di valore".<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Cari amici, non dobbiamo degradarci a ruoli secondari – non quando abbiamo la possibilità di essere una grande potenza insieme. Non dobbiamo accettare che l'Europa sia solo un'insalata di piccole e medie potenze, condita con i nemici dell'Europa stessa. Quando è unita, l'Europa è davvero invincibile. E può – deve – essere una forza globale. Non una che reagisce in ritardo, ma una che definisce il futuro. Questo aiuterebbe tutti – dal medio oriente a ogni altra regione del mondo. Aiuterebbe la stessa Europa, perché le sfide che affrontiamo oggi sono sfide al nostro modo di vivere, al modo europeo di vivere, dove le persone contano, dove le nazioni contano. L'Europa può contribuire a costruire un mondo migliore. L'Europa deve costruire un mondo migliore. E un mondo senza guerra, naturalmente.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Per una sicurezza reale, la fede non basta – la fede in un partner, in un colpo di fortuna. Nessuna discussione intellettuale può fermare una guerra. Serve azione. L'ordine mondiale nasce dall'azione. E serve solo il coraggio di agire. Senza azione oggi, non c'è domani. Mettiamo fine a questo nostro "Ricomincio da capo. E sì – è possibile".<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Putin non è più interessato a nulla se non alla guerra, perché non riesce a immaginare la vita senza il potere o dopo il potere [...] Putin consulta più lo zar Pietro e l'imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra? [...] può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/26_febbraio_14/conferenza-monaco-diretta.shtml Parla Zelensky: Putin si crede uno zar, ma è schiavo della guerra]'', ''corriere.it'', 14 febbraio 2026.</ref> *Se verranno dati all’Ucraina due mesi di cessate il fuoco, allora indiremo le elezioni [...] Con un cessate il fuoco anche la Russia potrebbe andare a elezioni.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://ilmanifesto.it/zelensky-cerca-di-nuovo-la-sponda-ue-gli-usa-vogliono-che-cediamo-solo-noi Zelensky cerca di nuovo la sponda Ue: «Gli Usa vogliono che cediamo solo noi»]'', ''ilmanifesto.it'', 15 febbraio 2026.</ref> *Abbiamo fatto molti compromessi. Putin e i suoi amici non sono in prigione. Questo è il più grande compromesso che il mondo abbia mai fatto.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/02/16/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-425161540/ Zelensky, "Compromesso con Russia c'è già, Putin non è in prigione"]'', ''repubblica.it'', 16 febbraio 2026.</ref> [[File:Address by the President of Ukraine on the Fourth Anniversary of the Beginning of Russia’s Full-Scale Invasion of Ukraine. (55113242776).jpg|thumb|Zelens'kyj durante il quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa]] *Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni. E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l'Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l'Ucraina percorre dal 24 febbraio. Ricordando l'inizio dell'invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l'indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia.<ref group="fonte">[https://x.com/ZelenskyyUa/status/2026183302969774260?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet Tweet] del 24 febbraio 2026; citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-24/ucraina-zelensky-trump-anniversario-35767665/ Ucraina: 4 anni di guerra, l'appello di Zelensky a Trump "si schieri con noi"]'', ''agi.it'', 24 febbraio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione. Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia, specie droni e missili, anche se adesso credo non potranno più farlo e forse saranno i russi ad armarli a loro volta.<ref group="fonte" name="iran">Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi, 2 marzo 2026; da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_03/intervista-a-zelensky-lasciare-il-donbass-aprirebbe-la-via-a-mosca-putin-ha-perso-l-inverno-l-ue-da-sola-non-basta-3004ee60-a4ef-4ea2-83ae-1559b14d2xlk.shtml Intervista a Zelensky: «Putin ha perso l'inverno. Ma ora la guerra in Iran potrebbe metterci in difficoltà, ecco perché»]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Su Vladimir Putin durante la guerra d'Iran}} Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani. Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia.<ref group="fonte" name="iran"/> *{{NDR|Sulla guerra d'Iran}} Ora viene attaccato un regime che vuole costruire l'atomica. L'Ucraina invece è stata invasa con truppe di terra: da 12 anni la Russia cerca di occuparci con la forza. Nello scenario iraniano vedo piuttosto un grave problema con il protrarsi della guerra. Se non si parlano, ci saranno civili morti in numero crescente: sono una società divisa tra sostenitori e oppositori del regime.<ref group="fonte" name="iran"/> *[...] io mi auguro che la crisi iraniana resti un'operazione limitata e non diventi una lunga guerra, noi sappiamo bene sulla nostra pelle quanto rischi di essere sanguinosa.<ref group="fonte" name="iran"/> *Gli americani pensano a uno scambio di territori, i russi vogliono il nostro ritiro. Lo scambio non è nel nostro interesse, inoltre Mosca ha bisogno di molte forze per controllare le zone che noi lasceremmo: sanno che noi vorremmo riprendere ciò che ci hanno sottratto. Perché mai noi dovremmo scambiare nostro territorio in cambio di altro che è parte della nostra patria?<ref group="fonte" name="iran"/> *Io non vado a questionare se ci sono truppe straniere in Russia, per esempio i 10.000 soldati nordcoreani. Non vedo perché Mosca debba decidere quali truppe stazionano sul nostro territorio. Ma voglio essere chiaro: io non lascerò mai il Donbass e i 200.000 ucraini che lo abitano. Perché mai dovrei farlo? Perché Putin lo impone come condizione per la pace? E subito dopo imporrà nuove richieste? No, non ci sto.<ref group="fonte" name="iran"/> *Non stiamo perdendo e la Russia non è ancora contenta. Stanno perdendo un mucchio di uomini, sino a 35.000 al mese. È un numero gigantesco. Adesso Putin sta per mobilitare 400.000 nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri inizieranno quando il suo esercito inizierà a rimpicciolirsi.<ref group="fonte" name="iran"/> *[[Viktor Orbán|Orbán]] diventa importante quando forze politiche importanti gli danno forza, altrimenti vale poco. L'Ungheria è un Paese che conta, ma non ha peso militare.<ref group="fonte" name="iran"/> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Lei è intelligente. L'Italia ci aiuta militarmente come può, so che non avete molto. È un problema comune a tanti Paesi europei: non avete abbastanza armi per difendere i vostri cieli. Ma la premier Meloni è dalla parte giusta della storia.<ref group="fonte" name="iran"/> *La questione vera è: quando potremo avere le elezioni? Di sicuro saranno dopo la fine della guerra e non durante un cessate il fuoco temporaneo. E non sono affatto sicuro che mi candiderò, vedrò cosa vorranno gli ucraini.<ref group="fonte" name="iran"/> *Quando sei salito al potere in Russia più di 26 anni fa, molti in Ucraina avevano un'opinione positiva di te. Era così. Ma questo appartiene ormai al passato. [...] In 26 anni al potere, hai completamente cambiato l'agenda delle relazioni tra Ucraina e Russia. Da discussioni su commercio e altre questioni civili, le nostre nazioni sono passate a parlare quasi esclusivamente di attacchi e perdite. Hai trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni di potere conducendo una guerra contro l'Ucraina.<ref group="fonte" name="letteraaperta">Da un [https://www.instagram.com/p/DZLTphwDEKU/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA== post] rivolto a Vladimir Putin sul profilo ufficiale Instagram, 4 giugno 2026; citato in ''[https://www.open.online/2026/06/04/ucraina-zelensky-lettera-putin-colloqui-diretti/ Zelensky scrive una lettera a Putin: «Vediamoci e finiamo questa guerra». Il Cremlino: «Venga a Mosca quando vuole»]'', ''open.online'', 4 giugno 2026.</ref> *Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Sentiamo spesso dire che tu sei a tuo agio con questa guerra. Naturalmente, non quando si tratta della sicurezza della tua residenza a Valdai o della tua parata a Mosca. La tua stessa vita è importante per te. Ma ora vediamo tutti che i russi stanno diventando sempre meno a loro agio con questa realtà – con il fatto che la guerra sta portando conseguenze sempre più negative alla Russia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non avrai abbastanza denaro né capitale politico per continuare a comprare la lealtà dei russi come hai fatto negli ultimi 26 anni. E faremo tutto il possibile affinché il mondo contribuisca ad avvicinare quel momento.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non è che noi in Ucraina ci preoccupiamo del destino dei soldati russi dopo tutto ciò che la tua guerra ha portato al nostro Paese. Ma mi importa degli ucraini. Stiamo perdendo i nostri cittadini, e ogni perdita è dolorosa per noi. Anche quando il rapporto tra perdite ucraine e russe è di uno a cinque o uno a sei, continua ad avere un grande peso. Conta anche il fatto che tu rinvii regolarmente, ogni pochi mesi, i tuoi obiettivi per la conquista delle nostre regioni – in particolare la regione di Donetsk. E non la conquisterai nemmeno quest'anno.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non avere paura di imboccare la via d'uscita da questa guerra. È la cosa principale che ti viene richiesta ora. L'Ucraina ha preservato la sua indipendenza. E la preserverà. Nonostante tutte le previsioni contrarie. Abbiamo unito molti Paesi nel mondo a sostegno dell'Ucraina e contro di te. Abbiamo trovato le armi e i finanziamenti necessari. Riceviamo sostegno. Tu ricevi sanzioni. E questo continuerà finché non ci sarà giustizia per l'Ucraina – la giustizia che cerchiamo e che può essere raggiunta.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Abbiamo portato la guerra sul tuo territorio, e non saresti stato in grado di gestirla senza l'aiuto della Corea del Nord. Sei il primo leader della Russia a chiedere aiuto a Pyongyang. E oggi sei completamente dipendente dalla Cina – anche questo è un fatto senza precedenti nella storia della Russia. Credevi che gli ucraini non avessero la forza di difendersi. E invece oggi il nostro popolo aiuta i partner in Medio Oriente e nel Golfo a rafforzare le proprie difese.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Il mondo non si è stancato dell'Ucraina, come speravi. Ma cresce la stanchezza verso la Russia — anche tra chi, nel mondo, ti aiuta a eludere le sanzioni e a mantenere in piedi la tua economia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Dopo 26 anni al potere, l'età comincia a farsi sentire. E con il tempo, la stanchezza verso di te non potrà che aumentare.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *L'Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un confronto diretto tra noi e te. Propongo un incontro. Tutti hanno sentito i tuoi rappresentanti dire, sorridendo, che potrei andare a Mosca. Ma dopo 26 anni, non c'è nulla per un leader ucraino nella tua capitale — così come non c'è nulla per un leader russo a Kyiv. Ci sono Paesi che tradizionalmente ospitano leader per risolvere questioni di guerra e pace. La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo — molti sono in grado e disposti a ospitare un tale incontro.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Un vero silenzio delle armi è il modo migliore per iniziare a parlarsi.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Se non arriverai personalmente alla conclusione che è tempo di porre fine a questa guerra, l'Ucraina continuerà a combattere per la propria esistenza. Avremo chi ci sostiene. Ma anche tu dovrai combattere molto più duramente per la tua esistenza – non quella della Russia, ma la tua. E questa non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. È un fatto della storia russa che conosci bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento. Possiamo lavorare per avvicinare quella stanchezza. Puoi fermare la tua guerra.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> ==Citazioni su Volodymyr Zelens'kij== *Da capo dell’opposizione, questa è la mano che tendo al presidente Volodymyr Zelensky: se siamo uniti, siamo forti. E se siamo forti, possiamo battere Putin. Purtroppo, vedo che Zelensky non è pronto a questo. È un irresponsabile. Lui ha più paura di me che di Putin. E questa è una tragedia. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]]) *È incredibile che Zelensky pensi di poter causare più danni alla Russia di quelli che la Russia potrebbe causare all'Ucraina se entrambi gli eserciti dessero fondo a tutto il loro arsenale. Questa forma di megalomania di Zelensky, che si manifesta nella convinzione che la Russia e l'Ucraina competono alla pari, è dovuta a molti fattori. Uno di questi è il processo di celebrazione che il presidente ucraino riceve dai media occidentali. A furia di sentirsi dire di essere un "grande statista", un "grande stratega", un "eroe", Zelensky ha finito per crederci davvero perdendo il contatto con la realtà. ([[Alessandro Orsini (saggista)|Alessandro Orsini]]) *È indubbio che non ci sia nessuno più leale all'Ucraina di Zelensky, nessuno a cui stia più a cuore proteggere il suo Paese e i suoi connazionali. ([[Jonathan Safran Foer]]) *È un criminale di guerra. C'è lui dietro alle fucilazioni di Bucha e all'attacco a Kramatorsk. Potrebbe restare come presidente di questo pezzettino di Ucraina filoamericana, ma credo che verrà ammazzato prima. ([[Sergej Markov (politologo)|Sergej Markov]]) *È una brava persona: sta combattendo per l'Ucraina e per tutta l’Europa. E spero che questa guerra finisca molto presto, e che sia lui a vincerla. ([[Lech Wałęsa]]) *Eroe tragico di questo conflitto che viene dal passato. ([[Pierre Haski]]) *Generazioni di patrioti americani, dalla nostra rivoluzione in poi, hanno combattuto per i principi per cui Zelenskyj sta rischiando la vita. ([[Liz Cheney]]) *Ha fatto capire, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la potenza della comunicazione. È stato magistrale quando si è mostrato nel video fai-da-te con i suoi ministri, dicendo semplicemente "Siamo qui". E non credo che i Paesi dell'[[Unione europea|Ue]] sarebbero stati tutti pronti a sanzioni severe o a escludere alcune delle principali banche russe dal sistema [[Swift]] senza il discorso di Zelensky al [[Parlamento europeo]]. ... vedo un'analogia tra lui e [[Greta Thunberg]]: entrambi mostrano che anche un singolo individuo può risvegliare la coscienza di una cultura. La persona giusta, al momento giusto, riesce a scuotere il mondo. Troppo facilmente dimentichiamo che gli eroi possono esistere, che siamo capaci di crederci. E che ne abbiamo bisogno. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Ha scoperto una fantastica vena da attore drammatico e adesso si starà rammaricando di aver perso tempo a fare il comico. Scherzi a parte, sta recitando benissimo la parte che qualcuno gli scrive. Le iperboli che prima ci propinava adesso sono finalmente corrette. Se prima diceva "è un’ingiustizia non essere parte dell’Ue o della Nato", era palesemente in cattiva fede. La ragione era chiara: non eravamo pronti. Adesso no, ha ragione a dirlo perché se non entriamo nell’Europa sarà la dittatura russa a bussare alle vostre porte. ([[Andrij Kurkov]]) *Il fatto che Zelensky sia ebreo non comporta che in Ucraina ci siano elementi nazisti, e che il presidente li abbia consentiti. I peggiori antisemiti sono ebrei, anche Hitler aveva origini ebraiche. ([[Sergej Viktorovič Lavrov]]) *Il presidente Zelensky gode di grande sostegno. Naturalmente è anche molto criticato, tra l'altro da intellettuali, perché l'Ucraina è composta da individui, non da masse uniformate come la Russia. In Ucraina sono registrati più di 400 partiti politici. Si discute e si critica senza sosta. Il prossimo o la prossima presidente, vivrà la stessa situazione. Il punto è che Zelensky è il presidente di un Paese in guerra. E sta facendo bene il suo lavoro. ([[Andrij Kurkov]]) *Il presidente Zelensky ha agito su due tasti.<br>Il primo è l'orgoglio nazionale che doveva diventare mobilitazione popolare, ragione capace di far separare i padri dai figli, i mariti dalle mogli. Gli uni a combattere per la nazione, gli altri a cercare riparo e salvezza. Perché questo avvenga – è qualcosa di enorme – bisogna risvegliare sentimenti profondi in ciascun cittadino.<br>Il secondo tasto è stato il costante premere sulle cancellerie e sull'opinione pubblica internazionale. Zelensky sapeva che senza un sostegno esterno la causa del suo popolo sarebbe stata sconfitta. ([[Walter Veltroni]]) *Io, a parlare con Zelensky, se fossi stato il Presidente del Consiglio non ci sarei mai andato. Perché, come sapete, stiamo assistendo alla devastazione del suo Paese e alla strage di suoi soldati e di suoi civili. Bastava che lui cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe avvenuto; quindi io giudico molto molto molto negativamente il comportamento di questo signore. [...] Per arrivare alla pace penserei che il signor Presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli: "è a tua disposizione – dopo la fine della guerra – un piano Marshall per ricostruire l'Ucraina; un piano Marshall di 6000, 7000, 8000, 9000 miliardi di dollari, a una condizione: che tu domani ordini il cessate il fuoco, anche perché noi da domani non ti daremo più dollari, e non ti daremo più armi". Soltanto una cosa del genere potrebbe convincere questo signore ad arrivare a un cessate il fuoco. ([[Silvio Berlusconi]]) *Io ho vissuto durante la Seconda Guerra mondiale, e per un lungo tempo la Gran Bretagna ha dovuto rimanere in piedi da sola, il resto dell’Europa era stata sconfitta o capitolata come la Francia, e quindi abbiamo dovuto cavarcela da soli contro la minaccia nazista creata della Germania, ma noi avevamo Churchill, che ha saputo, tra le altre cose, farne soprattutto una: tenere alto il morale. "Non saremo mai sconfitti, li combatteremo per mare, li combatteremo sulla terra, li combatteremo anche con i fondi di bottiglia perché è tutto quello che abbiamo a disposizione" diceva. Ed è quello che credo stia facendo a modo suo il presidente Zelensky. E che debba farlo, perché quasi sempre tenere alta la speranza anche nei momenti peggiori – soprattutto nei momenti peggiori – è l’unico modo per andare avanti. ([[Jane Goodall]]) *Io ho un atteggiamento complesso nei confronti del nostro presidente. Quando salì al potere nel 2019, percepii la sua vittoria come una tragedia personale. Ma dopo l'invasione russa, riconosco che abbia rappresentato fedelmente la volontà del popolo ucraino, col suo comportamento. ([[Iryna Cilyk]]) *Io lo capisco molto bene, come se fosse mio fratello. È cresciuto in una famiglia piccolo borghese, da studente partecipava a gare tv dove ha imparato la teatralità, a sedurre la gente, ma senza offendere come fa Trump. Disse che avrebbe dialogato coi russi, ma a un certo momento scoprì che la vita non è un gioco come il teatro. Ed è da questo momento che io lo ammiro: invece di piagnucolare e farsi da parte, smette d'essere un piacione e si veste da combattente. ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) *L'Ucraina è quando un leader ebreo eletto in un paese di maggioranza cristiana appoggia i musulmani oppressi. ([[Botakoz Kassymbekova]]) *La sua faccia racconta le emozioni che prova. Non è un mistero, è diventato un po’ più duro. Quando la guerra finirà si rilasserà, forse. Ora non può permetterselo. ([[Olena Zelens'ka]]) *La sua qualità principale è l’affidabilità, quando c’è lui intorno non devi avere paura di niente. Non so quale sia invece la parte più difficile dello stare insieme: per me vivere con Volodymyr è sempre stato facile. ([[Olena Zelens'ka]]) *Lui non ha la nostalgia dell'impero. E non pensava, quando si pronunciava in favore di un'adesione alla Nato, di dare col tempo il pretesto per un'invasione a Putin, con il quale era già ai ferri corti. Zelensky parla il russo come l'ucraino, forse meglio. Quando era un attore recitava nelle due lingue. Ma il cuore è ucraino. Egli ha un personale vantaggio sul suo avversario di Mosca. La sua evidente inferiorità militare non implica un'umiliazione. ([[Bernardo Valli]]) *Mi sono visto con il presidente Zelens'kyj sia un giorno prima dell'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione ]] {{NDR|russa in Ucraina}} sia nel giorno dell'invasione. Questo coraggio, la dignità e ...amore che lui emana. E anche come abbia unito il Paese. È stato un momento incredibile. Sono infinitamente colpito dalla sua personalità e mi preoccupo molto per lui e per l'Ucraina ([[Sean Penn]]) *Noi ascoltiamo il presidente Zelensky quando parla, il più grande eroe dei nostri tempi. Putin invece è un criminale di guerra. ([[Garri Kasparov]]) *"Noi siamo i difensori dell'Europa", dice Zelensky. Io avrei detto: "Noi ucraini lottiamo per la libertà della Russia". Perché se l’Ucraina vince, forse potremo liberarci di Putin, altrimenti la sua dittatura ne uscirà rafforzata. ([[Slavoj Žižek]]) *Penso a Zelensky che ha paragonato la guerra in Ucraina alla Shoah. È un paragone assurdo, improponibile. Guai se qualcuno lo fa... [...] Perché è tutta un’altra cosa. Gli ebrei sono stati perseguitati, distrutti per ragioni razziali. La Shoah è qualcosa che non assomiglia a nient’altro. [...] Con quell’accostamento, Zelensky ha toppato. E per fortuna che il Parlamento israeliano ha protestato. ([[Edith Bruck]]) *Prima dell'invasione, non condividevo nulla delle sue decisioni. Ero molto critica sulle sue scelte politiche. Ma il primo giorno di guerra, ci siamo visti e ci siamo stretti la mano. Ci siamo detti: l'unità nazionale non si discute. E la vittoria dipende anche dalla nostra unità. ([[Julija Tymošenko]]) *Supportiamo Zelensky. Lui, il governo, l'esercito È un presidente eletto democraticamente. Deve essere forte, E va aiutato. Non parlo solo degli ucraini, ma di tutto il mondo. Questo è molto importante per vincere. Prima della guerra io come leader dell'opposizione e il mio gruppo abbiamo avuto differenti visioni sulle politiche economiche e sociali. Lo abbiamo criticato molto, anche per non aver fatto abbastanza per le forze armate. Ma quando è caduto il primo missile, abbiamo cominciato subito a supportarlo. Ora non c'è opposizione, siamo una cosa sola. Un solo gruppo, e anche un solo cuore. ([[Julija Tymošenko]]) *Un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco. ([[Joe Biden]]) *Zelensky è il massimo narcisismo nel mondo, è una delle figure più infide, pericolose e false. Non sta a difendere il suo popolo, sta lì ad ammazzare il suo popolo. Obbliga il suo popolo a combattere. Li prendono per la strada, li buttano nei camion. ([[Ginevra Bompiani]]) *Zelensky è stato eletto democraticamente, su questo non c'è dubbio, ma dietro c'era un mega oligarca che ha costruito l'operazione. ([[Moni Ovadia]]) *Zelensky è un presidente eletto e, a differenza di quanto dice la propaganda di Mosca, non è nazista: è ebreo. Putin sa di mentire. ([[Niall Ferguson]]) *Zelensky ha fatto un percorso diverso rispetto a [[Giovanni Falcone]] e [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] ma ha dimostrato coraggio perché restando a Kiev ha dato una svolta alla resistenza ucraina. ([[Roberto Saviano]]) *Zelensky, il comicissimo presidente ucraino, a mio modesto avviso, accettando il confronto bellico con Putin ha dimostrato di essere fuori di testa. Doveva sapere che sarebbe stato travolto dall'esercito ex sovietico, mille volte più aggressivo dei suoi plotoni di soldati improvvisati e male equipaggiati, non in grado di essere all'altezza della situazione. Se avesse avuto un po', solo un po', di buon senso davanti alla minaccia russa sarebbe stato costretto ad arrendersi, accettando un negoziato con il despota del Cremlino allo scopo di evitare la tragedia in atto. ([[Vittorio Feltri]]) *Zelensky nasce come comico e comico è rimasto, non un politico. Fin dal 2014, quando ci fu il colpo di Stato para-nazista volto a portare l'Ucraina verso l'Unione Europea e la Nato, con il pieno sostegno dell'America e di Bruxelles che appoggiarono forze dichiaratamente naziste, Zelensky abbracciò quella visione delle cose. In sostanza, Zelensky sta sacrificando il suo popolo come uno scudo umano per gli interessi della Nato e della globalizzazione americanocentrica. Se davvero avesse a cuore il suo popolo eviterebbe di svendere l'Ucraina alla Nato e, invece, lo fa in nome di ragioni superiori legate alla geopolitica. ([[Diego Fusaro]]) *Zelenskyj incarna la resistenza ucraina e questo gli permette di portare il suo messaggio drammatico nelle aule dei parlamenti di Stati Uniti, Europa o Israele. [...] Nessuno potrà dire "io non sapevo". ([[Pierre Haski]]) *Zelenskyj si sta muovendo in modo sagace, credo abbia assimilato Sun Tzu e von Clausewitz. Inoltre mostra grande capacità mediatica. ([[Federigo Argentieri]]) *Zelensky per non fare uccidere la sua gente avrebbe dovuto sedersi subito al tavolo delle trattative e lasciare a Putin la Crimea e le repubbliche del Donetsk e del Luhansk. Per non arrivare ad una guerra avrei accettato anche questo, ma lui vuole mantenere l'integrità dell'Ucraina e quindi sarà difficile arrivare a un accordo. Che poi lui abbia saputo dare questa forza patriottica alla sua gente è una cosa straordinaria, però mi viene anche da pensare che se per un'idea devi portare a combattere e morire la tua popolazione, forse un pensiero in più ce lo devi fare. Lui è riuscito a portare dalla sua parte moltissima gente ucraina. Fa la voce grossa perché gli USA e l'Europa lo sostengono, tuttavia non può pensare di mantenere l'Ucraina integra. Putin non cederà. ([[Giorgio Fornoni]]) ===[[Loretta Napoleoni]]=== *Ad ascoltarlo sembra che la Rivoluzione francese sia avvenuta a Kiev, che la prima monarchia parlamentare sia nata in Ucraina e che l'Ucraina sia sempre stata la culla della democrazia europea. Tanto il riciclaggio storico funziona che i cammei diventano una pausa di penitenza nel bel mezzo dell'ennesima celebrazione dei volti celebri, dei famosi, dei ricchi, dei privilegiati, dei belli; su questo sfondo surreale, lontanissimo dal quotidiano degli spettatori, le parole di Zelensky innescano il giusto senso di colpa e la corretta dose di rabbia che fanno sentire chi lo ascolta partecipe delle tragedie altrui mentre sta comodamente seduto sul divano di casa a guardare l'ennesimo programma di varietà. *I suoi cammei mediatici sono sempre e volutamente uguali. Vestito con i colori della guerra, dal verde bottiglia al marrone terra bruciata, spesso circondato dai simboli dell'Ucraina libera seduto alla scrivania con dietro l'immancabile bandiera nazionale. Zelensky compare come un'icona e subito si apre una finestra su un'altra dimensione, diametralmente opposta a quella festaiola e celebrativa che lo ospita. Cambia l'atmosfera in sala. Senza preamboli, non domanda. Esige armi per difendere il suo e il nostro paese da un nemico globale pronto a fagocitare tutto il mondo libero. Il tono non è di chi elemosina gli aiuti, ma è di chi ne ha diritto perché l’Ucraina è il baluardo della libertà, della democrazia, dell'indipendenza occidentali. *Sostenere Zelensky è come fare il tifo per coloro che sul grande schermo stanno cercando l'ultimo figlio in vita della madre che ha perso tutti gli altrui nella guerra. Chi non ha provato questo sentimento mentre al cinema guardava ''Saving Private Ryan''? E anche la pausa di penitenza è azzeccata, come fare il tifo per il ritrovamento di Private Ryan ci fa sentire meglio, così partecipare alla tragedia in Ucraina guardando i camei di Zelensky ci decolpevolizza per essere diventati tanto superficiali e francamente anche tanto stupidi. In questo contesto poteva il cammeo di Zelensky mancare a Sanremo? ===[[Vladimir Putin]]=== *È salito al potere grazie alle aspettative del popolo ucraino che avrebbe portato l’Ucraina alla pace. Ne ha parlato, è stato grazie a questo che ha vinto le elezioni in modo schiacciante. Ma poi, quando è salito al potere, secondo me, ha capito due cose: primo, è meglio non scontrarsi con neonazisti e nazionalisti, perché sono aggressivi e molto attivi, da loro puoi aspettarti di tutto, e secondo , l’Occidente guidato dagli Stati Uniti li sostiene e sosterrà sempre coloro che si antagonizzano con la Russia – è vantaggioso e sicuro. Quindi ha preso una posizione rilevante, nonostante avesse promesso al suo popolo di porre fine alla guerra in Ucraina. Ha ingannato i suoi elettori. *Il presidente dell'Ucraina ha legiferato il divieto di negoziare con la Russia. Ha firmato un decreto che vieta a tutti di negoziare con la Russia. Ma come negozieremo se lui proibirà a se stesso e a tutti di farlo? *Se l'amministrazione Zelenskyj in Ucraina si è rifiutata di negoziare, presumo che lo abbia fatto su istruzione di Washington. ===[[Christian Rocca]]=== {{cronologico}} *Prima delle elezioni c'era chi temeva che Zelensky, russofono e nato a est, avrebbe consegnato il paese a Putin, altri spiegavano che sarebbe stato una marionetta in mano agli oligarchi. La realtà è molto più prosaica: Zelensky è un personaggio mediocre, inadeguato e circondato da amici d'infanzia corrotti o non all'altezza del compito di governare un grande paese o anche solo un condominio. *Zelensky è stato un mediocre presidente prima dell'invasione russa, perché credeva di poter convincere Putin a desistere e per questo sbeffeggiava gli americani che lo avvisavano dell'imminente attacco, ma è diventato uno straordinario leader dei nostri tempi una volta che il suo Paese è stato invaso, fino a trasformarsi in un Churchill del XXI secolo capace di guidare la resistenza, di difendere la democrazia globale e di unire il mondo libero. *Tutti gli riconoscono di aver salvato il paese da un punto di vista dell'immagine, riuscendo a far capire cosa stesse accadendo, cosa che i suoi predecessori non erano riusciti a fare. Avendo almeno un familiare arruolato nell'esercito, gli ucraini si fidano più delle parole dei comandanti. E questi parlano di uno stallo sul campo. Pertanto, se da una parte i cittadini ringraziano il loro presidente per aver difeso il paese, dall'altra lo accusano di non vincere. A maggior ragione oggi dove si afferma che, quando finirà la guerra, Zelensky dovrà dare delle spiegazioni. ===[[Cecilia Sala]]=== *Abbiamo chiesto al presidente ucraino se tre anni di bombardamenti e tentativi di assassinarlo abbiano ucciso il vecchio Zelensky, il comico. Ha risposto ridendo che l’aggettivo “vecchio” accostato al suo nome non lo aveva ancora mai sentito pronunciare, si è incupito quando ha cominciato a raccontare che gestire una guerra si mangia il tempo per i sentimenti – che i problemi sono così tanti, la fretta è così tanta, che si diventa pragmatici, soltanto risolutivi e poco emotivi, che la testa prende il sopravvento sul cuore. A dire il vero nel corso di un’ora di intervista almeno due volte le risposte fiume del presidente ucraino hanno rallentato e gli è venuta un’espressione commossa. Quando ha parlato di suo nonno, Semyon Ivanovich Zelensky, fante ebreo dell’Armata rossa durante la Seconda guerra mondiale con trenta medaglie appese al petto, che in Ucraina ha combattuto i nazisti veri e non quelli che vivono negli ossimori della propaganda putinista (che vuole denazificare Zelensky), ed è stato l’unico della propria famiglia a sopravvivere all’Olocausto, che ha ucciso un milione di ebrei ucraini tra cui i suoi genitori e i suoi tre fratelli. La seconda volta è stata quando abbiamo parlato dei fanti di oggi, dei maschi giovani e non solo che in questo momento sono settecento chilometri a est da qui, nelle trincee a zero gradi sotto i colpi dell’artiglieria russa, che in questi tre anni di grande invasione hanno sostenuto da soli il settanta per cento di tutte le perdite, di tutte le morti in combattimento di ucraini. Quelli che più della nuova Amministrazione americana di destra vogliono che questa guerra finisca presto – a patto che possano dire, questa volta, che sia finita davvero. *Dal punto di vista degli ucraini, il patto del 2019, per cui Zelensky aveva speso il suo capitale politico nonostante la metà del suo paese fosse contraria a un accordo col nemico, si è risolto con la Russia che vendeva il suo gas, l’Europa che otteneva il suo gas e l’Ucraina che otteneva la guerra. *È convinto che a Trump non piaccia essere preso in giro e che non gli piaccia perdere, il presidente ucraino ha scelto come strategia politica fare leva su questo aspetto del carattere dell’americano. ===[[Timothy Snyder]]=== *A differenza di Putin, Zelens'kyi è entrato in carica in un'elezione credibile in cui i candidati avversari (tra cui il presidente in carica) avevano accesso ai media e potevano competere. (Questa è una differenza fondamentale tra l'Ucraina e la Russia: in Ucraina i presidenti hanno perso le elezioni e hanno lasciato l'incarico. Ciò non è ancora accaduto in Russia.) *Sia chiaro: gli ucraini non sono una minaccia per la Russia. Ma la loro democrazia sì. Pensiamo a Zelensky: giovane, democratico, coraggioso, ebreo, russofono. Non solo smentisce la propaganda di Putin che vuole russofoni ed ebrei perseguitati in Ucraina. Ma mostra come potrebbe essere un nuovo presidente se in Russia ci fossero libere elezioni. *Uno degli elementi centrali dei tradizionali attacchi della Russia all'Ucraina è stato la [presunta] oppressione dei russofoni in Ucraina. Ciò è concettualmente fuorviante, in quanto la maggior parte degli ucraini è bilingue in ucraino e russo in un modo o nell'altro, e la lingua non determina l'identità. Ma nella misura in cui è ragionevole parlare di "lingua russa" in Ucraina, lo stesso presidente ucraino è sicuramente uno di questi. Zelens'kyi viene dall'Ucraina orientale e la sua lingua principale è il russo. Quindi un "russofono" in Ucraina può essere eletto presidente. In effetti, i "russofoni" sono molto più liberi in Ucraina sotto questo aspetto di quanto non lo siano in Russia. In Russia non c'è democrazia per nessuno. ===[[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]=== *Anche se è giusto avvedersi dei suoi errori, Zelensky è il leader competente e coraggioso di una democrazia che si deve difendere in tempo di guerra, mentre Vladimir Putin è un fascista e un criminale di guerra. *Le probabilità che gli ucraini accettino un accordo di pace in cui alcune aree del Paese rimarranno sotto il controllo dei russi è pari a zero, o talmente vicine allo zero da essere trascurabili. Zelensky non ci proverà nemmeno. *Troppi dei miei amici ucraini temono il futuro, e temono che la vittoria possa consolidare Zelensky come una sorta di figura napoleonica. Ma finché c'è da vincere la guerra quelle voci rimangono zitte. Come disse un saggio amico ucraino: «Zelensky fa schifo, ma almeno è il nostro schifo». ===[[Donald Trump]]=== {{cronologico}} *Si rifiuta di avere elezioni, è molto basso nei sondaggi ucraini e l'unica cosa in cui era bravo era suonare Biden "come un violino". Un dittatore senza elezioni, è meglio che Zelensky si muova in fretta, altrimenti non gli rimarrà più un Paese. Nel frattempo, stiamo negoziando con successo la fine della guerra con la Russia, qualcosa che tutti ammettono che solo "TRUMP" e l'amministrazione Trump possono fare. Biden non ci ha mai provato, l'Europa non è riuscita a portare la pace e Zelensky probabilmente vuole mantenere attivo il "treno della cuccagna". Amo l'Ucraina, ma Zelensky ha fatto un lavoro pessimo, il suo Paese è in frantumi e MILIONI di persone sono morte inutilmente. *Zelensky un dittatore? Davvero l'ho detto? Non ci posso credere. *Mi irrita. Parla di necessità d'approvazione costituzionale. L'ha avuta per andare in guerra e ammazzare e ora gli serve per fare uno scambio di territori? ===[[Andreas Umland]]=== *Ad essere onesti, penso che in sostanza Zelens'kyj non avesse davvero capito la situazione del conflitto con la Russia. Inizialmente credeva che il problema fosse Porošenko che – vuoi per i suoi interessi economici, vuoi per il suo nazionalismo ucraino, vuoi per l'influenza dell'Occidente, o per altre ragioni – non riusciva a chiudere il conflitto e ad arrivare a un qualche compromesso. Durante la campagna elettorale del 2019 Zelens'kyj era stato ambiguo. La sua posizione sui rapporti con la Russia per certi aspetti era più simile alle posizioni di Janukovič e del vecchio Partito delle Regioni, che a quelle di Porošenko. Poi, quando è diventato presidente e ha provato a trattare con Putin, si è accorto che il problema non era Porošenko, ma era proprio Putin, che non era interessato a una vera trattativa. *Il colpo maggiore contro le entità pro-russe in Ucraina non è stato portato da Porošenko, ma da Volodymyr Zelens'kyj. Questo è un paradosso perché Zelens'kyj è un russofono con un retroterra familiare ebraico, ed era una colomba pronta a negoziare con Putin, non certo un accanito nazionalista ucraino. Era stata eletto nel 2019 su una piattaforma chiaramente non nazionalista. Ha vinto con il distacco maggiore nella storia delle elezioni presidenziali in Ucraina, con il 73% dei voti. Nessuno aveva raggiunto percentuali simili in passato. Dopo essere stato eletto ha cercato di arrivare a un accordo con Putin, ma si è ben presto reso conto che era impossibile. È a questo punto che è diventato ancora più falco di Porošenko. *La questione del matrimonio omosessuale è un tabù in Ucraina. Ma Zelens'kyj ha avuto un confronto pubblico sulla questione dichiarando che ognuno è libero di vivere la propria vita e che le minoranze sessuali dovrebbero avere gli stessi diritti delle altre persone. *Nello spettro politico occidentale il partito di Zelens'kyj, al Parlamento europeo diciamo, sarebbe da qualche parte tra il blocco liberale, il blocco verde e i socialdemocratici. Zelens'kyj ha fatto delle dichiarazioni progressiste sulle minoranze sessuali. Sua moglie ha preso posizioni femministe. "Servitore del popolo" in uno dei paesi dell'Unione Europea sarebbe considerato un partito di centro-sinistra. ===[[Anna Zafesova]]=== {{cronologico}} *Attaccare Zelensky con la consueta propaganda russa sui "nazisti ucraini" sarà difficile: un presidente di origini ebraiche e di lingua russa toglie a Putin il monopolio sull'identità nazionale e dimostra che si può essere etnicamente russi e avere come modello politico l'Europa e la democrazia. Un'alternativa che sia Putin sia Navalny dimostrano di aver capito subito. *L'ossessione per l'o-ne-stà è uno dei tratti che, insieme alla carriera nello spettacolo, ha fatto guadagnare a Zelensky il titolo di "Grillo ucraino": "Lo votano le babushke analfabete, quelle che non leggono nemmeno la scheda elettorale, ma guardano la tv", è l'obiezione sdegnata che si sente in molti salotti dell'intellighenzia. Il 73 per cento alle presidenziali – e il 43 per cento alle politiche – però non può essere composto solo da vecchiette con il foulard in testa. *Il background del presidente non aiuta l'umiltà: oltre ad avere come mestiere quello di incantare il pubblico, qualità necessaria ma anche pericolosissima per un politico, è anche un imprenditore di successo. Il suo teatro Kvartal-95 è un vero impero, con le facce dei suoi attori affisse ovunque per Kiev, tra pubblicità e locandine: produce spettacoli live, film, serie, e dà lavoro a 10 mila persone. È una componente essenziale del successo del personaggio Ze, un self-made man, uno dei nostri ragazzi che ce l'ha fatta, dai teatri studenteschi al palco principale della nazione, ma esempi anche recenti mostrano che un businessman abituato a una catena di comando verticale fa fatica a funzionare negli schemi multidimensionali della politica. Da presidente Zelensky ha assunto toni più sobri, e interpreta il presidente vero senza alcuna concessione alla comicità del suo personaggio televisivo, forse per evitare di cadere nel ridicolo di un capo di stato che fino a sei mesi fa si vedeva a lanciare tortini vestito da donna nei suoi spettacoli comici. Anche le sue proposte più populiste, come l'abbassamento delle tariffe sul gas, eterno dolore ucraino, sono state accantonate. *In un Paese parte del territorio del quale è stato invaso, non ha mai parlato di "invasione". Ha invocato la tutela delle minoranze, linguistiche, etniche e religiose. Non ha mai menzionato la madonna né tirato fuori un rosario, dichiarando di volersi tenere laicamente distante da tutte le religioni. Non ha evocato complotti inesistenti. Non ha parlato di vaccini, Ufo, deep state, Bilderberg, scie chimiche, immigrati, protezionismo, radici e radioso passato, ma di investimenti esteri, di stimoli fiscali per sanità, istruzione, ambiente e innovazione, di apertura dei mercati, di riforma della giustizia, di Europa e di futuro, ha ordinato di "lasciare in pace" gli omosessuali che "sono liberi di fare quello che vogliono" e menzionato la parità gender. *Zelensky è il populista supremo, un'evoluzione senza precedenti della specie politica. Non è un politico che utilizza spin doctor, esperti di pubbliche relazioni e addetti stampa per cucirsi addosso un'immagine. È un attore e produttore che prima ha creato l'immagine del presidente ideale per il piccolo schermo e poi l'ha fatta eleggere capo dello Stato. È lo spin al cubo. *Il procedimento Zelensky è stato l'opposto di quello di Trump e Salvini. Alla domanda su quale ideologia preferisce, il presidente ucraino risponde: "Una sola: tutto quello che divide il Paese va evitato". Invece di estremizzare l'opinione pubblica, sdoganando discorsi emarginati nel "locker room talk", come lo chiama Trump, nei bar e nelle cucine, nella "pancia", espandendo i limiti del lecito fino a fagocitare l'elettore moderato, il comico ucraino rispolvera la vecchia regola che le elezioni si vincono al centro. Evita accuratamente i discorsi che possono irritare i due estremi dell'elettorato ucraino – i nazionalisti di Leopoli e i nostalgici sovietici di Donetsk – offrendo al resto del Paese una proposta buonista di futuro, crescita e pace, raccontata con un buon senso da zia Pina. *In patria, dopo un anno di bombe, sangue, buio e freddo ha il 94 per cento dei consensi, all'estero è una superstar globale, con i politici che litigano per una cena con lui, e l'entusiasmo che suscita quando passa per Washington, Londra e Bruxelles ricorda quasi quello di un'icona del rock. Il suo volto viene stampato sulle t-shirt, la sua felpa "I'm Ukrainian" va a ruba, e il colore Pantone della moda dell'Ucraina in guerra è il verde Zelensky (che poi in ucraino significa appunto "verde"). È un presidente, un comandante in capo, un'icona, è l'uomo più amato e più minacciato del mondo, e quando compie 45 anni, il 25 gennaio scorso, gli ucraini sui social gli regalano un titolo che vale più di un Nobel e di un Oscar insieme, "naikrashiy", il migliore. *È proprio con Zelensky che l'Ucraina si è compiuta definitivamente come quella "anti Russia" – per usare la terminologia putiniana – che metteva in crisi il cuore di tenebra dell'ex impero sovietico, rappresentando un'alternativa democratica ed europea alla nostalgia risentita dalla quale la dittatura di Mosca attingeva la sua legittimazione. Era l'antidoto a quella che molti, nello spazio postsovietico, percepivano ancora come una condanna a ripetere la storia, e il cambio generazionale che Zelensky ha rappresentato è diventato visibile a tutto il mondo con la guerra, con un governo democratico di quarantenni che parlano inglese a organizzare la resistenza contro l'invasione di un regime di settantenni che ripetono i cliché della propaganda sovietica. *È il suo genio comunicativo ad averne fatto l'uomo "most wanted" dai russi, e i suoi appelli serali girati con il telefonino – tanto criticati in tempi di pace dai giornalisti ucraini che si vedevano estromessi da un presidente populista che cercava un dialogo diretto con il suo popolo, bypassando le élite – sono già nei manuali di storia accanto agli appelli radio di Churchill e Roosevelt. È stato saggio, dicono i suoi estimatori a Kyiv, ad aver lasciato mano libera ai militari, concentrandosi su quello che sa fare meglio: creare una narrazione da offrire ai suoi combattenti e all'opinione pubblica internazionale. Ha costruito il sogno della resistenza e della vittoria, nel quale si mischiano miti antichi e moderni, linguaggio alto e pop, ideali europei e retaggi sovietici: è sua la proprietà del mito della "guerra patriottica" della nazione che si erge contro l'invasore, che Putin ha invano cercato di privatizzare, della resistenza partigiana e dell'unità nazionale, della strage di Bucha che rievoca la memoria di Babyn Yar e abbina a quel ricordo atroce proprio i russi che urlano agli "ucronazisti". *Un giorno, la sua incredibile storia verrà raccontata in film interpretati da attori che rincorrerano l'Oscar per aver impersonato un attore diventato presidente diventato storia. ==Filmografia== *''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015 - 2019) – attore, ideatore, regia, sceneggiatura ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0 *Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zelens'kyj, Volodymyr}} [[Categoria:Attori ucraini]] [[Categoria:Comici ucraini]] [[Categoria:Personalità della guerra russo-ucraina]] [[Categoria:Politici ucraini]] [[Categoria:Registi ucraini]] [[Categoria:Sceneggiatori ucraini]] ltzo5b4a21kxaop8j6ukh85kvmng0fr Santuario di Iwashimizu 0 163256 1415685 1216857 2026-06-05T08:57:18Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415685 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Iwashimizu Hachimangu4.jpg|miniatura|Santuario di Iwashimizu]] Citazioni sul '''santuario di Iwashimizu'''. *''Il musco, i pini altissimi | e quanto è a Te d'intorno | nel nulla ineluttabile | sarà travolto un giorno | Tu solo non morrai, | Ivascimizu mai.'' ([[Ki no Tsurayuki]]) ==Voci correlate== *[[Giappone]] *[[Shintoismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi del Giappone‎]] [[Categoria:Shintoismo]] adnaapexko7p120ci04bskaqm50ze1e Lago Maggiore 0 172560 1415667 1415181 2026-06-05T07:23:42Z Spinoziano 2297 + 1415667 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:1004L Lago Maggiore Locarno.jpg|thumb|Lago Maggiore]] Citazioni sul '''lago Maggiore''' o '''Verbano'''. ==Citazioni== *A Sesto ci imbarcammo sul lago Maggiore. Oh! Per favore, mandate a quel paese questo laghetto per ridere, che, non avendo venti leghe di lunghezza ed essendo strettissimo, si immagina di scimmiottare l'Oceano, e di avere le sue onde e le sue tempeste. Sono convinto che qualche lappone abbia fatto un patto col diavolo per assicurarci un abbonamento ai venti contrari. Non avevamo fatto cinque miglia sul lago, che la tramontana si mise a soffiare come una disperata; tuttavia tenemmo duro per un po' di tempo e sorpassammo, sulla destra Angera, e sulla sinistra Arona, patria di [[Carlo Borromeo|San Carlo]]. ([[Charles de Brosses]]) *Chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]]) *Costeggiammo la riva del lago, nella sua parte superiore, mentre le onde piacevolmente mormoravano al nostro fianco. Dappertutto dalle barche si scaricava il fieno proveniente dal [[Piano di Magadino]] gettandolo a mucchi alle donne, perché lo portassero ai fienili, in carichi enormi, entro i loro gerli leggeri. Ombreggiate dalle viti e da alti alberi di fico, queste rive sono abitate ovunque. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Da Laveno, si vede il suo largo specchio immobile, variegato qua e là e damaschinato a guisa di corazza da innumerevoli maglie, sotto uno sprazzo di sole che riesce a lacerare una densa volta di nubi; e la brezza lievissima sospinge alla riva ondicelle quasi impercettibili. [...] Al levar del sole, si noleggia una barca, e nella vaporosità diafana dell'alba si attraversa il lago. Esso è largo quanto un braccio di mare, e le sue ondulazioni d'un azzurro plumbeo rilucono debolmente. Una bruma fumosa avvolge cielo ed acqua col suo grigiore. Poi, a poco a poco, si assottiglia, dilegua, e dalle sue maglie ormai diradate si sente filtrare la vivida luce con un gradevole tepore. Si fila così per due ore nella monotona e molle soavità dell'aria appena schiarita, mossa dalla brezza come dall'aleggiare lieve d'un ventaglio di piume; poi, ad un tratto, il velo di vapori si rompe: allora, non si vede più altro intorno che azzurro e luce; sotto, l'acqua simile a un grande manto di velluto increspato, e in alto, il cielo unito come una conca di zaffiro ardente. ([[Hippolyte Taine]]) *Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il Lago Maggiore era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde. ([[Giuseppe Zoppi]]) *''I monti s'abbrunano in coro: | il Sole si sveste dell'oro, la Luna si veste d'argento. || Romantica Luna fra un nimbo leggiero, che baci le chiome | dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo, || il sogno di tutto un passato nella tua curva s'accampa: | non sorta sei da una stampa del ''Novelliere Illustrato?'' || Vedesti le case deserte di Parisina la bella? | Non forse non forse sei quella amata dal giovine Werther? || «.... mah! Sogni di là da venire!» - «Il Lago s'è fatto più denso | di stelle.» - «.... che pensi?» - «.... Non penso.» - «.... Ti piacerebbe morire?» || «Sì!» - «Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri. | Inchìnati sui balaustri: sognarne così, tra due cieli....»'' ([[Guido Gozzano]]) *​Il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da [[Locarno]] fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. ([[Piero Bianconi]]) *​La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il Lago Maggiore in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli. ([[François-René de Chateaubriand]]) *Quanto è bello il Lago Maggiore, quanto è seducente, e quante rimembranze risveglia nell'anima mia! Io l'avea attraversato a diciott'anni: allora io sognava la felicità: un oceano di godimenti si parava dinanzi alla bollente mia immaginazione, giacché in allora io era circondato da tutto ciò che può render felice sulla terra. L'avvenire si presentava a' miei occhi come un palazzo incantato, io non iscorgeva alcun ostacolo, io tutto volea, e credea di poter ottenere tutto ciò ch'io volea. Ora oscuramente seduto nel canto d'un battello, mi rammentava que' giorni ne' quali su questo stesso lago io scorgeva già il cielo incantatore d'Italia; ove io già sentiva quell'aria imbalsamata che mollemente addormenta i sensi. Italia! sul tuo suolo io avea cercato vôtare la tazza di tutti i piaceri; ora, religioso, e religioso penitente, chiedeva a me stesso, se fossi stato in allora veramente felice: no, io non avea giammai goduta la felicità; {{sic|un'istante}} di ebbrezza e di follìa non la può dare. ([[Ferdinand de Géramb]]) *Quell'immenso zaffiro, colle sue morbide gradazioni di ceruleo e di verde, che si dilata e sfuma lontano lontano, perdendosi in uno sfondo, ove si disegnano cime d'ogni forma che si soverchiano, si addossano con mille curve, e mille seni, e mille frastagli, con tutti i riflessi di luce, quasi nubi temporalesche che spuntino dal fondo dell'orizzonte a cielo sereno. Il piroscafo fende le onde, celere e acuto come un dardo; il lago si allarga in immenso bacino, e le [[isole Borromee]] sorgono dalle acque, come mazzi di fiori sporti al sole, che tutto inonda di sua luce. La è una vera fantasmagoria, un sogno, un delirio piacevole. Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sempre mi è apparso nuovo, sempre più bello. ([[Antonio Stoppani]]) *Sulla spiaggia cristallina, l'acqua del lago, calda nelle insenature, si agita in brividi freschi allo sbocco dei ruscelli; e le sabbie arroventate spingono, poco lontano, al refrigerio del greto umido e dell'erba. L'acqua precipita fonda in azzurrità cupe, a pochi passi dall'orlo della riva. Non si potrà più cenare sulla terrazza, nell'aria che passa attraverso le magnolie e le palme: la sera incupiva l'erba verso apparenze e densità tropicali, mosse dalla fosforescenza delle lucciole. Il lago perde il sentore del gran caldo che respira dalla pianura e dalla città esaltata nel fervore dell'estate. ([[Alexandre Cingria]]) ===[[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]]=== *''Dagh e dagh, sta gran sücina | la ta fai molaa i calzon, | pòver lagh! Che compassion | a vedett a la berlina | con chel tocch da riva a secch! | A vedee cos ti scondevi | soot a l'aqua, quand ti sevi | alt! Un gatt con fö i büsecch, | fiasch a tocch, cüü da botili, | mücc da toll rügin, sfondaa, | vas da malt tütt gibolaa, | pécian rott, pell da cünili...​''<ref>«''Dai e dai, questa gran siccità | ti ha fatto calare i calzoni, | povero lago! Che compassione | vederti alla berlina | con quel tratto di riva a secco! | A vedere cosa nascondevi | sotto l'acqua, quando eri | alto! Un gatto con fuori le viscere, | fiaschi a pezzi, fondi di bottiglie, | mucchi di latta arrugginita, sfondati, | vasi da malta tutti ammaccati, | pentolini rotti, pelli di coniglio...''»</ref> *''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>«''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio.''»</ref> *''Sü l'acqua verd-oliva | sa ved a pena a pena | quai barch négar chi mena | la sgrüsora verz riva. | Ca piovess almen piü; | sul lagh ca cress, ca cress | gh'è l' bianc da tanti pess, | con la büseca in sü.​''<ref>«''Sull'acqua verde-oliva | si vede appena appena | qualche barca nera che trascina | l'ombra scura verso riva. | Che piovesse almeno di più; | sul lago che cresce, che cresce | c'è il bianco di tanti pesci, | con il ventre in su.''»</ref> ===[[Dante Bertolini]]=== *''E l'udivo mugghiare come un mare | nella notte alle raffiche del vento! | Mi alzai, temendo. E vidi che in argento | ondoso il lago era un brillìo lunare. || Si movevano, gaio vasto armento | di vive pecorelle, l'onde chiare. | Ed ecco gli alti pioppi modulare | armonioso un mirabile concento.'' *''In fiore i grandi tigli sulla riva | ronzano, densi d'api. | Vanno le barche dai ricurvi scafi | sulle onde alla deriva. || Al sole brilla, fitto | di scaglie d'oro, il lago. Dalla sponda, | col tuffo d'una lontra, | balza un bimbo nell'acque a capofitto.'' *''O lago azzurro, non perché di trote | gran copia doni nei propizi dì, | ma per le sponde, gli scogli e le note | onde canore ti amiamo così.'' || [...] ''E tu, buon lago, ...tu canti e sorridi | sul greto, i muschi e le sabbie qua e là; | e al sole e al vento, nei bei giorni affidi | l'onda che, d'oro la criniera, va. || Rifrangi a mille nella notte i lumi | pallidi, accesi da borghi e città; | e versi al mare lontano i tuoi fiumi | d'acque squillanti, tutta chiarità.'' *''Vorrei su questo lago navigasse | sempre la vela d'un mondo migliore | senza confini, senza più le basse | rivalità di censo e di colore. || La bianca vela su cui sventolasse | non il vessillo d'un solo signore; | la bianca vela su cui si parlasse | la loquela soltanto dell'amore. || Per la pace mondiale? Un'utopia? | Per fortuna la immagino nei chiari | mattini sul Verbano, che s'avvia | per navigare provvida sui mari.'' ===[[Giovanni Faldella]]=== *Che bell'azzurro! Che bella rispondenza fra le montagne, il cielo e l'acqua! Ecco {{sic|il}} scenario teatrale, anzi coreografico dell'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]], ecco l'[[Isola Madre]] che verdeggia, ecco il grigiolato delle case che compongono l'[[Isola dei Pescatori]]. Ecco tutta la bella distesa azzurra del lago, costellata di luce e traversata dagli sbuffi di un battello a vapore [...]. Ecco la scia.... (non cercare nemmanco la parola nel dizionario) voglio dire il solco, ossia la squama d'argento, che si lascia di dietro il piroscafo.... E là in fondo c'è una superba stuoia di luce.... Pare che l'acqua bolla e che quel bollire sia oro. *Il lago è bigio, il cielo è bigio, ed anch'io ho l'anima bigia.<br>I forestieri della bella stagione se ne stanno ammusiti; e trionfano quelli, a cui piace il lago anche d'inverno.<br>È uno di quei giorni, in cui la musica più invidiabile pare che sia il borbottio delle castagne, che si lessano nella pentola. *Si tratta di un lago. Quindi, anzitratto, che bazza per una descrizione preistorica della vita nell'epoca lacustre! Quanta libertà di fantasia! Sopra il lago forse veleggiò lungamente Nubicuculina, la città formata dal cuculo fra le nubi, e scoperta e descritta in un frammento di epopea preistorica da X Y, che mi fu supposto sia Michele Kerbaker, distinto grecista e orientalista, professore di sanscrito nell'Università di Napoli. [...] Ad ogni modo, sotto o non sotto la fantastica Nubicuculina, si può travedere un {{sic|imaginario}} Lago Maggiore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Laghi|Maggiore]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Luoghi della Lombardia]] [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] b4y74psq9sh61us295075wa8272l8dd 1415672 1415667 2026-06-05T07:58:02Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415672 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Lago Maggiore satellite.jpg|miniatura|Lago Maggiore]] [[File:1004L Lago Maggiore Locarno.jpg|thumb|Porzione settentrionale del Lago Maggiore, vista dal Monte Tamaro: sulla sinistra, la foce del fiume Maggia a Locarno]] Citazioni sul '''lago Maggiore''' o '''Verbano'''. ==Citazioni== *A Sesto ci imbarcammo sul lago Maggiore. Oh! Per favore, mandate a quel paese questo laghetto per ridere, che, non avendo venti leghe di lunghezza ed essendo strettissimo, si immagina di scimmiottare l'Oceano, e di avere le sue onde e le sue tempeste. Sono convinto che qualche lappone abbia fatto un patto col diavolo per assicurarci un abbonamento ai venti contrari. Non avevamo fatto cinque miglia sul lago, che la tramontana si mise a soffiare come una disperata; tuttavia tenemmo duro per un po' di tempo e sorpassammo, sulla destra Angera, e sulla sinistra Arona, patria di [[Carlo Borromeo|San Carlo]]. ([[Charles de Brosses]]) *Chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]]) *Costeggiammo la riva del lago, nella sua parte superiore, mentre le onde piacevolmente mormoravano al nostro fianco. Dappertutto dalle barche si scaricava il fieno proveniente dal [[Piano di Magadino]] gettandolo a mucchi alle donne, perché lo portassero ai fienili, in carichi enormi, entro i loro gerli leggeri. Ombreggiate dalle viti e da alti alberi di fico, queste rive sono abitate ovunque. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Da Laveno, si vede il suo largo specchio immobile, variegato qua e là e damaschinato a guisa di corazza da innumerevoli maglie, sotto uno sprazzo di sole che riesce a lacerare una densa volta di nubi; e la brezza lievissima sospinge alla riva ondicelle quasi impercettibili. [...] Al levar del sole, si noleggia una barca, e nella vaporosità diafana dell'alba si attraversa il lago. Esso è largo quanto un braccio di mare, e le sue ondulazioni d'un azzurro plumbeo rilucono debolmente. Una bruma fumosa avvolge cielo ed acqua col suo grigiore. Poi, a poco a poco, si assottiglia, dilegua, e dalle sue maglie ormai diradate si sente filtrare la vivida luce con un gradevole tepore. Si fila così per due ore nella monotona e molle soavità dell'aria appena schiarita, mossa dalla brezza come dall'aleggiare lieve d'un ventaglio di piume; poi, ad un tratto, il velo di vapori si rompe: allora, non si vede più altro intorno che azzurro e luce; sotto, l'acqua simile a un grande manto di velluto increspato, e in alto, il cielo unito come una conca di zaffiro ardente. ([[Hippolyte Taine]]) *Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il Lago Maggiore era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde. ([[Giuseppe Zoppi]]) *''I monti s'abbrunano in coro: | il Sole si sveste dell'oro, la Luna si veste d'argento. || Romantica Luna fra un nimbo leggiero, che baci le chiome | dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo, || il sogno di tutto un passato nella tua curva s'accampa: | non sorta sei da una stampa del ''Novelliere Illustrato?'' || Vedesti le case deserte di Parisina la bella? | Non forse non forse sei quella amata dal giovine Werther? || «.... mah! Sogni di là da venire!» - «Il Lago s'è fatto più denso | di stelle.» - «.... che pensi?» - «.... Non penso.» - «.... Ti piacerebbe morire?» || «Sì!» - «Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri. | Inchìnati sui balaustri: sognarne così, tra due cieli....»'' ([[Guido Gozzano]]) *​Il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da [[Locarno]] fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. ([[Piero Bianconi]]) *​La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il Lago Maggiore in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli. ([[François-René de Chateaubriand]]) *Quanto è bello il Lago Maggiore, quanto è seducente, e quante rimembranze risveglia nell'anima mia! Io l'avea attraversato a diciott'anni: allora io sognava la felicità: un oceano di godimenti si parava dinanzi alla bollente mia immaginazione, giacché in allora io era circondato da tutto ciò che può render felice sulla terra. L'avvenire si presentava a' miei occhi come un palazzo incantato, io non iscorgeva alcun ostacolo, io tutto volea, e credea di poter ottenere tutto ciò ch'io volea. Ora oscuramente seduto nel canto d'un battello, mi rammentava que' giorni ne' quali su questo stesso lago io scorgeva già il cielo incantatore d'Italia; ove io già sentiva quell'aria imbalsamata che mollemente addormenta i sensi. Italia! sul tuo suolo io avea cercato vôtare la tazza di tutti i piaceri; ora, religioso, e religioso penitente, chiedeva a me stesso, se fossi stato in allora veramente felice: no, io non avea giammai goduta la felicità; {{sic|un'istante}} di ebbrezza e di follìa non la può dare. ([[Ferdinand de Géramb]]) *Quell'immenso zaffiro, colle sue morbide gradazioni di ceruleo e di verde, che si dilata e sfuma lontano lontano, perdendosi in uno sfondo, ove si disegnano cime d'ogni forma che si soverchiano, si addossano con mille curve, e mille seni, e mille frastagli, con tutti i riflessi di luce, quasi nubi temporalesche che spuntino dal fondo dell'orizzonte a cielo sereno. Il piroscafo fende le onde, celere e acuto come un dardo; il lago si allarga in immenso bacino, e le [[isole Borromee]] sorgono dalle acque, come mazzi di fiori sporti al sole, che tutto inonda di sua luce. La è una vera fantasmagoria, un sogno, un delirio piacevole. Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sempre mi è apparso nuovo, sempre più bello. ([[Antonio Stoppani]]) *Sulla spiaggia cristallina, l'acqua del lago, calda nelle insenature, si agita in brividi freschi allo sbocco dei ruscelli; e le sabbie arroventate spingono, poco lontano, al refrigerio del greto umido e dell'erba. L'acqua precipita fonda in azzurrità cupe, a pochi passi dall'orlo della riva. Non si potrà più cenare sulla terrazza, nell'aria che passa attraverso le magnolie e le palme: la sera incupiva l'erba verso apparenze e densità tropicali, mosse dalla fosforescenza delle lucciole. Il lago perde il sentore del gran caldo che respira dalla pianura e dalla città esaltata nel fervore dell'estate. ([[Alexandre Cingria]]) ===[[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]]=== *''Dagh e dagh, sta gran sücina | la ta fai molaa i calzon, | pòver lagh! Che compassion | a vedett a la berlina | con chel tocch da riva a secch! | A vedee cos ti scondevi | soot a l'aqua, quand ti sevi | alt! Un gatt con fö i büsecch, | fiasch a tocch, cüü da botili, | mücc da toll rügin, sfondaa, | vas da malt tütt gibolaa, | pécian rott, pell da cünili...​''<ref>«''Dai e dai, questa gran siccità | ti ha fatto calare i calzoni, | povero lago! Che compassione | vederti alla berlina | con quel tratto di riva a secco! | A vedere cosa nascondevi | sotto l'acqua, quando eri | alto! Un gatto con fuori le viscere, | fiaschi a pezzi, fondi di bottiglie, | mucchi di latta arrugginita, sfondati, | vasi da malta tutti ammaccati, | pentolini rotti, pelli di coniglio...''»</ref> *''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>«''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio.''»</ref> *''Sü l'acqua verd-oliva | sa ved a pena a pena | quai barch négar chi mena | la sgrüsora verz riva. | Ca piovess almen piü; | sul lagh ca cress, ca cress | gh'è l' bianc da tanti pess, | con la büseca in sü.​''<ref>«''Sull'acqua verde-oliva | si vede appena appena | qualche barca nera che trascina | l'ombra scura verso riva. | Che piovesse almeno di più; | sul lago che cresce, che cresce | c'è il bianco di tanti pesci, | con il ventre in su.''»</ref> ===[[Dante Bertolini]]=== *''E l'udivo mugghiare come un mare | nella notte alle raffiche del vento! | Mi alzai, temendo. E vidi che in argento | ondoso il lago era un brillìo lunare. || Si movevano, gaio vasto armento | di vive pecorelle, l'onde chiare. | Ed ecco gli alti pioppi modulare | armonioso un mirabile concento.'' *''In fiore i grandi tigli sulla riva | ronzano, densi d'api. | Vanno le barche dai ricurvi scafi | sulle onde alla deriva. || Al sole brilla, fitto | di scaglie d'oro, il lago. Dalla sponda, | col tuffo d'una lontra, | balza un bimbo nell'acque a capofitto.'' *''O lago azzurro, non perché di trote | gran copia doni nei propizi dì, | ma per le sponde, gli scogli e le note | onde canore ti amiamo così.'' || [...] ''E tu, buon lago, ...tu canti e sorridi | sul greto, i muschi e le sabbie qua e là; | e al sole e al vento, nei bei giorni affidi | l'onda che, d'oro la criniera, va. || Rifrangi a mille nella notte i lumi | pallidi, accesi da borghi e città; | e versi al mare lontano i tuoi fiumi | d'acque squillanti, tutta chiarità.'' *''Vorrei su questo lago navigasse | sempre la vela d'un mondo migliore | senza confini, senza più le basse | rivalità di censo e di colore. || La bianca vela su cui sventolasse | non il vessillo d'un solo signore; | la bianca vela su cui si parlasse | la loquela soltanto dell'amore. || Per la pace mondiale? Un'utopia? | Per fortuna la immagino nei chiari | mattini sul Verbano, che s'avvia | per navigare provvida sui mari.'' ===[[Giovanni Faldella]]=== *Che bell'azzurro! Che bella rispondenza fra le montagne, il cielo e l'acqua! Ecco {{sic|il}} scenario teatrale, anzi coreografico dell'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]], ecco l'[[Isola Madre]] che verdeggia, ecco il grigiolato delle case che compongono l'[[Isola dei Pescatori]]. Ecco tutta la bella distesa azzurra del lago, costellata di luce e traversata dagli sbuffi di un battello a vapore [...]. Ecco la scia.... (non cercare nemmanco la parola nel dizionario) voglio dire il solco, ossia la squama d'argento, che si lascia di dietro il piroscafo.... E là in fondo c'è una superba stuoia di luce.... Pare che l'acqua bolla e che quel bollire sia oro. *Il lago è bigio, il cielo è bigio, ed anch'io ho l'anima bigia.<br>I forestieri della bella stagione se ne stanno ammusiti; e trionfano quelli, a cui piace il lago anche d'inverno.<br>È uno di quei giorni, in cui la musica più invidiabile pare che sia il borbottio delle castagne, che si lessano nella pentola. *Si tratta di un lago. Quindi, anzitratto, che bazza per una descrizione preistorica della vita nell'epoca lacustre! Quanta libertà di fantasia! Sopra il lago forse veleggiò lungamente Nubicuculina, la città formata dal cuculo fra le nubi, e scoperta e descritta in un frammento di epopea preistorica da X Y, che mi fu supposto sia Michele Kerbaker, distinto grecista e orientalista, professore di sanscrito nell'Università di Napoli. [...] Ad ogni modo, sotto o non sotto la fantastica Nubicuculina, si può travedere un {{sic|imaginario}} Lago Maggiore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Laghi|Maggiore]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Luoghi della Lombardia]] [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] t5kpvs648wxiwed298di48vgmjmtlrd 1415679 1415672 2026-06-05T08:17:42Z Spinoziano 2297 immagine unica; typo 1415679 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:1004L Lago Maggiore Locarno.jpg|thumb|upright=1.4|Porzione settentrionale del lago Maggiore, vista dal monte Tamaro: sulla sinistra, la foce del fiume Maggia a Locarno]] Citazioni sul '''lago Maggiore''' o '''Verbano'''. ==Citazioni== *A Sesto ci imbarcammo sul lago Maggiore. Oh! Per favore, mandate a quel paese questo laghetto per ridere, che, non avendo venti leghe di lunghezza ed essendo strettissimo, si immagina di scimmiottare l'Oceano, e di avere le sue onde e le sue tempeste. Sono convinto che qualche lappone abbia fatto un patto col diavolo per assicurarci un abbonamento ai venti contrari. Non avevamo fatto cinque miglia sul lago, che la tramontana si mise a soffiare come una disperata; tuttavia tenemmo duro per un po' di tempo e sorpassammo, sulla destra Angera, e sulla sinistra Arona, patria di [[Carlo Borromeo|San Carlo]]. ([[Charles de Brosses]]) *Chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]]) *Costeggiammo la riva del lago, nella sua parte superiore, mentre le onde piacevolmente mormoravano al nostro fianco. Dappertutto dalle barche si scaricava il fieno proveniente dal [[Piano di Magadino]] gettandolo a mucchi alle donne, perché lo portassero ai fienili, in carichi enormi, entro i loro gerli leggeri. Ombreggiate dalle viti e da alti alberi di fico, queste rive sono abitate ovunque. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Da Laveno, si vede il suo largo specchio immobile, variegato qua e là e damaschinato a guisa di corazza da innumerevoli maglie, sotto uno sprazzo di sole che riesce a lacerare una densa volta di nubi; e la brezza lievissima sospinge alla riva ondicelle quasi impercettibili. [...] Al levar del sole, si noleggia una barca, e nella vaporosità diafana dell'alba si attraversa il lago. Esso è largo quanto un braccio di mare, e le sue ondulazioni d'un azzurro plumbeo rilucono debolmente. Una bruma fumosa avvolge cielo ed acqua col suo grigiore. Poi, a poco a poco, si assottiglia, dilegua, e dalle sue maglie ormai diradate si sente filtrare la vivida luce con un gradevole tepore. Si fila così per due ore nella monotona e molle soavità dell'aria appena schiarita, mossa dalla brezza come dall'aleggiare lieve d'un ventaglio di piume; poi, ad un tratto, il velo di vapori si rompe: allora, non si vede più altro intorno che azzurro e luce; sotto, l'acqua simile a un grande manto di velluto increspato, e in alto, il cielo unito come una conca di zaffiro ardente. ([[Hippolyte Taine]]) *Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il Lago Maggiore era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde. ([[Giuseppe Zoppi]]) *''I monti s'abbrunano in coro: | il Sole si sveste dell'oro, la Luna si veste d'argento. || Romantica Luna fra un nimbo leggiero, che baci le chiome | dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo, || il sogno di tutto un passato nella tua curva s'accampa: | non sorta sei da una stampa del ''Novelliere Illustrato?'' || Vedesti le case deserte di Parisina la bella? | Non forse non forse sei quella amata dal giovine Werther? || «.... mah! Sogni di là da venire!» - «Il Lago s'è fatto più denso | di stelle.» - «.... che pensi?» - «.... Non penso.» - «.... Ti piacerebbe morire?» || «Sì!» - «Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri. | Inchìnati sui balaustri: sognarne così, tra due cieli....»'' ([[Guido Gozzano]]) *​Il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da [[Locarno]] fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. ([[Piero Bianconi]]) *​La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il Lago Maggiore in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli. ([[François-René de Chateaubriand]]) *Quanto è bello il Lago Maggiore, quanto è seducente, e quante rimembranze risveglia nell'anima mia! Io l'avea attraversato a diciott'anni: allora io sognava la felicità: un oceano di godimenti si parava dinanzi alla bollente mia immaginazione, giacché in allora io era circondato da tutto ciò che può render felice sulla terra. L'avvenire si presentava a' miei occhi come un palazzo incantato, io non iscorgeva alcun ostacolo, io tutto volea, e credea di poter ottenere tutto ciò ch'io volea. Ora oscuramente seduto nel canto d'un battello, mi rammentava que' giorni ne' quali su questo stesso lago io scorgeva già il cielo incantatore d'Italia; ove io già sentiva quell'aria imbalsamata che mollemente addormenta i sensi. Italia! sul tuo suolo io avea cercato vôtare la tazza di tutti i piaceri; ora, religioso, e religioso penitente, chiedeva a me stesso, se fossi stato in allora veramente felice: no, io non avea giammai goduta la felicità; {{sic|un'istante}} di ebbrezza e di follìa non la può dare. ([[Ferdinand de Géramb]]) *Quell'immenso zaffiro, colle sue morbide gradazioni di ceruleo e di verde, che si dilata e sfuma lontano lontano, perdendosi in uno sfondo, ove si disegnano cime d'ogni forma che si soverchiano, si addossano con mille curve, e mille seni, e mille frastagli, con tutti i riflessi di luce, quasi nubi temporalesche che spuntino dal fondo dell'orizzonte a cielo sereno. Il piroscafo fende le onde, celere e acuto come un dardo; il lago si allarga in immenso bacino, e le [[isole Borromee]] sorgono dalle acque, come mazzi di fiori sporti al sole, che tutto inonda di sua luce. La è una vera fantasmagoria, un sogno, un delirio piacevole. Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sempre mi è apparso nuovo, sempre più bello. ([[Antonio Stoppani]]) *Sulla spiaggia cristallina, l'acqua del lago, calda nelle insenature, si agita in brividi freschi allo sbocco dei ruscelli; e le sabbie arroventate spingono, poco lontano, al refrigerio del greto umido e dell'erba. L'acqua precipita fonda in azzurrità cupe, a pochi passi dall'orlo della riva. Non si potrà più cenare sulla terrazza, nell'aria che passa attraverso le magnolie e le palme: la sera incupiva l'erba verso apparenze e densità tropicali, mosse dalla fosforescenza delle lucciole. Il lago perde il sentore del gran caldo che respira dalla pianura e dalla città esaltata nel fervore dell'estate. ([[Alexandre Cingria]]) ===[[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]]=== *''Dagh e dagh, sta gran sücina | la ta fai molaa i calzon, | pòver lagh! Che compassion | a vedett a la berlina | con chel tocch da riva a secch! | A vedee cos ti scondevi | soot a l'aqua, quand ti sevi | alt! Un gatt con fö i büsecch, | fiasch a tocch, cüü da botili, | mücc da toll rügin, sfondaa, | vas da malt tütt gibolaa, | pécian rott, pell da cünili...​''<ref>«''Dai e dai, questa gran siccità | ti ha fatto calare i calzoni, | povero lago! Che compassione | vederti alla berlina | con quel tratto di riva a secco! | A vedere cosa nascondevi | sotto l'acqua, quando eri | alto! Un gatto con fuori le viscere, | fiaschi a pezzi, fondi di bottiglie, | mucchi di latta arrugginita, sfondati, | vasi da malta tutti ammaccati, | pentolini rotti, pelli di coniglio...''»</ref> *''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>«''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio.''»</ref> *''Sü l'acqua verd-oliva | sa ved a pena a pena | quai barch négar chi mena | la sgrüsora verz riva. | Ca piovess almen piü; | sul lagh ca cress, ca cress | gh'è l' bianc da tanti pess, | con la büseca in sü.​''<ref>«''Sull'acqua verde-oliva | si vede appena appena | qualche barca nera che trascina | l'ombra scura verso riva. | Che piovesse almeno di più; | sul lago che cresce, che cresce | c'è il bianco di tanti pesci, | con il ventre in su.''»</ref> ===[[Dante Bertolini]]=== *''E l'udivo mugghiare come un mare | nella notte alle raffiche del vento! | Mi alzai, temendo. E vidi che in argento | ondoso il lago era un brillìo lunare. || Si movevano, gaio vasto armento | di vive pecorelle, l'onde chiare. | Ed ecco gli alti pioppi modulare | armonioso un mirabile concento.'' *''In fiore i grandi tigli sulla riva | ronzano, densi d'api. | Vanno le barche dai ricurvi scafi | sulle onde alla deriva. || Al sole brilla, fitto | di scaglie d'oro, il lago. Dalla sponda, | col tuffo d'una lontra, | balza un bimbo nell'acque a capofitto.'' *''O lago azzurro, non perché di trote | gran copia doni nei propizi dì, | ma per le sponde, gli scogli e le note | onde canore ti amiamo così.'' || [...] ''E tu, buon lago, ...tu canti e sorridi | sul greto, i muschi e le sabbie qua e là; | e al sole e al vento, nei bei giorni affidi | l'onda che, d'oro la criniera, va. || Rifrangi a mille nella notte i lumi | pallidi, accesi da borghi e città; | e versi al mare lontano i tuoi fiumi | d'acque squillanti, tutta chiarità.'' *''Vorrei su questo lago navigasse | sempre la vela d'un mondo migliore | senza confini, senza più le basse | rivalità di censo e di colore. || La bianca vela su cui sventolasse | non il vessillo d'un solo signore; | la bianca vela su cui si parlasse | la loquela soltanto dell'amore. || Per la pace mondiale? Un'utopia? | Per fortuna la immagino nei chiari | mattini sul Verbano, che s'avvia | per navigare provvida sui mari.'' ===[[Giovanni Faldella]]=== *Che bell'azzurro! Che bella rispondenza fra le montagne, il cielo e l'acqua! Ecco {{sic|il}} scenario teatrale, anzi coreografico dell'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]], ecco l'[[Isola Madre]] che verdeggia, ecco il grigiolato delle case che compongono l'[[Isola dei Pescatori]]. Ecco tutta la bella distesa azzurra del lago, costellata di luce e traversata dagli sbuffi di un battello a vapore [...]. Ecco la scia.... (non cercare nemmanco la parola nel dizionario) voglio dire il solco, ossia la squama d'argento, che si lascia di dietro il piroscafo.... E là in fondo c'è una superba stuoia di luce.... Pare che l'acqua bolla e che quel bollire sia oro. *Il lago è bigio, il cielo è bigio, ed anch'io ho l'anima bigia.<br>I forestieri della bella stagione se ne stanno ammusiti; e trionfano quelli, a cui piace il lago anche d'inverno.<br>È uno di quei giorni, in cui la musica più invidiabile pare che sia il borbottio delle castagne, che si lessano nella pentola. *Si tratta di un lago. Quindi, anzitratto, che bazza per una descrizione preistorica della vita nell'epoca lacustre! Quanta libertà di fantasia! Sopra il lago forse veleggiò lungamente Nubicuculina, la città formata dal cuculo fra le nubi, e scoperta e descritta in un frammento di epopea preistorica da X Y, che mi fu supposto sia Michele Kerbaker, distinto grecista e orientalista, professore di sanscrito nell'Università di Napoli. [...] Ad ogni modo, sotto o non sotto la fantastica Nubicuculina, si può travedere un {{sic|imaginario}} Lago Maggiore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Laghi|Maggiore]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Luoghi della Lombardia]] [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 1q1va7vu5veg7gxn7uk89qix7zjrwqp 1415688 1415679 2026-06-05T09:23:54Z Spinoziano 2297 sistemo immagine specifica più in basso 1415688 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Lago Maggiore satellite.jpg|miniatura|Lago Maggiore]] Citazioni sul '''lago Maggiore''' o '''Verbano'''. ==Citazioni== *A Sesto ci imbarcammo sul lago Maggiore. Oh! Per favore, mandate a quel paese questo laghetto per ridere, che, non avendo venti leghe di lunghezza ed essendo strettissimo, si immagina di scimmiottare l'Oceano, e di avere le sue onde e le sue tempeste. Sono convinto che qualche lappone abbia fatto un patto col diavolo per assicurarci un abbonamento ai venti contrari. Non avevamo fatto cinque miglia sul lago, che la tramontana si mise a soffiare come una disperata; tuttavia tenemmo duro per un po' di tempo e sorpassammo, sulla destra Angera, e sulla sinistra Arona, patria di [[Carlo Borromeo|San Carlo]]. ([[Charles de Brosses]]) *Chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento [[Monte Tamaro|Tamaro]], il Gambarogno e il [[Monte Limidario|Ghiridone]] gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]]. ([[Piero Bianconi]]) *Costeggiammo la riva del lago, nella sua parte superiore, mentre le onde piacevolmente mormoravano al nostro fianco. Dappertutto dalle barche si scaricava il fieno proveniente dal [[Piano di Magadino]] gettandolo a mucchi alle donne, perché lo portassero ai fienili, in carichi enormi, entro i loro gerli leggeri. Ombreggiate dalle viti e da alti alberi di fico, queste rive sono abitate ovunque. ([[Karl Viktor von Bonstetten]]) *Da Laveno, si vede il suo largo specchio immobile, variegato qua e là e damaschinato a guisa di corazza da innumerevoli maglie, sotto uno sprazzo di sole che riesce a lacerare una densa volta di nubi; e la brezza lievissima sospinge alla riva ondicelle quasi impercettibili. [...] Al levar del sole, si noleggia una barca, e nella vaporosità diafana dell'alba si attraversa il lago. Esso è largo quanto un braccio di mare, e le sue ondulazioni d'un azzurro plumbeo rilucono debolmente. Una bruma fumosa avvolge cielo ed acqua col suo grigiore. Poi, a poco a poco, si assottiglia, dilegua, e dalle sue maglie ormai diradate si sente filtrare la vivida luce con un gradevole tepore. Si fila così per due ore nella monotona e molle soavità dell'aria appena schiarita, mossa dalla brezza come dall'aleggiare lieve d'un ventaglio di piume; poi, ad un tratto, il velo di vapori si rompe: allora, non si vede più altro intorno che azzurro e luce; sotto, l'acqua simile a un grande manto di velluto increspato, e in alto, il cielo unito come una conca di zaffiro ardente. ([[Hippolyte Taine]]) *Dei Visconti [[Castello Visconteo (Locarno)|il Castello]] fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il Lago Maggiore era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde. ([[Giuseppe Zoppi]]) *''I monti s'abbrunano in coro: | il Sole si sveste dell'oro, la Luna si veste d'argento. || Romantica Luna fra un nimbo leggiero, che baci le chiome | dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo, || il sogno di tutto un passato nella tua curva s'accampa: | non sorta sei da una stampa del ''Novelliere Illustrato?'' || Vedesti le case deserte di Parisina la bella? | Non forse non forse sei quella amata dal giovine Werther? || «.... mah! Sogni di là da venire!» - «Il Lago s'è fatto più denso | di stelle.» - «.... che pensi?» - «.... Non penso.» - «.... Ti piacerebbe morire?» || «Sì!» - «Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri. | Inchìnati sui balaustri: sognarne così, tra due cieli....»'' ([[Guido Gozzano]]) *​Il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da [[Locarno]] fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del [[Angelo Brofferio|Brofferio]], la [[La Baronata|Baronata]] del [[Riccardo Bacchelli|bacchelliano]] [[Michail Bakunin|Bakunin]].<br>Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione. ([[Piero Bianconi]]) *​La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il Lago Maggiore in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli. ([[François-René de Chateaubriand]]) *Quanto è bello il Lago Maggiore, quanto è seducente, e quante rimembranze risveglia nell'anima mia! Io l'avea attraversato a diciott'anni: allora io sognava la felicità: un oceano di godimenti si parava dinanzi alla bollente mia immaginazione, giacché in allora io era circondato da tutto ciò che può render felice sulla terra. L'avvenire si presentava a' miei occhi come un palazzo incantato, io non iscorgeva alcun ostacolo, io tutto volea, e credea di poter ottenere tutto ciò ch'io volea. Ora oscuramente seduto nel canto d'un battello, mi rammentava que' giorni ne' quali su questo stesso lago io scorgeva già il cielo incantatore d'Italia; ove io già sentiva quell'aria imbalsamata che mollemente addormenta i sensi. Italia! sul tuo suolo io avea cercato vôtare la tazza di tutti i piaceri; ora, religioso, e religioso penitente, chiedeva a me stesso, se fossi stato in allora veramente felice: no, io non avea giammai goduta la felicità; {{sic|un'istante}} di ebbrezza e di follìa non la può dare. ([[Ferdinand de Géramb]]) *Quell'immenso zaffiro, colle sue morbide gradazioni di ceruleo e di verde, che si dilata e sfuma lontano lontano, perdendosi in uno sfondo, ove si disegnano cime d'ogni forma che si soverchiano, si addossano con mille curve, e mille seni, e mille frastagli, con tutti i riflessi di luce, quasi nubi temporalesche che spuntino dal fondo dell'orizzonte a cielo sereno. Il piroscafo fende le onde, celere e acuto come un dardo; il lago si allarga in immenso bacino, e le [[isole Borromee]] sorgono dalle acque, come mazzi di fiori sporti al sole, che tutto inonda di sua luce. La è una vera fantasmagoria, un sogno, un delirio piacevole. Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sempre mi è apparso nuovo, sempre più bello. ([[Antonio Stoppani]]) *Sulla spiaggia cristallina, l'acqua del lago, calda nelle insenature, si agita in brividi freschi allo sbocco dei ruscelli; e le sabbie arroventate spingono, poco lontano, al refrigerio del greto umido e dell'erba. L'acqua precipita fonda in azzurrità cupe, a pochi passi dall'orlo della riva. Non si potrà più cenare sulla terrazza, nell'aria che passa attraverso le magnolie e le palme: la sera incupiva l'erba verso apparenze e densità tropicali, mosse dalla fosforescenza delle lucciole. Il lago perde il sentore del gran caldo che respira dalla pianura e dalla città esaltata nel fervore dell'estate. ([[Alexandre Cingria]]) ===[[Giovanni Bianconi (poeta)|Giovanni Bianconi]]=== [[File:1004L Lago Maggiore Locarno.jpg|miniatura|Porzione settentrionale del lago Maggiore, vista dal monte Tamaro: sulla sinistra, la foce del fiume Maggia a Locarno]] *''Dagh e dagh, sta gran sücina | la ta fai molaa i calzon, | pòver lagh! Che compassion | a vedett a la berlina | con chel tocch da riva a secch! | A vedee cos ti scondevi | soot a l'aqua, quand ti sevi | alt! Un gatt con fö i büsecch, | fiasch a tocch, cüü da botili, | mücc da toll rügin, sfondaa, | vas da malt tütt gibolaa, | pécian rott, pell da cünili...​''<ref>«''Dai e dai, questa gran siccità | ti ha fatto calare i calzoni, | povero lago! Che compassione | vederti alla berlina | con quel tratto di riva a secco! | A vedere cosa nascondevi | sotto l'acqua, quando eri | alto! Un gatto con fuori le viscere, | fiaschi a pezzi, fondi di bottiglie, | mucchi di latta arrugginita, sfondati, | vasi da malta tutti ammaccati, | pentolini rotti, pelli di coniglio...''»</ref> *''Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc | viscor, lüsent in mezza a la cornis | verda di riv coi smacc di cà e di tecc, || ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs | i scompariss da drè di nebi s'ciass, | al par grand come 'l mar; l'è grand e gris || come la nosta noia e 'l nost crüziass.''<ref>«''Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio | liscio, lucente in mezzo alla cornice | verde di rive con macchie di case e di tetti, || ma quando è brutto e le rive coi loro paesi | scompaiono dietro nebbie sparse, | sembra grande come il mare; è grande e grigio || come la nostra noia e il nostro cruccio.''»</ref> *''Sü l'acqua verd-oliva | sa ved a pena a pena | quai barch négar chi mena | la sgrüsora verz riva. | Ca piovess almen piü; | sul lagh ca cress, ca cress | gh'è l' bianc da tanti pess, | con la büseca in sü.​''<ref>«''Sull'acqua verde-oliva | si vede appena appena | qualche barca nera che trascina | l'ombra scura verso riva. | Che piovesse almeno di più; | sul lago che cresce, che cresce | c'è il bianco di tanti pesci, | con il ventre in su.''»</ref> ===[[Dante Bertolini]]=== *''E l'udivo mugghiare come un mare | nella notte alle raffiche del vento! | Mi alzai, temendo. E vidi che in argento | ondoso il lago era un brillìo lunare. || Si movevano, gaio vasto armento | di vive pecorelle, l'onde chiare. | Ed ecco gli alti pioppi modulare | armonioso un mirabile concento.'' *''In fiore i grandi tigli sulla riva | ronzano, densi d'api. | Vanno le barche dai ricurvi scafi | sulle onde alla deriva. || Al sole brilla, fitto | di scaglie d'oro, il lago. Dalla sponda, | col tuffo d'una lontra, | balza un bimbo nell'acque a capofitto.'' *''O lago azzurro, non perché di trote | gran copia doni nei propizi dì, | ma per le sponde, gli scogli e le note | onde canore ti amiamo così.'' || [...] ''E tu, buon lago, ...tu canti e sorridi | sul greto, i muschi e le sabbie qua e là; | e al sole e al vento, nei bei giorni affidi | l'onda che, d'oro la criniera, va. || Rifrangi a mille nella notte i lumi | pallidi, accesi da borghi e città; | e versi al mare lontano i tuoi fiumi | d'acque squillanti, tutta chiarità.'' *''Vorrei su questo lago navigasse | sempre la vela d'un mondo migliore | senza confini, senza più le basse | rivalità di censo e di colore. || La bianca vela su cui sventolasse | non il vessillo d'un solo signore; | la bianca vela su cui si parlasse | la loquela soltanto dell'amore. || Per la pace mondiale? Un'utopia? | Per fortuna la immagino nei chiari | mattini sul Verbano, che s'avvia | per navigare provvida sui mari.'' ===[[Giovanni Faldella]]=== *Che bell'azzurro! Che bella rispondenza fra le montagne, il cielo e l'acqua! Ecco {{sic|il}} scenario teatrale, anzi coreografico dell'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]], ecco l'[[Isola Madre]] che verdeggia, ecco il grigiolato delle case che compongono l'[[Isola dei Pescatori]]. Ecco tutta la bella distesa azzurra del lago, costellata di luce e traversata dagli sbuffi di un battello a vapore [...]. Ecco la scia.... (non cercare nemmanco la parola nel dizionario) voglio dire il solco, ossia la squama d'argento, che si lascia di dietro il piroscafo.... E là in fondo c'è una superba stuoia di luce.... Pare che l'acqua bolla e che quel bollire sia oro. *Il lago è bigio, il cielo è bigio, ed anch'io ho l'anima bigia.<br>I forestieri della bella stagione se ne stanno ammusiti; e trionfano quelli, a cui piace il lago anche d'inverno.<br>È uno di quei giorni, in cui la musica più invidiabile pare che sia il borbottio delle castagne, che si lessano nella pentola. *Si tratta di un lago. Quindi, anzitratto, che bazza per una descrizione preistorica della vita nell'epoca lacustre! Quanta libertà di fantasia! Sopra il lago forse veleggiò lungamente Nubicuculina, la città formata dal cuculo fra le nubi, e scoperta e descritta in un frammento di epopea preistorica da X Y, che mi fu supposto sia Michele Kerbaker, distinto grecista e orientalista, professore di sanscrito nell'Università di Napoli. [...] Ad ogni modo, sotto o non sotto la fantastica Nubicuculina, si può travedere un {{sic|imaginario}} Lago Maggiore. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Laghi|Maggiore]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Luoghi della Lombardia]] [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 7bil5a8bi8sdni8svq2gchucu9x6bc1 Fernando González Molina 0 172679 1415572 1100800 2026-06-04T12:44:30Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415572 wikitext text/x-wiki [[File:(Fernando González Molina) Hablamos con Fernando González Molina y Marta Etura.jpg|miniatura|Fernando González Molina]] '''Fernando González Molina''' (1975 – vivente), regista e sceneggiatore spagnolo. == Citazioni di Fernando González Molina == *Il cinema è sempre stato alimentato dalla letteratura. Alcuni dei migliori film della storia del cinema sono adattamenti letterari perché alla fine sono storie potenti che hai voglia di raccontare. Quando leggo un romanzo, in questo caso le tre opere della ''Trilogia di Baztan'', fondamentalmente analizzo quale sia l'essenza di ciò che mi piace e ciò che è più cinematografico per portarlo sullo schermo :''El cine se ha nutrido siempre de la literatura. Algunas de las mejores películas de la historia del cine son adaptaciones literarias porque al final son historias poderosas que apetece contar. Cuando leo una novela, en este caso las tres obras de la ''Trilogía del Baztán'', básicamente analizo cuál es la esencia de lo que me gusta y lo que es más cinematográfico de cara a llevarlo a la pantalla.''<ref name=Tormo>{{es}} Dall'intervista di Luis Tormo, ''[https://www.encadenados.org/rdc/la-conversacion-entrevistas/5421-entrevistamos-a-fernando-gonzalez-molina-director-de-legado-en-los-huesos Entrevistamos a Fernando González Molina, director de «Legado en los huesos»]'', ''Encadenados.org'', 7 giugno 2020.</ref> *Mi piace raccontare storie, ma è vero che nel corso degli anni mi sono avvicinato al dramma e alle emozioni e mi sono allontanato dalla commedia. Suppongo che sto invecchiando, o sono cresciuto, e sono interessato al dramma. Ho voglia di viaggiare per un dramma intimo, qualcosa di più piccolo. :''Me gusta contar historias, pero es verdad que con los años me he ido acercando más al drama y a lo emocional y me he ido alejando de la comedia. Supongo que me voy haciendo mayor, o me he hecho mayor, y me interesa el drama. Me apetece viajar al drama íntimo, algo más pequeño.''<ref name=Tormo/> *Per adattare un romanzo, la cosa fondamentale è che ti deve piacere molto il romanzo, questa è la chiave, che il lavoro ti affascina, che non vuoi essere lontano dalla storia. :''Para adaptar una novela lo fundamental es que te guste mucho la novela, esa es la clave, que te fascine la obra, que no quieras estar alejado de la historia.''<ref name=Tormo/> ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Il guardiano invisibile]]'' (2017) *''[[Inciso nelle ossa]]'' (2019) *''[[Offerta alla tormenta]]'' (2020) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:González Molina, Fernando}} [[Categoria:Registi spagnoli]] [[Categoria:Sceneggiatori spagnoli]] dxjrmxeuuz7fdndoxt39i1tzn3hdp5k Corradino di Svevia 0 175110 1415592 1290926 2026-06-04T14:32:38Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento immagine 1415592 wikitext text/x-wiki [[File:Konradin (Cropped).jpg|miniatura|Miniatura del Codex Manesse, che illustra il quattordicenne Corradino durante una battuta di falconeria (particolare)]] '''Corrado di Svevia''' o '''Hohenstaufen''', detto '''Corradino''' (1252 – 1268), duca di Svevia (1254 – 1268, come '''Corrado IV'''), re di Sicilia (1254 – 1258, '''Corrado II''') e re di Gerusalemme (1254 – 1268, '''Corrado III'''). ==Citazioni su Corradino di Svevia== *''Un giovinetto | pallido, e bello, con la chioma d'oro, | con la pupilla del color del mare, | con un viso gentil da sventurato, | toccò la sponda dopo il lungo e mesto | remigar de la fuga. Avea la sveva | stella d'argento sul cimiero azzurro, | avea l'aquila sveva in sul mantello; | e quantunque affidar non lo dovesse, | Corradino di Svevia era il suo nome. | Il nipote a' superbi imperatori | perseguito venia limosinando | una sola di sonno ora quïeta. | E [[Torre Astura|qui]] nel sonno ei fu tradito; e quivi | per quanto affaticato occhio si posi, | non trova mai da quella notte il sonno. | La più bella [[Napoli|città]] de le marine | vide fremendo fluttuar un velo | funereo su la [[Piazza del Mercato (Napoli)|piazza]]: e una bipenne | calar sul ceppo, ove posava un capo | con la pupilla del color del mare, | pallido, altero, e con la chioma d'oro. | E vide un guanto trasvolar dal palco | sulla livida folla; e non fu scorto | chi 'l raccogliesse. Ma nel dì segnato | che da le torri sicule tonâro | come Arcangeli i [[Vespri sicilani|Vespri]]; ei fu veduto | allor quel guanto, quasi mano viva, | ghermir la fune che sonò l'appello | dei beffardi {{sic|Angioíni}} innanzi a Dio.'' ([[Aleardo Aleardi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Re di Sicilia]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Purgatorio)]] bp09jmud98uuhuqvr3wgcdtlrwvcqp1 Lily James 0 175552 1415634 1308509 2026-06-04T17:58:31Z ~2026-32979-99 107388 1415634 wikitext text/x-wiki [[File:Lilly_James_(35036323024).jpg|thumb|Lily James (2017)]] '''Lily James''', all'anagrafe '''Lily Chloe Ninette Thomson''' (1989 – vivente), attrice inglese. ==Citazioni di Lily James== *Fare un film è un'esperienza così pazzesca, e all'improvviso è tutto finito e non hai il controllo su di esso. :''Making a film is such a crazy experience, and suddenly it’s done, and you have no control over it''<ref name=Brook>{{en}} Citato in Charlotte Brook, ''[https://www.harpersbazaar.com/uk/fashion/fashion-news/a34202668/lily-james-november-cover-interview-rebecca/ Lily James on confronting her own dark side]'', ''harpersbazaar.com'', 29 settembre 2020.</ref> *Lavorare con un attore fenomenale {{NDR|[[Gary Oldman]]}}, capace di trasfigurarsi completamente, è una delle ragioni per cui ho voluto girare questo film {{NDR|''[[L'ora più buia]]''}}. Anche solo guardarlo recitare è un dono.<ref name=Simone>Dall'intervista di Alessandro de Simone, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2017/12/25/lily-james-sono-cresciuta-sottovetro/ Lily James: «Sono cresciuta sottovetro»]'', ''iodonna.it'', 25 dicembre 2017.</ref> *[…] mi sento, una spugna, che assorbe sul set quel piccolo segreto che hanno tutti gli attori di una classe superiore. [[Cate Blanchett]], per esempio, ha una capacità straordinaria di recitare con gli occhi, è in grado davvero di stregarti e di portarti dove vuole lei.<ref name=Simone/> ==Note== <references /> ==Filmografia== * ''[[Il sapore del successo]]'' (2015) * ''[[L'ora più buia]]'' (2017) * ''[[Rebecca (film 2020)|Rebecca]]'' (2020) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:James, Lily}} [[Categoria:Attori britannici]] i7hhk4ddadkieiwncsckorf6jyksbp4 Ana Mena 0 184980 1415581 1415562 2026-06-04T12:54:16Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-33122-16|~2026-33122-16]] ([[User talk:~2026-33122-16|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:~2026-33008-85|~2026-33008-85]] 1415561 wikitext text/x-wiki [[File:Premios Goya 2026 - Ana Mena (cropped).jpg|miniatura|Ana Mena nel 2026]] '''Ana Mena Rojas''' (1997 – vivente), cantautrice, attrice e modella spagnola. ==Citazioni di Ana Mena== {{cronologico}} *Sono sempre stata una bambina che voleva cantare e poi è capitata la recitazione, ma la musica mi è sempre stata accanto. Se dovessi fare altro morirei di depressione.<ref>Dall'intervista ''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/a38911262/ana-mena-si-racconta-prima-di-sanremo-prendiamoci-cura-di-noi/ Ana Mena si racconta prima di Sanremo: «Prendiamoci cura di noi»]'', ''cosmopolitan.com'', 28 gennaio 2022.</ref> {{Int|''[https://www.lavocegrossa.com/2019/09/la-voce-grossa-diana-menaintervistaio-e.html La Voce Grossa di... Ana Mena (intervista): «Io e Fred De Palma? Siamo ottimi amici e ci piace fare musica insieme» ]''|Nicola Ricchitelli, ''lavocegrossa.com'', agosto 2020.}} *{{NDR|Sulla collaborazione con [[Fred De Palma]]}} Fred era alla ricerca di una ragazza per condividere il suo "D'estate non vale". Non sapevo nulla dell'italiano, ma mi è sempre sembrato un linguaggio molto sensuale ed ero davvero entusiasta di questa nuova sfida. Ho registrato una nota vocale di WhatsApp con il ritornello di "DENV" - "D'estate non vale" e mi è piaciuto molto. La settimana seguente abbiamo registrato la canzone in studio un paio d'ore prima di prendere un volo per il Messico. Quando ci siamo incontrati siamo diventati super amici e oggi posso dire che siamo come fratelli, lo ammiro come artista e lo amo moltissimo come persona. Siamo ottimi amici e ci piace fare musica insieme. *Ho molte influenze. Mi piace il reggaeton, il [[R&B]], il [[flamenco]] e il [[rap]] tra gli altri. Ho 22 anni e sono giovane. Sono all'età di scoprire e correre rischi. Spero di continuare a crescere e che le persone mi permettano di continuare a fare musica per molti anni. *La musica è la mia vita da quando ero bambina. Mia madre ha cantato il flamenco e ho sempre ammirato tutta la musica. Lavoro da quando avevo 9 anni. Ho partecipato a tutti i concorsi nella mia regione e in seguito ho realizzato film e serie come attrice. Ho fatto la mia musica per 3 o 4 anni e certamente non potevo fare nient'altro. *La recitazione è un'altra delle mie passioni. Musica e recitazione vanno di pari passo. Quando canti una canzone, devi dire cosa stai dicendo. Ora sono molto concentrato sul continuare a fare musica ma ho voglia di interpretare di nuovo un personaggio. {{Int|''La straniera di Sanremo''|Intervista di Barbara Visentin, ''Corriere della Sera'', 21 dicembre 2021, p. 45.}} *{{NDR|«Guardava [[Festival di Sanremo|Sanremo]] in Spagna?»}} L'ho seguito molto da adolescente. Papà mi faceva sentire tante canzoni italiane: è il motivo per cui ho maturato questa attrazione per la musica e la cultura italiana. [...] Tanti classici, mi viene in mente "Canzone per te" di [[Sergio Endrigo]] o "Non succederà più" [inizia a cantarla, ''ndr'']. E sono un paio d'anni che cerco di essere in gara con una canzone mia. [...] Sanremo è un sogno anche per il legame con mio padre. Ci è stato per la prima volta con me quando [[Amadeus (conduttore televisivo)|Amadeus]] ci ha presentati alla finale dei giovani. Ogni volta che mi giravo lo vedevo che cercava di parlare con tutti in italiano. Era molto grato. *{{NDR|«[...] quando ha iniziato a cantare?»}} Da piccolissima, avevo 8 anni. Ho imparato il flamenco da mia mamma che lo cantava in casa, mi presentavo a tutti i concorsi nei paesi in Andalusia. Poi a 11 anni ho avuto la prima parte in tv come attrice. Ho fatto film e serie, ma la musica era sempre presente. *{{NDR|«Ha recitato [...] in "[[La pelle che abito]]" di Almodóvar: com'è andata?»}} Avevo 13 anni e per il casting dovevo cantare una canzone in portoghese, che non parlo. L'ho registrata a modo mio e poi sono stata chiamata per un colloquio con lui, nel suo ufficio. Entro e stava pranzando, mi chiede se gli posso cantare un pezzo del brano a cappella e io, nervosissima davanti a un mio idolo, ne faccio un pezzettino. Lui risponde: "Ok va bene, ma non crescere di più in altezza perché ci servi così". *{{NDR|«L'Italia com'è arrivata?»}} A 17-18 anni, quando ho pubblicato il primo singolo in Spagna, il pensiero era l'Italia. Ero attratta dalla lingua, simile allo spagnolo, ma sensuale. Poi c'è stata l'opportunità di lavorare con Fred De Palma, al tempo sapevo dire solo "grazie" e "ciao": è stato un successo che non mi aspettavo e forse nemmeno lui. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mena, Ana}} [[Categoria:Attori spagnoli]] [[Categoria:Cantautori spagnoli]] [[Categoria:Modelli spagnoli]] 7emtohy3ukqx5wu1uae77rtetumzfiz Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1415683 1415484 2026-06-05T08:43:32Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415683 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''889 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2022-04-08</small> #[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small> #[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small> #[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small> #[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small> #[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small> #[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small> #[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small> #[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small> #[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small> #[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small> #[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small> #[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small> #[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small> #[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small> #[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small> #[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small> #[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small> #[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small> #[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small> #[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small> #[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small> #[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small> #[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small> #[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small> #[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small> #[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small> #[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small> #[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small> #[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small> #[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small> #[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small> #[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small> #[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small> #[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small> #[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small> #[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small> #[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small> #[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-04</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> #[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small> #[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small> #[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small> #[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small> #[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small> #[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small> #[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-04</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} l423lutbsqrpvl8l94dv5v2ia77rfke 1415686 1415683 2026-06-05T08:59:52Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415686 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''889 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Giovanni Biagio Amico‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small> #[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small> #[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small> #[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small> #[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small> #[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small> #[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small> #[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small> #[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small> #[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small> #[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small> #[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small> #[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small> #[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small> #[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small> #[[Angelo Marchetti]] - <small>2021-10-20</small> #[[Carlo Antonio Manzini]] - <small>2021-10-20</small> #[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small> #[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small> #[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small> #[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small> #[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small> #[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small> #[[Alberto Pappiani]] - <small>2021-10-25</small> #[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small> #[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small> #[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small> #[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giorgio Summaripa]] - <small>2021-10-25</small> #[[Girolamo Manfredi]] - <small>2021-10-25</small> #[[Gabriele Capodilista]] - <small>2021-10-25</small> #[[Lorenzo Spirito Gualtieri]] - <small>2021-10-26</small> #[[Guglielmo da Saliceto]] - <small>2021-10-26</small> #[[Jacopo da Cessole]] - <small>2021-10-26</small> #[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small> #[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small> #[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small> #[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small> #[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small> #[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small> #[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small> #[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small> #[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small> #[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small> #[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small> #[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small> #[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small> #[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small> #[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small> #[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small> #[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small> #[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small> #[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small> #[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small> #[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small> #[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small> #[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small> #[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small> #[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small> #[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small> #[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small> #[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small> #[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small> #[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small> #[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small> #[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small> #[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small> #[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small> #[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small> #[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small> #[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small> #[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small> #[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small> #[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small> #[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small> #[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small> #[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small> #[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small> #[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small> #[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small> #[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small> #[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small> #[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small> #[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small> #[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small> #[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small> #[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small> #[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small> #[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small> #[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small> #[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small> #[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small> #[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small> #[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small> #[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small> #[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small> #[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small> #[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small> #[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small> #[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small> #[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small> #[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small> #[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small> #[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small> #[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small> #[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small> #[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small> #[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small> #[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small> #[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small> #[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small> #[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small> #[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small> #[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small> #[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small> #[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small> #[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small> #[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small> #[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small> #[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small> #[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small> #[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small> #[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small> #[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small> #[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small> #[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small> #[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small> #[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small> #[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small> #[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small> #[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small> #[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> #[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small> #[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small> #[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small> #[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small> #[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small> #[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small> #[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} 8f6fobtunq6a7k1r31heye1k5xtjd13 Andrij Kurkov 0 192240 1415695 1411202 2026-06-05T11:46:49Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Andrij Kurkov */ 1415695 wikitext text/x-wiki [[File:RK2411 6II0466 Andrij Kurkow-2.jpg|miniatura|Kurkov nel 2024]] '''Andrij Jurijovyč Kurkov''' (1961 – vivente), scrittore ucraino. == Citazioni di Andrij Kurkov == *A febbraio dell'anno scorso {{NDR|a seguito dell'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} ho deciso di non pubblicare i miei libri nella loro lingua originale – il russo. Che escano in ucraino, in francese, in inglese. A partire dal 2014 è stato proibito alle librerie russe di importarli dall'Ucraina. La prima volta in cui è stata fermata la pubblicazione dei miei libri in Russia risale al 2005, dopo la Rivoluzione arancione alla quale ho preso parte. La seconda volta risale al 2008, dopo un breve "disgelo" durante il quale furono ripubblicati molti dei miei romanzi. Ma sono abituato all'idea che io, come scrittore, in Russia non esisto. Lì non ho lettori, ma non me ne rammarico. È un ideale patriottico, più che nazionalistico, ma per alcuni ciò non sembra sufficiente.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2023/05/mi-trovo-intrappolato-tra-la-mia-identita-di-scrittore-in-lingua-russa-e-il-mio-patriottismo-ucraino/ «Mi trovo intrappolato tra la mia identità di scrittore in lingua russa e il mio patriottismo ucraino»]'', ''linkiesta.it'', 6 maggio 2023; pubblicato in ''Linkiesta Magazine + New York Times Turning Points 2023''.</ref> {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2022/03/04/news/intervista_allo_scrittore_ucraino_andrei_kurkov_lincubo_di_una_nuova_urss-340294799/ Intervista allo scrittore ucraino Andrei Kurkov: "L'incubo di una nuova Urss"]''|Intervista di Lara Crinò, ''Repubblica.it'', 4 marzo 2022|h=4}} *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Sapevo che non ci avrebbe lasciato in pace, ma non pensavo che avrebbe scatenato una guerra. Ora che è vecchio, teme di non avere il tempo per realizzare i suoi piani: ricreare l'Unione Sovietica o l'impero russo. Né l'uno né l'altro sono possibili senza l'Ucraina. Non ha bisogno di soldi adesso, né di nient'altro. Vuole rimanere nei libri di storia come l'uomo che ha fatto rivivere la superpotenza di cui tutti devono aver paura. *Siamo abituati all'instabilità: per noi la libertà è più importante della stabilità. Per i russi, al contrario, la stabilità è più importante della libertà. *Dal 2014, molti ucraini credono che vivremo sempre come in Israele, con un pericolo costante. Ma questo non significa che cambiare il proprio stile di vita. *Gli ucraini vogliono le riforme, vogliono entrare nell'Unione Europea. È per questo che si oppongono alla corruzione ucraina e ai politici filorussi. Il "ritorno" in Russia è un ritorno alla schiavitù sovietica. Nessuno di noi, tranne un piccolo numero di amanti di Putin, desidera qualcosa del genere. l nostri valori oggi sono libertà e indipendenza: libertà e diritto di ciascuno alla propria opinione su tutto, comprese le azioni del presidente e del governo. *Nel 1991, quando l'URSS scomparve e apparve un'Ucraina indipendente, ero felice. Negli ultimi trent'anni sono diventato un ucraino impegnato politicamente. Sì, scrivo in russo, come molti altri scrittori e poeti ucraini, ma ho imparato l'ucraino e ci ho scritto due libri di saggistica, parlo in ucraino. E quel che vedo è che con il pretesto di proteggere la lingua russa, Putin sta uccidendo migliaia di persone di lingua russa e di origine russa, come me. {{Int|Da ''Il racconto. Poeti, scrittori, attori: la Spoon River dell'Ucraina''|Traduzione di Emanuela Guercetti, ''la Repubblica'', 23 marzo 2022, pp. 20-21.|h=4}} *A Melitopol' hanno già rapito la direttrice del locale museo storico Lejla Ibragimova, tatara di [[Crimea]]. L'hanno intimidita, interrogata, hanno portato via telefoni e computer a lei e ai suoi famigliari. Poi l'hanno rilasciata e la mattina dopo l'hanno nuovamente arrestata e interrogata. Nei territori occupati spariscono attivisti e giornalisti. Agenti dell'[[Federal'naja služba bezopasnosti|Fsb]] girano per le strade con gli elenchi dei nomi e degli indirizzi delle persone a cui danno la caccia. Questi elenchi erano pronti già prima dell'inizio della guerra. *Il fallito tentativo di annessione o, più semplicemente, di [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|occupazione di tutta l'Ucraina]] ha fatto infuriare il presidente [[Vladimir Putin|Putin]] e adesso, a giudicare dalle azioni militari dell'esercito russo, i generali russi hanno avuto l'ordine di distruggere città e villaggi, uccidere la popolazione civile e semplicemente far sì che l'Ucraina non esista più! *In quegli stessi anni {{NDR|Anni '30 del novecento}} il potere sovietico decise di annientare la cultura ucraina e quasi tutti gli scrittori, i poeti e i registi teatrali furono arrestati, inviati nel nord della Russia, nelle isole Solovki, e là fucilati. Nella storia della letteratura ucraina a proposito degli scrittori di quell'epoca si parla di "[[rinascimento fucilato]]". Perché avevano tentato di far rinascere la cultura ucraina dopo decenni di proibizione della lingua e di tutto ciò che era ucraino nella Russia zarista. I comunisti sovietici decisero che il rinascimento della cultura ucraina era pericoloso per l'Urss. E insieme agli scrittori, ai poeti e ai drammaturghi gli uomini dell'Nkvd fucilarono artisti e registi teatrali. Le opere di Michajlo Semenko, Majk Jogansen, Mykola Zerov e di decine di altri scrittori ucraini fucilati sono state pubblicate per la prima volta solo dopo il collasso dell'[[Unione Sovietica]]. *Il ministero della cultura ucraino continua a lavorare e ogni giorno raccoglie nuove informazioni sulle istituzioni culturali e i monumenti storici distrutti dell'esercito russo. L'elenco dei crimini della Russia contro la cultura ucraina continua ad allungarsi. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/22_luglio_01/andrey-kurkov-intervista-2-286b864e-f978-11ec-9f35-cf689cde92de.shtml Andrey Kurkov: «Invadendoci Putin ci ha uniti. Zelensky faccia i compiti, non siamo perfetti»]''|Intervista di Andrea Nicastro, ''Corriere.it'', 1 luglio 2022|h=4}} *Orfana del comunismo ogni repubblica sovietica è tornata alla sua matrice originaria. La Russia alla monarchia con Zar Putin. Le Repubbliche dell'Asia Centrale ai Khan che comandano su tribù rivali. L'Ucraina all'anarchia organizzata del suo modello libertario-cosacco. *Qui ci sono stati leader eletti dal 1500. In Russia no. Ma il processo di indipendenza non è finito *Putin è un dittatore, i suoi soldati delle locuste che divorano il Paese senza alcun diritto, ma ciò non significa che l'Ucraina sia perfetta. Se vuoi un Paese tranquillo dovresti garantirti 5 spazi coincidenti: geopolitico, monetario, legale, culturale e informativo. Gli spazi culturali e informativi dell'Ucraina sono sempre stati più piccoli di quelli geopolitici. Il Paese non è cementato da un'unica cultura. *Quando le elezioni del 2004 sono state falsificate, non importava se fossi moldavo, rumeno, polacco, ucraino o russo, ciò che contava era reagire ai brogli. La [[Rivoluzione arancione]] è stata il primo passo. Poi la Russia ha completato l'opera invadendo il Donbass nel 2014 e l'Ucraina nel 2022. *{{NDR|Su [[Volodymyr Zelens'kyj]]}} Ha scoperto una fantastica vena da attore drammatico e adesso si starà rammaricando di aver perso tempo a fare il comico. Scherzi a parte, sta recitando benissimo la parte che qualcuno gli scrive. Le iperboli che prima ci propinava adesso sono finalmente corrette. Se prima diceva "è un'ingiustizia non essere parte dell'Ue o della Nato", era palesemente in cattiva fede. La ragione era chiara: non eravamo pronti. Adesso no, ha ragione a dirlo perché se non entriamo nell'Europa sarà la dittatura russa a bussare alle vostre porte. *{{NDR|«Da dove viene il coraggio degli ucraini?»}} Sanno cosa significa stare sotto Mosca. Ci sarebbe censura, spregio dei diritti umani, si finirebbe in galera per un post su Facebook. Russia significa nessuna libertà. Puoi essere libero solo se il tuo Paese è libero. *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|Questa guerra]] è la sua personale agonia, politicamente è già morto e anche fisicamente sta male. Vorrebbe diventare il rifondatore dell'impero russo. Del presente non gli importa nulla, la Russia può essere distrutta, i russi morire, a lui interessa solo l'eredità storica. {{Int2|1=Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2023/04/18/news/andrei_kurkov_nuovo_romanzo_lorecchio_di_kiev_nuovo_romanzo-396688548/ Lo scrittore ucraino Andrei Kurkov: "C'era una volta a Kiev e c'è ancora"]''|2=Intervista di Wlodek Goldkorn, ''repubblica.it'', 18 aprile 2023.}} *[...] mi è piaciuto scrivere questo romanzo {{NDR|''L'orecchio di Kiev''}} anche perché ho trovato somiglianze con la situazione attuale. Allora erano i bolscevichi ad aver occupato la città, l'anno scorso ci ha provato Putin. E poi, nel 1918, un anno prima delle storie che racconto, Kiev fu attaccata dalla stessa direzione usata oggi dalle truppe russe: da Bucha. Anche l'intensità della violenza era simile. *[...] se mi chiede se mi identifico con Gogol' rispondo: lui ha fatto un'operazione coraggiosa. Ha introdotto nella lingua russa le parole e il senso dell'umorismo ucraini. *Con Gogol' gli ucraini diventarono di moda a San Pietroburgo. Il guaio è che quella moda ha contribuito alla convinzione che la Russia non possa fare a meno dell'Ucraina, e così fino a Putin che ne è tuttora tanto convinto da averci invaso. *Ho avuto, fin dal 1991, l'anno della dissoluzione dell'Urss, polemiche con i nazionalisti. Mi dicevano: se vuoi essere uno scrittore ucraino, devi usare la lingua ucraina. Io rispondevo e rispondo che a Kiev una volta si usavano almeno sette idiomi e che siamo un Paese plurilingue: persone che scrivono in tataro di Crimea, in gagauzo, ungherese, slovacco, ruteno, yiddish. Il russo è una delle lingue usate. Certo, la principale resta l'ucraino. *{{NDR|Su [[Michail Afanas'evič Bulgakov]]}} Le accuse erano ridicole: qualcuno diceva che fosse un simpatizzante degli zar, qualcun altro che fosse "il cocco di Stalin", affermazione assurda viste le difficoltà che ebbe a pubblicare i suoi testi e a mettere in scena i suoi spettacoli. Forse la sua unica colpa è stata quella di essersi salvato dalle purghe. *[[Holodomor]] è oggetto di pubblico dibattito. Le persone trentenni o quarantenni che frequento esprimono i loro sentimenti, parlano dei familiari morti. Resta un solo tabù: i casi di cannibalismo a quei tempi. *Se non sei libero, non sei responsabile. E se non sei libero né responsabile non hai una faccia riconoscibile. *L'amore rende ciechi e quando si è ciechi non si notano i pericoli. Però neanche i pericoli notano le persone che sono immerse nel sentimento dell'amore. {{Int2|1=Da ''[https://www.swissinfo.ch/ita/politica/anche-la-lingua-russa-in-ucraina-%c3%a8-tra-le-vittime-di-putin/48607424 "Anche la lingua russa in Ucraina è tra le vittime di Putin"]''|2=Intervista di Benjamin von Wyl, ''swissinfo.ch'', 22 giugno 2023.}} *Capisco che la [[Svizzera]] sia tradizionalmente neutrale. Ma secondo me, la neutralità non giustifica il fatto di trattare con un aggressore. *Anche la lingua russa e la cultura russofona in Ucraina sono tra le vittime di Putin. Sempre meno persone parlano il russo, nessuno vuole più impararlo. *Gli scrittori e le scrittrici di lingua russa in Ucraina hanno difficoltà, perché la maggior parte delle librerie non vuole assolutamente vendere libri in russo. Nemmeno quelli scritti e pubblicati in Ucraina. Si tratta di una reazione emotiva all'invasione, che in una certa misura è anche razionale. Quando sento parlare russo per le strade di Ginevra, non so se si tratti di persone di nazionalità russa, ucraina o bielorussa. Quando sento parlare in ucraino, è chiaro: sono dei miei compatrioti e delle mie compatriote. *La [[lingua ucraina]] è la protezione più evidente dell'identità e dell'indipendenza ucraina. La Russia è riuscita a costringere la Bielorussia ad avere due lingue ufficiali: il russo e il bielorusso. Che cos'è successo? In Bielorussia, chi parla bielorusso per strada è considerato un nazionalista estremo e viene ridicolizzato. *Spero solo che le banche svizzere non diventino dei centri di transito del denaro criminale russo utilizzato per corrompere le istituzioni europee e i partiti politici di estrema sinistra e di estrema destra per rappresentare gli interessi della Russia. *Il presidente [[Volodymyr Zelens'kyj|Zelensky]] gode di grande sostegno. Naturalmente è anche molto criticato, tra l'altro da intellettuali, perché l'Ucraina è composta da individui, non da masse uniformate come la Russia. In Ucraina sono registrati più di 400 partiti politici. Si discute e si critica senza sosta. Il prossimo o la prossima presidente, vivrà la stessa situazione. Il punto è che Zelensky è il presidente di un Paese in guerra. E sta facendo bene il suo lavoro. *Fino a oggi, nessuno è riuscito a rimanere in carica per due mandati in Ucraina. Questo la dice lunga sull'Ucraina: non si può avere una dittatura se non si permette a una persona di fare due mandati completi. *[...] l'Ucraina non può permettersi di essere neutrale come la Svizzera. L’Ucraina deve far parte della forza che potrà difendere il Paese in futuro. {{Int2|1=Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2023/08/13/news/ucraina_andriy_kurkov_zelensky_negoziati_russia-410906097/?ref=RHVS-BG-I270681069-P6-S2-T1 Ucraina, lo scrittore Kurkov: "La mia gente non può accettare cedimenti. Se Zelensky lo fa è finito"]''|2=Intervista di Paolo Brera, ''repubblica.it'', 13 agosto 2023.}} * Chi è ancora in [[Ucraina]] e non è diventato rifugiato all'estero è risoluto e spera che l'esercito abbia successo, i rifugiati sono più flessibili. Soprattutto chi sta pianificando di tornare e vorrebbe che la guerra finisse il prima possibile. * [[Volodymyr Zelens'kyj|Zelensky]] non parlerà con Putin. Quindi con [[Vladimir Putin|Putin]] vivo la guerra andrà avanti * Il presidente {{NDR|[[Volodymyr Zelens'kyj]]}} dovrebbe sacrificare la sua carriera politica. Se non ci sarà vittoria totale non avrà mantenuto le promesse. Se è pronto a negoziare deve essere pronto a dimettersi * Penso che la guerra continuerà. Ci sarà una linea del fronte surgelata in inverno. Se non accadrà nulla in [[Russia]], tra dicembre e aprile potrebbero esserci negoziati segreti tra l'[[Occidente]] e la Russia, non tra l'[[Ucraina]] e la Russia. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/sette/attualita/23_settembre_13/andrei-kurkov-la-colpa-gogol-se-russi-non-sanno-immaginare-loro-paese-senza-l-ucraina-be26b6c6-50b7-11ee-a355-a30027630bcd.shtml Andrei Kurkov: «La colpa è di Gogol se i russi non sanno immaginare il loro Paese senza l'Ucraina»]''|Intervista di Andrea Marinelli, ''Corriere.it'', 13 settembre 2023}} *Quella di scegliere un leader e poi criticarlo, odiarlo, è una vecchia tradizione ucraina, che risale ai tempi dei cosacchi. Quando la Russia era una monarchia, nel 17esimo secolo, gli ucraini sceglievano i loro leader e poi cercavano immediatamente di rimpiazzarli con qualcun altro. Ancora oggi gli ucraini molto spesso odiano i propri politici, ma vogliono partecipare alle elezioni. Zelensky sembra diverso, ma solo dall'esterno: c'è un 25 per cento di ucraini che critica lui e i suoi uomini, anche se ora molto meno di sei mesi fa. Ha comunque il sostegno della maggioranza degli ucraini. L'unica persona che non viene criticata penso sia il generale Zaluzhny, il capo dell'esercito, che è molto rispettato. *Il Donbass è sempre stato più filo sovietico che filo russo, perché all'epoca era una regione industriale, privilegiata, avevano ottimi stipendi, rifornimenti migliori e cibo nei negozi. Dopo l'indipendenza del 1991 divenne povera, così i russi dicevano che bisognava tornare all'epoca sovietica e sostenevano questa nostalgia in Donbass. Uno dei canali televisivi più seguiti nella regione era il canale russo Nostalgiya, che si può trovare anche in Italia, dove si vedono tuttora film e commedie della felice vita sovietica, programmi di quei tempi. La gente del Donbass pensava che Putin avrebbe ricreato l'Unione — e la vita — sovietica. *La Crimea e il Donbass erano due delle regioni meno istruite, con una popolazione proletaria composta per lo più da minori e operai che non viaggiavano all'estero ed erano molto passivi e ubbidienti, perché la struttura della società in Donbass soprattutto è simile a quella dell'esercito o della prigione. Qui le mafie locali creavano partiti speciali, per cui tutti poi votavano: dell'ultimo di questi partiti divenne poi capo Viktor Yanukovich, che nel 2010 è stato eletto presidente. Questo fu un tentativo di rendere l'intera Ucraina come il Donbass. Non funzionò perché fuori dal Donbass e dalla Crimea le persone sono molto attive. *Il più ucraino degli scrittori classici russi è Gogol, che nei suoi libri ha reso l'Ucraina molto affascinante per l'impero russo. Ed è uno dei motivi per cui i russi non possono immaginare il loro Paese senza l'Ucraina. *{{NDR|Sulla [[lingua russa in Ucraina]]}} È diventata la lingua dell'occupazione, del nemico. In alcune regioni, come quella di Odessa, magari resterà, perché la gente lo usa per le comunicazioni interetniche, ma come lingua culturale rischia di scomparire dall'Ucraina. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/cultura/2023/09/13/news/andrei_kurkov_la_russia_di_oggi_e_peggio_dellunione_sovietica_la_responsabilita_e_anche_della_letteratura-13169141/ Andrei Kurkov: "La Russia di oggi è peggio dell’Unione Sovietica, la responsabilità è anche della letteratura"]''|Intervista di Monica Perosino, ''Lastampa.it'', 13 settembre 2023}} *Sono uno scrittore ucraino di origine russa. Scrivo in russo. Prima dell'invasione su larga scala in Ucraina circa il 40% parlava russo. Molti di loro sono stati uccisi dall'esercito russo a Mariupol, Kharkiv... Ora credo che non ne siano rimasti più del 20%, e quasi tutti hanno smesso di parlare russo. Anche se in Ucraina ci sono molti poeti e scrittori che scrivono in russo - me compreso - i loro libri verranno tradotti in ucraino e poi pubblicati, non esisteranno mai nella versione originale. Putin sta distruggendo la cultura e la lingua russa ovunque. *Per trent'anni ho cercato di convincere la società che l'Ucraina aveva lo stesso diritto di fare della lingua russa - nella sua variante ucraina - quello che voleva, di possederla, e che il Cremlino non aveva il copyright sulla lingua. Esattamente come l'America ha trasformato la lingua inglese. Ma ora la questione non si pone più. *Ai tempi sovietici l'immagine degli scrittori era esagerata, erano trattati come dei, perché erano parte della propaganda. Ora alcuni hanno deciso volontariamente di far parte della propaganda, o della contropropaganda, perché la Russia sta combattendo anche contro la cultura e l'identità ucraine, quindi per difenderle c'è bisogno di soldati. *[...] gli ucraini hanno una mentalità individualista, hanno opinioni che vogliono difendere, non come in Russia dove la società è collettiva, la mentalità è collettiva, e tutto quello che Putin dice è accettato e sostenuto. *In Ucraina c'è la consolidata tradizione di disprezzare qualsiasi potere politico, perché ogni ucraino vuole essere un leader ed è pronto a scendere in piazza per difendere le proprie idee. *Tutta la società russa è bastata sulla paura, non ci sono voci contro la guerra, non c'è nessun Andrej Sakarov, non ci sono movimenti dissidenti come ce n'erano ai tempi sovietici. Gli attivisti sono fuggiti all'estero o sono in carcere. I sovietici avevano meno paura dei russi di oggi. E in parte la colpa è della cultura e della letteratura russa che continuano a ricordare ai russi la loro presunta natura fatalista. Alla fine li hanno convinti che non possono cambiare niente. Il fatalismo, invece, non è mai esistito in Ucraina. Ecco perché nella letteratura ucraina trovi tantissimo humour e in quella russa tantissimo Dostoevskij. *{{NDR|«Qual è la differenza tra cultura russa e ucraina?»}} Le differenze sono enormi, ma dal 1921 al 1991 la maggior parte degli ucraini è stata assimilata dal sistema russo. Anche dopo il 1991 Mosca ha investito pesantemente nella promozione della cultura russa per mostrare al mondo quanto fosse grandiosa. Ovviamente intendendo che non c'era nessun'altra cultura proveniente da quello sterminato Paese che era l'ex Unione Sovietica. Il risultato è che nessuno sapeva nulla della letteratura classica ucraina. Come la società, anche la letteratura ucraina è sempre stata contro l'establishment: oggi la maggior parte degli intellettuali non sostiene Zelensky, così come è stata contro qualsiasi governo. Inoltre, gli scrittori e gli intellettuali in Ucraina godono della fiducia della classe media e qui sono i politici a temere la società civile, non il contrario. In Russia la società civile manco esiste più. {{Int|Da ''[https://www.eastjournal.net/archives/133508 In dialogo con Andrej Kurkov: L'intervista del nostro Giovanni Catelli]''|Intervista di Giovanni Catelli, ''Eastjournal.net'', 12 ottobre 2023}} *[...] qualsiasi sottomissione, qualsiasi pezzo di terra lasciato ai Russi sarà la ragione per cui torneranno, quindi dovrebbero solo capire che non otterranno mai nessun pezzo di terra da nessun Paese, dovrebbero essere fermati e poi potrebbero riconsiderare le loro politiche. *[...] [[Nikolaj Patrušev|Patrushev]] ha la stessa età di Putin. E probabilmente la stessa mente, ma questa è la vecchia gerontocrazia, che è molto conservatrice e molto imperialista, quindi, voglio dire, dovremmo aspettare un'altra generazione, persone che, anche se sono conservatrici e radicali, non saranno aggressive in modo sovietico come Putin e la sua generazione. *Mi aspetto fra alcuni anni in Russia, un nuovo tipo di leader che non sarà pro-europeo, ma che sarà pragmatico e forse più simile ai politici cinesi che si occuperà dell'economia del Paese e degli interessi del Paese, ma non sarà stupidamente aggressivo verso i vicini. *[...] in generale l'Ucraina non è uno Stato monoetnico e non è uno Stato monolingue. In realtà, fino a poco tempo fa non c'erano problemi per i russofoni, e la guerra, l'aggressione russa ha portato più problemi ai russofoni che qualsiasi tipo di governo ucraino o di attivisti linguistici ucraini. *[[Odessa]] parla russo con accento ebraico, per tradizione, da 100 anni e anche prima. E manterranno questa lingua perché è la loro cultura. Quindi potrebbero anche non chiamarla lingua russa, ma lingua di Odessa. Odessa non è una città politicamente impegnata. È una città commerciale senza interessi politici, ma difenderà il proprio stile di vita. E questo è tutto. Ma non credo che nessuno cercherà di costringerli a smettere di parlare ciò che parlano. {{Int2|1=Da ''[https://www.corriere.it/esteri/24_novembre_10/andrei-kurkov-un-america-grande-e-incompatibile-con-i-piani-dello-zar-50c583f5-3550-4482-9064-3581b7791xlk.shtml Andrei Kurkov: «Un'America grande è incompatibile con i piani dello zar»]''|2=Intervista di Lorenzo Cremonesi, ''corriere.it'', 24 novembre 2024.}} *Da dopo l'[[Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2024|elezione di Donald Trump]] tra noi ucraini prevale forte il senso di essere stati abbandonati. Però, in cuor mio, ho una speranza: se è vero che intende tornare a fare grande l'America, allora Trump si accorgerà che ciò è incompatibile con Putin determinato a ricreare la grande Russia. *{{NDR|«Ma il risultato elettorale americano non ha cambiato la vostra prospettiva sul futuro?»}} Certamente la cambia, anche se ancora ci rimane l'amicizia europea. E comunque tutto resta aperto. Putin vorrà tutti i territori occupati, porrà limiti ai rapporti tra l'Ucraina e il mondo occidentale, pretenderà di intervenire nei nostri affari interni. I nostri governi non lo accetteranno e in qualche modo Trump sarà costretto a intervenire, potrebbe persino diventare anti-Putin. *{{NDR|«Le armi europee possono sostituire quelle Usa?»}} Assolutamente no. Molti Paesi membri Ue, tra cui l'Italia e la Spagna, per le spese militari neppure raggiungono la soglia del 2 per cento del loro prodotto nazionale lordo come vorrebbe il regolamento Nato. L'Europa è un nano rispetto all'esercito statunitense. {{Int2|1=Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/24/news/intervista_andriy_kurkov_accordo_ucraina_russia_cipro-423957626/ Andriy Kurkov: "Ci sarà un accordo e noi dovremo accettarlo. L’Ucraina finirà come Cipro"]''|2=Intervista di Paolo Brera, ''repubblica.it'', 24 gennaio 2025.}} *{{NDR|Su [[Donald Trump]]}} Quando è stato eletto molti erano sconvolti, sicuri che avrebbe solo smesso di aiutarci militarmente. Poi ha ripetuto che avrebbe fermato la guerra in 24 ore, e si diceva "beh, forse non in 24 ore ma qualcosa farà". *Credo che la guerra finirà verso dicembre. L'economia russa è in cattive condizioni e stampano denaro. Putin si preoccupa per i prossimi anni, se la guerra va avanti. *{{NDR|«Sentimento prevalente, oggi?»}} La stanchezza. Ma se fermi qualcuno e gli chiedi se sia pronto a rinunciare al Donbass e metà regione di Kherson probabilmente ti risponderà "no, combatteremo fino alla fine". Ciascuno controlla il patriottismo altrui. Il 50% degli ucraini sostiene ancora Zelensky e accetterà qualsiasi decisione prenda. L'unica alternativa è Zaluzhny, che non vuole diventare presidente. *{{NDR|«Qual è il futuro dell'Ucraina?»}} Diventeremo una sorta di Cipro, con terre ucraine non controllate. Sarà un dolore permanente. *Credo che nessuno si fidi di Trump: è per metà pazzo, per l'altra metà un pragmatico uomo d'affari molto rude e orgoglioso di non aver pagato tasse. *{{NDR|«Il mondo diventerà migliore?»}} No, perché ha accettato che si possano cambiare i confini con la forza. È iniziato dai Balcani, ora è molto peggio. Lo so, è orribile, ma il vaso di Pandora che Putin ha aperto nel 2014 non si fermerà senza una catastrofe. {{Int2|1=Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2025-03-01/scrittore-kurkov-usa-trump-simili-russia-ucraina-30238579/ Andrij Kurkov: "C’è voluta una guerra per dimostrare che l’Ucraina è diversa dalla Russia"]''|2=Intervista di Andrea Pipino, ''agi.it'', 11 febbraio 2025.}} *Il problema della [[letteratura ucraina]] contemporanea è che è autoreferenziale. È rivolta a un pubblico che conosce già bene l'Ucraina. Allo stesso tempo, gli ucraini si sono sempre lamentati del fatto che il mondo non li conosce, che non sappia distinguere tra russi e ucraini. *Purtroppo, c'è voluta una guerra per dimostrare che l'Ucraina è diversa dalla Russia, al punto che la Russia sta cercando di distruggerla proprio a causa di questa differenza. È interessante notare che l'[[Seconda guerra in Ossezia del Sud|aggressione russa in Georgia]] non ha suscitato alcun interesse culturale per il paese. Non ha influito sulla traduzione della letteratura georgiana o sulla popolarità dei film georgiani. *{{NDR|La [[Lituania]]}} Se volete trovare un piccolo regno magico, con la stessa popolazione di Kiev, con quattro regioni diverse e una storia incredibile, il regno lituano fu il più grande stato europeo nel XIV secolo. Oggi è ancora un paese eccezionale, ma rimane largamente sconosciuto, e lo stesso vale per la letteratura e la cultura lituane. *Le ambizioni imperiali russe nei confronti dell'Ucraina risalgono all'inizio del XVIII secolo. Nel 1709 si combatté la famosa campagna di Poltava in Ucraina che oppose l'esercito di Pietro il Grande all'esercito ucraino di Hetman Mazeppa e a quello svedese di Carlo XII. Pietro il Grande sconfisse l'esercito ucraino e i cosacchi ucraini, e Mazeppa fuggì in Bessarabia, nelle attuali Moldova e Romania. Questa fu probabilmente la prima grande battaglia in cui la Russia si impadronì praticamente di tutta l'Ucraina. Undici anni dopo, Pietro il Grande firmò il primo decreto contro l'identità ucraina, decreto che vietava la pubblicazione di testi religiosi in ucraino e che includeva anche una clausola per ritirare tutti i libri religiosi scritti in ucraino dalle chiese.<br>Tra il 1720 e il 1917, sono stati firmati oltre 40 decreti da vari zar russi con l'intento di distruggere la lingua, la cultura e l'identità ucraine. La guerra di oggi, quindi, non è una novità. Lo stesso accadde anche in Lituania: pur non essendo vietato parlare il lituano, fu proibito scriverlo con l'alfabeto latino. Per decisione dello zar Alessandro II, il lituano doveva essere scritto e stampato in caratteri cirillici. *Quando l'Unione Sovietica crollò nel 1991, ne fui molto felice. Quegli eventi mi sconvolsero, certo, ma furono un trauma ancora più grande per i miei genitori, che non riuscivano a immaginare una vita al di fuori dell'Urss. Io, invece, ero entusiasta perché con l'indipendenza dell'Ucraina, credevo che sarebbe stato molto più semplice costruire uno stato europeo autonomo. In quell'anno mi identificai politicamente come ucraino, il che all'epoca significava appartenere alla parte più attiva della società, dove il gruppo etnico ucraino era dominante. *Quando ero studente, o bambino, se qualcuno parlava ucraino a Kiev, si pensava che fosse o un contadino o un nazionalista. Era questa l'idea del Partito comunista d'Ucraina: al suo interno, certo, c'erano comunisti che parlavano ucraino, ma parlavano bene anche il russo. *Quando l'Ucraina era un territorio indipendente governato dai cosacchi, prima del 1654, questi eleggevano il loro etmano, che era sia il capo dell'esercito sia il governatore del territorio. Gli ucraini erano già allora politicamente indipendenti e molto determinati, e suppongo che tutti parlassero ucraino. Nel 1654, però, l'etmano [[Bohdan Chmel'nyc'kyj]] chiese aiuto allo zar russo nella guerra contro la Polonia. Fu l'inizio della fine per l'indipendenza ucraina. *A differenza della Russia, che è sempre stata una monarchia in cui la popolazione idolatra lo zar e si aspetta che sia lui a coordinare la vita dei cittadini, l'Ucraina ha una lunga tradizione di sistemi più democratici. Infatti, oggi abbiamo più di 300 partiti politici, perché ogni ucraino che entra in politica vuole fondare il proprio. *Naturalmente, la Russia ha sempre appoggiato i partiti filorussi, cercando di costringere i leader ucraini ad accettare il russo come seconda lingua ufficiale. Questo avrebbe reso molto più semplice la reintegrazione dell'Ucraina nell'impero russo, come è successo alla Bielorussia.<br>In Bielorussia, solo il 25 per cento della popolazione parla bielorusso, e la maggior parte degli scrittori scrive in russo. Gli autori e i poeti più impegnati politicamente e culturalmente, che prima scrivevano in bielorusso, sono rifugiati in Lituania e Polonia, perché il regime di Aljaksandr Lukašenka li considera pericolosi. *Fin dal XVI secolo, la lingua russa è stata usata come strumento per cambiare la mentalità individualista degli ucraini e renderli russi. Lenin non si è mai fidato degli ucraini e non è mai stato a Kiev in vita sua, anche se sua sorella viveva lì. [...] Al tempo dell'Unione sovietica, questa mentalità sopravviveva solo nell'Ucraina occidentale, che divenne parte dell'Urss solo dopo la Seconda guerra mondiale, prima di allora faceva parte della Polonia. *{{NDR|«Pensa che dopo la guerra l'Ucraina possa ancora considerarsi un paese multilingue?»}} Le lingue minoritarie continueranno ad essere parlate e utilizzate senza problemi, ad eccezione del russo. La società è profondamente scossa dalla guerra; ci sono tombe dei combattenti in ogni paese, in ogni città. Al momento, l'odio verso tutto ciò che è russo è inaccettabile; le librerie rifiutano di vendere libri in russo, gli ucraini hanno addirittura smesso di guardare YouTube russo e di ascoltare rock e musica classica russa. *Penso che si debba cercare quegli oppositori russi che sono realmente in grado di influenzare la società russa e parlarci. Ma, ancora una volta, il 99 per cento degli intellettuali ucraini direbbe che questo è tradimento e non lo permetterebbero mai. *[...] per i russi, la stabilità è più importante della libertà. Nei 22 anni di governo di Putin, i russi hanno rinunciato alle loro libertà per vivere in una società stabile, per passività, per ricevere promesse di stipendi e redditi alti. Per gli ucraini, la libertà è più importante della stabilità. L'Ucraina non è mai stata un paese stabile, tranne che per qualche anno nell'Urss.<br>E per gli ucraini, la libertà politica e l'espressione politica, sono più importanti della stabilità o del reddito. Quindi sono disposti a mettere a rischio la pace sociale per difendere le loro idee fino alla fine, come è successo durante la rivoluzione arancione e l'Euromaidan. *Quando l'Urss crollò, i russi continuavano a credere nel sogno americano, mentre in Ucraina avevano un sogno europeo. Questo perché le persone pensavano che l'Europa fosse davvero un luogo stabile e libero dalla corruzione, dove la polizia operava in modo efficiente ecc.... Ecco perché non si erano sviluppati sentimenti anti-occidentali in Ucraina. L'Ucraina si sentiva già parte dell'Occidente. In Russia invece, molte persone vivevano in difficoltà a causa dell'ascesa di nuovi oligarchi. E poi il clero ortodosso russo ce l’aveva messa tutta per alimentare sentimenti anti-occidentali, anti-europei, e ci era riuscito. *[...] credo che la società ucraina pagherà un prezzo molto alto per questa guerra in termini di istruzione. Lo stesso vale per le università. La società è sicuramente traumatizzata e radicalizzata. [...] non si può dormire. Se vivi in una grande città, non puoi dormire la notte perché si sentono le sirene dalle 11 di sera alle 9 di mattina; le esplosioni sono frequenti e i cannoni antiaerei sparano di continuo. A Kiev non si dorme. Ci rifugiamo nei corridoi per stare lontani dalle finestre. Quando si vedono le persone nei caffè la mattina, quasi tutte hanno gli occhi rossi e il volto stanco. Ma cercano di sorridere, come se volessero mascherare la fatica. Se chiedi a qualcuno, "Come stai?", in molti risponderebbero "Tutto bene. Tutto bene". Ma non ti direbbero davvero come si sentono. Psicologicamente, è molto estenuante. {{Int2|1=Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2025-03-01/scrittore-kurkov-usa-trump-simili-russia-ucraina-30238579/ "L'America di Trump è sempre più simile alla Russia"]''|2=Intervista di Marta Allevato, ''agi.it'', 1 marzo 2025.}} *{{NDR|Sulla [[seconda presidenza di Donald Trump]]}} [...] l'America di adesso appare totalmente diversa da quella a cui tutti noi siamo stati abituati [...]. Sta diventando come la Russia [...], la leadership americana inizia a comportarsi come Vladimir Putin: con maleducata arroganza, la voglia di dare ordini, la tendenza a parlare dalla posizione di chi ha sempre ragione e sa cosa vuole ottenere dagli altri. *[...] bisogna prepararsi a continuare combattimenti più duri e con più vittime, perché senza l'aiuto americano per noi sarà ancora più difficile. L'Europa è diventata la nostra ultima speranza, ma temiamo che questo sostegno non sarà sufficiente e a lungo termine. *Una sconfitta dell'Ucraina in questa guerra sarà solo una fase temporanea prima dell'inizio di una nuova guerra, che la Russia sferrerà sicuramente probabilmente iniziando da Polonia e Lituania; stavolta, però, sarebbe una guerra mondiale. {{Int2|1=Da ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/kurkov-scrittore-papa-francesco-per-gli-aggrediti-ha-usato-compassione Kurkov: «Francesco ha insegnato la lingua della compassione»]''|2=Intervista di Eugenio Giannetta, ''avvenire.it'', 28 aprile 2025.}} *Per Kiev molte regioni ucraine remote erano periferie e la gente lì lo accettava e non chiedeva attenzione. Ricordo di aver portato alcuni giovani scrittori a Suvorov, nella regione di Odessa, e di aver avuto una discussione con la gente del posto durata ore. Alla fine, uno degli abitanti del luogo ha detto: "Siete le prime persone che sono venute da noi a parlare del Paese e del futuro, per la prima volta in 25 anni!". Ora, a causa della guerra, l'Ucraina è diventata una periferia sanguinante, che molte persone nel mondo preferirebbero non vedere. Allo stesso tempo, la situazione in Ucraina restituisce l'empatia nella vita di tanti e ci insegna a essere attenti al dolore degli altri *L'incontro tra Trump e Zelensky è stato molto importante e ha segnato un serio cambiamento nelle loro relazioni, Trump ha finalmente capito che Putin sta giocando con lui, trattandolo come il gatto con il topo. La dichiarazione odierna della Russia lo ha solo dimostrato. L'incontro è stato storico, ma probabilmente non porterà alla pace. *I bambini sono molto adulti oggi, anche quando hanno solo cinque o sei anni. Non conoscono una vita diversa da quella vissuta durante la guerra. Sorridono meno, parlano della guerra e della morte. Sanno che molti dei loro amici sono diventati rifugiati all'estero insieme alle loro madri. Quindi pensano che l'unica scelta per vivere senza la guerra sia quella di scappare dall'Ucraina. Allo stesso tempo, coloro che restano imparano a essere più responsabili, più seri. Non giocano, osservano la vita in tempo di guerra e imparano a sopravvivere fisicamente e mentalmente. Non possiamo compensare l'infanzia perduta, ma possiamo accettarli come amici e adulti prima di quanto accadrebbe in tempo di pace. *Non posso biasimare chi si è stancato di un problema senza fine. Ma coloro che sono rimasti indifferenti per tutto il tempo sono persone senza una vera vita, senza una vera fede, senza una vera gioia. Si possono svegliare solo quando il dolore entra nella loro vita personale. *{{NDR|Su [[Papa Francesco]]}} [...] il suo è stato il linguaggio della compassione, laconico, pieno del suo personale dolore per la sofferenza degli ucraini e per la sofferenza di tutti i popoli che hanno affrontato l'ingiustizia e l'aggressione. Il linguaggio del Papa era spesso privo di parole con una forte coloritura emotiva. Nelle sue dichiarazioni e nei suoi discorsi, ha scelto di solito parole "bianche", che danno speranza piuttosto che dare una valutazione. {{Int2|1=Da ''[https://www.corriere.it/esteri/25_maggio_25/lo-scrittore-ucraino-kurkov-non-bastano-gli-scambi-di-prigionieri-questa-guerra-finisce-quando-putin-se-ne-va-2c4a539b-d726-4922-b192-34fc6a511xlk.shtml Lo scrittore ucraino Kurkov: ««Non bastano gli scambi di prigionieri. Questa guerra finisce quando Putin se ne va»]''|2=Intervista di Marta Serafini, ''corriere.it'', 25 maggio 2025.}} *I negoziati sono possibili, certo. Ma, per il momento, avranno l'unico effetto di creare una pausa tra i prossimi attacchi e quelli di prima. I prigionieri vengono scambiati dall'inizio della guerra e le persone che organizzano gli scambi non hanno nulla a che fare con altri tipi di negoziati. Dubito possano fare la differenza. *Putin sta sfruttando il momento perché gli Stati Uniti non sono più attivamente coinvolti in questa guerra. L'Europa è stata abbandonata da Washington e i politici europei non riescono ancora a decidere come reagire. Sanno che la Nato non è più forte e non è unita sulle questioni militari e che non è pronta a essere una forza di risposta rapida. E questo quadro avvantaggia Mosca. *Non si può pensare di ricreare il modello coreano in Ucraina, come qualcuno ha ipotizzato, con un Paese diviso in due lungo una linea tracciata a tavolino. *La presenza di monumenti a scrittori russi in Ucraina era la prova tangibile che era la cultura russa a predominare. In Ucraina avevamo 800 vie intitolate a [[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] e quasi nessuna dedicata agli autori ucraini uccisi da Stalin negli anni 30. Ora non è più così. Penso che sia corretto creare una mappa ucraina per l'Ucraina. *Fu nel 1918 che l'Ucraina annunciò la sua indipendenza e immediatamente venne attaccata dall’Armata Rossa, il cui scopo era di occupare tutto il Paese e trasformarlo in una Repubblica ucraina sovietica. Direi che è qualcosa di simile a quanto successo nel 2022. {{Int2|1=Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/09/news/kurkov_ucraina_intervista_piano_usa_russia-424780155/ Ucraina, lo scrittore Kurkov: "Con la Russia sarà un accordo ingiusto, ma qui non ne possiamo più"]''|2=Intervista di Paolo Brera, ''repubblica.it'', 9 agosto 2025.}} *Si parla di congelare la situazione, non di risolverla. Significa una pausa nella guerra, non fermarla. [...] Suona come una favola, ma se Kiev firma per 50 anni significa che accetta lo status quo. Fra 50 anni sarà troppo tardi per discutere un cambiamento. I territori occupati saranno russificati, con cittadini e leggi russe. È un modo molto astuto per permettere a Putin di tenersi ciò che ha occupato. *{{NDR|«La gente sarà contenta?»}} Sarà felice che non ci siano più droni, bombe e missili. Ma si attiverà una lotta politica e sarà il primo passo per le elezioni. *{{NDR|«Alla fine aveva ragione Trump?»}} Non ha ragione. Cerca la via d'uscita più facile per non sembrare uno che non è riuscito a risolvere il problema. Le condizioni di questo potenziale stop alla guerra dimostrano che è dalla parte di Putin: gli permette di tenere i territori occupati e, se è vero, gli ha offerto il riconoscimento della Crimea. Per Trump fermare la guerra è più importante che una pace giusta. È un affare tra loro. *{{NDR|«Kiev può solo firmare?»}} Sì. E coloro che firmeranno saranno accusati di aver concluso un cattivo accordo. {{NDR|«Zelensky è finito, se firma?»}} Potrebbe riuscire a farsi rieleggere. Ma questo accordo diventerà il suo tallone d'Achille. {{Int2|1=Da ''[https://www.corriere.it/esteri/25_agosto_17/andrei-kurkov-putin-intervista-b8ae4b01-c00f-4773-8579-647332449xlk.shtml Andrei Kurkov: «Putin una sfida l'ha già persa: voleva russificarci e invece ormai la Ue ci ha adottati in toto»]''|2=Intervista di Lorenzo Cremonesi, ''corriere.it'', 17 agosto 2025.}} *[...] l'Ucraina che si difende dall'aggressione russa è diventata uno dei Paesi più militarizzati al mondo, il nostro esercito rappresenta ormai un modello da studiare e seguire per tanti comandi occidentali. I vostri militari stanno imparando dai nostri. Vedo che i nostri generali sono trattati da quelli europei con molto più rispetto che nel passato. L'Ucraina è diventata una terra di frontiera tra Asia, Russia e Europa occidentale. *{{NDR|Sul [[vertice Russia-Stati Uniti del 2025]]}} Non è andato come voleva Trump. Non c'è stata la conferenza stampa finale e neppure il pranzo. Ma tutto il mondo ha visto il tappeto rosso per Putin, nulla di simile è stato fatto nel recente passato per i leader della Ue o per Zelensky. Ma adesso Trump non sa cosa fare, gli piace Putin che controlla il sistema come lui non può fare, gli piace un altro dittatore come Lukashenko. Alla fine comunque non c'è stato alcun risultato, ecco perché adesso ha bisogno degli europei con Zelensky. *Zelensky potrebbe indire un referendum: la resa del territorio in cambio del blocco della guerra. Non credo che possa fare alcun passo del genere senza il pieno consenso popolare. Ma il risultato potrebbe vedere un Paese lacerato, una metà d'accordo con il compromesso territoriale e l'altra contraria. *Nessuno si fida di Putin. Non gli crediamo. Alla prima occasione tornerà ad attaccarci, lo ha già fatto in passato e lo rifarà. È scritto sui muri {{Int2|1=Da ''[https://www.leuropeista.it/la-guerra-non-si-fermera-finche-putin-sara-al-potere-intervista-allo-scrittore-ucraino-andreij-kurkov/ "La guerra non si fermerà finché Putin sarà al potere". Intervista allo scrittore ucraino Andreij Kurkov]''|2=Intervista di Marco Setaccioli, ''leuropeista.it'', 9 settembre 2025.}} *La Russia sta cercando di riprendersi l’Ucraina e trasformarla in una colonia russa, una colonia imperiale o un territorio imperiale. Questo è l'obiettivo principale. *Il fatto che l'America abbia deciso di non essere più un leader nel mondo democratico ha reso Russia, Corea del Nord, Cina e Iran molto più audaci e decisi nel loro desiderio di cambiare l'ordine mondiale. *Penso che la Russia non debba far parte di alcuna garanzia. Perché sono proprio loro che stanno infrangendo le regole, infrangendo le garanzie. La questione è semmai se l'Europa abbia intenzione di prendere l'Ucraina sotto la propria protezione e accettarla come membro dell'Unione Europea. Perché in caso contrario, l'Ucraina è destinata a rimanere di fatto una zona cuscinetto, cosa che probabilmente piace ad alcuni leader europei. Ma in quel caso non ci sarà alcuna protezione né per l'Ucraina, né tanto meno per l'Europa. *Prima della guerra il 40% degli ucraini parlava russo. Forse il 10% di loro era filo-russo. La maggior parte di queste persone ora sono morte o sono profughe, perché viveva nel Donbas e in Crimea. Quindi, in nessun modo, per gli ucraini, parlare russo significa essere filo-russi. Le due cose non coincidono. E in realtà, i russofoni non hanno mai avuto bisogno di alcun tipo di protezione dall'Ucraina. Anche prima della guerra io non ho mai avuto problemi a scrivere in russo. A causa di Putin, ora i miei libri, ad esempio, non vengono pubblicati in Russia. Quanto alla Chiesa Ortodossa russa, sorprenderà sapere che è ancora molto attiva. La settimana scorsa hanno organizzato un pellegrinaggio, un enorme pellegrinaggio in Bucovina. Dalla Bucovina a Pochaiv, credo nella regione di Khmel'nyc'kyj, o nella regione di Ternopil. Dato che ora sono il secondo monastero principale della Chiesa ortodossa russa. Nessuno li ha fermati. Parliamo di decine di migliaia di fedeli ortodossi russi che attraversavano a piedi l'Ucraina occidentale e meridionale. E presumo anche che fossero guidati da sacerdoti filo-russi. Perché senza la loro organizzazione non lo si sarebbe potuto fare. Il loro scopo era chiaramente quello di provocare la reazione del governo ucraino. Fermare questo pellegrinaggio, arrestare i sacerdoti. Non è successo nulla di tutto questo. Ecco perché non se ne parla sui media. Ma si possono trovare foto di queste enormi folle di fedeli ortodossi guidati da sacerdoti russi in Ucraina durante la guerra. *Gli ucraini sono sempre pronti a protestare. Perché gli ucraini sono individualisti. Sentono di avere libertà di decisione politica. Ecco perché non abbiamo mai avuto un presidente per 20 anni come in Russia. Ed è per questo che, in realtà, tutti in Ucraina sono stufi della corruzione, sia politica che economica. Quindi la seconda Maidan, quella del 2014, dopo la Rivoluzione Arancione del 2004, è stata di fatto provocata dal presidente filo-russo Yanukovich, che voleva imitare il comportamento di Putin e voleva controllare economicamente e politicamente tutta l'Ucraina, pensando di poter rimanere al potere come Putin per 10 anni, per 20 anni. *ricordo che quando sono arrivato per la prima volta a Maidan all'inizio delle proteste, era l'inizio di dicembre 2013, e parlavo con la gente, ho capito che quelle persone erano lì non solo perché Yanukovich aveva detto che non saremmo andati in Europa, ma perché erano stanchi della corruzione locale o dei politici locali. Sono venuti da tutta l'Ucraina per esprimere il loro dissenso. Erano insoddisfatti. Si è trattato di una enorme massa di persone, che solo in quel momento ha espresso la propria comune volontà, che era quella di entrare in Europa, perché combattere la corruzione significa proprio muoversi verso l'Europa, verso una società più civile. Questa è, e rimane in realtà la mia impressione, cioè che le persone che sono venute, avessero in alcuni casi chiare richieste politiche, in altre fossero solo insoddisfatte della situazione in cui si trovava l'Ucraina in quel momento. Insieme, in quel momento sono diventati politicamente più consapevoli, ma allo stesso tempo, non lo erano abbastanza da determinare la nascita di un partito politico, non hanno creato una nuova forma di potere, né hanno mandato una nuova forza politica in parlamento dopo Maidan. E questo ancora una volta perché gli ucraini sono individui, perché nessuno vuole unirsi. *Abbiamo l'Ucraina dei rifugiati, quindi l'Ucraina all'estero. Sei milioni di persone, sette milioni di persone di cui solo forse il 10% sarà pronto a tornare. Quindi creeranno una nuova diaspora. In parte si assimileranno, in parte diventeranno gruppi di ucraini che vivono all'estero, come dopo il 1991, ecc. Abbiamo ucraini sfollati che hanno un carattere diverso, che sono molto amareggiati, che sono infelici, che hanno perso le loro case, che cercano di integrarsi nella vita di una regione diversa. E a volte non sono benvenuti, a volte sì. Abbiamo ucraini che vivono ancora a casa, come me, che si sentono più stabili, ma in una situazione ancora molto fragile, perché non so dove cadrà domani un missile o un drone. Ciò che può unire tutti questi ucraini è solo un enorme sforzo di ricostruzione, la ricostruzione dell'Ucraina, purché inizi subito dopo la fine della guerra. E se molti volontari stranieri, giovani volontari, venissero ad aiutare gli ucraini, questo darebbe motivazione anche agli ucraini che sono stanchi, che non sono molto ottimisti. In ogni caso posso dire cosa l'Ucraina non diventerà mai: uno stato autoritario, perché qui non funziona. La realtà è che la gente non sopporta i politici, li odia. Dico sempre che l'Ucraina è la patria dell'anarchia. *Alcuni politici, come Fico e Orban, fino a poco tempo fa dovevano decidere se essere più amici di Trump o di Putin. Hanno ovviamente scelto Putin, perché hanno visto che Trump è debole e a Trump non importa dell'Europa. E questo è un pessimo segno. Perché penso che ci saranno altri politici che cercheranno di seguire le orme di Fico e Orban. *[...] penso che l'Unione Europea dovrebbe pensare a un esercito europeo congiunto con un solo comando europeo. E se questo esercito fosse istituito sulla base della NATO o in parallelo, avrebbe bisogno dell'esperienza degli ufficiali ucraini, del comando ucraino. Tutti si sentirebbero molto più forti se l'Ucraina fosse coinvolta nella creazione dell'esercito europeo, militarmente e politicamente, forse non economicamente. *Molti europei pensano che non saranno mai attaccati, perché in qualche modo questi 70-80 anni di tranquillità in Europa hanno portato le persone a credere che la pace sia per sempre e che viviamo in una nuova civiltà senza guerre, senza pericoli. E questo slittamento politico dell'Europa credo abbia contribuito in modo determinante anche a determinare la situazione di pericolo che abbiamo ora. La Germania, ad esempio, è stata ben felice di commerciare con la Russia anche dopo l'annessione della Crimea. *Credo che la cosa più logica da dire sia che la guerra finirà dopo la morte di Putin o la sua scomparsa o la sua rimozione, perché Putin non si arrenderà, Putin non fermerà la guerra. Non accetterà alcun tipo di accordo di pace. Ma la situazione economica in Russia è pessima e sta peggiorando. Ora non c'è benzina, non c'è libero accesso alle strade. E penso che questo sia uno dei motivi per cui l'Ucraina viene bombardata in modo sempre più aggressivo. È una vendetta per la situazione in Russia. Non c'è alcuna forza politica in Russia se non quella di Putin. Quindi non si può immaginare che qualcuno dica: "Lo rimuoviamo, facciamo l'accordo e fermiamo la guerra". Quindi siamo realistici. La guerra e Putin sono la stessa cosa. Sono sinonimi. *Putin non ha preparato nessuno a sostituirlo con la stessa aura, con la stessa reputazione, qualcuno nei confronti del quale la Russia può avere lo stesso atteggiamento. Quindi, quando se ne sarà andato, il posto sarà vuoto. Chiunque arrivi, sarà giovane e "nuovo" e i russi quindi non avranno paura di lui. Questo è fondamentale. Oggi la società russa si basa sulla paura. La paura ha un volto, quello di Putin. Se non c'è più la paura, allora ci saranno rivolte, succederanno altre cose. Ma l'intera struttura basata sulla paura crollerà o si congelerà. E la gente aspetterà di vedere cosa succederà dopo. Ma non accetterà un nuovo leader con lo stesso tipo di amore, paura, adorazione e fiducia. {{Int2|1=Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_febbraio_07/scrittore-andrey-kurkov-intervista-putin-stalin-48ce015c-a0c4-479d-92bb-a07cfd09cxlk.shtml Lo scrittore Andrey Kurkov: «Putin non sa batterci quindi prova a piegarci con il freddo e il buio. Come Stalin con la fame»]''|2=Intervista di Lorenzo Cremonesi, ''corriere.it'', 26 febbraio 2026.}} *Se non mi ami ti uccido. È un vecchio principio russo che Vladimir Putin adatta contro l'Ucraina: voleva occuparci in nome della sua interpretazione russocentrica della nostra storia, che nega l'identità ucraina indipendente. Ma noi resistiamo e allora lui ha deciso di punirci tutti con la violenza delle bomb. *{{NDR|«Cosa vuole Putin?»}} Un nuovo Holodomor, come lo sterminio voluto da Stalin della nostra gente che non accettava di vivere sotto la dittatura sovietica nel 1932-33. Allora era la fame, adesso è il freddo causato dalle bombe. Quest'inverno rimarrà impresso nella nostra storia come uno dei momenti più alti della resistenza nazionale. *Alla fine del 2026 le situazioni economiche di Russia, Ucraina ed Europa saranno diverse, arriveremo all'esaurimento delle risorse. Occorre vedere chi lo avvertirà per primo, sebbene io creda che l'esercito russo stia diventando più stanco del nostro. In rete vediamo la crescita delle proteste dei soldati russi e sui campi di battaglia le nostre unità rilevano che parecchi russi feriti vengono curati molto superficialmente e rimandati subito sulle prime linee. È vero che la mancanza di nuove reclute per noi è un vecchio problema, ma ora per i russi potrebbe essere anche peggio. *{{NDR|«A che punto siamo della guerra?»}} Siamo al punto in cui l'Europa prende il posto degli Stati Uniti e, sebbene tra divisioni e polemiche interne, capisce che la difesa dell'Ucraina è un suo interesse primario. Il risultato di questo conflitto condizionerà il futuro dell'Ue. Mi sembra un dato fondamentale. In superfice appare come uno stallo, in realtà stanno capitando un mucchio di cose, inclusa la nascita dell'industria bellica europea forgiata dall'esperienza dei droni ucraini. {{Int2|1=Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_giugno_02/kurkov-putin-perde-sul-campo-e-colpisce-i-civili-e-terrorismo-puro-62641ae7-191e-4c15-8dfd-099f16dbcxlk.shtml Lo scrittore Kurkov: «Putin perde sul campo e colpisce i civili. È terrorismo puro»]''|2=Intervista di Lorenzo Cremonesi, ''corriere.it'', 2 giugno 2026.}} *Lunedì ero con mia moglie a festeggiare il mio editore danese nel villaggio di Obuhiv, appena a sud di Kiev. Dalle sette di sera abbiamo iniziato a vedere gli sciami di droni russi che si gettavano sull’area della capitale, volavano rasenti ai tetti. L’attacco è continuato a ondate, dopo le tre del mattino sono arrivati i missili e la nostra contraerea ha provato a intercettarli: è allora che si sono sentite ovunque le esplosioni, alcune molto vicine. Per tutta la notte abbiamo parlato su Viber con i nostri tre figli, che abitano in quartieri diversi della capitale. Si sono rifugiati nei corridoi e nelle zone protette delle loro case. Nessuno ha dormito: le deflagrazioni erano potenti e hanno colpito parecchi edifici a più piani *{{NDR|«La propaganda russa afferma, come sempre, di mirare esclusivamente a obiettivi militari...»}} Sono degli irriducibili bugiardi. Un sacco di fandonie. Posso testimoniare in diretta che la maggioranza dei danni riguarda blocchi di appartamenti, depositi di fabbriche di medicinali, uffici postali, capannoni contenenti riserve di cibo. I russi mirano a devastare le nostre infrastrutture civili. Negli ultimi tempi sono andate in fiamme le riserve di medicine della capitale. Io stesso fatico a trovare alcune medicine specifiche. *I civili tornano a dormire nel metrò e nelle cantine. C’è stanchezza, ma non disperazione. Gli ucraini non si arrendono. Chi aveva paura è già scappato all’estero, quelli che restano credono nella resistenza e nella vittoria. == Note == <references /> == Altri progetti == {{Interprogetto}} [[Categoria:Scrittori ucraini]] {{DEFAULTSORT:Kurkov, Andrij}} mdjhbsi25scep98ne9j6657jofncwzl Sebastopoli 0 193412 1415571 1207092 2026-06-04T12:38:09Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1415571 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Sevastopol Collage 2015.png|miniatura|Sebastopoli]] Citazioni su '''Sebastopoli''' e i '''sebastopolitani'''. *Il sole era alto e splendente sopra alla baia, che, con i suoi bastimenti fermi e le vele e le barche in movimento, brillava di un allegro e caldo scintillio. Un leggero venticello moveva appena le foglie delle querce rinsecchite attorno al telegrafo, gonfiava le vele delle barche e faceva dondolare le onde. Sebastopoli, sempre la stessa, con la sua chiesa incompiuta, con la colonna, il lungomare, il ''boulevard'' verdeggiante sulla collina, l'elegante edificio della biblioteca, le sue piccole baie azzurre piene di alberi, di bastimenti, i pittoreschi archi dei suoi acquedotti e il fumo azzurro della polvere da sparo, di tanto in tanto illuminato dalle fiammate color porpora dei colpi; sempre ugualmente bella, festosa e fiera, circondata da una parte dalle montagne gialle e fumanti, dall'altra dal mare di un azzurro vivido che riluceva al sole, Sebastopoli appariva dall'altra parte della baia. ([[Lev Tolstoj]]) ==Voci correlate== *[[Crimea]] ==Altri progetti== {{interprogetto|voy}} [[Categoria:Città]] fgwv5mbvjtw08awdw1dft33kq3pmlsi Panchina 0 193902 1415588 1390765 2026-06-04T14:23:09Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento immagine 1415588 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Panchina di legno, pineta Molino a Fuoco, Vada, 2024.jpg|miniatura|Panchina di legno]] Citazioni sulla '''panchina'''. *''Il suo verde d'un tempo si logora, volge al blu. | Le sue solide gambe cedono sempre più. | Presto s'incurverà senz'avvedersene, | presto s'affonderà senz'avvedersene. || A notte, quando i più accesi fiori si fanno neri, | ritornano coloro che vi stettero a sedere; | e qui vengono in molti e vi si posano, | vengono in bella fila e vi riposano. || E la panchina non sarà stroncata, | né questi sentiranno gelo o acquate, | perché sono leggeri come l'aria | di lassù, perché sono fatti d'aria!'' ([[Thomas Hardy]]) *Uno continua a star seduto così, su una panchina del parco, finché diventa lui stesso di legno e bisognoso di comunicare. ([[Günter Grass]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Arredi urbani]] 588y6r916c6jwcxkorbdje1djvvyx8m Ludovica Ripa di Meana 0 194731 1415625 1379686 2026-06-04T16:43:52Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ fix 1415625 wikitext text/x-wiki [[File:Ritratto di Ludovica RDM Roma.jpg|miniatura|Ludovica Ripa di Meana]] '''Ludovica Ripa di Meana''' (1933 - vivente), scrittrice, drammaturga e poetessa italiana. ==''Voi non sapete che non ho paura''== *[[Invecchiamento|Invecchiare]] è accorgersene: da quell’attimo, ogni attimo fino alla fine. *L'[[inconscio]] è un falsario che spaccia la moneta dell’ultima parola. *La propria, anche se significativa, è sempre una piccola [[vita]]: grande, ogni volta, è quella degli altri. *La [[ricchezza]], che nasce come misura, fa perdere la misura. Povera ricchezza, sempre affamata di sé! *La [[superbia]] quasi sempre è tessuta di un’occhiuta prudenza. *Male, odio, nulla: «criminale semplificazione del pensiero». Tutto, amore, bene: le cose si complicano. *Non [[sapere]] vuol dire avere paura. *Ognuno di noi ha bisogno di parole-chiave… [[Dio]], è una parola-chiave? *Se non ci vedi, il mondo è quasi. Se non ci senti, è sì e no. *[[Solitudine]] dell'uno nello spazio dell'universo. E potere immaginarlo. La preghiera è il primo antidoto per combattere la paura, il bisogno di conoscenza è il secondo. ==Bibliografia== *Ludovica Ripa di Meana, ''Voi non sapete che non ho paura'', a cura di Davide Tortorella, Garzanti, Milano, 2020. ISBN 978-88-11-81494-8 ==Voci correlate== *[[Vittorio Sermonti]] – marito ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ripa di Meana, Ludovica}} [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] pr2w0voz5vsvwv66o0n7t45ssqteh1a Patrizia Zappa Mulas 0 200020 1415578 1247021 2026-06-04T12:51:27Z Marcella Medici (BEIC) 84396 inserimento immagine 1415578 wikitext text/x-wiki [[File:Patrizia Zapap Mulas.jpg|miniatura|Patrizia Zappa Mulas]] '''Patrizia Zappa Mulas''' (1956 – vivente), attrice e scrittrice italiana. {{Int2|1=''[https://drammaturgia.fupress.net/recensioni/recensione1.php?id=4742 La Vita e la Forma]''|2=Intervista di Giulia Tellini, ''drammaturgia.fupress.net'', 24 settembre 2010.}} *Sono nata in una famiglia di artisti. Mio zio è stato un grande fotografo, [[Ugo Mulas]]. E fotografi sono i suoi fratelli, tra cui mia madre. Sono nata in una casa dove c'era una camera oscura. Il soggiorno era una sala posa. Sono cresciuta fra pellicole, acidi, taglierine: insomma in una bottega d'arte. Dove ho conosciuto molti artisti, i pittori e gli scrittori che frequentavano mio zio, e mia madre. Milano, negli anni Settanta, era ancora uno straordinario centro culturale. La nostra casa era sempre aperta, le nostre cene sempre affollate di discussioni vigorose. Ho imparato molte cose così, come si apprende la lingua materna. È stata quella la mia formazione - nel gusto del vivere, nella sapienza dei giudizi, nello spirito dissacrante di quegli uomini e donne liberi – soprattutto nella vitalità.   *A dieci anni mi sono presentata all'esame di selezione della Scuola di danza della Scala, l'ho passata e per tre anni ho fatto il soldatino della danza classica. Ho anche debuttato alla Scala, nello ''Schiaccianoci'' di [[Rudolf Nurejev]]: nella parte della bambina nella danza di Natale e del topo. Pur essendo stata promossa, alla fine del corso mi sono ritirata. Avevo capito che non avrei potuto vivere per sempre usando solo i muscoli e le articolazioni. La danza era meravigliosa ma avevo bisogno delle parole. Dalla Scala si esce solo bocciati, non di propria iniziativa. Hanno dovuto inventare una procedura apposta per il mio ritiro, perché non esisteva (''ride''). Ho cominciato fin da piccola a creare sconcerto. *Sono specializzata in pazze. La pazza è un personaggio difficile. Un personaggio che esige una scomposizione interna, un'acrobazia interiore. Inoltre, cerco di usare il corpo, in scena, non solo tradizione italiana e soprattutto vocale: ci sono grandi attori che cantano, il loro corpo è poco più di un armadio in scena (più o meno come quello di quasi tutti i cantanti lirici). Molto diversa è per esempio la tradizione anglosassone. Ma quello che mi ha sempre guidato – prima inconsapevolmente – è il narratore dentro di me che dice «adesso accade questo, adesso accade quest'altro». Fu [[Gian Maria Volontè]] a spiegarmi che l'attore deve essere burattino ma anche burattinaio. *Scrivere è entrare in contatto profondo col senso, con la luce. È dare senso al dolore, alle esperienze che dopo anni riemergono in un racconto. Allora mi dico: «ecco perché le ho vissute». Allora mi sembrava solo di subirle, adesso so che erano un alimento. Se non avessi vissuto, non avrei niente da raccontare.  ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zappa Mulas, Patrizia}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ttk92325dvuwscf5ot3ov38565ici0y Guerriero 0 204751 1415631 1415487 2026-06-04T17:56:17Z Mariomassone 17056 /* Citazioni */ 1415631 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Labrousse, L. – Guerrier de Loango, 1796 – BEIC IE8991810 (cropped).jpg|miniatura|''Guerrier de Loango'' (L. Labrousse, 1796)]] Citazioni sui '''guerrieri'''. ==Citazioni== *Detesto i guerrieri. Hanno una mentalità ristretta. Peggio ancora, lottano per cause perse, per l'onore! L'onore ha ucciso milioni di persone e non ne ha salvata una. Sa invece chi mi piace? L'assassino, il sicario professionista, il killer: sangue freddo, tecnica, pulizia e metodo! (''[[Il quinto elemento]]'') *I guerrieri valorosi tornano sempre da chi crede in loro. (''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'') *Il nostro popolo era un popolo di guerrieri, ma non come te, Jake. Era un popolo nobile, fiero, che aveva una grande anima. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]'') *Le armi occulte avvelenate sono indegne di un guerriero. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], ''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]'') ===''[[Ken il guerriero]]''=== *– Il dovere di ogni guerriero è di combattere senza sentimentalismi.<br>– Eppure un tempo anche tu... Anche tu un tempo spargevi lacrime ogni volta che eri costretto a impugnare le armi. *La paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]) *La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. *La pietà è fatale per un guerriero. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! *Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi! ([[Kenshiro]]) ===''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''=== *– Ho studiato ''La caduta di Kang'' quando ero in accademia.<br>– "Perciò onora il valoroso che muore sotto la tua spada..."<br>– "Ma compatisci il guerriero che uccide tutti i suoi nemici". (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 9, Il sogno di Nidell|Il sogno di Nidell]]'') *Lo stile di un guerriero non prevede la modestia. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 7, Morire da eroe|Morire da eroe]]'') *Un vero guerriero non deve esagerare nel racconto delle sue gesta. ([[Worf]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 9, La spada di Kahless|La spada di Kahless]]'') ===''[[Star Trek: The Next Generation]]''=== *Il banco di prova di un guerriero non è fuori di sé. È dentro di sé. Qui! È qui che dobbiamo raccogliere la sfida! Sono qui dentro le viltà che un vero guerriero deve saper vincere. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 20, Cuore di klingon|Cuore di klingon]]'') *Le domande sono il principio della saggezza, il marchio di un vero guerriero. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 23, Il ritorno di Kahless|Il ritorno di Kahless]]'') *Oggi, io sono un guerriero e devo dimostrare il mio coraggio. Per questo, viaggerò nel fiume di sangue. [...] La battaglia è mia, voglio vedere il sangue del nemico. [...] La bile degli sconfitti scorre sulle mie mani. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 14, Fattore Icaro|Fattore Icaro]]'') *Per accettarti, gli umani pretendono che tu cambi l'unica cosa di te che non puoi cambiare, ma poiché non puoi, ti adatti, e questa è l'impronta del guerriero. (''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 20, Cuore di klingon|Cuore di klingon]]'') *Tu hai sempre parlato di gloria, Korris, di conquiste e di eroiche pagine che noi scriveremo. [...] E perché non usi mai parole come "dovere", "onore", "fedeltà", senza le quali un guerriero è nulla? ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 20, Cuore di klingon|Cuore di klingon]]'') *Un guerriero non lascia un amico ad affrontare il pericolo da solo. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 17, Il diritto di essere|Il diritto di essere]]'') ==Voci correlate== *[[Guerra]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt}} [[Categoria:Guerra]] 827mby64ot2wfziluy1udbexob1suij 1415633 1415631 2026-06-04T17:57:15Z Mariomassone 17056 /* Citazioni */ 1415633 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Labrousse, L. – Guerrier de Loango, 1796 – BEIC IE8991810 (cropped).jpg|miniatura|''Guerrier de Loango'' (L. Labrousse, 1796)]] Citazioni sui '''guerrieri'''. ==Citazioni== *Detesto i guerrieri. Hanno una mentalità ristretta. Peggio ancora, lottano per cause perse, per l'onore! L'onore ha ucciso milioni di persone e non ne ha salvata una. Sa invece chi mi piace? L'assassino, il sicario professionista, il killer: sangue freddo, tecnica, pulizia e metodo! (''[[Il quinto elemento]]'') *I guerrieri valorosi tornano sempre da chi crede in loro. ([[Kenshiro]], ''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'') *Il nostro popolo era un popolo di guerrieri, ma non come te, Jake. Era un popolo nobile, fiero, che aveva una grande anima. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]'') *Le armi occulte avvelenate sono indegne di un guerriero. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], ''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]'') ===''[[Ken il guerriero]]''=== *– Il dovere di ogni guerriero è di combattere senza sentimentalismi.<br>– Eppure un tempo anche tu... Anche tu un tempo spargevi lacrime ogni volta che eri costretto a impugnare le armi. *La paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]) *La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. *La pietà è fatale per un guerriero. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! *Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi! ([[Kenshiro]]) ===''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''=== *– Ho studiato ''La caduta di Kang'' quando ero in accademia.<br>– "Perciò onora il valoroso che muore sotto la tua spada..."<br>– "Ma compatisci il guerriero che uccide tutti i suoi nemici". (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 9, Il sogno di Nidell|Il sogno di Nidell]]'') *Lo stile di un guerriero non prevede la modestia. (''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 7, Morire da eroe|Morire da eroe]]'') *Un vero guerriero non deve esagerare nel racconto delle sue gesta. ([[Worf]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine#Episodio 9, La spada di Kahless|La spada di Kahless]]'') ===''[[Star Trek: The Next Generation]]''=== *Il banco di prova di un guerriero non è fuori di sé. È dentro di sé. Qui! È qui che dobbiamo raccogliere la sfida! Sono qui dentro le viltà che un vero guerriero deve saper vincere. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 20, Cuore di klingon|Cuore di klingon]]'') *Le domande sono il principio della saggezza, il marchio di un vero guerriero. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 23, Il ritorno di Kahless|Il ritorno di Kahless]]'') *Oggi, io sono un guerriero e devo dimostrare il mio coraggio. Per questo, viaggerò nel fiume di sangue. [...] La battaglia è mia, voglio vedere il sangue del nemico. [...] La bile degli sconfitti scorre sulle mie mani. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 14, Fattore Icaro|Fattore Icaro]]'') *Per accettarti, gli umani pretendono che tu cambi l'unica cosa di te che non puoi cambiare, ma poiché non puoi, ti adatti, e questa è l'impronta del guerriero. (''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 20, Cuore di klingon|Cuore di klingon]]'') *Tu hai sempre parlato di gloria, Korris, di conquiste e di eroiche pagine che noi scriveremo. [...] E perché non usi mai parole come "dovere", "onore", "fedeltà", senza le quali un guerriero è nulla? ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 20, Cuore di klingon|Cuore di klingon]]'') *Un guerriero non lascia un amico ad affrontare il pericolo da solo. ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation#Episodio 17, Il diritto di essere|Il diritto di essere]]'') ==Voci correlate== *[[Guerra]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt}} [[Categoria:Guerra]] 8ao2iie48zl3u5smgofvg4hm3mvs3bb Vladimir Putin/Citazioni su Vladimir Putin 0 211627 1415661 1403830 2026-06-05T06:45:55Z Mariomassone 17056 /* Volodymyr Zelens'kyj */ 1415661 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} {{torna a |Vladimir Putin}} [[File:Vladimir Putin 17-11-2021 (cropped).jpg|thumb|Putin nel 2021]] Citazioni su '''Vladimir Putin'''. ==Citazioni== *Abbiamo visto in questi anni il modo in cui ha governato: avvelenando, incarcerando ed eliminando tutti coloro che gli davano fastidio. ([[Javier Marías]]) *Chiunque legga i saggi storicizzanti di Putin, chi abbia assistito alla sua dichiarazione di guerra televisiva all'Ucraina, o chi abbia recentemente – come ho fatto io – avuto ore di colloqui diretti con lui, non può più avere alcun dubbio sul fatto che Putin voglia costruire un impero russo. ([[Olaf Scholz]]) *Credo che sia una canaglia perché solo le canaglie potevano arruolarsi e fare carriera in un corpo di polizia come il Kgb. Ma è proprio di una canaglia che la [[Russia]] ha bisogno per ricompattarsi all'interno, risollevarsi dal caos in cui l'ha precipitata il crollo di un regime totalitario durato settant'anni, e riprendere nel gioco delle potenze mondiali il posto che spetta a un Paese di 250 milioni di abitanti, di grandi tradizioni e d'inesauribili risorse naturali. [...] Non facciamoci illusioni sull'avvenire di una democrazia in Russia. Essa ha bisogno [...] di una mano forte e spregiudicata, di una canaglia insomma. [...] Ecco perché mi piacerebbe conoscere Putin: per vedere se è la canaglia di cui mi pare abbia bisogno la Russia in questo momento: un «momento» destinato a durare parecchi decenni. ([[Indro Montanelli]]) *Da parte mia sono stato favorevolmente impressionato da tante dichiarazioni di Putin e dal grande risveglio religioso [[cristianesimo|cristiano]] registrato nel Paese, frutto indubbiamente di una reazione ai settant'anni di regime sovietico. Ho visto in questo una luce anche per noi occidentali, che viviamo la grande crisi dei valori, immersi come siamo in una società dominata culturalmente dal relativismo etico, che può essere spietato come mostra la cronaca di questi giorni ([[Lorenzo Fontana]]) *È al potere dal 1999 e sta cercando di prolungare il suo regno anche dopo la fine del suo mandato attuale, nel 2024. I benefici della stabilità politica che lui incarna, e della riconquistata influenza russa negli affari internazionali, non sono avvertiti dalla maggioranza dei suoi cittadini. Le risorse naturali del Paese – petrolio, gas, diamanti – sono in mano a pochi oligarchi legati al presidente. Lui e i suoi compari hanno accumulato immense fortune, mentre quasi venti milioni di loro connazionali vivono sotto la soglia della povertà. ([[Lilli Gruber]]) *È da almeno quindici anni che va teorizzando la ricostruzione di una grande potenza slava dominata dalla [[Russia]] e fondata su ordine, gerarchia, ideologia illiberale e disprezzo per l'Occidente corrotto. La sua retorica si nutre di pezzi di storia molto diversi. Da una parte risale al nazionalismo grande-russo precedente il 1914, dall'altra recupera l'eredità di [[Iosif Stalin|Stalin]] scegliendo come evento legittimante del nuovo Stato russo la vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale: una guerra di liberazione dai nazisti, certo; ma anche - come ci ha raccontato [[Vasilij Semënovič Grossman|Vasilij Grossman]] - una guerra di oppressione dei popoli dell'Europa orientale. A queste radici storiche s'aggiunga la retorica dell'umiliazione che il popolo russo avrebbe subito dopo il crollo dell'[[Unione Sovietica|Urss]]. Quello della nazione umiliata è un mito che muove le guerre. Basti pensare all'uso che ne fece Hitler. ([[Andrea Graziosi]]) *È meglio che le critiche alla [[cancel culture]] occidentale non arrivino da chi al momento sta massacrando i civili per il crimine di resistere, e sta mettendo in carcere e avvelenando i propri oppositori. ([[J. K. Rowling]]) *È un [[Crimine di guerra|criminale di guerra]], sì, certamente. Vedo delle analogie con [[Slobodan Milošević|Slobodan Milosevic]]. Putin tratta gli ucraini come terroristi vantandosi di lottare contro il terrorismo - è esattamente la stessa cosa che Milosevic diceva all'epoca. ([[Carla Del Ponte]]) *Fermo restando le dovute differenze storiche Putin è più simile a [[Hitler]] che a [[Mussolini]]. Sul piano della propaganda è ricorso al pretesto della difesa delle minoranze germanofone nei Sudeti e a Danzica per giustificare l'aggressione a Cecoslovacchia e Polonia. Lo stesso schema che Putin ha applicato invadendo l'Ucraina. Inoltre, Putin come Hitler, se incontra resistenza rade al suolo le città. ([[Antonio Scurati]]) *{{NDR|«Se avessi la possibilità di rivolgerti a Putin, cosa gli diresti?»}} Gli direi che è un criminale. Ha distrutto la vita degli ucraini e sta distruggendo il proprio popolo. Verrà processato in Russia per tradimento dello Stato e davanti al Tribunale Internazionale dell'Aia come criminale di guerra per il genocidio del popolo ucraino e per questa guerra insensata. ([[Marina Ovsjannikova]]) *Gli occidentali si credono con le spalle al muro, in guerra aperta con l'[[Islam]], in conflitto strisciante con [[Africa]] e [[Asia]]. Il più delle volte inconsapevolmente, in qualche caso consapevolmente, gli occidentali hanno dunque voglia di un vero capo, di qualcuno che li guidi in battaglia, di un generale che non biascichi le parole e non sia smidollato, ed è in questo ruolo che Vladimir Putin si offre loro, inebriando le nuove estreme destre e seducendo al di là di esse. In virtù di uno straordinario paradosso storico, [[Mosca (Russia)|Mosca]] diventa [[la Mecca]] delle destre nazionaliste dopo essere stata la Mecca del Comunismo, e il presidente russo, le sue delegazioni, i suoi deputati e la sua televisione coltivano una connivenza attiva con queste forze riemerse dal periodo prebellico fascista. Come i partiti comunisti di ieri, le nuove estreme destre sono diventate gli intermediari del Cremlino in territorio occidentale, e questa offensiva ideologica centra il bersaglio, riscuote successo perché il terreno le è favorevole. ([[Bernard Guetta]]) *Ho l'impressione che sia una persona a cui manca la capacità di vedere le conseguenze umane delle sue azioni. ([[Andrej Babickij]]) *I [[dittatori]] cercano di imparare dalla [[storia]], ma sono cattivi studenti. Putin e la sua banda hanno cercato di creare la dittatura moderna del XXI secolo. ... Ma la lezione principale della storia per i dittatori, Putin non l'ha imparata. Sono tutti finiti male. Probabilmente ora si sogna [[Saddam Hussein|Saddam]] impiccato o [[Muʿammar Gheddafi|Gheddafi]] linciato. ([[Michail Pavlovič Šiškin]]) *Il fatto è che le corde che Putin tocca nei russi delle generazioni nate e cresciute nell'Unione Sovietica sono molto sensibili. Si tratta di emozioni forti. E di sentimenti imperialisti. La gente ricorda i giorni in cui credeva di vivere in un grande Paese, e non ricorda tutte le cose negative di quei giorni. ([[Elena Milašina]]) *Il Presidente della Federazione Russa {{NDR|Vladimir Putin}} ha riportato l'[[incubo]] della [[guerra]] nel nostro Continente, proprio dove l'opera paziente e lungimirante dei Padri fondatori dell'Europa e il dialogo tra statisti di grande valore, era riuscita a sradicarlo. [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|Quanto sta avvenendo in Ucraina]] costituisce una minaccia ai valori fondanti della comunità internazionale e la risposta della famiglia euro-atlantica è stata all'altezza della sfida posta dall'avventura bellicista intrapresa da Mosca. ([[Sergio Mattarella]]) *Il presidente Putin sta fallendo nella sua brutale [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra di aggressione]]. E sta rispondendo con maggiore brutalità. Vediamo un'ondata dopo l'altra di attacchi missilistici deliberati contro città e infrastrutture civili: case, ospedali e reti elettriche. È terribile per l'[[Ucraina]]... E se lasciamo che Putin vinca, tutti noi pagheremo un prezzo molto più alto, per molti anni a venire. Perché la lezione appresa dal Presidente Putin e da altri leader autoritari sarebbe che possono raggiungere i loro obiettivi usando la forza bruta. Quindi saranno incoraggiati a usare ancora di più la forza. Questo renderà il nostro mondo più pericoloso. E tutti noi più vulnerabili". ([[Jens Stoltenberg]]) *Immaginate questa sceneggiatura cinematografica: un ex agente segreto del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], rabbioso a causa del collasso della sua madrepatria, progetta un piano di vendetta. Approfittandosi del clima di caos, scala la gerarchia di potere della Russia post-sovietica e diventa presidente. Istituisce un regime autoritario, poi prende la mira sul suo nemico giurato: gli Stati Uniti. E in qualità di spia utilizza gli strumenti di guerra cibernetica per attaccare la democrazia nel mondo. Attraverso la diffusione di propaganda e notizie false sui social network convince i cittadini delle società democratiche a diffidare dei media, del processo politico stesso e persino dei loro vicini. E vince. Vladimir Putin è tale spia e questo non è un copione cinematografico. ([[Morgan Freeman]]) *In questi anni Putin ha tentato di destabilizzare l'[[Unione Europea]], alimentare i movimenti secessionisti, influire nelle elezioni. Questo è quello che è accaduto, questo è ciò che rimane. ([[Javier Marías]]) *Io credo che Putin alla fine sarà per la Russia più distruttivo della caduta del regime sovietico. ([[Vittorio Emanuele Parsi]]) *Io sono [[animalismo|animalista]] e penso che tra Putin e qualsiasi animale c'è un abisso, sicuramente quello atroce è lui. ([[Luigi Di Maio]]) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} L'unica negoziazione che Putin è disposto a prendere in considerazione è quella che garantisce a lui e al suo Paese tutto ciò che vuole, che lo metta al sicuro da tutto ciò che teme, che si tratti dell'esistenza di un'opposizione interna nel suo Paese oppure la volontà di uno Stato, che lui ritiene vassallo, di autodeterminarsi e - perché no? - di scegliere un futuro europeo. ([[Giulia Pastorella]]) *L'angoscia di Putin non è provocata dalla Nato, ma dal fatto che i popoli vogliono la libertà. Perché appena un popolo riesce a liberarsi, la mossa successiva è cercare protezione rispetto all'impero russo. Ecco perché sostiene fino alla morte Lukashenko in Bielorussia, o fa sparare sugli insorti in Kazakistan. ([[Daniel Cohn-Bendit]]) *La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. E il nemico numero uno del regime di Putin è l'Ucraina, dato che un'Ucraina prospera e democratica è un esempio pericoloso per i russi. ([[Michail Pavlovič Šiškin]]) *La distruzione delle strutture energetiche in [[Ucraina]] è un [[crimine di guerra]], come lo sono gli [[stupro|stupri]], i [[Rapimento dei minori durante l'invasione russa dell'Ucraina|rapimenti di bambini]], le uccisioni di civili, sono crimini di guerra commessi da Putin ([[Nancy Pelosi]]) *La gente ha paura di parlare di Putin, anche su internet. Pensano che qualcuno andrà a cercarli. Leggono le storie degli oppositori che vengono imprigionati, avvelenati, uccisi. Non vogliono fare la stessa fine. Sanno che il governo reprime chiunque si opponga o dica la verità. E vogliono restare in vita e non finire in prigione. E questo è comprensibile. ([[Natalia Pelevine]]) *Lui, e nessun altro, ha preso le decisioni più importanti e continua a farlo. Anche se ha dei sostegni interni, Vladimir Putin ha scatenato questa guerra perché pensa che l'[[Ucraina]] sia uno Stato illegittimo. È anche spinto da motivi economici, dato che si tratta di un Paese molto ricco. ([[Margaret MacMillan]]) *[[Marine Le Pen]] può anche affermare di non stare dalla parte di Putin ma Putin non nasconde di stare dalla parte di Marine Le Pen. ([[Nathalie Loiseau]]) *Mi sono posto più volte una domanda: ci sembra che, in qualche modo, Putin stia cercando la pace? Penso di no, la [[Russia]] ha approvato una legge che rende suo il 20 per cento del territorio dell'[[Ucraina]], un terzo dell'Italia. Come si può pensare che tutto questo sia un elemento che possa caratterizzare un qualsiasi percorso che porti alla pace? Non ci ricorda forse un dittatore che voleva solo un pezzo della Cecoslovacchia e, tornando da Monaco, [[Neville Chamberlain|Chamberlain]] venne accolto trionfante, dopo l'accordo che aveva sottoscritto con [[Adolf Hitler|Hitler]] dalla folla a [[Londra]]? ([[Ettore Rosato]]) *Nel 2012, quando sono tornata in Russia per combattere contro il regime, non sapevamo che Vladimir Putin sarebbe diventato un tale mostro da decidere di mostrarmi in televisione nuda mentre facevo sesso. ([[Natalia Pelevine]]) *Nella Russia di Putin gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa. ([[Marco Travaglio]]) *No, non è pazzo. È molto cattivo. Sono certo che sia totalmente sano. Ha una personalità piuttosto particolare. Non è quella di un ufficiale del KGB. È diverso, sadico, non pensa agli altri, nemmeno al popolo russo, solo a se stesso. Ha dei predecessori come Hitler e Stalin. Possiamo dire che costoro hanno fatto cose cattive, ma non perché una voce ha suggerito loro di farle. Erano malvagi. Erano persone sadiche. E non erano pazzi. ([[Semen Hluzman]]) *Non beve. Questo, dopo Eltsin e Chruščёv, era una benedizione. I leader sovietici più spaventosi erano quelli che bevevano, perché potevano premere un bottone in qualsiasi momento. Putin beve un po', ma non abbastanza da perdere il controllo. In secondo luogo, è piuttosto razionale. Calcola il rischio e il profitto di ogni azione che intraprende. È simile a Stalin in questo senso. È molto, molto bravo e commette solo errori occasionali nel calcolare il rischio e quindi è piuttosto cauto nelle avventure internazionali. Quando strappa un pezzo di un altro Paese, lo fa in un momento in cui può essere sicuro che non ci saranno conseguenze o nessuna degna di preoccupazione. Quindi suppongo che trattare con uno psicopatico razionale o apparentemente razionale sia meglio che trattare con un ubriaco irrazionale. E il fatto che avesse tutto sotto controllo significava che non ci sarebbero più problemi in Russia. Non ci sarebbero più stati territori che reclamavano l'indipendenza, non ci sarebbero state rivolte. Il petrolio russo, il gas, il nichel e qualsiasi altra cosa venisse fornita all'Occidente sarebbero stati estratti, venduti e distribuiti senza intoppi. Penso che i leader occidentali abbiano fatto questo tipo di ragionamento. Forse è un bastardo, ma sembrava capace di gestire le cose correttamente per il profitto di tutti. ([[Donald Rayfield]]) *Non dobbiamo temere che dopo Putin arrivi qualcuno peggiore di lui perché, come [[Evgenij Prigožin|Prigozhin]], come [[Gruppo Wagner|Wagner]], sarà pur sempre qualcuno creato dallo stesso Putin. Io non dirò mai che Putin è il male minore per la Russia. Perché qualsiasi male in Russia viene da lui. ([[Michail Zygar]]) *Non rimpiange il [[comunismo]], la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l'autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla [[Russia]], dandole la potestà di rappresentare l'altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l'Ovest. Putin non ha bisogno dell'investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l'esercizio del potere assoluto. ([[Ezio Mauro]]) *{{NDR|Barzelletta}} Non so se avete sentito che in [[Russia]] sono in corso dei negoziati per unificare i fusi orari, perché adesso tra una parte e l'altra del paese ci sono nove ore di differenza.<br />Allora il primo ministro va da [[Putin]] e dice: «Signor presidente, abbiamo un problema. Ho mandato la mia famiglia in vacanza e li ho chiamati per la buonanotte ma da loro è già mattina ed erano sulla spiaggia. Ho chiamato [[Olaf Scholz]] per congratularmi per il compleanno ma mi hanno detto che è domani. Ho chiamato [[Xi Jinping]] per fare gli auguri di capodanno ma mi hanno detto che è ancora l'anno vecchio».<br />E Putin dice: «Sì, è successo anche a me: ho chiamato la famiglia di [[Evgenij Prigožin|Prigozhin]] per fare le condoglianze ma l'aereo non era ancora partito». ([[Edi Rama]]) *Oggi la Russia, guidata da un ex membro del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] già in servizio a Dresda, invade i suoi vicini e uccide gli oppositori politici. ([[Mike Pompeo]]) *Ogni psicopatico e quasi tutti i dittatori che io abbia mai studiato hanno avuto una prima infanzia difficile. Sono stati maltrattati, abbandonati, in particolare tra i due e i tre anni. [...] Ed è vero anche per Putin. Durante l'infanzia è stato abbandonato, maltrattato, bullizzato. Era un criminale di strada. E quindi rientra nel modello di abbandono e violenza per cui un maltrattamento epigenetico precoce genera permanentemente questi disturbi della personalità. ([[James H. Fallon]]) *Per Eltsin una cosa valeva l'altra, ma con Putin ha cominciato a prevalere l'interesse russo. Come è naturale che sia. Putin è un leader forte, acuto, coraggioso: ha capito che la Russia ha un interesse geostrategico e che è necessario perseguirlo. Perché abbandonare l'Abkhazia? Perché lasciare che ai confini della Russia arrivi la Nato? Il mio è un Paese leale alla Russia, e bisogna guardare alle prospettive future. ([[Sergej Bagapš]]) *Perché Putin sente il bisogno di sfruttare la religione ortodossa e la sua estetica? Dopo tutto, egli avrebbe potuto impiegare i suoi strumenti di potere, decisamente più secolari – per esempio, le imprese controllate dallo Stato, o il suo minaccioso sistema poliziesco, oppure il suo obbediente sistema giudiziario. Può darsi che le dure e fallimentari politiche del governo Putin, l'[[Incidente del K-141 Kursk|incidente del sottomarino Kursk]], il bombardamento di civili alla luce del giorno e altri spiacevoli momenti della sua carriera politica lo abbiano costretto a riflettere sulla possibilità che fosse venuto il momento di dare le dimissioni; altrimenti, i cittadini russi lo avrebbero aiutato a farlo. Apparentemente, è stato allora che ha sentito il bisogno di garanzie più persuasive e trascendenti per la sua lunga permanenza al vertice del potere. É stato allora che è diventato necessario fare uso dell'estetica della religione ortodossa, che è storicamente associata al massimo splendore della Russia imperiale, quando il potere veniva non dalle manifestazioni terrene come le elezioni democratiche e la società civile, ma da Dio stesso ([[Ekaterina Samucevič]]) *Putin e Medvedev hanno ridato orgoglio alla Russia: rispetto di sé, del suo ruolo di potenza globale, accanto a Usa, Europa, Cina. Dio ha creato fiori di tanti colori, ed è la bellezza della natura. I giardini del mondo sono numerosi e diversi fra loro. Servono diversi giardinieri per curarli. Uno solo farebbe un cattivo lavoro. ([[Valerij Abisalovič Gergiev]]) *Putin è stato abile a camuffarsi da democratico, ad esempio non ha indossato uniformi e ha usato i vecchi strumenti di disinformazione e maskirovka (mascheramento) del Cremlino. ([[Sofi Oksanen]]) *Putin, come lo avevo definito tempo fa, è un serpente a sonagli che circonda i suoi avversari, non sempre il serpente a sonagli morde velenoso. Spesso, specie se viene accarezzato, circonda con disinvoltura il corpo di chi lo sopporta, ma può colpire di sorpresa e mordere con morsi velenosi e quindi uccidere. E così è accaduto, il serpente con il suo morso velenoso ha colpito, l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|aggressione militare all'Ucraina]] è stata ed è ancora in queste ore di una violenza inaudita. ([[Eugenio Scalfari]]) *Putin è arrivato al potere dieci anni dopo il collasso dell'Unione sovietica, alla fine degli anni Novanta. Non era detto che sarebbe finita così. Se c'è stato un momento in cui qualcosa poteva essere cambiato, è stato proprio negli anni Novanta, ma non abbiamo sfruttato la nostra occasione. L'errore che abbiamo commesso è stato quello di non parlare gli uni con gli altri, di non riconoscerci gli uni gli altri ed è finito per diventare terreno fertile per la polarizzazione che ha permesso a Putin di andare avanti per più di vent'anni. Quello che sa fare benissimo è polarizzare le persone alienate facendole abusare l'una dell'altra: gli occidentalizzati da una parte e le persone normali dall'altra, i provinciali ignoranti e le élites di Mosca e San Pietroburgo. Queste definizioni non funzionano, non spiegano tutto, non tengono tutto, ma la polarizzazione, questa immagine di due strati sociali che abusano costantemente l'uno dell'altro e che è pura invenzione, ha avuto e ha ancora successo. ([[Maria Stepanova]]) *Putin è stato nell'ultimo decennio il punto di riferimento dei sovranisti e dei nazionalisti europei. Non bastasse, il regime russo ha inquinato molte elezioni democratiche in Europa e ha sostenuto con i propri finanziamenti più di un partito democratico. Ha anche appoggiato alcuni movimenti secessionistici, a partire da quello catalano, che peraltro, va precisato, si sono fatti sostenere in totale buona fede. Vladimir Putin è stato il sovranista per eccellenza ed è impossibile disconoscerlo. ([[Bobo Craxi]]) *Putin era ed è l'erede dell'Impero russo comunista. Era, evidentemente, un'illusione pensare che il crollo delle Repubbliche Sovietiche avesse rimosso l'elemento permanente della visione imperiale, un tempo ideologica, ora solo imperiale. ([[Bobo Craxi]]) *Putin era un giovane membro del Kgb quando ci fu il crollo dell'[[Unione Sovietica]], che lo colse in Germania. Ha detto che la [[Muro di Berlino|caduta del Muro]] è stata la più importante catastrofe geopolitica del XX secolo. Gli è andata bene nella nuova Russia, ma ha un grande risentimento e vede l'[[Unione europea|Unione Europea]] come il nemico; non sopportava che l'Ucraina guardasse a Ovest e non a Est. ([[Margaret MacMillan]]) *Putin imita [[Adolf Hitler|Hitler]]: il piccolo ufficiale del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] di Dresda non agita a vuoto la sua minaccia atomica. ([[Wolf Biermann]]) *Putin mantiene legami con i partiti nazionalisti di destra in Francia, con il Front National di Marine Le Pen, e in Gran Bretagna. In Grecia ha rapporti con Anel, il partito della destra nazionalista che fa parte del governo, ma anche con la sinistra ex comunista anch'essa nella maggioranza ad Atene. [...] Putin ha un piano. La sua ambizione prima di tutto è dividere e destabilizzare l'Ucraina. Oltre a questo, mira anche a dividere la UE, diffondere l'influenza russa e, se possibile, sostituire gli Stati Uniti come il principale fattore esterno sull'Unione europea. È noto che può già pesare molto sull'Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca attraverso il controllo delle forniture di energia. ([[George Soros]]) *Putin mi considera come uno dei suoi principali nemici. Ha pubblicamente promesso di uccidermi. ([[Mikheil Saak'ashvili]]) *Putin si fa forte di una propaganda [[antifascismo|antifascista]], ma i suoi valori sono di estrema destra. Vede nemici dappertutto. Perché è di nemici che ha bisogno ogni [[dittatura|dittatore]] per poter giustificare le violazioni dei diritti umani. ([[Herta Müller]]) *Scrivere un articolo sulla vita personale del signor Putin o sulla sua ricchezza è davvero pericoloso in Russia. Non significa che subito dopo l'articolo, ad esempio, la polizia piomberà a casa tua a prenderti. Può andare anche diversamente. Non so neanche esattamente come, ma credimi, è un argomento pericoloso. ([[Roman Badanin]]) *Se l'Ucraina cadrà nelle mani dei russi, seguiranno altre nazioni. Putin minaccia con il [[nucleare]] e continuerà ad usare questa carta. L'unica speranza è che [[morte|muoia]], altrimenti farà proprio come [[Adolf Hitler|Hitler]] quando stava dividendo l'Europa. Spaccherà le nazioni in due. ([[Serhij Stachovs'kyj]]) *Sarei veramente curioso di domandargli perché pensa che discriminare le persone [[omosessualità|gay]] sia la strada giusta per rendere la Russia più ricca, più di successo o prestigiosa nel mondo; perché questo è sicuramente il suo mondo. ([[Leo Varadkar]]) *Se Putin fosse una donna, cosa che ovviamente non è, ma se lo fosse, penso davvero che non si sarebbe avventurato in una guerra folle e machista di invasione e violenza come ha fatto lui. [...] Se volete un esempio perfetto di mascolinità tossica, è quello che sta facendo in Ucraina. ([[Boris Johnson]]) *Sotto il suo governo in Russia sono scomparse le libertà di espressione e di associazione sbocciate ai tempi di [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Vladimir Putin ha fatto del suo paese una "democratura", una dittatura con le parvenze e perfino i fronzoli elettorali della democrazia, ma che bombarda a tappeto con i suoi aerei – non con quelli di [[Bashar al-Assad]] – perfino gli ospedali di [[Aleppo]]. Annulla il suo incontro con [[François Hollande]] e crea nel proprio paese un clima di guerra. Tutti sanno queste cose. Nessuno osa confutarle. Nonostante tutto, però, Putin piace. Perché? È una questione di immagine: questa attrazione politica ha prima di ogni altra cosa una dimensione fisica. Vladimir Putin non è [[James Dean]] né [[Marcello Mastroianni]]: le sue fattezze e i suoi lineamenti sono del tutto ordinari, eppure quest'uomo asciutto e muscoloso sprigiona un'impressione di forza bruta che egli sa usare in modo quasi scenico. Quando si fa riprendere a torso nudo, sempre a torso nudo, mentre cavalca stalloni o lotta da solo contro animali selvaggi, non fa perdere la testa soltanto agli appassionati di pornografia omosessuale. In Russia come in Occidente questa sublimazione della virilità serve a metterlo in netta contrapposizione con gli altri dirigenti del mondo, europei e americani in primis, perché bisogna ammettere che la qualità principale di [[Angela Merkel]] non è essere un'amazzone, così come François Hollande non è proprio Superman. E sebbene [[Barack Obama]] abbia sicuramente classe, ha più l'aspetto di un professore universitario che quello di un campione di lotta libera. ([[Bernard Guetta]]) *Su Putin ho un atteggiamento freddo. Ci ha tolto la libertà, è vero. E lo combatto per questo. Ma con lui almeno si sopravvive. Negli anni del caos di Eltsin, invece si faceva fatica pure a trovare il pane. ([[Ėduard Limonov]]) *Un altro aspetto di questi disturbi della personalità è l'attribuzione esterna delle colpe. Sono sempre pronti a incolpare qualcun altro per le loro azioni. Hanno sempre una scusa pronta. [...] È molto strano, perché non collegano loro stessi al crimine. E lo fanno da tutta la vita. Ti ho sentito parlare con Putin e l'ho sentito rispondere con disinvoltura che praticamente era colpa degli ucraini stessi, ecco, quello è il tratto di una personalità psicopatica. ([[James H. Fallon]]) *Un [[judo|judoka]] non farebbe mai questo. Putin non è un judoka, è solo un aggressore. ([[Georgii Zantaraia]]) *Un tiranno manipolatore che sembra un po' Dobby l'elfo domestico. ([[Boris Johnson]]) *Vladimir Putin è mosso da un desiderio di vendetta contro l'Occidente che ha distrutto la potenza dell'Urss e ignorato gli interessi vitali della Russia post-sovietica. Il fallimento delle democrazie liberali è il suo obiettivo. Le sue armi: il ricatto, la corruzione e l'eliminazione fisica degli avversari. ([[Lilli Gruber]]) *Vladimir Putin è un criminale di guerra, che in Ucraina ha condotto un conflitto d'aggressione anche contro i civili e continua a mietere vittime innocenti, come peraltro fa regolarmente dentro i propri confini, dallo sterminio dei ceceni all'eliminazione fisica di giornalisti sgraditi e oppositori politici. E questa non è un'opinione; è un fatto. ([[Aldo Cazzullo]]) ===[[Madeleine Albright]]=== [[File:Vladimir Putin with Madeleine Albright-1.jpg|thumb|Putin con [[Madeleine Albright]] nel 2000]] *Ci sono forti alleati degli Stati Uniti in quasi tutti i continenti. Gli amici di Putin, da parte loro, includono persone come [[Bashar al-Assad]], [[Alexander Lukashenko]] e [[Kim Jong-un]]. *Credo che Putin abbia ragione a credere che gli Stati Uniti vogliano impedire al suo paese di esercitare il potere militare fuori dai confini nazionali, perché è proprio così. Sbaglia invece a pensare che l'America desideri una Russia marginalizzata e debole. Ciò che vogliamo - e che gran parte del mondo vorrebbe - è una Russia disposta a trattare gli altri con il rispetto che pretende per se stessa. Non è chiedere tanto. *Il presidente ha preso il pretesto del [[Lichie devjanostye|débâcle degli anni Novanta]] per screditare le istituzioni democratiche e accusare Washington di voler accerchiare il suo paese o, per usare una terminologia da Guerra fredda, di volerlo contenere. Immagina che i politici americani restino svegli la notte per escogitare piani volti a indebolire la Russia. Come si spiegherebbero altrimenti l'allargamento della Nato, le iniziative Usa di sostegno alla democrazia nelle frontiere o il dispiegamento di uno scudo missilistico in Europa dell'Est? Putin si rifiuta di ammettere che altri paesi possano reclamare dei diritti e che, dopo decenni di dominio moscovita, molte delle repubbliche e dei satelliti sovietici abbiano sentito il bisogno di ottenere l'indipendenza e di lavorare per l'annessione all'Europa. *Mentre Eltsin mi aveva lusingato, vantato e lusingato, Putin ha parlato senza emozioni e senza note della sua determinazione a resuscitare l'economia russa e schiacciare i ribelli ceceni. *Per mantenere alto il consenso, Putin non si è mai legato fino in fondo a un'ideologia o a un partito. Cerca piuttosto di identificare il proprio volto con quello dell'intera nazione. Benché possa essere spietato con gli avversari, non è mai volutamente polarizzante come Chávez o Erdoğan. A differenza di molti esponenti della destra europea, è rispettoso nei confronti di ebrei e musulmani. Conserva il grosso della sua artiglieria verbale per i nemici stranieri, gli ipocriti arroganti che predicano bene e razzolano male, diffondono falsità sulla Russia e cospirano per accerchiare e strangolare il paese. Quando passa all'offensiva contro un avversario interno non lo fa per dibattere sul merito politico ma per rivolgergli accuse di tradimento. *Vladimir Putin non giura fedeltà ai principi della democrazia, ma non vi rinuncia in modo esplicito. Disprezza i valori occidentali, ma dichiara di identificarsi con l'Occidente. Non si preoccupa di ciò che il Dipartimento di Stato scriverà nel rapporto sui diritti umani del prossimo anno perché sta ancora pagando in patria il prezzo politico per le infrazioni commesse negli anni precedenti. Racconta bugie spudorate con una faccia imperturbabile e se viene accusato di soprusi dà la colpa alle vittime. Ha convinto molti, a quanto pare anche il presidente americano, di essere un maestro di strategia, un uomo forte e volitivo. Se restassero nel chiuso della Federazione russa, questi aspetti sarebbero semplicemente preoccupanti, ma Putin, come Mussolini novant'anni fa, è tenuto sotto osservazione dai leader di altre regioni del mondo che sono tentati di seguire le sue orme. E in alcuni casi lo stanno già facendo. ===[[Svjatlana Aleksievič]]=== *Dagli anni Novanta in poi, la libertà è stato il tema sul quale più hanno insistito gli intellettuali russi. C'era la convinzione che si trattasse di un'esigenza diffusa, rispetto alla quale il sostanziale silenzio del popolo suonava abbastanza strano. La verità è che il popolo non parlava perché non aspirava affatto a essere libero. Attendeva semmai che si manifestasse una qualche variante dello stalinismo, una qualche forma di russicità mutante. Ed è a questo punto che si è fatto avanti Vladimir Putin, con la promessa di una nuova Russia dalle ambizioni imperiali, talmente forte da incutere timore al mondo intero. Un Paese, come Putin ripete spesso, che può contare su due soli alleati: l'esercito e la flotta. *È un uomo pericoloso che ci ha fatto abituare ad una società totalitaria. Anche se sono tanti i giovani che lo appoggiano, in generale la gente non è contenta, ma se provi a dire qualcosa di diverso, non ti ascoltano e ti dicono che sei contro il tuo paese, che è colpa di Obama e delle sanzioni introdotte contro di noi. *La Russia si vuole ancora vedere come una grande potenza, forte; è questo che la popolazione capisce e tutto ciò che dai tempi sovietici poteva essere ripristinato, lui l'ha ripristinato. *Non posso che essere contro di lui, non sto zitta, il mio è un impegno politico, sociale, culturale ed esistenziale. Per lui, la Russia è la più forte nel mondo, capace di combattere ogni nemico, ma non si rende conto dei danni che sta facendo. Usa spesso la parola "guerra" tanto che la stessa non fa più paura a nessuno. ===[[Federigo Argentieri]]=== *I russi lavorano sui tempi lunghi e, secondo Putin e la sua cerchia ristretta, il loro destino o è imperiale o non è: la Russia non può non essere imperiale e, quindi, non può non dominare su una molteplicità di nazioni, in qualunque forma, quella zarista, quella sovietica o quella post zarista e post sovietica attuale, non ha importanza. *Putin è l'erede legittimo della tradizione zarista e di quella sovietica, della tradizione imperiale in versione zarista e sovietica, una sintesi delle due, "stracciona" per usare un termine dell'imperialismo italiano. È una sintesi micidiale dal punto di vista della distruttività (distruttività anche un po' "a casaccio"). *Tutta la narrativa sulla Nato che si espande a est e la posizione contraria di Putin è basata sulla propaganda, sull'ideologia e sulla giustificazione delle posizioni moscovite. ===[[Arkadij Babčenko]]=== *Il principale contributo di Putin è stato quello di tirare fuori tutto il peggio dalle persone. Tutto l'odio, tutta la xenofobia, tutta l'aggressività. I tratti più schifosi, più infimi, più neri della natura umana. Non c'era riuscita neppure l'URSS. Persino il regime dei Soviet si era limitato a proclamare classe egemone il proletariato, mentre in realtà classe egemone erano l'intellighenzia operaia, gli ingegneri e gli insegnanti, i cosiddetti fisici e lirici.<br />Invece Putin ha sollevato dal fondo e ha reso classe egemone non semplicemente il sottoproletariato – in quanto anche il sottoproletariato può essere privo di aggressività –, ma i coatti aggressivi. *L'uomo, per la cui ascesa al trono è stata scatenata la Seconda guerra cecena, che da parte sua non ha mai combattuto per la propria Patria, evitando felicemente l'Afghanistan, e che poi, una volta messe le mani sul potere, ha mandato nelle guerre scatenate ormai per sua iniziativa in Georgia e in Crimea, invece di se stesso e dei propri figli, appunto quei medesimi ragazzi di leva, adesso dalla tribuna accusa il sottoscritto, che ha partecipato alla sua guerra da volontario, di essere un traditore, un agente del nemico e una persona di terz'ordine. *Per la prima volta in quindici anni ho guardato il discorso del Cazzone. Per intero. Il nostro nanerottolo sta proprio fuori come un balcone. Mica dichiara guerra all'Ucraina, no: parla di una nuova spartizione del mondo. Nel suo discorso l'America occupa uno spazio dieci volte maggiore dell'Ucraina. Cosa è stato capace di rivangare. Quante ne ha sparate. La Seconda guerra mondiale, il crollo dell'URSS, l'Iraq, la Libia, Belgrado; ha dichiarato che «siamo noi (la Russia) a difenderci dalla NATO», che «non tollereremo la presenza di fascisti ai nostri confini», e in pratica ha detto chiaro e tondo che impiegherà le armi nucleari in caso qualcuno interferisca nell'occupazione dell'Ucraina, occupazione che lui, comunque, non ha intenzione di effettuare. E tutto questo coabita dentro la stessa testa.<br />Ebbene, russi, preparatevi. Cominciate a misurarvi i pastrani militari. *Putin viveva sul serio all'interno di un mondo tutto suo e credeva davvero di avere a disposizione un esercito grande e invincibile, e non un branco di pecorini demotivati a bordo di ferrivecchi. Chissà, forse avevano paura di dirgli la verità, o magari gli hanno troppo leccato il culo. E così la realtà non è più riuscita a farsi strada.<br />Buon risveglio, Voloden'ka. ===[[Al Bano]]=== {{cronologico}} *Gli danno del dittatore, ma lui ha il popolo dalla sua parte. (4 settembre 2014) *Putin è rimasto al fianco dell'Occidente anche nei momenti peggiori. Ci ha sempre detto: io sono vostro amico. Però, se da ingrati non capiamo la sua politica in Ucraina, poi è giusto che ci dica: attenti, ho la Russia in mano... Nessuno ha fatto nulla a Bush che ha ammazzato Saddam quando non nuoceva più. Però si dà del dittatore a Putin che vuole aiutare i russi. Lui non attacca nessuno. Difende e basta. (4 settembre 2014) *Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. (2 gennaio 2018) *Lui, con tutte la potenzialità che ha, con tutte le cose belle che ha fatto a favore della Russia, con questo senso di pace che ha seminato per molti anni, ora impone ai suoi di attraversare una nazione che si chiama Ucraina con i carri armati, con le pistole, con i fucili, con i bambini che scappano con le loro mamme. [...] Non si può restare indifferenti di fronte a questo seminare della morte. (28 febbraio 2022) *Ho conosciuto Putin, ho cantato per lui, mi è piaciuto in passato e ora non mi piace più, ma mi è dispiaciuto, in questi giorni, vedermi definito "amico di Putin". Purtroppo non sono amico suo. Se fossi suo amico farei una bella passeggiata con lui nel Cremlino e gli direi: sediamoci 5 minuti davanti a una bella bottiglia di vino, o di vodka, o di acqua pura. Parliamone. Non è giusto aggredire una nazione, un Paese, una famiglia, è una cosa assurda. Ora devi fare i conti con la Storia. (17 marzo 2022) ===[[Michail Baryšnikov]]=== *Il tuo [[Russkij mir|mondo russo]] - un mondo di paura, un mondo che brucia libri in lingua ucraina - non ha futuro finché siamo qui, noi che siamo stati vaccinati durante la nostra infanzia contro questa piaga. Il nostro mondo, d'altra parte, ha un futuro, nonostante tutti i tuoi blocchi. Sappiamo come preservare i valori del nostro mondo russo. E il tuo mondo, se non si sveglia, morirà delle sue paure. *Non riesco proprio a comprendere come alcune persone possano fidarsi e seguire leader come Putin, nonostante i russi stessi abbiano sofferto, nel corso della Storia, per la sottomissione a regimi brutali e oppressivi. Non riesco proprio a spiegarmi come si sia arrivati a questo punto; probabilmente, su questo argomento si scriveranno decine di libri. Non dimentichiamo, tuttavia, che perfino nella società libera e democratica nella quale vivo una percentuale sconvolgente di americani pare credere in teorie contorte a proposito di un'elezione che si ritiene sia stata "rubata" nel 2020. Questo ci insegna che l'ignoranza della Storia e il fervore nazionalista non sono esclusivi di nessun Paese. *Penso che Putin abbia risonanza in coloro che hanno paura. Presumo che ciò procuri loro una sensazione di sicurezza, proprio come le leadership autoritarie fanno credere ai loro popoli di proteggerli. Certo, si tratta di un sentimento di sicurezza fittizio, perché in qualsiasi momento il protetto può diventare un perseguitato. ===[[Aleksandr Baunov]]=== *Dapprima Putin ha lasciato spazio al dissenso, poi a piccoli passi sempre meno, fino a soffocarlo e infine eliminarlo del tutto. È stato un processo lento e ben dissimulato, fino a creare il fatto compiuto. *Putin dice le stesse cose che diceva [[Francisco Franco|Franco]]. "Non c'è bisogno di cambiare, siamo troppo importanti: verranno loro da noi". Nonostante la [[Spagna franchista]] condividesse la sicurezza militare e il capitalismo dell'Occidente, non era nella Cee né nella Nato. I Paesi europei non l'hanno mai considerata come loro pari. Niente visite di Stato a Madrid. Il messaggio era chiaro: nessun riconoscimento fino alla riforma politica e alla fine della repressione. *Putin distrugge la modernità in nome di un presunto passato glorioso, e sta ora conducendo una guerra del passato. Piena di caratteristiche del passato. Con tanto di condottieri mercenari, cospirazioni e ammutinamenti. Putin ha aperto la porta al passato e ora il passato torna e rischia di travolgerlo. In modi simili a quelli che hanno decretato la fine di tanti regnanti nel passato. *Putin è convinto che l'Occidente tornerà da lui. Per questo, l'Europa dovrebbe adottare la stessa strategia usata a suo tempo con la Spagna franchista: isolamento diplomatico e pressione costante. Niente concessioni. *Un dittatore può esser pugnalato alle spalle solo da chi gli è molto vicino. Da chi ha molto potere. E il sistema di Putin, al contrario di quelli di altri dittatori, non prevede che ci siano persone vicine al capo. ===[[Boris Abramovič Berezovskij]]=== *Durante il governo Eltsin abbiamo superato il periodo più nero della frammentazione ed eravamo sulla buona strada per costruire un sistema statale autonomo, innovativo e aperto. Putin ha cambiato strada: sta cercando di reintrodurre in Russia lo stesso sistema pesantemente centralizzato e opprimente dell'Urss e in questo schema rientra la campagna militare contro la Cecenia. *È risaputo che vuole cambiare la costituzione e rimanere presidente per più di due mandati: magari per sempre. I dittatori non cedono facilmente il comando, una volta raggiunto. A meno che qualcuno non glielo tolga. *Era stato il primo burocrate che non aveva accettato tangenti. [...] Ne rimasi molto impressionato. *Il presidente russo è un imbroglione, un bandito. Ma io non ho perso del tutto la speranza. Ho sempre pensato che sarebbe durato poco, a questo punto è durato anche troppo. *Il problema è che Putin non è Eltsin: sa benissimo che non può uscire dal Cremlino e andare in pensione in una dacia. Se molla il potere, ha due alternative: o la prigione o l'esilio. E mi domando quale paese sarebbe pronto ad ospitarlo. Ah, dimenticavo: l'Italia, dove Berlusconi si sbraccia per accoglierlo nelle sue ville. *L'Occidente, in primo luogo l'America, ha chiuso gli occhi sui massacri commessi da Putin in Cecenia, sulle limitazioni alla libertà di stampa, sulle elezioni truccate, sulle persecuzioni del Kgb. Gli interessa solo avere l'appoggio della Russia sulla [[guerra in Iraq]] o sulla crisi del momento o su qualche buon affare. Del resto, l'America andava d'accordo anche con il Portogallo del dittatore [[António de Oliveira Salazar|Salazar]], firmava trattati perfino con Breznev. Può farlo pure con Putin. *Prima il presidente ha tappato la bocca al potere politico, poi ai mass media e ora sta completando l'opera con il grande business. L'obiettivo è abbattere ogni sembianza di democrazia in Russia e ricostituire un regime autoritario, saldamente tenuto in mano dai suoi ex-colleghi del Kgb. *Putin è un truffatore, che ha cercato di imbrogliare l'Occidente e in buona parte ci è riuscito. Sia perché l'Occidente capisce poco della Russia odierna, forse con l'eccezione di voi italiani, che avendo una specie di regime in casa comprendete meglio come un sistema autoritario possa mascherarsi da democrazia. Sia perchè a molti paesi occidentali fa comodo una Russia in mano a un bandito. ===[[Silvio Berlusconi]]=== [[File:Vladimir Putin 25 October 2001-1.jpg|thumb|Putin e [[Silvio Berlusconi]] nel 2001]] {{cronologico}} *[[Dmitrij Anatol'evič Medvedev|Medvedev]] e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese. (11 settembre 2010) *Putin è una persona rispettosa degli altri, è un riflessivo, è un uomo profondamente liberale, è uno che mantiene la parola data, è veramente un democratico. Io lo conosco da più di quindici anni, lo considero quasi un mio fratello minore; ho con lui una grandissima cordialità, una grandissima confidenza. Ed oggi è indubitabilmente il numero uno tra i leader del mondo. (settembre 2015) *Vladimir Putin è un leader eccezionale. Io sono legato da un'amicizia fraterna a lui. E lo conosco per quello che è realmente: è il contrario dell'immagine che i media di tutto il mondo gli hanno creato addosso. Mister Putin ha un grande rapporto con i cittadini russi. Lui vince le elezioni con una grande quantità di voti ed è amato dalla sua gente. (aprile 2017) *Putin è molto rispettoso delle libere scelte degli italiani, e vorrebbe — e io sono totalmente d'accordo su questo — che l'Italia fosse parte attiva in un migliore e più costrittivo rapporto fra la Russia e l'Occidente. (9 dicembre 2017) ===[[Joe Biden]]=== [[File:Vice President Joe Biden greets Russian Prime Minister Vladimir Putin.jpg|thumb|Putin con Biden nel 2011]] *Ha scelto una strada di crescente repressione interna e violazione delle norme internazionali. Da parte nostra semplicemente non possiamo sopportare questa flagrante mancanza di rispetto per le norme internazionali più basilari. Se la Russia cambia corso e comincia ad obbedire a queste norme e rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei suoi vicini, allora ovviamente anche le nostre relazioni cambieranno. *Non sta scherzando, quando parla del potenziale uso di armi nucleari tattiche, biologiche o chimiche, perché il suo esercito, come dire, sta offrendo una prestazione significativamente più bassa delle attese. *Voleva meno presenza della Nato e invece Finlandia e Svezia sono entrate a far parte della Nato. Credeva che la Nato si sarebbe divisa, che sarebbe crollata, e invece la Nato è più unita che mai. Credeva di poter usare l'energia come arma, e invece l'Europa è stata determinata ed è meno dipendente dei combustibili fossili russi. Pensava di essere forte mentre i leader democratici deboli, ma siamo paesi che rifiutano l'uso della forza e la paura. E ha incontrato un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco: il presidente Zelensky. E si trova a fronteggiare uno scenario molto diverso da quello che aveva immaginato un anno fa: il mondo libero e democratico oggi è più forte che mai, e gli autocrati sono ancora più deboli. ===[[Boris Bondarev]]=== *Evidentemente Putin immaginava che la sua ricchezza lo avrebbe posto sullo stesso piano dei leader europei, pronti a far finta di niente sulla vera natura del suo potere. Si sbagliava. Oggi lui e la sua "élite" sono infuriati, pensano che l'Occidente abbia giocato "sporco". Curioso quando un baro si ritiene offeso perché nessuno vuole giocarci a carte. *Finché il regime di Putin non verrà eliminato, l'Europa non sarà mai al sicuro. È come se ci fosse un orso in una foresta e i Paesi europei stessero cercando di tenerlo a bada dandogli da mangiare la loro gente e così stuzzicando il suo appetito. L'unica vera soluzione è abbattere l'orso. Non capisco perché trenta uomini armati debbano avere paura di un uomo solo. *I rifornimenti e i condotti di gas hanno sempre fatto parte della diplomazia targata Putin. Era l'uncino con cui teneva appesi i leader europei, lui spera che funzioni ancora. Con quest'uomo non si può negoziare, non rispetta leggi e trattati. Non fatevi prendere in giro di nuovo. *I ventidue anni di Vladimir Putin al potere sono stati un totale spreco di tempo per la Russia. Con un'ottima congiuntura sui mercati globali, il rialzo dei prezzi di petrolio, gas e altri beni per l'export, un'autorità consolidata sui russi, negli anni 2000 Putin avrebbe potuto ottenere qualsiasi cosa. Avrebbe potuto usare il suo potere, la sua autorevolezza per condurre in porto le tanto attese riforme e spingere sullo sviluppo economico e la costruzione di una società democratica e libera. Sarebbe stato ricordato come il grande leader e uomo di Stato che senza dubbio desidera essere. [...] Invece ha scelto di costruire una dittatura personale per permettere a se stesso e ai suoi amici di godersi miliardi di dollari, palazzi e yacht, opprimendo nel frattempo l'opposizione e privando milioni di persone della speranza di un futuro migliore. *Il blocco occidentale e sovietico erano in pace per timore della distruzione reciproca. Putin ha messo alla prova quel principio e scoperto che non c’è più alcuna paura, che può distruggere ciò che vuole senza pagare conseguenze perché l’Occidente non vuole rischi. *Il multipolarismo immaginato da Putin prevede Paesi autoritari con una loro sfera di influenza. Nel caso della Russia si tratta di ristabilire l'area di influenza dell'Urss, averne l'esclusiva e farne ciò che si vuole. Non solo gli Usa e la Nato ma nemmeno l'Onu o l'Ue potrebbero metterci il naso e raccomandare cosa è bene fare e cosa no. Il presidente russo può dire che è favorevole al mondo multipolare, che vuole un movimento di Paesi non allineati, che è contro la schiavitù, che è anti-liberale. O pro-liberale. Sono solo parole. Tutto ciò che gli interessa è il potere personale. La narrativa messianica è solo una vernice. Se gratti, sotto trovi la cupidigia. *Innanzitutto, vuole essere trattato alla pari e che la Russia sia riconosciuta come grande potenza. E idealmente vorrebbe un mondo senza democrazie. Perché con un dittatore riesce ad arrivare a patti, ma con le istituzioni non sa trattare. Non comprende i cambi di governo perché sono imprevedibili e possono rivelarsi ostili per lui. Preferisce i rapporti personali. Perciò era così amico di Silvio Berlusconi. E perciò vuole stringere un accordo con Trump e non con gli Stati Uniti. *Non è un'esagerazione dire che Putin incarna lo Stato per molti russi. Ufficiali, ministri e generali sono sconosciuti alla maggioranza della popolazione. Quando Putin sarà fuori gioco, in un modo o nell'altro, nessun governo sarà legittimo. Il nuovo presidente dovrà spiegare ai russi i motivi della crisi economica e sociale, sarà allora logico e tentante dare la colpa a Putin per tutti gli errori, i crimini e questo minerà quello che resta della legittimità del regime che inizierà a sgretolarsi. *Putin è un codardo. Ostenta coraggio solo quando vede che gli altri hanno paura di lui. *Putin ha selezionato personalmente la sua élite. Avendo come parametro la lealtà dei prescelti. E anche la loro mancanza di onore, di integrità e di iniziativa. Ha cooptato solo persone pronte ed eseguire i suoi ordini. E questo è molto pericoloso. Perché se ordinerà un attacco nucleare, l'ordine verrà eseguito. Queste persone, però, non hanno un'ideologia. Sono abituati a fare quel che dice il presidente per personale convenienza. Se capiscono che ricchezze e posizioni sono in pericolo, potrebbero anche rivoltarglisi contro. *Putin isolerà la Russia dal mondo, ne farà un Paese più povero e sottosviluppato. La guerra avvicina l'obiettivo, per questo dico che è un crimine contro il futuro dei russi. Senza contare che i nostri rapporti con l'Ucraina, uno dei Paesi confinanti a noi più vicini, saranno persi del tutto per decenni e intere generazioni. *Putin non ha il sostegno delle masse. Il suo sostegno è l'indifferenza di una società atomizzata. *Si deve capire che Putin e la Russia sono due entità diverse. Quando Putin dice che l'espansione della Nato minaccia la sicurezza della Russia, quel che veramente pensa è che l'espansione della Nato minaccia la sua, di sicurezza. ===[[Bill Browder]]=== *A mio avviso Putin è uno [[Psicopatia|psicopatico]], che non prova alcuna empatia o rispetto per nulla se non per il suo proprio interesse. La sua brutalità terrorizza e mette chiunque in una condizione di sottomissione: con una personalità del genere non ci sono margini per trattative o diplomazia. *Credo che Putin abbia rovinato la Russia per i prossimi 30 anni. Ormai è uno Stato emarginato, uno Stato terrorista. *Ha accumulato ben oltre 200 miliardi di dollari da quando è diventato presidente: cosa che ne fa l'uomo più ricco del mondo. [...] Putin è anche un agente del Kgb molto efficace : e ha passato tutta la sua vita corrompendo o ricattando la gente perché diventassero parte del suo sistema. Per cui sa che chiunque avesse un documento col suo nome sopra potrebbe ricattarlo: così non è mai nella posizione di essere formalmente il proprietario di qualche bene. *Ha cominciato tutta la sua carriera come un tipo al quale piacciono i soldi: e nessuno entra nella carriera pubblica in Russia con altri obiettivi che non siano rubare quanti più soldi possibile. *La cleptocrazia creata da Putin fa sì che le élite possano accumulare denaro togliendolo alla popolazione. Facendolo spesso ledono i diritti umani e sanno che per mettere al sicuro quei soldi è meglio non lasciarli in Russia. *Mi ha minacciato di morte, ha minacciato di rapirmi, ha cercato di bloccarmi tramite mandati di arresto dell'Interpol e con richieste di estradizione, oltre che con una miriade di cause legali che avevano come unico scopo quello di distruggere la mia vita. Non ha allentato la presa in alcun modo e continua ancora oggi. Ma questo è il destino di chiunque abbia cercato di tenere testa a Putin. *Non sono più il nemico numero uno in assoluto di Putin, adesso lo è sicuramente Navalny. Diciamo che sono il suo nemico numero uno all'estero. *Putin è un piccolo criminale paranoico, a capo di quella che è fondamentalmente una organizzazione criminale: non ci dobbiamo aspettare null'altro che miserie, perché alla fine non ha costrizioni da parte della storia o della morale. Sarebbe assolutamente capace di usare l'arma nucleare: l'Ucraina è solo l'inizio delle sue ambizioni. *Putin è un piccolo uomo paranoico che va alla ricerca della slealtà anche dove non esiste. *Putin mi dà la caccia da un decennio dopo l'approvazione del Magnitksy Act. L'unica ragione per cui sto seduto qui è che lui ha tenuto sempre un piede nel mondo civilizzato e uno nel mondo criminale: da quest'ultimo lato arrivavano le minacce di morte contro di me, ma dall'altro lato gli piaceva apparire al G20 e ai summit internazionali. Questo è ciò che mi tenuto in vita: ma ora che ha messo tutti e due i piedi nel mondo criminale, c'è un rischio esponenziale di violenza nei miei confronti, perché lui non ha più nulla da perdere. *Putin odia l'Unione Europea, la Nato, gli Stati Uniti e tutte i grandi blocchi geopolitici omogenei: gli danno enorme fastidio nel perseguimento del suoi scopi, non solo militari ma anche finanziari. *Putin vuole diventare lui il più grande oligarca russo e difatti oggi, con i suoi traffici, è l'uomo più ricco del Paese e ha asset ovunque, molto spesso con prestanome. *Quando vuoi scoprire dove Putin tiene i suoi soldi devi partire dagli oligarchi: perché quella gente custodisce i soldi per lui. Stimo che il 50% delle ricchezze degli oligarchi sia in realtà di Putin. Chi sono? Nella lista di Forbes ci sono 118 miliardari in Russia: e 110 di loro sono fiduciari di Putin. *Rimuovere il Magnitsky Act è il principale obiettivo della sua politica estera, la priorità più grande. ===[[Zbigniew Brzezinski]]=== *Aveva già detto cose come "il collasso dell'Unione Sovietica è la più grande calamità del ventesimo secolo". Pensate a cosa significhi. Prima guerra mondiale: milioni di persone uccise. Seconda guerra mondiale: milioni e milioni di persone uccise. Più l'Olocausto. La guerra fredda: la minaccia di un disastro nucleare per tutta l'umanità. Nulla di tutto questo è stato importante, per lui, come la scomparsa dello Stato del quale era un agente segreto, nel Kgb. Lui vuole ricostruire l'Unione Sovietica. L'Ucraina è la posta in palio. *Il presidente russo Vladimir Putin è un dittatore mascherato da leader democratico. *Lui e gli ex agenti del Kgb come lui che lo circondano nelle stanze del Cremlino condividono idee nostalgiche, sognano di realizzare nel prossimo futuro una nuova versione dell'Unione Sovietica, creata attorno a un'unione di popoli slavi come quelli della Bielorussia e dell'Ucraina. *Putin si preoccupa del passato, della nozione del potere mondiale della Grande Russia, della creazione di qualcosa di simile all'Unione Sovietica ma con un nome nuovo. Tutti obiettivi irrealistici che, alla fine, non credo che la maggioranza dei russi sosterrà. *Putin sta seguendo gli esempi di Stalin e di Krusciov. Chiunque conosca un poco la Russia se ne rende conto. Eccetto Silvio Berlusconi. *Quando Putin afferma che il collasso dell'Urss è stato il maggior disastro geopolitico del XX secolo, lascia intendere che vuole ricostruirla attraverso l'estensione del controllo russo sui nuovi Stati indipendenti già parte dell'Urss e prima ancora dell'Impero russo. Questa tentazione imperiale nuoce alla Russia e l'antidoto è costituito da più stretti rapporti con l'Occidente. *Quanto sia fallito l'esperimento democratico russo è dimostrato dal fatto che l'ipotesi di un Putin-Pinochet equivalga a un buon augurio per la Russia. ===[[Vladimir Konstantinovič Bukovskij]]=== *Con l'avvento di Putin al potere possiamo tranquillamente dire che il [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] è tornato a occupare i ranghi della società, a livello finanziario, politico, economico e amministrativo. *Il governo Putin sta cercando di ricomporre il potere del centro, diciamo il potere del Cremlino. È chiaro che non ci riuscirà totalmente, perché prima il potere del Cremlino era strettamente collegato all'ideologia, al sistema totalitario. Non credo che riescano più a restaurare un sistema totalitario, ma possono ripristinare il potere centrale su molti aspetti della vita, rendendo i russi sempre più infelici. *Quando Putin è andato al potere nel 2000, le persone in Russia hanno immediatamente capito che il KGB era tornato al potere, e subito si sono spaventate. Se prima c'era più o meno la possibilità di essere critici nei riguardi del governo, ora la maggior parte delle persone ha paura di dire qualsiasi cosa. ===[[Emmanuel Carrère]]=== *In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. *Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. ===[[Michail Borisovič Chodorkovskij]]=== [[File:Vladimir Putin 31 May 2001-2.jpg|thumb|Putin e Chodorkovskij nel 2001]] *Ci sono molte informazioni sui legami profondi tra [[Matteo Salvini|Salvini]] e Putin e il suo entourage. Parte di queste informazioni fanno dubitare dell'integrità di questi contatti. Sfortunatamente si tratta di una pratica comune per Putin che è un eccellente ufficiale reclutatore ed è riuscito a trovare chiavi di varia natura per arrivare a molti politici europei. *I leader dei Paesi europei pensano di avere a che fare con uno statista che ragiona come loro. Invece lui funziona in modo completamente diverso: pensa come un criminale. Se a un criminale tu fai vedere la tua debolezza, quello non si ferma: continuerà sempre ad andare in avanti. Ed è ciò che Putin sta facendo. *Negli ultimi anni ho notato sempre più spesso che Putin usa un'informazione unilaterale e che le persone che lo circondano lo manipolano più facilmente di prima in base ai loro interessi. È stanco, ha perso la capacità di comprensione di molti aspetti della contemporaneità. *Non penso che Putin abbia avuto paura dell'allargamento della Nato all'Ucraina. Lui detesta la Nato, ma non la teme. Piuttosto, è ormai preso da una specie di missione messianica: ne è posseduto, e lo si capisce dal fatto che ha fatto mettere davanti al Cremlino la statua del principe [[Vladimir I di Kiev|Vladimir]]. [...] È una mentalità perfettamente normale per un criminale in età da pensione. *Non siamo mai stati amici, non posso dire di averlo conosciuto da vicino. Io ero al vertice di una grande impresa e Putin era il presidente, avevamo rapporti professionali. In apparenza è cambiato, sì. Vent'anni di potere lo hanno cambiato e in questo il suo non è un caso unico. Oggi si permette di fare cose che prima non osava. All'epoca si comportava in maniera più normale, riconosceva l'esistenza di certi limiti. Ma al fondo è sempre lui. Era già un criminale ed è rimasto tale. Ha la mentalità di un esponente della criminalità organizzata. È ciò che i leader occidentali non hanno mai capito, non capiscono adesso e – mi dispiace – a mio parere non capiranno mai. ===[[Nina Lvovna Chruščёva]]=== *Durante il suo terzo mandato presidenziale – ora è al quarto – si era concentrato più sulla difesa del suo entourage dalle accuse di corruzione o indifferenza che sulla felicità delle persone comuni. In vero stile sovietico, egli rimane più spaventato da un colpo di stato di palazzo che da una rivolta pubblica. *Ha passato gli ultimi 18 anni a interpretare di tutto, dal padre premuroso della nazione a un James Bond esperto di judo. *L'incompetenza di Putin si estende molto oltre l'economia. Le sue forze di sicurezza restano brutali e inaffidabili; in alcune parti del paese si sono mescolate a delle bande criminali. La sua direzione della magistratura non tranquillizza i comuni cittadini, e le installazioni militari, i sottomarini, le trivelle, i pozzi, gli ospedali e le case di riposo del paese esplodono continuamente, si rompono, o affondano, a causa della negligenza e dell'irresponsabilità. *Non sta cercando di ricostruire l'Impero Russo di per sé ma sembra deciso a stabilire una sudditanza degli ex Stati sovietici. L'errore dell'Occidente è di pensare che la Russia sia un invasore, ma in realtà la Russia "prende" se si presenta l'opportunità, come in Crimea nel 2014 o nei Paesi Baltici nel 1940. *Putin non vuole ricostruire l'Urss. Quel che ha sempre voluto è: influenza. Non vuole sedere al tavolo dei bambini. Il problema è che Mosca era al tavolo dei Grandi ma quando ha preso la Crimea è stata cacciata dal G8: Putin stesso è responsabile ma se glielo chiedeste, risponderebbe che comunque non lo ascoltavano e anche questo è in parte vero. ===[[Fabrizio Cicchitto]]=== *A Berlusconi sfuggiva completamente il retroterra culturale di Putin, che aveva come punti di riferimento Pietro il Grande, Ivan il Terribile e Iosif Stalin. Ognuno di questi personaggi aveva una componente autoritaria fortissima, funzionale non alla restaurazione dell'Unione Sovietica ma al mito della Grande Russia. *Che Putin fosse il capo del Kgb con il quale fare anche affari, lo sosteneva un bel pezzo dell'Occidente. E mentre questo accadeva, Putin invadeva l'Europa attraverso i suoi oligarchi, comprandosi squadre di calcio, giornali, partiti. Nessuno voleva vedere il lato oscuro della Luna. Non lo fece Berlusconi e non lo fecero nemmeno Prodi, l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel... Devo continuare? *Ho avuto modo di dire che tra Berlusconi e Putin c'era un legame di omosessualità psicologica: si ammiravano vicendevolmente e il loro era un rapporto assolutamente paritario. Putin considerava geniale questo imprenditore italiano che controllava le televisioni ed era riuscito a sfondare in politica. A sua volta Berlusconi lo riteneva un pragmatico, capace di gestire un Paese come la Russia e con il quale si potevano fare tante cose insieme: dagli affari alle donne. *Putin fu il primo a capire che attraverso Internet si poteva fare politica e penetrare il sistema delle democrazie liberali, che lui disprezza, per manipolarlo. Attraverso Internet ha sostenuto Brexit, il referendum separatista della Catalogna, la campagna elettorale di Donald Trump e per ultimo i no vax. Lui ha sempre mirato a destabilizzare l'Occidente. Ma Berlusconi sorvolava su certe questioni. *Putin voleva rientrare nel grande gioco. E utilizzava Berlusconi e i suoi rapporti con gli americani per tornare nel salotto buono dal quale la Russia era uscita dopo la fine dell'Unione Sovietica. ===[[Leonardo Coen]]=== {{Cronologico}} *Ha grandi progetti per il futuro, dopo aver plasmato il passato e imbrigliato il presente – con un regime che è stato battezzato "democratura", un po' democrazia, tanta dittatura. Ha riportato la Russia laddove stava quando era Unione Sovietica e dove pensa debba stare di nuovo, e cioè tra le superpotenze del mondo, come in fondo era già ai tempi di Pietro il Grande, di Caterina, dei Romanoff. (30 dicembre 2019) *Dinanzi alle gherminelle politiche, Vladimir vuole accreditarsi come uomo d'ordine. Si rivela un primo ministro energico, abile e risoluto. Recupera la retorica patriottica cara ai comunisti, ma non rinnega d'essere difensore dei nuovi valori liberali, e della democrazia. Accondiscende alle pretese dei militari che vogliono avere mano libera nella repressione dell'insurrezione islamica nel Caucaso. (30 dicembre 2019) *Da quel fatidico giorno di vent'anni fa, non ha mai smesso di consolidare l'immagine di un uomo che ha salvato la Russia dalla decomposizione e l'ha riportata al centro del mondo e della geopolitica. Che ha proclamato l'avvento del multipolarismo, che ha inventato la democratura e la "verticale del potere", che ha lubrificato nazionalismo e sovranismo, che ha schiacciato l'opposizione e progressivamente ridotte le libertà e la società civile; che negli anni del suo dominio ci sono state centinaia di morti tra politici a lui avversi, giornalisti che lo criticavano. (30 dicembre 2019) *Un personaggio forse enigmatico, di certo autocrate e ormai intrappolato dalle sue ambizioni "imperiali" euroasiatiche, dallo scontro con l'Occidente colpevole di assediare la Russia con la Nato ai suoi confini e di aver umiliato Mosca nel decennio eltsiniano; il presidente che ha barattato la sicurezza dei russi privandoli di molti, troppi diritti. (30 dicembre 2019) *Tutto deve restare sotto controllo della presidenza, questo il principio base della dottrina putiniana: i governatori locali sono inquadrati e non devono sgarrare; gli oligarchi sorvegliati; l'opposizione messa all'angolo, perseguitata, repressa; la Russia deve essere forte territorialmente ed economicamente; la "nuova" Russia è portatrice di valori tradizionali e patriottici, la religione ortodossa è uno degli strumenti che saldano passato e presente, il nazionalismo sollecitato da Putin diventa un'arma politica ed economica. (31 dicembre 2019) *Putin si fa paladino dei vari movimenti localisti, per destabilizzare l'Ue: finanzia le destre sovraniste e antiEuro, attacca la Georgia per difendere i separatisti dell'Ossezia del Sud e dell'Abkazia, che pone sotto il suo ombrello militare. Aiuta la ribellione armata del Donbass contro Kiev, annette la Crimea, va in soccorso di Damasco e diventa il burattinaio della crisi mediorientale, appoggia l'Iran e stringe alleanza con Erdogan, causando imbarazzi e problematiche strategiche nella Nato, visto che la Turchia ne rappresentava il pilastro orientale, la sentinella del Caucaso. E adesso, i tentacoli putiniani sono arrivati in Libia. Il sogno di sempre della Russia imperiale e sovietica: il Mediterraneo. (31 dicembre 2019) *La concezione della sua leadership totalitaria – con annesso culto della personalità a volte imbarazzante (Putin che pilota un jet, Putin a dorso nudo mentre cavalca, o pesca salmoni, o va a caccia; Putin judoka; Putin hockeista; Putin sciatore lo conobbi nel 2001 a St-Christophe, in Austria..; Putin e la tigre dell'Altai; Putin che prega; Putin che mette in riga l'Occidente, etc.) – ha bisogno di aggressività rivolta all'esterno, per dirottare eventuali tensioni interne, come le manifestazioni di protesta per la riforma delle pensioni, o per le importazioni d'auto coreane e cinesi (a Vladivostok), o la stagnazione economica che tanto ricorda gli anni brezneviani. (31 dicembre 2019) *Il regime autoritario non è capace di gestire le immense risorse del Paese, le scelte di Putin favoriscono la stabilità politica non lo sviluppo economico, tantomeno quello sociale. [...] Qualsiasi cambiamento economico è visto come un rischio per l'equilibrio politico, ossia per la sopravvivenza "della classe dominante". E così, alla fine, Putin fa quello che hanno sempre fatto gli "uomini forti" dei regimi autoritari: esibire i muscoli. Dirottare le tensioni interne. Attizzare il nazionalismo. Sfidare l'Occidente, a piccoli ma graduali passi. Ragionare cioè in termini di zone d'interesse e d'influenza. (31 dicembre 2019) ===[[Oleksij Danilov]]=== *La gente ha paura a dare il giusto nome alle cose e perde il senso della realtà. Voi lo chiamate Putin, ma il suo nome è Satana. *Non fosse per noi a quest'ora il nuovo Hitler che si chiama Putin sarebbe arrivato a Varsavia. *Putin è già un cadavere politico. Quando diventerà un cadavere fisico è solo questione di tempo. ===[[Carla Del Ponte]]=== *Putin vuole sradicare l'identità di un popolo e quindi deve risponderne penalmente. *La sua '''<small>[della portavoce del ministero degli Esteri russo Zacharova]</small>''' è una reazione inammissibile perché sotto accusa penale non c'è il governo russo, ma una persona specifica, e cioè Putin. Perché la responsabilità criminale riguarda una sola persona, e cioè lui. *Da oggi la sua vita da capo dello Stato diventa difficile. Gli sarà inibito qualsiasi vertice internazionale. È innegabile che la richiesta di arresto incrina irrimediabilmente la sua immagine pubblica. Oggi in [[Russia]] lui è il presidente, ma è chiaro che i gravissimi reati che gli vengono contestati possono giocare anche politicamente contro di lui. ===[[Aleksandr Gel'evič Dugin]]=== *Finché c'è Putin, la Russia ha speranza di essere forte, ma Putin è un problema perché non ha istituzionalizzato la sua linea di pensiero. La Russia oggi è Putin-centrica. *Non c'è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta. Queste accuse sono il risultato della paura che la Russia si riaffermi come potere indipendente e che voglia difendere la propria identità. *Non ha fatto nulla nell'educazione, che è rimasta metà sovietica, metà liberale, copiata dall'Occidente. Un miscuglio di incoerenza. Lo stesso vale per la nostra cultura. La nostra cultura è un'imitazione della cultura occidentale e liberale con un frammento di pura propaganda politica, mal fatta. Questa è solo un simulacro, non una preparazione per il regno dello zar. Così non si ritorna alla nostra identità. Si ragiona troppo pragmaticamente e si pensa troppo poco al sacro. Putin rimane nella sua posizione, non sacrifica abbastanza attenzione, tempo e la sua forza vitale per questo problema. *Putin ha frenato la caduta, non ci ha ridestati. Questo trascende i suoi limiti. Lui non è un salvatore. Ha solo intenzione di riparare. È un manager, blocca la crisi. E lo sta facendo in modo eccellente, ma ha dei limiti. Agisce come se fosse eterno, non crede in qualcosa che esiste dopo la sua fine: non ha una chiave per il futuro. Questo è un vero problema. *Putin ha frenato la spaccatura e la caduta della Federazione Russa. Ha iniziato a ricostruire passo dopo passo. È molto più vicino allo zar di quanto lo fossero Eltsin e Gorbaciov per questa e molte altre ragioni. *Putin non è un essere "estraneo" che serviremo supinamente. Lui è noi stessi. Agisce per il nostro interesse. Fa esattamente ciò che siamo disposti a fare noi. Per noi non è una entità separata. È questo il concetto profondo del re sacro. *Quando Putin è salito al potere, pur essendo politicamente contiguo a Eltsin, è stato influenzato da questo terreno che avevo seminato e ha iniziato ad incarnare la mia visione della geopolitica facendo proprie le mie teorie. Ha iniziato a promuovere l'unione euroasiatica, a difendere la sovranità dei popoli pur non ricadendo in un nazionalismo di stampo ottocentesco, mi ha permesso di tornare ad apparire in televisione e a tenere incontri pubblici. È questa l'influenza che ho su di lui. Un'influenza razionale su un uomo realista quale lui è e che ha capito che le mie teorie sono le più valide per garantire una degna collocazione della Russia nel globo facendo fronte alle pressioni dell'Occidente. ===[[Jurij Felštinskij]]=== *È abbastanza intelligente da sapere che se ci fossero regole normali, il suo sistema di governo non potrebbe esistere. Non è un idealista. Sa che non c'è modo che possa sopravvivere a meno che non continui a opprimere. *Nel mondo ci sono stati tanti imperi, ma vi immaginate se domani il presidente turco Recep Tayyep Erdogan dicesse esattamente quello che dice Putin, che non accetta il crollo dell'Impero Ottomano, tragedia personale per lui? O se il Governo austriaco dicesse che la caduta dell'Impero austro-ungarico è stata una catastrofe geopolitica? O se la Gran Bretagna volesse indietro l'India, e magari anche gli Stati Uniti, le sue ex colonie? Diremmo che sono tutti matti. Ma quando Putin ha iniziato a dirsi scontento dei confini successivi alla caduta dell'Urss, nessuno gli ha dato del pazzo. *Putin non è diventato un dittatore perché era intelligente o carismatico, ma perché c'è l'intera struttura della FSB dietro di lui. Anche se Putin morirà domani nulla cambierà drasticamente. E al momento non c'è nessuno in competizione con di lui e non ci sono movimenti armati che cercano di rovesciare il suo potere. *Vladimir Putin è terrorizzato di fare la stessa fine di [[Muʿammar Gheddafi|Gheddafi]]. ===[[Orlando Figes]]=== *Penso che sia il più vicino a [[Nicola I di Russia|Nicola I]] – lo zar del diciannovesimo secolo che entrò in guerra contro le potenze occidentali, in particolare con la guerra di Crimea del 1853-56, per difendere i diritti degli ortodossi nell'impero ottomano. Come Putin, anche lui aveva un'ideologia antioccidentale e antidemocratica riassunta dallo slogan "Autocrazia, ortodossia, nazionalismo". La Russia ha perso la guerra di Crimea, quindi speriamo lo stesso per la guerra di Putin contro l'Ucraina. *Per quanto mi riguarda {{NDR|verrà ricordato}} come un dittatore brutale che ha distrutto tutto ciò che di buono c'era in Russia. Per quanto riguarda i libri russi è ancora da decidersi. *Putin è chiaramente ossessionato dalla storia e dal suo posto nella storia. [...] In Russia vi è sempre stato un uso politico della storia. La storia è una miniera, è da dove i politici hanno sempre tratto idee e suggestioni per le proprie agende, per fornire definizioni su cosa è o cosa dovrebbe essere la Russia, o quale dovrebbe essere il suo ruolo nel mondo, o chi sono i russi, o chi dovrebbero essere. È dalla storia che politici e ideologi hanno sempre attinto. *Putin sta reinventando la storia russa e usandola per la sua guerra, ma la sua visione storica non è nuova, è radicata nella storiografia imperiale russa del XIX secolo che ha imposto anche a scuola. Il saggio del 2021 era una chiara dichiarazione di guerra. Sosteneva che l'Ucraina non ha diritto di esistere. Era già successo nel 2016 con l'inaugurazione a Mosca di una statua di Vladimir il Grande. [...] Già allora Putin stava dicendo agli ucraini: "Kiev è il fondamento della nostra civiltà, voi ne siete soltanto una parte". ===[[Maša Gessen]]=== *È divertente che la mia biografia di Putin sia stata accolta bene, ma che in ogni recensione si riscontri la stessa osservazione: Gessen scrive che lui è stupido, ma gli stupidi non diventano così potenti. Che dire, gli americani sanno ormai che anche l'uomo più potente del mondo può avere problemi con l'ortografia, può non saper assimilare un testo senza illustrazioni o concentrarsi su qualcosa per più di tre secondi. *Essere stato catapultato al potere dall'oscurità e aver passato tutta la vita adulta all'interno dei confini di una istituzione segreta e molto chiusa ha permesso a Vladimir Putin di esercitare un controllo mirato sulle sue informazioni personali più di ogni altro uomo politico moderno e ancor più di ogni altro uomo politico moderno occidentale. Putin è riuscito a creare il proprio mito. Questo è un aspetto positivo perché, meglio di chiunque altro, ha saputo comunicare esattamente cosa voleva che il mondo sapesse di lui e come voleva che il mondo lo vedesse. Il risultato è in pratica il mito di un giovane nato nella Leningrado post-assedio, un luogo malvagio, affamato e povero che ha fatto crescere giovani malvagi, affamati e feroci. Così almeno erano quelli che sono sopravvissuti. *La preoccupazione principale di suo padre, stando ai ricordi, era la disciplina e non la qualità di educazione scolastica che il figlio riceveva. nemmeno per il giovane Putin l'istruzione era parte fondamentale della sua idea di successo: nel descriversi aveva parlato con enfasi della sua reputazione da teppista, e in questo godeva della completa collaborazione dei suoi amici di infanzia. La maggior parte delle informazioni disponibili su di lui – cioè quelle fornite ai suoi biografi – riguarda le scazzottate della adolescenza e giovinezza. *Putin sostiene di non avere mai preso parte ad azioni contro i dissidenti, ma nelle interviste ha dimostrato di essere perfettamente al corrente di come erano organizzate, probabilmente perché aveva mentito nel dire di non averle svolte. In una memoria totalmente agiografica su Putin, scritta da un ex collega che era passato all'Occidente alla fine degli anni Ottanta, si dice chiaramente che a Leningrado Putin lavorava alla Quinta Direzione, creata appositamente per combattere i dissidenti. *Quando vivevo in Russia, ho cercato di evitare Vladimir Putin in ogni modo. Ho lasciato il giornalismo politico per non occuparmi di lui. Sono finita a dirigere una rivista scientifica. Un giorno, fummo invitati a seguire un esperimento in cui alcuni uccelli venivano liberati e poi seguiti da un aereo per vedere cosa facevano. Il cronista tornò indietro e mi disse che sull'aereo c'era Putin. Scelsi di non pubblicare la storia, perché non volevo dare spazio alla propaganda e per questo fui licenziata. Qualche giorno dopo ricevetti una telefonata da una persona che disse di essere il presidente e mi invitava al Cremlino. Pensavo a un imitatore, ma quando arrivai dovetti ricredermi. Era davvero Putin e voleva sapere il perché della mia decisione. Subito dopo mi fu offerto di nuovo il posto di direttore, ma rifiutai. Avevo capito che sfuggire all'influenza di quell'uomo in Russia oggi è impossibile. *Sembra che Putin reagisse alla minima provocazione cacciandosi ogni volta in una rissa, mettendo perciò a rischio la sua carriera nel KGB, che sarebbe stata stroncata se fosse stato arrestato per una lite o anche solo segnalato dalla polizia. Non entriamo in merito alla fondatezza o infondatezza di queste storie, quello che importa qui è l'immagine che Putin vuole dare di sé – e vuole che gli altri diano di lui – quella di un uomo impetuoso, decisamente violento e dal carattere poco controllabile. È ancora più interessante notare come questa immagine sia in contraddizione con il rigore e la disciplina alle quali Putin ha dedicato la sua adolescenza. *Trump parla all'emotività, mentre Putin coltiva uno stile molto costruito: sono i settant'anni di totalitarismo che lo hanno preceduto ad avergli permesso di essere quello che è. Ma ci sono anche similitudini: la maniera in cui mentono, ad esempio. ===[[Aleksandr Goldfarb (biologo)|Aleksandr Goldfarb]]=== {{cronologico}} *A metà giugno [[Valentin Jumašev]], che discuteva sovente di importanti incarichi amministrativi con [[Boris Abramovič Berezovskij|Boris]], chiese al tycoon la sua opinione su uno dei suoi assistenti: un uomo di nome Vladimir Putin.<br />Boris conosceva bene Putin. Si era incontrato con lui quando il futuro presidente era vicesindaco di San Pietroburgo, la seconda più grande città della Russia, e Boris era ancora impegnato nella vendita di automobili. All'epoca Putin godeva della reputazione di incorruttibile, una ''rara avis'' tra i funzionari. Più di recente, Putin aveva diretto un gruppo di verifica nell'amministrazione del Cremlino.<br />«Perché?» chiese Boris.<br />«Stiamo prendendolo in considerazione per il posto di direttore dell'FSB.»<br />Jumašev spiegò che la qualità principale che il presidente cercava in un nuovo capo delle spie era la lealtà, ma che non si fidava degli attuali generali dell'FSB. Erano un clan molto chiuso. Se Putin aveva una caratteristica fondamentale, era la sua incrollabile lealtà. Quando il suo ex capo, [[Anatolij Aleksandrovič Sobčak|Anatolij Sobčak]], l'ardentemente anticomunista sindaco di San Pietroburgo, non era stato riconfermato alle elezioni, Putin aveva preferito la disoccupazione al tradimento. *Secondo [[Aleksandr Val'terovič Litvinenko|Saša]], Putin non aveva mai lasciato davvero il servizio. Era sempre stato fedele al KGB. Poteva anche aver prestato temporaneamente la sua lealtà a Sobčak o a Eltsin, ma quando tornava in seno all'agenzia, non vedeva l'ora di infilarsi di nuovo nei vecchi metodi. *Come mi spiegò Berezovskij anni dopo, l'immagine bellicosa di Putin era stata attivamente promossa dai direttori della sua campagna nel 1999. Era perfettamente in sintonia con la maggioranza dei russi. L'orgoglio nazionale ferito nel periodo immediatamente successivo alla guerra fredda, il desiderio di un «uomo forte» che portasse ordine e stabilità, l'ira per la disparità tra i pochi superricchi e le masse impoverite: erano tutti motivi per cui quell'uomo ascetico, introverso, duro come l'acciaio, il proletario che combatte e vince contro ogni previsione, fu accolto calorosamente dal popolo russo. Putin era l'uomo che ci voleva per liberarsi di tutte le frustrazioni di cui soffriva il Paese. *Putin non gli era mai piaciuto, era un agente in sonno della ''Kontora'' che era stato richiamato e poi mandato a dirigere l'FSB nel 1998, o forse, a ben pensarci, non aveva mai abbandonato il suo posto. Non era mai stato né leale né sincero e aveva ingannato tutti, compreso Boris. *Quando Boris venne a sapere del ''[[Incidente del K-141 Kursk|Kursk]]'', era in Francia, nella sua residenza di Cap d'Antibes. Cominciò subito a telefonare a Putin, ma riuscì a raggiungerlo solo il 16 agosto, il quinto giorno dello sviluppo della tragedia.<br />«Volodja, perché sei a Soči? Dovresti interrompere le tue vacanze e andare alla base dei sommergibili o almeno a Mosca. Tu non capisci come vanno le cose e questo ti danneggerà.»<br />«E tu, perché sei in Francia? Te la sei meritata la vacanza o no?» Putin era sarcastico.<br />«Prima di tutto, non sono il padre della nazione e a nessuno importa niente di dove sia. Secondo, in mattinata volo a Mosca.»<br />«Bene, Boris, grazie per il consiglio.»<br />Quando il 17 Boris atterrò a Mosca, Putin era ancora in vacanza. ===[[Michail Gorbačëv]]=== [[File:Vladimir Putin 8 October 2001-1.jpg|thumb|Putin con [[Michail Gorbačëv|Gorbačëv]] nel 2001]] {{cronologico}} *La tv li aveva mostrati tutti in piedi, acclamanti Putin, in un'atmosfera di unanimità forzata che mi ricordava i tempi sovietici. Tutto ciò mi confermava che stavano maturando in fretta novità. (3 gennaio 2000) *Il regime non cambia, non ci sarà lotta alla corruzione, gli interessi e i privilegi dell'oligarchia saranno tutelati in pieno. Se continua così Vladimir Putin vedrà presto logorarsi i suoi margini di popolarità, perché la gente capirà che è stato un trucco. E il gioco diverrà scoperto. (3 gennaio 2000) *Vladimir Putin è un uomo freddo e concreto, un uomo capace di capire, analizzare e gestire le situazioni. Anche le più difficili. (1 aprile 2000) *Putin arriva al potere in un momento di acuto e profondo distacco tra il vertice e la società. Una vera e propria crisi di fiducia. In questo senso si può dire che perfino l'affluenza alle urne, che è stata relativamente alta, rappresenta un evento stupefacente. Perché questo sia accaduto bisogna ancora capirlo. Ma io oggi penso che Putin sia in grado di fare le mosse giuste. (1 aprile 2000) *Forse Putin non ha una grande esperienza, ma è un uomo che impara in fretta. Il suo tempo non è ancora scaduto. Per ora va con la corrente e, al di là delle apparenze, non ha ancora fatto la sua scelta. Dobbiamo aiutarlo, perché presto sarà costretto a farla. (16 maggio 2000) *Io gli ho detto, ancora una volta, che lo sostengo e lo sosterrò, finché sarò d'accordo con lui. Qualora la sua politica dovesse andare contro gli interessi del paese, allora lo dirò, perché non posso mentire. (16 maggio 2000) *Io non dico che Vladimir Putin sia perfetto. Ad esempio trovo inaccettabile il controllo stretto a cui vengono sottoposti i giornali. [...] Penso anche però che Putin abbia un grande merito: lentamente, faticosamente, sta risollevando il paese dalle macerie, lo sta tirando fuori dal caos per restituirlo a una vita normale. (7 settembre 2004) *Le stesse promesse che Putin ha ripetutamente fatto non sono state realizzate e, io temo, non sono realizzabili perché la burocrazia fa affogare il Paese in un pantano d'incompetenza, corruzione e disordine. (10 maggio 2005) *Non credo che Putin sia interessato a un regime autoritario. [...] Putin crede nella democrazia e nello Stato di diritto. Ma egli eredita una situazione desolante. Eltsin e il suo gruppo hanno costruito un sistema oligarchico che si rivela tenace e ostile a ogni forma di rinnovamento e di sviluppo. Non c'è spazio per i piccoli imprenditori, per il ceto medio. C'è una concentrazione di ricchezze in poche mani, ricchezze improduttive per il Paese, che infatti emigrano all'estero. Portare ordine è necessario. Ma non credo che Putin voglia eliminare la democrazia per portare ordine. (10 maggio 2005) *No, Putin non vuol dar vita a un nuovo regime autoritario, e non si trasformerà in un dittatore. Ha ereditato un Paese in preda al caos e ha cercato di restituirgli un ordine e una vita normale. Anche se per riuscirci non ha potuto mettersi a studiare sui manuali della democrazia. (31 ottobre 2006) *Io non dico che Putin sia un modello di democrazia, ma sul piatto della bilancia il bene pesa molto più del male. Le vostre accuse, spesso, sono pretestuose. (31 ottobre 2006) *Ai tempi di Eltsin le ricchezze del nostro Paese venivano saccheggiate, il Paese distrutto, l'esercito semismantellato, la costituzione calpestata. Due terzi dei russi vivevano in miseria, umiliati, e l'Occidente applaudiva. Così si è insinuato il dubbio. La gente si domandava: ma che amici sono quelli che parlano di Casa comune europea, dicono di sostenerci e poi vogliono trasformarci in un semplice fornitore di materie prime. Putin, con i mezzi che aveva, ha restituito al Paese una speranza. Credetemi, io nei suoi panni ci sono stato e so quanto sia difficile. (31 ottobre 2006) *Certo, Putin ha commesso degli errori sul piano dello sviluppo democratico, ma non possiamo dimenticare l'eredità che ha ricevuto da Eltsin: un paese che stava andando a pezzi. Bisogna dargli atto che ha evitato il collasso della Russia. (12 ottobre 2008) *Rimprovero a Putin la lentezza del processo democratico. Perché è vero che molte delle libertà civili introdotte con la perestrojka resistono e che la stragrande maggioranza dei russi ha votato per Vladimir Putin. Ma nessuno sa quale sarebbe la loro scelta se l'intero processo elettorale, dalla selezione dei candidati in poi, fosse davvero libero e democratico. (11 marzo 2016) ===[[Leonid Gozman]]=== *Di sicuro Putin non è pazzo. È perfettamente sano. È intelligente. Ma ha creato attorno a sé un mondo artificiale. Non vive nella realtà. Vive una sua vita fatta di sogni. E non ha alcun feedback, da molti anni. Ciò è molto pericoloso. Per capirsi: se il primo ministro italiano nel suo ufficio accende il televisore, può vedere quel che succede fuori. Invece quando Putin accende il televisore vede solo quello che i suoi collaboratori ordinano di far vedere in tivù. [...] Negli ultimi due anni, poi, si è completamente isolato. Vive in uno spazio asettico e solitario. Putin è un uomo solo. Così sogna di eventi storici: di Lenin che ha "creato l'Ucraina", della crudeltà della Nato, dell'occupazione dell'Europa da parte degli americani, e così via. La sua vita è questa. Ed è piena di stupide idee come queste. *Il suo è un regime personalistico. Non può esistere senza Putin. Non si è inventata alcuna leggenda che ne giustifichi la permanenza dopo di lui. Quindi, quando se ne sarà andato, noi russi avremo la possibilità di costruire un nuovo Paese. Perché Putin lascerà solo rovine. Ci dobbiamo preparare a quel momento: alla ricostruzione della nazione. Come fecero i tedeschi dopo la Seconda guerra mondiale. *In un certo senso ha anche ragione a dire che abbiamo bisogno di valori tradizionali. Ma il principale di questi valori "russi" secondo lui è la ''samovlastye'', il potere di una sola persona. Un potere che vale a tutti i livelli. Nella famiglia, per esempio, il padre è il padrone assoluto. Per questo motivo in Russia non abbiamo leggi contro la violenza in famiglia: se sono il capofamiglia, posso picchiare chi mi pare. E per lo stesso motivo in Russia non abbiamo i sindacati: il proprietario o il manager dell'azienda è una specie di padre. Come succedeva prima del 1861: il proprietario terriero era il "padre" dei contadini. Al livello più alto, quindi, tutti devono dipendere dal capo della nazione – che si chiami zar, khan o presidente. Così in Russia non abbiamo né un parlamento indipendente né un sistema giudiziario indipendente né media indipendenti. È la "tradizione russa". Putin non cerca di tornare all'Unione Sovietica. Cerca di tornare a quel sistema. ===[[Sergej Gurijev]]=== *La gente vicino a lui sa che non è possibile essere sleali con lui. Puoi essere infelice, ma non devi dirlo. E molti sono infelici perché le scelte del presidente costano loro molti soldi. [...] Lui è molto abile e riesce a monitorare ciò che avviene attorno a sé per evitare una cospirazione. Anche se c'è una situazione nuova: Putin è essenzialmente in lockdown. Vede solo le persone che si sottopongono a una o due settimane di quarantena. Significa che sono poche le discussioni su temi sensibili che avvengono in presenza. Spesso sembra fuori dal mondo ed è evidentemente mal consigliato. Credo che comunque sia ancora in controllo della situazione. *La tenuta dell'economia è uno dei pochi strumenti rimasti in mano a Putin per tenere calma la sua gente. *Mi stupisce vedere come i legami con un criminale come Putin non abbiano scalfito l'immagine di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Matteo Salvini|Salvini]] agli occhi dell'opinione pubblica italiana. Berlusconi è stato una fonte d'ispirazione per Putin, come Putin lo è stato poi per [[Viktor Orbán|Orbán]] e per Salvini. Tutti condividono una caratteristica: la grande abilità nel manipolare l'informazione per restare al potere. *Nel 2014 Putin poteva ancora tentare di farsi passare per uno spin dictator, come [[Lee Kuan Yew]] a Singapore o [[Hugo Chavez|Chavez]] in Venezuela. Ma la guerra in Ucraina è un massacro, la repressione in patria durissima, la trasformazione in fear dictator è evidente. *Oggi il controllo è totale. Ma un giorno Putin potrebbe non avere soldi per pagare né i soldati, né i poliziotti incaricati della repressione. *Quella di mantenere lo status quo, anzi di aumentare la repressione, è stata una scelta deliberata imposta da Putin una volta tornato alla presidenza nel 2012. E quando l'economia ha iniziato a rallentare a causa dell'assenza di riforme, il presidente ha cercato di recuperare consenso invadendo la Crimea. La guerra in Ucraina segue la stessa logica: incapace di generare crescita, Putin gioca la carta bellica per guadagnare legittimità. ===[[Paolo Guzzanti]]=== *Avevate mai visto prima di Putin un re o imperatore, presidente, generale o primo ministro che accogliesse un visitatore straniero di pari rango mettendolo a sedere a dieci metri di distanza ai due capi dello stesso enorme tavolo bianco costringendolo – suppongo- ad usare un microfono per parlare faccia a faccia? È quel che Vladimir Putin ha fatto con Macron e con qualsiasi altro ospite. Lui, il Presidente russo, appare normalmente invecchiato e con qualche chilo in più, ma comunque un uomo non gigantesco – neanche Stalin lo era benché così apparisse nell'iconografia – e appare per sua scelta minuscolo in quell'iperspazio stuccato e stucchevole. E poi lo adoro per il tono calmo, composto, probabilmente elegante (non conosco il russo e mi contento di sottotitoli in inglese) con cui dice delle cose terrificanti, ma come se parlasse della spesa della massaia che va al mercato. *Berlusconi è innamorato di quel brigante internazionale che è Putin. Non è una questione di realpolitik. Il suo è di vero e proprio innamoramento. E questo, a mio avviso, la dice lunga sulla sua idea di democrazia. D'altronde, chi potrebbe considerare «affidabile» uno che va a cena con Hitler? *Confesso di essere un fedelissimo consumatore del canale YouTube del presidente Vladimir Putin da cui sono affascinato per due sue caratteristiche: la totale dissennatezza di quel che cerca di ottenere e la pacata e anzi sussurrata forma di comunicazione che lui predilige e di cui fa un sapientissimo uso. Ne sono veramente affascinato. Putin ha introdotto, dopo la fine del Comunismo sovietico, uno sfarzo imperiale su di sé come persona, come funzione di massima autorità e come universo onirico simbolico, destinato sia alle immagini televisive che agli occhi umani, organizzato con pesantissima e tuttavia leggiadra mobilia, tendaggi pesantissimi e trapunti alternati con altri velati e setosi, tavoli, posateria, metri quadrati, marmi, ori, parquet intarsiati, cristalli. *Diciamoci la verità la sinistra non può mai essere filoamericana, se non in occasioni speciali, ma come sinistra viviamo l'America come il vero nemico e non potete toglierci questo giocattolo fondamentale per il nostro ecosistema. [...] Putin rivuole il suo impero? E allora i Paesi limitrofi devono cedere la sovranità, perché il Paese più grande del pianeta che va da Varsavia a Tokyo, fa brutti sogni e soffre di insicurezza. *La sinistra borghese ha bofonchiato molto su Putin, fondamentalmente perché era amico di Berlusconi. Putin è in ottimi e simmetrici rapporti, o almeno lo era, anche con Romano Prodi, ma lo sketch del "lettone di Putin" faceva premio sulla vignettistica. Poi però le cose sono cambiate perché non solo il mondo degli affari cerca un terreno tranquillo, ma perché Putin è cresciuto nel famoso immaginario collettivo junghiano come il nuovo campione antiamericano, il "Te spiezzo in due" dei tempi di Silvester Stallone. Ed è stato così che i benpensanti di sinistra pianin pianino si sono, con cautela e qualche incentivo, affezionati al buon soldato Putin, pur se tra soffocati tentennamenti e ammortizzatori morali. *Personalmente non riesco neanche ad avercela con Vladimir Putin, così compassato, calmo e con questa strana abitudine di mettere tra se stesso e l'interlocutore un tavolo di venti metri. Non riesco a considerarlo un pazzo furioso, come poteva essere Hitler, ma il figlio e il padre di una cosa a noi sconosciuta, che è l'imperialismo russo, che ha una sua religione, un suo fanatismo illogico e quasi religioso, un fanatismo che è rimasto tale e quale anche ai tempi di Stalin e di Lenin, i quali non sciolsero mai l'Impero ma se lo tennero ben stretto, cercando di ampliarlo. *Putin aveva deciso di liquidare l'embrione di classe sociale civile e capitalista, di cui Berezovsky era il rappresentante di massimo successo, e sostituirlo con una casta di ufficiali fedeli all'istituzione del KGB, sicuro che la ricchezza sarebbe venuta non dalla crescita di un mercato di tipo occidentale, ma dalla vendita di enormi quantità di materie prime, a cominciare dal gas e dal petrolio. Per pompare gas non serve aver letto Max Weber né aver fatto una rivoluzione liberale anglosassone. Bastava avere a disposizione tecnici ed esecutori fedeli. L'idea di Berezovsky era invece opposta: tenere fuori e sotto stretto controllo gli uomini del KGB e far crescere la classe di cui lui stesso era il primo esponente e che poi verrà chiamata «degli oligarchi». *Putin è un esemplare perfetto di russo incomprensibile perché la caratteristica che costituisce la sindrome è una divisione di personalità: metà occidentale ed europea, e americana. E metà asiatica. *Putin ha cominciato a perseguire il suo disegno imperiale dalla sua prima invasione: quella della Georgia per la quale io, personalmente e da solo, feci inutilmente fuoco e fiamme, mentre la tendenza era quella di dire lasciate perdere, sono affari interni e diatribe di confini. Non è così e adesso finalmente tutti cominciano ad accorgersene, ma si rifugiano nelle categorie psichiatriche e shakespeariane del principe pallido e crudele, fuori di testa. Non è così. Putin rappresenta la negazione estrema della democrazia e lo dice come lo dice Xi, il quale dichiara che l'umanità vuole armonia e non democrazia. Putin è pronto a morire e a uccidere per un disegno che considera immanente, divino, coincidente col destino e molto più vicino al mikado giapponese che alle nostre democrazie. Putin è un russo pronto a spararsi senza esitazione, ma che preferisce sparare ad ogni oppositore, rivendica un buon trenta per cento dell'intero pianeta in nome del supremo destino di un Paese che ha dieci fusi orari fra Kaliningrad e le isole Curili davanti al Giappone. *Putin non è un pazzo, ma è l'espressione di un processo mentale russo in cui c'entrano pochissimo l'economia e la geopolitica tradizionale. Putin ha sempre detto (io sono un suo follower sul canale YouTube a lui dedicato) che non vuole rifare l'Unione Sovietica, ma l'impero. E lo dice anche il presidente cinese Xi, che rivendica il suo impero cinese che affonda nella storia le sue radici da cinquemila anni e il turco Erdogan che sta ricostituendo l'impero Ottomano. Noi occidentali non abbiamo capito nulla di tutto ciò e seguitiamo a osservare il mondo attraverso le lenti a noi care del nazionalismo, mentre Putin, Xi ed Erdogan appartengono a un mondo nemico della razionalità. *Putin non è un pazzo e avrà sicuramente delle distorsioni mentali non da poco, ma si tratta di distorsioni che fanno parte di una cultura che accetta e infligge la morte senza batter ciglio, un temperamento che somiglia a quello degli spagnoli che inventarono l'uso di chiedere di poter fumare prima di essere fucilati, non per passione per la nicotina, ma per dimostrare arrotolando la cartina col tabacco, di non tremare. Una tradizione che colpì molto Stalin, il quale decise di non usare più i plotoni d'esecuzione per non consentire esibizioni di tale temerarietà, ma di uccidere con un colpo alla nuca, di spalle, o con massacri perpetrati da belve come quelle che Putin ha scagliato contro Grozny, Aleppo, Mariupol e Dio sa in quanti altri disgraziati posti di quel pezzo di mondo su cui comanda e impera. *Quando ebbi i primi sospetti su una natura molto diversa da quella che appariva nei primissimi anni del suo esercizio del potere, provai a discuterne con Berlusconi, che aveva stretto con Putin una amicizia illustrata da mille fotografie e video. Ma il presidente del Consiglio, come detto, tagliò corto: «Vladimir è una persona dolcissima. Lui capace di far uccidere qualcuno? Sarebbe come se mi dicessero che tu hai fatto uccidere qualcuno. Potrei crederci? No». *Secondo Putin, e l'ampio circolo degli alti ufficiali superstiti del vecchio KGB, tutto ciò che è stato russo, non importa sotto quale imperatore o capo di partito, rientra per diritto storico nell'area della Russia, non importa come siano tracciati i confini secondo le contingenze storiche. E quel territorio, che la Russia considera suo per diritto storico e non per diritto internazionale, non può essere violato da altre potenze, aggregato ad altre alleanze, modificato nella cultura e nelle tradizioni da soggetti estranei alla Russia, come l'Unione Europea, non parliamo poi della NATO. *Vladimir Putin non soltanto si è sempre detto scioccato dalla decisione del suo predecessore Boris Eltsin nel 1991 quando sciolse l'Unione delle Repubbliche Sovietiche, ma disse apertamente che avrebbe considerato ogni terra che avesse fatto parte nel passato sia dell'Impero zarista dei Romanov, sia dell'Unione Sovietica, come proprietà russa per diritto storico, da riportare prima o poi sotto il comando della Russia. E ha spiegato in un'occasione pubblica che il diritto russo su quelle terre momentaneamente perdute (fra cui Georgia e Ucraina) non si fonda sul diritto internazionale, ma su quello dell'appartenenza storica. ===[[Diego Fusaro]]=== *Con guinzaglio sempre più corto, i cani da guardia latrano e abbaiano da tempo contro Putin: il loro sguardo è sempre quello del potere di Washington. *Dopo Gorbaciov che faceva la pubblicità per Pizza Hut e dopo Eltsin che, tra una vodka e l'altra, svendeva la Russia agli oligarchi della finanza, Putin ha ripreso, a suo modo, l'eroica tradizione leniniana di resistenza al capitalismo imperialistico americanocentrico. *È opportuno che Putin conservi il primato militare come arma di dissuasione: per poter svolgere una civile funzione di freno alla super-potenza americana. *La Russia di Putin è uno Stato che non si piega alla globalizzazione americanocentrica e che non accetta l'invasione graduale degli spazi ex sovietici con la Nato come sta accadendo in Ucraina e com'è già avvenuto in Georgia. Perché mai dovrebbe accettare l'atlantizzazione dei propri spazi e la Nato ai propri confini? Questa è la colpa dell'Occidente: l'hybris, la tracotanza, e il non aver rispettato i limiti e gli accordi secondo cui la Nato non doveva espandersi verso Oriente. *Penso francamente che Putin abbia ragione su tutto il fronte. La sua Russia è oggi uno degli ultimi baluardi di resistenza all'imperialismo incontenibile della civiltà dell'hamburger. *Vladimir Putin, per me, rappresenta l'eroica resistenza all'imperialismo statunitense, la capacità di uno stato sovrano nazionale di resistere e di non lasciarsi piegare. Putin, poi, rappresenta anche l'importanza di aver riscoperto le identità e la sovranità nazionale come baluardo di resistenza all'imperialismo. Insomma, Putin può rappresentare la possibilità di un mondo multipolare, ossia di un mondo sottratto all'atlantizzazione integrale, detta globalizzazione. ===[[Pierre Haski]]=== *Certo, c'è sempre il rischio di un mandato di troppo e di perdere quell'autorità fatta di rispetto e paura che ha permesso a Putin di diventare un Brežnev post-sovietico, a sua volta fossilizzato. *Gli uomini della provvidenza hanno la tendenza a presentarsi come insostituibili, e a forza di spazzare via tutti i potenziali rivali finiscono per diventarlo davvero. Vladimir Putin, ormai da vent'anni alla guida della Russia, è uno di loro. *Il problema di Putin non riguarda tanto l'economia mondiale, quanto la situazione interna. Con il blocco dell'economia russa gli ammortizzatori sociali si sono indeboliti, e malgrado il presidente abbia promesso di versare tutti gli stipendi, il denaro arriva con il contagocce. Il malcontento sociale è un problema evidente. *La logica del Cremlino non è la nostra, perché Putin non deve rendere conto a nessuno e può correre rischi che nessuna democrazia occidentale è disposta ad accettare. *La popolarità incontestabile del presidente si basa su due pilastri. Per prima cosa Putin è considerato l'architetto della ripresa della Russia dopo gli anni di Eltsin, e in secondo luogo ha saputo restituire un certo orgoglio ai russi riportando l'ex impero al ruolo di potenza magari non rispettata, ma sicuramente temuta. E pazienza se questo orgoglio nasce da avventure militari insanguinate, in Siria come in Ucraina. *[[Pietro I di Russia|Pietro il Grande]] si era avvicinato all'Europa trovando ispirazione per la creazione del suo impero. Tre secoli dopo, Putin ha fatto una scelta diversa, quella dell'isolamento e dell'aggressività. *Putin si considera insostituibile perché è lui, e solo lui, a decidere di bombardare la Siria, negoziare con la Turchia, giocare con i nervi degli occidentali e restituire alla Russia lo status di potenza temuta. E pazienza se il paese resta un attore di secondo piano in campo economico. *Trent'anni dopo la morte dell'Urss che Gorbaciov non era riuscito a salvare, Putin ha rimesso in marcia la storia, e andrà avanti fino a quando qualcuno non lo fermerà. ===[[Andrej Illarionov]]=== [[File:Vladimir Putin 20 October 2000-2.jpg|thumb|Putin con [[Andrej Illarionov]] nel 2000]] *Credevo che questi soldi dovessero essere utilizzati per migliorare il tenore di vita dei cittadini russi lanciando vari programmi, attraverso i quali la Russia si sarebbe unita pacificamente al mondo libero e avrebbe goduto dei benefici della cooperazione internazionale, scientifica ed educativa. L'obiettivo di Putin in quel momento, come il mondo intero in seguito si rese conto, era esattamente l'opposto. Non è interessato all'elevare il tenore di vita del popolo russo. Putin ha iniziato ad accumulare risorse da utilizzare per attaccare e soggiogare militarmente i suoi vicini, e non solo loro. *Ho visto le richieste territoriali di Putin aumentare di anno in anno. Già nel 2003 Putin aveva avviato una campagna per impadronirsi della piccola isola di Tuzla nello stretto di Kerč tra il Mar Nero e il Mar d'Azov, inizialmente solo all'Ucraina. Inizialmente, nel settembre-ottobre 2003, fu lanciata una rumorosa campagna per riprenderci "la nostra isola di Tuzla". Nel 2014, all'inizio sembrava che volesse solo la Crimea, ma sfruttando l'occasione, ha immediatamente puntato sul Donbass e sulla Novorossija. E ora, se lo ascoltiamo e leggiamo, è già interessato a tutta l'Ucraina. *Innanzitutto, quando Putin entrò al Cremlino, la sua mentalità era diversa. All'inizio, soprattutto nei primi due o tre anni, dal 2000 al 2003, Putin era ovviamente interessato all'integrazione con l'Occidente. Ha parlato dell'Unione Europea e in particolare della NATO in conversazioni non pubbliche. Voleva che la Russia diventasse un membro a pieno titolo della NATO. Non ha parlato di questo desiderio una o due volte, ma molte volte, anno dopo anno, con un tono tale che se lo sentissimo esprimerlo adesso, 20 anni dopo, rimarremmo scioccati. È abbastanza difficile immaginare come si sia comportata in quel momento la stessa persona, per la quale la NATO è ora il principale nemico. *Per tutti arriva il momento della resa dei conti [...]. Per me fu [[Strage di Beslan|Beslan]]. Fu allora che capii che era il ''modus operandi'' canonico. C'era l'effettiva possibilità di salvare vite umane, e lui {{NDR|Putin}} scelse invece di uccidere gente innocente. L'uccisione degli ostaggi. [...] Fare il consigliere è fare il consigliere: è una cosa importante, ma non è la stessa cosa che rappresentare personalmente qualcuno. Dissi al mio datore di lavoro che date le circostanze non potevo più svolgere il ruolo di suo rappresentante personale. *Putin aspirava ad aderire alla NATO anche [...] nel 2005, quando partecipò al saccheggio di 12 miliardi di dollari di beni russi e li donò ai suoi amici e a se stesso attraverso Rosneft per arricchimento personale. A causa di un simile comportamento, quest'uomo pensò di poter unirsi all'Occidente. Era un periodo in cui era interessato alle riforme economiche. Ormai da almeno 10 anni, anzi anche da 15 anni, sicuramente dal 2008, la sua idea principale è invece l'espansione dell'Impero russo. *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Putin era felice. Gesticolava emozionato e diceva: «Glielo abbiamo fatto vedere, li abbiamo presi». Poiché non avevo niente da perdere dissi a loro tutto quello che pensavo della guerra in Cecenia. Gli dissi che le truppe russe ai suoi ordini commettevano un delitto. Lui continuava a dire che c'erano banditi e che li avrebbe fatti fuori e che lui era lì per fare in modo che la Federazione russa rimanesse intatta. Quello che mi disse in privato era esattamente quello che aveva sempre detto sull'argomento in pubblico: era la sua sincera opinione. Invece la mia opinione sincera era che si trattasse di un crimine. *Putin non è "un altro autocrate corrotto" il cui obiettivo principale è arricchire se stesso e i suoi amici attraverso il furto. Anche se lo ha fatto e continuerà a farlo, il suo obiettivo principale è molto più ambizioso: l'espansione dell'impero. E tutto il resto è solo un mezzo per raggiungere questo particolare obiettivo. ===[[Vladislav Inozemcev]]=== *È quasi l'unico dittatore che è riuscito a costruire una prigione da cui la maggior parte dei prigionieri non vuole nemmeno uscire, figuriamoci ribellarsi. *Nel mondo di Putin, l'importanza dell'economia equivale quasi a zero: dubito che sia al centro delle sue preoccupazioni. [...] Putin vede l'economia solo come lo strumento che genera il denaro di cui ha bisogno per continuare la guerra. Non si preoccupa del benessere della gente o di altre cose "secondarie". *Putin è il veterano di una nuova lega di statisti ossessionati dalla "sovranità"; che si sentono autorizzati a intervenire nel proprio "vicino estero"; che sono scettici riguardo alle virtù della democrazia, e preferiscono i valori "tradizionali" alla retorica sui diritti umani; e che si comportano in modo aggressivo perché si sentono a disagio in un mondo aperto, libero e governato da regole adottate da tutti i suoi membri con una procedura internazionalmente riconosciuta. *Putin non è un nazista. Sebbene abbia sostenuto che la nazione russa sia tenuta insieme non solo da un «codice comune culturale» ma anche «da un potente codice genetico, formatosi in secoli e millenni di matrimoni misti», e che questo codice genetico sarebbe probabilmente, se non di certo, uno dei «nostri vantaggi maggiori nella competizione col mondo odierno»; e sebbene abbia sostenuto, assieme alla Chiesa russa ortodossa, la teoria del «mondo russo» (Russkij Mir); quello che Putin ha creato è, piuttosto, il tipico modello di Stato fascista promosso da Benito Mussolini con elementi di socialdemocrazia, forte senso per la grandezza dell'impero perduto, economia corporativa, repressione relativamente morbida del dissenso. *Vladimir Putin ha dato ai cittadini prosperità e ha permesso loro di fare affari. Ma ha creato così tante minacce a questa prosperità che pochi rischiano di "uscire dagli schemi". Direi addirittura che la stragrande maggioranza dei russi attivi oggi perderebbe molto di più dal crollo del sistema di Putin di quanto potrebbe guadagnare, e questo è il pilastro più importante del regime. La coscienza in Russia è stata scambiata con il profitto, e non ci sono accordi inversi "sul mercato". ===[[Il'ja Jašin]]=== *Afferma di essere il difensore della vita familiare. In realtà è un uomo che ha preso pubblicamente le distanze dalle proprie figlie, e quando le menziona alla stampa si riferisce a loro come "quelle donne". *Al Cremlino, in epoche diverse, si sono avuti leader di vario tipo, crudeli, scaltri o autentici tiranni, ma mai prima d'ora la Russia era stata in mano a un uomo talmente tossico da far sì che mezzo mondo voglia prenderne fisicamente le distanze. *Aveva promesso di portare pace e libertà all'Ucraina, ma di fatto le ha portato morte, distruzione e dolore. Centinaia di migliaia di morti e feriti, milioni di profughi, rovine al posto di città un tempo fiorenti: ecco cos'ha portato Putin al popolo ucraino. Oltretutto, le parti del paese a soffrirne di più sono state proprio le regioni russofone, tradizionalmente leali alla Russia: sono state loro a subire l'attacco più forte da parte dei cosiddetti liberatori. Putin aveva garantito al nostro popolo la difesa degli interessi nazionali della Russia e il ripristino dell'antica grandezza. Ha invece assestato un colpo alla demografia nazionale e ha privato della vita e reso storpi decine di migliaia di russi che avrebbero potuto lavorare, crescere figli ed essere utili alla società. *Certo per Putin sarebbe l'ideale, se tutti i suoi oppositori si rifugiassero all'estero. "Gli oppositori sono scappati a casa dei loro padroni stranieri e abbaiano da lontano", dice il presidente. Non io. Non sono scappato e non abbaio ma dico la verità. Con voce alta e chiara. Rispondo delle mie parole con la mia stessa vita. E credo che le parole di verità dette qui in Russia abbiano più "peso" che le stesse parole dette da fuori. *Criticando Putin si ricorre a sinonimi tipo «il vecchio» oppure «quello» accompagnato dal caratteristico gesto del dito verso l'alto. C'è chi parla sottovoce, chi per allusioni. *Nella mente di Putin, è così che si afferma il potere: attraverso l'omicidio, la brutalità e la vendetta ostentata. Questa non è la mentalità di uno statista. È il pensiero di un capo di una banda criminale. *Putin finge di agire in nome dell'intero popolo, si è attribuito lo status di leader nazionale e ha dato persino al suo partito il nome di Russia unita. In Occidente spesso condividono questa visione quando parlano del "terribile popolo russo" che adora il suo capo, che si è stretto intorno a lui in un'estasi militaristica ed è geneticamente inadatto alla democrazia. Ma noi lo sappiamo che non è così. Sì, Putin ha una base di sostenitori, per anni se l'è coltivata grazie alla propaganda e alla manipolazione. Ma pure gli oppositori della guerra sono tanti nel nostro Paese, e non si tratta solo di politici e attivisti. *Putin lascerà dietro di sé un'eredità funesta: economia distrutta, isolamento internazionale, corruzione esorbitante e degrado delle istituzioni statali. A questo vanno aggiunti un opprimente senso di spaccatura sociale e le decine di migliaia di soldati che torneranno dal fronte con traumi psicologici. Ci attendono anni bui. Ma credo che in un modo o nell'altro ce la faremo. L'epoca di Putin deve finalmente insegnarci che non è possibile affidare l'intero potere a una sola persona. L'autocrazia porta sempre al disprezzo per la vita umana, il dispotismo dei leader si accompagna sempre a repressioni e guerre. *Putin offrirà la Russia su un piatto d'argento al compagno Xi e la porrà in una condizione di dipendenza politica ed economica dalla Cina. *Putin rimarrà un piccolo uomo che ha accidentalmente acquisito un enorme potere. Un personaggio che si nasconde in un bunker, uccide furtivamente e rende milioni di persone ostaggio dei suoi complessi. *Questo padrone del Cremlino cadrà nell'oblio esattamente come i suoi predecessori. E i cambiamenti sono inevitabili. *Vedo che i leader occidentali spesso non distinguono il regime del Cremlino dalla società russa, considerando Putin e il popolo come un tutt'uno. Ai miei occhi è un errore grave. Una politica simile aiuta Putin a farsi scudo del popolo, che di fatto è tenuto in ostaggio, lo aiuta a scaricargli addosso la responsabilità per l'aggressione militare. *Vladimir Putin dice spesso che il principale valore della Russia sono le sue persone, che lo stato compie sforzi enormi per proteggere e sviluppare il capitale umano. La guerra in Ucraina ha dato una palese dimostrazione della falsità di simili proclami e dell'ipocrisia di Putin. Per lui le persone non sono nient'altro che materiale di consumo, da comprare a basso prezzo e sbattere in prima linea per realizzare i suoi fini politici e soddisfare le proprie ambizioni. *Vladimir Putin parla spesso e a lungo di valori conservatori. L'Europa e gli Stati Uniti vogliono imporci i loro modi dissoluti e senza Dio, dice ai russi, per spaventarli e giustificare uno scontro con "l'occidente collettivo". [...] Tutta questa retorica è pura ipocrisia. Per Putin, il discorso conservatore non è altro che uno strumento politico per manipolare la coscienza della popolazione. La realtà è che il presidente russo conduce una vita immorale, del tutto contraria ai valori che pretende di incarnare. ===[[Viktor Juščenko]]=== *L'ho sempre trovato d'una gentilezza formale, non ricordo un suo gesto sgarbato. Mi chiamava confidenzialmente Viktorovic. Però mi colpiva una cosa: se c'era da negoziare su qualcosa, toccava sempre a me prendere l'iniziativa, lui non lo faceva mai. Io spiegavo la posizione ucraina per mezz'ora, lui armeggiava solo con foglietti che estraeva dal taschino. Credo sia molto cambiato, in questi vent'anni. Specie dopo il 2014. Ha visto che la putinizzazione dell'Europa era compiuta e s'è mostrato per quel che oggi vedete tutti. *Putin non si è accorto che l'Urss è crollata, che la guerra fredda è finita e che l'Ucraina è indipendente. Con [[Leonid Kučma|Kuchma]] era abituato a dare ordini, non si rassegna al confronto con un partner fondato su diritto e democrazia. *{{NDR|Schröder e Merkel}} hanno creato una dipendenza energetica per coltivare un rapporto privilegiato con la Russia. Lo stesso hanno fatto in altro modo i Sarkozy, i Berlusconi. Io lo dicevo: si rischia molto, a trattare con la Russia in questo modo. E ora si vede: per più di vent'anni, Putin ha creato un sistema di corruzione internazionale. ===[[Vladimir Kara-Murza]]=== *A tutti coloro che sostengono che Vladimir Putin è così popolare io chiedo una sola cosa: perché un capo di Stato così popolare ha così paura di un'elezione libera? *Al momento in cui il regime di Putin perderà il potere sarà troppo tardi per sedersi e pensare a cosa occorre fare. Bisogna pensarci ora. *{{NDR|«È innegabile [...] che in Russia Putin goda di un notevole sostegno»}} Credo sia molto importante ricordarsi che questa popolarità supposta del signor Putin non è mai stata verificata e confermata da un'elezione libera e democratica, contro dei veri oppositori. *Il regime di Putin non è al potere grazie al popolo russo, non ha un mandato democratico ricevuto dal popolo. È per questo che sempre più persone scendono per le strade a protestare contro il regime. È il solo modo per esprimersi, per opporsi al Governo: non abbiamo delle vere elezioni, tutti i canali televisivi sono controllati dallo Stato, il Parlamento è solo di facciata, non c'è una vera opposizione. Chi si oppone a Putin finisce in prigione. *La storia di questi ultimi due secoli ci insegna che l'unico modello in grado di garantire sviluppo, benessere ed una dignitosa vita umana è quello che si fonda sul rispetto dello stato di diritto, sulla piena libertà politica e sul rispetto dei diritti di ogni individuo. Questo è il modello della "democrazia liberale" inviso a Putin che ha trasformato la Russia da una democrazia imperfetta com'era, in una perfetta dittatura. *Le forze sovraniste e l'estrema destra europea stanno dando qualcosa a Putin che gli mancava da tempo: una nuova legittimazione internazionale. *Non so esattamente che cosa [[Matteo Salvini|Salvini]] ammiri del Presidente Putin: forse le centinaia di prigionieri politici o il fatto che il più importante leader dell'opposizione, [[Boris Nemcov|Boris Nemtsov]], sia stato ucciso a pochi metri dal Cremlino? *Putin è al potere da più di due decenni segnati da guerre. È arrivato al Cremlino come conseguenza della brutale guerra in Cecenia. Poi la distruzione dei media indipendenti, del pluralismo politico, delle libere elezioni e dei diritti civili. Quindi l'invasione della Georgia, l'annessione della Crimea, la prima incursione nell'Ucraina orientale, il bombardamento della Siria. Ora un attacco su vasta scala all'Ucraina, con crimini contro l'umanità nel mezzo dell'Europa. Non si fermerà finché rimarrà al potere. Anni di pacificazione occidentale nei confronti di Putin ci hanno portato a questo. *Putin sarà il nuovo presidente. È al potere da 18 anni. 18 anni! C'è un'intera nuova generazione di russi nati sotto Vladimir Putin. Coloro che andranno ora a votare per la prima volta sono proprio quelli nati sotto Putin. Certo, quando oggi si parla di elezioni in Russia bisogna mettere la parola "elezioni" tra virgolette: non hanno nulla a che vedere con una vera procedura democratica. *Tutta l'ideologia anti-europea, anti-liberale ed anti-occidentale di Putin è anacronistica e sbagliata. La Russia da sola potrà essere soltanto, ben che vada, un "junior partner" del colosso cinese. ===[[Garri Kasparov]]=== *Aiuti nucleari all'Iran, tecnologia missilistica alla Corea del Nord, equipaggiamento militare a Sudan, Myanmar e Venezuela, amicizia con Hamas: così Putin ripagava l'Occidente per aver taciuto per otto anni sulla questione dei diritti umani in Russia. *Ciò che l'Europa ha da offrire sono piuttosto commissioni e tempistiche indefinite, pretendendo in cambio trasparenza e riforme dolorose. Putin offre denaro sonante e tutto ciò che vuole in cambio è la tua libertà e la tua anima. *Fino a pochi anni fa Putin non ha avuto bisogno di ricorrere a nessuna ideologia per depredare la Russia e consolidare il potere. L'unica idea che ispirava la sua cerchia si può riassumere nella frase "Rubiamo insieme": la struttura governativa serviva a far confluire i denari pubblici nelle tasche di chi esercita il potere. Con il deteriorarsi della situazione economica, tuttavia, Putin ha dovuto leggere fino in fondo il manuale del perfetto dittatore alla ricerca di nuovi pretesti con cui giustificare il suo ruolo di leader supremo. *L'ascesa di Vladimir Putin e del suo clan di San Pietroburgo è stata definita machiavellica, ma se ne trova una raffigurazione migliore nelle imprese di don Vito Corleone. La tela di tradimenti, i segreti, il confine indistinto tra affari, governo e crimine: è tutto descritto alla perfezione nei libri di Puzo. [...] leggendo Puzo si ha una visione più precisa del governo Putin: una rigida gerarchia, estorsioni, intimidazioni, un'immagine da duro, una sfilza di provvidenziali decessi tra gli oppositori, l'eliminazione dei traditori, il codice d'onore e di omertà e, soprattutto, la missione di far fluire i ricavi in continuazione. In altre parole: una mafia. *Per sette anni, dall'elezione di Putin fino al momento dell'assassinio di Litvinenko, i leader occidentali provarono a cambiare il Cremlino con parole gentili e condiscendenza. Pensavano di poter integrare Putin e il suo clan nel sistema di mercato regolare e onesta diplomazia del mondo libero. Invece accadde il contrario. Il Cremlino non avrebbe cambiato i suoi standard, ma li avrebbe imposti al resto del mondo. La mafia corrompe tutto ciò che tocca e barattare i diritti umani oggi comincia a sembrare accettabile. Come beneficio aggiuntivo, Putin e i sui compari ricevettero il marchio di legittimità dai leader e dalle aziende occidentali rendendo quegli stessi leader e aziende complici dei loro crimini. *Poiché da oltre dieci anni faccio di tutto, anche con i miei editoriali, per mettere in guardia dalla vera natura di Putin e dalle sue mire, mi secca non poco constatare che tanti politici americani, e così potenti, giungono alle mie stesse conclusioni solo quando non sono più in carica. Eppure nei loro libri non una riga è dedicata ad analizzare quale diversa strategia avrebbero potuto usare per incidere sulle azioni di Putin, quando ancora avevano il potere per farlo. Non si prende mai in considerazione l'ipotesi che gli Stati Uniti avrebbero potuto minacciare di isolare Putin, di emarginare lui e i suoi amici miliardari, di usare il bastone dopo avergli lasciato pappare tutte le loro carote. *Purtroppo Putin, come tutti gli autocrati moderni, disponeva, e dispone ancora oggi, di un'arma che la leadership sovietica non si sarebbe neanche sognata: un profondo legame compromissorio, economico e politico, con il mondo libero. Decenni di scambi commerciali avevano generato una ricchezza mostruosa, che le dittature come quelle russa e cinese usano per edificare sofisticate infrastrutture autoritarie all'interno del paese e per esercitare pressioni in politica estera. Pensavamo, ingenuamente, che il mondo libero avrebbe sfruttato quelle relazioni socioeconomiche per liberalizzare gradualmente gli Stati autoritari. In realtà, sono stati gli Stati autoritari a diffondere il loro sistema corrotto all'estero e inasprire la repressione in patria abusando di quell'apertura e dell'interdipendenza economica. *Putin non è un ideologo. Lui e i suoi soldati hanno accumulato ricchezze spaventose e la minaccia di non poterne usufruire liberamente in Occidente sarebbe per loro devastante. A differenza dei loro predecessori sovietici, Putin e i suoi alleati non si accontentano di una limousine ultimo modello e di una bella dacia sul mar Nero. Vogliono governare come Iosif Stalin ma vivere come [[Roman Abramovič]], il caro amico di Putin che ha speso una fortuna per comprare una famosa squadra di calcio inglese e svariati yatch grandi quanto un campo di calcio. Gli oligarchi di Putin viaggiano in tutto il mondo e custodiscono le loro ricchezze all'estero, e questo dà ai governi occidentali una leva di potere consistente, se soltanto avessero il coraggio di usarla. *Putin [...] non sa che farsene del popolo russo, soprattutto dei giovani istruiti. Lui e la sua giunta hanno trasformato il paese in un petrol-Stato, e le esportazioni di risorse naturali su un mercato globale insaziabile non necessitano di imprenditori o di manager, per non parlare di scrittori e professori. *Quando Putin divenne presidente nel 2000 non figurava nessun russo nella lista di ''Forbes'' dei miliardari di tutto il mondo. Nel 2005 ce n'erano trentasei e nel 2008 erano saliti a ottantasette, più di Germania e Giappone messi insieme, in un paese in cui il 13% dei cittadini vive al di sotto della soglia di povertà, con 150 dollari al mese. Putin e i suoi simpatizzanti all'estero usavano quelle cifre per pubblicizzare la crescita del Pil russo, ma era come calcolare la temperatura media di tutti i pazienti di un ospedale. *Se Putin gode di tanto consenso popolare, perché non ci sono elezioni libere e regolari e una stampa indipendente? Perseguitare blogger e arrestare un manifestante che ne sta in piazza con un cartello anti-Putin non mi pare sia il comportamento tipico di un governante popolare. ===[[Elena Kostjučenko]]=== *Come Hitler e Mussolini, Putin sostiene che amare il nostro Paese ci obblighi a diventare assassini, a sostenere il fascismo. *Non somigliava per niente a El'cin: era giovane, atletico, aveva gli occhi chiari. Gli occhi erano l'unica cosa della sua faccia che ti restava in mente. La voce aveva una particolarità: pareva sempre a un passo dal diventare un ringhio. In compenso, quando Putin sorrideva, tutti quelli che gli stavano intorno sembravano felici. Mia madre non aveva votato per lui. È del Kgb, diceva. Io sapevo cos'era il Kgb: nella nostra scala abitavano due agenti. Persone sospettose in modo maniacale, che bevevano come spugne e non salutavano mai. Non avevamo legato. *Quando Putin è arrivato al potere, i cittadini russi si sono semplicemente accontentati che non fosse né anziano, né alcolista. Le aspettative erano molto basse. Inoltre, non bisogna dimenticare che la propaganda putiniana investe risorse illimitate al fine di apoliticizzare la maggioranza della popolazione. Le votazioni e le elezioni in Russia si sono trasformate in una specie di rituale in cui si pone una crocetta, ma la realtà è che elezioni libere nel mio Paese non esistono più da molto tempo. ===[[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]=== *Convivono in lui idealizzazioni e mistica del Kgb che lo ha sollevato dalla sua parte socialmente misera. Alla fine lui stesso non sa che cosa realmente stia avvenendo: vive da segregato, non si fida di nessuno, vede solo sudditi che gli portano le notizie che vuol sentire e che servono a loro per conservare il proprio posto comodo. *Da un lato, è innamorato dell'estetica SS e la sta implementando nel suo paese. Adorava i film in cui uomini affascinanti andavano in giro con eleganti uniformi da ''Oberststandartenführer''.<br />Sicuramente gli piace la rapidità e il cinismo con cui il Terzo Reich era riuscito a conquistare il dominio in Europa, sottomettendo i democratici "morbidi e indecisi" e mettendo lo stivale sulla gola di tutti i governi più o meno liberali. [...]<br />La Germania di Hitler è per lui un modello, e insieme un oggetto di odio, e insieme un oggetto di adorazione. Purtroppo. *Di sicuro {{NDR|la [[Nuova cronologia]]}} gli è utile perché secondo le dottrine che si basano sulla Nuova cronologia è arrivato il momento di ripristinare la giustizia e porre fine all'umiliazione storica del grande popolo russo. *Dopo Putin arriveranno coloro che sono ancora peggio di lui, ma poiché saranno peggiori, più primitivi e più stupidi, falliranno molto più rapidamente di lui. E finalmente ci libereremo da quell'incubo. *I suoi sogni ad occhi aperti tradiscono la mancanza di vera cultura. Legge poco. I libri a cui fa riferimento [...] sono libri che Putin conosce per sentito dire, nei riassunti preparati dai suoi collaboratori. Qualcuno gli aveva raccontato che esistono delle "antiche cronache" occultate dai cattivi occidentali e rubate da tutte le biblioteche del mondo ancora nel sedicesimo secolo. Le cronache "vere e genuine" che nessuno ha visto, perché, ripeto, sono state occultate, avrebbero parlato di una Grande Russia Antica che avrebbe dominato l'intero continente europeo. Putin sembra affascinato da queste sciocchezze, forse ci crede, oppure strumentalizza questa favola, ma la vede come una specie di legittimazione per dichiarare un programma d'azione, cioè, ricostruire la "Terza Roma", il "Mondo Russo" o la "Grande Eurasia". *Le poche notizie che trapelano sulla vita privata del presidente tacciono sulla sua famiglia. Ha pubblicamente disconosciuto le figlie ("Cosa volete che dica di queste donne?"). La moglie l'ha lasciato e si è risposata. È stata invece platealmente resa pubblica la sua passione per gli svaghi da testosteronico "maschio alfa". *Putin ama la solitudine e non incontra anima viva. Non usa internet. Il linguaggio della nuova cultura virtuale è per lui misterioso. Utilizza informazioni che sono già state sintetizzate ed elaborate da qualcun altro. Riceve riassunti sotto forma di documenti stampati. I suoi incontri con le "masse" sono inscenati: sempre gli stessi suoi agenti della sicurezza (appartenenti al FSO, che è parte del FSB, ex KGB) travestiti una volta da pescatori, un'altra volta da cuochi. Sempre le stesse facce, anche quando Putin va a visitare i militari feriti in ospedale. Ecco che su un letto, in corsia, roseo e pimpante, senza neanche un cerotto, giace sorridendo la guardia forestale con la quale Putin è appena andato a caccia. *Putin è ovviamente un dittatore: gestisce il paese manovrando i suoi accoliti, inoculando nelle loro menti non solo strategie e piani, ma anche i propri complessi e deviazioni mentali. Ed essi, la cerchia di Putin, a loro volta, riproducendo alcune follie del capo, lo stanno manipolando e stanno alimentando il suo squilibrio, mettendogli abilmente in testa nuove idee e spacciandole per verità o per convinzioni maturate da Putin stesso. *Putin ha una mentalità atavica, mistica, oscura. È uno che non usa il computer, non naviga su Internet, dà ascolto ad eremiti, va in clausura sul Monte Athos, crede a indovini e sciamani. *Putin ha una propria idea (piuttosto approssimativa) della storia russa. Quando parla, commette errori di nomi e datazioni, e si vede che non capisce la conseguenza degli eventi. In una trasmissione in diretta è stato addirittura corretto da un bambino di nove anni. Gli adulti non lo correggono probabilmente per paura, ma se ne accorgono in molti. ===[[Sergej Adamovič Kovalëv]]=== {{cronologico}} *Un presidente si elegge perché gli elettori pensano che possa rispondere a varie aspettative, politiche, economiche, sociali. Mentre Putin verrà eletto soltanto perché ha promesso di sbaragliare i ceceni. Qui sta il consenso dei russi attorno al suo nome. (7 marzo 2000) *Coloro che hanno tramato per un ritorno dell' autocrazia, spingendo sulla scena questa specie di Pinochet russo, sono riusciti nel loro intento. (23 marzo 2000) *La manovra con cui Putin è stato messo sulla poltrona presidenziale [...] era perfetta. Se infatti Eltsin non si fosse dimesso, e le elezioni avessero avuto luogo come previsto a giugno, non so proprio come sarebbero finite. (23 marzo 2000) *I commentatori, siano russi o siano stranieri, hanno elaborato diverse spiegazioni per lo straordinario "fenomeno Putin". La prima fa riferimento al fatto che Putin avrebbe dato ai cittadini russi quel che loro attendevano con ansia dopo il susseguirsi delle catastrofi degli anni '90: la sensazione di aver raggiunto una relativa stabilità e sicurezza. Qualcosa di vero c'è: gli stipendi vengono pagati quasi sempre in tempo; l'economia mostra segni di ripresa e in ogni caso il declino si è arrestato. Le pensioni e la sicurezza sociale sono in netto miglioramento, anche se sono ancora lontane dal garantire una vita appena decente; la percentuale di cittadini che vivono in povertà è in costante diminuzione; la resistenza armata cecena è stata quasi debellata, e da qualche tempo non vi sono più stati attacchi terroristici. Una seconda spiegazione per la popolarità di Putin è la nostalgia per il passato sovietico. Alla gente, si dice, il regime sovietico e tutti i suoi simboli tutto sommato mancano. E quale era l'essenza del regime sovietico, se non il Kgb, erede della potente Ceka staliniana, baluardo contro i nemici interni ed esterni dello Stato? Dunque, è per nostalgia che i russi hanno eletto e rieletto un colonnello del Kgb come loro leader. [...] Vi è anche una terza spiegazione, forse un po' mistica, ma se ne parla spesso in conversazioni private e qualche articolo di giornale di tanto in tanto la evoca. La popolarità di Putin ha a che fare col suo "carisma", anche se nessuno sembra capace di dire in cosa esattamente questo consista. L'unica cosa chiara è che non si può ridurre al fascino mascolino o ai suoi comportamenti in pubblico, che sembrano tuttavia ispirare fiducia nel cittadino comune. Eppure, quando si compiace di usare espressioni quali "affoghiamoli nel cesso" (in riferimento ai ribelli ceceni) o dice a un giornalista straniero "vada a farsi circoncidere", non sembra affatto emanare un "carisma" particolare. (5 dicembre 2007) *I collaboratori di Putin hanno rapidamente portato a termine il compito più delicato e importante, la conquista del sistema televisivo. Da allora, il paese è sottoposto a una propaganda pervasiva, incessante, ben più sofisticata, efficace e onnipresente di quanto il regime sovietico sia mai stato capace di mettere in atto. Stampa e televisione hanno martellato senza sosta il pubblico con immagini di Putin quale capo carismatico alla testa di un vasto movimento di resistenza nazionale, mentre il putinismo viene rappresentato come il garante della stabilità e dell'ordine interno. I valori dello stato imperiale sono stati inculcati nell'immaginario collettivo, nell'intelligenza sociale, insieme con una sistematica denigrazione e banalizzazione di ogni concezione alternativa dello sviluppo della Russia, soprattutto quelle che si ispirano ai valori della libertà e di una genuina democrazia. In breve, l'incessante propaganda ha trasformato le diverse ipotesi sulla popolarità di Putin in una singola, coerente e dominante realtà. (5 dicembre 2007) ===[[Andrij Kurkov]]=== *Nessuno si fida di Putin. Non gli crediamo. Alla prima occasione tornerà ad attaccarci, lo ha già fatto in passato e lo rifarà. È scritto sui muri. *Putin è un dittatore, i suoi soldati delle locuste che divorano il Paese senza alcun diritto. *Putin sta distruggendo la cultura e la lingua russa ovunque. *Sapevo che non ci avrebbe lasciato in pace, ma non pensavo che avrebbe scatenato una guerra. Ora che è vecchio, teme di non avere il tempo per realizzare i suoi piani: ricreare l'Unione Sovietica o l'impero russo. Né l'uno né l'altro sono possibili senza l'Ucraina. Non ha bisogno di soldi adesso, né di nient'altro. Vuole rimanere nei libri di storia come l'uomo che ha fatto rivivere la superpotenza di cui tutti devono aver paura. *Vorrebbe diventare il rifondatore dell'impero russo. Del presente non gli importa nulla, la Russia può essere distrutta, i russi morire, a lui interessa solo l'eredità storica. ===[[Nicolai Lilin]]=== {{cronologico}} *È [...] possibile che dietro agli attentati {{NDR|l'[[attentato di Mosca del 2010]] e l'[[attentato terroristico all'aeroporto Domodedovo del 2011]]}} ci sia lui o persone vicine a lui. (25 gennaio 2011) *In Russia la gente ha creduto per anni alle favole che sentiva raccontare. Ha creduto al pericolo del terrorismo, ha creduto che i ceceni fossero criminali e che questo piccolo uomo fosse in grado da solo di garantire sicurezza, salvare le città, mantenere l'ordine. Putin in realtà non è che il risultato di un compromesso tra servizi segreti e oligarchi, per evitare una guerra civile e spartirsi quello che c'era da spartire. (12 dicembre 2011) *È un piccolo uomo, uno che ha sempre bisogno di dimostrare il contrario e per questo si fa fotografare con le tigri, o a torso nudo o con un fucile da cecchino. Non è nemmeno il meglio che possano esprimere i servizi segreti, è semmai un loro fallimento. (12 dicembre 2011) *La Russia ha fatto un altro salto indietro: la legge antigay. Ora manca quella razziale e Putin potrà farsi crescere i baffi da Hitler. (2 luglio 2013) *Sono rammaricato per come stanno andando le cose con Putin, le sue leggi omofobe, la censura, la pedofilia come sistema criminale per guadagnare denaro. La corruzione di stampo occidentale ha preso il sopravvento, per questo Berlusconi e Putin sono così amici, e si somigliano pure: ambedue oggetto di plastiche facciali per sembrare sempre giovani, ma solo Satana non invecchia mai. Sono demoni. (30 ottobre 2013) *Posso solo dire che è un eccellente ufficiale e soldato del KGB, conosce solo un tipo di strategia, ed è quella militare. (27 giugno 2014) *Ogni paese dovrebbe essere fiero di avere un presidente come Putin, uno che fa gli interesse della sua patria. (26 luglio 2014) *Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito. (16 ottobre 2020) *Putin parla con gli [[Oligarchi russi|oligarchi]] e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone. (16 ottobre 2020) *Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto. (16 ottobre 2020) *Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto. (16 ottobre 2020) *Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli oligarchi. (16 ottobre 2020) *Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è [[Alessandro III di Russia|Alessandro III]]. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano. (26 marzo 2022) *Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pensarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema. (26 marzo 2022) *In lui c'è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest'uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano. (28 marzo 2022) ===[[Jonathan Littell]]=== *Fisicamente, Putin è un uomo di bassa statura e certamente gli anni dell'infanzia, trascorsa nella Leningrado post bellica, devono essere stati molto duri per lui. Sicuramente gli hanno insegnato questa lezione: se sei piccolo di statura, colpisci per primo, colpisci forte e continua a colpire. I ragazzi più grandi e grossi impareranno a temerti, e saranno loro a fare un passo indietro. È una lezione che ha imparato a memoria. La spesa militare degli Usa nel 2021 è stata di circa 750 miliardi di dollari, quella complessiva di tutti i paesi europei non è arrivata ai 200 miliardi, e quella della Russia si è attestata intorno ai 65 miliardi di dollari. Eppure, Putin riesce a spaventarci molto di più di quanto non riusciamo a spaventarlo noi. Ha dalla sua il vantaggio di lottare come un topo spinto nell'angolo, non come i nostri ragazzi grassocci e indolenti, allevati a Coca-Cola, Instagram e 80 anni di pace in Europa. *Ho studiato a lungo il linguaggio di [[Adolf Hitler]] e ritrovo lo stesso meccanismo in Putin, quello di un dittatore narcisista che trasferisce le proprie paure e le proprie insicurezze sulla storia. La sua persona diventa un fatto storico. *Putin deve la sua esistenza alla guerra; se sopravvive e prospera ancora oggi, lo deve alla guerra. Ma adesso una guerra, ce lo auguriamo, servirà finalmente ad annientarlo. *Putin sembra addirittura credere alla sua stessa propaganda, quando si tratta dell'Ucraina. Credeva davvero che gli ucraini avrebbero accolto i «liberatori» russi a braccia aperte? Che si sarebbero arresi senza colpo ferire? Se così stavano le cose, si è sbagliato di grosso. Gli ucraini combattono, e benché inferiori per numero e armi, combattono con tutta l'anima. Insegnanti, impiegati, casalinghe, artisti, studenti, dj e drag queen, tutti imbracciano i fucili e sparano ai soldati russi, molti dei quali sono semplici ragazzi che non hanno la minima idea di che cosa sono andati a fare in quel posto. *Putin si è convinto che siamo deboli, almeno se messi di fronte al suo concetto di forza. Anche perché per anni si è allenato sulle debolezze dei Paesi occidentali. Le ha coltivate, le ha studiate. Non mi ha mai convinto l'ipotesi della paranoia, a mio avviso è stato un leader lucidissimo nelle sue mosse. *Tornai in Cecenia come operatore umanitario allo scoppio del secondo conflitto. Nel febbraio del 2000, trascorsi una serata in quella regione in compagnia di Sergey Kovalev, il grande paladino russo dei diritti umani, e gli rivolsi la domanda che era sulle labbra di tutti: chi era questo nuovo presidente sconosciuto? Chi era Putin? Ricordo ancora, a memoria, la risposta di Kovalev: «Giovanotto, vuoi sapere chi è Vladimir Putin? Vladimir Putin è un tenente colonnello del Kgb. E sai chi è un tenente colonnello del Kgb? Un signor nessuno». *Vladimir Putin in tutti questi anni ha giocato sul filo dell'ambiguità unita a un tentativo di normalizzazione. Una volta si è preso un pezzetto di territorio nel silenzio dell'Occidente, un'altra volta ha osato con la guerra ibrida, un'altra ancora è stato accusato di aver violato i diritti umani senza che questo diventasse un problema di tutti. Ogni volta, sui media occidentali, le mosse di Putin restavano un fatto confinato nella Russia, ma il nodo è che i diritti sono un problema di tutti. ===[[Aleksandr Val'terovič Litvinenko]]=== {{cronologico}} *Putin sa di essere un criminale di guerra e, ovviamente, teme di finire sul banco degli imputati per le malefatte che ha compiuto. (22 gennaio 2004) *Se Putin disponesse delle prove della colpevolezza di [[Aslan Maschadov|Maschadov]] in relazione {{NDR|all'[[attentato a Mosca del 2004]]}}, allora certamente verrebbero presentate al pubblico. Poiché ciò non è stato fatto, significa che i vertici della Federazione Russa semplicemente non dispongono di queste prove e a Putin non resta che mentire. (7 febbraio 2004) *Nei cinque anni del suo governo Putin ha detto solamente una cosa giusta, che l'URSS si è sfaldata perché lui è stato un incapace, e qui è necessario aggiungere che incapace lo è stato perché quella era un'enorme prigione di popoli, proprio come lo è oggi la Federazione Russa. (6 settembre 2004) *La Russia ha di che inorgoglirsi: il suo Presidente Putin non è soltanto sommergibilista, aviatore, allevatore di cani esperto ed il migliore amico di tutti i bambini. È anche un armatore: è di sua proprietà il megayacht "Olimpia", che rientra nella classifica dei cento megayacht più grandi al mondo. (10 giugno 2005) *Quando ho incontrato Putin per la prima volta ed ho parlato con lui, il mio fiuto operativo mi ha suggerito che fosse robaccia della peggior specie, di quelle che oggi abbondano sui tavoli dei controlli passaporti, alla dogana e per la Tverskaja all'imbrunire. L'incontro con Putin, quando era ancora direttore dell'Fsb, mi ha lasciato nell'animo un'impressione di ribrezzo, e allora ho preso dentro di me la decisione che da Putin e da quelli come lui, qualunque sia la posizione che occupano, occorra tenersi quanto più distante possibile, come successivamente ho fatto. (10 giugno 2005) *Il principale merito del governo settennale di Putin è che nel Paese governato dal Kgb viene deprezzata pienamente la vita umana, oggi la vita umana in Russia non vale proprio un bel niente. (30 marzo 2006) *Dopo che lo sconosciuto Putin, in un modo del tutto incomprensibile, è apparso all'apice del potere russo, ho iniziato a indagare molto attentamente e a fondo su ogni fase della sua crescita professionale. Ed ecco cosa sono riuscito a scoprire da chi conosceva bene Putin durante i suoi studi al Kai {{NDR|Istituto della bandiera rossa Andropov}}.<br />Si è scoperto che Putin non è stato portato all'intelligence straniera perché è stato accertato che soffre di pedofilia. Come hanno detto persone esperte, non hanno appreso immediatamente di questo disturbo sessuale, ma poco prima di diplomarsi al Kai. Naturalmente, non c'era abbastanza tempo per studiare Putin, e la leadership del Kai aveva paura di riferire ai vertici che gli ufficiali del personale non avevano ispezionato, e nelle profondità dell'intelligence sovietica, è apparso la parola "pedofilo". (5 luglio 2006) *Subito dopo la sua nomina come direttore dell'Fsb, Putin ha iniziato a cercare materiale compromettente raccolto su di lui nei servizi speciali e a distruggerlo, preparandosi così alla futura presidenza. È chiaro che, essendo il direttore dell'Fsb, non ha avuto particolari problemi con la distruzione di prove compromettenti su se stesso. A quel tempo, Putin ha trovato video nel dipartimento della sicurezza dell'Fsb, dove i čekisti sono riusciti a registrare il loro futuro capo nel momento in cui faceva sesso con ragazzi minorenni. (5 luglio 2006) *Certo, non puoi credermi e dici che Putin non può essere un pedofilo, perché è un padre di famiglia esemplare e sua moglie e i suoi figli lo adorano. Tuttavia, se ricordiamo la sanguinosa storia di uno dei maniaci più crudeli del nostro tempo, [[Andrej Romanovič Čikatilo|Andrej Čikatilo]], che, per soddisfare la sua lussuria, uccise 53 bambini, così la moglie del maniaco Čikatilo, come la moglie del presidente russo, ha sempre affermato che suo marito era un padre di famiglia esemplare, amava e si prendeva cura dei suoi figli. (5 luglio 2006) *Caro signor Putin, Lei ha dimostrato di non aver rispetto per la vita, per la libertà o per i valori civili.<br />Lei ha dimostrato di essere indegno del suo ufficio.<br />Di essere indegno della fiducia degli uomini e delle donne civili. Potrà riuscire a mettere a tacere un uomo, ma il fragore delle proteste da tutto il mondo, signor Putin, rimbomberà nelle sue orecchie per il resto dei suoi giorni.<br />Che Dio vi perdoni per quello che avete fatto, non solo a me, ma all'amata Russia. (20 novembre 2006) ===[[Oleksandra Matvijčuk]]=== *Alcuni sostengono che Putin non ha bisogno di stringere la mano a nessuno. Ma personalmente, credo che questo sia importante per lui e per il suo ego patologicamente gonfiato. *Non gli importa dell'economia o del popolo russo. Gli importa di come il suo nome sarà scritto nella storia. Vuole essere ricordato come colui che ha restaurato l'Impero sovietico. *Putin non ha paura della NATO. Putin ha paura dell'idea di libertà. ===[[Sergej Medvedev (scrittore)|Sergej Medvedev]]=== *Indubbiamente gli storici del futuro scopriranno come e quando l'Ucraina si è impadronita dell'immaginazione paranoica di Putin. È successo nel 2004, al tempo della prima rivoluzione Maidan, quando le "[[rivoluzioni colorate]]" divamparono attorno al perimetro dell'Impero? Oppure è stato durante il secondo Maidan, nel 2013? O era dovuto a qualche trauma infantile sconosciuto? O alla gelosia adulta di un marito respinto e disprezzato? Qualunque cosa fosse, il fatto è che per Putin gli ucraini sono diventati quello che gli ebrei erano per Hitler: una spina nella sua visione dell'universo. Tutti i suoi saggi pseudo-storici dell'anno precedente, tutti i suoi commenti amari, il suo ribollente disprezzo e odio per l'Ucraina, testimoniano il fatto che aveva deciso "di risolvere finalmente la questione ucraina". Nello sterminio dell'Ucraina, che sta avvenendo davanti ai nostri occhi, Putin sta seguendo gli ordini del suo padre spirituale, [[Vladimir Žirinovskij|Žirinovskij]], che lanciava facilmente bombe nucleari nei suoi discorsi incendiari. *Putin ha restituito alla Russia uno dei suoi principali archetipi: la guerra. È salito al potere come "il presidente della guerra" e non ha abbandonato l'argomento per nemmeno un solo anno del suo governo. La sua improvvisa nomina a primo ministro, il 9 agosto 1999, coincise con l'[[Guerra in Daghestan|attacco a sorpresa al Daghestan]] da parte dei combattenti ceceni due giorni prima. Poi ci fu una serie di misteriose [[Bombe nei palazzi in Russia|esplosioni in condomini]] a Mosca, Volgodonsk e Bujnaksk, nel sud della Russia, nel settembre 1999, che uccisero oltre 300 persone e ne ferirono altre 1.700. Un'altra esplosione è stata evitata in un condominio a Rjazan', ma questa è stata poi descritta come "solo un'operazione dell'Fsb". I terroristi ceceni furono accusati degli attacchi, ma ci sono teorie che suggeriscono che dietro gli attacchi ci fossero l'Fsb e Putin personalmente, e che Putin volesse aumentare la sua reputazione come protettore della nazione in vista delle elezioni presidenziali del 2000, così come rafforzare il ruolo dell'Fsb e giustificare una nuova guerra in Cecenia. *Tutto quello che aveva cercato di creare, tutta questa borghesia delle città degli ultimi trent'anni, questi 20 milioni che si erano uniti alla civiltà globale, è finito. La guerra di Putin è una manifestazione di questo fallimento. La Russia di Putin non ha creato una società civile, la democrazia non ha messo radici lì. Invece, ha ricreato un enorme Stato Leviatano, che ha schiacciato tutti i germogli della democrazia. ===[[Julija Naval'naja]]=== *Alle ultime elezioni ha preso l'85 per cento: ma non c'erano osservatori stranieri a certificarlo. Non dico che non ha sostegno. Ma nei paesi democratici nessun leader prende l'85 per cento, sostenendo anche che ci sono state vere elezioni. *Il problema è che l'Occidente pensa a Putin come un politico. Ma Putin ha da tempo smesso di essere un politico. È il capo di un gruppo criminale organizzato. Tutto il suo cerchio magico è composto da criminali che hanno commesso crimini di guerra, hanno violato leggi, hanno rubato un sacco di soldi al popolo russo, mentre lo tengono in povertà. *Parlando di lui tutti pensano che abbia qualcosa di speciale. Ma non è così: è un dittatore come tanti. Corrotto. Che prospera sulla repressione, avvelena e uccide gli oppositori politici e mantiene il potere con la paura. Non vuole finire la guerra perché non mira a vincere ma a terrorizzare. *Se volete davvero sconfiggere Putin, occorre diventare innovatori. E smetterla di accontentarsi della banalità. Putin non verrà scalfito da un'ennesima risoluzione né da un nuovo pacchetto di sanzioni, indistinte dalle precedenti. Non verrà sconfitto se continuiamo a considerarlo un uomo di principi e regole morali. [...] Non abbiamo a che fare con un politico, bensì con un mafioso sanguinario. Putin è il capo di una vera e propria organizzazione criminale, che include assassini e avvelenatori. Ma costoro sono soltanto sicari e burattini. I veri responsabili appartengono alla cerchia più vicina a Putin: sono i suoi amici, i suoi soci, e gli amministratori dei soldi della mafia. ===[[Aleksej Naval'nyj]]=== *Ho preso parte alle indagini sul mio stesso avvelenamento e abbiamo dimostrato, con tanto di prove, che è stato Putin, impiegando i Servizi di sicurezza federali russi, a mettere in piedi questo tentativo [...]. E questo sta facendo impazzire quel ladruncolo chiuso nel suo bunker: il fatto che tutto questo sia venuto alla luce. *Io l'ho offeso mortalmente sopravvivendo a un attentato alla mia vita ordinato da lui [...]. L'ho offeso mortalmente sopravvivendo, grazie a persone buone, grazie ai piloti e ai medici. E a quel punto gli ho provocato un'offesa ancora più grave: non mi sono andato a nascondere, non ho cominciato a vivere sotto protezione in un bunker – più piccolo – che mi potessi permettere. *L'ideale di Putin è Singapore o la Cina. Zero libertà ma crescita economica, tecnologia e stranieri che si mettono in coda per investire.<br />Ma invece di ottenere un enorme Singapore con l'atomica, o almeno un URSS 2.0 con yacht e Mercedes, se ne sta sulla tribuna delle parate e il suo unico ospite straniero è il presidente del Tadžikistan. E invece delle tecnologie e della crescita fa vedere un'animazione digitale sulla mitica nuova arma. *Non ha mai partecipato a un dibattito, non ha mai fatto una campagna elettorale. L'omicidio è il solo modo che conosce per combattere [...]. Resterà nella storia soltanto come un avvelenatore. E tutti ricorderemo Alessandro il Liberatore e Jaroslav il Saggio. Bene, adesso avremo Vladimir l'Avvelenatore di mutande. È così che rimarrà alla storia. *Per me è la persona che ha fondato nel mio Paese un sistema corrotto che ne impedisce lo sviluppo e che voglio distruggere. *Putin ci ha ricordato la famosa «legge della papera». Ricordate? Se cammina come una papera, se ha l'aspetto e fa il verso della papera, vuol dire che è una papera. Allo stesso modo: se uno ha annientato la stampa, se organizza omicidi politici e vaneggia di illusioni imperialiste vuol dire che è un folle, capace di provocare un bagno di sangue nel centro d'Europa nel XXI secolo. Uno così non lo si deve abbracciare ai forum internazionali. *Putin non è eterno, fisicamente o politicamente. La cosa importante è che il regime di Putin è un incidente storico, non una fatalità. È stato la scelta della famiglia El'cin e della sua corruzione. Presto o tardi questo errore verrà corretto e la Russia procederà su una via di sviluppo democratico europeo. Semplicemente perché è questo che la gente vuole. *Ormai da molto tempo ho smesso di tentare di analizzare e prevedere il comportamento di Putin e del Cremlino: c'è in gioco troppa irrazionalità. Putin è al potere da oltre vent'anni e, come accade a qualunque altro leader della storia che abbia governato così a lungo, ha la testa piena di ossessioni messianiche, tutta quella roba in stile «Niente Putin, niente Russia» proclamata dal podio della Duma. A dispetto di ciò che gli analisti politici scelgono di scrivere, poi, anche il vero equilibrio di potere fra i più assortiti gruppi del Cremlino è ignoto, quindi è inutile cercare di calcolare quale potrebbe essere la «loro» prossima mossa. Possiamo fare solo quello che riteniamo giusto. *Se mi chiedeste se odio Vladimir Putin, la risposta sarebbe: sì, lo odio, ma non perché ha cercato di uccidermi o perché ha sbattuto mio fratello in prigione. Odio Putin perché ha rubato alla Russia gli ultimi vent'anni. Avrebbero potuto essere anni incredibili, un periodo mai vissuto nella nostra storia. Non avevamo nemici. La pace regnava lungo tutte le nostre frontiere. I prezzi di petrolio, gas e di tutte le nostre altre risorse naturali erano incredibilmente alti. I ricavi delle esportazioni erano enormi. Putin avrebbe potuto usare quegli anni per trasformare la Russia in un paese prospero. E tutti noi avremmo potuto vivere meglio.<br />E invece, venti milioni di persone campano al di sotto della soglia di povertà. Una parte del denaro è stata semplicemente sottratta da Putin e dai suoi compari. Una parte è stata scialacquata. Non hanno fatto nulla di buono per il nostro paese, e questo è il loro peggior crimine contro i nostri figli e contro il futuro di tutta la Russia. *Se non ha appena mentito a qualcuno entra subito in una terribile e dolorosa crisi di astinenza; e allora se la cava così: «Il reddito della popolazione russa è in crescita; in Russia non ci saranno vaccinazioni obbligatorie; Naval'nyj è andato all'estero di sua spontanea volontà; la FBK ha insegnato a fare le molotov». A questo punto riprende a respirare, il dolore si attenua e può finalmente abbracciare teneramente Rotenberg, Timčenko, Roldugin (o chiunque si trovi a passare di lì) e sussurrare affettuosamente nelle loro orecchie: «Oggi non l'abbiamo ancora fatto... non va bene... dai, facciamo in fretta... freghiamoci un altro miliardo dal bilancio...». *Siamo nel XXI secolo, in un Paese ricco di gas e petrolio, che aspira ad essere leader mondiale. Il vostro re nudo e ladro vuole continuare a governare sino alla fine, a lui non gliene frega niente del Paese, ci si è attaccato e vuole tenere il potere all'infinito. *Siccome tutti lo capiscono e sempre più gente vede che il re è nudo, il re nudo deve riconoscere che non ci può fare nulla. Nulla per far stare meglio il Paese. E allora cerca freneticamente dei pezzi di sacralità e se ne appropria per i suoi scopi personali. Così avviene da molti anni con la vittoria nella Grande guerra patriottica. Cerca di farne cosa sua, dichiara che lui ha vinto la guerra, e fa commercio della vittoria a destra e a manca. Questo processo viene proprio di qui: il vostro re nudo ha rubato la bandiera della vittoria e cerca di farsene un perizoma. ===[[Boris Nemcov]]=== [[File:Vladimir Putin with Boris Nemtsov-1.jpg|thumb|Putin con Boris Nemcov nel 2000]] *A Putin piace essere capitalista, ma odia la libertà. Gli piace stare con Silvio Berlusconi in Sardegna, in Francia a sciare sulle Alpi, ma non ama la libertà. *A Putin sembra che tutti siano nemici, tranne la Cina. Ma la Russia non ha nemici, tranne forse la Cina. *{{NDR|«Qual è la sua valutazione degli otto anni di presidenza Putin?»}} Difficile dirlo in due parole. [...] Credo che questi siano stati otto anni di enormi possibilità per la Russia, possibilità di cui non abbiamo approfittato: abbiamo avuto autoritarismo senza modernizzazione. Da un lato, sono stati anni di grande crescita economica, ma anche di enorme aumento della corruzione. Sono stati anni di degradazione degli istituti democratici, dai tribunali al sistema pensionistico, dall'educazione alla salute e all'esercito. Putin dice che il più grande risultato del suo mandato è stato il raggiungimento della stabilità, ma sono convinto che si tratta piuttosto di stagnazione. E le due cose sono ben diverse. *La verità è che nessuno ha votato per Putin, basta guardare sul sito inguschetiya.ru, dove sono raccolte le firme di chi non ha votato Putin. Sono molti più di quanto le autorità non vogliano farci credere. *[[Barack Obama|Obama]] crede nella [[libertà]] e nello stato di diritto. Putin nel [[denaro]], negli affari e nel [[potere]]. *Putin vorrebbe che la Russia fosse un impero, ma la Russia oggi rappresenta circa il 2% del pil mondiale. Gli Stati Uniti contano per il 27%, la Cina per il 15%, l'Europa da sola pesa per più del 25%: che tipo di impero può contare su statistiche del genere? ===[[Oleg Orlov]]=== *{{NDR|«Quanto è cambiato Putin in venticinque anni?»}} A me, e a quelli attorno a me, era chiaro da subito che fosse un dittatore. Ma avevamo l'occhio allenato da anni di impegno politico, e stavamo in Russia. Dove i diritti vennero lesi subito; dove subito cominciarono le operazioni imperialiste nel Caucaso. L'Europa ha visto segnali preoccupanti, si è detta "non esageriamo" e ha continuato a comprare il gas. *Alla vigilia dell'invasione {{NDR|dell'Ucraina}}, Putin aveva offerto all'Occidente una spartizione delle sfere d'influenza. Un pezzo alla Russia, uno all'Europa, l'altro agli Stati Uniti. Questo è il suo modo di ragionare. Il mondo è una torta da dividersi. *C'è una parte di popolazione che Putin lo apprezza davvero. Quelli che dopo la caduta dell'Urss pensano, per esperienza, che ogni cambiamento, ogni "progresso", sia per il peggio. Quelli che dalla guerra traggono beneficio reale: chi commercia in armi, chi lavora nelle fabbriche di armi, e soprattutto le persone delle regioni più povere del Paese che sono abituate a vivere in miseria, e hanno di colpo la possibilità di guadagnare milioni di rubli barattando la vita di un loro famigliare, di un figlio. Naturalmente nessuno osa chiamarlo davvero baratto, ed è qui che torna utile la retorica della patria. *Dopo Putin potrebbe benissimo venire un altro Putin. Qualcuno finora anodino, un senza nome che finora magari ha supportato in silenzio la dittatura e potrebbe salire a galla nel potere magari con l'avallo di altre forze estere, di Paesi che formalmente continueranno a dirsi per la libertà in Russia ma nei fatti saranno contenti di poter riavere il gas a poco, il petrolio a poco, al prezzo irrilevante di qualche dissidente in carcere. L'opposizione potrebbe non farcela nemmeno se Putin muore. E voi, cari compagni occidentali, dovrete vedervela con qualche nuova guerra. *Il regime di Putin si regge non sul sostegno popolare, anche se c'è, ma sulla repressione. È la repressione il pilastro della sua autorità. *Lui vuole l'Impero. Non usa quella parola in pubblico, ma tutti i suoi collaboratori, i suoi propagandisti, i suoi pappagalli mediatici lo fanno. È una parola molto in voga in Russia, in questo periodo. Tutto il suo programma politico per il futuro della Russia è improntato sul passato, sul quando tornerà alla sua grandezza dei secoli scorsi. Putin è semplicemente un imperialista. E sono abbastanza sorpreso che molti, anche a sinistra, in Europa non l'abbiano capito. *Putin è egocentrico, ma non lo mostra al mondo ed è coerente nel suo modo di gestire il potere. In questo un regime autoritario ha naturalmente un vantaggio su una democrazia, che rende conto a un'opinione pubblica periodicamente, al voto. La Russia questa zavorra, diciamo, non ce l'ha, e per questo, anche, Putin disprezza le democrazie. *Oggi soprattutto in Africa e America Latina e anche qui in Germania, molte persone di sinistra apprezzano, e appoggiano, Putin, supposto antidoto all'imperialismo americano. Sbagliano: nessun imperialismo è feroce e longevo quanto quello russo. ===[[Gleb Pavlovskij]]=== {{cronologico}} *Putin è un personaggio sovietico che non ha tratto lezioni dal crollo della Russia. Vale a dire, ha imparato delle lezioni, ma molto pragmatiche. Capì l'avvento del capitalismo in modo sovietico. A tutti noi è stato insegnato che il capitalismo è un regno di demagoghi, dietro i quali si celano grandi somme di denaro, e dietro a questo una macchina militare che aspira a controllare il mondo intero. Penso che Putin avesse in testa un'immagine molto chiara e semplice, non come ideologia ufficiale, ma come una forma di buon senso. Il suo pensiero era che in Unione Sovietica eravamo degli idioti; avevamo cercato di costruire una società giusta quando avremmo dovuto fare soldi. Se avessimo guadagnato più soldi dei capitalisti occidentali, avremmo potuto semplicemente comprarli, o avremmo potuto creare un'arma che loro non avevano. Questo è tutto. Era un gioco e abbiamo perso, perché non abbiamo fatto alcune cose semplici: non abbiamo creato la nostra classe di capitalisti, non abbiamo dato ai predatori capitalisti dalla nostra parte la possibilità di svilupparsi e divorare i predatori capitalisti dalla loro. *Putin non è un cinico. Pensa che l'uomo sia un essere peccatore, che sia inutile cercare di migliorarlo. Crede che i bolscevichi che cercarono di creare persone giuste e benpensanti fossero semplicemente degli idioti, e non avremmo dovuto farlo. Abbiamo sprecato molti soldi ed energie e allo stesso tempo abbiamo cercato di liberare altre nazioni. Perché farlo? Non ne abbiamo bisogno. *L'idea di Putin è che dovremmo essere capitalisti più grandi e migliori dei capitalisti stessi, ed essere più consolidati come Stato: dovrebbe esserci la massima unità tra Stato e imprese. Un sistema bipartitico come negli Stati Uniti? Meraviglioso, avremo anche quello. Putin ha lavorato per molti anni affinché ciò accadesse. Anche se ammette di non aver avuto successo, penso che sia ancora ciò che vuole, anche se si rende conto che è un compito molto più grande di quanto immaginasse. *Putin non crede che esista una vera competizione tra i partiti politici in Occidente. Per lui è un gioco, come una partita di golf in un circolo privato: un giocatore è leggermente più forte, l'altro è leggermente più debole, ma in realtà non esiste una vera competizione. Lo immagina com'era nella Repubblica Federale Tedesca dopo la guerra, sotto la guida di Konrad Adenauer. Ci sono due partiti, uno dei quali ha il potere, e il secondo aspetta, forse a lungo. I socialdemocratici hanno aspettato, credo, dal 1945 al 1970. È una sorta di sistema a partito e mezzo. Putin ha sempre detto che in futuro l'opposizione prenderà il potere e noi dobbiamo essere pronti per quel momento. Con l'essere pronti intendeva dire che dobbiamo essere sia qui che là, cioè controllare entrambe le parti. *Ho incontrato Putin nell'estate del 1998, poco prima che diventasse capo dell'Fsb e poco prima che si verificasse un default nel paese. [...] Non era molto impressionante o espressivo, se così posso dire. L'ho davvero perso tra gli altri funzionari governativi dell'amministrazione. Non era una figura brillante. Cercava sempre di restare all'ombra e restava in silenzio per la maggior parte del tempo. *Putin è stato nominato primo ministro, il che significa che sarebbe diventato presidente. Ma doveva essere eletto per diventare presidente, e questo era il nostro compito. [...] Nella primavera di quell'anno abbiamo condotto un'indagine sociologica sul tema delle paure delle persone. Inoltre, volevamo sapere come le persone immaginano i loro eroi. Abbiamo chiesto agli intervistati quali fossero le star del cinema e i loro attori preferiti. Questa era una valutazione di ruoli diversi. Abbiamo chiesto degli attori che hanno interpretato Lenin, Stalin, Pietro il Grande. Davanti a tutti gli altri, in modo del tutto inaspettato, abbiamo avuto un attore che interpretava Stirlitz, che era un ufficiale dell'intelligence sovietica, che lavorava in organizzazioni di alto livello in Germania. Ha interpretato un perfetto ufficiale tedesco, vestito in modo eccellente e molto educato. Era un ufficiale dell'intelligence sovietica e si è scoperto che la gente lo preferiva. [...] Ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di un ufficiale dell'intelligence giovane, forte e potente. *All'inizio a Putin è stato chiesto di agire in modo più rude. Era un uomo più educato. Dicono che fosse una cortesia da Leningrado. Gli abitanti di Leningrado, che oggi è conosciuta come San Pietroburgo, si sono sempre considerati più eloquenti, più educati degli abitanti di altre città. Era uno di quegli educati residenti di Leningrado. Non riusciva a parlare in modo sgarbato, quindi gli è stato chiesto di comportarsi in modo ancora più sgarbato, e sembrava che gli piacesse imparare varie tecniche e varie tecnologie. Gli piaceva viaggiare sui carri armati, sugli aerei e sui sottomarini. Ha dimostrato di essere giovane e forte. Non dobbiamo dimenticare che tutto accadeva sullo sfondo del vecchio e debole Eltsin. Questo contesto è molto importante. Senza di esso, Putin non farebbe la stessa impressione. *Penso che abbia iniziato a pensare che tutto possa essere manipolato. Qualsiasi tipo di stampa, qualsiasi programma televisivo è tutto incentrato sulla manipolazione. È tutto pagato da qualcuno. Questa è una brutta eredità che ha ricevuto. E quando seguendo quei canali televisivi, i canali televisivi liberali, hanno iniziato a criticarlo, ha deciso che anche questo era un ordine di qualcuno, che fosse una guerra contro di lui, e avrebbe accettato la sfida. Allora non comprendevamo l'eredità che avevamo ereditato dal periodo precedente: essenzialmente ci eravamo corrotti. *In Occidente lo ha detto più di una volta: "Comprendiamo che queste pubblicazioni sulla vostra stampa non sono casuali" e parla della propria esperienza. Sta parlando del modo in cui agisce, della sua tecnica. *Negli anni '70 ho incontrato molti investigatori del Kgb che mi hanno perseguitato. Ho trascorso del tempo in prigione. Ma non ho visto un investigatore che assomigliasse a Putin. È molto flessibile dentro. Può cambiare. Se ha la sensazione che tu sia irritato, cambierà immediatamente. Inizierà a cercare il modo giusto per avvicinarsi a te e lo farà molto facilmente. *Putin ammirava sinceramente Bush. Posso dirtelo con assoluta certezza. Guardava Bush Jr. come io guardavo Putin, con ammirazione. Questo è stato un modello per lui, il modello di un presidente che ha accettato la sfida e ha iniziato una grande guerra sulla scena mondiale. A Putin questo piaceva ed era pronto a essere un alleato. [...] Putin è rimasto ferito dal fatto di non essere stato capito da Bush, e la situazione è peggiorata dopo l'Ucraina. "L'Ucraina è più preziosa per te della Russia?! Ero pronto a fare qualsiasi cosa. Ero pronto ad aderire alla Nato, e tu stai intrigando con l'Ucraina?!" Credo che Putin la vedesse così. E da allora ha perso interesse per Bush. *In Ucraina Putin era estremamente popolare. Era più popolare in Ucraina che in Russia. Se si fosse candidato alla presidenza dell'Ucraina, sarebbe stato eletto immediatamente a stragrande maggioranza. Gli ucraini non volevano entrare in guerra. Per loro la Cecenia è stata un trauma. Quando hanno visto [[Strage di Beslan|Beslan]], hanno smesso di avere un'alta stima di Putin. *È stata una scelta difficile per lui lasciare l'ufficio di presidente. Non lo volevo e lo ammiravo mentre lo faceva. Mi ha completamente ingannato in quel preciso momento, perché in quel preciso momento credevo completamente che fosse un uomo repubblicano, un uomo della Costituzione. *Non aveva nemici. Non c'era nessuno che potesse agire in modo consolidato. Dopo le elezioni poteva riunire tutti. Non l'ha fatto. Ha fatto esattamente il contrario. Ha iniziato a creare conflitti: questo caso delle Pussy Riot; un conflitto che aveva a che fare con il divieto di adottare bambini russi da parte di cittadini americani dopo la legge Magnitskij. Ogni volta che chiedeva che il parlamento prendesse le decisioni con voto unanime, allora si trattava di un Putin diverso. Questo era un Putin senza fiducia in se stesso, un Putin che soffriva di un trauma. *Ma guardi che Putin non è mica una figura poi così importante nella nostra politica... [...] È importante l'élite che lo circonda. Putin è diventato un anello di troppo del sistema che ha creato: così lo vede oggi il suo entourage. Persone che sono dove sono grazie a lui, e che hanno ancora bisogno di lui per avere legittimità. Ma che ultimamente non hanno visto alcun aiuto da parte sua. Perché Putin oggi non risolve nulla e non gestisce nulla. Solo, controlla attentamente che nessun altro prenda il suo posto. *In realtà, non gli piace molto lavorare. Soprattutto, non gli piace il lavoro politico spicciolo. Ha sempre tralasciato la routine del governare. Per questo in Russia più in alto sali per la "verticale", maggiore è il caos organizzativo che trovi. Si gestisce solo l'immagine del potere, tutto il resto è fuori controllo. *Il "mito di Putin" un tempo è stato forte, ma è ormai debole e invecchiato. Non esiste più nella sua forma precedente. La gente non gli crede, quando oggi promette misure di supporto a disoccupati e piccole aziende in crisi. Non è facile misurare il grado di malcontento nella popolazione, perché non esiste una rappresentanza politica, manca quindi il canale attraverso cui esplicitarlo. Ma penso proprio che il mito sia finito e non possa rinascere. Lo stesso Putin non ci conta più. *Sembra che comandi solo lui, ma è un errore. Un tempo andavo molto fiero del fatto che eravamo riusciti a creare la sensazione che Putin governasse tutto nel Paese. Era un teatrino politico necessario, perché il paese era assai nostalgico di una vera leadership, e non era stato governato per quasi dieci anni visto che Boris Eltsin non era molto versato in quel senso. Perciò con il passar del tempo si è capito che la tesi "Putin decide tutto" è molto comoda perché toglie l'ansia e oscura la visione di quello che succede davvero. Lui decide molte cose. Ma è chiaro che ci sono anche forze indipendenti ormai dal governo, grosse corporazioni e banche, centri di potere alternativi. *Il fenomeno di Putin non si ripeterà. È stata una eccezione nata in tempi disperati come la Russia di fine anni Novanta. Dopo, verrà un Putin collettivo, sotto forma di una direzione collegiale, che parcellizzerà il potere. ===[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]=== *Con Putin la Russia sta recuperando i peggiori valori sovietici, come il brutale fondamentalismo stalinista. *Diventato presidente, Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione. *In Russia, Putin e il suo popolo hanno dato la loro benedizione a qualcosa che nessun paese, che non sia totalitarista, può approvare: una corruzione fondata sul sangue, migliaia di vittime che non suscitano stupore né protesta, un esercito corroso dall'anarchia militare, uno spirito sciovinista in seno all'apparato di governo spacciato per patriottismo, una retorica sfrenata dello stato forte, un razzismo anticeceno ufficiale e popolare con metastasi che si estendono ad altri popoli della Russia. *La Russia sta per precipitare in un abisso, scavato da Putin e dalla sua miopia politica. *Per me Putin è una funzione, non una persona. Riguardo a questa funzione ho delle esigenze molto semplici: un presidente deve operare per far diventare il suo paese migliore e più prospero. Ma da noi non è successo niente del genere. Moralmente, la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi. *Perché ce l'ho tanto con Putin? Per tutto questo. Per una faciloneria che è peggio del ladrocinio. Per il cinismo. Per il razzismo. Per una guerra che non ha fine. Per le bugie. Per i gas nel teatro Dubrovka. Per i cadaveri dei morti innocenti che costellano il suo primo mandato. Cadaveri che potevano non esserci. Io la penso così. *Personalmente non è che non mi piaccia Putin, è che non mi piace ciò che sta facendo. Lui deve mantenere la pace, è un suo dovere costituzionale. Invece continua la guerra nel Caucaso, con migliaia di morti non solo ceceni, ma anche russi. Gli attentati non possono cessare. Putin deve smetterla con questa guerra suicida e mettersi a trattare anche con quelle persone che non gli piacciono. *Putin è un camaleonte. Se gli torna utile sarà dei vostri, altrimenti vi darà battaglia. Sa mettersi nei panni di chiunque, e molti ci cascano. Persino una parte di quegli onestissimi attivisti si è bevuta il suo trasformismo e, nonostante un approccio diametralmente opposto alla realtà, si è sciolta al suo cospetto. *Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di «dibattito politico»: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno e un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha inculcato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato. Perciò, non appena qualcuno dissente, Putin si limita a chiedergli di «piantarla con gli isterismi». Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango ero costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d'essere d'accordo con me. Un "nonnismo" ideologico che talvolta – come nel caso di Chodorkovskij – si risolve nell'allontanamento e nell'eliminazione dell'avversario. *Putin ha scelto di fondare il proprio potere su piedi d'argilla, gli oligarchi, cassando dal suo schema la gente comune. Putin lega con i miliardari che si sono spartiti le riserve di petrolio e di gas e dichiara guerra al resto della popolazione, che non conta nulla. Mosca e le province sono come il Sole e la Terra. Il Sole significa calore, luce, vita. La Terra gira attorno al Sole. Orbite diverse, diversi percorsi. ===[[Il'ja Ponomarëv]]=== *Dovete capire che, come molti rappresentanti delle élite russe post-sovietiche, Putin non è né di destra né di sinistra, né liberale né conservatore. È ideofobico. È una persona molto opportunista e scaltra, pronta ad adattarsi a qualsiasi idea gli si presenti intorno e a utilizzarla a proprio vantaggio. Questa è una caratteristica molto comune all'interno dell'attuale classe dirigente russa, che però la sfrutta principalmente per arricchirsi. Per Putin, invece, è diverso: tale assenza di legami ideologici è all'origine del suo successo. Bisogna, inoltre, riconoscere che è un individuo molto capace, brillante, direi anche molto talentuoso dal punto di vista tattico. Come tattico, prende sempre decisioni poco ortodosse e molto azzardate. Ma quando si tratta di strategia, non ne ha. Ed è per questo che strategicamente fallisce. Un esempio perfetto è l'annessione della Crimea nel 2014 che tatticamente gli ha dato un grande vantaggio, ma strategicamente ha portato a un grande disastro. E la stessa cosa è accaduta nel febbraio 2022, con l'invasione dell'Ucraina. *È un mafioso, un bullo, ha bisogno di prevalere, mostrare di essere il maschio dominante. E non è un pazzo come vuole far credere, ma manipola tanto i russi, con la presunta minaccia costituita dalla Nato, quanto i leader dell'Occidente, con quella nucleare. E credo sia più un cleptocrate che un imperialista, come molti sostengono. È pronto a distruggere vite e economie per assicurarsi la sottomissione alle sue regole. *Putin mi ha fatto sapere che voleva neutralizzarmi. Io non ho mai accettato di lasciare la Russia, hanno aspettato che fossi in viaggio per lavoro e non mi hanno più permesso di rientrare. *{{NDR|Putin vuole}} restaurare l'Unione Sovietica senza niente di sovietico né di socialista, perché Putin è, ovviamente, anticomunista, ciò che ha in mente è una sorta di "Unione di Repubbliche sovrane slave" facendo leva anche sul sentimento nostalgico russo. ===[[Petro Oleksijovyč Porošenko]]=== *Il potere di Putin non risiede nel potere del suo esercito — lo dimostriamo ogni giorno che combattiamo l'invasione russa. Piuttosto, risiede nella sua capacità di bullizzare, manipolare e ricattare gli altri. *La mia regola è che non fidarti di Putin e non avere paura, tutto quel che promette non accade mai. Non farà mai un passo verso di te. Non fidarti e non avere paura. Se hai paura, hai perso. *La più grande debolezza di Putin sta nel fatto che pensa in termini di sfera di interessi. Nessuna apertura. Nessuna concorrenza leale. Vuole una sfera di influenza. Questo è il suo sogno. Odia l'idea di avere solo la Crimea o solo il Donbass. Ha bisogno anche adesso dell'intera Ucraina. Vuole rinnovare Yalta e la sfera d'influenza russa ai confini di Yalta. *Non vede le linee rosse nei diritti umani, nella democrazia, nello stato o nella legge, o nelle relazioni di buon vicinato. Acquisizione territoriali dai paesi vicini, questa è la logica di Putin. *Ovunque parlino russo, lui pensa sia Russia. E che la gente sia pronto ad accoglierlo coi fiori. Ma oggi nessuno lo applaudirebbe: gli ucraini hanno avuto 14mila morti, non accettano provocazioni. *Putin non è una persona normale, non si vede solo a capo d'una nazione: si crede a metà fra un imperatore e Dio. *Vladimir Putin non è il diavolo. È soltanto un imperatore che vuole inglobare il mio Paese senza neanche chiedere un parere al mio popolo. *Voglio ringraziare Putin perché nel 2013, prima della mia presidenza, il numero di ucraini che sostenevano l'adesione dell'Ucraina alla Nato era del 16%. Oggi è il 68%. ===[[Ljudmila Putina]]=== {{cronologico}} [[File:Putin on Easter 2011 07.jpg|thumb|Putin con Ljudmila nel 2011]] *C'era qualcosa in Volodja che mi attirava. Nel giro di tre o quattro mesi avevo deciso che era l'uomo per me. {{NDR|«Perché? Se lei stessa ha detto che era banale e noioso».}} Probabilmente era la sua forza interiore, la stessa dote che ora attira tutti verso di lui. *Una sera eravamo a casa sua e lui disse: «Ormai mi conosci, sai che tipo sono. In linea di massima non sono un tipo facile». Stava facendo autocritica. Mi spiegò che era un tipo silenzioso, che era piuttosto brusco in certo cose, arrivava anche ad insultare la gente e così via. Stava dicendo di essere un compagno per la vita ad alto rischio. E aggiunse: «In tre anni e mezzo te ne sei probabilmente resa conto». Mi sembrava che stavamo lasciandoci. «Sì, me ne sono resa conto», risposi. Ma a quel punto disse: «Allora se è così ti amo e ti chiedo di sposarmi». Per me fu una sorpresa assoluta. Risposi di sì. Tre mesi dopo ci sposammo. *Non parlavamo di lavoro a casa. Credo che il tipo di lavoro che faceva mio marito rendeva le cose diverse rispetto ad altre situazioni. Al KGB c'è sempre stata una regola ferrea: non parlare con la propria moglie. Ci hanno detto che c'erano stati problemi quando l'eccessiva franchezza aveva determinato conseguenze spiacevoli. Partivano sempre dal presupposto che meno la moglie sapeva meglio avrebbe dormito. Io facevo abbastanza spesso amicizia con i tedeschi e se qualcuna delle mie conoscenze era indesiderabile Volodja me lo faceva sapere. *Mi sembra che il solo incarico di Volodja sul quale a casa c'è stata qualche discussione fu quello di primo ministro. Mi ricordo che una volta parlammo dei servizi segreti, circa tre mesi prima che gli fosse offerto il posto, e lui disse che non l'avrebbe mai accettato. Stavamo facendo una passeggiata vicino alla dacia di Arkhangel'sk e parlavamo del suo lavoro, fu lì che disse di non voler andare nei servizi segreti. Io capii il perché: voleva dire tornare alla vita segretata. Quando Volodja lavorava nel KGB, conducevamo veramente una vita segretata. Non si poteva andare in certi posti, non si potevano dire certe cose. Si poteva parlare con qualcuno e non con altri. E quando si trattò di lasciare il KGB fu una decisione veramente difficile, tanto che pensava di averlo lasciato per sempre. Ero in vacanza sul Mar Baltico quando mi telefonò dicendo: «Adesso devi stare attenta perché sono tornato nel posto da dove ho cominciato». Io pensai che gli fosse stato nuovamente affidato il posto di vice di Borodin, da quale era stato rimosso. Non riuscii a capire ciò che stava dicendo, pensai che fosse successo qualcosa nel nostro paese durante la mia assenza, che in qualche modo la situazione fosse cambiata. Poi Volodja ripeté: «Sono tornato nel posto da dove ho cominciato». E quando lo ripeté per la terza volta capii. Tornato dalle vacanze, gli chiesi come era potuto succedere. «Mi hanno nominato, tutto qui». Non feci altre domande. *Non definirei Volodja un tipo silenzioso. È molto disponibile a parlare di argomenti che lo interessano, con persone che ritiene interessanti. Ma non ama parlare delle persone, in particolare delle persone con le quali lavora. Io sono esattamente il contrario. Se io conosco qualcuno o vedo qualcuno in televisione tendo ad esprimere le mie opinioni. A lui invece non piace farlo. *A me sembra che lui non prenda le donne sul serio. Le tratta con una certa sufficienza. Non sono una femminista ma credo che le donne debbano avere il posto che spetta loro nel mondo. *Volodja non mi ha mai afflitto con i suoi problemi. Mai! Li ha sempre risolti da solo. Anzi, non parla di un problema prima di aver trovato da solo la soluzione. In seguito può anche dire qualcosa. Ma io sento sempre quando ha dei problemi o quando è semplicemente di cattivo umore. Questo proprio non riesce a nasconderlo. In genere è una persona controllata ma in certi momenti è meglio non disturbarlo. *{{NDR|«Si ubriaca?»}} Non è mai successo. Non gli importa nulla dell'alcool, veramente. In Germania ci piaceva bere la birra. Ma lui di solito beveva una piccola vodka oppure un po' di cognac. *Ha dovuto partire da zero tante volte e ce l'ha sempre fatta. E a Mosca ha potuto raccogliere i frutti. Ha attraversato un periodo difficile dopo essere stato vice sindaco. Non riusciva a trovare lavoro. Fu veramente un periodo difficile per lui. Era diventato silenzioso. Non diceva nulla, ma io capivo. Credo sempre in lui, anche se sono un po' spaventata. *Una volta andavo a fare compere per lui. E lo faccio ancora di tanto in tanto. I vestiti non sono mai stati molto importanti per lui. Ha sempre avuto due, o al massimo tre abiti. Per il resto jeans e magliette. In genere a casa si mette un paio di jeans e un maglione. Si veste veramente con semplicità. Ma ora che è costantemente sotto gli occhi di tutti ha cominciato a vestirsi un po' più attentamente. ===[[Domenico Quirico]]=== *Aveva assorbito tutto quello che noi avevamo insegnato, intendeva sfruttare fino in fondo quello che avevamo permesso e la nostra avidità. Ci aveva osservato con attenzione: sapeva che per ingannarci bastava indossare le vesti di scena per lo spettacolo che ci convinceva. Cercavamo complici servili, non democratici orgogliosi. *Noi lo abbiamo creato, accettato, lusingato perché eravamo consapevoli, fino a cinque mesi fa, che non ci era estraneo. Anzi. Pensavamo che al momento giusto, quando ha iniziato ad alzare la voce, avremmo saputo parlargli, addomesticarlo. Aleggiava solo una vaga angoscia, parlavamo la stessa lingua e ci avrebbe ascoltato perché non poteva in fondo negare di assomigliarci. Altro che democrazie contro autocrazia. Ci disprezza ma solo perché è certo di averci superato in cinismo e brutalità. *Noi lo abbiamo creato. Per sbarazzarcene dovremo innanzitutto cambiare noi stessi. ===[[Christian Rocca]]=== *C'è ancora chi non ha capito che i baffetti hitleriani delle mille caricature di Putin sono una fotografia perfettamente realista del dittatore che ha infuocato l'Europa. C'e ancora chi non ha capito chi è e che cosa vuole Putin, nonostante lui lo dica chiaramente, perché mille sono ancora i distinguo stravaganti, i «sì, ma» e le altre scemenze giustificazioniste del despota che si sentono in giro. *Le fonti intellettuali dell'attacco di Putin all'Occidente sono il totalitarismo cristiano di [[Ivan Aleksandrovič Il'in|Il'in]], l'[[eurasiatismo]] di [[Lev Nikolaevič Gumilëv|Gumilëv]] e il neonazismo di [[Aleksandr Gel'evič Dugin|Dugin]]. Lo strumento è Internet. *Putin ha scatenato la sua offensiva globale contro la democrazia rappresentativa, contro i diritti civili, contro l'Unione Europea, contro gli Stati Uniti, contro la Nato. E, così, la guerra in Georgia, l'invasione dell'Ucraina, l'annessione della Crimea, i cyber attacks agli Stati baltici, i finanziamenti ai leader estremisti, i patti politici con i partiti populisti, le campagne omofobiche, il sostegno al despota Bashar al-Assad in Siria, la fabbricazione di fake news, comprese quelle di Stato diffuse in inglese dalla tv RT, la scuderia di hacker informatici, la protezione di WikiLeaks e di Edward Snowden, i tentativi di manipolazione dei processi elettorali nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Italia e ovviamente in America, più qualche avvelenamento a Londra, sono tutti elementi della stessa strategia di diffusione del caos e di russizzazione dell'Occidente che sfrutta le debolezze della società aperta, abusa delle innovazioni tecnologiche americane e approfitta della mollezza del mondo libero. *Putin vuole cancellare la democrazia liberale perché la democrazia liberale è l'arma di mobilitazione popolare più micidiale a disposizione dei suoi connazionali interessati a combattere la cosca mafiosa di trafficanti e di oligarchi che si è installata al Cremlino. *Quello di Putin è un intento strategico palese, non segreto, esplicitato in tanti discorsi in russo, in tante interviste in inglese, in tante invasioni militari in Cecenia, in Georgia, in Ossezia, in Crimea e nel Donbas, per non parlare della Siria, in tanti omicidi o tentati omicidi politici di giornalisti, di oppositori, di ex amici e di dissidenti, in tante retate di militanti democratici, in tante ingerenze nei processi elettorali dell'Occidente libero, e in tanti petrorubli con cui ha corrotto i partiti politici e contribuito a diffondere il caos per smantellare l'Europa con la Brexit, a indebolire la Nato con quel fesso di Donald Trump e a giocare a briscola con l'Italia dei suoi groupies del popolo a Cinquestelle e in t-shirt celebrativa della propria dabbenaggine. ===''[[Russia. Il complotto del KGB]]''=== *Il giorno che Putin divenne primo ministro della Russia, a [[Nikolaj Patrušev|Patrušev]] venne affidata la direzione dell'FSB. Chi lo conosceva intimamente sostenne che Putin non aveva avuto altra scelta, in quanto Patrušev era in possesso di materiale compromettente su di lui. *Il parlamento deve approvare con urgenza una legge che proibisca a tutti coloro che hanno prestato servizio e che ancora operano in agenzie per la sicurezza dello stato di occupare posti elettivi o dello stato per i prossimi venticinque anni; la legge dovrà inoltre obbligare tutti coloro che hanno occupato e che occupano posti nelle agenzie per la sicurezza ad andare in pensione a una data prefissata, insieme a una commissione istituita specificamente per questo scopo. Questo decreto del parlamento deve potersi applicare anche all'attuale presidente della Russia ed ex capo del KGB Vladimir Vladimirovič Putin. *Putin merita senza dubbio il titolo di "tiranno", perché ha distrutto le radici iniziali dell'autogoverno in Russia con i suoi primi decreti, ed esercita ora una forma di trasparente dittatura arbitraria, che i russi chiamano ''bespredel'' (alla lettera, "illimitata"). Putin è perfettamente descritto alla voce "tiranno" del ''Dizionario enciclopedico sovietico'' del 1989: "Un governante il cui potere si basa su decisioni arbitrarie e sulla violenza". ===[[Massimo Luigi Salvadori]]=== *{{NDR|Su Vladimir Putin e [[Silvio Berlusconi]]}} Ciò che li lega è sicuramente l'insensibilità verso le procedure democratiche, e poi vi è la simpatia profonda tra due personaggi che condividono il piacere di un potere svincolato dall'ascolto di una società che abbia a cuore il rispetto dei diritti personali e collettivi. *Credo si possa definire come l'espressione, indubbiamente abile quanto cinica, di una concezione statalistico accentratrice che governa in maniera di fatto autoritaria, la società civile russa, la quale vive in una condizione di pluralismo limitato e fortemente controllato dall'alto. *Nelle relazioni con il resto del mondo, Putin può contare su due elementi di forza: il primo, è il fatto che egli ha risollevato sul piano internazionale la Federazione Russa, dando al sistema politico una forte stabilità. Il secondo fattore, che è strettamente collegato al primo e che riguarda in particolare i rapporti tra Mosca e l'Unione Europea, risiede nel fatto che la Russia è la grande fornitrice di una risorsa preziosa, come quella energetica, di cui è enormemente ricca. Grazie alla stabilità interna, Putin può farsi garante di forniture energetiche, gas e petrolio, di cui l'Europa, e non solo essa, ha gran bisogno. ===[[Matteo Salvini]]=== {{cronologico}} *Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore. (18 ottobre 2014) *Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin! (18 ottobre 2014) *Lo ammiro per le idee chiare, la fermezza, il coraggio, l'interventismo e una visione della società basata su punti cardine che condivido. (9 dicembre 2015) *Ho sempre ritenuto sbagliate le sanzioni contro la Russia. Putin ha il nostro sostegno per toglierle anche perché so bene che la Russia ama il made in Italy e con queste sanzioni ci stiamo rimettendo miliardi di fatturato. (9 dicembre 2015) *Se è considerato un dittatore mi fa sorridere. Le dico solo che quest'anno la Russia crescerà più dell'Italia. (27 marzo 2017) *Di Putin apprezzo l'operato. E mi sembra che la stessa posizione la abbiano Marine La Pen e François Fillon, il Berlusconi di Francia. Eppoi come non dimenticare che anche Renzi ha chiesto di togliere le sanzioni. Fra qualche giorno scopriremo che il ministro Alfano vorrà andare da Putin. (27 marzo 2017) *Noi siamo a fianco degli aggrediti, c'è Putin che ha aggredito e Zelensky che è aggredito. È il caso di dirlo, per dire basta alle polemiche stucchevoli. (2 marzo 2022) *Putin, fino all'aggressione, è stato incontrato e omaggiato da tutti i leader politici nazionali ed europei. Ricordo ancora gli onori con cui lo accolsero Conte e Di Maio. Ma posso citare Berlusconi, Letta, Renzi... Ora c'è una guerra in cui è chiaro a tutti chi è l'aggressore. (10 marzo 2022) *Se uno è pro pace non è pro Putin. Noi siamo orgogliosamente con la Nato. (5 giugno 2024) ===[[Michail Šiškin]]=== *Il crimine di Putin è nell'avere avvelenato gli uomini con l'[[odio]]. *La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. *La Russia di Putin è irrespirabile, puzza tremendamente di stivale poliziesco. Sotto gli occhi di tutti il mio paese si sta trasformando in una [[dittatura]] [[fascismo|fascista]]. ===[[Timothy Snyder]]=== *A differenza di tutti i leader stranieri con cui ha a che fare, non conosce le lingue straniere. Non sa niente dell'Ucraina, il che è interessante. Pensa di sapere tutto; non sa niente. E la sua comprensione dell'Ucraina si basa sull'idea che non è realmente un luogo, e se sembra che lo sia è dovuto a cospirazioni straniere. *La Seconda Guerra Mondiale è un elemento del mito storico dell'innocenza russa e della grandezza perduta di Putin: la Russia deve godere del monopolio del vittimismo e della vittoria. *Nella sua mente, gli ucraini sono russi che amano gli occidentali. Devono essere corretti con la forza – "puliti" o "sputati fuori". *Per comprendere la rivolta di Putin contro gli Stati Uniti non bisogna sentirsi in colpa per la politica americana; non bisogna credere di essere responsabili di tutto, perché non lo siamo; non bisogna negare il libero arbitrio a lui o ai russi, perché loro ce l'hanno. Si tratta di comprendere il fallimento della politica interna di Putin e il suo riconoscimento che ciò di cui ha bisogno è una sorta di spettacolo permanente che provenga dalla politica estera e che gli europei e gli americani glielo forniranno sempre. *Per Putin un "fascista" o un "nazista" è semplicemente qualcuno che si oppone a lui o al suo piano di distruggere l'Ucraina. [...] Chiamare gli altri fascisti pur essendo fascisti è la pratica putinista per eccellenza. *Putin arrivò al potere con l'idea fondamentale che la Russia potesse essere trasformata in una sorta di stato di diritto. Il termine che usò era "dittatura della legge". Si rese presto conto che non era così, o almeno che lui non era la persona giusta per realizzarlo, e passò a un diverso programma di governo, che prevedeva non l'eliminazione dell'oligarchia, ma l'essere il massimo oligarca, che è una differenza fondamentale. Potrebbe sembrare uguale perché rastrella e imprigiona le persone comunque, ma diventare il massimo oligarca, diventare il capo dei capi, trasformare lo stato nel più importante clan mafioso, è molto diverso che ripulire le stalle. *Putin è un dittatore che controlla i media del suo Paese. E se le cose vanno male, gli basta cambiare argomento. [...] L'ultima volta che la Russia ha invaso l'Ucraina, nel 2014, i suoi media hanno cambiato argomento sulla Siria da un giorno all'altro, e i russi lo hanno seguito. *Putin ha bisogno che i russi credano che le elezioni siano sempre un circo, una farsa e un falso, perché se i russi credessero che anche le elezioni britanniche, quelle tedesche e quelle americane siano false, non si preoccuperebbero del fatto che le loro stesse elezioni lo siano. *Putin governa in una realtà virtuale dove c'è sempre una via di fuga. Non può essere messo in un angolo in Ucraina, perché l'Ucraina è un posto reale. *Putin non è lungimirante. Geopoliticamente sta consegnando il suo paese alla Cina. *Putin non ha alcun idea del motivo per cui l'Unione Sovietica è crollata. Tutta la sua storia sul perché l'Unione Sovietica è caduta è una assurdità totale. La storia che raccontano è che gli americani volevano che accadesse e perciò è successo, il che a) non siamo così potenti, e b) [...] la nostra politica nel 1991 era quella di tenere unita l'Unione Sovietica; non era per farlo crollare. Ma visto il modo in cui vede il mondo, è tutta una questione di potere. Non avrebbe potuto avere importanza che in Lituania o in Ucraina le persone avessero idee sull'Unione Sovietica. Non avrebbe potuto avere importanza che ci fossero legittimi disaccordi all'interno di Mosca. Niente di tutto ciò ha importanza. È solo una questione di potere e gli americani hanno mostrato la loro potenza. *Tribalizza la storia della Seconda Guerra mondiale: è lui il nazista e lo sa. ===[[Vladimir Georgievič Sorokin]]=== *Il 24 febbraio l'armatura dell'"autocrate illuminato" che Vladimir Putin aveva indossato negli ultimi 20 anni si è rotta ed è andata in pezzi. Il mondo ha visto un mostro, impazzito nei suoi desideri e spietato nelle sue decisioni. Il mostro era cresciuto gradualmente, guadagnando forza di anno in anno, marinando nella propria autorità assoluta, aggressività imperiale, odio per la democrazia occidentale e malizia alimentata dal risentimento generato dalla caduta dell'URSS. Adesso l'Europa dovrà fare i conti non con l'ex Putin, ma con il nuovo Putin che ha gettato via la maschera di "partnership commerciale" e di "collaborazione pacifica". Con lui non ci sarà mai più pace. *In Russia si è sprofondati in un inverno politico con la salita al potere di Putin. Negli ultimi anni il ghiaccio è diventato man mano sempre più duro. Ora il freezer-Putin funziona a pieno regime: per raggiungere temperature ancora più basse l'attuale fornitura di energia non basta più. Come potrà continuare a funzionare? Nessuno lo sa. Nemmeno Putin. *Ho incontrato molti ammiratori di Putin in Germania, dai tassisti agli uomini d'affari e ai professori. Un anziano partecipante alla rivoluzione studentesca del Sessantotto ha confessato:<br />"Mi piace molto il vostro Putin!"<br />"E perché esattamente?"<br />"È forte. Dice la verità. Ed è contro l'America. Non come le lumache che abbiamo qui."<br />"E non ti dà fastidio che in Russia c'è una corruzione mostruosa, non ci sono praticamente né elezioni né tribunali indipendenti, l'opposizione viene distrutta, le province sono impoverite, Nemcov è stato assassinato e la tv è diventata propaganda?"<br />"No. Questi sono affari interni. Se i russi accettano tutto questo e non protestano, significa che a loro piace Putin."<br />Logica ferrea. L'esperienza della Germania negli anni '30 non sembra aver insegnato nulla a tali europei. *Lui non segue un'ideologia. Ha molti modelli: gli zar ma anche Stalin, Brezhnev, Andropov. Da ognuno coglie una sfumatura diversa. La base su cui fa affidamento, tuttavia, resta la piramide del potere russo così come fu creata nel Medioevo: una struttura al cui vertice è il sovrano protetto dalle sue guardie armate. E in basso non ci sono cittadini ma sudditi. *Per Putin la vita stessa è sempre stata un'operazione speciale. Dall'ordine oscuro del Kgb apprese non solo il disprezzo per le persone "normali", da sempre una forma di materia sacrificabile per lo stato-Moloch sovietico, ma anche il principio fondamentale del čekista: non una sola parola di verità. Tutto deve essere nascosto, classificato. La sua vita personale, i parenti, le abitudini: tutto è sempre stato nascosto, invaso da voci e speculazioni. *Per quanto riguarda l'impero, quello che sta cercando di costruire Vladimir Putin è un impero di straccioni: un fenomeno pericolosissimo nel XXI secolo. *Putin ha dichiarato che il crollo dell'Urss è stata la più grande catastrofe del XX secolo. Per tutti i sovietici lucidi il suo crollo fu una benedizione; era impossibile trovare una sola famiglia che non fosse stata colpita dalla ruota rossa delle repressioni staliniste. Milioni di persone furono annientate. Decine di milioni furono avvelenati dai fumi del comunismo – un obiettivo irraggiungibile che richiedeva sacrifici morali e fisici da parte dei cittadini sovietici. Ma Putin non è riuscito a superare l'ufficiale del Kgb dentro di sé, l'ufficiale a cui era stato insegnato che l'Urss era la più grande speranza per il progresso dell'umanità e che l'Occidente era un nemico capace solo di corruzione. Lanciando la sua macchina del tempo nel passato, era come se tornasse alla sua giovinezza sovietica, durante la quale si era sentito così a suo agio. A poco a poco costrinse anche tutti i suoi sudditi a tornare lì. *Putin odia l'Ucraina e gli ucraini in modo patologico, perché hanno scelto un percorso democratico di sviluppo. Il futuro invece del passato. E in Ucraina tutti parlano russo. È un modello in scala ridotta della Russia. Ma non autoritario. Ai russi potrebbe venir voglia di copiarlo. L'esistenza del "modello ucraino" provoca paura e odio, in Putin. *Se Putin mi ascoltasse, gli direi: non puoi costruire un impero coi ladri. Ma sarebbe un discorso inutile visto che è lo stesso potere a essere corrotto. *Sono successe molte cose negli ultimi 20 anni. Il volto del presidente della Federazione Russa si è trasformato in una maschera impenetrabile, che irradia crudeltà, rabbia e malcontento. Il suo principale strumento di comunicazione sono diventate le bugie: bugie piccole e grandi, ingenuamente superficiali e altamente strutturate, bugie in cui sembra credere lui stesso e bugie in cui non ci crede. I russi sono già abituati alla retorica piena di menzogne ​​del loro presidente. Ma ora ha abituato anche gli europei a quelle bugie. Ancora un altro capo di un paese europeo vola al Cremlino per ascoltare, attraverso la loro tradizionale porzione di fantastiche bugie (ora seduti ad un enorme tavolo totalmente paranoico), per annuire, per dire che "il dialogo si è rivelato abbastanza costruttivo" in una conferenza stampa, per poi volare via. ===[[Vittorio Strada]]=== *Dopo il pangermanesimo, il panslavismo, il panarabismo, Vladimir Putin ha inventato il panrussismo. E con questa strategia imperiale l'Occidente è chiamato a fare i conti. [...] L'interpretazione corrente e diffusa è che Vladimir Putin voglia ricostituire l'Unione Sovietica. Si tratta di una interpretazione semplicistica e approssimativa. Il fatto stesso che Putin faccia riferimento esclusivamente all'elemento nazionale russo dimostra che si tratta di una ideologia diversa da quella sovietica. *Il primo, grande successo è che Putin ha portato la Russia tra le potenze mondiali di primo rango, subito dopo gli Stati Uniti, e al livello della Cina. *Ordine e stabilità erano stati i pilastri del suo "patto" con i russi, il fondamento della sua legittimazione popolare, sin da quando Eltsin lo spinse avanti. Ordine e stabilità sono i valori più sentiti oggi dai russi: tutti i più recenti sondaggi indicano chiaramente che in testa a tutti i valori che erano stati indicati - libertà, democrazia....- la stragrande maggioranza dei russi poneva ordine e stabilità, oltre al miglioramento della situazione economica e delle condizioni di vita. *Per lui la Russia non è soltanto l'etnia di un'unica razza, bensì comprende tutte le etnie che compongono l'attuale Federazione. Più volte ed esplicitamente, il leader del Cremlino ha messo in guardia contro un nazionalismo russo esclusivo. Per lui, l'elemento russofono è il "fratello maggiore" di una comunità di popoli, di etnie, che compongono, per l'appunto, l'attuale Federazione. In questo senso, anche gli ucraini (ucrainofoni) potrebbero far parte di questa "famiglia allargata". Anche da questo nasce la violenta polemica scatenata dalla leadership putiniana contro i nazionalisti ucraini antirussi. *Può piacere o meno, ma sta di fatto che oggi la Russia da lui guidata ha una capacità di azione internazionale, politica ed economica notevolissima. *Putin viene visto come l'uomo che ha fatto uscire la Russia da una situazione di inferiorità che prima aveva avuto. E poi, ognuno vede in Putin ciò che vuole: l'uomo d'ordine, quasi l'uomo "qualunque", "uno dei nostri", vicino al cittadino. In questa ottica, la sua mancanza di carisma risulta essere agli occhi dell'elettore medio, non particolarmente politicizzato, un elemento vincente. A ciò si aggiunge la vecchia tendenza. fortemente radicata nella Russia pre rivoluzionaria e ulteriormente rafforzatasi nella Russia sovietica, dell'uomo forte, dell'uomo che può difendere il Paese da tutti i pericoli e garantire un minimo di sicurezza e di prestigio. *Sotto Putin, il regime "ibrido" - autoritarismo di sostanza e democrazia di facciata - ha raggiunto una indubbia stabilità, tanto è vero che alcuni autorevoli analisti non parlano più di post-sovietismo ma di neo-sovietismo. *Un uomo di stabilità e di transizione, in una fase di sviluppo della Russia post-comunista. Un politico indubbiamente capace che ha risolto alcuni problemi e ne ha aperti altri. ===[[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]=== *Alla fine degli anni Novanta, Putin descrisse il comunismo come «un vicolo cieco, quanto di più remoto dall'avanzamento della civiltà». Il suo disprezzo per il comunismo era reale. Ma questo, ovviamente, non significava che Putin avesse abbracciato la democrazia o le caratteristiche essenziali che la definiscono: il vaglio da parte di una stampa libera, la libertà di parola, la tolleranza verso la satira e l'umorismo. Al contrario, Putin selezionò una serie di idee che si fusero insieme e divennero la sua stella polare: ultranazionalismo, odio verso il prossimo, disprezzo per la libertà di stampa e di parola, intolleranza verso la satira e l'umorismo, valori sociali profondamente conservatori, un mercato non libero legato al potere politico, un rispetto per "gli organi", vale a dire il KGB e i suoi predecessori alfabetici (Cheka, GPU, OGPU, NKGB, NKVD, MGB) e le sue ramificazioni (SVR, FSB). Senza dirlo apertamente, senza alcun annuncio, Putin era un fascista russo. *Che Putin si sia avvelenato da solo è un finale degno di un'opera di Shakespeare.<br />Fortuna, gira la tua ruota. *Dopo oltre due decenni passati da Putin al potere è evidente la sua tolleranza di un sistema mostruosamente corrotto. Il compromesso con gli oligarchi era che potevano tenersi gran parte delle loro ricchezze purché porgessero i loro omaggi e pagassero i loro tributi al signore del Cremlino. E dovevano starsene alla larga dalla politica. O guai a loro. Ma questa descrizione serve solo a mascherare ciò che accade realmente. Putin sta personalmente depredando la Russia della sua ricchezza, totalmente, ma non può farsi vedere mentre lo fa, perché dal punto di vista psicologico detesta l'idea di venire scoperto, perciò usa dei prestanome che compiano il furto al suo posto. È vero, gli oligarchi sono il prodotto della catastrofica implosione dell'Unione Sovietica e dell'incompetenza alcolica di Boris Eltsin. Ma con Eltsin fuori dai giochi, un nuovo presidente aveva l'opportunità di spogliare gli oligarchi delle loro ricchezze illecite e fare tabula rasa. Invece, Putin ha consolidato il sistema oligarchico, perché si confaceva perfettamente al suo desiderio segreto di appropriarsi di ciò che appartiene legittimamente ad altri. *In Russia, ai nemici di Putin non è permesso avere una vita privata. Sappiamo tutto ciò che fanno in camera da letto. Ma nessuno conosce i fatti più semplici su Vladimir Putin. Quanti figli ha? Con chi? E sono per caso straordinariamente ricchi? *L'Unione Sovietica non poteva permettersi di sfamare, ospitare o prendersi cura del suo popolo, quindi iniziò a implodere. Putin, l'agente segreto di Dresda, non ha mai colto il potere di questi tre fallimenti {{NDR|la [[Guerra in Afghanistan (1979-1989)|guerra in Afghanistan]], il [[disastro di Černobyl']] e il collasso dell'economia pianificata}}. La sua tragedia – la nostra tragedia – è stata che non ha avuto una conoscenza di prima mano delle tre catastrofi. Era troppo in alto nella catena alimentare della polizia segreta per essere inviato a Chernobyl; troppo pateticamente in basso per essere inviato alla fine della guerra fallimentare in Afghanistan; e men che meno in Occidente, dove avrebbe visto la prova evidente di come la gente comune nel New Jersey o a New Brighton nel Wirral viveva molto meglio che a Mosca, per non parlare di Omsk o Tomsk. Non ha mai visto con i suoi occhi le prove comparative del fallimento economico sovietico o, se lo ha fatto, ha subito un lavaggio del cervello tale da impedirgli di capire cosa stava guardando.<br />Invece, dalle viscere di Stasiland, è arrivato a interiorizzare un'oscura assurdità, ossia che il crollo del suo Paese era dovuto all'inganno occidentale e al tradimento interno, piuttosto che al semplice fatto che l'Unione Sovietica aveva esaurito il denaro, la fiducia nei propri mezzi e lo scopo. Era uno Stato fallito, proprio come la Germania del Kaiser divenne uno Stato fallito dopo avere lanciato la sua stupida guerra nel 1914. Come Hitler nel 1923, Putin dal 1991 in poi ha respirato una finzione velenosa, secondo la quale il suo Paese aveva subito un torto, «era stato pugnalato alle spalle». In realtà, è crollato perché aveva sbagliato, si era autopugnalato alle spalle, tre volte. *La comprensione del mondo di Putin è paurosamente ristretta, ridotta a una cupa visione a tunnel, bloccata in una falsa narrativa di tradimento. Una volta ha dichiarato che la caduta dell'Unione Sovietica è stata «la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo».<br />Cosa?<br />Peggiore della Prima e della seconda guerra mondiale? Peggiore dell'Olocausto? L'Unione Sovietica era, in realtà, un'oscura dittatura totalitaria sotto Stalin, che si è lentamente trasformata in una cupa senilità. *La Russia non ha molta tolleranza per il fallimento. A mio parere, Putin non manovra più in modo adeguato il meccanismo del Cremlino come faceva agli inizi del 2022, e le macchine del Cremlino non obbediscono più al padrone come un tempo. Sta iniziando ad assomigliare al mago di Oz: stiamo tutti aspettando che il cagnolino apra il sipario e che venga rivelato l'ometto imbroglione che urla nel microfono. *Non conosciamo la vera storia e probabilmente non la conosceremo mai. Ma sappiamo che Vladimir Putin mostra molteplici tratti di uno psicopatico: bugiardo senza remore e senza tic; nessuna paura; attribuzione esterna delle colpe; prima infanzia avvolta nel mistero. *Putin è un attore razionale all'interno di un bunker, così in profondità, così privo di luce e di informazioni, che sta tirando le leve senza capire come il mondo moderno stia rispondendo, senza capire che almeno alcune delle sue leve non funzionano più, senza capire che invadere Paesi in pace è ciò che facevano i nazisti. *Putin plasma la propria immagine pubblica in tutto e per tutto. Il sole finto che splende dietro al despota grassoccio della Corea del Nord, Kim Jong-un, o le star di Hollywood che adorano il leader di Scientology sono niente in confronto al culto della personalità di Vladimir Putin, che è il più ricco e il più finanziato del mondo intero. [...] A me sembrano le foto di un uomo che ha avuto un'infanzia estremamente infelice e priva di affetto, che teme la satira e la derisione, che vuole mostrare al mondo di essere il signore assoluto di tutto ciò che è sotto il suo controllo, ma che dà solo l'impressione di essere un ragazzino in cerca di rivalsa. Io, però, non rientro nel suo pubblico di riferimento. *Ripeto queste parole in continuazione ai miei amici ucraini: c'è davvero un'altra Russia. Il problema è che le alternative a Vladimir Putin sono tutte morte o non troppo vive. *Quando lo avevo sfidato nel 2014 era un uomo diverso: sottile, duttile, disposto a relazionarsi con un difficile reporter della BBC, anche se solo allo scopo di mentire con disinvoltura. Nel 2022 Putin era troppo aggressivo. Ma la ragione del mio timore è un'altra. Nel 2014 Putin assomigliava a un furetto o a un rettile, magro e dal volto affilato. Nel 2022 Putin assomigliava a un criceto con le guance gonfie e dall'aspetto malato. Sembrava un uomo pieno di steroidi e questo mi riempiva di paura. *Visto dal vivo, Vladimir Putin è vestito con eleganza, molto basso e somiglia come una goccia d'acqua a un ''Auton'', gli inquietanti manichini di ''[[Doctor Who]]'' che si trasformano in bidoni di spazzatura, ti ingurgitano e poi ti risputano fuori fatto di plastica. Gli interventi estetici a cui si è sottoposto non fanno una buona pubblicità al Botox, ma quando diventi il padrone del Cremlino nessuno ti dirà che il tuo chirurgo plastico ha fatto un lavoro da schifo. ===[[Nadežda Tolokonnikova]]=== *Abbiamo un leader sociopatico da così tanto tempo, che la differenza si nota. Putin è un tipo che non mostra emozioni umane, uno di cui non sappiamo niente. Passa il tempo a nascondersi. *Putin è un dittatore pericoloso e va fermato, è ovvio. Non è pericoloso solo per le persone del suo Paese, è un pericolo per la pace globale. *Ora Putin non teme più l'opposizione interna o la pressione internazionale. Non nasconde più di essere un mostro. ===[[Elena Tregubova]]=== *Circondandosi soltanto di quei giornalisti che può comprare, Putin ha finito per riprodurre erroneamente in tutto il mondo le regole che esistono nella sua "fortezza" del Cremlino. In realtà, il presidente russo è semplicemente incapace di credere che nei normali Paesi civilizzati i giornalisti siano davvero indipendenti, e che pongano domande diverse da quelle scritte loro sul blocchetto dal suo responsabile dell'ufficio-stampa. *Durante l'incontro con l'''intelligencija'' locale il candidato alla presidenza Vladimir Putin proclama che il sesso è una forma di perversione.<br />Le cose andarono così: rispondendo alla domanda di un intellettuale siberiano che gli chiedeva la sua opinione sulla censura televisiva, Putin dichiarò che «la società deve rifiutare tutto quello che è legato al sesso, alla violenza e alle altre forme di perversione».<br />Quella sera, mentre mi accingevo a scrivere il servizio, mi telefonò in camera la mia collega Malkina: «Senti, Elena, è meglio che non la citi quella dichiarazione di Putin sul sesso. Altrimenti gli fai proprio fare la figura dell'idiota».<br />«Perché la cosa ti preoccupa tanto? Adesso lavoriamo per l'ufficio-stampa del presidente, io e te?»<br />«Be', capisci, ha chiesto di non scriverlo...» ha balbettato la Malkina.<br />«A me non ha chiesto niente nessuno» ho tagliato corto.<br />Un minuto dopo il telefono ha suonato di nuovo. Questa volta era il capo del protocollo del presidente: «Elena, mi scusi se la disturbo, ma la Malkina mi ha suggerito di consigliare a tutti i giornalisti di non citare le parole di Vladimir Vladimirovic... quelle sul sesso... Non farebbero una buona impressione...». *I giornalisti occidentali mi chiedono di continuo: «Ma perché il vostro Putin è così terrorizzato dalla stampa libera?».<br />Viene subito in mente la risposta più banale: Putin è il miglior frutto del KGB, per il quale un giornalista indipendente, per definizione, non era altro che la "voce del nemico". Non bisogna dimenticare, infatti, che l'uomo ora alla guida dello stato russo è entrato da giovane, per propria scelta consapevole, nel KGB, organo che a quei tempi eliminava fisicamente i dissidenti del Paese. *Il guaio principale di Putin è che lui stesso non sa ciò che vuole. Non ha nessun programma economico, nessuna strategia di riforme, e nemmeno un'idea precisa di che tipo di Paese vorrebbe per l'immediato futuro. La sua tattica politica (che per l'economia dei mezzi è anche una strategia) si limita a un'unica formula: mantenere il potere a ogni costo. *Mi resi conto che era semplicemente un geniale "riflettore", che rimandava come uno specchio l'immagine del suo interlocutore, in modo da indurlo a credere di essere come lui, "uno dei nostri". In seguito dovetti notare più volte questo suo fenomenale talento, soprattutto in occasione degli incontri con i capi degli Stati occidentali di cui voleva assicurarsi il favore. Ci sono certe fotografie ufficiali che documentano bene il suo approccio: invece del presidente russo e di quello americano, per esempio, vediamo, sorridenti, seduti uno di fronte all'altro, due Bush. O, invece del cancelliere tedesco e del presidente russo, ecco due Schroeder. Almeno per qualche momento Putin riesce a copiare con spaventosa precisione la mimica, il modo di guardare, ma addirittura la forma delle guance, il doppiomento e certi tratti del viso dei suoi interlocutori e a imitare le loro espressioni. Per di più lo fa con tale abilità che quelli non se ne accorgono in modo cosciente, ma ne subiscono evidentemente gli effetti. *Nel "pool del Cremlino" giravano gli aneddoti più vari sui tentativi di Putin di accarezzare i bambini.<br />Sembra che nell'ospedale infantile di Petrozavodsk, Putin, invece di consolare un piccolo con le stampelle perché era finito sotto una macchina, gli abbia detto: «Be', così imparerai a rispettare le regole!».<br />Non stupisce che poi la bambina che Putin aveva intenzione di baciare, si sia sottratta al suo abbraccio, balbettando tra le lacrime: «Paura...».<br />Questi episodi i giornalisti non potevano evidentemente descriverli ai loro lettori, pena l'immediata perdita dell'accredito. *Putin è completamente l'opposto di Eltsin. È freddo. E del tutto privo del dono della compassione. Cosa che dovrebbe significare la morte per un politico pubblico. È persino incapace di immaginare che cosa sia, la compassione: come ha fatto a non capire che non era il caso di continuare a mangiare spiedini in compagnia dei suoi fedeli giornalisti in villeggiatura mentre gli uomini del sottomarino Kursk stavano morendo, ma che doveva tornare di corsa a Mosca per dimostrare al Paese che gli era vicino? Come ha fatto a non rendersi conto che andando a trovare all'ospedale giovani soldati mutilati a causa della guerra in Cecenia, non c'era bisogno di dare consigli da Generalissimo, ma era il caso semplicemente di chiedere loro scusa per avere fomentato quella carneficina? O, nelle peggiori delle ipotesi, ringraziarli per averti salvato il culo nelle retrovie, coprendoti con il loro corpo? O, ancora, come si può in visita a un ospedale pediatrico durante la campagna elettorale, ammonire un bambino ferito in un incidente stradale: «Così non violerai più le regole?». *Una cosa mi stupisce sempre quando penso a Putin: ma è possibile che quest'uomo voglia davvero che la sua presidenza venga ricordata soltanto come un periodo di disgusto, di noia e disperazione? Un periodo di rappresaglia contro i giornalisti, di ripresa della repressione nel Paese, di omicidi ed emigrazioni per ragioni politiche? [...] Ma è possibile che tu non abbia voglia di entrare nella storia per qualcosa di buono? Nonno Eltsin la sua bella missione, anche se parzialmente, l'ha portata a termine: ha dato al Paese la possibilità di respirare un po' di libertà, anche se non per molto. ''Chapeau''. Tu, invece, sei stato capace solo di chiuderci di nuovo l'ossigeno. Perché? A che scopo? *Una dote di Putin che mi aveva sinceramente impressionata era stata la sua abilità di comunicatore. Anche se avevo facilmente riconosciuto le classiche modalità di relazione di stampo professionale, tipiche dei servizi, devo dire che Putin le interpretava nel migliore dei modi. Non so come – se con la mimica, con l'intonazione, con lo sguardo – ma nel procedere della conversazione riuscì a darmi l'impressione di parlare con una persona con la mia stessa formazione e i miei stessi interessi. Anche se non c'era alcun motivo logico per presupporlo, e anzi, la realtà dei fatti indicava che era una persona del tutto opposto a me. ===[[Liz Truss]]=== *Abbiamo a che fare con un disperato interlocutore-canaglia senza alcun interesse per le norme internazionali. *I leader come Putin hanno rifiutato l'opportunità di cambiare perché temevano di perdere il controllo. Invece hanno preso i soldi del petrolio e del gas e li hanno usati per consolidare il potere e guadagnare influenza all'estero. *Se Putin dovesse avere successo, ci saranno indicibili, ulteriori sofferenze in tutta Europa e terribili conseguenze in tutto il mondo. Non ci sentiremmo mai più al sicuro. ===[[Julija Tymošenko]]=== {{cronologico}} *Prenderei io stessa l'Avtomat {{NDR|arma automatica}} e sparerei in fronte a questo stronzo... (18 marzo 2014) *Un barbaro. Le spiego perché: l'aver lanciato [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|una guerra]] contro un Paese pacifico, democratico ed europeo come l'[[Ucraina]], è una conferma della sua natura barbarica. Ha incoraggiato l'eliminazione di anziani, donne, bambini. Questo non può essere descritto in altro modo che con quella parola: barbaro. E [[fascismo|fascista]]. Qualcuno pensa che lui sia pazzo, io non credo. Ha una mente fredda, razionale, cinica. E dietro i suoi comportamenti c'è come un nucleo oscuro, qualcosa che arriva dal [[Medioevo]] più nero. (19 aprile 2022) *Lui vuole tutta l'Ucraina. Il suo territorio, la sua storia, la sua cultura. Ma senza gli ucraini. La chiama la denazionalizzazione. In un linguaggio normale, però, questo significa il genocidio della controparte. (8 giugno 2022) *Già 15 anni fa aveva perso umanità. Allora tagliò le forniture di gas all'Europa dell'Est. La gente gelava. Non era una ragione commerciale, non c'erano debiti. Noi premier orientali lo imploravamo di riaprire i rubinetti. Lui ci guardava godendo del suo potere. Già allora usava l'energia come arma, ma i leader occidentali non capirono e invece di ridurre la loro dipendenza dalla Russia, la aumentarono. (5 febbraio 2023) ===[[Donald Trump]]=== {{cronologico}} [[File:Trump, Putin Alaska Arrival (9260677).jpg|thumb|Putin con Donald Trump durante il [[vertice Russia-Stati Uniti del 2025]]]] *Pensate che Putin a novembre verrà al concorso di bellezza Miss Universo a Mosca? Se sì, pensate che diventerà il mio nuovo miglior amico? (18 giugno 2013) *{{NDR|Su [[Russiagate]]}} Il mio staff è venuto da me – Dan Coats, il capo dell'intelligence, e qualcun altro – e mi hanno detto che è stata la Russia. Qui c'è Vladimir Putin: dice che non è stata la Russia. Io dico questo: non vedo nessuna ragione perché sia stata la Russia, ma voglio davvero scoprire dov'è il server. (16 luglio 2018) *Putin dichiara che una bella porzione dell'Ucraina, dico dell'Ucraina, è indipendente. Cioè, è fantastico. Io ho detto: ma quanto è intelligente! E ora ci entra come peacekeeper, cioè con la forza di pace più potente. Potremmo farlo anche noi al nostro confine Sud. (22 febbraio 2022) *Ascolta, Putin non ha mai infranto accordi con me. Forse l'ha infranto con Biden perché Biden non lo rispettavano, non rispettavano Obama. Ma rispettano me. Lascia che te lo dica, Putin ha passato un sacco di guai con me. Ha affrontato una caccia alle streghe fasulla in cui lo hanno usato insieme alla Russia... hai mai sentito parlare di quella storia? Era una truffa, una truffa orchestrata da Hunter Biden e Joe Biden. Hillary Clinton, il losco Adam Schiff, era tutta una farsa dei Democratici. E lui ha dovuto affrontarla. E l'ha affrontata, e non siamo finiti in guerra. Lui ha subito tutto questo, è stato accusato di ogni cosa—ma non c'entrava nulla. (28 febbraio 2025) *Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Vladimir Putin, ma gli è successo qualcosa. È diventato assolutamente pazzo! Sta uccidendo inutilmente molte persone, e non parlo solo di soldati. Missili e droni vengono sparati sulle città dell'Ucraina, senza alcun motivo. (26 maggio 2025) *Putin dice un sacco di stronzate. È sempre molto gentile, ma non significa nulla. (8 giugno 2025) ===[[Bernardo Valli]]=== *Da giovane, vivendo per le strade di San Pietroburgo (allora Leningrado), Putin ha imparato che spesso bisogna essere pronti a sferrare il primo pugno. È un principio che non ha mai dimenticato. Sorprendere. Così ha fatto, mezzo secolo dopo, in Georgia, poi in Crimea e adesso in Siria. *Oltre a suscitare un "entusiasmo disciplinato", Putin applica una democrazia protetta, che è un surrogato di quella vera. Non esiste censura in Russia, né giornalistica né letteraria. Ma sulla stampa agisce una forte autocensura, favorita dalle proprietà e dalla vigilanza politica. Questo non esclude la discreta libertà concessa a pubblicazioni secondarie. Le quali servono da alibi. Lo stesso vale per la televisione, totalmente addomesticata, ma con qualche canale e stazione radio marginali che fanno eccezione. Idem per le case editrici. Non ci sono interdizioni ma i saggi o i romanzi troppo scomodi per il regime finiscono da editori secondari. La vita privata usufruisce di una larga libertà. Una libertà nella sicurezza dopo il caos degli anni Novanta, quando dalle ceneri dell'Urss spuntavano gli oligarchi, che si spartivano i beni dello Stato, e nelle strade non mancavano i delinquenti. Oggi puoi usare senza restrizioni Internet e i suoi più moderni derivati. Se hai i soldi puoi viaggiare dove vuoi nel mondo. Sbatti contro la cappa autoritaria se alzi la testa al livello del potere politico. *Vladimir Putin invoca la nostalgia dell'Unione Sovietica, ma anche dei principi religiosi, della Russia zarista, dell'identità russa, della lingua nazionale, del progetto euroasiatico, dell'ispirazione slovofila (che l'ha spinto a incontrare Alexander Solgenitsyn). Il suo impero in gestazione si muove in tante direzioni, zigzagando tra le due correnti opposte, in cui si divide il pensiero russo: quella slavofila e quella filo- occidentale. Il sistema imperiale che si disegna è più pragmatico di quel che appare. Vuol essere efficace, moderno, capace di usufruire degli spazi internazionali, politici e militari, che si presentano. Un sistema basato sull'economia di mercato, in cui le tradizioni religiose e nazionali sono elementi essenziali per l'unità del paese. Molto resta imprevedibile. ===[[Manuel Vilas]]=== *Medievalismo, comunismo, stalinismo, carri armati, bombe, esercito, ecco che cosa ci porta quest'uomo. Se lo ricordi però il ceto medio europeo, ovvero tutti i lettori di questo articolo: Putin vi minaccia e minaccia il vostro stile di vita perché quest'uomo lo trova inammissibile. Non sopporta la prosperità, la crescita economica, la ricchezza culturale, le società critiche che contestano il potere politico. Non sopporta la [[libertà di stampa|stampa libera]], i romanzi, i film, i profumi, le spiagge, gli alberghi, le scarpe nuove e i baci degli [[omosessualità|omosessuali]] per strada. Non sopporta il concetto di cittadinanza fondato sul piacere e sul lusso di vivere. Non sopporta la democrazia. In realtà, è un poveraccio che non ha capito niente. *Per Putin [...] la guerra non è affatto ripugnante, anzi, resta un ottimo strumento di azione politica. *Se la bestia si accontenta dell'Ucraina saremo salvi, è quanto pensiamo tutti in questo istante. ===[[Demetrio Volcic]]=== *Con il suo modello di democrazia controllata Putin vuole unire le diverse identità storiche della Russia. Lo si vede dai simboli che sceglie. Lo stemma ha il sapore zarista; la bandiera ricorda un breve periodo democratico; è stata ripresa la musica dell'inno sovietico ma le parole sono di un vecchio letterato, già autore dell'inno precedente; la bandiera rossa dell'esercito ricorda la seconda guerra mondiale, vinta sotto questo vessillo. Questa sintesi di valori contrastanti dovrebbe accelerare la strada all'ammodernamento. *La sua è una storia molto sovietica. Con la maturità, e con la fine del comunismo, ha abbandonato qualsiasi ideologia, sostituendola con un forte sentimento nazionale. Le notizie sulla sua infanzia e sulla difficile adolescenza già contengono elementi che lo distingueranno: solitudine e tendenza ad appartarsi, una certa malinconia, capacità di lavorare, serietà, passione per lo sport, adattabilità, pragmatismo. Nei gruppi di bambini non è mai il capobanda, ma sempre il suo consigliere: il che è tipico dei futuri uomini politici. *Putin è quanto di meno russo si possa immaginare. Conduce vita ritirata, non beve vodka, è un cultore della lotta giapponese. A differenza di Primakov e di Stepashin, che Eltsin designò come successori per poi sbarazzarsene, con Putin il rapporto sembra più serio. Anche perché, non dimentichiamolo, la scelta di Putin ha coinciso con l'affondo delle operazioni belliche in Cecenia. In una situazione economica critica, e con un programma politico carente nei risultati concreti, bisognava inventarsi un nemico. Eltsin puntò su Putin per questa operazione. *Putin ha un progetto, ampolloso nel disegno e concreto nei fatti. Come un maestro di scuola vuole educare i suoi concittadini e per farlo occorre che essi accettino la sua visione. Quando si sente incompreso appare amareggiato. Dispone di reti televisive con cento milioni di contatti giornalieri. La sua condotta in campo economico è un impasto di liberismo controllato. Pragmatico nella gestione della vita quotidiana, rispetto alle vicende del mondo si mostra flessibile ma vuole si sappia che la Russia persegue i suoi interessi nazionali da protagonista, come del resto fanno le altre potenze. ===[[Lech Wałęsa]]=== *Il metodo di Putin è legato al passato ed è inefficace. *Putin deve essere convinto, non sconfitto. *Putin è imprevedibile e il peggio può ancora accadere se lo lasciamo continuare a conquistare territori e a uccidere persone. ===[[Anna Zafesova]]=== *''Divide et impera'': una vecchia massima che permette di impedire che i cortigiani si coalizzino in una congiura contro lo zar, come tante volte è successo nella storia russa. Putin lo sa meglio di chiunque altro, essendo a sua volta emerso da una manovra interna di palazzo, come il candidato meno autonomo – e quindi più affidabile – della «famiglia» di Boris Eltsin. Questo è un tratto del leader russo che viene spesso sottovalutato: non è un politico pubblico, non viene da una gavetta di primarie, comizi e congressi, riunioni con gli attivisti e campagne elettorali capillari. Le uniche elezioni alle quali aveva partecipato, prima di farsi eleggere nel marzo 2000 alla presidenza con più del 50 per cento dei voti, erano state quelle del 1996 a sindaco di Pietroburgo, che il suo principale Anatoly Sobchak perse clamorosamente (instillando probabilmente nel suo vice una profonda diffidenza verso la roulette elettorale). *Il controllo dei media – attuato con un misto di intimidazione, corruzione, persuasione e cooptazione nelle strutture del potere – ha permesso per anni a Putin [...] di rimanere in sella, pur conservando una parvenza di dibattito interno, con media e partiti, e osservatori delle organizzazioni internazionali che certificavano elezioni in cui sempre loro si assicuravano il pacchetto di maggioranza. E a quel punto non è certo un problema lasciare in vita una sparuta opposizione liberale da esibire come prova di una società aperta, che sceglie senza costrizioni di regalare il suo consenso al governo in carica. *In diversi passaggi del suo regno, Putin ha semplificato il sistema, soprattutto quando diventava troppo complicato. Con l'emersione di nuovi attori, interessi incrociati, rivendicazioni a condividere e delegare il potere – cioè, semplicemente, della democrazia – eccolo afferrare l'accetta, fa sparire il dissenso, decapitare i suoi leader per ripristinare la «verticale». Lo ha fatto nel 2003, quando invece di negoziare con le nuove élite economiche ha preferito mettere in carcere l'oligarca Mikhail Khodorkovsky e strappargli il suo impero petrolifero Yukos, rinazionalizzato e consegnato a un fedelissimo del presidente (con conseguente crollo di produzione e indebitamento). Lo ha fatto nel 2012, quando si è rifiutato di incontrare i rappresentanti del movimento che scendeva in piazza per chiedere maggiore libertà ed elezioni corrette, e ha schiacciato la protesta con manganelli e arresti. Lo ha fatto nel 2022, quando ha preferito invadere l'Ucraina invece di ricorrere alla diplomazia, e quando ha preferito assistere alla fuga di almeno un milione di russi, terrorizzati e nauseati dalla guerra: ricercatori, informatici, imprenditori, intellettuali, professori, medici, artisti. Probabilmente, la loro partenza si sarebbe potuta misurare in qualche punto percentuale di pil, ma erano persone con cui avrebbe dovuto negoziare, convincerle o addirittura farsi convincere a fare marcia indietro. [...] Nella sua mente si fa sempre più strada l'idea di un «popolo» di obbedienti esecutori strutturati in una «verticale di potere» infinita, semplice e lineare. Nessuna struttura 3D, nessuna forma irregolare, nessun conflitto da sanare. *La ricerca del riconoscimento, gli inviti nei palazzi del potere europei (ambiti moltissimo anche da Trump), gli onori tributati da Parlamenti e governi: per un presidente uscito da una ''kommunalka'' di Leningrado, e per un popolo sepolto sotto i detriti di un sistema fallito, era qualcosa di più di un sussulto di vanità. Era la ricerca di uno specchio, che però restituiva un riflesso sempre più impietoso: più la Russia si dotava di simboli esteriori della occidentalizzazione (dalle Mercedes ai cinema multisala) e più scopriva che per arrivare alla «fine della storia» bisognava percorrere una strada faticosa, e le tasche piene di contanti non avrebbero aiutato a bruciarne le tappe. Le pacche sulle spalle di Bush e degli Chirac non bastavano più a lenire un risentimento e una delusione sempre più brucianti, per quell'Occidente che critica Mosca ogni volta che viola i diritti umani, perseguita minoranze, reprime oppositori e chiude giornali. Nel mondo delle relazioni personali putiniane è uno smacco, quasi un tradimento: sei venuto nella mia dacia a Sochi, siamo andati a caccia insieme, abbiamo fatto la sauna e guidato auto d'epoca, come puoi dirmi ora che devo abbandonare il mio trono dopo soli due mandati, senza nemmeno poter riscrivere la Costituzione? *Putin può essere popolare oppure odiato, può piacere o fare orrore, disgustare o esaltare, ma intanto esiste. Il sistema è lui. Non ci sono contrappesi o ammortizzatori, come si è visto con l'invasione dell'Ucraina, che ha lasciato attoniti e increduli perfino i suoi stessi oligarchi. Che però si rendono perfettamente e lucidamente conto che la sparizione di Putin – per morte naturale, omicidio, golpe o congiura di palazzo – porterebbe con ogni probabilità a un collasso di tutto il suo sistema. Perché «la Russia è lui». *Putin si trova bene con chi non gioca secondo le regole, ma costruisce un sistema incentrato sulla propria persona, crede nelle intese private e non nei processi, nel potere del ricatto e non nella supremazia delle leggi. Dalle sue origini alla corte di Eltsin, il presidente russo ha imparato due lezioni: la prima, che non si può delegare il potere a nessuno, e la seconda, che il potere non abita nelle piazze e nelle urne, ma nei corridoi del Cremlino e nelle dacie immerse nelle pinete del Rublyovskoe chaussee. Indottrinato da marxista, non crederà però mai nelle masse e conserverà per sempre una profonda diffidenza verso i movimenti popolari, convinto che sia il Maidan di Kyiv sia le piazze della «primavera araba» siano un'operazione della Cia, senza rendersi conto che nessun servizio segreto riesce a portare un milione di persone in piazza sotto la neve. Non imparerà una delle lezioni più difficili della politica, che le elezioni non si vincono con i voti che ha già, bensì con i voti che conquisti ai tuoi avversari. Non si abituerà a essere contestato, e avrà sempre paura della sconfitta, senza riuscire mai ad ammettere di aver sbagliato. ===[[Achmed Zakaev]]=== *La mia opinione personale è che di trattative con Putin non se ne parla nemmeno. *Putin vuole riportare la Russia ai tempi sovietici, non più - come ha fatto fin'ora - ripristinando simboli, bandiere e inni. Adesso si accinge a farlo compiutamente. Prigione di popoli era, prigione di popoli vuole che torni ad essere. *Solo una cosa è in grado di compiacere Putin, l'uccisione dei ceceni che da secoli sfidano l'autorità russa con il proprio amore per la libertà. *Una differenza essenziale tra El'cin e Putin è che El'cin, nonostante tutti i problemi, aveva un consenso molto scarso ma una grande autorità, mentre Putin sembra avere un grande consenso e scarsa autorità. ===[[Volodymyr Zelens'kyj]]=== {{cronologico}} *Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti. (10 marzo 2022) *Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all'orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui. (10 marzo 2022) *{{NDR|«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»}} Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell'Ue? Credete che Putin riconosca l'Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l'Europa, come sta facendo con l'Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l'intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino. (10 marzo 2022) *Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale. (28 marzo 2022) *Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente. (30 settembre 2022) *Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente. (12 dicembre 2022) *{{NDR|Rivolto al popolo russo}} Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro. (1 gennaio 2023) *Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno. (3 aprile 2023) *Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà. (16 gennaio 2024) *Putin è una persona malata e non si rende conto delle proprie azioni oppure non controlla i suoi militari che sparano contro i diplomatici o i civili di altri Paesi. (7 marzo 2024) *Pensi che Putin sia in grado di parlare di tecnologia? [...] {{NDR|Durante la sua [[Vladimir Putin#Da La versione di Putin|intervista con Tucker Carlson]],}} ha parlato di storia tribale. Capisci? Immagina un russo che lo ascolta. Di cosa si parla quando si tratta di Musk? Tecnologia, Marte, AI. Mentre Putin sta pontificando sulle tribù. [...] è semplicemente differente: è un mammuth. (5 gennaio 2025) *Non ama il suo popolo. Ama solo la sua [[Siloviki|cerchia ristretta]]. (7 gennaio 2025) *Oggi, il membro più influente della NATO sembra essere Putin – perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. (15 febbraio 2025) *Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. "Che muoia", ognuno di noi potrebbe pensare tra sé e sé. Ma quando ci rivolgiamo a Dio, ovviamente, chiediamo qualcosa di più grande. Chiediamo la pace per l'Ucraina. (24 dicembre 2025) *Quando Putin dice: "Non vi attaccheremo", quello è il primo avvertimento su dove andranno esattamente i suoi carri armati e dove voleranno i suoi droni. (31 dicembre 2025) *Putin non è più interessato a nulla se non alla guerra, perché non riesce a immaginare la vita senza il potere o dopo il potere [...] Putin consulta più lo zar Pietro e l'imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra? [...] può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra. (14 febbraio 2026) *Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Sentiamo spesso dire che tu sei a tuo agio con questa guerra. Naturalmente, non quando si tratta della sicurezza della tua residenza a Valdai o della tua parata a Mosca. La tua stessa vita è importante per te. Ma ora vediamo tutti che i russi stanno diventando sempre meno a loro agio con questa realtà – con il fatto che la guerra sta portando conseguenze sempre più negative alla Russia. (4 giugno 2026) {{DEFAULTSORT:Putin, Vladimir}} [[Categoria:Citazioni su persone]] [[Categoria:Personalità della guerra al terrorismo]] [[Categoria:Politici russi]] lustfffq92s9j14slyjgezf77mqr6ti 1415687 1415661 2026-06-05T09:23:44Z Mariomassone 17056 /* Volodymyr Zelens'kyj */ 1415687 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} {{torna a |Vladimir Putin}} [[File:Vladimir Putin 17-11-2021 (cropped).jpg|thumb|Putin nel 2021]] Citazioni su '''Vladimir Putin'''. ==Citazioni== *Abbiamo visto in questi anni il modo in cui ha governato: avvelenando, incarcerando ed eliminando tutti coloro che gli davano fastidio. ([[Javier Marías]]) *Chiunque legga i saggi storicizzanti di Putin, chi abbia assistito alla sua dichiarazione di guerra televisiva all'Ucraina, o chi abbia recentemente – come ho fatto io – avuto ore di colloqui diretti con lui, non può più avere alcun dubbio sul fatto che Putin voglia costruire un impero russo. ([[Olaf Scholz]]) *Credo che sia una canaglia perché solo le canaglie potevano arruolarsi e fare carriera in un corpo di polizia come il Kgb. Ma è proprio di una canaglia che la [[Russia]] ha bisogno per ricompattarsi all'interno, risollevarsi dal caos in cui l'ha precipitata il crollo di un regime totalitario durato settant'anni, e riprendere nel gioco delle potenze mondiali il posto che spetta a un Paese di 250 milioni di abitanti, di grandi tradizioni e d'inesauribili risorse naturali. [...] Non facciamoci illusioni sull'avvenire di una democrazia in Russia. Essa ha bisogno [...] di una mano forte e spregiudicata, di una canaglia insomma. [...] Ecco perché mi piacerebbe conoscere Putin: per vedere se è la canaglia di cui mi pare abbia bisogno la Russia in questo momento: un «momento» destinato a durare parecchi decenni. ([[Indro Montanelli]]) *Da parte mia sono stato favorevolmente impressionato da tante dichiarazioni di Putin e dal grande risveglio religioso [[cristianesimo|cristiano]] registrato nel Paese, frutto indubbiamente di una reazione ai settant'anni di regime sovietico. Ho visto in questo una luce anche per noi occidentali, che viviamo la grande crisi dei valori, immersi come siamo in una società dominata culturalmente dal relativismo etico, che può essere spietato come mostra la cronaca di questi giorni ([[Lorenzo Fontana]]) *È al potere dal 1999 e sta cercando di prolungare il suo regno anche dopo la fine del suo mandato attuale, nel 2024. I benefici della stabilità politica che lui incarna, e della riconquistata influenza russa negli affari internazionali, non sono avvertiti dalla maggioranza dei suoi cittadini. Le risorse naturali del Paese – petrolio, gas, diamanti – sono in mano a pochi oligarchi legati al presidente. Lui e i suoi compari hanno accumulato immense fortune, mentre quasi venti milioni di loro connazionali vivono sotto la soglia della povertà. ([[Lilli Gruber]]) *È da almeno quindici anni che va teorizzando la ricostruzione di una grande potenza slava dominata dalla [[Russia]] e fondata su ordine, gerarchia, ideologia illiberale e disprezzo per l'Occidente corrotto. La sua retorica si nutre di pezzi di storia molto diversi. Da una parte risale al nazionalismo grande-russo precedente il 1914, dall'altra recupera l'eredità di [[Iosif Stalin|Stalin]] scegliendo come evento legittimante del nuovo Stato russo la vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale: una guerra di liberazione dai nazisti, certo; ma anche - come ci ha raccontato [[Vasilij Semënovič Grossman|Vasilij Grossman]] - una guerra di oppressione dei popoli dell'Europa orientale. A queste radici storiche s'aggiunga la retorica dell'umiliazione che il popolo russo avrebbe subito dopo il crollo dell'[[Unione Sovietica|Urss]]. Quello della nazione umiliata è un mito che muove le guerre. Basti pensare all'uso che ne fece Hitler. ([[Andrea Graziosi]]) *È meglio che le critiche alla [[cancel culture]] occidentale non arrivino da chi al momento sta massacrando i civili per il crimine di resistere, e sta mettendo in carcere e avvelenando i propri oppositori. ([[J. K. Rowling]]) *È un [[Crimine di guerra|criminale di guerra]], sì, certamente. Vedo delle analogie con [[Slobodan Milošević|Slobodan Milosevic]]. Putin tratta gli ucraini come terroristi vantandosi di lottare contro il terrorismo - è esattamente la stessa cosa che Milosevic diceva all'epoca. ([[Carla Del Ponte]]) *Fermo restando le dovute differenze storiche Putin è più simile a [[Hitler]] che a [[Mussolini]]. Sul piano della propaganda è ricorso al pretesto della difesa delle minoranze germanofone nei Sudeti e a Danzica per giustificare l'aggressione a Cecoslovacchia e Polonia. Lo stesso schema che Putin ha applicato invadendo l'Ucraina. Inoltre, Putin come Hitler, se incontra resistenza rade al suolo le città. ([[Antonio Scurati]]) *{{NDR|«Se avessi la possibilità di rivolgerti a Putin, cosa gli diresti?»}} Gli direi che è un criminale. Ha distrutto la vita degli ucraini e sta distruggendo il proprio popolo. Verrà processato in Russia per tradimento dello Stato e davanti al Tribunale Internazionale dell'Aia come criminale di guerra per il genocidio del popolo ucraino e per questa guerra insensata. ([[Marina Ovsjannikova]]) *Gli occidentali si credono con le spalle al muro, in guerra aperta con l'[[Islam]], in conflitto strisciante con [[Africa]] e [[Asia]]. Il più delle volte inconsapevolmente, in qualche caso consapevolmente, gli occidentali hanno dunque voglia di un vero capo, di qualcuno che li guidi in battaglia, di un generale che non biascichi le parole e non sia smidollato, ed è in questo ruolo che Vladimir Putin si offre loro, inebriando le nuove estreme destre e seducendo al di là di esse. In virtù di uno straordinario paradosso storico, [[Mosca (Russia)|Mosca]] diventa [[la Mecca]] delle destre nazionaliste dopo essere stata la Mecca del Comunismo, e il presidente russo, le sue delegazioni, i suoi deputati e la sua televisione coltivano una connivenza attiva con queste forze riemerse dal periodo prebellico fascista. Come i partiti comunisti di ieri, le nuove estreme destre sono diventate gli intermediari del Cremlino in territorio occidentale, e questa offensiva ideologica centra il bersaglio, riscuote successo perché il terreno le è favorevole. ([[Bernard Guetta]]) *Ho l'impressione che sia una persona a cui manca la capacità di vedere le conseguenze umane delle sue azioni. ([[Andrej Babickij]]) *I [[dittatori]] cercano di imparare dalla [[storia]], ma sono cattivi studenti. Putin e la sua banda hanno cercato di creare la dittatura moderna del XXI secolo. ... Ma la lezione principale della storia per i dittatori, Putin non l'ha imparata. Sono tutti finiti male. Probabilmente ora si sogna [[Saddam Hussein|Saddam]] impiccato o [[Muʿammar Gheddafi|Gheddafi]] linciato. ([[Michail Pavlovič Šiškin]]) *Il fatto è che le corde che Putin tocca nei russi delle generazioni nate e cresciute nell'Unione Sovietica sono molto sensibili. Si tratta di emozioni forti. E di sentimenti imperialisti. La gente ricorda i giorni in cui credeva di vivere in un grande Paese, e non ricorda tutte le cose negative di quei giorni. ([[Elena Milašina]]) *Il Presidente della Federazione Russa {{NDR|Vladimir Putin}} ha riportato l'[[incubo]] della [[guerra]] nel nostro Continente, proprio dove l'opera paziente e lungimirante dei Padri fondatori dell'Europa e il dialogo tra statisti di grande valore, era riuscita a sradicarlo. [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|Quanto sta avvenendo in Ucraina]] costituisce una minaccia ai valori fondanti della comunità internazionale e la risposta della famiglia euro-atlantica è stata all'altezza della sfida posta dall'avventura bellicista intrapresa da Mosca. ([[Sergio Mattarella]]) *Il presidente Putin sta fallendo nella sua brutale [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra di aggressione]]. E sta rispondendo con maggiore brutalità. Vediamo un'ondata dopo l'altra di attacchi missilistici deliberati contro città e infrastrutture civili: case, ospedali e reti elettriche. È terribile per l'[[Ucraina]]... E se lasciamo che Putin vinca, tutti noi pagheremo un prezzo molto più alto, per molti anni a venire. Perché la lezione appresa dal Presidente Putin e da altri leader autoritari sarebbe che possono raggiungere i loro obiettivi usando la forza bruta. Quindi saranno incoraggiati a usare ancora di più la forza. Questo renderà il nostro mondo più pericoloso. E tutti noi più vulnerabili". ([[Jens Stoltenberg]]) *Immaginate questa sceneggiatura cinematografica: un ex agente segreto del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], rabbioso a causa del collasso della sua madrepatria, progetta un piano di vendetta. Approfittandosi del clima di caos, scala la gerarchia di potere della Russia post-sovietica e diventa presidente. Istituisce un regime autoritario, poi prende la mira sul suo nemico giurato: gli Stati Uniti. E in qualità di spia utilizza gli strumenti di guerra cibernetica per attaccare la democrazia nel mondo. Attraverso la diffusione di propaganda e notizie false sui social network convince i cittadini delle società democratiche a diffidare dei media, del processo politico stesso e persino dei loro vicini. E vince. Vladimir Putin è tale spia e questo non è un copione cinematografico. ([[Morgan Freeman]]) *In questi anni Putin ha tentato di destabilizzare l'[[Unione Europea]], alimentare i movimenti secessionisti, influire nelle elezioni. Questo è quello che è accaduto, questo è ciò che rimane. ([[Javier Marías]]) *Io credo che Putin alla fine sarà per la Russia più distruttivo della caduta del regime sovietico. ([[Vittorio Emanuele Parsi]]) *Io sono [[animalismo|animalista]] e penso che tra Putin e qualsiasi animale c'è un abisso, sicuramente quello atroce è lui. ([[Luigi Di Maio]]) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} L'unica negoziazione che Putin è disposto a prendere in considerazione è quella che garantisce a lui e al suo Paese tutto ciò che vuole, che lo metta al sicuro da tutto ciò che teme, che si tratti dell'esistenza di un'opposizione interna nel suo Paese oppure la volontà di uno Stato, che lui ritiene vassallo, di autodeterminarsi e - perché no? - di scegliere un futuro europeo. ([[Giulia Pastorella]]) *L'angoscia di Putin non è provocata dalla Nato, ma dal fatto che i popoli vogliono la libertà. Perché appena un popolo riesce a liberarsi, la mossa successiva è cercare protezione rispetto all'impero russo. Ecco perché sostiene fino alla morte Lukashenko in Bielorussia, o fa sparare sugli insorti in Kazakistan. ([[Daniel Cohn-Bendit]]) *La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. E il nemico numero uno del regime di Putin è l'Ucraina, dato che un'Ucraina prospera e democratica è un esempio pericoloso per i russi. ([[Michail Pavlovič Šiškin]]) *La distruzione delle strutture energetiche in [[Ucraina]] è un [[crimine di guerra]], come lo sono gli [[stupro|stupri]], i [[Rapimento dei minori durante l'invasione russa dell'Ucraina|rapimenti di bambini]], le uccisioni di civili, sono crimini di guerra commessi da Putin ([[Nancy Pelosi]]) *La gente ha paura di parlare di Putin, anche su internet. Pensano che qualcuno andrà a cercarli. Leggono le storie degli oppositori che vengono imprigionati, avvelenati, uccisi. Non vogliono fare la stessa fine. Sanno che il governo reprime chiunque si opponga o dica la verità. E vogliono restare in vita e non finire in prigione. E questo è comprensibile. ([[Natalia Pelevine]]) *Lui, e nessun altro, ha preso le decisioni più importanti e continua a farlo. Anche se ha dei sostegni interni, Vladimir Putin ha scatenato questa guerra perché pensa che l'[[Ucraina]] sia uno Stato illegittimo. È anche spinto da motivi economici, dato che si tratta di un Paese molto ricco. ([[Margaret MacMillan]]) *[[Marine Le Pen]] può anche affermare di non stare dalla parte di Putin ma Putin non nasconde di stare dalla parte di Marine Le Pen. ([[Nathalie Loiseau]]) *Mi sono posto più volte una domanda: ci sembra che, in qualche modo, Putin stia cercando la pace? Penso di no, la [[Russia]] ha approvato una legge che rende suo il 20 per cento del territorio dell'[[Ucraina]], un terzo dell'Italia. Come si può pensare che tutto questo sia un elemento che possa caratterizzare un qualsiasi percorso che porti alla pace? Non ci ricorda forse un dittatore che voleva solo un pezzo della Cecoslovacchia e, tornando da Monaco, [[Neville Chamberlain|Chamberlain]] venne accolto trionfante, dopo l'accordo che aveva sottoscritto con [[Adolf Hitler|Hitler]] dalla folla a [[Londra]]? ([[Ettore Rosato]]) *Nel 2012, quando sono tornata in Russia per combattere contro il regime, non sapevamo che Vladimir Putin sarebbe diventato un tale mostro da decidere di mostrarmi in televisione nuda mentre facevo sesso. ([[Natalia Pelevine]]) *Nella Russia di Putin gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa. ([[Marco Travaglio]]) *No, non è pazzo. È molto cattivo. Sono certo che sia totalmente sano. Ha una personalità piuttosto particolare. Non è quella di un ufficiale del KGB. È diverso, sadico, non pensa agli altri, nemmeno al popolo russo, solo a se stesso. Ha dei predecessori come Hitler e Stalin. Possiamo dire che costoro hanno fatto cose cattive, ma non perché una voce ha suggerito loro di farle. Erano malvagi. Erano persone sadiche. E non erano pazzi. ([[Semen Hluzman]]) *Non beve. Questo, dopo Eltsin e Chruščёv, era una benedizione. I leader sovietici più spaventosi erano quelli che bevevano, perché potevano premere un bottone in qualsiasi momento. Putin beve un po', ma non abbastanza da perdere il controllo. In secondo luogo, è piuttosto razionale. Calcola il rischio e il profitto di ogni azione che intraprende. È simile a Stalin in questo senso. È molto, molto bravo e commette solo errori occasionali nel calcolare il rischio e quindi è piuttosto cauto nelle avventure internazionali. Quando strappa un pezzo di un altro Paese, lo fa in un momento in cui può essere sicuro che non ci saranno conseguenze o nessuna degna di preoccupazione. Quindi suppongo che trattare con uno psicopatico razionale o apparentemente razionale sia meglio che trattare con un ubriaco irrazionale. E il fatto che avesse tutto sotto controllo significava che non ci sarebbero più problemi in Russia. Non ci sarebbero più stati territori che reclamavano l'indipendenza, non ci sarebbero state rivolte. Il petrolio russo, il gas, il nichel e qualsiasi altra cosa venisse fornita all'Occidente sarebbero stati estratti, venduti e distribuiti senza intoppi. Penso che i leader occidentali abbiano fatto questo tipo di ragionamento. Forse è un bastardo, ma sembrava capace di gestire le cose correttamente per il profitto di tutti. ([[Donald Rayfield]]) *Non dobbiamo temere che dopo Putin arrivi qualcuno peggiore di lui perché, come [[Evgenij Prigožin|Prigozhin]], come [[Gruppo Wagner|Wagner]], sarà pur sempre qualcuno creato dallo stesso Putin. Io non dirò mai che Putin è il male minore per la Russia. Perché qualsiasi male in Russia viene da lui. ([[Michail Zygar]]) *Non rimpiange il [[comunismo]], la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l'autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla [[Russia]], dandole la potestà di rappresentare l'altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l'Ovest. Putin non ha bisogno dell'investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l'esercizio del potere assoluto. ([[Ezio Mauro]]) *{{NDR|Barzelletta}} Non so se avete sentito che in [[Russia]] sono in corso dei negoziati per unificare i fusi orari, perché adesso tra una parte e l'altra del paese ci sono nove ore di differenza.<br />Allora il primo ministro va da [[Putin]] e dice: «Signor presidente, abbiamo un problema. Ho mandato la mia famiglia in vacanza e li ho chiamati per la buonanotte ma da loro è già mattina ed erano sulla spiaggia. Ho chiamato [[Olaf Scholz]] per congratularmi per il compleanno ma mi hanno detto che è domani. Ho chiamato [[Xi Jinping]] per fare gli auguri di capodanno ma mi hanno detto che è ancora l'anno vecchio».<br />E Putin dice: «Sì, è successo anche a me: ho chiamato la famiglia di [[Evgenij Prigožin|Prigozhin]] per fare le condoglianze ma l'aereo non era ancora partito». ([[Edi Rama]]) *Oggi la Russia, guidata da un ex membro del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] già in servizio a Dresda, invade i suoi vicini e uccide gli oppositori politici. ([[Mike Pompeo]]) *Ogni psicopatico e quasi tutti i dittatori che io abbia mai studiato hanno avuto una prima infanzia difficile. Sono stati maltrattati, abbandonati, in particolare tra i due e i tre anni. [...] Ed è vero anche per Putin. Durante l'infanzia è stato abbandonato, maltrattato, bullizzato. Era un criminale di strada. E quindi rientra nel modello di abbandono e violenza per cui un maltrattamento epigenetico precoce genera permanentemente questi disturbi della personalità. ([[James H. Fallon]]) *Per Eltsin una cosa valeva l'altra, ma con Putin ha cominciato a prevalere l'interesse russo. Come è naturale che sia. Putin è un leader forte, acuto, coraggioso: ha capito che la Russia ha un interesse geostrategico e che è necessario perseguirlo. Perché abbandonare l'Abkhazia? Perché lasciare che ai confini della Russia arrivi la Nato? Il mio è un Paese leale alla Russia, e bisogna guardare alle prospettive future. ([[Sergej Bagapš]]) *Perché Putin sente il bisogno di sfruttare la religione ortodossa e la sua estetica? Dopo tutto, egli avrebbe potuto impiegare i suoi strumenti di potere, decisamente più secolari – per esempio, le imprese controllate dallo Stato, o il suo minaccioso sistema poliziesco, oppure il suo obbediente sistema giudiziario. Può darsi che le dure e fallimentari politiche del governo Putin, l'[[Incidente del K-141 Kursk|incidente del sottomarino Kursk]], il bombardamento di civili alla luce del giorno e altri spiacevoli momenti della sua carriera politica lo abbiano costretto a riflettere sulla possibilità che fosse venuto il momento di dare le dimissioni; altrimenti, i cittadini russi lo avrebbero aiutato a farlo. Apparentemente, è stato allora che ha sentito il bisogno di garanzie più persuasive e trascendenti per la sua lunga permanenza al vertice del potere. É stato allora che è diventato necessario fare uso dell'estetica della religione ortodossa, che è storicamente associata al massimo splendore della Russia imperiale, quando il potere veniva non dalle manifestazioni terrene come le elezioni democratiche e la società civile, ma da Dio stesso ([[Ekaterina Samucevič]]) *Putin e Medvedev hanno ridato orgoglio alla Russia: rispetto di sé, del suo ruolo di potenza globale, accanto a Usa, Europa, Cina. Dio ha creato fiori di tanti colori, ed è la bellezza della natura. I giardini del mondo sono numerosi e diversi fra loro. Servono diversi giardinieri per curarli. Uno solo farebbe un cattivo lavoro. ([[Valerij Abisalovič Gergiev]]) *Putin è stato abile a camuffarsi da democratico, ad esempio non ha indossato uniformi e ha usato i vecchi strumenti di disinformazione e maskirovka (mascheramento) del Cremlino. ([[Sofi Oksanen]]) *Putin, come lo avevo definito tempo fa, è un serpente a sonagli che circonda i suoi avversari, non sempre il serpente a sonagli morde velenoso. Spesso, specie se viene accarezzato, circonda con disinvoltura il corpo di chi lo sopporta, ma può colpire di sorpresa e mordere con morsi velenosi e quindi uccidere. E così è accaduto, il serpente con il suo morso velenoso ha colpito, l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|aggressione militare all'Ucraina]] è stata ed è ancora in queste ore di una violenza inaudita. ([[Eugenio Scalfari]]) *Putin è arrivato al potere dieci anni dopo il collasso dell'Unione sovietica, alla fine degli anni Novanta. Non era detto che sarebbe finita così. Se c'è stato un momento in cui qualcosa poteva essere cambiato, è stato proprio negli anni Novanta, ma non abbiamo sfruttato la nostra occasione. L'errore che abbiamo commesso è stato quello di non parlare gli uni con gli altri, di non riconoscerci gli uni gli altri ed è finito per diventare terreno fertile per la polarizzazione che ha permesso a Putin di andare avanti per più di vent'anni. Quello che sa fare benissimo è polarizzare le persone alienate facendole abusare l'una dell'altra: gli occidentalizzati da una parte e le persone normali dall'altra, i provinciali ignoranti e le élites di Mosca e San Pietroburgo. Queste definizioni non funzionano, non spiegano tutto, non tengono tutto, ma la polarizzazione, questa immagine di due strati sociali che abusano costantemente l'uno dell'altro e che è pura invenzione, ha avuto e ha ancora successo. ([[Maria Stepanova]]) *Putin è stato nell'ultimo decennio il punto di riferimento dei sovranisti e dei nazionalisti europei. Non bastasse, il regime russo ha inquinato molte elezioni democratiche in Europa e ha sostenuto con i propri finanziamenti più di un partito democratico. Ha anche appoggiato alcuni movimenti secessionistici, a partire da quello catalano, che peraltro, va precisato, si sono fatti sostenere in totale buona fede. Vladimir Putin è stato il sovranista per eccellenza ed è impossibile disconoscerlo. ([[Bobo Craxi]]) *Putin era ed è l'erede dell'Impero russo comunista. Era, evidentemente, un'illusione pensare che il crollo delle Repubbliche Sovietiche avesse rimosso l'elemento permanente della visione imperiale, un tempo ideologica, ora solo imperiale. ([[Bobo Craxi]]) *Putin era un giovane membro del Kgb quando ci fu il crollo dell'[[Unione Sovietica]], che lo colse in Germania. Ha detto che la [[Muro di Berlino|caduta del Muro]] è stata la più importante catastrofe geopolitica del XX secolo. Gli è andata bene nella nuova Russia, ma ha un grande risentimento e vede l'[[Unione europea|Unione Europea]] come il nemico; non sopportava che l'Ucraina guardasse a Ovest e non a Est. ([[Margaret MacMillan]]) *Putin imita [[Adolf Hitler|Hitler]]: il piccolo ufficiale del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] di Dresda non agita a vuoto la sua minaccia atomica. ([[Wolf Biermann]]) *Putin mantiene legami con i partiti nazionalisti di destra in Francia, con il Front National di Marine Le Pen, e in Gran Bretagna. In Grecia ha rapporti con Anel, il partito della destra nazionalista che fa parte del governo, ma anche con la sinistra ex comunista anch'essa nella maggioranza ad Atene. [...] Putin ha un piano. La sua ambizione prima di tutto è dividere e destabilizzare l'Ucraina. Oltre a questo, mira anche a dividere la UE, diffondere l'influenza russa e, se possibile, sostituire gli Stati Uniti come il principale fattore esterno sull'Unione europea. È noto che può già pesare molto sull'Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca attraverso il controllo delle forniture di energia. ([[George Soros]]) *Putin mi considera come uno dei suoi principali nemici. Ha pubblicamente promesso di uccidermi. ([[Mikheil Saak'ashvili]]) *Putin si fa forte di una propaganda [[antifascismo|antifascista]], ma i suoi valori sono di estrema destra. Vede nemici dappertutto. Perché è di nemici che ha bisogno ogni [[dittatura|dittatore]] per poter giustificare le violazioni dei diritti umani. ([[Herta Müller]]) *Scrivere un articolo sulla vita personale del signor Putin o sulla sua ricchezza è davvero pericoloso in Russia. Non significa che subito dopo l'articolo, ad esempio, la polizia piomberà a casa tua a prenderti. Può andare anche diversamente. Non so neanche esattamente come, ma credimi, è un argomento pericoloso. ([[Roman Badanin]]) *Se l'Ucraina cadrà nelle mani dei russi, seguiranno altre nazioni. Putin minaccia con il [[nucleare]] e continuerà ad usare questa carta. L'unica speranza è che [[morte|muoia]], altrimenti farà proprio come [[Adolf Hitler|Hitler]] quando stava dividendo l'Europa. Spaccherà le nazioni in due. ([[Serhij Stachovs'kyj]]) *Sarei veramente curioso di domandargli perché pensa che discriminare le persone [[omosessualità|gay]] sia la strada giusta per rendere la Russia più ricca, più di successo o prestigiosa nel mondo; perché questo è sicuramente il suo mondo. ([[Leo Varadkar]]) *Se Putin fosse una donna, cosa che ovviamente non è, ma se lo fosse, penso davvero che non si sarebbe avventurato in una guerra folle e machista di invasione e violenza come ha fatto lui. [...] Se volete un esempio perfetto di mascolinità tossica, è quello che sta facendo in Ucraina. ([[Boris Johnson]]) *Sotto il suo governo in Russia sono scomparse le libertà di espressione e di associazione sbocciate ai tempi di [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Vladimir Putin ha fatto del suo paese una "democratura", una dittatura con le parvenze e perfino i fronzoli elettorali della democrazia, ma che bombarda a tappeto con i suoi aerei – non con quelli di [[Bashar al-Assad]] – perfino gli ospedali di [[Aleppo]]. Annulla il suo incontro con [[François Hollande]] e crea nel proprio paese un clima di guerra. Tutti sanno queste cose. Nessuno osa confutarle. Nonostante tutto, però, Putin piace. Perché? È una questione di immagine: questa attrazione politica ha prima di ogni altra cosa una dimensione fisica. Vladimir Putin non è [[James Dean]] né [[Marcello Mastroianni]]: le sue fattezze e i suoi lineamenti sono del tutto ordinari, eppure quest'uomo asciutto e muscoloso sprigiona un'impressione di forza bruta che egli sa usare in modo quasi scenico. Quando si fa riprendere a torso nudo, sempre a torso nudo, mentre cavalca stalloni o lotta da solo contro animali selvaggi, non fa perdere la testa soltanto agli appassionati di pornografia omosessuale. In Russia come in Occidente questa sublimazione della virilità serve a metterlo in netta contrapposizione con gli altri dirigenti del mondo, europei e americani in primis, perché bisogna ammettere che la qualità principale di [[Angela Merkel]] non è essere un'amazzone, così come François Hollande non è proprio Superman. E sebbene [[Barack Obama]] abbia sicuramente classe, ha più l'aspetto di un professore universitario che quello di un campione di lotta libera. ([[Bernard Guetta]]) *Su Putin ho un atteggiamento freddo. Ci ha tolto la libertà, è vero. E lo combatto per questo. Ma con lui almeno si sopravvive. Negli anni del caos di Eltsin, invece si faceva fatica pure a trovare il pane. ([[Ėduard Limonov]]) *Un altro aspetto di questi disturbi della personalità è l'attribuzione esterna delle colpe. Sono sempre pronti a incolpare qualcun altro per le loro azioni. Hanno sempre una scusa pronta. [...] È molto strano, perché non collegano loro stessi al crimine. E lo fanno da tutta la vita. Ti ho sentito parlare con Putin e l'ho sentito rispondere con disinvoltura che praticamente era colpa degli ucraini stessi, ecco, quello è il tratto di una personalità psicopatica. ([[James H. Fallon]]) *Un [[judo|judoka]] non farebbe mai questo. Putin non è un judoka, è solo un aggressore. ([[Georgii Zantaraia]]) *Un tiranno manipolatore che sembra un po' Dobby l'elfo domestico. ([[Boris Johnson]]) *Vladimir Putin è mosso da un desiderio di vendetta contro l'Occidente che ha distrutto la potenza dell'Urss e ignorato gli interessi vitali della Russia post-sovietica. Il fallimento delle democrazie liberali è il suo obiettivo. Le sue armi: il ricatto, la corruzione e l'eliminazione fisica degli avversari. ([[Lilli Gruber]]) *Vladimir Putin è un criminale di guerra, che in Ucraina ha condotto un conflitto d'aggressione anche contro i civili e continua a mietere vittime innocenti, come peraltro fa regolarmente dentro i propri confini, dallo sterminio dei ceceni all'eliminazione fisica di giornalisti sgraditi e oppositori politici. E questa non è un'opinione; è un fatto. ([[Aldo Cazzullo]]) ===[[Madeleine Albright]]=== [[File:Vladimir Putin with Madeleine Albright-1.jpg|thumb|Putin con [[Madeleine Albright]] nel 2000]] *Ci sono forti alleati degli Stati Uniti in quasi tutti i continenti. Gli amici di Putin, da parte loro, includono persone come [[Bashar al-Assad]], [[Alexander Lukashenko]] e [[Kim Jong-un]]. *Credo che Putin abbia ragione a credere che gli Stati Uniti vogliano impedire al suo paese di esercitare il potere militare fuori dai confini nazionali, perché è proprio così. Sbaglia invece a pensare che l'America desideri una Russia marginalizzata e debole. Ciò che vogliamo - e che gran parte del mondo vorrebbe - è una Russia disposta a trattare gli altri con il rispetto che pretende per se stessa. Non è chiedere tanto. *Il presidente ha preso il pretesto del [[Lichie devjanostye|débâcle degli anni Novanta]] per screditare le istituzioni democratiche e accusare Washington di voler accerchiare il suo paese o, per usare una terminologia da Guerra fredda, di volerlo contenere. Immagina che i politici americani restino svegli la notte per escogitare piani volti a indebolire la Russia. Come si spiegherebbero altrimenti l'allargamento della Nato, le iniziative Usa di sostegno alla democrazia nelle frontiere o il dispiegamento di uno scudo missilistico in Europa dell'Est? Putin si rifiuta di ammettere che altri paesi possano reclamare dei diritti e che, dopo decenni di dominio moscovita, molte delle repubbliche e dei satelliti sovietici abbiano sentito il bisogno di ottenere l'indipendenza e di lavorare per l'annessione all'Europa. *Mentre Eltsin mi aveva lusingato, vantato e lusingato, Putin ha parlato senza emozioni e senza note della sua determinazione a resuscitare l'economia russa e schiacciare i ribelli ceceni. *Per mantenere alto il consenso, Putin non si è mai legato fino in fondo a un'ideologia o a un partito. Cerca piuttosto di identificare il proprio volto con quello dell'intera nazione. Benché possa essere spietato con gli avversari, non è mai volutamente polarizzante come Chávez o Erdoğan. A differenza di molti esponenti della destra europea, è rispettoso nei confronti di ebrei e musulmani. Conserva il grosso della sua artiglieria verbale per i nemici stranieri, gli ipocriti arroganti che predicano bene e razzolano male, diffondono falsità sulla Russia e cospirano per accerchiare e strangolare il paese. Quando passa all'offensiva contro un avversario interno non lo fa per dibattere sul merito politico ma per rivolgergli accuse di tradimento. *Vladimir Putin non giura fedeltà ai principi della democrazia, ma non vi rinuncia in modo esplicito. Disprezza i valori occidentali, ma dichiara di identificarsi con l'Occidente. Non si preoccupa di ciò che il Dipartimento di Stato scriverà nel rapporto sui diritti umani del prossimo anno perché sta ancora pagando in patria il prezzo politico per le infrazioni commesse negli anni precedenti. Racconta bugie spudorate con una faccia imperturbabile e se viene accusato di soprusi dà la colpa alle vittime. Ha convinto molti, a quanto pare anche il presidente americano, di essere un maestro di strategia, un uomo forte e volitivo. Se restassero nel chiuso della Federazione russa, questi aspetti sarebbero semplicemente preoccupanti, ma Putin, come Mussolini novant'anni fa, è tenuto sotto osservazione dai leader di altre regioni del mondo che sono tentati di seguire le sue orme. E in alcuni casi lo stanno già facendo. ===[[Svjatlana Aleksievič]]=== *Dagli anni Novanta in poi, la libertà è stato il tema sul quale più hanno insistito gli intellettuali russi. C'era la convinzione che si trattasse di un'esigenza diffusa, rispetto alla quale il sostanziale silenzio del popolo suonava abbastanza strano. La verità è che il popolo non parlava perché non aspirava affatto a essere libero. Attendeva semmai che si manifestasse una qualche variante dello stalinismo, una qualche forma di russicità mutante. Ed è a questo punto che si è fatto avanti Vladimir Putin, con la promessa di una nuova Russia dalle ambizioni imperiali, talmente forte da incutere timore al mondo intero. Un Paese, come Putin ripete spesso, che può contare su due soli alleati: l'esercito e la flotta. *È un uomo pericoloso che ci ha fatto abituare ad una società totalitaria. Anche se sono tanti i giovani che lo appoggiano, in generale la gente non è contenta, ma se provi a dire qualcosa di diverso, non ti ascoltano e ti dicono che sei contro il tuo paese, che è colpa di Obama e delle sanzioni introdotte contro di noi. *La Russia si vuole ancora vedere come una grande potenza, forte; è questo che la popolazione capisce e tutto ciò che dai tempi sovietici poteva essere ripristinato, lui l'ha ripristinato. *Non posso che essere contro di lui, non sto zitta, il mio è un impegno politico, sociale, culturale ed esistenziale. Per lui, la Russia è la più forte nel mondo, capace di combattere ogni nemico, ma non si rende conto dei danni che sta facendo. Usa spesso la parola "guerra" tanto che la stessa non fa più paura a nessuno. ===[[Federigo Argentieri]]=== *I russi lavorano sui tempi lunghi e, secondo Putin e la sua cerchia ristretta, il loro destino o è imperiale o non è: la Russia non può non essere imperiale e, quindi, non può non dominare su una molteplicità di nazioni, in qualunque forma, quella zarista, quella sovietica o quella post zarista e post sovietica attuale, non ha importanza. *Putin è l'erede legittimo della tradizione zarista e di quella sovietica, della tradizione imperiale in versione zarista e sovietica, una sintesi delle due, "stracciona" per usare un termine dell'imperialismo italiano. È una sintesi micidiale dal punto di vista della distruttività (distruttività anche un po' "a casaccio"). *Tutta la narrativa sulla Nato che si espande a est e la posizione contraria di Putin è basata sulla propaganda, sull'ideologia e sulla giustificazione delle posizioni moscovite. ===[[Arkadij Babčenko]]=== *Il principale contributo di Putin è stato quello di tirare fuori tutto il peggio dalle persone. Tutto l'odio, tutta la xenofobia, tutta l'aggressività. I tratti più schifosi, più infimi, più neri della natura umana. Non c'era riuscita neppure l'URSS. Persino il regime dei Soviet si era limitato a proclamare classe egemone il proletariato, mentre in realtà classe egemone erano l'intellighenzia operaia, gli ingegneri e gli insegnanti, i cosiddetti fisici e lirici.<br />Invece Putin ha sollevato dal fondo e ha reso classe egemone non semplicemente il sottoproletariato – in quanto anche il sottoproletariato può essere privo di aggressività –, ma i coatti aggressivi. *L'uomo, per la cui ascesa al trono è stata scatenata la Seconda guerra cecena, che da parte sua non ha mai combattuto per la propria Patria, evitando felicemente l'Afghanistan, e che poi, una volta messe le mani sul potere, ha mandato nelle guerre scatenate ormai per sua iniziativa in Georgia e in Crimea, invece di se stesso e dei propri figli, appunto quei medesimi ragazzi di leva, adesso dalla tribuna accusa il sottoscritto, che ha partecipato alla sua guerra da volontario, di essere un traditore, un agente del nemico e una persona di terz'ordine. *Per la prima volta in quindici anni ho guardato il discorso del Cazzone. Per intero. Il nostro nanerottolo sta proprio fuori come un balcone. Mica dichiara guerra all'Ucraina, no: parla di una nuova spartizione del mondo. Nel suo discorso l'America occupa uno spazio dieci volte maggiore dell'Ucraina. Cosa è stato capace di rivangare. Quante ne ha sparate. La Seconda guerra mondiale, il crollo dell'URSS, l'Iraq, la Libia, Belgrado; ha dichiarato che «siamo noi (la Russia) a difenderci dalla NATO», che «non tollereremo la presenza di fascisti ai nostri confini», e in pratica ha detto chiaro e tondo che impiegherà le armi nucleari in caso qualcuno interferisca nell'occupazione dell'Ucraina, occupazione che lui, comunque, non ha intenzione di effettuare. E tutto questo coabita dentro la stessa testa.<br />Ebbene, russi, preparatevi. Cominciate a misurarvi i pastrani militari. *Putin viveva sul serio all'interno di un mondo tutto suo e credeva davvero di avere a disposizione un esercito grande e invincibile, e non un branco di pecorini demotivati a bordo di ferrivecchi. Chissà, forse avevano paura di dirgli la verità, o magari gli hanno troppo leccato il culo. E così la realtà non è più riuscita a farsi strada.<br />Buon risveglio, Voloden'ka. ===[[Al Bano]]=== {{cronologico}} *Gli danno del dittatore, ma lui ha il popolo dalla sua parte. (4 settembre 2014) *Putin è rimasto al fianco dell'Occidente anche nei momenti peggiori. Ci ha sempre detto: io sono vostro amico. Però, se da ingrati non capiamo la sua politica in Ucraina, poi è giusto che ci dica: attenti, ho la Russia in mano... Nessuno ha fatto nulla a Bush che ha ammazzato Saddam quando non nuoceva più. Però si dà del dittatore a Putin che vuole aiutare i russi. Lui non attacca nessuno. Difende e basta. (4 settembre 2014) *Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. (2 gennaio 2018) *Lui, con tutte la potenzialità che ha, con tutte le cose belle che ha fatto a favore della Russia, con questo senso di pace che ha seminato per molti anni, ora impone ai suoi di attraversare una nazione che si chiama Ucraina con i carri armati, con le pistole, con i fucili, con i bambini che scappano con le loro mamme. [...] Non si può restare indifferenti di fronte a questo seminare della morte. (28 febbraio 2022) *Ho conosciuto Putin, ho cantato per lui, mi è piaciuto in passato e ora non mi piace più, ma mi è dispiaciuto, in questi giorni, vedermi definito "amico di Putin". Purtroppo non sono amico suo. Se fossi suo amico farei una bella passeggiata con lui nel Cremlino e gli direi: sediamoci 5 minuti davanti a una bella bottiglia di vino, o di vodka, o di acqua pura. Parliamone. Non è giusto aggredire una nazione, un Paese, una famiglia, è una cosa assurda. Ora devi fare i conti con la Storia. (17 marzo 2022) ===[[Michail Baryšnikov]]=== *Il tuo [[Russkij mir|mondo russo]] - un mondo di paura, un mondo che brucia libri in lingua ucraina - non ha futuro finché siamo qui, noi che siamo stati vaccinati durante la nostra infanzia contro questa piaga. Il nostro mondo, d'altra parte, ha un futuro, nonostante tutti i tuoi blocchi. Sappiamo come preservare i valori del nostro mondo russo. E il tuo mondo, se non si sveglia, morirà delle sue paure. *Non riesco proprio a comprendere come alcune persone possano fidarsi e seguire leader come Putin, nonostante i russi stessi abbiano sofferto, nel corso della Storia, per la sottomissione a regimi brutali e oppressivi. Non riesco proprio a spiegarmi come si sia arrivati a questo punto; probabilmente, su questo argomento si scriveranno decine di libri. Non dimentichiamo, tuttavia, che perfino nella società libera e democratica nella quale vivo una percentuale sconvolgente di americani pare credere in teorie contorte a proposito di un'elezione che si ritiene sia stata "rubata" nel 2020. Questo ci insegna che l'ignoranza della Storia e il fervore nazionalista non sono esclusivi di nessun Paese. *Penso che Putin abbia risonanza in coloro che hanno paura. Presumo che ciò procuri loro una sensazione di sicurezza, proprio come le leadership autoritarie fanno credere ai loro popoli di proteggerli. Certo, si tratta di un sentimento di sicurezza fittizio, perché in qualsiasi momento il protetto può diventare un perseguitato. ===[[Aleksandr Baunov]]=== *Dapprima Putin ha lasciato spazio al dissenso, poi a piccoli passi sempre meno, fino a soffocarlo e infine eliminarlo del tutto. È stato un processo lento e ben dissimulato, fino a creare il fatto compiuto. *Putin dice le stesse cose che diceva [[Francisco Franco|Franco]]. "Non c'è bisogno di cambiare, siamo troppo importanti: verranno loro da noi". Nonostante la [[Spagna franchista]] condividesse la sicurezza militare e il capitalismo dell'Occidente, non era nella Cee né nella Nato. I Paesi europei non l'hanno mai considerata come loro pari. Niente visite di Stato a Madrid. Il messaggio era chiaro: nessun riconoscimento fino alla riforma politica e alla fine della repressione. *Putin distrugge la modernità in nome di un presunto passato glorioso, e sta ora conducendo una guerra del passato. Piena di caratteristiche del passato. Con tanto di condottieri mercenari, cospirazioni e ammutinamenti. Putin ha aperto la porta al passato e ora il passato torna e rischia di travolgerlo. In modi simili a quelli che hanno decretato la fine di tanti regnanti nel passato. *Putin è convinto che l'Occidente tornerà da lui. Per questo, l'Europa dovrebbe adottare la stessa strategia usata a suo tempo con la Spagna franchista: isolamento diplomatico e pressione costante. Niente concessioni. *Un dittatore può esser pugnalato alle spalle solo da chi gli è molto vicino. Da chi ha molto potere. E il sistema di Putin, al contrario di quelli di altri dittatori, non prevede che ci siano persone vicine al capo. ===[[Boris Abramovič Berezovskij]]=== *Durante il governo Eltsin abbiamo superato il periodo più nero della frammentazione ed eravamo sulla buona strada per costruire un sistema statale autonomo, innovativo e aperto. Putin ha cambiato strada: sta cercando di reintrodurre in Russia lo stesso sistema pesantemente centralizzato e opprimente dell'Urss e in questo schema rientra la campagna militare contro la Cecenia. *È risaputo che vuole cambiare la costituzione e rimanere presidente per più di due mandati: magari per sempre. I dittatori non cedono facilmente il comando, una volta raggiunto. A meno che qualcuno non glielo tolga. *Era stato il primo burocrate che non aveva accettato tangenti. [...] Ne rimasi molto impressionato. *Il presidente russo è un imbroglione, un bandito. Ma io non ho perso del tutto la speranza. Ho sempre pensato che sarebbe durato poco, a questo punto è durato anche troppo. *Il problema è che Putin non è Eltsin: sa benissimo che non può uscire dal Cremlino e andare in pensione in una dacia. Se molla il potere, ha due alternative: o la prigione o l'esilio. E mi domando quale paese sarebbe pronto ad ospitarlo. Ah, dimenticavo: l'Italia, dove Berlusconi si sbraccia per accoglierlo nelle sue ville. *L'Occidente, in primo luogo l'America, ha chiuso gli occhi sui massacri commessi da Putin in Cecenia, sulle limitazioni alla libertà di stampa, sulle elezioni truccate, sulle persecuzioni del Kgb. Gli interessa solo avere l'appoggio della Russia sulla [[guerra in Iraq]] o sulla crisi del momento o su qualche buon affare. Del resto, l'America andava d'accordo anche con il Portogallo del dittatore [[António de Oliveira Salazar|Salazar]], firmava trattati perfino con Breznev. Può farlo pure con Putin. *Prima il presidente ha tappato la bocca al potere politico, poi ai mass media e ora sta completando l'opera con il grande business. L'obiettivo è abbattere ogni sembianza di democrazia in Russia e ricostituire un regime autoritario, saldamente tenuto in mano dai suoi ex-colleghi del Kgb. *Putin è un truffatore, che ha cercato di imbrogliare l'Occidente e in buona parte ci è riuscito. Sia perché l'Occidente capisce poco della Russia odierna, forse con l'eccezione di voi italiani, che avendo una specie di regime in casa comprendete meglio come un sistema autoritario possa mascherarsi da democrazia. Sia perchè a molti paesi occidentali fa comodo una Russia in mano a un bandito. ===[[Silvio Berlusconi]]=== [[File:Vladimir Putin 25 October 2001-1.jpg|thumb|Putin e [[Silvio Berlusconi]] nel 2001]] {{cronologico}} *[[Dmitrij Anatol'evič Medvedev|Medvedev]] e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese. (11 settembre 2010) *Putin è una persona rispettosa degli altri, è un riflessivo, è un uomo profondamente liberale, è uno che mantiene la parola data, è veramente un democratico. Io lo conosco da più di quindici anni, lo considero quasi un mio fratello minore; ho con lui una grandissima cordialità, una grandissima confidenza. Ed oggi è indubitabilmente il numero uno tra i leader del mondo. (settembre 2015) *Vladimir Putin è un leader eccezionale. Io sono legato da un'amicizia fraterna a lui. E lo conosco per quello che è realmente: è il contrario dell'immagine che i media di tutto il mondo gli hanno creato addosso. Mister Putin ha un grande rapporto con i cittadini russi. Lui vince le elezioni con una grande quantità di voti ed è amato dalla sua gente. (aprile 2017) *Putin è molto rispettoso delle libere scelte degli italiani, e vorrebbe — e io sono totalmente d'accordo su questo — che l'Italia fosse parte attiva in un migliore e più costrittivo rapporto fra la Russia e l'Occidente. (9 dicembre 2017) ===[[Joe Biden]]=== [[File:Vice President Joe Biden greets Russian Prime Minister Vladimir Putin.jpg|thumb|Putin con Biden nel 2011]] *Ha scelto una strada di crescente repressione interna e violazione delle norme internazionali. Da parte nostra semplicemente non possiamo sopportare questa flagrante mancanza di rispetto per le norme internazionali più basilari. Se la Russia cambia corso e comincia ad obbedire a queste norme e rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei suoi vicini, allora ovviamente anche le nostre relazioni cambieranno. *Non sta scherzando, quando parla del potenziale uso di armi nucleari tattiche, biologiche o chimiche, perché il suo esercito, come dire, sta offrendo una prestazione significativamente più bassa delle attese. *Voleva meno presenza della Nato e invece Finlandia e Svezia sono entrate a far parte della Nato. Credeva che la Nato si sarebbe divisa, che sarebbe crollata, e invece la Nato è più unita che mai. Credeva di poter usare l'energia come arma, e invece l'Europa è stata determinata ed è meno dipendente dei combustibili fossili russi. Pensava di essere forte mentre i leader democratici deboli, ma siamo paesi che rifiutano l'uso della forza e la paura. E ha incontrato un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco: il presidente Zelensky. E si trova a fronteggiare uno scenario molto diverso da quello che aveva immaginato un anno fa: il mondo libero e democratico oggi è più forte che mai, e gli autocrati sono ancora più deboli. ===[[Boris Bondarev]]=== *Evidentemente Putin immaginava che la sua ricchezza lo avrebbe posto sullo stesso piano dei leader europei, pronti a far finta di niente sulla vera natura del suo potere. Si sbagliava. Oggi lui e la sua "élite" sono infuriati, pensano che l'Occidente abbia giocato "sporco". Curioso quando un baro si ritiene offeso perché nessuno vuole giocarci a carte. *Finché il regime di Putin non verrà eliminato, l'Europa non sarà mai al sicuro. È come se ci fosse un orso in una foresta e i Paesi europei stessero cercando di tenerlo a bada dandogli da mangiare la loro gente e così stuzzicando il suo appetito. L'unica vera soluzione è abbattere l'orso. Non capisco perché trenta uomini armati debbano avere paura di un uomo solo. *I rifornimenti e i condotti di gas hanno sempre fatto parte della diplomazia targata Putin. Era l'uncino con cui teneva appesi i leader europei, lui spera che funzioni ancora. Con quest'uomo non si può negoziare, non rispetta leggi e trattati. Non fatevi prendere in giro di nuovo. *I ventidue anni di Vladimir Putin al potere sono stati un totale spreco di tempo per la Russia. Con un'ottima congiuntura sui mercati globali, il rialzo dei prezzi di petrolio, gas e altri beni per l'export, un'autorità consolidata sui russi, negli anni 2000 Putin avrebbe potuto ottenere qualsiasi cosa. Avrebbe potuto usare il suo potere, la sua autorevolezza per condurre in porto le tanto attese riforme e spingere sullo sviluppo economico e la costruzione di una società democratica e libera. Sarebbe stato ricordato come il grande leader e uomo di Stato che senza dubbio desidera essere. [...] Invece ha scelto di costruire una dittatura personale per permettere a se stesso e ai suoi amici di godersi miliardi di dollari, palazzi e yacht, opprimendo nel frattempo l'opposizione e privando milioni di persone della speranza di un futuro migliore. *Il blocco occidentale e sovietico erano in pace per timore della distruzione reciproca. Putin ha messo alla prova quel principio e scoperto che non c’è più alcuna paura, che può distruggere ciò che vuole senza pagare conseguenze perché l’Occidente non vuole rischi. *Il multipolarismo immaginato da Putin prevede Paesi autoritari con una loro sfera di influenza. Nel caso della Russia si tratta di ristabilire l'area di influenza dell'Urss, averne l'esclusiva e farne ciò che si vuole. Non solo gli Usa e la Nato ma nemmeno l'Onu o l'Ue potrebbero metterci il naso e raccomandare cosa è bene fare e cosa no. Il presidente russo può dire che è favorevole al mondo multipolare, che vuole un movimento di Paesi non allineati, che è contro la schiavitù, che è anti-liberale. O pro-liberale. Sono solo parole. Tutto ciò che gli interessa è il potere personale. La narrativa messianica è solo una vernice. Se gratti, sotto trovi la cupidigia. *Innanzitutto, vuole essere trattato alla pari e che la Russia sia riconosciuta come grande potenza. E idealmente vorrebbe un mondo senza democrazie. Perché con un dittatore riesce ad arrivare a patti, ma con le istituzioni non sa trattare. Non comprende i cambi di governo perché sono imprevedibili e possono rivelarsi ostili per lui. Preferisce i rapporti personali. Perciò era così amico di Silvio Berlusconi. E perciò vuole stringere un accordo con Trump e non con gli Stati Uniti. *Non è un'esagerazione dire che Putin incarna lo Stato per molti russi. Ufficiali, ministri e generali sono sconosciuti alla maggioranza della popolazione. Quando Putin sarà fuori gioco, in un modo o nell'altro, nessun governo sarà legittimo. Il nuovo presidente dovrà spiegare ai russi i motivi della crisi economica e sociale, sarà allora logico e tentante dare la colpa a Putin per tutti gli errori, i crimini e questo minerà quello che resta della legittimità del regime che inizierà a sgretolarsi. *Putin è un codardo. Ostenta coraggio solo quando vede che gli altri hanno paura di lui. *Putin ha selezionato personalmente la sua élite. Avendo come parametro la lealtà dei prescelti. E anche la loro mancanza di onore, di integrità e di iniziativa. Ha cooptato solo persone pronte ed eseguire i suoi ordini. E questo è molto pericoloso. Perché se ordinerà un attacco nucleare, l'ordine verrà eseguito. Queste persone, però, non hanno un'ideologia. Sono abituati a fare quel che dice il presidente per personale convenienza. Se capiscono che ricchezze e posizioni sono in pericolo, potrebbero anche rivoltarglisi contro. *Putin isolerà la Russia dal mondo, ne farà un Paese più povero e sottosviluppato. La guerra avvicina l'obiettivo, per questo dico che è un crimine contro il futuro dei russi. Senza contare che i nostri rapporti con l'Ucraina, uno dei Paesi confinanti a noi più vicini, saranno persi del tutto per decenni e intere generazioni. *Putin non ha il sostegno delle masse. Il suo sostegno è l'indifferenza di una società atomizzata. *Si deve capire che Putin e la Russia sono due entità diverse. Quando Putin dice che l'espansione della Nato minaccia la sicurezza della Russia, quel che veramente pensa è che l'espansione della Nato minaccia la sua, di sicurezza. ===[[Bill Browder]]=== *A mio avviso Putin è uno [[Psicopatia|psicopatico]], che non prova alcuna empatia o rispetto per nulla se non per il suo proprio interesse. La sua brutalità terrorizza e mette chiunque in una condizione di sottomissione: con una personalità del genere non ci sono margini per trattative o diplomazia. *Credo che Putin abbia rovinato la Russia per i prossimi 30 anni. Ormai è uno Stato emarginato, uno Stato terrorista. *Ha accumulato ben oltre 200 miliardi di dollari da quando è diventato presidente: cosa che ne fa l'uomo più ricco del mondo. [...] Putin è anche un agente del Kgb molto efficace : e ha passato tutta la sua vita corrompendo o ricattando la gente perché diventassero parte del suo sistema. Per cui sa che chiunque avesse un documento col suo nome sopra potrebbe ricattarlo: così non è mai nella posizione di essere formalmente il proprietario di qualche bene. *Ha cominciato tutta la sua carriera come un tipo al quale piacciono i soldi: e nessuno entra nella carriera pubblica in Russia con altri obiettivi che non siano rubare quanti più soldi possibile. *La cleptocrazia creata da Putin fa sì che le élite possano accumulare denaro togliendolo alla popolazione. Facendolo spesso ledono i diritti umani e sanno che per mettere al sicuro quei soldi è meglio non lasciarli in Russia. *Mi ha minacciato di morte, ha minacciato di rapirmi, ha cercato di bloccarmi tramite mandati di arresto dell'Interpol e con richieste di estradizione, oltre che con una miriade di cause legali che avevano come unico scopo quello di distruggere la mia vita. Non ha allentato la presa in alcun modo e continua ancora oggi. Ma questo è il destino di chiunque abbia cercato di tenere testa a Putin. *Non sono più il nemico numero uno in assoluto di Putin, adesso lo è sicuramente Navalny. Diciamo che sono il suo nemico numero uno all'estero. *Putin è un piccolo criminale paranoico, a capo di quella che è fondamentalmente una organizzazione criminale: non ci dobbiamo aspettare null'altro che miserie, perché alla fine non ha costrizioni da parte della storia o della morale. Sarebbe assolutamente capace di usare l'arma nucleare: l'Ucraina è solo l'inizio delle sue ambizioni. *Putin è un piccolo uomo paranoico che va alla ricerca della slealtà anche dove non esiste. *Putin mi dà la caccia da un decennio dopo l'approvazione del Magnitksy Act. L'unica ragione per cui sto seduto qui è che lui ha tenuto sempre un piede nel mondo civilizzato e uno nel mondo criminale: da quest'ultimo lato arrivavano le minacce di morte contro di me, ma dall'altro lato gli piaceva apparire al G20 e ai summit internazionali. Questo è ciò che mi tenuto in vita: ma ora che ha messo tutti e due i piedi nel mondo criminale, c'è un rischio esponenziale di violenza nei miei confronti, perché lui non ha più nulla da perdere. *Putin odia l'Unione Europea, la Nato, gli Stati Uniti e tutte i grandi blocchi geopolitici omogenei: gli danno enorme fastidio nel perseguimento del suoi scopi, non solo militari ma anche finanziari. *Putin vuole diventare lui il più grande oligarca russo e difatti oggi, con i suoi traffici, è l'uomo più ricco del Paese e ha asset ovunque, molto spesso con prestanome. *Quando vuoi scoprire dove Putin tiene i suoi soldi devi partire dagli oligarchi: perché quella gente custodisce i soldi per lui. Stimo che il 50% delle ricchezze degli oligarchi sia in realtà di Putin. Chi sono? Nella lista di Forbes ci sono 118 miliardari in Russia: e 110 di loro sono fiduciari di Putin. *Rimuovere il Magnitsky Act è il principale obiettivo della sua politica estera, la priorità più grande. ===[[Zbigniew Brzezinski]]=== *Aveva già detto cose come "il collasso dell'Unione Sovietica è la più grande calamità del ventesimo secolo". Pensate a cosa significhi. Prima guerra mondiale: milioni di persone uccise. Seconda guerra mondiale: milioni e milioni di persone uccise. Più l'Olocausto. La guerra fredda: la minaccia di un disastro nucleare per tutta l'umanità. Nulla di tutto questo è stato importante, per lui, come la scomparsa dello Stato del quale era un agente segreto, nel Kgb. Lui vuole ricostruire l'Unione Sovietica. L'Ucraina è la posta in palio. *Il presidente russo Vladimir Putin è un dittatore mascherato da leader democratico. *Lui e gli ex agenti del Kgb come lui che lo circondano nelle stanze del Cremlino condividono idee nostalgiche, sognano di realizzare nel prossimo futuro una nuova versione dell'Unione Sovietica, creata attorno a un'unione di popoli slavi come quelli della Bielorussia e dell'Ucraina. *Putin si preoccupa del passato, della nozione del potere mondiale della Grande Russia, della creazione di qualcosa di simile all'Unione Sovietica ma con un nome nuovo. Tutti obiettivi irrealistici che, alla fine, non credo che la maggioranza dei russi sosterrà. *Putin sta seguendo gli esempi di Stalin e di Krusciov. Chiunque conosca un poco la Russia se ne rende conto. Eccetto Silvio Berlusconi. *Quando Putin afferma che il collasso dell'Urss è stato il maggior disastro geopolitico del XX secolo, lascia intendere che vuole ricostruirla attraverso l'estensione del controllo russo sui nuovi Stati indipendenti già parte dell'Urss e prima ancora dell'Impero russo. Questa tentazione imperiale nuoce alla Russia e l'antidoto è costituito da più stretti rapporti con l'Occidente. *Quanto sia fallito l'esperimento democratico russo è dimostrato dal fatto che l'ipotesi di un Putin-Pinochet equivalga a un buon augurio per la Russia. ===[[Vladimir Konstantinovič Bukovskij]]=== *Con l'avvento di Putin al potere possiamo tranquillamente dire che il [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] è tornato a occupare i ranghi della società, a livello finanziario, politico, economico e amministrativo. *Il governo Putin sta cercando di ricomporre il potere del centro, diciamo il potere del Cremlino. È chiaro che non ci riuscirà totalmente, perché prima il potere del Cremlino era strettamente collegato all'ideologia, al sistema totalitario. Non credo che riescano più a restaurare un sistema totalitario, ma possono ripristinare il potere centrale su molti aspetti della vita, rendendo i russi sempre più infelici. *Quando Putin è andato al potere nel 2000, le persone in Russia hanno immediatamente capito che il KGB era tornato al potere, e subito si sono spaventate. Se prima c'era più o meno la possibilità di essere critici nei riguardi del governo, ora la maggior parte delle persone ha paura di dire qualsiasi cosa. ===[[Emmanuel Carrère]]=== *In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. *Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. ===[[Michail Borisovič Chodorkovskij]]=== [[File:Vladimir Putin 31 May 2001-2.jpg|thumb|Putin e Chodorkovskij nel 2001]] *Ci sono molte informazioni sui legami profondi tra [[Matteo Salvini|Salvini]] e Putin e il suo entourage. Parte di queste informazioni fanno dubitare dell'integrità di questi contatti. Sfortunatamente si tratta di una pratica comune per Putin che è un eccellente ufficiale reclutatore ed è riuscito a trovare chiavi di varia natura per arrivare a molti politici europei. *I leader dei Paesi europei pensano di avere a che fare con uno statista che ragiona come loro. Invece lui funziona in modo completamente diverso: pensa come un criminale. Se a un criminale tu fai vedere la tua debolezza, quello non si ferma: continuerà sempre ad andare in avanti. Ed è ciò che Putin sta facendo. *Negli ultimi anni ho notato sempre più spesso che Putin usa un'informazione unilaterale e che le persone che lo circondano lo manipolano più facilmente di prima in base ai loro interessi. È stanco, ha perso la capacità di comprensione di molti aspetti della contemporaneità. *Non penso che Putin abbia avuto paura dell'allargamento della Nato all'Ucraina. Lui detesta la Nato, ma non la teme. Piuttosto, è ormai preso da una specie di missione messianica: ne è posseduto, e lo si capisce dal fatto che ha fatto mettere davanti al Cremlino la statua del principe [[Vladimir I di Kiev|Vladimir]]. [...] È una mentalità perfettamente normale per un criminale in età da pensione. *Non siamo mai stati amici, non posso dire di averlo conosciuto da vicino. Io ero al vertice di una grande impresa e Putin era il presidente, avevamo rapporti professionali. In apparenza è cambiato, sì. Vent'anni di potere lo hanno cambiato e in questo il suo non è un caso unico. Oggi si permette di fare cose che prima non osava. All'epoca si comportava in maniera più normale, riconosceva l'esistenza di certi limiti. Ma al fondo è sempre lui. Era già un criminale ed è rimasto tale. Ha la mentalità di un esponente della criminalità organizzata. È ciò che i leader occidentali non hanno mai capito, non capiscono adesso e – mi dispiace – a mio parere non capiranno mai. ===[[Nina Lvovna Chruščёva]]=== *Durante il suo terzo mandato presidenziale – ora è al quarto – si era concentrato più sulla difesa del suo entourage dalle accuse di corruzione o indifferenza che sulla felicità delle persone comuni. In vero stile sovietico, egli rimane più spaventato da un colpo di stato di palazzo che da una rivolta pubblica. *Ha passato gli ultimi 18 anni a interpretare di tutto, dal padre premuroso della nazione a un James Bond esperto di judo. *L'incompetenza di Putin si estende molto oltre l'economia. Le sue forze di sicurezza restano brutali e inaffidabili; in alcune parti del paese si sono mescolate a delle bande criminali. La sua direzione della magistratura non tranquillizza i comuni cittadini, e le installazioni militari, i sottomarini, le trivelle, i pozzi, gli ospedali e le case di riposo del paese esplodono continuamente, si rompono, o affondano, a causa della negligenza e dell'irresponsabilità. *Non sta cercando di ricostruire l'Impero Russo di per sé ma sembra deciso a stabilire una sudditanza degli ex Stati sovietici. L'errore dell'Occidente è di pensare che la Russia sia un invasore, ma in realtà la Russia "prende" se si presenta l'opportunità, come in Crimea nel 2014 o nei Paesi Baltici nel 1940. *Putin non vuole ricostruire l'Urss. Quel che ha sempre voluto è: influenza. Non vuole sedere al tavolo dei bambini. Il problema è che Mosca era al tavolo dei Grandi ma quando ha preso la Crimea è stata cacciata dal G8: Putin stesso è responsabile ma se glielo chiedeste, risponderebbe che comunque non lo ascoltavano e anche questo è in parte vero. ===[[Fabrizio Cicchitto]]=== *A Berlusconi sfuggiva completamente il retroterra culturale di Putin, che aveva come punti di riferimento Pietro il Grande, Ivan il Terribile e Iosif Stalin. Ognuno di questi personaggi aveva una componente autoritaria fortissima, funzionale non alla restaurazione dell'Unione Sovietica ma al mito della Grande Russia. *Che Putin fosse il capo del Kgb con il quale fare anche affari, lo sosteneva un bel pezzo dell'Occidente. E mentre questo accadeva, Putin invadeva l'Europa attraverso i suoi oligarchi, comprandosi squadre di calcio, giornali, partiti. Nessuno voleva vedere il lato oscuro della Luna. Non lo fece Berlusconi e non lo fecero nemmeno Prodi, l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel... Devo continuare? *Ho avuto modo di dire che tra Berlusconi e Putin c'era un legame di omosessualità psicologica: si ammiravano vicendevolmente e il loro era un rapporto assolutamente paritario. Putin considerava geniale questo imprenditore italiano che controllava le televisioni ed era riuscito a sfondare in politica. A sua volta Berlusconi lo riteneva un pragmatico, capace di gestire un Paese come la Russia e con il quale si potevano fare tante cose insieme: dagli affari alle donne. *Putin fu il primo a capire che attraverso Internet si poteva fare politica e penetrare il sistema delle democrazie liberali, che lui disprezza, per manipolarlo. Attraverso Internet ha sostenuto Brexit, il referendum separatista della Catalogna, la campagna elettorale di Donald Trump e per ultimo i no vax. Lui ha sempre mirato a destabilizzare l'Occidente. Ma Berlusconi sorvolava su certe questioni. *Putin voleva rientrare nel grande gioco. E utilizzava Berlusconi e i suoi rapporti con gli americani per tornare nel salotto buono dal quale la Russia era uscita dopo la fine dell'Unione Sovietica. ===[[Leonardo Coen]]=== {{Cronologico}} *Ha grandi progetti per il futuro, dopo aver plasmato il passato e imbrigliato il presente – con un regime che è stato battezzato "democratura", un po' democrazia, tanta dittatura. Ha riportato la Russia laddove stava quando era Unione Sovietica e dove pensa debba stare di nuovo, e cioè tra le superpotenze del mondo, come in fondo era già ai tempi di Pietro il Grande, di Caterina, dei Romanoff. (30 dicembre 2019) *Dinanzi alle gherminelle politiche, Vladimir vuole accreditarsi come uomo d'ordine. Si rivela un primo ministro energico, abile e risoluto. Recupera la retorica patriottica cara ai comunisti, ma non rinnega d'essere difensore dei nuovi valori liberali, e della democrazia. Accondiscende alle pretese dei militari che vogliono avere mano libera nella repressione dell'insurrezione islamica nel Caucaso. (30 dicembre 2019) *Da quel fatidico giorno di vent'anni fa, non ha mai smesso di consolidare l'immagine di un uomo che ha salvato la Russia dalla decomposizione e l'ha riportata al centro del mondo e della geopolitica. Che ha proclamato l'avvento del multipolarismo, che ha inventato la democratura e la "verticale del potere", che ha lubrificato nazionalismo e sovranismo, che ha schiacciato l'opposizione e progressivamente ridotte le libertà e la società civile; che negli anni del suo dominio ci sono state centinaia di morti tra politici a lui avversi, giornalisti che lo criticavano. (30 dicembre 2019) *Un personaggio forse enigmatico, di certo autocrate e ormai intrappolato dalle sue ambizioni "imperiali" euroasiatiche, dallo scontro con l'Occidente colpevole di assediare la Russia con la Nato ai suoi confini e di aver umiliato Mosca nel decennio eltsiniano; il presidente che ha barattato la sicurezza dei russi privandoli di molti, troppi diritti. (30 dicembre 2019) *Tutto deve restare sotto controllo della presidenza, questo il principio base della dottrina putiniana: i governatori locali sono inquadrati e non devono sgarrare; gli oligarchi sorvegliati; l'opposizione messa all'angolo, perseguitata, repressa; la Russia deve essere forte territorialmente ed economicamente; la "nuova" Russia è portatrice di valori tradizionali e patriottici, la religione ortodossa è uno degli strumenti che saldano passato e presente, il nazionalismo sollecitato da Putin diventa un'arma politica ed economica. (31 dicembre 2019) *Putin si fa paladino dei vari movimenti localisti, per destabilizzare l'Ue: finanzia le destre sovraniste e antiEuro, attacca la Georgia per difendere i separatisti dell'Ossezia del Sud e dell'Abkazia, che pone sotto il suo ombrello militare. Aiuta la ribellione armata del Donbass contro Kiev, annette la Crimea, va in soccorso di Damasco e diventa il burattinaio della crisi mediorientale, appoggia l'Iran e stringe alleanza con Erdogan, causando imbarazzi e problematiche strategiche nella Nato, visto che la Turchia ne rappresentava il pilastro orientale, la sentinella del Caucaso. E adesso, i tentacoli putiniani sono arrivati in Libia. Il sogno di sempre della Russia imperiale e sovietica: il Mediterraneo. (31 dicembre 2019) *La concezione della sua leadership totalitaria – con annesso culto della personalità a volte imbarazzante (Putin che pilota un jet, Putin a dorso nudo mentre cavalca, o pesca salmoni, o va a caccia; Putin judoka; Putin hockeista; Putin sciatore lo conobbi nel 2001 a St-Christophe, in Austria..; Putin e la tigre dell'Altai; Putin che prega; Putin che mette in riga l'Occidente, etc.) – ha bisogno di aggressività rivolta all'esterno, per dirottare eventuali tensioni interne, come le manifestazioni di protesta per la riforma delle pensioni, o per le importazioni d'auto coreane e cinesi (a Vladivostok), o la stagnazione economica che tanto ricorda gli anni brezneviani. (31 dicembre 2019) *Il regime autoritario non è capace di gestire le immense risorse del Paese, le scelte di Putin favoriscono la stabilità politica non lo sviluppo economico, tantomeno quello sociale. [...] Qualsiasi cambiamento economico è visto come un rischio per l'equilibrio politico, ossia per la sopravvivenza "della classe dominante". E così, alla fine, Putin fa quello che hanno sempre fatto gli "uomini forti" dei regimi autoritari: esibire i muscoli. Dirottare le tensioni interne. Attizzare il nazionalismo. Sfidare l'Occidente, a piccoli ma graduali passi. Ragionare cioè in termini di zone d'interesse e d'influenza. (31 dicembre 2019) ===[[Oleksij Danilov]]=== *La gente ha paura a dare il giusto nome alle cose e perde il senso della realtà. Voi lo chiamate Putin, ma il suo nome è Satana. *Non fosse per noi a quest'ora il nuovo Hitler che si chiama Putin sarebbe arrivato a Varsavia. *Putin è già un cadavere politico. Quando diventerà un cadavere fisico è solo questione di tempo. ===[[Carla Del Ponte]]=== *Putin vuole sradicare l'identità di un popolo e quindi deve risponderne penalmente. *La sua '''<small>[della portavoce del ministero degli Esteri russo Zacharova]</small>''' è una reazione inammissibile perché sotto accusa penale non c'è il governo russo, ma una persona specifica, e cioè Putin. Perché la responsabilità criminale riguarda una sola persona, e cioè lui. *Da oggi la sua vita da capo dello Stato diventa difficile. Gli sarà inibito qualsiasi vertice internazionale. È innegabile che la richiesta di arresto incrina irrimediabilmente la sua immagine pubblica. Oggi in [[Russia]] lui è il presidente, ma è chiaro che i gravissimi reati che gli vengono contestati possono giocare anche politicamente contro di lui. ===[[Aleksandr Gel'evič Dugin]]=== *Finché c'è Putin, la Russia ha speranza di essere forte, ma Putin è un problema perché non ha istituzionalizzato la sua linea di pensiero. La Russia oggi è Putin-centrica. *Non c'è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta. Queste accuse sono il risultato della paura che la Russia si riaffermi come potere indipendente e che voglia difendere la propria identità. *Non ha fatto nulla nell'educazione, che è rimasta metà sovietica, metà liberale, copiata dall'Occidente. Un miscuglio di incoerenza. Lo stesso vale per la nostra cultura. La nostra cultura è un'imitazione della cultura occidentale e liberale con un frammento di pura propaganda politica, mal fatta. Questa è solo un simulacro, non una preparazione per il regno dello zar. Così non si ritorna alla nostra identità. Si ragiona troppo pragmaticamente e si pensa troppo poco al sacro. Putin rimane nella sua posizione, non sacrifica abbastanza attenzione, tempo e la sua forza vitale per questo problema. *Putin ha frenato la caduta, non ci ha ridestati. Questo trascende i suoi limiti. Lui non è un salvatore. Ha solo intenzione di riparare. È un manager, blocca la crisi. E lo sta facendo in modo eccellente, ma ha dei limiti. Agisce come se fosse eterno, non crede in qualcosa che esiste dopo la sua fine: non ha una chiave per il futuro. Questo è un vero problema. *Putin ha frenato la spaccatura e la caduta della Federazione Russa. Ha iniziato a ricostruire passo dopo passo. È molto più vicino allo zar di quanto lo fossero Eltsin e Gorbaciov per questa e molte altre ragioni. *Putin non è un essere "estraneo" che serviremo supinamente. Lui è noi stessi. Agisce per il nostro interesse. Fa esattamente ciò che siamo disposti a fare noi. Per noi non è una entità separata. È questo il concetto profondo del re sacro. *Quando Putin è salito al potere, pur essendo politicamente contiguo a Eltsin, è stato influenzato da questo terreno che avevo seminato e ha iniziato ad incarnare la mia visione della geopolitica facendo proprie le mie teorie. Ha iniziato a promuovere l'unione euroasiatica, a difendere la sovranità dei popoli pur non ricadendo in un nazionalismo di stampo ottocentesco, mi ha permesso di tornare ad apparire in televisione e a tenere incontri pubblici. È questa l'influenza che ho su di lui. Un'influenza razionale su un uomo realista quale lui è e che ha capito che le mie teorie sono le più valide per garantire una degna collocazione della Russia nel globo facendo fronte alle pressioni dell'Occidente. ===[[Jurij Felštinskij]]=== *È abbastanza intelligente da sapere che se ci fossero regole normali, il suo sistema di governo non potrebbe esistere. Non è un idealista. Sa che non c'è modo che possa sopravvivere a meno che non continui a opprimere. *Nel mondo ci sono stati tanti imperi, ma vi immaginate se domani il presidente turco Recep Tayyep Erdogan dicesse esattamente quello che dice Putin, che non accetta il crollo dell'Impero Ottomano, tragedia personale per lui? O se il Governo austriaco dicesse che la caduta dell'Impero austro-ungarico è stata una catastrofe geopolitica? O se la Gran Bretagna volesse indietro l'India, e magari anche gli Stati Uniti, le sue ex colonie? Diremmo che sono tutti matti. Ma quando Putin ha iniziato a dirsi scontento dei confini successivi alla caduta dell'Urss, nessuno gli ha dato del pazzo. *Putin non è diventato un dittatore perché era intelligente o carismatico, ma perché c'è l'intera struttura della FSB dietro di lui. Anche se Putin morirà domani nulla cambierà drasticamente. E al momento non c'è nessuno in competizione con di lui e non ci sono movimenti armati che cercano di rovesciare il suo potere. *Vladimir Putin è terrorizzato di fare la stessa fine di [[Muʿammar Gheddafi|Gheddafi]]. ===[[Orlando Figes]]=== *Penso che sia il più vicino a [[Nicola I di Russia|Nicola I]] – lo zar del diciannovesimo secolo che entrò in guerra contro le potenze occidentali, in particolare con la guerra di Crimea del 1853-56, per difendere i diritti degli ortodossi nell'impero ottomano. Come Putin, anche lui aveva un'ideologia antioccidentale e antidemocratica riassunta dallo slogan "Autocrazia, ortodossia, nazionalismo". La Russia ha perso la guerra di Crimea, quindi speriamo lo stesso per la guerra di Putin contro l'Ucraina. *Per quanto mi riguarda {{NDR|verrà ricordato}} come un dittatore brutale che ha distrutto tutto ciò che di buono c'era in Russia. Per quanto riguarda i libri russi è ancora da decidersi. *Putin è chiaramente ossessionato dalla storia e dal suo posto nella storia. [...] In Russia vi è sempre stato un uso politico della storia. La storia è una miniera, è da dove i politici hanno sempre tratto idee e suggestioni per le proprie agende, per fornire definizioni su cosa è o cosa dovrebbe essere la Russia, o quale dovrebbe essere il suo ruolo nel mondo, o chi sono i russi, o chi dovrebbero essere. È dalla storia che politici e ideologi hanno sempre attinto. *Putin sta reinventando la storia russa e usandola per la sua guerra, ma la sua visione storica non è nuova, è radicata nella storiografia imperiale russa del XIX secolo che ha imposto anche a scuola. Il saggio del 2021 era una chiara dichiarazione di guerra. Sosteneva che l'Ucraina non ha diritto di esistere. Era già successo nel 2016 con l'inaugurazione a Mosca di una statua di Vladimir il Grande. [...] Già allora Putin stava dicendo agli ucraini: "Kiev è il fondamento della nostra civiltà, voi ne siete soltanto una parte". ===[[Maša Gessen]]=== *È divertente che la mia biografia di Putin sia stata accolta bene, ma che in ogni recensione si riscontri la stessa osservazione: Gessen scrive che lui è stupido, ma gli stupidi non diventano così potenti. Che dire, gli americani sanno ormai che anche l'uomo più potente del mondo può avere problemi con l'ortografia, può non saper assimilare un testo senza illustrazioni o concentrarsi su qualcosa per più di tre secondi. *Essere stato catapultato al potere dall'oscurità e aver passato tutta la vita adulta all'interno dei confini di una istituzione segreta e molto chiusa ha permesso a Vladimir Putin di esercitare un controllo mirato sulle sue informazioni personali più di ogni altro uomo politico moderno e ancor più di ogni altro uomo politico moderno occidentale. Putin è riuscito a creare il proprio mito. Questo è un aspetto positivo perché, meglio di chiunque altro, ha saputo comunicare esattamente cosa voleva che il mondo sapesse di lui e come voleva che il mondo lo vedesse. Il risultato è in pratica il mito di un giovane nato nella Leningrado post-assedio, un luogo malvagio, affamato e povero che ha fatto crescere giovani malvagi, affamati e feroci. Così almeno erano quelli che sono sopravvissuti. *La preoccupazione principale di suo padre, stando ai ricordi, era la disciplina e non la qualità di educazione scolastica che il figlio riceveva. nemmeno per il giovane Putin l'istruzione era parte fondamentale della sua idea di successo: nel descriversi aveva parlato con enfasi della sua reputazione da teppista, e in questo godeva della completa collaborazione dei suoi amici di infanzia. La maggior parte delle informazioni disponibili su di lui – cioè quelle fornite ai suoi biografi – riguarda le scazzottate della adolescenza e giovinezza. *Putin sostiene di non avere mai preso parte ad azioni contro i dissidenti, ma nelle interviste ha dimostrato di essere perfettamente al corrente di come erano organizzate, probabilmente perché aveva mentito nel dire di non averle svolte. In una memoria totalmente agiografica su Putin, scritta da un ex collega che era passato all'Occidente alla fine degli anni Ottanta, si dice chiaramente che a Leningrado Putin lavorava alla Quinta Direzione, creata appositamente per combattere i dissidenti. *Quando vivevo in Russia, ho cercato di evitare Vladimir Putin in ogni modo. Ho lasciato il giornalismo politico per non occuparmi di lui. Sono finita a dirigere una rivista scientifica. Un giorno, fummo invitati a seguire un esperimento in cui alcuni uccelli venivano liberati e poi seguiti da un aereo per vedere cosa facevano. Il cronista tornò indietro e mi disse che sull'aereo c'era Putin. Scelsi di non pubblicare la storia, perché non volevo dare spazio alla propaganda e per questo fui licenziata. Qualche giorno dopo ricevetti una telefonata da una persona che disse di essere il presidente e mi invitava al Cremlino. Pensavo a un imitatore, ma quando arrivai dovetti ricredermi. Era davvero Putin e voleva sapere il perché della mia decisione. Subito dopo mi fu offerto di nuovo il posto di direttore, ma rifiutai. Avevo capito che sfuggire all'influenza di quell'uomo in Russia oggi è impossibile. *Sembra che Putin reagisse alla minima provocazione cacciandosi ogni volta in una rissa, mettendo perciò a rischio la sua carriera nel KGB, che sarebbe stata stroncata se fosse stato arrestato per una lite o anche solo segnalato dalla polizia. Non entriamo in merito alla fondatezza o infondatezza di queste storie, quello che importa qui è l'immagine che Putin vuole dare di sé – e vuole che gli altri diano di lui – quella di un uomo impetuoso, decisamente violento e dal carattere poco controllabile. È ancora più interessante notare come questa immagine sia in contraddizione con il rigore e la disciplina alle quali Putin ha dedicato la sua adolescenza. *Trump parla all'emotività, mentre Putin coltiva uno stile molto costruito: sono i settant'anni di totalitarismo che lo hanno preceduto ad avergli permesso di essere quello che è. Ma ci sono anche similitudini: la maniera in cui mentono, ad esempio. ===[[Aleksandr Goldfarb (biologo)|Aleksandr Goldfarb]]=== {{cronologico}} *A metà giugno [[Valentin Jumašev]], che discuteva sovente di importanti incarichi amministrativi con [[Boris Abramovič Berezovskij|Boris]], chiese al tycoon la sua opinione su uno dei suoi assistenti: un uomo di nome Vladimir Putin.<br />Boris conosceva bene Putin. Si era incontrato con lui quando il futuro presidente era vicesindaco di San Pietroburgo, la seconda più grande città della Russia, e Boris era ancora impegnato nella vendita di automobili. All'epoca Putin godeva della reputazione di incorruttibile, una ''rara avis'' tra i funzionari. Più di recente, Putin aveva diretto un gruppo di verifica nell'amministrazione del Cremlino.<br />«Perché?» chiese Boris.<br />«Stiamo prendendolo in considerazione per il posto di direttore dell'FSB.»<br />Jumašev spiegò che la qualità principale che il presidente cercava in un nuovo capo delle spie era la lealtà, ma che non si fidava degli attuali generali dell'FSB. Erano un clan molto chiuso. Se Putin aveva una caratteristica fondamentale, era la sua incrollabile lealtà. Quando il suo ex capo, [[Anatolij Aleksandrovič Sobčak|Anatolij Sobčak]], l'ardentemente anticomunista sindaco di San Pietroburgo, non era stato riconfermato alle elezioni, Putin aveva preferito la disoccupazione al tradimento. *Secondo [[Aleksandr Val'terovič Litvinenko|Saša]], Putin non aveva mai lasciato davvero il servizio. Era sempre stato fedele al KGB. Poteva anche aver prestato temporaneamente la sua lealtà a Sobčak o a Eltsin, ma quando tornava in seno all'agenzia, non vedeva l'ora di infilarsi di nuovo nei vecchi metodi. *Come mi spiegò Berezovskij anni dopo, l'immagine bellicosa di Putin era stata attivamente promossa dai direttori della sua campagna nel 1999. Era perfettamente in sintonia con la maggioranza dei russi. L'orgoglio nazionale ferito nel periodo immediatamente successivo alla guerra fredda, il desiderio di un «uomo forte» che portasse ordine e stabilità, l'ira per la disparità tra i pochi superricchi e le masse impoverite: erano tutti motivi per cui quell'uomo ascetico, introverso, duro come l'acciaio, il proletario che combatte e vince contro ogni previsione, fu accolto calorosamente dal popolo russo. Putin era l'uomo che ci voleva per liberarsi di tutte le frustrazioni di cui soffriva il Paese. *Putin non gli era mai piaciuto, era un agente in sonno della ''Kontora'' che era stato richiamato e poi mandato a dirigere l'FSB nel 1998, o forse, a ben pensarci, non aveva mai abbandonato il suo posto. Non era mai stato né leale né sincero e aveva ingannato tutti, compreso Boris. *Quando Boris venne a sapere del ''[[Incidente del K-141 Kursk|Kursk]]'', era in Francia, nella sua residenza di Cap d'Antibes. Cominciò subito a telefonare a Putin, ma riuscì a raggiungerlo solo il 16 agosto, il quinto giorno dello sviluppo della tragedia.<br />«Volodja, perché sei a Soči? Dovresti interrompere le tue vacanze e andare alla base dei sommergibili o almeno a Mosca. Tu non capisci come vanno le cose e questo ti danneggerà.»<br />«E tu, perché sei in Francia? Te la sei meritata la vacanza o no?» Putin era sarcastico.<br />«Prima di tutto, non sono il padre della nazione e a nessuno importa niente di dove sia. Secondo, in mattinata volo a Mosca.»<br />«Bene, Boris, grazie per il consiglio.»<br />Quando il 17 Boris atterrò a Mosca, Putin era ancora in vacanza. ===[[Michail Gorbačëv]]=== [[File:Vladimir Putin 8 October 2001-1.jpg|thumb|Putin con [[Michail Gorbačëv|Gorbačëv]] nel 2001]] {{cronologico}} *La tv li aveva mostrati tutti in piedi, acclamanti Putin, in un'atmosfera di unanimità forzata che mi ricordava i tempi sovietici. Tutto ciò mi confermava che stavano maturando in fretta novità. (3 gennaio 2000) *Il regime non cambia, non ci sarà lotta alla corruzione, gli interessi e i privilegi dell'oligarchia saranno tutelati in pieno. Se continua così Vladimir Putin vedrà presto logorarsi i suoi margini di popolarità, perché la gente capirà che è stato un trucco. E il gioco diverrà scoperto. (3 gennaio 2000) *Vladimir Putin è un uomo freddo e concreto, un uomo capace di capire, analizzare e gestire le situazioni. Anche le più difficili. (1 aprile 2000) *Putin arriva al potere in un momento di acuto e profondo distacco tra il vertice e la società. Una vera e propria crisi di fiducia. In questo senso si può dire che perfino l'affluenza alle urne, che è stata relativamente alta, rappresenta un evento stupefacente. Perché questo sia accaduto bisogna ancora capirlo. Ma io oggi penso che Putin sia in grado di fare le mosse giuste. (1 aprile 2000) *Forse Putin non ha una grande esperienza, ma è un uomo che impara in fretta. Il suo tempo non è ancora scaduto. Per ora va con la corrente e, al di là delle apparenze, non ha ancora fatto la sua scelta. Dobbiamo aiutarlo, perché presto sarà costretto a farla. (16 maggio 2000) *Io gli ho detto, ancora una volta, che lo sostengo e lo sosterrò, finché sarò d'accordo con lui. Qualora la sua politica dovesse andare contro gli interessi del paese, allora lo dirò, perché non posso mentire. (16 maggio 2000) *Io non dico che Vladimir Putin sia perfetto. Ad esempio trovo inaccettabile il controllo stretto a cui vengono sottoposti i giornali. [...] Penso anche però che Putin abbia un grande merito: lentamente, faticosamente, sta risollevando il paese dalle macerie, lo sta tirando fuori dal caos per restituirlo a una vita normale. (7 settembre 2004) *Le stesse promesse che Putin ha ripetutamente fatto non sono state realizzate e, io temo, non sono realizzabili perché la burocrazia fa affogare il Paese in un pantano d'incompetenza, corruzione e disordine. (10 maggio 2005) *Non credo che Putin sia interessato a un regime autoritario. [...] Putin crede nella democrazia e nello Stato di diritto. Ma egli eredita una situazione desolante. Eltsin e il suo gruppo hanno costruito un sistema oligarchico che si rivela tenace e ostile a ogni forma di rinnovamento e di sviluppo. Non c'è spazio per i piccoli imprenditori, per il ceto medio. C'è una concentrazione di ricchezze in poche mani, ricchezze improduttive per il Paese, che infatti emigrano all'estero. Portare ordine è necessario. Ma non credo che Putin voglia eliminare la democrazia per portare ordine. (10 maggio 2005) *No, Putin non vuol dar vita a un nuovo regime autoritario, e non si trasformerà in un dittatore. Ha ereditato un Paese in preda al caos e ha cercato di restituirgli un ordine e una vita normale. Anche se per riuscirci non ha potuto mettersi a studiare sui manuali della democrazia. (31 ottobre 2006) *Io non dico che Putin sia un modello di democrazia, ma sul piatto della bilancia il bene pesa molto più del male. Le vostre accuse, spesso, sono pretestuose. (31 ottobre 2006) *Ai tempi di Eltsin le ricchezze del nostro Paese venivano saccheggiate, il Paese distrutto, l'esercito semismantellato, la costituzione calpestata. Due terzi dei russi vivevano in miseria, umiliati, e l'Occidente applaudiva. Così si è insinuato il dubbio. La gente si domandava: ma che amici sono quelli che parlano di Casa comune europea, dicono di sostenerci e poi vogliono trasformarci in un semplice fornitore di materie prime. Putin, con i mezzi che aveva, ha restituito al Paese una speranza. Credetemi, io nei suoi panni ci sono stato e so quanto sia difficile. (31 ottobre 2006) *Certo, Putin ha commesso degli errori sul piano dello sviluppo democratico, ma non possiamo dimenticare l'eredità che ha ricevuto da Eltsin: un paese che stava andando a pezzi. Bisogna dargli atto che ha evitato il collasso della Russia. (12 ottobre 2008) *Rimprovero a Putin la lentezza del processo democratico. Perché è vero che molte delle libertà civili introdotte con la perestrojka resistono e che la stragrande maggioranza dei russi ha votato per Vladimir Putin. Ma nessuno sa quale sarebbe la loro scelta se l'intero processo elettorale, dalla selezione dei candidati in poi, fosse davvero libero e democratico. (11 marzo 2016) ===[[Leonid Gozman]]=== *Di sicuro Putin non è pazzo. È perfettamente sano. È intelligente. Ma ha creato attorno a sé un mondo artificiale. Non vive nella realtà. Vive una sua vita fatta di sogni. E non ha alcun feedback, da molti anni. Ciò è molto pericoloso. Per capirsi: se il primo ministro italiano nel suo ufficio accende il televisore, può vedere quel che succede fuori. Invece quando Putin accende il televisore vede solo quello che i suoi collaboratori ordinano di far vedere in tivù. [...] Negli ultimi due anni, poi, si è completamente isolato. Vive in uno spazio asettico e solitario. Putin è un uomo solo. Così sogna di eventi storici: di Lenin che ha "creato l'Ucraina", della crudeltà della Nato, dell'occupazione dell'Europa da parte degli americani, e così via. La sua vita è questa. Ed è piena di stupide idee come queste. *Il suo è un regime personalistico. Non può esistere senza Putin. Non si è inventata alcuna leggenda che ne giustifichi la permanenza dopo di lui. Quindi, quando se ne sarà andato, noi russi avremo la possibilità di costruire un nuovo Paese. Perché Putin lascerà solo rovine. Ci dobbiamo preparare a quel momento: alla ricostruzione della nazione. Come fecero i tedeschi dopo la Seconda guerra mondiale. *In un certo senso ha anche ragione a dire che abbiamo bisogno di valori tradizionali. Ma il principale di questi valori "russi" secondo lui è la ''samovlastye'', il potere di una sola persona. Un potere che vale a tutti i livelli. Nella famiglia, per esempio, il padre è il padrone assoluto. Per questo motivo in Russia non abbiamo leggi contro la violenza in famiglia: se sono il capofamiglia, posso picchiare chi mi pare. E per lo stesso motivo in Russia non abbiamo i sindacati: il proprietario o il manager dell'azienda è una specie di padre. Come succedeva prima del 1861: il proprietario terriero era il "padre" dei contadini. Al livello più alto, quindi, tutti devono dipendere dal capo della nazione – che si chiami zar, khan o presidente. Così in Russia non abbiamo né un parlamento indipendente né un sistema giudiziario indipendente né media indipendenti. È la "tradizione russa". Putin non cerca di tornare all'Unione Sovietica. Cerca di tornare a quel sistema. ===[[Sergej Gurijev]]=== *La gente vicino a lui sa che non è possibile essere sleali con lui. Puoi essere infelice, ma non devi dirlo. E molti sono infelici perché le scelte del presidente costano loro molti soldi. [...] Lui è molto abile e riesce a monitorare ciò che avviene attorno a sé per evitare una cospirazione. Anche se c'è una situazione nuova: Putin è essenzialmente in lockdown. Vede solo le persone che si sottopongono a una o due settimane di quarantena. Significa che sono poche le discussioni su temi sensibili che avvengono in presenza. Spesso sembra fuori dal mondo ed è evidentemente mal consigliato. Credo che comunque sia ancora in controllo della situazione. *La tenuta dell'economia è uno dei pochi strumenti rimasti in mano a Putin per tenere calma la sua gente. *Mi stupisce vedere come i legami con un criminale come Putin non abbiano scalfito l'immagine di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Matteo Salvini|Salvini]] agli occhi dell'opinione pubblica italiana. Berlusconi è stato una fonte d'ispirazione per Putin, come Putin lo è stato poi per [[Viktor Orbán|Orbán]] e per Salvini. Tutti condividono una caratteristica: la grande abilità nel manipolare l'informazione per restare al potere. *Nel 2014 Putin poteva ancora tentare di farsi passare per uno spin dictator, come [[Lee Kuan Yew]] a Singapore o [[Hugo Chavez|Chavez]] in Venezuela. Ma la guerra in Ucraina è un massacro, la repressione in patria durissima, la trasformazione in fear dictator è evidente. *Oggi il controllo è totale. Ma un giorno Putin potrebbe non avere soldi per pagare né i soldati, né i poliziotti incaricati della repressione. *Quella di mantenere lo status quo, anzi di aumentare la repressione, è stata una scelta deliberata imposta da Putin una volta tornato alla presidenza nel 2012. E quando l'economia ha iniziato a rallentare a causa dell'assenza di riforme, il presidente ha cercato di recuperare consenso invadendo la Crimea. La guerra in Ucraina segue la stessa logica: incapace di generare crescita, Putin gioca la carta bellica per guadagnare legittimità. ===[[Paolo Guzzanti]]=== *Avevate mai visto prima di Putin un re o imperatore, presidente, generale o primo ministro che accogliesse un visitatore straniero di pari rango mettendolo a sedere a dieci metri di distanza ai due capi dello stesso enorme tavolo bianco costringendolo – suppongo- ad usare un microfono per parlare faccia a faccia? È quel che Vladimir Putin ha fatto con Macron e con qualsiasi altro ospite. Lui, il Presidente russo, appare normalmente invecchiato e con qualche chilo in più, ma comunque un uomo non gigantesco – neanche Stalin lo era benché così apparisse nell'iconografia – e appare per sua scelta minuscolo in quell'iperspazio stuccato e stucchevole. E poi lo adoro per il tono calmo, composto, probabilmente elegante (non conosco il russo e mi contento di sottotitoli in inglese) con cui dice delle cose terrificanti, ma come se parlasse della spesa della massaia che va al mercato. *Berlusconi è innamorato di quel brigante internazionale che è Putin. Non è una questione di realpolitik. Il suo è di vero e proprio innamoramento. E questo, a mio avviso, la dice lunga sulla sua idea di democrazia. D'altronde, chi potrebbe considerare «affidabile» uno che va a cena con Hitler? *Confesso di essere un fedelissimo consumatore del canale YouTube del presidente Vladimir Putin da cui sono affascinato per due sue caratteristiche: la totale dissennatezza di quel che cerca di ottenere e la pacata e anzi sussurrata forma di comunicazione che lui predilige e di cui fa un sapientissimo uso. Ne sono veramente affascinato. Putin ha introdotto, dopo la fine del Comunismo sovietico, uno sfarzo imperiale su di sé come persona, come funzione di massima autorità e come universo onirico simbolico, destinato sia alle immagini televisive che agli occhi umani, organizzato con pesantissima e tuttavia leggiadra mobilia, tendaggi pesantissimi e trapunti alternati con altri velati e setosi, tavoli, posateria, metri quadrati, marmi, ori, parquet intarsiati, cristalli. *Diciamoci la verità la sinistra non può mai essere filoamericana, se non in occasioni speciali, ma come sinistra viviamo l'America come il vero nemico e non potete toglierci questo giocattolo fondamentale per il nostro ecosistema. [...] Putin rivuole il suo impero? E allora i Paesi limitrofi devono cedere la sovranità, perché il Paese più grande del pianeta che va da Varsavia a Tokyo, fa brutti sogni e soffre di insicurezza. *La sinistra borghese ha bofonchiato molto su Putin, fondamentalmente perché era amico di Berlusconi. Putin è in ottimi e simmetrici rapporti, o almeno lo era, anche con Romano Prodi, ma lo sketch del "lettone di Putin" faceva premio sulla vignettistica. Poi però le cose sono cambiate perché non solo il mondo degli affari cerca un terreno tranquillo, ma perché Putin è cresciuto nel famoso immaginario collettivo junghiano come il nuovo campione antiamericano, il "Te spiezzo in due" dei tempi di Silvester Stallone. Ed è stato così che i benpensanti di sinistra pianin pianino si sono, con cautela e qualche incentivo, affezionati al buon soldato Putin, pur se tra soffocati tentennamenti e ammortizzatori morali. *Personalmente non riesco neanche ad avercela con Vladimir Putin, così compassato, calmo e con questa strana abitudine di mettere tra se stesso e l'interlocutore un tavolo di venti metri. Non riesco a considerarlo un pazzo furioso, come poteva essere Hitler, ma il figlio e il padre di una cosa a noi sconosciuta, che è l'imperialismo russo, che ha una sua religione, un suo fanatismo illogico e quasi religioso, un fanatismo che è rimasto tale e quale anche ai tempi di Stalin e di Lenin, i quali non sciolsero mai l'Impero ma se lo tennero ben stretto, cercando di ampliarlo. *Putin aveva deciso di liquidare l'embrione di classe sociale civile e capitalista, di cui Berezovsky era il rappresentante di massimo successo, e sostituirlo con una casta di ufficiali fedeli all'istituzione del KGB, sicuro che la ricchezza sarebbe venuta non dalla crescita di un mercato di tipo occidentale, ma dalla vendita di enormi quantità di materie prime, a cominciare dal gas e dal petrolio. Per pompare gas non serve aver letto Max Weber né aver fatto una rivoluzione liberale anglosassone. Bastava avere a disposizione tecnici ed esecutori fedeli. L'idea di Berezovsky era invece opposta: tenere fuori e sotto stretto controllo gli uomini del KGB e far crescere la classe di cui lui stesso era il primo esponente e che poi verrà chiamata «degli oligarchi». *Putin è un esemplare perfetto di russo incomprensibile perché la caratteristica che costituisce la sindrome è una divisione di personalità: metà occidentale ed europea, e americana. E metà asiatica. *Putin ha cominciato a perseguire il suo disegno imperiale dalla sua prima invasione: quella della Georgia per la quale io, personalmente e da solo, feci inutilmente fuoco e fiamme, mentre la tendenza era quella di dire lasciate perdere, sono affari interni e diatribe di confini. Non è così e adesso finalmente tutti cominciano ad accorgersene, ma si rifugiano nelle categorie psichiatriche e shakespeariane del principe pallido e crudele, fuori di testa. Non è così. Putin rappresenta la negazione estrema della democrazia e lo dice come lo dice Xi, il quale dichiara che l'umanità vuole armonia e non democrazia. Putin è pronto a morire e a uccidere per un disegno che considera immanente, divino, coincidente col destino e molto più vicino al mikado giapponese che alle nostre democrazie. Putin è un russo pronto a spararsi senza esitazione, ma che preferisce sparare ad ogni oppositore, rivendica un buon trenta per cento dell'intero pianeta in nome del supremo destino di un Paese che ha dieci fusi orari fra Kaliningrad e le isole Curili davanti al Giappone. *Putin non è un pazzo, ma è l'espressione di un processo mentale russo in cui c'entrano pochissimo l'economia e la geopolitica tradizionale. Putin ha sempre detto (io sono un suo follower sul canale YouTube a lui dedicato) che non vuole rifare l'Unione Sovietica, ma l'impero. E lo dice anche il presidente cinese Xi, che rivendica il suo impero cinese che affonda nella storia le sue radici da cinquemila anni e il turco Erdogan che sta ricostituendo l'impero Ottomano. Noi occidentali non abbiamo capito nulla di tutto ciò e seguitiamo a osservare il mondo attraverso le lenti a noi care del nazionalismo, mentre Putin, Xi ed Erdogan appartengono a un mondo nemico della razionalità. *Putin non è un pazzo e avrà sicuramente delle distorsioni mentali non da poco, ma si tratta di distorsioni che fanno parte di una cultura che accetta e infligge la morte senza batter ciglio, un temperamento che somiglia a quello degli spagnoli che inventarono l'uso di chiedere di poter fumare prima di essere fucilati, non per passione per la nicotina, ma per dimostrare arrotolando la cartina col tabacco, di non tremare. Una tradizione che colpì molto Stalin, il quale decise di non usare più i plotoni d'esecuzione per non consentire esibizioni di tale temerarietà, ma di uccidere con un colpo alla nuca, di spalle, o con massacri perpetrati da belve come quelle che Putin ha scagliato contro Grozny, Aleppo, Mariupol e Dio sa in quanti altri disgraziati posti di quel pezzo di mondo su cui comanda e impera. *Quando ebbi i primi sospetti su una natura molto diversa da quella che appariva nei primissimi anni del suo esercizio del potere, provai a discuterne con Berlusconi, che aveva stretto con Putin una amicizia illustrata da mille fotografie e video. Ma il presidente del Consiglio, come detto, tagliò corto: «Vladimir è una persona dolcissima. Lui capace di far uccidere qualcuno? Sarebbe come se mi dicessero che tu hai fatto uccidere qualcuno. Potrei crederci? No». *Secondo Putin, e l'ampio circolo degli alti ufficiali superstiti del vecchio KGB, tutto ciò che è stato russo, non importa sotto quale imperatore o capo di partito, rientra per diritto storico nell'area della Russia, non importa come siano tracciati i confini secondo le contingenze storiche. E quel territorio, che la Russia considera suo per diritto storico e non per diritto internazionale, non può essere violato da altre potenze, aggregato ad altre alleanze, modificato nella cultura e nelle tradizioni da soggetti estranei alla Russia, come l'Unione Europea, non parliamo poi della NATO. *Vladimir Putin non soltanto si è sempre detto scioccato dalla decisione del suo predecessore Boris Eltsin nel 1991 quando sciolse l'Unione delle Repubbliche Sovietiche, ma disse apertamente che avrebbe considerato ogni terra che avesse fatto parte nel passato sia dell'Impero zarista dei Romanov, sia dell'Unione Sovietica, come proprietà russa per diritto storico, da riportare prima o poi sotto il comando della Russia. E ha spiegato in un'occasione pubblica che il diritto russo su quelle terre momentaneamente perdute (fra cui Georgia e Ucraina) non si fonda sul diritto internazionale, ma su quello dell'appartenenza storica. ===[[Diego Fusaro]]=== *Con guinzaglio sempre più corto, i cani da guardia latrano e abbaiano da tempo contro Putin: il loro sguardo è sempre quello del potere di Washington. *Dopo Gorbaciov che faceva la pubblicità per Pizza Hut e dopo Eltsin che, tra una vodka e l'altra, svendeva la Russia agli oligarchi della finanza, Putin ha ripreso, a suo modo, l'eroica tradizione leniniana di resistenza al capitalismo imperialistico americanocentrico. *È opportuno che Putin conservi il primato militare come arma di dissuasione: per poter svolgere una civile funzione di freno alla super-potenza americana. *La Russia di Putin è uno Stato che non si piega alla globalizzazione americanocentrica e che non accetta l'invasione graduale degli spazi ex sovietici con la Nato come sta accadendo in Ucraina e com'è già avvenuto in Georgia. Perché mai dovrebbe accettare l'atlantizzazione dei propri spazi e la Nato ai propri confini? Questa è la colpa dell'Occidente: l'hybris, la tracotanza, e il non aver rispettato i limiti e gli accordi secondo cui la Nato non doveva espandersi verso Oriente. *Penso francamente che Putin abbia ragione su tutto il fronte. La sua Russia è oggi uno degli ultimi baluardi di resistenza all'imperialismo incontenibile della civiltà dell'hamburger. *Vladimir Putin, per me, rappresenta l'eroica resistenza all'imperialismo statunitense, la capacità di uno stato sovrano nazionale di resistere e di non lasciarsi piegare. Putin, poi, rappresenta anche l'importanza di aver riscoperto le identità e la sovranità nazionale come baluardo di resistenza all'imperialismo. Insomma, Putin può rappresentare la possibilità di un mondo multipolare, ossia di un mondo sottratto all'atlantizzazione integrale, detta globalizzazione. ===[[Pierre Haski]]=== *Certo, c'è sempre il rischio di un mandato di troppo e di perdere quell'autorità fatta di rispetto e paura che ha permesso a Putin di diventare un Brežnev post-sovietico, a sua volta fossilizzato. *Gli uomini della provvidenza hanno la tendenza a presentarsi come insostituibili, e a forza di spazzare via tutti i potenziali rivali finiscono per diventarlo davvero. Vladimir Putin, ormai da vent'anni alla guida della Russia, è uno di loro. *Il problema di Putin non riguarda tanto l'economia mondiale, quanto la situazione interna. Con il blocco dell'economia russa gli ammortizzatori sociali si sono indeboliti, e malgrado il presidente abbia promesso di versare tutti gli stipendi, il denaro arriva con il contagocce. Il malcontento sociale è un problema evidente. *La logica del Cremlino non è la nostra, perché Putin non deve rendere conto a nessuno e può correre rischi che nessuna democrazia occidentale è disposta ad accettare. *La popolarità incontestabile del presidente si basa su due pilastri. Per prima cosa Putin è considerato l'architetto della ripresa della Russia dopo gli anni di Eltsin, e in secondo luogo ha saputo restituire un certo orgoglio ai russi riportando l'ex impero al ruolo di potenza magari non rispettata, ma sicuramente temuta. E pazienza se questo orgoglio nasce da avventure militari insanguinate, in Siria come in Ucraina. *[[Pietro I di Russia|Pietro il Grande]] si era avvicinato all'Europa trovando ispirazione per la creazione del suo impero. Tre secoli dopo, Putin ha fatto una scelta diversa, quella dell'isolamento e dell'aggressività. *Putin si considera insostituibile perché è lui, e solo lui, a decidere di bombardare la Siria, negoziare con la Turchia, giocare con i nervi degli occidentali e restituire alla Russia lo status di potenza temuta. E pazienza se il paese resta un attore di secondo piano in campo economico. *Trent'anni dopo la morte dell'Urss che Gorbaciov non era riuscito a salvare, Putin ha rimesso in marcia la storia, e andrà avanti fino a quando qualcuno non lo fermerà. ===[[Andrej Illarionov]]=== [[File:Vladimir Putin 20 October 2000-2.jpg|thumb|Putin con [[Andrej Illarionov]] nel 2000]] *Credevo che questi soldi dovessero essere utilizzati per migliorare il tenore di vita dei cittadini russi lanciando vari programmi, attraverso i quali la Russia si sarebbe unita pacificamente al mondo libero e avrebbe goduto dei benefici della cooperazione internazionale, scientifica ed educativa. L'obiettivo di Putin in quel momento, come il mondo intero in seguito si rese conto, era esattamente l'opposto. Non è interessato all'elevare il tenore di vita del popolo russo. Putin ha iniziato ad accumulare risorse da utilizzare per attaccare e soggiogare militarmente i suoi vicini, e non solo loro. *Ho visto le richieste territoriali di Putin aumentare di anno in anno. Già nel 2003 Putin aveva avviato una campagna per impadronirsi della piccola isola di Tuzla nello stretto di Kerč tra il Mar Nero e il Mar d'Azov, inizialmente solo all'Ucraina. Inizialmente, nel settembre-ottobre 2003, fu lanciata una rumorosa campagna per riprenderci "la nostra isola di Tuzla". Nel 2014, all'inizio sembrava che volesse solo la Crimea, ma sfruttando l'occasione, ha immediatamente puntato sul Donbass e sulla Novorossija. E ora, se lo ascoltiamo e leggiamo, è già interessato a tutta l'Ucraina. *Innanzitutto, quando Putin entrò al Cremlino, la sua mentalità era diversa. All'inizio, soprattutto nei primi due o tre anni, dal 2000 al 2003, Putin era ovviamente interessato all'integrazione con l'Occidente. Ha parlato dell'Unione Europea e in particolare della NATO in conversazioni non pubbliche. Voleva che la Russia diventasse un membro a pieno titolo della NATO. Non ha parlato di questo desiderio una o due volte, ma molte volte, anno dopo anno, con un tono tale che se lo sentissimo esprimerlo adesso, 20 anni dopo, rimarremmo scioccati. È abbastanza difficile immaginare come si sia comportata in quel momento la stessa persona, per la quale la NATO è ora il principale nemico. *Per tutti arriva il momento della resa dei conti [...]. Per me fu [[Strage di Beslan|Beslan]]. Fu allora che capii che era il ''modus operandi'' canonico. C'era l'effettiva possibilità di salvare vite umane, e lui {{NDR|Putin}} scelse invece di uccidere gente innocente. L'uccisione degli ostaggi. [...] Fare il consigliere è fare il consigliere: è una cosa importante, ma non è la stessa cosa che rappresentare personalmente qualcuno. Dissi al mio datore di lavoro che date le circostanze non potevo più svolgere il ruolo di suo rappresentante personale. *Putin aspirava ad aderire alla NATO anche [...] nel 2005, quando partecipò al saccheggio di 12 miliardi di dollari di beni russi e li donò ai suoi amici e a se stesso attraverso Rosneft per arricchimento personale. A causa di un simile comportamento, quest'uomo pensò di poter unirsi all'Occidente. Era un periodo in cui era interessato alle riforme economiche. Ormai da almeno 10 anni, anzi anche da 15 anni, sicuramente dal 2008, la sua idea principale è invece l'espansione dell'Impero russo. *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Putin era felice. Gesticolava emozionato e diceva: «Glielo abbiamo fatto vedere, li abbiamo presi». Poiché non avevo niente da perdere dissi a loro tutto quello che pensavo della guerra in Cecenia. Gli dissi che le truppe russe ai suoi ordini commettevano un delitto. Lui continuava a dire che c'erano banditi e che li avrebbe fatti fuori e che lui era lì per fare in modo che la Federazione russa rimanesse intatta. Quello che mi disse in privato era esattamente quello che aveva sempre detto sull'argomento in pubblico: era la sua sincera opinione. Invece la mia opinione sincera era che si trattasse di un crimine. *Putin non è "un altro autocrate corrotto" il cui obiettivo principale è arricchire se stesso e i suoi amici attraverso il furto. Anche se lo ha fatto e continuerà a farlo, il suo obiettivo principale è molto più ambizioso: l'espansione dell'impero. E tutto il resto è solo un mezzo per raggiungere questo particolare obiettivo. ===[[Vladislav Inozemcev]]=== *È quasi l'unico dittatore che è riuscito a costruire una prigione da cui la maggior parte dei prigionieri non vuole nemmeno uscire, figuriamoci ribellarsi. *Nel mondo di Putin, l'importanza dell'economia equivale quasi a zero: dubito che sia al centro delle sue preoccupazioni. [...] Putin vede l'economia solo come lo strumento che genera il denaro di cui ha bisogno per continuare la guerra. Non si preoccupa del benessere della gente o di altre cose "secondarie". *Putin è il veterano di una nuova lega di statisti ossessionati dalla "sovranità"; che si sentono autorizzati a intervenire nel proprio "vicino estero"; che sono scettici riguardo alle virtù della democrazia, e preferiscono i valori "tradizionali" alla retorica sui diritti umani; e che si comportano in modo aggressivo perché si sentono a disagio in un mondo aperto, libero e governato da regole adottate da tutti i suoi membri con una procedura internazionalmente riconosciuta. *Putin non è un nazista. Sebbene abbia sostenuto che la nazione russa sia tenuta insieme non solo da un «codice comune culturale» ma anche «da un potente codice genetico, formatosi in secoli e millenni di matrimoni misti», e che questo codice genetico sarebbe probabilmente, se non di certo, uno dei «nostri vantaggi maggiori nella competizione col mondo odierno»; e sebbene abbia sostenuto, assieme alla Chiesa russa ortodossa, la teoria del «mondo russo» (Russkij Mir); quello che Putin ha creato è, piuttosto, il tipico modello di Stato fascista promosso da Benito Mussolini con elementi di socialdemocrazia, forte senso per la grandezza dell'impero perduto, economia corporativa, repressione relativamente morbida del dissenso. *Vladimir Putin ha dato ai cittadini prosperità e ha permesso loro di fare affari. Ma ha creato così tante minacce a questa prosperità che pochi rischiano di "uscire dagli schemi". Direi addirittura che la stragrande maggioranza dei russi attivi oggi perderebbe molto di più dal crollo del sistema di Putin di quanto potrebbe guadagnare, e questo è il pilastro più importante del regime. La coscienza in Russia è stata scambiata con il profitto, e non ci sono accordi inversi "sul mercato". ===[[Il'ja Jašin]]=== *Afferma di essere il difensore della vita familiare. In realtà è un uomo che ha preso pubblicamente le distanze dalle proprie figlie, e quando le menziona alla stampa si riferisce a loro come "quelle donne". *Al Cremlino, in epoche diverse, si sono avuti leader di vario tipo, crudeli, scaltri o autentici tiranni, ma mai prima d'ora la Russia era stata in mano a un uomo talmente tossico da far sì che mezzo mondo voglia prenderne fisicamente le distanze. *Aveva promesso di portare pace e libertà all'Ucraina, ma di fatto le ha portato morte, distruzione e dolore. Centinaia di migliaia di morti e feriti, milioni di profughi, rovine al posto di città un tempo fiorenti: ecco cos'ha portato Putin al popolo ucraino. Oltretutto, le parti del paese a soffrirne di più sono state proprio le regioni russofone, tradizionalmente leali alla Russia: sono state loro a subire l'attacco più forte da parte dei cosiddetti liberatori. Putin aveva garantito al nostro popolo la difesa degli interessi nazionali della Russia e il ripristino dell'antica grandezza. Ha invece assestato un colpo alla demografia nazionale e ha privato della vita e reso storpi decine di migliaia di russi che avrebbero potuto lavorare, crescere figli ed essere utili alla società. *Certo per Putin sarebbe l'ideale, se tutti i suoi oppositori si rifugiassero all'estero. "Gli oppositori sono scappati a casa dei loro padroni stranieri e abbaiano da lontano", dice il presidente. Non io. Non sono scappato e non abbaio ma dico la verità. Con voce alta e chiara. Rispondo delle mie parole con la mia stessa vita. E credo che le parole di verità dette qui in Russia abbiano più "peso" che le stesse parole dette da fuori. *Criticando Putin si ricorre a sinonimi tipo «il vecchio» oppure «quello» accompagnato dal caratteristico gesto del dito verso l'alto. C'è chi parla sottovoce, chi per allusioni. *Nella mente di Putin, è così che si afferma il potere: attraverso l'omicidio, la brutalità e la vendetta ostentata. Questa non è la mentalità di uno statista. È il pensiero di un capo di una banda criminale. *Putin finge di agire in nome dell'intero popolo, si è attribuito lo status di leader nazionale e ha dato persino al suo partito il nome di Russia unita. In Occidente spesso condividono questa visione quando parlano del "terribile popolo russo" che adora il suo capo, che si è stretto intorno a lui in un'estasi militaristica ed è geneticamente inadatto alla democrazia. Ma noi lo sappiamo che non è così. Sì, Putin ha una base di sostenitori, per anni se l'è coltivata grazie alla propaganda e alla manipolazione. Ma pure gli oppositori della guerra sono tanti nel nostro Paese, e non si tratta solo di politici e attivisti. *Putin lascerà dietro di sé un'eredità funesta: economia distrutta, isolamento internazionale, corruzione esorbitante e degrado delle istituzioni statali. A questo vanno aggiunti un opprimente senso di spaccatura sociale e le decine di migliaia di soldati che torneranno dal fronte con traumi psicologici. Ci attendono anni bui. Ma credo che in un modo o nell'altro ce la faremo. L'epoca di Putin deve finalmente insegnarci che non è possibile affidare l'intero potere a una sola persona. L'autocrazia porta sempre al disprezzo per la vita umana, il dispotismo dei leader si accompagna sempre a repressioni e guerre. *Putin offrirà la Russia su un piatto d'argento al compagno Xi e la porrà in una condizione di dipendenza politica ed economica dalla Cina. *Putin rimarrà un piccolo uomo che ha accidentalmente acquisito un enorme potere. Un personaggio che si nasconde in un bunker, uccide furtivamente e rende milioni di persone ostaggio dei suoi complessi. *Questo padrone del Cremlino cadrà nell'oblio esattamente come i suoi predecessori. E i cambiamenti sono inevitabili. *Vedo che i leader occidentali spesso non distinguono il regime del Cremlino dalla società russa, considerando Putin e il popolo come un tutt'uno. Ai miei occhi è un errore grave. Una politica simile aiuta Putin a farsi scudo del popolo, che di fatto è tenuto in ostaggio, lo aiuta a scaricargli addosso la responsabilità per l'aggressione militare. *Vladimir Putin dice spesso che il principale valore della Russia sono le sue persone, che lo stato compie sforzi enormi per proteggere e sviluppare il capitale umano. La guerra in Ucraina ha dato una palese dimostrazione della falsità di simili proclami e dell'ipocrisia di Putin. Per lui le persone non sono nient'altro che materiale di consumo, da comprare a basso prezzo e sbattere in prima linea per realizzare i suoi fini politici e soddisfare le proprie ambizioni. *Vladimir Putin parla spesso e a lungo di valori conservatori. L'Europa e gli Stati Uniti vogliono imporci i loro modi dissoluti e senza Dio, dice ai russi, per spaventarli e giustificare uno scontro con "l'occidente collettivo". [...] Tutta questa retorica è pura ipocrisia. Per Putin, il discorso conservatore non è altro che uno strumento politico per manipolare la coscienza della popolazione. La realtà è che il presidente russo conduce una vita immorale, del tutto contraria ai valori che pretende di incarnare. ===[[Viktor Juščenko]]=== *L'ho sempre trovato d'una gentilezza formale, non ricordo un suo gesto sgarbato. Mi chiamava confidenzialmente Viktorovic. Però mi colpiva una cosa: se c'era da negoziare su qualcosa, toccava sempre a me prendere l'iniziativa, lui non lo faceva mai. Io spiegavo la posizione ucraina per mezz'ora, lui armeggiava solo con foglietti che estraeva dal taschino. Credo sia molto cambiato, in questi vent'anni. Specie dopo il 2014. Ha visto che la putinizzazione dell'Europa era compiuta e s'è mostrato per quel che oggi vedete tutti. *Putin non si è accorto che l'Urss è crollata, che la guerra fredda è finita e che l'Ucraina è indipendente. Con [[Leonid Kučma|Kuchma]] era abituato a dare ordini, non si rassegna al confronto con un partner fondato su diritto e democrazia. *{{NDR|Schröder e Merkel}} hanno creato una dipendenza energetica per coltivare un rapporto privilegiato con la Russia. Lo stesso hanno fatto in altro modo i Sarkozy, i Berlusconi. Io lo dicevo: si rischia molto, a trattare con la Russia in questo modo. E ora si vede: per più di vent'anni, Putin ha creato un sistema di corruzione internazionale. ===[[Vladimir Kara-Murza]]=== *A tutti coloro che sostengono che Vladimir Putin è così popolare io chiedo una sola cosa: perché un capo di Stato così popolare ha così paura di un'elezione libera? *Al momento in cui il regime di Putin perderà il potere sarà troppo tardi per sedersi e pensare a cosa occorre fare. Bisogna pensarci ora. *{{NDR|«È innegabile [...] che in Russia Putin goda di un notevole sostegno»}} Credo sia molto importante ricordarsi che questa popolarità supposta del signor Putin non è mai stata verificata e confermata da un'elezione libera e democratica, contro dei veri oppositori. *Il regime di Putin non è al potere grazie al popolo russo, non ha un mandato democratico ricevuto dal popolo. È per questo che sempre più persone scendono per le strade a protestare contro il regime. È il solo modo per esprimersi, per opporsi al Governo: non abbiamo delle vere elezioni, tutti i canali televisivi sono controllati dallo Stato, il Parlamento è solo di facciata, non c'è una vera opposizione. Chi si oppone a Putin finisce in prigione. *La storia di questi ultimi due secoli ci insegna che l'unico modello in grado di garantire sviluppo, benessere ed una dignitosa vita umana è quello che si fonda sul rispetto dello stato di diritto, sulla piena libertà politica e sul rispetto dei diritti di ogni individuo. Questo è il modello della "democrazia liberale" inviso a Putin che ha trasformato la Russia da una democrazia imperfetta com'era, in una perfetta dittatura. *Le forze sovraniste e l'estrema destra europea stanno dando qualcosa a Putin che gli mancava da tempo: una nuova legittimazione internazionale. *Non so esattamente che cosa [[Matteo Salvini|Salvini]] ammiri del Presidente Putin: forse le centinaia di prigionieri politici o il fatto che il più importante leader dell'opposizione, [[Boris Nemcov|Boris Nemtsov]], sia stato ucciso a pochi metri dal Cremlino? *Putin è al potere da più di due decenni segnati da guerre. È arrivato al Cremlino come conseguenza della brutale guerra in Cecenia. Poi la distruzione dei media indipendenti, del pluralismo politico, delle libere elezioni e dei diritti civili. Quindi l'invasione della Georgia, l'annessione della Crimea, la prima incursione nell'Ucraina orientale, il bombardamento della Siria. Ora un attacco su vasta scala all'Ucraina, con crimini contro l'umanità nel mezzo dell'Europa. Non si fermerà finché rimarrà al potere. Anni di pacificazione occidentale nei confronti di Putin ci hanno portato a questo. *Putin sarà il nuovo presidente. È al potere da 18 anni. 18 anni! C'è un'intera nuova generazione di russi nati sotto Vladimir Putin. Coloro che andranno ora a votare per la prima volta sono proprio quelli nati sotto Putin. Certo, quando oggi si parla di elezioni in Russia bisogna mettere la parola "elezioni" tra virgolette: non hanno nulla a che vedere con una vera procedura democratica. *Tutta l'ideologia anti-europea, anti-liberale ed anti-occidentale di Putin è anacronistica e sbagliata. La Russia da sola potrà essere soltanto, ben che vada, un "junior partner" del colosso cinese. ===[[Garri Kasparov]]=== *Aiuti nucleari all'Iran, tecnologia missilistica alla Corea del Nord, equipaggiamento militare a Sudan, Myanmar e Venezuela, amicizia con Hamas: così Putin ripagava l'Occidente per aver taciuto per otto anni sulla questione dei diritti umani in Russia. *Ciò che l'Europa ha da offrire sono piuttosto commissioni e tempistiche indefinite, pretendendo in cambio trasparenza e riforme dolorose. Putin offre denaro sonante e tutto ciò che vuole in cambio è la tua libertà e la tua anima. *Fino a pochi anni fa Putin non ha avuto bisogno di ricorrere a nessuna ideologia per depredare la Russia e consolidare il potere. L'unica idea che ispirava la sua cerchia si può riassumere nella frase "Rubiamo insieme": la struttura governativa serviva a far confluire i denari pubblici nelle tasche di chi esercita il potere. Con il deteriorarsi della situazione economica, tuttavia, Putin ha dovuto leggere fino in fondo il manuale del perfetto dittatore alla ricerca di nuovi pretesti con cui giustificare il suo ruolo di leader supremo. *L'ascesa di Vladimir Putin e del suo clan di San Pietroburgo è stata definita machiavellica, ma se ne trova una raffigurazione migliore nelle imprese di don Vito Corleone. La tela di tradimenti, i segreti, il confine indistinto tra affari, governo e crimine: è tutto descritto alla perfezione nei libri di Puzo. [...] leggendo Puzo si ha una visione più precisa del governo Putin: una rigida gerarchia, estorsioni, intimidazioni, un'immagine da duro, una sfilza di provvidenziali decessi tra gli oppositori, l'eliminazione dei traditori, il codice d'onore e di omertà e, soprattutto, la missione di far fluire i ricavi in continuazione. In altre parole: una mafia. *Per sette anni, dall'elezione di Putin fino al momento dell'assassinio di Litvinenko, i leader occidentali provarono a cambiare il Cremlino con parole gentili e condiscendenza. Pensavano di poter integrare Putin e il suo clan nel sistema di mercato regolare e onesta diplomazia del mondo libero. Invece accadde il contrario. Il Cremlino non avrebbe cambiato i suoi standard, ma li avrebbe imposti al resto del mondo. La mafia corrompe tutto ciò che tocca e barattare i diritti umani oggi comincia a sembrare accettabile. Come beneficio aggiuntivo, Putin e i sui compari ricevettero il marchio di legittimità dai leader e dalle aziende occidentali rendendo quegli stessi leader e aziende complici dei loro crimini. *Poiché da oltre dieci anni faccio di tutto, anche con i miei editoriali, per mettere in guardia dalla vera natura di Putin e dalle sue mire, mi secca non poco constatare che tanti politici americani, e così potenti, giungono alle mie stesse conclusioni solo quando non sono più in carica. Eppure nei loro libri non una riga è dedicata ad analizzare quale diversa strategia avrebbero potuto usare per incidere sulle azioni di Putin, quando ancora avevano il potere per farlo. Non si prende mai in considerazione l'ipotesi che gli Stati Uniti avrebbero potuto minacciare di isolare Putin, di emarginare lui e i suoi amici miliardari, di usare il bastone dopo avergli lasciato pappare tutte le loro carote. *Purtroppo Putin, come tutti gli autocrati moderni, disponeva, e dispone ancora oggi, di un'arma che la leadership sovietica non si sarebbe neanche sognata: un profondo legame compromissorio, economico e politico, con il mondo libero. Decenni di scambi commerciali avevano generato una ricchezza mostruosa, che le dittature come quelle russa e cinese usano per edificare sofisticate infrastrutture autoritarie all'interno del paese e per esercitare pressioni in politica estera. Pensavamo, ingenuamente, che il mondo libero avrebbe sfruttato quelle relazioni socioeconomiche per liberalizzare gradualmente gli Stati autoritari. In realtà, sono stati gli Stati autoritari a diffondere il loro sistema corrotto all'estero e inasprire la repressione in patria abusando di quell'apertura e dell'interdipendenza economica. *Putin non è un ideologo. Lui e i suoi soldati hanno accumulato ricchezze spaventose e la minaccia di non poterne usufruire liberamente in Occidente sarebbe per loro devastante. A differenza dei loro predecessori sovietici, Putin e i suoi alleati non si accontentano di una limousine ultimo modello e di una bella dacia sul mar Nero. Vogliono governare come Iosif Stalin ma vivere come [[Roman Abramovič]], il caro amico di Putin che ha speso una fortuna per comprare una famosa squadra di calcio inglese e svariati yatch grandi quanto un campo di calcio. Gli oligarchi di Putin viaggiano in tutto il mondo e custodiscono le loro ricchezze all'estero, e questo dà ai governi occidentali una leva di potere consistente, se soltanto avessero il coraggio di usarla. *Putin [...] non sa che farsene del popolo russo, soprattutto dei giovani istruiti. Lui e la sua giunta hanno trasformato il paese in un petrol-Stato, e le esportazioni di risorse naturali su un mercato globale insaziabile non necessitano di imprenditori o di manager, per non parlare di scrittori e professori. *Quando Putin divenne presidente nel 2000 non figurava nessun russo nella lista di ''Forbes'' dei miliardari di tutto il mondo. Nel 2005 ce n'erano trentasei e nel 2008 erano saliti a ottantasette, più di Germania e Giappone messi insieme, in un paese in cui il 13% dei cittadini vive al di sotto della soglia di povertà, con 150 dollari al mese. Putin e i suoi simpatizzanti all'estero usavano quelle cifre per pubblicizzare la crescita del Pil russo, ma era come calcolare la temperatura media di tutti i pazienti di un ospedale. *Se Putin gode di tanto consenso popolare, perché non ci sono elezioni libere e regolari e una stampa indipendente? Perseguitare blogger e arrestare un manifestante che ne sta in piazza con un cartello anti-Putin non mi pare sia il comportamento tipico di un governante popolare. ===[[Elena Kostjučenko]]=== *Come Hitler e Mussolini, Putin sostiene che amare il nostro Paese ci obblighi a diventare assassini, a sostenere il fascismo. *Non somigliava per niente a El'cin: era giovane, atletico, aveva gli occhi chiari. Gli occhi erano l'unica cosa della sua faccia che ti restava in mente. La voce aveva una particolarità: pareva sempre a un passo dal diventare un ringhio. In compenso, quando Putin sorrideva, tutti quelli che gli stavano intorno sembravano felici. Mia madre non aveva votato per lui. È del Kgb, diceva. Io sapevo cos'era il Kgb: nella nostra scala abitavano due agenti. Persone sospettose in modo maniacale, che bevevano come spugne e non salutavano mai. Non avevamo legato. *Quando Putin è arrivato al potere, i cittadini russi si sono semplicemente accontentati che non fosse né anziano, né alcolista. Le aspettative erano molto basse. Inoltre, non bisogna dimenticare che la propaganda putiniana investe risorse illimitate al fine di apoliticizzare la maggioranza della popolazione. Le votazioni e le elezioni in Russia si sono trasformate in una specie di rituale in cui si pone una crocetta, ma la realtà è che elezioni libere nel mio Paese non esistono più da molto tempo. ===[[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]=== *Convivono in lui idealizzazioni e mistica del Kgb che lo ha sollevato dalla sua parte socialmente misera. Alla fine lui stesso non sa che cosa realmente stia avvenendo: vive da segregato, non si fida di nessuno, vede solo sudditi che gli portano le notizie che vuol sentire e che servono a loro per conservare il proprio posto comodo. *Da un lato, è innamorato dell'estetica SS e la sta implementando nel suo paese. Adorava i film in cui uomini affascinanti andavano in giro con eleganti uniformi da ''Oberststandartenführer''.<br />Sicuramente gli piace la rapidità e il cinismo con cui il Terzo Reich era riuscito a conquistare il dominio in Europa, sottomettendo i democratici "morbidi e indecisi" e mettendo lo stivale sulla gola di tutti i governi più o meno liberali. [...]<br />La Germania di Hitler è per lui un modello, e insieme un oggetto di odio, e insieme un oggetto di adorazione. Purtroppo. *Di sicuro {{NDR|la [[Nuova cronologia]]}} gli è utile perché secondo le dottrine che si basano sulla Nuova cronologia è arrivato il momento di ripristinare la giustizia e porre fine all'umiliazione storica del grande popolo russo. *Dopo Putin arriveranno coloro che sono ancora peggio di lui, ma poiché saranno peggiori, più primitivi e più stupidi, falliranno molto più rapidamente di lui. E finalmente ci libereremo da quell'incubo. *I suoi sogni ad occhi aperti tradiscono la mancanza di vera cultura. Legge poco. I libri a cui fa riferimento [...] sono libri che Putin conosce per sentito dire, nei riassunti preparati dai suoi collaboratori. Qualcuno gli aveva raccontato che esistono delle "antiche cronache" occultate dai cattivi occidentali e rubate da tutte le biblioteche del mondo ancora nel sedicesimo secolo. Le cronache "vere e genuine" che nessuno ha visto, perché, ripeto, sono state occultate, avrebbero parlato di una Grande Russia Antica che avrebbe dominato l'intero continente europeo. Putin sembra affascinato da queste sciocchezze, forse ci crede, oppure strumentalizza questa favola, ma la vede come una specie di legittimazione per dichiarare un programma d'azione, cioè, ricostruire la "Terza Roma", il "Mondo Russo" o la "Grande Eurasia". *Le poche notizie che trapelano sulla vita privata del presidente tacciono sulla sua famiglia. Ha pubblicamente disconosciuto le figlie ("Cosa volete che dica di queste donne?"). La moglie l'ha lasciato e si è risposata. È stata invece platealmente resa pubblica la sua passione per gli svaghi da testosteronico "maschio alfa". *Putin ama la solitudine e non incontra anima viva. Non usa internet. Il linguaggio della nuova cultura virtuale è per lui misterioso. Utilizza informazioni che sono già state sintetizzate ed elaborate da qualcun altro. Riceve riassunti sotto forma di documenti stampati. I suoi incontri con le "masse" sono inscenati: sempre gli stessi suoi agenti della sicurezza (appartenenti al FSO, che è parte del FSB, ex KGB) travestiti una volta da pescatori, un'altra volta da cuochi. Sempre le stesse facce, anche quando Putin va a visitare i militari feriti in ospedale. Ecco che su un letto, in corsia, roseo e pimpante, senza neanche un cerotto, giace sorridendo la guardia forestale con la quale Putin è appena andato a caccia. *Putin è ovviamente un dittatore: gestisce il paese manovrando i suoi accoliti, inoculando nelle loro menti non solo strategie e piani, ma anche i propri complessi e deviazioni mentali. Ed essi, la cerchia di Putin, a loro volta, riproducendo alcune follie del capo, lo stanno manipolando e stanno alimentando il suo squilibrio, mettendogli abilmente in testa nuove idee e spacciandole per verità o per convinzioni maturate da Putin stesso. *Putin ha una mentalità atavica, mistica, oscura. È uno che non usa il computer, non naviga su Internet, dà ascolto ad eremiti, va in clausura sul Monte Athos, crede a indovini e sciamani. *Putin ha una propria idea (piuttosto approssimativa) della storia russa. Quando parla, commette errori di nomi e datazioni, e si vede che non capisce la conseguenza degli eventi. In una trasmissione in diretta è stato addirittura corretto da un bambino di nove anni. Gli adulti non lo correggono probabilmente per paura, ma se ne accorgono in molti. ===[[Sergej Adamovič Kovalëv]]=== {{cronologico}} *Un presidente si elegge perché gli elettori pensano che possa rispondere a varie aspettative, politiche, economiche, sociali. Mentre Putin verrà eletto soltanto perché ha promesso di sbaragliare i ceceni. Qui sta il consenso dei russi attorno al suo nome. (7 marzo 2000) *Coloro che hanno tramato per un ritorno dell' autocrazia, spingendo sulla scena questa specie di Pinochet russo, sono riusciti nel loro intento. (23 marzo 2000) *La manovra con cui Putin è stato messo sulla poltrona presidenziale [...] era perfetta. Se infatti Eltsin non si fosse dimesso, e le elezioni avessero avuto luogo come previsto a giugno, non so proprio come sarebbero finite. (23 marzo 2000) *I commentatori, siano russi o siano stranieri, hanno elaborato diverse spiegazioni per lo straordinario "fenomeno Putin". La prima fa riferimento al fatto che Putin avrebbe dato ai cittadini russi quel che loro attendevano con ansia dopo il susseguirsi delle catastrofi degli anni '90: la sensazione di aver raggiunto una relativa stabilità e sicurezza. Qualcosa di vero c'è: gli stipendi vengono pagati quasi sempre in tempo; l'economia mostra segni di ripresa e in ogni caso il declino si è arrestato. Le pensioni e la sicurezza sociale sono in netto miglioramento, anche se sono ancora lontane dal garantire una vita appena decente; la percentuale di cittadini che vivono in povertà è in costante diminuzione; la resistenza armata cecena è stata quasi debellata, e da qualche tempo non vi sono più stati attacchi terroristici. Una seconda spiegazione per la popolarità di Putin è la nostalgia per il passato sovietico. Alla gente, si dice, il regime sovietico e tutti i suoi simboli tutto sommato mancano. E quale era l'essenza del regime sovietico, se non il Kgb, erede della potente Ceka staliniana, baluardo contro i nemici interni ed esterni dello Stato? Dunque, è per nostalgia che i russi hanno eletto e rieletto un colonnello del Kgb come loro leader. [...] Vi è anche una terza spiegazione, forse un po' mistica, ma se ne parla spesso in conversazioni private e qualche articolo di giornale di tanto in tanto la evoca. La popolarità di Putin ha a che fare col suo "carisma", anche se nessuno sembra capace di dire in cosa esattamente questo consista. L'unica cosa chiara è che non si può ridurre al fascino mascolino o ai suoi comportamenti in pubblico, che sembrano tuttavia ispirare fiducia nel cittadino comune. Eppure, quando si compiace di usare espressioni quali "affoghiamoli nel cesso" (in riferimento ai ribelli ceceni) o dice a un giornalista straniero "vada a farsi circoncidere", non sembra affatto emanare un "carisma" particolare. (5 dicembre 2007) *I collaboratori di Putin hanno rapidamente portato a termine il compito più delicato e importante, la conquista del sistema televisivo. Da allora, il paese è sottoposto a una propaganda pervasiva, incessante, ben più sofisticata, efficace e onnipresente di quanto il regime sovietico sia mai stato capace di mettere in atto. Stampa e televisione hanno martellato senza sosta il pubblico con immagini di Putin quale capo carismatico alla testa di un vasto movimento di resistenza nazionale, mentre il putinismo viene rappresentato come il garante della stabilità e dell'ordine interno. I valori dello stato imperiale sono stati inculcati nell'immaginario collettivo, nell'intelligenza sociale, insieme con una sistematica denigrazione e banalizzazione di ogni concezione alternativa dello sviluppo della Russia, soprattutto quelle che si ispirano ai valori della libertà e di una genuina democrazia. In breve, l'incessante propaganda ha trasformato le diverse ipotesi sulla popolarità di Putin in una singola, coerente e dominante realtà. (5 dicembre 2007) ===[[Andrij Kurkov]]=== *Nessuno si fida di Putin. Non gli crediamo. Alla prima occasione tornerà ad attaccarci, lo ha già fatto in passato e lo rifarà. È scritto sui muri. *Putin è un dittatore, i suoi soldati delle locuste che divorano il Paese senza alcun diritto. *Putin sta distruggendo la cultura e la lingua russa ovunque. *Sapevo che non ci avrebbe lasciato in pace, ma non pensavo che avrebbe scatenato una guerra. Ora che è vecchio, teme di non avere il tempo per realizzare i suoi piani: ricreare l'Unione Sovietica o l'impero russo. Né l'uno né l'altro sono possibili senza l'Ucraina. Non ha bisogno di soldi adesso, né di nient'altro. Vuole rimanere nei libri di storia come l'uomo che ha fatto rivivere la superpotenza di cui tutti devono aver paura. *Vorrebbe diventare il rifondatore dell'impero russo. Del presente non gli importa nulla, la Russia può essere distrutta, i russi morire, a lui interessa solo l'eredità storica. ===[[Nicolai Lilin]]=== {{cronologico}} *È [...] possibile che dietro agli attentati {{NDR|l'[[attentato di Mosca del 2010]] e l'[[attentato terroristico all'aeroporto Domodedovo del 2011]]}} ci sia lui o persone vicine a lui. (25 gennaio 2011) *In Russia la gente ha creduto per anni alle favole che sentiva raccontare. Ha creduto al pericolo del terrorismo, ha creduto che i ceceni fossero criminali e che questo piccolo uomo fosse in grado da solo di garantire sicurezza, salvare le città, mantenere l'ordine. Putin in realtà non è che il risultato di un compromesso tra servizi segreti e oligarchi, per evitare una guerra civile e spartirsi quello che c'era da spartire. (12 dicembre 2011) *È un piccolo uomo, uno che ha sempre bisogno di dimostrare il contrario e per questo si fa fotografare con le tigri, o a torso nudo o con un fucile da cecchino. Non è nemmeno il meglio che possano esprimere i servizi segreti, è semmai un loro fallimento. (12 dicembre 2011) *La Russia ha fatto un altro salto indietro: la legge antigay. Ora manca quella razziale e Putin potrà farsi crescere i baffi da Hitler. (2 luglio 2013) *Sono rammaricato per come stanno andando le cose con Putin, le sue leggi omofobe, la censura, la pedofilia come sistema criminale per guadagnare denaro. La corruzione di stampo occidentale ha preso il sopravvento, per questo Berlusconi e Putin sono così amici, e si somigliano pure: ambedue oggetto di plastiche facciali per sembrare sempre giovani, ma solo Satana non invecchia mai. Sono demoni. (30 ottobre 2013) *Posso solo dire che è un eccellente ufficiale e soldato del KGB, conosce solo un tipo di strategia, ed è quella militare. (27 giugno 2014) *Ogni paese dovrebbe essere fiero di avere un presidente come Putin, uno che fa gli interesse della sua patria. (26 luglio 2014) *Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito. (16 ottobre 2020) *Putin parla con gli [[Oligarchi russi|oligarchi]] e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone. (16 ottobre 2020) *Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto. (16 ottobre 2020) *Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto. (16 ottobre 2020) *Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli oligarchi. (16 ottobre 2020) *Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è [[Alessandro III di Russia|Alessandro III]]. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano. (26 marzo 2022) *Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pensarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema. (26 marzo 2022) *In lui c'è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest'uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano. (28 marzo 2022) ===[[Jonathan Littell]]=== *Fisicamente, Putin è un uomo di bassa statura e certamente gli anni dell'infanzia, trascorsa nella Leningrado post bellica, devono essere stati molto duri per lui. Sicuramente gli hanno insegnato questa lezione: se sei piccolo di statura, colpisci per primo, colpisci forte e continua a colpire. I ragazzi più grandi e grossi impareranno a temerti, e saranno loro a fare un passo indietro. È una lezione che ha imparato a memoria. La spesa militare degli Usa nel 2021 è stata di circa 750 miliardi di dollari, quella complessiva di tutti i paesi europei non è arrivata ai 200 miliardi, e quella della Russia si è attestata intorno ai 65 miliardi di dollari. Eppure, Putin riesce a spaventarci molto di più di quanto non riusciamo a spaventarlo noi. Ha dalla sua il vantaggio di lottare come un topo spinto nell'angolo, non come i nostri ragazzi grassocci e indolenti, allevati a Coca-Cola, Instagram e 80 anni di pace in Europa. *Ho studiato a lungo il linguaggio di [[Adolf Hitler]] e ritrovo lo stesso meccanismo in Putin, quello di un dittatore narcisista che trasferisce le proprie paure e le proprie insicurezze sulla storia. La sua persona diventa un fatto storico. *Putin deve la sua esistenza alla guerra; se sopravvive e prospera ancora oggi, lo deve alla guerra. Ma adesso una guerra, ce lo auguriamo, servirà finalmente ad annientarlo. *Putin sembra addirittura credere alla sua stessa propaganda, quando si tratta dell'Ucraina. Credeva davvero che gli ucraini avrebbero accolto i «liberatori» russi a braccia aperte? Che si sarebbero arresi senza colpo ferire? Se così stavano le cose, si è sbagliato di grosso. Gli ucraini combattono, e benché inferiori per numero e armi, combattono con tutta l'anima. Insegnanti, impiegati, casalinghe, artisti, studenti, dj e drag queen, tutti imbracciano i fucili e sparano ai soldati russi, molti dei quali sono semplici ragazzi che non hanno la minima idea di che cosa sono andati a fare in quel posto. *Putin si è convinto che siamo deboli, almeno se messi di fronte al suo concetto di forza. Anche perché per anni si è allenato sulle debolezze dei Paesi occidentali. Le ha coltivate, le ha studiate. Non mi ha mai convinto l'ipotesi della paranoia, a mio avviso è stato un leader lucidissimo nelle sue mosse. *Tornai in Cecenia come operatore umanitario allo scoppio del secondo conflitto. Nel febbraio del 2000, trascorsi una serata in quella regione in compagnia di Sergey Kovalev, il grande paladino russo dei diritti umani, e gli rivolsi la domanda che era sulle labbra di tutti: chi era questo nuovo presidente sconosciuto? Chi era Putin? Ricordo ancora, a memoria, la risposta di Kovalev: «Giovanotto, vuoi sapere chi è Vladimir Putin? Vladimir Putin è un tenente colonnello del Kgb. E sai chi è un tenente colonnello del Kgb? Un signor nessuno». *Vladimir Putin in tutti questi anni ha giocato sul filo dell'ambiguità unita a un tentativo di normalizzazione. Una volta si è preso un pezzetto di territorio nel silenzio dell'Occidente, un'altra volta ha osato con la guerra ibrida, un'altra ancora è stato accusato di aver violato i diritti umani senza che questo diventasse un problema di tutti. Ogni volta, sui media occidentali, le mosse di Putin restavano un fatto confinato nella Russia, ma il nodo è che i diritti sono un problema di tutti. ===[[Aleksandr Val'terovič Litvinenko]]=== {{cronologico}} *Putin sa di essere un criminale di guerra e, ovviamente, teme di finire sul banco degli imputati per le malefatte che ha compiuto. (22 gennaio 2004) *Se Putin disponesse delle prove della colpevolezza di [[Aslan Maschadov|Maschadov]] in relazione {{NDR|all'[[attentato a Mosca del 2004]]}}, allora certamente verrebbero presentate al pubblico. Poiché ciò non è stato fatto, significa che i vertici della Federazione Russa semplicemente non dispongono di queste prove e a Putin non resta che mentire. (7 febbraio 2004) *Nei cinque anni del suo governo Putin ha detto solamente una cosa giusta, che l'URSS si è sfaldata perché lui è stato un incapace, e qui è necessario aggiungere che incapace lo è stato perché quella era un'enorme prigione di popoli, proprio come lo è oggi la Federazione Russa. (6 settembre 2004) *La Russia ha di che inorgoglirsi: il suo Presidente Putin non è soltanto sommergibilista, aviatore, allevatore di cani esperto ed il migliore amico di tutti i bambini. È anche un armatore: è di sua proprietà il megayacht "Olimpia", che rientra nella classifica dei cento megayacht più grandi al mondo. (10 giugno 2005) *Quando ho incontrato Putin per la prima volta ed ho parlato con lui, il mio fiuto operativo mi ha suggerito che fosse robaccia della peggior specie, di quelle che oggi abbondano sui tavoli dei controlli passaporti, alla dogana e per la Tverskaja all'imbrunire. L'incontro con Putin, quando era ancora direttore dell'Fsb, mi ha lasciato nell'animo un'impressione di ribrezzo, e allora ho preso dentro di me la decisione che da Putin e da quelli come lui, qualunque sia la posizione che occupano, occorra tenersi quanto più distante possibile, come successivamente ho fatto. (10 giugno 2005) *Il principale merito del governo settennale di Putin è che nel Paese governato dal Kgb viene deprezzata pienamente la vita umana, oggi la vita umana in Russia non vale proprio un bel niente. (30 marzo 2006) *Dopo che lo sconosciuto Putin, in un modo del tutto incomprensibile, è apparso all'apice del potere russo, ho iniziato a indagare molto attentamente e a fondo su ogni fase della sua crescita professionale. Ed ecco cosa sono riuscito a scoprire da chi conosceva bene Putin durante i suoi studi al Kai {{NDR|Istituto della bandiera rossa Andropov}}.<br />Si è scoperto che Putin non è stato portato all'intelligence straniera perché è stato accertato che soffre di pedofilia. Come hanno detto persone esperte, non hanno appreso immediatamente di questo disturbo sessuale, ma poco prima di diplomarsi al Kai. Naturalmente, non c'era abbastanza tempo per studiare Putin, e la leadership del Kai aveva paura di riferire ai vertici che gli ufficiali del personale non avevano ispezionato, e nelle profondità dell'intelligence sovietica, è apparso la parola "pedofilo". (5 luglio 2006) *Subito dopo la sua nomina come direttore dell'Fsb, Putin ha iniziato a cercare materiale compromettente raccolto su di lui nei servizi speciali e a distruggerlo, preparandosi così alla futura presidenza. È chiaro che, essendo il direttore dell'Fsb, non ha avuto particolari problemi con la distruzione di prove compromettenti su se stesso. A quel tempo, Putin ha trovato video nel dipartimento della sicurezza dell'Fsb, dove i čekisti sono riusciti a registrare il loro futuro capo nel momento in cui faceva sesso con ragazzi minorenni. (5 luglio 2006) *Certo, non puoi credermi e dici che Putin non può essere un pedofilo, perché è un padre di famiglia esemplare e sua moglie e i suoi figli lo adorano. Tuttavia, se ricordiamo la sanguinosa storia di uno dei maniaci più crudeli del nostro tempo, [[Andrej Romanovič Čikatilo|Andrej Čikatilo]], che, per soddisfare la sua lussuria, uccise 53 bambini, così la moglie del maniaco Čikatilo, come la moglie del presidente russo, ha sempre affermato che suo marito era un padre di famiglia esemplare, amava e si prendeva cura dei suoi figli. (5 luglio 2006) *Caro signor Putin, Lei ha dimostrato di non aver rispetto per la vita, per la libertà o per i valori civili.<br />Lei ha dimostrato di essere indegno del suo ufficio.<br />Di essere indegno della fiducia degli uomini e delle donne civili. Potrà riuscire a mettere a tacere un uomo, ma il fragore delle proteste da tutto il mondo, signor Putin, rimbomberà nelle sue orecchie per il resto dei suoi giorni.<br />Che Dio vi perdoni per quello che avete fatto, non solo a me, ma all'amata Russia. (20 novembre 2006) ===[[Oleksandra Matvijčuk]]=== *Alcuni sostengono che Putin non ha bisogno di stringere la mano a nessuno. Ma personalmente, credo che questo sia importante per lui e per il suo ego patologicamente gonfiato. *Non gli importa dell'economia o del popolo russo. Gli importa di come il suo nome sarà scritto nella storia. Vuole essere ricordato come colui che ha restaurato l'Impero sovietico. *Putin non ha paura della NATO. Putin ha paura dell'idea di libertà. ===[[Sergej Medvedev (scrittore)|Sergej Medvedev]]=== *Indubbiamente gli storici del futuro scopriranno come e quando l'Ucraina si è impadronita dell'immaginazione paranoica di Putin. È successo nel 2004, al tempo della prima rivoluzione Maidan, quando le "[[rivoluzioni colorate]]" divamparono attorno al perimetro dell'Impero? Oppure è stato durante il secondo Maidan, nel 2013? O era dovuto a qualche trauma infantile sconosciuto? O alla gelosia adulta di un marito respinto e disprezzato? Qualunque cosa fosse, il fatto è che per Putin gli ucraini sono diventati quello che gli ebrei erano per Hitler: una spina nella sua visione dell'universo. Tutti i suoi saggi pseudo-storici dell'anno precedente, tutti i suoi commenti amari, il suo ribollente disprezzo e odio per l'Ucraina, testimoniano il fatto che aveva deciso "di risolvere finalmente la questione ucraina". Nello sterminio dell'Ucraina, che sta avvenendo davanti ai nostri occhi, Putin sta seguendo gli ordini del suo padre spirituale, [[Vladimir Žirinovskij|Žirinovskij]], che lanciava facilmente bombe nucleari nei suoi discorsi incendiari. *Putin ha restituito alla Russia uno dei suoi principali archetipi: la guerra. È salito al potere come "il presidente della guerra" e non ha abbandonato l'argomento per nemmeno un solo anno del suo governo. La sua improvvisa nomina a primo ministro, il 9 agosto 1999, coincise con l'[[Guerra in Daghestan|attacco a sorpresa al Daghestan]] da parte dei combattenti ceceni due giorni prima. Poi ci fu una serie di misteriose [[Bombe nei palazzi in Russia|esplosioni in condomini]] a Mosca, Volgodonsk e Bujnaksk, nel sud della Russia, nel settembre 1999, che uccisero oltre 300 persone e ne ferirono altre 1.700. Un'altra esplosione è stata evitata in un condominio a Rjazan', ma questa è stata poi descritta come "solo un'operazione dell'Fsb". I terroristi ceceni furono accusati degli attacchi, ma ci sono teorie che suggeriscono che dietro gli attacchi ci fossero l'Fsb e Putin personalmente, e che Putin volesse aumentare la sua reputazione come protettore della nazione in vista delle elezioni presidenziali del 2000, così come rafforzare il ruolo dell'Fsb e giustificare una nuova guerra in Cecenia. *Tutto quello che aveva cercato di creare, tutta questa borghesia delle città degli ultimi trent'anni, questi 20 milioni che si erano uniti alla civiltà globale, è finito. La guerra di Putin è una manifestazione di questo fallimento. La Russia di Putin non ha creato una società civile, la democrazia non ha messo radici lì. Invece, ha ricreato un enorme Stato Leviatano, che ha schiacciato tutti i germogli della democrazia. ===[[Julija Naval'naja]]=== *Alle ultime elezioni ha preso l'85 per cento: ma non c'erano osservatori stranieri a certificarlo. Non dico che non ha sostegno. Ma nei paesi democratici nessun leader prende l'85 per cento, sostenendo anche che ci sono state vere elezioni. *Il problema è che l'Occidente pensa a Putin come un politico. Ma Putin ha da tempo smesso di essere un politico. È il capo di un gruppo criminale organizzato. Tutto il suo cerchio magico è composto da criminali che hanno commesso crimini di guerra, hanno violato leggi, hanno rubato un sacco di soldi al popolo russo, mentre lo tengono in povertà. *Parlando di lui tutti pensano che abbia qualcosa di speciale. Ma non è così: è un dittatore come tanti. Corrotto. Che prospera sulla repressione, avvelena e uccide gli oppositori politici e mantiene il potere con la paura. Non vuole finire la guerra perché non mira a vincere ma a terrorizzare. *Se volete davvero sconfiggere Putin, occorre diventare innovatori. E smetterla di accontentarsi della banalità. Putin non verrà scalfito da un'ennesima risoluzione né da un nuovo pacchetto di sanzioni, indistinte dalle precedenti. Non verrà sconfitto se continuiamo a considerarlo un uomo di principi e regole morali. [...] Non abbiamo a che fare con un politico, bensì con un mafioso sanguinario. Putin è il capo di una vera e propria organizzazione criminale, che include assassini e avvelenatori. Ma costoro sono soltanto sicari e burattini. I veri responsabili appartengono alla cerchia più vicina a Putin: sono i suoi amici, i suoi soci, e gli amministratori dei soldi della mafia. ===[[Aleksej Naval'nyj]]=== *Ho preso parte alle indagini sul mio stesso avvelenamento e abbiamo dimostrato, con tanto di prove, che è stato Putin, impiegando i Servizi di sicurezza federali russi, a mettere in piedi questo tentativo [...]. E questo sta facendo impazzire quel ladruncolo chiuso nel suo bunker: il fatto che tutto questo sia venuto alla luce. *Io l'ho offeso mortalmente sopravvivendo a un attentato alla mia vita ordinato da lui [...]. L'ho offeso mortalmente sopravvivendo, grazie a persone buone, grazie ai piloti e ai medici. E a quel punto gli ho provocato un'offesa ancora più grave: non mi sono andato a nascondere, non ho cominciato a vivere sotto protezione in un bunker – più piccolo – che mi potessi permettere. *L'ideale di Putin è Singapore o la Cina. Zero libertà ma crescita economica, tecnologia e stranieri che si mettono in coda per investire.<br />Ma invece di ottenere un enorme Singapore con l'atomica, o almeno un URSS 2.0 con yacht e Mercedes, se ne sta sulla tribuna delle parate e il suo unico ospite straniero è il presidente del Tadžikistan. E invece delle tecnologie e della crescita fa vedere un'animazione digitale sulla mitica nuova arma. *Non ha mai partecipato a un dibattito, non ha mai fatto una campagna elettorale. L'omicidio è il solo modo che conosce per combattere [...]. Resterà nella storia soltanto come un avvelenatore. E tutti ricorderemo Alessandro il Liberatore e Jaroslav il Saggio. Bene, adesso avremo Vladimir l'Avvelenatore di mutande. È così che rimarrà alla storia. *Per me è la persona che ha fondato nel mio Paese un sistema corrotto che ne impedisce lo sviluppo e che voglio distruggere. *Putin ci ha ricordato la famosa «legge della papera». Ricordate? Se cammina come una papera, se ha l'aspetto e fa il verso della papera, vuol dire che è una papera. Allo stesso modo: se uno ha annientato la stampa, se organizza omicidi politici e vaneggia di illusioni imperialiste vuol dire che è un folle, capace di provocare un bagno di sangue nel centro d'Europa nel XXI secolo. Uno così non lo si deve abbracciare ai forum internazionali. *Putin non è eterno, fisicamente o politicamente. La cosa importante è che il regime di Putin è un incidente storico, non una fatalità. È stato la scelta della famiglia El'cin e della sua corruzione. Presto o tardi questo errore verrà corretto e la Russia procederà su una via di sviluppo democratico europeo. Semplicemente perché è questo che la gente vuole. *Ormai da molto tempo ho smesso di tentare di analizzare e prevedere il comportamento di Putin e del Cremlino: c'è in gioco troppa irrazionalità. Putin è al potere da oltre vent'anni e, come accade a qualunque altro leader della storia che abbia governato così a lungo, ha la testa piena di ossessioni messianiche, tutta quella roba in stile «Niente Putin, niente Russia» proclamata dal podio della Duma. A dispetto di ciò che gli analisti politici scelgono di scrivere, poi, anche il vero equilibrio di potere fra i più assortiti gruppi del Cremlino è ignoto, quindi è inutile cercare di calcolare quale potrebbe essere la «loro» prossima mossa. Possiamo fare solo quello che riteniamo giusto. *Se mi chiedeste se odio Vladimir Putin, la risposta sarebbe: sì, lo odio, ma non perché ha cercato di uccidermi o perché ha sbattuto mio fratello in prigione. Odio Putin perché ha rubato alla Russia gli ultimi vent'anni. Avrebbero potuto essere anni incredibili, un periodo mai vissuto nella nostra storia. Non avevamo nemici. La pace regnava lungo tutte le nostre frontiere. I prezzi di petrolio, gas e di tutte le nostre altre risorse naturali erano incredibilmente alti. I ricavi delle esportazioni erano enormi. Putin avrebbe potuto usare quegli anni per trasformare la Russia in un paese prospero. E tutti noi avremmo potuto vivere meglio.<br />E invece, venti milioni di persone campano al di sotto della soglia di povertà. Una parte del denaro è stata semplicemente sottratta da Putin e dai suoi compari. Una parte è stata scialacquata. Non hanno fatto nulla di buono per il nostro paese, e questo è il loro peggior crimine contro i nostri figli e contro il futuro di tutta la Russia. *Se non ha appena mentito a qualcuno entra subito in una terribile e dolorosa crisi di astinenza; e allora se la cava così: «Il reddito della popolazione russa è in crescita; in Russia non ci saranno vaccinazioni obbligatorie; Naval'nyj è andato all'estero di sua spontanea volontà; la FBK ha insegnato a fare le molotov». A questo punto riprende a respirare, il dolore si attenua e può finalmente abbracciare teneramente Rotenberg, Timčenko, Roldugin (o chiunque si trovi a passare di lì) e sussurrare affettuosamente nelle loro orecchie: «Oggi non l'abbiamo ancora fatto... non va bene... dai, facciamo in fretta... freghiamoci un altro miliardo dal bilancio...». *Siamo nel XXI secolo, in un Paese ricco di gas e petrolio, che aspira ad essere leader mondiale. Il vostro re nudo e ladro vuole continuare a governare sino alla fine, a lui non gliene frega niente del Paese, ci si è attaccato e vuole tenere il potere all'infinito. *Siccome tutti lo capiscono e sempre più gente vede che il re è nudo, il re nudo deve riconoscere che non ci può fare nulla. Nulla per far stare meglio il Paese. E allora cerca freneticamente dei pezzi di sacralità e se ne appropria per i suoi scopi personali. Così avviene da molti anni con la vittoria nella Grande guerra patriottica. Cerca di farne cosa sua, dichiara che lui ha vinto la guerra, e fa commercio della vittoria a destra e a manca. Questo processo viene proprio di qui: il vostro re nudo ha rubato la bandiera della vittoria e cerca di farsene un perizoma. ===[[Boris Nemcov]]=== [[File:Vladimir Putin with Boris Nemtsov-1.jpg|thumb|Putin con Boris Nemcov nel 2000]] *A Putin piace essere capitalista, ma odia la libertà. Gli piace stare con Silvio Berlusconi in Sardegna, in Francia a sciare sulle Alpi, ma non ama la libertà. *A Putin sembra che tutti siano nemici, tranne la Cina. Ma la Russia non ha nemici, tranne forse la Cina. *{{NDR|«Qual è la sua valutazione degli otto anni di presidenza Putin?»}} Difficile dirlo in due parole. [...] Credo che questi siano stati otto anni di enormi possibilità per la Russia, possibilità di cui non abbiamo approfittato: abbiamo avuto autoritarismo senza modernizzazione. Da un lato, sono stati anni di grande crescita economica, ma anche di enorme aumento della corruzione. Sono stati anni di degradazione degli istituti democratici, dai tribunali al sistema pensionistico, dall'educazione alla salute e all'esercito. Putin dice che il più grande risultato del suo mandato è stato il raggiungimento della stabilità, ma sono convinto che si tratta piuttosto di stagnazione. E le due cose sono ben diverse. *La verità è che nessuno ha votato per Putin, basta guardare sul sito inguschetiya.ru, dove sono raccolte le firme di chi non ha votato Putin. Sono molti più di quanto le autorità non vogliano farci credere. *[[Barack Obama|Obama]] crede nella [[libertà]] e nello stato di diritto. Putin nel [[denaro]], negli affari e nel [[potere]]. *Putin vorrebbe che la Russia fosse un impero, ma la Russia oggi rappresenta circa il 2% del pil mondiale. Gli Stati Uniti contano per il 27%, la Cina per il 15%, l'Europa da sola pesa per più del 25%: che tipo di impero può contare su statistiche del genere? ===[[Oleg Orlov]]=== *{{NDR|«Quanto è cambiato Putin in venticinque anni?»}} A me, e a quelli attorno a me, era chiaro da subito che fosse un dittatore. Ma avevamo l'occhio allenato da anni di impegno politico, e stavamo in Russia. Dove i diritti vennero lesi subito; dove subito cominciarono le operazioni imperialiste nel Caucaso. L'Europa ha visto segnali preoccupanti, si è detta "non esageriamo" e ha continuato a comprare il gas. *Alla vigilia dell'invasione {{NDR|dell'Ucraina}}, Putin aveva offerto all'Occidente una spartizione delle sfere d'influenza. Un pezzo alla Russia, uno all'Europa, l'altro agli Stati Uniti. Questo è il suo modo di ragionare. Il mondo è una torta da dividersi. *C'è una parte di popolazione che Putin lo apprezza davvero. Quelli che dopo la caduta dell'Urss pensano, per esperienza, che ogni cambiamento, ogni "progresso", sia per il peggio. Quelli che dalla guerra traggono beneficio reale: chi commercia in armi, chi lavora nelle fabbriche di armi, e soprattutto le persone delle regioni più povere del Paese che sono abituate a vivere in miseria, e hanno di colpo la possibilità di guadagnare milioni di rubli barattando la vita di un loro famigliare, di un figlio. Naturalmente nessuno osa chiamarlo davvero baratto, ed è qui che torna utile la retorica della patria. *Dopo Putin potrebbe benissimo venire un altro Putin. Qualcuno finora anodino, un senza nome che finora magari ha supportato in silenzio la dittatura e potrebbe salire a galla nel potere magari con l'avallo di altre forze estere, di Paesi che formalmente continueranno a dirsi per la libertà in Russia ma nei fatti saranno contenti di poter riavere il gas a poco, il petrolio a poco, al prezzo irrilevante di qualche dissidente in carcere. L'opposizione potrebbe non farcela nemmeno se Putin muore. E voi, cari compagni occidentali, dovrete vedervela con qualche nuova guerra. *Il regime di Putin si regge non sul sostegno popolare, anche se c'è, ma sulla repressione. È la repressione il pilastro della sua autorità. *Lui vuole l'Impero. Non usa quella parola in pubblico, ma tutti i suoi collaboratori, i suoi propagandisti, i suoi pappagalli mediatici lo fanno. È una parola molto in voga in Russia, in questo periodo. Tutto il suo programma politico per il futuro della Russia è improntato sul passato, sul quando tornerà alla sua grandezza dei secoli scorsi. Putin è semplicemente un imperialista. E sono abbastanza sorpreso che molti, anche a sinistra, in Europa non l'abbiano capito. *Putin è egocentrico, ma non lo mostra al mondo ed è coerente nel suo modo di gestire il potere. In questo un regime autoritario ha naturalmente un vantaggio su una democrazia, che rende conto a un'opinione pubblica periodicamente, al voto. La Russia questa zavorra, diciamo, non ce l'ha, e per questo, anche, Putin disprezza le democrazie. *Oggi soprattutto in Africa e America Latina e anche qui in Germania, molte persone di sinistra apprezzano, e appoggiano, Putin, supposto antidoto all'imperialismo americano. Sbagliano: nessun imperialismo è feroce e longevo quanto quello russo. ===[[Gleb Pavlovskij]]=== {{cronologico}} *Putin è un personaggio sovietico che non ha tratto lezioni dal crollo della Russia. Vale a dire, ha imparato delle lezioni, ma molto pragmatiche. Capì l'avvento del capitalismo in modo sovietico. A tutti noi è stato insegnato che il capitalismo è un regno di demagoghi, dietro i quali si celano grandi somme di denaro, e dietro a questo una macchina militare che aspira a controllare il mondo intero. Penso che Putin avesse in testa un'immagine molto chiara e semplice, non come ideologia ufficiale, ma come una forma di buon senso. Il suo pensiero era che in Unione Sovietica eravamo degli idioti; avevamo cercato di costruire una società giusta quando avremmo dovuto fare soldi. Se avessimo guadagnato più soldi dei capitalisti occidentali, avremmo potuto semplicemente comprarli, o avremmo potuto creare un'arma che loro non avevano. Questo è tutto. Era un gioco e abbiamo perso, perché non abbiamo fatto alcune cose semplici: non abbiamo creato la nostra classe di capitalisti, non abbiamo dato ai predatori capitalisti dalla nostra parte la possibilità di svilupparsi e divorare i predatori capitalisti dalla loro. *Putin non è un cinico. Pensa che l'uomo sia un essere peccatore, che sia inutile cercare di migliorarlo. Crede che i bolscevichi che cercarono di creare persone giuste e benpensanti fossero semplicemente degli idioti, e non avremmo dovuto farlo. Abbiamo sprecato molti soldi ed energie e allo stesso tempo abbiamo cercato di liberare altre nazioni. Perché farlo? Non ne abbiamo bisogno. *L'idea di Putin è che dovremmo essere capitalisti più grandi e migliori dei capitalisti stessi, ed essere più consolidati come Stato: dovrebbe esserci la massima unità tra Stato e imprese. Un sistema bipartitico come negli Stati Uniti? Meraviglioso, avremo anche quello. Putin ha lavorato per molti anni affinché ciò accadesse. Anche se ammette di non aver avuto successo, penso che sia ancora ciò che vuole, anche se si rende conto che è un compito molto più grande di quanto immaginasse. *Putin non crede che esista una vera competizione tra i partiti politici in Occidente. Per lui è un gioco, come una partita di golf in un circolo privato: un giocatore è leggermente più forte, l'altro è leggermente più debole, ma in realtà non esiste una vera competizione. Lo immagina com'era nella Repubblica Federale Tedesca dopo la guerra, sotto la guida di Konrad Adenauer. Ci sono due partiti, uno dei quali ha il potere, e il secondo aspetta, forse a lungo. I socialdemocratici hanno aspettato, credo, dal 1945 al 1970. È una sorta di sistema a partito e mezzo. Putin ha sempre detto che in futuro l'opposizione prenderà il potere e noi dobbiamo essere pronti per quel momento. Con l'essere pronti intendeva dire che dobbiamo essere sia qui che là, cioè controllare entrambe le parti. *Ho incontrato Putin nell'estate del 1998, poco prima che diventasse capo dell'Fsb e poco prima che si verificasse un default nel paese. [...] Non era molto impressionante o espressivo, se così posso dire. L'ho davvero perso tra gli altri funzionari governativi dell'amministrazione. Non era una figura brillante. Cercava sempre di restare all'ombra e restava in silenzio per la maggior parte del tempo. *Putin è stato nominato primo ministro, il che significa che sarebbe diventato presidente. Ma doveva essere eletto per diventare presidente, e questo era il nostro compito. [...] Nella primavera di quell'anno abbiamo condotto un'indagine sociologica sul tema delle paure delle persone. Inoltre, volevamo sapere come le persone immaginano i loro eroi. Abbiamo chiesto agli intervistati quali fossero le star del cinema e i loro attori preferiti. Questa era una valutazione di ruoli diversi. Abbiamo chiesto degli attori che hanno interpretato Lenin, Stalin, Pietro il Grande. Davanti a tutti gli altri, in modo del tutto inaspettato, abbiamo avuto un attore che interpretava Stirlitz, che era un ufficiale dell'intelligence sovietica, che lavorava in organizzazioni di alto livello in Germania. Ha interpretato un perfetto ufficiale tedesco, vestito in modo eccellente e molto educato. Era un ufficiale dell'intelligence sovietica e si è scoperto che la gente lo preferiva. [...] Ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di un ufficiale dell'intelligence giovane, forte e potente. *All'inizio a Putin è stato chiesto di agire in modo più rude. Era un uomo più educato. Dicono che fosse una cortesia da Leningrado. Gli abitanti di Leningrado, che oggi è conosciuta come San Pietroburgo, si sono sempre considerati più eloquenti, più educati degli abitanti di altre città. Era uno di quegli educati residenti di Leningrado. Non riusciva a parlare in modo sgarbato, quindi gli è stato chiesto di comportarsi in modo ancora più sgarbato, e sembrava che gli piacesse imparare varie tecniche e varie tecnologie. Gli piaceva viaggiare sui carri armati, sugli aerei e sui sottomarini. Ha dimostrato di essere giovane e forte. Non dobbiamo dimenticare che tutto accadeva sullo sfondo del vecchio e debole Eltsin. Questo contesto è molto importante. Senza di esso, Putin non farebbe la stessa impressione. *Penso che abbia iniziato a pensare che tutto possa essere manipolato. Qualsiasi tipo di stampa, qualsiasi programma televisivo è tutto incentrato sulla manipolazione. È tutto pagato da qualcuno. Questa è una brutta eredità che ha ricevuto. E quando seguendo quei canali televisivi, i canali televisivi liberali, hanno iniziato a criticarlo, ha deciso che anche questo era un ordine di qualcuno, che fosse una guerra contro di lui, e avrebbe accettato la sfida. Allora non comprendevamo l'eredità che avevamo ereditato dal periodo precedente: essenzialmente ci eravamo corrotti. *In Occidente lo ha detto più di una volta: "Comprendiamo che queste pubblicazioni sulla vostra stampa non sono casuali" e parla della propria esperienza. Sta parlando del modo in cui agisce, della sua tecnica. *Negli anni '70 ho incontrato molti investigatori del Kgb che mi hanno perseguitato. Ho trascorso del tempo in prigione. Ma non ho visto un investigatore che assomigliasse a Putin. È molto flessibile dentro. Può cambiare. Se ha la sensazione che tu sia irritato, cambierà immediatamente. Inizierà a cercare il modo giusto per avvicinarsi a te e lo farà molto facilmente. *Putin ammirava sinceramente Bush. Posso dirtelo con assoluta certezza. Guardava Bush Jr. come io guardavo Putin, con ammirazione. Questo è stato un modello per lui, il modello di un presidente che ha accettato la sfida e ha iniziato una grande guerra sulla scena mondiale. A Putin questo piaceva ed era pronto a essere un alleato. [...] Putin è rimasto ferito dal fatto di non essere stato capito da Bush, e la situazione è peggiorata dopo l'Ucraina. "L'Ucraina è più preziosa per te della Russia?! Ero pronto a fare qualsiasi cosa. Ero pronto ad aderire alla Nato, e tu stai intrigando con l'Ucraina?!" Credo che Putin la vedesse così. E da allora ha perso interesse per Bush. *In Ucraina Putin era estremamente popolare. Era più popolare in Ucraina che in Russia. Se si fosse candidato alla presidenza dell'Ucraina, sarebbe stato eletto immediatamente a stragrande maggioranza. Gli ucraini non volevano entrare in guerra. Per loro la Cecenia è stata un trauma. Quando hanno visto [[Strage di Beslan|Beslan]], hanno smesso di avere un'alta stima di Putin. *È stata una scelta difficile per lui lasciare l'ufficio di presidente. Non lo volevo e lo ammiravo mentre lo faceva. Mi ha completamente ingannato in quel preciso momento, perché in quel preciso momento credevo completamente che fosse un uomo repubblicano, un uomo della Costituzione. *Non aveva nemici. Non c'era nessuno che potesse agire in modo consolidato. Dopo le elezioni poteva riunire tutti. Non l'ha fatto. Ha fatto esattamente il contrario. Ha iniziato a creare conflitti: questo caso delle Pussy Riot; un conflitto che aveva a che fare con il divieto di adottare bambini russi da parte di cittadini americani dopo la legge Magnitskij. Ogni volta che chiedeva che il parlamento prendesse le decisioni con voto unanime, allora si trattava di un Putin diverso. Questo era un Putin senza fiducia in se stesso, un Putin che soffriva di un trauma. *Ma guardi che Putin non è mica una figura poi così importante nella nostra politica... [...] È importante l'élite che lo circonda. Putin è diventato un anello di troppo del sistema che ha creato: così lo vede oggi il suo entourage. Persone che sono dove sono grazie a lui, e che hanno ancora bisogno di lui per avere legittimità. Ma che ultimamente non hanno visto alcun aiuto da parte sua. Perché Putin oggi non risolve nulla e non gestisce nulla. Solo, controlla attentamente che nessun altro prenda il suo posto. *In realtà, non gli piace molto lavorare. Soprattutto, non gli piace il lavoro politico spicciolo. Ha sempre tralasciato la routine del governare. Per questo in Russia più in alto sali per la "verticale", maggiore è il caos organizzativo che trovi. Si gestisce solo l'immagine del potere, tutto il resto è fuori controllo. *Il "mito di Putin" un tempo è stato forte, ma è ormai debole e invecchiato. Non esiste più nella sua forma precedente. La gente non gli crede, quando oggi promette misure di supporto a disoccupati e piccole aziende in crisi. Non è facile misurare il grado di malcontento nella popolazione, perché non esiste una rappresentanza politica, manca quindi il canale attraverso cui esplicitarlo. Ma penso proprio che il mito sia finito e non possa rinascere. Lo stesso Putin non ci conta più. *Sembra che comandi solo lui, ma è un errore. Un tempo andavo molto fiero del fatto che eravamo riusciti a creare la sensazione che Putin governasse tutto nel Paese. Era un teatrino politico necessario, perché il paese era assai nostalgico di una vera leadership, e non era stato governato per quasi dieci anni visto che Boris Eltsin non era molto versato in quel senso. Perciò con il passar del tempo si è capito che la tesi "Putin decide tutto" è molto comoda perché toglie l'ansia e oscura la visione di quello che succede davvero. Lui decide molte cose. Ma è chiaro che ci sono anche forze indipendenti ormai dal governo, grosse corporazioni e banche, centri di potere alternativi. *Il fenomeno di Putin non si ripeterà. È stata una eccezione nata in tempi disperati come la Russia di fine anni Novanta. Dopo, verrà un Putin collettivo, sotto forma di una direzione collegiale, che parcellizzerà il potere. ===[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]=== *Con Putin la Russia sta recuperando i peggiori valori sovietici, come il brutale fondamentalismo stalinista. *Diventato presidente, Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione. *In Russia, Putin e il suo popolo hanno dato la loro benedizione a qualcosa che nessun paese, che non sia totalitarista, può approvare: una corruzione fondata sul sangue, migliaia di vittime che non suscitano stupore né protesta, un esercito corroso dall'anarchia militare, uno spirito sciovinista in seno all'apparato di governo spacciato per patriottismo, una retorica sfrenata dello stato forte, un razzismo anticeceno ufficiale e popolare con metastasi che si estendono ad altri popoli della Russia. *La Russia sta per precipitare in un abisso, scavato da Putin e dalla sua miopia politica. *Per me Putin è una funzione, non una persona. Riguardo a questa funzione ho delle esigenze molto semplici: un presidente deve operare per far diventare il suo paese migliore e più prospero. Ma da noi non è successo niente del genere. Moralmente, la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi. *Perché ce l'ho tanto con Putin? Per tutto questo. Per una faciloneria che è peggio del ladrocinio. Per il cinismo. Per il razzismo. Per una guerra che non ha fine. Per le bugie. Per i gas nel teatro Dubrovka. Per i cadaveri dei morti innocenti che costellano il suo primo mandato. Cadaveri che potevano non esserci. Io la penso così. *Personalmente non è che non mi piaccia Putin, è che non mi piace ciò che sta facendo. Lui deve mantenere la pace, è un suo dovere costituzionale. Invece continua la guerra nel Caucaso, con migliaia di morti non solo ceceni, ma anche russi. Gli attentati non possono cessare. Putin deve smetterla con questa guerra suicida e mettersi a trattare anche con quelle persone che non gli piacciono. *Putin è un camaleonte. Se gli torna utile sarà dei vostri, altrimenti vi darà battaglia. Sa mettersi nei panni di chiunque, e molti ci cascano. Persino una parte di quegli onestissimi attivisti si è bevuta il suo trasformismo e, nonostante un approccio diametralmente opposto alla realtà, si è sciolta al suo cospetto. *Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di «dibattito politico»: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno e un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha inculcato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato. Perciò, non appena qualcuno dissente, Putin si limita a chiedergli di «piantarla con gli isterismi». Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango ero costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d'essere d'accordo con me. Un "nonnismo" ideologico che talvolta – come nel caso di Chodorkovskij – si risolve nell'allontanamento e nell'eliminazione dell'avversario. *Putin ha scelto di fondare il proprio potere su piedi d'argilla, gli oligarchi, cassando dal suo schema la gente comune. Putin lega con i miliardari che si sono spartiti le riserve di petrolio e di gas e dichiara guerra al resto della popolazione, che non conta nulla. Mosca e le province sono come il Sole e la Terra. Il Sole significa calore, luce, vita. La Terra gira attorno al Sole. Orbite diverse, diversi percorsi. ===[[Il'ja Ponomarëv]]=== *Dovete capire che, come molti rappresentanti delle élite russe post-sovietiche, Putin non è né di destra né di sinistra, né liberale né conservatore. È ideofobico. È una persona molto opportunista e scaltra, pronta ad adattarsi a qualsiasi idea gli si presenti intorno e a utilizzarla a proprio vantaggio. Questa è una caratteristica molto comune all'interno dell'attuale classe dirigente russa, che però la sfrutta principalmente per arricchirsi. Per Putin, invece, è diverso: tale assenza di legami ideologici è all'origine del suo successo. Bisogna, inoltre, riconoscere che è un individuo molto capace, brillante, direi anche molto talentuoso dal punto di vista tattico. Come tattico, prende sempre decisioni poco ortodosse e molto azzardate. Ma quando si tratta di strategia, non ne ha. Ed è per questo che strategicamente fallisce. Un esempio perfetto è l'annessione della Crimea nel 2014 che tatticamente gli ha dato un grande vantaggio, ma strategicamente ha portato a un grande disastro. E la stessa cosa è accaduta nel febbraio 2022, con l'invasione dell'Ucraina. *È un mafioso, un bullo, ha bisogno di prevalere, mostrare di essere il maschio dominante. E non è un pazzo come vuole far credere, ma manipola tanto i russi, con la presunta minaccia costituita dalla Nato, quanto i leader dell'Occidente, con quella nucleare. E credo sia più un cleptocrate che un imperialista, come molti sostengono. È pronto a distruggere vite e economie per assicurarsi la sottomissione alle sue regole. *Putin mi ha fatto sapere che voleva neutralizzarmi. Io non ho mai accettato di lasciare la Russia, hanno aspettato che fossi in viaggio per lavoro e non mi hanno più permesso di rientrare. *{{NDR|Putin vuole}} restaurare l'Unione Sovietica senza niente di sovietico né di socialista, perché Putin è, ovviamente, anticomunista, ciò che ha in mente è una sorta di "Unione di Repubbliche sovrane slave" facendo leva anche sul sentimento nostalgico russo. ===[[Petro Oleksijovyč Porošenko]]=== *Il potere di Putin non risiede nel potere del suo esercito — lo dimostriamo ogni giorno che combattiamo l'invasione russa. Piuttosto, risiede nella sua capacità di bullizzare, manipolare e ricattare gli altri. *La mia regola è che non fidarti di Putin e non avere paura, tutto quel che promette non accade mai. Non farà mai un passo verso di te. Non fidarti e non avere paura. Se hai paura, hai perso. *La più grande debolezza di Putin sta nel fatto che pensa in termini di sfera di interessi. Nessuna apertura. Nessuna concorrenza leale. Vuole una sfera di influenza. Questo è il suo sogno. Odia l'idea di avere solo la Crimea o solo il Donbass. Ha bisogno anche adesso dell'intera Ucraina. Vuole rinnovare Yalta e la sfera d'influenza russa ai confini di Yalta. *Non vede le linee rosse nei diritti umani, nella democrazia, nello stato o nella legge, o nelle relazioni di buon vicinato. Acquisizione territoriali dai paesi vicini, questa è la logica di Putin. *Ovunque parlino russo, lui pensa sia Russia. E che la gente sia pronto ad accoglierlo coi fiori. Ma oggi nessuno lo applaudirebbe: gli ucraini hanno avuto 14mila morti, non accettano provocazioni. *Putin non è una persona normale, non si vede solo a capo d'una nazione: si crede a metà fra un imperatore e Dio. *Vladimir Putin non è il diavolo. È soltanto un imperatore che vuole inglobare il mio Paese senza neanche chiedere un parere al mio popolo. *Voglio ringraziare Putin perché nel 2013, prima della mia presidenza, il numero di ucraini che sostenevano l'adesione dell'Ucraina alla Nato era del 16%. Oggi è il 68%. ===[[Ljudmila Putina]]=== {{cronologico}} [[File:Putin on Easter 2011 07.jpg|thumb|Putin con Ljudmila nel 2011]] *C'era qualcosa in Volodja che mi attirava. Nel giro di tre o quattro mesi avevo deciso che era l'uomo per me. {{NDR|«Perché? Se lei stessa ha detto che era banale e noioso».}} Probabilmente era la sua forza interiore, la stessa dote che ora attira tutti verso di lui. *Una sera eravamo a casa sua e lui disse: «Ormai mi conosci, sai che tipo sono. In linea di massima non sono un tipo facile». Stava facendo autocritica. Mi spiegò che era un tipo silenzioso, che era piuttosto brusco in certo cose, arrivava anche ad insultare la gente e così via. Stava dicendo di essere un compagno per la vita ad alto rischio. E aggiunse: «In tre anni e mezzo te ne sei probabilmente resa conto». Mi sembrava che stavamo lasciandoci. «Sì, me ne sono resa conto», risposi. Ma a quel punto disse: «Allora se è così ti amo e ti chiedo di sposarmi». Per me fu una sorpresa assoluta. Risposi di sì. Tre mesi dopo ci sposammo. *Non parlavamo di lavoro a casa. Credo che il tipo di lavoro che faceva mio marito rendeva le cose diverse rispetto ad altre situazioni. Al KGB c'è sempre stata una regola ferrea: non parlare con la propria moglie. Ci hanno detto che c'erano stati problemi quando l'eccessiva franchezza aveva determinato conseguenze spiacevoli. Partivano sempre dal presupposto che meno la moglie sapeva meglio avrebbe dormito. Io facevo abbastanza spesso amicizia con i tedeschi e se qualcuna delle mie conoscenze era indesiderabile Volodja me lo faceva sapere. *Mi sembra che il solo incarico di Volodja sul quale a casa c'è stata qualche discussione fu quello di primo ministro. Mi ricordo che una volta parlammo dei servizi segreti, circa tre mesi prima che gli fosse offerto il posto, e lui disse che non l'avrebbe mai accettato. Stavamo facendo una passeggiata vicino alla dacia di Arkhangel'sk e parlavamo del suo lavoro, fu lì che disse di non voler andare nei servizi segreti. Io capii il perché: voleva dire tornare alla vita segretata. Quando Volodja lavorava nel KGB, conducevamo veramente una vita segretata. Non si poteva andare in certi posti, non si potevano dire certe cose. Si poteva parlare con qualcuno e non con altri. E quando si trattò di lasciare il KGB fu una decisione veramente difficile, tanto che pensava di averlo lasciato per sempre. Ero in vacanza sul Mar Baltico quando mi telefonò dicendo: «Adesso devi stare attenta perché sono tornato nel posto da dove ho cominciato». Io pensai che gli fosse stato nuovamente affidato il posto di vice di Borodin, da quale era stato rimosso. Non riuscii a capire ciò che stava dicendo, pensai che fosse successo qualcosa nel nostro paese durante la mia assenza, che in qualche modo la situazione fosse cambiata. Poi Volodja ripeté: «Sono tornato nel posto da dove ho cominciato». E quando lo ripeté per la terza volta capii. Tornato dalle vacanze, gli chiesi come era potuto succedere. «Mi hanno nominato, tutto qui». Non feci altre domande. *Non definirei Volodja un tipo silenzioso. È molto disponibile a parlare di argomenti che lo interessano, con persone che ritiene interessanti. Ma non ama parlare delle persone, in particolare delle persone con le quali lavora. Io sono esattamente il contrario. Se io conosco qualcuno o vedo qualcuno in televisione tendo ad esprimere le mie opinioni. A lui invece non piace farlo. *A me sembra che lui non prenda le donne sul serio. Le tratta con una certa sufficienza. Non sono una femminista ma credo che le donne debbano avere il posto che spetta loro nel mondo. *Volodja non mi ha mai afflitto con i suoi problemi. Mai! Li ha sempre risolti da solo. Anzi, non parla di un problema prima di aver trovato da solo la soluzione. In seguito può anche dire qualcosa. Ma io sento sempre quando ha dei problemi o quando è semplicemente di cattivo umore. Questo proprio non riesce a nasconderlo. In genere è una persona controllata ma in certi momenti è meglio non disturbarlo. *{{NDR|«Si ubriaca?»}} Non è mai successo. Non gli importa nulla dell'alcool, veramente. In Germania ci piaceva bere la birra. Ma lui di solito beveva una piccola vodka oppure un po' di cognac. *Ha dovuto partire da zero tante volte e ce l'ha sempre fatta. E a Mosca ha potuto raccogliere i frutti. Ha attraversato un periodo difficile dopo essere stato vice sindaco. Non riusciva a trovare lavoro. Fu veramente un periodo difficile per lui. Era diventato silenzioso. Non diceva nulla, ma io capivo. Credo sempre in lui, anche se sono un po' spaventata. *Una volta andavo a fare compere per lui. E lo faccio ancora di tanto in tanto. I vestiti non sono mai stati molto importanti per lui. Ha sempre avuto due, o al massimo tre abiti. Per il resto jeans e magliette. In genere a casa si mette un paio di jeans e un maglione. Si veste veramente con semplicità. Ma ora che è costantemente sotto gli occhi di tutti ha cominciato a vestirsi un po' più attentamente. ===[[Domenico Quirico]]=== *Aveva assorbito tutto quello che noi avevamo insegnato, intendeva sfruttare fino in fondo quello che avevamo permesso e la nostra avidità. Ci aveva osservato con attenzione: sapeva che per ingannarci bastava indossare le vesti di scena per lo spettacolo che ci convinceva. Cercavamo complici servili, non democratici orgogliosi. *Noi lo abbiamo creato, accettato, lusingato perché eravamo consapevoli, fino a cinque mesi fa, che non ci era estraneo. Anzi. Pensavamo che al momento giusto, quando ha iniziato ad alzare la voce, avremmo saputo parlargli, addomesticarlo. Aleggiava solo una vaga angoscia, parlavamo la stessa lingua e ci avrebbe ascoltato perché non poteva in fondo negare di assomigliarci. Altro che democrazie contro autocrazia. Ci disprezza ma solo perché è certo di averci superato in cinismo e brutalità. *Noi lo abbiamo creato. Per sbarazzarcene dovremo innanzitutto cambiare noi stessi. ===[[Christian Rocca]]=== *C'è ancora chi non ha capito che i baffetti hitleriani delle mille caricature di Putin sono una fotografia perfettamente realista del dittatore che ha infuocato l'Europa. C'e ancora chi non ha capito chi è e che cosa vuole Putin, nonostante lui lo dica chiaramente, perché mille sono ancora i distinguo stravaganti, i «sì, ma» e le altre scemenze giustificazioniste del despota che si sentono in giro. *Le fonti intellettuali dell'attacco di Putin all'Occidente sono il totalitarismo cristiano di [[Ivan Aleksandrovič Il'in|Il'in]], l'[[eurasiatismo]] di [[Lev Nikolaevič Gumilëv|Gumilëv]] e il neonazismo di [[Aleksandr Gel'evič Dugin|Dugin]]. Lo strumento è Internet. *Putin ha scatenato la sua offensiva globale contro la democrazia rappresentativa, contro i diritti civili, contro l'Unione Europea, contro gli Stati Uniti, contro la Nato. E, così, la guerra in Georgia, l'invasione dell'Ucraina, l'annessione della Crimea, i cyber attacks agli Stati baltici, i finanziamenti ai leader estremisti, i patti politici con i partiti populisti, le campagne omofobiche, il sostegno al despota Bashar al-Assad in Siria, la fabbricazione di fake news, comprese quelle di Stato diffuse in inglese dalla tv RT, la scuderia di hacker informatici, la protezione di WikiLeaks e di Edward Snowden, i tentativi di manipolazione dei processi elettorali nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Italia e ovviamente in America, più qualche avvelenamento a Londra, sono tutti elementi della stessa strategia di diffusione del caos e di russizzazione dell'Occidente che sfrutta le debolezze della società aperta, abusa delle innovazioni tecnologiche americane e approfitta della mollezza del mondo libero. *Putin vuole cancellare la democrazia liberale perché la democrazia liberale è l'arma di mobilitazione popolare più micidiale a disposizione dei suoi connazionali interessati a combattere la cosca mafiosa di trafficanti e di oligarchi che si è installata al Cremlino. *Quello di Putin è un intento strategico palese, non segreto, esplicitato in tanti discorsi in russo, in tante interviste in inglese, in tante invasioni militari in Cecenia, in Georgia, in Ossezia, in Crimea e nel Donbas, per non parlare della Siria, in tanti omicidi o tentati omicidi politici di giornalisti, di oppositori, di ex amici e di dissidenti, in tante retate di militanti democratici, in tante ingerenze nei processi elettorali dell'Occidente libero, e in tanti petrorubli con cui ha corrotto i partiti politici e contribuito a diffondere il caos per smantellare l'Europa con la Brexit, a indebolire la Nato con quel fesso di Donald Trump e a giocare a briscola con l'Italia dei suoi groupies del popolo a Cinquestelle e in t-shirt celebrativa della propria dabbenaggine. ===''[[Russia. Il complotto del KGB]]''=== *Il giorno che Putin divenne primo ministro della Russia, a [[Nikolaj Patrušev|Patrušev]] venne affidata la direzione dell'FSB. Chi lo conosceva intimamente sostenne che Putin non aveva avuto altra scelta, in quanto Patrušev era in possesso di materiale compromettente su di lui. *Il parlamento deve approvare con urgenza una legge che proibisca a tutti coloro che hanno prestato servizio e che ancora operano in agenzie per la sicurezza dello stato di occupare posti elettivi o dello stato per i prossimi venticinque anni; la legge dovrà inoltre obbligare tutti coloro che hanno occupato e che occupano posti nelle agenzie per la sicurezza ad andare in pensione a una data prefissata, insieme a una commissione istituita specificamente per questo scopo. Questo decreto del parlamento deve potersi applicare anche all'attuale presidente della Russia ed ex capo del KGB Vladimir Vladimirovič Putin. *Putin merita senza dubbio il titolo di "tiranno", perché ha distrutto le radici iniziali dell'autogoverno in Russia con i suoi primi decreti, ed esercita ora una forma di trasparente dittatura arbitraria, che i russi chiamano ''bespredel'' (alla lettera, "illimitata"). Putin è perfettamente descritto alla voce "tiranno" del ''Dizionario enciclopedico sovietico'' del 1989: "Un governante il cui potere si basa su decisioni arbitrarie e sulla violenza". ===[[Massimo Luigi Salvadori]]=== *{{NDR|Su Vladimir Putin e [[Silvio Berlusconi]]}} Ciò che li lega è sicuramente l'insensibilità verso le procedure democratiche, e poi vi è la simpatia profonda tra due personaggi che condividono il piacere di un potere svincolato dall'ascolto di una società che abbia a cuore il rispetto dei diritti personali e collettivi. *Credo si possa definire come l'espressione, indubbiamente abile quanto cinica, di una concezione statalistico accentratrice che governa in maniera di fatto autoritaria, la società civile russa, la quale vive in una condizione di pluralismo limitato e fortemente controllato dall'alto. *Nelle relazioni con il resto del mondo, Putin può contare su due elementi di forza: il primo, è il fatto che egli ha risollevato sul piano internazionale la Federazione Russa, dando al sistema politico una forte stabilità. Il secondo fattore, che è strettamente collegato al primo e che riguarda in particolare i rapporti tra Mosca e l'Unione Europea, risiede nel fatto che la Russia è la grande fornitrice di una risorsa preziosa, come quella energetica, di cui è enormemente ricca. Grazie alla stabilità interna, Putin può farsi garante di forniture energetiche, gas e petrolio, di cui l'Europa, e non solo essa, ha gran bisogno. ===[[Matteo Salvini]]=== {{cronologico}} *Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore. (18 ottobre 2014) *Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin! (18 ottobre 2014) *Lo ammiro per le idee chiare, la fermezza, il coraggio, l'interventismo e una visione della società basata su punti cardine che condivido. (9 dicembre 2015) *Ho sempre ritenuto sbagliate le sanzioni contro la Russia. Putin ha il nostro sostegno per toglierle anche perché so bene che la Russia ama il made in Italy e con queste sanzioni ci stiamo rimettendo miliardi di fatturato. (9 dicembre 2015) *Se è considerato un dittatore mi fa sorridere. Le dico solo che quest'anno la Russia crescerà più dell'Italia. (27 marzo 2017) *Di Putin apprezzo l'operato. E mi sembra che la stessa posizione la abbiano Marine La Pen e François Fillon, il Berlusconi di Francia. Eppoi come non dimenticare che anche Renzi ha chiesto di togliere le sanzioni. Fra qualche giorno scopriremo che il ministro Alfano vorrà andare da Putin. (27 marzo 2017) *Noi siamo a fianco degli aggrediti, c'è Putin che ha aggredito e Zelensky che è aggredito. È il caso di dirlo, per dire basta alle polemiche stucchevoli. (2 marzo 2022) *Putin, fino all'aggressione, è stato incontrato e omaggiato da tutti i leader politici nazionali ed europei. Ricordo ancora gli onori con cui lo accolsero Conte e Di Maio. Ma posso citare Berlusconi, Letta, Renzi... Ora c'è una guerra in cui è chiaro a tutti chi è l'aggressore. (10 marzo 2022) *Se uno è pro pace non è pro Putin. Noi siamo orgogliosamente con la Nato. (5 giugno 2024) ===[[Michail Šiškin]]=== *Il crimine di Putin è nell'avere avvelenato gli uomini con l'[[odio]]. *La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. *La Russia di Putin è irrespirabile, puzza tremendamente di stivale poliziesco. Sotto gli occhi di tutti il mio paese si sta trasformando in una [[dittatura]] [[fascismo|fascista]]. ===[[Timothy Snyder]]=== *A differenza di tutti i leader stranieri con cui ha a che fare, non conosce le lingue straniere. Non sa niente dell'Ucraina, il che è interessante. Pensa di sapere tutto; non sa niente. E la sua comprensione dell'Ucraina si basa sull'idea che non è realmente un luogo, e se sembra che lo sia è dovuto a cospirazioni straniere. *La Seconda Guerra Mondiale è un elemento del mito storico dell'innocenza russa e della grandezza perduta di Putin: la Russia deve godere del monopolio del vittimismo e della vittoria. *Nella sua mente, gli ucraini sono russi che amano gli occidentali. Devono essere corretti con la forza – "puliti" o "sputati fuori". *Per comprendere la rivolta di Putin contro gli Stati Uniti non bisogna sentirsi in colpa per la politica americana; non bisogna credere di essere responsabili di tutto, perché non lo siamo; non bisogna negare il libero arbitrio a lui o ai russi, perché loro ce l'hanno. Si tratta di comprendere il fallimento della politica interna di Putin e il suo riconoscimento che ciò di cui ha bisogno è una sorta di spettacolo permanente che provenga dalla politica estera e che gli europei e gli americani glielo forniranno sempre. *Per Putin un "fascista" o un "nazista" è semplicemente qualcuno che si oppone a lui o al suo piano di distruggere l'Ucraina. [...] Chiamare gli altri fascisti pur essendo fascisti è la pratica putinista per eccellenza. *Putin arrivò al potere con l'idea fondamentale che la Russia potesse essere trasformata in una sorta di stato di diritto. Il termine che usò era "dittatura della legge". Si rese presto conto che non era così, o almeno che lui non era la persona giusta per realizzarlo, e passò a un diverso programma di governo, che prevedeva non l'eliminazione dell'oligarchia, ma l'essere il massimo oligarca, che è una differenza fondamentale. Potrebbe sembrare uguale perché rastrella e imprigiona le persone comunque, ma diventare il massimo oligarca, diventare il capo dei capi, trasformare lo stato nel più importante clan mafioso, è molto diverso che ripulire le stalle. *Putin è un dittatore che controlla i media del suo Paese. E se le cose vanno male, gli basta cambiare argomento. [...] L'ultima volta che la Russia ha invaso l'Ucraina, nel 2014, i suoi media hanno cambiato argomento sulla Siria da un giorno all'altro, e i russi lo hanno seguito. *Putin ha bisogno che i russi credano che le elezioni siano sempre un circo, una farsa e un falso, perché se i russi credessero che anche le elezioni britanniche, quelle tedesche e quelle americane siano false, non si preoccuperebbero del fatto che le loro stesse elezioni lo siano. *Putin governa in una realtà virtuale dove c'è sempre una via di fuga. Non può essere messo in un angolo in Ucraina, perché l'Ucraina è un posto reale. *Putin non è lungimirante. Geopoliticamente sta consegnando il suo paese alla Cina. *Putin non ha alcun idea del motivo per cui l'Unione Sovietica è crollata. Tutta la sua storia sul perché l'Unione Sovietica è caduta è una assurdità totale. La storia che raccontano è che gli americani volevano che accadesse e perciò è successo, il che a) non siamo così potenti, e b) [...] la nostra politica nel 1991 era quella di tenere unita l'Unione Sovietica; non era per farlo crollare. Ma visto il modo in cui vede il mondo, è tutta una questione di potere. Non avrebbe potuto avere importanza che in Lituania o in Ucraina le persone avessero idee sull'Unione Sovietica. Non avrebbe potuto avere importanza che ci fossero legittimi disaccordi all'interno di Mosca. Niente di tutto ciò ha importanza. È solo una questione di potere e gli americani hanno mostrato la loro potenza. *Tribalizza la storia della Seconda Guerra mondiale: è lui il nazista e lo sa. ===[[Vladimir Georgievič Sorokin]]=== *Il 24 febbraio l'armatura dell'"autocrate illuminato" che Vladimir Putin aveva indossato negli ultimi 20 anni si è rotta ed è andata in pezzi. Il mondo ha visto un mostro, impazzito nei suoi desideri e spietato nelle sue decisioni. Il mostro era cresciuto gradualmente, guadagnando forza di anno in anno, marinando nella propria autorità assoluta, aggressività imperiale, odio per la democrazia occidentale e malizia alimentata dal risentimento generato dalla caduta dell'URSS. Adesso l'Europa dovrà fare i conti non con l'ex Putin, ma con il nuovo Putin che ha gettato via la maschera di "partnership commerciale" e di "collaborazione pacifica". Con lui non ci sarà mai più pace. *In Russia si è sprofondati in un inverno politico con la salita al potere di Putin. Negli ultimi anni il ghiaccio è diventato man mano sempre più duro. Ora il freezer-Putin funziona a pieno regime: per raggiungere temperature ancora più basse l'attuale fornitura di energia non basta più. Come potrà continuare a funzionare? Nessuno lo sa. Nemmeno Putin. *Ho incontrato molti ammiratori di Putin in Germania, dai tassisti agli uomini d'affari e ai professori. Un anziano partecipante alla rivoluzione studentesca del Sessantotto ha confessato:<br />"Mi piace molto il vostro Putin!"<br />"E perché esattamente?"<br />"È forte. Dice la verità. Ed è contro l'America. Non come le lumache che abbiamo qui."<br />"E non ti dà fastidio che in Russia c'è una corruzione mostruosa, non ci sono praticamente né elezioni né tribunali indipendenti, l'opposizione viene distrutta, le province sono impoverite, Nemcov è stato assassinato e la tv è diventata propaganda?"<br />"No. Questi sono affari interni. Se i russi accettano tutto questo e non protestano, significa che a loro piace Putin."<br />Logica ferrea. L'esperienza della Germania negli anni '30 non sembra aver insegnato nulla a tali europei. *Lui non segue un'ideologia. Ha molti modelli: gli zar ma anche Stalin, Brezhnev, Andropov. Da ognuno coglie una sfumatura diversa. La base su cui fa affidamento, tuttavia, resta la piramide del potere russo così come fu creata nel Medioevo: una struttura al cui vertice è il sovrano protetto dalle sue guardie armate. E in basso non ci sono cittadini ma sudditi. *Per Putin la vita stessa è sempre stata un'operazione speciale. Dall'ordine oscuro del Kgb apprese non solo il disprezzo per le persone "normali", da sempre una forma di materia sacrificabile per lo stato-Moloch sovietico, ma anche il principio fondamentale del čekista: non una sola parola di verità. Tutto deve essere nascosto, classificato. La sua vita personale, i parenti, le abitudini: tutto è sempre stato nascosto, invaso da voci e speculazioni. *Per quanto riguarda l'impero, quello che sta cercando di costruire Vladimir Putin è un impero di straccioni: un fenomeno pericolosissimo nel XXI secolo. *Putin ha dichiarato che il crollo dell'Urss è stata la più grande catastrofe del XX secolo. Per tutti i sovietici lucidi il suo crollo fu una benedizione; era impossibile trovare una sola famiglia che non fosse stata colpita dalla ruota rossa delle repressioni staliniste. Milioni di persone furono annientate. Decine di milioni furono avvelenati dai fumi del comunismo – un obiettivo irraggiungibile che richiedeva sacrifici morali e fisici da parte dei cittadini sovietici. Ma Putin non è riuscito a superare l'ufficiale del Kgb dentro di sé, l'ufficiale a cui era stato insegnato che l'Urss era la più grande speranza per il progresso dell'umanità e che l'Occidente era un nemico capace solo di corruzione. Lanciando la sua macchina del tempo nel passato, era come se tornasse alla sua giovinezza sovietica, durante la quale si era sentito così a suo agio. A poco a poco costrinse anche tutti i suoi sudditi a tornare lì. *Putin odia l'Ucraina e gli ucraini in modo patologico, perché hanno scelto un percorso democratico di sviluppo. Il futuro invece del passato. E in Ucraina tutti parlano russo. È un modello in scala ridotta della Russia. Ma non autoritario. Ai russi potrebbe venir voglia di copiarlo. L'esistenza del "modello ucraino" provoca paura e odio, in Putin. *Se Putin mi ascoltasse, gli direi: non puoi costruire un impero coi ladri. Ma sarebbe un discorso inutile visto che è lo stesso potere a essere corrotto. *Sono successe molte cose negli ultimi 20 anni. Il volto del presidente della Federazione Russa si è trasformato in una maschera impenetrabile, che irradia crudeltà, rabbia e malcontento. Il suo principale strumento di comunicazione sono diventate le bugie: bugie piccole e grandi, ingenuamente superficiali e altamente strutturate, bugie in cui sembra credere lui stesso e bugie in cui non ci crede. I russi sono già abituati alla retorica piena di menzogne ​​del loro presidente. Ma ora ha abituato anche gli europei a quelle bugie. Ancora un altro capo di un paese europeo vola al Cremlino per ascoltare, attraverso la loro tradizionale porzione di fantastiche bugie (ora seduti ad un enorme tavolo totalmente paranoico), per annuire, per dire che "il dialogo si è rivelato abbastanza costruttivo" in una conferenza stampa, per poi volare via. ===[[Vittorio Strada]]=== *Dopo il pangermanesimo, il panslavismo, il panarabismo, Vladimir Putin ha inventato il panrussismo. E con questa strategia imperiale l'Occidente è chiamato a fare i conti. [...] L'interpretazione corrente e diffusa è che Vladimir Putin voglia ricostituire l'Unione Sovietica. Si tratta di una interpretazione semplicistica e approssimativa. Il fatto stesso che Putin faccia riferimento esclusivamente all'elemento nazionale russo dimostra che si tratta di una ideologia diversa da quella sovietica. *Il primo, grande successo è che Putin ha portato la Russia tra le potenze mondiali di primo rango, subito dopo gli Stati Uniti, e al livello della Cina. *Ordine e stabilità erano stati i pilastri del suo "patto" con i russi, il fondamento della sua legittimazione popolare, sin da quando Eltsin lo spinse avanti. Ordine e stabilità sono i valori più sentiti oggi dai russi: tutti i più recenti sondaggi indicano chiaramente che in testa a tutti i valori che erano stati indicati - libertà, democrazia....- la stragrande maggioranza dei russi poneva ordine e stabilità, oltre al miglioramento della situazione economica e delle condizioni di vita. *Per lui la Russia non è soltanto l'etnia di un'unica razza, bensì comprende tutte le etnie che compongono l'attuale Federazione. Più volte ed esplicitamente, il leader del Cremlino ha messo in guardia contro un nazionalismo russo esclusivo. Per lui, l'elemento russofono è il "fratello maggiore" di una comunità di popoli, di etnie, che compongono, per l'appunto, l'attuale Federazione. In questo senso, anche gli ucraini (ucrainofoni) potrebbero far parte di questa "famiglia allargata". Anche da questo nasce la violenta polemica scatenata dalla leadership putiniana contro i nazionalisti ucraini antirussi. *Può piacere o meno, ma sta di fatto che oggi la Russia da lui guidata ha una capacità di azione internazionale, politica ed economica notevolissima. *Putin viene visto come l'uomo che ha fatto uscire la Russia da una situazione di inferiorità che prima aveva avuto. E poi, ognuno vede in Putin ciò che vuole: l'uomo d'ordine, quasi l'uomo "qualunque", "uno dei nostri", vicino al cittadino. In questa ottica, la sua mancanza di carisma risulta essere agli occhi dell'elettore medio, non particolarmente politicizzato, un elemento vincente. A ciò si aggiunge la vecchia tendenza. fortemente radicata nella Russia pre rivoluzionaria e ulteriormente rafforzatasi nella Russia sovietica, dell'uomo forte, dell'uomo che può difendere il Paese da tutti i pericoli e garantire un minimo di sicurezza e di prestigio. *Sotto Putin, il regime "ibrido" - autoritarismo di sostanza e democrazia di facciata - ha raggiunto una indubbia stabilità, tanto è vero che alcuni autorevoli analisti non parlano più di post-sovietismo ma di neo-sovietismo. *Un uomo di stabilità e di transizione, in una fase di sviluppo della Russia post-comunista. Un politico indubbiamente capace che ha risolto alcuni problemi e ne ha aperti altri. ===[[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]=== *Alla fine degli anni Novanta, Putin descrisse il comunismo come «un vicolo cieco, quanto di più remoto dall'avanzamento della civiltà». Il suo disprezzo per il comunismo era reale. Ma questo, ovviamente, non significava che Putin avesse abbracciato la democrazia o le caratteristiche essenziali che la definiscono: il vaglio da parte di una stampa libera, la libertà di parola, la tolleranza verso la satira e l'umorismo. Al contrario, Putin selezionò una serie di idee che si fusero insieme e divennero la sua stella polare: ultranazionalismo, odio verso il prossimo, disprezzo per la libertà di stampa e di parola, intolleranza verso la satira e l'umorismo, valori sociali profondamente conservatori, un mercato non libero legato al potere politico, un rispetto per "gli organi", vale a dire il KGB e i suoi predecessori alfabetici (Cheka, GPU, OGPU, NKGB, NKVD, MGB) e le sue ramificazioni (SVR, FSB). Senza dirlo apertamente, senza alcun annuncio, Putin era un fascista russo. *Che Putin si sia avvelenato da solo è un finale degno di un'opera di Shakespeare.<br />Fortuna, gira la tua ruota. *Dopo oltre due decenni passati da Putin al potere è evidente la sua tolleranza di un sistema mostruosamente corrotto. Il compromesso con gli oligarchi era che potevano tenersi gran parte delle loro ricchezze purché porgessero i loro omaggi e pagassero i loro tributi al signore del Cremlino. E dovevano starsene alla larga dalla politica. O guai a loro. Ma questa descrizione serve solo a mascherare ciò che accade realmente. Putin sta personalmente depredando la Russia della sua ricchezza, totalmente, ma non può farsi vedere mentre lo fa, perché dal punto di vista psicologico detesta l'idea di venire scoperto, perciò usa dei prestanome che compiano il furto al suo posto. È vero, gli oligarchi sono il prodotto della catastrofica implosione dell'Unione Sovietica e dell'incompetenza alcolica di Boris Eltsin. Ma con Eltsin fuori dai giochi, un nuovo presidente aveva l'opportunità di spogliare gli oligarchi delle loro ricchezze illecite e fare tabula rasa. Invece, Putin ha consolidato il sistema oligarchico, perché si confaceva perfettamente al suo desiderio segreto di appropriarsi di ciò che appartiene legittimamente ad altri. *In Russia, ai nemici di Putin non è permesso avere una vita privata. Sappiamo tutto ciò che fanno in camera da letto. Ma nessuno conosce i fatti più semplici su Vladimir Putin. Quanti figli ha? Con chi? E sono per caso straordinariamente ricchi? *L'Unione Sovietica non poteva permettersi di sfamare, ospitare o prendersi cura del suo popolo, quindi iniziò a implodere. Putin, l'agente segreto di Dresda, non ha mai colto il potere di questi tre fallimenti {{NDR|la [[Guerra in Afghanistan (1979-1989)|guerra in Afghanistan]], il [[disastro di Černobyl']] e il collasso dell'economia pianificata}}. La sua tragedia – la nostra tragedia – è stata che non ha avuto una conoscenza di prima mano delle tre catastrofi. Era troppo in alto nella catena alimentare della polizia segreta per essere inviato a Chernobyl; troppo pateticamente in basso per essere inviato alla fine della guerra fallimentare in Afghanistan; e men che meno in Occidente, dove avrebbe visto la prova evidente di come la gente comune nel New Jersey o a New Brighton nel Wirral viveva molto meglio che a Mosca, per non parlare di Omsk o Tomsk. Non ha mai visto con i suoi occhi le prove comparative del fallimento economico sovietico o, se lo ha fatto, ha subito un lavaggio del cervello tale da impedirgli di capire cosa stava guardando.<br />Invece, dalle viscere di Stasiland, è arrivato a interiorizzare un'oscura assurdità, ossia che il crollo del suo Paese era dovuto all'inganno occidentale e al tradimento interno, piuttosto che al semplice fatto che l'Unione Sovietica aveva esaurito il denaro, la fiducia nei propri mezzi e lo scopo. Era uno Stato fallito, proprio come la Germania del Kaiser divenne uno Stato fallito dopo avere lanciato la sua stupida guerra nel 1914. Come Hitler nel 1923, Putin dal 1991 in poi ha respirato una finzione velenosa, secondo la quale il suo Paese aveva subito un torto, «era stato pugnalato alle spalle». In realtà, è crollato perché aveva sbagliato, si era autopugnalato alle spalle, tre volte. *La comprensione del mondo di Putin è paurosamente ristretta, ridotta a una cupa visione a tunnel, bloccata in una falsa narrativa di tradimento. Una volta ha dichiarato che la caduta dell'Unione Sovietica è stata «la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo».<br />Cosa?<br />Peggiore della Prima e della seconda guerra mondiale? Peggiore dell'Olocausto? L'Unione Sovietica era, in realtà, un'oscura dittatura totalitaria sotto Stalin, che si è lentamente trasformata in una cupa senilità. *La Russia non ha molta tolleranza per il fallimento. A mio parere, Putin non manovra più in modo adeguato il meccanismo del Cremlino come faceva agli inizi del 2022, e le macchine del Cremlino non obbediscono più al padrone come un tempo. Sta iniziando ad assomigliare al mago di Oz: stiamo tutti aspettando che il cagnolino apra il sipario e che venga rivelato l'ometto imbroglione che urla nel microfono. *Non conosciamo la vera storia e probabilmente non la conosceremo mai. Ma sappiamo che Vladimir Putin mostra molteplici tratti di uno psicopatico: bugiardo senza remore e senza tic; nessuna paura; attribuzione esterna delle colpe; prima infanzia avvolta nel mistero. *Putin è un attore razionale all'interno di un bunker, così in profondità, così privo di luce e di informazioni, che sta tirando le leve senza capire come il mondo moderno stia rispondendo, senza capire che almeno alcune delle sue leve non funzionano più, senza capire che invadere Paesi in pace è ciò che facevano i nazisti. *Putin plasma la propria immagine pubblica in tutto e per tutto. Il sole finto che splende dietro al despota grassoccio della Corea del Nord, Kim Jong-un, o le star di Hollywood che adorano il leader di Scientology sono niente in confronto al culto della personalità di Vladimir Putin, che è il più ricco e il più finanziato del mondo intero. [...] A me sembrano le foto di un uomo che ha avuto un'infanzia estremamente infelice e priva di affetto, che teme la satira e la derisione, che vuole mostrare al mondo di essere il signore assoluto di tutto ciò che è sotto il suo controllo, ma che dà solo l'impressione di essere un ragazzino in cerca di rivalsa. Io, però, non rientro nel suo pubblico di riferimento. *Ripeto queste parole in continuazione ai miei amici ucraini: c'è davvero un'altra Russia. Il problema è che le alternative a Vladimir Putin sono tutte morte o non troppo vive. *Quando lo avevo sfidato nel 2014 era un uomo diverso: sottile, duttile, disposto a relazionarsi con un difficile reporter della BBC, anche se solo allo scopo di mentire con disinvoltura. Nel 2022 Putin era troppo aggressivo. Ma la ragione del mio timore è un'altra. Nel 2014 Putin assomigliava a un furetto o a un rettile, magro e dal volto affilato. Nel 2022 Putin assomigliava a un criceto con le guance gonfie e dall'aspetto malato. Sembrava un uomo pieno di steroidi e questo mi riempiva di paura. *Visto dal vivo, Vladimir Putin è vestito con eleganza, molto basso e somiglia come una goccia d'acqua a un ''Auton'', gli inquietanti manichini di ''[[Doctor Who]]'' che si trasformano in bidoni di spazzatura, ti ingurgitano e poi ti risputano fuori fatto di plastica. Gli interventi estetici a cui si è sottoposto non fanno una buona pubblicità al Botox, ma quando diventi il padrone del Cremlino nessuno ti dirà che il tuo chirurgo plastico ha fatto un lavoro da schifo. ===[[Nadežda Tolokonnikova]]=== *Abbiamo un leader sociopatico da così tanto tempo, che la differenza si nota. Putin è un tipo che non mostra emozioni umane, uno di cui non sappiamo niente. Passa il tempo a nascondersi. *Putin è un dittatore pericoloso e va fermato, è ovvio. Non è pericoloso solo per le persone del suo Paese, è un pericolo per la pace globale. *Ora Putin non teme più l'opposizione interna o la pressione internazionale. Non nasconde più di essere un mostro. ===[[Elena Tregubova]]=== *Circondandosi soltanto di quei giornalisti che può comprare, Putin ha finito per riprodurre erroneamente in tutto il mondo le regole che esistono nella sua "fortezza" del Cremlino. In realtà, il presidente russo è semplicemente incapace di credere che nei normali Paesi civilizzati i giornalisti siano davvero indipendenti, e che pongano domande diverse da quelle scritte loro sul blocchetto dal suo responsabile dell'ufficio-stampa. *Durante l'incontro con l'''intelligencija'' locale il candidato alla presidenza Vladimir Putin proclama che il sesso è una forma di perversione.<br />Le cose andarono così: rispondendo alla domanda di un intellettuale siberiano che gli chiedeva la sua opinione sulla censura televisiva, Putin dichiarò che «la società deve rifiutare tutto quello che è legato al sesso, alla violenza e alle altre forme di perversione».<br />Quella sera, mentre mi accingevo a scrivere il servizio, mi telefonò in camera la mia collega Malkina: «Senti, Elena, è meglio che non la citi quella dichiarazione di Putin sul sesso. Altrimenti gli fai proprio fare la figura dell'idiota».<br />«Perché la cosa ti preoccupa tanto? Adesso lavoriamo per l'ufficio-stampa del presidente, io e te?»<br />«Be', capisci, ha chiesto di non scriverlo...» ha balbettato la Malkina.<br />«A me non ha chiesto niente nessuno» ho tagliato corto.<br />Un minuto dopo il telefono ha suonato di nuovo. Questa volta era il capo del protocollo del presidente: «Elena, mi scusi se la disturbo, ma la Malkina mi ha suggerito di consigliare a tutti i giornalisti di non citare le parole di Vladimir Vladimirovic... quelle sul sesso... Non farebbero una buona impressione...». *I giornalisti occidentali mi chiedono di continuo: «Ma perché il vostro Putin è così terrorizzato dalla stampa libera?».<br />Viene subito in mente la risposta più banale: Putin è il miglior frutto del KGB, per il quale un giornalista indipendente, per definizione, non era altro che la "voce del nemico". Non bisogna dimenticare, infatti, che l'uomo ora alla guida dello stato russo è entrato da giovane, per propria scelta consapevole, nel KGB, organo che a quei tempi eliminava fisicamente i dissidenti del Paese. *Il guaio principale di Putin è che lui stesso non sa ciò che vuole. Non ha nessun programma economico, nessuna strategia di riforme, e nemmeno un'idea precisa di che tipo di Paese vorrebbe per l'immediato futuro. La sua tattica politica (che per l'economia dei mezzi è anche una strategia) si limita a un'unica formula: mantenere il potere a ogni costo. *Mi resi conto che era semplicemente un geniale "riflettore", che rimandava come uno specchio l'immagine del suo interlocutore, in modo da indurlo a credere di essere come lui, "uno dei nostri". In seguito dovetti notare più volte questo suo fenomenale talento, soprattutto in occasione degli incontri con i capi degli Stati occidentali di cui voleva assicurarsi il favore. Ci sono certe fotografie ufficiali che documentano bene il suo approccio: invece del presidente russo e di quello americano, per esempio, vediamo, sorridenti, seduti uno di fronte all'altro, due Bush. O, invece del cancelliere tedesco e del presidente russo, ecco due Schroeder. Almeno per qualche momento Putin riesce a copiare con spaventosa precisione la mimica, il modo di guardare, ma addirittura la forma delle guance, il doppiomento e certi tratti del viso dei suoi interlocutori e a imitare le loro espressioni. Per di più lo fa con tale abilità che quelli non se ne accorgono in modo cosciente, ma ne subiscono evidentemente gli effetti. *Nel "pool del Cremlino" giravano gli aneddoti più vari sui tentativi di Putin di accarezzare i bambini.<br />Sembra che nell'ospedale infantile di Petrozavodsk, Putin, invece di consolare un piccolo con le stampelle perché era finito sotto una macchina, gli abbia detto: «Be', così imparerai a rispettare le regole!».<br />Non stupisce che poi la bambina che Putin aveva intenzione di baciare, si sia sottratta al suo abbraccio, balbettando tra le lacrime: «Paura...».<br />Questi episodi i giornalisti non potevano evidentemente descriverli ai loro lettori, pena l'immediata perdita dell'accredito. *Putin è completamente l'opposto di Eltsin. È freddo. E del tutto privo del dono della compassione. Cosa che dovrebbe significare la morte per un politico pubblico. È persino incapace di immaginare che cosa sia, la compassione: come ha fatto a non capire che non era il caso di continuare a mangiare spiedini in compagnia dei suoi fedeli giornalisti in villeggiatura mentre gli uomini del sottomarino Kursk stavano morendo, ma che doveva tornare di corsa a Mosca per dimostrare al Paese che gli era vicino? Come ha fatto a non rendersi conto che andando a trovare all'ospedale giovani soldati mutilati a causa della guerra in Cecenia, non c'era bisogno di dare consigli da Generalissimo, ma era il caso semplicemente di chiedere loro scusa per avere fomentato quella carneficina? O, nelle peggiori delle ipotesi, ringraziarli per averti salvato il culo nelle retrovie, coprendoti con il loro corpo? O, ancora, come si può in visita a un ospedale pediatrico durante la campagna elettorale, ammonire un bambino ferito in un incidente stradale: «Così non violerai più le regole?». *Una cosa mi stupisce sempre quando penso a Putin: ma è possibile che quest'uomo voglia davvero che la sua presidenza venga ricordata soltanto come un periodo di disgusto, di noia e disperazione? Un periodo di rappresaglia contro i giornalisti, di ripresa della repressione nel Paese, di omicidi ed emigrazioni per ragioni politiche? [...] Ma è possibile che tu non abbia voglia di entrare nella storia per qualcosa di buono? Nonno Eltsin la sua bella missione, anche se parzialmente, l'ha portata a termine: ha dato al Paese la possibilità di respirare un po' di libertà, anche se non per molto. ''Chapeau''. Tu, invece, sei stato capace solo di chiuderci di nuovo l'ossigeno. Perché? A che scopo? *Una dote di Putin che mi aveva sinceramente impressionata era stata la sua abilità di comunicatore. Anche se avevo facilmente riconosciuto le classiche modalità di relazione di stampo professionale, tipiche dei servizi, devo dire che Putin le interpretava nel migliore dei modi. Non so come – se con la mimica, con l'intonazione, con lo sguardo – ma nel procedere della conversazione riuscì a darmi l'impressione di parlare con una persona con la mia stessa formazione e i miei stessi interessi. Anche se non c'era alcun motivo logico per presupporlo, e anzi, la realtà dei fatti indicava che era una persona del tutto opposto a me. ===[[Liz Truss]]=== *Abbiamo a che fare con un disperato interlocutore-canaglia senza alcun interesse per le norme internazionali. *I leader come Putin hanno rifiutato l'opportunità di cambiare perché temevano di perdere il controllo. Invece hanno preso i soldi del petrolio e del gas e li hanno usati per consolidare il potere e guadagnare influenza all'estero. *Se Putin dovesse avere successo, ci saranno indicibili, ulteriori sofferenze in tutta Europa e terribili conseguenze in tutto il mondo. Non ci sentiremmo mai più al sicuro. ===[[Julija Tymošenko]]=== {{cronologico}} *Prenderei io stessa l'Avtomat {{NDR|arma automatica}} e sparerei in fronte a questo stronzo... (18 marzo 2014) *Un barbaro. Le spiego perché: l'aver lanciato [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|una guerra]] contro un Paese pacifico, democratico ed europeo come l'[[Ucraina]], è una conferma della sua natura barbarica. Ha incoraggiato l'eliminazione di anziani, donne, bambini. Questo non può essere descritto in altro modo che con quella parola: barbaro. E [[fascismo|fascista]]. Qualcuno pensa che lui sia pazzo, io non credo. Ha una mente fredda, razionale, cinica. E dietro i suoi comportamenti c'è come un nucleo oscuro, qualcosa che arriva dal [[Medioevo]] più nero. (19 aprile 2022) *Lui vuole tutta l'Ucraina. Il suo territorio, la sua storia, la sua cultura. Ma senza gli ucraini. La chiama la denazionalizzazione. In un linguaggio normale, però, questo significa il genocidio della controparte. (8 giugno 2022) *Già 15 anni fa aveva perso umanità. Allora tagliò le forniture di gas all'Europa dell'Est. La gente gelava. Non era una ragione commerciale, non c'erano debiti. Noi premier orientali lo imploravamo di riaprire i rubinetti. Lui ci guardava godendo del suo potere. Già allora usava l'energia come arma, ma i leader occidentali non capirono e invece di ridurre la loro dipendenza dalla Russia, la aumentarono. (5 febbraio 2023) ===[[Donald Trump]]=== {{cronologico}} [[File:Trump, Putin Alaska Arrival (9260677).jpg|thumb|Putin con Donald Trump durante il [[vertice Russia-Stati Uniti del 2025]]]] *Pensate che Putin a novembre verrà al concorso di bellezza Miss Universo a Mosca? Se sì, pensate che diventerà il mio nuovo miglior amico? (18 giugno 2013) *{{NDR|Su [[Russiagate]]}} Il mio staff è venuto da me – Dan Coats, il capo dell'intelligence, e qualcun altro – e mi hanno detto che è stata la Russia. Qui c'è Vladimir Putin: dice che non è stata la Russia. Io dico questo: non vedo nessuna ragione perché sia stata la Russia, ma voglio davvero scoprire dov'è il server. (16 luglio 2018) *Putin dichiara che una bella porzione dell'Ucraina, dico dell'Ucraina, è indipendente. Cioè, è fantastico. Io ho detto: ma quanto è intelligente! E ora ci entra come peacekeeper, cioè con la forza di pace più potente. Potremmo farlo anche noi al nostro confine Sud. (22 febbraio 2022) *Ascolta, Putin non ha mai infranto accordi con me. Forse l'ha infranto con Biden perché Biden non lo rispettavano, non rispettavano Obama. Ma rispettano me. Lascia che te lo dica, Putin ha passato un sacco di guai con me. Ha affrontato una caccia alle streghe fasulla in cui lo hanno usato insieme alla Russia... hai mai sentito parlare di quella storia? Era una truffa, una truffa orchestrata da Hunter Biden e Joe Biden. Hillary Clinton, il losco Adam Schiff, era tutta una farsa dei Democratici. E lui ha dovuto affrontarla. E l'ha affrontata, e non siamo finiti in guerra. Lui ha subito tutto questo, è stato accusato di ogni cosa—ma non c'entrava nulla. (28 febbraio 2025) *Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Vladimir Putin, ma gli è successo qualcosa. È diventato assolutamente pazzo! Sta uccidendo inutilmente molte persone, e non parlo solo di soldati. Missili e droni vengono sparati sulle città dell'Ucraina, senza alcun motivo. (26 maggio 2025) *Putin dice un sacco di stronzate. È sempre molto gentile, ma non significa nulla. (8 giugno 2025) ===[[Bernardo Valli]]=== *Da giovane, vivendo per le strade di San Pietroburgo (allora Leningrado), Putin ha imparato che spesso bisogna essere pronti a sferrare il primo pugno. È un principio che non ha mai dimenticato. Sorprendere. Così ha fatto, mezzo secolo dopo, in Georgia, poi in Crimea e adesso in Siria. *Oltre a suscitare un "entusiasmo disciplinato", Putin applica una democrazia protetta, che è un surrogato di quella vera. Non esiste censura in Russia, né giornalistica né letteraria. Ma sulla stampa agisce una forte autocensura, favorita dalle proprietà e dalla vigilanza politica. Questo non esclude la discreta libertà concessa a pubblicazioni secondarie. Le quali servono da alibi. Lo stesso vale per la televisione, totalmente addomesticata, ma con qualche canale e stazione radio marginali che fanno eccezione. Idem per le case editrici. Non ci sono interdizioni ma i saggi o i romanzi troppo scomodi per il regime finiscono da editori secondari. La vita privata usufruisce di una larga libertà. Una libertà nella sicurezza dopo il caos degli anni Novanta, quando dalle ceneri dell'Urss spuntavano gli oligarchi, che si spartivano i beni dello Stato, e nelle strade non mancavano i delinquenti. Oggi puoi usare senza restrizioni Internet e i suoi più moderni derivati. Se hai i soldi puoi viaggiare dove vuoi nel mondo. Sbatti contro la cappa autoritaria se alzi la testa al livello del potere politico. *Vladimir Putin invoca la nostalgia dell'Unione Sovietica, ma anche dei principi religiosi, della Russia zarista, dell'identità russa, della lingua nazionale, del progetto euroasiatico, dell'ispirazione slovofila (che l'ha spinto a incontrare Alexander Solgenitsyn). Il suo impero in gestazione si muove in tante direzioni, zigzagando tra le due correnti opposte, in cui si divide il pensiero russo: quella slavofila e quella filo- occidentale. Il sistema imperiale che si disegna è più pragmatico di quel che appare. Vuol essere efficace, moderno, capace di usufruire degli spazi internazionali, politici e militari, che si presentano. Un sistema basato sull'economia di mercato, in cui le tradizioni religiose e nazionali sono elementi essenziali per l'unità del paese. Molto resta imprevedibile. ===[[Manuel Vilas]]=== *Medievalismo, comunismo, stalinismo, carri armati, bombe, esercito, ecco che cosa ci porta quest'uomo. Se lo ricordi però il ceto medio europeo, ovvero tutti i lettori di questo articolo: Putin vi minaccia e minaccia il vostro stile di vita perché quest'uomo lo trova inammissibile. Non sopporta la prosperità, la crescita economica, la ricchezza culturale, le società critiche che contestano il potere politico. Non sopporta la [[libertà di stampa|stampa libera]], i romanzi, i film, i profumi, le spiagge, gli alberghi, le scarpe nuove e i baci degli [[omosessualità|omosessuali]] per strada. Non sopporta il concetto di cittadinanza fondato sul piacere e sul lusso di vivere. Non sopporta la democrazia. In realtà, è un poveraccio che non ha capito niente. *Per Putin [...] la guerra non è affatto ripugnante, anzi, resta un ottimo strumento di azione politica. *Se la bestia si accontenta dell'Ucraina saremo salvi, è quanto pensiamo tutti in questo istante. ===[[Demetrio Volcic]]=== *Con il suo modello di democrazia controllata Putin vuole unire le diverse identità storiche della Russia. Lo si vede dai simboli che sceglie. Lo stemma ha il sapore zarista; la bandiera ricorda un breve periodo democratico; è stata ripresa la musica dell'inno sovietico ma le parole sono di un vecchio letterato, già autore dell'inno precedente; la bandiera rossa dell'esercito ricorda la seconda guerra mondiale, vinta sotto questo vessillo. Questa sintesi di valori contrastanti dovrebbe accelerare la strada all'ammodernamento. *La sua è una storia molto sovietica. Con la maturità, e con la fine del comunismo, ha abbandonato qualsiasi ideologia, sostituendola con un forte sentimento nazionale. Le notizie sulla sua infanzia e sulla difficile adolescenza già contengono elementi che lo distingueranno: solitudine e tendenza ad appartarsi, una certa malinconia, capacità di lavorare, serietà, passione per lo sport, adattabilità, pragmatismo. Nei gruppi di bambini non è mai il capobanda, ma sempre il suo consigliere: il che è tipico dei futuri uomini politici. *Putin è quanto di meno russo si possa immaginare. Conduce vita ritirata, non beve vodka, è un cultore della lotta giapponese. A differenza di Primakov e di Stepashin, che Eltsin designò come successori per poi sbarazzarsene, con Putin il rapporto sembra più serio. Anche perché, non dimentichiamolo, la scelta di Putin ha coinciso con l'affondo delle operazioni belliche in Cecenia. In una situazione economica critica, e con un programma politico carente nei risultati concreti, bisognava inventarsi un nemico. Eltsin puntò su Putin per questa operazione. *Putin ha un progetto, ampolloso nel disegno e concreto nei fatti. Come un maestro di scuola vuole educare i suoi concittadini e per farlo occorre che essi accettino la sua visione. Quando si sente incompreso appare amareggiato. Dispone di reti televisive con cento milioni di contatti giornalieri. La sua condotta in campo economico è un impasto di liberismo controllato. Pragmatico nella gestione della vita quotidiana, rispetto alle vicende del mondo si mostra flessibile ma vuole si sappia che la Russia persegue i suoi interessi nazionali da protagonista, come del resto fanno le altre potenze. ===[[Lech Wałęsa]]=== *Il metodo di Putin è legato al passato ed è inefficace. *Putin deve essere convinto, non sconfitto. *Putin è imprevedibile e il peggio può ancora accadere se lo lasciamo continuare a conquistare territori e a uccidere persone. ===[[Anna Zafesova]]=== *''Divide et impera'': una vecchia massima che permette di impedire che i cortigiani si coalizzino in una congiura contro lo zar, come tante volte è successo nella storia russa. Putin lo sa meglio di chiunque altro, essendo a sua volta emerso da una manovra interna di palazzo, come il candidato meno autonomo – e quindi più affidabile – della «famiglia» di Boris Eltsin. Questo è un tratto del leader russo che viene spesso sottovalutato: non è un politico pubblico, non viene da una gavetta di primarie, comizi e congressi, riunioni con gli attivisti e campagne elettorali capillari. Le uniche elezioni alle quali aveva partecipato, prima di farsi eleggere nel marzo 2000 alla presidenza con più del 50 per cento dei voti, erano state quelle del 1996 a sindaco di Pietroburgo, che il suo principale Anatoly Sobchak perse clamorosamente (instillando probabilmente nel suo vice una profonda diffidenza verso la roulette elettorale). *Il controllo dei media – attuato con un misto di intimidazione, corruzione, persuasione e cooptazione nelle strutture del potere – ha permesso per anni a Putin [...] di rimanere in sella, pur conservando una parvenza di dibattito interno, con media e partiti, e osservatori delle organizzazioni internazionali che certificavano elezioni in cui sempre loro si assicuravano il pacchetto di maggioranza. E a quel punto non è certo un problema lasciare in vita una sparuta opposizione liberale da esibire come prova di una società aperta, che sceglie senza costrizioni di regalare il suo consenso al governo in carica. *In diversi passaggi del suo regno, Putin ha semplificato il sistema, soprattutto quando diventava troppo complicato. Con l'emersione di nuovi attori, interessi incrociati, rivendicazioni a condividere e delegare il potere – cioè, semplicemente, della democrazia – eccolo afferrare l'accetta, fa sparire il dissenso, decapitare i suoi leader per ripristinare la «verticale». Lo ha fatto nel 2003, quando invece di negoziare con le nuove élite economiche ha preferito mettere in carcere l'oligarca Mikhail Khodorkovsky e strappargli il suo impero petrolifero Yukos, rinazionalizzato e consegnato a un fedelissimo del presidente (con conseguente crollo di produzione e indebitamento). Lo ha fatto nel 2012, quando si è rifiutato di incontrare i rappresentanti del movimento che scendeva in piazza per chiedere maggiore libertà ed elezioni corrette, e ha schiacciato la protesta con manganelli e arresti. Lo ha fatto nel 2022, quando ha preferito invadere l'Ucraina invece di ricorrere alla diplomazia, e quando ha preferito assistere alla fuga di almeno un milione di russi, terrorizzati e nauseati dalla guerra: ricercatori, informatici, imprenditori, intellettuali, professori, medici, artisti. Probabilmente, la loro partenza si sarebbe potuta misurare in qualche punto percentuale di pil, ma erano persone con cui avrebbe dovuto negoziare, convincerle o addirittura farsi convincere a fare marcia indietro. [...] Nella sua mente si fa sempre più strada l'idea di un «popolo» di obbedienti esecutori strutturati in una «verticale di potere» infinita, semplice e lineare. Nessuna struttura 3D, nessuna forma irregolare, nessun conflitto da sanare. *La ricerca del riconoscimento, gli inviti nei palazzi del potere europei (ambiti moltissimo anche da Trump), gli onori tributati da Parlamenti e governi: per un presidente uscito da una ''kommunalka'' di Leningrado, e per un popolo sepolto sotto i detriti di un sistema fallito, era qualcosa di più di un sussulto di vanità. Era la ricerca di uno specchio, che però restituiva un riflesso sempre più impietoso: più la Russia si dotava di simboli esteriori della occidentalizzazione (dalle Mercedes ai cinema multisala) e più scopriva che per arrivare alla «fine della storia» bisognava percorrere una strada faticosa, e le tasche piene di contanti non avrebbero aiutato a bruciarne le tappe. Le pacche sulle spalle di Bush e degli Chirac non bastavano più a lenire un risentimento e una delusione sempre più brucianti, per quell'Occidente che critica Mosca ogni volta che viola i diritti umani, perseguita minoranze, reprime oppositori e chiude giornali. Nel mondo delle relazioni personali putiniane è uno smacco, quasi un tradimento: sei venuto nella mia dacia a Sochi, siamo andati a caccia insieme, abbiamo fatto la sauna e guidato auto d'epoca, come puoi dirmi ora che devo abbandonare il mio trono dopo soli due mandati, senza nemmeno poter riscrivere la Costituzione? *Putin può essere popolare oppure odiato, può piacere o fare orrore, disgustare o esaltare, ma intanto esiste. Il sistema è lui. Non ci sono contrappesi o ammortizzatori, come si è visto con l'invasione dell'Ucraina, che ha lasciato attoniti e increduli perfino i suoi stessi oligarchi. Che però si rendono perfettamente e lucidamente conto che la sparizione di Putin – per morte naturale, omicidio, golpe o congiura di palazzo – porterebbe con ogni probabilità a un collasso di tutto il suo sistema. Perché «la Russia è lui». *Putin si trova bene con chi non gioca secondo le regole, ma costruisce un sistema incentrato sulla propria persona, crede nelle intese private e non nei processi, nel potere del ricatto e non nella supremazia delle leggi. Dalle sue origini alla corte di Eltsin, il presidente russo ha imparato due lezioni: la prima, che non si può delegare il potere a nessuno, e la seconda, che il potere non abita nelle piazze e nelle urne, ma nei corridoi del Cremlino e nelle dacie immerse nelle pinete del Rublyovskoe chaussee. Indottrinato da marxista, non crederà però mai nelle masse e conserverà per sempre una profonda diffidenza verso i movimenti popolari, convinto che sia il Maidan di Kyiv sia le piazze della «primavera araba» siano un'operazione della Cia, senza rendersi conto che nessun servizio segreto riesce a portare un milione di persone in piazza sotto la neve. Non imparerà una delle lezioni più difficili della politica, che le elezioni non si vincono con i voti che ha già, bensì con i voti che conquisti ai tuoi avversari. Non si abituerà a essere contestato, e avrà sempre paura della sconfitta, senza riuscire mai ad ammettere di aver sbagliato. ===[[Achmed Zakaev]]=== *La mia opinione personale è che di trattative con Putin non se ne parla nemmeno. *Putin vuole riportare la Russia ai tempi sovietici, non più - come ha fatto fin'ora - ripristinando simboli, bandiere e inni. Adesso si accinge a farlo compiutamente. Prigione di popoli era, prigione di popoli vuole che torni ad essere. *Solo una cosa è in grado di compiacere Putin, l'uccisione dei ceceni che da secoli sfidano l'autorità russa con il proprio amore per la libertà. *Una differenza essenziale tra El'cin e Putin è che El'cin, nonostante tutti i problemi, aveva un consenso molto scarso ma una grande autorità, mentre Putin sembra avere un grande consenso e scarsa autorità. ===[[Volodymyr Zelens'kyj]]=== {{cronologico}} *Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti. (10 marzo 2022) *Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all'orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui. (10 marzo 2022) *{{NDR|«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»}} Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell'Ue? Credete che Putin riconosca l'Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l'Europa, come sta facendo con l'Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l'intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino. (10 marzo 2022) *Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale. (28 marzo 2022) *Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente. (30 settembre 2022) *Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente. (12 dicembre 2022) *{{NDR|Rivolto al popolo russo}} Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro. (1 gennaio 2023) *Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno. (3 aprile 2023) *Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà. (16 gennaio 2024) *Putin è una persona malata e non si rende conto delle proprie azioni oppure non controlla i suoi militari che sparano contro i diplomatici o i civili di altri Paesi. (7 marzo 2024) *Pensi che Putin sia in grado di parlare di tecnologia? [...] {{NDR|Durante la sua [[Vladimir Putin#Da La versione di Putin|intervista con Tucker Carlson]],}} ha parlato di storia tribale. Capisci? Immagina un russo che lo ascolta. Di cosa si parla quando si tratta di Musk? Tecnologia, Marte, AI. Mentre Putin sta pontificando sulle tribù. [...] è semplicemente differente: è un mammuth. (5 gennaio 2025) *Non ama il suo popolo. Ama solo la sua [[Siloviki|cerchia ristretta]]. (7 gennaio 2025) *Oggi, il membro più influente della NATO sembra essere Putin – perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. (15 febbraio 2025) *Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. "Che muoia", ognuno di noi potrebbe pensare tra sé e sé. Ma quando ci rivolgiamo a Dio, ovviamente, chiediamo qualcosa di più grande. Chiediamo la pace per l'Ucraina. (24 dicembre 2025) *Quando Putin dice: "Non vi attaccheremo", quello è il primo avvertimento su dove andranno esattamente i suoi carri armati e dove voleranno i suoi droni. (31 dicembre 2025) *Putin non è più interessato a nulla se non alla guerra, perché non riesce a immaginare la vita senza il potere o dopo il potere [...] Putin consulta più lo zar Pietro e l'imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra? [...] può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra. (14 febbraio 2026) *Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Sentiamo spesso dire che tu sei a tuo agio con questa guerra. Naturalmente, non quando si tratta della sicurezza della tua residenza a Valdai o della tua parata a Mosca. La tua stessa vita è importante per te. Ma ora vediamo tutti che i russi stanno diventando sempre meno a loro agio con questa realtà – con il fatto che la guerra sta portando conseguenze sempre più negative alla Russia. [...] Sei il primo leader della Russia a chiedere aiuto a Pyongyang. E oggi sei completamente dipendente dalla Cina – anche questo è un fatto senza precedenti nella storia della Russia. (4 giugno 2026) {{DEFAULTSORT:Putin, Vladimir}} [[Categoria:Citazioni su persone]] [[Categoria:Personalità della guerra al terrorismo]] [[Categoria:Politici russi]] be56iexqp47ys8k3kgnfnb1zz7cz18i 1415690 1415687 2026-06-05T09:29:16Z Mariomassone 17056 /* Volodymyr Zelens'kyj */ 1415690 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} {{torna a |Vladimir Putin}} [[File:Vladimir Putin 17-11-2021 (cropped).jpg|thumb|Putin nel 2021]] Citazioni su '''Vladimir Putin'''. ==Citazioni== *Abbiamo visto in questi anni il modo in cui ha governato: avvelenando, incarcerando ed eliminando tutti coloro che gli davano fastidio. ([[Javier Marías]]) *Chiunque legga i saggi storicizzanti di Putin, chi abbia assistito alla sua dichiarazione di guerra televisiva all'Ucraina, o chi abbia recentemente – come ho fatto io – avuto ore di colloqui diretti con lui, non può più avere alcun dubbio sul fatto che Putin voglia costruire un impero russo. ([[Olaf Scholz]]) *Credo che sia una canaglia perché solo le canaglie potevano arruolarsi e fare carriera in un corpo di polizia come il Kgb. Ma è proprio di una canaglia che la [[Russia]] ha bisogno per ricompattarsi all'interno, risollevarsi dal caos in cui l'ha precipitata il crollo di un regime totalitario durato settant'anni, e riprendere nel gioco delle potenze mondiali il posto che spetta a un Paese di 250 milioni di abitanti, di grandi tradizioni e d'inesauribili risorse naturali. [...] Non facciamoci illusioni sull'avvenire di una democrazia in Russia. Essa ha bisogno [...] di una mano forte e spregiudicata, di una canaglia insomma. [...] Ecco perché mi piacerebbe conoscere Putin: per vedere se è la canaglia di cui mi pare abbia bisogno la Russia in questo momento: un «momento» destinato a durare parecchi decenni. ([[Indro Montanelli]]) *Da parte mia sono stato favorevolmente impressionato da tante dichiarazioni di Putin e dal grande risveglio religioso [[cristianesimo|cristiano]] registrato nel Paese, frutto indubbiamente di una reazione ai settant'anni di regime sovietico. Ho visto in questo una luce anche per noi occidentali, che viviamo la grande crisi dei valori, immersi come siamo in una società dominata culturalmente dal relativismo etico, che può essere spietato come mostra la cronaca di questi giorni ([[Lorenzo Fontana]]) *È al potere dal 1999 e sta cercando di prolungare il suo regno anche dopo la fine del suo mandato attuale, nel 2024. I benefici della stabilità politica che lui incarna, e della riconquistata influenza russa negli affari internazionali, non sono avvertiti dalla maggioranza dei suoi cittadini. Le risorse naturali del Paese – petrolio, gas, diamanti – sono in mano a pochi oligarchi legati al presidente. Lui e i suoi compari hanno accumulato immense fortune, mentre quasi venti milioni di loro connazionali vivono sotto la soglia della povertà. ([[Lilli Gruber]]) *È da almeno quindici anni che va teorizzando la ricostruzione di una grande potenza slava dominata dalla [[Russia]] e fondata su ordine, gerarchia, ideologia illiberale e disprezzo per l'Occidente corrotto. La sua retorica si nutre di pezzi di storia molto diversi. Da una parte risale al nazionalismo grande-russo precedente il 1914, dall'altra recupera l'eredità di [[Iosif Stalin|Stalin]] scegliendo come evento legittimante del nuovo Stato russo la vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale: una guerra di liberazione dai nazisti, certo; ma anche - come ci ha raccontato [[Vasilij Semënovič Grossman|Vasilij Grossman]] - una guerra di oppressione dei popoli dell'Europa orientale. A queste radici storiche s'aggiunga la retorica dell'umiliazione che il popolo russo avrebbe subito dopo il crollo dell'[[Unione Sovietica|Urss]]. Quello della nazione umiliata è un mito che muove le guerre. Basti pensare all'uso che ne fece Hitler. ([[Andrea Graziosi]]) *È meglio che le critiche alla [[cancel culture]] occidentale non arrivino da chi al momento sta massacrando i civili per il crimine di resistere, e sta mettendo in carcere e avvelenando i propri oppositori. ([[J. K. Rowling]]) *È un [[Crimine di guerra|criminale di guerra]], sì, certamente. Vedo delle analogie con [[Slobodan Milošević|Slobodan Milosevic]]. Putin tratta gli ucraini come terroristi vantandosi di lottare contro il terrorismo - è esattamente la stessa cosa che Milosevic diceva all'epoca. ([[Carla Del Ponte]]) *Fermo restando le dovute differenze storiche Putin è più simile a [[Hitler]] che a [[Mussolini]]. Sul piano della propaganda è ricorso al pretesto della difesa delle minoranze germanofone nei Sudeti e a Danzica per giustificare l'aggressione a Cecoslovacchia e Polonia. Lo stesso schema che Putin ha applicato invadendo l'Ucraina. Inoltre, Putin come Hitler, se incontra resistenza rade al suolo le città. ([[Antonio Scurati]]) *{{NDR|«Se avessi la possibilità di rivolgerti a Putin, cosa gli diresti?»}} Gli direi che è un criminale. Ha distrutto la vita degli ucraini e sta distruggendo il proprio popolo. Verrà processato in Russia per tradimento dello Stato e davanti al Tribunale Internazionale dell'Aia come criminale di guerra per il genocidio del popolo ucraino e per questa guerra insensata. ([[Marina Ovsjannikova]]) *Gli occidentali si credono con le spalle al muro, in guerra aperta con l'[[Islam]], in conflitto strisciante con [[Africa]] e [[Asia]]. Il più delle volte inconsapevolmente, in qualche caso consapevolmente, gli occidentali hanno dunque voglia di un vero capo, di qualcuno che li guidi in battaglia, di un generale che non biascichi le parole e non sia smidollato, ed è in questo ruolo che Vladimir Putin si offre loro, inebriando le nuove estreme destre e seducendo al di là di esse. In virtù di uno straordinario paradosso storico, [[Mosca (Russia)|Mosca]] diventa [[la Mecca]] delle destre nazionaliste dopo essere stata la Mecca del Comunismo, e il presidente russo, le sue delegazioni, i suoi deputati e la sua televisione coltivano una connivenza attiva con queste forze riemerse dal periodo prebellico fascista. Come i partiti comunisti di ieri, le nuove estreme destre sono diventate gli intermediari del Cremlino in territorio occidentale, e questa offensiva ideologica centra il bersaglio, riscuote successo perché il terreno le è favorevole. ([[Bernard Guetta]]) *Ho l'impressione che sia una persona a cui manca la capacità di vedere le conseguenze umane delle sue azioni. ([[Andrej Babickij]]) *I [[dittatori]] cercano di imparare dalla [[storia]], ma sono cattivi studenti. Putin e la sua banda hanno cercato di creare la dittatura moderna del XXI secolo. ... Ma la lezione principale della storia per i dittatori, Putin non l'ha imparata. Sono tutti finiti male. Probabilmente ora si sogna [[Saddam Hussein|Saddam]] impiccato o [[Muʿammar Gheddafi|Gheddafi]] linciato. ([[Michail Pavlovič Šiškin]]) *Il fatto è che le corde che Putin tocca nei russi delle generazioni nate e cresciute nell'Unione Sovietica sono molto sensibili. Si tratta di emozioni forti. E di sentimenti imperialisti. La gente ricorda i giorni in cui credeva di vivere in un grande Paese, e non ricorda tutte le cose negative di quei giorni. ([[Elena Milašina]]) *Il Presidente della Federazione Russa {{NDR|Vladimir Putin}} ha riportato l'[[incubo]] della [[guerra]] nel nostro Continente, proprio dove l'opera paziente e lungimirante dei Padri fondatori dell'Europa e il dialogo tra statisti di grande valore, era riuscita a sradicarlo. [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|Quanto sta avvenendo in Ucraina]] costituisce una minaccia ai valori fondanti della comunità internazionale e la risposta della famiglia euro-atlantica è stata all'altezza della sfida posta dall'avventura bellicista intrapresa da Mosca. ([[Sergio Mattarella]]) *Il presidente Putin sta fallendo nella sua brutale [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra di aggressione]]. E sta rispondendo con maggiore brutalità. Vediamo un'ondata dopo l'altra di attacchi missilistici deliberati contro città e infrastrutture civili: case, ospedali e reti elettriche. È terribile per l'[[Ucraina]]... E se lasciamo che Putin vinca, tutti noi pagheremo un prezzo molto più alto, per molti anni a venire. Perché la lezione appresa dal Presidente Putin e da altri leader autoritari sarebbe che possono raggiungere i loro obiettivi usando la forza bruta. Quindi saranno incoraggiati a usare ancora di più la forza. Questo renderà il nostro mondo più pericoloso. E tutti noi più vulnerabili". ([[Jens Stoltenberg]]) *Immaginate questa sceneggiatura cinematografica: un ex agente segreto del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], rabbioso a causa del collasso della sua madrepatria, progetta un piano di vendetta. Approfittandosi del clima di caos, scala la gerarchia di potere della Russia post-sovietica e diventa presidente. Istituisce un regime autoritario, poi prende la mira sul suo nemico giurato: gli Stati Uniti. E in qualità di spia utilizza gli strumenti di guerra cibernetica per attaccare la democrazia nel mondo. Attraverso la diffusione di propaganda e notizie false sui social network convince i cittadini delle società democratiche a diffidare dei media, del processo politico stesso e persino dei loro vicini. E vince. Vladimir Putin è tale spia e questo non è un copione cinematografico. ([[Morgan Freeman]]) *In questi anni Putin ha tentato di destabilizzare l'[[Unione Europea]], alimentare i movimenti secessionisti, influire nelle elezioni. Questo è quello che è accaduto, questo è ciò che rimane. ([[Javier Marías]]) *Io credo che Putin alla fine sarà per la Russia più distruttivo della caduta del regime sovietico. ([[Vittorio Emanuele Parsi]]) *Io sono [[animalismo|animalista]] e penso che tra Putin e qualsiasi animale c'è un abisso, sicuramente quello atroce è lui. ([[Luigi Di Maio]]) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} L'unica negoziazione che Putin è disposto a prendere in considerazione è quella che garantisce a lui e al suo Paese tutto ciò che vuole, che lo metta al sicuro da tutto ciò che teme, che si tratti dell'esistenza di un'opposizione interna nel suo Paese oppure la volontà di uno Stato, che lui ritiene vassallo, di autodeterminarsi e - perché no? - di scegliere un futuro europeo. ([[Giulia Pastorella]]) *L'angoscia di Putin non è provocata dalla Nato, ma dal fatto che i popoli vogliono la libertà. Perché appena un popolo riesce a liberarsi, la mossa successiva è cercare protezione rispetto all'impero russo. Ecco perché sostiene fino alla morte Lukashenko in Bielorussia, o fa sparare sugli insorti in Kazakistan. ([[Daniel Cohn-Bendit]]) *La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. E il nemico numero uno del regime di Putin è l'Ucraina, dato che un'Ucraina prospera e democratica è un esempio pericoloso per i russi. ([[Michail Pavlovič Šiškin]]) *La distruzione delle strutture energetiche in [[Ucraina]] è un [[crimine di guerra]], come lo sono gli [[stupro|stupri]], i [[Rapimento dei minori durante l'invasione russa dell'Ucraina|rapimenti di bambini]], le uccisioni di civili, sono crimini di guerra commessi da Putin ([[Nancy Pelosi]]) *La gente ha paura di parlare di Putin, anche su internet. Pensano che qualcuno andrà a cercarli. Leggono le storie degli oppositori che vengono imprigionati, avvelenati, uccisi. Non vogliono fare la stessa fine. Sanno che il governo reprime chiunque si opponga o dica la verità. E vogliono restare in vita e non finire in prigione. E questo è comprensibile. ([[Natalia Pelevine]]) *Lui, e nessun altro, ha preso le decisioni più importanti e continua a farlo. Anche se ha dei sostegni interni, Vladimir Putin ha scatenato questa guerra perché pensa che l'[[Ucraina]] sia uno Stato illegittimo. È anche spinto da motivi economici, dato che si tratta di un Paese molto ricco. ([[Margaret MacMillan]]) *[[Marine Le Pen]] può anche affermare di non stare dalla parte di Putin ma Putin non nasconde di stare dalla parte di Marine Le Pen. ([[Nathalie Loiseau]]) *Mi sono posto più volte una domanda: ci sembra che, in qualche modo, Putin stia cercando la pace? Penso di no, la [[Russia]] ha approvato una legge che rende suo il 20 per cento del territorio dell'[[Ucraina]], un terzo dell'Italia. Come si può pensare che tutto questo sia un elemento che possa caratterizzare un qualsiasi percorso che porti alla pace? Non ci ricorda forse un dittatore che voleva solo un pezzo della Cecoslovacchia e, tornando da Monaco, [[Neville Chamberlain|Chamberlain]] venne accolto trionfante, dopo l'accordo che aveva sottoscritto con [[Adolf Hitler|Hitler]] dalla folla a [[Londra]]? ([[Ettore Rosato]]) *Nel 2012, quando sono tornata in Russia per combattere contro il regime, non sapevamo che Vladimir Putin sarebbe diventato un tale mostro da decidere di mostrarmi in televisione nuda mentre facevo sesso. ([[Natalia Pelevine]]) *Nella Russia di Putin gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa. ([[Marco Travaglio]]) *No, non è pazzo. È molto cattivo. Sono certo che sia totalmente sano. Ha una personalità piuttosto particolare. Non è quella di un ufficiale del KGB. È diverso, sadico, non pensa agli altri, nemmeno al popolo russo, solo a se stesso. Ha dei predecessori come Hitler e Stalin. Possiamo dire che costoro hanno fatto cose cattive, ma non perché una voce ha suggerito loro di farle. Erano malvagi. Erano persone sadiche. E non erano pazzi. ([[Semen Hluzman]]) *Non beve. Questo, dopo Eltsin e Chruščёv, era una benedizione. I leader sovietici più spaventosi erano quelli che bevevano, perché potevano premere un bottone in qualsiasi momento. Putin beve un po', ma non abbastanza da perdere il controllo. In secondo luogo, è piuttosto razionale. Calcola il rischio e il profitto di ogni azione che intraprende. È simile a Stalin in questo senso. È molto, molto bravo e commette solo errori occasionali nel calcolare il rischio e quindi è piuttosto cauto nelle avventure internazionali. Quando strappa un pezzo di un altro Paese, lo fa in un momento in cui può essere sicuro che non ci saranno conseguenze o nessuna degna di preoccupazione. Quindi suppongo che trattare con uno psicopatico razionale o apparentemente razionale sia meglio che trattare con un ubriaco irrazionale. E il fatto che avesse tutto sotto controllo significava che non ci sarebbero più problemi in Russia. Non ci sarebbero più stati territori che reclamavano l'indipendenza, non ci sarebbero state rivolte. Il petrolio russo, il gas, il nichel e qualsiasi altra cosa venisse fornita all'Occidente sarebbero stati estratti, venduti e distribuiti senza intoppi. Penso che i leader occidentali abbiano fatto questo tipo di ragionamento. Forse è un bastardo, ma sembrava capace di gestire le cose correttamente per il profitto di tutti. ([[Donald Rayfield]]) *Non dobbiamo temere che dopo Putin arrivi qualcuno peggiore di lui perché, come [[Evgenij Prigožin|Prigozhin]], come [[Gruppo Wagner|Wagner]], sarà pur sempre qualcuno creato dallo stesso Putin. Io non dirò mai che Putin è il male minore per la Russia. Perché qualsiasi male in Russia viene da lui. ([[Michail Zygar]]) *Non rimpiange il [[comunismo]], la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l'autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla [[Russia]], dandole la potestà di rappresentare l'altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l'Ovest. Putin non ha bisogno dell'investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l'esercizio del potere assoluto. ([[Ezio Mauro]]) *{{NDR|Barzelletta}} Non so se avete sentito che in [[Russia]] sono in corso dei negoziati per unificare i fusi orari, perché adesso tra una parte e l'altra del paese ci sono nove ore di differenza.<br />Allora il primo ministro va da [[Putin]] e dice: «Signor presidente, abbiamo un problema. Ho mandato la mia famiglia in vacanza e li ho chiamati per la buonanotte ma da loro è già mattina ed erano sulla spiaggia. Ho chiamato [[Olaf Scholz]] per congratularmi per il compleanno ma mi hanno detto che è domani. Ho chiamato [[Xi Jinping]] per fare gli auguri di capodanno ma mi hanno detto che è ancora l'anno vecchio».<br />E Putin dice: «Sì, è successo anche a me: ho chiamato la famiglia di [[Evgenij Prigožin|Prigozhin]] per fare le condoglianze ma l'aereo non era ancora partito». ([[Edi Rama]]) *Oggi la Russia, guidata da un ex membro del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] già in servizio a Dresda, invade i suoi vicini e uccide gli oppositori politici. ([[Mike Pompeo]]) *Ogni psicopatico e quasi tutti i dittatori che io abbia mai studiato hanno avuto una prima infanzia difficile. Sono stati maltrattati, abbandonati, in particolare tra i due e i tre anni. [...] Ed è vero anche per Putin. Durante l'infanzia è stato abbandonato, maltrattato, bullizzato. Era un criminale di strada. E quindi rientra nel modello di abbandono e violenza per cui un maltrattamento epigenetico precoce genera permanentemente questi disturbi della personalità. ([[James H. Fallon]]) *Per Eltsin una cosa valeva l'altra, ma con Putin ha cominciato a prevalere l'interesse russo. Come è naturale che sia. Putin è un leader forte, acuto, coraggioso: ha capito che la Russia ha un interesse geostrategico e che è necessario perseguirlo. Perché abbandonare l'Abkhazia? Perché lasciare che ai confini della Russia arrivi la Nato? Il mio è un Paese leale alla Russia, e bisogna guardare alle prospettive future. ([[Sergej Bagapš]]) *Perché Putin sente il bisogno di sfruttare la religione ortodossa e la sua estetica? Dopo tutto, egli avrebbe potuto impiegare i suoi strumenti di potere, decisamente più secolari – per esempio, le imprese controllate dallo Stato, o il suo minaccioso sistema poliziesco, oppure il suo obbediente sistema giudiziario. Può darsi che le dure e fallimentari politiche del governo Putin, l'[[Incidente del K-141 Kursk|incidente del sottomarino Kursk]], il bombardamento di civili alla luce del giorno e altri spiacevoli momenti della sua carriera politica lo abbiano costretto a riflettere sulla possibilità che fosse venuto il momento di dare le dimissioni; altrimenti, i cittadini russi lo avrebbero aiutato a farlo. Apparentemente, è stato allora che ha sentito il bisogno di garanzie più persuasive e trascendenti per la sua lunga permanenza al vertice del potere. É stato allora che è diventato necessario fare uso dell'estetica della religione ortodossa, che è storicamente associata al massimo splendore della Russia imperiale, quando il potere veniva non dalle manifestazioni terrene come le elezioni democratiche e la società civile, ma da Dio stesso ([[Ekaterina Samucevič]]) *Putin e Medvedev hanno ridato orgoglio alla Russia: rispetto di sé, del suo ruolo di potenza globale, accanto a Usa, Europa, Cina. Dio ha creato fiori di tanti colori, ed è la bellezza della natura. I giardini del mondo sono numerosi e diversi fra loro. Servono diversi giardinieri per curarli. Uno solo farebbe un cattivo lavoro. ([[Valerij Abisalovič Gergiev]]) *Putin è stato abile a camuffarsi da democratico, ad esempio non ha indossato uniformi e ha usato i vecchi strumenti di disinformazione e maskirovka (mascheramento) del Cremlino. ([[Sofi Oksanen]]) *Putin, come lo avevo definito tempo fa, è un serpente a sonagli che circonda i suoi avversari, non sempre il serpente a sonagli morde velenoso. Spesso, specie se viene accarezzato, circonda con disinvoltura il corpo di chi lo sopporta, ma può colpire di sorpresa e mordere con morsi velenosi e quindi uccidere. E così è accaduto, il serpente con il suo morso velenoso ha colpito, l'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|aggressione militare all'Ucraina]] è stata ed è ancora in queste ore di una violenza inaudita. ([[Eugenio Scalfari]]) *Putin è arrivato al potere dieci anni dopo il collasso dell'Unione sovietica, alla fine degli anni Novanta. Non era detto che sarebbe finita così. Se c'è stato un momento in cui qualcosa poteva essere cambiato, è stato proprio negli anni Novanta, ma non abbiamo sfruttato la nostra occasione. L'errore che abbiamo commesso è stato quello di non parlare gli uni con gli altri, di non riconoscerci gli uni gli altri ed è finito per diventare terreno fertile per la polarizzazione che ha permesso a Putin di andare avanti per più di vent'anni. Quello che sa fare benissimo è polarizzare le persone alienate facendole abusare l'una dell'altra: gli occidentalizzati da una parte e le persone normali dall'altra, i provinciali ignoranti e le élites di Mosca e San Pietroburgo. Queste definizioni non funzionano, non spiegano tutto, non tengono tutto, ma la polarizzazione, questa immagine di due strati sociali che abusano costantemente l'uno dell'altro e che è pura invenzione, ha avuto e ha ancora successo. ([[Maria Stepanova]]) *Putin è stato nell'ultimo decennio il punto di riferimento dei sovranisti e dei nazionalisti europei. Non bastasse, il regime russo ha inquinato molte elezioni democratiche in Europa e ha sostenuto con i propri finanziamenti più di un partito democratico. Ha anche appoggiato alcuni movimenti secessionistici, a partire da quello catalano, che peraltro, va precisato, si sono fatti sostenere in totale buona fede. Vladimir Putin è stato il sovranista per eccellenza ed è impossibile disconoscerlo. ([[Bobo Craxi]]) *Putin era ed è l'erede dell'Impero russo comunista. Era, evidentemente, un'illusione pensare che il crollo delle Repubbliche Sovietiche avesse rimosso l'elemento permanente della visione imperiale, un tempo ideologica, ora solo imperiale. ([[Bobo Craxi]]) *Putin era un giovane membro del Kgb quando ci fu il crollo dell'[[Unione Sovietica]], che lo colse in Germania. Ha detto che la [[Muro di Berlino|caduta del Muro]] è stata la più importante catastrofe geopolitica del XX secolo. Gli è andata bene nella nuova Russia, ma ha un grande risentimento e vede l'[[Unione europea|Unione Europea]] come il nemico; non sopportava che l'Ucraina guardasse a Ovest e non a Est. ([[Margaret MacMillan]]) *Putin imita [[Adolf Hitler|Hitler]]: il piccolo ufficiale del [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] di Dresda non agita a vuoto la sua minaccia atomica. ([[Wolf Biermann]]) *Putin mantiene legami con i partiti nazionalisti di destra in Francia, con il Front National di Marine Le Pen, e in Gran Bretagna. In Grecia ha rapporti con Anel, il partito della destra nazionalista che fa parte del governo, ma anche con la sinistra ex comunista anch'essa nella maggioranza ad Atene. [...] Putin ha un piano. La sua ambizione prima di tutto è dividere e destabilizzare l'Ucraina. Oltre a questo, mira anche a dividere la UE, diffondere l'influenza russa e, se possibile, sostituire gli Stati Uniti come il principale fattore esterno sull'Unione europea. È noto che può già pesare molto sull'Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca attraverso il controllo delle forniture di energia. ([[George Soros]]) *Putin mi considera come uno dei suoi principali nemici. Ha pubblicamente promesso di uccidermi. ([[Mikheil Saak'ashvili]]) *Putin si fa forte di una propaganda [[antifascismo|antifascista]], ma i suoi valori sono di estrema destra. Vede nemici dappertutto. Perché è di nemici che ha bisogno ogni [[dittatura|dittatore]] per poter giustificare le violazioni dei diritti umani. ([[Herta Müller]]) *Scrivere un articolo sulla vita personale del signor Putin o sulla sua ricchezza è davvero pericoloso in Russia. Non significa che subito dopo l'articolo, ad esempio, la polizia piomberà a casa tua a prenderti. Può andare anche diversamente. Non so neanche esattamente come, ma credimi, è un argomento pericoloso. ([[Roman Badanin]]) *Se l'Ucraina cadrà nelle mani dei russi, seguiranno altre nazioni. Putin minaccia con il [[nucleare]] e continuerà ad usare questa carta. L'unica speranza è che [[morte|muoia]], altrimenti farà proprio come [[Adolf Hitler|Hitler]] quando stava dividendo l'Europa. Spaccherà le nazioni in due. ([[Serhij Stachovs'kyj]]) *Sarei veramente curioso di domandargli perché pensa che discriminare le persone [[omosessualità|gay]] sia la strada giusta per rendere la Russia più ricca, più di successo o prestigiosa nel mondo; perché questo è sicuramente il suo mondo. ([[Leo Varadkar]]) *Se Putin fosse una donna, cosa che ovviamente non è, ma se lo fosse, penso davvero che non si sarebbe avventurato in una guerra folle e machista di invasione e violenza come ha fatto lui. [...] Se volete un esempio perfetto di mascolinità tossica, è quello che sta facendo in Ucraina. ([[Boris Johnson]]) *Sotto il suo governo in Russia sono scomparse le libertà di espressione e di associazione sbocciate ai tempi di [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Vladimir Putin ha fatto del suo paese una "democratura", una dittatura con le parvenze e perfino i fronzoli elettorali della democrazia, ma che bombarda a tappeto con i suoi aerei – non con quelli di [[Bashar al-Assad]] – perfino gli ospedali di [[Aleppo]]. Annulla il suo incontro con [[François Hollande]] e crea nel proprio paese un clima di guerra. Tutti sanno queste cose. Nessuno osa confutarle. Nonostante tutto, però, Putin piace. Perché? È una questione di immagine: questa attrazione politica ha prima di ogni altra cosa una dimensione fisica. Vladimir Putin non è [[James Dean]] né [[Marcello Mastroianni]]: le sue fattezze e i suoi lineamenti sono del tutto ordinari, eppure quest'uomo asciutto e muscoloso sprigiona un'impressione di forza bruta che egli sa usare in modo quasi scenico. Quando si fa riprendere a torso nudo, sempre a torso nudo, mentre cavalca stalloni o lotta da solo contro animali selvaggi, non fa perdere la testa soltanto agli appassionati di pornografia omosessuale. In Russia come in Occidente questa sublimazione della virilità serve a metterlo in netta contrapposizione con gli altri dirigenti del mondo, europei e americani in primis, perché bisogna ammettere che la qualità principale di [[Angela Merkel]] non è essere un'amazzone, così come François Hollande non è proprio Superman. E sebbene [[Barack Obama]] abbia sicuramente classe, ha più l'aspetto di un professore universitario che quello di un campione di lotta libera. ([[Bernard Guetta]]) *Su Putin ho un atteggiamento freddo. Ci ha tolto la libertà, è vero. E lo combatto per questo. Ma con lui almeno si sopravvive. Negli anni del caos di Eltsin, invece si faceva fatica pure a trovare il pane. ([[Ėduard Limonov]]) *Un altro aspetto di questi disturbi della personalità è l'attribuzione esterna delle colpe. Sono sempre pronti a incolpare qualcun altro per le loro azioni. Hanno sempre una scusa pronta. [...] È molto strano, perché non collegano loro stessi al crimine. E lo fanno da tutta la vita. Ti ho sentito parlare con Putin e l'ho sentito rispondere con disinvoltura che praticamente era colpa degli ucraini stessi, ecco, quello è il tratto di una personalità psicopatica. ([[James H. Fallon]]) *Un [[judo|judoka]] non farebbe mai questo. Putin non è un judoka, è solo un aggressore. ([[Georgii Zantaraia]]) *Un tiranno manipolatore che sembra un po' Dobby l'elfo domestico. ([[Boris Johnson]]) *Vladimir Putin è mosso da un desiderio di vendetta contro l'Occidente che ha distrutto la potenza dell'Urss e ignorato gli interessi vitali della Russia post-sovietica. Il fallimento delle democrazie liberali è il suo obiettivo. Le sue armi: il ricatto, la corruzione e l'eliminazione fisica degli avversari. ([[Lilli Gruber]]) *Vladimir Putin è un criminale di guerra, che in Ucraina ha condotto un conflitto d'aggressione anche contro i civili e continua a mietere vittime innocenti, come peraltro fa regolarmente dentro i propri confini, dallo sterminio dei ceceni all'eliminazione fisica di giornalisti sgraditi e oppositori politici. E questa non è un'opinione; è un fatto. ([[Aldo Cazzullo]]) ===[[Madeleine Albright]]=== [[File:Vladimir Putin with Madeleine Albright-1.jpg|thumb|Putin con [[Madeleine Albright]] nel 2000]] *Ci sono forti alleati degli Stati Uniti in quasi tutti i continenti. Gli amici di Putin, da parte loro, includono persone come [[Bashar al-Assad]], [[Alexander Lukashenko]] e [[Kim Jong-un]]. *Credo che Putin abbia ragione a credere che gli Stati Uniti vogliano impedire al suo paese di esercitare il potere militare fuori dai confini nazionali, perché è proprio così. Sbaglia invece a pensare che l'America desideri una Russia marginalizzata e debole. Ciò che vogliamo - e che gran parte del mondo vorrebbe - è una Russia disposta a trattare gli altri con il rispetto che pretende per se stessa. Non è chiedere tanto. *Il presidente ha preso il pretesto del [[Lichie devjanostye|débâcle degli anni Novanta]] per screditare le istituzioni democratiche e accusare Washington di voler accerchiare il suo paese o, per usare una terminologia da Guerra fredda, di volerlo contenere. Immagina che i politici americani restino svegli la notte per escogitare piani volti a indebolire la Russia. Come si spiegherebbero altrimenti l'allargamento della Nato, le iniziative Usa di sostegno alla democrazia nelle frontiere o il dispiegamento di uno scudo missilistico in Europa dell'Est? Putin si rifiuta di ammettere che altri paesi possano reclamare dei diritti e che, dopo decenni di dominio moscovita, molte delle repubbliche e dei satelliti sovietici abbiano sentito il bisogno di ottenere l'indipendenza e di lavorare per l'annessione all'Europa. *Mentre Eltsin mi aveva lusingato, vantato e lusingato, Putin ha parlato senza emozioni e senza note della sua determinazione a resuscitare l'economia russa e schiacciare i ribelli ceceni. *Per mantenere alto il consenso, Putin non si è mai legato fino in fondo a un'ideologia o a un partito. Cerca piuttosto di identificare il proprio volto con quello dell'intera nazione. Benché possa essere spietato con gli avversari, non è mai volutamente polarizzante come Chávez o Erdoğan. A differenza di molti esponenti della destra europea, è rispettoso nei confronti di ebrei e musulmani. Conserva il grosso della sua artiglieria verbale per i nemici stranieri, gli ipocriti arroganti che predicano bene e razzolano male, diffondono falsità sulla Russia e cospirano per accerchiare e strangolare il paese. Quando passa all'offensiva contro un avversario interno non lo fa per dibattere sul merito politico ma per rivolgergli accuse di tradimento. *Vladimir Putin non giura fedeltà ai principi della democrazia, ma non vi rinuncia in modo esplicito. Disprezza i valori occidentali, ma dichiara di identificarsi con l'Occidente. Non si preoccupa di ciò che il Dipartimento di Stato scriverà nel rapporto sui diritti umani del prossimo anno perché sta ancora pagando in patria il prezzo politico per le infrazioni commesse negli anni precedenti. Racconta bugie spudorate con una faccia imperturbabile e se viene accusato di soprusi dà la colpa alle vittime. Ha convinto molti, a quanto pare anche il presidente americano, di essere un maestro di strategia, un uomo forte e volitivo. Se restassero nel chiuso della Federazione russa, questi aspetti sarebbero semplicemente preoccupanti, ma Putin, come Mussolini novant'anni fa, è tenuto sotto osservazione dai leader di altre regioni del mondo che sono tentati di seguire le sue orme. E in alcuni casi lo stanno già facendo. ===[[Svjatlana Aleksievič]]=== *Dagli anni Novanta in poi, la libertà è stato il tema sul quale più hanno insistito gli intellettuali russi. C'era la convinzione che si trattasse di un'esigenza diffusa, rispetto alla quale il sostanziale silenzio del popolo suonava abbastanza strano. La verità è che il popolo non parlava perché non aspirava affatto a essere libero. Attendeva semmai che si manifestasse una qualche variante dello stalinismo, una qualche forma di russicità mutante. Ed è a questo punto che si è fatto avanti Vladimir Putin, con la promessa di una nuova Russia dalle ambizioni imperiali, talmente forte da incutere timore al mondo intero. Un Paese, come Putin ripete spesso, che può contare su due soli alleati: l'esercito e la flotta. *È un uomo pericoloso che ci ha fatto abituare ad una società totalitaria. Anche se sono tanti i giovani che lo appoggiano, in generale la gente non è contenta, ma se provi a dire qualcosa di diverso, non ti ascoltano e ti dicono che sei contro il tuo paese, che è colpa di Obama e delle sanzioni introdotte contro di noi. *La Russia si vuole ancora vedere come una grande potenza, forte; è questo che la popolazione capisce e tutto ciò che dai tempi sovietici poteva essere ripristinato, lui l'ha ripristinato. *Non posso che essere contro di lui, non sto zitta, il mio è un impegno politico, sociale, culturale ed esistenziale. Per lui, la Russia è la più forte nel mondo, capace di combattere ogni nemico, ma non si rende conto dei danni che sta facendo. Usa spesso la parola "guerra" tanto che la stessa non fa più paura a nessuno. ===[[Federigo Argentieri]]=== *I russi lavorano sui tempi lunghi e, secondo Putin e la sua cerchia ristretta, il loro destino o è imperiale o non è: la Russia non può non essere imperiale e, quindi, non può non dominare su una molteplicità di nazioni, in qualunque forma, quella zarista, quella sovietica o quella post zarista e post sovietica attuale, non ha importanza. *Putin è l'erede legittimo della tradizione zarista e di quella sovietica, della tradizione imperiale in versione zarista e sovietica, una sintesi delle due, "stracciona" per usare un termine dell'imperialismo italiano. È una sintesi micidiale dal punto di vista della distruttività (distruttività anche un po' "a casaccio"). *Tutta la narrativa sulla Nato che si espande a est e la posizione contraria di Putin è basata sulla propaganda, sull'ideologia e sulla giustificazione delle posizioni moscovite. ===[[Arkadij Babčenko]]=== *Il principale contributo di Putin è stato quello di tirare fuori tutto il peggio dalle persone. Tutto l'odio, tutta la xenofobia, tutta l'aggressività. I tratti più schifosi, più infimi, più neri della natura umana. Non c'era riuscita neppure l'URSS. Persino il regime dei Soviet si era limitato a proclamare classe egemone il proletariato, mentre in realtà classe egemone erano l'intellighenzia operaia, gli ingegneri e gli insegnanti, i cosiddetti fisici e lirici.<br />Invece Putin ha sollevato dal fondo e ha reso classe egemone non semplicemente il sottoproletariato – in quanto anche il sottoproletariato può essere privo di aggressività –, ma i coatti aggressivi. *L'uomo, per la cui ascesa al trono è stata scatenata la Seconda guerra cecena, che da parte sua non ha mai combattuto per la propria Patria, evitando felicemente l'Afghanistan, e che poi, una volta messe le mani sul potere, ha mandato nelle guerre scatenate ormai per sua iniziativa in Georgia e in Crimea, invece di se stesso e dei propri figli, appunto quei medesimi ragazzi di leva, adesso dalla tribuna accusa il sottoscritto, che ha partecipato alla sua guerra da volontario, di essere un traditore, un agente del nemico e una persona di terz'ordine. *Per la prima volta in quindici anni ho guardato il discorso del Cazzone. Per intero. Il nostro nanerottolo sta proprio fuori come un balcone. Mica dichiara guerra all'Ucraina, no: parla di una nuova spartizione del mondo. Nel suo discorso l'America occupa uno spazio dieci volte maggiore dell'Ucraina. Cosa è stato capace di rivangare. Quante ne ha sparate. La Seconda guerra mondiale, il crollo dell'URSS, l'Iraq, la Libia, Belgrado; ha dichiarato che «siamo noi (la Russia) a difenderci dalla NATO», che «non tollereremo la presenza di fascisti ai nostri confini», e in pratica ha detto chiaro e tondo che impiegherà le armi nucleari in caso qualcuno interferisca nell'occupazione dell'Ucraina, occupazione che lui, comunque, non ha intenzione di effettuare. E tutto questo coabita dentro la stessa testa.<br />Ebbene, russi, preparatevi. Cominciate a misurarvi i pastrani militari. *Putin viveva sul serio all'interno di un mondo tutto suo e credeva davvero di avere a disposizione un esercito grande e invincibile, e non un branco di pecorini demotivati a bordo di ferrivecchi. Chissà, forse avevano paura di dirgli la verità, o magari gli hanno troppo leccato il culo. E così la realtà non è più riuscita a farsi strada.<br />Buon risveglio, Voloden'ka. ===[[Al Bano]]=== {{cronologico}} *Gli danno del dittatore, ma lui ha il popolo dalla sua parte. (4 settembre 2014) *Putin è rimasto al fianco dell'Occidente anche nei momenti peggiori. Ci ha sempre detto: io sono vostro amico. Però, se da ingrati non capiamo la sua politica in Ucraina, poi è giusto che ci dica: attenti, ho la Russia in mano... Nessuno ha fatto nulla a Bush che ha ammazzato Saddam quando non nuoceva più. Però si dà del dittatore a Putin che vuole aiutare i russi. Lui non attacca nessuno. Difende e basta. (4 settembre 2014) *Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. (2 gennaio 2018) *Lui, con tutte la potenzialità che ha, con tutte le cose belle che ha fatto a favore della Russia, con questo senso di pace che ha seminato per molti anni, ora impone ai suoi di attraversare una nazione che si chiama Ucraina con i carri armati, con le pistole, con i fucili, con i bambini che scappano con le loro mamme. [...] Non si può restare indifferenti di fronte a questo seminare della morte. (28 febbraio 2022) *Ho conosciuto Putin, ho cantato per lui, mi è piaciuto in passato e ora non mi piace più, ma mi è dispiaciuto, in questi giorni, vedermi definito "amico di Putin". Purtroppo non sono amico suo. Se fossi suo amico farei una bella passeggiata con lui nel Cremlino e gli direi: sediamoci 5 minuti davanti a una bella bottiglia di vino, o di vodka, o di acqua pura. Parliamone. Non è giusto aggredire una nazione, un Paese, una famiglia, è una cosa assurda. Ora devi fare i conti con la Storia. (17 marzo 2022) ===[[Michail Baryšnikov]]=== *Il tuo [[Russkij mir|mondo russo]] - un mondo di paura, un mondo che brucia libri in lingua ucraina - non ha futuro finché siamo qui, noi che siamo stati vaccinati durante la nostra infanzia contro questa piaga. Il nostro mondo, d'altra parte, ha un futuro, nonostante tutti i tuoi blocchi. Sappiamo come preservare i valori del nostro mondo russo. E il tuo mondo, se non si sveglia, morirà delle sue paure. *Non riesco proprio a comprendere come alcune persone possano fidarsi e seguire leader come Putin, nonostante i russi stessi abbiano sofferto, nel corso della Storia, per la sottomissione a regimi brutali e oppressivi. Non riesco proprio a spiegarmi come si sia arrivati a questo punto; probabilmente, su questo argomento si scriveranno decine di libri. Non dimentichiamo, tuttavia, che perfino nella società libera e democratica nella quale vivo una percentuale sconvolgente di americani pare credere in teorie contorte a proposito di un'elezione che si ritiene sia stata "rubata" nel 2020. Questo ci insegna che l'ignoranza della Storia e il fervore nazionalista non sono esclusivi di nessun Paese. *Penso che Putin abbia risonanza in coloro che hanno paura. Presumo che ciò procuri loro una sensazione di sicurezza, proprio come le leadership autoritarie fanno credere ai loro popoli di proteggerli. Certo, si tratta di un sentimento di sicurezza fittizio, perché in qualsiasi momento il protetto può diventare un perseguitato. ===[[Aleksandr Baunov]]=== *Dapprima Putin ha lasciato spazio al dissenso, poi a piccoli passi sempre meno, fino a soffocarlo e infine eliminarlo del tutto. È stato un processo lento e ben dissimulato, fino a creare il fatto compiuto. *Putin dice le stesse cose che diceva [[Francisco Franco|Franco]]. "Non c'è bisogno di cambiare, siamo troppo importanti: verranno loro da noi". Nonostante la [[Spagna franchista]] condividesse la sicurezza militare e il capitalismo dell'Occidente, non era nella Cee né nella Nato. I Paesi europei non l'hanno mai considerata come loro pari. Niente visite di Stato a Madrid. Il messaggio era chiaro: nessun riconoscimento fino alla riforma politica e alla fine della repressione. *Putin distrugge la modernità in nome di un presunto passato glorioso, e sta ora conducendo una guerra del passato. Piena di caratteristiche del passato. Con tanto di condottieri mercenari, cospirazioni e ammutinamenti. Putin ha aperto la porta al passato e ora il passato torna e rischia di travolgerlo. In modi simili a quelli che hanno decretato la fine di tanti regnanti nel passato. *Putin è convinto che l'Occidente tornerà da lui. Per questo, l'Europa dovrebbe adottare la stessa strategia usata a suo tempo con la Spagna franchista: isolamento diplomatico e pressione costante. Niente concessioni. *Un dittatore può esser pugnalato alle spalle solo da chi gli è molto vicino. Da chi ha molto potere. E il sistema di Putin, al contrario di quelli di altri dittatori, non prevede che ci siano persone vicine al capo. ===[[Boris Abramovič Berezovskij]]=== *Durante il governo Eltsin abbiamo superato il periodo più nero della frammentazione ed eravamo sulla buona strada per costruire un sistema statale autonomo, innovativo e aperto. Putin ha cambiato strada: sta cercando di reintrodurre in Russia lo stesso sistema pesantemente centralizzato e opprimente dell'Urss e in questo schema rientra la campagna militare contro la Cecenia. *È risaputo che vuole cambiare la costituzione e rimanere presidente per più di due mandati: magari per sempre. I dittatori non cedono facilmente il comando, una volta raggiunto. A meno che qualcuno non glielo tolga. *Era stato il primo burocrate che non aveva accettato tangenti. [...] Ne rimasi molto impressionato. *Il presidente russo è un imbroglione, un bandito. Ma io non ho perso del tutto la speranza. Ho sempre pensato che sarebbe durato poco, a questo punto è durato anche troppo. *Il problema è che Putin non è Eltsin: sa benissimo che non può uscire dal Cremlino e andare in pensione in una dacia. Se molla il potere, ha due alternative: o la prigione o l'esilio. E mi domando quale paese sarebbe pronto ad ospitarlo. Ah, dimenticavo: l'Italia, dove Berlusconi si sbraccia per accoglierlo nelle sue ville. *L'Occidente, in primo luogo l'America, ha chiuso gli occhi sui massacri commessi da Putin in Cecenia, sulle limitazioni alla libertà di stampa, sulle elezioni truccate, sulle persecuzioni del Kgb. Gli interessa solo avere l'appoggio della Russia sulla [[guerra in Iraq]] o sulla crisi del momento o su qualche buon affare. Del resto, l'America andava d'accordo anche con il Portogallo del dittatore [[António de Oliveira Salazar|Salazar]], firmava trattati perfino con Breznev. Può farlo pure con Putin. *Prima il presidente ha tappato la bocca al potere politico, poi ai mass media e ora sta completando l'opera con il grande business. L'obiettivo è abbattere ogni sembianza di democrazia in Russia e ricostituire un regime autoritario, saldamente tenuto in mano dai suoi ex-colleghi del Kgb. *Putin è un truffatore, che ha cercato di imbrogliare l'Occidente e in buona parte ci è riuscito. Sia perché l'Occidente capisce poco della Russia odierna, forse con l'eccezione di voi italiani, che avendo una specie di regime in casa comprendete meglio come un sistema autoritario possa mascherarsi da democrazia. Sia perchè a molti paesi occidentali fa comodo una Russia in mano a un bandito. ===[[Silvio Berlusconi]]=== [[File:Vladimir Putin 25 October 2001-1.jpg|thumb|Putin e [[Silvio Berlusconi]] nel 2001]] {{cronologico}} *[[Dmitrij Anatol'evič Medvedev|Medvedev]] e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese. (11 settembre 2010) *Putin è una persona rispettosa degli altri, è un riflessivo, è un uomo profondamente liberale, è uno che mantiene la parola data, è veramente un democratico. Io lo conosco da più di quindici anni, lo considero quasi un mio fratello minore; ho con lui una grandissima cordialità, una grandissima confidenza. Ed oggi è indubitabilmente il numero uno tra i leader del mondo. (settembre 2015) *Vladimir Putin è un leader eccezionale. Io sono legato da un'amicizia fraterna a lui. E lo conosco per quello che è realmente: è il contrario dell'immagine che i media di tutto il mondo gli hanno creato addosso. Mister Putin ha un grande rapporto con i cittadini russi. Lui vince le elezioni con una grande quantità di voti ed è amato dalla sua gente. (aprile 2017) *Putin è molto rispettoso delle libere scelte degli italiani, e vorrebbe — e io sono totalmente d'accordo su questo — che l'Italia fosse parte attiva in un migliore e più costrittivo rapporto fra la Russia e l'Occidente. (9 dicembre 2017) ===[[Joe Biden]]=== [[File:Vice President Joe Biden greets Russian Prime Minister Vladimir Putin.jpg|thumb|Putin con Biden nel 2011]] *Ha scelto una strada di crescente repressione interna e violazione delle norme internazionali. Da parte nostra semplicemente non possiamo sopportare questa flagrante mancanza di rispetto per le norme internazionali più basilari. Se la Russia cambia corso e comincia ad obbedire a queste norme e rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei suoi vicini, allora ovviamente anche le nostre relazioni cambieranno. *Non sta scherzando, quando parla del potenziale uso di armi nucleari tattiche, biologiche o chimiche, perché il suo esercito, come dire, sta offrendo una prestazione significativamente più bassa delle attese. *Voleva meno presenza della Nato e invece Finlandia e Svezia sono entrate a far parte della Nato. Credeva che la Nato si sarebbe divisa, che sarebbe crollata, e invece la Nato è più unita che mai. Credeva di poter usare l'energia come arma, e invece l'Europa è stata determinata ed è meno dipendente dei combustibili fossili russi. Pensava di essere forte mentre i leader democratici deboli, ma siamo paesi che rifiutano l'uso della forza e la paura. E ha incontrato un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco: il presidente Zelensky. E si trova a fronteggiare uno scenario molto diverso da quello che aveva immaginato un anno fa: il mondo libero e democratico oggi è più forte che mai, e gli autocrati sono ancora più deboli. ===[[Boris Bondarev]]=== *Evidentemente Putin immaginava che la sua ricchezza lo avrebbe posto sullo stesso piano dei leader europei, pronti a far finta di niente sulla vera natura del suo potere. Si sbagliava. Oggi lui e la sua "élite" sono infuriati, pensano che l'Occidente abbia giocato "sporco". Curioso quando un baro si ritiene offeso perché nessuno vuole giocarci a carte. *Finché il regime di Putin non verrà eliminato, l'Europa non sarà mai al sicuro. È come se ci fosse un orso in una foresta e i Paesi europei stessero cercando di tenerlo a bada dandogli da mangiare la loro gente e così stuzzicando il suo appetito. L'unica vera soluzione è abbattere l'orso. Non capisco perché trenta uomini armati debbano avere paura di un uomo solo. *I rifornimenti e i condotti di gas hanno sempre fatto parte della diplomazia targata Putin. Era l'uncino con cui teneva appesi i leader europei, lui spera che funzioni ancora. Con quest'uomo non si può negoziare, non rispetta leggi e trattati. Non fatevi prendere in giro di nuovo. *I ventidue anni di Vladimir Putin al potere sono stati un totale spreco di tempo per la Russia. Con un'ottima congiuntura sui mercati globali, il rialzo dei prezzi di petrolio, gas e altri beni per l'export, un'autorità consolidata sui russi, negli anni 2000 Putin avrebbe potuto ottenere qualsiasi cosa. Avrebbe potuto usare il suo potere, la sua autorevolezza per condurre in porto le tanto attese riforme e spingere sullo sviluppo economico e la costruzione di una società democratica e libera. Sarebbe stato ricordato come il grande leader e uomo di Stato che senza dubbio desidera essere. [...] Invece ha scelto di costruire una dittatura personale per permettere a se stesso e ai suoi amici di godersi miliardi di dollari, palazzi e yacht, opprimendo nel frattempo l'opposizione e privando milioni di persone della speranza di un futuro migliore. *Il blocco occidentale e sovietico erano in pace per timore della distruzione reciproca. Putin ha messo alla prova quel principio e scoperto che non c’è più alcuna paura, che può distruggere ciò che vuole senza pagare conseguenze perché l’Occidente non vuole rischi. *Il multipolarismo immaginato da Putin prevede Paesi autoritari con una loro sfera di influenza. Nel caso della Russia si tratta di ristabilire l'area di influenza dell'Urss, averne l'esclusiva e farne ciò che si vuole. Non solo gli Usa e la Nato ma nemmeno l'Onu o l'Ue potrebbero metterci il naso e raccomandare cosa è bene fare e cosa no. Il presidente russo può dire che è favorevole al mondo multipolare, che vuole un movimento di Paesi non allineati, che è contro la schiavitù, che è anti-liberale. O pro-liberale. Sono solo parole. Tutto ciò che gli interessa è il potere personale. La narrativa messianica è solo una vernice. Se gratti, sotto trovi la cupidigia. *Innanzitutto, vuole essere trattato alla pari e che la Russia sia riconosciuta come grande potenza. E idealmente vorrebbe un mondo senza democrazie. Perché con un dittatore riesce ad arrivare a patti, ma con le istituzioni non sa trattare. Non comprende i cambi di governo perché sono imprevedibili e possono rivelarsi ostili per lui. Preferisce i rapporti personali. Perciò era così amico di Silvio Berlusconi. E perciò vuole stringere un accordo con Trump e non con gli Stati Uniti. *Non è un'esagerazione dire che Putin incarna lo Stato per molti russi. Ufficiali, ministri e generali sono sconosciuti alla maggioranza della popolazione. Quando Putin sarà fuori gioco, in un modo o nell'altro, nessun governo sarà legittimo. Il nuovo presidente dovrà spiegare ai russi i motivi della crisi economica e sociale, sarà allora logico e tentante dare la colpa a Putin per tutti gli errori, i crimini e questo minerà quello che resta della legittimità del regime che inizierà a sgretolarsi. *Putin è un codardo. Ostenta coraggio solo quando vede che gli altri hanno paura di lui. *Putin ha selezionato personalmente la sua élite. Avendo come parametro la lealtà dei prescelti. E anche la loro mancanza di onore, di integrità e di iniziativa. Ha cooptato solo persone pronte ed eseguire i suoi ordini. E questo è molto pericoloso. Perché se ordinerà un attacco nucleare, l'ordine verrà eseguito. Queste persone, però, non hanno un'ideologia. Sono abituati a fare quel che dice il presidente per personale convenienza. Se capiscono che ricchezze e posizioni sono in pericolo, potrebbero anche rivoltarglisi contro. *Putin isolerà la Russia dal mondo, ne farà un Paese più povero e sottosviluppato. La guerra avvicina l'obiettivo, per questo dico che è un crimine contro il futuro dei russi. Senza contare che i nostri rapporti con l'Ucraina, uno dei Paesi confinanti a noi più vicini, saranno persi del tutto per decenni e intere generazioni. *Putin non ha il sostegno delle masse. Il suo sostegno è l'indifferenza di una società atomizzata. *Si deve capire che Putin e la Russia sono due entità diverse. Quando Putin dice che l'espansione della Nato minaccia la sicurezza della Russia, quel che veramente pensa è che l'espansione della Nato minaccia la sua, di sicurezza. ===[[Bill Browder]]=== *A mio avviso Putin è uno [[Psicopatia|psicopatico]], che non prova alcuna empatia o rispetto per nulla se non per il suo proprio interesse. La sua brutalità terrorizza e mette chiunque in una condizione di sottomissione: con una personalità del genere non ci sono margini per trattative o diplomazia. *Credo che Putin abbia rovinato la Russia per i prossimi 30 anni. Ormai è uno Stato emarginato, uno Stato terrorista. *Ha accumulato ben oltre 200 miliardi di dollari da quando è diventato presidente: cosa che ne fa l'uomo più ricco del mondo. [...] Putin è anche un agente del Kgb molto efficace : e ha passato tutta la sua vita corrompendo o ricattando la gente perché diventassero parte del suo sistema. Per cui sa che chiunque avesse un documento col suo nome sopra potrebbe ricattarlo: così non è mai nella posizione di essere formalmente il proprietario di qualche bene. *Ha cominciato tutta la sua carriera come un tipo al quale piacciono i soldi: e nessuno entra nella carriera pubblica in Russia con altri obiettivi che non siano rubare quanti più soldi possibile. *La cleptocrazia creata da Putin fa sì che le élite possano accumulare denaro togliendolo alla popolazione. Facendolo spesso ledono i diritti umani e sanno che per mettere al sicuro quei soldi è meglio non lasciarli in Russia. *Mi ha minacciato di morte, ha minacciato di rapirmi, ha cercato di bloccarmi tramite mandati di arresto dell'Interpol e con richieste di estradizione, oltre che con una miriade di cause legali che avevano come unico scopo quello di distruggere la mia vita. Non ha allentato la presa in alcun modo e continua ancora oggi. Ma questo è il destino di chiunque abbia cercato di tenere testa a Putin. *Non sono più il nemico numero uno in assoluto di Putin, adesso lo è sicuramente Navalny. Diciamo che sono il suo nemico numero uno all'estero. *Putin è un piccolo criminale paranoico, a capo di quella che è fondamentalmente una organizzazione criminale: non ci dobbiamo aspettare null'altro che miserie, perché alla fine non ha costrizioni da parte della storia o della morale. Sarebbe assolutamente capace di usare l'arma nucleare: l'Ucraina è solo l'inizio delle sue ambizioni. *Putin è un piccolo uomo paranoico che va alla ricerca della slealtà anche dove non esiste. *Putin mi dà la caccia da un decennio dopo l'approvazione del Magnitksy Act. L'unica ragione per cui sto seduto qui è che lui ha tenuto sempre un piede nel mondo civilizzato e uno nel mondo criminale: da quest'ultimo lato arrivavano le minacce di morte contro di me, ma dall'altro lato gli piaceva apparire al G20 e ai summit internazionali. Questo è ciò che mi tenuto in vita: ma ora che ha messo tutti e due i piedi nel mondo criminale, c'è un rischio esponenziale di violenza nei miei confronti, perché lui non ha più nulla da perdere. *Putin odia l'Unione Europea, la Nato, gli Stati Uniti e tutte i grandi blocchi geopolitici omogenei: gli danno enorme fastidio nel perseguimento del suoi scopi, non solo militari ma anche finanziari. *Putin vuole diventare lui il più grande oligarca russo e difatti oggi, con i suoi traffici, è l'uomo più ricco del Paese e ha asset ovunque, molto spesso con prestanome. *Quando vuoi scoprire dove Putin tiene i suoi soldi devi partire dagli oligarchi: perché quella gente custodisce i soldi per lui. Stimo che il 50% delle ricchezze degli oligarchi sia in realtà di Putin. Chi sono? Nella lista di Forbes ci sono 118 miliardari in Russia: e 110 di loro sono fiduciari di Putin. *Rimuovere il Magnitsky Act è il principale obiettivo della sua politica estera, la priorità più grande. ===[[Zbigniew Brzezinski]]=== *Aveva già detto cose come "il collasso dell'Unione Sovietica è la più grande calamità del ventesimo secolo". Pensate a cosa significhi. Prima guerra mondiale: milioni di persone uccise. Seconda guerra mondiale: milioni e milioni di persone uccise. Più l'Olocausto. La guerra fredda: la minaccia di un disastro nucleare per tutta l'umanità. Nulla di tutto questo è stato importante, per lui, come la scomparsa dello Stato del quale era un agente segreto, nel Kgb. Lui vuole ricostruire l'Unione Sovietica. L'Ucraina è la posta in palio. *Il presidente russo Vladimir Putin è un dittatore mascherato da leader democratico. *Lui e gli ex agenti del Kgb come lui che lo circondano nelle stanze del Cremlino condividono idee nostalgiche, sognano di realizzare nel prossimo futuro una nuova versione dell'Unione Sovietica, creata attorno a un'unione di popoli slavi come quelli della Bielorussia e dell'Ucraina. *Putin si preoccupa del passato, della nozione del potere mondiale della Grande Russia, della creazione di qualcosa di simile all'Unione Sovietica ma con un nome nuovo. Tutti obiettivi irrealistici che, alla fine, non credo che la maggioranza dei russi sosterrà. *Putin sta seguendo gli esempi di Stalin e di Krusciov. Chiunque conosca un poco la Russia se ne rende conto. Eccetto Silvio Berlusconi. *Quando Putin afferma che il collasso dell'Urss è stato il maggior disastro geopolitico del XX secolo, lascia intendere che vuole ricostruirla attraverso l'estensione del controllo russo sui nuovi Stati indipendenti già parte dell'Urss e prima ancora dell'Impero russo. Questa tentazione imperiale nuoce alla Russia e l'antidoto è costituito da più stretti rapporti con l'Occidente. *Quanto sia fallito l'esperimento democratico russo è dimostrato dal fatto che l'ipotesi di un Putin-Pinochet equivalga a un buon augurio per la Russia. ===[[Vladimir Konstantinovič Bukovskij]]=== *Con l'avvento di Putin al potere possiamo tranquillamente dire che il [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|Kgb]] è tornato a occupare i ranghi della società, a livello finanziario, politico, economico e amministrativo. *Il governo Putin sta cercando di ricomporre il potere del centro, diciamo il potere del Cremlino. È chiaro che non ci riuscirà totalmente, perché prima il potere del Cremlino era strettamente collegato all'ideologia, al sistema totalitario. Non credo che riescano più a restaurare un sistema totalitario, ma possono ripristinare il potere centrale su molti aspetti della vita, rendendo i russi sempre più infelici. *Quando Putin è andato al potere nel 2000, le persone in Russia hanno immediatamente capito che il KGB era tornato al potere, e subito si sono spaventate. Se prima c'era più o meno la possibilità di essere critici nei riguardi del governo, ora la maggior parte delle persone ha paura di dire qualsiasi cosa. ===[[Emmanuel Carrère]]=== *In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. *Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. ===[[Michail Borisovič Chodorkovskij]]=== [[File:Vladimir Putin 31 May 2001-2.jpg|thumb|Putin e Chodorkovskij nel 2001]] *Ci sono molte informazioni sui legami profondi tra [[Matteo Salvini|Salvini]] e Putin e il suo entourage. Parte di queste informazioni fanno dubitare dell'integrità di questi contatti. Sfortunatamente si tratta di una pratica comune per Putin che è un eccellente ufficiale reclutatore ed è riuscito a trovare chiavi di varia natura per arrivare a molti politici europei. *I leader dei Paesi europei pensano di avere a che fare con uno statista che ragiona come loro. Invece lui funziona in modo completamente diverso: pensa come un criminale. Se a un criminale tu fai vedere la tua debolezza, quello non si ferma: continuerà sempre ad andare in avanti. Ed è ciò che Putin sta facendo. *Negli ultimi anni ho notato sempre più spesso che Putin usa un'informazione unilaterale e che le persone che lo circondano lo manipolano più facilmente di prima in base ai loro interessi. È stanco, ha perso la capacità di comprensione di molti aspetti della contemporaneità. *Non penso che Putin abbia avuto paura dell'allargamento della Nato all'Ucraina. Lui detesta la Nato, ma non la teme. Piuttosto, è ormai preso da una specie di missione messianica: ne è posseduto, e lo si capisce dal fatto che ha fatto mettere davanti al Cremlino la statua del principe [[Vladimir I di Kiev|Vladimir]]. [...] È una mentalità perfettamente normale per un criminale in età da pensione. *Non siamo mai stati amici, non posso dire di averlo conosciuto da vicino. Io ero al vertice di una grande impresa e Putin era il presidente, avevamo rapporti professionali. In apparenza è cambiato, sì. Vent'anni di potere lo hanno cambiato e in questo il suo non è un caso unico. Oggi si permette di fare cose che prima non osava. All'epoca si comportava in maniera più normale, riconosceva l'esistenza di certi limiti. Ma al fondo è sempre lui. Era già un criminale ed è rimasto tale. Ha la mentalità di un esponente della criminalità organizzata. È ciò che i leader occidentali non hanno mai capito, non capiscono adesso e – mi dispiace – a mio parere non capiranno mai. ===[[Nina Lvovna Chruščёva]]=== *Durante il suo terzo mandato presidenziale – ora è al quarto – si era concentrato più sulla difesa del suo entourage dalle accuse di corruzione o indifferenza che sulla felicità delle persone comuni. In vero stile sovietico, egli rimane più spaventato da un colpo di stato di palazzo che da una rivolta pubblica. *Ha passato gli ultimi 18 anni a interpretare di tutto, dal padre premuroso della nazione a un James Bond esperto di judo. *L'incompetenza di Putin si estende molto oltre l'economia. Le sue forze di sicurezza restano brutali e inaffidabili; in alcune parti del paese si sono mescolate a delle bande criminali. La sua direzione della magistratura non tranquillizza i comuni cittadini, e le installazioni militari, i sottomarini, le trivelle, i pozzi, gli ospedali e le case di riposo del paese esplodono continuamente, si rompono, o affondano, a causa della negligenza e dell'irresponsabilità. *Non sta cercando di ricostruire l'Impero Russo di per sé ma sembra deciso a stabilire una sudditanza degli ex Stati sovietici. L'errore dell'Occidente è di pensare che la Russia sia un invasore, ma in realtà la Russia "prende" se si presenta l'opportunità, come in Crimea nel 2014 o nei Paesi Baltici nel 1940. *Putin non vuole ricostruire l'Urss. Quel che ha sempre voluto è: influenza. Non vuole sedere al tavolo dei bambini. Il problema è che Mosca era al tavolo dei Grandi ma quando ha preso la Crimea è stata cacciata dal G8: Putin stesso è responsabile ma se glielo chiedeste, risponderebbe che comunque non lo ascoltavano e anche questo è in parte vero. ===[[Fabrizio Cicchitto]]=== *A Berlusconi sfuggiva completamente il retroterra culturale di Putin, che aveva come punti di riferimento Pietro il Grande, Ivan il Terribile e Iosif Stalin. Ognuno di questi personaggi aveva una componente autoritaria fortissima, funzionale non alla restaurazione dell'Unione Sovietica ma al mito della Grande Russia. *Che Putin fosse il capo del Kgb con il quale fare anche affari, lo sosteneva un bel pezzo dell'Occidente. E mentre questo accadeva, Putin invadeva l'Europa attraverso i suoi oligarchi, comprandosi squadre di calcio, giornali, partiti. Nessuno voleva vedere il lato oscuro della Luna. Non lo fece Berlusconi e non lo fecero nemmeno Prodi, l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, l'ex cancelliera tedesca Angela Merkel... Devo continuare? *Ho avuto modo di dire che tra Berlusconi e Putin c'era un legame di omosessualità psicologica: si ammiravano vicendevolmente e il loro era un rapporto assolutamente paritario. Putin considerava geniale questo imprenditore italiano che controllava le televisioni ed era riuscito a sfondare in politica. A sua volta Berlusconi lo riteneva un pragmatico, capace di gestire un Paese come la Russia e con il quale si potevano fare tante cose insieme: dagli affari alle donne. *Putin fu il primo a capire che attraverso Internet si poteva fare politica e penetrare il sistema delle democrazie liberali, che lui disprezza, per manipolarlo. Attraverso Internet ha sostenuto Brexit, il referendum separatista della Catalogna, la campagna elettorale di Donald Trump e per ultimo i no vax. Lui ha sempre mirato a destabilizzare l'Occidente. Ma Berlusconi sorvolava su certe questioni. *Putin voleva rientrare nel grande gioco. E utilizzava Berlusconi e i suoi rapporti con gli americani per tornare nel salotto buono dal quale la Russia era uscita dopo la fine dell'Unione Sovietica. ===[[Leonardo Coen]]=== {{Cronologico}} *Ha grandi progetti per il futuro, dopo aver plasmato il passato e imbrigliato il presente – con un regime che è stato battezzato "democratura", un po' democrazia, tanta dittatura. Ha riportato la Russia laddove stava quando era Unione Sovietica e dove pensa debba stare di nuovo, e cioè tra le superpotenze del mondo, come in fondo era già ai tempi di Pietro il Grande, di Caterina, dei Romanoff. (30 dicembre 2019) *Dinanzi alle gherminelle politiche, Vladimir vuole accreditarsi come uomo d'ordine. Si rivela un primo ministro energico, abile e risoluto. Recupera la retorica patriottica cara ai comunisti, ma non rinnega d'essere difensore dei nuovi valori liberali, e della democrazia. Accondiscende alle pretese dei militari che vogliono avere mano libera nella repressione dell'insurrezione islamica nel Caucaso. (30 dicembre 2019) *Da quel fatidico giorno di vent'anni fa, non ha mai smesso di consolidare l'immagine di un uomo che ha salvato la Russia dalla decomposizione e l'ha riportata al centro del mondo e della geopolitica. Che ha proclamato l'avvento del multipolarismo, che ha inventato la democratura e la "verticale del potere", che ha lubrificato nazionalismo e sovranismo, che ha schiacciato l'opposizione e progressivamente ridotte le libertà e la società civile; che negli anni del suo dominio ci sono state centinaia di morti tra politici a lui avversi, giornalisti che lo criticavano. (30 dicembre 2019) *Un personaggio forse enigmatico, di certo autocrate e ormai intrappolato dalle sue ambizioni "imperiali" euroasiatiche, dallo scontro con l'Occidente colpevole di assediare la Russia con la Nato ai suoi confini e di aver umiliato Mosca nel decennio eltsiniano; il presidente che ha barattato la sicurezza dei russi privandoli di molti, troppi diritti. (30 dicembre 2019) *Tutto deve restare sotto controllo della presidenza, questo il principio base della dottrina putiniana: i governatori locali sono inquadrati e non devono sgarrare; gli oligarchi sorvegliati; l'opposizione messa all'angolo, perseguitata, repressa; la Russia deve essere forte territorialmente ed economicamente; la "nuova" Russia è portatrice di valori tradizionali e patriottici, la religione ortodossa è uno degli strumenti che saldano passato e presente, il nazionalismo sollecitato da Putin diventa un'arma politica ed economica. (31 dicembre 2019) *Putin si fa paladino dei vari movimenti localisti, per destabilizzare l'Ue: finanzia le destre sovraniste e antiEuro, attacca la Georgia per difendere i separatisti dell'Ossezia del Sud e dell'Abkazia, che pone sotto il suo ombrello militare. Aiuta la ribellione armata del Donbass contro Kiev, annette la Crimea, va in soccorso di Damasco e diventa il burattinaio della crisi mediorientale, appoggia l'Iran e stringe alleanza con Erdogan, causando imbarazzi e problematiche strategiche nella Nato, visto che la Turchia ne rappresentava il pilastro orientale, la sentinella del Caucaso. E adesso, i tentacoli putiniani sono arrivati in Libia. Il sogno di sempre della Russia imperiale e sovietica: il Mediterraneo. (31 dicembre 2019) *La concezione della sua leadership totalitaria – con annesso culto della personalità a volte imbarazzante (Putin che pilota un jet, Putin a dorso nudo mentre cavalca, o pesca salmoni, o va a caccia; Putin judoka; Putin hockeista; Putin sciatore lo conobbi nel 2001 a St-Christophe, in Austria..; Putin e la tigre dell'Altai; Putin che prega; Putin che mette in riga l'Occidente, etc.) – ha bisogno di aggressività rivolta all'esterno, per dirottare eventuali tensioni interne, come le manifestazioni di protesta per la riforma delle pensioni, o per le importazioni d'auto coreane e cinesi (a Vladivostok), o la stagnazione economica che tanto ricorda gli anni brezneviani. (31 dicembre 2019) *Il regime autoritario non è capace di gestire le immense risorse del Paese, le scelte di Putin favoriscono la stabilità politica non lo sviluppo economico, tantomeno quello sociale. [...] Qualsiasi cambiamento economico è visto come un rischio per l'equilibrio politico, ossia per la sopravvivenza "della classe dominante". E così, alla fine, Putin fa quello che hanno sempre fatto gli "uomini forti" dei regimi autoritari: esibire i muscoli. Dirottare le tensioni interne. Attizzare il nazionalismo. Sfidare l'Occidente, a piccoli ma graduali passi. Ragionare cioè in termini di zone d'interesse e d'influenza. (31 dicembre 2019) ===[[Oleksij Danilov]]=== *La gente ha paura a dare il giusto nome alle cose e perde il senso della realtà. Voi lo chiamate Putin, ma il suo nome è Satana. *Non fosse per noi a quest'ora il nuovo Hitler che si chiama Putin sarebbe arrivato a Varsavia. *Putin è già un cadavere politico. Quando diventerà un cadavere fisico è solo questione di tempo. ===[[Carla Del Ponte]]=== *Putin vuole sradicare l'identità di un popolo e quindi deve risponderne penalmente. *La sua '''<small>[della portavoce del ministero degli Esteri russo Zacharova]</small>''' è una reazione inammissibile perché sotto accusa penale non c'è il governo russo, ma una persona specifica, e cioè Putin. Perché la responsabilità criminale riguarda una sola persona, e cioè lui. *Da oggi la sua vita da capo dello Stato diventa difficile. Gli sarà inibito qualsiasi vertice internazionale. È innegabile che la richiesta di arresto incrina irrimediabilmente la sua immagine pubblica. Oggi in [[Russia]] lui è il presidente, ma è chiaro che i gravissimi reati che gli vengono contestati possono giocare anche politicamente contro di lui. ===[[Aleksandr Gel'evič Dugin]]=== *Finché c'è Putin, la Russia ha speranza di essere forte, ma Putin è un problema perché non ha istituzionalizzato la sua linea di pensiero. La Russia oggi è Putin-centrica. *Non c'è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta. Queste accuse sono il risultato della paura che la Russia si riaffermi come potere indipendente e che voglia difendere la propria identità. *Non ha fatto nulla nell'educazione, che è rimasta metà sovietica, metà liberale, copiata dall'Occidente. Un miscuglio di incoerenza. Lo stesso vale per la nostra cultura. La nostra cultura è un'imitazione della cultura occidentale e liberale con un frammento di pura propaganda politica, mal fatta. Questa è solo un simulacro, non una preparazione per il regno dello zar. Così non si ritorna alla nostra identità. Si ragiona troppo pragmaticamente e si pensa troppo poco al sacro. Putin rimane nella sua posizione, non sacrifica abbastanza attenzione, tempo e la sua forza vitale per questo problema. *Putin ha frenato la caduta, non ci ha ridestati. Questo trascende i suoi limiti. Lui non è un salvatore. Ha solo intenzione di riparare. È un manager, blocca la crisi. E lo sta facendo in modo eccellente, ma ha dei limiti. Agisce come se fosse eterno, non crede in qualcosa che esiste dopo la sua fine: non ha una chiave per il futuro. Questo è un vero problema. *Putin ha frenato la spaccatura e la caduta della Federazione Russa. Ha iniziato a ricostruire passo dopo passo. È molto più vicino allo zar di quanto lo fossero Eltsin e Gorbaciov per questa e molte altre ragioni. *Putin non è un essere "estraneo" che serviremo supinamente. Lui è noi stessi. Agisce per il nostro interesse. Fa esattamente ciò che siamo disposti a fare noi. Per noi non è una entità separata. È questo il concetto profondo del re sacro. *Quando Putin è salito al potere, pur essendo politicamente contiguo a Eltsin, è stato influenzato da questo terreno che avevo seminato e ha iniziato ad incarnare la mia visione della geopolitica facendo proprie le mie teorie. Ha iniziato a promuovere l'unione euroasiatica, a difendere la sovranità dei popoli pur non ricadendo in un nazionalismo di stampo ottocentesco, mi ha permesso di tornare ad apparire in televisione e a tenere incontri pubblici. È questa l'influenza che ho su di lui. Un'influenza razionale su un uomo realista quale lui è e che ha capito che le mie teorie sono le più valide per garantire una degna collocazione della Russia nel globo facendo fronte alle pressioni dell'Occidente. ===[[Jurij Felštinskij]]=== *È abbastanza intelligente da sapere che se ci fossero regole normali, il suo sistema di governo non potrebbe esistere. Non è un idealista. Sa che non c'è modo che possa sopravvivere a meno che non continui a opprimere. *Nel mondo ci sono stati tanti imperi, ma vi immaginate se domani il presidente turco Recep Tayyep Erdogan dicesse esattamente quello che dice Putin, che non accetta il crollo dell'Impero Ottomano, tragedia personale per lui? O se il Governo austriaco dicesse che la caduta dell'Impero austro-ungarico è stata una catastrofe geopolitica? O se la Gran Bretagna volesse indietro l'India, e magari anche gli Stati Uniti, le sue ex colonie? Diremmo che sono tutti matti. Ma quando Putin ha iniziato a dirsi scontento dei confini successivi alla caduta dell'Urss, nessuno gli ha dato del pazzo. *Putin non è diventato un dittatore perché era intelligente o carismatico, ma perché c'è l'intera struttura della FSB dietro di lui. Anche se Putin morirà domani nulla cambierà drasticamente. E al momento non c'è nessuno in competizione con di lui e non ci sono movimenti armati che cercano di rovesciare il suo potere. *Vladimir Putin è terrorizzato di fare la stessa fine di [[Muʿammar Gheddafi|Gheddafi]]. ===[[Orlando Figes]]=== *Penso che sia il più vicino a [[Nicola I di Russia|Nicola I]] – lo zar del diciannovesimo secolo che entrò in guerra contro le potenze occidentali, in particolare con la guerra di Crimea del 1853-56, per difendere i diritti degli ortodossi nell'impero ottomano. Come Putin, anche lui aveva un'ideologia antioccidentale e antidemocratica riassunta dallo slogan "Autocrazia, ortodossia, nazionalismo". La Russia ha perso la guerra di Crimea, quindi speriamo lo stesso per la guerra di Putin contro l'Ucraina. *Per quanto mi riguarda {{NDR|verrà ricordato}} come un dittatore brutale che ha distrutto tutto ciò che di buono c'era in Russia. Per quanto riguarda i libri russi è ancora da decidersi. *Putin è chiaramente ossessionato dalla storia e dal suo posto nella storia. [...] In Russia vi è sempre stato un uso politico della storia. La storia è una miniera, è da dove i politici hanno sempre tratto idee e suggestioni per le proprie agende, per fornire definizioni su cosa è o cosa dovrebbe essere la Russia, o quale dovrebbe essere il suo ruolo nel mondo, o chi sono i russi, o chi dovrebbero essere. È dalla storia che politici e ideologi hanno sempre attinto. *Putin sta reinventando la storia russa e usandola per la sua guerra, ma la sua visione storica non è nuova, è radicata nella storiografia imperiale russa del XIX secolo che ha imposto anche a scuola. Il saggio del 2021 era una chiara dichiarazione di guerra. Sosteneva che l'Ucraina non ha diritto di esistere. Era già successo nel 2016 con l'inaugurazione a Mosca di una statua di Vladimir il Grande. [...] Già allora Putin stava dicendo agli ucraini: "Kiev è il fondamento della nostra civiltà, voi ne siete soltanto una parte". ===[[Maša Gessen]]=== *È divertente che la mia biografia di Putin sia stata accolta bene, ma che in ogni recensione si riscontri la stessa osservazione: Gessen scrive che lui è stupido, ma gli stupidi non diventano così potenti. Che dire, gli americani sanno ormai che anche l'uomo più potente del mondo può avere problemi con l'ortografia, può non saper assimilare un testo senza illustrazioni o concentrarsi su qualcosa per più di tre secondi. *Essere stato catapultato al potere dall'oscurità e aver passato tutta la vita adulta all'interno dei confini di una istituzione segreta e molto chiusa ha permesso a Vladimir Putin di esercitare un controllo mirato sulle sue informazioni personali più di ogni altro uomo politico moderno e ancor più di ogni altro uomo politico moderno occidentale. Putin è riuscito a creare il proprio mito. Questo è un aspetto positivo perché, meglio di chiunque altro, ha saputo comunicare esattamente cosa voleva che il mondo sapesse di lui e come voleva che il mondo lo vedesse. Il risultato è in pratica il mito di un giovane nato nella Leningrado post-assedio, un luogo malvagio, affamato e povero che ha fatto crescere giovani malvagi, affamati e feroci. Così almeno erano quelli che sono sopravvissuti. *La preoccupazione principale di suo padre, stando ai ricordi, era la disciplina e non la qualità di educazione scolastica che il figlio riceveva. nemmeno per il giovane Putin l'istruzione era parte fondamentale della sua idea di successo: nel descriversi aveva parlato con enfasi della sua reputazione da teppista, e in questo godeva della completa collaborazione dei suoi amici di infanzia. La maggior parte delle informazioni disponibili su di lui – cioè quelle fornite ai suoi biografi – riguarda le scazzottate della adolescenza e giovinezza. *Putin sostiene di non avere mai preso parte ad azioni contro i dissidenti, ma nelle interviste ha dimostrato di essere perfettamente al corrente di come erano organizzate, probabilmente perché aveva mentito nel dire di non averle svolte. In una memoria totalmente agiografica su Putin, scritta da un ex collega che era passato all'Occidente alla fine degli anni Ottanta, si dice chiaramente che a Leningrado Putin lavorava alla Quinta Direzione, creata appositamente per combattere i dissidenti. *Quando vivevo in Russia, ho cercato di evitare Vladimir Putin in ogni modo. Ho lasciato il giornalismo politico per non occuparmi di lui. Sono finita a dirigere una rivista scientifica. Un giorno, fummo invitati a seguire un esperimento in cui alcuni uccelli venivano liberati e poi seguiti da un aereo per vedere cosa facevano. Il cronista tornò indietro e mi disse che sull'aereo c'era Putin. Scelsi di non pubblicare la storia, perché non volevo dare spazio alla propaganda e per questo fui licenziata. Qualche giorno dopo ricevetti una telefonata da una persona che disse di essere il presidente e mi invitava al Cremlino. Pensavo a un imitatore, ma quando arrivai dovetti ricredermi. Era davvero Putin e voleva sapere il perché della mia decisione. Subito dopo mi fu offerto di nuovo il posto di direttore, ma rifiutai. Avevo capito che sfuggire all'influenza di quell'uomo in Russia oggi è impossibile. *Sembra che Putin reagisse alla minima provocazione cacciandosi ogni volta in una rissa, mettendo perciò a rischio la sua carriera nel KGB, che sarebbe stata stroncata se fosse stato arrestato per una lite o anche solo segnalato dalla polizia. Non entriamo in merito alla fondatezza o infondatezza di queste storie, quello che importa qui è l'immagine che Putin vuole dare di sé – e vuole che gli altri diano di lui – quella di un uomo impetuoso, decisamente violento e dal carattere poco controllabile. È ancora più interessante notare come questa immagine sia in contraddizione con il rigore e la disciplina alle quali Putin ha dedicato la sua adolescenza. *Trump parla all'emotività, mentre Putin coltiva uno stile molto costruito: sono i settant'anni di totalitarismo che lo hanno preceduto ad avergli permesso di essere quello che è. Ma ci sono anche similitudini: la maniera in cui mentono, ad esempio. ===[[Aleksandr Goldfarb (biologo)|Aleksandr Goldfarb]]=== {{cronologico}} *A metà giugno [[Valentin Jumašev]], che discuteva sovente di importanti incarichi amministrativi con [[Boris Abramovič Berezovskij|Boris]], chiese al tycoon la sua opinione su uno dei suoi assistenti: un uomo di nome Vladimir Putin.<br />Boris conosceva bene Putin. Si era incontrato con lui quando il futuro presidente era vicesindaco di San Pietroburgo, la seconda più grande città della Russia, e Boris era ancora impegnato nella vendita di automobili. All'epoca Putin godeva della reputazione di incorruttibile, una ''rara avis'' tra i funzionari. Più di recente, Putin aveva diretto un gruppo di verifica nell'amministrazione del Cremlino.<br />«Perché?» chiese Boris.<br />«Stiamo prendendolo in considerazione per il posto di direttore dell'FSB.»<br />Jumašev spiegò che la qualità principale che il presidente cercava in un nuovo capo delle spie era la lealtà, ma che non si fidava degli attuali generali dell'FSB. Erano un clan molto chiuso. Se Putin aveva una caratteristica fondamentale, era la sua incrollabile lealtà. Quando il suo ex capo, [[Anatolij Aleksandrovič Sobčak|Anatolij Sobčak]], l'ardentemente anticomunista sindaco di San Pietroburgo, non era stato riconfermato alle elezioni, Putin aveva preferito la disoccupazione al tradimento. *Secondo [[Aleksandr Val'terovič Litvinenko|Saša]], Putin non aveva mai lasciato davvero il servizio. Era sempre stato fedele al KGB. Poteva anche aver prestato temporaneamente la sua lealtà a Sobčak o a Eltsin, ma quando tornava in seno all'agenzia, non vedeva l'ora di infilarsi di nuovo nei vecchi metodi. *Come mi spiegò Berezovskij anni dopo, l'immagine bellicosa di Putin era stata attivamente promossa dai direttori della sua campagna nel 1999. Era perfettamente in sintonia con la maggioranza dei russi. L'orgoglio nazionale ferito nel periodo immediatamente successivo alla guerra fredda, il desiderio di un «uomo forte» che portasse ordine e stabilità, l'ira per la disparità tra i pochi superricchi e le masse impoverite: erano tutti motivi per cui quell'uomo ascetico, introverso, duro come l'acciaio, il proletario che combatte e vince contro ogni previsione, fu accolto calorosamente dal popolo russo. Putin era l'uomo che ci voleva per liberarsi di tutte le frustrazioni di cui soffriva il Paese. *Putin non gli era mai piaciuto, era un agente in sonno della ''Kontora'' che era stato richiamato e poi mandato a dirigere l'FSB nel 1998, o forse, a ben pensarci, non aveva mai abbandonato il suo posto. Non era mai stato né leale né sincero e aveva ingannato tutti, compreso Boris. *Quando Boris venne a sapere del ''[[Incidente del K-141 Kursk|Kursk]]'', era in Francia, nella sua residenza di Cap d'Antibes. Cominciò subito a telefonare a Putin, ma riuscì a raggiungerlo solo il 16 agosto, il quinto giorno dello sviluppo della tragedia.<br />«Volodja, perché sei a Soči? Dovresti interrompere le tue vacanze e andare alla base dei sommergibili o almeno a Mosca. Tu non capisci come vanno le cose e questo ti danneggerà.»<br />«E tu, perché sei in Francia? Te la sei meritata la vacanza o no?» Putin era sarcastico.<br />«Prima di tutto, non sono il padre della nazione e a nessuno importa niente di dove sia. Secondo, in mattinata volo a Mosca.»<br />«Bene, Boris, grazie per il consiglio.»<br />Quando il 17 Boris atterrò a Mosca, Putin era ancora in vacanza. ===[[Michail Gorbačëv]]=== [[File:Vladimir Putin 8 October 2001-1.jpg|thumb|Putin con [[Michail Gorbačëv|Gorbačëv]] nel 2001]] {{cronologico}} *La tv li aveva mostrati tutti in piedi, acclamanti Putin, in un'atmosfera di unanimità forzata che mi ricordava i tempi sovietici. Tutto ciò mi confermava che stavano maturando in fretta novità. (3 gennaio 2000) *Il regime non cambia, non ci sarà lotta alla corruzione, gli interessi e i privilegi dell'oligarchia saranno tutelati in pieno. Se continua così Vladimir Putin vedrà presto logorarsi i suoi margini di popolarità, perché la gente capirà che è stato un trucco. E il gioco diverrà scoperto. (3 gennaio 2000) *Vladimir Putin è un uomo freddo e concreto, un uomo capace di capire, analizzare e gestire le situazioni. Anche le più difficili. (1 aprile 2000) *Putin arriva al potere in un momento di acuto e profondo distacco tra il vertice e la società. Una vera e propria crisi di fiducia. In questo senso si può dire che perfino l'affluenza alle urne, che è stata relativamente alta, rappresenta un evento stupefacente. Perché questo sia accaduto bisogna ancora capirlo. Ma io oggi penso che Putin sia in grado di fare le mosse giuste. (1 aprile 2000) *Forse Putin non ha una grande esperienza, ma è un uomo che impara in fretta. Il suo tempo non è ancora scaduto. Per ora va con la corrente e, al di là delle apparenze, non ha ancora fatto la sua scelta. Dobbiamo aiutarlo, perché presto sarà costretto a farla. (16 maggio 2000) *Io gli ho detto, ancora una volta, che lo sostengo e lo sosterrò, finché sarò d'accordo con lui. Qualora la sua politica dovesse andare contro gli interessi del paese, allora lo dirò, perché non posso mentire. (16 maggio 2000) *Io non dico che Vladimir Putin sia perfetto. Ad esempio trovo inaccettabile il controllo stretto a cui vengono sottoposti i giornali. [...] Penso anche però che Putin abbia un grande merito: lentamente, faticosamente, sta risollevando il paese dalle macerie, lo sta tirando fuori dal caos per restituirlo a una vita normale. (7 settembre 2004) *Le stesse promesse che Putin ha ripetutamente fatto non sono state realizzate e, io temo, non sono realizzabili perché la burocrazia fa affogare il Paese in un pantano d'incompetenza, corruzione e disordine. (10 maggio 2005) *Non credo che Putin sia interessato a un regime autoritario. [...] Putin crede nella democrazia e nello Stato di diritto. Ma egli eredita una situazione desolante. Eltsin e il suo gruppo hanno costruito un sistema oligarchico che si rivela tenace e ostile a ogni forma di rinnovamento e di sviluppo. Non c'è spazio per i piccoli imprenditori, per il ceto medio. C'è una concentrazione di ricchezze in poche mani, ricchezze improduttive per il Paese, che infatti emigrano all'estero. Portare ordine è necessario. Ma non credo che Putin voglia eliminare la democrazia per portare ordine. (10 maggio 2005) *No, Putin non vuol dar vita a un nuovo regime autoritario, e non si trasformerà in un dittatore. Ha ereditato un Paese in preda al caos e ha cercato di restituirgli un ordine e una vita normale. Anche se per riuscirci non ha potuto mettersi a studiare sui manuali della democrazia. (31 ottobre 2006) *Io non dico che Putin sia un modello di democrazia, ma sul piatto della bilancia il bene pesa molto più del male. Le vostre accuse, spesso, sono pretestuose. (31 ottobre 2006) *Ai tempi di Eltsin le ricchezze del nostro Paese venivano saccheggiate, il Paese distrutto, l'esercito semismantellato, la costituzione calpestata. Due terzi dei russi vivevano in miseria, umiliati, e l'Occidente applaudiva. Così si è insinuato il dubbio. La gente si domandava: ma che amici sono quelli che parlano di Casa comune europea, dicono di sostenerci e poi vogliono trasformarci in un semplice fornitore di materie prime. Putin, con i mezzi che aveva, ha restituito al Paese una speranza. Credetemi, io nei suoi panni ci sono stato e so quanto sia difficile. (31 ottobre 2006) *Certo, Putin ha commesso degli errori sul piano dello sviluppo democratico, ma non possiamo dimenticare l'eredità che ha ricevuto da Eltsin: un paese che stava andando a pezzi. Bisogna dargli atto che ha evitato il collasso della Russia. (12 ottobre 2008) *Rimprovero a Putin la lentezza del processo democratico. Perché è vero che molte delle libertà civili introdotte con la perestrojka resistono e che la stragrande maggioranza dei russi ha votato per Vladimir Putin. Ma nessuno sa quale sarebbe la loro scelta se l'intero processo elettorale, dalla selezione dei candidati in poi, fosse davvero libero e democratico. (11 marzo 2016) ===[[Leonid Gozman]]=== *Di sicuro Putin non è pazzo. È perfettamente sano. È intelligente. Ma ha creato attorno a sé un mondo artificiale. Non vive nella realtà. Vive una sua vita fatta di sogni. E non ha alcun feedback, da molti anni. Ciò è molto pericoloso. Per capirsi: se il primo ministro italiano nel suo ufficio accende il televisore, può vedere quel che succede fuori. Invece quando Putin accende il televisore vede solo quello che i suoi collaboratori ordinano di far vedere in tivù. [...] Negli ultimi due anni, poi, si è completamente isolato. Vive in uno spazio asettico e solitario. Putin è un uomo solo. Così sogna di eventi storici: di Lenin che ha "creato l'Ucraina", della crudeltà della Nato, dell'occupazione dell'Europa da parte degli americani, e così via. La sua vita è questa. Ed è piena di stupide idee come queste. *Il suo è un regime personalistico. Non può esistere senza Putin. Non si è inventata alcuna leggenda che ne giustifichi la permanenza dopo di lui. Quindi, quando se ne sarà andato, noi russi avremo la possibilità di costruire un nuovo Paese. Perché Putin lascerà solo rovine. Ci dobbiamo preparare a quel momento: alla ricostruzione della nazione. Come fecero i tedeschi dopo la Seconda guerra mondiale. *In un certo senso ha anche ragione a dire che abbiamo bisogno di valori tradizionali. Ma il principale di questi valori "russi" secondo lui è la ''samovlastye'', il potere di una sola persona. Un potere che vale a tutti i livelli. Nella famiglia, per esempio, il padre è il padrone assoluto. Per questo motivo in Russia non abbiamo leggi contro la violenza in famiglia: se sono il capofamiglia, posso picchiare chi mi pare. E per lo stesso motivo in Russia non abbiamo i sindacati: il proprietario o il manager dell'azienda è una specie di padre. Come succedeva prima del 1861: il proprietario terriero era il "padre" dei contadini. Al livello più alto, quindi, tutti devono dipendere dal capo della nazione – che si chiami zar, khan o presidente. Così in Russia non abbiamo né un parlamento indipendente né un sistema giudiziario indipendente né media indipendenti. È la "tradizione russa". Putin non cerca di tornare all'Unione Sovietica. Cerca di tornare a quel sistema. ===[[Sergej Gurijev]]=== *La gente vicino a lui sa che non è possibile essere sleali con lui. Puoi essere infelice, ma non devi dirlo. E molti sono infelici perché le scelte del presidente costano loro molti soldi. [...] Lui è molto abile e riesce a monitorare ciò che avviene attorno a sé per evitare una cospirazione. Anche se c'è una situazione nuova: Putin è essenzialmente in lockdown. Vede solo le persone che si sottopongono a una o due settimane di quarantena. Significa che sono poche le discussioni su temi sensibili che avvengono in presenza. Spesso sembra fuori dal mondo ed è evidentemente mal consigliato. Credo che comunque sia ancora in controllo della situazione. *La tenuta dell'economia è uno dei pochi strumenti rimasti in mano a Putin per tenere calma la sua gente. *Mi stupisce vedere come i legami con un criminale come Putin non abbiano scalfito l'immagine di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Matteo Salvini|Salvini]] agli occhi dell'opinione pubblica italiana. Berlusconi è stato una fonte d'ispirazione per Putin, come Putin lo è stato poi per [[Viktor Orbán|Orbán]] e per Salvini. Tutti condividono una caratteristica: la grande abilità nel manipolare l'informazione per restare al potere. *Nel 2014 Putin poteva ancora tentare di farsi passare per uno spin dictator, come [[Lee Kuan Yew]] a Singapore o [[Hugo Chavez|Chavez]] in Venezuela. Ma la guerra in Ucraina è un massacro, la repressione in patria durissima, la trasformazione in fear dictator è evidente. *Oggi il controllo è totale. Ma un giorno Putin potrebbe non avere soldi per pagare né i soldati, né i poliziotti incaricati della repressione. *Quella di mantenere lo status quo, anzi di aumentare la repressione, è stata una scelta deliberata imposta da Putin una volta tornato alla presidenza nel 2012. E quando l'economia ha iniziato a rallentare a causa dell'assenza di riforme, il presidente ha cercato di recuperare consenso invadendo la Crimea. La guerra in Ucraina segue la stessa logica: incapace di generare crescita, Putin gioca la carta bellica per guadagnare legittimità. ===[[Paolo Guzzanti]]=== *Avevate mai visto prima di Putin un re o imperatore, presidente, generale o primo ministro che accogliesse un visitatore straniero di pari rango mettendolo a sedere a dieci metri di distanza ai due capi dello stesso enorme tavolo bianco costringendolo – suppongo- ad usare un microfono per parlare faccia a faccia? È quel che Vladimir Putin ha fatto con Macron e con qualsiasi altro ospite. Lui, il Presidente russo, appare normalmente invecchiato e con qualche chilo in più, ma comunque un uomo non gigantesco – neanche Stalin lo era benché così apparisse nell'iconografia – e appare per sua scelta minuscolo in quell'iperspazio stuccato e stucchevole. E poi lo adoro per il tono calmo, composto, probabilmente elegante (non conosco il russo e mi contento di sottotitoli in inglese) con cui dice delle cose terrificanti, ma come se parlasse della spesa della massaia che va al mercato. *Berlusconi è innamorato di quel brigante internazionale che è Putin. Non è una questione di realpolitik. Il suo è di vero e proprio innamoramento. E questo, a mio avviso, la dice lunga sulla sua idea di democrazia. D'altronde, chi potrebbe considerare «affidabile» uno che va a cena con Hitler? *Confesso di essere un fedelissimo consumatore del canale YouTube del presidente Vladimir Putin da cui sono affascinato per due sue caratteristiche: la totale dissennatezza di quel che cerca di ottenere e la pacata e anzi sussurrata forma di comunicazione che lui predilige e di cui fa un sapientissimo uso. Ne sono veramente affascinato. Putin ha introdotto, dopo la fine del Comunismo sovietico, uno sfarzo imperiale su di sé come persona, come funzione di massima autorità e come universo onirico simbolico, destinato sia alle immagini televisive che agli occhi umani, organizzato con pesantissima e tuttavia leggiadra mobilia, tendaggi pesantissimi e trapunti alternati con altri velati e setosi, tavoli, posateria, metri quadrati, marmi, ori, parquet intarsiati, cristalli. *Diciamoci la verità la sinistra non può mai essere filoamericana, se non in occasioni speciali, ma come sinistra viviamo l'America come il vero nemico e non potete toglierci questo giocattolo fondamentale per il nostro ecosistema. [...] Putin rivuole il suo impero? E allora i Paesi limitrofi devono cedere la sovranità, perché il Paese più grande del pianeta che va da Varsavia a Tokyo, fa brutti sogni e soffre di insicurezza. *La sinistra borghese ha bofonchiato molto su Putin, fondamentalmente perché era amico di Berlusconi. Putin è in ottimi e simmetrici rapporti, o almeno lo era, anche con Romano Prodi, ma lo sketch del "lettone di Putin" faceva premio sulla vignettistica. Poi però le cose sono cambiate perché non solo il mondo degli affari cerca un terreno tranquillo, ma perché Putin è cresciuto nel famoso immaginario collettivo junghiano come il nuovo campione antiamericano, il "Te spiezzo in due" dei tempi di Silvester Stallone. Ed è stato così che i benpensanti di sinistra pianin pianino si sono, con cautela e qualche incentivo, affezionati al buon soldato Putin, pur se tra soffocati tentennamenti e ammortizzatori morali. *Personalmente non riesco neanche ad avercela con Vladimir Putin, così compassato, calmo e con questa strana abitudine di mettere tra se stesso e l'interlocutore un tavolo di venti metri. Non riesco a considerarlo un pazzo furioso, come poteva essere Hitler, ma il figlio e il padre di una cosa a noi sconosciuta, che è l'imperialismo russo, che ha una sua religione, un suo fanatismo illogico e quasi religioso, un fanatismo che è rimasto tale e quale anche ai tempi di Stalin e di Lenin, i quali non sciolsero mai l'Impero ma se lo tennero ben stretto, cercando di ampliarlo. *Putin aveva deciso di liquidare l'embrione di classe sociale civile e capitalista, di cui Berezovsky era il rappresentante di massimo successo, e sostituirlo con una casta di ufficiali fedeli all'istituzione del KGB, sicuro che la ricchezza sarebbe venuta non dalla crescita di un mercato di tipo occidentale, ma dalla vendita di enormi quantità di materie prime, a cominciare dal gas e dal petrolio. Per pompare gas non serve aver letto Max Weber né aver fatto una rivoluzione liberale anglosassone. Bastava avere a disposizione tecnici ed esecutori fedeli. L'idea di Berezovsky era invece opposta: tenere fuori e sotto stretto controllo gli uomini del KGB e far crescere la classe di cui lui stesso era il primo esponente e che poi verrà chiamata «degli oligarchi». *Putin è un esemplare perfetto di russo incomprensibile perché la caratteristica che costituisce la sindrome è una divisione di personalità: metà occidentale ed europea, e americana. E metà asiatica. *Putin ha cominciato a perseguire il suo disegno imperiale dalla sua prima invasione: quella della Georgia per la quale io, personalmente e da solo, feci inutilmente fuoco e fiamme, mentre la tendenza era quella di dire lasciate perdere, sono affari interni e diatribe di confini. Non è così e adesso finalmente tutti cominciano ad accorgersene, ma si rifugiano nelle categorie psichiatriche e shakespeariane del principe pallido e crudele, fuori di testa. Non è così. Putin rappresenta la negazione estrema della democrazia e lo dice come lo dice Xi, il quale dichiara che l'umanità vuole armonia e non democrazia. Putin è pronto a morire e a uccidere per un disegno che considera immanente, divino, coincidente col destino e molto più vicino al mikado giapponese che alle nostre democrazie. Putin è un russo pronto a spararsi senza esitazione, ma che preferisce sparare ad ogni oppositore, rivendica un buon trenta per cento dell'intero pianeta in nome del supremo destino di un Paese che ha dieci fusi orari fra Kaliningrad e le isole Curili davanti al Giappone. *Putin non è un pazzo, ma è l'espressione di un processo mentale russo in cui c'entrano pochissimo l'economia e la geopolitica tradizionale. Putin ha sempre detto (io sono un suo follower sul canale YouTube a lui dedicato) che non vuole rifare l'Unione Sovietica, ma l'impero. E lo dice anche il presidente cinese Xi, che rivendica il suo impero cinese che affonda nella storia le sue radici da cinquemila anni e il turco Erdogan che sta ricostituendo l'impero Ottomano. Noi occidentali non abbiamo capito nulla di tutto ciò e seguitiamo a osservare il mondo attraverso le lenti a noi care del nazionalismo, mentre Putin, Xi ed Erdogan appartengono a un mondo nemico della razionalità. *Putin non è un pazzo e avrà sicuramente delle distorsioni mentali non da poco, ma si tratta di distorsioni che fanno parte di una cultura che accetta e infligge la morte senza batter ciglio, un temperamento che somiglia a quello degli spagnoli che inventarono l'uso di chiedere di poter fumare prima di essere fucilati, non per passione per la nicotina, ma per dimostrare arrotolando la cartina col tabacco, di non tremare. Una tradizione che colpì molto Stalin, il quale decise di non usare più i plotoni d'esecuzione per non consentire esibizioni di tale temerarietà, ma di uccidere con un colpo alla nuca, di spalle, o con massacri perpetrati da belve come quelle che Putin ha scagliato contro Grozny, Aleppo, Mariupol e Dio sa in quanti altri disgraziati posti di quel pezzo di mondo su cui comanda e impera. *Quando ebbi i primi sospetti su una natura molto diversa da quella che appariva nei primissimi anni del suo esercizio del potere, provai a discuterne con Berlusconi, che aveva stretto con Putin una amicizia illustrata da mille fotografie e video. Ma il presidente del Consiglio, come detto, tagliò corto: «Vladimir è una persona dolcissima. Lui capace di far uccidere qualcuno? Sarebbe come se mi dicessero che tu hai fatto uccidere qualcuno. Potrei crederci? No». *Secondo Putin, e l'ampio circolo degli alti ufficiali superstiti del vecchio KGB, tutto ciò che è stato russo, non importa sotto quale imperatore o capo di partito, rientra per diritto storico nell'area della Russia, non importa come siano tracciati i confini secondo le contingenze storiche. E quel territorio, che la Russia considera suo per diritto storico e non per diritto internazionale, non può essere violato da altre potenze, aggregato ad altre alleanze, modificato nella cultura e nelle tradizioni da soggetti estranei alla Russia, come l'Unione Europea, non parliamo poi della NATO. *Vladimir Putin non soltanto si è sempre detto scioccato dalla decisione del suo predecessore Boris Eltsin nel 1991 quando sciolse l'Unione delle Repubbliche Sovietiche, ma disse apertamente che avrebbe considerato ogni terra che avesse fatto parte nel passato sia dell'Impero zarista dei Romanov, sia dell'Unione Sovietica, come proprietà russa per diritto storico, da riportare prima o poi sotto il comando della Russia. E ha spiegato in un'occasione pubblica che il diritto russo su quelle terre momentaneamente perdute (fra cui Georgia e Ucraina) non si fonda sul diritto internazionale, ma su quello dell'appartenenza storica. ===[[Diego Fusaro]]=== *Con guinzaglio sempre più corto, i cani da guardia latrano e abbaiano da tempo contro Putin: il loro sguardo è sempre quello del potere di Washington. *Dopo Gorbaciov che faceva la pubblicità per Pizza Hut e dopo Eltsin che, tra una vodka e l'altra, svendeva la Russia agli oligarchi della finanza, Putin ha ripreso, a suo modo, l'eroica tradizione leniniana di resistenza al capitalismo imperialistico americanocentrico. *È opportuno che Putin conservi il primato militare come arma di dissuasione: per poter svolgere una civile funzione di freno alla super-potenza americana. *La Russia di Putin è uno Stato che non si piega alla globalizzazione americanocentrica e che non accetta l'invasione graduale degli spazi ex sovietici con la Nato come sta accadendo in Ucraina e com'è già avvenuto in Georgia. Perché mai dovrebbe accettare l'atlantizzazione dei propri spazi e la Nato ai propri confini? Questa è la colpa dell'Occidente: l'hybris, la tracotanza, e il non aver rispettato i limiti e gli accordi secondo cui la Nato non doveva espandersi verso Oriente. *Penso francamente che Putin abbia ragione su tutto il fronte. La sua Russia è oggi uno degli ultimi baluardi di resistenza all'imperialismo incontenibile della civiltà dell'hamburger. *Vladimir Putin, per me, rappresenta l'eroica resistenza all'imperialismo statunitense, la capacità di uno stato sovrano nazionale di resistere e di non lasciarsi piegare. Putin, poi, rappresenta anche l'importanza di aver riscoperto le identità e la sovranità nazionale come baluardo di resistenza all'imperialismo. Insomma, Putin può rappresentare la possibilità di un mondo multipolare, ossia di un mondo sottratto all'atlantizzazione integrale, detta globalizzazione. ===[[Pierre Haski]]=== *Certo, c'è sempre il rischio di un mandato di troppo e di perdere quell'autorità fatta di rispetto e paura che ha permesso a Putin di diventare un Brežnev post-sovietico, a sua volta fossilizzato. *Gli uomini della provvidenza hanno la tendenza a presentarsi come insostituibili, e a forza di spazzare via tutti i potenziali rivali finiscono per diventarlo davvero. Vladimir Putin, ormai da vent'anni alla guida della Russia, è uno di loro. *Il problema di Putin non riguarda tanto l'economia mondiale, quanto la situazione interna. Con il blocco dell'economia russa gli ammortizzatori sociali si sono indeboliti, e malgrado il presidente abbia promesso di versare tutti gli stipendi, il denaro arriva con il contagocce. Il malcontento sociale è un problema evidente. *La logica del Cremlino non è la nostra, perché Putin non deve rendere conto a nessuno e può correre rischi che nessuna democrazia occidentale è disposta ad accettare. *La popolarità incontestabile del presidente si basa su due pilastri. Per prima cosa Putin è considerato l'architetto della ripresa della Russia dopo gli anni di Eltsin, e in secondo luogo ha saputo restituire un certo orgoglio ai russi riportando l'ex impero al ruolo di potenza magari non rispettata, ma sicuramente temuta. E pazienza se questo orgoglio nasce da avventure militari insanguinate, in Siria come in Ucraina. *[[Pietro I di Russia|Pietro il Grande]] si era avvicinato all'Europa trovando ispirazione per la creazione del suo impero. Tre secoli dopo, Putin ha fatto una scelta diversa, quella dell'isolamento e dell'aggressività. *Putin si considera insostituibile perché è lui, e solo lui, a decidere di bombardare la Siria, negoziare con la Turchia, giocare con i nervi degli occidentali e restituire alla Russia lo status di potenza temuta. E pazienza se il paese resta un attore di secondo piano in campo economico. *Trent'anni dopo la morte dell'Urss che Gorbaciov non era riuscito a salvare, Putin ha rimesso in marcia la storia, e andrà avanti fino a quando qualcuno non lo fermerà. ===[[Andrej Illarionov]]=== [[File:Vladimir Putin 20 October 2000-2.jpg|thumb|Putin con [[Andrej Illarionov]] nel 2000]] *Credevo che questi soldi dovessero essere utilizzati per migliorare il tenore di vita dei cittadini russi lanciando vari programmi, attraverso i quali la Russia si sarebbe unita pacificamente al mondo libero e avrebbe goduto dei benefici della cooperazione internazionale, scientifica ed educativa. L'obiettivo di Putin in quel momento, come il mondo intero in seguito si rese conto, era esattamente l'opposto. Non è interessato all'elevare il tenore di vita del popolo russo. Putin ha iniziato ad accumulare risorse da utilizzare per attaccare e soggiogare militarmente i suoi vicini, e non solo loro. *Ho visto le richieste territoriali di Putin aumentare di anno in anno. Già nel 2003 Putin aveva avviato una campagna per impadronirsi della piccola isola di Tuzla nello stretto di Kerč tra il Mar Nero e il Mar d'Azov, inizialmente solo all'Ucraina. Inizialmente, nel settembre-ottobre 2003, fu lanciata una rumorosa campagna per riprenderci "la nostra isola di Tuzla". Nel 2014, all'inizio sembrava che volesse solo la Crimea, ma sfruttando l'occasione, ha immediatamente puntato sul Donbass e sulla Novorossija. E ora, se lo ascoltiamo e leggiamo, è già interessato a tutta l'Ucraina. *Innanzitutto, quando Putin entrò al Cremlino, la sua mentalità era diversa. All'inizio, soprattutto nei primi due o tre anni, dal 2000 al 2003, Putin era ovviamente interessato all'integrazione con l'Occidente. Ha parlato dell'Unione Europea e in particolare della NATO in conversazioni non pubbliche. Voleva che la Russia diventasse un membro a pieno titolo della NATO. Non ha parlato di questo desiderio una o due volte, ma molte volte, anno dopo anno, con un tono tale che se lo sentissimo esprimerlo adesso, 20 anni dopo, rimarremmo scioccati. È abbastanza difficile immaginare come si sia comportata in quel momento la stessa persona, per la quale la NATO è ora il principale nemico. *Per tutti arriva il momento della resa dei conti [...]. Per me fu [[Strage di Beslan|Beslan]]. Fu allora che capii che era il ''modus operandi'' canonico. C'era l'effettiva possibilità di salvare vite umane, e lui {{NDR|Putin}} scelse invece di uccidere gente innocente. L'uccisione degli ostaggi. [...] Fare il consigliere è fare il consigliere: è una cosa importante, ma non è la stessa cosa che rappresentare personalmente qualcuno. Dissi al mio datore di lavoro che date le circostanze non potevo più svolgere il ruolo di suo rappresentante personale. *Putin aspirava ad aderire alla NATO anche [...] nel 2005, quando partecipò al saccheggio di 12 miliardi di dollari di beni russi e li donò ai suoi amici e a se stesso attraverso Rosneft per arricchimento personale. A causa di un simile comportamento, quest'uomo pensò di poter unirsi all'Occidente. Era un periodo in cui era interessato alle riforme economiche. Ormai da almeno 10 anni, anzi anche da 15 anni, sicuramente dal 2008, la sua idea principale è invece l'espansione dell'Impero russo. *{{NDR|Sulla [[seconda guerra cecena]]}} Putin era felice. Gesticolava emozionato e diceva: «Glielo abbiamo fatto vedere, li abbiamo presi». Poiché non avevo niente da perdere dissi a loro tutto quello che pensavo della guerra in Cecenia. Gli dissi che le truppe russe ai suoi ordini commettevano un delitto. Lui continuava a dire che c'erano banditi e che li avrebbe fatti fuori e che lui era lì per fare in modo che la Federazione russa rimanesse intatta. Quello che mi disse in privato era esattamente quello che aveva sempre detto sull'argomento in pubblico: era la sua sincera opinione. Invece la mia opinione sincera era che si trattasse di un crimine. *Putin non è "un altro autocrate corrotto" il cui obiettivo principale è arricchire se stesso e i suoi amici attraverso il furto. Anche se lo ha fatto e continuerà a farlo, il suo obiettivo principale è molto più ambizioso: l'espansione dell'impero. E tutto il resto è solo un mezzo per raggiungere questo particolare obiettivo. ===[[Vladislav Inozemcev]]=== *È quasi l'unico dittatore che è riuscito a costruire una prigione da cui la maggior parte dei prigionieri non vuole nemmeno uscire, figuriamoci ribellarsi. *Nel mondo di Putin, l'importanza dell'economia equivale quasi a zero: dubito che sia al centro delle sue preoccupazioni. [...] Putin vede l'economia solo come lo strumento che genera il denaro di cui ha bisogno per continuare la guerra. Non si preoccupa del benessere della gente o di altre cose "secondarie". *Putin è il veterano di una nuova lega di statisti ossessionati dalla "sovranità"; che si sentono autorizzati a intervenire nel proprio "vicino estero"; che sono scettici riguardo alle virtù della democrazia, e preferiscono i valori "tradizionali" alla retorica sui diritti umani; e che si comportano in modo aggressivo perché si sentono a disagio in un mondo aperto, libero e governato da regole adottate da tutti i suoi membri con una procedura internazionalmente riconosciuta. *Putin non è un nazista. Sebbene abbia sostenuto che la nazione russa sia tenuta insieme non solo da un «codice comune culturale» ma anche «da un potente codice genetico, formatosi in secoli e millenni di matrimoni misti», e che questo codice genetico sarebbe probabilmente, se non di certo, uno dei «nostri vantaggi maggiori nella competizione col mondo odierno»; e sebbene abbia sostenuto, assieme alla Chiesa russa ortodossa, la teoria del «mondo russo» (Russkij Mir); quello che Putin ha creato è, piuttosto, il tipico modello di Stato fascista promosso da Benito Mussolini con elementi di socialdemocrazia, forte senso per la grandezza dell'impero perduto, economia corporativa, repressione relativamente morbida del dissenso. *Vladimir Putin ha dato ai cittadini prosperità e ha permesso loro di fare affari. Ma ha creato così tante minacce a questa prosperità che pochi rischiano di "uscire dagli schemi". Direi addirittura che la stragrande maggioranza dei russi attivi oggi perderebbe molto di più dal crollo del sistema di Putin di quanto potrebbe guadagnare, e questo è il pilastro più importante del regime. La coscienza in Russia è stata scambiata con il profitto, e non ci sono accordi inversi "sul mercato". ===[[Il'ja Jašin]]=== *Afferma di essere il difensore della vita familiare. In realtà è un uomo che ha preso pubblicamente le distanze dalle proprie figlie, e quando le menziona alla stampa si riferisce a loro come "quelle donne". *Al Cremlino, in epoche diverse, si sono avuti leader di vario tipo, crudeli, scaltri o autentici tiranni, ma mai prima d'ora la Russia era stata in mano a un uomo talmente tossico da far sì che mezzo mondo voglia prenderne fisicamente le distanze. *Aveva promesso di portare pace e libertà all'Ucraina, ma di fatto le ha portato morte, distruzione e dolore. Centinaia di migliaia di morti e feriti, milioni di profughi, rovine al posto di città un tempo fiorenti: ecco cos'ha portato Putin al popolo ucraino. Oltretutto, le parti del paese a soffrirne di più sono state proprio le regioni russofone, tradizionalmente leali alla Russia: sono state loro a subire l'attacco più forte da parte dei cosiddetti liberatori. Putin aveva garantito al nostro popolo la difesa degli interessi nazionali della Russia e il ripristino dell'antica grandezza. Ha invece assestato un colpo alla demografia nazionale e ha privato della vita e reso storpi decine di migliaia di russi che avrebbero potuto lavorare, crescere figli ed essere utili alla società. *Certo per Putin sarebbe l'ideale, se tutti i suoi oppositori si rifugiassero all'estero. "Gli oppositori sono scappati a casa dei loro padroni stranieri e abbaiano da lontano", dice il presidente. Non io. Non sono scappato e non abbaio ma dico la verità. Con voce alta e chiara. Rispondo delle mie parole con la mia stessa vita. E credo che le parole di verità dette qui in Russia abbiano più "peso" che le stesse parole dette da fuori. *Criticando Putin si ricorre a sinonimi tipo «il vecchio» oppure «quello» accompagnato dal caratteristico gesto del dito verso l'alto. C'è chi parla sottovoce, chi per allusioni. *Nella mente di Putin, è così che si afferma il potere: attraverso l'omicidio, la brutalità e la vendetta ostentata. Questa non è la mentalità di uno statista. È il pensiero di un capo di una banda criminale. *Putin finge di agire in nome dell'intero popolo, si è attribuito lo status di leader nazionale e ha dato persino al suo partito il nome di Russia unita. In Occidente spesso condividono questa visione quando parlano del "terribile popolo russo" che adora il suo capo, che si è stretto intorno a lui in un'estasi militaristica ed è geneticamente inadatto alla democrazia. Ma noi lo sappiamo che non è così. Sì, Putin ha una base di sostenitori, per anni se l'è coltivata grazie alla propaganda e alla manipolazione. Ma pure gli oppositori della guerra sono tanti nel nostro Paese, e non si tratta solo di politici e attivisti. *Putin lascerà dietro di sé un'eredità funesta: economia distrutta, isolamento internazionale, corruzione esorbitante e degrado delle istituzioni statali. A questo vanno aggiunti un opprimente senso di spaccatura sociale e le decine di migliaia di soldati che torneranno dal fronte con traumi psicologici. Ci attendono anni bui. Ma credo che in un modo o nell'altro ce la faremo. L'epoca di Putin deve finalmente insegnarci che non è possibile affidare l'intero potere a una sola persona. L'autocrazia porta sempre al disprezzo per la vita umana, il dispotismo dei leader si accompagna sempre a repressioni e guerre. *Putin offrirà la Russia su un piatto d'argento al compagno Xi e la porrà in una condizione di dipendenza politica ed economica dalla Cina. *Putin rimarrà un piccolo uomo che ha accidentalmente acquisito un enorme potere. Un personaggio che si nasconde in un bunker, uccide furtivamente e rende milioni di persone ostaggio dei suoi complessi. *Questo padrone del Cremlino cadrà nell'oblio esattamente come i suoi predecessori. E i cambiamenti sono inevitabili. *Vedo che i leader occidentali spesso non distinguono il regime del Cremlino dalla società russa, considerando Putin e il popolo come un tutt'uno. Ai miei occhi è un errore grave. Una politica simile aiuta Putin a farsi scudo del popolo, che di fatto è tenuto in ostaggio, lo aiuta a scaricargli addosso la responsabilità per l'aggressione militare. *Vladimir Putin dice spesso che il principale valore della Russia sono le sue persone, che lo stato compie sforzi enormi per proteggere e sviluppare il capitale umano. La guerra in Ucraina ha dato una palese dimostrazione della falsità di simili proclami e dell'ipocrisia di Putin. Per lui le persone non sono nient'altro che materiale di consumo, da comprare a basso prezzo e sbattere in prima linea per realizzare i suoi fini politici e soddisfare le proprie ambizioni. *Vladimir Putin parla spesso e a lungo di valori conservatori. L'Europa e gli Stati Uniti vogliono imporci i loro modi dissoluti e senza Dio, dice ai russi, per spaventarli e giustificare uno scontro con "l'occidente collettivo". [...] Tutta questa retorica è pura ipocrisia. Per Putin, il discorso conservatore non è altro che uno strumento politico per manipolare la coscienza della popolazione. La realtà è che il presidente russo conduce una vita immorale, del tutto contraria ai valori che pretende di incarnare. ===[[Viktor Juščenko]]=== *L'ho sempre trovato d'una gentilezza formale, non ricordo un suo gesto sgarbato. Mi chiamava confidenzialmente Viktorovic. Però mi colpiva una cosa: se c'era da negoziare su qualcosa, toccava sempre a me prendere l'iniziativa, lui non lo faceva mai. Io spiegavo la posizione ucraina per mezz'ora, lui armeggiava solo con foglietti che estraeva dal taschino. Credo sia molto cambiato, in questi vent'anni. Specie dopo il 2014. Ha visto che la putinizzazione dell'Europa era compiuta e s'è mostrato per quel che oggi vedete tutti. *Putin non si è accorto che l'Urss è crollata, che la guerra fredda è finita e che l'Ucraina è indipendente. Con [[Leonid Kučma|Kuchma]] era abituato a dare ordini, non si rassegna al confronto con un partner fondato su diritto e democrazia. *{{NDR|Schröder e Merkel}} hanno creato una dipendenza energetica per coltivare un rapporto privilegiato con la Russia. Lo stesso hanno fatto in altro modo i Sarkozy, i Berlusconi. Io lo dicevo: si rischia molto, a trattare con la Russia in questo modo. E ora si vede: per più di vent'anni, Putin ha creato un sistema di corruzione internazionale. ===[[Vladimir Kara-Murza]]=== *A tutti coloro che sostengono che Vladimir Putin è così popolare io chiedo una sola cosa: perché un capo di Stato così popolare ha così paura di un'elezione libera? *Al momento in cui il regime di Putin perderà il potere sarà troppo tardi per sedersi e pensare a cosa occorre fare. Bisogna pensarci ora. *{{NDR|«È innegabile [...] che in Russia Putin goda di un notevole sostegno»}} Credo sia molto importante ricordarsi che questa popolarità supposta del signor Putin non è mai stata verificata e confermata da un'elezione libera e democratica, contro dei veri oppositori. *Il regime di Putin non è al potere grazie al popolo russo, non ha un mandato democratico ricevuto dal popolo. È per questo che sempre più persone scendono per le strade a protestare contro il regime. È il solo modo per esprimersi, per opporsi al Governo: non abbiamo delle vere elezioni, tutti i canali televisivi sono controllati dallo Stato, il Parlamento è solo di facciata, non c'è una vera opposizione. Chi si oppone a Putin finisce in prigione. *La storia di questi ultimi due secoli ci insegna che l'unico modello in grado di garantire sviluppo, benessere ed una dignitosa vita umana è quello che si fonda sul rispetto dello stato di diritto, sulla piena libertà politica e sul rispetto dei diritti di ogni individuo. Questo è il modello della "democrazia liberale" inviso a Putin che ha trasformato la Russia da una democrazia imperfetta com'era, in una perfetta dittatura. *Le forze sovraniste e l'estrema destra europea stanno dando qualcosa a Putin che gli mancava da tempo: una nuova legittimazione internazionale. *Non so esattamente che cosa [[Matteo Salvini|Salvini]] ammiri del Presidente Putin: forse le centinaia di prigionieri politici o il fatto che il più importante leader dell'opposizione, [[Boris Nemcov|Boris Nemtsov]], sia stato ucciso a pochi metri dal Cremlino? *Putin è al potere da più di due decenni segnati da guerre. È arrivato al Cremlino come conseguenza della brutale guerra in Cecenia. Poi la distruzione dei media indipendenti, del pluralismo politico, delle libere elezioni e dei diritti civili. Quindi l'invasione della Georgia, l'annessione della Crimea, la prima incursione nell'Ucraina orientale, il bombardamento della Siria. Ora un attacco su vasta scala all'Ucraina, con crimini contro l'umanità nel mezzo dell'Europa. Non si fermerà finché rimarrà al potere. Anni di pacificazione occidentale nei confronti di Putin ci hanno portato a questo. *Putin sarà il nuovo presidente. È al potere da 18 anni. 18 anni! C'è un'intera nuova generazione di russi nati sotto Vladimir Putin. Coloro che andranno ora a votare per la prima volta sono proprio quelli nati sotto Putin. Certo, quando oggi si parla di elezioni in Russia bisogna mettere la parola "elezioni" tra virgolette: non hanno nulla a che vedere con una vera procedura democratica. *Tutta l'ideologia anti-europea, anti-liberale ed anti-occidentale di Putin è anacronistica e sbagliata. La Russia da sola potrà essere soltanto, ben che vada, un "junior partner" del colosso cinese. ===[[Garri Kasparov]]=== *Aiuti nucleari all'Iran, tecnologia missilistica alla Corea del Nord, equipaggiamento militare a Sudan, Myanmar e Venezuela, amicizia con Hamas: così Putin ripagava l'Occidente per aver taciuto per otto anni sulla questione dei diritti umani in Russia. *Ciò che l'Europa ha da offrire sono piuttosto commissioni e tempistiche indefinite, pretendendo in cambio trasparenza e riforme dolorose. Putin offre denaro sonante e tutto ciò che vuole in cambio è la tua libertà e la tua anima. *Fino a pochi anni fa Putin non ha avuto bisogno di ricorrere a nessuna ideologia per depredare la Russia e consolidare il potere. L'unica idea che ispirava la sua cerchia si può riassumere nella frase "Rubiamo insieme": la struttura governativa serviva a far confluire i denari pubblici nelle tasche di chi esercita il potere. Con il deteriorarsi della situazione economica, tuttavia, Putin ha dovuto leggere fino in fondo il manuale del perfetto dittatore alla ricerca di nuovi pretesti con cui giustificare il suo ruolo di leader supremo. *L'ascesa di Vladimir Putin e del suo clan di San Pietroburgo è stata definita machiavellica, ma se ne trova una raffigurazione migliore nelle imprese di don Vito Corleone. La tela di tradimenti, i segreti, il confine indistinto tra affari, governo e crimine: è tutto descritto alla perfezione nei libri di Puzo. [...] leggendo Puzo si ha una visione più precisa del governo Putin: una rigida gerarchia, estorsioni, intimidazioni, un'immagine da duro, una sfilza di provvidenziali decessi tra gli oppositori, l'eliminazione dei traditori, il codice d'onore e di omertà e, soprattutto, la missione di far fluire i ricavi in continuazione. In altre parole: una mafia. *Per sette anni, dall'elezione di Putin fino al momento dell'assassinio di Litvinenko, i leader occidentali provarono a cambiare il Cremlino con parole gentili e condiscendenza. Pensavano di poter integrare Putin e il suo clan nel sistema di mercato regolare e onesta diplomazia del mondo libero. Invece accadde il contrario. Il Cremlino non avrebbe cambiato i suoi standard, ma li avrebbe imposti al resto del mondo. La mafia corrompe tutto ciò che tocca e barattare i diritti umani oggi comincia a sembrare accettabile. Come beneficio aggiuntivo, Putin e i sui compari ricevettero il marchio di legittimità dai leader e dalle aziende occidentali rendendo quegli stessi leader e aziende complici dei loro crimini. *Poiché da oltre dieci anni faccio di tutto, anche con i miei editoriali, per mettere in guardia dalla vera natura di Putin e dalle sue mire, mi secca non poco constatare che tanti politici americani, e così potenti, giungono alle mie stesse conclusioni solo quando non sono più in carica. Eppure nei loro libri non una riga è dedicata ad analizzare quale diversa strategia avrebbero potuto usare per incidere sulle azioni di Putin, quando ancora avevano il potere per farlo. Non si prende mai in considerazione l'ipotesi che gli Stati Uniti avrebbero potuto minacciare di isolare Putin, di emarginare lui e i suoi amici miliardari, di usare il bastone dopo avergli lasciato pappare tutte le loro carote. *Purtroppo Putin, come tutti gli autocrati moderni, disponeva, e dispone ancora oggi, di un'arma che la leadership sovietica non si sarebbe neanche sognata: un profondo legame compromissorio, economico e politico, con il mondo libero. Decenni di scambi commerciali avevano generato una ricchezza mostruosa, che le dittature come quelle russa e cinese usano per edificare sofisticate infrastrutture autoritarie all'interno del paese e per esercitare pressioni in politica estera. Pensavamo, ingenuamente, che il mondo libero avrebbe sfruttato quelle relazioni socioeconomiche per liberalizzare gradualmente gli Stati autoritari. In realtà, sono stati gli Stati autoritari a diffondere il loro sistema corrotto all'estero e inasprire la repressione in patria abusando di quell'apertura e dell'interdipendenza economica. *Putin non è un ideologo. Lui e i suoi soldati hanno accumulato ricchezze spaventose e la minaccia di non poterne usufruire liberamente in Occidente sarebbe per loro devastante. A differenza dei loro predecessori sovietici, Putin e i suoi alleati non si accontentano di una limousine ultimo modello e di una bella dacia sul mar Nero. Vogliono governare come Iosif Stalin ma vivere come [[Roman Abramovič]], il caro amico di Putin che ha speso una fortuna per comprare una famosa squadra di calcio inglese e svariati yatch grandi quanto un campo di calcio. Gli oligarchi di Putin viaggiano in tutto il mondo e custodiscono le loro ricchezze all'estero, e questo dà ai governi occidentali una leva di potere consistente, se soltanto avessero il coraggio di usarla. *Putin [...] non sa che farsene del popolo russo, soprattutto dei giovani istruiti. Lui e la sua giunta hanno trasformato il paese in un petrol-Stato, e le esportazioni di risorse naturali su un mercato globale insaziabile non necessitano di imprenditori o di manager, per non parlare di scrittori e professori. *Quando Putin divenne presidente nel 2000 non figurava nessun russo nella lista di ''Forbes'' dei miliardari di tutto il mondo. Nel 2005 ce n'erano trentasei e nel 2008 erano saliti a ottantasette, più di Germania e Giappone messi insieme, in un paese in cui il 13% dei cittadini vive al di sotto della soglia di povertà, con 150 dollari al mese. Putin e i suoi simpatizzanti all'estero usavano quelle cifre per pubblicizzare la crescita del Pil russo, ma era come calcolare la temperatura media di tutti i pazienti di un ospedale. *Se Putin gode di tanto consenso popolare, perché non ci sono elezioni libere e regolari e una stampa indipendente? Perseguitare blogger e arrestare un manifestante che ne sta in piazza con un cartello anti-Putin non mi pare sia il comportamento tipico di un governante popolare. ===[[Elena Kostjučenko]]=== *Come Hitler e Mussolini, Putin sostiene che amare il nostro Paese ci obblighi a diventare assassini, a sostenere il fascismo. *Non somigliava per niente a El'cin: era giovane, atletico, aveva gli occhi chiari. Gli occhi erano l'unica cosa della sua faccia che ti restava in mente. La voce aveva una particolarità: pareva sempre a un passo dal diventare un ringhio. In compenso, quando Putin sorrideva, tutti quelli che gli stavano intorno sembravano felici. Mia madre non aveva votato per lui. È del Kgb, diceva. Io sapevo cos'era il Kgb: nella nostra scala abitavano due agenti. Persone sospettose in modo maniacale, che bevevano come spugne e non salutavano mai. Non avevamo legato. *Quando Putin è arrivato al potere, i cittadini russi si sono semplicemente accontentati che non fosse né anziano, né alcolista. Le aspettative erano molto basse. Inoltre, non bisogna dimenticare che la propaganda putiniana investe risorse illimitate al fine di apoliticizzare la maggioranza della popolazione. Le votazioni e le elezioni in Russia si sono trasformate in una specie di rituale in cui si pone una crocetta, ma la realtà è che elezioni libere nel mio Paese non esistono più da molto tempo. ===[[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]=== *Convivono in lui idealizzazioni e mistica del Kgb che lo ha sollevato dalla sua parte socialmente misera. Alla fine lui stesso non sa che cosa realmente stia avvenendo: vive da segregato, non si fida di nessuno, vede solo sudditi che gli portano le notizie che vuol sentire e che servono a loro per conservare il proprio posto comodo. *Da un lato, è innamorato dell'estetica SS e la sta implementando nel suo paese. Adorava i film in cui uomini affascinanti andavano in giro con eleganti uniformi da ''Oberststandartenführer''.<br />Sicuramente gli piace la rapidità e il cinismo con cui il Terzo Reich era riuscito a conquistare il dominio in Europa, sottomettendo i democratici "morbidi e indecisi" e mettendo lo stivale sulla gola di tutti i governi più o meno liberali. [...]<br />La Germania di Hitler è per lui un modello, e insieme un oggetto di odio, e insieme un oggetto di adorazione. Purtroppo. *Di sicuro {{NDR|la [[Nuova cronologia]]}} gli è utile perché secondo le dottrine che si basano sulla Nuova cronologia è arrivato il momento di ripristinare la giustizia e porre fine all'umiliazione storica del grande popolo russo. *Dopo Putin arriveranno coloro che sono ancora peggio di lui, ma poiché saranno peggiori, più primitivi e più stupidi, falliranno molto più rapidamente di lui. E finalmente ci libereremo da quell'incubo. *I suoi sogni ad occhi aperti tradiscono la mancanza di vera cultura. Legge poco. I libri a cui fa riferimento [...] sono libri che Putin conosce per sentito dire, nei riassunti preparati dai suoi collaboratori. Qualcuno gli aveva raccontato che esistono delle "antiche cronache" occultate dai cattivi occidentali e rubate da tutte le biblioteche del mondo ancora nel sedicesimo secolo. Le cronache "vere e genuine" che nessuno ha visto, perché, ripeto, sono state occultate, avrebbero parlato di una Grande Russia Antica che avrebbe dominato l'intero continente europeo. Putin sembra affascinato da queste sciocchezze, forse ci crede, oppure strumentalizza questa favola, ma la vede come una specie di legittimazione per dichiarare un programma d'azione, cioè, ricostruire la "Terza Roma", il "Mondo Russo" o la "Grande Eurasia". *Le poche notizie che trapelano sulla vita privata del presidente tacciono sulla sua famiglia. Ha pubblicamente disconosciuto le figlie ("Cosa volete che dica di queste donne?"). La moglie l'ha lasciato e si è risposata. È stata invece platealmente resa pubblica la sua passione per gli svaghi da testosteronico "maschio alfa". *Putin ama la solitudine e non incontra anima viva. Non usa internet. Il linguaggio della nuova cultura virtuale è per lui misterioso. Utilizza informazioni che sono già state sintetizzate ed elaborate da qualcun altro. Riceve riassunti sotto forma di documenti stampati. I suoi incontri con le "masse" sono inscenati: sempre gli stessi suoi agenti della sicurezza (appartenenti al FSO, che è parte del FSB, ex KGB) travestiti una volta da pescatori, un'altra volta da cuochi. Sempre le stesse facce, anche quando Putin va a visitare i militari feriti in ospedale. Ecco che su un letto, in corsia, roseo e pimpante, senza neanche un cerotto, giace sorridendo la guardia forestale con la quale Putin è appena andato a caccia. *Putin è ovviamente un dittatore: gestisce il paese manovrando i suoi accoliti, inoculando nelle loro menti non solo strategie e piani, ma anche i propri complessi e deviazioni mentali. Ed essi, la cerchia di Putin, a loro volta, riproducendo alcune follie del capo, lo stanno manipolando e stanno alimentando il suo squilibrio, mettendogli abilmente in testa nuove idee e spacciandole per verità o per convinzioni maturate da Putin stesso. *Putin ha una mentalità atavica, mistica, oscura. È uno che non usa il computer, non naviga su Internet, dà ascolto ad eremiti, va in clausura sul Monte Athos, crede a indovini e sciamani. *Putin ha una propria idea (piuttosto approssimativa) della storia russa. Quando parla, commette errori di nomi e datazioni, e si vede che non capisce la conseguenza degli eventi. In una trasmissione in diretta è stato addirittura corretto da un bambino di nove anni. Gli adulti non lo correggono probabilmente per paura, ma se ne accorgono in molti. ===[[Sergej Adamovič Kovalëv]]=== {{cronologico}} *Un presidente si elegge perché gli elettori pensano che possa rispondere a varie aspettative, politiche, economiche, sociali. Mentre Putin verrà eletto soltanto perché ha promesso di sbaragliare i ceceni. Qui sta il consenso dei russi attorno al suo nome. (7 marzo 2000) *Coloro che hanno tramato per un ritorno dell' autocrazia, spingendo sulla scena questa specie di Pinochet russo, sono riusciti nel loro intento. (23 marzo 2000) *La manovra con cui Putin è stato messo sulla poltrona presidenziale [...] era perfetta. Se infatti Eltsin non si fosse dimesso, e le elezioni avessero avuto luogo come previsto a giugno, non so proprio come sarebbero finite. (23 marzo 2000) *I commentatori, siano russi o siano stranieri, hanno elaborato diverse spiegazioni per lo straordinario "fenomeno Putin". La prima fa riferimento al fatto che Putin avrebbe dato ai cittadini russi quel che loro attendevano con ansia dopo il susseguirsi delle catastrofi degli anni '90: la sensazione di aver raggiunto una relativa stabilità e sicurezza. Qualcosa di vero c'è: gli stipendi vengono pagati quasi sempre in tempo; l'economia mostra segni di ripresa e in ogni caso il declino si è arrestato. Le pensioni e la sicurezza sociale sono in netto miglioramento, anche se sono ancora lontane dal garantire una vita appena decente; la percentuale di cittadini che vivono in povertà è in costante diminuzione; la resistenza armata cecena è stata quasi debellata, e da qualche tempo non vi sono più stati attacchi terroristici. Una seconda spiegazione per la popolarità di Putin è la nostalgia per il passato sovietico. Alla gente, si dice, il regime sovietico e tutti i suoi simboli tutto sommato mancano. E quale era l'essenza del regime sovietico, se non il Kgb, erede della potente Ceka staliniana, baluardo contro i nemici interni ed esterni dello Stato? Dunque, è per nostalgia che i russi hanno eletto e rieletto un colonnello del Kgb come loro leader. [...] Vi è anche una terza spiegazione, forse un po' mistica, ma se ne parla spesso in conversazioni private e qualche articolo di giornale di tanto in tanto la evoca. La popolarità di Putin ha a che fare col suo "carisma", anche se nessuno sembra capace di dire in cosa esattamente questo consista. L'unica cosa chiara è che non si può ridurre al fascino mascolino o ai suoi comportamenti in pubblico, che sembrano tuttavia ispirare fiducia nel cittadino comune. Eppure, quando si compiace di usare espressioni quali "affoghiamoli nel cesso" (in riferimento ai ribelli ceceni) o dice a un giornalista straniero "vada a farsi circoncidere", non sembra affatto emanare un "carisma" particolare. (5 dicembre 2007) *I collaboratori di Putin hanno rapidamente portato a termine il compito più delicato e importante, la conquista del sistema televisivo. Da allora, il paese è sottoposto a una propaganda pervasiva, incessante, ben più sofisticata, efficace e onnipresente di quanto il regime sovietico sia mai stato capace di mettere in atto. Stampa e televisione hanno martellato senza sosta il pubblico con immagini di Putin quale capo carismatico alla testa di un vasto movimento di resistenza nazionale, mentre il putinismo viene rappresentato come il garante della stabilità e dell'ordine interno. I valori dello stato imperiale sono stati inculcati nell'immaginario collettivo, nell'intelligenza sociale, insieme con una sistematica denigrazione e banalizzazione di ogni concezione alternativa dello sviluppo della Russia, soprattutto quelle che si ispirano ai valori della libertà e di una genuina democrazia. In breve, l'incessante propaganda ha trasformato le diverse ipotesi sulla popolarità di Putin in una singola, coerente e dominante realtà. (5 dicembre 2007) ===[[Andrij Kurkov]]=== *Nessuno si fida di Putin. Non gli crediamo. Alla prima occasione tornerà ad attaccarci, lo ha già fatto in passato e lo rifarà. È scritto sui muri. *Putin è un dittatore, i suoi soldati delle locuste che divorano il Paese senza alcun diritto. *Putin sta distruggendo la cultura e la lingua russa ovunque. *Sapevo che non ci avrebbe lasciato in pace, ma non pensavo che avrebbe scatenato una guerra. Ora che è vecchio, teme di non avere il tempo per realizzare i suoi piani: ricreare l'Unione Sovietica o l'impero russo. Né l'uno né l'altro sono possibili senza l'Ucraina. Non ha bisogno di soldi adesso, né di nient'altro. Vuole rimanere nei libri di storia come l'uomo che ha fatto rivivere la superpotenza di cui tutti devono aver paura. *Vorrebbe diventare il rifondatore dell'impero russo. Del presente non gli importa nulla, la Russia può essere distrutta, i russi morire, a lui interessa solo l'eredità storica. ===[[Nicolai Lilin]]=== {{cronologico}} *È [...] possibile che dietro agli attentati {{NDR|l'[[attentato di Mosca del 2010]] e l'[[attentato terroristico all'aeroporto Domodedovo del 2011]]}} ci sia lui o persone vicine a lui. (25 gennaio 2011) *In Russia la gente ha creduto per anni alle favole che sentiva raccontare. Ha creduto al pericolo del terrorismo, ha creduto che i ceceni fossero criminali e che questo piccolo uomo fosse in grado da solo di garantire sicurezza, salvare le città, mantenere l'ordine. Putin in realtà non è che il risultato di un compromesso tra servizi segreti e oligarchi, per evitare una guerra civile e spartirsi quello che c'era da spartire. (12 dicembre 2011) *È un piccolo uomo, uno che ha sempre bisogno di dimostrare il contrario e per questo si fa fotografare con le tigri, o a torso nudo o con un fucile da cecchino. Non è nemmeno il meglio che possano esprimere i servizi segreti, è semmai un loro fallimento. (12 dicembre 2011) *La Russia ha fatto un altro salto indietro: la legge antigay. Ora manca quella razziale e Putin potrà farsi crescere i baffi da Hitler. (2 luglio 2013) *Sono rammaricato per come stanno andando le cose con Putin, le sue leggi omofobe, la censura, la pedofilia come sistema criminale per guadagnare denaro. La corruzione di stampo occidentale ha preso il sopravvento, per questo Berlusconi e Putin sono così amici, e si somigliano pure: ambedue oggetto di plastiche facciali per sembrare sempre giovani, ma solo Satana non invecchia mai. Sono demoni. (30 ottobre 2013) *Posso solo dire che è un eccellente ufficiale e soldato del KGB, conosce solo un tipo di strategia, ed è quella militare. (27 giugno 2014) *Ogni paese dovrebbe essere fiero di avere un presidente come Putin, uno che fa gli interesse della sua patria. (26 luglio 2014) *Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito. (16 ottobre 2020) *Putin parla con gli [[Oligarchi russi|oligarchi]] e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone. (16 ottobre 2020) *Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto. (16 ottobre 2020) *Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto. (16 ottobre 2020) *Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli oligarchi. (16 ottobre 2020) *Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è [[Alessandro III di Russia|Alessandro III]]. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano. (26 marzo 2022) *Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pensarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema. (26 marzo 2022) *In lui c'è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest'uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano. (28 marzo 2022) ===[[Jonathan Littell]]=== *Fisicamente, Putin è un uomo di bassa statura e certamente gli anni dell'infanzia, trascorsa nella Leningrado post bellica, devono essere stati molto duri per lui. Sicuramente gli hanno insegnato questa lezione: se sei piccolo di statura, colpisci per primo, colpisci forte e continua a colpire. I ragazzi più grandi e grossi impareranno a temerti, e saranno loro a fare un passo indietro. È una lezione che ha imparato a memoria. La spesa militare degli Usa nel 2021 è stata di circa 750 miliardi di dollari, quella complessiva di tutti i paesi europei non è arrivata ai 200 miliardi, e quella della Russia si è attestata intorno ai 65 miliardi di dollari. Eppure, Putin riesce a spaventarci molto di più di quanto non riusciamo a spaventarlo noi. Ha dalla sua il vantaggio di lottare come un topo spinto nell'angolo, non come i nostri ragazzi grassocci e indolenti, allevati a Coca-Cola, Instagram e 80 anni di pace in Europa. *Ho studiato a lungo il linguaggio di [[Adolf Hitler]] e ritrovo lo stesso meccanismo in Putin, quello di un dittatore narcisista che trasferisce le proprie paure e le proprie insicurezze sulla storia. La sua persona diventa un fatto storico. *Putin deve la sua esistenza alla guerra; se sopravvive e prospera ancora oggi, lo deve alla guerra. Ma adesso una guerra, ce lo auguriamo, servirà finalmente ad annientarlo. *Putin sembra addirittura credere alla sua stessa propaganda, quando si tratta dell'Ucraina. Credeva davvero che gli ucraini avrebbero accolto i «liberatori» russi a braccia aperte? Che si sarebbero arresi senza colpo ferire? Se così stavano le cose, si è sbagliato di grosso. Gli ucraini combattono, e benché inferiori per numero e armi, combattono con tutta l'anima. Insegnanti, impiegati, casalinghe, artisti, studenti, dj e drag queen, tutti imbracciano i fucili e sparano ai soldati russi, molti dei quali sono semplici ragazzi che non hanno la minima idea di che cosa sono andati a fare in quel posto. *Putin si è convinto che siamo deboli, almeno se messi di fronte al suo concetto di forza. Anche perché per anni si è allenato sulle debolezze dei Paesi occidentali. Le ha coltivate, le ha studiate. Non mi ha mai convinto l'ipotesi della paranoia, a mio avviso è stato un leader lucidissimo nelle sue mosse. *Tornai in Cecenia come operatore umanitario allo scoppio del secondo conflitto. Nel febbraio del 2000, trascorsi una serata in quella regione in compagnia di Sergey Kovalev, il grande paladino russo dei diritti umani, e gli rivolsi la domanda che era sulle labbra di tutti: chi era questo nuovo presidente sconosciuto? Chi era Putin? Ricordo ancora, a memoria, la risposta di Kovalev: «Giovanotto, vuoi sapere chi è Vladimir Putin? Vladimir Putin è un tenente colonnello del Kgb. E sai chi è un tenente colonnello del Kgb? Un signor nessuno». *Vladimir Putin in tutti questi anni ha giocato sul filo dell'ambiguità unita a un tentativo di normalizzazione. Una volta si è preso un pezzetto di territorio nel silenzio dell'Occidente, un'altra volta ha osato con la guerra ibrida, un'altra ancora è stato accusato di aver violato i diritti umani senza che questo diventasse un problema di tutti. Ogni volta, sui media occidentali, le mosse di Putin restavano un fatto confinato nella Russia, ma il nodo è che i diritti sono un problema di tutti. ===[[Aleksandr Val'terovič Litvinenko]]=== {{cronologico}} *Putin sa di essere un criminale di guerra e, ovviamente, teme di finire sul banco degli imputati per le malefatte che ha compiuto. (22 gennaio 2004) *Se Putin disponesse delle prove della colpevolezza di [[Aslan Maschadov|Maschadov]] in relazione {{NDR|all'[[attentato a Mosca del 2004]]}}, allora certamente verrebbero presentate al pubblico. Poiché ciò non è stato fatto, significa che i vertici della Federazione Russa semplicemente non dispongono di queste prove e a Putin non resta che mentire. (7 febbraio 2004) *Nei cinque anni del suo governo Putin ha detto solamente una cosa giusta, che l'URSS si è sfaldata perché lui è stato un incapace, e qui è necessario aggiungere che incapace lo è stato perché quella era un'enorme prigione di popoli, proprio come lo è oggi la Federazione Russa. (6 settembre 2004) *La Russia ha di che inorgoglirsi: il suo Presidente Putin non è soltanto sommergibilista, aviatore, allevatore di cani esperto ed il migliore amico di tutti i bambini. È anche un armatore: è di sua proprietà il megayacht "Olimpia", che rientra nella classifica dei cento megayacht più grandi al mondo. (10 giugno 2005) *Quando ho incontrato Putin per la prima volta ed ho parlato con lui, il mio fiuto operativo mi ha suggerito che fosse robaccia della peggior specie, di quelle che oggi abbondano sui tavoli dei controlli passaporti, alla dogana e per la Tverskaja all'imbrunire. L'incontro con Putin, quando era ancora direttore dell'Fsb, mi ha lasciato nell'animo un'impressione di ribrezzo, e allora ho preso dentro di me la decisione che da Putin e da quelli come lui, qualunque sia la posizione che occupano, occorra tenersi quanto più distante possibile, come successivamente ho fatto. (10 giugno 2005) *Il principale merito del governo settennale di Putin è che nel Paese governato dal Kgb viene deprezzata pienamente la vita umana, oggi la vita umana in Russia non vale proprio un bel niente. (30 marzo 2006) *Dopo che lo sconosciuto Putin, in un modo del tutto incomprensibile, è apparso all'apice del potere russo, ho iniziato a indagare molto attentamente e a fondo su ogni fase della sua crescita professionale. Ed ecco cosa sono riuscito a scoprire da chi conosceva bene Putin durante i suoi studi al Kai {{NDR|Istituto della bandiera rossa Andropov}}.<br />Si è scoperto che Putin non è stato portato all'intelligence straniera perché è stato accertato che soffre di pedofilia. Come hanno detto persone esperte, non hanno appreso immediatamente di questo disturbo sessuale, ma poco prima di diplomarsi al Kai. Naturalmente, non c'era abbastanza tempo per studiare Putin, e la leadership del Kai aveva paura di riferire ai vertici che gli ufficiali del personale non avevano ispezionato, e nelle profondità dell'intelligence sovietica, è apparso la parola "pedofilo". (5 luglio 2006) *Subito dopo la sua nomina come direttore dell'Fsb, Putin ha iniziato a cercare materiale compromettente raccolto su di lui nei servizi speciali e a distruggerlo, preparandosi così alla futura presidenza. È chiaro che, essendo il direttore dell'Fsb, non ha avuto particolari problemi con la distruzione di prove compromettenti su se stesso. A quel tempo, Putin ha trovato video nel dipartimento della sicurezza dell'Fsb, dove i čekisti sono riusciti a registrare il loro futuro capo nel momento in cui faceva sesso con ragazzi minorenni. (5 luglio 2006) *Certo, non puoi credermi e dici che Putin non può essere un pedofilo, perché è un padre di famiglia esemplare e sua moglie e i suoi figli lo adorano. Tuttavia, se ricordiamo la sanguinosa storia di uno dei maniaci più crudeli del nostro tempo, [[Andrej Romanovič Čikatilo|Andrej Čikatilo]], che, per soddisfare la sua lussuria, uccise 53 bambini, così la moglie del maniaco Čikatilo, come la moglie del presidente russo, ha sempre affermato che suo marito era un padre di famiglia esemplare, amava e si prendeva cura dei suoi figli. (5 luglio 2006) *Caro signor Putin, Lei ha dimostrato di non aver rispetto per la vita, per la libertà o per i valori civili.<br />Lei ha dimostrato di essere indegno del suo ufficio.<br />Di essere indegno della fiducia degli uomini e delle donne civili. Potrà riuscire a mettere a tacere un uomo, ma il fragore delle proteste da tutto il mondo, signor Putin, rimbomberà nelle sue orecchie per il resto dei suoi giorni.<br />Che Dio vi perdoni per quello che avete fatto, non solo a me, ma all'amata Russia. (20 novembre 2006) ===[[Oleksandra Matvijčuk]]=== *Alcuni sostengono che Putin non ha bisogno di stringere la mano a nessuno. Ma personalmente, credo che questo sia importante per lui e per il suo ego patologicamente gonfiato. *Non gli importa dell'economia o del popolo russo. Gli importa di come il suo nome sarà scritto nella storia. Vuole essere ricordato come colui che ha restaurato l'Impero sovietico. *Putin non ha paura della NATO. Putin ha paura dell'idea di libertà. ===[[Sergej Medvedev (scrittore)|Sergej Medvedev]]=== *Indubbiamente gli storici del futuro scopriranno come e quando l'Ucraina si è impadronita dell'immaginazione paranoica di Putin. È successo nel 2004, al tempo della prima rivoluzione Maidan, quando le "[[rivoluzioni colorate]]" divamparono attorno al perimetro dell'Impero? Oppure è stato durante il secondo Maidan, nel 2013? O era dovuto a qualche trauma infantile sconosciuto? O alla gelosia adulta di un marito respinto e disprezzato? Qualunque cosa fosse, il fatto è che per Putin gli ucraini sono diventati quello che gli ebrei erano per Hitler: una spina nella sua visione dell'universo. Tutti i suoi saggi pseudo-storici dell'anno precedente, tutti i suoi commenti amari, il suo ribollente disprezzo e odio per l'Ucraina, testimoniano il fatto che aveva deciso "di risolvere finalmente la questione ucraina". Nello sterminio dell'Ucraina, che sta avvenendo davanti ai nostri occhi, Putin sta seguendo gli ordini del suo padre spirituale, [[Vladimir Žirinovskij|Žirinovskij]], che lanciava facilmente bombe nucleari nei suoi discorsi incendiari. *Putin ha restituito alla Russia uno dei suoi principali archetipi: la guerra. È salito al potere come "il presidente della guerra" e non ha abbandonato l'argomento per nemmeno un solo anno del suo governo. La sua improvvisa nomina a primo ministro, il 9 agosto 1999, coincise con l'[[Guerra in Daghestan|attacco a sorpresa al Daghestan]] da parte dei combattenti ceceni due giorni prima. Poi ci fu una serie di misteriose [[Bombe nei palazzi in Russia|esplosioni in condomini]] a Mosca, Volgodonsk e Bujnaksk, nel sud della Russia, nel settembre 1999, che uccisero oltre 300 persone e ne ferirono altre 1.700. Un'altra esplosione è stata evitata in un condominio a Rjazan', ma questa è stata poi descritta come "solo un'operazione dell'Fsb". I terroristi ceceni furono accusati degli attacchi, ma ci sono teorie che suggeriscono che dietro gli attacchi ci fossero l'Fsb e Putin personalmente, e che Putin volesse aumentare la sua reputazione come protettore della nazione in vista delle elezioni presidenziali del 2000, così come rafforzare il ruolo dell'Fsb e giustificare una nuova guerra in Cecenia. *Tutto quello che aveva cercato di creare, tutta questa borghesia delle città degli ultimi trent'anni, questi 20 milioni che si erano uniti alla civiltà globale, è finito. La guerra di Putin è una manifestazione di questo fallimento. La Russia di Putin non ha creato una società civile, la democrazia non ha messo radici lì. Invece, ha ricreato un enorme Stato Leviatano, che ha schiacciato tutti i germogli della democrazia. ===[[Julija Naval'naja]]=== *Alle ultime elezioni ha preso l'85 per cento: ma non c'erano osservatori stranieri a certificarlo. Non dico che non ha sostegno. Ma nei paesi democratici nessun leader prende l'85 per cento, sostenendo anche che ci sono state vere elezioni. *Il problema è che l'Occidente pensa a Putin come un politico. Ma Putin ha da tempo smesso di essere un politico. È il capo di un gruppo criminale organizzato. Tutto il suo cerchio magico è composto da criminali che hanno commesso crimini di guerra, hanno violato leggi, hanno rubato un sacco di soldi al popolo russo, mentre lo tengono in povertà. *Parlando di lui tutti pensano che abbia qualcosa di speciale. Ma non è così: è un dittatore come tanti. Corrotto. Che prospera sulla repressione, avvelena e uccide gli oppositori politici e mantiene il potere con la paura. Non vuole finire la guerra perché non mira a vincere ma a terrorizzare. *Se volete davvero sconfiggere Putin, occorre diventare innovatori. E smetterla di accontentarsi della banalità. Putin non verrà scalfito da un'ennesima risoluzione né da un nuovo pacchetto di sanzioni, indistinte dalle precedenti. Non verrà sconfitto se continuiamo a considerarlo un uomo di principi e regole morali. [...] Non abbiamo a che fare con un politico, bensì con un mafioso sanguinario. Putin è il capo di una vera e propria organizzazione criminale, che include assassini e avvelenatori. Ma costoro sono soltanto sicari e burattini. I veri responsabili appartengono alla cerchia più vicina a Putin: sono i suoi amici, i suoi soci, e gli amministratori dei soldi della mafia. ===[[Aleksej Naval'nyj]]=== *Ho preso parte alle indagini sul mio stesso avvelenamento e abbiamo dimostrato, con tanto di prove, che è stato Putin, impiegando i Servizi di sicurezza federali russi, a mettere in piedi questo tentativo [...]. E questo sta facendo impazzire quel ladruncolo chiuso nel suo bunker: il fatto che tutto questo sia venuto alla luce. *Io l'ho offeso mortalmente sopravvivendo a un attentato alla mia vita ordinato da lui [...]. L'ho offeso mortalmente sopravvivendo, grazie a persone buone, grazie ai piloti e ai medici. E a quel punto gli ho provocato un'offesa ancora più grave: non mi sono andato a nascondere, non ho cominciato a vivere sotto protezione in un bunker – più piccolo – che mi potessi permettere. *L'ideale di Putin è Singapore o la Cina. Zero libertà ma crescita economica, tecnologia e stranieri che si mettono in coda per investire.<br />Ma invece di ottenere un enorme Singapore con l'atomica, o almeno un URSS 2.0 con yacht e Mercedes, se ne sta sulla tribuna delle parate e il suo unico ospite straniero è il presidente del Tadžikistan. E invece delle tecnologie e della crescita fa vedere un'animazione digitale sulla mitica nuova arma. *Non ha mai partecipato a un dibattito, non ha mai fatto una campagna elettorale. L'omicidio è il solo modo che conosce per combattere [...]. Resterà nella storia soltanto come un avvelenatore. E tutti ricorderemo Alessandro il Liberatore e Jaroslav il Saggio. Bene, adesso avremo Vladimir l'Avvelenatore di mutande. È così che rimarrà alla storia. *Per me è la persona che ha fondato nel mio Paese un sistema corrotto che ne impedisce lo sviluppo e che voglio distruggere. *Putin ci ha ricordato la famosa «legge della papera». Ricordate? Se cammina come una papera, se ha l'aspetto e fa il verso della papera, vuol dire che è una papera. Allo stesso modo: se uno ha annientato la stampa, se organizza omicidi politici e vaneggia di illusioni imperialiste vuol dire che è un folle, capace di provocare un bagno di sangue nel centro d'Europa nel XXI secolo. Uno così non lo si deve abbracciare ai forum internazionali. *Putin non è eterno, fisicamente o politicamente. La cosa importante è che il regime di Putin è un incidente storico, non una fatalità. È stato la scelta della famiglia El'cin e della sua corruzione. Presto o tardi questo errore verrà corretto e la Russia procederà su una via di sviluppo democratico europeo. Semplicemente perché è questo che la gente vuole. *Ormai da molto tempo ho smesso di tentare di analizzare e prevedere il comportamento di Putin e del Cremlino: c'è in gioco troppa irrazionalità. Putin è al potere da oltre vent'anni e, come accade a qualunque altro leader della storia che abbia governato così a lungo, ha la testa piena di ossessioni messianiche, tutta quella roba in stile «Niente Putin, niente Russia» proclamata dal podio della Duma. A dispetto di ciò che gli analisti politici scelgono di scrivere, poi, anche il vero equilibrio di potere fra i più assortiti gruppi del Cremlino è ignoto, quindi è inutile cercare di calcolare quale potrebbe essere la «loro» prossima mossa. Possiamo fare solo quello che riteniamo giusto. *Se mi chiedeste se odio Vladimir Putin, la risposta sarebbe: sì, lo odio, ma non perché ha cercato di uccidermi o perché ha sbattuto mio fratello in prigione. Odio Putin perché ha rubato alla Russia gli ultimi vent'anni. Avrebbero potuto essere anni incredibili, un periodo mai vissuto nella nostra storia. Non avevamo nemici. La pace regnava lungo tutte le nostre frontiere. I prezzi di petrolio, gas e di tutte le nostre altre risorse naturali erano incredibilmente alti. I ricavi delle esportazioni erano enormi. Putin avrebbe potuto usare quegli anni per trasformare la Russia in un paese prospero. E tutti noi avremmo potuto vivere meglio.<br />E invece, venti milioni di persone campano al di sotto della soglia di povertà. Una parte del denaro è stata semplicemente sottratta da Putin e dai suoi compari. Una parte è stata scialacquata. Non hanno fatto nulla di buono per il nostro paese, e questo è il loro peggior crimine contro i nostri figli e contro il futuro di tutta la Russia. *Se non ha appena mentito a qualcuno entra subito in una terribile e dolorosa crisi di astinenza; e allora se la cava così: «Il reddito della popolazione russa è in crescita; in Russia non ci saranno vaccinazioni obbligatorie; Naval'nyj è andato all'estero di sua spontanea volontà; la FBK ha insegnato a fare le molotov». A questo punto riprende a respirare, il dolore si attenua e può finalmente abbracciare teneramente Rotenberg, Timčenko, Roldugin (o chiunque si trovi a passare di lì) e sussurrare affettuosamente nelle loro orecchie: «Oggi non l'abbiamo ancora fatto... non va bene... dai, facciamo in fretta... freghiamoci un altro miliardo dal bilancio...». *Siamo nel XXI secolo, in un Paese ricco di gas e petrolio, che aspira ad essere leader mondiale. Il vostro re nudo e ladro vuole continuare a governare sino alla fine, a lui non gliene frega niente del Paese, ci si è attaccato e vuole tenere il potere all'infinito. *Siccome tutti lo capiscono e sempre più gente vede che il re è nudo, il re nudo deve riconoscere che non ci può fare nulla. Nulla per far stare meglio il Paese. E allora cerca freneticamente dei pezzi di sacralità e se ne appropria per i suoi scopi personali. Così avviene da molti anni con la vittoria nella Grande guerra patriottica. Cerca di farne cosa sua, dichiara che lui ha vinto la guerra, e fa commercio della vittoria a destra e a manca. Questo processo viene proprio di qui: il vostro re nudo ha rubato la bandiera della vittoria e cerca di farsene un perizoma. ===[[Boris Nemcov]]=== [[File:Vladimir Putin with Boris Nemtsov-1.jpg|thumb|Putin con Boris Nemcov nel 2000]] *A Putin piace essere capitalista, ma odia la libertà. Gli piace stare con Silvio Berlusconi in Sardegna, in Francia a sciare sulle Alpi, ma non ama la libertà. *A Putin sembra che tutti siano nemici, tranne la Cina. Ma la Russia non ha nemici, tranne forse la Cina. *{{NDR|«Qual è la sua valutazione degli otto anni di presidenza Putin?»}} Difficile dirlo in due parole. [...] Credo che questi siano stati otto anni di enormi possibilità per la Russia, possibilità di cui non abbiamo approfittato: abbiamo avuto autoritarismo senza modernizzazione. Da un lato, sono stati anni di grande crescita economica, ma anche di enorme aumento della corruzione. Sono stati anni di degradazione degli istituti democratici, dai tribunali al sistema pensionistico, dall'educazione alla salute e all'esercito. Putin dice che il più grande risultato del suo mandato è stato il raggiungimento della stabilità, ma sono convinto che si tratta piuttosto di stagnazione. E le due cose sono ben diverse. *La verità è che nessuno ha votato per Putin, basta guardare sul sito inguschetiya.ru, dove sono raccolte le firme di chi non ha votato Putin. Sono molti più di quanto le autorità non vogliano farci credere. *[[Barack Obama|Obama]] crede nella [[libertà]] e nello stato di diritto. Putin nel [[denaro]], negli affari e nel [[potere]]. *Putin vorrebbe che la Russia fosse un impero, ma la Russia oggi rappresenta circa il 2% del pil mondiale. Gli Stati Uniti contano per il 27%, la Cina per il 15%, l'Europa da sola pesa per più del 25%: che tipo di impero può contare su statistiche del genere? ===[[Oleg Orlov]]=== *{{NDR|«Quanto è cambiato Putin in venticinque anni?»}} A me, e a quelli attorno a me, era chiaro da subito che fosse un dittatore. Ma avevamo l'occhio allenato da anni di impegno politico, e stavamo in Russia. Dove i diritti vennero lesi subito; dove subito cominciarono le operazioni imperialiste nel Caucaso. L'Europa ha visto segnali preoccupanti, si è detta "non esageriamo" e ha continuato a comprare il gas. *Alla vigilia dell'invasione {{NDR|dell'Ucraina}}, Putin aveva offerto all'Occidente una spartizione delle sfere d'influenza. Un pezzo alla Russia, uno all'Europa, l'altro agli Stati Uniti. Questo è il suo modo di ragionare. Il mondo è una torta da dividersi. *C'è una parte di popolazione che Putin lo apprezza davvero. Quelli che dopo la caduta dell'Urss pensano, per esperienza, che ogni cambiamento, ogni "progresso", sia per il peggio. Quelli che dalla guerra traggono beneficio reale: chi commercia in armi, chi lavora nelle fabbriche di armi, e soprattutto le persone delle regioni più povere del Paese che sono abituate a vivere in miseria, e hanno di colpo la possibilità di guadagnare milioni di rubli barattando la vita di un loro famigliare, di un figlio. Naturalmente nessuno osa chiamarlo davvero baratto, ed è qui che torna utile la retorica della patria. *Dopo Putin potrebbe benissimo venire un altro Putin. Qualcuno finora anodino, un senza nome che finora magari ha supportato in silenzio la dittatura e potrebbe salire a galla nel potere magari con l'avallo di altre forze estere, di Paesi che formalmente continueranno a dirsi per la libertà in Russia ma nei fatti saranno contenti di poter riavere il gas a poco, il petrolio a poco, al prezzo irrilevante di qualche dissidente in carcere. L'opposizione potrebbe non farcela nemmeno se Putin muore. E voi, cari compagni occidentali, dovrete vedervela con qualche nuova guerra. *Il regime di Putin si regge non sul sostegno popolare, anche se c'è, ma sulla repressione. È la repressione il pilastro della sua autorità. *Lui vuole l'Impero. Non usa quella parola in pubblico, ma tutti i suoi collaboratori, i suoi propagandisti, i suoi pappagalli mediatici lo fanno. È una parola molto in voga in Russia, in questo periodo. Tutto il suo programma politico per il futuro della Russia è improntato sul passato, sul quando tornerà alla sua grandezza dei secoli scorsi. Putin è semplicemente un imperialista. E sono abbastanza sorpreso che molti, anche a sinistra, in Europa non l'abbiano capito. *Putin è egocentrico, ma non lo mostra al mondo ed è coerente nel suo modo di gestire il potere. In questo un regime autoritario ha naturalmente un vantaggio su una democrazia, che rende conto a un'opinione pubblica periodicamente, al voto. La Russia questa zavorra, diciamo, non ce l'ha, e per questo, anche, Putin disprezza le democrazie. *Oggi soprattutto in Africa e America Latina e anche qui in Germania, molte persone di sinistra apprezzano, e appoggiano, Putin, supposto antidoto all'imperialismo americano. Sbagliano: nessun imperialismo è feroce e longevo quanto quello russo. ===[[Gleb Pavlovskij]]=== {{cronologico}} *Putin è un personaggio sovietico che non ha tratto lezioni dal crollo della Russia. Vale a dire, ha imparato delle lezioni, ma molto pragmatiche. Capì l'avvento del capitalismo in modo sovietico. A tutti noi è stato insegnato che il capitalismo è un regno di demagoghi, dietro i quali si celano grandi somme di denaro, e dietro a questo una macchina militare che aspira a controllare il mondo intero. Penso che Putin avesse in testa un'immagine molto chiara e semplice, non come ideologia ufficiale, ma come una forma di buon senso. Il suo pensiero era che in Unione Sovietica eravamo degli idioti; avevamo cercato di costruire una società giusta quando avremmo dovuto fare soldi. Se avessimo guadagnato più soldi dei capitalisti occidentali, avremmo potuto semplicemente comprarli, o avremmo potuto creare un'arma che loro non avevano. Questo è tutto. Era un gioco e abbiamo perso, perché non abbiamo fatto alcune cose semplici: non abbiamo creato la nostra classe di capitalisti, non abbiamo dato ai predatori capitalisti dalla nostra parte la possibilità di svilupparsi e divorare i predatori capitalisti dalla loro. *Putin non è un cinico. Pensa che l'uomo sia un essere peccatore, che sia inutile cercare di migliorarlo. Crede che i bolscevichi che cercarono di creare persone giuste e benpensanti fossero semplicemente degli idioti, e non avremmo dovuto farlo. Abbiamo sprecato molti soldi ed energie e allo stesso tempo abbiamo cercato di liberare altre nazioni. Perché farlo? Non ne abbiamo bisogno. *L'idea di Putin è che dovremmo essere capitalisti più grandi e migliori dei capitalisti stessi, ed essere più consolidati come Stato: dovrebbe esserci la massima unità tra Stato e imprese. Un sistema bipartitico come negli Stati Uniti? Meraviglioso, avremo anche quello. Putin ha lavorato per molti anni affinché ciò accadesse. Anche se ammette di non aver avuto successo, penso che sia ancora ciò che vuole, anche se si rende conto che è un compito molto più grande di quanto immaginasse. *Putin non crede che esista una vera competizione tra i partiti politici in Occidente. Per lui è un gioco, come una partita di golf in un circolo privato: un giocatore è leggermente più forte, l'altro è leggermente più debole, ma in realtà non esiste una vera competizione. Lo immagina com'era nella Repubblica Federale Tedesca dopo la guerra, sotto la guida di Konrad Adenauer. Ci sono due partiti, uno dei quali ha il potere, e il secondo aspetta, forse a lungo. I socialdemocratici hanno aspettato, credo, dal 1945 al 1970. È una sorta di sistema a partito e mezzo. Putin ha sempre detto che in futuro l'opposizione prenderà il potere e noi dobbiamo essere pronti per quel momento. Con l'essere pronti intendeva dire che dobbiamo essere sia qui che là, cioè controllare entrambe le parti. *Ho incontrato Putin nell'estate del 1998, poco prima che diventasse capo dell'Fsb e poco prima che si verificasse un default nel paese. [...] Non era molto impressionante o espressivo, se così posso dire. L'ho davvero perso tra gli altri funzionari governativi dell'amministrazione. Non era una figura brillante. Cercava sempre di restare all'ombra e restava in silenzio per la maggior parte del tempo. *Putin è stato nominato primo ministro, il che significa che sarebbe diventato presidente. Ma doveva essere eletto per diventare presidente, e questo era il nostro compito. [...] Nella primavera di quell'anno abbiamo condotto un'indagine sociologica sul tema delle paure delle persone. Inoltre, volevamo sapere come le persone immaginano i loro eroi. Abbiamo chiesto agli intervistati quali fossero le star del cinema e i loro attori preferiti. Questa era una valutazione di ruoli diversi. Abbiamo chiesto degli attori che hanno interpretato Lenin, Stalin, Pietro il Grande. Davanti a tutti gli altri, in modo del tutto inaspettato, abbiamo avuto un attore che interpretava Stirlitz, che era un ufficiale dell'intelligence sovietica, che lavorava in organizzazioni di alto livello in Germania. Ha interpretato un perfetto ufficiale tedesco, vestito in modo eccellente e molto educato. Era un ufficiale dell'intelligence sovietica e si è scoperto che la gente lo preferiva. [...] Ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di un ufficiale dell'intelligence giovane, forte e potente. *All'inizio a Putin è stato chiesto di agire in modo più rude. Era un uomo più educato. Dicono che fosse una cortesia da Leningrado. Gli abitanti di Leningrado, che oggi è conosciuta come San Pietroburgo, si sono sempre considerati più eloquenti, più educati degli abitanti di altre città. Era uno di quegli educati residenti di Leningrado. Non riusciva a parlare in modo sgarbato, quindi gli è stato chiesto di comportarsi in modo ancora più sgarbato, e sembrava che gli piacesse imparare varie tecniche e varie tecnologie. Gli piaceva viaggiare sui carri armati, sugli aerei e sui sottomarini. Ha dimostrato di essere giovane e forte. Non dobbiamo dimenticare che tutto accadeva sullo sfondo del vecchio e debole Eltsin. Questo contesto è molto importante. Senza di esso, Putin non farebbe la stessa impressione. *Penso che abbia iniziato a pensare che tutto possa essere manipolato. Qualsiasi tipo di stampa, qualsiasi programma televisivo è tutto incentrato sulla manipolazione. È tutto pagato da qualcuno. Questa è una brutta eredità che ha ricevuto. E quando seguendo quei canali televisivi, i canali televisivi liberali, hanno iniziato a criticarlo, ha deciso che anche questo era un ordine di qualcuno, che fosse una guerra contro di lui, e avrebbe accettato la sfida. Allora non comprendevamo l'eredità che avevamo ereditato dal periodo precedente: essenzialmente ci eravamo corrotti. *In Occidente lo ha detto più di una volta: "Comprendiamo che queste pubblicazioni sulla vostra stampa non sono casuali" e parla della propria esperienza. Sta parlando del modo in cui agisce, della sua tecnica. *Negli anni '70 ho incontrato molti investigatori del Kgb che mi hanno perseguitato. Ho trascorso del tempo in prigione. Ma non ho visto un investigatore che assomigliasse a Putin. È molto flessibile dentro. Può cambiare. Se ha la sensazione che tu sia irritato, cambierà immediatamente. Inizierà a cercare il modo giusto per avvicinarsi a te e lo farà molto facilmente. *Putin ammirava sinceramente Bush. Posso dirtelo con assoluta certezza. Guardava Bush Jr. come io guardavo Putin, con ammirazione. Questo è stato un modello per lui, il modello di un presidente che ha accettato la sfida e ha iniziato una grande guerra sulla scena mondiale. A Putin questo piaceva ed era pronto a essere un alleato. [...] Putin è rimasto ferito dal fatto di non essere stato capito da Bush, e la situazione è peggiorata dopo l'Ucraina. "L'Ucraina è più preziosa per te della Russia?! Ero pronto a fare qualsiasi cosa. Ero pronto ad aderire alla Nato, e tu stai intrigando con l'Ucraina?!" Credo che Putin la vedesse così. E da allora ha perso interesse per Bush. *In Ucraina Putin era estremamente popolare. Era più popolare in Ucraina che in Russia. Se si fosse candidato alla presidenza dell'Ucraina, sarebbe stato eletto immediatamente a stragrande maggioranza. Gli ucraini non volevano entrare in guerra. Per loro la Cecenia è stata un trauma. Quando hanno visto [[Strage di Beslan|Beslan]], hanno smesso di avere un'alta stima di Putin. *È stata una scelta difficile per lui lasciare l'ufficio di presidente. Non lo volevo e lo ammiravo mentre lo faceva. Mi ha completamente ingannato in quel preciso momento, perché in quel preciso momento credevo completamente che fosse un uomo repubblicano, un uomo della Costituzione. *Non aveva nemici. Non c'era nessuno che potesse agire in modo consolidato. Dopo le elezioni poteva riunire tutti. Non l'ha fatto. Ha fatto esattamente il contrario. Ha iniziato a creare conflitti: questo caso delle Pussy Riot; un conflitto che aveva a che fare con il divieto di adottare bambini russi da parte di cittadini americani dopo la legge Magnitskij. Ogni volta che chiedeva che il parlamento prendesse le decisioni con voto unanime, allora si trattava di un Putin diverso. Questo era un Putin senza fiducia in se stesso, un Putin che soffriva di un trauma. *Ma guardi che Putin non è mica una figura poi così importante nella nostra politica... [...] È importante l'élite che lo circonda. Putin è diventato un anello di troppo del sistema che ha creato: così lo vede oggi il suo entourage. Persone che sono dove sono grazie a lui, e che hanno ancora bisogno di lui per avere legittimità. Ma che ultimamente non hanno visto alcun aiuto da parte sua. Perché Putin oggi non risolve nulla e non gestisce nulla. Solo, controlla attentamente che nessun altro prenda il suo posto. *In realtà, non gli piace molto lavorare. Soprattutto, non gli piace il lavoro politico spicciolo. Ha sempre tralasciato la routine del governare. Per questo in Russia più in alto sali per la "verticale", maggiore è il caos organizzativo che trovi. Si gestisce solo l'immagine del potere, tutto il resto è fuori controllo. *Il "mito di Putin" un tempo è stato forte, ma è ormai debole e invecchiato. Non esiste più nella sua forma precedente. La gente non gli crede, quando oggi promette misure di supporto a disoccupati e piccole aziende in crisi. Non è facile misurare il grado di malcontento nella popolazione, perché non esiste una rappresentanza politica, manca quindi il canale attraverso cui esplicitarlo. Ma penso proprio che il mito sia finito e non possa rinascere. Lo stesso Putin non ci conta più. *Sembra che comandi solo lui, ma è un errore. Un tempo andavo molto fiero del fatto che eravamo riusciti a creare la sensazione che Putin governasse tutto nel Paese. Era un teatrino politico necessario, perché il paese era assai nostalgico di una vera leadership, e non era stato governato per quasi dieci anni visto che Boris Eltsin non era molto versato in quel senso. Perciò con il passar del tempo si è capito che la tesi "Putin decide tutto" è molto comoda perché toglie l'ansia e oscura la visione di quello che succede davvero. Lui decide molte cose. Ma è chiaro che ci sono anche forze indipendenti ormai dal governo, grosse corporazioni e banche, centri di potere alternativi. *Il fenomeno di Putin non si ripeterà. È stata una eccezione nata in tempi disperati come la Russia di fine anni Novanta. Dopo, verrà un Putin collettivo, sotto forma di una direzione collegiale, che parcellizzerà il potere. ===[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]=== *Con Putin la Russia sta recuperando i peggiori valori sovietici, come il brutale fondamentalismo stalinista. *Diventato presidente, Putin – figlio del più nefasto tra i servizi segreti del Paese – non ha saputo estirpare il tenente colonnello del KGB che vive in lui, e pertanto insiste nel voler raddrizzare i propri connazionali amanti della libertà. E la soffoca, ogni forma di libertà, come ha sempre fatto nel corso della sua precedente professione. *In Russia, Putin e il suo popolo hanno dato la loro benedizione a qualcosa che nessun paese, che non sia totalitarista, può approvare: una corruzione fondata sul sangue, migliaia di vittime che non suscitano stupore né protesta, un esercito corroso dall'anarchia militare, uno spirito sciovinista in seno all'apparato di governo spacciato per patriottismo, una retorica sfrenata dello stato forte, un razzismo anticeceno ufficiale e popolare con metastasi che si estendono ad altri popoli della Russia. *La Russia sta per precipitare in un abisso, scavato da Putin e dalla sua miopia politica. *Per me Putin è una funzione, non una persona. Riguardo a questa funzione ho delle esigenze molto semplici: un presidente deve operare per far diventare il suo paese migliore e più prospero. Ma da noi non è successo niente del genere. Moralmente, la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi. *Perché ce l'ho tanto con Putin? Per tutto questo. Per una faciloneria che è peggio del ladrocinio. Per il cinismo. Per il razzismo. Per una guerra che non ha fine. Per le bugie. Per i gas nel teatro Dubrovka. Per i cadaveri dei morti innocenti che costellano il suo primo mandato. Cadaveri che potevano non esserci. Io la penso così. *Personalmente non è che non mi piaccia Putin, è che non mi piace ciò che sta facendo. Lui deve mantenere la pace, è un suo dovere costituzionale. Invece continua la guerra nel Caucaso, con migliaia di morti non solo ceceni, ma anche russi. Gli attentati non possono cessare. Putin deve smetterla con questa guerra suicida e mettersi a trattare anche con quelle persone che non gli piacciono. *Putin è un camaleonte. Se gli torna utile sarà dei vostri, altrimenti vi darà battaglia. Sa mettersi nei panni di chiunque, e molti ci cascano. Persino una parte di quegli onestissimi attivisti si è bevuta il suo trasformismo e, nonostante un approccio diametralmente opposto alla realtà, si è sciolta al suo cospetto. *Putin ha dimostrato più volte di non comprendere il concetto stesso di dibattito. E tanto meno quello di «dibattito politico»: chi sta sopra non discute con chi sta sotto, e se chi sta sotto si permette di farlo diventa un nemico. Se Putin si comporta in questo modo non lo fa perché è un tiranno e un despota congenito, ma perché così gli è stato insegnato. Queste sono le categorie che gli ha inculcato il KGB e che lui stesso ritiene ideali, come ha più volte dichiarato. Perciò, non appena qualcuno dissente, Putin si limita a chiedergli di «piantarla con gli isterismi». Per questo rifiuta i dibattiti pre-elettorali: non sono il suo ambiente, non è capace di parteciparvi, non sa reggere un dialogo. La sua arte è quella del monologo, il suo schema quello militare: da basso rango ero costretto a non fiatare? Ora che sono in cima alla scala parlo, anzi monologo, e che gli altri fingano d'essere d'accordo con me. Un "nonnismo" ideologico che talvolta – come nel caso di Chodorkovskij – si risolve nell'allontanamento e nell'eliminazione dell'avversario. *Putin ha scelto di fondare il proprio potere su piedi d'argilla, gli oligarchi, cassando dal suo schema la gente comune. Putin lega con i miliardari che si sono spartiti le riserve di petrolio e di gas e dichiara guerra al resto della popolazione, che non conta nulla. Mosca e le province sono come il Sole e la Terra. Il Sole significa calore, luce, vita. La Terra gira attorno al Sole. Orbite diverse, diversi percorsi. ===[[Il'ja Ponomarëv]]=== *Dovete capire che, come molti rappresentanti delle élite russe post-sovietiche, Putin non è né di destra né di sinistra, né liberale né conservatore. È ideofobico. È una persona molto opportunista e scaltra, pronta ad adattarsi a qualsiasi idea gli si presenti intorno e a utilizzarla a proprio vantaggio. Questa è una caratteristica molto comune all'interno dell'attuale classe dirigente russa, che però la sfrutta principalmente per arricchirsi. Per Putin, invece, è diverso: tale assenza di legami ideologici è all'origine del suo successo. Bisogna, inoltre, riconoscere che è un individuo molto capace, brillante, direi anche molto talentuoso dal punto di vista tattico. Come tattico, prende sempre decisioni poco ortodosse e molto azzardate. Ma quando si tratta di strategia, non ne ha. Ed è per questo che strategicamente fallisce. Un esempio perfetto è l'annessione della Crimea nel 2014 che tatticamente gli ha dato un grande vantaggio, ma strategicamente ha portato a un grande disastro. E la stessa cosa è accaduta nel febbraio 2022, con l'invasione dell'Ucraina. *È un mafioso, un bullo, ha bisogno di prevalere, mostrare di essere il maschio dominante. E non è un pazzo come vuole far credere, ma manipola tanto i russi, con la presunta minaccia costituita dalla Nato, quanto i leader dell'Occidente, con quella nucleare. E credo sia più un cleptocrate che un imperialista, come molti sostengono. È pronto a distruggere vite e economie per assicurarsi la sottomissione alle sue regole. *Putin mi ha fatto sapere che voleva neutralizzarmi. Io non ho mai accettato di lasciare la Russia, hanno aspettato che fossi in viaggio per lavoro e non mi hanno più permesso di rientrare. *{{NDR|Putin vuole}} restaurare l'Unione Sovietica senza niente di sovietico né di socialista, perché Putin è, ovviamente, anticomunista, ciò che ha in mente è una sorta di "Unione di Repubbliche sovrane slave" facendo leva anche sul sentimento nostalgico russo. ===[[Petro Oleksijovyč Porošenko]]=== *Il potere di Putin non risiede nel potere del suo esercito — lo dimostriamo ogni giorno che combattiamo l'invasione russa. Piuttosto, risiede nella sua capacità di bullizzare, manipolare e ricattare gli altri. *La mia regola è che non fidarti di Putin e non avere paura, tutto quel che promette non accade mai. Non farà mai un passo verso di te. Non fidarti e non avere paura. Se hai paura, hai perso. *La più grande debolezza di Putin sta nel fatto che pensa in termini di sfera di interessi. Nessuna apertura. Nessuna concorrenza leale. Vuole una sfera di influenza. Questo è il suo sogno. Odia l'idea di avere solo la Crimea o solo il Donbass. Ha bisogno anche adesso dell'intera Ucraina. Vuole rinnovare Yalta e la sfera d'influenza russa ai confini di Yalta. *Non vede le linee rosse nei diritti umani, nella democrazia, nello stato o nella legge, o nelle relazioni di buon vicinato. Acquisizione territoriali dai paesi vicini, questa è la logica di Putin. *Ovunque parlino russo, lui pensa sia Russia. E che la gente sia pronto ad accoglierlo coi fiori. Ma oggi nessuno lo applaudirebbe: gli ucraini hanno avuto 14mila morti, non accettano provocazioni. *Putin non è una persona normale, non si vede solo a capo d'una nazione: si crede a metà fra un imperatore e Dio. *Vladimir Putin non è il diavolo. È soltanto un imperatore che vuole inglobare il mio Paese senza neanche chiedere un parere al mio popolo. *Voglio ringraziare Putin perché nel 2013, prima della mia presidenza, il numero di ucraini che sostenevano l'adesione dell'Ucraina alla Nato era del 16%. Oggi è il 68%. ===[[Ljudmila Putina]]=== {{cronologico}} [[File:Putin on Easter 2011 07.jpg|thumb|Putin con Ljudmila nel 2011]] *C'era qualcosa in Volodja che mi attirava. Nel giro di tre o quattro mesi avevo deciso che era l'uomo per me. {{NDR|«Perché? Se lei stessa ha detto che era banale e noioso».}} Probabilmente era la sua forza interiore, la stessa dote che ora attira tutti verso di lui. *Una sera eravamo a casa sua e lui disse: «Ormai mi conosci, sai che tipo sono. In linea di massima non sono un tipo facile». Stava facendo autocritica. Mi spiegò che era un tipo silenzioso, che era piuttosto brusco in certo cose, arrivava anche ad insultare la gente e così via. Stava dicendo di essere un compagno per la vita ad alto rischio. E aggiunse: «In tre anni e mezzo te ne sei probabilmente resa conto». Mi sembrava che stavamo lasciandoci. «Sì, me ne sono resa conto», risposi. Ma a quel punto disse: «Allora se è così ti amo e ti chiedo di sposarmi». Per me fu una sorpresa assoluta. Risposi di sì. Tre mesi dopo ci sposammo. *Non parlavamo di lavoro a casa. Credo che il tipo di lavoro che faceva mio marito rendeva le cose diverse rispetto ad altre situazioni. Al KGB c'è sempre stata una regola ferrea: non parlare con la propria moglie. Ci hanno detto che c'erano stati problemi quando l'eccessiva franchezza aveva determinato conseguenze spiacevoli. Partivano sempre dal presupposto che meno la moglie sapeva meglio avrebbe dormito. Io facevo abbastanza spesso amicizia con i tedeschi e se qualcuna delle mie conoscenze era indesiderabile Volodja me lo faceva sapere. *Mi sembra che il solo incarico di Volodja sul quale a casa c'è stata qualche discussione fu quello di primo ministro. Mi ricordo che una volta parlammo dei servizi segreti, circa tre mesi prima che gli fosse offerto il posto, e lui disse che non l'avrebbe mai accettato. Stavamo facendo una passeggiata vicino alla dacia di Arkhangel'sk e parlavamo del suo lavoro, fu lì che disse di non voler andare nei servizi segreti. Io capii il perché: voleva dire tornare alla vita segretata. Quando Volodja lavorava nel KGB, conducevamo veramente una vita segretata. Non si poteva andare in certi posti, non si potevano dire certe cose. Si poteva parlare con qualcuno e non con altri. E quando si trattò di lasciare il KGB fu una decisione veramente difficile, tanto che pensava di averlo lasciato per sempre. Ero in vacanza sul Mar Baltico quando mi telefonò dicendo: «Adesso devi stare attenta perché sono tornato nel posto da dove ho cominciato». Io pensai che gli fosse stato nuovamente affidato il posto di vice di Borodin, da quale era stato rimosso. Non riuscii a capire ciò che stava dicendo, pensai che fosse successo qualcosa nel nostro paese durante la mia assenza, che in qualche modo la situazione fosse cambiata. Poi Volodja ripeté: «Sono tornato nel posto da dove ho cominciato». E quando lo ripeté per la terza volta capii. Tornato dalle vacanze, gli chiesi come era potuto succedere. «Mi hanno nominato, tutto qui». Non feci altre domande. *Non definirei Volodja un tipo silenzioso. È molto disponibile a parlare di argomenti che lo interessano, con persone che ritiene interessanti. Ma non ama parlare delle persone, in particolare delle persone con le quali lavora. Io sono esattamente il contrario. Se io conosco qualcuno o vedo qualcuno in televisione tendo ad esprimere le mie opinioni. A lui invece non piace farlo. *A me sembra che lui non prenda le donne sul serio. Le tratta con una certa sufficienza. Non sono una femminista ma credo che le donne debbano avere il posto che spetta loro nel mondo. *Volodja non mi ha mai afflitto con i suoi problemi. Mai! Li ha sempre risolti da solo. Anzi, non parla di un problema prima di aver trovato da solo la soluzione. In seguito può anche dire qualcosa. Ma io sento sempre quando ha dei problemi o quando è semplicemente di cattivo umore. Questo proprio non riesce a nasconderlo. In genere è una persona controllata ma in certi momenti è meglio non disturbarlo. *{{NDR|«Si ubriaca?»}} Non è mai successo. Non gli importa nulla dell'alcool, veramente. In Germania ci piaceva bere la birra. Ma lui di solito beveva una piccola vodka oppure un po' di cognac. *Ha dovuto partire da zero tante volte e ce l'ha sempre fatta. E a Mosca ha potuto raccogliere i frutti. Ha attraversato un periodo difficile dopo essere stato vice sindaco. Non riusciva a trovare lavoro. Fu veramente un periodo difficile per lui. Era diventato silenzioso. Non diceva nulla, ma io capivo. Credo sempre in lui, anche se sono un po' spaventata. *Una volta andavo a fare compere per lui. E lo faccio ancora di tanto in tanto. I vestiti non sono mai stati molto importanti per lui. Ha sempre avuto due, o al massimo tre abiti. Per il resto jeans e magliette. In genere a casa si mette un paio di jeans e un maglione. Si veste veramente con semplicità. Ma ora che è costantemente sotto gli occhi di tutti ha cominciato a vestirsi un po' più attentamente. ===[[Domenico Quirico]]=== *Aveva assorbito tutto quello che noi avevamo insegnato, intendeva sfruttare fino in fondo quello che avevamo permesso e la nostra avidità. Ci aveva osservato con attenzione: sapeva che per ingannarci bastava indossare le vesti di scena per lo spettacolo che ci convinceva. Cercavamo complici servili, non democratici orgogliosi. *Noi lo abbiamo creato, accettato, lusingato perché eravamo consapevoli, fino a cinque mesi fa, che non ci era estraneo. Anzi. Pensavamo che al momento giusto, quando ha iniziato ad alzare la voce, avremmo saputo parlargli, addomesticarlo. Aleggiava solo una vaga angoscia, parlavamo la stessa lingua e ci avrebbe ascoltato perché non poteva in fondo negare di assomigliarci. Altro che democrazie contro autocrazia. Ci disprezza ma solo perché è certo di averci superato in cinismo e brutalità. *Noi lo abbiamo creato. Per sbarazzarcene dovremo innanzitutto cambiare noi stessi. ===[[Christian Rocca]]=== *C'è ancora chi non ha capito che i baffetti hitleriani delle mille caricature di Putin sono una fotografia perfettamente realista del dittatore che ha infuocato l'Europa. C'e ancora chi non ha capito chi è e che cosa vuole Putin, nonostante lui lo dica chiaramente, perché mille sono ancora i distinguo stravaganti, i «sì, ma» e le altre scemenze giustificazioniste del despota che si sentono in giro. *Le fonti intellettuali dell'attacco di Putin all'Occidente sono il totalitarismo cristiano di [[Ivan Aleksandrovič Il'in|Il'in]], l'[[eurasiatismo]] di [[Lev Nikolaevič Gumilëv|Gumilëv]] e il neonazismo di [[Aleksandr Gel'evič Dugin|Dugin]]. Lo strumento è Internet. *Putin ha scatenato la sua offensiva globale contro la democrazia rappresentativa, contro i diritti civili, contro l'Unione Europea, contro gli Stati Uniti, contro la Nato. E, così, la guerra in Georgia, l'invasione dell'Ucraina, l'annessione della Crimea, i cyber attacks agli Stati baltici, i finanziamenti ai leader estremisti, i patti politici con i partiti populisti, le campagne omofobiche, il sostegno al despota Bashar al-Assad in Siria, la fabbricazione di fake news, comprese quelle di Stato diffuse in inglese dalla tv RT, la scuderia di hacker informatici, la protezione di WikiLeaks e di Edward Snowden, i tentativi di manipolazione dei processi elettorali nel Regno Unito, in Germania, in Francia, in Italia e ovviamente in America, più qualche avvelenamento a Londra, sono tutti elementi della stessa strategia di diffusione del caos e di russizzazione dell'Occidente che sfrutta le debolezze della società aperta, abusa delle innovazioni tecnologiche americane e approfitta della mollezza del mondo libero. *Putin vuole cancellare la democrazia liberale perché la democrazia liberale è l'arma di mobilitazione popolare più micidiale a disposizione dei suoi connazionali interessati a combattere la cosca mafiosa di trafficanti e di oligarchi che si è installata al Cremlino. *Quello di Putin è un intento strategico palese, non segreto, esplicitato in tanti discorsi in russo, in tante interviste in inglese, in tante invasioni militari in Cecenia, in Georgia, in Ossezia, in Crimea e nel Donbas, per non parlare della Siria, in tanti omicidi o tentati omicidi politici di giornalisti, di oppositori, di ex amici e di dissidenti, in tante retate di militanti democratici, in tante ingerenze nei processi elettorali dell'Occidente libero, e in tanti petrorubli con cui ha corrotto i partiti politici e contribuito a diffondere il caos per smantellare l'Europa con la Brexit, a indebolire la Nato con quel fesso di Donald Trump e a giocare a briscola con l'Italia dei suoi groupies del popolo a Cinquestelle e in t-shirt celebrativa della propria dabbenaggine. ===''[[Russia. Il complotto del KGB]]''=== *Il giorno che Putin divenne primo ministro della Russia, a [[Nikolaj Patrušev|Patrušev]] venne affidata la direzione dell'FSB. Chi lo conosceva intimamente sostenne che Putin non aveva avuto altra scelta, in quanto Patrušev era in possesso di materiale compromettente su di lui. *Il parlamento deve approvare con urgenza una legge che proibisca a tutti coloro che hanno prestato servizio e che ancora operano in agenzie per la sicurezza dello stato di occupare posti elettivi o dello stato per i prossimi venticinque anni; la legge dovrà inoltre obbligare tutti coloro che hanno occupato e che occupano posti nelle agenzie per la sicurezza ad andare in pensione a una data prefissata, insieme a una commissione istituita specificamente per questo scopo. Questo decreto del parlamento deve potersi applicare anche all'attuale presidente della Russia ed ex capo del KGB Vladimir Vladimirovič Putin. *Putin merita senza dubbio il titolo di "tiranno", perché ha distrutto le radici iniziali dell'autogoverno in Russia con i suoi primi decreti, ed esercita ora una forma di trasparente dittatura arbitraria, che i russi chiamano ''bespredel'' (alla lettera, "illimitata"). Putin è perfettamente descritto alla voce "tiranno" del ''Dizionario enciclopedico sovietico'' del 1989: "Un governante il cui potere si basa su decisioni arbitrarie e sulla violenza". ===[[Massimo Luigi Salvadori]]=== *{{NDR|Su Vladimir Putin e [[Silvio Berlusconi]]}} Ciò che li lega è sicuramente l'insensibilità verso le procedure democratiche, e poi vi è la simpatia profonda tra due personaggi che condividono il piacere di un potere svincolato dall'ascolto di una società che abbia a cuore il rispetto dei diritti personali e collettivi. *Credo si possa definire come l'espressione, indubbiamente abile quanto cinica, di una concezione statalistico accentratrice che governa in maniera di fatto autoritaria, la società civile russa, la quale vive in una condizione di pluralismo limitato e fortemente controllato dall'alto. *Nelle relazioni con il resto del mondo, Putin può contare su due elementi di forza: il primo, è il fatto che egli ha risollevato sul piano internazionale la Federazione Russa, dando al sistema politico una forte stabilità. Il secondo fattore, che è strettamente collegato al primo e che riguarda in particolare i rapporti tra Mosca e l'Unione Europea, risiede nel fatto che la Russia è la grande fornitrice di una risorsa preziosa, come quella energetica, di cui è enormemente ricca. Grazie alla stabilità interna, Putin può farsi garante di forniture energetiche, gas e petrolio, di cui l'Europa, e non solo essa, ha gran bisogno. ===[[Matteo Salvini]]=== {{cronologico}} *Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore. (18 ottobre 2014) *Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin! (18 ottobre 2014) *Lo ammiro per le idee chiare, la fermezza, il coraggio, l'interventismo e una visione della società basata su punti cardine che condivido. (9 dicembre 2015) *Ho sempre ritenuto sbagliate le sanzioni contro la Russia. Putin ha il nostro sostegno per toglierle anche perché so bene che la Russia ama il made in Italy e con queste sanzioni ci stiamo rimettendo miliardi di fatturato. (9 dicembre 2015) *Se è considerato un dittatore mi fa sorridere. Le dico solo che quest'anno la Russia crescerà più dell'Italia. (27 marzo 2017) *Di Putin apprezzo l'operato. E mi sembra che la stessa posizione la abbiano Marine La Pen e François Fillon, il Berlusconi di Francia. Eppoi come non dimenticare che anche Renzi ha chiesto di togliere le sanzioni. Fra qualche giorno scopriremo che il ministro Alfano vorrà andare da Putin. (27 marzo 2017) *Noi siamo a fianco degli aggrediti, c'è Putin che ha aggredito e Zelensky che è aggredito. È il caso di dirlo, per dire basta alle polemiche stucchevoli. (2 marzo 2022) *Putin, fino all'aggressione, è stato incontrato e omaggiato da tutti i leader politici nazionali ed europei. Ricordo ancora gli onori con cui lo accolsero Conte e Di Maio. Ma posso citare Berlusconi, Letta, Renzi... Ora c'è una guerra in cui è chiaro a tutti chi è l'aggressore. (10 marzo 2022) *Se uno è pro pace non è pro Putin. Noi siamo orgogliosamente con la Nato. (5 giugno 2024) ===[[Michail Šiškin]]=== *Il crimine di Putin è nell'avere avvelenato gli uomini con l'[[odio]]. *La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. *La Russia di Putin è irrespirabile, puzza tremendamente di stivale poliziesco. Sotto gli occhi di tutti il mio paese si sta trasformando in una [[dittatura]] [[fascismo|fascista]]. ===[[Timothy Snyder]]=== *A differenza di tutti i leader stranieri con cui ha a che fare, non conosce le lingue straniere. Non sa niente dell'Ucraina, il che è interessante. Pensa di sapere tutto; non sa niente. E la sua comprensione dell'Ucraina si basa sull'idea che non è realmente un luogo, e se sembra che lo sia è dovuto a cospirazioni straniere. *La Seconda Guerra Mondiale è un elemento del mito storico dell'innocenza russa e della grandezza perduta di Putin: la Russia deve godere del monopolio del vittimismo e della vittoria. *Nella sua mente, gli ucraini sono russi che amano gli occidentali. Devono essere corretti con la forza – "puliti" o "sputati fuori". *Per comprendere la rivolta di Putin contro gli Stati Uniti non bisogna sentirsi in colpa per la politica americana; non bisogna credere di essere responsabili di tutto, perché non lo siamo; non bisogna negare il libero arbitrio a lui o ai russi, perché loro ce l'hanno. Si tratta di comprendere il fallimento della politica interna di Putin e il suo riconoscimento che ciò di cui ha bisogno è una sorta di spettacolo permanente che provenga dalla politica estera e che gli europei e gli americani glielo forniranno sempre. *Per Putin un "fascista" o un "nazista" è semplicemente qualcuno che si oppone a lui o al suo piano di distruggere l'Ucraina. [...] Chiamare gli altri fascisti pur essendo fascisti è la pratica putinista per eccellenza. *Putin arrivò al potere con l'idea fondamentale che la Russia potesse essere trasformata in una sorta di stato di diritto. Il termine che usò era "dittatura della legge". Si rese presto conto che non era così, o almeno che lui non era la persona giusta per realizzarlo, e passò a un diverso programma di governo, che prevedeva non l'eliminazione dell'oligarchia, ma l'essere il massimo oligarca, che è una differenza fondamentale. Potrebbe sembrare uguale perché rastrella e imprigiona le persone comunque, ma diventare il massimo oligarca, diventare il capo dei capi, trasformare lo stato nel più importante clan mafioso, è molto diverso che ripulire le stalle. *Putin è un dittatore che controlla i media del suo Paese. E se le cose vanno male, gli basta cambiare argomento. [...] L'ultima volta che la Russia ha invaso l'Ucraina, nel 2014, i suoi media hanno cambiato argomento sulla Siria da un giorno all'altro, e i russi lo hanno seguito. *Putin ha bisogno che i russi credano che le elezioni siano sempre un circo, una farsa e un falso, perché se i russi credessero che anche le elezioni britanniche, quelle tedesche e quelle americane siano false, non si preoccuperebbero del fatto che le loro stesse elezioni lo siano. *Putin governa in una realtà virtuale dove c'è sempre una via di fuga. Non può essere messo in un angolo in Ucraina, perché l'Ucraina è un posto reale. *Putin non è lungimirante. Geopoliticamente sta consegnando il suo paese alla Cina. *Putin non ha alcun idea del motivo per cui l'Unione Sovietica è crollata. Tutta la sua storia sul perché l'Unione Sovietica è caduta è una assurdità totale. La storia che raccontano è che gli americani volevano che accadesse e perciò è successo, il che a) non siamo così potenti, e b) [...] la nostra politica nel 1991 era quella di tenere unita l'Unione Sovietica; non era per farlo crollare. Ma visto il modo in cui vede il mondo, è tutta una questione di potere. Non avrebbe potuto avere importanza che in Lituania o in Ucraina le persone avessero idee sull'Unione Sovietica. Non avrebbe potuto avere importanza che ci fossero legittimi disaccordi all'interno di Mosca. Niente di tutto ciò ha importanza. È solo una questione di potere e gli americani hanno mostrato la loro potenza. *Tribalizza la storia della Seconda Guerra mondiale: è lui il nazista e lo sa. ===[[Vladimir Georgievič Sorokin]]=== *Il 24 febbraio l'armatura dell'"autocrate illuminato" che Vladimir Putin aveva indossato negli ultimi 20 anni si è rotta ed è andata in pezzi. Il mondo ha visto un mostro, impazzito nei suoi desideri e spietato nelle sue decisioni. Il mostro era cresciuto gradualmente, guadagnando forza di anno in anno, marinando nella propria autorità assoluta, aggressività imperiale, odio per la democrazia occidentale e malizia alimentata dal risentimento generato dalla caduta dell'URSS. Adesso l'Europa dovrà fare i conti non con l'ex Putin, ma con il nuovo Putin che ha gettato via la maschera di "partnership commerciale" e di "collaborazione pacifica". Con lui non ci sarà mai più pace. *In Russia si è sprofondati in un inverno politico con la salita al potere di Putin. Negli ultimi anni il ghiaccio è diventato man mano sempre più duro. Ora il freezer-Putin funziona a pieno regime: per raggiungere temperature ancora più basse l'attuale fornitura di energia non basta più. Come potrà continuare a funzionare? Nessuno lo sa. Nemmeno Putin. *Ho incontrato molti ammiratori di Putin in Germania, dai tassisti agli uomini d'affari e ai professori. Un anziano partecipante alla rivoluzione studentesca del Sessantotto ha confessato:<br />"Mi piace molto il vostro Putin!"<br />"E perché esattamente?"<br />"È forte. Dice la verità. Ed è contro l'America. Non come le lumache che abbiamo qui."<br />"E non ti dà fastidio che in Russia c'è una corruzione mostruosa, non ci sono praticamente né elezioni né tribunali indipendenti, l'opposizione viene distrutta, le province sono impoverite, Nemcov è stato assassinato e la tv è diventata propaganda?"<br />"No. Questi sono affari interni. Se i russi accettano tutto questo e non protestano, significa che a loro piace Putin."<br />Logica ferrea. L'esperienza della Germania negli anni '30 non sembra aver insegnato nulla a tali europei. *Lui non segue un'ideologia. Ha molti modelli: gli zar ma anche Stalin, Brezhnev, Andropov. Da ognuno coglie una sfumatura diversa. La base su cui fa affidamento, tuttavia, resta la piramide del potere russo così come fu creata nel Medioevo: una struttura al cui vertice è il sovrano protetto dalle sue guardie armate. E in basso non ci sono cittadini ma sudditi. *Per Putin la vita stessa è sempre stata un'operazione speciale. Dall'ordine oscuro del Kgb apprese non solo il disprezzo per le persone "normali", da sempre una forma di materia sacrificabile per lo stato-Moloch sovietico, ma anche il principio fondamentale del čekista: non una sola parola di verità. Tutto deve essere nascosto, classificato. La sua vita personale, i parenti, le abitudini: tutto è sempre stato nascosto, invaso da voci e speculazioni. *Per quanto riguarda l'impero, quello che sta cercando di costruire Vladimir Putin è un impero di straccioni: un fenomeno pericolosissimo nel XXI secolo. *Putin ha dichiarato che il crollo dell'Urss è stata la più grande catastrofe del XX secolo. Per tutti i sovietici lucidi il suo crollo fu una benedizione; era impossibile trovare una sola famiglia che non fosse stata colpita dalla ruota rossa delle repressioni staliniste. Milioni di persone furono annientate. Decine di milioni furono avvelenati dai fumi del comunismo – un obiettivo irraggiungibile che richiedeva sacrifici morali e fisici da parte dei cittadini sovietici. Ma Putin non è riuscito a superare l'ufficiale del Kgb dentro di sé, l'ufficiale a cui era stato insegnato che l'Urss era la più grande speranza per il progresso dell'umanità e che l'Occidente era un nemico capace solo di corruzione. Lanciando la sua macchina del tempo nel passato, era come se tornasse alla sua giovinezza sovietica, durante la quale si era sentito così a suo agio. A poco a poco costrinse anche tutti i suoi sudditi a tornare lì. *Putin odia l'Ucraina e gli ucraini in modo patologico, perché hanno scelto un percorso democratico di sviluppo. Il futuro invece del passato. E in Ucraina tutti parlano russo. È un modello in scala ridotta della Russia. Ma non autoritario. Ai russi potrebbe venir voglia di copiarlo. L'esistenza del "modello ucraino" provoca paura e odio, in Putin. *Se Putin mi ascoltasse, gli direi: non puoi costruire un impero coi ladri. Ma sarebbe un discorso inutile visto che è lo stesso potere a essere corrotto. *Sono successe molte cose negli ultimi 20 anni. Il volto del presidente della Federazione Russa si è trasformato in una maschera impenetrabile, che irradia crudeltà, rabbia e malcontento. Il suo principale strumento di comunicazione sono diventate le bugie: bugie piccole e grandi, ingenuamente superficiali e altamente strutturate, bugie in cui sembra credere lui stesso e bugie in cui non ci crede. I russi sono già abituati alla retorica piena di menzogne ​​del loro presidente. Ma ora ha abituato anche gli europei a quelle bugie. Ancora un altro capo di un paese europeo vola al Cremlino per ascoltare, attraverso la loro tradizionale porzione di fantastiche bugie (ora seduti ad un enorme tavolo totalmente paranoico), per annuire, per dire che "il dialogo si è rivelato abbastanza costruttivo" in una conferenza stampa, per poi volare via. ===[[Vittorio Strada]]=== *Dopo il pangermanesimo, il panslavismo, il panarabismo, Vladimir Putin ha inventato il panrussismo. E con questa strategia imperiale l'Occidente è chiamato a fare i conti. [...] L'interpretazione corrente e diffusa è che Vladimir Putin voglia ricostituire l'Unione Sovietica. Si tratta di una interpretazione semplicistica e approssimativa. Il fatto stesso che Putin faccia riferimento esclusivamente all'elemento nazionale russo dimostra che si tratta di una ideologia diversa da quella sovietica. *Il primo, grande successo è che Putin ha portato la Russia tra le potenze mondiali di primo rango, subito dopo gli Stati Uniti, e al livello della Cina. *Ordine e stabilità erano stati i pilastri del suo "patto" con i russi, il fondamento della sua legittimazione popolare, sin da quando Eltsin lo spinse avanti. Ordine e stabilità sono i valori più sentiti oggi dai russi: tutti i più recenti sondaggi indicano chiaramente che in testa a tutti i valori che erano stati indicati - libertà, democrazia....- la stragrande maggioranza dei russi poneva ordine e stabilità, oltre al miglioramento della situazione economica e delle condizioni di vita. *Per lui la Russia non è soltanto l'etnia di un'unica razza, bensì comprende tutte le etnie che compongono l'attuale Federazione. Più volte ed esplicitamente, il leader del Cremlino ha messo in guardia contro un nazionalismo russo esclusivo. Per lui, l'elemento russofono è il "fratello maggiore" di una comunità di popoli, di etnie, che compongono, per l'appunto, l'attuale Federazione. In questo senso, anche gli ucraini (ucrainofoni) potrebbero far parte di questa "famiglia allargata". Anche da questo nasce la violenta polemica scatenata dalla leadership putiniana contro i nazionalisti ucraini antirussi. *Può piacere o meno, ma sta di fatto che oggi la Russia da lui guidata ha una capacità di azione internazionale, politica ed economica notevolissima. *Putin viene visto come l'uomo che ha fatto uscire la Russia da una situazione di inferiorità che prima aveva avuto. E poi, ognuno vede in Putin ciò che vuole: l'uomo d'ordine, quasi l'uomo "qualunque", "uno dei nostri", vicino al cittadino. In questa ottica, la sua mancanza di carisma risulta essere agli occhi dell'elettore medio, non particolarmente politicizzato, un elemento vincente. A ciò si aggiunge la vecchia tendenza. fortemente radicata nella Russia pre rivoluzionaria e ulteriormente rafforzatasi nella Russia sovietica, dell'uomo forte, dell'uomo che può difendere il Paese da tutti i pericoli e garantire un minimo di sicurezza e di prestigio. *Sotto Putin, il regime "ibrido" - autoritarismo di sostanza e democrazia di facciata - ha raggiunto una indubbia stabilità, tanto è vero che alcuni autorevoli analisti non parlano più di post-sovietismo ma di neo-sovietismo. *Un uomo di stabilità e di transizione, in una fase di sviluppo della Russia post-comunista. Un politico indubbiamente capace che ha risolto alcuni problemi e ne ha aperti altri. ===[[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]=== *Alla fine degli anni Novanta, Putin descrisse il comunismo come «un vicolo cieco, quanto di più remoto dall'avanzamento della civiltà». Il suo disprezzo per il comunismo era reale. Ma questo, ovviamente, non significava che Putin avesse abbracciato la democrazia o le caratteristiche essenziali che la definiscono: il vaglio da parte di una stampa libera, la libertà di parola, la tolleranza verso la satira e l'umorismo. Al contrario, Putin selezionò una serie di idee che si fusero insieme e divennero la sua stella polare: ultranazionalismo, odio verso il prossimo, disprezzo per la libertà di stampa e di parola, intolleranza verso la satira e l'umorismo, valori sociali profondamente conservatori, un mercato non libero legato al potere politico, un rispetto per "gli organi", vale a dire il KGB e i suoi predecessori alfabetici (Cheka, GPU, OGPU, NKGB, NKVD, MGB) e le sue ramificazioni (SVR, FSB). Senza dirlo apertamente, senza alcun annuncio, Putin era un fascista russo. *Che Putin si sia avvelenato da solo è un finale degno di un'opera di Shakespeare.<br />Fortuna, gira la tua ruota. *Dopo oltre due decenni passati da Putin al potere è evidente la sua tolleranza di un sistema mostruosamente corrotto. Il compromesso con gli oligarchi era che potevano tenersi gran parte delle loro ricchezze purché porgessero i loro omaggi e pagassero i loro tributi al signore del Cremlino. E dovevano starsene alla larga dalla politica. O guai a loro. Ma questa descrizione serve solo a mascherare ciò che accade realmente. Putin sta personalmente depredando la Russia della sua ricchezza, totalmente, ma non può farsi vedere mentre lo fa, perché dal punto di vista psicologico detesta l'idea di venire scoperto, perciò usa dei prestanome che compiano il furto al suo posto. È vero, gli oligarchi sono il prodotto della catastrofica implosione dell'Unione Sovietica e dell'incompetenza alcolica di Boris Eltsin. Ma con Eltsin fuori dai giochi, un nuovo presidente aveva l'opportunità di spogliare gli oligarchi delle loro ricchezze illecite e fare tabula rasa. Invece, Putin ha consolidato il sistema oligarchico, perché si confaceva perfettamente al suo desiderio segreto di appropriarsi di ciò che appartiene legittimamente ad altri. *In Russia, ai nemici di Putin non è permesso avere una vita privata. Sappiamo tutto ciò che fanno in camera da letto. Ma nessuno conosce i fatti più semplici su Vladimir Putin. Quanti figli ha? Con chi? E sono per caso straordinariamente ricchi? *L'Unione Sovietica non poteva permettersi di sfamare, ospitare o prendersi cura del suo popolo, quindi iniziò a implodere. Putin, l'agente segreto di Dresda, non ha mai colto il potere di questi tre fallimenti {{NDR|la [[Guerra in Afghanistan (1979-1989)|guerra in Afghanistan]], il [[disastro di Černobyl']] e il collasso dell'economia pianificata}}. La sua tragedia – la nostra tragedia – è stata che non ha avuto una conoscenza di prima mano delle tre catastrofi. Era troppo in alto nella catena alimentare della polizia segreta per essere inviato a Chernobyl; troppo pateticamente in basso per essere inviato alla fine della guerra fallimentare in Afghanistan; e men che meno in Occidente, dove avrebbe visto la prova evidente di come la gente comune nel New Jersey o a New Brighton nel Wirral viveva molto meglio che a Mosca, per non parlare di Omsk o Tomsk. Non ha mai visto con i suoi occhi le prove comparative del fallimento economico sovietico o, se lo ha fatto, ha subito un lavaggio del cervello tale da impedirgli di capire cosa stava guardando.<br />Invece, dalle viscere di Stasiland, è arrivato a interiorizzare un'oscura assurdità, ossia che il crollo del suo Paese era dovuto all'inganno occidentale e al tradimento interno, piuttosto che al semplice fatto che l'Unione Sovietica aveva esaurito il denaro, la fiducia nei propri mezzi e lo scopo. Era uno Stato fallito, proprio come la Germania del Kaiser divenne uno Stato fallito dopo avere lanciato la sua stupida guerra nel 1914. Come Hitler nel 1923, Putin dal 1991 in poi ha respirato una finzione velenosa, secondo la quale il suo Paese aveva subito un torto, «era stato pugnalato alle spalle». In realtà, è crollato perché aveva sbagliato, si era autopugnalato alle spalle, tre volte. *La comprensione del mondo di Putin è paurosamente ristretta, ridotta a una cupa visione a tunnel, bloccata in una falsa narrativa di tradimento. Una volta ha dichiarato che la caduta dell'Unione Sovietica è stata «la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo».<br />Cosa?<br />Peggiore della Prima e della seconda guerra mondiale? Peggiore dell'Olocausto? L'Unione Sovietica era, in realtà, un'oscura dittatura totalitaria sotto Stalin, che si è lentamente trasformata in una cupa senilità. *La Russia non ha molta tolleranza per il fallimento. A mio parere, Putin non manovra più in modo adeguato il meccanismo del Cremlino come faceva agli inizi del 2022, e le macchine del Cremlino non obbediscono più al padrone come un tempo. Sta iniziando ad assomigliare al mago di Oz: stiamo tutti aspettando che il cagnolino apra il sipario e che venga rivelato l'ometto imbroglione che urla nel microfono. *Non conosciamo la vera storia e probabilmente non la conosceremo mai. Ma sappiamo che Vladimir Putin mostra molteplici tratti di uno psicopatico: bugiardo senza remore e senza tic; nessuna paura; attribuzione esterna delle colpe; prima infanzia avvolta nel mistero. *Putin è un attore razionale all'interno di un bunker, così in profondità, così privo di luce e di informazioni, che sta tirando le leve senza capire come il mondo moderno stia rispondendo, senza capire che almeno alcune delle sue leve non funzionano più, senza capire che invadere Paesi in pace è ciò che facevano i nazisti. *Putin plasma la propria immagine pubblica in tutto e per tutto. Il sole finto che splende dietro al despota grassoccio della Corea del Nord, Kim Jong-un, o le star di Hollywood che adorano il leader di Scientology sono niente in confronto al culto della personalità di Vladimir Putin, che è il più ricco e il più finanziato del mondo intero. [...] A me sembrano le foto di un uomo che ha avuto un'infanzia estremamente infelice e priva di affetto, che teme la satira e la derisione, che vuole mostrare al mondo di essere il signore assoluto di tutto ciò che è sotto il suo controllo, ma che dà solo l'impressione di essere un ragazzino in cerca di rivalsa. Io, però, non rientro nel suo pubblico di riferimento. *Ripeto queste parole in continuazione ai miei amici ucraini: c'è davvero un'altra Russia. Il problema è che le alternative a Vladimir Putin sono tutte morte o non troppo vive. *Quando lo avevo sfidato nel 2014 era un uomo diverso: sottile, duttile, disposto a relazionarsi con un difficile reporter della BBC, anche se solo allo scopo di mentire con disinvoltura. Nel 2022 Putin era troppo aggressivo. Ma la ragione del mio timore è un'altra. Nel 2014 Putin assomigliava a un furetto o a un rettile, magro e dal volto affilato. Nel 2022 Putin assomigliava a un criceto con le guance gonfie e dall'aspetto malato. Sembrava un uomo pieno di steroidi e questo mi riempiva di paura. *Visto dal vivo, Vladimir Putin è vestito con eleganza, molto basso e somiglia come una goccia d'acqua a un ''Auton'', gli inquietanti manichini di ''[[Doctor Who]]'' che si trasformano in bidoni di spazzatura, ti ingurgitano e poi ti risputano fuori fatto di plastica. Gli interventi estetici a cui si è sottoposto non fanno una buona pubblicità al Botox, ma quando diventi il padrone del Cremlino nessuno ti dirà che il tuo chirurgo plastico ha fatto un lavoro da schifo. ===[[Nadežda Tolokonnikova]]=== *Abbiamo un leader sociopatico da così tanto tempo, che la differenza si nota. Putin è un tipo che non mostra emozioni umane, uno di cui non sappiamo niente. Passa il tempo a nascondersi. *Putin è un dittatore pericoloso e va fermato, è ovvio. Non è pericoloso solo per le persone del suo Paese, è un pericolo per la pace globale. *Ora Putin non teme più l'opposizione interna o la pressione internazionale. Non nasconde più di essere un mostro. ===[[Elena Tregubova]]=== *Circondandosi soltanto di quei giornalisti che può comprare, Putin ha finito per riprodurre erroneamente in tutto il mondo le regole che esistono nella sua "fortezza" del Cremlino. In realtà, il presidente russo è semplicemente incapace di credere che nei normali Paesi civilizzati i giornalisti siano davvero indipendenti, e che pongano domande diverse da quelle scritte loro sul blocchetto dal suo responsabile dell'ufficio-stampa. *Durante l'incontro con l'''intelligencija'' locale il candidato alla presidenza Vladimir Putin proclama che il sesso è una forma di perversione.<br />Le cose andarono così: rispondendo alla domanda di un intellettuale siberiano che gli chiedeva la sua opinione sulla censura televisiva, Putin dichiarò che «la società deve rifiutare tutto quello che è legato al sesso, alla violenza e alle altre forme di perversione».<br />Quella sera, mentre mi accingevo a scrivere il servizio, mi telefonò in camera la mia collega Malkina: «Senti, Elena, è meglio che non la citi quella dichiarazione di Putin sul sesso. Altrimenti gli fai proprio fare la figura dell'idiota».<br />«Perché la cosa ti preoccupa tanto? Adesso lavoriamo per l'ufficio-stampa del presidente, io e te?»<br />«Be', capisci, ha chiesto di non scriverlo...» ha balbettato la Malkina.<br />«A me non ha chiesto niente nessuno» ho tagliato corto.<br />Un minuto dopo il telefono ha suonato di nuovo. Questa volta era il capo del protocollo del presidente: «Elena, mi scusi se la disturbo, ma la Malkina mi ha suggerito di consigliare a tutti i giornalisti di non citare le parole di Vladimir Vladimirovic... quelle sul sesso... Non farebbero una buona impressione...». *I giornalisti occidentali mi chiedono di continuo: «Ma perché il vostro Putin è così terrorizzato dalla stampa libera?».<br />Viene subito in mente la risposta più banale: Putin è il miglior frutto del KGB, per il quale un giornalista indipendente, per definizione, non era altro che la "voce del nemico". Non bisogna dimenticare, infatti, che l'uomo ora alla guida dello stato russo è entrato da giovane, per propria scelta consapevole, nel KGB, organo che a quei tempi eliminava fisicamente i dissidenti del Paese. *Il guaio principale di Putin è che lui stesso non sa ciò che vuole. Non ha nessun programma economico, nessuna strategia di riforme, e nemmeno un'idea precisa di che tipo di Paese vorrebbe per l'immediato futuro. La sua tattica politica (che per l'economia dei mezzi è anche una strategia) si limita a un'unica formula: mantenere il potere a ogni costo. *Mi resi conto che era semplicemente un geniale "riflettore", che rimandava come uno specchio l'immagine del suo interlocutore, in modo da indurlo a credere di essere come lui, "uno dei nostri". In seguito dovetti notare più volte questo suo fenomenale talento, soprattutto in occasione degli incontri con i capi degli Stati occidentali di cui voleva assicurarsi il favore. Ci sono certe fotografie ufficiali che documentano bene il suo approccio: invece del presidente russo e di quello americano, per esempio, vediamo, sorridenti, seduti uno di fronte all'altro, due Bush. O, invece del cancelliere tedesco e del presidente russo, ecco due Schroeder. Almeno per qualche momento Putin riesce a copiare con spaventosa precisione la mimica, il modo di guardare, ma addirittura la forma delle guance, il doppiomento e certi tratti del viso dei suoi interlocutori e a imitare le loro espressioni. Per di più lo fa con tale abilità che quelli non se ne accorgono in modo cosciente, ma ne subiscono evidentemente gli effetti. *Nel "pool del Cremlino" giravano gli aneddoti più vari sui tentativi di Putin di accarezzare i bambini.<br />Sembra che nell'ospedale infantile di Petrozavodsk, Putin, invece di consolare un piccolo con le stampelle perché era finito sotto una macchina, gli abbia detto: «Be', così imparerai a rispettare le regole!».<br />Non stupisce che poi la bambina che Putin aveva intenzione di baciare, si sia sottratta al suo abbraccio, balbettando tra le lacrime: «Paura...».<br />Questi episodi i giornalisti non potevano evidentemente descriverli ai loro lettori, pena l'immediata perdita dell'accredito. *Putin è completamente l'opposto di Eltsin. È freddo. E del tutto privo del dono della compassione. Cosa che dovrebbe significare la morte per un politico pubblico. È persino incapace di immaginare che cosa sia, la compassione: come ha fatto a non capire che non era il caso di continuare a mangiare spiedini in compagnia dei suoi fedeli giornalisti in villeggiatura mentre gli uomini del sottomarino Kursk stavano morendo, ma che doveva tornare di corsa a Mosca per dimostrare al Paese che gli era vicino? Come ha fatto a non rendersi conto che andando a trovare all'ospedale giovani soldati mutilati a causa della guerra in Cecenia, non c'era bisogno di dare consigli da Generalissimo, ma era il caso semplicemente di chiedere loro scusa per avere fomentato quella carneficina? O, nelle peggiori delle ipotesi, ringraziarli per averti salvato il culo nelle retrovie, coprendoti con il loro corpo? O, ancora, come si può in visita a un ospedale pediatrico durante la campagna elettorale, ammonire un bambino ferito in un incidente stradale: «Così non violerai più le regole?». *Una cosa mi stupisce sempre quando penso a Putin: ma è possibile che quest'uomo voglia davvero che la sua presidenza venga ricordata soltanto come un periodo di disgusto, di noia e disperazione? Un periodo di rappresaglia contro i giornalisti, di ripresa della repressione nel Paese, di omicidi ed emigrazioni per ragioni politiche? [...] Ma è possibile che tu non abbia voglia di entrare nella storia per qualcosa di buono? Nonno Eltsin la sua bella missione, anche se parzialmente, l'ha portata a termine: ha dato al Paese la possibilità di respirare un po' di libertà, anche se non per molto. ''Chapeau''. Tu, invece, sei stato capace solo di chiuderci di nuovo l'ossigeno. Perché? A che scopo? *Una dote di Putin che mi aveva sinceramente impressionata era stata la sua abilità di comunicatore. Anche se avevo facilmente riconosciuto le classiche modalità di relazione di stampo professionale, tipiche dei servizi, devo dire che Putin le interpretava nel migliore dei modi. Non so come – se con la mimica, con l'intonazione, con lo sguardo – ma nel procedere della conversazione riuscì a darmi l'impressione di parlare con una persona con la mia stessa formazione e i miei stessi interessi. Anche se non c'era alcun motivo logico per presupporlo, e anzi, la realtà dei fatti indicava che era una persona del tutto opposto a me. ===[[Liz Truss]]=== *Abbiamo a che fare con un disperato interlocutore-canaglia senza alcun interesse per le norme internazionali. *I leader come Putin hanno rifiutato l'opportunità di cambiare perché temevano di perdere il controllo. Invece hanno preso i soldi del petrolio e del gas e li hanno usati per consolidare il potere e guadagnare influenza all'estero. *Se Putin dovesse avere successo, ci saranno indicibili, ulteriori sofferenze in tutta Europa e terribili conseguenze in tutto il mondo. Non ci sentiremmo mai più al sicuro. ===[[Julija Tymošenko]]=== {{cronologico}} *Prenderei io stessa l'Avtomat {{NDR|arma automatica}} e sparerei in fronte a questo stronzo... (18 marzo 2014) *Un barbaro. Le spiego perché: l'aver lanciato [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|una guerra]] contro un Paese pacifico, democratico ed europeo come l'[[Ucraina]], è una conferma della sua natura barbarica. Ha incoraggiato l'eliminazione di anziani, donne, bambini. Questo non può essere descritto in altro modo che con quella parola: barbaro. E [[fascismo|fascista]]. Qualcuno pensa che lui sia pazzo, io non credo. Ha una mente fredda, razionale, cinica. E dietro i suoi comportamenti c'è come un nucleo oscuro, qualcosa che arriva dal [[Medioevo]] più nero. (19 aprile 2022) *Lui vuole tutta l'Ucraina. Il suo territorio, la sua storia, la sua cultura. Ma senza gli ucraini. La chiama la denazionalizzazione. In un linguaggio normale, però, questo significa il genocidio della controparte. (8 giugno 2022) *Già 15 anni fa aveva perso umanità. Allora tagliò le forniture di gas all'Europa dell'Est. La gente gelava. Non era una ragione commerciale, non c'erano debiti. Noi premier orientali lo imploravamo di riaprire i rubinetti. Lui ci guardava godendo del suo potere. Già allora usava l'energia come arma, ma i leader occidentali non capirono e invece di ridurre la loro dipendenza dalla Russia, la aumentarono. (5 febbraio 2023) ===[[Donald Trump]]=== {{cronologico}} [[File:Trump, Putin Alaska Arrival (9260677).jpg|thumb|Putin con Donald Trump durante il [[vertice Russia-Stati Uniti del 2025]]]] *Pensate che Putin a novembre verrà al concorso di bellezza Miss Universo a Mosca? Se sì, pensate che diventerà il mio nuovo miglior amico? (18 giugno 2013) *{{NDR|Su [[Russiagate]]}} Il mio staff è venuto da me – Dan Coats, il capo dell'intelligence, e qualcun altro – e mi hanno detto che è stata la Russia. Qui c'è Vladimir Putin: dice che non è stata la Russia. Io dico questo: non vedo nessuna ragione perché sia stata la Russia, ma voglio davvero scoprire dov'è il server. (16 luglio 2018) *Putin dichiara che una bella porzione dell'Ucraina, dico dell'Ucraina, è indipendente. Cioè, è fantastico. Io ho detto: ma quanto è intelligente! E ora ci entra come peacekeeper, cioè con la forza di pace più potente. Potremmo farlo anche noi al nostro confine Sud. (22 febbraio 2022) *Ascolta, Putin non ha mai infranto accordi con me. Forse l'ha infranto con Biden perché Biden non lo rispettavano, non rispettavano Obama. Ma rispettano me. Lascia che te lo dica, Putin ha passato un sacco di guai con me. Ha affrontato una caccia alle streghe fasulla in cui lo hanno usato insieme alla Russia... hai mai sentito parlare di quella storia? Era una truffa, una truffa orchestrata da Hunter Biden e Joe Biden. Hillary Clinton, il losco Adam Schiff, era tutta una farsa dei Democratici. E lui ha dovuto affrontarla. E l'ha affrontata, e non siamo finiti in guerra. Lui ha subito tutto questo, è stato accusato di ogni cosa—ma non c'entrava nulla. (28 febbraio 2025) *Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Vladimir Putin, ma gli è successo qualcosa. È diventato assolutamente pazzo! Sta uccidendo inutilmente molte persone, e non parlo solo di soldati. Missili e droni vengono sparati sulle città dell'Ucraina, senza alcun motivo. (26 maggio 2025) *Putin dice un sacco di stronzate. È sempre molto gentile, ma non significa nulla. (8 giugno 2025) ===[[Bernardo Valli]]=== *Da giovane, vivendo per le strade di San Pietroburgo (allora Leningrado), Putin ha imparato che spesso bisogna essere pronti a sferrare il primo pugno. È un principio che non ha mai dimenticato. Sorprendere. Così ha fatto, mezzo secolo dopo, in Georgia, poi in Crimea e adesso in Siria. *Oltre a suscitare un "entusiasmo disciplinato", Putin applica una democrazia protetta, che è un surrogato di quella vera. Non esiste censura in Russia, né giornalistica né letteraria. Ma sulla stampa agisce una forte autocensura, favorita dalle proprietà e dalla vigilanza politica. Questo non esclude la discreta libertà concessa a pubblicazioni secondarie. Le quali servono da alibi. Lo stesso vale per la televisione, totalmente addomesticata, ma con qualche canale e stazione radio marginali che fanno eccezione. Idem per le case editrici. Non ci sono interdizioni ma i saggi o i romanzi troppo scomodi per il regime finiscono da editori secondari. La vita privata usufruisce di una larga libertà. Una libertà nella sicurezza dopo il caos degli anni Novanta, quando dalle ceneri dell'Urss spuntavano gli oligarchi, che si spartivano i beni dello Stato, e nelle strade non mancavano i delinquenti. Oggi puoi usare senza restrizioni Internet e i suoi più moderni derivati. Se hai i soldi puoi viaggiare dove vuoi nel mondo. Sbatti contro la cappa autoritaria se alzi la testa al livello del potere politico. *Vladimir Putin invoca la nostalgia dell'Unione Sovietica, ma anche dei principi religiosi, della Russia zarista, dell'identità russa, della lingua nazionale, del progetto euroasiatico, dell'ispirazione slovofila (che l'ha spinto a incontrare Alexander Solgenitsyn). Il suo impero in gestazione si muove in tante direzioni, zigzagando tra le due correnti opposte, in cui si divide il pensiero russo: quella slavofila e quella filo- occidentale. Il sistema imperiale che si disegna è più pragmatico di quel che appare. Vuol essere efficace, moderno, capace di usufruire degli spazi internazionali, politici e militari, che si presentano. Un sistema basato sull'economia di mercato, in cui le tradizioni religiose e nazionali sono elementi essenziali per l'unità del paese. Molto resta imprevedibile. ===[[Manuel Vilas]]=== *Medievalismo, comunismo, stalinismo, carri armati, bombe, esercito, ecco che cosa ci porta quest'uomo. Se lo ricordi però il ceto medio europeo, ovvero tutti i lettori di questo articolo: Putin vi minaccia e minaccia il vostro stile di vita perché quest'uomo lo trova inammissibile. Non sopporta la prosperità, la crescita economica, la ricchezza culturale, le società critiche che contestano il potere politico. Non sopporta la [[libertà di stampa|stampa libera]], i romanzi, i film, i profumi, le spiagge, gli alberghi, le scarpe nuove e i baci degli [[omosessualità|omosessuali]] per strada. Non sopporta il concetto di cittadinanza fondato sul piacere e sul lusso di vivere. Non sopporta la democrazia. In realtà, è un poveraccio che non ha capito niente. *Per Putin [...] la guerra non è affatto ripugnante, anzi, resta un ottimo strumento di azione politica. *Se la bestia si accontenta dell'Ucraina saremo salvi, è quanto pensiamo tutti in questo istante. ===[[Demetrio Volcic]]=== *Con il suo modello di democrazia controllata Putin vuole unire le diverse identità storiche della Russia. Lo si vede dai simboli che sceglie. Lo stemma ha il sapore zarista; la bandiera ricorda un breve periodo democratico; è stata ripresa la musica dell'inno sovietico ma le parole sono di un vecchio letterato, già autore dell'inno precedente; la bandiera rossa dell'esercito ricorda la seconda guerra mondiale, vinta sotto questo vessillo. Questa sintesi di valori contrastanti dovrebbe accelerare la strada all'ammodernamento. *La sua è una storia molto sovietica. Con la maturità, e con la fine del comunismo, ha abbandonato qualsiasi ideologia, sostituendola con un forte sentimento nazionale. Le notizie sulla sua infanzia e sulla difficile adolescenza già contengono elementi che lo distingueranno: solitudine e tendenza ad appartarsi, una certa malinconia, capacità di lavorare, serietà, passione per lo sport, adattabilità, pragmatismo. Nei gruppi di bambini non è mai il capobanda, ma sempre il suo consigliere: il che è tipico dei futuri uomini politici. *Putin è quanto di meno russo si possa immaginare. Conduce vita ritirata, non beve vodka, è un cultore della lotta giapponese. A differenza di Primakov e di Stepashin, che Eltsin designò come successori per poi sbarazzarsene, con Putin il rapporto sembra più serio. Anche perché, non dimentichiamolo, la scelta di Putin ha coinciso con l'affondo delle operazioni belliche in Cecenia. In una situazione economica critica, e con un programma politico carente nei risultati concreti, bisognava inventarsi un nemico. Eltsin puntò su Putin per questa operazione. *Putin ha un progetto, ampolloso nel disegno e concreto nei fatti. Come un maestro di scuola vuole educare i suoi concittadini e per farlo occorre che essi accettino la sua visione. Quando si sente incompreso appare amareggiato. Dispone di reti televisive con cento milioni di contatti giornalieri. La sua condotta in campo economico è un impasto di liberismo controllato. Pragmatico nella gestione della vita quotidiana, rispetto alle vicende del mondo si mostra flessibile ma vuole si sappia che la Russia persegue i suoi interessi nazionali da protagonista, come del resto fanno le altre potenze. ===[[Lech Wałęsa]]=== *Il metodo di Putin è legato al passato ed è inefficace. *Putin deve essere convinto, non sconfitto. *Putin è imprevedibile e il peggio può ancora accadere se lo lasciamo continuare a conquistare territori e a uccidere persone. ===[[Anna Zafesova]]=== *''Divide et impera'': una vecchia massima che permette di impedire che i cortigiani si coalizzino in una congiura contro lo zar, come tante volte è successo nella storia russa. Putin lo sa meglio di chiunque altro, essendo a sua volta emerso da una manovra interna di palazzo, come il candidato meno autonomo – e quindi più affidabile – della «famiglia» di Boris Eltsin. Questo è un tratto del leader russo che viene spesso sottovalutato: non è un politico pubblico, non viene da una gavetta di primarie, comizi e congressi, riunioni con gli attivisti e campagne elettorali capillari. Le uniche elezioni alle quali aveva partecipato, prima di farsi eleggere nel marzo 2000 alla presidenza con più del 50 per cento dei voti, erano state quelle del 1996 a sindaco di Pietroburgo, che il suo principale Anatoly Sobchak perse clamorosamente (instillando probabilmente nel suo vice una profonda diffidenza verso la roulette elettorale). *Il controllo dei media – attuato con un misto di intimidazione, corruzione, persuasione e cooptazione nelle strutture del potere – ha permesso per anni a Putin [...] di rimanere in sella, pur conservando una parvenza di dibattito interno, con media e partiti, e osservatori delle organizzazioni internazionali che certificavano elezioni in cui sempre loro si assicuravano il pacchetto di maggioranza. E a quel punto non è certo un problema lasciare in vita una sparuta opposizione liberale da esibire come prova di una società aperta, che sceglie senza costrizioni di regalare il suo consenso al governo in carica. *In diversi passaggi del suo regno, Putin ha semplificato il sistema, soprattutto quando diventava troppo complicato. Con l'emersione di nuovi attori, interessi incrociati, rivendicazioni a condividere e delegare il potere – cioè, semplicemente, della democrazia – eccolo afferrare l'accetta, fa sparire il dissenso, decapitare i suoi leader per ripristinare la «verticale». Lo ha fatto nel 2003, quando invece di negoziare con le nuove élite economiche ha preferito mettere in carcere l'oligarca Mikhail Khodorkovsky e strappargli il suo impero petrolifero Yukos, rinazionalizzato e consegnato a un fedelissimo del presidente (con conseguente crollo di produzione e indebitamento). Lo ha fatto nel 2012, quando si è rifiutato di incontrare i rappresentanti del movimento che scendeva in piazza per chiedere maggiore libertà ed elezioni corrette, e ha schiacciato la protesta con manganelli e arresti. Lo ha fatto nel 2022, quando ha preferito invadere l'Ucraina invece di ricorrere alla diplomazia, e quando ha preferito assistere alla fuga di almeno un milione di russi, terrorizzati e nauseati dalla guerra: ricercatori, informatici, imprenditori, intellettuali, professori, medici, artisti. Probabilmente, la loro partenza si sarebbe potuta misurare in qualche punto percentuale di pil, ma erano persone con cui avrebbe dovuto negoziare, convincerle o addirittura farsi convincere a fare marcia indietro. [...] Nella sua mente si fa sempre più strada l'idea di un «popolo» di obbedienti esecutori strutturati in una «verticale di potere» infinita, semplice e lineare. Nessuna struttura 3D, nessuna forma irregolare, nessun conflitto da sanare. *La ricerca del riconoscimento, gli inviti nei palazzi del potere europei (ambiti moltissimo anche da Trump), gli onori tributati da Parlamenti e governi: per un presidente uscito da una ''kommunalka'' di Leningrado, e per un popolo sepolto sotto i detriti di un sistema fallito, era qualcosa di più di un sussulto di vanità. Era la ricerca di uno specchio, che però restituiva un riflesso sempre più impietoso: più la Russia si dotava di simboli esteriori della occidentalizzazione (dalle Mercedes ai cinema multisala) e più scopriva che per arrivare alla «fine della storia» bisognava percorrere una strada faticosa, e le tasche piene di contanti non avrebbero aiutato a bruciarne le tappe. Le pacche sulle spalle di Bush e degli Chirac non bastavano più a lenire un risentimento e una delusione sempre più brucianti, per quell'Occidente che critica Mosca ogni volta che viola i diritti umani, perseguita minoranze, reprime oppositori e chiude giornali. Nel mondo delle relazioni personali putiniane è uno smacco, quasi un tradimento: sei venuto nella mia dacia a Sochi, siamo andati a caccia insieme, abbiamo fatto la sauna e guidato auto d'epoca, come puoi dirmi ora che devo abbandonare il mio trono dopo soli due mandati, senza nemmeno poter riscrivere la Costituzione? *Putin può essere popolare oppure odiato, può piacere o fare orrore, disgustare o esaltare, ma intanto esiste. Il sistema è lui. Non ci sono contrappesi o ammortizzatori, come si è visto con l'invasione dell'Ucraina, che ha lasciato attoniti e increduli perfino i suoi stessi oligarchi. Che però si rendono perfettamente e lucidamente conto che la sparizione di Putin – per morte naturale, omicidio, golpe o congiura di palazzo – porterebbe con ogni probabilità a un collasso di tutto il suo sistema. Perché «la Russia è lui». *Putin si trova bene con chi non gioca secondo le regole, ma costruisce un sistema incentrato sulla propria persona, crede nelle intese private e non nei processi, nel potere del ricatto e non nella supremazia delle leggi. Dalle sue origini alla corte di Eltsin, il presidente russo ha imparato due lezioni: la prima, che non si può delegare il potere a nessuno, e la seconda, che il potere non abita nelle piazze e nelle urne, ma nei corridoi del Cremlino e nelle dacie immerse nelle pinete del Rublyovskoe chaussee. Indottrinato da marxista, non crederà però mai nelle masse e conserverà per sempre una profonda diffidenza verso i movimenti popolari, convinto che sia il Maidan di Kyiv sia le piazze della «primavera araba» siano un'operazione della Cia, senza rendersi conto che nessun servizio segreto riesce a portare un milione di persone in piazza sotto la neve. Non imparerà una delle lezioni più difficili della politica, che le elezioni non si vincono con i voti che ha già, bensì con i voti che conquisti ai tuoi avversari. Non si abituerà a essere contestato, e avrà sempre paura della sconfitta, senza riuscire mai ad ammettere di aver sbagliato. ===[[Achmed Zakaev]]=== *La mia opinione personale è che di trattative con Putin non se ne parla nemmeno. *Putin vuole riportare la Russia ai tempi sovietici, non più - come ha fatto fin'ora - ripristinando simboli, bandiere e inni. Adesso si accinge a farlo compiutamente. Prigione di popoli era, prigione di popoli vuole che torni ad essere. *Solo una cosa è in grado di compiacere Putin, l'uccisione dei ceceni che da secoli sfidano l'autorità russa con il proprio amore per la libertà. *Una differenza essenziale tra El'cin e Putin è che El'cin, nonostante tutti i problemi, aveva un consenso molto scarso ma una grande autorità, mentre Putin sembra avere un grande consenso e scarsa autorità. ===[[Volodymyr Zelens'kyj]]=== {{cronologico}} *Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti. (10 marzo 2022) *Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all'orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui. (10 marzo 2022) *{{NDR|«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»}} Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell'Ue? Credete che Putin riconosca l'Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l'Europa, come sta facendo con l'Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l'intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino. (10 marzo 2022) *Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale. (28 marzo 2022) *Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente. (30 settembre 2022) *Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente. (12 dicembre 2022) *{{NDR|Rivolto al popolo russo}} Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro. (1 gennaio 2023) *Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno. (3 aprile 2023) *Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà. (16 gennaio 2024) *Putin è una persona malata e non si rende conto delle proprie azioni oppure non controlla i suoi militari che sparano contro i diplomatici o i civili di altri Paesi. (7 marzo 2024) *Pensi che Putin sia in grado di parlare di tecnologia? [...] {{NDR|Durante la sua [[Vladimir Putin#Da La versione di Putin|intervista con Tucker Carlson]],}} ha parlato di storia tribale. Capisci? Immagina un russo che lo ascolta. Di cosa si parla quando si tratta di Musk? Tecnologia, Marte, AI. Mentre Putin sta pontificando sulle tribù. [...] è semplicemente differente: è un mammuth. (5 gennaio 2025) *Non ama il suo popolo. Ama solo la sua [[Siloviki|cerchia ristretta]]. (7 gennaio 2025) *Oggi, il membro più influente della NATO sembra essere Putin – perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. (15 febbraio 2025) *Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. "Che muoia", ognuno di noi potrebbe pensare tra sé e sé. Ma quando ci rivolgiamo a Dio, ovviamente, chiediamo qualcosa di più grande. Chiediamo la pace per l'Ucraina. (24 dicembre 2025) *Quando Putin dice: "Non vi attaccheremo", quello è il primo avvertimento su dove andranno esattamente i suoi carri armati e dove voleranno i suoi droni. (31 dicembre 2025) *Putin non è più interessato a nulla se non alla guerra, perché non riesce a immaginare la vita senza il potere o dopo il potere [...] Putin consulta più lo zar Pietro e l'imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra? [...] può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra. (14 febbraio 2026) *Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà. [...] Sentiamo spesso dire che tu sei a tuo agio con questa guerra. Naturalmente, non quando si tratta della sicurezza della tua residenza a Valdai o della tua parata a Mosca. La tua stessa vita è importante per te. Ma ora vediamo tutti che i russi stanno diventando sempre meno a loro agio con questa realtà – con il fatto che la guerra sta portando conseguenze sempre più negative alla Russia. [...] Sei il primo leader della Russia a chiedere aiuto a Pyongyang. E oggi sei completamente dipendente dalla Cina – anche questo è un fatto senza precedenti nella storia della Russia. (4 giugno 2026) {{DEFAULTSORT:Putin, Vladimir}} [[Categoria:Citazioni su persone]] [[Categoria:Personalità della guerra al terrorismo]] [[Categoria:Politici russi]] 14pqfqi8c20zg3a80vjobe5j0vdc8lg Ilan Pappé 0 212582 1415670 1415047 2026-06-05T07:41:55Z Darkcloud2222 10646 /* Citazioni su Ilan Pappé */ 1415670 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] euzl7n50m64zoixfsqhh6fq5xiivx4r Discussioni utente:Scryl 3 213132 1415652 1338122 2026-06-04T23:27:59Z Mfield 107391 Mfield ha spostato la pagina [[Discussioni utente:S maps]] a [[Discussioni utente:Scryl]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/S maps|S maps]]" a "[[Special:CentralAuth/Scryl|Scryl]]" 1338122 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:55, 9 lug 2024 (CEST)}} 1h1icgkrpi102gho7uxa73pt2umpnux Raphael E. Cuomo 0 216953 1415643 1361718 2026-06-04T21:42:16Z Oxenedor 107390 /* Citazioni di Raphael E. Cuomo */ 1415643 wikitext text/x-wiki [[File:Prof. Cuomo presenting at conference.jpg|thumb|Raphael E. Cuomo nel 2020]] '''Raphael E. Cuomo''' (1988 – vivente), medico statunitense. ==Citazioni di Raphael E. Cuomo== *Comprendere l'innata propensione della vita a preservare se stessa è fondamentale per comprendere anche gli aspetti più moderni dell'assistenza sanitaria.<ref>Da ''Public Health Perceptions of American Youth'', 2011.</ref> *Il carico delle malattie si colloca esattamente all'intersezione tra i comportamenti comunitari prevalenti e la prontezza della salute pubblica.<ref>Da Cuomo, ''Journal of Epidemiology & Community Health'', 2020.</ref> *La precisione non è uno slogan. La precisione è il lavoro.<ref>''Cannabis and Cancer'', 2026</ref> *L'ambiente sociale ha una grande influenza sui comportamenti sanitari che a loro volta sono associati al rischio di cancro.<ref>Da Cuomo et al., ''Ethnicity and Health'', 2022.</ref> *La cura e l'attenzione verso i giovani sono più un investimento che una spesa diretta.<ref>Da ''Public Health Perceptions of American Youth'', 2011.</ref> *La disomogeneità nell'accessibilità economica dei farmaci essenziali contro il cancro in diverse regioni illustra la sfida persistente di garantire un accesso equo alla salute globale.<ref>Da Cuomo et al., ''BMC Cancer'', 2017.</ref> *La responsabilità del governo federale per la salute dei suoi cittadini continua a essere un tema di dibattito nelle discussioni sull'assistenza sanitaria.<ref>Da ''Public Health Perceptions of American Youth'', 2011.</ref> *Le disparità nei risultati sanitari evidenziano la necessità di interventi di salute pubblica equi che tengano conto delle dinamiche socioculturali e delle disuguaglianze strutturali.<ref>Da Cuomo et al., ''BMC Public Health'', 2021.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cuomo, Raphael E.}} [[Categoria:Medici statunitensi]] 7l1tqr6ukavcaak7xhsmlu76i9tpf0d Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1415680 1415182 2026-06-05T08:26:19Z Spinoziano 2297 1415680 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''221''' voci create e '''64''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. 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<small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=prev&oldid=1381195 +1] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22/2026-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=1415663&oldid=1035116 +3] #[[Eugenio Montale]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Eugenio_Montale&diff=prev&oldid=1386712 +1] #[[Max Frisch]] - <small>2025-08-23/2026-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Max_Frisch&diff=1414815&oldid=1309202 +12] #[[Piero Chiara]] - 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<small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> #[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small> #[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small> #[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small> #[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small> #[[Mergoscia]] - <small>2025-08-22</small> #[[Monte Verità]] - <small>2025-08-22</small> #[[Spruga]] - <small>2025-08-23</small> #[[Casa Serodine]] - <small>2025-08-23</small> #[[Chiesa della Santissima Trinità dei Monti]] - <small>2025-08-24</small> #[[Casa Rusca]] - <small>2025-08-24</small> #[[Castello Visconteo (Locarno)]] - <small>2025-08-24</small> #[[Chiesa dei Santi Abbondio e Andrea]] - <small>2025-08-30</small> #[[Sant'Abbondio (Gambarogno)]] - <small>2025-08-30</small> #[[Indemini]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Tamaro]] - <small>2025-08-30</small> #[[Monte Gradiccioli]] - <small>2025-08-30</small> #[[Dirinella]] - <small>2025-08-30</small> #[[Stazione di Bellinzona]] - <small>2025-08-30</small> #[[Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)]] - <small>2025-09-03</small> #[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)]] - <small>2025-09-04</small> #[[Chiesa di San Quirico (Minusio)]] - <small>2025-09-06</small> #[[Castagnola-Cassarate-Ruvigliana]] - <small>2025-09-13</small> #[[Intragna (Centovalli)]] - <small>2025-09-22</small> #[[Valle Onsernone]] - <small>2025-09-22</small> #[[Auressio]] - <small>2025-09-22</small> #[[Monte Limidario]] - <small>2025-09-23</small> #[[Golino (Centovalli)]] - <small>2025-09-24</small> #[[Isola di Sant'Apollinare]] - <small>2025-10-02</small> #[[Cima di Medeglia]] - <small>2025-10-08</small> #[[Monte Ceneri]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gambarogno]] - <small>2025-10-09</small> #[[Magadino]] - <small>2025-10-09</small> #[[Canobbio]] - <small>2025-10-09</small> #[[Paradiso (Svizzera)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Val Fedoz]] - <small>2025-10-20</small> #[[San Carlo (Cevio)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Poschiavo]] - <small>2025-10-27</small> #[[Casaccia (Bregaglia)]] - <small>2025-10-31</small> #[[Campo (Svizzera)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Niva (Campo)]] - <small>2025-11-04</small> #[[Linescio]] - <small>2025-11-06</small> #[[Rovana]] - <small>2025-11-06</small> #[[Cerentino]] - <small>2025-11-06</small> #[[Boschetto (Cevio)]] - <small>2025-11-06</small> #[[Monastero di Santa Maria Assunta (Bellinzona)]] - <small>2025-11-12</small> #[[Gordevio]] - <small>2025-11-24</small> #[[Brusio]] - <small>2025-12-01</small> #[[San Romerio]] - <small>2025-12-03</small> #[[Arbedo-Castione]] - <small>2025-12-10</small> #[[Bellinzona]] - <small>2025-12-10</small> #[[Lumino]] - <small>2025-12-11</small> #[[Passo San Lucio]] - <small>2025-12-15</small> #[[Sementina]] - <small>2025-12-17</small> #[[Camorino]] - <small>2025-12-17</small> #[[Balerna]] - <small>2025-12-17</small> #[[Chiasso]] - <small>2026-01-09</small> #[[Distretto di Locarno]] - <small>2026-03-25</small> #[[Bavona]] - <small>2026-03-25</small> #[[Berzona]] - <small>2026-03-26</small> #[[La Baronata]] - <small>2026-03-28</small> #[[Passo di Cristallina]] - <small>2026-03-30</small> #[[Bolle di Magadino]] - <small>2026-03-31</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Maggia)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Sacro Monte di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Isole di Brissago]] - <small>2026-04-02</small> #[[Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Gambarogno)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small> #[[Losone]] - <small>2026-04-04</small> #[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small> #[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small> #[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small> #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> #[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> #[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small> #[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small> #[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - 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<small>2026-06-05</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1415667&oldid=1331744 +19] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-05-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1413098&oldid=1190536 +5] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1412120&oldid=1309879 +4] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1412117&oldid=1300342 +2] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=prev&oldid=1412122 +1] #[[Monte Rosa]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Monte_Rosa&diff=1413466&oldid=1377667 +1] #[[Cascata del Toce]] - <small>2026-05-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cascata_del_Toce&diff=prev&oldid=1413468 +1] #[[Luino]] - <small>2026-05-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luino&diff=1414477&oldid=1289832 +1] #[[Domodossola]] - <small>2026-05-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Domodossola&diff=1414481&oldid=1413366 +1] {{EndMultiCol}} 969uvtw20gdfjpxv45clyaevivskxg4 Ascona 0 219342 1415664 1411779 2026-06-05T06:58:16Z Spinoziano 2297 +1 1415664 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:AsconaAnsicht.jpg|thumb|Ascona]] Citazioni su '''Ascona'''. ==Citazioni== *A questo gentile paese di lago, che nella sua gentilezza era così schivo, gli intellettuali di mezza Europa hanno voluto dare una celebrità internazionale [...]. Sicché il paese, fattosi da semplice e rude nella sua grigia pietra, a poco a poco languido di casette e villette un tempo floreali e oggi funzionali, si è lasciato vincere, ha sistemato a giardinetti leziosi le sue piazze e le sue spiagge, si è con civetteria specchiato in questo placidissimo golfo del [[Lago Maggiore|Lago maggiore]], così come una ragazza di campagna, a furia di sentirsi ripetere che è bella ma che potrebbe piacere di più se si truccasse, si decide alla fine per il bistro e per il belletto. ([[Giovanni Battista Angioletti]]) *Borgata ormai imbastardita di germanesimo, di promiscue nudità e di esotiche fogge, quell'Ascona che non è ormai più ticinese, che ostenta le sue insegne e le sue mode di dubbio gusto e contamina la sua terra e il suo lago con la plutocratica prepotenza dell'ebraismo internazionale? ([[Guido Calgari]]) *Bruno Goetz si assunse il compito di farmi conoscere Ascona. «Laggiù, vicino al castello (di cui ti racconterò in seguito) abitano gli Analitici. Il loro capo si chiama Nohl, e ha riunito intorno a sé alcuni amici con le mogli. Ogni mattina, tra il caffè e il pane imburrato, si analizzano i sogni notturni alla ricerca di complessi, si notano le inibizioni e si controlla la tendenza della libido. [...] Questo sarebbe uno dei poli della vita di Ascona, un polo tuttavia che agisce nell'ombra, se così si può dire, grazie ai suoi influssi».​ ([[Friedrich Glauser]]) *E com'è bello questo paesaggio! In lontananza gli alti gioghi montani verde scuri, dolcemente ondulati, qua e là altipiani in lento declivio, talora interrotti da vulcanici coni terminanti a punta. E dove il lago curva ad angolo e diventa più profondo verso l'Italia, di fronte allo sguardo, a chiudere l'accerchiamento, si erge un'altra parete enormemente silenziosa. Ma a nord, oltre [[Locarno]], si allungano i denti luccicanti di neve alla sommità delle Alpi colossali; in magnifico contrasto con la quieta catena montuosa ad est, ovest e sud. ([[Erich Mühsam]]) *​Il Sabato Santo, di buon'ora, vado in piazza – essa è ancora tutta invasa dalla solenne quiete mattinale – una fine nebbiolina si leva dal lago di serico azzurro – si alza leggermente e confonde insieme l'acqua e la montagna.<br>Quanto è più bello ora che nella "stagione", quando le automobili s'inseguono velocissime sulla lunga piazza verso il Lido! Davanti al Municipio si alza un grande mucchio di legna e intorno stanno frotte di ragazzi. Tutti hanno secchi o secchielli e sono armati di palette e di uncini pel fuoco.<br>"Cosa succede?", domando a Gino, il portalettere, che fa il suo giro mattutino. "Signor Emilio, si vergogni! M'ha detto ancora ieri che viene da vent'anni ad Ascona – e non sa nemmeno cosa sia il Fuoco Santo!". ([[Emil Balmer]]) *''Il solipsismo non è il tuo forte, come si dice. | Se fosse vero saresti qui, insabbiato | in questa Capri nordica dove il rombo | dei motoscafi impedisce il sonno | fino alla primalba. Sono passati i tempi | di [[Monte Verità]], dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui qualcosa regge.'' ([[Eugenio Montale]]) *Intanto, tra le piccole arie e le prime sventagliate delle brezze di terra ci eravamo portati al punto doganale, passato il quale si cominciò a volare nel vento verso le luci di Ascona.<br>La ''Tinca'' passò tra le isole di [[Brissago]] e la costa, sgusciò nell'ombra delle montagne, poi intaccò un vasto specchio d'acqua inargentato dalla luna appena sorta dietro il Gambarogno. Prima di mezzanotte entrava in silenzio nel piccolo porto di Ascona. ([[Piero Chiara]]) *Ma quanto è piacevole nell'insieme questo villaggio d'Ascona! Così sciorinato fra la riva e i dossi verdi e, dietro, le montagne a riparo... Capisco che ti sia rimasto impresso casa per casa... Lo lascio discorrere e guardare il paesaggio, mentre la barca procede verso Locarno al ritmo lento dei remi, così in ritardo su quello della mia impazienza. ([[Elena Bonzanigo]]) *Riesco a strapparle la gerla e a recarmela in ispalla io. Riesco a farle dire che sta ad Ascona, in una casetta bianca con la porta verde, in mezzo alla piazza. Me ne vado carico della sua soma, ma pur leggero come una piuma, felice, fatto quasi di dolce aria e di gioia. Mezz'ora dopo, con la mia gerla sulle spalle, entro timidamente nella lunga piazza di Ascona. A destra, l'una a fianco dell'altra, splendono estatiche al sole le case bianche, verdi, rosse, gialle, celesti. A sinistra, oltre un filare di platani dorati, si culla lento lento, con tutti i suoi sogni negli occhi il lago. ([[Giuseppe Zoppi]]) *"Sì, allora Ascona era ancora la Bella addormentata nel bosco. Non c'era una buona strada lungo il lago – la ferrovia di Luino non esisteva ancora – tutto il commercio si svolgeva sul lago! La nostra piazza era una spiaggia romantica, senza passeggiata moderna e senza imbarcadero!"<br>"Ma dove approdavano i battelli?"<br>"Ebbene, dovevano gettare l'ancora un po' lontano dalla riva! La gente e le merci trasportate con barche – era un bel traffico! Paglia, farina, formaggi, stoffe e molte altre merci si scaricavano qui". ([[Emil Balmer]]) ===[[Piero Bianconi]]=== *Che vi sia un incanto segreto, qualcosa di magico nell'aria di Ascona; che vi operi una forza magnetica, la quale attrae persone singolari, estrose, più o meno ossessionate di problemi spirituali o spiritici, è fuori di dubbio. Non altrimenti si potrebbe spiegare lo sviluppo e la rapida rinomanza acquistata da questo borgo che sessant'anni fa era, si può dire, ignoto, dopo un passato illustre sonnecchiava tranquillo sulla sponda del lago. *La Piazza di Ascona [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. ===[[Giovanni Bonalumi]]=== *Allora ho riavviato il motore e sono andato ad Ascona.<br>Dei dieci e più tra caffé e ristoranti che danno sulla piazza, solo tre o quattro erano aperti. Anche qui, teste curve sul tappetino della scopa, coppie d'anziani, immobili di là dai vetri, dinanzi a una scacchiera.<br>I platani del lungolago, nudi, rapati, avevano un'aria più disperata del solito. [[Auguste Rodin|Rodin]]: ho pensato. Le braccia lunghe, nodose, sempre un po' contorte di certe sue statue​. *Basta pensare al paese: il più bello del mondo. E appunto perché così incantevole, tale da togliere a chicchessia la voglia di lavorare. (Beh, questa era una riflessione di comodo. L'ammetteva: non sua. Ma siccome l'aveva sorpresa sulla bocca d'uno scrittore che non era certo un pinco pallino, un germanico acquartierato ad Ascona, non gli dispiaceva fermarcisi sopra).<br>Un paese in cui la vita d'ogni giorno ti può pesare addosso in modo assurdo. *Poi, un giorno, inaspettatamente, proprio lui, Marc, mi fa: «Ti andrebbe una scappata ad Ascona?»<br>Eccoci quindi sul terrazzo d'un caffè dinanzi al lago. Era di settembre, le prime ore del pomeriggio, un cielo terso, d'un azzurro come al mare. In quel ritrovo, disse Marc, spesso capitavano, ma solo verso sera, pittori, scrittori, alcuni dei quali d'un indubbio prestigio: svizzero-tedeschi, germanici, qualche italiano, anche.<br>Gente rifluita nel borgo, per le più disperate ragioni: in fuga dal proprio paese, per motivi d'ordine politico, razziale; oppure anche solo perché attiratavi dall'incanto per tanti aspetti già mediterraneo del luogo. ==Voci correlate== *[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)|Chiesa della Madonna della Fontana]] *[[Lago Maggiore]] *[[Monte Verità]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] 80hc1u2o56ixiwx5q8csdxbmcjpzjwr Monte Verità 0 220510 1415665 1413489 2026-06-05T07:01:04Z Spinoziano 2297 typo 1415665 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Ascona Monte Verità 1K4A4020.jpg|miniatura|Monte Verità]] Citazioni sul '''Monte Verità''' o '''Monescia'''. *Gli abitanti di Schwabing si ritirarono, o progredirono, verso la comunità di santi, artisti e amanti della natura del Monte Verità di Ascona, sulle sponde svizzere del Lago Maggiore. Vi giunse nel 1900 [[Gustav Gräser|Gusto Gräser]], un poeta che giocava con il proprio nome, che significa erbe, e diceva di essere in cerca di radici, le radici delle piante, radici da mangiare, le radici delle parole, le radici delle civiltà e delle montagne. Rifuggiva non solo la carne ma anche i metalli, che secondo lui era meglio lasciare dentro la terra, al loro posto, dentro le rocce. Viveva in grotte e dormiva nelle cappelle lungo le strade. ([[Antonia Susan Byatt]]) *«Lassù invece», e indicò la montagna che s'innalzava obliqua sulle case fitte fitte del paese, «c'è l'altro polo di Ascona, e questo non può passare inosservato, perché irradia la sua luce e non mette la fiaccola sotto il moggio. Devi sapere che là sorge la roccaforte di [[Rudolf Steiner]], l'antroposofo, il Monte Verità». Ero orgoglioso di poter vivere in un luogo così celebre. ([[Friedrich Glauser]]) *​Non si saprebbe spiegare in altro modo la corrente magnetica e il raggio medianico che attira intorno a Locarno certa umanità in erratico, filosofi baltici e occultisti olandesi, teosofi, antroposofi giardinieri egittologi e igienisti mistici, vegetariani allevatori di polli per il mercato, platonici depravati, nazzareni che altro non hanno del Cristo se non la chioma, donne stranite avvolte in tela da tendine, celebranti di messe nere, forse, e forse antropofagi raccolti in capanne, intorno alla montagna infesta, sparsa in cima, come una landa, di rare betulle, luogo che s'avverte, predestinato al sacrilegio, al sabba diabolico e ai sacrifici umani. ([[Alexandre Cingria]]) *«Quanto al Monte Verità...» s'interruppe e fissò lo sguardo lontano, come se lo rivedesse nella sua mente. «Non sono mai stato portato per le effusioni liriche, lo sai» disse. «Durante tutte le nostre scalate, anche le più belle, io ero sempre quello pratico e tu il poeta. In fatto di bellezza, però, non ho mai visto nulla che si possa paragonare al Monte Verità. Certo, abbiamo scalato vette molto più alte, tu e io, e infinitamente più pericolose, ma quella era, come dire?... sublime.» ([[Daphne du Maurier]]) *''Sono passati i tempi | di Monte Verità, dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui {{NDR|ad Ascona}} qualcosa regge.'' ([[Eugenio Montale]]) *Sopra Ascona affiorano le negre rocce del Monte Verità, aridi dossi punteggiati dai tronchi d'argento delle betulle: luogo scelto, i primi del secolo, da alcuni naturisti che in quella solare solitudine intendevano vivere secondo la «loro» verità. ([[Piero Bianconi]]) ==Voci correlate== *[[Ascona]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Montagne della Svizzera|Verità]] bagi8aclb6polscwdnz5xdgwsosp0m7 Sturm und Drang 0 221672 1415616 1393485 2026-06-04T15:31:13Z Gaux 18878 Barbara Allason 1415616 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Friedrich Maximilian von Klinger.jpg|thumb|upright=0.8|Friedrich Maximilian Klinger, esponente dello Sturm und Drang]] Citazioni sullo '''Sturm und Drang''', movimento letterario e culturale tedesco. *Ecco, attorno al '70 un movimento violento, incomposto, un'«esplosione di gioventù» , in arte crociata contro le regole tradizionali, contro le forme fisse, contro le distinzioni dei generi; in filosofia e in morale reazione contro il [[materialismo]] e il [[razionalismo]], quindi ritorno alle formule consacrate dalla fede e dalla rivelazione.<br>Questo violento moto – lo «Sturm und Drang» – si acquetò, ristette; ma il germe pieno di vitalità non andò perduto e ne furono fecondate le giovinezze di Herder, di Goethe, di Schiller, giovinezze predestinate che non potevano adattarsi entro le rotaie tracciate da altri, e alla calma del [[Classicismo (letteratura)|classicismo]] non potevano giungere che attraverso le tempeste di una rivoluzione. ([[Barbara Allason]]) *''Sturm und Drang'', Uragano ed Impeto, si chiamerà [...] il primo movimento poetico tipicamente anarchico e tedesco, prendendo il suo nome da una noiosa e presuntuosa tragedia di [[Friedrich Maximilian Klinger|Massimiliano Klinger]] rappresentata nel 1776. Sfrenato, stravagante, pazzesco, amorale, tutto orgoglio e ostentazione, questo movimento da cui uscì il [[Romanticismo]] tedesco, rivendica con un fare (oggi si direbbe) da [[Futurismo|futurista]] i diritti dell'originalità contro le convenzioni sociali e le leggi morali, i diritti dell'avvenire contro il passato, il diritto dell'istinto e della passione contro la ragione. ([[Ugo Ojetti]]) ==Voci correlate== *[[Romanticismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo|}} {{s}} [[Categoria:Correnti letterarie]] [[Categoria:Movimenti culturali]] g7vsm8dlvix4kai8e9p5xm05929t31z 1415620 1415616 2026-06-04T15:52:53Z Gaux 18878 altra di Ojetti 1415620 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Friedrich Maximilian von Klinger.jpg|thumb|upright=0.8|Friedrich Maximilian Klinger, esponente dello Sturm und Drang]] Citazioni sullo '''Sturm und Drang''', movimento letterario e culturale tedesco. *È stato ripetuto fino alla sazietà che prima lo ''Sturm und Drang'', poi il [[Romanticismo]] che lo moderò e lo addolcì e ne mutò l'uragano in un sospiro, rappresentarono il trionfo dell'[[Idealismo (filosofia)|idealismo]] non solo sul vecchio materialismo tedesco ma su tutta l'Europa. ([[Ugo Ojetti]]) *Ecco, attorno al '70 un movimento violento, incomposto, un'«esplosione di gioventù» , in arte crociata contro le regole tradizionali, contro le forme fisse, contro le distinzioni dei generi; in filosofia e in morale reazione contro il [[materialismo]] e il [[razionalismo]], quindi ritorno alle formule consacrate dalla fede e dalla rivelazione.<br>Questo violento moto – lo «Sturm und Drang» – si acquetò, ristette; ma il germe pieno di vitalità non andò perduto e ne furono fecondate le giovinezze di Herder, di Goethe, di Schiller, giovinezze predestinate che non potevano adattarsi entro le rotaie tracciate da altri, e alla calma del [[Classicismo (letteratura)|classicismo]] non potevano giungere che attraverso le tempeste di una rivoluzione. ([[Barbara Allason]]) *''Sturm und Drang'', Uragano ed Impeto, si chiamerà [...] il primo movimento poetico tipicamente anarchico e tedesco, prendendo il suo nome da una noiosa e presuntuosa tragedia di [[Friedrich Maximilian Klinger|Massimiliano Klinger]] rappresentata nel 1776. Sfrenato, stravagante, pazzesco, amorale, tutto orgoglio e ostentazione, questo movimento da cui uscì il [[Romanticismo]] tedesco, rivendica con un fare (oggi si direbbe) da [[Futurismo|futurista]] i diritti dell'originalità contro le convenzioni sociali e le leggi morali, i diritti dell'avvenire contro il passato, il diritto dell'istinto e della passione contro la ragione. ([[Ugo Ojetti]]) ==Voci correlate== *[[Romanticismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo|}} {{s}} [[Categoria:Correnti letterarie]] [[Categoria:Movimenti culturali]] d9lp6whm5gu30vlegw7iebxneyxcfk9 1415621 1415620 2026-06-04T15:54:07Z Gaux 18878 wlink ripetuto, no stub 1415621 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Friedrich Maximilian von Klinger.jpg|thumb|upright=0.8|Friedrich Maximilian Klinger, esponente dello Sturm und Drang]] Citazioni sullo '''Sturm und Drang''', movimento letterario e culturale tedesco. *È stato ripetuto fino alla sazietà che prima lo ''Sturm und Drang'', poi il [[Romanticismo]] che lo moderò e lo addolcì e ne mutò l'uragano in un sospiro, rappresentarono il trionfo dell'[[Idealismo (filosofia)|idealismo]] non solo sul vecchio materialismo tedesco ma su tutta l'Europa. ([[Ugo Ojetti]]) *Ecco, attorno al '70 un movimento violento, incomposto, un'«esplosione di gioventù» , in arte crociata contro le regole tradizionali, contro le forme fisse, contro le distinzioni dei generi; in filosofia e in morale reazione contro il [[materialismo]] e il [[razionalismo]], quindi ritorno alle formule consacrate dalla fede e dalla rivelazione.<br>Questo violento moto – lo «Sturm und Drang» – si acquetò, ristette; ma il germe pieno di vitalità non andò perduto e ne furono fecondate le giovinezze di Herder, di Goethe, di Schiller, giovinezze predestinate che non potevano adattarsi entro le rotaie tracciate da altri, e alla calma del [[Classicismo (letteratura)|classicismo]] non potevano giungere che attraverso le tempeste di una rivoluzione. ([[Barbara Allason]]) *''Sturm und Drang'', Uragano ed Impeto, si chiamerà [...] il primo movimento poetico tipicamente anarchico e tedesco, prendendo il suo nome da una noiosa e presuntuosa tragedia di [[Friedrich Maximilian Klinger|Massimiliano Klinger]] rappresentata nel 1776. Sfrenato, stravagante, pazzesco, amorale, tutto orgoglio e ostentazione, questo movimento da cui uscì il Romanticismo tedesco, rivendica con un fare (oggi si direbbe) da [[Futurismo|futurista]] i diritti dell'originalità contro le convenzioni sociali e le leggi morali, i diritti dell'avvenire contro il passato, il diritto dell'istinto e della passione contro la ragione. ([[Ugo Ojetti]]) ==Voci correlate== *[[Romanticismo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo|}} [[Categoria:Correnti letterarie]] [[Categoria:Movimenti culturali]] dmja5hajp1xm3a1mojvn5sx02f3nfzo Sayf 0 222165 1415637 1409037 2026-06-04T20:18:08Z IvanScrooge98 45087 esagerati 1415637 wikitext text/x-wiki [[File:Sayf all'uscita dal Dopofestival - Sanremo 2026 01.jpg|thumb|Sayf nel 2026]] '''Sayf''', pseudonimo di '''Adam Sayf Viacava''' (1999 – vivente), rapper e cantautore italiano. ==Citazioni di Sayf== {{cronologico}} *Credo che la cosa che si percepisca nella mia musica è che non c'è una reference. Il pubblico si accorge che quello che faccio è spontaneo. Io faccio le cose alla buona, ma non nel senso che le faccio a caso, nel senso che faccio quel che mi sento di fare, senza preclusioni mentali. Mi piace tutta la scena rap europea e non solo, però non è il mio pallino. Ascolto la samba e la cumbia tanto quando le canzoni melodiche italiane. Anche qui non c'è nulla di predefinito. Non lo faccio questo perché mi voglio distinguere dagli altri, lo faccio perché sono così.<ref>Dall'intervista di Gabriel Serorussi, ''[https://www.rollingstone.it/musica/storie-musica/vi-presentiamo-sayf-un-nuovo-prototipo-di-rapper/964401/ Vi presentiamo Sayf, un nuovo prototipo di rapper]'', ''rollingstone.it'', 8 febbraio 2025.</ref> *Nella musica di un tempo c'era un rispetto maggiore nell'uso delle parole. Anche io a volte faccio la trappata ignorante e leggera che mi diverte o uso termini di un certo tipo perché servono per rafforzare un concetto, ma il mio ideale di musica è un altro e sento di non averlo ancora raggiunto come vorrei. Quello che mi piacerebbe far capire è che la vita è bella nelle piccole cose, che l'importante è curare i rapporti con se stessi e con le persone più di tutto il resto. Questa cosa un po' mi manca nella musica di oggi, ma mi rendo anche conto che alla fine questa è l'epoca di cui sono figlio e devo farci pace, senza rimpiangere troppo il passato.<ref>Dall'intervista di Greta Valicenti, ''[https://billboard.it/interviste/sayf-gen-b-intervista/2025/04/03182317/ Sayf sta diventando grande]'', ''billboard.it'', 3 aprile 2025.</ref> *{{NDR|«La tua musica è un inno a godersi la vita. Il tuo spirito, diciamo, festaiolo da dove arriva?»}} A livello musicale, paradossalmente, proprio dalla musica "italiana": è un clima che, anche solo a livello di cliché, ho sempre respirato molto nel pop. Per il resto, non è tanto una parte del carattere in sé, ma una mia risposta alle cose della vita: quando vedo che il mondo va così male – le guerre su tutto, ma anche il capitalismo imperante, che mi sembra si stia mangiando tutto – l'unica soluzione che ho, per ora, è di fare festa, sorridere e cercare di andare avanti nonostante l'orrore.<ref>Dall'intervista di Patrizio Ruviglioni, ''[https://www.esquire.com/it/cultura/musica/a65089070/sayf-intervista/ Sayf: "Io sto bene al mare, altro che quella metropoli di Milano"]'', ''esquire.com'', 23 giugno 2025.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sayf}} [[Categoria:Cantautori italiani]] [[Categoria:Rapper italiani]] hieqm6lore05xxuggpw0q248zg6x49u Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1415622 1415526 2026-06-04T15:56:55Z Gaux 18878 Sturm und Drang: destub con due citazioni 1415622 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. 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Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. ([[Barbara Allason]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] a8o87p91j64ch0j5dkq2ukehvan8j5m 1415587 1415586 2026-06-04T14:21:18Z Gaux 18878 immagine 1415587 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Heinrich Tischbein - Bildnis der Caroline Schelling (1798).jpg|thumb|upright=0.8||Caroline Schelling]] '''Caroline Schelling''', nota anche come '''Caroline Böhmer''' o '''Caroline Schlegel''' (1763 – 1809), scrittrice e traduttrice tedesca. ==Citazioni su Caroline Schelling== *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. ([[Barbara Allason]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] n16870qydj9yffrqxyapfl1k4pjfor1 1415599 1415587 2026-06-04T14:41:26Z Gaux 18878 altra dell'Allason 1415599 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Heinrich Tischbein - Bildnis der Caroline Schelling (1798).jpg|thumb|upright=0.8||Caroline Schelling]] '''Caroline Schelling''', nota anche come '''Caroline Böhmer''' o '''Caroline Schlegel''' (1763 – 1809), scrittrice e traduttrice tedesca. ==Citazioni su Caroline Schelling== *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. ([[Barbara Allason]] *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è Caroline Schlegel, quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! ([[Barbara Allason]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] cfw636bwit3t36tewevk0yige0hq8dc 1415606 1415599 2026-06-04T15:11:01Z Gaux 18878 vita a Gottinga 1415606 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Heinrich Tischbein - Bildnis der Caroline Schelling (1798).jpg|thumb|upright=0.8||Caroline Schelling]] '''Caroline Schelling''', nota anche come '''Caroline Böhmer''' o '''Caroline Schlegel''' (1763 – 1809), scrittrice e traduttrice tedesca. ==Citazioni su Caroline Schelling== *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. ([[Barbara Allason]]) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. ([[Barbara Allason]] *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è Caroline Schlegel, quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! ([[Barbara Allason]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] 524aep4p9f2vmhxdw3ibps22fdwuwb3 1415607 1415606 2026-06-04T15:11:32Z Gaux 18878 typo 1415607 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Heinrich Tischbein - Bildnis der Caroline Schelling (1798).jpg|thumb|upright=0.8||Caroline Schelling]] '''Caroline Schelling''', nota anche come '''Caroline Böhmer''' o '''Caroline Schlegel''' (1763 – 1809), scrittrice e traduttrice tedesca. ==Citazioni su Caroline Schelling== *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. ([[Barbara Allason]]) *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. ([[Barbara Allason]]) *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è Caroline Schlegel, quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! ([[Barbara Allason]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] k05dmcue4vgp8jkv94kylerbgzkoq0w 1415609 1415607 2026-06-04T15:13:05Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1415609 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Heinrich Tischbein - Bildnis der Caroline Schelling (1798).jpg|thumb|upright=0.8||Caroline Schelling]] '''Caroline Schelling''', nota anche come '''Caroline Böhmer''' o '''Caroline Schlegel''' (1763 – 1809), scrittrice e traduttrice tedesca. ==Citazioni su Caroline Schelling== ===[[Barbara Allason]]=== *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è Caroline Schlegel, quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] 78lg5k4bpa144xeli4ckswvcbddijav 1415610 1415609 2026-06-04T15:13:35Z Gaux 18878 sezione Note 1415610 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Heinrich Tischbein - Bildnis der Caroline Schelling (1798).jpg|thumb|upright=0.8||Caroline Schelling]] '''Caroline Schelling''', nota anche come '''Caroline Böhmer''' o '''Caroline Schlegel''' (1763 – 1809), scrittrice e traduttrice tedesca. ==Citazioni su Caroline Schelling== ===[[Barbara Allason]]=== *A Gottinga Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è Caroline Schlegel, quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] iae52uzqxxuu7p8ixue026rg3ddoam5 1415611 1415610 2026-06-04T15:15:03Z Gaux 18878 wlink 1415611 wikitext text/x-wiki [[File:Johann Heinrich Tischbein - Bildnis der Caroline Schelling (1798).jpg|thumb|upright=0.8||Caroline Schelling]] '''Caroline Schelling''', nota anche come '''Caroline Böhmer''' o '''Caroline Schlegel''' (1763 – 1809), scrittrice e traduttrice tedesca. ==Citazioni su Caroline Schelling== ===[[Barbara Allason]]=== *A [[Gottinga]] Caroline mena una vita assai varia e piacevole: le sue lettere narrano frequentemente di balli, ricevimenti, gite in campagna compiute in numerosa e lieta comitiva. Anche il [[teatro]] vi occupa un gran posto – come occupava realmente nella vita di allora – e Caroline si appassiona per le compagnie che arrivano e che partono, per le belle attrici e ancor più per gli attori famosi che fanno passare brividi di entusiasmo nella sua anima giovanile.<br>Nomi illustri ricorrono spesso sotto la sua penna, poiché tanto casa Michaelis<ref>La casa del padre [[Johann David Michaelis]].</ref> quanto le case amiche erano frequentate da professori, scrittori, diplomatici, scienziati; così Caroline si avvezza per tempo a conversare con le persone più colte e affinate e a goder tra di loro fama di intelligentissima; anzi, all'inizio dell'epistolario questo le dà a momenti un atteggiamento lievemente presuntuosetto che noi perdoniamo al ''backfisch'', e che d'altronde presto scompare. *Caroline non amava [[Friedrich Schiller|Schiller]], non lo aveva amato mai. Quando poi la vita li pose di fronte, Schiller le rese tutta la sua antipatia. Infatti essi erano tanto diversi: austero egli e severo all'umana fralezza quanto ella le era indulgente per gli altri e per sé, egli tutto d'un pezzo pieno di rispetto e di gravità davanti alla tragedia della vita, ed ella leggera, spregiudicata, ironica, pronta a risuscitare cento volte da ogni dolore; egli assertore di una femminilità integrale, dotata delle tradizionali virtù di rassegnazione, dedizione, sacrificio; ella «[[Diotima]] indipendente», {{sic|androgine}} superbo delle sue femminee debolezze e delle virili meditazioni. *Una poetessa di poco posteriore a quei tempi, – una quasi dimenticata, [[Luise Hensel|Luisa Hensel]] – ha rappresentato i [[Romanticismo|Romantici]] aggruppati in una barca, lungo un bel fiume: la barca canora risale la corrente, il sole splende in fronte ai giovani vati. [...].<br>A prua [...] della barca siede una donna; oh non una donna simbolica, come si potrebbe credere, trattandosi di Romantici! tutt'al più una Musa, ma una viva Musa, a volta a volta grave e scherzosa, con occhi pieni di malizia, sotto una fronte piena di pensiero: i Romantici a certi istanti sembrano tutti pendere dalle sue labbra, e quasi tutti anche, a modo loro, la amano un poco.<br>Essa è Caroline Schlegel, quella che i Romantici chiamarono semplicemente «Caroline». Tra i suoi contemporanei ella fu famosa per l'intensa spiritualità, per la virtù ch'ella ebbe in grado eccellente di animare e suscitare negli altri l'energia artistica; tra i posteri vive in grazia di un epistolario, ma quale epistolario! ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Schelling, Caroline}} [[Categoria:Scrittori tedeschi]] [[Categoria:Traduttori tedeschi]] 6nzx6qv2gzyksutab76u3tw81poj016 Caroline Böhmer 0 225157 1415589 2026-06-04T14:24:21Z Gaux 18878 cognome coniugale 1415589 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Caroline Schelling]] fgo83k4nz8yvc062jz3qz90xhmb5af4 Caroline Schlegel 0 225158 1415590 2026-06-04T14:25:27Z Gaux 18878 cognome coniugale 1415590 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Caroline Schelling]] fgo83k4nz8yvc062jz3qz90xhmb5af4 Discussioni utente:AntoWiki12!! 3 225159 1415636 2026-06-04T20:07:09Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415636 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:07, 4 giu 2026 (CEST)}} cm01wyenj5ow6ewuh34tkf37g8f5zu1 Discussioni utente:MattCri09 3 225160 1415638 2026-06-04T20:27:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415638 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:27, 4 giu 2026 (CEST)}} g50wezh6nl0awja4fbii4dj41jzz1j7 Discussioni utente:Manuelmanusia 3 225161 1415639 2026-06-04T20:37:23Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415639 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:37, 4 giu 2026 (CEST)}} c3dw5dohflh503w4g5yp5enfxwfqvzv Discussioni utente:Manilarosa 3 225162 1415641 2026-06-04T20:57:51Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415641 wikitext text/x-wiki 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Varzi]]''' (1958 – vivente), filosofo italiano. * '''[[Caterina Varzi]]''' – attrice, sceneggiatrice e scrittrice italiana qgtjohwwm6cmhold8o0xm1hvdanyqwu Discussioni utente:Interactive-wikinfo 3 225165 1415649 2026-06-04T23:18:42Z Mfield 107391 Mfield ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Interactive-wikinfo]] a [[Discussioni utente:Interactive-MAB]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Interactive-wikinfo|Interactive-wikinfo]]" a "[[Special:CentralAuth/Interactive-MAB|Interactive-MAB]]" 1415649 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Interactive-MAB]] 0xmpy7ucyrgcfskwaho8l6s919zfec6 Utente:Interactive-wikinfo 2 225166 1415651 2026-06-04T23:18:42Z Mfield 107391 Mfield ha spostato la pagina [[Utente:Interactive-wikinfo]] a [[Utente:Interactive-MAB]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Interactive-wikinfo|Interactive-wikinfo]]" a 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risparmiare quattrini, finito il ginnasio giunsi a frequentare la prima classe al Regio Liceo Ginnasio «Carlo Alberto» di Novara, studente esterno. Faticavo, nei mesi di primavera e d'estate, in bicicletta dal paese alla città, ogni giorno.<br>Allora, anche se eravamo povera gente, vestivamo con giacca, camicia e cravatta, e anche i professori, tit..." 1415674 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni sul '''Liceo Classico Carlo Alberto''' di Novara. *Come uno sbandato, e certamente anche per risparmiare quattrini, finito il ginnasio giunsi a frequentare la prima classe al Regio Liceo Ginnasio «Carlo Alberto» di Novara, studente esterno. Faticavo, nei mesi di primavera e d'estate, in bicicletta dal paese alla città, ogni giorno.<br>Allora, anche se eravamo povera gente, vestivamo con giacca, camicia e cravatta, e anche i professori, titolari di cattedre duramente conquistate, si presentavano alla scuola vestiti come se andassero alla messa della domenica. ([[Dante Graziosi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Istruzione in Italia]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] sab1e3alnkx0a4oas2wx3hntjr6znoa 1415675 1415674 2026-06-05T08:04:16Z Spinoziano 2297 Spinoziano ha spostato la pagina [[Liceo Classico Carlo Alberto]] a [[Liceo classico Carlo Alberto]] senza lasciare redirect: Titolo errato 1415674 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni sul '''Liceo Classico Carlo Alberto''' di Novara. *Come uno sbandato, e certamente anche per risparmiare quattrini, finito il ginnasio giunsi a frequentare la prima classe al Regio Liceo Ginnasio «Carlo Alberto» di Novara, studente esterno. Faticavo, nei mesi di primavera e d'estate, in bicicletta dal paese alla città, ogni giorno.<br>Allora, anche se eravamo povera gente, vestivamo con giacca, camicia e cravatta, e anche i professori, titolari di cattedre duramente conquistate, si presentavano alla scuola vestiti come se andassero alla messa della domenica. ([[Dante Graziosi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Istruzione in Italia]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] sab1e3alnkx0a4oas2wx3hntjr6znoa 1415678 1415675 2026-06-05T08:11:09Z Spinoziano 2297 1415678 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} Citazioni sul '''Liceo classico Carlo Alberto''' di Novara. *Come uno sbandato, e certamente anche per risparmiare quattrini, finito il ginnasio giunsi a frequentare la prima classe al Regio Liceo Ginnasio «Carlo Alberto» di Novara, studente esterno. Faticavo, nei mesi di primavera e d'estate, in bicicletta dal paese alla città, ogni giorno.<br>Allora, anche se eravamo povera gente, vestivamo con giacca, camicia e cravatta, e anche i professori, titolari di cattedre duramente conquistate, si presentavano alla scuola vestiti come se andassero alla messa della domenica. ([[Dante Graziosi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Istruzione in Italia]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] cs8xecvpbjszijypl4kuasev0itiewr Discussioni utente:FaggioVirtuoso 3 225172 1415676 2026-06-05T08:05:58Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415676 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:05, 5 giu 2026 (CEST)}} odh2c5b19se3yo9uem7yi7wwekbj4rw Eugenio Villoresi 0 225173 1415681 2026-06-05T08:39:49Z Marcella Medici (BEIC) 84396 creazione voce 1415681 wikitext text/x-wiki [[File:Eugenio Villoresi - BEIC 6304584.tif|miniatura|''Memoria intorno ai canali d'irrigazione e di navigazione da attivarsi colle acque del Lago Maggiore'', 1869]] '''Eugenio Villoresi''' (1810 – 1879), ingegnere italiano. ==''Memoria intorno ai canali d'irrigazione e di navigazione da attivarsi colle acque del Lago Maggiore''== *Essendo l'irrigazione chiamata a supplire alla deficienza delle pioggie essa potrà ritenersi soddisfacente per la coltura del prato, delle erbe, dei cereali quando valga a portare e mantenere la necessaria umidità in quello strato di terreno nel quale funzionano le loro radici. (p. 13) *Un canale aperto in terreno argilloso perderà meno acqua di quello aperto in terreno ghiaioso; quanta maggiore è la pendenza del fondo del cavo altrettanto minore sarà il tempo impiegato dall'acqua ad arrivare alla sua destinazione, per la maggiore velocità che l'acqua stessa assume nel cavo. (p. 14) *Se è facile a determinarsi, almeno in via approssimativa, la quantità di acqua che perde un canale per evaporazione, assai difficile è lo stabilire a priori, cioè prima che il Canale sia aperto, quale sarà la perdita per infiltrazioni. Però se impossibile eliminare la prima, oramai riesce molto facile, se non di escludere, certamente di ridurre a minime proporzioni la seconda. (p. 23) *Riconosciuto che la natura dei terreni che occorreva occupare col canale lasciavano supporre il bisogno di opere di difesa ci siamo occupati di prendere cognizione, di esaminare e sottoporre a calcolo i varii mezzi usati per togliere le filtrazioni nelle vasche raccoglitrici d'acqua e nei condotti di scolo siano pubblici, che privati, tanto presso di noi che all'estero. (p. 23) ==Bibliografia== *Eugenio Villoresi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4606096 Memoria intorno ai canali d'irrigazione e di navigazione da attivarsi colle acque del Lago Maggiore]'', Tipografia già Salvi diretta da L. Bortolotti, Milano, 1869. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Villoresi, Eugenio}} [[Categoria:Ingegneri italiani]] 5fg1jkqtvmramc8jdhipx4xq83njhlk 1415692 1415681 2026-06-05T09:48:42Z Spinoziano (BEIC) 86405 wlink 1415692 wikitext text/x-wiki [[File:Eugenio Villoresi - BEIC 6304584.tif|miniatura|''Memoria intorno ai canali d'irrigazione e di navigazione da attivarsi colle acque del Lago Maggiore'', 1869]] '''Eugenio Villoresi''' (1810 – 1879), ingegnere italiano. ==''Memoria intorno ai canali d'irrigazione e di navigazione da attivarsi colle acque del Lago Maggiore''== *Essendo l'irrigazione chiamata a supplire alla deficienza delle pioggie essa potrà ritenersi soddisfacente per la coltura del prato, delle erbe, dei cereali quando valga a portare e mantenere la necessaria umidità in quello strato di terreno nel quale funzionano le loro radici. (p. 13) *Un [[Canale artificiale|canale]] aperto in terreno argilloso perderà meno acqua di quello aperto in terreno ghiaioso; quanta maggiore è la pendenza del fondo del cavo altrettanto minore sarà il tempo impiegato dall'acqua ad arrivare alla sua destinazione, per la maggiore velocità che l'acqua stessa assume nel cavo. (p. 14) *Se è facile a determinarsi, almeno in via approssimativa, la quantità di acqua che perde un canale per evaporazione, assai difficile è lo stabilire a priori, cioè prima che il Canale sia aperto, quale sarà la perdita per infiltrazioni. Però se impossibile eliminare la prima, oramai riesce molto facile, se non di escludere, certamente di ridurre a minime proporzioni la seconda. (p. 23) *Riconosciuto che la natura dei terreni che occorreva occupare col canale lasciavano supporre il bisogno di opere di difesa ci siamo occupati di prendere cognizione, di esaminare e sottoporre a calcolo i varii mezzi usati per togliere le filtrazioni nelle vasche raccoglitrici d'acqua e nei condotti di scolo siano pubblici, che privati, tanto presso di noi che all'estero. (p. 23) ==Bibliografia== *Eugenio Villoresi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4606096 Memoria intorno ai canali d'irrigazione e di navigazione da attivarsi colle acque del Lago Maggiore]'', Tipografia già Salvi diretta da L. 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Però se impossibile eliminare la prima, oramai riesce molto facile, se non di escludere, certamente di ridurre a minime proporzioni la seconda. *Un canale aperto in terreno argilloso perderà meno acqua di quello aperto in terreno ghiaioso; quanta maggiore è la pendenza del fondo del cavo altrettanto minore sarà il tempo impiegato dall'acqua ad arrivare alla sua destinazione, per la maggiore velocità che l'acqua stessa assume nel cavo. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Ingegneria]] qvw246nv4f7b7t1cpdppvbsaqsfwnrh 1415693 1415682 2026-06-05T09:52:01Z Spinoziano (BEIC) 86405 destub, categorie 1415693 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Canale Quintino Sella a Garbagna Novarese.jpg|thumb|Canale Quintino Sella a Garbagna Novarese]] Citazioni sul '''canale artificiale'''. ==[[Eugenio Villoresi]]== *Riconosciuto che la natura dei terreni che occorreva occupare col canale lasciavano supporre il bisogno di opere di difesa ci siamo occupati di prendere cognizione, di esaminare e sottoporre a calcolo i varii mezzi usati per togliere le filtrazioni nelle vasche raccoglitrici d'acqua e nei condotti di scolo siano pubblici, che privati, tanto presso di noi che all'estero. *Se è facile a determinarsi, almeno in via approssimativa, la quantità di acqua che perde un canale per evaporazione, assai difficile è lo stabilire a priori, cioè prima che il Canale sia aperto, quale sarà la perdita per infiltrazioni. Però se impossibile eliminare la prima, oramai riesce molto facile, se non di escludere, certamente di ridurre a minime proporzioni la seconda. *Un canale aperto in terreno argilloso perderà meno acqua di quello aperto in terreno ghiaioso; quanta maggiore è la pendenza del fondo del cavo altrettanto minore sarà il tempo impiegato dall'acqua ad arrivare alla sua destinazione, per la maggiore velocità che l'acqua stessa assume nel cavo. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Infrastrutture]] [[Categoria:Ingegneria idraulica]] 0ygrvidjkjfcyib71deosgheb6nuf5d Discussioni utente:Samanone 3 225175 1415684 2026-06-05T08:47:24Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415684 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:47, 5 giu 2026 (CEST)}} lk4xkf780dtz0y6cea18sffxc2vvvs7 Discussioni utente:Wikiminds34 3 225176 1415689 2026-06-05T09:26:11Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415689 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:26, 5 giu 2026 (CEST)}} j42s233tttzq0xtcr938y0y07kucwkm Discussioni utente:Arrnik 3 225177 1415691 2026-06-05T09:39:19Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415691 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:39, 5 giu 2026 (CEST)}} ciypbf4lpr1ulzl5xm7jbisq25ptm8l Discussioni utente:Oxenedor 3 225178 1415696 2026-06-05T11:47:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415696 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:47, 5 giu 2026 (CEST)}} m6b3d4i3yj3u41u34atkj41j9mkup8w